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IlibridiNuma,ovvero

lalottadiPlatonecontroPitagora*

diMarioLentano

1.QuandoPolibiogiunseaRomacomeprigionierodiguerra,allindomanidel
168 a.C., pochi avrebbero potuto immaginare che non solo quel greco
dellArcadiasarebbediventatoilpiimportantestoricodel II secoloa.C.,ma
soprattuttocheoggettoprecipuodellasuaampianarrazione,distesainquaranta
libri,sarebbestatalacelebrazionedellegemoniaromana,quellegemoniadalla
cuiespansioneapparentementeinarrestabilediscendevaoralasuacondizionedi
prigioniero.
Fuinvecequellocheaccadde.ARomaPolibiosilegrapidamenteaquegli
ambienticheallinternodellaristocraziasibattevanoafavorediunapidecisa
aperturaversolaculturagreca,avversatainvecedauncorpososchieramentoche
avevainCatoneilCensore,generale,uomopolitico,oratoreestoricodigrande
spiccoacavallofraIIIeIIsecoloa.C.,ilpropriocampionepirappresentativo.Il
confronto con il prestigioso ma ingombrante patrimonio rappresentato dalla
cultura greca era a Roma un fenomeno allordine del giorno da sempre, per
quantoindietrosirisalganellastoriaintellettualedellacittsulTevere;allinizio
del II secolo per la questione veniva definendosi in termini nuovi, ora che
lespansione politicomilitare portava Roma a diretto contatto non gi con le
propagginidellaciviltellenicainItaliameridionale,maconlamatricestessadi
quellatradizione.
Laculturagrecanonerasolomoltopianticaeinfinitamentepiriccadi
quellalatina,conlasuaplurisecolareelaborazioneincampoletterario,filosofico,
scientifico:era,soprattutto,unaculturaintellettualmentespregiudicata,abituata
datempoamettereinquestionedogmiriconosciutieconvinzionisolidificate,a
indagare laicamente la psiche umana, i meccanismi del potere politico, le
strutturedelluniversoemoltoaltroancora.comprensibilechedifronteatutto
questounapartecospicuadellliteavvertisseilpericolo:quellochesiprofilava
allorizzonte era un possibile shock culturale, dal quale la tradizione romana
rischiavadiesseretravolta.Altriinvece,allinternodellostessomilieunobiliare,
sirendevanocontocheilprocessoerainarrestabileeche,nellimpossibilitdi
fermarlo, conveniva semmai governarlo, favorendo un ingresso selettivo di
aspettiefenomenidellagrecit,impadronendosidialcunistrumentipiuttostoche
di altri nellimmensa utensileria messa a disposizione dal pensiero greco,
svecchiando, pur senza snaturarla, una tradizione indigena che rischiava
altrimentidisoffocareinunprovincialismodicortorespiro.

2. Fu proprio la prima met del secolo il momento in cui queste due anime
dellaristocrazialatinaebberopivoltemododiscontrarsi,conesitialterni,che
configurano altrettanti momenti di accelerazione della dialettica culturale. La
manodeiconservatorisicogliedietroleripetutecacciatedifilosofieretori,
orarivolteinbloccoatuttigliesponentidiquestedisciplinecosvistosamente
elleniche,oramirantiacolpiresingolefigurediinsegnantiopensatori;alfronte
oppostolegatoinveceunfenomenoletterariodirilievocomeilteatroriformato
diTerenzio,beniaminodegliilluminatifilellenici,alpuntotalecheunavoce
insistente accreditava questi ultimi come i veri autori delle sue commedie,
riducendo il ruolo di Terenzio a quello di un prestanome compiacente.
Lepisodiopisignificativosiverificperintornoallametdelsecolo,unpo
menoditrentannidopolaffaire deilibridiNuma:allorchgiunseaRoma
una singolare ambasceria ateniese, composta comera non gi da negoziatori
espertiopoliticinavigati,madaicapiscuoladelletrepiimportantitradizioni
filosofichegreche.
Seloscopodellambasceriaeradecisamenteprosaicositrattavadichiedere
laremissionediunapesante multainflitta adAtene daiRomani,nonancora
formalmente padroni della Grecia continentale ma gi di fatto arbitri delle
relazionifralediversecittStato,benpiinteressantifuronoinveceglieffetti
daessasuscitati:Plutarco,cheraccontalecoseadistanzadiduesecoliemezzo,
non esita a impiegare un termine impegnativo come eros per esprimere
lattrazione irresistibile che la presenza in citt di quei prestigiosi maestri
esercitavasoprattuttosuigiovaniromani.Erano,queigiovani,gliesponentidella
primagenerazionechesivenivaformandosuitestidellafilosofiagreca,lastessa
filosofialecuiiconeviventieradatoadessoincontrareperleviediRoma.Fu
soprattutto Carneade di Cirene, scolarca dellantica e prestigiosa Accademia
platonica,asuscitareimaggiorientusiasmi:sottolasuadirezione,ilpensierodel
fondatoresierapiegatoinunadirezionedecisamentescettica,adesempioin
campoteologico;quiCarneadeeraunraffinatoquantoimplacabilenegatoredella
divinazione,unodeipilastridellaprassireligiosaantica,linsiemedellepratiche
chemiravanoaidentificarelavolontdeglidialloscopodiadeguareadessale
iniziativedegliuomini.
DiCarneade,inparticolare,fecerorumorelelezionioaudizionioconferenze
chetenneintornoaltemadellagiustizia,nellemoredellapronunciasenatoriain
meritoallelagnanzedicuilambasceriadeifilosofieraportatrice:induegiorni
successivi,ilfilosofodapprimaesaltlagiustiziacomevaloreassoluto,poine
miseinluceinveceilcarattereopinabileerelativo.Questorelativismodeivalori
edeipuntidivistaeramercevecchiadisecolinelpensierogreco;macertoa
Roma dovette fare sensazione. Soprattutto imbarazzanti erano per le
conseguenzepolitichecheCarneadecavavadalsuoragionamento:osservando
che se i Romani avessero voluto rispettare davvero i dettami della giustizia,
avrebberodovutorinunciarealleconquisteestorteconlaviolenzaetornareal
piccolovillaggiosulTeverecheeranostatialliniziodellalorostoria.Sicapisce
benecomedifronteaquestapiegaforseimprevistadeglieventiilSenato,spinto
dalsolitoCatone,decidessedicongedaresuduepiedigliscomodiambasciatori,
accogliendolelororichiestesenzaneppurediscuterle.

3.ManoncisiamodimenticatidiPolibio,chediquellepisodiosignificativo
dellastoriaculturalediRomafuverosimilmentetestimoneoculare.Catapultato
daunavicendaimprevedibilenelcuorevivodellimpero,Polibio,loabbiamo
accennato,sifecestoricodeipropriexnemici:raccontandoildominiomondiale
di Roma come levento decisivo del proprio tempo, il fenomeno che aveva
impressoallastoriadegliuominiunasvoltaprofondaeprevedibilmenteduratura.
Tra laltro, quel dominio garantiva alle vicende umane un carattere al quale
Polibioannettevaunaparticolareimportanza,quellodellaorganicit:oralastoria
nonprocedevapiperteatridiavvenimentiautonomieprividirelazionetraloro,
maalcontrarioruotavatuttaintornoaduncentrofacilmenteindividuabile,che
costituivailmotoredellinterodipanarsideglieventi.Percertiversi,diPolibiosi
pudirechesiastatoilprimoteoricodiunatesidaalloraripetutamenteaffiorata
nellatradizioneoccidentale,quelladellafinedellastoria,delsuoapprodoaduna
condizionedistabilitindefinitamenteproiettatanelfuturounatesialloracome
oggi annunciata da chi simpingua nel sistema di potere del quale profetizza
limmortalit.
MaPolibiononsilimitaadescriverelaparabolaesaltantedellaffermazionedi
Roma:diquelleventostorico,chegliappareprivodiprecedenti,cercaaltresdi
individuarelecause.Perquestodedicauninterolibro,ilsesto,atracciareun
quadro a tutto campo del sistemaRoma: la sua struttura costituzionale, il
funzionamentodellasuapoderosamacchinamilitare,leticaprivataepubblicae
imeccanismidellasuariproduzione.inquestocontestochePolibioparladella
religione,correttamenteidentificandolacomeunodeipilastridiquelletica,come
unostrumentodistraordinariaefficacianeldisciplinamentodeicomportamenti
collettivi.EccocomesiesprimetralaltrolostoricodiMegalopolialriguardo:

Amesembrapercheladifferenzapisignificativa,insensopositivo,delsistema
politicoromanonelmododiconcepireglidi;emiparealtreschepropriociche
pressoglialtriuominioggettodibiasimosiainvececichetieneunitoilsistema
romano, intendo il timore degli di. Questultimo infatti stato enfatizzato e si
introdottoafondotantonellavitaprivataquantoinquellapubblicainunamisurache
nonpotrebbeesseresuperiore.Quellochehodetto,cheamoltiapparirsorprendente,a
mesembrainvecesiastatofattoinconsiderazionedellemassepopolari.Seinfattifosse
possibile realizzare un regime di uomini saggi, forse una strategia del genere non
sarebbenecessaria;madalmomentochequalsiasimassavolubileepienadidesideri
illegittimi,dirabbiairrazionale,diaspirazioniviolente,nonrestachetenerlainsieme
conpaureinvisibilieconsimilimesseinscena.Perciameparechegliantichinon
abbianointrodottoacasoecomecapitavaleideerelativealladivinitelecredenze
sullAdenellemasse,anzisemmaitrovoirragionevoleecontroproducenteilfattochei
moderni le rigettino. A parte ogni altra considerazione, presso i Greci coloro che
amministranogliStati,sevieneaffidatoloroancheunsolotalento,condiecirevisori
delleentrate,altrettantisigillieunnumerodoppioditestimoni, impossibilechesi
comportino lealmente; presso i Romani invece quanti per via delle cariche che
ricoprono o delle ambascerie che svolgono maneggiano grosse somme di denaro
osservanoilpropriodovereinvirtdelgiuramentodilealtchehannopronunciato.E
mentrepressotuttiglialtripopolirarotrovarequalcunochesiastengadaldenaro
pubblicoesiaspecchiatodaquestopuntodivista,aRomainvecerarochequalcuno
siastatocoltoinflagrantenelcompiereunazionedelgenere(6,56,615).

Inquestariflessione,diciamolosubito,cbenpocodioriginale:erastatoCrizia,
uomopoliticoultraoligarchico,tragediografoefilosofo,adaveraffermatogi
nellultimo scorcio del V secolo a.C. che linvenzione degli di era stata il
capolavorodiunastutostatista,consapevolechesololapauradiesseriinvisibili
e onnipresenti poteva garantire nelle masse il rispetto di quelle regole di
comportamentochelapressionedelpotereumano,dipers,nonbastavaad
assicurare. Ad ogni modo, Polibio coglieva efficacemente il carattere della
religione romana come instrumentum regni, come insieme di credenze e di
pratiche immediatamentefunzionali aldominiopoliticodelllitearistocraticae
alsuocontrollodelcorposocialeedellesceltepolitiche.
4.Dalpuntodivistadelleconvinzionipersonali,quellliteavevagidatempo
ripudiato la religione tradizionale: proprio a Catone, che abbiamo visto
ripetutamenteimpegnatoaderigerearginicontrolapenetrazionedellacorrosiva
culturaellenica,siattribuivaunafraseincuiilcensoredicevadimeravigliarsi
delfattocheunaruspicenonscoppiassearidereincrociandounaltroaruspice.
Gliaruspicieranospecialistidiunapraticapeculiare,losservazionedelleviscere
deglianimalisacrificatiascopodivinatorio:unaprassidiorigineetrusca,che
avevaconosciutoaRomaunaenormediffusione,alpuntodaprecederequalsiasi
importanteiniziativapubblicaepolitica.EppureCatonetrovavalaruspicinanon
menorisibilediquantoilsuoavversarioCarneaderitenesseladivinazionenel
suocomplesso.
Questopereracicheimembridellliteaffermavanoparlandoconiloro
pari,oppurescrivendoallinternodioperecheentrolacerchiadiqueglistessi
pari erano destinate a circolare; sul piano pubblico, invece, quei medesimi
aristocratici erano unanimi nel ritenere che le pratiche religiose andassero
scrupolosamente preservate per il bene dello Stato, e dunque in nome dei
beneficichelinterosistemadeicultiedellecredenzearrecavasulpianopolitico.
Per tutte queste ragioni, il controllo esercitato dalllite nel campo della
religionerimaseferreopertuttaladuratadellastoriadiRoma,sopravvivendo
persinoalfondamentalecambiodiparadigmaverificatosiapartiredal IIIsecolo
d.C.,conilmassicciopassaggiodellearistocraziealcristianesimo.ARomanon
esistette mai un potere religioso indipendente o alternativo rispetto a quello
politico,nullainsommadiparagonabileadunaChiesa:icollegisacerdotali
come quello femminile delle vestali o quello maschile dei pontefici erano
riservatidifatto,senondidiritto,amembrideicetidirigenti;essicostituivanoa
tutti gli effetti delle magistrature, sia pure dotate di prerogative peculiari e
sottoposteavincolispecifici,rivestitedallostessopersonalecheperaltriversi
compiva la propria carriera politica ricoprendo la pretura o il consolato. N
esercizio delle cariche sacerdotali e attivit pi propriamente politicomilitari
entravano in frizione: Cicerone percorre lintero corso degli onori, compone
unopera brillante di demolizione della divinazione tradizionale e
contemporaneamente membro del collegio degli uguri, che ad attivit
divinatorieappuntosidedicavano;Cesareponteficemassimo,maquestonon
gli impedisce di procedere alla conquista della Gallia e alla successiva
instaurazionediunpoterepersonaleaRoma;dopodiluilacaricadipontefice
massimoprenderanzistabilmentepostonellatitolaturadituttigliimperatori,
compresoilcristianoCostantino.
5.SintendecheinquestamarcaturastrettaesercitatadalllitedirigentediRoma
neiconfrontidellasferareligiosarientraancheilrigorosocontrollosuitestichea
quellasferaineriscono:conilcheciavviciniamofinalmenteallaquestionedei
libridiNumadicuisiparlernelseguitodiquestolibroedellaqualehagi
discussoOlivieroDilibertonellasuapremessa.
Va detto anzitutto, a questo riguardo, che quella romana non fu mai una
religionedellibro:alcontrariodiquantoaccadrneimodernimonoteismi,non
esisteinquellaculturaunsingolotesto,ouncanoneditesti,cheracchiudala
veritsulsacro.Cinonvuoldireperchesitrattassediunareligionesenza
libri,anchesesullaconsistenzaesulprecisocontenutodiquestisiamopoco
informati. Proprio nel campo della divinazione, al quale si pi volte fatto
cenno, esistevano i libri aruspicini, che si occupavano di lettura e
interpretazionedelleviscere,maancheilibrifulgurali,incuisitrattavadi
tuoniefulmini,interpretaticomealtrettantisegnidellavolontdivina,oilibri
rituali,contenentiverosimilmenteprodigiealtrieventiritenuticontronatura.
QuestariccaproduzionetestualedatadallefonticomeprovenientedallEtruria:
eranostatidelrestogliEtruschiasviluppareenormementelapraticadivinatoria,
eancoraintardaetrepubblicanaeraadaruspicietruschichesifacevaricorsodi
fronteadeventisoprannaturaliconsideratidiparticolarerilevanzaegravit.Si
pu immaginare che i libri fossero depositati nelle sedi dei collegi e delle
corporazionicheraccoglievanoquestipeculiarispecialistidelsacro;questultima
circostanza comunque certa nel caso dei libri degli uguri, conservati da
quellimportantecollegioromanodelquale,comesidetto,feceparteperun
certotempoancheCicerone.
Il mito di origine dellaruspicina etrusca merita anzi di essere brevemente
rievocato,ancheperleanalogiecheessopresentaconlavicendadeilibridi
Numa. Si raccontava dunque che nella campagna di Tarquinia un contadino
avesseungiornopercasoaratoilterrenopiinprofonditdelconsuetoeche
dallafendituradelsuolocosprodottafosseimprovvisamentebalzatoallaluceun
certoTagete,simileaunbimboperlaspettomadotatodelsennodiunadulto:
sarebbestatoluiadesporre,agliEtruschicherapidamenteeranoconfluitisul
posto,attrattidallaeccezionalitdelprodigio,linterocontenutodelladottrina
divinatoria, successivamente messo per iscritto in quelli che una fonte tarda
definisceappunto libriTagetici.Anchequidunqueunsaperereligiosoarcano
emergeletteralmentedallaterrainseguitoaduneventocasuale:lacircostanza
cheprecedeilverificarsidelprodigiouncontadinochespingelaratropiin
profonditdelsolitoanzipraticamenteidenticaaquellacheinLivioconsente
ilritrovamentodelsepolcroedeilibridiNuma,ancheinquelcasooriginatoda
unaraturachepenetraafondonelterrenodelGianicolo.

6. I testi per eccellenza della religione romana erano per i cosiddetti libri
sibillini, i vaticini che la sibilla cumana erano le sibille figure di anziane
donnedotatedivirtprofeticheavevaungiornovendutoalreTarquinio(se
fosse il Prisco o il Superbo non dato sapere, perch le fonti contemplano
entrambe queste possibilit). Si diceva che la vecchia si fosse inizialmente
presentataalsovranobrandendonovelibri eproponendonelacquistoaduna
cifrachedovetteapparireaTarquiniospropositatamenteelevata.Alrifiutodelre
lasibillaperaltrononsierascomposta:gettatinelfuocotredeinoverotoli,aveva
reiteratolasuarichiestadacquistoperirestantisei,almedesimoprezzodella
collezione completa. La sequenza si ripet quindi una seconda volta, fino a
lasciareinmanoallaprofetessatresolilibrideinoveiniziali:libricheaquel
punto Tarquinio acquist, convinto che dietro il comportamentoinapparenza
irragionevoledellanzianadonnadovessecelarsiunsignificatoprofondo,eche
affidadunospecialecollegioperchlicustodissee,allabisogna,procedesse
allaloroconsultazione.
Cosacontenesseroilibrisibillininonfaciledire,ancheperchlaraccolta
venneapiripreserimaneggiataointegrata;certamenteprofezie,formulatein
termini opportunamente generici per poter essere adattate alle diverse
circostanze,nonchindicazionidipraticheespiatorieperplacarelacolleradivina
che si manifestava attraverso prodigi ed altri eventi contro natura e che
richiedevaallacontroparteumanalamessaincampodiritiecerimonieingrado
diripristinarelapacefraterraecielo.
Ciche per pi conta dal nostropunto di vista il fatto che i sacerdoti
incaricati della conservazione dei libri potevano consultarli solo su espresso
mandatodelSenato,esemprealSenatodovevanoriferirecircalesitodellaloro
consultazione:ognialtraformadiaccessoailibrieallorocontenutorestava
invecerigorosamenteinterdetta.Unasimilecautelanondifficiledaspiegare:in
una cultura nella quale il sacro era presente in ogni piega dellesistenza
individualeesocialeecherestavaprofondamentepersuasasalvoisolatesacche
discetticismodelvaloredivaticinieprofezie,laliberacircolazionediqueste
ultimerischiavafacilmentediscatenareeffettiincontrollabiliodiessereusataa
finidilottapoliticaodiaffermazionepersonale.
ilcasodelloracolosibillino,ospacciatocometale,secondocuieradestino
cheaRomasiimpadronisserodelsupremopoteretresuccessivimembridella
gensCornelia:dopoCornelioCinna,chericoprapiripreseilconsolatodurante
glianniOttantadel I secoloa.C.,eCornelioSilla,chefudittatoreallafinedi
quel medesimo decennio, Cornelio Lentulo si persuase di essere il terzo dei
Cornelicuialludevalaprofeziaefuquestaconvinzionecheloindusseadaderire
alla congiura diCatilina, un tentativo di colpodi Stato che nel63 a.C. fece
tremare per un attimo le istituzioni repubblicane. Ma il caso soprattutto
dellaltro oracolo secondo il quale solo un re avrebbe potuto sconfiggere i
detestati Parti, il cui impero, cresciuto nellarea della Mesopotamia, era da
decennispinanelfiancoallafrontieraorientaledeldominioromano:unvaticinio
chesarebbestatomessoingiroadartenientemenochedaCesare,ilqualecontro
iPartisiaccingevaascatenareunacampagnadiguerraingrandestilenefupoi
impeditodallacongiuradelleIdidimarzo,cheloliquidproprioallavigilia
della sua partenza per lOriente e che intendeva indurre anche attraverso
quelloracolospuriollitedirigenteariconoscergliunpotereassolutodaluicos
alungoperseguito.
Visti questi precedenti, non meraviglia che Augusto, una volta divenuto
pontefice massimo e dunque massima autorit religiosa dellimpero ,
provvedesse da un lato a far bruciare circa duemila libelli fatidici, opere
anonime, di contenuto profetico e di incontrollabile circolazione, dallaltro a
promuovereunarobustasforbiciatadeglistessilibrisibillini,espungendoneil
casodiimmaginarloqualsiasivaticiniochesiprestasseadessereinterpretatoin
senso sfavorevole al nuovo regime e soprattutto collocando la copia cos
emendata alla base della statua di Apollo Palatino. Il tempio nella cui area
sorgevaquellastatuaerastatovolutoeinnalzatodaAugustostessoallindomani
della battaglia di Azio, che lo aveva lasciato, nel 31 a.C., padrone unico
dellimpero,einauguratonel28;quitralaltroilprincipefececollocarelaprima
epiimportantefraleduebibliotechepubblichedaluifondate.
In effetti, la creazione di una biblioteca pubblica e lo stoccaggio dei libri
sibillinientroilmedesimoperimetrodeltempiopalatinounodeicapolavori
dalla capacit, cos tipicamente augustea, di maneggiare il linguaggio dei
simboli:saperesacroesapereprofano,letteraturaeprofeziaconvergevanoinun
unicoemedesimoluogo,contiguoallaresidenzadelprincipe,edunquevenivano
posti entrambi sotto il diretto e personale controllo del principe stesso. Gi
padronedellascenapoliticadiRoma,Augustoinvestivasestessoanchedelruolo
dipadronedellimmaginariocollettivo,delpresentedellacitteinsiemedelsuo
futuro, nascosto tra le pagine di libri che ormai solo per sua autorizzazione
sarebbestatopossibileconsultare.Delresto,coscomesfrondlaraccoltadegli
oracolisibillini,allostessomodoAugustoprovvide aespungeredalcatalogo
della sua biblioteca testi a vario titolo sgraditi al regime comprese, per
ragioniche ci sfuggono, alcune opere giovanilidi Cesare, padre adottivo del
principeoafarlirimuovereinunsecondomomento,nelcasoilloroautore
fossecadutoindisgrazia.
Perlacronaca,ilibrisibillini,giuntiaRomaallepocadeire,virestaronosino
quasiallafinedellantichit:consultatinonacasoperlultimavoltasuordine
dellultimo imperatore pagano, Giuliano, nella seconda met del IV secolo
d.C.,furonodistruttialliniziodelsecolosuccessivoduranteilregnodiArcadioe
Onorio,figlidiquelTeodosiocheavevaproclamatoilcristianesimounicoculto
legittimodellimperoeavevapromossoattivamenteladistruzionediognitraccia
materiale dellagonizzante ma tuttaltro che sconfitto paganesimo. La loro
distruzione viene ricordata con orrore da un osservatore contemporaneo, il
senatoreepoetaRutilioNamaziano,perilqualeperivanoconilibrisibillinii
pegnidiundominioeterno:profezia,questavolta,sommamenteveridica,sesi
considera che limpero dOccidente cadde neppure settantanni dopo quelle
parole.

7. LepisodiodeilibridiNumacipone difronteadunsingolareparadosso:
contrariamenteaquantoaccadepertantecircostanzedellastoriaantica,abbiamo
quiladisponibilitdiungrannumerodifonti,alcunedellequaliposterioridi
appenapochidecenniaifattinarrati;glistoricicheperprimineparlanofurono
testimoniocularidellaloroscoperta,oalmenoebberolapossibilitdiinterrogare
chi allevento aveva assistito in prima persona. E tuttavia, questa inconsueta
abbondanza non consente in alcunmodo didissipare il mistero che circonda
lepisodio.Spulciandonellabibliografiaragionatachesitrovaincalceaquesto
volume il lettore interessato si imbatter in molte interpretazioni diverse,
avanzateneinumerosistudidedicatidaglispecialistiallepisodiodel181a.C.:e
gilautoredellopuscolochequisipubblica,ChristianGottliebJoecher,ilquale
oltreduesecoliemezzofapotevaattingereadunabibliografiadigranlunga
menoampiadiquellaoggidisponibile,ingradodicitareunaseriediipotesi
diverselepiantichedellequalirisalivanoalCinquecento,oltreaproporreuna
suaoriginaleletturadellaccaduto.
Noinonintendiamoquiaggiungereunanuovainterpretazioneaquellesinora
proposte;ci limitiamo semmai a mettere in rilievo due circostanze, entrambe
emerse dal discorso che abbiamo condotto in queste pagine ed entrambe di
granderilevanzapercapirecicheaccadde.
Anzitutto,ilibridiNumasipresentanoconicaratteridiuntestoreligiosoche
sfuggeaicanaliordinaridiproduzioneediffusionediquestogenerediopere.La
letteratura religiosa, lo abbiamo visto, viene assoggettata a Roma dal potere
politicoaduncontrollorigoroso:daglioracolisibillini,custoditiprimadaun
collegioalledirettedipendenzedelSenatoepitardidalprincipeinpersona,ai
libricheidiversisodalizisacerdotalidovevanopossedereeconservare,tuttii
testi a vario titolo connessi con la sfera del sacro sono comprensibilmente
circondatidaunaseriediinterdettichemiranoadaprirnelaconoscenzaela
circolazioneaisoliverticidelllite politica(checoincideaRomaconllite
religiosa).SeiltentativodeifalsaridelGianicoloerastatoquellodispezzare
questorobustocordonesanitario,aggirandoproibizioniecontrolliemettendo
direttamente in circolazione i testi pseudonumani quale che fosse il loro
effettivocontenuto,chenonconosceremomai,questospiegaperchilpotere
reaginmodocosfermoaltentativo,attraversounaproceduradurgenzaconla
qualeilSenato,checomedirelistituzionechiavedelcontrolloaristocratico
sullacitt,avocavaasunavoltadipiilmonopolionellasferadelsacro.
Lasecondaosservazioneriguardalatempisticadelladistruzionedeilibri:un
puntosulqualepropriolatestimonianzadiLivio,che lastessadallaquale
prende le mosse lopuscolo di Joecher, risulta particolarmente illuminante. I
rotoli estratti dal suolo, racconta lo storico augusteo, vengono dapprima letti
dagliamicidelloscribaPetillio(oTerenzio,secondoaltrefonti),cheavevano
presenziatoalloscavodellatombaeallaperturadelleduearche;quandopoii
libriinizianoadiffondersi,ilpretoreQuintoPetilliolichiedeinprestito,esi
mette in moto il meccanismo che porter rapidamente alla decisione di
distruggerli. Dunque il potere politico si mobilita ai suoi massimi livelli il
pretore,ciolapiimportanteautoritciviledellaRomarepubblicana,avendoi
consolifunzionieminentementemilitari,eilSenato,verticeassolutodelsistema
istituzionalesolonelmomentoincuilacircolazionediquegliscottantirotoli
sfuggealcontrollo.SintendecheilverboimpiegatoalriguardodaLivio,cum
volgarentur,nonvapresoallalettera:lacapacitdileggereedileggeretesti
filosofici,poi!eraaRomapatrimoniodiunaristrettalite,lunicacheavesse
linteresse e gli strumenti intellettuali per accostarsi ai sofisticati contenuti
dottrinarideilibridiNuma;quelcheimpensierisceilpretoreeglialtrisenatori
non infatti il numero in quanto tale dei lettori, quanto limpossibilit di
identificarliconprecisione,lanonimatodiunpubblicoalqualediventavaaquel
puntoestremamentedifficiledareunnomeeunvolto.

8.Quellallarmeavevaasuavoltaunaremotatradizionenelpensieroantico.
Incalceadunodeidialoghisuoipiaffascinanti,ilFedro,ilfilosofoPlatone
inserisceunariflessioneintornoairischidellascritturaeallinferioritdiquesta
formadicomunicazionerispettoaquelladeldialogopersonaleediretto.una
paginacelebreebellissima,dellaqualeinteressaquicitarealcunipassaggiche
hannodirettaattinenza,senonconlepisodiodeilibridiNuma,posterioredidue
secolialtestoplatonico,certoconlequestionichequellepisodiosollevava:
Perch,oFedro,questohaditerribile lascrittura, simile,perlaverit,allapittura:
infatti,lecreaturedellapitturatistannodifrontecomesefosserovive,masedomandi
loroqualcosa,senerestanozitte,chiuseinunsolennesilenzio;ecosfannoanchei
discorsi.
Tucrederesticheparlinopensandoessistessiqualcosa,mase,volendocapirebene,
domandi loro qualcosa di quello che hanno detto, continuano a ripetere una sola e
medesimacosa.

Maquestononancoratutto:infatti

unavoltacheundiscorsosiascritto,rotoladapertutto,nellemanidicolorochesene
intendonoecospurenellemanidicoloroaiqualinonimportanulla,enonsaachi
deveparlareeachino.Eseglirecanooffesaeatortolooltraggiano, hasempre
bisognodelpadre,perchnoncapacedidifendersiediaiutarsidasolo(275de,trad.
diG.Reale).

Dunquelacomunicazionescrittanonsolomostrafacilmentelacordaafronte
delloscambioverbalediretto,inquantoincapacedirisponderealledomandedei
suoifruitori,nonsolosimileadunfigliocostantementebisognosodellaiuto
delsuoautorepadre:quelchepicontacheunavoltaassuntalaformadella
scrittura,ildiscorsorotolaovunque,comedicePlatoneconunaefficacissima
immagine,enonpiingradodiscegliersiipropriascoltatori,comeinvecepu
farecoluichedecidadidareformaesclusivamenteoraleallacomunicazionedel
propriopensiero.Moltotempopi tardiClementeAlessandrino,unoscrittore
cristiano del II secolo d.C., nel riprendere quasi alla lettera questa pagina
platonicarincareranziulteriormenteladose,affermandochelasciarcircolarei
librinellemanidegliincompetentiodeglisciocchiequivaleaporgerelaspadaad
unbambino,significamettereunoggettopotenzialmentepericolosonellemanidi
chinonincondizionediadoperarlocorrettamente.
Questo pensiero dovette essere lo stesso che si affacci nella mente dei
senatoriromaniquandonel181sipronunciaronoperlimmediatadistruzionedei
libridiNuma:rotolandodapertutto,queidocumenti,ancorchpalesemente
falsi,oforseproprioperquesto,sieranotrasformatiinaltrettantespade,che
nellemanidilettoribambiniminacciavanodiucciderenientemenochelastessa
religione della citt, quella religione che rappresentava un puntello cos
essenzialedelpoteredichidecretilrogo;consapevolmenteomeno,lospirito
delFedroaleggiperunattimonellauladelSenatochiamataadeliberaresulla
vicenda. Se davvero lo scopo dei falsari era stato quello di promuovere o
rilanciareledottrinediPitagorailfilosofodelqualeunafallacequantoduratura
leggendafacevailmaestrodiNuma,alloraquelgiornodel181a.C.fuPlatone
adaverelamegliocontroPitagora.
MARIOLENTANO

*NonavreiconosciutolopuscolodiChristianGottliebJoechersuilibridiNumaenon
avreicontribuitoacurarnequestanuovaedizionesenzalapassioneelesollecitazionidi
Massimo Gatta: a lui va dunque tutta la mia gratitudine per questa piccola ma
affascinanteavventuraintellettuale.