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CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA MECCANICA – A.A.

2006-2007
PROVA SCRITTA DI GEOMETRIA DEL 5-12-06
Corsi dei Proff. M. BORDONI, A. CARFAGNA
Esercizio 1. In R4 sono dati i vettori

v1 = t ( 1 0 1 −1 ) , v2 = t ( 0 −1 2 1 ) , v3 = t ( 1 2 −3 −3 ) .

(a) Determinare la dimensione ed equazioni cartesiane del sottospazio W generato


da v1 , v2 , v3 .
(b) Determinare una base ortonormale di W .
(c) Scrivere equazioni cartesiane del complemento ortogonale W ⊥ di W .
(d) Determinare la proiezione ortogonale su W del vettore v = t ( 6 1 1 1 ).

Soluzione
(a) La matrice formata dai vettori dati ha rango 2 e quindi v1 , v2 , v3 sono linear-
mente dipendenti, mentre ad esempio v1 , v2 sono indipendenti. Pertanto W ha
dimensione 2 e v1 , v2 costituiscono una sua base. Equazioni cartesiane di W si
ottengono imponendo che
 
x1 1 0
x 0 −1 
rg  2  = 2.
x3 1 2
x4 −1 1
Annullando gli orlati del minore evidenziato in grassetto si ottengono le equazioni
richieste, che sono:

x1 − 2x2 − x3 = 0 , x1 + x2 + x4 = 0.

(b) Il procedimento di Gram-Schmidt dà la base ortogonale


1t
w1 = v1 , w2 = t ( 0 −1 2 1) − (1 0 1 −1 ) = t ( − 13 −1 5
3
4
3 ).
3
Normalizzando si ottiene la base ortonormale richiesta:
w1 w1 
u1 = = √ = t √13 0 √13 − √13
w1  3
w2 w2 √ √ √ √
u2 = =√ = t ( −1/ 51 −3/ 51 5/ 51 4/ 51 ) .
w2  51/3

(c) W ⊥ ha equazioni date da x, v1  = 0 , x, v2  = 0, ove x indica il generico


vettore di R4 , quindi esse sono:

x1 + x3 − x4 = 0 , −x2 + 2x3 + x4 = 0.

(d) La formula della proiezione dà (si ricordi di usare una base ortogonale di W !)

v, w1  v, w2 
PW (v) = w1 + w2 = 2w1 + 0w2 = t ( 2 0 2 −2 ) .
w1 , w1  w2 , w2 
2

Esercizio 2. E’ dato l’operatore F : R3 −→ R3 definito dalle equazioni


   
x1 3x1 − 9x3
F  x2  =  3x2 
x3 kx1 − 3x3
(a) Calcolare per quale valore di k si ha dim(ImF )=2.
Posto poi k = 1:
(b) Determinare una base di ImF ed una base di KerF .
(c) Calcolare gli autovalori e gli autovettori di F e dire se l’operatore è diagonaliz-
zabile.  
6
−1  
(d) Determinare, se esiste, F 6 .
2
Soluzione
(a) La dimensione dell’immagine di F è 2 se e solo se la matriceA di F ha rango 2,
cioè se e solo se  
3 0 −9
det  0 3 0  = 3(−9 + 9k) = 0, che dà k = 1.
k 0 −3
(b) Per k = 1 una base di ImF è data dai primi due vettori colonna della matrice
A:    
3 0
v1 = 0 , v2 = 3  .
  
1 0
Il nucleo di F ha equazioni date dal sistema lineare omogeneo
3x − 9x = 0 , 3x2 = 0 , x1 − 3x3 = 0,
 1 3  
 3  3
le cui soluzioni sono s 0  , pertanto KerF ha base 0 .

 
1 s∈R
1
(c) L’equazione caratteristica di F :
 
3−λ 0 −9
det  0 3−λ 0  = λ2 (3 − λ) = 0
1 0 −3 − λ
dà gli autovalori λ1 = λ2 = 0, λ3 = 3 cui corrispondono gli autospazi
     
 3   0 
E(0) = s  0  ed E(3) = s  1  .
   
1 s∈R
0 s ∈R
L’operatore F non è diagonalizzabile in quanto l’autovalore λ = 0 ha molteplicità
geometrica
 1,diversa dalla sua molteplicità algebrica che è 2.
6
(d) F −1  6  si ottiene risolvendo il sistema 3x1 −9x3 = 6 , 3x2 = 6 , x1 −3x3 = 2
2      
6  2 3 
e quindi risulta F −1  6  =  2  + s  0  .
 
2 0 1 s∈R
3
     
−1 2 6
Esercizio 3. Nel piano sono dati i punti A ,B ed il vettore v ≡ .
1 3 4
(a) Determinare equazioni parametriche e cartesiana della retta r passante per A e
perpendicolare a v.
(b) Calcolare le coordinate del punto C di ordinata negativa, appartenente alla
retta r e tale che il triangolo ABC abbia area 13
2 .
(c) Determinarere l’equazione cartesiana della circonferenza passante per A, B, C.

Soluzione
 
−4
(a) La retta r ha parametri direttori proporzionali alla coppia , per esempio
6
 = −2, m = 3 per cui sue equazioni parametriche sono x = −1 − 2t, y = 1 + 3t.
Equazione cartesiana
 di rè 3(x + 1) + 2(y − 1) = 0, cioè 3x + 2y+ 1 = 0.  
−1 − 2t −→ 3 −→ −2t
(b) Detto C ≡ il punto mobile su r, risulta AB ≡ e AC ≡
1 + 3t 2 3t
  
9+4 0
e la condizione sull’area dà 12 det = 13
2 da cui si ricavano i
0 4t + 9t2
2
 
1
valori t = ±1. Il punto richiesto è C ≡ , corrispondente a t = −1.
−2
(c) Poiché il triangolo ABC è rettangolo in A,  la circonferenza
   circoscritta ha centro
2+1 3
nel punto medio dell’ipotenusa BC, M ≡ 2
3−2 = 2
1 , e raggio uguale alla
√ 2 2
metà dell’ipotenusa stessa, 12 BC = 226 . Pertanto la circonferenza richiesta ha
 2  2
equazione x − 32 + y − 12 = 26 4 ossia x2 + y 2 − 3x − y − 4 = 0.
 
1
Esercizio 4. Nello spazio sono dati il punto A  −1  ed il piano α : x − z + 5 = 0.
0
(a) Determinare l’equazione cartesiana del piano α per A e parallelo ad α.
(b) Determinare equazioni parametriche e cartesiane della retta n passante per A
e perpendicolare ad α.  
1
(c) Determinare le coordinate dei vettori perpendicolari al vettore v ≡  1  e
2
paralleli al piano α.
(d) Calcolare la distanza di A dalla retta s intersezione del piano α col piano
β : x + y − z + 5 = 0.

Soluzione

(a) Il fascio improprio di piani paralleli ad α ha equazione x − z + k = 0, k ∈ R.


La condizione di passaggio per A dà k = −1, per cui si ha α : x − z − 1 = 0.
(b) La retta n ha parametri direttori proporzionali ai coefficienti di giacitura del
piano α, quindi sue equazioni parametriche sono x = 1 + t, y = −1, z = −t; elimi-
nando il parametro t si ottengono le equazioni cartesiane x + z − 1 = 0, y + 1 = 0.
4
 

(c) Detto w ≡  m  il vettore richiesto, le condizioni w ⊥ v e w//α danno
n
 + m + 2n = 0,  − n = 0. Le soluzioni di questo
 sistema lineare omogeneo danno
1
i vettori richiesti, che sono infiniti: w ≡ ρ  −3  , ρ ∈ R.
1
(d) La retta s ha equazioni cartesiane x − z + 5 = 0, x + y − z + 5 = 0 da cui si
ricavano i suoi parametri direttori  = 1, m = 0, n = 1. Il piano π passante per A e
perpendicolare ad s ha equazione 1(x−1)+0(y +1)+1(z −0) = 0 cioè x+z −1 = 0.
Il punto H = s ∩ π ha coordinate  che si ottengono risolvendo il sistema costituito
−2 √
dalle equazioni di s e π e sono  0 . Risulta allora d(A, s) = AH = 19.
3

Esercizio 5. Sia L : Rn −→ Rm un’applicazione.


(a) Scrivere le condizioni sotto le quali L è un’applicazione lineare e dare, in tal
caso, la definizione di nucleo e di immagine di L.
(b) Enunciare e dimostrare il teorema della nullità più rango.

Soluzione
(a) L’applicazione L è lineare se verifica le condizioni

L(v + v ) = L(v) + L(v ) e L(cv) = cL(v) ∀v, v ∈ Rn , ∀c ∈ R.

Il nucleo di L è l’insieme dei vettori di Rn trasformati da L nel vettore nullo di Rm :

KerL = {v ∈ Rn | L(v) = 0 ∈ Rm } .

L’immagine di L è l’insieme dei vettori di Rm che provengono, tramite L, da almeno


un vettore di Rn :

ImL = {w ∈ Rm | ∃v ∈ Rn tale che L(v) = w} .

(b) Il teorema della nullità più rango afferma che

dim(KerL) + dim(ImL) = n.

Infatti, detta A(m,n) la matrice che rappresenta L rispetto a due basi qualsiasi di
Rn ed Rm , per esempio le basi canoniche, le colonne di A rappresentano un insieme
di generatori di ImL; fra essi ce ne sono tanti quanti rg(A) linearmente indipen-
denti e che dunque costituiscono una base di ImL, pertanto è dim(ImL)=rg(A).
D’altra parte, il nucleo di L è l’insieme delle soluzioni del sistema lineare omogeneo
A(m,n) X(n,1) = 0(m,1) , che ammette, per il teorema di Rouchè-Capelli, ∞n−rg(A)
soluzioni e quindi dim(KerL)=n−rg(A) (ove si intenda che quando risulta rg(A)=n
il sistema ammette la sola soluzione nulla e quindi dim(KerL)=0). Sommando le
dimensioni di nucleo ed immagine, si ha l’enunciato.
5
 

Esercizio 6. Siano dati la retta r di parametri direttori  m  ed il piano π :
n
ax + by + cz + d = 0.
(a) Scrivere
 e dimostrare
 la formula che dà il seno dell’angolo rπ.
ˆ
x0
(b) Sia P0  y0 . Scrivere e dimostrare quali sono le equazioni della retta passante
z0
per P0 e perpendicolare a π.

Soluzione
   
 a
(a) Detto v ≡  m  un vettore direttore di r e considerato il vettore n ≡  b 
n c
perpendicolare al piano π, l’angolo rπ ˆ = vn.
ˆ è il complementare dell’angolo rn ˆ
|v,n|
ˆ = |cos(π/2 − rn)
Risulta pertanto senrπ ˆ | = |cosvn|
ˆ = v · n da cui la formula:

|a + bm + cn|
ˆ =
senrπ
(a + b2 + c2 )(2 + m2 + n2 )
2

ove il valore assoluto dipende dal fatto che tutti gli angoli in considerazione sono
minori di 180˚ ed hanno quindi seno ≥ 0.
(b) Una retta è perpendicolare al piano π se e solo se è parallela al vettore n, quindi
se e solo se ha parametri direttori uguali (o proporzionali) alle coordinate di n, e
perciò sue equazioni cartesiane si ottengono ponendo
 
x − x0 a

rg y − y0 b  = 1.
z − z0 c