Sei sulla pagina 1di 24
Mae aaa e eee seen ON OE ROK IES “es He KORKGKORKL ROKBARD KOGKDXDAOKBKO KBKEKDKDAOKOKDKOXDKOKOKE KD KOKOKON AUTORI VARI DEL XVI SEC. _ FANTASIE E RICERCARI per liuto Trascrixione, revisione e diteggiatura di Paolo Possiedi EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO A ZEEXBKOKDKOKONOKOKOKDXONDNOK DKON OK OKDNOXOKDXOXOXOKOXOXOKRONONOK @ i Rees aaa tegen eget sae $BXOXOKONOXDRD KOR] ROD NON GUOKOKO XOX ONOVON INTRODUZIONE Lo stile le maniere delle composizioni che qui presen- tiamo riflettono Papporto di tre eminenti figure di musicisti che operarono in Ttalia nella prima met del secolo sedice- simo: due sommi compositori, Josquin Desprez e Adriano e un grande liutista, Francesco da Milano. npositori che lo seguirono pre- linguaggio. Pare inoltre che termine « fantasia » nel sen- fe © sped i ‘un suo pezzo a tte voci infatti, intitolato Lle fantazies ‘Ge Joskin & contenuto in un manoscritto romano (Ms. 2856, Biblioteca Casanatese). Una genetazione dopo Josquin, intorno ai decenni quatto e quinto, Willaert diffise da Venezia une nuova ma neta di ticercate, di_stile_severamente -contrappuntistico, ‘destinata a rimanere pet molto tempo canonica. _Eeszetco da Milano lard megitrlmente cl np wun linguaggio strumentale che teneva conto ¢ delle eleganti @ brillanti esperienze dei virtuosi che Brecedettero, e delle sggestioni dei. grendi mporanci,. qua: fi Josquin, Jenequin, Willaert e "Arcadelt; Dobbiamo « questa sintesi elaborata in misura gran- dissima dal milanese se il liuto non timase confinato al ruo- Jo di strumento di virtuosi di corte spesso superficiali e pe- tulanti, © di accompagnatore di danze © canzoni, ma piut ‘pi infovattici ¢ df mantenete.vive le tradizioni, ‘Tale sintesi fa immediatamente compresa ¢ rimase a fun- 'g0 apprezzata, come accade naturalmente nei momenti di sgrande civiltt, Le fantasie e i ricercati che abbiamo scelto _costituiscono, appunto tin, eseinplare documento. di letteratu, ‘A strumentale italiana del Rinascimento, T ctiteri della nostra scelta sono dunque primamente storic. Ma abbiamo anche prestato attenzione alle qualita e alla validita tecnica, cercando di proporte delle musiche che non presentino difficolta di scrittura tali da ostacolaine tuna coerente esecuzione. Ci siamo poi limitati a compos ni per liuto , in maniera da permettere ai chitars i eseguitle senza doverle modificare. Le trasctizioni che pre- sentiamo, basate su uno strumento accordato in MI, con la tetza cotda in FA? , sono aderenti al massimo alle intavo- lature e allo stile dellepoce. La diteggiatura interpreta sem- pre, anche quando non sembra la pitt opportuna, le indica. ‘ioni degli autori. Infine, abbiamo riportato in nota i luoghi degli originali dai quali ci siamo scostati come da evidenti exroti di stampa. Per tutto il secolo sedicesimo, « fantasia » e « ricer- ‘are » non sono due termini tecnici denotanti forme musice- Ii ben definite, come pitt tardi, ad esempio, i termini « fuga » ‘oppure « sonata »; sono piuttosto due sinonimi alquanto ge- netici che indicano composizioni strumentali in cui Yautore csercita liberamente e senza costrizioni particolasi la propria Jantasia, 0 esprime tutte le possibilita di un tema per mezzo di una diligente ricerca. Di fatto, nell’epoca che qui conside- tiamo, lo stile delle fantasie e del ricercari & contenuto entro Je estremita di uno spettzo formale abbastanza determinat. Tali estremita sono costituite da uno stile improvvisativo € spess0 idiomatic con occesionali episodi imitativi, e da uno stile severamente contrappuntistico. ‘Verso Ia prima di queste estremita, un elemento spes- so presente alla base della composizione un'idea o motivo unifcatore. Non sempre si tratta di un tema vero e proprio, nell’eccezione barocca e classica del tetmine; convert ce pensare a una figura aperta e indeterminata, suscet petcid di diverse varianti e modificezioni. Un esempio di mo- tivo di tal genere & il frammento oa == cche appate in differenti contesti nella fantasia di Marco dal- LAquila. Un altro esempio di motivo anche pit aperto 2 Ja figura titmica icorrente nella fantasia di Gian Giacomo Albuzio, con le arianti aumentata bart diminuita ‘igura che nei vari episodi si riveste di sempre nuove melo- ie ¢ sostiene diverse sequenze di qecordi. ‘Allaltea estremita dello spettro & il ricercate in stile rottettistico, integralmente imitativo, composto di un se tito di fugeti su diversi temi successivi, come nelle compo- izioni di Segoi e Willaert, oppure su un solo tema, Tn mezzo @ questi estremi vanno situate Je composi- ‘oni di Gian Maria, Perino, Borrono ¢ Barbette. Un posto a parte occupa in questa rasse Jalile, il quale, degno teorico di quellavangu: he stabilf i fondamenti del nuovo linguaggio musicale, & appzesentato da una fantasia che fa uso, come ditemo, di ra sequenza armonica. JOTE SUGLI AUTORI E SULLE MUSICHE 4. MARCO DA L'AQUILA, Fantasia, in Intabolatera ¢ leuto de diversi autori, Milano, Casteliono, 1536. Scarse e incerte le notitie sullautore, il quale potrebbe orse essere identificato col Marco dall’Aquila che nel 1505 ‘tenne dalla Signoria di Venezia il privilegio di stampare vavolature di liuto®; nessun libro edito da Marco ci & perd etvenuto, Poche anche le composizioni di sicura attribuzione, al- infuori delle tre fantasie che appaiono nellintavolatura del asteliono. A un maestro Matco sono attribuiti 25 peezi in wavolatura italiana contenuti in una raccolta manoscritta el 1568, che si trova nella Bayerische Staatsbibliothek Mus. Ms 266) di Monaco di Baviera ®. ‘Trascrizioni e ristampe antiche della presente fantasia 1 Eyn Newes Kinstlichs Lautenbuch, Norimberga, Getle, 552, e in La intabolatura de lauto de diversi autori, Vene- ja, Scotto, 1563. 2. JO, IACOBO ALBUTIO DA MILANO, Fantasia, 2 Intebolatura de leuto de diversi autori, Milano, Castelio- © IL « privilegio » & pubblicato in H. Mayer Brown, Insirw ‘ental Musi Printed before 1600, Cambridge Mass, 1967, p. 11. @ CE. B, Pohimann, Laute Theorbe Chitarrone, Brema, Exes, 979, B26, 46. © CE HL Colin Slim (e4.), Musica Nova, Chicago, The Uni- ul no, 1536, cit. La fantasia fu pure ristampata dal Gerle & dallo Scotto (cit.) € in Hortus Musarum, Lovanio Phaltse, 1552. ‘A parte il Iuogo d'origine ¢ le due fantasie pubblicate per la prima volta dal Casteliono, nulla conosciamo del- Pautore. 3a/3b, IULIO SEGNI DA MODENA, Ricercar. Segni non fu liutista; le sue composizioni eteno desti- ate allesecuzione di un gruppo di strumenti (tale & il ca- s0 del presente ricercare, pubblicato in questa forma in Mu- sica nova, Venezia, Attivabene,1540), oppure alla tastiera, Tuttavia buona parte della sua produzione fu diffuse attra- verso le intavolature di Iiutisti, come Gian Maria da Crema, il Rossetto ¢ Guilleume Morlaye. Dal 1530 al 1533 Segni fu primo organista a S. Marco in Venezia. Il numero preponderante di suo! ricercati ‘nella raccolta Musica nova, ossia nel pis antico documento di una scuola strumentale veneziana formatasi intorno alla persona lita di Adriano Willsert ®, @ testimonianza di una cetta cen- tralita all’interno di essa scuola; la sua funzione fu proba- bilmente quella di apprendere ¢ diffondere nella musica str mentale lo stile del maestro. Presentiamo qui due differenti versioni liutistiche del ricercare di Segni, La prima (3a) appate come Recercar se- gondo in Dominico Bianchini detto Rossetto, Intabolatura de lauto, Venezia, Gardane, 1546, ristampate dello stesso editore nel 1554 e dallo Scotto nel 1563. La seconda versione (3b) appare col titolo Recercar quarto, in. divetsa posta ¢ con diversa intenzione inter- pretativa in To. Matia da Crema, Intabolaturd de lauto, Ver nezia, Gardane, 1546, sistampata nello stesso anno pure a Venezia 4, ADRIANO WILLAERT, Ricercar X, in Musica no- 104, Venezia Arrivabene, 1540, Maestro di cappella a S. Marco in Venezia dal 1527 al 1562, Willaert fu il pit infiuente compositore del euo tem- po, cid a causa della sua produzione di altissimo live, co- ‘me pure per il prestigio della sua posizione. La severa bellezea e Vimportanza stotica di questo ri- cercare ci hanno indotti a presentatne qui una nostra tr setizione, fatta secondo le regole ¢ le usanze dell'epoca; ab- biamo cercato di essere aderenti al testo originale, con qual che lieve fioritura nelle cadenze, seguendo Vesempio di Gian Maria da Crema pit che del Rossetto nelPintavolatura del ricercare precedente. 5. DOMINICO BIANGHINI detto ROSSETTO, Ri- cercer sesto, in D. Bianchini, Intabolatura de lauto, Vene- ia, Gardane, 1546, Questo ricercare a tre vol & composto nello stile ve neziano della Musica nova, Ii Rossetto appare infatti essere stato ben radicato nell'ambiente musicale di Venezia. Une versity of Chicago Press, 1964, p. XXXV. ‘0’ Per una discussione esauriente del termine « posta», equ valente press's poco al. nostro «trasposizione , simandiamo’ a V. Galilei, Fromino, Venesia, Gardane, 1584, p. 612, testimonianza di Antonio Francesco Doni lo mostra infatti prossimo a parecchie figure di musiisti di quella cerchia, fra cui discepolo di Adriano, Girolamo Parabosco ®. 6. IOAN MARIA DA CREMA, Recercar decimo, in Io. M. da Crema, Intabolatura de lauto, Venezia, Gardane, 1546 (cit.) ‘Nulla sappiamo della vita di Gian Maria da Crema, tranne che per quanto appare dalla sua opera, che consiste in questo libro, i cui pezzi furono istampati da diversi edi- tori europei, come Gerle, Phalése ¢ Dotico, ¢ di un geuppo i dodici ricercati di Giulio Segni, che Gian Maria intavold per il suo strumento, pubblicati, in Francesco da Milano, Intabolatura de lautto, libro settimo, Venezia, Scotto, 1548. 7. PIETRO PAULO BORRONO DA MILANO, Fantesia, in Intabulatura de lautto del divino Francesco da Milano et dell’eccellente Pietro Paulo Borrono da Milano, Venezia, 1546. Tl nome di questo brillante compositore di ball dagl strani titoli, di fantesie e di intavolature di musiche vocali compate associato « quello di Francesco da Milano in varie pubblicazioni di editori italiani e steanieri, come Castelo no, Phalése, Scotto, Wyssenbach. Nessuna fonte perd lo di- chiara discepolo del « divino »; Je sue fantasie ci sembrano prossime alla maniera improvvisativa e fiorita di Rotta ¢ di Barberis piuttosto che a quella di Francesco da Milano. 8, PERINO FIORENTINO, Fantasia, in Intabolatura de leuto di M. Francesco Milanese et M. Perino Fiorentino suo Discipulo, Venezia, Gardane, 1547. Ristampata dello stesso editore nef 1562, dallo Scotto nel 1563 € dal Do- rico nel 1566, Perino Fiorentino, detto anche Perino degli Organi, bbe una breve ma apprezzata esistenza, conclusasi. probabil mente alla corte di Caterina de’ Medici, regina di Francia ®. ‘La sua limitate produzione lo rivela musiciste di alta qualita ¢ originale interprete della maniera di Francesco da Milano, del quale diverse fonti lo dichiarano discepolo. 9. VINCENTIO GALILEI, Fantasia terza, in Froni- ‘mo, Venezia Scotto, 1568. Tl teotico delle nuove musiche, caratterizzate da senti re armonico ¢ da intenzioni espressive, & rappresentato in questa scelia da una composizions che si differenzia dalle altze per struttura e carattere. Essa fa parte, nelle prima edizione del dialogo sulle regole dellintevolatura,’ di un ‘gruppo di otto fantasie « fabricate sopra soggetti ariosi »®, cssia elaborate con vatiazioni su composizioni pteesistent,