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12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N.

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stimato in euro 5.000.000,00 per lanno 2015 e in euro La presente legge pubblicata sul Bollettino Ufficiale
5.800.000,00 per lanno 2016; della Regione. E fatto obbligo a chiunque spetti di os-
4. Larticolo 24, comma 1, del d.lgs. 504/1992 sta- servarla e farla osservare come legge della Regione To-
bilisce il 10 novembre quale termine ultimo entro il scana.
quale la Regione pu con legge determinare limporto
della tassa automobilistica, nella misura compresa tra ROSSI
il 90 ed il 110 per cento degli importi vigenti nellanno
precedente, con effetto sui pagamenti da eseguire dal 1 Firenze, 7 novembre 2014
gennaio successivo;
5. necessario, per rispettare tale termine, disporre La presente legge stata approvata dal Consiglio regio-
lentrata in vigore della presente legge dalla data di pub- nale nella seduta del 04.11.2014
blicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Tosca-
na; ESTREMI DEI LAVORI PREPARATORI

Approva la presente legge Proposta di legge della Giunta regionale 20 ottobre


2014, n. 2
Art. 1 divenuta
Modifiche allarticolo 1 bis della l.r. 52/2006 Proposta di legge del Consiglio regionale 22 ottobre
2014, n. 362
1. Dopo il comma 2 quinquies dellarticolo 1 bis della Proponente:
legge regionale 2 novembre 2006, n. 52 (Determinazione Assessore Vittorio Bugli
dellimporto della tassa automobilistica regionale), in-
Assegnata alla 1^ Commissione consiliare
serito il seguente:
Messaggio della Commissione in data 29 ottobre 2014
2 quinquies 1. Gli importi di cui al comma 2 bis,
Approvata in data 4 novembre 2014
cos come determinati ai sensi dei commi 2 quater e 2
Divenuta legge regionale 52/2014 (atti del Consiglio)
quinquies, sono ridotti del 10 per cento per i pagamenti
da eseguirsi dal 1 gennaio 2015 relativi a periodi fissi
successivi a tale data..
AVVERTENZA
2. Dopo il comma 2 septies dellarticolo 1 bis della l.r.
Si pubblica di seguito, mediante collegamento infor-
52/2006 aggiunto il seguente:
matico alla Raccolta normativa della Regione Toscana,
2 octies. Gli importi di cui al comma 2 sexies sono
il testo della legge regionale 2 novembre 2006, n. 52
ridotti del 10 per cento per i pagamenti da eseguirsi dal
(Determinazione dellimporto della tassa automobilistica
1 gennaio 2015 relativi a periodi fissi successivi a tale
regionale), cos come risulta modificato dalla legge re-
data..
gionale sopra riportata.
Art. 2
Modifiche allarticolo 1 quater della l.r. 52/2006 Il testo coordinato stato redatto a cura degli uffici del
Consiglio regionale, ai sensi dellarticolo 10 della legge
1. Dopo il comma 1 quater dellarticolo 1 quater della regionale 23 aprile 2007, n. 23 (Nuovo ordinamento del
l.r. 52/2006 inserito il seguente: Bollettino Ufficiale della Regione Toscana e norme per
1 quater 1. Alle minori entrate derivanti dallappli- la pubblicazione degli atti. Modifiche alla legge regio-
cazione dei commi 2 quinquies 1 e 2 octies dellarticolo nale 20 gennaio 1995, n. 9 Disposizioni in materia di
1 bis, stimate in euro 2.630.000,00 per il 2015 ed euro procedimento amministrativo e di accesso agli atti), al
2.830.000,00 per il 2016 a valere sulla UPB di entrata solo fine di facilitare la lettura. Il testo non ufficiale.
111 Imposte e tasse, si fa fronte attraverso il maggior Solo la versione del Bollettino Ufficiale ha valore legale.
gettito tributario derivante dalla legislazione vigente ed Le modifiche sono stampate con caratteri corsivi e con le
imputabile alla medesima UPB di entrata 111 Imposte note ne sono specificate le fonti.
e tasse.
Legge regionale 2 novembre 2006, n. 52
Art. 3
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della LEGGE REGIONALE 10 novembre 2014, n. 65
pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione To-
scana. Norme per il governo del territorio.
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Il Consiglio regionale ha approvato Art. 20 - Disposizioni particolari per ladozione e
Il Presidente della Giunta lapprovazione degli atti di governo del territorio
promulga Art. 21 - Aggiornamenti del quadro conoscitivo e ret-
tifica di errori materiali
la seguente legge:
Capo II
SOMMARIO Disposizioni procedurali particolari
per lintegrazione del PIT
PREAMBOLO
Art. 22 - Atti di integrazione al PIT
Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI Capo III
Disposizioni per la pianificazione intercomunale
Capo I
Principi generali Art. 23 - Adozione e approvazione del piano strutturale
intercomunale dei comuni non obbligati allesercizio as-
Art. 1 - Oggetto e finalit della legge sociato delle funzioni fondamentali
Art. 2 - Il governo del territorio Art. 24 - Adozione e approvazione del piano strutturale
Art. 3 - Il patrimonio territoriale intercomunale dei comuni obbligati allesercizio associato
Art. 4 - Tutela del territorio e condizioni per le delle funzioni fondamentali
trasformazioni. Individuazione del perimetro del territorio Art. 25- Disposizioni per la pianificazione di nuovi
urbanizzato impegni di suolo esterni al perimetro del territorio urba-
Art. 5 - Le invarianti strutturali nizzato. Conferenza di copianificazione
Art. 6 - Lo statuto del territorio Art. 26 - Disposizioni per la pianificazione delle gran-
Art. 7 - Limitazioni alle facolt di godimento dei beni di strutture di vendita
compresi nello statuto del territorio Art. 27 - Disposizioni per la pianificazione delle me-
die strutture di vendita
Capo II Art. 28 - Ambiti sovracomunali
Soggetti e atti del governo del territorio
Capo IV
Art. 8 - I soggetti Disposizioni procedurali semplificate
Art. 9 - Partecipazione agli atti di competenza statale
Art. 10 - Atti di governo del territorio Art. 29 - Varianti al piano strutturale relative a pre-
Art. 11 - Piani, programmi di settore e accordi di scrizioni localizzative
programma Art. 30 - Varianti semplificate al piano strutturale.
Art. 12 - Competenze nella formazione degli atti Varianti semplificate al piano operativo e relativo termine
Art. 13 - Misure cautelari di efficacia
Art. 31 - Adeguamento e conformazione al piano
Titolo II paesaggistico
Norme procedurali per la formazione degli atti di Art. 32 - Procedimento per ladozione e lapprovazione
governo del territorio delle varianti semplificate al piano strutturale e al piano
operativo
Capo I Art. 33 - Procedimento per lapprovazione dei piani
Disposizioni procedurali comuni attuativi
Art. 34 - Varianti mediante approvazione del progetto
Art. 14 - Disposizioni generali per la valutazione Art. 35 - Varianti mediante sportello unico per le at-
ambientale strategica degli atti di governo del territorio tivit produttive
e delle relative varianti
Art. 15 - Monitoraggio Capo V
Art. 16 - Norme procedurali per gli atti di governo Gli istituti della partecipazione
del territorio
Art. 17 - Avvio del procedimento Art. 36 - Linformazione e la partecipazione dei citta-
Art. 18 - Il responsabile del procedimento e sue dini alla formazione degli atti di governo del territorio.
funzioni Regolamento
Art. 19 - Adozione e approvazione degli strumenti di Art. 37 - Il garante dellinformazione e della parte-
pianificazione territoriale e di pianificazione urbanistica cipazione
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Art. 38 - Funzioni del garante dellinformazione e Art. 58 - Funzioni in materia di tutela paesaggistica
della partecipazione Art. 59 - Finalit del piano paesaggistico e osservatorio
Art. 39 - Il Garante regionale dellinformazione e regionale
della partecipazione Art. 60 - Valorizzazione dei paesaggi.
Art. 40 - Sostegno regionale alla informazione e par- Art. 61 - Parchi regionali e aree protette
tecipazione nel governo del territorio
Capo II
Titolo III Disposizioni per la qualit degli insediamenti
GLI ISTITUTI DELLA COLLABORAZIONE
INTERISTITUZIONALE Art. 62 - Qualit degli insediamenti. Regolamento
Art. 63 - Attuazione delle politiche per la casa negli
Capo I strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica
Gli accordi di pianificazione
Capo III
Art. 41 - Accordi di pianificazione Disposizioni sul territorio rurale
Art. 42 - Procedura per laccordo di pianificazione
Art. 43 - Conclusione dellaccordo di pianificazione Sezione I
Art. 44 - Definizione del piano regolatore dei porti di Disposizioni generali
interesse nazionale
Art. 45 - Definizione delle previsioni localizzative dei Art. 64 - Il territorio rurale
porti di interesse regionale Art. 65 - Nuclei rurali
Art. 46 - Definizione di previsioni mediante accordo Art. 66 - Ambiti di pertinenza dei centri e nuclei sto-
di pianificazione rici
Art. 67 - Ambiti periurbani
Capo II Art. 68 - Qualit del territorio rurale
Conferenza paritetica interistituzionale Art. 69 - Disposizioni sugli usi agricoli

Art. 47 - Conferenza paritetica interistituzionale Sezione II


Art. 48 - Tavolo tecnico Disciplina delle trasformazioni da parte
Art. 49 - Richiesta di pronuncia della conferenza dellimprenditore agricolo
paritetica e relativi effetti
Art. 50 - Modalit di funzionamento del tavolo te- Art. 70 - Installazione di manufatti temporanei e di
cnico ulteriori manufatti ad uso agricolo in assenza di program-
Art. 51 - Pronuncia della conferenza paritetica ma aziendale
Art. 52 - Valutazione delladeguamento alla pronuncia Art. 71 - Interventi sul patrimonio edilizio esistente
della conferenza paritetica a destinazione duso agricola in assenza di programma
aziendale
Capo III Art. 72 - Interventi sul patrimonio edilizio esistente
Le strutture tecniche del governo del territorio con destinazione duso agricola mediante programma
aziendale
Art. 53 - Le strutture tecniche del governo del terri- Art. 73 - Interventi di nuova edificazione mediante
torio programma aziendale
Art. 54 - Osservatorio paritetico della pianificazione. Art. 74 - Programma aziendale pluriennale di miglio-
Art. 55 - Il sistema informativo geografico regionale ramento agricolo ambientale
Art. 56 - Formazione e gestione del sistema informativo Art. 75 - Utilizzo di immobili a destinazione industriale
geografico regionale. Regolamento di attuazione o commerciale per lo svolgimento dellattivit agricola
Art. 57 - Contributi regionali Art. 76 - Trasferimenti di fondi agricoli

Titolo IV Sezione III


DISPOSIZIONI GENERALI PER Disciplina delle trasformazioni da parte di
LA TUTELA DEL PAESAGGIO E LA QUALIT soggetti diversi dallimprenditore agricolo
DEL TERRITORIO. DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI PORTI REGIONALI Art. 77 - Trasformazioni delle aree di pertinenza degli
edifici
Capo I Art. 78 - Manufatti per lattivit agricola amatoriale e
Patrimonio territoriale e paesaggio per il ricovero di animali domestici
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Art. 79 - Interventi sul patrimonio edilizio esistente Art. 105 - Aree non pianificate
con destinazione duso non agricola Art. 106 - Regolamenti edilizi
Art. 80 - Interventi in aree soggette a vincolo idrogeo-
logico e opere antincendi boschivi Capo II
Finalit, contenuti e procedure di
Sezione IV approvazione dei piani attuativi e del
Mutamento della destinazione progetto unitario convenzionato
duso agricola degli edifici
Sezione I
Art. 81 - Limitazioni al mutamento della destinazione Norme comuni per i piani attuativi
duso agricola
Art. 82 - Mutamento della destinazione duso agricola Art. 107 - Piani attuativi
mediante programma aziendale Art. 108 - Consorzi per la realizzazione dei piani at-
Art. 83 - Interventi sul patrimonio edilizio che com- tuativi
portano il mutamento della destinazione duso agricola Art. 109 - Contenuto dei piani attuativi
Art. 84 - Regolamento di attuazione contenente dispo- Art. 110 - Validit dei piani attuativi
sizioni per la qualit del territorio rurale Art. 111 - Approvazione dei piani attuativi
Art. 112 - Particolari varianti ai piani attuativi
Capo IV
Disposizioni in materia di porti regionali Sezione II
Piani attuativi dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane
Art. 85 - Porti di interesse regionale. Procedimento
per la previsione di nuovi porti, ampliamento e riqualifi- Art. 113 - Piani attuativi dei bacini estrattivi delle
cazione di quelli esistenti Alpi Apuane
Art. 86 - Piano regolatore portuale Art. 114 - Procedimento per lapprovazione dei piani
Art. 87 - Attuazione del piano regolatore portuale. attuativi dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane
Regolamento di attuazione
Sezione III
Titolo V Piani attuativi particolari
ATTI DI GOVERNO DEL TERRITORIO
Art. 115 - Piani di lottizzazione
Capo I Art. 116 - Piani particolareggiati
Contenuto degli atti di governo del territorio Art. 117 - Piani per ledilizia economica e popolare
Art. 118 - Piani per gli insediamenti produttivi
Art. 88 - Piano di indirizzo territoriale Art. 119 - Piani di recupero del patrimonio edilizio
Art. 89 - Progetti di territorio Art. 120 - Programmi complessi di riqualificazione
Art. 90 - Piano territoriale di coordinamento provin- insediativa
ciale
Art. 91 - Piano territoriale della citt metropolitana Sezione IV
Art. 92 - Piano strutturale Progetto unitario convenzionato
Art. 93 - Termini del procedimento di formazione del
piano strutturale e della variante generale Art. 121 - Progetto unitario convenzionato
Art. 94 - Piano strutturale intercomunale
Art. 95 - Piano operativo Capo III
Art. 96 - Termini del procedimento di formazione del Disposizioni volte ad incentivare la razionalizzazione
piano operativo e delle varianti del patrimonio edilizio esistente e
Art. 97 - Poteri di deroga al piano strutturale e al pia- per la rigenerazione delle aree urbane degradate
no operativo
Art. 98 - Distribuzione e localizzazione delle funzioni Sezione I
Art. 99 - Mutamenti della destinazione duso Finalit, definizioni, interventi e disposizioni
Art. 100 - Perequazione urbanistica procedurali
Art. 101 - Compensazione urbanistica
Art. 102 - Perequazione territoriale Art. 122 - Finalit e ambito di applicazione delle di-
Art. 103 - Misure di salvaguardia sposizioni per la rigenerazione delle aree urbane degra-
Art. 104 - Pericolosit idrogeologica e sismica e mi- date
sure di mitigazione dei rischi. Regolamento Art. 123 - Definizioni
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Art. 124 - Interventi sugli edifici a destinazione duso Capo IV
industriale o artigianale Controllo e gestione dei beni soggetti
Art. 125 - Interventi di rigenerazione urbana a tutela paesaggistica
Art. 126 - Procedimento per la presentazione delle
proposte di interventi di rigenerazione urbana Art. 151 - Delega di funzioni relative allautorizzazione
Art. 127 - Misure per lincentivazione degli interventi paesaggistica
di rigenerazione urbana Art. 152 - Procedimento per il rilascio dellautorizza-
Art. 128 - Promozione della riqualificazione urbani- zione paesaggistica
stica di aree industriali dismesse Art. 153 - Commissione per il paesaggio
Art. 129 - Promozione delle APEA Art. 154 - Vigilanza regionale sullesercizio delle
competenze in materia di paesaggio
Sezione II Art. 155 - Sanzioni
Regolamento di attuazione del titolo V
Capo V
Art. 130 - Regolamento di attuazione Disciplina dei controlli sulle opere e sulle
costruzioni in zone soggette a rischio sismico
Titolo VI
DISCIPLINA DELLATTIVIT EDILIZIA Art. 156 - Controlli sulle opere e sulle costruzioni in
zone soggette a rischio sismico. Esclusioni dai controlli
Capo I Art. 157 - Controlli sulla sicurezza sismica delle ope-
Contenuti e finalit re e delle infrastrutture
Art. 158- Opere assoggettate alla disciplina antisismica.
Art. 131 - Contenuti e finalit
Individuazione delle zone sismiche e determinazione dei
valori differenziati del grado di sismicit
Capo II
Art. 159 - Contenuto delle norme tecniche
Disciplina degli atti
Art. 160 - Azioni sismiche
Art. 161 - Verifica delle strutture
Art. 132 - Competenze del SUE e del SUAP
Art. 162 - Accertamenti sui terreni di fondazione
Art. 133 - Tipologia degli atti
Art. 163 - Verifica delle fondazioni
Art. 134 - Trasformazioni urbanistiche ed edilizie
Art. 164 - Sopraelevazioni
soggette a permesso di costruire
Art. 165 - Riparazioni
Art. 135 - Opere ed interventi soggetti a SCIA
Art. 166- Edifici di speciale importanza artistica
Art. 136 - Attivit edilizia libera
Art. 167 - Autorizzazione per linizio dei lavori nelle
Art. 137 - Opere, interventi e manufatti privi di rile-
zone sismiche
vanza edilizia
Art. 138 - Caratteristiche dei progetti per gli interventi Art. 168 - Procedimento per il rilascio dellautoriz-
su immobili di particolare valore. Regolamento zazione e verifiche da parte della struttura regionale
Art. 139 - Frazionamento di edifici a destinazione in- Art. 169 - Verifiche nelle zone a bassa sismicit
dustriale e artigianale Art. 170 - Procedimento per il deposito dei progetti
Art. 140 - Deroghe al d.m. 1444/1968 nelle zone a bassa sismicit e modalit di svolgimento
delle verifiche da parte della struttura regionale
Capo III Art. 171 - Contributo per le spese di istruttoria e di
Disciplina dei procedimenti conservazione dei progetti
Art. 172 - Responsabilit
Art. 141 - Disposizioni generali. Regolamento Art. 173 - Elaborati progettuali e deposito dei pro-
Art. 142 - Procedimento per il rilascio del permesso getti
di costruire Art. 174 - Realizzazione dei lavori
Art. 143 - Varianti in corso dopera Art. 175 - Ultimazione dei lavori e utilizzazione delle
Art. 144 - Poteri sostitutivi opere
Art. 145 - Disciplina della SCIA Art. 176 - Accertamento delle violazioni
Art. 146 - Poteri di vigilanza in caso di SCIA Art. 177 - Sospensione dei lavori
Art. 147 - Istanza di acquisizione degli atti di assenso, Art. 178 - Competenze della Regione
differimento dellinizio lavori nella SCIA Art. 179 - Vigilanza per losservanza delle norme te-
Art. 148 - Commissione edilizia cniche
Art. 149 - Ultimazione dei lavori. Certificato di con- Art. 180 - Costruzioni in corso in zone sismiche di
formit. Certificato di agibilit nuova classificazione
Art. 150 - Agibilit parziale Art. 181 - Regolamenti
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Art. 182 - Accertamento di conformit in sanatoria Art. 206 - Interventi eseguiti in parziale difformit dal
per gli interventi realizzati nelle zone sismiche e nelle permesso di costruire
zone a bassa sismicit Art. 207 - Sanzioni per opere ed interventi edilizi
abusivi anteriori al 1 settembre 1967
Titolo VII Art. 208 - Sanzioni per opere ed interventi edilizi
CONTRIBUTI E SANZIONI. UNIFICAZIONE DEI abusivi anteriori al 17 marzo 1985
PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI Art. 209 - Accertamento di conformit
Art. 210 - Opere eseguite su suoli di propriet dello
Capo I Stato o di enti pubblici
Tipologia e corresponsione dei contributi Art. 211 - Disposizioni per le varianti in corso do-
pera
Art. 183 - Contributo relativo agli interventi edilizi e Art. 212 - Demolizioni di opere abusive
ai mutamenti della destinazione duso Art. 213 - Sospensione o demolizione di interventi
Art. 184 - Determinazione degli oneri di urbanizza- abusivi da parte della Regione
zione Art. 214 - Sanzioni amministrative per violazioni
Art. 185 - Determinazione del costo di costruzione della disciplina del titolo VI, capo V
Art. 186 - Edilizia convenzionata Art. 215 - Sanzioni amministrative per violazione
Art. 187 - Convenzione tipo dellarticolo 141, comma 13
Art. 188 - Permesso di costruire e SCIA a titolo gra-
tuito Capo III
Art. 189 - Contributi relativi ad opere o impianti non Parametri urbanistici ed edilizi
destinati alla residenza
Art. 190 - Versamento del contributo
Art. 216 - Unificazione dei parametri, delle definizioni
Art. 191 - Determinazione degli oneri di urbanizzazione
e regolamento
da parte del comune
Titolo VIII
Capo II
NORME PER LEDILIZIA SOSTENIBILE
Vigilanza e sanzioni
Capo I
Art. 192 - Sanzioni per il ritardato o omesso versa-
Norme per ledilizia sostenibile
mento del contributo
Art. 193 - Vigilanza sullattivit urbanistico-edilizia
Art. 217 - Edilizia sostenibile. Finalit e azioni pub-
Art. 194 - Vigilanza su opere di amministrazioni sta-
bliche
tali
Art. 218 - Definizioni
Art. 195 - Responsabilit del titolare, del committente,
del costruttore e del direttore dei lavori Art. 219 - Linee guida regionali
Art. 196 - Interventi eseguiti in assenza di permesso di Art. 220 - Incentivi economici ed urbanistici
costruire, in totale difformit o con variazioni essenziali Art. 221 - Modalit di accesso agli incentivi
Art. 197 - Determinazione delle variazioni essenziali
Art. 198 - Tolleranze di costruzione Titolo IX
Art. 199 - Interventi di ristrutturazione edilizia ese- DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI.
guiti in assenza di titolo o in totale difformit o con va- MODIFICHE E ABROGAZIONI.
riazioni essenziali DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Art. 200 - Interventi eseguiti in assenza di SCIA o in
difformit da essa Capo I
Art. 201 - Interventi di attivit edilizia libera realizzati Disposizioni transitorie e finali
in difformit dalle norme urbanistiche e dalle prescrizioni
degli strumenti urbanistici dei comuni Art. 222 - Disposizioni transitorie generali
Art. 202 - Mutamenti della destinazione duso senza Art. 223 - Disposizioni transitorie relative agli atti
opere edilizie realizzati in assenza o in difformit dalla di avvio del procedimento gi effettuati ai sensi della
SCIA. Disciplina delle sanzioni l.r.1/2005
Art. 203 - Regolarizzazione della SCIA o mancata Art. 224 - Disposizioni transitorie per lindividuazione
dichiarazione attinente a variazioni catastali. Disciplina del perimetro del territorio urbanizzato
delle sanzioni Art. 225 - Disposizioni transitorie per la pianificazione
Art. 204 - Annullamento del permesso di costruire delle grandi strutture di vendita ai sensi della l.r. 52/2012
Art. 205 - Annullamento del permesso di costruire da Art. 226 - Disposizioni transitorie per i piani complessi
parte della Regione di intervento
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Art. 227 - Disposizioni transitorie per le varianti al Art. 251 - Normativa applicabile
piano strutturale, al regolamento urbanistico o al PRG Art. 252 Efficacia differita dellarticolo 24
adottate
Art. 228 - Disposizioni transitorie per i comuni do- Capo II
tati di piano strutturale e di regolamento urbanistico ap- Modifiche e abrogazioni
provati
Art. 229 - Disposizioni transitorie per i comuni dotati Art. 253 - Modifiche alla l.r. 5/2010
di regolamento urbanistico approvato e di un nuovo piano Art. 254 - Abrogazioni
strutturale adottato
Art. 230 - Disposizioni transitorie per i comuni che Capo III
hanno avviato il procedimento di VAS del regolamento Disposizioni finanziarie
urbanistico
Art. 231 - Disposizioni transitorie per i comuni dotati Art. 255 - Disposizioni finanziarie
di regolamento urbanistico adottato Art. 256 - Assegnazione di contributi regionali ai pic-
Art. 232 - Disposizioni transitorie per i comuni dotati coli comuni
solo di piano strutturale approvato
Art. 233 - Disposizioni transitorie per i comuni dotati ALLEGATI
solo di piano strutturale adottato
Art. 234 - Disposizioni transitorie per i comuni privi Allegato A - Contributo per le spese di istruttoria e di
di piano strutturale conservazione dei progetti ai sensi dellarticolo 171
Art. 235 - Disposizioni particolari per varianti al Allegato B - Individuazione degli ambiti sovracomu-
piano strutturale
nali ai fini della pianificazione delle grandi strutture di
Art. 236 - Disposizioni transitorie per i piani di
vendita ai sensi dellarticolo 225
distribuzione e localizzazione delle funzioni
Art. 237 - Disposizioni transitorie per lapprovazione
PREAMBOLO
dei piani regolatori portuali dei porti di interesse
nazionale
IL CONSIGLIO REGIONALE
Art. 238 - Disposizioni particolari per opere pub-
bliche
Visto larticolo 117, terzo e quarto comma, della Co-
Art. 239 - Variazione dei piani relativi alle attivit
stituzione;
estrattive
Art. 240 - Manufatti precari
Visto larticolo 4, comma 1, lettere l, m, n, o, v, z, e
Art. 241 - Disposizioni transitorie con riferimento alla
larticolo 69 dello Statuto;
superficie utile lorda per gli interventi di rigenerazione
urbana
Art. 242 - Disposizioni transitorie per gli interventi Vista la legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urba-
edilizi di cui agli articoli 78 e 79 della l.r. 1/2005 nistica);
Art. 243 - Disposizioni transitorie in materia di edi-
lizia sostenibile Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme
Art. 244 - Disposizioni transitorie per le previsioni di in materia di procedimento amministrativo e di diritto di
grande strutture di vendita contenute nel piano strutturale accesso ai documenti amministrativi);
o nel PRG
Art. 245 - Regolamenti emanati in attuazione della Vista la legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro
l.r. 1/2005 sulle aree protette);
Art. 246 - Disposizioni transitorie per gli interventi
convenzionati Vista la legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme per
Art. 247 - Poteri di deroga agli strumenti urbanistici ledilizia residenziale pubblica);
generali approvati prima dellentrata in vigore della l.r.
5/1995 Vista la legge 28 gennaio 1994, n. 84 (Riordino della
Art. 248 - Disposizioni transitorie in materia di im- legislazione in materia portuale);
pianti di produzione di energia elettrica alimentati da
fonti rinnovabili Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227
Art. 249 - Disposizioni transitorie per la delega della (Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a
funzione relativa allautorizzazione paesaggistica norma dellarticolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57);
Art. 250 - Disposizioni transitorie per gli oneri di ur-
banizzazione e il costo di costruzione Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
12 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dellambiente, tutela dellambiente dagli inquinamenti
dellarticolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137); e gestione dei rifiuti, risorse idriche e difesa del suolo,
energia e risorse geotermiche, opere pubbliche, viabilit
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e trasporti conferite alla Regione dal decreto legislativo
(Norme in materia ambientale); 31 marzo 1998, n. 112);

Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure Vista la legge regionale 21 marzo 2000, n. 39 (Legge
urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modi- forestale della Toscana);
ficazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134;
Vista la legge regionale 28 dicembre 2000, n. 81 (Di-
Visto il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (Dispo- sposizioni in materia di sanzioni amministrative);
sizioni urgenti per il rilancio delleconomia), convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013 n. 98; Vista la legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice
del Commercio. Testo unico in materia di commercio in
Vista la legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di ali-
citt metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni menti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica
di comuni); e distribuzione di carburanti);

Visto il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 Vista la legge regionale 23 luglio 2009, n. 40 (Norme
(Misure urgenti per lapertura dei cantieri, la realizzazione sul procedimento amministrativo per la semplificazione e
delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la la trasparenza dellattivit amministrativa);
semplificazione burocratica, lemergenza del dissesto
idrogeologico e per la ripresa delle attivit produttive);
Vista la legge regionale 8 maggio 2009, n. 24 (Misure
urgenti e straordinarie volte al rilancio delleconomia e
Visto il decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444
alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente);
(Limiti inderogabili di densit edilizia, di altezza, di
distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi
Vista la legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10
destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e
(Norme in materia di valutazione ambientale strategica
spazi pubblici o riservati alle attivit collettive, al verde
VAS, di valutazione di impatto ambientale VIA e di
pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della forma-
valutazione di incidenza);
zione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione
di quelli esistenti, ai sensi dellarticolo 17 della legge 6
Vista la legge regionale 21 marzo 2011, n. 11 (Di-
agosto 1967, n. 765);
sposizioni in materia di installazione di impianti di
produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legi- energia. Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005,
slative e regolamentari in materia edilizia); n. 39 Disposizioni in materia di energia e alla legge
regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 territorio);
settembre 2010, n. 160 (Regolamento per la semplificazione
ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per Vista la legge regionale 1 agosto 2011, n. 35 (Misure
le attivit produttive, ai sensi dellarticolo 38, comma 3, di accelerazione per la realizzazione delle opere pubbliche
del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con di interesse strategico regionale e per la realizzazione di
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133); opere private. Modifiche alla legge regionale 3 settembre
1996, n. 76 Disciplina degli accordi di programma);
Vista la legge regionale 9 settembre 1991, n. 47
(Norme sulleliminazione delle barriere architettoniche); Vista la legge regionale 27 dicembre 2011, n. 68
(Norme sul sistema delle autonomie locali);
Vista la legge regionale 3 novembre 1998, n. 78 (Testo
Unico in materia di cave, torbiere, miniere, recupero di Vista la legge regionale 28 maggio 2012, n. 23 (Isti-
aree escavate e riutilizzo di residui recuperabili); tuzione dellAutorit portuale regionale. Modifiche alla
l.r. 88/1998 e l.r. 1/2005);
Vista la legge regionale 1 dicembre 1998, n. 88 (Attri-
buzione agli enti locali e disciplina generale delle funzioni Visti i pareri favorevoli espressi dal Consiglio delle
amministrative e dei compiti in materia di urbanistica autonomie locali nelle sedute dell11 dicembre 2013 e
e pianificazione territoriale, protezione della natura e dell8 aprile 2014;
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 13
Visto il parere istituzionale favorevole condizionato 11. La necessit di disporre che la pianificazione
della Prima commissione consiliare, espresso nella seduta territoriale e urbanistica concorrano alla formazione delle
del 3 aprile 2014; politiche per la casa riconoscendo gli alloggi sociali come
standard urbanistico, da assicurare mediante cessione
Considerato quanto segue: di aree, di unit immobiliari o di oneri aggiuntivi a de-
1. Lesigenza di pervenire ad un sistema complessivo stinazione vincolata;
del governo del territorio che, alla luce dellesperienza 12. Lesigenza di disciplinare le forme della piani-
maturata nellapplicazione della previgente legislazione, ficazione intercomunale con lintroduzione del piano
garantisca unazione pubblica pi efficace; strutturale intercomunale in applicazione della normativa
2. Lesigenza di mantenere la governance territo- statale e regionale sulle autonomie locali che insieme
riale quale modello di relazioni tra soggetti pubblici alla conferenza di copianificazione diventa riferimento
competenti in materia di governo del territorio nel ri- qualificante per garantire una progettazione unitaria e
spetto dei principio di sussidiariet, differenziazione e multisettoriale delle trasformazioni a livello darea va-
adeguatezza e di garantire al contempo una maggiore sta;
responsabilizzazione di ciascun soggetto; 13. La necessit di introdurre alcune procedure
3. La necessit di rendere effettivo il principio per il semplificate per ladozione di varianti agli strumenti
quale nuovi impegni di suolo sono ammessi solo se non urbanistici relativi al territorio urbanizzato, nonch tempi
sussistono possibilit di riuso degli insediamenti e delle certi per la loro approvazione anche attraverso la riduzione
infrastrutture esistenti con lintroduzione di meccanismi dei tempi previsti per alcune procedure amministrative
codificati volti a contrastare il consumo di nuovo suolo; mantenendo unottica di sostenibilit di lungo periodo e
4. La necessit di definire in modo puntuale il territorio di prospettiva territoriale pi ampia;
urbanizzato, differenziando le procedure per intervenire 14. La necessit di rivedere il modo in cui si esplica
allinterno dello stesso da quelle per la trasformazione in il principio di sussidiariet da valutare, in particolare, in
aree esterne, con particolare riferimento alla salvaguardia relazione al principio di adeguatezza, al fine di raggiungere
del territorio rurale e al fine di promuovere il riuso e la un maggior grado di efficacia delle politiche del governo
riqualificazione delle aree urbane degradate o dismesse; del territorio anche attraverso la determinazione di tempi
5. La necessit, per i comuni, di specificare nei propri certi per i procedimenti urbanistici;
atti di programmazione e di sviluppo del territorio i confini 15. La necessit di mantenere listituto della confe-
del territorio urbano e quelli del territorio agricolo; renza paritetica interistituzionale come strumento di ri-
6. La necessit di pervenire ad una revisione generale ferimento per la regolazione dei conflitti, dotandola dei
della normativa del governo del territorio per ci che poteri necessari ad assicurare il recepimento delle proprie
attiene ai principi, ai soggetti, alle procedure, alle forme conclusioni;
di collaborazione interistituzionale e di risoluzione dei 16. La necessit di introdurre listituto della pere-
conflitti, alla tutela del paesaggio e alla qualit del terri- quazione territoriale finalizzata a ridistribuire e compen-
torio, ai contenuti dei piani e alla partecipazione; sare i vantaggi e gli oneri di natura territoriale e ambientale
7. La necessit di introdurre nuovi elementi per favorire derivanti dalla scelte di pianificazione nei casi in cui si
la partecipazione dei cittadini alla formazione degli atti ricorre alla conferenza di copianificazione con limpegno
di governo del territorio secondo criteri di trasparenza e di suolo non edificato allesterno del perimetro del ter-
celerit di procedure anche al fine di costituire una sorta ritorio urbanizzato;
di filiera partecipativa in grado garantire un miglior grado 17. La necessit di definire i caratteri e le finalit della
di conoscenza generale degli atti in discussione; perequazione urbanistica e quelli della compensazione
8. La necessit di considerare la partecipazione come urbanistica con lattribuzione di facolt edificatorie o di
componente ordinaria delle procedure di formazione aree in permuta ai proprietari di immobili sui quali sono
dei piani affinch sia resa pi trasparente e coerente, ed realizzati interventi pubblici o di interesse pubblico di
i soggetti istituzionali, i cittadini e gli attori economici iniziativa comunale;
possano partecipare, ognuno per le proprie funzioni, alla 18. La necessit di introdurre nellordinamento regio-
costruzione e gestione di decisioni; nale le disposizioni conseguenti a quanto previsto dal d.l.
9. La necessit di assegnare un ruolo pi significativo 83/2012 convertito dalla l. 134/2012 in materia di attivit
dellattivit agricola riconosciuta come attivit eco- edilizia libera;
nomico-produttiva, nella funzione di rispetto e valoriz- 19. La necessit di introdurre nellordinamento regio-
zazione dellambiente accompagnate dalla contemporanea nale le disposizioni conseguenti a quanto previsto dal
previsione di procedure semplificate; d.l. 69/2013 convertito dalla l. 98/2013, in materia di
10. Lesigenza di porre una particolare attenzione alla ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione
tutela paesaggistica nel rispetto dei principi generali del senza rispetto della sagoma, di procedimento per il rilascio
d.lgs. 42/2004 specificando le valenze del piano di in- del permesso di costruire, di segnalazione certificata di
dirizzo territoriale (PIT) come piano paesaggistico; inizio attivit (SCIA), di agibilit parziale;
14 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
20. La necessit di introdurre nellordinamento regio- delle attivit rispetto alle trasformazioni territoriali da
nale le disposizioni conseguenti a quanto previsto dal esse indotte anche evitando il nuovo consumo di suolo,
d.l. 133/2014 con particolare riguardo alle procedure di la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio
semplificazione in materia edilizia; territoriale inteso come bene comune e luguaglianza di
21. La necessit di introdurre nellordinamento re- diritti alluso e al godimento del bene stesso, nel rispetto
gionale il riferimento alla citt metropolitana anche in delle esigenze legate alla migliore qualit della vita delle
relazione a quanto previsto dalla l. 56/2014; generazioni presenti e future.
22. La necessit di dare adeguata applicazione ai
principi contenuti nella sentenza della Corte Costituzionale 2. Ai fini di cui al comma 1, i comuni, la citt me-
64/2013 per quanto attiene le opere e le attivit escluse tropolitana, le province e la Regione perseguono, nel-
dai controlli nelle zone soggette a rischio sismico; lesercizio delle funzioni ad essi attribuite dalla presente
23. La necessit di prevedere disposizioni volte a legge:
razionalizzare il patrimonio edilizio esistente e la rigene- a) la conservazione e la gestione del patrimonio ter-
razione delle aree urbane degradate anche attraverso ritoriale, promuovendone la valorizzazione in funzione
misure incentivanti; di uno sviluppo locale sostenibile e durevole;
24. La necessit di riconoscere la situazione di ec- b) la riduzione dei fattori di rischio connessi allutiliz-
cezionale difficolt dei settori produttivi e di incentivare zazione del territorio in funzione di maggiore sicurezza e
la permanenza delle attivit produttive nel territorio re- qualit di vita delle persone;
gionale ovvero il loro ordinato sviluppo, consentendo c) la valorizzazione di un sistema di citt e insedia-
ai comuni, in presenza delle garanzie inerenti la tutela menti equilibrato e policentrico, promuovendo altres la
della salute umana, la sicurezza sui luoghi di lavoro e massima sinergia e integrazione tra i diversi territori del-
la dotazione degli standard, lampliamento degli edifici
la Regione;
e degli insediamenti industriali, artigianali e comunque
d) lo sviluppo delle potenzialit multifunzionali delle
produttivi anche in deroga alle distanze stabilite dallar-
aree agricole e forestali, della montagna e della fascia
ticolo 9 del d.m. 144/1968, n. 1444.
costiera, coniugando funzioni produttive con funzioni di
25. lopportunit di riformulare la disposizione in
presidio idrogeologico, ambientale e paesaggistico;
materia di regolarit contributiva in modo da rendere
e) lo sviluppo di politiche territoriali attente allinno-
pi efficienti le relazioni tra enti competenti al controllo
vazione di prodotto e di processo privilegiando le op-
della regolarit contributiva e al controllo dellattivit
portunit economiche e linnovazione delle attivit cos
edilizia;
da consentirne lo sviluppo nel tempo;
26. Lopportunit di disciplinare lintervento sostitu-
f) una qualit insediativa ed edilizia sostenibile che
tivo della Regione nei casi in cui il comune non proceda
garantisca:
alla demolizione di opere abusive e lopportunit di
1) la salute ed il benessere degli abitanti e dei la-
disciplinare il procedimento di annullamento del titolo
voratori;
edilizio da parte della Regione;
27. Lopportunit di riformulare gli istituti delledilizia 2) la piena accessibilit degli spazi pubblici per la
al fine di operare chiarezza terminologica e completezza generalit della popolazione;
della trattazione in sintonia con il d.p.r. 380/2001; 3) la salvaguardia e la valorizzazione degli spazi
28. La necessit di prevedere un insieme di dispo- agricoli periurbani;
sizioni transitorie al fine di graduare linserimento dei 4) la produzione locale di energia e la riduzione dei
contenuti delle nuove previsioni normative negli stru- consumi energetici;
menti di pianificazione degli enti locali; 5) il risparmio idrico;
g) lorganizzazione delle infrastrutture per la mobilit
Approva la presente legge che garantisca laccessibilit allintero sistema insediativo
e allintermodalit;
Titolo I h) leffettiva ed adeguata connettivit della rete di
DISPOSIZIONI GENERALI trasferimento dati su tutto il territorio regionale.

Capo I Art. 2
Principi generali Il governo del territorio

Art. 1 1. Ai fini della presente legge, si definisce governo


Oggetto e finalit del territorio linsieme delle attivit che concorrono ad
indirizzare, pianificare e programmare i diversi usi e
1. La presente legge detta le norme per il governo trasformazioni del territorio, con riferimento agli interessi
del territorio al fine di garantire lo sviluppo sostenibile collettivi e alla sostenibilit nel tempo.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 15
2. Il governo del territorio si esplica mediante il Art. 4
coordinamento intersettoriale delle politiche, la coerenza Tutela del territorio e condizioni
dei piani e dei programmi di settore con gli strumenti per le trasformazioni. Individuazione del
della pianificazione territoriale e urbanistica, mediante perimetro del territorio urbanizzato
il coordinamento e la collaborazione tra i diversi livelli
territoriali di governo. 1. Nessun elemento costitutivo del patrimonio territo-
riale di cui allarticolo 3, comma 2, pu essere ridotto in
Art. 3 modo irreversibile.
Il patrimonio territoriale
2. Le trasformazioni che comportano impegno di
1. La Regione promuove e garantisce la riproduzione suolo non edificato a fini insediativi o infrastrutturali so-
del patrimonio territoriale in quanto bene comune co- no consentite esclusivamente nellambito del territorio
stitutivo dellidentit collettiva regionale con le modalit urbanizzato quale individuato dal piano strutturale ai sensi
di cui allarticolo 5. Per patrimonio territoriale si intende dei commi 3 e 4, tenuto conto delle relative indicazioni del
linsieme delle strutture di lunga durata prodotte dalla piano di indirizzo territoriale (PIT), salvo quanto previsto
coevoluzione fra ambiente naturale e insediamenti dal comma 7. Non sono comunque consentite nuove edi-
umani, di cui riconosciuto il valore per le generazioni ficazioni residenziali fuori del territorio urbanizzato, fer-
presenti e future. Il riconoscimento di tale valore richiede mo restando quanto previsto dal titolo IV, capo III.
la garanzia di esistenza del patrimonio territoriale quale
risorsa per la produzione di ricchezza per la comunit. 3. Il territorio urbanizzato costituito dai centri storici,
le aree edificate con continuit dei lotti a destinazione re-
sidenziale, industriale e artigianale, commerciale, dire-
2. Il patrimonio territoriale di cui al comma 1, ri-
zionale, di servizio, turistico-ricettiva, le attrezzature e i
ferito allintero territorio regionale ed costituito da:
servizi, i parchi urbani, gli impianti tecnologici, i lotti e
a) la struttura idro-geomorfologica, che comprende i
gli spazi inedificati interclusi dotati di opere di urbaniz-
caratteri geologici, morfologici, pedologici, idrologici e
zazione primaria.
idraulici;
b) la struttura ecosistemica, che comprende le risorse
4. Lindividuazione del perimetro del territorio urba-
naturali aria, acqua, suolo ed ecosistemi della fauna e
nizzato tiene conto delle strategie di riqualificazione
della flora;
e rigenerazione urbana, ivi inclusi gli obiettivi di sod-
c) la struttura insediativa, che comprende citt e in-
disfacimento del fabbisogno di edilizia residenziale pub-
sediamenti minori, sistemi infrastrutturali, artigianali, in-
blica, laddove ci contribuisca a qualificare il disegno dei
dustriali e tecnologici;
margini urbani.
d) la struttura agro-forestale, che comprende boschi,
pascoli, campi e relative sistemazioni nonch i manufatti
5. Non costituiscono territorio urbanizzato:
delledilizia rurale. a) le aree rurali intercluse, che qualificano il contesto
paesaggistico degli insediamenti di valore storico e arti-
3. Le componenti di cui al comma 2, e le relative stico, o che presentano potenziale continuit ambientale
risorse non possono essere ridotte in modo irreversibile. e paesaggistica con le aree rurali periurbane, cos co-
Le azioni di trasformazione del territorio devono essere me individuate dagli strumenti della pianificazione ter-
considerate in base ad un bilancio complessivo degli ritoriale e urbanistica dei comuni, nel rispetto delle di-
effetti su tutte le componenti. sposizioni del PIT;
b) ledificato sparso o discontinuo e le relative aree
4. Il patrimonio territoriale come definito al comma di pertinenza.
2 comprende altres il patrimonio culturale costituito
dai beni culturali e paesaggistici, di cui allarticolo 2 del 6. Per i nuclei presenti nel territorio rurale si applica
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei larticolo 65.
beni culturali e del paesaggio, ai sensi dellarticolo 10
della legge 6 luglio 2002, n. 137), di seguito indicato come 7. Fermo restando quanto disposto dai commi 1
Codice, e il paesaggio cos come definito allarticolo e 2, le trasformazioni non residenziali al di fuori del
131 del Codice. territorio urbanizzato, che comportino impegno di suolo
non edificato, sono consentite esclusivamente con il pro-
5. Gli elementi costitutivi del patrimonio territoriale, cedimento di cui allarticolo 25, al fine di verificarne la
le loro interrelazioni e la loro percezione da parte delle sostenibilit per ambiti sovracomunali.
popolazioni esprimono lidentit paesaggistica della To-
scana. 8. Fermo restando quanto previsto ai commi 3 e 4,
16 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
nuovi impegni di suolo a fini insediativi o infrastrutturali non costituisce un vincolo di non modificabilit del be-
sono consentiti esclusivamente qualora non sussistano ne ma il riferimento per definire le condizioni di tra-
alternative di riutilizzazione e riorganizzazione degli in- sformabilit.
sediamenti e delle infrastrutture esistenti. Essi devono in
ogni caso concorrere alla riqualificazione dei sistemi in- 3. Il riconoscimento delle invarianti strutturali e la
sediativi e degli assetti territoriali nel loro insieme, nonch loro disciplina richiedono:
alla prevenzione e al recupero del degrado ambientale e a) la rappresentazione dei caratteri che qualificano gli
funzionale. elementi e le relazioni costitutive di ciascuna invariante;
b) lindividuazione dei principi generativi e delle re-
9. Lindividuazione dei tracciati delle infrastrutture gole che ne hanno consentito la riproduzione nel tempo;
lineari persegue la massima coerenza possibile con le c) la valutazione dello stato di conservazione dellin-
invarianti strutturali di cui allarticolo 5, come specificate variante, la definizione delle azioni per mitigare o su-
dagli strumenti della pianificazione territoriale di cui perare le criticit e per valorizzare le potenzialit duso
allarticolo 10, comma 2. e prestazionali.

10. I nuovi insediamenti, gli interventi di sostituzione Art. 6


dei tessuti insediativi e i mutamenti delle destinazioni Lo statuto del territorio
duso che comportano aumento del fabbisogno di dotazioni
pubbliche sono in ogni caso subordinati allesistenza delle 1. Lo statuto del territorio costituisce latto di ricono-
condizioni che garantiscono le prestazioni necessarie alla scimento identitario mediante il quale la comunit locale
corretta riproduzione del patrimonio territoriale o alla riconosce il proprio patrimonio territoriale e ne individua
contestuale realizzazione degli interventi necessari a tal le regole di tutela, riproduzione e trasformazione.
fine. Sono comunque da garantire laccesso ai servizi
di interesse pubblico e le prestazioni dei servizi stessi. 2. Lo statuto del territorio comprende gli elementi
Sono, in ogni caso, assicurati: che costituiscono il patrimonio territoriale ai sensi del-
a) la sicurezza idrogeologica; larticolo 3, e le invarianti strutturali di cui allarticolo 5.
b) lapprovvigionamento idrico e la depurazione delle
acque; 3. Lo statuto del territorio, quale elemento fondativo
c) la disponibilit dellenergia; e costitutivo per il governo del territorio, formulato ad
d) ladeguata capacit delle infrastrutture di mobilit ogni livello di pianificazione territoriale, in coerenza con
carrabile, pedonale e ciclabile e laccessibilit al trasporto le funzioni proprie di ogni soggetto di cui allarticolo 8,
collettivo; mediante la partecipazione delle comunit interessate ai
e) unadeguata qualit degli insediamenti, con rife- sensi dellarticolo 36.
rimento ai requisiti di cui allarticolo 60;
f) la gestione delle diverse tipologie di rifiuti. 4. Lo statuto del territorio costituisce il quadro di
riferimento prescrittivo per le previsioni di trasformazione
Art. 5 contenute negli atti di governo del territorio di cui agli
Le invarianti strutturali articoli 10 e 11.

1. Per invarianti strutturali si intendono i caratteri 5. Lo statuto del territorio regionale contenuto nel PIT
specifici, i principi generativi e le regole che assicurano concorre alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio,
la tutela e la riproduzione delle componenti identitarie ai sensi degli articoli 131, 135, 143 e 145 del Codice.
qualificative del patrimonio territoriale. Caratteri, principi Gli statuti della pianificazione provinciale e comunale si
e regole riguardano: conformano allo statuto del territorio regionale, ai sensi
a) gli aspetti morfotipologici e paesaggistici del patri- dellarticolo 145, comma 4, del Codice.
monio territoriale;
b) le relazioni tra gli elementi costitutivi del patrimonio Art. 7
territoriale; Limitazioni alle facolt di godimento dei
c) le regole generative, di utilizzazione, di manuten- beni compresi nello statuto del territorio
zione e di trasformazione del patrimonio territoriale che
ne assicurano la persistenza. 1. Lindividuazione, nellambito dello statuto del ter-
ritorio, delle invarianti strutturali, costituisce accertamento
2. Lindividuazione delle invarianti strutturali riguarda delle caratteristiche intrinseche e connaturali dei beni
lintero territorio, comprese le sue parti degradate. Salvo immobili in esso ricompresi. Le conseguenti limitazioni
espressa disciplina dello strumento della pianificazione alle facolt di godimento dei beni immobili, individuati
territoriale, lindividuazione delle invarianti strutturali sulla base dei principi stabiliti dalla legge statale, con-
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 17
tenute nello statuto medesimo, non danno luogo ad alcun Contribuisce inoltre alla localizzazione, nel territorio re-
indennizzo. gionale, delle stesse opere, infrastrutture ed insediamenti,
in attuazione dei criteri strategici concordati con lo Stato
Capo II e con gli ulteriori soggetti eventualmente partecipanti
Soggetti e atti del governo del territorio allintesa, relativamente alle caratteristiche tipologiche,
economico-finanziarie e qualitative delle opere di cui si
Art. 8 tratti.
I soggetti
3. Nellambito delle procedure di cui al presente
1. Le funzioni amministrative relative al governo articolo, la Regione assicura altres la partecipazione
del territorio sono esercitate, nellambito delle rispettive degli enti locali interessati ed il coinvolgimento degli
competenze, dai comuni, dalle unioni di comuni, dalle pro- stessi nel processo di formazione degli atti di propria
vince, dalla citt metropolitana e dalla Regione, secondo competenza, richiedendone in ogni caso il relativo parere
i principi di collaborazione istituzionale, sussidiariet, e conformandosi ad esso nei casi di esclusiva rilevanza
differenziazione e adeguatezza. locale.

2. I comuni esercitano le funzioni primarie ed essen- Art. 10


ziali della pianificazione urbanistica. Atti di governo del territorio

3. La Regione assicura che il sistema del governo del 1. Sono atti di governo del territorio gli strumenti della
territorio si attui nel rispetto delle finalit della presente pianificazione di cui ai commi 2 e 3, i piani e programmi
legge e riconosce nella pianificazione di area vasta uno di settore e gli accordi di programma di cui allarticolo
dei suoi principali componenti. 11.

4. I soggetti istituzionali di cui al comma 1, disci- 2. Sono strumenti della pianificazione territoriale:
plinano la tutela, la valorizzazione e le trasformazioni a) il piano di indirizzo territoriale (PIT);
territoriali mediante gli atti di governo del territorio di b) il piano territoriale di coordinamento provinciale
cui agli articoli 10 e 11. Essi assicurano altres, ciascuno (PTC);
per le proprie competenze, che gli atti di governo del c) il piano territoriale della citt metropolitana
territorio si formino nel rispetto delle disposizioni della (PTCM);
presente legge e dei relativi regolamenti di attuazione, in d) il piano strutturale comunale;
conformit al PIT e in coerenza con gli atti di governo del e) il piano strutturale intercomunale;
territorio degli altri livelli istituzionali. f) il piano territoriale della citt metropolitana di cui
allarticolo 18, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012
5. I soggetti pubblici e privati nonch i cittadini n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa
singoli o associati partecipano alla formazione degli atti pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonch
di governo del territorio secondo le disposizioni della misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del
presente legge. settore bancario), convertito, con modificazioni, dalla
legge 7 agosto 2012, n. 135;
Art. 9
Partecipazione agli atti di competenza statale 3. Sono strumenti della pianificazione urbanistica:
a) il piano operativo comunale;
1. La Regione partecipa alla definizione e allattua- b) i piani attuativi, comunque denominati.
zione dei piani e programmi di competenza statale, con
particolare riferimento alla stipulazione degli accordi Art. 11
e delle intese interistituzionali. Essa garantisce, nelle Piani, programmi di settore e accordi di programma
sedi relative, il rispetto dei principi di cui al capo I,
nonch la coerenza degli atti statali con gli strumenti 1. I piani, i programmi di settore e gli atti di pro-
della pianificazione territoriale e con gli strumenti di grammazione, comunque denominati, dei soggetti di cui
pianificazione urbanistica adottati e approvati dai soggetti allarticolo 8, sono atti di governo del territorio qualora
competenti in attuazione della presente legge. producano effetti territoriali o comportino variazioni agli
strumenti della pianificazione territoriale o urbanistica.
2. Ai fini del comma 1, la Regione partecipa alle
intese per lindividuazione delle infrastrutture, opere 2. I piani e i programmi di settore di cui al comma 1,
e insediamenti di interesse statale, secondo quanto sono approvati secondo le disposizioni di cui al titolo II,
espressamente disposto dalle medesime norme statali. capo I.
18 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
3. Gli accordi di programma sono atti di governo quali la legge le prevede e comunque non oltre dodici
del territorio qualora incidano sullassetto del territorio, mesi dalla loro adozione. Le misure sono motivatamente
comportando variazioni al piano strutturale e al piano rinnovabili una sola volta.
operativo.
Titolo II
4. Alle varianti al piano strutturale e al piano operativo NORME PROCEDURALI PER LA FORMAZIONE
necessarie per gli accordi di programma di cui al comma DEGLI ATTI DI GOVERNO DEL TERRITORIO
3, si applicano le disposizioni di cui al titolo II, capo I.
Capo I
Art. 12 Disposizioni procedurali comuni
Competenze nella formazione degli atti
Art. 14
1. La Regione approva il PIT, i piani e i programmi Disposizioni generali per la valutazione
di settore nonch gli atti di programmazione regionali ambientale strategica degli atti di governo
comunque denominati. del territorio e delle relative varianti

2. Nel rispetto del PIT e in conformit con i suoi 1. Gli atti di governo del territorio e le relative va-
contenuti di piano paesaggistico, ai sensi dellarticolo rianti sono assoggettati al procedimento di valutazione
145, comma 4, del Codice, la provincia approva il ambientale strategica (VAS) nei casi e secondo le modalit
PTC, i piani e i programmi di settore nonch gli atti di indicati dalla legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10
programmazione provinciali comunque denominati. (Norme in materia di valutazione ambientale strategica
VAS, di valutazione di impatto ambientale VIA e
3. Nel rispetto del PIT e in conformit con i suoi di valutazione di incidenza), e dal decreto legislativo 3
contenuti di piano paesaggistico, ai sensi dellarticolo aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).
145, comma 4, del Codice, la citt metropolitana, ap-
prova il PTCM, i piani e i programmi nonch gli atti di 2. Per evitare duplicazioni procedurali, non ne-
programmazione comunque denominati. cessaria la verifica di assoggettabilit di cui allarticolo
12 del d.lgs. 152/2006, n la VAS per le varianti agli
4. Nel rispetto del PIT e in conformit con i suoi strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica che
contenuti di piano paesaggistico ai sensi dellarticolo costituiscono adeguamento a piani sovraordinati che au-
145, comma 4, del Codice, nonch nel rispetto del PTC e mentano le tutele ambientali e gi assoggettati a VAS.
del PTCM di riferimento, il comune approva:
a) il piano strutturale; 3. Non sono sottoposte a VAS n a verifica di assog-
b) il piano strutturale intercomunale relativamente gettabilit i piani e i programmi di cui alla presente
alle parti del territorio di propria competenza; legge e relative varianti, ove non costituenti quadro di
c) il piano operativo; riferimento per lapprovazione, lautorizzazione, larea di
d) i piani attuativi; localizzazione o, comunque, la realizzazione di progetti
e) i piani e i programmi di settore e gli atti di pro- sottoposti a valutazione di impatto ambientale (VIA) o a
grammazione comunali comunque denominati. verifica di assoggettabilit a VIA, di cui agli allegati II,
III e IV del d.lgs. 152/2006.
Art. 13
Misure cautelari Art. 15
Monitoraggio
1. Il Presidente della Giunta regionale pu approvare
in via eccezionale particolari disposizioni cautelari con 1. La Regione, le province, la citt metropolitana, e
leffetto di sospendere lefficacia totale o parziale del- i comuni, sulla base del monitoraggio degli strumenti
le parti degli atti di governo del territorio con esse con- della pianificazione territoriale e urbanistica effettuato
trastanti, nei casi di cui agli articoli 24 e 25 della legge dallosservatorio paritetico della pianificazione di cui
regionale 29 dicembre 2003, n. 67 (Ordinamento del allarticolo 54, verificano il perseguimento delle finalit
sistema regionale della protezione civile e disciplina del- di cui al titolo I, capo I.
la relativa attivit), nonch negli altri casi in cui la legge
attribuisca alla Regione poteri straordinari connessi a 2. Il monitoraggio di cui al comma 1, svolto sulla
situazioni di necessit e di urgenza. base di selezionati elementi conoscitivi conferiti e trattati
da Regione, province, citt metropolitana e comuni,
2. Le misure di cui al comma 1, cessano di avere secondo le modalit indicate nel regolamento di cui al-
efficacia non appena hanno raggiunto gli obiettivi per i larticolo 56.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 19
3. I soggetti istituzionali di cui al comma 1, collaborano ove presente, e agli altri soggetti pubblici che il soggetto
allimplementazione dei dati conoscitivi anche al fine del procedente ritenga interessati.
contrasto allabusivismo.
2. Per gli strumenti soggetti a VAS ai sensi dellarticolo
4. Al fine di valutare lefficacia della presente legge 5 bis della l.r. 10/2010, lavvio del procedimento
e lo stato complessivo della pianificazione, la Regione effettuato contemporaneamente allinvio del documento
promuove il confronto con le rappresentanze istituzionali, di cui allarticolo 22 della l.r. 10/2010, oppure del
le parti sociali, le associazioni ambientaliste, il mondo documento preliminare di cui allarticolo 23, comma 2,
della cultura, delle universit e delle professioni. Con della medesima l.r. 10/2010.
deliberazione la Giunta regionale organizza le modalit
attuative del confronto. 3. Latto di avvio del procedimento contiene:
a) la definizione degli obiettivi di piano o della variante
5. La Giunta regionale informa il Consiglio regionale e delle azioni conseguenti, comprese le eventuali ipotesi
delle attivit di monitoraggio di cui al comma 1, e degli di trasformazioni al di fuori del perimetro del territorio
esiti delle valutazioni di cui al comma 4 con cadenza urbanizzato che comportino impegno di suolo non edi-
biennale. ficato per le quali si intende attivare il procedimento
di cui allarticolo 25, nonch la previsione degli effetti
Art. 16 territoriali attesi, ivi compresi quelli paesaggistici;
Norme procedurali per gli atti di governo del territorio b) il quadro conoscitivo di riferimento comprensivo
della ricognizione del patrimonio territoriale ai sensi
1. Le disposizioni del presente capo si applicano alla dellarticolo 3, comma 2, e dello stato di attuazione della
pianificazione, nonch la programmazione delle eventuali
formazione:
integrazioni;
a) del PIT e sue varianti;
c) lindicazione degli enti e degli organismi pubblici
b) del PTC e sue varianti;
ai quali si richiede un contributo tecnico specificandone
c) del PTCM e sue varianti;
la natura e lindicazione del termine entro il quale il
d) del piano strutturale e sue varianti ad esclusione di
contributo deve pervenire;
quelle di cui agli articoli 29, 30, 31, comma 3, 34 e 35;
d) lindicazione degli enti ed organi pubblici compe-
e) del piano operativo e sue varianti ad esclusione di
tenti allemanazione di pareri, nulla osta o assensi co-
quelle di cui agli articoli 30, 31, comma 3, 34 e 35;
munque denominati, necessari ai fini dellapprovazione
f) dei piani e programmi di settore e degli atti di
del piano;
programmazione comunque denominati di competenza
e) il programma delle attivit di informazione e di
dei soggetti istituzionali di cui allarticolo 8 e delle varianti
partecipazione della cittadinanza alla formazione dellatto
richieste da accordi di programma di cui allarticolo 11,
di governo del territorio;
ad esclusione delle varianti di cui agli articoli 34 e 35.
f) lindividuazione del garante dellinformazione e
della partecipazione, per le finalit di cui allarticolo 36,
2. Ai piani, programmi di settore e agli atti di program- responsabile dellattuazione del programma di cui alla
mazione, comunque denominati, di cui allarticolo 11, di lettera e).
competenza del comune che non comportano variazioni
agli strumenti della pianificazione territoriale o urbanistica Art. 18
non si applicano larticolo 17 e larticolo 19, comma 6. Il responsabile del procedimento e sue funzioni

3. Ai piani, programmi di settore e atti di program- 1. Il responsabile del procedimento disciplinato dal
mazione, comunque denominati, di competenza della presente capo accerta e certifica che il procedimento me-
Regione, che non contengono previsioni localizzative, desimo si svolga nel rispetto delle norme legislative e
non si applica larticolo 19. regolamentari.

Art. 17 2. Fermo restando quanto disposto dal comma 1, il


Avvio del procedimento responsabile del procedimento verifica altres, che latto
di governo del territorio si formi nel rispetto della pre-
1. Ciascuno dei soggetti di cui allarticolo 8, comma sente legge, dei relativi regolamenti di attuazione e delle
1, trasmette agli altri soggetti istituzionali del medesimo norme ad essa correlate, nonch in piena coerenza con gli
comma, latto di avvio del procedimento dei piani, strumenti della pianificazione territoriale di riferimento
programmi e varianti di propria competenza, al fine di cui allarticolo 10, comma 2, tenendo conto degli ul-
di acquisire eventuali apporti tecnici. Latto di avvio teriori piani o programmi di settore dei soggetti istitu-
altres trasmesso allente parco competente per territorio, zionali competenti di cui allarticolo 8. A tal fine, assi-
20 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
cura che latto di governo del territorio sia corredato da colo 8, comma 1, e trasmette ad essi i relativi atti. Entro
una relazione tecnica, nella quale siano evidenziati e e non oltre il termine di cui al comma 2, tali soggetti
certificati in particolare: possono presentare osservazioni allo strumento adottato.
a) i profili di coerenza esterna con gli strumenti di
pianificazione e gli eventuali piani o programmi di settore 2. Il provvedimento adottato depositato presso lam-
di altre amministrazioni; ministrazione competente per sessanta giorni dalla data di
b) ove si tratti di uno strumento di pianificazione pubblicazione del relativo avviso sul Bollettino Ufficiale
urbanistica comunale, i profili di coerenza interna con gli della Regione Toscana (B.U.R.T.). Entro e non oltre tale
atti comunali di governo del territorio sovraordinati; termine, chiunque pu prenderne visione, presentando le
c) il rispetto delle disposizioni di cui al titolo I, capo I, osservazioni che ritenga opportune.
con particolare riferimento alla tutela e riproduzione del
patrimonio territoriale; 3. Per gli atti soggetti a VAS si applicano le disposizioni
d) ove si tratti di uno strumento di pianificazione di cui allarticolo 8, comma 6, della l.r. 10/2010.
comunale, il rispetto dei criteri per lindividuazione del
perimetro del territorio urbanizzato di cui allarticolo 4; 4. Decorsi i termini di cui ai commi 2 e 3, e fermi
e) il rispetto delle disposizioni relative al territorio restando gli adempimenti previsti dallarticolo 26 della
rurale di cui al titolo IV, capo III e del relativo regolamento l.r. 10/2010 per gli atti soggetti a VAS, lamministrazione
di attuazione di cui allarticolo 84; competente provvede allapprovazione dello strumento
f) il rispetto delle disposizioni di cui al titolo V e della pianificazione territoriale o urbanistica. Qualora sia
del relativo regolamento di attuazione di cui allarticolo stata attivata la procedura di cui agli articoli 41, 42 e 43,
130. essa procede allapprovazione solo dopo la conclusione
del relativo accordo di pianificazione.
3. Prima delladozione dellatto, il responsabile del
procedimento assicura lacquisizione di tutti i pareri 5. Il provvedimento di approvazione contiene il riferi-
richiesti dalla legge, delle eventuali segnalazioni, proposte, mento puntuale alle osservazioni pervenute e lespressa
contributi e condizioni, formulati dai soggetti interessati, motivazione delle determinazioni conseguentemente
pubblici e privati. In particolare predispone una relazione adottate.
sullattivit svolta ai sensi del comma 1, del comma 2
e del presente comma che, unitamente al rapporto del 6. Lo strumento approvato trasmesso ai soggetti di
garante dellinformazione e della partecipazione di cui cui allarticolo 8, comma 1. La pubblicazione dellavviso
allarticolo 38, costituisce allegato allatto da adottare. di approvazione dello strumento effettuata decorsi al-
meno quindici giorni dalla suddetta trasmissione.
4. Qualora emergano profili di incoerenza o di incom-
patibilit rispetto ad altri strumenti della pianificazione 7. Lo strumento acquista efficacia decorsi quindici gior-
territoriale di cui allarticolo 10, il responsabile del pro- ni dalla pubblicazione del relativo avviso sul B.U.R.T.
cedimento provvede a darne tempestiva informazione ai
competenti organi dellamministrazione, anche ai fini 8. Lo strumento approvato conferito nel sistema
delleventuale attivazione dellaccordo di pianificazione informativo geografico regionale di cui allarticolo 56,
di cui allarticolo 41. in formato numerico alla scala adeguata, ai fini dellim-
plementazione del sistema informativo geografico regio-
5. Il responsabile del procedimento assicura, a chiun- nale.
que voglia prenderne visione, senza obbligo di specifica
motivazione, laccesso e la disponibilit degli atti am- 9. Ai fini di cui al comma 8, il regolamento di cui
ministrativi relativi ai procedimenti di formazione degli allarticolo 56 indica le modalit tecniche per il con-
atti di governo del territorio di cui agli articoli 10 e 11 e ferimento degli strumenti della pianificazione e dei dati
della relazione redatta ai sensi del comma 3. di monitoraggio di cui allarticolo 15, nel sistema infor-
mativo geografico regionale.
Art. 19
Adozione e approvazione degli strumenti di Art. 20
pianificazione territoriale e di pianificazione urbanistica Disposizioni particolari per ladozione
e lapprovazione degli atti di governo del territorio
1. Fermo restando quanto previsto allarticolo 20, il
soggetto istituzionale competente provvede alladozione 1. La Regione comunica alle province, alla citt me-
dello strumento della pianificazione territoriale o della tropolitana e ai comuni lintervenuta adozione del PIT,
pianificazione urbanistica, comunica tempestivamente il entro e non oltre, la pubblicazione sul B.U.R.T. del rela-
provvedimento adottato agli altri soggetti di cui allarti- tivo avviso.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 21
2. La provincia procede al deposito e alla pubblicazione allaggiornamento del quadro conoscitivo degli strumenti
del PTC solo dopo aver comunicato alla Regione e ai della pianificazione territoriale e urbanistica, compresi gli
comuni territorialmente interessati lavvenuta adozione. elaborati di cui allarticolo 96, oppure alla correzione di
errori materiali in essi contenuti mediante deliberazione.
3. La citt metropolitana procede al deposito e alla
pubblicazione del PTCM solo dopo aver comunicato alla 2. Ciascun soggetto di cui allarticolo 8, comma 1,
Regione e ai comuni territorialmente interessati lavve- trasmette agli altri soggetti istituzionali di cui al medesimo
nuta adozione. comma, la deliberazione di aggiornamento il cui avviso
pubblicato sul B.U.R.T.
4. Il comune procede al deposito e alla pubblicazione
ai sensi dellarticolo 19, comma 2, dellavviso di adozione Capo II
del piano strutturale e del piano operativo solo dopo aver Disposizioni procedurali
trasmesso gli stessi alla Regione e alla provincia o alla particolari per lintegrazione del PIT
citt metropolitana.
Art. 22
5. Le osservazioni presentate dalla Regione, dalla Atti di integrazione al PIT
provincia, dalla citt metropolitana o dal singolo comune
sugli strumenti in corso di formazione sono pubblicate 1. In base ai criteri individuati dal PIT e nei tempi
sul sito istituzionale dellente osservante. dallo stesso stabiliti, i comuni possono procedere alla ri-
cognizione delle aree di cui allarticolo 143, comma 4,
6. Possono costituire oggetto di osservazione: del Codice e trasmettono la relativa proposta di ricogni-
a) da parte della Regione, i possibili profili di incom- zione alla Regione.
patibilit, contrasto e incoerenza con il PIT e con i piani
e programmi di settore o con gli atti di programmazione 2. Verificata la conformit della proposta ai criteri
regionali di cui allarticolo 11; individuati nel PIT, assicurando la partecipazione degli
b) da parte della provincia, i possibili profili di in- organi ministeriali competenti al relativo procedimento di
compatibilit, contrasto e incoerenza con il PTC e con verifica, la Giunta regionale adotta latto di integrazione al
i piani e programmi di settore o con gli atti di program- PIT e procede alla sua pubblicazione ai sensi dellarticolo
mazione provinciali di cui allarticolo 11; 19, comma 2.
c) da parte della citt metropolitana, i possibili profili
di incompatibilit, contrasto e incoerenza con il PTCM e 3. Decorsi i termini di cui allarticolo 19, comma 2,
con i piani e programmi o con gli atti di programmazione il Consiglio regionale approva latto di integrazione al
di cui allarticolo 11; PIT.
d) da parte del comune, i contenuti del PIT, del PTC o
del PTCM ritenuti incompatibili con norme statutarie di Capo III
tutela e valorizzazione del patrimonio territoriale, oppure Disposizioni per la pianificazione intercomunale
lesivi delle competenze di pianificazione riservate al co-
mune dalla presente legge. Art. 23
Adozione e approvazione del piano strutturale
7. Possono altres costituire oggetto di osservazione, intercomunale dei comuni non obbligati allesercizio
da parte dei soggetti di cui allarticolo 8, comma 1, anche associato delle funzioni fondamentali
possibili profili di contrasto con singole disposizioni della
presente legge, dei relativi regolamenti di attuazione, 1. I comuni non obbligati allesercizio associato delle
nonch delle norme ad essa correlate. funzioni fondamentali possono procedere alladozione e
allapprovazione del piano strutturale intercomunale con
8. Le determinazioni assunte dallente procedente in le modalit stabilite dal presente articolo.
sede di approvazione dello strumento ai sensi dellarticolo
19, comma 5, comprensive delle controdeduzioni alle os- 2. I comuni approvano latto di esercizio associato del
servazioni dei soggetti di cui allarticolo 8, comma 1, sono piano strutturale intercomunale, con il quale costituiscono
pubblicate sul sito istituzionale dellente medesimo. un ufficio unico di piano mediante:
a) la stipula, tra di loro, della convenzione di cui agli
Art. 21 articoli 20 e 21 della legge regionale 27 dicembre 2011,
Aggiornamenti del quadro conoscitivo n. 68 (Norme sul sistema delle autonomie locali);
e rettifica di errori materiali b) lunione di comuni di cui fanno parte, costituita
ai sensi del titolo III, capo III, della l.r. 68/2011. In detta
1. I soggetti di cui allarticolo 8, comma 1, provvedono ipotesi, laffidamento dellesercizio associato allunione
22 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
avviene per convenzione stipulata ai sensi degli articoli modifiche, trasmette le relative proposte allufficio unico
20 e 21 della l.r. 68/2011, oppure per disposizione statu- di piano che provvede ai sensi del comma 8.
taria dellunione.
10. Il piano strutturale intercomunale diventa efficace,
3. Lesercizio associato svolto tra comuni contermini, per i rispettivi territori, con la pubblicazione sul B.U.R.T.
tenuto conto degli ambiti sovracomunali di cui allarticolo dellavviso dellavvenuta approvazione da parte di cia-
28, salvo quanto previsto dallarticolo 24. scun comune.

4. Lente responsabile dellesercizio associato indivi- 11. Il piano strutturale intercomunale sostituisce, per i
dua il garante dellinformazione e della partecipazione di rispettivi territori, il piano strutturale dei comuni. Qualora
cui allarticolo 37. non sia approvato da uno o pi comuni, esso non acquista
efficacia per i rispettivi territori.
5. Lente responsabile dellesercizio associato avvia
il procedimento del piano strutturale intercomunale ai 12. Nel caso in cui sia necessario variare gli strumenti
sensi dellarticolo 17 e trasmette il relativo atto, oltre ai di pianificazione territoriale della provincia, della citt
soggetti di cui allarticolo 8, comma 1, a tutti i comuni metropolitana e della Regione, lente responsabile delle-
associati. sercizio associato promuove laccordo di pianificazione
ai sensi degli articoli 41, 42 e 43.
6. Qualora la proposta di piano strutturale inter-
comunale preveda trasformazioni al di fuori del ter- 13. Alle varianti al piano strutturale intercomunale si
ritorio urbanizzato che comportino impegni di suolo applicano le disposizioni del presente articolo.
non edificato, lente responsabile dellesercizio asso-
14. Nel caso di varianti approvate ai sensi dellarticolo
ciato convoca la conferenza di copianificazione di cui
34 e dellarticolo 35, lufficio di piano procede allaggior-
allarticolo 25 alla quale partecipano la Regione, la
namento del piano strutturale intercomunale.
provincia, la citt metropolitana, lente responsabile
dellesercizio associato e i comuni associati, nonch su
15. Con deliberazione della Giunta regionale sono
indicazione della Regione, i legali rappresentanti dei co-
individuate forme di incentivazione per favorire la re-
muni eventualmente interessati dagli effetti territoriali
dazione dei piani strutturali intercomunali di cui al pre-
derivanti dalle previsioni. La conferenza decide a maggio-
sente articolo.
ranza dei presenti entro sessanta giorni dallo svolgimento
della prima riunione.
Art. 24
Adozione e approvazione del piano strutturale
7. La giunta dellunione approva la proposta di pia-
intercomunale dei comuni obbligati allesercizio
no strutturale intercomunale e la trasmette ai comuni in-
associato delle funzioni fondamentali
teressati per ladozione ai sensi degli articoli 18, 19 e 20.
In caso di esercizio mediante convenzione tra i comuni 1. Fermo restando quanto previsto allarticolo 252, i
o tra i comuni e lunione, lorgano di indirizzo politico comuni obbligati allesercizio associato della funzione
individuato dalla convenzione medesima ai sensi fondamentale relativa alla pianificazione urbanistica ed
dellarticolo 20, comma 2, lettera c), della l.r. 68/2011. edilizia di ambito comunale assolvono a detto obbligo
approvando il piano strutturale intercomunale negli
8. Le osservazioni sono presentate allente responsabile ambiti di cui allallegato A della l.r. 68/2011, mediante
dellesercizio associato e sono istruite dallufficio unico unione di comuni.
di piano. Lesito dellistruttoria trasmesso allorgano di
cui al comma 7 che predispone le controdeduzioni alle 2. Per la formazione del piano strutturale intercomunale
osservazioni pervenute e adegua in tal senso il piano i comuni obbligati allesercizio associato delle funzioni
strutturale intercomunale adottato trasmettendolo ai co- fondamentali procedono secondo le disposizioni di cui
muni associati. allarticolo 23. Le funzioni dellorgano di indirizzo po-
litico di cui allarticolo 23, comma 7, sono svolte dal
9. I comuni associati approvano il piano strutturale consiglio dellunione.
intercomunale controdeducendo alle osservazioni nel
senso indicato dallorgano di cui al comma 7. Con latto Art. 25
di approvazione ciascun comune pu apportare al pia- Disposizioni per la pianificazione di nuovi impegni di
no strutturale intercomunale adottato esclusivamente le suolo esterni al perimetro del territorio urbanizzato.
modifiche indicate dallorgano di cui al comma 7. Qua- Conferenza di copianificazione
lora una delle amministrazioni ritenga, a seguito delle
osservazioni pervenute, di dover apportare ulteriori 1. Le previsioni di trasformazione che comportano
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 23
impegno di suolo non edificato allesterno del perimetro riorganizzazione degli insediamenti e infrastrutture esi-
del territorio urbanizzato, come definito allarticolo 4, stenti, e indica gli eventuali interventi compensativi degli
commi 3 e 4, comprese quelle di cui allarticolo 64, com- effetti indotti sul territorio.
ma 6, sono subordinate al previo parere favorevole della
conferenza di copianificazione di cui al presente articolo, 6. La conferenza di copianificazione decide a maggio-
fatta eccezione per le previsioni di cui agli articoli 88, ranza entro il termine di trenta giorni dallo svolgimento
comma 7, lettera c), e articolo 90, comma 7, lettera b). della prima riunione. Il termine pu essere sospeso
una sola volta, per un periodo non superiore a trenta
2. Non sono soggette alla conferenza di cui al com- giorni, per acquisire integrazioni o documentazione ne-
ma 1 le previsioni che comportano impegni di suolo non cessaria alle determinazioni della conferenza. Il parere
edificato allesterno del perimetro del territorio urbaniz- sfavorevole espresso dalla Regione vincolante, salvo
zato nei seguenti casi: che in presenza di piano strutturale intercomunale, ed
a) interventi di adeguamento delle infrastrutture li- espressamente motivato con riferimento ai profili di cui
neari esistenti; al comma 5.
b) interventi attinenti alla sicurezza e al pronto soc-
corso sanitario; 7. A seguito del pronunciamento positivo della
c) ampliamento delle strutture esistenti artigianali, conferenza, il comune procede alla formazione dello
industriali, o produttrici di beni e servizi, purch finaliz- strumento o dellatto ai sensi degli articoli 18, 19 e 20.
zato al mantenimento delle funzioni produttive; Lapprovazione delle previsioni comporta integrazione
d) ampliamento delle opere pubbliche di competenza dei contenuti del PTC o del PTCM, ove necessario me-
comunale esistenti e nuove opere pubbliche di competenza diante ratifica, entro trenta giorni, da parte della provincia
comunale necessarie a garantire i servizi essenziali, pri- o della citt metropolitana.
vilegiando localizzazioni che contribuiscono a qualificare
il disegno dei margini urbani; 8. Nel caso in cui la conferenza accerti la necessit
e) varianti al piano strutturale che costituiscono di variare il PIT si procede mediante accordo di piani-
adeguamento ai piani di settore regionali approvati con il ficazione ai sensi dellarticolo 42.
procedimento di cui al titolo II, capo I.
9. I nuovi impegni di suolo comportanti effetti terri-
3. La conferenza di copianificazione costituita toriali sovracomunali sono oggetto di perequazione ter-
dai legali rappresentanti della Regione, della provincia ritoriale ai sensi dellarticolo 102 con le modalit indicate
o della citt metropolitana, del comune interessato o dalla conferenza di copianificazione nel pronunciamento
dellente responsabile dellesercizio associato, o loro di cui al comma 7.
sostituti sulla base dellordinamento dellente. Alla con-
ferenza partecipano, senza diritto di voto, anche i legali Art. 26
rappresentanti dei comuni eventualmente interessati da Disposizioni per la pianificazione
effetti territoriali sovracomunali derivanti dalle previsioni, delle grandi strutture di vendita
tenuto conto degli ambiti di cui allarticolo 28.
1. Sono soggette alla conferenza di copianificazione
4. La conferenza di copianificazione convocata dalla di cui allarticolo 25:
Regione entro trenta giorni dalla richiesta dellammi- a) le previsioni di grandi strutture di vendita o di
nistrazione che intende proporre le previsioni. In sede di aggregazioni di medie strutture aventi effetti assimilabili
convocazione la Regione individua gli eventuali comuni a quelli delle grandi strutture, al di fuori del perimetro del
interessati da effetti territoriali sovracomunali, i quali territorio urbanizzato, che comportano impegno di suolo
possono partecipare ed offrire contributi ai lavori della non edificato;
conferenza. Tutte le amministrazioni chiamate a partecipare b) le previsioni di grandi strutture di vendita o di
alla conferenza danno avviso sul proprio sito istituzionale aggregazioni di medie strutture aventi effetti assimilabili
della data in cui si svolge, nonch delloggetto dalla stessa a quelli delle grandi strutture, allinterno del perimetro
trattato. La conferenza si svolge presso la Regione. Ai del territorio urbanizzato, anche se si sostanziano in
soggetti partecipanti sono trasmessi gli elaborati relativi interventi di riutilizzo del patrimonio edilizio esistente.
alla previsione in esame almeno quindici giorni prima
della data fissata per la prima riunione della conferenza e 2. La conferenza di copianificazione verifica le pre-
le motivazioni della proposta. visioni di cui ai commi 1, sulla base di quanto previsto
dallarticolo 25, comma 5. e dei seguenti criteri:
5. La conferenza di copianificazione verifica che a) la capacit di assorbimento, da parte dellinfra-
le previsioni proposte siano conformi al PIT, che non strutturazione stradale e ferroviaria presente nel terri-
sussistano alternative sostenibili di riutilizzazione e torio del comune e in quello dellambito di interesse
24 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
sovracomunale, del carico di utenze potenziali connesso con popolazione residente pari o superiore a 50 mila
al nuovo esercizio; abitanti.
b) il livello di emissioni inquinanti, comprensivo
dellincremento dovuto alla movimentazione veicolare Art. 28
attesa dalla nuova struttura di vendita; Ambiti sovracomunali
c) la sostenibilit rispetto alla tutela del valore pae-
saggistico dei siti inseriti nella lista del patrimonio 1. Gli ambiti sovracomunali di cui allarticolo 4,
mondiale dellOrganizzazione delle Nazioni unite per comma 7, sono costituiti dagli ambiti individuati con
leducazione, la scienza e la cultura (UNESCO) sulla deliberazione del Consiglio regionale su proposta della
base delle tipologie individuate dalla Convenzione per Giunta regionale, entro centottanta giorni dallentrata in
la salvaguardia del patrimonio mondiale, culturale ed vigore della presente legge, fermo restando quanto pre-
ambientale, firmata a Parigi il 16 novembre 1972, dai visto allarticolo 225.
Paesi aderenti allUNESCO, delle reti di fruizione storica
del territorio e dei beni paesaggistici di cui allarticolo 2. La deliberazione di cui al comma 1 integra il quadro
134 del Codice; conoscitivo del PIT e le sue modifiche costituiscono
d) le conseguenze attese sulla permanenza degli aggiornamento dello stesso con le procedure di cui allar-
esercizi commerciali di prossimit, al fine di garantire i ticolo 21.
servizi essenziali nelle aree pi scarsamente popolate;
e) le conseguenze attese sui caratteri specifici e sulle Capo IV
attivit presenti nei centri storici compresi nellambito Disposizioni procedurali semplificate
sovracomunale, e le necessarie garanzie di permanenza
delle attivit commerciali dinteresse storico, di tradizione Art. 29
e di tipicit. Varianti al piano strutturale relative
a prescrizioni localizzative
3. Alla conferenza di copianificazione avente ad
oggetto le previsioni di cui al comma 1, lettera b), parte- 1. Alle varianti al piano strutturale che attuano le
cipano la Regione, la provincia, la citt metropolitana o prescrizioni concernenti lindividuazione di ambiti terri-
il comune interessato. toriali per la localizzazione di interventi di competenza
regionale, provinciale o della citt metropolitana di
Art. 27 cui allarticolo 88, comma 7, lettera c), allarticolo 90,
Disposizioni per la pianificazione comma 7, lettera b), e allarticolo 91, comma 7, lettera
delle medie strutture di vendita b, non si applica larticolo 17, fermo restando quanto di-
sposto dagli articoli 18, 19 e 20.
1. Le previsioni di medie strutture di vendita che
comportano impegno di suolo non edificato al di fuori Art. 30
del perimetro del territorio urbanizzato sono soggette Varianti semplificate al piano strutturale.
alla conferenza di copianificazione di cui allarticolo 25 Varianti semplificate al piano operativo
qualora risultino: e relativo termine di efficacia
a) non inferiori a 2.000 metri quadrati di superficie
di vendita per i comuni di cui allarticolo 15, comma 1, 1. Sono definite varianti semplificate al piano strut-
lettera e), numero 2), della legge regionale 7 febbraio turale le varianti che non comportano incremento al suo
2005, n. 28 (Codice del Commercio. Testo unico in dimensionamento complessivo per singole destinazioni
materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, duso e per unit territoriale organica elementare (UTOE),
somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa e che non modificano gli standard. Sono altres varianti
quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti); semplificate al piano strutturale quelle che trasferiscono
b) non inferiori a 1.000 metri quadrati di superficie dimensionamenti, anche tra UTOE diverse, allinterno del
di vendita per i comuni diversi da quelli di cui di cui territorio urbanizzato come definito ai sensi dellarticolo
allarticolo 15, comma 1, lettera e), numero 2), della l.r. 4, comma 3, e quelle che trasferiscono dimensionamenti
28/2005. dallesterno del territorio urbanizzato allinterno dello
stesso.
2. Alla conferenza di copianificazione partecipano la
Regione, la provincia, la citt metropolitana o il comune 2. Sono definite varianti semplificate al piano ope-
interessato. rativo le varianti che hanno per oggetto previsioni interne
al perimetro del territorio urbanizzato, come definito
3. Non sono soggette alla conferenza di copianificazione allarticolo 4, comma 3, e che non comportano variante
le previsioni di medie strutture di vendita per i comuni al piano strutturale.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 25
3. Sono escluse dal procedimento semplificato del della riconducibilit della variante alle fattispecie di cui
presente articolo le varianti che introducono nel ter- allarticolo 30 e 31, comma 3.
ritorio urbanizzato le previsioni di cui allarticolo 26,
comma 1. 2. Gli interessati possono presentare osservazioni nei
trenta giorni successivi alla pubblicazione sul B.U.R.T.
4. Le previsioni incidenti sul dimensionamento del Le forme e le modalit di informazione e partecipazione
piano operativo introdotte mediante variante semplificata dei cittadini sono individuate dal comune in ragione
ai sensi del presente articolo perdono efficacia alla dellentit e dei potenziali effetti delle previsioni oggetto
scadenza quinquennale dallapprovazione del piano ope- della variante semplificata.
rativo di riferimento.
3. Decorso il termine di cui al comma 2, la variante
5. Le varianti di cui al presente articolo sono oggetto approvata dal comune che controdeduce in ordine alle
del monitoraggio di cui allarticolo 15. osservazioni pervenute e pubblica il relativo avviso sul
B.U.R.T. Qualora non siano pervenute osservazioni, la
Art. 31 variante diventa efficace a seguito della pubblicazione
Adeguamento e conformazione al piano paesaggistico sul B.U.R.T. dellavviso che ne d atto.

1. Con riferimento agli strumenti di pianificazione 4. Il comune invia alla Regione la comunicazione
territoriale, agli strumenti di pianificazione urbanistica dellapprovazione delle varianti semplificate di cui al
dei comuni e alle relative varianti che costituiscono ade- comma 1.
guamento e conformazione al piano paesaggistico ai sensi
dellarticolo 143, commi 4 e 5, dellarticolo 145, comma Art. 33
4 e dellarticolo 146, comma 5 del Codice, la Regione Procedimento per lapprovazione dei piani attuativi
convoca una conferenza di servizi, detta conferenza
paesaggistica, a cui partecipano la Regione e gli organi 1. Per ladozione e lapprovazione dei piani attuativi
ministeriali competenti. Alla conferenza sono invitati le di cui al titolo V, capo II, sezioni I e III, si applica lar-
province interessate o la citt metropolitana e i comuni,. ticolo 111.
La conferenza paesaggistica regolata dalle disposizioni
di cui al presente articolo e in base ad appositi accordi 2. Il responsabile del procedimento allega agli atti da
stipulati con gli organi ministeriali competenti ai sensi adottare una relazione che d motivatamente atto della
dellarticolo 15 della 1egge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove coerenza del piano attuativo con il piano strutturale e
norme in materia di procedimento amministrativo e di della conformit al piano operativo.
diritto di accesso ai documenti amministrativi).
Art. 34
2. Nel caso in cui gli organi ministeriali si esprimano Varianti mediante approvazione del progetto
in senso negativo, lapprovazione degli strumenti o delle
varianti di cui al comma 1, non comporta gli effetti di 1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 9 e
cui allarticolo 143, comma 4, o di cui allarticolo 146, dallarticolo 35, nei casi in cui la legge prevede che lap-
comma 5, del Codice. provazione del progetto di unopera pubblica o di pubblica
utilit, costituisca variante allo strumento di pianificazione
3. Qualora le varianti agli strumenti di cui al comma territoriale o urbanistica del comune, ove non comporti
1, costituiscano mero adeguamento e conformazione al effetti sovracomunali, lamministrazione competente pub-
piano paesaggistico, alle stesse si applica il procedimento blica il relativo avviso sul B.U.R.T. e rende accessibili gli
di cui allarticolo 32. atti in via telematica, dandone contestuale comunicazione
alla Regione, alla provincia o alla citt metropolitana.
Art. 32 Gli interessati possono presentare osservazioni nei trenta
Procedimento per ladozione e lapprovazione giorni successivi alla pubblicazione. Sulle osservazioni si
delle varianti semplificate pronuncia lamministrazione competente adeguando gli atti,
al piano strutturale e al piano operativo ove necessario. Qualora non siano pervenute osservazioni,
la variante diventa efficace a seguito della pubblicazione sul
1. Il comune adotta la variante semplificata al piano B.U.R.T. dellavviso che ne d atto.
strutturale o al piano operativo e pubblica sul B.U.R.T.
il relativo avviso, dandone contestuale comunicazione Art. 35
alla Regione, alla provincia o alla citt metropolitana. Varianti mediante sportello unico
Gli atti sono resi accessibili sul sito istituzionale del per le attivit produttive
comune. Il responsabile del procedimento allega agli
atti da adottare una relazione che d motivatamente atto 1. Il progetto di cui allarticolo 8 del decreto del
26 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 dei procedimenti di cui al titolo II, capi I e II e al titolo III,
(Regolamento per la semplificazione ed il riordino della capo I. Nellambito del procedimento di formazione dei
disciplina sullo Sportello Unico per le attivit produttive, piani attuativi, le forme e le modalit di informazione e
ai sensi dellarticolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 partecipazione dei cittadini sono individuate dal comune
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla in ragione dellentit e dei potenziali effetti degli interventi
legge 6 agosto 2008, n. 133), corredato dagli elaborati previsti, tenuto conto dei livelli prestazionali indicati dal
urbanistici relativi alla proposta di variante. Qualora la regolamento di cui al comma 4.
proposta di variante urbanistica comporti nuovo impegno
di suolo non edificato fuori dal perimetro del territorio 3. I risultati delle attivit di informazione e partecipazione
urbanizzato si applica, ove il comune ritenga di accogliere poste in essere nellambito dei procedimenti di formazione
la proposta di variante, larticolo 25. degli atti di governo del territorio contribuiscono alla
definizione dei contenuti degli strumenti di pianificazione
2. Alla conferenza di servizi di cui allarticolo 8 del territoriale e urbanistica, secondo le determinazioni mo-
d.p.r. 160/2010 sono invitate la Regione e la provincia o la tivatamente assunte dallamministrazione procedente.
citt metropolitana, chiamate ad esprimere il parere sulla
coerenza della proposta di variante ai propri strumenti di 4. La Regione specifica, con regolamento, le funzioni
pianificazione territoriale e ai propri atti di programmazione. del garante dellinformazione e della partecipazione se-
Nel caso in cui tale conferenza abbia esito favorevole, il condo i contenuti previsti dagli articoli 37, 38 e 39.
comune deposita il progetto per trenta giorni consecutivi
e ne d avviso sul B.U.R.T. Gli interessati possono 5. La Giunta regionale, previa comunicazione alla
presentare osservazioni entro il termine di trenta giorni commissione consiliare competente, approva idonee li-
dalla pubblicazione dellavviso sul B.U.R.T. nee guida per garantire uniformi livelli partecipativi
adeguati ai contenuti delle diverse tipologie degli atti di
3. Il comune con la deliberazione di cui allarticolo governo del territorio.
8 del d.p.r. 160/2010, controdeduce alle eventuali osser-
vazioni pervenute e si pronuncia definitivamente sulla 6. Per i piani e i programmi soggetti a VAS le attivit
proposta di variante. di informazione e partecipazione di cui al presente capo
sono coordinate con le attivit di partecipazione di cui
4. La variante al piano strutturale o al piano operativo alla l.r. 10/2010, nel rispetto del principio di non dupli-
approvata dal comune trasmessa alla Regione, alla pro- cazione.
vincia o alla citt metropolitana e il relativo avviso pub-
blicato sul B.U.R.T. Art. 37
Il garante dellinformazione e della partecipazione
Capo V
Gli istituti della partecipazione 1. Ai fini di cui allarticolo 36, la Regione, le province,
la citt metropolitana e i comuni con popolazione su-
Art. 36 periore a 20 mila abitanti istituiscono un proprio garante
Linformazione e la partecipazione dei cittadini dellinformazione e della partecipazione, disciplinandone
alla formazione degli atti di governo del territorio. le funzioni con riferimento al regolamento di cui allar-
Regolamento ticolo 36, comma 4.

1. La Regione, in collaborazione con le province, la 2. I comuni con popolazione non superiore a 20 mi-
citt metropolitana e i comuni, promuove e sostiene le la abitanti individuano un garante dellinformazione e
modalit pi efficaci di informazione e di partecipazione della partecipazione disciplinandone le funzioni con rife-
dei soggetti interessati al governo del territorio. A tal fine, rimento al regolamento di cui allarticolo 36, comma 4.
con deliberazione della Giunta Regionale, promuove
iniziative e strumenti di formazione e divulgazione delle 3. Non possono rivestire il ruolo di garante dellin-
metodologie, delle tecniche e delle pratiche di infor- formazione e della partecipazione gli amministratori del-
mazione e partecipazione nel governo del territorio, lente, i consiglieri regionali, provinciali e comunali, il
sulla base delle risorse finanziarie disponibili. Di tale responsabile del procedimento e il progettista dellatto di
deliberazione data comunicazione alla commissione governo del territorio.
consiliare competente.
Art. 38
2. La Regione, le province, la citt metropolitana e i Funzioni del garante dellinformazione e della
comuni assicurano linformazione e la partecipazione dei partecipazione
cittadini e di tutti i soggetti interessati alla formazione degli
atti di governo del territorio di loro competenza nellambito 1. Nellambito delle competenze della Regione, delle
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 27
province, della citt metropolitana e dei comuni, ai fini 3. Il Garante regionale dellinformazione e della par-
della formazione degli atti di loro rispettiva pertinenza, il tecipazione provvede al periodico monitoraggio delle
garante dellinformazione e della partecipazione assume attivit di informazione e partecipazione nella formazione
ogni necessaria iniziativa, nelle diverse fasi procedurali degli strumenti della pianificazione territoriale e degli
di formazione degli atti di governo del territorio, per strumenti della pianificazione urbanistica di province,
lattuazione del programma di cui allarticolo 17, com- citt metropolitana e comuni, consultando i garanti co-
ma 3, lettera e), e per assicurare linformazione e la munali e provinciali e assumendo dalle amministrazioni
partecipazione dei cittadini e di tutti i soggetti interessati. di riferimento le informazioni e le valutazioni inerenti le
A tal fine la Regione, le province, la citt metropolitana e i esperienze compiute e le pratiche sviluppate. Il garante
comuni, e assicurano che la documentazione relativa agli regionale riferisce sul monitoraggio effettuato alla Giunta
atti di governo del territorio risulti adeguata alle esigenze regionale ed alla commissione consiliare competente,
dellinformazione e della partecipazione secondo le linee secondo le modalit disposte dal regolamento di cui al-
guida di cui allarticolo 36, comma 4. larticolo 36, comma 4.

2. Il garante dellinformazione e della partecipazione 4. Qualora il Garante regionale dellinformazione e


redige un rapporto sullattivit svolta, indicando le della partecipazione non appartenga alla struttura regio-
iniziative poste in essere in attuazione del programma di nale, allo stesso attribuita unindennit di funzione la
cui allarticolo 17, comma 3, lettera e), ed evidenziando se cui entit, calcolata in base annua, determinata con
le attivit relative allinformazione e alla partecipazione deliberazione della Giunta regionale in misura non supe-
della cittadinanza e delle popolazioni interessate abbiano riore al 44 per cento di quella spettante al Presidente della
prodotto risultati significativi ai fini della formazione Giunta regionale.
degli strumenti della pianificazione territoriale e degli
strumenti della pianificazione urbanistica da sotto- Art. 40
porre alladozione degli organi competenti. Della Sostegno regionale alla informazione e
pubblicazione del rapporto sullattivit svolta data co- partecipazione nel governo del territorio
municazione al Garante regionale dellinformazione e
della partecipazione di cui allarticolo 39. 1. La Regione sostiene con proprie risorse le attivit
di province, citt metropolitana e comuni, finalizzate
3. A seguito delladozione degli atti di governo del allinformazione e alla partecipazione della cittadinanza
territorio, il garante dellinformazione e della parte- e delle popolazioni interessate al governo del territorio,
cipazione promuove le ulteriori attivit di informazione nonch alladeguato supporto conoscitivo e documentale
necessarie nellambito delle procedure di cui allarticolo concernente gli atti di governo del territorio, incentivando
20. allo scopo le modalit pi efficaci di collaborazione in-
teristituzionale e di economia di scala che ne possono
Art. 39 derivare.
Il Garante regionale dellinformazione
e della partecipazione Titolo III
GLI ISTITUTI DELLA COLLABORAZIONE
1. Il garante regionale dellinformazione e della parte- INTERISTITUZIONALE
cipazione nominato dal Presidente della Giunta regionale
e resta in carica per la durata della legislatura. E scelto Capo I
fra persone con adeguata preparazione professionale per Gli accordi di pianificazione
lo svolgimento delle funzioni di cui allarticolo 36, fra
il personale appartenente alla struttura regionale o fra Art. 41
soggetti esterni ad essa. Ai fini della sua nomina, non si Accordi di pianificazione
applica la legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 (Norme
in materia di nomine e designazioni e di rinnovo di organi 1. Qualora si renda necessario, ai fini del coordina-
amministrativi di competenza della Regione). mento degli strumenti della pianificazione territoriale
di cui allarticolo 10, la definizione o variazione conte-
2. Oltre a quanto previsto dallarticolo 38, il Garante stuale di almeno due di essi, la Regione la provincia la
regionale dellinformazione e della partecipazione, per citt metropolitana, o il comune, in base allinteresse
quanto di competenza, collabora con i garanti dellinfor- prevalente, promuovono la stipulazione di un accordo
mazione e della partecipazione delle province della citt di pianificazione, secondo quanto previsto dal presente
metropolitana e dei comuni, assicurando loro ogni necessario capo.
supporto metodologico al fine del pi efficace espletamento
delle funzioni loro attribuite dalla presente legge. 2. Con laccordo di pianificazione le amministrazioni di
28 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
cui al comma 1, definiscono consensualmente le modifiche depositati, presentando altres le osservazioni che riten-
da apportare ai rispettivi strumenti della pianificazione gano opportune.
territoriale e, ove ritenuto necessario per il perseguimento
degli obiettivi di governo del territorio, anche ai piani Art. 43
operativi con le forme e le modalit procedurali previste Conclusione dellaccordo di pianificazione
dallarticolo 42.
1. Decorso il termine di cui allarticolo 42, comma
3. Nel caso in cui, nellambito della conferenza di 4, lamministrazione promotrice dellaccordo di pianifi-
servizi convocata ai sensi dell articolo 42, comma 1, cazione procede alla nuova convocazione delle altre
sia verificato che la proposta di piano non comporti la amministrazioni partecipanti allintesa preliminare ai
variazione degli altri strumenti, la conferenza prende atto fini della conclusione definitiva dellaccordo medesimo.
dellesito della verifica. In tale ipotesi, il procedimento Laccordo di pianificazione conferma lintesa preliminare
di approvazione dello strumento di pianificazione di cui di cui allarticolo 42, comma 3, tenendo conto dei con-
si tratti, prosegue con le forme e le modalit procedurali tenuti delle osservazioni eventualmente pervenute.
disciplinate dal titolo II, capo I.
2. Entro sessanta giorni dalla sigla dellaccordo di
Art. 42 pianificazione, le amministrazioni procedono contestual-
Procedura per laccordo di pianificazione mente alla sua ratifica, alla controdeduzione alle eventuali
osservazioni e allapprovazione dello strumento della
1. Il soggetto promotore dellaccordo di cui allar- pianificazione territoriale o della sua variante. Con latto
ticolo 41, convoca una conferenza di servizi tra le strut- di approvazione, ciascuna amministrazione pu apportare
ture tecniche delle amministrazioni competenti al fine allo strumento della pianificazione territoriale adottato
esclusivamente le modifiche statuite nellaccordo di
di esaminare il progetto predisposto, comprensivo della
pianificazione. Qualora, a seguito dellesame delle os-
documentazione tecnica necessaria per ladozione degli
servazioni pervenute, una delle amministrazioni ritenga
atti di cui agli articoli 22, 23 e 24 della l.r. 10/2010. A
di dover apportare ulteriori modifiche, provvede a con-
tal fine trasmette agli enti convocati, almeno trenta
vocare nuovamente le altre amministrazioni per le deter-
giorni prima della data di convocazione, la relativa do-
minazioni di cui al presente articolo e allarticolo 42.
cumentazione. In detta conferenza verificata la necessit
di procedere allaccordo.
3. Fermo restando quanto stabilito allarticolo 44, comma
3, se laccordo di pianificazione non stato ratificato, nel
2. Il soggetto promotore acquisisce, prima della data
termine di cui al comma 1, da tutte le amministrazioni che
di convocazione della conferenza di servizi, i pareri dei
hanno sottoscritto lintesa, ma stato ratificato da almeno
soggetti competenti in materia ambientale, come definiti
due di esse, lamministrazione promotrice convoca una
dallarticolo 4 della l.r. 10/2010, sugli elaborati di cui al
conferenza tra quelle che hanno provveduto alla ratifica al
comma 1, ai fini della conclusione della conferenza. fine di valutare la possibilit e lopportunit di confermare
tale accordo. Per le opere di interesse strategico regionale
3. Qualora, nellambito della conferenza convocata ai di cui alla legge regionale 1 agosto 2011, n. 35 (Misure
sensi del comma 1, si accerti la necessit di procedere di accelerazione per la realizzazione delle opere pubbliche
alla modifica di almeno uno degli strumenti della piani- di interesse strategico regionale e per la realizzazione di
ficazione territoriale emanato da ente diverso da quello opere private. Modifiche alla legge regionale 3 settembre
promotore, i legali rappresentanti degli enti partecipanti 1996, n. 76 Disciplina degli accordi di programma), si
alla conferenza procedono, consensualmente, alla stipula applica larticolo 5, comma 6, della suddetta legge.
di unintesa preliminare.
4. Ciascuna amministrazione provvede a dare av-
4. Le amministrazioni che hanno siglato lintesa viso sul B.U.R.T. della ratifica e dellapprovazione o va-
preliminare procedono alladozione dei relativi stru- riazione dello strumento della pianificazione territoriale.
menti della pianificazione o delle loro varianti, espli- Le determinazioni assunte hanno efficacia a decorrere
citando i contenuti dellintesa e tenendo conto di tutte dalla data di pubblicazione. Gli atti medesimi sono resi
le condizioni e prescrizioni concordate con lintesa accessibili dalle stesse amministrazioni sul proprio sito
medesima. Gli strumenti della pianificazione insieme istituzionale.
allintesa preliminare siglata sono depositati presso
ciascuna amministrazione per sessanta giorni dalla data Art. 44
di pubblicazione del relativo avviso sul B.U.R.T. Definizione del piano regolatore dei porti
di interesse nazionale
5. Entro il termine perentorio di cui al comma 4,
tutti possono prendere visione dellatto e dellintesa 1. Per la definizione o variazione del piano regolatore
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 29
del porto di cui allarticolo 5 della legge 28 gennaio 1994, da variazioni, la Regione e la provincia accertano la non
n. 84 (Riordino della legislazione in materia portuale), si necessit di procedere allaccordo.
procede mediante accordo di pianificazione ai sensi degli
articoli 42 e 43, cui partecipano la Regione la provincia, 3. Fermo restando quanto previsto dal comma 1,
il comune e lautorit portuale interessata. Sono oggetto non costituiscono variazione del PIT le previsioni con-
dellaccordo anche le eventuali varianti al piano strut- cernenti la riqualificazione funzionale o ambientale dei
turale e al piano operativo del comune. Qualora il PIT o porti esistenti finalizzata al soddisfacimento degli stan-
PTC non siano interessati da variazioni, la Regione e la dard regionali, che non comporti n ampliamento delle
provincia partecipano comunque allintesa preliminare e strutture portuali a terra e a mare n incremento della
allaccordo di pianificazione e lo ratificano. capacit ricettiva complessiva.

2. Il Consiglio regionale approva il piano regolatore Art. 46


portuale e le relative varianti sui quali siano stati acquisiti Definizione di previsioni mediante
lintesa preliminare del comune interessato ai sensi del- accordo di pianificazione
larticolo 42, ed il voto favorevole del Consiglio superiore
dei lavori pubblici di cui allarticolo 5 della l. 84/1994 1. Larticolo 45 si applica in tutti i casi in cui la legge
entro sessanta giorni dalla conclusione del relativo o il PIT rinviano allaccordo di pianificazione, anche in
procedimento istruttorio. assenza di specifica variazione del PIT stesso.

3. Qualora per lapprovazione del piano regolatore Capo II


portuale, siano necessarie varianti al piano strutturale Conferenza paritetica interistituzionale
o al piano operativo ed il comune abbia gi partecipato
Art. 47
alla stipula dellintesa preliminare, nel caso di mancato
Conferenza paritetica interistituzionale
adeguamento del piano strutturale o del piano operativo
entro il termine indicato in detta intesa, la Giunta regionale
1. E istituita la conferenza paritetica interistituzionale,
diffida il comune ad adempiere entro un congruo termine.
di seguito denominata conferenza paritetica, al fine di
Decorso inutilmente il termine, la Giunta regionale
comporre tra i soggetti di cui allarticolo 8, comma 1, gli
provvede ai sensi dellarticolo 6 della legge regionale
eventuali contrasti insorti ai sensi delle disposizioni del
1 dicembre 1998, n. 88 (Attribuzione agli Enti locali e
presente capo.
disciplina generale delle funzioni amministrative e dei
compiti in materia di urbanistica e pianificazione ter-
2. La conferenza paritetica costituita con decreto del
ritoriale, protezione della natura e dellambiente, tutela
Presidente della Giunta regionale, resta in carica per la
dellambiente dagli inquinamenti e gestione dei rifiuti,
legislatura regionale di riferimento ed composta da:
risorse idriche e difesa del suolo, energia e risorse
a) lassessore regionale competente per materia che la
geotermiche, opere pubbliche, viabilit e trasporti presiede o suo delegato;
conferite alla Regione dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112) b) due membri designati dal Consiglio regionale in
ad adottare o approvare gli atti di adeguamento degli stru- rappresentanza della Regione;
menti comunali, entro tre mesi dalla scadenza del termine c) tre membri in rappresentanza delle province e
previsto nella diffida. della citt metropolitana nominati dal Consiglio delle
autonomie locali e un membro supplente;
Art. 45 d) tre membri in rappresentanza dei comuni nominati
Definizione delle previsioni localizzative dal Consiglio delle autonomie locali e un membro sup-
dei porti di interesse regionale plente.

1. Qualora le previsioni localizzative di nuovi porti di 3. I membri supplenti di cui al comma 2, lettere c) e
interesse regionale, lampliamento o la riqualificazione di d), partecipano alla conferenza paritetica in caso di im-
quelli esistenti comportino la modifica del piano strutturale pedimento di uno qualunque dei membri effettivi.
o del piano operativo, si procede mediante accordo di
pianificazione promosso dal comune. Contestualmente, 4. La conferenza paritetica ha sede presso la Giunta
sono oggetto dellaccordo anche leventuale definizione regionale, che ne assicura il funzionamento.
o variazione del piano regolatore portuale. Al suddetto
accordo partecipano la Regione e la provincia. 5. La conferenza paritetica provvede a dotarsi di un
regolamento di organizzazione e funzionamento.
2. Qualora ai fini di cui al comma 1, siano oggetto di
variazione anche il PIT o il PTC, si applicano gli articoli 6. Ai fini della nomina non si applicano le disposizioni
42 e 43. Qualora il PIT o il PTC non siano interessati della l.r. 5/2008.
30 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
7. A supporto dellattivit della conferenza istituito di cui al comma 1, lincompatibilit o il contrasto con
il tavolo tecnico di cui allarticolo 48. strumenti della pianificazione territoriale dellente a cui
rivolta listanza. Sulla base di tali istanze, la Regione,
8. Il funzionamento della conferenza paritetica non la provincia, la citt metropolitana o il comune possono
comporta oneri a carico del bilancio regionale. richiedere la pronuncia della conferenza paritetica. In
caso contrario, lente interessato comunica le motivazioni
Art. 48 di non accoglimento dellistanza entro i trenta giorni
Tavolo tecnico successivi.

1. Il tavolo tecnico di cui allarticolo 47, comma 7 4. La richiesta di pronuncia di cui al comma 1, individua
costituito da: in modo specifico i contenuti dello strumento in contrasto
a) il responsabile della struttura regionale competente o incompatibili con lo strumento di pianificazione
in materia di pianificazione del territorio; dellamministrazione che adisce la conferenza paritetica.
b) il responsabile della struttura competente in materia La richiesta di cui al comma 2, individua puntualmente le
di pianificazione del territorio della provincia o della citt disposizioni normative che si ritengono violate.
metropolitana interessata;
c) il responsabile della struttura competente in materia 5. Lamministrazione che ha richiesto la pronuncia della
di pianificazione del territorio del comune nel quale conferenza paritetica ne d tempestiva comunicazione
ricadono le previsioni che presentano possibili profili di allamministrazione che ha approvato latto di governo
incompatibilit o contrasto di cui allarticolo 49, commi del territorio e provvede a pubblicare il relativo avviso
1 e 2. sul B.U.R.T. Lo strumento o parti di esso oggetto della
richiesta di pronuncia non acquista efficacia fino allesito
2. Il tavolo tecnico si esprime sui contrasti di cui del procedimento di cui agli articoli 50 e 51.
allarticolo 47, comma 1, in via preliminare rispetto
alla conferenza paritetica secondo quanto previsto dal- Art. 50
larticolo 50. Modalit di funzionamento del tavolo tecnico

Art. 49 1. Il tavolo tecnico si esprime sulla richiesta di pro-


Richiesta di pronuncia della conferenza nuncia della conferenza paritetica, verificandone il me-
paritetica e relativi effetti rito.

1. La Regione, la provincia, la citt metropolitana o 2. Qualora il tavolo tecnico ritenga che lincompatibilit
il comune, qualora ravvisino possibili profili di incom- o il contrasto, di cui allarticolo 49, commi 1 e 2, non
patibilit o contrasto tra uno strumento di pianificazione sussistano, trasmette entro il termine di trenta giorni dal
territoriale, il piano operativo o una loro variante approvati ricevimento dellistanza, il proprio parere ai soggetti in-
da altra amministrazione e il proprio strumento della teressati.
pianificazione territoriale, richiedono la pronuncia alla
conferenza paritetica nel termine perentorio di quindici 3. Qualora il soggetto che ha richiesto la pronuncia
giorni dalla pubblicazione dellavviso di cui allarticolo della conferenza paritetica concordi con il parere di cui
19, comma 7. al comma 2, entro trenta giorni dal suo ricevimento lo
comunica alla conferenza paritetica e al soggetto che
2. Oltre ai casi di cui al comma 1, la Regione, la pro- ha approvato lo strumento il quale ne d avviso sul
vincia, la citt metropolitana o il comune, possono adire B.U.R.T. Lo strumento acquista efficacia dal giorno della
la conferenza paritetica qualora ravvisino nei contenuti pubblicazione dellavviso.
di uno strumento di pianificazione territoriale, di un
piano operativo o di una loro variante approvati da altra 4. Se il soggetto che ha richiesto la pronuncia non
amministrazione possibili profili di contrasto con le concorda con il parere di cui al comma 2, la questione
disposizioni della presente legge o dei relativi regolamenti sottoposta alla conferenza paritetica.
di attuazione, nonch delle norme ad essa correlate.
5. Qualora il tavolo tecnico ritenga che lincompatibilit
3. I cittadini organizzati in forme associative, entro o il contrasto sussistano, entro il termine di sessanta giorni
il termine di quindici giorni dallavvenuta pubblicazione dal ricevimento della richiesta di pronuncia, esprime una
dellavviso sul B.U.R.T. dellapprovazione di uno degli proposta di soluzione e la trasmette ai soggetti interessati.
strumenti indicati al comma 1, possono presentare istanze Qualora la proposta sia condivisa, il soggetto che ha
alla Regione, alla provincia, alla citt metropolitana o al approvato lo strumento provvede ad adeguarlo alla
comune, dirette a rilevare, nei contenuti degli strumenti proposta. Latto di adeguamento trasmesso al tavolo
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 31
tecnico e al soggetto che ha richiesto la pronuncia e il relativamente ai profili di incompatibilit o contrasto di
relativo avviso pubblicato sul B.U.R.T. Lo strumento cui allarticolo 49, comma 1.
acquista efficacia dal giorno della pubblicazione dellav-
viso, fatto salvo quanto previsto dal comma 6. 3. In caso di esito positivo lo strumento acquista
efficacia dal giorno di pubblicazione sul B.U.R.T. del
6. Qualora la proposta di soluzione di cui al comma 5 relativo avviso. In caso di esito negativo lo strumento o
non sia condivisa, la questione rimessa alla conferenza parti di esso non assumono efficacia.
paritetica.
Capo III
Art. 51 Le strutture tecniche del governo del territorio
Pronuncia della conferenza paritetica
Art. 53
1. La conferenza paritetica esprime la propria pro- Le strutture tecniche del governo del territorio
nuncia, nei casi di cui allarticolo 50, commi 4 e 6, entro
il termine perentorio di sessanta giorni che decorrono 1. Ai fini dellesercizio delle funzioni ad essi at-
dal ricevimento dellatto con cui il soggetto interessato tribuite dalla presente legge, Regione, province, citt
comunica di non concordare con il parere del tavolo metropolitana e comuni collaborano, in rapporto reciproco
tecnico. di sinergia, favorendo lo scambio delle conoscenze per il
miglioramento progressivo della qualit tecnica di tutti
2. Nel caso in cui la conferenza paritetica rilevi gli strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica
linesistenza dellincompatibilit o del contrasto di cui e lomogeneit dei criteri metodologici, nonch per
lefficacia dellazione amministrativa.
allarticolo 49, commi 1 e 2, il soggetto che ha approvato
lo strumento ne d avviso sul B.U.R.T. Lo strumento
2. La Regione, le province e la citt metropolitana
acquista efficacia dal giorno della pubblicazione dellav-
assicurano in ogni caso la necessaria assistenza tecnica ai
viso.
comuni e alle unioni di comuni che ne facciano richiesta,
prioritariamente per le attivit da esercitarsi in forma
3. Nel caso in cui la conferenza paritetica rilevi che
associata.
lincompatibilit o il contrasto sussistano, entro il termine
di cui al comma 1, trasmette la pronuncia al soggetto
3. La Regione, le province e la citt metropolitana
che ha approvato lo strumento il quale provvede al suo
promuovono ed agevolano la creazione di strumenti
adeguamento, fatto salvo quanto previsto dal comma 5.
idonei a garantire lassistenza tecnica alle strutture com-
petenti, favorendo lintegrazione fra le attivit delle
4. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 52,
medesime strutture tecniche dei comuni e la formazione
latto di adeguamento trasmesso al soggetto che ha specifica del personale addetto alle stesse.
richiesto la pronuncia e alla conferenza paritetica. Il rela-
tivo avviso pubblicato sul B.U.R.T. 4. I comuni, nella redazione dei nuovi piani strutturali
o di loro varianti, possono:
5. Ove il soggetto che ha approvato lo strumento a) utilizzare, quale quadro conoscitivo del piano
non intenda adeguarsi alla pronuncia della conferenza, strutturale, il quadro conoscitivo del PTC o del PTCM,
provvede a comunicare alla conferenza medesima le adeguandolo ove necessario;
proprie determinazioni, corredate da espressa ed ade- b) utilizzare, quale statuto del piano strutturale, lo
guata motivazione. In tal caso permane linefficacia dei statuto del PTC o del PTCM, integrandolo se necessario.
contenuti dello strumento oggetto di contestazione, ad
eccezione dei casi di cui allarticolo 49, comma 2. Art. 54
Osservatorio paritetico della pianificazione
Art. 52
Valutazione delladeguamento alla pronuncia 1. Ai fini dellattivit di monitoraggio di cui allar-
della conferenza paritetica ticolo 15, istituito losservatorio paritetico della piani-
ficazione, composto:
1. La conferenza paritetica valuta ladeguamento di cui a) dal responsabile della struttura regionale competente
allarticolo 50, comma 5 e di cui allarticolo 51, comma 4 in materia di governo del territorio;
entro il termine di trenta giorni dal ricevimento dellatto di b) dal responsabile del sistema informativo geografico
adeguamento. Lesito della valutazione tempestivamente regionale;
comunicato allamministrazione interessata. c) da due rappresentanti delle province e della citt
metropolitana nominati dal Consiglio delle autonomie
2. La conferenza paritetica valuta ladeguamento solo locali e un membro supplente;
32 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
d) da due rappresentanti dei comuni nominati dal Con- utilizzano il sistema informativo per la formazione e
siglio delle autonomie locali e un membro supplente. laggiornamento dei quadri conoscitivi degli strumenti
della pianificazione territoriale e urbanistica.
2. Losservatorio paritetico della pianificazione di cui
al comma 1, ha sede presso la Giunta regionale, che ne Art. 56
assicura il funzionamento. Formazione e gestione del sistema informativo
geografico regionale. Regolamento di attuazione
3. Gli esiti del monitoraggio sono comunicati annual-
mente alla conferenza paritetica interistituzionale, che 1. La Regione, le province, la citt metropolitana,
informa la Giunta regionale ed il Consiglio regionale i comuni e gli altri enti pubblici interessati realizzano,
formulando eventuali proposte e rilievi. nellambito del sistema informativo, la base informativa
geografica regionale, intesa come sistema al servizio
4. I membri di cui al comma 1, lettere c) e d), restano degli enti, delle aziende e dei cittadini. Le sue componenti
in carica per la legislatura di riferimento. fondamentali sono:
a) le basi informative topografiche, geologiche,
5. Dal funzionamento dellosservatorio paritetico del- pedologiche di uso e copertura del suolo, le ortofotocarte,
la pianificazione non derivano oneri a carico del bilancio le riprese aeree e satellitari, le cartografie storiche;
regionale. b) le altre basi informative tematiche di interesse
generale sullo stato delle componenti del patrimonio ter-
Art. 55 ritoriale;
Il sistema informativo geografico regionale c) le basi informative sullo stato di fatto e di diritto
risultante dagli strumenti della pianificazione territoriale
ed urbanistica e dagli atti di governo del territorio.
1. Ai fini della presente legge, per informazione
geografica si intende il complesso delle informazioni, lo-
2. La Regione assicura le condizioni per il funzionamento
calizzate geograficamente, relative ai fenomeni naturali
del sistema informativo geografico regionale e provvede
e antropici, con particolare riferimento a quelle che co-
alla realizzazione delle componenti di cui al comma 1,
stituiscono linsieme delle conoscenze inerenti lo stato di
lettera a). Essa provvede altres, unitamente ai soggetti di
fatto e di diritto del territorio, del paesaggio, dellambiente
cui al comma 1, alla realizzazione delle altre componenti
e delle sue risorse.
di cui alle lettere b) e c) del medesimo comma .

2. La Regione, le province, la citt metropolitana e


3. I soggetti di cui al comma 1, provvedono congiun-
i comuni concorrono alla formazione ed alla gestione
tamente allattivazione e alla gestione dellinfrastruttura
integrata del sistema informativo geografico regionale, di
regionale di dati geografici, quale componente della
seguito denominato sistema informativo, che costituisce
infrastruttura di dati geografici nazionale.
il riferimento conoscitivo unitario fondamentale per
lelaborazione e la valutazione degli strumenti della pia- 4. I comuni, la citt metropolitana, le province e gli altri
nificazione territoriale e urbanistica nonch per la verifica enti locali sono tenuti a conferire gratuitamente al sistema
dei loro effetti. informativo geografico regionale, secondo regole tecniche
concordate, i dati della conoscenza necessaria al governo
3. La formazione e la gestione integrata del sistema del territorio in loro possesso. Sono altres tenuti a conferire
informativo di cui al comma 1, effettuata in coerenza con gratuitamente al sistema informativo geografico regionale,
gli indirizzi comunitari e nazionali in tema di informazione secondo le regole tecniche concordate, i dati necessari alla
geografica e di infrastruttura geografica regionale per la verifica degli effetti che derivano dallattuazione dei propri
documentazione, diffusione e riuso dei dati della pubblica atti del governo del territorio. Ad analogo conferimento
amministrazione, in attuazione della direttiva 2007/2/CE possono procedere altres gli altri enti pubblici o altri
del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 marzo soggetti che ne dispongano, sulla base di specifici accordi
2007, che istituisce uninfrastruttura per linformazione con la Regione.
territoriale nella Comunit europea (Inspire).
5. Nel sistema informativo geografico regionale sono
4. Secondo quanto previsto dallarticolo 56, nellam- raccolti i dati, le informazioni e le conoscenze provenienti
bito del sistema informativo si provvede allorganizzazione dagli enti e dai soggetti pubblici competenti nonch dalla
dellinformazione geografica, al suo aggiornamento, comunit scientifica.
documentazione e diffusione, garantendone laccessibilit
a tutti i soggetti interessati. 6. Entro centottanta giorni dallentrata in vigore della
presente legge, la Regione emana un regolamento diretto
5. Le province, la citt metropolitana e i comuni a definire e disciplinare:
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 33
a) le modalit di realizzazione e gestione della base Titolo IV
informativa; DISPOSIZIONI GENERALI PER LA TUTELA DEL
b) le specifiche tecniche, gli standard informativi PAESAGGIO E LA QUALIT DEL TERRITORIO.
minimi e le regole comuni, con riferimento alla produzione DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PORTI REGIONALI
ed alla diffusione dellinformazione geografica;
c) le modalit tecniche per il conferimento degli Capo I
strumenti della pianificazione e dei dati di monitoraggio Patrimonio territoriale e paesaggio
di cui allarticolo 15, nel sistema informativo geografico
regionale, ai sensi dellarticolo 19. Art. 58
Funzioni in materia di tutela paesaggistica
7. Tutti i cittadini possono accedere gratuitamente al
sistema informativo geografico regionale. 1. La Regione esercita le funzioni amministrative
di tutela dei beni paesaggistici ad essa conferite ai
8. La Regione assegna contributi agli enti locali per la sensi dellarticolo 5, comma 6, del Codice, qualora non
creazione degli archivi di interesse congiunto costituenti attribuite ad altro ente ai sensi della presente legge.
la base informativa geografica regionale e per i quali
si siano definite le specifiche tecniche dalla Regione 2. Il piano paesaggistico regionale costituisce parte
stessa. Il contributo regionale assegnato, determinato con integrante del PIT che assume la funzione di piano ur-
riferimento ai costi effettivi di creazione degli archivi, banistico-territoriale con specifica considerazione dei va-
non pu superare il 50 per cento del costo complessivo a lori paesaggistici, ai sensi dellarticolo 135, comma 1, del
carico degli enti ed condizionato alla effettiva consegna Codice.
degli archivi previsti ed al loro collaudo.
3. Alla tutela del paesaggio concorrono, gli strumenti
Art. 57
della pianificazione territoriale e urbanistica delle pro-
Contributi regionali
vince, della citt metropolitana e dei comuni, laddove
adeguati, ai sensi dellarticolo 145, comma 4, del Codice,
1. La Regione assegna contributi:
al piano paesaggistico regionale.
a) ai comuni, anche tramite la stipula di specifico
accordo con le associazioni rappresentative degli stessi,
Art. 59
per la redazione dellatto di ricognizione di cui allarticolo
Finalit del piano paesaggistico
125;
e osservatorio regionale
b) ai comuni per la realizzazione di opere pubbliche
di competenza comunale funzionalmente connesse con
1. Il PIT con specifica considerazione dei valori pae-
gli interventi di rigenerazione urbana di cui allarticolo
125; saggistici, dora in avanti denominato piano paesag-
c) agli enti locali e alle associazioni senza fini di gistico, riconosce gli aspetti e i caratteri peculiari del
lucro, per la valorizzazione dei paesaggi, ai sensi del- paesaggio regionale, ne delimita i relativi ambiti, indivi-
larticolo 60, comma 2, nonch per la realizzazione dua obiettivi di qualit e ne definisce la normativa duso
degli interventi effettivamente volti al recupero e alla in attuazione degli articoli 131, 133, 135, 143 e 145 del
riqualificazione nelle aree gravemente compromesse e Codice.
degradate individuate ai sensi dellarticolo 143, comma
4, lettera b), del Codice; 2. Il piano paesaggistico, elaborato secondo il proce-
d) agli enti locali e alle associazioni senza fini di dimento di cui allarticolo 135, comma 1, e di cui al-
lucro, per lattuazione dei progetti di territorio previsti larticolo 143 del Codice, ha contenuto ricognitivo, de-
dal PIT. scrittivo e rappresentativo, normativo e progettuale.

2. I contributi regionali non possono superare l80 per 3. Con deliberazione, la Giunta regionale organizza
cento del costo complessivo a carico dei comuni, degli enti lattivit dellosservatorio del paesaggio di cui allarticolo
locali e delle associazioni. Lassegnazione dei contributi 133, comma 1, del Codice al fine di:
subordinata alleffettiva disponibilit di bilancio. I con- a) esercitare il monitoraggio dellefficacia del piano
tributi di cui al comma 1, lettera d), destinati agli enti paesaggistico;
locali, possono essere utilizzati esclusivamente per il b) mantenerne aggiornato e svilupparne il quadro co-
cofinanziamento di spese di investimento. noscitivo;
c) promuovere, in attuazione della convenzione eu-
3. Resta fermo quanto previsto dallarticolo 23, ropea sul paesaggio, la partecipazione delle popolazioni
comma 15, relativamente alle forme di incentivazione per e degli enti locali alla tutela e valorizzazione del pa-
favorire la redazione dei piani strutturali intercomunali. trimonio paesaggistico regionale.
34 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
Art. 60 g) alla dotazione di attrezzature per la raccolta diffe-
Valorizzazione dei paesaggi renziata;
h) alle prestazioni di contenimento energetico degli
1. La valorizzazione dei paesaggi consiste nella: edifici e degli isolati urbani in riferimento al contenimento
a) corretta manutenzione e riproduzione del patrimonio energetico, alla resilienza ai cambiamenti climatici, alla
territoriale e delle invarianti che ne strutturano le diverse fruibilit e sicurezza;
componenti; i) alleliminazione delle barriere architettoniche ed
b) riqualificazione o ricostruzione dei paesaggi urbani, urbanistiche in conformit con quanto previsto dalla legge
rurali, naturali compromessi o degradati; regionale 9 settembre 1991, n. 47 (Norme sulleliminazione
c) creazione di nuovi paesaggi per migliorare la delle barriere architettoniche), e allaccessibilit delle
qualit complessiva del contesto esistente. strutture di uso pubblico e degli spazi comuni delle citt;
l) alla qualit dellarchitettura con particolare ri-
2. La Regione concorre alla valorizzazione dei paesag- ferimento agli spazi duso collettivo ed alle opere pub-
gi regionali anche attraverso la concessione di contributi bliche;
agli enti locali e alle associazioni senza fini di lucro. m) alle prestazioni omogenee adeguate delle reti di
trasferimento dati sullintero territorio regionale.
Art. 61
Parchi regionali e aree protette 2. Per lattuazione delle disposizioni di cui al comma
1, e con particolare riferimento alle lettere a), b), c), d),
1. I territori dei parchi regionali, delle riserve e delle i) e l), la Regione, entro trecentosessantacinque giorni
aree contigue sono sottoposti al regime di tutela previsto dallentrata in vigore della presente legge, emana un
dalle leggi speciali che li riguardano. regolamento che indica criteri, parametri di riferimento
per i comuni.
2. I piani dei parchi regionali si conformano alla
specifica disciplina paesaggistica del PIT, ai sensi del- 3. Gli strumenti di pianificazione territoriale e urba-
larticolo 145, comma 4, del Codice. nistica privilegiano unorganizzazione degli spazi e delle
funzioni tale da assicurare la qualit della vita sociale
Capo II della popolazione.
Disposizioni per la qualit degli insediamenti
4. Sono opere di urbanizzazione primaria:
Art. 62 a) strade, piazze, piste pedonali e ciclabili a servizio
Qualit degli insediamenti. Regolamento degli insediamenti;
b) spazi di sosta o di parcheggio;
1. Gli strumenti della pianificazione territoriale e ur- c) reti di smaltimento delle acque meteoriche e delle
banistica, unitamente alle correlate norme regolamentari acque reflue domestiche, urbane o industriali ed i connessi
e agli atti di programmazione perseguono la qualit degli impianti di trattamento;
insediamenti in riferimento: d) opere e reti per la captazione, ladduzione e la
a) alla riqualificazione del margine urbano con rife- potabilizzazione ai fini delluso idropotabile;
rimento alla qualit sia dei fronti costruiti che delle aree e) rete di distribuzione dellenergia elettrica e del
agricole periurbane; gas;
b) alla dotazione e continuit degli spazi pubblici, del f) pubblica illuminazione;
verde urbano e del verde di connessione ecologica, dei g) spazi di verde attrezzato;
percorsi pedonali e ciclabili e della connessione anche h) reti per il trasferimento dati.
intermodale alle infrastrutture per la mobilit e il tra-
sporto pubblico; 5. Sono opere di urbanizzazione secondaria:
c) alla funzionalit, al decoro e al comfort delle opere a) asili nido e scuole materne;
di urbanizzazione e dellarredo urbano; b) plessi scolastici per listruzione primaria e secon-
d) alla dotazione di attrezzature e servizi con par- daria;
ticolare attenzione alle attivit commerciali di vicinato e c) mercati di quartiere;
ai servizi essenziali; d) uffici comunali;
e) alla qualit degli interventi realizzati per il con- e) chiese ed altri edifici per servizi religiosi;
tenimento dellimpermeabilizzazione del suolo, il rispar- f) impianti sportivi di quartiere;
mio idrico, la salvaguardia e la ricostituzione delle riserve g) centri sociali, attrezzature culturali pubbliche e
idriche anche potenziali; sanitarie pubbliche;
f) alla dotazione di reti differenziate per lo smaltimento h) le opere e le reti per ladduzione e la distribuzione,
e per ladduzione idrica e per il riutilizzo delle acque il trattamento di acque destinate ad usi non idropotabili,
reflue; provenienti dal riuso o dal recupero;
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 35
i) impianti di riciclo e smaltimento dei rifiuti solidi stabilite nel piano operativo comunale sulla base dei se-
urbani; guenti criteri:
l) aree verdi di quartiere e verde di uso pubblico di a) cessione gratuita di quota percentuale delle aree
connessione con gli spazi aperti extraurbani; destinate a nuova edificazione ad uso residenziale oppure
m) strutture pubbliche di servizio o di supporto cessione gratuita di quota percentuale della superficie
allattivit dimpresa, quali centri servizi, spazi per incu- utile lorda residenziale realizzata oppure cessione gratuita
batori dimpresa, laboratori di ricerca, strutture e spazi di pari superficie di edifici gi esistenti nel medesimo
destinate al coworking, esercizi polifunzionali; comune;
n) edilizia residenziale sociale di propriet pubblica. b) cessione gratuita di quota percentuale della su-
perficie utile lorda residenziale realizzata nel caso di
6. E definito come verde urbano linsieme delle com- ristrutturazione urbanistica che comporti cambio di de-
ponenti vegetali, appartenenti sia ad aree pubbliche che stinazione duso o incrementi volumetrici, ad esclusione
private, che concorrono a garantire lequilibrio ecologico delle destinazioni duso industriali e artigianali;
dei territori urbani. c) corresponsione di oneri aggiuntivi di urbanizzazione
in caso di nuova edificazione a destinazione turistico-
7. Le azioni di governo del territorio sono dirette ad ricettiva extralberghiera o grandi strutture di vendita.
incrementare e migliorare la dotazione complessiva com-
prendente aree verdi di quartiere, parchi urbani, corridoi 4. Il piano operativo pu consentire la monetizzazione
verdi di connessione ecologica, aree agricole periurbane delle cessioni di cui al comma 3, lettere a) e b), in caso di
a valenza multifunzionale, anche in attuazione di quanto interventi di modesta rilevanza.
previsto dalla legge regionale 23 luglio 2012, n. 41 (Di-
sposizioni per il sostegno allattivit vivaistica e per la 5. Le modalit di cui al comma 3 e al comma 4, so-
qualificazione e valorizzazione del sistema del verde ur- no obbligatorie per i comuni definiti ad alta tensione
bano). abitativa ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431
(Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili
Art. 63 adibiti ad uso abitativo).
Attuazione delle politiche per la casa negli strumenti
della pianificazione territoriale e urbanistica Capo III
Disposizioni sul territorio rurale
1. La pianificazione territoriale e urbanistica concorre
alla realizzazione delle politiche pubbliche per la casa Sezione I
disciplinando lattuazione degli interventi di riutilizzo Disposizioni generali
del patrimonio edilizio e di nuova costruzione diretti a
soddisfare il fabbisogno di alloggi di edilizia residenziale Art. 64
pubblica in conformit con la legislazione vigente. Il territorio rurale

2. I proprietari degli immobili interessati da nuovi 1. Ai fini della presente legge il territorio rurale co-
insediamenti e da interventi di ristrutturazione urbanistica stituito:
concorrono alla realizzazione degli interventi di edilizia a) dalle aree agricole e forestali individuate come tali
residenziale pubblica nelle forme e con le modalit sta- negli strumenti della pianificazione territoriale urbanistica
bilite dagli strumenti della pianificazione territoriale ed di seguito denominate aree rurali;
urbanistica in conformit a quanto stabilito dal presente b) dai nuclei ed insediamenti anche sparsi in stretta
articolo. relazione morfologica, insediativa e funzionale con il
contesto rurale, di seguito denominati nuclei rurali;
3. Lalloggio sociale costituisce standard aggiuntivo c) dalle aree ad elevato grado di naturalit;
rispetto a quelli di cui al decreto ministeriale 2 aprile d) dalle ulteriori aree che, pur ospitando funzioni non
1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densit edilizia, di agricole, non costituiscono territorio urbanizzato.
altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra
spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi 2. E comunque considerato territorio rurale tutto
e spazi pubblici o riservati alle attivit collettive, al verde ci che esterno al territorio urbanizzato come definito
pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dallarticolo 4 e come individuato negli atti di governo
dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli del territorio comunali in conformit alla presente legge,
esistenti, ai sensi dellarticolo 17 della legge 6 agosto al PIT, al PTC e al PTCM.
1967, n. 765), da assicurare mediante cessione gratuita
di aree, di unit immobiliari o corresponsione di oneri 3. Nellambito del territorio rurale possono essere in-
aggiuntivi a destinazione vincolata, secondo le modalit dividuate:
36 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
a) aree ad elevato valore paesaggistico il cui assetto classificazione degli edifici che li compongono nonch
concorre alla valorizzazione dei centri e dei nuclei storici degli edifici sparsi nel territorio rurale.
di cui costituiscono il contesto, di seguito denominate
ambiti di pertinenza; 2. Gli strumenti della pianificazione territoriale e
b) aree caratterizzate dalla prossimit con il territorio urbanistica definiscono la disciplina volta a:
urbanizzato, di seguito denominate ambiti periurbani; a) assicurare il rispetto della morfologia insediativa
c) paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coin- originaria e dei tipi edilizi originari di interesse storico
volti da processi di forestazione, naturale o artificiale, testimoniale in relazione ad eventuali interventi di tra-
oggetto di recupero a fini agricoli di cui allarticolo 2 sformazione e di ampliamento o alla realizzazione dei
del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227 (Orienta- servizi e delle infrastrutture necessarie alle popolazioni
mento e modernizzazione del settore forestale, a norma residenti;
dellarticolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57), come b) salvaguardare il patrimonio insediativo tradizionale
definiti dal PIT. di interesse paesaggistico e garantire il mantenimento e il
recupero dei caratteri di ruralit del nucleo.
4. Ai fini dellapplicazione delle disposizioni del pre-
sente capo, gli strumenti della pianificazione territoriale Art. 66
e urbanistica comunale possono articolare il territorio Ambiti di pertinenza dei centri e nuclei storici
rurale in ambiti territoriali differenziati, in relazione ai
caratteri della produzione agricola, alle specificit socio- 1. Gli strumenti della pianificazione territoriale e
economiche, ambientali e paesaggistiche dei luoghi, alle gli strumenti della pianificazione urbanistica comunale,
caratteristiche pedologiche, climatiche, di acclivit e gia- in coerenza con lintegrazione paesaggistica del PIT,
individuano gli ambiti di pertinenza di cui allarticolo
citura del suolo.
64, comma 3, lettera a), e ne identificano gli aspetti di
valenza paesaggistica da mantenere e di cui promuovere
5. Gli strumenti della pianificazione territoriale e
la riproduzione.
urbanistica comunale disciplinano il patrimonio edilizio
e le infrastrutture esistenti nel territorio rurale, nonch le
2. Fermo restando quanto previsto dallarticolo
attivit e i servizi in esso insediati, ancorch a carattere
69, i piani di settore promuovono il sostegno di tutte
non agricolo, perseguendo gli obiettivi di qualit di cui
quelle forme di agricoltura che possono garantire il
allarticolo 68.
mantenimento o il recupero delle sistemazioni agrarie
tradizionali di valenza anche paesaggistica.
6. Linserimento allinterno del territorio rurale delle
previsioni di cui al comma 1, lettera d), subordinato
3. Negli ambiti di pertinenza possono essere realizzati
al previo parere favorevole della conferenza di copia- gli interventi di cui alla sezione II e sezione III del pre-
nificazione di cui allarticolo 25. In tale caso, oltre alle sente capo, se coerenti con la valenza paesaggistica di cui
verifiche di cui allarticolo 25, comma 5, la conferenza al comma 1.
valuta la compatibilit delle previsioni con i valori
ambientali e paesaggistici del contesto rurale di riferi- Art. 67
mento. Ambiti periurbani

7. Fatto salvo quanto previsto al comma 6, le aree 1. Gli strumenti della pianificazione territoriale e gli
di cui al comma 1, lettera d), non sono soggette alla di- strumenti della pianificazione urbanistica comunale, in
sciplina di cui al presente capo. coerenza con lintegrazione paesaggistica del PIT, indivi-
duano gli ambiti periurbani di cui allarticolo 64, comma 3,
8. Non sono soggetti a previo parere della conferenza di lettera b), e identificano gli elementi del paesaggio rurale
copianificazione gli interventi urbanistico edilizi previsti ancora presenti da salvaguardare e valorizzare, nonch le
dai programmi aziendali pluriennali di miglioramento connessioni ecologiche e fruitive di valenza territoriale da
agricolo ambientale delle aziende agricole, purch non salvaguardare, valorizzare o creare.
contengano previsioni che comportano la perdita di desti-
nazioni duso agricole verso altre destinazioni duso. 2. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 69, i
piani di settore promuovono il sostegno delle forme di
Art. 65 agricoltura utilmente integrabili con gli insediamenti ur-
Nuclei rurali bani, compresi gli orti sociali e lagricoltura multifun-
zionale, salvaguardando gli elementi del paesaggio rurale
1. Gli strumenti della pianificazione territoriale e ancora presenti.
urbanistica disciplinano le trasformazioni dei nuclei ru-
rali di cui allarticolo 64, comma 1, lettera b), previa 3. Negli ambiti periurbani possono essere realizzati gli
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 37
interventi di cui alla Sezione II e Sezione III del presente cui allarticolo 10, non possono contenere prescrizioni in
capo, in coerenza con gli elementi del paesaggio rurale, merito alle scelte agronomico-colturali, anche poliennali,
garantendo il ruolo di connessione ecologica di tali aree delle aziende.
e le connessioni ecologiche e fruitive tra il territorio
urbanizzato e quello rurale. Sezione II
Disciplina delle trasformazioni da parte
Art. 68 dellimprenditore agricolo
Qualit del territorio rurale
Art. 70
1. I soggetti di cui allarticolo 8, comma 1, assicurano, Installazione di manufatti temporanei
ciascuno per la propria competenza, attraverso gli atti e di ulteriori manufatti ad uso agricolo
di governo del territorio e lintegrazione delle diverse in assenza di programma aziendale
politiche, la qualit del territorio rurale. Gli stessi ri-
conoscono e promuovono lattivit agricola come atti- 1. Nel rispetto delle disposizioni del regolamento di
vit economico-produttiva, valorizzano lambiente e il attuazione del presente capo e di quelle eventualmente
paesaggio rurale e perseguono il contenimento del con- contenute negli strumenti della pianificazione terri-
sumo di suolo agricolo anche limitandone la frammen- toriale provinciale, costituisce attivit edilizia libera,
tazione ad opera di interventi non agricoli. soggetta a comunicazione, linstallazione per lo svol-
gimento dellattivit agricola di manufatti aziendali tem-
2. Le finalit di cui al comma 1, sono perseguite te- poranei realizzati con strutture in materiale leggero e
nendo conto dei seguenti obiettivi specifici: semplicemente ancorati a terra senza opere murarie per
a) assicurare la funzionalit idrogeologica del terri- un periodo non superiore a due anni, comprese le serre
torio; aventi le suddette caratteristiche. La comunicazione
b) consolidare il ruolo funzionale delle pratiche accompagnata dallimpegno alla rimozione dei manufatti
agricole in relazione alla riproduzione del patrimonio entro la scadenza del biennio.
territoriale anche attraverso il rafforzamento della multi-
funzionalit dellattivit agricola; 2. Gli strumenti della pianificazione urbanistica
c) mantenere i paesaggi rurali e promuoverne la comunale possono contenere disposizioni riferite ai ma-
riproduzione; nufatti aziendali di cui al comma 1, esclusivamente al
d) recuperare i paesaggi agropastorali storici interessati fine di assicurare la tutela di immobili ed aree di rilevante
da processi di forestazione, naturale o artificiale; interesse paesaggistico o ambientale, in attuazione
e) assicurare che le attivit agrosilvopastorali e le dellarticolo 92, comma 3, lettera e).
trasformazioni edilizie concorrano alla qualificazione
rurale dinsieme del territorio. 3. Nel rispetto delle disposizioni contenute nel re-
golamento dattuazione del presente capo e delle even-
3. Per garantire il perseguimento delle finalit di cui tuali condizioni previste dagli strumenti della pianifi-
al presente articolo, gli strumenti della pianificazione cazione territoriale e della pianificazione urbanistica co-
territoriale e gli strumenti della pianificazione urbanistica munale costituisce:
comunale, in coerenza con lintegrazione paesaggistica a) attivit edilizia soggetta a segnalazione certificata
del PIT, specificano nella loro disciplina i seguenti di inizio attivit (SCIA) ai sensi dellarticolo 135,
aspetti: linstallazione di serre e di altri manufatti aventi le
a) le buone pratiche di sistemazione ambientale e caratteristiche di cui al comma 1 per un periodo superiore
paesaggistica cui attenersi anche per assicurare una a due anni;
corretta gestione ai fini idrogeologici e la prevenzione b) attivit edilizia soggetta a permesso di costruire ai
dei fenomeni di erosione del suolo; sensi dellarticolo 134, linstallazione di qualsiasi manu-
b) le opere di sistemazione ambientale, in relazione fatto non temporaneo, comprese le serre fisse, necessario
alla struttura del territorio rurale e dei suoi caratteri alla conduzione aziendale, che necessiti di interventi di
paesaggistici, a carico delle aziende e dei privati negli trasformazione permanenti sul suolo. Tali manufatti per le
interventi di nuova edificazione e negli interventi compor- fattispecie individuate dal regolamento di cui al presente
tanti la perdita della destinazione duso agricola. capo non sono soggetti al programma aziendale.

Art. 69 4. I manufatti di cui al presente articolo non possono


Disposizioni sugli usi agricoli essere inseriti nel computo dei beni aziendali.

1. Gli strumenti della pianificazione territoriale e gli 5. Limprenditore agricolo si impegna a mantenere i
strumenti della pianificazione urbanistica comunale di manufatti di cui al comma 3, lettere a) e b), per il solo
38 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
periodo in cui sono necessari allo svolgimento dellattivit b) i trasferimenti di volumetrie che non eccedono
agricola. Al momento della presentazione della SCIA o per singolo edificio aziendale il 20 per cento del volume
del rilascio del titolo abilitativo si impegna altres alla legittimamente esistente. I volumi trasferiti non si cu-
loro rimozione e al ripristino dello stato dei luoghi una mulano tra di loro e non si sommano con quelli risultanti
volta cessata la necessit di utilizzo. dagli interventi di cui alla lettera a).

6. In caso di mancato rispetto degli impegni di cui ai 3. Gli interventi di cui ai commi 1 e 2, possono
commi 1 e 5, si applicano le disposizioni di cui allarticolo comportare un aumento delle unit residenziali, ferma
196. restando la destinazione duso agricola.

Art. 71 4. Nel caso in cui gli interventi edilizi di cui al comma


Interventi sul patrimonio edilizio esistente 1, lettere c), d), e) e di cui al comma 2, lettera b), siano
a destinazione duso agricola realizzati per lo svolgimento delle attivit agrituristiche,
in assenza di programma aziendale limprenditore agricolo si deve impegnare a non modi-
ficare la destinazione duso agricola degli edifici per quin-
1. In assenza di programma aziendale sul patrimonio dici anni dalla realizzazione degli interventi medesimi.
edilizio esistente a destinazione duso agricola sono
consentiti, semprech non comportino il mutamento Art. 72
della destinazione duso agricola, siano salvaguardati i Interventi sul patrimonio edilizio esistente con
caratteri delledilizia storico-testimoniale, e salvo i limiti destinazione duso agricola mediante
e le condizioni previste dagli strumenti di pianificazione programma aziendale
territoriale e urbanistica, i seguenti interventi:
a) la manutenzione straordinaria di cui allarticolo 1. Salvo i limiti e le condizioni previste dagli strumenti
135, comma 2, lettera b); di pianificazione territoriale e urbanistica, sul patrimonio
b) il restauro ed il risanamento conservativo di cui all edilizio esistente con destinazione duso agricola, previa
articolo 135, comma 2, lettera c); approvazione del programma aziendale, sono consentiti,
c) la ristrutturazione edilizia conservativa di cui alle condizioni di cui al comma 2, i seguenti interventi:
allarticolo 135, comma 2, lettera d), a) trasferimenti di volumetrie ed ampliamenti volu-
d) gli interventi pertinenziali di cui allarticolo 135, metrici riconducibili alle fattispecie di cui allarticolo 71,
comma 2, lettera e); comma 2, ad opera dellimprenditore agricolo non pro-
e) gli interventi necessari al superamento delle barriere fessionale;
architettoniche e alladeguamento degli immobili per le b) ristrutturazioni urbanistiche.
esigenze dei disabili;
f) gli interventi volti alla sostituzione di coperture in 2. Gli interventi di cui al comma 1 possono essere
eternit con pannelli fotovoltaici integrati; realizzati a condizione che:
g) gli interventi relativi allinnovazione necessaria a) siano salvaguardati i caratteri delledilizia storico-
per il miglioramento dellefficienza energetica; testimoniale;
h) le addizioni volumetriche di cui allarticolo 134, b) siano rispettate le superfici fondiarie minime
comma 1, lettera g); previste nel PTC o nel PTCM oppure, in mancanza, nel
i) la ristrutturazione edilizia ricostruttiva di cui regolamento dattuazione di cui allarticolo 84.
allarticolo 134, comma 1, lettera h);
l) il ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o Art. 73
demoliti di cui allarticolo 134, comma 1, lettera i); Interventi di nuova edificazione
m) gli interventi di sostituzione edilizia di cui allar- mediante programma aziendale
ticolo 134, comma 1, lettera l);
n) le piscine, nonch gli impianti sportivi, di cui 1. La costruzione di nuovi edifici rurali consentita
allarticolo 134, comma 1, lettera m). allimprenditore agricolo soltanto se necessaria alla con-
duzione del fondo, allesercizio delle altre attivit agricole
2. Alle medesime condizioni di cui al comma 1, sono e di quelle ad esse connesse. Resta fermo lobbligo di pro-
riservati allimprenditore agricolo-professionale: cedere prioritariamente al recupero degli edifici esistenti,
a) gli interventi di ampliamento una tantum fino ad un se coerente con la tipologia di questi ultimi.
massimo di 100 metri cubi per ogni abitazione rurale e
sugli annessi agricoli fino ad un massimo del 10 per cento 2. La costruzione di nuovi edifici ad uso abitativo, se
del volume esistente e comunque non oltre i 300 metri ammessa dagli strumenti della pianificazione territoriale
cubi oppure entro i limiti dimensionali, ove inferiori, e urbanistica comunali, subordinata:
previsti dagli strumenti urbanistici del comune; a) allapprovazione da parte del comune del programma
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 39
aziendale presentato dallimprenditore agricolo a titolo 3. Il programma aziendale presentato al comune
professionale, contenente la dimostrazione che ledificio o ai comuni competenti per territorio, che verificano la
necessario alle proprie esigenze, a quelle dei familiari completezza e la regolarit formale della documentazione
coadiuvanti o degli addetti a tempo indeterminato impe- entro i quindici giorni successivi alla sua presentazione.
gnati nellattivit agricola; Il comune o i comuni possono richiedere motivatamente,
b) allimpegno dellimprenditore agricolo professio- una sola volta, documenti integrativi.
nale a mantenere in produzione superfici fondiarie mi-
nime non inferiori a quanto previsto dagli strumenti di 4. Per lapprovazione del programma aziendale, il
pianificazione territoriale e urbanistica sulla base dei comune verifica la conformit urbanistica degli interventi
criteri e dei parametri definiti dal PTC o dal PTCM op- proposti e, in caso di esito positivo, pu convocare
pure, in mancanza, dal regolamento dattuazione del pre- una conferenza di servizi, da svolgersi entro il termine
sente capo. massimo di sessanta giorni dalla sua trasmissione o dal
ricevimento dei documenti integrativi, al fine di:
3. Il regolamento dattuazione di cui allarticolo 84 a) acquisire tutti i pareri, nulla osta o assensi, comunque
disciplina ulteriori condizioni a cui soggetta la realiz- denominati, di altre amministrazioni pubbliche, compreso
zazione di nuove abitazioni rurali. il parere della provincia di conformit al PTC o il parere
della citt metropolitana di conformit al PTCM;
4. La costruzione di nuovi annessi agricoli sog- b) valutare la coerenza tra i contenuti agronomici del
getta: programma e gli interventi edilizi proposti;
a) allapprovazione da parte del comune del program- c) verificare la compatibilit paesaggistica degli
ma aziendale, presentato dallimprenditore agricolo, dove interventi edilizi in esso contenuti con il PIT.
si dimostri che la costruzione di nuovi annessi agricoli
commisurata alle esigenze dellimpresa e alla capacit 5. La realizzazione del programma aziendale ga-
produttiva dellazienda agricola; rantita da una convenzione o da un atto dobbligo uni-
b) allimpegno dellimprenditore agricolo a mantenere laterale, da registrare e trascrivere a spese del richiedente
in produzione superfici fondiarie minime non inferiori a e a cura del comune.
quanto previsto dal PTC o dal PTCM o, in mancanza,
dal regolamento dattuazione di cui allarticolo 84. 6. In particolare, la convenzione o latto unilaterale
Limpegno assunto a seguito dellapprovazione del pro- dobbligo contengono limpegno dellimprenditore agri-
gramma mediante sottoscrizione di convenzione o atto colo:
dobbligo. a) ad effettuare gli interventi previsti dal programma
aziendale in relazione ai quali sono richiesti interventi sul
5. Il regolamento di attuazione di cui allarticolo 84 patrimonio esistente o la realizzazione di nuovi edifici
specifica i casi in cui consentita la costruzione di nuovi rurali di cui agli articoli 72 e 73;
annessi agricoli minimi, strettamente necessari allattivit b) a non alienare separatamente dagli edifici rurali le
delle aziende agricole che non raggiungono i requisiti superfici fondiarie alla cui capacit produttiva gli stessi
minimi per la presentazione del programma aziendale, sono riferiti, a meno che i terreni alienati non siano
fermo restando il rispetto delle limitazioni e prescrizioni compensati da altri terreni di nuova acquisizione;
contenute negli strumenti urbanistici generali o dal piano c) ad assicurare il mantenimento delle pertinenze di
operativo del comune. La realizzazione di tali annessi non edifici non pi utilizzabili a fini agricoli, comprese quelle
soggetta alla presentazione del programma aziendale. oggetto di programmata alienazione, con interventi coe-
renti con il contesto paesaggistico, nonch con interventi
Art. 74 di mitigazione ambientale eventualmente necessari;
Programma aziendale pluriennale di d) a non modificare la destinazione duso degli edi-
miglioramento agricolo ambientale fici esistenti o recuperati necessari allo svolgimento
dellattivit agricola e di quelle connesse per il periodo
1. Al fine della verifica delle condizioni di cui agli di validit del programma aziendale;
articoli 72 e 73, limprenditore agricolo provvede alla e) ad assoggettarsi alle penali previste nella convenzione
redazione del programma aziendale pluriennale di mi- o nellatto dobbligo, in caso dinadempimento. In ogni
glioramento agricolo ambientale, di seguito denominato caso, le penali non devono essere inferiori al maggior
programma aziendale, avente i contenuti indicati nel valore determinato dallinadempienza.
regolamento di attuazione di cui allarticolo 84.
7. Il programma aziendale ha durata decennale.
2. Lapprovazione del programma aziendale costi-
tuisce condizione preliminare per il rilascio dei titoli abi- 8. Il programma aziendale pu essere modificato
litativi. in ogni tempo per adeguarlo ai programmi comunitari,
40 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
statali o regionali, oppure in caso di eventi naturali che 3. Nel caso in cui la richiesta di mutamento della
modifichino in modo significativo lo stato dei luoghi. destinazione duso degli immobili di cui al comma 1,
sia formulata per periodi di tempo determinati, lim-
9. Non costituiscono modificazione del programma prenditore agricolo, unitamente alla relativa istanza,
aziendale le varianti agli interventi edilizi programmati, trasmette al comune il titolo che legittima il possesso a
comprese le varianti in corso dopera, che risultino tempo determinato del bene e la documentazione volta
conformi agli strumenti della pianificazione territoriale ad attestare la necessit dellutilizzo temporaneo dellim-
e urbanistica, coerenti sotto il profilo agronomico con mobile a fini agricoli, secondo le modalit stabilite nel
gli assetti colturali e produttivi dellazienda previsti dal regolamento di attuazione di cui allarticolo 84.
programma aziendale approvato, e che comunque:
a) non comportino incremento della superficie utile 4. Agli immobili di cui al presente articolo, non si
complessiva di nuova realizzazione prevista dal program- applica il divieto di mutamento della destinazione duso
ma aziendale; di cui allarticolo 81, comma 1.
b) non comportino incremento superiore al 20 per
cento per singolo edificio di nuova realizzazione; Art. 76
c) non interessino edifici o complessi edilizi di interes- Trasferimenti di fondi agricoli
se storico-testimoniale;
d) non comportino modifiche alla tipologia degli 1. Nel caso di trasferimenti parziali di fondi agricoli
edifici di nuova costruzione programmati. attuati al di fuori di programmi aziendali tramite com-
pravendita o altro titolo che consenta il conseguimento
10. La disposizione di cui al comma 9, non si applica di un titolo abilitativo, vietata la realizzazione di nuovi
ai programmi aziendali con valore di piano attuativo.
edifici per dieci anni successivi al frazionamento su tutti
i terreni risultanti.
11. Il programma aziendale pu essere modificato per
motivi diversi da quelli di cui al comma 8, su richiesta
2. Il divieto di edificare di cui al comma 1 non si
dellimprenditore agricolo, a scadenze non inferiori ad
applica nel caso in cui i rapporti fra superfici fondiarie
un anno.
ed edifici utilizzati per lattivit agricola, come stabiliti
dalla provincia o dalla citt metropolitana in sede di
12. Nei casi di cui ai commi 8 e 11, il regolamento di
determinazione dei parametri di cui allarticolo 73, comma
attuazione di cui allarticolo 84 specifica quali modifiche
2, non siano stati superati su alcuna delle porzioni risultanti.
al programma aziendale possono essere assentite con
Per i trasferimenti anteriori alla determinazione dei para-
procedimenti semplificati in quanto modifiche non so-
metri della provincia o della citt metropolitana fatta
stanziali.
salva la possibilit di dimostrare, attraverso il programma
13. Il programma aziendale ha valore di piano attuativo aziendale, che lindispensabilit dei nuovi edifici sussisteva
nei casi previsti dagli strumenti della pianificazione in riferimento allestensione dellazienda ed agli edifici
urbanistica comunali, in attuazione dellarticolo 107, in essa esistenti risultanti al momento del trasferimento,
comma 4, nonch quando preveda interventi di ristrut- ferma restando la possibilit di comprendervi i successivi
turazione urbanistica comportanti mutamento della desti- ampliamenti dellestensione aziendale.
nazione duso agricola.
3. Le disposizioni relative al divieto di edificare si
Art. 75 applicano, per la durata dellaffitto e fino ad un massimo
Utilizzo di immobili a destinazione industriale o di dieci anni, anche agli affitti di fondi rustici nelle
commerciale per lo svolgimento dellattivit agricola fattispecie in cui, ai sensi della normativa, sia consentito
il conseguimento di un titolo abilitativo.
1. Limprenditore agricolo pu chiedere il mutamento
della destinazione duso di immobili a destinazione in- 4. Il divieto di cui al comma 1, non si applica:
dustriale o commerciale per adibirli ad usi connessi a) ai trasferimenti in sede di permute di immobili
allattivit agricola. Limprenditore agricolo trasmette agricoli o di aggiustamenti di confine;
al comune listanza ed, unitamente alla stessa, la do- b) ai trasferimenti derivanti obbligatoriamente dal-
cumentazione volta ad attestare la necessit dellutilizzo lapplicazione di normative comunitarie o nazionali;
dellimmobile a fini agricoli, secondo le modalit stabilite c) ai trasferimenti che hanno origine da:
nel regolamento di attuazione di cui allarticolo 84. 1) risoluzione di contratti di mezzadria o di altri
contratti agrari;
2. Gli immobili di cui al comma 1, se acquisiti in 2) estinzione di enfiteusi o di servit prediali;
propriet dallimprenditore agricolo, costituiscono parte 3) procedure espropriative;
della sua dotazione aziendale. 4) successioni ereditarie;
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 41
5) divisioni patrimoniali quando la compropriet del 2. Gli strumenti di pianificazione territoriale e ur-
bene si sia formata antecedentemente al 29 aprile 1995; banistica comunali individuano le aree del territorio
6) cessazione dellattivit per raggiunti limiti det o rurale in cui consentire la realizzazione dei manufatti
per sopraggiunta invalidit permanente al lavoro, degli di cui al comma 1, al fine di garantire il mantenimento
imprenditori agricoli professionali. dellattivit agricola e la salvaguardia dellambiente e del
paesaggio rurale, dettando specifiche disposizioni per le
5. Costituiscono aggiustamenti di confine, ai fini della diverse aree come definite allarticolo 64.
presente legge, gli aumenti o le diminuzioni delle superfici
aziendali su cui non insistano edifici. Tali superfici 3. Il regolamento dattuazione di cui allarticolo 84
devono essere inferiori al 5 per cento delle superfici disciplina le condizioni a cui soggetta la realizzazione
complessive aziendali e comunque non eccedenti cinque di nuovi annessi per lesercizio dellattivit agricola e
ettari di superficie agricola utilizzata. per il ricovero di animali domestici da parte di soggetti
diversi dagli imprenditori agricoli.
6. Per i trasferimenti di fondi agricoli effettuati prima
dellentrata in vigore della presente legge, rimane fermo 4. Gli annessi agricoli costruiti ai sensi del presente
il divieto di edificazione per i dieci anni successivi al articolo dopo lentrata in vigore della presente legge non
frazionamento. possono essere alienati separatamente dal fondo sui cui
insistono e devono essere rimossi al cessare dellattivit
Sezione III agricola.
Disciplina delle trasformazioni da parte
di soggetti diversi dallimprenditore agricolo Art. 79
Interventi sul patrimonio edilizio esistente
Art. 77
con destinazione duso non agricola
Trasformazioni delle aree di pertinenza degli edifici
1. Nel territorio rurale, a condizione che siano salva-
1. Per garantire il perseguimento delle finalit di cui
guardati i caratteri delledilizia storico-testimoniale,
allarticolo 68, gli strumenti della pianificazione ter-
sugli edifici con destinazione duso non agricola sono
ritoriale e urbanistica comunale definiscono specifiche
consentiti:
normative per la trasformazione delle aree di pertinenza
a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui al-
degli edifici con destinazione non agricola situati in
larticolo 136, comma 1, lettera a);
territorio rurale.
b) gli interventi di manutenzione straordinaria, di cui
allarticolo 135, comma 2, lettera b), non comportanti
2. Tale disciplina deve assicurare che gli interventi
frazionamento delle unit immobiliari;
garantiscano il mantenimento delle caratteristiche di
ruralit delle aree di pertinenza degli edifici di cui al c) gli interventi di restauro e risanamento conservativo,
comma 1, nonch i caratteri tipologici e i materiali propri di cui allarticolo 135, comma 2, lettera c);
dei resedi di pertinenza degli edifici storico-testimoniali d) gli interventi necessari al superamento delle barriere
rurali. architettoniche ed alladeguamento degli immobili per le
esigenze dei disabili di cui allarticolo 135, comma 2,
3. La disciplina di cui al comma 2, deve altres garantire lettera a).
che la realizzazione di manufatti pertinenziali, ove con-
sentita dagli strumenti della pianificazione territoriale e 2. Oltre agli interventi di cui al comma 1 e sui me-
urbanistica, privilegi il riutilizzo di manufatti esistenti desimi edifici indicati, ove espressamente previsti dagli
nellarea di pertinenza e non comporti alterazione della strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica
struttura morfologica dei terreni. dei comuni, semprech siano salvaguardati i caratteri
delledilizia storico-testimoniale, sono altres consentiti:
Art. 78 a) gli interventi di manutenzione straordinaria di
Manufatti per lattivit agricola amatoriale cui allarticolo 135, comma 2, lettera c), comportanti
e per il ricovero di animali domestici frazionamento delle unit immobiliari;
b) gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa
1. Gli annessi necessari allesercizio dellattivit di cui allarticolo 135, comma 2, lettera d);
agricola amatoriale e al ricovero di animali domestici, c) gli interventi pertinenziali, di cui allarticolo 135,
possono essere realizzati nel territorio rurale di cui comma 2, lettera e);
allarticolo 64 solo nei casi previsti e disciplinati dagli d) le addizioni volumetriche, di cui allarticolo 134,
strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica co- comma 1, lettera g);
munali. La loro realizzazione soggetta a SCIA ai sensi e) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva
dellarticolo 135. di cui allarticolo 134, comma 1, lettera h);
42 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
f) gli interventi di ampliamento di cui allarticolo 3 rispetto alluso agricolo, si applicano le disposizioni di
della legge regionale 8 maggio 2009, n. 24 (Misure ur- cui allarticolo 196.
genti e straordinarie volte al rilancio delleconomia e alla
riqualificazione del patrimonio edilizio esistente); 2. Gli edifici rurali, compresi quelli ad uso abitativo,
g) il ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o con inizio lavori antecedente al 15 aprile 2007, possono
demoliti di cui allarticolo 134, comma 1, lettera i); mutare destinazione alle condizioni di cui agli articoli 82
h) gli interventi di sostituzione edilizia di cui allar- e 83, fermo restando quanto stabilito dagli atti dobbligo,
ticolo 134, comma 1, lettera l); purch lo stato di fatto risulti legittimo.
i) le piscine, nonch gli impianti sportivi di cui allar-
ticolo 134, comma 1, lettera m). 3. Gli edifici rurali ad uso abitativo, con inizio lavori
successivo al 15 aprile 2007, non possono mutare la de-
3. Ove previsto dagli strumenti di pianificazione stinazione duso agricola per almeno venti anni dalla loro
territoriale e urbanistica comunali, gli interventi di cui ultimazione.
al comma 1 e al comma 2, lettere b), e) ed h), sono am-
missibili, senza aumenti di volume, anche al fine di Art. 82
rendere idonei gli edifici alle esigenze connesse allattivit Mutamento della destinazione duso agricola
venatoria. Con il regolamento di attuazione della legge mediante programma aziendale
regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge
11 febbraio 1992, n.157 Norme per la protezione della 1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 81,
fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) previa approvazione del programma aziendale, con-
sono definite le specifiche esigenze venatorie per le quali sentito il mutamento della destinazione duso agricola
sono consentiti gli interventi edilizi. degli edifici aziendali, compresi quelli di valenza storico
testimoniale, qualora non sussistano alternative che ne
Art. 80 consentano il recupero ad uso agricolo e a condizione
Interventi in aree soggette a vincolo idrogeologico che si mantengano in produzione superfici fondiarie mi-
e opere antincendi boschivi nime superiori a quelle previste nel PTC o nel PTCM
oppure, in mancanza, nel regolamento dattuazione di cui
1. Per le attivit forestali, per la loro pianificazione e allarticolo 84.
per gli interventi da realizzarsi in aree soggette a vincolo
idrogeologico, si applica quanto previsto dalla legge 2. Gli strumenti della pianificazione territoriale e
regionale 21 marzo 2000, n. 39 (Legge forestale della urbanistica comunale contengono la ricognizione e la
Toscana) e dal relativo regolamento di attuazione. classificazione degli edifici o complessi edilizi di valenza
storico-testimoniale, compresi quelli di cui al comma 1,
2. Le opere individuate dal piano antincendi boschivi e disciplinano specificatamente gli interventi attinenti al
di cui allarticolo 74 della l.r. 39/2000, non necessitano mutamento della destinazione duso.
per la loro realizzazione di specifica localizzazione nel
piano operativo e, ove non riconducibili alle fattispecie di Art. 83
cui allarticolo 136, sono soggette a SCIA, sia ai fini della Interventi sul patrimonio edilizio che comportano il
presente legge, sia ai fini del vincolo idrogeologico. mutamento della destinazione duso agricola

Sezione IV 1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 71,


Mutamento della destinazione duso comma 1, dallarticolo 81 e dallarticolo 82, il mutamento
agricola degli edifici della destinazione duso agricola degli edifici rurali
consentito solo se espressamente previsto e disciplinato
Art. 81 dagli strumenti della pianificazione territoriale e urba-
Limitazioni al mutamento della nistica comunale. I relativi interventi edilizi sono subor-
destinazione duso agricola dinati alla sottoscrizione di convenzione o atto dobbligo
unilaterale da registrare e trascrivere a cura del comune e
1. Gli annessi agricoli con inizio lavori successivo al a spese del richiedente. La convenzione o latto dobbligo
15 aprile 2007, data di entrata in vigore del regolamento individuano le aree di pertinenza degli edifici o di singole
emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale unit immobiliari. Gli interventi edilizi devono in ogni
9 febbraio 2007, n. 5/R (Regolamento di attuazione caso garantire il rispetto dei caratteri tipologici, formali e
del titolo IV, capo III Il territorio rurale, della legge costruttivi degli edifici di valenza storico-testimoniale.
regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del
territorio), non possono mutare la destinazione duso 2. Gli interventi di cui al comma 1, ove comportanti
agricola. Nel caso di variazioni della destinazione duso demolizione e ricostruzione di manufatti agricoli, non
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 43
possono determinare aumento della superficie utile lorda a) le disposizioni per linstallazione di manufatti
legittimamente esistente, salvo ulteriori limitazioni e aziendali temporanei, realizzati per lo svolgimento del-
condizioni eventualmente previste dagli strumenti della lattivit agricola con strutture in materiale leggero e
pianificazione territoriale e urbanistica comunale. semplicemente ancorati a terra senza opere murarie, per
un periodo non superiore a due anni, comprese le serre
3. Ai fini della convenzione o dellatto dobbligo di aventi le suddette caratteristiche, ai sensi di quanto di-
cui al comma 1, i progetti edilizi definiscono il perimetro, sposto dallarticolo 70, comma 1;
la dimensione e la tipologia delle aree di pertinenza, da b) le disposizioni per linstallazione di serre e di altri
individuarsi in modo coerente con il sistema dei segni manufatti aventi le caratteristiche di cui allarticolo 70,
naturali e antropici caratterizzanti la tessitura territoriale, comma 3, lettera a), e dallarticolo 135 per periodi su-
e attribuiscono ciascuna area di pertinenza a un edificio periori a due anni;
o a una unit immobiliare. La superficie totale delle aree c) le disposizioni per linstallazione di qualsiasi
di pertinenza cos individuate, corrisponde allintera manufatto non temporaneo, comprese le serre fisse, ne-
porzione di territorio rurale correlata al mutamento della cessario alla conduzione aziendale, che necessiti di in-
destinazione duso agricola dellimmobile. terventi di trasformazione permanenti sul suolo, ai sensi
dellarticolo 70, comma 3, lettera b);
4. Per le aree di pertinenza di dimensioni non inferiori d) i manufatti aventi le caratteristiche di cui alla let-
ad un ettaro, nella convenzione o nellatto dobbligo i tera c) che non siano soggetti al programma aziendale, ai
proprietari si impegnano alla realizzazione dinterventi sensi dellarticolo 70, comma 3;
di sistemazione ambientale, fornendo idonee garanzie. e) le condizioni, ulteriori rispetto a quelle previste
Nel caso in cui le spese per la sistemazione ambientale dallarticolo 73, comma 3, a cui soggetta la realizzazione
da sostenersi nel primo decennio, contabilizzate a prezzi di nuove abitazioni rurali;
correnti al momento della formazione del titolo abilitativo f) le superfici fondiarie minime da mantenere in
risultano inferiori agli oneri da corrispondere ai sensi del produzione per la costruzione di nuovi edifici rurali ad
comma 5, dovuta al comune la relativa differenza. uso abitativo o di nuovi annessi agricoli, qualora non
siano definite nel PTC o nel PTCM, di cui allarticolo 73,
5. Per le aree di pertinenza di dimensioni inferiori ad comma 4, lettera b);
un ettaro, in luogo della convenzione indicata al comma g) le superfici fondiarie minime da mantenere in pro-
1, sono corrisposti specifici oneri stabiliti dal comune e duzione nel caso di mutamento della destinazione duso
finalizzati al miglioramento ambientale e paesaggistico agricola degli edifici aziendali, qualora non siano definite
del territorio rurale, in misura comunque non inferiore nel PTC o nel PTCM, di cui allarticolo 82, comma 1;
alla quota massima prevista per gli interventi di h) i casi in cui consentita la costruzione di nuovi
ristrutturazione edilizia e non superiore alla quota minima annessi agricoli minimi da parte di aziende agricole
prevista per gli interventi di nuova edificazione. che non raggiungono i requisiti per la presentazione del
programma aziendale di cui allarticolo 73, comma 5;
6. Gli oneri e gli impegni di cui ai commi 1, 4 e 5 i) i contenuti del programma aziendale, ai sensi
sostituiscono gli oneri di urbanizzazione di cui al titolo dellarticolo 74, comma 1;
VII. l) le modifiche al programma aziendale con proce-
dimenti semplificati, in quanto non sostanziali, di cui
7. Fermo restando quanto previsto allarticolo 81, in allarticolo 74, comma 12;
sede di definizione dei contenuti del quadro previsionale m) le modalit di presentazione dellistanza per il mu-
strategico quinquennale del piano operativo e del relativo tamento della destinazione duso di immobili industriali
dimensionamento per UTOE e destinazioni duso, i o commerciali per lo svolgimento dellattivit agricola di
comuni tengono conto degli edifici che hanno mutato la cui allarticolo 75, commi 1 e 3;
destinazione duso agricola nei cinque anni precedenti. A n) le condizioni per la realizzazione di nuovi annessi
tal fine, il quadro previsionale corredato dal computo agricoli da parte di soggetti diversi dagli imprenditori
delle superfici utili lorde complessivamente deruralizzate agricoli di cui allarticolo 78, comma 3.
nel quinquennio trascorso.
Capo IV
Art. 84 Disposizioni in materia di porti regionali
Regolamento di attuazione contenente disposizioni
per la qualit del territorio rurale Art. 85
Porti di interesse regionale. Procedimento per
1. La Regione con il regolamento di attuazione del la previsione di nuovi porti, ampliamento e
presente capo, da emanarsi entro centottanta giorni dal- riqualificazione di quelli esistenti
lentrata in vigore della presente legge, stabilisce, in par-
ticolare: 1. La rete dei porti e degli approdi turistici toscani
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costituisce infrastruttura unitaria di interesse regionale. dellidoneit tecnica di cui al comma 4, richiesto il
I porti sono individuati nel PIT ai sensi dellarticolo 88, parere obbligatorio del Consiglio superiore dei lavori
comma 7, lettera e). pubblici, ai sensi dellarticolo 127, comma 3, del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti
2. Oltre a quelli di cui al comma 1, sono di interesse pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione
regionale i porti che svolgono funzioni commerciali, delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE).
industriali, di servizio passeggeri, di pesca. Tali porti
sono individuati nel PIT ai sensi dellarticolo 88, comma 6. La realizzazione delle opere previste dal piano
7, lettera f). regolatore portuale effettuata nel rispetto del presente
articolo, dellarticolo 87 e della disciplina dellattivit
3. Le funzioni di programmazione, pianificazione edilizia di cui al titolo VI.
e realizzazione delle opere portuali dei porti regionali
di rilevanza commerciale sono esercitate dallAutorit 7. Per i porti e gli approdi turistici di competenza
portuale regionale di cui alla legge regionale 28 maggio regionale, ad eccezione di quelli per i quali stata istituita
2012, n. 23 (Istituzione dellAutorit portuale regionale. lAutorit portuale regionale di cui alla l.r. 23/2012, i
Modifiche alla l.r. 88/1998 e l.r. 1/2005). progetti di cui allarticolo 87 possono essere realizzati
in diretta attuazione del piano operativo, ove questo
4. Qualora le previsioni localizzative di nuovi porti abbia i contenuti di cui al comma 3, fermo restando il
o la riqualificazione e lampliamento di quelli esistenti parere obbligatorio e vincolante della struttura regionale
comportino la modifica del piano strutturale o del piano competente sullidoneit tecnica delle previsioni por-
operativo, si applicano le disposizioni di cui allarticolo tuali.
45.
8. Non costituiscono variante al piano regolatore
Art. 86 portuale gli interventi di adeguamento tecnico funzionale
Piano regolatore portuale del porto. Costituiscono interventi di adeguamento te-
cnico funzionale le opere portuali la cui realizzazione,
1. Il piano regolatore portuale attua le previsioni degli pur rettificando la configurazione morfologica delle in-
strumenti della pianificazione territoriale e del piano frastrutture del porto, non comportino:
operativo comunale per ognuno dei porti di interesse a) la modifica delle funzioni portuali;
regionale. Il piano approvato dal comune secondo il b) lincremento in misura maggiore del 2 per cento
procedimento di cui allarticolo 111. della superficie complessiva degli specchi acquei indi-
viduati dal piano regolatore portuale.
2. Nei porti per i quali istituita lAutorit portuale
regionale di cui alla l.r. 23/2012 il piano regolatore 9. Gli interventi di cui al comma 7 sono disciplinati
approvato con le procedure di cui agli articoli 15 e 16 con il regolamento attuativo di cui allarticolo 87.
della stessa l.r. 23/2012.
10. In assenza del piano regolatore portuale, nei porti
3. Il piano regolatore portuale definisce lassetto di interesse regionale, consentita esclusivamente la
complessivo del porto, individuando le aree destinate realizzazione di opere di manutenzione delle infrastrutture,
alla produzione industriale, allattivit cantieristica, di delle attrezzature e degli impianti del porto, disciplinate
servizio passeggeri, alla pesca, e le aree dedicate alla dal regolamento di cui allarticolo 82. Lapprovazione
nautica da diporto, ai relativi servizi commerciali e tu- dei progetti concernenti tali opere subordinata alla
ristici e la relativa destinazione funzionale. Il piano preventiva valutazione positiva dellidoneit tecnica del-
regolatore portuale prevede la localizzazione degli in- la struttura regionale competente.
terventi da realizzare per lo svolgimento delle funzioni
dello scalo marittimo, compresi i servizi connessi. Art. 87
Attuazione del piano regolatore portuale.
4. La struttura regionale competente esprime parere Regolamento di attuazione
obbligatorio e vincolante sullidoneit tecnica delle pre-
visioni contenute nel piano regolatore portuale, entro 1. Fatti salvi quelli per i quali istituita lAutorit
sessanta giorni dalla trasmissione del piano. portuale regionale, tutti i progetti delle opere dei porti
di interesse regionale sono conformi al piano regolatore
5. Sulle previsioni che fanno riferimento a progetti portuale e sono approvati dal comune, previa valutazione
definitivi di opere portuali finanziati per almeno il 50 positiva dellidoneit tecnica effettuata dalla struttura
per cento dallo Stato e di importo superiore a 25 mi- regionale competente ai sensi dellarticolo 25, comma 1,
lioni di euro, oltre allacquisizione della valutazione lettera b), della l.r. 88/1998.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 45
2. Sui progetti definitivi di opere portuali finanziati di pianificazione territoriale della Regione al quale si
per almeno il 50 per cento dallo Stato e di importo conformano le politiche regionali, i piani e i programmi
superiore a 25 milioni di euro, oltre allacquisizione della settoriali che producono effetti territoriali, gli strumenti
valutazione dellidoneit tecnica di cui al comma 1, della pianificazione territoriale e gli strumenti della
richiesto il parere obbligatorio del Consiglio superiore pianificazione urbanistica.
dei lavori pubblici, ai sensi dellarticolo 127, comma 3,
del d.lgs. 163/2006. 2. Il PIT ha valore di piano paesaggistico ai sensi
dellarticolo 135 del Codice e dellarticolo 59 della
3. I progetti delle opere dedicate alla nautica da presente legge.
diporto di cui allarticolo 2, comma 1, lettere a) e b), del
decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, 3. Il PIT composto da una parte statutaria e da una
n. 509 (Regolamento recante disciplina del procedimento parte strategica.
di concessione di bene del demanio marittimo per la
realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto, 4. In particolare, lo statuto del territorio del PIT,
a norma dellarticolo 20, comma 8, della legge 15 marzo individua, rappresenta e disciplina:
1997, n. 59), sono realizzati in attuazione del piano a) il patrimonio territoriale regionale;
regolatore portuale, in coerenza con il piano strutturale e b) le invarianti strutturali di cui allarticolo 5;
in conformit con il piano operativo. Resta fermo quanto c) le aree dichiarate di notevole interesse pubblico
previsto allarticolo 86, comma 7. ai sensi dellarticolo 136 del Codice e le aree di cui
allarticolo 142 dello stesso Codice;
4. Con regolamento regionale: d) le disposizioni concernenti ladeguamento e confor-
a) sono disciplinate le modalit di formazione ed il mazione degli strumenti della pianificazione territoriale
procedimento di attuazione del piano regolatore por- ed urbanistica al piano paesaggistico, assicurando nel
tuale;
relativo procedimento la partecipazione degli organi mi-
b) sono indicati gli elaborati da trasmettere alla strut-
nisteriali.
tura regionale per lespressione del parere di cui al-
larticolo 86, comma 4;
5. La parte strategica del PIT indica le linee proget-
c) sono disciplinate le attivit di diportismo nautico
tuali per lassetto territoriale regionale mediante lindivi-
a basso impatto ambientale con riferimento ad unit da
duazione e la definizione:
diporto che non superino 10 metri di lunghezza ;
a) del ruolo dei diversi sistemi territoriali locali e dei
d) sono disciplinate le modalit per il rilascio delle
conseguenti obiettivi del governo del territorio;
concessioni demaniali concernenti nuove strutture per la
b) di indirizzi e criteri per lo sviluppo di azioni in-
nautica da diporto;
tegrate per la tutela e valorizzazione del patrimonio ter-
e) sono individuate le opere di trascurabile importanza
ritoriale e del paesaggio;
i cui progetti non sono sottoposti alla valutazione tecnica
della struttura regionale competente di cui allarticolo 25, c) di indirizzi e criteri per lelaborazione di specifici
comma 1, lettera b), della l.r. 88/1998. progetti di territorio riferiti a tematiche e ambiti territoriali
individuati come strategici dal programma regionale di
5. LAutorit portuale regionale dispone le modalit di sviluppo (PRS).
vigilanza e collaudo in merito allesecuzione di opere nei
porti per i quali la stessa competente. Negli altri porti di 6. Il PIT contiene inoltre:
interesse regionale, i compiti di vigilanza sono attribuiti a) le analisi che evidenziano la coerenza interna ed
alla struttura regionale competente. La procedura di col- esterna delle previsioni del piano;
laudo finale compete al comune titolare delle funzioni b) la valutazione degli effetti attesi a livello paesag-
amministrative in materia di demanio marittimo, che pu gistico, territoriale, economico e sociale.
eventualmente avvalersi di una commissione tecnico-
amministrativa appositamente nominata. 7. Ai fini di cui al comma 5, il PIT stabilisce:
a) gli indirizzi relativi allindividuazione dei tipi di
Titolo V intervento e dei relativi ambiti territoriali che, per i loro
ATTI DI GOVERNO DEL TERRITORIO effetti intercomunali, sono oggetto di concertazione fra i
vari livelli istituzionali, anche in relazione alle forme di
Capo I perequazione tra comuni;
Contenuto degli atti di governo del territorio b) le direttive e le prescrizioni per il coordinamento
delle politiche di settore della Regione, ai fini del governo
Art. 88 degli effetti territoriali;
Piano di indirizzo territoriale c) lindividuazione degli ambiti territoriali per la
localizzazione di interventi sul territorio di competenza
1. Il piano di indirizzo territoriale (PIT) lo strumento regionale e relative prescrizioni;
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d) indirizzi, direttive e prescrizioni per la pianificazione 3. Il PTC recepisce i contenuti del piano paesaggistico
territoriale in materia di infrastrutture e di trasporti; regionale.
e) la disciplina per la realizzazione, la ristrutturazione
e la riqualificazione dei porti e degli approdi turistici. 4. Il PTC si compone di un quadro conoscitivo del
In particolare il PIT contiene lindividuazione dei porti patrimonio territoriale di cui allarticolo 3, comma 2, di
e approdi turistici, le previsioni di ampliamento e di ri- una parte statutaria e di una parte strategica.
qualificazione di quelli esistenti, nonch direttive e stan-
dard per la relativa pianificazione e progettazione; 5. Lo statuto del territorio del PTC specifica:
f) lindividuazione dei porti di interesse regionale, a) il patrimonio territoriale provinciale, in relazione
la disciplina per gli interventi di riqualificazione e am- alle funzioni proprie e delegate della provincia, con
pliamento di quelli esistenti e la disciplina delle loro fun- particolare riferimento al territorio rurale;
zioni; b) le invarianti strutturali del territorio provinciale;
g) la disciplina delle funzioni degli aeroporti del si- c) gli immobili di notevole interesse pubblico di cui
stema aeroportuale toscano; allarticolo 136 del Codice;
h) la disciplina territoriale per le grandi strutture di d) i principi e le regole per lutilizzazione e la riprodu-
vendita e per le aggregazioni di medie strutture aventi zione del patrimonio territoriale;
effetti assimilabili a quelle delle grandi strutture;
i) le misure di salvaguardia. 6. La parte strategica del PTC indica le linee pro-
gettuali dellassetto territoriale e delinea la strategia dello
8. Le misure di salvaguardia di cui al comma 7, lettera sviluppo del territorio. A tal fine:
i), sono immediatamente efficaci dal momento della pubbli- a) individua, con riferimento ai contenuti del PIT, gli
cazione dellavviso di adozione dellatto fino al momento obiettivi e gli indirizzi da perseguire nelle trasformazioni
della pubblicazione dellavviso di approvazione dellatto territoriali e le conseguenti azioni;
e, comunque, per un periodo non superiore a tre anni. b) detta indirizzi sullarticolazione e sulle linee di
evoluzione dei sistemi territoriali;
Art. 89 c) detta indirizzi, criteri e parametri per lapplicazione
Progetti di territorio coordinata delle norme relative al territorio rurale di cui
al titolo IV, capo III;
1. I progetti di territorio di cui allarticolo 88, comma d) detta criteri e indirizzi per le trasformazioni dei
5, lettera c), attuano il PIT e sono approvati dal Consiglio boschi ai sensi dellarticolo 41 della l.r. 39/2000;
regionale mediante ununica deliberazione qualora non e) individua le strategie di tutela attiva del patrimonio
comportino varianti agli strumenti della pianificazione territoriale, anche al fine dello sviluppo socio economico
territoriale delle province, della citt metropolitana e dei e culturale della comunit provinciale.
comuni.
7. Il PTC stabilisce:
2. Qualora i progetti di territorio di cui al comma 1, a) le prescrizioni per il coordinamento delle politiche
comportino varianti agli strumenti della pianificazione di settore e degli strumenti della programmazione della
territoriale delle province, della citt metropolitana e dei provincia;
comuni sono soggetti al procedimento di cui al titolo II b) lindividuazione degli ambiti territoriali per la
capo I. localizzazione di interventi di competenza provinciale e
relative prescrizioni;
Art. 90 c) le misure di salvaguardia.
Piano territoriale di coordinamento provinciale
8. Le misure di salvaguardia di cui al comma 7, let-
1. Il piano territoriale di coordinamento provinciale tera c), sono immediatamente efficaci dal momento del-
(PTC) lo strumento di pianificazione territoriale al la pubblicazione dellavviso di adozione dellatto fino al
quale si conformano le politiche provinciali, i piani e i momento della pubblicazione dellavviso di approvazione
programmi di settore provinciali, gli strumenti della pia- dellatto e, comunque per un periodo non superiore a tre
nificazione territoriale e gli strumenti della pianificazione anni.
urbanistica comunali.
9. Il PTC contiene inoltre:
2. Il PTC si configura come piano territoriale e stru- a) le analisi che evidenziano la coerenza interna ed
mento di programmazione, anche socio-economica, della esterna delle previsioni del piano;
provincia. b) la valutazione degli effetti attesi a livello paesag-
gistico, territoriale, economico e sociale.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 47
Art. 91 8. Le misure di salvaguardia di cui al comma 7, let-
Piano territoriale della citt metropolitana tera c), sono immediatamente efficaci dal momento della
pubblicazione dellavviso di adozione dellatto fino al
1. Il piano territoriale della citt metropolitana momento della pubblicazione dellavviso di approvazione
(PTCM) lo strumento di pianificazione territoriale al dellatto e, comunque per un periodo non superiore a tre
quale si conformano le politiche della citt metropolitana, anni.
i piani e i programmi di settore comunali, gli strumenti
della pianificazione territoriale e gli strumenti della 9. Il piano territoriale della citt metropolitana con-
pianificazione urbanistica comunali. tiene, inoltre, le politiche e le strategie di area vasta in
coerenza con il PIT, con particolare riferimento:
2. Il PTCM si configura come piano territoriale e a) alle infrastrutture e ai servizi necessari per pro-
strumento di programmazione, anche socio-economica, muovere una mobilit sostenibile su scala metropolitana e
della citt metropolitana. migliorare il livello di accessibilit dei territori interessati,
anche attraverso la promozione dellintermodalit;
3. Il PTCM recepisce e specifica i contenuti del piano b) alle reti dei servizi di interesse della citt me-
paesaggistico regionale. tropolitana;
c) alla valorizzazione e al recupero dei sistemi in-
4. Il PTCM si compone di un quadro conoscitivo del sediativi esistenti;
patrimonio territoriale di cui allarticolo 3, comma 2, di d) alla razionalizzazione e riqualificazione del sistema
una parte statutaria e di una parte strategica. artigianale, commerciale e industriale;
e) alla previsione di forme di perequazione territoriale
5. Lo statuto del territorio del PTCM specifica:
di cui allarticolo 102.
a) il patrimonio territoriale della citt metropolitana, in
relazione alle funzioni proprie e delegate, con particolare
10. Il PTCM contiene altres:
riferimento al territorio rurale;
a) le analisi che evidenziano la coerenza interna ed
b) le invarianti strutturali del territorio della citt
esterna delle previsioni del piano;
metropolitana;
b) la valutazione degli effetti attesi a livello paesag-
c) gli immobili di notevole interesse pubblico di cui
gistico, territoriale, economico e sociale.
allarticolo 136 del Codice;
d) i principi e le regole per lutilizzazione e la
Art. 92
riproduzione del patrimonio territoriale;
Piano strutturale
6. La parte strategica del PTCM indica le linee pro-
1. Il piano strutturale si compone del quadro cono-
gettuali dellassetto territoriale e delinea la strategia dello
scitivo, dello statuto del territorio di cui allarticolo 6 e
sviluppo del territorio. A tal fine:
a) individua, con riferimento ai contenuti del PIT, gli della strategia dello sviluppo sostenibile.
obiettivi e gli indirizzi da perseguire nelle trasformazioni
territoriali e le conseguenti azioni; 2. Il quadro conoscitivo comprende linsieme delle
b) detta indirizzi sullarticolazione e sulle linee di analisi necessarie a qualificare lo statuto del territorio e a
evoluzione dei sistemi territoriali; supportare la strategia dello sviluppo sostenibile.
c) detta indirizzi, criteri e parametri per lapplicazione
coordinata delle norme relative al territorio rurale di cui 3. Lo statuto del territorio contiene, specificando ri-
al titolo IV, capo III, nonch per la trasformazioni dei spetto al PIT, al PTC e al PTCM:
boschi ai sensi dellarticolo 41 della l.r. 39/2000; a) il patrimonio territoriale comunale, e le relative
d) individua le strategie di tutela attiva del patrimonio invarianti strutturali, di cui allarticolo 5;
territoriale, anche al fine dello sviluppo socio economico b) la perimetrazione del territorio urbanizzato ai sensi
e culturale della comunit della citt metropolitana. dellarticolo 4;
c) la perimetrazione dei centri e dei nuclei storici e
7. Il PTCM stabilisce: dei relativi ambiti di pertinenza di cui allarticolo 66;
a) le prescrizioni per il coordinamento delle politiche d) la ricognizione delle prescrizioni del PIT, del PTC
di settore e degli strumenti della programmazione della e del PTCM;
citt metropolitana; e) le regole di tutela e disciplina del patrimonio
b) lindividuazione degli ambiti territoriali per la territoriale, comprensive delladeguamento alla disciplina
localizzazione di interventi di competenza della citt me- paesaggistica del PIT;
tropolitana e relative prescrizioni; f) i riferimenti statutari per lindividuazione delle
c) le misure di salvaguardia. UTOE e per le relative strategie.
48 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
4. La strategia dello sviluppo sostenibile definisce: a due anni decorrenti dallavvio del procedimento di cui
a) lindividuazione delle UTOE; allarticolo 17. La decorrenza di tale termine rimane in-
b) gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio variata anche nel caso di integrazione dellatto di avvio.
comunale e gli obiettivi specifici per le diverse UTOE;
c) le dimensioni massime sostenibili dei nuovi 2. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1,
insediamenti e delle nuove funzioni previste allinterno e fino alla data di pubblicazione sul B.U.R.T. dellatto
del territorio urbanizzato, articolate per UTOE; di approvazione del piano strutturale o della variante
d) i servizi e le dotazioni territoriali pubbliche ne- generale, non sono consentiti gli interventi edilizi di cui
cessarie per garantire lefficienza e la qualit degli allarticolo 134, comma 1, lettere a), b), f) ed l).
insediamenti e delle reti infrastrutturali, nel rispetto degli
standard di cui al d.m. 1444/1968, articolati per UTOE; 3. Le restrizioni di cui al comma 2, si applicano altres
e) gli indirizzi e le prescrizioni da rispettare nella alla data delleventuale decadenza delle salvaguardie del
definizione degli assetti territoriali e per la qualit degli piano strutturale o della variante generale e fino alla data
insediamenti, ai sensi degli articoli 62 e 63, compresi di pubblicazione sul B.U.R.T. dellatto di adozione del
quelli diretti a migliorare il grado di accessibilit delle piano operativo.
strutture di uso pubblico e degli spazi comuni delle citt;
f) gli obiettivi specifici per gli interventi di recupero 4. Ai fini del presente articolo si intendono varianti
paesaggistico-ambientale, o per azioni di riqualificazione generali quelle che considerano il piano nella sua in-
e rigenerazione urbana degli ambiti caratterizzati da terezza, lo sostituiscono o lo modificano nel suo com-
condizioni di degrado di cui allarticolo 123, comma 1, plesso.
lettere a) e b);
g) gli ambiti di cui allarticolo 88, comma 7, lettera 5. Il termine di cui al comma 1, pu essere prorogato
c), gli ambiti di cui allarticolo 90, comma 7, lettera b), o dal comune di ulteriori sei mesi nel caso in cui siano per-
gli ambiti di cui allarticolo 91, comma 7, lettera b). venute osservazioni in numero particolarmente elevato o
in relazione ad osservazioni dal contenuto particolarmente
5. Il piano strutturale contiene altres: complesso.
a) le analisi che evidenziano la coerenza interna ed
esterna delle previsioni del piano; Art. 94
b) la valutazione degli effetti attesi a livello paesag- Piano strutturale intercomunale
gistico, territoriale, economico e sociale;
c) lindividuazione degli ambiti caratterizzati da 1. Due o pi comuni, anche appartenenti a province
condizioni di degrado di cui allarticolo 123, comma 1, diverse, possono procedere alla formazione del piano
lettere a) e b); strutturale intercomunale avente i contenuti di cui allar-
d) la mappatura dei percorsi accessibili fondamentali ticolo 92.
per la fruizione delle funzioni pubbliche urbane;
e) le misure di salvaguardia. 2. Il piano strutturale intercomunale contiene le po-
litiche e le strategie di area vasta in coerenza con il PIT,
6. Le misure di salvaguardia di cui al comma 5, lettera il PTC delle province di riferimento o il PTCM, con
e), sono immediatamente efficaci dal momento della particolare riferimento:
pubblicazione dellavviso di adozione dellatto fino al mo- a) alla razionalizzazione del sistema infrastrutturale
mento della pubblicazione dellavviso di approvazione e della mobilit, al fine di migliorare il livello di ac-
dellatto e, comunque per un periodo non superiore a tre cessibilit dei territori interessati, anche attraverso la pro-
anni. mozione dellintermodalit;
b) allattivazione di sinergie per la valorizzazione ed
7. Il piano strutturale non ha valenza conformativa il recupero dei sistemi insediativi;
della disciplina delluso del suolo, ad eccezione del- c) alla razionalizzazione e riqualificazione del sistema
lindicazione degli ambiti di cui al comma 4, lettera g), artigianale e industriale;
e delle misure di salvaguardia di cui al comma 5, lettera d) alla previsione di forme di perequazione territoriale
e). di cui allarticolo 102.

Art. 93 Art. 95
Termini del procedimento di formazione Piano operativo
del piano strutturale e della variante generale
1. In conformit al piano strutturale, il piano operativo
1. Il procedimento di formazione del piano strutturale disciplina lattivit urbanistica ed edilizia per lintero
o della variante generale ha durata massima non superiore territorio comunale e si compone di due parti:
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 49
a) la disciplina per la gestione degli insediamenti esi- 4. Nellambito della disciplina di cui al comma 1, lettera
stenti, valida a tempo indeterminato; b), il piano operativo pu individuare gli edifici esistenti
b) la disciplina delle trasformazioni degli assetti non pi compatibili con gli indirizzi della pianificazione.
insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio, con Con riferimento a tali edifici, il comune pu favorire, in
valenza quinquennale. alternativa allespropriazione, la riqualificazione delle aree
ove essi sono collocati attraverso forme di compensazione,
2. Mediante la disciplina di cui al comma 1, lettera a), rispondenti al pubblico interesse e comunque rispettose
il piano operativo individua e definisce: dellimparzialit e del buon andamento dellazione am-
a) le disposizioni di tutela e di valorizzazione dei ministrativa. Nelle more dellattuazione delle previsioni
centri e dei nuclei storici, comprese quelle riferite a sin- di valenza quinquennale del piano operativo, resta salva
goli edifici e manufatti di valore storico, architettonico o la facolt del proprietario di eseguire sugli edifici di cui
testimoniale; al presente comma tutti gli interventi conservativi, ad
b) la disciplina del territorio rurale, in conformit esclusione degli interventi di demolizione e successiva
alle disposizioni di cui al titolo IV, capo III, al fine di ricostruzione non giustificati da obiettive ed improrogabili
assicurare il perseguimento degli specifici obiettivi di ragioni di ordine statico od igienico sanitario.
qualit di cui allarticolo 68, compresa la ricognizione
e la classificazione degli edifici o complessi edilizi di 5. Le previsioni del piano operativo sono supportate:
valenza storico-testimoniale; a) dalla ricognizione e dalle disposizioni concernenti
c) gli interventi sul patrimonio edilizio esistente rea- la tutela e la disciplina del patrimonio territoriale, in at-
lizzabili nel territorio urbanizzato, diversi da quelli di cui tuazione dellarticolo 92, comma 3, lettera e), compreso
al comma 3; il recepimento delle previsioni del piano paesaggistico
d) la disciplina della distribuzione e localizzazione regionale, con particolare riferimento alle prescrizioni
delle funzioni, ai sensi dellarticolo 98, ove inserita come duso per la tutela dei beni paesaggistici;
parte integrante del piano operativo; b) dal quadro conoscitivo del patrimonio edilizio esi-
e) la delimitazione degli eventuali ambiti portuali del stente, delle aree urbanizzate e delle relative criticit,
territorio comunale, entro i quali le previsioni si attuano compresi gli elementi di rischio idrogeologico e sismi-
tramite il piano regolatore portuale di cui allarticolo 86; co;
f) le zone connotate da condizioni di degrado. c) dalla valutazione di fattibilit geologica, idraulica e
sismica degli interventi e dallindividuazione delle misure
3. Mediante la disciplina di cui al comma 1, lettera b), di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico;
il piano operativo individua e definisce: d) dal monitoraggio dei dati della domanda e dellofferta
a) gli interventi che, in ragione della loro complessit di edilizia residenziale sociale e dallindividuazione delle
e rilevanza, si attuano mediante i piani attuativi di cui al azioni conseguenti;
titolo V, capo II; e) dai criteri di coordinamento tra le scelte localizzative
b) gli interventi di rigenerazione urbana di cui e la programmazione dei servizi di trasporto collettivo e
allarticolo 125; di connessione intermodale, volti ad elevare i livelli com-
c) i progetti unitari convenzionati di cui allarticolo plessivi di accessibilit.
121;
d) gli interventi di nuova edificazione consentiti 6. Oltre a quanto previsto dai commi 1, 2, 3, 4 e 5,
allinterno del perimetro del territorio urbanizzato, il piano operativo contiene le disposizioni per la pro-
diversi da quelli di cui alle lettere a), b) e c); grammazione degli interventi volti allabbattimento delle
e) le previsioni relative alledilizia residenziale barriere architettoniche nellambito urbano, finalizzati a
sociale di cui allarticolo 63 nellambito degli interventi garantire unadeguata accessibilit delle strutture di uso
di cui alle lettere a), b e c); pubblico, degli spazi comuni delle citt e delle infrastrut-
f) lindividuazione delle aree destinate ad opere di ture per la mobilit.
urbanizzazione primaria e secondaria, comprese le aree
per gli standard di cui al d.m. 1444/1968; 7. Il piano operativo d conto della conformit delle
g) lindividuazione dei beni sottoposti a vincolo ai fini sue previsioni a quelle del piano strutturale, esplicita la
espropriativi ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto del relazione delle sue previsioni con i piani regionali, pro-
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo vinciali e della citt metropolitana, motiva le scelte di
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in pianificazione con riferimento agli aspetti paesaggistici,
materia di espropriazione per pubblica utilit); territoriali, economici e sociali rilevanti per luso del ter-
h) ove previste, la perequazione urbanistica di cui ritorio, anche in attuazione di quanto previsto dallarticolo
allarticolo 100, la compensazione urbanistica di cui 92, comma 5, lettere a) e b).
allarticolo 101, la perequazione territoriale di cui al-
larticolo 102, e le relative discipline. 8. Le previsioni di cui al comma 3, sono dimensionate
50 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
sulla base del quadro previsionale strategico per i cinque zione sulleffettiva attuazione delle previsioni in esso
anni successivi alla loro approvazione nel rispetto delle contenute, con particolare riferimento alla disciplina di
dimensioni massime sostenibili dei nuovi insediamenti cui al comma 3.
di cui allarticolo 92, comma 4, lettera c). Ai fini della
definizione del dimensionamento quinquennale e dei Art. 96
contenuti previsionali del piano operativo, o parti di esso, Termini del procedimento di formazione del piano
i comuni possono pubblicare un avviso sui propri siti operativo e delle varianti
istituzionali, invitando i soggetti interessati, pubblici e
privati, a presentare proposte o progetti finalizzati allat- 1. Il procedimento di formazione del piano operativo
tuazione degli obiettivi ed indirizzi strategici del piano e delle varianti diverse da quelle di cui allarticolo 30
strutturale. ha durata massima non superiore a due anni decorrente
dallavvio del procedimento di cui allarticolo 17. La
9. Le previsioni che si realizzano mediante piani decorrenza di tale termine rimane invariata anche nel
attuativi, o progetti unitari convenzionati di iniziativa caso di integrazione dellatto di avvio.
pubblica, comunque denominati, o mediante interventi
di rigenerazione urbana, perdono efficacia nel caso in 2. Decorso inutilmente il termine di cui al comma
cui alla scadenza del quinquennio di efficacia del piano 1, e fino alla data di pubblicazione sul BURT dellatto
operativo o della modifica sostanziale che li contempla, i di approvazione del piano operativo o della variante
piani o i progetti non siano stati approvati. generale, non sono consentiti gli interventi edilizi di cui
allarticolo 134, comma 1, lettere a), b), f) ed l).
10. I vincoli preordinati allesproprio perdono effica-
cia se entro il suddetto termine quinquennale non stato 3. Ai fini del presente articolo si intendono varianti ge-
approvato il progetto definitivo dellopera pubblica. nerali quelle che considerano il piano nella sua interezza,
Qualora sia previsto che lopera possa essere realizzata lo sostituiscono o lo modificano nel suo complesso.
anche su iniziativa privata, alla decadenza del vincolo non
consegue la perdita di efficacia della relativa previsione. 4. Il termine di cui al comma 1, pu essere prorogato dal
comune di ulteriori sei mesi nel caso in cui siano pervenute
11. Nei casi in cui il piano operativo preveda la pos- osservazioni in numero particolarmente elevato.
sibilit di piani attuativi, interventi di rigenerazione
urbana, o di progetti unitari convenzionati di iniziativa Art. 97
privata, la perdita di efficacia di cui al comma 9 si Poteri di deroga al piano strutturale
verifica qualora entro cinque anni non sia stata stipulata e al piano operativo
la relativa convenzione oppure i proponenti non abbiano
formato un valido atto unilaterale dobbligo a favore del 1. I poteri di deroga al piano strutturale e contestual-
comune che corrisponda nei contenuti allo schema di mente, se necessario, al piano operativo, sono esercitabili
convenzione approvato con il piano o progetto. Perdono esclusivamente per la realizzazione di interventi urgenti
altres efficacia gli interventi di nuova edificazione di cui ammessi a finanziamento pubblico, finalizzati alla tu-
al comma 3, lettera d), qualora entro il suddetto temine tela della salute e delligiene pubblica, al recupero di
non sia stato rilasciato il relativo titolo edilizio. condizioni di agibilit e accessibilit di infrastrutture
e di edifici pubblici e privati, nonch alla salvaguardia
12. Il Comune pu prorogare, per una sola volta, i dellincolumit pubblica e privata, che si siano resi
termini di efficacia delle previsioni di cui ai commi 9 e 11, necessari in conseguenza di calamit naturali o catastrofi,
per un periodo massimo di tre anni. La proroga disposta o di eventi naturali o connessi con lattivit delluomo,
dal Comune, con un unico atto, prima della scadenza del rilevanti ai fini dellattivit di protezione civile.
termine quinquennale.
2. Quando sia necessario esercitare i poteri di deroga
13. Alla scadenza dei termini di efficacia delle pre- al solo piano operativo, essi sono esercitabili nel rispetto
visioni di cui ai commi 9 e 11,, al termine del quinquennio di tutte le seguenti condizioni:
o del diverso termine disposto ai sensi del comma 12, non a) per interventi pubblici o di interesse pubblico da
perdono efficacia i programmi aziendali di cui allarticolo realizzarsi anche a cura dei privati, purch previsti in
74 con valore di piano attuativo, ancorch soltanto adot- aree gi destinate a funzioni pubbliche, o di interesse
tati, a condizione che non comportino il mutamento della pubblico;
destinazione duso agricola degli edifici. b) purch si operi nei limiti fissati dalle leggi e con
esclusivo riferimento ai parametri dimensionali del-
14. Alla scadenza di ogni quinquennio dallappro- lintervento concernenti altezze, superfici, volumi e di-
vazione del piano operativo, il comune redige una rela- stanze;
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 51
c) purch gli interventi in deroga non risultino in unit immobiliare quella prevalente in termini di su-
contrasto con il piano strutturale. perficie utile.

Art. 98 5. Linsediamento di grandi strutture di vendita o di


Distribuzione e localizzazione delle funzioni medie strutture aggregate, aventi effetti assimilabili a
quelle delle grandi strutture, sono ammessi solo tramite
1. I comuni possono dotarsi di una apposita disciplina espressa previsione del piano operativo in conformit
della distribuzione e localizzazione delle funzioni, costi- con la disciplina del piano strutturale. In assenza di
tuente contenuto integrativo del piano operativo oppure tale previsione precluso linsediamento di strutture di
specifico piano di settore ad esso correlato. Tale disciplina vendita sopra richiamate, anche se attuato mediante inter-
tiene conto degli obiettivi definiti dal piano strutturale per venti comportanti la modifica della destinazione duso di
le diverse UTOE e definisce i mutamenti di destinazione edifici esistenti o lincremento della superficie di vendita
duso da assoggettare a SCIA, anche in assenza di opere di strutture commerciali gi insediate.
edilizie, ferme restando le disposizioni di cui allarticolo
136, con riferimento a specifiche fattispecie, immobili o 6. Si presume destinazione duso attuale ai fini della
aree. presente legge quella risultante da:
a) atti pubblici;
2. Ove non costituisca parte integrante del piano b) atti in possesso della pubblica amministrazione for-
operativo, la disciplina della distribuzione e localizzazione mati in data anteriore agli strumenti urbanistici comunali
delle funzioni approvata con il procedimento di cui al- che stabiliscono le destinazioni;
larticolo 111. c) in mancanza di uno degli atti di cui alle lettere
a) e b), la posizione catastale quale risulta alla data di
Art. 99 entrata in vigore degli strumenti urbanistici comunali che
Mutamenti della destinazione duso stabiliscono le destinazioni duso.

1. Le previsioni degli strumenti della pianificazione Art. 100


territoriale e urbanistica, nonch la disciplina di cui Perequazione urbanistica
allarticolo 98, sono definiti con riferimento alle seguenti
destinazioni duso: 1. La perequazione urbanistica finalizzata al perse-
a) residenziale; guimento degli obiettivi di interesse generale definiti dagli
b) industriale e artigianale; strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica
c) commerciale al dettaglio; mediante lequa distribuzione delle facolt edificatorie e
d) turistico-ricettiva; degli oneri tra le diverse propriet immobiliari ricomprese
e) direzionale e di servizio; in ambiti, anche discontinui purch allinterno della stessa
f) commerciale allingrosso e depositi; UTOE, oggetto di trasformazione degli assetti insediativi
g) agricola e funzioni connesse ai sensi di legge. ed infrastrutturali del territorio, diretta al superamento
della diversit di condizione giuridico-economica che si
2. Fermo restando quanto previsto dal comma 3: determina tra le propriet immobiliari per effetto delle
a) il mutamento della destinazione duso allinterno previsioni della pianificazione urbanistica. Gli ambiti
della stessa categoria funzionale sempre consentito. interessati dalla perequazione urbanistica possono essere
b) il mutamento delle destinazioni duso da una al- anche relativi ad UTOE diverse, a condizione che le
laltra delle categorie indicate al comma 1 costituisce previsioni oggetto di perequazione siano contestuali e
mutamento rilevante della destinazione duso. risultino reciprocamente vincolate.

3. Gli strumenti di pianificazione territoriale e urba- 2. Lequa distribuzione delle facolt edificatorie e
nistica comunali possono: degli oneri effettuata in considerazione delle limitazioni
a) stabilire limitazioni al mutamento della destinazione alledificabilit derivanti dagli strumenti di pianificazione
duso allinterno della stessa categoria funzionale; territoriale o dagli strumenti di pianificazione urbanistica
b) individuare aree nelle quali le seguenti destinazioni e tiene altres conto delle condizioni fisiche del territorio
duso siano assimilabili: nonch dei vincoli derivanti dalle leggi.
1) residenziale e direzionale e di servizio laddove re-
ciprocamente funzionali; Art. 101
2) industriale e artigianale, commerciale allingrosso Compensazione urbanistica
e depositi, nonch direzionale e di servizio.
1. La compensazione urbanistica si realizza con
4. La destinazione duso di un fabbricato o di una lattribuzione, nel rispetto delle previsioni del piano
52 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
operativo, di facolt edificatorie o di aree in permuta ai in contrasto con le norme di salvaguardia del piano
proprietari degli immobili sui quali, a seguito di accordo strutturale adottato o con gli strumenti di pianificazione
convenzionale tra il comune e lavente titolo, sono urbanistica adottati oppure con le misure cautelari di cui
realizzati interventi pubblici o di interesse pubblico. allarticolo 13.

2. Le facolt edificatorie attribuite per compensazione 3. La sospensione di cui al comma 1, opera fino
urbanistica ai sensi del comma 1, compresi i crediti allefficacia dello strumento di pianificazione territoriale
edilizi, sono esercitabili solo allinterno del perimetro del o dello strumento di pianificazione urbanistica e comun-
territorio urbanizzato e sono ricomprese nellambito degli que non oltre tre anni dal relativo provvedimento di ado-
interventi soggetti a piano attuativo o a progetto unitario zione.
convenzionato di cui allarticolo 95, comma 3, lettere a)
e c). Tali facolt edificatorie sono soggette alla decadenza Art. 104
quinquennale di cui allarticolo 95, comma 9. Pericolosit idrogeologica e sismica e misure di
mitigazione dei rischi. Regolamento
Art. 102
Perequazione territoriale 1. Il PIT, il PTC, il PTCM e il piano strutturale, in
sede di individuazione e disciplina delle invarianti strut-
1. La perequazione territoriale finalizzata a redi- turali di cui allarticolo 5, definiscono sulla base di
stribuire e compensare i vantaggi e gli oneri sia di natura indagini e studi esistenti e certificati oppure di specifici
territoriale che ambientale derivanti dalle scelte effettuate approfondimenti, le dinamiche idrogeologiche in essere
con gli strumenti della pianificazione territoriale ed ur- e le relative condizioni di equilibrio rispetto alle quali
banistica e presuppone la formalizzazione di un accordo valutare gli effetti delle trasformazioni previste.
tra gli enti locali interessati.
2. In sede di formazione dei piani strutturali e delle
2. Nei casi di cui allarticolo 25, comma 9, sulla base relative varianti verificata la pericolosit del territorio
del parere reso dalla conferenza di copianificazione, gli per gli aspetti idrogeologici, idraulici, di dinamica co-
enti interessati definiscono le misure di perequazione stiera e sismici, sono evidenziate le aree che risultano
territoriale in relazione agli effetti indotti dalla previsione esposte ai rischi connessi con particolare riferimento
comportante impegno di suolo non edificato allesterno del alle aree urbanizzate, alle infrastrutture di mobilit e
perimetro del territorio urbanizzato e stipulano al riguardo alle trasformazioni del territorio rurale. I documenti di
specifico accordo per le finalit di cui al comma 1. verifica della pericolosit e delle aree esposte a rischio
sono aggiornati a seguito di situazioni per le quali sia
3. Laccordo di cui al comma 2, pu prevedere la dichiarato lo stato di emergenza e costituiscono la base
costituzione di un fondo finanziato dagli enti locali nel dei piani di emergenza oltre che della pianificazione
quale confluiscono i proventi derivanti dagli oneri di territoriale e urbanistica.
urbanizzazione di cui allarticolo 183 relativi agli inter-
venti oggetto dellaccordo, risorse proprie degli enti 3. In sede di formazione del piano operativo, dei piani
stessi, imposte locali sugli immobili e altre entrate fiscali, attuativi nonch delle relative varianti sono definite, sulla
anche di scopo, inerenti la realizzazione degli interventi. base di approfondimenti oppure sulla base di indagini e
studi esistenti e certificati, le condizioni che garantiscono
4. Per le previsioni di cui agli articoli 26 e 27, com- la fattibilit degli interventi di trasformazione per gli
portanti perequazione territoriale, almeno il 10 per cento aspetti di cui ai commi 1 e 2 e le modalit di attuazione
degli oneri di urbanizzazione sono destinati ad interventi delle misure di mitigazione dei rischi in rapporto alle
volti alla rivitalizzazione di aree commerciali quali centri trasformazioni previste.
commerciali naturali, centri storici e aree mercatali.
4. Il piano comunale di protezione civile di cui alla
Art. 103 l.r. 67/2003, costituisce parte integrante del piano ope-
Misure di salvaguardia rativo ed aggiornato in caso di eventi calamitosi. Tale
aggiornamento costituisce variante automatica al piano
1. Il comune sospende ogni determinazione sulle do- operativo.
mande di permesso di costruire quando siano in contrasto
con lo strumento di pianificazione territoriale o con gli 5. I tecnici abilitati certificano ladeguatezza delle
strumenti di pianificazione urbanistica adottati oppure indagini ed attestano la compatibilit degli elaborati pro-
con le misure cautelari di cui allarticolo 13. gettuali agli esiti delle verifiche di pericolosit nonch la
coerenza delle misure di mitigazione rispetto agli scenari
2. Non sono ammessi interventi soggetti a SCIA di rischio possibili.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 53
6. Le verifiche di cui ai commi 1 e 2, sono effettuate Art. 106
in conformit alle direttive tecniche regionali emanate Regolamenti edilizi
con il regolamento di cui al comma 9, e sono depositate
presso le strutture regionali competenti che effettuano il 1. I regolamenti edilizi comunali dettano norme in
relativo controllo. tema di modalit costruttive, decoro pubblico, igiene, si-
curezza e vigilanza.
7. Nellesercizio delle verifiche di cui al comma 6,
le strutture regionali accertano la completezza della do- 2. Le norme dei regolamenti edilizi comunali non
cumentazione depositata ed effettuano la valutazione possono in alcun caso costituire variante agli strumenti
tecnica in ordine alla conformit delle indagini alle di pianificazione territoriale ed urbanistica.
direttive tecniche regionali secondo quanto stabilito dal
regolamento di cui al comma 9 . 3. La Giunta regionale con deliberazione, nelle materie
di cui al comma 1, approva un regolamento edilizio tipo
8. I comuni non possono procedere allapprovazione con valenza di linee guida.
dei piani strutturali, delle relative varianti e degli atti di
cui al comma 3, in caso di esito negativo del controllo Capo II
delle strutture regionali competenti. Finalit, contenuti e procedure di approvazione dei piani
attuativi edel progetto unitario convenzionato
9. Entro sessanta giorni dallentrata in vigore della
presente legge, approvato un regolamento che contiene Sezione I
in particolare: Norme comuni per i piani attuativi
a) le direttive tecniche per le verifiche di pericolosit
del territorio sotto il profilo geologico, idraulico e
Art. 107
sismico, la fattibilit delle previsioni e per la valutazione
Piani attuativi
degli effetti locali e di sito in relazione allobiettivo della
riduzione dei rischi idraulico, idrogeologico e sismico;
1. I piani attuativi, comunque denominati, costitui-
b) il procedimento per il deposito delle indagini geo-
scono strumenti di pianificazione urbanistica di dettaglio
logiche presso le strutture regionali competenti;
in attuazione del piano operativo.
c) le modalit del controllo delle verifiche delle
condizioni di pericolosit idrogeologica, idraulica e
2. Latto di approvazione del piano attuativo individua
sismica e delle misure di mitigazione da parte delle
le disposizioni legislative di riferimento e i beni soggetti
strutture regionali competenti, individuando gli strumenti
ad espropriazione secondo le procedure e le modalit di
della pianificazione territoriale e urbanistica del territorio
cui al d.p.r. 327/2001 e alla legge regionale 18 febbraio
le cui indagini siano da assoggettare a controllo obbliga-
torio oppure a controllo a campione. 2005, n. 30 (Disposizioni in materia di espropriazione
per pubblica utilit).
Art. 105
Aree non pianificate 3. Le varianti al piano strutturale o al piano operativo,
correlate a previsioni soggette a pianificazione attuativa,
1. Le aree non pianificate sono quelle prive di disciplina possono essere adottate e approvate contestualmente al
pianificatoria operativa, comprese quelle di cui allarticolo relativo piano attuativo.
95, commi 9, 10 e 11, qualora il piano operativo sia privo
di specifica disciplina di gestione operante in caso di 4. Sono comunque soggetti a piano attuativo:
decadenza delle relative previsioni. Tale disciplina non a. gli eventuali crediti edilizi riferibili alla compen-
pu prevedere interventi comportanti lutilizzo di quantit sazione urbanistica di cui allarticolo 101;
edificabili prelevate dai dimensionamenti del piano b. gli interventi di ristrutturazione urbanistica di cui
strutturale di cui allarticolo 92, comma 4, lettera c). allarticolo 134, comma 1, lettera f);
c. gli interventi di ristrutturazione urbanistica con
2. Nelle aree non pianificate di cui al comma 1, in as- perdita di destinazione duso agricola.
senza della specifica disciplina di gestione, sono consentiti
esclusivamente gli interventi di manutenzione ordinaria e Art. 108
straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo Consorzi per la realizzazione dei piani attuativi
senza mutamento delle destinazioni duso.
1. Per la realizzazione degli interventi dei piani at-
3. Sono fatte salve le norme a tutela del suolo, del- tuativi di cui allarticolo 107 per i quali ammessa
lambiente, delligiene, della sicurezza, del patrimonio liniziativa privata, i proprietari rappresentanti la mag-
storico, artistico e culturale. gioranza assoluta del valore dei beni ricompresi nel
54 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
relativo perimetro, calcolata in base allimponibile di riferimento, con particolare riguardo alle connessioni
catastale, previo invito degli altri proprietari, hanno ciclopedonali ed ecologiche, al tessuto urbano o al
titolo a costituire il consorzio per la presentazione al margine con il territorio rurale;
comune della proposta di piano attuativo, comprensiva h) lo schema di convenzione atta a regolare gli inter-
dello schema di convenzione relativo alla realizzazione venti previsti dal piano attuativo e le correlate opere ed
dellintervento. Il comune informa tempestivamente i interventi di interesse pubblico.
proprietari non aderenti al consorzio della presentazione
della proposta, ai fini delleventuale sottoscrizione della 2. Il piano attuativo inoltre corredato:
medesima previa adesione al consorzio. a) dalla ricognizione ed eventuale integrazione, ove
necessaria, del quadro conoscitivo di riferimento;
2. Successivamente allapprovazione del piano b) dalla normativa tecnica di attuazione;
attuativo, il comune invita i proprietari non aderenti al c) dalle disposizioni relative alla perequazione
consorzio di cui al comma 1, a dare attuazione alle in- urbanistica di cui allarticolo 100 o alle forme di com-
dicazioni del piano mediante ladesione alla convenzione, pensazione urbanistica di cui allarticolo 101, ove pre-
assegnando un temine non inferiore a sessanta giorni. viste dal piano operativo;
Decorso inutilmente il termine assegnato, il comune d) dalla relazione illustrativa che d compiutamente
procede a diffidare i proprietari non aderenti al consorzio, conto della coerenza esterna ed interna e che motiva i
assegnando un ulteriore termine non inferiore a trenta contenuti del piano con riferimento agli aspetti pae-
giorni. Il procedimento si conclude entro il termine mas- saggistici e socio-economici rilevanti per luso del terri-
simo di centottanta giorni dallapprovazione del piano torio;
attuativo. e) da una relazione di fattibilit.

3. Decorso senza esito il termine di cui al comma 2, 3. Lattuazione degli interventi previsti nelle con-
gli immobili dei proprietari che non hanno sottoscritto la venzioni di cui al comma 1, lettera h), pu avvenire per
convenzione rientrano tra i beni soggetti allespropriazione stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. In tal caso,
di cui allarticolo 107, comma 2. Le somme necessarie per ogni stralcio funzionale nella convenzione sono
per lespropriazione sono a carico dei soggetti che hanno quantificati gli oneri di urbanizzazione o le opere di ur-
sottoscritto la convenzione. banizzazione da realizzare e le relative garanzie purch
lattuazione parziale sia coerente con lintera area oggetto
Art. 109 dintervento.
Contenuto dei piani attuativi
4. Il contenuto dei piani regolatori portuali disci-
1. I piani attuativi contengono: plinato dallarticolo 86, comma 3, e dal regolamento re-
a) lindividuazione progettuale di massima delle gionale di cui allarticolo 87, comma 4.
opere durbanizzazione primaria e secondaria;
b) lassetto planivolumetrico complessivo dellarea di Art. 110
intervento con specifiche indicazioni relative ai prospetti Validit dei piani attuativi
lungo le strade e piazze;
c) la localizzazione degli spazi riservati ad opere o 1. Contestualmente allatto di approvazione, il co-
impianti di interesse pubblico, ivi compresa la localizza- mune fissa il termine, non superiore a dieci anni, entro
zione delle aree necessarie per integrare la funzionalit il quale il piano attuativo realizzato ed i termini entro
delle medesime opere; i quali sono operate le eventuali espropriazioni ai sensi
d) lindividuazione degli edifici o parti di essi oggetto dellarticolo 108.
di recupero e riuso, con lindicazione delle specifiche
categorie di intervento ammesse, nonch lindicazione 2. Lapprovazione del piano costituisce dichiarazione
delle tipologie edilizie per i nuovi fabbricati derivanti di pubblica utilit delle opere od impianti di interesse
da interventi di nuova edificazione o da demolizione e pubblico dallo stesso individuate.
ricostruzione;
e) leventuale suddivisione del piano in pi unit di 3. Decorso il termine di cui al comma 1, il piano di-
intervento tra loro funzionalmente coordinate; venta inefficace per la parte non ancora attuata.
f) il dettaglio, mediante lindicazione dei relativi dati
catastali, delle eventuali propriet da espropriare o da 4. Nel caso di cui al comma 3, permane lobbligo
vincolare secondo le procedure e modalit previste dalle di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella
leggi statali e dallarticolo 108; modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le
g) ogni altro elemento utile a definire adeguatamente prescrizioni di zona stabiliti dal piano attuativo. Sono
gli interventi previsti ed il loro inserimento nel contesto fatti salvi eventuali adempimenti da assolvere entro i
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 55
termini stabiliti dalla convenzione per il completamento 2. Qualora la variante abbia ad oggetto beni soggetti
degli interventi previsti dal piano attuativo. alla tutela paesaggistica ai sensi del Codice, latto di
approvazione corredato da idonea documentazione
Art. 111 attestante il rispetto della disciplina del piano paesag-
Approvazione dei piani attuativi gistico.

1. Il piano attuativo conforme alle previsioni dei piani Sezione II


operativi approvato con le procedure di cui al presente Piani attuativi dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane
articolo.
Art. 113
2. Con riferimento al piano attuativo di iniziativa Piani attuativi dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane
privata conforme alle previsioni del piano operativo,
entro sessanta giorni dal ricevimento della proposta, o dal 1. Allinterno dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane,
completamento della documentazione necessaria, sono come identificati dal piano paesaggistico regionale, le
comunicati al proponente i tempi previsti per ladozione nuove attivit estrattive sono subordinate allapprovazione
del piano. di un piano attuativo, di iniziativa pubblica o privata,
riferito allintera estensione di ciascun bacino estrattivo.
3. Dopo ladozione da parte del comune, il piano In assenza del piano attuativo a scala di bacino estrattivo
attuativo trasmesso alla provincia o alla citt me- non ammessa lapertura di nuove attivit estrattive n la
tropolitana, depositato per trenta giorni dalla data di riattivazione di cave dismesse.
pubblicazione del relativo avviso sul B.U.R.T. ed reso
accessibile anche sul sito istituzionale del comune. Entro
2. Il piano attuativo di cui al comma 1, elaborato
e non oltre tale termine, chiunque pu prenderne visione
nel rispetto delle prescrizioni del piano paesaggistico
e presentare osservazioni.
regionale e degli obiettivi di qualit paesaggistica dallo
stesso definiti per ciascun bacino estrattivo, individua le
4. Decorso il termine di cui al comma 3, il comune
quantit sostenibili e le relative localizzazioni nel rispetto
approva il piano attuativo motivando le determinazioni
della pianificazione regionale in materia di cave e delle
assunte in relazione alle osservazioni presentate e lo
previsioni degli strumenti della pianificazione territoriale.
trasmette alla provincia o alla citt metropolitana.
Il piano attuativo individua inoltre le cave e le discariche
di cava, quali i ravaneti, destinate esclusivamente ad
5. Il piano attuativo efficace dalla pubblicazione
interventi di riqualificazione paesaggistica.
dellavviso di approvazione sul B.U.R.T. ed reso ac-
cessibile anche sul sito istituzionale del comune. Qualora
3. La presentazione di piani attuativi di bacino estrat-
non siano pervenute osservazioni, il piano diventa efficace
tivo consentita anche in assenza di espressa previsione
a seguito della pubblicazione sul B.U.R.T. dellavviso che
ne d atto. degli strumenti comunali di pianificazione urbanistica.

6. Il piano regolatore portuale dei porti regionali 4. Per ladozione e lapprovazione dei piani attuativi
trasmesso dopo ladozione anche alla Regione ed di bacino estrattivo si applica larticolo 114.
approvato previo parere positivo di idoneit tecnica di cui
allarticolo 86, comma 4. Il piano approvato trasmesso Art. 114
alla Regione. Procedimento per lapprovazione dei piani attuativi
dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane
Art. 112
Particolari varianti ai piani attuativi 1. Il piano attuativo relativo ai bacini estrattivi delle
Alpi Apuane di cui allarticolo 113, approvato secondo
1. Il comune procede con un unico atto allapprovazione il procedimento di cui al presente articolo.
delle varianti ai piani attuativi nel caso in cui esse non
comportino aumento della superficie utile lorda n dei 2. Il responsabile del procedimento allega agli atti da
volumi degli edifici, non modifichino il perimetro del adottare una relazione che d motivatamente atto della
piano e non comportino riduzione complessiva degli conformit del piano attuativo con le previsioni e pre-
standard previsti nei piani attuativi oggetto di variante. Le scrizioni del PIT, della coerenza con il piano strutturale,
altezze possono essere modificate laddove non superino nonch, salvo quanto specificato allarticolo 113, comma
quelle previste dal piano operativo. Qualora il piano 3, della conformit al piano operativo.
operativo non preveda altezze massime la disposizione
di cui al presente comma non si applica. 3. Il comune adotta il piano attuativo e provvede
56 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
alla pubblicazione dellavviso di adozione sul B.U.R.T., necessarie per allacciare la zona ai pubblici servizi. La
dandone comunicazione alla provincia e alla Regione. quota determinata in proporzione allentit e alle carat-
teristiche degli insediamenti delle lottizzazioni;
4. Il piano attuativo riferito a bacini estrattivi che c) i termini, non superiori ai dieci anni, entro i quali
interessano i beni paesaggistici di cui allarticolo 134 del deve essere ultimata lesecuzione delle opere;
Codice, sono trasmessi alla Regione, entro dieci giorni dalla d) congrue garanzie finanziarie per ladempimento
pubblicazione sul B.U.R.T. del relativo avviso di adozione. degli obblighi derivanti dalla convenzione.
La Regione, entro trenta giorni dallavvenuta trasmissione
del piano, provvede ad indire una conferenza di servizi con 2. Lefficacia dei titoli abilitativi alledificazione,
la partecipazione di tutti gli altri enti territoriali interessati, nellambito dei singoli lotti, subordinata alla presenza
invitando a partecipare anche i competenti uffici del o allimpegno alla contemporanea esecuzione delle opere
Ministero per i beni e le attivit culturali, allo scopo di di urbanizzazione primaria, relativi allintero piano.
verificare in via preliminare il rispetto della disciplina
dei beni paesaggistici. Il procedimento si conclude entro Art. 116
trenta giorni dallo svolgimento della prima riunione della Piani particolareggiati
conferenza di servizi.
1. Il comune pu dare attuazione alle previsioni di
5. Decorso il termine di cui al comma 3, oppure il trasformazione del piano operativo, di cui allarticolo 95,
termine di cui al comma 4 se successivo, il comune comma 3, lettera a) e b), mediante lapprovazione di piani
approva il piano attuativo motivando le determinazioni particolareggiati di iniziativa pubblica, aventi i contenuti
assunte in relazione alle osservazioni presentate e lo di cui allarticolo 109.
trasmette alla provincia e alla Regione.
2. Lapprovazione dei piani particolareggiati equivale
6. Il piano attuativo efficace ed reso accessibile a dichiarazione di pubblica utilit delle opere in essi pre-
anche sul sito istituzionale del comune. Qualora non viste.
siano pervenute osservazioni, il piano diventa efficace a
seguito della pubblicazione sul B.U.R.T. dellavviso che Art. 117
ne d atto. Piani per ledilizia economica e popolare

7. Ove riferito ad un bacino estrattivo intercomunale 1. I comuni possono dotarsi di un piano per la realiz-
il piano attuativo adottato da tutti i comuni competenti zazione di alloggi a carattere economico o popolare
per territorio ed acquista efficacia solo a far data dalla nonch delle relative opere di urbanizzazione, ai sensi
pubblicazione sul B.U.R.T. dellavviso di intervenuta della legge 18 aprile 1962, n. 167 (Disposizioni per
approvazione del piano attuativo da parte di ciascun co- favorire lacquisizione di aree fabbricabili per ledilizia
mune. Qualora non sia approvato da uno o pi comuni il economica e popolare).
piano attuativo non acquista efficacia per i rispettivi ter-
ritori. 2. Lestensione delle zone da includere nei piani
determinata in relazione alle esigenze delledilizia eco-
Sezione III nomica e popolare per un decennio, in misura massima
Piani attuativi particolari del 70 per cento di quella necessaria a soddisfare il fab-
bisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo
Art. 115 considerato.
Piani di lottizzazione
3. Le aree da includere nei piani sono scelte tra le aree
1. Nei piani di lottizzazione, la convenzione fra co- destinate ad edilizia residenziale nei piani operativi.
mune e proprietari, da trascriversi a cura di questi ultimi,
contiene: 4. Lapprovazione dei piani equivale a dichiarazione
a) la cessione gratuita, entro termini prestabiliti, delle di indifferibilit ed urgenza delle opere in esso previste.
aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria,
nonch la cessione gratuita delle aree necessarie per le Art. 118
opere di urbanizzazione secondaria nei limiti di cui alla Piani per gli insediamenti produttivi
lettera b);
b) lassunzione, a carico dei proprietari, degli oneri 1. I comuni possono formare un piano delle aree da
relativi alle opere di urbanizzazione primaria e di una destinare a insediamenti industriali, artigianali, commer-
quota parte delle opere di urbanizzazione secondaria ciali e turistici ai sensi dellarticolo 27 della legge 22 ottobre
relative alla lottizzazione o di quelle opere che siano 1971, n. 865 (Programmi e coordinamento delledilizia
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residenziale pubblica; norme sullespropriazione per di recupero comprendono la disciplina tecnica per il re-
pubblica utilit; modifiche ed integrazioni alla legge 17 cupero degli immobili, dei complessi edilizi, degli isolati
agosto 1942, n. 1150; legge 18 aprile 1962, n. 167; legge e delle aree di cui al comma 2.
29 settembre 1964, n. 847). In tal caso, con riferimento
agli insediamenti commerciali, il piano costituisce Art. 120
attuazione delle prescrizioni contenute nella disciplina di Programmi complessi di riqualificazione insediativa
cui allarticolo 88, comma 7, lettera h).
1. I programmi complessi di riqualificazione inse-
2. Le aree da comprendere nel piano di cui al comma diativa costituiscono strumenti di programmazione at-
1, sono individuate nellambito delle zone destinate a in- tuativa assimilati a piani attuativi. Essi sono finalizzati
sediamenti produttivi dai piani operativi. al recupero e alla riqualificazione degli insediamenti
esistenti anche attraverso interventi di nuova edificazione.
3. Il comune espropria le aree di cui al comma 1, con Tali programmi, puntando sulle qualit delle prestazioni
le modalit e procedure di cui allarticolo 108. del sistema insediativo, si caratterizzano per una pluralit
di funzioni, di tipologie dintervento e di operatori, con il
4. La concessione del diritto di superficie ha una coinvolgimento di risorse pubbliche e private.
durata non inferiore a sessanta anni e non superiore a
novantanove anni, salvo nel caso in cui sia effettuata a 2. I programmi complessi di riqualificazione inse-
favore di enti pubblici per la realizzazione di impianti diativa sono localizzati allinterno delle zone di cui al-
e servizi pubblici occorrenti nella zona delimitata dal larticolo 95, comma 2, lettera f),
piano, per i quali a tempo indeterminato.
3. I programmi di riqualificazione insediativa ricom-
prendono in particolare:
5. Contestualmente allatto della costituzione del
a) programmi integrati di intervento di cui allarticolo
diritto di superficie oppure allatto di cessione della pro-
16 della legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme per
priet dellarea, tra il comune e il superficiario oppure
ledilizia residenziale pubblica);
il proprietario, stipulata una convenzione con la quale
b) programmi di recupero urbano di cui allarticolo
sono stabiliti gli oneri a carico del superficiario o del-
11 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398 (Disposizioni
lacquirente e le sanzioni in caso di inosservanza.
per laccelerazione degli investimenti a sostegno delloc-
cupazione e per la semplificazione dei procedimenti in
6. Lapprovazione dei piani equivale a dichiarazione
materia edilizia), convertito, con modificazioni, dalla
di indifferibilit ed urgenza delle opere in esso previste.
legge 4 dicembre 1993, n. 493;
c) ogni altro programma di riqualificazione insediativa
Art. 119
comunque denominato, individuato ai sensi della legge
Piani di recupero del patrimonio edilizio
statale.

1. I piani di recupero del patrimonio edilizio possono 4. I programmi complessi di riqualificazione inse-
essere di iniziativa pubblica o privata. diativa contengono:
a) uno studio di fattibilit degli interventi, con parti-
2. I piani di cui al comma 1, attuano il recupero degli colare riferimento ai tempi di cantierabilit;
immobili, dei complessi edilizi, degli isolati e delle aree b) il progetto preliminare degli interventi pubbli-
ricadenti allinterno del perimetro delle zone connotate ci e privati che il soggetto proponente, diverso dallam-
da condizioni di degrado espressamente individuate dal ministrazione comunale, si dichiari disposto a realizzare;
piano operativo nel rispetto delle indicazioni del piano c) la valutazione degli effetti attesi sui sistemi
strutturale. Le previsioni dei piani di recupero sono fi- insediativo, ambientale, paesaggistico, della mobilit,
nalizzate alla conservazione, alla riqualificazione, anche sociale ed economico che la realizzazione degli interventi
mediante ricostruzione ove necessario, alla ricostruzione e proposti comporta;
alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso, e possono d) i termini di inizio ed ultimazione dei lavori nonch
attuarsi anche attraverso interventi di completamento, lindividuazione dei beni soggetti ad espropriazione ai
di ristrutturazione edilizia, di sostituzione edilizia o di sensi dellarticolo 108.
ristrutturazione urbanistica.
Sezione IV
3. Per la loro attuazione, i piani di recupero individuano Progetto unitario convenzionato
unit minime di intervento, costituite dallinsieme degli
edifici e delle correlate aree libere sulle quali i piani stessi Art. 121
intervengono in modo unitario e contestuale. Progetto unitario convenzionato

4. Oltre ai contenuti di cui allarticolo 109, i piani 1. Nelle aree gi dotate di opere di urbanizzazione
58 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
primaria, le previsioni che, pur non presentando caratteri Sezione I
di complessit e rilevanza tali da richiedere la formazione Finalit, definizioni, interventi
di un piano attuativo, richiedono comunque un adeguato e disposizioni procedurali
coordinamento della progettazione e la previa sottoscrizione
di una convenzione finalizzata a disciplinare opere o Art. 122
benefici pubblici correlati allintervento, sono assoggettate Finalit e ambito di applicazione delle disposizioni
dal piano operativo a progetto unitario convenzionato. per la rigenerazione delle aree urbane degradate

2. Il progetto unitario convenzionato corredato da: 1. Il presente capo disciplina gli interventi volti ad
a) la relazione illustrativa che d compiutamente conto incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio
della coerenza esterna ed interna delle scelte progettuali; esistente e a promuovere ed agevolare la rigenerazione
b) lindividuazione progettuale di massima delle delle aree urbane degradate, in attuazione dellarticolo
eventuali opere durbanizzazione integrative correlate 5, comma 9, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70
allintervento; (Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per
c) lassetto planivolumetrico complessivo dellarea leconomia), convertito, con modificazioni, dalla legge
di intervento, comprensivo dellindicazione delle masse, 12 luglio 2011, n. 106, con le seguenti finalit:
delle altezze e dei prospetti delle costruzioni esistenti e a) favorire il riuso delle aree gi urbanizzate per
di progetto; evitare ulteriore consumo di suolo e rendere attrattiva la
d) la localizzazione degli eventuali spazi riservati ad trasformazione delle stesse;
opere od impianti di interesse pubblico; b) favorire la densificazione delle aree urbane per la
e) la normativa tecnica di attuazione, ove necessaria; migliore sostenibilit economica dei sistemi di mobilit
f) ogni altro elemento utile a definire adeguatamente collettiva;
gli interventi previsti ed il loro inserimento nel contesto
c) mantenere e incrementare lattrattivit dei contesti
di riferimento.
urbani in ragione della pluralit delle funzioni presenti;
d) garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria
3. La convenzione specifica gli obblighi, funzionali al
e linnovazione delle opere di urbanizzazione e delle
soddisfacimento di un interesse pubblico, che il soggetto
dotazioni collettive;
attuatore si assume ai fini di poter conseguire il rilascio
e) favorire, anche con procedure di partecipazione
del titolo edilizio, il quale resta la fonte di regolamento
civica, la verifica dellutilit collettiva degli interventi di
degli interessi. Possono costituire, tra laltro, oggetto
rigenerazione urbana di cui allarticolo 125.
della convenzione:
a) la cessione di aree anche al fine dellutilizzo di
2. Il presente capo si applica ad edifici ed aree connotati
facolt edificatorie;
da presenza di degrado urbanistico o socio-economico,
b) la realizzazione di opere di urbanizzazione fermo
ai sensi dellarticolo 123, inseriti nel perimetro del ter-
restando quanto previsto dallarticolo 32, comma 1, let-
tera g), del d.lgs. 163/2006; ritorio urbanizzato, ivi comprese le aree interessate dalla
c) la realizzazione di interventi di edilizia residenziale presenza di beni individuati ai sensi degli articoli 136 e
sociale. 142 del Codice.

4. La convenzione pu prevedere modalit di attua- 3. Sono in ogni caso esclusi:


zione per stralci funzionali, cui si collegano gli oneri e le a) gli edifici eseguiti in assenza di titolo abilitativo
opere di urbanizzazione da eseguire e le relative garanzie, edilizio o in totale difformit o con variazioni essenziali
purch lattuazione parziale sia coerente con lintera area rispetto allo stesso, ad esclusione di quelli per i quali
oggetto dintervento. siano stati rilasciati titoli in sanatoria;
b) gli edifici e i tessuti urbanistici riconosciuti di
5. Il comune approva il progetto unitario convenzionato pregio per il loro valore storico, architettonico, tipologico
ed il relativo schema di convenzione mediante un unico e culturale dagli atti di governo del territorio;
atto. c) gli edifici situati in aree soggette a vincoli di
inedificabilit assoluta come definite dallarticolo 33
6. Il termine di validit del progetto unitario conven- della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia
zionato pu essere modulato in relazione agli stralci di controllo dellattivit urbanistico-edilizia, sanzioni, re-
funzionali previsti dalla convenzione. cupero e sanatoria delle opere edilizie) o dagli strumenti
di pianificazione territoriale;
Capo III d) gli edifici ricadenti in aree a pericolosit geologica
Disposizioni volte ad incentivare la razionalizzazione o idraulica in cui i piani di bacino e i piani di assetto
del patrimonio edilizio esistente e per la rigenerazione idrogeologico non ammettono la realizzazione di inter-
delle aree urbane degradate venti di ampliamento;
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 59
e) gli edifici vincolati quali immobili di interesse del decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28 (Attuazione
storico sensi della parte II del Codice. della direttiva 2009/28/CE sulla promozione delluso
dellenergia da fonti rinnovabili, recante modifica e
4. Per gli interventi di cui al presente capo, resta fermo successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e
il rispetto degli standard urbanistici, di tutte le normative 2003/30/CE).
di settore aventi incidenza sulla disciplina dellattivit
edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di 3. Gli incrementi di cui al comma 1, sono aumentati e
sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle re- modulati in ragione del raggiungimento dei requisiti definiti
lative alla efficienza energetica, di quelle relative alla per le aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA)
tutela dellambiente e dellecosistema, nonch delle di- di cui allarticolo 18 della legge regionale 1 dicembre
sposizioni contenute nel Codice. 1998, n. 87 (Attribuzione agli enti locali e disciplina
generale delle funzioni e dei compiti amministrativi in
Art. 123 materia di artigianato, industria, fiere e mercati, com-
Definizioni mercio, turismo, sport, internazionalizzazione delle im-
prese e camere di commercio, industria, artigianato e
1. Ai fini del presente capo, sono stabilite le seguenti agricoltura, conferiti alla Regione dal decreto legislativo
definizioni: 31 marzo 1998, n. 112).
a) per aree caratterizzate da degrado urbanistico si
intendono le aree con presenza di un patrimonio edilizio 4. Con il regolamento di cui allarticolo 18 della l.r.
e connotate da un impianto urbano di scarsa qualit sotto 87/1998, sono determinati gli incrementi delle premialit
il profilo architettonico e morfotipologico, associata alla di cui al comma 3.
carenza di attrezzature e servizi, alla carenza e al degrado
degli spazi pubblici e delle aree libere, nonch le aree 5. Nel caso in cui gli interventi richiedano il trasfe-
caratterizzate da attrezzature ed infrastrutture dismesse; rimento in area APEA gi esistente, il progetto di rilo-
b) per aree caratterizzate da degrado socio-economico calizzazione delledificio contiene il progetto di si-
si intendono le aree connotate da condizioni di abbandono, stemazione delle aree liberate dalla demolizione e le-
di sottoutilizzazione o sovraffollamento degli immobili, ventuale progetto di bonifica delle medesime aree. Il sog-
o comunque di impropria o parziale utilizzazione degli getto attuatore si impegna a rendere utilizzabili tali aree
stessi, o con presenza di strutture non compatibili, dal per finalit di interesse collettivo, privilegiando attivit
punto di vista morfologico, paesaggistico, ambientale o produttive e di servizio e la realizzazione di connessioni
funzionale, con il contesto urbano di riferimento. ecologiche.

Art. 124 Art. 125


Interventi sugli edifici a destinazione Interventi di rigenerazione urbana
duso industriale o artigianale
1. La Regione promuove gli interventi di rigenerazione
1. Al fine di incentivare interventi di riutilizzo e urbana quale alternativa strategica al nuovo consumo
recupero degli edifici a destinazione duso industriale o di suolo. Concorrono alla rigenerazione urbana, nelle
artigianale e di ridurre il consumo di suolo, sugli edifici fattispecie definite dallarticolo 122, ed individuate dal
a destinazione duso industriale o artigianale, ricadenti piano operativo oppure ai sensi del comma 2, gli inter-
in aree con destinazione duso produttiva, sono ammessi venti volti a riqualificare il contesto urbano attraverso un
interventi di addizione volumetrica e di sostituzione edi- insieme sistematico di opere consistenti in:
lizia per i quali i comuni stabiliscono incrementi massimi a) riorganizzazione del patrimonio edilizio esistente;
della superficie utile lorda a titolo di premialit. Tali b) riqualificazione delle aree degradate;
incrementi assicurano il rispetto dellarticolo 41 sexies c) riorganizzazione funzionale delle aree dismesse;
della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica). d) recupero e riqualificazione degli edifici di grandi
In ogni caso ledificazione complessiva garantisce un dimensioni o complessi edilizi dismessi;
adeguato rapporto tra le superfici coperte e gli spazi liberi e) riqualificazione delle connessioni con il contesto
nel lotto di pertinenza. urbano.

2. Gli interventi di cui al comma 1, sono effettuati 2. I comuni ancorch dotati solo di piano strutturale
nel rispetto delle normative che assicurano la tutela approvato, in coerenza con i suoi contenuti, possono
dellambiente e del paesaggio, la qualit e la sostenibilit provvedere allindividuazione delle aree e degli edifici
delledilizia. Fermo restando il rispetto della normativa in di cui al comma 1, tramite una ricognizione da effettuare
tema di efficienza energetica, tali interventi garantiscono con apposito atto. Prima della sua approvazione, latto
almeno il rispetto dei parametri di cui allallegato 3 trasmesso alla Regione, alla provincia o alla citt
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metropolitana, le quali possono fornire un contributo h) la riqualificazione delle connessioni con gli spazi
tecnico nei trenta giorni successivi al suo ricevimento. Il e servizi pubblici, anche esterni allarea, con particolare
comune, in sede di approvazione, motiva espressamente attenzione al trasporto collettivo.
le determinazioni assunte rispetto al suddetto contributo.
Art. 126
3. La previsione del piano operativo o latto comunale Procedimento per la presentazione delle proposte
di ricognizione di cui al comma 2, sono costituiti da: di interventi di rigenerazione urbana
a) la perimetrazione delle aree, da redigere su carto-
grafie in scala 1:2000; 1. Entro il termine quinquennale di efficacia della
b) una scheda per ciascuna area avente i seguenti disciplina di cui allarticolo 95, comma 1, lettera b),
contenuti: oppure entro cinque anni dalla data di pubblicazione
1) la descrizione dellarea individuata da cui risultino dellatto di cui allarticolo 125, comma 2, i soggetti aventi
le condizioni di degrado presenti in coerenza con quanto titolo possono presentare la manifestazione di interesse
espresso allarticolo 123, comma 1, lettere a) e b); anche tramite un soggetto promotore terzo.
2) gli obiettivi di riqualificazione che si intendono
conseguire attraverso gli interventi di rigenerazione 2. I piani di intervento sono trasmessi al comune che
urbana, in coerenza con le finalit di cui allarticolo 122; provvede a darne pubblicit tramite lalbo pretorio e il
3) i parametri da rispettare nella progettazione degli proprio sito istituzionale per quindici giorni consecutivi.
interventi con riferimento, tra laltro, alle altezze massime Ai fini della presentazione dei piani di intervento, gli
degli edifici ed al rapporto di copertura dellarea; interessati devono rappresentare la propriet di almeno
4) gli incrementi ed eventuali ulteriori premialit, la maggioranza assoluta del valore dei beni ricompresi
da collegare agli interventi proposti in relazione agli nel relativo perimetro, calcolata in base allimponibile
obiettivi dichiarati, che non possono comunque superare catastale. La proposta di piano di intervento corredata
la misura massima del 35 per cento della superficie utile da:
lorda esistente allinterno dellarea alla data di entrata in a) il cronoprogramma degli interventi;
vigore della presente legge, o in alternativa, la densit b) limpegno dei soggetti attuatori alla realizzazione
massima esistente nelle aree contigue. delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria ed
eventuale cessione delle aree al comune;
4. Gli obiettivi di riqualificazione contenuti nella c) limpegno alla sottoscrizione di idonee garanzie
scheda ai sensi del comma 3, lettera b), numero 2), pre- fideiussorie in ordine allattuazione del piano di intervento
vedono tra laltro: e circa il rispetto della convenzione medesima;
a) la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente d) lo schema di convenzione.
volta anche a migliorare la relazione con i tessuti urbani
circostanti o la ricomposizione dei margini urbani, tenuto 3. Nei successivi quindici giorni dalla data di pub-
conto del necessario rapporto visuale e morfo-tipologico blicazione dei piani di intervento presentati, chiunque
con il tessuto urbano consolidato; pu prenderne visione e presentare osservazioni.
b) il recupero, il miglioramento o il potenziamento
delle opere di urbanizzazione, servizi e del verde ur- 4. Negli ulteriori quindici giorni successivi alla
bano; scadenza del termine di cui al comma 3, i piani di inter-
c) la compresenza di funzioni urbane diversificate e vento sono presentati e discussi nel corso di unassemblea
complementari; pubblica per assicurarne la conoscenza e per raccogliere
d) il raggiungimento di unequilibrata composizione i contributi dei cittadini. Nei quindici giorni successivi
sociale, anche attraverso interventi di edilizia sociale, allo svolgimento dellassemblea, i cittadini possono
tenuto conto altres di quanto stabilito dallarticolo 63; presentare osservazioni.
e) lefficientamento energetico degli edifici e luso
integrato di fonti rinnovabili; 5. Ferme restando le valutazioni ambientali ove previste
f) il miglioramento della sostenibilit ambientale dalla normativa di riferimento, nel caso di accoglimento
e della biodiversit volto a favorire linserimento o il della proposta presentata oppure di una di esse, qualora
rafforzamento delle reti ecologiche legate alla presenza siano presentate pi proposte, il comune approva il
di corsi dacqua o aree naturali residue, a cui possono piano di intervento unitamente al relativo schema di
essere associati percorsi per la mobilit ciclo-pedonale; convenzione, motivando in ordine allaccoglimento o
g) gli interventi finalizzati a conseguire un migliore al mancato accoglimento delle osservazioni presentate
allineamento della cortina edilizia in coerenza con durante il procedimento. Lapprovazione costituisce
lassetto planimetrico urbano storicizzato e tenuto conto integrazione degli atti di governo del territorio. Nello
del necessario rapporto visuale con gli elementi espressivi stesso provvedimento dato atto, altres, della coerenza
dellidentit dei luoghi; formale e sostanziale tra la scheda di cui allarticolo 125,
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 61
comma 3, lettera b) ed i contenuti del piano di intervento. promuove la qualificazione degli insediamenti produttivi
Il permesso di costruire rilasciato previa stipula della anche con riferimento agli obiettivi previsti per le APEA
relativa convenzione. ai sensi dellarticolo 18, comma 1, della l.r. 87/1998.

6. Gli interventi di rigenerazione urbana di cui al 2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione promuove le
presente articolo non possono comportare la trasfor- iniziative necessarie al reperimento delle risorse.
mazione del territorio rurale, comunque definito negli
strumenti urbanistici comunali, in aree con caratteristiche Sezione II
di zonizzazione urbana, salvo quanto previsto allarticolo Regolamento di attuazione del titolo V
4, comma 4.
Art. 130
7. Qualora nellarea oggetto di interventi di rigene-
Regolamento di attuazione
razione urbana siano presenti destinazioni duso pro-
duttive, le attivit produttive in essere sono mantenute e
1. Entro trecentosessantacinque giorni dallentrata
innovate anche favorendo linserimento di nuove attivit
in vigore della presente legge, la Regione approva un
produttive compatibili con il contesto urbano, attivit
regolamento di attuazione delle disposizioni del presente
di terziario avanzato, di servizio alla produzione o di
servizio alla persona. titolo.

Art. 127 2. Il regolamento di cui al comma 1, anche coordi-


Misure per lincentivazione degli interventi nandosi, per quanto necessario, con il regolamento di at-
di rigenerazione urbana tuazione di cui allarticolo 38 della l.r. 10/2010, disciplina
anche:
1. Fermo restando quanto previsto allarticolo 191, a) le analisi che evidenziano la coerenza esterna ed
comma 14, al fine di favorire gli interventi di rigene- interna delle previsioni dei piani;
razione urbana, gli incrementi di superficie utile lorda b) la valutazione degli effetti attesi a livello paesag-
ed in genere le premialit attribuite ai sensi del presente gistico, territoriale, economico e sociale;
capo, possono superare le quantit massime ammissibili c) il monitoraggio di cui allarticolo 15.
stabilite dai piani operativi. Tali incrementi e premialit
sono invece da considerare ai fini del prelievo delle quan- Titolo VI
tit massime ammissibili di cui allarticolo 92, comma 4, DISCIPLINA DELLATTIVIT EDILIZIA
lettera c).
Capo I
2. Le convenzioni accessorie agli interventi di ri- Contenuti e finalit
generazione urbana di cui al presente capo possono
prevedere lesecuzione a carico del soggetto attuatore, nel Art. 131
rispetto delle disposizioni di cui al d.lgs. 163/2006 delle Contenuti e finalit
opere di urbanizzazione primaria e secondaria necessarie
a scomputo integrale degli oneri di cui allarticolo 184.
1. Il presente titolo:
a) individua le trasformazioni urbanistiche ed edili-
Art. 128
zie soggette a permesso di costruire, e definisce i pro-
Promozione della riqualificazione urbanistica
cedimenti per ottenere il permesso stesso;
di aree industriali dismesse
b) individua le opere e gli interventi sottoposti a SCIA
e disciplina i relativi adempimenti amministrativi;
1. La Regione promuove accordi di pianificazione
finalizzati alla riqualificazione urbanistica di aree in- c) individua gli interventi che costituiscono attivit
dustriali dismesse o parzialmente dismesse, individuate edilizia libera;
dagli strumenti della programmazione di cui allarticolo d) individua opere, interventi e manufatti privi di ri-
6 della legge regionale 2 agosto 2013, n. 44 (Disposizioni levanza edilizia;
in materia di programmazione regionale). e) disciplina i controlli sulle costruzioni soggette a ri-
schio sismico.
2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione promuove le
iniziative necessarie al reperimento delle risorse. 2. Il presente titolo finalizzato allapplicazione dei
principi di efficienza e di trasparenza nei procedimenti
Art. 129 amministrativi, al soddisfacimento dei bisogni sociali
Promozione delle APEA ed al perseguimento contestuale del servizio al singolo
cittadino e della tutela degli interessi pubblici e collet-
1. Ai fini di cui allarticolo 1, comma 1, la Regione tivi.
62 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
Capo II solo per fatti estranei alla volont del titolare che siano
Disciplina degli atti sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione.
La proroga dei termini per linizio e lultimazione dei
Art. 132 lavori comunque accordata qualora i lavori non possano
Competenze del SUE e del SUAP essere iniziati o conclusi per cause di forza maggiore non
imputabili alla volont dellinteressato. Un periodo pi
1. Ai sensi dellarticolo 5, comma 1 bis, del decreto del lungo per lultimazione dei lavori pu essere concesso
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo esclusivamente in considerazione della mole dellopera
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-
materia edilizia), la gestione dei procedimenti abilitativi costruttive, oppure quando si tratti di opere pubbliche il
inerenti gli interventi di edilizia residenziale e le relative cui finanziamento sia previsto in pi esercizi finanziari.
funzioni di controllo competono allo sportello unico per Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito, il
ledilizia (SUE). titolare del permesso di costruire deve dotarsi di un nuovo
titolo abilitativo concernente la parte non ultimata.
2. Ai sensi dellarticolo 4 del d.p.r. 160/2010, la
gestione dei procedimenti abilitativi inerenti gli interventi 4. Lentrata in vigore di nuove previsioni urbanistiche
di edilizia produttiva compete allo sportello unico per le comporta la decadenza dei permessi di costruire in
attivit produttive (SUAP). contrasto con le previsioni stesse, salvo che i relativi lavori
siano stati iniziati e siano completati entro il termine di
3. Le disposizioni procedurali di cui al presente capo, tre anni dalla data di ricevimento della comunicazione
si applicano al SUE e al SUAP, di seguito denominati dinizio lavori da parte dello sportello unico.
sportello unico, nellambito delle rispettive com-
petenze. 5. Il permesso di costruire trasferibile ai successori
o aventi causa. Esso irrevocabile, fatti salvi i casi di
Art. 133 decadenza ai sensi della presente legge e lapplicazione
Tipologia degli atti delle sanzioni previste nel titolo VII.

1. Sono soggette a permesso di costruire rilasciato dal 6. Sono subordinati a SCIA le opere e gli interventi di
sportello unico, secondo il procedimento di cui allar- cui allarticolo 135, in conformit con le vigenti norme
ticolo 142, le trasformazioni urbanistiche ed edilizie di urbanistiche, edilizie e nel rispetto degli adempimenti di
cui allarticolo 134. cui allarticolo 145.

2. Il permesso di costruire rilasciato in conformit 7. La SCIA d conto della preventiva verifica della
alle previsioni degli strumenti di pianificazione urba- legittimit dello stato di fatto dellimmobile oggetto
nistica comunali, del regolamento edilizio e della nor- dellintervento.
mativa di settore avente incidenza sulla disciplina
dellattivit edilizia. Il rilascio del permesso in ogni caso Art. 134
subordinato alla esistenza delle opere di urbanizzazione Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a
primaria o alla previsione da parte del comune della permesso di costruire
realizzazione delle stesse nel successivo triennio, oppure
allimpegno dei privati di procedere allesecuzione delle 1. Costituiscono trasformazioni urbanistiche ed edili-
medesime contemporaneamente alle costruzioni oggetto zie soggette a permesso di costruire in quanto incidono
del permesso. E altres subordinato alla verifica della sulle risorse essenziali del territorio:
legittimit dello stato di fatto dellimmobile oggetto del- a) gli interventi di nuova edificazione, e cio la
lintervento. realizzazione di nuovi manufatti edilizi fuori terra o inter-
rati, anche ad uso pertinenziale privato, che comportino
3. Nel permesso di costruire sono indicati i termini la trasformazione in via permanente di suolo inedificato,
dinizio e dultimazione dei lavori. Il termine per linizio diversi da quelli di cui alle lettere da b) a m), ed agli
dei lavori non pu essere superiore ad un anno dalla articoli 135 e 136;
data di rilascio del permesso e pu essere prorogato, con b) linstallazione di manufatti, anche prefabbricati e di
provvedimento motivato, solo per fatti estranei alla volont strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case
del titolare che siano intervenuti a ritardare linizio dei mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni,
lavori. Il termine di ultimazione di cui allarticolo 149, ambienti di lavoro, depositi, magazzini e simili, che non
comma 1, entro il quale lopera deve essere completata, siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee,
non pu essere superiore a tre anni dallinizio dei lavori e salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio
e pu essere prorogato, con provvedimento motivato, al suolo, allinterno di strutture ricettive allaperto, in
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conformit alla normativa regionale di settore, per la regolamento edilizio, con diversa sagoma, articolazione,
sosta ed il soggiorno dei turisti; collocazione e destinazione duso, a condizione che non si
c) la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria determini modificazione del disegno dei lotti, degli isolati
e secondaria da parte di soggetti diversi dal comune; e della rete stradale e che non si renda necessario alcun
d) la realizzazione dinfrastrutture e dimpianti, anche intervento di adeguamento delle opere di urbanizzazione.
per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in Ove riguardanti immobili sottoposti ai vincoli di cui al
via permanente di suolo inedificato; Codice, gli interventi di demolizione e ricostruzione di
e) la realizzazione di depositi di merci o di materiali e la cui alla lettera h), punto 2, comportanti modifiche alla
realizzazione dimpianti per attivit produttive allaperto, sagoma preesistente, costituiscono interventi di sosti-
che comporti lesecuzione di lavori a cui consegua la tuzione edilizia ancorch eseguiti senza contestuale in-
trasformazione permanente del suolo inedificato; cremento di volume;
f) la realizzazione degli interventi di ristrutturazione m) le piscine nonch gli impianti sportivi incidenti
urbanistica, cio quelli rivolti a sostituire lesistente sulle risorse essenziali del territorio.
tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante
un insieme sistematico dinterventi edilizi, anche con la 2. In alternativa al permesso di costruire, possono
modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della essere realizzati mediante SCIA gli interventi di cui al
rete stradale; comma 1, lettere g) ed h), ove non ricadenti allinterno
g) le addizioni volumetriche agli edifici esistenti delle zone omogenee A di cui al d.m. 1444/1968 o ad
realizzate mediante ampliamento volumetrico allesterno esse assimilate dagli strumenti comunali di pianificazione
della sagoma esistente; urbanistica, restando comunque ferme le sanzioni penali
h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva previste dal d.p.r. 380/2001.
consistenti in:
1) interventi di demolizione con fedele ricostruzione 3. Per le opere pubbliche dei comuni, latto comunale,
di edifici esistenti, intendendo per fedele ricostruzione con il quale il progetto esecutivo approvato o lopera
quella realizzata con gli stessi materiali o con mate- autorizzata secondo le modalit previste dal d.lgs
riali analoghi prescritti dagli strumenti comunali di 163/2006, ha i medesimi effetti del permesso di costruire.
pianificazione urbanistica oppure dal regolamento edi- In sede di approvazione del progetto si d atto della sua
lizio, nonch nella stessa collocazione e con lo stesso conformit alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie,
ingombro planivolumetrico, fatte salve esclusivamente le dellacquisizione dei necessari pareri e nulla osta o atti di
innovazioni necessarie per ladeguamento alla normativa assenso comunque denominati ai sensi della legislazione
antisismica; vigente, della conformit alle norme di sicurezza,
2) interventi di demolizione e contestuale ricostruzione, sanitarie, ambientali e paesaggistiche.
comunque configurata, di edifici esistenti, purch non
comportanti incremento di volume, calcolato nel rispetto 4. Sono soggette a permesso di costruire le varianti
degli strumenti comunali di pianificazione urbanistica e in corso dopera diverse da quelle di cui allarticolo 135,
del regolamento edilizio, fatte salve esclusivamente le comma 3, e articolo 143.
innovazioni necessarie per ladeguamento alla normativa
antisismica; Art. 135
3) interventi di demolizione e ricostruzione di cui Opere ed interventi soggetti a SCIA
al punto 2, eseguiti su immobili sottoposti ai vincoli
di cui al Codice, nel rispetto della sagoma delledificio 1. Sono soggetti a SCIA:
preesistente; a) le opere di reinterro e scavo non connesse allattivit
4) ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o de- edilizia o alla conduzione dei fondi agricoli e che non
moliti, previo accertamento della originaria consistenza riguardano la coltivazione di cave e torbiere;
e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione b) fermo restando quanto previsto dallarticolo 136,
diversi da quelli di cui alla lettera i). comma 2, lettera g), i mutamenti di destinazione duso
i) il ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o degli immobili, edifici ed aree, eseguiti in assenza di
demoliti, previo accertamento della originaria consistenza opere edilizie, nei casi individuati dalla disciplina della
e configurazione, attraverso interventi di ricostruzione distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui allar-
comportanti modifiche della sagoma originaria, laddove ticolo 98;
si tratti di immobili sottoposti ai vincoli di cui al Codice; c) le demolizioni di edifici o di manufatti non con-
l) gli interventi di sostituzione edilizia, intesi come testuali alla ricostruzione o ad interventi di nuova edi-
demolizione e ricostruzione di edifici esistenti, eseguiti ficazione;
con contestuale incremento di volume, calcolato nel d) le occupazioni di suolo per esposizione o deposito
rispetto e nei limiti di quanto espressamente previsto dagli di merci o materiali che non comportino trasformazione
strumenti comunali di pianificazione urbanistica e dal permanente del suolo stesso;
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e) fermo restando quanto previsto dallarticolo 136, realizzazione, allinterno del resede di riferimento o in
ogni altra trasformazione attuata per mezzo di opere aderenza alledificio principale, di un volume aggiuntivo
edilizie che, in base alla presente legge, non sia soggetta non superiore al 20 per cento del volume delledificio
a permesso di costruire. medesimo, calcolato nel rispetto degli strumenti comu-
nali di pianificazione urbanistica e del regolamento
2. Sono inoltre soggetti a SCIA: edilizio, compresa la demolizione di volumi secondari
a) gli interventi necessari al superamento delle barriere facenti parte di un medesimo organismo edilizio e la
architettoniche e alladeguamento degli immobili per le loro ricostruzione, ancorch in diversa collocazione,
esigenze dei disabili, anche se comportano aumento dei allinterno del resede di riferimento. Tali interventi com-
volumi esistenti oppure deroga agli indici di fabbricabilit, prendono anche la realizzazione di volumi tecnici sulla
fermo restando quanto stabilito allarticolo 136, comma copertura delledificio principale;
1, lettera b); f) linstallazione delle serre e dei manufatti aziendali
b) fermo restando quanto previsto dallarticolo di cui allarticolo 70, comma 3, lettera a);
136, comma 2, lettera a), gli interventi di manutenzione g) linstallazione dei manufatti per lattivit agricola
straordinaria, ossia le opere e le modifiche necessarie amatoriale di cui allarticolo 78;
per rinnovare e sostituire parti, anche strutturali, degli h) linstallazione di manufatti aventi le caratteristiche
edifici, sempre che non alterino la volumetria complessiva di cui allarticolo 34, comma 6 quater, della l.r. 3/1994,
e la sagoma degli edifici. Detti interventi non possono negli appostamenti fissi per lattivit venatoria autorizzati
comportare mutamenti della destinazione duso. Tra gli dalla provincia ai sensi della medesima legge regionale;
interventi di cui alla presente lettera, sono ricompresi i) le opere individuate dal piano antincendi boschivi di
anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento cui allarticolo 74 della l.r. 39/2000 ove non riconducibili
delle unit immobiliari con esecuzione di opere anche se alle fattispecie di cui allarticolo 136.
comportanti la variazione delle superfici delle singole unit
immobiliari nonch del carico urbanistico purch non sia 3. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 143,
modificata la volumetria complessiva e la sagoma degli sono altres realizzabili mediante SCIA, previa sospen-
edifici e si mantenga loriginaria destinazione duso; sione dei lavori, le varianti in corso dopera ai permessi di
c) gli interventi di restauro e di risanamento con- costruire aventi ad oggetto le opere e gli interventi di cui
servativo, ossia quelli rivolti a conservare lorganismo ai commi 1 e 2, che risultino conformi alle prescrizioni
edilizio e ad assicurare la funzionalit mediante un in- contenute nel permesso di costruire.
sieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi
tipologici, formali e strutturali dellorganismo stesso, ne 4. Le opere e gli interventi di cui al presente articolo
consentano destinazioni duso con essi compatibili. Tali sono subordinati alla preventiva acquisizione degli atti di
interventi comprendono il rinnovo degli elementi costitutivi assenso comunque denominati, qualora dovuti, rilasciati
delledificio, linserimento degli elementi accessori e degli dalle competenti autorit ed in particolare qualora:
impianti richiesti dalle esigenze delluso, leliminazione a) lesecuzione delle opere interessi beni tutelati ai
degli elementi estranei allorganismo edilizio. Gli interventi sensi del Codice;
di restauro e risanamento conservativo comprendono b) gli immobili interessati siano assoggettati alla di-
altres gli interventi sistematici volti alla conservazione ed sciplina di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge
alladeguamento funzionale di edifici ancorch di recente quadro sulle aree protette);
origine, eseguiti nel rispetto degli elementi tipologici, c) gli immobili interessati siano assoggettati a
formali e strutturali dellorganismo edilizio. disposizioni immediatamente operative dei piani aventi la
d) fermo restando quanto previsto dallarticolo 136, valenza di cui allarticolo 143 del Codice, alle prescrizioni
comma 2, lettera g), gli interventi di ristrutturazione oppure alle misure di salvaguardia dei piani di bacino di
edilizia conservativa, ossia quelli rivolti a trasformare cui alla parte III, titolo II del d.lgs. 152/2006.
lorganismo edilizio mediante un insieme sistematico
di opere non comportanti la demolizione del medesimo 5. In alternativa alla SCIA, pu essere richiesto il
ma che possono comunque portare ad un organismo permesso di costruire per gli interventi di cui al comma
edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali 2, lettere c), d) ed e).
interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di
alcuni elementi costitutivi delledificio, leliminazione, Art. 136
la modifica e linserimento di nuovi elementi ed impianti. Attivit edilizia libera
Essi comprendono altres gli interventi di recupero
dei sottotetti a fini abitativi eseguiti nel rispetto delle 1. Fatte salve le disposizioni del PIT, dei piani strut-
disposizioni di cui alla legge regionale 8 febbraio 2010, turali, dei piani operativi e dei regolamenti edilizi, e
n. 5 (Norme per il recupero abitativo dei sottotetti); comunque nel rispetto delle altre normative di settore
e) gli interventi pertinenziali che comportano la aventi incidenza sulla disciplina dellattivit edilizia e,
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in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, regionali e comunali in materia di contenimento dellimper-
antincendio, igienico sanitarie, di quelle relative allef- meabilizzazione del suolo, compresa la realizzazione
ficienza energetica, nonch delle disposizioni di cui al di intercapedini interamente interrate e non accessibili,
Codice, i seguenti interventi sono eseguiti senza titolo vasche di raccolta delle acque a fini irrigui, volumi tecnici
abilitativo: interrati e locali tombati consimili;
a) gli interventi di manutenzione ordinaria; e) le aree ludiche senza fini di lucro, quali sistemazioni
b) fermo restando quanto previsto allarticolo 135, di spazi esterni per il gioco e il tempo libero attraverso
comma 2, lettera a), gli interventi volti alleliminazione linstallazione di manufatti semplicemente ancorati al
di barriere architettoniche che non comportino la suolo senza opere murarie, e gli elementi di arredo delle
realizzazione di rampe o di ascensori esterni, oppure di aree pertinenziali degli edifici;
manufatti che alterino la sagoma delledificio; f) i manufatti temporanei di cui allarticolo 70, comma
c) le opere temporanee per attivit di ricerca nel 1, comprese le serre aventi le medesime caratteristiche;
sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad g) le modifiche interne di carattere edilizio da ese-
esclusione di attivit di ricerca di idrocarburi, e che siano guirsi negli organismi edilizi con destinazione duso
eseguite in aree esterne al centro edificato; non residenziale, ancorch comportanti mutamento
d) i movimenti di terra strettamente pertinenti alleser- della destinazione duso sempre che tali modifiche non
cizio dellattivit agricola e pratiche agro-silvopastorali, riguardino le parti strutturali delledificio e, comunque,
compresi gli interventi su impianti idraulici agrari; con esclusione:
e) linstallazione di serre temporanee stagionali, realiz- 1) degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui
zate con strutture in materiale leggero semplicemente allarticolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001,
ancorate a terra e prive di parti in muratura, funzionali 2) degli interventi comportanti modifiche alla
allo svolgimento dellattivit agricola; superficie coperta preesistente;
f) linstallazione di manufatti aventi le caratteristiche 3) degli interventi comportanti lintroduzione della
di cui allarticolo 34, comma 6 bis, della l.r. 3/1994, nel destinazione duso residenziale;
sito in cui la provincia ha autorizzato lappostamento fisso 4) degli interventi riguardanti immobili per i quali
per lesercizio dellattivit venatoria. I manufatti devono non sono consentiti interventi eccedenti la categoria
essere rimossi in assenza della suddetta autorizzazione. del restauro e risanamento conservativo, come definita
dallarticolo 135, comma 2, lettera c).
2. Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al
comma 1, previa comunicazione, anche per via telematica, 3. Linstallazione di impianti e manufatti per la pro-
dellinizio dei lavori da parte dellinteressato allo sportello duzione di energia che non necessitano di titolo edilizio
unico, comprensiva dellidentificazione dellimmobile o disciplinata dallarticolo 17 della legge 24 febbraio 2005,
dellunit immobiliare oggetto di intervento, i seguenti n. 39 (Disposizioni in materia di energia).
interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui 4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2,
allarticolo 135, comma 2, lettera b), compresa lapertura lettere a) e g), linteressato trasmette allo sportello uni-
di porte interne e la modifica di pareti interne, nonch co la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da
le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed un tecnico abilitato, il quale attesta sotto la propria re-
integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, o per sponsabilit, che i lavori sono conformi agli strumenti
determinare il frazionamento o laccorpamento delle unit urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi e che gli
immobiliari, sempre che tali interventi non riguardino le interventi non interessano le parti strutturali delledificio.
parti strutturali delledificio; La comunicazione contiene, altres, i dati identificativi
b) la realizzazione di impianti di colture poliennali e dellimpresa alla quale si intende affidare la realizzazione
di movimenti di terra ai soli fini delle pratiche colturali, dei lavori.
per i quali sia necessario acquisire lautorizzazione ai
fini del vincolo idrogeologico di cui allarticolo 42 della 5. Riguardo agli interventi di cui al comma 2, la co-
l.r. 39/2000 o lautorizzazione paesaggistica in quanto municazione di inizio dei lavori valida anche ai fini di
non rientranti nelle fattispecie previste dallarticolo 149, cui allarticolo 17, comma 1, lettera b), del regio decreto-
lettera b), del Codice. La comunicazione trasmessa legge 13 aprile 1939, n. 652 (Accertamento generale
unitamente alle relative autorizzazioni; dei fabbricati urbani, rivalutazione del relativo reddito e
c) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze formazione del nuovo catasto edilizio urbano), convertito,
contingenti e temporanee e ad essere immediatamente con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249,
rimosse al cessare della necessit, comunque entro un ed tempestivamente inoltrata dallo sportello unico ai
termine non superiore a novanta giorni; competenti uffici dellagenzia delle entrate.
d) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi
esterni, anche per aree di sosta, nel rispetto delle disposizioni 6. La mancata comunicazione dellinizio lavori,
66 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
di cui al comma 2, oppure la mancata comunicazione sculture e installazioni ornamentali in genere, fioriere,
asseverata dellinizio dei lavori di cui al comma 4, voliere e simili;
comportano la sanzione pecuniaria pari a 258,00 euro. 4) le pavimentazioni esterne costituite da elementi
Tale sanzione ridotta di due terzi se la comunicazione accostati e semplicemente appoggiati sul terreno, prive
effettuata spontaneamente quando lintervento in corso di giunti stuccati o cementati;
di esecuzione. 5) loccupazione temporanea di suolo, anche pubblico
o di uso pubblico, di durata non superiore a novanta
7. Agli interventi di cui al comma 2, lettere a), d) e giorni, con strutture per il rimessaggio delle imbarcazioni
e), eseguiti in corso dopera, in variante ai permessi di e per attrezzature sportive;
costruire o alle SCIA, si applicano le disposizioni di cui 6) i piccoli manufatti con funzioni accessorie non
allarticolo 143 e allarticolo 211. destinati alla permanenza di persone collocati nelle aree
di pertinenza degli edifici, quali ricoveri per animali do-
8. La comunicazione relativa agli interventi di cui al mestici o da cortile, ripostigli per attrezzi, coperture di
comma 2, lettere a) e g), ove comportanti aumento dei pozzi e simili, purch realizzati in materiali leggeri, senza
carichi urbanistici, subordinata alla corresponsione del parti in muratura, semplicemente appoggiati o ancorati al
contributo per oneri di urbanizzazione di cui allarticolo suolo;
183, comma 3. 7) le recinzioni realizzate in rete e pali in legno
semplicemente infissi al suolo senza opere murarie e le
9. Lo sportello unico effettua controlli a campione staccionate in legno semplicemente infisse al suolo;
sulle comunicazioni relative agli interventi di cui al 8) gli elementi amovibili volti a limitare o regolare
comma 2. La dimensione del campione determinata laccessibilit carrabile a spazi di propriet privata, quali
sbarre, paracarri, fioriere, separatori, dissuasori e simili.
mensilmente. Per gli interventi di cui alle lettere c), d), e),
b) le installazioni temporanee o stagionali, quali:
ed f), la percentuale delle comunicazioni da assoggettare
1) le installazioni stagionali poste a corredo di attivit
a controllo pari almeno al 2 per cento di quelle
economiche quali esercizi di somministrazione di alimenti
presentate. Per gli interventi di cui alle lettere a) ed g)
e bevande o attivit turistico-ricettive, costituite da ele-
detta percentuale pari almeno al 10 per cento di quelle
menti facilmente amovibili quali pedane, paratie laterali
presentate. Il comune pu disporre leffettuazione di
frangivento, tende ombreggianti o altri elementi non ri-
controlli sulle opere realizzate o in corso di esecuzione.
gidi di copertura, purch non insistano su marciapiedi o
altri spazi pubblici destinati alla sosta o al transito pedo-
Art. 137
nale o carrabile. Sono da ritenersi prive di rilevanza ur-
Opere, interventi e manufatti privi
banistico-edilizia solo le installazioni aventi oggettivo ca-
di rilevanza edilizia
rattere temporaneo, con durata non superiore a novanta
giorni consecutivi, contraddistinte da facile amovibilit e
1. Sono privi di rilevanza urbanistico-edilizia le ope- reversibilit, e comunque prive di tamponamenti esterni
re, gli interventi e i manufatti non incidenti in modo continui e di coperture realizzate con materiali rigidi e du-
significativo o permanente sulle risorse del territorio, revoli;
per i loro oggettivi caratteri di precariet costruttiva e 2) loccupazione temporanea di suolo privato, pub-
facile amovibilit o in ragione della temporaneit di in- blico, o di uso pubblico, con strutture mobili, chioschi
stallazione, ed in particolare: e simili, con durata non superiore a novanta giorni con-
a) gli elementi di arredo o di delimitazione di giardini secutivi;
e spazi pertinenziali, quali: 3) le coperture pressostatiche stagionali per lo svol-
1) i pergolati, limitatamente alle strutture leggere gimento di attivit sportive o ricreative al coperto, purch
variamente configurate, costituenti il supporto di vegeta- mantenute in opera per periodi di tempo non superiori a
zione rampicante o di altri elementi aventi esclusiva fun- novanta giorni consecutivi;
zione ombreggiante, comunque non suscettibili di offrire 4) le strutture temporanee per manifestazioni, concerti,
riparo dalle precipitazioni atmosferiche; spettacoli viaggianti, eventi sportivi, fiere, sagre e simili,
2) i gazebo da giardino, limitatamente alle strutture purch mantenute per il solo periodo di svolgimento
leggere in legno o metallo contraddistinte da facile della manifestazione, comunque non superiore a novanta
amovibilit e reversibilit, prive di chiusure laterali, giorni consecutivi, comprensivo dei tempi di allestimento
di coperture realizzate con materiali rigidi e durevoli, e smontaggio delle strutture;
nonch di pavimentazioni continue o altre opere murarie 5) le strutture temporanee di supporto a prospezioni
destinate a uso stagionale e atte a ombreggiare spazi di geognostiche o al monitoraggio ambientale, non soggette
soggiorno temporaneo allaperto; a titolo abilitativo n a obbligo di comunicazione allo
3) gli arredi da giardino di piccole dimensioni e sportello unico ai sensi delle norme statali o regionali.
contraddistinti da facile amovibilit e reversibilit, quali c) le installazioni impiantistiche di modeste dimen-
barbecue semplicemente appoggiati al suolo, fontanelle, sioni, quali:
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 67
1) linstallazione di impianti tecnologici esterni per a) il rispetto delle disposizioni del Codice per le
uso domestico autonomo, quali condizionatori e impianti opere, interventi e manufatti da realizzarsi o installarsi in
di climatizzazione dotati di unit esterna, caldaie, para- aree soggette a tutela paesaggistica;
bole, antenne e simili, escluse le eventuali opere in mu- b) il previo conseguimento degli eventuali nulla-osta
ratura necessarie per linstallazione; o atti di assenso comunque denominati, eventualmente
2) le parabole satellitari condominiali e gli impianti prescritti da discipline di settore per la realizzazione o
esterni centralizzati di climatizzazione, escluse le eventuali linstallazione delle opere, interventi e manufatti di cui al
opere in muratura necessarie per linstallazione. presente articolo;
d) gli elementi segnaletici e pubblicitari, quali: c) il rispetto delle eventuali limitazioni e prescrizioni
1) le insegne di esercizio di attivit commerciali, contenute nelle norme regolamentari comunali riferite alle
artigianali e industriali, turistico-ricettive, esercizi di opere, interventi e manufatti di cui al presente articolo.
somministrazione di alimenti e bevande e simili, escluse
le eventuali strutture di sostegno aventi autonoma rile- Art. 138
vanza urbanistico-edilizia, nonch le eventuali opere in Caratteristiche dei progetti per gli interventi
muratura necessarie per linstallazione; su immobili di particolare valore. Regolamento
2) i cartelloni pubblicitari, i segnali e cartelli in-
dicatori di attivit private, nonch gli altri mezzi pub- 1. I progetti degli interventi relativi ad immobili per i
blicitari consimili, escluse le eventuali strutture di so- quali non sono consentiti interventi eccedenti la categoria
stegno aventi autonoma rilevanza urbanistico-edilizia, del restauro e risanamento conservativo o comunque
nonch le eventuali opere in muratura necessarie per definiti di valore storico, culturale ed architettonico dagli
linstallazione. strumenti della pianificazione urbanistica comunali o dal
e) ulteriori opere, interventi o manufatti privi di rile- regolamento edilizio, devono documentare gli elementi
vanza urbanistico-edilizia, quali: tipologici, formali e strutturali, che qualificano il valore
1) linstallazione di serramenti esterni, quali persiane, degli immobili stessi, e dimostrare la compatibilit degli
inferriate, serrande e simili; interventi proposti con la tutela e la conservazione dei
2) le tende da sole retrattili o scorrevoli collocate sulle suddetti elementi.
facciate degli edifici;
3) le coperture retrattili a servizio delle attivit 2. Gli interventi di manutenzione ordinaria, di cui
artigianali industriali, mantenute stabilmente in posizione allarticolo 136 comma 1, lettera a), e quelli di ma-
chiusa e utilizzate in posizione aperta per il solo tempo nutenzione straordinaria, di cui agli articoli 135, comma
necessario alleffettuazione di operazioni di carico e 2, lettera b), e 136, comma 2, lettera a), relativi a
scarico merci; immobili o a parti di essi sottoposti alla disciplina di cui
4) i pozzi per approvvigionamento idrico autonomo, alla parte II del Codice, o della l. 394/1991, oppure siti
limitatamente alle opere di perforazione del terreno nelle zone territoriali omogenee classificate A ai sensi
e di captazione da falda, escluse le eventuali opere in del d.m. 1444/1968 o ad esse assimilate dagli strumenti
muratura in soprasuolo, fermo restando il rispetto della della pianificazione urbanistica comunali, o per i quali
normativa di settore; non sono consentiti interventi eccedenti la categoria
5) le opere funerarie collocate allinterno delle aree del restauro e risanamento conservativo, o comunque
cimiteriali, quali lapidi, cippi, elementi scultorei, mo- definiti di valore storico, culturale ed architettonico dagli
numenti funebri; strumenti medesimi, sono realizzati nel rispetto degli
6) linstallazione di espositori, bacheche, supporti elementi tipologici, formali e strutturali dellorganismo
informativi e simili, nonch di apparecchi per servizi edilizio.
bancomat o per vendita automatizzata;
7) le serre temporanee e le serre con copertura 3. Nel rispetto della normativa statale e del rego-
stagionale con altezza inferiore a un metro, non soggette lamento regionale da emanarsi entro centottanta giorni
a titolo abilitativo, n ad obbligo di comunicazione allo dallentrata in vigore della presente legge, gli strumenti
sportello unico ai sensi delle norme statali o regionali; comunali di pianificazione urbanistica possono prevedere
8) ogni altra opera, intervento o manufatto, equipa- specifiche deroghe ai requisiti minimi fissati dalle vigenti
rabili per entit e caratteristiche obiettive alle fattispecie norme igienico-sanitarie, per quanto riguarda le altezze
elencate nel presente comma. interne, i rapporti aeroilluminanti, la ventilazione naturale
e la superficie minima dei vani degli edifici definiti di
2. Le opere, interventi e manufatti di cui al comma valore storico, culturale, architettonico o testimoniale
1 non rilevano ai fini dei parametri urbanistici ed edilizi dagli strumenti medesimi, limitatamente ai casi in cui il
oggetto del regolamento di cui allarticolo 194. rispetto puntuale di tali requisiti minimi contrasti con gli
obiettivi culturali e le esigenze di tutela di tale patrimonio
3. comunque prescritto: edilizio.
68 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
4. Le deroghe di cui al comma 3, sono concesse compensazione delle dotazioni di standard eventualmente
previo parere favorevole dellazienda unit sanitaria non reperibili allinterno dellarea di intervento.
locale (USL), ai sensi dellarticolo 141, comma 5, lettera
b), punto 1). 3. Nei piani attuativi di cui al comma 2, o nel piano di
intervento di cui allarticolo 126, le disposizioni di cui al
Art. 139 comma 1 sono applicabili anche nei confronti di edifici
Frazionamento di edifici a destinazione posti allesterno del perimetro del piano attuativo o del
industriale e artigianale piano di intervento, e agli interventi di ristrutturazione
urbanistica di cui allarticolo 134, comma 1, lettera f).
1. E consentito il frazionamento in unit immobiliari
di edifici a destinazione industriale e artigianale, senza 4. I comuni possono prevedere nei loro strumenti
necessit di variare gli strumenti della pianificazione urbanistici, anche attuativi, la facolt di realizzare am-
urbanistica che non lo prevedono o non lo consentono, a pliamenti degli edifici o degli stabilimenti produttivi
condizione che sia mantenuta la medesima destinazione esistenti, in deroga alle distanze previste dal d.m. 1444/
duso e che lintervento non comporti aumento di su- 1968, a condizione che sia garantito il rispetto delle norme
perficie utile lorda o di volume. igieniche, sanitarie e di sicurezza, oltre alla minima do-
tazione degli standard.
2. Il frazionamento di cui al comma 1, subordinato:
a) alla presentazione al sportello unico da parte 5. La realizzazione di gruppi di edifici produttivi
dellimprenditore interessato di un piano industriale in deroga alle distanze di cui al d.m. 1444/1968, co-
che dimostri la necessit dellintervento ai fini del man- munque ammessa se gli edifici formano oggetto di piani
tenimento dellattivit produttiva e della salvaguardia particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con pre-
delloccupazione; visioni planovolumetriche.
b) allapprovazione del piano da parte del comune.
6. I comuni, in applicazione dellarticolo 14 del d.p.r.
3. Il comune approva il piano industriale a seguito 380/2001 possono motivatamente riconoscere che gli
della verifica delle condizioni di cui al comma 1, e della interventi di cui ai commi 4 e 5, in quanto finalizzati al
valutazione positiva circa la rispondenza del piano alle mantenimento delle attivit produttive ed al mantenimento
finalit di cui al comma 2, lettera a), della compatibilit od incremento delloccupazione, rientrano tra quelli
dellattivit da insediare con quella gi esistente, fer- attinenti allinteresse pubblico.
mo restando il rispetto delle normative ambientali di ri-
ferimento. 7. Con il regolamento di cui allarticolo 138, comma
3, la Regione disciplina le fattispecie di intervento sul
Art. 140 patrimonio edilizio esistente, diverse a quelle di cui al
Deroghe al d.m. 1444/1968 comma 1, per le quali, ai sensi dellarticolo 2 bis del d.p.r.
380/2001, sono ammesse deroghe in materia di limiti di
1. Limitatamente ai casi previsti e disciplinati dal distanza tra fabbricati.
piano operativo, negli interventi di ristrutturazione edilizia
ricostruttiva e di sostituzione edilizia di cui allarticolo Capo III
134, comma 1, lettere h) ed l), relativi ad edifici che Disciplina dei procedimenti
presentano legittimamente una distanza inferiore a 10
metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, Art. 141
ledificio ricostruito pu mantenere una distanza inferiore Disposizioni generali. Regolamento
a dieci metri purch non inferiore a quella preesistente.
1. La Regione con regolamento elenca per ogni tipo
2. Limitatamente ai casi previsti e disciplinati dal di opera e di intervento la documentazione e gli elaborati
piano operativo, nel caso di gruppi di edifici che formino progettuali da allegare alla richiesta di permesso di
oggetto di piani attuativi di cui al titolo V, capo II, o del costruire o alla SCIA, anche con riferimento agli interventi
piano di intervento di cui allarticolo 126: ricadenti in zone soggette a tutela paesaggistica ai sensi
a) sono ammesse distanze inferiori tra fabbricati degli articoli 134 e 136 del Codice.
nel caso di cui allarticolo 9, ultimo periodo del d.m.
1444/1968; 2. Ai fini del permesso di costruire e della SCIA
b) per gli interventi di ristrutturazione urbanistica, relativi ad impianti produttivi di beni e servizi, la do-
di ristrutturazione edilizia ricostruttiva e di sostituzione cumentazione e gli elaborati progettuali da produrre sono
edilizia di cui allarticolo 134, comma 1, lettere f), indicati nella banca dati regionale di cui allarticolo 42
h) ed l), sono consentite forme di monetizzazione a della legge regionale 23 luglio 2009, n. 40 (Norme sul
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 69
procedimento amministrativo per la semplificazione e la lora, successivamente allinizio lavori, si verifichi il
trasparenza dellattivit amministrativa). subentro di altra impresa, il proprietario o chi ne abbia
titolo comunica i relativi dati entro quindici giorni
3. Per le richieste di permesso di costruire non pu dallavvenuto subentro.
essere prescritta allinteressato la preventiva acquisizione
di autorizzazioni, documentazioni e certificazioni di com- 9. Nellambito dellattivit di vigilanza di cui
petenza dello sportello unico. allarticolo 193, comma 1, relativamente agli interventi
edilizi in corso di realizzazione, il comune acquisisce
4. Lacquisizione di tutti i pareri, nullaosta o atti di dufficio il documento unico di regolarit contributiva
assenso comunque denominati necessari per lesecuzione (DURC) dellimpresa esecutrice, ordinando, in caso di
dei lavori, preliminare al rilascio del permesso di inosservanza degli obblighi contributivi, la sospensione
costruire. A tale acquisizione pu provvedere direttamente dei lavori.
linteressato, allegando la relativa documentazione alla
richiesta. In mancanza, lacquisizione effettuata con le 10. Al fine di favorire lattivit di controllo sulla
modalit di cui allarticolo 142. regolarit contributiva e lapplicazione delle sanzioni in
caso di inosservanza delle relative disposizioni:
5. I compiti di verifica della rispondenza del progetto a) il comune rende accessibile in via telematica ad
ai requisiti igienico-sanitari previsti dalle norme sono INPS, INAIL ed alla Cassa edile, nonch agli altri sog-
attribuiti: getti pubblici interessati, lelenco delle imprese esecutrici
a) al professionista abilitato, che rilascia al riguardo degli interventi edilizi in corso di realizzazione. Le
una dichiarazione, nei casi di: inosservanze degli obblighi contributivi da parte delle
1) verifica di conformit alle norme igienico sanitarie imprese esecutrici sono tempestivamente comunicate dai
che non comporti valutazioni tecnico discrezionali; suddetti enti al comune, che ordina la sospensione dei
2) interventi o opere su edifici a destinazione duso lavori;
residenziale, anche se la verifica comporta valutazioni b) le aziende USL rendono accessibile in via telematica
tecnico discrezionali; le notifiche preliminari di cui allarticolo 99 del decreto
b) allazienda USL competente, nei casi di: legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dellarticolo
1) deroga alle disposizioni igienico sanitarie previste 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela
dalla normativa vigente; della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), ad
2) interventi o opere su edifici a destinazione duso INPS, INAIL ed alla Cassa edile;
diversa da quella residenziale in cui siano necessarie c) limpresa esecutrice trasmette ad INPS, INAIL
valutazioni tecnico discrezionali. ed alla Cassa edile interessata, la comunicazione di
ultimazione dei lavori contestualmente alla trasmissione
6. Su richiesta dellinteressato o del comune, lazienda della medesima allo sportello unico, ai fini dei controlli
USL esprime inoltre parere sui progetti di interventi edilizi di competenza dei suddetti enti.
che riguardano immobili con destinazione ricettiva,
scolastica, sanitaria, socio-assistenziale, commerciale, 11. Per le opere ricadenti nellambito di applicazione
sportiva, ricreativa, stabilimenti balneari e termali, ci- del titolo IV, capo I, del d.lgs. 81/2008, lesecuzione dei
miteri e nei casi in cui sia prevista lautorizzazione sa- lavori previsti dal permesso di costruire o dalla SCIA
nitaria di cui allarticolo 2 della legge 30 aprile 1962, preclusa in caso di inosservanza, da parte del committente
n. 283 (Modifica degli articoli 242, 243, 247, 250 e o del responsabile dei lavori, degli obblighi a loro
262 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con derivanti dagli articoli 90, 93, 99 e 101 dello stesso decreto
R.D. 27 luglio 1934, n. 1265: Disciplina igienica della legislativo. In tali casi il comune ordina la sospensione
produzione e della vendita delle sostanze alimentari e dei lavori. Lesecuzione dei lavori previsti dal permesso
delle bevande). di costruire o dalla SCIA pu essere riavviata solo dopo
lottemperanza agli obblighi. La notifica preliminare,
7. Sono fatti salvi i procedimenti indicati dal d.p.r. oltre a contenere quanto disposto dallallegato XII
160/2010. del d.lgs. 81/2008, d atto dellavvenuta redazione del
piano di sicurezza e di coordinamento, ove previsto, cer-
8. Prima dellinizio dei lavori, il proprietario o chi tificato dal professionista abilitato, e del rispetto della
ne abbia titolo deve comunicare allo sportello unico il legge regionale 23 dicembre 2003, n. 64 (Norme per
nominativo dellimpresa che realizza i lavori unitamente la prevenzione delle cadute dallalto nei cantieri edili.
ai codici di iscrizione identificativi delle posizioni pres- Modifiche alla legge regionale 14 ottobre 1999, n. 52
so lIstituto nazionale della previdenza sociale (INPS), concernente la disciplina delle attivit edilizie).
lIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infor-
tuni sul lavoro (INAIL), Cassa edile dellimpresa; qua- 12. Nel caso di inizio dei lavori in mancanza dei
70 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
piani di sicurezza di cui agli articoli 100, comma 1, e allefficienza energetica. Per le opere e gli interventi
101, comma 1, del d.lgs. 81/2008, lorgano preposto alla soggetti a SCIA ai sensi dellarticolo 135, non pu essere
vigilanza ai sensi dellarticolo 13 dello stesso decreto presentata domanda per il permesso di costruire, fatti salvi
legislativo, ordina limmediata sospensione dei lavori i casi di cui allarticolo 135, comma 5.
fino alladempimento degli obblighi di cui alle citate
disposizioni. 3. Entro dieci giorni dalla presentazione della domanda
di permesso di costruire comunicato al richiedente o
13. I progetti relativi ad interventi che riguardano ad un suo delegato il nominativo del responsabile del
le coperture di edifici di nuova costruzione oppure le procedimento.
coperture di edifici gi esistenti, prevedono lapplicazione
di idonee misure preventive e protettive che consentano, 4. Lesame delle domande si svolge secondo lor-
nella successiva fase di manutenzione degli edifici, dine cronologico di presentazione, fatte salve quelle re-
laccesso, il transito e lesecuzione dei lavori in quota in lative alle varianti in corso dopera che comportano la
condizioni di sicurezza. sospensione dei relativi lavori e quelle relative alle opere
di pubblico interesse indicate dal regolamento edilizio.
14. La mancata previsione delle misure di cui al
comma 13 costituisce causa ostativa al rilascio del per- 5. Nel caso in cui il responsabile del procedimento
messo di costruire ed impedisce altres lefficacia della ritenga che lasseverazione del progettista abilitato di
SCIA di cui allarticolo 145. cui al comma 2, non corrisponda al vero in ordine alla
sussistenza dei requisiti e dei presupposti di conformit
15. I comuni adeguano i regolamenti edilizi alle ivi specificati, ne d notizia allautorit giudiziaria ed
norme regolamentari regionali recanti istruzioni tecniche informa, altres, il competente ordine professionale.
sulle misure preventive e protettive di cui al comma 14.
Tali norme sono direttamente applicabili anche in caso 6. I termini di cui ai commi 8 e 10, possono essere
di mancato adeguamento e prevalgono su eventuali interrotti una sola volta dal responsabile del procedimento
disposizioni difformi dei regolamenti edilizi comunali. La entro trenta giorni dalla presentazione della domanda
mancata o difforme realizzazione delle misure preventive esclusivamente per la motivata richiesta di documenti che
e protettive previste dalle norme regolamentari regionali integrino o completino la documentazione presentata e
comporta lapplicazione delle sanzioni amministrative di che non siano gi nella disponibilit dellamministrazione
cui allarticolo 215. o che questa non possa acquisire autonomamente. In tal
caso, il termine inizia nuovamente a decorrere dalla data
16. Per linizio di esercizio di unattivit produttiva di ricezione della documentazione integrativa.
resta fermo quanto previsto dallarticolo 67 del d.lgs.
81/2008, nel rispetto dei procedimenti disciplinati dal 7. Il responsabile del procedimento, qualora ritenga
d.p.r. 160/2010. che ai fini del rilascio del permesso di costruire sia
necessario apportare modifiche rispetto al progetto ori-
17. Linteressato, direttamente o attraverso lo sportello ginario, pu, nello stesso termine di cui al comma 6,
unico, pu richiedere alle strutture tecniche competenti richiedere tali modifiche, illustrandone le ragioni. Lin-
in materia sanitaria ed ambientale pareri preventivi sugli teressato si pronuncia sulla richiesta di modifiche entro
interventi urbanistico edilizi di cui al presente capo. il termine fissato e, in caso di adesione, tenuto ad
integrare la documentazione nei successivi trenta giorni.
Art. 142 La richiesta di cui al presente comma sospende, fino al
Procedimento per il rilascio del permesso di costruire relativo esito, il decorso del termine di cui al comma 6.

1. La domanda di permesso di costruire presentata 8. Nel caso in cui allistanza di permesso di costruire
allo sportello unico dal proprietario o da chi ne abbia siano stati allegati tutti i pareri, nulla osta o atti di assenso
titolo ed corredata dagli elaborati progettuali richiesti. comunque denominati, necessari per lesecuzione dei
lavori, entro i sessanta giorni successivi alla presentazione
2. La domanda accompagnata da una dichiarazione della domanda o della documentazione integrativa di
del progettista abilitato che assevera la conformit del cui al comma 6, il responsabile del procedimento cura
progetto agli strumenti della pianificazione urbanistica listruttoria, acquisisce tutti i necessari pareri di com-
comunali approvati ed adottati, al regolamento edilizio petenza comunale, redige una relazione contenente la
e alle altre normative di settore aventi incidenza sulla qualificazione tecnico-giuridica dellintervento richiesto,
disciplina dellattivit edilizia e, in particolare, alle norme accompagnata dalla propria valutazione di conformit del
antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie e alle
nei casi di cui allarticolo 141, comma 5, alle norme relative norme di riferimento vigenti, e di conseguenza formula
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 71
una motivata proposta allautorit preposta allemana- opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di
zione del provvedimento conclusivo. costruire si intende formato il silenzio-assenso, fatti salvi
i casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o
9. Qualora nel termine di cui al comma 8, non siano culturali, per i quali si applicano le disposizioni di cui al
rilasciati i prescritti pareri di competenza comunale, comma 14.
il responsabile del procedimento tenuto comunque a
formulare la proposta di cui al medesimo comma 8. 14. Qualora limmobile oggetto dellintervento sia
sottoposto a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali,
10. Nel caso in cui allistanza di permesso di costruire il termine di cui al comma 11 decorre dal rilascio del
non siano stati allegati tutti gli atti di assenso comunque relativo atto di assenso, il procedimento concluso con
denominati di altre amministrazioni, necessari per ladozione di un provvedimento espresso e si applica
lesecuzione dei lavori, il responsabile del procedimento, quanto previsto dallarticolo 2 della l. 241/1990. In caso
fermi restando gli adempimenti previsti dai commi 8 e di diniego dellatto di assenso, eventualmente acquisito in
9, acquisisce gli atti di assenso medesimi entro sessanta conferenza di servizi, decorso il termine per ladozione del
giorni dalla presentazione della istanza. Se entro detto provvedimento finale, la domanda di rilascio del permesso
termine non sono intervenuti tali atti di assenso, oppure di costruire si intende respinta. Il responsabile del
intervenuto il dissenso di una o pi amministrazioni procedimento trasmette al richiedente il provvedimento
interpellate, qualora tale dissenso non risulti fondato di diniego dellatto di assenso entro cinque giorni dalla
sullassoluta incompatibilit dellintervento, il respon- data in cui acquisito agli atti, con le indicazioni di cui
sabile del procedimento pu indire una conferenza allarticolo 3, comma 4, della l. 241/1990. Per gli immobili
di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della l. sottoposti a vincolo paesaggistico, resta fermo quanto
241/1990. Le amministrazioni che esprimono parere previsto dallarticolo 146, comma 9, del Codice.
positivo possono non intervenire alla conferenza di
servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali Art. 143
si tiene conto ai fini dellindividuazione delle posizioni Varianti in corso dopera
prevalenti per ladozione della determinazione motivata
di conclusione del procedimento, di cui allarticolo 14 1. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2 e dal-
ter, comma 6 bis, della l. 241/1990. larticolo 135, comma 3, sullobbligo del deposito dello
stato finale dellopera, alle varianti in corso dopera si
11. Il provvedimento finale, da comunicare allinte- applicano le disposizioni previste per il rilascio dei
ressato, adottato dallo sportello unico entro trenta relativi permessi di costruire e per le relative SCIA. Le
giorni dalla proposta di cui al comma 8, o dal ricevimento varianti in corso dopera al permesso di costruire o alla
degli atti di assenso in base a quanto disposto dal comma SCIA non comportano la sospensione dei relativi lavori
10 o dallesito della conferenza dei servizi di cui al qualora ricorrano tutte le seguenti condizioni:
medesimo comma 10. Qualora sia indetta la conferenza a) dette varianti siano conformi agli strumenti comunali
di servizi, la determinazione motivata di conclusione del della pianificazione urbanistica, al regolamento edilizio
procedimento, assunta nei termini di cui agli articoli da 14 e, comunque, non siano in contrasto con le eventuali
a 14 ter della l. 241/1990, , ad ogni effetto, titolo per la prescrizioni contenute nel permesso di costruire;
realizzazione dellintervento. Dellavvenuto rilascio del b) non comportino modifiche della sagoma delle-
permesso di costruire data notizia al pubblico mediante dificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del Codice
pubblicazione sullalbo pretorio. Il termine di cui al oppure ricadente in zona omogenea A di cui al d.m.
primo periodo del presente comma fissato in quaranta 1444/1968, o altra zona ad essa assimilata dagli strumenti
giorni con la medesima decorrenza qualora lo sportello comunali della pianificazione urbanistica, n introducano
unico abbia comunicato allistante i motivi che ostano innovazioni che incidono sulle quantit edificabili con-
allaccoglimento della domanda ai sensi dellarticolo 10 sentite dagli strumenti comunali della pianificazione
bis della l. 241/1990. Gli estremi del permesso di co- urbanistica, o che comportino incrementi di volumetria,
struire sono indicati nel cartello esposto presso il cantiere, oppure che incidono sulle dotazioni di standard;
secondo le modalit stabilite dal regolamento edilizio. c) nel caso in cui riguardino immobili o aree tutelati ai
fini idrogeologici, ambientali, o soggetti a norme di tutela
12. I termini di cui ai commi 8 e 10, sono raddoppiati del patrimonio storico, artistico ed archeologico, siano
per i progetti particolarmente complessi secondo la mo- realizzate a seguito dellacquisizione degli eventuali atti
tivata risoluzione del responsabile del procedimento da di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli e dalle
comunicarsi immediatamente allinteressato. altre normative di settore;
d) nel caso in cui riguardino laspetto esteriore di
13. Decorso inutilmente il termine per ladozione immobili o aree tutelate ai sensi della parte III del Codice,
del provvedimento conclusivo, ove il comune non abbia siano realizzate a seguito del rilascio della relativa
72 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
autorizzazione, oppure abbiano ad oggetto gli interventi 2. La SCIA accompagnata da:
di cui allarticolo 149 del Codice medesimo. a) una relazione del progettista abilitato, che asseveri
la conformit degli interventi ed opere da realizzare
2. Oltre a quelle di cui al comma 1, non comportano agli strumenti della pianificazione urbanistica comunali
la sospensione dei relativi lavori le varianti in corso adottati o approvati ed al regolamento edilizio, nonch il
dopera che non configurino una variazione essenziale rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza
come definita dallarticolo 197, al permesso di costruire, sulla disciplina dellattivit edilizia e, in particolare, alle
a condizione che siano conformi alle prescrizioni urba- norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-
nistico-edilizie e che: sanitarie nei casi di cui allarticolo 141, comma 5, alle
a) nel caso in cui riguardino immobili o aree tutelati ai norme relative allefficienza energetica;
fini idrogeologici, ambientali, o soggetti a norme di tutela b) gli elaborati progettuali necessari per consentire le
del patrimonio storico, artistico ed archeologico, siano verifiche di competenza dellamministrazione;
realizzate a seguito dellacquisizione degli eventuali atti c) lindicazione dellimpresa cui sono affidati i lavori,
di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli e dalle ai sensi dellarticolo 141, comma 8;
altre normative di settore; d) fermo restando quanto previsto dallarticolo 147,
b) nel caso in cui riguardino laspetto esteriore di ogni parere, nulla osta o atto dassenso comunque de-
immobili o aree tutelate ai sensi della parte III del Codice, nominato necessario per poter eseguire i lavori, com-
siano realizzate a seguito del rilascio della relativa presi quelli relativi a vincoli ambientali, paesaggistici o
autorizzazione, oppure abbiano ad oggetto gli interventi culturali, se presenti;
di cui allarticolo 149 del Codice medesimo. e) le dichiarazioni sostitutive di certificazioni e del-
latto di notoriet per quanto riguarda tutti gli stati, le
3. Per le varianti che non comportano la sospensione
qualit personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47
dei relativi lavori ai sensi dei commi 1 e 2, sussiste
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
esclusivamente lobbligo del deposito dello stato finale
2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative
dellopera come effettivamente realizzata, da effettuarsi
in materia di documentazione amministrativa), relative
unitamente ad apposita attestazione del professionista
alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti per la
non oltre la data della comunicazione di ultimazione
presentazione della SCIA.
dei lavori. Leventuale conguaglio del contributo di cui
allarticolo 183, determinato con riferimento alla data
3. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 147,
del permesso di costruire o della SCIA, effettuato
la SCIA inefficace qualora sia presentata senza gli atti
contestualmente agli adempimenti di cui allarticolo 149,
di cui al comma 2, lettere a), b) e d).
comma 1, e comunque prima della scadenza del termine
di validit del permesso di costruire o della SCIA.
4. Ai fini della relazione asseverata di cui al comma 2,
Art. 144 lettera a), il professionista competente assume la qualit
Poteri sostitutivi di persona esercente un servizio di pubblica necessit ai
sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale. Nel caso
1. Nel caso in cui sia intervenuto latto di assenso di in cui il comune riscontri che lasseverazione del pro-
cui allarticolo 142, comma 14, e sia decorso inutilmente fessionista non corrisponda al vero e sia tale da deter-
il termine di cui al comma 11 del medesimo articolo, minare la violazione delle disposizioni di cui al comma 2,
linteressato pu richiedere al comune di adempiere entro lettera a), ne d contestuale notizia allautorit giudiziaria
quindici giorni dal ricevimento della richiesta. ed al consiglio dellordine di appartenenza.

2. Decorso inutilmente anche il termine di cui al 5. La SCIA sottoposta al termine massimo di efficacia
comma 1, linteressato pu inoltrare istanza alla Regione pari a tre anni dalla data di presentazione. Fermo restando
la quale, ai sensi della legge regionale 31 ottobre 2001, n. quanto previsto dallarticolo 147, linizio dei lavori
53 (Disciplina dei commissari nominati dalla Regione), contestuale alla presentazione della SCIA. Linteressato
nomina un commissario che, nel termine di sessanta tenuto a trasmettere al competente ufficio comunale
giorni, adotta il provvedimento. la comunicazione di fine lavori. Qualora i lavori non
siano ultimati nei termini, lavente titolo deve presentare
3. Gli oneri finanziari relativi allattivit del commis- una nuova SCIA concernente la parte non ultimata. Nel
sario di cui al comma 2, sono a carico del comune. caso di varianti in corso dopera, quando non ricorrono
le condizioni di cui allarticolo 143, linteressato deve
Art. 145 presentare una nuova SCIA, descrivendo le variazioni da
Disciplina della SCIA apportare allintervento originario.

1. La SCIA presentata dal proprietario o da chi ne 6. Fermo restando quanto previsto dal comma 8 e
abbia titolo allo sportello unico. dallarticolo 147, ove entro il termine di trenta giorni
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 73
dalla presentazione della SCIA sia riscontrata lassenza a) in caso di falsit o mendacia delle asseverazioni,
di uno o pi degli atti di cui al comma 2, o la non certificazioni, dichiarazioni sostitutive di certificazioni o
conformit delle opere da realizzare agli strumenti o alle degli atti di notoriet allegati alla SCIA medesima;
normative di cui alla lettera a) del medesimo comma b) in caso di difformit dellintervento dalle norme
2, il comune notifica al proponente, al progettista o al urbanistiche o dalle prescrizioni degli strumenti di pia-
direttore dei lavori, entro il medesimo termine, il divieto nificazione urbanistica, degli strumenti urbanistici gene-
di prosecuzione degli interventi e lordine di ripristino rali o dei regolamenti edilizi;
delle parti poste in essere. c) qualora dallesecuzione dellintervento consegua
pericolo di danno per il patrimonio storico-artistico, cul-
7. Nel caso di cui al comma 6, gli aventi titolo hanno turale e paesaggistico, per lambiente, per la salute, per la
la facolt di presentare una nuova SCIA oppure di sicurezza pubblica o la difesa nazionale.
rendere idonea quella gi presentata, qualora i necessari
3. Ladozione dei provvedimenti inibitori e sanzionatori
presupposti possano essere soddisfatti mediante modi-
di cui al comma 2, subordinata allaccertamento, da
ficazioni o integrazioni dei progetti delle previste tra-
parte del comune, dellimpossibilit di tutelare linteresse
sformazioni, oppure mediante lacquisizione dei pareri,
pubblico protetto mediante conformazione dellintervento
nulla osta o atti di assenso comunque denominati ne-
segnalato alla normativa vigente. In detta ipotesi, il comune
cessari per poter eseguire i lavori.
individua le opere e le modalit esecutive necessarie per
conformare agli strumenti della pianificazione urbanistica
8. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 147, comunali adottati o approvati ed al regolamento edilizio,
qualora alla SCIA siano allegati gli atti di cui al comma 2, lintervento segnalato e ne ordina allinteressato lese-
lettere a), c), d) ed e), ma sia riscontrata lincompletezza cuzione entro un termine perentorio, comunque, non infe-
o linadeguatezza degli elaborati di cui al comma 2, riore a trenta giorni.
lettera b), il comune invita linteressato a regolarizzare la
segnalazione certificata, assegnandogli a tal fine un ter- 4. In caso di inottemperanza allordine di cui al comma
mine congruo. 3, il comune ordina la rimozione delle opere eseguite.

9. Presso il cantiere depositata copia della SCIA, Art. 147


dalla quale risulti la data di presentazione, lelenco de- Istanza di acquisizione degli atti di assenso,
gli elaborati di corredo al progetto, lattestazione del differimento dellinizio lavori nella SCIA
professionista abilitato, il piano di sicurezza, ove dovuto,
nonch gli atti di assenso eventualmente necessari per 1. Linteressato pu richiedere allo sportello unico di
lefficacia della SCIA medesima. acquisire tutti gli atti di assenso comunque denominati,
necessari per lintervento edilizio. Tale istanza pu essere
10. Ultimato lintervento, il progettista o un tecnico presentata contestualmente alla SCIA. Lo sportello unico
abilitato, contestualmente alla certificazione di cui trasmette tempestivamente allinteressato la comunica-
allarticolo 149, comma 1, deposita ricevuta dellavvenuta zione relativa alla acquisizione degli atti di assenso. Se
presentazione della variazione catastale conseguente alle tali atti non sono acquisiti entro sessanta giorni dalla
opere realizzate oppure dichiarazione che le stesse non presentazione della relativa istanza, lo sportello unico pu
indire una conferenza di servizi ai sensi della l. 241/1990.
hanno comportato modificazioni del classamento.
2. In caso di presentazione contestuale della SCIA e
Art. 146
dellistanza di acquisizione di tutti gli atti di assenso co-
Poteri di vigilanza in caso di SCIA
munque denominati, necessari per lintervento edilizio,
linteressato pu dare inizio ai lavori solo dopo la
1. Con riferimento agli interventi di ristrutturazione comunicazione da parte dello sportello unico dellavvenuta
edilizia di cui allarticolo 135, comma 2, lettera d), il acquisizione dei medesimi atti di assenso o dellesito po-
decorso del termine di cui allarticolo 145, comma 6, sitivo della conferenza di servizi di cui al comma 1. Restano
non preclude la potest di controllo, anche a campione, fermi i poteri di vigilanza di cui allarticolo 146.
del comune nellambito dellattivit di vigilanza di cui
allarticolo 193. 3. I comuni possono prevedere nel regolamento edilizio
forme di istruttoria per una valutazione preliminare delle
2. Nei casi di SCIA relativa ad interventi di cui allar- istanze.
ticolo 135, comma 1, lettere a), c), d) ed e), e comma 2,
lettere a), b), c), e), f), g), h) ed i), decorso il termine di Art. 148
trenta giorni di cui allarticolo 145, comma 6, possono Commissione edilizia
essere adottati provvedimenti inibitori e sanzionatori
qualora ricorra uno dei seguenti casi: 1. Ai sensi dellarticolo 41, comma 1, della legge 27
74 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della il professionista abilitato consegna allo sportello unico
finanza pubblica), il comune pu deliberare di istituire la copia del fascicolo di cui allarticolo 91, comma 1,
commissione edilizia, determinando inoltre, ai sensi dell lettera b) del d.lgs. 81/2008, ove ai sensi del medesimo
articolo 4, comma 3, del d.l. 398/1993 convertito dalla l. decreto legislativo ne sia prevista la formazione. Lagi-
493/1993, i casi in cui la commissione deve essere sentita bilit decorre dalla data in cui lattestazione perviene
nel procedimento di rilascio del permesso di costruire. allo sportello unico. La mancata presentazione dellatte-
stazione comporta lapplicazione di una sanzione am-
2. I componenti elettivi della commissione edilizia ministrativa pecuniaria da 100,00 a 500,00 euro.
sono professionisti scelti con procedura comparativa
in base ad una terna proposta dagli ordini o collegi di 4. Entro un anno dalla data in cui pervenuta latte-
appartenenza. Alla scadenza del mandato sono con- stazione di cui al comma 3, lazienda USL esegue ispe-
fermabili una sola volta. Essi non possono svolgere at- zioni, anche a campione, al fine di verificare i requisiti
tivit professionale nel territorio di competenza della di agibilit delle costruzioni. A tal fine il comune forni-
commissione per il periodo in cui svolgono le relative sce periodicamente allazienda USL le informazioni
funzioni. necessarie. Le ispezioni comprendono le verifiche relative
al rispetto delle norme per il superamento delle barriere
3. Il responsabile del procedimento comunale parte- architettoniche, nonch il controllo di conformit delle
cipa alla seduta della commissione al solo fine di illustrare misure preventive e protettive realizzate sulle coperture
il progetto. ai sensi dellarticolo 141, comma 13. Sono comunque
soggette a controllo ai fini dellapplicazione della l.r.
Art. 149 47/1991, le opere relative agli edifici e locali di cui
Ultimazione dei lavori. Certificato di conformit. allarticolo 2, comma 2, lettere a), c) e d) della stessa l.r.
Certificato di agibilit 47/1991.

1. Ad ultimazione dei lavori, i professionisti abilitati Art. 150


certificano la conformit dellopera al progetto contenuto Agibilit parziale
nel permesso di costruire o nella SCIA, o nelle varianti
ad essi. 1. Il certificato di agibilit di cui allarticolo 149, pu
essere trasmesso anche:
2. La certificazione di agibilit delle unit immobiliari a) per singoli edifici o singole porzioni della costru-
attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, zione, purch funzionalmente autonomi, qualora siano
salubrit, risparmio energetico e, ove previsto dalla legge, state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione
di accessibilit. Essa necessaria, oltre che per gli edifici primaria relative allintero intervento edilizio e siano
derivanti da interventi di nuova edificazione, anche: state completate e collaudate le parti strutturali connesse,
a) in conseguenza dellesecuzione di lavori di sostitu- nonch collaudati e certificati gli impianti relativi alle
zione edilizia o di sopraelevazione, totali o parziali; parti comuni;
b) in conseguenza dellesecuzione di lavori di ristrut- b) per singole unit immobiliari, purch siano com-
turazione edilizia, o di ampliamento, che riguardino parti pletate e collaudate le opere strutturali connesse, siano
strutturali degli edifici; certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e
c) in conseguenza dellesecuzione di lavori di restauro le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali
e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia, rispetto alledificio oggetto di agibilit parziale.
oppure di ampliamento, contestuali a mutamento della
destinazione duso; Capo IV
d) per ogni altro intervento edilizio che introduca Controllo e gestione dei beni soggetti
modifiche incidenti sulle condizioni di sicurezza, igiene, a tutela paesaggistica
salubrit, risparmio energetico, accessibilit delle unit
immobiliari. Art. 151
Delega di funzioni relative
3. Nei casi di cui al comma 2, una volta ultimati i allautorizzazione paesaggistica
lavori e certificata la conformit di cui al comma 1,
oppure applicate le sanzioni pecuniarie nei casi previsti 1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 249,
al titolo VII, capo II, lagibilit dei locali attestata da lesercizio della funzione autorizzatoria di cui agli arti-
un professionista abilitato unitamente alla conformit coli 146, 153 e 154 del Codice pu essere delegato dalla
con le norme igienico-sanitarie, nonch alle norme sulle Regione:
barriere architettoniche e alle istruzioni tecniche di cui a) alle province o alla citt metropolitana;
allarticolo 141, comma 15. Al momento dellattestazione, b) agli enti parco;
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 75
c) ai comuni associati, purch ricadenti nello stesso 6. In relazione alle specifiche finalit dellincarico
ambito paesaggistico individuato dal PIT; di consulenza tecnica, in seno alla commissione pos-
d) ai comuni singoli, purch dotati di strutture in sono essere nominati in qualit di esperti in materia pae-
grado di assicurare un adeguato livello di competenze te- saggistica:
cnico-scientifiche. a) professori e ricercatori universitari di ruolo nelle
materie storiche, artistiche, architettoniche, paesaggi-
2. La funzione di cui al comma 1, delegata con de- stiche, urbanistiche e agronomiche;
liberazione del Consiglio regionale. b) professionisti con particolare, pluriennale e qua-
lificata esperienza in materia di tutela del paesaggio, di
Art. 152 pianificazione territoriale e progettazione del territorio,
Procedimento per il rilascio in materia agronomo-forestale o in materia geologica,
dellautorizzazione paesaggistica muniti di diploma di laurea specialistica o equivalente
attinente alle medesime materie;
1. I soggetti di cui allarticolo 151 esercitano la fun- c) dipendenti dello Stato e di enti pubblici, anche in
zione autorizzatoria in conformit con le disposizioni quiescenza, che siano stati responsabili, per un periodo
degli articoli 146, 153 e 154 del Codice dalla scadenza non inferiore a cinque anni, di una struttura organizzativa
del termine di cui allarticolo 159, comma 1, del Codice della pubblica amministrazione con competenze su temi
medesimo. attinenti al paesaggio.

2. I soggetti di cui al comma 1 si avvalgono delle 7. Le deliberazioni di nomina dei membri della com-
commissioni per il paesaggio di cui allarticolo 153, missione per il paesaggio sono corredate dei curricula
secondo quanto previsto dallarticolo 148 del Codice. e degli esiti motivati della valutazione comparativa ef-
fettuata ai sensi del comma 2, attestanti il possesso dei
3. Il responsabile del procedimento amministrativo in requisiti di idoneit di cui al comma 6, nonch del-
materia urbanistico-edilizia non pu essere responsabile leventuale documentazione sugli specifici titoli di espe-
del procedimento amministrativo in materia di autoriz- rienza e professionalit nella materia.
zazione paesaggistica.
8. Ai membri della commissione corrisposto un get-
Art. 153 tone, a titolo di rimborso forfettario per la partecipazione
Commissione per il paesaggio alle sedute. Limporto del gettone non pu superare il
tetto massimo fissato per i consiglieri comunali eletti
1. Per lesercizio della funzione di cui allarticolo nello stesso territorio. La partecipazione alle sedute della
152, i soggetti di cui allarticolo 151 istituiscono, anche commissione dei membri dipendenti di enti pubblici
in forma associata, una commissione denominata com- non in quiescenza assicurata nellambito dei compiti
missione per il paesaggio. istituzionali delle amministrazioni presso le quali gli
stessi prestano servizio e non d luogo alla corresponsione
2. La commissione composta da tre membri, scelti tra di alcun gettone.
gli esperti in materia paesaggistica ed ambientale, aventi
i requisiti di cui al comma 6, nominati attraverso bandi e Art. 154
valutazione comparativa delle candidature ammissibili. Vigilanza regionale sullesercizio delle
competenze in materia di paesaggio
3. La commissione esprime parere obbligatorio ai fini
del rilascio dellautorizzazione paesaggistica. 1. Ai sensi dellarticolo 155 del Codice, la Regione
vigila sullottemperanza alle disposizioni contenute nella
4. La commissione delibera con la presenza e il presente legge da parte dei soggetti di cui allarticolo 151
voto concorde di almeno due membri. Ciascun membro per lesercizio delle competenze in materia di paesaggio.
ha diritto di far verbalizzare le motivazioni del proprio
voto. 2. Nellesercizio del potere di vigilanza di cui al
comma 1, in caso di rilevata inottemperanza o inerzia dei
5. I membri della commissione restano in carica per soggetti delegati, la Regione provvede allo svolgimento
cinque anni, salvo diversa disposizione prevista nei re- della funzione autorizzatoria.
golamenti dei soggetti di cui allarticolo 151. Essi possono
essere nominati una sola volta nello stesso territorio e Art. 155
non possono svolgere attivit professionale nel territorio Sanzioni
di competenza della commissione per il periodo in cui
svolgono le relative funzioni. 1. La mancata osservanza delle disposizioni in
76 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
materia paesaggistica determina lapplicazione, da parte come individuati dallarticolo 3 del decreto legislativo 19
dei soggetti di cui allarticolo 151, delle sanzioni previste novembre 1997, n. 422 (Conferimento alle regioni ed agli
nella parte IV, titolo I, capo II, del Codice. enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto
pubblico locale, a norma dellarticolo 4, comma 4, della
Capo V legge 15 marzo 1997, n. 59), sono svolte dalle competenti
Disciplina dei controlli sulle opere e sulle costruzioni amministrazioni statali. Pertanto, con riferimento a dette
in zone soggette a rischio sismico opere non si applicano le disposizioni di cui agli articoli
167, 168, 169 e 170.
Art. 156
Controlli sulle opere e sulle costruzioni in zone soggette 4. In base a quanto disposto dallarticolo 104, comma
a rischio sismico. Esclusioni dai controlli 1, lettere d), e), f), s) bb) del d.lgs 112/1998, sono svolte
dalle competenti amministrazioni statali lattivit di
1. Il presente capo disciplina le funzioni in materia vigilanza ed i controlli per la sicurezza sismica sulle
di costruzioni in zone dichiarate sismiche ai sensi opere inerenti:
dellarticolo 158. a) trasporti ad impianti fissi di interesse nazionale;
b) rete ferroviaria di interesse nazionale;
2. Ai sensi dellarticolo 83, comma 1, del d.p.r. c) porti di rilievo nazionale ed internazionale.
380/2001, sono escluse dallambito di applicazione delle Con riferimento a dette opere non si applicano gli
disposizioni di cui al presente capo, le opere e gli inter- articoli 167, 168, 169 e 170.
venti di trascurabile importanza ai fini della pubblica
incolumit, di seguito indicati: Art. 158
a) interventi di manutenzione ordinaria; Opere assoggettate alla disciplina antisismica.
b) opere e manufatti di cui allarticolo 137, comma 1, Individuazione delle zone sismiche e determinazione
lettera a), numeri da 1 a 6; dei valori differenziati del grado di sismicit
c) ogni altra opera, intervento o manufatto, equipa-
rabili per entit e caratteristiche obiettive alle fattispecie 1. Tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque
elencate nelle lettere a) e b). interessare la pubblica incolumit, da realizzarsi in
zone dichiarate sismiche ai sensi dei commi 2 e 3, sono
Art. 157 assoggettate, anche con riguardo ai loro aggiornamenti,
Controlli sulla sicurezza sismica delle alle specifiche norme tecniche emanate con decreti del
opere e delle infrastrutture Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto
con il Ministro per linterno, sentiti il Consiglio superiore
1. In base a quanto disposto dallarticolo 93 del d.lgs. dei lavori pubblici, il Consiglio nazionale delle ricerche e
112/1998, lattivit di vigilanza ed i controlli per la sicurezza la Conferenza unificata.
sismica sulle opere pubbliche la cui programmazione,
progettazione, esecuzione e manutenzione di competenza 2. I criteri generali per lindividuazione delle zone
dello Stato ai sensi dellarticolo 93 comma 1, lettere b), c), sismiche e dei relativi valori differenziati del grado di
d), e) ed h), del d.lgs. 112/1998, sono svolte dalle competenti sismicit da prendere a base per la determinazione delle
amministrazioni statali. Pertanto, con riferimento a dette azioni sismiche sono definiti con decreto del Ministro
opere, non si applicano gli articoli 167, 168, 169 e 170. delle infrastrutture e i trasporti, di concerto con il Ministro
per linterno, secondo quanto previsto dallarticolo 83
2. In base a quanto disposto dallarticolo 98 del d.lgs. del d.p.r. 380/2001.
112/1998, lattivit di vigilanza ed i controlli per la
sicurezza sismica sulle strade e sulle autostrade e relative 3. Ai sensi e per gli effetti di cui al presente capo, la
pertinenze la cui programmazione, progettazione, ese- Giunta regionale provvede, sentite le province e i comuni
cuzione e manutenzione di competenza dello Stato interessati, alla individuazione delle zone dichiarate
ai sensi dellarticolo 98, comma 1, lettera a), e comma sismiche, nonch alla formazione e allaggiornamento
3, lettere c), d) ed e), del d.lgs. 112/1998, sono svolte degli elenchi delle zone e dei valori attribuiti ai gradi
dalle competenti amministrazioni statali. Pertanto, con di sismicit, nel rispetto dei criteri generali di cui al
riferimento a dette strade, autostrade e relative pertinenze comma 2.
non si applicano gli articoli 167, 168, 169 e 170.
Art. 159
3. In base a quanto disposto dallarticolo 104, comma Contenuto delle norme tecniche
1, lettera b), del d.lgs 112/1998, lattivit di vigilanza ed
i controlli per la sicurezza sismica sulle opere inerenti 1. Le norme tecniche per le costruzioni in zone
ai servizi di trasporto pubblico di interesse nazionale sismiche di cui allarticolo 158, comma 1, elaborate sulla
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 77
base dei criteri generali indicati dallo stesso articolo 158, esterne, senza alcuna riduzione dei sovraccarichi, ma con
comma 2, e in funzione dei diversi gradi di sismicit, de- lesclusione dellazione del vento.
finiscono:
a) laltezza massima degli edifici in relazione al Art. 162
sistema costruttivo, al grado di sismicit della zona ed Accertamenti sui terreni di fondazione
alle larghezze stradali;
b) le distanze minime consentite tra gli edifici e giun- 1. Costituiscono oggetto di specifico accertamento da
zioni tra edifici contigui; parte del progettista dellopera che deve essere realizzata
c) le azioni sismiche orizzontali e verticali da tenere in zone sismiche, definite ai sensi dellarticolo 158, le
in conto del dimensionamento degli elementi delle caratteristiche generali e le propriet fisico-meccaniche
costruzioni e delle loro giunzioni; dei terreni di fondazione.
d) il dimensionamento e la verifica delle diverse parti
delle costruzioni; 2. Sono terreni di fondazione oggetto dagli accer-
e) le tipologie costruttive per le fondazioni e le parti tamenti di cui al comma 1, i terreni che costituiscono
in elevazione. il sottosuolo fino alla profondit alla quale le tensioni
indotte dal manufatto assumano valori significativi ai fini
Art. 160 delle deformazioni e della stabilit dei terreni medesimi.
Azioni sismiche
3. Per le costruzioni su pendii gli accertamenti di cui al
1. Ledificio deve essere progettato e costruito in comma 1, sono estesi al di fuori dellarea edificatoria per
modo che sia in grado di resistere alle azioni verticali rilevare tutti i fattori occorrenti per valutare le condizioni
di stabilit dei pendii medesimi.
e orizzontali, ai momenti torcenti e ribaltanti indicati ri-
spettivamente alle lettere a), b), c) e d), e definiti dalle
Art. 163
norme tecniche di cui allarticolo 158, comma 1:
Verifica delle fondazioni
a) azioni verticali: non si tiene conto in genere delle
azioni sismiche verticali; per le strutture di grande luce
1. I calcoli di stabilit del complesso terreno - opera
o di particolare importanza, agli effetti di dette azioni,
di fondazione si eseguono con i metodi ed i procedimenti
deve svolgersi una opportuna analisi dinamica teorica o
della geotecnica, tenendo conto, tra le forze agenti, delle
sperimentale;
azioni sismiche orizzontali applicate alla costruzione e
b) azioni orizzontali: le azioni sismiche orizzontali si
valutate come specificato dalle norme tecniche di cui
schematizzano attraverso lintroduzione di due sistemi
allarticolo 158, comma 1.
di forze orizzontali agenti non contemporaneamente se-
condo due direzioni ortogonali;
Art. 164
c) momenti torcenti: ad ogni piano deve essere con-
Sopraelevazioni
siderato il momento torcente dovuto alle forze orizzontali
agenti ai piani sovrastanti e in ogni caso non minore dei 1. E consentita, nel rispetto dei piani operativi e dei
valori da determinarsi secondo le indicazioni riportate regolamenti edilizi vigenti:
dalle norme tecniche di cui allarticolo 158, comma 1; a) la sopraelevazione di un piano negli edifici in
d) momenti ribaltanti: per le verifiche dei pilastri e muratura, purch nel complesso la costruzione risponda
delle fondazioni gli sforzi normali provocati dalleffetto alle prescrizioni di cui al presente capo;
ribaltante delle azioni sismiche orizzontali devono essere b) la sopraelevazione di edifici in cemento armato
valutati secondo le indicazioni delle norme tecniche di normale e precompresso, in acciaio o a pannelli portanti,
cui allarticolo 158, comma 1. purch il complesso della struttura sia conforme alle
norme della presente legge e alle disposizioni speciali
Art. 161 concernenti tale tipologia di edifici.
Verifica delle strutture
2. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 167
1. Lanalisi delle sollecitazioni dovute alle azioni e 169, le sopraelevazioni di cui al presente articolo sono
sismiche di cui allarticolo 160, effettuata dal progettista consentite solo previa certificazione del progettista che
dellopera tenendo conto della ripartizione di queste fra specifica lidoneit della struttura esistente a sopportare
gli elementi resistenti dellintera struttura. il nuovo carico.

2. Gli accertamenti sugli elementi resistenti dellintera 3. La certificazione di cui allarticolo 90 del d.p.r.
struttura di cui al comma 1, sono compiuti per le possibili 380/2001, non necessaria ai fini dellautorizzazione per
combinazioni degli effetti sismici con tutte le altre azioni linizio dei lavori.
78 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
4. La certificazione di cui al comma 2, presentata dal fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, sia in
dal richiedente al comune al momento della richiesta del fondazione sia in elevazione, e dai disegni dei particolari
permesso di costruire o al momento della presentazione esecutivi delle strutture.
della SCIA.
6. Per le opere in conglomerato cementizio armato
Art. 165 ed a struttura metallica, la presentazione del progetto nei
Riparazioni modi e nei termini indicati nel presente articolo valida
anche agli effetti dellarticolo 65 del d.p.r. 380/2001, se
1. Le riparazioni degli edifici debbono tendere a effettuata dal costruttore.
conseguire un maggiore grado di sicurezza rispetto alle
azioni sismiche di cui agli articoli 160, 161, 162 e 163. Art. 168
Procedimento per il rilascio dellautorizzazione e
2. I criteri per le riparazioni sono dettati con le norme verifiche della struttura regionale
tecniche di cui allarticolo 158, comma 1.
1. Nelle zone di cui allarticolo 167, linteressato pre-
Art. 166 senta la richiesta di autorizzazione alla struttura regionale
Edifici di speciale importanza artistica competente tramite lo sportello unico.

1. Per lesecuzione di qualsiasi lavoro di natura anti- 2. La struttura regionale competente verifica i progetti
sismica in edifici o manufatti di carattere monumentale, o delle opere ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui
che abbiano, comunque, interesse archeologico, storico o allarticolo 167, accertando la corretta applicazione delle
artistico, siano essi pubblici o di propriet privata, restano
norme tecniche e dei criteri di progettazione ed ese-
ferme le disposizioni di cui al Codice.
cuzione delle opere stesse.

Art. 167
3. La verifica sui progetti, preso atto della relazione di
Autorizzazione per linizio dei lavori
calcolo asseverata dal progettista, svolta considerando:
nelle zone sismiche
a) lidoneit del sito e della scelta del sistema
strutturale ai fini della resistenza sismica;
1. Non si possono iniziare i lavori di costruzione,
b) il rispetto delle norme tecniche per le costruzioni
riparazione o sopraelevazione senza la preventiva auto-
realizzate in zona sismica;
rizzazione della struttura regionale competente in tutte le
c) la congruit degli elementi strutturali e dei parti-
zone sismiche ad eccezione di quelle a bassa sismicit
colari costruttivi adottati al fine della realizzazione dello
alluopo indicate negli atti di cui allarticolo 158, commi
schema resistente previsto.
2 e 3.

2. Per la realizzazione degli interventi edilizi di cui 4. Lautorizzazione di cui al comma 1, rilasciata
al presente articolo, resta fermo lobbligo di conseguire entro sessanta giorni dalla richiesta ed comunicata al
i necessari titoli abilitativi che possono essere richiesti richiedente ed allo sportello unico subito dopo il rila-
e rilasciati anche prima dellautorizzazione di cui al scio.
comma 1.
5. Salvo quanto previsto al comma 8, gli adempimenti
3. I lavori sono diretti, nei limiti delle rispettive com- di cui al presente articolo sono prescritti anche per le
petenze, da professionisti iscritti nei relativi albi. varianti le quali comportino mutamenti sostanziali alle
strutture portanti e che, nel corso dei lavori, si intenda
4. Alla richiesta di autorizzazione sono allegati: apportare al progetto originario presentato alla struttura
a) il progetto, in duplice copia, debitamente firmato regionale competente.
da professionisti iscritti nei relativi albi, nei limiti delle
rispettive competenze, nonch dal direttore dei lavori; 6. Salvo quanto previsto al comma 8, le varianti che
b) la dichiarazione di cui allarticolo 173; non comportano mutamenti sostanziali alle strutture
c) la relazione di calcolo, asseverata dal progettista; portanti e che, nel corso dei lavori si intenda apportare al
d) lattestazione dellavvenuto pagamento del contri- progetto originario presentato, sono assoggettate al mero
buto di cui allarticolo 171, comma 1. preavviso scritto con contestuale deposito del progetto.

5. Il progetto allegato alla richiesta di autorizzazione 7. Per varianti che comportano mutamenti sostanziali
deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti alle strutture portanti si intendono quelle, individuate con
e sezioni e accompagnato da una relazione tecnica, il regolamento di cui allarticolo 181, che producono una
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 79
significativa modifica al comportamento strutturale del 3. Il progetto allegato al preavviso deve essere
progetto originario. esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni e
accompagnato da una relazione tecnica, dal fascicolo dei
8. Fino allemanazione del regolamento di cui al- calcoli delle strutture portanti, sia in fondazione sia in
larticolo 181, necessario il preventivo rilascio dellau- elevazione, e dai disegni dei particolari esecutivi delle
torizzazione per tutte le varianti che, nel corso dei lavori, strutture.
si intenda apportare al progetto originario presentato alla
struttura regionale competente. 4. Per le opere in conglomerato cementizio armato
ed a struttura metallica, la presentazione del progetto nei
Art. 169 modi e nei termini indicati nel presente articolo, valida
Verifiche nelle zone a bassa sismicit anche agli effetti dellarticolo 65 del d.p.r. 380/2001, se
effettuata dal costruttore.
1. Fermo restando lobbligo dei titoli abilitativi allin-
tervento edilizio, nelle zone classificate a bassa sismicit 5. La dimensione del campione da assoggettare alle
ai sensi degli atti di cui allarticolo 158, commi 2 e 3, non verifiche di cui allarticolo 169, comma 3, determinata
si possono iniziare i lavori di costruzione, riparazione e mensilmente, nellambito di una percentuale che va da un
sopraelevazione, senza darne preavviso, con contestuale massimo del 40 per cento ad un minimo dell1 per cento
deposito del progetto, alla struttura regionale competente, dei progetti depositati nel mese precedente a quello in cui
tramite lo sportello unico. viene effettuato il sorteggio. La dimensione del campione
arrotondata, per eccesso, al numero pari pi prossimo.
2. Lobbligo di dare il preavviso con contestuale Il campione da assoggettare a controllo costituito dai
deposito del progetto di cui al comma 1, sussiste anche progetti individuati mediante sorteggio, nella misura del
con riferimento alle varianti che nel corso dei lavori si 50 per cento tra quelli depositati nel mese precedente a
intenda apportare al progetto originario depositato. quello in cui effettuato il sorteggio e del restante 50 per
cento tra quelli depositati nei precedenti dodici mesi, per
3. Nelle zone di cui al presente articolo, la struttura i quali non sia ancora stata presentata la relazione sulle
regionale competente, preso atto della relazione di calcolo strutture ultimate di cui allarticolo 175.
asseverata dal progettista, effettua attivit di vigilanza e
verifica, sia dei progetti che dei lavori in corso o ultimati 6. Qualora, nel mese di riferimento di cui al comma
mediante il metodo a campione, salvo quanto previsto al 5, non siano stati depositati progetti da assoggettare a
comma 4. controllo a campione, sono comunque assoggettati a
controllo almeno due progetti, da sorteggiare tra quelli
4. Qualora i lavori di nuova costruzione, adeguamento presentati nei dodici mesi precedenti, con esclusione dei
o miglioramento sismico abbiano ad oggetto opere di progetti gi sorteggiati.
carattere strategico o rilevante, i progetti sono assoggettati
obbligatoriamente a verifica. 7. La dimensione del campione da assoggettare a
verifica stabilita con il regolamento di cui allarticolo
Art. 170 181, comma 2, lettera f), che differenzia la percentuale
Procedimento per il deposito dei progetti nelle zone in misura proporzionale al grado di sismicit del sito in
a bassa sismicit e modalit di svolgimento delle relazione a fasce di pericolosit.
verifiche da parte della struttura regionale
8. Il sorteggio avviene entro i primi dieci giorni
1. Nelle zone a bassa sismicit la struttura regionale del mese successivo a quello a cui esso si riferisce ed
competente rilascia un attestato per lavvenuto deposito immediatamente reso noto. Entro i sessanta giorni
dei progetti verificando la completezza degli elaborati. successivi reso noto lesito della verifica effettuata sui
progetti che costituiscono il campione.
2. Lattestato per lavvenuto deposito rilasciato se al
preavviso di cui allarticolo 169, allegato: 9. I criteri in base ai quali il sorteggio effettuato sono
a) il progetto, in duplice copia e debitamente firmato stabiliti con il regolamento di cui allarticolo 181, tenuto
da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile conto della natura e delle caratteristiche degli interventi.
iscritto nellalbo, nei limiti delle rispettive competenze,
nonch dal direttore dei lavori; 10. Lesito della verifica obbligatoria delle opere di
b) la dichiarazione di cui allarticolo 173; carattere strategico o rilevante di cui allarticolo 169,
c) la relazione di calcolo asseverata dal progettista; comma 4, reso noto entro il termine di sessanta giorni
d) lattestazione dellavvenuto pagamento del contri- dalla data della comunicazione dellavvio della verifica
buto di cui allarticolo 171, comma 2. stessa.
80 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
Art. 171 ciascuno per la parte di propria competenza, della cor-
Contributo per le spese di istruttoria rispondenza dellopera realizzata al progetto depositato
e di conservazione dei progetti ai sensi dellarticolo 174, e delle eventuali varianti di
esso. Tali soggetti hanno inoltre la responsabilit relativa
1. Per listruttoria della richiesta dellautorizzazione allosservanza delle prescrizioni di esecuzione contenute
di cui allarticolo 167, prevista la corresponsione di un negli elaborati progettuali, e quella inerente alla qualit
contributo a copertura del costo dellattivit istruttoria dei materiali impiegati, e della posa in opera degli ele-
svolta dalla struttura regionale competente nonch del menti prefabbricati.
costo per la conservazione dei progetti, nella misura
indicata nella tabella di cui allallegato A della presente Art. 173
legge. Elaborati progettuali e deposito dei progetti

2. Per listruttoria dei progetti assoggettati a deposito 1. Per le opere sottoposte alle disposizioni di cui al
di cui allarticolo 169, prevista la corresponsione di un presente capo, il progetto esecutivo deve essere corredato
contributo a copertura del costo dellattivit istruttoria da una dichiarazione nella quale il progettista asseveri:
svolta dalla struttura regionale competente nonch del a) che il progetto sia stato redatto nel rispetto delle
costo per la conservazione dei progetti, nella misura norme tecniche di cui al presente capo e nel rispetto
indicata nella tabella di cui allallegato A della presente delle norme tecniche contenute nei decreti ministeriali
legge. richiamati allarticolo 158;
b) che, nel caso di interventi sugli edifici esistenti, il
3. Per listruttoria dellaccertamento di conformit in progetto risulti classificato come progetto di adeguamento,
sanatoria nelle zone sismiche e nelle zone a bassa sismicit di miglioramento oppure si tratti di intervento locale,
di cui allarticolo 182, prevista la corresponsione di un anche di riparazione, in conformit a quanto disposto dalle
contributo a copertura del costo dellattivit istruttoria norme tecniche individuate allarticolo 158, comma 1;
svolta dalla struttura regionale competente nonch del c) che gli elaborati progettuali possiedano i requisiti
costo per la conservazione dei progetti, nella misura di completezza specificati dal regolamento di cui allar-
indicata nella tabella di cui allallegato A della presente ticolo 181;
legge. d) che siano state rispettate le prescrizioni contenute
negli strumenti della pianificazione territoriale e urba-
4. Le modalit secondo cui effettuare il versamento dei nistica con riferimento alla fattibilit degli interventi a
contributi di cui ai commi 1, 2 e 3, sono stabilite con de- seguito delle indagini geologico-tecniche;
creto del dirigente della struttura regionale competente. e) la zona sismica dove deve essere realizzato
lintervento e, con riferimento agli interventi da realizzare
5. I contributi per le spese di istruttoria non sono nelle zone a bassa sismicit, la fascia di pericolosit del
corrisposti nel caso di progetti riferiti a interventi di sito ove essi devono essere realizzati.
riparazione dei danni da eventi calamitosi o di mi-
glioramento sismico preventivo ai sensi della legge 2. Con la dichiarazione resa ai sensi del comma 1,
regionale 30 luglio 1997, n. 56 (Interventi sperimentali il progettista assume la qualit di persona esercente un
di prevenzione per la riduzione del rischio sismico). servizio di pubblica necessit.

6. I contributi per le spese di istruttoria non sono altres Art. 174


corrisposti nel caso di progetti riferiti a beni immobili Realizzazione dei lavori
che fanno parte del patrimonio regionale.
1. Dal giorno dellinizio dei lavori fino a quello del-
Art. 172 la loro ultimazione, sono conservati nei cantieri gli at-
Responsabilit ti restituiti con vidimazione delle strutture regionali
competenti, datati e firmati anche dal costruttore e dal
1. Il progettista ha la responsabilit diretta della ri- direttore dei lavori o una copia vistata dal direttore dei
spondenza delle opere progettate alle prescrizioni di lavori nonch un giornale dei lavori stessi.
cui agli articoli 160, 161, 162, 163, 164, 165, 166, 167,
169 e 170, nonch a tutte le prescrizioni di cui ai decreti 2. Della conservazione e regolare tenuta dei pre-
ministeriali previsti dallarticolo 158. detti documenti, che sono sempre a disposizione dei
pubblici ufficiali incaricati dei controlli, responsabile
2. Il direttore dei lavori, al quale compete la verifica limpresa. Il direttore dei lavori altres tenuto a vistare
della adeguatezza del progetto alle prescrizioni di cui periodicamente, ed in particolare nelle fasi pi importanti
al comma 1, risponde inoltre, unitamente al costruttore, dellesecuzione, il giornale dei lavori.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 81
3. A struttura ultimata la relazione prevista dallarticolo contemporaneamente agli adempimenti di cui allarti-
65 del d.p.r. 380/2001 redatta dal direttore dei lavori, in colo 176, comma 2, ordina, con decreto motivato, al pro-
duplice copia, anche nel caso in cui siano state impiegate prietario, nonch al direttore o appaltatore od esecutore
strutture diverse da quelle in conglomerato cementizio delle opere, la sospensione dei lavori.
armato o in metallo.
2. Copia del decreto di cui al comma 1, comunicata al
4. La relazione di cui al comma 3, depositata, entro dirigente o responsabile del competente ufficio comunale
il termine di sessanta giorni dalla data di ultimazione dei ai fini dellosservanza dellordine di sospensione.
lavori relativi alla struttura, presso la struttura regionale
competente. 3. Lordine di sospensione produce i suoi effetti sino
alla data in cui la pronuncia dellautorit giudiziaria
Art. 175 diviene irrevocabile.
Ultimazione dei lavori e utilizzazione delle opere
4. Qualora non si sia provveduto al ripristino dei
1. Il collaudatore e il direttore dei lavori provvedono, luoghi o alla demolizione, in seguito a sentenza irre-
ciascuno per la parte di propria competenza, a redigere la vocabile o con decreto esecutivo, il dirigente della strut-
relazione sulle strutture ultimate, ed a rilasciare il relativo tura regionale competente provvede, se del caso con
certificato di rispondenza, nonch quello di collaudo. Tali lassistenza della forza pubblica, a spese del responsabile
atti attestano la conformit del progetto e dellopera alle della violazione.
prescrizioni antisismiche, ed alle prescrizioni relative
alle opere di conglomerato cementizio armato, normale e Art. 178
precompresso, ed a struttura metallica di cui alla parte II,
Competenze della Regione
capo II, del d.p.r. 380/2001.
1. Qualora il reato sia estinto per qualsiasi causa, il
2. I lavori sono ultimati entro il termine di efficacia
dirigente della struttura regionale competente ordina, con
del permesso a costruire di cui allarticolo 133, comma
provvedimento definitivo, la demolizione delle opere o
3, oppure entro il termine di efficacia della SCIA di cui
delle parti di esse eseguite in violazione delle norme del
allarticolo 145, comma 5.
presente capo e delle norme tecniche di cui allarticolo
158, comma 1, e di quelle previste dallarticolo 52 del
3. I termini per lultimazione dei lavori sono prorogati
d.p.r. 380/2001, oppure lesecuzione di modifiche idonee
nei casi e alle condizioni previste dallarticolo 133,
a renderle conformi alle norme stesse.
comma 3, e dallarticolo 145, comma 5.

2. In caso di inadempienza a quanto disposto dal


4. Qualora i lavori non siano ultimati nei termini
di cui ai commi 2 e 3, linteressato richiede una nuova comma 1, si applica larticolo 177, comma 4.
autorizzazione ai sensi degli articoli 167 e 168 o provvede
con preavviso di deposito ai sensi degli articoli 169 e 170 Art. 179
per la parte non ultimata. Vigilanza per losservanza delle norme tecniche

Art. 176 1. I soggetti indicati allarticolo 103 del d.p.r.


Accertamento delle violazioni 380/2001, sono tenuti ad accertare che chiunque inizi
costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, nelle zone
1. I soggetti indicati allarticolo 103 del d.p.r. 380/2001, sismiche individuate ai sensi dellarticolo 158, abbia
appena accertato un fatto costituente violazione delle adempiuto agli obblighi di cui allarticolo 167 oppure di
norme contenute nel presente capo, compilano processo cui allarticolo 169.
verbale trasmettendolo immediatamente alla struttura
regionale competente. 2. I tecnici della struttura regionale competente devono
accertare altres che le costruzioni, le riparazioni e le
2. Il dirigente della struttura regionale competente, ricostruzioni procedano in conformit con le disposizioni
dopo aver svolto, se necessari, ulteriori accertamenti di del presente capo.
carattere tecnico, trasmette il processo verbale allautorit
giudiziaria competente con le sue deduzioni. Art. 180
Costruzioni in corso in zone sismiche
Art. 177 di nuova classificazione
Sospensione dei lavori
1. Tutti coloro che in una zona sismica di nuova
1. Il dirigente della struttura regionale competente, classificazione abbiano iniziato una costruzione pri-
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ma dellentrata in vigore del provvedimento di classi- competente rilascia lautorizzazione in sanatoria entro
ficazione sono tenuti a farne denuncia, entro quindici sessanta giorni dalla data di trasmissione della relativa
giorni dallentrata in vigore del provvedimento di clas- istanza, oppure lattestato di avvenuto deposito in sana-
sificazione, alla struttura regionale competente. toria nei quindici giorni successivi alla medesima data.
Oltre che al soggetto interessato, la struttura regionale
Art. 181 competente trasmette tali atti al comune ai fini del
Regolamenti rilascio del permesso di costruire o dellattestazione di
conformit in sanatoria, fermo restando quanto previsto
1. La Regione approva uno o pi regolamenti aventi al comma 3.
ad oggetto le modalit di effettuazione e svolgimento
dei compiti di vigilanza e di verifica sulla realizzazione 3. Ai fini dellaccertamento di conformit di cui allar-
delle opere e delle costruzioni in zone soggette a rischio ticolo 209, per le opere realizzate, o in corso di realiz-
sismico previsti dal presente capo. zazione, nei comuni gi classificati sismici in assenza
dellautorizzazione o dellattestato di avvenuto deposito e
2. Il regolamento o i regolamenti di cui al comma 1, che, a seguito del procedimento di cui ai commi 1 e 2, non
individuano in particolare: risultino conformi alla normativa tecnica, il comune respinge
a) le modalit di redazione degli elaborati progettuali listanza, oppure, previo accertamento della conformit
che devono essere allegati al progetto; dellintervento realizzato alla disciplina urbanistica ed
b) le modalit di presentazione dei progetti, comprensivi edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello
dei loro elaborati, concernenti le opere assoggettate al stesso che al momento della presentazione della do-
procedimento di autorizzazione per le zone sismiche ai manda, ed ove ritenuto tecnicamente possibile, ordina
sensi dellarticolo 167 e al procedimento di deposito per
allinteressato ladeguamento delle opere alla normativa
le zone a bassa sismicit ai sensi dellarticolo 169;
tecnica nel rispetto della disciplina edilizia ed urbanistica
c) la tipologia delle indagini geologiche, geofisiche
vigente, assegnando un termine congruo per lesecuzione
e geotecniche da allegare al permesso di costruire o alla
dei necessari interventi. Decorso inutilmente il termine
SCIA;
assegnato, il comune respinge listanza di accertamento di
d) le varianti, che comportano mutamenti sostanziali
conformit in sanatoria.
alle strutture portanti, ai sensi dellarticolo 168, comma
7;
4. Ove sia stato ordinato, ai sensi del comma 3, lade-
e) gli edifici strategici e rilevanti situati in zona a
guamento dellopera alla normativa tecnica, linteressato
bassa sismicit da assoggettare alla verifica obbligatoria
presenta alla competente struttura regionale la richiesta
ai sensi dellarticolo 169, comma 4;
di autorizzazione o listanza di deposito per le opere
f) la dimensione del campione e la tipologia degli
di adeguamento necessarie ai fini dellottemperanza
interventi ai fini della verifica dei progetti depositati,
allordinanza ed il relativo progetto. Al termine dei
nonch i criteri in base ai quali il sorteggio effettuato.
lavori, linteressato trasmette alla struttura regionale
Art. 182 competente la relativa certificazione di rispondenza e,
Accertamento di conformit in sanatoria per gli se richiesto dalla normativa, il certificato di collaudo.
interventi realizzati nelle zone sismiche e nelle zone a Accertata lavvenuta ottemperanza allordinanza, il Co-
bassa sismicit mune rilascia il permesso di costruire o lattestazione di
conformit in sanatoria.
1. Ai fini dellaccertamento di conformit di cui
allarticolo 209, per le opere realizzate o in corso di 5. Ai fini dellaccertamento di conformit di cui
realizzazione nei comuni gi classificati sismici in as- allarticolo 209, per le opere realizzate nei comuni an-
senza dellautorizzazione o dellattestato di avvenuto teriormente alla classificazione sismica degli stessi, lin-
deposito, e che risultano conformi alla normativa te- teressato trasmette al comune il certificato di idoneit
cnica, linteressato trasmette alla struttura regionale com- statica, rilasciato dal professionista abilitato. Relativamente
petente: a tali opere, gli atti di cui al comma 1, lettere a) e b), non
a) la richiesta di autorizzazione in sanatoria oppure sono presentati.
listanza di deposito in sanatoria e la documentazione
tecnica relativa alle opere da sanare; Titolo VII
b) la certificazione di rispondenza delle opere alla CONTRIBUTI E SANZIONI. UNIFICAZIONE DEI
normativa tecnica ed il certificato di collaudo, laddove PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI
richiesto dalla normativa medesima.
Capo I
2. Nei casi di cui al comma 1, la struttura regionale Tipologia e corresponsione dei contributi
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 83
Art. 183 3. Gli oneri di urbanizzazione devono intendersi rife-
Contributo relativo agli interventi edilizi riti alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria
e ai mutamenti della destinazione duso definite dallarticolo 62, alle opere necessarie al supe-
ramento delle barriere architettoniche negli spazi pub-
1. Nel rispetto di quanto previsto dallarticolo 184, blici, nonch alle opere di infrastrutturazione generale
comma 1 e dallarticolo 185, il permesso di costruire comunque a carico del comune.
comporta la corresponsione di un contributo commisurato
allincidenza degli oneri di urbanizzazione nonch al 4. Con deliberazione, il Consiglio regionale indi-
costo di costruzione secondo le modalit indicate nel vidua:
presente titolo. a) le opere di urbanizzazione secondaria per le quali
i comuni possono concedere un contributo ai soggetti
2. Nel rispetto di quanto previsto dallarticolo 184, realizzatori;
comma 1 e dallarticolo 185, la SCIA comporta la cor- b) i criteri generali per lerogazione del contributo di
responsione di un contributo commisurato alla sola cui alla lettera a).
incidenza degli oneri di urbanizzazione ad eccezione dei
seguenti interventi, per i quali dovuto anche il contributo 5. Con deliberazione della Giunta regionale deter-
relativo al costo di costruzione: minata lincidenza degli oneri di urbanizzazione primaria
a) interventi di cui allarticolo 135, comma 2, lettera e secondaria sugli interventi di cui al presente articolo.
b), ove comportanti aumento del numero delle unit
immobiliari; 6. La Giunta regionale provvede ad aggiornare ogni
cinque anni la determinazione degli oneri di cui al comma
b) interventi di cui allarticolo 135, comma 2, lettere
5, previa comunicazione alla commissione consiliare
d) ed e);
competente.
3. Comportano altres la corresponsione di un con-
7. Ai costi medi regionali, fino agli aggiornamenti di
tributo commisurato alla sola incidenza degli oneri di
cui al comma 6, si applica annualmente lindice dei prezzi
urbanizzazione gli interventi di manutenzione straor-
al consumo per lintera collettivit (NIC) determinato
dinaria di cui allarticolo 136, comma 2, lettera a), ove
dallIstituto nazionale di statistica (ISTAT). Dal 1 gennaio
comportanti aumento del numero delle unit immobiliari,
di ogni anno si applicano gli importi aggiornati sulla base
nonch i mutamenti di destinazione duso degli immobili
dei pi recenti dati ISTAT disponibili dellindice.
di cui allarticolo 136, comma 2, lettera g), e i mutamenti
di destinazione duso eseguiti in assenza di opere edilizie,
8. Gli aggiornamenti di cui ai commi 6 e 7, si ap-
limitatamente ai casi in cui si determini un incremento
plicano senza ulteriori atti alle istanze, segnalazioni e
dei carichi urbanistici. Per tali fattispecie il contributo
comunicazioni presentate successivamente al 1 gennaio
determinato dal comune nel rispetto delle disposizioni di dellanno seguente.
cui allarticolo 191, comma 6.
Art. 185
Art. 184 Determinazione del costo di costruzione
Determinazione degli oneri di urbanizzazione
1. Il costo di costruzione di cui allarticolo 183,
1. Gli oneri di urbanizzazione sono dovuti in relazione comma 1, per i nuovi edifici determinato ogni cinque
agli interventi che comportano nuova edificazione o anni con deliberazione della Giunta regionale, previa
determinano un incremento dei carichi urbanistici in comunicazione alla commissione consiliare competente,
funzione di: con riferimento ai costi massimi ammissibili per ledilizia
a) aumento delle superfici utili degli edifici; agevolata, definiti in base alle norme statali in materia.
b) mutamento delle destinazioni duso degli immo-
bili; 2. La Giunta regionale con deliberazione identifica
c) aumento del numero di unit immobiliari. classi di edifici con caratteristiche superiori a quelle
considerate nelle disposizioni di legge per ledilizia
2. Ai sensi della presente legge, per superficie utile si agevolata, per le quali sono determinate maggiorazioni
intende la superficie effettivamente calpestabile, misurata del detto costo di costruzione in misura non superiore al
al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di 50 per cento.
porte, finestre e scale, corrispondente alla somma della
superficie utile abitabile o agibile e della superficie non 3. Nei periodi intercorrenti tra le determinazioni di
residenziale o accessoria, come definite dal regolamento cui al comma 1, oppure in eventuale assenza di tali deter-
di cui allarticolo 216. minazioni, il costo di costruzione adeguato annualmente,
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ed automaticamente, in ragione dellindice del costo di sono stabiliti i criteri nonch i parametri, definiti con
costruzione determinato dallISTAT. Dal 1 gennaio di meccanismi tabellari per classi di comuni, ai quali devono
ogni anno si applicano gli importi aggiornati sulla base uniformarsi le convenzioni comunali nonch gli atti di
dei pi recenti dati disponibili dellindice. obbligo, in ordine essenzialmente:
a) allindicazione delle caratteristiche tipologiche e
4. Il contributo afferente al permesso di costruire costruttive degli alloggi;
comprende una quota del costo di costruzione, variabile b) alla determinazione dei prezzi di cessione de-
dal 5 per cento al 20 per cento, determinata in funzione gli alloggi, sulla base del costo delle aree, cos come
delle caratteristiche e delle tipologie delle costruzioni e definito dal comma 1, della costruzione e delle opere
della loro destinazione ed ubicazione, sulla base di quanto di urbanizzazione, nonch delle spese generali, com-
indicato nella deliberazione della Giunta regionale di cui prese quelle per la progettazione e degli oneri di pream-
al comma 1. mortamento e di finanziamento;
c) alla determinazione dei canoni di locazione in
5. Nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia, il percentuale del valore desunto dai prezzi fissati per la
comune pu determinare costi di costruzione come quota cessione degli alloggi;
percentuale dellimporto relativo alle nuove costruzioni, d) alla durata di validit della convenzione non
in relazione alla classificazione degli interventi effettuata superiore a trenta e non inferiore a venti anni;
dallo stesso comune. e) alla determinazione del costo delle aree in misura
tale che la sua incidenza non superi il 20 per cento del
Art. 186 costo di costruzione di cui allarticolo 183.
Edilizia convenzionata
2. I prezzi di cessione ed i canoni di locazione de-
1. Per gli interventi di edilizia abitativa, compresi terminati nelle convenzioni ai sensi del comma 1, sono
quelli sugli edifici esistenti, ai sensi dellarticolo 17, suscettibili di periodiche variazioni, con frequenza non
comma 1, del d.p.r. 380/2001, il contributo di cui allar- inferiore al biennio, in relazione agli indici ufficiali
ticolo 183 ridotto alla sola quota di cui allarticolo ISTAT dei costi di costruzione intervenuti dopo la stipula
184, applicata nella misura minima stabilita dal comune, delle convenzioni medesime.
qualora linteressato si impegni, a mezzo di una
convenzione stipulata con il comune, ad applicare prezzi 3. Ogni pattuizione stipulata in violazione dei prezzi
di vendita e canoni di locazione determinati nel rispetto di cessione e dei canoni di locazione nulla per la parte
della convenzione tipo prevista dallarticolo 187. eccedente.

2. Nella convenzione pu essere prevista la diretta Art. 188


esecuzione da parte dellinteressato delle opere di ur- Permesso di costruire e SCIA a titolo gratuito
banizzazione, in luogo del pagamento della quota di cui al
comma 1, in tal caso, sono descritte le opere da eseguire 1. Il contributo di cui allarticolo 183 non dovuto
e precisati i termini e le garanzie per lesecuzione delle nei seguenti casi:
opere medesime. a) per le opere da realizzare nelle zone agricole,
comprese le residenze, in funzione della conduzione del
3. Pu tenere luogo della convenzione un atto uni- fondo e delle esigenze dellimprenditore agricolo pro-
laterale dobbligo con il quale linteressato si impegna ad fessionale, ai sensi della vigente normativa;
osservare le condizioni stabilite nella convenzione tipo ed b) per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche
a corrispondere nel termine stabilito la quota relativa alle o di interesse pubblico realizzate dai soggetti competenti,
opere di urbanizzazione oppure ad eseguire direttamente nonch per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da
le opere stesse. privati o privato sociale, previa in questo caso, la stipula
di convenzione con il comune che assicuri linteresse
4. La convenzione o latto dobbligo unilaterale sono pubblico;
trascritti nei registri immobiliari a cura del comune e a c) per le opere da realizzare in attuazione di norme
spese dellinteressato. o di provvedimenti emanati in occasione di pubbliche
calamit;
Art. 187 d) per la realizzazione degli spazi di parcheggio e
Convenzione tipo delle autorimesse pertinenziali allinterno dei perimetri
dei centri abitati.
1. In relazione agli interventi di edilizia abitativa di
cui allarticolo 186, con deliberazione della Giunta re- 2. La quota di contributo relativa al costo di costruzione
gionale approvata una convenzione tipo, con la quale non dovuta nei seguenti casi:
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 85
a) per gli interventi da realizzare su immobili di costruzione da stabilirsi da parte del comune in relazione
propriet dello Stato; ai diversi tipi di attivit.
b) per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di
ampliamento, in misura non superiore al 20 per cento 3. Qualora la destinazione duso delle costruzioni o
della superficie utile preesistente, di edifici unifamiliari. E impianti indicati nei commi 1 e 2, nonch delle opere di
facolt del comune disciplinare, nel regolamento edilizio, cui allarticolo 188, comma 1, lettera a), sia comunque
le caratteristiche di edificio unifamiliare, sulla base di modificata nei dieci anni successivi allultimazione dei
criteri di abitabilit di un nucleo familiare medio; lavori, il contributo dovuto nella misura massima cor-
c) per le modifiche interne necessarie per migliorare rispondente alla nuova destinazione duso, determinata
le condizioni igieniche delle abitazioni, nonch per con riferimento al momento della intervenuta variazione.
la realizzazione dei volumi tecnici che si rendano
indispensabili a seguito della installazione di impianti Art. 190
tecnologici necessari per le esigenze delle abitazioni; Versamento del contributo
d) per gli interventi di ristrutturazione edilizia che non
comportino aumento delle superfici utili e mutamento 1. Il contributo di cui allarticolo 183, corrisposto
della destinazione duso, quando linteressato si impegni, al comune allatto del ritiro del permesso di costruire
mediante convenzione o atto dobbligo unilaterale, a oppure, nel caso di SCIA o di comunicazione di attivit
praticare prezzi di vendita e canoni di locazione degli edilizia libera onerosa, al momento della presentazione
alloggi concordati con il comune ed a concorrere agli della stessa.
oneri di urbanizzazione. Il comune disciplina i casi di
esonero motivato dal contributo non condizionato alla 2. Il contributo di cui al comma 1, calcolato dal
sottoscrizione della convenzione o dellatto unilaterale comune allatto del rilascio del provvedimento di permesso
dobbligo. di costruire o, nel caso di SCIA o di comunicazione di
attivit edilizia libera, calcolato dal progettista abilitato
3. Il contributo di cui allarticolo 183, non dovuto al momento della presentazione della stessa.
per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al
superamento o alleliminazione delle barriere architet- 3. Il contributo pu essere rateizzato in non pi di sei
toniche in edifici esistenti, come individuate dallarticolo rate semestrali. In tale ipotesi, gli obbligati sono tenuti a
7 della legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per prestare al comune idonee garanzie fideiussorie.
favorire il superamento e leliminazione delle barriere
architettoniche negli edifici privati), per le esigenze dei di- Art. 191
sabili. Determinazione degli oneri di urbanizzazione
da parte del comune
Art. 189
Contributi relativi ad opere o impianti 1. Sulla base della deliberazione della Giunta regionale
non destinati alla residenza di cui allarticolo 184, comma 5, il comune determina,
per le diverse parti del proprio territorio, lincidenza
1. La realizzazione di interventi relativi a costruzioni degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria
o impianti destinati ad attivit industriali o artigianali e secondaria, in riferimento agli effetti urbanistici ed am-
dirette alla trasformazione di beni ed alla prestazione bientali che gli interventi comportano, in base ai seguenti
di servizi comporta la corresponsione di un contributo fattori:
pari allincidenza delle opere di urbanizzazione, di a) differenze fra i costi effettivi delle opere di urba-
quelle necessarie al trattamento e allo smaltimento dei nizzazione praticati nel comune e i costi medi aggiornati
rifiuti solidi, liquidi e gassosi e di quelle necessarie risultanti dalle tabelle regionali;
alla sistemazione dei luoghi ove ne siano alterate le b) entit degli interventi relativi alle opere di
caratteristiche. Lincidenza di tali opere stabilita con urbanizzazione previsti dai programmi poliennali delle
atto del comune in base a parametri che la Regione opere pubbliche comunali;
definisce in relazione ai tipi di attivit produttiva. c) tipologie degli interventi di recupero, garantendo
la differenziazione tra gli interventi al fine di incentivare,
2. La realizzazione di interventi relativi a costruzioni in modo particolare nelle aree a maggiore densit del
o impianti destinati ad attivit turistiche, commerciali e costruito, gli interventi sul patrimonio edilizio esistente,
direzionali comporta la corresponsione di un contributo anzich quelli di nuova costruzione;
pari allincidenza delle opere di urbanizzazione, deter- d) destinazioni duso;
minata ai sensi dellarticolo 184, nonch una quota e) stato e consistenza delle opere di urbanizzazione
non superiore al 10 per cento del costo documentato di esistenti nelle diverse parti del territorio comunale.
86 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
2. Le determinazioni comunali di cui al comma 1 c) a far data dallintervenuto mutamento nei casi
danno conto in modo esplicito dellincidenza dei singoli diversi da quelli di cui alle lettere a) e b), ed accom-
fattori e non possono determinare variazioni superiori pagnata dallidentificazione dellimmobile o dellunit
al 90 per cento dei valori medi definiti in base alla de- immobiliare interessata.
liberazione della Giunta regionale di cui allarticolo 184,
comma 5. 7. Gli oneri di cui al comma 6, non possono in
ogni caso superare quelli previsti per gli interventi di
3. Per gli interventi nei piani per ledilizia economica ristrutturazione edilizia. I comuni, con la disciplina di
e popolare di cui allarticolo 117, il contributo di cui cui allarticolo 98, possono individuare fattispecie e
allarticolo 183 commisurato alla sola quota di cui zone in cui, al fine di agevolare il riequilibrio funzionale
allarticolo 184 ed assorbente del costo delle opere di o salvaguardare attivit di interesse sociale o culturale,
urbanizzazione di cui allarticolo 35, comma 8, lettera il mutamento di destinazione duso avviene a titolo gra-
a), e comma 12, della legge 22 ottobre 1971, n. 865 tuito.
(Programmi e coordinamento delledilizia residenziale
pubblica; norme sulla espropriazione per pubblica utilit; 8. I comuni, contestualmente alla disciplina di cui
modifiche ed integrazioni alla legge 17 agosto 1942, n. allarticolo 98 o con apposito atto, definiscono mediante
1150; legge 18 aprile 1962, n. 167; legge 29 settembre specifiche tabelle lincidenza degli oneri di urbanizzazione
1964, n. 847; ed autorizzazione di spesa per interventi primaria e secondaria in relazione:
straordinari nel settore delledilizia residenziale, age- a) alle destinazioni di zona previste dagli strumenti di
volata e convenzionata). pianificazione urbanistica;
b) alle destinazioni duso regolamentate che
4. Gli interventi nei piani per insediamenti produttivi comportano aumento dei carichi urbanistici;
di cui allarticolo 118, sono realizzati a titolo gratuito, c) alle previsioni di realizzazione di opere di urbaniz-
fatta eccezione per le destinazioni turistiche, commerciali, zazione primaria e secondaria contenute negli strumenti
direzionali, per le quali si applica larticolo 189, comma di pianificazione urbanistica.
2. Gli oneri per lurbanizzazione primaria e la competente
quota per la secondaria sono computati, per lintero, nel 9. Al di fuori dei casi di gratuit di cui allarticolo
costo relativo alla cessione dellarea in propriet o alla 188, il comune determina lincidenza delle opere di
concessione in diritto di superficie. Nel costo suddetto urbanizzazione primaria e secondaria, ai fini del calcolo
altres computata lincidenza degli oneri relativi alle del contributo di cui allarticolo 183, quando lintervento
opere di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi, sia relativo a:
liquidi e gassosi e di quelle necessarie alla sistemazione a) immobili soggetti alla disciplina del titolo IV, capo
dei luoghi ove siano alterate le caratteristiche. Tale III;
incidenza determinata dal comune sulla base dei para- b) ogni altro tipo di immobile per il quale il contributo
metri della tabella approvata con deliberazione della non sia altrimenti determinato.
Giunta regionale e soggetti agli aggiornamenti di cui
allarticolo 184. 10. Ai fini del presente articolo i volumi e le superfici
sono calcolati secondo le norme degli strumenti della
5. Nelle zone di espansione ed in quelle soggette pianificazione urbanistica oppure dei regolamenti edilizi
alla formazione di piani attuativi di iniziativa privata a comunali, nel rispetto del regolamento di cui allarticolo
carattere residenziale, direzionale, commerciale, turistico, 216.
industriale e artigianale, le opere di urbanizzazione pri-
maria sono eseguite a cura dei privati proponenti. In tal 11. A scomputo totale o parziale del contributo, ai
caso, la quota di oneri riferiti alla urbanizzazione primaria fini del rilascio del permesso di costruire o ai fini della
non pi dovuta. presentazione della SCIA, facolt dellinteressato ob-
bligarsi a realizzare direttamente le opere di urbaniz-
6. In caso di incremento dei carichi urbanistici, il zazione con le modalit e le garanzie stabilite dal co-
mutamento di destinazione duso degli immobili in as- mune, con conseguente acquisizione delle opere realiz-
senza di opere edilizie comporta la corresponsione del zate al patrimonio del comune.
contributo per oneri di urbanizzazione nella misura sta-
bilita dal comune. La corresponsione del contributo 12. Nellambito dei piani attuativi di cui al titolo V,
dovuta: capo II, dei progetti unitari convenzionati di cui allarticolo
a) al momento della presentazione della SCIA nei casi 121, nonch degli interventi in diretta attuazione dello
di cui allarticolo 135, comma 1, lettera b); strumento della pianificazione urbanistica comunale,
b) al momento della trasmissione della comunicazione lesecuzione diretta delle opere di urbanizzazione pri-
nei casi di cui allarticolo 136, comma 2, lettera g); maria di cui allarticolo 62, comma 5, di importo infe-
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 87
riore alla soglia di cui allarticolo 28, comma 1, lettera la scadenza del termine per il pagamento e non si applica
c), del d.lgs. 163/2006, funzionali allintervento di tra- la sanzione di cui al presente articolo.
sformazione urbanistica del territorio, effettuata dal
titolare del permesso di costruire. Art. 193
Vigilanza sullattivit urbanistico-edilizia
13. I comuni applicano la riduzione degli oneri di
urbanizzazione secondaria in misura crescente a seconda 1. Nel rispetto della normativa statale e regionale,
dei requisiti di accessibilit, adattabilit e visitabilit il comune esercita, anche secondo le modalit stabilite
dei nuovi edifici oltre i limiti obbligatori stabiliti dalla dallo statuto o dai regolamenti dellente, la vigilanza
normativa di riferimento in una misura non inferiore al sullattivit urbanistico-edilizia nel territorio comunale
20 per cento e non superiore al 70 per cento. per assicurarne la rispondenza:
a) alle norme di legge e di regolamento;
14. Con la deliberazione di cui allarticolo 184, comma b) alle prescrizioni degli strumenti della pianificazione
5, la Giunta regionale determina i criteri con cui i comuni territoriale degli strumenti della pianificazione urbanistica
applicano la riduzione degli oneri di urbanizzazione comunali e del regolamento edilizio;
secondaria di cui al comma 13, nonch la riduzione degli c) alle modalit esecutive fissate nel permesso di
oneri di urbanizzazione per gli interventi di rigenerazione costruire o nella SCIA.
urbana e la riduzione degli oneri di cui allarticolo 220,
comma 1. 2. Quando il comune accerta linizio o lesecuzione
di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate, da
15. Restano salve le agevolazioni previste da norma- leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche
vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilit, o destinate
tive speciali.
ad opere e spazi pubblici oppure ad interventi di edilizia
residenziale pubblica di cui alla l. 167/1962, nonch
Capo II
in tutti i casi di difformit dalle norme urbanistiche o
Vigilanza e sanzioni
dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici generali,
degli strumenti della pianificazione urbanistica o dei
Art. 192
regolamenti edilizi, ordina la demolizione e il ripristino
Sanzioni per il ritardato o omesso
dello stato dei luoghi. Qualora si tratti di aree assoggettate
versamento del contributo
alla tutela di cui alla l.r. 39/2000, alla legge regionale
23 maggio 2014, n. 27 (Disciplina dellesercizio delle
1. Il mancato versamento, nei termini di legge, del
funzioni in materia di demanio collettivo civico e diritti
contributo di cui agli articoli 184 e 195 comporta:
di uso civico) o appartenenti ai beni disciplinati dalla
a) laumento del contributo in misura pari al 10 per
legge 16 giugno 1927, n. 1766 (Conversione in legge del
cento qualora il versamento del contributo sia effettuato
regio decreto legge 22 maggio 1924, n. 751, riguardante
nei successivi centoventi giorni; il riordinamento degli usi civici), nonch delle aree
b) laumento del contributo in misura pari al 20 per sottoposte alla disciplina del Codice, il comune ordina
cento quando, superato il termine di cui alla lettera a), il la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi,
ritardo si protrae non oltre i successivi sessanta giorni; previa comunicazione alle amministrazioni competenti,
c) laumento del contributo in misura pari al 40 per le quali possono eventualmente intervenire, ai fini della
cento quando, superato il termine di cui alla lettera b), il demolizione, anche di propria iniziativa.
ritardo si protrae non oltre i successivi sessanta giorni.
3. Le misure di cui al comma 2, si applicano anche
2. Le misure di cui al comma 1, non si cumulano. quando il comune accerta, in una delle aree soggette ai
vincoli indicati al medesimo comma 2:
3. Nel caso di pagamento rateizzato, gli aumenti di a) linizio o lesecuzione di uno degli interventi di
cui al comma 1 si applicano ai ritardi nei pagamenti delle attivit edilizia libera di cui allarticolo 136;
singole rate, fatto salvo quanto previsto al comma 5. b) lassenza dei presupposti di cui allarticolo 136,
comma 1.
4. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1,
lettera c), il comune provvede alla riscossione coattiva 4. Ferma rimanendo lipotesi prevista dal comma 2,
del complessivo credito. qualora sia constatata dai competenti uffici comunali,
dufficio o su segnalazione dei cittadini, linosservanza
5. Qualora siano state prestate garanzie fideiussorie delle norme, delle prescrizioni e delle modalit di cui al
che consentano lescussione immediata e diretta per comma 1, il comune ordina limmediata sospensione dei
ciascuna rata, il comune riscuote gli importi dovuti dopo lavori, che ha effetto fino alladozione dei provvedimenti
88 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
definitivi di cui agli articoli del presente capo, da adottare dal permesso di costruire quelli che comportano la
e notificare entro quarantacinque giorni dallordine di realizzazione di un organismo edilizio integralmente
sospensione dei lavori. diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche
o di utilizzazione da quello oggetto del permesso di
5. Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei costruire stesso, oppure lesecuzione di volumi edilizi
luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un
il corrispondente titolo abilitativo o la sua riproduzione organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza
in conformit a quanto previsto dallarticolo 6 del d.p.r. ed autonomamente utilizzabile.
445/2000, oppure non sia apposto il prescritto cartello,
oppure in tutti gli altri casi di presunta violazione 2. Il comune, accertata lesecuzione di interventi in
urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione assenza di permesso di costruire, in totale difformit dal
allautorit giudiziaria, alla provincia e al comune che medesimo, oppure con le variazioni essenziali di cui
verifica, entro trenta giorni, la regolarit delle opere e allarticolo 197, ingiunge al proprietario e al responsabile
dispone gli atti conseguenti. dellabuso la rimozione o la demolizione, indicando nel
provvedimento larea che acquisita di diritto in caso di
6. In caso dinerzia protrattasi per quindici giorni dalla inottemperanza, ai sensi del comma 3.
data di constatazione della inosservanza delle disposizioni
di cui al presente articolo oppure protrattasi oltre il termine 3. Se il responsabile dellabuso non provvede alla
stabilito dal comma 4, la provincia, nei successivi trenta demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine
giorni, adotta i provvedimenti eventualmente necessari di novanta giorni dallingiunzione, il bene e larea di
dandone contestuale comunicazione alla competente au- sedime, nonch quella necessaria, secondo le prescrizioni
torit giudiziaria.
urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle
abusive, sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio
7. Nei territori disciplinati dai piani dei parchi
del comune. Larea acquisita non pu comunque essere
regionali soggetti al vincolo paesaggistico, tutte le
superiore a dieci volte la complessiva superficie utile lorda
funzioni di vigilanza attribuite al comune dal presente
abusivamente costruita.
articolo sono svolte dallente parco. I proventi derivanti
dallapplicazione delle sanzioni pecuniarie per le viola-
4. Laccertamento dellinottemperanza allingiunzione
zioni commesse nelle aree contigue sono riscossi dallente
a demolire, nel termine di cui al comma 3, previa notifica
parco ed impiegati per opere ed interventi di tutela
allinteressato, costituisce titolo per limmissione nel
ambientale da definire dintesa con i comuni interessati.
possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che
deve essere eseguita gratuitamente.
Art. 194
Vigilanza su opere di amministrazioni statali
5. Lopera acquisita demolita con ordinanza del
1. Per le opere eseguite da amministrazioni statali, comune a spese dei responsabili dellabuso, salvo che
qualora ricorrano le ipotesi di cui allarticolo 193, il il comune non dichiari lesistenza di prevalenti interessi
comune informa immediatamente il Presidente della pubblici e sempre che lopera non contrasti con rilevanti
Giunta regionale e il Ministro delle infrastrutture e dei interessi urbanistici o ambientali.
trasporti, al quale compete, dintesa con il Presidente
della Giunta regionale, ladozione dei provvedimenti 6. Per gli interventi abusivamente eseguiti su terreni
previsti dallo stesso articolo 193. soggetti, in base a leggi statali o regionali, a vincolo
di inedificabilit, lacquisizione gratuita, nel caso di
Art. 195 inottemperanza allingiunzione di demolizione, si ve-
Responsabilit del titolare, del committente, del rifica di diritto a favore delle amministrazioni cui com-
costruttore e del direttore dei lavori pete la vigilanza sullosservanza del vincolo. Tali am-
ministrazioni provvedono alla demolizione delle opere
1. Ai fini della disciplina delle responsabilit dei titolari abusive ed al ripristino dello stato dei luoghi a spese
di permesso di costruire o di SCIA, dei committenti, dei responsabili dellabuso. Nellipotesi di concorso dei
costruttori e direttori dei lavori, si applica larticolo 29 vincoli, lacquisizione si verifica a favore del patrimonio
del d.p.r. 380/2001. del comune.

Art. 196 7. Il comune redige e pubblica mensilmente, me-


Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, diante affissione allalbo comunale, i dati relativi agli
in totale difformit o con variazioni essenziali immobili e alle opere realizzati abusivamente, oggetto
dei rapporti degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria
1. Sono interventi eseguiti in totale difformit e delle relative ordinanze di sospensione e trasmette i
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 89
dati anzidetti allautorit giudiziaria competente, alla edilizia antisismica, quando la stessa non attenga a fatti
provincia e, tramite lufficio territoriale del governo, al procedurali.
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
2. Le variazioni concernenti la superficie e laltezza
8. Le disposizioni dei commi 3, 4 e 5, non si ap- costituiscono variazioni essenziali anche se inferiori ai
plicano: limiti di cui al comma 1, lettere b), c) e d), ove comportino
a) nei casi di incrementi volumetrici, comunque aumento del numero dei piani o delle unit immobiliari.
denominati, realizzati in sopraelevazione o comunque
non comportanti ampliamento dellarea di sedime del 3. Non possono ritenersi comunque variazioni es-
fabbricato, eseguiti in assenza di permesso di costruire, senziali quelle che incidono sullentit delle superfici
in totale difformit o con variazioni essenziali. In tali relative ai vani accessori e ai volumi tecnici, nonch sulla
ipotesi, il comune provvede ai sensi dellarticolo 199; distribuzione interna delle singole unit abitative.
b) per aumenti di superficie utile realizzati allinterno
dellinvolucro edilizio previsto dal permesso di co- 4. Gli interventi di cui al comma 1, effettuati su
struire. immobili sottoposti a vincolo storico, artistico, archi-
tettonico, archeologico, paesaggistico ed ambientale o su
9. Resta escluso qualsiasi effetto di sanatoria am- immobili ricadenti nei parchi o in aree protette nazionali
ministrativa in materia edilizia in dipendenza del tra- e regionali, sono considerati in totale difformit dal
sferimento a soggetti privati di aree gi demaniali. permesso di costruire.

Art. 197 Art. 198


Determinazione delle variazioni essenziali Tolleranze di costruzione

1. Ai fini dellapplicazione degli articoli 196 e 199, 1. Ai fini dellapplicazione della disciplina di cui
fermo restando quanto previsto dallarticolo 198, co- agli articoli 206 e 209, non si ha parziale difformit dal
stituiscono variazioni essenziali al progetto approvato le permesso di costruire oppure dalla SCIA, qualora proposta
opere abusivamente eseguite nel corso dei lavori quando in conformit con gli strumenti della pianificazione
si verifichi una delle seguenti condizioni: territoriale e urbanistica comunali adottati o approvati
a) un mutamento della destinazione duso che implichi e con il vigente regolamento edilizio, in presenza di
altra destinazione non consentita dallo strumento della violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie co-
pianificazione territoriale oppure dagli strumenti della perta che non eccedano per singola unit immobiliare il 2
pianificazione urbanistica vigenti o adottati, oppure dalla per cento delle misure progettuali.
disciplina di cui allarticolo 98;
b) un incremento della volumetria complessiva con Art. 199
aumento della superficie utile con destinazione residen- Interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti in assenza
ziale in misura superiore: di titolo o in totale difformit o con variazioni essenziali
1) al 5 per cento da 0 a 300 metri quadrati;
2) al 2 per cento per la parte eccedente 300 metri 1. Gli interventi e le opere di ristrutturazione edilizia
quadrati; di cui allarticolo 134, comma 1, lettera h), e allarticolo
c) un incremento della volumetria complessiva con 135, comma 2, lettera d), nei casi in cui ricorrano le
aumento della superficie utile con destinazione diversa condizioni di cui allarticolo 10, comma 1, lettera c), del
da quella residenziale in misura superiore: d.p.r. 380/2001, laddove eseguiti in assenza di titolo, in
1) al 5 per cento da 0 a 400 metri quadrati; totale difformit da esso o con variazioni essenziali, sono
2) al 2 per cento per la parte eccedente 400 metri demoliti oppure rimossi e gli edifici sono resi conformi
quadrati; alle prescrizioni degli strumenti della pianificazione
d) la modifica dellaltezza delledificio in misura urbanistica comunali entro il termine stabilito dal comune
superiore a 30 centimetri qualora laltezza delledificio con propria ordinanza, decorso il quale lordinanza stessa
sia stata prescritta in relazione a quella di altri edifici; eseguita a cura del comune e a spese dei responsabili
e) la riduzione delle distanze minime delledificio dellabuso.
fissate nel permesso di costruire dalle altre costruzioni
e dai confini di propriet, in misura superiore al 10 per 2. Qualora, sulla base di motivato accertamento
cento, oppure in misura superiore a 20 centimetri dalle dellufficio tecnico comunale, il ripristino dello stato dei
strade pubbliche o di uso pubblico, qualora lallineamento luoghi non sia possibile, il comune irroga una sanzione
delledificio sia stato prescritto in relazione a quello di pecuniaria pari al doppio dellaumento di valore venale
altri edifici; dellimmobile, conseguente alla realizzazione delle ope-
f) la violazione delle norme vigenti in materia di re, determinato a cura dellufficio tecnico comunale. La
90 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
sanzione pecuniaria di cui al presente comma in ogni urbanistica comunali o dei regolamenti edilizi, sono demo-
caso in misura non inferiore a euro 516,00. liti oppure rimossi e gli edifici o aree sono resi conformi a
dette prescrizioni entro il termine stabilito dal comune con
3. Qualora le opere siano state eseguite su immobili ordinanza, decorso il quale lordinanza stessa eseguita a
vincolati ai sensi della parte II del Codice e incidano sui cura del comune e a spese dei responsabili dellabuso.
beni oggetto di tutela, lamministrazione competente a
vigilare sullosservanza del vincolo, salva lapplicazione 4. Ove gli interventi ed opere di cui al comma 3, siano
di altre misure e sanzioni previste dalla normativa, ordina stati eseguiti a seguito di presentazione di una SCIA,
la restituzione in pristino a cura e spese del responsabile ladozione dei provvedimenti sanzionatori subordinata
dellabuso, indicando criteri e modalit diretti a rico- allaccertamento da parte del comune dellimpossibilit
stituire loriginario organismo edilizio, ed irroga una di conformazione dellintervento segnalato alla normativa
sanzione pecuniaria da euro 1.033,00 a euro 10.329,00. vigente. In detta ipotesi, il comune individua le opere e le
modalit esecutive necessarie per conformare alle norme
4. In caso di inerzia si applicano le disposizioni di cui urbanistiche o alle prescrizioni degli strumenti della
allarticolo 193, comma 6. pianificazione urbanistica comunali adottati o approvati o
dei regolamenti edilizi lintervento segnalato e ne ordina
5. Fatti salvi i casi in cui si provvede alla restituzione allinteressato lesecuzione entro un termine perentorio,
in pristino, comunque corrisposto il contributo di cui al comunque non inferiore a trenta giorni.
capo I, se dovuto.
5. Quando gli interventi ed opere realizzati in assenza
Art. 200 di SCIA o in difformit da essa risultino eseguiti su
Interventi eseguiti in assenza immobili comunque vincolati da leggi statali e regionali
di SCIA o in difformit da essa nonch da altre norme urbanistiche vigenti e incidano sui
beni oggetto di tutela, lautorit competente alla tutela del
1. Lesecuzione degli interventi ed opere di cui vincolo, salva lapplicazione di altre misure e sanzioni
alle lettere a) e b), in assenza di SCIA o in difformit previste da norme vigenti, irroga una sanzione pecuniaria
da essa comporta la sanzione pecuniaria pari al dop- da euro 1.033,00 a euro 20.670,00 e pu ordinare la
pio dellaumento del valore venale dellimmobile va- restituzione in pristino a cura e spese del contravventore
lutato dallufficio tecnico comunale conseguente alla anche nei casi di cui al comma 1.
realizzazione delle opere stesse e, comunque, in misura
non inferiore a euro 516,00 qualora tali interventi ed 6. Qualora, sulla base di motivato accertamento
opere non risultino difformi rispetto alle norme urba- eseguito o verificato dallufficio tecnico comunale, la
nistiche o alle prescrizioni degli strumenti della pia- demolizione o rimozione non sia possibile, il comune
nificazione urbanistica comunali adottati o approvati o applica una sanzione pari al doppio dellaumento del
dei regolamenti edilizi: valore venale dellimmobile conseguente alla realizza-
a) gli interventi ed opere di cui allarticolo 135, zione delle opere, valutato dallufficio tecnico comunale,
comma 1, lettere a), c), d) ed e), e comma 2, lettere a), b), e comunque in misura non inferiore a euro 516,00.
c), e), f), g), h) ed i);
b) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui 7. Fatti salvi i casi in cui si provvede alla restituzione
allarticolo 135, comma 2, lettera d), nei casi in cui non in pristino, da corrispondere il contributo di cui al capo
ricorrano le condizioni di cui allarticolo 10, comma 1, I, se dovuto.
lettera c), del d.p.r. 380/2001.
Art. 201
2. In caso di SCIA in corso di esecuzione degli Interventi di attivit edilizia libera realizzati in
interventi ed opere di cui al comma 1, presentata prima difformit dalle norme urbanistiche e dalle prescrizioni
delle contestazioni di cui allarticolo 193, commi 3 e 4, degli strumenti urbanistici dei comuni
la sanzione di cui al comma 1 applicata nella misura
minima. La sanzione non applicabile qualora le opere 1. Le opere e interventi di cui allarticolo 136,
siano eseguite in assenza di SCIA in dipendenza di ove eseguiti in difformit dalle norme urbanistiche o
calamit naturali o di avversit atmosferiche dichiarate dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici generali,
di carattere eccezionale in base alla normativa di rife- degli strumenti della pianificazione urbanistica o dei
rimento. regolamenti edilizi, sono demoliti oppure rimossi e gli
edifici o aree sono resi conformi a dette norme e pre-
3. Gli interventi ed opere di cui al comma 1, lettere a) scrizioni entro il termine stabilito dal comune con ordi-
e b), ove eseguiti in difformit dalle norme urbanistiche nanza, decorso il quale lordinanza stessa eseguita a
o dalle prescrizioni degli strumenti della pianificazione cura del comune e a spese dei responsabili dellabuso.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 91
2. Qualora, sulla base di motivato e preventivo ac- Art. 203
certamento eseguito o verificato dallufficio tecnico Regolarizzazione della SCIA o mancata dichiarazione
comunale, la demolizione o rimozione non sia possibile, il attinente a variazioni catastali. Disciplina delle sanzioni
comune applica una sanzione pari al doppio dellaumento
del valore venale dellimmobile conseguente alla realiz- 1. La mancata regolarizzazione nel termine asse-
zazione delle opere, valutato dallufficio tecnico comunale, gnato ai sensi dellarticolo 145, comma 8, comporta lap-
e comunque in misura non inferiore a euro 516,00. plicazione della sanzione pecuniaria di euro 516,00.

3. Fatti salvi i casi in cui si provvede alla restituzione 2. Il mancato deposito della ricevuta dellavvenuta
in pristino, da corrispondere il contributo di cui al capo presentazione della variazione catastale oppure della
I, se dovuto. dichiarazione di cui allarticolo 145, comma 10, comporta
lapplicazione della sanzione di euro 516,00.
Art. 202
Mutamenti della destinazione duso senza opere Art. 204
edilizie realizzati in assenza o in difformit dalla SCIA. Annullamento del permesso di costruire
Disciplina delle sanzioni
1. In caso di annullamento del permesso di costruire
1. Ai mutamenti di destinazione duso senza opere si applica larticolo 38 del d.p.r. 380/2001.
edilizie, eseguiti in assenza o in difformit dalla SCIA
nelle aree e per le fattispecie disciplinate ai sensi del- 2. La valutazione del valore venale delle opere abu-
larticolo 98, sono applicate le seguenti sanzioni: sivamente eseguite compiuta dal dallufficio tecnico
a) nel caso in cui il mutamento della destinazione duso
comunale.
risulti compatibile con la disciplina della distribuzione
e localizzazione delle funzioni, da euro 300,00 a euro
3. La sanzione pecuniaria non pu comunque essere
1.200,00 oltre al doppio del contributo dovuto di cui
inferiore a euro 516,00.
allarticolo 191;
b) nel caso che il mutamento di destinazione duso
4. Qualora sia disposta la restituzione in pristino,
non sia compatibile con la disciplina di cui allarticolo
dovuta la restituzione dei contributi gi versati al comune
98:
per le corrispondenti opere.
1) euro 120,00 per ogni metro quadrato di superficie
utile lorda per gli immobili con utilizzazione finale
Art. 205
residenziale, ed euro 12,00 per ogni metro quadrato di
Annullamento del permesso di costruire
superficie utile lorda, limitatamente allunit immobiliare
da parte della Regione
adibita ad abitazione principale del proprietario; oltre, in
entrambi i casi, al pagamento del doppio del contributo
massimo previsto dalle tabelle di cui allarticolo 184 per i 1. La Regione esercita le funzioni di cui allarticolo 39
mutamenti di destinazione duso a fini residenziali; del d.p.r. 380/2001, per annullare i permessi di costruire
2) euro 120,00 per ogni metro quadrato di superficie che hanno ad oggetto gli interventi di nuova edificazione,
utile lorda per gli immobili con utilizzazione finale ristrutturazione urbanistica o sostituzione edilizia, rila-
commerciale, direzionale o turistico-ricettiva; sciati in violazione degli strumenti della pianificazione
3) euro 30,00 per ogni metro quadrato di superficie urbanistica, qualora detti interventi ricadano in aree
utile lorda per gli immobili con utilizzazione finale interessate dai vincoli di cui agli articoli 136 e 142 del
industriale o artigianale; Codice, o in aree interessate da specifiche disposizioni di
4) euro 6,00 per ogni metro quadrato di superficie utile tutela, in adeguamento alla disciplina paesaggistica del
lorda per gli immobili con utilizzazione finale agricola; PIT oppure qualora essi incidano sulligiene pubblica,
c) nel caso di utilizzazione di terreni inedificati sul decoro pubblico e sulla pubblica sanit.
difforme dalle disposizioni contenute nella disciplina
della distribuzione e localizzazione delle funzioni da 2. La Regione esercita le funzioni di cui allarticolo
euro 600,00 a euro 3.600,00. 39 del d.p.r. 380/2001 per dichiarare linefficacia delle
SCIA aventi ad oggetto interventi in violazione degli
2. Contestualmente allapplicazione della sanzione, strumenti della pianificazione urbanistica, qualora ricor-
nel caso di cui al comma 1, lettera b), numeri 2), 3), 4), rano entrambe le condizioni di seguito indicate:
e nel caso di cui al comma 1, lettera c), il comune ordina a) abbiano ad oggetto interventi che ricadono in aree
la cessazione dellutilizzazione difforme dellimmobile, interessate dai vincoli di cui agli articoli 136 e 142 del
disponendo che questa avvenga entro il termine massimo Codice, o in aree interessate da specifiche disposizioni
di un anno. di tutela, in adeguamento alla disciplina paesaggistica
92 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
del PIT oppure incidenti sulligiene pubblica, sul decoro 3. Le sanzioni previste dal presente articolo si ap-
pubblico e sulla pubblica sanit; plicano anche agli interventi e alle opere di cui allarticolo
b) abbiano ad oggetto gli interventi di cui allarticolo 135, comma 2, lettera d), eseguiti in parziale difformit
135, comma 2, lettera d), se detti interventi comportano: dalla SCIA, nei casi in cui ricorrano le condizioni di cui
1) aumento delle unit immobiliari; allarticolo 10, comma 1, lettera c), del d.p.r. 380/2001.
2) modifiche del volume;
3) modifica dei prospetti o delle superfici; 4. Ai fini dellapplicazione del presente articolo, non
4) mutamento delle destinazioni duso, limitatamente si ha parziale difformit dal titolo abilitativo in presenza
agli immobili ricadenti nelle zone omogenee A, o ad di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie
esse assimilate dagli strumenti della pianificazione urba- coperta che non eccedano per singola unit immobiliare
nistica comunali. il 2 per cento delle misure progettuali.

3. La Regione esercita le funzioni di cui al comma Art. 207


2, qualora ricorrano le condizioni ivi previste, con Sanzioni per opere ed interventi edilizi
riferimento alle denunce di inizio attivit presentate ai abusivi anteriori al 1 settembre 1967
sensi della normativa vigente al momento della loro pre-
sentazione. 1. Con riferimento alle opere ed interventi edilizi
eseguiti ed ultimati in data anteriore al 1 settembre 1967,
4. In presenza di istanze o esposti diretti ad ottenere data di entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n.
lesercizio delle funzioni di cui ai commi 1, 2 e 3, la 765 (Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica 17
Regione richiede al comune la documentazione necessaria agosto 1942, n. 1150), in assenza di titolo abilitativo o in
al fine di accertare la sussistenza delle condizioni per
difformit dal medesimo, ricadenti allepoca allinterno
avviare il procedimento. Il comune trasmette senza
della perimetrazione dei centri abitati, il comune valuta
indugio alla Regione la documentazione richiesta.
prioritariamente la sussistenza dellinteresse pubblico
Lavvio del procedimento regionale comunicato agli
al ripristino della legalit urbanistica violata mediante
interessati ed al comune ai fini delleventuale esercizio
rimessione in pristino. Qualora il comune valuti che tale
del potere di autotutela. Lattivit istruttoria della Regione
interesse sussista, applica, a seconda dei casi, le sanzioni
completata nel termine di sei mesi dal ricevimento di
di cui agli articoli 196, 199, 200 e 206.
tutta la documentazione necessaria.
2. Qualora per le opere ed interventi edilizi di cui
5. Ove a seguito del completamento dellattivit
al comma 1, il comune non ravvisi la sussistenza del-
istruttoria sia riscontrata la sussistenza dei presupposti per
linteresse pubblico alla rimessione in pristino:
lesercizio delle funzioni di cui allarticolo 39 del d.p.r.
a) alle opere ed interventi in contrasto con gli
380/2001, la Regione provvede alla contestazione nei
confronti degli interessati ed assume le determinazioni strumenti urbanistici comunali, il comune applica una
conclusive entro i successivi diciotto mesi. sanzione pecuniaria pari allincremento di valore venale
dellimmobile conseguente alla realizzazione dellopera,
Art. 206 ridotto della met. La sanzione non pu essere in ogni
Interventi eseguiti in parziale difformit caso inferiore ad euro 1.000,00, e non pu essere superiore
dal permesso di costruire ad euro 3.000,00. Oltre alla sanzione prescritta la
corresponsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti;
1. Gli interventi e le opere eseguiti in parziale dif- b) alle opere ed interventi conformi agli strumenti
formit dal permesso di costruire sono rimossi o demoliti urbanistici comunali, il comune applica una sanzione
a cura e spese dei responsabili dellabuso entro il termine pecuniaria non superiore ad euro 500,00, oltre ai contri-
congruo, comunque non superiore a centoventi giorni, buti di cui al capo I, se dovuti.
fissato dalla relativa ordinanza del comune. Decorso tale
termine sono rimossi o demoliti a cura del comune e a 3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2,
spese dei medesimi responsabili dellabuso. non determina la legittimazione dellabuso.

2. Qualora, sulla base di motivato e preventivo ac- 4. Le opere ed interventi eseguiti ed ultimati in data
certamento eseguito o verificato dallufficio tecnico co- anteriore al 1 settembre 1967 in assenza di titolo abi-
munale, la demolizione non possa avvenire senza pre- litativo o in difformit dal medesimo, qualora allepoca
giudizio della parte eseguita in conformit, il comune della realizzazione risultavano ricadenti allesterno della
applica una sanzione pari al doppio dellaumento del perimetrazione dei centri abitati, sono da considerarsi con-
valore venale dellimmobile conseguente alla realizza- sistenze legittime dal punto di vista urbanistico-edilizio.
zione delle opere, valutato dallufficio tecnico comunale,
e, comunque, in misura non inferiore ad euro 516,00. 5. Lavvenuta ultimazione delle opere ed interventi entro
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 93
il termine temporale specificato ai commi 1 e 4, nonch la b) alle opere ed interventi realizzati in assenza di
collocazione dei medesimi in relazione alla perimetrazione titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti
dei centri abitati, sono comprovate dal proprietario o altro urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria
soggetto avente titolo mediante adeguata documentazione, non inferiore ad euro 1.500,00 e non superiore ad euro
quali riprese fotografiche, estratti cartografici, planimetrie 4.500,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti;
catastali, documenti darchivio, o altro mezzo idoneo. c) alle opere ed interventi realizzati in difformit
Non assumono valore di prova ai fini delle disposizioni di dal titolo abilitativo ed in contrasto con gli strumenti
cui al presente articolo le prove testimoniali. Nel caso in urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria
cui il comune, anche alla luce delle risultanze istruttorie pari allincremento di valore venale dellimmobile
dei competenti uffici, ritenga che la documentazione conseguente alla realizzazione dellopera, ridotto della
prodotta dallinteressato contenga in tutto o in parte dati ed met, valutato dallufficio tecnico comunale. La sanzione
elementi non corrispondenti al vero e tali da determinare la non pu essere inferiore ad euro 2.000,00 e superiore
violazione delle disposizioni di cui al presente articolo, ne ad euro 6.000,00. Oltre alla sanzione, prescritta la
d contestuale notizia allautorit giudiziaria. corresponsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti;
d) alle opere ed interventi realizzati in difformit dal
6. Sono fatte salve le disposizioni relative a vincoli titolo abilitativo che risultino conformi agli strumenti
imposti da leggi statali e regionali a tutela di interessi urbanistici comunali, si applica una sanzione pecuniaria
storici, artistici, architettonici, archeologici, paesaggistici, non inferiore ad euro 1.000,00 e non superiore ad euro
ambientali, idrogeologici, nonch ogni altro vincolo che 3000,00, oltre ai contributi di cui al capo I, se dovuti.
comporti linedificabilit delle aree.
3. La corresponsione delle somme di cui al comma 2,
7. Il piano operativo pu assoggettare a specifica non determina la legittimazione dellabuso.
disciplina le consistenze edilizie oggetto delle sanzioni
di cui al comma 2. In assenza di specifica disciplina su 4. Lavvenuta esecuzione ed ultimazione delle opere
tali consistenze non sono consentiti interventi comportanti ed interventi nei termini di cui al comma 1 comprovata
demolizione e ricostruzione, mutamento della destinazione dal proprietario o altro soggetto avente titolo mediante
duso, aumento del numero delle unit immobiliari, incre- adeguata documentazione, quali riprese fotografiche,
mento di superficie utile lorda o di volume. estratti cartografici, planimetrie catastali, documenti
darchivio, o altro mezzo idoneo. Non assumono valore di
Art. 208 prova ai fini delle disposizioni di cui al presente articolo
Sanzioni per opere ed interventi edilizi le prove testimoniali. Nel caso in cui il comune, anche
abusivi anteriori al 17 marzo 1985 alla luce delle risultanze istruttorie dei competenti uffici,
ritenga che la documentazione prodotta dallinteressato
1. Per le opere ed interventi edilizi eseguiti ed ultimati contenga in tutto o in parte dati ed elementi non cor-
in data successiva al 1 settembre 1967 ed anteriore al 17 rispondenti al vero e tali da determinare la violazione
marzo 1985, data di entrata in vigore della legge 28 febbraio delle disposizioni di cui al presente articolo, ne d
1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dellattivit contestuale notizia allautorit giudiziaria.
urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle
opere abusive), in assenza o in difformit dal titolo 5. Sono fatte salve le disposizioni relative a vincoli
abilitativo, il comune valuta la sussistenza dellinteresse imposti da leggi statali o regionali a tutela di interessi
pubblico al ripristino della legalit urbanistica violata storici, artistici, architettonici, archeologici, paesaggistici,
mediante rimessione in pristino. Qualora tale interesse ambientali, idrogeologici, nonch ogni altro vincolo che
sussista il comune applica, a seconda dei casi, le sanzioni comporti linedificabilit delle aree.
di cui agli articoli 196, 199, 200 e 206.
6. Il piano operativo pu assoggettare a specifica
2. Qualora per le opere ed interventi edilizi di cui al disciplina le consistenze edilizie oggetto delle sanzioni
comma 1, il comune non ravvisi la sussistenza dellin- di cui al comma 2. In assenza di specifica disciplina su
teresse pubblico alla rimessione in pristino: tali consistenze non sono consentiti interventi comportanti
a) alle opere ed interventi realizzati in assenza demolizione e ricostruzione, mutamento della destinazione
di titolo abilitativo ed in contrasto con gli strumenti duso, aumento del numero delle unit immobiliari,
urbanistici comunali applica una sanzione pecuniaria incremento di superficie utile lorda o di volume.
pari allincremento di valore venale dellimmobile con-
seguente alla realizzazione dellopera. La sanzione non Art. 209
pu essere inferiore ad euro 3.000,00 e superiore ad Accertamento di conformit
euro 9.000,00. Oltre alla sanzione, prescritta la cor-
responsione dei contributi di cui al capo I, se dovuti; 1. Fermo restando quanto previsto allarticolo 182,
94 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
in caso di interventi realizzati in assenza di permesso di 6. Sulla richiesta di attestazione di conformit in sa-
costruire, o in difformit da esso, oppure in assenza di natoria il comune si pronuncia entro i sessanta giorni
SCIA o in difformit da essa, lavente titolo pu ottenere successivi alla presentazione dellistanza o dal ricevimento
il permesso di costruire o lattestazione di conformit della documentazione integrativa richiesta dal responsabile
rilasciati dal comune in sanatoria quando lintervento del procedimento. Il rilascio della sanatoria subordinato
realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica al pagamento, a titolo di sanzione amministrativa, di una
ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione somma determinata dal comune stesso, da euro 516,00 a euro
dello stesso che al momento della presentazione della 5.164,00 in ragione della natura e consistenza dellabuso.
domanda. Listanza di sanatoria pu essere proposta:
a) per le fattispecie di cui allarticolo 196, fino alla 7. Il rilascio del permesso di costruire o dellattestazione
notifica dellaccertamento dellinottemperanza allin- di conformit in sanatoria comporta inoltre il pagamento
giunzione a demolire, di cui al comma 4 del medesimo dei contributi di cui al capo I, se dovuti.
articolo;
b) per le fattispecie di cui allarticolo 199 e 206, 8. Il rilascio del permesso di costruire o dellattestazione
fino alla rimozione o demolizione delle opere abusive. di conformit in sanatoria ai sensi del presente articolo,
In ipotesi di applicazione delle sanzioni pecuniarie per opere eseguite su immobili o aree soggetti a tutela
sostitutive della rimessa in pristino, anche ad avvenuto paesaggistica ai sensi della parte III del Codice, con-
pagamento della sanzione irrogata dal comune, purch in sentito esclusivamente a seguito della irrogazione delle
presenza dei presupposti di cui al presente comma; sanzioni pecuniarie previste dallarticolo 167 del Codice
c) per le fattispecie di cui allarticolo 200, comma 1, medesimo.
anche ad avvenuto pagamento della sanzione pecuniaria
Art. 210
irrogata dal comune.
Opere eseguite su suoli di propriet
dello Stato o di enti pubblici
2. In presenza dei presupposti di cui al comma 1,
allistanza di sanatoria consegue:
1. Qualora sia accertata la realizzazione, da parte
a) il rilascio del permesso di costruire in sanatoria per
di soggetti diversi da quelli aventi titolo, su suoli del
gli interventi ed opere di cui allarticolo 134, nonch per
demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici,
gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa di
di interventi in assenza di permesso di costruire o di
cui allarticolo 135, comma 2, lettere d), nei casi in cui
SCIA oppure in totale o parziale difformit dagli stessi,
ricorrano le condizioni di cui allarticolo 10, comma 1,
il comune, previa diffida non rinnovabile, ordina al re-
lettera c), del d.p.r. 380/2001;
sponsabile dellabuso la demolizione ed il ripristino
b) il rilascio dellattestazione di conformit in
dello stato dei luoghi, dandone comunicazione allente
sanatoria per gli interventi ed opere previsti dallarticolo
proprietario del suolo.
135, diversi da quelli di cui alla lettera a).
2. La demolizione eseguita a cura del comune ed a
3. Alle istanze di sanatoria di cui al comma 1, si spese dei responsabili dellabuso.
applicano le misure di salvaguardia previste dalla nor-
mativa vigente. Listanza di sanatoria deve essere cor- Art. 211
redata di tutta la documentazione di cui agli articoli 142 Disposizioni per le varianti in corso dopera
e 145 necessaria per le verifiche di conformit da parte
del comune. 1. Non si procede alla demolizione oppure allap-
plicazione delle sanzioni di cui al presente capo nel
4. Sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria caso di realizzazioni di varianti in corso dopera, purch
il comune si pronuncia entro i sessanta giorni successivi sussistano tutte le condizioni di cui allarticolo 143,
alla presentazione dellistanza o dal ricevimento della commi 1 e 2, fermo restando lobbligo del deposito dello
documentazione integrativa richiesta dal responsabile stato finale dellopera di cui allarticolo 143, comma 3.
del procedimento. Decorso il termine per ladozione del
provvedimento conclusivo detta domanda si intende re- 2. Le varianti non devono comunque riguardare im-
spinta. mobili per i quali non sono consentiti interventi eccedenti
la categoria del restauro e risanamento conservativo, cos
5. Il rilascio in sanatoria del permesso di costruire come definito dallarticolo 135, comma 2, lettera c).
subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, di una
somma pari a quella prevista dal capo I e comunque Art. 212
in misura non inferiore a euro 516,00. Nellipotesi di Demolizione di opere abusive
intervento realizzato in parziale difformit, loblazione
calcolata con riferimento alla parte di opera difforme. 1. Il comune dispone la demolizione di opere abusive
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 95
previa valutazione tecnico-economica redatta dal com- delle norme contenute nel titolo VI, capo V, sono passibili
petente ufficio. di sanzione pecuniaria da euro 200,00 ad euro 5.000,00.

2. Nel caso di impossibilit di affidamento dei lavori di 2. Allirrogazione delle sanzioni di cui al comma 1,
demolizione il comune ne d notizia allufficio territoriale provvede la struttura regionale competente.
del Governo ai fini dellapplicazione dellarticolo 41 del
d.p.r. 380/2001. Art. 215
Sanzioni amministrative per violazione
Art. 213 dellarticolo 141, comma 13
Sospensione o demolizione di interventi
abusivi da parte della Regione 1. La mancata realizzazione delle misure di cui
allarticolo 141, comma 13, oppure la loro realizzazione
1. In caso di interventi eseguiti in assenza di permesso difforme dalle modalit indicate nel regolamento di cui
di costruire o in contrasto con questo o con le prescrizioni allarticolo 141, comma 15, comporta:
degli strumenti della pianificazione urbanistica comunali a) lirrogazione di una sanzione amministrativa pe-
o della normativa urbanistico edilizia in aree demaniali cuniaria in misura pari ad euro 9,00 per metro quadrato
oppure soggette a vincolo paesaggistico, qualora il di prospetto, da calcolarsi sulla superficie complessiva
comune non abbia provveduto entro i termini stabiliti, delle facciate del fabbricato, comprese quelle rivolte
la Regione pu disporre la sospensione o la demolizione su chiostrine o cortili interni. Ai fini del calcolo si
delle opere eseguite. Il provvedimento di demolizione considerano le sole facciate sottostanti la porzione di
adottato entro tre anni dalla dichiarazione di agibilit copertura interessata dallintervento;
dellintervento. b) la prescrizione diretta a conformarsi, entro un
termine da essa fissato, alle disposizioni recate dal rego-
2. Il provvedimento di sospensione o di demolizione lamento di cui allarticolo 141, comma 15. Tale termine
notificato al titolare del permesso o, in mancanza di pu essere prorogato per una sola volta su richiesta
questo, al committente, al costruttore e al direttore dei motivata del soggetto interessato.
lavori. Lo stesso provvedimento comunicato inoltre al
comune. 2. La mancata ottemperanza alla prescrizione di cui al
comma 1, lettera b), entro il termine in essa fissato, o in
3. La sospensione non pu avere una durata superiore quello prorogato, comporta lirrogazione della sanzione
a tre mesi dalla data della notifica entro i quali sono pecuniaria in misura doppia rispetto a quanto stabilito al
adottati le misure necessarie per eliminare le ragioni della comma 1, lettera a).
difformit, oppure, ove non sia possibile leliminazione
della suddetta difformit, per la rimessa in pristino. 3. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2, sono irrogate ai
seguenti soggetti, solidalmente responsabili:
4. Con il provvedimento che dispone la modifica a) al proprietario dellimmobile, o eventuale altro
dellintervento, la rimessa in pristino o la demolizione delle soggetto responsabile della gestione e della manutenzione
opere assegnato un termine entro il quale il responsabile del medesimo;
dellabuso tenuto a procedere, a proprie spese e senza b) al coordinatore per lesecuzione dei lavori ai sensi
pregiudizio delle sanzioni penali, alla esecuzione del dellarticolo 92 del d.lgs. 81/2008, oppure, nei casi in cui
provvedimento stesso. Scaduto inutilmente tale termine, tale figura non sia prevista, al direttore dei lavori;
la Regione dispone lesecuzione in danno dei lavori. c) al coordinatore per la progettazione ai sensi
dellarticolo 91 del d.lgs. 81/2008, oppure, nei casi in cui
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano tale figura non sia prevista, al progettista dellintervento
anche agli interventi di ristrutturazione edilizia di cui qualora la violazione consegua ad un elaborato tecnico
allarticolo 135, comma 2, lettera d), nei casi in cui della copertura non conforme alle disposizioni del
ricorrano le condizioni di cui allarticolo 10, comma 1, regolamento di cui allarticolo 141, comma 15.
lettera c), del d.p.r. 380/2001, realizzati in assenza o in
difformit dalla SCIA in aree demaniali oppure soggette 4. Laccertamento delle violazioni di cui al presente
a vincolo paesaggistico. articolo di competenza dellazienda USL. La competenza
allapplicazione delle relative sanzioni amministrative
Art. 214 del comune nel cui territorio la violazione stata ac-
Sanzioni amministrative per violazioni certata.
della disciplina del titolo VI, capo V
5. Per quanto riguarda le procedure di accertamento
1. Ove non soggette a sanzioni penali, le violazioni ed irrogazione delle sanzioni di cui al presente articolo,
96 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
si applicano le disposizioni della legge regionale 28 di- a) promuove gli interventi di edilizia sostenibile
cembre 2000, n. 81 (Disposizioni in materia di sanzioni anche nellambito dei propri piani e programmi;
amministrative). b) promuove attivit formative rivolte ai tecnici
pubblici e privati e alle imprese;
Capo III c) approva le linee guida di cui allarticolo 219;
Parametri urbanistici ed edilizi d) definisce e aggiorna un sistema di certificazione di
sostenibilit ambientale delledilizia, compreso laccre-
Art. 216 ditamento dei soggetti che svolgono le attivit per la
Unificazione dei parametri, delle definizioni certificazione di sostenibilit ambientale delledilizia.
e regolamento e) organizza e promuove, in collaborazione con i
comuni, le attivit di monitoraggio sulla realizzazione
1. La Regione determina, con regolamento, i degli interventi di edilizia sostenibile, finalizzati alla
parametri urbanistici ed edilizi e le definizioni tecniche verifica della regolarit della documentazione e della
da applicarsi nei regolamenti edilizi, negli strumenti conformit delle opere realizzate alle risultanze proget-
della pianificazione territoriale e negli strumenti della tuali.
pianificazione urbanistica comunali.
3. La certificazione di sostenibilit ambientale del-
2. I comuni adeguano i regolamenti edilizi al rego- ledilizia di cui al comma 2, lettera d), ha carattere
lamento regionale entro un anno dallentrata in vigore obbligatorio per gli interventi con finanziamento pub-
dello stesso. Decorso inutilmente tale termine, i parametri blico superiore al 50 per cento e per gli interventi che
e le definizioni contenute nel regolamento regionale so- beneficiano degli incentivi di cui allarticolo 220.
stituiscono i difformi parametri e definizioni dei rego-
4. Per perseguire gli obiettivi di cui al comma 1 i
lamenti edilizi.
comuni:
a) redigono regolamenti edilizi coerenti con i contenuti
3. I comuni adeguano i propri strumenti della piani-
del presente capo e delle linee guida di cui allarticolo
ficazione territoriale e urbanistica ai contenuti del rego-
219;
lamento regionale nei termini e con le modalit stabilite dal
b) applicano gli incentivi di cui allarticolo 220;
regolamento medesimo. Decorsi inutilmente tali termini,
c) collaborano con la Regione nelle attivit di moni-
i parametri e le definizioni contenuti nel regolamento
toraggio e controllo di cui al comma 2, lettera e).
regionale sostituiscono i difformi parametri e definizioni
contenuti negli strumenti della pianificazione territoriale
Art. 218
e urbanistica.
Definizioni

Titolo VIII
1. Ai fini del presente capo sono interventi di edilizia
NORME PER LEDILIZIA SOSTENIBILE sostenibile gli interventi di edilizia pubblica o privata che
hanno i seguenti requisiti:
Capo I a) sono progettati, realizzati e gestiti con una specifica
Norme per ledilizia sostenibile attenzione alla qualit delledificio, dei suoi costi e
prestazioni ambientali nonch delle interazioni con il
Art. 217 contesto in cui si inserisce;
Edilizia sostenibile. Finalit e azioni pubbliche b) minimizzano i consumi dellenergia e delle ri-
sorse ambientali e limitano gli impatti complessivi sul-
1. La Regione promuove e incentiva la sostenibilit lambiente e sul territorio;
ambientale, il risparmio e la produzione energetica nella c) sono concepiti e realizzati in materia tale da ga-
realizzazione delle opere edilizie, pubbliche e private, rantire il benessere e la salute degli occupanti;
nonch gli interventi di rigenerazione urbana, di cui al d) tutelano lidentit storico-culturale e morfotipologica
titolo V, capo III, ispirati ai principi dellecoquartiere volti degli insediamenti e favoriscono il mantenimento dei
a perseguire la autosostenibilit energetica mediante luso caratteri urbanistici ed edilizi storici legati alla tradizione
integrato di fonti rinnovabili, la resilienza ai cambiamenti locale, in ragione dei relativi caratteri di adattamento
climatici, la gestione razionale delle risorse, limpiego al contesto e conseguente salubrit, durevolezza ed
di tecnologie a bassa emissione di carbonio, sistemi di efficienza energetica;
mobilit multimodale sostenibili. e) utilizzano materiali naturali, con particolare ri-
ferimento a quelli di provenienza locale, per salvaguar-
2. Per perseguire gli obiettivi di cui al comma 1, la dare i caratteri storici e tipologici della tradizione co-
Regione: struttiva locale;
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 97
f) promuovono e sperimentano sistemi edilizi a 3. Per poter accedere agli incentivi di cui allarticolo
costi contenuti in riferimento allintero ciclo di vita del- 220, la progettazione degli edifici privati si adegua alle
ledificio, anche attraverso lutilizzo di metodologie in- linee guida regionali e alle norme, ove presenti, del
novative o sperimentali; regolamento edilizio adeguato ai sensi dellarticolo 217,
g) adottano scelte localizzative e soluzioni plani- comma 4.
metriche degli organismi edilizi coerenti con lassetto
idrogeomofologico e il microclima locale, tenendo con- Art. 220
to dellirraggiamento solare e dei venti dominanti, e Incentivi economici ed urbanistici
utilizzando la vegetazione per migliorarne le condizioni
ambientali. 1. Nel rispetto delle linee guida regionali, e se-
condo quanto disposto dallarticolo 219, al fine di in-
2. Ai fini della presente legge, sono definiti: centivare ledilizia sostenibile, i comuni applicano in-
a) valutazione del ciclo di vita di un edificio o di una centivi economici mediante la riduzione degli oneri di
sua componente: limpatto generato sullambiente nel urbanizzazione in misura crescente fino ad un massimo
corso della sua esistenza, dalle fasi di estrazione e la- del 70 per cento, a seconda dei livelli di risparmio
vorazione delle materie prime alla fabbricazione, trasporto, energetico, di qualit ecocompatibile dei materiali e delle
distribuzione, uso ed eventuale riuso, nonch raccolta, tecnologie costruttive utilizzate.
stoccaggio, recupero e smaltimento finale che ne deriva;
b) sistema di certificazione ambientale delledilizia: 2. Salvo quanto previsto dalla normativa sismica, dalle
un sistema in grado di valutare e differenziare il livello norme inerenti la difesa del suolo e la tutela del paesaggio
di sostenibilit ambientale degli edifici, definendo le e nel rispetto delle disposizioni del regolamento di cui
prestazioni richieste per ciascun livello di sostenibilit.
allarticolo 216, per le nuove costruzioni e per il recupero
degli edifici esistenti realizzati ai sensi del presente capo
Art. 219
non sono computati ai fini dei parametri stabiliti dagli
Linee guida regionali
strumenti della pianificazione urbanistica:
a) il maggiore spessore delle murature esterne, sia-
1. Al fine di garantire la qualit delledilizia sostenibile
no esse tamponature o muri portanti, oltre i trenta cen-
la Giunta regionale, nel rispetto delle norme tecniche
timetri;
europee e nazionali, approva con deliberazione entro
b) il maggior spessore dei solai intermedi e di co-
un anno dallentrata in vigore della presente legge, linee
pertura oltre la funzione esclusivamente strutturale;
guida contenenti:
c) le serre solari;
a) i criteri prestazionali, con particolare riferimento
d) tutti i maggiori volumi e superfici strettamente
al risparmio idrico, al recupero delle acque meteoriche
finalizzati al miglioramento dei livelli di isolamento
e grigie, alla selezione dei materiali da costruzione
termico e acustico o di inerzia termica, o alla captazione
salubri e al relativo ciclo di vita, al risparmio energetico,
allapprovvigionamento energetico, alla selezione dei diretta dellenergia solare, o alla realizzazione di sistemi
materiali da costruzione salubri ed al relativo ciclo di di ombreggiamento delle facciate nei mesi estivi o alla
vita; realizzazione di sistemi per la ventilazione e il raffre-
b) i requisiti minimi da raggiungere per ottenere gli scamento naturali.
incentivi di cui allarticolo 220;
c) il metodo di verifica delle prestazioni riferite ai 3. Negli interventi di recupero degli edifici esistenti
requisiti e il sistema di valutazione degli stessi, nonch resta ferma la tutela degli elementi tipologici, formali e
la loro ponderazione in relazione alle particolari esigenze strutturali dellorganismo edilizio, nonch di allineamenti
ambientali del territorio regionale; o conformazioni diverse, orizzontali, verticali e delle
d) i criteri per il recupero delledilizia tradizionale falde dei tetti che caratterizzano le cortine di edifici
locale o rurale con presenza di elementi e soluzioni urbani e rurali di antica formazione.
costruttive proprie dellarchitettura sostenibile;
e) i criteri per il miglioramento dei livelli di 4. Le modalit di computo di cui al comma 2, si
sostenibilit ambientale e di risparmio energetico coerenti applicano anche ai fini della determinazione del contributo
e compatibili con i caratteri morfo-tipologici delledilizia di costruzione e degli standard di cui al d.m. 1444/1968.
di valore storico.
5. Qualora i livelli prestazionali di cui al comma 1
2. Nellambito delle linee guida la Giunta regionale non siano raggiunti, il comune recupera gli oneri dovuti
definisce e aggiorna il sistema di certificazione di so- maggiorati degli interessi legali e irroga una sanzione
stenibilit ambientale delledilizia, comprese le relative pari alla met della riduzione applicata sulla base del
attivit di gestione. suddetto comma.
98 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
6. Leventuale riduzione degli spessori o la trasfor- che contengono anche previsioni di impegno di suolo
mazione dei volumi realizzati ai sensi del comma 2, non edificato allesterno del perimetro del territorio urba-
assume rilevanza ai fini del computo dei parametri urba- nizzato, come definito dallarticolo 224, previo parere
nistici di cui allarticolo 216. favorevole della conferenza di copianificazione di cui
allarticolo 25.
7. I comuni possono applicare agli interventi di
edilizia sostenibile incentivi di carattere edilizio-urba- 2. Entro cinque anni dallentrata in vigore della
nistico, mediante la previsione negli strumenti della pia- presente legge, il comune avvia il procedimento per la
nificazione urbanistica di un incremento fino al 10 per formazione del nuovo piano strutturale.
cento della superficie utile ammessa per gli interventi
di nuova edificazione, di ristrutturazione urbanistica, Art. 223
di sostituzione edilizia, di ristrutturazione edilizia rico- Disposizioni transitorie relative agli atti di avvio del
struttiva e di addizione volumetrica, compatibilmente con procedimento gi effettuati ai sensi della l.r.1/2005
i caratteri storici ed architettonici degli edifici e dei luoghi.
Il mancato raggiungimento dei requisiti prestazionali 1. Ferme restando le disposizioni di cui al presente
che hanno consentito di accedere al premio volumetrico capo, gli atti di avvio del procedimento ai sensi dellar-
costituisce parziale difformit dal permesso di costruire ticolo 15 della legge regionale 3 gennaio 2005, n, 1 (Nor-
di cui allarticolo 196 ed soggetto alle sanzioni previste me per il governo del territorio), gi effettuati alla data di
dalla presente legge. entrata in vigore della presente legge, sono validi anche
ai sensi della presente legge.
Art. 221
Modalit di accesso agli incentivi Art. 224
Disposizioni transitorie per lindividuazione del
1. Per accedere agli incentivi di cui allarticolo 220, perimetro del territorio urbanizzato
la conformit del progetto a quanto disposto dalle linee
guida di cui allarticolo 219, certificata dal progettista 1. Nelle more della formazione dei nuovi strumenti
con una relazione illustrativa da allegarsi alla richiesta della pianificazione territoriale e urbanistica adeguati ai
di permesso di costruire o alla SCIA, redatta in sede di contenuti della presente legge, ai fini del perfezionamento
elaborazione del progetto esecutivo, e dal professionista degli strumenti della formazione delle varianti al
abilitato alla ultimazione dei lavori con la certificazione piano strutturale, al regolamento urbanistico o ai piani
di cui allarticolo 149, comma 1. regolatori generali (PRG) di cui al presente capo, nonch
ai fini degli interventi di rigenerazione delle aree urbane
2. A garanzia dellottemperanza di quanto previsto degradate, di cui al titolo V, capo III, si considerano
dagli incentivi e dalle agevolazioni di cui al presente territorio urbanizzato le parti non individuate come
capo, prestata garanzia fideiussoria pari allimporto aree a esclusiva o prevalente funzione agricola nei piani
degli incentivi previsti. La quota di essi, pari al 30 per strutturali vigenti al momento dellentrata in vigore della
cento, vincolata fino al monitoraggio della struttura, per presente legge, o, in assenza di tale individuazione, le aree
un periodo non inferiore a dodici mesi dallultimazione a esclusiva o prevalente funzione agricola individuate dal
dei lavori, al fine di verificare leffettiva rispondenza alle PTC o dal PTCM.
previsioni di progetto in termini di risparmio energetico e
di riduzione delle emissioni in atmosfera. Art. 225
Disposizioni transitorie per la pianificazione delle
Titolo IX grandi strutture di vendita ai sensi della l.r. 52/2012
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI.
MODIFICHE E ABROGAZIONI. 1. Alle conferenze di pianificazione di cui agli articoli
DISPOSIZIONI FINANZIARIE 66 e 69 della legge regionale 28 settembre 2012, n.
52 (Disposizioni urgenti in materia di commercio per
Capo I lattuazione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201
Disposizioni transitorie e finali e del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1. Modifiche
alla l.r. 28/2005 e alla l.r. 1/2005) che alla data di entrata
Art. 222 in vigore della presente legge risultino gi convocate si
Disposizioni transitorie generali applicano le disposizioni della l.r. 52/2012.

1. Nei cinque anni successivi allentrata in vigore della 2. Ai fini della pianificazione delle grandi strutture
presente legge, i comuni possono adottare ed approvare di vendita, fino alla individuazione degli ambiti sovra-
varianti al piano strutturale e al regolamento urbanistico comunali ai sensi dellarticolo 28, tali ambiti sono quelli
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 99
indicati nella tabella di cui allallegato B della presente consentite le varianti di cui allarticolo 222, comma 1,
legge, e corrispondenti a quelli gi allegati alla l.r. nonch le varianti semplificate al piano strutturale e al
1/2005. regolamento urbanistico di cui agli articoli 29, 30, 31,
comma 3 e 35.
Art. 226
Disposizioni transitorie per i piani 2. Ove sia scaduta lefficacia delle previsioni del
complessi di intervento regolamento urbanistico ai sensi dellarticolo 55, commi
5 e 6, della l.r. 1/2005, nel caso in cui il comune avvii il
1. Ai piani complessi di intervento che risultano adot- procedimento del nuovo piano operativo dopo lentrata
tati o approvati alla data di entrata in vigore della presente in vigore della presente legge e comunque entro i tre
legge e alle loro varianti si applicano le disposizioni della anni successivi, procede allindividuazione del perimetro
l.r. 1/2005. I termini di efficacia dei suddetti piani sono del territorio urbanizzato ai sensi dellarticolo 224.
stabiliti ai sensi dellarticolo 57 della l.r. 1/2005. Fino alladozione del nuovo piano e comunque per un
periodo non superiore a tre anni dallentrata in vigore
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano altres della presente legge, sono consentite le varianti di cui
alle procedure per la formazione dei piani complessi di allarticolo 222, comma 1, nonch le varianti semplificate
intervento, e relative varianti, finalizzate alla definizione al piano strutturale e al regolamento urbanistico di cui
dei contenuti e del dimensionamento del quadro agli articoli 29, 30, 31, comma 3 e 35.
previsionale strategico quinquennale del regolamento
urbanistico qualora il relativo avviso pubblico, emesso 3. Decorsi tre anni dallapprovazione della presente
ai sensi dellarticolo 13 del decreto del Presidente della legge non sono consentiti gli interventi di cui allarticolo
Giunta regionale 9 febbraio 2007, n. 3/R (Regolamento 134, comma 1, lettere a), b), f) ed l), fino a quando il
di attuazione delle disposizioni del titolo V della legge comune non adotti il nuovo piano strutturale oppure non
regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del adotti il piano operativo ai sensi dei commi 1 e 2. Sono
territorio), risulti antecedente allentrata in vigore della comunque ammessi gli interventi previsti nelle varianti
presente legge. approvate ai sensi dei commi 1 e 2, gli interventi edilizi
consentiti alle aziende agricole, gli interventi previsti
Art. 227 da piani attuativi approvati e convenzionati, nonch gli
Disposizioni transitorie per le varianti al piano interventi convenzionati comunque denominati la cui
strutturale, al regolamento urbanistico o al PRG adottate convenzione sia stata sottoscritta.

1. Le varianti al piano strutturale, al regolamento Art. 229


urbanistico o al PRG che contengono previsioni di impe- Disposizioni transitorie per i comuni dotati di
gno di suolo non edificato allesterno del perimetro del regolamento urbanistico approvato e di
territorio urbanizzato, come definito dallarticolo 224 e un nuovo piano strutturale adottato
che, al momento dellentrata in vigore della presente legge,
risultano adottate, sono approvate con il procedimento 1. Il comune dotato, alla data di entrata in vigore della
di cui al titolo II, capo I, previo parere obbligatorio non presente legge, di regolamento urbanistico approvato e
vincolante della conferenza di copianificazione di cui di un nuovo piano strutturale adottato, approva il nuovo
allarticolo 25 cui partecipano la Regione, la provincia o piano strutturale secondo il procedimento di cui alla l.r.
la citt metropolitana, e il comune. 1/2005. Il comune pu adottare varianti al regolamento
urbanistico e al nuovo piano strutturale che contengono
Art. 228 previsioni di impegno di suolo non edificato allesterno
Disposizioni transitorie per i comuni dotati di piano del perimetro del territorio urbanizzato, come definito
strutturale e di regolamento urbanistico approvati dallarticolo 224, fino al termine di efficacia delle
previsioni di cui allarticolo 55, commi 5 e 6, della l.r.
1. Ove sia scaduta lefficacia delle previsioni del 1/2005, previo parere favorevole della conferenza di
regolamento urbanistico ai sensi dellarticolo 55, com- copianificazione di cui allarticolo 25, cui partecipano la
mi 5 e 6, della l.r. 1/2005, nel caso in cui il comune Regione, la provincia o la citt metropolitana, e il co-
abbia gi avviato il procedimento per la formazione mune.
del nuovo regolamento urbanistico, pu procedere ad
integrare il quadro conoscitivo di tale strumento con 2. Alla scadenza dellefficacia delle previsioni del
lindividuazione del perimetro del territorio urbanizzato regolamento urbanistico di cui allarticolo 55, commi 5
ai sensi dellarticolo 224. Fino alladozione del nuovo e 6, della l.r. 1/2005, il comune avvia il procedimento
piano operativo e comunque per un periodo non superiore per la formazione del nuovo piano strutturale. Fino alla-
a tre anni dallentrata in vigore della presente legge, sono dozione del piano strutturale, il comune pu adottare e
100 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
approvare solo varianti semplificate al piano strutturale e presente legge, risulti dotato di regolamento urbanistico
al regolamento urbanistico di cui agli articoli 29, 30, 31, adottato procede alla sua approvazione nel rispetto delle
comma 3, e 35. disposizioni di cui alla l.r. 1/2005. Nel quinquennio
successivo allapprovazione del regolamento urbanistico,
3. Fino alladozione del nuovo piano strutturale di cui il comune pu adottare varianti al piano strutturale e al
al comma 2, non sono consentiti gli interventi edilizi di regolamento urbanistico che contengono previsioni di
cui allarticolo 134, comma 1, lettere a), b), f) ed l). Sono impegno di suolo non edificato allesterno del perimetro
ammessi gli interventi previsti nelle varianti approvate del territorio urbanizzato, come definito dallarticolo
ai sensi del comma 2, gli interventi edilizi consentiti 224, solo previo parere favorevole della conferenza di
alle aziende agricole, gli interventi previsti da piani copianificazione di cui allarticolo 25, cui partecipano la
attuativi approvati e convenzionati, nonch gli interventi Regione, la provincia o la citt metropolitana e il comune,
convenzionati comunque denominati la cui convenzione fermo restando quanto stabilito dallarticolo 235.
sia stata sottoscritta entro la scadenza delle previsioni di
cui allarticolo 55, commi 5 e 6 della l.r. 1/2005. 2. Entro la scadenza dellefficacia delle previsioni
di cui allarticolo 55, commi 5 e 6, della l.r. 1/2005, il
Art. 230 comune avvia il procedimento per la formazione del
Disposizioni transitorie per i comuni che hanno avviato nuovo piano strutturale elaborato nel rispetto delle
il procedimento di VAS del regolamento urbanistico disposizioni di cui alla presente legge. Fino alladozione
del piano strutturale, il comune pu adottare e approvare
1. I comuni che hanno avviato il procedimento di VAS solo varianti semplificate di cui agli articoli 29, 30, 31
del regolamento urbanistico ai sensi della l.r. 10/2010 e comma 3, e 35.
che, alla data di entrata in vigore della presente legge,
abbiano concluso le consultazioni della fase preliminare
3. Fino alladozione del nuovo piano strutturale di cui
di cui allarticolo 23 della l.r. 10/2010, adottano e
al comma 2, non sono consentiti gli interventi edilizi di
approvano il regolamento urbanistico con i contenuti della
cui allarticolo 134, comma 1, lettere a), b), f) ed l). Sono
l.r. 1/2005, solo con riferimento al territorio urbanizzato
ammessi gli interventi previsti dalle varianti approvate
cos come definito dallarticolo 224. Gli eventuali crediti
ai sensi del comma 2, gli interventi edilizi consentiti
edilizi previsti si realizzano mediante piano attuativo
alle aziende agricole, gli interventi previsti da piani
nellambito del perimetro del territorio urbanizzato e sono
attuativi approvati e convenzionati, nonch gli interventi
soggetti a decadenza entro cinque anni dallapprovazione
convenzionati comunque denominati la cui convenzione
del regolamento urbanistico.
sia stata sottoscritta entro la scadenza delle previsioni di
cui allarticolo 55, commi 5 e 6, della l.r. 1/2005.
2. Alla scadenza dellefficacia delle previsioni del
regolamento urbanistico di cui allarticolo 55, commi
5 e 6 della l.r. 1/2005, il comune avvia il procedimento Art. 232
per la formazione del nuovo piano strutturale. Fino Disposizioni transitorie per i comuni dotati
alladozione del piano strutturale, il comune pu adottare solo di piano strutturale approvato
e approvare solo varianti semplificate al piano strutturale
e al regolamento urbanistico di cui agli articoli 29, 30, 31 1. Il comune che, alla data di entrata in vigore della
comma 3, e 35. presente legge, risulti dotato di piano strutturale ap-
provato ma privo del regolamento urbanistico ai sensi
3. Fino alladozione del nuovo piano strutturale di cui dellarticolo 55 della l.r.1/2005, adotta il piano operativo
al comma 2, non sono consentiti gli interventi edilizi di di cui allarticolo 95, ove necessario in contestuale
cui allarticolo 134, comma 1, lettere a), b), f) ed l). Sono variante al piano strutturale, nel rispetto delle disposizioni
ammessi gli interventi previsti nelle varianti approvate della presente legge. Lindividuazione del perimetro del
ai sensi del comma 2, gli interventi edilizi consentiti territorio urbanizzato effettuata ai sensi dellarticolo
alle aziende agricole, gli interventi previsti da piani 224.
attuativi approvati e convenzionati, nonch gli interventi
convenzionati comunque denominati la cui convenzione 2. Fino alladozione del piano operativo, il comune
sia stata sottoscritta entro la scadenza delle previsioni di pu formare solo varianti semplificate al piano strutturale
cui allarticolo 55, commi 5 e 6, della l.r. 1/2005. e al PRG di cui agli articoli 29, 30, 31 comma 3, e 35.

Art. 231 3. Fino alladozione del piano operativo, di cui al


Disposizioni transitorie per i comuni dotati di comma 2, non sono consentiti gli interventi edilizi di cui
regolamento urbanistico adottato allarticolo 134, comma 1, lettere a), b), f) ed l). Sono
ammessi gli interventi previsti nelle varianti approvate
1. Il comune che, alla data di entrata in vigore della ai sensi del comma 2, gli interventi edilizi consentiti
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 101
alle aziende agricole, gli interventi previsti da piani at- 3. Fino alladozione del piano operativo di cui al
tuativi approvati e convenzionati, nonch gli interventi comma 2, il comune pu adottare solo varianti semplificate
convenzionati comunque denominati la cui convenzione al piano strutturale e al PRG di cui agli articoli 29, 30, 31
sia stata sottoscritta prima dellentrata in vigore della comma 3, e 35.
presente legge.
4. Fino alladozione del piano operativo non sono
Art. 233 consentiti gli interventi edilizi di cui allarticolo 134,
Disposizioni transitorie per i comuni comma 1, lettere a), b), f) ed l). Sono ammessi gli
dotati solo di piano strutturale adottato interventi previsti nelle varianti approvate ai sensi del
comma 2, gli interventi edilizi consentiti alle aziende
1. Il comune che, alla data di entrata in vigore della agricole, gli interventi previsti da piani attuativi che,
presente legge, risulti dotato di piano strutturale adottato al momento dellentrata in vigore della presente legge,
ma privo di regolamento urbanistico ai sensi dellarticolo risultino approvati e convenzionati, nonch gli interventi
55 della l.r. 1/2005, procede allapprovazione del piano convenzionati comunque denominati la cui convenzione
strutturale nel rispetto delle disposizioni di cui alla l.r. sia stata sottoscritta prima dellentrata in vigore della
1/2005. presente legge.

2. Il comune, a seguito dellapprovazione del piano Art. 235


strutturale di cui al comma 1, adotta il piano operativo, Disposizioni particolari per varianti al piano strutturale
ove necessario in variante al piano strutturale nel rispetto
delle disposizioni di cui al presente articolo. 1. La conferenza di copianificazione di cui allarticolo
25, valuta le proposte di variante al regolamento
3. Fino alladozione del piano operativo, il comune
urbanistico di cui allarticolo 229, comma 1, e allarticolo
pu formare solo varianti semplificate al piano strutturale
231, comma 1, verificando preliminarmente lopportunit
e al PRG di cui agli articoli 29, 30, 31 comma 3, e 35.
o meno di variare il piano strutturale.
4. Fino alladozione del piano operativo, non sono
Art. 236
consentiti gli interventi edilizi di cui allarticolo 134,
Disposizioni transitorie per i piani di distribuzione e
comma 1, lettere a), b), f) ed l). Sono ammessi gli
localizzazione delle funzioni
interventi previsti nelle varianti approvate ai sensi del
comma 2, gli interventi edilizi consentiti alle aziende
1. I piani di distribuzione e di localizzazione delle
agricole, gli interventi previsti da piani attuativi che,
funzioni vigenti alla data di entrata in vigore della
al momento dellentrata in vigore della presente legge,
presente legge, mantengono efficacia fino alla scadenza
risultino approvati e convenzionati, nonch gli interventi
convenzionati comunque denominati la cui convenzione delle previsioni di durata quinquennale del regolamento
sia stata sottoscritta prima dellentrata in vigore della urbanistico di riferimento.
presente legge.
Art. 237
Art. 234 Disposizioni transitorie per lapprovazione dei piani
Disposizioni transitorie per i comuni regolatori portuali dei porti di interesse nazionale
privi di piano strutturale
1. Le varianti ai piani strutturali o ai piani operativi
1. Il comune che, alla data di entrata in vigore della necessarie per lapprovazione dei piani regolatori portuali
presente legge, risulti privo di piano strutturale adottato, dei porti di interesse nazionale gi adottate alla data di
procede alla sua adozione ed approvazione nel rispetto entrata in vigore della presente legge, sono approvate
delle disposizioni di cui alla presente legge. I comuni che entro sessanta giorni dallentrata in vigore della stessa.
hanno avviato il procedimento di formazione del piano In caso di mancato rispetto di tale termine, la Giunta
strutturale da almeno un anno alla data di entrata in vigore regionale attiva i poteri sostitutivi di cui allarticolo 44,
della presente legge, possono procedere alla sua adozione comma 3.
e approvazione secondo le disposizioni della l.r. 1/2005,
inserendo in esso il perimetro del territorio urbanizzato Art. 238
di cui allarticolo 4 o, in alternativa, cos come definito Disposizioni particolari per opere pubbliche
dallarticolo 224.
1. Nei casi di cui agli articoli 228, 229, 230, 231,
2. Il comune, a seguito dellapprovazione del piano 232, 233 e 234 sono comunque ammesse varianti agli
strutturale di cui al comma 1, avvia il procedimento per strumenti urbanistici generali per la previsione e la
la formazione del piano operativo. realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico
102 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
fuori dal perimetro del territorio urbanizzato, cos come cui allarticolo 216, per gli interventi di cui agli articoli
definito dallarticolo 224, previo parere favorevole della 124, 125 e 126, si applica la definizione di superficie utile
conferenza di copianificazione di cui allarticolo 25. lorda di cui allarticolo 74 ter comma 1, lettera c), della
l.r. 1/2005.
2. Nei casi di cui agli articoli 228, 229, 230, 231,
232, 233 e 234, sono ammesse varianti agli strumenti Art. 242
urbanistici generali per la previsione e la realizzazione Disposizioni transitorie per gli interventi edilizi di cui
di opere pubbliche o di interesse pubblico allinterno del agli articoli 78 e 79 della l.r. 1/2005
perimetro del territorio urbanizzato cos come definito
dallarticolo 224, diverse da quelle previste dallarticolo 1. Le modifiche introdotte dalla presente legge alle
30, con le procedure di cui al titolo II, capo I. categorie di intervento edilizio gi previste dagli articoli
78 e 79 della l.r. 1/2005 non incidono sulla disciplina
3. Resta fermo quanto previsto dallarticolo 9, per sostanziale degli interventi urbanistico-edilizi contenuta
quanto concerne le modalit di partecipazione allado- negli strumenti urbanistici vigenti alla data di entrata
zione di atti di competenza statale. in vigore della presente legge e rilevano solo al fine
dellindividuazione del titolo abilitativo necessario per la
Art. 239 realizzazione degli interventi medesimi.
Variazione dei piani relativi alle attivit estrattive
2. E consentita la presentazione della SCIA per gli
1. Per la contestuale variazione del piano regionale interventi di nuova edificazione proposti in applicazione
delle attivit estrattive (PRAE) di cui alla legge regionale dellarticolo 79, comma 1, lettera a), della l.r. 1/2005,
30 aprile 1980, n. 36 (Disciplina transitoria per la col- qualora specificamente disciplinati da disposizioni pla-
tivazione di cave e torbiere), del piano regionale delle nivolumetriche, tipologiche e costruttive contenute:
attivit estrattive, di recupero delle aree escavate e di a) nel regolamento urbanistico vigente alla data di
riutilizzo dei residui recuperabili (PRAER) o del piano entrata in vigore della presente legge;
delle attivit estrattive di recupero delle aree escavate e b) in piani attuativi, comunque denominati, gi adottati
riutilizzo dei residui recuperabili della provincia (PAERP) o approvati alla data di entrata di entrata in vigore della
di cui alla legge regionale 3 novembre 1998, n. 78 (Testo presente legge.
Unico in materia di cave, torbiere, miniere, recupero di aree
escavate e riutilizzo di residui recuperabili) ove presente, Art. 243
e di uno o pi strumenti della pianificazione territoriale, Disposizioni transitorie in materia di edilizia sostenibile
si pu procedere mediante accordo di pianificazione ai
sensi dellarticolo 41. E oggetto dellaccordo anche 1. Fino allapprovazione delle linee guida regionali di
leventuale variante al PRG, al regolamento urbanistico cui allarticolo 219, si applicano le linee guida approvate
o al piano operativo. con deliberazione della Giunta regionale 28 febbraio
2005, n. 322 (Approvazione delle istruzioni tecniche
Art. 240 denominate Linee guida per la valutazione della qualit
Manufatti precari energetica ed ambientale degli edifici in Toscana ai sensi
dellart. 37, comma 3 della legge regionale 3 gennaio
1. Ai manufatti precari di cui allarticolo 7 del decreto 2005, n. 1 ed in attuazione dellazione B.13 del P.R.A.A.
del Presidente della Giunta regionale 9 febbraio 2007, n. 2004-2006).
5/R (Regolamento di attuazione del titolo IV, capo III Il
territorio rurale, della legge regionale 3 gennaio 2005, n. Art. 244
1 Norme per il governo del territorio), eventualmente Disposizioni transitorie per le previsioni di grandi
disciplinati negli strumenti urbanistici comunali, si strutture di vendita contenute nel piano strutturale o nel
applicano le disposizioni di cui allarticolo 70, commi 1, PRG
2, 3 e 5. Le disposizioni di cui allarticolo 70, comma 2,
prevalgono su eventuali discipline comunali difformi. 1. Salvo quanto previsto al comma 4, fino alladozione
del nuovo piano strutturale con i contenuti della presente
Art. 241 legge, le previsioni di grandi strutture di vendita conte-
Disposizioni transitorie con riferimento alla superficie nute nel piano strutturale o nel PRG alla data di entrata
utile lorda per gli interventi di rigenerazione urbana in vigore della presente legge, sono inefficaci fino allo
svolgimento con esito positivo della conferenza di co-
1. Fino alladeguamento dei regolamenti edilizi e pianificazione di cui allarticolo 25.
degli strumenti comunali della pianificazione territoriale
e urbanistica al regolamento regionale di attuazione di 2. Alla conferenza di copianificazione di cui al
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 103
comma 1, partecipano la Regione, la provincia o la citt regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del
metropolitana e il comune. territorio in materia di barriere architettoniche);
h) decreto del Presidente della Giunta regionale
3. La conferenza di copianificazione verifica la 25 ottobre 2011, n. 53/R (Regolamento di attuazione
sostenibilit territoriale a livello locale delle previsioni dellarticolo 62 della legge regionale 3 gennaio 2005,
di cui al comma 1, sulla base dei criteri di cui allarticolo n. 1 Norme per il governo del territorio in materia di
26, comma 2. indagini geologiche);
i) decreto del Presidente della Giunta regionale 22
4. Non sono soggette alla verifica della conferenza ottobre 2012, n. 58/R (Regolamento di attuazione del-
di copianificazione le previsioni di destinazioni duso larticolo 117, comma 2, lettera g) della legge regionale 3
per grandi strutture di vendita che al 29 settembre 2012, gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del territorio.
data di entrata in vigore della l.r. 52/2012, risultano Verifiche nelle zone a bassa sismicit. Determinazione
oggetto di piano attuativo approvato o di sua variante non del campione da assoggettare a verifica);
comportante incremento della superficie di vendita. l) decreto del Presidente della Giunta regionale 11
novembre 2013, n. 64/R (Regolamento di attuazione
Art. 245 dellarticolo 144 della legge regionale 3 gennaio 2005,
Regolamenti emanati in attuazione della l.r. 1/2005 n. 1 Norme per il governo del territorio in materia di
unificazione dei parametri urbanistici ed edilizi per il
1. Fino allentrata in vigore dei regolamenti di at- governo del territorio);
tuazione della presente legge, restano in vigore i seguenti m) decreto del Presidente della Giunta regionale
regolamenti emanati in attuazione della l.r. 1/2005: 18 dicembre 2013, n. 75/R (Regolamento di attuazione
dellarticolo 82, comma 15, della legge regionale 3
a) decreto del Presidente della Giunta regionale 1
gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del territorio.
agosto 2006, n. 39/R (Regolamento di attuazione degli
Abrogazione del regolamento approvato con D.P.G.R.T.
articoli 19 e 20, legge regionale 3 gennaio 2005, n, 1
62/R/2005).
Norme per il governo del territorio. Istituzione del ga-
rante della comunicazione e disciplina delle funzioni).
2. Con riferimento al regolamento di cui al comma 1,
b) decreto del Presidente della Giunta regionale 2
lettera l), restano fermi i termini di cui allarticolo 144,
febbraio 2007, n. 2/R (Regolamento di attuazione del-
commi 2 e 3 della l.r. 1/2005, per ladeguamento degli
larticolo 37, comma 3, della legge regionale 3 gennaio
strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica
2005, n. 1 Norme per il governo del territorio - Dispo-
comunali.
sizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti);
c) decreto del Presidente della Giunta regionale 9
Art. 246
febbraio 2007, n. 3/R (Regolamento di attuazione delle
Disposizioni transitorie per gli interventi convenzionati
disposizioni del titolo V della legge regionale 3 gennaio
2005, n. 1 Norme per il governo del territorio); 1. Ferme restando le limitazioni di cui al presente
d) decreto del Presidente della Giunta regionale titolo, nelle more della formazione del piano operativo
9 febbraio 2007, n. 5/R (Regolamento di attuazione di cui allarticolo 95, sono valide ed efficaci le previsioni
del titolo IV, capo III (Il territorio rurale), della legge subordinate a progetti unitari convenzionati, comunque
regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo denominati, contenute negli strumenti comunali di
del territorio); pianificazione urbanistica vigenti al momento dellentrata
e) decreto del Presidente della Giunta regionale in vigore della presente legge.
9 febbraio 2007, n. 6/R (Regolamento di attuazione
dellarticolo 29, comma 5, della legge regionale 3 gennaio Art. 247
2005, n. 1 Norme per il governo del territorio - Disciplina Poteri di deroga agli strumenti urbanistici generali
del sistema informativo geografico regionale); approvati prima dellentrata in vigore della l.r. 5/1995
f) decreto del Presidente della Giunta regionale
9 luglio 2009, n. 36/R (Regolamento di attuazione 1. I comuni dotati di strumenti urbanistici generali
dellarticolo 117, commi 1 e 2, della legge regionale 3 approvati prima dellentrata in vigore della legge re-
gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del territorio. gionale 16 gennaio 1995, n. 5 (Norme per il governo del
Disciplina sulle modalit di svolgimento delle attivit di territorio), oppure in applicazione del diritto transitorio
vigilanza e verifica delle opere e delle costruzioni in zone in essa contenuto, possono esercitare i poteri di deroga
soggette a rischio sismico); ai suddetti strumenti esclusivamente per la realizzazione
g) decreto del Presidente della Giunta regionale 29 di interventi urgenti ammessi a finanziamento pubblico,
luglio 2009, n. 41/R (Regolamento di attuazione del- finalizzati alla tutela della salute e delligiene pubblica,
larticolo 37, comma 2, lettera g) e comma 3 della legge a recupero di condizioni di agibilit e accessibilit di
104 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
infrastrutture e di edifici pubblici e privati, nonch alla Art. 251
salvaguardia dellincolumit pubblica e privata, che si Normativa applicabile
siano resi necessari in conseguenza di calamit naturali
o catastrofi, o di eventi naturali o connessi con lattivit 1. Ai sensi dellarticolo 2, comma 3, del d.p.r.
delluomo, rilevanti ai fini dellattivit di protezione 380/2001, a seguito dellentrata in vigore del titolo VI
civile. della presente legge, non trova diretta applicazione nel
territorio regionale la disciplina di dettaglio prevista dalle
2. I comuni dotati di piano strutturale e di regolamento disposizioni legislative e regolamentari statali della parte
urbanistico approvati ai sensi della l.r. 5/1995 o della l.r. I, titoli I, II e III dello stesso d.p.r. 380/2001.
1/2005 esercitano i poteri di deroga ai sensi dellarticolo
97. Art. 252
Efficacia differita dellarticolo 24
Art. 248
Disposizioni transitorie in materia di impianti 1. Le disposizioni di cui allarticolo 24 si applicano a
di produzione di energia elettrica alimentati decorrere dal 1 gennaio 2016.
da fonti rinnovabili
Capo II
1. Il Consiglio regionale definisce i criteri e le modalit Modifiche e abrogazioni
di installazione di determinate tipologie di impianti nelle
aree diverse dalle aree non idonee individuate ai sensi Art. 253
della legge regionale 21 marzo 2011, n. 11 (Disposizioni Modifiche alla l.r. 5/2010
in materia di installazione di impianti di produzione di
energia elettrica da fonti rinnovabili di energia. Modifiche 1. Dopo il comma 3 dellarticolo 2 della l.r. 5/2010
alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39 Disposizioni inserito il seguente:
in materia di energia e alla legge regionale 3 gennaio 3 bis. Non sono computate nella capacit edificatoria
2005, n. 1 Norme per il governo del territorio), che attribuita dagli strumenti comunali di pianificazione
costituiscono elemento per la valutazione positiva dei urbanistica le addizioni consistenti nel rialzamento del
progetti nel rispetto della normativa statale. sottotetto al fine di renderlo abitabile o nella realizzazione
di servizi igienici, qualora carenti, purch non costituisca
2. Fino a nuovo provvedimento, mantiene efficacia la unulteriore unit abitativa..
deliberazione del Consiglio regionale 11 febbraio 2013,
n. 15 (Criteri e modalit di installazione degli impianti Art. 254
fotovoltaici a terra e degli impianti fotovoltaici posti su Abrogazioni
frangisole ai sensi dellarticolo 205 quater, comma 3,
della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme per il 1. Fermo restando quanto previsto nelle disposizioni
governo del territorio). transitorie e finali di cui al capo I, a decorrere dallentrata
in vigore della presente legge, sono abrogate, in parti-
Art. 249 colare, le seguenti disposizioni:
Disposizioni transitorie per la delega della a) legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il
funzione relativa allautorizzazione paesaggistica governo del territorio);
b) la legge regionale 26 gennaio 2005, n. 15 (Mo-
1. Fino allesercizio da parte della Regione della difiche alla legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme
facolt di delega della funzione relativa allautorizzazione per il governo del territorio. Reviviscenza della legge
paesaggistica di cui allarticolo 151, resta in vigore la regionale 6 dicembre 1982, n. 88 Disciplina dei controlli
delega ai comuni singoli o associati di cui allarticolo 87, sulle costruzioni in zone soggette a rischio sismico);
comma 1, della l.r. 1/2005. c) articoli 16, 17 e 18 della legge regionale 27 dicembre
2005, n. 70 (Legge finanziaria per lanno 2006);
Art. 250 d) legge regionale 21 giugno 2006, n. 24 (Modifiche
Disposizioni transitorie per gli oneri di alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il
urbanizzazione e il costo di costruzione governo del territorio) in materia di costruzioni realizzate
in zone sismiche;
1. Fino allapprovazione delle deliberazioni della e) articolo 9 della legge regionale 28 luglio 2006, n.
Giunta regionale di cui allarticolo 184, comma 5, e di 37 (Modifiche alla legge regionale 27 dicembre 2005, n.
cui allarticolo 185, comma 4, si applicano le tabelle A1 70 Legge finanziaria per lanno 2006);
(a, b), A2 (a, b), A3 (a, b), A4 (a, b), A5, B, C e D allegate f) articoli 1 e 2 della legge regionale 20 marzo 2007,
alla l.r. 1/2005. n. 15 (Modifiche alla legge regionale 3 gennaio 2005,
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 105
n. 1 Norme per il governo del territorio. Abrogazione t) legge regionale 2 agosto 2011, n. 36 (Modifiche
della legge regionale 11 agosto 1997, n. 68 Norme sui allarticolo 62 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1
porti e gli approdi turistici della Toscana); Norme per il governo del territorio);
g) legge regionale 27 luglio 2007, n. 41 (Modifiche u) articoli da 1 a 43 della legge regionale 5 agosto
alla legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme per il 2011, n. 40 (Modifiche alla legge regionale 3 gennaio
governo del territorio); 2005, n. 1 Norme per il governo del territorio,
h) articolo 9 della legge regionale 24 ottobre 2008, alla legge regionale 9 settembre 1991, n. 47 Norme
n. 56 (Modifiche alla legge regionale 8 febbraio 2008, sulleliminazione delle barriere architettoniche, alla
n. 5 Norme in materia di nomine e designazioni e di legge regionale 8 maggio 2009, n. 24 Misure urgenti
rinnovo degli organi amministrativi di competenza della e straordinarie volte al rilancio delleconomia e alla
Regione. Revisione della normativa regionale in materia riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e alla
di nomine e designazioni ai sensi dellarticolo 20, comma legge regionale 8 febbraio 2010, n. 5 Norme per il
2, della l.r. 5/2008); recupero abitativo dei sottotetti);
i) articoli da 37 a 61 della legge regionale 21 novembre v) articolo 16 della legge regionale 4 novembre
2008, n. 62 (Legge di manutenzione dellordinamento 2011, n. 55 (Istituzione del piano regionale integrato
regionale 2008); delle infrastrutture e della mobilit PRIIM. Modifiche
l) articoli 8, 9 10, 11, 12 e 13 della legge regionale alla l.r. 88/98 in materia di attribuzioni di funzioni
9 novembre 2009, n. 66 (Modifiche alla legge regionale amministrative agli enti locali, alla l.r. 42/1998 in materia
1 dicembre 1998, n. 88 Attribuzione agli enti locali di trasporto pubblico locale, alla l.r. 1/2005 in materia
e disciplina generale delle funzioni amministrative e di governo del territorio, alla l.r. 19/2011 in materia di
dei compiti in materia di urbanistica e pianificazione sicurezza stradale);
territoriale, protezione della natura e dellambiente,
z) articoli 145, 146 e 148 della legge regionale 27
tutela dellambiente dagli inquinamenti e gestione
dicembre 2011, n. 66 (Legge finanziaria per lanno
dei rifiuti, risorse idriche e difesa del suolo, energia e
2012);
risorse geotermiche, opere pubbliche, viabilit e trasporti
aa) articoli da 1 a 7 della legge regionale 31 gennaio
conferite alla Regione dal decreto legislativo 31 marzo
2012, n. 4 (Modifiche alla legge regionale 3 gennaio
1998, n. 112, alla legge regionale 11 dicembre 1998, n.
2005, n. 1 Norme per il governo del territorio e alla
91 Norme per la difesa del suolo e alla legge regionale 3
legge regionale 16 ottobre 2009, n. 58 Norme in materia
gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del territorio,
di prevenzione e riduzione del rischio sismico);
in materia di porti di interesse regionale, navigazione
bb) articoli da 76 a 93 della legge regionale 17
interna, controlli sulla sicurezza sismica delle opere e
febbraio 2012, n. 6 (Disposizioni in materia di valutazioni
delle infrastrutture di competenza statale);
ambientali. Modifiche alla l.r. 10/2010, alla l.r. 49/1999,
m) articoli da 89 a 98 della legge regionale 14 dicembre
alla l.r. 56/2000, alla l.r. 61/2003 e alla l.r. 1/2005);
2009, n. 75 (Legge di manutenzione dellordinamento
regionale 2009); cc) articolo 24 della legge regionale 28 maggio
n) articoli 11 e 12 della legge regionale 23 dicembre 2012, n. 23 (Istituzione dellAutorit portuale regionale.
2009, n. 77 (Legge finanziaria per lanno 2010); Modifiche alla l.r. 88/1998 e l.r. 1/2005);
o) articolo 36 della legge regionale 12 febbraio dd) articolo 115 della legge regionale 18 giugno
2010, n. 10 (Norme in materia di valutazione ambientale 2012, n. 29 (Legge di manutenzione dellordinamento
strategica VAS, di valutazione di impatto ambientale regionale 2012);
VIA e di valutazione di incidenza); ee) articoli 34 e 35 della legge regionale 14 luglio 2012,
p) articolo 4 della legge regionale 27 dicembre 2010, n. 35 (Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2010,
n. 63 (Disposizioni di attuazione degli articoli 12 e 14 n. 65 Legge finanziaria per lanno 2011 e alla legge
bis della legge regionale 23 luglio 2009, n. 40 Legge di regionale 27 dicembre 2011, n. 66 Legge finanziaria per
semplificazione e riordino normativo 2009); lanno 2012 e ulteriori disposizioni collegate. Modifiche
q) articolo 129 della legge regionale 29 dicembre alle l.r. 59/1996, 42/1998, 49/1999, 39/2001, 49/2003,
2010, n. 65 (Legge finanziaria per lanno 2011); 1/2005, 4/2005, 30/2005, 32/2009, 21/2010, 68/2011);
r) articoli da 54 a 60 della legge regionale 21 marzo ff) articolo 1 della legge regionale 14 settembre
2011, n. 10 (Legge di manutenzione dellordinamento 2012, n. 49 (Modifiche alla l.r. 1/2005, alla l.r. 65/2010,
regionale 2011); alla l.r. 66/2011, alla l.r. 68/2011. Abrogazione della l.r.
s) articolo 3 della legge regionale 21 marzo 2011, n. 58/2011);
11 (Disposizioni in materia di installazione di impianti gg) articoli 61, 62, 63 e articoli da 65 a 70 della legge
di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di regionale 28 settembre 2012, n. 52 (Disposizioni urgenti
energia. Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, in materia di commercio per lattuazione del decreto-
n. 39 Disposizioni in materia di energia e alla legge legge 6 dicembre 2011, n. 201 e del decreto-legge 24
regionale 3 gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del gennaio 2012, n. 1. Modifiche alla l.r. 28/2005 e alla l.r.
territorio); 1/2005);
106 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53
hh) articoli 25 e 26 della legge regionale 3 dicembre anno 2016
2012, n. 69 (Legge di semplificazione dellordinamento in diminuzione, UPB 741 Fondi - spese correnti,
regionale 2012); per euro 800.000,00
ii) articoli da 32 a 35 della legge regionale 27 dicembre in aumento, UPB 344 Azioni di sistema per il governo
2012, n. 77 (Legge finanziaria per lanno 2013); del territorio - spese correnti, per euro 800.000,00.
ll) articoli 22 e 23 della legge regionale 5 aprile 2013,
n. 13 (Disposizioni in materia di commercio in sede 3. Per il finanziamento degli oneri derivanti dal-
fissa e di distribuzione di carburanti. Modifiche alla l.r. larticolo 36, comma 1, e dallarticolo 40, autorizzata
28/2005 e alla l.r. 52/2012); la spesa di euro 90.000,00 per ciascuno degli anni 2014,
mm) capo II, articolo 2, della legge regionale 2 2015 e 2016, cui si fa fronte con gli stanziamenti della
maggio 2013, n. 19 (Modifiche alla l.r. 66/2011 Legge UPB 344 Azioni di sistema per il governo del territorio
finanziaria per lanno 2012, alla l.r 77/2012 Legge - spese correnti del bilancio di previsione 2014 e del
finanziaria per lanno 2013, nonch alle ll.rr. 49/2003 bilancio pluriennale vigente 2014 - 2016, annualit 2015
Norme in materia di tasse automobilistiche regionali, e 2016.
1/2005 Norme per il governo del territorio e 68/2011
Norme sul sistema delle autonomie locali); 4. Per il finanziamento degli oneri derivanti dal-
nn) legge regionale 23 maggio 2013, n. 25 larticolo 59, comma 3, ai fini del funzionamento del-
(Determinazione dei parametri urbanistici ed edilizi. losservatorio del paesaggio autorizzata la spesa di euro
Modifiche allarticolo 144 della legge regionale 3 gennaio 150.000,00 per lanno 2014 a valere sugli stanziamenti
2005, n. 1 Norme per il governo del territorio); della UPB 341 Azioni di sistema per il governo del
oo) legge regionale 11 aprile 2014, n. 20 (Disposizioni territorio - spese investimento del bilancio di previsione
sul frazionamento di edifici a destinazione industriale 2014.
e artigianale. Modifiche alla legge regionale 3 gennaio
2005, n. 1 Norme per il governo del territorio). 5. Dallarticolo 171 non derivano entrate aggiuntive
rispetto alla legislazione previgente allentrata in vigore
Capo III della presente legge. Le entrate sono stimate in euro
Disposizioni finanziarie 1.400.000,00 annui a valere sulla UPB di entrata 322
Proventi diversi.
Art. 255
Disposizioni finanziarie 6. Dagli articoli 55, 56 e 57, comma 1, lettere a), b),
c) e d), e dallarticolo 39, comma 4, non derivano oneri
1. Per il finanziamento degli oneri derivanti aggiuntivi rispetto alla legislazione previgente allentrata
dallarticolo 23, comma 15, autorizzata la spesa di euro in vigore della presente legge. Il finanziamento di tali
800.000,00 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016, cui interventi assicurato sul bilancio regionale come
si fa fronte con gli stanziamenti della unit previsionale segue:
di base (UPB) 344 Azioni di sistema per il governo del a) relativamente agli articoli 55 e 56 per la somma di
territorio - spese correnti del bilancio di previsione 2014 euro 3.150.000,00 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e
e pluriennale vigente 2014/2016, annualit 2015 e 2016. 2016 a valere sulla UPB 342 Sistemi informativi, attivit
conoscitive e di informazione in campo territoriale - spese
2. Al fine della copertura della spesa di cui al comma di investimento e per la somma di euro 98.000,00 per
1, al bilancio di previsione 2014 e pluriennale vigente lanno 2014, di euro 113.000,00 per ciascuno degli anni
2014 - 2016, annualit 2015 e 2016, sono apportate 2015 e 2016 a valere sulla UPB 343 Sistemi informativi,
rispettivamente le seguenti variazioni per competenza e attivit conoscitive e di informazione in campo territoriale
cassa di uguale importo e per sola competenza: - spese correnti del bilancio di previsione 2014 e
anno 2014 pluriennale vigente 2014 - 2016, annualit 2015 e 2016;
- in diminuzione, UPB 741 Fondi - spese correnti, b) relativamente allarticolo 57, comma 1, lettere
per euro 800.000,00 a) e b), per la somma di euro 500.000,00 per ciascuno
- in aumento, UPB 344 Azioni di sistema per degli anni 2014, 2015 e 2016 a valere sulla UPB 341
il governo del territorio - spese correnti, per euro Azioni di sistema per il governo del territorio - spese
800.000,00. dinvestimento del bilancio di previsione 2014 e del
anno 2015 bilancio pluriennale vigente 2014 - 2016, annualit 2015
- in diminuzione, UPB 741 Fondi - spese correnti, e 2016;
per euro 800.000,00 c) relativamente allarticolo 57, comma 1, lettere c)
- in aumento, UPB 344 Azioni di sistema per e d), rispettivamente per la somma di euro 65.000,00 per
il governo del territorio - spese correnti, per euro ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 a valere sulla UPB
800.000,00. 344 Azioni di sistema per il governo del territorio - spese
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 107
correnti e per euro 2.000.000,00 per ciascuno degli anni La presente legge pubblicata sul Bollettino Ufficiale
2014, 2015 e 2016 a valere sulla UPB 341 Azioni di della Regione. E fatto obbligo a chiunque spetti di os-
sistema per il governo del territorio - spese investimento servarla e farla osservare come legge della Regione To-
del bilancio di previsione 2014 e del bilancio pluriennale scana.
vigente 2014 - 2016, annualit 2015 e 2016;
d) Relativamente allarticolo 39, comma 4, per la ROSSI
somma stimata di euro 52.000,00 per ciascuno degli
anni 2014, 2015 e 2016 a valere sulla UPB 343 Sistemi Firenze, 10 novembre 2014
informativi, attivit conoscitive e di informazione in
campo territoriale - spese correnti del bilancio di pre- La presente legge stata approvata dal Consiglio regio-
visione 2014 e del bilancio pluriennale vigente 2014 - nale nella seduta del 29.10.2014
2016, annualit 2015 e 2016;
ESTREMI DEI LAVORI PREPARATORI
7. Agli oneri di cui ai commi 1, 3 e 6 per gli esercizi
successivi si fa fronte con legge di bilancio. Proposta di legge della Giunta regionale 30 settembre
2014, n. 3
8. Resta fermo quanto previsto dallarticolo 256. divenuta
Proposta di legge del Consiglio regionale 8 ottobre
Art. 256 2014, n. 282
Assegnazione di contributi Proponente:
regionali ai piccoli comuni Assessore Anna Marson
Assegnata alla 6^ Commissione consiliare
1. Per lanno 2014, la Regione assegna i contributi Messaggio della Commissione in data 28 ottobre 2014
di cui allarticolo 29 bis, comma 1, lettere a) e b), del- Approvata in data 29 ottobre 2014
la l.r. 1/2005 autorizzando la spesa massima di euro Divenuta legge regionale 49/2014 (atti del Consiglio)
100.000,00 a valere sugli stanziamenti della UPB 341
Azioni di sistema per il governo del territorio. Spese
dinvestimento del bilancio di previsione 2014. SEGUONO ALLEGATI
108 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53

Allegato A

Contributo per le spese di istruttoria e di conservazione dei progetti


ai sensi dellarticolo 171

AUTORIZZAZIONI E DEPOSITI A CONTROLLO DEPOSITI ED INTERVENTI EDILIZI RELATIVI A


OBBLIGATORIO SANATORIA STRAORDINARIA
Tipologia contributo in Euro Importo Tipologia contributo in Euro Importo mi-
minimo nimo
A /m3 fino ad un max 0,35 A /m3 fino ad un max di 0,10
di 5.000 mc 5.000 mc
50,00 25,00
/m3 per volumi ec- 0,17 /m3 per volumi ecce- 0,05
cedenti i 5.000 mc denti i 5.000 mc
B /m3 fino ad un max 0,20 B /m3 fino ad un max di 0,10
di 5.000 mc 5.000 mc
50,00 25,00
/m3 per volumi ec- 0,10 /m3 per volumi ecce- 0,05
cedenti i 5.000 mc denti i 5.000 mc
C /m3 fino ad un max 0,15 C /m3 fino ad un max di 0,08
di 5.000 mc 5.000 mc
50,00 25,00
/m3 per volumi ec- 0,08 /m3 per volumi ecce- 0,04
cedenti i 5.000 mc denti i 5.000 mc
D Per l'intero intervento 50,00 D Per l'intero intervento 25,00
E Per l'intero intervento 100,00 E Per l'intero intervento 50,00
F Per l'intero intervento 50,00 F Per l'intero intervento 25,00
G /ml 30,00 G /ml 15,00

LEGENDA
Tipologia A - Nuove costruzioni. Sono previsti due contributi unitari differen-
ziati e si applicano rispettivamente fino al raggiungimento dei 5000 metri cubi
e per i volumi eccedenti i 5000 metri cubi. previsto un importo minimo di
contributo per la prima istruttoria della pratica e un contributo massimo pari a
duecento volte il contributo minimo.
Tipologia B - Adeguamento sismico (come definito al capitolo 8.4.1 del delle
nuove norme tecniche approvate con il decreto del Ministro delle infrastrutture
14 gennaio 2008). Sono previsti due contributi unitari differenziati e si applica-
no rispettivamente fino al raggiungimento dei 5000 metri cubi e per i volumi
eccedenti i 5000 metri cubi. Ai fini del calcolo del contributo, la volumetria del-
ledificio si considera ridotta del 30 per cento. previsto un importo minimo del
contributo per la prima istruttoria della pratica.
12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 109

Tipologia C - Miglioramento sismico (come definito al capitolo 8.4.2 del D.M.


14 gennaio 2008). Sono previsti due contributi unitari differenziati e si applica-
no rispettivamente fino al raggiungimento dei 5000 metri cubi e per i volumi
eccedenti i 5000 metri cubi. Ai fini del calcolo del contributo, la volumetria del-
ledificio si considera ridotta del 30 per cento. previsto un importo minimo di
contributo per la prima istruttoria della pratica.
Tipologia D - Riparazione o intervento locale (come definiti al capitolo 8.4.3
del D.M. 14 gennaio 2008).
Tipologia E - Nuove costruzioni a cui non sia applicabile il contributo per me-
tro cubo, nonch interventi su costruzioni esistenti della medesima tipologia e
della tipologia di cui alla lettera G.
Tipologia F - Varianti.
Tipologia G - Ponti, viadotti, gallerie, opere darte stradali, di lunghezza/luce
complessiva (anche con pi campate). Il contributo massimo fissato in cento
volte il contributo per metro lineare.
110 12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53

B


  di cui all'articolo 225

 
 

 

 
   
 
 
 
 
 
  

 
 
 

    
 

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12.11.2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 53 117
AVVERTENZA di Protezione Civile stato nominato commissario de-
legato per fronteggiare dellemergenza derivante dagli
Si pubblica di seguito, mediante collegamento infor- eventi sopra richiamati;
matico alla Raccolta normativa della Regione Toscana,
il testo della legge regionale 8 febbraio 2010, n. 5, cos Preso atto della nota prot. 98652 del 29/11/2013 del
come risulta modificato dalla legge regionale sopra ripor- Ministero dellEconomia e delle Finanze, con la quale
tata. viene comunicata lapertura della contabilit speciale n.
5786 intestata COMM. DEL. OCDPC 134-13, ai sensi
Il testo coordinato stato redatto a cura degli uffici del dellart. 3, comma 2 dellOCPDC n. 134 /2013;
Consiglio regionale, ai sensi dellarticolo 10 della legge
regionale 23 aprile 2007, n. 23 (Nuovo ordinamento Vista lordinanza del Commissario delegato n. 30 del
del Bollettino Ufficiale della Regione Toscana e norme 18 dicembre 2013 con la quale viene approvato il Piano
per la pubblicazione degli atti. Modifiche alla legge degli interventi a valere sulle risorse individuate dal
regionale 20 gennaio 1995, n. 9 Disposizioni in materia Consiglio dei Ministri nella seduta del 15 novembre 2013
di procedimento amministrativo e di accesso agli atti), nel limite di Euro 16.500.000,00;
al solo fine di facilitare la lettura. Il testo non ufficiale.
Solo la versione del Bollettino Ufficiale ha valore legale. Vista lordinanza del Commissario delegato n. 32
Le modifiche sono stampate con caratteri corsivi e con le del 23 dicembre 2013 con la quale vengono approvatele
note ne sono specificate le fonti. Procedure e deroghe di cui allordinanza 30/2013;

Legge regionale 8 febbraio 2010, n. 5 Vista lordinanza del Commissario delegato n. 15


del 8 maggio 2014, che in relazione allistruttoria della
SEZIONE III documentazione pervenuta ai sensi dellord. 32/2013,
ha potuto procedere ad una prima liquidazione degli
COMMISSARI REGIONALI interventi previsti nel Piano degli Interventi di cui alle
- Ordinanze ordinanza commissariale n. 30, per un importo com-
plessivo di euro 13.062.856,01, avvalendosi delle risorse
ORDINANZA DEL COMMISSARIO DELEGATO
anticipate dalla Regione Toscana e fatte confluire nella
5 novembre 2014, n. 48
corrispettiva contabilit speciale;
OCDPC n. 134 del 26 novembre 2013. Seconda ri-
Vista lordinanza del Commissario delegato n. 20
modulazione e seconda liquidazione.
del 28 maggio 2014 con la quale stata approvata la
Rimodulazione del piano interventi urgenti di protezione
IL COMMISSARIO DELEGATO
civile in conseguenza delle eccezionali avversit
Vista la legge 24 febbraio 1992 n. 225 relativa alla atmosferiche verificatesi nei giorni 20,21 e 24 ottobre nel
istituzione del servizio nazionale della protezione civile territorio della regione Toscana;
ed in particolare larticolo 5;
Preso atto delle economie risultanti a seguito della
Vista la Deliberazione del Consiglio dei Ministri del seconda istruttoria finalizzata alla liquidazione dei restanti
15 novembre 2013 con cui, ai sensi dellarticolo 5 comma 3.437.143,99 da liquidare e che hanno consentito una
1 e 1 bis della legge 225/1992, stato dichiarato, fino al nuova rimodulazione del Piano, illustrata nellAllegato A
14 maggio 2014, lo stato di emergenza in conseguenza parte integrante e sostanziale del presente atto, come pre-
delle eccezionali avversit atmosferiche verificatesi nei visto dallart. 1 comma 5 dellOCDPC 134/2013;
giorni 20, 21 e 24 ottobre 2013 nel territorio della regione
Toscana; Preso atto della nota prot. RIA/0056939 del 4/11/2014
con cui il Capo Dipartimento di Protezione Civile ha
Vista lordinanza del Capo del Dipartimento della approvato la Seconda rimodulazione del piano interventi
Protezione Civile n. 134 del 26 novembre 2013, pub- urgenti di protezione civile in conseguenza delle
blicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 10-12-2013 eccezionali avversit atmosferiche verificatesi nei giorni
recante Primi interventi urgenti di protezione civile in 20,21 e 24 ottobre nel territorio della regione Toscana,
conseguenza delle eccezionali avversit atmosferiche da noi trasmessa per lottenimento dellapprovazione in
verificatesi nei giorni 20, 21 e 24 ottobre 2013 nel ter- data 28/10/2014 prot. n. AOOGRT/264974;
ritorio della regione Toscana;
Ritenuto di procedere ad una seconda liquidazione
Visto larticolo 1 della ordinanza sopra citata con cui delle risorse assegnate dal Commissario delegato OCDPC
il Dirigente responsabile del Settore Sistema Regionale n. 134 del 2013 a favore degli enti e per gli importi indicati