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11/4/2010

Aspetti ambientali nella


pianificazione territoriale e urbanistica:
dai PTR-PTCP-PSC
alla VAS/ValSAt
alla Agenda 21 Locale
Giulio De Leo
Giulio.deleo@unipr.it
www.ecolab.unipr.it
2010

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Cose la pianificazione territoriale


Linsieme di strumenti mediante i quali lo Stato
generalmente inteso si sforza di ripartire
geograficamente la popolazione e le attivit
economiche per rendere pi omogeneo il
territorio, accelerare o regolare lo sviluppo, o
ancora migliorare la posizione del territorio nel
gioco della concorrenza internazionale. Anche
il semplice tracciamento delle vie di
comunicazione, cos come le grandi opere
pubbliche, hanno infatti ripercussioni sulla
strutturazione della vita economica.

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Funzioni ed obiettivi della pianificazione


promuovere un ordinato sviluppo del territorio;
assicurare che i processi di trasformazione siano
compatibili con la sicurezza e la tutela dellintegrit fisica e
con lidentit culturale del territorio;
migliorare la qualit della vita e la salubrit degli
insediamenti umani;
ridurre la pressione degli insediamenti sui sistemi naturali e
ambientali (interventi di riduzione e mitigazione degli
impatti);
promuovere il miglioramento della qualit ambientale
architettonica e sociale del territorio urbano;
prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non
sussistano alternative

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Il processo di pianificazione

individuazione degli obiettivi generali di sviluppo


economico e sociale, di tutela e riequilibrio del territorio;

formazione di un quadro conoscitivo (QC);

determinazione delle azioni idonee alla realizzazione degli


obiettivi individuati;

regolamentazione degli interventi e programmazione della


loro attuazione;

monitoraggio e bilancio degli effetti sul territorio


conseguenti allattuazione dei piani

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Il Quadro Conoscitivo (art.4)

provvede alla organica rappresentazione e valutazione


dello stato del territorio e dei processi evolutivi che lo
caratterizzano
dinamiche dei processi di sviluppo economico e sociale;
aspetti fisici e morfologici;
valori paesaggistici, culturali e naturalistici;
sistemi ambientale, insediativo e infrastrutturale;
utilizzazione dei suoli e stato della pianificazione;
prescrizioni e vincoli territoriali derivanti dalla normativa, dagli strumenti
di pianificazione vigenti, da quelli in salvaguardia e dai provvedimenti
amministrativi

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Pianificazione territoriale e urbanistica

LR 20/2000 disciplina generale sulla tutela e


luso del territorio
e
DGR 173/2001 atto di indirizzo e coordinamento
tecnico sui contenuti conoscitivi e valutativi dei
piani

NB: questa parte di Slide stata elaborata e integrata a partire dalle


lezioni di Davide Gerevini e Claudia Giardin

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Finalit
promuovere un uso appropriato delle risorse ambientali,
naturali, territoriali e culturali

disciplinare luso e le trasformazioni del suolo,


accerta i limiti e i vincoli che derivano:

da uno specifico interesse pubblico insito nelle caratteristiche del


territorio, stabilito da leggi statali o regionali relative alla tutela dei beni
ambientali, paesaggistici e culturali, alla protezione della natura ed
alla difesa del suolo;

dalle caratteristiche morfologiche e geologiche dei terreni;

dalla presenza di fattori di rischio ambientale, dalla vulnerabilit delle


risorse naturali

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Al fine di assicurare la sostenibilit ambientale e territoriale,


la pianificazione pu subordinare lattuazione degli
interventi di trasformazione:

alla contestuale realizzazione di interventi di mitigazione degli impatti


negativi o di infrastrutture per lurbanizzazione degli insediamenti, di
attrezzature e di spazi collettivi, di dotazioni ecologiche e ambientali,
di infrastrutture per la mobilit;

al fatto che si realizzino le condizioni specificatamente individuate


dal piano, che garantiscono la sostenibilit del nuovo intervento

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Livelli della pianificazione territoriale

Piano Territoriale Regionale (PTR)

Piano Territoriale
Paesistico Regionale (PTPR)

Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP)

Pianificazione urbanistica comunale

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Il Piano Territoriale Regionale (PTR)


strumento di programmazione con il quale la regione
definisce gli obiettivi per assicurare lo sviluppo e la
coesione sociale, accrescere la competitivit del sistema
territoriale regionale, garantire la riproducibilit, la
qualificazione e la valorizzazione delle risorse sociali ed
ambientali

Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR)


parte tematica del PTR avente specifica considerazione dei
valori paesaggistici, ambientali e culturali del territorio
regionale; provvede allindividuazione delle risorse storiche,
culturali, paesaggistiche ed ambientali del territorio e alla
definizione della disciplina per la loro tutela e valorizzazione

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Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale


(PTPC)
lo strumento di pianificazione che definisce lassetto del
territorio con riferimento agli interessi sovracomunali,
articolando sul territorio provinciale le linee di azione della
programmazione regionale
recepisce gli interventi definiti a livello nazionale e regionale;
individua ipotesi di sviluppo dellarea provinciale, prospettando le
conseguenti linee di assetto e utilizzazione del territorio;

definisce i criteri per la localizzazione e il dimensionamento di strutture


e servizi di interesse provinciale e sovracomunale;

definisce le caratteristiche di vulnerabilit, criticit e potenzialit dei


sistemi naturali ed antropici e le tutele paesaggistico-ambientali;
definisce i bilanci delle risorse territoriali ed ambientali, i criteri e le
soglie del loro uso

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11/4/2010

Attuazione del
PTCP visione linee guida

obiettivi strategici

obiettivi
programmatici

attuazione del
piano elaborati di
piano

piani
settoriali e
comunali

progetti
strategici

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GLI OBIETTIVI STRATEGICI

Migliorare la competitivit del


sistema sia come capacit di
vendere sia come capacit di
attrarre

PROGRAMMA
DEL
PRESIDENTE Sviluppare la coesione sociale
favorendo pari opportunit di
accesso ai servizi, alle
infrastrutture, alle conoscenze

4 OBIETTIVI
STRATEGICI

Preservare e migliorare la qualit


INDIRIZZI DEL
dell'ambiente (sviluppo
CONSIGLIO
compatibile)

Valorizzare le peculiarit del


territorio locale

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Livelli della pianificazione urbanistica

Piano Regolatore Generale (PRG)

Piano Strutturale Regolamento Urbanistico


Comunale (PSC) ed Edilizio (RUE)

Piano Operativo
Comunale (POC)

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Il PSC (art.28)
Piano Strutturale Comunale

delinea le scelte strategiche di assetto e sviluppo e tutela


lintegrit fisica ed ambientale e lidentit culturale del
territorio (30 anni)
valuta la consistenza, la localizzazione e la vulnerabilit delle risorse
naturali e antropiche e ne indica le soglie di criticit
fissa i limiti e le condizioni di sostenibilit degli interventi e delle
trasformazioni pianificabili;

individua le infrastrutture e le attrezzature di maggiore rilevanza;


classifica il territorio comunale in urbanizzato, urbanizzabile e rurale;

individua gli ambiti del territorio comunale;


definisce le trasformazioni che possono essere attuate attraverso
intervento diretto

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Il RUE (art.29)
Regolamento Urbanistico ed Edilizio
contiene la disciplina generale delle tipologie e delle
modalit attuative degli interventi di trasformazione nonch
delle destinazioni duso
contiene le norme attinenti alle attivit di costruzione, di
trasformazione fisica e funzionale e di conservazione delle
opere edilizie, nonch la disciplina degli elementi
architettonici ed urbanistici, degli spazi verdi e degli altri
elementi che caratterizzano lambiente urbano

contiene inoltre la definizione dei parametri edilizi e


urbanistici e le metodologie per il loro calcolo, la disciplina
degli oneri di urbanizzazione, le modalit di calcolo delle
monetizzazioni delle dotazioni territoriali

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Il POC (art.30)
Piano Operativo Comunale

individua e disciplina gli interventi di tutela e valorizzazione,


di organizzazione e trasformazione del territorio (5 anni)
la delimitazione, lassetto urbanistico, le destinazioni duso, gli indici
edilizi;
le modalit di attuazione degli interventi di trasformazione
lindicazione delle trasformazioni da assoggettare a specifiche
valutazioni di sostenibilit e fattibilit e ad interventi di mitigazione e
compensazione degli effetti:
la definizione delle dotazioni territoriali da realizzare o riqualificare e
delle relative aree, nonch gli interventi di integrazione paesaggistica;

la localizzazione delle opere e dei servizi pubblici e di interesse


pubblico
programma la contestuale realizzazione e completamento degli
interventi di trasformazione e delle connesse dotazioni territoriali e
infrastrutture per la mobilit

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Valutazione ambientale di piani e programmi:


VAS
(Valutazione ambientale Strategica)

Val.S.A.T.
(La Valutazione di Sostenibilit Ambientale e Territoriale art.5)

momento del processo di pianificazione che concorre alla


definizione delle scelte di piano, individuando
preventivamente gli effetti che deriveranno dallattuazione
delle singole scelte

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VIA e VAS
VIA VAS/Valsat

progetti piani/programmi

compatibilit sostenibilit

mitigazioni

monitoraggio

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La VAS

Processo sistematico inteso a valutare le conseguenze sul


piano ambientale delle azioni proposte ai fini di garantire
che tali conseguenze siano incluse a tutti gli effetti ed
affrontate in modo adeguato fin dalle prime fasi del
processo decisionale, sullo stesso piano delle
considerazioni di ordine economico e sociale

Direttiva 2001/41/CE del 27 giugno 2001


Correttivo Ambientale del 2008

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Valutazione
Ambientale
Strategica (VAS)
Dir.42/2001,
Corr.Amb 2008

Si applica a piani e programmi


Finalit
verifica della rispondenza del
programma con gli obiettivi dello
sviluppo sostenibile
sia valutando il grado di
integrazione dei principi di
sviluppo sostenibile al suo interno
sia verificandone il complessivo
impatto ambientale, ovvero la
diretta incidenza sulla qualit
dell'ambiente.

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Obiettivi della VAS

Garantire un elevato livello di protezione dellambiente e


contribuire allintegrazione di considerazioni ambientali
allatto dellelaborazione di piani e programmi al fine di
promuovere lo sviluppo sostenibile

verifica della rispondenza dei piani e programmi con gli


obiettivi dello sviluppo sostenibile, verificandone il
complessivo impatto ambientale, ovvero la diretta
incidenza sulla qualit dellambiente

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Articolazione della VAS

Valutazione ex-ante: precede e accompagna la definizione


del piano;

Valutazione intermedia: prende in considerazione i primi


risultati degli interventi, valuta la coerenza con la
valutazione ex-ante, la pertinenza degli obiettivi di
sostenibilit, il loro grado di conseguimento e la loro
corretta gestione e la qualit della sorveglianza;

Valutazione ex-post: illustra lutilizzo delle risorse e


lefficacia e lefficienza delle scelte e del loro impatto.

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La Val.S.A.T. (art.5)
La Valutazione di Sostenibilit Ambientale e Territoriale
prevista dalla L.R.20/2000

1. acquisisce, attraverso il QC, lo stato e le tendenze evolutive dei


sistemi naturali e antropici e le loro interazioni;

2. assume gli obiettivi di sostenibilit ambientale, territoriale e


sociale, di salubrit e sicurezza, di qualificazione paesaggistica e di
protezione ambientale;

3. valuta gli effetti sia delle politiche di salvaguardia sia degli


interventi significativi di trasformazione del territorio previsti,
tenendo conto delle possibili alternative;

4. individua le misure atte ad impedire gli eventuali effetti negativi


ovvero quelle idonee a mitigare, ridurre o compensare gli impatti
delle scelte di piano ritenute comunque preferibili

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Valsat e Vas
Quindi la Valsat si riferisce ad una complessiva valutazione strategica del Piano
non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello pi complessivamente
territoriale

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I Quattro livelli della Valsat


Considerando i diversi aspetti dellinterazione Piano Territorio la Valsat
dovrebbe quindi riferirsi a quattro dimensioni distinte anche se non
indipendenti:

Economica: impatti occupazionali, valore aggiunto, disponibilit risorse, ecc.

Sostenibilit ambientale: consumo risorse, impatti, riproducibilit

Sostenibilit sociale: equit

Realizzabilit: amministrativa (procedure, vincoli ecc.), finanziaria (risorse),


politica (grado di accordo e di consenso)

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La Valsat come Dss


La Valsat non si traduce in un giudizio sul Piano ma cambia il Piano,
costringendolo ad esplicitare i propri obiettivi e a tradurli in indicazioni
valutabili.

Inoltre la Valsat opera in modo iterativo:


inserendo la VAS nel processo lineare proponente-obiettivi-decisori-
piano, si giunge ad una impostazione che prevede il ricorso a feedback
in corso dopera, cos da meglio calibrare lintero processo.
Quindi la Valsat riguarda pi il processo di formazione del piano che il piano
stesso. E essa stessa pi un processo che un documento

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La Val.S.A.T. (art.5)

5. illustra in una dichiarazione di sintesi le valutazioni in ordine


alla sostenibilit ambientale e territoriale dei contenuti dello
strumento di pianificazione con leventuale indicazione delle
condizioni cui subordinata lattuazione di singole previsioni;
6. definisce gli indicatori necessari al fine di predisporre un
sistema di monitoraggio degli effetti del piano, con riferimento agli
obiettivi ivi definiti ed ai risultati prestazionali attesi

consente di selezionare tra le possibili soluzioni alternative


quelle maggiormente rispondenti agli obiettivi generali del
piano;
individua le misure di pianificazione volte ad impedire,
mitigare o compensare lincremento delle eventuali criticit
ambientali e territoriali e i potenziali impatti negativi delle
scelte operate

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Partecipazione dei cittadini (art.8)

sono assicurate:

la concertazione con le associazioni economiche e sociali, in merito


agli obiettivi strategici e di sviluppo da perseguire:

specifiche forme di pubblicit e di consultazione dei cittadini e delle


associazioni costituite per la tutela di interessi diffusi

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La pianificazione partecipata:
Agenda 21 Locale

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AGENDA 21

La Agenda 21 il documento sottoscritto da 178 Nazioni nel 1992


a Rio de Janeiro a conclusione della Conferenza mondiale delle
Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo, nel quale vengono indicate le
cose da fare e da mettere in agenda nel XXI secolo per realizzare
uno sviluppo sostenibile
In Europa si dato seguito a quanto stabilito a Rio nel 1992, con il
lancio nel 1994 ad Aalborg, della Campagna Europea delle Citt
Sostenibili (Carta di Aalborg delle citt europee per uno sviluppo
durevole e sostenibile)
Allinterno del documento Agenda 21 si promuove il processo di
pianificazione partecipata che prende nome di Agenda 21 Locale
Oltre 7 mila comunit locali hanno attivato processi di Agenda 21
Locale a livello mondiale, di questi oltre 5 mila sono in Europa
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Agenda 21 Locale
Trasferisce la prospettiva globale di Agenda
21
21 a livello locale
un processo volontario su base partecipativa
Mira allo sviluppo di politiche sostenibili
Promuove lintegrazione tra gli aspetti
ambientali, sociali ed economici
Propone obiettivi a lungo termine

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FASI DEL PROCESSO

INIZIATIVE DI
SENSIBILIZZAZIONE
E PROMOZIONE

ATTIVAZIONE
ADESIONE AD ACCORDI
DEL PROCESSO E NETWORK INTERNAZIONALI

IMPEGNO FORMALE
DELLAMMINISTRAZIONE
LOCALE

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FASI DEL PROCESSO

COINVOLGIMENTO
SETTORI INTERNI

INDIVIDUAZIONE E
COINVOLGIMENTO CREAZIONE DEL
DEL PUBBLICO E GRUPPO TECNICO
DEI PARTNER

ATTIVAZIONE DEL
FORUM CIVICO

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FASI DEL PROCESSO

RAPPORTO
SULLO STATO DELLAMBIENTE

PREDISPOSIZIONE
AUDIT DELLA STRUTTURA
DEL QUADRO E DELLA GESTIONE
DIAGNOSTICO

VALUTAZIONE DELLE
POLITICHE PRE-ESISTENTI

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FASI DEL PROCESSO

SELEZIONE DI OBIETTIVI
STRATEGICI E LOCALI

INDIVIDUAZIONE DISCUSSIONE E VALIDAZIONE


DELLE PRIORITA DEGLI OBIETTIVI
E DEGLI OBIETTIVI

DEFINIZIONE STRATEGIE
DI INTERVENTO

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FASI DEL PROCESSO

PREDISPOSIZIONE DI
SCENARI

COSTRUZIONE DEL DEFINIZIONE


PIANO DI AZIONE LINEE DI INTERVENTO

INDIVIDUAZIONE DI
STRUMENTI DAZIONE

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FASI DEL PROCESSO

CONFRONTO SULLA
PROPOSTA PRELIMINARE

ADOZIONE INDIVIDUAZIONE
DEL PIANO DEGLI ATTORI

ADOZIONE FORMALE E
INDIRIZZI PER LA GESTIONE

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FASI DEL PROCESSO

INDIVIDUAZIONE
DELLA STRUTTURA
E DELLE PROCEDURE

IMPLEMENTAZIONE,
MONITORAGGIO, ATTIVAZIONE DI
VERIFICHE PERIODICHE
VALUTAZIONE
E FEEDBACK

AGGIORNAMENTO
E ADEGUAMENTO
DEL PIANO

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IL PIANO DAZIONE

E IL PRODOTTO (OUTPUT) DELLINTERO PROCESSO DI AGENDA21


IL PIANO E LO STRUMENTO OPERATIVO MEDIANTE IL QUALE SI
DEFINISCE COME PERSEGUIRE GLI OBIETTIVI ASSUNTI DA FORUM E
AMMINISTRAZIONE SULLA BASE DI ASPETTATIVE E PRIORITA
CONDIVISE E IN COERENZA CON LE EVIDENZE EMERSE DAL QUADRO
DIAGNOSTICO

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IL PIANO DAZIONE

NEL PIANO DAZIONE SI DEFINISCONO:

STRATEGIE DA ADOTTARE
AZIONI DA SVILUPPARE

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IL PIANO DAZIONE

NEL PIANO DAZIONE SI INDIVIDUANO/DEFINISCONO:

GLI ATTORI
RUOLI E FUNZIONI DA SVOLGERE

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IL PIANO DAZIONE

CONTENUTI DEL PIANO:

OBIETTIVI SPECIFICI breve medio lungo termine


STRATEGIE E LINEE DAZIONE
RISORSE NECESSARIE
RESPONSABILI PER LATTUAZIONE

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IL PIANO DAZIONE

REQUISITI DEL PIANO:

MASSIMO CONSENSO
ESPRESSIONE DEL LAVORO DEL FORUM
CONFRONTO CON INIZIATIVE E VOLONTA
DELLAMMINISTRAZIONE

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IL PIANO DAZIONE

ADOZIONE DEL PIANO:

ATTRAVERSO IL CONSENSO DIVENTA ATTO POLITICO


DOCUMENTO DI RIFERIMENTO DELLAMM.NE
STRUMENTO INTEGRATO

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REQUISITI E FATTORI DI SUCCESSO

IL COINVOLGIMENTO DEI DIVERSI ATTORI


LA VOLONTA E MOTIVAZIONE DEL GOVERNO E DELLE STRUTTURE
PUBBLICHE LOCALI
LATTIVAZIONE DEL FORUM
LA CONSULTAZIONE PERMANENTE
LA DIAGNOSI
LA VISIONE STRATEGICA E I TARGET
IL PIANO DAZIONE
IL MONITORAGGIO E IL REPORTING

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Criticit del processo di A21L


Disponibilit finanziaria
Capacit di gestione e conoscenza del processo
Grado di coinvolgimento dellAmministrazione
Continuit politica degli Enti Locali
Approccio settoriale vs approccio sistemico
Partecipazione
Dati, indicatori e RSA
Implementazione delle azioni del PdA sul
territorio

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