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- CAPITOLO 5 -

STRUTTURE IN CALCESTRUZZO ARMATO

5.1 Caratteristiche dei materiali

Elementi costitutivi del calcestruzzo armato (volgarmente detto cemento armato), sono
appunto il calcestruzzo (cls) e lacciaio.
Il cls un materiale avente una buona resistenza a compressione ma una pessima resistenza a
trazione. Mediamente la resistenza a trazione un decimo di quella a compressione.
Cls molto usato quello avente una resistenza a compressione
c = 300kg / cm 2 = 30 N / mm 2 . Attualmente si possono confezionare cls aventi resistenze a

compressione c 1000kg / cm 2 .
La Normativa impone di non considerare la resistenza a trazione del cls nei calcoli statici.
Tutta la trazione deve essere assorbita dallacciaio. Questo sia per il basso valore di tale
resistenza, sia per la fragilit del cls. Infatti la rottura del cls di tipo fragile, con cedimento
immediato dellelemento teso. Lacciaio, al contrario, ha un comportamento duttile;
sottoposto a trazione presenta una elevata deformabilit prima di giungere a rottura. Tale
deformabilit variabile a seconda del tipo di acciaio.
Lacciaio per cls armato, in Italia, commercializzato e normalizzato in due tipi: FeB44K e
FeB38K. Si tratta di barre dacciaio ad aderenza migliorata, ossia aventi una superficie scabra
che garantisce laderenza col cls. Non sono invece pi utilizzati lFeB32K e FeB22K aventi
superficie liscia. Attualmente in Italia si utilizza quasi esclusivamente lFeB44K.
La sigla sta per Fe = ferro, B = beton (ossia per cls), 44K = resistenza caratteristica a
snervamento espressa in kg / mm 2 , ossia 4400 kg / cm 2 .
La duttilit dellacciaio decresce allaumentare della resistenza. Attualmente per in Italia
vengono realizzati acciai FeB44K aventi duttilit simile a quella del FeB38K con una
resistenza caratteristica a snervamento maggiore di 5000 kg / cm 2 , dato che poi il nostro
acciaio viene esportato in tutta Europa, dove richiesta tale resistenza. In Italia ci si attiene
sempre e comunque ad una resistenza di 4400 kg / cm 2 .

Cls e acciaio hanno coefficienti di dilatazione quasi uguali: cls 1,1 * 10 5 ,

acciaio 1,2 * 10 5 .
Il cls viene per prima cosa classificato secondo classi di resistenza caratteristica Rck ( f ck ,cube ),

variabile da 250 kg / cm 2 in su. Viene poi individuata una classe di consistenza, legata alla
lavorabilit del materiale, determinata tramite vari tipi di prove; le pi comuni sono la prova
di slump (misura dellabbassamento, sotto il peso proprio, di un cono di materiale) e con
consistometro Vebe (con piano vibrante). Tale prestazione indispensabile per avere un cls
lavorabile. La lavorabilit funzione del contenuto dacqua dellimpasto; maggiore il
contenuto dacqua maggiore la lavorabilit. La resistenza finale del cls per inversamente
proporzionale al contenuto dacqua; maggiore lacqua utilizzata, minore in generale la
resistenza del cls, a parit delle altre condizioni. Per questo vengono utilizzati gli additivi
fluidificanti o superfluidificanti, che permettono un minor utilizzo di acqua per ottenere una
medesima lavorabilit.
Altro fattore importante il diametro massimo degli aggregati, funzione del tipo di
costruzione e dellinterferro minimo.

5.2 Il metodo delle tensioni ammissibili

Il metodo di calcolo delle tensioni ammissibili, consiste nel controllo delle tensioni che
scaturiscono con i carichi desercizio.
Le tensioni massime sono stabilite dalla Normativa (decreto del ministero dei lavori pubblici)
e non permesso superarle in esercizio. Sono fornite le massime tensioni che il cls e lacciaio
possono raggiungere nelle condizioni di esercizio, con carichi permanenti e accidentali
variabili a seconda della destinazione duso delledificio. Tali tensioni sono funzione del tipo
di acciaio e della classe di appartenenza del cls.
Rck 150
Per il cls c , am = 60 + [ kg / cm 2 ] mentre per quanto riguarda lacciaio (fig. 5.01)
4

FeB 44 K s ,am = 2600 Kg


cm 2
FeB38 K s ,am = 2200 Kg
cm 2

FIGURA 5.01 Grafico sforzo deformazione acciai


Per applicare tale metodo si devono fare alcune ipotesi.
1) Calcestruzzo elastico. Nel tratto di grafico considerato lineare vale la legge di Hook
c = Ec c

FIGURA 5.02 Grafico sforzo deformazione cls

2) Acciaio elastico s = E s s legge di Hook

FIGURA 5.03 - Grafico sforzo - deformazione acciaio

3) Sezioni piane anche dopo la deformazione (De Saint Venaint)


4) Perfetta aderenza acciaio-cls (grazie alladerenza migliorata con lintroduzione delle
nervature, questipotesi stata resa ancora pi vera)
5) Resistenza a trazione del cls nulla: f ct = 0
5.3 La compressione semplice. Il pilastro

FIGURA 5.04 Schema struttura

Il pilastro sottoposto quasi esclusivamente a forze di compressione quindi si potrebbe


evitare lutilizzo dei ferri. Vari fattori quali la forza del vento, lazione di sismi o la non
perfetta centralit del carico potrebbero per provocare linstaurarsi di forze di trazione. Per
questi e altri motivi la Normativa impone il posizionamento di un armatura minima anche
negli elementi semplicemente compressi.
Sottoposto ad una azione assiale N, il pilastro si abbassa di un tratto l (fig. 5.05). Dato che
vale lipotesi di perfetta aderenza acciaio-cls vale che:
c s Es
l = c h = s h c = s = s = c = n c
Ec Es Ec
N
con c = e n = coefficiente di omogeneizzazione
A

FIGURA 5.05 Deformazione sotto sforzo del cls

Dato che ES = 2100000 kg / cm 2 , Ec = 18000 Rck kg / cm 2 , utilizzando un


Rck = 300kg / cm 2 si otterrebbe un n 7 . La normativa pone invece n=15.
Questo si spiega col fatto che il cls, causa la sua viscosit, tende a deformarsi nel tempo se
sottoposto a carico costante (fig. 5.06), mentre lacciaio no. Al crescere di tali deformazioni e
Es
per effetto delle stesse lacciaio viene ad essere sempre pi caricato e si avr s > c.
Ec

FIGURA 5.06 Grafico deformazione-tempo del cls

5.3.1 Verifica:

La verifica si conduce al piede del pilastro, considerando anche il peso proprio del pilastro
stesso, come incremento del carico assiale N.

N = Ac c dAc + s As = c Ac + s As = c ( Ac + nAs ) dato che c = cos t e s = cos t

N N
c = = 0,7 c , am
Ac + nAs Aid

La riduzione del 30% del valore della tensione ammissibile imposto dalla normativa vista
limportanza dellelemento strutturale stesso; se collassa un pilastro collassa lintera struttura.
Per lacciaio s = n c s , am .

5.3.2 Progetto:

Stabiliti i materiali da utilizzare (es. Rck=350 e FeB44K), nota lazione assiale N sul pilastro,
si procede al dimensionamento dello stesso.
Dimensioni minime per Normativa:
N
1) As 0,8% Ac , n ; Ac , n = ( Ac , n area di cls strettamente necessaria)
0,7 c , am

2) 0,3% Ac As 6% Ac ( Ac area di cls effettiva; consigliato As 1% 2% Ac )


3) Per le sezioni quadrate e rettangolari minimo 4 ferri
4) Per le sezioni circolari minimo 6 ferri
5) Il diametro dellarmatura longitudinale, l 12mm

6) Staffe obbligatorie con diametro st 1 l


4
7) Il copriferro minimo 2cm
8) Il passo p delle staffe non deve superare la dimensione di 15 volte il diametro dei ferri
longitudinali e deve essere comunque inferiore a 25 cm.

Il valore p 15 l deriva da un problema di instabilit dei ferri longitudinali (fig. 5.07 e 5.08).

FIGURA 5.07 Staffe in un pilastro sottoposto a compressione semplice


l0 p
= l0 =
min 2

J l4 4
min = = = l
A 64 l2
4

p 4
= 30 p 15 l
2 l

FIGURA 5.08 Diagramma sforzo-snellezza

Predimensionamento:

Aid = Ac + nAs = Ac + n s Ac = Ac (1 + n0.8 0 0 )


N
0.7 c
N
Ac
(1 + 15 0,008) 0.7 c , am

As s ,min Ac ,min

Nonostante il problema sia raro nei pilastri in CA, si deve sempre controllare la verifica di
stabilit.
Per normativa deve essere < 50 .

l0 J min l l l0
= ; min = = min = 0 12 < 50 l min > 12
min Ac 12 l min 50

Se il pilastro alto h=310 cm, l0 = h (incernierato ai due estremi)

310
l min > 12 = 21,5cm
50
5.3.3 Esercizio:

N = 50000kg h = 300cm
Rck = 250 kg 2 FeB 44 K
cm
c , am = 85 kg 2 s , am = 2600 kg
cm cm 2

50000
Ac ,min = = 750,3cm 2
0,7 85(1 + 15 0,008)
B= Ac ,min = 27,4cm 30cm
As ,min = 0,008 Ac ,min = 6,00cm 2 414 As = 6,16cm 2

50000 + 2500 0,3 2 3


c = = 51,1 kg 2 < 0,7 c ,am = 59,5 kg 2
900 + 15 6,16 cm cm

s = 15 c = 765,9 kg < 2600 kg


cm 2 cm 2

As
0,003 = 0,0068 0,06
Ac

FIGURA 5.09 Armatura pilastro

l
p st ,min = 15 l = 21cm p st = 20cm st ,min = = 3,5mm st = 6mm
4
FIGURA 5.10 Particolare staffa

5.4 Il pilastro cerchiato

Se il carico sul pilastro si fa molto elevato, come ad esempio alla base di una palazzina, le
dimensioni dello stesso possono diventare notevoli. Ci si scontra spesso con lesigenza di
contenere gli ingombri. Si possono contenere le dimensioni del pilastro usando la tecnica
della cerchiatura.

5.4.1 Resistenza con sollecitazione monoassiale o pluriassiale

Nella prova di compressione monoassiale, il provino di cls viene posto tra i piatti di una
pressa e portato a rottura. Il provino un cubo oppure un cilindro con h D (fig. 5.11).

FIGURA 5.11 Provini in cls


Sottoposto a compressione il provino tende a dilatarsi lateralmente (fig. 5.12), ma lattrito tra i
piatti della pressa e le facce del provino, impedisce tale deformazione. In tali condizioni, il
provino di cls, si trova in una condizione di sforzo non pi monoassiale, ma triassiale nelle
zone adiacenti le facce compresse; allincirca leffetto si estende ad un tratto pari al lato del
cubo, su ognuna delle due facce. Quindi lintero provino ne risente.

FIGURA 5.12 Prova di compressione monoassiale in un provino cubico

Come si nota dalla fig. 5.13, che rappresenta una condizione di sforzo biassiale, avendo
1 0 e 2 0 , il provino presenta una resistenza maggiore che non avendo, ad esempio
1 0 e 2 = 0 .

FIGURA 5.13 Resistenza del cls con sollecitazione biasciale

Avendo una condizione di sforzo triassiale lincremento della resistenza sar ancor maggiore.
Se si vuole avere la resistenza a compressione monoassiale effettiva, si deve utilizzare un
provino abbastanza alto da non risentire, nella zona centrale, degli effetti sulle due facce di
estremit.
Per questo la normativa europea fa riferimento a provini cilindrici con altezza maggiore o
uguale a due volte il diametro. La normativa distingue i risultati ottenuti dalle due prove in
questo modo:
prova di resistenza su provini cubici f ck ,cube ( Rck in Italia)

prova di resistenza su provini cilindrici f ck = 0,83Rck per normativa.

La sperimentazione ha mostrato che 1u = f c + 4,1 0 , dove 1u la sollecitazione di ultima


rottura (fig. 5.14).

FIGURA 5.14 Sollecitazione di tipo cilindrico, o triassiale

5.4.2 Il pilastro cerchiato

La teoria sopra esposta si applica praticamente per ottenere pilastri a maggire resistenza.
Otterremmo questo risultato se ad esempio gettassimo il cls del pilastro, in un tubo dacciaio.
Impedendo la dilatazione laterale del cls si ottiene lo stesso effetto che applicando una
pressione radiale al pilastro.
Per vari motivi, tra cui senzaltro la pessima resistenza al fuoco dellacciaio, non si realizzano
normalmente in questo modo il pilastri cerchiati.
Si realizzano invece disponendo un fascio di ferri longitudinali, fittamente distribuiti su di un
tracciato periferico circolare e racchiudendo poi questultimi con un ferro a spirale (fig. 5.15).
FIGURA 5.15 Esempio di cerchiatura di un pilastro (G. Toniolo, Elementi strutturali ca)

Dn = diametro del nucleo cerchiato

f r = pressione radiale del cls sullacciaio


s = f sy = tensione di snervamento dellacciaio
s = passo dellelica
t id = spessore del tubo equivalente

FIGURA 5.16 Effetto arco in un pilastro cerchiato

Per lequilibrio (fig. 5.16) si ha

f r ,max Ast
Dn = 2 f sy
s s

fr f r ,max 2 f sy Ast 2 f sy
s = 0,max = = = t id
s s sDn Dn
2 f sy Ast f sy
Resistenza a rottura del pilastro v ,max = f c + 4,1 0,max = f c + 4,1 = f c + 8,2 t id
sDn Dn

Dn2 Dn2 f
Carico ultimo di rottura N u = v ,max = f c + 8,2 sy t id =
4 4 Dn

A = Dn t id

Dn2 Dn2 f sy Dn2 D 2 f sy


= f c + 8,2 t id = f c + 2 f sy A N u = f c n + 2 A
4 4 Dn 4 4 fc

Posto
Dn2
An = area del nucleo
4
Asl = area ferri longitudinali

f sy
Definiamo Aid = An + 2 A + nAsl
fc

Dn
s 5

Limitazioni di normativa Aid 2 An
1
Asl A
2
f sy
Se ad esempio f sy = 4400 kg 2 , f c = 300 kg 2 15 Aid = An + 30 A + 15 Asl
cm cm fc
Dato che la parte di cls esterna allelica di cerchiatura funziona solo da copriferro e non
collabora in alcun modo alla portanza del pilastro, per non sprecare materiale i pilastri
cerchiati vanno realizzati di un certo diametro. In generale da valutare la convenienza di
realizzare un pilastro cerchiato piuttosto di un pilastro normale.
Infatti, ad esempio

D = 25 6,4 = 18,6cm
= 25cm
n
An 272
18,6 2 = = 0,55 (perdo il 45% di area)
st = 12mm An = = 272cm 2 Atot 25 2
4
4
D = 50 6,4 = 43,6cm
= 50cm
n
An 1493
43,6 2 = = 0,76 (perdo il 24% di area)
st = 12mm n
A = = 1493cm 2 Atot 50 2
4
4

5.5 La flessione semplice retta

Le travi sono un classico esempio di elemento strutturale sottoposto a flessione. Come noto il
momento flettente sollecitante genera nella trave un momento resistente che scaturisce da una
coppia interna risultante della distribuzione degli sforzi. Si hanno delle zone tese e delle zone
compresse. Dato che il cls non resiste a trazione, tale sforzo deve essere assorbito dallacciaio
una volta che stata superata la resistenza a trazione del cls (fig. 5.17). La normativa non
tiene conto della seppur bassa resistenza a trazione del cls.

FIGURA 5.17 Tensioni in una trave in CA sottoposta a flessione semplice retta

La resistenza a trazione del cls, misurata con una prova diretta, viene indicata con f ct .
Usualmente si utilizza una resistenza a trazione del cls misurata in maniera indiretta, ossia
portando a rottura il provino per flessione; tale resistenza viene indicata con f ct f ed circa 1-

Mu
2 volte la resistenza diretta f ct f = M u = f ct f W dove M u il momento che porta
W
alla fessurazione del cls (fig. 5.18).
FIGURA 5.18 Zona fessurata di una trave caricata

Sovrapponendo il momento di fessurazione al grafico del momento sollecitante possiamo


individuare il tratto di trave fessurata. Nei nostri calcoli la zona fessurata sar per lintera
lunghezza della trave.
In questo caso la parte compressa quella superiore, mentre quella inferiore tesa (fig. 5.19).
Il calcestruzzo al di sotto dellasse neutro non viene considerato nei calcoli. Si ha sezione
parzializzata.

FIGURA 5.19 Diagrammi degli sforzi ed asse neutro

Nella parte tesa non si considera il calcestruzzo al fine dei calcoli strutturali perch incapace
di assorbire forze di trazione: questi ha lo scopo di aumentare la dimensione del braccio z
quindi la resistenza nonch di proteggere lacciaio teso dal fuoco e dallossidazione.
C = Fs = T
M =Cz =T z

FIGURA 5.20 Zona fessurata di una trave caricata con carico distribuito

Il momento di fessurazione del cls si trova (fig. 5.20) M cr = f ct f Wt .

Nel momento in cui si ha la fessurazione del cls inizia a lavorare larmatura tesa (fig. 5.21); si
ha la parzializzazzione della sezione.

M EJ
y = M = y EJ
EJ r

M y = momento di snervamento

dellacciaio

M cr = momento di fessurazione
del cls

FIGURA 5.21 Momento resistente di una trave

Abbiamo quindi sezione interamente reagente fino a che il cls resiste a trazione, dopo di ch
abbiamo sezione parzializzata, in cui a resistere a trazione lacciaio.
5.5.1 Verifica

Noti

As : area dei ferri tesi

As : area ferri compressi


b : base della trave
H: altezza della trave
d: altezza utile
l
h = + st + c
2

FIGURA 5.22 Nomenclatura convenzionale delle parti della trave

Incognite
c : tensione del cls
s : tensione ferri tesi
s : tensione ferri compressi
x : distanza dellasse neutro dalle fibre superiori
Date le quattro incognite ci servono altrettante equazioni; imponiamo lequilibrio e la
congruenza.
N.B. (vedi figura 5.23)

Manteniamo lipotesi di facce piane e parallele perch consideriamo la sezione fessurata


un istante prima che la fessura compaia.

Localmente viene a mancare lipotesi di perfetta aderenza acciaio cls.

FIGURA 5.23 Fessura dovuta a flessione


Se avessimo
30
Rck = 300 kg 2 f ct 30 kg 2 ct = = 1 10 4
cm cm 300000
( s = 2100000 1 104 = 210 kg cm 2 lacciaio, un istante prima che il cls si fessuri , sta
lavorando molto poco).
2600
Al limite ammissibile lacciaio raggiunge una deformazione s = = 1,2 10 3
2100000
Imponiamo la congruenza delle deformazioni (fig. 5.24) per ottenere le prime due equazioni:

c s c s
= =
x dx x x h

FIGURA 5.24 Diagrammi deformazioni sforzi ottimali

c s
Ec Es Es dx dx
= s = c = n c s ,am
x dx Ec x x

c s Es x h x h
Ec Es s = c = n c s ,am
= Ec x x
x x h

Imponiamo lequilibrio alla traslazione orizzontale (fig. 5.24):

xb xb x h ' dx
c + s' As' s As = 0 c + n c As n c As = 0
2 2 x x
x + n( x h )As' n(d x )As = 0
b 2

dove:

b 2
x il momento statico dellarea di cls compresso rispetto allasse neutro
2
n( x h)As' il momento statico dellacciaio compresso rispetto allasse neutro

n(d x )As il momento statico dellacciaio teso rispetto allasse neutro

Lasse neutro passa per il baricentro della sezione ideale

In generale per trovare la posizione dellasse neutro, impongo lannullarsi del momento
statico della sezione resistente (cls compresso, acciaio compresso e acciaio teso). Nelle
sezioni a T (fig. 5.25) ipotizzo che tagli lanima facendo i calcoli come fosse una sez.
rettangolare e verifico che sia effettivamente cos; altrimenti rifaccio i calcoli considerando la
sezione a T effettiva.

FIGURA 5.25 Sezione a T

Equazione dequilibrio alla rotazione (fig. 5.24).


Il momento della coppia interna uguaglia il momento sollecitante esterno

c x + s As' ( x h) s As (d x ) = M
xb 2
2 3

bx 2
c + n c
(x h)2 A' n (d x )2 A = M
s c s
3 x x

M x M x
c = 3
= c ,am
J id
+ nAs ( x h ) + nAs (d x )
bx 2 2

dove:
b x3
il momento dinerzia della sezione di cls resistente rispetto allasse neutro
3
nAs ( x h) il momento dinerzia dellacciaio compresso rispetto allasse neutro
2

nAs (d x ) il momento dinerzia dellacciaio teso rispetto allasse neutro


2

J id il momento dinerzia della sezione ideale reagente (sempre rispetto allasse neutro).

5.1.2 Pre dimensionamento

Incognite: b, d, As , As , x , h .

Possiamo assumere h = 40mm , As = As .

Con intendiamo una certa percentuale: orientativamente possiamo assumere 25% . E


buona regola progettuale quella di non mettere troppa armatura nella zona compressa; infatti
il cls che deve portare i carichi di compressione e non lacciaio che ha invece solo una
funzione di legante per le staffe. Lacciaio compresso presenta inoltre il problema
dellinstabilit.
Mancano ora da determinare b, d, As , x .
Consideriamo la deformabilit flessionale di una trave (fig. 5.26). Come noto non si possono
avere travi troppo deformabili. In Europa uso adottare come termine discriminante il
rapporto luce/altezza utile: l d 10 15 . Tale rapporto viene utilizzato per travi alte con solai
generalmente in CA. In Italia consuetudine di realizzare travi in spessore di solaio (travi
basse), essenzialmente per motivi estetici.
l l
20 d
d 20
pl 3
=
24 EJ
5
f = l
16

FIGURA 5.26 Deformabilit trave

Restano da determinare b, As , x .
Consideriamo la situazione di sforzo ottimale, in cui cls ed acciaio lavorano al limite di
normativa, ossia c = c ,am e s = s ,am .

Otteniamo:

s ,am
c ,am n c ,am
= x= d
x dx s ,am
+ c ,am
n

Per calcolare As vediamo come varia il braccio della coppia interna z, usando tre diversi tipi
di cls per realizzare la trave.

s , am = 2600 kg cm2

x 85
= = 0,33
Rck = 250 kg cm 2 d 2600
85 +
15
c , am = 85 kg cm 2
x 0,33
z=d =d d = 0,89d
3 3

x 97,5
= = 0,36
Rck = 300 kg cm 2 d 2600
97,5 +
15
c , am = 97,5 kg cm 2
x 0,36
z=d =d d = 0,88d
3 3

x 110
= = 0,39
Rck = 350 kg cm 2 d 2600
110 +
15
c , am = 110 kg cm2
x 0.39
z=d =d d = 0,87 d
3 3
In prima approssimazione si pu senzaltro considerare z = 0,9d .
Dato che M = T z = s As z , in predimensionamento abbiamo M = s ,am As 0,9d , da cui:

M
As =
s ,am 0,9d

Equilibrio alla traslazione:

x
c ,am b + s As + s ,am As = 0
2

dx x h
As = As ; s ,am = n c ,am ; s = n c ,am
x x

x x h dx
c ,am b + n c ,am As + n c ,am As = 0
2 x x

c ,am
x= d = [] d
s ,am
c ,am + n

[] bd + nA 1 h d + nA d 1 = 0
s s
2 d x x

[] bd = nA 1 1 1 h
s d []
2 []

[]
As 2
= s ,ottimale = Percentuale ottimale di armatura.
bd 1 h
n 1 1
[] d []

As
b= .
s ,ott d

As h
s,ottimale tabulato in funzione di e di .
As d
5.6 La flessione composta retta

La flessione composta retta la situazione di sforzo che si presenta allorch, sulla nostra
sezione gravano un carico assiale ed un momento flettente ovvero agisce un carico assiale
applicato in un punto diverso dallasse baricentrico della sezione stessa. Nel cemento armato
la zona di calcestruzzo teso non viene considerata resistente a trazione e si dovr quindi
verificare se lasse neutro non taglia ovvero taglia la sezione dellelemento strutturale. In altri
termini poich il centro di pressione centro relativo delle masse reagenti rispetto allasse
neutro dovremo verificare che il centro di pressione cada o meno allinterno del nocciolo
dinerzia. Si distinguono i casi di presso flessione e di tensoflessione.

5.6.1 La pressoflessione

FIGURA 5.27 Tipico esempio di telaio pressoinflesso

Nellesempio di figura 5.27 si ha la compresenza di momento flettente e carico assiale; la


stessa situazione la visualizziamo come lo stesso carico N eccentrico rispetto al baricentro.
Chiamata dunque e leccentricit del carico rispetto allasse baricentrico della sezione ideale
reagente (fig. 5.28) abbiamo che M = N e , da cui noti M ed N si ricava leccentricit e .

FIGURA 5.28 Presso flessione


Quando possibile si cerca di studiare il caso della presso flessione o come flessione semplice
o come compressione semplice.
Con buona approssimazione assumiamo che se e 0,1H abbiamo compressione semplice,
mentre se e 2 H abbiamo flessione semplice. Se 0,1H e 2 H si calcola la sezione come
presso inflessa.
Nel caso di sezione rettangolare di base b ed altezza H conosciamo le dimensioni e la forma
del nocciolo centrale dinerzia.

Sia e H ; il carico cade allinterno del nocciolo dinerzia quindi ho sezione totalmente
6
compressa.
Applichiamo la sovrapposizione degli effetti (fig. 5.29).

FIGURA 5.29 Sovrapposizione degli effetti

Posso fare ununica verifica sulle fibre maggiormente sollecitate (in questo caso le fibre
superiori); le restanti fibre saranno di conseguenza verificate.
Aid = Ac + n( As + As )

N M ys
c ,s = + c ,am (anche per i pilastri, non vale pi la riduzione del 30%)
Aid J id

N M yi
c ,i = (ovviamente verificata)
Aid J id

Da notare che in generale le sezioni in CA hanno il baricentro della sezione ideale ( Gid ) non

coincidente col baricentro geometrico della sezione rettangolare ( G ). Anche il nocciolo


centrale dinerzia a rigore sar quindi diverso da quello di una sezione rettangolare senza
armatura.
FIGURA 5.30 Sezione in CA

Nellanalisi strutturale del telaio ho ricavato N ed M riferiti a G non a Gid (fig. 5.30), quindi

H
anche e riferito a G. Nota la posizione di Gid calcolo eid = e + y i ed M id = N eid ;
2
con tali valori eseguo la verifica.
A rigore per avere la posizione del nocciolo dinerzia reale devo imporre:
N N es W H
c ,i = = 0 es = id
Aid Wid Aid 6

Se e > H ho sezione parzializzata (fig. 5.31).


6
Non esistono formule di progetto in forma chiusa specifiche per la presso flessione: si
progetta a flessione o a compressione a seconda che prevalga una o laltra sollecitazione, poi
si verifica.

FIGURA 5.31 Grande eccentricit: sezione parzializzata

Incognite c , s , s , x . C il centro delle pressioni.


Lasse neutro non pi lasse baricentrico della sezione ideale.
Congruenza:
x h
s = n c
x

= n d x
s c
x
Imponiamo lequilibrio alla rotazione intorno a C.
1 H x H H
bx c e + + s As e + h s As e + d = 0
2 2 3 2 2
Sostituiamo i valori di s , s e moltiplichiamo ambo i lati per x

1 2 H x
bx e + + n( x h)As e + h n(d x )As e + d = 0
H H
2 2 3 2 2
Otteniamo una equazione di 3 grado in x .
La quarta equazione la ricaviamo dallequilibrio alla traslazione.
bx
c + As s As s = N
2
Sostituiamo i valori di s , s e moltiplichiamo ambo i lati per x

bx 2
c + nAs c ( x h ) + nAs c (d x ) = Nx
2
da cui
Nx Nx
c = =
+ nAs ( x h) nAs (d x )
bx S id
2
dove S id il momento statico della sezione ideale reagente rispetto allasse neutro che non

pi baricentrico ( S id 0 ).

5.6.2 La tensoflessione

Se lazione assiale di trazione cade fuori dal nocciolo centrale dinerzia (che non conosciamo
e che dovremo determinare) la sezione parzialmente tesa e parzialmente compressa; se la N
cade allinterno del nocciolo ho sezione totalmente tesa, quindi porta solo lacciaio.
Le equazioni di congruenza le riscriviamo come per la pressoflessione:

x h
s = n c x

= n d x
s c
x
Riscriviamo lequilibrio dei momenti attorno a C sostituendo s , s e moltiplichiamo ambo i

membri per x :

b x2 x
y s + e + nAs ( x h )(e + y s h ) nAs (d x )(e + y s d ) = 0
2 3

otteniamo nuovamente unequazione di 3 grado in x .


Dallequilibrio alla traslazione otteniamo:

bx Nx
c + As s As s = N c =
2 S id

dove S id il momento statico della sezione ideale reagente rispetto allasse neutro ( S id < 0 ).
Per trovare il nocciolo centrale dinerzia procediamo ad una dimostrazione per assurdo (fig.
5.32).

FIGURA 5.32 Tensoflessione con forza interna al nocciolo centrale dinerzia

Equilibrio alla traslazione: T C = N T > N


Equilibrio alla rotazione: T t = N n
Ma T >N e t >n si ha lassurdo n >t per avere la sezione non totalmente tesa avendo
un momento positivo. Col momento negativo si ha la stessa soluzione specchiata. Il nocciolo
centrale dinerzia assume la configurazione indicata in figura 5.33.
FIGURA 5.33 Nocciolo centrale dinerzia nel caso di tensoflessione

Nel caso di sezione totalmente tesa abbiamo la situazione di figura 5.34:

FIGURA 5.34 Sezione totalmente tesa

Gid ed eid li trovo dopo che ho scoperto che la sezione totalmente tesa:

As (H h ) + As h
y G ,id =
As + As

N eid
s =
N
+ ( yG ,id h)
As + As J id

J id = As (H y G ,id ) + As ( y G ,id h)
2 2

Abbiamo un materiale omogeneo (lacciaio) dato che la sezione in cls non resiste a trazione.

5.7 Cenni sulla flessione deviata

Per sezioni interamente reagenti la flessione deviata si tratta semplicemente sovrapponendo


gli effetti delle due flessioni rette in cui pu essere scomposta, tenendo conto eventualmente
dellazione assiale. Si deve definire preventivamente la giacitura degli assi principali dinerzia
della sezione omogeneizzata. Per sezioni parzializzate va preventivamente definita la parte
reagente. Non possibile operare preventivamente la scomposizione della sollecitazione
lungo le direzioni principali, a priori incognite.
I casi di flessione deviata, semplice o composta, si verificano in genere quando lasse di
sollecitazione non coincide con un asse di simmetria della sezione, oppure quando la sezione
geometrica non possiede assi di simmetria (fig. 5.35).

FIGURA 5.35 Flessione deviata (da G. Toniolo op. cit.)

Per individuare lasse neutro si impostano le opportune condizioni di equilibrio, dove


compaiono fra le incognite i parametri geometrici necessari per lindividuazione dellasse
neutro.
Il diagramma degli sforzi nel cls assume la forma di un tetraedro retto di base triangolare (fig.
5.36).

FIGURA 5.36 Tetraedro degli sforzi nel cls (da G. Toniolo op. cit.)

Un caso frequente di flessione deviata, risolvibile con soli equilibri nel piano di flessione
verticale, quello delle travi di bordo degli impalcati, del tipo di quelle in fig. 5.37.
FIGURA 5.37 Travi di bordo degli impalcati (da G. Toniolo op. cit.)

Contrariamente a quella di fig. 5.36 che, intesa priva di vincoli correnti, poteva liberamente
inflettersi fuori del piano di sollecitazione verticale, le travi in questione sono rigidamente
connesse con il solaio e questo, con la sua grande rigidezza estensionale, impedisce qualsiasi
sensibile componente orizzontale della loro deformata flessionale. Obbligate a spostarsi entro
il piano verticale parallelamente alla direzione dei carichi esterni, le sezioni delle travi devono
necessariamente ruotare attorno ad assi neutri orizzontali. Con buona approssimazione si pu
quindi dire che, essendo impedita la rotazione delle travi, queste sono sottoposte a flessione
retta.

5.8 Il Taglio

FIGURA 5.38 Sforzi, fessure e isostatiche in una trave inflessa (da G. Toniolo op. cit.)
Ricordando il legame di equilibrio che correla il taglio alla variazione del momento flettente
diciamo che in generale una trave inflessa presenta sempre uno sforzo di taglio. Lentit di
tale sforzo dipende essenzialmente dalle condizioni geometriche e di carico. Poniamo come
punto di partenza la nota formula di Jourawski:

V S(y)
(y) =
b J id

FIGURA 5.39 Sforzo di taglio in una sezione rettangolare in CA

by ( x y ) 0 y h
S (y) =
by ( x y ) + nAs ( x h ) h y x

Passando agli sforzi principali (fig. 5.40) si vede, osservando anche la fig. 5.38, come, in
quella particolare condizione di carico, si possano distinguere le zone fessurate
prevalentemente per il taglio (i bordi), e quelle fessurate per il momento (la zona centrale).

FIGURA 5.40 Sforzi principali


5.8.1 Il traliccio di Morsch

Sulla base delle direzioni principali di sforzo e del comportamento fessurativo, stato dedotto
il modello fondamentale di resistenza al taglio della trave in CA; tale modello, detto del
traliccio di Morsch, vede la trave come una struttura reticolare costituita da un corrente
compresso (il cls reagente a flessione, con le eventuali armature), da un corrente teso
(larmatura metallica longitudinale reagente a flessione) e da un reticolo di aste di parete.
Queste ultime sono costituite dai conci compressi di cls isolati dalle fessure a 45 e dalle
armature trasversali tese, le staffe, distribuite lungo tutta la lunghezza della trave a collegare i
ferri correnti (fig. 5.41).

FIGURA 5.41 Il traliccio di Morsch

Si tratta di uno schema a bielle, collegate agli estremi da cerniere in modo da scambiare solo
sollecitazioni assiali. Come si vede il meccanismo viene attivato se le staffe sono messe in
modo opportuno; in particolare, fattore discriminante il passo delle staffe, che non deve
essere troppo elevato. Dato che gli sforzi principali sono a 45, le staffe dovrebbero essere ad
una distanza le une dalle altre tale che z (fig.5.42). La Normativa impone un passo
massimo delle staffe pari a 0,8d.

FIGURA 5.42 Passo delle staffe troppo elevato


Osserviamo lequilibrio di un tratto x di trave fessurata vicino allappoggio (fig. 5.43).

FIGURA 5.43 Tronco di trave fessurata

Posti:
z
n st = il numero delle staffe
x
nb il numero dei bracci delle staffe

FIGURA 5.44 I bracci delle staffe

Imponendo lequilibrio alla traslazione verticale si ha:

R px n st st Ast nb = 0 V ( x ) =
z
st Ast nb
x
Scelto il diametro delle staffe, in genere st = 8 10mm , possiamo utilizzare la relazione
precedente come formula di progetto, per trovare il passo x delle staffe, o come formula di
verifica, per trovare il tasso di lavoro delle staffe.
z s ,am Ast nb
Progetto: x =
V (x )
V ( x )x
Verifica: st =
zAst nb
N.B.
Il traliccio si attiva quando il cls totalmente fessurato; ma se lo sforzo di taglio inferiore
alla resistenza a trazione del cls questi non si fessura ed al limite le staffe non servono. In
particolare:
Rck 150
se max < c 0 = 4 + non servirebbe armatura a taglio.
75
Rck 150
Se max > c1 = 14 + il traliccio non basta ed occorre cambiare le caratteristiche
35
della sezione. Quindi il traliccio attivo e funziona bene per valori di c 0 < < c1 .
Vedremo per che la normativa ci d dei valori minimi di armatura da mettere. Tale armatura
non in generale prevista, se < c 0 , per travetti di solai, architravi e piastre.
E buona regola adottare:
nb = 2 se b < 70cm

nb = 4 se 70 < b < 120cm


In generale la risultante degli sforzi di compressione vale:

M x M S
C = c ( x )b( x )dx = b( x )dx = xb( x )dx =
x x M x

0 0 J id J id
0 J id

Quindi:

M S J
M =Cz = z S = id
J id z

V S V J id V
max = = =
b J id b J id z b z

1 V ( x ) st Ast nb 1 st Ast nb
= max =
b z x b bx
Un tempo si usavano, come contributo alla resistenza al taglio, dei ferri correnti piegati (fig.
5.45). Lutilizzo di questi ferri lunghi per da evitare, sia per la difficile realizzazione delle
piegature in cantiere sia soprattutto per il cattivo funzionamento che si visto questi ferri
assumono. Si generano infatti delle sovrappressioni nel cls che possono mandare in crisi lo
stesso.

FIGURA 5.45 Ferri piegati: cattivo funzionamento

Si possono tuttal pi utilizzare spezzoni di ferri sagomati in modo opportuno, di lunghezza


ridotta e solo in casi di necessit. In generale sono sufficienti le normali staffe.

5.8.2 Armatura minima per normativa

x 0,8d

Almeno 3 staffe al metro

nb Ast
100
x
d
0,11 + 0,15 b
b
[cm m] Area minima di armatura per metro di trave
2

x 12 l

V S b J
max = c 0 V0 = c 0 id = c 0 b z c 0 b 0,9d
J id b S
FIGURA 5.46 Zone di posizionamento dellarmatura di calcolo