Sei sulla pagina 1di 17

Trattati sullOrdine dei Fedeli dAmore

Senza il soffio del vento per sollevare i riccioli dei tuoi capelli Chi potrebbe mostrare allamante
il volto dellamata?
Sohravard
Limmagine di Dio la vergine maschile, non luomo o la donna
Jacob Boehme

Introduzione :

Lordine iniziatico dei Fedeli dAmore scomparso in Occidente, dalla fine del Medio Evo, vuoi
perch i suoi membri abbiano scelto demigrare nei Paesi del Medio Oriente, in Siria o in Egitto,
vuoi perch il loro piccolo numero abbia alla fine scelto la clandestinit pi rigorosa. Esistono
comunque delle prove che si semplicemente nascosto e che resta vivo in Occidente persino fino
ai nostri giorni. Naturalmente lOrdine non esiste pi in quanto ordine perch, dal Medio Evo in
poi, non si tratta che di casi isolati, di esperienze individuali. Ma ci si pu interrogare su cosa
significhi essere un fedele damore, adesso che lOrdine che li riuniva ha palesemente smesso di
esistere. In altre parole, essere un fedele damore, significa ai nostri giorni lappartenenza a un
ordine costituito come tale, con la sua gerarchia, i suoi riti iniziatici, e il suo linguaggio segreto?
Ren Gunon stesso mette in guardia contro questa confusione a proposito dei Rosa+Croce: Il
termine di Rosa-Croce in senso proprio la designazione di un grado iniziatico effettivo, il cui
possesso, evidentemente, non necessariamente legato al fatto di appartenere a una specifica
organizzazione definita. lo stesso per ci che concerne i fedeli damore.

Quando si parla della Fedelt dAmore bisogna dunque tenere ben presente, certamente un Ordine
antico scomparso di cui sono noti alcuni rappresentanti che hanno lasciato delle opere letterarie:
Dante, Cavalcanti, ma anche una via e un modo di realizzazione spirituale che alcuni individui,
senza dubbio rari, hanno intrapreso dopo che si occultato, in condizioni daltro canto tanto
misteriose quanto lo erano allepoca in cui questordine esisteva: Novalis, Raffaello. Ci che
distingue, in effetti, lOrdine dei Fedeli dAmore la sua disciplina dellArcano, il suo segreto, il
che spiega perch i suoi membri hanno lasciato cos poche tracce; tranne naturalmente lopera intera
di Dante, - ma bisogna comunque penetrarne i misteri. Anche su questo punto Ren Gunon faceva
notare che il nostro tempo, per quanto oscuro esso sia in questa fine di kali yuga, e per quanto poco
propizio alla conoscenza esoterica, ne permette tuttavia un apprendimento migliore.

STORIA DEI FEDELI DAMORE

Vi fu un tempo, in Occidente, nel quale lOrdine dei Fedeli dAmore esisteva come organizzazione
iniziatica, e questo tempo resta legato alla storia delle Crociate. Se si vuole ben considerare,
secondo Ren Gunon, che questa epoca ha prodotto attivi scambi intellettuali tra lOriente e
lOccidente, se ne concluder che liniziazione dei fedeli damore li rendeva atti a entrare in
relazione con i Fedeli dAmore dOriente. La causa del fatto che tali scambi si siano interrotti per
molti secoli la degenerazione dellOccidente in materia di esoterismo. In compenso il ventesimo
secolo ha permesso laccesso a testi di autori orientali che erano restati inediti in Occidente. La loro
esistenza favorisce adesso una migliore conoscenza della Fedelt dAmore, che
fondamentalmente dOriente e dOccidente. Ci significa che liniziazione allordine dei Fedeli
dAmore sarebbe diventata possibile? Sarebbe disconoscere la natura stessa delliniziazione che
trasmissione il fatto di credere ci, e tuttavia Ren Gunon stesso faceva notare, alla fine del suo
Re del Mondo, che nelle circostanze in mezzo alle quali viviamo adesso, gli avvenimenti si
svolgono con una tale rapidit che molte cose i cui motivi non appaiano ancora nellimmediato
potrebbero ben trovare, e anche pi di quanto si sarebbe tentati di credere, delle applicazioni molto
impreviste, se non addirittura imprevedibili.

D'Oriente e d'Occidente

La storia della Fedelt dAmore in Occidente non si ferma con la scomparsa o piuttosto con
loccultazione dellOrdine dei Fedeli dAmore. Qui bisogna intendere la parola Occidente nel
modo in cui ne parla Ren Gunon in Oriente e Occidente, per esempio, come di spazio geografico,
di tradizione cristiana in confronto a un Oriente che di tradizione semitica, musulmana o ebrea.
daltro canto ci che spiega come Henry Corbin ne abbia seguito la traccia in direzione di Ibn
Arab, dei teosofi e dei poeti persiani, come Rzbehn Baql, Hfez o ancora Fakhr Erq. Ma la
tradizione dei Fedeli dAmore anche una tradizione occidentale, nel senso che essa concerne le tre
religioni monoteiste, abramitiche, o piuttosto i loro esoterismi rispettivi che sono la Cabala,
tradizione ebraica, lesoterismo islamico e lesoterismo cristiano. Julius Evola e Ren Gunon
sostengono che essa ha il suo equivalente in Estremo Oriente, specialmente in India.

Comunque sia, la storia dei Fedeli dAmore sintende in Occidente al di l del termine stabilito da
Ren Gunon che cita anche Boccaccio e Petrarca, dopo Dante e i Fedeli damore. Perci
conviene qui evocare gli anelli mancanti della catena che fanno durare questa storia fino ai nostri
giorni. Poco importa che si chiamino ai nostri giorni col nome di Fede e Amore, in riferimento a
una raccolta di frammenti filosofici del poeta tedesco Novalis. Si iscrivono bene nella stessa linea
spirituale che quella dei Fedeli damore. Baster citarne due, un poeta e un pittore, Novalis e
Raffaello : Il poeta romantico tedesco e il pittore italiano appartengono alla stessa genealogia
spirituale, quella degli artisti visionari che sono stati iniziati alla Fedelt dAmore dallapparizione
provvidenziale, nelle loro vite, di un certo volto di bellezza, volto umano, come quello di Sofia per
Novalis, che egli ha contemplato con gli occhi dellanima, o immagine divina, quella della Vergine
Maria, per Raffaello, che ne ricevette una notte la rivelazione.

A questo proposito ritorna la stessa domanda: perch Henry Corbin non ne ha fatto menzione? Dato
che esistono prove della loro appartenenza alla linea dei fedeli damore. , per esempio,
Wackenroder che riporta questa citazione da una lettera del pittore italiano al conte di Castiglione:
Siccome si vedono cos poche belle forme femminili, io tengo nella mente una certa immagine che
nasce nella mia anima., o che trascrive qualche foglio di Bramante, a proposito della visione di
unImmagine della Vergine Maria sopravvenuta una notte a Raffaello. Bisognerebbe citare
integralmente questo testo. Ma ci limitiamo a ci: la cosa pi meravigliosa che gli sembra che
questimmagine era proprio quella che aveva sempre cercato, sebbene non ne avesse avuto mai altro
che un presentimento oscuro e confuso e anche lapparizione era restata per sempre incisa nel suo
cuore e nei suoi sensi, ed era riuscito quindi a riprodurre i tratti della Madre di Dio come se questi
avessero fluttuato sempre davanti alla sua anima, e aveva sempre avuto un certo rispetto persino per
le immagini che dipingeva. Se ci dovesse essere un dubbio riguardo alla presenza della Vergine
Maria nellesperienza iniziatica dei Fedeli dAmore, si ricorder con Ren Gunon che esistono
numerosi simboli iniziatici della Madre di Ges per i quali lapplicazione perfettamente
giustificata per via dei rapporti della Vergine con la Sapienza e la Shekinah

Quanto a Novalis, qualche estratto del dialogo di Enrico e Matilde, nel suo unico romanzo
incompiuto, Enrico di Ofterdingen (1801), permetteranno di comprendere perch considerato il
rappresentante pi puro della tradizione occidentale della Fedelt dAmore:

Tu sei la santa che presenta le mie richieste a Dio, lintermediaria attraverso la quale Lui si rivela a
me, langelo col quale mi fa conoscere la pienezza del Suo amore. Cos la religione, se non
unintelligenza infinita, uneterna comunione di cuori amanti? Dove due sono riuniti, Lui in
mezzo a loro. Ho di che respirare in te eternamente, e il mio petto non finir mai di riempirsi di te.
Tu sei il divino splendore, la vita eterna nellinvolucro pi adorabile.

Se solo tu potessi vedere come mi appari, che irradiante immagine emana dal tuo corpo e viene a
illuminare i miei sguardi dappertutto, non temeresti nessuna vecchiaia. La tua forma terrestre non
che unombra di questimmagine; e certo le forze della terra lottano e si prodigano per
concretizzarla, per confermarla, ma la natura non ancora sufficientemente matura: limmagine
larchetipo eterno che partecipa al santo mondo sconosciuto.

In queste condizioni si pu affermare che la genealogia spirituale dei fedeli damore, in Occidente,
non si mai interrotta, anche se non pi il caso di parlare qui di Ordine e daltro canto mai
esistito questOrdine come tale, non stato piuttosto unorganizzazione iniziatica, nel senso in cui
lintendeva Ren Gunon? Che questa organizzazione resti sempre attiva, anche se invisibile,
occultata, non per questo di meno che una certezza per alcuni. E ci quello che importa alla
fine. Oltretutto la sua esistenza in Occidente un segno manifesto dellappartenenza, ai nostri
giorni, dei Fedeli dAmore dOccidente a unlite spirituale comune ai tre rami della tradizione
abramitica, la cui etica ha origine alle stesse sorgenti e si situa alla stessa altezza dorizzonte.

A questo punto si pone unultima domanda:

Riavvicinati in questa comunit di culto e di destino, i Fedeli dAmore, quelli dOccidente e quelli
dellIran ci fanno meglio distinguere almeno lordito del cammino nel quale si sono tutti impegnati,
mistici, poeti e filosofi. Si chieder se il percorso della loro Via ha ancora un significato oltre quello
storico, per le condizioni del nostro specifico presente storico?

Henry Corbin nota che Non c una risposta generale n un programma teorico che la possa
fornire a questo genere di domanda.. Tuttavia esiste una risposta che quella data dallesistenza
stessa della Fedelt dAmore, ai nostri giorni, in Occidente, di una tradizione che restata viva e
che fondamentalmente una tradizione dOriente e dOccidente.

Lesperienza spirituale dei Fedeli dAmore

Entra e fa della mia anima lostaggio del tuo amore, affinch la mia fede divenga perfetta

La chiamata

Finch il futuro iniziato rimane nel mondo occidentale non sa nulla del suo destino che verr, se
non forse dai presentimenti che avr avuto durante linfanzia tale fu il caso di Rzbehn Baql. Il
suo orizzonte orientale quindi oscurato, come per i suoi contemporanei, e non ha neanche
coscienza della sua esistenza n quindi del suo esilio in questo mondo. una circostanza
particolare che permetter al futuro iniziato di scoprire che esiste un oriente allorizzonte del mondo
dove vive, per esempio lincontro con uno straniero che viene da paesi lontani, e le cui parole
risvegliano uneco misteriosa in lui. Fatto notevole, come dir il giovane eroe dellEnrico di
Ofterdingen di Novalis: Tutti gli altri lhanno sentito e ascoltato molto bene, ma nessuno ha
provato una simile emozione Che sensazione stupefacente, - della quale non sono nemmeno
capace di parlare. Per ci che concerne i fedeli damore questa chiamata prende generalmente le
sembianze dellamore umano che diventa il punto di partenza dello sviluppo spirituale del futuro
iniziato questo il caso del primo incontro con Beatrice, per Dante, e di quello con Sophie per
Novalis. La chiamata viene quindi effettuata con lintrusione nel quotidiano del mondo
occidentale di qualcosa che proviene dallorizzonte orientale del mondo visibile. Quando il
futuro iniziato prende coscienza di questo orizzonte, si mette in cammino. Non ha ancora nessun
maestro, ma ha la fede in ci che ha sentito e capito della chiamata ed un movimento volontario
unaspirazione dellanima che lo spinge a camminare in direzione di questo Oriente. Ma i
pericoli sono notevoli e senza un maestro il cammino diventa rapidamente impraticabile. Pu
persino condurre a un disastro umano. Infatti, o chi si messo in cammino rinuncia e ritorna nel
mondo occidentale - cos il padre di Enrico di Ofterdingen -, o persiste nella sua marcia ma a
rischio della pazzia. Lesempio pi caratteristico di uniniziazione mancata alla Fedelt dAmore
senza dubbio quello dato dalla pazzia e dalla morte di Grard de Nerval. Ci si riferisce ad Aurlia
che rintraccia il cammino tragico del poeta e pi specificatamente ai Memorabili: O Morte! Dov
la tua vittoria, posto che il Messia vincitore cavalcava tra noi due? Il suo vestito era di giacinto
sulfureo, e i suoi polsi, cos come le sue caviglie, brillavano di diamanti e di rubini. Quando il suo
mantello leggero sfior la porta di madreperla della nuova Gerusalemme noi fummo tutti e tre
inondati di luce. allora che sono disceso tra gli uomini per annunciare la lieta novella. Pertanto
senza maestro impossibile andare molto avanti verso lOriente. Per i fedeli damore del Medio
Evo liniziazione sarebbe stata conferita da un maestro visibile, appartenente allOrdine, ma i
documenti mancano completamente, e se ci si tiene alle esperienze rispettive dei fedeli damore, sia
in Occidente che in Oriente, si potrebbe dubitare dellesistenza di una tale iniziazione. Dante evoca
Amore, si sa che Novalis ricevette liniziazione dallangelo di Sophie, Sohravard sinventa una
genealogia spirituale, etc.

Liniziazione

Esistono in Occidente dei maestri invisibili, nel senso che hanno abbandonato la manifestazione
terrestre, ma che, siccome hanno appartenuto effettivamente a questi ordini, sono qualificati a
conferire liniziazione e a comunicare uninfluenza spirituale. Naturalmente questi iniziati non sono
in grado di conferire a loro volta uniniziazione che hanno ricevuto in un modo speciale che
riguardava solo loro.

Esistono in Oriente dei maestri visibili o invisibili che appartengono a genealogie spirituali
parenti - che sono la causa del come nel Medio Evo gli ordini esoterici cristiani abbiano potuto
entrare in relazione con gli ordini orientali.

C soprattutto un certo incontro dellOriente con lOccidente, vissuto nel segreto del cuore, che
autorizza liniziato a entrare in contatto col suo Maestro interiore e di conseguenza a progredire
verso gli stati superiori dellessere, per riprendere la terminologia di Ren Gunon. cos che
possibile conoscere il proprio Signore.

La Vita nova di Dante descrive molto precisamente le diverse tappe delliniziazione alla Fedelt
dAmore e del "lilluminazione" che d accesso allamore appassionato o di passione che lamore
dei fedeli damore e che non bisogna confondere con lamore passione dei romantici. Lamore
appassionato dei fedeli damore non evidentemente una fatalit. Il capitolo IX del Vademecum dei
Fedeli dAmore di Sohravard ne d un riassunto:

Allorigine di ogni iniziazione allOrdine dei Fedeli dAmore si trova unesperienza amorosa che
il punto di partenza di uno sviluppo spirituale nel corso del quale lamore diventer un amore di
passione. Ma questo sviluppo resta riservato a un piccolo numero: Amore non apre a chiunque la
via che conduce a lui. Come per ogni iniziazione lessere che stato preso ne deve manifestare le
disposizioni. Ma dopo che lAmore venuto a constatare che vi sono le attitudini, invia a lui
Nostalgia che la sua confidente e la sua delegata, affinch costui purifichi la sua dimora e non vi
faccia entrare nessuno. Si tratta quindi di una prima tappa nello sviluppo personale dellessere
sinceramente preso che quella delliniziazione. In seguito bisogna che Amore faccia il giro della
dimora e scenda fino alla cella del cuore. Distrugge alcune cose; ne costruisce delle altre; fa passare
per tutte le varianti del comportamento amoroso. al termine di questa seconda tappa che si
produce lilluminazione che ci che simbolizza il Cuore gentile secondo Dante, cio il cuore
purificato, dunque vuoto di tutto ci che concerne gli oggetti esteriori, e per ci stesso reso atto a
ricevere lilluminazione interiore. Allora Amore si decide a recarsi alla corte della Bellezza. In
questultima tappa lessere che stato preso dovr conoscere le tappe e i gradi per i quali passano i
fedeli damore e soprattutto dovr dare il suo assenso totale allamore. a questa condizione
che liniziato diviene un fedele damore ed solo dopo di ci che verranno date le visioni
meravigliose.

Ma liniziazione stessa una commozione legata allamore ispirato dalla bellezza nascosta
dellessere amato. ci che vuole esprimere Rzbehn Baql quando dice: Tu sei per me
lapparizione della bellezza, o mia amica. Certo, non lessere amato che conferisce liniziazione,
e non nemmeno lamore stesso, lo invece lamore ispirato dalla bellezza nascosta dellessere
amato, perch questo amore fa conoscere la sua bellezza nascosta; in altri termini gli fa vedere il
suo angelo e da quel momento egli introdotto nel Oriente. In tutte le iniziazioni alla Fedelt
dAmore non si tratta in fondo di altro che dellangelo di una persona amata della quale esistenza
storica non si pu nondimeno dubitare. Ogni volta, il suo angelo che agisce e da cui viene preso il
fedele damore, cio dalla bellezza nascosta dellessere amato. In un passo della sua Immaginazione
creatrice nel sufismo di Ibn Arab, Henry Corbin nota molto giustamente: Il teofanismo ignora il
dilemma perch tanto lontano dallallegoria che dal senso letterale; presuppone lesistenza della
persona concreta, ma linveste di una funzione che la trasfigura, in quanto essa viene percepita alla
luce di un altro mondo " (p.47).

Succede a volte che langelo dellessere amato e liniziatore colui che si chiama il maestro
invisibile siano un solo e uno stesso volto di bellezza. allora questo maestro che conferisce
liniziazione. Si tratta qui di un caso molto particolare diniziazione allordine dei fedeli damore.
Come regola generale la bellezza stessa dellessere amato sufficiente a conferire liniziazione,
perch essa viene vista con gli occhi dellanima. Bisogna comprendere che non tutti i fedeli
damore fanno lesperienza di questa bellezza alla stessa et o, se si vuole, che questa esperienza,
quando arriva, si rivolge a degli uomini che non hanno raggiunto lo stesso grado di sviluppo
spirituale. Comunque sia, si tratta sempre di una giovane donna reale e del suo angelo che appare
al fedele damore quando egli contempla la sua bellezza dall'Oriente e non pi dal mondo terrestre.

Dopo che furono passati abbastanza giorni perch fossero compiuti nove anni esatti
dallapparizione, qui descritta, di questa molto gentile, avvenne, lultimo di questi giorni, che questa
ammirevole dama mi apparve vestita tutta di bianco in mezzo a due dame pi anziane; e, passando
per la strada, lei volse gli occhi dal lato ove me ne stavo tutto timoroso; e con quella ineffabile
cortesia che oggi viene ricompensata nel secolo senza fine, lei mindirizz un saluto di cos grande
effetto che io credetti di vedere gli estremi limiti della beatitudine. (Vita nova, III). Si sa che
questo incontro era stato preceduto da una prima apparizione di Beatrice, che aveva allora 9 anni, -
la Chiamata e che fu seguito immediatamente dopo da un sogno misterioso dove la stessa
Beatrice apparve al poeta tra le mani di Amore. Questo sogno costituisce liniziazione di Dante alla
Fedelt dAmore.

Tutta lesperienza di fedele damore di Ibn Arab che lha descritta nel suo Interprete dei desideri
procede nella stesa maniera alla vista di una giovane donna da cui preso: Quando durante
lanno 1201 soggiornavo alla Mecca, frequentavo una societ di persone eminenti, uomini e donne,
che formavano unlite tra le pi colte e virtuose. Per quanto grande fosse la loro distinzione, non
vidi tuttavia tra di loro nessuno che uguagliasse il saggio dottore e maestro Zhir ibn Rostam,
originario di Ispahan ma che aveva preso residenza alla Mecca (). Ora, questo sceicco aveva una
figlia, unagile adolescente che incatenava gli sguardi di chiunque la guardasse, la cui sola presenza
era lornamento delle assemblee e meravigliava fino allo stupore chiunque la contemplasse. Il suo
nome era Nezm (Armonia) e il suo soprannome Occhio del Sole e della Bellezza. Saggia e pia,
aveva esperienza di vita spirituale e mistica, e personificava la venerabile anzianit di tutta la Terra
santa e la giovinezza ingenua della grande citt fedele al Profeta.

proprio durante un soggiorno alla Mecca che Rzbehn far lesperienza della bellezza
dellangelo sotto le spoglie di una giovane donna di cui terr nascosto il nome. I soli tratti che
possiamo immaginare sono la sua estrema bellezza, stando a quanto Rzbehn ci dice, e la sua
cultura spirituale che traspariva in tutto il primo capitolo del Gelsomino dei fedeli damore. Questa
prova damore accadde a Rzbehn quando era gi molto avanzato nella via mistica, il che spiega
che quando si era impegnato a comprendere il segreto della forma umana, con gli occhi
dellintelligenza, mise un giorno gli occhi del (suo) corpo al servizio degli occhi del suo
cuore:

Ed ecco che vidi davanti a me una bella e affascinante fata la cui grazia e bellezza conducevano al
potere dellamore tutti gli esseri di questo mondo. () La guardai dal sentiero ceh ella seguiva con
graziosa fierezza, e gettando dal volto della mia devozione il velo del pudore, mindirizzai
mentalmente a lei improvvisando questi versi:

Al di l dellessenziale, al di l dellaccidentale / Tu sei lo scopo di tutti gli esseri./ Trono e tappeto


sono la tua corte reale, / Tutta la Creazione come un laboratorio per i tuoi propositi.

() Nellincanto del mio cuore le dissi: Tu fai parte della compagnia dei mistici fedeli damore, o
bella icona! Perch tu ne sei eminentemente degna, anche se non partecipi con noi allabbeveraggio
dellamore nellassemblea dellestasi.

Da questi due esempi si deve dedurre la realt dellamatissima che non certo unallegoria, ma che
proprio una persona vivente la cui bellezza provoca lamore nel cuore del fedele damore. Se ne
deve dedurre anche che questa bellezza una bellezza nascosta, che scopre il fedele damore,
perch lamore ha aperto in lui gli occhi dellanima, per riprendere unespressione di Hfez Shraz.
proprio quello che lascia capire questo passo del Mathnaw di Rm, a proposito dei pi celebri
amanti della letteratura araba, Majnn e Layla : Harun aveva sentito parlare dellamore di Majnn
[Qays] per Layla e desiderava vedere questa famosa bellezza. Avendo fatto venire Layla, non la
trov per niente straordinaria. Chiam allora Majnn e gli disse: " Questa Layla, la cui bellezza ti ha
messo in questo stato, non cos bella come credi." Majnn rispose: "La bellezza di Layla senza
difetti, ma il tuo occhio fallace. Per riconoscere la sua bellezza bisogna avere locchio di Majnn
(I, 407-408).

Lilluminazione

DallOriente allOriente dellanima

Tengo il segreto della tua bellezza nel pi segreto del mio cuore. / Il mio cuore resta in silenzio se
mi si domanda il segreto del tuo Nome.

Man mano che il fedele damore progredisce nella sua esperienza amorosa, si muove nellambito di
quellOriente che percorre da un capo allaltro. Nel corso di questa peregrinazione che si compone
di tutte le vicissitudini che formano lamore umano, effettivamente la persona amata che si
trasfigura, fino alla illuminazione del fedele damore stesso, che costituisce la visione
dellAngelo, perch lamore tende alla trasfigurazione della figura terrestre amata, avvicinandola
alla luce perch ne faccia sbocciare tutte le potenzialit sovrumane, fino a investirla della funzione
teofanica dellAngelo (Henry Corbin, Limmaginazione creatrice nel sufismo di Ibn Arab,
p.123).

Allinizio di questo viaggio nellOriente non questione di altro che dellamore spirituale, primo
gradino del Malakt (o Oriente), e come nota Rzbehn Baql, proprio questo amore che si
offre allammirazione secondo la dottrina o la religione dei Fedeli dAmore. Ma ben presto il
fedele damore viene preso da un altro amore, che lamore intellettuale, quando questo
intelletto progredisce sotto la protezione dellanima pensante nel mondo di Malakt e che si
manifestano gli effluvi del mondo dello Jabart (o Oriente dellanima). qui che si trova
linizio dellamore divino, che la vetta delle vette, e, precisa Rzbehn Baql, la fase finale
non potr sorgere che grazie alla visione contemplativa di un essere di bellezza e maest.

Di ci che chiamiamo illuminazione, visione dellAngelo, o visione contemplativa di un essere


di bellezza e maest, per riprendere lespressione di Rzbehn Baql, i fedeli damore ne fanno
lesperienza in modo singolare, ma sempre con delle modalit identiche: apparizione di un essere di
bellezza trasfigurato che assomiglia allamatissima o visione dellamatissima sotto le spoglie di un
Angelo che le rassomiglia. In tutti i casi si tratta proprio della Figura teofanica di cui lamatissima
lannunciatrice. Richiamiamo due esperienze viste e raccontate, la prima di Ibn Arab, la seconda
di Dante.

Ibn Arab

Una notte, stavo compiendo le deambulazioni circolari di rito intorno al Tempio della Kaba. Il
mio spirito godeva di una pace profonda; una dolce emozione di cui avevo perfettamente coscienza
si era impadronita di me. Uscii dalla superficie in pietra, a causa della folla che vi si pressava, e
continuai a circolare sulla sabbia. Improvvisamente mi vennero in mente alcuni versi; li recitai a
voce abbastanza alta per essere sentito non solo da me stesso ma anche da qualcuno che mi avesse
seguito, supponendo che ci fosse stato l qualcuno.

Ah ! sapere se esse sanno quali cuori hanno posseduto! / Come il mio cuore vorrebbe saper quali
sentieri di montagna esse hanno preso! / Devi crederle sane e salve, o credere che sono perite? / I
fedeli damore restano perplessi nellamore e esposti a tutti i pericoli.

Avevo appena finito di recitarli che sentii sulla spalla il contatto di una mano pi dolce della seta.
Mi voltai e mi trovai in presenza di una giovane donna, una principessa tra le figlie dei Greci. Non
avevo mai visto una donna con un volto pi bello, che parlava pi soavemente, col cuore pi tenero,
con le idee pi spirituali, con le allusioni simboliche pi sottili Lei superava tutte le persone del
suo tempo in finezza di spirito e in cultura, in bellezza e in sapere.

Dante

Si incontra la stessa situazione nellesperienza di Dante, cos come ce la racconta nella sua Vita
nova. Un giorno che seduto e tutto assorto da qualche parte, sente nascere nel suo cuore un
tremito e gli sembra che Amore gli dica, con grande allegria: Pensa a benedire il giorno in cui ti ho
preso, perch lo devi. E in verit, continua Dante, sentivo il mio cuore cos gioioso che non mi
pareva fosse il mio, da tanto che era nuovo il mio stato. E poco dopo che il cuore mi ebbe detto
queste parole con linguaggio damore, vidi venire verso di me una gentile dama, di rinomata
bellezza. Il nome di questa dama Giovanna, ma il suo soprannome Primavera. Guardando
dietro di lei, continua Dante, vidi venire lammirevole Beatrice. Queste dame passarono vicino a
me, una dopo laltra, e mi sembr che Amore mi dicesse nel mio cuore: La prima chiamata
Primavera, solo a causa di questa sua venuta di oggi; perch sono stato io a spingere colui che le ha
dato questo nome a chiamarla Primavera, che vuol dire prima verr, il giorno in cui Beatrice si
mostrer alla visione del suo fedele. E se inoltre vuoi considerare anche il suo nome originale, pi
che dire che verr prima, poich il suo nome Giovanna deriva da quel Giovanni che precedette la
Vera Luce dicendo: Io sono la voce che grida nel deserto, preparate la via del Signore. Mi sembr
che mi dicesse ancora queste parole: E chi volesse vedere con ancora pi penetrazione,
chiamerebbe questa Beatrice: Amore, tanto grande la sua somiglianza con me.

Lilluminazione dei fedeli damore quindi vedere lAngelo, contemplare la giovane donna che
assomiglia alla propria anima sotto la sua Forma teofanica, ed anche vedere il volto di bellezza
dellEssere divino di cui il volto trasfigurato dellessere amato porta i tratti, come conferma
Rzbehn Baql: Sono penetrato nel mistero della Bellezza nellimmagine umana che mi offriva
questa fidanzata, nella maestosit che rendeva cos imponente la grazia della sua natura innata.

Ma vedere lAngelo, anche riconoscere il maestro interiore che investe il fedele damore della sua
dignit ed comprendere che egli il proprio Testimone in Cielo. Ora questo maestro porta
appunto i tratti annunciatori del volto dellamatissima.

infine vedere il volto dellAmico, sotto le apparenze di Sofia, della Sapienza cristica, hikmat
isawya, come dice Ibn Arab, o della Sapienza divina, secondo la parola di Jacob Boehme: La
sapienza divina la Vergine eterna non la donna, la purezza immacolata e la castit, ed appare
come limmagine di Dio e limmagine della Trinit

Questo volto che la bellezza nascosta dellessere amato e che anche il volto delliniziatore, del
maestro invisibile, lo stesso volto che permette di vedere lAngelo, il volto del Maestro interiore,
dellAmico, che anche il volto di Dio stesso, la faccia divina che mostra al fedele damore quando
questi vede la bellezza dellessere amato tale e quale come la vede Dio. quindi sempre lo stesso
volto, visto sia con gli occhi dello spirito (amore divino), sia con gli occhi dellanima (amore
spirituale). quello che far dire a Semnan, nel suo Giornale spirituale: Sappi di scienza certa, o
cercatore che aspiri alla conoscenza certa, che da venticinque anni vedo il mio Angelo, nei miei
incontri visionari, sempre sotto la stessa forma; mai lha scambiata con unaltra; mai diversa.
Certo, succede che questa forma sia a volte pi debole, a volte pi intensa; a volte sembra sofferente
e a volte irraggiante forza; la sua bellezza aumenta a seconda della purezza delle mie azioni, e
diminuisce se qualche impurit le appanna. () Se non fosse che fantasia immaginaria, non
persisterebbe cos identica sotto una stessa forma

A questo livello, dove la sapienza divina si manifesta sotto le apparenze di un Angelo di forma
umana, conoscersi, conoscere il proprio Signore, cio il Dio che si manifesta, il proprio
Signore, detto anche il Cristo stesso.

Ma esiste una tappa supplementare in questa conoscenza di s, pi intima, anche meno


comunicabile, che quella che sperimentano i fedeli damore quando la figura dellImam si
sovrappone a quella del Cristo: colui che conosce il suo Imam, conosce il suo signore. Tuttavia
questa tappa appartiene al segreto dei fedeli damore. Se ne pu dire soltanto questo:

nel segreto [al-sirr] del cuore che nasce lAmore. Quando ne sono presi, i fedeli damore
dissimulano il loro segreto, lo depositano nel loro cuore come un tesoro nascosto, ed nel pi
profondo dellanima [sirr al-sirr] che contemplano il volto dellAmata. Non esiste pertanto amore
fedele se non vissuto segretamente: sono allora due cuori uniti da un duplice segreto, il loro amore
clandestino e il Segreto del loro amore.
quindi con gli occhi dellanima che il fedele damore contempla lAmico, nellintimit della sua
coscienza, nella solitudine dellAmore, e il suo Segreto un segreto tra lui e Dio.

Il Maestro del Silenzio

Mantieni il silenzio, affinch il nostro silenzio dica: lui lorigine della parola, il Sultano delle
parole.

Rm, Odi mistiche, 1039

Ogni essere ha il suo Loto del limite, dice Semnn, e spetta solo agli adepti oltrepassare questo
limite, a coloro tra i fedeli damore che hanno raggiunto lesoterico dellesoterico dove lAmore e
le Conoscenza cessano di distinguersi per formare una sola gnosi amorosa, alla vetta della
gerarchia, quindi, al principio comune dal quale la via dellAmore e la via della Conoscenza
traggono i loro rispettivi attributi. cos che si entra in questa Conoscenza dove conoscere il
proprio S conoscere il proprio Signore. anche laccesso al puro amore, in altri termini a
quel legame intimo che estraneo al mondo della natura. Ecco cosa ne dice Rzbehn Baql: Si
sa tra gli uomini e si comprende tra gli gnostici in che modo questo amore non sia corporeo, ma che
non sia altro che lazione del Creatore quando vuole guidare un eletto ai bordi dellinvisibile o del
mondo del mistero, e lo proietta nel sentimento innato di questa persona e le permette di vedere con
gli occhi dellanima le bellezze delle opere divine

Per ritornare al Loto del limite, esiste un limite al di l del quale il fedele damore si trova, Qual 'l
geometra che tutto s'affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova, / pensando, quel principio ondelli
indige, come dice Dante, nel suo ultimo capitolo della Divina Commedia (133-135). Ma per chi ha
raggiunto il centro divino che al di l di tutte le sfere :

A l'alta fantasia qui manc possa;

ma gi volgeva il mio disio e 'l velle,

s come rota ch'igualmente mossa,

lamor che move il sole e l'altre stelle

Ci che segue quindi alla visione dellAngelo nellesperienza dei fedeli damore appartiene al
Silenzio, a qual che si opera nel segreto del segreto, che costituisce la parte pi intima dellessere.
la conoscenza del Maestro del Silenzio, che annuncia lAngelo, ma come qualcosa su cui il
mistico manterr il silenzio. Questo Silenzio che anche una immutabilit, prefigura in qualche
modo laccesso del fedele damore allOceano divino, a quellOceano della Divinit che Ibn Arab
chiamava con i suoi voti: Fammi entrare, o Signore, nelle profondit dellOceano della tua unit
infinita.
HENRY CORBIN

E LA RELIGIONE DEI FEDELI D'AMORE

Indietro a Henry Corbin

Dante e Cavalcanti

un termine del quale bisogna forse giustificarne particolarmente luso, quello dei Fedeli
dAmore, scrive Henry Corbin nella sua Immaginazione creatrice nel sufismo di Ibn Arab. Lo
spiegher nella sua presentazione del Vademecum dei Fedeli dAmore di Sohravard: Quanto alla
parola oshshq (plurale di shiq), si tratta letteralmente di quelli presi dallamore, gli amanti.
lespressione correntemente impiegata per designare i mistici, poich la loro spiritualit
essenzialmente una mistica damore e Fedeli dAmore il nome che si dettero alcuni compagni
di Dante. anche la qualifica che meglio corrisponde ai nostri mistici.

La storia dei Fedeli dAmore una storia dOriente e dOccidente, senza che si possa valutare
veramente le influenze eventuali di una tradizione sullaltra: Alcuni hanno pensato che, oltre che
dalle influenze gnostiche (la nozione di Sofia, le ipostasi femminili della Saggezza e dello Spirito
Santo, ecc.), i Fedeli dAmore dovevano essere stati influenzati da certi aspetti del Sufismo
islamico. Ma questa questione non ha che un interesse secondario, puramente storico. Si tratta in
ogni caso della stessa tradizione. Ci che importa tenere a mente, come Henry Corbin sottolineer
ogni volta che parler dei Fedeli dAmore, che lOriente di cui si tratta nellesperienza dei Fedeli
dAmore, che siano orientali od occidentali, non lOriente geografico, ma lOriente metafisico,
cio, in termini di geosofia, il Mondo dellAnima o Oriente, da una parte, e la Terra supraceleste o
Oriente dellAnima, dallaltra parte.

In compenso ci che sappiamo generalmente dei Fedeli dAmore in Occidente si limita a ci che ne
dice Dante nella sua Vita Nova o Cavalcanti nelle sue Rime.

La menzione dellopera di Luigi Valli, Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli damore,
ritorna frequentemente nellopera di Henry Corbin. difficile immaginarsi oggi la risonanza che
ebbe questopera pubblicata a Roma nel 1928, che attir lattenzione sia di Julius Evola che di Ren
Gunon. A questo riguardo ci si potrebbe chiedere se Henry Corbin abbia avuto conoscenza
dellOrdine occidentale dei Fedeli dAmore da altre fonti che non siano questopera, che ha
sollevato il velo in Occidente su ci che non era noto fino ad allora che in ambienti molto
esclusivi, come disse Julius Evola, senza specificare daltro canto quali.

Comunque sia, la tesi dellopera di Luigi Valli servita da rivelatore e da punto di partenza per una
riflessione sullOrdine dei fedeli damore.

Qual questa tesi?

Le diverse dame celebrate dai poeti, scrive Ren Gunon, che si rifanno alla misteriosa
organizzazione dei Fedeli dAmore, dopo Dante, Cavalcanti e i loro contemporanei fino a
Boccaccio e Petrarca, non sono affatto delle donne che hanno vissuto realmente su questa terra;
sono tutte, sotto nomi diversi, la sola e la stessa Dama simbolica che rappresenta lintelligenza
trascendente (Madonna Intelligenza di Dino Compagni) o la Sapienza divina.

A proposito di Ibn Arab, Henry Corbin non dir cose diverse: Colei che fu per Ibn Arab alla
Mecca ci che fu Beatrice per Dante, fu, certo, una giovane donna reale, ma nello stesso tempo,
come tale, fu anche in persona una figura teofanica, la figura di Sophia aeterna (la stessa figura
che alcuni compagni di Dante invocavano come Madonna Intelligenza). lei che viene chiamata
Spirito Santo in altri contesti.

Inoltre, che si trattasse di Henry Corbin, di Ren Gunon o di Julius Evola, sono gli uni e gli altri
unanimi nel respingere le interpretazioni estetiche e realistiche che vogliono riportare tutto a delle
donne reali e a delle esperienze di semplice amore trasposto, sublimato e messo in iperboli dal
poeta. In compenso Julius Evola contesta, per delle ragioni specifiche della sua esperienza
spirituale, le interpretazioni puramente simboliche, come quella di Gunon o di Corbin che
fanno entrare in gioco delle pure astrazioni dottrinali o delle personificazioni di una Gnosi (la
Sapienza Santa), concepita come un potere dilluminazione, ma senza alcun rapporto reale con la
forza della femminilit.

Vediamo cosa ne dice Henry Corbin.

A pi riprese fa notare la distinzione operata da Rzbehn Baql tra i pii asceti o sufi che non
hanno mai incontrato sulla loro via lesperienza dellamore umano e i Fedeli dAmore per i quali
lesperienza di un culto damore votato a un essere di bellezza liniziazione necessaria allamore
divino e ne resta inseparabile.

Ci che ho per Sofia, della religione non dellamore. Lamore assoluto, indipendente dal cuore,
fondato sulla fede, religione, scriveva Novalis in un frammento filosofico ben noto del 1797.

La storia dei Fedeli dAmore innanzitutto la storia di una religione divina, che non in alcun
modo diretta contro la religione esteriore La dottrina dei Fedeli dAmore, ricorda Ren
Gunon, non era per niente anticattolica ma, per riprendere unespressione di Henry Corbin,
una religione in cui ogni essere umano orientato alla ricerca della sua guida personale.

Non si pu quindi considerare la religione dei Fedeli dAmore unesperienza eterodossa, e ancor
meno unesperienza mistica.

una tradizione iniziatica: Le esperienze che sono riportate, scrive Julius Evola, a proposito dei
Fedeli dAmore, devono essere riferite ai Misteri della Donna; avvenivano essenzialmente a un
livello ipersensibile ed erano provviste di un carattere iniziatico. E lo nel senso che questa
tradizione non pretende di sfociare nel paradiso terrestre, ma addirittura nel paradiso celeste, in altri
termini non allOriente, ma allOriente dellanima, e ancora pi al di l, allOriente dellessere,
allEssere, allUno unificante.

Che la religione dei Fedeli dAmore dOriente e dOccidente sia anche una religione segreta, ci
che non era sfuggito a Henry Corbin: Gli Oshshq mistici iraniani e i Fedeli dAmore,
compagni di Dante, professano una religione segreta che, pur essendo priva di denominazione
confessionale, non per questo meno comune a tutti loro. Julius Evola, da parte sua, ne parla come
di un Ordine segreto di iniziati.

Infine, se questultimo afferma che le numerose dame cantate dai poeti, a partire da Dante, sotto
qualsiasi nome fossero conosciute, erano solamente una, limmagine della Santa Sapienza, della
Gnosi, cio di un principio dilluminazione, di salvezza, di conoscenza trascendente, riconosce
per anche che il ruolo che giocava la donna reale in tali esperienze rimane una questione
irrisolta.

Per Henry Corbin le Figure contemplate dai Fedeli dAmore potevano benissimo essere delle
Figure concrete e terrestri, e tuttavia non essere visibili che da loro soltanto., o ancora ci che
vedevano i Fedeli dAmore era sia lAngelo Intelligenza Sapienza, sia una certa figura terrestre,
ma questa simultaneit non era reale e visibile che per ciascuno di loro.

Ci si trova qui in presenza di uno tra i tanti interrogativi che rimangono a proposito dei Fedeli
dAmore.

Si sarebbe tentati di concludere, secondo Corbin, che il mondo delle immagini offre alluomo il
pi alto grado di contemplazione dellEssere divino che possa conoscere. Una contemplazione
soprattutto imperfetta: per sublime che sia, la teofania sotto forma di immagine non meno formale
e non saprebbe di conseguenza riflettere lIncreato. A questa riflessione di Claude Addas, Henry
Corbin aveva risposto in anticipo affermando: Non sicuro che esista il dilemma tra incontro di un
Dio supremo e personale e esperienza di un qualche Assoluto spersonalizzato o impersonale.

Tuttavia si oppone volentieri e non senza ragione lesperienza spirituale di Mansr Hallj, il
martire mistico dellIslam, come lo chiamava Louis Massignon, a quella dellUnicit
dellEssere (Wahdat al-wujd) secondo Ibn Arab. Vi si aggiunger quindi la posizione di Henry
Corbin per cui la meditazione angelica che la forma stessa, necessaria e ogni volta unica, della
rivelazione della deit nascosta e inaccessibile .

C quindi una dimensione mistica (ma non nel senso in cui lintendeva Ren Gunon) dove
questione di un Dio conosciuto, Dio amato, secondo lespressione di Robert Amadou, cos come
della bellezza senza volto del Cristo. cos che per Louis Massignon non che attraverso la
sofferenza mortale della prova desiderata che egli [il santo] pu accedere allUnione con lUno,
allEssenza divina disarmata, spogliata, nuda.

C una dimensione teosofica nella quale si tratta dello stesso Dio conosciuto e amato, ma che
non pu essere conosciuto e amato che attraverso teofanie, cio per mezzo di una Figura, o
Forma umana. questa la testimonianza di Rzbehn Baql, per il quale il senso nascosto della
Forma umana la teofania primordiale: Dio che si rivela a s stesso nella Forma adamitica,
lAnthropos celeste evocato nella pre-eternit, e che la sua propria immagine.
Infine vi una dimensione estatica per la quale, come dice il Trattato dellUnit di Ibn Arab a
proposito dellessere reale: Vede la Sua esistenza attraverso la Sua esistenza.

Trattandosi dei Fedeli dAmore, se si pu affermare che non seguono la via mistica, si iscrivono
sicuramente in una o nellaltra di queste due ultime dimensioni. Ma solo un fedele damore
potrebbe dirimere la questione. Si rester allora modestamente a una certezza, cio che nellOrdine
della Fedelt dAmore proprio il soggetto dellesperienza che possiede la qualit maschile:

Fintanto che lanima gioca il ruolo della donna come fidanzata dello sposo celeste, in tutta
questa letteratura (), nella leggenda e nel mito, i ruoli si invertono, perch il soggetto
dellesperienza che possiede la qualit maschile.

la ragione per cui lesperienza dei Fedeli dAmore non pu essere di tipo mistico ed senza
dubbio unesperienza teosofica, nel modo in cui ne parla la Cabala teosofica, per distinguerla
dalla Cabala estatica. Ora, la Cabala teosofica, ispirata dallo Zohar, detta discendente, perch
tende ad ununificazione delluomo e della Presenza divina, la Shekhin, allimmagine
dellunione del Santo, sia Egli Benedetto, e della Shekhin.

Luomo Shekhin Dio

Daltra parte tocca alluomo di essere maschio e femmina, sempre, affinch la sua fede possa
restare inalterata e la Presenza divina [la Shekhin] non lo abbandoni mai. Potresti chiedere: che ne
delluomo che parte per un viaggio e che, lontano dalla sua donna, cessa di essere maschio e
femmina? Questuomo, prima di mettersi in cammino, mentre ancora maschio e femmina,
deve pregare Dio perch mandi su di lui la Presenza del suo Maestro. Quando ha pregato e reso
grazie, mentre riposa su di lui la Presenza divina, allora pu partire perch, grazie alla sua unione
con la Presenza divina, adesso maschio e femmina anche in campagna cos come lo era in citt.

La sposa Lo sposo Shekhin

Lesempio dello Zohar ci porta quindi a pensare che lesperienza della Fedelt dAmore proprio
unesperienza teosofica:

Due non lo sono pi, ma Enrico e Matilde / Sono uno unito allaltra in una stessa immagine,
scrive Novalis nellEnrico di Ofterdingen.

Comunque nulla lascia supporre che ci si limiti allesperienza delle teofanie formali e che il fedele
damore, cio ladepto della Fedelt amorosa che ha raggiunto lOriente dellanima, non possa
conoscere unesperienza del tipo delle teofanie informali. proprio il contrario che ci insegna
lesempio, questa volta, di Ibn Arab nelle Illuminazioni della Mecca.

RAFFAELLO
Indietro a Sommario - Tous les collaborateurs

Wackenroder, "La visione di Raffaello" (estratti), Fantasie sullarte

Vedere anche Wackenroder

"Raffaello, che brilla come il sole tra tutti i pittori, ci ha lasciato in una lettera al conte di
Castiglione le parole seguenti, che mi sono pi preziose delloro e che non ho mai potuto
leggere senza un sentimento segreto e confuso di rispetto e di adorazione. Dice:

Siccome si vedono cos poche belle forme femminili, mi tengo a mente una certa immagine
che nasce nella mia anima.

Ora recentemente, in un modo totalmente inaspettato e con mia profonda gioia, queste parole piene
di significato mi si sono illuminate di viva luce.

Sfogliavo il tesoro di vecchi manoscritti del nostro monastero e ho trovato, in mezzo a molte
pergamene polverose e senza valore, alcuni fogli scritti a mano da Bramante, che impossibile
sapere come sono giunti in questo luogo. Su uno di questi fogli erano scritte le frasi seguenti, tali e
quali le traduco senza alcuna modifica.

Per mia propria soddisfazione e per mantenere il ricordo esatto, riporto qui un fatto meraviglioso
che il mio caro Raffaello mi ha confidato sotto il vincolo del segreto. Qualche tempo fa, gli
manifestai apertamente la mia ammirazione per le Madonne e le Sacre Famiglie che dipinge con
bellezza suprema, e insistetti vivamente perch mi dicesse da dove aveva potuto trarre
lincomparabile bellezza, la fisionomia toccante e lespressione insuperabile delle sue immagini
della Santa Vergine. Dopo avermi lasciato un certo tempo in sospeso con il pudore e la riservatezza
giovanile che gli sono propri, fu preso da unintensa emozione, mi si gett al collo, e piangendo mi
rivel il suo segreto. Mi raccont come, fin dalla sua tenera infanzia, aveva sempre avuto un
sentimento di piet particolare per la Madre di Dio, tanto che a volte, soltanto pronunciandone il
nome ad alta voce, provava una grande melanconia. Pi tardi, quando il suo spirito si era gi volto
verso la pittura, il suo pi grande desiderio era sempre stato di dipingere la Vergine Maria nella sua
vera perfezione celeste, ma non aveva mai osato. Nel pensiero, la sua anima aveva costantemente
lavorato alla sua immagine, giorno e notte; ma non era mai riuscito assolutamente a completarla con
sua soddisfazione; gli era sempre sembrato che la sua immaginazione lavorasse nelle tenebre. E
tuttavia a volte era caduto come un raggio celeste nella sua anima, di modo che aveva visto davanti
a s questa figura in tratti chiari, tale quale laveva voluta; ma ci non era mai stato altro che un
istante, e non aveva potuto fissarla nel suo cuore. Cos la sua anima era sballottata in
uninquietudine costante; non aveva mai visto questi tratti se non di sfuggita, e il suo presentimento
oscuro non si era mai potuto risolvere in unimmagine chiara. Alla fine non era pi riuscito a
trattenersi, e con mano tremolante aveva cominciato unimmagine della Santa Vergine; e durante
questo lavoro il suo ardore intimo era stato senza cessa crescente. Una notte che, come gi gli era
capitato spesso, aveva fatto in sogno una preghiera alla Vergine, si era svegliato di soprassalto sotto
leffetto di unoppressione violenta. Nelle tenebre il suo occhio era stato attratto da un alone di luce
contro il muro davanti al suo letto. Guardando pi attentamente, aveva constatato che la sua
immagine della Madonna che, ancora incompiuta, era addossata al muro, irraggiava la luce pi
dolce ed era diventata unimmagine perfetta e realmente viva. Il carattere divino di questimmagine
lo prese con talmente tanta potenza che scoppi in lacrime. Limmagine lo guardava negli occhi con
unespressione emozionante che non si saprebbe descrivere e sembrava sul punto di muoversi da un
momento allaltro; e gli parve anche che essa si muovesse realmente. Il pi meraviglioso era che gli
sembrava che questimmagine fosse proprio quella che aveva sempre cercato, anche se non ne
aveva mai avuto altro che un presentimento oscuro e confuso. Come si riaddorment ne perdette
tutto il ricordo. Lindomani mattina si alz come trasformato; lapparizione era restata per sempre
incisa nel suo cuore e nei suoi sensi, ed era allora riuscito a riprodurre i tratti della Madre di Dio
come gli erano sempre fluttuati davanti allanima, e aveva sempre avuto un certo rispetto anche per
le immagini che dipingeva. Ecco cosa mi raccont il mio amico, il mio caro Raffaello, e questo
miracolo mi sembrato cos importante e cos notevole che ne ho scritto il resoconto per mia
personale soddisfazione.

Questo il contenuto del foglietto inestimabile che mi caduto tra le mani. Ora si pu ben vedere
chiaramente davanti ai propri occhi quello che il divino Raffaello intende con questa strane parole,
quando dice:

"Mi tengo a mente una certa immagine che nasce nella mia anima."

Si capir, istruiti da questo miracolo manifesto dellonnipotenza divina, che la sua anima innocente
ha espresso in queste semplici parole un senso molto grande e profondo? Non si capir infine che
tutte le fantasie profane sullispirazione dellartista sono un vero peccato e si sar convinti che
non si tratta qui di assolutamente nientaltro che di una grazia divina immediata?

Ma non aggiungo niente, per lasciare ciascuno alle sue meditazioni su questo argomento cos
importante e di profonde riflessioni."

DANTE e NOVALIS

E chi volesse vedere con ancora maggiore penetrazione, chiamerebbe questa Beatrice: Amore,
tanto grande la sua somiglianza con me
Indietro a Sommario - Novalis - Tous les collaborateurs

Lamore umano di Dante per Beatrice forma le premesse di questo amore iniziatico che far del
poeta italiano un fedele damore dopo che sar stato iniziato alla via della Fedelt dAmore.

Nella relazione che unisce Dante e Beatrice bisogna considerare Amore come il maestro di Dante e
Beatrice, lamatissima del poeta, in virt della rassomiglianza che esiste tra lei e Amore. Tutto il
mistero della Fedelt dAmore si trova in questa relazione.

Tra Dante e Beatrice esiste la stessa relazione amorosa, mentre tra Dante e Amore esiste una
relazione da discepolo a maestro. Tra Beatrice e Amore si trova la rassomiglianza che significa, per
riprendere le parole di Novalis, che Beatrice linvolucro corporeo dAmore.

La stessa relazione sincontra giustamente in Novalis al momento della morte della sua fidanzata
Sophie. Non c rottura dellamore umano, ma al contrario questo amore umano raggiunge allora la
sua pienezza.

cos che la morte dellamatissima che simmetrica alla morte iniziatica del fedele damore
costituisce la prima tappa della Fedelt dAmore che viene designata sotto il nome di tappa
iniziatica, dove lAmore diventa il maestro, o polo, terrestre delliniziato.

La seconda tappa di tipo visionario, ed questa che fa entrare nella conoscenza del Maestro
interiore che Cristo stesso. Questa tappa cristica segna anche lingresso delliniziato nel mondo
dellAnima dove si produce la visione:

Chi ho visto? e chi, che gli dava la mano / Ho potuto vederlo? Non domandatelo. / Non vedr mai
pi altro che loro (Novalis)

Questa tripla relazione tra lamata, il Cristo e il fedele damore tipica dellesperienza interiore dei
Fedeli dAmore: Cristo e Sofia.
Essa ne forma il compimento.

La terza tappa segna il ritorno delliniziato che ha raggiunto lOriente dellAnima, che diventato
un adepto, un fedele damore, in questo mondo terrestre da dove la sua amatissima ormai assente.

La sua relazione amorosa vissuta allora sotto un doppio aspetto:

Il Maestro interiore delladepto Cristo, e il suo polo celeste diventata Lei, o la Vergine Sofia,
secondo linsegnamento di Jacob Boehme.

Ladepto unisce nella stessa relazione amorosa lamatissima che ha abbandonato la manifestazione
terrestre e colei che permette adesso la relazione delladepto con il suo Maestro interiore, Sofia,
mentre la stessa rassomiglianza tra Lei e lamatissima mantiene la sua relazione col polo celeste.

Lultima tappa, infine, avviene nel momento della morte fisica.

Questa non concerne che gli adepti che hanno superato i limiti del mondo terrestre, vale a dire
quelli che sono entrati nella Vita prima ancora di morire fisicamente, come ne testimonia Novalis:
Con quale gioia le racconter, quando mi sveglier e mi ritrover nel mondo antico e primitivo
conosciuto da molto tempo, e quando Lei star davanti a me: sognavo di te, sognavo che sulla terra
ti amavo, la tua immagine corporea ti assomigliava, tu moristi... pass un breve momento di
angoscia e io ti seguii.

Queste diverse tappe operano nella sola dimensione teosofica, come nel caso della Cabala
teosofica. Ma la via della Fedelt dAmore non esclude altre esperienze spirituali. Questa via
dAmore si prolunga in via di conoscenza amorosa e persino, in certe condizioni, in via di
Conoscenza. naturalmente il caso di Dante: A l'alta fantasia qui manc possa; / ma gi volgeva il
mio disio e 'l velle, / s come rota ch'igualmente mossa, / lamor che move il sole e l'altre stelle,
e anche di Novalis: La vita perfetta il cielo.