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Dal Ticino alla Cina

Lesperienza missionaria di Don Giovanni Pedrazzini (1884-1939)


di Camilla Portinari

[Introduzione di Carlo Antognini] Don Giovanni Pedrazzini, originario di Campo


Valle Maggia e Locarno, nacque a Intra nel 1884, dove suo padre Giuseppe Pedrazzini
(detto il Pep dIntra) era responsabile degli acquedotti di quella regione. Ma Don Giovanni
aveva profonde radici in Valle di Blenio e specialmente a Torre. In effetti era fratello
della signora Caterina Pagani nata Pedrazzini e perci cognato di Giuseppe Pagani,
proprietario della fabbrica di cioccolato Cima-Norma SA. Unaltra sorella abitava ad
Acquarossa, la signora Guglielma Induni-Pedrazzini, il cui marito Pericle fu per moltissimi
anni direttore della Cima-Norma. Don Giovanni era particolarmente affezionato alla
sorella Caterina alla quale durante la sua lunga permanenza in Cina (10111939),
scriveva regolarmente. Questa significativa corrispondenza, con la relativa testimonianza
fotografica, stata gelosamente custodita dalla famiglia Pagani e poi dalla famiglia
Antognini ed stata recentemente inserita nel Fondo Pedrazzini, depositato allArchivio di
Stato di Bellinzona. La documentazione ha servito per elaborare la tesi di laurea che la
dottoressa Camilla Portinari ha presentato alluniversit Cattolica del Sacro Cuore di
Milano nel 2013 con il titolo Lesperienza dei missionari salesiani in Cina: il caso di
Giovanni Pedrazzini. Alcuni anziani di Torre ancora qualche anno fa si ricordavano delle
visite fatte da Don Giovanni Pedrazzini alla sorella Caterina ed al cognato Giuseppe. Con
il contributo di Camilla Portinari e le fotografie che lo corredano si vuole ricordare la
singolare esperienza missionaria di Giovanni Pedrazzini - a 75 anni dalla sua scomparsa -
e far rivivere il suo profondo legame con la Valle di Blenio.

Don Giovanni con la sorella Caterina nei pressi della Cappella di San Francesco

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Gli anni Venti e Trenta del Novecento costituirono per la Chiesa Cattolica in Cina
un momento di grande rinnovamento, che coincise con linizio e lo sviluppo di una nuova
epoca storica per la Cina, dalla nascita della Repubblica (1912), al susseguirsi degli
scontri per contendersi il potere; dalla guerra civile dei Signori della Guerra alle tensioni
crescenti tra il Partito Nazionalista ed il Partito Comunista e linvasione giapponese
(1932). In queste circostanze, linterazione tra Santa Sede e Paese di Mezzo diede vita a
dei tentativi di stabilire relazioni diplomatiche dirette e alla riforma dei metodi di
evangelizzazione.

In tale contesto politico e sociale si svolse lesperienza missionaria del sacerdote


svizzero Giovanni Pedrazzini (1884-1939). Nel 1898 Giovanni frequent il collegio
salesiano locale a Intra, sua citt natale. Dopo il noviziato a Foglizzo Canavese e gli studi
filosofici a Valsalice, trascorse un periodo nelle case salesiane di Lisbona e Braga, dove
consegu unadeguata formazione linguistica e filosofica preparandosi alla missione
(1904-1910). Consacrato sacerdote il 23 settembre 1911, si imbarc per la terra
dapostolato sulla nave Australien, partita il 5 novembre da Marsiglia. Dopo lapprodo a
Macao l11 dicembre 1911, fu presto trasferito nellisola della Lapa 1 e venne destinato
alla missione di recente istituzione dellHeung Shan. La presenza dei Salesiani in Cina
risaliva al 1906, quando era stato aperto lorfanotrofio di Macao sul modello delle scuole
professionali di don Bosco per la giovent. In seguito, nel 1911, fu assegnata loro
levangelizzazione del distretto dello Xiangshan (Heung Shan) nel Guangdong meridionale
(1911-1928). In questo distretto il sacerdote oper incessantemente come missionario
sul campo (1912-1923), visitando le cristianit con continui e faticosi viaggi in
compagnia del servo e del catechista cinesi o al seguito del vicario apostolico monsignor
Versiglia e reclutando nuovi cristiani nelle zone rurali.

Accipe lampadem ardentem rito battesimale in Cina

1 Lisola della Lapa (dal portoghese) adiacente alla penisola di isola di Macao, indicata anche con il nome di Lappa dai missionari salesiani,
corrisponde allisola Wanzai. in cinese: .
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Lopera di evangelizzazione port presto alla formazione di piccole comunit
cristiane ed alla costruzione di residenze e stazioni missionarie, chiese e cappelle. Nel suo
lavoro il sacerdote si giov dellopera di catechisti: nelle sue lettere e nei suoi articoli
Pedrazzini ricordava spesso il fedele A-Leng, suo aiutante e traduttore, ed il catechista o
maestro detto Sin-Sang, che egli traduceva come Primo Nato, ovvero labile mediatore
che si adoperava per il bene della comunit cristiana. Negli anni tra il 1912 e 1914
Pedrazzini visit spesso il capoluogo dellHeung Shan, Shek-ki, spostandosi, in barca o a
piedi tra le difficolt causate dalla rivoluzione e dagli scontri bellici nonch dalle calamit
naturali e dalle malattie. Il sacerdote forn una testimonianza diretta della condizione dei
lazzareti dei lebbrosi, bisognosi ed inclini ad accettare la religione cristiana. Pedrazzini
ebbe anche modo di eseguire piccole prestazioni mediche: nella sua corrispondenza non
manc di ricordare le soddisfazioni per le guarigioni ed i dolori per le morti dei suoi
giovani pazienti. La vita quotidiana del missionario doveva infatti confrontarsi con stenti,
indigenza, malattie, clima molto umido e caldo con forti temporali causati dai monsoni
asiatici. La salute di padre Pedrazzini fu pertanto costantemente minata dalle febbri
malariche. Nelle sue lettere alla famiglia e nei suoi articoli raccont le devastazioni dei
tifoni ed inondazioni e document il fenomeno della pirateria nel Guangdong. In questa
provincia il disordine provocato dalla guerra civile favoriva il brigantaggio praticato da
civili in miseria e da emarginati allassalto di villaggi isolati e alla depredazione di lance
dei naviganti sul delta del Fiume delle Perle. Pedrazzini stesso ebbe alcuni incontri con i
pirati. Il primo avvenne nel marzo 1913: il sacerdote fu risparmiato dagli assalitori, ma
rimase impressionato dalla brutalit mostrata da essi contro un passeggero. Poco dopo,
in un secondo incontro, il missionario venne derubato di tutto ci che portava con s.

In Cina

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I suoi resoconti nelle lettere alla famiglia testimoniavano anche il suo incessante
lavoro di mediazione con le autorit cinesi nelle varie cause riguardanti i beni immobili
della missione e la tutela dei cristiani cinesi nei processi in cui era giudicata la propriet
di terreni contesi tra i fedeli e altri membri della comunit. Questa tutela, concepita come
una difesa della cristianit, rafforzava invece lopinione dei locali che le conversioni
avvenissero per ottenere benefici materiali. Da ci scaturivano tensioni sociali: i cristiani
delle comunit dei villaggi erano spesso emarginati e subivano atti di prevaricazione da
parte di chi non accettava lingerenza cattolica allinterno della vita sociale. Nel caso della
cessione della pagoda di Leng-Kong alla missione cristiana, invece, furono proprio i saggi
del paese a rivolgersi al sacerdote per evitare che questultima fosse requisita dalle forze
militari2. Grazie allo sforzo dei missionari salesiani, il numero di cristiani del distretto, che
nel 1911 era di poche decine, sal a 1390 nel 1925, con 7 luoghi di missione con
residenza del missionario, 23 luoghi di missione senza residenza, 3 cimiteri ed una scuola
di formazione dei catechisti. Gli anni Venti tuttavia furono molto turbolenti per lHeung
Shan a causa dellinstabilit politica della nuova Repubblica. Pedrazzini stesso dovette
confrontarsi con gli eventi bellici: in racconto pubblicato su Giovent Missionaria no. 7-
8 del 1925 con il titolo Una Mossa Sbagliata, raccontava di come un dissidio tra due capi
militari avesse portato alla devastazione della citt di Shek-ki. Il sacerdote, deciso ad
intervenire, aveva minacciato di avvisare il console italiano a Canton, ottenendo cos la
cessazione del saccheggio.

Dal 1923 Padre Giovanni si dedic allorfanotrofio di Macao, organizzando la vita


religiosa e le varie attivit ricreative, come le rappresentazioni teatrali con messaggio
morale ad ambientazione e trama occidentali. Pedrazzini apport inoltre delle migliorie
alle strutture e si occup dellerezione della nuova cappella. Nel settembre 1928, per un
triennio, egli fu incaricato della direzione dellorfanato. Durante quel periodo si distinse
per il favore accolto presso i cinesi ed i portoghesi e la decisione di non pronunciare la
predica in portoghese. Nel 1932 Pedrazzini torn in Svizzera a Campo di Vallemaggia e a
Torre per ritemprare il fisico e riposarsi. Dopo un breve soggiorno a Torino ed in
Portogallo (febbraio-giugno 1932) venne trasferito in America a S. Francisco per qualche
anno (1933-1934), per ricevere delle cure specialistiche contro la malaria ed insegnare
presso la St. Francis School For Boys a Watsonville, California.

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Giovanni Pedrazzini, Ultime ore della Pagoda di Leng-Kong, in Bollettino Salesiano XLV (1921), 1, pp. 16-19

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Nel 1935, tuttavia, il missionario fece richiesta di rientrare in Cina e fu nominato
rettore delloratorio pubblico presso la St. Louis Industrial School di Hong Kong (affidata
ai Salesiani nel 1927). Egli ebbe qui lincarico di seguire i lavori di costruzione della
chiesa dedicata al santo, e dal 1936, quello di confessore ufficiale delle suore cinesi di
Hong Kong, principalmente presso la St. Pauls Institution. La salute del sacerdote, gi da
tempo provata, cominci in quel tempo ad essere di nuovo compromessa. Il 12 maggio
1939 informava per lettera la sorella Caterina di non star pi bene e nei mesi successivi
le sue condizioni si aggravarono. Pedrazzini mor ad Hong Kong il 20 luglio 1939 allet di
55 anni per emorragia interna.

Con la famiglia Pagani-Pedrazzini a Torre

Il corteo che sfil per il suo funerale attraverso la Queens Road (strada principale
di Hong Kong), testimonia la grande considerazione e laffetto nei confronti del salesiano.
Anche dagli scritti e dai documenti relativi al lavoro missionario ed al direttorato si
conferma la profondit della sua figura. Da questi emergono il carattere gioviale,
intraprendente, pragmatico, altruista, tenace e la dote di comunicatore con cui padre
Pedrazzini sapeva accattivarsi i fedeli sia portoghesi che cinesi. Tra i suoi meriti vi fu
anche quello di rendere partecipi i lettori italiani del folclore cinese attraverso i racconti
sulla rivista Giovent Missionaria: il salesiano si dimostr molto interessato alle
leggende e alla geografia della Cina, come testimoniano i vari articoli da lui firmati: Le
strane avventure di Vong Vo Seong, curiosissima leggenda cinese; Pao-lo, Dai Caos
alla luce, I tre picchi dellHeung Shan. Molto spesso in questi testi egli esprimeva
osservazioni personali tese a sottolineare la tenacia e la laboriosit del popolo cinese e la
forza della fede dei convertiti. Si pu senza dubbio affermare che limpatto e lesperienza

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maturata a contatto con la realt del Guangdong avessero segnato profondamente
Pedrazzini: la missione era diventata la sua ragione di vita ed egli era sinceramente
animato dallamore per i suoi cinesi. Durante il suo soggiorno in America, egli era
guarito dalla malaria ed aveva recuperato la forma fisica: tuttavia esprimeva lurgenza di
ritornare in missione in mezzo agli stenti, incorrendo in una morte prematura. Egli stesso
confessava di aver nostalgia della Cina, lunico luogo in cui poteva ritrovare se stesso e
vivere appieno lo spirito salesiano. A suo parere, i pericoli corsi e superati servivano ad
accrescere la fede del missionario e le difficolt, invece di diminuire il lavoro di
evangelizzazione, servivano ad accrescerlo. Emblema di questa concezione una frase
diretta alla sorella nella lettera del 10 ottobre 1933 dalla California, dove esprimeva la
speranza di tornare a Macao:

Io sto bene, sono stimato tanto, sono tanto felice eppure non so... ho tanta
nostalgia di quello che qui forse non avr mai e che avevo in Cina... nostalgia
della sofferenza. Nostalgia di Dio nascosto nelle sofferenze.

La ricostruzione della vita ed attivit di Padre Pedrazzini in Cina stata possibile


grazie alla documentazione concessa dalla famiglia Antognini, alla quale va il pi
sincero ringraziamento.

Bellinzona, 19.11.2014/tc/ [12'237 caratteri, spazi inclusi]