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Insieme: per contrastare e prevenire la radicalizzazione e

lestremismo violento.

LANPI e la Comunit Islamica di Torino hanno promosso un ciclo di confronti


con le altre comunit religiose, studiosi e istituzioni, sul complesso e
problematico fenomeno della c.d. radicalizzazione e diffusione
dellestremismo violento. Lobiettivo duplice. Da un lato, innanzitutto, cercare
di comprendere le cause profonde e le caratteristiche di un fenomeno che il
Parlamento europeo (nella risoluzione dello scorso 25 novembre) sintetizza
nella tendenza delle persone ad abbracciare opinioni, pareri e idee intolleranti
suscettibili di portare all'estremismo violento. Dallaltro, individuare misure,
interventi e programmi in grado di prevenire tale tendenza, e riaffermare e
consolidare le molte e buone ragioni del pluralismo e dellimpegno per una
convivenza pacifica tra persone uguali (nei diritti e nei doveri) e, al tempo
stesso, libere e perci diverse.

Al primo incontro, svoltosi presso la Moschea di via Saluzzo, lo scorso


novembre, hanno partecipato Maria Grazia Sestero (ANPI), David Sorani per la
Comunit ebraica, Fredo Olivero (Pastorale Migranti), Mohamed Ibrahim Abdu
Rahman (Presidente Moschea Omar Katab), Paolo Ribet (Comunit Valdese) e
Francesco Gianfrotta (Magistrato gi pubblico ministero nei processi contro il
terrorismo).
Ciascun relatore ha inviato lo scritto del proprio intervento agli altri relatori in
modo da consentire a ciascuno di stendere una versione definitiva che tenesse
conto delle altrui considerazioni.

Muovendo dalle riflessioni svolte nel corso di tale primo incontro, il confronto
quindi proseguito presso la Comunit Ebraica di Torino il 9 febbraio. A questo
secondo appuntamento hanno partecipato Lorenzo Gianotti (ANPI), Rav Ariel
Di Porto (Rabbino capo Comunit Ebraica di Torino), Brahim Baya (Portavoce
dellAssociazione Islamica delle Alpi), Fredo Olivero, Mohamed Abdu Rahman,
Eugenia Ferreri (Comunit Valdese) e Luca Guglielminetti (coordinatore
italiano della RAN la rete europea di sensibilizzazione al problema della
radicalizzazione).

Nel mese di aprile e in quello di maggio si svolgeranno due successivi incontri


che vedranno la partecipazione di nuovi soggetti e organizzazioni, al termine
dei quali si proceder alla pubblicazione delle analisi condotte e delle proposte
avanzate: avanzate insieme, confermando cos la possibilit e lutilit di un
confronto serrato e sincero che, senza negare le differenze e le specificit di
ogni cultura e ogni religione, capace di far prevalere ci che unisce e, in
particolare, le ragioni delluguaglianza e del pluralismo, anche su un tema
difficile come quello della radicalizzazione e dellestremismo violento.