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Lega nuoto

Comitato Regionale Puglia


Comitato Territoriale Gargano

Club nuoto Manfredonia via Della Croce n° 89


Cell. 3337294015 - C.F. 92019140711
Mail micheleionata@libero.it - pbottalico@libero.it

La società campionessa italiana UISP 2007-2008-2009


organizza il

Campionato italiano assoluto


Di nuoto “h2o free” 2010
Luogo: MANFREDONIA (FG) PUGLIA.
Data: 28-29 AGOSTO 2010.
Distanza: 28 AGO. (1500 E 3000 mt ) – 29 AGO. ( 500 mt. ESORDIENTI )
Organizzatore: CLUB NUOTO MANFREDONIA
Responsabile: LEONARDO BOTTALICO.
Termine iscrizione: 25 AGOSTO 2010. E’ COMUNQUE POSSIBILE ISCRIVERSI ANCHE SUL CAMPO DI GARA.
POSSONO PARTECIPARE GLI ATLETI REGOLARMENTE TESSERATI UISP 2010. GLI ATLETI POTRANNO ISCRIVERSI AD
ENTRAMBE LE GARE, MA DOVRANNO ESPRIMERE UNA SOLA PREFERENZA AI FINI DELLA COMPILAZIONE DELLA
CLASSIFICA VALIDA PER IL CAMPIONATO ITALIANO ASSOLUTO. QUETA SOLUZIONE PERMETTERÀ DI PREMIARE UN
MAGGIOR NUMERO DI PARTECIPANTI. COME DA REGOLAMENTO NAZIONALE DELLA LEGA NUOTO UISP, SONO
AMMESSI ALLA MANIFESTAZIONE SIA GLI UNDER 20 ( ES.B - ES.A – RAG.– UN. ) SIA TUTTE LE CAT. MASTER (DA
M20 A SEGUIRE).
Tassa iscrizione: COSTO IN EURO 12,00, MODALITA' DI PAGAMENTO SUL CAMPO GARA
Ritrovo campo gara: ORE 08,00 SU PIAZZALE FERRI ANTISTANTE CASTELLO.
Registrazione e punzonatura: DALLE ORE 08,30.
Gli atleti che si presenteranno in ritardo non potranno partecipare alla competizione.
Riunione tecnica: ORE 09,00.
Partenza gara: 3.000 Mt. ORE 09,30 – 1.500 Mt. ORE 11,30
Arrivo previsto: “ “ “ 11,00 “ “ ORE 12,30
Tempo massimo: COME DA REGOLAMENTO UISP.
Il Club Nuoto in caso di necessità si riserva di variare l’orario e modalità di partenza, dandone immediata
informazione a tutti i partecipanti.
Orario buffet: 13,00.
Orario premiazioni: 13,30.
Premi: COPPE, MEDAGLIE E GADGET per classifiche maschile e femminile.
Punteggio Circuito Nazionale UISP: LE GARE SARANNO VALIDE SIA PER IL CIRCUITO NAZIONALE UISP “H2O FREE”
2010 (http://www.uisp.it/nuoto/index.php?idArea=10&contentId=25 ) SIA PER IL II° CAMPIONATO REGIONALE
PUGLIESE (http://www.uisp.it/puglia/index.php?idArea=61&contentId=43 ).

Manfredonia si onora di organizzare per il circuito nazionale UISP “H2O FREE” 2010:
01/08 - 1000 mt. 22/08 - 3000 mt. 28/08 - 1500 e 3000 mt. 29/08 – ( 500 mt. esordienti ) e 2000
mt. Tutte queste manifestazioni sono inserite nei calendari sia regionali sia nazionali.
Note Generali: IL SERVIZIO DI CRONOMETRAGGIO E GIURIA SARÀ ASSICURATO DA PERSONALE DEL CONI.
PER QUANTO NON CONTEMPLATO NEL PRESENTE PROGRAMMA, VALGONO LE NORME PREVISTE DAL REGOLAMENTO
TECNICO DELLA LEGA NUOTO NAZIONALE UISP.

AUTOSTRADE: DA NORD AUTOSTRADA A14: BOLOGNA – BARI, USCITA FOGGIA, SUPERSTRADA FOGGIA-
MANFREDONIA (38 KM); DA CENTRO E DAL SUD AUTOSTRADA A16: USCITA CANDELA-FOGGIA, TANGENZIALE PER
FOGGIA, QUINDI SUPERSTRADA FOGGIA-MANFREDONIA; DA SUD AUTOSTRADA A16: TARANTO – BARI, USCITA
CERIGNOLA EST, SUPERSTRADA FOGGIA-MANFREDONIA.
IN PULLMAN: CAPOLINEA STAZIONE FF.SS. DI FOGGIA, QUINDI AUTOLINEE FOGGIA-MANFREDONIA SITA TEL. 0881
773117 OPPURE FERROVIE DEL GARGANO TEL. 0881 725188.
STAZIONE FF.SS. DI MANFREDONIA CIRCA 10 MINUTI A PIEDI DAL CAMPO GARA.
AEROPORTO: AEROPORTO DI BARI PALESE –129 KM DAL CAMPO GARA.
SI DECLINA OGNI E QUALSIASI RESPONSABILITÀ PER DANNI A PERSONE E COSE PRIMA, DURANTE E DOPO LA
MANIFESTAZIONE, FATTO SALVO QUANTO PREVISTO DALLA AFFILIAZIONE E TESSERAMENTO ALLA UISP PER L’ANNO
IN CORSO.

I GIORNI 28 E 29 AGOSTO SONO INSERITI E PATROCINATI DAL COMUNE DI MANFREDONIA NEL PROGRAMMA
DELL’ESTATE SIPONTINA E SI INTEGRANO CON LA FESTA PATRONALE DI MANFREDONIA IN ONORE DI MARIA
SANTISSIMA DI SIPONTO CHE SI PROTRAE FINO AL 31 AGOSTO, TROVERETE QUINDI UNA CITTA’ IN FESTA, CON
PROGRAMMI RICCHI DI EVENTI, CULTURALI, RELIGIOSI E DIVERTIMENTI DI OGNI GENERE E UN GRANDE LUNA PARK.
Siti Internet- IL C.N MANFREDONIA AL FINE DI POTER OTTIMIZZARE L’EVENTO DEL CAMPIONATO, SI AVARRA’
DELLA PREZIOSA COLLABORAZIONE DELLA NAL http://www.nuotoacquelibere.com/ DOVE SARA’ POSSIBILE
ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI TECNICHE, LOGISTICHE ED ISCRIZIONI PER IL CAMPIONATO ITALIANO.
Info logistiche e ricettività: ATTRAVERSO I SITI www.comune.manfredonia.fg.it - www.manfredoniaeventi.it
POTRETE AVERE UNA FINESTRA SULLA NOSTRA CITTA’ CON UN RICCO DOSSIER DI FOTO E ATTIVITA’ VARIE.

Manfredonia allo specchio

MANFREDONIA, ai margini del Tavoliere di Puglia, in fondo al golfo omonimo, distesa sulla riva, saluta col
profilo vario delle sue case antiche e dei nuovi palazzi.

Il sobrio campanile della Cattedrale, l'austero Castello di re Manfredi, i suoi splendidi arenili, i due vecchi moli
foranei e il modernissimo pontile industriale, si fondono, nel
fervore delle opere e dei giorni, sull'orizzonte vasto del mare e
nella cornice superba della "Montagna del Sole".

il nuovo e l'antico, il passato e il presente, e direi anche il futuro,


pur distanti nel tempo, rafforzandosi a vicenda, svolgono una
reciproca funzione complementare. Così il mare, la piana di
Capitanata e il Gargano si integrano fra loro nella lunghissima
sequenza di civiltà e di vicende (più di diecimila anni), di cui sono stati testimoni, dall'uomo della preistoria,
che abitava nelle caverne, sino agli operai dei nostri giorni.

Sono direzioni di vita e di sviluppo che durano da quando i primi abitatori di questa terra scendevano nelle
grotte Scaloria-Occhiopinto per raccogliere in vasi di argilla l'acqua dello stillicidio e placare la sete nelle
lunghe estati siccitose.

Aveva inizio in tal modo quel culto antichissimo delle acque che troverà, dopo vari millenni, un altro insigne
esempio nello stillicidio del più famoso santuario rupestre dedicato al culto di San Michele sul monte Gargano.

Sparsi tutt'intorno si scoprono ancora chiari i segnacoli di morte, tombe


scavate in superficie e sepolcreti ipogei, come quelli di Siponto e di
Capparelli, che si addentrano nella roccia tufacea in ordini sovrapposti,
e che, ampliati, costituirono, sin dall'epoca preclassica, l'immensa
necropoli che circondava l'antica città sepolta. SIPONTUM, la città
delle seppie, secondo l'etimologia più diffusa, o più probabilmente la
città costruita sugli scogli sforacchiati dai datteri di mare.

Fondatore fu il mitico Diomede, o più verosimilmente quei Dauni


primitivi, che, venendo per mare dall'Illiria, portarono qui, nel punto
più sicuro e riparato del golfo, non le pietre di Troia distrutta, per
edificare la nuova città, ma, secondo il prof. Silvio Ferri, il ricordo della guerra di Troia, non raccontata dai
vincitori, ma dai vinti; ossia una ventata nuova di civiltà e di cultura, documentata nelle famose "Stele daunie",
più di duemila pezzi, raccolte e interpretate dall'insigne archeologo scomparso e che costituiscono ora un unico
e inestimabile tesoro archeologico, che si conserva nel Museo nazionale, nel Castello svevo-angioino di
Manfredonia.

Ma dov'è il sito di Siponto daunia e poi greca, quando divenne porto


di Arpi, prima che i Romani la conquistassero durante la guerra
annibalica? Qualcuno lo cerca tra Coppa Nevigata e la Cupola, tra il
Cervaro e il Candelaro, dove sono venute alla luce, oltre alle stele,
testimonianze della fine dell'età del bronzo e del principio dell'età
del ferro.

L'antica Siponto, stratificata con la sua storia nel tempo è vissuta in


funzione di Arpi e del Tavoliere, giace sotto una coltre di verde, ben
delimitata dai resti delle mura di cinta.

L'importante arteria per Foggia la divide, attraversandola, come già


il vecchio decumano per Arpi.

Cattedra vescovile e sede di una delle più antiche comunità cristiane, Siponto, disputata dagli imperatori greci e
latini, dai duchi di Benevento e dai Normanni fino agli Svevi, è legata alla cura del grande Federico II, il "puer
Apuliae", che vi fonda l'ospedale di San Lazzaro per i contagiosi.

Ma là dove sono stati eseguiti scavi, tra le rovine della splendida basilica paleocristiana a tre navate, nel
groviglio di fabbriche diverse e sovrapposte, occhieggiano pavimenti musivi, qualcuno policromo (ora sulla
parete interna della chiesa medievale), colonne, capitelli, sarcofaghi, lapidi e iscrizioni, che ci restituiscono
momenti di vita e nomi di sipontini che qui vissero e morirono.

In adiacenza, sul luogo dove probabilmente era l'antico battistero di San Giovanni, si erge solitaria, sulla città
sepolta, la luminosa chiesa romanica di Santa Maria Maggiore, costruita nell'XI secolo con materiali di spoglio
della vecchia basilica. Interessante è il prezioso sarcofago bizantino che sostiene la mensa dell'altare. Il disegno
del tempio, gli elementi architettonici e decorativi, il magnifico portale ne fanno uno dei cardini dell'arte
pugliese del periodo romanico. Vi lavorarono l'Acceptus e quel David magister, iniziatori di una grande scuola
scultorea locale.

Consacrata da Pasquale II nel 1117, essa continua la tradizione culturale e religiosa dell'attigua basilica
paleocristiana ormai diroccata.

Quando la malaria e i terremoti resero Siponto una città semidistrutta e deserta, i pellegrini, diretti a Roma
dall'Oriente o in Terrasanta dall'Occidente, continuarono a giungere e a sostare qui, prima di salire alla Grotta
dell'Angelo. Imperatori, sovrani d'Europa, pontefici, crociati, popolani e santi, deponevano le loro ansie e
speranze davanti alla meravigliosa Madonna bizantina, dipinta, secondo la tradizione, da San Luca, e
scendevano nella cripta tra una selva di colonne e un cielo di ariose voltine a vela, per cogliere un segno nello
sguardo immoto della Sipontina, la preziosa statua lignea della Vergine col Bambino, ora in Cattedrale
unitamente al sacro tavolo.
Non ha tramonto il ricordo dei Crociati, dei Cavalieri Teutonici, e di Tancredi, Boemondo, Guglielmo il Buono,
che dotarono l'abbazia di S. Leonardo di terre e di privilegi vari. Qui un possente crocifisso ligneo (ora nella
Cattedrale di Manfredonia) pare vivente nella sua sofferta e tormentata rigidità bizantina.

Nel grandioso portale l' "arrivo del re Magi" e il "pellegrino al Gargano" protetto da San Michele, rappresentati
negli stupendi bassorilievi dei capitelli, restano ancora a testimoniare una lunga ed inquieta epopea di fede.

Quella medesima, forse, che spinse Manfredi, sull'esempio paterno, a ricostruire la nuova Siponto poco discosta
dall'antica. Resa inabitabile per le distruzioni e l'aria malsana, interrato il porto, Manfredi ne constata la fine, e
nel 1263, concedendo privilegi e franchigie, decreta il trasferimento dei rimanenti abitanti nella nuova Siponto.

Per lo sfortunato Manfredi la nuova città, che egli aveva disegnato sullo schema urbanistico dell'antica Siponto,
doveva rispondere alle crescenti esigenze di espansione economica dell'alta Apulia, e costituire un baluardo di
difesa delle coste pugliesi dagli slavi e dagli arabi.

una delle più belle città del mondo, se il principe fosse vissuto
ancora per alcuni anni".

Ma ucciso Manfredi a Benevendo, gli Angioini ridussero alle


dimensioni minime il suo vasto disegno.

Mentre i gabbiani voleggiano nella tranquilla luce del meriggio,


oltre il porto e il golfo, l'occhio spazia verso le chiare città costiere
da Bari a Trani a Barletta, e, sul profilo delle Murge, scopre
Castel del Monte, il magico anello di pietre sacro agli svevi. Ma di
svevo a Manfredonia, nata sveva, resta solo qualche tratto della
cinta, il nucleo centrale del castello a pianta quadrilatera con le torri angolari, il cortile interno e le fabbriche,
completate poi dagli Angioini e successivamente dagli Aragonesi; resta il nome di Manfredi, dato al corso
principale che attraversa il centro storico; ma non l'idea di ciò che egli è stato.

Tutta la storia di Manfredonia e della progenitrice Siponto è, nella loro continuità, una lunga successione di
bardi, saraceni, normanni, angioini, ungheresi. durazzeschi, aragonesi, spagnoli, francesi, baroni e conti, quasi
sempre forestieri, si avvicendarono nel suo castello per dominarla. Città di arrivi e di partenze, teatro di lotte e
di conquiste ininterrotte, nata sul mare per cercarvi la vita, ebbe dal mare distruzioni e rovine.

Quell'alba del 16 agosto 1620 per Manfredonia fu l'inizio di una sanguinosa agonia durata tre giorni. Sbarcati da
56 galee i Turchi, piegata ogni resistenza, saccheggiarono e incendiarono chiese, abitazioni, edifici, archivi e
asportarono ogni bene. Di Manfredonia sveva e angioina restava, oltre il Castello e le mura, ben poco.
Manfredonia, che sul finire del 1500 contava circa 3500 abitanti, si ridusse, verso la metà del 1600, a 350
fuochi, ossia a 1750 abitanti. Il volto odierno del nucleo antico è in gran parte quello della lenta ricostruzione
dopo quel tragico 1620.

Provvidenziale fu l'opera illuminata dell'arcivescovo Card. Orsini, che divenne poi papa Benedetto XIII. Molti
gli edifici che ricordano questa ferma volontà di rinascita: la Cattedrale ricostruita sull'originale Duomo
angioino dedicato a San Lorenzo vescovo di Siponto a ricordo della visita di Giovanni XXIII, il campanile, il
Seminario, le chiese con gli annessi conventi di San Benedetto, di S. Chiara, di S. Maria delle Grazie, di S.
Francesco, che conserva, fra le arcate gotiche, una pregevole "Natività" di Berardino e Giulio Licino.

Un esempio di sovrapposizioni di epoche e di stili è nella chiesa di San Domenico che conserva la facciata
romanica e resti dell'antica struttura gotica, come il grande arco sul mare e la Cappella della Maddalena con
monofora murata ed affreschi del '300, fra cui l'albero genealogico di Maria col Bambino. Attiguo è il convento
dei Domenicani con l'arioso colonnato a loggetta, attuale sede municipale.

Di particolare interesse il sobrio ed elegante barocco degli edifici e delle chiese, come i palazzi delle famiglie
Delli Santi, Delli Guanti, il convento dei Celestini (restaurato ed ora sede dell'Auditorium).

Tutt'intorno, fra vicoli e viuzze, si susseguono casupole in pietrame o in tufi, costituite dal solo pianterreno e dal
tetto a terrazza, o sopraelevazioni ad un piano con mugnali, scale esterne e bianchi intonaci di calce.

All'incalzare del nuovo resistono vecchie case di pescatori, piccole botteghe di artigiani, sottani per abitazioni,
atrii e cortili schiamazzanti di giochi di bambini. Via San Lorenzo, via Maddalena, Pertuso del Monaco,
Spiaggia Diomede, Arco Boccolicchio. Qui la vita conosce serenità e amarezza, lutti e rimpianti.

Devastata dai Turchi, dopo una decadenza durata secoli, agli inizi dell'800, Manfredonia, contenuta entro la
cerchia antica, contava ancora 5000 abitanti. Viveva dei prodotti dell'agricoltura, della pesca e dell'allevamento
del bestiame.

Migliorate però le vie di comunicazione, potenziato il porto, favorito il commercio, comincia lentamente la sua
ascesa.

Gran parte delle mura vengono abbattute o inglobate nelle nuove costruzioni, che si espandono oltre la cinta,
fino a costituire nuovi quartieri. L'esplosione demografica ed edilizia diventa più rilevante nel secondo
dopoguerra, favorita dal pieno sviluppo industriale e commerciale degli ultimi anni. Ora i nuovi e moderni
rioni, con le recenti lottizzazioni, comprimendo il nucleo antico, hanno dilatato la periferia della città, operando
in congiungimento con il Lido balneare di Siponto che è la spiaggia di Manfredonia.

Il vecchio e il nuovo, l'antico e il moderno costituiscono il segno di questa città in continuo fermento, aperta a
rapidi collegamenti con le principali reti autostradali, ferroviarie e marittime. Spinta alla specializzazione
industriale e terziaria, ha saputo dar vita ad una flotta peschereccia tra le più nutrite e attrezzate del basso
Adriatico.

I costruttori di barche e i pescatori, l'acqua e il mare, un mare


spesso difficile e amaro, rappresentano ancora la vera anima di
questa città dinamica, che, pur gravitando sul porto nel quale è
notevolmente cresciuto il movimento navale, conserva l'antico
equilibrio fra mare e terra.

Pescatori e agricoltori, commercianti e artigiani, operai e addetti al


turismo, liberi professionisti, impiegati e insegnanti, determinano
insieme il nuovo clima culturale e cittadino. Notevolmente
cresciuto è il contesto culturale con la presenza di scuole di ogni
ordine e grado e di varie istituzioni culturali. Anche l'artigianato
artistico trova valide espressioni in tradizionali botteghe.

Sono forme e colori che si riscontrano nella vita di ogni giorno, tra i vicoli e nelle bianche cale, sulle spiagge
interminabili o sugli orizzonti luminosi del mare e della piana, nelle grotte o sugli scogli, nel verde del grano e
degli ulivi secolari o tra le siepi di fichidindia e i campi vasti di asfodeli.

Colori e luce che fanno di Manfredonia una città solare e un brillante centro turistico, luogo di sosta e di
partenza di turisti per la scoperta delle stupende bellezze dei paesi e delle coste garganiche fino ai laghi di
Lesina e di Varano e alle Isole Tremiti, incantevoli come un miraggio, o per i monti o le doline dell'aspro
paesaggio interno, dove la Foresta d'Umbra, suscita ricordi panici; o di pellegrini del mondo per l'antichissimo
Santuario nella grotta di San Michele a Monte S. Angelo o per quello di San Padre Pio a S. Giovanni Rotondo.

In questa città di relazioni, tra le più importanti della Daunia, il mondo presente vivo o moderno non può
dimenticare l'antico. L'immagine della fabbrica e del lavoro di fabbrica, si fonde con quella più arcaica del
lavoro sul mare e nel porto, nei cantieri e nei campi, dovunque l'uomo di oggi ripeta la fatica degli antichi
abitatori di quella antichissima terra.

Nell'anima costruttiva e razionale affiora la tradizionale religiosità popolare e lo spirito dionisiaco che dà a
Manfredonia una lieta e indimenticabile atmosfera festiva, come quella che si respira durante il Carnevale
sipontino, o nelle feste patronali, nei bar, nel passeggio serale lungo il corso Manfredi, o nelle spiagge affollate
sotto il sole a picco.

Una città che aiuta a trovare nell'equilibrio delle sue varie componenti, il giusto significato dei sentimenti e
delle cose e forse anche il valore stesso del vivere.

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