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Guida alla

coltivazione della
barbabietola da
zucchero
Dalla sperimentazione di Beta
una guida operativa completa per
la coltivazione redditizia di una
delle pi importanti colture industriali

Beta S.c.a.r.l.
Societ unica di ricerca
e sperimentazione
in bieticoltura
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INDICE INDICE

Premessa 7 7.2.4 Casside 92


Prefazione 9 7.2.5 Cleono 93
7.2.6 Elateridi 95
1. Avvicendamento 11 7.2.7 Lisso 97
2. Lavorazione del terreno 13 7.2.8 Nottue 98
7.2.9 Attivit biologica dei principali insetticidi 103
2.1 Lavorazioni principali 14
7.3 Funghi 105
2.2 Lavorazioni secondarie o complementari 17
7.3.1 Cercospora 105
3. Concimazione 25 7.3.2 Software Cercostop 112
3.1 Macroelementi N-P-K 27 7.3.3 Oidio 113
3.1.1 Azoto 28 7.3.4 Sclerozio 116
3.1.2 Software NIB: 7.3.5 Rizoctoniosi 118
Nutrizione Integrata della Barbabietola 34 7.4 Rizomania 119
3.1.3 Fosforo 37 7.5 Barre Irroratrici 121
3.1.4 Potassio 39 7.5.1 Il servizio di controllo e taratura
3.1.5 Principali concimi chimici consigliati da Beta 40 delle irroratrici 122
3.2 Microelementi 41 7.5.2 Alcuni suggerimenti per la taratura
3.3 Analisi chimiche del terreno delle irroratrici 124
e giudizi di dotazione 43 8. Irrigazione 127
3.4 Utilizzo delle calci di defecazione 44 8.1 Quanto irrigare 128
4. Variet 49 8.2 Quando irrigare 131
4.1 Coltura primaverile 51 8.3 Software Acquafacile 136
4.1.1 Considerazioni per la scelta della variet 51 8.4 Indicazioni operative 138
4.1.2 Variet a peso e a titolo 51 8.5 Impianti di irrigazione 141
4.1.3 Tolleranza alle malattie ed ai parassiti 52 8.5.1 Macchina semovente (rotolone)
4.2 Coltura autunnale 53 con irrigatore singolo 141
5. Semina 55 8.5.2 Macchina semovente (rotolone)


5.1 Le seminatrici 59 con barra irrigatrice 144
8.5.3 Minisprinkler 145
6. Diserbo 61
8.5.4 Ala gocciolante 147
6.1 Pre-semina con erbicidi non selettivi 61 8.5.5 Subirrigazione da dreni 149
6.2 Pre-emergenza con erbicidi non selettivi 62 8.5.6 Subirrigazione con ala gocciolante interrata 151
6.3 Coltura primaverile 63 8.5.7 Pivot 153
6.3.1 Pre-emergenza con erbicidi residuali 63 8.5.8 Pivot ad avanzamento frontale (rainger) 156
6.3.2 Post-emergenza 66 8.6 Costi dei principali sistemi irrigui 158
6.4 Coltura autunnale 70
6.4.1 Pre-emergenza con residuali 70
9. Retrogradazione 163
6.4.2 Post-emergenza 71 10. Raccolta 171
7. Difesa 77 11. Qualit 177
7.1 Nematodi 77 12. Costi colturali 183
7.1.1 Caratteristiche principali e ciclo biologico 78
7.1.2 Sintomi e danni 79
7.1.3 Metodi di lotta 80
7.2 Insetti 88
7.2.1 Afidi 89
7.2.2 Altica 90
7.2.3 Atomaria 91
Premessa
La globalizzazione e lingresso sui mercati delle nuove potenze agricole emergenti come il
Brasile, lIndia e lAustralia, hanno profondamente alterato le pianificazioni degli impren-
ditori agricoli nazionali imponendo, senza possibilit di deroghe, la necessit di migliora-
re la competitivit di tutte le produzioni.
Incrementare in modo significativo la redditivit delle colture oggi unesigenza impre-
scindibile per garantire allimprenditore agricolo la giusta remunerazione degli investi-
menti effettuati, a fronte della pressante concorrenza di paesi dove le economie di scala
danno diverso valore alle rese ottenute dalle produzioni agricole. Per poter ottenere in-
crementi significativi, gli imprenditori potranno solamente affidarsi allapplicazione di
pratiche agronomiche innovative ed adeguate agli obbiettivi di resa prefissati.
Queste vengono individuate nellottica del contenimento dei costi di produzione e gestite
in un quadro complessivo di sostenibilit ambientale, che rappresenta un requisito oggi
indispensabile a tutte le attivit economiche. Di fondamentale importanza riuscire ad
assicurare la stabilit delle produzioni riducendo al minimo limpatto che possono avere i
fattori non controllabili come quelli climatici. Ad oltre un secolo dalla diffusione in Italia
della coltivazione della barbabietola da zucchero, il settore bieticolo-saccarifero naziona-
le, per le ragioni sopra esposte, si trova oggi in un passaggio cruciale.
Nel concreto va ricordato che la riforma della Organizzazione Comune dei Mercati (OCM)
zucchero ha imposto una drastica riduzione dei prezzi sia dello zucchero che, conseguen-
temente, della barbabietola.
Per il nostro Paese, inoltre, la applicazione della riforma ha causato un radicale ridimensio-
namento del comparto sia nel numero degli impianti di trasformazione che nella superficie
coltivata a barbabietola. Eppure, anche se le aree di coltivazione si sono notevolmente
ridotte e concentrate, la diversit pedoclimatica che caratterizza i comprensori bieticoli
italiani non ammette ricette generalizzate e quindi valide per tutti, ma richiede scelte
tecniche mirate, frutto di conoscenze specifiche ed approfondite.
Scopo del presente manuale proprio quello di fornire ai bieticoltori le informazioni
necessarie per poter effettuare le scelte colturali pi opportune per le singole realt azien-
dali. Per questo si deciso di illustrare, in maniera semplice, sia le tecniche consolidate
che quelle innovative recentemente acquisite e convalidate dallattivit di ricerca e spe-
rimentazione svolta da Beta nellambito del progetto Obiettivo Europa, finanziato dal
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e con risorse proprie della filiera bieticolo
saccarifera. Proprio sulla base di queste considerazioni si ritenuto utile approfondire
specifici argomenti che sono stati particolarmente esaminati nei programmi di ricerca
di Beta, affrontando in maniera descrittiva taluni passaggi che si ritengono ampiamente
acquisiti dalla tecnica operativa consolidata e che sono ampiamente trattati nei testi di
agronomia. Di fatto, si inteso solamente fornire un ulteriore contributo che si ritiene di
grande utilit per laggiornamento dei bieticoltori e dei tecnici agricoli.
Esso rappresenta, nei nostri intenti, uno strumento di facile ed immediata consultazione,
frutto dellimpegno, del lavoro e dei rapporti scientifici nazionali ed internazionali di tutti
i collaboratori di Beta.

Il presidente
A. Cavallini
Prefazione
La barbabietola da zucchero si pu considerare una fabbrica metabolica molto parti-
colare.
Il binomio coltura fabbrica oggi pi che mai fattore imprescindibile per poter parlare
di bieticoltura sostenibile. Com noto, il processo produttivo in una fabbrica sostenuto
da fattori quali: materia prima, energia, tecnologie e organizzazione. Il ruolo di ciascuno
di essi assai evidente. Particolarmente interessante il poter stabilire il peso relativo
di ciascun fattore in rapporto allefficienza produttiva di questa particolare fabbrica.
Efficienza legata al divario tra materie prime e prodotti finiti, intesa come diversa com-
plessit tra il livello iniziale e quello di arrivo dei materiali trattati.
Nel sistema bietola, inteso come fabbrica metabolica, le materie prime corrispondono
ai nutrienti, allenergia si correlano i mezzi di intercettazione dellenergia radiante, alle
tecnologie di trasformazione gli enzimi, allorganizzazione corrisponde il sistema di rego-
lazione delle sintesi e dellattivit delle proteine.
Nella bietola si realizza la trasformazione di materie prime semplicissime in molecole
assai complesse, realizzando un salto qualitativo che unindustria ben difficilmente riu-
scirebbe a compiere.
Il problema pi sentito dai tecnici e dagli agricoltori quello di possedere gli strumenti
occorrenti per accedere in modo proficuo alle fonti di aggiornamento, divenendo capaci
di autoalimentarsi sul piano culturale e formativo.
In questo caso al lettore si offre lopportunit di accedere ad un efficace aggiornamen-
to tecnico edito da Beta, di profilo prevalentemente agronomico, su di una specie che,
nonostante tutto, conserva una particolare rilevanza nellambito degli avvicendamenti
colturali pi tipici.
La riforma dellOCM zucchero infatti impone, oggi pi che mai, di incrementare le
risposte quanti-qualitative di questa importante chenopodiacea tramite opportuni in-
terventi agronomici, orientati al contenimento dei costi di produzione e al rispetto
dellambiente.

Prof. Giuliano Mosca


(Presidente Commissione Mediterranea dellIIRB)
Avvicendamento
1
La barbabietola da zucchero una delle colture Barbabietola
estensive pi esigenti nellambito dellavvicendamen- Cavolo
to colturale.
Colza
I motivi principali sono due:
vulnerabilit nei confronti del nematode Hetero- Melanzana
dera schachtii. Una rotazione quadriennale, che Pomodoro
preveda lalternanza di colture non ospiti del ne- Rapa
matode (in fig. 1.1 le colture da evitare), di nor- Ravanello
ma sufficiente a preservare la sanit di un terreno Ravizzone
esente da nematodi. In caso di terreni infestati Senape
invece necessario prevedere unadeguata strategia Spinacio
di lotta in funzione del livello di infestazione pre-
sente. Pu essere necessario portare lavvicenda- Fig. 1.1. Colture ospiti del ne-
mento a 5 anni e linserimento di coltivazioni di matode Heterodera schachtii.
piante biocide (variet specifiche di rafano e se-
nape dotate di un forte potere nematocida). Oggi
anche possibile far ricorso alle nuove variet tol-
leranti, secondo quanto riportato nel paragrafo sui
metodi di lotta ai nematodi (7.1.3);
elevata sensibilit agli errori nella lavorazione del
terreno. Limportanza della lavorazione del terreno
per la bietola legata principalmente a due aspetti:
- la produzione della coltura la radice e pertan-
to, per consentire adeguate produzioni, il suolo
deve presentare caratteristiche fisiche (struttura,
porosit, resistenza alla penetrazione) tali da ren-
dere possibile un facile sviluppo del fittone;
- la coltura diffusa anche su terreni ad elevato
contenuto dargilla, notoriamente di pi difficile
lavorazione.
Le colture di cereali a paglia, quali grano e orzo,
vengono da sempre considerate precessioni ideali
11
2
1. Avvicendamento

per la bietola; infatti, specie nei terreni argillosi, la


loro raccolta durante il periodo estivo consente di
eseguire le lavorazioni principali in unepoca in cui si
Lavorazione
trova, pi facilmente, in tempera.
Se le colture che precedono la bietola sono a raccolta
del terreno
tardiva (fine estate-inizio autunno) quali mais, sorgo,
soia o girasole, richiesta una maggiore perizia nella
scelta delle modalit e dei tempi di lavorazione.

BIOCIDE BIETOLA BIOCIDE


IN SET-ASIDE INTERCOLTURALI
La barbabietola da zucchero defini-
ta, nellambito della rotazione agraria,
una coltura da rinnovo per diversi mo-
tivi. Uno dei principali rappresentato
dalla sua esigenza di essere coltivata
in terreni sottoposti a lavorazione pro-
fonda ed accurata.
FRUMENTO
Leffetto di coltura miglioratrice del
terreno, ampiamente riconosciuto alla
MAIS
bietola, e di cui beneficiano le colture
SORGO che la seguono nellavvicendamento, dovuto in gran Fig. 2.1. Aratura entro solco che
parte a tale necessit. pu portare alla formazione di
Numerose esperienze eseguite in questi anni, hanno una suola di compattamento.
ampiamente dimostrato come la bietola, nella mag-
SOIA gior parte dei casi, abbia difficolt ad adattarsi alle
GIRASOLE
lavorazioni superficiali.
Lobiettivo quindi ottenere una buona strutturazio-
ne del suolo anche in profondit, per garantire uno
sviluppo continuo del fittone fin dai primi stadi ve-
Fig. 1.2. Modello corretto di ro- getativi.
tazione in un sistema cerealico- La sequenza delle lavorazioni ed il tipo
lo-industriale.
A seconda dei casi e delle zone,
di attrezzature da utilizzare dipendo-
alcune delle colture della se- no da diversi fattori:
quenza quadriennale di base natura del terreno - i terreni argillo-
possono essere sostituite da al- si necessitano di lavorazioni ben pi
tre alternative.
energiche rispetto a quelli sciolti;
Nello schema contemplata an-
che la possibilit di inserimento precipitazioni autunno/vernine - se
del set-aside con colture biocide anticipate e frequenti, possono im-
avente finalit di recupero dei pedire laccesso in campo delle at-
terreni infestati dai nematodi. trezzature;
Con bietola a semina autunnale
non possibile la coltura inter- gelate invernali - consentono, in al-
calare del frumento. cuni casi, di risparmiare ulteriori pas- Fig. 2.2. Aratura fuori solco.

12 13
2. Lavorazione del terreno 2. Lavorazione del terreno

saggi per laffinamento delle zolle nella fase di prepa- consistenti nella discissura del terreno in profondit
razione del letto di semina. e nel rovesciamento dello strato di suolo pi superfi-
ciale mediante luso di apposite attrezzature.
Lincidenza del costo delle lavorazioni del terreno
sul totale dei costi diretti di coltivazione (considera- Araripuntatura
ta unaratura alla profondit di cm 50 e le operazio- la classica lavorazione a due strati: aratura superfi-
ni di estirpatura, erpicatura, sistemazione superfi- ciale (30 cm) e sottoripuntatura (ulteriori 20 cm).
ciale, preparazione del letto di semina e sarchiatura possibile svolgere loperazione in un unico pas-
interfilare) mediamente dellordine del 15-19%. saggio con laratro-ripuntatore. Rispetto allaratura
profonda, consente un significativo risparmio ener-
getico, evita la formazione della suola e contiene
2.1 Lavorazioni principali il fenomeno della mineralizzazione spinta della so-
stanza organica, tipico dellaratura e causato dal ri-
Aratura baltamento delle zolle e dalla loro esposizione agli
Rappresenta la classica lavorazione principale. agenti meteorici. In definitiva si pu sostenere che,
Essa va eseguita quando il terreno in tempera, os- nella maggior parte dei casi, tale tecnica pi con-
sia in quello stato di umidit tale da permettere una servativa della fertilit del suolo, rispetto allaratura
facile lavorabilit, associata ad una buona disgrega- profonda (vedi anche il box alla pagina seguente su
zione della zolla di aratura. Cosa fare in condizioni particolari).
La profondit daratura di 40-50 cm per sfruttare
il pi possibile laccumulo delle acque meteoriche e Ripuntatura
leffetto dellinterramento completo dei residui col- alternativa allaratura e adattabile a
turali e dei fertilizzanti organici mediante il ribalta- differenti situazioni. Si possono infatti
mento della fetta di terra. utilizzare pi tipologie di ripuntatori e si
Nei terreni argillosi di fondamentale importanza pu operare a diverse profondit e diffe-
intervenire precocemente (luglio-agosto), mentre nei renti sensi di lavorazione (longitudinale
terreni pi sciolti e tendenti al limoso invece prefe- e/o trasversale allappezzamento).
ribile posticiparla onde evitare il costipamento. Un esempio pu essere quello di at-
La diffusione della barbabietola nelle grandi aree trezzature dotate di 2-3 lance ripun-
maidicole del nord, avvenuta negli ultimi anni e la tatrici che raggiungono una pro-
ridefinizione dei bacini bieticoli, dovuta alla recen- fondit anche di 70 cm i cui organi
te riforma comunitaria dellOCM zucchero, pongo- ripuntatori possono anche essere do-
no problemi nuovi come la scelta delle lavorazioni tati di ogiva talpa per scavare ca- Fig. 2.3. Ripuntatore, alternativo
principali. nali temporanei di drenaggio sotterranei. allaratro, si adatta a differenti
Queste infatti devono tenere conto di avvicenda- Ladozione della ripuntatura comporta tuttavia una situazioni.
menti con colture che precedono la bietola a rac- pi attenta gestione delle lavorazioni secondarie
colta tardiva nonch della natura del terreno spesso che dovranno essere eseguite con terreno avente il
di tipo limoso-sabbiosa. giusto tenore di umidit anche negli orizzonti pi
Per soddisfare le specifiche esigenze di porosit e profondi.
permeabilit del terreno che la bietola richiede,
anche possibile effettuare lavorazioni principali al- Rotoararipuntatura
ternative allaratura (le cosiddette lavorazioni a Anche questa tecnica utilizza attrezzi muniti di lan-
due strati) che si sono affermate in talune zone, ce ripuntatrici che operano fino ad una profondit
14 15
2. Lavorazione del terreno 2. Lavorazione del terreno

di 70 cm ma combinate, sullo stesso attrezzo, con condizioni di zollosit di dimensioni


ancore a denti concavi o convessi. Queste ultime pe- inferiori. Tale tecnica anche parti-
netrano ruotando nel terreno fino ad una profondi- colarmente indicata per le lavorazioni
t di 45 cm e proiettano il terreno contro una griglia da effettuarsi nei mesi autunnali con
che ne provoca una prima disgregazione. terreni umidi. Lattrezzo generalmente
ha una larghezza di 3-3,5 m e lavora
Vangatura ad una profondit di circa 40 cm (vedi
La vangatura si propone anchessa come alternativa anche il box alla pagina seguente su
allaratura, con il vantaggio che lascia il terreno in Cosa fare in condizioni particolari).
Fig. 2.4. Vangatrice, particolar-
Cosa fare in condizioni particolari: mente indicata nei mesi autun-
la lavorazione tardiva in sostituzione dellaratura 2.2 Lavorazioni secondarie o complementari nali con terreni umidi.

Uso del ripuntatore: Hanno il compito di affinare la zollosit creata dalla


- lutilizzo di un attrezzo discissore permette di aumentare la porosit del terreno man- lavorazione principale, mediante passaggi successivi
tenendo un buon livellamento, pertanto le successive operazioni di affinamento risul- che metteranno il terreno nelle condizioni ottimali
tano semplificate;
per ospitare la semina.
- la larghezza e profondit di lavoro richiedono una notevole potenza;
- per evitare slittamenti e mantenere una buona velocit di avanzamento consigliabile Il numero ed il tipo di lavorazioni da effettuare di-
luso di una trattrice a cingoli; pendono da vari fattori come lumidit, la natura del
- in condizioni di elevata umidit del terreno gli attrezzi discissori possono essere sog- terreno o le attrezzature disponibili, ma comunque
getti ad ingolfamenti e produrre zolle compattate, tuttavia il risultato di norma mi- buona norma che esse vengano eseguite entro lini-
gliore di quello ottenibile impiegando laratro, salvo che il terreno non sia troppo zio dellinverno per evitare eccessivi calpestamenti
umido (limite di plasticit), nel qual caso le fenditure operate dalle lance del ripun- del terreno bagnato che possono rivelarsi in segui-
tatore non determinano unazione disgregatrice del profilo esplorato. to assai dannosi. In primavera pu essere eseguita
una leggera erpicatura ma al solo scopo di interrare
Uso della vangatrice
concimi distribuiti in pre-semina ed eliminare le in-
- ha una grande flessibilit nei tempi di intervento: si pu operare anche in condizioni
di terreno umido, ad esempio dopo la raccolta di un mais tardivo; festanti gia nate. Esiste sul mercato una gamma molto
- il terreno viene lavorato in modo uniforme rimanendo ben livellato. Inoltre risulta pi vasta di attrezzature disponibili per realizzare tali lavo-
facile operare in presenza di ostacoli (tralicci, pali ecc); razioni: un esempio pu essere quello di eseguire una
- a differenza dellaratura, la vangatura, non comportando un completo rivoltamento estirpatura estiva impiegando un erpice a dischi o
del terreno, favorisce un accumulo di sostanza organica nella parte pi superficiale un frangizolle (a seconda della natura
del profilo; del terreno) per consentire una prima
- la formazione di zollosit di dimensioni medio-piccole in tutto lo strato lavorato, ren- riduzione della zollosit ed anche un
de le operazioni di affinamento successive meno impegnative consentendo anche un discreto livellamento del terreno, suc-
minor calpestamento;
cessivamente una o pi erpicature au-
- non provoca suola di lavorazione;
- non si altera il livellamento degli appezzamenti; tunnali utilizzando attrezzature com-
- determina, sovente, unelevata sofficit del terreno a fine inverno che pu essere op- binate (dischi, denti, rulli dentati).
portunamente ridotta da una rullatura in pre-semina; Lerpicatura una tecnica assai ver-
- con una velocit di avanzamento di 2,5 km/ora si impiegano 80 minuti per lavorare un satile, tuttavia essa richiede che siano
ettaro. I costi variano in funzione della potenza assorbita ma, considerando il minor rispettati alcuni punti:
numero di passaggi successivi (una estirpatura pi uno o due passaggi di vibrocoltore), i passaggi devono essere eseguiti
il bilancio in termini economici comunque a favore della vangatura. sempre con il terreno sufficiente-
mente umido (in tempera) e, se le Fig. 2.5. Erpice rotante.

16 17
2. Lavorazione del terreno 2. Lavorazione del terreno

condizioni non permettono di opera-


re in modo ottimale, consigliabile La semina su prose
rimandare loperazione per non com-
Il termine prosa sinonimo di prca (dal latino: striscia di terreno coltivabile com-
promettere la struttura del terreno; presa fra due solchi) comunemente usato nei testi di agronomia. La tecnica di semina
luso di pneumatici a sezione larga su prose della barbabietola da zucchero non affatto nuova: nellImperial Valley
sempre consigliabile; (California, U.S.A.) viene usata con buoni risultati gi da diversi anni.
allinizio dellinverno il terreno deve Nel 2003 alcuni tecnici tedeschi hanno iniziato a diffonderla in un comprensorio bie-
presentare una zollosit ridotta, ticolo nel nord della Germania ottenendo incrementi nella produzione di saccarosio
questo favorir anche lazione di- di circa il 10% rispetto a quelli conseguibili con la semina tradizionale.
sgregante del gelo;
se necessario, occorre intervenire Dal 2004 la semina su prose oggetto di sperimentazione in Italia da parte di Beta.
La macchina utilizzata (a 6 file e con una interfila di 45 cm) necessita di un trattore
anche durante linverno, sfruttando Fig. 2.6. Erpice combinato a
della potenza di circa 120 cv. Le operazioni di formazione delle prose e di semina
le gelate particolarmente intense denti fissi e a disco.
avvengono in un unico passaggio perch la seminatrice montata a sbalzo posterior-
(non limitate soltanto a qualche ora del mattino), mente alla baulatrice.
che interessano quindi non solo i primi centimetri
superficiali del terreno;
le lavorazioni primaverili devono essere eseguite Rullo a gabbia Attacco presa
con attrezzi leggeri (es. erpice strigliatore) ed in- (regolazione di forza posteriore
profondit di lavoro) del trattore
teressare non pi di 2-4 cm per non portare in su-
perficie terreno bagnato con conseguente perdita di
umidit accumulata durante linverno.

Cosa fare in condizioni particolari:


affinamento del terreno dopo unaratura tardiva
In particolari situazioni di difficolt, allorch risulti necessario affinare il letto di semina
a seguito di lavorazioni principali effettuate tardivamente e ci si trovi pertanto in presen- Albero di rinvio
za di notevole zollosit superficiale, possibile utilizzare lerpice rotante. un attrezzo Direzione davanzamento agli organi rotanti
che produce lo sminuzzamento, la rottura della crosta e leliminazione delle infestanti;
esso, opportunamente accessoriato, consente una buona preparazione del letto di semi-
na a patto che il terreno sia in condizione accettabile di umidit.
Lorgano lavorante costituito da coltelli di varie misure, disposti in posizione verticale e
funzionanti con movimento rotatorio. Leccessivo sminuzzamento del terreno pu com-
portare, soprattutto in presenza di determinate tessiture, la destrutturazione del terreno.

Uso dellerpice rotante: Organi rotanti


- utile per ottenere un primo livellamento autunnale post-aratura anche se oppor- Vomeri regolabili (dischi conici compattatori)
tuno effettuare un successivo passaggio con un estirpatore per assestare gli strati in profondit per dare la forma alla prosa
profondi del terreno;
- pu essere opportuno una sua utilizzazione, in determinate condizioni di umidit, Fig. 2.7. Principali caratteristi-
nella preparazione dei terreni in epoca primaverile: che della baulatrice utilizzata
- il passaggio con lerpice rotante, al fine di ottenere un affinamento ottimale, va effet- da Beta.
tuato a velocit relativamente sostenuta.
Segue

18 19
2. Lavorazione del terreno 2. Lavorazione del terreno

Livellamento e sgrondo
Nei tre anni di prove condotte da Beta si operato in terreni con contenuto di argilla
delle acque in eccesso
mai superiore al 35%.
In terreni molto argillosi e bagnati, si possono incontrare difficolt nella formazione
Per una buona impo-
delle prose. stazione della coltura,
Per quanto riguarda le operazioni di diserbo, devono essere condotte scrupolosamente, risulta di fondamentale
data limpossibilit di intervenire successivamente con la sarchiatura. importanza assicurare
agli appezzamenti una
Principali vantaggi e prospettive buona regimazione delle
- incremento in peso della coltura rispetto alla semina tradizionale, che si riflette in un acque in eccesso, soprat-
aumento della produzione di saccarosio; tutto nei terreni argillosi
I dati delle prove condotte in Germania indicano aumenti del 10-12% mentre nelle o tendenzialmente tali.
prove condotte da Beta nel biennio 2004-2005 sono stati ottenuti aumenti di sacca-
Unadeguata rete di sco-
rosio, rispetto alle semine tradizionali, attorno all8%;
- la polarizzazione rimane pressoch invariata; lo, a cielo aperto o sot-
Fig. 2.11. Danni da ristagno idrico.
- possibilit di abbinamento a lavorazioni principali del terreno pi superficiali e quin- terranea, deve permettere lo smaltimento, in tempi
di meno onerose; abbastanza brevi, delle acque in eccesso dovute a
- possibilit, previa opportuna regolazione della macchina estirpatrice, di ridurre la piogge di forte intensit.
tara terra e di poter operare anche in condizioni difficili. Questo viene garantito dalla periodica manuten-
zione del sistema di drenaggio sottosuperficiale o
delle scoline che devono essere pi profonde dello
strato di lavorazione.
Per evitare il formarsi di zone di ristagno, deleterie
soprattutto nelle fasi iniziali del ciclo (fig. 2.11),
importante il corretto livellamento del terreno e
ladeguamento della sua conformazione superficia-
le alle sistemazioni idraulico-agrarie degli appez-
zamenti.

Rullatura
Durante il periodo invernale, allorch lazione degli
agenti atmosferici particolarmente intensa, il ter-
reno pu presentarsi eccessivamente soffice al mo-
mento della semina.
In tal caso, al fine di assicurare un regolare collo-
camento del seme, pu essere utile eseguire una
Fig. 2.8. Superficie baulata. Fig. 2.9. Dietro la macchina Fig. 2.10. Particolare dellin- rullatura pre-semina per garantire, attraverso una
direttamente collegata la semi- terfila a inizio maggio. deposizione a profondit costante ed un miglior
natrice, in questo caso mecca- contatto seme-terreno, unemergenza regolare ed
nica. possibile labbinamento
anche con seminatrici pneu-
uniforme.
matiche. Al fine di scongiurare la formazione di crosta superfi-
ciale (alla quale sono particolarmente soggetti i suoli
ad alta componente limosa) occorre evitare di inter-
venire dopo la semina.
20 21
2. Lavorazione del terreno 2. Lavorazione del terreno

Preparazione del letto di semina lo (in annate caratterizzate da persi-


Una semina tempestiva richiede che il stente siccit primaverile) e favorisce
terreno sia ben preparato, quindi gi la formazione di crepe.
sistemato fin dallautunno.
Con il terreno gelato, un eventuale Per essere efficace la sarchiatura ri-
passaggio di erpice a denti consente la chiede alcuni accorgimenti:
preparazione definitiva del letto di se- non intervenire prima che il terreno
mina. Le operazioni di erpicatura van- sia sufficientemente asciutto;
no effettuate a profondit di 2-3 cm, regolare la profondit di lavoro in
per non riportare in superficie zolle funzione dello sviluppo della coltu-
umide. Per i terreni argillosi consi- ra, mantenendosi ad un livello pi
gliabile utilizzare erpici leggeri a denti superficiale nelle fasi iniziali;
rigidi, che limitano la macro zollosit Fig. 2.12. Terreno in condizioni operare su una larghezza identica a Fig. 2.13. Particolare di sarchia-
superficiale. Eventuali inerbimenti vanno controllati ottimali per la semina. quella della seminatrice facendo molta attenzione a trice al lavoro.
esclusivamente con erbicidi totali per non compro- rispettare le singole macchinate di semina;
mettere la struttura del terreno con erpicature pro- adottare, in caso di crosta superficiale, dischi pro-
fonde che, tra laltro, provocano perdite consistenti tettivi laterali e procedere pi lentamente; ci per
di umidit. evitare di strappare le piantine;
In sintesi occorre ricordare che: mantenere una certa distanza dalla fila, quando le
il letto di semina deve presentare una zollosit su- piante sono ancora allo stadio di 2-4 foglie vere,
perficiale molto ridotta (zollette con diametro medio per non determinarne lo scalzamento.
inferiore a 1 cm) ed uno strato sottostante composto
da terra fine che assicuri uno stretto contatto terre-
no-seme pur consentendo la circolazione dellaria; Riduzione del compattamento del terreno
interventi troppo energici con lerpice provocano Il compattamento del terreno ostacola laccrescimento delle radici e la circolazione
zollosit eccessive che compromettono la regolare dellacqua con gli elementi nutritivi che vi sono sciolti; ci comporta la formazione di
deposizione del seme, riducono il contatto seme- fittoni di dimensioni ridotte, corti e ramificati.
terreno e possono quindi causare emergenza ridot-
ta e scalare. Per limitare il fenomeno necessario:
- prevedere una rotazione che consenta di effettuare lavorazioni con terreno possibil-
Sarchiatura mente asciutto;
- utilizzare ogni 3-4 anni il ripuntatore per contenere la suola di aratura;
La coltura pu trarre vantaggio dalle operazioni di
- programmare tempestivamente i vari passaggi di affinamento;
sarchiatura tra le file soprattutto in presenza:
- livellare bene o eventualmente baulare il terreno al fine di ottimizzare il drenaggio su-
di terreni asfittici (soprattutto per elevata piovosi- perficiale in quanto il ristagno distrugge gli aggregati strutturali;
t), in tal caso, occorre rompere il compattamento - realizzare scoline o drenaggio tubolare aventi una profondit maggiore di quella di
superficiale per realizzare condizioni di migliore lavorazione per assicurare un buon drenaggio profondo;
sofficit ed arieggiamento; - utilizzare trattrici con pneumatici a larga sezione che esercitano una bassa pressione
di infestanti nellinterfila, dovute allapplicazione specifica sul terreno;
del diserbo chimico di pre-emergenza localizzato o - in caso di interventi invernali con gelate in atto, accertarsi che il fenomeno sia parti-
sfuggite allazione di un intervento generalizzato; colarmente intenso e non limitato a qualche ora del mattino;
della necessit di smuovere leggermente il terreno - verificare che, durante la semina, soprattutto in terreni argillosi, lo strato di terreno
al di sotto del solco di deposizione del seme, non sia troppo umido.
superficiale al fine di ridurre la risalita capillare che
alimenta le perdite di acqua per evaporazione dal suo-
22 23
3
2. Lavorazione del terreno

In caso di forte costipamento del suolo, causato da


lavorazioni del terreno tardive, decorsi stagionali
particolarmente anomali o presenza sui seminati di
Concimazione
infestanti sfuggite agli interventi di diserbo, pu es-
sere opportuno, al fine di favorire larieggiamento del
terreno ed ottenere un miglior risultato contro le ma-
lerbe, fare uso di fresatrici (o zappatrici) interfilari in
modo da smuovere efficacemente lo strato superficia-
le evitando di approfondire eccessivamente gli organi
lavoranti.

La bietola una delle colture pi studiate dal pun-


to di vista dei fabbisogni nutritivi per le implicazioni
che tale aspetto riveste sia sullentit che la qualit
delle produzioni.
La concimazione incide mediamente dal 12 al 16 %
sul totale dei costi colturali diretti e pertanto richie-
de una attenta valutazione sia per quanto riguarda
il dosaggio dei concimi che nella scelta delle formu-
lazioni pi convenienti dal punto di vista tecnico ed
economico. Per formulare un corretto piano di ferti-
lizzazione dovranno essere noti due importanti rife-
rimenti.
La quantit degli elementi disponibili nel terre-
no. Apposite analisi chimiche e fisiche del suolo
consentono unattenta valutazione degli elementi
nutritivi presenti e di individuare le concimazioni
sulle effettive necessit della coltura.
Per alcuni elementi, come fosforo o potassio, le ana-
lisi possono essere effettuate ogni 3-4 anni, mentre
per quanto riguarda lazoto sarebbe consigliabile ef-
fettuarle ogniqualvolta,
nellambito della rota-
prelievo elementare
zione aziendale, previ-
sta la coltivazione della
bietola, data la sensibi-
lit della coltura sia alla
carenza che alleccesso
di tale elemento.
Particolare importanza
assume loperazione di
prelevamento del cam- Fig. 3.1. Schema per il prelievo
pione che deve essere del terreno.

24 25
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

eseguita con il massimo scrupolo: il sacchetto di La quantit di concime necessaria.


terreno destinato al laboratorio dovr rappresenta- Lobiettivo di raggiungere la massima produzione,
re il pi fedelmente possibile le caratteristiche del- ottimizzando i costi e senza incidere negativamente
lappezzamento campionato. sulla qualit. Una razionale gestione della concima-
In fig. 3.1 schematizzato un campionamento non zione non pu riguardare autonomamente le colture
sistematico, ossia a zig-zag, che permette di mante- inserite nella rotazione ma deve essere valutata nel-
nere una buona affidabilit anche nei confronti della lambito dellintero avvicendamento (vedi cap.1).
metodica ufficiale. Al fine di fornire un concreto aiuto agli operatori del
Il campione finale, (1-2 kg di terreno, composto da settore, Beta ha reso disponibile ai tecnici della filiera
pi sondaggi puntuali), potr essere rappresentati- bieticolo-saccarifera, un software specifico per la bar-
vo di superfici variabili in funzione della omogeneit babietola (NIB), che consente il calcolo delle quantit
della tessitura (fig. 3.2) e della rotazione colturale. In dei macro-elementi principali (azoto, fosforo e potas-
ogni caso tale superficie non potr superare i 5-6 ha. sio) da apportare in base ai dati dellanalisi.
Per ogni ettaro si dovranno eseguire almeno 6 son-
daggi o prelievi elementari esplorando il suolo fino
alla suola di aratura (normalmente ad una profondit 3.1 Macroelementi N-P-K
di 40-50 cm).
I macroelementi principali per la barbabietola sono
rappresentati da azoto, fosforo e potassio, presenti in
quantit variabili nei terreni.
A = Argilloso
0 100 In fig. 3.3 sono riportati i fabbisogni, le restituzioni
AL = Argilloso-Limoso
AS = Argilloso-Sabbioso attraverso i residui colturali e le asportazioni nette del-
L = Limoso la bietola, in riferimento ad una produzione di 55 t/ha
20 80
LA = Limoso-Argilloso di radici. Lelemento pi richiesto di norma il potas-
LS = Limoso-Sabbioso sio, seguito dallazoto e, a distanza, dal fosforo.
S = Sabbioso
40 60
A SA = Sabbioso-Argilloso
Limo Argilla SL = Sabbioso-Limoso Fabbisogno totale
210 (kg/ha)
60 40 180
160 N 215
AL AS 105
110 P2O5 97
80 20 60 42 K 2O 318

(kg/ha)
LA SA
LS 10
L SL S
100 0 -40
-55
-90
0 20 40 60 80 100 -140 -110
-138
Sabbia -190
Fig. 3.2. Triangolo di tessitura Fig. 3.3. Asportazio-
dei suoli secondo la Unione In- -240 ni e restituzioni di
Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)
ternazionale delle Scienze del N-P-K per una pro-
Suolo (IUSS). duzione di 55 t di
Esempio di terreno sabbioso li- asportazioni restituzioni radici al 15% di po-
moso (S/L/A = 55/30/15). larizzazione.

26 27
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

Per quanto riguarda lazoto, ad esem- Soglie di sufficienza


pio, a fronte di un fabbisogno com- Il metodo di analisi del terreno pi
plessivo di circa 200 kg/ha, la quan- diffuso in Italia (che utilizza una so-
tit dellelemento da apportare come luzione estraente a base di cloruro di
concime si ottiene sottraendo dal fab- calcio) consente la determinazione di
bisogno la dotazione iniziale del ter- due importanti forme dellelemento.
reno. A fine ciclo, i residui colturali 1. Azoto minerale.
quali codini, foglie e colletti, lasciano la frazione prontamente dispo-
un residuo di circa 100 kg/ha di azo- nibile per la coltura ed costituita
to, utilizzabile in buona parte dalla dalla somma dellazoto nitrico e di
coltura che segue in rotazione. quello ammoniacale.
Tali dati possono dare unidea delle Fig. 3.4. Ingiallimenti fogliari da 2. Azoto organico solubile. Fig. 3.5.b Abbondante bouquet
esigenze nutrizionali in funzione di un determinato carenza di azoto indotta da ri- una frazione che, nellarco del ciclo colturale, ri- fogliare, di colore verde inten-
obiettivo di produzione. Essi tuttavia sono solo larga- stagno idrico. lascer progressivamente azoto sotto forma nitrica so, determinato da eccesso di
mente orientativi ai fini della concimazione. Questa e ammoniacale. azoto.
potr infatti variare da un caso allaltro in funzione La somma di queste due forme fornisce il quantitativo
della dotazione dei terreni, dellandamento climatico di azoto totale del terreno (espresso in mg/kg).
e della capacit della coltura di approvvigionarsi, a di fondamentale importanza che
partire dalle riserve esistenti nel terreno. il campione di terreno, destinato al-
Campionamento N totale
lanalisi per la determinazione del- autunnale mg/kg o ppm
lazoto totale, sia recapitato in labo-
Bassa <10
3.1.1 Azoto ratorio in tempi brevissimi (entro 24
Medio-Bassa 10-20
ore a temperatura ambiente, entro 72
probabilmente lelemento pi diffi- Media 20-25
ore se conservato in frigo tra 0 e 5
cile da dosare soprattutto per le forti C), al fine di evitare una perdita per Medio-Alta 25-35
implicazioni che ha nei confronti del- volatilizzazione dellelemento e con- Alta >35
la produttivit della coltura e della sua seguente inattendibilit dei dati.
Fig. 3.6. Analisi chimica con
qualit tecnologica.
estrazione in CaCl2.
La carenza, che si manifesta con dif- Il servizio di monitoraggio azoto per comprensori
fusi ingiallimenti fogliari (fig. 3.4 e Il servizio di monitoraggio azoto, allestito da Beta
3.5.a) e radici di dimensioni ridotte, nei vari comprensori del nord, centro e sud, sulla
comporta sempre delle sensibili per- base di unanaloga iniziativa gi intrapresa in passa-
dite produttive; talvolta, pu essere to dallinterprofessione bieticolo-saccarifera, non ha
indotta da cattiva strutturazione del ovviamente la finalit di fornire indicazioni con lo
terreno e da ristagni idrici. stesso livello di precisione di unanalisi specifica del
Una dotazione eccessiva produce Fig. 3.5.a Accrescimento sten-
terreno.
rigoglio vegetativo (fig. 3.5.b), polarizzazioni in- tato determinato da carenza di Il suo obiettivo principalmente quello di indicare
feriori, alti contenuti di azoto alfa-amminico nel- azoto. le variazioni (in aumento o in diminuzione) dei li-
le radici (importante fattore melassigeno); induce velli dazoto disponibile per la coltura affinch tec-
inoltre scadimenti nella qualit tecnologica (resa nici ed agricoltori possano provvedere agli opportuni
estraibile in zuccherificio) e, in definitiva, riper- aggiustamenti nel dosaggio previsto, rispetto a una
cussioni negative sul reddito della coltura. prassi di riferimento.
pertanto essenziale che i consigli di concimazio-
28 29
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

ne azotata che emergono dal servizio di monitorag- Questo servizio, basato su una serie di campiona-
gio, vengano adattati alle singole specificit aziendali menti del suolo effettuati nel periodo autunnale, vie-
(vedi box Variazioni da effettuare al consiglio di ne reso disponibile alla filiera per orientare nella con-
concimazione azotata). cimazione i bieticoltori che non dispongono di dati
analitici del proprio terreno.
Nord e Centro Italia Per ogni zona viene indicata la variazione del conte-
Beta emette annualmente, con lausilio di un software nuto nei terreni dellelemento rispetto allanno pre-
dedicato (N.I.B.), un consiglio di concimazione azo- cedente e lindicazione sulla quantit totale da distri-
tata per aree omogenee (fig. 3.7). buire, comprensiva sia degli apporti in pre-semina
che di quelli in copertura.
Il software utilizzato per il consiglio di concimazione
utilizzato, non tiene solo conto del parametro azoto
ma anche di diversi altri fattori quali: piovosit re-
gistrata e presunta nel periodo ottobre-gennaio, pre-
cessione colturale delle aziende campionate e dati
qualitativi storici delle bietole prodotte.

Azoto Azoto Pioggia Apporto di


Zona disponibile disponibile Ott 05 azoto rispetto
Consiglio
VP Centro VP Nord omogenea Camp 2005 Camp 2006 Gen 06
al 2005
2006 N kg/ha
settentrionale (*) (*) (mm) (**)
orientale
Pontelongo VP Centro
29,3 20,4 361 90-100
VP Centro
Delta del Po
settentrionale +
meridionale
Romagna San Quirico VP Centro
21,6 19,6 423 90-100
Bolognese meridionale +

Pontelagoscuro
VP Nord orientale 26,0 12,4 387 120-130
+

Minerbio
Delta del Po 22,4 14,6 364 110-120
+
Marche
Jesi
Romagna 25,3 15,5 388 + 100-120

Bolognese 24,2 10,8 392 + 110-120

Marche 20,5 19,1 372 + 80-100

Note
(*) = estrazione in CaCl2 da campione autunnale. Fig. 3.8. Esempio di consiglio di
(**) = Ottobre, Novembre e Dicembre rilevati, Gennaio media sto- concimazione per zone omoge-
Note Fig. 3.7. Zone omogenee di pro- rica dal 1999. nee.
VP = Valle Padana. duzione del nord e centro Italia. VP = Valle Padana.

30 31
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

Italia del Sud


La quantit di azoto da distribuire alla coltura pu Variazioni da effettuare al consiglio di concimazione azotata.
essere stabilita con lanalisi del terreno (estrazio- Il consiglio di concimazione solo orientativo ed andr adattato, caso per caso, in fun-
ne in CaCl 2) su campionamenti eseguiti a fine ago- zione delle specifiche situazioni aziendali, ovvero:
sto-settembre o utilizzando le indicazioni del servizio
di monitoraggio azoto, organizzato in modo simile a
quello dei comprensori del nord e del centro. In ge- Diminuzioni Incrementi
nerale le dosi normalmente distribuite variano da 80 al consiglio di al consiglio di
a 120 kg/ha. concimazione concimazione
Parametro Descrizione azotata azotata

Concimazione
distribuito letame - 30 kg
organica
Termoli
Concimazione
distribuito liquame - 60 kg (-60-80 %)
organica

Coltura
frutteto o vigneto - 60 kg
precedente

Coltura
medica, patata, orticole - 40 kg
precedente

Coltura
sorgo, soia + 20 kg
precedente

Piogge
comprese tra 0 e 80 mm nessuna nessuna
di marzo e aprile

Piogge
comprese tra 80 e 200 mm + 20 kg
di marzo e aprile

Piogge
maggiori di 200 mm + 30 kg
di marzo e aprile
Qualit storica PSD e polarizzazione bassi
delle bietole associati ad alti valori - 40-50 %
bassa di alfa-N

Resa radici attese alte rese radici


+ 20 %
e irrigazione (> 60 t/ha), uso dellirrigazione

Fig. 3.9. Comprensori di moni- Tessitura terreni sciolti o molto sciolti + 20 kg


toraggio e consiglio di concima-
zione azotata per larea sud.

32 33
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

In pre-semina non si deve apportare pi del 30% del nonch quelli dei relativi campioni di terreno unita-
fabbisogno perch le precipitazioni del periodo au- mente alle informazioni su concimazioni organiche,
tunno-invernale potrebbero provocare delle perdite precessioni, tessitura, giacitura).
per dilavamento. Vengono archiviate anche le risultanze analitiche di
La rimanente quota va distribuita in copertura, non laboratorio determinate nel corso del mese di otto-
oltre il mese di marzo per evitare scadimenti qualita- bre di ciascun anno.
tivi della produzione. Lelaborazione consente di ottenere per tutti o parte
dei campioni archiviati, il corrispondente consiglio
Epoche di distribuzione dellazoto di coltivazione NPK e vari giudizi sempre inerenti i
In presenza di consigli di concimazione che preve- dati di analisi del terreno.
dono apporti medio-elevati di azoto (indicativamen-
te > 120 kg/ha) consigliabile frazionare la distri-
buzione del fertilizzante (2/3 in pre semina e 1/3
in copertura).
In funzione delle precipitazioni riscontrate nelle di-
verse zone, nel periodo marzo - aprile, potrebbe esse-
re necessario un apporto correttivo dellelemento.
In questa fase, il concime da utilizzare il nitrato
ammonico, per la sua pronta efficacia.
Lultimo apporto di azoto deve avvenire entro lo sta- Fig. 3.10. Bietola con 6-8 foglie
dio fenologico delle 6-8 foglie vere per non causare vere. Oltre tale stadio fenologi- Fig. 3.11. Dati di input: nel ri-
co buona norma non appor- quadro verde a sinistra sono in-
scadimenti qualitativi (vedi fig. 3.10).
tare azoto. dicati quelli aziendali, in quello
bianco sotto, i vari campioni
dellazienda in oggetto e nel ri-
3.1.2 Software NIB: quadro verde a destra, quelli di
Nutrizione Integrata della Barbabietola analisi relativi al campione (in-
dicato in blu).

il software perfeziona-
to da Beta per la formu-
lazione del consiglio di
concimazione N-P-K su
barbabietola e utilizzato
nel servizio di monito-
raggio azoto per com-
prensori.
Il software a disposizio-
ne dei tecnici della Filie-
ra bieticolo - saccarifera Fig. 3.12. Dati di output: per
ed scaricabile con password, assieme al manuale di ogni campione si otterr una
istruzioni, dal sito internet di Beta. schermata stampabile (vedi pag.
succ.). Ogni dato modificabile
manualmente nel caso ci sia la
Il programma consente di archiviare i dati di ogni necessit di personalizzare i
azienda (sia anagrafici che storici di coltivazione) risultati o le annotazioni.

34 35
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

3.1.3 Fosforo

Questo elemento svolge funzioni col-


legate ad alcuni processi fisiologici
possibile verificare se le pre- fondamentali per la vita vegetale ed in
cipitazioni primaverili, cadute particolare per la germinazione, per la
nel comprensorio, richiedono fotosintesi clorofilliana e per la produ-
una integrazione di azoto.
zione e il trasporto dellenergia.

Carenza
Determina crescita stentata delle pian-
te e, a volte, arrossamenti del lembo
Anche se il dato di fosforo fogliare (fig. 3.14) e disseccamento
assimilabile elevato, il soft-
ware consiglia comunque,
dei cotiledoni. Fig. 3.14. Sintomi da carenza di
se possibile, lapporto di una fosforo.
modesta quantit dellele- Soglie di sufficienza
mento in localizzazione, per La soglia di sufficienza attorno a 10
leffetto starter. Coefficienti di trasformazione
mg/kg (o ppm) di P corrispondenti
a circa 20 mg/kg di P2O5 determinati
con il metodo Olsen. x 0,44
P2O5 P
Indicazioni operative x 2,28
Da indagini precedenti effettuate su Esempio:
Fig. 3.13. Fac-simile consiglio
di concimazione stampabile comprensori del Nord e del Centro, ri-
20 ppm di P2O5 = 20 X 0,44 = 8,8 ppm di P
elaborato dal N.I.B., softwa- sultava che molti terreni bieticoli ita-
8,8 ppm di P= 8,8 x 2,28 = 20 ppm di P2O5
re di guida alla concimazione liani avevano una dotazione in fosfo- 1 ppm = 1 mg/kg
messo a punto da Beta. ro elevata. Tale riscontro spiegabile
con la constatazione che lelemento
ha scarsa mobilit nel terreno e che per decenni, in
genere, sono state somministrate laute concimazioni
fosfatiche.
sempre consigliabile, tuttavia, verificare periodi-
camente con lanalisi (ogni 3-4 anni) il livello del-
lelemento nei terreni per evitare carenze, molto
dannose soprattutto nella fase iniziale del ciclo della
barbabietola. Per gli apporti, a seconda della dota-
zione del terreno, riferirsi alla fig. 3.15.
Qualora ci si trovi nella situazione di intervenire in
terreni poveri di fosforo con quantitativi elevati di
concime, opportuno anticipare i 2/3 della dose al
momento della lavorazione principale del terreno,
interrandolo con laratura estiva o con le lavorazio-
ni secondarie autunnali.
36 37
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

Nel caso di apporti di mantenimento, in terreni 3.1.4 Potassio


sufficientemente dotati, la somministrazione del-
lintera dose (40-70 kg/ha) pu convenientemen- Questo elemento di grande impor-
te essere distribuita in localizzazione alla semina. tanza per lo sviluppo della pianta, in
Nellimpossibilit di localizzare il fosforo alla semi- quanto interviene nel metabolismo
na consigliabile apportare la totalit del concime dei carboidrati e regola il suo bilancia-
fosfatico in pre-semina e a pieno campo, interve- mento idrico.
nendo prima dellultima estirpatura o comunque Esso mantiene le cellule in equilibrio
dellerpicatura di pre-semina. osmotico ed attiva le funzioni che si
In mancanza di dati analitici del terreno, oppor- svolgono nei vari organi: assorbimen-
tuno distribuire prudentemente 80-100 kg/ha in to radicale, respirazione e traspirazio-
Fig. 3.16. Sintomi da carenza di
pre-semina o, in alternativa, 40-70 kg/ha in loca- ne, bilancio idrico interno, sintesi e potassio.
lizzazione. trasporto degli zuccheri.
A Sud, per quanto riguarda il fosforo, valgono le me-
desime indicazioni fornite per i comprensori del Nord Carenza Coefficienti di trasformazione
e del Centro. I sintomi appaiono sulle foglie nel cor- x 0,83
so dellestate con bollosit del lembo K2O K
fogliare e margini dapprima gialla- x 1,20
P (mg/kg o ppm) <10 10-20 20-30 >30
stri e poi necrotici. Successivamente Esempio:
i tessuti necrotizzati si estendono nel- 100 ppm di K2O = 100 X 0,83 = 83 ppm di K
P2O5 (mg/kg o ppm) <23 23-46 46-69 >69 lo spazio internervale (fig. 3.16). 83 ppm di K= 83 x 1,20 = 100 ppm di K2O
1 ppm = 1 mg/kg
molto Soglie di sufficienza
Dotazione terreno scarsa media elevata elevata

Concimazione 80-100 a pieno K K2O


80-120 a pieno 40-80 a pieno Dotazione terreno
campo in mg/kg o ppm mg/kg o ppm
consigliata campo + 50 in campo + 50 in
alternativa 40-70
nulla
(kg/ha di P2O5) localizzazione localizzazione
in localizzazione Scarsa < 80 < 96
Media 80-100 96-120
Fig. 3.15. Quantitativi di fosforo Elevata > 100 > 120
Concimi fosfatici microgranulari da apportare in funzione della
I concimi in formulazione microgranulare, se da un dotazione del terreno.
Fig. 3.17.a Estrazione in BaCl2.
lato offrono vantaggi nella movimentazione, hanno Indicazioni operative
alcuni punti deboli: consigliabile, anche per il potassio, eseguire perio-
alto costo dellunit fertilizzante; dicamente una analisi del terreno nonostante i terreni
non compensano totalmente le asportazioni della bieticoli italiani siano in gran parte di natura argillosa
coltura; e quindi prevalentemente ricchi di tale elemento. In
non sempre forniscono garanzie circa leffetto starter. genere la concimazione potassica pu essere limitata
Inoltre, la maggior parte di questi concimi contiene a terreni aventi tessitura sabbiosa o sabbioso-limo-
una certa percentuale di azoto sotto forma ammo- sa con dotazione scarsa dellelemento (dimostrata
niacale; per questo motivo importante far bene i da analisi chimica). In tali casi quantit di 150-180
conti, onde non superare i 3 kg/ha di N-NH4 per non kg/ha di K2O, come solfato potassico, sono sufficienti.
incorrere nei rischi di fitotossicit legati alla presen- Il concime potassico, di norma, va interrato con la
za di azoto (o potassio) in prossimit del seme. lavorazione principale del terreno.
38 39
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

3.1.5 Principali concimi chimici consigliati da Beta 3.2 Microelementi

Costo indicativo Sono rappresentati principalmente da manganese,


Impiego per kg di unit boro, rame, ferro e zinco.
Concime Titolo % consigliato fertilizzante Nella coltivazione della barbabietola in Italia, le ca-
(c) renze relativamente pi frequenti interessano il man-
Urea 46% N pre-semina 0,62 ganese e il boro.
pre-semina
Solfato ammonico 20,5% N
(contiene il 57% di SO3)
0,71 Carenza di manganese
Sintomi: macchie gial-
Nitrato ammonico 26-27-33% N copertura 0,73 (a) le sulle foglie nelle aree
18%N internervali che evolvo-
Fosfato biammonico (b) pre-semina 0,48
46%P2O5 no interessando lintera
Perfosfato triplo 46% P2O5
pre-semina / localizzato
0,50
lamina. Le nervature si
alla semina presentano di colore ver-
Solfato potassico 50% K2O
pieno campo
0,63 de pallido.
(contiene il 45% di SO3)
I sintomi appaiono in
Note Fig. 3.17.b Concimi pi conve- primavera e sono pi fre-
Prezzi rilevati a febbraio 2006, zona nord Italia. nienti per unit fertilizzante da quenti nei terreni a pH
I prezzi dei fertilizzanti sono soggetti a fluttuazioni di mercato. impiegare su barbabietola. elevato o ricchi di sostan-
(a) = prezzo per formulazione al 27%.
(b) = in commercio esistono anche altre formulazioni.
za organica (fig. 3.18.a).

Carenza di boro
Sintomi: necrosi della Fig. 3.18.a Sintomi da carenze Fig. 3.18.b Sintomi da carenze
rosetta fogliare centra- nutrizionali di manganese. nutrizionali di boro.
le (marciume del cuo-
re), tacche suberose sui piccioli. Le foglie esterne
ingialliscono e poi muoiono. A livello della radice si
osservano annerimenti e screpolature al colletto che
evolvono in marcescenze (fig. 3.18. b e c).

Indicazioni operative
Intervenire solo in caso di accertata carenza con
prodotti fogliari. Lepoca di intervento coincide ge-
neralmente con lo stadio di 6-10 foglie, in modo che
la pianta abbia sviluppato una superficie fogliare suf-
ficiente per il corretto assorbimento del concime. In
commercio esiste una vastissima gamma di prodotti
disponibili.
Si consiglia di leggere attentamente le istruzioni ri-
portate in etichetta per evitare linefficacia del tratta-
mento o, viceversa, possibili effetti fitotossici, riscon- Fig. 3.18.c Sintomi da carenze
trabili nel caso di sovradosaggi. nutrizionali di boro.

40 41
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

3.3 Analisi chimiche del terreno Parametro Unit di misura Giudizi di dotazione
e giudizi di dotazione
molto
pH m. acido acido subacido neutro sub-alcalino alcalino alcalino
< 5,5 5,5-6 6,1-6,7 6,8-7,2 7,3-7,9 8-8,6 > 8,6
non lievemente mediamente sensibilmente fortemente
Esprime la componente mineralogica dei carbonati totali presenti Calcare calcareo calcareo calcareo calcareo calcareo calcareo
% (*)
nel terreno totale
< 2,5 2,5-10 10-20 20-30 30-50 >50
Rappresenta la frazione del calcare pi fine e, quindi, attiva. Livelli
Calcare scarso normale elevato molto elevato
al di sopra del 5% possono portare a insolubilizzazione del ferro e
attivo %
fosforo. <2 2-5 5-10 >10

Carbonio in larga parte Carbonio normale


%
di origine umica organico
1,2-1,7
Si ottiene moltiplicando il C org. per 1,724. Un 2% pu ritenersi
adeguato per terreni di medio-impasto o sabbiosi e un 3% per quelli Sostanza
% 2-3
argillosi. Terreni tendenzialmente sabbiosi (S > 55-60%) difficilmen- organica
te hanno S.O.>1,5%
Azoto prevalentemente organico associato alla sostanza organica.
Indica lequilibrio e il grado di maturazione della sostanza organica.
Valori molto bassi indicano indicano forte presenza di azoto ammo- molto basso basso equilibrato alto
C/N (***) g/kg
niacale fissato nei reticoli argillosi, valori bassi indicano comunque <8 8-9 9-11 >11
una tendenza alla mineralizzazione dellazoto; alti, alla sua immo-
bilizzazione microbica.
Somma dei cationi scambiabili Ca, Mg, K, Na e, in terreni acidi, H Capacit
e Al. Misura la propensione del terreno ad assorbire o scambiare i di scambio meq/100g (**) scarsa media buona
cationi, rendendoli disponibili alle colture. cationico <10 10-20 >20

Se basso (eccesso di K), rischio di carenza di Mg. Se alto (eccesso di basso equilibrato alto
Mg/K mg/kg
Mg) rischio di carenza di K.
<2 2-5 >5

Azoto estratto in CaCl2 = N minerale + N organico solubile N CaCl2 mg/kg basso medio-basso medio medio-alto alto
< 10 10-20 20-25 25-35 >35

Giudizio di dotazione influenzato da pH, tessitura (argilla) e soprat- basso medio alto
P (Olsen) mg/kg
tutto calcare attivo
<10 10-20 >20

Il giudizio di dotazione influenzato da tessitura (argilla) e Mg/K K (BaCl2) mg/kg basso medio alto
<100 100-150 >150

Metodica e soglia di sufficienza


EDTA DTPA H2O
Fe mg/kg 50 5
Mn mg/kg 20 2 Note
Zn mg/kg 2 1 (*) = Tutte le % sono sempre pi spesso sostituite (SI) da g/kg (o mg/g), il che comporta un fattore di
correzione dei dati (x10).
Cu mg/kg 3 1
(**) = Verr sempre pi usata, in base al SI, lunit di misura cmol/kg: i dati non cambiano.
B mg/kg 0,5 (***) = N totale (Kieldahl).

42 43
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

3.4 Utilizzo delle calci di defecazione Composizione e caratteristiche


Le calci sono ricche soprattutto di carbonato di cal-
Le calci di defecazione prodotte negli zuccherifici sono cio (CaCO3) valutato ai termini di legge come ossido di
il residuo del processo industriale di depurazione dei su- calcio (CaO), derivante dalla roccia utilizzata per otte-
ghi zuccherini, reso necessario dallesigenza di separa- nere il latte di calce e di una rilevante frazione organi-
re le impurit (chiamate genericamente non zuccheri) ca (proteine, pectine, emicellulose, vari polisaccaridi).
al fine di consentire la cristallizzazione del saccarosio.
In estrema sintesi il procedimento consiste nellaggiun- Valori di riferimento
Parametri Valore
ta di latte di calce ai sughi zuccherini provenienti dalla per i prodotti polverulenti (*)
diffusione delle fettucce di barbabietola, provocando % particelle
cos la precipitazione dei materiali colloidali ed organi- con dimensioni 100 % mm 1 = 100 %
< 1 mm
ci in sospensione. La successiva insufflazione aggiunta
di anidride carbonica (la cosiddetta carbonatazio- % particelle
con dimensioni 97,4 % mm 0,3 > 80 %
ne) determina infine la formazione di carbonati che < 0,3 mm Fig. 3.19. Composizione granu-
inglobano le cosiddette impurit e che, precipitan- lometrica media delle calci pro-
do possono essere allontanate dai sughi. Fino ad ora (*) = Suppl. Ord. n. 152/L alla G.U. n. 141 del 20 Giugno 2006. dotte negli zuccherifici.
le calci sono state utilizzate per svariati usi (substrato
per la coltivazione di funghi, produzione di cemento); Normativa di riferimento
tuttavia, il valore agronomico che le contraddistingue, Lutilizzazione in agricoltura delle calci quale fertiliz-
derivante dalla loro composizione e caratteristiche, ne zante, soprattutto come ammendante e correttivo,
consiglia un pi incisivo utilizzo in agricoltura, quale disciplinato dalla specifica normativa sui fertilizzanti
correttivo, ammendante e fertilizzante. che, tra laltro, stata recentemente variata.
Dallesame della nuova disciplina, emerge in parti-
Valori colare linclusione della calce di defecazione (come
Parametri Unit di misura Valore di riferimento (*) prodotto residuo della filtrazione dei sughi zucche-
Umidit % 24,8 rini dopo la carbonatazione) tra i Correttivi Calcici
Calcare attivo CaCO3 % ss 46,3 e Magnesiaci che sono descritti nellAllegato 3 del
Carbonato di Calcio CaO % ss 25,9 >20 % Decreto in vigore. Si sottolinea in particolare che le
Azoto totale % ss 0,20 calci, a riprova della loro derivazione naturale, sono Fig. 3.20. Indicazioni presenti
P2O5 totale % ss 1,41 ammesse anche in agricoltura biologica. nellallegato 3 al punto 2.1 n. 11.
Potassio totale K2O % ss <0,5
Rapporto C/N 17,5 Elementi e/o sostanze
Modo di Titolo minimo in
elementi e/o sost. utili. utili
Cadmio mg/kg ss <1 <1,5 il cui titolo deve
Denominazione preparazione essere dichiarato.
Mercurio mg/kg ss <0,2 <1,5 Criteri concernenti la
e tipo e componenti valutazione. Caratteristiche diverse
Nichel mg/kg ss 36,0 <100 essenziali da dichiarare.
Altri requisiti richiesti
Altri requisiti richiesti.
Piombo mg/kg ss <2 <100
Rame mg/kg ss 35,0 <230 Prodotto residuo
CaO 20%
Zinco mg/kg ss 42,0 <500 della filtrazione dei
Classificazione
sughi zuccherini
CromoVI tot. mg/kg ss 0,2 <0,5 Calci di granulometrica CaO totale
dopo la carbonata-
defecazione vedi 1.1: Classe granulometrica
zione. Il carbonato
(*) = Suppl. Ord. n. 152/L alla G.U. n. 141 del 20 Giugno 2006. Fig. 3.18. Composizione media < 1 mm = 100%
di calcio presente
delle calci prodotte negli zuc- < 0,3 mm > 80%
finemente suddiviso
cherifici.

44 45
3. Fertilizzazione 3. Fertilizzazione

Limpiego in agricoltura calini, argillosi e con problemi di struttura. Lapporto


Lutilizzo delle calci cos consolidato nelle realt dello ione calcio, in questi casi, migliora diversi im-
bieticole del centro e nord Europa, come Francia, portanti parametri, quali la stabilit di struttura, la
Germania ed Inghilterra, da essere considerato pra- lavorabilit, la capacit di ritenzione idrica.
tica agronomica corrente. Anche in Italia sono state Alcune prove svolte negli anni precedenti hanno con-
condotte diverse sperimentazioni nel corso degli anni fermato che ad una profondit del terreno di 40 cm,
e si pu affermare che gli effetti positivi delle calci sui nelle tesi dove sono state distribuite le calci a diver-
suoli agrari sono ben documentati. si dosaggi, la resistenza specifica del suolo, misurata
Le linee tecniche di utilizzo sono fondamentalmente con un conopenetrometro, diminuita di circa il 27%
tre, tutte estremamente interessanti, anche se, a nor- rispetto alla tesi senza calci. Ci comporta innegabili
ma di legge, le calci sono commercializzabili come vantaggi non solo per la struttura ma anche per le
correttivi. lavorazioni meccaniche, consentendo altres un ap-
prezzabile risparmio energetico.
1) Utilizzo come correttivo I dosaggi di impiego delle calci come ammendanti,
Come noto, lacidit nei suoli agrari determina una possono superare le 500 t/ha, ma gi con quantit di
serie di conseguenze negative, in particolare: 100-200 t/ha, eventualmente ripetibili a distanza di
ridotta disponibilit di elementi nutritivi (Ca, Mg e 3-4 anni, si ottengono ottimi risultati. Le quantit di
K) e scarsa assimilabilit del fosforo; elementi fertilizzanti apportati dovranno essere de-
inibizione della microflora batterica con conse- tratte dal piano di concimazione previsto per le col-
guente rallentamento dei processi di nitrificazione; ture che seguono. Per quanto riguarda lazoto, va spe-
condizioni di anaerobicit (cattiva strutturazione cificato che quello contenuto nelle calci di origine
del terreno, scarsa mineralizzazione della sostanza organica e pertanto reso disponibile gradualmente
organica); nel tempo (indicativamente circa 1/3 del totale viene
Le calci rappresentano un correttivo deccellenza per utilizzato dalle piante nellannata).
i terreni acidi. Tra le colture erbacee che maggior-
mente risentono negativamente di pH acidi si segna- 3) Utilizzo come fertilizzante per le
lano: erba medica, orzo, frumento e barbabietola da colture Elemento Quantit
zucchero; mediamente sensibili sono anche la soia e Le quantit da distribuire sono in N 15 kg/ha
il girasole mentre pomodoro e patata sono le colture questo caso relativamente modeste e
P2O5 105 kg/ha
che meglio si adattano alla coltivazione in terreni a possono variare da 10 a 20 t/ha. Gli
reazione acida. apporti di elementi nutritivi possono K 2O 37 kg/ha
I dosaggi da apportare variano indicativamente tra variare in base al grado di umidit del Sostanza Organica 500 kg/ha
20-40 t/ha, preventivando ripetizioni nel tempo del- prodotto ma anche dello stabilimento
lintervento in quanto il potere tampone del terreno di produzione. Fig. 3.21. Esempio di apporti di
e comunque i fattori di acidificazione presenti, ten- Lapporto di calci come fertilizzante pu essere ri- elementi nutritivi con 10 t/ha di-
stribuite.
dono a riportare il pH ai valori originari ( pertanto petuto ogni anno, come pratica di routine, sempre
consigliabile un monitoraggio periodico del pH). a fronte della conoscenza delle dotazioni iniziali del
terreno e con riferimento alle colture previste nella
2) Utilizzo come ammendante rotazione.
Ha lobiettivo di migliorare le caratteristiche fisiche Le calci hanno un impiego elettivo anche per riequi-
e/o chimiche e/o meccaniche e/o lattivit biologica librare il rapporto dei cationi di scambio fra calcio
del terreno. Risulta pertanto proponibile oltre che su e magnesio restituendo caratteristiche di fertilit ai
terreni acidi anche in quelli neutri o debolmente al- terreni che sono troppo ricchi di questultimo ele-
46 47
4
3. Fertilizzazione

mento, derivanti in genere da sub-


strati pedologici contenenti materiali
dolomitici in eccesso rispetto a quelli
Variet
calcarei (costituiti rispettivamente da
carbonati doppi di calcio e magnesio e
da carbonati di calcio).

Modalit di distribuzione
Tenuto conto dei dosaggi consigliati,
occorre programmare la distribuzione
delle calci su terreno asciutto, dopo la
raccolta delle colture. Per raggiungere lobiettivo di una produzione pi
Fig. 3.22. Carro distributore di
Si possono adottare due modalit di distribuzione: calci con doppio disco centrifu- competitiva, la scelta mirata ed il corretto impiego
con appositi carri distributori che spandono il pro- go posteriore. delle variet devono essere considerati aspetti di non
dotto in modo uniforme sugli appezzamenti; trascurabile importanza.
scarico diretto del prodotto dal camion sugli appez- Lacquisto del seme, unitamente alle operazione di
zamenti in modo da formare delle andane longitu- semina, incide mediamente sui costi colturali diretti
dinali di calci che successivamente saranno distri- dal 14 al 19%.
buite sul terreno con la livella. I risultati produttivi delle variet commerciali, testate Fig. 4.1. Si evidenzia, partendo
La prima modalit indicata per quan- nelle prove sperimentali ufficiali condotte nellannata dai risultati ottenuti nelle prove
titativi modesti di prodotto; precedente, rappresentano un elemento decisivo per del biennio 2004-05, lincre-
la scelta varietale. Le tabelle con i risultati completi mento delle produzioni otteni-
la seconda praticata per dosaggi me- bili con limpiego delle migliori
dio-elevati. della sperimentazione e le indicazioni inerenti le mi- variet in commercio applican-
In tutti i casi, al fine di garantire unin- gliori variet sono pubblicate annualmente sulle ri- do correttamente le tecniche di
corporazione omogenea nel terreno, viste tecniche del settore e sul sito www.betaitalia.it. coltivazione.
si rende necessaria unaratura medio-
profonda, seguita da una o pi estir-
pature.
2004/2005 - Serie Base
PLV
110
Fig. 3.23. Distribuzione unifor- 108
106 + 4-5% rispetto
me della calce mediante livella. alla media campo
104
102
100 = media campo
100
98
96
94
92
90

Variet significativamente pi produttive

48 49
4. Variet 4. Variet

4.1 Coltura primaverile


Differenza % dei migliori nuovi materiali rispetto
alla migliore standard commerciale 4.1.1 Considerazioni per la scelta della variet
PLV
110 Per una scelta corretta, la variet deve possedere i
108 Miglior standard seguenti requisiti:
106 commerciale
1. elevata performance in Produzione Lorda Vendi-
104
102 bile (PLV) e in Purezza Sugo Denso (PSD);
100 2. tipologia adeguata alle condizioni pedoclimatiche,
98 alle tecniche colturali e allepoca di raccolta;
96 3. tolleranza verso specifiche fitopatie e parassiti in
94 caso di accertata presenza (es. nematodi);
92
4. buona germinabilit soprattutto in caso di semine
90
precoci.
Estirpo precoce

4.1.2 Variet a peso e a titolo


PLV
112 La scelta pi semplice per chi prevede raccolte pre-
110
Miglior standard
coci; per questo periodo, infatti, non vi dubbio che
108 la tipologia E ed EN offra le migliori garanzie produt-
commerciale
106
104 tive. Maggiore attenzione va invece prestata per gli
102 estirpi tardivi, dove i materiali con specifica attitudi-
100 ne al titolo (tipologia NZ e Z) possono recuperare so-
98
96
stanzialmente peso raggiungendo buoni livelli di PLV,
94 Fig. 4.2. I risultati della sperimen- soprattutto se irrigati correttamente e protetti con
92 tazione di nuove variet pre-com- un efficace programma anticercosporico.
90 merciali evidenziano ampie pro- Le variet pi spinte al titolo sono generalmente ido-
Estirpo tardivo spettive di miglioramento della nee in terreni ove non vi difficolt a raggiungere
produzione sia per gli estirpa-
menti precoci che per quelli
alte rese in radici (medio impasto, sciolti, fertili e con
medio-tardivi. presenza di falda superficiale); viceversa variet pi a
peso sono generalmente indicate per
terreni che non hanno difficolt ad Tipologia: pu essere a Peso (E-EN), Equili-
ottenere buone polarizzazioni (me- brata (N) e a Titolo (NZ-Z). Essa viene defini-
dio-alto contenuto di argilla e falda ta attraverso il rapporto dei valori indicizzati
(in % media dei tre standard di riferimento)
assente). di resa radici e polarizzazione. Per la com-
Nel caso di estirpi tardivi, opportuno posizione delle classi si utilizzano i dati delle
inoltre considerare che il fenomeno prove varietali allestite negli ultimi anni.
della retrogradazione (vedi cap. 9) si La tipologia non rappresenta la precocit o
la tardivit di maturazione di una cultivar,
manifesta in diversa misura a seconda
ma legata alla capacit di esprimere pi
della zona e, la scelta di cultivar con peso o pi polarizzazione oppure un loro
propensione al titolo pu contribuire equilibrato rapporto.
a contenere il fenomeno.
50 51
4. Variet 4. Variet

4.1.3 Tolleranza alle malattie ed ai parassiti 4.2 Coltura autunnale


Tolleranza alla cercospora Uno dei principali parametri da considerare per una
Negli ultimi anni, la selezione genetica ha migliorato corretta scelta varietale la resistenza alla prefioritu-
la produttivit delle variet, a svantaggio della tolle- ra. Questa consiste nellemissione dello scapo fiorale
ranza alla cercospora, per effetto della correlazione e la successiva fioritura e produzione di semi (salita
negativa tra queste due caratteristiche. a seme) nellanno di semina anzich nel successi-
quanto mai necessario, quindi, applicare sem- vo. La bietola in natura una pianta a ciclo bienna-
pre con scrupolo un programma di difesa anticer- le e ladozione di cultivar meno sensibili a questo
cosporica utilizzando i prodotti e le strategie pi fenomeno particolarmente importante in caso di
idonee. Particolare attenzione deve essere rivolta semine precoci (prima del 20 ottobre). La salita a
alle estirpazioni tardive (vedi capitolo 7.3.1 relati- seme, infatti, risulta tanto pi accentuata quanto pi
vo alla difesa dalla cercospora). viene anticipato limpianto della coltura. Gli aspetti
negativi della prefioritura riguardano principalmente
Tolleranza alla rizomania la produzione, linquinamento del terreno per lunghi
Le variet attualmente commercializzate nel nord e periodi dovuto al seme prodotto nonch lostacolo
centro Italia, dove la malattia pi presente, sono ad alcune operazioni colturali (irrigazione, difesa e
generalmente tolleranti, pertanto, il rischio di otte- raccolta) e la successiva trasformazione in fabbrica.
nere scadimenti produttivi molto accentuati in tali Vanno rilevati, infine, minor peso e pi basso titolo
zone, pressoch nullo. La segnalazione dei mate- delle bietole prefiorite.
riali con le migliori performance pu comunque Oltre alla resistenza nei confronti della salita a seme,
essere importante per quei territori dove gli attacchi la scelta ottimale della variet prevede, ovviamen-
della malattia sono molto forti (vedi il capitolo 7.4
relativo alla difesa dalla rizomania).
La prefioritura: quel che occorre sapere
Tolleranza alla Rhizoctonia s.
Da alcuni anni sono disponibili sul mercato variet - favorita da basse temperature (< 3 - 4) e giornate con fotoperiodo in diminuzione,
con tolleranza alla rizoctoniosi, oltre che alla rizo- quando la pianta si trova ad uno stadio vegetativo di 2-4 foglie vere (vernalizzazione).
mania, le quali possono trovare utile impiego in ta- - le semine autunnali troppo anticipate favoriscono significativamente il processo di
lune aree ove presente questa malattia (vedi capi- salita a seme;
tolo 7.3.5). - si limita seminando dopo la met di ottobre e impiegando le variet con la pi alta
tolleranza;
- causa una riduzione significativa, anche superiore al 30% (prove Beta 2005), della
Tolleranza ai nematodi
produzione di saccarosio per ettaro nonch un aumento della tara;
La selezione dei genotipi di barbabietola da zucche- - causa ripercussioni negative sulla lavorazione in fabbrica delle radici;
ro tolleranti il nematode cisticolo ha raggiunto, solo - la mancata eliminazione delle prefiorite determina la caduta di seme maturo nel
di recente, interessanti risultati produttivi. terreno, causando pericolosi inquinamenti di seme per di pi contraddistinto dal
Nel capitolo 7.1 vengono riportate le indicazioni per carattere dellannualit;
il corretto utilizzo delle variet tolleranti ai nema- - nel caso di presenza di bietole prefiorite opportuno eliminare meccanicamente gli
todi. scapi fiorali prima della maturazione del seme ed asportarli dal campo. I sistemi
utilizzati sono leliminazione manuale (che comporta notevoli costi di manodopera)
e limpiego di opportune barre sfalcianti (che consente di ottenere ottimi risultati con
minori costi, come dimostrato dalle prove effettuate da Beta).

52 53
5
4. Variet

te, la valutazione dei principali parametri produttivi


quanti-qualitativi, ovvero: produzione lorda vendibi-
le, resa in radici, polarizzazione e purezza del sugo
Semina
denso.
Elemento importante la tolleranza alla rizomania
di alcuni materiali autunnali che, in caso di accerta-
ta o dubbia presenza della malattia, rappresenta un
requisito indispensabile per garantire la produttivit
della coltivazione.

I requisiti di base per una buona se-


mina sono:
- zollosit ridotta del letto di semina,
preparato anticipatamente;
- corretto livellamento superficiale del
terreno;
- buona regimazione idraulica;
- adeguata strutturazione degli strati
pi superficiali.

I vantaggi principali che ne conseguono sono: Fig. 5.1. Semina perfettamente


possibilit di anticipare loperazione; eseguita su terreno preparato in
anticipo.
corretta impostazione della coltura (maggior accre-
scimento radicale);
anticipo della copertura del terreno da parte della
coltura;
maggior competizione della coltura nei confronti
delle infestanti;
possibilit di anticipare le raccolte. Fig. 5.2. Sintesi dei principali
parametri per una corretta ope-
razione di semina.

Primaverile Autunnale
nord: febbraio marzo ottobre
Epoca
centro: febbraio
45 cm x 15-16 cm 45 cm x 12-14 cm
Sesto dimpianto
50 cm x 13,5-14,5 cm 50 cm x 11-12 cm
Popolazione a raccolta 10-11 piante/m
Profondit 3-4 cm
Velocit avanzamento non superiore ai 4-5 km/h

54 55
5. Semina 5. Semina

Lanticipo dellepoca di semina, compatibilmente con per lottenimento di una popolazione ottimale di 10
le condizioni pedoclimatiche, ormai un requisito - 11 piante/m2.
per aumentare le rese produttive nella prima parte In condizioni, invece, non molto favorevoli, terreno
della campagna saccarifera, in quanto rappresenta lavorato tardivamente e/o seme con vigore non ot-
lunica possibilit concreta di allungare il periodo ve- timale ed in previsione di una emergenza del 65%,
getativo della coltura. per ottenere linvestimento ottimale ci si dovr cau-
telativamente orientare verso distanze di semina
Definizione della distanza di semina per un investi- attorno ai 14 cm.
mento ottimale
Consultando la fig. 5.3. possibile calcolare il nume- Un investimento eccessivo comporta:
ro di piante/m2. Limpostazione del sesto dimpianto - maggiore competizione radicale tra i soggetti nel-
si baser quindi sulla distanza di semina, larghezza lassorbimento dei nutrienti;
dellinterfila ed emergenza di campo prevista. - maggiori necessit idriche;
Esempio: in funzione del tipo di preparazione del - aumento dei costi di produzione: passando ad esem-
terreno e delle caratteristiche (germinabilit, vigore) pio dai 12 ai 15 cm lungo la fila si possono rispar-
del seme scelto se si stima una emergenza di campo Fig. 5.3. Numero di piante/m2
miare orientativamente 50 Euro/ettaro sullacquisto
del 75%, ci si dovr orientare, con una interfila di in funzione dellinterfila, della di seme;
45 cm., verso una distanza di semina di 15-16 cm distanza di semina e dellemer- - minore omogeneit delle dimensioni e nella forma
genza di campo prevista. delle radici alla raccolta.

Interfila 45 cm Un investimento scarso determina:


- riduzione quantitativa della produzione a causa di
Distanza Emergenza di campo prevista
Unit di seme fallanze non facilmente recuperabili;
di semina per ettaro - generale e complessivo scadimento dei parametri
(cm) 85% 75% 65%
13 1,71 14,5 12,8 11,1 qualitativi (polarizzazione e PSD).
14 1,59 13,5 11,9 10,3
15 1,48 12,6 11,1 9,6
16 1,39 11,8 10,4 9
17 1,31 11,1 9,8 8,5
18 1,23 10,5 9,3 8

Interfila 50 cm
Distanza Emergenza di campo prevista
Unit di seme
di semina per ettaro
(cm) 85% 75% 65%
12 1,67 14,2 12,5 18,8
13 1,54 13,1 11,5 10
14 1,43 12,1 10,7 9,3
15 1,33 11,3 10 8,7
16 1,25 10,6 9,4 8,1
17 1,18 10 8,8 7,6

= Investimento consigliato espresso come n di piante/m2

56 57
5. Semina 5. Semina

La geodisinfestazione 5.1 Le seminatrici


La bietola, nelle prime fasi di crescita, pu subire danni ad opera di insetti che colpi- La semina della barbabietola da zucchero una pra-
scono sia lapparato radicale (ad es. atomaria ed elateridi) che quello fogliare (ad es. tica che generalmente comprende una serie di ope-
altica e cleono). Questa complessa situazione parassitaria richiede il ricorso a prodotti razioni eseguite contemporaneamente; infatti, oltre
geoinsetticidi per evitare marcate riduzioni dellinvestimento che potrebbero compro- alla deposizione del seme, pu essere distribuito:
mettere la resa finale della coltura.
il concime a base di fosforo nel solco di semina;
Lapplicazione dei geoinsetticidi (riportati in fig. 5.4) allimpianto della coltura pu linsetticida granulare (qualora la confettatura non
essere fatta: ne sia dotata) nel solco di semina;
- in localizzazione alla semina con formulazioni granulari; il diserbante, che pu essere localizzato in una ban-
- in confettatura nel seme. da lungo la fila, dopo la copertura del seme.
Con appositi kit e modifiche, inoltre possibile di-
Con lintroduzione di questultima tecnica si ottenuta una significativa evoluzione del stribuire concimi fosfatici liquidi e localizzare con-
sistema di difesa verso i parassiti della bietola, passando infatti dalla difesa a barrie- cimi azotati a fianco del solco di semina (per evitare
ra effettuata con insetticidi distribuiti nel solco di semina, a quella mirata alla singola effetti fitotossici).
pianta con vantaggi tecnici, organizzativi (semplificazione delle operazioni di semina,
evidente come, per la perfetta esecuzione (o even-
di trasporto, di imballaggio e di smaltimento dei contenitori) ed ambientali (riduzione
del 90% dei principi attivi distribuiti e miglioramento dellaspetto tossicologico). tuale combinazione) di tali operazioni, la seminatrice
ricopra un ruolo di rilievo.
La massima precisione nel funzionamento dellat-
Prodotto Efficacia (b) trezzatura assume ancora pi importanza nelle se-
Principio attivo Dose
commerciale ELATERIDI ALTICA ATOMARIA mine anticipate che, per ovvi motivi, possono venire
Thiametoxam + effettuate in terreni ancora umidi e non ancora per-
Cruiser + Force (a) 45 + 4 g/U. **** ***** ****
Teflutrin fettamente preparati in superficie. Occorre, quindi,
Montur 190 FS (a)
Imidacloprid /
45 + 4 g/U. **** ***** **** prestare la massima attenzione alla regolazione del-
Teflutrin
la seminatrice ed, in particolare, utile ricordare le
Force Teflutrin 12 kg/ha **** *** pi frequenti controindicazioni:
Furacon 5 G , Oncol 5 G Benfuracarb 12 kg/ha *** **** *** difetti di avviamento meccanico;
usura del meccanismo di distribuzione (ruote alveo-
Marshal 5 G Carbosulfan 12 kg/ha **** *** ***
late, dischi forati, ecc) o cattiva regolazione dello
Regent G (d) Fipronil 6 kg/ha (c) **** ** ** stesso;
usura o intasamento dei vomerini.
Note Fig. 5.4. Geoinsetticidi ed ef-
(a) = prodotti utilizzati in confettatura. ficacia sui principali insetti
(b) = Bassa = * ; Elevata = *****. pericolosi nelle fasi colturali
Per evitare disfunzioni utile una prova preliminare
(c) = il dosaggio riportato in figura si intende per luso del prodotto iniziali. della seminatrice controllando:
da solo; in presenza di seme conciato opportuno calare la dose la corretta regolazione dei tracciafile;
a 4-5 kg/ha. la pressione dei pneumatici;
(d) = il prodotto ha anche unattivit di controllo sulle prime fuo-
lo stato di usura dei vomeri;
riuscite di Cleono.
la regolazione degli organi di copertura e rincalza-
mento (che hanno la funzione di portare sul seme
2-3 cm di terreno);
la distribuzione della quantit dei prodotti (es. geo-
disinfestanti, concimi fosfatici, eventuali diserban-
ti, ecc), che va regolata con la massima precisione.
58 59
6
5. Semina

Tipi di seminatrici
Meccaniche: (fig. 5.5) sono dotate di
dischi alveolati con fori dimensionati
Diserbo
per ospitare il seme confettato di dia-
metro compreso fra 3,5 e 4,75 mm.
Adatte per semi regolari, generalmen-
te sono piuttosto leggere.
Pneumatiche: (fig. 5.6) sono di pi
moderna concezione, sfruttano la de-
pressione (determinata da una vento-
la) che colloca un solo seme in ogni Fig. 5.5. Seminatrice meccanica.
foro di un disco. Sono quindi molto versatili, adat- La moderna tecnica del diserbo chimico deve pi che
tandosi a semi di differenti dimensioni e forma. Di mai garantire economicit, efficacia e selettivit nei
norma sono pi pesanti rispetto a quelle meccaniche confronti della coltura e nel rispetto dellambiente.
e richiedono una trattrice di maggiore potenza. Limprenditore agricolo ha il compito di riuscire a co-
niugare tali importanti aspetti. Le pratiche di diserbo,
Caratteristiche tenendo in considerazione un intervento di pre-emer-
In generale la seminatrice deve garan- genza e due di post-emergenza, possono incidere sui
tire la possibilit di una facile ispezio- costi colturali diretti mediamente dal 15 al 17%.
ne di tutte le sue parti per una corret- Le indicazioni che seguono sono valide sia per la tec-
ta manutenzione. nica primaverile che autunnale.
Pu essere opportuno utilizzare dispo-
sitivi elettronici per un controllo con-
6.1 Pre-semina con erbicidi non selettivi
tinuo della fuoriuscita del seme.
Indipendentemente dal tipo di semina- In assenza della coltura possibile utilizzare erbicidi ad
trice utilizzata, essa deve assicurare: azione totale per il controllo delle infestazioni presenti
profondit di semina uniforme e fa- sui letti di semina. Limpiego di questi prodotti assolve
cilmente modificabile; Fig. 5.6. Seminatrice pneuma- principalmente alla funzione di sostituire o integrare
rotture del confetto ridotte al minimo; tica. nelleffetto rinettante, le operazioni meccaniche di pre- Fig. 6.1. Prodotti ad azione to-
facilit di accesso e precisione dei meccanismi semina. La scelta dei prodotti va fatta tra quelli a base di tale consigliati per il diserbo di
preposti alla distribuzione dei concimi e del geoin- Glyphosate che garantiscono la migliore efficacia. pre-semina (anno 2006).
setticida;
il giusto dosaggio di eventuali diserbanti localizzati Dose del formulato (l o kg/ha)
sulla banda trattata. Nome
comunque opportuno utilizzarne al meglio la preci- Commerciale Graminacee e Dicotiledoni oltre le 4 fg vere
dicotiledoni fino alle 4 fg vere (crucifere, fallopia e altre)
sione prestando grande impegno alla sua regolazione
Roundup Bioflow (*),
in base alle istruzioni del costruttore. Touch Down (*), 1 2,5 2,5 3,5
Buggy 360 SG Net

Roundup Max 0,7 1,5 1,5 3

Note: (*) aggiungere solfato ammonico.


N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig. 6.21.

60 61
6. Diserbo 6. Diserbo

Indicazioni operative terminare deriva sono: ventosit, eccessiva velocit


Natura del terreno: non richiede particolari attenzioni. di avanzamento, pressioni elevate, ugelli non appro-
Epoca dintervento: esclusivamente prima della semina. priati e posizionamento della barra troppo alta.
Deriva: massima attenzione. I fattori che possono
determinare deriva sono: ventosit, eccessiva velo-
cit di avanzamento, pressioni elevate, ugelli non 6.3 Coltura primaverile
appropriati e posizionamento della barra troppo
alta rispetto alla superficie del terreno. 6.3.1 Pre-emergenza con erbicidi residuali
I trattamenti di pre-emergenza vengono effettuati dopo
la semina e prima che la coltura sia emersa dal terreno,
6.2 Pre-emergenza con erbicidi non selettivi utilizzando prodotti attivi come antigerminello o per
assorbimento radicale. Lefficacia di questo intervento
Lintervento con erbicidi non selettivi, effettuato en- legata alla possibilit che i principi attivi distribuiti
tro pochi giorni dalla semina, ricalca concettualmente vengano attivati in tempi brevi a seguito di precipita-
i principi gi visti per lintervento di pre-semina con zioni meteoriche o per mezzo di irrigazioni.
prodotti non selettivi. In questo caso il vantaggio con- La scelta dei prodotti pi idonei (vedere la fig. 6.3)
siste nel fatto che, ritardando lepoca di intervento, la fase pi difficile poich richiesta una conoscenza
si cerca di sfruttare lemergenza del maggior numero storica della flora infestante tipica di un determinato
di infestanti. Devono essere scelti prodotti a base di terreno.
Glufosinate ammonio, che lunico principio attivo, al

Polygonum persicaria
momento, consentito per limpiego di pre-emergenza.

Polygonum aviculare
Fallopia convolvulus
Sinapis a., Myagrum
Chenopodium spp.
Capsella b. pastoris

Mercurialis annua
Anagallis arvensis

Heliotropium e.
Galium aparine

Papaver rhoeas
Euphorbia spp.
p., Raphanus r.
Amaranthus r.

Veronica spp.
Dose del formulato (l o kg/ha)

Matricaria c.
Nome
Commerciale Graminacee e Dicotiledoni oltre le 4 fg vere Dose
dicotiledoni fino alle 4 fg vere (crucifere, fallopia e altre) Prodotti (kg o l /ha)

Basta 4-5 6-8 Tramat Combi SC 2 - 2,5

N.B.: per le caratteristiche del formulato vedi fig. 6.21. Fig. 6.2. Prodotto ad azione to- Goltix 3-4
tale consigliato per il diserbo di
pre-emergenza. (2 - 2,5) +
Indicazioni operative Goltix+Venzar
(0,1 - 0,2)
Natura terreno: non richiede particolari attenzioni.
Epoca dintervento: entro la prima settimana dal- Goltix+Pyramin+ (1,5 - 2) + (1,5 - 2)
Venzar + (0,1 - 0,2)
la semina in quanto i prodotti utilizzati non sono
selettivi nei confronti della bietola gi dalla fase di Pyramin+Goltix (1) (1,5 - 2) + (1,5 - 2)
fuoriuscite della radichetta dal seme;
Barra irroratrice: necessaria una perfetta manuten- (1)= la miscela Goltix + Pyramin gi precostituita in Volcan Combi Fig. 6.3. Miscele con diserbanti
zione e taratura delle attrezzature irroranti, poich 4-5 kg/ha. residuali a miglior rapporto effi-
si utilizzano prodotti che agiscono solo a contatto N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig. 6.21. cacia/costo ed attivit sulle sin-
Escludere prudenzialmente il lenacil (Venzar e altri) nei terre- gole infestanti (anno 2006).
con linfestante. Gli ugelli a ventaglio possono ga- ni sabbiosi. Le dosi indicate si riferiscono a trattamenti a pieno
rantire un ottimo risultato; campo. I valori inferiori sono per i terreni tendenzialmente sciolti e
Deriva: massima attenzione. I fattori che possono de- quelli pi elevati per i terreni argillosi.

62 63
6. Diserbo 6. Diserbo

La giusta combinazione tra prodotti


Diserbo localizzato: una tecnica per risparmiare
scelti e dosaggi, determina lesito dellin-
tervento e, di conseguenza, anche una Lintervento di pre-emergenza con residuali (attualmente diffuso su circa il 10% della
maggior tranquillit per quelli succes- superficie coltivata a bietola) pu essere localizzato sulla fila, con una riduzione dei
sivi di post-emergenza. Parziali insuc- costi di circa il 50% (schematicamente viene riportato in fig. 6.6).
cessi del programma adottato possono Di seguito alcune buone norme da rispettare:
comunque essere rimediati successiva-
1) i terreni devono essere ben assestati al fine di evitare riduzioni dellampiezza della
mente, ad erbe infestanti emerse. Gli banda trattata, eliminando cos i rischi di sovradosaggio e quindi di fitotossicit;
erbicidi di pre-emergenza vengono 2) occorre utilizzare i principi attivi pi selettivi;
abitualmente applicati sullintera su-
perficie coltivata. Al fine di contenere
la quantit di prodotto distribuito e Fig. 6.4. Sintomi tipici di fitotos- Banda trattata 22-23 cm
conseguentemente i costi o per corrispondere a pre- sicit da Lenacil.
cise indicazioni regionali finalizzate alla applicazione
della normativa agroambientale, pu essere adottata

13 cm
80
la tecnica della localizzazione in banda sulla fila. Tale
pratica, scarsamente diffusa, viene approfondita nel
prossimo box dal titolo Diserbo localizzato: una tec- 45 cm A B
nica per risparmiare.
Fig. 6.6. Schema di localizzazione nel caso di Fig. 6. 7. A: ugello standard per le barre irro-
semina a 45 cm. La banda trattata circa il 50 ratrici; B: ugello a banda uniforme, specifico
Indicazioni operative % dellinterfila. per diserbi localizzati.
Epoca dintervento: immediatamente dopo la semina.
Barra irroratrice: ben manutenzionata e pulita.
buona norma verificare lo stato dusura degli 3) devono essere impiegati ugelli specifici (fig. 6.7.B) che garantiscano bande di
lavoro ottimali (gli ugelli standard, infatti, creando bande di lavoro non unifor-
ugelli preferendo in ogni caso lutilizzo di quelli a
mi (fig. 6.7.A) possono determinare talvolta problemi di fitotossicit, in particolar
ventaglio. Non sono necessari elevati quantitativi
modo con i prodotti contenenti lenacil).
di acqua in quanto i diserbanti utilizzati hanno co-
munque bisogno di essere attivati da una pioggia
importante.
Altezza ugello Larghezza banda Sigla Pressione Portata Volumi distribuiti
Natura del terreno: la conoscenza della tessitura a terra (cm) trattata (cm) ugello bar l/min (banda 25 cm) l/ha
13,0 22,5 4 km/h 5 km/h
Pre-emergenza Post-emergenza
Totale max
Prodotto 15,0 25,2 2,0 0,65 312
consentito Sciolto Medio Argilloso cot 2 24 8002E
impasto foglie foglie 20,0 33,6 2,5 0,72 346
0,2 Sciolto -- -- -- 0,1* 0,1
25,0 42,0 3,0 0,78 375
Venzar 0,4 Medio impasto -- 0,2 -- 0,1 0,1
0,5 Argilloso -- -- 0,3 0,1 0,1 30,0 50,3
Fig. 6.9. Caratteristiche degli ugelli pi diffusi per il diserbo
Dual Gold -- 0,3 0,4 0,5 -- -- UGELLO 8002 EVEN
localizzato (Teejet 8002 E).
(*)=intervento a rischio di fitotossicit in terreni sabbiosi Fig. 6.5. Lenacil (Venzar) e me-
Fig. 6.8. Superficie della banda
N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig. 6.21. tolachlor (Dual Gold): le dosi
trattata in relazione dellaltezza
(kg/ha) di formulato commercia-
dellugello del suolo.
le da impiegare per non incorre-
re in fenomeni di fitotossicit.

64 65
6. Diserbo 6. Diserbo

del terreno fondamentale. La percentuale di sab- occorre ridurre lintervallo fino a 6-8 giorni;
bia, limo ed argilla influenzer la scelta ed il do- con infestanti pi sviluppate, aumentare orientati-
saggio dei principi attivi. Ecco come comportarsi a vamente del 50% la dose dei prodotti di contatto
seconda dei terreni. (es. Betanal Expert, ed altri) e dei residuali (Goltix,
- Terreni sciolti: ridurre i dosaggi man mano che Pyramin, ecc).
aumentano le percentuali di sabbia e limo fino ad
escludere prudenzialmente il Lenacil (fig. 6.5). Miscibilit
- Terreni argillosi: aumentare la dose fino a quella La tecnica dellimpiego di pi antiparassitari in mi-
massima consigliata. scela fra loro oramai pratica consolidata, tant
- Terreni torbosi (ricchi di sostanza organica): lin- che sono normalmente utilizzati anche 5-6 principi
tervento inefficace in quanto i prodotti residuali attivi contemporaneamente per trattamenti in post-
vengono bloccati dai colloidi del terreno. emergenza. Questo consente di aumentare lo spettro
dazione nei confronti delle infestanti ed altri parassi-
ti, ma anche di ottenere vantaggi economici ed agro-
6.3.2 Post-emergenza nomici (minor calpestamento dei terreni).
I trattamenti di post-emergenza sono quelli che si bene sapere, per, che alcuni prodotti se miscelati
realizzano in presenza della coltura con prodotti ad fra loro possono dare origine a problemi di fitotossici-
assorbimento fogliare (per contatto o sistemici) od t o pi semplicemente perdere efficacia.
ancora ad azione residuale. Infatti, al post-emergenza
generalmente demandato il controllo delle infestan-
ti gi emerse. Limpiego di miscele a microdosi o dosi
molto ridotte (DMR) rappresenta la soluzione pi ra-

non piretroidi
Graminicidi
zionale in quanto lelevata selettivit dei trattamenti

Insetticidi

Insetticidi
piretroidi
Concimi
consente di controllare le malerbe nella fase di loro

Lontrel

Venzar

Tramat
liquidi

Safari
Kerb
massima sensibilit, indipendentemente dallo stadio

Olio
di sviluppo della bietola.
Concimi liquidi

Indicazioni operative Graminicidi


Per risparmiare Insetticidi piretroidi
A parit di efficacia, possibile contenere i costi in- Insetticidi non piretroidi
tervenendo allo stadio di massima sensibilit delle in- Kerb
festanti (cotiledoni - 1a coppia di foglie - fig. 6.10) con
Lontrel
le dosi ed i prodotti a miglior rapporto efficacia/costo.
Olio
Ci pu comportare un risparmio anche del 40%.
Ecco le regole da seguire: Safari
necessario riconoscere la flora infestante ai pri- Venzar
missimi stadi di sviluppo, al fine di poter scegliere Tramat
la combinazione e la dose di erbicidi pi efficace
Miscela consigliabile Miscela non consigliabile Miscela a minore efficacia
(ed al costo pi basso);
Miscela a rischio Attenzione alle dosi elevate Solo per i graminicidi che lo richiedono
eseguire i trattamenti, con volumi di 180-200 l/ha, quan-
Note
do le malerbe sono ai cotiledoni-1a coppia di foglie e Le miscele a rischio sono spesso condizionate dalle alte tempera- Fig. 6.11. Miscibilit di alcuni
ripetere il trattamento dopo 10-15 giorni; in condizioni ture. Nellutilizzo di concimi fogliari si consiglia di leggere attenta- prodotti impiegati in post-emer-
critiche (es. infestanti ad elevata densit o pi difficili) Fig. 6.10. Polygonum persicaria. mente letichetta. genza.

66 67
6. Diserbo 6. Diserbo

I programmi di lotta

Infestazione Miscele consigliate Infestazione Miscele consigliate


prevalente Programmare almeno 2 interventi a distanza di 10-15 giorni (*) Programmare in seconda e terza applicazione a distanza di
prevalente 10-15 giorni (*)
Polygonum aviculare**
Polygonum persicaria** Abutilon theophrasti seconda microdose (DMR)
Betanal Expert 0,7-1 + Goltix 0,5-0,7 + Venzar 0,1-0,15 +
Polygonum lapathifolium Ammi majus Betanal Expert 0,7 + Safari 0,04 + olio minerale 0,3-0,5
olio minerale 0,3-0,5
Amaranthus spp.** Rinascite di girasole terza microdose (DMR)
Fallopia convolvolus Matricaria chamomilla Safari 0,04 + olio minerale 0,3-0,5

Crucifere**
Betanal Expert 0,7-1 + Pyramin DF 0,5-0,7 + Venzar 0,1-0,15 + Bidens spp.
Veronica persica
olio minerale 0,3-0,5 Xanthium strumarium
Fallopia convolvolus seconda e terza microdose (DMR)
Rinascite di girasole
Betanal Expert 0,7-1 + Lontrel 75G 0,16-0,20
Cirsium arvense**
Erba medica**
Betanal Expert 0,7-1 + Goltix 0,5 + Safari 0,04 +
Galium aparine
olio minerale 0,3-0,5
Note Fig. 6.13. Coltura primaverile:
La dose inferiore di olio minerale va impiegata in caso di elevate tem- programmi di post-emergenza
perature o forti escursioni termiche. con microdosi per il controllo
Betanal Expert 0,7-1 + Goltix 0,5-0,7 + Pyramin 0,3-0,5 +
Chenopodium spp. (*) = vengono indicati i prodotti con i nomi commerciali pi comuni, di infestanti difficili. Dosi in l o
olio minerale 0,3-0,5
ma possono essere utilizzati anche altri erbicidi similari. kg/ha - anno 2006.
(**) = in trattamenti mirati opportuno intervenire su infestanti svilup-
Note Fig. 6.12. Coltura primaverile: pate, con dosi proporzionali di clopiralid (Lontrel 75G).
La dose inferiore di olio minerale va impiegata in caso di elevate tem- programmi di post-emergenza N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig. 6.21.
perature o forti escursioni termiche. con microdosi (DMR) per il con-
(*) = vengono indicati i prodotti con i nomi commerciali pi comu- trollo di infestanti comuni. Dosi
Dose Echinochloa Avena Sorghum Alopecurus m. Lolium
ni, ma possono essere utilizzati anche altri erbicidi similari. in l o kg/ha - anno 2006. Prodotto l/ha c.g. (giavone) spp. (avena) h. (sorgo) (coda di volpe) spp. (loietto)
(**) = per il controllo di crucifere molto sviluppate o aviculare, per-
sicaria, amaranto alle 2-4 foglie sostituire il Venzar con il Safari a 40
AGIL 1,0 *** ** *** *** **
g/ha. Ci per comporta un sensibile aumento dei costi.
N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig. 6.21.
WHIP S 1,0-1,2 *** *** *** *** *

FUSILADE MAX o
1,5-2,0 ** *** *** *** ***
GRALED

GALLANT W 30 2,5-3,5 *** *** *** *** ***

LEOPARD 5 EC 1,0-1,2 *** ** *** *** ***

SELECT 0,6 *** ** ** *** **

STRATOS (a) 1-1,2 *** *** ** *** ***

STRATOS ULTRA 1,5-2,0 *** *** ** *** ***

Note Fig. 6.14. Coltura primaverile:


(a) = Occorre miscelare un olio bianco minerale registrato per la graminicidi di post-emergenza:
coltura. sensibilita delle infestanti.
Efficacia: Buona = ***; Media = **; Nulla = *. Dosi in l o kg/ha anno 2006.
N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig.. 6.21.

68 69
6. Diserbo 6. Diserbo

6.4 Coltura autunnale

Matricaria chamomilla
6.4.1 Pre-emergenza con residuali

Chrysanthemum spp

Fumaria officinalis

Galium aparine
I trattamenti di pre-emer-

Anthemis spp.

Veronica spp.
Papaver spp .

Phalaris spp .
Avena spp .
genza vengono effettuati

Crucifere
dopo la semina e prima
che la coltura sia emersa Dose
Prodotti (kg o l /ha)
dal terreno utilizzando
prodotti attivi come anti- Dual Gold +
germinello o per assorbi-
Pyramin + 0,4 + 0,8 + 0,2
Venzar
mento radicale.
Lefficacia di questo inter- Dual Gold +
Venzar
0,4 + 0,4
vento legata alla possi-
bilit che i principi attivi Dual Gold +
distribuiti vengano attivati Tramat Combi
0,4 + 1,3
in tempi brevi a seguito di
precipitazioni meteoriche Fig. 6.15. Il Papaver spp. deve N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig. 6.21. Fig. 6.16. Pre-emergenza su col-
o per mezzo di irrigazioni. essere controllato in pre-emer- tura autunnale: miscele con re-
genza o nelle prime fasi di post- siduali a miglior rapporto effica-
emergenza.
Gli erbicidi di pre-emergenza vengono abitualmen- cia/costo. Le dosi si riferiscono a
Il diserbo di pre-emergenza, scarsamente diffuso nei te applicati sullintera superficie coltivata. Al fine terreni di medio impasto anno
comprensori a semina autunnale, dovrebbe diffon- di contenere la quantit di prodotto distribuito e 2006.
dersi maggiormente, soprattutto nei seguenti casi: conseguentemente i costi, pu essere adottata la
difficolt nel trattare tempestivamente in post-emer- tecnica della localizzazione in una banda interfi-
genza col rischio di ritrovarsi con infestanti troppo lare.
sviluppate, difficili da controllare (es. fig. 6.15); Tale pratica, scarsamente diffusa, viene approfondi-
utilizzo dellirrigazione post semina; ta nel box precedente dal titolo Diserbo localizzato:
terreni messi a riposo o presi in affitto dove non si una tecnica per risparmiare.
conosce la storia della flora infestante presente;
terreni argillosi, di difficile praticabilit invernale in
caso di piogge consistenti. 6.4.2 Post-emergenza

La scelta dei prodotti pi idonei (vedere la fig. 6.16) Valgono le indicazioni illustrate per la coltura pri-
la fase pi difficile poich richiesta una cono- maverile; lunica variante riguarda la corretta tem-
scenza storica della flora infestante tipica del pro- pistica nellesecuzione dei trattamenti, in quanto
prio terreno. per la coltura autunnale opportuno ripeterli ogni
La giusta combinazione tra prodotti scelti e dosaggi 15-20 giorni ed in condizioni critiche (es. infestanti
determina il risultato dellintervento e di conseguen- ad elevata densit o pi difficili) anche ogni 8-10
za anche una maggior tranquillit per quelli succes- giorni.
sivi di post-emergenza.
Parziali insuccessi del programma scelto possono Miscibilit
comunque essere rimediati successivamente, ad Vale quanto detto per il diserbo di post-emergenza pri-
erbe infestanti emerse. maverile (per un maggior dettaglio vedi fig. 6.11).
70 71
6. Diserbo 6. Diserbo

I programmi di lotta consigliati


La Cuscuta: cosa fare in 10 punti
Stadio Miscele consigliate Tale parassita, estremamente diffuso nei comprensori del Centro-Nord, pu causare
Infestante di sviluppo Programmare 2 interventi a distanza di sensibili perdite produttive quanti-qualitative.
infestante 15-20 giorni (*)

Galium aparine
Cotiledoni-2 foglie Betanal Expert 0,7-1 + Safari 0,04
Silybum marianum

Ammi majus
Bifora radians
Daucus carota 2 foglie Betanal Expert 0,7-1 + Safari 0,04
Girasole
Matricaria chamomilla
Anthemis spp
Cirsium arvense 2-4 foglie Betanal Expert 0,7-1 + Lontrel 75 G 0,05-0,1 Fig. 6.19.A Primi filamenti: mo- Fig. 6.19.B Fase iniziale di attac- Fig. 6.19.C Avanzato sviluppo
Chrysanthemum segetum mento ideale per il primo trat- co del parassita alla bietola. del parassita.
tamento.
Polygonum aviculare
Betanal Expert 0,7-1+Goltix 0,5-0,7 +
Polygonum persicaria Cotiledoni-2 foglie
Pyramin 0,5-0,7 +Venzar 0,15
Papaver rhoeas Per il suo contenimento utile seguire i consigli sotto riportati:
1. ai cotiledoni - 2 foglie vere della coltura verificare la presenza dei filamenti (attenzio-
Crucifere Betanal Expert 0,7-1 + Pyramin DF 0,5 +
Veronica persica
Cotiledoni-2 foglie
Venzar 0,1
ne: le prime nascite si vedono solamente a livello del suolo ed in controluce);
2. in caso di presenza eseguire i trattamenti prima che tali filamenti siano gi avvolti
Note Fig. 6.17. Coltura autunnale: pro-
sulle giovani piante (fig. 6.19.A);
(*) Qualora si voglia aumentare lo spettro dazione della miscela con grammi di post-emergenza con 3. i prodotti da impiegare sono a base di propizamide (Kerb Flo). Agiscono prevalen-
Safari su Chenopodium spp., Poligonacee, Veronica, Papavero, Fuma- microdosi (DMR). Dosi in l o temente per assorbimento radicale e traslocazione interna, per cui la loro azione
ria, aggiungere un residuale (es. Goltix o Pyramin) ad un dosaggio non kg/ha - anno 2006. favorita da terreni umidi; in caso contrario, e soprattutto quando la cuscuta
superiore a 0,5 kg/ha di formulato commerciale. A tali miscele pu gi attaccata alla pianta, sarebbe utile praticare unirrigazione entro 2-3 giorni dal
essere vantaggioso addizionare olio minerale (dose di 0,5 kg/ha) in trattamento;
situazioni sfavorevoli (es. periodi siccitosi, infestanti difficili). 4. il Kerb Flo va distribuito con volumi dacqua di almeno 300 l/ha, a dosi ed intervalli
N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig. 6.21. di tempo indicati in fig. 6.20.
5. linserimento del Kerb Flo nelle microdosi esclude limpiego dellolio minerale come
additivo;
Dose Avena spp Alopecurus spp Rinascite Phalaris spp.
Prodotto l/ha (avena) m. (coda di Lolium
(loietto) frumento (scagliola)
6. utilizzare complessivamente da un minimo di 2 ad un massimo di 3 l/ha di Kerb Flo;
volpe) 7. per una completa pulizia fondamentale proseguire nella verifica delle nascite
AGIL 0,8-1,2 ** *** ** *** ***
tardive (fine aprile-maggio) che, se trascurate, determinano ulteriore diffusione del
parassita;
WHIP S 1,0-1,2 *** *** * * ** 8. nelle aree a forte rischio e nel caso non fosse possibile effettuare una verifica costan-
FUSILADE MAX o
1,5-2,0 *** *** *** *** *** te sulle nascite, si consiglia di inserire comunque 0,5 l/ha di Kerb Flo a partire dal
GRALED secondo intervento di post;
GALLANT W 30 2,5-3,5 *** *** *** *** *** 9. il Kerb Flo compatibile con:
LEOPARD 5 EC 1,0-1,2 ** *** *** *** *** a. il Safari, con laccorgimento di non superare la dose di 0,7 l/ha di Kerb Flo e di
ridurre il lenacil e/o lolio bianco in funzione della temperatura giornaliera (fino
SELECT 0,6 ** *** ** *** ***
anche ad escluderli totalmente);
STRATOS ULTRA 1,5-2,0 *** *** *** *** *** b. i pi diffusi graminicidi ed insetticidi (preferibilmente piretroidi);
Fig. 6.18. Coltura autunnale: gra-
10. la rotazione con specie non ospiti (frumento, soia, mais) ed il controllo delle in-
Note
Efficacia: Buona = ***; Media = **; Nulla = *. minicidi di post-emergenza ed festanti nelle colture e nei terreni incolti sono mezzi efficaci per contenerne la
N.B.: per le caratteristiche dei formulati vedi fig. 6.21. efficacia sulle diverse infestanti diffusione.
Segue
- anno 2006.

72 73
6. Diserbo 6. Diserbo

I Diserbanti
Stadio sviluppo bietola Viene riportata la lista dei formulati commerciali pi diffusi e citati nei programmi di
diserbo suggeriti. possibile trovare alternative commerciali sulla base dei principi
cot. -2 foglie 4-6 foglie 8-10 foglie attivi contenuti (vedi anche larchivio degli Agrofarmaci al sito www.betaitalia.it).
10-15 giorni
Tox Formulazione I.S.
Principi Attivi
Prodotto (1) (2)
Attacco Kerb Flo Kerb Flo % % %
precoce 0,5-0,7 1,3-1,5 GLUFOSINATE CONCENTRATO
Cuscuta

BASTA
AMMONIO
11,3 SOLUBILE

Non selettivi
10-20 giorni BUGGY GLIFOSATE 30,4 Xi FLOWABLE
ROUNDUP CONCENTRATO
GLIFOSATE 31
Attacco Kerb Flo Kerb Flo BIOFLOW SOLUBILE
tardivo 1-1,5 1-1,5 ROUNDUP GRANULI
MAX
GLIFOSATE 68 Xi N DISPERSIBILI
CONCENTRATO
TOUCHDOWN GLIFOSATE 29 SOLUBILE
Fig. 6.20. Controllo cuscuta: CONCENTRATO
BETANAL
dosi (l/ha) ed intervalli tra i EXPERT
FENMEDIFAM 6,94 DESMEDIFAM 2,3 ETOFUMESATE 14 N EMULSIONABILE
IN OLIO
trattamenti.
DUAL CONCENTRATO

Residuali e di contatto
S-METOLACHLOR 87,3 Xi N
GOLD EMULSIONABILE
GRANULI
GOLTIX METAMITRON 70 Xn IDRODISPERSIBILI
Sospensione
Kerb Flo PROPIZAMIDE 36 Xn liquida
LONTREL GRANULI
75 G
CLOPIRALID 75 N SOLUBILI
PYRAMIN GRANULI
DF
CLORIDAZON 65 Xn IDRODISPERSIBILI
20
TRIFLUSULFURON GRANULI
SAFARI
METILE
50 N IDRODISPERSIBILI
TRAMAT SOSPENSIONE
COMBI SC
ETOFUMESATE 26,4 LENACIL 11 N CONCENTRATA
120
POLVERE
VENZAR LENACIL 81,5 N BAGNABILE
30
CONCENTRATO
AGIL PROPAQUIZAFOP 9,7 Xi N EMULSIONABILE
60
FUSILADE FLUAZIFOP- CONCENTRATO
MAX P-BUTILE
13,4 Xn EMULSIONABILE
60
GALLANT HALOXYFOP- LIQUIDO
W30 R-METILESTERE
3,6 Xi N EMULSIONABILE
90
FLUAZIFOP- LIQUIDO
GRALED 13 Xn 60

Graminicidi
P-BUTILE EMULSIONABILE
HALOXYFOP- LIQUIDO
KELSON
R-METILESTERE
10,6 Xi N EMULSIONABILE
90
LEOPARD QUIZALOFOP CONCENTRATO
5 EC ETILE ISOMERO D
5 N EMULSIONABILE
60
CONCENTRATO
SELECT CLETODIM 25 EMULSIONABILE
60
LIQUIDO
STRATOS CICLOXIDIM 21 N EMULSIONABILE
100
STRATOS LIQUIDO
ULTRA
CICLOXIDIM 10,9 Xn EMULSIONABILE
100
CONCENTRATO
WHIP S PROPAQUIZAFOP 9,7 Xi N EMULSIONABILE
60

Note: (1) = T+ molto tossico, T tossico, Xn nocivo, Xi irritante, N perico- Fig. 6.21. Caratteristiche dei
loso per lambiente, C corrosivo, F facilmente infiammabile, F+ estrema- prodotti indicati nei program-
mente infiammabile, O comburente. (2) = intervallo di sicurezza (giorni). mi di diserbo.

74 75
Difesa
7
Il costo della difesa estremamente difficile da gene-
ralizzare a causa di una ampia variabilit delle diver-
se realt aziendali che possono prospettarsi. Tenen-
do in considerazione per una situazione media nella
quale vengono effettuati 3 interventi con insetticidi
e 3 con fungicidi, tale pratica pu incidere sui costi
colturali diretti mediamente per circa il 10-14%.

7.1 Nematodi
Il nematode che crea i maggiori problemi alla barba-
bietola da zucchero lHeterodera schachtii, pre-
sente ormai in tutti i comprensori di coltivazione in
maniera pi o meno diffusa (fig. 7.1).
Livello di infestazione
Lombardia Veneto (U/L in 100g di terreno)
11% 11%
Piemonte Lieve (<100 U/L)
14%
Medio (100-200 U/L)

Forte (>200 U/L)

Sano
Emilia-Romagna
48% Fig. 7.1. Diffusione del nema-
tode Heterodera schachtii (Beta
2004).

Tale parassita pu vivere su numerose piante, sia


coltivate che spontanee appartenenti a famiglie an-
che assai diverse (vedi punto 2 del controllo agro-
nomico). Barbabietola e colza per rappresentano gli
ospiti preferenziali, nei quali riesce a compiere uno
sviluppo pi rapido.
77
7. Difesa 7. Difesa

7.1.1 Caratteristiche principali e ciclo biologico lattivit del nematode si arresta nel periodo autun-
no-invernale con temperature del terreno inferiori
Le femmine, limoniformi, rimangono fissate alle ra- a 8-10C, per riprendere al loro rialzo in primave-
dici con lo stiletto continuando a nutrirsi e, una vol- ra. La sommatoria termica, ovvero la somma delle
ta fecondate dai maschi, filiformi, liberi di muoversi temperature medie giornaliere utili (al di sopra di
nel terreno, producono 100-300 uova entro le quali si 10C) per il completamento di una generazione,
formano le larve al primo stadio di sviluppo; di 465C (Schlang, 1990).
dopo alcune settimane le larve passano dal primo al Ne consegue che nei comprensori del nord Italia H.
secondo stadio, escono dalluovo, penetrano nelle ra- schachtii compie normalmente almeno 3-4 gene-
dici ed iniziano a nutrirsi; razioni contro le 3 dei comprensori bieticoli della
la larva al terzo stadio comincia ad ingrossarsi poi, Germania (Fig.7.3).
attraverso la muta, arriva al quarto stadio in cui di-
venta evidente il dimorfismo sessuale: la femmina si
gonfia ulteriormente e rimane ferma mentre il ma- 2325
schio ritorna vermiforme e si sposta nel terreno per
la fecondazione; 4a generazione
1860
la femmina produce le uova, fuoriuscendo dai tessuti

Somma termica C
radicali solo con il corpo (trasformato in ovisacco) 3a generazione
ma non con il capo, che rimane attaccato alla radice 1395
Fig. 7.2. Schema del ciclo biolo-
assumendo laspetto di una minuscola perlina bianca gico del nematode Heterodera
(indicato anche come cisti bianca) e concludendo schachtii. 2a generazione
930
cos il ciclo;
1a generazione

}
465
1 - Inizio ciclo
Cisti nel terreno t = 465 C
contenenti uova e larve 0

1/1

1/2

1/3

1/4

1/5

1/6

1/7

1/8

1/9

1/10

1/11

1/12
tit
2 - Migrazione larve
II stadio verso le radici Nord Italia Germania (Schlang, 1990)

Fig. 7.3. Numero di generazioni


di H. schachtii nel nord Italia e
in Germania, calcolate in base
5 - Cisti fecondate
alla somma termica del terreno
su capillizio radicale 7.1.2 Sintomi e danni alla profondit di 15-20 cm.
3 - Attivit trofica
allinterno della pianta Il nematode provoca alterazioni nelle cellule delle
Stadi larvali III e IV e
differenzazione sessuale radici preposte allassorbimento, con conseguenti
scompensi nutrizionali e forte riduzione nella pro-
duzione in peso della coltura.
4 - Fecondazione Una infestazione del parassita di 300-400 Uova e Lar-
Cisti limoniformi (femmine) con il capo
conficcato nella radice e di maschio ve (U/L) in 100 g di terreno secco pu causare un calo
(filiforme) libero nel terreno di produzione superiore al 50%.
78 79
7. Difesa 7. Difesa

Sintomi e diagnosi Anagallis arvensis


La coltura, nelle aree col- Atriplex patula
pite, manifesta un minor Capsella bursa pastoris
sviluppo vegetativo, con Chenopodium album
afflosciamento delle fo- Fallopia convolvulus
glie durante le ore calde Polygonum persicaria
della giornata. Portulaca oleracea
La diagnosi in campo Raphanus raphanistrum
piuttosto semplice: si Rumex acetosella
estirpano alcune piante Sinapis alba
con delicatezza, in una Solanum nigrum
zona del bietolaio dove Stellaria media
sono maggiormente visi- 3. Esclusione dalla rotazione delle colture ospiti:
bili gli afflosciamenti fo- Cavolo
gliari; osservando con at- Colza
tenzione (anche a occhio Pomodoro
nudo) le radichette pi sottili, sono ben visibili le cisti Fig. 7.4. Nella foto sono visibili Ravanello
le cisti di colore bianco attac-
di forma limoniforme e di colore biancastro (fig.7.4). cate alle radichette pi sottili
Ravizzone
Lanalisi del terreno consente non solo di verificare (in angolo, ingrandimento della Spinacio
la presenza del parassita ma anche di quantificare il singola cisti).
livello di gravit dellinfestazione. e conseguente utilizzazione di colture non ospiti:
un servizio che assume un elevato valore per il Erba medica
bieticoltore perch lo rende in grado di conoscere in Fagiolino
anticipo lo stato sanitario del terreno e quindi di pro- Frumento
grammare un allungamento della rotazione o, se la Girasole
popolazione del parassita inferiore a determinate Mais
soglie, limpiego di variet tolleranti. Orzo
Patata
Soia
7.1.3 Metodi di lotta Sorgo
Tabacco
Controllo chimico
Il controllo chimico con fumiganti sui terreni stato 4. Adozione di buone pratiche di coltivazione (sistema-
abbandonato ormai da anni per motivi economici ed zioni idrauliche efficienti, pulizia delle attrezzature);
ecologici.
5. La semina anticipata consente di sfalsare il ciclo del-
Controllo agronomico la bietola e di H. schachtii, con leffetto di esporre pian-
1. Rotazioni ampie (di norma quadriennali, meglio te pi robuste e affrancate allattacco del parassita.
quinquennali - vedi anche Avvicendamento)
2. Eliminazione scrupolosa delle malerbe ospiti du- Lanticipo della raccolta raccomandabile su terreni
rante tutta la rotazione: infestati e soprattutto con variet tradizionali (sensi-
Amaranthus retroflexus bili), sia per evitare un aggravarsi del danno economi-
Ammi majus co sia per limitare la moltiplicazione del parassita.
80 81
7. Difesa 7. Difesa

Lutilizzazione razionale delle tecniche irrigue, uni- a completare il suo ciclo biologico con leffetto finale
tamente alla somministrazione di adeguate dosi di di una riduzione dellinfestazione nel terreno.
concime azotato, possono contribuire ad elevare le Nel nord Italia si individuano due epoche di coltiva-
rese ponderali che risultano particolarmente penaliz- zione della coltura intercalare di piante-esca: una pri-
zate dagli attacchi precoci del parassita. maverile su terreni destinati a set-aside (fig. 7.7), che
la pi comune, ed una estiva dopo cereale autunno
Controllo biologico - vernino (fig. 7.8) che attualmente la meno pratica-
Notevole contributo nella difesa dal ta, per le maggiori difficolt di gestione agronomica.
nematode cisticolo fornito dal sove- Il sovescio di queste colture apporta inoltre notevoli
scio di Brassicaceae ad azione nema- quantit di sostanza organica al terreno.
tocida. Nella parte aerea di tali piante
sono contenuti glucosinolati che, in
Inverno Primavera Estate
presenza di acqua, dellenzima endo-
geno mirosinasi e di lesioni nei tessuti gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre
vegetali, vengono idrolizzati a isotio-
cianato o nitrile. Leffetto nematocida,
con liberazione di isotiocianato nel terreno, si esplica Fig. 7.5 Coltura di piante bio-
cos prevalentemente in seguito al sovescio, come per cide.
i nematocidi chimici fumiganti.
Le piante che contengono glucosinolati attivi nelle
radici e definite trappola (catch crops) sono quelle
Glyphosate I 3. Semina rafano Aratura e
nelle quali il nematode penetra ma non riesce a com- 3-4 giorni su sodo.
Primo sfalcio Secondo
preparazione
o trinciatura a sfalcio o
pletare il ciclo di sviluppo prima del sovescio (ossia prima della Senza
inizio fioritura trinciatura
del terreno
entro 8-10 settimane dalla semina). In rotazione si semina lavorazione per la bietola
utilizzano, per la barbabietola, variet biocide di rafa-
Fig. 7.7. La coltivazione del ra-
no e di senape (fig. 7.6) in cui il nematode non riesce
fano primaverile su set aside.

Variet Specie Casa Sementiera PF/PI * Estate Autunno Inverno Primavera

Karakter ** Rafano SIS 0,00 agosto settembre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile
Pegletta ** Rafano Carla Import 0,00
Comet Rafano Carla Import 0,06
Adios ** Rafano Padana Sementi 0,08
Arena Rafano Bietifin-Stilnovo 0,10
Corporal ** Rafano Carla Import 0,10
Accent Senape Carla Import 0,13
Colonel Rafano Carla Import 0,13
Lavorazione Semina anche
Diabolo Rafano SIS 0,20 Erpicatura Semina Glyphosate
del terreno o su sodo di:
o semina senape o I 3-4.
Carlos Rafano Cameau/Desprez 0,20 passaggio a Mais, Sorgo,
su sodo rafano (senape-rafano)
Fig. 7.6. Efficacia delle variet in semina diretta Soia
Note prova nei confronti di H. scha-
* uova e larve in 100 g terreno determinato a fine e inizio ciclo colturale. chtii. Dati medi del biennio Fig. 7.8. La coltivazione interca-
** variet con un solo anno di prova. 2004-2005. lare di biocide.

82 83
7. Difesa 7. Difesa

Controllo genetico performance produttive.


La selezione di genotipi di barbabietola da zucche- Le principali acquisizioni sono:
ro con doppia tolleranza al nematode cisticolo e alla verifiche sperimentali sulle prime proposte di li-
rizomania, ha raggiunto solo di recente interessanti nee resistenti e tolleranti al nematode avviate dalla

Sano: 6 prove Lievemente infestato*: 3 prove Infestato**: 7 prove


Casa N N N
Variet Radici Polariz. SG PSD PLV Radici Polariz. SG PSD PLV Radici Polariz. SG PSD PLV
Sementiera
COLORADO Betaseed 107,5 93,2 100,4 132,3 98,8 98,3 127,9 96,8 124,4 173,3 98,4 122,0 151,6 94,6 143,2 169,9 98,2 141,7

FENICE Delitzsch 108,9 93,3 101,6 132,0 98,8 99,5 128,2 96,9 124,9 170,8 98,4 122,3 140,7 95,9 134,6 172,8 98,2 134,3
Standard
GEA 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
Commerciale
PAULETTA KWS 104,3 93,9 98,0 135,5 99,0 95,8 127,8 95,9 122,4 174,2 98,1 118,2 146,2 95,5 139,1 173,8 98,2 137,9

PAULINA KWS 94,3 92,3 86,8 118,1 97,0 83,9 111,6 94,5 106,3 124,4 97,1 104,4 127,6 93,8 118,8 155,2 96,5 116,5

Media standard 74,6 17,7 13,0 1,8 92,8 3727,2 69,7 15,3 10,5 1,4 93,0 2604,2 55,8 16,1 8,9 1,5 93,4 2251,8

DMS 0,05 6,4 1,4 6,2 13,6 0,5 7,1 20,6 3,3 20,5 47,5 1,4 19,8 8,7 2,4 7,9 19,3 0,6 10,4

Fig. 7.9. Serie Nematodi: risultati prove triennio 2004-05-06 in terreno sano, lievemente infestato ed
infestato. Dati espressi in % media standard commerciale e disposti per variet in ordine alfabetico
(standard Gea = 100).

Sano: 4 prove Lievemente infestato*: 6 prove


Casa N N
Variet Radici Polariz. SG PSD ZI (1) PLV Radici Polariz. SG PSD ZI (1) PLV
Sementiera
COLORADO Betaseed 105,3 93,0 98,0 124,9 99,0 95,4 94,8 132,8 95,1 126,7 180,9 98,1 67,5 122,9

FENICE Delitzsch 107,2 92,9 99,6 128,0 99,0 82,2 96,3 125,8 97,0 122,1 176,7 98,4 66,0 120,0

FLEX Delitzsch 94,6 102,9 97,5 106,5 100,3 94,1 98,4 117,0 104,8 123,1 140,5 100,1 81,6 125,5
Standard
GEA 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
Commerciale
PAULETTA KWS 103,4 93,9 97,2 128,0 99,1 86,8 94,3 130,2 95,9 124,5 182,2 98,1 66,7 120,5

PAULINA KWS 96,4 92,3 88,8 116,2 97,3 100,7 85,5 112,7 94,4 106,4 148,9 96,7 92,6 103,4

PIERA KWS 96,4 101,4 97,5 109,7 100,1 88,8 97,5 117,7 106,0 125,4 144,7 100,1 78,0 128,9
Note: *= infestazione infe-
Media standard 83,1 16,9 14,0 1,6 93,2 0,4 3808,3 68,0 15,5 10,4 1,4 93,5 0,4 2348,8 riore a 100 uova-larve/100g
terreno secco. **= infesta-
DMS 0,05 8,5 2,5 7,7 13,5 0,5 28,5 8,0 8,6 2,6 9,1 24,5 0,8 19,5 9,8 zione intorno a 300 uova-
larve/100g terreno secco.
(1) = zucchero invertito (dati
Fig. 7.10. Serie Nematodi: risultati prove biennio 2005-06 in terreno sano, lievemente infestato. Dati espres- del 2006). SG = saccarosio
si in % media standard commerciale e disposti per variet in ordine alfabetico (standard Gea = 100). grezzo.

84 85
7. Difesa 7. Difesa

Commissione Tecnica Nazionale (2003); e alfa-N) rispetto agli standard. Le nuove proposte
approfondimento della sperimentazione da parte hanno migliorato sensibilmente questo parametro;
di Beta in collaborazione con il Servizio Fitosanita- zucchero invertito: queste selezioni, utilizzate in
rio della Regione Emilia-Romagna (per le determi- terreno infestato, presentano contenuti di zucchero
nazioni dei rapporti Popolazione Finale/Popolazio- invertito marcatamente inferiori rispetto allo stan-
ne Iniziale in vaso e in pieno campo). Inizio della dard sensibile.
commercializzazione di alcune variet da parte di
societ sementiere (2004); Effetti delle variet sulla riproduzione di H. schachtii
introduzione di nuovi genotipi tolleranti con ulte- In tutte le prove di campo su terreno infestato e inte-
riori miglioramenti dei livelli produttivi e qualita- grate, a partire dal 2005, da prove in vaso su terreno
tivi (2005-2006). particolarmente infestato, effettuate presso le struttu-
re del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Ro-
Attivit sperimentale e risultati produttivi magna stata determinata la popolazione del nema-
In base ai risultati della sperimentazione si possono tode alla semina (PI = popolazione iniziale) e subito
trarre alcune sintetiche ma importanti osservazioni dopo la raccolta delle barbabietole (PF = popolazione
sui principali parametri produttivi: finale). Il rapporto PF/PI indica la moltiplicazione del
saccarosio e PLV: in terreno sano, i risultati della parassita dopo un ciclo colturale.
variet standard sensibile (Gea) non differiscono Sono state impiegate le seguenti variet:
significativamente rispetto a quelli ottenuti dalle Gea (standard di riferimento), sensibile al nematode;
variet tolleranti (Colorado, Fenice e Pauletta). A Paulina e Pauletta tolleranti al nematode.
tale riguardo va per aggiunto che esistono in com-
mercio proposte di variet tradizionali maggior- Il rapporto PF/PI delle variet tolleranti (fig.7.11),
mente produttive dello standard usato e che posso- compreso tra 2 e 4, risulta molto pi basso di quello
no essere convenientemente utilizzate nei terreni della sensibile, compreso tra 16 e 20. Ci significa,
dove il nematode assente. Su terreno lievemente ad esempio, che coltivando bietole su un terreno con
infestato e infestato le produzioni di saccarosio e uninfestazione di 100 uova e larve, se si impiega la
la PLV sono invece nettamente a favore della varie- variet sensibile si avr a fine ciclo una popolazio-
t tollerante. La variet Paulina, al contrario, non ne di 1600-2000 uova/larve, contro le 200-400 che si
offre altrettanto buone performance produttive. otterrebbero utilizzando le variet tolleranti.
In caso di infestazione
molto grave (>400 U/L)
consigliabile evitare la Pf/Pi determinato in campo Pf/Pi determinato in serra
coltivazione della bie- 25 30
tola allungando la rota- 20 25 20.43
16.00
zione, per consentire la 20
15
PF/PI

PF/PI

riduzione della popola- 13.48


15
zione del parassita; 10 a a 7.46
3.00 4.00 10 5.41
a 3.46
PSD: le prime selezioni 5 5 b 2.20
b b b b b
genetiche commercia- 0 0
lizzate presentavano ca- LSD P=0,05 Cisti Cisti uova/larve Fig. 7.11. Rapporto PF/PI delle 3
ratteristiche qualitative LSD P=0,05 variet determinato nelle prove
Gea Paulina Pauletta Gea Paulina Pauletta
inferiori (polarizzazione in campo e in serra. Dati medi
del biennio 2003-2004 e 2005.

86 87
7. Difesa 7. Difesa

In pratica: seminando le variet tolleranti su terreni Nelle fasi vegetative successive, la bietola pu es-
infestati e adottando una rotazione almeno quinquen- sere danneggiata sia nel fittone che nellapparato
nale possibile mantenere a livelli bassi la popolazio- fogliare. Gli attacchi al fittone sono normalmente
ne del nematode altrimenti destinata ad aumentare, dovuti a Coleotteri Curculionidi (es. Cleono) le cui
e garantire negli anni un buon livello produttivo della larve scavano gallerie allinterno della radice (dan-
barbabietola da zucchero. nose sia direttamente che indirettamente in quanto
punto di insediamento di marciumi causati da fun-
ghi). Le foglie vengono colpite soprattutto da Afidi
7.2 Insetti (dannosi anche indirettamente quali vettori di virus)
e da Lepidotteri (es. Nottue).
Lentomofauna dannosa alla barbabietola da zuc-
chero rappresentata da numerose specie di insetti
appartenenti a diversi ordini. Alcune di queste sono 7.2.1 Afidi
particolarmente temibili, in quanto sono in grado di
causare, in taluni casi, forti diradamenti degli inve- AFIDI
stimenti, in altri abbondanti rosure allapparato ipo-
geo od epigeo della pianta con conseguenti sensibili Nome Aphis fabae Myzus persicae
scientifico
perdite quanti-qualitative. Le prime fasi di sviluppo
sono quelle in cui la coltura pi predisposta: le Ordine: Rhinchota
Classificazione
plantule possono essere colpite da differenti fitofa- Famiglia: Aphinidae
gi, taluni parassiti delle parti ipogee (es. Elateridi), Fig. 7.13 Principali insetti danno-
altri epigee (es. Altica). si per la coltura e relative epoche
di attacco.

Stadio di sviluppo della coltura (CEBEST)


0 11 21 41 60 64 68 81 85 Aspetto adulto

febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre


Colore Nero Verde

ELATERIDI Dimensioni 2,5-4 mm 1,5-3,5 mm


ALTICA Sottrazione di linfa con accartocciamenti delle giovani foglie,
Danni vettore di virus (giallume, mosaico)
ATOMARIA
Con geodisinfestanti in confettatura o trattamenti fogliari (con
CLEONO e LISSO Difesa 30% di piante colpite)

CASSIDA NOTTUE Prodotti Vedi fi g. 7.17

AFIDI
Generazioni per anno Diverse, anche su altre colture ospiti

88 89
7. Difesa 7. Difesa

7.2.2 Altica 7.2.3 Atomaria

Altica Atomaria

Nome Nome
Chaetocnema tibialis Atomaria linearis
scientifico scientifico
Ordine: Coleoptera Ordine: Coleoptera
Classificazione Classificazione
Famiglia: Chrysomelidae Famiglia: Chrysomelidae

Adulto Nero con riflessi metallici Colore da rossastro


Adulto
a bruno- nero
Aspetto Aspetto

Larva Bianca con piccole macchie scure Larva Colore bianco con capo e ultimo segmento pi scuri

Adulto 2 mm Adulto 1,5 mm


Dimensioni Dimensioni
Larva 4 mm Larva 2,5 - 3 mm

Provoca erosioni circolari (diametro 1-2 mm) sui cotiledoni e Provoca erosioni sui semi in germinazione, ipocotile (i cui
Adulto Adulto
sulle foglie giovani bordi anneriscono), cotiledoni e, raramente, sulle foglioline
Danni Danni
Larva Erosioni alle radici (piuttosto rare) Larva Nessuno

Con geodisinfestanti in confettatura o nel solco di semina, Con geodisinfestanti in confettatura o nel solco di semina,
Adulto raramente con trattamenti fogliari (con 2 erosioni con piante Adulto raramente trattamenti fogliari (con 3-4 piante attaccate
a 2 foglie, 4 con piante a 4 foglie) per m2)
Difesa Difesa
Larva Nessuna Larva Nessuna

Prodotti Vedi fig. 5.4 e 7.17 Prodotti Vedi fig. 5.4 e 7.17

Generazioni 1-2 Generazioni 1


per anno per anno

90 91
7. Difesa 7. Difesa

7.2.4 Casside 7.2.5 Cleono

Casside Cleono
Nome Nome
Cassida nobilis e vittata Conorrynchus mendicus Gyll,
scientifico scientifico
Ordine: Coleoptera Ordine: Coleoptera
Classificazione Classificazione
Famiglia: Chrysomelidae Famiglia: Curculionidae

Verde pi o meno scuro Colore nerastro con


Adulto con bande parallele Adulto
squame chiare
verde metallico

Aspetto Aspetto

Colore bianco con


Larva
Larva Verde con processi spinosi capo bruno

Adulto 11-18 mm
Adulto 5-8 mm
Dimensioni
Dimensioni Larva 13-17 mm
Larva 6-8 mm
Adulto Provoca erosioni a mezza luna sui lembi fogliari
Adulto Erosioni fogliari
Danni
Danni Larva
Scava gallerie nel fittone con perdite di peso e scadimenti
Larva Erosioni fogliari qualitativi
Con trattamenti fogliari con erosioni del 10% sulle file ester-
Adulto Trattamenti fogliari sui focolai Adulto
ne
Difesa
Difesa
Larva Trattamenti fogliari sui focolai Larva Nessuna

Prodotti Vedi fig. 7.17 Prodotti Vedi fig. 7.17

Generazioni Generazioni 1
nobilis 1-2, vittata 2-3 per anno
per anno
92 93
7. Difesa 7. Difesa

7.2.6 Elateridi

Linee di lotta al Cleono Elateridi


Al fine di monitorare la comparsa degli adulti opportuno posizionare le trappole lungo Nome
il bordo del campo in direzione del bietolaio dellanno precedente. Agriotes litigiosus - Agriotes sordidus - Agriotes brevis
scientifico
Le trappole sono formate da vasetti in plastica del diametro di circa 20 cm e profonde
altrettanto interrate col bordo a filo terra al fine di consentire la cattura delladulto. Ordine: Coleoptera
Esse devono essere collocate in serie di 5 ogni 50 m, tra loro distanziate di 3 m (fig.7.14),
Classificazione
Famiglia: Elateridae
a partire dallultima decade di marzo.

I trattamenti vanno effettuati solo al superamento della soglia di 2 adulti catturati per
trappola per settimana (rispettando lintervallo di 10-15 giorni tra un trattamento e
laltro).
Adulto Colore rossastro
Alternare limpiego dei prodotti (piretroidi e fosforganici), dando preferenza ai pire-
troidi per i trattamenti iniziali (miscibili anche con i principali diserbanti), mentre
per i trattamenti pi tardivi consigliabile utilizzare i fosforganici in quanto pi per-
sistenti.
Aspetto
Sospendere la difesa dopo la fine di giugno.

Il Regent G granulare in localizzazione alla semina contribuisce a ridurre lentit del


danno causato dagli adulti.
Larva Coriacea, giallo-aranciato

Epoca posizionamento:
verso la fine di marzo
Adulto 9-14 mm
N vasi: 5 ogni 50 m
Dimensioni
Distanza tra vasi: 3 m Larva 20-22 mm
Controllo: ogni 3-4 giorni
Adulto Nessuno
Danni
3m Attacca le radici con erosioni che possono portare a morte le
50 m Larva
giovani piante

Adulto Nessuna
EX BIETOLAIO
Difesa
Larva Con geodisinfestanti in confettatura o nel solco di semina
Fig. 7.14. Trappola e suo posizionamento.

Prodotti Vedi fig. 5.4

Generazioni Generalmente 1 ogni 4 anni


per anno
Nota: foto e dati si riferiscono allAgriotes litigiosus.

94 95
7. Difesa 7. Difesa

7.2.7 Lisso

Elateridi: indicazioni sulla difesa Lisso


Fattori di rischio Nome Lixus junci
Presenza di medicai o prati stabili nellavvicendamento colturale o inerbimento del scientifico
terreno per periodi prolungati (es. set-aside pluriennale).
Ordine: Coleoptera
Elevato contenuto di sostanza organica e abbondante apporto di concimi organici Classificazione
(soprattutto letame). Famiglia: Curculionidae
Cattivo drenaggio, che favorisce il ristagno idrico creando un ambiente ottimale al-
lattivit degli elateridi negli strati pi superficiali del terreno.

Bruno-nero con fascia


Adulto
bianca ai lati

Riempire Per una notte


per circa 1/3 Livello terreno
Sacchetto Aspetto

ca. 20 cm
di retina

Vermiculite
15 cm

(inerte da edilizia)
Colore bianco con capo
Cereali (20 g) Larva nero, fascia color crema
Acqua (3-5 cm) sul protorace
Fori (4 - 5 mm) =10-12 cm
(ca. 3/4 l)

Fig. 7.15. Modalit duso della trappola Kirfmann.


Adulto 8-13 mm
Sistemi di monitoraggio Dimensioni
Lobiettivo quello di ridurre il quantitativo di geodisinfestanti, limitando lintervento Larva 12-14 mm
ai casi di infestazione accertata e in presenza dei fattori di rischio.
Il monitoraggio pu essere effettuato attraverso: Adulto Provoca erosioni a mezza luna sui lembi fogliari
esche di patate: deporre nel terreno 15 tuberi (tagliati in due parti) per ettaro, ad Danni
una profondit di circa 20-25 cm, un mese prima della semina. Dovranno rimanere Larva Scava gallerie nel colletto o nello scapo fiorale
in campo almeno 15 giorni. Soglia: 1 larva/tubero; Generalmente la lotta si esegue sulle bietole da seme alla com-
limpiego di trappole Kirfmann modificate: sono contenitori cilindrici in PVC, prov- Adulto
parsa degli adulti
visti di fori sui lati e sul fondo, al cui interno (per circa 1/3 del volume), viene inserito Difesa
un miscuglio ben inumidito di frumento e vermiculite (fig. 7.15); Utilizzare 10/12 Larva Nessuna
vasi trappola/appezzamento omogeneo (superficie max 2 ha), posizionati alla pro-
fondit di 30-50 cm un mese prima della semina. Dovranno rimanere in campo per Prodotti Vedi fig. 7.17
almeno 10-12 giorni. Soglia: 2 larve/trappola.
Generazioni 1
per anno

96 97
7. Difesa 7. Difesa

7.2.8 Nottue

NOTTUE DEFOGLIATRICI NOTTUE DEFOGLIATRICI


Nome Nome
Autographa gamma Mamestra brassicae
scientifico scientifico
Ordine: Lepidoptera Ordine: Lepidoptera
Classificazione Classificazione
Famiglia: Noctuidae Famiglia: Noctuidae

Farfalla con ali anteriori Farfalla con ali anteriori


castano e tipica macchia grigio e tipica macchia
Adulto Adulto
argentea che imita la argentea reniforme
lettera greca gamma biancastra

Aspetto Aspetto

Colore variabile, dal verde


Verde con linee bianche (stadio giovanile), al noc-
Larva Larva
longitudinali ciola fino a nero (stadio
maturo); linee laterali gialle

Adulto Apertura alare 35-45 mm Adulto Apertura alare 35-50 mm


Dimensioni Dimensioni
Larva 40 mm Larva 40 mm

Adulto Nessuno Adulto Nessuno


Danni Danni
Erosioni fogliari anche molto gravi
Larva Erosioni fogliari (escluse nervature e piccioli) Larva
(escluse nervature e piccioli)

Adulto Nessuno Adulto Nessuno


Difesa Difesa
Larva Trattamenti fogliari (con erosioni del 10-15%) Larva Trattamenti fogliari (con erosioni del 10-15%)

Prodotti Vedi fig. 7.17 Prodotti Vedi fig. 7.17

Generazioni 3-5 Generazioni 1-2


per anno per anno
98 99
7. Difesa 7. Difesa

NOTTUE DEFOGLIATRICI NOTTUE DEFOGLIATRICI


Nome Nome
Mamestra oleracea Spodoptera exigua
scientifico scientifico
Ordine: Lepidoptera Ordine: Lepidoptera
Classificazione Classificazione
Famiglia: Noctuidae Famiglia: Noctuidae

Farfalla con ali anteriori


bruno-rossiccio e tipica Farfalla con ali anteriori
Adulto Adulto grigio chiaro e tipica
macchia che imita
la lettera W macchia circolare giallastra

Aspetto Aspetto

Varia dal verde con linee


laterali gialle sovrastate
Verde o nocciola da bande verde scuro,
Larva con punteggiatura nera al bruno-nero con linee
Larva
simmetrica laterali gialle sovrastate
da bande nere;
affusolata nella parte
anteriore

Adulto Apertura alare 35-45 mm Adulto Apertura alare 27 mm


Dimensioni Dimensioni
Larva 40 mm Larva 25-30 mm

Adulto Nessuno Adulto Nessuno


Danni Erosioni fogliari anche Danni Erosioni fogliari anche molto gravi
Larva molto gravi (escluse Larva
(escluse nervature e piccioli)
nervature e piccioli)

Adulto Nessuno Adulto Nessuno


Difesa Difesa
Larva Trattamenti fogliari (con erosioni del 10-15%) Larva Trattamenti fogliari (con erosioni del 10-15%)

Prodotti Vedi fig. 7.17 Prodotti Vedi fig. 7.17

Generazioni 3-5
Generazioni 3-5
per anno per anno

100 101
7. Difesa 7. Difesa

7.2.9 Attivit biologica dei principali insetticidi

Linee di lotta alle Nottue defogliatrici Insetti controllati


Negli ultimi anni si sono osservati, in misura crescente e sempre pi diffusa nei diversi
Nome Dose
comprensori bieticoli italiani, forti danni a carico dellapparato fogliare provocati da lo Nottue
Afidi Altica Atomaria Cassida Cleono Lisso
Lepidotteri appartenenti alla famiglia dei Nottuidi. La maggior frequenza ed intensit commerciale kg/ha defogliatrici
degli attacchi, unita ad una sempre maggiore difficolt a contenerli, impone un ap- Brigata flo 1 x x x x x x
proccio approfondito della problematica attraverso un esame pi attento delle specie
presenti, della diffusione delle stesse e della strategia di difesa. Contest 0,3 x x x x x x

Piretroidi
Decis Jet 0,8 x x x x
Per impostare un efficace piano di difesa
Hunter 0,35 x x x x x x x
occorre sapere che:
le nottue sono particolarmente sensibili Karate xpress 0,7 x x x x
ai trattamenti nei primi stadi larvali; Klartan 20 EW 0,3 x x x x x x
si alimentano generalmente solo nelle
ore pi fresche della giornata e durante la Nurelle 10 0,5 x x x x x x x
notte (come rivela il nome stesso). Nelle Azition 25 2 x x x x x x
ore pi soleggiate e calde, si rifugiano nei
Dipel HPWP 1 x
primi strati del terreno o in zone protette
come il colletto della pianta; Divutox 1 x x
dal mese di giugno buona norma Fig. 7.16. Beta ha istituito un servizio di monito- Dursban 1 x x x x
controllare le foglie della coltura (al- raggio nottue con rilievi periodici. Costituisce un
meno 2 volte alla settimana) per veri- valido contributo per pianificare tempestivamente Malathion 30% CS 1,5 x x x x
la lotta alle principali nottue della barbabietola
ficare la presenza di larve ed erosioni. (vedi sito www.betaitalia.it - area Servizi). Metasystox R 1 x
La soglia per giustificare un intervento
Metom 2 x x x x

Altri
corrisponde normalmente al raggiungimento del 10-15% di erosione fogliare.
In prossimit del raggiungimento di questa soglia, occorre adottare diverse strategie Pirimor 17,5 1 x
a seconda della specie in questione, ovvero in presenza di: Rogor L 40 1 x x
- Autographa gamma: controllare levolversi del danno prima di un eventuale trattamento;
- Mamestra brassicae: occorre allertarsi per un eventuale trattamento nel breve periodo; Sevin flo 1,5 x x x x
- Spodoptera exigua: occorre trattare al pi presto in quanto, il tempo utile per un inter- Tamaron 2 x x x x x x
vento efficace, assai limitato (ciclo biologico pi breve);
Trebon star 1 x x
importante non trascurare le prime generazioni poich ogni femmina dar origine
a centinaia di individui; Trisan 2 x x x
trattamenti in epoca avanzata, in presenza di popolazioni numerose, nonostante Zolone 1,5 x x
lutilizzazione di prodotti efficaci , possono non risolvere il problema, per la presenza
contemporanea di diversi stadi larvali con differente sensibilit; Decis D 0,5 x
trattare nelle ore pi fresche alla sera o meglio di primo mattino. La presenza dellin- Kohinor plus 1 x x x x x x x
Miscele

setto sulla foglia al momento dellintervento indubbiamente un enorme vantaggio.


Metendox 1,7 x x x x x
Trattamenti con ottimi prodotti ma eseguiti con temperature alte, possono risultare
pressoch inutili; Nurelle D 0,8 x x x x x x x
usare attrezzature in buono stato di manutenzione, data la difficolt a portare il pro- Pyrinex quick 1,3 x x x x
dotto sul bersaglio (larve). Utilizzare volumi d acqua elevati per bagnare pi superfi-
cie. Lefficacia risulta chiaramente maggiore con impianti a flusso daria; N.B.: per le caratteristiche dei prodotti vedi fig. 7.18. Fig. 7.17. Insetticidi pi diffusi
lalternanza dei prodotti a diverso meccanismo di azione importante per limitare ed attivit nei confronti delle
linsorgere di resistenze. principali specie parassite della
bietola.

102 103
7. Difesa 7. Difesa

7.3 Funghi

Gli insetticidi
7.3.1 Cercospora (Cercospora beticola Sacc.)
possibile trovare alternative commerciali sulla base dei principi attivi contenuti (vedi
anche larchivio degli Agrofarmaci al sito www.betaitalia.it). la malattia che causa i maggiori danni alla bieticol-
tura italiana ed a quella europea in generale.
Tox I.S. I paesi pi colpiti sono quelli dellEuropa centro-me-
Prodotto Principi Attivi (1) Formulazione (2)
ridionale come Italia, Francia e Grecia, dove sono ne-
% % cessari molti trattamenti per contrastare linfezione.
SOSPENSIONE
BRIGATA FLO BIFENTRIN 2 CONCENTRATA 7
CONTEST ALFAMETRINA 14,5 Xn N
GRANULI
24 Sintomi
IDRODISPERSIBILI
I primi sintomi, che si manifestano a livello della
Piretroidi

CONCENTRATO
DECIS JET DEL TAMETRINA 1,63 Xi N EMULSIONABILE 3
lamina fogliare delle foglie sviluppate, sono di forma
HUNTER CIFLUTRIN 5 N EMULSIONE ACQUOSA 3
LAMBDA- GRANULI
rotondeggiante, con un bordo marcato tendente al
KARATE XPRESS
CIALOTRINA 2,5 Xn N IDRODISPERSIBILI 7 violaceo, mentre il centro della lesione, con il per-
KLARTAN 20 EW FLUVALINATE 21,4 N EMULSIONE ACQUOSA 7 durare delle condizioni climatiche favorevoli, dif-
CONCENTRATO
NURELLE 10 CIPERMETRINA 10 Xn N EMULSIONABILE 21 ferenzia una colorazione grigiastra. Linfezione pu
AZITION 256 AZINFOS-METILE 25 T+ N POLVERE BAGNABILE 20 interessare anche altre parti epigee della pianta.
CONCENTRATO
DIVUTOX DICLORVOS 45,6 T+ N EMULSIONABILE 7
CONCENTRATO Un periodo umido superiore alle 24 ore consecutive
DURSBAN CLORPIRIFOS 44,53 Xn N 60
EMULSIONABILE
LIQUIDO
rende molto pi importante lazione infettiva del fun-
ROGOR L 40 DIMETOA TO 38 Xn EMULSIONABILE 30 go che aumenta la sua aggressivit allaumentare del-
SOSPENSIONE
SEVIN FLOW CARBARIL 43 Xn N CONCENTRATA 7 la temperatura dellaria, ad esempio, dai 20 ai 25 C.
MALATHION
30% CS
MALATION 30 N
LIQUIDO
MICROINCAPSULATO 20 In queste condizioni si possono differenziare i coni-
METOM L METOMIL 18,4 T+ N LIQUIDO SOLUBILE 10 diofori, organi preposti alla produzione delle spore
Altri

TAMARON METAMIDOFOS 19,5 TN


CONCENTRATO
21
fungine, le quali propagheranno la malattia con lau-
SOLUBILE
LIQUIDO silio di eventi meteorici come piogge e vento e, da
TREBON STAR ETOFENPROX 15 Xi N 14
MICROINCAPSULATO non trascurare, anche mediante contatti occasionali
EMULSIONE
ZOLONE L 34 FOSALONE 33,6 Xn CONCENTRATA 21 con insetti.
BACILLUS T
DIPEL HPWP
SUB, KURSTAKI 6,4 POLVERE BAGNABILE 3
METASYSTOX R
OSSIDEMETON
18,5 Xn
CONCENTRATO
30 Le piccole macchie necrotiche tendono poi a con-
-METILE SOLUBILE
PIRIMOR 17,5 PIRIMICARB 17,5 Xn N
GRANULI
14
fluire in aree pi o meno ampie fino ad interessare
IDRODISPERSIBILI
sempre pi la lamina fogliare che, infine, dissecca
TRISAN TRICLORFON 40 Xn N LIQUIDO SOLUBILE 10
EMULSIONE
assumendo una caratteristica colorazione scura.
KOHINOR PLUS IMIDACLOPRID 7,1 CIFLUTRIN 2,4 N 30
Miscele

CONCENTRATA
CLORPIRI- CONCENTRATO
NURELLE D CIPERMETRINA 4,54 FOS 45,37 Xn N EMULSIONABILE 60 Lapparato fogliare originario finisce per essere com-
DELTA-
PYRINEX QUICK CLORPIRIFOS 22,6 METRINA 0,54 N MICROINCAPSULATO 60 pletamente distrutto e la coltura si presenta molto
sofferente e in grave stress.
(1)= T+ molto tossico, T tossico, Xn nocivo, Xi irritante, N peri- Fig. 7.18. Caratteristiche dei In questa fase colturale e con particolari condizioni
coloso per lambiente, C corrosivo, F facilmente infiammabile, prodotti indicati nella fig. 7.17. di temperatura ed umidit relativa elevata, si inne-
F+ estremamente infiammabile, O comburente.
(2)= intervallo di sicurezza (giorni). sca velocemente il fenomeno del ricaccio fogliare e la
conseguente perdita in zucchero.
104 105
7. Difesa 7. Difesa

Formazione dei conidi


(condizione ottimale: Residui infetti
t = 25-30 C UR = 95-100%) di foglie e colletti

Presenza di macchie necrotiche Presenza di macchie isolate dif- Comparsa di confluenze tra le
isolate. fuse. macchie.
Comparsa
macchie
diametro 2-3 mm
Micelio svernante
nei residui delle
piante infette
Incubazione
varia da 8 a 14 giorni

Penetrazione
attraverso gli stomi
(condizioni climatiche favorevoli:
t > 10 C UR > 65-70%)
in condizioni ottimali:
(t = 25-30 C UR = 95%) Formazione delle prime aree Aumento delle aree necrotiche Occupazione da parte delle
linoculazione si compie necrotichee. per numero e dimensione. aree dellintera pagina fogliare.
in 16-24 ore
Fruttificazione
conidica

Disseminazione conidi
ad opera di acqua e vento

Fig. 7.19. Ciclo biologico di Distruzione dellapparato foglia- Ricaccio fogliare. Fig. 7.20. immagini del decorso
Note: UR = Umidit relativa. Cercospora beticola. re originario. epidemico della cercosporiosi.

106 107
7. Difesa 7. Difesa

Aree e livelli di rischio


Udine
ne La Cercosporiosi presente in tutte le aree bieticole
Pordenone
de one
on italiane ed particolarmente dannosa in quei com-
Treviso
so
prensori dove storicamente la bietola viene coltivata
Bergamo con una certa intensit, come la valle Padana Centro-
Novara
ra Vice
icenza orientale. In queste zone, per ragioni climatiche e di
Milano Brescia Verona Pad ado
dova Venezia
ez
Vercelli
e diffusione dellinoculo, essa trova ambienti molto favo-
Pavia Lodi
Lod
T
Torino Ma va
Manto revoli per il suo sviluppo. Le esperienze acquisite da sva-
Crem
Cremona
Cre Rovigo
igo
Asti Piacen
iaacenza
nza riate strutture di ricerca, maturate in anni di sperimen-
Alessandria
ndria Par
arma Reggio E.
E Fer
errara tazione in campo e di monitoraggi nei vari comprensori,
Modena
dena hanno consentito la suddivisione dei bacini bieticoli
Cuneo Bologna
l
R
Ravenna italiani in 6 aree definite omogenee, sia relativamente
Forl
orl al momento di comparsa della malattia che per il suo
Cesena Ri
Rimini sviluppo (vedi fig. 7.21). Per ciascuna area stato infine Fig. 7.22.a Effetti del controllo
fissato lintervallo ottimale per linizio dei trattamenti e della cercospora sulla Resa Ra-
il numero delle applicazioni che stato stabilito in base dici, Polarizzazione e P.L.V. in
Area Epoca di raccolta e numero di trattamenti due diverse annate di coltiva-
Inizio dei allepoca di raccolta prevista. In presenza di situazioni
e livello zione della coltura (anno 2002:
trattamenti Inizio campagna 20 agosto - 10 settembre - meteorologiche favorevoli alla cercosporiosi consiglia-
di rischio - 20 agosto 10 settembre fine campagna
prove ANB, CNB, Agronomica;
bile iniziare i trattamenti nei primi giorni del periodo anno 2005: prove Beta).
1 18 - 25/6 2 3 4 indicato.
2 22 - 29/6 2 3 4
% Anno 2002
3 26/6 - 03/7 1-2 2-3 3 Danni
140
4 30/6 - 7/7 1 2 3 Le differenze produttive Radici
5 4 - 12/7 1 2 3 (PLV) riscontrate tra bie- 130
Polarizzazione
6 8 - 15/7 1 2 2 tolai correttamente tratta- 120 PLV
ti e inadeguatamente dife- 110
Pistoia Rimini si (numero di trattamenti,
Pesaro 100 Testimone
Lucca Prato epoche e prodotti) sono non trattato
Firenze frequentemente superiori 90
Pisa
Ancona al 10-15% sino a raggiun- 80
Livorno gere livelli del 30-35% in Trattato con la
Arezzo migliore strategia
Siena caso di colture non protet-
rata
Macerata % Anno 2005
te (fig. 7.22a). La compro-
missione parziale o totale 140
Perugia Radici
dellapparto fogliare causa 130
Polarizzazione
Ascoli una riduzione della attivi-
Grosseto Picenoo 120 PLV
t fotosintetica con conse-
110
Viterbo rni
ern
erni
TTern Pescara
es
guente diminuzione della
Rieti L'Aquila produzione di saccarosio, 100 Testimone
non trattato
contribuendo al fenomeno 90
Chieti
della rivegetazione fogliare
80
Fig. 7.21. Aree di rischio cerco- (vedi anche cap. 9 sulla Trattato con la
migliore strategia
spora e loro ubicazione. retrogradazione).
108 109
7. Difesa 7. Difesa

ripetitivo e consecutivo lo stesso principio attivo.


% A.F.A. Dati medi di 2 localit
100
Ci per evitare che, negli anni, possano insorgere
90
ceppi del fungo resistenti al formulato.
80
70 Lotta: variet tolleranti
60 Nella sperimentazione varietale viene valutata la tol-
50 leranza alla cercospora rilevando il comportamento
40 delle singole cultivar in assenza di trattamenti.
30 Ogni anno vengono redatte apposite classifiche di
20 merito sulla tolleranza genetica (media - scarsa -
10 non tollerante) che si possono consultare nel sito
0 Fig. 7.22.b Andamento della www.betaitalia.it o sulle riviste di filiera.
29/7 5/8 12/8 19/8 26/8 cercosporiosi su variet sensibi- Si consiglia di impiegare le variet tolleranti, soprat- Fig. 7.23.b Stadio di grave ritar-
le in aree ad alto rischio negli tutto nei comprensori pi a rischio per estirpazioni do per linizio della difesa.
Date rilievi 2002 2005
anni 2002-2005. tardive applicando, comunque, un adeguato program-
ma di trattamenti.

Lotta: controllo chimico

Avvio dei trattamenti


La strategia di controllo si basa sullapplicazione, non
Endoterapici in miscela
oltre la comparsa delle prime pustole (1 o 2 macchie GRUPPO A
con fungicidi multisito
Defender Combi (1,5 2) o Eminent Star (1,5 2)
isolate per foglia - fig.7.23.a.), dei formulati con mi-
glior attivit e cio a base di Strobilurine e di Triazoli Sphere (0,8)
in miscela (fig. 7.24 Gruppo B) per sfruttare la si- Amistar + Opus (0,5 + 0,5)
nergia dazione dimostrata in questi ultimi anni.
Solamente nelle aree a basso rischio possibile uti- Endoterapici in miscela Amistar + Score 25 EC (0,5 + 0,25)
GRUPPO B
con strobilurine
lizzare la miscela composta da Triazoli ed altri endo-
terapici (fig. 7.24 Gruppi A e C). Amistar (0,5) + Eminent 40 EW (1,25) o Defender (1,1)

Amistar (0,5) + Impact(0,35)


Trattamenti successivi
molto importante mantenere gli intervalli fra i trat- GRUPPO C
Miscela di endoterapici
Spyrale (0,7)
(triazolo + morfolina)
tamenti non superiori a 20 giorni sospendendoli in Fig. 7.23.a Stadio ottimale di in-
funzione dellepoca di raccolta e del periodo di ca- tervento. Eminent 40 EW (2,5) o Defender (2,2)
renza dei prodotti utilizzati.
In alcuni casi di particolare gravit ed in presenza Endoterapici da soli Impact (0,35)
di uno sviluppo fogliare particolarmente esuberante, GRUPPO D (solo per trattamenti
di chiusura) Opus (0,75)
consigliabile un accorciamento dellintervallo tra i
trattamenti. Un aspetto molto importante limpiego Score 25 EC (0,3)
dellalternanza dei prodotti contenenti principi attivi
comuni, utilizzando per due trattamenti successivi i Note Fig. 7.24. Formulati commercia-
diversi gruppi in fig. 7.24. Per le caratteristiche dei prodotti vedi fig. 7.28. li pi diffusi raggruppati per la
infatti buona norma tecnica non impiegare in modo loro diversa attivit biologica.

110 111
7. Difesa 7. Difesa

7.3.2 Software Cercostop 7.3.3 Oidio


[Erysiphe betae (Vaha) Welpzien]
Beta ha messo a punto
uno strumento informati- una malattia presente ovunque si
co molto utile agli opera- coltivi la barbabietola, ma partico-
tori del settore in quanto larmente grave nelle regioni adriati-
consente, una volta inse- che dellItalia centrale e meridionale.
riti i dati relativi allepoca
di estirpo e al comune di Sintomi
appartenenza, di ottene- La malattia si manifesta su coltura
re il numero e le date dei autunnale gi nel mese di maggio e
trattamenti, permettendo su quella primaverile in giugno. Sul-
di scegliere diverse soluzioni tra le combinazioni di le pagine fogliari compare una efflorescenza farinosa
Fig. 7.26.a Comparsa Oidio:
prodotti possibili nel rispetto dellalternanza dei prin- biancastra che dapprima ricopre piccole aree roton- stadio a stella momento otti-
cipi attivi. deggianti, che costituiscono lo stadio a stella (fig. male per linizio della difesa.
7.26.a), che tendono poi rapidamente ad infittire e
ricoprire tutto il lembo fogliare. Le parti colpite per-
dono gradatamente la loro colorazione verde per assu-
mere una tonalit giallastra e disseccare.

Biologia
La conservazione del fungo avviene sotto forma di
micelio durevole sui residui della vegetazione mentre
incerto il ruolo dei cleistoteci, corpuscoli di colore
bruno contenenti gli aschi. Le spore trasportate sul-
le foglie germinano producendo un micelio che in
grado di raggiungere le cellule al di sotto della cutico-
la. In questa fase compaiono le tipiche piccole aree
bianche a forma di stella. In condizioni favorevoli
(optimum: temperature comprese fra il 20 e 30 C
ed umidit elevata) il fungo si moltiplica e si diffonde
rapidamente alle altre piante della coltura.
Le piogge, per leffetto dilavante, ostacolano lo svilup-
po della malattia.
Linfezione tende a raggiungere generalmente la mas-
sima intensit in luglio-agosto per poi regredire pro-
gressivamente in settembre.

Danni
I danni possono assumere livelli di notevole entit a cau-
Fig. 7.25. Schermata ottenuta una volta effettuata lelaborazione. Si
evidenzia la sequenza e la miscela consigliata per i trattamenti in sa della riduzione dellattivit fotosintetica e della mag-
funzione dellarea di coltivazione e dellepoca di estirpo, linterval- gior sensibilit allo stress termico ed idrico delle foglie
lo di sicurezza ed i suggerimenti operativi. colpite incidendo negativamente sulla polarizzazione.
112 113
7. Difesa 7. Difesa

Le perdite in PLV, tra culture trattate


Fungicidi
e non trattate, possono raggiungere li-
velli dellordine del 10-15%. Viene riportata la lista dei formulati commerciali citati per la lotta alloidio e alla cerco-
spora (vedi anche larchivio degli Agrofarmaci al sito www.betaitalia.it).
Lotta
La lotta consiste nella tempestiva appli-
Tox I.S.
cazione di trattamenti chimici a base Prodotto Principi Attivi Formulazione
(1) (2)
di zolfo o prodotti sistemici (Triazoli,
% %
Morfoline, Strobilurine) distribuiti alla
SOSPENSIONE
comparsa dei primi sintomi (stadio a AMISTAR AZOXISTROBIN 23,2 N CONCENTRATA
30
stella) sulle foglie. Nei comprensori ad CONCENTRATO E
BUMPER P PROCLORAZ 34,8 PROPICONAZOLO 7,8 Xi N 7
elevato rischio le infezioni di oidio an- MULSIONABILE
ticipano mediamente di circa due o pi DEFENDER TETRACONAZOLO 4
LIQUIDO
21
Fig. 7.26.b Tipica efflorescenza EMULSIONABILE
settimane quelle della cercosporiosi. Nei programmi di biancastra causata da forte pre- EMULSIONE
lotta opportuno tener conto di questo e, pertanto, per senza Oidio. DEFENDER COMBI CLOROTALONIL 30,7 TETRACONAZOLO 3,28 Xn ACQUOSA
21
un buon controllo della malattia, consigliato utiliz- EMULSIONE
zare nel primo intervento un fungicida a base di zolfo. EMINENT 40 EW TETRACONAZOLO 3,85 Xn OLIO/ACQUA
21
Linizio orientativo previsto per: EMULSIONE
EMINENT STAR CLOROTALONIL 30,7 TETRACONAZOLO 3,28 Xn N 21
Italia meridionale: seconda met di maggio; ACQUOSA
SOSPENSIONE
Italia centrale: prima met di giugno; IMPACT FLUTRIAFOL 11,8 Xn 30
CONCENTRATA
Valle Padana meridionale: seconda e terza decade SOSPENSIONE
di giugno. OPUS EPOXICONAZOLO 11,9 Xn N CONCENTRATA
28
Il proseguimento della lotta va effettuato ad interval- EMULSIONE
SCORE 25 EC DIFECONAZOLO 23,9 N 21
li regolari non superiori a 20 giorni. Nella scelta dei CONCENTRATA

prodotti occorre tener conto della concomitante pre- SPHERE CIPROCONAZOLO 7,3 TRIFLOXISTROBIN 17,2 Xn N
EMULSIONE
21
CONCENTRATA
senza della cercospora:
EMULSIONE
solo Oidio: ripetere il trattamento con prodotti a SPYRALE DIFECONAZOLO 10 FENPROPIDIN 38 Xn N CONCENTRATA
21
base di zolfo;
Oidio e Cercospora (caso pi frequente): utilizzare (1)= T+ molto tossico, T tossico, Xn nocivo, Xi irritante, N peri- Fig. 7.28. Caratteristiche dei
fungicidi attivi su entrambe le malattie (vedi fig. 7.27). coloso per lambiente, C corrosivo, F facilmente infiammabile, prodotti fungicidi.
F+ estremamente infiammabile, O comburente.
(2)= intervallo di sicurezza (giorni).
Prodotti e dosi (l o kg/ha)

OIDIO E CERCOSPORA OIDIO


Spyrale (0,7)
formulati a base di zolfo
Sphere (0,7) micronizzato 80%
(7-8 kg/ha)
Eminent (1,25) o Defender (1,1)+ Amistar (0,5)
Defender Combi (1,5-2) o Eminent Star (1,5-2)
Impact (0,35)+ Amistar (0,5)
Bumper P(1,4) + Amistar (0,5) Fig. 7.27. Prodotti consigliati nel-
la lotta contro lOidio quando
Note presente da solo o in concomi-
Per le caratteristiche dei prodotti vedi fig. 7.28. tanza di cercosporiosi.

114 115
7. Difesa 7. Difesa

7.3.4 Sclerozio sclerozio presentano tutto il corpo ra-


(Sclerotium rolfsii Sacc.) dicale invaso da marciume e pertanto
non sono idonee per la trasformazio-
Tipica malattia dei climi caldo-aridi. In ne industriale. Infatti, il fungo produ-
Italia ne sono maggiormente interes- ce degli enzimi idrolitici che scindono
sati i comprensori meridionali. la molecola del saccarosio in zuccheri
La sua presenza nel centro e nord Ita- semplici (glucosio e fruttosio), deter-
lia sporadica ma in progressivo au- minando un calo significativo della
mento. resa.
Le radici scleroziate rappresentano
Sintomi una pericolosa fonte dinfezione sia se
Normalmente la coltura viene colpita stoccate in cumuli nei campi che una
a sviluppo gi avanzato (fine maggio volta conferite presso gli stabilimenti
inizio giugno). I sintomi si manifesta- di lavorazione.
no, in aree limitate e poi diffuse del campo, con la Fig. 7.29. Effetti dello sclerozio Fig. 7.31. Corpo radicale rico-
comparsa di vistosi appassimenti a carico dellappa- sullapparato fogliare in fase di Lotta perto da muffa miceliale ed in-
sviluppo avanzato. vaso da marciume.
rato fogliare, fino al raggiungimento del completo dis- Attualmente lunica strategia di difesa attuabile per
seccamento (fig. 7.29). contenere questa fitopatia quella agronomica, ap-
La radice si presenta ricoperta da una fitta muffa plicando cio tutte quelle tecniche finalizzate ad ab-
di colore bianco ed aspetto cotonoso (fig. 7.30). Al- bassare il potenziale dinoculo (numero di sclerozi
linterno della massa miceliale si ritrovano gli scle- presenti nel terreno).
rozi (piccoli corpuscoli rotondeggianti, inizialmente Si raccomanda pertanto di:
bianchi e di consistenza molle che successivamente adottare avvicendamenti colturali lunghi, evitando
diventano molto duri e di colore bruno scuro). la successione della bietola ad altre specie sensibi-
li allo sclerozio (carciofo, melone, zucchino, soia,
Condizioni favorevoli allo sviluppo peperone, pomodoro, melanzana, cipolla, girasole,
della malattia erba medica, patata) ma soprattutto evitare il ri-
Lo sviluppo del micelio massimo a stoppio di barbabietola;
temperature comprese tra 25 e 35 C, eliminare o contenere il pi possibile le erbe
mentre scarso o assente del tutto a infestanti ospiti del patogeno: Chenopodium al-
10 e a 40 C. bum, Cicorium intybus, Helminthia echioides,
Il micelio muore a 0 C mentre gli Matricaria camomilla, Sonchus oleraceus, Xan-
sclerozi possono sopravvivere a tem- thium spinosum, Sinapis alba, Medicago litora-
perature inferiore ai -10 C. lis, Polygonum fagopirum, Polygonum hydropi-
Per unottimale crescita del fungo per;
sono richiesti alti valori di umidit del lavorare il terreno in profondit in modo tale da in-
suolo. La sopravvivenza del patogeno terrare gli sclerozi rimasti sulla superficie del suolo;
avviene soprattutto per mezzo degli da met maggio in poi, in annate calde e poco pio-
sclerozi. vose, non irrigare la coltura dove si gi accertata
la manifestazione della malattia;
Fig. 7.30. Radice colpita. Si no-
Danno estirpare la coltura il pi presto possibile quando
tano il micelio bianco cotonoso
I danni sono normalmente di grave entit sia per e gli sclerozi del fungo (ammassi compaiono i primi sintomi dinfezione, per ridurre
lagricoltore che per lindustria. Le piante colpite da circolari) a vari stadi di maturit. al minimo lincidenza della malattia.
116 117
7. Difesa 7. Difesa

7.3.5 Rizoctoniosi che possono essere utilizzate in pre-


Variet Casa Sementiera
(Rhizoctonia solani var. Betae Kuhn) senza accertata della malattia con ri-
HERACLES HILLESHOG
sultati soddisfacenti.
PIXEL DELITZSCH
Pur essendo diffusa in tutte le aree bieticole naziona- Tali materiali (fig. 7.34), che presen-
li, gli attacchi pi frequenti si registrano nei terreni tano anche una discreta tolleranza CLEMENTINA KWS

irrigui della Valle Padana settentrionale. alla cercospora e alla rizomania, sono DAKAR AGRA
indicati per raccolte tardive. PREMIERE STRUBE-DIECKMANN
Sintomi ANACONDA SESVANDERHAVE
Sulle piante giovani compaiono imbrunimenti anula- ZORRO SESVANDERHAVE
ri nella zona del colletto mentre su quelle adulte lim-
brunimento, talvolta unito a fessurazioni, si estende 7.4 Rizomania Fig. 7.34. Variet tolleranti.
anche alla base dei piccioli. (Beet Necrotic Yellow Vein Virus = BNYVV)
Successivamente, pu registrarsi un forte avvizzi-
mento della parte aerea fino ad arrivare alla perdita La malattia, diffusasi a partire dagli anni 60 nei
totale di prodotto. Sul fittone si osserva un marciume comprensori settentrionali, ormai estesa in tutte
pi o meno esteso ed a volte comparire un micelio di le regioni bieticole nazionali (comprese vaste zone
colore bianco-grigiastro. Fig. 7.32. Marcescenza scura su dellarea meridionale a semina autunnale). Questa vi-
radice colpita da Rhizoctonia s. rosi, diffusa da Polymyxa betae (un fungo ubiquitario
Condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia del terreno), potenzialmente molto grave; infatti,
Una cattiva struttura del terreno ed una inadeguata se non vi fosse la disponibilit di genotipi tolleranti
regimazione delle acque sono fonte di possibili rista- (unico mezzo di lotta ed ora ampiamente diffusi nel
gni idrici. mercato), la coltivazione della barbabietola da zuc-
In tale situazione, unitamente al verificarsi di tem- chero sarebbe resa impossibile, a causa della forte in-
perature al di sopra delle medie del periodo, il fungo cidenza sulle produzioni quanti-qualitative.
trova una condizione ottimale per esprimere la mas-
sima aggressivit. Fig. 7.35. Abbondante capillizio ed
imbrunimento fibrovascolare in
Le zoospore infettano Formazione e sviluppo una radice colpita da rizomania.
Danno le cellule radicali e del plasmodio
introducono
ll fungo pu arrecare danni sia nella il virus
fase di plantula procurando fallanze,
che sulle piante adulte a livello del fit-
Produzione di cistosori
tone e con diversi gradi di interessa- (spore resistenti
mento del tessuto. Formazione di e molto longeve)
I danni, nella maggior parte dei casi, zoosporangi

sono limitati a qualche chiazza nel-


lambito degli appezzamenti, ma la
distruzione delle bietole pu essere Zoospore secondarie Cistosori rilasciati
totale se linfezione precoce (fig. Contatto rilasciate nel terreno dalla radice
7.33). delle zoospore marcescente
con i peli radicali
Calore, umidit
Lotta Fig. 7.33. Forte infezione con del suolo e la
I mezzi di lotta chimica non risultano efficaci men- presenza di un ospite
disseccamento dellapparato Zoospore primarie sensibile stimolano Fig. 7.36. Ciclo biologico di
tre esistono alcune variet tolleranti alla rizoctoniosi aereo. il rilascio di zoospore Polymyxa betae.

118 119
7. Difesa 7. Difesa

Sintomi Lotta
Il sintomo principale la prolifera- Lunica possibilit efficace di lotta il ricorso alle
zione abnorme di capillizio radicale variet con tolleranza genetica al patogeno (variet
sul fittone. Inoltre, la radice colpita rizotolleranti, RT), ormai presenti nella totalit del
rimane piccola e presenta talvolta un panorama commerciale per la semina primaverile ed
marcato e netto restringimento nella in buona misura per la semina autunnale (si riman-
parte caudale. da al sito www.betaitalia.it nella sezione inerente alle
Il fittone presenta imbrunimenti fibro- variet dove vengono annualmente pubblicate i geno-
vascolari pi o meno intensi, dovuti tipi pi produttivi in terreni fortemente infettati da
allinvasione dei tessuti da parte del rizomania).
virus.
I sintomi possono interessare anche
lapparato aereo manifestandosi, in pie- 7.5 Barre Irroratrici
na vegetazione nei periodi siccitosi
o durante le ore calde della giornata, La scelta dei principi attivi pi efficaci, i dosaggi da
tramite un rapido appassimento delle impiegare per garantire la migliore efficienza, le epo-
Fig. 7.37. Forte presenza di ri-
foglie. zomania evidenziata da intenso che di intervento pi idonee, rappresentano momen-
Allinizio dellestate inoltre, nei casi pi gravi, le fo- appassimento fogliare. ti decisivi che richiedono elevata professionalit.
glie possono incresparsi leggermente e mostrare delle Non meno importante , al fine di ottenere la massi-
decolorazioni giallastre lungo le nervature. ma efficacia dellintervento irrorante, il corretto uti-
Tali ultimi sintomi descritti non sempre sono pre- lizzo ed il buon funzionamento della barra irroratrice
senti. (vedi paragrafo 7.5.1).

Condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia

Lattivit di Polymyxa betae favorita da: Pressione di


Volume/ha Tipo ugello
unabbondante presenza dacqua nel terreno; esercizio
un drenaggio insufficiente; pre-semina 200 Ventaglio da 2 a 5
una cattiva struttura del suolo;
spostamenti di terreno infetto, da un appezzamento pre-emergenza 200 Ventaglio da 2 a 5
allaltro, per aderenza ad attrezzi agricoli. Diserbo
post-emergenza
200 Ventaglio da 2 a 5
(microdose)
Danni
post-emergenza
Questa infezione estremamente grave in quanto (frazionato)
250-300 Ventaglio da 2 a 5
in grado di causare perdite in saccarosio variabili da
un 30 ad un 80%. primi stadi 200 Ventaglio da 2 a 5
In presenza di malattia i parametri tecnologici e pro- Insetticidi
piena vegetazione > 400 Ventaglio da 2 a 5
duttivi subiscono le seguenti variazioni:
riduzione sensibile della polarizzazione;
Fungicidi piena vegetazione > 400 Ventaglio da 2 a 5
riduzione del peso delle radici;
aumento sensibile del sodio; Nota: lutilizzo di impianti dotati di manica ad aria consente di Fig. 7.38. Parametri utili per un
riduzione dellazoto alfamminico; operare con ottimi risultati con volumi dacqua di 200 l/ha per tutti trattamento con attrezzature stan-
riduzione sensibile della Purezza Sugo Denso. i trattamenti (velocit max 7-8 km/h). dard.

120 121
7. Difesa 7. Difesa

7.5.1 Il servizio di controllo e taratura delle irro-


ratrici Le aziende aderenti dovranno sottoporre le irroratrici a controllo e
Reg. (Ce) 1257/99 taratura entro un anno dalla data di adesione o entro un anno dalla
data di acquisto.
Per applicare una efficiente strategia di difesa ne-
cessario disporre di attrezzature sottoposte a regolare
manutenzione e corretta regolazione. Reg. (Ce) 2200/96 Le aziende aderenti dovranno sottoporre le irroratrici a controllo
LR 28/98 e taratura secondo una tempistica che prevede la completa attua-
Le Regioni si sono mostrate sensibili a questa proble-
LR 28/99 zione del vincolo entro il primo anno di adesione o entro un anno
matica (anche perch collegata allapprovazione della
(concessionari consortili) dalla data di acquisto.
normativa agroambientale prevista dalla legislazione
comunitaria) ed hanno provveduto a creare dei Cen-
tri di Verifica per il controllo e la taratura delle irro- Le aziende aderenti dovranno sottoporre le irroratrici a controllo
LR 28/99
e taratura entro il primo anno dalla prima richiesta di concessione
ratrici il cui funzionamento stato opportunamente (concessionari singoli)
del marchio o entro un anno dalla data di acquisto
disciplinato.

Il Programma interregionale Agricoltura e qualit Fig. 7.39. Sistemi produttivi con


lobbligo di controllo e taratura
alla Misura 4 prevede che le fasi di controllo da svol- delle irroratrici in Emilia-Roma-
gere sono relative ai seguenti punti: gna e tempistica delle verifiche.

stato di usura degli ugelli;


requisiti e stato di usura del manometro;
funzionalit degli antigoccia;
La validit dellattestato di conformit differenziata in funzione del tipo di utilizzo cui destinata
funzionalit e corretto dimensionamento del siste-
lirroratrice:
ma filtrante;
5 anni per tutte le attrezzature destinate ad uso aziendale;
tenuta di tubazioni e raccordi; 2 anni per le attrezzature destinate ad attivit in conto terzi.
regolatori di pressione;
assetto della barra;
uniformit distributiva; Per le irroratrici nuove destinate ad uso aziendale, che sono tarate al momento della prima vendita,
perdite di carico; potranno avvalersi di un attestato di conformit con una validit di 6 anni.

da effettuarsi dopo aver intervistato loperatore che Per quanto riguarda il collaudo allacquisto si precisa che:
stabilisce quali sono i soggetti che devono obbliga- esso potr essere eseguito solo dai centri di controllo autorizzati;
sar considerato valido solo a condizione che tra la data di acquisto e quella del collaudo non
toriamente avvalersi di tale servizio (fig. 7.39) e con
intercorra un tempo superiore ai 60 giorni;
quale cadenza (fig. 7.40). la macchina nuova dovr essere testata entro 12 mesi qualora non venga eseguito il collaudo
allacquisto secondo la tempistica sopra richiamata;
il controllo alla vendita dovr essere eseguito nellambito di una normale sessione di collaudo
alla presenza dellagricoltore e accoppiando lirroratrice alla trattrice aziendale utilizzata per i
trattamenti fitosanitari, come previsto dalla delibera regionale 1202/99.

Tutte le irroratrici con scadenza del certificato successiva al 31 marzo possono beneficiare di una
proroga fino al 31 dicembre.

Fig. 7.40. Norme per le aziende


agricole in Emilia-Romagna.

122 123
7. Difesa 7. Difesa

7.5.2 Alcuni suggerimenti per la taratura delle


irroratrici Tipo di Pressione l/min Litri erogati per ha (**)
ugello di utilizzo
(bar)
(*) 6 km/h 7 km/h 8 km/h 9 km/h 10 km/h 12 km/h
Si riportano alcuni suggerimenti per tutti coloro che, 2 0,32 64,0 54,9 48,0 42,7 38,4 32,0
pur non essendone vincolati dalla normativa, sono 3 0,39 78,0 66,9 58,5 52,0 46,8 39,0
interessati a tarare le proprie irroratrici senza avva- 11001
4 0,45 90,0 77,1 67,5 60,0 54,0 45,0
lersi di un servizio esterno. 5 0,50 100,0 85,7 75,0 66,7 60,0 50,0
2 0,48 96,0 82,3 72,0 64,0 57,6 48,0
bene tenere presente che, al fine di utilizzare corret- 3 0,59 118,0 101,0 88,5 78,7 70,8 59,0
tamente le formule sotto indicate, buona norma: 110015
4 0,68 136,0 117,0 102,0 90,7 81,6 68,0
1. conservare qualche ugello nuovo per confrontarne 5 0,76 152,0 130,0 114,0 101,0 91,2 76,0
la portata con la media di quelli usati. Se la diffe- 2 0,65 130,0 111,0 97,5 86,7 78,0 65,0
renza arriva al 10% consigliabile la sostituzione 3 0,79 158,0 135,0 119,0 105,0 94,8 79,0
di tutta la serie; 11002
4 0,91 182,0 156,0 137,0 121,0 109,0 91,0
2. tenere sotto controllo, onde evitare irrorazioni dif-
5 1,02 204,0 175,0 153,0 136,0 122,0 102,0
formi, le medie delle distribuzioni nei vari settori
2 0,81 162,0 139,0 122,0 108,0 97,2 81,0
della barra che devono essere pressoch uguali (
3 0,99 198,0 170,0 149,0 132,0 119,0 99,0
tollerabile uno scarto massimo del 10%). 110025
4 1,14 228,0 195,0 171,0 152,0 137,0 114,0
5 1,28 256,0 219,0 192,0 171,0 154,0 128,0
Le aziende che aderiscono ai Disciplinari di Produ-
2 0,96 192,0 165,0 144,0 128,0 115,0 96,0
zione o che usufruiscono di altri benefici pubblici
3 1,18 236,0 202,0 177,0 157,0 142,0 118,0
hanno generalmente lobbligo del controllo periodi- 11003
4 1,36 272,0 233,0 204,0 181,0 163,0 136,0
co della barra irroratrice presso centri accreditati.
5 1,52 304,0 261,0 228,0 203,0 182,0 152,0
2 1,29 258,0 221,0 194,0 172,0 155,0 129,0
3 1,58 316,0 271,0 237,0 211,0 190,0 158,0
11004
4 1,82 364,0 312,0 273,0 243,0 218,0 182,0
5 2,04 408,0 350,0 306,0 272,0 245,0 204,0
Velocit di avanzamento (km/h) K = 360
T 2 1,61 322,0 276,0 242,0 215,0 193,0 161,0
3 1,97 394,0 338,0 296,0 263,0 236,0 197,0
11005
4 2,27 454,0 389,0 341,0 303,0 272,0 227,0
Portata degli ugelli (l/min) Q = I* K* V*
600 5 2,54 508,0 435,0 381,0 339,0 305,0 254,0
2 1,94 388,0 333,0 291,0 259,0 233,0 194,0
3 2,37 474,0 406,0 356,0 316,0 284,0 237,0
Volume dacqua (l/ha) V = Q* 600 11006
I* K 4 2,74 548,0 470,0 411,0 365,0 329,0 274,0
5 3,06 612,0 525,0 459,0 408,0 367,0 306,0
Volume dacqua (l/ha) 2 2,58 516,0 442,0 387,0 344,0 310,0 258,0
V = Q* 600
per trattamenti in localizzazione W* K 3 3,16 632,0 542,0 474,0 421,0 379,0 316,0
11008
4 3,65 730,0 626,0 548,0 487,0 438,0 365,0
5 4,08 816,0 699,0 612,0 544,0 490,0 408,0
T = tempo impiegato (in secondi) per percorrere 100 metri.
W = larghezza (in metri) della banda trattata di un ugello durante Nota Fig. 7.42. Parametri utili per una
la semina. (*) litri erogati per ugello al minuto. corretta taratura delle attrezza-
I = interasse degli ugelli, cio la distanza in metri tra i vari ugelli. (**) interasse tra gli ugelli di 50 cm. ture irroranti.

124 125
8
7. Difesa

Irrigazione

Tra le pratiche colturali lirrigazione


quella in grado di assicurare elevate
produzioni e costanza di risultati in
tutti i bacini bieticoli e nelle diverse
annate agrarie. I risultati sperimentali
conseguiti da Beta confermano la con-
venienza dellirrigazione intesa come
normale pratica di coltivazione. Lin-
cidenza degli interventi irrigui, sul to-
tale dei costi diretti di coltivazione, si
aggira mediamente attorno all8-11%.
Tale percentuale pu tuttavia aumen-
tare (fino a raggiungere il 15% e oltre)
in funzione del numero di interventi
effettuati e dei volumi effettivamente
distribuiti (vedi cap. 12, fig. 12.3). Nel
corso della stagione irrigua i parametri
climatici (piogge, temperature, ventosit, ecc.) e le ca- Fig. 8.1. Irrigatore a getto sin-
golo.
ratteristiche idriche e pedologiche dei terreni (tessitu-
ra e presenza di falda freatica superficiale) influenzano
il consumo dacqua della barbabietola ed il deficit ir-
riguo. Tali variabili. pertanto, dovranno essere la base
di riferimento per impostare un corretto programma
irriguo aziendale. La tecnica irrigua richiede, inoltre,
una pianificazione articolata in quanto:
interessa aspetti organizzativi e logistici a livello
aziendale;
intimamente legata a parametri climatici, agrono-
mici ed economici;
utilizza lacqua, bene prezioso non solo per il com-
parto agricolo, ma anche sotto il profilo sociale, in-
dustriale ed ambientale.
126 127
8. Irrigazione 8. Irrigazione

Sono quindi necessarie procedure in grado di com-


MPa pF Fig. 8.2. Curva di ritenzione
misurare i consumi dacqua alle reali esigenze della
idrica con indicazione dei
pianta per evitare sprechi nelle risorse idriche e con- -1000 7 principali parametri idrologi-
tenere i costi. ci espressi in % umidit/peso
Pertanto, lapproccio allirrigazione pu essere svi- -100 6 secco terreno (asse x) e po-
luppato analizzando i tre seguenti aspetti: tenziale matriciale in Mpa e
-10 5 pF (logaritmo decimale del
quanto irrigare (determinazione del volume dac- potenziale matriciale) (asse y)
qua per intervento - par. 8.1); -1.5 4.2
-1.0 4 di un terreno di media granu-
quando irrigare (individuazione del momento in lometria.
cui intervenire - par. 8.2); -0.1 3
come irrigare (pregi, difetti e caratteristiche dei di-
versi metodi irrigui - par. 8.3). -0.01 2.5

-0.001 1
Umidit (% del peso secco)
8.1 Quanto irrigare -0.0001 0
(determinazione del volume di adacquamento) 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45

Il terreno agrario, nella determinazione del volume a.n.d a.d a.p


di adacquamento, assume la funzione di serbatoio di
acqua. In esso lacqua presente: CI CA CC CIM
allo stato liquido, con sali in soluzione, soggetta a
continui spostamenti - soluzione circolante;
Capacit Idrica Massima (CIM): quantit massima di acqua contenuta in un terreno (terreno saturo).
adsorbita ai colloidi argillosi ed organici del terreno
- acqua igroscopica; Capacit Idrica di Campo (CIC o CC): acqua trattenuta dal terreno dopo che stata rapidamente
trattenuta nei pori per capillarit; persa in profondit la frazione gravitazionale o acqua di percolazione (a.p.), non trattenuta dai col-
allinterno della matrice solida, come componente loidi del terreno.
strutturale della stessa (acqua igroscopica, di cri-
Coefficiente di Avvizzimento (CA) o Punto di Appassimento (PA): punto oltre il quale le piante non
stallizzazione, di legame).
riescono pi ad assorbire lacqua ancora presente nel suolo, appassiscono e muoiono (avvizzimento).
Ogni terreno ha una propria curva di ritenzione
idrica che rappresenta la relazione tra potenzia- Acqua Disponibile (a.d.): frazione di acqua compresa tra la capacit idrica di campo ed il punto di
le matriciale e umidit del terreno, ossia la sua appassimento permanente. Rappresenta lacqua utilizzabile dalla pianta.
capacit di trattenere acqua. Questa funzione
importante per definire alcuni parametri idrologi- Acqua Non Disponibile (a.n.d): frazione dacqua che resiste alla forza di suzione delle piante com-
ci (fig. 8.2). presa tra CA e CI (Coefficiente Igroscopico).

Riserva Idrica Facilmente Utilizzabile (RIFU): la prima frazione di acqua disponibile.


La Riserva Idrica Facilmente Utilizzabile - RIFU - as- Da dati sperimentali, per la bietola, corrisponde a circa il 50% della.d.. In questo intervallo di umi-
sume un importanza rilevante in quanto rappresenta dit del terreno, le spese energetiche sostenute dalla pianta per lapprovvigionamento dellacqua
lintervallo di umidit in cui le piante si sviluppano in non hanno ripercussioni negative sul proprio sviluppo. La pianta, infatti, per assorbire acqua deve
maniera ottimale. Per assicurare una crescita conti- compiere uno sforzo energetico tanto maggiore quanto pi si riduce lumidit del terreno.
La RIFU varia in relazione alla profondit di terreno considerata (quello maggiormente esplorato
nua, lacqua nel terreno dovrebbe oscillare tra la ca-
dalle radici attorno a 40-50 cm) ed alla sua composizione (cresce passando dai terreni sabbiosi a
pacit di campo - CIC - ed il 50% dellacqua disponi- quelli argillosi).
bile che corrisponde alla RIFU. disponibile una procedura on-line sul sito (www.betaitalia.it) per il calcolo della RIFU.
Da quanto esposto consegue che:
128 129
8. Irrigazione 8. Irrigazione

CIC PA AD RIFU RIFU


Capacit idrica massima Tipo Terreno (mm) (1) (mm) (1) (mm) (1) (mm) (1) (m3/ha) (1)
(CIM)
Sabbioso 92,3 41,5 50,8 25,4 254
Acqua di percolazione
Capacit idrica di campo
(a.p.) Medio impasto 160,1 76,2 83,9 41,9 419

Volume di acqua nel suolo saturato


(CC o CIC)
Argilloso 199,9 97 102,8 51,4 514
Riserva idrica facilmente

Volume di acqua alla CIC


50% AD Nota: (1) Considerando uno strato di terreno di 0,45 m. Fig. 8.4. Volumi di adacqua-
utilizzabile (RIFU)
mento per 3 differenti tipologie
Acqua disponibile di terreno.
(a.d.) A titolo di esempio, in fig. 8.4, sono indicati i volumi
dadacquamento (VA = RIFU) per 3 differenti tipolo-
gie di terreno, calcolati alla profondit di 0,45 m.
Nei terreni bieticoli della Valle Padana si pu consi-
Coefficente di appassimento
(CA) derare, con buona approssimazione, un volume ir-
Acqua non disponibile riguo di 1 mm per ogni cm di profondit di terreno
(a.n.d.) (45 cm di profondit = 45 mm di irrigazione).

una volta esaurita la RIFU occorre intervenire con Fig. 8.3. Schema illustrativo del-
lirrigazione; la ripartizione dellacqua nel 8.2 Quando irrigare
terreno. (individuazione del momento dellintervento)
la quantit di acqua da distribuire corrisponde al
valore della RIFU che riporta il terreno alla CIC.
Il momento in cui irrigare si pu determinare attra-
la determinazione della RIFU coincide quindi con il
verso diversi sistemi.
volume dadacquamento (VA), ossia il volume per
Fisiologici (sulla pianta): lo stato idrico della pian-
singolo intervento irriguo.
ta si pu valutare con la misura del contenuto di
Sotto laspetto pratico, conoscendo la composizione Fig. 8.5. Sistema fisiologico:
acqua dei tessuti vegetali, del potenziale idrico del- termometro ad infrarossi per la
di un terreno (percentuale di sabbia, limo e argilla)
le foglie, della resistenza o conduttanza stomatica, determinazione della tempe-
possibile calcolare il valore della RIFU ed il corri- ratura radiativa fogliare (fonte
della temperatura radiativa fogliare.
spondente volume dadacquamento (VA). AIMCRA).
Idropedologici (nel terreno): la mi-
sura dellumidit nel suolo pu es-
Le formule sono le seguenti:
sere determinata con diversi metodi
(gravimetrico, tensiometrico, TDR,
VA = CIC - CA (con valori espressi in mm); elettrometrico, termalizzazione neu-
2
CIC e CA = valori di umidit alla Capacit Idrica di Campo ed al Coefficiente dAppassimento tronica, psicrometrico) la cui attendi-
espressi in mm. bilit dipende dalla variabilit spazia-
le del contenuto idrico nel terreno;
VA = h x Ps x CIC - CA x 100 (in mm/ha) Agrometeorologici (sistema terre-
2 x 100
dove: no/pianta): con la realizzazione di
h = profondit del terreno maggiormente esplorata dalle radici (0,4-0,5 m); un bilancio idrico (modelli di simu-
Ps = peso specifico apparente del terreno espresso in t/m3; lazione).
CIC e CA = valori di umidit alla Capacit Idrica di Campo ed al Coefficiente dAppassimento Questo metodo uno dei pi usati per determinare il Fig. 8.6. Sistema idropedologico:
espressi in % del peso della terra secca determinato con analisi di laboratorio o attraverso fun- watermark per la misurazione
momento in cui irrigare. Sotto il profilo pratico consi- dellumidit del terreno (elettro-
zioni di pedotrasferimento.
dera terreno e pianta come un unico sistema integrato metrico).

130 131
8. Irrigazione 8. Irrigazione

e realizza un bilancio tra le entrate e le uscite di acqua Uno dei primi metodi utilizzati per determinare lET
dal sistema. stata la vasca evaporimetrica (vedi Foto 8.8) nella
quale si misura direttamente levaporazione dal pelo
Le entrate sono rappresentate da: libero dellacqua e tramite un coefficiente di vasca si
piogge utili, cio quelle fino al limite della CIC; ottiene levapotraspirazione di riferimento (ETo).
apporti da falda per risalita capillare; Oggi lETo calcolata attraverso funzioni matemati-
irrigazioni; che (Penman-Monteith, ecc.) che prendono in esame
diversi parametri climatici a loro volta misurati con
le uscite sono rappresentate da: stazioni meteorologiche automatiche (temperatura,
perdite per ruscellamento superficiale; umidit, ventosit, radiazione solare, altitudine, ecc.).
perdite per percolazione profonda; Distinguiamo unevapotraspirazione di riferimento
evaporazione diretta dal terreno; (Eto) che rappresenta la potenzialit evapotraspira-
traspirazione dalla pianta. tiva dellambiente, unevapotraspirazione coltura-
le (Etc), collegata con la precedente attraverso un
IL BILANCIO IDRICO
BILANCIO IDRICO: Eto: rappresenta la quantit dacqua dispersa nellatmosfera, at-
Traspirazione Piogge e ET + (PR + PP) P AF = I traverso i processi di evaporazione del suolo e traspirazione del-
irrigazione
dove: le piante, da un prato (Lolium perenne L. o Festuca arundinacea)
ET = Evapotraspirazione i cui processi di crescita e produzione non sono limitati dalla
Ruscellamento P = Piogge disponibilit idrica o da altri fattori di stress.
I = Irrigazioni
AF = Apporti di falda Etc: rappresenta la quantit dacqua dispersa nellatmosfera,
Evaporazione
Zona mag- PR= Perdite per ruscellamento
Risalita giormente attraverso i processi di evaporazione del suolo e traspirazione
PP = Perdite per percolazione delle piante, da una specifica coltura di ampia estensione, i cui
capillare esplorata
processi di crescita e produzione non sono limitati dalla disponi- Fig. 8.8. Vasca evaporimetrica.
dalle radici
bilit idrica, da carenze nutrizionali o da stress biotici.

Percolazione Fig. 8.7. Sistema agrometeorolo- Kc: coefficiente colturale, rapporto fra lEtc e lEto, determina-
gico: schema di bilancio idrico. to sperimentalmente per ciascuna coltura, variabile in funzione
della fase fenologica.

Kc = ETc
Partendo da un terreno alla Capacit Idrica di Campo ETo
(CIC) si dovrebbe intervenire con lrrigazione quan-
do la sommatoria dellevapotraspirazione giornaliera Ete: nelle condizioni reali di campo e in un qualsiasi momento
al netto degli apporti naturali (pioggia utile pi appor- del ciclo di crescita, la disponibilit di acqua per le piante non
illimitata ma soggetta, per diverse ragioni, a restrizioni che la
ti di falda) pari alla Riserva Idrica Facilmente Uti-
rendono inferiore a quella su cui si basano i concetti di Eto e di
lizzabile (RIFU) dello strato di terreno maggiormente Etc. Di conseguenza, lintensit del flusso evapotraspirativo reale
esplorato dalla radice (40-50 cm), somministrando di una coltura, di solito inferiore a quella massima, e quindi:
un volume di adacquamento pari alla RIFU. Cos ope-
rando con lintervento irriguo si riporta tale strato di ETe < ETc
terreno alla CIC e il bilancio si azzera. LEte rrappresenta levapotraspirazione di una determinata col-
In un terreno pianeggiante le perdite sono dovute pre- tura nelle condizioni meteorologiche, fisiologiche e colturali rea-
valentemente ad evaporazione e traspirazione rias- li e si relaziona con lEtc attraverso un coefficiente di deficit Kd,
determinato attraverso opportune prove sperimentali. Fig. 8.9. Stazione meteorologi-
sunte in ununica voce: evapotraspirazione (ET). ca automatica.

132 133
8. Irrigazione 8. Irrigazione

coefficiente colturale (Kc) variabile in funzione dello


stadio di sviluppo della pianta (fenologia), ed uneva- Coefficiente colturale autunnale
potraspirazione effettiva (Ete), che considera una 1,2
riduzione dellevapotraspirazione da parte della pian-
ta, nelle reali condizioni di coltivazioni (collegata con 1,0
ETc attraverso il coefficiente di deficit idrico Kd).
0,8
Per la barbabietola sono state individuate due curve Stadio fenologico Kc
per il coefficiente colturale (Kc), una per la coltura

Kc
0,6 Semina emergenza 0.25
primaverile ed una per quella autunnale (fig. 8.10 - 6 foglie vere 0.30
8.11). In entrambi i casi, si preferito adattare una Chiusura sulla fila 0.40
0,4 60% copertura terreno 0.60
funzione che permetta significativi risparmi idrici Max copertura 0.90
rispetto a quanto indicato dalla bibliografia interna- 0,2 15 gg dopo max copert. 1.00
zionale (FAO Irrigation and Drainage Paper n.56, 30 gg dopo max copert. 0.90
Fonte Consorzio di Bonifica della Capitanata
1998). 0,0
14- 1- 16- 31- 15- 30- 15- 30- 14- 29- 14- 29-
Nellambito delle entrate, lapporto idrico della fal- feb mar mar mar apr apr mag mag giu giu lug lug
da freatica un parametro molto difficile da stimare,
tuttavia quando la falda superficiale contribuisce in
Fig. 8.11. Relazione tra coefficiente colturale di AcquaFacile e stadio fenologico della barbabietola a
misura significativa al soddisfacimento delle esigenze semina autunnale.
idriche della coltura.

Coefficiente colturale primaverile 100

1,4 90
80

% di contributo allETo
1,2
70
1,0 60
50
0,8
Kc

40
0,6 30
20
0,4
AF FAO, 1998 10
0,2
0
80 90 100 110 120 130 140 150 160 170 180 190 200 210 220
0,0
31- 15- 30- 15- 30- 14- 29- 14- 29- 13- 28- 12- 27- Prof. di falda in cm
mar apr apr mag mag giu giu lug lug ago ago set set
argilloso medio impasto sabbioso

Fig. 8.10. Coefficienti colturali (Kc) in funzione dello stadio di accrescimento della barbabietola a se-
mina primaverile. In rosso il Kc indicato dalla FAO, in blu quello impiegato dal software AcquaFacile Fig. 8.12. Stima dellapporto della falda freatica in relazione alla sua profondit dal piano di campagna
(par. 8.3) . (fonte C.E.R.).

134 135
8. Irrigazione 8. Irrigazione

Il Servizio Agroambientale del Canale Emiliano Ro- e quindi pi impegno per il suo aggiornamento e la
magnolo (C.E.R.) ha individuato una funzione per la sua manutenzione.
stima di tale apporto (fig. 8.12); inoltre collegandosi
al sito www.gias.net disponibile una cartina inte-
rattiva, per la Regione Emilia Romagna, con il livello
della falda nei diversi comprensori regionali.

8.3 Software Acquafacile


La moderna tecnica irri-
gua gestisce a livello auto-
matico i concetti analiz-
zati nei punti precedenti,
utilizzando appositi sof-
tware in grado di guidare
lirrigazione.
Il software AcquaFacile
Plus stato appositamen-
te realizzato da Beta per
lirrigazione della barba- Fig. 8.14. Inserimento dati: gli
input in modalit automati-
bietola da zucchero, ed stato distribuito a tecnici e ca sono la profondit falda, le
bieticoltori. piogge e le irrigazioni.
Questo programma in
grado di funzionare con
linserimento di pochi dati
nellarco dellintera sta-
gione irrigua e fornisce le
indicazioni per prepararsi
ed effettuare le irrigazioni
sulla coltura.
Il programma lavora su
due livelli, uno defini-
to standard, in cui,
attraverso linserimento
di pochi dati (precipita-
zioni, falda) e sfruttando
i numerosi automatismi,
in grado di seguire le
esigenze idriche della coltura. Fig. 8.13. Maschera iniziale: gli
input richiesti sono lepoca di Fig. 8.15. Report finale: gli out-
Laltro livello, per utenti esperti, permette una com- semina della coltura, il volume put sono il deficit idrico progres-
pleta personalizzazione dellirrigazione ma, per con- irriguo e lefficienza dellim- sivo e le indicazioni per attuare
tro, richiede un maggiore numero di input giornalieri pianto. lirrigazione.

136 137
8. Irrigazione 8. Irrigazione

8.4 Indicazioni operative maggio giugno luglio


I bacini bieticoli italiani sono caratterizzati da un cli- 1 quind. 2 quind. 1 quind. 2 quind. 1 quind. 2 quind.
ma che varia da zona a zona e nelle diverse annate ANCONA 16,7 18,1 26,2 22,1 23,1 11,3
agrarie. Unanalisi storica a livello di comprensori BOLOGNA 30,0 24,5 23,1 21,1 21,5 18,5
sui fabbisogni idrici della coltura costituisce un rife- FERRARA 29,2 19,8 25,6 20,9 35,9 25,8
rimento per predisporre dei modelli previsionali di PADOVA 35,0 27,2 28,7 16,9 46,0 31,0
carattere generale. Il fabbisogno idrico - evapotraspi-
PARMA 35,1 23,8 23,0 19,3 34,5 18,8
rato colturale - della barbabietola da zucchero deter-
FOGGIA (1) 16,9 11,8 23,4 11,3 15,5 26,9
minato nel periodo maggio-luglio in alcune province
italiane, illustrato in fig. 8.15. Nota: (1) barbabietola a semina autunnale. Fig. 8.16. Precipitazioni (mm
La coltura presenta lo stesso fabbisogno idrico nelle di pioggia) rilevate in alcune
province del centro-nord Italia, mentre nella provin- province bieticole italiane pe-
riodo 1999-2005. Fonte UCEA,
elaborazione Beta.

maggio giugno luglio


maggio giugno luglio
1 quind. 2 quind. 1 quind. 2 quind. 1 quind. 2 quind.
1 quind. 2 quind. 1 quind. 2 quind. 1 quind. 2 quind.
falda falda a falda falda a falda falda a falda falda a
assente 150 cm assente 150 cm assente 150 cm assente 150 cm falda falda a falda falda a falda falda a falda falda a
assente 150 cm assente 150 cm assente 150 cm assente 150 cm
ANCONA 30,9 49,6 61,0 33,8 73,2 40,6 75,6 41,9 78,8 43,7
ANCONA 14,2 31,5 34,8 7,6 51,1 18,5 52,5 18,8 67,5 32,4
BOLOGNA 31,4 52,1 62,7 34,8 75,5 41,8 76,9 42,6 81,4 45,1
BOLOGNA 1,4 27,6 39,6 11,7 54,4 20,7 55,4 21,1 62,9 26,6
FERRARA 31,4 52,1 62,7 34,8 75,5 41,8 76,9 42,6 81,4 45,1
FERRARA 2,2 32,3 37,1 9,2 54,6 20,9 41,0 6,7 55,6 19,3
PADOVA 31,5 53,0 63,3 35,1 75,8 42,0 77,4 42,9 82,6 45,8
PADOVA -3,5 25,8 34,6 6,4 58,9 25,1 31,4 -3,1 51,6 14,8
PARMA 32,1 54,3 65,4 36,3 79,0 43,8 79,4 44,0 84,6 46,9
PARMA -3,0 30,5 42,4 13,3 59,7 24,5 44,9 9,5 65,8 28,1
FOGGIA (1) 54,2 71,1 78,3 86,2 88,1 85,5
FOGGIA (1) 37,3 59,3 54,9 74,9 72,6 58,6
Nota: (1) barbabietola a semina autunnale. Fig. 8.15. Valori di evapotraspi- Nota: (1) barbabietola a semina autunnale. Fig. 8.17. Esigenze irrigue al
rato colturale (mm di ETc) in al-
netto delle piogge (mm) in al-
cune province bieticole italiane
cune province bieticole italiane
cia di Foggia (sud Italia) evidenzia unesigenza irrigua nel periodo 1999-2005. Fonte del contributo di una falda con profondit media di nel periodo 1999-2005. Fonte
maggiore a causa sia della latitudine sia, soprattutto, UCEA, elaborazione Beta. 150 cm, si attesta sui 35-45 mm ogni quindici giorni. UCEA, elaborazione Beta.
del ciclo di coltivazione a semina autunnale. Leffetto falda non viene preso in considerazione
Nella coltura a semina primaverile, in assenza di fal- nel mese di maggio perch lapparato radicale non
da, il fabbisogno irriguo nella prima quindicina di ancora sufficientemente sviluppato.
maggio attorno a 30 mm, nella seconda 50 mm e, Lanalisi evidenzia come dalla seconda met del mese
successivamente, tra giugno e luglio, la coltura con- di maggio, la barbabietola necessiti di un apporto
suma da 60 a 80 mm di acqua ogni quindici giorni. La idrico, indipendentemente dalla profondit della
falda freatica, quando presente, fornisce una parte di falda freatica.
questo fabbisogno, tanto maggiore quanto pi su- Le piogge registrate nel periodo maggio-luglio, nelle
perficiale, ossia quanto pi vicina alla superficie del stesse province della tabella precedente, sono indi-
terreno (vedi fig. 8.12). cate nella fig. 8.16. Esse soddisfano solo una parte
Nella simulazione in tabella 8.15, il fabbisogno irri- del fabbisogno idrico della coltura; il restante deficit
guo della coltura nel periodo giugno-luglio, al netto dovr essere compensato con lirrigazione.
138 139
8. Irrigazione 8. Irrigazione

della coltura autunnale, sono consigliati 2 interventi


estirpo dal a maggio e uno o due in giugno in funzione dellepo-
15/8
ca di raccolta prevista, consigliando una sospensione
dellirrigazione 20-25 giorni prima della raccolta.
La schema a carattere orientativo degli interventi ir-
rigui, elaborato sulla base dei dati storici presentati,
estirpo dal illustrato nella fig. 8.18.
15/8 Una corretta gestione della pratica irrigua richiede,
comunque, un monitoraggio in tempo reale dei fab-
bisogni irrigui della coltura, data lampia variabilit
geografica e stagionale delle precipitazioni atmosferi-
estirpo dal estirpo dal che e linfluenza della falda freatica.
25/6 15/7

8.5 Impianti di irrigazione


8.5.1 Macchina semovente (rotolone)
Fig. 8.18. Schema orientativo
con irrigatore singolo
degli interventi irrigui.
La fig. 8.17 evidenzia il fabbisogno irriguo della bieto- Descrizione
la al netto delle piogge. Impianto irriguo mobile per aspersio-
Nelle province caratterizzate da coltura primaverile, ne, composto da un tamburo avvolgi
viene evidenziata la necessit di un primo interven- tubo e da un carrello porta irrigatore.
to irriguo alla fine di maggio. Questo un momento Il meccanismo di funzionamento pi
critico per la coltura e, in assenza di piogge superiori diffuso dato dalla pressione dellac-
alla media storica, occorre realizzare la prima irriga- qua che, azionando una turbina, con-
zione. Nel mese di giugno le esigenze irrigue sono in- sente il riavvolgimento del tubo.
fluenzate dalla falda freatica. In sua assenza, il fabbi-
sogno mensile soddisfatto da due interventi irrigui Caratteristiche
mentre, in presenza di falda, le esigenze si riducono. tubo in polietilene di lunghezza
Nel mese di luglio sufficiente un intervento irriguo (110-750 m) e diametro variabile Fig. 8.19. Irrigatore singolo (can-
nella prima decade, dopodich gi possibile sospen- (40-150 mm); none).
dere lirrigazione negli appezzamenti destinati ad capacit di lavoro oscillante tra i 0,5 e i 7 ettari per
estirpi di agosto. Un ulteriore intervento nella terza postazione;
decade di luglio pu essere realizzato solo per appez- irrigatore singolo (a battente o a turbina) con git-
zamenti destinati ad estirpi di settembre. tata da 20 a 78 m, differenti boccagli (12- 40 mm),
Nei comprensori meridionali a semina autunnale, la diverse velocit di rotazione;
coltura allinizio del mese di maggio ha oltre 180 gior- portata da 7,6 a 170 m3/h;
ni di ciclo, un apparato radicale completamente svi- pressione desercizio da 2 a 8 bar (0,2-0,8 MPa) al-
luppato e profondo e, di norma, la falda assente. lirrigatore;
In questi ambienti si adottano volumi di adacquamen- gruppo pompante costituito da pompa carrellata,
to attorno a 60 mm contro i 40-45 mm utilizzati su azionata dalla presa di potenza della trattrice o da
coltura primaverile. Per soddisfare le esigenze irrigue motopompa autonoma.
140 141
8. Irrigazione 8. Irrigazione

I nuovi modelli sono dotati di centraline elettroni-


che in grado di monitorare e gestire tutti i parametri
dellirrigazione (velocit avanzamento, metri di tubo Esempio 1
steso, arresto automatico, contalitri, ecc.) e quindi Per avere unirrigazione di 400 m3/ha (pari a 40 mm), con una macchina semovente
consentire una accurata distribuzione dellacqua. che bagna una striscia utile di 100 metri (gittata R 61 m) con una portata dellirriga-
tore di 106500 l/h, a che velocit davanzamento deve lavorare la macchina?

Velocit davanzamento (Va) = _106500 = 26,6 m/h


40 x 100
IRRIGATORE SINGOLO: calcolo della velocit davanzamento, del volume di
adacquamento, della portata al boccaglio, della gittata e del tempo di sosta
Esempio 2
Quanti millimetri dacqua sta distribuendo una macchina che lavora ad una velocit
Va = velocit davanzamento (arretramento) davanzamento di 20 m/h con una portata di 17 l/s allirrigatore ed una striscia utile
in m/h bagnata di 75 metri?

Vi = volume irriguo in mm; Volume di adacquamento (Vi) = _17 x 3600 = 40,8 mm


20 x 75
Va = _Q
Vi x L Q = portata in l/h
Esempio 3
H = pressione al boccaglio espressa in metri Quale la portata di un irrigatore che monta un boccaglio di 28 mm e lavora ad una
(es. 5 bar = 50 m)
pressione desercizio di 5 bar?
Vi = _Q
Va x L L = larghezza della striscia utile bagnata in m; Portata (Q) = 0,0033 x 3600 x 282 x = 6589,4 l/h

d = diametro del boccaglio


Q = 0,0033 x 3600 x d2 x R = gittata in metri Esempio 4
Quale la gittata teorica dellirrigatore riportato allesempio 3?
La gittata o raggio di bagnatura, calcolata me-
Quale la striscia utile bagnata?
diante questa formula, da ritenersi teorica
R = 1,35 x in quanto la stessa influenzata dallangolo
Gittata (R) = 1,35 x 28 x = 50,51 m
dinclinazione dellirrigatore e dalla presenza
(velocit e direzione) del vento.
Striscia utile bagnata (L) = 50,51 x 2 x 0,80 = 81 metri circa
Inoltre, per determinare la fascia utile bagna-
Tr = _R x 80% ta, consigliabile considerare l80% dellintero
Va diametro.
Esempio 5
Tr = tempo, in ore, impiegato a percorrere, alla
Quale il tempo di sosta, ad inizio e fine irrigazione, del carrello in una macchina
velocit di avanzamento impostata per lirriga-
che lavora ad una velocit di avvolgimento di 26 m/h ed ha una gittata utile di 50,51
zione, una distanza pari alla gittata utile.
Ts = 0,285 x Tr x 60 metri?
Ts = tempo di sosta, in minuti, del carrello ad
inizio e fine corsa con irrigatore in movimen- Tempo di sosta (Ts) = 0,285 x _50,51 x 0,80 x 60 = 27 minuti circa
to, necessario per distribuire la stessa quanti- 26
t acqua su tutta la striscia bagnata.

142 143
8. Irrigazione 8. Irrigazione

8.5.2 Macchina semovente (rotolone)


con barra irrigatrice BARRA IRRIGATRICE: calcolo della portata e della velocit davanzamento

Per il calcolo del volume di adacquamento e della velocit di avanzamento vale quan-
Descrizione to riportato precedentemente riguardo lirrigatore singolo.
Impianto irriguo mobile Per quanto concerne la portata avremo:
per aspersione, compo-
sto da un tamburo avvol- Q = portata in l/h
gi tubo e da un carrello
porta barra irrigatrice. Q = nu x q nu = numero di ugelli lungo la linea della barra
Questo metodo consi-
gliato in situazioni con q = portata di ogni singolo ugello in l/h
disponibilit dacqua a
basse pressioni e quan- Esempio
do si opera in zone ven- A quale velocit davanzamento deve lavorare una macchina semovente, accop-
piata ad una barra irrigatrice (pressione desercizio di 3 bar) che bagna una stri-
tose.
scia utile di 50 metri e che monta 41 ugelli con portata singola di 2016 l/h (come da
Fig. 8.20. Barra irrigatrice. scheda tecnica del costruttore), per distribuire 400 m3/ha (pari a 40 mm)?
Caratteristiche
tubo in polietilene di lunghezza (110-750 m) e dia-
Portata della barra (Q) = 41 x 2016 = 82656 l/h
metro variabile ( 40-150 mm);
barre irrigatrici di diverse larghezze (12-72 m); do-
tate di ugelli ( 3 6 mm e portate da 396 a 2016 Velocit davanzamento (Va) = _ 82656 = 41,3 m/h
40 x 50
l/h) in plastica o in ottone;
portata da 5,5 a 127 m3/h; pressione desercizio da
1,5 a 3 bar alla barra irrigatrice;
capacit di lavoro tra i 0,2 e i 4 ettari per posta- 8.5.3 Minisprinkler
zione;
gruppo pompante costituito da pompa carrellata Descrizione
azionata con la presa di potenza della trattrice o da Impianto irriguo stanziale per aspersione, composto
motopompa autonoma. da un collettore principale, tubi di linea (ali piovane)
e irrigatori minisprinklers.
Per migliorare lefficien-
za delle barre, possibile Caratteristiche
montare ugelli particolari adduttore principale di lunghezza (20-100 m) e dia-
come i LEPA (Low Ener- metro variabile ( 90-150 mm) in PE, ferro zincato
gy Precision Application o lay flat;
- in grado di operare in ali piovane di lunghezza (110-350 m) e diametro
prossimit del terreno) e variabile ( 32 - 50 mm) in PE bassa densit o lay
gli LDN (Low Drift Nozz- flat (PN 4-8);
le - gocce di dimensioni distanza tra gli irrigatori per bietola: 10,8 m lungo
maggiori meno soggette lala e x 10,8 - 12 m tra le ali con semina rispettiva-
alleffetto deriva) che la- mente a 45 e 50 cm di interfila;
vorano a pressioni di 0,7 Fig. 8.21. Barra irrigatrice e ro- irrigatori con portate da 0,3 a 1 m3/h, pressione
- 1 bar. tolone. desercizio da 2 a 5 bar allirrigatore, con possibilit Fig. 8.22. Minisprinkler.

144 145
8. Irrigazione 8. Irrigazione

di autocompensazione per irrigazioni di terreni in 8.5.4 Ala gocciolante


pendenza o per linee molto lunghe;
capacit irrigua per impianto o settore di circa 2 ha, Descrizione
con intensit di pioggia variabili (mm/h), a seconda Impianto irriguo per microirrigazione
del tipo di sprinkler e delle distanze adottate; costituito da un collettore principale e
gruppo pompante costituito da pompa carrellata ali gocciolanti posizionate in superficie.
azionata con presa di potenza della trattrice o da
motopompa autonoma. Caratteristiche
collettore principale di lunghezza
(20-100 m) e diametro variabile (90-
125 mm) in layflat o PE;
Minisprinkler: calcolo dell intensit oraria di precipitazione e della portata ali gocciolanti in PE con spazia-
tura di 30 cm tra i gocciolatori,
Q = portata in l/h dellintero impianto spessore della parete da 4 a 36 mil
(0,10 - 0,90 mm) e diametro interno
Q = ni x q q = portata di ogni singolo ugello in l/h di 16 - 22 mm. I gocciolatori possono essere di tipo Fig. 8.23. Ala gocciolante.
comune o autocompensanti, questi ultimi indicati
per irrigare terreni in pendenza o per ali gocciolanti
ni = _A ni = numero di irrigatori totali
as molto lunghe;
gocciolatori con portata da 0,57 a 1,70 l/h, pressio-
A = area totale in m2
ne di esercizio di 0,7 - 1 bar.
Iop = _Q
A as = area delimitata da 4 irrigatori in m2 Sulla bietola, a seconda della larghezza dellinterfila
(45 o 50 cm), le ali gocciolanti vengono posizionate
Iop = intensit oraria di precipitazione in mm/h ogni 90-100 cm (ogni due file).
La lunghezza massima (fino a 600 m in piano) varia
Esempio a seconda del diametro interno dellala e della por-
Quanti irrigatori dovremmo installare su un impianto di due ettari con una di-
tata di ogni singolo gocciolatore. Pertanto, in fase di
stanza di 10,8 x 12 m, sapendo che ogni sprinkler ha una portata di 450 l/h?
progettazione, impor-
Qual la portata totale dellimpianto e lintensit oraria di precipitazione?
tante far riferimento alle
schede tecniche rilascia-
te dalle case costruttrici,
Area sesto dimpianto (as) = 10,8 x 12 = 129,6 m2
in modo da dimensiona-
re correttamente gli im-
Numero irrigatori (ni) = _20000 = 154,32 = 154 irrigatori pianti. Ad esempio unala
129,6
con di 16 mm e portata
Portata (Q) = 154 x 450 = 69300 l/h di 1,14 l/h per gocciolato-
re supporta una lunghez-
za di 210 m in piano, di
Intensit oraria di (Iop) = 69300 = 3,46 l/hm2 = 3,46 mm/h 260 m in pendenza verso
precipitazione 20000 il basso (da 1 al 3 %), di
120 m in pendenza verso
lalto (da -1 a -2%). Fig. 8.24. Ala gocciolante.

146 147
8. Irrigazione 8. Irrigazione

Limpianto necessita di unaccurata filtrazione del- 8.5.5 Subirrigazione da dreni


lacqua con filtri a sabbia e a rete/disco o con altri
tipi di filtri (idrocicloni, clorazioni, acidificazioni, Descrizione
ecc.) in relazione alle possibili cause di intasamento La subirrigazione freatica viene realizzata mediante
per evitare locclusione dei gocciolatori. distribuzione di acqua per via ipogea, innalzando la
falda fino a consentire un sufficiente flusso di acqua
per capillarit nello strato di terreno interessato dagli
ALA GOCCIOLANTE: calcolo dellintensit oraria di erogazione e della portata apparati radicali delle colture, oppure creando una
falda sospesa nel caso di subirrigazione in pressione.
Q = portata in l/h dellintero impianto Fig. 8.25. Fosso collettore con
Q = ng x q Caratteristiche
le uscite delle tubazioni di dre-
La rete di drenaggio formata da tubazioni corrugate
q = portata di ogni singolo gocciolatore in l/h naggio.
e fessurate con diametro tra 50 e 80 mm, interrate
ad una profondit di 80-100 cm, distanziate da 7 a
ng = _A ng = numero totale gocciolatori 20 metri, in funzione della tessitura del terreno e con
as una pendenza attorno al 2 per mille.
A = area totale in m2 Nelle aziende dotate di drenaggio tubolare, alzando il
livello idrico nei fossi collettori (fig. 8.25), i dreni
as = area sesto dimpianto in m2 diventano lo strumento per portare lacqua nel ter-
Iop = _Q
A reno al di sopra del piano drenante. Infatti, lo scopo
Iop = intensit oraria di erogazione in mm/h della subirrigazione linnalzamento del livello della
falda ad una profondit di 60-100 cm dal piano di
Esempio campagna.
Quale lintensit oraria di erogazione di un impianto, di un ettaro, composto da In questo modo si crea, per risalita capillare, una zona
unala gocciolante con spaziatura di 30 cm tra i gocciolatori ed una distanza di 90 umettata al di sopra della falda. Il terreno si com-
cm tra le linee? Portata gocciolatore 1,14 l/h? porta come una carta assorbente
richiamando acqua verso lalto. Al di
Area sesto dimpianto (as) = 0,30 x 0,90 = 0,270 m2 sopra della falda si forma una frangia
capillare in cui le radici non si svilup-
Numero gocciolatori (ng) = _10000 = 37000 pano perch uno strato asfittico, ma
0,270 si ha anche un flusso di acqua che sale
fino a raggiungere lapparato radicale.
Portata (Q) = 37000 x 1,14 = 42180 l/h
Avremo quindi una risalita elevata di
acqua con bassa portata in suoli fini
Intensit oraria (Iop) = 42180 = 4,218 l/hm2 (argillosi) e una risalita di acqua poco
di erogazione 10000 elevata con alta portata in suoli a gra-
na grossa (sabbiosi) (vedi fig. 8.27).
Laltezza della falda, rispetto al piano
di campagna, si misura con un frea-
timetro (fig. 8.26), costituito da un
tubo perforato in PVC, con diametro
di 32-50 mm e lunghezza di circa 3
metri, forato lungo la sua lunghezza Fig. 8.26. Freatimetro.

148 149
8. Irrigazione 8. Irrigazione

ogni 10 cm per consentire lingresso dellacqua dal


SABBIOSO FRANCO ARGILLOSO terreno. Laltezza della falda allinterno del tubo pu
essere rilevata con unasta graduata o mediante sen-
sori elettrici.

Per la subirrigazione della barbabietola, coltura ad


elevata capacit di estrazione idrica occorre:

Risalita capillare
posizionare nellappezzamento, alle estremit dei
dreni, 2 freatimetri per misurare, prima e durante
la subirrigazione, laltezza di falda;
a seconda del tipo di terreno, portare la falda ad
unaltezza tra 60 e 100 cm dal piano di campagna
(media dei due freatimetri). In quelli sabbiosi la
risalita di falda pu arrivare anche a 60 cm dalla
superficie, mentre nei suoli argillosi pu fermarsi a
80-100 cm dal piano di campagna. La fig. 8.28 uti-
le per definire i tempi di permanenza della falda.

FALDA 8.5.6 Subirrigazione con ala gocciolante interrata

Fig. 8.27. Schematizzazione del- Descrizione


la portata ed altezza di risalita Impianto irriguo fisso per microirriga-
capillare in tre diversi terreni zione costituito da un collettore prin-
(fonte C.E.R., 1993). cipale e ali gocciolanti interrate. Ha
una durata di 5-7 anni e pu essere
considerato un miglioramento fondia-
rio a beneficio di tutte le colture che
Tipo di terreno
si susseguono. Inoltre, attraverso op-
Sabbioso Medio impasto Argilloso portuni sistemi pu essere utilizzato
12 ore 48 ore >48 ore 12 ore 48 ore >48 ore 12 ore 48 ore >48 ore per insufflare aria nel terreno.

60 Caratteristiche Fig. 8.29. Dispositivo di interra-


mento.
80 collettore principale e collettore di scarico, in PE, in-
Profondit terrati ad una profondit di 45-50 cm, lunghezza di
Falda cm. 100 20-100 m e diametro di 70-125 mm;
ali gocciolanti in PE con spaziatura di 30 cm tra i
120
gocciolatori, spessore della parete di almeno 12 mil
Sospensione per (0,3 mm), diametro interno di 16-22 mm, distan-
25-30 giorni 30-35 giorni 35-40 giorni
lestirpo ziate tra loro di 135-150 cm. La lunghezza massima
Fig. 8.28. Indicazioni orienta- varia a seconda del diametro interno dellala e della
= ottimale; = sub-ottimale; = pericoloso; = insufficiente tive sui tempi di innalzamento portata di ogni singolo gocciolatore (0,57 a 1,70 l/h);
del livello di falda nei dreni. pressione di esercizio di 0,71 bar.
150 151
8. Irrigazione 8. Irrigazione

Per evitare locclusione dei gocciolato- 8.5.7 Pivot


ri, fattore correlato direttamente con
lefficienza, laffidabilit e la durata Descrizione
del sistema, necessaria unaccurata Impianto irriguo per aspersione, for-
filtrazione dellacqua. La progettazio- mato da una tubazione principale
ne della stazione di filtraggio (idroci- sorretta da una o pi torri semoventi.
cloni, filtro a rete, a dischi, a sabbia Esso ruota attorno ad un perno fisso
o graniglia) dipender dalla qualit dal quale riceve acqua ed energia per
dellacqua. il movimento.
Inoltre, per evitare leffetto risucchio Lungo la tubazione principale, che so-
in fase di chiusura (richiamo dacqua vrasta il campo da irrigare, troviamo gli
e terra nei gocciolatori), opportuno irrigatori. Fig. 8.32. Pivot (particolare del
Fig. 8.30. Particolare dei vomeri.
dotare limpianto di valvole di sfiato a doppio effet- perno fisso).
to. Periodicamente necessario spurgare limpianto Caratteristiche
(spurgo automatico o manuale) e iniettare soluzioni distanza fra le torri da 30 a 65 m, altezza da 3 a 4 m
acide per liberare i gocciolatori da incrostazioni do- e lunghezza dellala da 100 a 800 m;
vute a precipitazioni di sali disciolti nellacqua dirri- la velocit massima dellultima torre di 300 m/h;
gazione. lala irrigua o condotta principale composta, di so-
Per il calcolo della intensit di erogazione e della por- lito, da tubi in acciaio zincato con spessore di 2,5-
tata dellimpianto vedi il paragrafo 8.5.4. 3 mm. I diametri pi comuni sono: 219, 203, 168,
Fig. 8.31. Progetto di un im- 141, 114 mm;
pianto di subirrigazione (Fonte: per quanto riguarda gli irrigatori, i modelli pi usati
Manuale della subirrigazione sono quelli montati su un tubo a calata, posizionati
Irritec e Siplast).
ad unaltezza da terra
di 0,5-1 m per quelli a
Presa staffa semplice Zona della valvola corta gittata, fino a 2,5
Raccordo conico di scarico
m per quelli a lunga git-
Stazione Tubo collettore tata;
Tubo connesso Tubo collettore di
pompaggio in PE allo sfiato scarico in PE in ogni irrigatore pre-
e filtraggio
sente un riduttore di
Sfiato doppio
effetto nei punti Ala gocciolante pressione che permette
pi alti di uniformare la pluvio-
Tappo metria, dal primo allul-
timo.
Altri tipi di irrigatori
hanno una gittata di 7-
8 m e 20 m per il can-
none finale;
la pressione desercizio
varia da 0,5 a 3,5 bar,
mentre la portata va da
Fig. 8.33. Pivot (particolare del-
78 a 7200 l/h per irriga- la torretta semovente. Fonte AI-
tore. MCRA).

152 153
8. Irrigazione 8. Irrigazione

PIVOT: calcolo della portata in entrata, del tempo di rotazione


e dellintensit oraria di precipitazione

Qo = portata in entrata del pivot in m3/h

R = raggio di bagnatura del pivot (lunghezza) in m

Fig. 8.34. Ugelli per pivot (Fon- Ni = necessit idrica massima della coltura nei momenti
te AIMCRA). di maggior fabbisogno (mm/giorno)
Qo = Ni x R x
Ea x H x 1000
Ea = efficienza irrigua dellimpianto
Come per la barra irrigatrice, possono essere montati
i particolari ugelli (LEPA o LDN) con le caratteristi-
che gi citate al paragrafo 8.5.2. H = ore di funzionamento al giorno
Evoluzione del pivot fisso sono i pivot multi-centro
trainati o autopropulsivi. Tr = 2 x L x Tr = Tempo di rotazione per effettuare un giro completo
V max del pivot in h

L = distanza tra il perno e lultima torre in m


Iopm = _Ni x V max
2 x r Vmax = velocit massima dellultima torre in m/h
Pivot Pivot 3 Iopm = intensit oraria di precipitazione media in mm/h
allestremit del pivot

r = raggio di bagnatura dellultimo irrigatore in m

1 1 2
Esempio
2
Determinare la portata in entrata, il tempo necessario per completare un giro e lin-
tensit oraria di precipitazione media allestremit, di un pivot lungo 450 m (distanza
tra il perno e lultima torre 400 m), considerando che i consumi idrici giornalieri della
bietola, nei momenti di maggior fabbisogno idrico, sono di 5 mm, che il sistema lavora
a 360, per 24 ore e con unefficienza dell85%. La velocit massima dellultima torre
Pivot
di 100 m/h e il raggio di bagnatura dellultimo irrigatore di 15 m.

2 Portata in entrata (Qo) = _5 x 450 x 3,14 = 155,8 m3/h


1 del pivot 0,85 x 24 x 1000

Tempo di rotazione (Tr) = 2 x 400 x 3,14 = 25,12 h


100
Fig. 8.35. Schema dirrigazione
di pivot multicentro.

154 155
8. Irrigazione 8. Irrigazione

8.5.8 Pivot ad avanzamento frontale (rainger)


RAINGER: calcolo dellintensit oraria di precipitazione, della portata in
entrata e del turno irriguo
Descrizione
La sua struttura come quella di un pivot, lavanza- Qo = portata in entrata del rainger in l/s
mento lineare anzich circolare (pivot lineare).
Ni = necessit idrica massima della coltura nei
Caratteristiche momenti di maggior fabbisogno (mm/giorno)
Questi impianti sono adatti per appezzamenti lunghi,
rettangolari e relativamente pianeggianti (pendenza Fig. 8.36. Torre di un rainger con Ea = efficienza irrigua dellimpianto
minore del 6-7%), con superfici di 200-800 m di lar- gruppo motopompa.
ghezza e fino a 1000-2000 m di lunghezza. Qo = 1,16 x 10-5 x Ni x Ti x l x a Ti = turno irriguo in giorni
Lalimentazione idrica pu essere aperta (fosso latera- Ea x t
le) o chiusa (condotta flessibile in PE o layflat). a = larghezza dellappezzamento da irrigare in m
In commercio sono presenti metodi irrigui in grado
sia di avanzare linearmente che di ruotare, deno- l = lunghezza dellappezzamento da irrigare in m
minati pivot ad ippodromo. Tutte le operazioni, Ti = Rifu
compreso i cambi di direzione, sono automatiche e
Ni t = tempo di durata dellintervento irriguo in
viene usato un doppio set di irrigatori di cui uno per giorni
lavanzamento frontale ed uno per lo spostamento
Rifu = riserva idrica facilmente utilizzabile
circolare. Iopm = _Qo
a x 2r
Iopm = intensit oraria di precipitazione me-
Fig. 8.37. Pivot ad ippodromo. dia in mm/h

r = raggio di bagnatura degli irrigatori in m

Esempio 1
Un rainger largo 200 m serve un appezzamento di terreno lungo 1000 m.
Considerando che i consumi idrici giornalieri della bietola, nei momenti di maggior
fabbisogno idrico, sono di 5 mm al giorno, che limpianto ha unefficienza dell85%, che
il terreno ha una RIFU di 35 mm e che la durata dellintervento di 3 giorni, determi-
nare la portata in entrata ed il turno irriguo?

Turno irriguo (Ti) = 35 = 7 g


5

Portata in entrata (Qo) = 1,16 x 10 -5 x _5 x 7 x 200 x 1000 = 31,84 l/s


del pivot 0,85 x 3

Fig. 8.38. Schema dirrigazione


di appezzamenti non regolari
con pivot ad ippodromo. Segue

156 157
8. Irrigazione 8. Irrigazione

Nei metodi irrigui analizzati:


Esempio 2
il pompaggio dellacqua avviene da un canale a cielo
Quanti millimetri dacqua distribuisce un rainger lungo 500 m con una portata in
entrata di 25 l/s e che monta irrigatori che hanno un gittata utile di 10 m?
aperto per tutti i metodi irrigui, ad eccezione del
A che velocit sta lavorando? Quanti giorni impiega per irrigare tutto lappezzamen- pivot, per il quale viene utilizzata una condotta in-
to? Efficienza dellimpianto 85%. terrata;
non stato considerato il costo dellacqua;
lattrezzatura per la messa in pressione costituita
Intensit oraria di (Iopm) = 3600 x 25 = 9 mm/h
precipitazione media 500 x 2 x 10 da una pompa a presa cardanica ad asse orizzonta-
le, azionata dalla presa di forza della trattrice; nel
Tempo di durata (t) = 1.16 x 10 -5 x 9 x 500 x 1000 = 2,09 giorni pivot si tratta invece di una stazione di pompaggio
dellirrigazione 0,85 x 25 con potenza di 55 CV;
il turno di irrigazione, nel periodo di massima evapo-
Velocit davanzamento (Va) = 3600 x 25 = 17 m/h traspirazione di 7 giorni (tale elemento importan-
9 x 500 x 0,85
te per il calcolo della quote di ammortamento);
i costi, parametrati ad una distribuzione di 1.500
Esempio 3 m3/stagione irrigua, si riferiscono ad una superficie
A che velocit deve lavorare il rainger dellesercizio 2 per distribuire un volume irri-
di un ettaro e sono al netto delliva.
guo di 30 mm/ha?
Caratteristiche tecniche degli impianti esaminati
Velocit davanzamento (Va) = 3600 x 25 = 7,06 m/h
30 x 500 x 0,85
Ala gocciolante
Monouso diametro 16 mm e spessore della parete di 6 mil (0,15 mm), non autocom-
8.6 Costi dei principali sistemi irrigui pensante. Gocciolatori alla distanza di 30 cm con portata nominale di 1,1 l/h alla pres-
sione desercizio di 0,7 bar.
Lanalisi comparata dei costi, tra diversi sistemi irri- Le ali sono posizionate ad una distanza di 90 cm, con erogazione oraria di 4 l al m2. La
gui, stata realizzata prendendo in esame: messa in pressione dellimpianto eseguita con una trattrice di 40 CV. Limpianto fil-
trante (filtro quarzite e filtro rete) e lattrezzatura per la messa in pressione, sono stati
il costo di acquisto dellimpianto, ammortizzato in
dimensionati per irrigare contemporaneamente due ettari.
funzione della superficie coperta durante la stagio-
ne irrigua e degli anni di vita previsti; Costi fissi
il costo di montaggio e smontaggio degli impianti; Sono ripartiti su una superficie irrigabile totale di 14 ettari (2 ha/giorno con intervallo
il costo per la gestione dellirrigazione (spostamen- di 7 giorni tra gli interventi), gli ammortamenti per i materiali plastici (lay flat, raccor-
ti, apertura valvole, pulizia filtri, sorveglianza); derie, ecc.) sono valutati in conformit ad una durata di 5 anni, 10 anni per i materiali
il costo energetico per azionare limpianto pompante; ferrosi (pompa, filtri, raccordi, ecc.) 1 anno per i materiali di consumo (manichetta,
le quote interessi, assicurazione e manutenzione. teflon, quarzite, ecc.). La quota di manutenzione ordinaria stata calcolata con una
percentuale pari al 1,5% sul valore a nuovo dellimpianto.
Lammortamento degli impianti non di facile stan-
Costi variabili
dardizzazione in quanto presenta sensibili variazioni
Sono calcolati considerando un volume dadacquamento pari a 1500 m3/ha, distribuiti
in relazione a caratteristiche aziendali. Infatti, parame- in 5 interventi con un volume dacqua pari a 300 m3 per ciascun intervento irriguo.
tri come la dimensione degli appezzamenti, la facilit La durata di ogni intervento di 7,5 ore e i consumi energetici stimati sono di 0,18 li-
nellallacciamento alla fonte idrica, la disponibilit di tri/h di gasolio per CV; considerando un carico del motore dell80% la potenza richiesta
acqua, intesa come portata oraria, risultano determi- di 32 CV.
nanti per la definizione di questa voce di costo.
158 159
8. Irrigazione 8. Irrigazione

Minisprinkler Macchina semovente (rotolone) con irrigatore singolo


Rotativi da 530 l/h ad una pressione di esercizio di 3,5 bar con una distanza tra gli irriga- Lunghezza di 300 m e diametro esterno del tubo di 82 mm con irrigatore singolo avente
tori di 12 m x 10,8 m. La gittata dei minisprinklers adottati di 10 m con pluviometria boccaglio da 22 mm e gittata di 40 m.
oraria di 4,1 mm. La condotta principale in lay flat (manichetta appiattibile) da 3 La fascia utile bagnabile di 80 m, la pressione desercizio allirrigatore di 3,5 bar e con
pollici, le ali su cui sono montati i minisprinklers sono in polietilene PN4 con diametro una velocit di rientro di 23 m/h distribuisce circa 40 mm/h. La messa in pressione
di 40 mm. La messa in pressione dellimpianto stata eseguita con una trattrice di 70 dellimpianto eseguita con una trattrice di 80 CV.
CV. Limpianto filtrante e lattrezzatura per la messa in pressione sono dimensionati per
irrigare contemporaneamente due ettari. Costi fissi
Sono sono calcolati considerando una superficie irrigabile totale di 17 ettari (2,4 ha/
Costi fissi giorno con intervallo di 7 giorni tra gli interventi). Per le quote di reintegrazione si veda
Sono calcolati considerando una superficie irrigabile totale di 14 ettari (2 ha/giorno con il caso del rotolone accoppiato a barra irrigatrice.
intervallo di 7 giorni tra gli interventi), per gli ammortamenti vedi ala gocciolante.
Costi variabili
Costi variabili Ricalcano quelli del rotolone accoppiato a barra irrigatrice.
Ricalcano quelli dellala gocciolante ma la potenza richiesta di 56 CV.

Macchina semovente (rotolone) accoppiata con barra orizzontale Pivot


Lunghezza di 320 m e diametro esterno del tubo di 110 mm. Lungo 400 m, costituto dalla torre centrale e 8 campate da 50 m.
Con barra orizzontale, retraibile telescopicamente e dotata dattacco a tre punti per Il pivot distribuisce 10,5 mm di acqua ad ogni passaggio con un funzionamento a 360
gli spostamenti. Larghezza utile bagnabile di 50 m con 43 ugelli ( 6 mm); pressione e copre una superficie di 50 ettari.
desercizio alla barra di 2,5 bar con distribuzione di circa 40 mm alla velocit di rientro La messa in pressione dellimpianto realizzata da una stazione di pompaggio con
di 40 m/h. potenza pari a 55 CV.
La messa in pressione dellimpianto eseguita con una trattrice di 80 CV.
Costi fissi
Costi fissi Sono calcolati calcolati considerando una superficie irrigabile totale di 50 ettari.
Sono calcolati considerato una superficie irrigabile totale di 17 ettari (2,4 ha/giorno La quota di reintegrazione cos calcolata:
con intervallo di 7 giorni tra gli interventi). sottraendo al valore a nuovo (Vo), il valore di recupero (Vr) - stimato pari al 10 % di Vo
Per rotolone e barra la quota di reintegrazione cos calcolata: - diviso la durata dellimpianto stimata in 12 anni [(Vo - Vr)/n anni];
sottraendo al valore a nuovo (Vo) il valore di recupero (Vr) - stimato pari al 10 % di Vo Il montaggio ha richiesto 30 giornate di lavoro; inoltre sono conteggiati anche costi
- diviso la durata dellimpianto stimata in 12 anni [(Vo - Vr)/n anni]; accessori quali la costruzione della stazione di pompaggio, linterramento della linea
La quota di manutenzione ordinaria e straordinaria calcolata con una percentuale elettrica (1000 m di cavo elettrico diametro 16 mm2) e di quella idrica (con tubazioni
pari al 4% sul valore a nuovo dellimpianto. in PCV PN8). La quota di manutenzione ordinaria e straordinaria calcolata con una
percentuale pari al 4,5% sul valore a nuovo dellimpianto.
Costi variabili
Sono calcolati considerando un volume dadacquamento pari a 1500 m3/ha, distri- Costi variabili
buiti in 4 interventi con un volume dacqua pari a 375 m3 per ciascun intervento Sono calcolati considerando un volume di adacquamento pari a 1500 m3 per ha, di-
irriguo. stribuiti in 14 interventi con un volume dacqua pari a 105 m3 per ciascun intervento
La durata dogni intervento di 12 ore e i costi energetici sono stimati con consumi irriguo.
di 0,18 litri/h per CV, considerando un carico del motore all80%; la potenza richiesta La durata di ogni intervento stata pari a 26 ore e i costi energetici sono stimati con
di 64 CV. consumi di 0,18 litri/h per CV considerando una potenza 55 CV.

160 161
9
8. Irrigazione

Irrigazione conto terzi


Retrogradazione
Quando lirrigazione realizzata con rotolone da un contoterzista, occorre conside-
rare una tariffa oraria di 40-45 Euro/ora pi eventuali costi accessori dipendenti dalla
distanza dellappezzamento.
Utilizzando un rotolone con gittata 50 m, larghezza utile bagnabile di 100 m e veloci-
t di rientro di 20 metri/ora, sono necessarie 5 ore per irrigare un ettaro distribuendo
50 mm.

La barbabietola da zucchero caratterizzata per la ca-


Euro/ettaro Euro/intervento (n) Euro/m3 pacit, accentuata nel corso della selezione genetica,
di accumulare consistenti quantitativi di saccarosio
ALA GOCCIOLANTE 800 1000 160 200 5 0,53 0,67
nella radice. Il saccarosio un disaccaride composto
MINISPRINKLER 600 700 120 140 5 0,40 0,47 da glucosio e fruttosio, prodotto attraverso il pro-
BARRA 300 350 75 88 4 0,20 0,23 cesso di fotosintesi nelle foglie (che funzionano come
organi source o sorgente di carboidrati) e quindi in-
ROTOLONE 280 320 70 80 4 0,19 0,21
viato tramite il floema nella radice della barbabietola
PIVOT 200 250 14 18 14 0,13 0,17 (in questo caso definito tessuto sink o pozzo) dove
ROTOLONE C.TERZI 600 675 200 225 3 0,40 0,45 viene accumulato.
In presenza di apparato fogliare sano e in assenza di
Note Fig. 8.39. Costo orientativo totale situazioni gravi di stress, il processo di fotosintesi
possibile trovare la descrizione analitica e aggiornata dei per la distribuzione un volume
ben attivo e in grado di produrre saccarosio in quan-
costi di ogni impianto nel sito www.betaitalia.it. stagionale di 1.500 metri cubi di
acqua. tit superiori alle esigenze della pianta.
Il flusso source sink (foglia radice) cos de-
scritto chiaramente funzionale allincremento della
quantit di saccarosio per ettaro e in grado di assicu-
rare buone e costanti polarizzazioni.

Viceversa, con apparato fogliare danneggiato e in col-


ture che hanno subito fattori di stress, lattivit foto-
sintetica delle foglie e quindi la produzione di saccaro-
sio, diminuiscono in misura rilevante. Non appena si
instaurano condizioni favorevoli, soprattutto di buona
disponibilit idrica, la barbabietola sostituisce le foglie
danneggiate o precocemente invecchiate con lemis-
sione di nuove. Il lavoro svolto in questa fase smo-
bilita parte del saccarosio accumulato nella radice ed
il flusso predominante diventa sink source (ra-
dice nuove foglie). Questa complessa serie di pro-
cessi fisiologici d origine al fenomeno, ben noto in
Italia, della retrogradazione.
162 163
9. Retrogradazione 9. Retrogradazione

Andamento della PVL (prezzi 2006) al variare della polarizzazione


per una produzione di 10 t/ha di saccarosio Nord Italia Olanda Belgio
PLV (e/ha)
2400 19
2200 18

Polarizzazione
2000 17
1800 16
1600 15
1400 14
1200 13
1000 12
10.00 10.50 11.00 11.50 12.00 12.50 13.00 13.50 14.00 14.50 15.00 15.50 16.00 16.50 17.00 17.50 18.00 18.50 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52

Polarizzazione Settimane di campagna

Fig. 9.1. Andamento della PLV Fig. 9.2. Andamento delle po-
Incidenza e diffusione al variare della polarizzazione. glio-inizio agosto), caratterizzati da alte polarizzazio- larizzazione nel Nord Italia a
La conseguenza diretta per lagricoltore una dimi- La stessa quantit di saccarosio, ni, destinate per a decrescere rapidamente nelle col- confronto con Belgio e Olanda.
nellesempio 10 t/ha, fornisce Dati medi 2000-2004.
nuzione nella produzione ad ettaro di saccarosio e ture maggiormente sottoposte a stress a seguito della
una PLV di 2.053 d/ha con pola-
del titolo polarimetrico, parametro fondamentale nel- rizzazione di 16 contro 1.890
caduta delle prime piogge di agosto che reidratano la
la determinazione della Produzione Lorda Vendibile, d/ha a 14. pianta e quindi anche il fittone.
in quanto determina il prezzo del prodotto per ton- Tale fenomeno venne ben descritto, agli inizi del 900
nellata di radici prodotte (fig. 9.1). da Ottavio Munerati, che la denomin retrogradazio-
Il fenomeno della retrogradazione molto frequente ne apparente nei casi in cui il calo polarimetrico non
nei comprensori del nord e del centro Italia mentre tale da impedire un aumento del saccarosio prodot-
in altre consolidate realt bieticole europee ha una to nel proseguo della stagione (caso pi frequente),
incidenza modesta se non trascurabile (fig. 9.2). Que- ovvero retrogradazione reale, quando sia la polariz-
sta circostanza spiega una certa inadeguatezza della zazione che il saccarosio per ettaro flettono (caso pi
ricerca di base svolta in passato, anche a livello inter- grave).
nazionale, per approfondire la natura del fenomeno e In realt si pu presumere che, in definitiva, i pro-
per contenerne lincidenza negativa. lungati stress estivi cui sono sottoposte le colture nei
nostri ambienti, impongono alla pianta un surplus
Le cause di lavoro per sostituire il bouquet fogliare precoce-
La pi frequente causa di innesco della retrograda- mente invecchiato innescando un circolo vizioso che
zione la carenza di piogge associata ad alte tem- porta ad un depauperamento pi o meno spinto delle
perature, che si verifica normalmente tra giugno e risorse accumulate.
luglio. Tale situazione di difficolt della coltura non
comporta solo un rallentamento nella elaborazione Diversi indicatori sembrano suggerire che lirriga-
del saccarosio, ma anche una pi rapida senescen- zione, gestita con razionalit e cio basata su un
za dellapparato fogliare e la disidratazione della avvio tempestivo e su bilanci che tengano conto de-
radice. Tutto ci alla base di quanto osservato nei gli apporti di falda, rappresenti un primo passo per
periodi iniziali della campagna di raccolta (fine lu- contenere il fenomeno della retrogradazione.
164 165
9. Retrogradazione 9. Retrogradazione

Andamento della polarizzazione per epoche di raccolta. Andamento della polarizzazione su terreni infestati ed esenti da H. schachtii.
Dati medi di 2 localit: Concordia (MO) e Conselice (RA) - 2005 Dati medi triennio 2003-2005
19 17.5

18 17
Polarizzazione

Polarizzazione
17
16.5
16
16
15

14 15.5

13 15
inizio agosto inizio settembre inizio ottobre terreno sano terreno lievemente infestato terreno infestato

Epoca di raccolta LSD 0,05 = 0,53 LSD 0,05 = 0,71 LSD 0,05 = 0,85

Linea tecnica A Linea tecnica B Variet non tollerante ai nematodi Variet tollerante ai nematodi

Fig. 9.3. Andamento della po- Fig. 9.4. Andamento della pola-
Altri importanti fattori entrano comunque in gioco larizzazione in 2 localit spe- storicamente bassa. Questa tipologia di terreni rizzazione in 18 prove sperimen-
nella complessa fisiologia del fenomeno. rimentali nelle quali venivano presente nel Nord Italia in diversi comprensori e tali allestite nel triennio 2003-
confrontati gli effetti sulla pola- 2005 su terreni a diversi livelli di
La cercosporiosi si dimostrata ancora come la spesso caratterizzata da presenza di falda su- infestazione del nematode.
rizzazione dei principali fattori
principale causa: pertanto necessario procedere implicati.
perficiale, tessitura di medio impasto o sabbiosa, Si pu notare come soprattutto
ad una adeguata difesa della coltura. Linea tecnica A: coltura in asciut- situazioni di elevata fertilit. la variet non tollerante ai ne-
Errori in eccesso nella dose somministrata di ta e sottoposta a stress da siccit, Vale la pena di aggiungere che un impiego non matodi fornisca polarizzazioni
apporto di azoto incrementato di progressivamente inferiori pas-
concime azotato (o comunque alta fertilit dei corretto di queste variet (su terreni ad elevato sando da un terreno sano ad un
80 kg/ha rispetto al consiglio di
terreni), sono causa di perdite dirette nel titolo contenuto di argilla e per raccolte precoci) pu lievemente infestato (popola-
concimazione, nessuna prote-
zuccherino oltre che nella qualit tecnologica del zione anticercosporica, impiego comportare riduzioni produttive rispetto a tipolo- zione del parassita < 100 uova
prodotto. di variet a tipologia E. gie di tipo E o N. Infine, una buona tolleranza alla e larve) e, infine, ad uno grave-
mente infestato (> 300 U/L).
Tali eccessi costituiscono anche cause indirette Linea tecnica B: coltura irrigua, rizomania, fondamentale per la salvaguardia del
apporto di azoto corretto, prote- titolo zuccherino;
del medesimo fenomeno, in quanto stimolano un
zione anticercosporica, impiego
abbondante sviluppo fogliare, con conseguente di variet di tipologia NZ. In fig. 9.3 sono ben visibili gli effetti di questi fat-
maggiore vulnerabilit della pianta nei confron- tori sulla polarizzazione: con la linea tecnica A,
ti della cercosporiosi ed una minore efficacia dei errata, la coltura soggetta ad una retrogradazio-
trattamenti anticercosporici. ne decisamente pi forte rispetto alla linea tec-
Il genotipo, di grande interesse sia per la diversa nica B, dove le scelte tecniche sono state corret-
attitudine al turnover fogliare (facilit di ricac- tamente applicate e che mantiene, fin allultimo
cio di nuove foglie), sia per la tipologia (variet a periodo di raccolta, una polarizzazione superiore
peso, equilibrate o a titolo). di 2 gradi.
A tale proposito da raccomandare luso di varie- Altri fattori che assumono importanza nel deter-
t NZ o Z (a titolo) per estirpi tardivi, nei terreni minare il fenomeno sono quelli che in generale
dove le produzioni in peso della coltura non sono provocano danni allapparato fogliare e quindi di-
un problema, laddove invece la polarizzazione minuiscono lefficienza fotosintetica della coltu-
166 167
9. Retrogradazione 9. Retrogradazione

ra, costringendola inoltro a rinnovo del bouquet


(turnover fogliare), come ad esempio le grandi-
nate e soprattutto, forti attacchi di nottue defo-
gliatrici, fitofagi che hanno assunto particolare
importanza dopo labbandono dei sali di stagno
nel controllo della cercosporiosi.
Recentemente stato osservato da Beta, sulla
base dellelaborazione di un triennio di dati pro-
venienti da terreni con diversi livelli di infestazio-
ne da Heterodera schachtii, che la coltura della
barbabietola frequentemente ottiene polarizza-
zioni inferiori rispetto ai terreni sani (fig 9.4).

Studi recenti sul fenomeno della retrogradazione


Sono da segnalare il Progetto Mipaf coordinato dal-
lISCI (Miglioramento genetico della barbabietola da
zucchero per lambiente mediterraneo) e lattivit di
ricerca in collaborazione tra il Center for Research
on Crop Physiology della Scuola Superiore S.Anna di
Pisa e Beta, avviata nel 2004

Relativamente a questultima, il lavoro viene svolto


seguendo 2 linee di studio. Fig. 9.5. Nella foto rappresen-
Approfondimento dei fattori che regolano i rap- tato uno degli esperimenti svolti
per chiarire la traslocazione del
porti tra organi source ed organi sink in barba- saccarosio.
bietola e quindi analisi della dinamica dei flussi di In questo caso stato inietta-
saccarosio nella pianta. to saccarosio debolmente ra-
Parallelamente viene svolta, in ambiente control- dioattivo nella foglia 8 di et
intermedia. Dopo 24 ore stata
lato, una attivit di selezione di sostanze ad azione fotografata la sua migrazione
ormonale (fitoregolatori) in grado di limitare il fe- allinterno della pianta tramite
nomeno di turnover fogliare (fig. 9.5); Phosphoimager. In rosso le zone
Verifica in campo sperimentale dei fitoregolatori. a maggior concentrazione del
saccarosio iniettato, in blu a mi-
Tra le svariate sostanze provate, si segnalano lidra-
nor concentrazione e in azzurro
zide maleica e il paclobutrazolo, entrambe non au- dove assente.
torizzate ad impiego su barbabietola. Lesperimento, in questo caso
In particolare questultimo, in ununica applicazio- dimostra come le foglie pi gio-
ne a luglio alla dose di 1 l/ha ha mostrato un certa vani (16 e 18), funzionino da
tessuti sink, ricevendo buona
efficacia, consentendo di ottenere polarizzazioni parte del saccarosio introdotto e
pi alte e produzioni in saccarosio superiori del che solo in misura molto inferio-
10% rispetto al non trattato. re viene mandato alla radice.

168 169
Raccolta
10
La raccolta della barbabietola unope-
razione complessa ed importante ai
fini di:
1. limitare le perdite di prodotto in cam-
po e conseguentemente della PLV;
2. contenere i costi della trasformazio-
ne industriale e ottimizzare lestra-
zione di saccarosio.
Tale pratica pu incidere sui costi col-
turali diretti mediamente per circa il
15-21%.
In particolare loperazione di raccolta incide sulla Fig. 10.1. Macchina semovente
(a cantieri riuniti).
qualit esterna del prodotto attraverso:
la scollettatura, che modifica la conservazione e le
caratteristiche delle radici lavorate;
la presenza di terra (tara terra) e di scarti che
causa difficolt ai ricevimenti del prodotto negli sta-
bilimenti ed alla sua conservazione, oltre costi ag-
giuntivi per il carico, il trasporto, il lavaggio e leva-
cuazione della terra stessa;
le rotture e le ferite che sono allorigine di perdite
di radice in campo e di zucchero nellambito dello
stoccaggio in silos.
Le macchine da raccolta semoventi a 6 file e i cari-
catori pulitori oltre a sviluppare una grande capaci-
t e qualit di lavoro, consentono di operare anche
in condizioni di terreno pi difficile (con eccesso di
umidit). La qualit del lavoro svolto dalle macchi-
ne influenzata da fattori sia di ordine agronomico
che operativo. Entrambi sono spesso sottovalutati ma
concorrono decisamente a determinare loperativit
complessiva delle macchine.
171
10. Raccolta 10. Raccolta

Fattori agronomici Velocit di avanzamento. Una velocit eccessiva pre-


Riguardano la gestione agronomica dei terreni. giudica il corretto funzionamento di tutti gli apparati
Struttura del terreno. Un terreno destrutturato, delle macchine. Velocit di avanzamento superiori ai
soprattutto se ad elevato tenore di argilla, favori- 5 km/h, determinano perdite di prodotto non raccol-
sce la radicosit delle bietole e conseguentemen- to ed aumentano la tara terra ed il colletto.
te laumento della terra raccolta. Oltre a curare la Profondit di lavoro. indispensabile effettuare la
preparazione del terreno gi dalle prime fasi, im- regolazione della profondit di lavoro su ogni ap-
portante ridurre i compattamenti dovuti ai diversi pezzamento, tenendo presente che, valori eccessi-
passaggi effettuati su terreno troppo umido durante Fig. 10.2. Cantiere separato: de- vi, aumentano sensibilmente la terra raccolta e che
le varie operazioni colturali precedenti la raccolta. fogliatore e scollettatori frontali i vomerini devono poter estrarre le radici dal terre-
Densit di semina. Investimenti eccessivi compor- e organi estirpatori posteriori. no, senza romperle.
tano un elevato numero di radici poco sviluppate. Regolazione delle giranti sterratrici. Per assicurare
Pertanto, distanze di semina generalmente inferiori la maggior pulizia possibile, in base alle condizio-
ai 15 cm, appaiono ingiustificate anche in previsione ni di umidit del terreno alla raccolta, deve essere
di emergenze ridotte (60-65%). Una coltura con pian- regolata la velocit di rotazione delle giranti ster-
te distanziate regolarmente (popolazione ideale alla ratrici. Laumento di velocit riduce la quantit di
raccolta di circa 100.000 piante/ettaro) consente di terra caricata in presenza di suolo umido. neces- Fig. 10.4. Carro caricatore ster-
ottenere radici di dimensioni uniformi, una scolletta- sario scegliere il giusto compromesso tra velocit ratore per cantieri separati.
tura pi regolare e minori perdite in fase di raccolta. di avanzamento e rotazione delle giranti per non
Controllo delle infestanti. Le malerbe presenti im- aumentare eccessivamente la rottura delle radici.
pediscono agli organi delle macchine raccoglitrici
di operare correttamente. La tara causata da una Una buona organizzazione dei conferimenti allo zuc-
coltura inerbita (es. giavone) pu rendere proble- cherificio, secondo i piani di consegna concordati,
matica la lavorazione del prodotto in fabbrica. un ulteriore aspetto che determina la qualit della
Lutilizzo di caricatori pulitori da cumulo, in alcuni raccolta; consente infatti di lavorare bietole fresche,
casi diventa lunica soluzione adottabile per lelimi- prive di marcescenze ed evita il peggioramento qua-
nazione delle malerbe presenti. litativo determinato nelle radici da lunghe soste dei
Controllo della cercosporiosi. La perdita dellappa- cumuli a temperature ambientali elevate.
rato fogliare, causato da una coltura scarsamente
protetta, determina alla raccolta unabbondanza di Fig. 10.3. Cantiere separato con Consigli per una raccolta di qualit
foglie secche e conseguenti ricacci fogliari. trattrice a guida reversibile: tutti
gli organi precedono la trattrice; velocit di avanzamento superiori ai 5 km/h
Le foglie secche, restando ancorate al colletto, im- ci migliora la qualit della rac- Evitare raccolte con terreno troppo umido
pediscono il funzionamento efficiente degli organi colta. flagelli defogliatori
scollettatori e causano ingolfamenti degli apparati Controllare coltelli scollettatori
di pulizia delle macchine. Il colletto in eccesso inci- la funzionalit di
vomerini estirpatori
de invece in maniera significativa sulla percentuale laltezza di lavoro del defogliatore
di tara (vedi anche box sulla scollettatura al termi- Regolare su ogni la profondit di lavoro dellapparato estirpatore
ne del paragrafo successivo). appezzamento la velocit delle giranti sterratrici
la distanza tra griglie e giranti
Fattori operativi
creare il cumulo su terreno compatto e ben livellato, per evitare di
Riguardano le caratteristiche e la condotta dei can- Formazione cumulo a formare carreggiate profonde al momento dello scarico e agevolare
tieri di raccolta, con particolare riferimento a quanto bordo campo la raccolta di tutto il prodotto
segue.
172 173
10. Raccolta 10. Raccolta

Cumuli di bietole per il carico con macchine sterratrici:


La scollettatura
caratteristiche ottimali e posizionamento in campo
Riteniamo utile portare lattenzione su Il colletto o epicotile costituisce quella parte della bietola in cui si inseriscono i piccioli
alcuni accorgimenti da seguire nella fogliari. In condizioni normali ha uno spessore di pochi centimetri; tuttavia le parti-
formazione dei cumuli di bietole e nella colari situazioni di carattere climatico o fitosanitario (stress idrici, attacchi di cerco-
loro collocazione in campo precisando spora) in cui pu venirsi trovare la coltura, possono comportare lemissione di nuove
che, soprattutto sul dimensionamento foglie con il conseguente accrescimento di tale porzione. La sua presenza sgradita
del cumulo, le misure riportate sono dallindustria saccarifera principalmente per i seguenti motivi:
da ritenersi indicative e che loperato- bassa concentrazione di saccarosio (polarizzazione e purezza sensibilmente inferiori
re della sterratrice sapr dare i migliori a quelle della radice);
consigli in base al modello impiegato e alto contenuto di fibra, ceneri, azoto nocivo, sostanze che generano colore, betaina
agli spazi disponibili. e zucchero invertito;
Fig. 10.5. Corretto posizionamento del cumulo per il
presenza di frequenti cavit ed interstizi che, se non adeguatamente raggiunti dal-
Larea scelta deve essere facilmente carico su camion con caricatore sterratore. le acque di lavaggio, possono ospitare microrganismi responsabili di fermentazioni
raggiungibile dagli sterratori e dai ca- indesiderate ed infezioni dannose nella fase di estrazione. Date tali caratteristiche
mion anche in condizioni difficili, negative, le bietole, per contratto, devono essere consegnate prive di colletto (cos
ad esempio dopo le piogge; inoltre, come avviene con piccole variazioni, in tutti i paesi europei) e comunque tale por-
non deve essere in un punto pi basso zione, se presente nella partita conferita, costituisce tara e come tale non pagata
rispetto al piano di campagna, per evi- allagricoltore. Negli accordi e nelle clausole concernenti la valutazione merceologica
tare dannosi ristagni dacqua in caso del prodotto sono stabilite norme precise per la scollettatura dei campioni e lopera-
di precipitazioni. zione viene accuratamente attuata e verificata sotto il controllo delle parti.
Cumulo
I cumuli devono essere posizionati su di bietole Capezzagna
A Attualmente la scollettatura viene effettuata nei laboratori tare, secondo consuetudine
terreno ben livellato per consentire la
Fig. 10.6.
mediante taglio orizzontale, in modo da asportare il colletto eccedente ad unaltezza
perfetta raccolta di tutte le bietole a
uguale ad 1 cm dalla base dellinserzione fogliare, intendendo per base dellinserzione
contatto con il terreno.
fogliare la parte inferiore del colletto che presenta tuttattorno, ad anello, la caratteri-
Altezza dei cumuli. Realizzati in condizioni ideali, con poca terra, e caricati con
stica rugosit dei residui delle foglie, come da disegno allegato. In alcuni stabilimenti
macchine sterratrici di elevata potenza i cumuli potranno avere una altezza massi-
operanti attualmente in Italia la determinazione della tara colletto effettuata a stima,
ma di circa 2,5 metri. Con macchine sterratrici di minore potenza opportuno non
da rappresentanti delle parti.
superare i 2 metri. Nei cumuli invece dove presente terra in misura consistente, le
altezze massime degli stoccaggi non dovranno essere superiori a 2 metri con mac-
chine sterratrici di elevata potenza e 1.5 metri con macchine sterratrici di minore
potenza. La riduzione di altezza, in questo caso, si rende necessaria sia per evitare
un eccessivo accumulo di terra sotto lo sterratore, sia per il maggior sforzo che la
SR = Scollettatura regolamentare
macchina deve affrontare. IF = limite dellinserzione fogliare
La base del cumulo in ogni caso dovr avere prudenzialmente una larghezza non
SR
superiore a 6 metri, per permettere una agevole raccolta di tutte le bietole.
La distanza tra la base del cumulo e la strada poderale (indicata con A nella fig. 1 cm
10.6) indicativamente deve essere compresa tra 2-4 metri.
La terra che si trova in campo dopo loperazione di carico deve essere stesa con IF
lausilio di una lama livellatrice. Evitare di posizionare un nuovo cumulo nellarea
occupata da uno gi caricato, per la presenza di terra vagliata dallo sterratore.
Il rispetto di queste indicazioni consente diversi vantaggi, tra i quali:
1. agevolazione del carico, anche in condizioni meteorologiche avverse;
2. minori tempi morti per le macchine operatrici;
Fig. 10.7. Schema per una corret-
3. minore calpestamento dei terreni. ta scollettatura

174 175
Qualit
11
Il concetto di qualit glo-
bale, nella barbabietola
da zucchero, riferito a
numerosi aspetti legati
alle caratteristiche geneti-
che delle variet, al tipo di
terreno, al clima, alle tec-
niche di coltivazione e di
raccolta, alla presenza o
assenza di fitopatie, i qua-
li condizionano lestrazio-
ne dello zucchero dalla
radice, influenzando cos
la resa ed i costi connes-
si al processo industriale. Fig. 11.1. Partita di bietole con
In particolare si soliti distinguere una qualit ester- forte presenza di tara terra.
na della radice ed una qualit interna.

La qualit esterna individua tutte le impurit che


vengono consegnate in fabbrica frammiste alla bie-
tola e vanno a formare la tara: si tratta prevalen-
temente di terra presente nei carichi sia in zolle di
diverse dimensioni sia aderente alle radici, di erbe
infestanti, di foglie, di colletti di bietola e rappresenta
un grave problema per i costi di gestione degli stabi-
limenti. Questi materiali estranei, che vanno separati
dalle radici, rappresentano per uno stabilimento, alla
fine della campagna, una massa di materiale dellordi-
ne di centinaia di migliaia di tonnellate per lo pi for-
mata dalla parte pi superficiale e fertile dei terreni
bieticoli, che deve essere smaltita con oneri rilevanti
a carico delle Societ Saccarifere.
177
11. Qualit 11. Qualit

Negli ultimi anni si ottenuto una significativa di- Oltre a questi, nel sugo di estrazione sono a volte
minuzione della tara, attraverso lintroduzione in presenti altri composti che hanno una notevole in-
campagna di macchine innovative per la raccolta e la fluenza nel processo di cristallizzazione, in particola-
pulizia del prodotto (vedi capitolo 10). re gli zuccheri riducenti (glucosio e fruttosio, i quali
I nuovi cantieri di raccolta, anche se molto pi ef- vengono determinati sui campioni, soltanto in alcuni
ficienti, devono comunque potere operare in condi- stabilimenti).
zioni ottimali lavorando in terreni non compattati
e senza avvallamenti, estirpando appezzamenti con
investimenti omogenei, con radici di pezzatura uni-
forme e posizionate alla stessa altezza lungo il profilo
del terreno. Acqua 75%
Saccarosio 16%
Il termine qualit interna o tecnologica si riferi-
Sostanza
sce allattitudine della bietola ad essere trasformata secca 25%
in zucchero. Il saccarosio totale il parametro pi Non zuccheri solubili
importante, esprime la concentrazione di zucchero (melassigeni) 4%
nella radice della bietola ed espresso in percento in Non zuccheri
peso: ad esempio un valore di 16 S indica che 100 g insolubili (marco) 5%
di radice contengono 16 g di saccarosio totale. Esso
viene misurato con il polarimetro (polarizzazione),
individua il valore economico della coltura e vie-
ne definito zucchero teorico, perch non pu esse- Fig. 11.2. Composizione media
re interamente estratto e cristallizzato. La parte di della radice di barbabietola da
zucchero che, rispetto al totale, possibile estrarre zucchero.
e cristallizzare viene definita zucchero bianco e rap-
presenta il valore industriale del prodotto. Queste sostanze melassigene, durante il processo di
La percentuale di zucchero teorico che diventa zuc- estrazione, causano danni diretti:
chero bianco costituisce la Resa Estraibile (vedi immobilizzando parte del saccarosio ed impeden-
seguito), che dipende dalla quantit, presente nella dogli la cristallizzazione;
radice, di alcune sostanze che interferiscono negati-
vamente con il processo di estrazione, abbassando la ed indiretti:
percentuale di zucchero che cristallizza ed aumen- acidificando i sughi di estrazione.
tando quella che resta legata al sottoprodotto della In ambiente acido si attivano gli enzimi in grado
raffinazione, che il melasso (saccaro-melasso). Per di scindere la molecola di saccarosio in glucosio e
questo motivo, tali elementi vengono definiti sostan- fruttosio, zuccheri semplici che comunque non cri-
ze melassigene o melassigeni. stallizzano; inoltre per ripristinare lalcalinit dei
sughi occorre aggiungere soda (NaOH) che contie-
Lindustria saccarifera, per individuare la qualit tec- ne sodio, sostanza di per s melassigena.
nologica delle partite di prodotto conferite in stabi-
limento, determina in tutti i campioni il contenuto, Nel corso degli anni sono state proposte diverse for-
espresso in mmol per 100 g di polpa, dei tre melassi- mule per valutare la qualit interna sulla base dei dati
geni principali: potassio (K), sodio (Na) ed azoto alfa- analitici di polarizzazione e dei melassigeni. La qua-
amminico (N). lit interna viene indicata attraverso i parametri Pu-
178 179
11. Qualit 11. Qualit

rezza del Sugo Denso (PSD) e/o Resa Estraibile (RE),


Variabili agronomiche, Resa Sacc.
e le formule attualmente utilizzate in Italia per il loro fitopatologiche e relative Pol. K Na N AK P.S.D.
calcolo sono indicate nel box alla pagina seguente. radici Grezzo
espressioni
La quantit di sostanze melassigene presenti nella
radice e quindi la sua qualit interna dipende, oltre Struttura carente-asfittica
che da fattori genetici, anche da aspetti pedoclima-
tici, agronomici e patologici. Semina ritardata
Il contenuto di potassio nella radice solo par- Investimento alto
zialmente correlato a quello del terreno, lazoto
alfa-amminico varia soprattutto in funzione della Raccolta ritardata
quantit, dellepoca di distribuzione dei fertilizzan-
ti azotati e della loro disponibilit nel terreno, alti Stoccaggio prolungato
tenori di sodio sono segnali di una possibile presen- assente (colletto
za di rizomania. Scollettamento con piccioli)
Gli stress subiti dalla coltura (idrici e termici), le fe-
N
rite, la presenza di marciumi e talune infezioni fun-
P2O5
Parametri qualitativi Basso Medio Alto Molto alto
K 2O
K (potassio) < 3,5 3,5 5,0 5,0 6,0 > 6,0 Nutrizione
Letame
Na (sodio) < 0,8 0,8 1,5 1,5 2,5 > 2,5
Liquami
Alfa N (azoto) < 1,0 1,0 2,0 2,0 3,0 > 3,0
Irrigazione
AK (coef. Alcalinit) <2 2,0 3,0 3,0 4,0 > 4,0
Malerbe
PSD (purezza sugo denso) < 90 90 92 92 93 > 93
Rizomania
Note: negativo, positivo. Fig. 11.3. Valori di riferimento per Malattie Cercospora
gli elementi melassigeni e parame-
gine (sclerozio), aumentano la concentrazione degli tri tecnologici. Oidio
zuccheri riducenti.
Nematodi
Parassiti
Cleono

Nessuna
Forte aumento variazione Lieve calo

Fig. 11.4. Effetto delle fisiopatie su


Lieve
aumento Forte calo peso, polarizzazione e melassigeni
- fonte Agronomica (modificata).

180 181
12
11. Qualit

Formule per il calcolo della qualit (secondo Carruthers e Oldfield) Costi colturali
I dati di analisi, riferiti a 100 grammi di polpa sono:
Polarizzazione %
Potassio (K) mmol
Sodio (Na) mmol
Azoto alfa amminico (N) mmol

Purezza sugo denso (PSD) 99,36 - 14,27 x (K + Na + N)


Polarizzazione

Resa estraibile (RE) 100 x Polarizzazione Estraibile


Polarizzazione Nel presente capitolo si riportano i dati forniti dalla
Filiera Bieticolo Saccarifera nellambito dellindagine
Polarizzazione estraibile Polarizzazione - Saccaro-melasso di approfondimento sui costi colturali promossa da
Beta nel 2006.
(K + Na)
Coefficente di alcalinit (AK)
N
2000
Il Saccaro-melasso (Sm) si calcola con due diverse formule: 1800
1600
se AK > = 1,8 0,3492 x (K + Na) 1400
1200

e/ha
1000
se AK < = 1,8 0,6285 x N 800
600
400
In presenza di zuccheri riducenti (Rid) alcuni stabilimenti determinano:
200
0
99,36 - 14,27 x (K + Na + N + Rid)
Purezza sugo denso (PSD)
Polarizzazione AN BO BO BO CR FE FE FE MN MN MN PC RA RE RO RO CB media

Mezzi tecnici Lavorazioni meccaniche

Fig. 12.1. Costi colturali espliciti


per ettaro relativi a 10 Province
Tale indagine non vuole sostituirsi a studi contabili con evidenziati gli importi dei
e gestionali realizzati da dipartimenti universitari o mezzi tecnici e delle lavorazioni
meccaniche. Quando compresa
altri enti, ma si propone lobiettivo di focalizzare, lirrigazione, il segmento dellisto-
nel periodo attuale di prezzi decrescenti della bar- gramma relativo alle lavorazioni
babietola da zucchero, i valori delle principali voci meccaniche di colore blu. Lul-
di spesa. timo istogramma a destra indica il
dato medio generale.
Sono stati considerati solamente i costi espliciti con-
nessi direttamente alla coltura, in quanto gli altri co-
sti aziendali sono riferibili allintero avvicendamento
e non solo alla barbabietola.
182 183
12. Costi colturali 12. Costi colturali

Le spese considerate sono: Per quanto riguarda lirrigazione, nel campione


le lavorazioni meccaniche che comprendono le la- esaminato vengono contemplati mediamente 1,2
vorazioni principali e secondarie del terreno, la di- interventi irrigui che incidono per l8 % sul totale
stribuzione di concimi, diserbanti e antiparassitari, dei costi di produzione.
lirrigazione, le operazioni di semina e la raccolta. Lelevata variabilit dei costi dirrigazione rilevati,
limpiego di mezzi tecnici che comprendono il dipende soprattutto dalla presenza nel campione
seme, i diserbanti, gli insetticidi, i fungicidi e i ferti- di una azienda che si affida ad impresa agromecca-
lizzanti. nica per lesecuzione di questa pratica (fig. 12.3).
Sono pertanto escluse le voci relative a interessi, spe- Area sud Italia (costo di produzione medio 1690
se generali, imposte e contributi. c/ha): si riportano unicamente dei valori medi del
costo di produzione. I principali costi di produzio-
Dalle 17 schede pervenute, relative a 10 Province bie- ne riguardano le lavorazioni meccaniche, di entit
ticole dItalia, risulta un importo medio dei costi di superiore a 300 c/ha, le fertilizzazioni, mediamen-
circa 1540 c/ha, di cui il 44% imputabile ai mezzi tec- te superiori a 250 c/ha e il diserbo (considerata la
nici ed il 56% alle lavorazioni meccaniche (fig. 12.1). doppia stagionalit della flora infestante).
Per quanto riguarda lirrigazione, sono contempla-
Da una analisi pi approfondita delle voci che com- ti tre interventi, con una incidenza dell11% sul co-
pongono il costo colturale si possono trarre alcune sto totale di produzione.
considerazioni.
Area nord e centro Italia senza irrigazione (costo
di produzione medio 1430 c/ha): le voci di spesa Area nord centro, totale costi: 1.430 e/ha
a maggior incidenza economica sono la raccolta, il 400
seme e le operazioni di semina, le lavorazioni del
350
terreno e il diserbo. Per le prime due i costi rileva-
300
ti sono molto simili nelle diverse aziende, mentre
250
per le lavorazioni del terreno e il diserbo si posso-

e/ha
no avere oscillazioni anche del 40%. 200
Tali variazioni sono dovute non solo a differenze 150 19% 21% 19%
17%
di prezzo unitario del mezzo tecnico o della lavo- 100
12% 12%
razione, ma anche alla loro frequenza di applica- 50
zione: si pensi ad esempio al numero variabile di 0
trattamenti contro la cercospora. Concimazione Difesa Diserbo Lavorazioni Raccolta Seme e semina
del terreno
Limporto della voce seme e semina ovviamente
fortemente influenzata dal prezzo dacquisto del
seme (fig. 12. 2). Fig. 12.2. Costi delle operazioni
Area nord e centro Italia con irrigazione (costo colturali nel nord e centro Italia in
aziende che non praticano irriga-
di produzione medio 1590 c/ha): anche in questo zione. I valori in tabella sono i dati
caso sono la raccolta, il seme e la semina, le la- medi di 6 schede con evidenzia-
vorazioni del terreno e il diserbo le voci di costo te allinterno degli istogrammi le
a maggior incidenza economica. In questa ipotesi percentuali di incidenza sul totale
costi. Le linee verticali nere indica-
si evidenziano per maggiori variazioni per tutte no le variazioni minime e massime
le voci di costo (tranne che per quella del seme e rilevate per ciascuna voce nelle di-
della semina). verse aziende.

184 185
12. Costi colturali

Area nord centro con irrigazione, totale costi: 1.580 e/ha


400
350
300
250
e/ha

200
150 15% 20% 16%
15%
100
12% 14%
50 8%
0
Concimazione Difesa Diserbo Irrigazione Lavorazioni Raccolta Seme e
del terreno semina

Fig. 12.3. Costi delle operazioni


colturali nel nord e centro Italia in
aziende che adottano lirrigazione
su barbabietola. I valori in tabella
sono i dati medi di 10 schede con
evidenziate allinterno degli isto-
grammi le percentuali di incidenza
sul totale costi. Le linee verticali
nere indicano le variazioni minime
e massime rilevate per ciascuna
voce nelle diverse aziende.

Area sud, totale costi: 1.690 e/ha


400
350
300
250
e/ha

200
150 16% 18%
16% 14%
100 11% 15%
10%
50
0
Concimazione Difesa Diserbo Irrigazione Lavorazioni Raccolta Seme e
del terreno semina

Fig. 12..4. Costi delle operazioni


colturali nel sud Italia. Allinterno
degli istogrammi sono indicate le
percentuali di incidenza sul tota-
le costi.

186
BETA
Note degli autori
Le indicazioni relative ai presidi fitosanitari riportate nel Giancarlo Beltrami
presente volume sono soggette a possibili modifiche e non Giovanni Bettini
comportano in alcun modo specifiche responsabilit per Pietro Natale Capitani
eventuali involontari errori, inesattezze o uso scorretto Alberto Cavallini
delle stesse. Nellapplicazione dei prodotti necessario se- Massimo Cerrato
guire attentamente le modalit e le avvertenze riportate in Franco Cioni
Giuseppe Ciuffreda
etichetta. Levoluzione delle conoscenze scientifiche, delle
Achille Covizzi
tecniche applicative e della normativa, impongono un con-
Tiziano Cuman
tinuo aggiornamento. In particolare, la revisione genera- Adriano Fabbri
lizzata dei principi attivi, tuttora in corso a livello comuni- Pasquale Ferrandino
tario, pu comportare lesclusione di molecole inserite nei Erman Gabellini
programmi di difesa e diserbo. A tal fine Beta si propone Roberto Landi
di monitorare costantemente gli sviluppi degli argomenti Gianfranco Maines
trattati rendendoli fruibili in rete sul sito www.betaitalia.it Nicola Minerva
previa opportuna verifica e validazione Claudio Perezzani
Marco Piazzi
Si ringrazia per la collaborazione e la revisione generale del Claudio Postiglione
testo il Comitato Scientifico composto da: Dott. L. Barbanti - Daniele Rosini
Univ. di Bologna, Prof. A. Caliandro - Univ. di Bari, Dott. R. Alessandro Vacchi
Morillo - AIMCRA (Spagna), Prof. G. Mosca - Univ. di Padova, Massimo Zavanella
Prof. P. Perata - Scuola Sup. SantAnna di Pisa, Dott. P. Ranalli - Michele Zuffrano
CRA-ISCI Bologna, Prof. V. Rossi - Univ. Sacro Cuore di Piacen-
za, Prof. P. Sequi - CRA-ISNP, Roma e per il contributo inerente
lirrigazione il Prof. G. Taglioli - Univ. Di Bologna.
Principali fonti bibliografiche consultate per la stesura Principali fonti bibliografiche consultate per la stesura

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cee. Ed. LInformatore Agrario, 1990. tion of United Nations, Roma,1998.
Progetto grafico e impaginazione
Agenzia Pagina S.r.l.
viale della Lirica. 49 - 48100 Ravenna

Stampa
MDM S.p.A.
via Meucci, 27 - 47100 Forl

Finito di stampare nel dicembre 2006

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