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fernand de

dartein

quadrimestrale di cultura, storiA e tecniche della conservazione per il progetto diretto da Marco Dezzi Bardeschi
LA FIGURA, LOPERA, LEREDIT
1838-1912

fernand de dartein: la figura, lopera, leredit 1838-1912


Ricorre questanno il centenario di Fernand de Dartein (1838-1912), appassionato studioso, ingegne-
re, docente a lcole Polytechnique e allcole de Ponts et Chausses di Parigi, la cui opera epocale

Quaderni di Ananke, 4.2012


(ltude sur larchitecture lombarde et les origines de larchitecture romano-byzantine, pubblicato a
Parigi tra il 1865 ed il 1882) ebbe, al suo apparire, una grande fortuna, continuando ancor oggi a
rappresentare uno dei pi autorevoli e consultati testi per gli studi sullarchitettura dellItalia set-
tentrionale dei secoli X-XIII. Dartein ha dedicato pi di venti anni (almeno dal 1860 al 1882) alla
realizzazione del suo progetto, fecondo punto dincontro (e di confronto) tra i maggiori protagonisti
della cultura europea del suo tempo. La rivista ANANKE particolarmente lieta di presentare questo
Quaderno, frutto della generosa collaborazione con lArchivio privato De-
menge-Dartein, il CSCM dellUniversit di Poitiers e con trenta studiosi di
diverse discipline (la storia, la storia dellarte, il rilievo, larcheologia, il re-
uaderni di Ananke, 4. 2012
stauro) come prima occasione di riflessione ed approfondimento collegiale
sulla prestigiosa figura, opera ed eredit dello studioso francese, in unau-
spicata prospettiva di ulteriori nuove comuni iniziative a scala europea. 25,00
ananke. Quadrimestrale di cultura, storia e tecniche della conservazione per il progetto
Direttore responsabile Marco Dezzi Bardeschi
Autorizzazione del Tribunale civile e penale di Milano n. 255 del 22 maggio 1993

Quaderni di ananke 3, 2011.


Direttore responsabile Chiara Dezzi Bardeschi
Hanno redatto questo quaderno Chiara Dezzi Bardeschi, Gabriella Guarisco, Laboratorio di Informatica del
Dipartimento di Progettazione dellArchitettura, Politecnico di Milano.
Con i contributi di: Giovanni Azzone, Magnifico Rettore del Politecnico di Milano, ordinario di Sistemi di controllo di gestione, Facolt di Ingegneria dei
sistemi; Tancredi Bella, assegnista di ricerca in Storia dellarte medievale, Dipartimento di Scienze umanistiche, Facolt di Lettere e Filosofia, Universit degli

EVENTUALE SPON-
Studi di Catania; Aurlia Bolot-de Moussac, ingnieur, responsable de la Photothque du Centre dtudes Suprieures de Civilisation Mdivale (UMR
7302, Universit de Poitiers / CNRS); Enrico Bordogna, direttore del Dipartimento di Progettazione dellArchitettura, ordinario di Progettazione architettonica,
Politecnico di Milano; Marie-Thrse Camus, professeur honoraire dHistoire de lart mdival, membre du comit scientifique de la revue Cahiers de
civilisation mdivale, Centre dtudes Suprieures de Civilisation Mdivale (UMR 7302, Universit de Poitiers / CNRS); Maria Letizia Casati, conservatore
sezione Medioevo, Rinascimento, Quadreria, Novecento, Lapidario Medievale e Moderno, Musei civici di Como; Maria Antonietta Crippa, ordinario
di Storia dellarchitettura, Dipartimento di Architettura e pianificazione, Politecnico di Milano; Stefano Della Torre, ordinario di Restauro architettonico,
Direttore del Dipartimento di Scienza e tecnologie dellambiente costruito, Politecnico di Milano; Dominique Demenge, pronipote di Fernand de Dartein,
SOR
Archives Fernand de Dartein; Chiara Devoti, ricercatore di Storia dellarchitettura, Dipartimento Interateneo di Scienze, progetto e politiche del territorio,
I Facolt di Architettura, Politecnico di Torino; Lucio Fontana, architetto, Comune di Modena, settore lavori pubblici, servizio edilizia pubblica e storica;
Vittorio Foramitti, ricercatore di Restauro architettonico, Dipartimento di Ingegneria civile e architettura, Facolt di Ingegneria, Universit degli Studi di
Udine; Carmine Gambardella, ordinario di Disegno, Dipartimento di Cultura del Progetto, Preside della Facolt di Architettura Luigi Vanvitelli, Seconda
Universit di Napoli; Jessica Gritti, dottore di ricerca in Storia dellarchitettura e dellurbanistica, collaboratore alla didattica di Storia dellarchitettura e
delle tecniche costruttive, Dipartimento di Architettura e Pianificazione, Politecnico di Milano; Gabriella Guarisco, associato di Restauro architettonico,
Dipartimento di Progettazione dellArchitettura, Politecnico di Milano; Claudia Guastella, associato di Storia dellarte medievale, Dipartimento di Scienze
umanistiche, Facolt di Lettere e Filosofia, Universit degli Studi di Catania; Damiano Iacobone, ricercatore di Storia dellarchitettura, Dipartimento di
Architettura e pianificazione, Politecnico di Milano; Catherine Isaac, docteur de recherche, Dpartement Histoire de lart et archologie, Universit Toulouse
II Le Mirail UFR dHistoire, Arts et Archologie; Marco Leoni, architetto, assegnista di ricerca, Dipartimento di Scienza e tecnologie dellambiente costruito,
Politecnico di Milano; Maria Cristina Loi, ricercatore di Storia dellarchitettura, Dipartimento di Progettazione dellArchitettura, Politecnico di Milano; Nora
Lombardini, ricercatore di Restauro architettonico, Dipartimento di Progettazione dellArchitettura, Politecnico di Milano; Bernard Marrey, historien de
larchitecture ; Monica Naretto, ricercatore di Restauro architettonico, Dipartimento di Architettura e Design, II Facolt di Architettura, Politecnico di Torino;
Chiara Occelli, ricercatore di Restauro architettonico, Dipartimento di Architettura e Design, I Facolt di Architettura, Politecnico di Torino; Riccardo Palma,
ricercatore di Composizione Architettonica e Urbana, Dipartimento di Progettazione architettonica e disegno Industriale, I Facolt di Architettura, Politecnico
di Torino; Manuela Piscitelli, ricercatore di Disegno, Dipartimento di Cultura del Progetto, Facolt di Architettura Luigi Vanvitelli, Seconda Universit di
Napoli; Luigi Carlo Schiavi, ricercatore di Storia dellarte medievale, Dipartimento di Studi Umanistici, Facolt di Lettere e Filosofia, Universit degli Studi
di Pavia; Anna Maria Segagni, storica dellarte medievale, Dipartimento di Scienza della Letteratura e dellArte medievale e moderna, Facolt di Lettere
e Filosofia, Universit degli Studi di Pavia; Estelle Thibault, docteur en architecture de lUniversit Paris 8. Matre de confrences lcole nationale
suprieure darchitecture de Paris-Belleville; Gianpaolo Treccani, ordinario di Restauro architettonico, Dipartimento di Ingegneria civile, architettura, territorio
e ambiente, Facolt di Ingegneria, Universit degli Studi di Brescia; Ccile Treffort, professeur des Universits en histoire mdivale, Directrice du Centre
dtudes Suprieures de Civilisation Mdivale (UMR 7302, Universit de Poitiers / CNRS); Angelo Torricelli, ordinario di Progettazione architettonica,
Preside della Scuola di Architettura Civile, Politecnico di Milano.

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Lara Vinca Masini, Javier Gallego Roca, Werner Oechslin, Salvatore Settis, Carlo Sini
Direzione, Redazione e Segreteria:
Corrispondenti italiani Dipartimento di Progettazione dellArchitettura, Politecnico di Milano
Piemonte e Val dAosta: Cristiana Chiorino, Maria Adriana Giusti, Rosalba Ientile, Liliana Pittarello; Lombardia: Maurizio Boriani, 20158 Milano, via Durando, 10
Raffaella Colombo, Giorgio Macchi, Sandro Scarrocchia, Gian Paolo Treccani; Veneto: Renata Codello, Giorgio Gianighian, Do- Tel. : 02-8323876 / 02-23995656 Fax: 02-23995638/5669
menico Luciani; Liguria: Stefano F. Musso; Emilia Romagna: Riccardo Della Negra, Carla Di Francesco, Andrea Ugolini; Toscana: E-Mail: redazione.ananke@gmail.com; marco.dezzi@polimi.it Website: http://www.anankerivista.it
Mario Bencivenni, Maurizio De Vita, Daniela Lamberini; Lazio: Calogero Bellanca, Margherita Guccione, Maria Teresa Jaquinta,
Giorgio Piccinato, Maria Piera Sette; Campania: Stella Casiello, Alessandro Castagnaro, Stefano Gizzi, Andrea Pane; Marche e copyright Alinea editrice s.r.l. - Firenze 2003
Abruzzo: Claudio Varagnoli; Calabria e Basilicata: Alessandra Maniaci, Simonetta Valtieri; Sicilia: Maria Rosaria Vitale 50144 Firenze, via Pierluigi da Palestrina, 17/19 rosso

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I saggi contenuti in questo Quaderno sono il frutto di una call-for-papers internazionale e sono stati selezionati dal relativo Comitato Scientifico. ISSN 1129-8219
E-mail: ananke@alinea.it
I singoli autori sono responsabili di eventuali omissioni di credito o errori nella riproduzione delle immagini e del materiale presentato
info@alinea.it, www.alinea.it
In copertina: Fernand de Dartein, in una fotografia del 1860-61, APFD; F. de Dartein, disegni di rilievo e di progetto: Pavia, APFD, Carnet S, p. 3 con segnalate le similitudini
tra i capitelli di Santa Maria del Popolo e Santo Stefano a Pavia (Cl. CSCM-E. Michaud, coll. prive Demenge-Dartein); Brescia, la Rotonda, coll. part., disegno preparatorio
della planche 21 delltude, acquarellato con diverse scritte a matita e firmato Dessin par F. de Dartein (Cl. CSCM-E. Michaud, coll. prive Demenge-Dartein); dettaglio del tutti i diritti sono riservati: nessuna parte pu essere riprodotta senza il consenso della Casa editrice
disegno di progetto del Padiglione per i Lavori Pubblici per lEsposizione Universale di Parigi del 1889, quotato ed acquarellato, datato 8 marzo 1887, secondo studio, APFD finito di stampare nel maggio 2012
(Cl. CSCM-E. Michaud, coll. prive Demenge-Dartein). stampa: Lito Terrazzi Cascine del Riccio (Firenze)
Fernand de Dartein:
La figura, l'opera, l'eredit
Saluti degli Enti patrocinanti e del Comitato d'onore
Louis Godart, Le fonti della conoscenza, 4; Giovanni Azzone, "Antichi maestri" politecnici, 6; Angelo Torricelli,
Rilievo, disegno, progetto e l'identit in architettura, 7; Enrico Bordogna, Il Dipartimento di Progettazione dell'Architettura
e l'importanza di un convegno, 9; Stefano Della Torre, Il mutevole confine tra rilievo e restauro "sulla carta", 11; Arturo
Carlo Quintavalle, Ma esiste l'arte lombarda?, 12; Letizia Casati, Interrogare il dettaglio come strumento di conoscenza,
16; Anna Maria Segagni, 17, Claudia Guastella, L'tude, una lettura catanese? 18
Saggi introduttivi
Marco Dezzi Bardeschi 20 1810-1860: l'architettura lombarda fino a Dartein
Dominique Demenge 28 Derniers crits en guise de testament
Marie-Thrse Camus, 35 Fernand de Dartein (1838-1912): de la dcouverte de ses dessins des glises
Aurlia Bolot-de Moussac lombardes leur exploitation scientifique: une opration du CSCM de Poitiers
Ccile Treffort 49 Relevs pigraphiques dans les carnets dItalie

La storiografia, il disegno e il rilievo, l'insegnamento


Gabriella Guarisco 55 Il Romanico: una questione linguistica
Damiano Iacobone 63 Dartein-Hope: la centralit del medioevo lombardo nella storia dellarchitettura
Gianpaolo Treccani 69 Giulio Cordero di San Quintino e il restauro a Brescia nell'Ottocento
Maria Cristina Loi 76 Sulluso del disegno in architettura. Il caso del San Lorenzo a Milano
Chiara Dezzi Bardeschi 88 Savoir c'est prvoir. Questioni di metodo: dallarcheologia al restauro
Estelle Thibault 91 Enseigner larchitecture lcole Polytechnique (1867-1910)

I 'monumenti lombardi': una rivisitazione


Nora Lombardini 99 Ravenna: i monumenti lombardi, una rivisitazione
Tancredi Bella 110 Milano: Sant'Ambrogio e San Celso, disegni e lettere inediti
Marco Leoni 121 Como: Fernand de Dartein e i restauri della basilica di SantAbbondio
Gabriella Guarisco 131 Como: Lombardo e comacino. I restauri di San Fedele e di San Carpoforo
Luigi Carlo Schiavi 146 Il successo europeo del romanico pavese
Jessica Gritti 158 Almenno: Dartein e l'architettura medievale bergamasca
Vittorio Foramitti 168 Cividale: studi e restauri del Tempietto Longobardo
Lucio Fontana 174 La Cathdrale de Modne e la sua fortuna critica
Marco Dezzi Bardeschi 179 Bonate: Santa Giulia nel taccuino di un giovane allievo
Chiara Devoti, Monica Naretto 185 L'architettura "lombarda" in area piemontese

Scienza e tecniche dei ponti in pietra


Bernard Marrey 191 Vivent les ingnieurs! les ponts ne sont pas anonymes
Maria Antonietta Crippa 192 Lo studio dei ponti in pietra
Carmine Gambardella, 202 Il rilievo dei ponti e la cultura geometrica francese
Manuela Piscitelli
Catherine Isaac 208 Considrations sur la notion dcoles rgionales des ponts
Chiara Occelli, Riccardo Palma 212 L'invenzione del MiTo. Il futuro del Canale Cavour (1863-1866)

Relazione conclusiva
Arturo Carlo Quintavalle 220 Lombardia, Medioevo e idee di nazioni
Comitato donore:
Giovanni Azzone
Magnifico Rettore del Politecnico di Milano
Giancarlo Andenna
Ordinario di Storia medioevale, Direttore del Dipartimento di Studi medioe-
vali, umanistici e rinascimentali presso lUniversit Cattolica del Sacro Cuore
di Milano
Roberto Cecchi
Sottosegretario ai Beni Culturali, MiBAC
Franoise Choay
Historienne des thories et des formes urbaines et architecturales, ancien pro-
fesseur aux universits de Paris I e Paris VIII
Dominique Demenge
Pronipote di Fernand de Dartein, Archives Demenge-Dartein
Louis Godart
Consigliere del Presidente della Repubblica per la conservazione del patri-
monio artistico
Jean Mesqui
Ingnieur des ponts et chausses
Anna Maria Segagni
Storica dellarte medievale, Dipartimento di scienza della letteratura e dellAr-
te medievale e moderna, Facolt di Lettere e Filosofia, Universit degli Studi
di Pavia
Angelo Torricelli
Preside della Scuola di Architettura Civile, Politecnico di Milano

Comitato scientifico operativo:


Marie-Thrse Camus
Professeure honoraire dHistoire de lart mdieval, membre du comit scienti-
fique de la revue Cahiers de civilisation mdivale, CSCM
Letizia Casati
Conservatore sezione Medioevo, Rinascimento, Quadreria, Novecento, Lapi-
dario Medievale e Moderno, Musei civici di Como
Stefano Della Torre
ordinario di restauro architettonico, Direttore del Dipartimento di Scienza e
Tecnologie dellAmbiente Costruito, Politecnico di Milano
Marco Dezzi Bardeschi
ordinario di restauro architettonico,Politecnico di Milano
Saverio Lomartire
associato di Storia dellArte medievale presso lUniversit degli Studi del Pie-
monte Orientale Amedeo Avogadro, Facolt di Lettere e Filosofia, Vercelli
Carlo Arturo Quintavalle
Presidente, Associazione Italiana Storici dell'Arte Medievale (AISAME)

Responsabile scientifico:
Gabriella Guarisco
associato di restauro architettonico, Politecnico di Milano
F. de Dartein, Pavia, San Michele (F. de Dartein, tude sur larchitecture lom- Segreteria tecnica:
barde et sur les origines de larchitecture romano-byzantine, Dunod, Paris,
1865-1882, Planche 58) Chiara Dezzi Bardeschi

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como: Lombardo e comacino. rilievi e restauri
delle basiliche DI san Fedele e disan Carpoforo
Gabriella Guarisco
Abstract: From the Romanesque to the Lombard and the Comacine style: the essay traces the definition of these terms
in relation to the long season of restoration works carried out in Como during the XIXth century. The restoration works at
the two basilicas of Como are deeply intertwined with the studies and the opinions given by Dartein, who became, in
Como, one of the most authoritative references. The comparison between the drawings contained in Darteins Carnets,
the published Planches and the work realized completes and redefines the overall history of the two monuments.

Nella lunga storia della definizione della categoria stilisti- Con questa affermazione Muratori finisce col far prove-
ca del Romanico e delle sue sottospecie, un posto privile- nire da Como i magistros comacinos, quei riconosciuti
giato occupato dalla Lombardia e soprattutto da Como. mastri costruttori che un po ovunque per lItalia lasciaro-
Gli studiosi ottocenteschi, da Hope a Ricci, da Quicherat a no traccia del loro operato, ma soprattutto fornisce agli
Dartein, fanno ripetutamente riferimento allautorevolez- studiosi ottocenteschi la spalla autorevole per linvenzio-
za di Ludovico Antonio Muratori per sostenere che Como ne, evolutiva, allindietro, dallarchitettura Romanica, a
doveva essere stata la patria dei maestri comacini. La quella Lombarda ed infine Comacina. Allinizio del No-
ventiquattresima dissertazione delle Antiquitates Italicae vecento Ugo Monneret de Villard3 mette gi in forte dub-
Medii Aevi1, (1739) dal titolo De artibus italicorum post bio questa attribuzione e preferisce interpretare quei citati
inclinationem romani imperii, inizia col far rilevare che in maestri non come comacinos, ma come cum machinis o
Italia, nonostante la dominazione barbara, erano attivi cum macinis Solo in anni a noi molto pi vicini (1985),
pittori, scultori, fabbri, orefici, caementarios e mura- uno di quegli studiosi che subirono fortemente la censura
rios locali. Sotto il regno longobardo questi ultimi due della cultura dominante, Eugenio Battisti, nelle pagine
furono chiamati magistros comacinos, cos come risulta della Rivista di storia della filosofia, in un articolo dedicato
dalla legge 144 di Rotario. Lo stesso Muratori deve fare allarchitettura e allurbanistica nelle enciclopedie medio-
riferimento alla linguistica e a fonti antiche per cercare di evali, con riferimento a Isidoro di Siviglia (cio utilizzan-
spiegare cosa fossero i magistros comacinos. Richiamato do una fonte scritta di mille anni precedente a Muratori)
Hugo Grotius (che attribuiva al termine comacinum il si- scrive: Tre specialisti si occupano delledilizia: larchitetto
gnificato di architetto), cita Lindenbrogius e Du-Cangius che ha il compito di disegnare la pianta in base alla quale
che attribuiscono al termine un significato diverso, lega- sono poi gettate le fondazioni studiando la resistenza dei
to ad un luogo, a Como: Senza fallo fu presa quella muri secondo laltezza prevista []; i maciones i muratori
denominazione [comacina] non gi in Romanula, o sia (in gergo, forse, i commacini se lavoranti in gruppi) cos
Romandiola, oggid Romagna, e anticamente Flaminia, detti da machinis poich usano impalcature o, pi speci-
ma bens dalla citt o contado di Como2, tant che ve- ficatamente, centine per la costruzione di muri ed archi;
teres enim dixere lacum comacinum, insulam comacina i decoratori, che possono lavorare con legno, facendo
pro comenses. soffitti dorati, o con marmo4.

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In questo ampio quadro di riferimento si inserisce lopera lombarda. In primo piano, poich spesso richiamate
di Dartein, interamente dedicata a quellarchitettura Lom- nel testo, ci sono le opere che riguardano la storia civile
barda, sottospecie del Romanico, il cui studio era stato dellItalia e con queste, altrettanto soventemente citate,
rinviato da Quicherat ad altri studiosi (ed ecco Dartein quelle degli storici locali e dei restauratori. Ovviamen-
raccogliere la sfida). te Dartein fa spesso riferimento agli studiosi francesi che
ancora Sanpaolesi a coinvolge Dartein nella storia del hanno definito la categoria stilistica del Romanico, ma
dibattito sul romanico: Ma subito dopo [Abadie] un suo in particolare risulta significativa proprio per la conti-
connazionale il Dartein intorno al 1865, sia pure nasco- nuit metodologica lopera di Henry-Antoine Rvoil6,
stamente ne estende la validit allarchitettura lombarda Architecture romane du Midi de la France, pubblicata in
e italiana in genere di questo tempo [XI e XII sec.], dopo tre volumi tra il 1864 e il 1867, ovvero pressoch simul-
averlo dapprima un po equivocamente denominata taneamente alltude. Anche in questo caso al testo sono
romane-byzantine facendo una tortuosa classificazione aggiunte numerose grandi Planches che, per ogni edifi-
nella quale larchitettura lombarda frutto della influenza cio preso in esame e con singolare similitudine rispetto
romana, bizantina e barbara5. necessario comprende- alltude, restituiscono piante, alzati e molto spesso det-
re quali siano stati i riferimenti che Dartein doveva ave- tagli di lapidi, capitelli, finestre.
re ben presenti nellaffrontare la questione architettura Quello che rende lopera di Dartein singolare rispetto ai

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restauri in fase di esecuzione a Como il fatto che nel a stampa. I viaggi di Dartein in Italia e a Como, si svol-
corso dei successivi viaggi, cos come restituito dai carnet gono nellarco di circa ventanni tra il 1860 e il 18807, gli
e dalle corrispondenze, i suoi pareri sulle sorti del patri- anni che coincidono con i grandi cantieri di restauro, ma
monio architettonico dellXI secolo divengono sempre pi soprattutto con lavanzamento del pensiero sul restauro e
incisivi. In alcuni casi Fernand de Dartein si limita a docu- la sua incessante ridefinizione8.
mentare mediante i rilievi uno stato originario presunto I restauri dellabside di San Fedele, condotti sotto la dire-
(vedi in questa pubblicazione il testo di Nora Lombardini zione di don Vincenzo Barelli, risalgono agli anni succes-
e in particolare il caso di San Vitale a Ravenna), ma per sivi al 1870, cos come quelli dellabside e dellinterno
due monumenti comaschi, San Fedele e San Carpoforo, di San Carpoforo. Lassidua frequentazione dellambiente
finiranno singolarmente nelltude i disegni del prima e degli archeologi francesi da parte di don Serafino Bale-
del dopo dei restauri. Mentre per la basilica di SantAb- stra e lapprovazione dei lavori da lui eseguiti a SantAb-
bondio il disegno dello stato attuale ad esempio della bondio da parte di Camillo Boito nelle pagine de La Per-
facciata (vedi in questa pubblicazione il testo di Marco severanza, lasciano pensare ad unampia approvazione
Leoni) documentato solo nei taccuini di viaggio (ma anche da parte di Dartein di quanto veniva fatto e quindi
non pubblicato n nel Texte n nellAltas), per le altre due la scelta di pubblicare lo stato finale (o di progetto) dei
basiliche comasche la documentazione ante-post avviene lavori di restauro. Sta di fatto che i disegni delle due ba-

Alcune delle tavole di Antoine Rvoil, tratte da Architecture romane du Midi


de la France, 1864-1867. Da sinistra a destra: Chapelle de Ste Croix de Mon-
tmjour pres d'Arles; Eglise des Saintes-Maries; Eglise de St Gilles (Gard) e,
sotto, Elevation du portail de l'eglise de St Trophime a Arles

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Sopra: veduta dell'abdise di San Fedele con i finestroni rettangolari (APFD, Carnet F, p. 50, 16 settembre 1861, Cl. CSCM-E.Michaud/coll. prive Demenge-
Dartein); sotto, a sinistra: alcuni dei disegni di Eugenio Linati e Luigi Tatti per la riforma dei finestroni dell'abside (AMCo, Regio Ispettorato); la planche 85 con
il rilievo e le tavole 83-84 con il progetto

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siliche comasche, rilevate nei dettagli e con dovizia quasi
ossessiva, saranno pubblicati nei due stadi, prima e dopo
gli interventi.

San Fedele: Dartein restauratore. Malheureuse-


ment, pour juger ainsi lglise del Saint Fidle, il faut se
la reprsenter telle quelle fut primitivement, et non tel-
le quon la voit aujourdhui9. Con questa constatazione
Dartein inzia la descrizione della basilica seconda sede di
Cattedra a Como. In questo caso Dartein sar protago-
nista di una parte consistente dei restauri ed in particolare
del ripristino delle tre finestre dellabside. Oltre a ci, cos
come testimoniato dalle lettere di don Vincenzo Barelli,
Dartein si far promotore dellidea di liberare la ba-
silica dagli edifici che nel corso degli anni le si sono
addossati10.
Per labside di San Fedele possibile constatare come il
disegno del carnet F datato 16 settembre 1861, che ripor-
ta la scritta San Fedele. Epoque du Dme de Modne,
sia il preparatorio della planche 8511: due vedute che for-
niscono la documentazione sullo stato di consistenza dei
finestroni prima del 187912. I primi disegni della rifor-
ma dei finestroni, effettuati dopo un lunghissimo dibat-
tito sulla loro geometria, sui materiali da mettere in ope-
ra e sui dimensionamenti delle nuove finestre strombate
sono redatti da Luigi Tatti ed Eugenio Linati13. In questo
caso Dartein sar lautorevole protagonista dellinterven-
to in quanto don Vincenzo Barelli, nella sua veste di Ispet-
tore gli scavi della Provincia, decider (27 aprile 1879)
F. de Dartein, rilievo della pianta di San Fedele. APFD, Carnet M, p.70 (Cl. CE
che le finestre dovranno essere rifatte cos come indicato SCM-E.Michaud/coll. prive Demenge-Dartein)
nelle tavole 83 e 84 delltude, mettendo cos fine ad una
lunga e faticosa fase di riprogettazione. Il prospetto (pro- alle tre finestre. Peccato che poi, nella fase esecutiva, ven-
getto) dellabside (con le relative finestre strombate) cos gano messe in opera dal marmista Pirelli lastre di marmo
come dovr essere dopo lintervento, restituito dalle due bianco di Musso (ma suggerite da Barelli stesso), tanto
planches e dal disegno qui oggi pubblicato nella sezione candide da dover essere poi per riparare il guasto este-
a colori (Saint Fidle, vue de labside, aquarelle. Clich tico, che rendeva evidente la ricucitura messa in opera
CSCM-E. Michaud/coll. prive Demenge-Dartein). Ba- una sorta di scagliola grigiastra, in alcune parti tuttora
relli, cos come indicato da Dartein, proclamer anche visibile. Ma quel che resta , che ancor oggi, quel marmo
leliminazione della balaustrata interna in corrispondenza bianco delimitante le finestre strombate rifatte intorno alle

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quali cera stato tanto dibattito, fin troppo riconoscibile: di incisioni pubblicata da Barelli nel 1893. Per lo studio
un errore costruttivo che per Barelli doveva proprio es- a scala urbana del complesso costituito dal Mercato del
sere imperdonabile. grano, da SantEufemia, San Giovanni in Atrio e San
Dai carnet (P, pp. 24-25) emergono anche gli studi sulla Pietro in Atrio (il cuore della citt) bisogner attendere
preesistente chiesa dedicata a SantEufemia, sulla quale (1973) le ipotesi di trasformazione pubblicate da Giusep-
fu poi edificata lodierna basilica di San Fedele. Laula pe Rocchi15.
viene individuata in corrispondenza della navata maggio-
re con lannotazione che i resti si trovano al di sotto del San Carpoforo, ovvero dello stato originario
pavimento in marmo bianco e nero che formano diversi presunto. davvero difficile per chi non conosce la
disegni. Ma questi rilievi non entreranno n nelltude storia dei restauri realizzati nellOttocento e leffettivo
n, in seguito, ne I monumenti comaschi14, la raccolta odierno stato di consistenza della basilica di San Carpo-

F. de Dartein, i rilievi della pianta della basilica di San Fedele (sopra, APFD, Carnet P, pp. 20-21, Cl. CE SCM-E.Michaud/coll. prive Demenge-Dartein) e della
precedente chiesa di Sant'Eufemia (sotto, APFD, Carnet P, pp. 24-25 Cl. CSCM-E.Michaud/coll. prive Demenge-Dartein); nella pagina a fianco: F. de Dartein,
il dettagliato rilievo dell'abside della basilica di San Fedele (APFD, Carnet P, p. 22, Cl. CSCM-E.Michaud/coll. prive Demenge-Dartein)

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foro orientarsi nella consistente mole di disegni (perlopi particolare erano state in quelloccasione separate dalla
ricostruzioni di uno stato originario) e progetti che gli chiesa con un muro le ultime due campate (destinate a
archivi restituiscono rispetto allesistente. torchio e a superiore fienile) verso la facciata (peraltro
I taccuini di viaggio realizzati da Dartein dimostrano che inagibile in quanto addossata alla montagna) e vennero
per ben tre volte, negli anni 1863, 1869 e 1874, linge- costruite le volte, delle quali Luigi Tatti fornisce unaccura-
gnere francese torna a rilevare ledificio. Anche in questo ta descrizione (1879)17 nelle pagine de Il Politecnico: Si
caso, nellarco di quegli anni, sono in corso gli studi e pens a coprire col gusto del tempo la navata con vol-
i progetti per il restauro da parte di Luigi Tatti e sotto la ta in mattoni ad arco scemo intonacando e dipingendo
supervisione di don Vincenzo Barelli. volta e pareti goffamente, senza badare pi che tanto se
Ledificio era stato profondamente trasformato nel Cin- gli esili pilastri e la limitata grossezza dei muri dambito
quecento16 su progetto di Antonio Piotti da Vacallo. In bastavano a reggere le spinte. Lo stesso Tatti descrive

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F. de Dartein, i primi disegni della chiesa di San Carpoforo nel carnet K, da p. 75 a p. 77, APFD (Cl. CSCM-E.Michaud/coll. prive Demenge-Dartein) con
molte annotazioni sulla storia della fabbrica

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A sinistra: F. de Dartein, la datazione delle tre epoche costruttive della basilica
di San Carpoforo cos come annotata nel carnet M alla p. 68 datato 7 agosto
1869, APFD (Cl. CSCM-E.Michaud/coll. prive Demenge-Dartein); sotto, al
centro: la datazione della basilica cos come rappresentata da L. Bianchi nella
Rivista archeologica (1872); a destra: Il "rilievo dello stato originario presunto"
pubblicato da V. Barelli, RAC, 1880. In questo rilievo sono rappresentati gli
ultimi ritrovamenti, ovvero le tracce delle scale che conducono alla superiore
abside a all'inferiore cripta (che risulta fossero molto ridotte rispetto a quelle
esistenti) e soprattutto le tre (e non due, come le esistenti) campate verso
l'abside. Sotto, da sinistra a destra: F. de Dartein, pianta al livello della cripta
e pianta al livello della chiesa e delle copertura (planche 81); dettaglio della
basilica dal tiburio verso l'abside pubblicato nell'appendice del Texte a p. 523

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puntualmente tutte le modifiche apportate alla fabbri- fabbrica, segnalando che la chiesa moderne, che le
ca, compreso il rifacimento del tetto del presbiterio che volte sono ajoutes e che stata coupe en deux. Del
venne rifatto cambiandone linclinazione delle falde in secondo sopralluogo (7 agosto 1869) resta un disegno
modo affatto irrazionale e privando altres la parte ester- che riguarda la datazione della basilica (suddivisa in tre
na dellabside del vaghissimo incorniciamento del fronte- epoche costruttive: le navate, il campanile ed infine crip-
spizio ad archetti. Inoltre: Nellintento di dare maggiore ta, abside e cappella nord) e che deve essere stato fatto
luce e ventilazione alla cripta si aperse in rottura nel mu- alla presenza di Don Seraphino Balestra. Tale disegno
raglione dellabside [] una grande finestra rettangolare (che riporta lappunto: San Carpoforo. Abside. Etage
[] onde ne venne una grande fenditura in quella parte circulaire sur un tage polygonal. Bandes et claveaux al-
nobilissima delledificio [] fenditura che va di continuo ternativement en arenaria et en calcaire. Bandes comme
bench lentamente allargandosi. Non fu un caso che San Fedele, XIIe sicle. Crypte spacieuse et trs haute.
nel 1991 limmagine della prima di coperta di Romanico Nefs plafonnes Nef transversale sans doute motive par
uno stile per il restauro riportasse proprio un disegno di la situation de lentre au midi) poi riportato da Dartein
Camillo Boito (1868) dellabside di San Carpoforo, con il senza sostanziali modifiche nella planche 81 dellAtlas.
progetto del tetto del presbiterio rappresentato per come Nel 1872 la Rivista archeologica pubblica il rapporto re-
doveva essere, e la finestra della cripta ricondotta alle sue datto da Luigi Tatti ed qui utile ricordare che, nella se-
primitive forme18. quenza di costruzione delledificio, Tatti individua gli stessi
Nel carnet K, alle pp. 75-76, Dartein appunta (1863), tre periodi di costruzione attribuendo la chiesa al VII-VIII
a margine dei primi rilievi, alcune note sulla storia della secolo; il campanile allXI secolo ed infine abside e cripta

Qui e nelle pagine seguenti: F. de Dartein, APFD, Carnet H, pp. 56-60. Nellordine: il rilievo di capitelli e basamenti (poi non inseriti nella pubblicazione); dettagli

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al XII-XIII secolo. Riguardo le due piante (qui a confronto) rio, che prende atto delle ultime scoperte, ovvero che
da segnalare il fatto che Barelli (cos come aveva gi le scale anticamente dovevano essere poste diversamen-
fatto Dartein nel disegno del carnet, che per individua te, che laccesso doveva avvenire dal fianco sud median-
solo un ingresso, quello inesistente) sostiene che lan- te una porta non pi esistente e soprattutto che le
tica porta [] fosse pi sotto, e nel mezzo del braccio di campate tra transetto e presbiterio dovevano essere tre e
croce, dove fu segnata sul tipo della chiesa (si tratta del non due come invece di fatto. In base a queste nuove
disegno del 1871 firmato da Luigi Bianchi). scoperte Dartein aggiunger alla fine del Texte unul-
Del sopralluogo del 17 giugno del 1874 restano nel car- tima appendice che riproduce quello che infine doveva
net H molti rilievi di dettagli che sono alla base delle re- essere lassetto originario della chiesa. infine indispen-
stituzioni delle sezioni longitudinali e trasversali, nonch sabile rilevare che fin dal primo disegno della pianta del-
della cripta, che verranno pubblicati nellAtlas. Alla p. 56, la chiesa (1869) Dartein rappresenta solo un ingresso,
la prima, sono rilevati invece capitelli e basamenti che poi a sud, e proprio in corrispondenza al transetto, mentre i
non saranno pubblicati nellAtlas in quanto riconosciuti rilievi voluti dal Tatti e realizzati da Luigi Bianchi nel 1871
come non appartenenti allo stile lombardo19. In partico- ne segnalano due: uno, quello ancora esistente e lal-
lare, sui capitelli annota: Ce chapiteau et tous les autres tro, quello originario, ma tamponato. Giusto per coloro
des piliers engags taient autrefois orns de sculptures. che dovessero, con questi disegni, ritrovarsi spaesati nella
On les a taills. chiesa, va detto che da tempo immemore laccesso av-
Ma mentre ltude sta per essere definitivamente pubbli- viene dal chiostro costruito da Piotti da Vacallo, ovvero
cato, nel 1880 Barelli pubblica un nuovo stato origina- dal lato nord e passando dal convento.

sugli archetti e sulle coperture; sulla cappella destra e sulla scala del campanile; studi sulle coperture in prossimit del presbiterio e del campanile

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Altri appunti sono contenuti nella p. 60, nella quale, volont della Commissione provinciale che ne recla-
riguardo alla cripta, scrive: Oeilde-boeuf qui vient mava il ripristino.
dboucher dans la vote de la crypte ed accanto:
fentre moderne de la crypte. I restauratori comaschi Como-Dartein. a questo punto inevitabile ricono-
rifaranno la finestrella della cripta e ricuciranno la fessura scere a Fernand de Dartein un ruolo significativo negli
nella muratura dellabside: rester invariata la copertura interventi sul patrimonio comasco dellXI secolo. Como,
del presbiterio gi progettata anche da Boito. rispetto ad altre citt dItalia, si dota in grande anticipo
Unultima annotazione va fatta proprio sulle innume- di una primissima Commissione archeologica (novembre
revoli vedute dellabside. In particolare, a p. 334 del 1861) dalla cui riforma nascer (1870) la Commissione
Texte, Fernand de Dartein rappresenta labside di San provinciale per la conservazione dei monumenti antichi
Carpoforo prima dellintervento e nella nota 2 di p. che avr nella Rivista archeologica (1871) il suo strumen-
333 dichiara: La vue de labside, donne sur la page to divulgativo e di confronto con le altre Commissioni ed
suivante, a t faite daprs une photographie que je in primis quelle francesi, e quindi del Museo archeologico
dois lobligeance de M. le chanoine Barelli, a dimo- (1878). Infine non va trascurato il fatto che don Serafino
strazione che, anche dalla Francia, Dartein continuava Balestra, fin troppo presente nei pi disparati Congressi
a seguire i lavori e il dibattito sul restauro dei monu- francesi (dallarcheologia, alla geologia, ai sordomuti,
menti comaschi. La fotografia in questione quella ecc.) soggiorna in pi riprese a Parigi (cos come segnala-
che Luigi Tatti, aderendo alle primissime indicazioni to dal Barelli) ed lideatore di quel restauro del SantAb-
emergenti dai Congressi artistici italiani (1871), met- bondio (1863) approvato anche da Boito. Un patrimo-
te allinizio del fascicolo del Progetto del 1878, oggi nio culturale (non solo nei monumenti, ma anche negli
conservato presso lArchivio di Stato di Como, in cui archivi, nelle biblioteche) che ha pochi rivali e del quale
presentava i suoi studi sulla basilica, soggiacendo alle sarebbe davvero urgente riconosce limportanza.

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1. L.A. Muratorio, Antiquitates Italicae Medii Aevi, Milano, 1738-1743, di studi, Parma, 27-30 settembre 2000, Medioevo: immagine e racconto, a
ed.cons. Arezzo, tomo IV, 1774, pp. 636-637. cura di A.C. Quintavalle, Electa, Milano, 2003, pp. 507-515; M.-T. Camus, Fer-
2. L.A. Muratori, Antiquitates Italicae Medii Aevi, Milano, 1738-1743, ed.cons. nand de Dartein et lItalie: aperu des fonds darchives publiques et prives en
Arezzo, tomo IV, 1774, pp. 640-643, qui nella traduzione di Amico Ricci, Storia France, atti del IV Convegno internazionale di studi, Parma, 26-29 settembre
dellArchitettura in Italia dal secolo IV al secolo XVIII, Modena, 1857. davvero 2001, Medioevo. Arte Lombarda, a cura di A.C. Quintavalle, Electa, Milano,
singolare quanto questa interpretazione del termine comacino per coma- 2004, pp. 42-53; M.-T. Camus, Le Frontispice dtude sur lArchitecture lombar-
sco somigli al roman-romanesque di Gunn o al romain-roman di Gerville. de, de Fernand de Dartein, in Christine Hediger, Tout le temps du veneour est
Anche in questo caso la linguistica gioca la sua parte. sanz oyseuset, Turnhout Brepols, 2005; M.-T. Camus, Dossier des archives de
3. U. Monneret de Villard, Note sul memoratorio dei maestri commacini, Ar- Fernand de Dardein, I. propos de la sculpture de la cathdrale de Modne, la
chivio Storico Lombardo. Giornale della societ storica lombarda, Fasc. 1 e collaboration de Fernand de Dartein et de Luigi Boffi, in Immagine e ideologia.
2, anno V, 30 giugno 1920. Studi in onore di Arturo Carlo Quintavalle, a cura di A. Calzona, R. Campari, M.
4. E. Battisti, Architettura e urbanistica nelle enciclopedia medioevali, Rivista Mussini, Electa, Milano, 2007; M.-T. Camus, Dossier des archives de Fernand
di storia della filosofia, anno XL, nuova serie, 1/85, Franco Angeli, Milano, de Dartein, V: les chapiteaux feuillages dans loevre de Fernand de Dartein,
febbraio 1985, pp. 149-150. Isidoro Hispaliensis Episcopi (560-636 circa), Forme e storia. Scritti di arte medievale e moderna per Francesco Gandolfo, a
Etymologiarum sive originum libri, liber XIX, De navibus, aedificiis et vestibus. cura di W. Angelelli e F. Pomarici, Artemide, Roma, 2011; M.-T. Camus, Saint-
5. P. Sanpaolesi, Romanico, 1975. Michel de Pavie. Les portails et la sculpture des faades daprs les dessins de
6. H.A. Rvoil (1822-1900) stato un allievo dellcole des Beaux-Arts di Fernand de Dartein. Dossiers des archives de Fernand de Dartein, VIII, Rivista
Parigi ed in seguito architecte en chef des monuments historiques del sud della dellIstituto per la Storia dellArte Lombarda, n. 5, Milano, marzo 2012; M.-T.
Francia e in questa veste ha realizzato molti restauri al patrimonio medievale Camus, Dossiers des archives de Fernand de Dartein. Les glises du XIe sicle en
(la cattedrale di Saint-Pierre a Montpellier, in cui riscostruisce un campanile; la Italie du nord dans luvre de Fernand de Dartein, Architettura dellXI secolo
cattedrale di Notre-Dame-et-Saint-Castor di Nmes, in cui rif gli interni in stile nellItalia del Nord. Storiografia e nuove ricerche, atti del Convegno interna-
romano-bizantino, 1877-1882; e, soprattutto, nel 1870, la scoperta sotto il zionale di Studi, Pavia, 8-10 aprile 2010, a cura di A. Segagni Malacart, L.C.
pavimento esistente, di una cripta della basilica di Saint-Trophime di Arles; infi- Schiavi, ETS, Pisa, 2012.
ne, a partire dal 1881 il restauro del Palazzo dei Papi ad Avignone, bypassando 8. Rileggere Camillo Boito, oggi, 'ANANKE, n. 57, maggio 2009.
persino Viollet-le-Duc). 9. F. de Dartein, tude sur larchitecture, 1865-1882, ed. cons. Milano,
7. Il primo viaggio del 1860-61 e dura quasi sei mesi, al quale far seguito 1963, Texte, p. 345.
quello del 1861 con una permanenza di qualche mese ed in seguito nel 1863, 10. B. Barelli, Lettere e scritti vari del canonico Vincenzo Barelli, Como, 1896,
1865, 1868, 1869, 1872, 1874, 1875. M.-T. Camus, Fernand de Dartein. Le p. 354.
Journal de mission en Italie (1860-1861), atti del III Convegno internazionale 11. F. de Dartein, tude sur larchitecture, 1865-1882, 1963, Texte, p. 355:
labside viene descritta dettagliatamente cause de lart trs achev qui ap-
parait dans sa structure et sa dcoration e rileva che: trois fentres modernes
dont la restauration nest pas encore faite ed aggiunge: Voir ltat actuel sur
la vue perspective de la pl. 85. Infine, nella nota, aggiunge che la Commis-
sione provinciale di archeologia ha rcemment deciso di rifarle cos come
disegnato alle planches 83 e 84.
12. G. Rocchi, Como e la basilica di San Fedele nella storia del Medioevo,
Milano, 1973; G. Guarisco, Romanico uno stile per il restauro, Angeli, Mila-
no, 1992, p. 170 e nota 87 p. 192. Vedi inoltre nota 14 p. 208: certamente
doveva esistere una qualche rivalit tra Balestra e Barelli in merito ai rapporti
con Fernand de Dartein. Per la corrispondenza tra Barelli e Dartein, B. Barel-
li, Lettere e scritti..., Como, 1896. Alcuni manoscritti della corrispondenza tra
Dartein e Balestra-Barelli sono conservati presso coll. prive Demenge-Dartein,
ma sono solo parzialmente consultabili.
13. AllArchivio del Museo Giovio di Como, nel fondo Regio Ispettorato sono
conservati i numerosi disegni di studio delle finestre dellabside di San Fedele.
Inoltre la vicenda ricostruibile nelle lettere che Barelli invia a Tatti, Garovaglio
e Dartein sulla questione del ripristino dei finestroni. B. Barelli, Lettere e scrit-
ti, Como, 1896, pp. 235-240 e 246-249. Da queste corrispondenze con
Dartein emergono anche i nomi e i ruoli di alcuni studiosi francesi che avevano
partecipato ad un primo viaggio in Italia ed erano divenuti soci onorari del-
la Commissione comasca. Tra loro Jules de Laurire (1825-1894), segretario

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generale della Socit franaise darchologie e del Bulletin monumental des
Monuments historiques; Xavier Barbier de Montault (1830-1891), le grand
savant de Poitiers, fondatore del Museo diocesano di Angers e grande studio-
so dellarte cristiana, collabor al Bulletin monumental diretto da Arcisse de
Caumont e scrisse innumerevoli saggi di archeologia; Bernard Palustre (1870-
1907), nipote di Lon (direttore della Socit francaise darchologie) dal 1897
fu il Direttore degli Archivio dei Pirenei Orientali (vedi voce Bernard Palustre,
Bibliothque de lcole des chartes, 1907, tome 68. p. 420 e E. Lefvre-Ponta-
lis, Ncrologie, Congrs archologique de France, p. 705, 1907).
14. V. Barelli, I monumenti comaschi, Como, 1893. Questa pubblicazione
riproduce i monumenti di Como in grandi tavole dopo i restauri eseguiti.
15. G. Rocchi, Como e la , Milano, 1973.
16. S. Della Torre, La basilica di San Carpoforo e i suoi restauri antichi e
moderni, in E. Pifferi, Le basiliche di Como, Como, 1987, pp. 21-23.
17. L. Tatti, La basilica di San Carpoforo presso Como, Giornale dellinge-
gnere architetto civile ed industriale, vol. 11, 31 dicembre 1879. Allegate al
testo le quattro tavole con lo stato originario presunto. Luigi Tatti era stato
incaricato dalla Commissione conservatrice di redigere il progetto di restauro
che venne presentato una prima volta il 14 maggio 1871 e pubblicato nella
Rivista archeologica nel fasc. 2.
18. C. Boito, La chiesa di SantAbondio e la basilica dissotto, Il Politecnico,
1868.

In alto: Alfonso Garovaglio, veduta dellabside di San Carpoforo, RAC, 1872.


In basso: la foto di San Carpoforo allegata da Luigi Tatti nei "Tipi" alla Relazio-
ne di progetto del 1879 a confronto con il disegno che Dartein pubblicher
nel Texte proprio da questa immagine

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Sopra: C. Boito, veduta dellabside e particolare della cornice ad archetti. In
C. Boito, La chiesa di SantAbondio e la basilica disotto, Il Politecnico - Gior-
nale dellIngegnere Architetto civile e industriale, 1868. In alto, a destra: L.
Tatti, sezione trasversale e prospetto dell'abside nello "stato originario presun-
to". In L. Tatti, La basilica di S. Carpoforo presso Como, Giornale dell'inge-
gnere architetto civile ed industriale, vol. 11, 31 dicembre 1879. A destra e
sotto: L. Tatti, due delle tavole dei "Tipi" allegati alla Relazione di progetto
redatta da Luigi Tatti nel 1879 (ASCo, Prefettura, cat 27). Il progetto di restau-
ro dell'abside non prevede il rifacimento della copertura del presbiterio e la
sezione longitudinale di progetto riporta la scritta: NB R rosso indica le opere
di consolidamento che si propongono. Questa sezione particolarmente in-
teressante poich, in giallo, segnalato il posizionamento della volta costruita
sulla navata da Piotti da Vacallo durante la riforma cinquecentesca (che ormai
si vuole demolire). A questa data le campate verso l'abside sono ancora due,
mentre quelle verso la facciata restano separate dal resto della chiesa

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