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299(52678',2'(/0272'$8138172',9,67$385$0(17('(6&5,77,92

La FLQHPDWLFDsi occupa dellaspetto geometrico del FDPPLQR percorso da unFRUSR(WUDLHWWRULD), della lunghezza

del SHUFRUVR e del WHPSRimpiegato per coprirlo.

In questo capitolo non ci interesseremo delle FDXVH che mettono in moto i corpi, tale studio sar da noi affrontato nel
capitolo successivo a questo, quello dedicato alla GLQDPLFD. Un altro dei capitoli successivi, sar poi dedicato allo
studio dell'equilibrio dei corpi (VWDWLFD).

Uno dei primi problemi da affrontare nello studio del moto la scelta di un comodo criterio per rappresentare in ogni
istante la posizione di un oggetto in moto.

Qualsiasi corpo, anche se di grandi dimensioni, pu, in cinematica, essere schematizzato con un SXQWR, senza tener
conto della sua forma e della sua struttura.

Uno dei modi pi comuni per individuare la posizione di un punto materiale quello di scegliere un VLVWHPDGL
ULIHULPHQWR6 costituito dai tre DVVLFDUWHVLDQL[\] con origine 2, e su tale sistema individuare le coordinate del
punto 3stesso.
z
P

Quel segmento con freccia, da O a P, si chiama YHWWRUHSRVL]LRQH del punto P e viene comunemente indicato con U
(in grassetto oppure con una freccetta al di sopra). Praticamente conoscere U equivale a conoscere le tre coordinate
xyz del punto P.
Se il moto avviene in un piano, sar sufficiente considerare il YHWWRUHSRVL]LRQH Unel piano in 2 dimensioni 2[\.

Py P

Px x

Quando il punto P subisce un cambiamento di posizione, che pu essere ad esempio da 3 SULPD a 3 GRSR , tale
variazione sar espressa dalla differenza fra i due YHWWRUL Ue U
Chiameremo:
U = U U
& & &
2 1 4,1

tale differenza fra i vettori SRVL]LRQHILQDOHe SRVL]LRQHLQL]LDOH.


'U , sar anch'esso un vettore, e sar chiamato YHWWRUHVSRVWDPHQWR.
Possiamo affermare che: il PRWR di un punto materiale si ha quando tale punto occupa punti dello spazio
diversi in ogni istante. Si pu anche affermare che: un oggetto in TXLHWH o in PRWR, rispetto ad un dato sistema di
riferimento, a seconda che la sua posizione, rispetto agli altri oggetti solidali con il sistema di riferimento stesso, 
ULPDQJDILVVD o YDULQHOWHPSR. 4XLHWHHPRWRVRQRGXQTXHFRQFHWWLUHODWLYL

 La linea continua che congiunge le varie posizioni occupate dal punto P, durante il moto, si chiama WUDLHWWRULD

La traiettoria , ovviamente, appare diversa se vista da un altro sistema di riferimento; per esempio se lanciamo in alto,
verticalmente, una palla, stando su un carrello che si sta muovendo, noi osserviamo una traiettoria rettilinea in su e in
gi, mentre chi, da fermo, ci osserva nel nostro spostamento sul carrello, vede una traiettoria parabolica.

La figura mostra una traiettoria che va da un punto 3 [\ a un punto 3 [\ nel piano 2[\:

y y
P1 traiettoria

P Y2 P2
X1 P1 P2
r

O 0 x X1 X2 x

Un moto completamente individuato quando se ne conosce in ogni istante il vettore posizione (U), ovvero, quando
si conosce l'espressione:
U = I (W )
&
4,2
che detta: OHJJHRUDULDGHOPRWR

$WWHQ]LRQH

6WXGLHUHPRLQVHJXLWRVHPSUHLQTXHVWRFDSLWRORLYHWWRULHOHRSHUD]LRQLWUDYHWWRULVRORGRSRDYHUDFTXLVLWRXQSR
GL

GLPHVWLFKH]]DFRQJUDQGH]]HTXDOLODYHORFLWjHO
DFFHOHUD]LRQHLQXQDVRODGLPHQVLRQH PRWRUHWWLOLQHR GRYHTXHVWL

RJJHWWLSRVVRQRQRQHVVHUHFRQVLGHUDWL

 02725(77,/,1(2('81,)250(

Se il moto avviene lungo una retta sufficiente considerare, come sistema di riferimentosemplicemente l'asse X.
La posizione del punto materiale, istante per istante, sar data dalla distanza di P dall'origine O dell'asse; i vettori U
vengono cos ad essere tutti paralleli e pertanto sostituiti semplicemente dalla coordinata x, che potr essere sia positiva,
che negativa.

P1 P2
0

X1 X2
S1 S2
Si Sf

Si parla, in questo caso, di PRWRUHWWLOLQHR.

 9HORFLWj
 E la grandezza espressa dal rapporto fra uno VSD]LRSHUFRUVR ed il WHPSRLPSLHJDWR per percorrere tale spazio;

P
essa, nel S.I. si misura in
V

La velocit si dice XQLIRUPH se il suo valore rimane costante nel tempo, si ha invece a che fare con PRWRYDULR se la
velocit cambia continuamente di valore istante per istante.

In generale diciamo che:

XQSXQWRPDWHULDOHVLPXRYHGLPRWRUHWWLOLQHRHGXQLIRUPHVHLOUDSSRUWR VWIUDORVSD]LRV V V H


I L

O
LQWHUYDOORGLWHPSR W W W qFRVWDQWHDOYDULDUHGHOSDUWLFRODUHLQWHUYDOORGLWHPSR
I L


 A tale rapporto si d il nome di YHORFLWj(9).

s sf si
V= = 4,3
t tf ti
("f" sta per "finale", mentre "i" sta per "iniziale")

Se si fa coincidere si con l'origine O dell'asse x, allora sf pu semplicemente essere indicato con s;


se si fa partire il cronometro da 0 sec. all'istante ti, allora l'istante tf pu essere indicato solo con t e la 5,3 pu essere
scritta semplicemente cos:
s
V= 4,4
t
da cui:
s = V t 4,5
e inoltre:
s
t= 4,6
V
 La 4,5 rappresenta l' HTXD]LRQHRUDULDGHOPRWRUHWWLOLQHRHGXQLIRUPH

S invece misuriamo lo spazio a partire da un altro punto x = si diverso dall'origine, avremo:


sf si
V=
t
da cui:
sf si = V t
e quindi:
sf = si + V t 4,7


La 4,7 la OHJJHRUDULDGHOPRWRUHWWLOLQHRHGXQLIRUPHQHOFDVRLQFXLDOO
LVWDQWHLQL]LDOHW LOSXQWR

PDWHULDOHQRQVLWURYDQHOO
RULJLQH

',$*5$00, 9W ( VW 


Per il moto rettilineo ed uniforme il grafico (V,t) si presenta con una retta parallela allasse dei tempi (ascisse) ad una

altezza che corrisponde al valore di V, mantenuto costante istante dopo istante.

ti tf t

Osserviamo che il calcolo dello spazio percorso pu essere visto come il calcolo di un'area di un rettangolo, in
cui la base t = tf - ti e l'altezza la velocit V.

La 4,5 inoltre mostra come lo spazio percorso V sia GLUHWWDPHQWHSURSRU]LRQDOHal tempo W nel quale si
esercita il moto rettilineo ed uniforme, ecco la figura:

Se la velocit elevata, cio se Se la velocit bassa, allora la retta


alto il valore del rapporto s/t, poco pendente.
allora la retta molto pendente;

s
s

t t

Osserviamo dalla figura, come nei due casi dopo lo stesso intervallo di tempo siano molto diversi gli spazi percorsi.

Da quanto visto, si pu affermare che la velocit, nel caso del moto rettilineo ed uniforme, proprio data dalla
pendenza della retta del grafico (s,t), cio il rapporto fra il cateto verticale e il cateto orizzontale di qualsiasi triangolo
rettangolo che ha l'ipotenusa parallela alla retta che esprime la legge oraria.

Il grafico relativo alla 4,7 invece il seguente:

s
sf

si

ti= 0 t = tf t

La retta non passa pi per l'origine degli assi, bens per una ordinata pari a si , cio la posizione che si trova il punto
materiale all'istante iniziale t=0.

Facciamo un esempio:

Rappresentare graficamente il moto di un punto materiale 3 che, allistante iniziale, si trova gi in una
posizione che dista PHWUL dallorigine del sistema di riferimento e che procede alla velocit costante di PV per un
tempo di
 VHFRQGL.

V(m/s)
2

0
5 t (s)
s (m)

0 5
t (s)

 
02729$5,2


In questo caso la velocit varia istante dopo istante, in un caso del tutto generale essa pu variare nel tempo come
indicato dal seguente diagramma (V,t):

V
O t

0 t

Il grafico (s,t) pu, ad esempio, avere questa forma:

s
s

t
0
O t
in esso vediamo zone molto pendenti, che corrispondono ad alte velocit; zone piane, che corrispondono a velocit
nulle (LQIDWWLVQRQYDULDQHOWHPSR) e zone in "discesa", che corrispondono a velocit negative, cio con verso opposto
al precedente.

 9(/2&,70(',$(9(/2&,7,67$17$1($

 Come fanno i cronometristi a calcolare le medie dei ciclisti in una gara? Eseguono il seguente conto:

OXQJKH]]D GHO SHUFRUVR


YHORFLWj PHGLD = 4,8
WHPSR LPSLHJDWR

cio:
s sf si
V = = 4,9
t tf t 1

Naturalmente, durante il percorso, la velocit continua a cambiare, essa assume valori superiori e inferiori alla media.
La figura rappresenta un grafico (s,t) sul quale stata calcolata la velocit media 9P in un intervallo di tempo t di 6
sec., fra t=0 e t=6 e un'altra velocit media 9P
calcolata in un intervallo di tempo t' di 2 sec., fra t=2 e t=4.
s

s s

t
t
t

Si pu notare come i risultati delle due medie siano molto diversi fra loro! Infatti:

V V
> FLRq 9 > 9 4,10
W W
E se noi volessimo calcolare la velocit che effettivamente possiede il punto materiale nell'istante t = 3 sec. ?
Ma come fare, ... , purtroppo t si riduce a zero! E sappiamo che impossibile dividere per zero!
Il segreto quello di non porre t proprio uguale a zero, bens pensare ad un t molto, molto piccolo.
La matematica fornisce, a questo scopo, il concetto di OLPLWH.

s
V is tan tan ea = lim 4,11
t 0
t
s

t t

In altre parole, la YHORFLWjLVWDQWDQHD altro non che la YHORFLWjPHGLD calcolata su un intervallo di tempo piccolissimo,
(quello che in linguaggio comune si chiama "LVWDQWHGLWHPSR").
Accelerazione
Quando la velocit varia nel tempo, si dice che c' DFFHOHUD]LRQH. Per definizione l'accelerazione ODYDULD]LRQH
GHOOD YHORFLWjFKHDYYLHQHQHOO
XQLWjGLWHPSR Essa dunque data dal rapporto fra la variazione di velocit e il tempo in
P
cui avviene tale variazione e nel S.I. si misura in
2; e anche in questo caso si pu parlare di

V

DFFHOHUD]LRQHPHGLD

V
 a =  4,12
t
e di
DFFHOHUD]LRQHLVWDQWDQHD

V
a = lim 4,13
t 0
t
ove il limite ha lo stesso significato di prima, dunque l'accelerazione istantanea altro non che l'accelerazione media
calcolata su un intervallo di tempo molto, molto piccolo (tendente a zero).

 027281,)250(0(17($&&(/(5$72


Si ha quando l'accelerazione costante, cio quando ha sempre lo stesso valore al passare del tempo, il che
significa che la velocit aumenta (o cala) regolarmente nel tempo; il caso in cui l'accelerazione istantanea ha sempre
lo stesso valore di quella media.
V

Vf
Vi

Vi
Vf

0 ti tf 0 ti tf
t t

V V f V i
a= a = = 4,14
t tf ti
Se il cronometro posto a zero al tempo iniziale (ti = 0), abbiamo:

Vf Vi
a=
t
da cui:
Vf Vi = a t
e quindi

9 =9 + DW 

( 9 = 9 + D W )


4,15
V
LEGGE ORARIA DELLE VELOCITA
Vi

t
0

Ovviamente, se 9L  (punto materiale che parte da fermo), si ha semplicemente:

V = at 4,16

a) se l'accelerazione grande, la retta molto pendente


b) se l'accelerazione piccola, la retta poco pendente
c) se l'accelerazione nulla e la velocit diversa da zero, la retta parallela all'asse dei tempi (ascisse)
d) se l'accelerazione negativa, la retta in "discesa", pende da destra verso sinistra.

V V

t t

V V

t t

Naturalmente, il grafico (a,t), nel caso del PRWRXQLIRUPHPHQWHDFFHOHUDWR rappresentato da una retta
parallela all'asse dei tempi (ascisse), posta in "alto", se l'accelerazione "grande", posta in "basso", se l'accelerazione
"piccola"; la retta invece al di sotto dell'asse dei tempi, se l'accelerazione negativa, cio se fa calare la velocit.

a
a a

a piccola
a grande


t t a negativa t


&$/&2/2'(//263$=,23(5&2562

Adesso, che consideriamo il PRWRXQLIRUPHPHQWHDFFHOHUDWR non possiamo applicare la 4,5 (s = V t) per calcolare

lo spazio percorso, infatti ora il moto non rettilineo ed uniforme! Adesso la velocit variabile, lo spazio non
proporzionale al tempo.

Sappiamo che lo spazio percorso anche dato dal prodotto della velocit media per il tempo (vedi 4,9):

s = V t 4,17

Ora, nel caso del moto uniformemente accelerato, la velocit varia linearmente nel tempo, quindi si pu scrivere:

Vi + Vf
V = 4,18
2
sostituendo, al posto di Vf , la 4,15:

Vi + (Vi + a t )
V =
2
da cui:
2Vi 1
V = + a t
2 2
cio:
1
V = Vi + a t 4,19
2
sostituiamo questo valore della velocit media nella 4,17:

1
V = 9L + D W W 4,20
2

essendo s = sf-si , abbiamo:

1
sf si = V i t + a (t )2
2
LEGGE ORARIA DELLO SPAZIO PERCORSO
1
VI = V + 9 W +
L L D( W )
2
4,21
2

La 4,21 rappresenta la OHJJHRUDULDnel caso del moto uniformemente accelerato, completa di tutto:
- c' una posizione iniziale diversa da zero (si)
- c' una velocit iniziale diversa da vero (Vi).

Se la partenza avviene nell'origine (si=0), con Vi non nulla, allora la 4,21 si riduce alla:

1
V =9 W + L D( W )
2
4,22
2
se anche Vi = 0, allora:
1
V = D ( W )
2
4,23
2
se addirittura, anche ti = 0, abbiamo la forma pi semplice e cio:
1 2
s= at 4,24
2
Osserviamo come, nel moto uniformemente accelerato, la spazio percorso sia proporzionale al quadrato dell'intervallo di
tempo nel quale avviene il moto. Nei tre casi, rappresentati, rispettivamente, dalle: 4,21; 4,22; 4,24, abbiamo i
seguenti grafici (s,t):

ss s s s
s

si
0 t 0 t 0 t
4,24 4,22 4,21

t t t
4,24 4,22 4,21

 63$=,2&20($5($62772,/*5$),&2

 La 4,5 (s = V t) rappresenta la legge oraria, nel caso del moto rettilineo ed uniforme.
In tale caso, abbiamo gi visto, che lo spazio percorso pu essere interpretato anche come la misura dell'area del
rettangolo avente per base l'intervallo di tempo e per altezza il valore della velocit.

t t

Anche nel caso del moto uniformemente accelerato, l'area sottostante il grafico (v,t) rappresenta lo spazio percorso, e la
4,22 pu essere "vista" come nella seguente figura:

V
Vf

a t
a t 2

Vi
Vi t

t t

&$'87$'(,*5$9,

Tutti i corpi, nei pressi della superficie terrestre, cadono verso il terreno, con un moto uniformemente accelerato.
m
Per tutti il valore dell'accelerazione di 9. 81 e tale valore prende il nome di DFFHOHUD]LRQHGLJUDYLWje si
s2
indica con la lettera J.

Tutti i corpi, trascurando l'attrito con l'aria, aumentano la loro velocit cadendo, con la legge:

V = g t 4,25

percorrendo uno spazio:


1
h= g (t )2 4,26
2
se partono da fermi, e invece:
1
h = Vi t + g ( t ) 2 4,27
2
se hanno una certa velocit iniziale, diversa da zero.