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Evaristo Baschenis, Strumenti musicali.

La musica (dal sostantivo greco ) l'arte dell'organizzazione dei suoni e rumori nel corso del
tempo e nello spazio.
Si tratta di arte in quanto complesso di norme pratiche adatte a conseguire determinati effetti sonori,
che riescono ad esprimere l'interiorit dell'individuo che produce la musica e dell'ascoltatore; si tratta di
scienza in quanto studio della nascita, dell'evoluzione e dell'analisi dell'intima struttura della musica. Il
generare suoni avviene mediante il canto o mediante strumenti musicali che, attraverso i principi
dell'acustica, provocano la percezione uditiva e l'esperienza emotiva voluta dall'artista.
Il significato del termine musica non comunque univoco ed molto dibattuto tra gli studiosi per via
delle diverse accezioni utilizzate nei vari periodi storici. Etimologicamente il termine musica deriva
dall'aggettivo greco /mousikos, relativo alle Muse, figure della mitologia greca e romana,
riferito in modo sottinteso a tecnica, anch'esso derivante dal greco /techne. In origine il termine
non indicava una particolare arte, bens tutte le arti delle Muse, e si riferiva a qualcosa di "perfetto". Le
macrocategorie della colta, leggera ed etnica si articolano in diversi generi e forme musicali che
utilizzano sistemi quali armonia, melodia, tonalit e polifonia.
Indice
[nascondi]

1Storia

o 1.1Musica dell'antica Grecia

o 1.2La musica sacra

1.2.1Il canto gregoriano

1.2.2La scrittura neumatica

o 1.3La nascita della notazione

o 1.4I trovatori

o 1.5Ars Antiqua e Ars Nova

o 1.6La musica nell'umanesimo e nel rinascimento

o 1.7Il Barocco e il sistema tonale

o 1.8Il classicismo e la musica romantica

o 1.9La musica contemporanea

o 1.10Canto e musica nella tradizione folclorica

o 1.11La canzone popolare

o 1.12Jazz e Blues

o 1.13La popular music del XX secolo (Pop e Rock)

2Il concetto

3Generi musicali

4Strumenti musicali

5Teoria della musica

o 5.1Termini comuni

6Protagonisti

o 6.1Musicisti

o 6.2Direttori d'orchestra

o 6.3Compositori
7Canto

o 7.1Tipi di emissione

o 7.2Tecnica del canto

o 7.3Coro

o 7.4La musica corale

8Opera lirica

o 8.1Cantanti lirici

9Rapporti con altre discipline

10Produzioni e classificazioni

11Note

12Bibliografia

13Voci correlate

14Altri progetti

15Collegamenti esterni

Storia[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della musica.

Musica dell'antica Grecia[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Musica dell'antica Grecia.

Nell'antica Grecia nacque una materia, una scienza, che estraeva anch'essa queste ultime due, la
matematica, che parte fondamentale della musica, come Pitagora cap, per la relazione tra rapporti
frazionari e suono.
Platone afferm che, come la ginnastica serviva ad irrobustire il corpo, la musica doveva arricchire
l'animo. Attribuiva alla musica una funzione educativa, come la matematica: secondo lui bisognava
saper scegliere fra tanto e poco, fra pi o meno, fra bene o male, per arrivare all'obiettivo finale.

La musica sacra[modifica | modifica wikitesto]


Nel Cristianesimo ebbe grande diffusione il canto, perch lo stesso "Cristo" veniva descritto come un
cantore insieme ai suoi discepoli: "E dopo aver cantato l'inno uscirono verso il monte degli Ulivi" Mt
26,30. La musica nel cristianesimo si svilupp molto nel luogo di culto, la chiesa: si trattava della
musica che veniva eseguita nella liturgia celebrativa della messa.
Si pu ipotizzare che la forma iniziale della musica liturgica fosse monodica (dalla parola greca che
significa una voce sola,cio veniva intonata la stessa melodia da uno o pi cantori) e basata su
variazioni d'intonazione attorno ad una nota fondamentale (detta corda di recita), variazione che era
dettata dalla prosodia (o enfasi) delle parole del testo sacro, nello stile musicale detto sillabico. A
questo stile, che dominava la maggior parte della messa, si sovrappose col tempo un secondo stile,
riservato inizialmente ai momenti di maggiore enfasi quali l'offertorio, in cui un solista intonava il testo
facendo variare liberamente l'intonazione all'interno di una stessa sillaba in uno stile detto melismatico.
La trasmissione della musica avveniva a questo punto per tradizione orale, e attraverso scuole di canto,
la cui presenza presso i maggiori centri di culto attestata fino dal IV secolo. Oltre alla scuola di
provenienza, probabile che anche l'improvvisazione e l'abilit del singolo cantore determinassero in
larga parte la musica d'uso liturgico.
Il canto gregoriano[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Canto gregoriano.

Agli inizi del VI secolo, esistevano in Occidente diverse aree liturgiche europee, ognuna con un proprio
rito consolidato, associato ad uno specifico cantus planus,ovvero un tipo di canto liturgico monodico
(tra i principali, ricordiamo il rito vetero-romano, il rito ambrosiano a Milano, il rito visigotico-mozarabico
in Spagna, il rito celtico nelle isole britanniche, il rito gallicano in Francia, il rito Aquileiese nell'Italia
orientale, il ritoBeneventano nell'Italia meridionale). La tradizione vuole che alla fine di questo secolo,
sotto il papato di Gregorio Magno (590-604) si sia avuta la spinta decisiva all'unificazione dei riti e della
musica ad essi soggiacente.
In realt si ha motivo di credere che l'unificazione avvenisse quasi due secoli pi tardi, ad opera
di Carlo Magno e sotto l'impulso della unificazione politica che port alla nascita del Sacro Romano
Impero. L'attribuzione a Gregorio Magno sarebbe stata introdotta per superare le resistenze al
cambiamento dei diversi ambienti ecclesiastici, costretti a rinunciare alle proprie tradizioni. Il prodotto
dell'unificazione di due dei riti principali quello vetero-romano e quello gallicano fu codificato nel
cosiddetto antifonario gregoriano, che conteneva tutti i canti ammessi nella liturgia unificata. Questa
unificazione classific i brani di musica sacra in uso secondo un sistema di modi, ispirati - almeno nei
nomi - ai modidella tradizione greca (dorico, ipodorico, frigio, ipofrigio, lidio, ipolidio, misolidio,
ipomisolidio).
Il repertorio del canto gregoriano molto vasto e viene differenziato per epoca di composizione,
regione di provenienza, forma e stile. Esso costituito dai canti dell'Ufficio (la cosiddetta "Liturgia delle
Ore" recitata quotidianamente dal clero) e dai canti della Messa.

Nei canti dell'Ufficio si riscontrano le seguenti forme liturgico-


musicali: le Antifone, i Responsori (che possono essere brevi o
prolissi) i "cantica"(di carattere pi lirico) e gli Inni ( recitati
esclusivamente nei monasteri per la paura, da parte della Chiesa, della
diffusione di eresie, data la loro forte approvazione e popolare)

Nei canti della Messa vi sono forme legate alle parti dell'Ordinario
o Ordinarium Miss (cio i testi che non mutano
mai: Kyrie, Gloria, Credo,Sanctus e Agnus Dei) e del Proprio
o Proprium Miss (cio i testi che variano secondo le diverse
festivit: Introito, Graduale, Alleluia - sostituito dal Tratto nel tempo
di Quaresima -, Offertorio e Communio).
Sia nei canti dell'Ufficio come in quelli della Messa si riscontrano tutti i generi-stili compositivi del
repertorio gregoriano; essi si possono classificare in tre grandi famiglie:

I canti di genere sillabico (quando ad ogni sillaba del testo corrisponde


solitamente una sola nota) come ad esempio le pi
semplici Antifonedell'Ufficio, le melodie semplici dell'Ordinario e i
recitativi del Celebrante;

I canti di genere semisillabico o neumatico (quando ad ogni singola


sillaba del testo corrispondono piccoli gruppi di note) come ad esempio
gli Introiti e i Communio della Messa o alcune antifone pi ampie
dell'Ufficio;
I canti di genere melismatico (quando ogni sillaba del testo fiorita da
molte note) come ad esempio alcuni Graduali e Offertori o i responsori
prolissi dell'Ufficio O il pi importante lo jubilus dell'Alleluia.
La scrittura neumatica[modifica | modifica wikitesto]

Neuma plurisonico.

La riforma gregoriana sostitu lo studio dei testi alla trasmissione orale delle scuole di canto delle
origini, sacrificando, oltre alle particolarit regionali (alcune delle quali, specialmente quelle di
derivazione mozarabica, particolarmente ricche) e all'intonazione microtonale (che esisteva ancora nel
rito vetero-romano) anche il ruolo dell'improvvisazione. Allo stesso tempo si cre la necessit di
"annotare" i testi scritti in modo da aiutare i cantori ad eseguire le musiche sempre nello stesso modo,
con una linea melodica che indicava la sua direzione, ascensionale o discensionale. Quest'esigenza
fece nascere segni particolari (i neumi, pare nati dai gesti del direttore del coro) che, annotati tra le
righe dei codici, rappresentavano l'andamento della melodia, come gi detto, (ma lasciando liberi
intonazione e ritmo).
La scrittura neumatica divenne cos la prima "notazione", da cui poi la parola "nota", musicale moderna.

La nascita della notazione[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Guido Monaco.

La scrittura neumatica lasciava molto all'immaginazione del lettore, e, proprio per questo, era inadatta
alla trascrizione di composizioni di maggiore complessit, che mettevano a dura prova la memoria dei
cantori. Fu nell'opera di Guido d'Arezzo (992 ca.-1050 ca.) che si afferm il primo sistema di
scrittura diastematica, una scrittura, cio, che permetteva di indicare le diverse altezze delle note da
intonare. Guido chiamava il suo sistema tetragramma perch inseriva dei segni (che sarebbero poi
diventati le moderne note) in una griglia costituita (spesso) da quattro righe parallele. Fu questo l'inizio
dell'uso delle note in cui la scrittura delle durate era ottenuta proporzionalmente (la durata di una nota
era indicata in proporzione alle altre). Alle note che erano posizionate negli spazi e sulle linee, Guido
assegn nomi quasi tutti corrispondenti alle sillabe iniziali dei primi sei versetti di un inno dedicato
a San Giovanni Battista come memorandum per gli allievi:
(LA)
Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte Iohannes
(Inno a San Giovanni)
La vera innovazione di Guido fu che le prime sillabe dell'Inno non servirono solo per dare un nome alle
note, ma anche a darne l'intonazione relativa. In questo modo un cantore poteva intonare a prima vista
un canto mai udito prima semplicemente facendo riferimento alla sillaba dell'Inno con la stessa
intonazione della prima nota cui il canto iniziava per averne un'immediata idea della tonica. A questo
procedimento di memorizzazione Guido diede il nome di solmisazione. Negli anni che seguirono il
tetragramma di Guido d'Arezzo, in origine dotato di un numero variabile di linee, si sarebbe stabilizzato
su cinque linee (assumendo il nome di pentagramma) e la nota Ut avrebbe mutato il suo nome in Do
ponendo le basi della notazione musicale moderna.
I trovatori[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Trovatori.

Il trovatore Bernard de Ventadorn.

Dal punto di vista della sua conservazione la musica fu doppiamente svantaggiata. Essa da una parte
soffr, fino all'invenzione del torchio a stampa, della sorte comune a tutto il materiale che doveva essere
tramandato in forma scritta, cio della rarit del materiale, dei mezzi e delle capacit di tramandarlo. A
ci si aggiunse la mancanza di una notazione che permettesse di scrivere la musica in maniera univoca
(cui si giunger compiutamente solo attorno al1500).
A queste circostanze pratiche, si aggiungevano pregiudizi di carattere culturale (risalenti addirittura alla
concezione Greca) che individuavano nella pratica musicale una parte nobile, collegata alla parola, e
una artigianale, collegata al suono strumentale. La seconda veniva relegata in secondo piano e, nella
sua funzione di servizio, lasciata ai musici professionisti (sempre di origine non nobile): questo equivale
a dire che la musica popolare era affidata esclusivamente alla trasmissione orale ed per noi
completamente perduta. Le poche melodie che sono giunte fino a noi lo hanno fatto spesso
intrufolandosi in composizioni considerate degne di essere tramandate (spesso in parti della messa):
questo il caso della melodia detta L'homme arm e (pi tardi) della melodia detta La Follia. Solo in
epoca moderna la musica popolare inizier ad essere considerata degna di essere tramandata.
Si sa comunque che nel Medioevo si produceva molta musica di carattere non sacro: un'importante
testimonianza (profana anche se non propriamente popolare) viene dalle composizioni dei trovatori,
dei trovieri e dei Minnesanger, cantori e poeti vaganti, le cui prime testimonianze datano attorno all'XI
secolo. Di provenienza linguistica diversa (lingua d'oc o occitano per i trovatori, lingua d'ol per i trovieri,
tedesco per i minnesanger o menestrelli), essi erano accomunati dall'argomento delle loro canzoni,
l'amor cortese e dalla loro frequentazione, appunto delle corti, dove era stata elaborata questa forma
ritualizzata d'amore. La diffusione delle composizioni trobadoriche accompagn anche la diffusione
dell'idea che l'educazione musicale (rigorosamente non professionale) dovesse far parte
dell'educazione di un nobile. Come per il resto delle composizioni popolari per, anche la parte
musicale delle composizioni trobadoriche andata quasi completamente perduta anche a causa della
distruzione causata dalla crociata contro gli albigesi.
Le composizioni che ci sono pervenute ( in pi versioni, ad indicare la grande circolazione delle melodie
e dei compositori stessi) sono raccolte nei Canzoniere, in cui sono citati nomi e vite di famosi trovatori
nelle 'vidas'. Tra i nomi che compaiono maggiormente : Arnaut Daniel (citato anche da Dante nel
Purgatorio); Jaufre Rudel; Bernard de Ventadorn; Bertran de Born. Grazie ai canzonieri si a
conoscenza anche dei generi, sia letterari che musicali, composti e cantati dai menestrelli, che non
trattano solo il tema amoroso. La composizione per eccellenza la cansoper I trovatori, chanson per i
trovieri, lied per I minnesanger; a fianco ad essa troviamo l'alba(separazione di due amanti all'alba,
dopo aver trascorso la notte insieme) , la pastorella ( incontro tra un cavaliere ed una pastorella); la
tenso e i sirventesi di genere satirico.
Ars Antiqua e Ars Nova[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Ars antiqua e Ars nova.

L'Ars antiqua fu un fenomeno musicale che si form a Parigi nel 1150 e che termin nel 1320. Nasce in
contrapposizione all'Ars nova, che sar un altro grande movimento polifonico che nascer nel XIV
secolo. Dal punto di vista della notazione musicale, la Scuola di Notre Dameintrodusse la tecnica di
indicare precisamente l'altezza delle note (che nell'opera di Guido d'Arezzo era ancora intesa in
maniera relativa) in modo simile a quello che avviene nella scrittura musicale moderna, e la prima idea
di divisione delle durate: ogni nota poteva essere divisa in tre note di durata inferiore. L'Ars
nova svilupp ulteriormente il concetto di notazione mensurale, aggiungendo altre durate a quelle usate
fino ad allora, ed estendendo l'applicabilit della divisione binaria dei valori; inoltre accentu gli aspetti
musicali delle composizioni (moltiplicando le voci dei cantori ed introducendo ad esempio la forma
politestuale del mottetto) rispetto agli aspetti testuali. Queste innovazioni la posero ben presto in
polemica con gli esponenti dell'Ars antiqua (polemica che assunse toni cos violenti da dover essere
sedata da un intervento regale).
La musica nell'umanesimo e nel rinascimento[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Musica rinascimentale.

Durante il Quattrocento si svilupp un nuovo stile, inizialmente per ispirazione dei compositori inglesi (in
particolare John Dunstaple), e successivamente ad opera della scuola franco fiamminga, che innov
grandemente le preesistenti forme della messa, del mottetto e dellachanson. Ponendo le consonanze
per terze (ancora oggi familiari all'orecchio occidentale) e la forma imitativa del canone alla base delle
loro procedure compositive, i franco-borgognoni (tra cui ricordiamo il caposcuola Guillaume Dufay e il
grande Josquin Des Prez) rivoluzionarono la pratica della polifonia ereditata dall'Ars nova. Il lavoro di
questi compositori poneva le basi per lo sviluppo di quella che sarebbe stata la teoria dell'armonia.
Nel Cinquecento abbiamo la nascita del madrigale (una forma cantata a pi voci, in cui il significato del
testo comunicava il carattere espressivo alla musica) ad opera del francese Philippe Verdelot e del
fiammingo Jacques Arcadelt. Grazie all'invenzione della stampa nacque l'editoria musicale che in Italia
si rivolse soprattutto ad una lite, mentre in Francia e nel nord Europa punt ad un ampliamento del
mercato.
La Riforma influenz radicalmente il modo di concepire la musica: mentre nelle zone calviniste la
musica fu ridotta alla sola funzione liturgica, in quelli luterani si diffuse capillarmente ai livelli popolari,
assolvendo il ruolo di collante nazionale grazie alla lingua e alla fede. Furono gettate le basi per una
nuova sensibilit germanica nei confronti di questa arte che produrr effetti epocali. Nella seconda
met del secolo abbiamo la nascita del melodramma, ad opera della Camerata fiorentina: nei decenni
successivi il genere sar portato in auge soprattutto grazie a Claudio Monteverdi.

Il Barocco e il sistema tonale[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Musica barocca e tonalit (musica).
Johann Sebastian Bach.

Nel Seicento la musica strumentale in occidente divenne autonoma ed assunse una fisionomia
delineata in generi come la sonata, la sinfonia, il concerto grosso. La musica occidentale si svilupp
con straordinaria rapidit attraverso i secoli successivi, anche perfezionando il suo sistema tonale: una
pietra miliare costituita dalle composizioni di Johann Sebastian Bach del Clavicembalo ben
temperato (I libro 1722, II libro 1744, raccolta di 48 Preludi e Fughe in tutte le tonalit). Nella prima
met del Settecento sorse la committenza indiretta, vale a dire la fruizione dell'arte da parte di un
pubblico pagante.

Il classicismo e la musica romantica[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Classicismo (musica), Musica romantica e Storia della sinfonia.

Wolfgang Amadeus Mozart.

Nel secolo d'oro della musica classica occidentale, gli anni che vanno dal1750 al 1850, essa si esprime
in forme sempre pi ricche ed elaborate, sia in campo strumentale (uno straordinario sviluppo ebbe la
forma della sinfonia) che in campo operistico, sfruttando sempre pi estesamente le possibilit
espressive fornite dal sistema armonico e tonale costruito nei secoli passati.
Durante questo periodo, per la prima volta, si manifest un sentimento storico dell'esperienza musicale;
la musica acquis una coscienza storica al pari delle altre arti grazie agli studi e le pubblicazioni che
riguardarono il passato; fra i trattatisti notevoli, ricordiamo il maestro Ant. Reicha, autore d'un Trattato di
Melodia, un Trattato di Armonia e un Nuovo Metodo per la Fuga, nonch di numerose (ma celebri)
opere minori. Questo nuovo fenomeno consent di creare una saldatura tra il presente ed il passato e di
dare continuit al percorso evolutivo musicale.
Nel XVIII secolo vi fu la grande presenza di Mozart. Senza dubbio fu uno, tra i grandi, e sono tanti; e
grazie a lui l'evoluzione della musica poggi su un grande pilastro creato, che si estese in tutti i campi,
sinfonia, opera,musica da camera, serenate, e che rappresent il legame, possiamo dire, tra la musica
del Settecento (le sinfonie calme e serene, che rispecchiano alla perfezione gli schemi musicali,
di Haydn) e quella romantica del XIX secolo.
Agli inizi del XIX secolo giganteggi la figura di Ludwig van Beethoven, che prese le mosse dall'eredit
di Mozart e dei compositori classici coevi per arrivare a trasfigurare le forme musicali canoniche,
soprattutto la sinfonia e la sonata, creando al contempo il concetto di musica assoluta, cio svincolata
dalle funzioni sociali cui era stata fino ad allora subordinata. Con Beethoven si assistette alla nascita
della figura del compositore/artista, contrapposta a quella, in precedenza prevalente, del
musicista/artigiano. Insieme a lui, artisti come Johannes Brahms,Anton Bruckner e Gustav
Mahler ottennero ottimi risultati specialmente in campo sinfonico, per questo si parla di "Stagione del
grande sinfonismo tedesco".
In Beethoven si trovano le prime manifestazioni del romanticismo musicale, molti protagonisti del quale
furono di area germanica e austriaca, come Schubert, Mendelssohn, Schumann. A Parigi operano
invece Berlioz e il franco-polacco Chopin.

La musica contemporanea[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Musica contemporanea, Atonalit e Dodecafonia.

Arnold Schoenberg.

Queste innovazioni in campo tonale vennero radicalmente contestati dalla musica del XX secolo, che
esplor le nuove forme dell'atonalit. Con questa tecnica il singolo compositore defin autonomamente
le regole per la realizzazione del brano, dando maggiore importanza all'effetto prodotto dai suoni
piuttosto che alla loro appartenenza ad un assegnato sistema tonale: per apprezzare un brano di
musica composto secondo questi canoni, per, il solo ascolto non sufficiente, ma deve essere
integrato da un attento studio dello spartito.
In particolare, nel secondo decennio Arnold Schnberg, assieme agli allievi, tra cui ricordiamo Alban
Berg eAnton Webern, giunse a delineare un nuovo sistema, la dodecafonia, basato su serie di 12 note.
Alcuni ritennero questo l'inizio della musica contemporanea, spesso identificata con la musica
d'avanguardia: altri dissentirono vivamente, cercando altre strade. Il concetto di serie, inizialmente
legato ai soli intervalli musicali, si svilupper nel corso del secondo Novecento sino a coinvolgere tutti i
parametri del suono. Fu questa la fase del serialismo, il cui vertice fu raggiunto negli anni cinquanta con
musicisti come Pierre Boulez e John Cage.
Altri musicisti - fra cui anche Igor Stravinsky, Bela Bartok e Maurice Ravel - scelsero di cercare nuova
ispirazione nelle tradizioni folkloriche e nella musica extraeuropea, mantenendo un legame con il
sistema tonale, ma innovandone profondamente l'organizzazione e sperimentando nuove scale, ritmi e
timbri.
A causa della larga gamma di definizioni, lo studio della musica effettuato in una grande variet di
forme e metodi: lo studio del suono e dellevibrazioni (detto acustica), lo studio della teoria musicale, lo
studio pratico, la musicologia, l'etnomusicologia, lo studio della storia della musica.
Canto e musica nella tradizione folclorica[modifica | modifica wikitesto]
Con musica popolare o musica folk (letteralmente musica del/dal popolo) e canto popolare si
indicano quei generi musicali che affondano le proprie radici nelle tradizioni di una
determinata etnia, popolazione, ambito geografico o culturale.
Questo concetto deve essere distinto da quello di musica pop legato a quello di canzone popolare. La
musica, ma soprattutto il Canto popolarerisveglia all'orecchio degli appassionati di etnomusicologia un
interesse particolare. Questa musica nasce insieme alla civilt umana e con essa si sviluppa nel corso
dei secoli tramandata di generazione in generazione oralmente.

La canzone popolare[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Musica popolare.

Diverso dal concetto folklorico di canto popolare, ma da esso originata, la canzone attraverso i suoi
interpreti raccont, a partire dalla seconda met dell'Ottocento, la storia, le vicende, e le trasformazioni
delle citt italiane e straniere. Si diffuse nei salotti borghesi dove si organizzavano incontri di societ;
questa volta come dice lo slogan <non sono canzoni del popolo ma sono per il popolo> tale slogan
esemplific la matrice del successo generalizzato ottenuto grazie allo sviluppo di tematiche vicine ai
sentimenti comuni. Spesso si tratt di canzoni dialettali che parteciparono a festival come quello
celeberrimo di Piedigrotta e che rapidamente trascesero le frontiere dei vari stati e le incomprensioni
linguistiche. Con l'introduzione di rapporti innovativi tra gli autori e gli editori, con una gestione
regolamentata internazionalmente dei diritti degliautori e con la prospettiva di poter usufruire di un
pubblico sempre pi vasto, gli uffici della Siae dell'epoca vennero presi d'assalto da un nugolo di nuovi
autori, di tutte le estrazioni sociali e culturali.

Jazz e Blues[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Musica jazz e Blues.

Louis Armstrong.

Bo Diddley.

All'inizio del 1900, negli Stati Uniti d'America, iniziarono a diffondersi tra la popolazione urbana
diversi generi musicali derivati dalle tradizioni popolari degli africani portati come schiavi sul continente,
e dalle loro contaminazioni con le tradizioni musicali bianche.
Nacquero e acquisirono notoriet in questo modo il ragtime, il blues urbano (derivato dal cosiddetto
blues primitivo che veniva cantato nelle campagne), e da ultimo, il jazz, che combinava la musica
bandistica e da parata, che veniva suonata soprattutto a New Orleans, con forti dosi
d'improvvisazionee con particolari caratteristiche ritmiche e stilistiche.
L'invenzione del fonografo e della radio, permise una diffusione senza precedenti di questi nuovi generi
musicali, che erano spesso interpretati da musicisti autodidatti molto pi legati ad una tradizione
musicale orale che non alla letteratura musicale. Le origini non europee degli interpreti, e il citato
ricorso all'improvvisazione, contribuirono a creare musiche di grande freschezza e vitalit. Al contrario
di quello che era successo tante volte nella storia della musica, la tecnologia offriva ora ad una musica
popolare fondata pi sulla pratica che sulla scrittura di essere trasmessa e tramandata, piuttosto che
dimenticata.
La musica jazz continu a svilupparsi per tutto il XX secolo, diventando prima musica di larghissimo
consumo durante gli anni venti/anni trenta (detti gli anni dello swing), intrecciandosi con altri generi per
dare vita a forme di espressione musicale ancora diverse ed evolvendosi poi gradatamente in
una "musica per musicisti" e per appassionati, espandendosi fuori dall'America e trovando seguaci
prima in Europa (dove fu spesso apprezzata pi che nel suo luogo di nascita) e poi in tutto il mondo, e
diventando uno dei contributi musicali pi importanti del Nuovo Continente. La musica Jazz si pu
considerare come un nuovo varco verso altri mondi musicali: un genere che, partendo da un substrato
che comprendeva le forme popolari del blues, degli spiritual e della musica bandistica e incorporando
via via altre forme di musica nera (ad esempio il ragtime degli anni 1920) arriv ad utilizzare una base
di standard usati come punto di partenza per modificarne di continuo ogni moduloarmonico, melodico,
e ritmico.
Tutta la musica jazz e derivata stata definita come colta, appunto per il presupposto che risultante
della conoscenza della musica classica, e delle varie etnie musicali. Lo stesso non pu dirsi per il blues
iniziale. Il passaggio di qualit pu forse attribuirsi a George Gershwin, musicista di grande valore, figlio
di emigranti russi, morto giovanissimo ma che ebbe dei maestri importanti e fu ispirato da autori
come Debussy e Ravel. La sua produzione incredibilmente vasta, ma restano pi valide le opere
definite minori (circa 700), utilizzate anche ora come standard inesauribili. Ricordiamo che lo
stesso Debussy venne influenzato dal jazz, come si pu ben udire in "Golliwogg's Cakewalk", brano
posto alla fine del "Children's Corner", una delle sue pi celebri suite per pianoforte.

La popular music del XX secolo (Pop e Rock)[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Musica pop e Rock and roll.

Frank Sinatra.

I Led Zeppelin.
All'inizio del XX secolo la musica occidentale cambi profondamente, e fu scossa fin dalle fondamenta.
Non solo, ma cambiarono anche, grazie alle invenzioni relativamente recenti della radio e
del fonografo, i modi e i tempi di ascolto della musica stessa, prima limitati a concerti in locali
appositamente adibiti, come teatri, locali, club o case private. Da una parte inizi a crearsi un pubblico
potenziale pi vasto e meno acculturato, che apprezzava strutture melodiche e armoniche pi semplici,
dall'altra mai come in questo periodo storico fu facile, per chi volesse suonare, procurarsi uno
strumento e imparare a usarlo.
A questo si deve aggiungere una seconda rivoluzione, anche questa tecnologica: l'invenzione
dell'altoparlante e dell'amplificazione audio, che permise di far suonare assieme strumenti che non
potrebbero farlo altrimenti (come per esempio una chitarra, una batteria di tamburi e un pianoforte),
perch il suono di alcuni di essi prevaricherebbe completamente gli altri.
Queste nuove possibilit tecniche crearono l'occasione per nuovi veicoli espressivi che la musica colta
tard a cogliere e che la nuova musica popolare non ebbe alcun problema ad adottare, creando, tra
il 1920 fino al 1980 e in misura minore negli anni successivi, una grande fioritura di nuovi stili e generi
(quali jazz, blues, rock, soul, pop, funky, metal, fusion, ognuno dei quali si suddiviso in ulteriori
sottogeneri). In ambito pop nacquero personaggi che diventano autentici
fenomeni mediatici raggiungendo una popolarit senza precedenti. Fra questi si possono citareFrank
Sinatra, Elvis Presley, James Brown, Jimi Hendrix, Elton John, i Beatles, Bruce Springsteen per
arrivare ai recenti Michael Jackson, Bon Jovi, Oasis, Madonna, Cher, Britney Spears, Adele
Altro genere popolare sorto nel XX secolo stato il rock, dizione abbreviata di "rock and roll" o
"rock'n'roll" (da quando si afferm questa espressione abbreviata si svilupparono vari sottogeneri che
enfatizzavano gli aspetti pi aggressivi del rock'n'roll, la parola rock si inizi a leggere come "roccia", e
in espressioni come Hard Rock cio "roccia dura"). Il rock'n'roll nacque negli anni cinquanta come
musica da ballare, derivata dal boogie-woogie, ballo afro-americano del dopo guerra (che infatti sta
proprio per "ondeggia e ruota"). Quando rock e rock'n'roll si differenziarono, la seconda espressione
venne intesa come forma originaria di questo genere di musica. Storicamente un gruppo, o una band
formata da una voce, una o pi chitarre, il basso e la batteria, in alcuni casi con l'inserimento di altri
strumenti (ad esempio pianoforte osassofono).
Negli anni sessanta, soprattutto in Inghilterra, si formarono gruppi come The Who, Pink Floyd, Led
Zeppelin, Deep Purple, King Crimson e Soft Machine pronti a spaziare e a raggiungere nuove strutture
musicalmente pi complesse rispetto a quelle del rock primitivo, traendo spesso ispirazione dalla
musica classica e dal jazz, per iniziare a dare vita a una rivoluzione. In questa rivoluzione fu coinvolta
anche la tecnologia, che con il sintetizzatore, il moog, il mellotron inizi a dare vita nella met degli anni
sessanta al genere progressive. Alla fine degli anni settantanacque un nuovo stile musicale che azzer
completamente il progressive, il punk, che vide il ritorno a sonorit hard e violente spinte a volte verso
estremismi anti-musicali e legate a tematiche di contestazione politica[1]
Negli anni ottanta le due correnti principali del rock erano il punk e le sue propaggini (Post-
punk, Hardcore punk, New wave (musica), No Wave,Industrial ecc.) e il Metal (un'evoluzione
particolarmente pesante dell'hard rock, pi elaborata del punk dal punto di vista musicale). I primi anni
novanta videro l'esplosione del fenomeno Grunge che riport per qualche tempo il rock all'attenzione
delle masse popolari.Il Gruppo pi rappresentativo di questo genere(Grunge)sono I Nirvana con Il Loro
secondo album Nevermind che porto il grunge nel mainstream rimanendoci fino alla fine degli anni
novanta Nella seconda met degli anni novanta la ripresa di istanze progressive, filtrate dall'esperienza
punk, diedero vita a quello che sar poi definito Post-rock[2]. All'interno dell'universo post-rock pu
essere incluso il Math rock (una forma particolarmente fredda, complessa ed anti-melodica di rock) e
certe forme di neo-psichedelia (si veda Roy Montgomery e la scena Neozelandese). Altra corrente che
si sviluppa nel corso del decennio lo Stoner rock mentre il metal si avvia ai suoi sviluppi pi estremi e
parossistici: Death metal, Black metal, Doom metal, Power metalTrash metal,Speed Metal ecc. si
allontanano nettamente dagli schemi della canzone hard rock/heavy metaltendendo anch'essi a
rivolgersi a nicchie di pubblico sempre pi ristrette, mentre le tematiche diventano sempre pi oscure e
decadenti (si vedano le suggestioni esoteriche ed anti-moderne di certo Black metal, passato
all'attenzione dei media nei primi anni novanta anche per gli atteggiamenti estremamente provocatori e
violenti di alcune band). Oltre al grande sviluppo delle canzoni rap.
In linea generale, ad esclusione del pop-rock e del metal classico, lo sviluppo di questi generi ha finito
per caratterizzare il rock degli ultimi decenni come genere "di nicchia", lontano tanto dalla tradizione
colta quanto dalle regole della musica leggera di ampio consumo.
Il concetto[modifica | modifica wikitesto]

Questa voce o sezione sull'argomento musica ritenuta da controllare.


Motivo: Questo elenco di "accezioni", che non appare n sistematico, n esaustivo, manca completamente di
fonti di riferimento. stato inserito in un primo blocco nella voce nel 2004 e successivamente ampliato da altri
utenti, sempre senza indicare alcuna fonte: in questo senso si configura come una vera e propria ricerca
originale collettiva. Non solo mancano fonti per l'impostazione generale della sezione, ma anche per le
affermazioni riportate, molte delle quali appaiono piuttosto singolari o quanto meno superficiali. Ad esempio,
dal paragrafo "Musica come suono" sembra di dover ricavare che il concetto di "nota" come elemento
fondamentale della musica sia stato adottato solo a partire dal XIX secolo; il paragrafo sulla "Musica come
linguaggio" sembra suggerire che l'idea che la musica veicoli emozioni attraverso specifici "accorgimenti
musicali" risalga alla musica da film del XX secolo, ignorando totalmente l'esistenza della "teoria degli affetti"
che risale alla fine del XVI secolo; la citazione di Mozart (?) nel paragrafo "Musica come esperienza
soggettiva" non ha alcun rapporto con quanto affermato in quel paragrafo, e cos via.

Partecipa alla discussione e/o correggi la voce. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.
La musica una delle vie per le quali l'anima ritorna al cielo
(Torquato Tasso)
Senza la musica, la vita sarebbe un errore
(Friedrich Nietzsche)

Sono state proposte diverse accezioni e varianti di significato del termine musica:

Musica come suono: Una delle pi comuni definizioni di musica


quella di arte del suono organizzato, o - pi specificamente - di arte del
produrre significati e sensazioni, pi o meno complessi - e comunque
di natura volontaria - organizzando suoni e silenzio. Questi suoni
hanno, a loro volta, un'organizzazione interna data dalla correlazione
aritmetica delle frequenze che li compongono (armonici) a partire da
quella pi bassa (primo armonico), detta frequenza fondamentale:
questi suoni sono comunemente chiamati note. Simili definizioni -
comunemente accettate - sono state ampiamente adottate sin
dal Diciannovesimo secolo, quando si inizi a
studiare scientificamente la relazione tra il suono e la percezione.

Musica come esperienza soggettiva: Un'altra delle definizioni comuni


di musica implica che la musica debba essere piacevole o melodica.
Questo punto di vista tiene conto del fatto che alcuni tipi di "suono
organizzato" non sono musica, mentre altri lo sono. Esistono versioni
pi elaborate di questa definizione che tengono conto del fatto che ci
che considerato musica varia da cultura a cultura, e da epoca ad
epoca. Questa definizione fu predominante nel Diciottesimo
secolo. Mozart, per esempio, usava dire che "la musica non dimentica
mai s stessa, essa non deve mai cessare di essere musica".

Musica come linguaggio: Analizzando l'evoluzione della musica nel


corso della storia, si nota infatti come la progressiva conquista di
nuove sonorit e l'abbattimento di determinati schemi, seguano un filo
evolutivo proprio, modificando progressivamente i gusti e le abitudini
all'ascolto. Tale concetto ancor pi valido oggi, dove in seguito alla
rapida evoluzione tecnologica che ha contraddistinto gli ultimi decenni,
profondamente cambiato il concetto di fare musica, cos come sono
cambiate le sonorit che suscitano determinate emozioni. Il concetto di
"linguaggio" prende forma ad esempio nella musica applicata,
ovverosia in tutti quei contesti in cui la musica supporta o affianca
un'altra forma di espressione artistica. Tipico il caso della musica da
film, laddove esistono oramai degli accorgimenti musicali condivisi
universalmente, capaci di suscitare negli spettatori delle sensazioni
particolari: tristezza, felicit, romanticismo, malinconia, stupore, ed
altre ancora. Mediante queste sonorit, il linguaggio-musica diventa
una forma capace di veicolare e comunicare emozioni specifiche.

Musica come una categoria della percezione: La definizione cognitiva,


meno comune, asserisce che la musica non semplicemente suono, o
la percezione di esso, ma una rappresentazione interna che
percezione, azione e memoria contribuiscono a creare. Questa
definizione influenzata dalle scienze cognitive, il cui scopo la
ricerca delle regioni del cervello responsabili dell'analisi e della
memorizzazione dei vari aspetti dell'esperienza dell'ascoltare musica.
Questa definizione include anche arti differenti come ad esempio
la danza.

Musica come approfondimento storico e antropologico: Il cammino e


l'evoluzione del pensiero musicale corrono di pari passo con il
cammino dell'uomo nella storia. L'antropologia trova
nell'etnomusicologia risposte che altri studi sull'uomo non riescono a
dare.

Musica come costrutto sociale: Le teorie post-moderne asseriscono


che, come l'arte, la musica definita innanzitutto nel suo contesto
sociale. Da questo punto di vista la musica ci che ognuno chiama
musica, che sia fatta di silenzio, di suoni, o di performance. La famosa
opera 4'33'' (4 minuti e 33 secondi) di John Cage ha origine da questa
concezione della musica.

Musica come cura del corpo e/o dello spirito Musicoterapia: Le qualit
liberatorie della musica si concretizzano da sempre dovunque nel
mondo. Il benefico potere derivante dall'ascoltare musica, o dal
crearne e riprodurne distingue i due rami principali riconducibili alla
scienza stessa, che nascono sempre dalla radice unica, la Musica.
Osservata in Europa, e nell'occidente in tempi relativamente recenti,
dopo il Cinquecento, diviene strumento terapeutico vero e proprio, fino
all'uso che spazia dalla cura di depressioni, malattie psichiche anche
molto gravi, disturbi neurovegetativi ecc. In tempi pi antichi e tuttora in
siti culturalmente poco occidentalizzati pu definirsi musicoterapia un
aspetto fondamentale dell'educazione civica, intesa come
"consapevolezza d'esser vivi" quindi esistere. In Africa, ad esempio,
fare musica con rudimentali strumenti quali semplici percussioni o flauti
di bamb patrimonio comune nella societ; parimenti lo il
partecipare ballando e cantando, oltre che, ovvio, ascoltando.
Fondamentale la partecipazione alla Musica, che eletta a cura,
preghiera, dialogo, discussione nel senso pi civilmente umano dei
termini. In realt il diritto civile per questi popoli si concretizza,
trovando la sua pi schietta espressione, proprio nella Musica.

"Musica come tutto ci che soddisfi desideri e aspirazioni:" secondo la


derivazione del termine dal verbo greco (desiderare, aspirare
a...) dal quale Platone avrebbe fatto derivare il termine "musa". Il
recupero di questo concetto di musica dalla etimologia del termine
"musa" ipotizzata da Platone permette di distinguere la musica dal
suono con il quale spesso viene confusa. L'idea comune infatti che la
musica sia fatta di suoni rende difficoltoso comprendere perch non
sempre vero che il suono "fa" musica (ci che musica per qualcuno
pu non esserlo per altri). Perch il suono "faccia" musica occorre
appunto che chi lo percepisce ne ricavi soddisfazione, che questa
soddisfazione colmi un desiderio e che l'oggetto del desiderio coincida
con uno stato fisico o mentale, reale o fantastico, a cui la persona
aspira.

Musica come mito nella cultura occidentale; secondo Platone ("Fedro")


un tempo esistevano uomini talmente dediti al canto da trascurare tutti
i bisogni primari. Da questa stirpe di uomini ebbero origine le cicale
che, credevano gli antichi, vivevano e morivano cantando.

Musica come una potenza che deriva dalla divinit e quindi grazie alle
capacit sovrannaturali in grado di controllare la natura. Orfeo con il
suo canto ammaliante fu in grado di ammansire le belve ma anche di
propiziarsi gli di; Anfione utilizz il suono della cetra per muovere le
pietre e costruire le mura di Tebe. In quasi tutte le civilt appare
evidente la presenza di un filo conduttore tra
musica, recitazione, danza, trascendentalit e canto; anzi sembra che
la musica nasca inizialmente come canto, espressione del pi antico e
noto strumento musicale.

Generi musicali[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Generi musicali.

I generi musicali sono categorie entro le quali vengono raggruppate, indipendentemente dalla
loro forma, composizioni musicali aventi caratteristiche generali comuni, quali l'organico strumentale, il
destinatario e il contesto in cui sono eseguite. Il grado di omogeneit formale estilistica di tali
raggruppamenti molto variabile e diviene addirittura nullo nel caso di generi con alle spalle una lunga
storia, quali la musica sinfonica o l'opera lirica. La loro identit si fonda piuttosto sul contesto sociale e
ambientale a cui le composizioni sono destinate (il teatro, lasala da concerto, la discoteca, la strada,
la sala da ballo, la chiesa, il salotto) e sulle diverse modalit con cui la musica si coniuga di volta in
volta ad altre forme di spettacolo, arte o letteratura, quali il teatro, l'immagine, la poesia, il racconto.

Strumenti musicali[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Strumento musicale.

Uno strumento musicale un oggetto che stato costruito o modificato con lo scopo di produrre della
musica. In principio, qualsiasi cosa producesse suoni, poteva essere usato come strumento musicale,
ma questo termine definisce solo gli oggetti che hanno il suddetto scopo.
Gli strumenti musicali si possono suddividere secondo la classificazione Hornbostel-Sachs in cinque
famiglie, l'ultima delle quali aggiunta solo in seguito:

1. Idiofoni: il suono prodotto dalla vibrazione del corpo dello


strumento stesso, sollecitato in vari modi, percuotendolo,
pizzicandolo, strofinandolo, sfregandolo, muovendolo o
deformandolo per mezzo di pressioni o soffi d'aria.

2. Membranofoni: il suono prodotto dalle vibrazioni di membrane


tese, che possono essere sollecitate da azioni di percussione,
sfregamento, pizzico, fin anche alle sollecitazioni dovute
all'emissione della voce dell'esecutore (nel caso dei mirlitons).
3. Cordofoni: il suono emesso dalla vibrazione di corde tese; le
corde possono essere sollecitate dal pizzicarle, percuoterle, o
dallo sfregarle con appositi archetti; ancora, corde tese esposte
all'azione del vento che le lambisce, come nel caso delle arpe
eoliche, induce in esse vibrazioni sonore.

4. Aerofoni: in essi l'aria stessa che entra in vibrazione. L'aria pu


essere contenuta dallo strumento, come nel caso di tubi o globi,
ma pu anche circondare lo strumento che la colpisce ad alte
velocit (frullo, frusta, lama affilata, rombo).

5. Elettrofoni: il suono viene generato per mezzo di una circuitazione


elettrica o per induzione elettromagnetica.

Teoria della musica[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Teoria musicale.

Caravaggio: Il suonatore di liuto.

Un'arte tanto antica e tanto legata alla civilt non poteva non generare un corposo insieme di
conoscenze, che molti studiosi della musica si sono preoccupati di sistemare e classificare. Queste
conoscenze sono riassumibili nella teoria musicale, che un insieme di metodi per analizzare,
classificare e comporre la musica e i suoi elementi. Essa, ad esempio, tratta la "grammatica" della
musica, cio il pentagramma, le chiavi musicali e in generale il modo di scrivere (semiografia) la
musica. Pertanto, pu essere definita come la descrizione in parole degli elementi della musica, e delle
relazioni tra la semiografia (o comunemente detta: notazione musicale) e la sua esecuzione.
Lo studio accademico della musica chiamato musicologia.
I problemi filosofici legati alla musica sono analizzati dalla Filosofia della musica
Termini comuni[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Glossario musicale.

La terminologia musicale molto ampia.


I termini usati per parlare di un particolare brano musicale includono:

la nota che il simbolo utilizzato per indicare una specifica intonazione


(ed anche il suono stesso);
la melodia che una successione di suoni percepita come un percorso
coerente;

l'accordo nella musica tonale che il risultato della combinazione


simultanea di pi suoni, sottoposta a vincoli e regole tradizionali;

l'armonia che lo studio della classificazione e delle concatenazioni di


accordi;

il contrappunto, dal lat. punctum contra punctum, punto contro punto,


nota contro nota, la simultanea organizzazione di differenti melodie;

il ritmo che l'organizzazione dalla metrica (pause, note, durate,..) in


un brano;

il tempo, che determina la durata di ogni battuta in unit musicali;

gli armonici, ovvero l'insieme delle note che, unite, compongono una
stessa nota (come l'ottava, la quinta, la terza, ecc..). Gli armonici
possono essere naturali o artificiali, a seconda di come vengono
ottenuti mediante lo strumento.

il timbro la caratteristica che differenzia ogni strumento, e dipende


dalla forma dell'onda sonora prodotta dallo stesso. Solo nel
Romanticismo si cominciarono ad intuire ed utilizzare le diverse
potenzialit espressive di ogni strumento, le quali dipendono appunto
dal timbro;

la pausa l'intervallo che si interpone tra una nota ed un'altra.

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Un musicista (qui un trombettista).

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Musicista.

Un musicista una persona che esegue o che compone musica per professione.
I musicisti si possono classificare secondo questo schema, che li suddivide in base al lororuolo nella
categoria professionale:
L'arrangiatore modifica una canzone secondo le esigenze di
spettacolo.

Il cantante usa la propria voce nei brani musicali.

Il cantautore scrive le canzoni e le esegue con la propria voce, insieme


ad altri musicisti, utilizzando talvolta un
proprio strumento di accompagnamento.

Il compositore crea la musica e ne trascrive le parti sulle partiture che


gli strumentisti eseguiranno.

Il direttore d'orchestra coordina gli elementi di una orchestra.

Il direttore di coro coordina gli elementi di un coro.

Lo strumentista suona uno strumento musicale del quale un


profondo conoscitore.
Direttori d'orchestra[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Direttore d'orchestra.

Il direttore d'orchestra, spesso chiamato anche maestro, la figura di riferimento in un coro,


un'orchestra o in generale in un gruppo di musicisti. La sua direzione innanzitutto di aiuto per la
coordinazione dei musicisti fra loro, indicando il tempo, i diversi ingressi e le dinamiche. Egli inoltre
chiarisce a cantanti, Solisti e strumentisti il contenuto e l'impostazione generale del componimento
musicale. Le sue funzioni sono anche quelle di guidare le prove e prendere tutte le decisioni necessarie
da un punto di vista musicale, interpretando l'opera musicale. In assenza di un comitato artistico, il
direttore sceglie anche il repertorio da eseguire. Il ruolo del direttore, come lo conosciamo oggi, si
formato intorno al XIX secolo.
Compositori[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Compositore.

Un compositore un artista che crea opere musicali, dette appunto composizioni.


Il termine perci usato indipendentemente dal genere o stile musicale e indica una persona che
costruisce con i suoni un risultato (oggetto sonoro) destinato ad essere ascoltato.
La composizione, al fine di poterne agevolare la riproduzione, generalmente trascritta su
uno spartito tramite un sistema di simboli chiamato notazione musicale, che appunto utilizza le
cosiddette note musicali: l'opera del compositore eseguita dagli interpreti (musicisti, cantanti), ma,
ovviamente, pu essere eseguita anche dall'autore stesso.
Il mestiere del compositore non una professione protetta. Anche autodidatti si possono chiamare in
questo modo, ma gli studi di composizione si eseguono in Italia presso i Conservatori.

Canto[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Canto.

Come nobile chi, col cuore triste, vuol cantare ugualmente un canto felice, tra cuori felici
(Khalil Gibran)
Dei cantanti.

Il canto la produzione di suoni musicali mediante la voce, ovvero l'uso della voce umana come
strumento musicale.
Un gruppo musicale composto principalmente da cantanti (che in questo caso si dicono pi
propriamente "cantori") viene definito coro; quando il coro esegue musica senza accompagnamento
strumentale si parla di canto a cappella.
Tipi di emissione[modifica | modifica wikitesto]
La voce umana nasce dalla vibrazione delle due corde vocali in adduzione tra loro dovuta al flusso
creato dall'aria espirata dai polmoni. Nell'uso canoro il suono della voce caratterizzato dalle risonanze
della trachea, della faringe e della bocca, ed eventualmente delle altre cavit (seni) facciali e craniali;
itimbri vocali che si ottengono dipendono anche dal meccanismo di produzione della voce.
A seconda del modo in cui la voce viene prodotta si possono distinguere tre tipi di emissione: la
voce ingolata, la voce impostata e il falsetto.
Tecnica del canto[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Tecnica del canto.

La tecnica del canto quell'insieme di accorgimenti, appresi con l'allenamento e lo studio, necessari
ai cantanti professionisti per evitare gravi danni alla laringe e alle corde vocali e per ottenere una voce
timbricamente gradevole, potente e con un'ampia gamma cantabile, cio una estensione dalla nota pi
bassa alla pi alta in cui il timbro omogeneo e l'intonazione corretta e stabile.
Tutti, pi o meno, possono cantare una canzone. Molti di meno invece riescono a cantare pi canzoni
di seguito, anche semplici: dopo qualche minuto un cantante improvvisato comincia a sentire mal di
gola, e la sua voce comincia a farsi roca e sfiatata: se nonostante tutto continua a cantare, di l a poco
si ritrova afono, e corre il rischio di procurarsi un edema alle corde vocali.
Questo accade perch, istintivamente, il cantore di cui sopra usa la sua voce come se parlasse. Ma
l'uso della voce che si fa normalmente, sebbene sufficiente allo scopo di parlare, impone alle corde
vocali delle sollecitazioni troppo forti nel caso del canto: per poter cantare per ore senza danni, senza
sforzo e con una voce sempre gradevole, il cantante deve reimparare ad usare la sua voce in modo
nuovo, attraverso lo studio, l'allenamento e l'autoosservazione.

Coro[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Coro (musica).
Coro polifonico Vox Cordis

Il coro un insieme di persone che, sotto la guida di un direttore, si esprime artisticamente attraverso il
canto. I suoi componenti sono detti cantori (o coristi). Il termine coro pu denominare, in modo
generico, anche una composizione musicale scritta per tale organico.

La musica corale[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Musica corale.

Per musica corale si intende l'insieme delle discipline artistiche (composizione, esecuzione, direzione
ecc.) che riguardano quell'importantissimo "strumento musicale" che si chiama coro.

Opera lirica[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Opera lirica e Opere liriche.

Luciano Pavarotti

L'opera lirica un genere teatrale e musicale in cui l'azione scenica abbinata alla musica e al canto.
Tra i numerosi sinonimi, pi o meno appropriati, basti ricordare melodramma e opera in musica.
Oggetto della rappresentazione un'azione drammatica presentata, come nel teatro di prosa, con
l'ausilio di scenografie, costumi e attraverso la recitazione. Il testo letterario che contiene il dialogo
appositamente predisposto e le didascalie chiamato libretto. I cantanti sono accompagnati da un
complesso strumentale che pu allargarsi fino a formare una grande orchestra sinfonica.
I suoi soggetti possono essere di vario tipo, cui corrispondono altrettanti
sottogeneri: serio, buffo,giocoso, semiserio, farsesco.
L'opera lirica si articola convenzionalmente in vari "numeri musicali", che includono sia momenti
d'assieme (duetti, terzetti, concertati, cori) che assoli (arie, ariosi, romanze, cavatine).
Fin dal suo primo apparire, l'opera accese appassionate dispute tra gli intellettuali, tese a stabilire se
l'elemento pi importante fosse la musica o il testo poetico.
In realt oggi il successo di un'opera deriva - secondo un criterio comunemente accettato - da un
insieme di fattori alla cui base, oltre alla qualit della musica (che dovrebbe andare incontro al gusto
prevalente ma che talvolta presenta tratti di forte innovazione), vi l'efficacia drammaturgica del libretto
e di tutti gli elementi di cui si compone lo spettacolo teatrale.
Un'importanza fondamentale rivestono dunque anche la messinscena (scenografia, regia, costumi ed
eventuale coreografie), la recitazione ma, soprattutto, la qualit vocale dei cantanti.

Cantanti lirici[modifica | modifica wikitesto]


I cantanti, e i ruoli che essi interpretano, sono distinti in rapporto al registro vocale.
Le voci maschili sono denominate, dalla pi grave alla pi acuta, basso, baritono, tenore. A essi si
possono aggiungere le voci di controtenore,sopranista o contraltista, che utilizzano un'impostazione in
falsetto o falsettone, cio senza appoggiatura. Esse eseguono ruoli un tempo affidati ai castrati.
Le voci femminili sono classificate, dalla pi grave alla pi acuta,
come contralto, mezzosoprano e soprano. Anch'esse eseguono oggi, molto di pi frequente delle
corrispondenti voci maschili, i ruoli sopranili e/o contraltili scritti per le voci dei castrati.

Rapporti con altre discipline[modifica | modifica wikitesto]

Musica e informatica

Musica e diritto

Musica e matematica

Musica e sport

Musica e medicina

Musica e neuroscienze

Musica e fisica

Filosofia della musica

Produzioni e classificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Categoria:Tipi di composizioni musicali

Forme musicali

Generi musicali

Storia dei supporti musicali

Note[modifica | modifica wikitesto]


1. ^ The History of Rock Music. Storia della Musica Rock

2. ^ Storia del Rock - Anni ottanta

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Marcello Sorce Keller, Che cosa la musica (e perch, forse, non


dovremmo pi chiamarla 'musica'), Musica/Realt, 2012, no. 1, 33-56.

Carlo Pasceri, "Tecnologia Musicale - La rivelazione della musica",


Aracne Editrice, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Alterazione (musica)

Armatura (musica)

Battiti per minuto

Canto

Chiave musicale

Corona (musica)

Generi musicali

Grado (musica)

Intervallo (musica)

Modo (musica)

Musicologia

Note musicali

Partitura

Punto di valore

Pentagramma (musica)

Pausa musicale

Santa Cecilia

Scala musicale

Semiografia musicale
Solfeggio

Storia della musica

Strumenti musicali

Temperamento (musica)

Taglio addizionale

Tempo (musica)

Teoria musicale

Tonalit (musica)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Musica, in Thesaurus del Nuovo soggettario, BNCF, marzo 2013.

(EN) Allmusic.com - Archivio digitale di musica, allmusic.com.

Rockit.it - Database di musica italiana indipendente, rockit.it.

Amo la Musica - Il Posto della Musica - Portale dedicato alla musica a


360, amolamusica.com.

Fisica della Musica a cura dell'Universit di Modena e Reggio Emilia

Musica, su Open Directory Project, Netscape Communications.

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