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Michel Foucault. LA VOLONTA' DI SAPERE. Storia della sessualit 1.

Feltrinelli, Mil
ano 1978. Titolo dell'opera originale: LA VOLONT DE SAVOIR. (c) Copyright 1976 by
Editions Gallimard, Paris. Traduzione dal francese di Pasquale Pasquino E Giova
nna Procacci.
NOTA DI COPERTINA. Michel Foucault nato a Poitiers nel 1926 ed improvvisamente s
comparso nel giugno 1984. Filosofo, archeologo dei saperi, saggista letterario (
"Raymond Roussel", da Feltrinelli i suoi "Scritti letterari"), professore nella
pi prestigiosa istit uzione culturale francese, il Collge de France, dal 1963 auto
re di alcune opere d i importanza fondamentale nell'attuale cultura, che stanno
avendo anche negli St ati Uniti un'eccezionale influenza. Tra i suoi scritti - i
mprontati a un metodo di lavoro che rifiuta ogni rigida distinzione tra teoria e
storia, intendendo pi uttosto mostrare come gli assetti teorici nascano da forz
e storiche e come le li nee della storia siano costrette a formularsi sulla base
di selezioni di saperi gi disponibili - sono di pi rilevante interesse filosofico
"Le parole e le cose", "L'archeologia del sapere", "L'ordine del discorso", e p
i significativi dal punto di vista storico "La storia della follia", "La nascita
della clinica", "Sorvegl iare e punire" e la "Storia della sessualit". Quest'ulti
ma l'opera storiografica sicuramente pi ambiziosa a cui Foucault ha lavorato per
oltre un decennio col pro posito unico di ricostruire globalmente la genealogia
dell' "esperienza" pi ignot a, anche quando pi esibita, della nostra tradizione cu
lturale: avviata nel 1976 d all'introduttivo "La volont di sapere", la "Storia de
lla sessualit" giunta ora, co n "L'uso dei piaceri" e "La cura di s", al suo secon
do e terzo volume, entrambi l icenziati dall'autore poco prima della morte e di
prossima pubblicazione da Felt rinelli.
INDICE. Prefazione all'edizione italiana. 1. Noialtri vittoriani. 2. L'ipotesi r
epressiva. - 1. L'incitazione ai discorsi. -2. L'insediamento perverso. 3. Scien
tia sexualis. 4. Il dispositivo di sessualit. - 1. Posta in gioco. - 2. Metodo. -
3. Campo. - 4. Periodizzazione. 5. Diritto di morte e potere sulla vita.
PREFAZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA. 1. Questo volume apre una serie di studi che n
on pretendono essere continui, n es austivi; si tratter di qualche sondaggio in un
territorio complesso. I volumi suc cessivi sono indicati solo a titolo provviso
rio. Il mio sogno sarebbe un lavoro di lungo respiro, capace di correggersi man
mano che si sviluppa, aperto alle re azioni che suscita, alle congiunture che gl
i toccher d'incontrare, e forse ad ipo tesi nuove. Lo vorrei un lavoro disperso e
mutevole. 2. I lettori che si aspettassero di apprendere in che modo per secoli
la gente h a fatto l'amore, o come le stato vietato di farlo - problema serio,
importante,
difficile - rischiano di restare delusi. Non ho voluto fare una storia dei compo
rtamenti sessuali nelle societ occidentali, ma trattare un problema molto pi aust
e ro e circoscritto: in che modo questi comportamenti sono diventati oggetti di
sa pere? Come, cio per quali vie e per quali ragioni, si organizzato questo campo
di conoscenza che, con una parola recente chiamiamo la "sessualit"? Quel che i l
ett ori troveranno qui la genesi di un sapere - un sapere che vorrei riafferrare
all a radice, nelle istituzioni religiose, nelle forme pedagogiche, nelle prati
che m ediche, nelle strutture familiari, l dove si formato, ma anche negli effett
i di c oercizione che ha potuto avere sugl'individui, una volta che li aveva per
suasi d el compito di scoprire in se stessi la forza segreta e pericolosa di una
"sessua lit." 3. So bene che imprudente spedire cos, in esplorazione, un libro ch
e fa incessant emente allusione a degli studi a venire. Ci sono grandi possibili
t che appaia arb itrario e dogmatico. Le ipotesi rischiano di farvi figura di aff
ermazioni perent orie, e le griglie di analisi proposte possono prendere l'aspet
to di una nuova d ottrina. Ne ho avuto d'altronde un esempio in Francia: dei cri
tici, bruscamente convertiti ai benefici della lotta anti-repressiva, in cui non
avevano finora ma nifestato grande ardore, mi hanno rimproverato di negare che
la sessualit sia rep ressa. Cosa che, evidentemente, non ho mai preteso. Mi sono
soltanto chiesto se, per decifrare i rapporti fra potere, sapere e sesso, si dov
esse davvero centrar e tutta l'analisi sulla nozione di repressione; e se non si
rendesse meglio cont o delle cose iscrivendo i divieti, le proibizioni, i rifiu
ti, le occultazioni in una strategia pi complessa, pi globale, non orientata verso
la rimozione come obi ettivo maggiore e principale. 4. I termini di "sesso" e d
i "sessualit" sono intensamente caricati e scottano. M ettono in ombra facilmente
, quelli che accompagnano. Per questo vorrei sottoline are che la sessualit qui s
olo un esempio per un problema generale che inseguo - o che m'insegue - da ormai
pi di quindici anni, e che guida d'altronde la maggior parte dei miei libri: in
che modo, nelle societ occidentali moderne, la produzion e di discorsi cui si att
ribuito (almeno per un certo periodo di tempo) un valore di verit legata ai vari
meccanismi ed istituzioni di potere? M. F. Parigi, settembre 1977.
1. NOIALTRI VITTORIANI. A lungo avremmo sopportato, e subiremmo ancor oggi, un r
egime vittoriano. La pur itana imperiale apparirebbe sul blasone della nostra se
ssualit, contenuta, muta, ipocrita. Ancora all'inizio del diciassettesimo secolo
esisteva, si dice, una certa franch ezza. Le pratiche cercavano raramente il seg
reto; le parole erano dette senza ec cessiva reticenza, e le cose senza troppa s
imulazione; si aveva coll'illecito un a familiarit tollerante. I codici del volga
re, dell'osceno, dell'indecente non er ano affatto rigidi, se li si confronta co
n quelli del diciannovesimo secolo. Ges ti diretti, discorsi senza vergogna, tra
sgressioni visibili, forme anatomiche in bella mostra mischiate con disinvoltura
, bambini smaliziati che si aggirano sen za fastidio e senza scandalo fra le ris
ate degli adulti: i corpi "si pavoneggiav ano." A questa luce piena sarebbe succ
eduto un rapido crepuscolo, fino alle notti m