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LA SOLFATARA DI POZZUOLI

Il Vulcano Solfatara Telefono 081 5262341 | E-


mail info@solfatara.it

La Solfatara di Pozzuoli senzaltro il pi interessante vulcano dei Campi Flegrei,


un comprensorio a nord di Napoli costituito da circa 40 antichi vulcani. Nei suoi
dintorni vi sono luoghi storici di particolarissimo interesse quali l Anfiteatro Flavio,
lAcropoli di Cuma, le Terme di Baia, il Tempio di Serapide.

Con unestensione di circa 33 ettari, essa unoasi naturalistica che offre gli spunti
per una interessante passeggiata con la presenza, oltre che dei noti fenomeni
vulcanici, quali le fumarole, le mofete ed i vulcanetti di fango, anche di zone
boschive e di zone di macchia mediterranea nonch di alcune singolarit naturali,
geologiche, botaniche e faunistiche.

La Solfatara di Pozzuoli offre loccasione per una tranquilla passeggiata in unarea


ricca di verde naturale, al riparo dagli abituali rumori della citt. I veicoli privati e
gli autobus turistici dispongono di un ampio parcheggio nelle zone adiacenti l
ingresso, il percorso solo pedonale. Numerosi cartelli indicatori e didattici
accompagnano il visitatore lungo il percorso e forniscono informazioni sugli
innumerevoli punti caratteristici e le peculiarit naturali.

La visita della Solfatara ha radici antiche in quanto costituiva una delle tappe
obbligate del Grand Tour, viaggio istruttivo e di svago che gli aristocratici europei
compivano soprattutto in Italia e Francia gi nel diciottesimo secolo.

La durata media della visita di 45 minuti; unarea di ristoro riccamente alberata


permette la sosta al termine della passeggiata. Tutto ci pu essere ancora meglio
apprezzato al seguito di una delle Guide Turistiche autorizzate presenti con un loro
presidio. Nel corso della visita al vulcano si possono osservare due fenomeni che
generano stupore e sgomento nel visitatore: 1)La condensazione del vapore.
Uno dei fenomeni pi appariscenti della Solfatara quello della condensazione del
vapore acqueo che si determina avvicinando ad una fumarola una piccola fiamma:
i vapori appaiono progressivamente pi intensi poich sia le minute particelle
solide prodotte dalla combustione sia gli ioni dei gas atmosferici prossimi alla
fiamma agiscono da nuclei di condensazione del vapore stesso.

2)Il rimbombo del suolo. Un altro fenomeno impressionante quello provocato


da un masso, che, lasciato ricadere al suolo da piccola altezza, in alcuni punti del
cratere, determina un cupo rimbombo che crea la sensazione che vi siano delle
grandi cavit sotterranee. In realt si tratta di micro cavit prodotte dai gas delle
fumarole in un terreno di sua natura abbastanza poroso. Le principali attrazioni
turistiche sono: la Fangaia, la Bocca Grande (ovvero la fumarola principale), il
Pozzo dellacqua minerale e le vecchie Stufe (saune naturali).

STORIA
I Romani dellepoca imperiale gi conoscevano la Solfatara. Strabone (66 a.C. -24
d.C.) ne d la pi antica testimonianza scritta giunta fino a noi, nella sua
Strabonis geographica, indicandola con il nome Forum Vulcani, Dimora del Dio
Vulcano, ingresso per gli Inferi.
La Solfatara apre ufficialmente alla visita nellanno 1900, pur essendo sin da tempi
remoti meta di escursioni per i noti fenomeni vulcanici, per la cura delle acque
sulfuree e per le stufe calde; era infatti compresa tra le quaranta pi famose terme
dei Campi Flegrei sin dal Medioevo.

Non vi era viaggiatore del 700 e 800 che non inserisse la Solfatara tra le sue
escursioni nellambito del cosiddetto Grand Tour, viaggio di istruzione per i
giovani delle famiglie nobili europee.

Intorno al 1900 stato organizzato allinterno della Solfatara anche uno


stabilimento termale come testimoniano sia un foglio pubblicitario sia una stampa
illustrativa dellepoca. In questo bagno termale era possibile curarsi con i fanghi,
data lesistenza di una fangaia naturale, e con le acque sulfuree nonch fare i
bagni di vapore nelle cosiddette stufe.

Nella Solfatara stata operante sino agli inizi del 900 un'attivit estrattiva di
allume, zolfo e bianchetto, attivit che ebbe il suo apice nel Medioevo.

LA FANGAIA

E' costituita da acque di origine piovana e acqua di condensazione dei vapori, che
si mescolano con il materiale di tipo argilloso presente alla superficie del cratere.
La composizione dei gas che fuoriescono dalla fangaia molto varia (H2S, N2O,
H2O, CH4, He,C); la composizione del liquido altrettanto ricca (Boro, Sodio,
Magnesio, Vanadio, Arsenico, Zinco, Iodio, Antimonio, Rubidio e altri); il fango cos
prodottosi naturalmente ottimo per usi termali.

La composizione chimica dei gas indica una presumibile origine dei vapori a poche
centinaia di metri sotto il suolo della Solfatara, ad una temperatura fra i 170 ed i
250 C.
Le scure striature sulla superficie del fango sono costituite da colonie di batteri
resistenti a condizioni estreme di acidit e temperatura, che sono considerati di
grande interesse scientifico.

LA BOCCA GRANDE
E' il nome della principale fumarola della Solfatara con temperatura del vapore
acqueo di circa 160 C. Nellinterno di tale bocca si condensano alcuni sali
contenuti nel vapore tra cui il realgar (As S), il cinabro (Hg S) e lorpimento (As2
S3) che danno una colorazione giallo rossiccia alle rocce circostanti; inoltre
presente lacido solfridrico (H2S), dal caratteristico odore di uova putride.

La zona della Bocca Grande era denominata dagli antichi Forum Vulcani ovvero la
Dimora del Dio del Fuoco. Agli inizi del 900 fu qui edificato, per il vulcanologo
tedesco Friedlnder, un piccolo Osservatorio Vulcanologico, di cui restano alcune
rovine, che croll sia per effetto dei periodici movimenti tellurici collegati al
Bradisismo Flegreo sia per lapertura di una fumarola.

IL POZZO
Nellalto medioevo erano attive nei Campi Flegrei almeno 40 sorgenti termali tra
cui quella della Solfatara; alcune di esse risultano gi conosciute in Et Classica.

Le acque termali della Solfatara erano ritenute curative dei nervi, della vista, delle
febbri, delle malattie della pelle e della sterilit. Il pozzo attualmente visibile venne
costruito nei primi anni del 800 per estrarre allume dallacqua emunta dalla
sottostante falda a circa 10 metri di profondit.Il prof. Sebastiano de Luca, noto
chimico dellUniversit di Napoli, comp intorno al 1870 numerose indagini
scientifiche su tali acque che risultarono ricche di allume, ossidi dello zolfo, solfati
di calcio, magnesio e altre sostanze.

Lacqua della Solfatara possiede un caratteristico ed aspro sapore di limone.


Lacqua minerale venne successivamente utilizzata per riprendere lantica attivit
termale che prosegu fino agli anni 20. La profondit della falda acquifera che
alimenta il pozzo variabile nel tempo e si ipotizza una sua relazione con le fasi
bradisismiche.
La storia dei Campi Flegrei attraversata periodicamente da fasi di Bradisismo
positivo (innalzamento del suolo) e negativo (abbassamento del suolo); tali lenti
movimenti hanno fatto variare il livello sul mare della citt di Pozzuoli di alcuni
metri nel corso dei secoli.

LE STUFE
Sono due antiche grotte scavate nel fianco della montagna sul lato nord alla fine
del 800 per realizzare sudatorii naturali e successivamente rivestite di
muratura. Si sostava allinterno delle grotte per non pi di pochi minuti, ci
provocava una energica sudorazione ed obbligava a respirare gli intensi vapori
sulfurei che qui si sprigionavano.
Pertanto esse erano ritenute ottime per la cura delle affezioni delle vie respiratorie,
delle malattie della pelle e dei reumi. I sudatori naturali erano peraltro
conosciutissimi sin dallEt Classica ed erano una delle attrattive termali dei Campi
Flegrei.

L'ANTICA SALA DEL BIANCHETTO

L' Antica Sala del Bianchetto una struttura industriale situata all' interno
dell' Oasi Naturalistica del Vulcano Solfatara dove anticamente veniva
lavorato il bianchetto estratto nel cratere. L'ampia struttura opportunamente
ristrutturata stata attualmente dotata di un moderno impianto di diffusione
acustica, un videoproiettore con collegamento DVD e predisposto per il
collegamento al PC e ad uno schermo per video proiezioni.
La Sala, dotata anche di spazio esterno attrezzato, in grado di accogliere fino a
120 persone ed ideale per l'organizzazione di convegni, presentazioni, piccole
cerimonie, mostre d'arte o fotografiche, attivit sportive e workshop.

Servizi Supplementari
- Servizio prenotazioni e accoglienza dei partecipanti;
- Organizzazione del catering per coffee break o lunch, sia al chiuso che all'aperto;
- Organizzazione di visite guidate diurne e visite serali con cucina geotermica da integrare al proprio evento.

L'Antica Sala del Bianchetto ha ospitato recentemente (da Maggio a Settembre 2016) la mostra di arte contemporanea dell' artista
angolano Kiluanji Kia Henda e a met Ottobre 2016 un importante workshop di due giorni di ashtanga yoga, organizzato dall'
Associazione "Ashtanga Yoga Napoli"

Per maggiori informazioni sull' organizzazione di eventi nell'Antica Sala del


Bianchetto:
La Solfatara nell'800 tra Scienza e Medicina

Un vero e proprio laboratorio en plein air diventa la Solfatara di Pozzuoli, quando,


nel 1861 l'acquistano i fratelli De Luca, di origine calabrese. Fino ad allora, tra
alterne vicende, viene soprattutto sfruttata dal punto di vista minerario, per
produrre allume e bianchetto, tagliare legna, estrarre acqua dal sottosuolo, o
ancora per offrire piacevoli brividi di paura a turisti imbevuti di reminiscenze
mitologiche. Nei primi anni dell'Ottocento diventa una struttura militare, e viene
anche adibita a zona di esercitazione per il tiro al bersaglio.
Questo antico uso, forse, rimasto nella successiva predilezione mostrata per
questo luogo come sede di duelli pi o meno all'ultimo sangue...

Ma soprattutto Sebastiano De Luca , chimico e naturalista, l'artefice principale


della trasformazione di "uso" della famosa localit, che diventa palestra di studio,
di scoperte, di ricerca pura. Sebastiano per molti versi una figura misteriosa,
solitaria, quasi un "apprendista stregone", che sfrutta ogni elemento presente nella
sua propriet, organico o inorganico, pietra, pianta o animale per farne oggetto di
analisi, di studio, di sperimentazione, curioso di ogni fenomeno, teso a mille
applicazioni delle scoperte fatte. Non si ferma neanche di fronte ad esperimenti di
cui egli stesso cavia: affascinante , infatti, la descrizione che fa, lucida e
precisa, degli effetti provocati su di s dall'assunzione di hashish...

Con lo stesso rigore e con la stessa passione Sebastiano De Luca svolge i suoi
studi e i suoi esperimenti sull'aria, l'acqua, le terre della Solfatara, non trascurando
di operare chimicamente anche su piante e animali del posto. Molto accurate sono,
in particolare, le descrizioni delle diverse terre presenti nel cratere del vulcano
quiescente, la piombina, la terra gialla e il bianchetto, del quale ricorda l'uso nella
manipolazione delle tinture, nella preparazione della calce e, al tempo dei Romani,
per rendere bianchissima l'alica o abica, un preparato per torte e focacce...

...E d'altra parte, quando alla fine del '400 gli Aragonesi restituiscono la "lumiera
della Solfatara" alla famiglia di Jacopo Sannazaro, legittima proprietaria, essa
doveva avere il suo valore dal punto di vista minerario, se, in precedenza, aveva
spesso costituito la dote di molte spose dei suoi non pochi detentori. In seguito
attraversa un periodo oscuro sotto questo aspetto, dovuto forse al boicottaggio,
ottenuto a suon di ducati, da parte della Chiesa, diretta concorrente nella
produzione dell'allume e nella relativa fornitura a sud di Roma.

Il suo momento d'oro proprio alla fine del Settecento, quando passa, come si
diceva, a Giuseppe Brentano, cui la Casa Santa dell'Annunziata di Napoli elargisce
300 ducati per mettere in attivo la fabbrica, sotto l'egida e la supervisione di
Scipione Breislak. Poi tutto un turbinio di passaggi di mano, di affittuarii o di
censuarii, che lavorano, o fanno lavorare, fino a 360 uomini, come racconta
Lorenzo Palatino nella sua "Storia di Pozzuoli e contorni" del 1826. E ci ritroviamo
cos, poco dopo, a quando ne entra in possesso Sebastiano De Luca, il cui interesse
per la Solfatara e i suoi prodotti puramente scientifico...
[Per ulteriori approfondimenti]

Dott. Maria Angarano