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5.

8 IL LAVORO DELLE FORZE NON CONSERVATIVE E IL PRINCIPIO DI


CONSERVAZIONE DELL'ENERGIA TOTALE

Nel caso agiscano forze puramente conservative abbiamo potuto scrivere

Em = 0 (5.8.1)

Questa equazione ci dice che l'energia meccanica non varia, e che dunque l'energia meccanica
iniziale deve essere uguale all'energia meccanica finale.
Nel caso agiscano anche forze non conservative, la 5.8.1 non vale pi, perch l'energia meccanica in
questo caso ben lungi dal conservarsi. Posso, per esempio, aspettarmi che, al termine di un
processo non conservativo, alla mia quota di energia meccanica iniziale manchi una parte.

Cerchiamo dunque un'equazione che metta in relazione il lavoro fatto dalle forze non conservative
(Wnon) con l'energia meccanica.

Il punto di partenza sar il teorema dell'energia cinetica, che vale per ogni tipo di forza:

W = K (5.8.2)

Il lavoro W pu essere scritto come somma di lavoro fatto da forze conservative (W con) e lavoro
fatto da forze non conservative (Wnon):

Wnon + Wcon = K (5.8.3)

Per il lavoro delle forze conservative sappiamo di potere usare l'espressione -U (paragrafo 5.5).

L'equazione precedente diviene dunque

Wnon - U = K (5.8.4)

ovvero

Wnon = U + K = (U + K) = (Em) (5.8.5).

Questa l'equazione che mette in relazione il lavoro delle forze non conservative (per esempio
l'attrito) con la variazione dell'energia meccanica.

L'equazione

Em = 0

che esprime invece la conservazione dell'energia meccanica, si ottiene dalla (5.8.5) ponendo Wnon
=0, ovvero mettendosi nel caso di sole forze conservative o forze diverse ma con lavoro nullo
(reazioni vincolari, forze centripete).
Nel caso dell'attrito (ed in moltissimi altri) il lavoro delle forze non conservative appare sotto forma
di calore, il quale, a sua volta, si rende evidente per un aumento di temperatura del sistema.

Nel caso conservativo, si visto che ad una variazione dell'energia cinetica deve corrispondere una
variazione uguale e opposta nell'energia potenziale e che questa variazione accompagnata da
lavoro meccanico.

W = K = -U

In questo senso il lavoro meccanico pu essere visto come manifestazione del trasferimento di
energia potenziale in energia cinetica e viceversa, il tutto in modo che l'energia meccanica si
conservi.

Nel caso delle forze non conservative le cose non vanno poi tanto diversamente: mentre le energie
cinetica e potenziale variano (e dunque varia l'energia meccanica invece di conservarsi), le forze
producono un lavoro che si manifesta come calore: questo calore pu essere visto come
manifestazione del trasferimento di energia meccanica in energia interna delle molecole.

Questa energia interna pu essere vista come energia cinetica delle singole molecole che
costituiscono i materiali: le molecole non sono ferme ma si muovono in modo casuale (gas e
liquidi) oppure oscillano intorno a posizioni fisse (solidi).
L'aumento di energia interna palesato da un aumento della temperatura o dal cambiamento di stato
del materiale (da solido a liquido).

Se nel computo dell'energia, oltre alle gi citate energie cinetica e potenziale, includiamo anche
l'energia interna delle molecole e altre forme di energia (chimica, nucleare) possiamo dire che in
un sistema isolato nel complesso l'energia totale si conserva.

Le manifestazioni di calore e lavoro meccanico sono indice della trasformazione da una forma di
energia ad un'altra (da energia cinetica a energia potenziale, da energia cinetica a energia interna).

IMPORTANTE: che l'energia meccanica si conservi nel caso "conservativo" stato dimostrato
"matematicamente": la conservazione dell'energia meccanica dunque un teorema.
Che l'energia totale si conservi nel caso "non conservativo" non stato dimostrato
matematicamente, anche se ritenuto dai fisici una delle verit fondamentali. Pi che di un teorema
si tratta dunque di un principio o di un assioma (principio di conservazione dell'energia totale).

Esempio: una massa di 75 Kg cade (con velocit iniziale nulla) dal terzo piano (10 metri) e si
arresta per l'urto a terra. Calcola il calore dissipato al momento dell'impatto.

Svolgimento: durante la caduta agiscono anche le forze non conservative che arrestano la caduta.
Useremo dunque la (5.8.5).
L'energia meccanica iniziale vale

Emi = U + K = (75 10 10) J + 0 = 7500 J + 0 = 7500 J

Emf = U + K = 0 + 0 = 0 J
Em = Emf - Emi = (0 - 7500) J = - 7500 J

Wnon = Em = -7500 J

Questo calore di 7500 J serve ad aumentare l'energia interna delle molecole del corpo caduto e del
terreno e si manifester in un aumento della temperatura.

Esempio: un'auto da 1000 Kg scende lungo un piano inclinato in folle da una altezza di 5 metri in
presenza di attrito. La velocit in fondo al piano inclinato di 6 m/s, quella in cima al piano nulla.
Calcola il lavoro fatto dalle forze di attrito.

Svolgimento: usiamo ancora l'equazione (5.8.5).


Emi = U + K = (1000105) J + 0 J = 50000 J
Emf = U + K = 0 J + (0.5 1000 62 ) J = 18000 J

Em = (18000 - 50000) J = -32000 J

Il lavoro fatto dalle forze di attrito (calore) pari a -32000 J.

5.9 ANCORA SULL'ENERGIA POTENZIALE NEL CASO CONSEVATIVO

Nel caso conservativo l'energia meccanica (K+U) si conserva, ovvero si mantiene inalterata nel
tempo: se l'energia cinetica aumenta, l'energia potenziale deve diminuire di una stessa quantit per
mantenere la somma costante. Ricordando che l'energia cinetica K una quantit sicuramente 0
(per il fatto di essere ottenuta moltiplicando la met della massa (positiva) per la velocit alla
seconda (sicuramente positiva o nulla)), si pu inoltre dimostrare che l'energia potenziale non pu
mai superare l'energia meccanica:

Em = K + U (5.9.1)

Em - U = K 0 (5.9.2)

Em U U Em (5.9.3)

Questo fatto pu essere molto utile nell'interpretazione dei grafici posizione/energia potenziale.