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Dispositivo dell'art.

479 Codice Penale


Fonti Codice Penale LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare Titolo VII - Dei delitti contro la fede
pubblica (artt. 453-498) Capo III - Della falsit in atti

Il pubblico ufficiale, che ricevendo o formando un atto (1) nell'esercizio delle sue funzioni (2), attesta
falsamente che un fatto stato da lui compiuto o avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui
ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque
attesta falsamente fatti dei quali l'atto destinato a provare la verit, soggiace alle pene stabilite nell'art.
476 [487, 493] (3).

Note
(1) La dottrina maggioritaria ritiene che la nozione di atto pubblico debba qui intendersi in senso pi ampio
rispetto a quello civilistico, ovvero comprensivo di tutti quei documenti che vengono redatti da pubblici
ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni. Quindi vi rientrano anche gli atti preparatori, gli atti interni
d'ufficio e gli atti di corrispondenza tra uffici.

(2) L'espressione "nell'esercizio delle sue funzioni" deve intendersi in senso ampio ovvero rileva qualsiasi
collegamento della condotta con la sfera di competenza funzionale del pubblico ufficiale. Diversamente
risponde come privato ex art. 483.

(3) Dato il rinvio al regime delle pene di cui all'art. 476, si ritiene che venga ad applicarsi in tale sede anche
la circostanza aggravante in tale disposizionee prevista nel caso di falsit di atti cosiddetti fidefacenti.

Ratio Legis
La norma diretta a tutelare la fiducia dei consociati nei riguardi degli atti pubblici, specificatamente in
ordine alla garanzia di veridicit.

Articolo 479
Codice Penale
Falsit ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici
Il pubblico ufficiale, che ricevendo o formando un atto (1) nell'esercizio delle sue funzioni (2), attesta
falsamente che un fatto stato da lui compiuto o avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui
ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque
attesta falsamente fatti dei quali l'atto destinato a provare la verit, soggiace alle pene stabilite nell'art.
476 [487, 493] (3).

Note
(1) La dottrina maggioritaria ritiene che la nozione di atto pubblico debba qui intendersi in senso pi ampio
rispetto a quello civilistico, ovvero comprensivo di tutti quei documenti che vengono redatti da pubblici
ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni. Quindi vi rientrano anche gli atti preparatori, gli atti interni
d'ufficio e gli atti di corrispondenza tra uffici.
(2) L'espressione "nell'esercizio delle sue funzioni" deve intendersi in senso ampio ovvero rileva qualsiasi
collegamento della condotta con la sfera di competenza funzionale del pubblico ufficiale. Diversamente
risponde come privato ex art. 483.

(3) Dato il rinvio al regime delle pene di cui all'art. 476, si ritiene che venga ad applicarsi in tale sede anche
la circostanza aggravante in tale disposizionee prevista nel caso di falsit di atti cosiddetti fidefacenti.

Ratio Legis
La norma diretta a tutelare la fiducia dei consociati nei riguardi degli atti pubblici, specificatamente innei
riguardi degli atti pubblici, specificatamente in ordine alla garanzia di veridicit.

Cass. n. 8934/2015

Integra il delitto di falsit ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico la falsa attestazione
compiuta da un militare (nella specie, un sottufficiale della Guardia di Finanza) sui fogli di servizio
giornaliero con riferimento alla durata e alle modalit dell'attivit svolta, qualora, per il contenuto relativo
anche a manifestazione esterna della volont e dell'azione della P.A., il documento dispieghi un oggettivo
rilievo e un interesse eccedente l'area del mero rapporto di impiego tra ente pubblico e dipendente.

Cass. n. 5635/2015

In tema di falso documentale, la falsit in atto pubblico pu integrare il falso per omissione allorch
l'attestazione incompleta - perch priva dell'informazione su un determinato fatto - attribuisca al tenore
dell'atto un senso diverso, cos che l'enunciato descrittivo venga ad assumere nel suo complesso un
significato contrario al vero. (Fattispecie in cui la Corte ha confermato la sentenza di assoluzione di un
sanitario, che non aveva annotato nella cartella clinica del paziente alcuni eventi significativi, in quanto il
suo comportamento complessivo non lasciava trasparire alcuna volont omissiva, atteso che alcuni esami
erano stati richiesti per via telematica e il loro esito era stato trascritto dagli infermieri nel loro diario).

Cass. n. 44369/2014

Integra il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) la condotta di
chi, nella veste di legale rappresentante di una societ, attesta falsamente ad un notaio che il capitale
sociale interamante versato e che l'aumento di capitale da deliberare stato parimenti versato nelle
casse sociali. (Fattispecie in cui la Corte, annullando senza rinvio la sentenza impugnata, ha escluso la
riconducibilit del fatto al reato di falso ideologico in atto pubblico mediante induzione del pubblico
ufficiale, posto che l'attestazione compiuta dal notaio non riguardava l'effettivo avvenuto versamento o
aumento di capitale ma solo la formalizzazione in sua presenza delle dichiarazioni relative a tale
accadimento).

Cass. n. 37240/2014

Ai fini della configurabilit del reato di cui all'art. 479 c.p., sono qualificabili come ideologicamente falsi il
verbale di seduta di laurea e lo stesso diploma quando gli stessi sono stati formati o emessi sulla base di
documenti e certificati concernenti esami di profitto viziati da falsit materiale e/o ideologica, in quanto
relativi a prove di esame mai sostenute. (In motivazione, la Corte ha evidenziato che il verbale e il diploma
di laurea, pur essendo atti dispositivi, fanno tuttavia riferimento all'adempimento da parte del candidato di
tutte le condizioni stabilite dal regolamento universitario, e quindi attestano l'esistenza di una situazione di
fatto costituente il presupposto per il loro compimento; con la conseguenza che i componenti la
commissione di laurea in buona fede sono autori immediati del reato di falso ideologico, in quanto tratti in
inganno dal relativo "statino", anch'esso falso, attestante la piena regolarit del percorso universitario).

Cass. n. 32951/2014

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico la condotta del pubblico ufficiale che, formando una
relazione di servizio, espone una parziale rappresentazione di quanto accaduto, tacendo dati la cui
omissione, non ultronea nell'economia dell'atto, produce il risultato di una documentazione incompleta e
comunque contraria, anche se parzialmente, al vero. (Fattispecie in cui un comandante di tenenza della
guardia di finanza aveva attestato su un foglio di servizio l'avvenuto svolgimento di un'attivit compiuta da
alcuni militari in un determinato territorio, senza, tuttavia, aggiungere che altra attivit era stata compiuta
dai medesimi finanzieri quello stesso giorno in altro comune).

Cass. n. 32759/2014

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico, mediante induzione in errore del pubblico ufficiale
(artt. 48 e 479 c.p.), la condotta di colui che, presentandosi al punto di pronto soccorso di un ospedale,
rende dichiarazioni non veritiere, idonee a trarre in inganno i sanitari, che, confidando nella verit di
quanto loro esposto, redigono certificati medici falsi. (Fattispecie relativa a certificati di malattia relativi a
sinistri mai verificatisi).

Cass. n. 5861/2014

La falsit ideologica configurabile anche rispetto ad una manifestazione di giudizio, quale la sentenza,
sia pure con riferimento alla sussistenza di alcuni presupposti necessari per l'adozione dell'atto, fra i quali
rientra la legittimazione del difensore a compiere attivit processuali, fondata sull'esistenza di una valida
procura "ad litem", in mancanza della quale il giudice sarebbe tenuto a dichiarare la inammissibilit
dell'azione. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto configurabile il delitto di falso ideologico indotto nel
comportamento di alcuni avvocati che, falsificando le firme di soggetti ignari sui mandati "ad litem",
avevano iniziato numerosissimi contenziosi giudiziari per richiedere la restituzione delle spese di spedizione
e/o dei canoni di abbonamento ad una societ di gestione telefonica, ottenendo sentenze di accoglimento
della domanda).

Cass. n. 5546/2014

Sussiste il concorso materiale e non l'assorbimento tra il reato di falso ideologico in atto pubblico e quello
di abuso d'ufficio, in quanto offendono beni giuridici distinti; il primo, infatti, mira a garantire la genuinit
degli atti pubblici, il secondo tutela l'imparzialit e il buon andamento della pubblica amministrazione.
Pertanto, mentre tra gli stessi ben pu sussistere nesso teleologico (in quanto il falso pu essere
consumato per commettere il delitto di cui all'art. 323 cod. pen.), la condotta dell'abuso d'ufficio
certamente non si esaurisce in quella del delitto di falso in atto pubblico n coincide con essa.

Cass. n. 9086/2013
Ha natura di atto pubblico il certificato di morte redatto dal medico operante in una struttura pubblica, in
ordine al momento, al luogo ed alle cause del decesso. (Fattispecie in tema di falsit ideologica).

Cass. n. 6388/2013

In tema di falso ideologico per induzione in errore (artt. 48 e 479 c.p.), la responsabilit dellautore mediato
della falsit posta in essere dal pubblico ufficiale presuppone che latto da questultimo redatto debba
essere da lui formato sulla base di unattestazione di fatti dichiarati da un terzo e dei quali egli non abbia
diretta conoscenza, esulando, quindi, detta responsabilit qualora sia stato il pubblico ufficiale, al di fuori di
ogni previsione normativa, ad essersi incautamente avvalso delle dichiarazioni del terzo, rivelatesi mendaci,
in luogo di prendere diretta conoscenza dei fatti oggetto di attestazione. (Nella specie, in applicazione di
tale principio, trattandosi di un caso in cui, nel verbale di una delibera adottata dalla giunta di un comune,
in presenza del segretario comunale cui esclusivamente spettava attestarne la conformit al vero, era stata
inserita la falsa indicazione del nome di un professionista come quello al quale sarebbe stato da conferire
lincarico di progettare alcune opere pubbliche, la Corte ha escluso che potesse incorrere in responsabilit
quale autore mediato di detta falsit il sindaco che, su richiesta degli impiegati incaricati di mettere in bella
copia il verbale in questione, nella cui bozza il nome del professionista designato era rimasto in bianco
perch, sul punto, non vi era stato accordo, aveva fornito la summenzionata indicazione).

Cass. n. 1417/2013

In tema di falso ideologico in atto pubblico, nel caso in cui il pubblico ufficiale, chiamato ad esprimere un
giudizio, sia libero anche nella scelta dei criteri di valutazione, la sua attivit assolutamente discrezionale
e, come tale, il documento che contiene il giudizio non destinato a provare la verit di alcun fatto.
Diversamente, se l'atto da compiere fa riferimento anche implicito a previsioni normative che dettano
criteri di valutazione si in presenza di un esercizio di discrezionalit tecnica, che vincola la valutazione ad
una verifica di conformit della situazione fattuale a parametri predeterminati, sicch l'atto potr risultare
falso se detto giudizio di conformit non sar rispondente ai parametri cui esso implicitamente vincolato.

Cass. n. 32856/2011

Ai fini della configurabilit dell'elemento soggettivo del reato di falsit ideologica commessa dal pubblico
ufficiale in atti pubblici (nella specie consulente del P.M.), il giudice di merito deve attentamente vagliare se
la condotta di infedelt sia determinata da consapevole intenzione di rendere una falsa rappresentazione
della realt (nella specie relativa allo svolgimento di attivit di autopsia e alla inutilit della rinnovazione
della consulenza) oppure sia il risultato di imperizia e di colposa incapacit professionale, con la
conseguenza che, a tal fine, occorre acquisire il dato certo su ci che pu essere considerato il movente del
comportamento ascritto come mendace al soggetto agente.

Cass. n. 30195/2011

Integra il reato di cui agli artt. 476 e 479 c.p. (falsit materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale
in atti pubblici) - e non quello di cui all'art. 480 c.p. che ricorre soltanto nel caso in cui l'attestata veridicit
della sottoscrizione sia priva della menzione di attivit dal notaio compiute o percepite personalmente - il
notaio che attesti falsamente di avere presenziato - nel proprio studio - alla firma apposta in calce ad un
contratto di compravendita di un automobile e, quindi, alla personale identificazione della stessa.
Cass. n. 24917/2011

Integra il reato di falso ideologico la formazione, da parte di membri di una Commissione di concorso per
funzionario pubblico, di un "elenco di voti" delle prove scritte dei candidati ammessi alle prove orali,
pubblicato sul sito internet della locale provincia e trasmesso agli organi competenti, in assenza dei verbali
attestanti lo svolgimento delle prove del concorso, solo successivamente predisposti, cos determinando lo
stravolgimento delle scansioni temporali del procedimento caratterizzato da progressivit. (La Corte ha
precisato che "l'elenco dei voti" presuppone l'esistenza dei verbali dai quali deve essere tratto, sicch la
previa formazione e pubblicazione di tale elenco e successivamente la formazione e pubblicazione dei
verbali che tali voti indicano costituisce una procedura obiettivamente falsa).

Cass. n. 16857/2011

Il medico specializzando riveste la qualit di pubblico ufficiale ed ha, per conseguenza, natura di atto
pubblico il cosiddetto foglio di obiettivit facente parte della cartella clinica, da questi compilato,
considerato che egli gode di un'autonomia vincolata nell'esercizio delle attivit teoriche e pratiche previste
dagli ordinamenti e regolamenti didattici, svolgendo la sua attivit sotto la guida e le direttive di un tutore,
sicch l'atto medico da esso compiuto e il documento amministrativo che lo attesta devono considerarsi
come il portato di una partecipazione congiunta del medico in formazione e del "tutor", che attribuisce al
documento il carattere dell'atto pubblico. Ne consegue che la sottrazione del predetto foglio di obiettivit
dalla cartella clinica e la sua sostituzione con altro recante data falsa e annotazioni in parte diverse da
quelle originariamente apposte, integrano i reati di falsit materiale e ideologica in atto pubblico.

Cass. n. 16368/2011

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico (art. 479 c.p.), la condotta di colui che, in qualit di
medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, attesti falsamente la sussistenza di turbe
comportamentali e psichiche tali da richiedere un trattamento sanitario obbligatorio, trattandosi di
pubblico ufficiale che concorre a formare la volont della P.A. in materia sanitaria, esercitando per conto di
quest'ultima poteri certificativi.

Cass. n. 14486/2011

Rientrano nella nozione di atto pubblico rilevante ai fini dell'integrazione del reato di falso ideologico in
atto pubblico, anche gli atti cosiddetti interni, ovvero quelli destinati ad inserirsi nel procedimento
amministrativo, offrendo un contributo di conoscenza o di valutazione, nonch quelli che si collocano nel
contesto di una complessa sequela procedimentale - conforme o meno allo schema tipico - ponendosi
come necessario presupposto di momenti procedurali successivi. (In applicazione del principio la Corte ha
riconosciuto la natura di atto pubblico al modulo utilizzato per il censimento della popolazione).

Cass. n. 6182/2011

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico (art. 479 c.p.), la condotta del pubblico ufficiale che
fornisca in sede di relazione di servizio una parziale rappresentazione dei fatti caduti sotto la sua diretta
percezione, considerato che la relazione di servizio costituisce atto pubblico e che, ai fini dell'elemento
soggettivo, sufficiente il dolo generico, consistente nella rappresentazione e nella volont dell'"immutatio
veri", mentre non richiesto l'"animus nocendi" n l'"animus decipiendi", con la conseguenza che il delitto
sussiste non solo quando la falsit sia compiuta senza l'intenzione di nuocere ma anche quando la sua
commissione sia accompagnata dalla convinzione di non produrre alcun danno. (Nella specie, il pubblico
ufficiale, ispettore di polizia penitenziaria, aveva attestato il rinvenimento di soli due ovuli contenenti
sostanza stupefacente omettendo di riferire sul rinvenimento di ulteriori trenta ovuli di droga).

Cass. n. 35088/2010

In tema di reati contro la fede pubblica, il contratto di nomina del direttore generale di un Comune ai sensi
dell'art. 108, D.L.vo. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) ha
natura di atto pubblico, in quanto, pur se destinato a regolare un rapporto privatistico di prestazione
d'opera a tempo determinato, costituisce il momento terminale di una sequenza procedimentale di diritto
pubblico, il cui completo svolgimento attestato dal pubblico ufficiale stipulante nell'esercizio delle
corrispondenti funzioni pubbliche. (In motivazione, la Corte ha escluso che l'atto in questione abbia natura
di certificazione amministrativa).

Cass. n. 26181/2010

Integra il reato di falsit ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico (art. 479 c.p.), la
condotta di colui che, in qualit di comandante dei vigili urbani, attesti falsamente - a seguito di sopralluogo
- la conformit di una casa di riposo (cosiddetta "casa protetta") ai requisiti di legge ai fini dell'esercizio
dell'attivit.

Cass. n. 24015/2010

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico la falsificazione delle cedole che documentano la
vendita da parte del curatore delle armi esistenti nell'attivo fallimentare, perch hanno natura di atto
pubblico.

Cass. n. 11952/2010

Non integra il reato di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore del pubblico ufficiale
l'allegazione alla domanda di rinnovo di un provvedimento concessorio di un falso documento che non
abbia spiegato alcun effetto, in quanto privo di valenza probatoria, sull'esito della procedura
amministrativa attivata. (Fattispecie relativa a rinnovo di una concessione mineraria).

Cass. n. 3993/2010

Commette il reato di falso ideologico in atto pubblico mediante induzione in errore del pubblico ufficiale
colui il quale riferisce o comunque indica all'ufficiale notificante circostanze non vere, in tal modo
determinando un'errata relazione di notifica. (Fattispecie relativa alla dolosa predisposizione di false
targhette sui citofoni delle abitazioni con il fine di indurre l'ufficiale giudiziario ad attestare di aver omesso
la notifica per assenza degli interessati).

Cass. n. 19/2010

Integra il delitto di falsit ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico la falsa attestazione
della durata e delle modalit dell'impiego di dipendenti di un ente pubblico, qualora, per il contenuto
relativo anche a manifestazione esterna della volont e dell'azione della P.A., il documento dispieghi un
oggettivo rilievo e un interesse eccedente l'area del mero rapporto di impiego tra ente pubblico e
dipendente. (Fattispecie concernente relazioni redatte da appartenente alla polizia provinciale e attestanti
interventi mai effettuati).

Cass. n. 48054/2009

Non sussiste rapporto di specialit tra l'illecito amministrativo di cui all'art. 303, comma primo, D.P.R. 23
gennaio 1973, n. 43 e il reato di falsit ideologica commessa dal privato in atto pubblico contestato
all'importatore che abbia dichiarato nella bolletta doganale compilata merce diversa da quella
effettivamente ricevuta.

Cass. n. 38332/2009

In tema di falsit in atti, la scheda tecnica relativa ad edificio da costruire redatta dal funzionario dell'ufficio
tecnico comunale ha natura di atto pubblico, in quanto ha la funzione di accertare la corrispondenza del
progetto allo strumento urbanistico.

Cass. n. 25894/2009

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico la condotta del notaio che apponga, in calce ad una
dichiarazione di vendita di un'automobile, una falsa autentica di firma, attestando cos falsamente che
firma e data sono apposte in sua presenza, da soggetti che egli ha previamente identificato.

Cass. n. 25664/2009

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico la falsa attestazione, contenuta nella relazione finale
redatta dal responsabile di un centro di riabilitazione convenzionato, in ordine alle prestazioni sanitarie e ai
cicli terapeutici effettuati nei confronti di determinati pazienti, necessaria per il conseguimento dei
rispettivi rimborsi da parte del servizio sanitario nazionale.

Cass. n. 24057/2009

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico la condotta del medico specialista ambulatoriale
dell'Unit Sanitaria Locale, il quale, esercitando funzioni di pubblico ufficiale, attesti falsamente di avere
effettuato una visita medica all'esito della quale sarebbero state accertate lesioni personali, rivelatesi in
realt inesistenti.

Cass. n. 18191/2009

L'incompletezza di una attestazione d luogo ad una falsit ideologica qualora il contesto espositivo
dell'atto sia tale da far assumere all'omissione dell'informazione, relativa ad un determinato fatto, il
significato di negazione della sua esistenza.

Cass. n. 16895/2009

In tema di falso documentale, costituiscono atti pubblici i verbali di conferimento di incarico ai consulenti
del pubblico ministero; ne deriva che integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico il magistrato del
P.M. che sottoscriva gli incarichi di consulenza aventi ad oggetto, nella specie, la trascrizione delle
intercettazioni telefoniche ed ambientali, affidandoli 'in bianc all'ufficiale di polizia giudiziaria per il
successivo completamento e, quindi, attestando falsamente di avere provveduto personalmente a detta
doverosa attivit svolgendo i necessari controlli, ivi compresi quelli relativi alla sussistenza dei requisiti
tecnici di capacit e preparazione del consulente.

Cass. n. 4694/2009

Integra il reato di falsit ideologica in atto pubblico la condotta del notaio che, nell'atto di ricevere un
testamento in forma pubblica - atto solenne, caratterizzato da massimo rigore pubblicistico, che postula la
piena capacit del testatore di esprimere la sua volont e di comprendere successivamente la lettura della
scheda testamentaria predisposta dal notaio per controllarne la corrispondenza alla propria effettiva
volont - attesti di avere ricevuto dichiarazioni di ultima volont liberamente e spontaneamente espresse
dal testatore che, invece, versi in stato di grave semincoscienza per il suo stato di salute (nella specie, coma
diabetico) attribuendo la mancata sottoscrizione dell'atto a grave debolezza della mano anzich alle
predette condizioni fisiche. (Fattispecie in cui si ritenuto che il notaio ha il dovere di accertare la capacit
del testatore per la sussistenza della quale non sufficiente che questi si limiti a segni del capo o
movimenti corporei, nella specie liberamente interpretati da soggetto che gli stia accanto e del quale si
ometta di attestarne la presenza, e che, d'altro canto, lo stato di salute mentale, ancorch dichiarato dal
notaio rogante, pu essere, anche in sede civile, ai fini della validit del testamento pubblico, contestato
con ogni mezzo di prova, senza neanche bisogno di proporre querela di falso).

Cass. n. 38714/2008

Integra il delitto di falsit ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici la dichiarazione del
notaio di avere raggiunto la certezza in ordine all'identit della persona comparsa, qualora tale
dichiarazione, in assenza di una compiuta attivit di controllo degli elementi di riscontro dell'identit
personale, sia basata esclusivamente sull'esibizione di un documento di identit apparentemente genuino e
successivamente rivelatosi falso. (In motivazione, la S.C. ha altres osservato che l'accertamento del notaio
non pu essere fondato sulle mere garanzie fornite, in ordine all'identit della persona comparsa, dalle
altre persone interessate all'atto).

Cass. n. 38226/2008

Il permesso di soggiorno rilasciato a cittadini extracomunitari costituisce un atto pubblico, per cui
configurabile il reato di tentato falso ideologico in atto pubblico per induzione nel caso in cui taluno tenti di
ottenere la concessione del permesso mediante false dichiarazioni o attestazioni.

Cass. n. 35839/2008

configurabile il reato previsto dall'art. 479 c.p. in relazione alla formazione di carte di circolazione ad
opera di un dipendente della Motorizzazione civile, addetto ad altro servizio di certificazione, attraverso
l'accesso al sistema informatico della Direzione generale della M.C.T.C.

Cass. n. 30314/2008

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico (art. 479 c.p. ) la condotta del pubblico ufficiale che
renda un'attestazione difforme dalla realt nell'esercizio di una potest certificativa inerente all'esercizio
delle funzioni istituzionalmente attribuitegli. Ne deriva che ai fini della configurabilit del delitto in
questione occorre che l'attestazione resa dal pubblico ufficiale (nella specie apposizione del timbro datario
) rientri tra le attribuzioni proprie del profilo professionale di sua pertinenza, nell'ambito dell'ufficio di
appartenenza. (In applicazione di questo principio la S.C. ha censurato la decisione con cui il giudice di
appello ha confermato l'affermazione di responsabilit in ordine al delitto di cui all'art. 479 c.p., nei
confronti di un dirigente tecnico regionale in servizio presso l'ufficio di gabinetto del Presidente della
Regione per avere, su istigazione di altro dipendente regionale, apposto timbri d'ufficio e averli siglati, in
modo da non far risultare pervenute in data successiva due istanze di aspettativa e di annullamento di
timbrature di presenza, al fine di non far apparire sussistente la causa di ineleggibilit dipendente
dall'inosservanza della richiesta di aspettativa con il prescritto anticipo senza verificare se l'apposizione del
timbro datario rientrasse tra le attribuzioni professionali di pertinenza dell'imputato, nell'ambito dell'ufficio
di gabinetto del Presidente della Regione, e senza verificare le funzioni che egli esercitava in concreto e i
rapporti istituzionali tra l'esercizio di tali funzioni e quelle proprie dell'ufficio di protocollo).

Cass. n. 28753/2008

Il privato che rediga materialmente una sentenza concorre nel reato di falso ideologico commesso dal
giudice che attesti, con la sua sottoscrizione, la paternit del provvedimento.

Cass. n. 22203/2008

Integra il delitto di falsit ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale (art. 479 c.p. ), la
condotta di colui che, in qualit di procuratore della Repubblica, ancorch sospeso da tali funzioni, appone
una data anteriore a quella reale a un provvedimento di delega al compimento di indagini ; n rileva, a tal
fine, la non attualit della pubblica funzione, considerato che la previsione di cui all'art. 360 c.p. per la quale
quando la qualit di pubblico ufficiale elemento costitutivo di un reato, la cessazione di tale qualit, nel
momento in cui il reato commesso, non esclude l'esistenza di questo pone un principio di carattere
generale applicabile in ogni caso in cui sia ravvisabile un rapporto funzionale tra la pur cessata qualit di
pubblico ufficiale e la commissione del reato. (In applicazione di questo principio la S.C. ha ritenuto immune
da censure la decisione con cui il giudice di appello ha ritenuto la sussistenza della responsabilit
dell'imputato, affermando che nella specie l'illecito perpetrato si era potuto realizzare solo e proprio
attraverso l'indebito perpetuarsi dell'esercizio di una pubblica funzione, in una data (dissimulata dalla
falsit dell'attestazione ) in cui essa era gi venuta meno in capo all'agente ).

Cass. n. 21839/2008

Integra il delitto di falso ideologico del pubblico ufficiale in atto pubblico e non quello di cui all'art. 480 c.p.
(falso ideologico in autorizzazioni amministrative ) la condotta dell'assistente dell'ufficio sanitario locale, il
quale formi falsi libretti di idoneit sanitari destinati a marittimi in procinto di imbarcarsi, apponendovi le
firme contraffatte dei medici e attestando falsamente la sottoposizione dei richiedenti alla visita medica e
agli esami clinici preordinati al rilascio del medesimo libretto, considerato che l'autorit sanitaria
competente al rilascio, in tal caso, non si limita a riprodurre attestazioni gi documentate ma compie
un'autonoma valutazione sullo stato di salute del richiedente ; n assume rilievo, ai fini dell'esclusione
dell'integrazione del delitto in questione, il fatto che il soggetto attivo non rivesta la qualit di funzionario
ma quella di semplice assistente, in quanto, ai sensi del novellato disposto di cui all'art. 357 c.p., ci che
rileva lo svolgimento in concreto della pubblica funzione, prescindendo dal rapporto di dipendenza del
soggetto con l'ente pubblico e dalle sue caratteristiche. (Nella fattispecie il soggetto agente era addetto
all'ufficio competente al rilascio del libretto sanitario con funzioni di compilatore materiale dei libretti e
spesso di dirigente in assenza del titolare ).

Cass. n. 14256/2008

Integra gli estremi del reato di falsit ideologica in atto pubblico la condotta di colui che, in qualit di
proprietario, amministratore o collaboratore di un'officina autorizzata alla revisione delle auto, attesti
falsamente sul libretto di circolazione l'avvenuta revisione delle auto, in quanto contiene l'attestazione del
pubblico ufficiale di un'attivit direttamente compiuta o di un fatto avvenuto alla sua presenza; si tratta,
infatti, di attivit della P.A. disciplinata da norme di diritto pubblico (art. 80, commi primo sedicesimo,
c.s.) di guisa che a coloro che la svolgono riservata la qualifica di pubblici ufficiali in quanto formano o
concorrono a formare la volont della P.A. per mezzo dei poteri certificativi ad essi conferiti dalla legge.

Cass. n. 13558/2008

Integra il concorso di persone nel reato di falso ideologico in atto pubblico (art. 110 e 479 c.p. ) e non quello
di tentativo di induzione in inganno del pubblico ufficiale, autore del falso la condotta del destinatario di un
provvedimento di abbattimento di animale che dichiari falsamente il decesso del bovino infetto, al
veterinario della ASL, il quale, a sua volta, attesti falsamente, senza i dovuti controlli, l'esecuzione del
provvedimento di abbattimento, in quanto il consapevole comportamento del privato concorre con
efficacia causale nel determinare il reato di falso.

Cass. n. 10774/2008

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico per induzione (artt. 48 e 479 c.p.) e non quello di
falsit ideologica in certificati per induzione (artt. 480 c.p.) la condotta di colui che dichiari falsamente
l'avvenuta prestazione di giornate lavorative necessarie per beneficiare di prestazioni previdenziali, in
quanto gli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, previsti dalla L. n. 264 del 1949, da compilarsi a cura
della commissione comunale per la manodopera agricola, sono atti pubblici che si distinguono dai certificati
amministrativi poich costituiscono documentazione di attivit compiuta dal pubblico ufficiale alla quale la
legge attribuisce valore costitutivo di diritti e di obblighi. (Nella specie, la Corte ha rilevato che dalla
iscrizione in detti elenchi, che postula la verifica di determinate condizioni, deriva per gli iscritti il diritto a
beneficiare di tutta la previdenza ed assistenza prevista dalle relative norme in materia di assegni familiari,
assistenza sanitaria, indennit di disoccupazione e analoghe provvidenze).

Cass. n. 4451/2008

Integra il reato di falsit ideologica commessa dal p.u. in atto pubblico (art. 479 c.p.) e non quello di
falsit ideologica commessa dal p.u. in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 480 c.p.) la
condotta del medico di base che rediga una proposta di trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di
un paziente del quale attesti falsamente l'alterazione psichica, senza sottoporlo a visita, considerato che il
provvedimento che dispone il t.s.o. di un infermo di mente adottato dal sindaco su proposta motivata di
un medico, convalidata da un altro medico della struttura sanitaria pubblica, che si inserisce nell'attivit
della P.A. disciplinata dalla legge n. 180 del 1978 quale atto di impulso di natura costrittiva (derivando da
esso l'obbligatoria soggezione del paziente ad ulteriori visite) di un procedimento amministrativo.

Cass. n. 3557/2008
La relazione di servizio dell'agente di polizia giudiziaria (nella specie, un appartenente al Corpo della
Guardia di Finanza) atto pubblico fidefaciente pur quando redatta in riferimento ad un episodio
accaduto fuori dell'orario di servizio, sicch eventuali falsit del contenuto sono penalmente rilevanti senza
che possa essere invocato, quale esimente, la regola del nemo tenetur se detegere per avere l'autore
attestato il falso, al fine di non fare emergere la sua penale responsabilit in riferimento all'episodio
oggetto della relazione di servizio.

Cass. sez. un. n. 46982/2007

I delitti contro la fede pubblica tutelano direttamente non solo l'interesse pubblico alla genuinit materiale
e alla veridicit ideologica di determinati atti, ma anche quello del soggetto privato sulla cui sfera giuridica
l'atto sia destinato a incidere concretamente, con la conseguenza che egli, in tal caso, riveste la qualit di
persona offesa dal reato e, in quanto tale, legittimato a proporre opposizione alla richiesta di
archiviazione.

Cass. n. 42009/2007

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico la condotta di coloro che, in qualit rispettivamente di
Presidente e di membro della Commissione speciale di cui all'art. 14 della L. n. 219 del 1981 che assorbe
le competenze della Commissione edilizia e che preordinata alla determinazione e all'assegnazione,
tramite il Sindaco, dei contributi previsti dalla suddetta legge per la ricostruzione e riparazione delle unit
immobiliari colpite dall'evento sismico autorizzino varianti in corso d'opera, attestando la presenza di
presupposti la cui inesistenza emerga dai grafici progettuali presentati con la domanda, contrastanti con la
normativa urbanistica e la autorizzazione stessa.

Cass. n. 37568/2007

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore del pubblico ufficiale (art. 48 e
479 c.p.), la condotta di colui che produca al pubblico ufficiale un falso contrassegno di assicurazione, per
ottenere la restituzione dell'autovettura sequestratagli, considerato che, in tal caso, il pubblico ufficiale non
si limita a prendere atto delle dichiarazioni del soggetto privato ma compie un accertamento autonomo,
ancorch, nella specie, fondato sulla falsa documentazione esibitagli a fondamento della copertura
assicurativa.

Cass. n. 35488/2007

Il falso ideologico in documenti a contenuto dispositivo pu investire le attestazioni, anche implicite,


contenute nell'atto e i presupposti di fatto giuridicamente rilevanti ai fini della parte dispositiva dell'atto
medesimo, che concernano fatti compiuti o conosciuti direttamente dal pubblico ufficiale, ovvero altri fatti
dei quali l'atto destinato a provare la verit.

Cass. n. 20550/2007

configurabile il delitto di falso ideologico in un atto pubblico a contenuto dispositivo nella cui parte
descrittiva, che costituisce presupposto necessario alle susseguenti determinazioni, si afferma volutamente
l'esistenza di una situazione di fatto contraria al vero, anche quando tale atto dispositivo sia un
provvedimento giurisdizionale, purch la falsit della conclusione dispositiva assunta dal giudice dipenda
non dalla invalidit delle argomentazioni, ma dalla falsit delle premesse fattuali dalle quali tali
argomentazioni muovono.

Cass. n. 15773/2007

Ha natura di atto pubblico la attestazione di eseguita visita medico-oculistica e la conseguente diagnosi


compiuta dal medico ospedaliero nell'esercizio delle sue funzioni. (Fattispecie nella quale il certificato
medico rilasciato all'esito della visita ed attestante che il paziente aveva un visus naturale di 10 su 10 era
funzionale al conseguimento dell'attestato di idoneit, necessario alla assunzione del richiedente la visita
come vigile urbano).

In tema di falso ideologico in atto pubblico, con riferimento alle diagnosi ed alle valutazioni compiute dal
medico, va ritenuto che anche tali giudizi di valore, al pari degli enunciati in fatto, possono essere non
veritieri. Sicch, nell'ambito di contesti che implichino l'accettazione di parametri valutativi
normativamente determinati o tecnicamente indiscussi, le valutazioni formulate da soggetti cui la legge
riconosce una determinata perizia possono non solo configurarsi come errate, ma possono rientrare altres
nella categoria della falsit ideologica allorch il giudizio faccia riferimento a criteri predeterminati in modo
da rappresentare la realt al pari di una descrizione o di una constatazione. Ne consegue che
ideologicamente falsa la valutazione che contraddica criteri indiscussi o indiscutibili e sia fondata su
premesse contenenti false attestazioni (Fattispecie in tema di misurazione della vista compiuta da medico
ospedaliero nell'esercizio delle sue funzioni, con successivo rilascio di certificato medico attestante,
contrariamente al vero, che il paziente visitato aveva un visus naturale di 10 su 10, certificato poi
utilizzato per ottenere l'attestato di idoneit necessario all'assunzione quale vigile urbano).

Cass. n. 13779/2007

Nel reato determinato dall'altrui inganno, non configurabile, in capo all'autore mediato, la falsit
ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico, allorch la dichiarazione sulla cui base l'atto
formato debba essere sottoposta a controllo e valutazione da parte della P.A., il cui eventuale errore non
pu farsi ricadere sul privato che non abbia compiuto alcuna alterazione della realt fattuale. (Fattispecie
relativa a pretesa falsit ideologica per induzione in errore, addebitata, in riferimento a domanda di
trasferimento da docente, nella quale l'istante aveva dichiarato il possesso di titolo di precedenza,
allegando il relativo documento giustificativo, sulla cui rilevanza ai fini dichiarati l'ufficio aveva omesso di
esercitare i dovuti controlli).

Cass. n. 7638/2007

In tema di appalti pubblici, integra il delitto di falso ideologico previsto dall'art. 479 c.p. l'attestazione,
totalmente o parzialmente non veritiera, redatta dal direttore dei lavori circa il loro stato di avanzamento,
per conto della committenza pubblica.

Cass. n. 7636/2007

Integra il delitto di falsit ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e non quello di
falsit ideologica commessa dal P.U. in certificati o in autorizzazioni amministrative la condotta di colui
che, nella qualit di funzionario della ex USL, attesta falsamente, in una relazione inviata al Sindaco del
Comune di pertinenza, di avere eseguito un sopralluogo presso il locale impianto fognario e di averne
constatato la totale inefficienza, considerato che la falsa attestazione ha per oggetto un atto pubblico
non gi un certificato amministrativo ed, a tal fine, non ha rilievo la sua natura di atto interno inserito in
un determinato iter procedurale, posto che pu rivestire natura di atto pubblico allorch abbia rilevanza
giuridica.

Cass. n. 4950/2007

La bolletta doganale di importazione ha natura di atto pubblico e costituisce fattispecie documentale a


formazione progressiva in quanto trae origine dalla dichiarazione dell'importatore e si perfeziona, dopo i
dovuti controlli, con l'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, della conformit delle dichiarazioni
documentali alla situazione riscontrata. Ne consegue che ricorre il delitto di cui agli articoli 48 e 479 c.p.
ogni qualvolta la falsit delle attestazioni compiute dal funzionario dell'amministrazione doganale sia
dovuta all'induzione in errore operata dal privato. (Nella specie le bollette doganali, relative
all'importazione di banane da Paesi extracomunitari, riportavano falsamente come importatore non il
nominativo del reale destinatario della merce, ma quello dell'intestatario del certificato di importazione, al
fine di consentire al primo di godere del dazio di importazione agevolato spettante solo al secondo).

Autore mediato: sul concorso tra falsa attestazione del privato e falso per induzione in errore
del p.u.

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 15 aprile 2014

CASSAZIONE PENALE, SEZ. III, 27 MARZO 2014 (UD. 17 DICEMBRE 2013), N. 14434
PRESIDENTE MANNINO, RELATORE SAVINO, P.G. FRATICELLI

Si segnala alla attenzione dei lettori la pronuncia numero 14434 della terza sezione penale relativa
alla possibilit di ravvisare un concorso tra la fattispecie di cui al combinato disposto degli artt. 48
e 479 c.p. (Falsit in atto pubblico del pubblico ufficiale per induzione in errore da parte del
privato) e quella di cui all art. 483 c.p. (Falsit ideologica commessa dal privato in atto pubblico).
Si tratta di un tema pi volte affrontato dalla giurisprudenza di legittimit sul quale si sono
pronunciate nel 2007 le Sezioni Unite (sentenza n. 35488 del 28 giugno 2007 in Giur. It., 2008, 2,
414 con nota di Martinelli) affermando il principio secondo cui il delitto di falsa attestazione del
privato (di cui allart. 483 c.p.) pu concorrere con quello della falsit per induzione in errore del
pubblico ufficiale nella redazione dellatto al quale lattestazione inerisca (di cui agli artt. 48 e 479
c.p.), semprech la dichiarazione non veridica del privato concerna fatti dei quali latto del
pubblico ufficiale destinato a provare la verit.

Venendo ai fatti oggetto della pronuncia, la tesi difensiva (non accolta dalla Cassazione) muoveva
dalla considerazione che, ai fini della configurabilit del reato di falso per induzione in errore del
pubblico ufficiale (artt. 48 e 479 c.p.) occorra non solo che venga attestata una circostanza non
veritiera da parte del pubblico ufficiale sulla base di falsa dichiarazione del privato, ma che il p.u.
integri tale dichiarazione con una attestazione propria di conformit al vero; se invece sostiene il
ricorrente il pubblico ufficiale si limita a riportare la dichiarazione del privato nellatto
pubblico, recependola, in tal caso ricorrerebbe solo la falsa dichiarazione del privato (art. 483
c.p.) (che ne sarebbe lautore immediato) ma non vi sarebbe spazio per il falso per induzione
con autore mediato (artt. 48 e 479 c.p.).
In altri termini, perch ricorra il reato di falso per induzione, in concorso con il reato di falsit del
privato, sarebbe necessario che il p.u. non si limiti a recepire nel proprio atto la dichiarazione del
privato ma ne attesti la veridicit (condizione che, nel caso di specie, mancherebbe essendosi il
p.u. limitato a recepire la dichiarazione di verit proveniente dal privato).

La Corte ha ritenuto il motivo di ricorso non fondato.


La problematica del concorso fra il reato di falsa attestazione del privato di cui allart. 483 c.p. e
il reato di falsit in atto pubblico del pubblico ufficiale per induzione di cui agli artt. 48 e 479
c.p., come anticipato, gi stata affrontata dalle Sezioni Unite del 2007 che, recependo un
precedente orientamento gi espresso con la sentenza SU 24.2.1995 n. 1827 Proietti, hanno
affermato che tutte le volte in cui il pubblico ufficiale emani un provvedimento, dando atto in
premessa, anche implicitamente, della esistenza delle condizioni richieste per la sua adozione,
desunte da atti o attestazioni non veri provenienti dal privato, si in presenza di un falso del
pubblico ufficiale del quale risponde, ai sensi dellart. 48 c.p., colui che ha posto in essere latto
o lattestazione non vera sulla base del quale latto pubblico stato formato.
La Corte, pur dando atto di un opposto orientamento (secondo il quale non sussiste il falso per
induzione del pubblico ufficiale tutte le volte che questi si limiti a recepire supinamente la falsa
dichiarazione del privato costituente il presupposto per lemanazione dellatto pubblico, senza
effettuare alcun accertamento, occorrendo, ai fini della configurabilit di tale condotta, concorrente
con il reato di falso ideologico del privato ex art. 483 c.p., un ulteriore attivit di attestazione di
corrispondenza al vero del p.u. ricevente la dichiarazione, che non si limiti a recepirla ma svolga
unindagine della sua veridicit) ritiene, tuttavia, che non possa essere condiviso in quanto
lattivit del pubblico ufficiale ricevente non pu riduttivamente circoscriversi alla mera
ricezione della dichiarazione fatta dal privato.
Come affermato dalle Sezioni Unite con la succitata sentenza, il pubblico ufficiale, allorquando
nellatto da lui formato fa riferimento ad atti o a dichiarazioni sostitutive (non veri) provenienti
dal privato e riguardanti i presupposti richiesti per la legittima emanazione dello stesso atto
pubblico non si limita ad attestare lattestazione del mentitore n a supporre che quella
attestazione sia veridica, ma compie, sia pure implicitamente, una sua attestazione (sia pure
oggettivamente falsa) circa la sussistenza effettiva di quei presupposti indefettibili: attestazione
di rispondenza a verit che si connette alla funzione fidefaciente.

In conclusione, stante il rapporto di causa-effetto tra il fatto attestato dal privato quale
presupposto dellemanazione dellatto del pubblico ufficiale ed il contenuto dispositivo di
questultimo e stante, altres, la stretta connessione logica tra luno e laltro, la falsit del primo si
riverbera sul secondo e diventa essa stessa falsit di questo, sicch la recepita falsa attestazione
del decipiens acquista la ulteriore veste di falsa attestazione del pubblico ufficiale deceptus sui fatti
falsamente dichiarati dal primo e dei quali latto pubblico destinato a provare la verit.
Ad avviso del collegio, dunque, deve ritenersi che si sia in presenza di due distinte condotte
riconducibili entrambe al decipiens:

1. una prima condotta consistente nella redazione della falsa attestazione da parte del privato;
2. una seconda condotta consistente nellinduzione in errore del pubblico ufficiale mediante
la produzione della stessa ai fini dellintegrazione di un presupposto dellatto pubblico
emanando,
con conseguente configurabilit del concorso materiale tra i due reati, legati anche da
connessione teleologica.

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