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Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora

Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 ( conv. in L27/02/2004 N.46) ART. comma 2 DCB - Bo (Num. 6) per Poste Spa

VIAGGI e
MIRAGGI
07-08/2010
PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,75 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIù è IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
QUALSIASI RICHIESTA AL DI Là DELL’OFFERTA LIBERA NON è AUTORIZZATA
I nostri strilloni 07-08 10

Guarda chi legge


ZOLTAN RAFFAELE
Sono rumeno, ho 21 anni, in Italia da Ho 60 anni, sono senza lavoro da
5. Da allora vendo Piazza Grande, due. Prima facevo il muratore. Vendo
Q| Fotografia di Emiliano Facchinelli
davanti al Conad di via Mazzini-via Piazza Grande da un mese, in via In- L’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, in pensione
Emilia. Ho lavorato come muratore e dipendenza angolo via Righi. Aspetto da incarichi istituzionali, si dedica alla lettura. Di passaggio a
nell’allevamento. Vivo con mia mo- la pensione ma devo tirare avanti Bologna non ha saputo resistere alla nuova edizione colorata
glie e mia figlia in una tenda. almeno per altri 5 anni. di Piazza Grande.

Editoriale/
Q
uando mancano i soldi, si tira la cinghia finché si può, ma se non basta, si impegnano i
gioielli di famiglia. E si parte da quelli a cui si è meno affezionati. L’Amministrazione co-

Asfalto:
munale di Bologna commissariata denuncia la mancanza di risorse sufficienti a coprire
le spese per i servizi sociali e gli effetti cominciano a farsi vedere. Tra i primi destinati al

molto più banco dei pegni sembra esserci il Laboratorio “Prova&Riprova” del Centro diurno di via del Por-
to. Il Laboratorio coinvolge decine di persone nell’apprendimento di tecniche di costruzione di

di un blog maschere teatrali e nell’alfabetizzazione informatica. Tra quei computer, inoltre, è nato “Asfal-
to”, il blog dei senza dimora diventato in pochi anni una voce importante in città.
Se alla scadenza del 30 giugno la convenzione con il Comune non dovesse essere rinnovata,
p leonardo tancredi come annunciato, verrebbe meno la possibilità per tante persone senza dimora di trascorrere
in maniera costruttiva le ore del giorno. Verrebbe meno uno strumento del cosiddetto inter-
vento di riduzione del danno, dedicato a quelle persone che si affacciano ai servizi, che ne rifiu-

In copertina
tano la logica o che ne sono state escluse per mancanza dei requisiti di accesso. Così come per
il vincolo della residenza a Bologna necessaria per usufruire dei servizi sociali, il rischio che
corre la città è lo stesso: decine di persone, fortemente disagiate dal punto di vista sociale, sa-
Il volto in prima pagina è quel- nitario e economico, presenti sul territorio ma prive di ogni rapporto con le istituzioni.
lo di Rosalie. Filippina, sposa- Come mai allora si è partiti dai laboratori di via del Porto per fare cassa? Vorremmo una rispo-
ta con 3 figli, è in Italia da 23 sta che chiarisca se queste scelte sOno frutto di una strategia mirata a eliminare gradual-
anni. Lavora come colf e per mente i servizi dedicati alle persone ritenute meno adatte a diventare contribuenti e elettori.
Ferragosto, quando anche il Sperando che eliminare i servizi voglia dire eliminare anche gli utenti. E SE NON È questa la stra-
marito operaio avrà le ferie, tegia vorremmo capire se ce n’è una, se navighiamo a vista o se sappiamo dove sta andando que-
andrà in Toscana, ospite dal- sta città. La nostra idea è che decisioni come questA sono dannose per la città, E ci sia bisogno,
la sorella. Storie come la sua invece, di una decisa sterzata verso la solidarietà sociale e i diritti di cittadinanza dei soggetti
sono al centro dell’inchiesta più deboli. (leonardotancredi@piazzagrande.it)
“Viaggi e miraggi”. L’autrice
della foto è Chiara Sibona del
gruppo fotografico di Bandie-
ra Gialla (www.bandieragialla.it).

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Piazza Grande In redazione
Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora Giuseppe Mele, Ilaria Giupponi, Olga Massari, Erika Casali, Stampa Tipografia Moderna

gerenza “Tendere un giornale è meglio che tendere una mano”


Direttore editoriale Leonardo Tancredi
Direttore responsabile Bruno Pizzica
Eva Brugnettini, Simone Jacca, Camille Maccali, Chiara Gregoris,
Giulio Centamore, Salvatore Pio, Mauro Sarti Progetto grafico Fabio Bolognini

Caporedattori Jacopo Fiorentino, Pietro Scarnera Hanno collaborato a questo numero Impaginazione Exploit Bologna
Paolo Billi, gruppo fotografico Bandiera Gialla, Chiara Sibona, Paolo
Redazione Lambertini, Laura Marongiu, Max Manz, Mario De Pasquale, Simone Chiuso in tipografia il 6 luglio 2010 / Stampa 5.000 copie
Via Corazza 7/8 40128 Bologna, tel. 051 4222046, fax 0514216961 Senarega, Luisa Begani, Annalisa B, redazione Bandiera Gialla, Mihai
www.piazzagrande.it | redazione@piazzagrande.it Mircea Butcovan, redazione Sottobosco.info, Emiliano Facchinelli, Distribuzione
Donato Ungaro, Sonia Zucchini, Lorenzo Guadagnucci Redazione Piazza Grande
Consulenza editoriale Agenda (www.agendanet.it) Bologna, luglio/agosto 2010, anno XVII, numero 166 Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n°6474
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giornalismo d’asfalto
C’è preoccupazione per la chiusura del blog dei senza dimora

La possibile fine di
un’esperienza come
L’ultimo post
“Asfalto” è sintomo
di un malessere più
generale
p pietro scarnera e utenti per il sociale. Fra i motivi della
protesta c’è anche il fatto che il man-

S
catta l’allarme chiusura per cato rinnovo venga deciso in una fase
“Asfalto”, il blog dei senza dimo- in cui Bologna non ha una rappresen-
ra (www.viadelporto.splinder. tanza politica. “Queste sono decisioni
com) nato nel 2001 nel centro diurno che dovrebbe prendere un assessore
di via del Porto. Il laboratorio informa- – continua Salvatori –: in sua assenza
tico, insieme a quello per la costruzio- i tecnici del Settore servizi sociali del
ne di maschere, fa parte del progetto comune vanno avanti, ma è chiaro che
“Prova & riprova”, ma il Comune di ci manca un punto di riferimento”. Per
Bologna non ha più risorse per farlo “Asfalto” pare probabile una proro-
andare avanti. Il contratto con Palaz- ga almeno fino a dicembre, “ma per il ne informatica e le borse lavoro
zo d’Accursio è in scadenza e rischia futuro non c’è nessuna prospettiva”. Il gli homeless di via del Porto possono
di non essere rinnovato. “Si tagliano finanziamento del progetto “Prova & ri- cominciare a ricostruire la loro vita”. Lo decide di aiutare solo chi mostra di impe-
proprio quelle esperienze che possono prova” ammonta a 80 mila euro l’anno, confermano gli utenti del blog: “Pri- gnarsi, poi però si tagliano proprio i pro-
dare una prospettiva di reinserimento e attualmente serve a pagare le borse ma della borsa lavoro mi sentivo una getti che potrebbero dare una chanche di
a chi è in difficoltà”, spiega l’operatore lavoro per 12 persone, anche se al blog nullità – scrive Claudio –, per via della reinserimento”. La chiusura del blog, per
e responsabile del blog Massimiliano partecipa anche un’altra dozzina di sen- mia salute ero convinto di non trovare l’operatore, è solo l’ultima tappa di un
Salvatori. Per protestare contro i tagli e za casa. Salvatori snocciola le cifre del mai più un lavoro. Adesso posso avere processo iniziato con la fine della giunta
chiedere la proroga della convenzione progetto: il blog ha 70 iscritti, ha pro- le stesse possibilità degli altri”. “È pa- Cofferati. “Dalla chiusura dello sportello
si è anche scesi in piazza. È successo dotto quasi 800 post, oltre a 60 video radossale”, aggiunge Salvatori, “che la sociale proprio qui in via del Porto (nel
lunedì 28 maggio nella manifestazione e un cd musicale. “Asfalto” è un luogo chiusura arrivi nel momento in cui nel 2007) a quella probabile dell’asilo nottur-
“Margini al centro”, indetta da “Asfal- per raccontarsi e scambiare esperienze, campo dei servizi sociali si parla di per- no di via Lombardia, a Bologna è in atto
to” insieme a Bartleby, Piazza Grande e “ma soprattutto è un punto di accesso a corsi di reinserimento personalizzati. Si un processo di degenerazione dei servizi
Bologna sold out, gruppo di lavoratori bassa soglia: attraverso l’alfabetizzazio- dice basta ai finanziamenti a pioggia, si sociali”. (www.redattoresociale.it)

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Rischio estinzione per il welfare bolognese


La povertà è
Ai già ricchi non va male. Neanche re quel meccanismo perverso, che ha re poco. La crisi ideale, in altre parole,
diventata colpa, alle banche. La forbice tra chi possie- trasformato in educata consuetudine rimanda alla crisi strutturale del wel-
de enormi capitali e chi non ha che se l’azione di sottrarre ai poveri per do- fare bolognese. Sottoposto da anni a
perché è specchio stesso è sempre più ampia. Devastanti nare ai ricchi. continue restrizioni economiche. Sen-
i risultati, in termini di coesione socia- In questo momento a Bologna manca za alcun segnale in controtendenza. La
di un futuro le e delle prospettive di miglioramento anche la politica. E otto milioni di euro recente riforma dei servizi alla perso-
economico che ogni singolo custodisce da destinare nel bilancio comunale ai na, avviata in epoca “cinese” (quando
che fa paura dentro di sé. servizi sociali. Che si riducono a sette il sindaco c’era e si chiamava Sergio
Che l’immagine del futuro non sia pro- attingendo al recupero dei gettoni dei Cofferati) non è mai stata portata re-
p mario de pasquale prio rosea sta a testimoniarlo l’aumen- consiglieri. almente a termine. Mancano strategie
to del numero di coloro che, a torto Questi scricchiolii del sistema welfare per rispondere a un futuro dove la ri-

S iamo al centro di una crisi econo-


mica senza precedenti. Dove i mec-
canismi della finanza che dovrebbero
o a ragione, immaginano un domani
costellato di incombenti default isti-
tuzionali e ambientali. Quando le leg-
corrispondono ad una crisi ideale, ol-
tre che strutturale. La crisi ideale: la po-
vertà è diventata colpa, perché è non
chiesta di servizi crescerà di pari passo
con l’incremento delle nuove povertà,
e le risorse assegnate saranno sempre
generare profitti, immersi nel miele gi dell’economia non basteranno più. omologazione. Ma è anche specchio di più esigue.
amaro del libero mercato, si trasforma- Quell’economia che oggi è diventata un futuro che fa paura, e per questo chi Per salvare la basilica di Santo Stefa-
no in buchi voraci capaci di inghiottire l’unica certezza davvero globalizzata. è ai margini disturba, inquieta. Denun- no si fanno appelli e collette. Si cerca-
anche le speranze di coloro che poveri Ad essa si assoggetta la politica, anche cia involontariamente un malfunzio- no volontari per cancellare i graffiti. Si
non erano mai stati. La “middle class” quella locale, povera di argomenti ide- namento, che per questo deve essere provi a fare altrettanto per salvare il
pian piano viene buttata nella strada. ali, e di soluzioni capaci di rovescia- celato. Quanto meno deve far spende- welfare bolognese.
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viaggi
inchiesta

e miraggi
Con l’estate cambia il mercato delle assistenti familiari, e per le badanti
non restano che le “vacanze obbligate”. Alcune cercano un secondo lavoro,
molte tornano a casa, seguendo rotte sempre diverse da quelle turistiche

E
p eva brugnettini state: tempo di vacanze. Forzate, per molti. Come per Elena (nome di fantasia, come gli altri nell’ar-
illustrazioni di max manz ticolo), ucraina e badante di professione. L’anziana signora che assiste andrà in montagna per due
mesi, la sua famiglia le ha trovato un posto economico dove stare. Perciò Elena è costretta alle “ferie”
se vuole mantenere il posto in autunno. Non le resta che cercare un viaggio low cost per Kiev. E l’uni-
ca “agenzia” con prezzi imbattibili è un noto parcheggio alla periferia di Bologna. Mentre la maggior parte degli
italiani pensa al posto più economico dove andare in agosto, c’è una schiera di persone che dalle città vuote non
ha più niente da guadagnare, e che quindi cerca di seguire il flusso, o di trovare alternative valide. Molti venditori
ambulanti si trasferiscono in riviera per la stagione: ci sono più possibilità che in città di guadagnare qualche euro
con accendini, cappellini o occhiali da sole. Anche i senzatetto si spostano verso zone più popolate: tirare su qual-
che centesimo sotto i portici infuocati è un’impresa praticamente impossibile. Senza contare il fatto che persino
le mense chiudono per ferie.
Anche per chi assiste gli anziani l’estate è un periodo morto. Mentre i loro assistiti vanno in villeggiatura insieme ai
figli, alle badanti non rimane che improvvisare. Per molte, soprattutto per le donne della comunità ucraina, russa
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inchiesta
Il sabato si organizza il viaggio, e il si parte. Con 180 euro andata e ritorno si battono tutte le compagnie di volo possi-
giorno dopo si parte. Con 180 euro bili. Ma diventano più di 300 per chi non ha il permesso di soggiorno. Per ungere i
andata e ritorno si battono tutte funzionari di frontiera.
le compagnie di volo possibili.
Ma Con uno di questi furgoncini Tatiana ha viaggiato 10 anni fa. Kiev-Nizza sola andata.
300 per chi non ha il
diventano più di “Non volevo venire in Italia - racconta -, puntavo a Stati Uniti o Gran Bretagna. Avevo
permesso di soggiorno. Per ungere i ipotecato la casa ma era impossibile entrare in quei Paesi, quindi ho speso quello
funzionari di frontiera che mi restava per un visto per l’Europa. A quel punto non potevo non partire”. Ta-
tiana ha lasciato la figlia di 6 anni a degli amici ed è salita sul furgone. Insegnante
di lettere, laurea triennale alle spalle, stipendio medio, fino al crollo dell’Unione So-
vietica. Con l’indipendenza dell’Ucraina, l’inflazione alle stelle, i dipendenti pubblici
non hanno più visto uno stipendio. “Tanti come me hanno provato ad arrangiarsi.
Andavamo in Polonia o Romania nei weekend a comprare prodotti che in Ucraina
non si trovavano, e li vendevamo. Ma mia figlia doveva studiare. Non si poteva anda-
re avanti così e sono partita”. Un viaggio in pulmino, scomodo ma economico, l’arri-
vo in Italia e il lavoro come governante a Napoli. “Tutti passano per Napoli o Reggio
Calabria, perché là gli irregolari trovano lavoro comunque”. Tatiana non conosceva la
lingua, doveva pulire una casa enorme, preparare da mangiare, e non poteva uscire.
Per lo stress si è ammalata. Ha lavorato nei campi a Rosarno. Poi un’altra famiglia,
alla fine la regolarizzazione. Dopo 3 anni è tornata in Ucraina a vedere sua figlia.
“Non era certamente una vacanza. C’era da ristrutturare la casa, organizzare cerimo-

e moldava di Bologna, la soluzione è nel parcheggio dove si ritrovano ogni weekend. nie importanti, matrimoni, battesimi. E non è come qua che si va al ristorante, là si fa
Si attraversa un cancello, spesso sorvegliato dai carabinieri, e un corridoio albera- tutto in casa. E quindi fare la spesa, pulire e cucinare. E non è solo quello. Le persone
to per ritrovarsi in uno spiazzo dove sono parcheggiati una ventina di furgoni. Stesi che tornano a casa sono discriminate. La gente non capisce la vita che fai in Italia. Ti
sui cofani i cartelloni con le destinazioni (in cirillico chiaramente): Kiev, Sebastopoli, considerano un traditore, non patriottico”. Da quando sua figlia vive in Italia, Tatiana
Mosca, tra le altre. I tergicristalli liberi sono la vetrina per riviste e quotidiani russi preferisce passare le vacanze a lavorare qua. Anche quest’anno trascorrerà le sue fe-
o ucraini. Nei sedili posteriori dei furgoni a sei posti sono in mostra prodotti di ogni rie di un mese in Italia, a fare un secondo lavoro.
tipo. Salse, caramelle, salami, yogurt, grano saraceno, biscotti, pesce, tinte per capel- Anche un’amica di Tatiana che incontra al mercato del parcheggio è stata mandata
li, dvd, cd. Più vodka e pane nero. Tutto a pochi euro. Merce che arriva direttamente “in ferie”. Non ha ancora idea di cosa farà ma non può tornare a casa. E non solo
dall’Est Europa dopo due giorni e mezzo di viaggio. perché non può permettersi di non avere entrate per un mese intero. Vivere in un al-
Il parcheggio è dedicato allo shopping il sabato mattina, alle partenze la domenica tro paese ti mette in una specie di limbo, sfalda i legami sociali e familiari. “Quando
all’alba e nel tardo pomeriggio. Si approfitta delle ferie forzate per andare a casa a torni non trovi più quello che hai lasciato. La vita è andata avanti per tutti. Gli altri
trovare i familiari. Sempre se si hanno i soldi per permettersi un periodo di due mesi non ti capiscono, per loro sei diventato un estraneo. Parti per salvare te e i tuoi cari,
in cui non si guadagna un centesimo. Il sabato si organizza il viaggio, e il giorno dopo e trovi altre difficoltà: è doloroso tornare”. (evabrugnettini@piazzagrande.it) f
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Burkina-Italia, inchiesta

andata e ritorno
p E. B.

“C La storia di
osa c’è lì che non c’è
qui?”. Con questa do-
manda in testa Cleophas
Adrien Dioma partì dal Brukina Faso,
Cleophas, in
destinazione Europa. Era quello che gli
aveva chiesto sua madre, alla vigilia del-
bilico fra la terra
la partenza. Per provare a rispondere,
Cleophas è tornato in patria, a dieci anni
d’origine e quella
dal suo viaggio di andata.
Nato a Ouagadougu, Cleophas ora vive
d’adozione, è
a Parma. Fa l’educatore interculturale,
cura il festival Ottobre Africano e ha una
simbolo della
rubrica su Internazionale. È partito dal
Burkina non perché povero, anzi. Con la
condizione in
madre insegnante e il padre infermiere,
lui e i fratelli se la cavavano. Al secondo
cui vivono tanti
anno di università la situazione politica
si era infiammata e c’erano state le pri-
migranti
me rivolte: autobus bruciati e barricate.
Non ha più potuto studiare, ma voleva Ma dopo due settimane ho sentito no- da: cosa c’è lì che non c’è qui? “Intan- Sono in conflitto con me stesso”.
continuare. Così è partito. stalgia di Parma. Poi ho capito di aver to un povero qui, là è ricco. Devo stare Pesa anche il sentirsi straniero ovun-
Aveva parenti a Toulouse, si è ritrovato a superato le notti in stazione, il lavoro nei attento al cibo perché il mio corpo è que. “In Burkina gli amici sono sposa-
Napoli “clandestino” col miraggio della campi. Non era il paradiso della tv, ma cambiato. Dicono ‘Il est devenu blanc’ ti, i bambini cresciuti. Ci vuole tempo
sanatoria. “La clandestinità è stata una avevo imparato molto. Avevo scoperto la (È diventato bianco). La sanità italiana è per riconquistare uno spazio e non ne
scoperta - racconta -. Avevo persino pau- scrittura, la voglia di lottare per l’imma- meglio. Ma lì c’è una cosa che qua non ho tanta voglia. So che qui sarò sempre
ra di chiedere informazioni, chiunque gine dell’Africa. Volevo riprovare”. c’è: il tempo. Per ridere, scherzare, di- uno straniero. E qualcuno mi dirà sem-
poteva essere un poliziotto in borghe- L’ultimo viaggio in Burkina l’ha fatto con scutere di politica. Mi sono chiesto se in pre che come straniero certe cose non
se”. Ottenuti i documenti è ripartito per un amico di Parma, per girare un docu- Italia non stia buttando via la mia ener- posso dirle. Questo forse non cambierà
il Burkina. “Non volevo tornare in Italia. mentario e rispondere a quella doman- gia, se non sia più utile al Burkina Faso. mai”. (evabrugnettini@piazzagrande.it)

Regole e destinazioni per viaggiare rispettando l’ambiente

sostenibili anche in vacanza


p olga massari

P
er l’ambiente l’estate non è un buon periodo. distanze. La bici, perfetta per il mare e per la mon- (albergo, campeggio o villaggio turistico) abbia,
Turisti inconsapevoli possono eliminare la bio- tagna, oltre ad essere economica ci consente di im- per l’appunto, un ridotto impatto ambientale dal
diversità, devastare ambienti intatti, inquinare mergerci nel paesaggio e fare un po’ di attività fisica. momento dell’erogazione dei servizi fino a quel-
mari e laghi. Ecco perché anche i viaggiatori, special- Certo se l’auto è indispensabile, è consigliabile il car- lo della produzione dei rifiuti.
mente d’estate, hanno bisogno di un vademecum per pooling che riduce drasticamente anche i costi. Altre piccole regole: in viaggio è meglio utilizza-
ridurre il proprio impatto ambientale e trasformarsi Dove andare? Esistono alberghi e agriturismi ad im- re bottiglie di vetro con vuoto a rendere o riuti-
in turisti “sostenibili”. Bisogna fare attenzione a dove patto zero (su internet la scelta è vasta), che usano lizzare più volte possibile quelle in plastica. Ma
andiamo, a cosa mangiamo e a come ci spostiamo. pannelli solari e lampadine a basso consumo, non anche ridurre gli imballaggi per i cibi da pic-nic.
Prima di tutto:  come spostarsi? Ridurre al minimo utilizzano plastica per le stoviglie e acqua in bot- E infine attenzione all’uso di aria condizionata e
gli spostamenti aerei è la prima regola, e tra l’altro tiglia, e scelgono di fare la raccolta differenziata. Il acqua calda. Il turismo responsabile è possibile,
è anche la nuova sfida lanciata dalle Nazioni Unite. marchio di qualità per prodotti ecologici Ecolabel Eu- a patto di non mandare in vacanza  il cervello.
Il treno è il mezzo più ecologico per le medie-lunghe ropeo certifica che il servizio di ricettività turistica (www.sottobosco.info)
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Quando Bologna Inchiesta

era una meta punk


p simone senarega

L’epica dei viaggi “on the


road”, fra treni e autostop,
passava anche sotto le Due
Torri, regno dei rave e dei
technival t| Illustrazione di Max Manz

C
hiunque abbia vissuto gli anni della controcul- nalmente ho avuto la fortuna di prendere al volo uno punk degli anni ’70, aveva come parentesi italiana
tura “on the road”, che aveva eletto il noma- degli ultimi treni della “ferrovia dello sballo” quando Bologna, dove si sbarcava sulle tracce dei rave e dei
dismo fisico e psichico a stila di vita, può rac- nel 2000, rimasto poco più che ventenne solo senza technival.
contare storie incredibili che oggi sarebbe impossibile famiglia, ma per fortuna senza “scimmia sulle spalle”, Mi resta la memoria di interminabili viaggi in tre-
rivivere. La stessa Bologna è stata una tappa obbligata lasciai il paesello alla volta dell’Olanda, terra mitica no con i biglietti falsi alla scolorina, di compagni di
dei pellegrinaggi underground fino agli anni ’90: le per adolescenti “alternativi”. Ho avuto come compa- viaggio improvvisati, delle battaglie a nascondino (e
occupazioni dell’Isola del Cantiere e della Fabbrica, gno di viaggio una persona molto speciale che mi ha non solo) con i controllori e dei mille imprevisti che
piazza Verdi, il Livello 57 per oltre un decennio capita- tenuto lontano dai guai e mi ha scortato in un per- doveva affrontare chi faceva l’autostop, simbolo di
le italiana della techno indipendente. corso triangolare che negli anni seguenti mi avrebbe un’epoca che non esiste più. E pensare che una volta
Scomparso tutto questo, oggi le storie epiche legate ai portato nelle città di Parigi, Marsiglia e Barcellona. Il ai fricchettoni bastava alzare il pollice per arrivare a
viaggi sono quelle spesso tragiche dei migranti. Perso- nostro viaggio iniziatico, sulle orme degli hippie e dei Katmandu sulle montagne dell’Himalaya.

Indebitati per le ferie


Quest’estate solo il 31% degli italiani andrà in vacanza. Colpa degli
aumenti, che in media arrivano anche a oltre 100 euro a famiglia. Lo
rivela una indagine dell’Adoc sul turismo estivo. “La maggior parte di chi
andrà comunque in vacanza opterà per viaggi brevi e economici - spiega
il presidente Carlo Pileri - sei italiani su dieci soggiorneranno al massimo
per una settimana, mentre solo l’1% potrà permettersi quasi un mese
di relax”. Anche perché farlo costa di più. “Un biglietto aereo in media
costa il 18% in più della scorsa estate, un viaggio in treno il 13% in più,
e prendere l’auto comporterà un esborso maggiore di oltre 20 euro per
due pieni”. Il mese preferito per le partenze continua ad essere agosto,
scelto dal 52% dei vacanzieri, mentre sono in crescita del 2% i turisti di
settembre. “La spesa media di una singola persona, per viaggio e allog-
gio, si aggira sui 700 euro - continua Pileri -. Il carovita ha costretto a ri-
durre drasticamente i propri giorni di ferie per potersi permettere una va-
canza dignitosa e a risparmiare sul superfluo. Tant’è che sono in crescita
i viaggi low cost, scelti dal 37% dei partenti, e quelli pagati a rate, circa
l’8%. L’indebitamento per le vacanze sta diventando una pratica diffu-
sa, in crescita di circa il 2% rispetto allo scorso anno: viaggi, alberghi e
ristoranti oggi vengono pagati a rate. Con il rischio, elevato, che il relax
di una settimana si tramuti in un sacrifico economico troppo oneroso da
sostenere durante il resto dell’anno, visto che gli interessi arrivano anche
fino al 24%. Anche i tour operator stessi offrono prodotti finanziari ad
hoc, che vanno ad aggiungersi agli altri tipi d’indebitamento.
(www.redattoresociale.it)
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cercolavoro
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Muratore Meccanico, badante Muratore
Muratore e manovale, con lunga Esperienza di lavoro pluriennale come specializzato
esperienza nell’edilizia e in fabbrica meccanico specializzato. Esperienza di Cittadino italiano, residente a Bologna,
come operaio, cerco lavoro in entrambi lavoro anche come badante e persona lunga esperienza nell’edilizia, offre
i settori. Disponibile da subito. di compagnia. Cerco lavoro in entrambi disponibilità immediata per piccoli
i settori, disponibilità immediata. lavori privati.
Raca Gheorghe Raffaele
Tel. 3200707689 Tel. 3407127049 Tel. 3282158249

La Cooperativa Sociale FAREMONDI e il Bicicentro presentano


DEMETRA ecobike
Non inquina, non consuma, non sfigura
Demetra è il nuovo modello di bici elettrica TC Mobility, creato da Fare Mondi per chi ama aiutare l’ambiente.
Demetra è realizzata grazie al lavoro di persone in difficoltà che, tramite la Cooperativa Sociale Fare Mondi
di Piazza Grande di Bologna, tentano di reinserirsi sul mercato del lavoro. Viene assemblata con i pezzi del-
Bicicentro la gamma Dinghi ed ha gli stessi standard di qualità e di garanzia delle cugine prodotte a Bolzano. La dea
di Piazza Grande: dell’ambiente fa respirare aria migliore, fa sentire meno rumore e dà
un’opportunità a chi ne ha bisogno. È ideale per tutte le età. Le bici-
via Libia, 69
clette possono essere provate presso l’officina Bicicentro di Via Libia
tel.051349383 69 nei seguenti orari: da lunedì a venerdì:
9-12.30/14-18 / sabato: 9.30-12.30
info@faremondi.it bicicentro@piazzagrande.it

p | Demetra, la dea dell’ambiente


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Nella città canadese i senza casa riescono a guadagnare con i rifiuti


Merito di un’associazione che unisce ambientalismo e disagio sociale

Così il riciclaggio
salva gli homeless
di Vancouver
p luisa begani

E
se vi dicessero che riciclare aiuta
a combattere la povertà? Sembra
un’utopia, ma è quello che suc-
In breve
cede davvero a Vancouver, la città che ha
da poco ospitato le Olimpiadi invernali Borgo Panigale
2010. Qui, grazie al clima mite, si trova Gli occupanti si
la più vasta popolazione homeless del preparano a resistere
Canada, che si concentra nel Downtown f
Eastside, il quartiere più povero dove Alla scuola occupata di Borgo
abitano senzatetto, prostitute e spaccia- Panigale la situazione comincia a
tori. Qui ha sede United We Can, un’as- farsi tesa. Nell’assemblea dell’8
sociazione no profit che dagli anni ’90 giugno tenutasi tra il commissa-
combina ambientalismo e impegno so- rio, i rappresentanti di Asia RdB e
ciale, creando posti di lavoro nel settore gli inquilini, la Cancellieri ha det-
del riciclaggio per persone svantaggiate. to che lo sgombero sarà inevita-
Tra i diversi progetti dell’associazione, il bile. Gli inquilini temono che av-
più consolidato è sicuramente il “bottle verrà dopo la chiusura degli asili
depot”, ovvero un centro di riciclaggio uno dei coordinatori di UWC – non utiliz- ni a tempo pieno. Le lezioni spaziavano di fronte alla scuola il 27 luglio.
dove vengono smistate e riciclate lattine ziamo macchine perché vogliamo creare tra varie materie, dalla pratica manua-
e bottiglie di alcolici. In Canada, infat- posti di lavoro. Così siamo in grado di le della coltivazione all’aspetto manage- Vite fragili
ti, quando si compra un alcolico si paga impiegare circa 80 persone part-time”. riale e comunicativo del progetto, sino L’Inchiesta sulle
anche una tassa per il deposito, che vie- Anche UWC riceve un rimborso per ogni ai risvolti per la comunità di Downtown condizioni di vita
ne rimborsata quando si riporta il vuo- vuoto che ricicla. Tutto il processo è mo- Eastside. Abbiamo già qualche contatto dei rifugiati
to. Perciò sono tantissimi i “binners”, nitorato da Encorp Pacific, una società con ristoranti e attività locali che si im- ff
ovvero gli homeless che pattugliano la di riciclaggio che fa capo alla regione. pegnano a comprare i nostri prodotti”. “Vite da rifugiati” è un’inchiesta
città in cerca di vuoti da consegnare ai Un sistema eccellente, che funziona da Per i primi due anni i prodotti resteran- pilota sulle condizioni di vita dei
depositi per ottenere il rimborso. Secon- naturale incentivo al riciclaggio. Di re- no all’interno della comunità, “ma in se- rifugiati a distanza di anni dopo
do “Megaphone”, giornale di strada di cente UWC ha lanciato un nuovo pro- guito cercheremo di venderli al di fuori, aver ottenuto asilo politico. Co-
Vancouver, i senza dimora che svolgono getto chiamato “SOLEfood”, comprando sempre però a prezzi ridotti”. Lavorare ordinata dalla Regione, insieme
quest’attività a tempo pieno col ricavato un terreno a Dowtown Eastside allesti- con la terra è terapeutico per persone ad associazioni come Ya Basta che
riescono addirittura a pagarsi una stan- to come serra per la coltivazione di di- con disabilità o dipendenze. “È un pro- ha curato il volume, lo studio
za a basso prezzo. UWC gestisce il bottle versi prodotti agricoli. Chow spiega: “Al cesso creativo - conclude Chow -, che ri- ha evidenziato la fragilità dei ri-
depot più grande della British Columbia, momento vi lavorano cinque persone connette persone e cibo, soprattutto in fugiati, spesso homeless, molto
la regione di cui fa parte Vancouver. “Nel svantaggiate, che hanno seguito corsi di un ambiente metropolitano dove quasi meno tutelati rispetto a quanto
nostro bottle depot – spiega Doris Chow, formazione professionale di cinque gior- nessuno si dedica a coltivare la terra”. avrebbero diritto.

Storia O lga ha 60 anni. È un po’ sovrappeso, rubiconda, sembra una matrona. Viene da uno stato dell’ex-Unione Sovietica. In
ambulatorio mi descrive la sua malattia. Inizia con un nodo in gola, il respiro che diventa corto. La pressione sale e la

di una mente si confonde, un dolore acuto proprio alla bocca dello stomaco. Non dorme di notte. Poi inizia a piangere, e a racconta-
re. Prima del crollo della “madre Russia” non lavorava. Suo marito faceva l’ingegnere per lo stato, avevano 2 figli, un maschio

badante e una femmina, e si potevano considerare benestanti. La sua vita è precipitata all’improvviso. Il marito ha perso il lavoro,
hanno dovuto cambiare casa, non c’erano abbastanza soldi per mandare i ragazzi all’università. Quello grande studiava me-
dicina, la piccola voleva fare lingue. Olga deve iniziare a lavorare. Nel suo paese uno stipendio mensile arriva a 200 euro. Le
p Annalisa B. (sokos)
amiche le hanno raccontato che in Italia si possono guadagnare anche 800 euro al mese.
Olga arriva a Bologna a 58 anni, senza conoscere l’italiano. Grazie ad alcune connazionali trova un lavoro come badante, 24
ore al giorno, massacrante. Un pomeriggio libero a settimana, che trascorre con le amiche a chiacchierare sulle panchine dei
giardini o nei mercatini improvvisati con cibo e oggetti che arrivano da casa. Rimango immobile, seduta dietro la scrivania,
gli occhi bassi sul ricettario. L’unica soluzione che ho da offrirle è un flaconcino di sedativi. Ma la nostalgia e la solitudine
non si curano con le medicine.

SOKOS è un’associazione di medici volontari attivi a Bologna dal 1993 e che si occupa di assistenza a emarginati e migranti.
Info: www.sokos.it
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Sei un tipo test

da strada? Sapresti sopravvivere se un giorno ti ritrovassi improvvisamente


senza casa e senza lavoro? Per scoprire l’homeless che c’è in te,
ecco il quiz dell’estate di Piazza Grande
p a cura di evelarda brugnedi

1
illustrazioni di max manz
Ti svegli una mattina e ti ritrovi sotto un portico.
Dove vai a fare colazione?

A - Costruisci una trappola per piccioni e aspetti.


B - Vai dalle suore di via Nosadella.
C - Da Zanarini con l’euro che hai trovato nella fontana del Nettuno.
D - Fai conoscenza coi bidoni del rusco.

2 Dove ti lavi la faccia stamattina?

A - Nella fontana del Nettuno.


B - Aspetti che piova.
C - Nel bar dove hai scroccato un caffè.
D - Nel bagno pubblico in via IV novembre.

3 Devi spostarti dall’altra parte della città. Come ti muovi?

A - Prendi in prestito una bici incustodita.


B - Ti affidi alle tue gambe.
C - Fai autostop in via Rizzoli.
D - Sali sull’autobus senza biglietto.

4 Cosa fai in attesa del pranzo?

A - Vai al fresco di Sala Borsa.


B - Prendi il sole sotto il portico.
C - Litighi con un punkabbestia per il cartone.
D - Racimoli i soldi, altrimenti niente pranzo.

5 Dove vai a mangiare a pranzo?

A - Chiedi un pasto alla Caritas.


B - Mangi un gelato da Mc Donald’s con l’euro dell’elemosina.
C - Mangi il piccione catturato la mattina.
D - Troppo caldo, non mangi.
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6 Come trascorri il pomeriggio?

A - Una lunga pennichella di fronte al Teatro Comunale.


B - Leggi un City in Piazza Maggiore.
C - Appuntamento con l’assistente sociale per un letto il mese prossimo.
D - Impari a usare il computer in via del Porto.

7 Dove dormi stanotte? 9 Come fai a entrare in dormitorio?

A - Sull’autobus notturno. A - Cerco l’indirizzo e vado.


B - Nel dormitorio di via Lombardia. B - Cos’è un dormitorio?
C - Nel giardino di fronte alla stazione. C - Prendo appuntamento con l’assistente sociale.
D - In piazza Maggiore. D - Dalla finestra socchiusa.

8 L’assistente sociale ti chiede dove hai la residenza.


Tu cosa rispondi? 10 Come fai a guadagnare due soldi?

A - Sono bolognese da cinque generazioni. A - Chiedo all’assistente sociale una borsa-lavoro.


B - La mia patria è il mondo intero. B - Vendo sigarette sfuse a 20centesimi l’una.
C - Portico in fondo a destra. C - Vendo Piazza Grande.
D - Via Mariano Tuccella. D - In ginocchio in via indipendenza.

il tuo punteggio

Domanda 1: A – 1; B – 4; C – 3; D – 2
Domanda 2: A – 2; B – 1; C – 3; D – 4
Domanda 3: A – 2; B – 4; C – 1; D – 3
Domanda 4: A – 4; B – 2; C – 1; D – 3
Domanda 5: A – 4; B – 1; C – 3; D – 2
Domanda 6: A – 1; B – 2; C – 4; D – 3
Domanda 7: A – 2; B – 4; C – 3; D – 1
Domanda 8: A – 3; B – 1; C – 2; D – 4
Domanda 9: A – 3; B – 1; C – 4; D – 2
Domanda 10: A – 3; B – 2; C – 4; D – 1

E il verdetto è...
perché la tua carriera da senza dimora è tutta in salita.
Ci dispiace dirtelo, ma come homeless non hai speranza. Difendi con le unghie quello che hai,
Da 1 a 10 punti

ti dai da fare resti al palo!


Appartieni alla categoria dei senzatetto sprovveduti. In strada non ti regala niente nessuno, se non
Da 11 a 20 punti

spalle.
Sei un senza dimora naïve. Se finisci in strada te la puoi cavare, ma vacci piano e guardati le
Da 21 a 30 punti

per vivere in strada alla grande.


Sei un homeless nato! Fregatene pure della crisi economica, se perdi casa e lavoro sei già pronto
Da 31 a 40 punti
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Non parlate
al conducente

Nomadi: così nasce Il nuovo mondo


una finta emergenza che viaggia sul bus
p lorenzo guadagnucci p Donato Ungaro

L “N
a chiamano “emergenza nomadi”, per mostrare i muscoli, a sindaci e assessori on avete bisogno di vagare fuori dalla vostra casa felice,
ma non è un’emergenza e nemme- per accreditarsi come “sceriffi”. In realtà la il mondo sfilerà davanti a voi”. Queste parole sono tratte
no riguarda dei nomadi. Da due anni vera emergenza è un’altra e riguarda i dirit- dalla canzone che, nel novembre del 1936, inaugurava
i prefetti di tre grandi città (Roma, Milano, ti umani. Le famiglie rom sono sottoposte le trasmissioni della BBC, la prima stazione televisiva del mondo. Non
Napoli) sono anche commissari straordina- a sgomberi forzati vietati dalle convenzio- serve lasciare la propria casa per viaggiare, per vedere mondi nuovi;
ri, appunto, all’emergenza nomadi, l’ultima ni internazionali e a schedature illegittime: basta guardare la tv sul divano di casa. Ecco: per me è stato un po’ così.
trovata del ministro Roberto Maroni nella si è arrivati a prendere le impronte digitali Non sono mai stato in un’isola caraibica o in un villaggio turistico, ma li
sua campagna sulla sicurezza, tutta giocata a minorenni e a catalogare le persone per ho visti in televisione. Quei luoghi mi sono sembrati città ideali, delle Bo-
sulla capacità di paventare minacce incom- “etnia” e “religione”. Si sono distrutte rela- logna da sogno, delle Milano da immaginazione. Ma forse non ho visto
benti per la popolazione, e di far credere zioni sociali costruite negli anni, si è tolta davvero la Thailandia o le Mauri-
che lui abbia la ricetta giusta per sventarle. ogni opportunità a decine e decine di fami- tius; ho visto solo una faccia della
glie. Altro che emergenza. E colonializzazione. Per conoscere
non stiamo parlando nem- veramente i luoghi del mondo bi-
meno di nomadi: gli ospiti sogna vedere i volti e le mani del-
dei campi censiti e sgom- le persone che abitano realmente
berati, per lo più, sono per- quei luoghi, non degli inservienti
sone fuggite dai Balcani in dei resort illustrati sui cataloghi
guerra o arrivate in Italia turistici. Bisogna respirare la loro
dalla Romania. Amnesty In- stessa aria, non l’aria condiziona-
ternational ha chiesto loro ta dei bar affacciati sulla piscina
che cosa cercano qui da noi del villaggio. Bisogna spegnere la
e la risposta è stata casa e tv e viaggiare, criticamente, visi-
lavoro. Parlare di nomadi fa Q| Illustrazione di Max Manz tando le periferie e le bidonville,
comodo per giustificare la coscienti che il nostro benessere di
politica dei campi, cioè la tutti i giorni nasce da quei luoghi. Oppure guidare l’autobus a Bologna
segregazione ai confini del- e allenare gli occhi a osservare un mondo intero che scorre davanti al
le città. Una scelta criticata mio parabrezza: così ecco il Sud Est asiatico e lo Sri Lanka, con incur-
anche dall’Onu e dal Consi- sioni pakistane e indiane, nella zona di porta San Vitale attraversata dal
glio d’Europa. 27 e dal 14. Tra la Bolognina e Corticella si apre la porta d’Africa; dal
Tutto ciò non potrebbe av- Mediterraneo fino al Kilimanjaro, passando per le coste dell’Atlantico e
venire senza la complicità le sponde del fiume Niger, con l’11 che sembra percorrere una festosa
dei media: la falsa emer- savana, piuttosto che via Barbieri o l’Arcoveggio. Poi c’è via Ferrarese,
La mistificazione comincia con le parole. In genza dei non nomadi non potrebbe esi- che sembra un pezzo di Cina sbarcato direttamente dalle portiere del
che cosa consiste, in fin dei conti, la suppo- stere se i giornalisti rifiutassero i vocaboli 25. Infine si osserva la realtà dell’Ucraina, della Polonia, dell’ex Unione
sta emergenza? Stando ai fatti, si tratta di un impropri e tendenziosi usati da certi politi- Sovietica sul 20, il sabato, tra la Piazzola e la Montagnola. È meticcio
piano di censimento dei campi rom e del ci. Le parole non sono innocenti e tradisco- questo mondo nuovo e ci offre le sue culture, i suoi costumi da mischia-
loro spostamento il più lontano possibile no il pensiero, le concezioni, le intenzioni re con le nostre abitudini e conoscenze, così da sperare che un giorno
dai centri urbani. Stiamo parlando di poche che le producono: la falsa “emergenza no- uno dei nostri discendenti possa considerare patria non più un singolo
migliaia di persone: a Milano appena più madi” non è altro che una cinica operazio- paese, ma la Terra intera. (donatoungaro@piazzagrande.it)
di duemila. Niente in un Paese che conta ne politica di autentici “imprenditori della
60 milioni di abitanti, ma serve al governo paura”. (Giornalisti Contro il Razzismo)
la posta degli altri
La redazione di Piazza Grande risponde alle lettere pubblicate sui quotidiani bolognesi

Rossoblù, collezione autunno/inverno


Lettera pubblicata su La Repubblica, cronaca di Bologna, del 2 luglio 2010

[...] Il Sig. Sergio Porcedda veste abitualmente capi “Brunello Cucinelli Cashme- Caro lettore,
re” oltre ad altre aziende che fanno parte della nostra azienda (Cantarelli, Santoni, anzi: caro nuovo presidente del Bolog na Calcio. Che dire di più? A
ecc.). Scusate la precisazione, ma il Presidente del Bologna Calcio SIg. Porcedda questo punto attendiamo con ansia di vedere la nuova maglia dei
oltre alle sue attività si occupa anche di abbigliamento e le aziende da voi citate rossoblù per il campionato 2010/2011.
non fanno parte del guardaroba del Presidente né della nostra azienda.
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l’osservatore
p Mihai Mircea Butcovan rumeno

p| Illustrazione
di Sonia Zucchini

L
eggevo recentemente, su un gior- slancio verso un’Expo 2015 che ha per che la metà di queste sono immigrate e pleta. Forse a casa, lontano, una moglie
nale a diffusione gratuita, che la tema “Nutrire il pianeta, energia per la arrivano da altri paesi dovrebbe essere e dei figli, attendono una verità che mai
città di Milano può vantare un al- vita”. Milano con un nuovo record eu- un approfondimento e non una discri- avranno sulla morte del loro congiunto.
tro record: quello del numero di gru, ol- ropeo. minante. O forse sono alle prese con l’arduo im-
tre cinquemila. Ma le oltre cinquemila gru non sono Eppure molte di queste persone sono pegno di reperire il denaro necessario
Milano, col suo vicesindaco orgoglioso gli uccelli della famiglia dei Gruidi, non vittime di un sistema di appalti e subap- per rimpatriare la salma di uno che è
del grande numero di sgomberi, eterno sono gru cenerine o gru europee, che palti, caporalato e lavoro nero, sfrutta- volato dalle impalcature di cantieri che
spostamento dei problemi e mai riso- pure potrebbero essere accettate a Mila- mento e precarie condizioni di sicurezza costruiscono case, non certo per i sen-
luzione degli stessi. Milano con il con- no molto più volentieri di una gru della sui cantieri. Allora gli incidenti sul lavoro zatetto.
sigliere comunale segregazionista che Manciuria o quella siberiana. Le cinque- sono all’ordine del giorno. E qualcuno, Difficile credere che la continua e sel-
in alcune dichiarazioni invocava vagoni mila gru di Milano sono quelle macchi- suo malgrado, sottopagato e sfruttato, vaggia cementificazione della metropo-
della metropolitana riservati ai milanesi, ne per il sollevamento e lo spostamen- talvolta da caporali suoi connazionali, li lombarda possa diventare un giorno
per poi catalogarle come “battute”, per- to dei carichi che scorgi negli oltre 3.500 incappa nell’infortunio finale chiamato, “energia per la vita”. Molti lavoratori -
ché la politica italiana si fa sempre più cantieri edili della città. Una vera e pro- il giorno dopo nell’indifferenza delle cro- persone italiane e immigrate, troppo
con battute un tanto al chilo. Milano con pria foresta che nutre la città meneghina nache, “morte bianca”. spesso dimenticate - hanno trovato così,
gli oltre ottantamila appartamenti sfitti di ulteriore cemento. E su quei cantieri Un po’ di indignazione, l’aggiunta di per nutrire il pianeta, il volo finale da
perché hanno costi proibitivi e con i sen- ci lavorano oltre quarantamila persone. un’unità al numero (per difetto) dei mor- qualche impalcatura. Sepolti insieme ai
zatetto picchiati per noia. Milano con lo Persone, vale la pena ribadirlo. Dire poi ti sul lavoro in qualche statistica incom- loro sogni in una foresta di gru.

libri 1 libri 2

Ritorno a Guareschi Racconti dal mare nostrum


Una storia inventata dell’Emilia vera. Un raccon- Il Mediterraneo, un mare intero tra noi
to che prende a pretesto il Guareschi di Peppone e loro. Uno spazio geografico che divide
e don Camillo per andare oltre e fare vivere per- e respinge, transita e accoglie. Una gran-
sonaggi creati apposta per dare valore a quel- de fossa comune in cui sono scomparse e
la Bassa Reggiana così cara all’autore. “Egregio continuano a scomparire tante vite e tante
Ingegnere Giuseppe Bottazzi” di Donato Ungaro storie. Una volta il Mediterraneo era come
(Battei, Parma 2010) comincia parlando di un ci- una grande piazza, uno spazio di comunione
mitero per poi risalire piano piano proponendo e di incontro tra civiltà, oggi sono onde
un intreccio curioso tra mondi apparentemente infide e pericolose quelle che si scontrano
diversi, fino a toccare le passioni automobilisti- con la prua delle tante barche che lascia-
che del protagonista. E dalla rievocazione della Mille Miglia che fa da no le coste dell’Africa Settentrionale e della Turchia per arrivare
scenografia alla seconda parte del romanzo, si sente tutto l’odore nella ricca Fortezza Europa. Gabriele Del Grande raccoglie nel suo
di olio bruciato e bronzine surriscaldate. “una provincia italiana a sé ultimo libro le testimonianze dei tanti che hanno provato ad attra-
stante – scrive Ungaro nella prefazione al suo primo libro -. Una pro- versare il mare e che ce l’hanno fatta e di quelli che invece sono do-
vincia unica che segue il corso del Po, fino al Delta e che accomuna vuti tornare indietro per poi ritentare o per cambiare piano. Mare
paesi e abitanti; anche se appartengono a regioni diverse, anche se par- di mezzo (Infinito edizioni, 2010) è il terzo libro di Gabriele Del Gran-
lano dialetti diversi. Marinai di un’unica, comune acqua dolce”. Che poi de che sceglie una scrittura semplice e diretta raccontando la sua
Donato Ungaro, giornalista e scrittore nato a Milano nel 1963, sia uno inchiesta in prima persona e rendendoci partecipi della storia con-
dei nuovi e prestigiosi collaboratori di Piazza Grande, è tutta un’altra temporanea del Mare Nostrum ingiustamente trasformato in uno
storia da raccontare. Magari in un prossimo libro. (mauro sarti) spazio di frontiera e divisione. (erika casali)
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I ragazzi dello
spazio autogestito
Cultura
recuperano la
“pecorella smarrita” Da Bartleby
di Bè e lanciano un
calendario culturale
l’estate è fai-da-te
alternativo e p Laura Marongiu

partecipato

W
orkshop di musica elet- professori e scrittori illustri del mondo
tronica, rassegne Jazz, la- accademico emiliano, come lo scrittore
boratori sull’autoforma- Gianni Celati e i molti professori della
zione, incontri con i nomi italiani della Facoltà di Lettere e Filosofia che spesso
cultura e presentazioni editoriali. Sono frequentano gli spazi tenendo dibattiti e
solo alcuni dei progetti che Bartleby, lo lezioni tematiche.
spazio autogestito da studenti, ricercato- Fedele alla sua filosofia di partecipa-
ri precari, artisti e musicisti appartenen- zione attiva alla vita politica e cultura-
ti all’Onda (il movimento nato un anno le della città, Bartleby, insieme a molte
e mezzo fa dalle proteste contro i tagli altre associazioni dell’underground bo-
a cultura e istruzione della riforma Gel- lognese (il centro sociale Tpo, i musici-
mini), porta avanti dai primi mesi del sti dell’Ensemble Concordanze, Alivelab,
2009. Dopo tre occupazioni (e altrettanti Sottosuono Rec., Burp! e Hannibal Let-
sgomberi chiesti dall’Università) nei lo- ters) ha lanciato il progetto Embè? Bolo-
cali dell’Alma Mater in via Capo di Lucca, gna Estate – Do It Yourself.
decine di denunce e sanzioni disciplina- Contro i tagli che hanno colpito le ras-
ri ai ragazzi del centro sociale, l’Universi- segne culturali dell’estate bolognese, le
tà ha infine concesso loro uno spazio in associazioni si sono infatti impegnate a
via San Petronio Vecchio 30/a (ex sede stilare un fitto calendario – ancora in co-
della Croce Rossa), che ha permesso la struzione – di eventi culturali autofinan-
riapertura “dell’atelier della produzione ziati spinti a “risvegliare la partecipazio-
indipendente” il 3 marzo 2010. ne, avvicinare la città alle realtà giovanili
“L’Università non ha più potuto liquidar- che in realtà operano tutto l’anno, mo-
ci come un problema di ordine pubblico strare quante anime rendono viva Bolo-
o come episodio marginale – spiegano gna con percorsi di auto-organizzazione
i ragazzi dell’Onda – e l’assegnazione è e auto-impresa”, hanno dichiarato i rap- che nella versione di Bartleby la pecora secondo loro merita altro: “La città può
stata la vittoria di un percorso politico presentanti. di Bé ha sigaro e cappello). L’obiettivo, avere un futuro decente solo se si decide
denso di progetti, relazioni con artisti Per l’occasione è stata anche adottata la per i ragazzi di Bartleby, è fare in modo di investire nel welfare e nella produzio-
studenti e ricercatori, con tutto ciò che si pecorella simbolo delle estati bologne- che la città nelle notti d’estate non sia ne culturale. Bisogna interrompere que-
muove in città”. D’altronde un certo tipo si (Bé, Bologna estate, appunto) durante solo “locali chiusi, serrande abbassate sto clima di ostilità verso tutte le culture
di riconoscimento era già arrivato da l’assessorato di Angelo Guglielmi (solo e piazze stracolme di polizia”. Bologna giovanili”.

diario dal pratello


Se Ai detenuti non resta neanche il teatro
p Paolo Billi (regista)
Nella Casa Circondariale di Bologna operano tre realtà teatrali: il Teatro del Pratello con “Esperimento di teatro alla Dozza” costruisce spettacoli nella Sezione
penale, l’associazione La città invisibile è presente nella Sezione femminile, l’associazione Gruppo Elettrogeno conduce laboratori di teatro e musica nella Se-
zione giudiziaria e penale. Le tre realtà hanno presentato, a fine 2009, un programma comune, che nei fatti non è stato preso in considerazione dalle istituzioni
cui è stato inviato. Le tre esperienze vivono nella massima precarietà, ma per il Gruppo Elettrogeno la situazione è ancor più grave per l’assenza completa
di sostegni finanziari. “Spoon river live”, lo spettacolo andato in scena a giugno dentro le mura del carcere, potrebbe dunque essere l’ultimo. Dal 31 gennaio
2009, spiegano dall’associazione, “la convenzione con il Comune di Bologna è stata interrotta e non più rinnovata. Da allora noi abbiamo deciso di continuare
il nostro lavoro dentro al carcere a titolo gratuito, come segno di resistenza, nell’attesa di riuscire a sbloccare la situazione”. Mancano i fondi minimi anche
“per pagare un service o quant’altro possa rendere possibile uno spettacolo dentro al carcere, dal materiale tecnico necessario fino alle semplici fotocopie”.
Il Gruppo Elettrogeno ha lanciato anche una sottoscrizione che ha già raccolto una cinquantina di firme, fra cui quelle del musicista Paolo Fresu, dell’attore
Ivano Marescotti e dello scrittore Valerio Evangelisti. Fra gli innumerevoli problemi che in questo momento vivono le carceri italiane, quelli dei laboratori arti-
stici sembrerebbero in secondo piano, ma “è vero in realtà esattamente il contrario – si legge nella lettera di sottoscrizione –: nelle attuali condizioni diventa
di vitale importanza dare alla persona detenuta possibilità e motivazione per passare il maggior tempo possibile della propria giornata fuori da una cella tra-
boccante di corpi, e in definitiva consentire, se non uno spazio fisico, almeno uno spazio mentale di azione e di progetto”.
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on the road spettacoli in programma,


a cominciare da giovedì
Ogni sera andrà in scena
uno spettacolo diverso, Fino al 25
appuntamenti del mese
forme di illusionismo ottico
e percettivo.
ne una rassegna di film,
classici e nuovi, per tre
8 luglio, per continua- per i più golosi sarà pre- luglio Scanner è l’installazione settimane tutte le sere da
6 e 13 luglio re ogni mercoledì fino a
martedì 10 agosto.
sente anche uno stand di
crescentine e bevande, Sade, opus
appositamente ideata per il
MAMbo
lunedì a giovedì. Tra i ti-
toli in cartellone Il Divo e
ore 21.30
Jazz alle absidi funzionante a partire dal- contra naturam Capitalism: A Love Story.
le ore 19.00. Teatri di Vita Info. 3452125230.
Angolo delle absidi, piaz-
za San Domenico Via Emilia Ponente 485
www.centrosandomeni- www.teatridi vita.it Luglio e
co.it
Ingresso gratuito
Biglietti da 7 a 14 €
Una rappresentazione Luglio e agosto
Due serate di jazz in Piaz- Dal 3 al 17 inedita in cui Filosofia e
agosto Cinema Gran Reno
za San Domenico a cura
del Centro San Domeni-
luglio Fino al
Erotismo sono lo strumento
teatrale con cui Sade dis- Shopville,
Arena Puccini Casalecchio di Reno
co e della cooperativa I
Martedì.
La scena 31 luglio seziona e analizza il cuore
umano. Un viaggio in Italia, Via Serlio 25/2 www.cinetecadibologna.it
dell’incontro un viaggio nella deprava- www.cinetecadibologna.it Anche quest’anno l’arena del
In caso di maltempo i
Luoghi vari Figure nascoste. zione, un viaggio sadiano Come di consueto l’Arena Puc- Centro commerciale Shopville
concerti si terranno nel
www.itcteatro.it L’arte di nel “cuore dell’uomo” cini, lo ‘storico cinema sotto le di Casalecchio organizza la ras-
Chiostro monumentale
Si rinnova l’appuntamen- Giuseppe Ferrari che Frattaroli esegue con stelle’ molto caro al pubblico segna estiva, programmata dal-
del Convento San Dome-
to con il teatro dell’in- audace lucidità e spietata bolognese, propone un car- la Cineteca, con i titoli più im-
nico.
terculturalità organizzato Fondazione del Monte, passione. tellone che raccoglie il meglio portanti della recente stagione.
dalla compagnia Teatro via delle donzelle 2 della produzione italiana e Per la serata di inaugurazione,
Dal 4 al 30 dell’Argine, giunto ormai Ingresso gratuito
Fino al internazionale uscita nelle sale Il sorpasso di Dino Risi, a in-
luglio alla III edizione.
12 gli appuntamenti, tra
Una cinquantina di ope-
re, dipinti per lo più 25 luglio
dallo scorso settembre a oggi,
con incontri e ospiti. Film di
gresso gratuito. Tra gli altri film
in programma, Il concerto di
spettacoli ed eventi, che di grande formato, ma apertura: Basilicata Coast to Radu Mihaileanu, L’ uomo che
Dei teatri,
della memoria animeranno le serate bo- anche disegni e un raro Matej Krén - Scanner Coast di Rocco Papaleo alla verrà di Giorgio Diritti. Ad ago-
lognesi fino al 17 luglio. collage. MamBo, via don Minzoni 14 presenza del regista. sto un omaggio alla commedia
Parco della zucca
Via del saliceto 3/22 Fino al 19 La rassegna consente di Biglietti : da 4 a 6 € con brevi spezzoni di classici
www.ilgiardinodellame-
luglio
riscoprire la personalità
di un maestro originale,
Considerato uno dei mag- Dal 23 del genere e una panoramica
sull’ultima produzione italiana
moria.it
Ingresso gratuito
seguendolo nell’impe-
giori artisti slovacchi con-
temporanei, Matej Krén, agosto al 9 di corti d’animazione.
La seconda edizione della Andè ban int al gno ininterrotto per far
emergere dalla rischio-
nel corso della sua quasi
trentennale carriera, si è
settembre L’agenda “On the Road”, a
rassegna teatrale realizza- canèl ore 21
Arena del Navile, via dei sa libertà dell’Informale particolarmente concen- Nuova Arena cura di Giuseppe Mele, viene
ta nel Giardino per la Me-
Terraioli 13 inedite figurazioni, capa- trato sui mezzi di elabora- Orfeonica chiusa in redazione il 25 di
moria di Ustica pone al
Ingresso offerta libera ci di evitarne le contrad- zione e di trasmissione del cinema all’aperto ogni mese. Per segnalare
centro ancora una volta
Riprende il consueto ap- dizioni conservandone sapere, creando suggestive Vicolo Bolognetti 2 eventi e inviare comunicati
il Nuovo Teatro italiano e
puntamento estivo con la intatte la tensione, la associazioni fra la loro rela- Ingresso 4 € scrivere all’indirizzo email:
i diversi modi con cui gli
rassegna ludico cultura- poesia e l’immediatezza tività storica e ideologica e Il cinema all’aperto di redazione@piazzagrande.it
artisti interpretano i temi
le Andè ban int al canèl! comunicativa. la sperimentazione di varie vicolo bolognetti propo- o telefonare allo 051342328
legati alla memoria. 6 gli
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speciale sport

Gli altri
mondiali
Mentre in Sudafrica cala il sipario, ecco due eventi che mettono insieme
pallone e impegno sociale: sono i Mondiali antirazzisti di Casalecchio di
Reno e la Homeless World Cup di Rio de Janeiro

P
p Erika CASali, Camille Maccali ier Paolo Pasolini definiva il calcio come “l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”. Proprio
fotografie di paolo odoardi per questo lo sport più popolare del mondo può diventare la via per coinvolgere le persone in progetti
di sviluppo sociale attraverso uno spettacolo vivo e appassionante. Nelle giornate dei Mondiali antiraz-
zisti di Casalecchio, ad esempio, si intrecciano popoli, cause sociali e storie di vita. Quest’anno la quat-
tordicesima edizione, organizzata come sempre da Progetto Ultras, insieme a Uisp (Unione italiana sport per tutti)
e Istoreco (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della provincia di Reggio Emilia), si
svolge dal 7 all’11 luglio (con l’apertura il 6 luglio) al Centro sportivo Salvador Allende di Casalecchio di Reno.
L’anno scorso la partecipazione è stata molto alta e molto acceso il dibattito su tematiche relative alla diversità, con
particolare attenzione a omofobia, sessismo e problematiche legate alle differenze di genere e orientamenti sessuali.
Il principio fondamentale della manifestazione rimane comunque la lotta al razzismo e la ricerca di una messa
in pratica di tante teorie e di tante parole che promuovono l’integrazione. Non è semplicemente una festa ma
una vera e propria manifestazione che, appoggiandosi a varie associazioni, porta un messaggio di integrazione.
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speciale sport

Dopo un percorso lungo e interamente composta da rifugiati politici. Lo scopo principale del “club” è quello di
travagliato, i Liberi Nantes sono promuovere, diffondere e garantire il libero accesso all’attività sportiva a tutte le donne
riusciti ad accedere al campionato di e gli uomini che hanno dovuto lasciare la propria terra e scappare dal proprio paese:
calcio di terza categoria nel quale rifugiati, richiedenti asilo, migranti forzati, in pratica tutte le persone obbligate a par-
militano attualmente, anche se fuori tire o che non hanno la possibilità di tornare in patria. La squadra cerca di ridare un
classifica a causa dell’obbligo di senso di libertà e di dignità umana a tutti attraverso lo sport.
cittadinanza necessario per giocare in Dopo un percorso lungo e travagliato, i Liberi Nantes sono riusciti ad accedere al
un campionato ufficiale campionato di calcio di terza categoria nel quale militano attualmente, anche se fuo-
ri classifica a causa dell’obbligo di cittadinanza necessario per giocare in un campio-
nato ufficiale. Grazie all’attività costante nel campo dell’integrazione e dell’antiraz-

Anno dopo anno, i Mondiali Antirazzisti crescono sempre di più e, di conseguenza, zismo, praticati quotidianamente attraverso lo sport, lo scorso anno i Liberi Nantes
anche il loro programma si arricchisce. Quest’anno, oltre alle 600 partite di calcio in si sono aggiudicati la Coppa Mondiali Antirazzisti, trofeo che viene assegnato indi-
programma, ci saranno anche tornei di pallavolo, basket, rugby, cricket e varie attivi- pendentemente dal risultato sportivo ottenuto sul campo. Nel corso del 2010 i Liberi
tà sportive come yoga e pilates, danze e giochi tradizionali e uno spazio dedicato al Nantes hanno anche “trovato una casa”: la squadra, infatti, è riuscita a farsi asse-
divertimento dei bambini. Come ogni anno, la festa sarà accompagnata da concerti gnare uno spazio sportivo, dismesso da anni, nella periferia di Roma. In questa sede,
e da momenti di riflessione con dibattiti su temi diversi e attuali: il carcere e i cen- oltre ad allenarsi, i giocatori portano avanti nuovi progetti di integrazione.
tri di detenzione, l’identità e l’orientamento sessuale, il libero accesso ai diritti della Lo sport, in ogni caso, non è l’unico motivo d’interesse dei Mondiali di Casalecchio. All’in-
cittadinanza per tutti. terno della manifestazione c’è infatti uno spazio chiamato “Piazza antirazzista” che racco-
Anche se la maggioranza dei partecipanti e dei volontari è italiana, le squa- glie fotografie, testimonianze, proiezioni video e dibattiti sui temi dell’integrazione e della
dre in gioco sono composte da persone provenienti da tutto il mondo, che multiculturalità. Casalecchio per qualche giorno diventa il centro del mondo: l’augurio è
per un motivo o per l’altro si ritrovano a vivere nelle città della Penisola. che questi messaggi positivi e gli esempi di buone pratiche vadano ben oltre le porte di
Un buon esempio di questa convivenza sono i Liberi Nantes, squadra con sede a Roma Bologna. (erikacasali@piazzagrande.it, camillemaccali@piazzagrande.it)
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Calciatori speciale sport

contro la mafia
p Camille maccali

M
editerraneo Antirazzista è ralmente non si può negare il contesto
una squadra siciliana che mafioso. La lotta per la legalità e contro
ormai può dirsi “figlia” dei
Mondiali di Casalecchio. Anche perché
tutte le mafie è un tema che arricchisce
la manifestazione in ogni sua edizione.
Così la squadra Mediterraneo Antirazzista
non è più solo una squadra, ma una
manifestazione sportiva, artistica e cul-
Il messaggio a favore della legalità e
dell’inclusione sociale viene rafforza-
ha messo in piedi una manifestazione nei
turale che dal 2008 si svolge a Palermo
all’inizio di giugno. L’obiettivo è quello
to dalla presenza di numerose squadre
di ragazzi provenienti dai quartieri più
quartieri “ghetto” di Palermo
di promuovere relazioni interculturali tra malfamati del palermitano. I ragazzi
le diverse componenti che abitano nella dello Zen, della Vucciria, di Danisinni e sta ragione, tutte le occasioni che favo- dettata dalla sua popolarità e semplicità:
città, provando a mettere in discussione Ballaro, quartieri “ghetto” dove i disagi riscono lo scambio e l’integrazione sono è un linguaggio universale che consente a
le dicotomie centro/periferia ed inclusio- sono molteplici: disoccupazione, caren- fondamentali per raggiungere l’obbiettivo tutti di esprimersi in maniera comprensi-
ne/esclusione. za abitativa, mancanza di adeguati servi- dell’incontro e della convivenza. Mediter- bile superando la diversità.
Anche qui valgono le stesse regole del zi pubblici, controllo territoriale da parte raneo Antirazzista punta a promuovere (camillemaccali@piazzagrande.it)
torneo: sono vietati i comportamenti della criminalità organizzata. una visione interculturale e a rompere le Un ringraziamento particolare per le infor-
agonistici e le squadre possono essere Spesso gli immigrati si insediano pro- barriere del razzismo e del degrado attra- mazioni a Vittorio Martone, responsabile
miste per età, sesso, capacità e prove- prio in questi quartieri, dove nasce uno verso lo sport e la produzione culturale. ufficio stampa e comunicazione della Uisp
nienza. In più siamo in Sicilia e natu- scontro tra “nativi” e immigrati. Per que- Anche in questo caso la scelta del calcio è di Bologna.

A settembre a Rio de Janeiro torna l’Homeless World Cup

La coppa dei senza casa


p c.m, L.T.

In Brasile in campo 64
squadre e 600 giocatori,
pronti a sfidare l’Ucraina,
detentrice del titolo,
e ogni emarginazione

L’
ottava edizione dei Mondiali degli Home- le squadre partecipanti saranno 64, per un totale di prio paese ai Mondiali brasiliani. A Copacabana sarà
less si svolgerà a Rio, in Brasile, dal 19 al più di 600 calciatori senza dimora. Tutte hanno storie allestito uno stadio per lo street soccer (variante “di
26 settembre. Dopo l’edizione italiana che uniche e particolari. La squadra greca, per esempio, strada” del calcio) capace di contenere 5 mila per-
si è tenuta a Milano lo scorso anno, le squadre di tut- si chiama “Goal sti ftohia” (un calcio alla povertà), è sone.
to il mondo tornano in campo per contendere il tito- nata nel 2006 ed è circondata dal grande entusiasmo Mel Young, lo scozzese presidente dell’Homeless
lo all’Ucraina campione in carica, ma soprattutto per di fondatori, partecipanti e sostenitori dall’appoggio World Cup si è detto entusiasta del coraggio del Bra-
scambiare le loro esperienze e migliorare le condi- di esterni. Tante persone accomunate da un obbietti- sile nell’intraprendere passi importanti verso la solu-
zioni di vita. Perché il calcio funziona: una statistica vo: la lotta contro l’esclusione dei senza dimora dalla zione del problema della povertà, anche attraverso
dimostra che il 77 % dei partecipanti riesce ad usci- vita sociale. il calcio. “Quest’anno i Mondiali – spiega - daranno
re dalla droga e dall’alcool, a trovare un tetto e/o un Il primo allenamento della squadra ha coinvolto ven- l’opportunità a chi vive ai margini invisibili di Rio di
lavoro, ad ottenere un’educazione, a costruire nuove ti senzatetto e ha provocato negli ateniesi e nei greci guadagnare un palcoscenico internazionale insieme
amicizie e relazioni grazie a questa esperienza uma- una reazione molto forte. Tanto che il progetto, più a giocatori provenienti da tutto il mondo per diven-
na davvero unica. che mai attuale vista la situazione economica della tare ambasciatori del proprio paese. Un pallone può
I giocatori vengono da tutto il mondo: dall’Argentina Grecia, si è allargato ad altre città greche. cambiare il mondo”. Un messaggio che ci auguriamo
all’Australia, dal Sudafrica al Portogallo, dal Camerun Secondo gli organizzatori sono circa 30 mila le per- superi la retorica di circostanza per influenzare prati-
al Brasile, dalla Germania all’Inghilterra. Quest’anno sone senza dimora che mirano a rappresentare il pro- che concrete di intervento sociale.
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Addio mister? speciale sport


p simone jacca

La nazionale homeless
italiana è in piena crisi: lo
storico allenatore è in lite
con l’associazione Milano
Myland e potrebbe non
partire per i mondiali di
Rio de Janeiro

L’
ultima edizione del mondiale degli home- visto niente. Allora tutto questo a che serve? Il fattore della manifestazione e abbiamo fatto e faremo di tutto
less (nel 2009 a Milano) ha lasciato alla spettacolo è importante, l’organizzazione, le strutture, per far sì che si possano realizzare alcuni progetti im-
Multietnica, la nazionale italiana, un discre- sono tutte cose importanti, ma il mondiale è e deve portanti”. Un parere sopra le parti arriva da Massimo
to piazzamento, ma anche molte questioni irrisolte. rimanere un’occasione di riscatto sociale per queste Acanfora, giornalista della rivista “Altra Economia”, e
L’associazione Milano Myland, a cui è stata affidata persone”. organizzatore degli scorsi mondiali italiani: “La gestione
l’organizzazione del mondiale nostrano, è ai ferri corti Secondo Alessandro Dell’Orto, presidente di Milano economica del mondiale non è stata affatto in linea con
con lo storico allenatore della Multietnica, Bogdan Myland, l’associazione ha ben poche responsabilità: i principi che dovrebbe avere la manifestazione. Io mi
Kwappik, vincitore di ben due edizioni della coppa, “Abbiamo eseguito le direttive del comitato centrale sono dimesso dall’incarico dopo pochi mesi, perché
che rischia di non prendere il volo per il mondiale di (scozzese). Non abbiamo avuto tanti spazi di iniziati- avevo una linea politica diversa. Il comitato centrale
quest’anno, a Rio de Janeiro, e con lui alcuni vol- va personale, e per quanto riguarda i costi, è stato un pretende che vengano riservate attenzioni e cure parti-
ti storici della squadra. L’allenatore non ci sta: “Io miracolo che non siamo finiti in debito”. Sul prossi- colari per l’estetica e le scenografie, finendo con il tra-
aspetto l’invito, non mi arrendo. Milano Myland non mo mondiale sembra avere le idee chiare: “I giocatori scurare la questione di fondo. Purtroppo quando si esce
ha i requisiti per rappresentare da sola la nazionale della Multietnica, se avranno i requisiti per disputare il fuori dai binari, è difficile rientrarvi”. Finora la Coppa
italiana degli homeless. Sono una squadra borghese!”. mondiale, partiranno sicuramente”. Per l’allenatore, in- ha raggiunto risultati importanti, ma sembra aver perso
E aspetta ancora il conto del mondiale passato: “Ci sa- vece, è tutta un’altra storia: “Bogdan si sente il padrone di vista la “missione” iniziale: utilizzare lo sport e il cal-
rebbero dovuti essere dei soldi da destinare a strutture della competizione, la sente una cosa sua. Questo non cio come strumento di coesione sociale e di “globalizza-
sportive per gli homeless. Noi non abbiamo ancora va bene. Anche noi abbiamo a cuore lo sfondo sociale zione” culturale.(simonejacca@piazzagrande.it)

Casalecchio di reno , 7-11 luglio

mondiali antirazzisti, Venerdì 9 Luglio 2010


· 20.00 – Mondiali Parade
gli eventi · 23.30 – concerti: Malavida (Punk/Ska - It), The Gang,
· 01.00 – Dj Set: Dj Mingo (Dj Resident Estragon),
Mercoledì 7 Luglio 2010 Fakeskinny (Dj Radio Antenna 1)
· mattina: visita a Monte Sole
· 21.00 – concerti: Le Tremende (Ska/Reggae/Punk - It), Sabato 10 Luglio 2010
Los Fastidios (Punk/Ska - It) · 21.00 – concerti: Livity Band + Lion D
· 24.00 – dj set: Matteo Borghi + Miss Linda (Reggae/Dancehall - It), La Maquina (Ska/Rock E)
· 01.00 – Dancehall: Bizzarri sound, Jimmy Splif,
Giovedì 8 Luglio 2010 Nico Royale, Mongardino Posse
· 15.00 – stretta di mano di tutte le squadre sui campi
· 16.00 - 19.00 – torneo di calcetto Domenica 11 Luglio 2010
· 21.00 – concerti: Arena 051, (Hip Hop/Rap - It) · 17.30 – finale del torneo
+ Fuoco Negli Occhi (Hip Hop - It), · 17.45 – premiazione e consegna coppe
Jamaram, (Reggae/Pop/Latina - D) · 20.30 - finale della Coppa del Mondo in Sud Africa
· 01.00 – Dj Set: Albi Bello (Yess Dj Set) sul grande schermo nello Spazio Kalakuta