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Attraverso i vetri lucidi di pioggia disse Camier tenteremo di contare le vacche

. Esse rabbrividiscono tristemente al labile riparo delle siepi. Corvi infradici


ti e spennacchiati svolazzano qua e l. Ma poco a poco il tempo si mette al bello
ed eccoci sbarcare, sotto il sole splendente di un bel pomeriggio d'inverno. Sem
bra di essere a Monaco.
Mi viene in mente di non aver mangiato nulla da ventiquattro ore disse Mercier
.
Io ho mangiato una minestra di cipolle verso le quattro del mattino disse Cami
er. Devi avermi sentito.
E tuttavia non ho fame disse Mercier.
Bisogna mangiare disse Camier. Se no lo stomaco si stende e si appiattisce com
e una pseudociste.
A proposito, come va la tua ciste? disse Mercier.
torpida disse Camier. Ma sotto la superficie si prepara un disastro.
E cosa conti di fare, a quel punto? disse Mercier.
Non oso pensarci disse Camier.
Mangerei volentieri un pezzo di torta alla crema disse Mercier. Non che propri
o mi vada, ma la mangerei.
Alle fragole disse Camier. Mercier riflett.
Alle prugne, piuttosto disse.
Vado a cercartela disse Camier. Aspettami qui.
No, no grid Mercier non lasciarmi, non lasciamoci!
Calmati disse Camier. Sono io che ho l'impermeabile in questo momento. Tocca d
unque a me andare. Non ci metter pi di due minuti. Usc in strada e cominci ad attrav
ersarla.
Camier! grid Mercier.
Camier si volt.
Un marzapane! grid Mercier.
Cosa? grid Camier.
Un marzapane! grid Mercier.
Camier torn precipitosamente sotto il portone.
Vuoi farmi investire da un'auto disse. Cos' che vuoi?
Un marzapane disse Mercier.
Un marzapane, un marzapane disse Camier. Che cos' un marzapane?
Mercier glielo disse.
E lo vuoi alla crema? disse Camier.
Ma naturalmente, alla crema! grid Mercier. Via, fila.
Camier non si mosse.
Ma cos' che aspetti? disse Mercier.
Mi stavo consultando disse Camier. Mi dicevo, Camier bisogna o non bisogna arr
abbiarsi?
Consultati altrove disse Mercier.
Chiunque altro, al mio posto, si arrabbierebbe disse Camier. Io no, alla fin f
ine. Perch mi dico: l'ora grave e Mercier non del solito umore.
Si avvicin a Mercier che indietreggi vivamente.
Volevo solo abbracciarti disse Camier. Lo far un'altra volta, quando ti sentira
i meglio, se mi ricordo.
Usc sotto la pioggia e disparve.
Rimasto solo Mercier si mise a camminare in lungo e in largo, sotto il portone
, immerso in amare riflessioni. Era la loro prima separazione dall'antivigilia.
Alzando bruscamente gli occhi, come per sfuggire ad una visione divenuta intolle
rabile, vide due bambini, un ragazzino ed una ragazzina, che lo guardavano. Indo
ssavano due corti impermeabili neri, col cappuccio, perfettamente uguali e il ra
gazzo portava sulle spalle un piccolo zaino. Si tenevano per mano.
Pap dissero quasi contemporaneamente.
Buonasera ragazzi miei disse Mercier, adesso andatevene.
Ma essi non se ne andarono. Le mani nelle mani andavano e venivano con un liev
e movimento d'altalena. Alla fine la ragazzina si sciolse dal compagno e mosse a
lcuni passi in direzione di colui che aveva chiamato pap. Tese le braccia verso d
i lui come per sollecitare un bacio o, quanto meno, una carezza. Il bambino la s
egu visibilmente inquieto. Mercier sollev un piede e lo batt, con violenza, contro
l'impiantito. Andatevene url.
Si diresse contro di loro gesticolando e facendo orribili smorfie. I bambini i
ndietreggiarono fin sul marciapiede dove, nuovamente, si arrestarono. Fuori dall
e scatole! url Mercier. Fece un balzo furioso in avanti e i bambini fuggirono. Me
rcier usc sotto la pioggia e li osserv allontanarsi correndo. Ma ben presto si fer
marono guardandosi indietro. Ci che allora videro dovette certamente impressionar
li perch ripresero la loro fuga e si infilarono nella prima strada laterale. Quan
to allo sfortunato Mercier, giudicando, dopo alcuni minuti di ronda furiosa, che
la minaccia era passata, rientr completamente fradicio sotto il portone e ripres
e le proprie riflessioni se non dal punto in cui le aveva interrotte, almeno da
un punto vicino. Le riflessioni di Mercier avevano questo di particolare che pal
pitavano dovunque di marosi uniformi che, da qualsiasi punto li si fosse affront
ati, rigettavano invariabilmente contro la stessa scogliera. Si trattava forse,
meno di riflessioni che di fantasticherie, grigie e tumultuose fantasticherie, n
elle quali passato e avvenire si confondevano in un modo poco piacevole e nelle
quali il presente ricopriva l'ingrato ruolo dell'eterno annegato. Alfine.
Ecco disse Camier spero che tu non ti sia innervosito.
Mercier svolse la carta ed estrasse il dolce tenendolo sulla palma della mano.
Chinandosi profondamente vi avvicin il naso e gli occhi. Osserv poi Camier senza
raddrizzarsi, con un breve sguardo obliquo, pieno di diffidenza.
un bab disse Camier. tutto quello che sono riuscito a trovare.
Mercier, sempre piegato in due, and a mettersi nel vano della porta, per poter
meglio vedere, ed esamin il dolce di nuovo.
pieno di rhum disse Camier.
Mercier chiuse lentamente la mano e la pasta zampill tra le dita. I suoi occhi
sgranati si empirono di lacrime. Le lacrime colavano, una dopo l'altra, lungo le
gote inabissandosi nella barba. Il viso restava calmo, gli occhi sempre sporgen
ti e probabilmente offuscati, sembravano seguire con attenzione un oggetto che s
i muovesse sull'impiantito.
Se non lo volevi disse Camier non dovevi far altro che darlo a un cane, oppure
ad un bambino.
Piango disse Mercier non disturbarmi. Quando Mercier ebbe terminato di pianger
e Camier disse:
Prendi un fazzoletto.
Ci sono dei giorni disse Mercier nei quali si nasce ad ogni istante. Allora, d
ovunque, si incontrano dei merdosi piccoli Mercier. spaventoso. Non riusciremo m
ai a crepare.
Ba