Sei sulla pagina 1di 5

CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA MECCANICA

Corso del Prof. Manlio BORDONI – A.A 2003-2004


PROVA SCRITTA DI GEOMETRIA DEL 18-12-2003
Esercizio 1. Sia W il sottospazio vettoriale di R3 rappresentato dal sistema lineare
omogeneo 
 kx1 + 2x2 − kx3 = 0

x1 − x2 + 3x3 = 0

 x +x −x =0
1 2 3

(a) Determinare per quale valore del parametro reale k il sistema dato ammette
autosoluzioni, calcolare tali autosoluzioni e dedurne una base di W .
(b) Per il valore di k trovato in (a), determinare equazioni cartesiane ed una base
ortonormale del sottospazio W ⊥ complemento ortogonale di W .  
1
(c) Calcolare il vettore PW (v) proiezione ortogonale su W del vettore v =  −2 .
3
Soluzione.
 
k 2 −k

(a) Il sistema ammette autosoluzioni se e solo se det 1 −1 3  = 8 − 4k = 0
1 1 −1  
 −1 
cioè se e solo se k = 2. Per tale valore di k le soluzioni sono t  2  , per
 
1
  t∈R
−1
cui W ha dimensione 1 ed una sua base è deata dal vettore w =  2 .
1

(b)
 Equazioni
 cartesiane di W si ottengono imponendo che il generico vettore
x1
 x2  ∈ R3 sia perpendicolare a w: si ha dunque una sola equazione −x1 +
x3     
 1 2 
2x2 + x3 = 0, le cui soluzioni sono s  0  + s  1  . Quindi W ⊥ ha
 
1 0
s,s
∈R  
1 2
dimensione 2 ed una sua base è data dai vettori v1 =  
0 , v2 =  1 . Il
1 0
procedimento di Gram–Schmidt dà la base ortogonale
       
1 2 1 1
< v2 , w1 > 2
w1 = v1 =  0  , w2 = v2 − w1 =  1  −  0  =  1  .
< w1 , w1 > 2
1 0 1 −1
Normalizzando si ha la base ortonormale richiesta:
 1   
√ √1
3
w1 2 w2  
u1 = =  0  , u2 = = √1 .
w1  √1 w2  3
2 − √13
2

  1 
−1 3
<v,w>
(c) Risulta PW (v) = <w,w> w = −1−4+3  2  =  − 2 .
1+4+1 3
1 − 13
 
2 0 −1
Esercizio 2. È data la matrice A(3) =  1 2 −1 .
−1 −1 2
(a) Scomporre A nelle sue parti simmetrica ed antisimmetrica.
(b) Verificare che A è invertibile e calcolare la sua inversa A−1 .
(c) Calcolare A2 .
(d) Detto T : R3 −→ R3 l’operatore associato alla matrice A, determinare se T è
diagonalizzabile oppure no.

Soluzione.
 
2 1
2 −1
(a) La parte simmetrica di A è A+2 A =  12 2 −1 ; la parte antisimmetrica
t

  −1 −1 2
0 −2 0
1
A−t A
di A è 2 = 12  0 0 .
0 0 0
(b) A è invertibile
 in quanto risulta detA = 5 = 0 e la sua inversa è A−1 =
3 1 2 
5 5 5
 −1 3 1 .
5 5 5
1 2 4
5 5 5  
5 1 −4
(c) Risulta A2 = A · A =  5 5 −5 .
−5 −4 6
(d) L’equazione
√ √
caratteristica det(A−λI) = −λ3 +6λ2 −10λ+5 = 0 dà gli autovalori
1, 5−2 5 , 5+2 5 . Pertanto T : R3 −→ R3 è diagonalizzabile in quanto ammette tre
autovalori reali e distinti.

Esercizio 3. Nel piano sono date le due rette parallele

r : 2x − y − 2 = 0 , r : 2x − y − 12 = 0.

(a) Determinare l’equazione cartesiana della retta r che divide a metà la striscia
di piano compresa fra r ed r. 
4
(b) Verificato chei il punto H appartiene ad r , scrivere l’equazione della retta
1
s passante per H e perpendicolare ad r, r , r , e calcolare le coordinate dei punti
A = r ∩ s e B = r ∩ s.
(c) Determinare su r il punto C di ascissa positiva e tale che l’area del triangolo
di vertici A, B, C valga 25.
(d) Scrivere l’equazione cartesiana della circonferenza di centro C e tangente alle
rette r, r .
3

Soluzione
(a) La retta r è costituita dai punti medi dei segmenti aventi un estremo su r e
l’altro su r ed è 
parallela
 ad r, r . Per trovarla, prendiamo un punto
 apiacere su
1 6
r, per esempio R , ed un punto a piacere su r , per esempio R : il punto
0   0
7
medio del segmento che li unisce è M 2 , quindi r ha equazione 2(x − 72 ) −
0
1(y − 0) = 0 cioè 2x − y − 7 = 0.
(b) H ∈ r in quanto le coordinate di H soddisfanno l’equazione di r : 8-1-7=0.
La retta s ha equazione −1(x − 4) − 2(y − 1) = 0 ossia x + 2y − 6 = 0. Le coordinate
di A =
 r ∩ s si ottengono risolvendo il sistema formato dalle equazioni di red s e
2 6
sono ; analogamente si trova che le coordinate di B = r ∩ s sono .
2 0
  

x=t t
(c) Equazioni parametriche di r sono . Detto C(t) ≡ il
y = 2t − 7 2t − 7
 
2 6 t
punto mobile su r , deve risultare 12 |det  2 0 2t − 7  | = 25 ossia |10t − 40| =
1 1 1  
9
50 per cui deve essere 10t − 40 = 50, che dà t = 9 ed il punto C1 , oppure
  11
−1
10t − 40 = 50, che dà t = −1 ed il punto C2 . Quindi il punto richiesto è
−9
C = C1 .
(d) La circonferenza richiesta ha raggio uguale alla distanza di C da r (o da r ):

|18 − 11 − 2| 5 √
d(C, r) = √ =√ = 5
4+1 5

e quindi la sua equazione è (x−9)2 +(y −11)2 = 5 cioè x2 +y 2 −18x−22y +197 = 0.

Esercizio 4. Nello spazio sono date le rette


 
x−y =0 2x + z − 1 = 0
r: ed s: .
x−z =0 y=0

(a) Verificare che r ed s sono sghembe.


 con r orientata secondo le x crescenti ed s
(b) Calcolare il coseno dell’angolo rs
orientata secondo le x decrescenti.
(c) Determinare le coordinate di un vettore n che sia perpendicolare sia ad r che
ad s.
(d) Determinare le equazioni cartesiane dei piani (paralleli tra loro) α e α contenenti
rispettivamente r ed s e perpendicolari ad n. Calcolare la distanza fra α e α .
4

Soluzione
 
1 −1 0 0
 1 0 −1 0 
(a) Le rette r ed s sono sghembe in quanto risulta det  = 1 = 0.
2 0 1 −1
  0 1 0 0
1
(b) Un vettore direttore di r è v =  1  ed il versore che dà l’orientazione di r
 1  1  

3 1
 
secondo le x crescenti è r =  √13 . Un vettore direttore di s è w =  0  ed il
√1 −2
3  1 
− √5
versore che dà l’orientazione di s secondo le x decrescenti è s =  0 . Risulta
√2
5
 =< r, s >= − √115 +
dunque cosrs √2 = √1 .
15 15  
i 1 1
(c) Un vettore v perpendicolare ad r ed s è per esempio n = v∧w = det  j 1 0  =
k 1 −2
−2i + 3j − k.
(d) Il fascio di piani di asse r ha equazione x−y+k(x−z)
 = 0
cioè (1+k)x−y−kz = 0
1 + k −2
e la condizione di perpendicolarità con n è rg −1 3  = 1 che dà k = − 13 ,
−k −1
pertanto α ha equazione x − y − 3 (x − z) = 0 cioè 2x − 3y + z = 0. Il fascio di piani
1

di asses ha equazione
 2x + hy + z − 1 = 0 e la condizione di perpendicolarità con
2 −2
n è rg h 3  = 1 che dà h = −3, quindi α : 2x − 3y + z − 1 = 0. La distanza
1 −1
tra α ed α è uguale alla distanza di un qualsiasi punto di α, per esempio l’origine
O, da α :
| − 1| 1
d(α, α ) = d(O, α ) = √ =√ .
4+9+1 14

Esercizio 5. Sia L : Rn −→ Rm un’applicazione lineare.


(a) Dare la definizione di KerL (nucleo di L) e dimostrare che KerL è un sottospazio
vettoriale di Rn .
(b) Enunciare e dimostrare il teorema della nullità più rango.

Soluzione
(a) Il nucleo di L è l’insieme dei vettori Rn che sono portati da L nel vettore nullo
di Rm :
KerL = {v ∈ Rn | L(v) = 0} .
KerL è un sottospazio vettoriale di Rn in quanto è chiuso rispetto alla somma di
vettori ed al prodotto di un vettore per uno scalare. Infatti risulta:
5

• se v1 , v2 ∈KerL, cioè L(v1 ) = 0 e L(v2 ) = 0, si ha L(v1 +v2 ) = L(v1 )+l(v2 ) = 0


cioè v1 + v2 ∈KerL;
• se c ∈ R e v ∈KerL, cioè L(v) = 0, si ha L(cv) = cL(v)0 cioè cv ∈KerL.
(b) Il teorema della nullità più rango afferma che dim(KerL)+dim(ImL)=n. Infatti
detta A la matrice di L rispetto alle basi canoniche, il nucleo di L è rappresentato
dal sistema lineare omogeneo di m equazioni in n incognite di matrice A ed ha
dunque ∞n−k soluzioni, cioè ha dimensione n − k, ove k indica il rango di A. Le
colonne di A danno poi un sistema di generatori dell’immagine di L, di cui proprio
k sono indipendenti, cioè l’immagine di L ha dimensione k. Pertanto sommando le
dimensioni del nucleo e dell’immagine di L si ottiene n.

Esercizio 6. Nello spazio euclideo


 sono
 dati il piano α : ax + by + cz+ d = 0 e la
x0 &
retta r passante per il punto P0 y0 e di parametri direttori m .
  
z0 n
r.
(a) Scrivere e dimostrare la formula che dà il seno dell’angolo α
(b) Scrivere e dimostrare quali sono le formule che danno le equazioni cartesiane
della retta s passante per P0 e perpendicolare ad α.

Soluzione
|a +bm+cn|
αr = √
(a) sen r è il complementare dell’an-
. Infatti l’angolo α
(a2 +b2 +c2 )( 2 +m2 +n2 )
   
a &
 ove n ≡  b  è un vettore perpendicolare ad α e v ≡  m  è un vettore
golo nv
c n
direttore di r. Risulta quindi senαr = cos( 2 − α
π
 = |<n,v>|
r) = | cos nv| n·v donde la
formula scritta. Il valore assoluto interviene in quanto l’angolo α r è acuto oppure
ottuso ma minore di un angolo piatto, per cui il suo seno è sempre positivo.
(b) Equazioni cartesiane della retta
 s passante  per P0 e perpendicolare ad α si
x − x0 a
ottengono imponendo che sia rg y − y0 b  = 1. Infatti basta prendere come

z − z0 c
parametri direttori di s le coordinate del vettore n di cui sopra.