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Laboratoire italien

Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

Introduzione

Romain Descendre e Fabio Frosini

Editore
ENS ditions

Edizione digitale Edizione cartacea


URL: http:// Data di pubblicazione: 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1040 ISSN: 1627-9204
ISSN: 2117-4970

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Bibliothque Diderot de Lyon

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Romain Descendre e Fabio Frosini, Introduzione , Laboratoire italien [Online], 18 | 2016, Messo online
il 06 dicembre 2016, consultato il 13 dicembre 2016. URL : http://laboratoireitalien.revues.org/1040

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Introduzione 1

Introduzione
Romain Descendre e Fabio Frosini

1 1. Lapprossimarsi dellottantesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci pu


costituire loccasione per fare un bilancio delle ultime acquisizioni della ricerca sul suo
pensiero. In particolare, il 2017 si colloca da una prospettiva italiana allinterno di un
ciclo caratterizzato da una chiarissima e per molti aspetti sorprendente ripresa di
interesse per Gramsci. Lavvio di questo ciclo pu essere indicativamente fissato tra la
fine degli anni Ottanta e linizio degli anni Novanta dello scorso secolo, e simbolicamente
riassunto in due fatti che, non casualmente, sono di natura scientifica e non direttamente
politica. Ci riferiamo alla fondazione, nel 1991, della International Gramsci Society e
allavvio, nel 1990, del progetto per lEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci 1.
2 Questi due importanti avvenimenti sono, come si detto, non casualmente segnati da una
spiccata caratterizzazione scientifica, prima e pi che politica. Essi, infatti, a loro volta
sono leggibili come reazioni a ci che accadde nel decennio o pi precisamente nel
quindicennio precedente, vale a dire al progressivo scioglimento del PCI dalleredit
ideale racchiusa nel nome di Gramsci. Questo passaggio, che si disloca in realt lungo tutti
gli anni Settanta e che nel decennio seguente conosce unaccelerazione che lo rende
evidente agli occhi del pubblico pi ampio, si lega a sua volta a quella che, in un convegno
recente, stata felicemente definita la crisi del soggetto2, cio la crisi e per molti versi
dissoluzione di quella forza organizzata il partito politico di massa che nel quarto di
secolo precedente era riuscito a essere protagonista della modernizzazione della societ
italiana.
3 Tale crisi produsse ripercussioni e si manifest a numerosi livelli e nelle forme pi varie 3.
Nel campo degli studi gramsciani, e dato che Gramsci, sopratutto negli anni Sessanta e
Settanta, era stato uno degli ancoraggi pi forti dellelaborazione teorica allinterno del
PCI4, ci si manifest principalmente in un drammatico e rapido scemare di interesse,
fatto, questo, segnalato dalla quasi assenza di pubblicazioni di rilievo nel corso degli anni
Ottanta5. International Gramsci Society ed Edizione nazionale sono pertanto da
contrastare su questo scenario, che pu essere riassunto in un decennio a luci spente 6.
Entrambi questi progetti reagiscono a tale stato di cose, prendendo atto dellavvio di una

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stagione nuova, che interpretano in modi non del tutto identici ma neanche
incompatibili.
4 Lidea di una International Gramsci Society sorge nel momento in cui, anche grazie ai
crescenti contatti internazionali degli studiosi italiani, si fa evidente la discrepanza tra la
condizione di oblio in cui Gramsci costretto nella Penisola e la straordinaria
diffusione7 dellinteresse per lui, sopratutto negli ambienti linguistici anglofono e luso-
ispanofono. Chi registrava questo fatto nel 1987, Valentino Gerratana, aggiungeva anche
che laspetto pi interessante di questa diffusione era il suo carattere del tutto
spontaneo8, a sottolineare lassenza di un soggetto organizzato capace di farsi
promotore di questa diffusione e di indirizzarla. LInternational Gramsci Society sorse
dunque allintersezione tra questo interesse diffuso e laspirazione a dargli una forma;
aspirazione che, per le ragioni dette, si propose fin dallinizio nella forma della libera
associazione tra studiosi, simpatizzanti e interessati, sparsi in tutto il mondo. La base
internazionale e associativa della IGS caratterizz pertanto in modo del tutto nuovo la sua
natura rispetto alle precedenti esperienze di studio e ricerca in campo gramsciano, e ne
determin in modo forte la vocazione, caratterizzandola anche rispetto al progetto di una
Edizione nazionale degli scritti. La IGS era (ed ) infatti unesperienza nella quale lauto-
organizzazione di gruppi di studiosi in varie parti del mondo ridefinisce profondamente il
carattere politico dellinteresse per il pensatore sardo. Questo carattere non
cancellato, forse anzi addirittura esaltato dalla natura orizzontale dellassociazione;
ma allo stesso tempo reso impossibile il collegamento tra IGS e partiti politici
determinati.
5 Diversa lorigine del progetto dellEdizione nazionale. Esso nasce nel contesto della
Fondazione Istituto Gramsci, che fin dallinizio ne stata il centro di coordinamento e di
impulso. Il presupposto ideale dellintero progetto pu essere messo a fuoco se si pensa al
carattere di una Edizione nazionale, stabilita con decreto del Presidente della Repubblica
per quegli autori che sono considerati particolarmente rappresentativi della cultura
dellintera nazione. La replica alla fine del nesso tra PCI e ricerca gramsciana, e
successivamente alla fine dello stesso PCI e alla serie delle successive trasformazioni di
ci che ne risultato, stata pertanto, da questo versante maggiormente istituzionale,
la volont di trasformare Gramsci in un classico della cultura italiana, allo stesso titolo
di Dante, Machiavelli, Galilei, Vico, Leopardi, Manzoni. Anche in questo caso, come in
quello della IGS, la politicit del lavoro su Gramsci non neutralizzata, ma spostata su un
altro livello. Infatti la determinazione di quali siano i punti di riferimento fondanti di
una cultura nazionale possiede una rilevanza politica di fondo, dato che incide sulle
grandi scelte ideali che si riassumono nella costituzione di un modello da proporre per
leducazione delle nuove generazioni.
6 2. Riassumendo, potremmo dire che lultimo venticinquennio della ricerca su Gramsci in
Italia raffigurabile come una lenta risalita verso la superficie, a partire da un
improvviso sprofondamento creatosi per la fine di un intero ciclo della storia nazionale.
Questa risalita oramai da qualche anno giunta al suo termine, e si pu dire che oggi si
procede di nuovo in piena luce. Di questo fatto si possono qui elencare alcune cause, solo
in parte fortuite. Anzitutto, occorre precisare che lattivit della IGS Italia (cio della
sezione italiana della IGS) e quella della Fondazione Istituto Gramsci si sono, almeno a
partire dallinizio degli anni Duemila, spesso incrociate e sovrapposte. Le numerose
collaborazioni ne sono la testimonianza9; ma pi in particolare i cicli di seminari
organizzati a partire dal 2001 dalla IGS Italia, prima sul Lessico dei Quaderni del carcere,

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quindi su La storia dei Quaderni del carcere (questultimo tuttora in corso), sono legati a
una prospettiva di ritorno ai testi e di rinnovamento dello studio di Gramsci su basi pi
rigorosamente storico-critiche, la quale rinvia direttamente (e fatte salve le divergenze su
aspetti particolari) allo spirito dellEdizione nazionale.
7 In questo modo, sia nellambito della IGS Italia, sia in quello dellEdizione nazionale si
sono venute formando nuove generazioni di studiosi di Gramsci, le quali hanno accolto
come esigenza fondamentale quella provvista di scrupoli metodici e quellabito di
severa disciplina filologica che egli attribuiva a s stesso come eredit dei suoi studi
universitari10. Del contributo dato da queste giovani generazioni esistono testimonianze
in varie pubblicazioni11; ma pi in generale questa nuova stagione si riflette in un volume
Le parole di Gramsci, del 200412 che raccoglie i risultati del gi ricordato seminario sul
lessico dei Quaderni, e nel monumentale Dizionario gramsciano 1926-1937 del 2009 13, che
comprende 626 voci di 59 collaboratori. In queste due pubblicazioni le generazioni si sono
intrecciate e sovrapposte, e il mondo degli studi su Gramsci ha potuto constatare di prima
mano a quali risultati il nuovo approccio poteva condurre, in termini non solamente di
una nuova capacit di storicizzare e contestualizzare14, ma di adottare il criterio del
ritmo del pensiero, da Gramsci additato nei Quaderni del carcere come chiave di accesso
per una ricostruzione realistica del pensiero di Marx, applicandolo allo stesso Gramsci 15.
8 In questo senso, di una ricostruzione diacronica del pensiero di Gramsci nei Quaderni del
carcere, in modo da ritrovarne il significato di opera in fieri, non conclusa, aperta verso un
mondo con il quale il pensiero del prigioniero costantemente si misura, la grande
discontinuit stata rappresentata dalla pubblicazione delledizione critica nel 1975,
nella quale il curatore, Valentino Gerratana, restituiva i quaderni secondo lordine nel
quale furono effettivamente scritti. Tuttavia il modo in cui quella edizione poteva essere
effettivamente valorizzata e trasformata in una base di studio che conducesse anche oltre
di essa, stato mostrato dal libro Lofficina gramsciana, pubblicato nel 1984 da Gianni
Francioni16. Grazie allOfficina, la filologia gramsciana, nella parte che riguarda i
Quaderni, ha ricevuto una solida fondazione metodologica, e sulla base di ci stata
prodotta una prima serie di ipotesi ermeneutiche, successivamente riviste e aggiornate 17,
che sono ora alla base della nuova edizione critica dei Quaderni del carcere, in corso di
pubblicazione nellambito dellEdizione nazionale18.
9 Il lavoro allEdizione nazionale ha pi in generale prodotto una svolta filologica molto
marcata in tutto lambito dello studio di Gramsci. Anche nel caso dellepistolario e degli
scritti giornalistici e politici, si sono sviluppate competenze nuove e specifiche, spesso
appannaggio di generazioni nuove di studiosi, che stanno rivoluzionando in buona parte
limmagine che i precedenti tentativi editoriali ci avevano consegnato19. Anche su questo
terreno, dunque, il lavoro su Gramsci ha avuto importanti ricadute sul piano della
formazione di una nuova generazione di ricercatori.
10 3. Quella che abbiamo proposto di raffigurare come una lenta risalita verso la
superficie, pu anche essere vista come la preparazione di lunga lena delle condizioni
alle quali un eventuale ritorno di Gramsci nella cultura italiana non debba riproporsi
nei termini di una fragile e passeggera moda. Il lavoro di studio testuale, lo sviluppo di
nuovi strumenti filologici ed ermeneutici, la diffusione di un approccio che prende le
mosse dalla storicizzazione e dalla contestualizzazione: tutto ci rappresenta un argine
rispetto ad attualizzazioni estemporanee, ma non rifiuta la sfida dellattualit. Intende
semmai proporne una modalit criticamente avveduta, capace di andare oltre gli
stereotipi negativi o positivi.

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11 Ma questo lavoro non avrebbe potuto avere il successo e il riscontro che sta avendo20, se
non si fosse incontrato, a un certo punto, con un fenomeno di diversa origine e di altra
natura. Ci riferiamo al ritorno di Gramsci in Italia attraverso lintroduzione e spesso la
traduzione di numerosi testi di autori appartenenti a correnti di studio sviluppatesi
sopratutto in ambito anglofono, ma in luoghi geograficamente anche molto diversi, e che
vanno dagli studi culturali a quelli subalterni e postcoloniali, dalla teoria del discorso a
quella delle relazioni internazionali, dalla riflessione sul nuovo ruolo degli intellettuali ai
dibattiti sulla societ civile e la funzione dellegemonia. In tutti questi casi e in altri
ancora il pensiero di Gramsci ha svolto un ruolo centrale, spesso combinandosi con
approcci anche assai distanti, come lanalisi foucaultiana del potere, dei processi di
soggettivazione e delle strategie discorsive, e pi in generale nozioni tratte
dallarsenale del decostruzionismo e del postmodernismo21. Larrivo, negli ultimi anni, in
Italia di questi autori e di queste tematiche ha generato a sua volta una sorta di
ritraduzione di Gramsci nella lingua di origine: di un Gramsci, beninteso, filtrato
attraverso ottiche assai distanti da quelle del suo originario storicismo assoluto.
12 A sua volta, questa irruzione di tematiche gramsciane di tipo del tutto nuovo, rispetto alle
vecchie questioni che tradizionalmente giravano intorno allanalisi del suo pensiero, ha
favorito una nuova diffusione di interesse presso ambienti intellettuali italiani che
tradizionalmente erano avversi allo storicismo, con tentativi, a nostro avviso discutibili,
di provincializzare su questa fragile base tutta la tradizione critica italiana 22. Non
questa la strada che a nostro avviso va percorsa, se non altro, perch porre la questione in
tal modo equivale a produrre due campi reciprocamente impermeabili a qualsiasi tipo di
scambio. Riteniamo invece che sussista loccasione concreta per una riaffermazione di
una prospettiva gramsciana in buona parte nuova rispetto a quella degli anni classici
della sua fortuna in Italia, ma che nasca non da ibridazioni nascenti da letture
necessariamente distanti e superficiali, ma esattamente dal contrario di ci: da un uso
degli strumenti nel frattempo messi a punto e dei risultati raggiunti dalla nuova ricerca
italiana. Solo cos un dialogo pu diventare possibile, e la questione dellattualit del
pensiero di Gramsci essere formulata nuovamente.
13 4. Il numero di Laboratoire italien che qui si presenta costituisce un contributo in
questa direzione, in un momento nel quale alcuni segnali concreti di un ritorno di
interesse per il pensiero di Gramsci nella cultura francese iniziano a manifestarsi 23.
Questo fascicolo, in concreto, aspira a essere una mediazione per il pubblico francese
delle acquisizioni alle quali la ricerca italiana su Gramsci giunta negli ultimi venticinque
anni, e di cui si ampiamente parlato nelle pagine precedenti.
14 Con questo obbiettivo in mente, abbiamo individuato tre assi lungo i quali selezionare i
nostri interlocutori e costruire un indice. Nella prima sezione Philologie abbiamo
raccolto una documentazione pressoch completa e aggiornata sullo stato di
avanzamento dellEdizione nazionale; nella seconda sezione Outils il lettore
trover alcuni contributi su temi e aspetti del pensiero di Gramsci, riletti alla luce delle
acquisizioni di merito e di metodo pi recenti; la terza sezione Bilan ospita infine
unampia panoramica complessiva di Giuseppe Vacca, che fa il punto sulle pi
significative interpretazioni di Gramsci prodottesi in Italia negli ultimi anni.
15 La prima sezione aperta da un amplissimo contributo di Gianni Francioni, nel quale il
curatore della nuova edizione critica del magnum opus gramsciano, i Quaderni del carcere,
fa il punto sul proprio quarantennale (il suo primo contributo risale al 1977) lavoro di
ricerca sulla struttura, lo statuto e la datazione dei testi che compongono i Quaderni.

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Questo testo pu considerarsi il pi accurato e definitivo che Francioni abbia dedicato a


questo argomento, e si colloca direttamente a ridosso della pubblicazione del secondo
volume della nuova edizione dei Quaderni, che apparir nel 2017 e conterr i Quaderni
miscellanei. In esso tutte le questioni relative al processo materiale di scrittura, alla
struttura e alla datazione dei manoscritti del carcere sono affrontati in modo esaustivo,
tanto da potersi dire che questo saggio rappresenta una riscrittura del libro Lofficina
gramsciana, qui gi precedentemente menzionato. Il saggio di Francioni affiancato da
uno di Giuseppe Cospito, nel quale si ricostruiscono le ricerche e le discussioni che hanno
condotto alla proposta di realizzare una nuova edizione critica dei Quaderni, si esaminano
le caratteristiche che la differenziano rispetto alla precedente, di V. Gerratana, e si
prende posizione su tutti i punti controversi legati a questa scelta. Di grande utilit
lappendice del saggio di Cospito, che presenta lordinamento definitivo della nuova
edizione critica e la pi aggiornata ipotesi di datazione di tutte le note dei Quaderni.
16 Completano la sezione due saggi, di Maria Luisa Righi e di Eleonora Lattanzi,
rispettivamente dedicati alledizione degli Scritti 1910-1926 e a quella dellEpistolario. Nel
suo contributo Righi ricostruisce in dettaglio le due precedenti edizioni degli scritti pre-
carcerari di Gramsci, la prima, realizzata tra il 1954 e il 1971, e la seconda, avviata nel
1980 e interrotta (con il volume dedicato agli scritti del 1919-1920) nel 1987. Entrambe
queste edizioni presentano limiti oramai pi che evidenti: il carattere spesso trascurato
della trascrizione, peraltro non riscontrata sugli originali dal curatore della seconda
edizione; la presenza oggi accertata di numerosi apocrifi e di altrettanti testi mancanti; la
tendenza a normalizzare e rendere omogenea la lingua di Gramsci. Sono in parte
questioni di dettaglio, ma il loro complesso destinato a rivoluzionare in buona parte
limmagine che oggi abbiamo, sopratutto del giovanissimo giornalista socialista. il caso
della sua ricca e variegata attivit come critico musicale, un tratto quasi del tutto
misconosciuto nelle precedenti edizioni, e che oggi, invece, ci presenta una personalit
decisamente pi originale e anticonformista, con tratti di netto avanguardismo,
rispetto a quella finora accettata24.
17 Larticolo di Eleonora Lattanzi sullepistolario fa il punto su di una situazione complessa,
fittamente intricata e fino a oggi (con una sola eccezione: lepistolario tra Gramsci e
Tatiana Schucht del 1926-1935)25 trattata in maniere molto distanti dai criteri scientifici
di edizione. Ci che finora era disponibile erano infatti solamente le lettere di Gramsci,
mentre i volumi gi apparsi dellepistolario (che coprono il periodo 1910-novembre 1923)
dimostrano quanto il reinserimento della corrispondenza nella trama originaria e la
restituzione del dialogo fra i corrispondenti siano necessari per la ricostruzione della
biografia di Gramsci e concorrano a demolire certezze lungamente sedimentate. La
difficolt presentata dal reperimento di originali prodotti in circostanze, periodi e luoghi
assai diversi (tanto che in diversi casi essi sono andati perduti e si dovuto fare ricorso
alle trascrizioni esistenti) non ha per impedito di individuare numerose nuove lettere,
che contribuiranno anche in questo caso a precisare e a innovare in modo sostanziale la
nostra immagine di Antonio Gramsci.
18 La seconda sezione del fascicolo dedicata a fare il punto su alcuni dei temi nuovi (o sulle
nuove declinazioni di temi gi presenti in precedenza), per come sono emersi nelle
ricerche italiane degli ultimi decenni. Abbiamo qui un contributo di Romain Descendre e
Jean-Claude Zancarini su uno dei concetti che negli ultimi tempi ha conosciuto gli
sviluppi critici maggiormente innovativi, quello di traducibilit, uno di Chiara Meta sul
rapporto di Gramsci con il pragmatismo e le avanguardie dei primi del Novecento, uno di

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Giancarlo Schirru sulla linguistica, uno di Alessio Gagliardi in cui si fa il punto


storiografico sullinterpretazione gramsciana del fascismo, uno di Fabio Frosini sul
rapporto tra autocensura e analisi politica del mondo attuale nel Quaderni e uno di Pierre
Girard su Gramsci e Vico.
19 Il saggio di Romain Descendre e Jean-Claude Zancarini ricostruisce la genealogia del
concetto di traducibilit. Centrale e potente, questo strumento euristico fa la sua
apparizione nei Quaderni pur essendo il risultato di un processo che li precede e che, lungi
dallessere lineare, va capito nella sua complessit e storicit. Vanno considerati in
particolare il dibattito sullesperanto nel gennaio 1918, la metafora della rivoluzione
come traduzione del pensiero marxista nella realt, o ancora la traduzione in Italia
dellesperienza russa attraverso i consigli di fabbrica. Nei Quaderni la metafora diventa
lelemento centrale di una completa rifondazione del marxismo, elaborata fin dai primi
Appunti di filosofia, strumento di emancipazione teorica e politica dalla stessa esperienza
russa. Il saggio evidenzia limportanza, in questa impresa, di alcuni testi considerati come
fondamentali, non solo di Karl Marx (Tesi su Feuerbach e Sacra famiglia) ma anche di
Antonio Labriola. Due momenti si rivelano decisivi: i mesi di ottobre e novembre 1930,
quando il ripensamento del marxismo a partire dallidea di traduzione serve sia a
combattere gli schematismi che conducono a vedervi una divisione artificiale del reale tra
noumeni economici e apparenze ideologico-politiche (Croce), sia ad allontanarlo da ogni
riduzione dogmatica a logica astratta o esperanto teorico (Bucharin); e lanno 1932,
quando la nozione di traducibilit permette di pensare la riduzione di tutte le filosofie
a momento della vita storico-politica e di ridefinire la filosofia della praxis come unit
radicale di teoria e pratica.
20 Nel suo contributo Chiara Meta ricostruisce la fitta trama di corrispondenze e influenze
che unisce Gramsci a quella che si pu chiamare, con un termine volutamente ampio, la
cultura pragmatistica, cio a quella serie di elementi teorici che, tra Italia, Francia e
Inghilterra, tra la fine del secolo XIX e il principio del XX, percorrono lepistemologia, la
psicologia, la teoria della storia e la riflessione sullo statuto della scienza e della realt
economica, e a cui ad esempio neanche un filosofo come Benedetto Croce fu estraneo.
Questa cultura rappresenta, per il Gramsci del periodo che va almeno fino al 1917, un
punto di riferimento essenziale, una sorta di vocabolario e di grammatica, che egli
liberamente utilizza senza remore di tipo puristico e senza preoccuparsi di alcuna
ortodossia per esprimere ci che maggiormente gli sta a cuore, vale a dire le questioni
che ruotano attorno alla lotta del proletariato per la sua emancipazione.
21 Il contributo di Giancarlo Schirru su linguistica e filosofia della praxis si profila su di uno
sfondo caratterizzato dalla tendenza a considerare o il marxismo di Gramsci in quanto
attento alle sovrastrutture un marxismo occidentale, e dunque la sua linguistica in
accordo con questo tipo di marxismo spurio, ovvero, in modo pi radicale, il suo
preteso marxismo come una sottile crosta che maschera la vera natura del suo pensiero,
consistente in una linguistica di tipo idealistico e liberale. Queste due tesi, che hanno a
lungo dominato la discussione, sono entrambe rigettate, in favore di un ragionamento che
per un verso rintraccia le origini della linguistica marxista di Gramsci nel pensiero di
Antonio Labriola, per un altro mostra come la linguistica rappresenti un punto di
incontro e poi di contatto permanente di Gramsci con la discussione sovietica, in
particolare sul terreno socio-linguistico, in relazione alla costituzione multinazionale
della Russia e poi della federazione sovietica: una discussione viva proprio nel periodo in
cui Gramsci soggiorn a Mosca. Su queste basi, Gramsci spinge il marxismo verso territori

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ancora inesplorati, e lo fa fissando nota Schirru un nesso preciso tra la logica di Hegel
e leconomia politica, quando afferma che la filosofia della praxis uguale a Hegel
+ Davide Ricardo. Il significato di questa singolare equazione , secondo Schirru, il
modo in cui Gramsci interpreta il celebre passo di Marx, nel Poscritto alla seconda edizione
del primo libro del Capitale, sul rovesciamento della dialettica di Hegel. Secondo
Gramsci, il rovesciamento va compiuto non liquidando come falsa e alienata tutta
la realt, per cui la riappropriazione dellessenza umana consisterebbe in uninversione
radicale ( ci che accaduto nel marxismo che stato maggioritario della
reificazione e della alienazione). Al contrario, tale rovesciamento consiste nel
riconoscimento della traducibilit di logica hegeliana ed economia politica di Ricardo,
per cui la prima possiede un carattere realistico e la seconda un elemento logico, cio
razionale. Il rovesciamento dunque una traduzione, che spinge a riconoscere
lelemento di razionalit contenuto dentro il mondo presente, elemento che va,
mediante successive traduzioni, appropriato dalla classe operaia e sottratto al controllo
del capitalista.
22 Il titolo del contributo di Alessio Gagliardi, Tra rivoluzione e controrivoluzione, entra
immediatamente nel merito della discussione storiografica attuale sul fascismo e sul
modo in cui il modello interpretativo da Gramsci messo a punto nei Quaderni del carcere
(ma con importanti anticipazioni nei testi anteriori) si pu proficuamente inserire in essa.
In una situazione quella attuale caratterizzata dalla crisi del paradigma antifascista
classico, del fascismo e pi in generale dei fascismi la storiografia tende oggi a mettere
in luce le potenzialit innovative, la presa di massa, la spinta modernizzatrice, la capacit
di produrre una religione politica di tipo nuovo. Ma in realt queste caratteristiche
sono gi tutte presenti nel modello ermeneutico che Gramsci mette a punto in carcere. Il
fascismo appare a Gramsci sempre pi un fenomeno irriducibile alla sola dimensione
economica, risultato certamente del dominio borghese ma non privo di margini di
autonomia, capace di mettere in campo modalit di gestione del potere allaltezza dei
problemi posti dalla societ di massa e in forte discontinuit con il liberalismo
ottocentesco e con il giolittismo. Per comprendere in profondit i caratteri peculiari del
fascismo, Gramsci mette a punto alcune categorie di analisi che costituiscono in alcuni
casi chiavi di lettura per la pi generale interpretazione della storia dItalia o per le
dinamiche di cambiamento delle moderne societ capitalistiche.
23 Il testo di Fabio Frosini si sofferma sul rapporto, che viene considerato essenziale per la
comprensione dei Quaderni del carcere, tra autocensura e analisi politica del mondo
attuale. Che nella scrittura carceraria di Gramsci fosse presente una qualche forma di
autocensura, un fatto registrato immediatamente, fin dalla prima edizione dei Quaderni.
Pi di recente esso stato considerato, sopratutto in relazione alle lettere, come un vero e
proprio codice di decifrazione delle comunicazioni tra Gramsci e il proprio partito (al
quale le missive spedite da Turi giungevano attraverso la catena formata da Tatiana
Schucht e Piero Sraffa). In questo contributo tale approccio ripreso e precisato, nel
senso di mostrare come le analisi del mondo contemporaneo presenti nei Quaderni sono
tutte collegate a un progetto politico di ripensamento della strategia politica del PCI. In
particolare, si analizza il nesso tra analisi e strategia in relazione a ci che Gramsci
chiama americanismo e fordismo. Di questa categoria si mostra il nesso con tutta
lindagine sulla crisi e trasformazione sul parlamentarismo, dunque sullaffermarsi di una
societ corporativa anche fuori dellItalia fascista, e sulla genesi di una forma nuova di

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politica, in cui le masse sono completamente organizzate e attivamente presenti dentro le


organizzazioni che lo Stato ha creato per poterle controllare.
24 Il saggio di Pierre Girard su Gramsci e Vico chiude la sezione del fascicolo. In questo
contributo, dopo una ricognizione critica dello status testuale (i riferimenti di Gramsci a
Vico sono pochi e apparentemente poco significativi), lautore indica due direttive di
ricerca. Anzitutto, egli propone una ricostruzione del modo in cui Vico e la sua
immagine giungono fino a Gramsci, attraverso una intricata vicenda di mediazioni,
riproposte e interpretazioni, che passa principalmente per lItalia e la Francia e giunge
fino a Georges Sorel, cio a un punto molto vicino a Gramsci. In secondo luogo e qui il
nocciolo di questo studio si tenta una comparazione funzionale tra il tipo di intervento
realizzato da Vico dentro il sistema di riferimenti culturali della sua epoca, e quello che
Gramsci mette in opera nei Quaderni. Su questo piano, secondo Girard si rivelano delle
sorprendenti analogie, perch la mathesis universalis critique par Vico chez Descartes
a le mme statut que lconomisme, le fatalisme, le dterminisme constamment
critiqus par Gramsci dans son interprtation du marxisme. In questo senso, sia tenendo
presente il carattere fortemente pratico, cio etico e politico, della filosofia vichiana, sia
ponendo mente a una serie di analogie tra Gramsci e Vico (la nozione di filologia,
anzitutto, ma anche il rifiuto di un metodo universale, ecc.), on pourrait peut-tre
considrer lentreprise des Quaderni comme lapplication de la mthode de Vico au cas
particulier de lItalie, et cela pour en faire galement un diagnostic, permettant de
discerner les lignes dune action politique possible.
25 La terza sezione di questo fascicolo ospita, come detto, un saggio di Giuseppe Vacca
intitolato Les tudes rcentes sur Gramsci en Italie. In esso si ripercorrono in forma
panoramica le discussioni pi recenti, nelle quali la pubblicazione di nuovi documenti, o
le nuove edizioni di documenti gi noti, si intrecciano con una discussione critica che, sia
pure tra molte oscillazioni e divergenze interpretative, presenta una caratteristica
comune che si pu sintetizzare in due punti, rispettivamente di metodo e di merito. Sul
primo terreno, si registra laffermazione della diacronia come punto-chiave irrinunciabile
per intendere il pensiero di Gramsci in ogni momento della sua vita. Il sistema di
categorie adottato da un pensatore che, in modi e forme diverse, fu sempre a contatto con
la storia del suo tempo in unattitudine attiva, volta allintervento e al progetto
strategico, non pu essere compreso se si pretende di irrigidirlo in un blocco
autosufficiente, ma neanche se lo si scioglie nel succedersi di occasioni e casi sempre
nuovi. Sul piano della teoria, in Gramsci sussiste una tensione tra persistenza e
innovazione, che va affrontata con delicatezza e prudenza. Sul piano del merito, linsieme
dei contributi esaminati da Vacca hanno tous lesprit que Gramsci fut un thoricien
de la politique mais surtout [...] un praticien politique cest--dire un combattant, et que
cest dans la politique quil faut rechercher lunit de [sa] vie : son point de dpart et son
point darrive26. Ma, allo stesso tempo, Les auteurs dont nous nous occuperons
partagent aussi la conviction que la figure de Gramsci transcende la simple histoire du
Parti communiste italien et reprsente un nud, de pense autant que daction, dans
lequel tous les problmes de notre temps sont prsents et se mlent27.
26 5. Nel 1997, dando alle stampe una parziale raccolta degli scritti da lui dedicati a Gramsci,
Valentino Gerratana poneva ad exergo dellintroduzione una celebre definizione di Italo
Calvino: Un classico un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire 28. In
questo modo Gerratana, che in quel momento guardava allintera vicenda della fortuna di
Gramsci a partire da una svolta (il 1989) che gli sembrava decisiva e definitiva,

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interponeva tra il presente e quel passato un singolare diaframma critico. La classicit di


un autore, intesa come sempre rinnovata capacit di parlare a nuove generazioni,
infatti unidea ingannevolmente chiara. Essa mette s al riparo il testo da una perdita di
contatto con il presente, ma lascia del tutto impregiudicato il modo in cui questo contatto
si possa ogni volta rinnovare. Lidea che presente nel testo di Calvino e che compare,
in definitiva, anche in quello di Gerratana che il classico quel luogo del tempo
presente che non si lascia ridurre a questa dimensione, pur essendone integralmente una
parte; e che questo rapporto tra classico e presente non pu essere completamente
spiegato. Ma mentre per Calvino, la classicit quella zona di gratuit che si conserva
entro una rete coerente di relazioni funzionali, per Gerratana, la forma di una possibile
classicit di Gramsci doveva partire in modo ben pi drammatico dalla sua
insofferenza [...] per la mancanza di sobriet e di ordine intellettuale29, mentre era
diventata indispensabile una lettura selettiva dei Quaderni, perch Gramsci da solo non
regge30.
27 Le considerazioni che abbiamo svolto allinizio di questa Introduzione, sulla trasformazione
di Gramsci in un classico della cultura italiana, contengono anche queste inflessioni.
Sottoporre gli scritti del capo del Partito Comunista dItalia alla lente dingrandimento di
un dizionario di pi di seicento voci, o passarlo per il sottile crivello ecdotico di una
edizione nazionale, vuole pertanto dire certamente lavvio di una stagione, nella quale
la sua eredit oramai considerata patrimonio dellintera umanit; ma anche, allo
stesso tempo, implica il riconoscimento del fatto che la presenza di Gramsci nel mondo
attuale un elemento innegabile ma anche irriducibile a una presenza piena,
immediata. con questa doppia consapevolezza, che questo fascicolo di Laboratoire
italien stato progettato e approntato.
28 A questo proposito vorremmo per spingerci pi oltre, e ricordare che lavvio di questa
nuova fase della fortuna di Gramsci, se ha preso le mosse dallidea di una sua possibile
classicit, sta per producendo risultati che in qualche modo questa la nostra
impressione la rimettono almeno in parte in discussione, perch riaprono un dialogo di
Gramsci con la nostra contemporaneit, che di carattere pi diretto e immediato. Se
queste nuove ricerche hanno, nel loro complesso, dato un primo risultato, esso pu infatti
essere riassunto in due questioni strettamente intrecciate. Da una parte, apparso in
tutta la sua evidenza il carattere intrinsecamente politico del pensiero di Gramsci:
politico, nel senso di un pensiero che sempre, anche nei Quaderni del carcere, intende
essere una ipotesi di elaborazione strategica attuale e che, pertanto, trova nella pratica
non un oggetto sul quale riflettere ma una parte essenziale di s in quanto pensiero.
29 In secondo luogo, si chiarito in che misura Gramsci sia un uomo dei tempi nuovi: un
uomo, cio, che intuisce le straordinarie trasformazioni che il mondo stava subendo come
conseguenza di dinamiche europee e mondiali che avevano trovato nella Grande guerra
un punto di annodamento e in qualche modo anche di catastrofe, nellantico senso
drammatico di una rivelazione che porta a conclusione una vicenda. Quando scriveva i
Quaderni, Gramsci era convinto del fatto che i contenuti e le forme della politica stessero
conoscendo un rivolgimento fortissimo, e che questo rivolgimento avrebbe avuto,
presto o tardi, ripercussioni in tutti gli aspetti e i momenti della vita. In sintesi, egli
riteneva che come conseguenza della catastrofe bellica unintera nuova fase della
storia mondiale si stesse aprendo, nella quale lapporto individuale (inteso
letteralmente, e anche come individualit nazionale) sarebbe stato destinato a passare
in secondo piano, rispetto alla dimensione di piano, di pianificazione e

Laboratoire italien, 18 | 2016


Introduzione 10

razionalizzazione, e di produzione di sempre nuovi e pi organici conformismi. Ma


Gramsci era convinto e questa sua convinzione ne fa spiccare la posizione allinterno del
mondo dei regimi totalitari che questo nuovo livello della politica creasse possibilit
prima impensabili per una reale democratizzazione dellintera vita sociale, proprio nel
momento in cui approfondiva enormemente la penetrazione della politica nella vita
privata, sia in forme aperte, come i controlli polizieschi e amministrativi, sia in forme
larvate e striscianti, come la nuova e organizzata presenza della cultura in quanto
funzione di controllo e non pi solamente di espressivit individuale.
30 La compresenza di questi due aspetti aumento del controllo e aumento delle
potenzialit di democratizzazione era motivata per Gramsci dal fatto che solamente
dando una forma alliniziativa politica delle masse popolari, le classi dominanti
potevano riuscire a neutralizzare gli esiti della loro iniziativa31. A partire dal
riconoscimento di questa dialettica, prende forma nei Quaderni del carcere la messa a
punto di una serie di categorie egemonia, rivoluzione passiva, crisi organica,
intellettuali, rapporti di forze, analisi delle situazioni, traducibilit dei linguaggi il
cui insieme pu fornire valide indicazioni per unanalisi critica anche del mondo attuale,
se vero che la questione della democrazia non ha perso la propria attualit, n la
politica ha smesso di contenere dentro di s spinte contrastanti e in ultima analisi
inconciliabili.

NOTE
1. Lidea di fondare la International Gramsci Society fu lanciata per la prima volta nel
1987, in occasione del convegno Modern times. Gramsci e la critica dellamericanismo (cfr. Per
unassociazione internazionale di studi su Gramsci The International Gramsci Society, in Modern
times. Gramsci e la critica dellamericanismo, Atti del convegno internazionale, Roma,
20-22 novembre 1987, a cura di G. Baratta e A. Catone, Milano, Diffusioni 84, 1989,
pp. 484-486) e ripresa nel convegno Gramsci nel mondo (cfr. Gramsci nel mondo, Atti del
Convegno internazionale di studi gramsciani, Formia, 25-28 ottobre 1989, a cura di
M. L. Righi, Roma, Fondazione Istituto Gramsci, 1995). Per lEdizione nazionale degli
scritti di Antonio Gramsci, cfr. IG Informazioni. Trimestrale della Fondazione Istituto
Gramsci di Roma, 2, 1992, che raccoglie i materiali di un seminario organizzato
dallIstituto Gramsci di Roma su questo progetto. Il seminario fu organizzato da G. Vacca;
in esso tennero relazioni G. Francioni, M. Ciliberto, F. De Felice, L. Mangoni, V. Gerratana;
alla successiva discussione parteciparono anche N. Badaloni, S. Caprioglio, G. Vacca,
R. Martinelli, D. Ragazzini, R. Medici, L. Borghese, J. A. Buttigieg, L. Canfora, L. Paggi e
M. Must.
2. Se ne vedano gli atti in La crisi del soggetto. Marxismo e filosofia in Italia negli anni Settanta e
Ottanta, a cura di G. Vacca, Roma, Carocci, 2015.
3. In ambito filosofico si veda limportante volume Crisi della ragione. Nuovi modelli nel
rapporto tra sapere e attivit umane, a cura di A. G. Gargani, Torino, Einaudi, 1979.

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Introduzione 11

4. Questa centralit fu a sua volta il frutto di una complessa operazione politico-culturale


realizzata da Togliatti allinterno del PCI e nel rapporto tra questo e gli intellettuali di
sinistra in Italia. Cfr. F. CHIAROTTO, Operazione Gramsci: alla conquista degli intellettuali
nellItalia del dopoguerra, Milano, Mondadori, 2011. Sullattivit di Togliatti come editore di
Gramsci, ci che costitu la base per quella operazione, cfr. Togliatti editore di Gramsci,
a cura di C. Daniele, Introduzione di G. Vacca, Roma, Carocci, 2005 (Annali della
Fondazione Istituto Gramsci, XIII).
5. Cfr. G. LIGUORI, Gramsci conteso. Interpretazioni, dibattiti e polemiche. 1922-2012, nuova
edizione riveduta e ampliata, Roma, Editori Riuniti, 2012, cap. VIII.
6. il titolo del capitolo cit. alla nota precedente: Dieci anni a luci spente (1978-1986).
7. V. GERRATANA, Gramsci nel mondo, Emigrazione Filef, XIX, 8-9, 1987, p. 5
8. Ibidem.
9. Spicca in questo senso la co-organizzazione del convegno del 2007 Gramsci le culture e il
mondo (cfr. Gramsci le culture e il mondo, a cura di G. Schirru, Roma, Viella, 2009). Nel 2017
previsto lo svolgimento, a Roma, di un convegno internazionale co-organizzato da IGS-
Italia e Fondazione Istituto Gramsci, dal titolo Egemonia e modernit. Il pensiero di Gramsci in
Italia e nella cultura internazionale.
10. Lettera di A. Gramsci a T. Schucht del 3 agosto 1931, in A. GRAMSCI-T. SCHUCHT, Lettere
1926-1935, a cura di A. Natoli e C. Daniele, Torino, Einaudi, 1997, p. 750.
11. Cfr. sopratutto Valentino Gerratana filosofo democratico, a cura di E. Forenza e
G. Liguori, Roma, Carocci, 2011 e Domande dal presente: studi su Gramsci, a cura di L. Durante
e G. Liguori, Roma, Carocci, 2012.
12. Le parole di Gramsci, a cura di F. Frosini e G. Liguori, Roma, Carocci, 2004.
13. Dizionario gramsciano 1926-1937, a cura di G. Liguori e P. Voza, Roma, Carocci, 2009.
14. In questo senso esemplare il convegno organizzato nel 2007 a Bari e Turi dalla
Fondazione Istituto Gramsci su Gramsci nel suo tempo. Cfr. Gramsci nel suo tempo, a cura di
F. Giasi, Roma, Carocci, 2008.
15. Cfr. A. GRAMSCI, Quaderni del carcere, edizione critica dellIstituto Gramsci a cura di
V. Gerratana, Torino, Einaudi, 1975, p. 419. La frase intera la seguente: La ricerca del
leit-motiv, del ritmo del pensiero, pi importante delle singole citazioni staccate. Cfr. in
questa direzione G. COSPITO, Il ritmo del pensiero. Per una lettura diacronica dei Quaderni del
carcere di Gramsci, Napoli, Bibliopolis, 2011.
16. G. FRANCIONI, Lofficina gramsciana. Ipotesi sulla struttura dei Quaderni del carcere,
Napoli, Bibliopolis, 1984.
17. Cfr. in particolare G. FRANCIONI, Proposte per una nuova edizione dei Quaderni del carcere.
(Seconda stesura), IG Informazioni. Trimestrale della Fondazione Istituto Gramsci di
Roma, 2, 1992, pp. 85-186; ID., Come lavorava Gramsci, in A. GRAMSCI, Quaderni del carcere.
Edizione anastatica dei manoscritti, a cura di G. Francioni, vol. I, Roma, Istituto
dellEnciclopedia Italiana, 2009, pp. 21-60. Per una puntualizzazione attuale sullo status
quaestionis cfr. G. COSPITO, LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere, in questo fascicolo.
18. Ledizione dei Quaderni diretta da Francioni. Finora ne stato pubblicato il primo
volume: A GRAMSCI, Quaderni del carcere; vol. I: Quaderni di traduzioni (1929-1932), 2 tomi, a
cura di G. Cospito e G. Francioni, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2007.

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Introduzione 12

19. Oltre al primo volume dei Quaderni del carcere, sono stati ad oggi pubblicati: A. GRAMSCI
, Epistolario; vol. I: Gennaio 1906-dicembre 1922 , a cura di D. Bidussa, F. Giasi, G. Luzzatto
Voghera e M. L. Righi, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2009; vol. II: Gennaio-
novembre 1923, a cura di D. Bidussa, F. Giasi e M. L. Righi, Roma, Istituto della Enciclopedia
italiana, 2011; A. GRAMSCI, Scritti 1910-1926; vol. II: Scritti 1917, a cura di L. Rapone, Roma,
Istituto della Enciclopedia italiana, 2015. Sono stati inoltre pubblicati, in 18 volumi, nel
2009, i Quaderni del carcere. Edizione anastatica dei manoscritti, a cura di G. Francioni, cit.
Questultima edizione non fa parte direttamente dellEdizione nazionale, ma ne
accompagna il progetto. Segnaliamo infine la recentissima pubblicazione del primo
volume di Documenti dellEdizione Nazionale: A. GRAMSCI, Documenti 1. Appunti di
glottologia 1912-1913, a cura di G. Schirru, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2016.
20. Un indice di questo successo , ex contrario, il moltiplicarsi, negli ultimi anni, nel
panorama italiano di libri scandalistici e sensazionalistici (tra loro peraltro assai
diseguali, per seriet e impegno), dedicati, pi che al pensiero di Gramsci, ad aspetti della
sua vicenda carceraria, riletta attraverso la chiave di lettura del complotto e del
tradimento. Cfr., tra tutti, F. LO PIPARO, I due carceri di Gramsci. La prigione fascista e il
labirinto comunista, Roma, Donzelli, 2012; L. CANFORA, Gramsci in carcere e il fascismo, Roma,
Salerno, 2012; ID., Spie, Urss, antifascismo. Gramsci 1926-1937, Roma, Salerno, 2012; G. FABRE,
Lo scambio. Come Gramsci non fu liberato, Palermo, Sellerio, 2015. Rattrista peraltro
constatare che fra la messe dei libri italiani dedicati a Gramsci in questi ultimi anni,
lunico a essere stato tradotto e diffuso in Francia sia quello, del tutto campato in aria, di
Lo Piparo. Questo numero di Laboratoire italien, cos come il numero di Actuel Marx
citato infra (nota 23), intende contribuire a riequilibrare in una direzione scientificamente
valida le pubblicazioni gramsciane in lingua francese.
21. Una tematizzazione di questo processo di ibridazione si pu vedere ad es. in Gramsci
and Foucault. A Reassessment, ed. by D. Kreps, Farnham and Burlington (VT), Ashgate, 2015.
22. Alludiamo a P. CAPUZZO, S. MEZZADRA, Provincializing the Italian Reading of Gramsci, in The
postcolonial Gramsci, ed. by N. Srivastava and B. Battacharya, New York etc., Routledge,
2012, pp. 34-54.
23. Si vedano in questo senso il Colloque international: La Gramsci Renaissance . Regards
croiss France-Italie sur la pense dAntonio Gramsci, Parigi, 22-23 marzo 2013, co-organizzato
dalla Fondation Gabriel Pri, dalla Fondazione Istituto Gramsci e dal Centre dHistoire des
systmes de pense moderne (http://www.gabrielperi.fr/152.html), e i due seminari che
si svolgono da pi anni allcole normale suprieure di Lione (Lire les Cahiers de prison
dAntonio Gramsci, a cura di R. Descendre e J.-C. Zancarini, http://triangle.ens-lyon.fr/
spip.php?rubrique453 ) e allcole des hautes tudes en sciences sociales (Lanthropologie
politique et Antonio Gramsci, a cura di R. Ciavolella e G. Rebucini, http://
enseignements-2014.ehess.fr/2014/ue/607/ ). Un primo risultato di questi seminari il
recente numero monografico di Actuel Marx (57, 2015) dedicato al pensiero di Gramsci
e curato da R. Descendre, R. Ciavolella e J.-C. Zancarini. Da segnalare inoltre la recente
sintesi di uno studioso che da pi di quarantanni non ha mai cessato di dedicarsi al
pensiero di Gramsci: A. TOSEL, tudier Gramsci, Paris, Kim, 2016.
24. Limmagine del giovane Gramsci stata peraltro gi sottoposta a una radicale
revisione nel volume di L. RAPONE, Cinque anni che paiono secoli. Antonio Gramsci dal
socialismo al comunismo (1914-1919), Roma, Carocci, 2011. Rapone anche il curatore del gi
citato secondo volume degli Scritti 1910-1926, dedicato al 1917 e pubblicato nel 2015.

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Introduzione 13

25. A. GRAMSCI-T. SCHUCHT, Lettere 1926-1935, cit.


26. La citazione tratta da P. TOGLIATTI, Il leninismo nel pensiero e nellazione di A. Gramsci
(appunti), in ID., La politica nel pensiero e nellazione. Scritti e discorsi 1917-1964, a cura di
M. Ciliberto e G. Vacca, Milano, Bompiani, 2014, p. 1121.
27. Per la citazione cfr. ivi, pp. 1188-1189.
28. V. GERRATANA, Gramsci. Problemi di metodo, Roma, Editori Riuniti, 1997, p. XI. La
definizione tratta da I. CALVINO, Perch leggere i classici, in ID., Perch leggere i classici,
Milano, Mondadori, 1991, pp. 11-19. Il saggio era stato pubblicato con il titolo Italiani, vi
esorto ai classici, in LEspresso, 28 giugno 1981, pp. 58-68.
29. V. GERRATANA, Gramsci. Problemi di metodo, cit., p. XXVI.
30. Ivi, pp. XXIII-XXIV.
31. Cfr. G. VACCA, Introduzione: La lezione del fascismo, in P. TOGLIATTI, Sul fascismo, Roma-
Bari, Laterza, 2004, pp. XV-CLXVI, qui XCVII.

AUTORI
ROMAIN DESCENDRE
Professeur d'tudes italiennes et dhistoire de la pense politique lcole normale suprieure de
Lyon et membre honoraire de lInstitut universitaire de France. Il codirige le ple Pense
politique et sciences sociales de lUnit mixte de recherche Triangle (CNRS, UMR 5206) et il est
membre du LabEx CoMod. Ses travaux portent principalement sur lhistoire de la pense
politique italienne. Derniers ouvrages parus : A politizao do mundo, Campinas - So Paulo,
Editora Unicamp, 2015; Giovanni Botero, Della ragion di Stato, edizione critica a cura di P.
Benedittini e R. Descendre, introduzione di R. Descendre, Torino, Einaudi, 2016 ; Id., Delle cause
della grandezza della citt, a cura di R. Descendre, Roma, Viella, 2016. Depuis 2012 il anime lENS
de Lyon, avec J.-C. Zancarini, le sminaire Lire les Cahiers de prison dAntonio Gramsci . Il a
dirig, avec R. Ciavolella et J.-C. Zancarini, le dossier Antonio Gramsci , Actuel Marx, 57,
premier semestre 2015.

FABIO FROSINI
Chercheur en Histoire de la philosophie lUniversit d'Urbino. Il est directeur de la Ghilarza
Summer School - Scuola internazionale di studi gramsciani, membre de la commission scientifique
pour lEdizione Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci, du comit garant et du comit scientifique
de la Fondazione Istituto Gramsci de Rome et du comit de direction de lInternational Gramsci Society
- Italia. Ses intrts de recherche vont de lhistoire de la philosophie de la Renaissance celle du
marxisme, principalement italien. Parmi ses publications : Gramsci e la filosofia. Saggio sui
Quaderni del carcere, Rome, Carocci, 2003 (Prix international Giuseppe Sormani 2004, Turin) ;
La religione delluomo moderno. Politica e verit nei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, Rome,
Carocci, 2010 ; Vita, tempo e linguaggio (1508-1510). L Lettura Vinciana - 17 aprile 2010, Florence,
Giunti, 2011 ; Maquiavel o revolucionrio, So Paulo, Ideias & Letras, 2016.

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Laboratoire italien
Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

Introduction

Romain Descendre et Fabio Frosini


Traducteur : Livia Di Ianni

diteur
ENS ditions

dition lectronique dition imprime


URL : http:// Date de publication : 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1042 ISSN : 1627-9204
ISSN : 2117-4970

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Romain Descendre et Fabio Frosini, Introduction , Laboratoire italien [En ligne], 18 | 2016, mis en
ligne le 25 novembre 2016, consult le 13 dcembre 2016. URL : http://
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Laboratoire italien Politique et socit est mis disposition selon les termes de la licence Creative
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Introduction 1

Introduction
Romain Descendre et Fabio Frosini
Traduction : Livia Di Ianni

1 1. Lapproche du quatre-vingtime anniversaire de la mort dAntonio Gramsci peut tre


loccasion de faire un bilan des dernires acquisitions de la recherche sur sa pense. En
particulier, lanne 2017 se situe dans une perspective italienne lintrieur dun cycle
caractris par un trs clair regain dintrt pour Gramsci, dailleurs tonnant sous
certains aspects. Le dbut de ce cycle peut tre approximativement fix entre la fin des
annes quatre-vingt et le dbut des annes quatre-vingt-dix du sicle pass, et
symboliquement rsum par deux faits qui, ce nest pas un hasard, sont de nature
scientifique et non directement politique. Nous parlons de la fondation, en 1991, de
lInternational Gramsci Society et du lancement, en 1990, du projet pour ldition
nationale des crits d Antonio Gramsci1.
2 Ces deux vnements importants sont, comme on la dit, dabord marqus par une forte
caractrisation scientifique, plus que politique, ce qui nest pas fortuit. Ils sont en effet,
leur tour, lisibles comme des ractions ce qui advint dans la dcennie prcdente ou
plus prcisment lors des quinze dernires annes , cest--dire lloignement progressif
du Parti communiste italien (PCI) de lhritage idal que dsignait le nom de Gramsci. Ce
passage, qui se rpartit en ralit tout au long des annes soixante-dix et qui, dans la
dcennie suivante, connat une acclration qui le rend vident aux yeux dun public plus
large, se relie galement ce qui, dans un colloque rcent, a t bien dfini comme la
crise du sujet2, cest--dire la crise et, bien des gards, la dissolution de cette force
organise le parti politique de masse qui, dans le quart de sicle prcdent, avait
russi tre lacteur principal de la modernisation de la socit italienne.
3 Une telle crise produisit des effets et se manifesta diffrents niveaux et sous les formes
les plus varies3. Dans le domaine des tudes gramsciennes, tant donn que Gramsci,
surtout dans les annes soixante et soixante-dix, avait t lun des plus forts ancrages de
llaboration thorique interne au PCI4, cela se manifesta principalement par une
dramatique et rapide diminution dintrt, ce fait tant signal par la quasi-absence de
publications dimportance au cours des annes quatre-vingt5. LInternational Gramsci

Laboratoire italien, 18 | 2016


Introduction 2

Society et ldition nationale vont donc lencontre de ce scnario, qui peut tre rsum
comme une dcennie toutes lumires teintes 6. Ces deux projets ragissent un tel
tat des choses en prenant acte du dbut dune nouvelle tape, quils interprtent de deux
faons qui ne sont certes pas parfaitement identiques mais qui ne sont pas non plus
incompatibles.
4 Lide dune International Gramsci Society nat au moment o, grce galement aux
contacts internationaux croissants des chercheurs italiens, la discordance devient
vidente entre loubli dans lequel Gramsci est plong dans la Pninsule et
l extraordinaire diffusion 7 de lintrt quil suscite, surtout dans les domaines
linguistiques anglophones, lusophones et hispanophones. Celui qui enregistrait ce fait en
1987, Valentino Gerratana, ajoutait aussi que laspect le plus intressant de cette diffusion
tait son caractre totalement spontan 8, soulignant ainsi labsence dun sujet
organis capable de se faire le promoteur de cette diffusion et de la diriger.
LInternational Gramsci Society apparut donc lintersection entre cet intrt diffus et
laspiration lui donner une forme ; aspiration qui, pour lesdites raisons, se proposa ds
le dbut sous la forme de la libre association entre chercheurs, sympathisants et
personnes intresses, parpills dans le monde entier. La base internationale et associative
de lIGS caractrisa donc de faon tout fait novatrice sa nature par rapport aux
prcdentes expriences dtude et de recherche dans le domaine gramscien, et en
dtermina fortement la vocation, lui donnant aussi une caractristique propre par
rapport au projet ddition nationale des crits. LIGS tait (et est encore) en effet une
exprience dans laquelle lauto-organisation de groupes de chercheurs dans diffrentes
parties du monde redfinit profondment le caractre politique de lintrt pour le
penseur sarde. Ce caractre nest pas effac, peut-tre mme est-il exalt par la nature
horizontale de lassociation ; mais en mme temps, la liaison entre lIGS et des partis
politiques dtermins est rendue impossible.
5 Lorigine du projet de ldition nationale est diffrente. Il nat dans le contexte de la
Fondazione Istituto Gramsci, qui, ds le dbut, en a t le centre de coordination et
dimpulsion. Lide prsidant lensemble du projet peut tre mise en lumire si lon
pense au caractre mme dune dition nationale, tablie par dcret du prsident de la
Rpublique, pour les auteurs qui sont considrs comme particulirement reprsentatifs
de la culture de la nation tout entire. La rponse la fin du lien entre PCI et recherche
gramscienne, et, par la suite, la fin mme du PCI et la srie des transformations
successives de ce qui en est issu, a donc t, par un mouvement principalement
institutionnel, la volont de transformer Gramsci en un classique de la culture
italienne, au mme titre que Dante, Machiavel, Galile, Vico, Leopardi, Manzoni. L
encore, comme pour lIGS, la valeur politique du travail sur Gramsci nest pas neutralise
mais dplace sur un autre plan. En effet, le fait de dterminer quels sont les points de
repres fondateurs dune culture nationale possde une importance politique de fond,
tant donn que cela influe sur les grands choix idaux qui se rsument dans la
constitution dun modle proposer pour lducation des nouvelles gnrations.
6 2. En rsumant, on pourrait illustrer les vingt-cinq dernires annes de recherche sur
Gramsci en Italie comme une lente remonte la surface, partir dun effondrement
soudain cr par la fin dun cycle entier dhistoire nationale. Depuis quelques annes,
cette remonte est dsormais termine, et lon peut dire quaujourdhui on avance
nouveau en pleine lumire. De cet tat de fait, nous pouvons ici numrer certaines
causes, qui ne sont quen partie fortuites. Il faut tout dabord prciser que lactivit de

Laboratoire italien, 18 | 2016


Introduction 3

lIGS Italia (cest--dire de la section italienne de lIGS) et celle de la Fondation Institut


Gramsci se sont, du moins partir du dbut des annes 2000, souvent croises et
superposes. Leurs nombreuses collaborations en sont le tmoignage9 ; mais plus
spcifiquement, les cycles de sminaires organiss partir de 2001 par lIGS Italia, dabord
sur Le lexique des Cahiers de prison, puis sur Lhistoire des Cahiers de prison (ce dernier tant
encore en cours aujourdhui), sont lis une perspective de retour aux textes et de
renouvellement de ltude de Gramsci sur des bases plus rigoureusement historiques et
critiques, qui renvoient directement (si on laisse de ct les divergences sur des aspects
particuliers) lesprit de ldition nationale.
7 De cette faon, tant dans le cadre de l IGS Italia que dans celui de ldition nationale, de
nouvelles gnrations de chercheurs sur Gramsci se sont formes, qui ont adopt comme
exigence fondamentale ces provisions de scrupules mthodologiques et cette
habitude de svre discipline philologique que Gramsci sattribuait lui-mme comme
un hritage de ses tudes universitaires 10. Diverses publications11 tmoignent de la
contribution donne par ces jeunes gnrations ; mais plus gnralement, cette nouvelle
tape se reflte dans un volume Le parole di Gramsci12, de 2004 qui rassemble les
rsultats du sminaire susmentionn sur le lexique des Cahiers, et dans un dictionnaire
monumental, le Dizionario gramsciano 1926-1937 de 2009 13, qui compte 626 articles de
59 collaborateurs. Dans ces deux publications, les gnrations se sont entrelaces et
superposes, et le monde des tudes sur Gramsci a pu constater de premire main quels
rsultats la nouvelle approche pouvait mener, en termes non seulement de nouvelle
capacit historiciser et contextualiser14, mais aussi adopter le critre du rythme de
la pense , dsign par Gramsci dans les Cahiers de prison comme clef daccs pour une
reconstruction raliste de la pense de Marx, en lappliquant Gramsci lui-mme 15.
8 Dans ce sens, celui dune reconstruction diachronique de la pense de Gramsci dans les
Cahiers de prison de faon en retrouver le sens duvre en devenir, non termine, ouverte
vers un monde avec lequel la pense du prisonnier se confronte constamment, la
grande rupture a t reprsente par la publication de ldition critique en 1975, dans
laquelle lditeur scientifique, Valentino Gerratana, restituait les cahiers selon lordre
dans lequel ils furent effectivement crits. Cependant, la faon de valoriser et
transformer effectivement cette dition en une base dtude qui porterait mme au-del
de celle-ci, a t dmontre par le livre Lofficina gramsciana, publi en 1984 par Gianni
Francioni16. Grce lOfficina, la philologie gramscienne, dans la partie qui concerne les
Cahiers, a reu une solide fondation mthodologique, et sur cette base une premire srie
dhypothses hermneutiques ont t produites, rvises et mises jour par la suite 17,
hypothses qui sont maintenant la base de la nouvelle dition critique des Cahiers de
prison, en cours de publication dans le cadre de ldition nationale18.
9 Le travail de ldition nationale a plus gnralement produit un tournant philologique
trs marqu dans lensemble des tudes gramsciennes. Dans le cas de la correspondance
et des crits journalistiques et politiques, des comptences nouvelles et spcifiques ont
t dveloppes, lesquelles sont souvent lapanage de nouvelles gnrations de
chercheurs, en train de rvolutionner en bonne partie limage que les prcdentes
tentatives ditoriales nous avaient livre19. Sur ce terrain, donc, le travail sur Gramsci a
eu dimportantes retombes sur le plan de la formation dune nouvelle gnration de
chercheurs.
10 3. Ce que nous avons propos de reprsenter comme une lente remonte vers la surface
peut aussi tre vu comme la prparation de longue haleine des conditions dterminant

Laboratoire italien, 18 | 2016


Introduction 4

un ventuel retour de Gramsci dans la culture italienne sans que ce dernier se situe
nouveau dans le cadre dune mode fragile et passagre. Le travail dtude textuelle, le
dveloppement de nouveaux outils philologiques et hermneutiques, la diffusion dune
approche qui part de lhistorisation et de la contextualisation : tout cela reprsente un
frein par rapport aux actualisations approximatives, sans pour autant se drober au dfi
de l actualit. Il sagit tout au plus den proposer une modalit critiquement fonde,
capable daller au-del des strotypes ngatifs ou positifs.
11 Mais ce travail naurait pas pu avoir le succs et les retombes quil a actuellement 20 sil
ne stait pas confront, un moment donn, un phnomne dorigine et de nature
diffrentes. Nous faisons rfrence au retour de Gramsci en Italie travers
lintroduction et souvent la traduction de nombreux textes dauteurs appartenant des
courants dtude qui se sont dvelopps surtout en langue anglaise, mais aussi dans des
lieux gographiquement trs diffrents, et qui vont des tudes culturelles aux tudes
subalternes et post-coloniales, de la thorie du discours celle des relations
internationales, de la rflexion sur le nouveau rle des intellectuels aux dbats sur la
socit civile et la fonction de lhgmonie. Dans tous ces cas de figure et dans
dautres encore , la pense de Gramsci a jou un rle central en se mlant souvent aussi
des approches trs loignes, comme lanalyse foucaldienne du pouvoir, des processus de
subjectivation et des stratgies discursives, et plus gnralement de notions tires de
larsenal du dconstructionnisme et du postmodernisme21. Au cours de ces dernires
annes, larrive en Italie de ces auteurs et de ces thmatiques a elle-mme engendr une
sorte de retraduction de Gramsci dans la langue dorigine : dun Gramsci, bien entendu,
filtr travers des optiques trs loignes de son historicisme absolu dorigine. son
tour, cette irruption de thmatiques gramsciennes de type compltement nouveau, par
rapport aux anciennes questions qui, traditionnellement, tournaient autour de lanalyse
de sa pense, a favoris un nouveau regain dintrt auprs des milieux intellectuels
italiens qui, en principe, taient opposs lhistoricisme, avec des tentatives, notre avis
discutables, de provincialiser sur cette base fragile toute la tradition critique
italienne22. Ce nest pas, selon nous, la voie quil faut emprunter, notamment parce que
poser la question de cette faon quivaut produire deux domaines rciproquement
impermables toute sorte dchange. Nous pensons en revanche que subsiste une
occasion concrte pour la raffirmation dune perspective gramscienne en bonne partie
nouvelle par rapport celle des annes classiques de sa gloire en Italie, mais quelle
repose non sur des hybridations naissantes de lectures ncessairement distantes et
superficielles, mais quil faut la penser exactement linverse de tout cela, savoir en
partant dun usage des outils entre-temps mis au point et des rsultats atteints par la
nouvelle recherche italienne. De cette faon seulement, un dialogue peut devenir possible
et la question de lactualit de la pense de Gramsci peut tre formule de faon neuve.
12 4. Le numro de Laboratoire italien que nous prsentons ici constitue une contribution
dans cette direction, un moment o certains signaux concrets dun regain dintrt pour
la pense de Gramsci dans la culture franaise commencent se manifester 23. Ce numro
aspire tre une mdiation, pour le public franais, des acquis auxquels la recherche
italienne sur Gramsci est arrive dans les vingt-cinq dernires annes, et dont nous
venons de parler.
13 En gardant lesprit cet objectif, nous avons identifi trois axes le long desquels
slectionner nos interlocuteurs et construire un sommaire. Dans la premire section
Philologie , nous avons rassembl une documentation presque complte et mise

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Introduction 5

jour sur ltat davancement de ldition nationale ; dans la deuxime section Outils ,
le lecteur trouvera certaines contributions sur des thmatiques et des aspects de la
pense de Gramsci, relus la lumire des acquis les plus rcents ; la troisime section
Bilan accueille enfin une vue densemble globale de Giuseppe Vacca, qui fait le point
sur les plus significatives interprtations de Gramsci produites en Italie ces dernires
annes.
14 La premire section commence par une trs ample contribution de Gianni Francioni, dans
laquelle lditeur de la nouvelle dition critique du magnum opus gramscien, les Cahiers de
prison, fait le point sur son propre travail de recherche (ininterrompu depuis quarante
ans : sa premire contribution remonte 1977) sur la structure, le statut et la datation des
textes qui composent les Cahiers. Ce texte peut tre considr comme le plus
dfinitivement abouti de tous ceux que Francioni a consacrs ce sujet, et il est publi
presque en mme temps que le deuxime volume de la nouvelle dition des Cahiers, qui
sortira en 2017 et qui contiendra les cahiers dits miscellanei (miscellanes). Dans ce texte,
toutes les questions relatives au processus matriel dcriture, la structure et la
datation des manuscrits de prison sont affrontes de faon exhaustive, si bien quon peut
dire que cet essai reprsente une rcriture du livre Lofficina gramsciana, mentionn ci-
dessus. Lessai de Francioni est accompagn de celui de Giuseppe Cospito, qui reconstruit
les recherches et les discussions qui ont conduit la proposition de raliser une nouvelle
dition critique des Cahiers, examine les caractristiques qui la diffrencie de la
prcdente, celle de V. Gerratana, et prend position sur tous les points controverss lis
ce choix. Lappendice de lessai de Cospito est particulirement utile : il prsente
lorganisation dfinitive de la nouvelle dition critique et lhypothse la plus jour sur la
datation de toutes les notes des Cahiers.
15 Deux essais compltent la section, ceux de Maria Luisa Righi et dEleonora Lattanzi,
respectivement ddis ldition des Scritti 1910-1926 et celle de l Epistolario
(correspondance). Dans sa contribution, Righi reconstruit en dtail les deux ditions
prcdentes des crits prcarcraux de Gramsci, la premire, ralise entre 1954 et 1971,
et la deuxime, lance en 1980 et interrompue (avec le volume ddi aux crits de
1919-1920) en 1987. Ces deux ditions prsentent des limites dsormais plus
quvidentes : le caractre souvent nglig de la transcription, dailleurs non vrifie sur
les originaux par lditeur de la deuxime dition ; la prsence aujourdhui certaine de
nombreux apocryphes et dautant de textes qui manquent ; la tendance normaliser et
rendre homogne la langue de Gramsci. Ce sont en partie des questions de dtail, mais
leur ensemble est destin rvolutionner en bonne partie limage que nous avons
aujourdhui du journaliste socialiste, surtout dans sa jeunesse. Cest le cas de son activit
riche et diversifie de critique musical, un aspect presque entirement mconnu des
ditions prcdentes, et qui aujourdhui nous prsente linverse une personnalit bien
plus originale et anticonformiste que celle qui tait admise jusqu prsent, avec des traits
davant-gardisme trs nets24.
16 Larticle dEleonora Lattanzi sur la correspondance fait le point sur une situation
complexe, densment enchevtre et jusqu aujourdhui traite de faon trs loigne
des critres ddition scientifique (avec une seule exception : la correspondance entre
Gramsci et Tatiana Schucht de 1926-1935)25. Jusqu prsent, seules les lettres de Gramsci
taient en effet disponibles, alors que les volumes de correspondance dj parus (qui
couvrent la priode 1910 - novembre 1923) dmontrent combien la rinsertion de la
correspondance dans sa trame originaire et la restitution du dialogue entre les

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Introduction 6

correspondants sont ncessaires pour la reconstruction de la biographie de Gramsci et


concourent dmolir des certitudes sdimentes depuis longtemps . La difficult
trouver des originaux crits dans des circonstances, priodes et lieux trs divers ( tel
point qu diffrentes occasions ils ont t perdus et quon a d avoir recours aux
transcriptions existantes) na cependant pas empch didentifier de nombreuses
nouvelles lettres, qui contribueront aussi leur tour prciser et innover de faon
substantielle notre image dAntonio Gramsci.
17 La deuxime section du numro fait le point sur certaines thmatiques nouvelles (ou sur
les nouvelles dclinaisons de thmatiques dj prsentes prcdemment), telles quelles
sont apparues dans les recherches italiennes des dernires dcennies. Nous avons ici les
contributions de Romain Descendre et de Jean-Claude Zancarini sur un concept ayant
connu ces dernires annes les dveloppements critiques parmi les plus innovants, celui
de traductibilit ; de Chiara Meta sur le rapport de Gramsci avec le pragmatisme et les
avant-gardes du dbut du vingtime sicle ; de Giancarlo Schirru sur la linguistique ;
dAlessio Gagliardi qui fait historiographiquement le point sur linterprtation
gramscienne du fascisme ; de Fabio Frosini sur le rapport entre autocensure et analyse
politique du monde actuel dans les Cahiers ; enfin de Pierre Girard sur Gramsci et Vico.
18 Larticle de Romain Descendre et Jean-Claude Zancarini reconstruit la gnalogie du
concept de traductibilit. Cet outil heuristique, central et puissant, fait son apparition
dans les Cahiers tout en tant le rsultat dun processus qui les prcde et qui, loin dtre
linaire, doit tre compris dans sa complexit et son historicit. Il faut retenir en
particulier le dbat sur lespranto en janvier 1918, la mtaphore de la rvolution comme
traduction dans le rel de la pense marxiste, ou encore la traduction en Italie de
lexprience russe travers les conseils dusine. Dans les Cahiers, la mtaphore devient
llment central dune refondation complte du marxisme, labore ds les premiers
Appunti di filosofia, outils dmancipation thorique et politique par rapport lexprience
russe elle-mme. Lessai souligne limportance, dans cette entreprise, de certains textes
considrs comme fondamentaux, non seulement de Karl Marx (les Thses sur Feuerbach et
La Sainte famille) mais aussi dAntonio Labriola. Deux moments se rvlent dcisifs : les
mois doctobre et de novembre 1930, quand la refondation du marxisme partir de lide
de traduction sert dun ct combattre les schmatismes qui conduisent y voir une
division artificielle du rel entre noumnes conomiques et apparences idologico-
politiques (Croce), et dun autre ct lloigner de toute rduction, forcment
dogmatique, une logique abstraite ou un espranto thorique (Boukharine) ; et lanne
1932, quand la notion de traductibilit permet de penser la rduction de toutes les
philosophies un moment de la vie historique et politique et de redfinir la
philosophie de la praxis comme une unit radicale de la thorie et de la pratique.
19 Dans sa contribution, Chiara Meta reconstruit la dense trame de correspondances et
dinfluences qui unit Gramsci ce quon peut appeler, par une expression volontairement
large, la culture pragmatiste, cest--dire cette srie dlments thoriques qui, entre
Italie, France et Angleterre, la fin du XIXe et au dbut du XXe sicle, traversent
lpistmologie, la psychologie, la thorie de lhistoire et la rflexion sur le statut de la
science et de la ralit conomique, et laquelle, par exemple, mme un philosophe
comme Benedetto Croce ne fut pas tranger. Pour le Gramsci de la priode qui va au
moins jusquen 1917, cette culture reprsente un point de repre essentiel, une sorte de
vocabulaire et de grammaire quil utilise librement sans quaucun purisme ne le
freine et sans quil ne se soucie daucune orthodoxie pour exprimer ce qui importe le

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Introduction 7

plus ses yeux, savoir les questions qui tournent autour de la lutte du proltariat pour
son mancipation.
20 La contribution de Giancarlo Schirru sur linguistique et philosophie de la praxis se
profile sur un fond caractris par la tendance consistant soit considrer le marxisme
de Gramsci en tant quil est attentif aux superstructures comme un marxisme
occidental, et donc voir sa linguistique en accord avec ce type de marxisme impur,
soit, de faon plus radicale, considrer ce prtendu marxisme comme une fine crote
qui masque la vraie nature de sa pense, savoir une linguistique de type idaliste et
libral. Ces deux thses, qui ont longtemps domin la discussion, sont toutes les deux
rejetes en faveur dun raisonnement qui, dune part, retrace les origines de la
linguistique marxiste de Gramsci dans la pense dAntonio Labriola, et dautre part,
montre comment la linguistique reprsente un point de rencontre et ensuite de contact
permanent de Gramsci avec la discussion sovitique, particulirement sur le terrain
sociolinguistique, en relation avec la constitution multinationale de la Russie puis de la
fdration sovitique : une discussion vive justement lpoque o Gramsci sjourna
Moscou. Sur ces bases, Gramsci pousse le marxisme vers des territoires encore inexplors,
et il le fait remarque Schirru en fixant un lien prcis entre la logique de Hegel et
lconomie politique, lorsquil affirme que la philosophie de la praxis quivaut Hegel
+ David Ricardo. La signification de cette singulire quation est, selon Schirru, la faon
dont Gramsci interprte le clbre passage de Marx, dans la postface de la seconde dition
du livre premier du Capital, sur le renversement de la dialectique de Hegel. Selon
Gramsci, ce renversement doit tre effectu non pas en liquidant toute la ralit
comme fausse et aline, ce pourquoi la rappropriation de lessence humaine
consisterait en une inversion radicale (comme cela sest produit dans le marxisme qui a
t majoritaire de la rification et de lalination). Au contraire, ce renversement
consiste dans la reconnaissance de la traductibilit de la logique hglienne et de
lconomie politique de Ricardo, en vertu de laquelle la premire possde un caractre
raliste et la seconde un lment logique, cest--dire rationnel. Le renversement
est donc une traduction qui pousse reconnatre llment de rationalit contenu
dans le monde prsent, un lment qui, par traductions successives, doit tre appropri
par la classe ouvrire et soustrait au contrle capitaliste.
21 Le titre de la contribution dAlessio Gagliardi, Tra rivoluzione e controrivoluzione, entre
immdiatement au cur de la discussion historiographique actuelle sur le fascisme et sur
la faon dont le modle interprtatif mis au point par Gramsci dans les Cahiers de prison
(mais avec dimportantes anticipations dans les textes antrieurs) peut sy insrer
fructueusement. Dans une situation comme celle que nous vivons actuellement
caractrise par la crise du paradigme antifasciste classique, du fascisme et plus
gnralement des fascismes, lhistoriographie a tendance aujourdhui mettre en
vidence les potentialits novatrices, limpact sur les masses, llan modernisateur, la
capacit produire une religion politique de type nouveau. Mais en ralit, ces
caractristiques sont dj toutes prsentes dans le modle hermneutique que Gramsci
met au point en prison. Le fascisme apparat Gramsci de plus en plus comme un
phnomne irrductible la seule dimension conomique, rsultat certainement de la
domination bourgeoise mais non priv de marges dautonomie, capable de mettre en
uvre des modalits de gestion du pouvoir la hauteur des problmes poss par la
socit de masse et en forte discontinuit avec le libralisme du XIXe sicle et le giolittismo.
Pour comprendre en profondeur les caractristiques particulires du fascisme, Gramsci

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Introduction 8

met au point des catgories danalyse qui constituent dans certains cas des cls de lecture
pour linterprtation plus gnrale de lhistoire italienne ou pour les dynamiques de
changement des socits capitalistes modernes.
22 Le texte de Fabio Frosini sarrte sur le rapport, considr comme essentiel pour la
comprhension des Cahiers de prison, entre autocensure et analyse politique du monde
actuel. Que dans lcriture carcrale de Gramsci soit prsente une certaine forme
dautocensure est un fait qui a t acquis immdiatement, ds la premire dition des
Cahiers. Plus rcemment, ce fait a t considr, surtout concernant les lettres, comme un
vritable code de dchiffrage des communications entre Gramsci et son propre parti
(auquel les missives envoyes depuis Turi arrivaient travers la chane forme par
Tatiana Schucht et Piero Sraffa). Dans cette contribution, une telle approche est reprise et
prcise, pour montrer comment les analyses du monde contemporain prsentes dans les
Cahiers sont toutes lies un projet politique de rexamen de la stratgie politique du PCI.
Y est en particulier analyse la relation entre analyse et stratgie dans le cas de ce que
Gramsci appelle amricanisme e fordisme . Est mis en vidence le lien quentretient
cette catgorie avec toute lenqute sur la crise et la transformation du parlementarisme,
donc sur laffirmation dune socit corporative y compris en dehors de lItalie fasciste,
et sur la gense dune nouvelle forme de politique o les masses sont compltement
organises et activement prsentes lintrieur des organisations que ltat a cres afin
de pouvoir les contrler.
23 Lessai de Pierre Girard sur Gramsci et Vico clt la deuxime section du dossier. Dans
cette contribution, aprs une reconnaissance critique du status textuel (les rfrences de
Gramsci Vico ne sont pas nombreuses et apparemment peu significatives), lauteur
indique deux directions de recherche. Dabord, il propose une reconstruction de la faon
dont Vico et son image parviennent jusqu Gramsci, travers une histoire enchevtre
de mdiations, de repropositions et dinterprtations qui passe principalement par lItalie
et la France et arrive jusqu Georges Sorel, savoir une rfrence trs proche de
Gramsci. Deuximement et cest ici le cur de cette tude , lauteur tente une
comparaison fonctionnelle entre le type dintervention ralise par Vico dans le systme
de rfrences culturelles de son poque, et celle que Gramsci met en uvre dans les
Cahiers. Sur ce plan, daprs Girard, se rvlent de surprenantes analogies, parce que la
mathesis universalis critique par Vico chez Descartes a le mme statut que
lconomisme, le fatalisme, le dterminisme constamment critiqus par Gramsci dans
son interprtation du marxisme . Cest pourquoi, en tenant compte du caractre
fortement pratique, cest--dire thique et politique, de la philosophie de Vico, et en se
remmorant une srie danalogies entre Gramsci et Vico (la notion de philologie, tout
dabord, mais aussi le refus dune mthode universelle, etc.), on pourrait peut-tre
considrer lentreprise des Quaderni comme lapplication de la mthode de Vico au cas
particulier de lItalie, et cela pour en faire galement un diagnostic, permettant de
discerner les lignes dune action politique possible .
24 La troisime section de ce dossier est constitue dun article de Giuseppe Vacca intitul
Les tudes rcentes sur Gramsci en Italie. Il retrace sous forme panoramique les discussions
les plus rcentes, dans lesquelles la publication de nouveaux documents, ou les nouvelles
ditions de documents dj connus, se mlent une discussion critique qui, bien que
sujette de nombreuses oscillations et divergences interprtatives, prsente une
caractristique commune que lon peut synthtiser en deux points, respectivement de
mthode et de fond. Sur le premier point, on enregistre laffirmation de la diachronie

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Introduction 9

comme point-cl incontournable pour comprendre la pense de Gramsci dans tous les
moments de sa vie. Le systme de catgories adopt par un penseur qui, sous des faons
et formes diffrentes, a toujours t en contact avec lhistoire de son temps dans une
attitude active, tourne vers lintervention et le projet stratgique, ne peut tre compris
ni en prtendant le figer dans un bloc autosuffisant, ni en le dissolvant dans la succession
des occasions et des cas toujours nouveaux. Sur le plan de la thorie, il subsiste chez
Gramsci une tension, entre persistance et innovation, quil faut traiter avec dlicatesse et
prudence. Sur le plan du fond, lensemble des auteurs examins par Vacca ont tous
lesprit que Gramsci fut un thoricien de la politique mais surtout [...] un praticien
politique cest--dire un combattant, et que cest dans la politique quil faut rechercher
lunit de [sa] vie : son point de dpart et son point darrive 26. Mais, en mme temps,
Les auteurs dont nous nous occuperons partagent aussi la conviction que la figure de
Gramsci transcende la simple histoire du Parti communiste italien et reprsente un
nud, de pense autant que daction, dans lequel tous les problmes de notre temps sont
prsents et se mlent 27.
25 5. En 1997, en faisant imprimer un recueil partiel de ses crits consacrs Gramsci,
Valentino Gerratana plaait en exergue de son introduction une clbre dfinition dItalo
Calvino: Un classique est un livre qui na jamais fini de dire ce quil a dire 28. Ainsi
Gerratana, qui ce moment-l regardait toute lhistoire de la fortune de Gramsci partir
dun tournant (1989) qui lui semblait dcisif et dfinitif, interposait entre le prsent et ce
pass-l un singulier diaphragme critique. Le caractre classique dun auteur, compris
comme une capacit toujours renouvele de parler de nouvelles gnrations, est en effet
une ide trompeusement claire. Elle met certes le texte labri dune perte de contact
avec le prsent, mais elle laisse ouverte la faon dont ce contact peut chaque fois se
renouveler. Lide qui est prsente dans le texte de Calvino et qui apparat, en
dfinitive, aussi dans celui de Gerratana est que le classique est un lieu du temps
prsent qui ne se laisse pas rduire cette dimension, bien quil en fasse intgralement
partie ; et que ce rapport entre classique et prsent ne peut pas tre compltement
expliqu. Mais tandis que pour Calvino, le caractre classique est cette zone de gratuit
qui se maintient dans un rseau cohrent de relations fonctionnelles, pour Gerratana, la
forme dun possible caractre classique de Gramsci devait partir de faon bien plus
dramatique de son intransigeance [...] vis--vis du manque de sobrit et dordre
intellectuel 29, alors qutait devenue indispensable une lecture slective des Cahiers ,
parce que Gramsci tout seul ne tient pas 30.
26 Les considrations que nous avons faites, au dbut de cette Introduction, sur la
transformation de Gramsci en un classique de la culture italienne, contiennent aussi ces
inflexions. Soumettre les crits du chef du Parti communiste dItalie la loupe dun
dictionnaire de plus de six cents articles, ou les passer au peigne fin de la philologie
textuelle dune dition nationale, signifie donc certainement lavnement dune
nouvelle tape dans laquelle son hritage est dsormais considr comme patrimoine
de lhumanit entire ; mais cela implique aussi, en mme temps, la reconnaissance du
fait que la prsence de Gramsci dans le monde actuel est un lment indniable mais
aussi irrductible une prsence pleine, immdiate. Cest avec cette double conscience
que ce numro de Laboratoire italien a t conu et labor.
27 ce propos, nous voudrions cependant aller plus loin et rappeler que le lancement de
cette nouvelle phase de la fortune de Gramsci, sil est bien parti de lide quil pouvait
devenir un classique, est pourtant en train de produire des rsultats qui dune certaine

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Introduction 10

faon selon nous la remettent au moins en partie en discussion, parce quils ouvrent
nouveau un dialogue, entre Gramsci et notre contemporanit, qui a un caractre plus
direct et plus immdiat. Si ces nouvelles recherches ont, dans leur ensemble, donn un
premier rsultat, il peut tre rsum par deux questions troitement lies lune lautre.
Dun ct, est apparu de faon vidente le caractre intrinsquement politique de la
pense de Gramsci : politique dans le sens dune pense qui compte toujours, mme
dans les Cahiers de prison, tre une hypothse dlaboration stratgique actuelle et qui, de
ce fait, trouve dans la pratique non pas un objet sur lequel rflchir mais une partie
essentielle delle-mme en tant que pense.
28 Deuximement, on a clairci dans quelle mesure Gramsci est un homme des temps
nouveaux : cest--dire un homme qui pressent les transformations extraordinaires que
le monde tait en train de subir, consquence des dynamiques europennes et mondiales
qui avaient trouv dans la Grande guerre un point de contact et en quelque sorte aussi de
catastrophe, dans le sens ancien et dramatique dune rvlation qui conduit la
conclusion dune histoire. Lorsquil crivait les Cahiers, Gramsci tait convaincu du fait
que les contenus et les formes de la politique taient en train de connatre un trs grand
bouleversement, et que ce bouleversement allait avoir, tt ou tard, des rpercussions
dans tous les aspects et les moments de la vie. En rsum, il estimait comme
consquence de la catastrophe de la guerre que toute une nouvelle phase de lhistoire
mondiale tait en train de souvrir, dans laquelle lapport individuel ( comprendre
littralement, mais aussi comme individualit nationale) allait tre destin passer au
second plan, par rapport la dimension du plan, de la planification, de la
rationalisation et de la production de conformismes nouveaux et toujours plus
organiques. Mais Gramsci tait convaincu et cette conviction dmarque sa position
lintrieur du monde des rgimes totalitaires que ce nouveau niveau de la politique
crait des possibilits auparavant impensables pour une relle dmocratisation de toute la
vie sociale, prcisment au moment o il approfondissait par ailleurs normment la
pntration de la politique dans la vie prive, tant ouvertement, sous forme de contrles
policiers et administratifs par exemple, que de faon larve et insidieuse, avec la prsence
nouvelle et organise de la culture comme fonction de contrle et non plus
seulement dexpression individuelle.
29 La coexistence de ces deux aspects augmentation du contrle et augmentation des
potentialits de dmocratisation tait motive pour Gramsci par le fait que ce nest
quen donnant une forme linitiative politique des masses populaires que les classes
dominantes pouvaient russir neutraliser les rsultats de leur initiative31. partir de
la reconnaissance de cette dialectique, prend forme dans les Cahiers de prison la mise au
point dune srie de catgories hgmonie, rvolution passive, crise organique,
intellectuels, rapports de forces, analyse des situations, traductibilit des langages
dont lensemble peut aussi fournir des indications valables pour une analyse critique du
monde actuel, sil est vrai que la question de la dmocratie na rien perdu de son
actualit et que la politique na pas cess de contenir en elle des pousses contradictoires
et, en dernire analyse, inconciliables.

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Introduction 11

NOTES
1. Lide de fonder lInternational Gramsci Society fut lance pour la premire fois en
1987, loccasion du colloque Modern times. Gramsci e la critica dellamericanismo (voir Per
unassociazione internazionale di studi su Gramsci. The International Gramsci Society ,
dans Modern times. Gramsci e la critica dellamericanismo, Atti del convegno internazionale,
Rome, 20-22 novembre 1987, G. Baratta et A. Catone d., Milan, Diffusioni 84, 1989,
p. 484-486), et reprise dans le colloque Gramsci nel mondo (voir Gramsci nel mondo, Atti del
Convegno internazionale di studi gramsciani, Formia, 25-28 octobre 1989, M. L. Righi d.,
Rome, Fondazione Istituto Gramsci, 1995). Pour ldition nationale des crits d Antonio
Gramsci, voir IG Informazioni. Trimestrale della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, 2, 1992,
qui rassemble les lments dun sminaire organis par lIstituto Gramsci di Roma sur ce
projet, sous la direction de G. Vacca et avec les interventions de G. Francioni, M. Ciliberto,
F. De Felice, L. Mangoni, V. Gerratana ; N. Badaloni, S. Caprioglio, G. Vacca, R. Martinelli,
D. Ragazzini, R. Medici, L. Borghese, J. A. Buttigieg, L. Canfora, L. Paggi et M. Must ont
particip aux dbats qui ont suivi.
2. On peut en trouver les actes dans La crisi del soggetto. Marxismo e filosofia in Italia negli
anni Settanta e Ottanta, G. Vacca d., Rome, Carocci, 2015.
3. Sur le plan philosophique, voir limportant volume Crisi della ragione. Nuovi modelli nel
rapporto tra sapere e attivit umane, A. G. Gargani d., Turin, Einaudi, 1979.
4. Cette centralit fut son tour le fruit dune opration politico-culturelle complexe
ralise par Togliatti au sein du PCI et dans les relations entre ce dernier et les
intellectuels de gauche en Italie. Voir F. CHIAROTTO, Operazione Gramsci : alla conquista degli
intellettuali nellItalia del dopoguerra, Milan, Mondadori, 2011. Sur lactivit de Togliatti
comme diteur de Gramsci, qui constitue la base de cette opration, voir Togliatti editore di
Gramsci, C. Daniele d., Introduction de G. Vacca, Rome, Carocci, 2005 (Annali della
Fondazione Istituto Gramsci, XIII).
5. Voir G. LIGUORI, Gramsci conteso. Interpretazioni, dibattiti e polemiche. 1922-2012, nouvelle
dition revue et augmente, Rome, Editori Riuniti, 2012, chap. VIII.
6. Titre du chapitre cit la note prcdente : Dieci anni a luci spente (1978-1986) .
7. V. GERRATANA, Gramsci nel mondo , Emigrazione Filef, XIX, 8-9, 1987, p. 5.
8. Ibidem.
9. Voir notamment la coorganisation du colloque de 2007, Gramsci le culture e il mondo
(G. Schirru d., Rome, Viella, 2009). En 2017 doit se tenir Rome un colloque international
coorganis par IGS-Italia et la Fondazione Istituto Gramsci, intitul Egemonia e modernit. Il
pensiero di Gramsci in Italia e nella cultura internazionale.
10. Lettres de A. Gramsci T. Schucht du 3 aot 1931, dans A. GRAMSCI-T. SCHUCHT, Lettere
1926-1935, A. Natoli et C. Daniele d., Turin, Einaudi, 1997, p. 750.
11. Voir Valentino Gerratana filosofo democratico , E. Forenza et G. Liguori d., Rome,
Carocci, 2011, et Domande dal presente : studi su Gramsci, L. Durante et G. Liguori d., Rome,
Carocci, 2012.

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Introduction 12

12. Le parole di Gramsci, F. Frosini e G. Liguori d., Rome, Carocci, 2004.


13. Dizionario gramsciano 1926-1937, G. Liguori et P. Voza d., Rome, Carocci, 2009.
14. Colloque organis en 2007 Bari et Turi par la Fondazione Istituto Gramsci sur
Gramsci nel suo tempo. Voir Gramsci nel suo tempo, F. Giasi d., Rome, Carocci, 2008.
15. Voir A. GRAMSCI, Quaderni del carcere, dition critique de lIstituto Gramsci,
V. Gerratana d., Turin, Einaudi, 1975, p. 419. La phrase entire est la suivante : La
ricerca del leit-motiv, del ritmo del pensiero, pi importante delle singole citazioni
staccate . Voir, dans cette direction, G. COSPITO, Il ritmo del pensiero. Per una lettura
diacronica dei Quaderni del carcere di Gramsci, Naples, Bibliopolis, 2011.
16. G. FRANCIONI, Lofficina gramsciana. Ipotesi sulla struttura dei Quaderni del carcere ,
Naples, Bibliopolis, 1984.
17. Voir en particulier G. FRANCIONI, Proposte per una nuova edizione dei Quaderni del
carcere (Seconda stesura) , IG Informazioni. Trimestrale della Fondazione Istituto Gramsci di
Roma, 2, 1992, p. 85-186 ; ID., Come lavorava Gramsci , dans A. GRAMSCI, Quaderni del
carcere. Edizione anastatica dei manoscritti, G. Francioni d., vol. I, Rome, Istituto
dellEnciclopedia Italiana, 2009, p. 21-60. Pour un claircissement actuel sur le status
quaestionis, voir G. COSPITO, LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere , dans ce
dossier.
18. Ldition des Cahiers est dirige par G. Francioni. Jusqu prsent, seul le premier
volume est paru : A. GRAMSCI, Quaderni del carcere ; vol. I : Quaderni di traduzioni (1929-1932),
2 tomes, G. Cospito et G. Francioni d., Rome, Istituto della Enciclopedia italiana, 2007.
19. Hormis le premier volume des Quaderni del carcere, sont parus jusqu aujourdhui les
ouvrages suivants : A. GRAMSCI, Epistolario ; vol. I : Gennaio 1906-dicembre 1922 , D. Bidussa,
F. Giasi, G. Luzzatto Voghera et M. L. Righi d., Rome, Istituto della Enciclopedia italiana,
2009 ; vol. II : Gennaio-novembre 1923, D. Bidussa, F. Giasi et M. L. Righi d., Rome, Istituto
della Enciclopedia italiana, 2011 ; A. GRAMSCI, Scritti 1910-1926 ; vol. II : Scritti 1917,
L. Rapone d., Rome, Istituto della Enciclopedia italiana, 2015. Ont en outre t publis en
18 volumes, en 2009, les Quaderni del carcere. Edizione anastatica dei manoscritti,
G. Francioni d., ouvr. cits. Cette dition ultime ne fait pas partie directement de
ldition nationale, mais en accompagne le projet. Signalons enfin la publication rcente
du premier volume de Documents de ldition nationale : A. GRAMSCI, Documenti 1. Appunti
di glottologia 1912-1913, G. Schirru d., Rome, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2016.
20. Un indice de ce succs est a contrario la multiplication, ces dernires annes, dans le
panorama italien, de livres scandale ou sensationalistes (du reste assez ingaux quant
leur professionnalisme et leur engagement) traitant, plus que de la pense de Gramsci,
des aspects vnementiels de sa vie carcrale, relus travers le prisme du complot et de
la trahison. Voir, entre autres, F. LO PIPARO, I due carceri di Gramsci. La prigione fascista e il
labirinto comunista, Rome, Donzelli, 2012 ; L. CANFORA, Gramsci in carcere e il fascismo, Rome,
Salerno, 2012 ; ID., Spie, Urss, antifascismo. Gramsci 1926-1937, Rome, Salerno, 2012 ; G. FABRE,
Lo scambio. Come Gramsci non fu liberato, Palerme, Sellerio, 2015. On constate avec regret
que parmi la masse douvrages italiens consacrs Gramsci ces dernires annes, le seul
qui ait t traduit et diffus en France soit celui, totalement dnu de fondement, de
Lo Piparo. Ce numro de Laboratoire italien, tout comme celui dActuel Marx cit infra
(note 23), entendent contribuer redonner une direction scientifique valide aux
publications gramsciennes en langue franaise.

Laboratoire italien, 18 | 2016


Introduction 13

21. On peut trouver une mise en vidence de ce processus dhybridation par exemple
dans Gramsci and Foucault. A Reassessment, D. Kreps d., Farnham and Burlington (VT),
Ashgate, 2015.
22. Nous pensons P. CAPUZZO et S. MEZZADRA, Provincializing the Italian Reading of
Gramsci , dans The postcolonial Gramsci, N. Srivastava et B. Battacharya d., New York,
etc., Routledge, 2012, p. 34-54.
23. Voir ce sujet le colloque international : La Gramsci Renaissance . Regards croiss
France-Italie sur la pense dAntonio Gramsci, Paris, 22-23 mars 2013, coorganis par la
Fondation Gabriel Pri, la Fondazione Istituto Gramsci et le Centre dHistoire des
systmes de pense moderne (http://www.gabrielperi.fr/152.html), et les deux
sminaires qui se droulent depuis plusieurs annes lcole normale suprieure de Lyon
(Lire les Cahiers de prison dAntonio Gramsci, R. Descendre et J.-C. Zancarini d., http://
triangle.ens-lyon.fr/spip.php?rubrique453) ainsi qu lcole des hautes tudes en
sciences sociales (Lanthropologie politique et Antonio Gramsci, R. Ciavolella et
G. Rebucini d., http://enseignements-2014.ehess.fr/2014/ue/607/ ). Un premier
aboutissement de ces sminaires est le rcent volume monographique dActuel Marx (57,
2015) sur la pense de Gramsci, dirig par R. Descendre, R. Ciavolella et J.-C. Zancarini.
Signalons en outre la rcente synthse ralise par un chercheur qui, depuis plus de
quarate ans, na jamais cess de se consacrer la pense de Gramsci : A. TOSEL, tudier
Gramsci, Paris, Kim, 2016.
24. Limage du jeune Gramsci a en outre dj t soumise une rvision radicale dans
louvrage de L. RAPONE, Cinque anni che paiono secoli. Antonio Gramsci dal socialismo al
comunismo (1914-1919), Rome, Carocci, 2011. L. Rapone a galement dirig le second
volume, cit plus haut, des Scritti 1910-1926, consacr lanne 1917 et paru en 2015.
25. A. GRAMSCI-T. SCHUCHT, Lettere 1926-1935, ouvr. cit.
26. La citation est tire de P. TOGLIATTI, Il leninismo nel pensiero e nellazione di A. Gramsci
(appunti), dans ID., La politica nel pensiero e nellazione. Scritti e discorsi 1917-1964, M. Ciliberto
et G. Vacca d., Milan, Bompiani, 2014, p. 1121.
27. Pour la citation, voir ivi, p. 1188-1189.
28. V. GERRATANA, Gramsci. Problemi di metodo, Rome, Editori Riuniti, 1997, p. XI. La
dfinition est extraire de I. CALVINO, Perch leggere i classici, dans ID., Perch leggere i classici,
Milan, Mondadori, 1991, p. 11-19. Le texte a t publi, sous le titre Italiani, vi esorto ai
classici , dans LEspresso, 28 juin 1981, p. 58-68.
29. V. GERRATANA, Gramsci. Problemi di metodo, ouvr. cit, p. XXVI.
30. Ivi, p. XXIII-XXIV.
31. Voir G. VACCA, Introduzione : La lezione del fascismo , dans P. TOGLIATTI, Sul fascismo
, Rome-Bari, Laterza, 2004, p. XV-CLXVI (p. XCVII).

Laboratoire italien, 18 | 2016


Introduction 14

INDEX
Mots-cls : Gramsci Antonio, interprtation, politique, diachronie, philologie, thorie
Keywords : politics, theory, philology, diachrony

AUTEURS
ROMAIN DESCENDRE
Professeur d'tudes italiennes et dhistoire de la pense politique lcole normale suprieure de
Lyon et membre honoraire de lInstitut universitaire de France. Il codirige le ple Pense
politique et sciences sociales de lUnit mixte de recherche Triangle (CNRS, UMR 5206) et il est
membre du LabEx CoMod. Ses travaux portent principalement sur lhistoire de la pense
politique italienne. Derniers ouvrages parus : A politizao do mundo, Campinas - So Paulo,
Editora Unicamp, 2015; Giovanni Botero, Della ragion di Stato, edizione critica a cura di P.
Benedittini e R. Descendre, introduzione di R. Descendre, Torino, Einaudi, 2016 ; Id., Delle cause
della grandezza della citt, a cura di R. Descendre, Roma, Viella, 2016. Depuis 2012 il anime lENS
de Lyon, avec J.-C. Zancarini, le sminaire Lire les Cahiers de prison dAntonio Gramsci . Il a
dirig, avec R. Ciavolella et J.-C. Zancarini, le dossier Antonio Gramsci , Actuel Marx, 57,
premier semestre 2015.

FABIO FROSINI
Chercheur en Histoire de la philosophie lUniversit d'Urbino. Il est directeur de la Ghilarza
Summer School - Scuola internazionale di studi gramsciani, membre de la commission scientifique
pour lEdizione Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci, du comit garant et du comit scientifique
de la Fondazione Istituto Gramsci de Rome et du comit de direction de lInternational Gramsci Society
- Italia. Ses intrts de recherche vont de lhistoire de la philosophie de la Renaissance celle du
marxisme, principalement italien. Parmi ses publications : Gramsci e la filosofia. Saggio sui
Quaderni del carcere, Rome, Carocci, 2003 (Prix international Giuseppe Sormani 2004, Turin) ;
La religione delluomo moderno. Politica e verit nei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, Rome,
Carocci, 2010 ; Vita, tempo e linguaggio (1508-1510). L Lettura Vinciana - 17 aprile 2010, Florence,
Giunti, 2011 ; Maquiavel o revolucionrio, So Paulo, Ideias & Letras, 2016.

Laboratoire italien, 18 | 2016


Laboratoire italien
Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

Un labyrinthe de papier (introduction la


philologie gramscienne)
Un labirinto di carta (introduzione alla filologia gramsciana)
A labyrinth of paper (introduction to Gramscian philology)

Gianni Francioni
Traducteur : Thrse Manconi, Martin Ringot et Jean-Claude Zancarini

diteur
ENS ditions

dition lectronique dition imprime


URL : http:// Date de publication : 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1053 ISSN : 1627-9204
ISSN : 2117-4970

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Gianni Francioni, Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) , Laboratoire
italien [En ligne], 18 | 2016, mis en ligne le 06 dcembre 2016, consult le 12 dcembre 2016. URL :
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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 1

Un labyrinthe de papier
(introduction la philologie
gramscienne)
Un labirinto di carta (introduzione alla filologia gramsciana)
A labyrinth of paper (introduction to Gramscian philology)

Gianni Francioni
Traduction : Thrse Manconi, Martin Ringot et Jean-Claude Zancarini

NOTE DE L'AUTEUR
Texte de la confrence prononce le 14 novembre 2014 lENS de Lyon (dans le cadre du
LabEx CoMod et du Sminaire Pense politique italienne : Lire les Cahiers de prison
dAntonio Gramsci [3] , anim par R. Descendre et J.-C. Zancarini au sein du laboratoire
Triangle). Jai utilis une partie de mes contributions antrieures : G. FRANCIONI, Lofficina
gramsciana. Ipotesi sulla struttura dei Quaderni del carcere, Naples, Bibliopolis, 1984 ;
Proposte per una nuova edizione dei Quaderni del carcere , IG Informazioni. Trimestrale
della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, 2, 1992, p. 85-186 ; Il bauletto inglese. Appunti
per una storia dei Quaderni di Gramsci , Studi storici, XXXIII, 1992, p. 713-741 ; Nota al
testo , dans Quaderni di traduzioni (voir infra, note 7), p. 835-898 ; Come lavorava
Gramsci , dans Edizione anastatica dei manoscritti (voir infra, note 8), vol. I, p. 21-60 ;
Lofficina dei Quaderni. Problemi di filologia gramsciana , dans Marx e Gramsci. Filologia,
filosofia e politica allo specchio, a cura di A. Di Bello, Naples, Liguori, 2011, p. 3-13. Jai
corrig et actualis le texte et jai ajout les notes.

1 1. La premire dition des Cahiers de prison, publie, entre 1948 et 1951, en six volumes
thmatiques1, avait voulu donner au travail de Gramsci une forme qui puisse lui assurer le
maximum de lisibilit. Sous la direction de Felice Platone et la supervision de Palmiro
Togliatti, presque toutes les notes rdaction unique et celles ayant connu une seconde

Laboratoire italien, 18 | 2016


Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 2

rdaction que Gramsci avait confies ses manuscrits avaient t regroupes dans les
volumes selon une ide bien prcise de partition disciplinaire ; il y avait galement les
premires rdactions de certaines notes tandis que dautres textes taient totalement
exclus2. Cette dition contribua trs certainement de manire fondamentale la diffusion
de la pense de Gramsci. Toutefois, elle laissait entendre au lecteur que Gramsci en prison
avait crit des livres (sur le matrialisme historique et Croce, sur les intellectuels, sur le
Risorgimento, etc.). Ldition critique tablie par Valentino Gerratana, en 19753, modifia
fortement cette image en mettant la forme cahier au premier plan.
2 Gerratana avait pour intention de reproduire le texte des Cahiers de la faon dont ils
ont t rdigs par Gramsci, de sorte que rien dextrieur ne sinterpose entre ce texte et
le lecteur 4. Dans son dition ne sont cependant publis que 29 cahiers ; il ny a pas les
cahiers de traduction, lexception de quelques traductions de Marx, publies en annexe,
parce que, selon lditeur scientifique, les traductions se situent clairement en dehors
du plan de travail que Gramsci stait fix et ne sont qu un exercice pour se dtendre
et un entranement mental utiles pendant une certaine priode 5. Les cahiers ont t
numrots de 1 29, sur la base de la date du dbut de leur rdaction, fixe
conjoncturellement, sans distinction entre cahiers miscellanei (cest--dire mlangs,
composs de notes de caractre vari) et cahiers monographiques, en indiquant pour
chaque cahier lanne ou les annes de composition (et en nommant A, B, C, D les cahiers
o ne figurent que des traductions). En outre, Gerratana a parfois dplac des blocs de
notes faisant partie de certains cahiers quand lordre rel de la rdaction ne lui paraissait
pas correspondre la succession effective des pages ; cest le cas pour les Cahiers 4, 7 et
10. En revanche, pour dautres cas o cette non-correspondance se vrifie (comme par
exemple dans les Cahiers 8 et 14), Gerratana na pas reconstruit la diachronie du texte et
il sest content de transcrire les manuscrits tels quels. Il a enfin donn aux notes de
Gramsci qui, dans les manuscrits, sont prcdes du signe , mais ne sont pas
numrotes une numrotation progressive qui recommence 1 pour chaque cahier.
3 Toutefois, dans cette seconde dition aussi, les cahiers apparaissaient encore comme des
textes que Gramsci aurait rdigs presque comme des livres publier : il sagissait l de
lune des consquences des interventions ditoriales de Gerratana (normalisation des
graphies, laquelle sajoutait le dveloppement tacite frquent mais non systmatique
des trs nombreuses abrviations, le fait que les variantes ntaient pas toujours
signales, un silence presque total sur les corrections, les ratures ou les hsitations de
lauteur), qui avait appliqu les critres ddition de lditeur Einaudi. La nouvelle dition
critique, entame en 2007, avec les Cahiers de traductions6, vite toute uniformisation,
maintient les diffrentes traces dincertitude et dinsatisfaction de Gramsci (en
particulier, dans les traductions), dveloppe entre crochets angulaires les abrviations et
elle nintervient que de manire trs sobre, sur les majuscules, la ponctuation ou sur des
lapsus calami vidents. Entretemps, une dition anastatique des manuscrits, parue en 2009
7
, a permis aux lecteurs daccder aux cahiers dans toute leur dimension physique.
Mais, comme nous allons le constater, le problme ditorial des Cahiers de prison ne se
limite pas la restitution la plus fidle possible des manuscrits.
4 Entre le 8 fvrier 1929 et la moiti de lanne 1935, et peut-tre mme jusquau dbut
de 19378 (jusquen novembre 1933 dans une cellule de la Maison pnale spciale de Turi,
ensuite dans une chambre de la Clinique Cusumano de Formia et enfin dans la Clinique
Quisisana de Rome), Gramsci crit plus de deux mille annotations et effectue quelques
traductions de lallemand et du russe. Tout cela est livr dans trente-trois cahiers

Laboratoire italien, 18 | 2016


Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 3

dcolier (deux autres cahiers, que jai nomm 17bis et17ter, reus par Gramsci peu avant
son dpart de Turi et portant donc les signes lis la prison tampon, numrotation des
feuillets, visa du directeur , ont t laisss sans la moindre note) 9.
5 De fvrier 1929 jusquaux premiers mois de lanne 1932, Gramsci fait ses traductions et
prend des notes sur des sujets divers ; partir davril 1932, il se consacre (sans pour
autant interrompre ses notes mixtes) la constitution de cahiers spciaux cest
Gramsci lui-mme qui les nomme ainsi de caractre monographique, dans lesquels une
partie de ce quil a dj crit est reprise et rlabore dans une deuxime rdaction. Au
fur et mesure quil utilise des notes pour les rorganiser dans les spciaux , Gramsci
biffe la premire rdaction par de longs traits de plume diagonaux et croiss (une sorte de
grille, qui toutefois nempche pas la lecture). Mais ce travail demeure pour bonne part
incomplet.
6 Quand on les feuillette, les Cahiers de prison ressemblent des manuscrits tout fait
normaux. Qui plus est, ils ne prsentent aucune difficult de dchiffrage car la graphie,
ronde et rgulire, est parfaitement claire, avec trs peu deffacements ou de ratures : un
cas rare dcriture directement au propre. Nous savons par diffrents tmoignages que la
faon de travailler de Gramsci tait la mme dj au moment de son activit de
journaliste : il composait dans sa tte ses articles avant de les coucher sur le papier, au
dernier moment, sans hsitation ni regret. Cette faon de faire na pas chang au fil des
annes. Gustavo Trombetti, le dtenu de la prison de Turi qui, en 1933, a vcu au
quotidien avec lui puisquils partageaient la mme cellule, se souvenait, aprs plus de
quarante ans, que lorsquil tait en prison, Gramsci lisait, crivait, en faisant souvent les
cent pas dans sa cellule, absorb par ses penses. Puis, soudain, il sarrtait, il crivait de
nouveau quelques lignes sur son cahier et se remettait marcher 10.
7 En ralit, il sagit de pages faussement limpides, et les cahiers savrent tre un vritable
labyrinthe de papier dans lequel on se perd facilement. Gramsci travaille, en effet, sur
plusieurs cahiers en mme temps, ou bien il reprend ceux de priodes prcdentes pour y
ajouter de nouvelles notes dans les espaces blancs qui restent. Dans certains cas, il semble
quil commence crire partir de la moiti dun cahier, pour ensuite passer la
premire moiti. Parfois, dans une des pages du dbut, il renvoie un texte qui se trouve
bien plus loin dans le cahier. Pour des raisons diverses (sur lesquelles nous reviendrons),
il y a des strates de superposition temporelle de son criture qui traversent
horizontalement les cahiers et, par consquent, des moments de la rdaction o le
passage sopre non pas dun cahier lautre, mais dune note lautre situes dans deux
cahiers diffrents. Si on veut lire les cahiers en entier et la suite, on est oblig dans la
plupart des cas daccomplir un parcours qui ne correspond pas la vraie chronologie de
leur rdaction, et la lecture procde par sauts en avant ou par soudains retours en arrire,
dans le temps comme dans lanalyse livre par lauteur. Il peut arriver de rencontrer un
passage contenant un concept important, parfaitement dfini, avant un autre extrait dans
lequel le mme concept est, non pas repris ou dvelopp, mais peine abord, comme si
le temps qui passe avait rendu les formulations gramsciennes moins prcises, plutt que
mieux dfinies. De l, la ncessit de reconstruire pralablement la vritable structure et
lhistoire interne des manuscrits et de fournir au lecteur une boussole qui lui permette de
sorienter. Cest seulement ainsi quon pourra saisir pleinement le mouvement en avant
qui donne leur substance aux cahiers, la naissance progressive des problmes et des
concepts, lassemblage des fils de la recherche.

Laboratoire italien, 18 | 2016


Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 4

8 2. Commenons par une question concernant les cahiers en tant quobjet : pourquoi
Gramsci, en prison, crit-il sur des cahiers ? Ce choix ne fut pas le sien ; il dut subir une
dcision des autorits carcrales. Gramsci, en effet, nintroduit pas une demande pour des
cahiers dans les premires lettres o il dclare ses projets de travail intellectuel, mais
bien pour des feuilles de papier . Par ailleurs, il ne semble pas quil ait jamais rempli de
cahiers aprs les annes de sa scolarit et avant son arrestation. Certaines de ses
compositions scolaires ont t conserves, ainsi que quelques-uns de ses cahiers du lyce
(dans ce cas galement, on pourrait dire quil sagit dun support papier impos et non
choisi !) : ce qui est singulier, cest que, dun point de vue graphique, les cahiers du lyce
ressemblent beaucoup aux cahiers de prison (voir, par exemple, le cahier de physique de
lanne 1910-191111, dans lequel on remarquera le titre crit en grand sur le f. 1r,
Appunti di Fisica [Notes de Physique] , rappelant la faon dont il crira le titre
Appunti di filosofia [Notes de philosophie] dans les Cahiers 4, 7 et 8 ; le soin port la
calligraphie des pages avec le dtail du t barr, sur lequel nous reviendrons ; lcriture
ordonne et rgulire ; le recours au tilde (~) comme signe de sparation, frquemment
utilis dans les pages crites en prison).
9 Nous ne disposons pas, en revanche, des manuscrits des textes quil a crits en tant que
journaliste ; toutefois, ils ont d tre rdigs sur des feuilles volantes (invitablement
destines tre dtruites aprs le passage en typographie). Nous avons un tmoignage,
celui de Pia Carena (qui eut une relation sentimentale avec Gramsci de 1916 1922 et fut
sa secrtaire lOrdine Nuovo) sur le fait que Gramsci ne passait pas par des brouillons
mais composait directement larticle dans sa forme dfinitive : Il allait et venait, il
rflchissait, il mettait sur pied larticle comme une statue qui mergeait dun coup. En
effet, quand il se mettait crire, ses articles navaient pas une rature, pas une correction.
Ils coulaient de source et ils avaient le mrite de la clart et de lefficacit 12. De Turin
Turi, la manire dcrire de Gramsci ne change donc pas, mme si le support matriel
change.
10 Ce sont encore des feuilles volantes (qui ont t conserves) pour les Note sul problema
meridionale e sullatteggiamento nei suoi confronti dei comunisti, dei socialisti e dei democratici [
Notes sur le problme mridional et sur lattitude son gard des communistes, des socialistes et
des dmocrates], crites en 1926, avant son arrestation, et qui seront dites par le Parti
communiste italien en janvier 1930, sous le titre Alcuni temi della questione meridionale [
Quelques thmes de la question mridionale]13.
11 Mais il existe dautres manuscrits de la priode prcdant lincarcration qui attirent
notre attention. Il sagit dune centaine de fiches bibliographiques sur les sujets
littraires, tires dune simple feuille partage en 4 : fiches utilises dans le sens vertical
avec, dans len-tte, le nom dun auteur, suivi de lindication de ses uvres et, parfois (sur
le verso du feuillet), de citations de la littrature secondaire sur lauteur en question14.
Ces fiches se rfrent toutes aux deux premires annes duniversit Turin (1911-1913),
mme si nous savons que Gramsci a utilis cette mthode de travail jusquen 1915-1916.
Un ami de cette priode, Ezio Bartalini, a livr un tmoignage important ce point de
vue : Il utilisait, pour ltude systmatique de la philologie, de petites fiches sur de
minces feuillets, et je narrivais pas le persuader de les remplacer par des fiches
cartonnes, parce que leur paisseur aurait occup trop de place sur son bureau bien
troit. Je vois encore ses doigts maigres passant prudemment sur les bords de ces feuillets
pour ne pas les froisser 15. Nous verrons bientt que cette ide de fichier typique du
travail philologique et acadmique refera surface chez Gramsci prisonnier Turi. En

Laboratoire italien, 18 | 2016


Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 5

attendant, gardons bien lesprit ceci : Gramsci ntait pas, par inclination, un crivain
de cahiers.
12 3. Le 19 mars 1927, la prison de San Vittore Milan, Gramsci dcrit, dans une lettre sa
belle-sur Tatiana Schucht, un programme de travail portant sur quatre sujets : une
recherche sur les intellectuels italiens, sur leurs origines, leurs regroupements selon les
courants de la culture, leurs diffrentes penses, etc. etc. ; une tude de linguistique
compare ; une tude sur le thtre de Pirandello et sur la transformation du got
thtral italien ; un essai sur les romans-feuilletons et le got populaire en
littrature 16. Il ne dit pas ici de quelle faon il pense crire sur ces sujets, mais il le fait
comprendre quelques jours plus tard, le 27 mars, quand il adresse au juge dinstruction du
Tribunal militaire de Milan une instance pour pouvoir avoir en permanence dans sa
cellule une plume, de lencre et une centaine de feuilles de papier pour crire des travaux
caractre littraire . Toutefois, malgr lavis favorable du magistrat, cette autorisation
ne lui est pas accorde17.
13 Le 23 mai 1927, dans une lettre sa belle-sur, Gramsci semble avoir abandonn son
programme de travail tabli dans la prison de Milan : tudier pour de bon, je crois que
cela mest impossible, pour de nombreuses raisons, non seulement psychologiques mais
aussi techniques []. Je suis vraiment dcid faire de ltude des langues mon
occupation prdominante 18. De toute vidence, les raisons techniques font allusion
limpossibilit de disposer de feuilles de papier . Un an aprs, la situation na pas
chang : Jtudie, je lis, dans les limites de mes possibilits, qui ne sont pas trs grandes.
Un travail intellectuel systmatique nest pas possible, par manque de moyens
techniques 19.
14 Le 4 juin 1928, Gramsci est condamn par le Tribunal spcial de Rome 20 ans, 4 mois et
5 jours de rclusion. Le 19 juillet, il arrive la Maison pnale de Turi, dans laquelle il doit
initialement partager une chambre avec cinq autres dtenus politiques. Le 13 aot, il
charge son frre Carlo dintroduire une instance auprs du ministre comptent, au
nom de ma famille (de maman et de toi) pour que lui soit attribue une cellule
individuelle : Ajoute que mon travail intellectuel pass me fait ressentir fortement la
difficult quil y a pour tudier et lire quand on est dans une chambre [] et demande, si
je suis seul, quon mautorise pouvoir avoir du papier et de lencre pour me consacrer
quelques travaux de caractre littraire et ltude des langues 20. Linstance, adresse le
25 aot par la mre de Gramsci Mussolini, reoit immdiatement une rponse positive
en ce qui concerne le transfert dans une cellule individuelle21 ; quant la permission
dcrire en cellule, elle nest pas accorde avant la lettre que Gramsci crit Tatiana en
date du 29 janvier 192922. 8 fvrier 1929 , cest la date que Gramsci peut indiquer dans
len-tte du Cahier 1 (quil intitule, logiquement, Premier cahier et dans lequel il enregistre
la liste des seize sujets principaux 23 qui constituent le programme de travail auquel il
sattellera dans les annes venir, avec toutefois quelques ajustements), alors que le jour
suivant, il peut informer sa belle-sur : Jcris dj dans ma cellule. Pour linstant, je ne
fais que des traductions, pour me refaire la main ; pendant ce temps, je remets de lordre
dans mes ides 24.
15 Le fait que Gramsci puisse garder des livres et crire dans sa cellule ne reprsente pas il
est utile de le prciser une concession bienveillante de la part des autorits qui le
tenaient sous leur joug, mais bien lexploitation dune possibilit expressment prvue
dans les rglements carcraux. Pour ce qui concerne la lecture de livres et de priodiques
par un dtenu, Gramsci est tout dabord soumis au Rglement gnral des tablissements

Laboratoire italien, 18 | 2016


Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 6

carcraux et des maisons de redressement, publi le 15 juin 1891, alors qu partir du 27 juin
1931, cest un nouveau Rglement pour les instituts de prvention et de peine qui entre en
vigueur. Lart. 269 du rglement de 1891 interdit aux condamns de recevoir des livres
et des journaux politiques , et accepte uniquement la rception et la lecture de livres
pour lesquels ils auront reu lautorisation de la part de la direction , condition que
livres et journaux soient examins, chaque fois, par lautorit judiciaire comptente et
soient introduits dans la prison selon les normes tablies par les rglements . Lart. 140
du nouveau rglement de 1931 abolit, par contre, toute exclusion de livres ou de journaux
politiques pour les condamns : Le directeur dcide quels livres les dtenus peuvent lire
et si la lecture doit se faire dans les locaux de la bibliothque ou dans les cellules ou bien
dans dautres lieux o les dtenus peuvent rester en-dehors des heures de travail. Le
directeur peut permettre que les dtenus lisent aussi dautres livres et journaux .
16 Ni le rglement de 1891, ni celui de 1931 ntablissent de limites temporelles ou
quantitatives pour les volumes que lon peut garder dans la cellule. Lancien et le nouveau
rglement renvoient, plusieurs occasions, au rglement interne de chaque prison
(lart. 323 de la norme de 1931 nonce : Les rglements internes sont proposs par le
directeur, aprs consultation du Conseil de discipline, du directeur technique et de
lagronome. Le juge de surveillance et le procureur gnral du Roi expriment un avis sur
ces rglements. Ils sont approuvs par le Ministre ). Le rglement interne de la prison de
Turi, en vigueur lpoque, na pas t retrouv et lon ne peut donc affirmer sil
contenait des dispositions quant aux livres dans les cellules. Lart. 140 de la loi de 1931
attribuait de toute faon au directeur un pouvoir discrtionnaire sur les autorisations en
termes de lecture de livres ou de journaux en cellule, si bien quil pouvait, de fait, imposer
des limites quantitatives. La limitation pouvait dont dcouler dune pratique et pas
forcment dune norme contenue dans un rglement. Quoi quil en soit, dans un rapport
remis Piero Sraffa, aprs sa visite Gramsci en prison, Nol de lanne 1928, Tatiana
informe que toutes les affaires du dtenu linge, livres, effets personnels sont
mises dans le magasin de la prison. Dans sa cellule, le dtenu ne peut avoir quun seul
change pour son linge et un nombre limit de livres 25.
17 Le travail de Gramsci, pendant les annes passes Turi, est donc organis autour de
deux lieux : sa cellule et le magasin de la prison. Du magasin, o se trouvent tous les
objets lui appartenant et, notamment, sa bibliothque, rassemble au fil du temps dans
des malles et des caisses , il peut prendre ce qui lui sert et lemporter dans sa cellule ;
mais il doit par la suite le rapporter au magasin pour pouvoir retirer autre chose (les
lettres de Gramsci contiennent beaucoup de dtails sur le fonctionnement de ce systme
cellule-magasin)26.
18 En ce qui concerne la disponibilit effective du matriel de travail dans la cellule, Gustavo
Trombetti, le camarade de prison qui fut le plus proche de Gramsci, a prcis, dans divers
tmoignages, le nombre de livres quil tait permis davoir : Gramsci, tout comme nous
tous dailleurs, pouvait garder avec lui, en cellule, seulement quatre livres personnels,
plus les dictionnaires ventuels. Quand on voulait en consulter dautres, on demandait
aller au magasin, o chacun de nous avait dpos les livres qui dpassaient le nombre de
quatre, et ici, on en retirait autant quon en avait dposs, de manire ce que dans la
cellule il y en ait toujours quatre 27.
19 Toutefois, Trombetti tait arriv Turi en juin 1932, alors que le directeur tait Vincenzo
Azzariti ; nous ne pouvons donc savoir si le nombre maximum de quatre volumes tait
une rgle dj en vigueur dans les annes prcdentes ou si, justement, elle avait t

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 7

introduite en 1932. Mais il devait tout de mme y avoir une certaine obligation ce
propos, comme on la vu en lisant le rapport de Tatiana, dj lpoque du premier
directeur que Gramsci rencontre Turi, Giovanni Parmegiani ; et tout porte croire que
ce critre ait t maintenu au cours des annes suivantes.
20 Or, il est vident que, si une limite tait fixe dans la prison de Turi pour les livres, il
devait y avoir une limite analogue aussi pour les cahiers. Un pisode davril 1933 rappel
par Trombetti est clairant ce propos. Gramsci reut la visite de linspecteur sanitaire
Filippo Saporito, envoy Turi par le ministre. Un jour, il [Saporito] dit avoir prlev
du magasin de la prison, l o Gramsci tait tenu de dposer ses cahiers, lun dentre eux et,
aprs lavoir lu, il en avait tir ce jugement : concepts incohrents, nbulosit, non-
sens, etc. 28. Les cahiers, comme les livres, doivent donc rester dans le magasin de la
prison, et Gramsci peut en retirer de temps en temps.
21 Il vaut la peine de souligner que le dpt des cahiers dans un magasin ouvrait la
possibilit dun contrle continuel du travail de Gramsci par les autorits. En premier lieu
par le directeur de la prison mais aussi, comme on vient de le voir, par dventuels
fonctionnaires du ministre, sans omettre la possibilit que des reproductions
photographiques soient envoyes Rome pour tre soumises des regards
particulirement vigilants et attentifs. Cette dernire supposition est autorise par une
dclaration de Mussolini, transcrite par Yvon de Begnac dans ses Taccuini mussoliani
( Carnets mussoliniens ) : La culture italienne du fascisme ne hait pas lavant-garde
des professeurs de lyce turinois. Cosmo, Augusto Monti, Antonicelli ne sont vraiment pas
des parvenus de la critique, de la narration, de la posie. Mais tous se plaignent parce que
je prfre madame Sarfatti aux professionnels de la critique dart. Tous protestent parce
que jai nomm Ada Negri lAcadmie italienne. Aurais-je d mettre le bicorne sur la
tte des hermtiques ? Je lis les cahiers de notes des condamns du tribunal spcial. Et je me
demande : quest-ce que notre culture rclame de diffrent de ce que le fascisme propose
aux rvolutionnaires de bonne volont ? 29 Il nest pas possible de dater avec prcision
cette dclaration : les entretiens de De Begnac avec Mussolini se droulrent partir du
printemps 1934 et cette date, Gramsci, qui nest plus dtenu en prison, ntait plus
oblig de dposer ses cahiers dans un magasin. Cependant, la phrase, qui contient
dailleurs une rfrence prcise la culture turinoise dans laquelle Gramsci stait form,
incite penser que Mussolini avait lu prcdemment en photocopie quelques cahiers
gramsciens.
22 La question du nombre de cahiers se relie, pour les aspects normatifs et rglementaires,
au problme des livres et des revues. Selon lancien rglement de 1891, les dtenus ou
personnes hospitalises ne peuvent garder avec eux ni papier, ni plume, ni encre, ni
crayon. Seuls les premiers, soumis au rgime de sgrgation en cellule continue, peuvent
y tre exceptionnellement autoriss, moyennant la permission de lautorit dirigeante,
sils sont condamns, et de lautorit judiciaire comptente, sils font lobjet dune
enqute. Ce papier doit avoir un tampon spcial, les feuilles doivent tre numrotes et
ne peuvent pas tre utilises pour la correspondance (art. 325). Cest cet article que
Gramsci fait une rfrence implicite dans ses instances pour obtenir lautorisation
dcrire dans sa cellule ; permission obtenue, comme on la dit, en janvier 1929. Le 8 mars
1929, le directeur Parmegiani informait justement le ministre quil avait d adopter
lintention de Gramsci les mesures consenties par larticle 325 du rglement carcral en
vigueur, tant donn que ce dernier se trouvait en condition de pouvoir en bnficier. Il
tait seul, dans une bonne cellule, je lui fis donner une petite table et un tabouret ; je lui

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 8

ai permis quil sapprovisionne ses frais en encre, plumes, crayons et cahiers dment
pagins et viss par moi-mme 30 (lapposition du tampon, tout comme la numrotation
des pages et le visa de la part du directeur, est donc une opration qui prcde le moment
o le prisonnier reoit le cahier). Comme on peut le voir, cest Parmegiani qui dcide de
concder Gramsci des cahiers et non des feuilles volantes, parce quil est plus facile
dexercer un contrle sur des cahiers et tant donn que les pages sont numrotes il
ny a pas le risque quune feuille soit arrache et puisse sortir de la prison. Par ailleurs,
Parmegiani trouvait excessif que linstance pour pouvoir crire dans la cellule ait t
envoye par la mre de Gramsci Mussolini lui-mme : dans le rapport dj cit que
fait Tatiana, aprs sa visite Turi de dcembre 1928, on peut lire que, lors dune entrevue
avec cette dernire, Parmegiani fit allusion la demande dAntonio pour avoir de quoi
crire dans sa cellule et dit quil ne comprenait pas pourquoi Antonio navait pas adress
la requte lui, le Directeur, et quon verrait ce quon devait dcider ce sujet 31.
Parmegiani revendiquait donc son autorit exclusive en la matire.
23 Il faut remarquer que le rglement entr en vigueur en juin 1931 naccueillait pas la
disposition de lart. 325 de lancienne norme. On ne retira pas pour autant Gramsci le
permis dcrire dans sa cellule : les directeurs qui succdrent Parmegiani maintinrent
sa dcision, en usant videment de leur pouvoir discrtionnaire. Quant au nombre de
cahiers que Gramsci pouvait avoir avec lui en cellule, il semble tout fait logique quil
entrait dans un calcul global avec les livres et les revues : autrement dit, entre matriel
imprim et cahiers, le tout ne devait pas dpasser quatre ou si lon veut arrondir par
prudence cinq lments la fois.
24 4. Cest dans ces limitations imposes par le rgime carcral que lon trouve la raison de la
manire particulire que Gramsci adopte dans sa prise de notes, en travaillant en mme
temps sur plusieurs cahiers ; dans certains cas, en les reprenant pour les complter
parfois un certain temps aprs leur premire utilisation. Le problme crucial des cahiers
gramsciens regarde donc leur chronologie. Le fait est que Gramsci ne numrote pas ses
propres manuscrits (une tentative dans ce sens, entame en 1932 et concernant les
Cahiers 8, 9, 10, 11 et 16 o il indique les numros I, II, III, 1bis et 2bis , est tout de suite
abandonne) ; comme nous lavons signal, il travaille sur plusieurs cahiers en mme
temps et il donne trs peu dindications temporelles explicites : part la date du 8 fvrier
1929 crite au dbut du Cahier 1, lavertissement Cahier commenc en 1933 sur le f. 1
v du Cahier 15, et lindication 1933. Miscellanea sur la deuxime de couverture du
Cahier 17, dans les notes, il ny a pas plus de dix autres allusions au moment o il crit 32.
Cela dit, il convient aussi dajouter les annotations qui nont rien voir avec la vritable
rdaction et qui apparaissent prcdes par une date, dans les espaces blancs restants
dans certains cahiers : il sagit de brouillons de lettres ou dinstances adresses aux
autorits, de listes de livres renvoys hors de la prison, de mmentos de tout type 33. Voil
tous les lments directs de datation : toute autre donne quon puisse exploiter dans ce
but ne contribue quindirectement ltablissement de la chronologie.
25 Mais, heureusement pour nous, les lments indirects sont nombreux (beaucoup dentre
eux avaient t mis en vidence dans ldition Gerratana). En premier lieu, la prsence ou
non des signes lis la prison tampons, indications dappartenance, numrotation des
feuilles, etc. et des signatures des directeurs qui alternent permet deffectuer une
division gnrale entre les cahiers de Turi (1-17 et A-D) et les cahiers de Formia (18-29,
dpourvus de tout signe), tout en tenant compte du fait que certains cahiers commencs
Turi ont t achevs Formia (Cahiers 10, 14, 16 et 17). On peut ensuite tablir des

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scansions internes aux cahiers de Turi en se fondant sur la priode pendant laquelle
chaque directeur de prison reste en charge. Ceci permet de dfinir des regroupements
chronologiques :
26 cahiers Parmegiani (il est dj directeur quand Gramsci arrive Turi et il meurt le
16 mars 1929 : il signe les Cahiers 1, 2, 9, A, B, C) ;
27 cahiers sans signature (ce sont les Cahiers 3, 4 et 7 pourvus de signes lis la prison,
mais non paraphs par le directeur accords Gramsci pendant la direction de
G. Gualtieri, en fonction du 31 mai 1929 au 24 novembre 1930 (sa signature napparat
jamais dans les cahiers) ;
28 cahiers du substitut (ce sont les Cahiers 5, 6, 8, signs par un substitut non identifi de
Gualtieri) ;
29 cahiers Azzariti (en fonction de la fin novembre 1930 mars 1933 : il signe les Cahiers D et
10-16) ;
30 cahiers Sorrentino (en fonction partir du 18 mars 1933, il dirige encore la prison de Turi
lorsque Gramsci la quitte le 19 novembre de la mme anne : il signe les Cahiers 17, 17bis
et 17ter).
31 Dautres lments indirects de datation sont fournis par des rfrences contenues dans
les lettres de prison des thmes prcis traits dans les cahiers (et inversement ; les
recoupements possibles, par exemple, entre le Cahier 8, le Cahier 10 et les lettres-comptes
rendus crites par Gramsci entre avril et juin 1932 sur lHistoire de lEurope de Croce, sont,
ce titre, exemplaires)34 ; par des sources livres, priodiques, journaux cites par
Gramsci (ou sinon cites, du moins identifiables avec certitude) quon peut considrer
comme contemporaines aux notes qui les utilisent ; par des renvois internes explicites
dune note dans un cahier une autre dans un autre cahier ; par des liens implicites entre
des notes de cahiers distincts qui traitent un mme sujet ou qui sy rfrent (ce qui
permet dtablir des relations dantriorit ou de postriorit logique dcriture, et
donc de sapprocher au plus prs, quand on dispose de la datation de la premire note, du
dlai temporel dans lequel se situe la seconde, ou inversement).
32 cela sajoute la mise en vidence de moments prcis dhistoire interne des Cahiers de
prison, comme par exemple le travail effectu entre le printemps et lautomne 1930, phase
de transition pour la formulation dun programme pour lhistoire des intellectuels, qui
dbouche, justement, sur la rdaction dun plan systmatique de travail, celui qui
inaugure le Cahier 835 (qui doit donc tre dat sur la base de nombreux indices
novembre-dcembre 1930 et non 1931, comme le proposait ldition Gerratana)36 ; ou
encore, lanalyse de la modalit du dpouillement systmatique de vieilles revues effectu
par Gramsci en 1930-1931, qui permet de situer dans le temps nombre de notes des
Cahiers 2, 3, 5, 6 et 737.
33 Mme les caractristiques externes des cahiers peuvent nous fournir quelques lments
utiles pour la chronologie. Dun point de vue matriel, les cahiers gramsciens sont en
effet rapportables des types38. part les cas o le type est reprsent par un seul
exemplaire Cahiers 4, 10, 19 et D39 , tous les autres peuvent tre classs en huit groupes
(avec variations ventuelles de la couleur sur les couvertures ou sur les dos) :
34 1) Cahiers 1, 2, 9, A, B, C, produits par la maison Gius. Laterza & Figli de Bari (100 ff.) ;
35 2) Cahiers 3, 5, 6, 7, 8, eux aussi fabriqus par la maison Laterza (de 76 79 ff.) ;
36 3) Cahiers 11, 20, 21, 25, provenant de la Ditta Cugini Rossi de Rome (80 ff.) ;

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 10

37 4) Cahiers 12, 13, 18, registres mis en vente par la Societ Anonima Fratelli De Magistris de
Milan (30 ff.) ;
38 5) Cahiers 14, 15, 27, vendus par une papeterie de rue du Traforo Rome, quon ne peut
identifier plus prcisment (40 ff.) ;
39 6) Cahiers 16 et 26, produits eux aussi par la Ditta Cugini Rossi de Rome (36 ff.) ;
40 7) Cahiers 17, 17bis, 17ter, et Cahiers 28 et 29 (les deux derniers se diffrencient des
premiers uniquement par le format, lgrement plus petit) : il sagit dune variante du
type 1, se caractrisant par un nombre infrieur de pages et par quelques diffrences
menues dans les couvertures (40 ff.) ;
41 8) Cahiers 22, 23 et 24, eux aussi portant le timbre de la maison Laterza de Bari (48 ff.).
42 Ces donnes ne sont pas ngligeables, mme si videmment on ne peut en dduire
lhypothse dune contigut temporelle troite entre les cahiers du mme type, possible
dans certains cas (comme pour les six cahiers de type 1, qui constituent par ailleurs les
cahiers Parmegiani) mais certainement pas dans dautres ; on ne doit pas non plus ngliger
le fait que dans lutilisation par Gramsci de certains cahiers du mme type, il peut y avoir,
entre lun et lautre, un laps de temps parfois long. En effet, il est fort probable que
Tatiana Schucht ait achet ensemble, chaque fois, les cahiers identiques de lextrieur
(cest elle qui, pendant les annes de Turi, veille remettre ou envoyer en prison tout ce
qui sert son beau-frre pour crire, et cest certainement elle qui continue de sen
charger aussi pendant les annes de Formia) ; il est certain que Gramsci a eu, parmi ses
effets personnels conservs dans le magasin de la prison, plus de cahiers que ceux quon
lui a effectivement permis dutiliser aprs que ces cahiers ont reu tous les signes
indiquant lautorisation officielle de les employer entre 1929 et 1933 (tout comme le
reste du matriel dcriture que Tatiana lui a envoy, mais qui na pas t accept par la
direction de la prison : ce nest pas un hasard si, dans une lettre du 21 mars 1932, Gramsci
lui crit que les bloc-notes quil a reus delle ne peuvent pas tre utiliss ) 40 ; il est
tout autant certain (comme on va le voir) que ces cahiers intacts cest le cas, pour nen
citer quun, du Cahier 18, dpourvu du tampon de la prison et donc datant de Formia,
mais appartenant au mme type 4 que les Cahiers 12 et 13, srement reus et remplis
Turi ont pu suivre Gramsci sa sortie de la prison de Turi, et quil les a retrouvs
Formia.
43 5. Je dois ici ouvrir une parenthse. Une autre preuve, dcisive, de lexistence dune
rserve de cahiers vierges dans le magasin est fournie par deux documents conservs la
Fondazione Istituto Gramsci41. Il sagit de deux listes, sans date, mais mettre
certainement en relation avec le transfert des objets personnels de Gramsci au moment
o, le 19 novembre 1933, il quitte la prison de Turi (aprs avoir pass quelques jours dans
linfirmerie de la prison de Civitavecchia, il est hospitalis le 7 dcembre, toujours en tat
de dtention, la Clinique Cusumano de Formia). Ces documents ont t tous deux
rdigs par le gardien de prison que je dsigne comme la main 42.
44 Le premier document, intitul Liste des objets appartenant au dtenu Gramsci Antonio
envoys celui-ci auprs de la Maison pnale de Formia , recense de nombreux objets
personnels, parmi lesquels : Livres no 53, Revues 40 , Cahiers crits 4, idem en blanc 2,
Un paquet de revues non ouvert 43.
45 La deuxime liste a comme en-tte Doct. Tatiana Schucht, Rue des Alpes no 2, Rome, Liste
des objets , et cite : Livres no 119, Revues 59, Couvre-livres 3, Cahiers vierges no 21,
idem crits 16, Caisse 1, Correspondance nombreuse 44.

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 11

46 Le total des cahiers ainsi dmnag est de 20 crits et 23 vierges (tenons compte que
Gramsci nutilisera par la suite que 13 de ces cahiers vierges). Il convient de faire quelques
remarques.
47 1) Ces deux documents doivent avoir rempli la fonction de reus, demands par Gramsci
lui-mme ou par Tatiana afin de contrler que lexpdition de tout ce qui apparaissait sur
les deux listes ait bel et bien t faite, sans que rien ne soit soustrait (ce nest pas un
hasard si, dans la premire liste, chaque lment est coch au crayon). Ces deux
documents, avant dtre acquis par la Fondazione Istituto Gramsci, taient conservs par
la famille Gramsci Moscou : il ne sagit donc pas de documents de prison au sens strict.
48 2) Les Cahiers crits 4 du premier document sont probablement ceux sur lesquels
[Gramsci] tait en train de travailler 45 au moment de son dpart de la prison de Turi.
49 3) Comme nous lapprenons dans la lettre de Gramsci Tatiana, crite de Civitavecchia le
27 novembre 1933, dans le magasin de la prison de Turi il y avait encore, ce moment-l,
une grande caisse , pleine de livres qui nont pour moi aucun intrt urgent et que
jaurais envoys la maison , la petite malle anglaise que tu avais achete Milan ,
contenant des livres qui mintressent encore pour mes recherches (si tant est que je
sois encore en tat dtudier) et qui, me semble-t-il, contient aussi du linge , ainsi que du
matriel divers, de quoi confectionner deux colis ferroviaires, avec du linge et des
livres. Je ne sais pas quoi faire de tout a. Faut-il le faire expdier Civitavecchia pour le
faire encore voyager par la suite ? Les caisses, on peut les laisser Turi pendant quelque
temps ; [] tu peux crire la direction de la prison de Turi en donnant des indications
pour lexpdition des colis ferroviaires et en les priant dattendre pour les caisses 46. Les
deux listes, donc, font certainement rfrence au matriel dj prpar par Gramsci et
pas celui encore prparer47.
50 4) La deuxime liste qui nous intresse semble contredire un tmoignage prcis de
Gustavo Trombetti (par ailleurs, toujours prudent et fiable dans ses autres dclarations) :
limproviste, arriva la nouvelle si attendue de lacceptation par le ministre du
transfert de Gramsci dans la clinique de Formia. Ctait le vendredi 17 novembre
1933 ; Gramsci devait partir le lundi suivant [] Le soir suivant (le samedi
18 novembre), quand depuis longtemps avait sonn la cloche du silence, on lui
communiqua que son dpart avait t avanc de 24 heures, cest--dire pour le
dimanche 19 au matin. Ainsi, vers 11 heures du soir, ils nous emmenrent au
magasin o les dtenus avaient leurs affaires personnelles, livres, valises,
vtements, etc. ; l, nous devions remplir une valise que Gramsci allait emmener
avec lui et une malle qui serait ensuite expdie sa belle-sur Tatiana Rome. En
attendant quon nous emmne au magasin, Gramsci me fit part de son inquitude
quant au sort de ses cahiers, au cas o le garde, qui tait l pour contrler tout ce
quon mettait dans ses bagages, ne laisserait pas passer ces crits. Pour sr, ils
auraient t perdus jamais. Alors, nous nous mmes daccord en laborant un petit
plan. Il allait, au bout dun moment, engager une conversation en langue sarde avec
le gardien, qui comme lui tait sarde, et, linstant convenu, quand Gramsci fit
exprs de se mettre entre lui et moi, je pris sur ltagre le paquet de cahiers et je le
mis dans la malle, en prenant soin de le recouvrir tout de suite dautres choses.
Ainsi, lopration fut un succs, et Gramsci se tranquillisa. Une fois la malle remplie,
elle fut lie et plombe en prsence de Gramsci et par la suite expdie Rome. 48
51 Il nest cependant pas possible dtablir si la malle la prparation de laquelle
assistent Gramsci et Trombetti tait la grande caisse qui fut ensuite envoye Rome,
Tatiana (peut-tre la mme caisse mentionne dans la deuxime liste ?), ou la petite
malle anglaise (dont le contenu pourrait tre celui qunonce le premier document). Par

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 12

ailleurs, le paquet de cahiers dont parle Trombetti concide bien avec les
21 cahiers vierges et les 16 cahiers crits indiqus dans le second document (mais il
correspond moins bien aux quatre cahiers crits, plus deux cahiers vierges, de la
premire liste).
52 5) Mais pourquoi Gramsci et Trombetti auraient-ils d recourir un subterfuge alors que
le transfert des cahiers est mentionn explicitement dans deux documents dlivrs par
lautorit carcrale ? Est-il possible que Trombetti se soit invent toute cette histoire ?
53 Par ailleurs, la sortie des cahiers de Gramsci de la prison de Turi fut certainement facilite
par des personnages haut placs. Sraffa avait recommand Tatiana, dans une lettre du
11 octobre 1933, de demander laide du directeur gnral des prisons, Giovanni Novelli
(trs proche de son oncle, Mariano DAmelio, puissant premier prsident de la Cour de
Cassation et snateur du Royaume, qui suivait avec attention les procdures relatives
Gramsci et intervint discrtement en sa faveur en plus dune occasion), aussi bien pour le
voyage de Gramsci par transfert extraordinaire que pour le transport des cahiers49.
Dautre part, Gramsci entretenait de bons rapports avec le directeur de lpoque Turi,
Pietro Sorrentino, qui avait succd en mars 1933 Vincenzo Azzariti, le traitait
correctement et tait bien dispos son gard : il sentretenait avec lui dans de longues et
aimables conversations (Gramsci le considrait comme le meilleur directeur de prison
quil lui soit arriv de connatre). Sorrentino, de plus, avait encourag Gramsci adresser
un mmoire aux autorits (ce que fit Gramsci) contestant le comportement des gardiens
en chef et des gardiens50. Pouvons-nous formuler lhypothse selon laquelle le subterfuge
imagin par Gramsci et Trombetti servait viter que le personnel de prison
(certainement mal dispos envers Gramsci, aprs ce mmoire) lui cre des difficults, bien
que la sortie des cahiers de la prison de Turi ait t autorise par les autorits ?
54 6) Il faut enfin souligner que le total des vingt cahiers crits se dgageant des deux listes
ne correspond pas entirement ma reconstruction chronologique, selon laquelle, la
date du 19 novembre 1933, Gramsci avait crit (en tout ou en partie) quatre cahiers de
traductions51, douze miscellanei52 et cinq spciaux 53, pour un total de vingt-et-un
cahiers. Si lon sen tient aux donnes des deux documents cits supra, un des deux
cahiers que jai estim avoir t commencs Turi devrait tre entirement situ dans la
priode de Formia. Il sagirait toutefois dun spcial , et non pas dun miscellaneo, parce
que les lments dont nous disposons pour la datation des miscellanei permettent de
situer Turi mme le commencement du Cahier 17, qui est le successeur immdiat du
Cahier 15, termin en septembre 1933 ; et, parmi les spciaux , llment douteux
pourrait tre le Cahier 16, pour lequel jai formul lhypothse quil a t entam en juin-
juillet 1932, sur la base de certains indices fortement convaincants (parmi lesquels le fait
que Gramsci tente de numroter ses propres manuscrits en 1932, et cest le cas de celui-ci
comme des Cahiers 8, 9, 10, 11, et le fait que ce cahier a certaines caractristiques qui le
rapprochent des premiers spciaux ), mais sans lments dcisifs de datation 54. ce
propos, il conviendrait dapprofondir davantage. Il ne faut toutefois pas exclure que le
gardien main ait fait une banale erreur dcriture sur un numro ou quil se soit
simplement tromp en distinguant les cahiers rdigs de ceux qui taient rests vierges 55.
55 Clturons cette trop longue parenthse (nous tions partis de la rserve de cahiers
vierges dont Gramsci dispose dans le magasin de la prison) et revenons aux indices et aux
preuves que nous pouvons utiliser pour une meilleure datation des cahiers.

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 13

56 6. Sur les couvertures ou sur les feuilles de garde de seize manuscrits (Cahiers 11, 14, 15,
17, 17bis, 17ter, 19-25 et 27-29), sont prsents des timbres fiscaux apposs par les
diffrentes entreprises productrices (cet lment nest, de manire surprenante, jamais
relev dans ldition Gerratana). Nous savons que, la suite dun accord sign le 18 mai
1931 par la prsidence nationale de luvre Balilla, par la Fdration nationale fasciste
des industriels du papier et par la Confdration nationale fasciste des commerants, les
papetiers et les libraires scolaires taient tenus dappliquer sur tous les types de cahiers
des timbres spciaux, dont les recettes fiscales profitaient aux patronages scolaires. Aprs
une phase de transition pendant laquelle cette disposition fut trs peu respecte cause
de la rticence des papetiers (ce qui explique pourquoi les cahiers commencs par
Gramsci avant les premiers mois de 1932 en sont dpourvus), le 26 juillet 1934, un nouvel
accord fut paraph, puis renouvel danne en anne, et lapplication des timbres fiscaux,
dont la valeur variait selon le nombre de pages de chaque cahier, devint obligatoire.
Quant aux divers timbres qui apparaissent sur les seize cahiers cits, lutilisation de celui
portant lindication 5/0 est atteste en 1932 et en 1935, lutilisation des timbres avec
lindication 5/20 et 10/0 en 1933, 1934 et 193556. On en dduit, de toute vidence, des
lments utiles la localisation temporelle des manuscrits.
57 Dans un but dtablissement de la chronologie, il nest pas non plus inutile danalyser les
diffrentes formules apposes par la direction de la prison sur les cahiers au moment o
ils sont remis Gramsci, ou bien les instruments (plume, crayon) avec lesquels elles sont
crites, la couleur de lencre utilise, la faon dont les gardiens de prison numrotent les
feuillets des cahiers, la graphie de celui qui numrote (on a identifi quatre mains
diffrentes, que nous avons appeles , , et ), etc. Tout cela permet de produire des
marges de temps plus prcises (pour donner un exemple : on peut identifier dans les
Cahiers 1, 9, A, B et C un groupe de cahiers remis ensemble Gramsci, non seulement
parce que sur tous les cahiers apparat la signature du directeur Parmegiani, mais aussi
parce que la main qui numrotait les feuilles est la mme main , et que les numros sont
apposs au crayon et toujours dans la mme position).
58 Lanalyse de la graphie de Gramsci et de son volution porte elle aussi ses fruits. Il y a, par
exemple, un dtail graphique le t barr dun long trait oblique qui constitue un
phnomne intermittent dans ses textes depuis ses annes de lyce, comme nous lavons
dj signal ; plus prcisment, cest une caractristique calligraphique propre aux pages
composes avec grand soin, qui se manifeste dans des priodes diffrentes plus ou
moins longues de la vie de notre auteur. Le t barr concerne le plus souvent des pages
des Cahiers 1, 2, 7, 9, B et C (jamais des matriaux collatraux, comme les listes de livres
ou les brouillons de lettres, crits currenti calamo). En associant la prsence ou labsence
de ce dtail graphique dans les cahiers dautres indices, il est possible de dmontrer que
le t barr nest jamais utilis dans ce qui a t rdig avant juin 1929, il est attest aprs
cette date et jusquau dbut de lanne 1930 (selon une frquence majeure ou mineure,
avec une courbe qui va de son instauration progressive son utilisation frquente et
continue, son apparition occasionnelle dans les redoublements de consonnes, la
rarfaction ultrieure du trait graphique, prsent dsormais uniquement dans des
redoublements pisodiques), et il est dans lensemble abandonn par Gramsci autour de
mai 1930. Il sagit bien entendu dun indice prendre avec des pincettes : il nest pas
toujours facile de distinguer les moments ascendants des moments descendants, et
de dcider si les pages o le t nest pas systmatiquement barr suivent ou prcdent la
phase de son emploi constant et mthodique. Dautre part, il est significatif de voir, dans

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 14

les pages dun mme cahier, la graphie de Gramsci passer de rgulire mal assure, ce
qui peut tre mis en relation avec la dgradation de ses conditions de sant des
moments prcis (nous les connaissons travers ses lettres). On en dduit donc des
lments de datation, que ce soit si on se rfre la prsence du t barr pour les
premiers cahiers, en particulier pour ceux qui sont destins la traduction, que lorsque
lcriture est hsitante pour les cahiers plus tardifs (voir, par exemple, le groupe des
ff. 65v-66v du Cahier 11, o lcriture, visiblement chancelante par rapport ce qui
prcde ou ce qui suit, en particulier au f. 67r doit tre mise en relation avec ltat de
sant de Gramsci qui empire et dont nous avons un tmoignage dans les lettres Tatiana
des 17 et 31 octobre et du 19 dcembre 1932)57.
59 Au cours des annes de rdaction de ses manuscrits, Gramsci a adopt, souvent
inconsciemment, des procds dcriture dots dune certaine rgularit et dune certaine
dure. Ses pages sont donc pleines dindices et de traces premire vue insignifiantes,
mais qui, bien les considrer, contribuent aussi ltablissement de la chronologie.
Ainsi, il nest pas anodin de remarquer quaprs avoir compil, pendant quelques annes,
les cahiers en respectant les marges (quand il y en a, bien entendu), Gramsci adopte
partir dun certain moment trois habitudes successives : dans une premire phase, son
criture envahit systmatiquement la marge de droite dans chaque page ; dans une
deuxime phase, elle occupe constamment les deux marges ; dans une troisime et
dernire phase, seule la marge de droite est de nouveau occupe. Le rapprochement de
donnes certaines et dautres indices avec cette alternance dans les usages dcriture
nous permet de fixer des bornes temporelles : on peut dmontrer que la premire phase
va davril 1932 la fin de la mme anne ; la deuxime de dcembre 1932 septembre
1934 ; la troisime de septembre 1934 jusqu larrt dfinitif des cahiers. On en tire un
nouveau critre pour la datation des cahiers (surtout pour ceux des annes tardives) ou
pour leur localisation plus prcise dans la chronologie, qui donne des rsultats
intressants pour les Cahiers 9, 14, 15, 17 et les spciaux 11, 16 et 19-29 58.
60 Il faut aussi signaler que, un certain stade de la construction des cahiers spciaux ,
Gramsci a lhabitude de laisser en blanc une partie au dbut (il sagit toujours dun
nombre prcis : dix feuilles dans le Cahier 11, dix pages dans les Cahiers 19-22 et 25), afin
de pouvoir y placer par la suite une introduction ou une table des matires-sommaire :
cest ce quil fait ensuite dailleurs sans exploiter entirement lespace rserv dans les
Cahiers 19, 21 et 22. Mais en gnral il finit par ne pas crire les introductions prvues,
alors quune fois le Cahier 11 termin, il rcupre lespace disponible pour y ajouter de
nouvelles notes. Que tout ceci ne soit pas sans incidence est dmontr par ce dernier cas :
avoir identifi le saut des pages du dbut comme tant un procd rdactionnel que
Gramsci a adopt pendant une certaine priode permet de tirer au clair le fait que le
Cahier 11 a t commenc partir du f. 11r, et que son titre gnral est donc celui qui est
crit en haut de cette page (Appunti per una introduzione e un avviamento allo studio della
filosofia e della storia della cultura [Notes pour une introduction et une prparation ltude de la
philosophie et de lhistoire de la culture], doublement soulign) et que le groupe de notes
quon lit aux ff. 3r-6v (les ff. 7r-10v restent en blanc) sous le titre Appunti e riferimenti di
carattere storico-critico [ Notes et rfrences de caractre historico-critique] nest pas la
premire, mais bien la dernire section de paragraphes crite dans le cahier 59.
61 Des lments utiles pour la datation viennent enfin de lobservation des diffrents
systmes de numrotation (partielle ou totale) des pages que Gramsci adopte dans les
cahiers de Formia et dautres particularits que montrent certains dentre eux, comme la

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 15

numrotation absente de la premire page, lomission du signe de paragraphe dans le


premier texte de certaines cahiers monographiques ou le fait que, dans quelques-uns des
spciaux , Gramsci met le titre gnral au crayon, et dans dautres la plume.
62 7. Mais il est une donne encore plus importante, sur laquelle il convient de sarrter.
Chaque cahier avait, aux yeux de Gramsci, une physionomie spcifique. Le contenu des
manuscrits permet, en effet, de dfinir, par premire approximation, trois modles : en
premier lieu, il y a le cahier contenant uniquement des traductions (ne sont destins
quaux traductions les Cahiers A, B, C, D ; les Cahiers 7 et 9 devaient, eux aussi, au dpart,
avoir cette fonction, mais Gramsci les a ensuite utiliss pour la rdaction de notes) ; par
ailleurs, le cahier miscellaneo, contenant toutes sortes de notes sur des sujets divers
(presque toujours distingues par un titre de rubrique, qui permet Gramsci de les
reprer rapidement) ; enfin le cahier spcial, dans lequel beaucoup de ces mmes notes
sont reprises et rvises60.
63 Il faut apporter une mise au point quant la dfinition des cahiers miscellanei : il sagit
dune gnralisation (introduite de manire trs opportune dans ldition Gerratana) du
titre donn par Gramsci aux seuls Cahiers 2 et 17. En ralit, sous le titre Miscellanea I ,
Gramsci entendait distinguer le contenu du Cahier 2 de celui du Cahier 1 qui est fait de
Note e appunti [Notes et annotations] , comme cela est spcifi au dbut du
programme qui ouvre le premier cahier et du contenu des cahiers de traductions (A, B,
C) ; et ce nest pas un hasard, puisque le Cahier 2 est principalement un recueil de fiches
bibliographiques, avec le nom de lauteur, titre et rfrences ditoriales, et parfois un
commentaire de Gramsci. De ce point de vue, le Cahier 2 reprend le fichier littraire de
1911-1916, avec comme unique diffrence quil sagit ici de fiches rdiges sur les pages
fixes dun cahier et non sur des feuilles volantes. Ceci est particulirement vrai pour les
quatre premires notes crites dans ce cahier, commences sans doute dj en
fvrier 1929 ou dans les mois qui ont immdiatement suivi ; remarquons que, dans cette
page, le signe qui signale toujours les notes de Gramsci est ajout la marge, a
posteriori. Paralllement lutilisation des premires pages, Gramsci a commenc,
partir de la moiti du Cahier 2, un ensemble dannotations (sans aucun signe de
paragraphe et toutes prcdes et suivies despaces blancs, rendant parfaitement le
caractre des fiches bibliographiques), selon cet ordre :
64 f. 51r (dernire ligne en blanc), une Bibliografia varia ( 74) ;
65 f. 51v (9 dernires lignes en blanc), les donnes bibliographiques dun volume Ottavio
Cina, La commedia socialista avec quelques lignes de commentaire61 ;
66 f. 49r-v, une bibliographie sous le titre LAction franaise e il Vaticano ( 73 ; les 8 dernires
lignes du f. 48v, les 11 dernires lignes du f. 49v et le f. 50r-v sont en blanc) ;
67 aprs avoir laiss en blanc le f. 52r-v, Gramsci crit, du f. 53r aux deux tiers du f. 55r, la
premire partie dun long texte ( 75) propos dun article de R. Michels, Les Partis
politiques et la contrainte sociale (la seconde partie de la note, dont le dbut est marqu par
un changement vident de ductus, sera crite du f. 55r au f. 58r la dernire ligne est
laisse en blanc , une poque postrieure : peut-tre aprs octobre 1931, et quoi quil
en soit, aprs la rdaction du 76, ff. 58v-59r, que lon peut dater daot-septembre 1930).
Il est tout aussi significatif que Gramsci nemploie pas, dans les ff. 49r-55r, son signe
typique de sparation (~), qui est en revanche prsent dans les paragraphes du Cahier 1 et
dans dautres parties du mme Cahier 2.

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 16

68 Ce groupe de notes plac au dbut de la seconde moiti, initialement isol, pourrait


constituer, avec les notes des pages initiales, tout ce qui part les traductions,
auxquelles Gramsci a consacr la plus grande partie de son temps durant cette priode a
t crit avant juin 1929 (la rdaction du Cahier 1, aprs lcriture du programme de
travail au f. 1r-v, nest en effet entame qu partir de juin).
69 Mais bien vite, le caractre de miscellaneo stend pour Gramsci aux autres cahiers de
note e appunti , mme si la structure formelle de ces annotations elles sont toutes, par
ailleurs, nes la suite de la lecture dun article ou dun livre nest que sporadiquement
celle de la fiche bibliographique pure et simple. Au fil du temps, le critre de classification
passera des donnes bibliographiques initiales aux titres de rubriques ouvrant les notes,
sans que cela enlve aux cahiers miscellanei leur caractre de grand fichier.
70 Toutefois, il existe dautres spcificits lintrieur des manuscrits : les Cahiers 1-3, 5, 6,
14, 15, 17 (qui recueillent exclusivement des paragraphes consacrs aux sujets que
Gramsci a dfini dans ses plans de travail) prsentent des diffrences avec les Cahiers 4, 7,
8 et 9. Ces derniers forment en effet un quatrime modle de cahier, que jai appel mixte
pour dnoter de cette manire chaque manuscrit o Gramsci a recueilli diffrents
travaux : par exemple, des cahiers qui contiennent, en plus de notes de caractre vari (
miscellanee), des blocs de paragraphes thmatiquement homognes, rassembls sous des
titres spcifiques (les trois sries des Notes de philosophie [Appunti di filosofia] dans les
Cahiers 4, 7 et 8 ; les notes sur Le dixime chant de lEnfer [Il canto decimo dellInferno] dans le
Cahier 4, et les Notes sur le Risorgimento italien [Note sul Risorgimento italiano] dans le
Cahier 9) ; ou bien des cahiers de notes varies, de blocs thmatiques et de traductions
(les Cahiers dj cits 7 et 9) ; ou mme des cahiers composs uniquement de traductions,
mais provenant de textes diffrents (les Cahiers A, B et C). Dans le cas des cahiers mixtes,
la nouvelle dition fait suivre le numro du cahier fix par Gerratana dune lettre de
lalphabet en minuscule entre crochets, afin de caractriser chaque bloc ([a], [b], etc.).
71 En partant du caractre particulier de chaque cahier, on peut saisir la rpartition en
zones autonomes et distinctes du travail global fait en prison. Travail que Gramsci met en
place en destinant, pour chacun de ces domaines, des cahiers ou des parties de cahiers.
Nous avons, en effet, une bipartition principale que Gramsci trace immdiatement, au
moment o il commence crire en fvrier 1929 entre traduction et travail thorique au
sens large (prise de notes sur diffrents sujets numrs dans le programme en seize
points du Cahier 1), qui constituent deux secteurs diffrents de travail : pour ce faire, il
affecte aux traductions des cahiers distincts de ceux qui contiennent les notes
mlanges. En outre, lintrieur du premier secteur (traductions), il effectue, en 1929,
une division par langues (Cahiers A et B : allemand ; Cahier C : exercices danglais dans la
premire partie et dallemand dans la seconde ; Cahier 9 : russe). partir de mai 1930,
lintrieur du secteur thorique, il introduit une diffrenciation des champs thmatiques
particuliers (le Canto decimo dellInferno et les trois sries des Appunti di filosofia, auxquelles
sajoutent, en 1932, les Note sul Risorgimento italiano), que Gramsci veut garder bien spars
physiquement de lensemble des notes varies consacres tous les autres thmes
identifis dans ses plans de travail : cest ce quil fait lorsquil rserve pour les blocs
homognes de notes des parties spcifiques lintrieur de ses cahiers mixtes. Cette
organisation de travail est en vigueur jusqu la fin de 1931. Dans la premire moiti de
1932, le secteur des traductions est abandonn, alors quon assiste une rorganisation
au sein de la section rserve au travail thorique : en effet, les cahiers spciaux sont
inaugurs au moment mme o le dernier bloc thmatique (sur le Risorgimento, dans le

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 17

Cahier 9) est commenc. partir de la fin de 1932, la carte des cahiers est simplifie :
les sries homognes de notes disparaissent et il reste les cahiers mlangs ct des
cahiers monographiques. Telle sera la structuration dfinitive du travail gramscien
jusqu ce que lcriture sinterrompe.
72 En second lieu, certaines rgles de rdaction proviennent de la limite fixe par la
direction quant la disponibilit de cahiers dans la cellule ; ces rgles sont identifiables
comme des constantes prcises de lcriture en prison. On peut avant tout remarquer
que chaque nouvelle requte la direction de la prison et la concession qui suit
concernant en gnral des groupes de cahiers, non des cahiers isols est toujours
cause par le fait que certains des cahiers en la possession de Gramsci sont pleins ou sont
sur le point de toucher leur fin (il en faut donc dautres pour reprendre leur fonction
spcifique), ou bien par lexigence de disposer de pages supplmentaires pour commencer
de nouveaux travaux que lauteur veut garder matriellement distincts de ceux qui sont
dj entams. Ds quon lui remet un ensemble de cahiers, Gramsci commence
immdiatement en remplir au moins un, si ce nest la plupart dentre eux. Dautre part,
la continuation, dans un autre, du travail effectu dans un cahier (de mlanges ou de
traductions) qui, lui, est termin, constitue un prolongement de la fonction du premier
dans le deuxime et se voit rgle par une sorte de mcanisme de succession immdiate
(ce qui ne vaut videmment pas pour les cahiers spciaux monographiques, vu quils
ont chacun une identit prcise, mme quand il y a une continuation, comme dans le cas
du Cahier 18, Niccol Machiavelli II, par rapport au Cahier 13, Noterelle sulla politica del
Machiavelli ; ou des Cahiers 16 et 26, intituls tous les deux Argomenti di cultura mais
distingus respectivement par 1 et 2). Chaque cahier ou chaque partie de cahier de
notes diverses ou de traductions a, de cette manire, un successeur qui accomplit la
mme fonction (chose que lon voit facilement dans les tout premiers manuscrits
uniquement composs de traductions : la deuxime partie du Cahier B est le successeur
de la premire partie du Cahier A pour ce qui concerne la poursuite de la version des
contes des frres Grimm, alors que le premier quart du Cahier C (aprs labandon des
exercices de langue anglaise) est le successeur de la deuxime partie du Cahier B pour
ce qui concerne lachvement de la traduction du volume de F. N. Finck, Die Sprachstmme
des Erdkreises [Les familles linguistiques du monde]). Pendant les priodes o aucun nouveau
cahier ne lui est remis, Gramsci, pour poursuivre son travail, rcupre de lespace dans
des cahiers (ou des parties de cahiers) qui taient destins dautres fins, ou bien dans
certains cahiers de traductions interrompus.
73 La succession dun cahier un autre trace, dans lhistoire des Cahiers de prison, des lignes
prcises de continuit. Ainsi, ds fvrier 1929 et au cours des annes suivantes, dans ce
que jai nomm le secteur thorique du travail, trois squences se mettent en place, et
pour chacune delles on passe automatiquement, ds quil est termin, dun cahier (ou
dun bloc de notes lintrieur dun cahier) un autre.
74 Une premire squence (fvrier 1929 - dcembre 1930) voit la rdaction, sans solution de
continuit, des Cahiers 1, 3 et 5.
75 Une deuxime squence (mai 1930 - mai 1932) est constitue par la premire, la deuxime et
la troisime srie des notes intitules Appunti di filosofia - Materialismo e idealismo [Notes de
philosophie Matrialisme et idalisme], prises respectivement dans la deuxime moiti du
Cahier 4 (ff. 41r-80v), dans la deuxime moiti du Cahier 7 (ff. 51r-73v) et dans la
deuxime moiti du Cahier 8 (ff. 51r-79v).

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76 Une troisime squence de cahiers (commence en novembre 1930) est mise en route
avec un bloc de notes sur les intellectuels dans le Cahier 4 (dans lequel Gramsci prend une
partie des pages ff. 11r-40v dj rserves ltude du Canto decimo, afin dconomiser
les espaces disponibles), puis continue avec le Cahier 6, passe ensuite immdiatement la
premire partie du Cahier 8 (ff. c. 3r-50v), puis se poursuit dans le Cahier 9 (qui contient
deux blocs distincts de notes diverses ff. 8r-65r uniquement sur le recto, et ff. 88v-100v
, lun tant la suite de lautre), puis dans le Cahier 14 et le Cahier 15, et se conclut enfin
dans le Cahier 17.
77 ct des trois squences, Gramsci emploie systmatiquement le Cahier 2 comme fichier
bibliographique au service des autres cahiers dans les priodes o il soccupe de
dpouiller de vieilles revues (cette fonction du Cahier 2 se prolonge jusquen
octobre 1931) ; il enrichit le groupe de notes ff. 1r-7v sur le Canto decimo dellInferno
dans le Cahier 4 (avec diverses interruptions) ; il crit les Note sul Risorgimento italiano dans
le Cahier 9 (ff. 68r-88v) ; il remplit de notes certains espaces restants dans les Cahiers 2, 4,
7 et 14.
78 Comme on peut le remarquer, il arrive souvent dans ces squences quon ne passe pas
dun cahier un autre, mais de la moiti dun cahier la moiti dun autre. Ce procd
mrite notre attention : je lai appel, plusieurs occasions, la rgle de la bipartition
dun cahier. Cette rgle prside la constrution des sept cahiers mixtes, cest--dire
contenant des travaux divers, que Gramsci veut dune certaine faon sparer du reste
mais en mme temps poursuivre en parallle (un tel procd, comme nous lavons vu, est
mis luvre dans le Cahier 2, et concernera galement le Cahier spcial 10, La filosofia
di Benedetto Croce). Dans ces cahiers, il a commenc crire de manire rgulire partir
de la page 1, pour ensuite remplir la premire page de la deuxime moiti de notes
concernant des sujets diffrents (ou de traductions), ce qui ainsi doublait lespace
disposition tout en rservant, par ce double dbut de rdaction (presque toujours
simultan), les deux parties pour des travaux spcifiques. Dans certains de ces cahiers,
Gramsci a par la suite spar du reste une partie pour un troisime domaine de travail
(parfois mme pour un quatrime domaine), en rcuprant les pages blanches restantes
de la premire partie, ou en rduisant lespace initialement consacr des travaux
commencs prcdemment, et pour lesquels le nombre de pages rserves avait t
surestim.
79 Bref, Gramsci procde, dans chacun de ces cas, comme sil avait disposition non pas un,
mais deux (ou trois, voire quatre) cahiers. Au-del des apparences, il nexiste aucun
cahier de notes diverses ou de traductions o son travail nait pas invariablement
commenc ds le premier feuillet (ou le deuxime, si le premier reste blanc) : il la
toujours dj sali lorsquil commence crire dans la deuxime moiti.
80 Ce qui dtermine cette manire de procder est, srement, limpossibilit pour Gramsci
de disposer dans sa cellule de tous ses cahiers (et mme, si lon considre que la prise de
notes et le travail de traduction suppose la prsence de volumes et de revues utiliss
comme sources, Gramsci ne peut avoir sur sa petite table que peu de cahiers afin de ne
pas dpasser le total de quatre ou cinq lments). Cela dit, par la bipartition de certains
de ses cahiers, il russit neutraliser en partie les effets de linterdiction et, par
consquent, avoir en mme temps porte de main plusieurs travaux distincts.
81 Remarquons quen appliquant certains cahiers la rgle de la bipartition, Gramsci ne
fait rien dautre que de perptuer un systme quil mettait en pratique pour sa

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correspondance. Jusquen juin 1931, lorsque le nouveau rglement pnitentiaire entre en


vigueur, Gramsci peut crire une seule lettre tous les quinze jours, uniquement sa
famille (le nouveau rglement prvoira une lettre par semaine). La lettre doit se limiter
une seule feuille avec en en-tte le tampon de la prison, le prnom, le nom et le numro
de matricule du dtenu ; elle doit tre visionne par le directeur avant lenvoi. Tatiana,
destinaire de la majeure partie des lettres, se charge (certainement en accord avec
Gramsci) de faire des copies de chaque lettre reue envoyer Sfraffa et donc
Togliatti et Giulia. Mais Gramsci a lhabitude dutiliser au maximum le papier qui lui
est donn, en rdigeant de fait deux lettres : une demi-feuille est adresse Tatiana,
lautre un membre de sa famille. Par consquent, Gramsci ajoute : Envoie ma mre sa
partie de lettre , Envoie mon frre la partie qui le regarde , Envoie sa partie ma
soeur Teresina , et ainsi de suite62. Un exemple clair de ddoublement ou de bi-
partition.
82 8. Pour conclure. Toutes ces caractristiques du travail gramscien mont suggr, en
premier lieu, de rpartir le matriau de la nouvelle dition critique en trois volumes
distincts (consacrs respectivement aux Cahiers de traductions, aux Cahiers miscellanei et
aux Cahiers spciaux ) : cette solution nest dicte ni par des raisons pratiques, ni par des
critres purement thmatiques. Elle dcoule ncessairement dune considration
attentive porte au plan densemble des cahiers et, partant, du programme cohrent
que suit Gramsci, comme cela ressort de la faon dont il travaille. Cela me parat tre
galement la seule solution ditoriale possible lorsque nous sommes en prsence dune
uvre qui, non seulement a t laisse indite par celui qui la crite, mais qui na pas
bnfici de sa part de lempreinte dfinitive que les philologues appellent la dernire
volont de lauteur.
83 En second lieu, jai pu construire un grand rseau dans lequel des lments certains, des
rgles, des indices, des hypothses concourent fixer de manire fondamentalement
fiable des repres temporels pour la rdaction autant des cahiers que de groupes de
paragraphes ou encore de notes singulires. Il en dcoule quelques nouveauts par
rapport ldition Gerratana, pour ce qui concerne la squence des cahiers (et donc leur
disposition dans la nouvelle dition), de mme que la position des notes lintrieur de
chacun dentre eux (mais les numros attribus aux cahiers par Gerratana seront
maintenus, pour ne pas prter confusion). Les dates de dbut et de fin de chaque cahier
seront, dans la nouvelle dition, plus resserres ou plus prcises que celles proposes par
Gerratana. La chronologie totale des Cahiers sera expose dans des Tableaux de datation en
annexe la nouvelle dition63.
84 Bien entendu, au fur et mesure que le travail de prparation de ldition avance et que
les recherches mettent lpreuve les rsultats, le rseau tend se restreindre en
produisant des marges chronologiques plus prcises (comme il est dj advenu pour les
Cahiers 264 et 1765, tandis que de nouvelles propositions concernant le Cahier 14 mritent
dtre discutes avec attention)66. Comme le dmontrent de manire encore plus
convaincante les tudes rcentes, au fur et mesure que notre connaissance de la
biographie de Gramsci et des vnements dont il a t le protagoniste senrichit, les
cahiers apparaissent de plus en plus comme une contribution politique militante.
Rendre le facteur temps aux manuscrits de la prison est donc essentiel pour mieux
comprendre leur contenu.

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NOTES
1. A. GRAMSCI, Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, Turin, Einaudi, 1948 ; Gli
intellettuali e lorganizzazione della cultura, ibid., 1949 ; Il Risorgimento, ibid., 1949 ; Note sul
Machiavelli, sulla politica e sullo Stato moderno, ibid., 1949 ; Letteratura e vita nazionale, ibid.,
1950 ; Passato e presente, ibid., 1951.
2. Comme la observ A. MONASTA dans Leducazione tradita. Criteri per una diversa
valutazione complessiva dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, Pise, Giardini, 1985,
p. 32, le choix de publier en premier un volume contenant les notes de philosophie tait
explicitement justifi, dans la prface de Il materialismo storico, par la ncessit dinsrer
Gramsci dans la continuit du marxisme-lninisme . Les crits recueillis dans ce premier
volume taient en effet dfinis comme le couronnement de toutes les recherches
menes par Gramsci pendant ses annes de prison, la justification thorique,
philosophique de lapproche du problme des intellectuels et de la culture [] Ces crits
de Gramsci ne pourraient tre ni compris ni valus dans leur exacte signification
thorique, si on ne donnait pas pour acquis les progrs accomplis par la conception
marxiste dans les trois premires dcennies de ce sicle, grce lactivit thorique et
pratique de Lnine et de Staline. Le marxisme de Gramsci cest le marxisme-lninisme
(A. GRAMSCI, Il materialismo storico, p. XVIII). Avec de telles prmisses, on comprend que
lordre mme de publication des cinq volumes suivant Il materialismo storico allait prendre
un sens prcis. Le tout semble en effet reposer sur une hirarchie disciplinaire de type
mdival et idaliste : dabord la philosophie [Il materialismo storico, justement], puis la
culture en gnral [Gli intellettuali e lorganizzazione della cultura], lhistoire [Il Risorgimento],
la politique [Note sul Machiavelli] et, enfin, la littrature et lart [Letteratura e vita nazionale
] (A. MONASTA, Leducazione tradita, p. 37). Un dernier volume, Passato e presente,
recueillait ce que les diteurs estimaient ne pas pouvoir placer dans les cinq premiers. La
prface aux Note sul Machiavelli suggrait par ailleurs une lecture densemble de ce volume
et des deux qui prcdaient : En toute rigueur pouvait-on y lire [] le volume sur le
Risorgimento aurait d tre suivi par les notes et les textes sur la littrature italienne et la
littrature populaire, conus par lauteur comme une partie intgrante de sa recherche
sur la fonction des intellectuels, dont les notes runies dans le prsent volume
constituent la conclusion ; toutefois, il est vident que les problmes du parti politique
de la classe ouvrire et de la fondation de lEtat socialiste les problmes du Prince
moderne sont beaucoup. plus troitement et directement relis ceux qui sont traits
dans les deux volumes prcdents [Intellettuali et Risorgimento ] que ne le sont les
problmes de la littrature []. On doit [] tenir compte du fait que dans les notes de
littrature la fonction des intellectuels est examine [par Gramsci] dun point de vue fort
diffrent, pas toujours visiblement et immdiatement politique. On a de ce fait estim
opportun concluait la prface de placer aprs le prsent volume celui qui contient ces
notes [de littrature] et de lui donner une place part dans le recueil des uvres, comme
on lavait dj fait pour Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce (A. GRAMSCI,
Note sul Machiavelli, p. XIX-XX).

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 21

3. A. GRAMSCI, Quaderni del carcere, edizione critica dellIstituto Gramsci a cura di


V. Gerratana, Turin, Einaudi, 1975.
4. V. GERRATANA, Prefazione , ibid., p. XXXV.
5. Ibid., p. XXXVII et XXXVIII.
6. A. GRAMSCI, Quaderni del carcere, edizione critica diretta da G. Francioni, vol. I, Quaderni
di traduzioni (1929-1932), a cura di G. Cospito e G. Francioni, Rome, Istituto della
Enciclopedia Italiana, 2007 ; vol. II, Quaderni miscellanei (1929-1935), a cura di G. Cospito,
G. Francioni et F. Frosini, paratre ; vol. III, Quaderni speciali (1932-1935), a cura di
G. Cospito, G. Francioni et F. Frosini, paratre. Les trois volumes constituent la section II
de lEdizione Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci.
7. A. GRAMSCI, Quaderni del carcere. Edizione anastatica dei manoscritti, a cura di G. Francioni,
18 volumes, Rome-Cagliari, Istituto della Enciclopedia italiana - LUnione Sarda, 2009.
8. Voir infra, note 67.
9. Les 35 cahiers sont conservs Rome la Fondazione Istituto Gramsci, Archivio
Antonio Gramsci (dsormais : FIG, AAG), srie 3.
10. Tmoignage publi dans Gramsci vivo nelle testimonianze dei suoi contemporanei, a cura di
M. Paulesu Quercioli, Milan, Feltrinelli, 1977, p. 238.
11. FIG, AAG, serie 1, Carte personali, sottoserie 1, 1891-1926, fasc. Documentazione scolastica.
12. Tmoignage publi dans Gramsci raccontato, a cura di C. Bermani, Rome, Edizioni
Associate, 1987, p. 72.
13. Le manuscrit se trouve dans FIG, AAG, serie 1, sottoserie 1, fasc. Dal rientro in Italia
allarresto. Voir son dition critique par F. M. BISCIONE, Gramsci e la questione
meridionale , Critica marxista, XXVIII, 1990, p. 39-78, republie ensuite dans A. GRAMSCI,
La questione meridionale, Rome, Editori Riuniti, 1991. Le texte avait t publi une premire
fois dans la revue Lo Stato operaio, IV, 1, gennaio 1930, p. 9-26, dite Paris par le Centre
extrieur du Parti communiste italien (PCdI).
14. FIG, AAG, serie 1, sottoserie 1, fasc. Anni torinesi. Luca Paulesu, petit-fils de Teresina
Gramsci Paulesu, la sur prfre dAntonio, a racont que les centaines de fiches
autographes des livres lus pendant sa jeunesse et envoyes Ghilarza , autrefois
conserves dans la maison familiale, staient rduites avec le temps : Teresina les a
donnes aux camarades du parti qui, au fil du temps, sont alls visiter Casa Gramsci et
sont passs la voir (L. PAULESU, Nino mi chiamo. Fantabiografia del piccolo Antonio Gramsci,
Milan, Feltrinelli, 2012, Prefazione, p. 11).
15. E. BARTALINI, Il mio Gramsci, a cura di T. Arrigoni, Piombino, La Bancarella, 2007, p. 43.
16. A. GRAMSCI - T. SCHUCHT, Lettere (1926-1935), a cura di A. Natoli e C. Daniele, Turin,
Einaudi, 1997 (dsormais : GSL), p. 60-63.
17. Linstance est publie dans A. GRAMSCI, Lettere dal carcere, a cura di A. A. Santucci,
Palerme, Sellerio, 1996, p. 816. Voir ce propos D. ZUCARO, Vita del carcere di Antonio
Gramsci, Milan-Rome, Edizioni Avanti!, 1954, p. 122, et la lettre Tatiana du 11 avril 1927,
GSL, p. 82.
18. GSL, p. 104.
19. Lettre sa femme Giulia, 30 avril 1928, Lettere dal carcere, p. 186.
20. Lettere dal carcere, p. 204-205.

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 22

21. Lettre Tatiana, 27 aot 1928, GSL, p. 250.


22. GSL, p. 299.
23. Primo Quaderno (8 febbraio 1929) | Note e appunti. | Argomenti principali : | 1) Teoria
della storia e della storiografia. | 2) Sviluppo della borghesia italiana fino al 1870. | 3) Formazione
dei gruppi intellettuali italiani : svolgimento, atteggiamenti. | 4) La letteratura popolare dei
romanzi dappendice e le ragioni della sua persistente fortuna. | 5) Cavalcante Cavalcanti : la sua
posizione nella struttura e nellarte della Divina Commedia. | 6) Origini e svolgimento
dellAzione Cattolica in Italia e in Europa. | 7) Il concetto di folklore. | 8) Esperienze della vita in
carcere. | 9) La quistione meridionale e la quistione delle isole. | 10) Osservazioni sulla
popolazione italiana : sua composizione, funzione dellemigrazione. | 11) Americanismo e
fordismo. | 12) La quistione della lingua in Italia : Manzoni e G. I. Ascoli. | 13) Il senso comune
(cfr. 7) | 14) Riviste tipo : teorica, critico-storica, di cultura generale (divulgazione). | 15)
Neo-grammatici e neo-linguisti (questa tavola rotonda quadrata) | 16) I nipotini di padre
Bresciani. (Cahier 1, f. 1r-v).
24. GSL, p. 306.
25. GSL, Appendice I/2, p. 1422. Je souligne.
26. Par exemple : Tu dois avoir en tte quen cellule on ne peut garder que trs peu de
choses, le strict ncessaire. Quand arrive un paquet ou un petit paquet, on est appel pour
assister louverture et pour contrler que tout est en ordre. On emmne quelque chose
avec soi si lon dmontre que lon en a besoin immdiatement ; la rgle cest quon
ramne le vieux et quon prend le neuf. Voil pourquoi il marrive parfois
de dcouvrir dans le magasin des objets dont javais oubli lexistence (GSL,
p. 900-901). Et encore : Pour le reste [des objets reus] je ne peux rien tcrire sur leur
utilit, parce que je ne men sers pas encore et jai tout laiss au magasin (GSL, p. 374) ;
Des uvres politiques [de Marx] je nai reu que deux volumes dont je ne sais quel
numro dordre ils correspondent car je ne les ai pas dans ma cellule en ce moment (GSL
, p. 727) ; ce matriel je ne le vois pas depuis longtemps cest--dire avant que jaie
conu le noyau principal de ce schma [sur le Chant X de lEnfer de Dante] car il est au
fond dune caisse qui est garde dans le magasin (GSL, p. 812).
27. G. TROMBETTI, In carcere con Gramsci , IG Informazioni, 1, 1992, p. 80 ; je souligne (il
sagit dun tmoignage prsent lors du colloque international Antonio Gramsci - un
progresso intellettuale di massa, Urbino, 16-18 novembre 1987).
28. G. TROMBETTI, Piantone di Gramsci nel carcere di Turi , Rinascita, XXII, 18, 1965,
p. 31 ; je souligne.
29. Y. DE BEGNAC, Taccuini mussoliniani, a cura di F. Perfetti, Bologne, Il Mulino, 1990,
p. 423 ; je souligne le second italique ; parvenus est en franais dans le texte.
30. Cit par G. CARBONE, I libri del carcere di Antonio Gramsci , Movimento operaio, IV, 4,
1952, p. 642.
31. GSL, Appendice I/2, p. 1423.
32. Cahier 3, 13 (ici et par la suite, jindique les numros de paragraphes en suivant
ldition Gerratana) : aujourdhui mme (30 mai 1930) ; Cahier 4, 31 : jusqu
aujourdhui septembre 1930 ; Cahier 5, 14 : jusqu aujourdhui (octobre 1930) ;
Cahier 7, 52 : jai lu ces jours-ci (aot 1931) , et 82 : Corradini est mort le
10 dcembre 1931 (laffirmation parat contemporaine de lvnement quelle
rapporte) ; Cahier 8, 172 : Voir la bibliographie dA. Chiappelli (mort ce mois de

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 23

novembre 1931) ; Cahier 28, 1 : seulement aujourdhui (1935) . Pour deux autres cas,
les indications sont gnriques et pourraient sappliquer soit lanne en cours, soit une
anne antrieure : Cahier 20, 4 : Monseigneur Benigni, mort en 1934, tait un homme
de grande capacit thorique et pratique ; Cahier 23, 44 : en 1934, Saviotti avait reu
un prix littraire (une partie du prix Viareggio) (le prix avait t donn en aot de cette
anne).
33. Voir Cahier 1, ff. 93r-95r ; Cahier A, ff. 99v-100r ; Cahier B, f o 23r-v ; Cahier 2, ff. 92r-95r
; Cahier 7, fo 76r ; Cahier 9, ff. 2r, 3r, 4r, 6r, 7r, 99r ; Cahier 17, ff. 19r-v, 21v-22r.
34. Voir G. FRANCIONI et F. FROSINI, Nota introduttiva al Quaderno 10 , dans A. GRAMSCI,
Quaderni del carcere. Edizione anastatica dei manoscritti, vol. 14, p. 2-4.
35. Note sparse e appunti per una storia degli intellettuali italiani. | [] ~ Saggi principali : ~
Introduzione generale ~ Sviluppo degli intellettuali italiani fino al 1870 : diversi periodi ~
La letteratura popolare dei romanzi dappendice ~ Folclore e senso comune ~ La
quistione della lingua letteraria e dei dialetti ~ I nipotini di padre Bresciani ~ Riforma e
Rinascimento - Machiavelli ~ La scuola e leducazione nazionale ~ La posizione di B. Croce
nella cultura italiana fino alla guerra mondiale ~ Il Risorgimento e il partito dazione ~
Ugo Foscolo nella formazione della retorica nazionale. ~ Il teatro italiano. ~ Storia
dellAzione Cattolica ~ Cattolici integrali, gesuiti, modernisti. ~ Il Comune medioevale -
fase economico-corporativa dello Stato ~ Funzione cosmopolitica degli intellettuali
italiani fino al secolo XVIII ~ Reazioni allassenza di un carattere popolare-nazionale della
cultura in Italia : i futuristi. ~ La scuola unica e cosa essa significa per tutta
lorganizzazione della cultura nazionale. ~ Il lorianismo come uno dei caratteri degli
intellettuali italiani ~ Lassenza di giacobinismo nel risorgimento italiano ~
Machiavelli come tecnico della politica e come politico integrale o in atto. ~ | Appendici : -
Americanismo e fordismo ~ (Cahier 8, f. 1r-v).
36. Voir G. FRANCIONI, Lofficina gramsciana, p. 71-85.
37. Ibid., p. 44-66.
38. Voir la description de chacun des cahiers dans les notes introductives de lEdizione
anastatica dei manoscritti.
39. Cahier 4 : 80 ff. ; Cahier 10 : registre de comptabilit, 50 ff. ; Cahier 19 : 160 ff. ;
Cahier D : album dessin, 20 ff..
40. GSL, p. 956.
41. Partiellement cits pour la premire fois par E. LATTANZI, LArchivio Antonio Gramsci,
tesi di diploma della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari, Universit di Roma
La Sapienza, a.a. 2011-2012, p. 51-52.
42. ce propos voir infra, 6. Sont de la main les indications dappartenance et la
numrotation des feuillets dans les Cahiers 6, 8, D, 10-17, 17bis, 17ter.
43. Elenco degli oggetti appartenenti al | detenuto Gramsci Antonio spedito al |
medesimo alla Casa Penale di Formia | Libri no 53 | Riviste 40 | Borsa tela 1 | Camicie 5
| Maglie 6 | Mutande p. 15 | Asciugamani 4 | Fazzoletti 43 | Panni bianchi 7 |
Salviette 4 | Colli 6 | Cravatta 1 | Peduli p. 3 | id. di pelle p. 1 | Coltello dosso 1 |
Macchinetta Gilet 1 | Calze p. 36 | Pennini diversi | Odol flacone 1 | Barattoli dall. nio 2 |
Scodella smalto 1 | Lamette Gilet pacchi 1 | Scarpe p. 1 | Buste no 19 | Fogli 19 | Matite 4 |
Saponi pezzi 3. || Spugna 1 | Spazzolini denti 2 | Spazzole 2 | Boccetta acqua disinfettante
1 | Chefir barattolo 1 | Borotalco sc. 1 | Quaderni scritti 4 | idem in bianco 2 | Un pacco di

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 24

riviste | senza aperto | Calamaio 1 (FIG, AAG, serie 1, sottoserie 2 : 1926-1937, fasc. Anno
1933. Trasferimento alla clinica Cusumano). Ce document a t donn la Fondazione par
Antonio Gramsci jr. le 30 mars 2006.
44. Dott. ssa Tatiana Schucht | Via Alpi n o 2 | Roma | Elenco degli oggetti | Libri n o 119 |
Riviste 59 | Foderette 3 | Quaderni in bianco no 21 | idem scritti 16 | Cassa 1 |
Corrispondenza parecchia (FIG, AAG, serie 1, sottoserie 2, fasc. Senza data). Il na pas t
possible de dterminer la date dacquisition de ce document par la Fondazione.
45. E. LATTANZI, LArchivio Antonio Gramsci, p. 52.
46. GSL, p. 1387. Mais voir aussi la lettre crite de Civitavecchia le 4 dcembre : Je te
recommande de ne pas ngliger davertir la direction de la prison de Turi de Bari ds que
possible pour savoir o ils peuvent menvoyer les colis ferroviaires. Tu sais que depuis le 1
er
octobre je nai plus reu de revues. Turi un paquet tait arriv juste le soir o lon ma
communiqu lordre de dpart pour le matin suivant : je ne le fis mme pas ouvrir parce
quon me le montra 10 h du soir tandis que je prparais ma valise pour partir quelques
heures plus tard (GSL, p. 1391). Il faut noter que dans cette dernire lettre Gramsci se
rfre au mme paquet de revues non ouvert indiqu dans la premire liste. Tatiana
attendit que Gramsci soit arriv Formia ; elle demanda alors au directeur de la prison de
Turi de procder lenvoi, au moyen de deux colis ferroviaires grande vitesse, des
objets que Gramsci avait lui-mme prpars pour quils soient empaquets et expdis []
Turi restent encore deux caisses de livres : ds quil me sera possible dobtenir les
instructions de Gramsci, je me permettrai d'indiquer V[otre] S[eigneurie] I[llustrissime]
comment et o les expdier (minute s.d. ; je dois la courtoisie de Eleonora Lattanzi,
Nerio Naldi, Rossana Platone et Maria Luisa Righi, auxquels je tiens exprimer ma
reconnaissance, la transcription de cette lettre ainsi que de toutes celles qui sont
comprises dans les Carteggi paralleli 1926-1937 savoir la correspondance entre Tatiana et
Sraffa et la correspondance entre Tatiana et la famille en prparation pour lEdizione
Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci). Le 29 dcembre, elle adressa au directeur gnral
des Institutions de Prvention et de Peine, Giovanni Novelli, la requte de pouvoir
disposer de deux caisses de livres et dobjets dusage laisss par le dtenu Gramsci
Antonio dans la maison darrt de Turi de Bari. Une grande caisse de livres qui
actuellement ne prsentent pas pour Gramsci dintrt dtude pourrait tre adresse la
soussigne, tandis que lautre caisse plus petite pourrait tre adresse Gramsci lui-
mme, dans la maison de soin du Docteur Cusumano Formia, o le dtenu est
hospitalis (cite dans GSL, p. 1388, note). Le 4 janvier 1934, Tatiana peut crire sa
sur Giulia que Gramsci maintenant a tout ce quil lui faut pour crire et jespre quil
sera bientt en tat de reprendre son travail, plus ou moins assidment (T. SCHUCHT,
Lettere ai familiari, prefazione di Giuliano Gramsci, introduzione e cura di M. Quercioli
Paulesu, Rome, Editori Riuniti, 1991, p. 155), et le 16 fvrier, elle informe Piero Sraffa que
sont arrivs [ Gramsci] les livres de Turi, ceux quil avait mis de ct pour quon les lui
expdie la clinique, aprs lautorisation du ministre. De mme qua t autoris lenvoi
dune caisse de livres mon domicile . Les deux groupes de cahiers numrs
sparment dans les deux listes cites furent certainement runis Formia. Mais Gramsci,
pendant de nombreux mois, nest pas en tat de travailler aux cahiers, comme nous
pouvons le comprendre par plusieurs lettres de Tatiana Giulia (15 fvrier 1934 : Depuis
novembre [1933], Antonio na mme pas crit une ligne , Lettere ai familiari, p. 160 ;
16 avril : pour le moment il na pas repris assez de force pour crire , ibid., p. 165) et
Piero Sraffa (16 fvrier : Nino na pas crit une ligne depuis quil est Formia ; 8 mai :

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 25

jusqu maintenant il na pas pu commencer tudier et travailler ; 12 septembre :


Nino craint de devenir dici peu compltement invalide. Actuellement il nest plus
capable de travailler ; voir aussi les lettres des 4 avril, 21 mai, 26 juin, 9 et 17 juillet, 19
et 29 aot, 18 septembre) ; ses conditions prcaires de sant ne lui permettent pas
dtudier ni dcrire avant lautomne 1934, moment o on peut faire lhypothse quil a
repris son travail (il ny a pas de donnes contraires dans les lettres de Tatiana
postrieures au 18 septembre, dans lesquelles dailleurs elle annonce une amlioration de
sa sant). Je corrige donc ce que javais soutenu, sur la base des lettres de Tatiana connues
lpoque, dans Proposte per una nuova edizione dei Quaderni del carcere , p. 95-96,
100, 162-164 et 167-168, ainsi que dans mes contributions suivantes, o javais suppos
que Gramsci avait repris le travail en juillet-aot 1934, aprs linactivit des premiers
mois passs Formia.
47. Cf. E. LATTANZI, LArchivio Antonio Gramsci, p. 52.
48. G. TROMBETTI, In carcere con Gramsci , p. 86-87. Mais voir aussi le tmoignage de ce
mme Trombetti en 1977 : Le soir prcdant son dpart pour Formia, Gramsci fut appel
par le chef des gardiens qui lui ordonna daller dans le magasin pour prparer ses valises.
Jallai moi aussi dans le magasin. Et nous nous tions dj mis daccord l-dessus
tandis que lui sentretenait avec le gardien qui tait sarde et lestimait beaucoup tout
en me servant dcran avec sa personne, jenfournai les cahiers dans une malle. Gramsci
craignait beaucoup que les cahiers ne soient squestrs, mme pour un simple contrle ;
il savait quils finiraient au ministre et que par la suite il serait trs difficile de les
rcuprer. La malle fut ensuite envoye je ne sais trop qui, peut-tre sa belle-sur qui
habitait Rome, rue des Alpes, chez Perilli (Gramsci vivo nelle testimonianze dei suoi
contemporanei, p. 233).
49. Il serait bon que vous alliez chez Novelli pour avoir une autorisation spciale, pour
les affaires prendre et aussi pour le voyage (P. SRAFFA, Lettere a Tania per Gramsci,
introduzione e cura di V. Gerratana, Rome, Editori Riuniti, 1991, p. 141). Mais ds le
18 juillet, Sraffa avait conseill Tatiana d aller voir personnellement Novelli : [] vous
lui rappellerez quil a dit que ds lors que sexprimerait le dsir dun transfert, il pourrait
le dcider de sa propre autorit, et il a garanti son transfert extraordinaire . Stant
immdiatement rendue au ministre, Tania y fut reue, en labsence de Novelli, par son
chef de cabinet, qui lui assura quils useraient de tous les gards ncessaires, pour le
voyage et pour le reste, comme dailleurs je devais bien le savoir, cest bien ce qui tait
fait lgard de Nino (lettre du 16 octobre Sraffa). L autorisation spciale fut
accorde, puisque Tania, en crivant Gramsci le 4 dcembre propos de son transfert
imminent de Civitavecchia, pouvait affirmer quelle avait demand la direction de la
prison le certificat du mdecin dont [il avait] besoin pour voyager sans menottes et
quelle avait obtenu des assurances prcises en rapport avec les instructions reues
[son] propos (GSL, p. 1392). Sur laction de Mariano DAmelio en faveur de Gramsci et sur
son influence auprs du directeur gnral Novelli et du procureur du tribunal spcial
Vincenzo Balzano, qui eut traiter la requte de libert conditionnelle de Gramsci,
accorde le 25 octobre 1934, voir G. VACCA, Vita e pensieri di Antonio Gramsci 1926-1937,
Turin, Einaudi, 2012, p. 249, 274, 275, 292 et passim, et dsormais G. FABRE, Lo scambio. Come
Gramsci non fu liberato, Palermo, Sellerio, 2015, en particulier p. 242-251 (mais les liens
DAmelio-Novelli-Balzano taient dj connus grce la lettre dAngelo Sraffa son fils
Piero du 29 mai 1933, publie par P. SPRIANO, Gramsci in carcere e il partito, Rome, Editori
Riuniti, 1977, p. 151-152). En ce qui concerne le voyage, Gramsci voulait viter de refaire

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 26

lpuisante exprience du transfert ordinaire auquel il avait t soumis en 1927


(quand, frapp par un mandat darrt du tribunal de Milan, il tait parti le 20 janvier de la
rsidence surveille dUstica pour arriver la prison milanaise de San Vittore aprs un
voyage de 19 jours, avec des haltes dans les prisons et casernes de Palerme, Naples,
Caianello, Isernia, Sulmona, Castellammare Adriatico, Ancona et Bologne ; voir GSL,
p. 43-46) et encore en 1928, aprs la condamnation du tribunal spcial (parti de Rome le
4 juillet, il arriva Turi le 19 juillet aprs avoir fait halte Benevento et Foggia ; voir GSL
, p. 230). Le voyage de Turi Civitavecchia fut effectivement un transfert
extraordinaire : parti le 19 novembre 1933 au matin, Gramsci tait arriv Civitavecchia
le soir mme, et le 20, il pouvait crire Tatiana depuis sa nouvelle rsidence (GSL,
p. 1381). Quant aux affaires prendre , auxquelles Sraffa faisait allusion, il faut avoir
en tte que, selon lart. 179 du Rglement pour les institutions de prvention et de peine de
1931, en cas de transfert dun condamn, le commandant ou le gardien en chef remet au
chef descorte charg du transfert le dossier biographique, le certificat sanitaire et la
liste des objets pnitentiaires laisss au condamn lui-mme []. Largent et les autres
objets et actes sont transmis directement la direction de ltablissement de destination.
De tous les objets et actes qui lui sont confis, le commandant ou le gardien en chef
obtient un reu du chef descorte, qui en est responsable jusqu larrive du dtenu dans
son lieu de destination . Le dtenu transfr pouvait donc emporter avec lui bien peu de
choses (Gramsci, dans sa lettre du 4 dcembre, parle dune seule valise ) et parmi ces
choses, il ne pouvait certainement pas y avoir des cahiers : voil prcisment les affaires
prendre pour lesquelles il tait ncessaire dobtenir la garantie quelles seraient
effectivement expdies hors de la prison de Turi, avec les autres objets et actes qui y
restaient.
50. Tatiana lavait aussi inform [Sraffa] que le directeur avait encourag Nino crire
un expos dtaill sur les comportements des gardiens en chef et de leurs subordonns
qui entravaient le fonctionnement normal de la prison. Comme nous le savons, de tels
comportements empchaient Gramsci de se reposer, de nuit comme de jour, et comme ils
se prolongeaient depuis lt 1931, ils avaient provoqu chez lui un puisement nerveux
et une aggravation de son athrosclrose. Gramsci rdigea une instance prcise et
dtaille en indiquant nominativement les gardiens en chef, en racontant les
comportements des gardiens de faon circonstancie, en dnonant leurs rpercussions
sur sa sant et en mettant en cause, de faon voile mais sarcastique, toute
ladministration du systme carcral en de tels termes que Novelli ne pouvait rester
passif : si lexpos avait t utilis par la presse antifasciste internationale, cela aurait
port un coup limage de loi et dordre du rgime (G. VACCA, Vita e pensieri di Antonio
Gramsci, p. 271-272). Voir les lettres de Tatiana Sraffa du 31 mai ( Nino stait de
nouveau plaint auprs de lui des bruits qui lempchaient de se reposer la nuit, et le
directeur avait adress les observations quil fallait au gardien-chef et aux agents, tout en
faisant observer Nino quil ne lui tait pas possible de se montrer excessivement svre,
par crainte quils ne fassent pire encore en son absence. [] moi, le directeur a dit : Les
dtenus se plaignent et ils ont raison. [] Il ma encore dit : Jai compris lambiance qui
rgne, on dit de moi que je suis contre les gardiens et que je protge les dtenus ), du
16 juin ( Il sagit prcisment de ce que le directeur a propos Nino de prsenter au
ministre, et il men a parl. Il sagit des bruits. Jai dit son beau-frre dcrire au
ministre parce que je comprends ce que ce drangement signifie pour une personne qui
se trouve dans ces conditions, et naturellement, si le ministre nous envoie des
instructions prcises, les choses pourront changer ), et du 9 juillet 1933 ( Concernant

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 27

les bruits [Gramsci] a dit que la nuit passe, le directeur avait fait lui-mme une tourne
pour constater les faits et que le personnel faisait du bruit exprs pour dmontrer quil
ntait pas possible de faire autrement, alors que lorsque le sous-chef exige le silence, il
russit obtenir quil soit absolu. Cest une question de mauvaise volont, de sabotage.
[Les gardiens] ont dj demand si ctait lui [Gramsci] qui commandait dans la prison, et
il comprend trs bien quelles doivent tre pour lui les consquences dune punition qui
serait inflige par le directeur. [] De tout cela il ne peut retirer que des ennuis et rien
dautre ; il a dit quici, comme dans tous les milieux du reste, certains lments sont
terribles, prts tout ).
51. Cahier A (fvrier-mars 1929), Cahier B (avril 1929 - novembre 1931), Cahier C (davril-
juin 1929 aux premiers mois de 1930), Cahier D (janvier 1932). Pour les Cahiers 7 et 9,
initialement destins uniquement des traductions, puis transforms par Gramsci en
cahiers miscellanei, voir la note suivante.
52. Cahier 1 (8 fvrier 1929 - mai 1930) ; Cahier 2 ( 1-149 : de fvrier [ ?] 1929
octobre 1931 ; 150 : 1933) ; Cahier 4, ff. 1r-7v ( 78-88 : mai 1930 - aot 1932), ff. 41r-80v
( 1-48 : de mai octobre-novembre 1930), ff. 11r-40v ( 49-77 : novembre 1930), ff. 8r-10v
( 89-95 : aot-septembre 1932) ; Cahier 3 (mai-octobre 1930) ; Cahier 5 ( 1-145 : octobre-
dcembre 1930 ; 146-161 : dcembre 1930, ou bien aot 1931 - dbut 1932) ; Cahier 6 (de
novembre-dcembre 1930 janvier 1932) ; Cahier 7, ff. 2r-34v (traductions de Marx : mai
1930 - juillet 1931), ff. 51r-73v ( 1-48 : novembre 1930 - novembre 1931), ff. 34v-50v
( 49-108 : aot-dcembre 1931) ; Cahier 8, f. 1r-v (Note sparse e appunti per una storia degli
intellettuali italiani : novembre-dcembre 1930), ff. 51r-79v ( 166-240 : novembre 1931 -
mai 1932), ff. 3r-50v et recto de la feuille de garde postrieure ( 1-165 : janvier-mai 1932),
f. 2r (Raggruppamenti di materia : mars-avril 1932) ; Cahier 9, ff. 1v-65v uniquement sur le
verso, 66r-v, 67r (traductions du russe : entre avril-juin et novembre 1929), ff. 8r-65r
uniquement sur le recto ( 1-88 : avril-septembre 1932), ff. 68r-88v ( 89-118 : mai-
septembre 1932), ff. 88v-100v ( 119-142 : septembre-novembre 1932) ; Cahier 14 (les
ff. 2r-29r, 4-58, sont certainement crits entre dcembre 1932 et fvrier 1933) ; Cahier 15
(fvrier-septembre 1933) ; Cahier 17 (les ff. 1r-10r, 1-24, sont certainement crits entre
septembre et le 18 novembre 1933).
53. Cahier 10 (davril 1932 fvrier ou fvrier-mai 1933 ; vers le milieu de lanne 1935,
Gramsci crira des ajouts en marge du sommaire, f. 41r-v) ; Cahier 12 (mai-juin 1932) ;
Cahier 13 (commenc en mai 1932 et probablement termin avant le 19 novembre 1933) ;
Cahier 11 (de juin-juillet dcembre 1932) ; Cahier 16 (commenc en juin-juillet 1932, il
sera termin Formia).
54. Gramsci avait demand Tatiana, le 22 fvrier 1932, de lui envoyer des cahiers qui ne
soient pas comme ceux que tu mas envoys voil quelque temps, qui sont
malcommodes et trop grands (vidente allusion aux Cahiers 10, 12, 13 et 18, qui sont de
vrais registres), mais plutt de format normal, comme les cahiers dcolier et avec pas
trop de pages, au maximum 40-50, de faon quils ne se transforment en un fatras de
mlanges toujours plus confus (GSL, p. 927). Le 14 mars, Tatiana linformait quelle avait
fait le ncessaire : Je tai envoy deux types de cahiers, fais-moi savoir lequel tu
prfres GSL, p. 949) ; le 21 mars, Gramsci rpondait : Jai reu les cahiers : les
meilleurs sont les deux petits (en nombre de pages) que tu as envoys dans le second pli,
le recommand (GSL, p. 956). Jai indiqu que les deux petits auxquels Gramsci fait
rfrence sont les Cahiers 16 et 26 le type 6, avec 36 folios : on peut en dduire quil les
possde depuis dbut mars 1932 (mais le Cahier 26 demeurera longtemps intact et ne sera

Laboratoire italien, 18 | 2016


Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 28

utilis qu Formia, dans la dernire phase de la rdaction des spciaux ). Le Cahier 16


contient peu dlments (indirects) de datation, en premier lieu un renvoi d autres
notes (la srie sur les intellectuels et le problme scolaire) qui apparat dans le 21 et
quil faut comprendre comme faisant rfrence au Cahier 12 (mai-juin 1932) ; en outre,
dans le 9, Gramsci fait une rapide allusion, comme peut ltre un rappel un sujet dj
trait ( ce sont de purs esprits abstraits, ceux qui attendent une rforme religieuse en
Italie, une nouvelle dition italienne du calvinisme, comme Missiroli et Cie ), qui permet
dtablir la postriorit de ce texte par rapport au 26 du Cahier 14 (note crite en
janvier 1933), o il avait amplement analys le courant intellectuel contemporain qui a
soutenu le principe selon lequel les faiblesses de la nation et de lEtat italien taient
dues au manque dune rforme protestante, courant reprsent spcialement par
Missiroli ; le 10 tirait certaines indications de la prface de Guido De Ruggiero un
livre de Giulio Lachelier qui, absent du fonds carcral, peut avoir t vu par Gramsci
pendant la priode de Formia ; dans le 11, en parlant des possibilits financires du
centre vatican et en particulier des rentes normales dsormais assures du fait du
Concordat, Gramsci observe que partir de 1937, elles diminueront de 15 millions par
an du fait de la conversion de la dette publique de 5 % 3,5 % : donne qui prsuppose la
publication du RDL (dcret-loi royal) du 3 fvrier 1934, lequel tablit, partir de 1937, une
telle baisse de lintrt sur les titres dtat ; dans les 13 et 14 sont rlabors, en plus de
paragraphes qui proviennent des Cahiers 4 et 8, quatre textes en premire rdaction du
Cahier 14 ( 4, 27, 30, 44), dont le dernier est de fvrier 1933 ; le 15 reprend en seconde
rdaction le 68 du Cahier 15 (juillet 1933). Comme on le voit, le 11 suffit assigner une
partie du Cahier 16 (celle qui commence au fo 15v) la priode de Formia et donc, vu ce
que nous savons des conditions de sant de Gramsci durant son sjour la Clinique
Cusumano, au plus tt la fin du mois de septembre 1934, tandis que les textes
prcdents au moins jusqu la fin du 8, cest--dire du f. 2r au f. 10r peuvent avoir
t crits Turi. Mais une particularit graphique offre un indice supplmentaire pour la
chronologie du Cahier 16 : Gramsci le rdige en effet en envahissant systmatiquement la
marge de droite de chaque page, suivant un procd rdactionnel utilis une premire
fois entre avril et dcembre 1932 et qui ne sera pas repris avant lautomne 1934. Ce qui
tend exclure quune partie du manuscrit puisse tre situ dans larc temporel qui va de
dcembre 1932 au 19 dcembre 1933 (date de son dpart de Turi), priode pendant
laquelle Gramsci crit en suivant une rgle diffrente, cest--dire en envahissant les
deux marges de chaque page, une partie du Cahier 14, le Cahier 15 en entier et une partie
du Cahier 17 (voir supra note 54 et, sur ces caractristiques de lcriture de Gramsci, le 6
de cet article). Il faut pourtant galement exclure lhypothse selon laquelle tout le
Cahier 16 aurait t crit Formia partir de lautomne 1934, parce que cela impliquerait
quun cahier tamponn et prpar par la direction de la prison et transmis au dtenu au
plus tard en mars 1933 soit rest compltement intact pendant un an et demi : on peut
aisment imaginer quen ce cas, le Cahier 16 aurait subi le mme sort que les Cahiers 17bis
et 17ter, cest--dire quil aurait t cart pour des motifs psychologique aiss
comprendre : Gramsci nhsite pas, en effet, une fois sorti de la prison de Turi, utiliser
des cahiers avec les signes et tampons pnitentiaires mais seulement sils ont dj t
commencs ; mais si, comme les Cahiers 17bis et 17ter, ils sont encore vierges, il na
aucune raison de ne pas en utiliser dautres sans les tampons ni les signatures de ses
geliers. Ce qui incite dater de 1932 la partie initiale du Cahier 16 phase, donc, de la
premire application de la rgle de linvasion de la marge de droite, qui touche
galement les Cahiers 9 et 11 , cest un ensemble de caractristiques qui le rapprochent

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 29

des Cahiers 8-11 : le renvoi implicite (dans lordre) aux Cahiers 10, 12, 13 et 11 contenu
dans la formulation des quatre premiers regroupements de matires noncs au f. 2r
du Cahier 8 ( 1. Intellectuels - Questions scolaires ; 2. Machiavel ; 3. Notions encyclopdiques et
sujets de culture ; 4. Introduction ltude de la philosophie et notes critiques sur un Essai
populaire de sociologie ) ; labsence dune numrotation de la main de Gramsci dans les
feuilles de ce cahier, comme aussi dans le Cahier 11, au contraire de ce qui advient dans
les Cahiers 10, 12, 13 ; la rlaboration, dans les paragraphes initiaux (comme cest le cas
dans les Cahiers 11 et 13 et dans le bloc des ff. 41r-50v du Cahier 10), de textes en
premire rdaction pris dans le Cahier 8. Parmi ces particularits, il faut remarquer le fait
que ce Cahier 16 est impliqu dans la tentative, probablement advenue dans la seconde
moiti de 1932, de classification des manuscrits (voir sur ce point le 4 de cet article) : le
numro 2bis que Gramsci attribue initialement au Cahier 16 et quil raturera par la suite,
quand il donnera au cahier le titre Sujets de culture 1, pour le distinguer du Cahier 26,
intitul Sujets de culture 2, nous fait comprendre quil fait partie du groupe de ceux que le
dtenu a entre les mains au milieu de lanne 1932, quand il commence construire les
premiers spciaux . Tout cela pousse penser que lexorde du Cahier 16 peut tre
proche de celui du Cahier 11, et donc quil peut tre assign juin-juillet 1932. Mais cela
implique galement que ce spcial subit au cours de sa rdaction une interruption
(nous ne sommes cependant pas en mesure dtablir quand elle se situe ni de reprer dans
le ductus un point possible de csure). Cette interruption concide avec la priode o
Gramsci adopte la rgle dinvasion des deux marges, de mme que la reprise du cahier a
lieu dans la priode de la rgle dinvasion de la seule marge de droite : cest pour cette
raison que, dans le manuscrit, ne se succdent pas les deux procds rdactionnels,
comme cela advient dans le Cahier 17. En outre, on peut remarquer un lment qui est
significatif dune reprise du travail aprs une longue interruption : la fin du 10, La
religion, la loterie et lopium de la misre, Gramsci fait un renvoi ( cf. dans le prcdent
cahier dautres notes sur ce sujet ) qui fait rfrence aux 228 et 230 du Cahier 8, tous
deux intituls La religion, la loterie et lopium du peuple ; lvidence il ne se souvient plus
quil a dj rlabor ces deux textes prcisment dans la premire note de ce mme
Cahier 16.
55. Il est possible que le gardien de prison main ait confondu un cahier dj crit (du
moins en partie) avec un autre encore vierge, tromp par le fait que Gramsci ne lavait pas
entam ds le premier feuillet, laiss vide au recto et au verso. Parmi les cahiers de Turi
ayant cette caractristique : le Cahier 7 (o les traductions de Marx commencent au f. 2r),
le Cahier 11 (commenc au f. 11r ; Gramsci, une fois termin le cahier en dcembre 1932,
dcide dutiliser aussi les ff. 3r-6v et rdige galement mais il pourrait lavoir fait aussi
Formia au centre du f. 1v un avertissement de 5 lignes sur le contenu du cahier) et le
Cahier 15 (o la rdaction commence au f. 2r, tandis que le f. 1r ne contient quune
annotation de la direction de la prison : Le prsent cahier contient des feuilles
numrotes de un quarante, appartenant au Matricule 7047 Gramsci Antonio , et que
le f. 1v contient un avertissement de Gramsci qui pourrait aussi dater de la priode de
Formia Cahier commenc en 1933 et crit sans tenir compte des divisions de matire
et des regroupements de notes dans des cahiers spciaux ). Dans le Cahier 14, en sautant
le f. 1 (qui a au recto une annotation carcrale identique celle que nous venons de citer,
tandis que le verso reste vide pour linstant), Gramsci commence crire au f. 2r ; en
fvrier 1933, aprs avoir termin le 73, il abandonne le manuscrit en considrant quil
est globalement termin (il reste trois pages avant la fin). Sans surprise, son successeur,
le Cahier 15, est commenc en ce mme mois. Le Cahier 14 sera repris Formia, avec les

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 30

sept notes qui occupent les dernires pages ( 74-80), aprs lesquelles Gramsci se dcidera
utiliser aussi les deux pages initiales restes vides ( 1-3).
56. Les donnes sur lobligation pour les papeteries, dans les annes trente, de coller des
timbres fiscaux sur les cahiers mis en vente sont tires de : http://www.indire.it/lucabas/
lkmw_file/archivio_storico/Campionario_di_marche_da_bollo.pdf.
57. GSL, p. 1095-1096, 1105-1106, 1153-1154.
58. Je reprends ici, en prcisant et corrigeant certains points ( la lumire de la
correspondance entre Tatiana et Sraffa), la thse soutenue dans certaines de mes
contributions prcdentes, mais il sagit dun point sur lequel je compte revenir. Il faut en
effet considrer que, tandis que les cahiers de type 1, 3, 5-8 ont des marges imprimes, cest
Gramsci qui les cre dans le Cahier 10 et dans les cahiers de type 4 : dans le Cahier 10, en
laissant sur le ct droit de chaque page un espace blanc dextension variable, mais en
gros dun tiers de la largeur ; dans les autres, en dlimitant dun trait de plume (de crayon
dans le Cahier 18) parfaitement rectiligne un espace blanc vers le bord intrieur, dune
largeur quivalente environ un tiers de celle de la page. Donc la rgle de linvasion de
la marge de droite, inaugure en avril 1932, ne concerne pas les Cahiers spciaux 10,
12, 13 et 18, dans lesquels Gramsci dlimite les pages pour sa commodit dcriture (il
sagit de registres de grand format) et en vue dventuelles intgrations dans le texte
(certains ajouts sont en effet crits sur le bord). La troisime phase dmarre au moins
en septembre 1934 et dure au moins jusquau 19 juin 1935 (date des deux minutes
dinstances que lon peut lire aux ff. 19r-v et 21v-22r du Cahier 17) : ces deux instances
sont crites en utilisant aussi la marge de droite (voir note 67). Il faut aussi souligner que,
plus tard, dans certains des cahiers spciaux , Gramsci adopte pendant un temps bref
une rgle encore diffrente : dans les 7 pages rdiges dans le Cahier 27, il respecte
rigoureusement les deux marges de chaque page ; dans le Cahier 25, il envahit la marge de
droite jusquaux deux premires lignes de la page 27, aprs quoi il crit la dernire note
(9 lignes) en contenant son criture lintrieur des deux marges ; dans les pages 1-2 et
11-54 du Cahier 22 (les pages 3-10 restent blanches), il utilise la marge de droite, mais
dans les 7 premires lignes de la page 20, il respecte encore une fois les deux marges. Quil
sagisse dun procd en vigueur en 1935 est prouv par un lment direct de datation qui
se trouve p. 7 du Cahier 27 : aujourdhui seulement (1935) . Mais il est difficile de dire si
ces cahiers sont antrieurs aux ff. 21v-22r du Cahier 17, cest--dire si la rgle du
respect des deux marges (pour laquelle javais mis lhypothse quelle tait en vigueur
dans les premiers mois de 1935) est une exception momentane la pratique de linvasion
de la marge de droite, ou sil sagit dune modalit de rdaction en usage aprs le 19 juin
1935.
59. Voir G. FRANCIONI et F. FROSINI, Nota introduttiva al Quaderno 11 , dans A. GRAMSCI,
Quaderni del carcere. Edizione anastatica, vol. 15, p. 1-6.
60. Quaderno 10, La filosofia di Benedetto Croce ; Quaderno 11, Appunti per una introduzione e
un avviamento allo studio della filosofia e della storia della cultura ; Quaderno 12, Appunti e note
sparse per un gruppo di saggi sulla storia degli intellettuali e della cultura in Italia ; Quaderno 13,
Noterelle sulla politica del Machiavelli ; Quaderno 16, Argomenti di cultura 1 o ; Quaderno 18,
Niccol Machiavelli II ; Quaderno 19, Risorgimento italiano ; Quaderno 20, Azione cattolica -
Cattolici integrali - gesuiti - modernisti ; Quaderno 21, Problemi della cultura nazionale italiana 1 o
, Letteratura popolare ; Quaderno 22, Americanismo e fordismo ; Quaderno 23, Critica letteraria ;
Quaderno 24, Giornalismo ; Quaderno 25, Ai margini della storia. Storia dei gruppi sociali
subalterni ; Quaderno 26, Argomenti di cultura 2 ; Quaderno 27, Osservazioni sul Folclore ;

Laboratoire italien, 18 | 2016


Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 31

Quaderno 28, Lorianismo ; Quaderno 29, Note per una introduzione allo studio della grammatica
.
61. Dans ldition Gerratana, ce texte est considr comme une partie du 74.
62. GSL, p. 452, 469, 705.
63. Aprs G. FRANCIONI, Lofficina gramsciana, Appendice II : Termini di datazione dei
Quaderni del carcere , p. 140-146, des corrections et des prcisions sur la chronologie
des Cahiers ont t apportes dans les Proposte per una nuova edizione dei Quaderni
del carcere , dans la Nota al testo des Quaderni di traduzioni, dans les notes
introductives de lEdizione anastatica dei manoscritti, et dans G. COSPITO, Il ritmo del pensiero.
Per una lettura diacronica dei Quaderni del carcere di Gramsci, Napoli, Bibliopolis, 2011. En
dernier lieu, voir G. COSPITO, Verso ledizione critica e integrale dei Quaderni del
carcere , Appendice : Ordinamento editoriale e termini di datazione dei Quaderni del
carcere , Studi storici, LII, 2011, 4, p. 16-24.
64. Lors de la prparation du commentaire du Cahier 2, Fabio Frosini a repr, dans une
allusion faite par Gramsci la fin du 75 ( je crois avoir not ailleurs sa [= de Michels]
situation quand clata la guerre ) un renvoi probable au Cahier 7, 64, doctobre 1931.
Ceci permet une meilleure datation des notes crites par Gramsci au dbut de la seconde
moiti du Cahier 2 (voir dans cet article le 7).
65. Luciano CANFORA (Spie, URSS, antifascismo. Gramsci 1926-1937, Rome, Salerno editrice,
2012, p. 176-180) a propos une datation plus resserre du 51, Machiavel, ff. 20v-21r du
Cahier 17 (que javais dat entre septembre 1934 et juin 1935). Il faut avoir en tte avant
tout que les dernires pages crites par Gramsci dans ce cahier contiennent deux
lments internes de datation : dans le f. 19v, tout de suite aprs le 47, Pass et prsent,
ddi au Congrs gographique qui sest tenu Varsovie en aot 1934 (Gramsci avait
connu cette nouvelle par le Corriere della sera du 30 aot 1930) figure aprs un bref trait
de plume au centre de la dixime ligne, servant de sparation ce qui prcde la minute
dune Instance du dtenu Antonio Gramsci, actuellement hospitalis sous surveillance
dans la Clinique du docteur Cusumano de Formia, S. E. B. Mussolini, chef du
gouvernement , sans date, mais de septembre 1934 (on la trouve dans le volume IV de
ldition Gerratana, p. 2416 ; loriginal transmis, dat du 24 septembre, a t dit par C.
CASUCCI, Il carteggio di Gramsci nel Casellario politico centrale , Rassegna degli Archivi di
Stato, XXV, 1965, n. 3, p. 431-432). La minute (rdige avec un ductus diffrent de ce qui la
prcde et de ce qui la suit) se termine au f. 19v, les sept dernires lignes restant en blanc.
Du f. 20r au f. 21v on lit 5 autres notes ( 48-52). la suite du 52, Sujets de culture. Logique
formelle et mentalit scientifique, en partant de la onzime ligne du f. 21v et sans solution de
continuit par rapport ce qui prcde mais avec une graphie nettement diffrente,
Gramsci a rdig une autre minute dinstance qui a pour titre Lettre M. le comm.
Valenti, inspect. gn. de la Scurit Publique en date du 19 juin 1935 , interrompue
soudainement la huitime ligne du f. 22r et partiellement barr avec des traits de plume
diagonaux (voir le texte de ldition Gerratana, p. 2416-2417 ; loriginal adress par
Gramsci, avec la mme date, a t publi par C. CASUCCI, Il carteggio di Gramsci nel
Casellario politico centrale , p. 438). Par la suite, sans solution de continuit par rapport
la minute (mais de nouveau avec une graphie bien diffrente), il a crit une dernire
note, le 53, Questions de culture. Disraeli (f. 22r). Canfora a identifi avec certitude la
source du 51, Machiavel, dans larticle de E. BUONAIUTI, La crisi religiosa in Germania ,
paru dans la revue Politica, XVI, 1934, no 113-114, p. 30-65 (mais ce numro double, comme

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 32

lindiquait la couverture, avait t publi en janvier 1935 ) : Il nest pas facile


dimaginer quand exactement ce fascicule a t reu par Gramsci Formia : partir de
fvrier 1935 (L. CANFORA, Spie, p. 177). Fabre, quant lui, a remarqu que ce fascicule de
la revue apparat deux fois dans les listes jointes aux paquets des publications envoyes
Gramsci par la librairie Sperling & Kupfer de Milan [] : la premire dans lenvoi du
9 fvrier 1935, reu le 19 fvrier ; le second envoi parvint Formia dbut juin et fut remis
entre le 16 et le 19 juin. On ne sait pas si la librairie fit une erreur dans le premier cas, en
inscrivant le livre dans la liste mais pas dans le paquet, ou si lerreur fut le second envoi,
cest--dire que Gramsci reut deux exemplaires du mme fascicule. Quoi quil en soit, la
lecture advint entre fin janvier 1935 et une date un peu postrieure au 19 juin 1935 (et cette
dernire date parat la plus probable) (G. FABRE, Lo scambio, p. 378, note ; je souligne) :
mais la prsence, dans les pages qui suivent immdiatement, de la minute de linstance
linspecteur Valenti, qui est prcisment du 19 juin 1935, suffit dmontrer que le
paragraphe en question ne peut pas dpasser cette date.
66. Giorgio FABRE (Lo scambio, p. 374-393) a mis lhypothse dune datation diffrente de
certaines notes du Cahier 14 : le 68 (que jai dat en fvrier 1933) et les 70, 74, 76, 77
(que jai dats en mars 1935). son avis, les 68 et 70 sont dune priode prcdant le
dbut 1935 , les 74 et 76 sont postrieurs et je dirais nettement au 51 du Cahier 17
(quil faut dater au premier semestre 1935, mais probablement en juin ), tandis que le
77 est crit la fin de 1936 ou au dbut 1937. Fabre soutient en effet que certains de ces
textes (en particulier le 76) ne peuvent qutre postrieurs au procs de Moscou contre
les trotskystes (19-24 aot 1936) qui entrana lexcution de Zinoviev, Kamenev et
quatorze autres anciens dirigeants bolcheviks ; le procs fut annonc par les journaux
italiens le 26 aot 1936 et par la Rassegna settimanale della stampa estera (priodique que
Gramsci lisait rgulirement) dans le numro du 1er septembre 1936. En outre, le
transfuge dont Gramsci parle dans le 77 serait identifier avec Ersilio Ambrogi :
ancien dirigeant bordiguiste stant rang du ct des trotskystes, Ambrogi avait ensuite
t exclu du parti bolchevik russe, mais tait rest Moscou. De plus en plus isol [],
connaissant des difficults conomiques, il se prsenta une premire fois lambassade
dItalie Moscou le 29 fvrier 1936, pour demander un nouveau passeport et son
expatriation. partir du 26 juin, il promit aux Italiens de faire des rvlations et de
sengager contre le Parti communiste italien et les Sovitiques. Dans le but den faire un
informateur, le prcieux document fut octroy Ambrogi aprs plusieurs visites
lambassade, et il fut accompagn par un carabinier la frontire polonaise. Le 19 juin
1936, il arriva Bruxelles o il fut nouveau contact par lambassade italienne. La suite
de sa prilleuse histoire tient en quelques mots : Ambrogi fut pay avec largesse pendant
deux ans et demi par la police de Rome, laquelle en fut peu satisfaite et le laissa
finalement tomber. En 1936, lhistoire dAmbrogi bouleversa les milieux communistes
italiens, Moscou et ailleurs, parce quil sagissait dun ancien dirigeant trs haut grad
(G. FABRE, Lo scambio, p. 386). Gramsci allait tre inform de ce fait, par lintermdiaire de
Tatiana, par des agents du NKVD en service lambassade russe de Rome, tant la fin de
lanne 1936 quau dbut de lanne 1937. Il faudrait donc situer le 77 du Cahier 14 aprs
ce moment. Je nai pas ici la place pour discuter les argumentations de Fabre, trs
dtailles, mais pas compltement convaincantes la lumire des lments dont nous
disposons pour la datation des derniers cahiers, et des informations que nous avons sur la
sant et les capacits de travail de Gramsci de 1935 jusqu sa mort (sur cette dernire
question de prcieuses indications sont fournies par G. COSPITO, Gramsci despus los

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 33

Cuadernos , communication prsente la Conferencia internacional estudios gramscianos :


Aspectos de la investigacin actual, Universidad Autnoma de Puebla-Mxico, 2-4 dcembre
2014) : je compte le faire lors dune prochaine occasion.

RSUMS
Aprs avoir retrac lhistoire ditoriale des Quaderni, depuis leur premire publication sous forme
thmatique jusqu la nouvelle dition critique en voie dachvement, larticle sarrte sur les
particularit de lcriture carcrale de Gramsci, dont la pleine comprhension est la condition
ncessaire pour saisir le rythme de la pense de son auteur. Certaines dentre elles
commencer par lusage consistant crire sur des cahiers dcolier plutt que sur des bloc-notes
ou des feuilles volantes sont imposes par la condition carcrale, dautres drivent de rgles
suivies plus ou moins consciemment par le prisonnier (certaines de faon continue, dautres
uniquement durant certaines phases dcriture) lors de la rdaction de ses notes. Ltude de ces
comportements, lie une analyse minutieuse de la matrialit des manuscrits de prison
(couvertures, interventions des autorits carcrales, graphie et ainsi de suite), a fourni une
quantit remarquable dlments indirects de datation qui, ajoute aux (rares) indications
directes de Gramsci, a permis de reconstruire avec une prcision toujours plus grande la
chronologie de chacun des cahiers et des ensembles de notes qui les composent. Est par ailleurs
apparue clairement la nature composite des manuscrits gramsciens, qui peuvent tre distingus
(approximativement, car existent aussi des cahiers mixtes) en cahiers de traductions, cahiers
de miscellanes et cahiers spciaux ; la nouvelle dition critique, qui chacun de ces trois types
de cahiers consacre un volume propre ( son tour divis en plusieurs tomes), se propose de
restituer de la faon la plus fidle possible cette caractristique essentielle du travail de prison.

Dopo aver ripercorso le vicende editoriali dei Quaderni dalla loro prima pubblicazione in forma
tematica alla nuova edizione critica in via di completamento, il saggio si sofferma sulle
peculiarit della scrittura carceraria di Gramsci, la cui piena comprensione condizione
necessaria per cogliere il ritmo del pensiero dellautore. Alcune di queste a partire dalluso di
quaderni scolastici, anzich block-notes o fogli sciolti, come materiale scrittorio sono imposte
dalla condizione carceraria, altre derivano da regole seguite pi o meno consapevolmente dal
prigioniero (alcune in modo continuativo, altre solo in certe fasi della scrittura) nella stesura
delle proprie annotazioni. Lo studio di tali comportamenti, unito a unanalisi minuziosa dei
manoscritti carcerari nella loro fisicit (copertine, interventi delle autorit carcerarie, grafia e
cos via), ha fornito una notevole quantit di elementi indiretti di datazione che, uniti alle
(poche) indicazioni dirette di Gramsci, ha permesso di ricostruire con sempre maggiore
precisione la cronologia dei singoli quaderni e dei blocchi di note che li compongono. emersa
inoltre con chiarezza la natura composita dei manoscritti gramsciani, che possono essere distinti
(con qualche approssimazione, per via della presenza di quaderno misti) in quaderni di
traduzioni, quaderni miscellanei e quaderni speciali; la nuova edizione critica, dedicando a
ognuna di queste tre tipologie di quaderni un volume (a sua volta diviso in pi tomi), si propone
di restituire nel modo pi fedele possibile tale caratteristica essenziale del lavoro del carcere.

After having traced the publishing history of the Notebooks, from their first edition in thematic
form to the new critical edition presently being completed, the essay then deals with the

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Un labyrinthe de papier (introduction la philologie gramscienne) 34

peculiarities of Gramscis prison writing, a full understanding of which is necessary in order to


capture the authors rhythm of thought. Some of these peculiarities starting with the use of
school notebooks, rather than notepads or single sheets, as writing material were imposed by
prison conditions, while others stem from rules which he followed more or less knowingly
(some continually and others only in certain phases of his work) in writing the notes. The study
of this behaviour, together with a minute analysis of the physical nature of the prison notebooks
(covers, interventions by the prison authorities, handwriting and so on) has provided a notable
quantity of indirect dating elements which, together with Gramscis (sparse) direct indications,
has allowed us to reconstruct with ever greater precision the chronology of the individual
notebooks and the blocks of notes they contain. The composite nature of Gramscis manuscripts
has also emerged quite clearly, manuscripts which may be divided (with some approximation,
due to the presence of mixed notebooks, into notebooks devoted to translation, miscellaneous
notebooks and special ones. The new critical edition, devoting one volume (in its turn divided
into different books) to each of these three typologies of notebook, aims at the most faithful
restoration possible of this essential aspect of the prison work.

INDEX
Mots-cls : Gramsci Antonio, Cahiers de prison, philologie, chronologie, biographie
Keywords : Prison Notebooks, philology, chronology, biography

AUTEURS
GIANNI FRANCIONI
Professeur ordinario dHistoire de la philosophie lUniversit de Pavie et membre correspondant
de lIstituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. Ses travaux portent sur la pense
philosophique et politique du XVIIe au XIXe sicle. Il est prsident de la Ghilarza Summer School -
Scuola internazionale di studi gramsciani, membre de la commission scientifique de lEdizione
Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci, du comit garant et du comit scientifique de la Fondazione
Gramsci (Rome), du conseil de direction de Gramsciana et du comit ditorial de lInternational
Gramsci Journal. Parmi ses contributions: Lofficina gramsciana. Ipotesi sulla struttura dei Quaderni
del carcere (Naples, 1984), Tre studi su Gramsci (Naples, 1988), Il raggio e i prismi. Per una nuova
edizione dei Quaderni del carcere di Gramsci (Pavie, 1992) et Quaderni del carcere. Edizione anastatica
dei manoscritti (18 vol., Rome-Cagliari, 2009). Dans le cadre de lEdizione nazionale, il dirige la
nouvelle dition critique des Quaderni (vol. 1: Quaderni di traduzioni, 1929-1932, d. G. Cospito et G.
Francioni, Rome, 2007; vol. 2: Quaderni miscellanei, 1929-1935, et vol. 3: Quaderni speciali, 1932-1935,
d. G. Cospito, G. Francioni et F. Frosini, en prparation). ses recherches font rfrence les
articles rassembls dans Gramsci tra filologia e storiografia. Scritti per Gianni Francioni, d. G. Cospito
(Naples, 2010).

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Laboratoire italien
Politique et socit
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Gramsci da un secolo all'altro

LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere


Ldition nationale des Cahiers de prison
The National Edition of the Prison Notebooks

Giuseppe Cospito

Editore
ENS ditions

Edizione digitale Edizione cartacea


URL: http:// Data di pubblicazione: 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1049 ISSN: 1627-9204
ISSN: 2117-4970

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Giuseppe Cospito, LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere , Laboratoire italien [Online], 18 | 2016,
Messo online il 07 dicembre 2016, consultato il 12 dicembre 2016. URL : http://
laboratoireitalien.revues.org/1049

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 1

LEdizione nazionale dei Quaderni del


carcere
Ldition nationale des Cahiers de prison
The National Edition of the Prison Notebooks

Giuseppe Cospito

1 Lesigenza di unedizione diplomatica dei trentatr quaderni di note e appunti compilati


da Gramsci in carcere1, secondo un rigido criterio cronologico e di fedelt al testo
manoscritto, si pose fin dal 1946 a coloro che si trovarono di fronte al non semplice
compito di predisporre per la pubblicazione il materiale preso in consegna dalla cognata
Tatiana il giorno stesso della morte dellautore e conservato prima allAmbasciata
sovietica di Roma, poi a Mosca presso la famiglia Schucht e quindi nellArchivio centrale
del Comintern, dal quale era stato riconsegnato al Partito comunista italiano alla fine
della guerra. In quella particolare congiuntura storica, tuttavia, si prefer assemblarlo per
aree tematiche in unedizione popolare, che agevol[asse] al massimo la lettura e la rend
[esse] accessibile al maggior numero possibile di lettori; la pubblicazione fu affidata alle
cure di Felice Platone (sotto la supervisione di Palmiro Togliatti), rimandando
lattuazione del primo progetto a un secondo tempo2.
2 Qualche anno dopo, in occasione del primo convegno di studi gramsciani, tenutosi a Roma
nel gennaio 1958, Gastone Manacorda espresse lauspicio che si prepar[asse] al pi
presto una nuova edizione che rispecchi[asse] fedelmente lordine cronologico di
composizione dei Quaderni, per quanto possibile, e rispett[asse] la collocazione che i
singoli frammenti hanno in ciascun Quaderno3. Pur consapevole del fatto che si trattava
di un problema molto difficile a risolversi4, lo stesso Togliatti appoggi liniziativa, da
inserire nellambito di unedizione critica complessiva delle opere di Gramsci, destinata
per a rimanere incompleta per quanto riguarda gli scritti pre-carcerari; nel 1966
lincarico di realizzarla fu affidato a Valentino Gerratana che lanno dopo, in occasione del
convegno gramsciano di Cagliari, era in grado di riferire Sulla preparazione di unedizione
critica dei Quaderni del carcere5, enunciando i criteri che ne ispireranno leffettiva

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 2

esecuzione, per la quale occorrer tuttavia attendere altri otto anni, fino alluscita dei
volumi einaudiani nel 1975.
3 A parte lesclusione delle traduzioni, di cui in un primo momento era stata ipotizzata una
futura pubblicazione a s stante6, e del materiale estraneo al lavoro teorico gramsciano
(minute di lettere e istanze, elenchi di libri e altre annotazioni di carattere personale),
peraltro minuziosamente descritto e in parte riprodotto nel volume dedicato allApparato
critico, la nuova edizione si proponeva innanzitutto di pubblicare integralmente i Quaderni
cos come sono stati scritti da Gramsci, compresi i testi da lui cancellati (ma non in
modo da renderli illeggibili) dopo averli ricopiati nei quaderni speciali monografici,
oltre naturalmente ai passi omessi da Platone per varie ragioni dai volumi tematici. I
singoli quaderni venivano inoltre ordinati secondo lordine cronologico di stesura
ricostruito sulla base di riscontri oggettivi, allo scopo di offrire uno strumento di
lettura che permett[esse] di seguire il ritmo di sviluppo del pensiero di Gramsci 7,
accogliendo lindicazione metodologica che egli stesso aveva suggerito a chi volesse
studiare le opere di un intelletto in continua creazione e in perpetuo movimento, che
sente vigorosamente lautocritica, e in particolare quelle rimaste inedite, perch non
compiute8. Il segno di paragrafo che Gramsci quasi sempre fa precedere a ogni singolo
appunto veniva integrato con un numero progressivo per ogni quaderno, in modo da
soddisfare le esigenze di consultazione9. Infine, allo scopo di evitare ogni
prevaricazione di carattere interpretativo nei confronti del lettore, le note del curatore
non privilegia[va]no il commento, ma conten[eva]no soprattutto indicazioni sulle fonti
utilizzate da Gramsci, anche quando non [erano] dichiarate dal testo, chiarimenti sulle
opere, sugli avvenimenti e i personaggi menzionati e sulle allusioni non
immediatamente perspicue, oltre a riferimenti ai rapporti con le Lettere dal carcere, ai
nessi interni dei Quaderni e ai precedenti scritti di Gramsci10.
4 Il restauro filologico dei Quaderni, operato da Gerratana come necessaria premessa al
restauro critico del pensiero gramsciano 11, coronava quella che stata definita let doro
della fortuna di Gramsci che, dopo aver raggiunto il culmine della sua espansione nel
biennio 1976-77, vivr un decennio di declino, almeno in Italia12, proprio mentre la sua
conoscenza (sia pure non sempre criticamente avvertita) si accresceva nel resto dEuropa,
negli Stati Uniti, in America Latina e, successivamente, in Asia e in Africa. La stessa scelta
di presentare alla comunit degli studiosi ledizione critica dei Quaderni a Parigi, anzich a
Roma, parve volta fin da allora a privilegiare la dimensione internazionale di Gramsci sia
nellambito degli studi, sia per il significato politico che lautore rappresentava 13. In ogni
caso non mancarono in Italia esempi di utilizzo fecondo e originale delle possibilit di
seguire finalmente la genesi, lo sviluppo, le oscillazioni, i ripensamenti e gli
approfondimenti successivi di un pensiero in continuo movimento che ledizione
tematica aveva inevitabilmente cristallizzato e, almeno in parte, schematizzato e
irrigidito14.
5 Il lavoro di scavo filologico compiuto da Gerratana e dai suoi collaboratori indusse
tuttavia gli studiosi pi avvertiti a riflettere anche sulla validit e, soprattutto, sulla
coerenza dei criteri seguiti nella trascrizione e nellordinamento dei manoscritti
gramsciani; gi stato opportunamente osservato come proprio per questo tale edizione
possa essere definita ottima, nel senso attribuito al termine dalla nostra tradizione
filologica, che non consiste nel fatto di essere perfetta e indiscutibile, bens nella capacit
di fornire tali e tanti elementi di apparato da consentire, a partire da quegli stessi
elementi, di formulare proposte diverse e alternative rispetto a quelle assunte

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 3

dalleditore15. E cos, gi in occasione del convegno gramsciano di Firenze (1977), Gianni


Francioni pot esporre alcune proposte correttive o integrative di soluzioni adottate
nelledizione Gerratana16, muovendo dalla convinzione che il restauro critico di un
testo che tanto peso ha avuto ed ha nella cultura moderna non sia operazione di astratta
pedanteria filologica, ma una componente essenziale della sua piena comprensione 17.
Sviluppate e ampliate nellOfficina gramsciana del 1984, le tesi di Francioni erano volte
innanzitutto alla ricostruzione di un percorso logico e diacronico, della reale storia
interna dei quaderni gramsciani: in particolare, applicando in modo sistematico e
coerente i criteri di datazione proposti dalledizione critica, ma anche emendando
diversi errori in cui essa [era] incorsa18, Francioni riusciva a fornire termini pi stretti
per la datazione non solo di singoli quaderni, ma anche di diversi blocchi di note
contenuti in alcuni di essi, dimostrando che in pi di unoccasione lordinamento
proposto da Gerratana non corrispondeva con quello effettivo di stesura19.
6 Le tesi di Francioni, ribadite e ulteriormente sviluppate in una serie di interventi
successivi20, hanno suscitato, comera prevedibile, un ampio dibattito tra gli studiosi di
Gramsci, alcuni dei quali hanno sollevato obiezioni di carattere generale e particolare,
riconducibili in sostanza a due ordini di considerazioni: da una parte c stato chi, come
Fabrizio Franceschini, ha contestato la legittimit di uno dei principali criteri di
datazione degli appunti gramsciani utilizzato da Francioni (e prima di lui da Gerratana),
vale a dire quello di considerarli, in mancanza di evidenti elementi che dimostrino il
contrario, per convenzione assegnabili alla data di pubblicazione di periodici e libri da
Gramsci utilizzati per la loro stesura21. Dallaltra parte vanno ricordati coloro che, come
Giovanni Mastroianni, pur concordando in parte con lindagine filologica di Francioni,
raccomandavano prudenza laddove questa giungeva necessariamente a proporre un
nuovo ordinamento interno di alcune parti dei manoscritti gramsciani, in particolare il
Quaderno 1122.
7 Le discussioni e le polemiche proseguirono in modo ancora pi acceso quando, a partire
dal 1990, si inizi a progettare una nuova edizione critica dei Quaderni, nellambito
dellEdizione nazionale degli scritti di Gramsci, in vista della quale lanno successivo
Francioni sottopose alla comunit scientifica una serie articolata di Proposte per una nuova
edizione dei Quaderni del carcere23, che molti trovarono assai utili e convincenti24,
mentre non persuasero tra gli altri Gerratana, che sollev numerose obiezioni. Il curatore
delledizione del 1975 contestava allordinamento proposto da Francioni di voler mettere
sullo stesso piano traduzioni e lavoro teorico, lo accusava di trasformare una serie di
constatazioni fattuali sui manoscritti in altrettante regole (talvolta addirittura in
contraddizione tra loro) e di volere imporre come verit quelle che non potevano essere
che ipotesi pi o meno attendibili in nome di un filologismo esasperato, giudicando
quindi il progetto inadatto a costituire la base per la nuova edizione critica25. Mettendo a
frutto le osservazioni costruttive e nello stesso tempo difendendo la validit dellimpianto
complessivo contro le critiche, a suo dire pregiudiziali, di Gerratana, Francioni ha messo
definitivamente a punto le sue Proposte, che sono alla base della nuova edizione dei
Quaderni attualmente in corso di pubblicazione, sotto la sua direzione.
8 Dal momento che tra le maggiori perplessit suscitate dal lavoro di Gerratana vi era stata
quella relativa allesclusione delle traduzioni eseguite in carcere da Gramsci tra il 1929 e il
1932, la suddetta Edizione nazionale dei suoi scritti si aperta proprio con un volume,
suddiviso in due tomi, dedicato a quelli che, a una considerazione pi attenta, appaiono
ben pi che semplici esercizi e si inseriscono pienamente nel piano di lavoro teorico dei

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Quaderni26. Uno dei problemi principali che si sono presentati ai curatori dei Quaderni di
traduzioni stato quello di ricostruirne datazione e ordine di composizione, dal quale
ovviamente discende quello con cui compaiono nel volume. Questa cronologia,
radicalmente diversa da quella proposta in precedenza sia da Gerratana, sia dalla
germanista Lucia Borghese (cui va il merito di avere segnalato per prima limportanza di
questi testi e la necessit di una loro pubblicazione integrale)27, ci permette di constatare
che lattivit di traduzione non solo loccupazione dominante del primo anno di
scrittura carceraria di Gramsci, ma rimane uno dei filoni principali del suo lavoro fino alla
brusca interruzione ai primi del 193228, anno di profonda riorganizzazione (e per certi
versi di semplificazione) dellofficina dei Quaderni, che dora in poi vede soltanto la
stesura di appunti miscellanei parallela alla trascrizione di una parte delle note
precedenti nei quaderni monografici.
9 Lintento di rendere manifesto al lettore proprio tale carattere di officina ha guidato
anche la scelta dei criteri di resa del testo, il pi possibile rispettoso delloriginale,
evitando ogni normalizzazione e uniformazione non strettamente necessaria e
conservando i diversi segnali di incertezza e insoddisfazione di Gramsci per le scelte
adottate nelle sue versioni dal tedesco e dal russo (sottolineature e parentesi, riquadri o
circoli a penna, barre verticali o oblique, punti interrogativi e cos via); tuttavia, come
impongono i canoni di unedizione critica e moderna, si ritenuto di intervenire su
maiuscole, punteggiatura, abbreviazioni (sciolte tra parentesi angolari), trascorsi di
penna e altre sviste evidenti. Tutto questo ha permesso di non appesantire ulteriormente
un apparato critico gi ricco e articolato in due fasce, distinguibili dal diverso corpo
tipografico: la seconda fascia di carattere genetico e documenta il lavoro correttorio e i
pentimenti di Gramsci, mentre la prima evolutiva ed destinata a dar conto
dellulteriore labor limae a cui Gramsci ha sottoposto le proprie traduzioni con la
frequente apposizione di varianti, che a tutta prima si presentano come alternative dal
momento che il testo di base non viene esplicitamente rifiutato , ma che in realt sono
varianti destitutive29, come testimonia la loro generalmente maggiore aderenza
alloriginale tradotto (la variante viene pertanto accolta a testo, mentre la lezione iniziale
registrata in apparato).
10 Il confronto attento tra le versioni gramsciane e i testi da cui sono tratte allorigine
anche di buona parte delle note di commento, che segnalano tutti gli scostamenti
significativi tra le pagine di partenza e quelle di arrivo, cercando anche di identificarne la
causa: semplici sviste (come nel caso di salto di singole parole o righe), errori di
traduzione (tuttaltro che infrequenti in un lavoro svolto in mancanza di competenze e
strumenti tecnici adeguati) e scostamenti intenzionali di varia natura. Tra questi ultimi, i
pi significativi riguardano certamente le versioni delle favole grimmiane, nelle quali
Gramsci con frequenza crescente omette o travisa consapevolmente tutte le espressioni
che fanno riferimento a un contesto provvidenzialistico religioso, in una sorta di
traduzione di secondo grado che mira ad adattarne il contenuto al nuovo senso
comune che egli intende costruire con la sua rilettura del materialismo storico in chiave
di filosofia della prassi, svolta anche mediante un attento lavoro di montaggio dei testi
marxiani tradotti da unantologia tedesca nel corso del 193130. Il commento alle
traduzioni gramsciane comprende, oltre agli indispensabili riferimenti ai passi dei
quaderni teorici e dellepistolario che trattano dei medesimi argomenti, anche una serie
di informazioni su luoghi, personaggi o testi menzionati in modo non del tutto chiaro

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 5

negli originali tedeschi e russi, o comunque non immediatamente presenti al lettore


odierno.
11 Il secondo e il terzo volume della nuova edizione critica dei Quaderni, attualmente in
preparazione a cura di Gianni Francioni, Fabio Frosini e di chi scrive, sono dedicati
rispettivamente ai quaderni miscellanei e ai quaderni monografici; come sostiene
Francioni, questa partizione del materiale non dettata da ragioni di comodit, n da un
criterio meramente tematico, ma discende dalla considerazione del piano complessivo del
lavoro di Gramsci in carcere, che a sua volta non coincide con nessuno dei diversi
progetti successivamente elaborati dal prigioniero, ma emerge dal modo in cui Gramsci
lavora31. Pertanto, una volta identificati i comportamenti costantemente adottati da
Gramsci, consapevolmente o meno, nella scrittura dei suoi appunti carcerari, si pone il
problema di come collocare i singoli quaderni e i blocchi di note al loro interno in modo
da rispettarne la sequenza cronologica.
12 Una volta constatata limpossibilit di riprodurre il testo dei quaderni cos come sono
stati scritti32, prelevando le note dai singoli raccoglitori per collocarle in ordine di
stesura (i cui margini per di pi non sempre si possono fissare in modo stringente) a
formare lilleggibile zibaldone farraginoso pi volte paventato dallo stesso Gramsci, la
soluzione pi razionale parsa quella di conservare lunit dei singoli quaderni (con
lovvia eccezione delle traduzioni marxiane del Quaderno 7 e di quelle dal russo del
Quaderno 9, pubblicate allinterno dei gi citati Quaderni di traduzioni), oltre alla
numerazione assegnata loro da Gerratana (anche laddove non pi corrispondente alla
loro effettiva successione temporale), dislocandone tuttavia al loro interno le singole
sezioni (identificate da una lettera minuscola tra parentesi quadre) in base alle rispettive
date di inizio e rinumerandone in modo autonomo i paragrafi che le compongono. Tale
numerazione, va ricordato, di carattere redazionale, dal momento che Gramsci fa (quasi
sempre) precedere ogni singola nota da un segno di paragrafo e da un punto, cui tuttavia
non segue come pure sarebbe lecito attendersi alcun numero; in alcuni casi, per evidente
dimenticanza, manca anche il segno di paragrafo, ma il contesto permette di
comprendere che si tratta di unannotazione autonoma rispetto a quanto precede e
quindi come tale considerata.
13 Tutto questo fa s che otto dei dodici quaderni miscellanei e due dei diciassette speciali
presentino un ordinamento differente rispetto alledizione del 1975: al comprensibile
smarrimento del lettore abituato a consultare i Quaderni secondo la disposizione di
questultima, si ovvier con una semplice tavola delle concordanze33. Per quanto concerne
i miscellanei (Quaderni 1, 2, 4, 3, 5-9, 14, 15, 17), le differenze di ordinamento pi rilevanti
riguardano il Quaderno 4, che, oltre a essere anteposto al Quaderno 3 (perch avviato
poco prima di questo), si aprir con le note su Il canto decimo dellInferno (Quaderno 4 [a],
1-11), presentate nelledizione Gerratana come 78-88, alle quali seguiranno gli
Appunti di filosofia - Materialismo e idealismo - Prima serie (Quaderno 4 [b], 1-50),
corrispondenti ai 1-48 della precedente edizione (due in meno rispetto alla nuova, che
terr conto dei segni espliciti con cui Gramsci ha voluto distinguere come paragrafi
autonomi le parti finali di due testi originariamente stesi come unitari), le note
miscellanee sugli intellettuali (Quaderno 4 [c], 1-29), numerate da Gerratana come
49-77, e quelle vergate in epoca successiva negli spazi lasciati liberi dalle note
dantesche (Quaderno 4 [d], 1-7), finora numerate come 89-95. Quanto agli speciali,
che si susseguiranno in base alleffettivo ordine di stesura (Quaderno 10, 12, 13, 11, 16 e
18-29), per ragioni sulle quali Francioni ha avuto modo di ritornare pi volte in diverse

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 6

occasioni, verr radicalmente rivista rispetto alla precedente edizione la scansione


interna dei Quaderni 10 e 11. Nel primo caso verr meno la suddivisione in due parti
stabilita da Gerratana e le note si succederanno in ordine di stesura in sessantadue
paragrafi, alcuni dei quali ulteriormente suddivisi in punti; nel secondo caso, invece, la
numerazione delle note riprender a ognuna delle singole sezioni in cui Gramsci stesso ha
voluto scandire il quaderno, con lo spostamento al fondo di quella che per Gerratana era
la prima (materialmente e cronologicamente), mentre in realt lultima che Gramsci vi
ha redatto, utilizzando a tale scopo parte delle prime dieci carte, lasciate inizialmente in
bianco.
14 I criteri di trascrizione dei testi accolti nel secondo e nel terzo volume dei Quaderni del
carcere saranno ovviamente gli stessi adottati per il primo, anche se, per il carattere meno
tormentato del lavoro teorico rispetto agli esercizi di traduzione, lapparato risulter
decisamente pi agile; lobiettivo comunque quello di restituire in pieno il carattere in
progress delle pagine gramsciane, che nelle precedenti edizioni andava in parte perduto a
causa di normalizzazioni e altri interventi redazionali. Se si sottolinea questo aspetto,
anche perch suona come una smentita di coloro che, fin da quando si inizi a discutere
dellEdizione nazionale degli scritti di Gramsci, paventarono che questa avrebbe finito per
imbalsamare lautore e relegarlo in uno scaffale insieme agli altri classici che tutti
citano ma nessuno legge34. Unaltra differenza sostanziale rispetto alledizione Gerratana
riguarder la resa dei testi di prima stesura, da Gramsci cancellati con un largo reticolato
a penna al momento della loro trascrizione nei quaderni monografici: mentre nel 1975
questi erano stati riprodotti in corpo minore, adesso conserveranno le stesse dimensioni
degli altri (a segnalare che non si tratta di testi di minor valore, ma al contrario
fondamentali per cogliere il ritmo del pensiero dellautore), con laggiunta di due linee
continue verticali sui margini della pagina a evidenziare la porzione cancellata.
15 Per quanto riguarda il commento, il punto di partenza ovviamente rappresentato dai
risultati, in molti casi definitivi, ai quali era giunto Gerratana quarantanni or sono,
soprattutto per quanto concerne lingente mole di informazioni riguardo alle fonti
esplicitamente menzionate da Gramsci nelle sue note e lidentificazione di quelle
implicite per molti altri appunti. Questo corredo viene tuttavia sottoposto ad attenta
verifica, alla luce anche del nuovo materiale e dei nuovi mezzi dindagine (per lo pi
elettronici) di cui disponiamo nel frattempo. In particolare viene effettuato un riscontro
puntuale sugli originali dei passi che Gramsci cita esplicitamente (per lo pi tra
virgolette, ma non sempre), facendo attenzione alle differenze sia pur minime che egli
introduce consapevolmente o meno, al fine di segnalarle laddove significative; vengono
inoltre corretti e integrati, quando necessario, i relativi dati bibliografici. Questo vale a
maggior ragione per le fonti implicite, indicate da Gerratana come certe, pi o meno
probabili o possibili, delle annotazioni gramsciane; inoltre, nei passi a proposito dei quali
il commento di Gerratana appare lacunoso o dichiaratamente carente, necessario
verificare le proposte avanzate nel corso degli anni dalla letteratura critica, ma
soprattutto riesaminare sia le riviste sistematicamente spogliate da Gramsci, sia gli
articoli di giornale, i periodici e i libri da lui posseduti in carcere e conservati nella
Fondazione che porta il suo nome, con particolare attenzione alle sottolineature e postille
che talvolta contengono.
16 In altre occasioni si tratta di condensare o addirittura eliminare una serie di note del
commento di Gerratana che appaiono prolisse o ridondanti, soprattutto quelle in servizio
dei primi quaderni (lunghe citazioni da articoli o libri identificati come fonti gramsciane,

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 7

che possono essere riassunte e parafrasate, riferimenti a vicende ed edizioni di testi


successivi alla stesura dei Quaderni). In linea di principio i rimandi bibliografici saranno
esclusivamente a testi certamente o presumibilmente letti e utilizzati da Gramsci nella
stesura degli appunti carcerari, nonch alla letteratura critica relativa alle fonti
identificate successivamente al 1975. Si provveder inoltre a stendere alcune note
essenziali di carattere esplicativo riguardo ad allusioni vaghe o imprecise a opere, fatti e
personaggi poco noti a un lettore mediamente colto, come in precedenza avvenuto con i
Quaderni di traduzioni.
17 Infine, proprio perch il compito di unEdizione nazionale non quello di proporre o
suggerire interpretazioni, bens di fornire al lettore tutti gli strumenti per poterle
costruire35, rispetto alla precedente edizione si ritenuto opportuno accrescere e
sistematizzare i rimandi a sviluppi di temi e concetti in occasione della prima occorrenza
significativa, prendendo in considerazione sia le note e i quaderni successivi, sia
lepistolario, sia gli scritti precarcerari, oltre naturalmente ai coevi quaderni di
traduzioni. In pi, nel caso dei quaderni speciali che in linea di massima richiedono
un commento pi agile in quanto nella maggior parte dei casi, come gi fatto da
Gerratana, sar sufficiente rimandare a quanto detto dei testi di prima stesura dai quali
derivano , si provveder a segnalare le varianti pi significative, dal punto di vista sia
quantitativo sia qualitativo, introdotte da Gramsci al momento della riscrittura.

Appendice: Ordinamento editoriale e termini di


datazione dei Quaderni del carcere
NB : Per i Quaderni miscellanei 2, 4, 3, 7-9, 14, 17 e per i Quaderni speciali 10, 11 si
indicano anche le concordanze con ledizione Gerratana (= G) del diverso ordinamento e
della diversa numerazione dei paragrafi.
PARTE PRIMA: Quaderni di traduzioni (1929-1932)
Quaderno A (febbraio-marzo 1929)
[a] Da: Die Literarische Welt, 30 settembre e 14 ottobre 1927 (febbraio-marzo 1929)
[b] Da: J. Grimm-W. Grimm, Fnfzig Kinder- und Hausmrchen, I (febbraio-marzo 1929)
Quaderno B (aprile 1929-novembre 1931)
[a] Da: J. Grimm-W. Grimm, Fnfzig Kinder- und Hausmrchen, II (aprile 1929-novembre
1931)
[b] Da: F.N. Finck, Die Sprachstmme des Erdkreises, I (1929, da giugno)
Quaderno 9 [a] (aprile-giugno-novembre 1929)
[a] Da: Antologia russa di R. Gutman-Polledro e A. Polledro
Quaderno C (aprile-giugno 1929-primi mesi 1930)
[a] Esercizi di lingua inglese (aprile-giugno 1929)
[b] Esercizi di lingua tedesca sulle poesie di Goethe (aprile-giugno-dicembre 1929)
[c] Da: F.N. Finck, Die Sprachstmme des Erdkreises, II (1929, entro dicembre)
[d] Da: J.P. Eckermann, Goethes Gesprche mit Eckermann (primi mesi 1930)
Quaderno 7 [a] (maggio 1930-luglio 1931)
[a] Da: K. Marx, Lohnarbeit und Kapital. Zur Judenfrage und andere Schriften aus der Frhzeit
Quaderno D (gennaio 1932)
Da: J. Grimm-W. Grimm, Rumpelstilzchen
PARTE SECONDA: Quaderni miscellanei (1929-1935)
Quaderno 1. Primo quaderno (8 febbraio 1929-maggio 1930)

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 8

DATAZIONE
Argomenti principali | 8 febbraio 1929
1-7 | giugno 1929
8-11 | giugno-luglio
12 | luglio
13-27 | luglio-ottobre
28-29 | ottobre
30-32 | ottobre-dicembre
33 | dicembre
34-42 | dicembre 1929-febbraio 1930
43-144 | febbraio-marzo
145-147 | marzo
148 | marzo-maggio
149-158 | maggio 1930 (dopo il 20)
Quaderno 2. Miscellanea I (febbraio [?] 1929-1933)
CONCORDANZE
1-73 | [= G 1-73]
74 | [= G 74 prima parte]. Bibliografia varia: C. Smogorzeriski
75 | [= G 74 seconda parte]. Ottavio Cina, La Commedia Socialista
76 | [= G 75]. R. Michels, Les Partis politiques et la contrainte sociale
77-151 | [= G 76-150]
DATAZIONE
1-4 | febbraio 1929 [?]
5-18 | maggio 1930 (prima del 20)
73-76 (prima parte) | febbraio [?] 1929
76 (seconda parte)-106 | agosto-settembre 1930 (prima del 2 ottobre)
107-126 | ottobre-novembre
127-130 | novembre-dicembre
131-137 | dicembre
138-142 | dicembre 1930-marzo 1931
143-150 | ottobre 1931
151 | 1933 | dopo il gennaio
Quaderno 4 (maggio 1930-settembre 1932)
[a] Il canto decimo dellInferno
CONCORDANZE
1 | [= G 78]
2-11 | [= G 79-88]
DATAZIONE
1-2 | maggio 1930
aggiunta a 2 | giugno
3 | luglio
4-6 | luglio 1930-13 marzo 1931
7-10 | maggio 1932
11 (88) | agosto 1932
[b] Appunti di filosofia I
CONCORDANZE
1 | [= G 1]
2-4 | [= G 2-4]

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 9

5 | [= G 5 prima parte]. Materialismo storico e criteri o canoni pratici di interpretazione


della storia e della politica
6 | [= G 5 seconda parte]. Letteratura
7-44 | [= G 6-43]
45 | [= G 44 prima parte]. Sorel. In un articolo su Clemenceau
46 | [= G 44 seconda parte]. {Sorel.} Questi due brani
47-50 | [= G 45-48]
DATAZIONE
1-9 | maggio 1930
10-28 | maggio-agosto
29-31 | agosto-settembre
32 | settembre
33-38 | settembre-ottobre
39-43 | ottobre
44-50 | ottobre-novembre 1930
[c] Miscellanea
CONCORDANZE
1-29 | [= G 49-77]
DATAZIONE
1-29 | novembre 1930
[d] Miscellanea
CONCORDANZE
1-7 | [= G 89-95]
DATAZIONE
1-7 | agosto-settembre 1932
Quaderno 3. Miscellanea (maggio-ottobre 1930)
CONCORDANZE
1-30 | [= G 1-30]
31 | [= G 31 prima parte]. Riviste tipo. Per una esposizione generale
32 | [= G 31 seconda parte]. [Argomenti di cultura.] Su Andrea Costa
33-167 | [= G 32-166]
DATAZIONE
1-13 | 20-30 maggio 1930
14-27 | giugno (prima del 15)
28-57 | giugno-luglio
58-61 | luglio
62-63 | luglio-agosto
64-105 | agosto
106-143 | agosto-settembre (prima del 2 ottobre)
144-163 | settembre-ottobre
164-167 | ottobre 1930
Quaderno 5. Miscellanea (ottobre 1930-primi mesi 1932)
DATAZIONE
1-14 | ottobre 1930
15-96 | ottobre-novembre
97 | novembre
98-135 | novembre-dicembre

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 10

136-145 | dicembre
146-161 | dicembre 1930 (oppure: agosto 1931-primi 1932)
Quaderno 6. Miscellanea (novembre-dicembre 1930-gennaio 1932)
DATAZIONE
1-11 | novembre-dicembre 1930
12-40 | dicembre
41-74 | dicembre 1930-13 marzo 1931
75-85 | marzo
86-134 | marzo-agosto
135-142 | agosto
143-157 | ottobre
158-163 | ottobre-novembre
164-172 | novembre
173 | novembre-dicembre
174-202 | dicembre
203-205 | dicembre 1931-gennaio 1932
206-211 | gennaio 1932
Quaderno 7 [b]-[c] (novembre 1930-dicembre 1931)
[b] Appunti di filosofia II
CONCORDANZE
[b], 1-48 | [= G 1-48]
DATAZIONE
1-11 | novembre 1930
12-17 | novembre-dicembre 1930
18-21 | novembre-dicembre 1930-febbraio 1931
22-33 | febbraio
34-41 | febbraio-novembre
42-48 | novembre 1931
[c] Miscellanea
CONCORDANZE
[c], 1-60 | [= G 49-108]
DATAZIONE
1-6 | agosto 1931
7-11 | agosto-ottobre
12-20 | ottobre
21 | ottobre-dicembre
22-60 | dicembre 1931
Quaderno 8 (novembre-dicembre 1930-maggio 1932)
[a] Note sparse e appunti per una storia degli intellettuali italiani [programma]
DATAZIONE | novembre-dicembre 1930
[b] Appunti di filosofia III
CONCORDANZE
1-48 | [= G 166-213]
49.I | [= G 214 prima parte]. Saggio popolare. Spunti di estetica e di critica letteraria
49.II | [= G 214 seconda parte]. Si potrebbe fare una esposizione
50-75 | [= G 215-240]

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 11

DATAZIONE
1-11 | novembre 1931
12 | novembre-dicembre
13-28 | dicembre 1931
29-34 | febbraio 1932
35-47 | febbraio-marzo
48-55 | marzo
56 | marzo-aprile
57-71 | aprile
72-75 | maggio 1932
[c] Miscellanea
CONCORDANZE
[c], 1-165 | [= G 1-165]
[c], 166 | [= G 241]. Le Penses di Pascal furono stampate
[c], 167. | [= G 242]. 1 Origini popolaresche del superuomo. Lo si trova nel basso
romanticismo
[c], 167. | [= G 243]. 2 Risorgimento Italiano. Derivazioni del sistema
dinterpretazioni
[c], 167. | [= G 244]. 3 Machiavelli. Contro il volontarismo o garibaldinismo. Contro,
naturalmente
[c], 167. | [= G 245]. 4 Letteratura popolare. Se vero che la biografia
DATAZIONE
1-18 | gennaio 1932
19-30 | gennaio-febbraio
31-70 | febbraio
71-76 | febbraio-marzo
77-118 | marzo
119 | marzo-aprile
120-165 | aprile 1932
166-167 | novembre 1931-maggio 1932
[d] Raggruppamenti di materia [programma]
DATAZIONE | marzo-aprile 1932
Quaderno 9 [b]-[c]-[d] (aprile-novembre 1932)
[b] Miscellanea
CONCORDANZE
[b], 1-88 | [= G 1-88]
DATAZIONE
1-2 | aprile 1932
3-15 | aprile-maggio
16-31 | maggio
32-34 | maggio-giugno
35-56 | giugno
57 | luglio
58-68 | luglio-agosto
69-71 | agosto
72-75 | agosto-settembre
76-88 | settembre 1932
[c] Note sul Risorgimento italiano

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 12

CONCORDANZE
[c], 1-30 | [= G 89-118]
DATAZIONE
1-8 | maggio 1932
9-16 | maggio-giugno
17 | giugno
18 | giugno-luglio
19 | luglio
20 | agosto
21-29 | agosto-settembre
30 | settembre 1932
[d] Miscellanea
CONCORDANZE
[d], 1-24 | [= G 119-142].
DATAZIONE
1-9 | settembre-novembre 1932
10-24 | novembre 1932
Quaderno 14. Miscellanea (dicembre 1932-marzo 1935)
CONCORDANZE
1-77 | [= G 4-80]
78-79 | [= G 2-3]
80 | [= G 1]
DATAZIONE
1-3 | dicembre 1932
4-11 | dicembre 1932-gennaio 1933
12-32 | gennaio
33-40 | gennaio-febbraio
41-70 | febbraio 1933
71-80 | marzo 1935
Quaderno 15. Miscellanea (febbraio-settembre 1933)
DATAZIONE
1-8 | febbraio 1933
9 | febbraio-marzo
10 | marzo
11 | marzo-aprile
12-14 | aprile
15-19 | aprile-maggio
20-49 | maggio
50-53 | maggio-giugno
54-57 | giugno
58-65 | giugno-luglio
66-71 | luglio
72 | luglio-settembre
73-76 | settembre 1933
Quaderno 17. Miscellanea (settembre 1933-giugno 1935)
CONCORDANZE
1-31 | [= G 1-30]

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 13

32.I | [= G 32]. Ancora del saggio di Augusto Rostagni


32.II | [= G 33]. Umanesimo. Rinascimento. Pu esser vero
33-52 | [= G 34-53]
DATAZIONE
1-36 | settembre-18 novembre 1933
37-45 | luglio-agosto 1934
46 | agosto-settembre
47-51 | settembre 1934-giugno 1935
52 | giugno 1935 (dopo il 19)
PARTE TERZA: Quaderni Speciali (1932-1935)
Quaderno 10. La filosofia di Benedetto Croce (aprile 1932-giugno 1935)
CONCORDANZE: Alcuni criteri generali metodici [= G II]
1-5 | [= G II, 1-5]
6 | [= G I, Punti di riferimento per un saggio su B. Croce]
6 Sommario | [= G I, Sommario]
6.1-12 | [= G I, 1-12]
6.13 | [= G I, 13]
7.I-IV | [= G II, 6.I-IV]
8-10 | [= G II, 7-9]
11.1-2 | [= G II, 10]
12-29 | [= G II, 11-28]
30.I-II | [= G II, 29.I-II]
31 | [= G II, 30]
32.I-II | [= G II, 31.I-II]
33.I-III | [= G II, 32.I-III]
34-37 | [= G II, 33-36]
38.I-II | [= G II, 37.I-II]
39.I-II | [= G II, 38.I-II]
40-41 | [= G II, 39-40]
42.I-XVI | [= G II, 41I-XVI]
43-47 | [= G II, 42-46]
48.I-II | [= G II, 47]
49.I-II | [= G II, 48.I-II]
50 | [= G II, 49]
51.I-II | [= G II, 50.I-II]
52-59 | [= G II, 51-58]
60.I-IV | [= G II, 59.I-IV]
61-62 | [= G II, 60-61]
DATAZIONE | Alcuni criteri...
1-5 | prima met di aprile 1932
6, sommario e punti 1-12 | met aprile-met maggio 1932
(aggiunte marginali al sommario) | met 1935
6, punto 13 | seconda met di maggio 1932
7-15 | seconda met di maggio 1932
16-29 | giugno
30-41 | giugno-agosto
42.I | agosto
42.II-48 | agosto-dicembre

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 14

49 | dicembre
50 | dicembre 1932-febbraio 1933
51-56 | febbraio
57-62 | febbraio (oppure: febbraio-maggio) 1933
Quaderno 12. Appunti e note sparse per un gruppo di saggi sulla storia degli intellettuali e della
cultura in Italia (maggio-giugno 1932)
Quaderno 13. Noterelle sulla politica del Machiavelli (maggio 1932-novembre 1933)
Quaderno 11. Appunti per una introduzione e un avviamento allo studio della filosofia e della
storia della cultura (giugno-luglio-dicembre 1932)
CONCORDANZE: Avvertenza
1. Alcuni punti preliminari di riferimento | [= G 12]. Occorre distruggere il pregiudizio
2. Osservazioni e note critiche su un tentativo di Saggio popolare di sociologia, 1-23 | [= G
13-35]
3. La scienza e le ideologie scientifiche, 1-4 | [= G 36-39]
4. Gli strumenti logici del pensiero 1-6 | [= G 40-45]
5. Traducibilit dei linguaggi scientifici e filosofici, 1-4 | [= G 46-49]
6. Appunti miscellanei 1-21 | [= G 50-70]
7. Appunti e riferimenti di carattere storico-critico 1-11 | [= G 1-11].
DATAZIONE
1. giugno-luglio 1932
2. 1-19: luglio-agosto
2. 20: agosto
2. 21-6, 21: agosto-dicembre 1932
7. 1-11: dicembre 1932
Quaderno 16. Argomenti di cultura I (giugno-luglio 1932-seconda met 1934, dal luglio-
agosto)
Quaderno 18. Niccol Machiavelli II (seconda met 1934, dal luglio-agosto)
Quaderno 19. Risorgimento italiano (luglio-agosto 1934-febbraio 1935)
Quaderno 20. Azione cattolica-Cattolici integrali-gesuiti modernisti (luglio-agosto 1934-
primi mesi [?] 1935)
Quaderno 21. Problemi della cultura nazionale italiana. 1 Letteratura popolare (seconda met
1934, dal luglio-agosto)
Quaderno 22. Americanismo e fordismo (seconda met 1934, dal luglio-agosto)
Quaderno 23. Critica letteraria (seconda met 1934, dal luglio-agosto)
Quaderno 24. Giornalismo (seconda met 1934, dal luglio-agosto)
Quaderno 25. Ai margini della storia. Storia dei gruppi sociali subalterni (luglio-agosto 1934-
primi mesi 1935)
Quaderno 26. Argomenti di cultura. 2 (fine 1934-primi mesi 1935)
Quaderno 27. Osservazioni sul Folclore (primi mesi 1935)
Quaderno 28. Lorianismo (primi mesi 1935)
Quaderno 29. Note per una introduzione allo studio della grammatica (aprile [?] 1935)

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LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 15

NOTE
1. Il presente testo rappresenta la versione rivista, aggiornata e abbreviata del mio
saggio, Verso ledizione critica e integrale dei Quaderni del carcere, uscito su Studi Storici,
LII, 4, 2011, pp. 881-904.
2. Le citazioni sono tratte da un documento non firmato, ma attribuito a Fabrizio Onofri
da Valentino Gerratana, che le riporta nel suo Gramsci. Problemi di metodo, Roma, Editori
Riuniti, 1997, p. 62. Su modalit di realizzazione, pregi e limiti delledizione tematica dei
Quaderni, pubblicata presso Einaudi tra il 1948 e il 1951, cfr. Togliatti editore di Gramsci, a
cura di C. Daniele, Introduzione di G. Vacca, Roma, Carocci, 2005, nonch F. CHIAROTTO,
Operazione Gramsci. Alla conquista degli intellettuali nellItalia del dopoguerra, Milano,
Mondadori, 2011, in part. pp. 64-138.
3. G. MANACORDA, Intervento, in AA. VV., Studi gramsciani, Atti del convegno tenuto a Roma
nei giorni 11-13 gennaio 1958, Roma, Editori Riuniti, 1958, p. 512 s.
4. La citazione di Togliatti riportata da A. VITTORIA, Gli anni dellIstituto Gramsci, in
E. FORENZA e G. LIGUORI (a cura di), Valentino Gerratana filosofo democratico, Roma, Carocci,
2011, p. 111.
5. Il testo della relazione si trova ora riprodotto in V. GERRATANA, Gramsci. Problemi di
metodo, cit., pp. 3-25.
6. Ivi, p. 14; un volume dedicato alle traduzioni era gi previsto nel primo progetto, in
otto volumi, delledizione tematica, destinati poi a ridursi a sei (cfr. ivi, p. 60).
7. Traggo queste citazioni dalla Prefazione di V. GERRATANA ad A. GRAMSCI, Quaderni del
carcere, Edizione critica dellIstituto Gramsci a cura di V. Gerratana, Torino, Einaudi, 1975,
p. XXXV.
8. Quaderno 16, 2, ivi, p. 1841 s.; Gramsci si riferisce a Marx, ma Gerratana, cos come
molti altri interpreti, ha pi volte insistito sul carattere anche autoreferenziale di queste
e altre simili osservazioni metodologiche dei Quaderni.
9. V. GERRATANA, Prefazione, cit., p. XXXVII.
10. Ivi, p. XXXIX e s.
11. Le espressioni in corsivo sono tratte da V. GERRATANA, Gramsci. Problemi di metodo, cit.,
p. 45.
12. Cfr. in proposito G. LIGUORI, Gramsci conteso. Interpretazioni, dibattiti e polemiche 1922-2012,
Roma, Editori Riuniti, 2012, in part. pp. 215-272.
13. F. CHIAROTTO, Operazione Gramsci, cit., p. 203 s.
14. Nellimpossibilit di una trattazione sia pure sommaria di tali studi, rimandiamo
senzaltro a G. LIGUORI, Gramsci conteso, cit., pp. 273-302.
15. R. MORDENTI, Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, in Letteratura Italiana Einaudi. Le
Opere, vol. IV, t. II, a cura di A. Asor Rosa, Torino, Einaudi, 1996, p. 83.

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 16

16. G. FRANCIONI, Per la storia dei Quaderni del carcere, in F. FERRI (a cura di), Politica e storia
in Gramsci, Atti del convegno internazionale di studi gramsciani (Firenze, 911 dicembre
1977), Roma, Editori Riuniti, 1979, vol. II, p. 369.
17. Ivi, p. 394.
18. G. FRANCIONI, Lofficina gramsciana. Ipotesi sulla struttura dei Quaderni del carcere, Napoli,
Bibliopolis, 1984, p. 22 s.
19. Cfr. ivi, in part. pp. 140-146.
20. Nellimpossibilit di rendere conto del successivo lavoro filologico di Francioni, mi
limito a rimandare al saggio Problmes de philologie gramscienne in questo stesso volume.
21. Cfr. F. FRANCESCHINI, Folklore vs Folclore e un problema di datazione nei Quaderni del
carcere, Rivista di letteratura italiana, VI, 1988, n. 1, pp. 127-136; G. FRANCIONI, Ancora su
Folklore vs Folclore: una controversa datazione nei Quaderni di Gramsci, ivi, n. 3,
pp. 517-526; F. FRANCESCHINI, Controdeduzioni, ivi, VII, 1989, n. 1, pp. 161-164.
22. Cfr. G. FRANCIONI, Gramsci tra Croce e Bucharin: sulla struttura dei Quaderni 10 e 11,
Critica marxista, XXV, 1987, n. 6, pp. 19-45; G. MASTROIANNI, Per una rilettura dei
Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, Belfagor, XLVI, 1991, pp. 489-498; G. FRANCIONI,
Limpaginazione dei Quaderni e le note su Labriola, ivi, XLVII, 1992, pp. 607-615; G. MASTROIANNI
, Limpaginazione dei Quaderni e le note su Labriola, ivi, pp. 615-619. Recisamente contrario
alle proposte di riordinamento del Quaderno 11 di Francioni appare V. GERRATANA,
Gramsci. Problemi di metodo, cit., pp. 143-154. Un sostegno decisivo alle tesi di Francioni
viene invece da G. SCHIRRU, Filosofia del linguaggio, psicologia dei popoli e marxismo. Un dialogo
tra Gramsci e Labriola nel Quaderno 11, in G. COSPITO (a cura di), Gramsci tra filologia e
storiografia. Scritti per Gianni Francioni, Napoli, Bibliopolis, 2010, in part. pp. 116-119.
23. Cfr. G. FRANCIONI, Proposte per una nuova edizione dei Quaderni del carcere. Prima stesura,
IG Informazioni, 2, 1992, pp. 11-56; Seconda stesura, pp. 85-186, rivista sulla base del
dibattito suscitato dalla prima.
24. questa per esempio lopinione di M. CILIBERTO, Gli apparati critici, ivi, p. 58. Per gli
interventi a riguardo di Nicola Badaloni, Sergio Caprioglio, Giuseppe Vacca, Renzo
Martinelli, Dario Ragazzini, Rita Medici, Lucia Borghese, Joseph Buttigieg, Luciano
Canfora, Leonardo Paggi e Marcello Must, cfr. ivi, pp. 69-83.
25. V. GERRATANA, Osservazioni sulle Proposte di Gianni Francioni, ivi, pp. 63-68. Inizialmente
Gerratana aveva espresso perplessit sulla stessa opportunit di puntare a una edizione
nazionale critica delle opere di Gramsci (cit. da G. VACCA, ivi, p. 82).
26. Sulla questione, mi permetto di rimandare al mio saggio su Il giovane Marx tra Spinoza e
Gramsci, Laboratoire italien, XVI, e alla bibliografia ivi discussa.
27. Cfr. rispettivamente Descrizione dei Quaderni, in GRAMSCI, Quaderni del carcere, cit.,
pp. 2392, 2403, 2434, 2438, 2441; L. BORGHESE, Tia Alene in bicicletta. Gramsci traduttore dal
tedesco e teorico della traduzione, Belfagor, XXXVI, 1981, pp. 635-665, in part. p. 641 s.
28. Non quindi, come ipotizza G. LIGUORI, Rileggendo Gramsci, tra filologia e divulgazione,
Critica marxista, 2007, n. 3-4, p. 46, un vezzo formalistico laffermare [] che le
traduzioni stanno sullo stesso piano delle note gramsciane propriamente dette, almeno
per quanto riguarda la prima parte del lavoro carcerario.
29. G. FRANCIONI, Nota al testo, in A. GRAMSCI, Quaderni di traduzioni (1929-1932), a cura di
G. Cospito e G. Francioni, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2007, pp. 894 e 896,

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 17

ma si veda lintero saggio, alle pp. 835-898, dal quale sono riprese buona parte delle
considerazioni svolte nelle pagine che seguono.
30. Anche su questo argomento, rimando al mio citato intervento su Il giovane Marx tra
Spinoza e Gramsci.
31. G. FRANCIONI, Nota al testo, cit., p. 835; e cfr. ancora il gi citato saggio Problmes de
philologie gramscienne.
32. V. GERRATANA, Introduzione a A. GRAMSCI, Quaderni del carcere, cit., p. XXXVI. Sembra
ignorare questa considerazione chi continua a considerare ledizione Gerratana come la
riproduzione dei Quaderni cos come ci sono prevenuti materialmente, secondo il loro
disporsi nello spazio (G. LIGUORI, Rileggendo Gramsci, tra filologia e divulgazione, cit., p. 48). A
questo compito ora destinata non ledizione diplomatica cui si pens allinizio (un tipo
di edizione oggi del tutto desueta), ma la riproduzione anastatica dei manoscritti (
A. GRAMSCI, Quaderni del carcere. Edizione anastatica dei manoscritti, a cura di G. Francioni,
Roma-Cagliari, Istituto della Enciclopedia Italiana - LUnione Sarda, 2009, 18 voll.).
33. Sullordinamento editoriale e i termini di datazione dei Quaderni nellEdizione
nazionale, cfr. lAppendice al presente saggio.
34. questa lopinione, per esempio, di Renzo Martinelli (cfr. il citato numero
monografico di IG Informazioni, p. 73), ma anche di alcuni altri studiosi di Gramsci, su
cui si rimanda a LIGUORI, Gramsci conteso, cit., pp. 336-343.
35. Una sostanziale incomprensione di questa evidenza ci sembra di cogliere
nellintervento di G. MASTROIANNI su Gramsci, lEdizione Nazionale e altri grandi lavori,
Giornale critico della filosofia italiana, LXXXX, 2011, 1, p. 188, laddove parla di
indicazioni discutibili che purtroppo non mancano [] nellintroduzione e nel
commento ai Quaderni di traduzioni. Senza ovviamente volersi giustificare degli errori e
delle omissioni in cui inevitabilmente si occorsi, non si comprende altrimenti perch il
critico rimproveri ai curatori dei tomi citati che pure hanno ricordato in sede di
introduzione la nota lettera in cui Gramsci motiva lo studio dellinglese anche con il
desiderio di poter leggere in lingua originale gli scritti di Ricardo alla cui edizione critica
stava lavorando lamico Sraffa (ma che, come noto, non vedr mai, dal momento che
inizier a uscire solo nel dopoguerra) di non essersi addentrati nellinterpretazione
gramsciana dello stesso Ricardo (problema che non , con tutta evidenza, relativo alle
traduzioni). Non poi certo per risparmiar[si] lesame delle dispense della scuola di
partito, e ovviamente del russo (e del tedesco []) in esse italianizzato che i curatori
delle traduzioni carcerarie gramsciane si sono sottratti al compito di contribuire alla
definizione dellintera questione Gramsci-Bucharin (ivi, p. 196), ma per il semplice fatto
che, in unedizione articolata in sezioni e con volumi cronologicamente ordinati, la sede
deputata allesame della dispensa del 1925 non il volume dedicato alle traduzioni svolte
in carcere, bens quello che conterr gli scritti politici di quegli anni, mentre
dellinterpretazione gramsciana della Thorie du matrialisme historique di Bucharin si dir,
com ovvio, nel commento ai numerosi appunti carcerari dedicati alla questione, ai quali
peraltro gi si rimandato in sede di commento alle traduzioni.

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 18

RIASSUNTI
I manoscritti carcerari di Gramsci sono stati pubblicati prima in modo parziale e tematico da
Felice Platone e poi da Valentino Gerratana, in ordine cronologico e in forma completa, a parte
lesclusione delle traduzioni svolte da Gramsci tra il 1929 e il 1932. A partire da Lofficina
gramsciana, Gianni Francioni ha proseguito e corretto il restauro filologico intrapreso da Gerratana,
giungendo a formulare i criteri in base ai quali stata avviata, nellambito dellEdizione nazionale
degli scritti di Gramsci, una nuova pubblicazione dei Quaderni del carcere. Il primo volume, uscito
nel 2007, comprende i Quaderni di traduzioni, interessanti anche per i nessi che presentano con gli
appunti teorici. Il secondo e il terzo volume, attualmente in preparazione, saranno dedicati ai
quaderni miscellanei e ai quaderni speciali, disposti in ordine di stesura sulla base della nuova
cronologia stabilita da Francioni e qui riportata in appendice.

Les manuscrits de prison de Gramsci ont t publis dabord de manire partielle et thmatique,
par Felice Platone, puis par Valentino Gerratana selon leur ordre chronologique et sous forme
complte, exception faite des traductions ralises par Gramsci entre 1929 et 1932. partir de
Lofficina gramsciana ( Latelier de Gramsci ) Gianni Francioni a poursuivi et corrig luvre de
restauration philologique commence par Gerratana et il a formul les critres de la nouvelle
publication des Cahiers de prison dans le cadre de ldition nationale des crits de Gramsci. Le
premier volume, paru en 2007, contient les Cahiers de traduction intressants pour leurs liens avec
les notes thoriques de prison. Le deuxime et le troisime volume, en prparation, seront
consacrs aux cahiers que Gramsci lui-mme a appels de miscellanes et spciaux ,
publis en respectant leur ordre de composition, selon la nouvelle datation tablie par Francioni,
qui se trouve en annexe de mon article.

Gramscis prison manuscripts were published, first in a partial form according to subject matter,
by Felice Platone and then, in a complete form in chronological order by Valentino Gerratana,
with the exception of the translations that Gramsci did between 1929 and 1932. Beginning with
Lofficina gramsciana (The Gramscian Workshop), Gianni Francioni has carried forward and corrected
the work of philological restoration undertaken by Gerratana, arriving at a formulation of the basic
criteria for a new publication of the Prison Notebooks within the context of the National Edition of
Gramscis writings. The first volume of the National Edition came out in 2007 and included the
Translation Notebooks, of interest for the nexus that emerges with the theoretical notes. The
second and third volume, currently underway, will be deal with the miscellaneous notebooks and
the special ones, arranged in order of writing according to the new chronology that Francioni
has established, contained here as an appendix.

INDICE
Mots-cls : Gramsci Antonio, philologie, Cahiers de prison, dition critique, traductions
Keywords : philology, Prison Notebooks, critical edition, translations

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale dei Quaderni del carcere 19

AUTORE
GIUSEPPE COSPITO
Chercheur en Histoire de la philosophie au Dipartimento di Studi Umanistici de lUniversit de
Pavie. Ses objets dtude relvent principalement de la pense philosophique et politique
italienne du XVIe au XXe sicle, en particulier Machiavel, Vico, Cattaneo et Gramsci, envisage
dans ses relations avec les principaux courant intellectuels europens. Parmi ses publications
gramsciennes figurent la monographie Il ritmo del pensiero. Per una lettura diacronica dei Quaderni
del carcere di Gramsci (Bibliopolis, 2011), ldition du volume collectif Gramsci tra filologia e
storiografia. Studi per Gianni Francioni (Bibliopolis, 2010), la publication, conjointement Gianni
Francioni, des Quaderni di traduzioni 1929-1932 (Istituto della Enciclopedia Italiana, 2007) et la
rdaction, avec Fabio Frosini, de certaines des Introductions chacun des cahiers dans
ldition fac-simil des Quaderni del carcere (Istituto della Enciclopedia Italiana LUnione Sarda,
2009, 18 vol.), dirige par Gianni Francioni.

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Laboratoire italien
Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

LEdizione nazionale degli scritti di Antonio


Gramsci. Vecchi problemi e nuove acquisizioni: gli
Scritti 1910-1926
Ldition nationale des crits de Antonio Gramsci. Vieux problmes et nouvelles
acquisitions : les crits 1910-1926
The National Edition of the Writings of Antonio Gramsci. Old questions and new
findings: the Writings 1910-1926

Maria Luisa Righi

Editore
ENS ditions

Edizione digitale Edizione cartacea


URL: http:// Data di pubblicazione: 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1094 ISSN: 1627-9204
ISSN: 2117-4970

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Maria Luisa Righi, LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuove
acquisizioni: gli Scritti 1910-1926 , Laboratoire italien [Online], 18 | 2016, Messo online il 25 novembre
2016, consultato il 12 dicembre 2016. URL : http://laboratoireitalien.revues.org/1094

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 1

LEdizione nazionale degli scritti di


Antonio Gramsci. Vecchi problemi e
nuove acquisizioni: gli Scritti
1910-1926
Ldition nationale des crits de Antonio Gramsci. Vieux problmes et nouvelles
acquisitions : les crits 1910-1926
The National Edition of the Writings of Antonio Gramsci. Old questions and new
findings: the Writings 1910-1926

Maria Luisa Righi

1 Gramsci fu per oltre dieci anni giornalista prolifico, ma quasi mai il suo nome compare in
calce ai suoi articoli: solo una quarantina sono gli articoli firmati con un qualche
pseudonimo a lui riconducibile, ancor meno quelli che recano il suo nome; solo in un caso
conosciamo un autografo di un testo da lui pubblicato1. Lanonimato caratterizz i suoi
scritti sin dalle sue prime prove da giornalista: il primo articolo conosciuto una breve
corrispondenza firmata Gi., che lallora studente liceale invi da Aidomaggiore (un
paesino a pochi chilometri da Ghilarza)2. Nel 1913 firm con lo pseudonimo Alfa Gamma
due contributi sul Corriere universitario3, una rivista goliardica nella quale solitamente
gli articoli comparivano firmati. Quando poi inizi la sua carriera di giornalista
professionista assunto allAvanti! il 10 dicembre 1915 come redattore della neonata
pagina torinese, collaborando al contempo al settimanale socialista locale, Il Grido del
popolo lanonimato era divenuta una precisa scelta politica del giornale. Era infatti
passato poco pi di un anno dacch Mussolini, allora direttore dellAvanti! e leader
della corrente rivoluzionaria, era stato espulso dal partito socialista per aver assunto una
posizione favorevole allintervento italiano in guerra a fianco dei paesi dellIntesa
(posizione che Gramsci aveva pubblicamente sostenuto)4. In conseguenza di ci, la
direzione del PSI aveva deciso di non mettere alla testa del giornale nessun nome,

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 2

perch esso non doveva correre il pericolo di divenire istrumento di idee, direttive,
propositi individuali5. Come ricorder lo stesso Gramsci, egli prese alla lettera il
principio giusto esposto a Torino da Serrati che un giornale proletario deve essere
anonimo e non deve servire da vetrina a nessuno6 e vi rimase sempre fedele. Come
osserv Piero Gobetti scrivendone a Giuseppe Prezzolini, Gramsci fu nei primi anni un
solitario e anche in seguito continu a lavorare silenziosamente, lasciando agli altri
di raccogliere il merito e i frutti o le lodi con una modestia davvero rara7. Questa sua
scelta di anonimato rende assai difficile individuare i suoi scritti giornalistici e le
attribuzioni dei curatori appaiono sempre passibili di critiche. Un breve excursus delle
diverse edizioni ci aiuter a comprendere i problemi che sono attualmente di fronte ai
curatori della sezione Scritti (1910-1926) dellEdizione nazionale degli scritti di Gramsci 8.

Le edizioni Einaudi
2 I primi scritti giornalistici di Gramsci ad essere pubblicati in volume furono, nel 1950, le
recensioni teatrali apparse sullAvanti! tra il 1916 e il 1920, proposte in appendice al
sesto volume dei Quaderni del carcere, dedicato a Letteratura e vita nazionale 9. Tra il 1954 e il
1971 sempre per Einaudi uscirono 5 volumi di scritti10. Prima ancora che lopera fosse
compiuta, nel 1968, Sergio Caprioglio pubblic una raccolta di 105 nuove attribuzioni 11. La
pubblicazione nel 1974 di un altro centinaio di nuovi articoli a cura di Renzo Martinelli 12,
nonch la segnalazione che alcuni articoli raccolti nelle Opere erano apocrifi, resero
evidente la necessit di una nuova edizione.
3 La seconda serie delle Opere, nella quale erano accolte le Lettere dal carcere del 1965 e
ledizione dei Quaderni curata da Valentino Gerratana del 1975 13, avviava una nuova
edizione degli Scritti, che si prevedeva articolata in 7 volumi, ma dopo luscita dei primi 4,
tra il 1980 e il 198714, quelli relativi al 1921-1926 non videro mai la luce, sebbene ad essi
continuasse a lavorare Sergio Caprioglio15. Ancor oggi per questo periodo cos cruciale per
la vita politica di Gramsci necessario ricomporre faticosamente queste disjecta membra 16,
integrando i volumi del 1966 e del 1971, con quanto stato pubblicato, o a volte solo
segnalato, negli studi apparsi negli oltre quarantanni trascorsi.
4 Questa seconda serie ebbe il pregio di pubblicare ordinatamente scritti apparsi in edizioni
parziali o su riviste, di accogliere le proposte di attribuzione avanzate da diversi studiosi,
e di proporre, specie per merito di Caprioglio, molte nuove e fondate attribuzioni. Ancora
a Caprioglio si deve il rinvenimento allArchivio di stato di Torino delle carte dellUfficio
censura cittadino che conservava ancora molte bozze di stampa de Il Grido del popolo e
delledizione piemontese dellAvanti! sulle quali compaiono, barrati dal censore, gli
articoli che non avevano potuto vedere la luce17. Meno apprezzabile la scelta di
riproporre testi che si valutavano apocrifi18. In questo la nuova edizione non fugava la
preoccupazione espressa anni prima da Gerratana che prevalesse il cattivo esempio di
quei bibliografi alessandrini che non si preoccupavano troppo, pur di arricchire le loro
collezioni, di inflazionare con scritti spuri il corpus delle opere aristoteliche 19. Un altro
serio limite di quella edizione, come vedremo meglio pi avanti, fu la decisione di
riproporre i testi delledizione precedente senza riscontrarli sugli originali, nonostante la
qualit di quelle prime trascrizioni lasciasse molto a desiderare.
5 LEdizione nazionale dunque il terzo tentativo di pubblicare gli scritti di Gramsci, nella cui
sezione degli Scritti 1910-192620, verranno pubblicati tutti i testi giornalistici e politici in

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 3

ordine cronologico. Presentiamo qui i problemi affrontati sinora e le nuove risultanze


emerse dal lavoro sui primi due volumi: il primo, 1910-1916, curato da Giuseppe Guida e da
chi scrive, ancora in lavorazione; il secondo, 1917, curato da Leonardo Rapone21.
6 Il volume 1910-1916 si aprir con la corrispondenza da Aidomaggiore e conterr anche i
componimenti di italiano del periodo scolastico: 3 sostenuti durante la scuola elementare
(1901 e 1903) e 4 risalenti allultimo anno di liceo 1910-1911. Recentemente stata anche
rinvenuta la bella copia del tema, gi noto, Se un tuo compagno benestante, risalente al
1903, che ora sappiamo aver ottenuto il voto di dieci/decimi22. Tra le novit di questi
primi due volumi si segnala una serie di recensioni dedicate a opere liriche e concerti che
aprono un nuovo capitolo sul rapporto di Gramsci con la musica, su cui ci soffermeremo
pi avanti.
7 I curatori si sono dovuti confrontare con questioni specifiche relative agli esordi
gramsciani che in passato sono state poco analizzate. Se i problemi di attribuzione relativi
agli articoli dellOrdine Nuovo legati al costituirsi intorno a Gramsci di un collettivo
culturalmente e politicamente omogeneo , furono rilevati gi dai pi diretti
collaboratori23, quelli posti dagli articoli desordio sono stati assai meno oggetto di
dibattito. Agli inizi della sua attivit di giornalista professionista, Gramsci stava ancora
definendo il proprio stile e la propria posizione politica, per altro in un contesto in cui il
dibattito politico allinterno del partito, dopo lespulsione di Mussolini, non fu
particolarmente vivace, almeno sino alla Rivoluzione russa. Daltronde, lavvio stesso
della collaborazione di Gramsci alla stampa socialista ancora oggetto di dibattito.
Ribadita da Gramsci pi volte la data della sua assunzione allAvanti!, e accertato che la
sezione socialista di Torino decise di dar vita alla pagina locale solo ai primi di novembre
e di assumere i redattori tra cui Gramcis24, lecito chiedersi se egli avesse iniziato a
collaborare gi prima con articoli sin qui non riconosciuti. Della sua vita tra lottobre 1914
e la fine del 1915 sappiamo molto poco. Fattosi orso, di dentro e di fuori 25 aveva smesso
di scrivere ai familiari, e, probabilmente, aveva anche diradato gli incontri con gli amici
dellUniversit, dato che mancano anche delle testimonianze su questo periodo, fatta
eccezione per alcune notazioni di Angelo Tasca26.
8 Consapevoli che non sempre possibile riconoscere una cifra personale in molti articoli
scritti alla giornata27, per compilare la nuova edizione ci si basati su pi criteri: su
analisi lessicali e stilistiche, assistite anche da un esame del testo fondato su modelli
matematici28; sui riferimenti contenuti negli scritti certamente a lui attribuibili e negli
accenni autobiografici presenti nei quaderni carcerari e nelle lettere; sulla
documentazione coeva per ricostruire la vita della redazione29; su un esame pi attento
degli articoli degli altri redattori, come ad esempio Giuseppe Bianchi, direttore de Il
Grido del popolo e capo-redattore della pagina locale dellAvanti!, con il quale Gramsci
condivideva rubriche e tematiche e un certo stile polemico. Con molte cautele, si fatto
ricorso anche alle poche testimonianze lasciate da chi lavor al suo fianco. Queste, per
altro, appaiono contraddittorie proprio su uno dei punti pi controversi. Ottavio Pastore
sostenne che tutti i corsivi della rubrica Sotto la mole i taglienti corsivi che divennero
il segno distintivo della pagina torinese30 sono indiscutibilmente di Gramsci; di parere
contrario Andrea Viglongo, secondo il quale prima del maggio 1916 nessuno di quei
corsivi lo fosse31. Gramsci smentisce entrambi. In un articolo del 1921 egli stesso precisava
di essere autore di almeno la met dei Sotto la Mole pubblicati fino al 1 Maggio 1916 e
di quasi tutti i Sotto la mole pubblicati dopo il 1 Maggio 191632, ovvero sino a quando
Bianchi diresse la pagina torinese dellAvanti!. Nelledizione del 1980 sono

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 4

pubblicati 100 dei 115 Sotto la mole apparsi nei 134 numeri del giornale usciti dal
16 dicembre 1915 al 1 maggio 1916, ma una cinquantina di essi sono proposti come di
incerta attribuzione. Giungere ad individuare quella met circa di Sotto la mole
scritti da Gramsci fino al 1 Maggio 1916, espungendone gli apocrifi tema di una
discussione che non ha trovato ancora una composizione. Meno incertezze presentano gli
articoli del 1917: nel volume compariranno venticinque nuove attribuzioni; e quasi
altrettanti gli articoli non riproposti perch ritenuti apocrifi.

Il restauro dei testi


9 Per entrambi i volumi stato condotto un attento riscontro con le edizioni a stampa e le
riedizioni coeve. Il lavoro si mostrato quanto mai proficuo sia sul piano lessicale sia su
quello dei contenuti, riservando molte sorprese. Come un dipinto sottoposto a restauro
mostra i suoi colori nelloriginaria lucentezza e nitore, cos la lingua di Gramsci ci si
mostra ancor pi ricca e varia, capace di attingere a un vocabolario di antica tradizione
letteraria come ai pi recenti neologismi. Nelle edizioni precedenti i testi erano stati
fortemente normalizzati con la correzione delle forme ortografiche cadute in disuso o
dei termini di cui non si coglieva il senso. Frequenti poi erano, specie negli articoli ripresi
dalla prima serie delle Opere, le lacune e gli errori di trascrizione. Anche se lEdizione
nazionale non segnaler gli scostamenti del testo dalle precedenti edizioni, utile qui fare
qualche esempio. Nelle edizioni precedenti si legge sotto il naso33 quando sul giornale
scritto sotto gli occhi; questanno34 in luogo di questinverno; cristallizzazione 35
per cristianizzazione; il normale e logico, anzich il regolare e logico svolgersi
degli avvenimenti36; Doria37 per Loria; soldini del pap 38 in luogo della pianta erbacea
soldini del papa. E ancora: la scrittrice Maria di Borio non una predicatrice di
virtuosismo39, ma di virtuismo, neologismo introdotto da Vilfredo Pareto con un
pamphlet di successo per denunciare lipocrisia di quanti chiedevano misure censorie
contro la letteratura immorale40. Nellarticolo su Guido Podrecca, Voci doltretomba, si
definivano esaurite le sue barzellette di cattiva lega non sul marito dellamica 41, ma
sul marito dellanima, ovvero il prete, secondo il titolo di una popolare conferenza di
Podrecca42. I refusi tipografici in senso proprio, specie sullAvanti!, si rivelano non
numerosi e molti di essi suggeriscono che Gramsci inviasse in tipografia i suoi testi in
forma manoscritta43. In alcuni casi lerrore certamente attribuibile a Gramsci: in due
articoli ricorre, ripetutamente, un Tritone che deve leggersi Titone, colui che ebbe dagli
dei di poter essere perennemente giovane e forte, ma nella forma infeconda di una cicala
dalla voce sempre squillante44. Anche nel citare i Paralipomeni della Batracomiomachia di
Giacomo Leopardi, Gramsci chiama ripetutamente Rodiformaggio, il personaggio che nel
poemetto ha il nome di Rodipane45.
10 Grazie alle possibilit offerte dalle risorse digitali si sono potute controllare in misura pi
ampia che nel passato forme lessicali, neologismi o possibili citazioni. Il lavoro sui testi ha
confermato la ricettivit di Gramsci per i neologismi46 e qualche propensione
allonomaturgia (sperimentaleria, storificabile, omertasticamente, eutanasiani).
Langlofilia del giovane Gramsci, attestata dagli studi recenti47, si estende anche al lessico.
Non sono infrequenti termini rientranti tra i forestierismi circolanti allepoca: scatina da
skate, che preferisce al francesismo patinare48; magazzeni per le riviste illustrate
definite dagli inglesi magazine49; o espressioni idiomatiche: Come dicono gli inglesi: []
in ogni aggregato umano c un decimo sommerso50; Come dicono gli inglesi: luomo

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 5

pi adatto per il ruolo che pi gli si adatta51; sino allespressione salvare la faccia, che
s alla moda cinese, ma era stata recentemente importata in Europa dagli inglesi 52.
11 Non escluso che Gramsci, dopo aver frequentato negli anni accademici 1913-14 e
1914-15 i corsi di letteratura inglese di Federico Olivero che prevedevano anche
lapprendimento della lingua, si cimentasse nelle traduzioni da questa lingua: oltre alla
poesia di Rudyard Kipling If apparsa nella rubrica Sotto la mole col titolo Breviario per i
laici53, si deve segnalare, firmata A. G., la traduzione di un classico della letteratura
giapponese antica (tratta probabilmente da un testo inglese) sul numero di aprile del
mensile lAlleanza cooperativa, diretta dallamico Ottavio Pastore54; e nello stesso mese
una novella di Kipling, espressamente tradotta per i lettori del Grido55.
12 Lattestata passione di Gramsci per gli apologhi e gli aneddoti tratti dalla letteratura
italiana o straniera, dalle fiabe o dai racconti popolari dalle novelle di Boccaccio 56, al
ciclo animalesco di Renardo e Lesengrino57, alla favola ispirata al Panciatantra58 ha
permesso a chi scrive di individuare due articoli del 1916. In uno si racconta con pi
dovizia di particolari la storiella, sintetizzata nei Quaderni, di quel mastro artigiano, al
quale era stato consegnato un bel tronco di legno dolivo stagionato per fare una statua di
S. Pietro, e taglia di qua, togli di l, correggi, abbozza, fin col ricavarne un manico di
lesina59. Ne La statua e la lesina, apparso sullAvanti!, il 26 settembre 1916, scrive:
13 Una novellina popolare racconta come una volta in un paesetto che non si nomina, un
Comitato formatosi per regalare la statua di un grande santo alla chiesa parrocchiale,
indotto dallo spirito del risparmio e dal sacro sentimento del campanilismo, affidasse
lincarico del lavoro allunico intagliatore del paese, e gli desse in consegna un magnifico
tronco di legno dulivo stagionato per lopera. Il povero untorello si pose con slancio alla
bisogna, e taglia di qua modifica di l, secondo il gusto e il piacere dei vari interessati, fin
col ridurre il legno ad un giocattolo, e per non gettare proprio al vento la fatica compiuta,
utilizz la materia prima per tornire una lesina.
14 In due lettere del 1927, prima a Tania e poi a Giulia, Gramsci allude a una storiella degli
occhiali verdi, evidentemente raccontata in altra sede. A Tania aveva scritto il
15 gennaio 1927: Sono sicuro che n tu n Giulia vorrete credermi; forse mi creder
Delka quando avr qualche anno in pi e sentir raccontarsi la storiella insieme alle altre
dello stesso tipo (quella degli occhiali verdi, ecc.) ugualmente vere e da credersi senza
sorrisi. E a Giulia, 2 maggio: anche tu non crederai molto a queste storie (occhiali verdi
ecc.) che invece sono belle appunto perch sono vere (realmente vere)60. La storiella,
invero proverbiale, raccontata in un articolo dellagosto 1916:
nota labitudine dei montanini, dalle scarpe grosse, ma dai cervelli fini, di
rivestire la rispettabile faccia dei loro asini con un bel paio di occhiali verdi. Le
innocenti bestiole confondono in tal modo la paglia con lerba fresca, e credono di
essere deliziati da una eterna primavera.61

Gramsci e la musica
15 Tra le responsabilit di Gramsci nella redazione torinese dellAvanti! vi era senzaltro la
cura della rubrica Teatri. I curatori delle precedenti edizioni si erano limitati a
pubblicare solo le recensioni riguardanti il teatro di prosa e solo eccezionalmente quelle
che si riferiscono al teatro in musica62, che invece nella rubrica compaiono in misura
rilevante. I curatori della nuova edizione hanno deciso in larga parte di includerle,
avendo maturato una idea del rapporto di Gramsci con la musica diversa da quella

Laboratoire italien, 18 | 2016


LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 6

sedimentatasi nel tempo63. A costruire limmagine di un Gramsci poco interessato alla


cultura musicale influ probabilmente la scarsa presenza di riferimenti alla musica nelle
Lettere e nei Quaderni. Anzi un brano di una lettera a Giulia ha indotto forse a pensare che
Gramsci non lamasse affatto:
16 Un elemento che certo ti sfuggito come io spesso abbia insistito per indurti a dedicare
una parte del tuo tempo alla musica (credo che ti abbia impressionato male il fatto che
una volta io o sia andato via o abbia fatto mostra in qualche modo di non poter
sopportare la musica: e certo quella certa volta io soffrivo realmente, ma ero in
condizioni nervose deplorevoli e la musica mi limava i nervi in modo da farmi venire le
convulsioni)64.
17 Ma proprio la lettura di un articolo sullAvanti! del 191665 ci ha spinto a ripensare
lintera questione. Lanonimo autore vi racconta lirritazione procuratagli da un pubblico
di scimmiette66 convenuto al concerto di una giovane pianista pi per mondanit che
per amore della musica. Oppresso dallo sconcerto dei nervi e da un martello
dargento che gli picchia la scatola cranica (come gli limava i nervi il violino di
Giulia), il cronista abbandona la sala anzitempo pur apprezzando le doti della pianista.
18 Come giudicare quindi le recensioni musicali che compaiono per lo pi nella rubrica
Teatri, ma a volte anche nel resto della pagina? Qual il rapporto di Gramsci con la
musica? Sappiamo che era appassionato di musica popolare sarda, la cantava e sapeva
suonare lorganetto67, mentre le sue sorelle suonavano il mandolino e la chitarra68. Il suo
interesse per la musica colta attestato dalla testimonianza di un compagno di classe
del liceo, Renato Figari: il teatro di prosa e la lirica [] erano una delle sue passioni,
anche se a Cagliari non pot coltivarle come avrebbe voluto per mancanza di mezzi
economici69. Il tesserino di corrispondente dellUnione sarda70 potrebbe avergli consentito
di accedere a costi agevolati agli spettacoli, tanto pi che il giornale pare utilizzasse
frequentemente lopera di giovani collaboratori anonimi per le recensioni teatrali 71.
19 La sua passione per la prosa e la lirica lo portava ad imitare anche certi idoli dellepoca:
dal tenore Pietro Schiavazzi, vera gloria cittadina e pupillo di Mascagni, al mattatore della
prosa Ermete Zacconi. A costo di saltare i pasti per procurarsi i biglietti in piccionaia
non mancava alle prime del Civico e del Margherita. Vedeva di tutto: dalla tragedia
shakespeariana al melodramma verdiano, dalla commedia leggera al drammone
passionale.72
20 Sempre Figari ricorda che nel 1913, incontrando Gramsci per le vie di Torino, sapendolo
in grado di apprezzare la buona musica lo invit a casa del pianista Guido Davide
Nacamuli, suo compagno di universit:
Dapprima si mostr titubante, poi venne. Erano le undici e mezza della mattina.
Nacamuli si mise al pianoforte e inizi a suonare. Ricordo che esegu la Rapsodia
ungherese di Liszt, la Pastorale di Beethoven e altri brani. Suon ininterrottamente
fino alle due e mezza del pomeriggio e noi stemmo l ad ascoltare dimenticandoci
persino che non avevamo mangiato il pasto di mezzogiorno. Il viso di Gramsci era
intento, rivelava come egli riuscisse a capire e ad apprezzare sia la qualit dei brani
sia la capacit dellesecutore.73
21 Pia Carena, a chi la interrogava sui gusti musicali di Gramsci e se Richard Wagner fosse
tra i suoi autori preferiti, rispondeva:
S, Wagner ma non tutto. Alcune pagine della Valchiria, quando si aprono le porte
sulla primavera, quel canto che del resto sa di italiano, sa di musica nostra, il Canto

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 7

dellaprile []. E poi il Tristano. [] No, non era un wagneriano deciso. Aveva le sue
preferenze.74
22 Un altro episodio conferma il valore che Gramsci attribuiva alla musica classica. In
occasione del ritorno di Arturo Toscanini a Torino raccontava Vincenzo Bianco ,
nonostante le difficili giornate attraversate dal movimento dei consigli alla fine
dellottobre 1920, Gramsci,
si diede tanto da fare per ottenere tramite lAlleanza cooperativa uno spettacolo a
prezzi ridotti. Si offriva cos anche a noi operai la possibilit di ascoltare e capire la
musica sinfonica. Noi vendemmo i biglietti in tutti i circoli, in tutte le case del
popolo e anche tramite lOrdine Nuovo.75
23 Gramsci stesso rievoc lepisodio nel carcere di Turi a Sandro Pertini, che cos ne ha
riferito:
Toscanini and in quegli anni a Torino per tenere dei concerti sinfonici al Teatro
Regio e un gruppo di operai si rec da Gramsci e gli disse: Noi vorremmo andare a
sentire Toscanini. Gramsci si fece subito interprete di questo desiderio degli
operai, ma alcuni di coloro che interpell, sorrisero scettici. Avvicin, mi pare,
anche alcuni dirigenti della stessa Fiat. Poi, finalmente, ottenne che fosse dato un
concerto al Regio solo per i lavoratori. Ebbene, mi raccontava a Turi, dopo il
concerto, che non era di musiche leggere, ma comprendeva la Quinta sinfonia di
Beethoven e altro, Toscanini fece questa dichiarazione: Ho avuto altre
soddisfazioni di fronte ad altre platee, ma la pi grande stata quella provata qui,
di fronte a questo pubblico di operai, che ha capito veramente, ha sentito la musica
da me diretta. 76
24 Lepisodio risaliva al 1919 quando, il 4 giugno, si tenne un concerto a prezzi popolari,
durante il quale fu eseguite louverture n. 3 Leonora di Beethoven ma non la quinta
sinfonia , nonch brani di Mozart, Roger-Ducasse, Respighi e Wagner77. In
quelloccasione come Gramsci correttamente ricordava , Toscanini dichiar alla
Stampa che il concerto popolare era stata una delle commozioni pi profonde datami
dalla mia arte78.
25 Anche nel 1916, Toscanini si era recato a Torino per una serie di concerti. In
quelloccasione la pagina cittadina dellAvanti! dedic allevento un noto Sotto la
mole79 e altri quattro articoli (9, 10, 12 e 14 maggio), alcuni riconducibili a Gramsci, altri
ancora sottoposti ad esame.
26 Negli articoli sin qui attribuitigli non mancano riferimenti ai grandi compositori
sinfonici, alla storia della musica, allopera lirica80. Certamente non molti, ma, accostati a
quelli dedicati al melodramma nei Quaderni81, e considerando che allepoca lascolto della
musica sinfonica era possibile solo assistendo allesecuzione dal vivo (le riproduzioni
meccaniche, oltre che rare, non superavano i pochi minuti e si limitavano alle arie
dopera), le pur scarne notazioni di cui disponiamo testimoniano una frequentazione da
parte di Gramsci delle sale da concerto e dei teatri. Ad attestare il suo interesse per
lesperienza musicale vi sono poi le schedine bibliografiche da lui redatte tra il 1910 e il
191282. In esse compaiono una decina di articoli di argomento musicale: da Pergolesi a
Wagner, da Mozart a Schumann, da Beethoven alle discussioni sullinsegnamento della
musica svoltesi al Congresso musicale di Milano del 1908, tratti per lo pi dal Marzocco.
27 Alla pagina torinese dellAvanti! doveva per collaborare un altro recensore, pi
prodigo di elogi e con gusti musicali diversi. Doveva risiedere a Torino da molti pi anni
di Gramsci e degli altri redattori dellAvanti! torinese, poich ricordava i concerti di
Toscanini quandera direttore del Regio di Torino (tra il 1895 e il 1898), e altri artisti

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 8

esibitisi in citt agli inizi del secolo83. Non escluso che vi sia la sua mano nel Sotto la
mole LInno delle Nazioni, del 20 giugno 191684, nel quale con lesaltazione della
sublime melodia verdiana, i cuori pulsanti, le lagrime benedette a fior di ciglia e
gli anni sacri del Risorgimento nazionale , colpisce per gli insoliti entusiasmi e per
uno slancio oratorio, davvero poco gramsciano85. Solo nellincipit si possono
riconoscere accenti gramsciani nel sarcasmo destinato a quegli antropologi da
strapazzo che fondendo le fotografie dei soldati dei vari eserciti avevano fornito
lapparizione teratologica di un tipo non soltanto irreale, ma soprattutto disarmonico 86.
Per inciso va rilevato che Gramsci, in qualit di redattore, pu avere in molti casi corretto
e a volte integrato articoli di occasionali collaboratori del giornale, fornendo ad essi quei
tratti che possono farli apparire suoi87.
28 A confortarci nelloperare una scelta ampia della rubrica Teatri, senza discernere il
contributo di Gramsci per generi, ma per stile e contenuto, vi la coerenza con cui
giudica sia il teatro di prosa sia il teatro musicale. Se il pi grande vizio del carattere
degli italiani appunto linsincerit, e se non bisogna mai stancarsi di battere contro
la mentalit massonica e gesuitica che reggono forme di vita equivoca, falsa, ipocrita
88
, anche il teatro valutato da Gramsci per la sua sincerit Il teatro dialettale stato in
Italia un gran maestro di sincerit89 contrapposta alle insincere tirate retoriche90.
Cos anche nelle cronache musicali si liquida lopera Le maschere di Mascagni perch
insincera; sforzo culturale e storico superiore alla emotivit artistica dellautore91,
mentre si apprezza lanimo beethoveniano, e ripugnante ad ogni ipocrisia della pianista
Helena Morsztyn92. La continuit dei giudizi e dei gusti musicali appaiono coerenti in
brevi cronache come in articoli ampi, nei quali la prosa di Gramsci si mostra ben
riconoscibile. Cos se nel 1916 gli accenni a Puccini sono coerenti ma fugaci (la
mediocrit della Boheme93, le rughe di vecchietta precoce de La Fanciulla del West; i
pochi valori musicali della Madama Butterfly che piace al pubblico per il contenuto
sentimentale, drammatico dellopera, che non ha niente a che fare col suono, ridotto a
semplice accompagnamento, a segno marginale, senza un tessuto suo proprio,
essenzialmente caratteristico94), nel 1917 dedica allultima fatica di Puccini, La Rondine,
unampia stroncatura, definendola melodramma senza passione, operetta senza
giocondit95.
29 Che Gramsci rediga anche le recensioni degli spettacoli lirici sembra attestato anche
dallampia censura che colpisce la rubrica Teatri del 2 giugno 1916, dedicata a Lultima
della Cavalleria di Mascagni, imbiancata per 59 righe su 69, a testimonianza di quanto
stretto fosse nei suoi scritti lintreccio di critica musicale e critica sociale.
30 Entrato al giornale alla fine del 1915 gi alla fine del 1917 Gramsci aveva impresso una
precisa fisionomia alla stampa socialista torinese e anche gli avversari erano costretti ad
apprezzarne la qualit: quando sembr che la pagina torinese dellAvanti! dovesse
chiudere il settimanale nazionalista torinese La Patria, diretto dal tante volte
bersagliato Riego Girola Tulin (soprannominato dalla stampa socialista Tupin in
piemontese sciocco), aveva dovuto ammettere che ledizione torinese dellAvanti!
rappresentava un contributo quotidiano a quel giornalismo vivo e dinamico, i cui
orizzonti vanno al di l della coltellata guaribile in dieci giorni e dello specchietto per la
tassa sui cani, a cui si risolvevano spesso le pagine locali, confessando che come
giornalisti ne avrebbero sentito la mancanza96.

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 9

NOTE
1. Si tratta del rapporto al Comitato esecutivo dellInternazionale comunista del
luglio 1920, apparso sulle varie edizioni dellorgano dellInternazionale, poi, in italiano,
non firmato, col titolo Il movimento torinese dei consigli, LOrdine Nuovo, I, 73, 14 marzo
1921, pp. 1-2. Lautografo conservato al Rossijskij gosudarstvennyj archiv socialno-
politieskoj istorii (Archivio statale russo per la storia socio-politica), fondo 519, inv. 1,
fasc. 89 e in copia presso la Fondazione Istituto Gramsci, Archivio Antonio Gramsci, Carte
personali, Sottoserie 1, fasc. Anni torinesi.
2. A proposito duna rivoluzione, LUnione sarda, XXII, 196, 26 luglio 1910, p. 2. La
corrispondenza fu individuata e pubblicata da G. FIORI, Vita di Antonio Gramsci, Bari,
Laterza, 1966, p. 69, ma non compresa nelledizione einaudiana delle Opere.
3. Si tratta di Per la verit e I futuristi, apparsi rispettivamente il 5 febbraio e il 20 maggio
1913, individuati da Renzo Martinelli e pubblicati per la prima volta in Studi Storici, 4,
1973, pp. 917-20; ora in A. GRAMSCI, Cronache torinesi 1913-1917, a cura di S. Caprioglio,
Torino, Einaudi, 1980, dora in poi Cronache torinesi, pp. 3-9.
4. Sullarticolo A. GRAMSCI, Neutralit attiva ed operante, Il Grido del popolo, 31 ottobre
1914 (Cronache torinesi, pp. 10-14), cfr. L. RAPONE, Antonio Gramsci nella grande guerra, Studi
storici, 1, 2007, pp. 5-96 e pi in generale ID., Cinque anni che paiono secoli: Antonio Gramsci
dal socialismo al comunismo (1914-1919), Roma, Carocci, 2011.
5. Editoriale senza titolo dellAvanti!, 23 ottobre 1914.
6. A. G., Un giornale in liquidazione, un partito alla deriva: intermezzo semiserio, LUnit,
16 settembre 1925 (A. GRAMSCI, La costruzione del Partito comunista: 1923-1926, Torino,
Einaudi, 1971, p. 407).
7. La lettera del 25 giugno 1920 ora in P. GOBETTI, Carteggio 1918-1922, a cura di
E. Alessandrone Perona, Torino, Einaudi, 2003, pp. 119-124, le citazioni alle pp. 120-121.
8. Cfr. F. GIASI, Problemi di edizione degli scritti pre-carcerari, Studi storici, 2011, 4,
pp. 837-858, anche per i progetti editoriali andati a vuoto, compresi quelli respinti da
Gramsci stesso; nonch lintroduzione di L. RAPONE a A. GRAMSCI, 1917, Roma, Istituto della
Enciclopedia italiana [Edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci], citato della
nota 21.
9. A. GRAMSCI, Letteratura e vita nazionale, Torino, Einaudi, 1950.
10. ID., Scritti giovanili, 1914-1918 (1958); Sotto la Mole, 1916-1920 (1960); ID., LOrdine Nuovo,
1919-1920 (1954); Socialismo e fascismo. LOrdine Nuovo, 1921-1922 (1966); La costruzione del
Partito comunista, cit.
11. ID., Scritti 1915-1921, nuovi contributi a cura di S. Caprioglio, Milano, I quaderni de Il
corpo, 1968, poi Scritti 1915-1921. Inediti dal Grido del popolo e dallAvanti!, con una antologia
dal Grido del Popolo, a cura di S. Caprioglio, Milano, Moizzi [1976].
12. ID., Per la verit, Scritti 1913-1926, a cura di R. Martinelli, Roma, Editori Riuniti, 1974.
13. ID., Lettere dal carcere, a cura di S. Caprioglio e E. Fubini, Torino, Einaudi, 1965; ID.,
Quaderni del carcere, a cura di V. Gerratana, Torino, Einaudi, 1975 (dora in poi Quaderni).

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14. I volumi coprivano il periodo 1913-1920. Oltre alle citate Cronache torinesi 1913-1917,
anche A. GRAMSCI, La citt futura 1917-1918 (dora in poi, La citt futura), a cura di
S. Caprioglio (1982); ID., Il nostro Marx, 1918-1919, a cura di S. Caprioglio (1984); ID., LOrdine
Nuovo, 1919-1920, a cura di V. Gerratana e A. A. Santucci (1987).
15. Cfr. S. CAPRIOGLIO, Per ledizione critica degli scritti di Gramsci. Un volo per Mosca, in Teoria
politica e societ industriale: Ripensare Gramsci, a cura di F. Sbarberi, Torino, Bollati
Boringhieri, 1988, pp. 336-342. Le ricerche lo condussero a proporre nuove attribuzioni
sulla rivista Belfagor (1987 e 1993). Caprioglio scomparso nel dicembre 1996.
16. La definizione di V. GERRATANA, Note di filologia gramsciana, Studi storici, 1, 1975,
p. 127.
17. S. CAPRIOGLIO, Premessa a Cronache torinesi, p. XV.
18. In Cronache torinesi Caprioglio pubblica in forma dubitativa oltre 50 articoli, distinti
dagli altri da un carattere tipografico minore e senza annotarli.
19. V. GERRATANA, Note di filologia gramsciana, cit., p. 127.
20. Il piano dellopera, edita dallIstituto della Enciclopedia Italiana, prevede la seguente
suddivisione in volumi: 1910-1916; 1917; 1918; 1919-20; 1921-maggio 1922; giugno 1922-1924;
1925-1926. Alcuni dei quali in pi tomi.
21. A. GRAMSCI, Scritti (1910-1926), vol. 2: 1917, a cura di Leonardo Rapone ; con la
collaborazione di Maria Luisa Righi e il contributo di Benedetta Garzarelli, Roma, Istituto
della Enciclopedia italiana, 2015.
22. Ringrazio Giovanni Cocco per averne data copia alla Fondazione Istituto Gramsci. Cfr.
S. AMURRI, Il piccolo grande Gramsci, Il Fatto quotidiano, 12 novembre 2011, p. 14. La
brutta copia apparve in Gramsci vivo nelle testimonianze dei suoi contemporanei, a cura di
Mimma Paulesu Quercioli, Milano, Feltrinelli, 1977, pp. 16-17. Laltro tema edito, Oppressi
ed oppressori (1911), apparve in A. GRAMSCI, 2000 pagine di Gramsci, a cura di G. Ferrata e N.
Gallo, vol. II, Lettere edite e inedite (1912-1937), Milano, Il Saggiatore, 1964, pp. 13-15.
23. Non sempre possibile scrive Angelo Tasca concludere con assoluta sicurezza che
larticolo della penna di Gramsci, ma ci appunto perch Gramsci prende nella sfera del
suo pensiero e della sua espressione anche quelli che lavorano con lui, che gli sono vicini
(citato in G. BERTI, Appunti e ricordi. 1919-1926, in Annali dellIstituto Giangiacomo
Feltrinelli, VIII, 1966, p. 61). Lo stesso Gramsci afferm: lOrdine nuovo scritto...
comunisticamente, perch gli scritti nascono dalla convivenza spirituale e dallintima
collaborazione di tre o quattro o cinque compagni, dei quali Gramsci uno, un altro
Angelo Tasca, un terzo Palmiro Togliatti, Cronache dellOrdine Nuovo, LOrdine
Nuovo, I, 17, 6 settembre 1919, ora in LOrdine Nuovo 1919-1920 [1987], cit., p. 196.
24. La notizia riportata nella Relazione morale della C[ommissione] e[secutiva] per il
1915, Il Grido del popolo, 1 aprile 1916. Cfr. M. L. RIGHI, Gli esordi di Gramsci al Grido
del popolo e allAvanti! (1915-1916), Studi storici, 3, 2014, pp. 727-757. Sugli anni
della formazione intellettuale e politica di Gramsci, si veda L. RAPONE, Gramsci giovane: la
critica e le interpretazioni, ivi, 4, 2011, pp. 975-991.
25. Lettera a Grazietta, Torino, s.d., ma 1916, A. GRAMSCI, Epistolario, I. Gennaio 1906-
dicembre 1922, a cura di D. Bidussa, F. Giasi, G. Luzzatto Voghera e M. L. Righi, Roma,
Istituto dellEnciclopedia italiana, 2009 [Edizione nazionale degli scritti di Antonio
Gramsci], p. 166.
26. Cfr. G. BERTI, Appunti e ricordi, cit., pp. 45-46.

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27. Lettera a Tania del 7 settembre 1931 in Lettere dal carcere, p. 480.
28. M. LANA, Individuare scritti gramsciani anonimi in un corpus giornalistico. Il ruolo dei metodi
quantitativi, Studi storici, 4, 2011, pp. 859-880.
29. Nel Fondo Serrati (conservato in copia alla Fondazione Istituto Gramsci) tra la
corrispondenza di Giuseppe Bianchi si rinvenuto anche un autografo di Gramsci: un
elenco di ben 44 giornali quotidiani che la redazione torinese avrebbe voluto ricevere in
cambio (cfr. M. L. RIGHI, Gli esordi di Gramsci, cit., p. 751).
30. Inaugurata da Bianchi sul primo numero il 16 dicembre, la rubrica fu curata da
entrambi sin dallinizio. Ivi, pp. 748-749.
31. Entrambe citate da F. GIASI, Problemi di edizione degli scritti pre-carcerari, cit., p. 850.
32. Cronache della verit, Falce e martello, 11 giugno 1921, poi a cura di R. Martinelli in
Articoli sconosciuti di Antonio Gramsci del 1921 e del 1915, Critica marxista, 5, 1972,
pp. 158-160, e in A. GRAMSCI, Per la verit, cit., pp. 158-160 (dove, per, la frase risulta
mutila).
33. Diritto comune, Avanti!, Cronache torinesi (poich ci riferiremo sempre a questa
pagina, lindicazione verr qui omessa), 22 agosto 1916, rubrica Sotto la mole, Cronache
torinesi, p. 504.
34. Bandiera greca, Avanti!, 28 settembre 1916, ibid., p. 561.
35. Lappello ai pargoli, Avanti!, 31 luglio 1916, ibid., pp. 459-460.
36. Una santa, Avanti!, 5 marzo 1917, rubrica Sotto la mole, La citt futura 1917-1918,
pp. 77-79.
37. I denari son pochi, Avanti!, 6 gennaio 1916, rubrica Sotto la mole, Cronache torinesi,
p. 54.
38. Granelli, Avanti!, 19 marzo 1917, rubrica Sotto la mole, La citt futura 1917-1918,
pp. 91-92.
39. La divina favella, Avanti!, 27 giugno 1916, Sotto la mole, Cronache torinesi, pp. 408.
40. V. PARETO, Le mythe vertuste et la littrature immorale, Paris, Riviere, 1911, notevolmente
ampliato nelledizione italiana (Il mito virtuista e la letteratura immorale, Roma, B. Lux,
1914). Cfr. Grande dizionario della lingua italiana, fondato da Salvatore Battaglia, Torino,
Utet, 1961-2003 (dora in poi GDLI), vol. XXI, p. 911; Grande dizionario della lingua italiana
delluso, diretto da Tullio De Mauro, Torino, Utet, 1999 (dora in poi GraDIT), vol. VI
p. 1052. Gramsci utilizza il termine gi in un tema scolastico del 21 novembre 1910,
riprendendolo probabilmente dallarticolo di Pareto, Unaltra cometa, Il Resto del
carlino, 20 ottobre 1910, nel quale si faceva cenno allimminente uscita del libro.
41. Voci doltretomba, Avanti!, 10 aprile 1916, rubrica Sotto la mole; poi in Il Grido del
popolo, 15 aprile 1916, Cronache torinesi, pp. 248-249.
42. Lopuscolo G. PODRECCA, Il marito dellanima, Roma, Mongini, 1907 ebbe numerose
ristampe. Podrecca aveva svolto questa conferenza anche a Iglesias (LUnione sarda,
29 novembre 1910), notizia che non dovette sfuggire a Gramsci che nei giorni precedenti
aveva seguito con interesse tutti i suoi discorsi e avuto voluto conoscerlo
personalmente (R. Figari in Gramsci vivo, cit., p. 23).
43. Cos interpretiamo certi scambi tra u e n, di rn con m, di in e ri, di g, q e z (i. e. ) e cos
via: ad es. quaglioni anzich guaglioni; investono e rivestono, ecc., sino a pigna per

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 12

frigna come si legge sul giornale nel titolo di Stenterello frigna, Avanti!, 20 marzo 1917,
La citt futura, pp. 94-96.
44. Convenevoli, Avanti!, 18 agosto 1916, rubrica Sotto la mole, Cronache torinesi,
pp. 492-494 (dove anche la definizione di Titone antico, da Dante, Purgatorio, IX, 1-3,
mutata in Tritone antico); stesso errore in Nestore e la cicala, ivi, 20 agosto 1916, ibid.,
pp. 501-502.
45. Sia in Scenari vecchi e nuovi. XX settembre , Avanti!, 20 settembre 1916 (Cronache
torinesi, pp. 551-553) e Il granchio e la marmotta, Avanti!, 9 maggio 1917, rubrica Sotto la
mole (La citt futura, pp. 157-158). Tra gli errori non segnalati anche prof. Scano (in I
logaritmi e la quadratura del circolo, Avanti!, 1 giugno 1917, ibid., p. 186), che da leggersi
Giuseppe Peano.
46. Cfr. V. ORIOLES, Retrodatazioni dagli scritti di Gramsci (1914-1920), Lingua Nostra, 4,
1981, pp. 112-117, e 2-3, 1982, pp. 69-72.
47. Cfr. L. RAPONE, Cinque anni che paiono secoli, cit.; A. CARLUCCI, Essere superiori
allambiente in cui si vive, senza perci disprezzarlo. Sullinteresse di Gramsci per
Kipling, Studi storici, 4, 2013, pp. 897-914.
48. Cfr. G. RIGUTINI, I neologismi buoni e cattivi pi frequenti nelluso odierno, Roma, Libreria
editrice C. Verdesi, 1886, p. 334. GDLI, vol. XVII, p. 978, s. v. schettinare, schttino / sctino
(data al 1890); vol. XII p. 855 s.v. pattinare / patinare; GraDIT, vol. V, p. 964, schettinare,
schettino / scattino / scatino, vol. IV, p. 877, pattinare / patinare.
49. Cfr. A. PANZINI, Dizionario moderno, Milano, Hoepli, 1905, p. 290. GDLI, vol. IX, p. 426,
s. v. magazzino / magazzeno; si tratta di un anglicismo entrato in uso nel secondo
Settecento (le prime attestazioni note sono in Giuseppe Baretti); GraDIT, vol. III, p. 1089.
50. Acque passate, Avanti!, 26 marzo 1916, rubrica Sotto la mole, Cronache torinesi,
pp. 218-219. Submerged tenth introdotto dal fondatore dellEsercito della salvezza William
Booth, era utilizzato anche da Loria nelle sue lezioni (cfr. A. LORIA, Corso completo di
economia politica, compilato e ordinato in base alle lezioni tenute nella R. Universit di
Torino per cura del dott. G. Fenoglio, Torino, F.lli Bocca, 1910, p. 209).
51. Sichel, Avanti!, 23 settembre 1916, rubrica Teatri, Cronache torinesi, pp. 808-809.
52. Coincidenze e conseguenze, Avanti!, 20 settembre 1916, rubrica Sotto la mole,
Cronache torinesi, p. 549 (anche nella versione ampiamente rimaneggiata, Per i bigotti, Il
Grido del popolo, 23 settembre 1916). Lespressione salvare la faccia al modo dei cinesi
riportata come tipica di Gramsci anche in una lettera di Tania a Sraffa del 5 marzo 1933
(Sraffa, Lettere a Tania per Gramsci, introduzione e cura di V. Gerratana, Roma, Editori
riuniti, 1991, p. 243). Sulla derivazione cinese dellespressione inglese to save ones face o to
save face, cfr. Oxford English Dictionary, Oxford, Clarendon Press, 19892, vol. V, p. 643,
vol. XIV, p. 526.
53. Avanti!, 17 dicembre 1916, Cronache torinesi, pp. 657-658, su cui A. CARLUCCI, op. cit.
54. La fanciulla lunare. Novella giapponese del X secolo, Alleanza cooperativa, 110,
aprile 1916, pp. 7-8. Si tratta di una sintesi della novella, che nellintroduzione e nella
chiusa ci pare seguire The bamboo-cutter and the Moon Maiden in F. HADLAND DAVIS, Myths &
legends of Japan, London, Harrap & C., 1912, pp. 66-79. Era comunque disponibile una
traduzione italiana curata da A. Severini, Il taketori monogatari, ossia La fiaba del nonno
tagliabambu, Firenze, Le Monnier, 1880.

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 13

55. La moglie legittima, Il Grido del popolo, 22 aprile 1916. Anche la novella His wedded
wife (compresa nella raccolta Plain Tales from the Hills, 1888), era uscita in italiano a cura di
V. Rosa: I piccoli racconti delle colline, Milano, Societ editoriale milanese, 1908.
56. Ser Ciappelletto, Avanti!, 3 settembre 1916, rubrica Sotto la mole, Cronache torinesi,
pp. 527-528.
57. Il gerente responsabile, Avanti!, 1 marzo 1916, rubrica Sotto la mole, ibid.,
pp. 167-168, fra gli articoli di incerta attribuzione. Luso di Lesengrino, piuttosto che di
una delle varianti francesi dellepopea animalesca (Isengrin, Ysengrin o simili), induce a
ritenere che lautore avesse presente una versione in franco-trevigiano pubblicata da
Emilio Teza nel 1869, Rainardo e Lesengrino (Pisa, Nistri), utile per gli studi sui volgari
veneti antichi di cui poteva essersi interessato alluniversit (su questo, cfr. G. SCHIRRU,
Antonio Gramsci studente di linguistica, Studi Storici, 4, 2011, p. 932).
58. L sindich, Avanti!, 18 dicembre 1915, rubrica Sotto la mole, ibid., pp. 38-39. La
novella non compresa nella traduzione che ne aveva fatto il suo professore di sanscrito
Italo Pizzi, Le novelle indiane di Visnusarma (Panciatantra), Torino, Unione tipografico
editrice, 1896, n nella traduzione del 1914 di Federico Verdinois de Il pancia-tantra, ovvero
Le cinque astuzie: cento e pi favole per divertire ed istruire la giovent di Viscnu-Sarma
(Napoli, Casa editrice Partenopea). Gramsci probabilmente la invent, come in carcere si
riprometteva di Rifare la novellina delle Mille e una Notte (Quaderni, p. 1126). Su questo
frammento, cfr. A. MANGANARO, Lapologo del cad e il prigioniero. Sulle tracce di un appunto di
Antonio Gramsci, in Medioevo romanzo e orientale, a cura di M. Cassarino, Soveria Mannelli,
Rubbettino, 2009, pp. 171-182. Sulla passione per le storie, cfr. M. BONINELLI, Frammenti
indigesti: temi folclorici negli scritti di Antonio Gramsci, Roma, Carocci, 2007.
59. Quaderni, p. 1126.
60. Lettere dal carcere, pp. 41 e 88.
61. LEnte dei consumi e le lepidezze del Momento, Avanti!, 14 agosto 1916. Altro elemento
di attribuzione di questo articolo il richiamo alla donna di Cipro di cui racconta il
Boccaccio (BOCCACCIO, Decameron, I, 9.)
62. La definizione di Cronache teatrali si deve a Italo Calvino che per la casa editrice
Einaudi attendeva alla preparazione di Letteratura e vita nazionale (cfr. la sua lettera a
Felice Platone, 13 novembre 1950, citata in Togliatti editore di Gramsci, a cura di C. Daniele,
Roma, Carocci, 2005, p. 119). Caprioglio (Premessa, a Cronache torinesi, p. X) motiv la scelta
di escludere le recensioni di argomento musicale per lincerta e difficile attribuzione,
per quanto le testimonianze concordino nellescludere la presenza di un esperto
musicale nella redazione torinese dellAvanti!. Nel secondo volume modific in parte i
criteri includendo diverse recensioni di operette.
63. Cfr. ad es. il parere dellillustre musicologo Q. PRINCIPE, QuestItalia non ha pi orecchio,
Il Sole 24 ore, 11 settembre 2011, http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-09-10/
questitalia-orecchio-183800.shtml?uuid=Aa0zVN3D. Principe riconduce lassenza della
musica nella riflessione di Gramsci alla sua formazione gentiliana: La radice filosofica
neo-hegeliana, orientata verso una collocazione della musica a livello inferiore,
sottoculturale, manuale, ha agito a lungo, sciaguratamente, da De Sanctis a Croce, a
Gentile, allo stesso Gramsci, [] gentiliano per formazione radicata, come ha
irrefutabilmente dimostrato Augusto Del Noce. Daltro avviso, L. PESTALOZZA, Gramsci, la
lingua, la musica: oggi, L'Asino di B., 7, 2002 (http://www.lasinovola.it/doc/AsinoB07.pdf

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 14

), che sottolinea lopposizione di Gramsci alla crociana autonomia estetica dellarte


scissa dalla storia.
64. Lettera a Giulia, 28 marzo 1932, in Lettere dal carcere, pp. 597-598. Url attivi al
29 novembre 2015.
65. Concerti e sconcerti al liceo musicale, Avanti!, 17 maggio 1916.
66. A scimmie pi o meno bene ammaestrate si fa riferimento anche nella cronaca di un
altro concerto, quello della pianista Helena Morsztyn, Avanti!, 7 marzo 1917, rubrica
Teatri (e che sar accolto nel volume Scritti 1917 dellEdizione nazionale). Sulla
scimmia come metafora della vacuit, dellinsulsaggine, della mera rumorosit, della
teatralit disgiunta dalla capacit di realizzazione, presa a prestito da Kipling e topos
della prosa gramsciana si soffermato da ultimo L. RAPONE, Cinque anni, cit., p. 134.
67. Testimonianza di Dino Frau in G. FIORI, Vita di Antonio Gramsci, cit., p. 61.
68. A. GRAMSCI, Epistolario, I, cit., p. 20 (lettera alla madre del 18 marzo 1909).
69. Gramsci vivo, cit., p. 22.
70. A. GRAMSCI, Epistolario, I, cit., p. 46.
71. G. PODDA, Alle radici del nazional-popolare: Gramsci studente a Cagliari, in Gramsci e il
Novecento, a cura di G. Vacca in collaborazione con M. Litri, Roma, Carocci, 1999, vol. 2,
p. 183.
72. Ivi, p. 184. Delle sue sonore proteste dal loggione Gramsci fa cenno anche in una
lettera alla madre da Cagliari : A. GRAMSCI, Epistolario, I, p. 51.
73. Gramsci vivo, cit., p. 25.
74. P. CARENA, A. LEONETTI, Una donna allOrdine Nuovo, apparso su Rinascita nel 1969,
poi in A. LEONETTI, Note su Gramsci, Urbino, Argala, 1970, pp. 105-110. Alla domanda se
Gramsci amasse loperetta, Carena rispondeva: Oh s, si divertiva: cera un fondo
fanciullesco in quelluomo, che non si esternava mai chiaramente, ma che viveva in lui.
75. Gramsci vivo, cit., p. 31.
76. Ivi, p. 214.
77. Cfr. Il concerto quasi popolare, Avanti!, ed. piemontese, 4 giugno 1919, p. 3. La quinta
di Beethoven fu diretta da Toscanini il 30 ottobre 1920, in tuttaltro clima politico: il
giorno prima una manifestazione fascista sera trasformata in un aggressione a tranvieri e
ferrovieri, e in un tentativo di assalto allAvanti! piemontese. In quelloccasione per
altro non ci furono concerti a prezzi popolari.
78. Lanima popolare nei concerti orchestrali, Stampa, 5 giugno 1919.
79. Omaggio a Toscanini, Avanti!, 7 maggio 1916, rubrica Sotto la mole, Cronache
torinesi, pp. 295-296.
80. In Omaggio a Toscanini, cit., si cita Wagner disinteressato creatore di bellezze. Altri
riferimenti alla produzione teorica del compositore tedesco sono in La nemica di Dario
Niccodemi, Avanti!, 9 novembre 1916, rubrica Teatri (Cronache torinesi, pp. 817-818). In
Sfogo necessario (Avanti!, 4 giugno 1916, rubrica Teatri, ibid., pp. 795-796) torna sul
successo di Toscanini e Mascagni quali esempi che la qualit non nuoce alla cassetta. In
Demagogia artistica (Avanti!, 15 gennaio 1917, ibid., pp. 705-707) si apprezzano Debussy,
Palestrina e Monteverdi, e si mostra di conoscere bene la Storia universale della musica di
Hugo Riemann. Per una rassegna, cfr. F. TODDE, Gramsci e la musica, in Il Pensiero

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 15

permanente. Gramsci oltre il suo tempo, a cura di E. Orr e N. Rudas, Cagliari, Tema, 1999,
pp. 388-398.
81. Cfr. le voci Melodramma, Musica, Verdi, in Dizionario gramsciano. 1926-1937, a cura di
G. Liguori, P. Voza, Roma, Carocci, 2009; P. VOZA, La fortuna popolare di Verdi nei
Quaderni di Gramsci, Critica marxista, 1, 2001, pp. 61-66; e A. ERRICO, Giuseppe Verdi: il
nazionale-popolare in musica, in Il nostro Gramsci, a cura di A. DOrsi, Roma, Viella, 2011,
pp. 129-135.
82. Lo schedario, o meglio ci che sopravvissuto, conservato nellArchivio Antonio
Gramsci (Carte personali, Sottoserie 1, 1891-1926, fasc. Anni torinesi); in vista della
pubblicazione nellEdizione nazionale, ciascun titolo stato corredato da un abstract
compilato da Stefania Miccolis.
83. NeLa Bohme al Regio (Avanti!, 21 dicembre 1916), si ricorda linterpretazione del
giovane baritono Taurino Parvis (1879-1957) esibitosi a Torino nel 1902. A questo
collaboratore si devono attribuire le recensioni alla Cavalleria rusticana di Mascagni
(27, 29 e 31 maggio, 1 giugno 1916); alla Bohme di Puccini (12 giugno e quella sopra
citata) e poco altro (27 giugno, 9 settembre, 6 novembre).
84. Cronache torinesi, pp. 389-391.
85. F. TODDE, op. cit., p. 392.
86. Anche nei Quaderni del carcere la teratologia, scienza che studia le malformazioni
genetiche, sinonimo di aberrazioni di carattere culturale o intellettuale.
87. Tra questi si veda larticolo firmato A. G., I ricorsi della storia e le vicende delle cotoniere,
Il Grido del popolo, 9 dicembre 1916, Cronache torinesi, pp. 635-641. Solo il primo
paragrafo sembra avere accenti gramsciani, mentre la lunga e dettagliata rievocazione
dello sciopero del 1906 pare da ricondurre al dirigente sindacale Adolfo Giusti, le cui
iniziali gi in passato indussero ad attribuire suoi articoli a Gramsci (cfr. F. GIASI, Problemi
di edizione degli scritti pre-carcerari, cit., p. 853). A confermarci in questa opinione anche la
collocazione nella rubrica Battaglie proletarie (o, pi frequentemente, Battaglie del
lavoro), curata direttamente dalla Camera del lavoro e nella quale non compaiono altri
articoli di Gramsci.
88. La rinascita gesuitica, Avanti!, 15 gennaio 1917, Cronache torinesi, pp. 701-704.
89. Ridicolo e comico, Avanti!, 6 marzo 1916, rubrica Sotto la mole, ibid., pp. 763-764.
90. Teatro e cinematografo, Avanti!, 26 agosto 1916, rubrica Teatri, ibid., pp. 802-804.
Sulla categoria dellinsincerit, cfr. E. BELLINGERI, Dallintellettuale al politico. Le Cronache
teatrali di Gramsci, Bari, Dedalo, 1975, pp. 43-70.
91. Le maschere di Pietro Mascagni, Avanti!, 9 giugno 1916, rubrica Teatri.
92. Helena Morsztyn (7 marzo 1917), cit. Entusiasta anche la recensione del concerto
dellanno precedente: Helena Morsztyn al Vittorio, Avanti!, 14 giugno 1916, rubrica
Teatri.
93. La Bohme al Chiarella, Avanti!, 25 gennaio 1916, rubrica Teatri.
94. Madama Butterfly al Chiarella, Avanti!, 2 novembre 1916, rubrica Teatri.
95. La Rondine al Chiarella. 3 atti di G. Adami musica di G. Puccini, Avanti!,
2 novembre 1917, rubrica Teatri.
96. LAvanti torinese morto, La Patria, 39, 18 novembre 1917, p. 2.

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RIASSUNTI
Gramsci fu per oltre dieci anni giornalista prolifico, ma scrisse quasi sempre in forma anonima e
non sempre facile riconoscere i suoi articoli. I progressi degli studi sulla vita e il pensiero di
Gramsci hanno mostrato le manchevolezze delle precedenti raccolte degli scritti giornalistici e
politici nelle due serie delle Opere (la prima uscita tra il 1954 e il 1971, la seconda, incompiuta, tra
il 1980 e il 1987). Il volume relativo agli anni 1910-1916, di prossima pubblicazione per lEdizione
nazionale, e quello relativo al 1917, appena pubblicato, presenteranno importanti novit
innanzitutto per quanto riguarda il testo, ristabilito sulla base di un puntuale riscontro dei
giornali su cui apparvero. Lesame dei testi, teso anche a definire un profilo dei redattori che
scrivevano sulle stesse pagine, ha consentito una pi fondata attribuzione degli adespoti,
portando allesclusione di articoli noti e linclusione di nuovi. Tra questi una serie di articoli
dedicati a opere liriche, operette e concerti che mostrano come il rapporto di Gramsci con la
musica sia alquanto diverso da quello costruito sin qui dalla critica.

Gramsci a publi des articles de journalisme pendant plus de dix ans, mais il a presque toujours
crit de faon anonyme et il nest pas facile de reconnatre ses articles. Les avances des tudes
au sujet de la vie et la pense de Gramsci ont fait merger les lacunes des crits politiques et
journalistiques qui ont t publis dans les deux ditions des uvres (la premire parue entre
1954 et 1971, la seconde, inacheve, entre 1980 et 1987). Les volumes relatifs aux annes 1910-1916
et 1917, qui paratront dans le cadre de ldition nationale, contiennent dimportantes nouveauts
concernant le texte, rtabli sur la base dune comparaison dtaille des sources primaires.
Lexamen des textes, qui vise galement dfinir un profil des autres rdacteurs de ces mmes
pages, a permis une attribution attentive des crits anonymes. Certains articles prcdemment
attribus Gramsci ont t exclus tandis que dautres y ont t ajouts : il sagit notamment
dune srie darticles consacrs aux reprsentations musicales (opras, concerts symphoniques,
etc.) qui montrent que le rapport de Gramsci avec la musique est trs diffrent de celui que la
critique avait reconstruit jusqu prsent.

For over ten years, Gramsci was a prolific journalist, almost always however in unsigned articles,
making it recognition difficult. Progress made in studies on Gramscis life and thought have
shown up the weaknesses of previous collections of his journalistic and political writings in the
two series of his Works (the first one coming out between 1954 and 1971 and the second
incomplete one from 1980 to 1987). The volume relating to the years 1910-1916, shortly
forthcoming in the National Edition, and the just published volume on 1917, will contain important
novelties, first of all as regards the text, now re-established on the basis of a precise examination
of the journals in which they appeared. Textual examination, which has also included a
definition of the profile of the journalists who wrote on the same pages, has allowed us to make a
better-founded attribution of the anonymous authors, leading to the exclusion of some articles
that are known and the inclusion of new ones. Among these is a series of articles devoted to
operas, operettas and concerts, which show that Gramscis relation to music is rather different
from the one that criticism has hitherto construed.

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 17

INDICE
Keywords : journalism, philology, history, criticism, music
Mots-cls : musique, critique, journalisme, philologie, histoire

AUTORE
MARIA LUISA RIGHI
Membre du Comit scientifique de la Fondazione Istituto Gramsci, elle soccupe de lhistoire des
partis politiques et des syndicats au XXe sicle, et a publi divers travaux et recueils de
documents, notamment les actes du colloque international Gramsci nel mondo (1995). Pour l
Edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci (dite par lEnciclopedia italiana) elle a dit avec
dautres les deux premiers volumes de lEpistolario: 1906-1922 (2009); gennaio-novembre 1923 (2011),
et a collabor au volume Scritti: 1917, dit par L. Rapone (2015). Elle coordonne actuellement le
groupe de recherche de lEdizione nazionale dont elle est membre du comit de rdaction. Elle fait
galement partie de la direction de Gramsciana et de la rdaction de Studi gramsciani nel mondo, la
co-ditrice de la Bibliografia gramsciana fonde par John M. Cammett et consultable en ligne. Elle
est enfin lauteur de Gramsci a Mosca tra amori e politica (1922-1923) , Studi Storici (2011/4); et
de Gli esordi di Gramsci al Grido del popolo e allAvanti! (1915-1916) , Studi Storici (2014/3). En
2016 elle a dit les textes de lexposition I Quaderni del carcere ed echi in Guttuso (qui sest tenue
Milan et Gnes en 2016).

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Laboratoire italien
Politique et socit
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Gramsci da un secolo all'altro

LEdizione nazionale degli scritti di Antonio


Gramsci. Vecchi problemi e nuove acquisizioni: l
Epistolario
Ldition nationale des crits de Antonio Gramsci. Vieux problmes et nouvelles
acquisitions : la Correspondance
The National Edition of the Writings of Antonio Gramsci. Old questions and new
findings: the Correspondence

Eleonora Lattanzi

Editore
ENS ditions

Edizione digitale Edizione cartacea


URL: http:// Data di pubblicazione: 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1055 ISSN: 1627-9204
ISSN: 2117-4970

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Bibliothque Diderot de Lyon

Notizia bibliografica digitale


Eleonora Lattanzi, LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuove
acquisizioni: lEpistolario , Laboratoire italien [Online], 18 | 2016, Messo online il 25 novembre 2016,
consultato il 12 dicembre 2016. URL : http://laboratoireitalien.revues.org/1055

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 1

LEdizione nazionale degli scritti di


Antonio Gramsci. Vecchi problemi e
nuove acquisizioni: lEpistolario
Ldition nationale des crits de Antonio Gramsci. Vieux problmes et nouvelles
acquisitions : la Correspondance
The National Edition of the Writings of Antonio Gramsci. Old questions and new
findings: the Correspondence

Eleonora Lattanzi

Ti ricordi ci che ti diceva Bianco, nel 23, quando partii? Bianco aveva ragione dal
punto di vista della sua esperienza; avevo sempre avuto una invincibile avversione
allepistolografia. Da quando sono in carcere ho scritto almeno il doppio di lettere
che nel periodo antecedente: devo aver scritto almeno 200 lettere, un vero orrore! 1
1 Questi accenni di Gramsci al suo rapporto con lepistolografia risalgono al 1929 e
risultano illuminanti per comprendere i mutamenti determinati dalla detenzione e il
passaggio dallavversione per la scrittura delle lettere alla considerazione di essa come
uno dei momenti pi intensi di vita2. Un cambiamento che spiega lo squilibrio fra la
corrispondenza carceraria e quella degli anni precedenti, aggravato dalla consistente
dispersione e dal difficoltoso recupero delle carte3. Attualmente, nellArchivio Gramsci, si
conservano 664 lettere autografe inviate da Gramsci4 a partire dal 1908 da Santu
Lussurgiu, Cagliari, Torino, Mosca, Vienna e Roma, suoi principali luoghi di residenza sino
al novembre del 1926, e negli undici anni di detenzione. Considerando anche la
corrispondenza ricevuta, il corpus molto articolato comprende 1 786 documenti che,
attraverso lasciti, ricerche e ritrovamenti fortuiti, hanno via via consentito di affinare le
conoscenze sulla sua biografia, sulle relazioni da lui intessute e sui contesti nei quali le
lettere furono redatte o ricevute e permettendoci di ritrovare pi facilmente quel filo
conduttore della sua esperienza che parte dai tempi della giovinezza e via via si
sviluppa5.

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2 Al trasferimento a Santu Lussurgiu, dove si rec per frequentare il locale ginnasio


risalgono le prime comunicazioni epistolari con la famiglia6. per a partire
dallottobre 1908 (in seguito alliscrizione al liceo Dettri di Cagliari) che Gramsci inizi a
intrattenere un regolare carteggio con i parenti a Ghilarza, abbastanza ricco da restituirci
il quadro dei rapporti familiari: da quello conflittuale con il padre, accusato di
noncuranza nel provvedere al figlio che non pu avere alcun altro mezzo se non quello
che gli viene dalla famiglia7; a quello privilegiato con la sorella Teresina compagna di
letture di giornali e riviste come la Tribuna illustrata e La Domenica del corriere 8. Del
tutto occasionale, nel periodo cagliaritano, invece la corrispondenza con la madre.
3 In questa prospettiva significativo anche il carteggio del periodo universitario a Torino,
dove giunse nel novembre 1911. Sebbene lacunosa, la corrispondenza rispecchia i
mutamenti e le cesure della vita del giovane Gramsci, a partire dallaffievolirsi dei
rapporti familiari. Il rapporto con il padre, in particolare, and via via deteriorandosi fino
allannullamento: risale al novembre 1913 lultima lettera a lui indirizzata, scritta con la
rabbia e la disperazione nel cuore9.Da questo punto di vista, gli anni tra il 1914 e il 1916
furono vissuti, come lo stesso Gramsci scrisse, come un orso di dentro e di fuori, tutto
per il cervello e niente per il cuore avendo troncato uno a uno tutti i fili che [lo]
univano al mondo e agli uomini10. Alla corrispondenza familiare si affianc in questo
periodo quella con alcuni compagni dUniversit come Cesare Berger, Giovanni Vittorio
Amoretti e soprattutto Angelo Tasca. Le lettere di questultimo, scritte fra il 1912 e il 1913,
testimoniano le prime fasi di quellamicizia... potenziale, in formazione 11, tra le pi
significative per la maturazione ideale e politica di Gramsci. La perdita delle missive a
Tasca non consente purtroppo di approfondirne maggiormente gli sviluppi. Sebbene
estremamente limitata, dalla corrispondenza di questi anni emerge anche il progressivo
aumento dellimpegno politico e giornalistico. Se alcune lettere autografe si sono
conservate presso gli archivi dei destinatari (come ad esempio la lettera ad Oddino
Morgari)12, altre sono andate probabilmente disperse a causa delle traversie che colpirono
di l a poco i rivoluzionari di professione. Inoltre, molta della corrispondenza ricevuta
nel corso della sua attivit giornalistica e politica and probabilmente perduta in seguito
alla distruzione delle sedi dei giornali presso i quali Gramsci lavor13, mentre la
dispersione della corrispondenza privata si pu attribuire a diversi fattori non da ultimo,
la partenza per Mosca (designato a rappresentare il partito presso il Comitato esecutivo
dellInternazionale comunista), in seguito alla quale Pia Carena liquid la stanzetta di
Antonio e rinchiuse in due bauli tutti i suoi libri, mai pi ritrovati 14. Non si pu
escludere che insieme ai libri vi fossero conservate anche carte ed altri effetti personali,
data la scarsit di quelli che port con s15.
4 Il periodo trascorso nella capitale sovietica fu relativamente breve, ma intenso e
determinante, sia sul piano politico che su quello personale. Com noto, poco dopo il
II Plenum dellIc, dal luglio 1922 Gramsci fu costretto a ricoverarsi a varie riprese presso il
sanatorio di Serebrjanij bor, qui conobbe prima Eugenia Schucht e poi a settembre la
sorella Giulia alla quale sarebbe rimasto legato tutta la vita16. Nonostante le difficolt
fisiche, questo fu quindi un periodo particolarmente intenso sia sul piano personale, che
politico17: la comunicazione epistolare avviata nel 1922 testimonia i tornanti del periodo
moscovita, assumendo i caratteri ufficiali delle comunicazioni di partito o quelli intimi
delle lettere damore (a loro volta intrecciate con elementi politici); prende
sostanzialmente corpo in questa fase un doppio registro di scrittura che, ad eccezione di
alcuni momenti, Gramsci manterr invariato fino allarresto, nel novembre 1926. La

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 3

corrispondenza politica, compresa quella indirizzata a lui per conoscenza, si sviluppa in


misura crescente in relazione al ruolo ricoperto da Gramsci sia in seno al partito, sia negli
organismi dellInternazionale comunista. Si tratta di lettere, manoscritte e dattiloscritte,
telegrammi e note inviate a e da Mosca nel periodo in cui il fascismo prese il potere,
quando il partito gi operava in semi-clandestinit ricorrendo a comunicazioni cifrate 18 e
usando (dal marzo 1923) pseudonimi in tutte le lettere e relazioni19.
5 Ma il flusso di corrispondenza pi intenso si svilupp in seguito al trasferimento di
Gramsci a Vienna, tanto che i sei mesi trascorsi nella capitale austriaca possono essere
considerati come il periodo pi epistolifero20 della sua vita: scrivo almeno mezza
dozzina di lettere al giorno [] Le lettere stanno diventando il mio incubo, scrisse a
Giulia nel gennaio del 192421. Questa nuova modalit di approccio alle comunicazioni
epistolari fu determinata da due esigenze fondamentali: lamore per Giulia, che di l a
pochi mesi avrebbe messo al mondo il loro primogenito Delio, e la decisione di accettare
la proposta avanzatagli dal Comintern di assumere la guida del partito, costituendo una
nuova maggioranza22. Di questo periodo conservato il fitto scambio epistolare con
Terracini, Togliatti e Scoccimarro che egli spinge a staccarsi da Bordiga per porsi
finalmente in linea con lInternazionale comunista. Altrettanto intensa si rivela la
corrispondenza dedicata alla pubblicazione dellOrdine Nuovo quindicinale e allattivit
editoriale del partito, illustrata nella prima lettera inviata allesecutivo del PcdI dopo il
suo arrivo a Vienna23. Se la corrispondenza politica di questo periodo ampiamente
conservata, quella privata si compone quasi esclusivamente delle sole lettere (autografe)
indirizzate a Giulia. Di questultima, infatti, ci sono pervenute pochissime lettere 24,
sebbene da quelle di Gramsci si evinca che ella corrispose con una certa regolarit. Questa
lacuna pone inevitabilmente una serie di interrogativi sulla conservazione delle carte di
Gramsci, per quanto sia ipotizzabile che egli le portasse con s in Italia dove torn
nellaprile 1924, dopo due anni di assenza, in seguito allelezione a deputato 25.
6 In questo periodo, dopo uninterruzione di circa dieci anni, riprese a corrispondere anche
con i familiari a Ghilarza, e principalmente con la madre26, sostegno e forza benefica27
negli anni del carcere. Tuttavia rimase Giulia la principale destinataria delle sue lettere;
una corrispondenza intensa, che conobbe solo due intervalli significativi: fra il marzo e
laprile 1925, quando Gramsci si rec a Mosca per partecipare allEsecutivo allargato
dellIc e pot finalmente conoscere il figlio Delio, e dal settembre 1925 allagosto 1926,
quando Giulia lo raggiunse a Roma con il figlio Delio e la sorella Eugenia. Tra Roma e
Mosca, la corrispondenza viaggiava tramite il corriere diplomatico cosicch quando
Gramsci si allontanava dalla citt nei giorni della posta28, doveva aspettare un nuovo
corriere e veniva affidata a Vincenzo Bianco, che, a sua volta, la consegnava a Giulia 29.
Sono significative di questo periodo anche le lettere inviate a Piero Sraffa, conosciuto a
Torino ai tempi dellOrdine Nuovo, che allepoca risiedeva a Perugia dove insegnava
economia politica presso la facolt di Giurisprudenza30. Sraffa, come noto, ebbe un ruolo
fondamentale durante la detenzione di Gramsci, parallelamente a quello ricoperto da
Tatiana Schucht, sorella maggiore di Giulia, conosciuta da Gramsci alla fine del
gennaio 1925 e unica della famiglia a restare in Italia31. Quantitativamente inferiore
rispetto al periodo precedente risulta invece la corrispondenza politica, tanto da non
rispecchiare compiutamente il ruolo assolto da Gramsci, nominato segretario generale del
partito nel Comitato centrale del 13 agosto 1924. Nonostante sia ipotizzabile la sua
supervisione del lavoro della Segreteria del partito, difficile individuare le lettere
redatte da lui: sia per lesiguit di autografi (mentre abbondano i dattiloscritti privi di

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firma), sia perch in questa fase non sono facilmente distinguibili le competenze dei
singoli organismi, in particolare della Segreteria e dellUfficio politico. Lultimo atto
ufficiale di Gramsci segretario del partito il carteggio con Togliatti dellottobre 1926, che
non concluse la sua vita di combattente, ma fu latto che segn in maniera
determinante i rapporti successivi, tanto suoi quanto del suo partito, col movimento
comunista internazionale32.
7 In seguito allarresto, avvenuto l8 novembre 1926, la corrispondenza divenne la modalit
pressoch esclusiva per le comunicazioni con lesterno, rappresentando nel contempo la
condizione primaria per la difesa e la conservazione dellidentit33. Negli undici anni
della detenzione si costituisce un corpus compatto di lettere, inviate e ricevute, che
riflette ampiamente le costrizioni e gli obblighi ai quali Gramsci era sottoposto. In
particolare, le lettere, seppur personali, divennero pubbliche, obbligandolo a una sorta
di autocensura preventiva volta a preselezionare gli argomenti, il tono, il modo, la
forma34. La scrittura risente quindi sia di quella specie di pudore35 dovuto alla
pubblicit delle lettere36, sia delle regole e dei ritmi contingentati per la loro redazione:
le limitazioni per luso della carta influivano sulla loro stessa estensione. A ci va
aggiunta anche lattenta selezione dei corrispondenti in relazione allo status giuridico a
cui i detenuti erano sottoposti. A Regina Coeli, dove Gramsci fu condotto inizialmente, e
poi ad Ustica, dove fu successivamente confinato (vi giunse il 7 dicembre 1926), non vi
erano particolari restrizioni n sul numero di lettere n sui corrispondenti ammessi. Nel
periodo trascorso sullisola in seguito ricordato come una sorta di paradiso della
libert personale in confronto alla condizione di carcerato37 , Gramsci riprese lo
scambio epistolare con Sraffa, sollecitandolo a scrivergli pi spesso, la cosa pi gradita
nella mia situazione38. Diversa la situazione dopo il trasferimento al carcere di San
Vittore a Milano, dove giunse, in seguito al mandato di cattura spiccato nei suoi
confronti, il 7 febbraio 192739. Nel carcere milanese, in quanto detenuto in attesa di
giudizio, fu sottoposto a regole pi restrittive: poteva scrivere in cella avendo a
disposizione 4-5 ore di tempo40 due volte alla settimana. Non vi erano per restrizioni sui
destinatari, tanto che pot liberamente corrispondere anche con i compagni di partito
rimasti a Ustica, fra i quali Giuseppe Berti e Amadeo Bordiga41. Numerose sono anche le
cartoline che egli ricevette dai compagni di partito fuoriusciti allestero: a questo periodo
risale la consegna della strana lettera inviata da Ruggero Grieco. La monotonia e la noia
prodotte dalla solitudine e dal vedere sempre le stesse cose e dal fare sempre gli stessi
atti42 erano quindi interrotte da questa molteplice corrispondenza, sulla quale come
ebbe a ricordare in seguito tutti i miei pensieri, durante la settimana, erano
concentrati43. La possibilit di comunicare con diversi corrispondenti, sussistente anche
dopo il trasferimento a Roma, si interruppe in seguito alla sentenza di condanna emessa
dal Tribunale speciale44. A Turi, dove giunse il 19 luglio 1928, in quanto condannato in via
definitiva Gramsci aveva il permesso di scrivere esclusivamente ai familiari e, fino al
luglio 1931, una sola lettera ogni quindici giorni: in un locale comune, su dei banchi da
scuola e bisogna fare il pi in fretta che possibile45. Queste limitazioni lo indussero a
sfruttare al massimo la carta che gli veniva consegnata redigendo sullo stesso foglio due
lettere solitamente una parte era indirizzata a Tatiana e laltra a rotazione alla moglie o
ad uno dei membri della famiglia dorigine in modo da mantenere vivi i rapporti e
facilitare la circolazione delle informazioni. Tania, divenuta in questi anni la sua
corrispondente pi assidua e diligente46, riceveva le lettere scritte da Gramsci
comprese quindi quelle indirizzate a Mosca o a Ghilarza che provvedeva poi a
trascrivere in pi copie e a smistare fra i diversi destinatari. Non questa la sede per

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ricostruire la complessit dei rapporti epistolari tenuti da Gramsci negli anni trascorsi a
Turi; ci limitiamo a ricordare lampiezza dellintero carteggio (composto da pi di
900 lettere in entrata e in uscita), che si assottigli in seguito al trasferimento prima a
Formia, presso la Clinica Cusumano, e poi a Roma, presso la Clinica Quisisana. Dal
novembre 1933, quando lasci il carcere di Turi, fino alla morte, il 27 aprile 1937, la
corrispondenza di Gramsci si limita esclusivamente a quella con la moglie con la quale,
negli anni precedenti, era stata talmente altalenante da non produrre mai una
corrispondenza effettiva e concreta47 e con i figli Delio e Giuliano.

Le edizioni delle lettere di Gramsci


8 La corrispondenza di Gramsci risulta dunque composta da blocchi diversificati, formatisi
e conservati in periodi e luoghi diversi. Una minima parte della documentazione dei primi
anni giovanili stata custodita a Ghilarza e parte di quella relativa alla sua attivit
politica, a partire dal 1920, nei fondi dellarchivio del Comintern. Diverso invece il
percorso delle carte del carcere, che alla morte di Gramsci furono inviate a Mosca da
Tatiana per poi tornare in Italia fra il 1945 e il 194748. Nel maggio 1947, in occasione del X
anniversario della morte di Gramsci, leditore torinese Einaudi pubblic le Lettere dal
carcere, curate da Felice Platone sotto la supervisione di Togliatti49. Lopera era frutto di
un lavoro decennale: gi nel numero di maggio-giugno 1937, Lo Stato operaio aveva
infatti pubblicato alcune lettere su Benedetto Croce, scritte da Gramsci nel 193250,
presentandole come anticipazione della pubblicazione dellepistolario del carcere 51. Per
contro la disputa apertasi dopo il rientro a Mosca di Tatiana nel dicembre 1938 fra il
partito e la famiglia Schucht per la gestione del patrimonio letterario del compagno
Gramsci52 ostacol il lavoro di edizione che riprese solo alla fine del 1939 in vista di una
nuova pubblicazione delle lettere su Lo Stato operaio. Con lo scoppio della guerra, il
lavoro editoriale si interruppe e fu ripreso solo in seguito al rientro in Italia di Platone e
Togliatti. Ledizione einaudiana (una selezione di 218 lettere alcune delle quali non
integrali) fu pensata come una introduzione generale agli scritti53 e comprendeva sia le
lettere carcerarie provenienti dal blocco precedentemente in possesso di Giulia e Tatiana,
sia alcune lettere inviate a Ghilarza o ad altri destinatari, recuperate grazie alle
trascrizioni fatte da Tatiana o alle donazione di compagni di partito, come nel caso delle
lettere a Berti54. Una nuova stagione editoriale inizi nei primi anni Sessanta grazie
allimpegno di Togliatti nel recupero della documentazione. Lo spartiacque costituito
dal volume su La formazione del gruppo dirigente del partito comunista italiano nel 1923-1924 55,
nel quale veniva ricostruita la storia del PcdI nei suoi primi anni di vita attraverso il
carteggio intercorso fra i suoi diversi membri56. Contemporaneamente, nel maggio 1962,
furono pubblicate a pi riprese su Rinascita le lettere scritte a Giulia fra il 1922 e
il 1926, alcune delle quali consegnate da poco al segretario del Pci 57. Ad incrementare
ulteriormente il corpus documentario di Gramsci conservato dal partito contribu anche
Carlo Gramsci che, nel giugno 1963, consegn a Togliatti, parzialmente e principalmente
in copia, le lettere inviate da Antonio a Ghilarza durante la detenzione. Il recupero della
documentazione fu dunque una delle premesse per le ultime iniziative editoriali nate su
impulso di Togliatti: la pubblicazione nel 1964 dellantologia mondadoriana 2 000 pagine di
Gramsci, nella quale apparvero nuove lettere pre-carcerarie, e la nuova edizione delle
Lettere dal carcere pubblicata nel 1965, che si distaccava dalla precedente sia per la
consistenza (428 lettere), sia per la pubblicazione integrale dei testi 58. Negli anni Settanta,

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un contributo ulteriore alla ricostruzione della biografia di Gramsci e dei suoi carteggi
venne dalle ricerche di Giovanni Somai59, che arricch il lavoro sulla formazione del
gruppo dirigente del PcdI iniziato da Togliatti. Una nuova edizione delle Lettere dal carcere
si ebbe sul finire degli anni Ottanta, con la pubblicazione per lUnit dellintera
edizione einaudiana del 1965, a cui si aggiungevano una serie di lettere non rintracciate
e non disponibili allepoca60. Solo nel 1992 furono invece pubblicate in volume le lettere
dal 1908 al 1926, molte delle quali edite per la prima volta. A partire dalla met degli anni
Novanta, lattivit editoriale intorno alle lettere di Gramsci ricevette un ulteriore impulso
grazie alla documentazione conservata negli archivi ex-sovietici61 e presso i familiari di
Gramsci a Ghilarza; a queste si aggiunsero le lettere di Tatiana Schucht alla famiglia a
Mosca, donate a partire dal 1991 prima da Giuliano Gramsci e poi da Antonio Gramsci jr.
Questultima si rivelava illuminante non solo sul ruolo svolto da Tatiana durante la
detenzione di Gramsci, ma anche sulla realt dei rapporti politici e delle dinamiche
familiari aventi ad oggetto il prigioniero. La pubblicazione, nel 1997, del carteggio fra
Gramsci e Tatiana dal 1926 al 1935 ne fece emergere tutta la complessit, restituendoci la
lettura della corrispondenza gramsciana non come un romanzo in forma epistolare, ma
da un punto di vista dialogico o dialettico sostanziato dalla presenza di un
interlocutore o un avversario in concreto62.
9 in questo contesto che alla fine del 1996, si istituisce con decreto del Presidente della
Repubblica lEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci, finalizzata alledizione critica
dellintero corpus degli scritti di Gramsci. La sezione dedicata allepistolario prevede la
pubblicazione della corrispondenza inviata e ricevuta da Gramsci, compresa quella a lui
inviata per conoscenza, dal 1906 al 1937, e dei carteggi paralleli, ovvero la
corrispondenza di Tatiana con la famiglia a Mosca, con la famiglia Gramsci a Ghilarza, e
con Sraffa. La suddivisione in volumi tiene conto in primo luogo delle scansioni
biografiche di Gramsci, ma anche della consistenza quantitativa della corrispondenza
pervenutaci. Pertanto, il primo volume, dal 1906 al 1922, contiene la corrispondenza dei
periodi trascorsi da Gramsci a Santu Lussurgiu, Cagliari, Torino e della prima fase del
soggiorno moscovita; il secondo, relativo al periodo trascorso a Mosca nel 1923; il terzo,
dal dicembre 1923 al maggio 1924, conterr il fittissimo carteggio da Vienna; il quarto dal
rientro in Italia fino al dicembre 1925; il quinto dal gennaio 1926 fino allarresto. Il
periodo del carcere stato suddiviso in parti corrispondenti ai tre principali periodi della
sua vita carceraria: il sesto volume andr dallarresto alla condanna (novembre 1926-
luglio 1928); il settimo, relativo al quinquennio di reclusione nel carcere di Turi, coprir il
periodo corrente dal luglio 1928 al novembre 1933; infine, lottavo sar dedicato agli anni
trascorsi in clinica prima a Formia e poi a Roma, dal novembre 1933 allaprile 1937. Data
la lacunosit della documentazione e la difficolt di reperirla, prevista la pubblicazione
di un volume di addenda.
10 Ad oggi sono stati pubblicati i primi due volumi, comprendenti per la prima volta le
lettere indirizzate a Gramsci, e, in appendice, anche le lettere a lui giunte per conoscenza
in modo da restituire nel complesso il flusso della corrispondenza. I volumi dimostrano
quanto il reinserimento della corrispondenza nella trama originaria e la restituzione del
dialogo fra i corrispondenti siano necessari per la ricostruzione della biografia di Gramsci
e concorrano a demolire certezze lungamente sedimentate. Daltro canto lo illustra
ampiamente la Nota al testo premessa ai due volumi , la redazione di unopera cos
complessa, frutto di un intenso lavoro di quipe, presenta numerosi problemi connessi
non solo al recupero della documentazione, ma anche alla resa dei testi, alla datazione

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delle missive, allindividuazione degli scriventi e dei destinatari non sempre espliciti nelle
copie superstiti (pervenuteci senza le buste, molte le copialettere non firmate, qualche
volta mutile o deteriorate, ecc.). La documentazione stata mappata indicando da un lato
le lettere possedute e dallaltro quelle note. Per quanto riguarda le prime, i curatori
hanno svolto inizialmente le ricerche nei due principali fondi archivistici conservati
presso la Fondazione Istituto Gramsci: larchivio Gramsci e larchivio del PcdI (fondo 513,
secondo la numerazione data dagli archivisti russi), dove conservata la corrispondenza
fra il gruppo dirigente del partito in Italia, i suoi rappresentanti a Mosca e gli organismi
del Comintern, oltre a relazioni e note informative sullItalia e sulla vita del partito. Il
possesso parziale e in copia di questa documentazione ha influito sul lavoro di
individuazione e di edizione della corrispondenza anche per le numerose difformit
formali fra manoscritti e dattiloscritti. Ad esempio, dei manoscritti non si avevano gli
originali cartacei e ci rendeva difficile la leggibilit del documento; dei dattiloscritti,
invece, erano disponibili prevalentemente copie o minute prodotte, nella semi-
clandestinit prive di firma, mentre le versioni finali, dotate di timbri e sigle di
protocollo, erano conservate solo in alcuni casi. Inoltre, in alcuni casi, le lettere
individuate si presentano incomplete o frammentate in pi fascicoli. Per poterle
restituire nella loro versione finale stato quindi necessario compiere ulteriori ricerche
presso il fondo originale conservato a Mosca63. il caso della lettera di Gramsci e Egidio
Gennari al Ce del PcdI del 29 marzo 1923, della quale sono state rinvenute tre differenti
stesure da integrare: una versione dattiloscritta, ma incompleta; un manoscritto di
Gramsci sempre incompleto; una versione dattiloscritta completa ma priva di firme 64.
Oltre che nel fondo del PcdI, le ricerche sono state svolte negli altri fondi del Comintern:
da quello contenente la documentazione degli Organismi dirigenti dellIc (495) al fondo
Antonio Gramsci (519). A queste si sono aggiunte le ricerche condotte nei fondi di polizia
conservati presso lArchivio Centrale dello Stato. Particolarmente proficua per la
corrispondenza ricevuta si rivelata la ricerca nella serie gi nota Documenti
sequestrati al Partito comunista dItalia dalla Questura di Milano (1922-1925)65, il cui
sequestro avvenuto a Milano probabilmente fra il 1926 e il 1927 ha consentito
paradossalmente che fosse conservato, in Italia, lunico spezzone in originale dellarchivio
del Ce del PcdI. Insieme a questi documenti erano state rinvenute anche numerose
lettere cifrate, poi trasmesse alla polizia scientifica per la decifrazione. La relazione della
scientifica, conservata in un fascicolo sinora trascurato dagli storici 66, oltre a descrivere
linsieme del materiale sequestrato trascrive le molte missive decifrate, tra cui una lettera
inviata da Gramsci ai compagni del Ce il 15 novembre 1923, alla vigilia della sua partenza
per Vienna, finora inedita67. Si cercato di accertare lesistenza di archivi personali di
coloro che furono in contatto con Gramsci o che fossero stati suoi corrispondenti, la cui
importanza si pu percepire dallesempio dellarchivio personale di Jules Humbert-Droz,
in cui stata trovata una lettera inedita di Gramsci del 3 gennaio 192168. Non meno
complessa stata lindividuazione del noto. Si dovuto tener conto non solo dei volumi di
lettere di Gramsci gi editi, ma anche della corposa letteratura su Gramsci e sul partito
comunista, che nel corso degli anni ha contributo a segnalare, a volte riportandole
ampiamente, molte lettere di Gramsci e dei suoi corrispondenti69. Nel primo volume dell
Epistolario sono state pubblicate 10 lettere di cui non stato possibile ritrovare loriginale
o una riproduzione anastatica e quindi sono state ristampate nelle versione nota. Tra
queste la lettera di Giuseppina Marcias a Gramsci del novembre 191270 e quella inviata nel
settembre 1922 da Gramsci a Trockij, che la pubblic nel suo libro Literatura i revoljucija 71.
Ma il caso pi rilevante riguarda la lettera per la fondazione dellUnit, pubblicata da

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Stefano Merli su Rivista storica del socialismo, priva per delle segnature archivistiche
e mai pi rintracciata72. Ogni lettera introdotta da una nota contenente la segnatura
archivistica (o lindicazione Manca il testimone) e da una nota bibliografica, in cui si d
conto delle pubblicazioni precedenti. Sebbene unattenta analisi della corrispondenza
abbia consentito di individuare nuova documentazione, difficile pensare che essa possa
essere reperita in toto. Innanzitutto essa conservata in diversi archivi pubblici e privati
spesso irraggiungibili. In alcuni casi, poi accertato che le lacune siano incolmabili: il
caso, ad esempio, degli anni trascorsi da Gramsci a Torino e, come si gi detto, del lungo
periodo della sua attivit giornalistica nella stampa socialista prima e comunista poi.
Lattenzione dedicata al ripristino dei testi e alle numerose annotazioni presenti in essi ha
favorito stimolanti interazioni, come nel caso della lettera di Terracini dell8 febbraio
1923, inviata al Ce dellIc e in copia a Gramsci73, in cui erano presenti numerose
sottolineature, puntualmente segnalate nellapparato filologico. Infatti, nella lettera a
Togliatti del 27 gennaio 1924, Gramsci racconta che le sottolineature furono applicate da
lui lapis alla mano davanti a Fortichiari per mostrare le frasi che lInternazionale aveva
ritenuto offensive per la loro leggerezza74. Per le datazioni, ove non presenti, stato
fondamentale lesame approfondito dellintera corrispondenza e lincrocio fra le diverse
fonti. Tale approccio ha consentito di leggere con occhi diversi documenti gi noti,
confermando ladagio che niente pi inedito delledito. il caso della lettera di
Gramsci a Giulia con la quale si era soliti far iniziare il carteggio fra i due, collocandola
allagosto del 192275. La lettera presentava numerose incongruenze sia con la biografia di
Gramsci il riferimento allimminente partenza, ad esempio, non trovava conferma a
quella data sia con quanto da lui testimoniato, quando, avendo ricevuto in carcere una
foto giovanile della moglie, ricordava di aver conosciuto Giulia nel settembre del 1922 76.
Ci ha permesso di ridatare la lettera collocandola allanno successivo77. Su questa base si
potuto rileggere le lettere del 1923 gi note come lettere indirizzate a Giulia e accorgersi
che erano sempre prive dellindicazione della destinataria; ma soprattutto stato pi
agevole rilevare come il loro tono ed il loro contenuto variasse a tal punto da far supporre
che fossero indirizzate a due diverse persone. Lindividuazione di queste differenze e
attenti riscontri documentari hanno consentito di riconoscere in Eugenia Schucht la
destinataria di tre lettere del gennaio-febbraio 192378. Numerose novit sono emerse
anche dalle ricerche per gli apparati collocati in calce ai volumi, composti da una
cronologia della vita di Gramsci relativa agli anni della corrispondenza raccolta nel
volume e dalle voci biografiche di tutte le persone citate nelle lettere (oltre 250 nel primo,
pi di 200 nel secondo). Si cercato di identificare il maggior numero di personaggi meno
noti; in particolare, per ricostruire la parentela e le conoscenze scolastiche degli anni
della giovinezza in Sardegna, si sono rese necessarie ricerche presso gli archivi locali 79
che hanno permesso di ricostruire la rete delle amicizie di Gramsci e il loro clima
spirituale80.
11 Di diverso registro il lavoro inerente ai due volumi attualmente in preparazione: la
corrispondenza di Turi e i carteggi paralleli. La scelta di pubblicare il volume relativo al
quinquennio luglio 1928 - novembre 1933 prima di altri nasce dal fatto che la
corrispondenza di questo periodo conservata in misura pressoch completa, come si
evince dai richiami interni al carteggio, dal rispetto delle scadenze nelle quali il detenuto
aveva possibilit di scrivere e dallesiguo numero di corrispondenti autorizzati dalla
direzione carceraria. Se per gli anni in questione, non sembrano esserci eccessive lacune
documentarie da colmare, problemi rilevanti si presentano nella ricostruzione dei nessi
con le note dei Quaderni, con le richieste e larrivo delle pubblicazioni conservate nel suo

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fondo bibliografico, con le riflessioni che Gramsci compie sulla sua vita presente e
passata. Una fonte imprescindibile costituita dalla corrispondenza intercorsa
parallelamente fra i diversi membri della famiglia di Gramsci e fra Tatiana e Sraffa 81, in
cui sono presenti tali elementi di novit per illuminare gli anni trascorsi da Gramsci in
carcere, da indurre i responsabili dellEdizione nazionale a mettere in cantiere i due
volumi contemporaneamente, per favorire la ricostruzione pi puntuale possibile della
vicenda carceraria di Gramsci. Per assistere il prigioniero economicamente e moralmente
e ricevere da lui notizie a partire dalla fine del 1928, quando fu codificato il ruolo di
intermediazione di Tatiana e di Sraffa82, il partito e la famiglia avevano attivato nuovi
canali di comunicazione. Il carteggio fra Tatiana e Sraffa ha avvio il 10 gennaio 1929 83 e
continu fino al 1938. Parallelamente, durante gli anni di detenzione di Gramsci e ancor
pi dopo la sua morte, Tatiana corrispose con la sua famiglia a Mosca in misura via via pi
intensa. Le sue lettere in parte completano e definiscono passaggi e chiaroscuri presenti
nelle lettere scritte da Gramsci in carcere e, specie a partire dal 1934, forniscono
informazioni determinanti per ricostruire la biografia di Gramsci a Formia e Roma.
12 Le lettere di Gramsci, ricollocate nel contesto dialogico nel quale furono scritte,
acquistano cos una intelligibilit pi compiuta e lEpistolario dellEdizione nazionale
fornir un contributo prezioso per rileggerne, con occhi nuovi, la biografia e gli scritti.

NOTE
1. A Giulia Schucht, 20 maggio 1929, in A. GRAMSCI, Lettere dal carcere, a cura di
S. Caprioglio e E. Fubini, Torino, Einaudi, 1965, p. 274.
2. A Tatiana Schucht, 9 dicembre 1926, in A. GRAMSCI, T. SCHUCHT, Lettere 1926-1935, a cura di
C. Daniele e A. Natoli, Torino, Einaudi, p. 6.
3. Sulla storia dellarchivio, si rinvia a E. LATTANZI, Larchivio Antonio Gramsci: criteri di
riordinamento di un totem di carte, in Nuovi annali della rivista per archivisti e
bibliotecari, Anno XXVII, 2013, pp. 177-194.
4. Dal conteggio sono escluse gran parte delle lettere politiche conservate nei diversi
fondi dellarchivio del Comintern, presso il Rossijskij gosudarstvennyj archiv socialno-
politieskoj istorii (RGASPI, Archivio statale russo per la storia socio-politica) di Mosca e
in copia presso la Fondazione Istituto Gramsci (dora in avanti FIG). Sulla consistenza
complessiva dellarchivio Gramsci, si rimanda alla scheda fondo consultabile al sito:
http://guida.archivigramsci.it/index.php?
option=com_content&view=article&id=41&Itemid=3 (url attivo al 14 ottobre 2015).
5. P. TOGLIATTI, Il leninismo nel pensiero e nellazione di A. Gramsci (Appunti), ora in ID., La
politica nel pensiero e nellazione, a cura di G. Vacca e M. Ciliberto, Milano, Bompiani, 2014,
p. 1122.
6. A. GRAMSCI, Epistolario, I, (1906-1922), a cura di G. Luzzatto Voghera, D. Bidussa, F. Giasi e
M. L. Righi, con la collaborazione di L. P. DAlessandro, B. Garzarelli, E. Lattanzi e F. Ursini,
Roma, Istituto dellEnciclopedia italiana, 2009, pp. 3-6 (dora in avanti Epistolario, I).

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7. Al padre, 24 maggio 1910, ivi, p. 42.


8. Si vedano ad esempio le lettere a Teresina, ivi, p. 17 e p. 33.
9. Al padre, ivi, p. 151.
10. A Grazietta [1916], ivi, p. 166.
11. Tasca a Gramsci, [26/29 agosto 1912], ivi, p. 110.
12. Ivi, p. 172.
13. Un piccolo nucleo di documenti relativi allavvio della pagina torinese dellAvanti!
stato recentemente individuato nel fondo G.M. Serrati, in copia presso la FIG; cfr.
M. L. RIGHI, Gli esordi di Gramsci al Grido del popolo e allAvanti! (1915-1916), Studi storici,
3, 2014, pp. 727-757.
14. Pia Carena Leonetti. Una donna del nostro tempo, a cura di C. Pillon, Firenze, La Nuova
Italia, 1969, p. 16. Un riferimento ai miei libri di Torino contenuto nella lettera a
Scoccimarro da Vienna del 10 dicembre 1923, A. GRAMSCI, Lettere 1908-1926, a cura di
A. A. Santucci, Torino, Einaudi, 1992, pp. 136-138.
15. A. LEONETTI, Note su Gramsci, Urbino, Argala, 1970, p. 86; cfr. anche F. GIASI, Problemi di
edizione degli scritti pre-carcerari, Studi Storici, 4, 2011, pp. 838-839.
16. Sul legame fra Gramsci e le sorelle Schucht a Mosca, cfr. M. L RIGHI, Gramsci a Mosca tra
amori e politica (1922-1923), ivi, 2011, pp. 1001-1032.
17. Giunto nel maggio 1922, Gramsci sarebbe dovuto rientrare in Italia nel gennaio 1923,
ma a causa del clima politico e delleventualit di un mandato di cattura che venne poi
spiccato nel mese di marzo , rimase a Mosca fino al novembre successivo. Cfr. A. GRAMSCI,
Epistolario, II (gennaio-novembre 1923), a cura di D. Bidussa, F. Giasi e M.L. Righi, con la
collaborazione di L. P. DAlessandro, E. Lattanzi e F. Ursini, Roma, Istituto
dellEnciclopedia italiana, 2011, pp. 9-10 (dora in avanti Epistolario, II). Cfr. inoltre A.
CARLUCCI e C. BALISTRERI, I primi mesi di Gramsci in Russia: giugno-agosto 1922, in Belfagor,
66/6, 2011, pp. 645-658.
18. Epistolario, I, p. 202 e 265; Epistolario, II, p. 11 e 160.
19. Ivi, p. 263.
20. A Berti, 31 ottobre 1927, in A. GRAMSCI, Lettere dal carcere, a cura di A. A. Santucci,
Palermo, Sellerio, 1996, p. 128.
21. A Giulia, 1o gennaio 1924 in ID., Lettere 1908-1926, cit., p. 158.
22. Cfr. P. TOGLIATTI, La formazione del gruppo dirigente del partito comunista italiano nel
1923-1924, Roma, Editori Riuniti, 1962.
23. A. GRAMSCI, Lettere 1908-1926, cit., pp. 132-134.
24. Nel fondo Giulia Schucht sono conservati 7 autografi collocabili fra laprile 1924 e il
settembre 1925; di questi, due sono sicuramente minute di lettere non spedite. Degli altri,
invece, non si riusciti a stabilire con esattezza il loro inoltro a Gramsci.
25. Tale ipotesi appare suffragata da una lettera a Giulia del 30 giugno 1924, in cui
Gramsci fa riferimento alla rilettura di molte tue lettere, ivi, p. 361.
26. Alla madre, 7 giugno 1924, ivi, p. 352.
27. Alla madre, 15 gennaio 1931, Lettere dal carcere, cit., p. 427.
28. A Giulia, 26 novembre 1924, Lettere 1908-1926, cit., p. 400.
29. A Bianco, lettere del 22 giugno e 14 luglio 1924, ivi, p. 354 e 367.

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30. Cfr. N. NALDI, Sraffa a Perugia: novembre 1923-febbraio 1926, Il pensiero economico
italiano, 4/1998, pp. 105-131.
31. A. GRAMSCI, Lettere 1908-1926, cit., p. 412.
32. G. VACCA, Vita e pensieri di Antonio Gramsci, Torino, Einaudi, 2012, p. 23. Per il carteggio
del 1926 si rinvia, da ultimo, a Gramsci a Roma, Togliatti a Mosca, a cura di C. Daniele,
Torino, Einaudi, 1999.
33. S. CHEMOTTI, Oltre lHortus conclusus: le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, in Alla
lettera. Teorie e pratiche epistolari dai Greci al Novecento, a cura di A. Chemello, Milano,
Guerini, 1998, p. 422.
34. A. GRAMSCI, Lettere 1908-1926, cit., p. 446.
35. A Tatiana, 9 dicembre 1926, Lettere 1926-1935, p. 5.
36. A Tatiana, 4 maggio 1931, ivi, p. 705.
37. Alla madre, 15 dicembre 1930, Lettere dal carcere, p. 387.
38. A Sraffa, 2 gennaio 1927, ivi, p. 32.
39. Gramsci affid la corrispondenza ricevuta a Pietro Ventura, il quale a sua volta la
consegn a Virginio Borioni. A questultimo Gramsci scrisse il 7 maggio 1928 per
rintracciare la corrispondenza e i libri. La corrispondenza vorrei proprio riaverla (
Lettere dal carcere, cit., p. 188). Ancora il 30 luglio 1928, chiese alla cognata di intervenire
presso Borioni il quale ha in consegna i libri da me lasciati a Ustica al momento
dellarresto. A Ustica ho lasciato anche della corrispondenza; Lettere 1926-1935 , p. 237.
40. A Tatiana, 17 dicembre 1928, ivi, p. 290.
41. La documentazione attualmente conservata permette di ricostruire, seppur
parzialmente, soltanto il carteggio fra Gramsci e Berti. Totalmente mancante la
corrispondenza inviata a Bordiga. Nel 1965, Cesare Marcucci, interpellato da Elsa Fubini
in merito al periodo trascorso da Gramsci a Ustica, afferm: Berti [] venne pi tardi da
Lampedusa, ma gi Gramsci era stato arrestato e tradotto a Milano. Tuttavia egli entr in
possesso delle lettere inviate da Gramsci a Bordiga, non so se di tutte o di parte di esse ;
FIG, Gramsci dopo la morte.
42. Alla madre, 23 settembre 1929, Lettere dal carcere, cit., p. 285.
43. A Tatiana, 16 dicembre 1929, Lettere 1926-1935, p. 426.
44. Sulle fasi del processo, cfr. L. P. DALESSANDRO, I dirigenti comunisti davanti al Tribunale
speciale, Studi storici, 2, 2009, pp. 481-553.
45. A Tatiana, 17 dicembre 1928, Lettere 1926-1935, p. 290.
46. A Tatiana, 3 ottobre 1932, ivi, p. 1087.
47. A Giulia, 6 ottobre 1930, Lettere dal carcere, cit., p. 358.
48. Cfr. Togliatti editore di Gramsci, a cura di C. Daniele, Roma, Carocci, 2005.
49. A. GRAMSCI, Lettere dal carcere, Torino, Einaudi, 1947. Sulla prima edizione delle lettere e
sulla selezione dei testi, cfr. Togliatti editore, cit., pp. 27-29.
50. Benedetto Croce giudicato da Antonio Gramsci in Lo Stato operaio, maggio-giugno 1937,
pp. 290-297.
51. Cfr. F. GIASI, Leredit di Antonio Gramsci, in P. TOGLIATTI, La politica nel pensiero e
nellazione, cit., p. 936.

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 12

52. Cfr. S. PONS, Laffare Gramsci-Togliatti a Mosca (1938-1941), Studi storici, 1, 2004,
pp. 83-117.
53. Lettera di Platone a Giulio Einaudi del 4 novembre 1946, in Togliatti editore, cit., p. 76.
54. Le lettere furono trasmesse da Berti a Togliatti con il seguente biglietto senza data:
Nel 1927-28 Ant. mi ha scritto una ventina di lettere. Ne rimangono nove o dieci. Ti
mando queste, spero che le altre mi arriveranno []. Delle venti un paio furono
censurate, le altre sono andate, credo, perdute nel corso delle varie traduzioni,
perquisizioni ecc. FIG, Gramsci dopo la morte.
55. P. TOGLIATTI, La formazione del gruppo dirigente del Partito comunista italiano nel 1923-24,
Milano, Feltrinelli, 1961 (Annali, III, 1960).
56. Le carte provenivano dallarchivio del partito comunista italiano a Mosca e
dallarchivio Tasca, che come noto, conserva numerosi documenti dellarchivio del PcdI
trascritti da Tasca. Sulla vicenda, cfr. L. P. DALESSANDRO, Due archivi, una storia. Le carte
Angelo Tasca alla Fondazione Istituto Gramsci e alla Fondazione Giangiacomi Feltrinelli, in Il
fascismo in tempo reale: studi e ricerche di Angelo Tasca sulla genesi e levoluzione del regime
fascista 1926-1938, a cura di G. Vacca e D. Bidussa, Milano, Feltrinelli, 2014 (Annali,
XLVIII, 2012), pp. 91-106.
57. Togliatti editore, cit., p. 40.
58. A. GRAMSCI, 2 000 pagine di Gramsci, a cura di G. Ferrata e N. Gallo, vol. II, Lettere edite e
inedite (1912-1937), Milano, Il Saggiatore, 1964; ID., Lettere dal carcere, cit.
59. Cfr. G. SOMAI, Gramsci a Vienna. Ricerche e documenti, 1922-1924, Urbino, Argala, 1979; ma
si veda anche il successivo ID., La formazione del gruppo dirigente di centro e il ruolo di
Bordiga. Carteggio 1923, Storia contemporanea, 4-5/1980, pp. 657-671.
60. A. GRAMSCI, Lettere dal carcere, Roma, lUnit, 1988, p. 3. I due volumi erano stati
preceduti dalla pubblicazione di ID., Nuove lettere di Antonio Gramsci: con altre lettere di Piero
Sraffa, a cura di A. A. Santucci, Roma, Editori Riuniti, 1986.
61. Cfr. L. GIUVA, Nuovi documenti allarchivio dellIstituto Gramsci di Roma, IG Informazioni,
3/1990, pp. 75-81.
62. A Tatiana, 15 dicembre 1930, Lettere 1926-1935, p. 626. La necessit di disporre anche
della corrispondenza ricevuta era gi stata sottolineata in A. NATOLI, Antigone e il
prigioniero. Tania Schucht lotta per la vita di Gramsci, Roma, Editori Riuniti, 1990.
63. Le ricerche sono state svolte da Derek Boothman mentre attendeva al suo volume di
traduzione delle lettere, A Great and Terrible World: Gramscis Pre-Prison Letters (1908-1926),
London, Lawrence & Wishart, 2014.
64. Epistolario, II, pp. 75-81.
65. Archivio centrale dello Stato, Ministero dellInterno, Direzione generale di Pubblica
sicurezza, Divisione affari generali e riservati, Documenti sequestrati al partito comunista
dItalia (1922-1925).
66. Ivi, Archivio generale, Atti speciali (1898-1940), Atti sequestrati dalla Questura di
Milano e da questa trasmessi al capo della Polizia in data 31.III.1927.
67. Epistolario, II, pp. 134-136.
68. Epistolario, I, p. 194.

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 13

69. Strumento essenziale si rivelata la bibliografia gramsciana online, curata da


J. Cammett, F. Giasi e M. L Righi, che attualmente conta pi di 19 000 titoli. La banca dati
consultabile dal sito della FIG allindirizzo www.fondazionegramsci.org.
70. Gramsci vivo nelle testimonianze dei suoi contemporanei, a cura di M. Paulesu Quercioli,
Milano, Feltrinelli, 1977, p. 19; ora in Epistolario, I, p. 156.
71. Ivi, pp. 248-251.
72. Epistolario, II, pp. 126-128. Subito dopo la pubblicazione, non essendone stata
individuata una copia nellarchivio del Pci, Togliatti ne chiese la collocazione ricevendo,
per il tramite di Giuseppe Del Bo, solo la generica indicazione che essa si trovava in copia
dattiloscritta presso gli Archivi di Stato di Roma. Proviene probabilmente dal dossier
Gramsci che esiste presso questi archivi, ma che non si riesce ad avere in visione, cfr.
Togliatti editore, pp. 185 e 186-187.
73. Epistolario, II, pp. 191-198.
74. P. TOGLIATTI, La formazione, cit., p. 176.
75. Si veda, da ultimo, la pubblicazione in Lettere 1908-1926, cit., p. 102.
76. A Tatiana, 24 agosto 1931, Lettere 1926-1935, p. 770.
77. Epistolario, II, p. 123.
78. Sulla vicenda, cfr. M. L. RIGHI, Gramsci a Mosca fra amori e politica, cit.
79. Le ricerche sono state svolte da Luigi Manias.
80. C. NATOLI, Il primo volume dellEdizione critica dellEpistolario, Studi storici, 4, 2011,
p. 994.
81. La corrispondenza inviata a Mosca e a Ghilarza era stata in parte edita in T. SCHUCHT,
Lettere ai familiari, a cura di M. Paulesu Quercioli, Roma, Editori Riuniti, 1991. Nello stesso
anno furono anche pubblicate le lettere inviate da Sraffa a Tatiana, mentre le lettere di
questultima furono utilizzate solo parzialmente; cfr. P. SRAFFA, Lettere a Tania per Gramsci,
a cura di V. Gerratana, Roma, Editori Riuniti, 1991.
82. Alla seconda met di settembre del 1928, risale infatti il primo incontro fra i due; cfr.
N. NALDI, Two Notes on Piero Sraffa and Antonio Gramsci, Cambridge Journal of Economics,
36/6, 2012, pp. 1405-1406. Sui sospetti generati nella polizia fascista dallattivit di Sraffa,
cfr. E. LATTANZI e N. NALDI, Documents on Piero Sraffa at the Archivio Centrale dello Stato and at
the Archivio Storico Diplomatico, Centro Sraffa Working Paper, n. 12, settembre 2015
(consultabile al link http://www.centrosraffa.org/cswp_details.aspx?id=13).
83. G. VACCA, Vita e pensieri, cit., p. 61.

RIASSUNTI
Le Lettere di Gramsci sono ormai un classico del Novecento. Eppure, dalle prime lettere giovanili,
passando per gli anni trascorsi a Torino, Mosca e Vienna, egli ebbe un rapporto non sempre
costante con lepistolografia, che assunse invece un ruolo centrale negli anni del carcere. La
sezione Epistolario dellEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci attende alla pubblicazione

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LEdizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Vecchi problemi e nuov... 14

integrale e critica dellintero corpus delle lettere attraverso un lavoro di progressivo recupero
della documentazione e unattenta ricostruzione storica e filologica dei contesti e delle fasi in cui
le lettere furono redatte e ricevute. LEdizione nazionale si pone in tal modo lobiettivo di restituire
la corrispondenza gramsciana da un punto di vista dialogico o dialettico, per usare le stesse
parole di Gramsci, ricostruendo nella loro complessit i dialoghi su carta da egli intrattenuti
nel corso della sua vita.

Les Lettres de Prison de Gramsci constituent dsormais un classique du xx e sicle. Pourtant, des
premires lettres de jeunesse en passant par les annes vcues Turin, Moscou et Vienne, la
relation qua entretenue Gramsci avec lcriture pistolaire na pas toujours t constante, alors
quelle assumera un rle de premier plan durant les annes de son incarcration. La section
Epistolario (Correspondance) de ldition nationale des uvres dAntonio Gramsci est la publication
intgrale et critique de la totalit du corpus des lettres, travers un travail de rcupration
progressive de la documentation ainsi quune reconstruction historique et philologique dtaille
des contextes et des phases au sein desquels les lettres furent rdiges et reues. De cette faon, l
dition nationale se fixe comme objectif de restituer la correspondance gramscienne dun point
de vue dialogique et dialectique , selon les termes de Gramsci lui-mme, reconstituant, dans leur
complexit, les dialogues sur papier quil a entretenus au cours de sa vie.

Gramscis Letters are now a twentieth century classic. And yet, from his first letters as a youth,
passing through the years spent in Turin, Moscow and Vienna, his relation with letter-writing
did not always have the constancy and centrality that it assumed during the prison years. The
Letters section of the National Edition of Antonio Gramscis Writings awaits the integral and critical
publication of the entire corpus of the letters through a progressive recovery of the
documentation, and a careful historical and philological reconstruction of the contexts and
phases in which the letters were written and received. In this way the National Edition aims at
restoring Gramscis correspondence from a dialogical or dialectical point of view, to use his
own words, by reconstructing in all their complexity the dialogues on paper in which he was
involved during his life.

INDICE
Mots-cls : Gramsci Antonio, Lettres de prison, dition
Keywords : Letters from prison, archives

AUTORE
ELEONORA LATTANZI
Doctorante au dpartement des Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche
de lUniversit de Rome La Sapienza , et archiviste auprs de diverses institutions et centres de
recherches. Depuis 2008 elle collabore aux travaux de la Fondazione Istituto Gramsci, o elle sest
surtout occupe du classement et de linventaire des papiers dAntonio Gramsci, de Giulia
Schucht, Tatiana Schucht, Piero Sraffa et des familles Schucht et Gramsci. Elle dveloppe des
recherches pour lEdizione Nazionale des crits dAntonio Gramsci, dont elle est lune des membres
du comit de rdaction.

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Laboratoire italien
Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

De la traduction la traductibilit : un outil


dmancipation thorique
Dalla traduzione alla traducibilit: uno strumento di emancipazione teorica
From translation to translatability: an instrument of theoretical emancipation

Romain Descendre et Jean-Claude Zancarini

diteur
ENS ditions

dition lectronique dition imprime


URL : http:// Date de publication : 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1065 ISSN : 1627-9204
ISSN : 2117-4970

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Romain Descendre et Jean-Claude Zancarini, De la traduction la traductibilit : un outil
dmancipation thorique , Laboratoire italien [En ligne], 18 | 2016, mis en ligne le 25 novembre 2016,
consult le 12 dcembre 2016. URL : http://laboratoireitalien.revues.org/1065

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 1

De la traduction la traductibilit :
un outil dmancipation thorique
Dalla traduzione alla traducibilit: uno strumento di emancipazione teorica
From translation to translatability: an instrument of theoretical emancipation

Romain Descendre et Jean-Claude Zancarini

1 Cest lun des acquis majeurs de la recherche mene ces dernires annes que davoir
confirm le rle essentiel que revt la notion de traductibilit dans la pense de Gramsci :
une notion qui finit par dsigner, dans les Cahiers de prison, partir de 1932, ce que le
matrialisme historique, conu comme philosophie de la praxis , a de plus spcifique 1.
Mais ce que certains auteurs, comme Fabio Frosini, nhsitent pas dsigner, avec de
forts arguments, comme une thorie de la traductibilit 2, est le fruit dun parcours
mlant tout moment pratique politique et laboration thorique, rflexion sur la langue
et sur le matrialisme historique, et cest ce parcours, avec ses enjeux qui sont loin dtre
abstraits en ces temps draisonnables, que nous entendons reconstituer ici, du moins
grands traits. Nous suivons donc, des crits politiques de la priode militante jusquaux
Lettres et aux Cahiers de prison, les usages des termes traduction et traductibilit , en
reprenant notre compte les indications pionnires et fructueuses de Gianni Francioni
sur lutilit dune lecture diachronique des Cahiers de prison3, en suivant notre propre
mthode dapproche des textes (la philologie politique ) qui tend mettre en rapport
usages langagiers et qualit des temps (expression dont se sert Machiavel pour
nommer une conjoncture politico-militaire), et en ayant enfin toujours en tte une
formulation de Gramsci lui-mme, qui lavait forge en pensant Marx : La recherche
du leitmotiv, du rythme de la pense en dveloppement, doit tre plus importante que
telle ou telle affirmation occasionnelle et les aphorismes dtachs du contexte 4. Cest
donc la recherche du leitmotiv traduction-traductibilit que nous sommes partis. Et
nous lavons fait en noubliant pas que Gramsci tait un rvolutionnaire, un
historiciste 5 et, en mme temps, un tudiant bien form en linguistique historique
luniversit de Turin.

Laboratoire italien, 18 | 2016


De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 2

2 Un point de dpart qui est loin dtre anecdotique est fourni par un dbat auquel Gramsci
participe et qui lamne mettre en vidence les liens quil tablit lui-mme entre ses
convictions politiques et une pense linguistique qui insiste sur le caractre
historiquement dtermin du langage. Ce dbat porte sur lespranto et se droule en
janvier 1918, dans les colonnes dAvanti! dans le cadre dune discussion sur la cration
dun institut de culture socialiste. Gramsci a vingt-sept ans, il crit dans les journaux
socialistes Avanti! et Il Grido del popolo depuis 1915. Il a de fait laiss de ct la thse quil
entendait rdiger en appliquant la linguistique les principes du marxisme pour se
consacrer au journalisme militant. Le 24 janvier 1918, un lecteur nomm Vezio Cassinelli,
qui se prsentait comme un simple ouvrier , proposait que lespranto soit enseign au
sein de linstitut afin que les travailleurs de toutes langues puissent se comprendre.
Gramsci rpondait en ces termes : La langue internationale est une sottise,
scientifiquement. Les langues sont des organismes trs complexes et imprcis (sfumati),
qui ne peuvent pas tre suscits artificiellement. [] Il nous semble que les socialistes
feraient une uvre plus mritoire et dune efficacit plus utile si, en jetant au rebut
lidal impossible, anti-historique [] de la langue internationale, ils uvraient avec plus
dnergie inciter lapprentissage des langues parles, de faon plus prcise et riche de
possibilits expressives 6. Deux jours plus tard, en sa qualit de directeur du journal, et
de dirigeant socialiste de premier ordre, Serrati prenait ses distances avec Gramsci, quil
qualifiait ironiquement de chercheur mrite en glottologie [= linguistique] , en
soulignant que lEsperanto entend rpondre ce besoin dentente internationale.
Pourquoi, au nom de la science, empcher cette tentative pratique ? Quel mal y a-t-il
cela ? 7 Gramsci considre pour sa part que le besoin dentente internationale et la
ncessit pratique ne peuvent faire abstraction de la nature ncessairement historique
des langues . Cest en ce sens quil reprend la question dans le courant du mois suivant,
tant dans lhebdomadaire Il grido del popolo8, que dans une lettre, particulirement
explicite, au rdacteur de ldition romaine dAvanti!, Leo Galetto : Je suis un
rvolutionnaire, un historiciste, et jaffirme que ne sont utiles et rationnelles que les
formes dactivit sociale (linguistiques, conomiques, politiques) qui naissent
spontanment et se ralisent par lactivit des nergies sociales libres. Cest pourquoi
bas lespranto, tout comme bas tous les privilges, toutes les mcanisations, toutes les
formes dfinitives et rigidifies de vie, cadavres qui empestent et agressent la vie en
devenir 9. Il considre que largument de lutilit pratique de lespranto ne tient pas,
dans la mesure o sa nature ne peut tre quartificielle et anti-historique, contraire la
vie en devenir et la nature ncessairement historique des langues , et donc inapte
la rvolution qui ne peut se fonder que sur les manifestations relles et spontanes de la
vie sociale. Ce que Serrati appelle l entente internationale ne peut en aucun cas faire
abstraction des langues nationales historiquement constitues : celles-ci ne peuvent
qutre traduites, et non remplaces. Si la notion sur laquelle Gramsci va sappuyer par la
suite est celle de traduction, cela vient aussi du fait quelle apparat bel et bien comme le
ngatif de tout espranto.

La traduction comme acte politique : une piste


lniniste ?
3 On trouve plusieurs reprises dans LOrdine Nuovo, dans la premire comme dans la
deuxime srie, des rfrences lacte de traduction comme acte politique. Il sagit pour

Laboratoire italien, 18 | 2016


De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 3

Gramsci de savoir si on a su, ou pas, traduire des mots dordre ou des concepts politiques
dans un langage comprhensible pour les lecteurs auxquels on sadresse, lecteurs quil
dsigne clairement : il faut que chaque ouvrier et chaque paysan puisse comprendre la
traduction ainsi effectue. Il nous semble que la premire utilisation de lide de
traduction comme outil politique remonte larticle La taglia della storia ( La taille
de lhistoire ), du 7 juin 1919. Gramsci y rsumait, en un mot , le travail politique des
bolcheviks qui avaient traduit historiquement dans la ralit exprimentale la formule
marxiste de la dictature du proltariat 10 : il y a l un usage mtaphorique de lide de
traduction qui dsigne ici laction mene par les bolcheviks qui ont su souder la
doctrine communiste avec la conscience collective du peuple russe . Demble, traduire
signifie assurer le passage de la thorie la pratique, de la doctrine marxiste la
conscience populaire agissante.
4 Les autres usages de traduction dans lOrdine Nuovo sont plus directement lis la
traduction en italien de mots dordre et danalyses politiques venues dautres
expriences. Dans larticle Il programma dellOrdine Nuovo publi les 14 et 28 aot
1920, contre Angelo Tasca qui avait soutenu la ligne maximaliste dune intgration des
conseils dusine dans les syndicats et le parti, Gramsci rappelait quau sein de lOrdine
Nuovo, ds sa naissance, lon sinterrogeait sur lexistence possible d un germe, une
vellit, une allusion [una timidezza] de gouvernement des soviets en Italie, Turin ,
partant de lide que le Soviet tait une forme universelle et non pas une institution
russe, uniquement russe . LOrdine Nuovo avait ensuite dvelopp une analyse des
conseils dusine, ainsi que de la ralit industrielle qui en constituait le terreau, sous la
forme dun dveloppement thorique auquel il donne quelques lignes plus loin
lappellation de thorie des conseils dusine qui ntait, du reste, quune
traduction, pour la ralit historique italienne, des conceptions dveloppes par le
camarade Lnine dans plusieurs crits publis par ce mme Ordine Nuovo et des
conceptions du thoricien amricain de lassociation syndicaliste rvolutionnaire des
I. W. W., le marxiste Daniel De Leon 11. En mars 1924, cest cette fois une incapacit
traduire des communistes italiens qui est mise en relief dans un article intitul Contro il
pessimismo : Nous navions pas su traduire dans un langage comprhensible pour
chaque ouvrier et paysan italien la signification de chacun des vnements italiens des
annes 1919-1920 12. Le mois suivant, quand il rdige, dans un article intitul nouveau
Il programma de LOrdine Nuovo , un premier bilan de la diffusion des deux
premiers numros de la nouvelle srie, en avril 1924, Gramsci estime que la premire
russite du journal, lors de ses premires annes de parution, avait t davoir su
traduire en langage historique italien les principaux postulats de la doctrine et de la
tactique de lInternationale communiste 13. Et il explique aussitt quen 1919-1920, cela
avait signifi avancer le mot dordre des conseils dusine et du contrle sur la
production . Les formulations ne laissent gure de doute sur le sens attribuer lide
de traduction : il sagit dnoncer de faon comprhensible pour le peuple, pour
chaque ouvrier et paysan , en se servant de la langue historiquement dtermine
du pays o lon agit, des thses qui proviennent de lexprience historique dautres
peuples. Les bolcheviks devaient traduire en mots dordres comprhensibles pour
limmense peuple russe la formule marxiste de la dictature du proltariat ; lOrdine
Nuovo na pas su traduire dans une langue accessible chaque ouvrier et paysan le
sens des vnements de 1919-1920 et na donc pas su convaincre la majorit des
socialistes italiens dadhrer au communisme au moment de la scission de Livourne

Laboratoire italien, 18 | 2016


De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 4

(janvier 1921) mais, en revanche, le mme journal avait su traduire en italien le mot
dordre du pouvoir aux soviets en formulant celui des conseils dusine et du contrle sur
la production. En situation, pense en lien avec les directives de lInternationale
communiste, laction politique rvolutionnaire est donc dabord et avant tout traduction.
5 Le 29 juillet 1925, dans un article de lUnit dans lequel il polmique avec Amadeo Bordiga,
qui alors ne dirige plus le Parti communiste italien [PC dI.] mais reste le chef de son aile
gauche, Gramsci prcise quil emprunte Lnine cette puissante mtaphore de la
traduction comme action politique, mais on va voir que cette filiation ainsi revendique
ne va pas de soi14. La polmique porte sur un point organisationnel li au processus de
bolchvisation, dcid lors du Ve Congrs de lInternationale communiste [IC], tenu en
juin-juillet 1924, et qui tait en cours dans le parti italien comme dans toutes les sections
de lIC. Il sagissait de savoir si la question de lorganisation des cellules ou noyaux
communistes avait t prsente par le parti russe lors du IIIe Congrs de lInternationale
communiste en 1921. Bordiga estimait quil nen avait pas alors t fait mention (sous-
entendant que ctait une dcouverte des nouveaux dirigeants sovitiques et que
ctait une faon dinterdire lexpression de positions htrodoxes) ; Gramsci, qui est
dsormais le principal dirigeant du PC dI. et a t charg par lIC de raliser le
programme de bolchvisation du parti, rtorque, dans cet article intitul Lorganisation
en cellules et le IIe Congrs mondial , que ctait bien le cas : il cite divers textes du II e
Congrs, admet que la distinction entre cellule et fraction nest pas toujours dune clart
limpide, mais finit par citer les conclusions de la Rsolution sur le rle du Parti communiste
dans la rvolution proltarienne (du II e Congrs, juillet 1920) qui lui paraissent dmontrer
lvidence quil faut tablir une distinction entre la cellule, base organisationnelle du
Parti, et la fraction, organisme de travail et de lutte du Parti dans les associations de
masse . Pour confirmer cette affirmation, il cite deux interventions de Lnine : ses thses
de Zimmerwald (1915) et son discours au IIIe Congrs de lIC :
Quil en soit ainsi, cest ce qui ressort des thses crites par Lnine en 1915 pour
laile gauche de Zimmerwald, cest--dire pour le noyau rvolutionnaire qui fondera
en 1919 lInternationale communiste. Cest ce qui ressort aussi du discours tenu par
Lnine au IIIe Congrs sur lalina spcial consacr lorganisation et la structure
des partis communistes. Lnine se pose les questions suivantes : Pourquoi le Parti
communiste russe est-il le seul tre organis en cellules ? Pourquoi les
dispositions du IIe Congrs qui dsignaient dans le systme des cellules le systme
propre aux partis communistes nont-elles pas t mises excution ? Et Lnine
rpond ces questions en affirmant que la responsabilit de ce manque incombe
aux camarades russes et lui-mme dans la mesure o, dans les thses du II e
Congrs, on a parl un langage trop russe et peu europen , cest--dire quon
sest rfr des expriences russes sans les rendre actuelles, sans les expliquer, en
supposant quelles taient connues et comprises. Les thses du III e Congrs sur la
structure du Parti communiste qui furent soit crites directement par Lnine soit
soumises son contrle, ne sont donc pas une dcouverte , comme dit le
camarade Bordiga, mais la traduction en un langage comprhensible aux
Europens des formulations rapides et allusives contenues dans les thses du II e
Congrs.
6 Largumentation de Gramsci est assez simple ; il dit ses lecteurs et Bordiga en
particulier que, certes, les thses du IIe Congrs (juillet 1920) sur la question des formes
dorganisation ne sont pas tout fait claires mais que Lnine sest rendu compte lors du
IIIe Congrs (juin 1921) quon avait parl un langage trop russe et peu europen lors
du IIe Congrs et que, du coup, les thses du IIIe Congrs sur les questions dorganisation
sont parfaitement limpides puisquelles sont la traduction en langage comprhensible

Laboratoire italien, 18 | 2016


De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 5

aux Europens des formulations rapides et allusives contenues dans les thses du II e
Congrs . Mais il y a un problme de taille : le discours de Lnine auquel Gramsci fait
allusion (et qui lui servira galement dans les Cahiers comme un des points de dpart de sa
rflexion sur la traductibilit) na pas t prononc au IIIe mais au IV e Congrs, en
novembre 1922. De ce fait, les thses que critique Lnine ne sont pas celles du II e Congrs
mais celles du IIIe Congrs. Ce sont ces thses du IIIe Congrs (les Thses sur la structure,
les mthodes et laction des partis communistes ), celles-l mmes que Gramsci prsente
comme une traduction comprhensible aux Europens , qui sont critiques comme
trop russes, incomprhensibles pour qui ne connat pas suffisamment lexprience russe.
Erreur volontaire, lapsus dont il faudrait chercher le sens ou simple dfaillance de la
mmoire ? La rponse nest pas du ressort de la prsente contribution, mais la question
nen existe pas moins : lerreur est dautant plus surprenante que Gramsci, qui alors
reprsentait le Parti italien au comit excutif de lIC, a particip au IVe Congrs et que
larticle de LUnit nest crit que trois ans plus tard.
7 Toujours est-il quaprs son emploi dans la polmique avec Bordiga en 1925, cette
rfrence ce discours de Lnine, toujours indiqu avec la date errone de 1921, revient
deux reprises dans les Cahiers de prison, avec des formulations quasiment identiques,
dabord dans le Cahier 7, en novembre 193015, puis dans le Cahier 11, dans la premire des
notes quil rassemble, entre aot et dcembre 1932, sous la rubrique Traducibilit dei
linguaggi scientifici e filosofici, titre de la cinquime partie des Appunti per una introduzione e
un avviamento allo studio della filosofia e della storia della cultura : En 1921, en traitant de
questions dorganisation, Ilitch crivit et dit ( peu prs) ceci : nous navons pas su
traduire dans les langues europennes notre langue 16.
8 Voyons ce quil en est de cet peu prs en allant lire le texte du discours de Lnine
(que nous citons dans la version franaise)17 :
En 1921, au IIIe Congrs, nous avons vot une rsolution sur la structure organique
des partis communistes, ainsi que sur les mthodes et le contenu de leur travail.
Texte excellent, mais essentiellement russe, ou presque, cest--dire que tout y est
tir des conditions de vie russes. Cest l son bon mais aussi son mauvais ct. Son
mauvais ct, parce que je suis persuad que presque aucun tranger ne peut la
lire ; avant de dire cela jai relu cette rsolution : premirement, elle est trop
longue : 50 paragraphes ou plus. Les trangers, dordinaire, ne peuvent aller
jusquau bout de pareils textes. Deuximement, mme sils la lisaient, pas un de ces
trangers ne la comprendrait, prcisment parce quelle est trop russe. Non parce
quelle a t crite en russe on la fort bien traduite dans toutes les langues , mais
parce quelle est entirement imprgne de lesprit russe. Et, troisimement, si
mme quelque tranger, par exception, la comprenait, il ne pourrait lappliquer.
Cest l son troisime dfaut.
[] la tche la plus importante pour nous, aujourdhui, est de nous instruire, encore
et toujours. Mais les camarades trangers, eux aussi, doivent apprendre, non pas
dans le mme sens que nous, cest--dire lire, crire et comprendre ce que
nous avons lu ce dont nous avons encore besoin. [] Une chose, en tout cas, est
certaine : il nous faut, avant tout, apprendre lire, crire et comprendre ce que
nous avons lu. Les trangers, eux, nen ont pas besoin. Il leur faut quelque chose de
plus lev : notamment, et avant tout, comprendre aussi ce que nous avons crit sur
la structure organique des partis communistes, et que les camarades trangers ont
sign sans lire ni comprendre. Telle doit tre leur premire tche. Il faut appliquer
cette rsolution. On ne peut le faire en une nuit, cest absolument impossible. Cette
rsolution est trop russe : elle traduit lexprience de la Russie. Aussi est-elle tout
fait incomprhensible pour les trangers ; ils ne peuvent se contenter de

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 6

laccrocher dans un coin, comme une icne, et de ladorer. On narrivera rien de


cette faon. Ils doivent assimiler une bonne tranche dexprience russe.
9 Gramsci place Lnine au point de dpart de sa rflexion sur la traductibilit en lui faisant
dire des choses quil pensait peut-tre mais quil na vraiment pas dites dans ce discours.
Car le message aux camarades trangers est assez simple : vous navez pas compris
cette rsolution du IIIe Congrs que vous avez signe sans lire ni comprendre , ce nest
pas entirement de votre faute car elle est trop longue et trop russe , mais comme
elle est excellente il faut lappliquer : il vous faut donc tudier et assimiler une
bonne tranche dexprience russe . Il est particulirement intressant que Gramsci parte
de ce texte pour fonder lide quil est possible de traduire une exprience venant
dailleurs : il retient du discours de Lnine lide que cest trop russe et il en tire
comme consquence quil faut traduire le russe en italien, d-russiser lexprience, en
tenant compte de la ralit nationale vers laquelle on traduit, de la langue
historiquement dtermine du pays daccueil, de lexprience nationale prendre en
compte. Gramsci reprend une partie du constat lniniste (un texte trop imprgn de
lesprit dun pays qui a fait une exprience quon entend reproduire ne peut tre repris
tel quel et on ne peut se contenter de le traduire littralement) ; mais il nen accepte pas
les conclusions qui noncent que les trangers doivent tudier pour assimiler une
bonne tranche dexprience russe . La thse de la traductibilit semble bien tre un
moyen pour chapper limposition de la position russe ; il y a comme un retournement
ironique dans lusage de ce discours de Lnine : en 1925, il servait dautorit pour
appliquer la bolchvisation dans le Parti italien ; partir de 1930, il sert forger un outil
dmancipation thorique.

Labriola et la traduction
10 Dans la lettre de fvrier 1918 Galetto cite plus haut, Gramsci revendique la ncessit de
jeter un seul et mme regard sur lensemble du monde social, dans ses diverses
dimensions linguistique, conomique ou politique, toujours envisager du point de vue
de la vie en devenir 18. On comprend mieux ds lors qu cette poque prcisment il
puisse penser appliquer lhistoire de la langue les mthodes critiques du matrialisme
historique 19. Un tel rapprochement entre matrialisme historique et linguistique
historique nest pas nouveau : il avait dj t effectu par Antonio Labriola, dont la
lecture a jou un rle important dans la conversion de Gramsci au marxisme au cours
des annes 1917-1918. Labriola qui avait crit Engels avoir longtemps hsit entre la
linguistique et la philosophie20 voyait dans le matrialisme historique et la linguistique
historique une mme mthode , quon peut aussi bien appeler gntique ,
dialectique ou volutive , une mme tude des formes quelles soient
linguistiques ou socio-politiques partir de leur gense plutt que des
paradigmes auxquels elles correspondraient21. Or il est particulirement frappant que
ce rapport que Labriola avait avec la linguistique historique lait conduit des positions
qui, y compris sur la question de lespranto, annonaient dj celles de Gramsci. Au
cours de son dialogue pistolaire avec Sorel, Labriola affirmait ceci :
Les langues ne sont pas, en vrit, les variantes accidentelles du volapk universel,
et, mme, elles sont beaucoup plus que des moyens extrinsques de communication
et dexpression de la pense et de lme. Elles sont les conditions et les limites de
notre activit intrieure, qui, pour cela comme pour tant dautres raisons, a des
formes et des modes nationaux qui ne sont pas de purs accidents. 22

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 7

11 Les nombreux points de rencontre entre les rflexions linguistiques de Labriola et celles
de Gramsci suffisent montrer que linfluence incontestable qua exerce sur ce dernier
la no-linguistique les thories dAscoli puis celles de son bon professeur Bartoli de
lUniversit de Turin 23 nest en aucun cas contradictoire ou incompatible avec le
marxisme24. Tout le parcours thorique de Gramsci invalide une telle contradiction : alors
quil voulait, lpoque o il pensait encore pouvoir mener bien sa thse de laurea,
appliquer la linguistique les mthodes du matrialisme historique, cest finalement,
dans les Cahiers de prison, une notion appartenant au dpart une rflexion sur la
diversit des langues qui sert dfinir ce que la philosophie de la praxis a de plus
spcifique. Or sil est vrai que les concepts de traduction et de traductibilit sont
systmatiquement associs par Gramsci aux deux figures de Marx et de Lnine, force est
de constater que sur ce point encore, Labriola joua sans doute un rle important, par
lintermdiaire dun texte que Gramsci connaissait fort bien.
12 Toujours dans cette mme lettre Sorel publie dans son Discorrendo di socialismo e di
filosofia, Labriola posait en effet le problme de la traduction du matrialisme historique
dans une perspective double qui restera plus tard celle de Gramsci : non seulement
traduction dun langage national lautre (de lallemand au franais et de lallemand
litalien) mais aussi dun langage scientifique lautre (philosophie-politique, ou
philosophie-politique-conomie). Sorel, qui lui demandait de quelle manire il lui
semblait possible denvisager la constitution en France dune cole du matrialisme
historique , Labriola rpondait par un dveloppement sur la question de la traduction,
sopposait dans le mme temps, comme on la vu, aux internationalistes imaginant que les
langues pouvaient tre les variantes accidentelles du volapk , et rappelait enfin que le
matrialisme historique avait trouv en France lune de ses sources principales, savoir
sa source politique. Do le fait quil ne devait pas tre si difficile de le retraduire en
franais : il appartient par son origine objective la France, lAngleterre et
lAllemagne dans une mesure gale 25. Les uvres de Marx et dEngels constituant la
synthse dialectique lAufhebung de la philosophie hglienne et post-hglienne, de la
politique socialiste franaise et de lconomie anglaise, la France et lAngleterre peuvent
reprendre, sans paratre faire acte de pure imitation, leur part dans llaboration du
matrialisme historique 26. Cela requiert cependant une traduction qui soit avant tout
une adaptation : les armes et les moyens de la critique doivent, dans les diffrents pays,
subir la loi de la variabilit et de ladaptation 27. Aussi ne faut-il surtout pas suivre
lexemple des hgliens napolitains qui philosophaient comme sils se trouvaient Berlin
et non pas Naples28.
13 On saisit le rle qua d exercer cette lettre de Labriola sur la pense de Gramsci si lon
ajoute que le correspondant dEngels et de Sorel ny avait pas seulement exprim son
refus de tout volapk au profit dune traduction des langages philosophiques assurant leur
adaptation aux diffrents contextes linguistiques, mais quil y avait aussi, quelques lignes
plus loin, redfini le matrialisme historique comme philosophie de la praxis . La
philosophie de la praxis moelle du matrialisme historique et philosophie immanente
aux choses sur lesquelles elle philosophe 29 en tant quelle pntre tout lhomme
historique et social, de mme quelle met fin toutes les formes didalisme [] est la fin
aussi du matrialisme naturaliste, sens traditionnel du mot jusqu il y a quelques
annes 30.
14 Cest prcisment ce texte que Gramsci se rfre dans une des toutes premires notes de
ses Appunti di filosofia, datant de mai 1930 et intitule Deux aspects du marxisme (Q 4,

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 8

3). Il fait de Labriola un recours, un modle de position rvaluer , contre deux


rvisions dltres du marxisme, celle des courants idalistes dune part et celle des
drivs modernes du matrialisme philosophique vulgaire adopts par les marxistes
officiels dautre part31. Labriola se distingue des uns et des autres par son affirmation
que le marxisme est lui-mme une philosophie indpendante et originale. Cest dans cette
direction quil faut travailler, en poursuivant et en dveloppant la position de Labriola.
Cest un travail complexe et dlicat 32. Ici Gramsci nintroduit pas encore la notion de
traductibilit, qui napparatra que six mois plus tard ; en partant de Labriola et de
laffirmation que le marxisme est une philosophie nouvelle, indpendante 33, il formule
cependant dans cette note un certain nombre dides qui le conduiront faire de la
traductibilit le cur mme de la philosophie de la praxis. Une philosophie qui est tout
la fois synthse et dpassement de ses propres origines : dune part les Lumires
franaises, matrialistes et populaires, qui prcdrent et accompagnrent la politique
rvolutionnaire, dautre part la philosophie et lidalisme allemands, les unes et les autres
ayant respectivement des fonctions comparables celles queurent, au XVIe sicle, la
Rforme et la Renaissance34. Une philosophie qui sappuie sur la rduction rciproque,
telle quopre par Marx dans la Sainte Famille, des termes de la politique franaise
dans le langage de la philosophie allemande 35. Une nouvelle construction
philosophique , enfin, qui a trouv pour la premire fois sa pleine expression dans les
Thses sur Feuerbach36.

Marx traducteur (octobre-novembre 1930)


15 Ce nest qu partir doctobre-novembre 1930 que la notion de traduction commence
tre explicitement et spcifiquement thmatise dans les deux premires sries dAppunti
di filosofia o apparat le terme traducibilit (Q 4, 42 ; Q 7, 1 ; Q 7, 2). Le texte de la Sainte
Famille, dj cit plusieurs reprises dans les Cahiers, comme le souligne dailleurs
Gramsci lui-mme, sert dsormais penser la traductibilit.
16 Le terme de traducibilit commence sa carrire avec la note Q 4, 42, qui sappuie dabord
sur le passage de la Sainte Famille dans lequel Marx dmontre comment le langage
politique franais, utilis par Proudhon, correspond et peut se traduire dans le langage de
la philosophie classique allemande : Gramsci lui accorde alors une importance
primordiale pour comprendre lintime valeur du matrialisme historique [] et pour
rpondre certaines objections superficielles contre cette thorie de lhistoriographie 37.
ce passage de la Sainte Famille, Gramsci relie une lettre ouverte de Luigi Einaudi portant
sur un article dUgo Spirito, dans laquelle lconomiste rappelle la merveilleuse facult
quavait au plus haut point notre regrett ami Vailati de traduire quelque thorie que ce
soit du langage gomtrique en langage algbrique, du langage de lhdonisme celui de
la morale kantienne, de la terminologie conomique pure la terminologie normative
applique 38. Pour Gramsci, cette lettre dEinaudi tend donner une leon de
modestie Spirito et tous ceux qui, comme ce dernier, pensent que la nouveaut
rside dans une terminologie nouvelle. En ce sens, commente Gramsci, Einaudi, en
montrant que dans les dbats entre scientifiques il faut aller au-del des mots, nexpose
que le premier degr du problme plus vaste pos par Marx : il reste un niveau
purement individuel et va donc bien moins loin que ce dernier qui a montr comment
cette ncessit sapplique des cultures dexpressions diffrentes.

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 9

Comme deux individus, produits par la mme culture fondamentale, croient


soutenir des choses diffrentes pour la seule raison quils emploient une
terminologie diffrente, de la mme faon, dans le domaine international, deux
cultures, expressions de deux civilisations fondamentalement semblables, croient
tre antagonistes, diffrentes, lune suprieure lautre, parce quelles emploient
des expressions idologiques et philosophiques diffrentes, ou parce que lune a un
caractre plus strictement pratique, politique (France) tandis que lautre a un
caractre plus philosophique, doctrinaire, thorique. En ralit, pour lhistorien,
elles sont interchangeables, elles sont rductibles lune lautre, elles sont
rciproquement traductibles.39
17 Il ny a donc pas, dun ct, une traductibilit scientifique et technique, et de lautre une
traductibilit internationale et culturelle : les deux sont intimement lies et la diffrence
entre lune et lautre est de degr. Gramsci prcise immdiatement que cette
traducibilit (terme quil utilise ici pour la premire fois et entre guillemets, sagissant
dune approximation, dun nologisme encore rcent40 et mtaphoriquement appliqu
des cultures), nest pas parfaite, cest certain, dans tous ses dtails (mme importants) ;
mais elle lest dans son fond essentiel 41. Il clt sa note en prcisant que la flche
empoisonne dEinaudi vise lensemble de la philosophie de Gentile, mais se refuse
entrer dans lanalyse de fond de la polmique Einaudi-Spirito, car il veut surtout
souligner la ncessit dtudier cet aspect du pragmatisme italien (spcialement chez
Vailati) et de Pareto sur la question du langage scientifique 42.
18 Cette premire laboration est approfondie quelques pages plus loin, dans la note Q 4, 46
o Gramsci parle cette fois de convertibilit et de traduzione reciproca (une fois rcrite, en
Q 11, 65, il reliera explicitement cette note celles portant sur la traducibilit reciproca dei
linguaggi scientifici). La note est consacre lide, dj classique dans la tradition
marxiste (thmatise notamment par Engels, Labriola et Lnine) des trois parties du
marxisme : philosophie-politique-conomie 43. Ces trois langages scientifiques, ds lors
quils sont constitutifs dune mme conception du monde, sont pour lui ncessairement
convertibles et leurs principes thoriques doivent donc pouvoir se traduire
rciproquement : un lment est implicite dans lautre et tous forment ensemble un
cercle homogne . De ce fait, on comprendra sans doute mieux la philosophie implicite
dune grande personnalit expression qui peut aussi bien sappliquer Marx qu
Lnine partir de ses crits politiques que sur la base de ses considrations
explicitement philosophiques.
19 Demble, ds octobre-novembre 1930, la question de la traductibilit concerne donc tout
autant les langages scientifiques et les conceptions du monde que les cultures nationales ;
demble, surtout, elle sinsre dans une rflexion portant sur le matrialisme historique
et la relation que ce dernier institue entre une philosophie (de tradition allemande) et
une politique (de tradition franaise). La traductibilit dit en effet cette ide, trs
importante pour comprendre la valeur intime du matrialisme historique , du rapport
absolument spcifique que le matrialisme historique institue entre philosophie et
politique, entre thorie et pratique. Une ide qui tait dj au cur des toutes premires
notes des Appunti di filosofia dj voques plus haut. partir dun retour Labriola, ces
notes faisaient des Thses sur Feuerbach lexpression de la philosophie propre au marxisme
(Quaderni 4, 3, mai 1930) ; mais, comme on la vu plus haut, bien des articles de LOrdine
Nuovo les avaient annonces quelques annes plus tt , contenant de nombreuses
occurrences des formes tradurre in atto, tradurre in pratica, tradurre nella realt. Le numro
du 15 novembre 1924 avait aussi publi un extrait du Manifeste du Parti communiste

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 10

consacr lappropriation, trop abstraite, de la pense rvolutionnaire puis socialiste


franaise par la philosophie allemande, affirmant notamment que cette appropriation a
eu lieu la manire dont gnralement on apprend une langue trangre, cest--dire par
la traduction 44. Le passage, dplorant que cette traduction nait relev que du ciel
nbuleux de limagination philosophique , tait intitul par la rdaction du journal par
Gramsci lui-mme ? la philosophie de lacte , soit lun des noms de cette traduction
philosophique allemande du socialisme franais45. Six ans plus tard (Q 4, 37, en
septembre-octobre 1930), cette mme expression allait tre nouveau employe par
Gramsci dans les Cahiers (dans un sens videmment oppos la filosofia dellatto puro /
philosophie de lacte pur de Giovanni Gentile) pour paraphraser et prciser celle de
matrialisme historique , avant quil ne la remplace par la locution labriolienne de
filosofia della praxis / philosophie de la praxis 46. Dans le passage du matrialisme
historique la philosophie de la praxis , lanneau philosophie de lacte caractrise
explicitement le marxisme bien compris comme traduction de la thorie en pratique et de
la philosophie en politique.
20 Toujours en novembre 1930, les premires notes de la deuxime srie des Appunti di
filosofia qui, dans le Cahier 7, sont places juste aprs la section consacre aux traductions
de Marx, souvrent sur la question de la traductibilit comme lment critique
inhrent au matrialisme historique 47, intgrent non seulement la rfrence la Sainte
Famille mais aussi la remarque de Lnine, prsente sous le titre de rubrique Traducibilit
dei linguaggi scientifici e filosofici dans la deuxime note du nouveau cahier 48. Ces deux
notes sont immdiatement suivies par celle que Gramsci consacre l Esperanto filosofico
e scientifico49 : cest l un indice supplmentaire du fait que la notion de traductibilit
trouve lune de ses origines dans le refus de lespranto quil avait exprim dans sa
jeunesse.
21 Dans la note Q 7, 1, cest contre lattaque en rgle, que Croce venait de prononcer lors du
Congrs de philosophie dOxford contre le matrialisme historique cette doctrine pire
que mtaphysique, proprement thologique , divisant le processus unique du rel en
structure et superstructure, noumne et phnomne, et plaant sur sa base, comme un
noumne, un Dieu cach, lconomie, qui tire tous les fils et qui est la seule ralit, sous
les apparences de la morale, de la religion, de la philosophie, de lart et ainsi de suite 50
que Gramsci rige, linverse, le principe de traductibilit rciproque en lment
critique inhrent au matrialisme historique 51. La traductibilit rciproque des
savoirs et des champs de ralit exprime justement lunit du processus du rel , selon
les termes quil reprend directement Croce et retourne contre lui dans la toute fin de la
note52. Une unit garantie par la conception de la ralit comme bloc historique , o le
rapport entre conomie et politique, structure et superstructure, est conu comme une
dialectique dynamique , ainsi que lexprime la troisime thse sur Feuerbach qui,
contre les doctrines matrialistes, rappelle que lducateur doit tre duqu , cest--
dire que les circonstances matrielles sont autant conditionnes par les hommes quelles
le conditionnent.
22 La note Q 7, 2, place ensuite sous la rubrique Traductibilit des langages scientifiques et
philosophiques la remarque de Lnine sur le caractre trop russe de la rsolution du III e
Congrs de lInternationale communiste portant sur les questions dorganisation. En
1921 [en fait 1922, comme on la vu plus haut] : questions dorganisation. Ilitch dit et
crivit : nous navons pas su traduire notre langue dans les langues europennes 53.
Cest la premire fois que ce titre de rubrique apparat comme tel ; or cette premire

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 11

occurrence montre que la question des langages scientifiques est directement lie celle
du langage politique (comme lun, sinon le plus important, des langages scientifiques et
philosophiques ), et que la traducibilit dsigne donc demble la possibilit et la
ncessit de la traduction politique.
23 Enfin, Q 7, 3 accorde lespranto un sens mtaphorique du mme type que celui que les
notes prcdentes viennent daccorder la traduction : la traductibilit des langages
scientifiques et philosophiques soppose en effet un espranto philosophique et
scientifique provenant de la non-comprhension de lhistoricit des langages et donc
des idologies et des opinions 54. Une tendance qui caractrise toute pense considrant
quun langage logique existerait en soi et pour soi , abstraction faite de la pense
concrte et des sciences particulires concrtes . Mais une tendance qui caractrise tout
autant la version grossire et fausse que Boukharine donne du matrialisme historique :
on trouve bien des traces de cette tendance dans lEssai populaire 55. Gramsci
deviendra dailleurs plus explicite lorsquil rcrira ce passage en 1932, avec lajout dune
pique contre la sociologie positiviste et naturaliste : Lesprantisme philosophique
est spcialement enracin dans les conceptions positivistes et naturalistes ; la
sociologie est peut-tre le produit le plus important dune telle mentalit 56. On peut
ds lors mettre lhypothse que la traduction-traductibilit est, au cur du marxisme
gramscien, lun des principaux outils permettant de prendre lexact contrepied de cette
forme despranto philosophique quest le matrialisme positiviste et naturaliste la
Boukharine : cest bien la philosophie de la praxis qui est conue comme pense anti-
esprantiste 57.
24 Ds novembre 1930, Gramsci repense donc le marxisme partir de lide de traduction
afin non seulement de combattre les schmatismes qui conduisent voir en lui une
sparation artificielle du rel en noumnes conomiques et apparences politiques
et idologiques mais aussi afin de lloigner de tout rductionnisme dogmatique : le rle
central quil attribue lide de traduction se comprend en contrepoint de la
rigidification doctrinale alors en cours en Union sovitique. Mais la notion de traduction
va prendre par la suite une importance plus grande encore. la faveur dune ultrieure
valorisation des Thses sur Feuerbach dans lensemble de la production de Marx, la
traductibilit en vient dsigner le cur mme de la philosophie de la praxis : lunit de
la thorie et de la pratique.

1932 : traducibilit et philosophie de la praxis


25 Les Thses sur Feuerbach occupent une place dcisive dans lensemble des Cahiers. Le
privilge qui leur est accord vient non seulement du fait que Marx y renvoie dos dos le
matrialisme classique et lidalisme abstrait (ds la premire thse) et quil y formule
lide dune ncessaire dtermination en retour de la structure par la superstructure
( lducateur qui a besoin dtre duqu , dans la troisime thse). Il provient aussi
de la complte redfinition de la philosophie luvre dans lensemble du texte de Marx :
laffirmation selon laquelle la vrit de la thorie, cest la pratique (deuxime thse), et
enfin, bien sr, limpratif de transformation du monde dsormais confr la philosophie
(onzime thse)58. Ds 1931, toujours dans les Appunti di filosofia du Cahier 7, lune des
premires bauches de dfinition de la philosophie de la praxis insistait sur
l galit ou l quation que celle-ci institue entre philosophie et politique, entre
pense et action , ajoutant que tout est politique, mme la philosophie ou les

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 12

philosophies , que la seule philosophie est lhistoire en acte , que cest en ce sens
quil faut interprter la thse [dEngels] du proltariat allemand hritier de la philosophie
classique allemande , et enfin que lon peut affirmer que la thorisation et la
ralisation de lhgmonie faite par Ilitch a t un grand vnement mtaphysique 59.
Aprs la Sainte Famille, les Thses sur Feuerbach et les propos de Lnine au Congrs de
lInternationale, voici maintenant le Ludwig Feuerbach et la fin de la philosophie classique
allemande dEngels (en annexe duquel celui-ci avait dailleurs dit pour la premire fois,
en 1888, les Thses sur Feuerbach crites par Marx plus de quarante ans auparavant) et
enfin le propre jugement de Gramsci sur laction de Lnine. Procdant continment par
approfondissement de certaines thses trs prcises de Marx servant clairer dautres
affirmations importantes des continuateurs du matrialisme historique en tout cas
de ceux qui comptent le plus aux yeux de Gramsci : Engels, Labriola, Lnine , la rflexion
sorganise toujours plus nettement autour de la question de lunit de la thorie et de la
pratique. Or cest bien cette question que vont servir exprimer au premier chef, partir
de 1932, non plus les termes dgalit ou dquation mais ceux de traduction et traductibilit.
26 Appartenant toujours aux Appunti di filosofia (mais cette fois-ci leur troisime srie) et
rdige en fvrier-mars 1932, la note Q 8, 208 donne tout son sens thorique lide de
traductibilit60. En partant dune retranscription des remarques philologiques que Croce
avait formules dans ses Conversazioni critiche de 1924 au sujet des vers de Carducci
Emmanuel Kant dcapita Dieu / Maximilien Robespierre, le roi , qui trouveraient leur
origine chez Hegel et Heine, Gramsci met cette fois en srie :
1) lide dabord hglienne, rappele par Croce, dune mise en pratique par les
rvolutionnaires franais de lide de la conscience de soi comme libert absolument
indpendante (qui, chez les Allemands, ntait reste quune tranquille thorie ) ;
2) le passage de la Sainte Famille sur lquivalence entre philosophie allemande et politique
franaise ;
3) la onzime thse sur Feuerbach, que Gramsci reformule lui-mme ainsi : la
philosophie doit devenir politique, pratique, pour continuer tre philosophie 61 ;
4) la thorie de lunit de la thorie et de la pratique autrement dit, la philosophie de la
praxis dans son entier.
27 Ce qui chez Hegel apparat comme une quivalence entre la pratique politique franaise et
la thorie philosophique allemande, est formul en termes de traduction dans le passage
de la Sainte Famille que Gramsci rappelle sans cesse dans les Cahiers de prison, et trouve
enfin sa formulation gramscienne dans le concept de traductibilit. Cette traductibilit ne
sapplique pas seulement aux cultures nationales ou aux langages scientifiques,
mais plus largement au binme thorie-pratique62.
28 Par ailleurs, la version C du texte ajoute cette srie, avant ce dernier point,
laffirmation dEngels que Gramsci avait dj rappele lanne prcdente lors de sa
dfinition de la philosophie de la praxis comme quation de la philosophie et de la
politique selon laquelle la philosophie classique allemande a pour hritier lgitime le
peuple allemand 63.
29 La note suggre ainsi que la conception dune philosophie trouvant sa pierre de touche
dans le monde rel serait le plein accomplissement marxiste de lide, dabord
hglienne, dune quivalence entre la thorie allemande et la pratique franaise. La
traduction-traductibilit opre donc sur deux niveaux : tant sur celui de la philosophie de
la praxis elle-mme (thorie de lunit de la thorie et de la pratique) que sur un plan

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 13

historique (politique franaise et philosophie allemande). Gramsci poursuit en effet sa


note en commentant dautres sources (trouves en particulier dans un livre que cite
Croce, celui de Rav consacr Fichte : Baggesen, Fichte, Schaumann) qui lui permettent
de mettre en vidence que les contemporains de la Rvolution franaise avaient
conscience (et cela est du plus grand intrt) de lide qui fait lobjet mme de sa
rubrique, savoir que deux structures semblables ont des superstructures quivalentes
et rciproquement traductibles 64. La conscience que les contemporains avaient eux-
mmes de cette quivalence des superstructures garantit que celle-ci na rien dune
reconstruction philosophique a posteriori. La philosophie de la praxis confirme,
accomplit et rend plus intelligible une traductibilit qui la prcde. Il est par ailleurs
important de remarquer quici la traductibilit ne sert pas annuler le modle analytique
structure-superstructure mais plutt le complter. La seconde version de la note, en
novembre 1932, apporte un ajout bref mais significatif : alors que dans le Cahier 8 Gramsci
avait prsent les lments apports par Croce comme tant une srie de sources trs
intressantes 65, il ajoute dans le Cahier 11 : mais qui pour Croce ont une porte
purement philologique et culturelle, sans aucune signification thorique ou
spculative 66. Signe que la notion de traductibilit acquiert en 1932 un rle thorique
toujours plus central au sein mme de la philosophie de la praxis. Mais ce nest l encore
quune bauche de rflexion : reste revoir toutes ces sources dans le cadre de cette
question de la traductibilit des langages qui nest autre que lquivalence des
superstructures rciproquement traductibles entre socits distinctes mais
structures semblables.
30 Dans cette mme priode, qui scoule tout au long de lanne 1932, la systmatisation des
principaux cahiers spciaux donne lieu deux principaux approfondissements de la
notion de traductibilit.
31 Au mois de mai, lorsque Gramsci rdige dans le Cahier 10 la note Introduction ltude de la
philosophie (Q 10, II, 6), il confre une place dcisive la traductibilit des langages
scientifiques en tant quelle permet de penser la rduction de toutes les philosophies
un moment de la vie historico-politique :
Traductibilit des langages scientifiques. Les notes crites sous cette rubrique doivent
prcisment tre recueillies sous la rubrique gnrale portant sur les rapports
entre les philosophies spculatives et la philosophie de la praxis et de leur
rduction celle-ci comme moment politique que la philosophie de la praxis
explique politiquement . Rduction la politique de toutes les philosophies
spculatives, un moment de la vie historico-politique ; la philosophie de la praxis
conoit la ralit des rapports humains de connaissance comme lment
d hgmonie politique.67
32 Ce paragraphe constitue une sorte daboutissement, aprs ceux qui dans la mme note le
prcdent immdiatement, dans lesquels Gramsci a mis notamment en vidence la thse
selon laquelle la thorie des superstructures est la traduction, dans les termes de
lhistoricisme raliste, de la conception subjective de la ralit 68. Lide de traductibilit
des langages est elle-mme la fois traduction et dpassement de la dialectique
hglienne : elle permet de dire de quelle faon la philosophie de la praxis absorbe et
dpasse lidalisme. Et ce dpassement, propre de la philosophie de la praxis, consiste
dans la traduction de la philosophie en politique.69 La philosophie de la praxis politise
toutes les philosophies, cest dabord en ce sens quelle les traduit. Elle sait que toutes les
philosophies, y compris et surtout elle-mme, sont politiques, en devenant un langage qui
est une idologie oprant dans la vie sociale, un lment fondamental de lhgmonie.

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 14

Mais la diffrence de toutes les autres, la philosophie de la praxis le sait, et non


seulement elle le sait mais elle fait en sorte de devenir pleinement hgmonique : elle
entend unifier en une seule culture politique la haute culture philosophique et la culture
populaire. On a ici une imbrication troite entre la question thorique de la traductibilit
des langages, la question idologique, et la question politique de lhgmonie.
33 Que la traductibilit soit le concept par lequel Gramsci retraduit celui de dialectique,
cest ce que montre, toujours dans cette Introduction ltude de la philosophie du
Cahier 10, une note apparaissant peu aprs celle que nous venons de citer, sous le titre
Immanence spculative et immanence historiciste ou raliste :
On affirme que la philosophie de la praxis est ne sur le terrain du plus grand
dveloppement de la culture de la premire moiti du XIXe sicle, culture
reprsente par la philosophie classique allemande, par lconomie classique
anglaise et par la littrature et la pratique politique franaise. lorigine de la
philosophie de la praxis il y a ces trois moments culturels. Mais en quel sens faut-il
comprendre cette affirmation ? <Faut-il comprendre> que chacun de ces
mouvements a contribu laborer respectivement la philosophie, lconomie, la
politique de la philosophie de la praxis ? Ou bien que la philosophie de la praxis a
labor synthtiquement les trois mouvements, cest--dire la culture entire de
lpoque, et que dans cette nouvelle synthse, quelque moment quon lexamine,
moment thorique, conomique, politique, on retrouve comme moment
prparatoire chacun de ces trois mouvements ? Cest prcisment ce quil me
semble. Et le moment synthtique unitaire me semble identifier dans le nouveau
concept dimmanence qui, de sa forme spculative, offerte par la philosophie
classique allemande, a t traduit en forme historiciste avec laide de la politique
franaise et de lconomie classique anglaise.70
34 La philosophie de la praxis est synthse accomplie des trois mouvements qui constituent
lensemble de la culture de lpoque. Cest leffet propre de la politique franaise et de
lconomie anglaise que davoir transform la dialectique propre la philosophie
classique allemande en un processus purement immanent : un processus qui nest donc
plus une manifestation de lEsprit (un idalisme absolu), mais un fait historique, un
processus concret. Cest l notamment toute limportance de lconomie de Ricardo, en
tant quelle identifie des lois conomiques (notamment des lois de tendances) vrifiables
historiquement et, surtout, redfinit lide mme de ncessit en des termes purement
immanents, non spculatifs. Or Marx en a directement hrit et les a traduits et intgrs
dans le matrialisme historique71.

La tche politique du traducteur


35 Le 5 septembre 1932, au moment mme o lide de traducibilit prend une forme labore
dans les Cahiers de prison, Gramsci crit son pouse Giulia une lettre dans laquelle il lui
suggre de devenir une traductrice de plus en plus qualifie de textes italiens 72. Dans
cette lettre, il dfinit en quelque sorte (pour reprendre le titre de la fameuse prface de
Benjamin sa traduction de Baudelaire) la tche du traducteur :
Les buts que tu pourrais et devrais te proposer, afin de tirer profit dune partie non
ngligeable de ton activit antrieure, devraient tre mon avis les suivants :
devenir une traductrice de plus en plus qualifie de textes italiens. Voici ce que
jentends par traductrice qualifie : non seulement la capacit lmentaire et
primordiale de traduire la prose des correspondances commerciales ou dautres
manifestations littraires que lon peut englober sous le terme de prose
journalistique, mais la capacit de traduire nimporte quel auteur, littraire ou

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 15

politique, historien ou philosophe, des origines nos jours, et donc lapprentissage


des langues spcialises et scientifiques et du sens des mots techniques aux
diffrentes poques. Et cela ne suffit pas encore : un traducteur qualifi devrait tre
en mesure non seulement de traduire littralement, mais de traduire aussi les
termes, ainsi que les concepts, dune culture nationale dtermine dans les termes
dune autre culture nationale, ce qui veut dire quun tel traducteur devrait
connatre de faon approfondie et critique deux civilisations et tre en mesure de
faire connatre lune lautre en se servant du langage historiquement dtermin
de la civilisation laquelle il fournit le matriel dinformation. Je ne sais pas si je
me suis exprim avec suffisamment de clart.73
36 Les explications de Gramsci sont de fait assez claires et sont troitement lies
lensemble de ses rflexions sur la traduction et la traducibilit : on retrouve ici aisment
la faon dont il sest pos, avec ses camarades de lOrdine Nuovo, la question de comment
traduire lexprience sovitique, la faon dont il a labor lhypothse de la traducibilit
entre cultures nationales, la ncessit de faire usage du langage historiquement
dtermin de la socit daccueil (et donc, implicitement, la ncessit que la traduction
soit largement comprhensible pour tous ceux qui sont susceptibles de lire le texte
traduit).
37 Gramsci invite le traducteur traduire en fonction du langage de civilisation de
chacun des pays, comme il lcrit dans la lettre Tatiana du 23 aot 1933 qui poursuit la
rflexion quil a mene avec Giulia sur ce que devrait tre un traducteur qualifi . Il se
demande sil faut envoyer Giulia des livres qui entrent dans un plan de travail pour
connatre lhistoire de la culture italienne et tre donc plus qualifis comme traducteurs
des choses prsentes. Selon moi, outre le langage dans le sens strictement technique de la
parole, chaque pays a un langage de civilisation quil faut connatre pour connatre le
premier 74.
38 La tche du traducteur des choses prsentes , pose en ces termes, pourrait donc
sembler immense, voire impossible, puisquelle implique une connaissance des cultures
dorigine et darrive dans leur historicit propre et la capacit de passer de lune
lautre, alors mme que les spcificits historiques dun pays peuvent produire des mots
presque impossibles traduire en dautres langues75. Mais la rflexion quil mne en
parallle sur la traducibilit permet dchapper ce caractre presque impossible de la
tche du traducteur et daffirmer la ncessit et la possibilit de la traduction. Comme on
la vu, ds la premire note quil consacrait la traductibilit , il posait que celle-ci
nest pas parfaite [] dans tous ses dtails [] mais elle lest dans son fond essentiel
76
. En reprenant cette note dans le Cahier 11, en 1932, il y ajoute une parenthse sous
forme dinterrogation : Mais quelle langue est exactement traduisible dans une autre ?
Quelle parole singulire est traduisible exactement dans une autre langue ? 77. On peut
noter, dans ces interrogations, lcho, peut-tre volontaire, dune thse linguistique
expose par Wilhelm von Humboldt dans lintroduction sa traduction de lAgamemnon78,
o il met la fois en vidence quaucun mot nest parfaitement quivalent un mot
dune autre langue, mais la capacit de chaque langue, y compris les parlers de peuples
trs sauvages tout exprimer, le plus sublime comme le plus profond, le plus fort
comme le plus dlicat 79. Cest le paradoxe de la traduction la fois impossible
linguistiquement parlant et quon parvient pourtant raliser. Le traducteur, ds lors,
sait quels types de connaissances il doit acqurir, quels principes doivent le guider, mais
il peut accepter lide quil ny parviendra que pour lessentiel et pas forcment dans
le dtail . Sa tche devient ralisable et la faon dont Gramsci parle parfois de

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 16

mauvaises traductions ou de traduction faite avec les pieds 80, montre quil se
contente de dnoncer les btises, les contresens et les erreurs bestiales dont un lycen
se rendrait compte : seule labsence de soin et de scrupule est vraiment inadmissible et
fait lobjet de qualificatifs peu amnes81.
39 On peut dire que cette dfinition gramscienne de la tche du traducteur est presque
mot mot linverse de ce que Walter Benjamin crivait, quelques annes auparavant,
dans sa prface du mme nom : il ne sagit pas du tout de faire entendre la langue
dorigine, dveiller lcho de loriginal 82 ou de plier la langue de la traduction la
langue dorigine, mais bien dcrire en utilisant le langage historiquement dtermin
de la langue darrive. Il sagit donc bien dcrire dans la langue du lecteur, en fonction de
la mentalit du lecteur : il faut accueillir le texte tranger en le naturalisant et en lassimilant
. On est loin de lappel de Benjamin demandant au traducteur de brise[r] les barrires
vermoulues de sa propre langue afin dlargir ses frontires. Et pourtant, lintention de
faire connatre le texte tranger, de laccueillir dans la langue darrive, est aussi
nettement affirme dans les deux cas, mais il y a chez Gramsci une volont de plier la
langue dorigine la langue de la traduction position inverse de celle des tenants de la
ligne de traduction dj nonce par Schleiermacher, qui invitait laisser tranquille
lauteur et demandait au lecteur daller sa rencontre en pliant la langue de la
traduction, dans la mesure du possible, la langue dorigine 83 car ce qui compte pour
lui avant tout cest que le texte soit traduit non pas littralement mais en sadaptant la
mentalit de son lecteur. Situer la position de Gramsci dans le champ des diffrentes
conceptions de la traduction na ici aucune fonction normative qui viserait nommer une
bonne et une mauvaise faon de traduire. Il y a dautres conceptions possibles de la
tche du traducteur , mais un point unit ces conceptions diffrentes : la ncessit de
traduire pour accueillir dans sa propre langue les textes, les expriences, voire les
matriaux dinformation qui viennent dautres langues ; en un mot, il sagit de la
volont daccueillir ltranger84.
40 Et il ny a pas de doute sur le fait que Gramsci ressent on ne peut plus fortement la
ncessit de faire accueillir une culture par une autre par le biais de la traduction ; cette
ncessit du passage dune culture une autre est dailleurs prsente quand il rflchit
la faon dont il faudrait faire appel, dans une revue de culture, des correspondants
trangers qui
non seulement connaissent les courants culturels de leur pays, soient capables de
les comparer avec celles du pays dans lequel la revue est publie, cest--dire
quils connaissent aussi les courants culturels de celui-ci et comprennent son
langage national. [] du point de vue pratique de la promotion de la culture, il
est plus important [= plutt que davoir de grandes signatures] davoir un type de
collaborateur habitu la revue, qui sait traduire un monde culturel dans le
langage dun autre monde culturel, parce quil sait trouver les ressemblances mme
l o elles ne paraissent pas exister et sait trouver les diffrences mme l o il
semble quil ny ait que des ressemblances etc.85
41 Les indications sont trs semblables celles que Gramsci nonce quelques mois plus tard
pour devenir un traducteur qualifi : le rapport avec les expriences venant de
lextrieur et dautres langues est central pour lobjectif de formation dune conscience
collective homogne 86, mais que ce soit pour la traduction ou les revues, cet apport
ncessaire doit seffectuer dans le langage historiquement dtermin du pays
daccueil. La tche du traducteur que dfinit Gramsci est dabord une tche politique :
elle relve dune conception de linternationalisme comme accueil rciproque des

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 17

cultures nationales, capacit tenir compte rciproquement des apports nationaux ayant
une valeur internationale (ce quil nomme des pousses nationales )87. La construction
dune culture internationale ne peut passer, comme nous lavons vu, par lartefact anti-
historique dune langue internationale, ni par la tentative, pense par les pragmatistes,
denlever au langage son caractre mtaphorique (en niant donc galement, mais dune
autre faon, le caractre historique du langage) : le seul outil qui rende possible cette
tche est donc la traduction, appuye dsormais sur une thorie de la traductibilit qui
fonde sa ncessit-possibilit.
42 Nous avons tent dans cette contribution de reconstituer les tapes par lesquelles est
pass Gramsci pour construire cet outil heuristique puissant quest la traductibilit. Nous
avons voulu rendre compte des lectures, des pratiques militantes, puis de llaboration
thorique menes dans les Cahiers de prison ; il y a l des fils qui se mlent et un processus
qui, loin dtre linaire, est comprendre dans sa complexit et son historicit. Sans
doute, la question qui se pose Gramsci et ses camarades de LOrdine Nuovo consiste se
demander comment amener dans la ralit spcifique de lItalie les lments nouveaux
qui proviennent de lexprience russe, elle-mme comprise immdiatement comme la
traduction dans la ralit des concepts du marxisme ; cest le moment o Gramsci crit
que les bolcheviks ont traduit dans la pratique le concept de dictature du proltariat.
Cette exprience qui marque un bouleversement dans lhistoire et la thorie, il faut
lapporter lItalie et au peuple italien. Gramsci, qui pense que les langues sont des
organismes vivants, historiquement dtermins, ne peut penser ce passage ncessaire
dune langue lautre quen termes de traduction. Il avait rfut avec vigueur la solution,
prsente dans le socialisme europen, de lespranto : cet artefact ne pouvait en aucun
cas permettre de sadresser aux lecteurs en tenant compte de leur mentalit forge en
particulier par lpaisseur historique de leur langue dont les caractristiques viennent des
usages multiples, individuels et sociaux, qui en font un organisme vivant et riche. Pour
penser cette question de la traduction, Gramsci sappuie sur sa conception du langage
historiquement dtermin et sur ses connaissances en linguistique historique ; il
rflchit galement partir de Labriola, Lnine et Marx sur lesquels il sappuie pour
affirmer une conception de la traduction fonde sur lide de la connaissance rciproque
des cultures nationales et lusage de langages de civilisation, qui va dailleurs rester
semblable sur la dure comme nous lavons vu dans son change pistolaire avec son
pouse en 1932. Mais ce point de dpart, qui porte sur la traduction politique et dont
lun des rsultats fondamentaux est la possibilit dchapper limposition des mots
dordre russes pour penser en termes de spcificits nationales88 va lamener
rflchir sur ce qui rend possible des traductions au-del du passage dune langue
lautre. Le travail thorique des Cahiers va laborer une forme dmancipation encore plus
vaste vis--vis de toute lecture dterministe et conomiste du marxisme avec labandon
de la dnomination matrialisme historique, la remise en question de la dualit
structure-superstructure et laffirmation que la philosophie de la praxis est seule
mme 1) dassurer la traduction des trois langages qui la constituent en propre (politique,
philosophie et conomie) ; 2) de penser la correspondance, le passage voire lunit entre
diffrentes cultures et traditions nationales ; 3) dassurer lunit de la thorie et de la
pratique cest--dire lunit dune philosophie qui trouve sa vrit dans son effectuation
politique et dune politique qui ne peut russir que dans la mesure o simpose un langage
nouveau (et, partant, une nouvelle hgmonie). La traductibilit est loutil conceptuel
permettant de penser cette unit de la thorie et de la pratique qui pour Gramsci est le

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 18

propre de la pense de Marx et fonde la supriorit de la philosophie de la praxis sur


toutes les autres philosophies.

NOTES
1. Il convient de parler de confirmation plutt que daffirmation, puisque, notre
connaissance, le premier avoir insist sur ce point fut Andr Tosel il y a dj trente-cinq
ans : A. TOSEL, Philosophie marxiste et traductibilit des langages et des pratiques , La
Pense, 223, septembre-octobre 1981 (repris dans ID., Praxis. Vers une refondation en
philosophie marxiste, Paris, ditions Sociales, 1984, p. 115-135). Depuis, voir notamment D.
KANOUSSI, Una introduccin a los Cuadernos de la crcel de Antonio Gramsci, Mxico, Plaza y
Valds, 2000 ; F. FROSINI, Sulla traducibilit nei Quaderni di Gramsci , Critica marxista,
n.s., 6, 2003, p. 29-38 ; D. BOOTHMAN, Traduzione e traducibilit , dans Le parole di
Gramsci. Per un lessico dei Quaderni del carcere, F. Frosini et G. Liguori d., Rome, Carocci,
2004, p. 247-266, repris dans ID., Traducibilit e processi traduttivi. Un caso : A. Gramsci
linguista, Prouse, Guerra Edizioni, 2004 ; G. BARATTA, Dialettica, traducibilit,
contrappunto , Critica marxista, 2007, 3-4, p. 19-24 ; F. IZZO, I Marx di Gramsci , dans
Gramsci nel suo tempo, F. Giasi d., 2 vol., Rome, Carocci, 2009, p. 553-580 (repris dans EAD.,
Democrazia e cosmopolitismo in Antonio Gramsci, Rome, Carocci, 2009, p. 23-74) ; F. FROSINI, La
religione delluomo moderno. Politica e verit nei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci,
Rome, Carocci, 2010, p. 173-178 ; R. LACORTE, Translatability, language and freedom in
Gramscis Prison Notebooks , dans Gramsci, Language, and Translation, P. Ives et R.
Lacorte d., Lanham (Maryland), Lexington Books, 2010, p. 213-224 ; ID., Espressione e
traducibilit nei Quaderni del carcere , dans Domande dal presente : studi su Gramsci, L.
Durante et G. Liguori d., Rome, Carocci, 2012, p. 109-121.
2. F. FROSINI, Sulla traducibilit , art. cit.
3. Indications dabord formules dans le livre pionnier de G. FRANCIONI, Lofficina
gramsciana. Ipotesi sulla struttura dei Quaderni del carcere , Naples, Bibliopolis, 1984. On
trouvera la mise au point la plus rcente dans larticle de Francioni qui ouvre ce dossier
de Laboratoire italien.
4. Q 16, 2, p. 1842. En lattente de la nouvelle dition critique dirige par Gianni Francioni,
nous citons celle de Valentino Gerratana (Antonio GRAMSCI, Quaderni del carcere, Turin,
Einaudi, 1975), indique par labrviation Q, suivie des numros de cahier, de paragraphe
et enfin de page.
5. Lettre Leo Galetto, fvrier 1918, dans A. GRAMSCI, Epistolario, I, gennaio 1906 - dicembre
1922, D. Bidussa, F. Giasi, G. Luzzatto Voghera et M. L. Righi d., Rome, Istituto della
Enciclopedia Italiana (Edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci), 2009, p. 173.
6. [A. GRAMSCI], Contro un pregiudizio , Avanti!, 24 gennaio 1918, p. 2.
7. G. M. SERRATI, Guerra esperantista , Avanti!, 26 gennaio 1918, p. 2.

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 19

8. [] comment donc pourrait saffirmer une langue internationale, entirement


artificielle, entirement mcanique, prive de toute historicit, de toute influence de
grands auteurs, prive de la richesse expressive qui vient de la varit dialectale, de la
varit des formes prises au cours des temps ? [] Il faut nous en convaincre : lespranto,
la langue unique nest rien dautre quune baliverne, une illusion des mentalits
cosmopolites, humanitaires, dmocratiques, qui nont pas encore t rendues fertiles ni
dsenchantes par la critique historique . [A. GRAMSCI], La lingua unica e lEsperanto ,
Il grido del popolo, 16 febbraio 1918.
9. A. GRAMSCI, Epistolario, loc. cit.
10. [A. GRAMSCI], La taglia della storia , LOrdine Nuovo, 7 giugno 1919.
11. A. GRAMSCI, Il programma dellOrdine Nuovo , LOrdine Nuovo, 14 agosto e 28 agosto
1920.
12. [A. GRAMSCI], Contro il pessimismo , LOrdine Nuovo, 15 marzo 1924.
13. A. GRAMSCI, Il programma de LOrdine Nuovo , LOrdine Nuovo, 1-15 aprile 1924.
14. A. GRAMSCI, Lorganizzazione per cellule e il II Congresso mondiale , LUnit,
29 luglio 1925.
15. Q 7, 2, p. 854.
16. Q 11, 46, p. 1468.
17. Manifestes, thses et rsolutions des quatre premiers congrs de lInternationale communiste
1919-1923, Bibliothque communiste, Librairie du Travail, juin 1934 ; rimpression en fac-
simil, Paris, Franois Maspero, 1971.
18. A. GRAMSCI, Epistolario, loc. cit.
19. [] comme tudiant (et pas comme chercheur et encore moins mrite, ironie et
modestie mises part) je prpare une thse sur lhistoire du langage, en cherchant
appliquer ces recherches les mthodes critiques du matrialisme historique, IL
REDATTORE TORINESE ANTI-ESPERANTISTA [A. GRAMSCI ], Teoria e pratica. Ancora intorno
allesperanto , Avanti!, 29 gennaio 1918.
20. Pendant trs longtemps, je suis rest indcis entre la glottologie [la linguistique] et
la philosophie , A. LABRIOLA, Carteggio, S. Miccolis d., Naples, Bibliopolis, 2000-2003,
vol. III, p. 26.
21. [] notre doctrine [le matrialisme historique] a aussi des correspondances
instructives avec de nombreuses disciplines dans lesquelles, pour une plus grande
simplicit des rapports, lapplication de la mthode gntique fut plus aise. Le cas
typique est la glottologie [i. e. la linguistique] [] . A. LABRIOLA, Del materialismo storico.
Delucidazione preliminare (1896), dans Saggi sul materialismo storico, A. Santucci d., Rome,
Editori Riuniti, 2000, p. 178. Quel effort na-t-elle pas cot la rflexion doctrinale,
dans le champ de la linguistique, la substitution lillusion paradigmatique des formes
grammaticales la gense de ces formes ! Gense quil faut psychologiquement chercher et
vrifier dans la varit des manires de parler, qui est un faire et un produire, et non un
simple factum. Ibid., p. 244. Pour comprendre le socialisme scientifique je navais donc
pas besoin de me lancer pour la premire fois dans la conception dialectique, volutive ou
gntique, comme on voudra, puisque javais toujours vcu au milieu de ces ides, depuis
que je pense de faon pense. Ibid., p. 262.

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 20

22. A. LABRIOLA, Discorrendo di socialismo e di filosofia, 4 (14 maggio 1897), dans Scritti
filosofici e politici, F. Sbarberi d., Turin, Einaudi, 1976, vol. II, p. 690 ; trad. franaise :
Socialisme et philosophie (Lettres G. Sorel), Paris, Giard et Brire, 1899, p. 53.
23. Lettre Tania du 19 mars 1927 : Lun des plus grands remords intellectuels de ma vie
est la profonde douleur que jai provoque chez mon bon professeur Bartoli de
lUniversit de Turin qui tait persuad que jtais larchange destin terrasser
dfinitivement les no-grammairiens.
24. Voir aussi sur cette question larticle de Giancarlo Schirru dans le prsent dossier.
25. A. LABRIOLA, Discorrendo, ouvr. cit, p. 695 (trad. p. 61).
26. Ibid., p. 696 (trad. p. 62).
27. Ibid., p. 697 (trad. p. 65).
28. Ces hgliens crivirent et enseignrent et discutrent comme sils se trouvaient,
non Naples, mais Berlin ou je ne sais o. Ils conversaient mentalement avec leurs
Camarades dAllemagne [en franais dans le texte]. Ibid., p. 698 (trad. p. 66).
29. Ibid., p. 702 (trad. p. 73)
30. Ibid., p. 702-703 (trad. p. 74).
31. Q 4, 3, p. 421-422. Voir les pages importantes que Fabio Frosini consacre cette note et
au rapport Labriola-Gramsci dans Gramsci e la filosofia. Saggio sui Quaderni del carcere, Roma,
Carocci, 2003, p. 83-85.
32. Q 4, 3, p. 422.
33. Ibid., p. 425.
34. Ibid., p. 423-424.
35. Ibid., p. 423.
36. Ibid., p. 424.
37. Q 4, 42, p. 467.
38. Ibid., p. 468.
39. Ibidem.
40. Ce nest sans doute pas un hasard si le terme apparat dans une note qui sappuie sur
une observation concernant Vailati. Le philosophe pragmatiste en avait fait usage
plusieurs reprises, notamment dans Le origini e lidea fondamentale del pragmatismo ,
un article de 1909 republi dans les Scritti filosofici que Gramsci connaissait. Il sen servait
justement pour dfinir le pragmatisme, la suite de Pierce, comme une invitation
traduire nos affirmations par les expriences pratiques particulires (qui adviendront
ou pourraient advenir dans des circonstances donnes) signifies par ces affirmations.
Vailati nommait cela la traductibilit de nos affirmations en termes dattente ou de
prvision . Mme sil ne sagit pas ici de traductibilit des langages scientifiques ou des
cultures, il est frappant que cette notion ait t choisie pour dfinir le pragmatisme,
sachant que Gramsci allait de son ct lemployer pour dterminer ce que le marxisme
avait de plus propre. Voir C. META, Antonio Gramsci e il pragmatismo : confronti e intersezioni,
Florence, Le Criti, 2010 ; G. GUIDA, Durata e storia : aspetti di una nuova percezione del tempo
agli inizi del Novecento, Rome, Aracne, 2013, chap. III ; G. GUZZONE, Il problema scientifico
delleconomia nel pensiero di Antonio Gramsci (1916-1933), thse de doctorat, Pise, 2015.
41. Q 4, 42, p. 468.

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 21

42. Ibid., p. 469.


43. Q 4, 46, p. 472-473.
44. C. MARX, La filosofia dellatto , LOrdine Nuovo, 15 novembre 1924, p. 57.
45. F. FROSINI, Il neoidealismo italiano e lelaborazione della filosofia della praxis , dans
Gramsci nel suo tempo, F. Giasi d., Rome, Carocci, 2008, vol. II, p. 727-746, en particulier
p. 745-746.
46. Ni le monisme matrialiste ni lidaliste, ni Matire ni Esprit videmment, mais
matrialisme historique, cest--dire activit de lhomme (histoire) dans le concret, cest-
-dire applique une certaine matire organise (forces matrielles de production)
la nature transforme par lhomme. Philosophie de lacte (praxis), mais pas de lacte
pur mais prcisment de lacte impur, cest--dire rel dans le sens profane du mot.
Q 4, 37, p. 455. La filosofia della praxis fait sa premire apparition sous la plume de
Gramsci en octobre-novembre 1930, dans la note Q 5, 127, propos de la pense de
Machiavel en tant que conception du monde originale, que lon pourrait, elle aussi, nommer
philosophie de la praxis ou no-humanisme en ce quelle ne reconnat pas dlments
transcendantaux ou immanents (au sens mtaphysique) mais se fonde toute sur laction
concrte de lhomme qui, pour ses ncessits historiques, agit et transforme la ralit
(p. 657, soulign par nous), mais son usage ne se gnralise vritablement qu partir de
1932.
47. Q 7, 1, p. 851.
48. Ibid., 2, p. 854.
49. Ibid., 3, p. 855.
50. Il Congresso di Oxford , La Nuova Italia, I, 10, 20 ottobre 1930, p. 432 (cit par
Gerratana dans les notes de son dition des Quaderni del carcere, p. 2866).
51. Benedetto Croce et le matrialisme historique (voir p. 55 bis). propos du discours de Croce
dans la section dEsthtique du congrs philosophique dOxford (voir La Nuova Italia du
20 octobre 1930). La traduction des termes dun systme philosophique dans les termes
dun autre, comme celle du langage dun conomiste dans le langage dun autre
conomiste, a des limites et ces limites sont donns par la nature fondamentale des
systmes philosophiques ou des systmes conomiques ; cest--dire que dans la
philosophie traditionnelle, cest possible, tandis que ce nest pas possible entre la
philosophie traditionnelle et le matrialisme historique. Le principe mme de la
traductibilit rciproque est un lment critique inhrent au matrialisme historique,
dans la mesure o lon prsuppose et postule quune phase donne de la civilisation a une
expression culturelle et philosophique fondamentalement identique , mme si cette
expression a un langage diffrent de la tradition particulire de chaque nation ou de
chaque systme philosophique [] . Q 7, 1, p. 851.
52. Ibid., p. 854.
53. Q 7, 2, p. 854.
54. Q 7, 3, p. 855.
55. Ibidem. Gramsci revient sur ces questions un peu plus tard (courant de lanne 1931),
dans une note du mme cahier intitule Saggio popolare . La metafora e il linguaggio (
Quaderni 7, 36) : il y met en vidence deux tendances errones qui naissent de labsence de
prise en compte du caractre mtaphorique du langage, 1) celle des langues fixes ou
universelles ; 2) les questions poses par Pareto et par les pragmatistes sur le langage

Laboratoire italien, 18 | 2016


De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 22

comme cause derreur (p. 886-887). Lune comme lautre visent vacuer la question de
la traduction : la premire en pensant une langue invente parle par tous, la seconde
en voulant crer une langue mathmatisable et abstraite. Dans les deux cas, cest
lhistoricit de la langue qui nest pas prise en compte, le fait que le langage se
transforme avec la transformation de toute la civilisation et prcisment il assume
mtaphoriquement les mots des civilisations et des cultures prcdentes .
56. Q 11, 45, p. 1467 (aot-dcembre 1932).
57. Ibidem. Voir galement Q 7, 1 : ce sont prcisment les formes navement matrialistes
du matrialisme historique que Croce attaquait.
58. Voir dans le Cahier 7 la traduction des Thses sur Feuerbach procure par Gramsci lui-
mme : A. GRAMSCI, Quaderni del carcere, 1, Quaderni di traduzioni (1929-1932), G. Cospito et
G. Francioni d., Rome, Istituto della Enciclopedia Italiana (Edizione nazionale degli scritti
di Antonio Gramsci), 2007, p. 743-745 (en particulier les deuxime et onzime thses que
nous traduisons ici en partant de la traduction de Gramsci : La question <de savoir> si la
pense humaine possde une vrit objective nest pas une question thorique, mais
pratique. Cest dans lactivit pratique que lhomme doit dmontrer la vrit, cest--dire
la ralit et le pouvoir, le caractre terrestre de sa pense. La discussion sur la ralit ou
la non ralit dune pense qui sisolerait de la praxis, est une question purement
scolastique ; Les philosophes ont seulement interprt le monde de diffrentes
faons ; il sagit maintenant de le transformer ).
59. Ainsi on arrive aussi lgalit ou quation entre philosophie et politique, entre
pense et action, cest--dire une philosophie de la praxis. Tout est politique, mme la
philosophie ou les philosophies (voir les notes sur le caractre des idologies) et la seule
philosophie est lhistoire en acte, cest--dire est la vie mme. Cest en ce sens quon
peut interprter la thse du proltariat allemand hritier de la philosophie classique
allemande et quon peut affirmer que la thorisation et la ralisation de lhgmonie par
Ilitch [Lnine] ont t aussi un grand vnement mtaphysique . Q 7, 35, p. 886.
60. Q 8, 208, p. 1066-1067 ; la note est intitule Traductibilit rciproque des cultures
nationales .
61. Dans la version C du mme passage, soit la note Q 11, 49 rdige quelques mois plus
tard, durant lautomne 1932, il ajoutera : la philosophie doit devenir politique pour
devenir vraie, pour continuer tre une philosophie [Q 11, 49, p. 1472], ce qui revient
employer la deuxime thse pour clairer la onzime.
62. Q 8, 208, p. 1066 : Il me semble que ce passage de Hegel est justement la rfrence
littrale de Marx quand, dans la Sainte Famille, il fait allusion Proudhon contre Bauer.
Mais il me semble plus important encore comme source de la pense exprime dans les
Thses sur Feuerbach selon laquelle les philosophes ont expliqu le monde et quil sagit
dsormais de la changer, savoir que la philosophie doit devenir politique, pratique,
pour continuer tre philosophie : la source pour la thorie de lunit de la thorie et
de la pratique.
63. Ibidem.
64. Q 8, 208, p. 1067.
65. Ibid., p. 1066.
66. Q 11, 49, p. 1471.
67. Q 10, II, 6, IV, p. 1245.

Laboratoire italien, 18 | 2016


De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 23

68. Conception subjective de la ralit et philosophie de la praxis. La philosophie de la


praxis absorbe la conception subjective de la ralit (lidalisme) dans la thorie des
superstructures, elle labsorbe et lexplique historiquement, cest--dire le dpasse, le
rduit un de ses moments. La thorie des superstructures est la traduction en termes
dhistoricisme raliste de la conception subjective de la ralit. Q 10, II, 6, II, p. 1244.
Pour une analyse de ces passages, voir F. FROSINI, La religione delluomo moderno, ouvr. cit,
p. 173-178.
69. F. FROSINI, Sulla traducibilit , art. cit.
70. Q 10, II, 9, p. 1246-1249.
71. En un certain sens il me semble quon pourrait dire que la philosophie de la praxis
est gale Hegel + David Ricardo. Le problme est initialement prsenter ainsi : les
nouveaux canons mthodologiques introduits par Ricardo dans la science conomique
sont-ils considrer comme des valeurs purement instrumentales (pour se comprendre :
comme un nouveau chapitre de la logique formelle) ou ont-ils eu la signification dune
innovation philosophique ? La dcouverte du principe logique formel de la loi de
tendance, qui amne dfinir scientifiquement les concepts fondamentaux en conomie
dhomo oeconomicus et de march dtermin, na-t-elle pas t aussi une dcouverte
de valeur gnosologique ? Nimplique-t-elle pas, prcisment, une nouvelle immanence,
une nouvelle conception de la ncessit et de la libert, etc. ? Il me semble prcisment
que la philosophie de la praxis a fait cette traduction quand elle a universalis les
dcouvertes de Ricardo en les tendant de faon adquate toute lhistoire, donc en en
tirant originellement une nouvelle conception du monde. Ibid., p. 1249. Pour un
commentaire plus nourri de lide qui apparat dans ces notes du Q 10, selon laquelle la
nouvelle conception de limmanence propre la pense de Marx trouverait son
origine philosophique dans la pense conomique de Ricardo, voir F. FROSINI, p. 143-149.
72. A. GRAMSCI, Lettere dal carcere, A. A. Santucci d., Palerme, Sellerio, 1996, p. 612-614.
73. Ibid., p. 613-614.
74. Ibid., p. 739.
75. Un exemple avec la note Q 26, 11 : Dans le langage historico-politique italien, il faut
noter toute une srie dexpressions, lies troitement la faon traditionnelle de
concevoir lhistoire de la nation et de la culture italienne, quil est difficile et parfois
impossible de traduire dans les langues trangres. Ainsi nous avons le groupe
Rinascimento, Rinascita (Rinascenza, gallicisme), termes qui sont dsormais entrs
dans le cercle de la culture europenne et mondiale parce que, si le phnomne indiqu
connut sa plus grande splendeur en Italie, il ne fut cependant pas restreint lItalie ,
p. 2306.
76. Q 4, 42, p. 468, voir supra.
77. Q 11, 48, p. 1470.
78. W. VON HUMBOLDT, Sur le caractre national des langues et autres crits sur le langage,
D. Thouard d., Paris, Seuil (Points Essais), 2000, p. 35.
79. Ibid, p. 37. Sur le rapport de Gramsci Humboldt (via Labriola), voir par ailleurs G.
SCHIRRU, Filosofia del linguaggio, psicologia dei popoli e marxismo. Un dialogo tra
Gramsci e Labriola nel Quaderno 11 , dans Gramsci tra filologia e storiografia. Scritti per
Gianni Francioni, G. Cospito d., Naples, Bibliopolis, 2010, p. 93-120.

Laboratoire italien, 18 | 2016


De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 24

80. Lettre Carlo du 28 septembre 1931 : LHistoire de Rome, je crois que cest celle crite
non seulement par Hartmann mais aussi par Kromayer. Elle est bonne, bien quelle ait
vieilli et soit traduite avec les pieds (du moins la premire dition). A. GRAMSCI, Lettere dal
carcere, ouvr. cit, p. 473 ; nous soulignons.
81. Bestialit insensata , pacchianerie , lettre Tania du 26 aot 1929 (ibid., p. 280) ;
corbellerie , caso di teratologia letteraria , lettre Tania du 22 septembre 1930 (ibid.,
p. 355).
82. Benjamin dfinit ainsi la tche propre du traducteur: Elle consiste dcouvrir
lintention, visant la langue dans laquelle on traduit, partir de laquelle on veille en
cette langue lcho de loriginal . W. BENJAMIN, La tche du traducteur , dans uvres 1,
Paris, Gallimard (Folio), 2000, p. 254.
83. F. S CHLEIERMACHER, Des diffrentes manires du traduire, A. Berman et C. Berner d.,
Paris, Seuil, 1999, p. 49 et 85.
84. Laboratoire italien, Traductions politiques , 16, 2015, en particulier lintroduction
Traductions politiques : laccueil de ltranger .
85. Q 7, 81, p. 913-914 (dcembre 1931).
86. Cette expression se trouve dans les notes Q 1, 43 et Q 24, 3 consacres aux revues-
type (p. 33 et 2267).
87. Q 4, 42, p. 469.
88. Sur le rapport avec la question des nationalits qui est alors dbattue en URSS, voir le
texte de G. Schirru dans ce numro de Laboratoire italien, notamment le 2 : Politique
linguistique et question nationale en Union Sovitique .

RSUMS
Nous partons ici la recherche du leitmotiv traduction-traductibilit en noubliant pas que
Gramsci tait un rvolutionnaire, un historiciste et, en mme temps, un tudiant bien form
en linguistique historique luniversit de Turin. Bien avant les annes de prison, le point de
dpart est le dbat sur lespranto auquel Gramsci participe en janvier 1918. On peut considrer
lide de traduction des langues historiquement dtermines, laquelle Gramsci donnera par la
suite une grande importance, comme le ngatif de tout esprantisme . Paralllement, partir
de 1919, laction politique rvolutionnaire est toujours plus frquemment prsente comme une
forme de traduction. La mtaphore de la traduction en Occident de lexprience russe, que
Gramsci prsente, ds 1925 comme dorigine lniniste, lui servira cependant dans les Cahiers
comme un outil dmancipation thorique et politique vis--vis de lexprience russe elle-mme.
Au niveau thorique, la pense de Labriola est une autre des sources importantes de la centralit
de lide de traduction. Le texte du marxiste napolitain qui indiquait la ncessit de reformuler le
matrialisme historique en philosophie de la praxis insistait aussi sur celle de traduire les
armes et les faons de la critique en les adoptant de pays en pays . Ce texte est voqu dans
une des toutes premires Notes de philosophie (Q4, 3, mai 1930) dcisive pour la rflexion sur la
philosophie de la praxis comme traduction rciproque de philosophie et de politique. Cette
rflexion sappuie sur des textes de Marx (Thses sur Feuerbach et Sainte famille) et sapprofondit

Laboratoire italien, 18 | 2016


De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 25

en particulier en octobre-novembre 1930, mois cruciaux pour lensemble de llaboration


politico-thorique des Cahiers. Gramsci repense le marxisme en partant de lide de traduction
aussi bien pour combattre les schmatismes qui tendent y voir une division artificielle du rel
entre noumnes conomiques et apparences idologico-politiques (Croce) que pour lloigner de
toute rduction dogmatique une logique abstraite ou un espranto thorique
(Boukharine).
En 1932 a lieu un nouvel et ultime approfondissement de la notion. Elle permet dsormais de
penser la rduction de toutes les philosophies un moment de la vie historico-politique
(Q10, II, 6). Elle devient ds lors dcisive pour comprendre le rapport de la philosophie de la
praxis non seulement la politique franaise mais aussi la philosophie classique allemande et
lconomie de Ricardo. Paralllement, en 1932 et 1933, dans ses lettres Giulia et Tania,
Gramsci explicite sa conception de la tche proprement politique du traducteur qui doit
toujours se servir du langage historiquement dtermin de la culture qui accueille un texte
tranger.
Au terme du parcours, la traductibilit apparat comme loutil conceptuel permettant de penser
lunit de la thorie et de la pratique qui pour Gramsci est le propre de la pense de Marx et
fonde la supriorit de la philosophie de la praxis sur toutes les autres philosophies.

In questo saggio partiamo alla ricerca del leitmotiv traduzione-traducibilit senza dimenticare
che Gramsci era un rivoluzionario, uno storicista e, nello stesso tempo uno studente con una
solida formazione di glottologia alluniversit di Torino.
Un primo punto di partenza, ben prima degli anni del carcere, il dibattito sullesperanto al
quale Gramsci partecipa nel gennaio 1918. Si pu considerare, lidea di traduzione delle lingue
storicamente determinate alla quale Gramsci dar in seguito tanta importanza, come il negativo
di ogni esperantismo. Parallelamente, a partire dal 1919, lazione politica rivoluzionaria vien
sempre pi spesso presentata come una forma di traduzione. La metafora della traduzione in
occidente dellesperienza russa, che fin dal 1925 Gramsci presenta come prettamente leninista,
gli servir per nei Quaderni come strumento di emancipazione teorica e politica dalla stessa
esperienza russa.
A livello teorico, il pensiero di Labriola unaltra delle fonti importanti della centralit dellidea
di traduzione in Gramsci. Proprio il testo in cui il marxista napoletano indicava la necessit di
riformulare il materialismo storico come filosofia della praxis insisteva su quella di tradurre
le armi e i modi della critica adattandoli da paese a paese. Questo testo evocato in uno dei
primissimi Appunti di filosofia (Q4, 3, maggio 1930), decisivo per la riflessione sulla filosofia della
praxis come traduzione reciproca di filosofia e politica. Una riflessione che si appoggia ad alcuni
testi di Marx (Tesi su Feuerbach e Sacra famiglia), e che viene poi particolarmente approfondita in
ottobre e novembre 1930, mesi cruciali per lintera elaborazione politico-teorica dei Quaderni.
Gramsci ripensa il marxismo a partire dallidea di traduzione sia per combattere gli schematismi
che conducono a vedervi una divisione artificiale del reale tra noumeni economici e apparenze
ideologico-politiche (Croce), sia per allontanarlo da ogni riduzione dogmatica a logica astratta o
esperanto teorico (Bukharin).
Lanno 1932 quello dellulteriore e ultimo approfondimento della nozione. Questa permette
ormai di pensare la riduzione di tutte le filosofie a momento della vita storico-politica (Q10,
II, 6). Diventa peraltro decisiva per capire il rapporto della filosofia della praxis non solo alla
politica francese e alla filosofia classica tedesca ma anche alleconomia ricardiana.
Parallelamente, sempre nel 1932 e ancora nel 1933, nelle sue lettere a Giulia e Tania, Gramsci
esplicita la sua concezione di quale sia il compito politico del traduttore, che deve sempre servirsi
del linguaggio storicamente determinato della civilt che accoglie un testo straniero. Alla fine
del percorso, la traducibilit appare come lo strumento che consente di pensare lunit di teoria e

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 26

pratica che, per Gramsci, il proprio del pensiero di Marx e fonda la superiorit della filosofia
della praxis su ogni altra filosofia.

In this essay we set off on the quest for translation-translatability leitmotiv, remembering that
Gramsci was a revolutionary, a historicist and, at the same time, a student with a solid
background in glottology at the University of Turin.
A first starting point, long before the prison years, is the debate on Esperanto, in which Gramsci
took part in January 1918. One may consider the idea of the translation of historically
determined languages, to which Gramsci later gave so much importance, as the negative side of
any Esperantism. Parallel to this, as from 1919, revolutionary political action came more and
more to be presented as a form of translation. The metaphor of the translation into the West of
the Russian experience, which even in 1925 Gramsci was presenting as typically Leninist, then
however was of use to him in the Notebooks as an instrument for theoretical and political
emancipation from the Russian experience itself.
At the theoretical level, the thought of Labriola was one of the other important sources for the
centrality of the idea of translation in Gramsci. It was exactly the text in which Labriola indicated
the need to reformulate historical materialism as a philosophy of praxis that insisted on the
necessity to translate the arms and methods of criticism adapting them from country to
country. This text, evoked in one of the very first Notes on Philosophy (Q4, 3, May 1930; in
English Prison Notebooks, vol. II, 1996, p. 140; Selections from the Prison Notebooks, 1971, p. 388), is
decisive for Gramscis reflection on the philosophy of praxis as the reciprocal translation of
philosophy and politics. This consideration itself is based on certain texts of Marxs (the Theses on
Feuerbach and the Holy Family), and was developed in a particularly thoroughgoing way in October
and November 1930, months that were crucial for the entire politico-theoretical elaboration of
the Notebooks. Gramsci here rethinks Marxism, beginning from the idea of translation both in
order to combat schematisms leading to an artificial division of the real between economic
noumena and ideologico-political appearances (Croce), and in order to take it away from any
dogmatic reduction to an abstract logic or theoretical Esperantism (Bukharin).
1932 was the year of the further and last detailed development of the notion. This now allowed
him to think the reduction of all philosophies to a moment of historico-political life (Q10, II,
6; in English Further Selections from the Prison Notebooks, 1995, p. 306). Moreover, it also became
decisive for an understanding of the relation of the philosophy of praxis not only to French
politics and classical German philosophy, but also to the economics of David Ricardo. In parallel
with this, again in 1932 and also in 1933, in his letters to Julia (Julka) and Tanja, Gramsci makes
explicit his conception of the political task of the translator, who must always make use of the
historically determined language (Lettere dal carcere, 1996, p. 613-614; in English Letters from
Prison. Antonio Gramsci, vol. II, 1994, p. 207) of the civilization that adopts a foreign text. In the
end, translatability appears as the instrument that allows one to think the unity of theory and
practice that, for Gramsci, belongs typically to the thought of Marx and which is the foundation
of the superiority of the philosophy of praxis over any other philosophy.

INDEX
Mots-cls : Gramsci Antonio, traduction, traductibilit, Labriola Antonio, marxisme
Keywords : translation, translatability, marxism

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De la traduction la traductibilit : un outil dmancipation thorique 27

AUTEURS
ROMAIN DESCENDRE
Professeur d'tudes italiennes et dhistoire de la pense politique lcole normale suprieure de
Lyon et membre honoraire de lInstitut universitaire de France. Il codirige le ple Pense
politique et sciences sociales de lUnit mixte de recherche Triangle (CNRS, UMR 5206) et il est
membre du LabEx CoMod. Ses travaux portent principalement sur lhistoire de la pense
politique italienne. Derniers ouvrages parus : A politizao do mundo, Campinas - So Paulo,
Editora Unicamp, 2015; Giovanni Botero, Della ragion di Stato, edizione critica a cura di P.
Benedittini e R. Descendre, introduzione di R. Descendre, Torino, Einaudi, 2016 ; Id., Delle cause
della grandezza della citt, a cura di R. Descendre, Roma, Viella, 2016. Depuis 2012 il anime lENS
de Lyon, avec J.-C. Zancarini, le sminaire Lire les Cahiers de prison dAntonio Gramsci . Il a
dirig, avec R. Ciavolella et J.-C. Zancarini, le dossier Antonio Gramsci , Actuel Marx, 57,
premier semestre 2015.

JEAN-CLAUDE ZANCARINI
Professeur mrite d'tudes italiennes et dhistoire de la pense politique l'ENS de Lyon et
traducteur. Il est membre du laboratoire Triangle (CNRS, UMR 5206) et du LabEx COMOD.
Derniers ouvrages parus : Jean-Claude Zancarini, Jean-Louis Fournel, La grammaire de la
Rpublique. Langages de la politique chez Francesco Guicciardini (1483-1540), Genve, Droz, 2009 ; 2010,
Jean-Claude Zancarini et Diego Quaglioni [dir.], Laboratoire italien. Politique et socit, n 10,
Justice et armes au XVIe sicle ; Jean-Claude Zancarini avec Fournel, Jean-Louis ; Miesse,
Hlne ; Moreno, Paola, Catgories et mots de la politique la Renaissance italienne = Categorie e termini
della politica nel Rinascimento italiano, P. Lang, 2014 ; direction du numro Traductions
politiques , Laboratoire italien, n 16, 2015.

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Laboratoire italien
Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

Antonio Gramsci e le avanguardie di inizio


Novecento. Intersezioni con il pragmatismo
italiano e europeo
Antonio Gramsci et les avant-gardes du dbut du XXe sicle. Croisements avec le
pragmatisme italien et europen
Antonio Gramsci and the avant-garde of the early twentieth century.
Intersections with Italian and European pragmatism

Chiara Meta

Editore
ENS ditions

Edizione digitale Edizione cartacea


URL: http:// Data di pubblicazione: 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1057 ISSN: 1627-9204
ISSN: 2117-4970

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Chiara Meta, Antonio Gramsci e le avanguardie di inizio Novecento. Intersezioni con il pragmatismo
italiano e europeo , Laboratoire italien [Online], 18 | 2016, Messo online il 06 dicembre 2016, consultato
il 12 dicembre 2016. URL : http://laboratoireitalien.revues.org/1057

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Antonio Gramsci e le avanguardie di inizio Novecento. Intersezioni con il pra... 1

Antonio Gramsci e le avanguardie di


inizio Novecento. Intersezioni con il
pragmatismo italiano e europeo
Antonio Gramsci et les avant-gardes du dbut du XXe sicle. Croisements avec le
pragmatisme italien et europen
Antonio Gramsci and the avant-garde of the early twentieth century.
Intersections with Italian and European pragmatism

Chiara Meta

Lantigiolittismo del giovane Gramsci


1 Uno degli effetti pi importanti della stagione pragmatista italiana fu il tentativo di
sprovincializzare la cultura nazionale anche e soprattutto traducendo e immettendo nel
dibattito filosofico testi e autori provenienti dalla cultura angloamericana ed europea. Le
contaminazioni e la circolazione di testi e autori furono molte. Ad esempio
lempiriocriticismo di Ernst Mach interag con la logica di Peirce, mentre lintuizionismo
di Bergson e la filosofia dellazione di Sorel furono profondamente influenzate
dallempirismo radicale di James1. In particolare i Principi di psicologia fecero da
riferimento a tutti coloro che intendevano sia mettere in discussione la riduzione del
mentale ai processi fisici del cervello, e pertanto sottrarre la fisiologia al dominio della
fisica meccanica, sia sgombrare il campo da ogni residuo spiritualistico e dualistico 2.
2 Un altro fronte di contatto con la cultura europea linteresse che suscita sui giovani
animatori del Leonardo, Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, lepistemologia post-
positivistica francese, attraverso la quale veniva respinto ogni monismo come ipotesi
regolativa dello sviluppo delle scienze diffusosi nella filosofia ottocentesca, soprattutto
attraverso levoluzionismo di Spencer. Su questo punto torneremo a proposito della
possibile influenza su Gramsci.

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Antonio Gramsci e le avanguardie di inizio Novecento. Intersezioni con il pra... 2

3 Ci che in questa ricognizione va anche tenuto presente il fatto che lesigenza di


impegno che tutte le riviste davanguardia mostrarono, ivi compresa la vicenda del
Leonardo, anche con tutte le intemperanze che lo differenziarono dalla pi meditata
stagione vociana, era nata proprio dalla coscienza della nuova funzione che gli
intellettuali avrebbero potuto avere nella societ. In particolare i giovani si muovevano
come unavanguardia intellettuale borghese, sul piano letterario e artistico (per
distruggere i vecchi schemi della cultura positivistica e trovare nuovi canoni espressivi),
sia su quello politico (per indicare nuove vie alla borghesia italiana, per spronarla ad una
politica pi audace e aggressiva)3.
4 In relazione alla formazione di Gramsci, importante mettere in luce il modo in cui egli
entr in contatto con questo clima culturale e come questo entr in gioco
nellelaborazione di alcuni suoi concetti, in particolare il suo antideterminismo. Il nostro
punto dosservazione riguarda in particolar modo il biennio 1916-1918. In seguito,
lincontro con la rivoluzione bolscevica e Lenin apriranno nuovi orizzonti, determinando
anche una svolta nellitinerario teorico del socialista sardo. Certo, com stato
opportunamente sottolineato, il leninismo non sradica Gramsci dal terreno sul quale era
fin l venuta crescendo e maturando la sua posizione; anzi lincontro con Lenin, forse, si
rende possibile e sar cos fruttuoso proprio grazie al quel percorso di formazione
giovanile che lo ha visto confrontarsi con diversi autori e problemi senza mai perdersi in
uneterogenea molteplicit di fonti, ma arrivando a quella sintesi originale che il vero
statuto del suo socialismo fino alla conclusione della guerra4.
5 In uno dei suoi primi articoli apparsi nel 1916 sulle colonne della pagina torinese dell
Avanti!, egli sottolinea lenorme contributo apportato da La Voce di Papini e
Prezzolini nel cercare di svecchiare e di isnellire la cultura italiana accademica e in gran
parte vaniloquente5. Il tema che pi caratterizza la prossimit di Gramsci a un
movimento come quello de La Voce rappresentato dallinsistente requisitoria
antipositivistica, la quale viene profilando molte delle posizioni che, in Gramsci,
resteranno anche in seguito prevalenti6. Di qui laspra polemica di Gramsci contro un
economista come Achille Loria. Nellarticolo del 16 dicembre 1915, apparso sulla pagina
torinese dellAvanti!, dal titolo Piet per la scienza del prof. Loria, egli accusa leconomista 7
di aver operato indebiti accostamenti riduzionistici tra le varie discipline, allo scopo di
formalizzare un discorso di metodo generale sulla scienza. Tali metodi, lungi dallessere
espressione di mentalit scientifica e rigore argomentativo, non sono altro che volgari
generalizzazioni fatte sulla base di arbitrarie e non provate comparazioni, come quella
stabilita tra misticismo e sifilide8.
6 Gramsci inoltre non dimentica di sottolineare come le presunte scoperte di Loria,
presentate al mondo come eventi rivelatori, soprattutto quelle riguardanti il
materialismo storico, non abbiano fatto altro che suscitare le risa di molti, tra i quali
Friedrich Engels che nella prefazione al terzo volume del Capitale di Marx accusa Loria di
ciarlataneria e in Italia di Labriola e Croce. Nel tentativo di tracciare un quadro dello
studioso, definito pseudo scienziato, Gramsci si rif a quanto Croce di lui scrive in
Materialismo storico ed economia marxista. Per Croce, Loria era stato fin troppo sovrastimato
dal mondo scientifico e universitario. Concordando con questo giudizio Gramsci afferma
che Loria ancora per molti proletari un santone; eppure non preso pi sul serio da
nessuno9. Egli ha plagiato banalmente le idee di Marx, e se ne eretto a sommo
interprete, lui studioso mediocre, incapace di seguire il corso della storia, di cogliere le

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Antonio Gramsci e le avanguardie di inizio Novecento. Intersezioni con il pra... 3

distinzioni nel loro molteplice apparire, si appella scienziato10, ma non altro che un
rozzo meccanicista nutrito di evoluzionismo volgare.
7 In un articolo del 19 ottobre 1918, apparso sullAvanti!, Gramsci non esita a collocare
sotto il segno del positivismo anche il nazionalismo dellAction franaise, congiungendo
Alphonse Daudet e Charles Maurras a Comte e Hyppolite Taine, e prendendo le difese di
Bergson e della sua critica dello scientismo. Il positivismo, infatti, da pura continuazione
e sistemazione logica del metodo sperimentale e positivo di ricerca nelle scienze, come
sarebbe dovuto essere, divenuto una dottrina dellessere e della conoscenza,
snaturandosi in una metafisica e una mistica11.
8 Da questa pi generale riduzione unitaria della spiegazione del reale, la quale ripropone
in termini materialistici i temi classici della trascendenza e della teleologia, si
determinano gli pseudo-concetti di razza, gerarchia, eredit e la visione della societ
strutturata alla stregua di un organismo naturale, governato nella sua evoluzione, da
leggi fisse, definibili esattamente e rigidamente rintracciabili col metodo sperimentale 12.
Dallevoluzionismo positivista discendono cos il meccanicismo e il naturalismo, ovvero
una naturalizzazione della storia che si traduce in un epifenomenismo riduzionistico che
espunge lattivit umana dallosservazione e descrizione dei fenomeni. In questo modo
lantropologia corre il rischio di essere riassunta dal discorso biologico, in un orizzonte in
cui non c posto per la scelta morale e la libert, ma solamente per la necessit naturale.
Al contrario, per il materialismo storico i concetti naturali di razza, sangue, eredit, di
ordine intangibile e definitivo, sono espressioni infantili, senza giustificazione; la storia
sempre produzione umana, dellumanit che si scinde in classi e ceti, dei quali volta a
volta uno predominante e dirige la societ ai suoi fini, combattuto da chi tende ad
affermarsi e a sostituirsi nella direzione; non evoluzione, quindi, ma sostituzione, della
quale mezzo necessario la forza consapevole e disciplinata. Lo stesso metodo
sperimentale e positivo, proprio delle scienze naturali, viene integrato dal materialismo
storico per quanto riguarda gli accadimenti umani e i fenomeni sociali. Di conseguenza
non pu essere associato al positivismo filosofico che ne rappresenta uninterpretazione
riduttiva e incompleta13.
9 Lintersezione di tematiche provenienti dalla cultura delle riviste (sul rapporto con
Bergson e James torneremo pi avanti), presenti in questi scritti, ci permette di ragionare
intorno a un fatto significativo. Se vero che le correnti intellettuali italiane primo-
novecentesche concorsero ad arricchire la biografia intellettuale di Gramsci, questo
rapporto misura al contempo, nel progressivo differenziarsi e contrapporsi delle
posizioni culturali, le tappe della sua evoluzione politica. preziosa, a questo proposito, la
testimonianza di Palmiro Togliatti, il quale ha sottolineato, in pi occasioni, come la
formazione di Gramsci fosse profondamente diversa da quella dei vecchi esponenti del
movimento socialista e come in lui trasparisse uninterpretazione del socialismo
storicamente concreto, profondamente radicato nel contesto nazionale, capace di far
propria la critica della vecchia societ italiana uscita dal Risorgimento, che era stata
formulata dagli elementi pi avanzati non soltanto della corrente socialista, ma di tutte le
correnti liberali e democratiche14. La sua visione complessa della realt confermava a
Togliatti il fatto che Gramsci non provenisse dal positivismo [] piuttosto dagli studi
filologici e filosofici e la sua formazione mentale era soprattutto paragonabile a quella dei
grandi fondatori del pensiero marxista; proveniva piuttosto dalla filosofia hegeliana 15.
10 Non risulterebbe per altrettanto comprensibile capire quanto quella stagione della
cultura italiana influ su tutta una generazione di giovani socialisti, in primis Gramsci e

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Togliatti, se non la si mettesse in relazione con la cultura della Torino dove i due si
formarono16. Soprattutto perch proprio in quegli anni si verific una convergenza
dintenti si potrebbe dire fra linsegnamento di alcuni dei maestri delluniversit
torinese (tra i quali figurano Arturo Farinelli, Arturo Graf, Umberto Cosmo, Francesco
Ruffini, Luigi Einaudi e non in ultimo Matteo G. Bartoli) e la cultura delle riviste
fiorentine. Gli elementi di questo raccordo erano sostanzialmente due, il liberismo (il
liberismo di Einaudi affine alla battaglia che Salvemini conduceva dalla Voce contro la
politica protezionista del blocco giolittiano) e lidealismo che tentava di superare il
vuoto ideale prodotto dalla crisi del positivismo17.
11 Tuttavia, a partire dal 1917, Gramsci inizia a servirsi della cultura antigiolittiana in modo
pi circostanziato, in particolare per quanto riguarda il tema della critica al riformismo
socialista. Su questo punto le differenze saranno notevoli. Per gli interpreti della stagione
delle riviste, la polemica nei confronti del positivismo aveva come risvolto politico la
critica allItalia legale rappresentata dal giolittismo e il principio di rappresentanza
sociale di cui quella cultura si faceva promotrice. Alla critica del positivismo fu quasi
sempre associata la critica del socialismo, della democrazia, di ogni specie di radicalismo
politico: non un caso che fossero antipositivisti e insieme antidemocratici, tanto Croce
quanto Papini, tanto Pareto quanto Corradini18. Ma proprio quellesigenza dellunit
apolitica degli intellettuali, esemplificata mirabilmente dallintellettuale vociano, che si
traduceva in una sorta di corporativismo elitario, era destinata dinnanzi alla Prima
guerra mondiale a sgretolarsi.
12 In Gramsci, invece, da subito lobiettivo polemico verso Giolitti ha un significato
completamente diverso: la critica rivolta a quellattendismo proprio della politica del
blocco protezionista industriale-agrario (in cui convergono lalleanza degli industriali del
Nord e dei latifondisti del Sud uniti alle aristocrazie operaie egemonizzate dallideologia
del socialismo riformista) al fine di avviare un percorso che non solo incrementi la
democratizzazione del paese, ma coinvolga nei processi partecipativi ed emancipativi
della politica sempre pi larghi strati della popolazione, specie le masse di contadini
poveri.
13 In questa polemica egli si serv appunto delle teorie liberali e antiprotezioniste. Il
liberalismo cui guarda Gramsci in un primo momento, e che influenza anche la sua
visione del socialismo, lespressione della positiva capacit di autonomia e
autodeterminazione, stimolo allattivit e alla produzione; per questo esso sempre
associato allimmagine di un capitalismo compiutamente dispiegato di tipo inglese,
libero da sopravvivenze feudali19. Ma questa consonanza si spezza proprio con la
guerra, quando avviene una forte accelerazione della maturazione del pensiero politico di
Gramsci. Se vero, infatti, che la guerra rappresenta il luogo storico della formazione
del pensiero politico di Antonio Gramsci e della sua visione del mondo20, di
fondamentale importanza sar capire il modo in cui il suo approccio va cambiando, in
rifermento al tentativo di elaborare strumenti di comprensione adeguati, capaci di
intercettare i ritmi e le accelerazioni che la modernizzazione della societ imposta dalla
guerra stava attuando, specie individuando le forme politiche e le modalit psicologiche
e antropologiche in grado di comprendere i cambiamenti21.
14 in questo contesto che matura in Gramsci una presa di distanza dal moralismo
apartitico dei vociani. Laddove gli intellettuali vociani avevano confidato in una
missione educativa degli uomini di cultura, prevedendo per il loro operare a contatto con
la politica uno spazio separato e superiore rispetto alla trama concreta della lotta

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politica organizzata, Gramsci individua come promotore e strumento del rinnovamento


del carattere nazionale un partito politico, il partito politico della classe operaia, al quale
sin dai suoi primi scritti assegna obiettivi di trasformazione che vanno oltre la sfera
economico-sociale o lavvento di una nuova direzione politica alla guida del paese 22.
15 Negli anni della Grande guerra Gramsci accentua la sua opposizione al neutralismo del
PSI, cominciando ad elaborare quella prospettiva rivoluzionaria espressa nel rifiuto della
solidariet interclassista e nella valorizzazione della lotta di classe, di cui, interprete il
partito, riesce a farsi carico dellinteresse nazionale, come risposta ad una borghesia che
ha condotto la nazione in un vicolo cieco23. La polemica contro il riformismo socialista si
trasforma in questo modo in una critica nei confronti del suo attendismo inconcludente.
Per Gramsci vissuta in comunione con la borghesia, la neutralit socialista paralizza le
energie del proletariato24, ridotto a passivo spettatore degli eventi; se invece il
proletariato avr modo di presentarsi al paese come forza alternativa ad una borghesia
finalmente decisa ad affrontare la prova della guerra, la sua neutralit potr divenire
attiva ed operante25. Di qui lidentificazione della passivit del riformismo socialista con
il neutralismo espresso dal blocco giolittiano.

Lintersezione con lepistemologia pragmatista:


previsione e antideterminismo
16 Con il 1917 la polemica antipositivistica assume in Gramsci un significato eminentemente
politico: assieme alla metafisica dellevoluzione, si vuole battere in breccia la
giustificazione dellinerzia storica del proletariato, la teorizzazione del suo stato
subalterno26. Se la guerra infatti ha posto in essere una straordinaria accelerazione dei
meccanismi della contraddizione sociale, essa ha pure permesso la fuoriuscita dalla
passivit di masse crescenti di uomini, accrescendone la maturazione politica. La
questione , in questo momento, per Gramsci la formazione di una volont collettiva,
intesa come anello decisivo, accanto ai presupposti materiali del capitalismo sviluppato,
della rivoluzione in Occidente. Decisiva diviene cos la questione relativa alla modalit di
edificazione su basi morali e spirituali nuove dello Stato socialista, sullesempio offerto
dallOttobre sovietico.
17 Attraverso un diverso concetto di previsione elaborato per lanalisi dei fatti umani, che
Gramsci in parte mutua dai dibattiti svoltisi nellambito delle riflessioni dei pragmatisti
italiani, e la cui riformulazione risente della gentiliana rivalutazione del nucleo filosofico
del marxismo, egli giunge a tematizzare un concetto di prassi intesa come volont
collettiva organizzata e, a questa collegata, una nozione di ideologia di carattere storico-
operativo, che risente di forti echi labriolani. Lideologia non pu essere ridotta a mero
strumento utilitaristico per governare le moltitudini, come i teorici dellelitismo (Mosca e
Pareto) avevano sostenuto. Essa esprime sempre quella raggiunta consapevolezza morale
e intellettuale legata allagire collettivo, che capace di aggregare la classe ancora
atomizzata dei lavoratori. Questo elemento, ignorato dalla tradizione del socialismo
riformista, era stato invece colto dallidealismo crociano, al quale per questo aspetto
attinge il giovane Gramsci, in particolare per quella visione dellidealismo come
coscienza religiosa che insieme coscienza filosofica27 e che si serviva, per rafforzare
questo concetto, della nozione soreliana di mito, avanzata in relazione alla revisione del
marxismo.

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18 In particolare, utilizzando un James letto in chiave attivistica, Sorel ha in mente la


fondazione di una nuova metafisica che rompa la stasi della tradizione speculativa, dando
credito solo a ci che in grado di funzionare, di produrre effetti, al di l del vero e del
falso. In questo contesto, il mito lo strumento adeguato allazione diretta e violenta
delle masse. Esso tende alla distruzione creatrice dellesistente e alla formazione di
unaristocrazia dei produttori forgiati dalla lotta e provvisti di rigorosa moralit 28.
19 Ci che ai fini del nostro discorso importante evidenziare ora il fatto che in questo
complesso di fonti Croce, Sorel, Labriola Gramsci tenta, soprattutto a partire dal 1917,
di isolare un percorso di critica antirevisionistica del marxismo. Questa istanza diventa
perfettamente visibile negli articoli contenuti nel numero unico La Citt futura29.
20 I testi in esso contenuti rendono esplicito il nesso ormai individuato da Gramsci come
fondamento del carattere rivoluzionario del marxismo, ovvero lintreccio esistente tra
ideologia e organizzazione politica. Questo nesso diventa visibile nella questione
epistemologica della previsione. A questo proposito la nostra posizione che Gramsci,
nellintento di elaborare un modello storicistico e antideterministico di previsione dei
fatti sociali, assimila la terminologia pragmatista per acquisire quelle armi teoriche
sufficienti a contrastare sia il riduzionismo materialista e positivista (che assimila la
previsione storica a quella in uso nelle scienze fisiche), sia lo storicismo crociano. Su
questaspetto va specificato come fosse stato Croce a sostenere che la previsione che
regola luniverso dei fatti umani non poteva compiersi sullo standard della previsione
fisica: in quel caso infatti si tratta di schemi mnemonici, desunti da giudizi storici 30.
21 Gramsci condivide con Croce la critica al riduzionismo scientista. Ci nonostante egli
considera necessaria lindividuazione di una metodologia dellazione rivoluzionaria con
poteri predittivi, la quale si ponga come critica del rapporto soggetto-oggetto dal punto di
vista della liberazione delle competenze attive del soggetto proletario collettivo. Nei testi
de La Citt futura egli parla di un marxismo che, pur non identificandosi con una filosofia
della storia, non rinuncia, in virt del carattere sempre rivedibile delle sue tesi, a essere
guida per lazione politica.
22 Nella teoria marxista, infatti, la previsione ha un valore fondativo per lazione, ma non
predittivo in senso epistemico, perch il principio di causa che la governa non
assimilabile al modello della causalit che regna nelluniverso fisico, come Gramsci
argomenta in un articolo de La Citt futura 31. Per il materialismo storico, scrive, la
previsione ha un valore pratico-strategico: luomo ha bisogno infatti per operare, di
poter almeno in parte prevedere, ma ci non pu corrispondere alla previsione di un
fatto singolo, o di una serie di fatti singoli, pu essere solo unidea o un principio
morale32. Il difetto organico delle utopie tutto qui: credere che la previsione possa
essere previsione di fatti, mentre essa pu solo esserlo di principi, o di massime
giuridiche33.
23 In un altro articolo de La Citt futura, Margini, Gramsci critica aspramente il modello di
conoscenza proposto dallepistemologia positivista. Riferendosi a uno scritto di Croce
dove si sosteneva che il socialismo era morto nel momento stesso in cui stato
dimostrato che la societ futura che i socialisti dicevano di star creando era solo un mito
buono per le folle34, Gramsci, pur ammettendo che si trattava di un mito, sostiene che
lauspicio di una sua dissoluzione in quel momento era necessario. Inoltre ritiene che il
raggiungimento di questa societ modello, cui si riferisce Croce, fosse un postulato del
positivismo filosofico, non del marxismo filosoficamente inteso35. Gramsci, in sostanza,

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assegna la previsione a un campo diverso da quello delle regolarit fisiche: un universo


pratico, che viene per affrancato dalla riduttiva concezione crociana della pratica.
24 in merito a queste considerazioni svolte negli articoli de La Citt futura che secondo la
nostra ipotesi ha agito in Gramsci quella contaminazione di concetti e terminologie
provenienti dalla cultura pragmatista, cui abbiamo fatto riferimento. possibile infatti
ipotizzare che nellelaborare una visione antideterministica dellazione Gramsci si sia
servito di argomenti propri di quel dibattito che intorno al fondazionalismo epistemico
era stata portata avanti da quella parte della cultura che si opponeva alla metafisica
positivista. In particolare, su questo argomento, allinizio del secolo le pagine del
Leonardo avevano ospitato un ricco scambio di idee tra Papini e Vailati e che a sua
volta aveva fatto proprie tematiche allora in circolazione nel panorama filosofico europeo
36.

25 Lutilizzo di queste due direttrici marxismo filosofico e teoria della previsione


consentono a Gramsci di guardare ad una risoluzione positiva del problema dello Stato su
cui sia la tradizione del sindacalismo rivoluzionario, sia quella della Seconda
internazionale si erano arenate: lo spontaneismo delluna e il determinismo dellaltra
avevano lasciato in sospeso la questione della costruzione della statualit socialista, il
cui esempio storico offerto ora dalla rivoluzione russa.
26 Nelle vicende storiche, argomenta Gramsci in un articolo il cui tema centrale la
Rivoluzione bolscevica, i fatti oltrepassano e a volte sconfessano le ideologie 37. In
particolare, nella rivoluzione russa, la classe operaia ha abbandonato la fase primitiva,
fatalistica, ferma al sindacalismo, e ha elaborato la teoria dellegemonia, la volont attiva,
la previsione morfologica razionale e il controllo sui meccanismi produttivi e sociali.
27 Valorizzando il piano sovrastrutturale (anche attraverso Labriola) e applicando la lettura
di Bergson e James (entrambi avevano rivendicato per il singolo uno spazio di libert
proprio della coscienza che compenetra e organizza gli eventi, che pure si muovono in un
universo di necessit e ordine), Gramsci vede nella volont collettiva organizzata lo
spazio aperto di una possibilit di costruzione ed edificazione: la storia opera umana,
nel senso che ad eventi sconnessi luomo conferisce un senso. Inoltre, scrive Gramsci, se
vero che i bolscevichi hanno rinnegato-superato alcune affermazioni del Capitale di
Marx, essi non ne hanno rinnegato il pensiero immanente, vivificatore38. I bolsceviki
non hanno fatto del marxismo una pedagogia dogmatica e indiscutibile39, perch hanno
una visione storicistica del processo storico. Essi hanno mostrato che la libert la forza
immanente della storia, che fa scoppiare ogni schema prestabilito. Essi vivono il
pensiero marxista, quello che non muore mai, che la continuazione del pensiero
idealistico italiano e tedesco, e che in Marx si era contaminato di incrostazioni
positivistiche e naturalistiche40.
28 In un altro articolo che ha sempre al centro le vicende della rivoluzione russa Gramsci
scrive come sia necessario che intervengano altri fattori nella spiegazione dei fatti
appunto, e questi devono essere fattori spirituali. necessario che il fatto
rivoluzionario si dimostri, oltre che fenomeno di potenza, anche fenomeno di costume 41.
La rivoluzione russa, prosegue, infatti oltre che un fatto, un atto proletario, essa ha
ignorato il giacobinismo42. Mentre la rivoluzione francese giacobina, in quanto
espressione dellinteresse individualistico di classe, non ha fatto altro che sostituire la
vecchia autocrazia con una nuova autocrazia, la rivoluzione russa ha distrutto
lautoritarismo e gli ha sostituito il suffragio universale, estendendolo anche alle donne.

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Allautoritarismo ha sostituito la libert, alla costituzione ha sostituito la libera voce della


coscienza universale43.
29 stato sottolineato come Gramsci legga, in questa fase, la rivoluzione russa alla stregua di
Sorel come una rivoluzione post-democratica44, instauratrice non solo di nuovi costumi
ma anche come rottura con la tradizione democratica, parlamentare e rappresentativa. In
quanto fenomeno puramente borghese il giacobinismo, infatti, serve gli interessi
particolaristici [] e la borghesia impone la sua forza e le sue idee non solo alla casta
predominante, ma anche al popolo che essa si accinge a dominare45. I rivoluzionari russi
invece non sono giacobini perch essi pongono un ideale che non pu essere soltanto
di pochi46.

Lintersezione con la psicologia pragmatista


30 Alla luce delle considerazioni finora svolte emerso come, proprio in relazione alla sua
complessit, la formazione intellettuale del giovane Gramsci non possa essere totalmente
inscritta allinterno della tradizione marxista. Ci riguarda in particolar modo la
convinzione che la soggettivit non vada considerata come un elemento presupposto
allindagine sociale, in quanto i processi psicologici dei singoli si intrecciano senza mai
ridursi ai processi storici collettivi. Questo dato, oltre a rappresentare una critica nei
confronti del marxismo economicistico, altres confrontabile con quella visione
dinamico-relazionale della soggettivit di cui la filosofia pragmatista, a partire dal rifiuto
della metafisica classica e dellessenzialismo filosofico di matrice cartesiana, si fa
interprete.
31 molto probabile che anche grazie alla mediazione di Valentino Annibale Pastore,
professore di filosofia teoretica allUniversit di Torino, che questi possa essere venuto a
contatto non solo con uninterpretazione antideterminista del marxismo, ma anche con
tutta una terminologia appartenente alla revisione post-positivistica dellepistemologia
francese, nella quale Pastore si destreggiava abilmente e di cui rimane traccia nel
vocabolario gramsciano, ad esempio nelluso delle idee-forza di A. Fouille 47. Su questo
punto, di particolare interesse risulta una dichiarazione di Pastore circa linteresse
mostrato da Gramsci nel voler comprendere come le idee divengano forze pratiche,
concretamente operanti nella storia, quindi come fa il pensiero ad agire48 . possibile
che, anche tramite lutilizzo di alcuni strumenti offerti dalla teoresi pastoriana 49, Gramsci
sia stato in grado di capire meglio quel vincolo esistente tra classificazione sincronica e
storicismo assoluto. In particolare, Pastore guardava a Fouille, cui egli faceva
riferimento nel corso di filosofia teoretica frequentato da Gramsci nel 1915-1916 50 .
32 Il concetto di idea-forza del filosofo francese che tanto affascin Gramsci rappresenta il
punto di contatto tra il fisico e lo psichico o spirituale, lesterno e linterno: lidea cio
sempre anche una volizione, una forza e pensare altro non che volere, sviluppare
unenergia. Tradotto in termini gramsciani, lidea-forza il punto di contatto tra idea e
pratica: il luogo in cui si fa azione e vita51. Pi in generale, nelluso di un linguaggio
vitalistico da parte di Gramsci, e nel suo rapporto con una certa tradizione della
filosofia francese, riemerge quel rapporto con Bergson di cui gi si detto. Gramsci si
richiama alla teoria bergsoniana dellintuizione come capacit di cogliere lordre vital 52. In
particolare, il filosofo francese aveva mostrato bene come i processi che coinvolgono gli
esseri viventi non possono essere ridotti unicamente ai principi della scienza
meccanicistica, la quale prevede i fenomeni sulla base delluniformit e della regolarit

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degli eventi53. Ma al contempo, lattenzione precoce mostrata dal giovane sardo nei
confronti delle dinamiche psichiche degli esseri umani fa pensare ad un preciso contatto
con la psicologia anche di ascendenza pragmatista che viene diffusa allinizio del secolo
dalle avanguardie fiorentine.
33 Potremmo chiederci in particolare quanto la psicologia di James possa aver influito sul
linguaggio del giovane Gramsci, nello specifico per quella visione anti-intuizionistica del
soggetto che, prima con Peirce nella valorizzazione della linguisticit del pensiero, poi
con James e i suoi Principi di psicologia, pu essere confrontata con il marxismo di Gramsci
soprattutto per lattenzione che egli riserva al movimento molecolare
dellintrapsichico.
34 Pur sapendo che solo in una lettera del 29 marzo 1929 alla cognata Tatiana Schucht,
Gramsci far esplicito riferimento a James, definendo i suoi Principi di psicologia il miglior
manuale di psicologia54, abbiamo comunque sufficienti indizi per sostenere che il
pragmatista americano possa essere un riferimento anche giovanile. Si pensi, intanto, al
grande influsso che James esercit su Bergson55, autore pi volte citato da Gramsci56.
Bergson, pur ammettendo, a differenza dellempirismo radicale jamesiano, la necessit di
continuare a distinguere lanima dal corpo, riconosce la necessit di andare oltre il
vecchio dualismo sostanzialistico, in quanto lunit dellio una condizione funzionale
della coscienza che contrae il ricordo del passato in vista dellutilizzo necessario
allazione (la memoria non un deposito e la mente attiva solo quei ricordi funzionali alla
resa)57.
35 Negli articoli in cui affronta tematiche relative alle dinamiche evolutive e allo sviluppo
mentale della persona, Gramsci instaura uno stretto legame tra psicologia e conoscenza,
ovvero tra processi cognitivi e processi psicologici di apprendimento. Tali questioni erano
state dibattute gi in precedenza nella cultura italiana soprattutto in occasione delle
traduzioni e pubblicazioni delle opere di James, avvenute nel primo decennio del
Novecento, dai Principi di psicologia tradotti dallo psicologo Giulio Cesare Ferrari,
interlocutore importante sia di Papini sia di Vailati, a opere di carattere pi nettamente
pedagogico, come Gli ideali della vita. In alcuni articoli del biennio 1916-18, Gramsci si
interessa dei processi riguardanti la conoscenza umana. Questultima, lungi dal
configurarsi come una modalit passiva di ricezioni di informazioni e concetti, si
caratterizza come processo di auto-educazione volto allemancipazione e allautonomia
della persona. Essa deve rendere possibile la costruzione attiva della personalit in una
dialettica costante con il mondo storico circostante, abbattendo sia i progetti di tutela
paternalistica esercitati dalla tradizione, sia il tentativo proprio delle istituzioni religiose
di organizzare, a vario titolo, i percorsi formativi degli individui.
36 In questa chiave interpretativa andrebbero riletti molti articoli anteriori al 1920, nei quali
Gramsci affronta i problemi delleducazione, della scuola e della cultura popolare,
impostando una critica severa al positivismo delle nozioni: a suo dire infatti la cultura
sempre e solo processo attivo di liberazione, sviluppo armonico delle capacit umane. In
un celeberrimo articolo apparso sulle colonne del Grido del popolo il 29 gennaio 1916
dal titolo Socialismo e cultura, prendendo spunto da due frammenti letterari il primo di
Novalis e il secondo tratto dalla Scienza Nuova di Vico egli focalizza bene il suo modo di
intendere il processo formativo. Occorre smettere di concepire la cultura come sapere
enciclopedico e la mente umana come se fosse un recipiente vuoto da riempire di
informazioni e concetti: di fatti brutti e sconnessi che ognuno poi dovr casellare nel suo

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cervello come nelle colonne di un dizionario per poter poi in ogni occasione rispondere ai
vari stimoli del mondo esterno58.
37 Per Gramsci infatti formazione non coincide automaticamente con cultura, intesa come
processo meccanico di acculturazione, bens con consapevolezza che non potendosi
formare sotto il pungolo brutale delle necessit fisiologiche59, richiede una conquista
faticosa di una coscienza superiore, che sappia collocare la propria personalit nel
contesto circostante, comprendendone il valore storico, la funzione nella vita, costituita
da diritti e doveri. Egli sostiene inoltre che il modo enciclopedico e dogmatico di
intendere il processo conoscitivo risulta ancora pi dannoso per il proletariato, in quanto
serve solo a creare quel certo intellettualismo bolso e incolore, cos bene fustigato a
sangue da Romain Rolland60. Il proletariato perci non deve identificare la cultura con la
pedanteria, piuttosto esso deve tendere a conservare un legame stretto con lazione
storica modificatrice che la cultura, intesa come progresso morale, produce.
38 Centrale risulta lidea che sia necessario uno sviluppo armonico delle facolt umane:
senza di esso la psiche pu incorrere in fenomeni morbosi. In un articolo dellagosto 1916
dal titolo Melanconie, parlando del valore sociale del teatro contro lopinione comune
che crede sia solo fonte di svago Gramsci rivendica la necessit di luoghi capaci di far
ricreare le energie mentali di tutti coloro che dopo una giornata di lavoro febbrile e
pesante [] sentono il bisogno di unoccupazione cerebrale che completi la vita, che non
riduca lesistenza a un puro esercizio di forze muscolari61. Da qui egli estende il suo
ragionamento alla riflessione sulla necessit di considerare larte in genere uno
strumento fondamentale per lo sviluppo di tutta la personalit umana, in quanto
accanto allattivit economica, pratica, e allattivit conoscitiva, che ci rende curiosi
degli altri, del mondo circostante, lo spirito ha bisogno di esercitare la sua attivit
estetica62.
39 Sulla degenerazione perversa in cui la psiche umana pu incorrere se non sviluppa
equilibratamente le proprie potenzialit creative, Gramsci torna ancora in altre occasioni:
in particolare in un articolo del maggio 1918 dal titolo Cocaina. Prendendo spunto dalla
vicenda della chiusura di un noto locale di Torino, il Mogol, per ordine del questore, a
causa della circolazione di sostanze stupefacenti, egli critica un simile atteggiamento
meramente legalitario, in quanto, scrive, non la legge che far scomparire il vizio;
questo infatti un portato necessario della civilt moderna, esteriorizzata, che ha per
base il lavoro, ma degli altri63, e non sar certo un decreto governativo che ne eliminer
gli effetti.
40 Dal momento che nella societ contemporanea la meccanizzazione dei processi lavorativi
ha di fatto intriso di s tutta lorganizzazione della vita associata, e le relazioni umane
sono sempre pi regolate dalletica utilitaristica dello scambio, si formano queste
schiume putride, senza fini, senza morale, senza storia64 anelanti a forme di
trasgressione le quali spacciano per opposizione un velleitario ribellismo esteriore che
non sa tradursi in concreta organizzazione politica in grado di individuare forme
alternative di costruzione di relazioni umane, ispirate alla solidariet e alla cooperazione.
Per questi individui, argomenta ancora Gramsci nel medesimo articolo, la vita non altro
che animalit corporea, godimento dei sensi, meccanicit nervosa e muscolare 65. E il
lavoro, lungi dallessere centro propulsivo di espansione della personalit, attivit
realizzatrice, diviene prassi alienante, non essendo un fine morale, ma unicamente
attivit esteriore. Ma si badi bene osserva ancora promuovere nuovi valori non
significa fabbricare fini morali ad hoc come fossero decreti legislativi e instillarli nelle

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tenere menti sui banchi della scuola66. Questa infatti, pur essendo unagenzia educativa
fondamentale, non lunica in grado di realizzare la formazione delluomo che
necessariamente continua nella societ, nei rapporti dialettici che legano lindividuo
alla famiglia, alla societ civile e allo Stato. Per questa ragione chiosa nellarticolo la
vita di relazione sociale cosa ben diversa e ben pi complessa nelle sue dinamiche da
quella descritta dagli apologhi, dal buon Giannetto al Pinocchio67, che la riducono al
semplice rapporto intrascolastico e tuttal pi famigliare.
41 Gramsci qui fa riferimento a un testo pedagogico, allora molto diffuso e utilizzato nelle
scuole, del pedagogista L. Alessandro Parravicini. Un condensato, a suo dire, di precetti
educativi dogmatici e inadatti a comprendere lo sviluppo psicologico complessivo della
vita psichica e relazionale dellindividuo. Occorre ricordare che agli inizi del Novecento
tentativi di introdurre in Italia nuovi approcci educativi erano stati fatti in consonanza
con tutto quel clima legato alla volont di sprovincializzare la cultura italiana innescato
dalla stagione delle riviste fiorentine, come abbiamo pi volte ricordato.
42 Viene allora da pensare, proprio considerando la modernit della riflessione gramsciana
in merito alle questioni educative, che egli abbia avuto modo di conoscere i concetti
pedagogici, che avevano circolato in Italia, provenienti dalla cultura americana di
impronta pragmatista. Uno di questi, lopera di James Gli ideali della vita: discorso ai giovani
e ai maestri sulleducazione, era stato pubblicato per la seconda volta nel 1916, dopo il
successo della prima edizione del 1903 curata e tradotta da Giulio Cesare Ferrari.
Questultimo fu il traduttore ufficiale delle opere di James, oltre a rappresentare in Italia
in quanto psichiatra e direttore fin dal 1907 dellIstituto medico pedagogico emiliano a
Bologna, dove tenne anche la cattedra di psicologia una linea di tendenza polemica nei
confronti degli approcci positivistici ai metodi della psichiatria ufficiale e per questo
motivo attento recettore della psicologia pragmatista, soprattutto nella versione
jamesiana68.
43 Ci che lo interessa e lo attrae del pragmatismo, ha ricordato bene Antonio Santucci, il
fatto che esso prestava attenzione al significato delle asserzioni delle teorie nei loro
effetti sperimentali, proponendosi come un insieme di metodi e mai come un sistema
chiuso di definizioni apoditticamente indiscutibili. In particolare James lo aiuta a
superare lepifenomenismo integrale, proprio della posizione positivista69 che riduce la
coscienza a una serie di stimoli e risposte comportamentisticamente osservabili. Per
Ferrari al contrario, sulla scorta di James, la coscienza qualcosa di molto pi complesso
e dinamico, che non pu in alcun modo essere ridotto allattivit neuronale del cervello.
44 Dobbiamo aggiungere che Ferrari fu anche direttore della prestigiosa Rivista di
psicologia applicata70, alla quale collaborano anche Vailati e Calderoni e che rappresent
un centro importante di revisione critica della psicologia positivista. Come emerge
dallintenso scambio epistolare intrattenuto con Vailati, egli condivide con il filosofo di
Crema il progetto di revisione pragmatista della psicologia. Ferrari non tradusse solo i
Principi. Oltre al citato Gli ideali della vita, egli introdusse in Italia alcuni testi di James sulla
religione, come Le varie forme della esperienza religiosa, studio sulla natura umana e La volont
di credere71.
45 Queste due opere in particolare lo interessarono per il nesso individuato da James come
essenziale allo sviluppo psicologico del soggetto: da un lato la credenza, di cui la psiche
umana si nutre per bisogno di rassicurazione con immagini e metafore sul trascendente, e
dallaltro la conoscenza che seppur influenzata dalla credenza deve sempre avere
lobiettivo di perseguire lacquisizione del vero. In questo senso la religiosit deve avere

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Antonio Gramsci e le avanguardie di inizio Novecento. Intersezioni con il pra... 12

meramente un valore morale regolativo, mai costitutivamente conoscitivo: in tal caso


degenererebbe in un dogmatismo pericoloso per lo sviluppo della coscienza autonoma del
soggetto che invece deve nutrirsi, dice James, del nuovo metodo delle scienze
sperimentali. Di qui limportanza attribuita allinsegnamento delle scienze sin dalle scuole
elementari, compresa la teoria dellevoluzione naturale di Darwin.
46 In Gramsci non solamente sembra comparire una sensibilit per linsegnamento e la
cultura direttamente attribuibili a un contatto con queste fonti, ma anche la sua idea di
coscienza mostra chiari debiti nei confronti della psicologia di James. difficile non
pensare alla definizione che di coscienza intesa come corrente che scorre d James
nei Principi, quando in un articolo del dicembre 1917 dal titolo La coscienza dei pezzi di carta
, Gramsci definisce la coscienza un fluido elastico, che difficilmente pu essere
imprigionata in regolamenti astratti tesi a codificare in un compendio di pezzi di carta
[] le cose lecite e le cose proibite72. Nulla di pi fallace impreciso, inefficace della
rigida obbedienza a questi cartigli che vi tengono luogo di Vangelo; poich dove la morale
affidata a un rettangolo di carta devessere una ben fragile cosa73, in quanto la
coscienza un centro di energie in perenne movimento ed evoluzione, difficilmente
meccanizzabile.
47 A tal proposito James, nel terzo capitolo dei suoi Principi, La corrente di coscienza, sostiene
che lunica cosa che la psicologia ha il diritto di postulare il fatto stesso che il pensiero
procede, tentando di dar conto delle modalit in cui si articola. In questo scritto,
lesigenza di mantenersi fedeli alla reale natura dei fatti da studiare si traduce
nellappello allintrospezione diretta dellattivit della mente, che al contrario la
psicologia tradizionale di matrice empirista aveva cercato di descrivere muovendo
dallanalisi delle sensazioni, considerate come i dati pi semplici del pensiero. Il filosofo
americano delinea cos un nuovo rapporto tra processi cerebrali e coscienza, assegnando
un ruolo molto importante alla fisiologia la quale ha il compito di descrivere le relazioni
intercorrenti tra atti mentali e fatti cerebrali. Lidea di fondo che le propriet
cerebrali, propriamente fisiche, e quelle mentali, delegate a svolgere i processi cognitivi,
sono distinte in base alle diverse funzioni cui sono adibite, piuttosto che per presunte
propriet sostanziali74.
48 Difficile non pensare ad uneco jamesiana, quando Gramsci in un articolo del 16 marzo
1916 accusa la psichiatria ufficiale di impostazione positivista di non prestare dovuta
attenzione alle forze ignote di natura psichica che regolano la vita umana75. E ancora,
in un altro articolo, polemizzando con Pio Fo, docente di anatomia patologica a Torino,
allude ai processi verticali dellanima che la fanno diventare una psiche che non si lascia
pi trasportare dai movimenti cardiaci76, operando qui quella distinzione tra processo
fisiologico e come scrive in un altro articolo del 10 giugno 1918 attivit psichiche vere
e proprie, che Gramsci probabilmente sulla scorta di James, filtrato da Ferrari, chiama
riflessi inconsci77.
49 Giunti a questo punto opportuno tentare un bilancio complessivo. Obiettivo di questa
ricostruzione relativa ad alcune fonti (esterne alla tradizione marxista) che concorsero a
formare la biografia intellettuale di Gramsci stato di mettere in luce come la particolare
curvatura che lo stesso autore dei Quaderni del carcere imprime al marxismo, lattenzione
allelemento ideologico e sovrastrutturale, il ripudio del meccanicismo contenuto nel
marxismo volgare secondo- e terzo-internazionalista, possa aver interagito con tutto quel
contesto culturale di inizio Novecento che abbiamo a grandi linee riproposto, e che
sinteticamente abbiamo chiamato la cultura delle riviste fiorentine.

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Antonio Gramsci e le avanguardie di inizio Novecento. Intersezioni con il pra... 13

50 Infatti, convinzione di chi scrive che lavorare sulle fonti gramsciane non rappresenta un
mero esercizio archeologico volto a misurare la maggiore o minore incidenza di una
corrente filosofica o di un autore; al contrario, si tratta di leggere gli anni della
formazione universitaria, cos come lesperienza di giornalista militante nel 1916-1918,
non pi in modo teleologico, ovvero come mera preparazione allincontro con Lenin e
lInternazionale comunista prima, e successivamente con il corpus carcerario. In questa
chiave interpretativa, il comunismo di Gramsci si innesta su un giro di pensieri che aveva
segnato in modo distintivo gi la sua precedente elaborazione socialista e sulla quale un
ruolo non secondario aveva svolto sia la sua formazione avvenuta nellateneo torinese, sia
lincontro con le avanguardie di inizio Novecento. In tal senso, possiamo dire che il
rapporto tra i valori di libert e di autonomia spirituale da un lato, e dallaltro il
socialismo nella sua qualit di ordine si era configurato come uno dei punti nodali del
sistema concettuale del Gramsci socialista78, fino a definire una compresenza nel
pensiero gramsciano che rimarr anche in seguito, di una concezione della vita sia come
libera creazione umana, sia come espressione di rapporti determinati, in cui i principi di
integrazione, coesione, ordinamento delle attivit individuali definiscono i contorni di
una disciplina che non comprime liniziativa del singolo in quanto la inquadra
allinterno di una soggettivit pi articolata e complessa.

NOTE
1. Cfr. C. SINI, Il pragmatismo americano, Bari, Laterza, 1972, pp. 40-55.
2. Cfr. A. G. GARGANI, Introduzione a E. MACH, Conoscenza ed errore. Abbozzi per una psicologia
della ricerca, a cura di S. Barbera, Torino, Einaudi, 1982, pp. XIII-XV.
3. R. LUPERINI, Il clima politico-culturale e le riviste fiorentine, in Storia della Letteratura italiana,
a cura di C. Muscetta, Il Novecento, Roma-Bari, Laterza, 1976, p. 10.
4. L. RAPONE, Cinque anni che paiono secoli. Antonio Gramsci dal socialismo al comunismo
(1914-1919), Roma, Carocci, 2011, p. 21.
5. A. GRAMSCI, Per la verit, Avanti!, 16 maggio 1916, ora in ID., Cronache torinesi 1913-1917,
a cura di S. Caprioglio, Torino, Einaudi, 1980 (dora in poi Cronache torinesi), p. 251.
6. Cfr. E. GARIN, Gramsci e il problema degli intellettuali, in Gramsci e la cultura contemporanea,
a cura di P. Rossi, Roma, Editori Riuniti, 1969, ora in ID., Con Gramsci, Roma, Editori Riuniti,
1997, pp. 70-71.
7. Sul quale cfr. A. DORSI, La cultura a Torino tra le due guerre, Torino, Einaudi, 2000, p. 9.
8. A. GRAMSCI, Piet per la scienza del prof. Loria, ora in Cronache torinesi, p. 230.
9. A. GRAMSCI, Achille Loria, Il Grido del popolo, 19 gennaio 1918, ora in ID., La Citt futura
1917-1918, a cura di S. Caprioglio, Torino, Einaudi, 1982 (dora in poi La Citt futura), p. 573.
10. Ibid.
11. A. GRAMSCI, I misteri della cultura e della poesia, ora in ID., Il Nostro Marx 1918-1919, a cura
di S. Caprioglio, Torino, Einaudi, 1984 (dora in poi Il Nostro Marx), p. 346.

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12. Ivi, p. 348.


13. Cfr. ivi, pp. 348-349.
14. P. TOGLIATTI, Discorso su Gramsci nei giorni della liberazione (discorso tenuto al Teatro San
Carlo di Napoli il 29 aprile 1949), lUnit, 1o maggio 1949, ora in ID., Scritti su Gramsci, a
cura di G. Liguori, Roma, Editori Riuniti, 2001, p. 111.
15. Ivi, p. 112. Si soffermato su questo retroterra idealistico della formazione
gramsciana L. Rapone secondo il quale il disprezzo per il socialismo positivista va riferito
alla questione nodale dellintersecazione tra la volizione e la necessit, della storia come
unit di economia e spiritualit, che persino nella loro formulazione lessicale rimandano
implicitamente ora a Gentile ora a Croce (L. Rapone, Cinque anni che paiono secoli, cit.,
p. 280).
16. Cfr. A. GRAMSCI, La nostra citt futura. Scritti torinesi (1911-1922), a cura di A. dOrsi, Roma,
Carocci, 2004. Lampia introduzione di dOrsi tiene conto, proprio per rievocare
latmosfera di quegli anni, di alcune tra le pi significative testimonianze di Togliatti.
17. E. RAGIONIERI, Introduzione a P. TOGLIATTI, Opere, a cura di E. Ragionieri, vol. I, Roma,
Editori Riuniti, 1967, p. XXVIII.
18. N. BOBBIO, Profilo ideologico del Novecento italiano, Torino, Einaudi, 1986, p. 9.
19. L. RAPONE, Cinque anni che paiono secoli, cit., p. 145.
20. ID., Antonio Gramsci nella grande guerra, Studi storici, XLVIII, n. 1, 2007, pp. 5-96
(p. 34).
21. Ivi, p. 35.
22. Ivi, p. 37. Cfr. anche ID., Cinque anni che paiono secoli, cit., pp. 105-187.
23. R. GIACOMINI, Il ruolo della guerra nella formazione di Gramsci, in Gramsci e lItalia, a cura di
R. Giacomini, D. Losurdo e M. Martelli, Napoli, La Citt del Sole, 1994, p. 221.
24. L. RAPONE, Antonio Gramsci nella grande guerra, cit., p. 12.
25. Ibid.
26. L. PAGGI, Antonio Gramsci e il moderno principe. Nella crisi del socialismo italiano, Roma,
Editori Riuniti, 1970, p. 13.
27. B. CROCE, Cultura e vita morale. Intermezzi polemici, Bari, Laterza, 1955, p. 34.
28. Cfr. G. SOREL, Lantica e la nuova metafisica, in ID., Scritti politici e filosofici, a cura di
G. Cavallari, Torino, Einaudi, 1975, pp. 63-72.
29. Luscita del numero unico di propaganda La Citt futura promosso dal comitato
regionale piemontese della Federazione giovanile socialista, vide la luce nel febbraio del
1917. Il comitato aveva inizialmente deciso di affidarne la cura e la pubblicazione al
giovane Andrea Viglongo. Fu Gramsci a chiedere a Viglongo di essere lunico responsabile
della compilazione, la quale sarebbe cos risultata omogenea e coerente al programma
formativo proposto (cfr. La Citt futura, p. 4).
30. B. CROCE, Logica come scienza del concetto puro, Bari, Laterza, 1928, p. 216.
31. Cfr. A. GRAMSCI, Tre Principi tre ordini, ora in La Citt futura, pp. 5-7.
32. Ibid.
33. Ivi, p. 6.

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34. B. CROCE, La morte del socialismo, La Voce, 9 febbraio 1911, ora in ID., Cultura e vita
morale, cit., p. 150.
35. A. GRAMSCI, Margini, ora in La Citt futura, pp. 24-25.
36. Nel 1905 sulle colonne del Leonardo si era svolta una ricca e articolata discussione
in merito al tema della previsione che aveva avuto tra i protagonisti principali Papini,
Prezzolini, Calderoni e Vailati. Nellinteresse che leg il positivismo critico di Vailati alle
avventure intellettuali di Papini e Prezzolini, oltre alla battaglia comune contro la cultura
ufficiale, ci fu soprattutto quella di voler smantellare la metafisica positivista. Inoltre
Papini e Vailati avevano gi nel 1902 intrapreso uno scambio epistolare a proposito dalla
problematica relativa al nesso volont-azione su cui letno-antropologo Ettore Regalia, di
cui Papini fu collaboratore per larchivio per letnologia e lantropologia, aveva dato voce
sul Leonardo. Da Regalia Papini recepisce la critica al riduzionismo del determinismo
che fa della vita psichica un semplice epifenomeno della materia. Ed su questo tema che
si trova ad interloquire con Vailati (cfr. G. VAILATI, Epistolario (1891-1909), a cura di
G. Lanaro, Introduzione di M. Dal Pra, Torino, Einaudi, 1971, pp. 326-331). In particolare,
per Vailati il pragmatismo poteva rappresentare un ausilio per contrastare le tendenze
metafisiche che, sotto la veste del monismo evoluzionistico, si erano infiltrate nel
positivismo, compromettendone loriginaria istanza sperimentale. Ci spiega il suo
avvicinamento ai leonardiani, anche se, va specificato, il suo pragmatismo poteva
assomigliare pi alla semiotica del pragmatista statunitense Ch. S. Peirce che alla
curvatura ipersoggettivistica datatane da Papini e Prezzolini, che non causalmente
preferivano rifarsi a James.
37. Cfr. A. GRAMSCI, La rivoluzione contro il Capitale, Avanti!, 24 dicembre 1917, ora in La
Citt futura, pp. 513-517.
38. C La Citt futura, p. 513.
39. A. GRAMSCI, Utopia, Avanti!, 25 luglio 1918, ora in ID., Il Nostro Marx, cit., p. 209.
40. Ivi, p. 210.
41. A. GRAMSCI, Note sulla rivoluzione russa, Il Grido del popolo, 29 aprile 1917, ora in La
Citt futura, pp. 138-141.
42. Ibid.
43. Ivi, p. 140.
44. Cfr. M. GERVASONI, Mito politico e morale dei produttori: il confronto con Georges Sorel, in
Gramsci nel suo tempo, cit., pp. 707-710. La lezione di Sorel viene riletta in due direzioni che
finiscono per incontrarsi. Da un lato lavvento del socialismo come avvento di nuova
civilt, dallaltra la critica al giacobinismo; termine questo che per Sorel ha poco o nulla
a che vedere con i protagonisti della Rivoluzione francese. Con giacobinismo Sorel
intende la tendenza della sfera politica a guidare e dirigere il movimento sindacale e
lidea che la trasformazione della societ debba essere attuata con un processo di rottura
delle istituzioni politiche (ivi, p. 707).
45. A. GRAMSCI, Note sulla Rivoluzione russa, ora in La Citt futura, p. 138.
46. Ivi, p. 139.
47. Cfr. D. ZUCRO, Antonio Gramsci alluniversit di Torino, Societ, VI, 1957,
pp. 1109-1111.

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48. Ivi, pp. 1110. Su questo tema cfr. E. GARIN, Gramsci e Croce, in ID., Con Gramsci, cit.,
pp. 121-122.
49. Cfr. L. BASILE, Valentino Annibale Pastore, filosofo di frontiera, Quaderni di storia
dellUniversit di Torino, n. 9, 2008, pp. 179-204 (p. 196). Sul tema vedi anche G.
MASTROIANNI, Gramsci e Pastore, in ID., Vico e la rivoluzione, Gramsci e il Diamat, Pisa, ETS,
1979, pp. 93-115.
50. In pensatori come Alfred Fouille ed Edouard Le Roy, che influenzano anche Bergson,
non sono messi in discussione i meriti del positivismo. Ci che veniva contestato erano i
dogmi centrali dellepistemologia positivista, che come ricordava Le Roy non ammette
le forme della dialettica capace di conciliare la tensione scientifica allidentico con il
processo dellinvoluzione entropica. Cfr. E. LE ROY, Un positivisme nouveau, Revue de
Mtaphysique et de Morale, IX, n. 2, 1901, pp. 138-153.
51. Cfr. F. FROSINI, Introduzione a A. GRAMSCI, Filosofia e politica. Antologia dei Quaderni del
carcere, a cura di F. Consiglio e F. Frosini, Firenze, La Nuova Italia, 1997, pp. XLVII-XLVIII.
In merito allinflusso di Fouille su Gramsci, in particolare sul ruolo della psicologia
francese di fine ottocento e in relazione ai processi di scomposizione dellio presenti in
autori come Bidet e Janet, da ultimo vedi anche A. Di Meo, La tela tessuta nellombra arriva
a compimento. Processi molecolari, psicologia e storia nel pensiero di Gramsci, in Il
cannocchiale. Rivista di studi filosofici, XLVIII, n. 3, 2012, pp. 77-139.
52. Cfr. A. GRAMSCI, Dimostrazioni, Avanti!, 12 agosto 1916, ora in Cronache torinesi,
pp. 483-484.
53. Cfr. G. GUIDA, La religione della storia. Aspetti della presenza di Bergson nel pensiero di
Gramsci, in Gramsci nel suo tempo, cit., pp. 694-697.
54. A. GRAMSCI, Lettere dal carcere, a cura di A. A. Santucci, Palermo, Sellerio, 1996, p. 249.
55. Dalla lettura dellintenso scambio epistolare che si svolse tra i due possibile evincere
come il contingentismo di Bergson fu importante per arricchire il pluralismo
dellepistemologia jamesiana, mentre il tichismo del filosofo americano risult
fondamentale per la critica allevoluzionismo della metafisica positivistica. James si
dichiar convertito al bergsonismo, e ambedue i filosofi erano concordi soprattutto nel
proclamare limpotenza dellintelligenza razionalizzatrice e la potenza dellintuizione. In
una lettera del 6 gennaio 1903 allamico americano, Bergson ricordava che gi nel Saggio
sui dati immediati della coscienza la propria concezione dellattivit psichica somigliava a
quella espressa nei Principi (cfr. H. BERGSON, Sur le pragmatisme de William James. Vrit et
ralit, in ID., La pense et le mouvant, Genve, A. Skira, 1946). Sui rapporti sempre tra
Bergson e James e di questi con Peirce, cfr. Ch. S. PEIRCE, Caso, amore e logica, trad. it. di
N. Abbagnano, Torino, Taylor, 1956. Sulla Lettera a James, cfr. H. BERGSON, Opere 1889-1889,
trad. it. di F. Sossi, Milano, Mondadori, 1986, pp. 405-407.
56. Ricordiamo ancora una volta che proprio Bergson viene introdotto nel dibattito
filosofico italiano dai leonardiani. Ad esempio gli assunti contro il riduzionismo e
lepifenomenismo positivista rispetto allattivit del mentale esposti dal filosofo
francese in Materia e memoria erano stati divulgati grazie ad unopera sintetica di
traduzione curata da Papini, dal titolo Lintroduzione alla Metafisica, Lanciano, Carabba,
1919 (seconda edizione). Importante anche lopera di Prezzolini: ID., Del Linguaggio come
causa derrore, Firenze, Spinelli, 1904; ID., La filosofia di Bergson, in ID., La teoria sindacalista,
Napoli, Pezzella, 1909.

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57. Cfr. H. BERGSON, Il pensiero di William James in ID., Pensiero e Movimento, trad. it. di
F. Sforza, Milano, Bompiani, 2000, pp. 199-210.
58. Cronache torinesi, p. 98.
59. Ivi, p. 99.
60. Ibid.
61. A. GRAMSCI, Melanconie, Avanti!, 13 agosto 1916, ora in Cronache torinesi, p. 800.
62. Ibid.
63. A. GRAMSCI, Cocaina, Avanti, 10 maggio 1918, ora in Nostro Marx, p. 43.
64. Ibid.
65. Ivi, p. 44.
66. Ibid.
67. Ibid.
68. Cfr. Gli scritti di Giulio Cesare Ferrari sulla igiene mentale e altri scritti, a cura di P. Soriano,
Milano, Idami, 1967, pp. 28-41.
69. A. SANTUCCI, Eredi del positivismo. Ricerche sulla filosofia italiana fra 800 e 900, Bologna,
Il Mulino, 1996, p. 204.
70. Ferrari fu redattore capo della Rivista sperimentale di freniatria e assistente alla
cattedra di psichiatria presso lIstituto psichiatrico di Reggio Emilia. Egli diede impulso
con varie iniziative agli studi di psicologia in Italia, anche attraverso lopera di traduzione
dei testi di James. Nel 1905 fond la Rivista di psicologia applicata alla pedagogia e alla
psicopatologia (in seguito Rivista di psicologia), che fu lorgano degli Istituti
universitari di psicologia sperimentale. La rivista di Ferrari ospit anche numerosi scritti
dintonazione pragmatista , tra cui i saggi di Vailati e Calderoni (cfr. G. LANARO, Prefazione
a G. VAILATI, Epistolario, cit., pp. 58-87).
71. Entrambi i testi furono pubblicati dalla Societ Editrice libraria di Milano. Cfr. Le varie
forme della coscienza religiosa nel 1904 e La volont di credere nel 1912.
72. La Citt futura, p. 530.
73. Ivi, p. 531.
74. A. SANTUCCI, Il pensiero di William James. Una antologia degli scritti, Torino, Loescher,
1969, p. 30.
75. A. GRAMSCI, La maschera, Avanti!, 16 marzo 1916 (si ringrazia la Fondazione Istituto
Gramsci di Roma, per aver messo a disposizione la digitalizzazione dellarticolo realizzata
da M. L. Righi in vista dellEdizione Nazionale degli Scritti di Antonio Gramsci).
76. A. GRAMSCI, Il germanofilo contrito, Avanti!, 22 marzo 1916 (si ringrazia la Fondazione
Istituto Gramsci di Roma, per aver messo a disposizione la digitalizzazione dellarticolo
realizzata da M. L. Righi in vista dellEdizione Nazionale degli Scritti di Antonio Gramsci).
77. A. GRAMSCI, Grandezze, Avanti!, 10 giugno 1918 (si ringrazia la Fondazione Istituto
Gramsci di Roma, per aver messo a disposizione la digitalizzazione dellarticolo realizzata
da M. L. Righi in vista dellEdizione Nazionale degli Scritti di Antonio Gramsci).
78. L. RAPONE, Gramsci giovane: la critica e le interpretazioni, Studi Storici, LII, n. 4, 2011,
p. 991.

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RIASSUNTI
Il saggio ricostruisce alcune delle fonti storico-filosofiche che concorsero a formare la biografia
del giovane Gramsci e che non rientrano nella tradizione del pensiero marxista. Lipotesi da cui
muove lautrice che la particolare curvatura, definita poi antideterminista, del marxismo di
Gramsci possa essere stata influenzata da alcune correnti filosofiche (pragmatismo statunitense e
europeo, epistemologia post-positivista francese) esterne alla tradizione secondo e
terzointernazionalista. Nello sforzo di contrastare una certa revisione del marxismo propria del
positivismo tardo ottocentesco, il giovane Gramsci si appropria di unattrezzatura teorica propria
dellepistemologia nonch della psicologia pragmatista che gli permettono di rintracciare e
rilanciare lo statuto teorico della filosofia di Marx.

Cet article reconstruit un certain nombre des sources historico-philosophiques qui ont particip
la formation biographique du jeune Gramsci et qui nappartiennent pas la tradition de la
pense marxiste. Lhypothse de lauteure est que le statut particulier du marxisme de Gramsci,
dfini par la suite danti-dterministe, a pu tre influenc par certains courants philosophiques
(pragmatisme amricain et europen, pistmologie post-positiviste franaise) extrieurs la
tradition de la Deuxime et Troisime Internationales. Sefforant de sopposer une certaine
rvision du marxisme propre au positivisme de la fin du xix e sicle, le jeune Gramsci sapproprie
un outillage thorique propre lpistmologie ainsi qu la psychologie pragmatistes qui lui
permet de redfinir le statut thorique de la philosophie de Marx.

This essay reconstructs a number of the historical-philosophical sources, extraneous to the


tradition of Marxist thought, that came together to form the biography of the young Gramsci. It
is here hypothesized that the particular itinerary of Gramscis Marxism, which came to be
defined as anti-determinist, may have been influenced by certain philosophical currents (United
States and European pragmatism, French post-positivist epistemology) outside the tradition of
the Second and Third Internationals. In attempting to challenge a certain revision of Marxism
belonging to late nineteenth-century positivism, the young Gramsci made use of theoretical
equipment that belonged to epistemology, together with pragmatist psychology, which taken as
a whole allowed him to retrace and relaunch the theoretical status of Marxs philosophy.

INDICE
Mots-cls : idalisme, matrialisme, anti-dterminisme, pistmologie, pragmatisme
Keywords : idealism, materialism, anti-determinism, epistemology, pragmatism

AUTORE
CHIARA META
Titulaire d'un doctorat en Modelli di formazione, analisi teorica e comparazione lUniversit de
Calabre avec une thse intitule Antonio Gramsci e le interazioni con il pragmatismo europeo e

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Antonio Gramsci e le avanguardie di inizio Novecento. Intersezioni con il pra... 19

statunitense. Ses recherches portent sur lhistoire de la pense politique entre les XIX e et XXe
sicles, avec une attention particulire porte sur les auteurs de la tradition marxiste. Elle a
travaill sur lhistoire du mouvement fministe des annes soixante-dix, en dveloppant les
questions de genre et leurs implications dans le domaine de lhistoire de lducation. Elle
collabore actuellement la chaire dHistoire de la pdagogie de lUniversit Rome 3. Elle a une
bourse de recherche auprs du Dpartement de Filosofia Comunicazione e Spettacolo de cette
mme universit, dans le cadre du projet de recherche FIRB 2012 portant sur Une dition
lectronique de luvre dAntonio Gramsci. Questions historiques, philosophiques et
philologiques relatives aux Cahiers de prison et leurs sources .

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Laboratoire italien
Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

Linguistique et philosophie de la praxis chez


Gramsci
Linguistica e filosofia della praxis in Gramsci
Linguistics and philosophy of praxis in Gramsci

Giancarlo Schirru
Traducteur : Laurent Baggioni et Jean-Louis Fournel

diteur
ENS ditions

dition lectronique dition imprime


URL : http:// Date de publication : 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1059 ISSN : 1627-9204
ISSN : 2117-4970

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ligne], 18 | 2016, mis en ligne le 28 novembre 2016, consult le 12 dcembre 2016. URL : http://
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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 1

Linguistique et philosophie de la
praxis chez Gramsci
Linguistica e filosofia della praxis in Gramsci
Linguistics and philosophy of praxis in Gramsci

Giancarlo Schirru
Traduction : Laurent Baggioni et Jean-Louis Fournel

NOTE DE L'AUTEUR
Nous utiliserons les abrviations suivantes des crits gramsciens : La citt futura = A.
GRAMSCI, La citt futura, 1917-1918, S. Caprioglio d., Turin, Einaudi, 1982 ; Epistolario 1 = A.
GRAMSCI, Epistolario 1, gennaio 1906-dicembre 1922, D. Bidussa et al. d., Rome, Istituto
della Enciclopedia Italiana (Edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci.
Epistolario, 1), 2009 ; Lettere = A. GRAMSCI-T. SCHUCHT, Lettere, 1926-1935, A. Natoli et
C. Daniele d., Turin, Einaudi, 1992 ; Il nostro Marx = A. GRAMSCI, Il nostro Marx, S.
Caprioglio d., Turin, Einaudi, 1984 ; Per la verit = A. GRAMSCI, Per la verit. Scritti 1913-1926,
R. Martinelli d., Rome, Editori Riuniti, 1974 ; Quaderni = A. GRAMSCI, Quaderni del carcere,
V. Gerratana d., Turin, Einaudi, 1975 ; Scritti = A. GRAMSCI, Scritti, 1915-1921, S.
Caprioglio d., Milan, Moizzi, 1976.

Une communication manque


1 la fin daot 1928, un peu plus dun mois aprs que Gramsci tait arriv la prison de
Turi, sa belle-sur Tania Schucht prit une dcision dconcertante pour plusieurs raisons.
Le prisonnier stait vu assigner le pnitencier des Pouilles la suite dune visite mdicale
au cours de laquelle on lui diagnostiqua un tat pathologique chronique : le site de Turi,
pour la douceur de son climat, avait t choisi comme le lieu dfinitif o il devrait purger

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 2

sa peine, dfinie en juin par le Tribunal spcial. Gramsci tait arriv la prison le
19 juillet, aprs plus de dix jours de transfert depuis Rome : ds le 10 juillet, il avait russi
crire sa belle-sur depuis la prison de Caserte, o il tait en transit, linformant de sa
destination et lui demandant denvoyer l-bas, ds maintenant, quelques livres ; il lui
demanda denvoyer Turi surtout des grammaires et des dictionnaires, en particulier
dallemand, car il avait lintention de reprendre rapidement ses travaux. Tania fit
immdiatement en sorte que les rapports entre le prisonnier et les membres de sa famille
de Moscou soient renous, et quon lui fasse parvenir ses livres, comme on le dduit de
toutes ses lettres, nombreuses, du mois de juillet et du mois daot. En revanche, Gramsci
ne parvint crire sa belle-sur que le 20 juin, le 30 juillet et le 27 aot, tant donn
quil ne pouvait crire que deux lettres par mois et quil en envoya une, celle de la mi-
aot, en Sardaigne. Mais une fois arriv Turi, il fut trs clair avec Tania, et lui demanda
de ne jamais rien envoyer avant [quil ne le lui ait] demand 2.
2 Tania contrevint pourtant ces instructions et crivit Gramsci, le 24 aot, quelle allait
demander sa sur Julia, Moscou, de lui envoyer un livre du linguiste et philologue
Aleksandr Potebnia, et ajouta : Ils mont suggr ce texte de linguistique quand ils ont
eu vent de ton intrt pour ce sujet . En ralit, elle fit beaucoup plus que cela : le
30 aot suivant, elle crivit Julia pour linviter se rendre personnellement chez Anatoli
Lounatcharski, le commissaire du peuple lducation de la Fdration russe, pour
recevoir de sa part des indications sur les travaux de linguistique que Gramsci devrait
effectuer en prison3.
3 La demande neut aucune suite : Gramsci fut convoqu par le directeur de la prison,
videmment alarm par la possibilit quun prisonnier sous sa responsabilit entreprenne
un travail sur des indications provenant de Moscou : la crainte quil pt ventuellement
entrer en contact direct avec le groupe dirigeant bolchevique, comme on le voit, tait
tout sauf infonde. Gramsci fut ainsi contraint de bloquer linitiative de sa belle-sur :
Jai d demander tcrire cette lettre extraordinaire pour faire en sorte darrter
linondation dinitiatives que tu as soudainement dchanes 4.
4 Mais Tania nagissait pas la lgre : son comportement ne peut sexpliquer que si lon
imagine que pour elle, il tait absolument certain que Gramsci, une fois quil aurait
rejoint le pnitencier o il allait purger sa peine, devrait immdiatement se mettre au
travail. Dans limpossibilit o elle se trouvait davoir un contact direct avec le prisonnier,
elle tait simplement passe laction : elle savait que le programme de Gramsci
comprenait aussi un plan de recherche dordre linguistique5, et tenait pour acquis que
cela ncessitait lactivation dun contact avec le membre du gouvernement sovitique qui
se trouvait ce moment-l en charge de la planification linguistique.
5 Anatoli Lounatcharski tait un bolchevique de la toute premire heure6 ; il peut tre
considr comme lun des premiers cadres dextraction intellectuelle et bourgeoise du
parti, qui avaient mri politiquement en contact troit avec Lnine : avec Aleksandr
Bogdanov, parmi dautres, ils avaient effectu des tudes rgulires, taient entrs au
Parti social-dmocrate russe lpoque de la clandestinit, et avaient connu lactivit
illgale, larrestation et un long exil en Europe occidentale, o ils avaient activement
particip au dveloppement du marxisme russe en lien avec une rflexion sur la
littrature, lart, les sciences naturelles, la pense philosophique contemporaine. Ces
figures ne se privrent pas dexprimer, en plusieurs occasions, leurs divergences avec la
pense de Lnine, auquel ils sadressrent toujours de faon trs ouverte, lui-mme les
traitant de la mme manire ; Lounatcharski et Bogdanov sont les personnages avec

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 3

lesquels Lnine engage une polmique dans Matrialisme et empiriocriticisme. Tout ce


groupe, dont faisait aussi partie Maxime Gorki (qui avait cependant des origines sociales
diffrentes par rapport celles que nous venons dvoquer), avait pass une grande partie
de son exil entre la Suisse et lItalie. Pour les mmes raisons, Apollon Schucht resta aussi
longuement en Italie, avec sa nombreuse famille : il fit lui aussi partie de ce rseau
dexils russes trs proches politiquement et personnellement de Lnine7.
6 Aprs 1917, Lounatcharski devint le commissaire du peuple lducation (Narkompros) de
la Fdration russe : il jouait ainsi, dans le gouvernement bolchevique, un rle analogue
celui dun ministre de lducation et de la Culture. La pdagogue Nadejda Kroupskaa, la
femme de Lnine, entra dans son cabinet avec la mission de lancer la rforme de lcole et
la grande campagne pour lalphabtisation de la Russie. Evgenia Schucht, la fille
dApollon et la sur de Julia et Tania, faisait aussi partie de son bureau : ctait la
secrtaire particulire de Kroupskaa8.
7 Gramsci avait connu Lounatcharski peu de temps aprs son arrive Moscou en 1922 : le
dirigeant russe en effet, probablement parce quil tait le seul cadre de premier plan
parler couramment litalien (langue quil avait apprise durant son exil en Italie), tait ce
moment-l charg de dmler lcheveau qui stait form lors du conflit entre le parti
russe et le parti italien. Lounatcharski travailla avec Gramsci ds lt 1922, puis lors du
IVe Congrs de lInternationale qui stait tenu lautomne de cette anne-l Petrograd
et Moscou, et publia un opuscule dintervention en italien contre Giacinto Menotti
Serrati, ce qui revenait appuyer la ligne politique reprsente par le groupe de LOrdine
Nuovo, la fin de 19229.
8 Cest probablement le mme Lounatcharski qui mit en contact Gramsci avec la famille
Schucht, avec laquelle Gramsci noua des rapports sentimentaux, mais aussi, ds le dbut,
une collaboration politique par laquelle il se trouve parfaitement insr dans ce groupe
spcifique, que nous venons de dcrire, de lunivers bolchevique : en octobre 1922, Julia
fut son interprte lors dun discours quil pronona dans une usine dIvanovo, et il fit le
projet de traduire, avec elle, un roman dAlexandre Bogdanov10.
9 Il nest pas difficile de saisir dautres aspects qui rapprochent la rflexion culturelle de
Gramsci de celle de Lounatcharski. Tout dabord, lexemple du Proletkult, anim par
Lounatcharski et Bogdanov, avait dj attir lattention de lhebdomadaire LOrdine Nuovo,
comme en tmoignent certains textes de Bogdanov traduits et publis par la revue, et
comme Gramsci lui-mme lcrit Trotski dans la fameuse lettre de 1922 sur les futuristes
11. Il faut ensuite rappeler lpre polmique que les deux empirocritiques engagrent

contre l omoblovisme russe, dans le but de soutenir la mcanisation du travail


lpoque rvolutionnaire. Ainsi, au cours dune confrence prononce en 1923, tandis que
Gramsci tait Moscou, Lounatcharski cita en exemple, devant les cadres sovitiques, le
capitalisme amricain et sa capacit organiser de faon rationnelle et productive le
travail. Il oppose le processus dadaptation psycho-physique de louvrier amricain la
machine industrielle, qui donnait naissance une nouvelle civilisation, lindolence du
paysan russe, incapable de modifier la ralit. Il affirme donc lurgence quil apprenne
travailler , selon lenseignement de Lnine, et reconnat lexigence relle, dj exprime
par la culture rvolutionnaire, de lancer un processus de rajeunissement de la culture du
travail :
Lamricanisme et le machinisme qui se cachent sous les grimaces ridicules du
constructivisme et des autres fantaisies de gauche refltent la soif instinctive

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qua le peuple, et en premier lieu le proltariat, et plus encore sa jeunesse, de


renforcer sa culture technico-pratique .12
10 Lounatcharski recueillait ainsi des sollicitations qui venaient, en quelque sorte, de la
base de lexprience rvolutionnaire et qui observaient lindustrialisme amricain avec
un intrt marqu. Parmi ces voix, on peut rappeler celle de lcrivain Alexe Gastev,
largement cit par Lounatcharski lui-mme : Gastev stait fait connatre lorsque Maxime
Gorki avait voulu promouvoir lexprience des crivains autodidactes et des potes
proltaires dans une anthologie publie en 1914. Dans sa posie, louvrier est reprsent
comme une machine vivante, porteur dune nouvelle civilisation, symbolise par la Russie
rvolutionnaire (hautement industrialise) conue comme un dveloppement de la
civilisation amricaine. Aprs la rvolution, Gastev sintressa lorganisation du travail
et pronona, partir de 1921, une srie de confrences promues par Trotski, qui
rencontrrent un grand succs, o il exposa la pense de lingnieur amricain Frederick
Taylor, ct de la science de lorganisation de Bogdanov et de la biomcanique du
metteur en scne de thtre russe Vsevolod Meyerhold13. Comme nous le verrons,
Gramsci lui-mme ne demeura pas insensible la rflexion sur lamricanisme et le
taylorisme dveloppe dans la Russie sovitique.

Politique linguistique et question nationale en Union


sovitique
11 Mais le motif pour lequel Lounatcharski peut tre mis en relation avec les travaux
spcifiquement linguistiques de Gramsci est li au rle que le dirigeant russe avait jou en
tant que premier organisateur de la politique linguistique sovitique. Malgr le caractre
compulsif des interventions dans ce champ, surtout aprs le lancement du premier plan
quinquennal, on ne saurait imaginer que celles-ci aient dcoul dune initiative unique et
planifie dans ses moindres dtails depuis le dbut. Pour le commissariat du peuple
lducation, la ncessit de centraliser la politique linguistique correspondait plutt une
tentative visant unifier diffrentes tendances apparues indpendamment les unes des
autres et troitement lies entre elles par laffirmation de la question nationale au sein de
lURSS14.
12 En premier lieu, il faut rappeler la campagne pour la liquidation de lanalphabtisme,
dont tait prcisment responsable le commissariat du peuple lducation travers une
commission extraordinaire spcifique (dite eka Likbez), qui avait pour objectif
dalphabtiser limposante population de la Fdration russe avant le dixime
anniversaire de la rvolution : la campagne, qui avait stagn pendant la guerre civile, fut
relance avec force en 1923 avec lobjectif prioritaire dlever sensiblement les niveaux de
scolarisation et dalphabtiser tous les inscrits des syndicats.
13 Un second facteur stimula linitiative dans le champ linguistique : le dbat sur les
systmes dcriture des langues de lUnion, et en particulier labandon par nombre
dentre elles de lalphabet arabo-persan en faveur de lalphabet latin : il sagit dune
initiative qui mana des soviets locaux du Caucase et de lAsie centrale, et ce nest que
dans un second temps que lon chercha lui donner une direction cohrente15.
14 La premire langue pour laquelle le changement alphabtique fut dcid par les
dirigeants locaux fut losste, une langue iranienne rpandue dans le massif du Caucase,
qui passa lalphabet latin ds 1923. partir de l, un mouvement trs puissant se forma,

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en lien avec les langues du groupe turcique rpandues depuis la Crime, la Volga et le
Caucase jusqu lAsie centrale, mouvement qui croisa notamment linitiative parallle
dune rforme orthographique lance dans la Rpublique de Turquie par Atatrk16.
15 Le troisime lment est constitu par le processus de rgionalisation : il fut lanc par la
commission de la planification (le Gosplan) pour des raisons conomiques, cest--dire
dans le but de dpasser lorganisation administrative de lEmpire russe et de parvenir
une division administrative qui corresponde davantage lconomie sociale. Le processus,
initi par une tentative visant dterminer les spcialisations productives de chaque
rgion, prit en ralit une toute autre direction, et utilisa, pour la reconnaissance des
diffrentes units administratives, un critre ethnique : les rpubliques et les rgions
autonomes furent dtermines en fonction des diffrents peuples composant la mosaque
ethnique de lUnion et le critre fondamental pour la reconnaissance de ces peuples fut
de nature linguistique17.
16 Une troisime tendance naquit sur un terrain purement politique et dcoula de la
position prise par les bolcheviques propos de la question nationale. Avant la rvolution,
le groupe dirigeant lniniste avait dj peru la question nationale comme un facteur de
dstabilisation de lEmpire tsariste : les bolcheviques se placrent donc du ct des
revendications nationales des peuples assujettis lEmpire, et en faveur de leur lutte
contre lexpansionnisme grand-russe. Cette position stait encore renforce pendant la
guerre civile : larme rouge avait dcouvert ses dpens combien il pouvait tre
dangereux que le pouvoir sovitique ft peru comme une continuation, sous dautres
formes, de limprialisme russe ; cela pouvait dchaner une vague de soulvements
nationaux. Cest pourquoi fut lanc le mot dordre de lindignisation ( korenizacija) du
pouvoir sovitique : celui-ci devait sappuyer partout sur des cadres locaux, capables de
parler et dcrire dans les langues locales, et non sur des missaires du pouvoir central
venant de Russie qui ne pouvaient sexprimer quen russe. Cette tendance agit trs
profondment sur les ngociations portant sur la forme institutionnelle de ltat
rvolutionnaire, dont lun des acteurs principaux fut le commissariat du peuple aux
nationalits dirig par Staline : comme on le sait, en effet, il fut finalement dcid en 1923
de ne pas constituer une Union russe, comme il en avait t question auparavant, mais
une Union de rpubliques sovitiques, finalement autonomes, leur tour organises selon
un systme fdraliste complexe18.
17 Comme on la vu, 1923 fut lanne cruciale o ces diffrentes politiques se croisrent :
elles dterminrent une srie dinterventions de nature linguistique dployes, partir
de ce moment-l, par le commissariat lducation. Il sagissait en effet dintervenir sur
prs de soixante-dix langues tous les niveaux : il fallait changer leur mode dcriture,
soit travers la rforme de lorthographe traditionnelle, soit travers ladoption dun
nouveau systme alphabtique. De nombreuses langues, par ailleurs, navaient pas jou,
au cours de leur histoire, le rle de langues crites officielles : celles-ci devaient tre
standardises travers une normalisation de leurs usages grammaticaux et le choix de
variantes normatives. Pour ces langues, en outre, il fallait crire les manuels
dalphabtisation, les grammaires de rfrence, les dictionnaires, les livres scolaires pour
toutes les matires (au moins en relation avec les niveaux les plus bas de scolarisation), le
matriel de propagande et les principaux textes politiques de rfrence. Enfin, comme on
le disait alors, les nombreuses langues mineures ou arrires devaient tre
modernises : autrement dit, il fallait enrichir leur lexique de faon ce que ce
dernier puisse exprimer les nouveaux concepts scientifiques, techniques, politiques et

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institutionnels qui caractrisaient lpoque moderne. Contrairement ce quon pourrait


croire, cette intervention sur le lexique ne fut pas effectue travers ladoption
demprunts venant du russe ; au contraire, les langues mineures, en particulier les
langues turciques, firent lobjet dun lan puriste qui entreprit de les priver du lexique
russe, et les nologismes furent forms ex novo en prenant comme base le lexique
indigne.
18 Lounatcharski montra sans aucun doute quil tait capable dimpliquer la partie la plus
avance de la communaut scientifique locale dans ce grand projet. Nous voyons ainsi les
plus grands linguistes prsents dans le pays activement engags dans lentreprise de
description phonologique, morphologique et syntaxique des nombreuses langues locales :
parmi ces linguistes, on peut voquer le caucasologue Nikola Marr, le phonologue et
orientaliste Evgueni Polivanov, le phonologue et caucasologue Nikola F. Yakovlev. Ces
savants pouvaient cependant tre considrs comme des spcialistes traditionnels : ce
nest pas un hasard si nombre dentre eux, les plus gs, avaient dj t engags dans les
recensements linguistiques de lpoque tsariste prcdente.
19 En Union sovitique, la disponibilit dexcellentes ressources scientifiques ne pouvait
rpondre pleinement la difficult face laquelle se trouvaient les bolcheviques dans les
annes vingt : ces derniers pouvaient en effet sinspirer du marxisme dans leur faon de
poser les problmes politiques, thoriques et conomiques rencontrs dans le processus
de construction de ltat socialiste. Ils se sentaient toutefois dmunis face la ncessit
dune politique linguistique. Le thme des langues et du langage, qui occupe une place
secondaire dans llaboration du marxisme, fut soudain dot dune valeur stratgique
pour la destine de la rvolution. Il tait donc ncessaire de mettre en uvre un
dveloppement du marxisme en une direction nouvelle, par rapport laquelle le groupe
dirigeant bolchevique mme en prenant en compte les nombreux cadres occidentaux
arrivs Moscou pour constituer le Presidium du Komintern se sentait dmuni. Dans
cette situation, la figure de Gramsci tait effectivement unique : ctait le seul dirigeant
de lInternationale qui avait eu, dans sa jeunesse, une formation professionnelle dordre
linguistique19. Cest pourquoi une ventuelle implication de sa part, mme lointaine, dans
les politiques linguistiques russes, pouvait tre si prcieuse.

Marxisme et thories linguistiques


20 La difficult quil y a dvelopper une thorie du langage et du rapport entre langue et
socit dans le cadre du marxisme ne fut pas seulement une caractristique des annes
cinquante, lorsque ce fut l lobjet dun large dbat ouvert directement par Staline20 : la
thmatique ne faisait par partie des intrts de Marx, lui resta fondamentalement
trangre et il serait bien difficile de consulter ses textes pour y chercher des indications
pour pareille recherche.
21 Marx avait rencontr certaines difficults que lon peut reprer dj dans la pense
hglienne et qui concernent en particulier la nature matrielle ou spirituelle du langage.
Lappartenance du langage la sphre de la conscience et son caractre universel est
affirme par Hegel ds la Phnomnologie de lesprit, en particulier la fin du chapitre sur la
conscience sensible dans lequel il affirme :
Sils voulaient effectivement dire ce morceau de papier quils visent, et ils
voudraient le dire, cest l quelque chose dimpossible, parce que le ceci sensible qui

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est vis est inaccessible au langage, lequel appartient la conscience, ce qui est en
soi universel.21
22 Mais dans lEncyclopdie des sciences philosophiques, en particulier au 459, on reconnat au
langage deux aspects : dun ct, il anticipe les caractres de lintellect, ds lors que les
catgories de sa grammaire se rvlent comme des formes intellectuelles ; de lautre
toutefois il a une nature matrielle, qui renvoie plutt la sphre psycho-physiologique.
Cest justement cette duplicit qui rend difficile toute enqute sur le caractre universel
du langage, du moment quil nest pas possible de considrer lhistoire des langues de la
mme faon quon considre lhistoire de la religion, de lart ou de la pense. Dans celles-
ci on peut reconstruire les volutions successives et conscientes des diffrentes formes
spirituelles lune dans lautre ; dans les langues, le changement de la grammaire ne
reprsente pas une volution consciente des formes, qui ferait qu lvolution spirituelle
dun peuple correspondrait aussi une volution de sa grammaire suivant des formes
toujours plus complexes et labores :
Mais l[tre] formel du langage est luvre de lentendement, qui opre en celui-ci
linsertion formatrice de ses catgories ; cet instinct logique produit ce qui
constitue l[lment] grammatical du langage. Ltude des langues restes comme
lorigine, que lon a commenc dapprendre connatre de faon approfondie
seulement dans les temps modernes, a montr sur ce point quelles contiennent une
grammaire trs labore dans le dtail et expriment des diffrences qui manquent
ou ont t effaces dans les langues des peuples plus cultivs. Il semble que la
langue des peuples plus cultivs a la plus imparfaite grammaire, et que la mme
langue a, dans un tat de moindre culture du peuple qui la parle, une grammaire
plus parfaite que dans ltat de plus haute culture.22
23 Ce point est encore rappel par le philosophe allemand dans ses Leons sur la philosophie de
lhistoire dans lesquelles est nie la possibilit que le changement des langues puisse tre
tudi comme un phnomne historique : qui plus est, une nette distinction est propose
entre les peuples prhistoriques dont toute lvolution spirituelle est confie aux formes
linguistiques, et les peuples historiques, dont le dveloppement spirituel passe de la
langue la conscience, tandis que la grammaire est destine dcliner et se simplifier :
Cest un fait tabli par les monuments que les langues, pendant ltat barbare des
peuples qui les ont parles, se sont dveloppes au plus haut point, que
lentendement se dveloppant avec sagesse, stait appesanti sur ce domaine
thorique []. La langue est lacte de lintelligence thorique proprement dite, car
elle en est la manifestation extrieure. Sans la langue, les activits du souvenir et de
la fantaisie ne sont que des manifestations immdiates. Cependant cette action
thorique en gnral, comme son volution ultrieure et le facteur plus concret qui
sy joint, de la dissmination des peuples, de leur sparation, de leur mlange, de
leurs migrations demeure sous le voile indistinct dun pass muet ; ce ne sont pas
des actes dune volont prenant conscience delle-mme, de la libert se donnant un
autre aspect, une ralit vritable. Ne dpendant pas de ce facteur effectif, ces
peuples nont pas eu dhistoire malgr leur dveloppement linguistique. 23
24 Sur ces bases-l, il ny a rien dtonnant ce que, dans la linguistique du XIXe sicle, aient
pu se rfrer la pense hglienne tant ceux qui ont dfendu lappartenance de la
linguistique aux sciences de la nature tel August Schleicher que ceux qui, au contraire,
ont fond ltude des langues sur la base dune logique idaliste comme le fit
K. W. L. Heyse. Il nest pas difficile de remarquer la continuit de cette opposition
lintrieur du marxisme, o elle sest traduite par un dbat sur linscription de la langue
dans les structures ou dans les superstructures.

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25 Mais propos de cette question, perue dans son intgralit, le marxisme italien prit, ds
sa fondation, un autre chemin dans lequel la engag directement Antonio Labriola. Ce
dernier, en effet, suivant lenseignement de Heymann Steinthal et de Wilhelm von
Humboldt, avait bien pos le problme du changement linguistique et de ses
consquences pour une philosophie de lHistoire, dans le cadre de la psychologie des
peuples : de la sorte, il avait mis de ct la question du caractre conscient ou inconscient
de ce changement, et il avait inscrit au contraire lhistoire des langues dans une
manifestation ethno-psychologique , abandonnant le terrain de la psychologie
individuelle. Dans cette perspective, la linguistique historico-comparative devient une
science historique dont lobjet soffre au sujet observant comme une srie de faits
ordonns, qui produit directement les catgories qui permettent de linterprter. Cette
considration est exprime par Labriola entre autres dans sa leon inaugurale qui porte le
titre de I problemi della filosofia della storia (Les problmes de la philosophie de lHistoire), en
1887 :
Et de fait, ltude spcifique de quelques-uns des ordres prcis de faits homognes
et graduels nous a donn, de notre temps, les premires tentatives srieuses de
science historique ; et, si on ne put atteindre jusqu prsent dans toutes les
matires du travail intellectuel lexactitude de la linguistique surtout de la
linguistique aryenne , il nest pas improbable, si lon en juge par ce qui a
commenc, que la mme chose est en passe dadvenir pour dautres formes et
dautres produits de lactivit humaine. lgard de ces travaux, comme pour tout
vritable objet de science qui lui est propre, le philosophe de lhistoire doit nourrir
de la sympathie, sil ne veut pas que ses lucubrations et son enseignement
deviennent de purs exercices de rhtorique spculative.24
26 Ce point de vue fut affirm de nouveau nettement par Labriola dans ses essais sur la
conception matrialiste de lhistoire : cest le cas dans Du matrialisme historique ( Del
materialismo storico. Delucidazione preliminare), o la linguistique historico-comparative est
appele devenir le modle dapplication de la mthode gntique , expression par
laquelle Labriola entendait la faon dont le marxisme avait reformul la dialectique
idaliste :
Au-del des apports directs auxquels nous venons de faire allusion prcdemment,
notre doctrine [le matrialisme historique] en offre beaucoup dautres indirects : de
mme, elle reoit des confirmations instructives dans nombre de disciplines, parmi
lesquelles, du fait de la plus grande simplicit des rapports, il fut plus ais
dappliquer la mthode gntique. Le cas typique est la linguistique, et tout
particulirement celle qui prend pour objet les langues aryennes. 25
27 De la sorte, Labriola, comme avant lui Steinthal, avait reli lhistoire des langues au
chapitre du systme hglien relatif l esprit des peuples entendu comme sujet du
changement historique, voqu dans la Phnomnologie travers la figure du peuple
libre au sein duquel la raison est vritablement actualise 26, et dans les paragraphes
de la fin des Principes de philosophie du droit ( 344-350). Mais ceci conduisait relier la
question des langues avec un autre des aspects de la thorie par lequel le marxisme de la
deuxime et de la troisime Internationale a d saventurer lextrieur du territoire
circonscrit par les crits de Marx, et donc au-del de la question nationale.

La linguistique des Cahiers de prison


28 Nous voudrions ici prendre des distances par rapport deux positions critiques possibles
sur la rflexion linguistique luvre dans les Cahiers de prison et sur son rapport avec le

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 9

marxisme de Gramsci, au regard du manque dune rflexion spcifique de Marx sur le


langage. Dun ct, la linguistique des Cahiers de prison peut tre considre comme
fondamentalement trangre au dveloppement de la philosophie de la praxis labore
par Gramsci pendant ses annes de prison : la contribution singulire fournie par celle-ci
au marxisme rsiderait dans le dveloppement dune thorie des superstructures et des
idologies qui se dploie donc sur le mme terrain qui caractrise ce que lon appelle le
marxisme occidental27. De faon complmentaire, le marxisme peut tre au contraire
considr comme une crote extrieure trs superficielle , par rapport la continuit
de la formation culturelle de Gramsci, compter des annes de lUniversit, reprsente
par lintgration de lidalisme crocien, advenue par le biais de la mdiation de la no-
linguistique de Matteo Bartoli (glottologue, matre de Gramsci luniversit de Turin),
qui, effectivement, se rfrait (au moins en parole) la pense linguistique de Benedetto
Croce : cette formation culturelle aurait par la suite dbouch sur la rflexion linguistique
des Cahiers de prison28.
29 Notre intention est de proposer une autre hypothse, qui tait dj au cur des travaux
mens en son temps par Luigi Rosiello29, et qui est base sur lide selon laquelle Gramsci
a travaill en prison au dveloppement dune thorie du langage dans le cadre du
marxisme. La philosophie de la praxis laquelle Gramsci sest consacr en prison,
reprsenterait un dveloppement de lanalyse thorique engage par Marx, capable non
seulement dtendre lenqute, avec une plus grande efficacit, la sphre idologique et
culturelle, mais de donner un rle dfini au langage dans le cadre de la thorie. Llment
cl de lopration est reprsent par la thorie de la traductibilit , qui se trouve au
point logiquement culminant du Cahier 11, le plus organique et thorique des cahiers
gramsciens.
30 Gramsci sapprocha du marxisme dans la seconde moiti de lanne 191730 : il nest pas
difficile de suivre le cheminement de sa formation partir des textes publis sur Le Cri du
Peuple (Il Grido del Popolo), la revue thorique des socialistes turinois dont il devint de fait
le directeur partir du mois de septembre de cette anne-l. Le 15 dcembre, la revue
publie une page des Leons sur la philosophie de lhistoire de Hegel 31 ; le 5 janvier 1918, sous
le titre Les idologies dans le devenir historique ( Le ideologie nel divenire storico ),
parat sur le Grido del Popolo un texte tir de lessai dAntonio Labriola, Del materialismo
storico. Delucidazione preliminare32. Peu de temps aprs, le 12 janvier suivant, Gramsci
insre pour la premire fois dans un de ses articles intitul La critique critique ( La
critica critica ), sur cette mme revue, quelques rfrences la pense de Labriola 33. Le
29 janvier, dans larticle gramscien publi par Avanti! intitul Achille Loria e il
socialismo , il crit propos des ides dfendues par ce dernier : Elles ont fait stagner
la production intellectuelle du socialisme italien qui avait connu pourtant, avec Antonio
Labriola, un dbut si fulgurant et si plein de promesses 34. Enfin, le 1er juin 1918, le Grido
del Popolo publie un texte dAnatoli Lounatcharski intitul La cultura del movimento
socialista . Pendant ces quelques mois, dans la pense de Gramsci a lieu un passage
crucial : on part du clbre article La rivoluzione contro il Capitale 35, de
dcembre 1917, qui est encore marqu par le climat culturel gnrique rvisionniste
ayant caractris la crise du marxisme au tournant du sicle, et on en arrive
lintervention intitule Il nostro Marx , de mai 1918, dans laquelle la naissance du
thoricien allemand est commmore avec les mots suivant : Karl Marx est pour nous
un matre de vie spirituelle et morale 36.

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 10

31 Comme on peut le reconstruire sur la base de son activit ditoriale, Gramsci a accompli,
entre lt 1917 et lt 1918, un parcours de lectures qui reprend de trs prs la
reconstruction du rapport entre marxisme et linguistique propos plus haut. Cela vaut la
peine de rappeler comment, durant cette priode, Gramsci navait pas encore totalement
abandonn lide de passer une licence en glottologie, tant il est vrai quil crit dans un
article du 29 janvier 1918 (justement pendant la priode o lon retrouve dans ses crits
des rfrences Labriola) : En tudiant pas en chercheur et encore moins en
chercheur mrite, toute ironie et modestie mises de ct , je prpare ma thse de laurea
sur lhistoire du langage, en cherchant appliquer ces recherches les mthodes
critiques du matrialisme historique 37. Sa premire absorption du marxisme est donc
advenue en un moment o ses intrts scientifiques taient encore essentiellement
orients vers la linguistique.
32 Le point darrive de ce parcours peut tre lu dans les Cahiers de prison, en particulier,
comme on la dj dit, dans le Cahier 11 : ce que nous lisons actuellement comme le 12
du Cahier, mais qui reprsente selon toute probabilit les premires notes qui y furent
rdiges38, contient une ample discussion sur le fait que tout homme est philosophe dans
la mesure o il participe dune conception du monde contenue dans le langage, dans le
sens commun et dans la religion populaire. Il observe notamment le fait que le langage
est un ensemble de notions et de concepts dtermins et pas seulement de mots
grammaticalement vides de tout contenu 39. Il nest pas difficile de reconnatre dans ce
long texte lcho de la pense de Labriola, et travers celui-ci, de la psychologie des
peuples. Si Hegel, dans le passage de la Phnomnologie de lesprit que nous avons rappel
plus haut, part de la mlancolie de la conscience individuelle qui observe les objets du
monde et tente de les nommer, accomplissant ainsi un exercice quon pourrait aisment
qualifier de robinsonnade philosophique, Gramsci engage son raisonnement en
examinant ltre social, qui, justement parce quil appartient une communaut, hrite,
pour des raisons culturelles, une conception du monde ; tout homme en effet, tant
locuteur dune langue, regarde le monde essentiellement travers les notions et les
concepts dtermins par celle-ci.
33 Le dveloppement logique du Cahier 11 est contenu dans le chapitre V intitul
Traducibilit dei linguaggi scientifici e filosofici ( Traductibilit des langages scientifiques et
philosophiques, 46-49). Cest ici que se tressent les conclusions dune rflexion qui
parcourt plus gnralement les Cahiers, une rflexion selon laquelle le centre thorique
du marxisme serait reprsent par sa thorie de la traductibilit. Lexpression doit tre
entendue de deux faons, interdpendantes. En premier lieu, loriginalit du marxisme
est vue par Gramsci dans la faon dont y sont lies entre elles conomie, philosophie et
politique (les trois parties fondamentales de la thorie entre lesquelles se divise lAnti-
Dhring de Engels) ; elles sont en relations entre elles grce leur rciproque traductibilit
: il doit y avoir ncessairement dans leurs principes thoriques une convertibilit de
lune dans lautre, une traduction rciproque dans leur langage propre de tout lment
constitutif 40. En second lieu, conomie, philosophie et politique reprsentent, ds les
crits du jeune Marx, les trois principales cultures nationales europennes : langlaise,
lallemande et la franaise. Du coup, la traductibilit des langages spcifiques des trois
disciplines, est aussi une traducibilit rciproque des trois diffrentes langues. Ce principe
est tendu par Gramsci tous les rapports entre diffrentes langues, entendues comme
les expressions de diverses phases de la civilisation (fasi della civilt) ; il sagit
exactement du problme qui constituait le nud de la politique linguistique sovitique,

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 11

entendue comme rapport entre diffrents peuples-nations , certains avancs et


dautres arrirs. Llment caractristique du marxisme devient la capacit mettre en
relation les diverses cultures nationales, de les traduire les unes dans les autres de faon
organique :
Il semble que lon puisse justement dire que seulement dans la philosophie de la
praxis la traduction est organique et profonde, alors mme que, suivant dautres
points de vue, elle est souvent un simple jeu de schmatismes gnriques. 41
34 partir de la perspective que lon vient de tracer, on peut remarquer une diffrence
notable entre la lecture de la pense de Marx propose par Gramsci, et celle qui a
largement circul dans ce que lon appelle le marxisme occidental. Cette dernire est
caractrise par limportance qui y est donne la thorie de la rification, ou de
lalination, en tant quelle serait la contribution la plus importante de la pense de
Marx : selon cette ligne danalyse, la dcouverte contenue dans le Capital serait constitue
par la reconnaissance du processus dobjectivation de la conscience humaine dans la
marchandise42. Pour Gramsci en revanche, le noyau du marxisme (sa philosophie de la
praxis) est reprsente par la thorie de la traductibilit :
Dans une certaine mesure il me semble possible de dire que la philosophie de la
praxis est gale Hegel + Davide Ricardo [] Cette traduction, il me semble
justement quelle a t faite par la philosophie de la praxis qui a universalis les
dcouvertes de Ricardo en les tendant correctement lensemble de lHistoire, et
donc en en tirant de faon originale une nouvelle conception du monde. 43
35 Dans la clbre postface la deuxime dition du Capital, Marx avait revendiqu tre
llve de Hegel, et il avait admis avoir eu la coquetterie de reprendre ici et l, dans le
chapitre sur la thorie de la valeur, sa manire spcifique de sexprimer , en rappelant la
ncessit den retourner la dialectique pour dcouvrir le noyau rationnel sous
lenveloppe mystique 44. Une longue tradition critique a lu ces lignes laide dune
rfrence au long paragraphe sur le caractre ftiche de la marchandise et son secret 45
. La rflexion dveloppe par Gramsci sur la philosophie de la praxis permet en revanche
de considrer ce propos toute la discussion autour de la forme gnrale de la valeur, et
de dvelopper une remarque de Marx lui-mme dans La critique de lconomie politique,
selon laquelle les quivalences du type M(archandise) - A(rgent) - M(archandise) sont la
traduction, dans le langage de lconomie, de la faon dont Hegel avait reformul dans sa
logique subjective le syllogisme aristotlicien, travers la progression des termes P
(articulier) - U(niversel) - S(ubjectif). En effet, toutes les formules dquivalence avec
lesquelles Marx illustre les diffrents moments du procs de circulation du capital (M-A-
M) peuvent tre lues comme des syllogismes, dont les marchandises constituent les
termes extrmes : le terme particulier qui entre dans la circulation, et le terme individuel
qui en sort ; ils sont mis en relation par le moyen-terme du syllogisme, le terme universel,
reprsent par largent. La formule de la circulation propose par Marx correspond donc
la troisime figure du syllogisme qualitatif (P-U-S), tel quil est prsent par Hegel dans
lEncyclopdie ( 183-189). Dans cette figure, en effet, les termes extrmes (respectivement
P et S) sont les mmes que les termes moyens de la premire (S-P-U) et de la deuxime (U-
S-P) figure, et le terme moyen est reprsent par luniversalit46.
36 Pour Gramsci, pourtant, le rle jou par la philosophie hglienne, dans le Capital de
Marx, nest pas de rvler le caractre alin du travail, ou la rification des relations
sociales dans les marchandises. La logique de Hegel est vue comme un parallle, sur le
plan philosophique, de la rflexion sur lconomie politique : cette dernire peut donc
tre interprte dune faon logique.

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 12

37 De la sorte, Gramsci peut considrer de faon non catastrophique le rapport entre la


civilisation industrielle, la personnalit de lhomme et la socit de masse, rgule par un
conformisme inconnu des poques prcdentes : le progrs de la mcanisation du travail
constitue pour lui un processus certainement dramatique, voire dans certains cas
sanglant, dimposition dune nouvelle discipline sur l animalit de lhomme, un
assujettissement des instincts (naturels, savoir animaux et primitifs) des normes
toujours nouvelles, plus complexes et plus rigides, dordre, dexactitude, de
prcision qui sont susceptibles de rendre possibles les formes toujours plus
complexes de vie collective qui sont la consquence ncessaire du dveloppement
de lindustrialisation.47
38 Lapplication au travail mcanis dune nouvelle discipline, selon les directives de la
mthode de Taylor, provoque toutefois un processus dapprentissage qui ne dtruit pas la
personnalit de lhomme : louvrier, sil parvient surmonter la difficult du processus
dadaptation, nest pas annul mais a intrioris la nouvelle discipline et a une possibilit
de penser suprieure ; et non seulement il pense mais le fait quil na pas de satisfactions
immdiates dans son travail et quil comprend quon veut le rduire un gorille
apprivois, peut lamener un cours de pense peu conformiste 48.

NOTES
2. Lettre du 20 juillet 1928, Lettere, p. 230.
3. Lettere, p. 248-249 ; T. SCHUCHT, Lettere ai familiari, M. Paulesu Quercioli d., Rome,
Editori Riuniti, 1992, p. 42.
4. Lettre du 3 septembre 1928, Lettere, p. 256.
5. Gramsci lui en avait directement fait part, notamment dans la clbre lettre du 19 mars
1927, Lettere, p. 60-63.
6. Pour un portrait de Lounatcharski, et en particulier sur son activit en tant que
commissaire du peuple lducation, nous renvoyons S. FITZPATRICK, The Commissariat of
Enlightenment. Soviet organization of education and the arts under Lunacharsky, October
1917-1921, Cambridge, Cambridge University Press, 1970.
7. Sur lexil italien de la famille Schucht, voir A. CAMBRIA, Amore come rivoluzione, Milan,
Sugarco, 1976 ; A. GRAMSCI jr, I miei nonni nella rivoluzione. Breve storia della famiglia russa di
Antonio Gramsci, Rome, Il Riformista, 2010.
8. Voir S. FITZPATRICK, ouvr. cit ; A. GRAMSCI jr, ouvr. cit, p. 108-113 ; M. L. RIGHI,
Gramsci a Mosca tra amori e politica (1922-1923) , Studi storici, LII, 2011, p. 1001-1038.
9. Sur les rapports entre Gramsci et Lounatcharski en 1922, voir G. SCHIRRU,
Nazionalpopolare , Pensare la politica. Scritti per Giuseppe Vacca, S. Pons, R. Gualtieri et
F. Giasi d., Rome, Carocci, 2009, p. 239-253 ; ID., Per la storia e la teoria della linguistica
educativa. Il Quaderno 29 di Antonio Gramsci , Linguistica educativa, Atti del
XLIV Congresso internazionale di studi della Societ di Linguistica italiana (Viterbo,
27-29 septembre 2010), S. Ferreri d., Rome, Bulzoni, 2012, p. 77-90 ; A. CARLUCCI,

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 13

Gramsci and the Cours de linguistique gnrale , Cahiers Ferdinand de Saussure, LXIV,
2011, p. 27-48 (p. 42) ; A. CARLUCCI et C. BALISTRERI, I primi mesi di Gramsci in Russia,
giugno-agosto 1922 , Belfagor, LXVI, 2011, p. 645-658 ; C. BRANDIST, The cultural and
linguistic dimensions of hegemony: aspects of Gramscis debt to early Soviet cultural
policy , Journal of Romance Studies, XII, 2012, p. 24-43, surtout p. 28-31. Le petit volume
voqu sintitule Per quale motivo ci interessiamo di Serrati ?, Rome, Libreria editrice del
Partito Comunista dItalia, 1922.
10. Sur les dbuts de la relation sentimentale entre Gramsci et Julia Schucht, et ses
rapports avec Evgenia Schucht, voir dsormais M. L. RIGHI, Gramsci a Mosca tra amori e
politica (1922-1923) , ouvr. cit. Pour lintervention de Gramsci au cercle ouvrier de
Ivanovo-Voznesensk, voir Per la verit, p. XIX-XX. Julia Schucht fait part Gramsci de sa
traduction italienne dun roman de Bogdanov dans une de ses lettres doctobre 1922 :
voir Epistolario 1, p. 416, et n. 3 p. 420.
11. La lettre de Gramsci Trotski sur les futuristes, o le rvolutionnaire mentionne
lexemple de Proletkult, est dsormais accessible dans Epistolario 1, p. 248-251.
12. A. V. LOUNATCHARSKI, Novyj russkij elovek , Isvestija VCIK, 9 mars 1923 ; dsormais
in ID., Sobranie, vol. VII, Moscou, Akademija Nauk SSSR, 1967, p. 303-308 ; trad. ital. Il nuovo
uomo russo, dans ID., La rivoluzione proletaria e la cultura borghese, U. Silva et G. Mazzotta d.,
Milan, Mazzotta, 1972, p. 29-36 (p. 33).
13. Sur la figure de Gastev, voir E. STEFFENSEN, Aleksej Gastev (1882-1941) , Storia della
letteratura russa, E. Etkind, G. Nivat, I. Serman et V. Strada d., Turin, Einaudi, vol. II.2 (Il
Novecento. La rivoluzione e gli anni Venti), 1990, p. 49-59. Le rle jou par Trotski pour la
promotion de nouvelles formes de vie du proltariat russe est rappel par Gramsci dans
sa rflexion mene en prison : voir Cahier 22 11 ; Quaderni, p. 2164-2165. Pour
limportance prise par lamricanisme dans la discussion interne au groupe dirigeant
bolchevique en 1926, voir R. GUALTIERI, Lanalisi internazionale e lo sviluppo della
filosofia della praxis , dans Gramsci nel suo tempo, F. Giasi d., Rome, Carocci, 2008,
p. 581-608, et surtout p. 596-597.
14. En gnral, sur la politique linguistique sovitique des annes vingt, voir
G. R. Cardona, Introduzione alla sociolinguistica, Turin, Loescher, 1987, p. 154-156 ;
V. DellAquila et G. IANNACCARO, La pianificazione linguistica. Lingue, societ e istituzioni,
Rome, Carocci, 2004, p. 38-41 ; Y. SLEZKINE, The USSR as a communal appartment, or how
a socialist state promoted ethnic particularism , Slavic Review, LIII, 1994, p. 414-452 ; les
articles contenus dans A State of Nations. Empire and Nation-Making in the Age of Lenin and
Stalin, R. G. Suny et T. Martin d., Oxford, Oxford University Press, 2001. Pour limpact de
la planification linguistique sovitique sur la pense de Gramsci, voir G. SCHIRRU,
Nazionalpopolare , ouvr. cit ; ID., Per la storia e la teoria della linguistica
educativa , ouvr. cit ; C. BRANDIST, ouvr. cit, p. 34-38 ; A. CARLUCCI, Gramsci and
Languages. Unification, Diversity, Hegemony, Leyde, Brill, 2013, p. 98-103.
15. Sur la campagne pour lalphabtisation et en particulier sur laction dploye dans les
syndicats, voir C. E. CLARK, Literacy and labour: the Russian literacy campaign within the
trade-unions, 1923-1927 , Europe-Asia Studies, XLVII, 1995, p. 1327-1341 ; L. A. GRENOBLE,
Language Policy in the Soviet Union, Dordrecht, Kluwer, 2003, p. 45-54.
16. Sur la rforme alphabtique, voir Y. SLEZKIN, ouvr. cit ; T. MARTIN, The Affirmative
Action Empire: Nations and Nationalism in the Soviet Union, 1923-1939, Ithaca (N.Y.) - Londres,
Cornell University Press, 2001, p. 182-207 ; M. G. SMITH, Language and Power in the Creation

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 14

of USSR, 1917-1953, Berlin, Mouton de Gruyter, 1998, p. 121-142. Pour certains travaux
particuliers sur ce thme, voir L. RZEHAK, Von Persischen zum Tadschikischen. Sprachliches
Handeln und Sprachplanung in Transoxanien zwischen Tradition, Moderne und Sowjetmacht
(1900-1956), Wiesbaden, Reichert, 2001, p. 222-258 ; E. SIMONATO, Marr et Jakovlev : deux
projets dalphabet abkhaz , Cahiers de lILSL, XX, 2005, p. 255-269 ; G. IANNACCARO, La
maggior parte degli alfabeti occidentali non corrisponde al carattere della lingua.
Sullalfabetizzazione sovietica del Caucaso e dellAsia Centrale , dans Zh. Scritti in onore di
Emanuele Banfi in occasione del suo 60 compleanno, Rome, Caissa, 2006, p. 287-301. Sur la
rforme linguistique turque, voir dsormais G. LEWIS, The Turkish Language Reform: A
Catastrophic Success, Oxford, Oxford University Press, 2002.
17. Sur la rgionalisation, voir E. H. CARR, Il socialismo in un solo paese. I. La politica interna
1924-1926, Turin, Einaudi, 1968, p. 753-759 [dition originale: A History of Soviet Russia,
vol. III, Socialism in One Country, 1924-1926, Londres, Macmillan, 1958-1959] ; T. MARTIN,
ouvr. cit, p. 33-48.
18. Voir A. GRAZIOSI, LUrss di Lenin e Stalin. Storia dellUnione Sovietica. 1914-1945, Bologne,
Il Mulino, 2007, p. 201-208.
19. Sur les tudes linguistiques effectues par Gramsci pendant ses annes universitaires,
voir F. LO PIPARO, Lingua intellettuali egemonia in Gramsci, Rome-Bari, Laterza, 1979 ; G.
SCHIRRU, Antonio Gramsci studente di linguistica , Studi storici, LII, 2011, p. 925-973.

20. Les principaux documents sur la question sont recueillis et traduits en italien dans L.
FORMIGARI, Marxismo e teorie della lingua. Fonti e discussioni, Messina, La Libra, 1973.

21. G. W. F. HEGEL, Fenomenologia dello spirito, trad. it. de E. De Negri, Florence, La Nuova
Italia, 1960, p. 91 [dition originale : Werke, Frankfurt am Main, Suhrkamp, vol. III,
p. 91-92] ; trad. fr. de B. Bourgeois, Paris, Vrin, 2006, p. 142.
22. G. W. F. HEGEL, Enciclopedia delle scienze filosofiche, trad. it. de B. Croce, Rome-Bari,
Laterza, 1984, p. 450 [dition originale : HEGEL, Werke, ouvr. cit, vol. X, p. 272]. Hegel
renvoie ici, dans une parenthse qui suit immdiatement la citation, W. v. HUMBOLDT,
Sur le duel, I, 10, 11 ; la traduction de Hegel est celle de B. Bourgeois, Encyclopdie des
sciences philosophiques, vol. III : La philosophie de lesprit, Paris, Vrin, 1988, p. 255.
23. G. W. F. HEGEL, Lezioni sulla filosofia della storia, trad. it. de G. Calogero et C. Fatta,
Florence, La Nuova Italia, 1941, p. 169-170 [dition priginale : HEGEL, Werke, ouvr. cit,
vol. XII, p. 86] ; traduction de J. Gibelin, Leons sur la philosophie de lhistoire, Paris, Vrin,
1987, p. 56.
24. A. LABRIOLA, I problemi di filosofia della storia. Prelezione letta nella Universit di Roma il
28 febbraio 1887, dans ID., Tutti gli scritti filosofici e di teoria delleducazione, L. Basile et
L. Steardo d., Milan, Bompiani, 2014, p. 1057-1106 (p. 1074) ( E di fatti, lo studio
specifico di alcuno degli ordini precisi di fatti omogenei e graduati, ci ha dato ai nostri
tempi i primi serii tentativi di scienza storica; e se non in tutte le maniere di studii fu sino
ad ora possibile raggiungere lesattezza della linguistica, e specie dellariana, non
improbabile, a giudicare dagli avviamenti, che il medesimo debba accadere di altre forme
e altri prodotti dellattivit umana. Con questi studii, come con vero e proprio oggetto di
scienza, il filosofo della storia deve simpatizzare, se non vuole che le sue elucubrazioni e il
suo insegnamento divengano pretto esercizio di retorica speculativa ) [nous traduisons].
25. A. LABRIOLA, Del materialismo storico. Dilucidazione preliminare, dans ID., Tutti gli scritti,
ouvr. cit, p. 1269-1388 (p. 1355). ( Oltre ai sussidi diretti, qui innanzi accennati, la nostra

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 15

dottrina [il materialismo storico] ne ha di molti altri indiretti: come ha anche degli
istruttivi riscontri in molte delle discipline, nelle quali, per la maggiore semplicit dei
rapporti, fu pi agevole lapplicazione del metodo genetico. Il caso tipico nella
glottologia, e in modo specialissimo in quella che ha per oggetto le lingue ariane ) [nous
traduisons].
26. Voir HEGEL, Fenomenologia, ouvr. cit, p. 295-296 [dition originale : HEGEL, Werke, ouvr.
cit, vol. III, p. 266 : In einem freien Volke ist darum in Wahrheit die Vernunft
verwirklicht ].
27. Sur cette classification controverse, voir P. ANDERSON, Considerations on Western
Marxism, Londres, Verso, 1976 : la figure de Gramsci y est tudie avec celles de Gyrgy
Lukcs, Max Horkheimer, Herbert Marcuse.
28. Cette position critique, dveloppe dans F. LO PIPARO, Lingua intellettuali egemonia in
Gramsci, ouvr. cit, a t rcemment reprise avec de nouveaux arguments dans ID., Il
professor Gramsci e Wittgenstein. Il linguaggio e il potere, Rome, Donzelli, 2014. La question de
savoir si le marxisme de Gramsci (surtout du Gramsci des Cahiers de prison) tait
seulement une crote extrieure trs superficielle figure dans ID., Studio del
linguaggio e teoria gramsciana , Critica marxista, XXV, 1987, n. 2-3, p. 167-175 (p. 175).
Nous avons examin en particulier le premier des travaux cits et une partie de la
bibliographie critique quil a suscite dans G. SCHIRRU, La categoria di egemonia e il
pensiero linguistico di Antonio Gramsci , dans Egemonie, A. DOrsi d., Naples, Dante &
Decartes, 2008, p. 397-444.
29. Voir en particulier L. ROSIELLO, La componente linguistica dello storicismo
gramsciano , dans La citt futura. Saggi sulla figura e il pensiero di Antonio Gramsci,
A. Caracciolo et G. Scalia d., Milan, Feltrinelli, 1959, p. 299-327 ; ID., Linguistica e
marxismo nel pensiero di Antonio Gramsci , Historiographia Linguistica, IX, 1982,
dsormais dans The History of Linguistics in Italy, P. Ramat, H.-J. Niederehe et
K. Koerner d., Amsterdam, Benjamins, 1986, p. 237-258.
30. Voir L. RAPONE, Cinque anni che paiono secoli. Antonio Gramsci dal socialismo al comunismo
(1914-1919), Rome, Carocci, 2011, p. 71-88.
31. Le texte peut tre lu dsormais dans Scritti, p. 336-337.
32. Voir Scritti, p. 344-348.
33. Aujourdhui dans La citt futura, p. 557-558.
34. La citt futura, p. 614-615 ( hanno fatto ristagnare la produzione intellettuale del
socialismo italiano, che pure con gli scritti di Antonio Labriola aveva avuto un principio
cos fulgido e pieno di promesse ).
35. La citt futura, p. 513-517 ( Carlo Marx per noi maestro di vita spirituale e morale ).
36. Nostro Marx, p. 5-7 (p. 6).
37. Voir larticle Teoria e pratica. Ancora intorno allesperanto , Avanti!, 29 janvier
1918 ; dsormais dans La citt futura, p. 612 ( come studente [non studioso e tanto meno
emerito, ironia e modestia a parte] preparo la mia tesi di laurea sulla storia del
linguaggio, cercando di applicare a queste ricerche i metodi critici del materialismo
storico ).
38. Pour une bibliographie sur le problme, voir G. SCHIRRU, Filosofia del linguaggio,
psicologia dei popoli e marxismo , ouvr. cit, p. 113-119.

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 16

39. Quaderni, p. 1375 ( un insieme di nozioni e di concetti determinati e non gi e solo


di parole grammaticalmente vuote di contenuto ).
40. Cahier 11, 65 ; Quaderni, p. 1492 ( necessariamente deve esserci, nei loro principii
teorici, convertibilit da una allaltra, traduzione reciproca nel proprio specifico
linguaggio di ogni elemento costitutivo ).
41. Cahier 11, 47 ; Quaderni, p. 1468 ( Pare si possa dire appunto che solo nella filosofia
della prassi la traduzione organica e profonda, mentre da altri punti di vista spesso
un semplice gioco di schematismi generici ). Sur la thorie de la traductibilit dans les
Cahiers, voir au moins A. JAULIN, Le sens commun et la soi-disant ralit du monde
extrieur , dans Modernit de Gramsci ? Actes du colloque franco-italien de Besanon
(23-25 novembre 1989), A. Tosel d., Paris, Les Belles Lettres, 1992, p. 457-468 ; D. KANOUSSI
, La coerenza filosofica dei Quaderni , dans Gramsci e il Novecento, G. Vacca d., Rome,
Carocci (Annali della Fondazione Istituto Gramsci, IX), 1999, vol. I, p. 349-364 ; EAD., Una
introducin a los Cuadernos de la crcel de Antonio Gramsci, Mxico, Plaza y Valdz, 2000 ; D.
BOOTHMAN, Traducibilit e processi traduttivi. Un caso : A. Gramsci linguista, Bologne, Guerra,
2004.
42. Voir en particulier, pour limportance qui y est donne la rification, G. LUKCS,
Storia e coscienza di classe, Milan, SugarCo, 1991, p. 107-143 [dition originale : Geschichte
und Klassenbewutsein, dans G. LUKCS, Werke, vol. II, Darmstadt-Neuwied, Luchterhand,
1977 (2e dition), p. 161-517 (p. 257-286)]. Pour linsistance sur lalination de la part de
nombreux reprsentants de lcole de Francfort, voir au moins H. MARCUSE, Ragione e
rivoluzione, Bologne, Il Mulino, 1966, p. 308-358 [dition originale : Reason and Revolution:
Hegel and the Rise of Social Theory, Londres, Routledge, 1955 (2e dition), p. 273-322] ; E.
FROMM, Luomo secondo Marx , dans Alienazione e sociologia, A. Izzo d., Milan, Franco
Angeli, 1973, p. 108-131 [dition originale : Marxs Concept of Man, New York, Ungar, 1961,
p. 26-58].
43. Cahier 10 II, 9 ; Quaderni, p. 1247 ( In un certo senso mi pare si possa dire che la
filosofia della praxis uguale a Hegel + Davide Ricardo. [] Questa traduzione mi pare
appunto abbia fatto la filosofia della praxis che ha universalizzato le scoperte di Ricardo
estendendole adeguatamente a tutta la storia, quindi ricavandone originalmente una
nuova concezione del mondo ).
44. K. MARX, Il capitale. Critica delleconomia politica, Turin, Einaudi, vol. I, p. 18
(trad. franaise Paris, PUF, 1993, J.-P. Lefebvre d., p. 17-18).
45. Ibid., p. 86-102 (trad. franaise, ouvr. cit, p. 81-96).
46. Voir K. MARX, Per la critica delleconomia politica, dans ID., Il capitale, ouvr. cit, vol. I,
t. II, p. 1037 et G. W. F. HEGEL, Encyclopdie des sciences philosophiques en abrg, Paris, Vrin,
2012, p. 238-240. Pour cette question, voir G. SCHIRRU, Filosofia del linguaggio e filosofia
della prassi , dans Gramsci nel suo tempo, ouvr. cit, p. 767-791. Sur la progression des
termes du syllogisme dans les differents textes de Hegel, voir J. BIARD et al., Introduction
la lecture de la Science de la logique de Hegel, III, La doctrine du concept, Paris, Aubier, 1987,
p. 160-198.
47. Cahier 22, 10 ; Quaderni, p. 2160-2161 ( soggiogamento degli istinti (naturali, cio
animaleschi e primitivi) a sempre nuove, pi complesse e rigide norme di ordine, di
esattezza, di precisione che rendano possibili le forme sempre pi complesse di vita
collettiva che sono la conseguenza necessaria dello sviluppo dellindustrialismo ).

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 17

48. Cahier 22, 12 ; Quaderni, p. 2169 ( e non solo pensa, ma il fatto che non ha
soddisfazioni immediate dal lavoro, e che comprende che lo si vuol ridurre a un gorilla
ammaestrato, lo pu portare a un corso di pensieri poco conformisti ).

RSUMS
Cet article est consacr la rflexion que Gramsci a mene, dans ses Cahiers de prison, sur le
langage et les langues ; il entend rendre compte de quelle faon cette rflexion a constitu lune
des contributions de Gramsci au marxisme, lequel avait jusqualors t priv de toute thorie
autonome du langage. En cela, la notion de traductibilit, dveloppe de faon originale dans les
Cahiers, revt une importance particulire. Le travail sarrte ensuite sur les deux prmisses les
plus immdiates de la rflexion gramscienne. La premire est le dbat sur langue et nationalit
qui sest dvelopp dans la Russie rvolutionnaire des annes vingt, en lien avec la nouvelle
structure fdrale de ltat sovitique et le dbut des politiques dalphabtisation. La seconde est
la pense dAntonio Labriola qui, tout en nayant pas eu loccasion de fournir sa propre
contribution la pense linguistique, avait montr un trs vif intrt pour cette thmatique, quil
connaissait surtout travers les crits de Wilhelm von Humboldt et Heymann Steinthal.

Il saggio dedicato alla riflessione compiuta da Gramsci, nei suoi Quaderni del carcere, sul
linguaggio e sulle lingue; intende illustrare come tale riflessione abbia costituito uno dei
contributi forniti da Gramsci al marxismo, che era stato fino allora privo di una teoria autonoma
del linguaggio. In ci, particolare importanza assume la nozione di traducibilit, sviluppata in
direzione originale nei Quaderni. Il lavoro si sofferma quindi sulle due premesse pi immediate
alla riflessione gramsciana. La prima di queste costituita dal dibattito su lingua e nazionalit
svoltosi nella Russia rivoluzionaria durante gli anni Venti, in relazione al nuovo assetto federale
dello stato sovietico e allavvio delle politiche di alfabetizzazione. La seconda premessa
costituita dal pensiero di Antonio Labriola, il quale, pur non avendo avuto modo di fornire un
personale contributo al pensiero linguistico, aveva mostrato grande interesse per questo tema,
da lui conosciuto soprattutto attraverso gli scritti di Wilhelm von Humboldt e Heymann
Steinthal.

This essay is devoted to Gramscis reflection in his Prison Notebooks on language discourse and on
languages; its aim is to show how this reflection constituted one of Gramscis main contributions
to Marxism, which up to that time had not had an autonomous theory of language discourse. In
this, particular importance is assumed by the notion of translatability, developed in an original
direction in the Notebooks. The essay therefore deals with the two most immediate premises of
Gramscis reflections. The first of them is constituted by the debate on language and nationalities
in the revolutionary Russia of the 1920s, in relation to the new federal set-up of the soviet State
and to the start of anti-illiteracy campaigns. The second premise is constituted by the thought of
Antonio Labriola who, while not having been able to provide any personal contribution to
linguistic thought, had shown great interest in this subject, which he knew above all through the
writings of Wilhelm von Humboldt and Heymann Steinthal.

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Linguistique et philosophie de la praxis chez Gramsci 18

INDEX
Mots-cls : langue, linguistique, psychologie culturelle, Labriola Antonio, URSS, marxisme,
langage
Keywords : translatability, language, linguistics, discourse, marxism

AUTEURS
GIANCARLO SCHIRRU
Professeur associ de sciences du langage (glottologia e linguistica) lUniversit de Cassino et du
Latium meridional. Il a effectu ses tudes de linguistique lUniversit de Rome La Sapienza ,
et est membre de son collge doctoral en Linguistique. Ses champs de recherche comprennent la
dialectologie italienne ancienne et moderne, la phontique et la phonologie, la linguistique
latine, armnienne et iranienne dans une perspective comparatiste, lhistoire de la pense
linguistique. Dans ce dernier secteur, il sest surtout occup de la figure dAntonio Gramsci,
tudi dans le cadre de la linguistique du XXe sicle. Sur ce dernier sujet il a publi de nombreux
articles, a assur ldition scientifique des volumes de la collection des Studi gramsciani nel
mondo , publie par la Fondazione Istituto Gramsci et lditeur Il Mulino de Bologne, a particip
lorganisation du colloque international qui sest tenu Rome en 2007 loccasion des soixante-
dix ans de la mort de Gramsci. Il a rcemment prpar ldition des Appunti di glottologia. Un corso
universitario di Matteo Bartoli redatto da Antonio Gramsci,Rome, Istituto della Enciclopedia italiana (
Edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Documenti , 1), 2016.

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Laboratoire italien
Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

Tra rivoluzione e controrivoluzione.


Linterpretazione gramsciana del fascismo
Entre rvolution et contre-rvolution. Linterprtation gramscienne du fascisme
Between revolution and counterrevolution. Gramscis interpretation of Fascism

Alessio Gagliardi

Editore
ENS ditions

Edizione digitale Edizione cartacea


URL: http:// Data di pubblicazione: 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1062 ISSN: 1627-9204
ISSN: 2117-4970

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Alessio Gagliardi, Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo ,
Laboratoire italien [Online], 18 | 2016, Messo online il 28 novembre 2016, consultato il 12 dicembre
2016. URL : http://laboratoireitalien.revues.org/1062

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 1

Tra rivoluzione e controrivoluzione.


Linterpretazione gramsciana del
fascismo
Entre rvolution et contre-rvolution. Linterprtation gramscienne du fascisme
Between revolution and counterrevolution. Gramscis interpretation of Fascism

Alessio Gagliardi

Studiare il fascismo
1 La riflessione di Gramsci sul fascismo, nella sua complessit e nelle molteplici
sfaccettature, apparsa per lungo tempo in ombra. La prima edizione dei Quaderni del
carcere rispondeva infatti principalmente allobiettivo di rendere Gramsci un esponente di
primissimo piano della cultura italiana, capace di sviluppare la pi nobile tradizione
intellettuale nazionale in un serrato dialogo-conflitto con Benedetto Croce. Era invece
destinata a rimanere sullo sfondo la riflessione sulla modernizzazione capitalistica e sulle
trasformazioni della struttura sociale sulle due sponde dellAtlantico, riflessione che si
riallacciava strettamente ad alcuni aspetti decisivi dellanalisi del fascismo. Il lungo
oblio cui and incontro il Quaderno 22, su Americanismo e fordismo la cui prima
edizione autonoma, prodotta gi nel 1949 ad alta tiratura, incontr scarsa fortuna ,
indicativo di questa particolare curvatura assunta dalla prima fase della ricezione
dellopera gramsciana1. La svolta data agli anni Settanta, quando vedono la luce numerosi
e rilevanti contributi di approfondimento2. Da allora le letture critiche e le ricostruzioni si
sono andate accumulando in numero crescente, dando forma a una letteratura ricca e
diversificata, che ha avuto il merito indubbio di illuminare zone a lungo poco esplorate
del pensiero gramsciano e di metterle in circolo ben oltre lambito ristretto degli storici
del pensiero politico.

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 2

2 Naturalmente, ricostruire e interrogare la riflessione di Gramsci sul fascismo comporta


prendere in esame non solo il periodo del carcere ma anche il percorso politico e
intellettuale precedente. Si tratta di fasi diverse, che dal 1919 al 1935, quando si
interrompe la scrittura dei Quaderni vedono coesistere indubbie linee di continuit con
rilevanti scarti e discontinuit3. Cambia con il tempo il tono e lobiettivo immediato
dellanalisi. La polemica arroventata dei primissimi anni Venti, resa incandescente dalla
radicalit dello scontro politico, si raffredda progressivamente nei toni e nei termini ma
non risulta meno radicale nei contenuti. unevoluzione che riflette la maturazione
intellettuale di Gramsci e, anche, il radicale mutare delle sue condizioni esistenziali, dal
vivo della lotta politica alla solitudine del carcere.
3 Lo sviluppo della riflessione gramsciana sul fascismo rispecchia anche le diverse fasi
vissute dal movimento delle camicie nere e dalla dittatura4. Il fascismo infatti sempre
analizzato dinamicamente, cio non solo per la conformazione assunta in quel preciso
momento, ma anche per gli sviluppi futuri che lascia intravedere, in base al combinarsi di
stabilit e instabilit, di punti di forza e debolezza. Sin dal 1919 Gramsci si confronta con
il tema della dissoluzione dello stato liberale, che gi da allora inscrive in una pi ampia
crisi. Dopo il 1922, gli chiaro che studiare le azioni del fascismo al potere significa
analizzare lo stato di salute della societ borghese (di cui il movimento mussoliniano
appare una scialuppa di salvataggio in un momento di emergenza ma anche un potenziale
fattore di erosione della sua stabilit) e, di conseguenza, le prospettive per le iniziative
del movimento operaio, lattualit della rivoluzione.
4 In questo contesto, lo stesso apparato analitico gramsciano a evolvere, con il mutare
della situazione generale, con il cambiamento della condizione esistenziale e del grado di
coinvolgimento politico di Gramsci dallOrdine Nuovo allascesa allinterno del
PcdI, fino alla terribile solitudine del carcere e con la maturazione della sua cultura
politica. In particolare, muovendo da una lettura che ruota intorno allidea del fascismo
come mera dittatura di classe, Gramsci arriva progressivamente a sviluppare
uninterpretazione sempre pi originale, capace di arricchire gli schemi del marxismo
degli anni Venti e di esondare dagli schematismi della cultura del Komintern. I primi
interventi portano ancora forte il segno di un marxismo rigidamente classista, che il
PcdI, negli anni della segreteria Bordiga, sposa pienamente. Il fascismo vi
rappresentato come una delle tante manifestazioni del dominio della borghesia, in piena
continuit con il passato e differente dalle altre solo per ininfluenti tratti esteriori:
giocattolo nelle mani delle forze economiche dominanti, e figlio spirituale di Giovanni
Giolitti, giolittismo del pi schietto e sincero, lo definisce5.
5 Dopo la marcia su Roma, cio dopo la trasformazione del fascismo in attore di governo e
la necessaria presa datto della sconfitta del movimento operaio, Gramsci si misura con
una maggiore complessit di analisi, per rifuggire dalle semplificazioni dicotomiche che
riconducono i fenomeni storici a una meccanica contrapposizione tra borghesia e
proletariato e cogliere pienamente le differenze tra i contesti nazionali e tra le diverse
fasi politiche. la cosiddetta analisi differenziata, intorno alla quale si accendono forti
polemiche nel Komintern e che costituisce, almeno fino allallineamento integrale a
Mosca imposto da Stalin nel 1928-29, un punto fermo dellattitudine intellettuale del
gruppo dirigente del PcdI dopo la sostituzione di Bordiga6.
6 Soprattutto, intorno alla met del decennio, a partire dal cruciale (per la biografia
gramsciana e per la storia dei comunisti italiani) biennio 1923-24, Gramsci avvia un
percorso di riflessione sempre pi innovativo e originale, grazie soprattutto alla

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 3

scoperta della rilevanza del rapporto tra cultura e societ e dei complessi intrecci tra
capitalismo internazionale e storia nazionale. Il culmine di questo percorso costituito
naturalmente dai Quaderni del carcere, compimento e punto di arrivo della sua storia
intellettuale e, al tempo stesso, risultato di una fase nuova e originale. Prende cos forma
una prospettiva di analisi stratificata, che vede laffermazione del fascismo e il
consolidarsi della dittatura come il risultato di una molteplicit di processi. Il fascismo
appare allora sempre pi un fenomeno irriducibile alla sola dimensione economica,
risultato certamente del dominio borghese ma non privo di margini di autonomia, capace
di mettere in campo modalit di gestione del potere allaltezza dei problemi posti dalla
societ di massa e in forte discontinuit con il liberalismo ottocentesco e con il
giolittismo.
7 Per comprendere in profondit i caratteri peculiari del fascismo, Gramsci mette a punto
alcune categorie di analisi che costituiscono in alcuni casi chiavi di lettura per la pi
generale interpretazione della storia dItalia o per le dinamiche di cambiamento delle
moderne societ capitalistiche. Viene cos a comporsi un dizionario concettuale
suggestivo e originale, anche quando prende a prestito o riusa concetti e formule
interpretative; un dizionario formato da lemmi di notevole densit, resi particolarmente
compressi dalle particolari condizioni di scrittura dei Quaderni e per, al tempo stesso,
spesso sintetizzati in formule di grande efficacia e suggestione. Le categorie che Gramsci
mette a punto nella fase pi matura della sua riflessione si articolano intorno a tre nodi
problematici, che in alcuni casi riprendono suggestioni e tracce danalisi abbozzate nei
primi anni Venti.

Le classi sociali e i tempi della storia


8 Il primo nucleo tematico costituito dal rapporto tra il fascismo e le classi sociali. Per
affrontare questo nodo Gramsci interroga innanzitutto la storia dItalia, per individuare
le radici profonde dei fenomeni in atto e le tendenze di lungo periodo della storia
nazionale, che, ripresentandosi in forme ancora pi evidenti e radicali dopo la prima
guerra mondiale, consentirebbero di spiegare le ragioni storiche dellaffermarsi della
dittatura. Quelle tendenze rimandano in particolare a una duplice debolezza: della societ
politica e della societ civile, o, in unaltra prospettiva, della borghesia e delle classi
subalterne, fragili sia sul piano politico sia su quello culturale. una duplice debolezza
che lerompere delle masse sulla scena politica nel primo dopoguerra rende esplosiva.
9 Il conflitto di classe, di conseguenza, non pu non assumere le forme del sovversivismo.
Gramsci vi si sofferma nellestate del 1930, nel Quaderno 37: si di fronte, osserva in
quelle note, a un sovversivismo dal basso, che una posizione negativa e non positiva
di classe: il popolo sente che ha dei nemici e li individua solo empiricamente nei cosi
detti signori, dando sfogo a un odio generico, di tipo semifeudale, che porta il
contadino a odiare il funzionario non lo Stato, che non capisce8. Si tratta quindi non
ancora di un documento di coscienza di classe: ne appena il primo barlume, solo,
appunto, la posizione negativa e polemica elementare, dal momento che mancano sia la
coscienza esatta della propria personalit storica sia la coscienza della personalit
storica e dei limiti precisi del proprio avversario9. Il fenomeno del sovversivismo
indicato tra i temi pi importanti da affrontare allinizio del Quaderno 21 sulla
Letteratura popolare anche individuato come causa e prodotto della situazione politica
italiana; un sintomo di quellapoliticismo del popolo italiano che viene espresso con le

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 4

frasi di ribellismo, di sovversivismo, di antistatalismo primitivo ed elementare 10.


In un panorama sociale e antropologico cos sedimentato, il fascismo, osserva Gramsci, ha
saputo inserirsi e trarne vantaggio; ha saputo dare voce ed espressione allo scarso ethos
pubblico delle classi dirigenti e alla conflittualit esasperata e politicamente arretrata
radicata nella societ italiana, offrendo sfogo a uno straripare selvaggio delle passioni,
degli odi, dei desideri e identificandosi con la psicologia barbarica e antisociale di
alcuni strati del popolo italiano11.
10 Nel rapporto tra classi dirigenti, classi popolari e Stato rapporto che prende forma in un
tempo lungo databile almeno dallUnit si inserisce con forza, con il procedere dei
processi di modernizzazione economica e sociale, un ulteriore soggetto, che prende
compiutamente forma allinizio del secolo: le classi medie o secondo la locuzione che
Gramsci impiega, coerentemente con i testi marxiani pi che con il linguaggio
sociologico la piccola borghesia. La rilevanza attribuita a questo segmento della societ
connota lindagine che egli conduce, a partire almeno dagli interventi dei primi anni
Venti.
11 La centralit di questo strato sociale nella storia del fascismo, quale principale animatore
del movimento e dello squadrismo prima e destinatario privilegiato delle politiche e
dellapparato ideologico del regime poi, costituisce un elemento ormai definitivamente
acquisito dalla storiografia dellultimo trentennio. Tuttavia, contrariamente a quanto
talvolta viene sbrigativamente e superficialmente sostenuto, quellacquisizione non
costituisce il frutto di una rivoluzione interpretativa e unintegrale novit. Limportanza
dei ceti medi era stata infatti sottolineata e indagata da alcuni dei pi lucidi antifascisti,
dalle diverse appartenenze politiche e culturali: basti pensare, per limitarsi a qualche
esempio, a Angelo Tasca, Ignazio Silone o, su un diverso versante, a Guido Dorso o al
precocissimo dibattito tra Giovanni Ansaldo e Luigi Salvatorelli sui ceti medi emergenti.
12 Notevole, in questo senso, e di particolare originalit anche il contributo offerto da
Gramsci. Risalgono alla fine del 1918 i primi articoli sulle inquietudini di alcuni settori
delle classi medie, specialmente dei giovani appena usciti dallesperienza della guerra, sul
loro progressivo distacco dallo Stato liberale, sul frantumarsi di un universo culturale
dopo aver provato, nellesperienza bellica, il potere sulla vita e sulla morte dei soldati 12.
13 Di fronte allavanzare del movimento fascista cresce ulteriormente lattenzione per quel
segmento della societ. Tra gli interventi pi noti sicuramente larticolo Il popolo delle
scimmie, del gennaio 1921. Gramsci sottolinea come con la guerra e la crisi del dopoguerra
la piccola borghesia abbia perso fiducia nel potere e nellautorevolezza dello Stato e
cerchi al di fuori delle istituzioni le ragioni della propria funzione storica. Si scopre
sovversiva e antiparlamentare e continua a illudersi di poter prendere la direzione di
operai e contadini, non pi per grazie allo Stato, ma sistemandosi intorno a padroni pi
ricchi e pi sicuri. Nasce il fascismo, sulla base di uno strano e bislacco miscuglio
ideologico di imperialismo nazionalista, di vero rivoluzionarismo, di sindacalismo
nazionale, e con lobiettivo di ergersi a difesa della propriet industriale e agricola
dagli assalti della classe rivoluzionaria degli operai e dei contadini poveri. Tuttavia,
come il popolo delle scimmie raccontato in una novella di Kipling, la piccola borghesia
crede di essere superiore ma sa mettere in campo solo un presuntuoso e vacuo
vaniloquio. Il giudizio impietoso:
La piccola borghesia, anche in questa sua ultima incarnazione politica del
fascismo, si definitivamente mostrata nella sua vera natura di serva del
capitalismo e della propriet terriera, di agente della controrivoluzione. Ma ha

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 5

anche dimostrato di essere fondamentalmente incapace a svolgere un qualsiasi


compito storico: il popolo delle scimmie riempie la cronaca, non crea storia, lascia
traccia nel giornale, non offre materiali per scrivere libri.
14 La sua funzione di guardia bianca dellordine borghese ed qui la novit viene
svolta per non in nome e per conto di quello Stato liberale e di quei valori nei quali
storicamente si era identificata la grande borghesia, ma, al contrario, sostituendo la
violenza privata allautorit della legge e facendo sollevare contro lo Stato, contro il
capitalismo, sempre pi larghi strati della popolazione13.
15 nei Quaderni che lanalisi della piccola borghesia si arricchisce in maniera significativa.
Innanzitutto, risalta il carattere multiforme di questo strato sociale. Da un lato, esso ha le
fattezze delle moltitudini di risparmiatori, che con lacquisto di azioni e obbligazioni
offrono risorse al capitalismo finanziario e allo Stato ma che, per il loro carattere
improduttivo, costituiscono un oggettivo ostacolo ai progetti modernizzatori del fascismo
( il problema della composizione demografica, problema non solo italiano ma
europeo)14. Dallaltro, si incarna nel morto di fame, originato da quei settori della
borghesia rurale che hanno perso la propriet della terra e che non vogliono lavorare
manualmente. Si tratta di uno strato famelico di aspiranti a piccoli impieghi
municipali, di scrivani, di commissionari, e costituisce un elemento perturbatore nella
vita delle campagne, sempre avido di cambiamenti (Quaderni, pp. 324-325). un
segmento della societ disperso territorialmente, fortemente disomogeneo, volubile,
disposto a seguire una molteplicit di ideologie, anche strane.
16 Frammentato ed eterogeneo, il ceto medio intraprende un processo di politicizzazione
lento, che incontra grandi difficolt nel dotarsi di unorganizzazione centralizzata e di
obiettivi politici condivisi. La politicizzazione, tuttavia, si accelera in determinate
situazioni, di cui il dopoguerra possiamo sostenere anche alla luce degli articoli del
periodo precarcerario ha costituito un caso unico e al tempo stesso paradigmatico: il
processo si accelera quando la volont specifica di questo gruppo coincide con la
volont e gli interessi immediati della classe alta; non solo il processo si accelera, ma si
manifesta subito la forza militare di questo strato, che talvolta, organizzatosi, detta
legge alla classe alta, almeno per ci che riguarda la forma della soluzione, se non per il
contenuto (pp. 1606-1607). Gramsci compie qui un ulteriore passo in avanti nel
superamento dellinterpretazione del fascismo come agente del capitale finanziario
interpretazione in quegli anni ancora sostenuta in via ufficiale dal Komintern , per
dare ulteriore spessore allanalisi del ruolo del ceto medio. Il quale visto non pi solo
come attore politico e militare capace di bloccare la minaccia rivoluzionaria delle classi
subalterne, nellinteresse anche delle lite sociali ed economiche incapaci di salvarsi da
s, ma considerato, nei Quaderni, potenzialmente in grado di imporre a quelle lite un
assetto dei poteri (la forma) e scelte politiche (il contenuto) con le quali improntare
il nuovo Stato, non pi liberale ma compiutamente controrivoluzionario. una possibilit
solo teorica e potenziale, ma rilevante il fatto che Gramsci la introduca, anche perch
attribuisce ancora pi forza allidea di non piena identificazione tra il fascismo (gli
uomini, le idee, le azioni e le politiche) e gli interessi dei grandi potentati economici.
17 Nellanalisi delle principali forze sociali e del modo in cui concorrono allaffermarsi della
dittatura mussoliniana, Gramsci si misura, come si visto, con una temporalit
stratificata, in cui tendenze di pi lungo periodo si intrecciano con fattori di novit. Per
questa ragione, la riflessione che egli sviluppa appare quanto mai lontana tanto dalla
astoricit dei modelli interpretativi del mainstream sociologico coevo (e non solo), quanto

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 6

dagli schematismi dicotomici della scolastica marxista-leninista che proprio tra la fine
degli anni Venti e la met del successivo decennio, con il definitivo compiersi della
stalinizzazione, costituisce il quadro teorico ufficiale di riferimento della strategia delle
classi contro classi del Komintern e della battaglia contro il socialfascismo.
Richiamare la presenza di unanalisi di lungo periodo nellinterpretazione del
comportamento politico delle classi sociali non vuol dire per che la riflessione di
Gramsci sia apparentabile allidea di Gobetti del fascismo come autobiografia della
nazione. Lanalisi dellevoluzione del ruolo delle classi medie il cui protagonismo
appare molto pi recente e connesso allavanzare della modernizzazione economica lo
sta a dimostrare, cos come la rilevanza assegnata alle condizioni particolari venutesi a
creare nel primo dopoguerra (la crisi organica, che segna una forte discontinuit negli
equilibri sociali e nellassetto istituzionale) e lattenzione alle novit del fascismo e ai
profondi cambiamenti che introduce nel rapporto tra governanti e governati.

Le forme del comando


18 Proprio lindagine sulle peculiari forme del comando create dalla dittatura costituisce il
secondo nucleo tematico dellanalisi gramsciana. Si tratta di quellorizzonte di problemi
che Gramsci riconduce prevalentemente alle categorie di bonapartismo e cesarismo15
.
19 Lelemento pi immediatamente evidente nei cambiamenti delle modalit di rapporto tra
potere politico e societ era il fare apertamente leva, da parte del fascismo,
sullirrazionale, sugli istinti e sul bisogno di certezze di cui una societ immatura
mostrava particolare necessit. La nuova politica incarnata dal regime mussoliniano
era fondata su miti, riti e tab16. Anche lapparato ideologico del regime si connotava in
senso religioso: come una religione politica che si poneva in diretta concorrenza con
quella cattolica e con la presenza della Chiesa. Si tratta di questioni che la pi recente
storiografia internazionale a partire dai fondamentali studi di George L. Mosse e Emilio
Gentile ha saputo mettere in luce, individuandole come uno degli aspetti che
maggiormente connotarono la modalit di esercizio del potere da parte della dittatura 17.
Nei Quaderni non mancano alcuni accenni, rivelatori di come Gramsci intu la dimensione
nuova del rapporto tra politica e societ, e la rilevanza assunta dalla sfera irrazionale e
religiosa: unintuizione che sembra rivelarsi in alcune note disparate e risalenti a fasi
della scrittura diverse, e che non viene sviluppata in unanalisi pi sistematica e organica.
20 Un segnale indicativo della volont del fascismo di costruire con le masse un rapporto di
tipo religioso era costituito, secondo Gramsci, dallistituzione della Scuola di mistica fascista
di Milano, con la quale il termine mistica perdeva il significato negativo generalmente
attribuitogli cio quello di uno stato danimo di esaltazione politica non razionale e
non ragionata, un fanatismo permanente incoercibile alle dimostrazioni corrosive per
assumerne uno positivo (Quaderni, pp. 915-916). La religione politica fascista trovava il suo
fine principale nel tentativo di creare un uomo collettivo, un conformismo sociale
che annullava le individualit; incrociava perci i processi di massificazione e
spersonalizzazione innescati dai sistemi di razionalizzazione produttiva di provenienza
statunitense (taylorismo e fordismo). Il risultato del progetto totalitario del regime di
permeare integralmente la vita sociale e luniverso privato degli individui era un diffuso
fanatismo, uno dei contraccolpi morbosi che ha ogni costruzione di uomo
collettivo, e una forte tendenza al conformismo, su cui poggiava il vasto consenso al

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 7

regime (Ibid., pp. 1833-1834). Ne derivava, per Gramsci, la necessit non solo di
comprendere il funzionamento dellapparato religioso del fascismo, ma anche, come
osserv in un altro luogo dei Quaderni, di studiare ed elaborare gli elementi della
psicologia popolare (p. 329). Nasce da qui linteresse per Freud, a cui pi volte le sue note
fanno riferimento18. Rimase invece ai margini di questa riflessione il ruolo giocato dalle
nuove tecniche di comunicazione, su cui in quegli stessi anni si andava interrogando
Walter Benjamin19.
21 La forma religiosa assunta dallautorit fascista si manifestava principalmente nel ruolo
assunto dal leader, dal capo. un tema che Gramsci mise a fuoco precocemente. Se per
allinizio lindividuazione del leaderismo e della forte personalizzazione quali tratti
costitutivi del fascismo trovarono espressione in veementi e sprezzanti attacchi a
Mussolini definito tra laltro traditore, apprendista negromante, venduto,
mosca cocchiera, fenomeno di folklore paesano20 dalla met degli anni Venti
divennero invece oggetto di unanalisi pi articolata e distesa, in cui non mancava anche
una comparazione tra lItalia e lUnione sovietica. Nelleditoriale del primo numero de
LOrdine Nuovo quindicinale, del marzo 1924, dal titolo Capo, Gramsci proponeva un
parallelo tra Lenin e Mussolini, e tra le diverse modalit di rapporto con le masse che i
due leader avevano incarnato. Nel primo quel rapporto si era rivelato storico e
organico, perch Lenin era stato un elemento della classe operaia, ne aveva
rappresentato gli interessi e le aspirazioni pi profonde e vitali. Nel secondo, invece,
era puramente gerarchico, di tipo militare, perch si basava sulla personificazione fisica
delle funzioni di comando; Mussolini era divinizzato e dichiarato infallibile, ma la
sua dottrina, la sua natura di capo, si riduceva in realt tutta nella maschera fisica, nel
roteare degli occhi entro lorbite, nel pugno chiuso sempre teso alla minaccia21.
22 Apparentemente paradossale o provocatorio per un dirigente e intellettuale
comunista , il confronto tra il fascismo e lo Stato socialista costitu un tratto non
irrilevante del metodo danalisi di Gramsci, soprattutto nelle riflessioni degli anni Trenta.
Nei Quaderni, infatti, egli svilupp in diversi passaggi la comparazione tra fascismo e
bolscevismo, generalmente in maniera implicita e allusiva, bench fosse del tutto alieno,
nonostante le crescenti distanze dallUrss staliniana, da ogni tentazione di negare la
differenza di obiettivi e di valori tra le due esperienze. Non si trattava di stabilire un
improbabile asse tra Roma e Mosca, ma di mettere a fuoco la comune insistenza sulla
caratterizzazione sociale del potere politico, sulla trasformazione del ruolo del partito e
sulla natura nuova della leadership carismatica22. Gramsci, in particolare, appare
profondamente persuaso della necessit, per comprendere al meglio i paralleli sviluppi
dei due sistemi, di andare oltre le pi superficiali determinazioni ideologiche e gli aspetti
pi contingenti, per interrogare le trasformazioni profonde del rapporto tra politica e
societ che investivano quelle due realt, anche quale esito della crisi organica del
capitalismo e del liberalismo. Lanalisi della controrivoluzione fattasi Stato (lItalia
fascista) poteva quindi offrire utili spunti di riflessione per comprendere le dinamiche
interne alla rivoluzione fattasi Stato (lUnione sovietica) e, pi indirettamente, rischi e
possibilit della futura rivoluzione italiana: analisi e proiezione strategica, presente e
sviluppi futuri, ribadito ancora una volta, non possono essere disgiunti 23.
23 Rivoluzione e controrivoluzione, seppure muovendo in una direzione storica opposta,
davano luogo infatti a trasformazioni dello stato che presentavano forti analogie, perch
condividevano una comune tendenza alla politica totalitaria, alleliminazione della
pluralit di organizzazioni politiche, ora inglobate nel partito unico.

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 8

Una politica totalitaria leggiamo nel Quaderno 6, in una nota dellestate 1931
tende appunto: 1) a ottenere che i membri di un determinato partito trovino in
questo solo partito tutte le soddisfazioni che prima trovavano in una molteplicit di
organizzazioni, cio a rompere tutti i fili che legano questi membri ad organismi
culturali estranei; 2) a distruggere tutte le altre organizzazioni o a incorporarle in
un sistema di cui il partito sia il solo regolatore. (Quaderni, p. 800)
24 Ci che interessante dellanalisi gramsciana, che la politica totalitaria, cos definita,
poteva caratterizzare situazioni storiche radicalmente diverse. Cos prosegue la nota:
Ci avviene: 1) quando il partito dato portatore di una nuova cultura e si ha una
fase progressiva; 2) quando il partito dato vuole impedire che unaltra forza,
portatrice di una nuova cultura, diventi essa totalitaria; e si ha una fase
regressiva e reazionaria oggettivamente, anche se la reazione (come sempre
avviene) non confessi se stessa e cerchi di sembrare essa portatrice di una nuova
cultura.24
25 In altre parole, secondo Gramsci si aveva una politica totalitaria sia quando il potere era
stato assunto, dopo una rivoluzione, da una forza operaia, e qui naturalmente si riferiva
allUrss; sia, allopposto, ed era il caso del fascismo, quando la guida dello Stato era
conquistata da una forza politica che voleva impedire il successo della rivoluzione,
mettendo in campo una politica reazionaria. Alle analogie negli assetti politici e
istituzionali corrispondevano obiettivi e composizione delle classi al potere opposti.
26 Tornando allanalisi della leadership carismatica di Mussolini, Gramsci rimarc
lidolatria che circondava il dittatore italiano, il carattere quasi religioso della sua
autorit, per come veniva vissuta dai militanti fascisti e per come era rappresentata agli
italiani. E non si pu qui non pensare alla nota sullOrigine popolaresca del superuomo, e
alla suggestione, solo accennata, sugli influssi sulla vita reale delle figure superomistiche
della letteratura popolare (il conte di Montecristo e lAthos dei Tre moschettieri di Dumas
soprattutto, ma anche il Vautrin del Pap Goriot di Balzac e lo Sherlock Holmes di Conan
Doyle). Infatti, la piccola borghesia e i piccoli intellettuali sono particolarmente
influenzati da tali immagini romanzesche, che sono come il loro oppio, il loro paradiso
artificiale in contrasto con la meschinit e le strettezza della loro vita reale immediata 25
.
27 Rilevare la diffusa idolatria verso Mussolini, tuttavia, non conduceva Gramsci ad aderire
alle analisi sul capo carismatico elaborate da Max Weber e Robert Michels (era
soprattutto la trovata di questultimo, di cui viene in particolare commentato un
articolo del 1928, ad aver fatto molto baccano in Italia)26. Il cosiddetto charisma, nel
senso di Michels, nel mondo moderno coincideva sempre (a dispetto di quanto
questultimo lasciava intendere), con una fase primitiva dei partiti di massa, con la fase
in cui la dottrina si presenta alle masse come qualcosa di nebuloso e incoerente, che ha
bisogno di un papa infallibile per essere interpretata e adattata alle circostanze (
Quaderni, p. 231). In altre parole, veri e propri partiti carismatici, cio raggruppamenti
intorno a certe personalit e la cui base la fede e lautorit dun solo, non erano mai
esistiti. Potevano darsi in particolari momenti espressioni di interessi rappresentate da
certe personalit pi o meno eccezionali: in certi momenti di anarchia permanente
dovuta allequilibrio statico delle forze in lotta, un uomo rappresenta lordine cio la
rottura con mezzi eccezionali dellequilibrio mortale e intorno a lui si raggruppano gli
spauriti, le pecore idrofobe della piccola borghesia (Quaderni, p. 234). Tuttavia,
anche in questi casi il leader non era solo, ma costituiva la manifestazione pi evidente e
comprensibile di una pi ampia realt politica: c sempre un programma, sia pure

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 9

generico, anzi generico appunto perch tende solo a rifare lesteriore copertura politica a
un contenuto sociale che non attraversa una vera crisi costituzionale, ma solo una crisi
dovuta al troppo numero di malcontenti (ibid.). I presunti leader carismatici, a partire da
Mussolini (pi di altri usurpatore, secondo Gramsci, di questa definizione) erano dunque
il sintomo di una fragilit e immaturit del quadro politico, segnato dallassenza di un
vero progetto di alternativa e dalla difficolt a ricomporre il rapporto tra governanti e
governati.
28 Come indicano anche queste notazioni, il cesarismo-bonapartismo non si riduceva
dunque alla presenza di un leader. Anzi, si pu avere soluzione cesarista anche senza
un cesare, senza una grande personalit eroica e rappresentativa (Quaderni, p. 1619).
La soluzione cesarista infatti aveva a che fare con la trasformazione degli apparati statali
e della politica: innanzitutto, con unintegrale riformulazione dei criteri di legalit,
capace di legittimare e istituzionalizzare la violenza squadrista. Gi nellautunno 1920
Gramsci, mostrando straordinarie capacit di inquadrare la portata dello scontro in atto e
leggere i probabili sviluppi, aveva tratteggiato i contorni che uneventuale
restaurazione borghese seguita al conflitto del biennio rosso avrebbe potuto assumere:
Lo Stato restaurato non incendier pi, sopprimer legalmente. Il fascismo ha
assaltato Camere del Lavoro e municipi socialisti: lo Stato restaurato scioglier
legalmente le Camere del Lavoro e i municipi che vorranno rimanere socialisti. Il
fascismo assassina i militanti della classe operaia: lo Stato restaurato li mander
legalmente in galera e, restaurata anche la pena di morte, li far legalmente
uccidere da un nuovo funzionario governativo: il carnefice.27
29 Dopo il 1922 sarebbe stato lo stesso movimento mussoliniano a prendere le redini della
restaurazione e a ridefinire integralmente i confini della legittimit giuridica e politica.
Con la formazione del regime, il fascismo, osserva Gramsci nel Quaderno 3, pot abolire
legalmente lautonomia di cui le classi sociali potevano godere nello Stato liberale e che
trovavano espressione nel pluralismo di partiti, sindacati e associazioni culturali per
incorporarle nellattivit statale. interessante osservare, a questo proposito, come nel
giugno 1930 Gramsci sottolineasse come, al termine di questo processo, laccentramento
di tutta la vita nazionale nelle mani della classe dominante fosse diventato frenetico e
assorbente, segnato cio da dinamismo e incompiutezza (Quaderni, p. 303); mentre,
riprendendo la riflessione a distanza di tempo, tra lestate del 1934 e linizio del 1935, nel
Quaderno 25, poteva considerare quel processo ormai consolidato e, cambiando solo le
parole conclusive della nota, sosteneva che laccentramento fosse ormai totalitario (
ibid., p. 2287).
30 Attraverso limpiego delle categorie di cesarismo e bonapartismo (e politica
totalitaria), Gramsci non si limitava per a evidenziare il carattere coercitivo e
autoritario assunto dallautorit statuale. Si prefiggeva infatti anche di analizzare le
nuove modalit di funzionamento del potere politico, ora in grado, grazie a un sistema
reticolare di controllo e di disciplinamento della vita privata e allattivazione di
provvidenze per la soddisfazione di bisogni individuali, di penetrare nei mondi
vitali e rideterminare il senso comune dominante in una societ di massa 28.
31 Finita, con Napoleone III, lepoca dei colpi di Stato e delle dittature militari, il cesarismo
moderno assumeva forme pi complesse, perch si intrecciava con le molteplici
trasformazioni vissute dai meccanismi politici e istituzionali dello Stato: quelle
trasformazioni che la scienza giuridica di inizio Novecento aveva analizzato
abbondantemente e con toni allarmati, sino a evocare la crisi dello Stato29. Bisognava,

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di conseguenza, predisporre un quadro analitico pi ampio, che chiamava in causa la


formazione di uno Stato sempre pi allargato, di apparati burocratici sempre pi
pletorici e di meccanismi di rappresentanza e mediazione, tra forze politiche e interessi
socio-economici, sempre pi complessi e capaci di inglobare nella sfera pubblica soggetti
in passato considerati privati, come i sindacati. La tecnica politica era profondamente
mutata dopo il 1848 e Napoleone III,
dopo lespansione del parlamentarismo, del regime associativo sindacale e di
partito, del formarsi di vaste burocrazie statali e private (politico-private, di
partiti e sindacali) e le trasformazioni avvenute nellorganizzazione della polizia in
senso largo, cio non solo del servizio statale destinato alla repressione della
delinquenza, ma dellinsieme delle forze organizzate dallo Stato e dai privati per
tutelare il dominio politico ed economico delle classi dirigenti. (Quaderni, p. 1620)
32 Insomma, indicava Gramsci, non ci si doveva lasciare abbagliare dalla figura di Mussolini
e dal culto di cui era oggetto. Era invece alla luce del pi generale processo di
trasformazione dello Stato e della politica che doveva essere analizzato il cesarismo
fascista, che prese avvio nellottobre 1922 per poi assumere via via, con il consolidarsi
della dittatura e del regime, una forma pi pura e permanente, sebbene anchessa non
immobile e statica (ibid.).
33 Se il ricorso alle categorie di cesarismo, bonapartismo e capo carismatico
contribuisce a cogliere la novit del fascismo rispetto alle forme tradizionali di governi
reazionari, che in genere si riducono a poco pi di una rotazione delle classi dirigenti,
esso non riesce per a dar conto del fenomeno in tutta la sua complessit e, soprattutto, a
restituirci compiutamente limmagine del regime nella fase della sua raggiunta maturit.
Il cesarismo, infatti, categoria utile per interpretare una fase di scontro e transizione, in
cui le forze politiche sono ancora in equilibrio (Quaderni, p. 1194). Quel concetto
appropriato per inquadrare una situazione di fragilit e arretratezza per lassenza di un
sistema capace di garantire la stabilit e la sopravvivenza dei diversi soggetti politici e
per aperta a cambiamenti ed evoluzioni. Pu descrivere bene perci la prima fase della
dittatura fascista, quella della conquista del potere e della costruzione del regime, non pi
quella della maturit, apertasi sul finire degli anni Venti30. Per comprendere appieno la
realt storica del fascismo maturo serve un allargamento del quadro dellanalisi. Si rivela
allora fondamentale il concetto di rivoluzione passiva.

La rivoluzione passiva
34 Il terzo nucleo tematico, che trova espressione soprattutto nella riflessione pi matura,
appunto il discorso che ruota intorno alla categoria di rivoluzione passiva. Associare il
fascismo alla parola rivoluzione, bench qui temperata e riconnotata semanticamente
dallaggettivo passiva, costituiva per un antifascista, e ancora di pi per un comunista,
unoperazione intellettuale innovativa e non priva di coraggio. Il presunto carattere
rivoluzionario del fascismo quale originale e moderna rivoluzione dei ceti medi
stato oggetto di riflessione e di discussione di una parte non irrilevante della storiografia
recente, e ha caratterizzato, almeno parzialmente, alcune delle pi influenti e discusse
interpretazioni del fascismo elaborate a partire dagli anni Settanta e Ottanta: basti
pensare ancora una volta agli studi, pur profondamente differenti tra loro, di Renzo
De Felice, George L. Mosse, Emilio Gentile e Zeev Sternhlell. uno spostamento dellasse
interpretativo che, specularmente, ha ridimensionato la portata dellanticomunismo e

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dellantisocialismo quali caratteri costitutivi del movimento mussoliniano e poi del


regime31.
35 Sebbene si serva del concetto di rivoluzione per definire e comprendere alcuni aspetti
dellesperienza fascista, lanalisi di Gramsci si sviluppa lungo un percorso per nulla
identificabile con quello qui evocato. innegabile, tuttavia, che lapparentamento tra
fascismo e rivoluzione e la sottolineatura di una funzione storica a tratti oggettivamente
progressiva della dittatura costituiscono una delle pi significative innovazioni prodotte
nellambito delle analisi effettuate in tempo reale negli anni Venti e Trenta;
uninnovazione densa di grandi potenzialit sul piano interpretativo non sempre
pienamente sviluppate dalla successiva ricerca storica.
36 Per Gramsci il fascismo, come si visto, non solo impensabile al di fuori della crisi
dellordine borghese e dellascesa del movimento operaio che anima lItalia e lEuropa
dopo la grande guerra, ma, con la conquista del potere e la costruzione del regime, si
inscrive anche in una specifica tipologia di fenomeno storico, la rivoluzione passiva,
con cui le classi dominanti contrastano i propositi rivoluzionari delle classi subalterne
recuperandone al tempo stesso alcune istanze; non certo una rivoluzione in senso proprio
dunque come sarebbe stato per altro impensabile per un intellettuale e militante
comunista (assurdo parlare di rivoluzione, aveva scritto gi nel 1925 nelle Tesi di Lione) 32
, ma neanche una semplice restaurazione dello status quo ante33.
37 Il fascismo infatti visto come il rappresentante, oltre che pratico (per lItalia),
ideologico, per lEuropa della guerra di posizione con cui le lites borghesi avevano
risposto alla sfida della rivoluzione bolscevica dopo il 1921, dopo cio che si era arrestata
la minaccia della rivoluzione stessa di dilagare ben oltre i confini russi 34. La guerra di
posizione non una pura contrapposizione violenta, non si concretizza nel solo ricorso a
strumenti repressivi e autoritari per contenere la spinta del movimento operaio; n,
tantomeno, assume i contorni di quello sterminio di massa, quello sfrenarsi di un terrore
bianco senza limiti di sangue che Gramsci aveva paventato nel giugno 1919, quale
reazione della borghesia per scongiurare una vittoria del socialismo35. La guerra di
posizione presuppone invece, come dato irreversibile, il carattere di massa assunto dalla
lotta politica e, di conseguenza, una qualche capacit inclusiva (seppure in posizione
passiva e subordinata) dello Stato nei confronti della societ. In questo senso la guerra di
posizione assume il carattere di rivoluzione passiva.
38 La categoria di rivoluzione passiva introdotta nel paragrafo 44 del Quaderno 1, scritto
nel febbraio-marzo 1930 e ispirato, con una certa libert, al Saggio storico sulla rivoluzione
napoletana del 1799 di Vincenzo Cuoco 36. Si tratta di un concetto che indica un elemento
caratterizzante della storia delle societ borghesi, almeno a partire dalla rivoluzione
francese, e che viene a occupare uno spazio crescente man mano che Gramsci sviluppa la
sua riflessione sulla storia italiana ed europea. Trattando specificamente del caso italiano,
individua come tratto ricorrente della storia nazionale lassenza di iniziativa popolare
e, conseguentemente, il fatto che il progresso si verificherebbe come reazione delle
classi dominanti al sovversivismo sporadico e disorganico delle masse popolari con
restaurazioni che accolgono una qualche parte delle esigenze popolari, quindi
restaurazioni progressive o rivoluzioni-restaurazioni o anche rivoluzioni passive (
Quaderni, p. 957).
39 Applicando questa ipotesi alle vicende degli anni Venti, egli sottolinea che il fascismo
costituisce una risposta reazionaria e al tempo stesso di massa alle lotte operaie del

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biennio rosso e alla minaccia rivoluzionaria. Gramsci infatti, sviluppando intuizioni gi


presenti nel 191937, nei Quaderni legge la crisi del primo dopoguerra non come crisi sociale
o meramente congiunturale, ma come crisi pi generale, una crisi di egemonia che
aveva investito le istituzioni parlamentari dello Stato liberale e quella combinazione
della forza e del consenso attraverso la quale la borghesia si prefiggeva di guidare lo
sviluppo economico e lingresso delle masse nella vita politica. Ogni uscita da quella crisi
provvisoria o permanente che fosse non avrebbe potuto limitarsi a vagheggiare un
impossibile ritorno allordine precedente; avrebbe dovuto, invece, confrontarsi con la
complessit della stratificazione delle classi generata dallo sviluppo economico e con un
diverso rapporto tra gruppi sociali e politica: un superamento della crisi, in altre parole,
non poteva non includere anche tratti progressivi, che implicavano una qualche forma
di riconoscimento del protagonismo acquisito dalle masse.
40 Con il concetto di rivoluzione passiva Gramsci vuole perci evidenziare proprio la presa
datto, da parte del fascismo, dellirreversibilit della mobilitazione delle masse, che trova
conferma nella moltiplicazione e crescita degli apparati creati per irreggimentare,
coinvolgere e mobilitare la societ: dal Partito nazionale fascista alle organizzazioni
giovanili, dai sindacati al Dopolavoro, dallEnte opere assistenziali ai Fasci femminili, per
citare i maggiori. La necessit di incanalare le masse, vista limpossibilit di estrometterle
dalla vita pubblica, costituisce un punto delicato e ambivalente nella tenuta della
dittatura: un punto di forza, perch allarga le basi del sostegno e del consenso per il
regime oltre gli originari confini sociali e offre una massa di manovra ampia da mobilitare
e a cui rivolgere il progetto di uomo nuovo; al tempo stesso, per, rappresenta un
elemento critico, perch inserisce nelle strutture dello stato fascista segmenti della
societ, come il mondo operaio e contadino, i cui interessi la politica del regime non pu
assecondare. Su questa potenziale contraddizione proprio i comunisti punteranno
lattenzione nei secondi anni Trenta: basti pensare allampio risalto che a essa viene
accordato nel Corso sugli avversari di Togliatti38.
41 Ricondurre il fascismo a un caso di rivoluzione passiva significa quindi mettere al
centro dellanalisi la questione della rivoluzione, tentata e fallita dal movimento operaio,
e dellintreccio inscindibile con essa della reazione fascista. Il fascismo un caso di
rivoluzione passiva anche per unaltra ragione, perch costituisce la variante italiana di
una rivoluzione passiva mondiale, che negli Stati Uniti prende le forme del fordismo e
dellamericanismo, e che sollecita in Europa in unEuropa piegata dagli
sconvolgimenti prodotti dalla grande guerra e poi dalla crisi degli anni Trenta risposte e
reazioni volte a difendere gli assetti di potere esistenti, ma non compiutamente
conservatrici nellaccezione comune del termine, cio rigorosamente identificate con
norme, istituti e valori radicati nella tradizione e nella storia nazionale.
42 Lamericanismo e il fordismo costituiscono un tema tra i pi rilevanti dellanalisi dei
Quaderni, e tra i pi indagati. Il modello americano interpretato da Gramsci come
controtendenza rispetto alla caduta tendenziale del saggio di profitto, indicata da Marx
nel III libro del Capitale come tendenza immanente dello sviluppo capitalistico; esso
indica, di conseguenza, la possibilit di una soluzione alla crisi tutta interna alla logica del
capitale. Ci che per qui deve essere soprattutto rilevato che per Gramsci
lamericanismo si configura non solo come razionalizzazione tecnica del processo
lavorativo, ma anche come progetto di organizzazione sociale (leconomia
programmatica, Quaderni, p. 2139); un progetto fondato da un lato sullestensione
allintera societ del modello della fabbrica e, dallaltro, sullattivazione di meccanismi di

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integrazione e allargamento delle basi sociali del capitalismo, che si concretizza


soprattutto nel sistema della produzione di massa, negli alti salari e nella diffusione dei
consumi39. La sua analisi indica nello sviluppo dellamericanismo la tendenza di fondo,
quella che condiziona (nei termini dellimitazione, delladattamento o della reazione) le
diverse soluzioni politiche e istituzionali40. Le differenti risposte nazionali alla grande
crisi sono da Gramsci ricomposte, in primo luogo, allinterno del fenomeno univoco
dellamericanismo come tendenza decisiva del capitalismo internazionale e, in secondo
luogo, delleconomia programmatica e delle nuove forme di intervento pubblico
(leconomia media) come indirizzo politico-economico sostanzialmente omogeneo,
almeno su scala europea41.
43 NellItalia fascista il tentativo di dare vita a uneconomia programmatica che possa
mettere fine al disordine del libero mercato passa principalmente attraverso il progetto
corporativo. Il corporativismo costituisce la forma economica assunta dalla rivoluzione
passiva rappresentata dal fascismo (Quaderni, p. 1089); polizia economica cio
drastica riduzione dei salari ed eliminazione delle libert sindacali e, al tempo stesso,
politica economica. In questa seconda accezione pu costituire la forma giuridica per
un rivolgimento tecnico-economico su larga scala e, di conseguenza, si riconnette alla
possibilit di introdurre in Italia le innovazioni del taylorismo e del fordismo e, pi in
generale, quel complesso di fenomeni compresi nella categoria di americanismo.
44 Gramsci inizia a confrontarsi con il tema nel 1930, nel Quaderno 3, e ritiene questi nessi
soltanto potenziali, escludendo per di fatto la possibilit di una loro traduzione pratica.
Tornando sulla questione in singoli punti dei Quaderni 8 e 10 e poi, sistematicamente, nel
1932, nel Quaderno 22 (Americanismo e fordismo) quando cio ormai evidente
lestensione e la profondit della crisi economica egli inizia, sebbene ancora in forma
dubitativa, a intravedere nel corporativismo una concreta condizione per adattare al
contesto italiano il modello americano di societ industriale. Il corporativismo
costituirebbe la cornice istituzionale delleconomia programmatica, cio di
uneconomia media tra quella individualistica pura e quella secondo un piano in senso
integrale (ibid.).
45 Grazie al corporativismo, il fascismo (e in ci risiede il suo carattere di rivoluzione
passiva) sarebbe in grado di attuare un profondo cambiamento della struttura
economica senza alterare le preesistenti gerarchie sociali:
Si avrebbe una rivoluzione passiva scrive Gramsci nel maggio 1932, nel
Quaderno 10 nel fatto che per lintervento legislativo dello Stato e attraverso
lorganizzazione corporativa, nella struttura economica del paese verrebbero
introdotte modificazioni pi o meno profonde per accentuare lelemento piano di
produzione, verrebbe accentuata cio la socializzazione e cooperazione della
produzione senza per ci toccare (o limitandosi solo a regolare e controllare)
lappropriazione individuale e di gruppo del profitto. (Quaderni, p. 1228)
46 Il corporativismo e leconomia programmatica renderebbero possibile sviluppare le
forze produttive dellindustria sotto la direzione delle classi dirigenti tradizionali (ibid.).
Alla luce di questi elementi, appare chiaro come Gramsci rifiuti lidea che la dittatura
coincida con la stagnazione, che il fascismo sia un sintomo della crisi irreversibile dello
sviluppo capitalistico, secondo quanto sostenuto a partire dalla fine degli anni Venti dal
Komintern42.
47 I Quaderni si soffermano anche su un altro aspetto del corporativismo, che inerisce alla
dimensione ideologica. Il vagheggiamento di una terza via corporativa tra capitalismo e

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socialismo non costituisce un semplice tema propagandistico, destinato sin dal principio a
risolversi in un illusorio diversivo per le masse costrette a pagare un peggioramento delle
proprio condizioni materiali. Lideologia del corporativismo, con le molteplici sue voci e
interpretazioni, anima invece una vasta mobilitazione di forze intellettuali, la pi grande
promossa dal regime43; una mobilitazione che risponde, secondo Gramsci, a una rilevante
funzione politica, quella di contribuire a creare un periodo di attesa e di speranze,
specialmente in certi gruppi sociali italiani, come la grande massa dei piccoli borghesi
urbani e rurali, e quindi a mantenere il sistema egemonico e le forze di coercizione
militare e civile a disposizione delle classi dirigenti tradizionali (Quaderni, p. 1228).
48 Il corporativismo, nelle sue diverse sfaccettature, dunque considerato un elemento
decisivo del fascismo quale manifestazione della rivoluzione passiva44. Esso non per
solo uninvenzione della dittatura, ma ha a che fare, pi in generale, con il
riconfigurarsi nelle societ capitalistiche delle modalit di esercizio del potere politico. Le
tendenze corporative che vedono sostituirsi gli interessi organizzati alle
rappresentanze parlamentari segnano in profondit le societ capitalistiche europee
indipendentemente dalla natura del regime politico. Esse appaiono perci destinate a
segnare la propria epoca pi dellassolutismo fascista, e devono dunque essere
analizzate anche indipendentemente da questo. Gramsci sembra scindere lepocalit, il
radicamento nel proprio tempo storico, del corporativismo da quello del fascismo,
laddove il primo sembrerebbe avere un rapporto con necessit storiche attuali
superiore a quello del fascismo. il fascismo, e non il corporativismo, ad avere un
carattere transitorio (nel senso che fa epoca, non nel senso di poca durata) 45.
49 Il carattere di rivoluzione passiva appare quello che maggiormente denota i reali indirizzi
dellazione di governo del fascismo, il modo in cui il regime intende superare la crisi del
dopoguerra e governare i contraddittori processi innescati dallindustrializzazione e della
modernizzazione sociale. Ed grazie alla teoria della rivoluzione passiva che Gramsci
riesce a liberare lanalisi del fascismo da ogni residua tentazione di considerare
quellesperienza politica una patologia della modernit, per inserirla invece a pieno titolo
nei processi di cambiamento che segnano in profondit le societ europee negli anni tra
le due guerre.
50 Questo nucleo tematico della riflessione di Gramsci ci proietta dunque oltre la sola
vicenda italiana, invitando a inquadrare il fenomeno fascista nel pi ampio contesto dei
processi di trasformazione delleconomia e della politica che investono le nazioni
capitalistiche delloccidente. Non casualmente, proprio a partire da questa traccia che
diversi studiosi hanno saputo trarre dallanalisi gramsciana spunti e stimoli anche per lo
studio di altre esperienze fasciste o autoritarie46.

NOTE
1. L. MANGONI, Cesarismo, bonapartismo, fascismo, in Studi storici, XVII, 1, 1976, pp. 54-55;
P. CAPUZZO, S. MEZZADRA, Provincializing the Italian Reading of Gramsci, in N. Srivastava e
B. Bhattacharya (a cura di), The Postcolonial Gramsci, New York, Routledge, 2012, p. 36.

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2. Tra i contributi pi rilevanti, sono sicuramente da annoverare: L. PAGGI, Gramsci e il


moderno principe. I. Nella crisi del socialismo italiano, Roma, Editori Riuniti, 1970; F. DE FELICE,
Una chiave di lettura in Americanismo e fordismo, in Rinascita - Il contemporaneo, XLII,
1972, 27 ottobre, pp. 33-35. Indicativa fu luscita, nel 1973, di unantologia di scritti
gramsciani sul fascismo: A. GRAMSCI, Sul fascismo, a cura di E. Santarelli, Roma, Editori
Riuniti, 1973. Un notevole impulso al rinnovamento degli studi, dalla met degli anni
Settanta, fu impresso dalluscita, nel 1975, delledizione critica dei Quaderni del carcere, a
cura di V. Gerratana. Importante il convegno di Firenze del 1977, i cui materiali sono
raccolti in F. Ferri (a cura di), Politica e storia in Gramsci. Atti del convegno internazionale di
studi gramsciani, Firenze, 9-11 dicembre 1977, 2 voll., Roma, Editori Riuniti, 1977-1979 (in
particolare, cfr. F. De FELICE, Rivoluzione passiva, fascismo, americanismo in Gramsci, vol. I,
pp. 161-220; L. MANGONI, Il problema del fascismo nei Quaderni del carcere, ivi, pp. 391-438).
3. S. COLARIZI, Gramsci e il fascismo, in F. Giasi (a cura di), Gramsci nel suo tempo, Roma,
Carocci, 2008, vol. I, pp. 339, 344-345.
4. F. FROSINI, Gramsci e il fascismo: la letteratura e il nazionale popolare, in M. Pala (a cura di),
Narrazioni egemoniche. Gramsci, letteratura e societ civile, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 72-73.
5. A. GRAMSCI, La Stampa e i fascisti (LOrdine Nuovo, 24 luglio 1921), in ID., Socialismo e
fascismo. LOrdine Nuovo 1921-1922, Torino, Einaudi, 1966, p. 251. Cfr. P. G. ZUNINO,
Interpretazione e memoria del fascismo. Gli anni del regime, Roma-Bari, Laterza, 1991,
pp. 13-15.
6. G. VACCA, La lezione del fascismo, in P. TOGLIATTI, Sul fascismo, a cura di G. Vacca, Roma-
Bari, Laterza, 2004, pp. LIX-LXII.
7. Per la datazione dei testi dei Quaderni del carcere, cfr. G. COSPITO, Verso ledizione critica e
integrale dei Quaderni del carcere, Studi storici, LII, 4, 2011, pp. 881-904.
8. A. GRAMSCI, Quaderni del carcere, edizione critica dellIstituto Gramsci a cura di
V. Gerratana, Torino, Einaudi, 1975, p. 323 (dora in avanti : Quaderni).
9. Quaderni, pp. 323-324.
10. Ibid., pp. 2108-2109
11. A. GRAMSCI, Forze elementari (LOrdine Nuovo, 26 aprile 1921), in Socialismo e fascismo.
LOrdine Nuovo 1921-1922, cit., p. 150.
12. Cfr. S. COLARIZI, Gramsci e il fascismo, cit., p. 341.
13. A. GRAMSCI, Il popolo delle scimmie (LOrdine Nuovo, 2 gennaio 1921), in ID., Socialismo e
fascismo. LOrdine Nuovo 1921-1922, cit., pp. 9-12.
14. Quaderni, p. 1101.
15. Per unanalisi generale di questa linea della riflessione gramsciana, cfr. L. MANGONI,
Cesarismo, bonapartismo, fascismo, cit., in particolare pp. 54-61; B. FONTANA, The Concept of
Caesarism in Gramsci, in P. Baher e M. Richter (a cura di), Dictatorship in History and Theory.
Bonapartism, Caesarism, and Totalitarianism, Cambridge, Cambridge University Press, 2004,
pp. 175-195.
16. Il riferimento inevitabile, per il concetto di nuova politica, G. L. MOSSE, La
nazionalizzazione delle masse. Simbolismo politico e movimenti di massa in Germania (1815-1933),
Bologna, Il Mulino, 1975.

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 16

17. Cfr. E. GENTILE, Il culto del littorio. La sacralizzazione della politica nellItalia fascista, Roma-
Bari, Laterza, 1996; ID., Le religioni della politica fra democrazia e totalitarismi, Roma-Bari,
Laterza, 2001.
18. Sul rapporto di Gramsci con la psicanalisi, allincrocio tra teoria e biografia, cfr. G.
VACCA, Vita e pensieri di Antonio Gramsci. 1926-1937, Torino, Einaudi, 2014, pp. 182-188; P.
CAPUZZO, Un nuovo tipo umano: lavoro e consumo in Americanismo e fordismo, in S. Neri
Serneri (a cura di), 1914-1945. LItalia nella guerra europea dei trentanni, Roma, Viella, 2016,
pp. 297-300.
19. In particolare, W. BENJAMIN, Lopera darte nellepoca della sua riproducibilit tecnica
(1936), in ID., Lopera darte nellepoca della sua riproducibilit tecnica. Arte e societ di massa,
trad. it. di E. Filippini, Torino, Einaudi, 198212.
20. Cfr. L. P. DALESSANDRO, Benito Mussolini: il capopolo, in A. DOrsi (a cura di), Il nostro
Gramsci. Antonio Gramsci a colloquio con i protagonisti della storia dItalia, Roma, Viella, 2011,
p. 365.
21. A. GRAMSCI, Capo (LOrdine Nuovo, marzo 1924), in ID., La costruzione del Partito
comunista. 1923-1926, a cura di E. Fubini, Roma, Editori Riuniti, 1971, pp. 14-16. Cfr. L. P.
DALESSANDRO, Benito Mussolini, cit., p. 372.

22. Il rapporto tra la riflessione gramsciana e lanalisi del fascismo come totalitarismo al
centro di S. COLARIZI, Gramsci e il fascismo, cit.
23. F. FROSINI, Gramsci e il fascismo, cit., p. 58.
24. Ibid. Cfr. A. BURGIO, Gramsci. Il sistema in movimento, Roma, DeriveApprodi, 2014,
pp. 188-189.
25. Quaderni, p. 1880. Cfr. il classico U. ECO, Il superuomo di massa. Retorica e ideologia nel
romanzo popolare, Milano, Bompiani, 1978.
26. Quaderni, p. 231. Gramsci fa riferimento in particolare a R. MICHELS, Les partis politiques
et la contrainte sociale, in Mercure de France, XXXIX, n. 717, 1928, 1o maggio, pp. 513-535.
27. A. GRAMSCI, Cos la reazione? (Avanti!, 24 novembre 1920), in ID., LOrdine Nuovo.
1919-1920, a cura di V. Gerratana e A. A. Santucci, Torino, Einaudi, 1987, p. 766.
28. M. MONTANARI, Analisi del fascismo e storia dItalia nella riflessione di Antonio Gramsci, in
QCR. Quaderni del circolo Rosselli, VIII, 4, 2002, p. 54.
29. Il riferimento canonico S. ROMANO, Lo Stato moderno e la sua crisi, discorso per
linaugurazione dellanno accademico nella R. Universit di Pisa letto il 4 novembre 1909,
Pisa, Tip. Vannucchi, 1910, ora in ID., Lo Stato moderno e la sua crisi, Giuffr, Milano, 1969,
pp. 5-26. Cfr. A. Mazzacane (a cura di), I giuristi e la crisi dello Stato liberale in Italia fra Otto e
Novecento, Napoli, Liguori, 1986.
30. M. MONTANARI, Analisi del fascismo e storia dItalia nella riflessione di Antonio Gramsci, cit.,
p. 54.
31. In generale, cfr. E. TRAVERSO, Fascismi. Su George L. Mosse, Zeev Sternhell ed Emilio Gentile,
in ID., Il secolo armato. Interpretare le violenze del Novecento, Milano, Feltrinelli, 2012,
pp. 65-86.
32. A. GRAMSCI, P. TOGLIATTI, La situazione italiana, in La costruzione del Partito comunista.
1923-1926, cit., p. 495.

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 17

33. Cfr. F. FROSINI, La religione delluomo moderno. Politica e verit nei Quaderni del carcere di
Antonio Gramsci, Roma, Carocci, 2010, pp. 244-245.
34. Quaderni, p. 1229. Cfr. F. De FELICE, Rivoluzione passiva, fascismo, americanismo, cit.; L.
MANGONI, Il problema del fascismo nei Quaderni del carcere, cit.; F. FROSINI, Gramsci e il
fascismo, cit.; L. RAPONE, Rivoluzione, reazione, rivoluzione passiva, in S. Neri Serneri (a cura
di), 1914-1945, cit., pp. 193-207.
35. A. GRAMSCI, Lo stato e il socialismo (LOrdine Nuovo, 28 giugno-5 luglio 1919), in ID.,
LOrdine Nuovo. 1919-1920, cit., p. 119.
36. Cfr. G. SANTOMASSIMO, Rileggere il Risorgimento, rintracciare le origini del fascismo: lopera di
Cuoco nella riflessione di Antonio Gramsci, in L. Biscardi, A. De Francesco (a cura di), Vincenzo
Cuoco nella cultura di due secoli. Atti del Convegno Internazionale, Roma-Bari, Laterza, 2002,
pp. 302-310.
37. Cfr. L. RAPONE, Cinque anni che paiono secoli. Antonio Gramsci dal socialismo al comunismo,
Roma, Carocci, 2011, pp. 390-396.
38. Cfr. G. VACCA, La lezione del fascismo, cit., p. XCVII.
39. Cfr. G. BARATTA, Americanismo e fordismo, in F. Frosini e G. Liguori (a cura di), Le parole di
Gramsci. Per un lessico dei Quaderni del carcere, Roma, Carocci, 2004, pp. 15-34; T.
MACCABELLI, La grande trasformazione: i rapporti tra Stato ed economia nei Quaderni del
carcere, in F. Giasi (a cura di), Gramsci nel suo tempo, cit., vol. II, pp. 609-630; P. CAPUZZO, Un
nuovo tipo umano, cit.
40. Cfr. Quaderni, pp. 2178-2179.
41. Cfr. A. SALSANO, Il corporativismo tecnocratico in una prospettiva internazionale, in
F. Sbarberi (a cura di), Teoria politica e societ industriale. Ripensare Gramsci, Torino, Bollati
Boringhieri, 1988, pp. 151-165; M. TEL, Il nuovo capitalismo tra le due guerre: taylorismo e
fordismo, in W. Tega (a cura di), Gramsci e lOccidente. Trasformazioni della societ e riforma
della politica, Bologna, Cappelli, 1990, pp. 134, 137-138.
42. Sul rifiuto del crollismo, cfr. G. VACCA, Vita e pensieri di Antonio Gramsci, cit., p. 147.
43. A. GAGLIARDI, Il corporativismo fascista, Laterza, Roma-Bari 2012, pp. 3-25.
44. Per una trattazione pi ampia dellanalisi gramsciana del corporativismo, rinvio a A.
GAGLIARDI, Il problema del corporativismo nel dibattito europeo e nei Quaderni, in F. Giasi (a
cura di), Gramsci nel suo tempo, cit., vol. II, pp. 631-656.
45. Quaderni, pp. 1743-1744. Sulla differenza tra durare e fare epoca, cfr. A. BURGIO,
Gramsci, cit., pp. 112-116.
46. R. GRIFFIN, Exploding the Continuum of History: A Non-Marxists Marxist Model of Fascisms
Revolutionary Dynamics, in ID., A Fascist Century. Essays by Roger Griffin, a cura di M. Feldman,
Basingstoke-New York, Palgrave Macmillan, 2008, pp. 53-55. Per lanalisi del populismo
latinoamericano, cfr. R. BURGOS, Los gramscianos argentinos, Buenos Aires, Siglo XXI, 2004;
D. Kanoussi, G. Schirru, G. Vacca (a cura di), Studi gramsciani nel mondo: Gramsci in America
Latina, Bologna, Il Mulino, 2011.

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 18

RIASSUNTI
Larticolo prende in esame le principali categorie e linee di analisi che Gramsci sviluppa nella sua
interpretazione del fascismo. Per comprendere in profondit i caratteri peculiari del fascismo,
Gramsci elabora chiavi di lettura che chiamano in causa una pi generale interpretazione della
storia dItalia e dei processi di trasformazione che attraversavano le contemporanee societ
capitalistiche. Si tratta di un apparato analitico che evolve nel corso del tempo, con il mutare
della situazione generale, con il cambiamento della condizione esistenziale e del grado di
coinvolgimento politico di Gramsci e con il succedersi delle diverse fasi del movimento fascista e
della dittatura. Larticolo prende in esame lintero percorso politico e intellettuale gramsciano,
soffermandosi per soprattutto sullelaborazione sviluppata durante la detenzione e consegnata
ai Quaderni del carcere. Le categorie che Gramsci mette a punto in questa fase si articolano intorno
a tre nodi problematici, che in alcuni casi riprendono suggestioni e tracce danalisi abbozzate
negli anni precedenti: le classi sociali e i tempi della storia; le forme del comando (tema che si
ricollega alla riflessione sul cesarismo-bonapartismo e sugli intellettuali); la rivoluzione
passiva e i nessi con i cambiamenti del capitalismo e la modernizzazione fordista.

Cet article examine les principales catgories et analyses que Gramsci dveloppe pour son
interprtation du fascisme. Pour comprendre en profondeur les caractristiques propres au
fascisme, Gramsci labore des cls de lecture qui engagent une interprtation plus gnrale de
lhistoire de lItalie et des processus de transformation que traversent les socits capitalistes
contemporaines. Il sagit dun appareil analytique qui volue au cours du temps, avec la
transformation de la situation gnrale, le changement des conditions dexistence et du degr
dengagement politique de Gramsci et la succession des diffrentes phases du mouvement
fasciste et de la dictature. Lexamen porte sur lensemble du parcours politique et intellectuel de
Gramsci mais sarrte surtout sur llaboration dveloppe durant la dtention dans les Cahiers de
prison. Les catgories que Gramsci labore alors sarticulent autour de trois nuds de problmes,
qui dans certains cas reprennent des suggestions et des bauches danalyse datant des annes
prcdentes : les classes sociales et les temps de lhistoire ; les formes de commandement (thme
qui se rattache aux rflexions sur le csarisme - bonapartisme et sur les intellectuels) ; la
rvolution passive et ses liens avec les changements du capitalisme et la modernisation
fordiste.

The article examines the main categories and lines of analysis developed by Gramsci in his
analysis of fascism. In order to fully understand fascisms particular characteristics, he developed
a reading that brought into play a more general interpretation of the history of Italy and the
processes of transformation typical of the capitalist societies of his time. This consisted in an
analytical apparatus that evolved over time, with the change in Gramscis conditions of existence
and degree of political involvement, and with the different successive phases of the fascist
movement and the dictatorship. The article examines his whole political and intellectual
itinerary, with special reference to the reflection carried out during his detention and written
down in the Prison Notebooks. The categories that Gramsci developed in this phase are grouped
around three clusters of problems which in some cases take up again suggestions and traces of
analyses sketched out previously: social classes and historical periods, forms of command (a

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Tra rivoluzione e controrivoluzione. Linterpretazione gramsciana del fascismo 19

subject connected with the reflection on caesarism-bonapartism and on the intellectuals),


and passive revolution and the nexuses with the changes in capitalism and Fordist
modernization.

INDICE
Mots-cls : Gramsci Antonio, fascisme, fordisme, Parti Communiste Italien, rvolution passive
Keywords : Fascism, Fordism, Communist Party of Italy, passive revolution

AUTORE
ALESSIO GAGLIARDI
Chercheur en histoire contemporaine lUniversit de Bologne o il enseigne lhistoire de la
communication de masse. Docteur de lUniversit de Turin, il a enseign et dvelopp ses
recherches au sein des universits de Turin, de Rome La Sapienza et dAquila. Il est spcialiste
de lhistoire politique et sociale de lItalie contemporaine et ses travaux portent en particulier
sur lItalie fasciste, les cultures politiques de lantifascisme, la pense dAntonio Gramsci, le
syndicalisme de la seconde partie du XXe sicle et les mouvements protestataires des annes
soixante-dix. Il a consacr deux ouvrages ces questions, Limpossibile autarchia. La politica
economica del fascismo e il Ministero scambi e valute (Rubbettino, 2006) et Il corporativismo fascista
(Laterza, 2010), ainsi que de nombreux articles dans des revues et des ouvrages collectifs, italiens
et internationaux. Il fait partie des comits de rdaction des revues Le Carte e la Storia, Il mestiere
di storico et Italia contemporanea. Il est lun des fondateurs de lInternational Network for Studies on
Corporatism and the Organized Interests (NETCOR).

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Laboratoire italien
Politique et socit
18 | 2016
Gramsci da un secolo all'altro

Le travail cach du prisonnier entre littrature


et politique . Quelques rflexions sur les
sources des Cahiers de prison dAntonio Gramsci
Il lavoro nascosto del prigioniero fra letteratura e politica. Alcune riflessioni
sulle fonti dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci
The hidden labour of the prisoner between literature and politics. Some
notes on the sources of Gramscis Prison Notebooks

Fabio Frosini
Traducteur : Martine Annaval et Romain Descendre

diteur
ENS ditions

dition lectronique dition imprime


URL : http:// Date de publication : 25 novembre 2016
laboratoireitalien.revues.org/1064 ISSN : 1627-9204
ISSN : 2117-4970

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Fabio Frosini, Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelques rflexions
sur les sources des Cahiers de prison dAntonio Gramsci , Laboratoire italien [En ligne], 18 | 2016,
mis en ligne le 28 novembre 2016, consult le 12 dcembre 2016. URL : http://
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Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 1

Le travail cach du prisonnier entre


littrature et politique .
Quelques rflexions sur les
sources des Cahiers de prison
dAntonio Gramsci
Il lavoro nascosto del prigioniero fra letteratura e politica. Alcune riflessioni
sulle fonti dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci
The hidden labour of the prisoner between literature and politics. Some
notes on the sources of Gramscis Prison Notebooks

Fabio Frosini
Traduction : Martine Annaval et Romain Descendre

Quelques considrations sur lcriture sopique


1 Il est connu que souvent Gramsci code, ou abrge, ou restitue par des circonlocutions
une srie de noms (Staline, Lnine, Trotski, Souvarine, Luxembourg, Marx, LOrdine Nuovo,
les bolchviques). Ce fait suffit rvler la crainte qui semparait de lui lide que
quelquun puisse dcider de squestrer ses manuscrits aprs les avoir contrls. Crainte
justifie, dailleurs : comme ctait le cas pour chaque prisonnier, les effets personnels de
Gramsci, y compris ses livres, ses revues et ses cahiers, taient gards dans lentrept de
la prison, ce qui rendait possible un contrle continu du travail de Gramsci de la part
des autorits 1. En outre, la possibilit dcrire dans sa propre cellule et de possder du
matriel dcriture venait de lapplication dun article du rglement pnitentiaire de 1891
(lart. 325), lequel dcrtait que, exceptionnellement seulement, les prisonniers se trouvant
dans des cellules individuelles pouvaient possder le ncessaire pour crire2. Cet article,

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Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 2

qui tait dj assez restrictif, ne fut pas inclus dans le rglement entr en vigueur le
18 juin 1931. Cest donc grce au pouvoir discrtionnaire des diffrents directeurs qui
se succdrent Turi que cette disposition fut maintenue3. De plus, Gramsci ne pouvait
disposer que dune quantit limite de cahiers, ainsi que de livres et de revues 4. Donc, ces
derniers ntaient pas sa complte disposition : bien au contraire, le prisonnier ne
pouvait les faire retirer de lentrept que sil en avait vraiment besoin et en respectant
toujours un nombre limit.
2 Bref, les livres, les revues et surtout les cahiers de Gramsci se trouvaient dans lentrept,
exposs toute sorte de contrle ou de confiscation ; en outre, le directeur de la prison
avait le pouvoir de rvoquer tout moment lautorisation dcrire en cellule. Mais une
fois que lon a dit cela, il reste bien des choses dire. Il faut tout dabord se demander ce
que Gramsci devait vraiment cacher face une possible censure et, ensuite, ce que furent
les stratgies quil suivit dans ce but. Pour rpondre ces deux questions, il est ncessaire
de repartir du dbut, savoir des tmoignages de ceux qui furent dans lentourage direct
de Gramsci cette poque-l.
3 Tatiana Schucht, la belle-soeur dAntonio qui lassista pendant tout le temps quil passa en
prison, crit sa sur Giulia le 5 mai 1937 (quelques jours aprs la mort de Gramsci) :
Il est parvenu les garder avec lui [les cahiers], en les crivant dans un langage
sopique. Cependant il est vident quil naurait pu conserver ses uvres auprs de
lui aprs sa libration, cest la raison pour laquelle il me rptait souvent que je
devrais tenvoyer tous ses manuscrits, en les faisant sortir petit petit de la
clinique, mais ds aprs sa libration, par crainte quils me surprennent avant avec
les manuscrits.5
4 Remarquons que, pour une Russe comme Tatiana, employer ladjectif sopique
renvoyait directement au fait dluder la censure, selon un sens bien prcis et tabli du
moins par Pouchkine : en Russie, sopique signifiait la forme (le masque) littraire
recouvrant un contenu politique dtermin 6. Cest cette mme ncessit de masquer un
contenu politique quil est fait rfrence dans la Prface non signe et attribuable par
consquent aux diteurs Felice Platone et Palmiro Togliatti Il materialismo storico e la
filosofia di Benedetto Croce, premier volume de la premire dition des Quaderni :
Un premier obstacle important [au fait dtudier en prison] tait la censure et le
contrle que ladministration pnitentiaire pouvait exercer tout moment sur tous
ses crits. Il fallait loigner les soupons que les cahiers servent dcrits politiques
et de parti, viter le plus possible, notamment dans les premiers cahiers et les
premires pages de chaque cahier, dvoquer le proltariat, le communisme, le
bolchvisme, Marx, Engels, Lnine, Staline, le Parti ; abandonner la terminologie
traditionnelle des marxistes, les expressions rvolution proltaire, dictature du
proltariat, socit socialiste, parti de la classe ouvrire ; renoncer citer les titres
de certaines uvres fondamentales des grands thoriciens du marxisme et aller
mme jusqu paraphraser, au lieu de les citer littralement, des passages de Marx
et dEngels.7
5 Comme on peut le voir, quiconque avait t directement en contact avec Gramsci tait
bien conscient du sens vritable de lexpression fr ewig . On a mme pu soutenir, dans
la mme ligne (comme la fait rcemment Giuseppe Vacca), que la fameuse lettre du
19 mars 1927, dans laquelle apparat lexpression fr ewig , est un double message
chiffr, au censeur et au parti : au censeur, Gramsci (qui, en mars 1927, pense encore
une libration imminente) veut faire savoir avec la prsentation dun plan dtudes de
caractre strictement culturel quil nexercera aucune activit politique une fois
libr 8 ; Togliatti, il dsire faire savoir, au contraire, travers deux des quatre sujets

Laboratoire italien, 18 | 2016


Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 3

de recherche noncs la formation de lesprit public en Italie au sicle dernier et


une tude de linguistique compare quil entend poursuivre lpre discussion
politique entame entre eux cinq mois auparavant sur la faon de concevoir
lhgmonie du proltariat et le rapport entre lUnion sovitique et la lutte sur les
diffrents terrains nationaux9.
6 Lexemple que nous venons de citer est caractristique de la faon de procder de Vacca.
Sa contribution est vraiment trs prcieuse car elle rassemble toutes les informations
disponibles sur la priode de lemprisonnement de Gramsci, en puisant des sources
dites et indites. Le livre nous renseigne, en outre, sur un aspect que lon avait nglig
jusqu prsent : le fait que, mme en prison, Gramsci continua se considrer comme le
chef du parti, en se posant des problmes et des questions dordre directement politique.
Cest aussi dans ce but que ses cahiers ont t crits. Cependant, lexemple que nous
venons de voir nous montre aussi quels sont les risques auxquels sexpose une lecture
code de toute sa correspondance. En ralit, lhistoire des intellectuels italiens avait
t au centre de son essai sur la Question mridionale et deviendra le thme principal de
toute la premire phase de ses travaux (1929-1931) en prison ; alors quil ne soccupe de
linguistique compare que peu aprs avoir crit cette lettre, lorsque, le 3 octobre, il
demande sa belle-soeur Tatiana10 de commander pour lui Die Sprachstmme des Erdkreises
(Les familles linguistiques du monde), un ouvrage de Franz Nicolaus Finck quil traduira
intgralement dans les Cahiers B et C entre juin 1929 et novembre 193111 (remarquons en
outre que, dans la lettre du 3 octobre, il affirme avoir dj cherch le livre de Finck
prcdemment).
7 O donc placer la limite entre usage littral et usage mtaphorique des thmes de sa
correspondance ? Hormis dans quelques cas particulirement vidents comme lorsque
Gramsci crit Tatiana, le 23 mai 1932, la priant de parler Piero Sraffa dun livre o
se trouve mentionne une demande de grce envoye par Federico Confalonieri
lempereur dAutriche , pendant son emprisonnement, comme dun texte crit par un
homme rduit au dernier degr de labattement et de lavilissement , cette limite ne
peut tre fixe de manire dfinitive12. Dans de nombreux cas, il est presque impossible
de distinguer lintrt rel de Gramsci pour certains sujets de la faon dont ils pourraient
faire office dambassadeurs cachs de ses convictions, de ses soucis ou de ses prises de
position polmiques. Du reste, il ne faut jamais oublier que ces sujets sont leur tour
toujours lis de manire plus ou moins directe la politique.
8 Prenons les exemples cits : le texte sur la Question mridionale est un crit doccasion
[] adress avant tout aux cadres du parti qui devaient apprendre considrer les
questions paysanne et mridionale comme tant troitement lies au problme politique
gnral du pouvoir 13. Et la faon dont Gramsci reprend ce thme en prison confirme sa
nature toute politique : en devenant une vaste recherche sur les origines des intellectuels
italiens, cette question jette les bases dune analyse du pouvoir dans lItalie
contemporaine, capable dchapper au catastrophisme et lconomisme qui staient
affirms dans le Komintern. Quant au thme des langues et de la linguistique, il se
convertira, lui aussi, dans linnovation thorique la plus importante que Gramsci
introduira dans le marxisme (et qui est dailleurs troitement lie au thme des
intellectuels) : la traductibilit des langues comme matrice thorique de la thorie de
lhgmonie, qui provient son tour des discussions alimentes par Lnine en 1922, au IV
e
Congrs du Komintern, sur le thme de la traduction de lexprience russe dans la
politique des autres partis communistes14.

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Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 4

9 Le fait que les lettres soient crites sous forme sopique ne fait donc aucun doute. Il est
en revanche beaucoup plus ardu de dire comment la substance interagit exactement
avec le caractre instrumental des thmes choisis pour la communication. Sur ce point,
il vaut mieux rester le plus possible sur un terrain sr, en subordonnant la lecture code
la prsence de circonstances dcisives ou dexpressions rvlatrices. Avec le renvoi, dont
nous venons de parler, la demande de grce de Confalonieri, on est en prsence de
circonstances dcisives, puisque Gramsci sadressait de faon explicite Sraffa qui
soccupait, depuis le dbut de lanne 1932, des dmarches faire pour obtenir une visite
mdicale de la part dun mdecin de confiance et qui confirma, en 1967, Paolo Spriano,
quil fallait interprter lallusion de cette faon15.

Un contenu politique sous forme littraire


10 Le cas le plus important dexpression rvlatrice rside justement dans la lettre dj
mentionne du 19 mars 1927, qui expose un programme dtudes en quatre points. Dans
leur Prface Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce16, Togliatti et Platone
interprtent dj cette lettre comme une faon de faire croire aux autorits fascistes que
les recherches entreprises en prison ne traiteraient pas de thmes politiques mais se
limiteraient tre des travaux de caractre strictement littraire. Gramsci insiste ici,
comme chacun sait, sur le caractre dsintress (mme si le mot est crit entre
guillemets) des travaux de recherche quil envisage dentreprendre17. Quelques jours plus
tard, le 27 mars 1927, il adressa une requte au juge dinstruction du Tribunal militaire de
Milan dans le but de pouvoir avoir en permanence dans sa cellule une plume, de lencre
et une centaine de feuilles de papier pour crire des travaux de caractre littraire 18. La
requte ne fut pas accepte mais nous retrouvons la mme formule dans la lettre que
Gramsci adresse son frre Carlo lanne suivante, le 13 aot 1928 :
Dans la requte [visant obtenir une cellule individuelle], ajoute aussi que mon
travail pass dintellectuel me fait ressentir fortement la difficult quil y a tudier
et lire lorsquon est dans une chambre de malades, et demande quil me soit
permis, tant seul, davoir du papier et de lencre pour que je puisse me consacrer
un travail de caractre littraire et ltude des langues. 19
11 Lexpression revient, plus tard encore, dans la lettre que Piero Sraffa adresse le 4 mai
1932 Palmiro Togliatti ; Sraffa rapporte que Gramsci, dans sa missive du 18 avril, a
commenc discuter de lHistoire de lEurope au XIXe sicle de Benedetto Croce, et prcise
ceci : Je la conserve et vous lenverrai lorsque lensemble de ces lettres sera au
complet 20. Remarquons lemploi du vous qui, tant donn que Sraffa sadressait
Togliatti en le tutoyant, fait allusion un partage et un usage non individuel, non priv,
des missives du prisonnier. Cela est confirm dans les phrases qui suivent :
Si lon en juge ce premier pisode, on pourra en tirer une excellente recension,
avec seulement quelques rares corrections.
Il semble que le systme fonctionne, et il ne faut pas le laisser tomber : ds quil
aura fini le livre de Croce, il faudra lui fournir un autre sujet. As-tu quelque ide ?
Que dirais-tu des livres de De Man ? Il faut, naturellement, trouver un sujet qui
permette de faire passer le contenu politique sous forme littraire. 21
12 On peut donc dire que, grce Tatiana Schucht et Piero Sraffa, les lettres de Gramsci
arrivent tout le groupe dirigeant du Centre extrieur du parti, et que les raisons pour
lesquelles ces lettres sont sollicites sont strictement politiques. Les noms de Croce ou du
thoricien socialiste belge Henri De Man sont trs significatifs et leur voisinage nest pas

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Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 5

le fruit du hasard. Gramsci rflchit en effet dans les Cahiers sur De Man, en lassociant
Croce qui avait promu la traduction italienne de son ouvrage de 1927, Au-del du marxisme
22, sous le titre Il superamento del marxismo (Le dpassement du marxisme) 23. Croce et De Man

reprsentent, de faons diffrentes mais convergentes, des tentatives de refonder lordre


social europen en prsence du fascisme, savoir sans revenir simplement au libralisme ou
au socialisme davant la guerre mais en absorbant la nouveaut reprsente par le
fascisme, cest--dire par un rgime ractionnaire se prsentant cependant comme
populaire et mme comme dmocratique dans le sens o il introduisait pour la
premire fois dans la sphre politique toute la masse de la population, sans exception
dge, de sexe ou de condition sociale.
13 Lon peut donc conclure, sur ce point, que le fil conducteur de toute luvre de
Gramsci, y compris les Cahiers, rside bien comme lcrivit parfaitement Palmiro
Togliatti en 1958 dans son activit relle, qui commence lpoque de sa jeunesse et
qui se dveloppe peu peu jusqu lavnement du fascisme, son arrestation et mme aprs
24. Cest bien la source de cette activit relle dont Sraffa et Togliatti essayrent
dviter le tarissement, au moyen des stratagmes que nous venons de voir. Les lettres sur
Croce, et les lettres de prison en gnral, doivent tre lues aussi voire surtout comme
une faon de maintenir ouverte la communication entre le groupe dirigeant du parti et
celui qui en restait encore, tous points de vue, le secrtaire gnral. Mais lexemple des
lettres sur Croce, et de celles quil ne put pas crire sur De Man, montre aussi que ce canal
de communication institue son tour un rapport direct entre les Cahiers et la politique du
Parti communiste. Un rapport tourment, polmique, contradictoire mais qui na jamais
t interrompu.

Lamricanisme et le parlement organique


14 Posons donc cette premire conclusion : les Cahiers de prison sont non seulement une
uvre politique sous forme littraire, mais sont une uvre politique en tant quils sont
une intervention politique. Les Cahiers peuvent donc tre compars au Prince de Machiavel
(qui est probablement le livre sur lequel Gramsci, en prison, rflchit le plus
continment, en fonction dun trs large ventail dintrts) car lcriture, la pense ny
est pas la thorie dune pratique mais est elle-mme une forme de pratique, une
intervention stratgique au sein dune situation dtermine, dans la perspective de sa
transformation. La situation est ici lItalie fasciste dans le contexte europen des annes
trente, la perspective est celle du Parti communiste italien.
15 Cest la lumire de ces premiers lments que je vais maintenant prsenter une srie de
considrations sur les sources des Cahiers. tant donn la conclusion nonce ci-dessus,
le rapport aux sources devient absolument fondamental puisque leur ensemble constitue
la base de la reconnaissance du terrain sur lequel cette intervention stratgique peut
sinsrer. Lorsque Gramsci lit les revues fascistes pour donner lexemple qui dans ce
sens est le plus important , il ne le fait pas dans le but de photographier une situation,
ni seulement pour se tenir au courant 25 comme lcrit Piero Sraffa Tatiana Schucht
le 23 aot 1931 , mais pour pier la dynamique intime de la situation, la dynamique des
forces en action dans laquelle pouvait sinsrer laction des communistes italiens. Cest
pour cette raison quil est absolument fondamental didentifier les points sur lesquels
laction politique des communistes peut sappuyer en obtenant un maximum
defficacit. Autrement dit : ces points sont les lignes de conflit qui traversaient

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Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 6

gnralement le capitalisme contemporain et qui, considres sous une perspective


italienne, se prsentaient surtout sous deux grandes formes : la dichotomie Europe/
Amrique, cest--dire le thme de lamricanisme et du fordisme avec le renvoi trs clair
au modle sovitique de la planification et la question du corporatisme ; et la
dichotomie tat/socit civile, savoir le thme de la crise du parlementarisme avec ses
deux corollaires que sont le dplacement de la souverainet et la transformation du droit.
Nous parlerons ici, pour des raisons temporelles, uniquement du premier dentre eux.
16 Je ne retracerai pas ici le thme de lamricanisme dans son ensemble. Tenant pour
connus les principaux aspects de ce dernier, je veux mettre en vidence certaines de ses
articulations moins connues mais rvlatrices de la trame politico-stratgique du
discours de Gramsci. Commenons par un texte du Cahier 3, crit dans la premire moiti
du mois de juin 1930. Au 26, partir dun article de la Nuova Antologia de novembre 1927,
consacr lmergence dun nouvel esprit social en Amrique 26, Gramsci crit :
Amrique et Europe. En 1927, le Bureau international du travail de Genve a publi les
rsultats dune enqute sur les rapports entre patrons et ouvriers aux tats-Unis,
Les relations industrielles aux tats-Unis . Selon Samuel Gompers, les objectifs
ultimes du syndicalisme amricain consisteraient dans linstitution progressive
dun contrle paritaire, qui stendrait du simple atelier lensemble de lindustrie
et serait couronn par une espce de parlement organique (voir la forme quassume
dans les propres termes de Gompers et al. la tendance des ouvriers lautonomie
industrielle).27
17 Gramsci qui connaissait assez bien la personnalit de Gompers, lui ayant consacr divers
articles la fin de 191828 retrouve, sous linterprtation du leader syndical, llan des
ouvriers vers lautonomie industrielle (celle-l mme que Gramsci avait thorise et
exprimente Turin) et accepte la discussion sur le parlement organique , savoir
sur le parlement corporatif, comme terrain sur lequel ces exigences sont, objectivement,
formules actuellement (ce qui nous permet de mieux comprendre dans quel sens
Gramsci parle de limportance, [...] la signification et [...] la porte objective du
phnomne amricain )29.
18 On retrouve la figure de Gompers au 56 du mme Cahier 3 [G 55], crit entre juin et
juillet 1930. Gramsci rappelle ici la thse soutenue par Gompers dans un livre de 1924 (
Ligue de nations ou ligue de financiers)30 dune sympathie de la finance nord-amricaine
pour le travaillisme britannique et pour le fascisme italien et conclut par un renvoi
vident au 26 : Ressemblances relles entre le rgime politique des tats-Unis et celui
de lItalie, notes galement dans une autre note 31. Au 69 du mme Cahier [G 68],
enfin, crit en aot 1930 et intitul Amricanisme, Gramsci rappelle un passage du livre
dAndr Siegfried, Les tats-Unis daujourdhui32, o il est affirm :
En labsence de ces institutions intermdiaires, dont la collaboration sociale se
tempre dautonomie, le milieu amricain tend prendre laspect dun
collectivisme de fait, voulu des lites et allgrement accept de la masse, qui
subrepticement mine la libert de lhomme.33
19 La tendance de la politique amricaine vers un tat corporatif et une sorte de dmocratie
massifie et collectiviste, la ralit du fascisme et, en partie, celle du travaillisme
britannique, sont dans ces passages rapproches de faon significative. Ce rapprochement
nous aide mieux comprendre la thse selon laquelle lamricanisme poussera lEurope
rvolutionner son systme conomico-social, qui apparat ici dans sa premire
rdaction (20-31 mai 1930) :

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Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 7

Le problme est le suivant : si lAmrique, par le poids implacable de sa production


conomique, va contraindre ou est en train de contraindre lEurope un
bouleversement de son assise conomico-sociale, bouleversement qui se serait
produit de toute faon mais selon un rythme lent, et qui au contraire se prsente
dans limmdiat comme un contrecoup de la domination amricaine ; autrement
dit, si lon assiste une transformation des bases matrielles de la civilisation, ce
qui long terme (pas trs long, car lpoque actuelle tout va beaucoup plus vite
que dans les sicles passs) amnera un bouleversement de la civilisation mme
existante et la naissance dune nouvelle civilisation. (Cahier 3, 11 : Quaderni,
p. 296)
20 La deuxime rdaction, le 15 du Cahier 22, remontant lautomne 1934, ne prsente
aucune variante particulire. Gramsci est donc toujours convaincu que la structure
corporative des tats-Unis influencera de la mme faon la forme politique des tats
europens, en les contraignant introduire un nouveau genre de reprsentation des
intrts, sur le modle corporatif savoir extra-parlementaire et directement li la
fonction productive et non plus libral. Cest exactement ce qui tait en train de se
passer effectivement dans la deuxime moiti des annes vingt34.
21 Cette transformation signifie aussi une nouvelle forme dhgmonie. Dans un texte du
Cahier 1 ( 61, intitul Amricanisme), Gramsci crit, en se rfrant aux tats-Unis :
Lhgmonie nat de lusine et na pas besoin dun grand nombre dintermdiaires
politiques et idologiques. Les masses de Romier sont lexpression de ce
nouveau type de socit, o la structure domine plus immdiatement les
superstructures et o celles-ci sont rationalises (simplifies et en nombre rduit). 35
22 La rfrence est Qui sera le Matre ? Europe ou Amrique ? (Paris, Hachette, 1927) 36, du
journaliste Lucien Romier. Ici, comme dans le livre cit ci-dessus de Siegfried,
lorganisation scientifique du travail est prsente comme un moment dcisif dans la
formation dun modle de socit corporative et efficace (Romier appartenait au
Redressement franais , groupe de technocrates dsireux dintroduire la science de
lorganisation comme point de convergence entre la rationalisation technocratique et le
renouvellement corporatif de la socit)37.

Le corporatisme comme rvolution passive


23 Tout le dbat sur la rorganisation corporative de la socit, qui se droulait aussi bien en
Europe quen Amrique, connut un tournant dcisif lors du congrs sur le World Social
Economic Planning, o se trouvrent runis Amsterdam, en aot 1931, des tayloristes
amricains, des socialistes et surtout des syndicalistes europens et des exposants du
Gosplan sovitique et qui fut aussi le point de dpart de llaboration planiste dHenri
De Man38.
24 Gramsci est au courant des discussions qui se sont droules au congrs grce un article
anonyme du 20 mars 193239, intitul Economia diretta et publi dans La Nuova Italia.
Cet article dcrit trs bien la complexit de la participation au congrs et la diversit des
intrts politiques en jeu. Il souligne, notamment, le fait que les participants sont
contraints de rflchir la ncessit dintroduire des lments de planification depuis la
crise conomique mondiale et ses consquences politiques dans le monde capitaliste :
Non seulement des conomistes mais aussi des chefs dtat dnoncent la
dmence et la course la faim et au suicide prsentes dans les mthodes qui
ont prvalu jusqu prsent dans les changes et les relations internationales. On y
condamne les particularismes myopes ; tout se joue autour de la question de savoir

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Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 8

si cest une catastrophe qui les fera tomber, comme peut ltre le Moyen ge
conomique propre au bolchvisme (capable, lui aussi, dinventer de nouvelles
formes dconomie mais aprs avoir tourment combien de gnrations ?), ou si on
parviendra raliser temps des quilibres et des volutions progressives sur les
bases essentielles de lconomie actuelle.40
25 Cet article est publi en mars. Au mois davril, dans un texte du Cahier 8, Gramsci crit :
(On pourrait le concevoir ainsi : la rvolution passive se vrifierait dans la
transformation rformiste de la structure conomique, en partant dune
conomie individuelle pour arriver une conomie planifie (conomie dirige) ;
lavnement dune conomie moyenne , entre lconomie individualiste pure et
celle qui est intgralement planifie, permettrait le passage des formes politiques
et culturelles plus avances, sans cataclysmes radicaux et sans destruction de masse
[il passaggio a forme politiche e culturali pi progredite senza cataclismi radicali e
distruttivi in forma sterminatrice]. Le corporatisme pourrait tre ou devenir, en
se dveloppant, cette forme conomique moyenne de caractre passif ) (Cahier 8
[b], 71 [G 236] : Quaderni, p. 1089).
26 Ce passage se trouve situ, entre parenthses, lintrieur dun texte consacr lHistoire
de lEurope de Benedetto Croce. Cest la premire fois que Gramsci fait ici la comparaison
entre la rvolution passive dcrite et thorise par Croce dans son Histoire, pour le XIXe
sicle (le livre est dfini comme un trait de rvolutions passives ), et le fascisme
comme rvolution passive du sicle nouveau, et il ajoute : Jai dj fait allusion ce sujet
dans une autre note, et il faut approfondir le sujet dans son ensemble .
27 Gerratana renvoie (mais de faon incertaine) au Cahier 8 [c], 36 [G 36]. Je pense, au
contraire, que Gramsci fait ici allusion au Cahier 1, 135 :
Voici la question qui se prsente : dsormais les corporations existent, elles crent
les conditions permettant que les innovations industrielles soient introduites sur
une grande chelle, parce que les ouvriers ne peuvent ni sy opposer, ni lutter pour
tre eux-mmes les porteurs de ce bouleversement. La question est essentielle, elle
est lhic Rhodus de la situation italienne : les corporations deviendront donc la forme
de ce bouleversement en vertu de ces ruses de la providence qui font en sorte
que les hommes, sans le vouloir, obissent aux impratifs de lhistoire. Le point
essentiel est l : cela peut-il avoir lieu ? On est ncessairement port le nier. (
Quaderni, p. 125)
28 Entre 1930 et 1932, Gramsci suit donc le dbat sur le corporatisme, en Italie et en Europe.
Dans ce cadre, il formule lhypothse que le fascisme est une rvolution passive ,
savoir une modernisation de la structure socio-conomique nationale italienne, ralise
en absorbant une partie des revendications des classes subordonnes et capable de crer
de nouvelles marges daccumulation. Comme il le mentionne implicitement dans le 71
du Cahier 8 [b] et comme il le dit explicitement dans la deuxime rdaction de cette note
Cahier 10, 6.9 [G I 9] , Gramsci lie lHistoire de lEurope cette fonction progressive
du fascisme italien. Il pense que lintervention idologique du philosophe italien nest pas
contraire au fascisme, mais quelle entend permettre de faon plus ou moins consciente
(dans le laps de temps de quelques jours, entre mai et juin 1932, Gramsci passe de
lhypothse dun appui non prmdit de Croce au fascisme celle dun appui conscient) 41
quil se dveloppe dans un sens modr, selon un arrangement reconstituant les bases
de lhgmonie bourgeoise en Italie. Par consquent, les formes politiques et culturelles
plus avances que le fascisme serait en mesure de crer sont celles qui rsulteraient de
lintervention de Croce qui, avec sa thorie de la rvolution passive, offrirait au fascisme
un renfort , comme le prcise Gramsci dans la deuxime rdaction de cette note que
nous avons cite (Cahier 10, 6.9 [G I 9])42.

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Le travail cach du prisonnier entre littrature et politique . Quelqu... 9

29 Ces formes politiques et culturelles plus avances sont ralisables, selon lhypothse
formule par Gramsci, grce lavnement dune conomie mdiane qui serait ou
pourrait devenir le corporatisme : ni un pur individualisme, ni un pur collectivisme.
Mdiane , plus prcisment, entre lconomie individualiste pure et celle qui est
planifie dans un sens intgral , savoir entre le capitalisme libral et la planification
dont lUnion sovitique reprsentait un exemple concret au moment o Gramsci crivait.
30 Gramsci parle en somme de l conomie planifie (conomie dirige) , comme il le
dclare dans ce texte, qui tait ce moment-l (nous sommes en avril 1932) lordre du
jour des discussions en cours dans diffrents pays europens comme un moyen pour
endiguer les effets de la grande dpression, et quil reprend directement de larticle de
La Nuova Italia cit plus haut. Cela nous dmontre sans quivoque que Gramsci, en faisant
rfrence l conomie dirige (economia diretta), place le fascisme italien dans le cadre
plus large des ractions europennes la crise conomique des annes trente, o
lexpression conomie dirige avait t introduite en 1928 par Bertrand de Jouvenel
dans un livre portant ce titre43.
31 Que lobjet de lallusion de Gramsci soit le dbat europen sur la crise conomique est ce
dont tmoigne un texte crit immdiatement aprs le 71 du Cahier 8 [b], cest--dire le
32 du Cahier 9 [b] [G 32], remontant mai-juin 1932, dans lequel lexpression
conomie dirige revient dans un contexte trs clair :
conomie nationale. On ne peut juger lensemble de lactivit conomique dun pays
quen la reliant au march international : cette activit existe et doit tre
value dans la mesure o elle sinsre dans une unit internationale. Do
limportance du principe des cots compars et la solidit que gardent les
thormes fondamentaux de lconomie classique lgard des critiques verbeuses
des thoriciens de toute nouvelle forme de mercantilisme (protectionnisme,
conomie dirige, corporatisme, etc.).44
32 Dans lexpression conomie planifie (conomie dirige) , par consquent, ce qui est
mis entre parenthses reprsente une limite et une prcision du sens de conomie
planifie afin de bien la distinguer de la planification intgrale , savoir sovitique.
De cette faon, Gramsci retourne dun ton polmique sur le passage de larticle de La
Nuova Italia cit ci-dessus, o lon exprime, au contraire, le point de vue de celui qui a
lintention de sauver le capitalisme international, et qui dans le bolchvisme voit
seulement le Moyen ge et dans l conomie dirige la solution au protectionnisme,
cest--dire aux problmes des socits capitalistes daprs-guerre.
33 Pour Gramsci, au contraire, seule lconomie classique interprte la physiologie du
capitalisme tandis que toute autre solution est tiraille entre la perspective
exterminatrice et la relance passive dun systme en crise. Perspective exterminatrice
que Gramsci avait voque dans divers articles prcdents45 et reprise dans ce mme
135 du Cahier 1 auquel il renvoie implicitement dans le Cahier 8 :
[...] le rgime corporatif est dans la dpendance du chmage et non de lemploi : il
garantit ceux qui ont un emploi un certain minimum vital qui, si la concurrence
tait libre, scroulerait lui aussi, provoquant de graves bouleversements sociaux.
Trs bien : mais le rgime corporatif, n dans la dpendance de cette situation trs
dlicate, dont il faut prserver lquilibre essentiel tout prix pour viter une
gigantesque catastrophe, pourrait procder par de toutes petites tapes, insensibles,
qui modifieraient la structure sociale sans secousses brusques : mme lenfant le
plus troitement et le plus solidement lang se dveloppe normalement. (Cahier 1,
135 : Quaderni, p. 126 ; je souligne)46

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34 En rsum, lon peut dire que lintrt de Gramsci pour lamricanisme est troitement li
celui pour le corporatisme et qu son tour, ce dernier a une importance politique
immdiate. Le modle corporatif est autant une adaptation au modle amricain quune
raction conservatrice contre ce dernier. Dans le 135 du Cahier 1 que nous avons dj
cit, Gramsci se demande si les corporations deviendront la forme de ce bouleversement
[industriel de la nation] en vertu dune de ces astuces de la providence qui fait que les
hommes obissent, sans le vouloir, aux impratifs de lhistoire 47.
35 Son hypothse est en fait que les corporations, nes dans le souci immdiat de rprimer
et de contrler linsubordination ouvrire diffuse des suites de 1917, puissent tre
effectivement le vhicule dune modernisation que la classe ouvrire avait revendique :
Une analyse approfondie de lhistoire italienne avant 22, qui ne se laisserait pas
prendre aux mirages du carnaval extrieur mais saurait saisir les motifs profonds
du mouvement, devrait arriver la conclusion que ce sont prcisment les ouvriers
qui ont port les nouvelles exigences industrielles et qui, leur faon, les ont
affirmes vaillamment. (Cahier 1, 135 : Quaderni, p. 125)
36 Et un autre endroit, toujours dans le Cahier 1, Gramsci nous rappelle que lOrdine
Nuovo dfendait une forme propre damricanisme 48.
37 Vu que, sous le vague concept d amricanisme se cache comme cest dsormais bien
vident la tendance du monde de laprs-guerre une dmocratie corporative dans
laquelle la reprsentation politique se redfinit dans son lien direct avec la production, il
est bien clair que le corporatisme italien, le planisme franco-belge, le planisme et
lidologie managriale amricaine et le systme sovitique en somme, tout ce que le
discours officiel rsume sous le concept d conomie dirige sont des variantes
diffrentes de la mme tendance. Il sensuit que le conflit Amrique-Europe introduit
dans la solution fasciste un lment dinstabilit que les communistes doivent savoir
utiliser pour mettre le rgime italien en contradiction avec lui-mme. En somme, la
comparaison Amrique-Europe possde un sens directement politique, mieux encore
stratgique, plutt quconomique. Il renvoie, comme nous lavons vu au dbut en
discutant sur le texte de Gompers, l autonomie industrielle comme solution, de la
part des ouvriers, de la crise organique du capitalisme.
38 Dans cette perspective, le passage de la guerre de mouvement la guerre de position
acquiert lui aussi un sens diffrent. Cest dans le Cahier 6 que ce concept est pour la
premire fois49 mis en relation avec celui dhgmonie. La guerre de position crit
Gramsci au 138 est cette forme de lutte politique se droulant durant la phase
culminante de la situation politico-historique . cela correspond la ncessit vitale,
pour la classe dirigeante, de mobiliser toutes les ressources de lhgmonie et de
ltat :
La guerre de position demande dnormes sacrifices des masses illimites de la
population ; il faut donc une concentration inoue de lhgmonie et, par
consquent, une forme de gouvernement plus interventionniste , qui prenne
loffensive plus ouvertement contre les opposants et organise dune manire
permanente l impossibilit dune dsintgration interne : contrles de tous
genres, politiques, administratifs, etc., renforcement des positions
hgmoniques du groupe dominant, etc. [...] alors on passe la guerre de sige,
serre, difficile, qui requiert des qualits exceptionnelles de patience et desprit
inventif. En politique le sige est rciproque, malgr toutes les apparences, et le
seul fait que celui qui domine doive faire talage de toutes ses ressources montre le
jugement quil porte sur ladversaire. (Cahier 6, 138 ; Quaderni, p. 802)

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39 Cette description reflte la nouvelle situation des annes vingt-trente lorsque les masses
commencent faire partie de ltat de faon directe et que la politique stend de faon
capillaire pour rorganiser la vie de toute la population. Toute barrire entre public et
priv devient relative, se dplace continuellement de par la ncessit de contrler
chaque aspect dune vie sociale dsormais compltement mobilise et qui, en tant que
telle, nest plus passible dtre repousse dans la masse informe de la dsagrgation de
lavant-guerre. Gramsci caractrise ici la guerre de position non pas remarquons-le
comme guerre de tranches mais en poussant la mtaphore presque au-del du
pensable comme une guerre de sige tout fait sui generis, car de sige []
rciproque . Les classes domines assigent donc ltat tout en tant en mme temps
assiges par la politique de ltat mene par la classe dominante. La puissance dploye
par ltat est, par consquent, un indice de la puissance des masses de