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Il Rinascimento alle Corti europee

MANTOVA, ARCHITETTURE E CERIMONIALE A CORTE:


LE RESIDENZE DEI GONZAGA (1519-1540)
FRANCESCA MATTEI
Abstract: Through the analysis of documents, written and iconographic sources, the paper aims at approaching the
Gongaza familys residences in Mantua, at the beginning of XVI century from a functional point of view. A special attention
is paid to the entry of Charles V in Mantua in 1530, event which, thanks to the rich documentation, represents a particularly
significant case-study, to retrace the ways in which palaces and villas were used.

La rivalutazione e l'ampliamento di varie residenze rurali, va la proiezione teritoriale della cerimonia con lincontro
comprese il Te e Marmirolo ha scritto nel 1976 Kurt di Federico II Gonzaga e di Carlo V al confine dello Stato
Forster introducendo uno dei primi studi su palazzo Te a (2) . Da qui parte questo contributo, dedicato al rappor-
Mantova non solo fa progredire le corti dei Gonzaga, to tra architettura e cerimonie a Mantova negli anni del
ma distingue efficacemente ognuna di loro per un ruolo marchesato di Federico II, le cui residenze costituiscono
particolare all'interno del sistema delle tenute agricole un importante rete di edifici presenti in citt e nelle zone
Nel concludere e nel perfezionare la maglia dell'ammini- extraurbane, testimoni significative del rinnovamento
strazione gonzaghesca, Giulio [Romano] modifica l'imma- architettonico introdotto a Mantova e, pi in generale,
gine architettonica e la topografia simbolica del Ducato nellItalia settenrionale, da Luca Fancelli, Leon Battista
(1). Quattro anni dopo Amedeo Belluzzi in un fondamen- Alberti e Giulio Romano. Parliamo di palazzo Ducale e
tale contributo sulle feste mantovane per Carlo V sostene- palazzo di San Sebastiano, nel centro di Mantova; di pa- Ippolito Andreasi, Facciate verso il cortile di Palazzo Te. Duesseldorf, Kunstmuseum (da AAVV, Giulio Romano, catalogo della mostra, Milano 1989); Mantova,
lazzo di Porto, la villa di Poggio Reale e palazzo Te, fuori Palazzo Te, facciata verso il giardino (Foto: F. Mattei)
Pianta del territorio dei Gonzaga. Biblioteca Apostolica Vaticana, Bar. Lat.
7639, f. 17v dalle mura; sei palazzi di Marmirolo, Revere, Gonzaga stato; il castello di Goito, il castello di Cavriana e il palaz- castello di Goito, costruito sulla cosiddetta via tedesca,
e dei castelli di Pietole, Cavriana e Goito, lontano dalla zo di Revere residenze di controllo e produzione; i palazzi costituiva un importante snodo per il commercio. Diverse
citt (3). Sono tutti edifici di rappresentanza, destinati ad di Sacchetta e di Porto destinati ad Isabella dEste e ad residenze, poi, erano destinate a ospitare rappresenta-
ospitare chi orbita attorno alla casa ducale: luoghi di tea- altre dame (6). Tra le residenze di Stato palazzo ducale zioni teatrali. Francesco II, padre di Federico II, era solito
tro e di battute di caccia (4) e in cui esibire la magnificen- era il luogo di rappresentanza per antonomasia; palazzo allestire spettacoli nella loggia sul cortile di palazzo di San
za della corte durante particolari ricorrenze (il carnevale, Te era dedicato allonesto ozio, come dichiara uniscrizio- Sebastiano. E lo stedsso avverr anche a palazzo Te. Ma
i matrimoni o i funerali). ne nel cortile (7), e non sar mai dimora stabile del duca. non solo: anche il cortile della rustica a palazzo Ducale
Una prima difficolt da affrontare sono le trasformazioni Nonostante la distinzione in base alla loro funzione, le utilizzato per gli spettacoli e sappiamo che nelle residen-
che le residenze hanno subito nel corso dei secoli. Solo loro destunazioni non erano rigide: Cavriana, malgrado ze di Isabella (soprattutto a Porto) la loggia era utilizzata
palazzo Te, palazzo Ducale e il palazzo di Revere sono ri- la sua struttura fortificata, gradita per la qualit dellae- per i banchetti, tanto da essere definita (da Baldassarre
masti sostanzialmente intatti; dei castelli di Goito, Pietole, re, come scrivwe l'Alberti chiedendo gi nel 1460 di es- Castiglione, ospite fisso della marchesa) pi bella di tutti li
Gonzaga e Cavriana rimangono alcune tracce; comple- servi alloggiato per godere del clima mite del luogo (7). Il lochi di Roma. Il che conferma limportanza della pratica
tamente scomparsi sono Marmirolo, Poggio Reale e Porto, castello di Gonzaga aveva funzione residenziale, ma era dellotium soprattutto letterario, come elemento carat-
ma disponiamo di molte fonti documentarie e (pi rara- anche il luogo deputato per il palio della Madonna, e ve- terizzante delle residenze dei Gonzaga.
mente) iconografiche (5). Suddividiamo queste fabbriche niva prescelto per le battute di caccia. Il palazzo di Mar- Quando gli ospiti illustri arrivano a Mantova, la prassi fa
in base alla loro funzione: palazzo ducale, palazzo di San mirolo, vera e propria villa extraurbana, era famoso per visitare loro l'intero territorio. Le residenze vengono pre-
Sebastiano, palazzo Te e Marmirolo erano residenze di i suoi giardini, ripetutamente celebrati nella letteratura. Il scelte secondo criteri di comodit, come si evince da una

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lettera che Federico II indirizza il 26 ottobre 1532 ad un limperatore passa davanti alla chiesa di San Giacomo, e l'impertore entra in Bologna nel 1532 Alessandro Farne-
suo oratore (Lorenzo Zaffardo) in occasione dellarrivo a poi a SantAndrea, attraversando la piazza fino al duomo se dorme nel palazzo di Pirro Malvezzi, Bernardo Cles
Mantova del duca di Milano (8), che aveva richiesto di ed al Castello, meta di tutti i percorsi cerimoniali. Litine- ospite in casa de Muletti, il duca di Milano, Francesco II
essere alloggiato a Porto, ma Federico ritiene la residenza rario, che passa davanti ai principli edifici della citt, Sforza, dimora nel palazzo di Bonaparte Ghisilieri; Fede-
luogho di madama illustrissima nostra matre da non uti- confermato anche in seguito (come in occasione dellin- rico II Gonzaga a casa di Giovan Battista dal Gesso. E
lizzare in sua assenza. Federico sottolinea che trover un gresso di suo figlio, Filippo II dAsburgo, nel 1549). Gi lelenco sarebbe ancora lungo (16).
alloggio in un luogo riservato, comodo e capace come nel 1512, in occasione della visita di alcuni diplomatici Oltre allallestimento di apparati lungo il percorso cerimo-
Pietole (6), dove il duca di Milano potr ritirarsi e ave- spagnoli, Francesco II li aveva condotti dal palazzo di San niale anche le residenze visitate dallimperatore vengono
re qualche spasso per terra o per acqua. Si tratta di un Sebastiano a palazzo Ducale e lo stesso itinerario, con adeguatamente approntate. Un riflesso degli apparati per
esempio significativo della duttilit d'uso delle residenze, laggiunta di palazzo Te, viene percorso nel 1532, due Carlo V si coglie nella facciata verso il giardino di palazzo
gestite in base alla disponibilit dei loro spazi. Analizzia- anni dopo il primo soggiorno di Carlo V, in occasione, Te, che appariva, nei disegni di Ippolito Andreasi, un pa-
mo il loro utilizzo durante particolari occasioni. Lentrata ancora, dellarrivo di alcuni diplomatici spagnoli. lazzo imperiale, secondo la definizione di Kurt Forster e
di Carlo V a Mantova (1530) costituisce un caso-studio Secondo unusanza che accomuna diversi ingressi ceri- Richard Tuttle (17). Il carattere imperiale era accentuato
significativo. Prima di entrare in citt l'imperatore ac- moniali litinerario di Carlo V riprende ladventus augu- dalle decorazioni pittoriche pensate da Giulio Romano:
colto a Gonzaga (9); poi, dopo il soggiorno a Mantova, sti. Per rendere evidente il richiamo allimpero romano, tali decorazioni, che oggi possiamo conoscere solo tra-
si direge a Marmirolo, dove gli vengono allestite camare larchitettura della citt si traveste allantica grazie agli mite alcuni disegni dellallievo di Raffaello conservati al
et camarine (limperatore cen nella camera grande in apparati effimeri: la porta Predella addobbata da vege- Louvre, con vittorie alate e relativi nemici fatti prigionie-
volta) (9) . Qui furono aperti alcuni condotti d'acqua quali tazione e ghirlande con una grande rapprestazione delle ri. Viene da pensare che Giulio Romano abbia guardato
fecero alquanto bagnare sua maest Carlo V imperatore armi imperiali (13). Si innalzano due archi trionfali (uno allarchitettura dellarco di Costantino. Ma i riferimenti
dove ne prese summo appiacere di tal cose (10). Secon- di fronte alla chiesa di San Giacomo (14) e uno di fronte imperiali penetrano anche allinterno dei palazzi: la sala
do la cronaca (Luigi Gonzaga) in quel loco e a Goito alla porta della Guardia) ed, al centro della piazza del degli stucchi a palazzo Te, ad esempio, ornata con un
dove Federico fece allestire una bellissima cena alla Fon- Duomo, una colonna la cui riproduzione (in cristallo) fregio che corre sulle quattro pareti (14) che richiama le
tana le tavole erano preparate da ogni banda, et in nel oggi conservata al Museo degli Argenti di Firenze. Linte- decorazioni dellantichit romana, come non mancano di
mezo li correva l'acqua, la quale acqua conduceva di mol- ra citt messa a disposizione dellavvenimento: i nobili ricordare le cronache del tempo, ricollegandosi alla co-
Dall'alto: ricostruzione della facciata sul giardino di palazzo Te secondo il pro-
ti imbandigioni quali venevano in gi a seconda l'acqua sono ospitati nelle residenze dei Gonzaga, come San Se- lonna eretta in piazza di fronte a palazzo Ducale, renden- getto originario di Giulio Romano (da E. Verheyen, The Palazzo del Te. Images
nelli piatti, et loro li pigliavano, dove ne haveano il pi bel bastiano dove alloggia il duca di Ferrara. Vengono occu- do esplicito limplicito rapporto tra architettura effimera e of Love and Politics, 1977); Giulio Romano, Victories and Barbarian Prisoners,
pate anche le dimore di alcuni patrizi: il cardinale Cibo architettura di corte. ca. 1530. Paris, Muse du Louvre, inv. 3503; Roma, Arco di Costantino
spasso che sia possibile a dire (9). Litinerario nei territori
del ducato rimane ancora nella memoria dei Gonzaga alloggia a palazzo Valenti, il confessore di sua maest Qualche anno dopo la tendenza filoimperiale di Federico
quando, nel 1574, Enrico III di Francia giunge a Mantova ospitato da Ludovico da Fermo. Carlo V risiede a palazzo II lascer traccia anche nelle stanze di Marmirolo, dove
ed condotto a Marmirolo; nel 1585, in occasione del Ducale, nella camera detta camera di mezo, Federico II fa affrescare limpresa di Tunisi del 1535. Si instaura dun-
passaggio di quattro giovani giapponesi diretti a Roma, il alloggia a palazzo Te (9). Che i patrizi mantovani met- que un rapporto di complementariet tra le due residenze
duca li riceve a Marmirolo, e prima di portarli a Manto- tano a disposizione le proprie residenze per i fasti della favorite di Federico II, la prima con rimandi allimpero
va, fa visitare loro la fortezza di Porto per poi condurli a corte non un unicum: gli spettacoli teatrali sono spesso romano, la seconda allimpero di Carlo V. Purtroppo la
Gazzuolo (11). I Gonzaga non disdegnavano il cambio allestiti allinterno delle residenze di privati e durante le scomparsa di Marmirolo non permette di avanzare mol-
continuo di residenza, anzi condividevano questa abitu- feste i cortili delle case del patriziato si trasformano in te altre considerazioni: disponiamo di alcuni disegni dei
dine con gli ospiti pi illustri, anchessi affetti dalla ma- spazi semipubblici: accolgono gli invitati, ma sono visibili taccuini di Marten van Heemskerk e del codice Chlum-
ledicione della vagabondaria (Baldassarre Castiglione a alla cittadinanza anche dalle strade (15). Quanto a Carlo chansky che potrebbero far luce in proposito. Qualche
proposito della corte gemella di Ferrara) (12). Lingresso V, lusanza di ospitare il seguito dellimperatore nei prin- altra notizia pu essere estrapolata dal citato poemetto
a Mantova di Carlo V il 25 marzo da porta Predella: cipali palazzi urbani si ripete anche in seguito: quando di Raffaele Toscano su lEdificatione di Mantova che elo-

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Sopra: Mantova, Palazzo Te, facciata settentrionale (Foto F. Mattei); sotto: Pianta di palazzo Te (da AAVV, Giulio Romano, catalogo della mostra, Milano 1989) Sopra: Genova, Villa di Fassolo (Foto: F. Mattei); sotto: Album di Marten van Heemskeerk. Berlin, SMBPK, Kupferstichkabinett (da C. Huelsen, Berlino 1913-1916)

gia le opere dei Dori e degli Filippo alloggiava nellapparta- sembra, a palazzo Te, l'assenza sita gli appartamenti vaticani (22).
Ioni (18) che potrebbe allude- mento del principe Doria, compo- della Cappella, che in Borgo- In Francia, tra il 1516 e il 1517,
re alla presenza di decorazioni sto dal Salone dei Giganti, dalla gna e poi in Spagna si trovava al seguito del re Francesco I di Va-
con ordini architettonici. Per Sala della Carit romana, dalle a ridosso del salone. Del resto, lois, visita le residenze di Parigi, i
le opere ordinate da Federico sale dei Sacrifici, di Perseo, Zodia- palazzo Te non era la residen- castelli della Loira, discutendo a
II Gonzaga per gli ingressi di co e di Cadmo. Luso delle stanze, za stabile di Carlo V, che, come lungo con il re, interessato di ar-
Carlo V, si potrebbe parlare di come ci fa capire la descrizione si gi ricordato, alloggiava a chitettura (23). Non da esclude-
committenza diplomatica con il dellumanista spagnolo Juan Cri- palazzo Ducale. Se limperatore re concordando con lipotesi di
termine coniato da Diane Bo- stbal Calvete de Estrella preve- impone alcune regole rispetto Maria Antonietta Visceglia che
dart per il rapporto tra il duca deva nel salone dei Giganti la allutilizzo degli spazi, entram- nel commissionare palazzo Te egli
e Tiziano (19). Sala dudienza, dove Felipe pren- be le residenze (dei Doria e dei si sia ispirato allopulenza della
E le residenze durante il sog- deva i suoi pasti, da solo, con un Gonzaga) hanno in comune al- citt papale e della corte francese,
giorno di Carlo V? Luigi Gonzaga, principale fonte at- largo pubblico di nobili. Nella sala della Carit Romana tre caratteristiche: entrambe riportano iscrizioni che esal- adottando come esempi la Farnesina Chigi, o Fontain-
tendibile in proposito, scrive che la cerimonia occup tre era lanticamera, per il pranzo in condizioni meno forma- tano lonesto ozio come principale destinazione duso bleau. Opulenza che, per, non poteva certo eguagliare,
ambienti di palazzo Te: la camera dei Cavalli, dove si li. Cerano poi due camere: la sala dei sacrifici e quella di degli edifici. Entrambi gli architetti che le progettarono per disponibilit di mezzi.
organizza il ballo; la camera di Psiche, che ospita il ban- Perseo (20). La cappella era allestita nel Salone del Nau- (Perin del Vaga e Giulio Romano) si formarono a Roma I Gonzaga disponevano di una macchina molto sofistica-
chetto; e la camera dei Venti, dove Carlo si ritira per le fragio. Analooga successione degli ambienti per la visita nellofficina di Raffaello e di Bramante: difficile dunque ta per conoscere cosa succedeva nelle altre corti: mi ri-
udienze. Un utilizzo dei locali che sembra ispirato al ce- a Genova di Carlo V nel 1536. Per Genova sappiamo non pensare al confronto tra le residenze di Genova e di ferisco allarte della diplomazia gonzaghesca. Seguendo
rimoniale Borgognone (la sequenza Chambre-Anticham- che Carlo V diede precise disposizioni a Fernando Alvarez Mantova con il Belvedere o con la Farnesina Chigi. lipotesi di Mattingly Garrett, presentata nel suo fonda-
bre-Kabinet). Uno spazio, quello di palazzo Te, costruito de Toledo, terzo duca di Alba, accompagnatore di Filippo Oltre agli architetti, sono poi gli stessi committenti a con- mentale libro Renaissance Diplomacy: for its preservation
sul sistema della domus vitruviana, chee viene adatta- come Mayordomo mayor: Carlo V voleva labitazione del tribuire alla diffusione degli usi e del linguaggio delle and aggrandizement, the state looked to its diplomats for
to alle esigenze di Carlo V. E che non sarebbe un caso figlio conforme alle rigide regole Borgognone (21). Un architetture. Federico II, sulla scorta delle abitudini del- two things: allies and information (24). La descrizione del-
isolato: Maria Ines Aliverti, nel ricostruire il soggiorno di dettato ricorrente, questo di Carlo, che era solito imporre la madre Isabella, attenta allorganizzazione delle corti le cerimonie di Genova per Carlo V, infatti, raggiunge
Filippo II dAsburgo a Genova (1548), ha infatti formu- le proprie abitudini alle altre corti. A prima vista una delle straniere (12), soggiorna in diverse citt acquisendo utili Mantova grazie una dettagliata informazione di Ludovi-
lato unipotesi analoga per lutilizzo della villa di Fassolo. differenze principali rispetto al cerimoniale borgognone informazioni: a Roma abita la villa di Innocenzo VIII e vi- co da Bagno, agente dei Gonzaga alla corte di Andrea

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Doria (25): l'autore si sofferma sullapparato trionfale e con la posizione filoimperiale assunta dal duca di Manto- 6. A. BELLUZZI, Le residenze di campagna di Isabella d'Este, in Maisons des Champs Storia dellarte, 82-83, 2004, pp. 116-152, qui pp. 130-131.
dans l'Europe de la Renaissance, a cura di M. Chatenet, Parigi 2006, pp. 105-116. 21. M.I. ALIVERTI, Visits to Genoa: the printed sources, in Europa Triumphans. Court
sullutilizzo, da parte dellimperatore, degli ambienti della va. Tra questi, si possono ricordare le Stanze di Ludovico 7. Palazzo Te, a cura di A. Belluzzi, Modena 1998, p. 62-65. and civic festivals in Early modern Europe, vol I, a cura di J.R. Mulryne, Aldershot
villa di Fassolo. Si tratta di una prassi consolidata: qual- Dolce, dedicato allimpresa di Tunisi, o la Notte dAphrica 8. Archivio di Stato di Mantova, Archivio Gonzaga (dora in poi AG), copialettere, 2004, 222-235, qui p. 230.
che anno prima, com noto, Isabella aveva ricevuto pun- di Sigismondo Pauluzio o ancora dellAffricano di Pom- b. 2970, lib. 48, ff. 126v-127v. Cfr. Giulio Romano: Repertori di fonti documenta- 22. Cfr. A. Luzio, Federico Gonzaga ostaggio alla corte di Giulio II, in Archivio
rie, a cura di D. Ferrari, 2 volumi, Roma 1992, pp. 519-520. della Societ romana di storia patria, 1886, vol. 3-4, pp. 509-583. Altri riferi-
tuali informazioni sulle usanze francesi dal suo agente, peo Bilintana (30). Se lallontanamento degli architetti da 9. Carlo V alloggi di sopra nel Palazzo nelle camere belle dipinte, che guardano menti sono in: A. Luzio, Isabella dEste ne primordi del palato di Leone X e il suo
Stazio Gaddi, che le descriveva la reggia di Gaillon (26). Roma in seguito al Sacco ha contribuito a diffondere il sopra la strata a man dritta. Cfr. G. ROMANO, Cronaca del soggiorno di Carlo V in viaggio a Roma nel 1514-1515, in Archivio Storico Lombardo, IV serie, a. XXXIII,
E gli esempi sarebbero ancora molti. E un fatto noto, del linguaggio messo a punto nella citt pontificia, le espe- Italia (dal 26 luglio 1529 al 25 aprile 1530), Milano 1892, p. 238; 255-256; 289 vol 6, Milano 1906, pp. 99-180 e 454-489; Id., Isabella dEste e il Sacco di Roma,
10. L. SCHRADER, Monumentorum Italiae, Helmstadt 1592. Cfr. M. PEZZINI, Il giardino Milano 1908. Pi in generale sui rapporti tra Mantova e Roma: I Gonzaga e i Papi.
resto, che il cerimoniale si fondasse sul confronto indiretto rienze dei committenti corroborate dalle testimonianze del Principe. Scienza, cultura e gioco alla corte dei Gonzaga, tesi di laurea, relatore: Roma e le corti padane fra Umanesimo e Rinascimento (1418-1620), a cura di R.
tra quanto avveniva nelle diverse corti. In questo senso fornite dai diplomatici - accrescono gli scambi con le altre P. Carpeggiani, Politecnico di Milano polo territoriale di Mantova, A/A 2003- Salvarani, Citt del Vaticano 2013.
significativa una testimonianza mantovana: nel 1579, in corti e si riflettono nelluso degli edifici. Resta da capire se 2004, p. 102. 23. Manca tuttora uno studio sistematico del viaggio di Federico II Gonzaga in
previsione della visita dellarciduca, i signori di Mantova questo scambio di informazioni abbia anche influenzato 11 AG, b.389, f.383. Cfr. M. COOPER, The Japanese mission to Europe 1582-1590. Francia dal punto di vista dellapproccio del figlio di Francesco e Isabella dEste
The journey of four samurai boys through Portugal, Spain and Italy, Kent 2005. allarchitettura francese. Le lettere scritte dalla Francia da Federico Gonzaga e dagli
si informano sul tempo che larciduca ha trascorso a Fer- (e come) larchitettura stessa. 12 A. BELLUZZI, La vagabondaria di Isabella dEste, in Firenze architettura, 8.2004, oratori che lo accompagnavano sono state per la maggior parte trascritte in: R. Ta-
rara, su chi ha incontrato, di quante stanze disponeva, 1, 96-101; A. LUZIO, Mantova e Urbino. Isabella dEste ed Elisabetta Gonzaga nelle malio, Federico II Gonzaga alla corte di Francesco I di Francia nel carteggio privato
e se avevano baldacchini, come si svolgevano i pranzi relazioni famigliari e nelle vicende politiche, Torino-Roma 1893. con Mantova (1515-1517), Parigi 1994. Per uno studio sistematico della docu-
13. S. AGNELLO MAFFEI, Gli Annali di Mantova. Historia Urbium et Regionum Italiae mentazione diplomatica scambiata tra la Francia e il ducato dei Gonzaga cfr. M.H.
in che luoghi e con quante persone, quali intrattenimenti Rariores. n.s., XCII, 1675 (rist. anastatica 1990). Smith, La France et sa civilisation vues par les italiens au XVI sicle, Positions des
erano stati preparati (27). 14. Fatto di legno, allantica, decorato e dipinto con grandi colonne in rilievo e Thses soutenues par les lves de la promotion de 1988 pour obtenir le diplome
Concludendo, evidenziamo le prossime tappe della ri- *Questo testo amplia la relazione Architecture and ceremonies at the Gonzaga's grandi statue in legno che imitano i marmi, che rappresentano gli imperatori lungo darchiviste palographe, Ecole des Chartres, Parigi 1988, pp. 185-197; Id., Lyon
court. The residences network (1519-1540) presentata alla Society for Renaissance pi di 24 braccia, largo quattordici e alto trentacinque. ROMANO, Cronacacit., p. vu par les voyageurs italiens au XVIe sicle, in Beaujeu et sa rgion. Histoire du De-
cerca. Il rapporto tra architettura effimera e architettura Studies 6th Biennial Conference Centre for Medieval and Renaissance Culture Uni- 242. Su questarco compare una iscrizione trascritta da Marin Sanudo: Et sous la partment du Rhne, Lyon, Archives dpartementales du Rhne, 1990, pp. 85-98;
di corte a Mantova poggia con ogni probabilit su una versity of Southampton, 13-15 luglio 2014. Ringrazio Massimo Bulgarelli, Steven sixime tait ecrit en grec [] Caesar, quid de te vates? Ego Mantua cerno/Quod tibi Id., Les italiens la dcouverte de la France au XVIe sicle: Gographie, voyages et
tradizione consolidata: vedi il ciclo dei Trionfi dei Cesari Davison, Raffaele Patitucci. tam magno non satis orbis erit. Cfr. D. CARRANGEOT, Le thme imprial dans le en- reprsentation de lespace, Ph.D, cole Pratique des Hautes tudes, 1993; Id., Les
tres de Charles Quint en Italie du nord (1530-1541), in Revista de Historiographia, diplomates italiens, observateurs et conseillers artistiques la cour de Francois Ier,
di Mantegna, o la Camera picta, esempio di cerimonia- 1. A. BELLUZZI, W. CAPEZZALI, Il palazzo dei lucidi inganni: palazzo Te a Mantova, 14, 2011, pp. 12-25, qui nota 36. Cfr anche D. CARRANGEOT, Fasti gonzagheschi. in Histoire de lart, 35-6, 1996, pp. 27-37; Id., Voyageurs italiens en France au
le integrato nello spazio costruito (36). Larchitettura sta- Firenze 1976, p. 11. Le pouvoiur prinrier et ses images Mantoue 1530-1630, tesi di dottorato, Parigi Dbut du Rgne de Francois Ier, in Passer les monts. Francais en Italie lItalie en
bile viene adattata agli usi pi consoni del cerimoniale 2. A. BELLUZZI, Carlo V a Mantova e Milano, in La citt effimera e l'universo artificiale Versailles 2007. France (1494-1525), X colloque de la Socit francaise dtude du Seizime Sicle,
del giardino. La Firenze dei Medici e l'Italia del '500, a cura di M. Fagiolo dell'Arco, 15. Cfr. F. MATTEI, Architettura e cerimoniale tra corte e patriziato, in Residenze e a cura di J. Balsamo, Parigi-Firenze 1998, pp. 297-312.
e delletichetta: noto che Il Cortegiano di Baldassarre Roma 1980, pp. 47-62. patriziato a Mantova nel primo Rinascimento 1459-1524, a cura di G. Girondi, 24. M. Garrett, Renaissance Diplomacy, Baltimore 1955, pp. 108-109 e p. 306 n.
Castiglione ha costituito una grammatica fondamentale 3. Questi edifici sono ricordati da R. Toscano, nel poemetto lEdificatione di Mantova 2014, pp. 216-223. 4. Cfr. Santarelli, Itinerari di ambasciatori cit., s.p.
(Amedeo Quondam) per i nobili italiani addomesticati Mantova (Mantova, 1586). CFR. G. SCHIZZEROTTO, I POEMETTI MANTOVANI DI STEFANO 16. D. SANTARELLI, Itinerari di ambasciatori veneziani alla corte di Carlo V, in Medio- 25. Lettera di Ludovico da Bagno a Isabella dEste, 31 marzo 1533. AG, b. 759, ff.
GIONTA. E RAFFAELLO TOScano, in Civilt mantovana, n.s., 1985, n. 7, pp. 71-79. evo Adriatico, II, 2008, pp. 121-152. Sulluso delle residenze romane in occasione 309-310. Cfr. G.L. Gorse, An Unpublished Description of the Villa Doria in Genoa
da tali regole (Norbert Elias) (16). Nonostante la diffu- 4. M. BOURNE, Towards the Study of the Renaissance Courts of the Gonzaga, in delle visite di agenti della diplomazia provenienti da altre corti: J. SHEARMAN, A Fun- during Charles V's Entry, 1533, The Art Bulletin, vol. 68, 2 (1986), pp. 319-322;
sione del testo di Castiglione, in Italia restano differenze Quaderni di Palazzo Te, 3, 1996, pp- 80-81. ctional interpretation of Villa Madama, in Roemisches Jahrbuch fuer Kunstgeschichte, C. Altavista, La residenza di Andrea Doria a Fassolo. Il cantiere di un palazzo di villa
sostanziali nellambito del cerimoniale. Ne d conto Eli- 5. Si tratta in particolare dei carteggi che i signori di Mantova scambiavano con XX, 1983, pp. 314-327, qui p. 318, nota 22. genovese nel Rinascimento, Milano 2013, pp. 130-131.
sabetta Gonzaga, duchessa di Urbino, in una lettera a i membri del loro apparato politico oratori, ambasciatori, legati, agenti: queste 17. Si tratta della sovrapposizione di rustico e dorico: nonostante il riferimento sia 26. Lettera di lacopo Probo d'Atri, conte di Pianella, a Isabella dEste, British Museum,
missive diventano lo strumento che permette ai Gonzaga un controllo del terri- a modelli romani, come lincendio di Borgo, What is stylistically significant about ms Harl. 3462, ff. I44r-I47r. Cfr. R. Weiss, The Castle of Gaillon in 1509-1510, in
Vincenzo Calmeta sulla descrizione delle nozze ferraresi di torio ducale e come vedremo - di conoscere quanto avviene nelle altre corti. E the east garden facade of the Palazzo del Te is that all these contemporary Roman Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, vol. 16, n. 1/2 (1953), pp. 1-12.
Lucrezia Borgia (29) influenzate dalla moda borgognona. permettono oggi a noi di ricavare una serie di informazioni su questi edifici. La features were combined and elaborated so as to produce a non-Roman effect. K. 27. AG, b. 389, f. 329.
Le damigelle urbinati e mantovane seguivano la moda letteratura sulla diplomazia gonzaghesca molto estesa, in questa sede mi limito FORSTER, R. TUTTLE, The Palazzo del Te, in Journal of the Society of Architectural histo- 28. Ludovico Gonzaga rappresentato come la figura fondamentale sia dal punto
a segnalare solo alcuni contributi fondamentali: I. Lazzarini, Fra un principe e altri rians, XXX, 4, 1971, pp. 267-293, qui p. 276. di vista politico che religioso; ancora i trionfi di Cesare, dipinti a palazzo di San
lombardo-sforzesca; i nobili romani erano legati a rigidi stati. Relazioni di potere e forme di servizio a Mantova nell'et di Ludovico Gonza- 18. R. TOSCANO, LEdificatione di Mantova, Mantova 1586, p. 30. Sebastiano, si allineano al medesimo culto dellantico. G. Ferlisi, I palazzi dei cor-
cerimoniali allantica; gli spagnoli ai loro abiti nazionali. ga, Roma 1996; Ead., News from Mantua: Diplomatic Networks and Political 19. M.A. VISCEGLIA, Corti italiane e storiografia europea. Linee di lettura, IX Congres- tegiani e le scelte architettoniche e urbanistiche di Ludovico Gonzaga, Il principe
Il fenomeno delle corti itineranti costituisce dunque unoc- Conflict in the Age of the Italian Wars (1493-1499), in Maxilimian I (1459-1519), so internazionale di Studi organizzato dalla Fondazione Centro-studi sulla civilt del architetto, a cura di A. Calzona et al., Firenze 2002, pp. 297-326.
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casione per arricchire i costumi dei vari signori: nella bi- dien, a cura di H. Noflatscher, M.S. Chisolm, B. Schnerb, 27, 2011, pp. 111- default/files/397.html. 30. N.I. Barbieri, Cultura letteraria intorno a Federico Gonzaga, primo duca di
blioteca di Federico II, ad esempio, sono presenti molti 130; M. Bourne, The Art of Diplomacy: Mantua and the Gonzaga 128-1630, 20. M.I. ALIVERTI, Lammiraglio, il gatto e lorologio. La casa di Andrea Doria come Mantova, tesi di dottorato, Dottorato di ricerca in Scienze storiche, filologiche e
testi in spagnolo (o relativi alla loro storia) da collegare in The court cities of Northern Italy, a cura di C.M. Rosenberg, pp. 138-195. teatro cerimoniale al tempo della visita di Filippo dAsburgo (1548), in Ricerche di letterarie dellEuropa e del Mediterraneo, Milano 2011-2012, p. 488.

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