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Ogni tanto scrivere un post che non interessa praticamente a nessuno e verr letto al massimo da

quattro nerd d una certa soddisfazione.

In questo caso si raggiunge lapoteosi con un argomento parecchio complesso che per ha un
fascino enorme, per chi come me interessato a capire qualcosa della fisica del XX secolo, ancora
troppo giovane per essere compresa ed accettata da tutti ma gi abbastanza vecchia per almeno fare
un tentativo
Ragionare sulla fisica quantistica significa ragionare sullinfinitamente piccolo, su di un mondo che
funziona in modo completamente diverso da quello a cui siamo abituati, e di cui impossibile
capirne le basi usando la logica classica e proprio questo uno dei motivi per cui cos
interessante!

La scusa per scrivere questo post mi arriva da physicsworld.com, che tempo fa ha stilato la
classifica dei migliori esperimenti di fisica mai realizzati (link) a partire da Eratostene fino ai
giorni nostri.
Nei primi 10 posti troviamo il mitico pendolo di Foucault (con un pendolo si dimostrata la
rotazione terrestre), il calcolo della massa della Terra (di cui ho parlato qui), la decomposizione del
raggio solare tramite un prisma (Newton) e il famosissimo esperimento di Galileo delle sfere
lanciate dalla torre di Pisa.

Bellezza matematica?

Inaspettatamente al primo posto troviamo un esperimento che pochi conoscono ma effettivamente


per bellezza, semplicit e ripercussioni sulla storia della fisica probabilmente non ha eguali.
Questesperimento detto della doppia fenditura (double slit in inglese) e dimostra la duplice
natura della luce, che si rivelata essere allo stesso tempo unonda e un insieme di particelle (i
fotoni). Lo stesso incredibile risultato stato poi raggiunto in seguito anche per la materia (il
dualismo come vedremo vale anche per gli elettroni).

Secondo il celebre fisico Richard Feynman riflettendo attentamente su questo esperimento


possibile intuire tutta la meccanica quantistica.
Proviamoci senza formule e con un po di esempi.

Immaginiamo due schermi paralleli, il primo con due varchi sufficientemente grandi da far passare
delle pallottole e il secondo su cui questi proiettili andranno a fermarsi. Sparando una pallottola alla
volta contro il primo muro, otterremo dei risultati simili a quelli indicati nella prima immagine qui
sotto: in corrispondenza alle aperture del primo schermo troveremo le pallottole bloccate sul
secondo.
Siamo nellambito della fisica classica e del mondo che conosciamo, quindi niente di sorprendente.
Ecco cosa si ottiene "sparando" proiettili attraverso 2 fenditure verso un bersaglio

Proviamo ora a colpire il primo muro con un getto dacqua dalle due fenditure vedremmo partire
delle onde che vanno ad interferire luna con laltra, annullandosi in certi punti e moltiplicando la
forza in altri, in base alla fase dellonda, come si intuisce dalla figura qui sotto (cliccala per vedere
il movimento delle onde):

A sinistra ci sono le due fenditure (i quadrati) mentre sulla destra rappresentato il muro dove
arrivano le onde, dopo aver interferito in modo da avere forza "nulla" dove i cerchi sono neri e un
multiplo delle forze nei punti rossi.

Quindi il risultato ottenuto colpendo il muro con unonda dacqua differente dal risultato ottenuto
coi proiettili, si hanno tante bande e non solo due, come chiaro dalla seguene rappresentazione:
Risultato (semplificato) che si ottiene colpendo il primo schermo con un'onda.

Fino a qui, niente di strano.

Ora per proviamo a fare lo stesso esperimento una terza volta, sparando degli elettroni uno ad
uno verso due schermi identici a quelli usati per le pallottole (ovviamente con aperture pi piccole
per far passare le minuscole particelle), qual il risultato? Qui c la vera sorpresa. Nonostante
siano delle particelle, gli elettroni finiscono sul bersaglio in posizioni corrispondenti a quelle dal
secondo esperimento, quindi come se gli elettroni fossero unonda!
Vediamo limmagine del risultato:

Ed ecco cosa si ottiene "sparando" elettroni verso una doppia fenditura...

Com possibile?

Stiamo parlando di elettroni, cio delle particelle con una massa ben definita, che vengono sparate
una alla volta verso due aperture, come fanno ad interferire con se stesse come se fossero delle
onde? Da quale delle due aperture passa lelettrone? Per produrre linterferenza, lelettrone deve
essere per forza unonda e passare contemporaneamente dai due fori, ma come pu una particella
essere unonda mentre attraversa lo schermo e poi tornare particella quando colpisce il bersaglio (eh
s, perch vediamo i singoli elettroni colpire il secondo schermo uno ad uno, come pi chiaro
dallimmagine sotto!)?
Alcune immagini del "bersaglio" in diversi momenti. Si pu analizzare l'arrivo del singolo elettrone
e osservare l'auto-interferenza.

C qualche errore nellesperimento?


No. Il vero errore nasce dal nostro modo di ragionare. Nel mondo quantistico gli elettroni, cio la
materia, sono allo stesso tempo sia onda che particella, e anche se questi concetti non sembrano
compatibili, nel mondo dellinfinitamente piccolo (nel mondo quantistico appunto) essi sono due
concetti complementari. Dobbiamo pensarli come due facce della stessa medaglia, pi precisamente
londa indica la probabilit che una particella si trovi in un punto.
Fino a quando lelettrone non si rivela sul bersaglio esso non si trova mai in un punto preciso
dello spazio, ma esiste in uno stato potenziale astratto descritto appunto dallonda corrispondente,
che si propaga ovviamente come unonda e non secondo la traiettoria classica definita delle
particelle. Una volta che lelettrone arriva sul bersaglio rivela la sua essenza di particella e noi lo
vediamo nella sua natura corpuscolare.

Questo una delle tante appartenti illogicit della fisica quantistica, non spiegabile e non
comprensibile usando le leggi a cui siamo abituati, ma assolutamente reale e ultradimostrata in
mille esperimenti e anche da tantissime applicazioni pratiche che usiamo tutti i giorni un
esempio?
Le schede di memoria flash (quelle che usiamo nelle fotocamere e nelle chiavette USB) funzionano
sfruttando proprio questa duplice natura degli elettroni, che non hanno una posizione definita ma
solo una pi probabile e una meno probabile in base alla sua funzione donda Non entriamo in
dettaglio, ma sfruttando questi effetti quantistici alcuni elettroni riescono a superare una
barriera che secondo la logica classica sarebbe insuperabile, e ne rimangono intrappolati
memorizzando il bit 1 dove necessario, salvando cos i nostri dati (per informazioni, vedi Effetto
tunnel).

Quindi con un esperimento dai risultati cos semplici da osservare ma cos incredibilmente
straordinari nella loro apparente illogicit stato possibile dimostrare la dualit di onda e particella
della materia. Come se non bastasse usando un ulteriore semplice accorgimento si potrebbe
proseguire parlando del principio di indeterminazione di Heisenberg, di cui scriver prossimamente
quando trover tempo e voglia .