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Riassunto dei due capitoli precedenti

IV
Il treno.
Intermezzo Madden 1.
L'omnibus.
Intermezzo Madden, fine.
Il paese.
L'albergo.
Il signor Gast.
Le bestie sulla strada.
I fattori.
Sogno di Mercier.
Il viaggio in pericolo.
Sangue freddo di Camier.
Malattia di Patrizio.
Mercier e Camier salgono.
Il signor Graves.
Partenza dei fattori.
Morte di Patrizio.
Le sue penultime parole.
Intermezzo Conaire 1.
Il signor Gast parla dell'oste.
Visione del signor Gast.
Intermezzo Conaire 2.
Mercier e Camier dormono.

V

Il giorno dopo.
Il campo.
La capra.
L'aurora.
Riso di Mercier e Camier.
Scambio di idee (con riso del solo Camier e volto di Mercier).
Sogno di Mercier.
Partenza di Camier.
Mercier solo.
L'albergo.
Il bucaneve.
Mercier mangia.
Mercier vomita.
L'impermeabile.
Partono.
Campanile dei dannati.

VII



Infine un giorno fu la citt, prima i sobborghi, poi il centro. Avevano perduto
la nozione del tempo, ma l'aspetto delle strade, l'aspetto della gente ed i rumo
ri di cui l'aria era colma, tutto parlava loro di riposo ebdomadario. Cadeva la
notte. Girarono un poco per il centro, non sapendo dove andare. Alla fine, su pr
oposta di Mercier (il cui turno, nel prendere l'iniziativa, doveva essere venuto
), si recarono da Elena. Ella era a letto, lievemente indisposta. Si alz, tuttavi
a, e li fece entrare, non senza aver gridato, attraverso la porta: Chi l? La mise
ro al corrente delle loro traversie e delle loro speranze. Le raccontarono la st
oria del toro che aveva dato loro la caccia. Lei usc e torn con l'ombrello. Camier
lo maneggi per un bel po' di tempo. Ma funziona molto bene disse molto, molto be
ne. L'ho riparato disse Elena. Si direbbe quasi che funzioni meglio di prima dis
se Camier. Pu darsi disse Elena. Si apre con dolcezza disse Camier e quando premo
, toc! sul gancetto, si arrotola da solo. Apro, chiudo, uno e due, uno e due, un
o e due, toc! plouf ! toc!... Basta, disse Mercier finirai per romperlo di nuovo
. Non mi sento molto bene disse Elena. di buon augurio disse Camier. Ma la sacca
non c'era. Non vedo il pappagallo disse Mercier. L'ho mandato in campagna disse
Elena. La notte pass accettabilmente, senza stupri di sorta. Il giorno dopo rima
sero a casa. Siccome il tempo sembrava loro interminabile, si toccarono un poco
ma senza stancarsi. Davanti ad un buon fuoco, alla luce frammista della lampada
e del giorno plumbeo, essi si torcevano dolcemente sul tappeto, i corpi nudi att
orcigliati, toccandosi languidamente, con lievi gesti da fioraia, mentre la piog
gia batteva contro i vetri. Che bello doveva essere! Verso sera, Elena fece port
ar su qualche buona bottiglia, e cos si assopirono pieni di gioia. Uomini meno te
naci avrebbero potuto cedere alla tentazione di restare. Ma il pomeriggio del gi
orno dopo li vide di nuovo in strada, tutti tesi verso il fine che si erano asse
gnati. Non avevano davanti a loro che le poche ore di un giorno lugubre, prima d
ella notte, il crepuscolo. Bisognava dunque far presto. E tuttavia l'oscurit, a c
ui i lampioni impedivano di essere totale, non avrebbe potuto, a conti fatti, di
sturbarli nelle loro ricerche. Al contrario, non avrebbe potuto che esser loro d
i prezioso aiuto. Perch il quartiere dove si proponevano di recarsi, e del quale
conoscevano male la composizione, avrebbero potuto raggiungerlo pi facilmente di
notte che di giorno, perch la sola volta che vi si erano recati non era giorno ma
notte, o quasi. Entrarono dunque in un bar, perch nei bar che i Mercier ed i Cam
ier attendono la notte con meno fastidio. Li spingeva, d'altronde, a far questo,
una ragione meno seria, avevano interesse cio, anche sul piano intellettuale, a
farsi avviluppare il pi possibile da quella stessa atmosfera che aveva reso cos in
certi i loro primi passi. Si applicarono dunque a ci, senza ulteriori ritardi. La
posta troppo grossa, disse Camier perch sia possibile trascurare le precauzioni
pi elementari. Cos con una sola fava presero due piccioni ed anche tre. Approfitta
rono infatti di questo momento di respiro per chiacchierare di una cosa e di un'
altra, con grande profitto. Perch nei bar che i Mercier ed i Camier di questo cor
po celeste parlano con la maggior libert, col maggior profitto. Pian piano le lor
o idee acquistarono una grande chiarezza. E furono pi precisamente rischiarate le
nozioni che seguono:
1) La mancanza di denaro un male. Ma pu diventare un bene.
2) Ci che perduto perduto.
3) La bicicletta un gran bene. Ma utilizzata male pu diventare pericolosa.
4) Essere completamente senza risorse una cosa che d da pensare.
5) Ci sono due bisogni: quello che si ha, e quello di averlo.
6) L'intuizione fa fare non poche follie.
7) Non mai perduto ci che l'anima vomita.
8) Sentirsi ogni giorno svuotare delle supreme risorse, ecco di che infrangere
le risoluzioni pi solide.