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Rischio

In un sistema (economico) un’ampia varietà di eventi incerti possono determinare la ‘ricchezza’ di uno o più individui del sistema.

Alcuni esempi rappresentativi:

- il verificarsi di un terremoto

- l’estrazione di un determinato numero del lotto

- l’errore di valutazione ad un esame da parte del docente

- il furto di un’automobile

- il verificarsi di un incidente stradale

- la diffusione di un virus

- la manifestazione di una malattia genetica

- la dinamica dei corsi azionari

- i millimetri di pioggia caduti in una determinata area

La natura del rischio

Se proviamo a classificare gli effetti di questi eventi troviamo differenze significative:

- alcuni eventi possono aumentare o diminuire la ricchezza iniziale (rischi finanziari) altri possono solo ridurla (rischi assicurativi);

- alcuni eventi determinano la ricchezza di uno specifico individuo, altri di una

collettività; inoltre, alcuni eventi sono correlati con altri analoghi, altri no;

- alcuni eventi possono essere influenzati nella loro probabilità di verificarsi, altri possono essere influenzati nella severità dei loro effetti, altri hanno natura totalmente esogena;

- se influenzabili, alcuni eventi possono essere influenzati da parte di chi poi ne sperimenta gli effetti, altri da parte di terzi.

La valutazione sociale dell’allocazione del rischio

Poiché i soggetti economici sono abitualmente non indifferenti al rischio, la loro utilità è influenzata dal profilo di rischio cui sono sottoposti, in quanto i piani di consumo e i piani di produzione risultano aleatori

LLattitudineattitudine alal rischiorischio deidei soggettisoggetti economicieconomici

Le imprese e i consumatori sono in grado di alterare il profilo di rischio cui sono sottoposti:

- svolgendo attività di “consumo”

- investendo in mitigation, cioè producendo prevenzione/protezione

- facendo risk trading sui mercati (assicurativi e finanziari)

Le allocazioni (ammissibili) efficienti dei rischi in linea di principio sono differenti dalle “dotazioni di rischio” iniziali

TEORIA DELLA OFFERTA DI ASSICURAZIONE

L’assicurazione è un’istituzione economica (impresa) che assume rischi. Quali tipi di rischio e a quali condizioni? Esistono altre possibilità di riallocare i rischi in un sistema economico (ad es. la “mutualizzazione”)?

La tecnologia di una compagnia assicurativa si fonda su due principi:

– la riallocazione del rischio ne altera il (dis)valore aggregato (il che consente di mettere in opera un meccanismo di risk spreading); – la probabilità che si realizzi un certo livello di perdita media nel sistema economico è distribuita diversamente dalla probabilità che si realizzi un certo livello di perdita individuale (il che consente di mettere in opera un meccanismo di risk pooling);

La compagnia assicurativa, in particolare, rappresenta una molteplicità di individui che assumono i rischi in capo ad un gran numero di soggetti economici

Concretamente, un contratto assicurativo prevede che in cambio di un premio (prezzo) la compagnia assicurativa garantisca una prestazione risarcitoria contingente

RISCHIO SINGOLO E INFORMAZIONE SIMMETRICA

Il modello più semplice prevede di considerare il generico individuo i dotato di ricchezza W i > 0 e sottoposto ad un rischio rappresentato dalla variabile casuale ŷ i

ŷ i misura la perdita di ricchezza del consumatore ed è distribuita in qualche modo sul supporto [0, L i ], L i W i

Il contratto assicurativo è condizionato unicamente ad y, realizzazione della variabile casuale ŷ, e prevede una prestazione I(y) a fronte del pagamento di un premio P

Si assume 0 I(y) y e I′ ≥ 0

Sia la distribuzione che la realizzazione di ŷ sono conoscenza comune

RISK POOLING/1

– L’assicuratore ha attivo un contratto di copertura con ognuno di n individui

– Assumiamo copertura completa (una distribuzione uniforme di forme di copertura condurrebbe allo stesso risultato)

Assumiamo σ 2 (finita)

ŷ

i

distribuita identicamente e indipendentemente con media µ e varianza

Cov[ŷ i , ŷ j ]= 0 i, j = 1,

n,

ij

La proprietà della somma di variabili casuali i.i.d. prevede che ŷ n = Σ ŷ i sia ancora una variabile casuale con media n µ e varianza:

E[(Σ ŷ i – n µ) 2 ] = E[(Σ (ŷ i µ)) 2 ] = Σ E[(ŷ i µ) 2 ] = n σ 2 cioè la deviazione standard n σ è strettamente concava in n

Se l’assicuratore raccoglie premi n P in misura pari a n µ raggiunge il break-even in valore atteso

µ si definisce quindi fair o puro

RISK POOLING/2

– Naturalmente in ogni periodo la realizzazione di ŷ n , y

n

, sarà maggiore o minore di n µ,

indipendentemente dal numero dei contratti in essere visto che la varianza n σ 2 è positiva e cresce con n

– Per ridurre a zero la probabilità di fallimento, l’assicuratore dovrebbe dotarsi di riserve patrimoniali R max = n (L – P)

– La probabilità di dover pagare risarcimenti pari a nL è tuttavia molto bassa. Poiché il capitale è costoso, l’assicuratore (il regolatore) “si accontenta” perciò di una ruin probability ρ cui si associa un livello di riserve patrimoniali R(ρ) tale per cui:

Pr[ŷ n > R(ρ)+nP] = ρ

RISK POOLING/3: LA LEGGE DEI GRANDI NUMERI E I RISARCIMENTI / RISERVE PER CONTRATTO

– Se considero una particolare realizzazione di sinistri [y

1 , y 2

, …, y n ], essa può essere

vista come un random sample da una distribuzione con media µ e varianza σ 2

– Se ў è la media campionaria (o risarcimento medio, Σy i /n), la legge dei grandi numeri dice che ∀ε > 0, lim n→∞ Pr[|ў µ|<ε]=1. Ciò significa che per un numero di contratti sufficientemente grande, la probabilità che il risarcimento per contratto cada al di fuori di un intorno di µ adeguatamente piccolo è trascurabile

– La varianza di ў infatti è:

E[(1/n Σ ŷ i µ) 2 ] = E[1/n 2 (Σ (ŷ i – n µ) 2 ] = 1/n 2 E[(Σ (ŷ i – n µ) 2 ] = n σ 2 /n 2 = σ 2 /n che tende a zero per n che tende a infinito

– Possiamo interpretare questa proprietà come una forma di economia di scala:

nonostante la varianza dei risarcimenti aggregati cresca con il numero di contratti, cioè le riserve devono aumentare in valore assoluto per mantenere la ruin probability, le riserve per contratto tendono a zero al crescere della dimensione dell’assicuratore

RISK SPREADING/1: TEOREMA DI ARROW-LIND

La compagnia assicurativa è una “associazione” di N individui (azionisti) avversi al rischio supposti uguali, sia nell’attitudine al rischio u(·) sia per il reddito Ŵ (aleatorio) definito come reddito al netto di quello del business assicurativo

– Ognuno riceve s = 1/N dei profitti dell’impresa

– Cosa succede al variare di N e in particolare sotto che condizioni è lecito supporre che al crescere di N (a parità di rischio assunto) diminuisca il premio per il rischio che gli azionisti richiedono, determinando quindi premi decrescenti? In questo caso avremmo un secondo tipo di economia di scala

– Sia Ž la variabile aleatoria che individua il profitto aggregato della compagnia assicurativa e E[Ž] il suo valore atteso

– Definiamo la variabile r come il reddito certo tale per cui E[U(Ŵ + s Ž + r)] = E[U(Ŵ)] r è quindi quanto va a remunerare ogni azionista per convincerlo a partecipare all’impresa. Ovviamente r = r(s)

RISK SPREADING/2: TEOREMA DI ARROW-LIND

– Ovviamente al tendere di N a infinito, r tende a zero

– Ma si può dimostrare un’altra proprietà, meno ovvia, e cioè che N r(N) = r(s)/s tende a – E[Ž] per N che tende ad infinito

– Dal teorema della funzione implicita abbiamo che d r(s)/d s = – E[U/s]/E[U/r], cioè

dr

ds

= −

E U W

+

[

(W

ˆ

+

[

(

ˆ

(

sZ

(

+

sZ

)

(

r Z

r)]

]

+

E U

– Considerando il limite di r(s)/s per s che tende a zero (N che tende a infinito) e applicando la regola di Hôpital

lim

r(s)

dr(s)/ds

lim

=

=

lim

s

= −

0

s

[

s

0

ds /ds

(

ˆ

s

)

(

]

0

ˆ

E U W E Z

(

)][]

(

[

E U

Cov U W ,Z

(W)]

[

ˆ

E U W

[

(

ˆ

+

(

sZ

+

)

(

r Z

]

 

ˆ

(

E U W

+

sZ

+

r

[

(

)]

= −

E U W Z

[

(

)]

[

(

ˆ

)

(

]

ˆ

E U W

=

RISK SPREADING/3: TEOREMA DI ARROW-LIND

– Ma se la covarianza tra il reddito derivante dalla proprietà della compagnia assicurativa e il reddito residuo è nulla (il che è ovviamente sempre vero quando il reddito residuo è certo), allora

lim

s

0

r(s)

s

= −

E[Z]

(

cioè il valore della compagnia assicurativa finisce per coincidere con il suo valore atteso, ovvero l’azionista si comporta come individuo indifferente al rischio

LA STRUTTURA DEL PREMIO E I CARICAMENTI

L’assicuratore svolge un’attività istituzionale di investimento dei premi raccolti (ciclo inverso di produzione) e delle riserve patrimoniali, e inoltre i costi di produzione non sono nulli

La forma più generale per il premio è il funzionale: P[I()] = E[I(ŷ) + c[I(ŷ)]]

La c() è una funzione di costo latu sensu, che comprende tutti i costi dei fattori (compreso il costo della riserva patrimoniale), gli eventuali extra-profitti e i proventi dagli investimenti. Potrebbe quindi anche assumere valore negativo

Il premio è quindi fair quando c() = 0

Se consideriamo un indennizzo lineare – o co-insurance, cioè I(y) = α y con 0 ≤α≤ 1 – ed assumiamo costi proporzionali (il che non è indolore):

P[α] = E[α ŷ + λ α ŷ] = α (1 + λ) E[ŷ]

dove λ prende il nome di “loading factor” o “caricamento”

La ricchezza terminale dell’assicurato è dunque: Ŷ = W – α (1 + λ) E[ŷ] – ŷ + α ŷ

NB Se α = 1, Ŷ non è stocastica

Nel caso semplice di una distribuzione binomiale di ŷ (π probabilità del sinistro) e I(y) = y (copertura completa), il soggetto avverso al rischio è disposto a scambiare la propria posizione rischiosa con una posizione certa non inferiore a W – E[ŷ] – ρ, che è il c.d. certo equivalente, mentre ρ è il c.d. premio per il rischio

La disponibilità ad assicurarsi è quindi condizionata al fatto che:

W – P W – E[ŷ] – ρ → P E[ŷ] + ρ

Con costi proporzionali al risarcimento la condizione sopra diventa quindi:

E[ŷ] (1+λ) E[ŷ] + ρ → E[ŷ] λ≤ρ

E[ŷ] λ viene talvolta chiamato anche premio netto (cioè al netto del risarcimento atteso)

Un premio puro è quindi un premio cui è associato un premio netto nullo

u(w) E[ŷ] ρ w W - L W - E[ŷ] W
u(w)
E[ŷ]
ρ
w
W - L
W - E[ŷ]
W

NB Ovviamente P deve essere minore di L. In questo caso di distribuzione binomiale il premio è P = π L (1+λ) e dunque π < 1/(1+λ), cioè gli eventi sinistrosi devono essere sufficientemente rari: sembra una banalità, non lo è del tutto

Mutatis mutandis, questi risultati sono tutti validi anche se la distribuzione di ŷ non è binomiale e il caricamento non proporzionale al risarcimento atteso

Assicurarsi significa spostare ricchezza tra stati di natura, accettando eventualmente una riduzione della ricchezza attesa. Ciò è evidente nel c.d. state-contingent space

E(u) = cost. Y Y S E(u) = cost. - u′′/u′ ↑ S B E(u)
E(u) = cost.
Y
Y S
E(u) = cost.
- u′′/u′ ↑
S
B
E(u) ↑
W – E[ŷ]
B
C
W – P
B′
prob(S) ↑
A
A
W
W
Y NS
Y NS

La situazione in assenza di assicurazione è rappresentata da A (distribuzione binomiale, con L = W). Tutti i punti del piano sono potenziali contratti assicurativi: l’area significativa è comunque il triangolo sotto la bisettrice e a sinistra di AB Il segmento AB è tangente alla curva di isoutilità sulla bisettrice e ha pendenza –(1 – π)/π

Le curve di isoutilità ruotano al crescere della rischiosità in senso antiorario rispetto ai punti della bisettrice: rispetto all’utilità di una ricchezza certa, maggiore è il rischio di danno, maggiore è la ricchezza che richiedo nello stato infelice a parità di ricchezza nello stato felice

LA SCELTA DELLA QUANTITÀ DI ASSICURAZIONE

Naturalmente se l’assicuratore è indifferente al rischio e l’assicurato avverso, la soluzione allocativa efficiente prevedrebbe la totale assunzione del rischio da parte dell’assicuratore

Considerando una funzione di risarcimento lineare, studiare la domanda di assicurazione significa analizzare il livello di α scelto dall’assicurando a fronte del premio proposto dall’assicuratore Il problema dell’assicurato è quindi:

[

[

max E u

(Y

ˆ

(

α

))]]

s.t.

0

≤ α ≤

1

α

FOC

SOC

ˆ

E u

E

[

(Y

(Y (

ˆ

ˆ

(

α

α

))(

))(

[

u ′′

dE u Y α

d α

(

(

ˆ

= E u Y

α= 1

(1

(1

(

α

+ λ

+ λ

)E())]

)E())

2

=

]

0

< 0

sempre verificata, cioè E(u(Ŷ(α))) è concava in α

)))

×

(

E yˆ

(

1

+ λ

)

())

E yˆ

[

(

ˆ

(

α

)) (

, yˆ

cov u Y

(

1

+ λ

)

())]

+

E yˆ

144424443 1444442444443

(

−λ E yˆ

)

0

= −λ

(

(Y(

ˆ

α

)))E()

E u

14243

> 0

Da cui si ricava che la soluzione ottima per l’assicurato è interna all’intervallo [0,1] se λ è positivo e prevede α = 1 solo se λ = 0

TEOREMA DI MOSSIN (1968) – Se l’assicurazione è disponibile ad un prezzo fair, la copertura completa è ottimale; se il caricamento è positivo, allora è ottimale ritenere parte (o tutto) il rischio

Il risultato è analogo a quello che si ottiene componendo un portafoglio finanziario ottimo, dove anche il soggetto avverso al rischio assume una posizione nel titolo rischioso

LA SCELTA DELLA QUANTITÀ DI ASSICURAZIONE NEL CASO DI DISTRIBUZIONE BINOMIALE

In questo caso specifico:

[

(

ˆ

(

α

))]

E u Y

Y

u Y

L

π

(

)

+

= π

L

− α

− α

L

π

(

1

S

(

1

+ λ

+ λ

)

S

Y

NS

=

W

=

W

(

)

FOC

π u Y

S

()

(

L 1

1

− π

)

+ α

L

− π

(

1

(

u Y

NS

)

+ λ

))(

π u

(

Y

S

)

(

1

− π

)(

u

Y

NS

)

=

π (

1 + λ

)

(

1

− π(

1

+ λ))

1

− π

)(

u Y

NS

s.t.

0

≤ α ≤

1

)

L

π

(

1

+ λ

)

=

0

che nel caso di caricamenti nulli prevede di uguagliare l’utilità marginale nei due stati, cioè coprirsi completamente, ciò che non accade se i premi non sono fair

()

u Y

S

= u Y

(

NS

) (

1

π

)(

1

λ

)

+

1

π

(

1

+

)

λ

1442443

< 1

Quando lo spostamento di ricchezza tra stati non è fair, è richiesto che si mantenga una maggiore utilità nello stato di natura felice rispetto all’utilità nello stato di natura infelice (u′′ < 0)

PROTEZIONE E PREVENZIONE

La prevenzione (self-insurance o loss-reduction) è un’attività da parte dell’assicurando finalizzata a ridurre la severità del sinistro, cioè a una riduzione stocastica del primo ordine della distribuzione condizionata alla realizzazione del sinistro Si può modellizzare rappresentando la funzione (deterministica) S(y) tale per cui la realizzazione y della variabile casuale ŷ genera danni pari a y – S(y) a fronte di un investimento C(S(y)) È evidente la similarità (sostituibilità) tra assicurazione e prevenzione [I(y) S(y); P(I(y)) C(S(y))], in quanto in entrambi i casi l’attività consente di spostare ricchezza dallo stato favorevole allo stato sfavorevole

La protezione (self-protection) è un’attività da parte dell’assicurando finalizzata a ridurre la probabilità del sinistro

 

ˆ

Si può modellizzare trasformando la variabile casuale ŷ nella variabile casuale

L

che

rappresenta il danno subito condizionatamente al fatto che si sia realizzato il sinistro: se

π 0 è la probabilità che il sinistro si realizzi in assenza di protezione, con un costo x è

possibile ridurre tale probabilità a π(x) [π(x) > 0; π 0 = π(0); π′ < 0; π′′ > 0]. In altri termini, nello stato di natura favorevole la ricchezza risulta W – x; nello stato di natura sfavorevole

– x In questo caso l’attività di protezione riduce la ricchezza in tutti gli stati di natura, ma riduce la probabilità dello stato di natura sfavorevole. In questo senso è complementare all’acquisto di assicurazione

la ricchezza risulta W –

ˆ

L

Al crescere dell’avversione al rischio aumenta l’investimento in prevenzione, ma non necessariamente quello in protezione (la protezione peggiora la ricchezza anche negli stati peggiori)

MORAL HAZARD

L’assenza in senso stretto di azzardo morale prevede che la distribuzione di ŷ sia esogena per l’individuo

Un requisito meno stringente, richiede che la distribuzione di ŷ possa essere influenzata dall’individuo, ma ad un costo superiore ai benefici attesi

Il problema generale riguarda:

- attività di consumo che incrementano l’utilità ma anche il rischio

- investimenti costosi in prevenzione o protezione

In entrambi in casi, la presenza di esternalità sui premi (negative e positive, rispettivamente) determinano free-riding e dunque sovra-consumo e sotto-investimento (rispetto al livello ottimo in assenza di assicurazione)

Il problema è evidentemente originato dalla incompletezza contrattuale

Considereremo un mercato “perfettamente competitivo” (λ = 0), in quanto la presenza di potere di mercato delle imprese non altera i risultati che saranno presentati, e comunque vogliamo mettere in evidenza una distinta ragione di ottimalità della copertura parziale. Evidentemente non si apprezza la differente capacità di estrarre surplus ai consumatori da parte delle imprese nelle diverse situazioni presentate

Trascuriamo il caso in cui gli individui possano alterare la rischiosità altrui, il caso in cui

i costi di investimento siano non pecuniari, il caso di moral hazard con hidden information ed escludiamo la presenza di selezione avversa

DISTRIBUZIONE BINOMIALE E INVESTIMENTI IN PROTEZIONE (SHAVELL, 1979)

La probabilità di sinistro è π(x), π′ < 0, π′′ > 0, π′(0) = (il che garantisce la presenza di una soluzione ottima unica interna), dove x è l’investimento monetario in protezione

La quantità ottima di protezione in assenza di assicurazione risolve il seguente problema:

x 0 = argmax z [π(z) u(W – z – L) + (1 – π(z)) u(W – z)]

Quando l’assicuratore (sottoposto ad un regime di perfetta concorrenza) offre un menu di contratti {α, P(α)} il comportamento ottimo dell’assicurando risolve il seguente problema:

max α,x

s.t.

E(u) = [π(x) u(W – x – P(α) + αL – L) + (1 – π(x)) u(W – x – P(α))] P(α) = π(x) α L

[PC]

x = argmax z [π(z) u(W – z – P(α) + αL – L) + (1 – π(z)) u(W – z – P(α))]

[ICC]

La forma di π(x) garantisce che la [ICC] possa essere rispettata sostituendone nel problema principale la FOC (risultato standard dei modelli P-A, Rogerson, 1985):

π

x

[

u Y

()

S

u Y

(

NS

)]

=

144424443

effetto della

var iazione di

probabilità del

sin istro

1444442444443

(

u Y

S

)

Y

S

)

u Y

(

)

+

(

1

NS

π

π

Y

NS

effetto della

var iazione di

utilità causato dall investimento

'

x

=

x

(

α

)

14243

x

′< 0

RISCHIOSITÀ ETEROGENEA

La selezione avversa si manifesta in presenza di rischiosità eterogenea e informazione dell’assicurando più raffinata

Si analizza dapprima il caso monopolistico con informazione simmetrica

I sinistri sono distribuiti binomialmente e l’eterogeneità deriva dal fatto che una quota δ

di assicurandi ha una probabilità π H di subire una perdita di valore L, mentre i restanti (1

δ) sono sottoposti alla probabilità π L di subire tale perdita (π H > π L )

L’assicuratore è in grado di discriminare tra i due tipi offrendo loro i contratti

C H = {P H , I H } e C L = {P L , I L } senza costi di transazione

Il problema è dunque:

max CH,CL {δ [(1 – π H ) P H + π H (P H – I H )] + (1 – δ) [(1 – π L ) P L + π L (P L – I L )]}

s.t.

U(C i |π i ) U(|π i )

i = H, L

[PC]

dove U(C i |π i ) = (1 – π i ) u(W – P i ) + π i u(W – P i – L + I i )

La soluzione, come è intuitivo, prevede C H = {π H L + ρ H , L} e C L = {π L L + ρ L , L}, cioè copertura completa, efficienza paretiana, ma tutto il surplus estratto dall’assicuratore. Non ci sono sussidi incrociati tra assicurati

INFORMAZIONE ASIMMETRICA (STIGLITZ, 1977)

Se tuttavia l’informazione è asimmetrica, il monopolista non può discriminare, ma può indurre gli assicurandi a rivelare il loro tipo tramite screening (self-selection)

Il problema è analogo al precedente ma con un vincolo in più

max CH,CL {δ [(1 – π H ) P H + π H (P H – I H )] + (1 – δ) [(1 – π L ) P L + π L (P L – I L )]}

s.t.

U(C i |π i ) U(|π i )

i = H, L

[PC]

U(C i |π i ) U(C j |π i )

i,j = H, L

[SSC]

W – L

Y S C L C H ∅ W – L Y NS W
Y S
C L
C H
W – L
Y NS
W
Y S C’ H C L C H C’ L ∅ Y NS W
Y S
C’
H
C L
C H
C’ L
Y NS
W

Il caso in cui viene offerto un unico contratto pooling (C L , allora), tipicamente non massimizza i profitti del monopolista, che offre invece una soluzione “interna”, cioè:

- un contratto a copertura parziale e premio per unità di copertura inferiore

- un contratto a piena copertura e premio per unità di copertura superiore

Diversamente accade se i tipi a basso rischio sono pochi (δ alto), quando potrebbe convenire al monopolista rinunciare ad assicurare i tipi a basso rischio per estrarre tutto il surplus da quelli ad alto rischio

L’equilibrio non è più socialmente efficiente, i profitti del monopolista scendono, il surplus del consumatore a basso rischio si mantiene nullo, aumenta quello del consumatore ad alto rischio (esternalità positiva della presenza dei soggetti a basso rischio, nonostante il meccanismo di self-selection elimini l’asimmetria informativa)

I premi per unità di copertura mostrano entrambi una minor ‘distanza’ dai premi puri

RISCHIOSITÀ ETEROGENEA, INFORMAZIONE SIMMETRICA E CONTRATTI COMPETITIVI

Si analizza dapprima il caso benchmark con informazione completa. Le imprese sono in grado di discriminare, e in assenza di caricamenti offrono contratti completi commisurati al rischio degli assicurati. La perfetta competizione impone contratti cui corrispondono profitti nulli, C H = {π H L, L} e C L = {π L L, L}

W – L

Y S C L C H ∅ Y NS W
Y S
C L
C H
Y NS
W

Rispetto al caso monopolistico si ha, come unica differenza, che il surplus non viene estratto dalla compagnia, ma resta all’assicurato

RISCHIOSITÀ ETEROGENEA, INFORMAZIONE ASIMMETRICA E CONTRATTI COMPETITIVI (ROTHSCHILD E STIGLITZ, 1976)

In caso di informazione asimmetrica circa il tipo di assicurato, con informazione dell’assicurato più raffinata, nessun assicuratore è in grado di discriminare e dunque non può offrire i due contratti con premio puro

R&S analizzano l’efficacia di un meccanismo di screening nel quale tutte le compagnie scelgono simultaneamente al primo stadio la composizione del menu di contratti e al secondo stadio gli assicurandi scelgono dal menu

Si dimostra che in funzione dei parametri può esistere o meno un equilibrio in strategie pure. Se esiste tale equilibrio, esso è di natura separating

Per dimostrare questa prima affermazione, basta notare che qualsiasi ipotetico contratto pooling C P a profitti nulli è dominato dal menu separating {C’ H , C’ L }, che genera profitti a chi lo offre e fa fare perdite a chi mantiene l’offerta pooling (cream skimming)

W – L

Y S C’ H C P C’ L ∅ Y NS
Y S
C’ H
C P
C’ L
Y NS

W

C’è da chiedersi allora se esista un menu separating di equilibrio competitivo

Il fatto che il menu di contratti {C SL , C SH } sia un equilibrio di Nash dotato di unicità dipende in realtà dalla proporzione di soggetti H e L

Il contratto pooling C’’ P è evidentemente preferito sia dai soggetti H che da quelli L, ma determina profitti negativi all’impresa che lo offrisse qualora la proporzione di tipi H fosse alta (linea di profitti medi nulli a). Viceversa potrebbe generare profitti positivi e rendere dominata la strategia separating di screening

W – L

Y S C SH C SL W – L ∅ Y NS W
Y S
C SH
C SL
W – L
Y NS
W
Y S b a C’’ P C SH C SL ∅ Y NS W
Y S
b
a
C’’ P
C SH
C SL
Y NS
W