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2015 16 GENNAIO PALERMO CIMITERO SENTENZA T.A.R.

455 2015
GRAVE CARENZE POSTI SALMA ILLEGITTIMA ORDINANZA URGENTE E
CONTIGIBILE REQUISIZIONE LOCULI

1975 2 DICEMBRE DELIBERA GIUNTA MINICIPALE n. 156


ASSEGNAZIONE DI 23 AREE CIMITERIALI A DIVERSI CITTADINI DI
ISOLA DELLE FEMMINE

N. 00455/2015 REG.PROV.COLL.

N. 00027/2013 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 27 del 2013, integrato da motivi

aggiunti, proposto da:

Angela Maria Rizzo, Luciana Rizzo, Giovanni Rizzo, rappresentati e difesi, per

procura a margine del ricorso, dall'avv. Diego Marcello Fecarotti, presso il cui

studio in Palermo, viale Lazio, n. 36, sono elettivamente domiciliati;

contro

Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e

difeso, per determinazione dirigenziale n. 20 dell11 gennaio 2013 e procura in


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calce alla copia notificata del ricorso, dall'avv. Ezio Tomasello, elettivamente

domiciliato presso lufficio legale comunale in piazza Marina, n. 39

nei confronti di

Vaccaro Francesco e Giuffrida Sebastiano, non costituitisi in giudizio;

per l'annullamento

quanto al ricorso principale:

- del provvedimento prot. n. 723647 dell'11 ottobre 2012 relativo a due loculi

facenti parte del sepolcro di cui alla concessione cimiteriale della Sez. 185

Bis/Ampl. Lotto 132 del cimitero dei Rotoli;

- dell'ordinanza sindacale n. 111 del 28.6.12;

- per quanto possa occorrere delle ordinanze sindacali n. 163 del 26 giugno

2008, n. 401/11 e 48/12;

- nonch di ogni altro atto presupposto connesso o conseguenziale;

nonch per l'accertamento e la declaratoria dell'illegittimit ed illiceit della

condotta posta in essere dall'Amministrazione intimata;

quanto al ricorso per motivi aggiunti:

- del provvedimento di cui alla nota prot. n 919424 del 28/12/2012, notificato

in data 7 gennaio 2013 al domicilio della sola ricorrente Rizzo Angela Maria,

avente ad oggetto Utilizzo temporaneo di loculi nella sepoltura sez. 185

BIS/AMPL Lotto 132 in esecuzione dell'ordinanza sindacale n. 283 del

17/12/2012 con il quale, con decorrenza dal 17/01/2013, stato disposto di

collocare (rectius: tumulare) n. 3 loculi della stessa sepoltura le salme di

altrettanti defunti destinati alla inumazione nel Cimitero S.M. dei Rotoli;

- dell'ordinanza Sindacale n. 283 del 17/12/2012 non notificata ai ricorrenti ed

avente ad oggetto "grave carenza posti salma - ordinanza contingibile e

urgente per motivi di igiene e sanit pubblica locale - art. 50 D.Lgs.vo

267/2000 ", con la quale il Sindaco di Palermo ha ordinato che, per il periodo
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di vigenza dell'ordinanza sindacale n. 163 del 26/06/2008 e successive

modifiche, venga disposto lo stazionamento delle salme in attesa di

inumazione nel cimitero di S.M. dei Rotoli nei loculi delle sepolture private

ricadenti nello stesso cimitero che siano liberi, disponibili ed utilizzabili, con la

contestuale sospensione per il solo periodo indicato delle relative concessioni

private "per la sola parte dei loculi disponibili e non utilizzati alla data della

presente ordinanza", con ci sostanzialmente confermando la precedente

ordinanza sindacale n. 111 del 28/06/2012 gi impugnata dai ricorrenti;

- degli atti tutti gi impugnati con il ricorso principale in quanto costituenti atti

presupposti;

- di ogni altro atto, parere o provvedimento, presupposto connesso o

consequenziale, compreso l'elenco cronologico delle sepolture disponibili da

utilizzare, in esecuzione delle ordinanze sindacali impugnate, in ragione delle

effettive necessit, da quella di pi recente costruzione a quella pi remota,

elenco allo stato ancora non conosciuto;

nonch per laccertamento e la declaratoria del diritto dei ricorrenti alla

restituzione o al rilascio del sepolcro e dei loculi illegittimamente occupati

dall'Amministrazione comunale in uno al pieno ripristino della concessione

cimiteriale relativa alla sez. 185 Bis/Ampi. Lotto 132 nel Cimitero di Santa

Maria dei Rotoli illegittimamente sospesa.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti l'atto di costituzione in giudizio e le memorie del Comune di Palermo;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del 16 gennaio 2015 il consigliere Aurora Lento e

uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato.
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FATTO

Con ricorso, notificato il 21 dicembre 2012 e depositato il 4 gennaio 2013, i

signori Rizzo Angela Maria, Rizzo Luciana e Rizzo Giovanni hanno chiesto

lannullamento, previa sospensiva e vinte le spese:

- del provvedimento, di cui alla nota prot. n. 723647 dell'11 ottobre 2012, con

il quale il responsabile del servizio cimiteriale del Comune di Palermo ha

disposto lutilizzo temporaneo di loculi della propria sepoltura ubicata nel

cimitero S.M. dei Rotoli,

- della presupposta ordinanza contingibile e urgente n. 111 del 28 giugno 2005

con la quale il Sindaco ha sospeso alcune concessioni private ricadenti in tale

cimitero.

Hanno dedotto i seguenti motivi:

1) Violazione e falsa applicazione dellart. 50, comma 5, del d.lgs.vo n.

267/2000. Eccesso di potere sotto il profilo del difetto dei presupposti e dello

sviamento. Carenza di motivazione.

2) Violazione e falsa applicazione dellart. 7 della l. n. 2248/1865 all. E.

Incompetenza del Sindaco.

3) Violazione e falsa applicazione di legge in relazione al termine di durata.

4) Violazione e falsa applicazione del DPR n. 285/1990. Eccesso di potere.

Si costituito in giudizio il Comune di Palermo, che ha depositato una memoria

con la quale ha chiesto il rigetto del ricorso, poich infondato, vinte le spese.

Con ricorso per motivi aggiunti, notificato il 6 marzo 2013 e depositato il giorno

20 successivo, stato chiesto lannullamento dei provvedimenti indicati in

epigrafe, con i quali stato ulteriormente disposto lutilizzo di loculi della

sepoltura dei ricorrenti.

Sono state dedotte censure identiche a quelle di cui al ricorso introduttivo.


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Il Comune di Palermo ha depositato una memoria con la quale ha chiesto il

rigetto del ricorso per motivi aggiunti, poich infondato, vinte le spese.

Alla pubblica udienza del 16 gennaio 2015, su conforme richiesta dei difensori

delle parti presenti come da verbale, il ricorso stato posto in decisione.

DIRITTO

Il ricorso, come ritenuto in una pluralit di precedenti della sezione relativi a

fattispecie identiche a quella in esame (ex plurimis sentenza n. 1889 del 16

luglio 2014 e n. 2339 del 2 dicembre 2013), dai quali non si ravvisano ragioni

per discostarsi, fondato sotto lassorbente profilo della indeterminatezza del

termine di durata dei provvedimenti impugnati.

Lordinanza sindacale, che costituisce il presupposto della concreta utilizzazione

dei loculi ubicati nella sepoltura dei ricorrenti, non indica, infatti, con certezza il

limite temporale della sua efficacia, come, invece, avrebbe dovuto, trattandosi

di un atto contingibile e urgente.

Il presunto limite di efficacia temporale nella stessa indicato rappresenta, in

particolare, un enunciato meramente formale, in quanto il contenuto

dellordinanza stato pi volte prorogato dallAmministrazione comunale e gli

effetti risultano comunque ancorati al periodo di vigenza della precedente (i.e.

la n. 163/2008) anchessa pi volte prorogata.

Invero, noto che tali atti costituiscono provvedimenti extra ordinem, in

quanto derogano al principio di tipicit dei provvedimenti amministrativi, al fine

di consentire alla P.A. di sopperire a situazioni straordinarie ed urgenti non

fronteggiabili con luso dei poteri autoritativi ordinari.

Elemento indefettibile di tali atti , per, la precisa indicazione del limite

temporale di efficacia, in quanto solo in via temporanea pu essere consentito

luso di strumenti extra ordinem, che permettono la compressione di diritti ed

interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge.
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Applicando tali principi alla vicenda per cui causa, errata, in punto di diritto,

la prospettazione alla base dei provvedimenti impugnati, secondo la quale le

ordinanze contingibili ed urgenti non devono essere necessariamente

temporanee.

Pur essendo indubbio che il limite temporale di tali provvedimenti deve essere

adeguato al rischio da fronteggiare, nel senso che deve essere rapportato al

tempo necessario per fronteggiarlo attraverso gli strumenti ordinari, che

devono essere attivati nel pi breve tempo possibile, non pu ammettersi che

la loro efficacia perduri sino alla data di risoluzione del problema generale da

cui il rischio scaturito, qualora la stessa sia del tutto incerta.

In altri termini la contingibilit del provvedimento deve essere rapportata al

tempo necessario per fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non a quello

necessariamente pi lungo ed indeterminato necessario per la soluzione a

regime della vicenda che ha determinato il rischio.

Diversamente opinando le ordinanze contingibili ed urgenti diverrebbero degli

strumenti del tutto generici e, in ultima analisi, arbitrari, con grave

compromissione del principio di legalit.

Concludendo, assorbiti gli ulteriori motivi, il ricorso fondato e deve essere

accolto, con conseguente annullamento degli atti impugnati nei limiti di

interesse e quindi nella misura in cui incidono negativamente sui benefici

derivanti dalla concessione di sepolcro in favore dei ricorrenti.

Le spese liquidate come in dispositivo vengono poste a carico del Comune di

Palermo che ha adottato gli atti impugnati. Compensate con i controinteressati

non costituitisi.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)

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definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo

accoglie e, per leffetto, annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna il Comune di Palermo al pagamento delle spese del presente giudizio

liquidate in 2.000,00, oltre spese e accessori se e in quanto dovuti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa.

Cos deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 16 gennaio 2015

con l'intervento dei magistrati:

Nicola Maisano, Presidente FF

Aurora Lento, Consigliere, Estensore

Lucia Maria Brancatelli, Referendario

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 13/02/2015
IL SEGRETARIO
LUCIDO ANTONINO CIMITERO ISOLA
DELLE FEMMINE
2015 22 OTTOBRE BOLOGNA SINDACO LUCIDO ANTONINO CIMITERO ISOLA
DELLE FEMMINE LA MANCATA CONCESSIONE LICENZA EDILIZIA DECADENZA
RIICORSI PARERI PRESIDENTE DELLA REGIONE

2013 10 MAGGIO COMMISSIONE DECADENZA DELLA CONCESSIONE


CIMITERIALE LOTTO 7A NUOVO CIMITERO LUCIDO ANTONINO 1994 9
NOVEMBRE BOLOGNA SINDACO CONCESSIONE AREA CIMITERIALE LOTTO
7A REPERTORIO 615 LUCIDO ANTONINO CUGINO DEL SINDACO

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Numero 01086/2015 e data 22/10/2015

REPUBBLICA ITALIANA

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA


REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 7 luglio 2015

NUMERO AFFARE 00956/2014

OGGETTO:

Ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana proposto da LUCIDO

Antonino contro il comune di Isola delle Femmine per lannullamento del

provvedimento del 30/10/13 n. 157 avente ad oggetto la ratifica della

determina del 10/5/2013 n. 40 con la quale stata dichiarata la decadenza

della concessione cimiteriale del 9 novembre 1994, lotto n. 7/A.

LA SEZIONE

Vista la relazione n. 17689/71.14.8 del 10/09/2014 con la quale la Presidenza

della Regione Sicilia Ufficio Legislativo e Legale ha formulato a questo

Consiglio di Giustizia Amministrativa la richiesta di parere obbligatorio sul

ricorso straordinario indicato in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Salvatore Virzi';

IN FATTO E DIRITTO
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1.- Il ricorrente ha ritualmente impugnato in via straordinaria, chiedendone

l'annullamento, il provvedimento indicato in oggetto per i seguenti motivi di

diritto:

a) Difetto di motivazione.

La determinazione n. 157 del 30.10.2013 con la quale stata ratificata la

determina del 10/5/2013 n. 40 (con la quale stata dichiarata la

decadenza della concessione cimiteriale del 9 novembre 1994, lotto n.

7/A) non conterrebbe alcuna motivazione, limitandosi a dichiarare la ratifica

del precedente atto.

b) Eccesso di potere per contraddittoriet fra la motivazione addotta ed il

comportamento precedentemente tenuto dalla P.A..

Il provvedimento di decadenza sarebbe frutto di un travisamento dei fatti ed

una lacunosa istruttoria, in quanto il ricorrente ha avviato il procedimento teso

ad ottenere il titolo abilitante alla realizzazione della cappella.

c) Eccesso di potere per difetto di motivazione in ordine allinteresse pubblico

sotteso alla revoca della concessione.

Il comune intimato non avrebbe compiutamente motivato sul pubblico

interesse alladozione della dichiarazione di decadenza.

1.1.- L'Ufficio Legislativo e Legale ha formulato, in via principale, richiesta di

inammissibilit del gravame per violazione del principio di alternativit (avendo

il ricorrente impugnato in sede giurisdizionale il provvedimento numero 40 del

10-05-2013), ed in via gradata l'accoglimento nel merito del ricorso siccome il

comune intimato non avrebbe correttamente esercitato il potere di

auto tutela ai sensi dell'articolo 21/nonies legge n. 241/1990.

2.- Il Consiglio in adesione allordine di trattazione delle questioni di rito

rispetto a quelle di merito tratteggiato da Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria

n. 3/2011 e 10/2011 (indirizzo confermato con lAdunanza Plenaria n. 9/2014)


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ai sensi dellart. 276 c.p.c. richiamato espressamente dallart. 76, comma 4

c.p.a. (D. Lgs. n. 104/2010) pone, dufficio, come prioritario lesame della

questione sulla giurisdizione.

Il rapporto intercorso tra le parti trae origine dallatto del 9 novembre 1994,

riconducibile all'istituto del contratto ad oggetto pubblico e

segnatamente allo schema della concessione-contratto in quanto

nellunico atto (quello del 9 novembre 1994) coesiste il provvedimento

concessorio (con il quale stata attribuita al ricorrente la disponibilit

del lotto 7/A) e la convenzione di diritto privato (attraverso la quale

sono pattiziamente regolati i profili patrimoniali ed esecutivi): il

modello che viene in rilievo caratterizzato dalla contestuale presenza di un

atto amministrativo unilaterale ed un contratto concluso tra la stessa

amministrazione concedente e il concessionario.

Con il primo la pubblica amministrazione ha disposto del bene in via

autoritativa, con il secondo sono stati regolati convenzionalmente tra le parti i

profili patrimoniali della concessione nonch gli aspetti esecutivi del rapporto:

in tale schema rimane fermo il potere dell'amministrazione di incidere

unilateralmente sul provvedimento e pertanto tra provvedimento e contratto

sussiste una corrispondenza univoca, in base alla quale il primo pu

condizionare l'esistenza del secondo ma non viceversa; l'annullamento o la

revoca del provvedimento amministrativo pu, dunque, incidere in via derivata

sul contratto, senza tuttavia che le vicende relative al contratto possano

riverberare effetti sul provvedimento concessorio.

Cos descritto il rapporto instaurato tra le parti, l'originaria determinazione

numero 40 del 10-05-2013 va correttamente qualificata come espressione del

generale potere di auto tutela cos come disciplinato dagli articoli 21/quinquies

e 21/nonies legge n. 241/1990: in particolare, alla stregua del concreto modo


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di atteggiarsi dell'esercizio di tale potere questo Consiglio ritiene di dover

accedere allo schema all'articolo 21/quinquies della legge n. 241/1990 che al

comma 1 stabilisce che Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero

nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento

dell'adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di

autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione

dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia

durevole pu essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero

da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la

inidoneit del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca

comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati,

l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo.

Infatti, il comune intimato sulla base di determinate circostanze di fatto (la

mancata utilizzazione del lotto di terreno) ha ritenuto di procedere ad una

nuova valutazione dellinteresse pubblico originario, approdando alla

conclusione della prevalenza dellinteresse pubblico (a che altri dispongano del

lotto di terreno) rispetto al recessivo interesse del privato che attraverso

linerzia protratta nel tempo avrebbe ipso facto dimostrato di non avere pi

interesse alla realizzazione dello scopo originario.

Rebus sic stantibus, la giurisdizione si appartiene al giudice amministrativo, sia

perch la configurabilit del rapporto come concessorio attrae la controversia

ai sensi dellart. 133, lett. b), c.p.a. (D. Lgs. n. 104/2010) nellambito della sua

giurisdizione esclusiva, sia perch, in ogni caso, la controversia rientrerebbe

nella sua giurisdizione generale di legittimit avendo ad oggetto la legittimit

dellesercizio del potere di autotutela a fronte del quale la posizione giuridica

del privato di interesse legittimo.

3.- Il Consiglio reputa, a tal punto, opportuno concentrare la propria attenzione


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sullulteriore questione preliminare di inammissibilit del gravame per

(presunta) violazione del principio di alternativit sancito dall'articolo 8 del

d.P.R. 1199/1971 (Contro gli atti amministrativi definitivi ammesso ricorso

straordinario al Presidente della Repubblica per motivi di legittimit da parte di

chi vi abbia interesse. Quando l'atto sia stato impugnato con ricorso

giurisdizionale, non ammesso il ricorso straordinario da parte dello stesso

interessato), sollevata dallufficio riferente e fondata sulla pendenza di ricorso

giurisdizionale innanzi al tribunale amministrativo regionale per la Sicilia,

Palermo, proposto per l'annullamento dell'originario provvedimento di

decadenza della concessione cimiteriale numero 40 del 10-05-2013.

Pertanto, il provvedimento di decadenza del 10-05-2013 risulta in atto

impugnato in sede giurisdizionale, mentre il provvedimento numero 157 del

30-10-2013 avente ad oggetto la ratifica dell'originario provvedimento di

decadenza del 10-05-2013 risulta impugnato in via straordinaria e posto

all'attenzione di questo Consiglio; l'eccezione, tuttavia, non ha pregio giuridico

in quanto occorre considerare che nell'ambito del generale istituto della

convalescenza dell'atto amministrativo l'ipotesi della ratifica risulta essere una

particolare species di tale genus, avendo ad oggetto il particolare caso in cui

il provvedimento da convalidare sia affetto dal vizio di incompetenza relativa;

in tal caso ormai pacifico che la pubblica amministrazione possa provvedere

ad effettuare il salvataggio del provvedimento viziato da incompetenza

attraverso un successivo atto adottato dall'organo competente, motivando

espressamente sulla esistenza del vizio da sanare e sulla volont di voler

provvedere a tale sanatoria. Il particolare effetto del provvedimento ratificante

quello della efficacia ex tunc, cio di svolgere effetto fin dal momento in cui

stato adottato l'atto ratificato.

Dal punto di vista processuale, dunque, non si in presenza di due diversi


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provvedimenti (latto viziato e latto ratificante) bens di uno solo, in quanto

l'atto avente ad oggetto la ratifica si salda giuridicamente con l'atto originario

esplicando effetti unitari fin dal momento in cui stato adottato l'atto

successivamente sottoposto al potere di ratifica (a condizione che l'effetto utile

sia giuridicamente ancora possibile non essendo intervenuto alcun

provvedimento giurisdizionale di annullamento dell'atto viziato); da tale

conclusione scaturisce l'inevitabile corollario che il ricorso straordinario ha

impugnato l'unitario provvedimento risultante dalla giuridica fusione dei due

diversi atti con l'effetto che non sussistono i presupposti (impugnativa del

medesimo atto davanti a due diversi giudici) che fondano lipotesi di

inammissibilit prevista dallart. 8 del d.P.R. 1199/1971: il ricorso pertanto

ammissibile e pu essere scrutinato nel merito.

4.- Il ricorso complessivamente fondato e va accolto.

4.1.- Il punto 5 della concessione-contratto del 9 novembre 1994 nel

disciplinare i tempi di realizzazione della tomba di famiglia stabilisce: i lavori

di costruzione della bomba dovranno essere iniziati immediatamente e

dovranno procedere in modo da risultare perfettamente compiuti entro il

termine massimo di mesi 36 dalla data odierna in caso di ritardo

dell'ultimazione dell'opera rispetto al detto termine di mesi 36, la giunta

comunale avr facolt di concedere una proroga fino al limite di ulteriori 12

mesi, previo pagamento, da parte dei concessionari, di una somma pari ad un

sesto del corrispettivo globale della concessione, escluse le spese di contratto e

registrazione. Se l'inadempienza dovesse perdurare oltre la scadenza del

termine prorogato o non prorogato, l'amministrazione sar in diritto di

dichiarare la decadenza della presente concessione rimborsando soltanto due

terzi del corrispettivo globale della concessione dellarea, sempre escluse le

spese di contratto e di registrazione, escluse anche quelle eventuali per lavori


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eseguiti .

A giudizio di questo Consiglio emerge dal substrato motivazionale della

revoca impugnata un profilo di insufficienza della motivazione come

rilevato a pag. 6 del ricorso in disamina in quanto in essa non

rappresentata lattualit dellinteresse pubblico tenuto conto che la

concessione-contratto risale allanno 1994 e che la scadenza dei tre

anni per il completamento dellopera scaduto, a sua volta, nellanno

1997; in altri termini, non spiega il provvedimento impugnato perch

ha ritenuto di esercitare (solo) nellanno 2013 il potere di autotutela

del quale in astratto avrebbe potuto avvalersi almeno a far data lanno

1997 e cio 16 anni prima.

Sotto diverso profilo va rilevato che il ricorrente ha avviato il procedimento

amministrativo finalizzato ad ottenere la concessione edilizia (v. istanza

dell11.06.1997), ottenendo i favorevoli pareri sia della Soprintendenza

BB.CC.AA. (del 19.11.1997) che della Commissione edilizia comunale (del

21.04.1998), ma il comune non ha mai definito il procedimento

rilasciando, come avrebbe dovuto ed era suo preciso obbligo, la

concessione edilizia.

In tale intreccio di comportamenti che vanno letti alla luce del generale

principio di buona fede seppur vero che il ricorrente rimasto inerte di

fronte alla mancata adozione della concessione edilizia, tuttavia altrettanto

indubbio che il comune ha passivamente tollerato il trascorrere del

tempo (oltre 16 anni) senza mai nulla eccepire; nel momento in cui il

comune ha (finalmente) messo mano alla pratica, dunque, sarebbe stato pi

corretto ed improntato a buona fede limmediato rilascio della concessione

edilizia e non procedere, come invece ha fatto, alla revoca della

concessione cimiteriale.
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Infatti, non v chi non avverta come linerzia del privato, cio la mancata

realizzazione della tomba di famiglia nei tempi indicati nella concessione-

contratto del 9 novembre 1994, trova comunque giustificazione nella

mancanza della concessione edilizia mai rilasciata dallente; il ricorrente

non avrebbe (legalmente) potuto avviare i lavori senza il previo ottenimento

della concessione edilizia e tale circostanza (factum principis) esime il

medesimo da ogni responsabilit comportamentale con leffetto che sono

fondati il secondo e terzo motivo di gravame e vanno accolti e dichiarata

lillegittimit del provvedimento impugnato che va, conseguentemente,

annullato.

P.Q.M.

Esprime il parere che il ricorso debba essere accolto.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Salvatore Virzi' Claudio Zucchelli

IL SEGRETARIO
https://www.giustizia-

amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/in

dex.html?ddocname=6G7TUYVXVE6SLA5BWDACKQTURY&q=ISOLA%20or%20

DELLE%20or%20FEMMINE
2013 10 MAGGIO DETERMINA 40 UTC INGEGNERE FRANCESCA
USTICANO ARCH SERGIO VALGUARNERA LUCIDO ANTONINO
DECADENZA CONCESSIONE AREA CIMITERIALE LOTTO A 7 CONCESSO
CUGINO SINDACO STEFANO BOLOGNA 1994

1975 2 DICEMBRE DELIBERA GIUNTA MINICIPALE n. 156


ASSEGNAZIONE DI 23 AREE CIMITERIALI A DIVERSI CITTADINI DI
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ISOLA DELLE FEMMINE

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE Provincia di Palermo DETERMINAZIONE


DEL CAPO DEL SETTORE 3 - TECNICO N. 40 DEL 10/05/2013

Oggetto: decadenza della concessione dellarea cimiteriale del Lotto n. 7/a


del nuovo cimitero ****** Visto il contratto stipulato in data 09/11/1994, di
cui al repertorio n 615 di questo Comune e registrato all'Ufficio del Registro
Atti Civili di Palermo in data 10/11/1994 al n. 13709/1A intestato al signor:
LUCIDO ANTONINO, nato a Isola delle Femmine il 24/10/1939,
residente a Isola delle Femmine, via Rocco Chinnici n. 5, c.f.
LCDNNN39R24E350H; Considerato che questo Comune ha concesso per la
durata di 99 anni a decorrere dalla data di stipula del suddetto contratto al sig.
LUCIDO Antonino, sopra meglio generalizzato, un'area cimiteriale di mq.
9,005 identificata come lotto n. 7/A della planimetria del nuovo
cimitero per la costruzione di una tomba; Considerato che il punto n. 5 del
contratto in argomento il quale prescrive l'inizio dei lavori di costruzione
della tomba e ultimati entro il termine massimo di mesi trentasei dalla
data di stipula del contratto e che l'inadempienza della costruzione
della tomba da parte del concessionario da facolt all'Amministrazione
il diritto di dichiarare la decadenza della concessione dell'area
cimiteriale; Vista la nota di ricognizione delle aree cimiteriali del 28/01/2013
- e redatto da questo ufficio in data 29/01/2013 - p.llo n. 1605 nel quale
stato appurato il mancato inizio dei lavori di cui alla concessione sopra citata;
Visto l'art. 63, lettera "d" del vigente regolamento dei Servizi Cimiteriali
approvato con deliberazione consiliare n. 44 del 19/07/2006 entrato in
vigore il 06/08/2007; Visto l'avvio del procedimento di dichiarazione di
decadenza - p.llo n 2792 del 21/02/2013, notificata alla ditta interessata in
data 27/02/2013; Viste e non condivise le memorie trasmesse dalla ditta in
data 08/03/2013 - p.llo n. 3634; premesso quanto sopra, ai sensi del 2
comma, dell'art. 5 del contratto di concessione cimiteriale sopra indicato,
DICHIARA L'AVVENUTA DECADENZA della concessione dell'area
cimiteriale del lotto n. 7/A del nuovo cimitero di cui al contratto
stipulato in data 09/11/1994, al repertorio n 615 di questo Comune e
registrato all'Ufficio del Registro Atti Civili di Palermo in data
10/11/1994 al n. 13709/1A intestato al signor LUCIDO ANTONINO,
nato a Isola delle Femmine il 24/10/1939, residente a Isola delle
Femmine, via Rocco Chinnici n. 5, C.F. LCDNNN39R24E350H . Con
separato provvedimento sar rimborsato l'importo pari ai due terzi del
corrispettivo globale pagato per la concessione dell'area escluse le spese di
contratto e di registrazione. AVVERTENZE Avverso il presente provvedimento
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ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. Sicilia entro sessanta giorni
dalla notifica dello stesso ed entro centoventi giorni ricorso straordinario al
Presidente della Regione. Il Responsabile del Servizio Arch. Sergio Valguarnera
Il Responsabile del III Settore Ing. Francesca Usticano

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2012 8 MAGGIO CANEPA SALVATORE PARE CGA TABILIMENTO


BALNEARE FASCIA CIMITERIALE PRG 2012

Consiglio di Giustizia Amministrativa


per la Regione Siciliana
__________
ADUNANZA DEL 8 maggio 2012
SEZIONI RIUNITE
Parere N. 260/12 Il Consiglio
_____
OGGETTO:
Vista la relazione n.
4022/822.10.8 del 7 febbraio
Ricorso straordinario di CANEPA
2012, con la quale la Presidenza
Salvatore avversoprovvedimento
della Regione Siciliana Ufficio
Comune Isola delle Femmine 21
Legislativo e Legale - ha chiesto
aprile 2010, n. 5626, di diniego
il parere di questo Consiglio sul
autorizzazione edilizia.
ricorso straordinario indicato in
oggetto.
Esaminati gli atti e udito il relatore, Consigliere Simonetta Vaccari.
PREMESSO E CONSIDERATO
1. Con atto notificato al Comune di Isola delle Femmine mediante
raccomandata postale a.r. del 16 luglio 2010, il Signor Canepa Salvatore ha
impugnato in via straordinaria:
il provvedimento 21 aprile 2010, n.5626, con cui il Responsabile del III Settore di
quel Comune ha espresso parere negativo sulla richiesta di autorizzazione
edilizia presentata dal ricorrente il 17 febbraio 2010 per la realizzazione di uno
stabilimento balneare in unarea censita in catasto al foglio 1, particella n. 346;
per quanto possa occorrere, il parere del Responsabile del I Servizio prot. n.
2969 del 25 febbraio 2010, richiamato nel provvedimento di diniego.
In fatto, il ricorrente, al quale stato comunicato lavvio del procedimento di
diniego dellautorizzazione edilizia richiesta in quanto larea in oggetto
dellintervento ricade allinterno della fascia di rispetto cimiteriale, rappresenta
di aver rilevato, con memoria del 6 aprile 2010, che leventuale provvedimento
di diniego sarebbe stato illegittimo attesa la natura delle opere da realizzare,
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precarie e non stabilmente installate sul terreno.
Il Comune, con il provvedimento 21 aprile 2010, n. 5626, denegava
comunque lautorizzazione richiesta.
2. Il ricorso affidato al seguente articolato motivo:
Eccesso di potere per difetto di istruttoria e difetto di motivazione. Violazione e
falsa applicazione dellart. 338 T.U. leggi sanitarie e dellart. 57 del D.P.R. n.
285 del 1990.
Secondo il ricorrente, le norme che vietano ledificazione nelle aree ricadenti
nella fascia di rispetto cimiteriale riguardano i manufatti che, per durata,
inamovibilit ed incorporazione al suolo, appaiono incompatibili con la natura
insalubre dei luoghi e con leventuale futura espansione del cimitero. Pertanto,
lintervento edilizio proposto, non comportando trasformazione irreversibile del
suolo, avrebbe dovuto essere autorizzato, come rappresentato dal ricorrente
nelle osservazioni presentate a seguito della comunicazione dellavvio del
procedimento di diniego.
3. Il ricorso in esame, regolare sotto il profilo fiscale, ricevibile e nel merito
appare infondato.
La salvaguardia dellarea di rispetto cimiteriale di 200 metri prevista
dallart. 338 R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 (testo unico delle leggi
sanitarie), costituente il cd. Vincolo cimiteriale, si pone come vincolo assoluto
di inedificabilit tale da non consentire alcuna allocazione sia di edifici che di
opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici
interessi pubblici che tal fascia di rispetto tende a tutelare e che possono
riassumersi nelle finalit di assicurare condizioni di igene e di salubrit, di
garantire la tranquillit ed il decoro dei luoghi di sepolture, di
consentire futuri ampliamenti del cimitero (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V,
sent. n. 1933 e 1934 del 3 maggio 2007 e sent. n. 6671 del 14 settembre
2010).
Dal vincolo di rispetto cimiteriale derivante dalla legge discende, dunque,
automaticamente una situazione di inedificabilit legale, senza possibilit di
alcuna valutazione in ordine alla concreta compatibilit dellopera con i valori
tutelati dal vincolo (Cons. di Stato, Sez V, 8 settembre 2008, n. 4256). Oltre a
ci e come indicato nelle premesse del provvedimento impugnato il vincolo
assoluto di rispetto cimiteriale imposto dallo strumento urbanistico comunale
(P.R.G. in vigore) e peraltro larea in questione risulterebbe soggetta a vincolo
paesaggistico ai sensi dellart. 146 del D. L.vo n. 42 del 22 gennaio 2004.
Ci premesso, non appaiono fondate le censure dedotte nel ricorso, stante
che dalle premesse del provvedimento impugnato si evince che il Comune ha
adeguatamente istruito la pratica, anche tenedo conto delle osservazioni
presentate dal ricorrente.
P.Q.M.
Esprime parere che il ricorso debba essere respinto.
IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
F.to: Giuseppe Chiofalo F.to: Riccardo Virgilio

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DELLE%20or%20FEMMINE&tipoFile=DOC

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE


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