Sei sulla pagina 1di 21

Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique

Gianluca Vagnarelli

Nel corso del Novecento si assistito ad un vero e proprio proliferare


di teorie sulla medicalizzazione, che hanno contribuito alla definizione di
un carattere dinamico e polivalente di tale nozione, fonte, talvolta, di una
certa ambiguit concettuale1.
Allinterno di quella che stata definita la prima generazione delle
teorie sulla medicalizzazione, si possono distinguere concettualmente
tre diversi significati assunti da questo termine: medicalizzazione come
origine del modello medico, come imperialismo medico e, infine, come
iatrogenesi significati corrispondenti fondamentalmente alle teorie di
Eliot Freidson2, Peter Conrad3 e Ivan Illich4. A questa prima fase della
1
Cfr. W. Christiaens ed E. van Teijlingen, Quattro significati della medicalizzazione: il caso
del parto, in Salute e societ, n. 2 (2009), pp. 133-152.
2
In questo significato, la medicalizzazione coincide con la professionalizzazione
della salute e lo sviluppo del sapere medico che danno origine al modello di cura medico.
Cfr. E. Freidson, Profession of Medicine. A Study of the Sociology of Applied Knowledge, Dodd,
Mead & Co., New York 1970.
3
Talcott Parsons stato probabilmente il primo autore a concepire la medicina
come unistituzione di controllo sociale; sulla sua scia, altri autori si sono indirizzati verso
un significato della medicalizzazione come imperialismo medico, a sottolineare il cre-
scente controllo esercitato dalla medicina su numerosi aspetti della vita quotidiana. De-
scrivendo questo secondo significato della medicalizzazione, Conrad lha definita come
un processo per mezzo del quale problemi non medici vengono definiti e trattati come
problemi medici, spesso in termini di malattia o disturbo. Cfr. T. Parsons, The Social Sys-
tem, Free Press, Glencoe 1950; W. Christiaens ed E. van Teijlingen, Quattro significati della
medicalizzazione, cit., p. 139; P. Conrad, Medicalization and Social Control, in Annual Review
of Sociology, vol. 18 (1992), pp. 209-232.
4
Illich ricomprende gli effetti perversi della medicina nella nozione di iatrogenesi,
che distingue in clinica, sociale e culturale. Con iatrogenesi clinica si fa riferimento al
carattere direttamente patogeno dellattivit medica (errori involontari compiuti dai
medici, complicazioni subte dai pazienti a seguito di trattamenti ricevuti). Con iatrogenesi
sociale si rimanda invece al processo di professionalizzazione della salute che fa della cura
un prodotto standardizzato. Con iatrogenesi culturale, infine, si richiama il venir meno
della capacit dellindividuo di far fronte, in modo autonomo, alla propria vulnerabilit,
alla propria condizione di malato. Cfr. I. Illich, Limits of Medicine. Medical Nemesis: The
Expropriation of Health, Marion Boyars, London 1976.

materiali foucaultiani, a. II, n. 3, gennaio-giugno 2013, pp. 127-147.


128 Gianluca Vagnarelli

riflessione sulla medicalizzazione ne seguita, pi di recente, una seconda,


che ha messo in evidenza limportanza di una serie di cambiamenti quali
la rivoluzione tecnologica, la commercializzazione del sistema sanitario,
lavvento del managed care e la de-professionalizzazione della salute5. Simili
mutamenti hanno portato taluni, proprio per sottolineare il carattere com-
plesso e multidirezionale assunto dai nuovi processi, a parlare di biome-
dicalizzazione6, nozione che indicherebbe pratiche sempre pi pervasive
della biomedicina tecno-scientifica, capaci di una manipolazione creativa
ed individualizzata del corpo umano. Alla biomedicalizzazione si accom-
pagnerebbe inoltre una crescente enfasi posta sul rinvigorimento della
condizione umana, tanto da far ipotizzare laffermarsi di un nuovo model-
lo di medicina: quella del miglioramento/potenziamento umano (human
enhancement). In particolare, le azioni di miglioramento si distinguerebbero
in due tipi: lattivit di assistenza sanitaria e sociale (health care) e lattivit di
promozione della salute (health promotion), nella quale sarebbero comprese
leducazione sanitaria, le misure legislative a tutela della salute e le azioni
a difesa dellambiente7. La medicina del miglioramento umano continue-
rebbe ad essere letta attraverso il frame della medicalizzazione, ma questa
assumerebbe un respiro pi ampio rispetto al passato8.
Pierre Aach, infine, allargando ancora di pi il campo semantico della
nozione di medicalizzazione, ha individuato un ulteriore livello del concet-
5
Cfr. W. Christiaens ed E. van Teijlingen, Quattro significati della medicalizzazione, cit.,
p. 143.
6
Clarke et al. tratteggiano un quadro molto ampio e propongono un concetto che
tenta di essere globale e inclusivo incorporando cos la quasi totalit della biotecnologia:
informatica medica e tecnologie dellinformazione, cambiamenti nei servizi sanitari,
produzione di identit tecno scientifiche, solo per citarne alcune; P. Conrad, Le mutevoli
spinte della medicalizzazione, in Salute e societ, n. 2 (2009), pp. 36-55, p. 39. Cfr. anche
A.E. Clarke, J.K. Shim, L. Mamo, J.R. Fosket e J.R. Fishman, Biomedicalization. Technoscientific
Transformations of Health, Illness, and U.S. Biomedicine, in American Sociological Review,
n. 68 (2003), pp. 161-194 e W. Christiaens ed E. van Teijlingen, Quattro significati della
medicalizzazione, cit., p. 145.
7
Cfr. L. Nordenfelt, On Medicine and health enhancement. Towards a conceptual framework,
in Medicine, Health Care and Philosophy, n. 1 (1998), pp. 5-12, p. 8.
8
Sostengo che la medicalizzazione, nel proporre la cura, patologizza la normalit
mentre le azioni migliorative si innestano sulla normalit per ottimizzarla. Concludo,
tuttavia, che probabile che le condizioni normali di oggi possano diventare delle
condizioni patologiche domani e, quindi, che le pratiche migliorative di oggi saranno
domani viste come cure []; A. Maturo, I mutevoli confini della medicalizzazione: prospettive e
dilemmi del miglioramento umano, in Salute e societ, n. 2 (2009), pp. 17-35, p. 18.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 129

to che ha definito della medicalizzazione della vita9. Questa, a differenza


delle teorie sulla medicalizzazione della prima generazione, non sarebbe
correlata in maniera diretta alla scienza medica, ma sarebbe il prodotto
dellestensione della nozione di salute a qualunque ambito della vita: lali-
mentazione, il tempo libero, le vacanze, il lavoro, lhabitat e, pi in gene-
rale, le relazioni con gli altri e il modo di vivere. La peculiarit di questo
ulteriore significato consiste nel fatto che non chiamerebbe direttamente
in causa la medicina per quanto essa potrebbe intervenire in un secondo
momento , ma porrebbe lenfasi sulla prevenzione dei fattori di rischio
delle malattie. Questa ideologia della prevenzione si fonderebbe sullas-
sunto che sia possibile evitare linsorgere di malattie gravi e, contempora-
neamente, mantenere per lungo tempo una buona forma fisica, a condi-
zione di rispettare i precetti del vangelo igienista. La causa dellinsorgere
delle malattie investirebbe in tal modo lo style of life dellindividuo, che
verrebbe additato come responsabile del proprio cattivo stato di salute
per non aver assolto in maniera adeguata i doveri dettatigli dagli imperativi
della healthiness. In tal modo, alloccultamento dei fattori sociali generatori
di patologie si aggiungerebbe ci che William Ryan ha definito il victim
blaming, la stigmatizzazione della vittima10.
Dal canto suo, Patrice Pinell ha richiamato invece linfluenza sociale
avuta dallestensione della medicina, evidenziandone il contributo alla de-
mocratizzazione del saper vivere, e cio alla generalizzazione di comporta-
menti civili. In particolare, Pinell ha sottolineato come, nel periodo com-
preso tra le due guerre, la messa in campo di politiche pubbliche contro la
lotta alle malattie-flagello abbia rappresentato un esempio di pedagogiz-
zazione della salute, facendo degli individui agenti attivi e partecipi allor-
ganizzazione del lavoro medico. Ma sarebbe errato ridurre la medicalizza-
zione a un processo sociale eterodiretto dal potere. Essa pu infatti anche
essere lesito di una richiesta, di una domanda esplicita di riconoscimento
o di misconoscimento della condizione patologica, com avvenuto, ad
esempio, nel caso della creazione della Ligue franco-anglo-amricaine contre le
cancer, che stata lesito finale di un movimento di lotta portato avanti dagli
stessi pazienti11.

9
Cfr. P. Aach, Les voies de la mdicalisation, in P. Aach e D. Delano (a cura di), Lre
de la mdicalisation. Ecce homo sanitas, Anthropos, Paris 1998, p. 12.
10
Cfr. W. Ryan, Blaming the Victim, Vintage Books, New York 1976.
11
Cfr. P. Pinell, Naissance dun flau. Histoire de la lutte contre le cancer en France, 1890-
1940, Mtaili, Paris 1992.
130 Gianluca Vagnarelli

Oltre a questi studi di provenienza prevalentemente sociologica, vi


sono altri angoli visuali dai quali il concetto di medicalizzazione merita
di essere osservato. In tale direzione, lopera di Jules Romains Knock ou
Le Triomphe de la mdecine12 interessante per comprendere i meccanismi
psicologici che favoriscono la medicalizzazione, e cio quelli che si met-
tono in moto di fronte alla malattia come anticipazione e annuncio della
morte. Knock non fa che risvegliare dal torpore una comunit assopita
nella quiete e nella convinzione di godere un ottimo stato di salute, instil-
lando la paura della malattia e la conseguente necessit della cura. Knock
organizza la sottomissione di una collettivit intorno ad unimpostura, ma
a questo assoggettamento contribuiscono gli stessi asserviti con la loro
volont di proteggere la vita e la profonda angoscia del male. questo
timore pi che la necessit di garantirsi un ottimo stato di salute che
sembra spingerli tra le braccia della medicina13. Romains vuole dunque
suggerirci come allorigine della domanda della salute si nasconda la paura
della morte che, per quanto rimossa, continua a suscitare immensa in-
quietudine. Una visione che sembra trovare conforto nellanalisi di quegli
storici che, a pi riprese, hanno sottolineato come la societ industriale
abbia messo in crisi la familiarit con la morte tipica delle epoche passate:
alla rassegnazione al comune destino della specie, subentrato un vero e
proprio interdetto intorno alla morte. Lobbligo sociale di essere felici, e
di non turbare la presunta tranquillit collettiva con motivi di tristezza, ha
fatto della morte e delle manifestazioni ad essa legate un tab14. Alla morte
come spettacolo pubblico, talvolta accompagnata da scene di disperazione
dei malati e dei loro congiunti, succede un acceptable style of dying quale suo

12
Cfr. J. Romains, Knock ou Le Triomphe de la mdecine, Gallimard, Paris 1962.
13
Cfr. P. Aach, Les voies de la mdicalisation, cit., pp. 18-19.
14
Per Alain Brossat, nel corso della seconda met del Novecento si assistito a una
vera e propria irruzione ed espansione del paradigma del diritto alla vita sancito nella
Dichiarazione universale dei diritti delluomo del 1948, nel senso che esso andato progres-
sivamente inglobando lintera dimensione del vivente (umano o animale, individuale o
collettivo). Questo imperativo di difesa della vita organica, lungi dallessere lesito di un
confronto portato avanti nello spazio pubblico, si imposto a colpi di verit inconte-
stabili basate su assunti di carattere medico-scientifico. Ma la messa in opera di questa
macchina del faire vivre, di questo meccanismo multipolare di inquadramento e incitazione
della vita, si accompagnata alla moltiplicazione di zone dombra, di spazi altri nei quali
non il diritto alla vita a regolare le condotte e informare le sensibilit, ma una pulsione
orientata verso la morte, palesando in tal modo la dualit e lirrazionalit costitutiva del
contemporaneo governo del vivente. Cfr. A. Brossat, Droit la vie ?, Seuil, Paris 2010.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 131

addomesticamento e silenziamento15. Ai riti tradizionali delladdio ai vivi,


del carattere pubblico dellagonia e del lutto, sono subentrati la sconve-
nienza del trapasso e del dolore. Ma la morte, per quanto disconosciu-
ta, resta lirriducibile16. In conclusione, laccento posto sul lifestyle come
prevenzione ed allontanamento del rischio della malattia, tradirebbe una
condizione psicologica di paura che si cercherebbe di quietare attraverso
lauto-sorveglianza medica come garanzia dellimmunit della vita.
In questo contesto, la peculiarit della riflessione foucaultiana sulla
medicalizzazione data dal fatto che questa categoria non si ridurrebbe
semplicemente alla progressiva estensione del numero e delle competenze
della medicina, ma agirebbe a livello delle norme che influenzano la vita
delle classi sociali e ne strutturano il comportamento quotidiano. Con la
sua opera, Foucault ha in effetti contribuito alla nascita di quel filone di
studi teso a sottolineare il carattere normativo e poliziesco della medicina,
secondo il quale essa non si limiterebbe ad esercitare una pratica diagnosti-
co-terapeutica, ma ne produrrebbe anche una della sorveglianza17. In par-
ticolare, la medicalizzazione testimonierebbe non solo la centralit assunta,
da un certo momento in avanti, dal corpo e dalla vita nelle dinamiche del
potere, ma renderebbe evidente il superamento del paradigma giuridico-
discorsivo centrato sulla legge, a favore dellaffermazione di una societ
della norma. per queste ragioni che lapprofondimento della nozione
di medicalizzazione operato a partire da Naissance de la clinique assume
unimportanza centrale, sia perch essa costituisce la premessa necessaria
per la comprensione dellevoluzione che tale categoria subir negli scritti
successivi, sia, pi in generale, perch in essa sono gi posti i temi cardi-
ne di quel rapporto tra medicalizzazione e normalizzazione del vivente
che attraverseranno lintera riflessione di Foucault sul potere. Prima per

15
Cfr. Ph. Aris, Essais sur lhistoire de la mort en Occident. Du Moyen ge nos jours, Seuil,
Paris 1975.
16
Cfr. V. Janklvitch, La Mort, Flammarion, Paris 1966.
17
Si pensi, a questo riguardo, alla messa in relazione di sguardo medico e sorveglianza,
o al rapporto tra ospedalizzazione e disciplinamento. Au fond, pour Foucault, la mdecine
est intressante non pour elle-mme, ce qui serait le point de vue dun historien, mais pour ce quelle
donne voir au regard de lensemble des autres types discursifs, pour ce quelle permet de construire. Son
intrt repose sur la possibilit quelle offre Foucault de penser partir delle. Elle nest ni illustration,
ni exemple, elle porte en elle une varit de possibilits partir desquelles le philosophe peut btir son
chafaudage; Ph. Artires ed E. da Silva, Introduction, in Ph. Artires ed E. da Silva (a cura
di), Michel Foucault et la mdecine. Lectures et usages, Kim, Paris 2001, p. 13.
132 Gianluca Vagnarelli

di procedere allanalisi di questo scritto, giova soffermarsi brevemente


sullimportanza che la medicina ha avuto nellopera foucaultiana.

Foucault e la medicina

Come lo stesso Foucault ebbe pi volte a sottolineare, alla maturazione


del suo interesse per la medicina contribuirono in maniera decisiva le espe-
rienze che egli svolse come giovane psicologo in alcuni ospedali psichiatrici18.
Ci nonostante, per quanto lintera opera foucaultiana risenta di una relazio-
ne molto stretta tra idee e vita, sarebbe errato ridurla a una semplice traspo-
sizione del vissuto, a una mera sovrapposizione del biografico al pensiero19.
Gli elementi che caratterizzano il legame che lanalisi foucaultiana
ha imbastito con la medicina sono infatti molteplici. Secondo alcuni, per
Foucault la medicina non si ridurrebbe ad essere un semplice oggetto di
studio ma, comme souci de la vie concrte de lindividu, avrebbe generato un vero
e proprio stile filosofico fondato sulla diagnosi della realt. Attraverso lin-
dividuazione dei sintomi e la loro analisi, Foucault avrebbe dato vita a una
sorta di chirurgia dei concetti, che molto dovrebbe al lavoro clinico20. Il
discorso foucaultiano sulla medicina avrebbe inoltre un valore paradigma-
tico come luogo nel quale la ragione e la normalit si confrontano con il
differente dato dalla follia e dalla patologia. In tal modo, i meccanismi che
producono la trasformazione della patologia in anormalit diverrebbero
un archetipo per comprendere la riduzione della differenza in alterit21.
Ma il processo attraverso il quale la ragione medica tenta di ricondurre a
s ci che le sfugge non lineare, e linteresse di Foucault sta appunto nel
tentare di comprendere come si articoli il nesso tra identit e differenza.

18
Cfr. M. Foucault, Conversation sans complexes avec le philosophe qui analyse les structures
du pouvoir , in M. Foucault, Dits et crits II, 1976-1988, Gallimard, Paris 2001, pp. 669-678,
p. 671.
19
Cfr. B. Vandewalle, Michel Foucault. Savoir et pouvoir de la mdecine, LHarmattan, Paris
2006, p. 7.
20
Peut-tre, je trace sur la blancheur du papier ces mmes signes agressifs que mon pre traait
jadis sur le corps des autres lorsquil oprait. Jai transform le bistouri en porte-plume; dattiloscritto
depositato allIMEC, citato e commentato da Philippe Artires, Dire lactualit. Le travail
de diagnostic chez Michel Foucault, in F. Gros (a cura di), Foucault. Le courage de la vrit, PUF,
Paris 2002, p. 24.
21
Cfr. B. Vandewalle, Michel Foucault. Savoir et pouvoir de la mdecine, cit., pp. 12-13.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 133

anzitutto a questo obiettivo che sarebbe rivolto il suo sguardo, insieme


archeologico ed epistemologico, sulla medicina.
La molteplicit di livelli che caratterizza la riflessione foucaultiana
sulla medicina che prende in considerazione le istituzioni mediche e
le loro pratiche, il sapere medico e il suo discorso assume dunque
importanza per loccasione che rappresenta di imbastire altre trame
discorsive. Da questo punto di vista, Foucault deve molto allopera di
Canguilhem. La riflessione foucaultiana sembra infatti condividere, con
quella di Canguilhem, non solo un approccio di carattere epistemologico
teso ad individuare quelli che Foucault definisce i cheminements ordonns
latents sottostanti ai sistemi di sapere22, ma anche un modo di intendere
la filosofia come critica della critica, come atto riflessivo che mette in
discussione le stesse modalit attraverso le quali si articola lesercizio del
pensiero23. In questo senso, la medicina, come matire trangre, consente

22
Ne La vie : lexprience et la science, Foucault sottolinea limportanza decisiva
dellopera di Georges Canguilhem, senza la quale, scrive, non sarebbe stato possibile
comprendere le discussioni che hanno segnato il campo politico e scientifico francese
degli anni sessanta. In particolare, per Foucault, il lavoro storico e filosofico condotto
da Canguilhem ha avuto il merito di definire chiaramente una linea di divisione che ha
trasversalmente attraversato le opposizioni tra marxisti e non marxisti, freudiani e non
freudiani, universitari e non. In tal modo, il suo lavoro ha contribuito a definire due campi
distinti: quello di una filosofia dellesperienza, del senso e del soggetto, e quello di una
filosofia del sapere, della razionalit e del concetto. Se il primo ambito figlio di Sartre
e Merleau-Ponty, il secondo lo di Cavaills, Bachelard, Koyr e, appunto, Canguilhem.
Ma il merito maggiore degli studi sulla storia della biologia e della medicina condotti da
Canguilhem risiede, per Foucault, nella rilevanza dellapproccio epistemologico alla storia
delle scienze: Lhistoire des sciences ne peut se constituer dans ce quelle a de spcifique quen prenant
en compte, entre le pur historien et le savant lui-mme, le point de vue de lpistmologue. Ce point de
vue, cest celui qui fait apparatre travers les divers pisodes dun savoir scientifiques un cheminement
ordonn latent; M. Foucault, La vie : lexprience et la science, in M. Foucault, Dits et crits II,
cit., pp. 1582-1595, p. 1590.
23
Pierre Macherey ha ben descritto il carattere riflessivo, normativo e aperto della
concezione filosofica di Canguilhem. La filosofia , per Canguilhem, un examen, au
point de vue normatif, de disciplines quelconques. Ici, tous les mots comptent. Dabord, la philosophie
est un examen : son rle est avant tout rflexif, critique ; et de ce point de vue, on peut dire que
lpanorthose, bien plus quun mode dexpression occasionnel, constitue son mode dtre fondamental
: elle consiste en ce retour sur soi permanent de la pense qui ne se contente daucun de ses acquis, ce
qui est la condition pour que llan auquel elle correspond soit authentiquement cratif. Dautre part,
lexamen dont la philosophie assume la charge seffectue au point de vue normatif , cest--dire quil
ne se contente pas de recenser et davrer des faits tels quils sont donns, mais il confronte ces faits
des valeurs au nom desquelles il les juge, en dcidant, ou non, de leur acceptabilit, qui fait problme, ce
134 Gianluca Vagnarelli

alla filosofia di avventurarsi su un terreno che non le proprio, facendo-


la uscire dai tradizionali confini nei quali sembra costituirsi in Castalia,
in chiusa provincia del sapere24. Lanalisi critica, per i due pensatori, va
infatti intesa come fuoriuscita dalla gastricit, come problematizzazione
della realt a partire da ci che estraneo alla filosofia. , difatti, proprio
questo trarre nutrimento da ci che le pi distante che consente alla
riflessione filosofica un rapporto non mediato con la soggettivit in car-
ne ed ossa. La medicina, in conclusione, assume il valore di una tecnica
e di unarte che permette tanto a Canguilhem quanto a Foucault la
messa in relazione del pensiero con i problemi umani nella loro pi viva
concretezza25.
Infatti, com stato osservato, Le normal et le pathologique di Canguilhem
e Naissance de la clinique di Foucault sono opere che possono essere lette

sans quoi il ny aurait pas lieu de les examiner. Enfin, cet examen au point de vue normatif concerne,
non un domaine dobjectivit troitement dlimit sur lequel la philosophie exercerait un droit de regard
exclusif, mais des disciplines quelconques. Cest ce thme qui sera repris par Canguilhem dans le
passage si souvent comment de lIntroduction de lEssai sur quelques problmes concernant
le normal et le pathologique, la thse de mdecine de 1943, o il est question des matires tran-
gres dont la philosophie est fonde se proccuper : si la philosophie applique son examen critique
des disciplines quelconques qui sont pour elle des matires trangres, cest parce que, pour exploiter
la capacit de jugement dont elle a la responsabilit, elle doit en tout premier lieu abjurer la prtention de
disposer en propre dune matire ou dun domaine dont elle dtiendrait les cls et sur lequel elle exercerait
sa juridiction; P. Macherey, Canguilhem et la philosophie, expos prsent le 15 juin 2012 au
colloque Un entre-deux-guerres philosophique : la formation de Georges Canguilhem
(Universit Paris VIII), <http://philolarge.hypotheses.org/1275>.
24
Castalia limmaginaria regione nella quale ambientato il romanzo di Hermann
Hesse, Il giuoco delle perle di vetro. Foucault richiama questo scritto di Hesse per sollevare
alcuni interrogativi legati al senso dellattivit intellettuale. [Question] Vous vous considrez
comme un philosophe? Tout lheure, vous vous tes loign du mot penseur. [MF] Non. Je ne dirais
pas savant, parce que savant a un sens trs prcis. Un homme de savoir, un homme qui manipule
des savoirs, qui en fait apparatre, qui en disqualifie dautres, qui se meut dans cette espce de jeu, de jeu
du savoir. Vous savez, vous tes plus jeune que moi, vous navez peut tre pas t comme je lai t dans
mon adolescence impressionn par un livre qui tait Le Jeu de perles de verre, qui est tout de mme
la grande pope ou la grande mythologie de lintellectuel du XXe sicle. On met dans le jeu un problme
: savoir sur quoi on larticule et si effectivement le jeu, purement ludique, auquel finalement on est vou,
peut tout de mme communiquer avec un certain nombre de processus extrieurs au jeu, processus srieux,
processus historiques. Voil mon inquitude, et voil le plaisir; M. Foucault, Radioscopie de Michel
Foucault (entretien avec J. Chancel), in M. Foucault, Dits et crits I, 1954-1975, Gallimard,
Paris 2001, pp. 1651-1670, p. 1657.
25
Cfr. G. Canguilhem, Le normal et le pathologique, PUF, Paris 1966, p. 7.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 135

in parallelo26. In esse, la riflessione consacrata al tema delle norme, pur in


presenza di talune differenze, si accompagna a una critica radicale della
pretesa oggettivante del positivismo biologico.
Ne Le normal et le pathologique, Canguilhem oppone alla biologia positi-
vista di Claude Bernard, che intende studiare la vita in laboratorio, la realt
effettiva del vivente quale soggetto di unesperienza. In questa prospetti-
va, il vivente anzitutto lindividuo colto nella sua singolarit esistenziale
rivelatagli dal vissuto cosciente della malattia. La messa in valore di tale
esperienza conduce in una direzione opposta alloggettivismo proprio del-
la biologia positivista27: Il nous semble que la physiologie a mieux faire que de
chercher dfinir objectivement le normal, cest de reconnatre loriginale normativit
de la vie28. Le norme non sono dati oggettivi che possono essere diretta-
mente e semplicemente osservati, i fenomeni cui esse danno luogo non
sono dunque quelli statici di una normalit, bens quelli dinamici di una
normativit. In tal modo, Canguilhem rovescia la prospettiva tradizionale
del rapporto tra norme e vita, poich non la vita ad essere sottomessa a
norme che agiscono su di essa dallesterno, ma sono le norme ad essere
prodotte dal movimento stesso della vita: lessenziale normativit del
vivente ad essere al centro dello studio di Canguilhem29.
In Foucault, la critica della pretesa oggettivante del positivismo biolo-
gico non avviene, come in Canguilhem, a partire dallesperienza concreta
del vivente, attraverso un approccio alle norme colte nel momento stesso

26
A questa lettura in parallelo si dedicato Pierre Macherey. Anche la storia editoriale
dei due saggi ne evidenzia i punti di contatto. Nel 1943, Canguilhem pubblica la sua
tesi di medicina dal titolo Essai sur quelques problmes concernant le normal et le pathologique,
nel 1963 ventanni dopo fa pubblicare nella collana Galien che dirige per le
Presses Universitaires de France, consacrata alla storia e alla filosofia della biologia e
della medicina, lopera di Foucault Naissance de la clinique. Nello stesso anno, Canguilhem
tiene alla Sorbona un corso dedicato alle norme e prepara, in contemporanea, una nuova
edizione del suo saggio che verr pubblicata nel 1966 con laggiunta delle Nouvelles
rflexions concernant le normal et le pathologique. Cfr. P. Macherey, De Canguilhem Foucault. La
forces des normes, La Fabrique, Paris 2009, p. 99.
27
Cfr. ivi, pp. 98-101.
28
G. Canguilhem, Le normal et le pathologique, cit., p. 116.
29
[I]l y a une essentielle normativit du vivant, crateur de normes qui sont lexpression de sa
constitutive polarit. Ces normes rendent compte du fait que le vivant nest pas rductible une donne
matrielle mais quil est un possible, au sens dune puissance, cest--dire une ralit qui se donne demble
comme inacheve parce quelle est confronte par intermittence aux risques de la maladie, et celui de la
mort en permanence; P. Macherey, De Canguilhem Foucault, cit., p. 102.
136 Gianluca Vagnarelli

in cui sono generate dalla dinamica della normativit, ma da una prospet-


tiva storica situata nel pieno sviluppo di un processo sociale e politico.
Egli procede attraverso una archeologia delle norme mediche le quali, pi
che essere valutate dal punto di vista del malato, lo sono da quello del
medico e delle istituzioni mediche. Il vivente, in Foucault, cessa di essere
ci che era stato per Canguilhem, e cio il soggetto produttore delle nor-
me, per divenirne il punto di applicazione30. In questo senso, il discorso
foucaultiano sulla normalit, oltre ad essere un modello epistemologico
regolante le conoscenze, soprattutto un modello politico di regolazione
dei comportamenti. La stessa nozione foucaultiana di exprience d conto
non dellesperienza del vivente, ma di unesperienza storica, anonima e
collettiva, che diviene esperienza de vivant invece che du vivant31.
Tuttavia ed laspetto che intendiamo qui sottolineare la ri-
flessione sul normale e sul patologico costituisce il nucleo intorno al
quale si articola lanalitica foucaultiana e la sua ipotesi di emersione di
un nuovo tipo di potere. Come noto, il discorso foucaultiano sul potere
mira anzitutto ad emanciparlo da ogni subordinazione funzionale alla
quale vorrebbero ridurlo il liberalismo e il marxismo32. Il potere ha, per
Foucault, la medesima estensione del corpo sociale, intrinseco a una
molteplicit di relazioni e non obbedisce alla forma unica del divieto e
della punizione. Pertanto, esso non deve essere pensato secondo la for-
ma binaria dominanti/dominati, ma come una produzione multiforme
di rapporti extralegali, di procedure disperse, eteromorfe e locali, il cui

30
La mdecine ne doit plus seulement tre le corpus des techniques de la gurison et du savoir
quelles requirent ; elle enveloppera aussi une connaissance de lhomme en sant, cest dire la fois une
exprience de lhomme non malade et une dfinition de lhomme modle. Dans la gestion de lexistence
humaine, elle prend une posture normative, qui ne lautorise pas simplement distribuer des conseils de
vie sage, mais la fonde rgenter les rapport physiques et moraux de lindividu et de la socit o il vit;
M. Foucault, Naissance de la clinique, PUF, Paris 2009, p. 35.
31
Cfr. P. Macherey, De Canguilhem Foucault, cit., pp. 102-104.
32
Il me semble quil y a un certain point commune entre le marxisme et le libralisme, cest-a-dire
un certain conomisme dans la thorie du pouvoir. Pour la conception juridique et librale du pouvoir
politique, le pouvoir est considr comme un droit dont on serait possesseur comme dun bien. Dans la
thorie marxiste il y a une fonctionnalit conomique du pouvoir, le pouvoir comme dfenseur des rapports
conomiques de la socit. [] Dans mes recherches je pose des questions : le pouvoir est-il toujours dans
une position seconde par rapport lconomie ? [] Mme si les rapports de pouvoir sont profondment
intriqus dans et avec les relations conomiques, lindissociabilit de lconomie et du politique ne serait
pas de lordre de la subordination fonctionnelle; M. Foucault, Il faut dfendre la socit . Cours au
Collge de France (1975-1976), Seuil/Gallimard, Paris 1997, pp. 14-15.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 137

incrocio pu produrre fatti generali di dominio che possono organizzar-


si secondo strategie globali pi o meno coerenti e unitarie33. Lanalisi di
Foucault spodesta dunque il re dalla sua posizione centrale, per sostitu-
irlo con i soggetti in relazione tra loro; il suo intento quello di rendere
la complessit e molteplicit delle relazioni di potere, che non vanno
pensate come se fossero al servizio di un interesse economico assunto
come originario. La lotta di classe pu dunque non essere la ratio, la ga-
ranzia dintelligibilit di certe strategie di potere34. Non vi sono infine,
per Foucault, relazioni di potere senza resistenza. Una resistenza che
non quella codificata e regolata del diritto e della sovranit, ma che fa
riferimento a quellinsieme di lotte, di tattiche mobili e multiple che sono
tutte interne ai rapporti di potere e che queste dinamiche contribuiscono
continuamente a ridefinire35.
dunque questo campo del potere, costituito da un insieme di lotte
disseminate, di resistenze locali eterogenee ed imprevedibili, pi che il
fatto massimo del dominio, a dover essere compreso. Non si tratta di in-
tendere il potere come un nucleo centrale dal quale si irradiano decisioni,
ma di analizzarlo nelle sue pratiche reali ed effettive, e in stretta relazione
con il sapere36. Il tema generale dellanalitica foucaultiana, pi che la ge-
nesi della sovranit, sar cos quello delle relazioni di potere che investo-
no i corpi singolari e collettivi. In particolare, saranno la disciplina e la
biopolitica a rappresentare le tecnologie in grado di concretare la presa
del potere sulla vita, sia al livello delluomo-corpo, sia a quello delluomo-
specie. Attraverso il disciplinamento delle condotte e la regolazione dei
processi vitali, esse consentiranno un controllo, allo stesso tempo indi-
vidualizzante e massificante, sulla vita. In questottica, il XVIII secolo
rappresenter uno snodo di fondo dellanalisi foucaultiana, nel quale si
assister a un processo di progressiva conquista di nuovi spazi operato
dalla medicina, che consentir alla scienza medica di uscire dal suo tra-
dizionale perimetro per collocarsi al centro della scena pubblica. Questo
processo di occupazione, cui Foucault dar il nome di medicalizzazione,
permetter alla medicina il salto dal singolare al collettivo, dal livello della

33
M. Foucault, Pouvoirs et stratgies, in M. Foucault, Dits et crits II, cit., pp. 418-428,
p. 425.
34
Cfr. ibidem.
35
Cfr. M. Foucault, Il faut dfendre la socit , cit., p. 254.
36
Cfr. ivi, pp. 14-27.
138 Gianluca Vagnarelli

clinica a quello della sant publique, facendola divenire elemento centrale


del nuovo governo dei viventi37.
dunque da tale prospettiva che intendiamo affrontare la riflessione
sulla medicalizzazione che Foucault sviluppa a partire da Naissance de la
clinique, non solo come occasione per ricostruire la genesi di questa catego-
ria, ma anche come opportunit per la messa in evidenza della molteplicit
delle trame che questo tema intrattiene con leconomia complessiva della-
nalitica foucaultiana del potere.

Naissance de la clinique

La ricostruzione foucaultiana della nascita della clinica prende avvio da


una riflessione epistemologica che ha quali punti di riferimento lo sguardo
e lo spazio. Sono infatti le modificazioni semantiche e la rilocalizzazione del
visibile e dellinvisibile ad annunciare la riarticolazione del discorso medico
che avverr alla fine del XVIII secolo. in questo periodo che la clinica
subir un processo di profonda ristrutturazione che le consentir di andare
oltre il suo tradizionale ruolo di accumulatrice seriale di casi clinici, per dive-
nire parte essenziale de lexprience mdicale38. Vedremo pi avanti le profonde
implicazioni politiche di questo cambiamento. Ci che ci interessa porre in
rilievo ora , come detto, che questo mutamento segnalato da una diversa
qualit dello sguardo e da una nuova modalit di rapportarsi allo spazio39. Lo
sguardo assume una forza maggiore rispetto al passato, legittimato da una
istituzione, uno sguardo che non si esaurisce nella sistemazione del per-
cepito allinterno di tableaux nosologici, ma diviene sguardo calcolatore in
grado di cogliere la devianza40. I cambiamenti pi significativi riguarderanno
per il rapporto tra lindagine visiva del soggetto inquirente e la localizzazio-

37
Par pense mdicale, jentends une faon de percevoir les choses qui sorganise autour de la
norme, cest--dire qui essaie de partager ce qui est normal de ce qui est anormal, qui nest pas tout fait
justement le licite et lillicite ; la pense juridique distingue le licite et lillicite, la pense mdicale distingue
le normal et lanormal ; elle se donne, elle cherche aussi se donner des moyens de correction qui ne sont
pas exactement des moyens de punition, mais des moyens de transformation de lindividu, toute une
technologie du comportement de ltre humain qui est lie cela; M. Foucault, Le pouvoir, une bte
magnifique, in Dits et crits II, cit., pp. 368-382, p. 374.
38
Cfr. M. Foucault, Naissance de la clinique, cit., p. 62.
39
Cfr. ivi, pp. vii-x.
40
Cfr. ivi, pp. 88-89.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 139

ne della malattia. Foucault li descriver tramite il richiamo alla categoria di


spazializzazione che, distinta in diversi livelli di significato, gli consentir
di narrare i modi di affermazione della medicina nello spazio pubblico41.
Vale la pena, dunque, approfondire le tappe di tale ragionamento.
Il primo livello della spazializzazione descritto da Foucault si richiama
alla medicina classificatrice che domina la Nosologie di Sauvage e la Noso-
graphie philosophique di Pinel. Sulla loro scia, la definizione di unessenza del-
la malattia funzionale alla collocazione nellambito di tableaux medici nei
quali la vicinanza definita per analogia di formes patologiche42. In questo
contesto, lo sguardo medico privo di ogni autonomia, essendo stretta-
mente sottomesso alla precisa conoscenza del rigido ordine dettato dalla
nosologia. Ma esso, tutto teso a spazializzare la classe, il genere e la specie
della malattia nellambito delle griglie nosologiche, finisce per occultare la
soggettivit del paziente e il suo corpo43.
A questo primo grado di incasellamento ne segue un secondo, che
chiamer pi direttamente in causa il ruolo del medico, il quale dovr an-
dare oltre la mera localizzazione dellessenza patologica per collocarla nel
corpo del paziente. ci che Foucault definisce spatialisation secondaire du
pathologique, processo nel quale, attraverso lo sguardo medico che opera
come una sorta di lente di ingrandimento, si metter in comunicazione il
corpo essenziale della malattia con quello reale del malato44. Il processo
della spazializzazione secondaria consente quindi allo sguardo medico di
risolvere il problema di come unentit morbosa possa presentificarsi in
una massa di corpi indifferenziati.
Ma nelleconomia dellanalisi foucaultiana il terzo livello della spazia-
lizzazione ad assumere la maggiore importanza. Esso consiste in quellin-
sieme di azioni attraverso le quali, in una data societ, la malattia accer-
chiata, isolata, confinata in spazi chiusi e medicalmente investita45. Attra-
verso queste pratiche, un gruppo umano protegge se stesso reagendo alla
paura della morte e delle malattie, erigendo argini, praticando esclusioni,
stabilendo forme di assistenza, neutralizzando e respingendo il contagio46.

41
Cfr. ivi, pp. x-xv.
42
Cfr. ivi, pp. 2-5.
43
Cfr. ivi, p. 7.
44
Cfr. ivi, pp. 8-12.
45
Cfr. ivi, pp. 8-14.
46
Cfr. ivi, p. 15.
140 Gianluca Vagnarelli

La differenza sostanziale rispetto ai due primi livelli, nei quali la malattia


resta chiusa nel rapporto tra griglie nosologiche e localizzazione prodotta
dallo sguardo medico, che nella spazializzazione terziaria si affaccia il
tema dello spazio sociale della medicina. La collocazione della patologia
non avverr pi sul tableau medico o sul corpo del paziente, ma allinterno
del tessuto urbano nel quale si determineranno le nuove regioni dellin-
clusione e dellesclusione, i nuovi confini del normale e del patologico. Il
terzo livello della spazializzazione medica segna dunque, per Foucault, lo
sconfinamento della medicina oltre i perimetri delle griglie nosologiche
ove, tradizionalmente, era stata contenuta.
Il richiamo alla riflessione foucaultiana sui tre diversi livelli della
spazializzazione in particolare lultimo dei tre necessario in questo
contesto perch sottende il conflitto, pi fondamentale, tra una mdecine
des espces, come medicina estranea allo spazio sociale, e una mdicine agis-
sante, annunciando laffermazione di questultima. Mentre la prima po-
stula una medicina del non intervento, nella quale lesito finale della vita
o della morte rimesso al corso naturale delle cose, senza che interventi
esterni possano alterare il decorso della malattia che si svolge allinter-
no del nucleo familiare, nella mdecine agissante lassistenza del malato non
pu prescindere dalla mediazione dello Stato come controllore generale
di un processo che destinato ad investire lintero spazio sociale47. Ad
una spazializzazione libera della malattia, che non doveva in alcun modo
soggiacere alle costrizioni dellarchitettura ospedaliera, si sostituisce una
vigilanza generalizzata del patologico che sar messa in campo dallo Stato.
Ci perch lo stato di salute della nazione diviene, da un certo momento
in poi, politicamente rilevante per il potere e, di conseguenza, la medici-
na assume il carattere di tche nationale. Foucault inizia dunque a tracciare
i primi caratteri di quellincontro tra la tecnologia medica e le esigenze
dellideologia politica che verranno poi approfonditi nei suoi studi della
met degli anni settanta48.

47
Cfr. ivi, p. 37.
48
Cfr. M. Foucault, Les grandes fonctions de la mdecine dans notre socit, in M. Foucault,
Dits et crits I, cit., pp. 1248-1250; M. Foucault, La politique de la sant au XVIIIe sicle,
in M. Foucault, Dits et crits II, cit., pp. 13-27; M. Foucault, Crise de la mdecine ou crise de
lantimdecine ?, in M. Foucault, Dits et crits II, cit., pp. 40-58; M. Foucault, La naissance de la
mdecine sociale, in M. Foucault, Dits et crits II, cit., pp. 207-228; M. Foucault, Lincorporation
de lhpital dans la technologie moderne, in M. Foucault, Dits et crits II, cit., pp. 508-521.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 141

Una prima risposta a questa nuova esigenza del controllo politico della
salute della nazione sar data dalla diffusione capillare dei medici in tutto
il territorio nazionale. Gli anni che precedono e seguono la Rivoluzione
francese, scrive Foucault, sono infatti caratterizzati dallinsorgere di due
opposti miti: quello di una professione medica nazionalizzata e organizzata
sulla falsa riga del clero con la differenza che essa si fa carico della cura
dei corpi e non di quella delle anime , e il mito di una scomparsa della
malattia nellambito di una societ ricondotta alla sua sant originale49.

Les deux rves sont isomorphes lun racontant dune faon positive la mdicalisation
rigoureuse, militante et dogmatique de la socit, par une conversion quasi religieuse, et limplan-
tation dun clerg de la thrapeutique; lautre racontant cette mme mdicalisation, mais sur un
mode triomphant et ngatif, cest--dire la volatilisation de la maladie dans un milieu corrig,
organis et sans cesse surveill, o finalement la mdicine disparatrait elle-mme avec son objet
et sa raison dtre50.

Il significato assunto da ci che Foucault definisce mdicalisation dun-


que duplice. In una prima accezione, essa rimanda a un processo di strut-
turazione e legittimazione della medicina che vede il costituirsi di un clerg
de la thrapeutique diffuso su tutto il territorio della nazione e al quale oc-
correr garantire una piena legittimazione scientifica. In questa direzione,
i nascenti ospedali troveranno una loro ragion dessere nella formazione
della futura classe medica. La stessa riorganizzazione dei corsi universitari
di medicina, avviata subito dopo la Rivoluzione, risponder allesigenza
di restringere lesercizio della professione medica, assicurandole maggiore
prestigio rispetto al passato51.
Nel significato negativo, la medicalizzazione acquista invece il senso
di una diluizione della medicina e della malattia in un solvente in grado di
produrre un milieu corrig, organizzato e perennemente sorvegliato. La me-
dicalizzazione non dunque un fenomeno politicamente neutro. Dietro
il mito della sparizione totale della malattia e la ricostituzione di una pre-
sunta purezza originaria, la medicina si fa strumento di addomesticamento
di massa, funzionale al silenziamento dei troubles e delle passioni sociali52.

49
Cfr. M. Foucault, Naissance de la clinique, cit., pp. 31-32.
50
Ibidem.
51
Cfr. ivi, p. 45.
52
Cfr. ivi, p. 32.
142 Gianluca Vagnarelli

Questi due processi, aggiunge Foucault, devono essere intesi come


isomorfi, perch si compenetrano vicendevolmente. La medicalizzazione
militante e dogmatica che investe lintero spazio della societ si svolge in
parallelo a un processo di sparizione dei tradizionali confini della medici-
na, in forza del quale lintero campo sociale ad essere invaso dalla scienza
medica. La volatilizzazione della malattia e della medicina non significano,
dunque, il loro venir meno: in luogo di essere confinate in uno spazio cir-
coscritto, esse verranno sussunte in un milieu organizzato e perennemente
sorvegliato, che si approprier dellattitudine medica alla correzione del
patologico per esercitarla, questa volta, sullintera comunit.
Il rilievo politico che Foucault attribuisce a questi cambiamenti ri-
manda alla nascita della medicina come mezzo di normazione del vivente.
Infatti, a partire dal XIX secolo, la medicina non fonder pi il proprio sa-
pere solo sulle tecniche di guarigione del corpo malato, ma diverr scienza
dei corpi sani e delluomo modello. Essa si far prescrizione delle corrette
modalit di rapporto fisico-morali degli individui, e la sua attenzione si
orienter verso la definizione di ci che potr considerarsi normale piut-
tosto che sano53. Sta in questo passaggio lessenza della riflessione fou-
caultiana sulla clinica. Questultima, da luogo di accumulazione seriale del
sapere medico tramite losservazione, diviene teatro nosologico allinterno
del quale a prevalere la funzione assertiva su quella rivelativa della ma-
lattia. Verr meno lo sguardo, con il suo potere di analisi e di sintesi, e si
affermer un sapere discorsivo che giunge dallesterno54. La malattia, da
essenza nosologica estranea al soggetto e in grado di aggredirne la vita,
diverr vie pathologique. Se, dunque, i fenomeni patologici dovranno essere
valutati in stretta relazione alla vita, sar questa a divenire oggetto del con-
trollo e dellintervento della medicina. La medicalizzazione, abbattendo
le barriere che confinavano lo spazio medico in un luogo circoscritto, ha
consentito alla medicina di invadere il campo della vita, trasformando la
malattia da essenza nosologica in disordine, in devianza. La vita prender
in definitiva il posto che la natura aveva nella nosologia, divenendo il fon-
do dal quale la malattia potr trarre alimento per la categorizzazione dei
suoi disordini55.

53
Cfr. ivi, p. 35.
54
Cfr. ivi, p. 60.
55
Cfr. ivi, p. 156-157.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 143

La medicalizzazione negli scritti successivi a Naissance de la clinique

A partire dagli scritti dei primi anni settanta dedicati allo studio della
follia, Foucault torner pi volte sul tema della medicalizzazione e, in una
certa continuit con il carattere polisemico di questa nozione, ne evocher
significati diversi.
Lo studio della follia , per Foucault, lapprofondimento del negativo
presente nella societ, di ci che, in Occidente, stato rigettato ed escluso
nei sistemi di pensiero56. Tra la fine del XVIII e linizio del XIX secolo, la
condizione dei folli muta, ma tra le orde di coloro che fuoriescono dagli
istituti di cura essi non compaiono perch, inabili al lavoro, vi vengono
trattenuti come affetti da disturbi caratteriali o psicologici. questa iden-
tificazione del folle al malato mentale, prodottasi a partire dalla fine del
XVIII secolo e dettata da ragioni squisitamente economiche e sociali, ad
essere definita, da Foucault, medicalizzazione57. Nel corso al Collge
de France dedicato al pouvoir psychiatrique, il tema della medicalizzazione
della follia ripreso e messo in relazione con la trasformazione degli spazi
ospedalieri in luoghi di trattamento terapeutico. Il carattere disciplinare e,
al tempo stesso, medico di questi luoghi, consente di prolungarne leffetto
coercitivo sin dentro il corpo del malato. Lo status scientifico del sapere
medico permette in tal modo unintensificazione della disciplina manico-
miale, operando come una sorta di supplemento di potere58.
Nei significati sin qui richiamati, Foucault evoca dunque la medicaliz-
zazione sia nei termini di una patologizzazione della follia, sia in quelli di
unestensione dellinfluenza medica su luoghi disciplinari, con lobiettivo
di garantire una pi penetrante presa sui corpi; ma negli anni successivi a
questi scritti egli andr oltre tali accezioni.
In La politique de la sant au XVIIIe sicle, la medicalizzazione della fami-
glia presentata come uno dei caratteri della noso-politique59. Con questulti-
ma espressione si fa riferimento allemergere, in una molteplicit di punti
del corpo sociale, della salute e della malattia come problemi che richie-
dono una presa in carico di ordine collettivo. Pi che richiamare un inter-

56
Cfr. M. Foucault, La folie et la socit, in Dits et crits I, cit., pp. 996-1003.
57
Cfr. ibidem.
58
Cfr. M. Foucault, Le pouvoir psychiatrique. Cours au Collge de France (1973-1974),
Seuil/Gallimard, Paris 2003, p. 167.
59
Cfr. M. Foucault, La politique de la sant au XVIIIe sicle, cit., p. 18.
144 Gianluca Vagnarelli

vento verticale dello Stato in materia di medicina, la noso-politique rimanda


al sorgere di una molteplicit di istanze che si orientano verso lobiettivo
generale della salute e rispetto alle quali lo Stato pu giocare ruoli diversi60.
Questa accezione della medicalizzazione incrocia il problema della popo-
lazione e del suo sviluppo: in particolare, la famiglia a dover garantire le
condizioni fisiche ed economiche funzionali alla sopravvivenza dellinfan-
zia. Da questo momento, scrive Foucault, la famiglia non sar pi soltanto
una rete di relazioni inscritta in un sistema di parentela, in un meccanismo
di trasmissione di beni, ma diviene un milieu fisico denso, permanente e
continuo, che mantiene e favorisce il corpo del bambino. Il ne sagit plus
seulement de produire un nombre optimal denfants, mais de grer convenable-
ment cet ge de la vie61. Alla famiglia, definita come agente medicalizzato
e medicalizzante, spetter cos il duplice compito di produrre discendenza
e garantire le migliori condizioni possibili affinch i nascituri possano rag-
giungere, in piena salute, let adulta62.
La medicalizzazione, quindi, per Foucault un fenomeno che non
solo investe i luoghi deputati alla reclusione della follia, ma che invade
le stesse relazioni familiari, in particolare quelle tra genitori e figli. Se la
medicalizzazione dellinfanzia aveva quale originario obiettivo quello di
diminuire la mortalit infantile, la sua successiva evoluzione ha portato a
psicologizzare e psichiatrizzare lattitudine dei genitori nei confronti dei
figli. Lesito finale di questa progressiva colonizzazione degli spazi sociali
e familiari operata dalla medicina si ha con la mdicalisation indfinie che si
compie nel XX secolo.
Secondo Foucault, la mdicalisation indfinie si caratterizza per un inter-
vento della medicina di carattere autoritario, non richiesto n sollecitato (e
di cui le politiche sistematiche e obbligatorie di screening costituiscono un
esempio), in ambiti sempre pi vasti dellesistenza individuale e collettiva:
la depurazione delle acque, le condizioni di vita, il regime urbano e la stes-
sa salute divengono oggetto di intervento medico, tanto da non avere pi

60
Il ne sagit plus l du soutien une frange particulirement fragile trouble et perturbatrice
de la population, mais de la manire dont on peut lever le niveau de sant du corps social dans son
ensemble. [] Le support de cette transformation ? On peut dire en gros quil sagit de la prservation
de lentretien et de la conservation de la force de travail. Mais sans doute le problme est-il plus large ;
il concerne vraisiblement les effets conomico-politiques de laccumulation des hommes; ivi, pp. 16 e 18.
61
Ivi, p. 19 (tondo mio).
62
Ibidem.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 145

ambiti che siano loro esterni63. Dans la situation actuelle, ce qui est diabolique,
cest que, lorsque nous voulons avoir recours un domaine que lon croit extrieur
la mdecine, nous nous apercevons quil a t mdicalis64. Da qui si comprende
la ragione della diffidenza foucaultiana rispetto a Illich e alla sua idea di
opporre, alla medicina terapeutica, unarte de-medicalizzata della salute
fondata su particolari ritmi di vita, norme di alimentazione, igiene, condi-
zioni di lavoro, abitazione, ecc. La preponderanza assegnata al patologico
divenuta, al contrario, una forma generale di regolazione della societ dalla
quale non si pu in alcun modo fuggire:

Si le juristes des XVIIe et XVIIIe sicles inventrent un systme social qui devait tre
dirig par un systme de lois codifies, on peut affirmer que les mdecins du XXe sicles sont en
train dinventer une socit de la norme et non de la loi. Ce qui rgit la socit, ce ne sont pas
les codes, mais la distinction permanente entre le normal et lanormal, lentreprise perptuelle de
restituer le systme de normalit65.

Lapprodo alla teoria della mdicalisation indfinie, quale intervento di


carattere autoritario della medicina in ambiti sconfinati dellesistenza indi-
viduale e collettiva, segnala il passaggio a una societ della norma, impli-
cando un sistema di sorveglianza e controllo il cui cardine sar la classifica-
zione permanente degli individui, la loro gerarchizzazione e qualificazione
che, assumendo la forma di una mise en diagnostic delle esistenze, non potr
che avere nella medicina la sua scienza per eccellenza66.
La riflessione sulla medicalizzazione, che ha inizio a partire dalle pagine
di Naissance de la clinique e trova il suo culmine negli scritti della met degli
anni settanta, testimonia dunque del progressivo prevalere nellindagine
foucaultiana del tema del potere e dello stretto rapporto che esso ha in-
trattenuto con la medicina. In questo contesto, la medicina divenuta, per
Foucault, se non unarte di governare, certamente un modo di osservare,

63
Cfr. M. Foucault, Crise de la mdecine ou crise de lantimdecine ?, cit., p. 52.
64
Ivi, p. 51.
65
Ivi, p. 50.
66
Avec la mdicalisation, la normalisation, vous arrivez obtenir une sorte de hirarchie
dindividus capables ou moins capables, celui qui obit une certaine norme, celui qui dvie, celui quon
peut corriger, celui quon ne peut pas corriger, celui quon peut corriger avec tel moyen, celui pour lequel
il faut employer dautres moyens. Cest tout cela, cette espce de prise de considration des individus
en fonction de leur normalit qui est, je crois, lun des grands instruments de pouvoir dans la socit
contemporaine; M. Foucault, Le pouvoir, une bte magnifique, cit., pp. 374-375.
146 Gianluca Vagnarelli

correggere e migliorare il corpo sociale, ed proprio in ragione di questa


funzione pi che per il suo ruolo terapeutico che essa ha assunto una
posizione politicamente privilegiata a partire dal XVIII secolo67. Posizione
che le derivata dalla produzione di un discorso di verit suggellato dalla
scienza. La diffusione della medicina nei pi diversi ambiti sociali, e il fatto
che divenga una funzione generale della societ, resa possibile proprio
dalla sua sacralizzazione scientifica68. In sostanza, quella che Foucault de-
finisce la societ della normalizzazione al centro della quale si colloca il
potere medico testimonia di un potere che, andando ben al di l del ri-
stretto campo giuridico e legale dello Stato, opera come produttore di verit
legittimate dalla scienza, consentendo una presa efficace sui corpi69.
La biopolitica indica appunto una tecnologia rivolta non al controllo,
ma alla gestione calcolatrice dei processi vitali delle popolazioni. Il corpo
diviene una realt biopolitica e la medicina rappresenta una strategia bio-
politica70. Se il territorio lelemento cardine della sovranit giuridica, Fou-
cault, richiamandosi a La Perrire, definisce il governo come una maniera
di disporre le cose per indirizzarle non verso il bene comune, ma verso un
fine conveniente71. Il XVIII secolo segna, in questo senso, il passaggio da
unarte di governo a una scienza politica, dun rgime domin par les structures
de souverainet un rgime domin par les techniques du gouvernement72. Tecniche
che non renderanno pi la natura oppositiva rispetto al potere, ma consen-
tiranno a questultimo di agire al suo interno, funzionalizzando la vita ai
suoi imperativi73. Come ha osservato Roberto Esposito, con la modernit
ci che si afferma, in buona sostanza, la centralit della dimensione comu-
nitaria, pubblica, comune, della conservatio vitae74.
In conclusione, lindagine che Foucault sviluppa sul tema della medi-
calizzazione a partire da Naissance de la clinique assume il valore di unanalisi
dei cambiamenti di fondo nelle disposizioni del sapere, i quali testimonia-

67
Cfr. M. Foucault, La politique de la sant au XVIIIe sicle, cit., pp. 22-23.
68
Cfr. M. Foucault, Lextension sociale de la norme (entretien avec P. Werner), in M.
Foucault, Dits et crits II, cit., pp. 74-79, p. 76.
69
Cfr. M. Foucault, Le pouvoir, une bte magnifique, cit., pp. 378-379.
70
Cfr. M. Foucault, La naissance de la mdecine sociale, cit., p. 210.
71
Cfr. M. Foucault, Scurit, territoire, population. Cours au Collge de France (1977-1978),
Seuil/Gallimard, Paris 2003, p. 102.
72
Cfr. ivi, p. 109.
73
Cfr. ivi, p. 77.
74
Cfr. R. Esposito, Bos. Biopolitica e filosofia, Einaudi, Torino 2004, p. xiii.
Medicalizzazione e potere in Naissance de la clinique 147

no della profonda connotazione filosofica assunta dalla scienza medica


nella cultura europea della fine del XIX secolo. Com stato sottolineato,
lanalisi foucaultiana non tanto unanalisi materialista, quanto politica,
nel senso che mira a politicizzare, a sottomettere a una messa in questione
pubblica, un certo numero di pratiche che, in ragione di una loro fonda-
zione scientifica, pretendono di sottrarsi ad ogni problematizzazione di
questo tipo75. Al centro di tale processo vi lo svelamento del carattere
normativo della medicina, il nuovo senso attribuito alla malattia che inve-
stir, come detto, direttamente la vita. Questo ruolo normativo segner
uno scarto rispetto alla precedente missione della scienza medica, che non
sar pi confinata nel rapporto con loggetto patologico, ma si estender
sino alla disciplinarizzazione e allamministrazione del vivente.

Gianluca Vagnarelli
Universit degli Studi di Macerata
lucavagnarelli@libero.it

.
Medicalization and Power in The Birth of the Clinic

The proliferation, in the nineteenth century, of theories concerning


medicalization, contributed to the definition of the dynamic and polyvalent
character of this notion, which is sometimes the source of a certain conceptual
ambiguity. The Foucaultian reflection on medicalization, starting from Naissance
de la clinique, shows not only the centrality of body and life within the dynamics
of power, but also the overcoming of the juridical-discursive paradigm centered
on law, towards the affirmation of a society of norm. Thus, the medical science
will not be confined only to its exclusive relation with the pathological object,
but will extend its influence up to the disciplinarization and the administration
of the living.

Keywords: Biopolitics, Canguilhem, Medicine, Medicalization, Norms, Noso-politi-


que, Power.

75
Cfr. S. Legrand, Les normes chez Foucault, PUF, Paris 2007, p. 7.