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NINO SR)HAJfl

LA LEGISLAZIONE
OPERAIA
Dl SruDi SGCIAI

Cent. G .

lHMJ

Cm fitrici Libraria "II PtMSttRO


VYfi Qiwnnni l.anan, 90
HO M A
AEL/IFCH/UNICAMP
AEL/IFCH/UNICAMP
PICCOLA BIBLIOTECA SOCIOLOGICA N. 2

NINO SflJVIBJfl

L A

LECISLAZIOHE OPERAIA

C e n t .

R O M A
Casa Editrics Libraria " I L PENSIERO
HW!

Arquivo "E. LEUENROTH"


IFCH/UMJjpAMR
n / tombo ^ J / f c O
cltatif.

AEL/IFCH/UNICAMP
Per norma <lcl lettore avveftiamo che </nsto opii
sco/o en mim rue la prima volta nel 190% in lint/na
francese a Ginevra, edito a cara del U r u p p ilc^li
stII(1(3IIti s o H a l i s t i r i v o l u z i o m i r i di que/la rittd,
in ri.yms/a a una eonferensa kgatitaria di Gio-
vanni Jaurs sul S o c i a l i s m in E u r o pa.

Roma Tipografia " HONIA via <1*1 Babuino. 173

EL/IFCH/UNICAMP
T

Sombra inevitabile ehe l'esperienza in matria sociale


iioii debba servire che a coloro cln> la fanno dirottainente.
A questa conclusione, e per quanto scettica sembri,
non meno vera, . deve giungero chiunque osservi at-
teiitmonte 1'evoluzione storica dei movimento operaio
in Europa. Infatti, ogni movimento eompie, indipendon-
temente dallesperienza fatta da altri, 1'ovoluzione se-
guente:
I o 11 movimento operaio sogna prima d'ogni altra
eosa una conciliazione impossibile tra uli interessl dei
eapitalisti <> qiielli degli operai. Le sue richieste sono
molto modesto, la liianiera di farle molto muiI: la sua1
pnzienza sembra non aver limiti. Ogni operaio aseolta
<'on attenziono beuevola e egue osattam8tite i det-
tami dei prole; saltita rispettosamente il earabiniere ehe
lia 1'inoaneo, eeondo la finziono soei ale, di mantenere
l'ordine sociale neirinteresse di tutti, Hixogna ehe il pa
drone, che ha tftnto cuoro, riduca i sala ri o lleenzi tli
operai, peruli quenti Ultimi comincino a dubitare delia
tia umanit; ohe il preto approvi senza condizioni ogni
ntto, ancho il pi ti odioso, dei padrono, poreh essi sco-
prano In sua vera fuiione j o cln< il earabiniere trat ti
molto brutalmente ({li operai in tempo di scioporo, percho

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questi lo riguardino come un istrumento di violenza in


difesa d> 1 lo sfruttamento capitalista.
2" 11 movimento operaio si rivolge allorn alia buona
volont ed all'onnipotenza dello Stato. Mn lo suo spe-
ranze venendo ancora e continuamente deluso, lo sfrut-
tmento degli opera: impiegati dcllo stato ossendo piu
duro di qualsiasi altro sfruttamento d'iniziativa privat,
egli finisce col perdere ogni fiducia anche nello Stato.
Allora divieno completamente autnomo e non
fida pi che nelle sue solo forzo e nella prpria inizia-
tiva.

r>ggigiorno sono queste ultimo duo tondenze che si di-


HWitauo II terreno dei movimento operaio in quasi tutti i
pfteui di Europa. Val dun<|uo la pena di disctitore la Ioro
wnportanza o 1'opora Ioro.
Noi poniamo come condizione indisponsabile alia vit#
normalo dei movimento operaio la sun irutralit (utoluhi
*ul terreno poliUco. Intatti, gli operai nono divisi d
quentioni e diflerenzo di religione, di nazionalit, di o-
pinioni socinli, e non lianiio che un terreno comutio d'a-
r.iono! la ditosa od il miglioramento delle Ioro eondizioni
di salariati. 15' poewibiliMlino che un operaio religioso
liiniti il suo Ideale all'ftumentO dei suo salrio e alia di-
minuzione delle oro di lavoro; ma non mono vero che
ti miglioramento di esiston/.a produce una benfica in-
Huenza sit chi ne godo. Del resto il Biiglioramento pro-
gressivo delle eondizioni dei salariato, reso necessrio
dallu osigenzo sempre crescnUti d'una vita civilo, con-
duico allino alia sopproHsiono dei guadagno do| capitalismo
(ul alia olloiinazlone delia sua ela ..n, conte tale, dallu
vil hoclale. 1/operaio social-democrtico pu augu-
rar! uno Si al o econmico rego Ian (e |n condizioni delia
vita futura, o invoco I'operaio socialista-iinarchico nlTer-
mure come doalo 1'ansooiazioiio libera degli sforzi pui
b

godimento comune a tutti dei beni delia vita. Per tutti


e tre la lotta di ogni giorno contro il padrone comune,
e, siecome l'operaio c.redento s' persuaso che non le
preghiere miglioreranno la sua condizione, 1'esperienza
sola potr giudieare dell'efficacia degli altri duo inetodi
che si contendono il terreno: da una parte 1'organizza-
zione economica clie eonduce all'intervento dello Stato
nei contlitti fra capitale e lavoro e nella produzione;
dall'altra parte 1'organizzazione economica per la lotta
diretta contro il caj>itale e lo Stato clie ne 1'istrumento
d'inganno e di violeuza.
Questa esperienza stata gi fatta, e si son gi co-
struite su di essa, o meglio sulla sua interpretazione, iin-
inerose teorie.
Nessun migliramento, tanto sul terreno politico come
sul terreno economico, stato mai conquistato senza
1'uso delia forza, in tutti le et delia storia. Jhering, il
sapiente giurista tedesco, 1'avevft gi affermato: Tutti
i diritti dei mondo sono stati conqujstati lottando ; tutti
i principii importanti di diritto li inno dovuto cominciare
ou l'essero strappati a quelli clie vi si opponevano, ed
ogni diritto, diritto d'un populo o d'un individuo, presup-
pone clie si sia costantemente pronti a difenderlo.
Del resto, ogni Operaio che militi da qualehe tempo
nel movimento sindacale possiede una esperienza perso-,
nale, a questo proposito.
Tutta la storia delia civilt europea riposa nu questo
principio. <ili esempi ed i loro insegnamcnti che si po-
trebbero pubblieare su tale argomento abbondano; noi
siamo por forzati a limitarei a qualcuno di essi.

***

Durante 1'inverno dei 181'7-W il pnne costava caro in


ltalin ; in certo citt ai vendeva fino a T>() e <>() centesimi
il ebilogratnma. (ili operai vivevano nella misria pi
dsolante, per causa delia disoceupazioue forzata cb

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ogni inverno regna abitualmente in Italia; ed il governo
continuava a pe.roepire il diritto d i dogana di sette lire
e inezza al quintais sul frumento importato nel regno.
Sintotni di inalcontento coininciavano a farei senti re;
i deputati socialisti-democrntici, come sempre, domnn-
darono alia Camera dei deputati, per voce dell'on. A -
gnini, di alioliro o almono di ridurre il dazio di dogana
HuH'importazione del grano. Ma, naturalmente, il governo
non pens neppure a discutere. la proposta di legge dei
socialist!. Gli operai anarcliici, inveee, sostenevano . nel
loro giornale I' Agitazione di Ancona la necessita dell'a
ziono diretta del popolo por mettere un limite ai fnrti
dei protozionisti itnliani.
L'esperienza dei fatti diode ragione a questi ultimi.
I)opo lo dimostrazioni operaie, cominciate in Ancona il
12 gennaio lS'.tH, il governo h alfrett a ridurre per de-
creto reale il dazio di dogana da sette lire o inezza a
cinque lire por ogni quintalo di grano.
Quosto iliHi'gnatnento ebbe la sua COnferma nell'arresto
in mansa degli anarcliici dl Ancona ed in un processo
odioso clio loro si intento, sotto l'accusa di aver formata
una aaociati(me a ile/inqurre, a causa delia attitudine da
essi assunta di fronte alie rivendlcaioni popolari. Quando
pit'i tardi, inl niaggie. lo dimostrazioni popolari si fpcero
pi vivnei, il dazio sul grano fu tolto provvisoriamente
dei tutto, procedendosi nel tempo stoBso a quelle perso-
cuzioni i' repression i la cui memoria orniai insepara-
b l e dal nome di qUell'annnta.
E, per regi,are nnmpre in Italia, eceo due altri eseinpii:
il miliistoro Uudilli fu obbligato nel 1 H;7 a ritirare un
progetto di legge sul domicilio coatto politico, gi appro-
vato dal Senate. II paese aveva manifestato in m o d o d i -
reito la sua riprovazione coiitro quel progetto, senza
rieorrore ad alcuna petizionu pi o mono parlamentar?.
I / a l t r o esempio linche pifi adatto alia dimostrnziono
did noutro asserto. Spenso dai Mocial-democratlci si at-
tribnisce nil'imlru^iow'ump pnrlnmentnrr. la Oonservaziono
dnlle magre liberta polltielie li cui 1'ltalin god tuttora.
('ontorii errano ili molto. I/oslniziotiistno piirlftinontare
noa rluscl clin a sostituire alia reazione militam del ge-
nerate I Vilnius la reazione ipoerita del Senatore Sarnceo.
Chi scompigli, poco dopo, la reazione italiana fn il pro-
l e t a r i a t di Gnova. II prefetto di questa citt aveva
sciolta la Camera del lavoro; e fu lo sciopero generale,
pro^lamato malgrado gli intrighi dei politicanti, che ob-
blig il miniatero Saracco a dare le dimissioni ed il mi-
niatero susseguente a rispettare il diritto di associazione
degli operai.
Gr sono alcuni anni, gli operai dei Blgio intrapresero
una campagna in favore del suffragio universale questo
esempio, che discutiamo dal solo punto di vista dei m-
todo, non impegna affatto la nostra opinione sul suffragio
universale). I governanti fecprO i aordi. ridendosi di tutti
i iliscorsi parlamentari. Quando 1'agitazione divenne per
abbastanza violenta, e lo sciopero generale scoppi, e
1'insurrezione converti in campo di battaglia le vie delle
principal! citt, allora il governo consenti 1'allargamento
del suffragio.
Lecondizioni di vittoria ncgli scioperi possono poi, sotto
mi a l t r o p u n t o d i vista, deluoiaare incglioil problema. K'evi-
dente che la durata delia resistonza operaia non che mi
debole fattorc di vittoria per gli operai; i capitalist! pos-
so"o, nella generality dei casi, aspettare assisi a tavola
molto pi degli operai, torturati dalla fume, la line dello
sciopero. Non neghiamo, d'altra parte, le circostanze spe-
ciali, come la situaziono dei niercato, il numero delle or-
dinazioni, la qnantit dei prodotti acc.uinnlati nei magaz-
zini ecc., circostanze che gli operai non devono trascurare.
Ma il fattore preponderante delia vittoria la forza di
intimidazioiio che gli operai spiegano di fronte alie clji>*i
possidenti, eia geiieralizzando lo sciopero, ia con la energia
manit'i stata con il loro atteggiainento ribelle.
(!|i eseuipi in apj)oggio a questa affermazione abbon-
datio in tutti i paesi. <'i liitiiteremo a citare due scioperi
ti piei scoppiflti in Ingliilterra, h> nazione di cui 1'orga-
nizzAzione operaia nota per la sua potenza in tutto
il mondo.
Si conosco lo sciopero dei docks t'el lHH'.t. <!li operai
avevano assoluta necessita di vincere; e lottarono perci
eontro ogni lorta di ostacolf che loro si pararono dinan/i.
Avvenncro dimostrazioni tumultuoso; gli addormeiitatori
di profesnione dovettero tfteersi, la borghesia compres
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quale tempesta ben pi grande si sarebbe scatenata so


avesse ancora resistito, e cedette. L o sciopero fu vitto-
rioso.
Alcuni anui pii tardi, nel IHI7, i meccanici organiz-
zarono uno sciopero montlre. II movimento si limit a
questo mcstiere u tutto si svoiso nolla calma pi assoluta.
In tali condizioni la disfatta lion era clie questione di
tsmpo, la lotta cssendosi ingaggiata tra le casseforti ben
pene dei capitalist o la cassa di resistenza degli operai.
Lo sciopero inghiottl qualche milione raccolto fra gli
operai di tutto il mondo fini, naturalmente, con la Vit-
toria dei capitalist!-.

***

('onsiderianio ora la questione a proposlto delia legi-


slazione dei lavoro o deli arbitrato pii o meno obbligatorio.
Anzitutto, intendiainci, se noi combattiamo la fegisla-
ziotie liei lavoro, noti per questo siamo avversari di certi
miglioramenti ehe la legislaisione de.l lavoro s(inziona.
Contro 1'in ter esse degli operai.
In questrt disamina non ci porremo che da nu putito
di vista pratico, senza servirei deliu nbiozioni teoriche,
come aftbbe per esempio quella, che catliva tattica
ralVotzarc lo Stato quando se ne desidera la sparizionc.
La legislazioiie dei lavoro si applica nH'igiene delle 1'ah-
briche e ivlle ore di lavoro, da una parte, all'orgillizza-
zione operaia dall'altra. N d primo caso si constata che
i migliorainenti eoliteiuitl nelfe leggi sul lavoro sono stati
iu principio eonquistati dngli operai, per entrare in jse-
niiito iicl diritto pubblico. I minatoti di Durhain e di
Northuinberl iiid in Inghilterra coliquistarono e<si, prima
che una l"gge inlrvetiisse in questo senso, con viva lotta
la giornata di sette ore e mezza e di sei ore n mezza.
Mcrlcsimaiiicnte, i rilegatori di Londra, i inuratori di
llarcellolia, e parecelde all re catbgorie di operai sindacati
in tu!to il mondo.

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D'altra parto, le loggi cosidatte sociali, votate dai di-


versi parlatnenti sotto l'impressione d'una sommossa presto
repressa o per scopi elettorali, non sono applicate che a
una sola condiziotie: che gli operai sieno pronti a levarsi,
con lo seiopero, contro le vioiazioni che il padrone non
mancher di fare alia legge. In prova portercino qualche
esempio. Nei 184K5 jl ministero di Luigi Blanc in Francia,
promulg, dopo le giornate rivoluzionarie, una serie di
leggi sul contralto di lavoro, sul lavoro (telle donne e
dei faneiulli e I'igiene delle fabbriehe. Nessuna di quests
leggi fu applicata; e gli operai delle diverse corporazioni
dovevano ricordarle nelle loro rivendica/.ioni in oceasione
di ogni seiopero.
In Australia, la giornsta di otto ore fu decretata per
legge fin dal 185(i. Neila eitt di Melbourne, nel 1859.
11 fabbriehe soltanto la applicavano; nel 18(ii), 12; nel
1801 ne troviamo solamente <i(). Intanto, l'organizzazione
operaia si gviluppava e comineiava a iinporre le sue con-
dizioni ai capitalist)'. Nel 1847, in Inghilterra, un bill ri-
ducova a 10 ore la giornata di lavoro nelle industrie tes-
sili. (ili operai eontinuarono a lavorare 12 ore fino al
1H74, anno in Ctti la legge fu applicata in seguito ad una
lunga lot tii.

11 negretario operaio per la Svi/.zera rotnanda, Ileritier,


lamentava nel suo rapporto del 1897 che la legge lede-
rale Hulle fabbriehe noil fosse applioata aft'atto nel Can-
ton Ticinn. E trovnva In spiega/ione di quest.o latto nel
l awenza quasi assoluta di nrganiczaziom ouerain in quel
("antone. Aneora un esetnpio: nel luglio del 1892, la di-
rezione dei cantieri delia Loira a Saint-Nazaire (Francia),
t'aceva togliere, per facilitare la aorveglianza ni eontro-
mastri, due porto d'una oflicina, producendo cosi una cor-
rente d'aria tnolto dannosa agli operai sudanti sul lavoro.

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Cili operai dovettero inettersi in sciopero per ottenere ciie


le duo porte fossero di nuovo richiuse.
L a legislazione del lavoro , per <11 pi, deprimente;
ella addormenta la diifidenza e la resistenza degli operai,
che considerano come acqui.sito in realt ci elie le leggi
sanzionano, o die si ridestano spesso troppo tardi percon-
Bervare ci die la loro iniziativa aveva conquistato ed i
capitalisti s'erano riprese.
Oi si a permesso di riassumere la situazione degli ope-
rai di fronte alia legislazine operaia con un esetnpio:
1111 Cittadino va a trovare un suo ainico, e prima di tor-
nare a casa apprendo clie, sulla via clie deve necessa-
riamente percorrere, trover appostato un noma forte e
robusto il quale non lo lascor andare clie dopo averlo
spogliato del suo dauaro e dell'orologio. Kgli non lia da
fare che duo cose: o rimanore in casa del suo amico, o
tornar nolla sua. In quest'ultimo caso dovr, o farsi trail-
quillamcntc derubare, o resistore. Supponendo ch'egli
resista o riesc vincitore dalla lotta, clie di reste voi di
Iiii, so domandasse ai ladro una dichiarazione scritta con
promessa formal" di non ricomiciare o non far pi un
tal atto di brigantaggio? II brigante si curer molto poco
delia parola data, e far daccapo 11011 appena no avr il
modo.
Talo A la sitnazione dello Stato capitalista (il brigante)
0 di ll'operaio (il cittadino asalito da qnqllo).
Ija leglslaziono sn l'ofganizza/.ione operaia 11011 o 11011
pu esserc cho nociva. Ojjni impedimento portato all'or-
ganimsnzinne ed alia iniziativa degli t.perai (scioporo, bol-
cottagglo, occ.) dove necessariamente tavorire i capitalisti.
1 diversi stati capitalisti hauno gi legiferato su 1'orga-
nizzaziono operaia, quando, in tempo di somtnosse, hanno
mllltarizzato i ferrovierl o gli jmpiogati di altri pubblici
sorvizi. Le loggi in proposito, anche se 10110 proposto
dai social-dnmocratiol, non sfuggono a doe capital] difetti:
facendo sor gero por leggn lo organiKKiirioni, quosta legge
Impune 11 enutatto degli sleali e dei traditori, ngli operai
cosclenti doi propri dirittl, ed lutralcia eon una quantit
di quostlonl formal! gli seloperi. Tanto quest! difetti sono
evident.!, che tin progotto di leggo di Miilerand in Francia
fu reipltito dalla quasi nnanlitiM del sindacati francos!.

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Vedete, come saggi.o dei genere, la legge sui conflitti


coUettivi, in vigora nel Cantone, di Ginevra in Svizzera,
legge proposta dal social-democrtico Thibaud e appro-
vata, malgrado l'opposizione della federazione operaia.
Essa impone l'arbitrato obbligatorio, fissa le tariffe dei
salari o proibisce lo sciopero. Eccotio qualche articolo:
AKT. 3. Hanno autorizzazione di fisare le tariff's
e condizioni iu ogni categoria di mestiero:
1" Le associazioni di padroni o le associazioui di
operai, regolarmento iscritte al Registro di Commercio e
i cui statuti siono stati approvati dal Consiglio di Stato.
Questa approvaziono sar accordata a putto:
n) che q nos ti statuti non contengano nulla di con-
trario aile leggi, e in special modo alla libert di lavoro;
Ii) che possano essore riveduti in ogni tempo, quando
la maggioranza lo ricliieda;
e) che tutti i membri della professions abbiano il di-
ritto di far parte dell'associaaione o che il Comitate eia
olotto a maggioranza dei membri dell'associazione .
ART. 15. Durante la du rata d'una tariff'a in vi-
gore, uessuna sospensiono generale del lavoro potr essere
dcrtt n dai padroni n dagli operai, alio scopo di
modificare detta tariffa .
AKT. 18. Ogni appelle a una sospensiono p irziale
o generale di l lavoro in violazioiie della tariff'a insistente
o in contravvenione alle disposizioni delia presente legge,
sari'i pimito con pctie di polizia, senza pregiudizio (teile
pene prevedute dall'art. KU dei Cdice IVnale e di ogni
nitra sanziom> oivile o pnale preveduta dalle h'ggi esi-
stenti. L'editore e il tipgrafo potraniio essero pasgibili
dei le stes<e pene .
I/'arbitrato, d'ultra parte, presuppone una profonda ti-
ditcia neWn/f/n' di clntur degli arbitri; favorisce, pel
fatio che iicccttato, gli interessi dei capitalisti e si mo-

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stra in pratica sfavorevole ai lavoratori. Gli operai in


seiopero, dal momento clm aocettano l'arbitrato, si obbli-
gano, dietro ordine dato formalmente dagli arbitri, a ri-
prendere subito il lavoro. Il padrone 11011 dovr pi temer
le multe clie dovrebbe pagare liei caso di ritardo di ese-
cuzione delle com mission i avute; 0 se la sentenza arbi-
trale sfav.orevole agli operai, quando sara possibilc di
ricominciaro in buone condizioni lo seiopero, una volta
esanriti i fondi di resistenza ed entrato lo scoraggiamento
in mezzo ai lavoratori?
I.'er esempio, i muratori di Losann aooettarono nsl 1901
l'arbitrato; la sentenza fu in parte favorevole ad essi,
eppurc dovettero faro dopo poo 11110 seiopero 0 citare in
giudizio biton numero d'intraprenditori per far loro ri-
spettare la sentenza violt con mille astuzie da parte
dei capitalisti.
Nel 189'*, Schneider, proprietrio dlie officine metal-
htrgiche del Cfousot, in Francia, doveva consegnare al-
cunl lavori in un giorno gi stabiljto, in vista aelt'Espo-
sizione ciel 1900. I>d seiopero scoppi per quostioni di
salrio, e l'arbitrato di Waldeck-Koussoatt, presidente dei
ministri. fu ncci'ttato. < >li operai ottennero mono di quello
cli" avri'bbro potuto strapparo direitamente da se stessi,
e Schneider, basandosi sulla sentenza arbitrale cho gli
imponeva di riprrmlrn . ma non di conterr/irr tutti gli
operai, ne licenzl lOO non appena che i lavori por
l'Ksposizione furono ultimati; o not cosi ritirare tu lt le
concessioiii che aveva doviltO fare. 1/arbitro, Waldeck-
liotHse.m, pi complice elle iiiganiiato, seppe tacere.
***

t'oche parole mille assicuiazioui operaie. Giovanni


J a u r i , quando uel 1902 and a (linevfft a toiiere unit
colilereiimi MIII Soeialinmii i Murojm, vanlc\ alla Iri-
liuna 11 progetio di assicurMioni ohe il congresso dei o-
eiallml uiisirlaci, tonutnsi poco prima, aveva prenontato
come una rivndiea/.tonn socialista. Non che 1111 pro-
K' ii'i, che naturalmente non potrA non diminuire la sua

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portata divenendo legge, Ebbene, si proponeva che le
speso di assieurazione fossero pagate: un torzo dallo Stato,
un terzo dagli intraprenditori, un terzo dagli operai, u
cio... tutto, interamente, dagli operai. Infatti su chi lo
Stato preleva lo sue entrate? Chi provvede a tutte 1
spese degli intraprenditori? Gli operai, sempre, che, pa-
gandosi persoualmento una assieurazione, dovranno anche
ringraziarne i governanti e gli imprenditori e dar cosi
modo alia creazione di nuovi, numerosi funzionari dello
Stato.
I socialisti austriaci o, con essi, un corto numero di
socialisti di altri paosi, hanno dunque dimenticato il
principio fondamentale dei socialismo, che cio il fattor
preponderante dolla produzione il lavoro. Eppoi essi
ignorano che, in tutte lo impreso economiche, lo Stato
J i Ojtni paoso giunge sompro, con un po' di buona vo-
lonta, a ottenere, con un massimo di spesa, un n.inimo
di lavoro utile, ci cho l'ideale dell'eeonomia statale.
Non possiaino esimerci dal eonstatare di nuovo lo
strano errore di visiono cho domina tutta la vita sociale.
L'operaio mantione col suo lavoro 1'ozio dei borghesi
M sente nonostante obbligato verso il padrone cho si degna
di sfruttarlo. Se gli operai partigiani dello Stato st.rap-
pano a quosto o al padrone qualche miglioramento sul loro
fruttamento oconomico o politico, attribuiscono ali'ini-
ciativa dello Stato e nlla bont dei padrone le ri for m
che questi ultimi hanno dovuto sanzionare dopo che ogni
resistenza risult varia. L'errore di visione, naturalmente,
si prolunga fino ad aeeottaro, sotto il nomo di logislazione
sociale, tutte le nuovo cateuo o i nuovi furti che i gover-
nanti fabbricano e perpotrano, uell'interesso, bon inteso...
eiegli operai.
Gli operai 11011 dovono dunque sporare la loro einan-
eipazione che dalla propria iniciativa, od hanno 1'inte-
rnsso di respingore ogni intervento parlamentare i> dello
Stato. Ci soprattutto perch, se lu lotta giorno per giorno,
scinporo, resistonza, hoieotl aggio, occ. permette loro
di difendero le posizioni conquistato e di migliorarle, ossi
pOSsiedono l'arma por occollonza per emanciparsi da ogni
fruttamento, da ogni oppressione.
ynoat'arma lo aeloporo general.

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Ormai torto il numero degli oprai che lian capito


<li cgscre essi i Holi produttori delia ricchezza sociale o
clw perei, purcli vogliano, possono arrestare t u t t a la
produzione c gli scambi sociali. F.ssi sanno clic i campi
spettano di diritto a quelti clic li lavorano, e sono di-
sposti a iinpadronirsene ncll' interesse di tutti. II solo
uiezzo eho i borghegi possono opporre alio sciopero g-
nrale sar, quando fosHoro gfatate le tnenzogue dei po-
litieanti, la violenza delia forza armata. Ma, la caratte-
rigtica dello sciopero general ch'easo digorganizza, con
i gervizi eosidetti pubblici, di oui la borghegia si serve,
anche l'esercito ed i suoi inozzi di vettovagliainento. Si
sa quale terrore prege la borghesia franoege quando si
minacci, tempo addietro, lo sciopero dei t'errovieri, e
<|uale scompiglio straordinario lu portato dallo sciopero
(legli operai dei parti di Francia. F poi, chi oserebbe
goetnr oggidl, dal punto di vista dell'umanit e dlia
morale, il dovore di lasciarsi liberatnnt uccidere dai
soldatl ? F quai gercito potrebbe rsister all'energia
osciente contante dei popolo dciso a conquistar ad
ogni costo il suo diritto ?
Preeonizzato e praticato dagli operai degli Stati llniti,
I sciopero gnral ost in < 'liicago la vita a cinotie
sdcialisti-anarehici, l'argon, Spies, I1 igeher il Fngel, nn-
piccati 1* 11 novmbr 18H7 e L l n g suieidatosi in c.arcer
faon lo i cplodero fra i dont! u,na cart.uceia di dinamite;
cio golo a causa dlia loro atiivit in faVOre del popolo.
P e r l a stessa ragiono, ingieme ai tjddotti. furon comlan-
natl ai lavorl forzati nitri tre aminl dei lavoratori: Fiel-
deti, N e 1)0 e Sekwab. Tutti ganno l'epilogo <li qugta
tragdia, h si colloga dirl tamnt all'origln grandiosa
deli agilazioni dl Primo Maggio, dello sciopero general
i' deli otto or di lavoro; utl gnvernalor ilell'Illinois
pi tardi senti la tmeoigltA di rivedere II procegno i> do-
vette pubblli'Mtnente rlconogeere proclamar IMnnocdiza

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dei eondannati, o liberare quelli ancora vivi. Gli operai


di Francia, Spagna, America, ecc., devono alla pratica
sempre pi diffusa dello sciopero gnrale i numerosi mi-
glioramenti dlia loro sorte di sfruttati; gli operai d'Italia
hanno guadngnato con tal mezzo, in parte, il diritto di
coalizione.
L'applicazione sempre pin estesa dello -sciopero gn-
rale, eongiunta a una propaganda morale molto intensa,
realizzer l'emancipazione sociale di tutti i lavoratori,
essendo osso il mezzo libero e pi efficace per conibattere
la schiavit e l'oppressione.
Ai tempi di R o m a repubblieana, un abile politicante,
Menennio Agrippa, fece credere agli operai ch'essi dove-
vano mantenere l'ozio ed i vizi dei patrizi, perch questi
ultimi, secondo lui. rappresentavano il cervello dlia socit.
Mn gli operai dei nostri giorni hanno capito che questo
cervello non uno solo, e che l'intelligenza non un
privilegio dei ricchi; anzi al contrario. Kssi han costatato
che i ricchi, il sedicente cervello, Benza essere di
nlcuna utilit sociale, accaparrano i tre quarti dlia pro-
duzione, inentre il cervello nel corpo umano, compiendo
un lavoro utilssimo, solidale nella buona o cattiva
sorte cou gli ii 1 tri organi e non li affama nel suo interesse
egostico.
Riprendeiido l'apologo di Menennio \grippa, gli operai
odierni vogliono che ognl membro delia societ goda,
come ciascun membro nel corpo umano, in modo equo
de| bonessere sociale, e oontribuisca naturalmente a pro-
durre ed aocri'scere questo bi>nessere. Messi nella condi-
zione' di lavorare, per produrre nient'altro che la loro
propria sofferenza e il godimento d ' u n a piccola ininoranza
di o/.iosi, essi han sentito il dovere di metter Une a questa
stridente ingiustizia. Il loro trionfo sarA il trionfo dlia
giustizia e dlia oiviltA.

NINO KAMAJA.

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militarismo 0 05

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