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Maria Di Grazia IIID

TR A ES OTER I SMO E PARANORMAL E

Viaggio attraverso le credenze paranormali, secolarmente radicate in


tutte le culture.

Tra Esoterismo e Paranormale! 1


Maria Di Grazia IIID

INDICE
LETTERATURA : (pag 4)
- Il poeta Decadente come veggente,rivelatore dell'occulta verità
- La figura di Charles Baudelaire e la Foresta di Simboli da decifrare
INGLESE : (pag 7)
-The Gothic Novel : il sovrannaturale come allegoria della realtà
-L'uomo nei suoi tentativi di superare la sua stessa natura
- Frankenstein by Mary Shelley
GEOGRAFIA ASTRONOMICA E FISICA: (pag 12)
- I Segreti dell'universo (Buchi neri,universi paralleli,vita extraterrestre)
- Solstizi, Equinozi e fasi lunari (La scienza che si riversa nei culti magici)
LETTERATURA LATINA: (pag 20)
- Il nome segreto di Roma
- "Magicietamorfosi" "De magia" (Apuleio)
- riti nella "Germania" (Testo in lingua, Germania, 9) (Tacito)
- una scena di necromanzia (testo in italiano) (Lucano)
LETTERATURA GRECA: (pag 24)
-La Figura Di Medea (Prologo in lingua vv 1 - 15)
FILOSOFIA E RELIGIONE: (pag 25)
-Schopenhauer e le filosofie orientali che hanno influenzato la sua teoria sul "velo
di Maya"
- Culti magici moderni che si riallacciano alla tradizione
Culti di Ecate e Diana
STORIA: (pag 28)
- Il Nazismo Esoterico

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Introduzione...

Mi sono riproposta,in questa tesina, di analizzare riconnessioni


all'esoterismo ed al paranormale insite nei vari argomenti che du-
rante l'anno abbiamo trattato nei programmi delle varie mate-
rie,ma spesso e volentieri senza studiarne approfonditamente gli
aspetti più particolari.

Ma cosa si intende per esoterismo?


E’ un termine generale per indicare le dottrine di carattere segreto i
cui insegnamenti sono riservati agli adepti, ai quali è affidata la possi-
bilità della rivelazione della verità occulta, del significato nascosto.
La parola deriva dal greco esoterikos (interno, dentro) e storicamente
si riferisce ai sacri misteri presenti in tutti i paganesimi e nel cattolice-
simo.
E cosa si intende per paranormale?
Per “Paranormale” intendiamo tutto ciò che concerne fenomeni ad og-
gi non ancora spiegabili secondo le umane conoscenze scientifi-
che,fenomeni che vanno oltre le conosciute leggi della fisica.

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Decadentismo e figura del poeta decadente come rivelatore


dell’occulta verità.
Il termine “ Decadentismo” si riferisce ad un movimento letterario nato a Parigi
negli anni Ottanta dell’800.
Il Decadentismo crede che la ragione e la scienza non possano dare una vera co-
noscenza del reale, perché l’essenza del reale è al di là delle cose, è misteriosa,
ambigua, indecifrabile, e può essere compresa solo liberandosi di una struttura
razionale di pensiero. Per questo il poeta decadente ricerca quegli stati di grazia e
perdita di sé che gli permettano di entrare in contatto con l’assoluto e l’incono-
scibile. Strumenti principi della conoscenza divengono gli stati abnormi della co-
scienza, come la l’allucinazione, la malattia, il delirio, la pazzia, il sogno e l’incu-
bo. Per poter sfruttare tali stati, spesso i poeti li producono artificialmente: fanno
un uso massiccio di alcool, assenzio e droghe come hashish, oppio, morfina, con
la convinzione che tali sostanze amplifichino le facoltà umane e stimolino la crea-
tività artistica.
Rimbaud, nella sua "Lettera del Veggente" dice: "Io dico che bisogna esser veg-
gente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso un lungo, immenso, ra-
gionato sregolamento di tutti i sensi".
Il poeta è quindi celebrato come un vate o veggente capace di cogliere , attraverso
il superamento dei classici strumenti di conoscenza che abbiamo (cioè i sensi e le
deduzioni razionali), significati che sono davanti agli occhi di tutti ma che nessun
essere “comune” potrebbe mai individuare, egli vede e sente mondi arcani ed in-
visibili ed è capace di scavare nell'interiorità umana e nel mistero dell'ignoto.
Anche la parola poetica cambia: viene utilizzato un linguaggio comprensibile solo
da spiriti che riescono a percepire le stesse sensazioni del poeta.Per la sua oscuri-
tà l'argomento della poesia sfugge alla comprensione del lettore che può inter-
pretarla in modi differenti. Il Decadentismo ha insito in sè un forte simbolismo,
definito istintivo, che predilige le sensazioni e le corrispondenze segrete tra tutte
le cose, così come figure retoriche come l'analogia, la metafora o la sinestesia,
scovate tramite folgorazioni ed intuizioni dal poeta veggente.

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La figura di Charles Baudelaire e la “foresta di simboli” da deci-


frare.
Corrispondenze
E' un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l'uomo
tra foreste di simboli dagli occhi
familiari. I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.
Esistono profumi freschi come
carni di bimbo, dolci come gli òboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l'espansione propria alle infinite
cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti.
Charles Baudelaire

Da I fiori del male, Les Fleurs Du Mal, 1857

Traduzione di Luigi De Nardis, Milano, Feltrinelli, 1964

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Charles Pierre Baudelaire (Parigi,


9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto
1867) è stato un poeta, scrittore,
critico letterario e traduttore france-
se. È considerato uno dei più cele-
bri e importanti poeti del XIX seco-
lo, esponente chiave del simboli-
smo e grande innovatore del gene-
re lirico. I fiori del male, la sua ope-
ra maggiore, è considerata uno dei
classici della letteratura e mondiale.

I fiori del male (Les fleurs du Mal) è una raccolta poetica di Charles Baudelaire
(1821-1867). Fu pubblicata nella primavera del 1857 in una tiratura di 1320
esemplari e comprendeva cento poesie divise in cinque sezioni: "Spleen et ideal",
"Les fleurs du mal", "La revolte", "Le vin" e "La mort".

L’opera venne immediatamente censurata perché la forma poetica e i temi trattati


fecero scandalo.

Il poeta ,spesso usando anche immagini forti, ci rivela che il Mondo che noi per-
cepiamo è Inganno, Artifizio, Maya, ma al contempo non è totalmente illusorio, si
rivela a noi come “Foresta di Simboli”. Ma il simbolo è Verità. Il simbolo occulta la
Verità e ce la rivela al contempo. Il poeta decifra la Foresta di Simboli, e poi, attra-
verso il linguaggio del cuore, che è anch’esso simbolico, ci rivela Verità che pos-
siamo percepire solo se anche noi, utilizziamo il linguaggio simbolico, attiviamo
l’emisfero destro, quello che controlla la parte sinistra del corpo, il Linguaggio del
Cuore. Baudelaire tenta di essere lo strumento di una canalizzazione di forze spi-
rituali, rinunciando all’io pensante.
Tutto il suo percorso di uso di droghe e alcool, aveva lo scopo di liberare l’Io pen-
sante e farsi Strumento dello Spirito.

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The Gothic Novel


il sovrannaturale come allegoria della realtà.

Il romanzo gotico è un genere narrativo The Gothic novel is a narrative genre


che si sviluppò a partire dal XVIII secolo. which developed in the XVIII century.
I romanzi gotici originariamente erano Gothic novels were originally tales of the
racconti del macabro,del fantastico e del macabre, fantastic and supernatural
sovrannaturale, generalmente ambiantati usually set in haunted castles, wild
in castelli infestati, paesaggi selvaggi e landscapes and ruins ; and were
rovine ; e furono influenzati dal concetto influenced by the concept of the
di sublime teorizzato da Edmund Burke sublime theorised by Edmund Burke in
nella sua relazione al terrore. it’s connection to terror.
Il romanzo gotico non è soltanto una Gothic fiction is not just a supernatural
storia sovrannaturale su creature story about fantastic creatures, but
fantastiche, ma rappresenta spesso una often represents a critique of and a
critica ed una sfida all’ordine razionale challenge to the rational order of
della società Vittoriana, particolarmente Victorian society, particullary it’s climate
riguardo al suo clima di repressione of sexual repression.
sessuale.

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THE SUBLIME
Immanuel Kant Edmund Burke
According to his theories the sublime is an aesthetic value According to his theories, the sublime is a
produced by something huge and unmeasurable. He makes concept associated with vastness, natural
a distinction between two types of sublime: magnificence and strong emotion ; that goes
* Mathematic Sublime: beyond rational understanding, inspiring strong
which comes when we are watching something very huge passions that can neither be explained nor
(such as the universe). In front of this vision we have a controlled.
state of ambivalent feelings; on one hand we are For Burke the sublime leads to a paralysis of
sorry,because our immagination can’t bear the idea of such vision.
unmeasurable sizes, on the other hand we are pleasured, He associated the sublime with obscurity, power,
because our mind rises to the idea of infinite, which makes darkness, solitude, vastness and uniformity in
every hugeness look smaller. comparison with the beautiful which was
The displeasure of immagination is balanced by the connected with notions of smallness and
pleasure of reason. variegation.
* Dynamic Sublime: His theory was extremely popular and
which comes from the vision of extraordinary natural contributed to spread a passion for extreme
forces (such as vulcans,storms..) that makes us feel at the sensations that culminated in the Gothic novel.
beginning, a sense of our corporeal smallness in front of
nature; but ,then, we feel a strong feeling about our ideal
size,due to our dignity of being thinking humans,with
reason and moral law.
________________________________________________ ________________________________________
Secondo le sue teorie, il sublime è un valore estetico
prodotto da qualcosa di grande ed incommensurabile. Egli Secondo le sue teorie, il sublime è un concetto
fa una distinzine tra due tipi di sublime : associato alla vastità , alla magnificenza della
*Sublime Matematico: natura e alle emozioni forti ; che va al di là della
che ha origine in presenza di qualcosa di smisuratamente comprensione razionale, ed ispira forti passioni
grande (come l’universo).Di fronte a questa visione che non possono essere spiegate nè controllate.
incorriamo in uno stato di sentimenti ambivalenti: da una Per Burke il sublime porta ad una paralisi della
parte proviamo dispiacere,poichè la nostra immaginazione visione.
non può abbracciare queste incommensurabili grandezze, Egli associava il sublime con l’oscurità, il potere,
dall’altra parte proviamo un sentimento di piacere,poichè la il buio, la solitudine, la vastità e l’uniformità a
nostra mente si eleva all’idea di infinito, che fa si che ogni paragone con la bellezza che era relazionata alle
immensità appaia più piccola. Il dispiacere nozioni di piccolezza e variegazione.
dell’immaginazione è quiindi bilanciato dal piacere della La sua teoria era molto popolare e contribuì al
ragione. diffondersi di una passione per le sensazioni
*Sublime Dinamico: estreme, che culminò nel romanzo gotico.
proviene dalla visione di sproporzionate forze naturali
(come i vulcani, le tempeste) che inizialmente ci causano
un senso di piccolezza corporea innanzi alla natura, ma
successivamente avvertiamo un forte senso della nostra
grandezza ideale,dovuta alla diglità dell’essere esseri umani
pensanti portatori di ragione e di legge morale.

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FRANKENSTEIN by Mary Shelley


THE PLOT LA TRAMA

The novel recounts the story of a brilliant Il romanzo racconta la storia di uno
scientist, Victor Frankenstein, who scienziato brillante, Victor Frankenstein,
discovers the secret of giving life to che scopre il segreto per dar vita a cose
inanimate matter and decides to create a inanimate e decide di creare un essere
living being from parts of dead vivente da parti di cadaveri. La creatura
bodies.The creature he generates has che genera ha una forza sovrannaturale ed
supernatural strenght and a horrible un aspetto orribile, che incutono terrore e
appearance,thus inspiring fear and disgust disgusto in chiunque lo veda. Sempre più
in whoever sees it. Being more and more triste e solo, il mostro si trasforma in un
lonely and miserable, the monster turns essere distruttivo ed omicida al di fuori
into a destructive and homicidal being del controllo del suo creatore. Fallendo
who is beyond his creator’s control. nel convincere Frankenstein a procuragli
Failing to convince Frankenstein to una compagna, alla fine uccide il fratello
provide a female companion he del suo creatore e la sua sposa.
eventually kills his creator’s brother and Frankenstein lo segue nella regione artica
his bride. Frankenstein follows him to the per distruggerlo ma muore durante la sua
Artic to destroy it but dies in the pursuit. ricerca.

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Interpretations Interpretazioni
Frankenstein is much more sophisticated than an Frankenstein è molto più sofisticato di un semplice
ordinary Gothic romance, it transforms a basic horror romanzo gotico: trasforma una storia di base horror in
story into an enquiry on the nature of un’inchiesta sulla natura della creazione, la
creation,scientific responsability and social justice. On responsabilità della scienza e la giustizia sociale. Da un
one level, the novel can be seen as a feminist critique lato, il romanzo può esser visto come una critica
of male rationalism and of the idea that science can femminista sul razionalismo maschile e dell’idea che la
reveal all the secrets of the universe. Through the scienza possa rivelare tutti i segreti dell’universo.
figure of the mad scientist, Frankenstein, Mary Shelley Attraverso la figura dello scienziato pazzo,
shows us the irrational desires which can be found Frankenstein, Mary Shelley ci mostra i desideri
under the apparently rational scientific enquiry and irrazionali che possono essere scovati sotto l’apparente
also male envy of the female power to create life. razionale ricerca scientifica ed anche l’invidia maschile
Frankenstein gives us the first indication of the del potere femminile di creare la vita. Frankenstein ci
repressed side of the scientific positivism of the 19th fornisce la prima indicazione della parte repressa del
century. The novel is subtitled The modern positivismo scientifico del XIX secolo. Il romanzo è
Prometheus, referring to the myth of Prometheus who sottotitolato “Il moderno Prometeo” , riferendosi al
stole fire from the gods and gave it to mankind and mito di Prometeo che rubò il fuoco agli dei e lo donò
was punished for his act which made men equal in all’umanità, e fu punito per quest’atto che rese gli
power to the gods. Moreover, the figure of the monster uomini a pari potere degli dei. Inoltre, la figura del
himself is much more complicated than the evil mostro è molto più complicata rispetto ai mostri cattivi
monsters we find in a typical horror story. He begins che troviamo nelle tipiche storie di terrore. Egli
his unfortunate life as an innocent being, comincia la sua sfortunata vita come un essere
uncontaminated by society. It is this society’s rejection innocente,non contaminato dalla società. Sono il suo
and persecution of the monster which drives him to rifiuto e la persecuzione del mostro da parte della
take revenge and to commit evil. Through the monster, società a portarlo a vendicarsi e a fare del male.
in fact, Mary Shelley comments on society’s Attraverso il mostro, infatti, Mary Shelley commenta
responsability in creating the social evils that it riguardo alla responsabilità della società nel creare
condemns. Frankenstein is a warning about the disagi sociali che poi condanna. Frankenstein è un
dangers of interfering with the process of nature. avvertimento riguardo ai pericoli causati
dall’interferire con l’ordine naturale delle cose.

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Frankenstein
by Mary Shelley

Chapter 5

It was on a dreary night of November that I beheld the accomplishment of my toils. With an anxiety that almost amounted to
agony, I collected the instruments of life around me, that I might infuse a spark of being into the lifeless thing that lay at my
feet. It was already one in the morning; the rain pattered dismally against the panes, and my candle was nearly burnt out, when,
by the glimmer of the half-extinguished light, I saw the dull yellow eye of the creature open; it breathed hard, and a convulsive
motion agitated its limbs.

How can I describe my emotions at this catastrophe, or how delineate the wretch whom with such infinite pains and care I had
endeavoured to form? His limbs were in proportion, and I had selected his features as beautiful. Beautiful!--Great God! His yellow
skin scarcely covered the work of muscles and arteries beneath; his hair was of a lustrous black, and flowing; his teeth of a pearly
whiteness; but these luxuriances only formed a more horrid contrast with his watery eyes, that seemed almost of the same colour
as the dun white sockets in which they were set, his shrivelled complexion and straight black lips.

The different accidents of life are not so changeable as the feelings of human nature. I had worked hard for nearly two years, for
the sole purpose of infusing life into an inanimate body. For this I had deprived myself of rest and health. I had desired it with an
ardour that far exceeded moderation; but now that I had finished, the beauty of the dream vanished, and breathless horror and
disgust filled my heart. Unable to endure the aspect of the being I had created, I rushed out of the room, and continued a long
time traversing my bedchamber, unable to compose my mind to sleep. At length lassitude succeeded to the tumult I had before
endured; and I threw myself on the bed in my clothes, endeavouring to seek a few moments of forgetfulness. But it was in vain: I
slept, indeed, but I was disturbed by the wildest dreams. I thought I saw Elizabeth, in the bloom of health, walking in the streets
of Ingolstadt. Delighted and surprised, I embraced her; but as I imprinted the first kiss on her lips, they became livid with the hue
of death; her features appeared to change, and I thought that I held the corpse of my dead mother in my arms; a shroud envelo-
ped her form, and I saw the grave-worms crawling in the folds of the flannel. I started from my sleep with horror; a cold dew co-
vered my forehead, my teeth chattered, and every limb became convulsed: when, by the dim and yellow light of the moon, as it
forced its way through the window shutters, I beheld the wretch -- the miserable monster whom I had created. He held up the
curtain of the bed; and his eyes, if eyes they may be called, were fixed on me. His jaws opened, and he muttered some inarticu-
late sounds, while a grin wrinkled his cheeks. He might have spoken, but I did not hear; one hand was stretched out, seemingly to
detain me, but I escaped, and rushed down stairs. I took refuge in the courtyard belonging to the house which I inhabited; where I
remained during the rest of the night, walking up and down in the greatest agitation, listening attentively, catching and fearing
each sound as if it were to announce the approach of the demoniacal corpse to which I had so miserably given life.

Oh! no mortal could support the horror of that countenance. A mummy again endued with animation could not be so hideous as
that wretch. I had gazed on him while unfinished; he was ugly then; but when those muscles and joints were rendered capable of
motion, it became a thing such as even Dante could not have conceived.

I passed the night wretchedly. Sometimes my pulse beat so quickly and hardly that I felt the palpitation of every artery; at ot-
hers, I nearly sank to the ground through languor and extreme weakness. Mingled with this horror, I felt the bitterness of disap-
pointment; dreams that had been my food and pleasant rest for so long a space were now become a hell to me; and the change
was so rapid, the overthrow so complete!

Morning, dismal and wet, at length dawned, and discovered to my sleepless and aching eyes the church of Ingolstadt, its white
steeple and clock, which indicated the sixth hour. The porter opened the gates of the court, which had that night been my asy-
lum, and I issued into the streets, pacing them with quick steps, as if I sought to avoid the wretch whom I feared every turning of
the street would present to my view. I did not dare return to the apartment which I inhabited, but felt impelled to hurry on, alt-
hough drenched by the rain which poured from a black and comfortless sky.

I continued walking in this manner for some time, endeavouring, by bodily exercise, to ease the load that weighed upon my mind.
I traversed the streets, without any clear conception of where I was, or what I was doing. My heart palpitated in the sickness of
fear; and I hurried on with irregular steps, not daring to look about me:--

"Like one who, on a lonely road, Doth walk in fear and dread, And, having once turned round, walks on, And turns no more his
head; Because he knows a frightful fiend Doth close behind him tread."[1]

[1] Coleridge's _Ancient Mariner._

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I SEGRETI
DELL’ UNIVERSO

I buchi neri
Definizione
Si definisce buco nero un corpo celeste estremamente denso, dotato di un'attra-
zione gravitazionale talmente elevata da non permettere l'allontanamento di alcun-
ché dalla propria superficie. Questa condizione si ottiene quando la velocità di fuga
dalla sua superficie è superiore alla velocità della luce. Un corpo celeste con que-
sta proprietà risulterebbe invisibile e la sua presenza potrebbe essere rilevata solo
indirettamente, tramite gli effetti del suo intenso campo gravitazionale. Fino ad oggi
sono state raccolte numerose osservazioni astrofisiche che possono essere inter-
pretate (anche se non univocamente) come indicazioni dell'effettiva esistenza di
buchi neri nell'universo. Il termine "buco nero" è dovuto al fisico John Archibald
Wheeler (in precedenza si parlava di dark star o black star).

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FORMAZIONE DEI BUCHI NERI

Verso il termine del proprio ciclo vitale, dopo aver consu-


mato tramite fusione nucleare il 10% dell'idrogeno trasfor-
mandolo in elio, nel nucleo della stella si arrestano le rea-
zioni nucleari. La forza gravitazionale, che prima era in
equilibrio con la pressione generata dalle reazioni di fusio-
ne nucleare, prevale e comprime la massa della stella ver-
so il suo centro.
Quando la densità diventa sufficientemente elevata può
innescarsi la fusione nucleare dell'elio, in seguito alla quale
c'è la produzione di litio, azoto e altri elementi (fino all'ossi-
geno e al silicio). Durante questa fase la stella si espande
e si contrae violentemente più volte, espellendo parte della
propria massa. Le stelle più piccole si fermano ad un certo
punto della catena e si spengono, raffreddandosi e con-
traendosi lentamente, attraversano lo stadio di nana bianca
e nel corso di molti milioni di anni diventano una sorta di
gigantesco pianeta.
Se invece il nucleo della stella supera una massa critica, detta limite di Chandrasekhar pari a 1,4 volte la massa sola-
re, le reazioni possono arrivare fino alla sintesi del ferro. La reazione che sintetizza il ferro per la formazione di ele-
menti più pesanti è endotermica, richiede energia invece che emetterne, quindi il nucleo della stella diventa una mas-
sa inerte di ferro e non presentando più reazioni nucleari non c'è più nulla in grado di opporsi al collasso gravitaziona-
le. A questo punto la stella subisce una contrazione fortissima, che fa entrare in gioco la pressione di degenerazione
tra i componenti dei nuclei atomici. La pressione di degenerazione arresta bruscamente il processo di contrazione, ma
in questo caso può provocare una gigantesca esplosione, detta esplosione di supernova di tipo II.
Durante l'esplosione quel che resta della stella espelle gran parte della propria massa, che va a disperdersi nell'uni-
verso circostante; quello che rimane è un nucleo estremamente denso e massiccio. Se la sua massa è abbastanza
piccola da permettere alla pressione di degenerazione di contrastare la forza di gravità si arriva ad una situazione di
equilibrio: si forma una stella di neutroni.
Se la massa supera le tre masse solari (limite di Volkoff-Oppenheimer) non c'è più niente che possa contrastare la
forza gravitazionale; inoltre, secondo la relatività generale, la pressione interna non viene più esercitata verso l'esterno
(in modo da contrastare il campo gravitazionale), ma diventa essa stessa una sorgente del campo gravitazionale, ren-
dendo così inevitabile il collasso infinito.A questo punto la densità della stella morente, ormai diventata un buco nero,
raggiunge velocemente valori tali da creare un campo gravitazionale talmente intenso da non permettere a nulla di
sfuggire alla sua attrazione, neppure alla luce: si ha una curvatura infinita dello spaziotempo, che può far nascere dei
cunicoli all'interno di buchi neri in rotazione. Alcuni scienziati hanno così ipotizzato che, almeno in linea teorica, è pos-
sibile viaggiare nel passato, visto che i cunicoli collegano due regioni diverse dello spaziotempo.
A causa delle loro caratteristiche, i buchi neri non possono essere "visti" direttamente ma la loro presenza può essere
ipotizzata a causa degli effetti di attrazione gravitazionale che esercitano nei confronti della materia vicina e della ra-
diazione luminosa in transito nei paraggi o "in caduta" sul buco.
Esistono anche altri scenari che possono portare alla formazione di un buco nero. In particolare una stella di neutroni
in un sistema binario può rubare massa alla sua vicina fino a superare la massa di Chandrasekhar e collassare. Alcuni
indizi suggeriscono che questo meccanismo di formazione sia più frequente di quello "diretto".
Un altro scenario permette la formazione di buchi neri con massa inferiore alla massa di Chandrasekhar: anche una
quantità arbitrariamente piccola di materia, se compressa da una gigantesca forza esterna, potrebbe in teoria collas-
sare e generare un orizzonte degli eventi molto piccolo. Le condizioni necessarie potrebbero essersi verificate nel
primo periodo di vita dell'universo, quando la sua densità media era ancora molto alta, a causa di variazioni di densità
o di onde di pressione. Questa ipotesi è ancora completamente speculativa e non ci sono indizi che buchi neri di que-
sto tipo esistano o siano esistiti in passato.

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Fenomenologia dei buchi neri

La caratteristica fondamentale dei buchi neri è che il loro campo gravitazionale divide idealmente lo spazio-
tempo in due o più parti, separate fra di loro da un orizzonte degli eventi. Un'informazione fisica (come
un'onda elettromagnetica, o una particella) potrà oltrepassare un orizzonte degli eventi in una direzione sol-
tanto. Nel caso ideale, e più semplice, di un buco nero elettricamente scarico, e non rotante (buco nero di
Schwarzschild), esiste un solo orizzonte degli eventi, che è una sfera centrata nell'astro, e la frase di Jhon
Archibald Wheeler, un buco nero non ha capelli, sta a significare che tutte le informazioni sugli oggetti o
segnali che cadono in un buco nero vengono perdute.
In realtà un buco nero non è del tutto nero: esso emette particelle, in quantità inversamente proporzionale
alla sua massa, portando ad una sorta di evaporazione. Questo fenomeno, dimostrato nel 1974 per la pri-
ma volta dal fisico Stephen Hawking, è noto come radiazione di Hawking ed è alla base della termodinami-
ca dei buchi neri.
Altri effetti fisici sono associati all'orizzonte degli eventi, in particolare per la relatività generale il tempo pro-
prio di un osservatore in caduta libera appare più lento all'aumentare del campo gravitazionale fino ad arre-
starsi completamente sull'orizzonte. Quindi un astronauta che stesse precipitando verso un buco nero per-
cepirebbe di impiegare un tempo infinito e, se potesse sopravvivere all'enorme gradiente del campo gravi-
tazionale, non percepirebbe nulla di strano all'avvicinarsi dell'orizzonte; al contrario un osservatore esterno
vedrebbe i movimenti dello sfortunato astronauta rallentare progressivamente fino ad arrestarsi del tutto
quando raggiunge il raggio di Schwarzschild.
Al contrario degli oggetti dotati di massa i fotoni non vengono rallentati o accelerati dal campo gravitaziona-
le del buco nero, ma subiscono un fortissimo spostamento verso il rosso (in uscita) o verso il blu (in entra-
ta). Un fotone che nascesse esattamente sull'orizzonte degli eventi, diretto verso l'esterno del buco nero,
subirebbe un tale spostamento verso il rosso da allungare all'infinito la sua lunghezza d'onda (la sua ener-
gia diventerebbe quindi pari a zero).
A tutt'oggi non è possibile conoscere lo stato della materia interna di un buco nero, le leggi stesse che rego-
lano la fisica all'esterno dell'orizzonte degli eventi perdono validità in prossimità del buco nero.
Uno degli oggetti nella Via Lattea candidati ad essere un buco nero è una sorgente di raggi X chiamata
Cygnus X-1. Viene ipotizzato che enormi buchi neri (di massa pari a milioni di volte quella del sole) esistano
al centro delle galassie, come nella nostra e nella galassia di Andromeda.

Tra Esoterismo e Paranormale! 14


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La teoria dei buchi neri,e della loro capacità di piegare il tradizionale reticola-
to spazio-temporale, ha dato origine a diverse teorie riguardanti non solo ipo-
tetici viaggi nel tempo ma anche la possibilità dell’esistenza di universi paral-
leli..

VITA EXTRATERRESTRE IN UNIVERSI PARALLELI?


Il mondo della fisica si sta interrogando sulla possibilità che esista della vita non solo nel
nostro universo, ma anche in una moltitudine di altri universi simili o diversi dal nostro,
con leggi della fisica differenti, a volte talmente diverse da ribaltare completamente il con-
cetto stesso di essere vivente che abbiamo ora.
Alcune teorie mostrano come possano esistere universi molto differenti dal nostro, con
elementi di base simili al carbonio, all'idrogeno ed all'ossigeno, attraverso i quali si possa-
no evolvere forme di vita complesse, per quanto "costruite" su una chimica differente dalla
nostra.
Le moderne teorie cosmogoniche dicono che il nostro universo potrebbe essere uno tra i
tanti racchiusi in quello che viene definito "multiverso". Di continuo nascono e muoiono
sempre nuovi universi, in un ciclo del tutto simile a quello della vita : si uniscono, si scon-
trano, si fondono, nascono e muoiono nel corso di miliardi di anni o in pochi istanti, a volte
sono addirittura invisibili se osservati da altri universi che li compenetrano.
In questo enorme "cataclisma multi-universale", se le condizioni rimangono stabili per un
periodo sufficiente è possibile che si possa sviluppare una complessità tale da permettere
la nascita della vita. Non si tratterebbe quindi di universi composti per lo più da molecole
vaganti ed atomi allo stato brado, ma di una vera e propria chimica organica basata su co-
stanti fisiche differenti dalle nostre.
Fino ad ora si è sempre creduto che se fosse cambiata una sola costante nel nostro uni-
verso, tutto sarebbe crollato. Studi recenti suggeriscono invece che occorrerebbe analiz-
zare più approfonditamente questo scenario, dato che diverse costanti fisiche non signifi-
cano necessariamente l'impossibilità dell'esistenza.
Alcuni scienziati hanno quindi iniziato a formulare diversi scenari in cui ogni universo ha
forze elettromagnetiche simili alle nostre, concentrandosi sulla possibilità della nascita di
forme di vita basate sul carbonio. Hanno definito come "congeniali alla vita" quegli universi
in cui possono esistere forme stabili di idrogeno, ossigeno e carbonio, basi attorno le quali
si può sviluppare una chimica organica fondamentale.
Hanno quindi approntato una serie di simulazioni per vedere cosa sarebbe successo se
avessero alterato le masse dei quark, le particelle elementari che compongono protoni,
elettroni e neutroni, modificando soltanto la massa dei quark chiamati "up", "down" e
"strange", i più comuni e leggeri dei sei quark conosciuti.
Ed hanno scoperto che c'è più di un "universo congeniale alla vita". Universi in cui potreb-
bero nascere forme di vita basate non sul carbonio tradizionale, ma su alcuni dei suoi iso-
topi.
O addirittura universi in cui una delle quattro forze fondamentali del nostro universo, la for-
za nucleare debole, manca completamente e viene compensata dalle altre tre.

Tra Esoterismo e Paranormale! 15


Maria Di Grazia IIID EXTRATERRESTRI, UFO

Extraterrestre è un aggettivo che indica qualsiasi oggetto di provenienza


esterna al pianeta Terra. Può essere riferito a del materiale come ad esempio
i meteoriti o a forme di vita estranee alla Terra.
L'esistenza (presente o passata) di forme di vita extraterrestre è al momento
solo ipotetica, dato che non sono mai state trovate chiare prove di organismi
o microorganismi al di fuori della biosfera terrestre. Alcune meteoriti mostrano
tracce che somigliano a microorganismi primitivi, ma le prove non sono anco-
ra conclusive.
Nella cultura popolare l'extraterrestre - detto anche alieno - è visto soprattutto
come un ipotetico essere dotato di intelligenza proveniente da un altro piane-
ta, ed è un personaggio descritto all'interno di innumerevoli opere di fanta-
scienza, ma anche in resoconti di misteriosi avvistamenti - mai del tutto pro-
vati - da parte di persone di ogni nazionalità

Tutta la vita sulla terra è basata su carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno, e questo
fatto potrebbe essere una costante anche per quanto riguarda altri pianeti alieni.
Ci sono però altri elementi chimici che potrebbero ipoteticamente costituire la ba-
se per la vita, come ad esempio il silicio o l'azoto. Il punto di vista secondo il qua-
le il carbonio è necessariamente la base di tutta la vita sugli altri pianeti, in quan-
to le sue proprietà chimiche e termodinamiche lo rendono di gran lunga superiore
a tutti gli altri elementi, è stato soprannominato sciovinismo del carbonio.
Lo studio scientifico sulla possibile base biomeccanica della vita extraterrestre è
noto con il nome di esobiologia o xenobiologia. Per alcuni la vita nell'universo è
nata e si è evoluta autonomamente in punti diversi, differenziandosi. Mentre per
altri, sostenitori della teoria detta panspermia, la vita è stata generata da un unico
tipo di spore che hanno provveduto a una base comune per ogni specie su ogni
pianeta.
Ai giorni nostri, alcuni sostengono che gli alieni visitino regolarmente il nostro
pianeta. Gli UFO sarebbero i loro mezzi di trasporto su cui a volte portano alcuni
umani per studiarli. Alcuni attribuiscono il fenomeno dei cerchi nel grano diretta-
mente all'azione extraterrestre (fulmini globulari, sfere di luce o BOL). Più realisti-
camente l'unico contatto possibile con la vita extraterrestre all'interno del sistema
solare sarebbe quello con ipotetici microorganismi su altri pianeti e sulle loro
lune. Anche se questa fosse l'unica possibilità, potrebbe comunque essere perico-
losa date le possibilità di contagio da batteri particolarmente aggressivi di origine
extraterrestre (basti pensare che gli Indios d'America sono stati falciati a milioni
dalla banale influenza europea), questo pericolo è comunque remoto dato che
eventuali batteri o virus alieni avrebbero quasi certamente una biochimica così di-
versa dalla nostra da risultare innocui.

Tra Esoterismo e Paranormale! 16


Maria Di Grazia IIID

Solstizi, Equinozi e fasi lunari


La scienza che si riversa nei culti magici

In molte religioni neopagane,basate su antichi culti celti, oltre ai 4 sabbat (festività) maggiori , probabilmente
associati con i cicli dell'agricoltura e dell'allevamento, possiamo individuare altre festività strettamente legate
alle attività naturali del nostro pianeta.

SOLSTIZIO DʼINVERNO
Nella tradizione germanica precristiana, Yule era la festa del solstizio d'inverno.
Nel neopaganesimo, soprattutto germanico odierno rappresenta uno degli otto giorni solari, o sabbat; viene
celebrata intorno al 21 dicembre.Yule è anche un termine arcaico per il Natale (con questo significato viene
riportato, per esempio, nei dizionari della lingua inglese; il termine appare ancora in alcuni canti natalizi ed è
tuttora usato in alcuni dialetti scozzesi).Attualmente, con BELTANE e SAMHAIN, Yule è una delle principali
festività neopagane.Chiamato anche Saturnalia, o Festa delle Luci.
E' uno dei sabba minori, il passaggio celeste in cui la notte e' piu' lunga del giorno, e segna l'inizio dell'inver-
no astronomico.Yule cade in concomitanza con il Natale Cristiano, nella stessa data i romani celebravano il
"Sol Invictus".Per questo motivo e' avvenuta la mescolanza tra feste e simboli pagani con quelli
cristiani.L'abete decorato, l'agrifoglio, le ghirlande...In particolare l'abete e' l'albero che rappresenta la Dea
nella stagione invernale, mentre la ghirlanda rappresenta la ruota dell'anno.

SOLSTIZIO D’ESTATE

La festività di Litha, la cui tradizione risale al culto pagano dei celti, celebrato durante il solsti-
zio d’estate , viene oggi festeggiata come sabbat nella moderna Wicca.

Intorno al 21 giugno il sole celebra il suo trionfo in quello che è il giorno più lungo del-
l’anno, ma che, allo stesso tempo, rappresenta l’inizio del suo declino, infatti dopo il sol-
stizio d’estate, le giornate iniziano lentamente, ma inesorabilmente ad accorciarsi, fino al
solstizio d’inverno, in quella che è la fase calante dell’anno. Secondo i culti pagani è il
tempo in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare.

Nell’antica Grecia i due solstizi erano chiamati “porte”: “Porta degli Uomini” quello estivo e
“Porta degli Dei” quello invernale. Per la prima porta si entrava nel mondo materiale della
creazione, mentre per la seconda porta si entrava nel regno divino e soprannaturale. Il solsti-
zio si colloca in quel confine che separa la crescita dal declino, la manifestazione, dalla non
manifestazione.

Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo
l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima. Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell'asse di rota-
zione terrestre rispetto l'eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l'angolo di inclinazione ter-
restre.

Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno in occasione del solstizio di
estate boreale, mentre raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in dicembre, in occasione del
solstizio di inverno boreale, corrispondente all'estate nell'emisfero australe.

Tra Esoterismo e Paranormale! 17


Maria Di Grazia IIID

FASI LUNARI
La stregoneria, come culto e pratica, e' indissolubilmente legata alla Luna.

Secondo i pagani bisogna sempre fare attenzione al momento che si sceglie per operare un rituale.
Anche questo ha la sua influenza, in base alla fase lunare relazionata allo scopo che si vuole otte-
nere.

Crescente
Il periodo di tempo tra la luna nuova e la luna piena.
E' in questa fase il momento per operare rituali di accrescimento, di propiziazione, di avvicina-
mento, di protezione.

Piena
Quando la Luna e' completamente visibile.
E' il momento in cui si festeggia l'Esbat. Qui le possibilita' e le "energie" della fase crescente sono
al culmine.

Calante
Il periodo di tempo tra la luna piena e la luna nuova.
E' in questa fase il momento per operare rituali volti all'allontanamento, al bando, alla dispersione
della negativita', alla restituzione di torti, al danno.

Nuova
Quando la Luna è completamente invisibile.
E' una fase controversa: per alcuni è un momento in cui operare per terminare/porre fine a qual-
cosa, (una malattia magari), altri dicono che non dovrebbero esservi fatti rituali (se non quelli di
negatività); per altri ancora è la prima fase della rinascita, in cui cominciare progetti o cose nuove.

Fasi lunari

Le fasi lunari descrivono il diverso aspetto che la luna mostra durante il suo moto, causate dal
suo diverso orientamento rispetto al sole.
Esistono 8 fasi lunari di cui 4 principali ed altre 4 intermedie:
1. Luna nuova (o congiunzione o fase di novilunio)
2. Luna crescente
3. Primo quarto
4. Gibbosa crescente

Tra Esoterismo e Paranormale! 18


Maria Di Grazia IIID

5. Luna piena (o opposizione o fase di plenilunio)


6. Gibbosa calante
7. Ultimo quarto
8. Luna calante

Sorgere e tramontare della Luna


■ Con la luna nuova la Luna è interposta fra la Terra e il Sole: sorge al mattino e tramonta
alla sera. Se si allinea con la Terra e il Sole si ha un'eclissi solare.
■ Nelle quadrature o quarti (primo quarto e ultimo quarto), le semirette congiungenti la Terra
con la Luna e il Sole formano un angolo di 90°: al primo quarto la Luna sorge a mezzogior-
no e tramonta a mezzanotte, all'ultimo quarto sorge a mezzanotte e tramonta a mezzogior-
no.
■ Con la luna piena la posizione della Terra è compresa tra Sole e Luna: la Luna sorge alla
sera e tramonta al mattino. Se invece si allinea dietro l'ombra della Terra si ha un'eclissi
lunare.
■ Congiunzione ed opposizione vengono denominate sizigie.
La Luna compie una rivoluzione attorno alla Terra in 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 11 secondi (mese
siderale). Il mese lunare (ovvero il periodo compreso fra due Lune nuove) ha invece una durata
media di 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 3 secondi. La differenza è dovuta al fatto che nel frattempo
sia la Terra che la Luna sono avanzate lungo l'orbita terrestre ed il loro allineamento col Sole è
cambiato. Tale differenza non è costante principalmente perché nel corso dell'anno la velocità della
Terra lungo la sua orbita varia in dipendenza della distanza Terra-Sole.

Tra Esoterismo e Paranormale! 19


Maria Di Grazia IIID

IL NOME SEGRETO DI ROMA


Scrive Giovanni Pascoli nel suo "Inno a Roma":

O - ma qual nome ora, de' tuoi tre nomi,


dirà l'Italia? Il nome arcano è tempo
che si riveli, poi ch'è il tempo sacro.
Risuoni il nome che nessun profano
sapea qual fosse, e solo nei misteri
segretamente s'inalzò tra gl'inni…

Quindi Roma non aveva un solo nome, ma addirittura tre: uno ovvio, uno segreto e uno sacro. Il nome segre-
to di Roma sarebbe "Amor". Quello sacro "Flora", in onore a Venere.
Il nome segreto di Roma è tale anche per la convinzione che come ogni cosa, rivelarlo significa Possederlo,
secondo le regole dell’Alta Magia cerimoniale.

L’idea che Roma avesse un nome segreto ha origini antichissime. Riporta Giulio Solino, un dotto vissuto nel III
sec. d.C., che questo nome era a conoscenza dei soli capi di Stato, i quali se lo tramandavano al momento del
passaggio del potere. Il Pontefice Massimo pronunciava il nome segreto solo ed esclusivamente durante i sa-
crifici rituali. Si ha prova di un antico rituale compiuto durante il solstizio d’inverno in onore della dea Ange-
rona, la cui statua ha la bocca bendata, forse proprio per alludere all’impronunciabilità del nome. Macrobio,
un funzionario imperiale vissuto tra il IV ed il V sec. d.C., nei suoi "Saturnalia" riporta che il nome arcano era
scritto in libri antichissimi, ognuno dei quali citava un nome diverso, quasi ad ingarbugliare le carte a chi ten-
tasse di scoprirlo. E anche Plinio il Vecchio, nella sua Historia Naturalis, ci ricorda che "riti misteriosi proibi-
scono di pronunciare l’altro nome di Roma".

Ma perché un nome segreto? Forse perché avere un nome segreto poteva mettere al riparo la città stessa da
chi le era ostile e dalle maledizioni scagliate dai nemici che, invocandone il nome, potevano ingraziarsi il nu-
me tutelare. Sappiamo per esempio che, durante la presa di Veio, i romani ne invocarono la dea protettrice,
Giunone, promettendo di adorarla meglio degli stessi abitanti. In questo modo la battaglia volse in modo fa-
vorevole all’esercito romano (fatto riportato da Tito Livio). Per questo non si doveva conoscere nemmeno il
nome della divinità protettrice di Roma, per evitare che questa potesse cedere alle lusinghe dei nemici. Addi-
rittura non poteva essere rivelato neppure il sesso del nume. Il nome di una città era inoltre considerato sino-
nimo di potenza e grandezza magica, quindi pronunciarlo significava acquisire tali forze.

Il nome Flora - il possibile nome sacro - avrebbe origine da un episodio accaduto sotto il regno di Tarquinio
Prisco. Come spesso succede, infatti, i nuovi regnanti rimuovono ciò che è stato fatto da chi li ha preceduti e
il penultimo re di Roma non fu da meno: ordinò che fossero spostati dal Campidoglio alcuni altari dedicati
agli dei. Ma Terminus e Iuventas (come narra Varrone, in De Lingua latina e conferma Tito Livio) si rifiutaro-
no... di venir rimossi. Gli auguri trassero dunque il vaticinio che mai Roma sarebbe scesa dalla sua altezza,
mai sarebbe decaduta dalla sua posizione di prestigio e la definirono "Flora", "la Fiorente" (o anche "Valentia",
"la Forte"). Ma Flora ci ricorderebbe anche Venere, alla quale erano dedicati i Ludi Florales (Floralia), feste del
"rinnovo della natura", che si svolgevano tra il 28 aprile e il 3 maggio. E sempre Venere ci conduce ad Amor, il
terzo e più esoterico nome della città. L’idea che Venere potesse essere il nume tutelare di Roma ebbe origine
durante l’ascesa al trono di Augusto, che divenne Cesare proprio perché considerato un diretto discendente
della dea.

Tra Esoterismo e Paranormale! 20


Maria Di Grazia IIID

L ELEMENTO MAGICO NELLA LETTERATURA LATINA


APULEIO

Apuleio è uno degli autori di letteratura latina nel quale è presente un forte richiamo alle arti magiche. Si
fece iniziare a tutti i culti più o meno segreti che a quei tempi abbondavano nell'Oriente mediterraneo:
misteri di Eleusi, di Mitra, misteri di Iside, culto dei Cabiri a Samotracia, e tanti altri di minore fama. La sua
speranza era di trovare il "segreto delle cose" e, al pari della sua eroina Psiche, si abbandonava a tutti i
dèmoni della curiosità, avventurandosi fino alle frontiere del sacrilegio. Egli fu accusato dai parenti della
defunta moglie di averla sedotta con la magia, e si difese personalmente nel processo recitando la sua
“Apologia” o “De Magia”. Nel De Magia Apuleio si difende egregiamente, facendo notare ai suoi
ascoltatori la differenza sostanziale tra filosofia e magia.Però questa Apologia è caratterizzata,sotto
un’attenta analisi, da una certa ambiguità: nel tono complessivo come già detto Apuleio tende a presentarsi
come un filosofo e non come un mago, dall’altro lato egli distingue tra una magia volgare e malefica,da cui
prende nettamente le distanze, e una magia di livello superiore, che consente di conoscere le forze occulte
che dominano la realtà e di indirizzarle a fini leciti e benefici: a quest’ultimo tipo di pratiche magiche
Apuleio confessa con orgoglio di interessarsi.Nel sostenere questo, tuttavia, egli mostra una competenza
nelle varie tecniche dell’arte magica tanto approfondita da risultare sospetta: permane infatti il dubbio che la
sua esperienza in questo campo non si mantenga necessariamente entro i limiti che egli proclama. Possiamo
riscontrare una forte matrice magica ,prova delle conoscenze di Apuleio in quest’ambito, anche nelle
Metamorfosi, il cui protagonista è un mago.

TRAMA METAMORFOSI
La storia narra di un giovane chiamato Lucio (identificato da A. con lo stesso narratore), appassionato di magia. Originario di
Patrasso, in Grecia, egli si reca per affari in Tessaglia, paese delle streghe. Là, per caso, si trova ad alloggiare in casa del ricco
Milone, la cui moglie Panfila è ritenuta una maga: ha la facoltà di trasformarsi in uccello. Lucio - avvinto dalla sua insaziabile
"curiositas" - vuole imitarla e, valendosi dell'aiuto di una servetta, Fotis, accede alla stanza degli unguenti magici della donna. Ma
sbaglia unguento, e viene trasformato in asino, pur conservando coscienza ed intelligenza umana. Per una simile disgrazia, il ri-
medio sarebbe semplice (gli basterebbe mangiare alcune rose), se un concatenarsi straordinario di circostanze non gli impedisse
di scoprire l'antidoto indispensabile. Rapito da certi ladri, che hanno fatto irruzione nella casa, durante la notte stessa della meta-
morfosi, egli rimane bestia da soma per lunghi mesi, si trova coinvolto in mille avventure, sottoposto ad infinite angherie e muto
testimone dei più abietti vizi umani; in breve, il tema è un comodo pretesto per mettere insieme una miriade di racconti.Nella ca-
verna dei briganti, Lucio ascolta la lunga e bellissima favola di "Amore e Psiche", narrata da una vecchia ad una fanciulla rapita
dai malviventi: la favola racconta appunto l'avventura di Psiche, l'Anima, innamorata di Eros, dio del desiderio, uno dei grandi
dèmoni dell'universo platonico, la quale possiede senza saperlo, nella notte della propria coscienza, il dio che lei ama, e che però
smarrisce per curiosità, per ritrovarlo poi nel dolore di un'espiazione che le fa attraversare tutti gli "elementi" del mondo.Sconfitti
poi i briganti dal fidanzato della fanciulla, Lucio viene liberato, finché – dopo altre peripezie – si trova nella regione di Corinto,
dove, sempre sotto forma asinina, si addormenta sulla spiaggia di Cancree; durante la notte di plenilunio, vede apparire in sogno
la dea Iside che lo conforta, gli annuncia la fine del supplizio e gli indica dove potrà trovare le benefiche rose. Il giorno dopo, il
miracolo si compie nel corso di una processione di fedeli della dea e Lucio, per riconoscenza, si fa iniziare ai
misteri di Iside e Osiride.

L’esperienza di Lucio è in qualche modo l’allegoria dell’esperienza spirituale dell’autore, infatti nelle meta-
morfosi possiamo ritrovare diversi riferimenti al misticismo e più in particolare al culto di Iside.

Tra Esoterismo e Paranormale! 21


Maria Di Grazia IIID

TACITO
Nella Germania ci vengono narrati da Tacito i culti
magici e religiosi dei Germani: un popolo semplice di
cui la religione,con le sue sfumature primitive,ne
rispecchia la natura. I sacrifici umani, il timore
reverenziale nei confronti degli dei, che sono ritenuti
non suscettibili di raffigurazione, la localizzazione dei
riti in luoghi non modificati dall’intervento dell’uomo
contribuiscono, secondo Tacito, a delineare la vitalità e
la genuinità primigenia del popolo germanico.

[Le divinità germaniche] (Germania, 9)


Deorum maxime Mercurium colunt, cui certis diebus humanis quoque ho-
stiis litare fas habent. [Herculem et] Martem concessis animalibus pla-
cant. Pars Sueborum at Isidi sacrificat: unde causa et origo peregrino sa-
cro, parum comperi, nisi quod signum ipsum in modum liburnæ figuratum
docet aduectam religionem.
Ceterum nec cohibere parietibus deos neque in ullam humani oris speciem
assimulare ex magnitudine cælestium arbitrantur: lucos ac nemora conse-
crant deorumque nominibus appellant secretum illud, quod sola reueren-
tia uidet.

Sopra tutti gli dèi [i Germani] onorano Mercurio, cui ritengono lecito, in certi giorni, fare anche
sacrifici umani. Placano Ercole e Marte con sacrifici d'animali consentiti. Parte degli Svevi sacri-
fica anche a Iside. Dell'origine e del motivo di questo culto straniero ho potuto accertare ben poco
al di fuori di un dato, e cioè che il simbolo stesso della dea, rappresentata in forma di nave libur-
nica, dimostra che il culto è stato importato.

Non ritengono conforme alla maestà degli dèi rinserrarli tra pareti e raffigurarli con sembianza
umana: consacrano loro boschi e selve e dànno nomi di divinità a quell'essere misterioso che solo
il senso religioso fa loro concepire

Tra Esoterismo e Paranormale! 22


Maria Di Grazia IIID

LUCANO
UNA SCENA DI NECROMANZIA
In Lucano possiamo assistere nella Pharsalia ad una descrizione di una
vera e propria scena di necromanzia.Quella di Lucano è un’invenzione
letteraria, ma sappiamo che a Roma la necromanzia era stata diffusa dai
pitagorici e fosse praticata nei circoli colti attraverso la testimonianza di
Cicerone, mentre si diceva che l’avesse praticata Nerone.
La necromanzia (dal greco νεκρομαντία, nekromantía) è una forma di
divinazione in cui i praticanti (detti necromanti) cercano di evocare degli
"spiriti operativi" o "spiriti della divinazione" per varie ragioni, dalla prote-
zione spirituale alla saggezza. La parola deriva dal greco νεκρός (nekrós),
"morto", e μαντεία (manteía), "divinazione". Comunque, a partire dal me-
dioevo, la necromanzia è stata associata ampiamente alla magia nera e
all'evocazione di demoni in genere, perdendo a volte il suo significato ori-
ginario: la forzatura dello spirito di un morto in un corpo umano utiliz-
zando energia astronomica.

Lucano - Lʼevocazione dei morti - Bellum civile VI vv. 681-755

Dopo aver mischiato sozzure comuni Dette queste parole, solleva il capo del morto disteso e la bocca
ed altre famose, aggiunse fronde stregate schiumante, e ne vede l’anima eretta,
da un empio scongiuro, ed erbe intrise sul nascere atterrita dalle membra esanimi e dalla chiostra dell’antico
da sputi dell’orrida bocca, e tutti i veleni carcere.
che ella preparò per il mondo.Più forte di tutte le erbe Teme di dovre rientrare nel petto squarciato,
a evocare gli dèi dello Stige, dapprima emise mormorii nei visceri e nelle fibre lacerate da mortale ferita.
dissonanti e molto diversi dal linguaggio umano. O sventurato, cui è sottratto iniquamente l’estremo privilegio
Contengono i tatrati dei cani, gli urli dei lupi, della morte,il poter morire.Erichtho si stupisce
il lamento del trepido gufo e del vampiro notturno, che ai fati si permettano tali indugi e, adirata con la Morte,
le strida e gli ululati delle belve,il sibilio dei serpenti; frusta il cadavere immoto con un vivo serpente,
esprimono anche lo scroscio dell’onda che si frange sugli scogli, attraverso fenditure della terra prodotte per incantesimo,
il mormorio della foresta e il tuono della nube squarciata. latra contro i Mani e rompe i sileni del regno:
Un’unica voce, di tante.Poi con emonio scongiuro , “Tisifone e Megera, sorde alla mia voce, con sferze
esprime le altre formule, la voce discende dal Tartaro: crudeli non cacciate attraverso il vuoto dell’Erebo
“O Eumenidi, vergogna dello Stige, castigo dei colpevoli, quest’anima disgraziata? Vi chiamerò con il vostro vero nome,
O Caos bramoso di confondere innumerevoli mondi, cagne dello Stige, quassù nell’aria superna,
O Stige, signore della terra,che ti crucci per la morte differita e lì vi lascerò inseguendovi ostinata per tombe e sepolcri,
degli dèi, o Elisio che nessuna Tessala merita; vi stanerò dai tumuli, vi scaccerò da tutte le urne.
o Persefone che odi il cielo e la madre, o ultima E te, o Ecate, mostrerò con aspetto pallido e sfatto,
fase della nostra Ecate che dai a me e alle ombre agli dèi cui suoli presentarti con volto simulato,
la facoltà di comunicare in silenzio, o custode del vasto e t’impedirò di mutare quel tuo sembiante infernale.
Inferno che getti le nostre viscere al crudele cane, Rivelerò, o Ennea, quali banchetti ti trattengono
e voi, sorelle che filate gli stami della vita sotto l’immenso peso della terra,in qual modo
per poi troncarli, o trachettatore dell’onda bollente, ami il lugubre re della notte, e quali nefandi contatti,
vecchio ormai stancato dalle ombre che ritornano a me, tu abbia sofferto, per cui Cerere non abbia voluto più richiamarti.
esaudite lo scongiuro: se v’invoco con voce abbastanza empia Su te, peggiore dei sovrani dell’universo, fra gli antichi crollati
e nefanda, se mai pronuncio incantesimi digiuna farò discendere il Titano con un colpo di luce improvvisa.
di carni umane, se spesso vi ho offerto grembi fecondi, Obbedite. O dovrò chiamare colui che sempre, invocato,
se ho deterso con calde cervella membra tagliate, scuote e sconvolge la terra e fissa apertamente la Gorgone
se erano destinati a vivere tutti i fanciulli e castiga a colpi di di frusta l’ Erinni atterrita,
di cui ho imbandito il capo e le viscere sui vostri piatti, colui che abita il Tartaro, in regioni a voi invisibili,
esauditemi.Non vi chiedo un anima già sprofondata nel Tartaro, di cui siete gli dèi, e spergiura sulle onde stigie?”
e dal tempo avvezza alle tenebre, ma una che ha appena lasciato Subito il sangue coagulato si scalda, ravviva le nere ferite e
la luce e sto discendendo, è ancora ferma sulla soglia scorre nelle vene fino all’estremità delle membra.
del pallido Orco, e anche se obbedisca all’incantesimo Trepidano le fibre percosse nel gelido petto,
scenderà fra le ombre una volta sola. L’anima di un soldato, e la nuova vita insinuandosi nelle midolla disavvezze
nostra da poco, predìca i destini pompeiani al figlio si mischia alla morte.Palpitano tutti gli arti,
del condottiero, se le guerre civili meritano qualcosa da voi.” si tendono i nervi.

Tra Esoterismo e Paranormale! 23


Maria Di Grazia IIID

LA FIGURA DI MEDEA
Nella letteratura greca troviamo una forte componente mistica nella figura di Medea.
Medea (dal greco: Μήδεια, Mèdeia) figlia di Eete, re della Colchide, e di Idia. Era
inoltre nipote di Elio (secondo altre fonti di Apollo) e della maga Circe, e come que-
st'ultima era dotata di poteri magici.La tradizione dominante fa coincidere la madre
di Medea con Idyia, “l’esperta”, legandola alla sfera magica del pharmakon. Spesso
Idyia è associata al mondo lunare ed è quindi riconducibile a Ecate, madre della
“scienza segreta” dei filtri, lontana dalla scienza apollinea e dal panorama mitico
attico. 
Tale identificazione permane anche nella produzione letteraria: ad esempio in Euri-
pide Medea invoca Ecate, protettrice dei giuramenti, e il suo desiderio di morte è in-
dicato come una “luce” che le attraversa la testa. Inoltre la magia di Medea sarà indi-
spensabile nella riuscita dell’impresa di Giasone alla conquista del vello d’oro.

Questo passo tratto dalla Medea di Euripide ci mostra le imprese compiute da Medea, Giasone e gli argonauti.Ci sottoli-
nea anche il fatto di come Medea abbia convinto le figlie di Pelia ad uccidere il proprio padre; con la magia , per il bene
di Giasone.Ella infatti ,secondo la tradizione, entrata a Iolco mentre gli Argonauti erano ancora al largo del porto, si pre-
sentò a palazzo sotto mentite spoglie, come vecchia mendicante, dopodiché, una volta accolta, cambiò magicamente
aspetto e si mostrò qual era in realtà, una giovane e bellissima donna. Poi, rivelatasi così come maga, mostrò a Pelia un
metodo per ringiovanire magicamente: prese un ariete, lo fece a pezzi e lo mise in un pentolone bollente da cui uscì un
agnello. Pelia entusiasta volle sottoporsi allo stesso trattamento. Medea lo fece addormentare e convinse quindi le figlie
presenti al palazzo, Evadne e Anfinome, a farlo a pezzi e metterlo a bollire nel calderone. Queste convinte eseguirono
risolutamente la procedura; una volta fatto a pezzi Pelia, Medea disse loro di andare in cima al palazzo a invocare la
divinità agitando delle fiaccole, per propiziare il buon esito dell'incantesimo. Questo gesto servì in realtà come segnale
per Giasone, che aspettava ancora al largo, che la nave potesse entrare in porto, perché Pelia era morto. Medea infatti
fece in modo che Pelia non resuscitasse.

Tra Esoterismo e Paranormale! 24


Maria Di Grazia IIID

Schopenhauer
e le filosofie orientali che hanno influenzato la sua teoria sul "velo di Maya"

Con il termine maya (in sanscrito माया, māyā) si intendono diversi concetti metafisici e gnoseologi-
ci propri della religione e della cultura induista.
Si tratta di un «velo» metafisico illusorio che, separando gli esseri individuali dalla conoscen-
za/percezione della realtà (se non sfocata e alterata), impedisce loro di ottenere moksha, la libera-
zione spirituale, tenendoli così imprigionati nel samsara, il continuo ciclo delle morti e delle rinasci-
te. Similmente alla metafora della caverna di Platone , l'uomo (e quindi l'intera umanità) è presen-
tato come un individuo i cui occhi sono coperti dalla nascita da un velo, liberandosi dal quale l'ani-
ma si risveglierà dal letargo conoscitivo (o avidyã, ignoranza metafisica) e potrà contemplare fi-
nalmente la vera essenza della realtà.
Le numerose ed eterogenee correnti induiste attribuiscono significati e funzioni differenti a questo
concetto: le correnti dualistiche (come ad esempio gli Hare Krishna) la interpretano come il «velo»
che separa l'essere individuale dal riscoprire la propria relazione con Dio, che essi identificano con
Krishna; mentre presso le scuole moniste (come, ad esempio, l'Advaita Vedanta, questo «velo» è
rappresentato dall'identificazione con il corpo, con la mente, con l'intelletto e con la propria stessa
individualità, il senso dell'io(ahamkara), ovvero tutto ciò che ricopre e riveste l'Atman(unica entità
eterna ed immortale), impedendo di riconoscere la propria identificazione con esso ed illudendo
così l'anima individuale di essere un individuo distinto dal tutto.
Nella filosofia moderna già Kant prima di Schopenauer aveva operato una distinzione tra fenome-
no e noumeno ossia tra la “cosa così come appare” e la “cosa in sè” , affermando che lʼuomo vede
la realtà filtrata attraverso le forme a priori della sua mente,comuni a tutti gli uomini ma egli vede
solo un “fenomeno” in quanto il filtro delle forme a priori non gli permetterà mai di vedere comʼè la
realtà in sè,ossia il noumeno, una costante x incognita.Ma mentre per Kant il noumeno è fonda-
mentalmente soltanto un concetto limite che rammenta allʼuomo i limiti della conoscenza, per
Schopenauer il fenomeno è parvenza,illusione e sogno , un “Velo di Maya” mentre il noumeno è
quella realtà che si nasconde dietro lʼingannevole trama del fenomeno che il filosofo ha il compito
di “s-coprire”. A differenza di Kant nella sua Critica della ragion pura, Schopenauer propone una
via dʼaccesso al noumeno.Egli afferma infatti che se noi fossimo soltanto rappresentazione non
avremmo modo di accedere alla vera essenza delle cose, ma essendo anche corpo,ci viviamo an-
che dal di dentro, godendo e soffrendo.Ed è proprio questʼesperienza di base che permette allʼuo-
mo di “squarciare” il velo del fenomeno e di afferrare la cosa in sè. Infatti,ripiegandoci su noi stes-
si,ci rendiamo conto che la cosa in sè del nostro essere è la volontà di vivere.

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Culti magici moderni che si riallacciano alla tradizione


Culti di Ecate e Diana

Vi sono alcuni culti appartenenti al mondo greco ed al mondo latino,che sono stati protratti nei secoli e ad oggi sono parte
integrante del neopaganesimo.

CULTO DI ECATE
Ecate è una dea della religione greca e romana (Latino Hecata o
Hecate, Greco Antico Ἑκάτη, Hekátē), ma di origine pre-indoeu-
ropea.
Ecate era una divinità in grado di viaggiare liberamente tra il
mondo degli uomini, quello degli Dei ed il regno dei Morti. Spesso
è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua ca-
pacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti.Dea degli
incantesimi e degli spettri, Ecate è raffigurata come triplice (gio-
vane, adulta/madre e vecchia), ed il numero Tre la rappresenta; le
sue statue venivano poste negli incroci (trivi), a protezione dei
viandanti (Ecate Enodia o Ecate Trioditis).Ecate viene anche asso-
ciata ai cicli lunari, insieme ad altre divinità come Diana/Artemide
e Selene/Luna, a simboleggiare la luna calante. Nell’antichità si
celebravano dei rituali dedicati alla dea Ecate, nonostante non vi
siano, tra i templi rimasti, alcuni in suo onore. Quasi sicuramente
questi templi erano formati dalle famose colonne chiamate Hecte-
rion che rappresentavano appunto la dea nella sua triplice mani-
festazione. Ci sono riferimenti ad un altare di Ecate nel fitto della
foresta frequentato da Medea.
I templi a lei dedicati vantano numerosi ed importanti siti. Primo
fra tutti quello eretto ad Argo: costruito accanto al santuario di
Eileithya, le statue che ne decoravano l'interno furono scolpite da
Skopas, Naucide e Policleto il Giovane, tutti importanti scultori ed
artisti dell'antichità. Secondo la tradizione, il tempio venne co-
struito da Elena di Sparta dopo la nascita della figlia Ifigenia, se-
condo le caratteristiche di Ecate che la vedono protettrice dei fan-
ciulli e delle nascite e connessa alla figura delle Parche. Consacrati
ad Ecate c'erano soprattutto sacerdotesse, ma anche sacerdoti,
organizzati in quei gruppi o coven come quelli presenti a Lesbo o
Sparta. I componenti erano istruiti in musica, danza e ovviamente
religione. Essi rimaneva in queste comunità fino al giorno del ma-
trimonio, ma alcuni conservavano il celibato e il nubilato. Essendo
una divinità prettamente femminile, spesso i sacerdoti erano ca-
strati o travestiti (per scelta) come avveniva anche per altre divini-
tà. Va da sé che l'omosessualità era sullo stesso piano dell'etero-
sessualità. I sacerdoti maschi erano chiamati "Cani di Ecate" e questo suggerisce che oltre al com-
pito sacerdotale avessero anche quello di guardiani.I culti misterici di Ecate furono istituiti per la
prima volta da Orfeo, l’artista fanciullo che incantò persino gli dei degli inferi con la sua musica
pur di riavere la sua amata Euridice.Egli parla della dea e le dedica una parte del primo inno orfico.
I Misteri di Ecate erano celebrati sia da uomini che da donne. Si svolgevano nelle grotte e nei tem-
pietti accendendo gruppi di tre torce. L’uso di incensi e altri composti bruciati favoriva le visioni e
spesso la statua della dea poteva animarsi; i riti su concludevano a mezzanotte con il banchetto
sacro, danze e spesso il bagno rituale.Ancora oggi nel neopaganesimo abbiamo alcuni promulga-
tori del culto di Ecate.

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Culto di Diana
Diana è una dea italica, latina e romana , signora delle sel-
ve, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e
dei torrenti, protettrice delle donne, cui assicurava parti non
dolorosi, e dispensatrice della sovranità. Più tardi fu assimi-
lata alla dea greca Artemide assumendone il carattere di
dea della caccia e l'accostamento alla Luna.
Secondo la leggenda, Diana - giovane vergine abile nella
caccia, irascibile quanto vendicativa - era amante della soli-
tudine e nemica dei banchetti; era solita aggirarsi in luoghi
isolati. In nome di Amore aveva fatto voto di castità e per
questo motivo si mostrava affabile, se non addirittura pro-
tettiva, solo verso chi - come Ippolito e le ninfe , si affidava
a lei , avendo promesso di voler mantenere intatta la pro-
pria verginità.La simbologia della dea è legata al mondo
delle selve.Il principale luogo di culto di Diana si trovava
presso il piccolo lago laziale di Nemi, sui colli Albani e il bo-
sco che lo circondava era detto nemus aricinum per la vici-
nanza con la città di Ariccia. La dea Diana, identificata nella
sua manifestazione lunare, è stata oggetto

di culto nella stregheria della tradizione italiana. Come riporta Charles Leland nel Vangelo delle Streghe
Diana è adorata come dea dei poveri, degli oppressi e dei perseguitati dalla Chiesa cattolica. Per far sì
che il culto della stregoneria andasse avanti mandò sua figlia Aradia per liberare dagli oppressori gli
schiavi e per divulgare il culto della dea, come mezzo di resistenza sociale.Aradia è divenuta una figura
importante nella Stregheria, nella Wicca e in altre forme di Neopaganesimo.
Il culto di Diana, dea della Luna, signora dei morti e delle tenebre ma anche della natura selvaggia, del-
la fertilità e quindi della vita,è alla base della Wicca secondo la quale Diana è la Dea, che , affiancata
dal misterioso “dio con le corna” , è principio di ogni cosa.

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IL NAZISMO ESOTERICO

Hitler affermò:

"La forza senza un fondamento spirituale è destinata a fallire"

Sulla base di questa frase il Führer e i suoi gerarchi intrecciarono una serie di credenze
esoteriche, per la formazione di una religione che esaltasse la forza, e la potenza della
popolazione tedesca.L’obbiettivo primo era la creazione di una razza "pura", fondatrice e
protettrice di un nuovo ordine mondiale: il Terzo Reich.

Alla base del mito della razza pura stava la leggenda di un popolo superiore, con caratte-
ristiche e potenzialità semi-divine: gli ariani.Per il regime tal etnia discendeva direttamen-
te da Atlantide, e avrebbe dominato il mondo prima di decadere a causa del vizio e della
corruzione.Per il nazismo i discendenti di questi super uomini si sarebbero sparsi per il
mondo, e in parte consistente in Tibet.

Furono sovvenzionate così da parte di Hitler, ma soprattutto da parte di Heinrich Himmler uno dei maggiori esperti del-
l’esoterismo nazista, una serie di spedizioni nel continente asiatico, con il preciso obbiettivo di stabilire un filone di
discendenza tra la popolazione tibetana, gli ariani e i tedeschi.Himmler era profondamente convinto che la popolazione
germanica derivasse da quei discendenti, e per provarlo incomincio ad effettuare una serie di misurazioni sui corpi dei
tibetani.

Secondo questa teoria i caratteri principali, del così detto "tratto fisico ariano" erano una fronte stretta, caratteristiche
somatiche spigolose, ed arti lunghi.Purtroppo le SS non si fermarono alla semplice ed ingenua misurazione di crani e
arti, ma proseguirono con esperimenti criminali, sui corpi dei tibetani.Provando che i tedeschi erano discendenti naturali
degli ariani, e quindi di semi-dei, si sarebbe potuto favorire la creazione di una nuova specie ariana.I provvedimenti atti
a favore di quest’obbiettivo, sono i più conosciuti per la loro drammaticità. Per prima cosa fu autorizzata la sterilizza-
zione, a tutti i non ariani, e a tutti i tedeschi che presentavano difetti psichici e fisici, a chi presentava problemi d’alcool,
epilessia o depressione. In totale furono sterilizzati circa quattrocentomila tedeschi. Il provvedimento più duro colpì gli
ebrei, che oltre ad essere considerati come strozzini, erano accusati di essere stati, con il loro comportamento, la causa
prima della sconfitta della Germania nel primo conflitto mondiale; ma soprattutto erano incolpati di ostacolare la nascita
della nuova razza.

Le leggi razziali prima, e i campi di concentramento poi, sarebbero stati per Führer il primo passo verso la costruzione
del nuovo ordine.

Hitler scriverà a riguardo:

"La più grave e crudele decisione che io abbia mai dovuto prendere.

Una misura barbarica per lo sfortunato che ne è colpito, ma una benedizione per i suoi compagni e per i posteri. La
sofferenza passeggera di un secolo può liberare i millenni futuri dalla sofferenza; e lo farà."

Tale azione criminale quindi, si sarebbe giustificata tramite la filosofia per la quale, il sacrificio di pochi avrebbe giovato
alla vita di molti.Ma l’antisemitismo, e la discriminazione razziale, derivavano entrambe da correnti di pensiero esoteri-
co molto diffuse in Germania.

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Thule

Un’altra componente principale dell’odio razziale tipica del nazismo, derivava dall’associazione Thule, di cui facevano parte oltre che
Hitler ed Hess, anche Alfred Rosenberg.Questa setta credeva nella venuta di un messia germanico, che avrebbe innalzato a gloria il
popolo tedesco, ma soprattutto era impegnata nella ricerca di una razza germanica pura.Per la ricerca i membri si avvalevano di mezzi
quali l’astrologia e il culto del sole.L’emblema dell’associazione Thule era un pugnale con una croce uncinata.La svastica era una
figura comune nella cultura pagana germanica, l’immagine rappresentava, infatti, il martello del Dio Thor e raffigurava il sole artico,
che era simbolo di creazione di vita e di buona fortuna. La svastica era dipinta sulle corazze e sugli scudi dei cavalieri antichi, proprio
in segno d’augurio e d’onore.Hitler cambiò tale significato e lo fece diventare il simbolo della missione e della vittoria dell’uomo
ariano, contro i nemici della razza pura.

Il razzismo e l’antisemitismo, non erano però le uniche componenti esoteriche del nazismo, ma solo una parte del più vasto universo
occulto che caratterizzava il nazional-socialismo. A proposito bisogna sottolineare altre due componenti essenziali dell’idea nazista: la
religione del sangue, e la formazione del corpo delle SS.

La Religione del Sangue

Alfred Rosenberg, componente dell’associazione Thule, e massimo filosofo del regime nazista, sentì il bisogno di affiancare al movi-
mento politico una religione adatta alla razza tedesca, che ne potesse ritrarre le virtù e la potenza.
Tale religione fu definita "La religione del sangue", che non celebrava la fede o la credenza come il cristianesimo, ma il sangue.Il
sangue, infatti, era nella tradizione nordica, e per lo stesso Rosenberg, il veicolo portante dello spirito, l’essenza della vita spirituale di
un popolo, un liquido magico, che era la forma più alta d’espressione del Volk.

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Come la religione cristiana anche quella nazista aveva bisogno dei propri martiri, da santificare, e su cui costruire l’immagine del sa-
crificio che il Führer esigeva. I martiri del regime erano per Hitler i sedici uomini uccisi nel tentativo di Putsch di Monaco del 1923.
Essi sarebbero stati onorati ogni anno tramite una solenne celebrazione, a metà via tra una processione pasquale, e un rito pagano.
Sarebbe stati ricordati per sempre come "i sedici immortali", poiché il loro spirito sarebbe sempre sopravvissuto fino alla fine del
Reich; dato che per il Reich avevano dato la vita.

Oltre al rito della rimembranza dei "sedici immortali", Hitler dispose, che tutti gli ufficiali d’alto prestigio prestassero giuramento
toccando la "bandiera del sangue", ovvero una bandiera nazista risalente al Putsch sporca del sangue di uno dei sedici immortali. Era
questo una specie di battesimo nazista, nel quale erano individuabili le chiare matrici cristiane, mischiate a quelle più puramente eso-
teriche.

La religione si avvalse anche di ricorrenze d’origine pagana, come la celebrazione del solstizio d’estate e del solstizio d’inverno.

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Il nuovo ordine dei Cavalieri Sacri: le SS

Il nazismo necessitava però della presenza di un ordine d’uomini, pronti a difendere il regime e la nazione, non solo sul piano
militare, ma anche su quello mistico e spirituale. Heinrich Himmler stretto collaboratore di Hitler si adoperò in questo senso,
per la formazione di quelli che lui stesso chiamava i "cavalieri del Reich". Le SS dovevano essere i nuovi super uomini conce-
piti della religione del sangue, il cui compito era mantenere l’equilibrio del nazismo, e preservarlo dai pericoli. Una specie di
nuova aristocrazia tedesca, un élite di guerrieri, la cui forza era essenziale non solo per la loro sopravvivenza, ma anche per
quella della razza ariana.

Himmler organizzò le SS sulla base dell’ordinamento dei cavalieri teutonici. 

Ciò fu appurabile con chiarezza durante il conflitto mondiale, quando le terre conquistate ad est della Germania furono divise
secondo un criterio feudale, tra gli ufficiali delle SS.

Lo stesso numero degli ufficiali SS, era insito di un significato mitico. Essi erano, infatti, dodici, come dodici erano i sommi
cavalieri di Re Artù, che si riunivano attorno alla sua tavola.

Himmler si basava anche sulla cultura indù, per la formazione dei suoi uomini, il rigido sistema di caste, e la reincarnazione si
sposavano bene all’ideale di un’élite nazista di guerrieri destinata a conquistare il mondo. Himmler stesso era profondamente
convinto di essere la reincarnazione di Re Enrico, un sovrano tedesco d’epoca medioevale, che aveva sconfitto i popoli slavi,
che minacciavano la Germania. Himmler credeva che il proprio destino carmico, fosse proprio quello di guidare le sue SS alla
distruzione delle popolazioni dell’est.

Per fare ciò gli uomini delle SS erano addestrati in antichi castelli trasformati in caserme, dove insieme alla dottrina nazista era
insegnato l’alfabeto runico; con il chiaro obbiettivo di ricordare alle truppe il passato pagano della Germania, e in modo di
mantenere sempre vivo in loro la consapevolezza di appartenere ad un ordine indistruttibile di monaci guerrieri.

Le SS quindi come un esercito mistico pronto a combattere per la gloria nazista, per la difesa della religione del sangue, e per la
formazione del Terzo Reich.

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