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NEWSLETTER N 109

FEBBRAIO 2017

EDITORIALE SOMMARIO

1 Editoriale

3 Diritto del Lavoro

3 Attualit

7 Le Nostre Sentenze

10 Diritto Assicurativo

10 Le Nostre Sentenze
Uno sguardo al passato pensando al futuro
11 Diritto Civile
A cura di Salvatore Trifir

12
Osservatorio sulla
Il 2016 stato un anno movimentato ed in pari tempo di Cassazione
assestamento: sia sotto il profilo normativo; sia sotto il profilo
giurisprudenziale e amministrativo. 13 Il Punto Su
Dopo che, nel 2015, intervenuto il jobs act, rivoluzionando
16 Rassegna Stampa
equilibri ormai consolidati dallepoca dello Statuto dei Lavoratori,
nellanno appena trascorso abbiamo avuto i primi orientamenti
17 Contatti
della giurisprudenza e circolari amministrative interpretative,
che hanno riguardato i rapporti di lavoro a tutele crescenti (o
decrescenti a seconda dei punti di vista); la privacy; i controlli
a distanza; la nuova disciplina delle mansioni; i rapporti di
collaborazione; gli ammortizzatori sociali. Contestualmente
con il 2016 stata archiviata anche lindennit di mobilit. Dal
2017, infatti, a tutti i lavoratori che perdono il posto di lavoro,
anche nellambito dei licenziamenti collettivi, spetter soltanto
la NASPI, quantificata sulla base di criteri omogenei che valgono
per qualsiasi ipotesi di disoccupazione involontaria.

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Il 2016, peraltro, si chiude con una innovativa


sentenza della Corte di Cassazione (7
dicembre 2016 n. 25201) che amplia il campo
del licenziamento per giustificato motivo
oggettivo, cui si potr ricorrere non solo nei casi
straordinari come le situazioni economiche
sfavorevoli, ma anche in casi ordinari, in cui
lAzienda decide di sopprimere una funzione
per aumentare la redditivit.

La strategia politico-legislativa della rivoluzione


concretatasi nel jobs act sembra sostanziarsi in Il rapporto di lavoro subordinato, peraltro,
un compromesso tra la volont di ricondurre stato incentivato attraverso ingenti sgravi
il pi possibile ogni tipo di rapporto di lavoro contributivi, che non hanno portato, tuttavia,
alla subordinazione e quella, contrapposta, di concreti vantaggi economici per i lavoratori,
attenuare le tutele dei dipendenti: sia di quelle mentre sono state indebolite le loro tutele in caso
di cui godevano in costanza del rapporto, sia di licenziamento. Piuttosto che promuovere la
di quelle previste in ipotesi di cessazione del parasubordinazione, si preferito delineare un
rapporto medesimo. Ci al fine, si detto, ventaglio di rapporti speciali, che vanno dal
di far crescere loccupazione. Come se la sempreverde contratto a termine, alle diverse
disoccupazione dipendesse dal precedente forme di apprendistato, per finire ai voucher, che
impianto giuslavoristico e non dalla mancanza hanno svilito la dignit del lavoro alimentando a
di una effettiva ripresa economica. dismisura il precariato.

In questo contesto, il lavoro autonomo stato Dai tanto vituperati contratti di lavoro autonomo
visto dal Legislatore - nel solco di una politica atipici si passati alla tipicizzazione del
legislativa non sgradita alle Corporazioni precariato!
Sindacali - con grande sfavore: quasi fosse Il risultato di questo sistema contraddittorio
la causa di tutti i mali dei lavoratori e delle poich, costringendo nelle maglie della
imprese. Ci nonostante lart. 1 della nostra subordinazione anche rapporti di lavoro che le
Carta Costituzionale reciti LItalia una parti stesse vorrebbero pi dinamici e svincolati
Repubblica democratica, fondata sul lavoro; da forme rigide, la struttura organizzativa delle
facendo riferimento quindi a qualsiasi tipologia imprese resta, pur sempre, ingessata e aggravata
di lavoro. Non solo quello subordinato, ma anche da assurde disposizioni, come, ad esempio,
quello imprenditoriale, professionale e latu quelle della convalida delle dimissioni.
sensu autonomo di pari dignit costituzionale.
Sennonch, dalla legge Biagi fino al Jobs Act, i Una volta ricondotto al lavoro dipendente
rapporti di collaborazione autonoma sono stati qualunque tipo di rapporto allinterno
presunti spesso truffaldini e riqualificati come dellimpresa, si precarizzato, riducendo
subordinati sulla base di indici rilevatori, a al minimo i casi di reintegrazione in
prescindere dalle modalit con cui si svolgono ipotesi di licenziamento, limitando lentit
in concreto. dellindennizzo economico e liberalizzando il
contratto a termine.

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Sarebbe stato, invece, utile anche un sistema alla


cui base vi fosse una libera scelta del lavoratore, DIRITTO DEL LAVORO
tenuto presente che il lavoro subordinato
comporta rigidit operative e riduce lautonomia
del singolo, di norma meno retribuito, ma in
compenso dovrebbe garantire la stabilit del
Attualit
posto.

Il lavoro autonomo, invece, consente al


lavoratore libert nello svolgimento della
propria attivit e nellorganizzazione del
proprio tempo. Anzich essere demonizzato,
avrebbe potuto rappresentare un utile strumento
per coinvolgere i singoli nel rischio di impresa,
motivarli a una maggiore produttivit e
permettere agli stessi di ambire a guadagni pi
elevati di quelli di un dipendente (tartassato
anche con balzelli sindacali): guadagni che Social Recruiting e Web
potrebbero anche essere reinvestiti in start up, Reputation: le implicazioni
creandosi un circolo virtuoso che possa far da legali
traino alla tanto agognata ripresa economica.
A cura di Damiana Lesce e Valeria De Lucia
Ripresa economica, soggiungiamo, che non
potr mai esserci se le Imprese non potranno La ricerca del lavoro si fa sempre pi social:
usufruire di una Giustizia come quella attuale Linkedin, Facebook ed i loro fratelli vengono
(un procedimento civile pu durare fino a sempre pi utilizzati in fase pre-assuntiva. E
10/15 anni); se non ci sar una riforma fiscale un modo semplice e poco dispendioso, per HR
che comporti una adeguata e generalizzata e head hunter, di verificare le competenze dei
riduzione delle imposte (la cui esosit stimolo candidati prima di un colloquio ed assumere
allevasione) e se non si ridurr il costo del informazioni sullo stesso, ovvero ancora per
lavoro con reciproco vantaggio per datori e andare a caccia di talenti anche quando gli
lavoratori. stessi non si siano candidati spontaneamente per
una determinata posizione.
Ma non riducendo limporto lordo della busta
paga. Al contrario, aumentando limporto netto Ci sono dei limiti a questa attivit di indagine?
attraverso idonei sgravi contributivi e fiscali. In Italia, a differenza di altri Paesi dove le
Potr, cos, esserci pi circolante con aumento indagini pre-employment sono regolate, o
dei consumi interni, veri elementi propulsori legittimate solo a fronte di una precedente
della ripresa. informativa fornita ai candidati (ad esempio in
Francia), non abbiamo una regolamentazione
ad hoc.

Il riferimento normativo fondamentale in

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materia rimane, in assenza di una nuova la creazione di un falso profilo Facebook non
disciplina, lart. 8 dello Statuto dei Lavoratori costituisce, di per s, violazione dei principi
che vieta al datore di lavoro di compiere di buona fede e correttezza nellesecuzione
indagini, ai fini dellassunzione, come nel corso del rapporto lavorativo, poich attiene a una
dello svolgimento del rapporto, sulle opinioni mera modalit di accertamento dellillecito
religiose, politiche o sindacali del lavoratore, commesso dal lavoratore, non invasiva n
nonch su fatti non rilevanti ai fini della induttiva allinfrazione, funzionante come mera
valutazione dellattitudine professionale. sollecitazione del lavoratore stesso (Cass. 27
maggio 2015, n. 10955).
Va, comunque, osservato che i social network
sono di fatto da considerarsi alla stregua di Dal lato del lavoratore o candidato diviene,
una pubblica piazza: per la giurisprudenza quindi, di estremo rilievo curare la propria
maggioritaria, i social sono da ritenersi aperti web reputation: non a caso online proliferano
e, come ha osservato gi nel 2010 il Tribunale i sistemi per monitorare e valutare la propria
Civile di Monza in una delle primissime sentenze reputazione digitale.
sul risarcimento di danni per diffamazione a
mezzo social, in definitiva, coloro che decidono Sul punto, va anche ricordato che recentemente
di diventare utenti di Facebook sono ben consci (con provvedimento n. 488 del 2016) il Garante
non solo delle grandi possibilit relazionali della Privacy ha posto un argine alla possibilit di
offerte dal sito, ma anche delle potenziali catalogare attraverso algoritmi la reputazione
esondazioni dei contenuti che vi inseriscono: online delle persone fisiche.
rischio in una certa misura indubbiamente
accettato e consapevolmente vissuto (Trib. La decisione dellauthority si riferisce a
Monza, Sezione IV Civile, sentenza 2 marzo un progetto per la misurazione del rating
2010, n. 770). reputazionale, basata su una piattaforma web e
un archivio informatico, che avrebbero dovuto
La giurisprudenza di legittimit ha, peraltro, raccogliere ed elaborare una mole rilevante
avuto modo di pronunciarsi anche sul caso di dati personali contenuti in documenti
in cui, nellambito di un rapporto di lavoro, caricati volontariamente sulla piattaforma
venga creato dallimprenditore un alias o dagli stessi utenti, ovvero pescati dal web.
un fake per interagire su Facebook con il Tramite un algoritmo, il sistema avrebbe
proprio dipendente. Secondo la Cassazione, poi assegnato ai soggetti censiti una serie di
indicatori alfanumerici finalizzati a fornire un
punteggio alla affidabilit delle persone in
campo economico e professionale.

Nel disporre il divieto di qualunque operazione


di trattamento, presente e futura, il Garante
ha ritenuto che il sistema comporti rilevanti
problematiche per la privacy a causa
della delicatezza delle informazioni che si
vorrebbero utilizzare, del pervasivo impatto
sugli interessati e delle modalit di trattamento
che la societ intende mettere in atto. Pur

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essendo infatti legittima, ricorda il Garante, Nel caso di specie, il dipendente di unazienda
lerogazione di servizi che possano contribuire farmaceutica aveva impugnato il licenziamento
a rendere maggiormente efficienti, trasparenti intimato durante il periodo di prova,
e sicuri i rapporti socioeconomici, il sistema affermando lillegittimit del medesimo in
in esame realizzato peraltro in assenza di considerazione del positivo superamento della
una idonea base normativa, presuppone una prova e dellesistenza di un motivo estraneo a
raccolta massiva, anche on line, di informazioni fondamento del recesso (ovvero, lesubero di
suscettibili di incidere significativamente sulla personale a seguito dellunificazione di due
rappresentazione economica e sociale di linee di prodotti).
unampia platea di individui (clienti, candidati,
imprenditori, liberi professionisti, cittadini). La Corte di merito, pur rilevando lampia
discrezionalit del datore di lavoro in ordine
LAutorit Garante ha altres espresso le proprie alla valutazione delle capacit professionali del
perplessit sullopportunit di rimettere ad un dipendente assunto in prova, aveva accertato
sistema automatizzato una valutazione su aspetti il positivo superamento della medesima e la
cos delicati e complessi come quelli connessi mancanza di elementi sufficienti a dimostrare
alla reputazione. lesistenza di un motivo estraneo alla prova,
confermando la sentenza di primo grado, che
aveva rigettato la domanda di reintegrazione nel
posto di lavoro e condannato il datore di lavoro
al risarcimento del danno nella misura di dieci
mensilit della retribuzione globale di fatto.

La Corte di Cassazione ha riformato la sentenza


sulla base delle seguenti considerazioni.

In primo luogo, stato evidenziato che, in


caso di apposizione al contratto di lavoro di un
patto di prova ai sensi dellart. 2096 cod. civ.,
Il licenziamento del lavoratore linteresse prevalente la sperimentazione e la
in prova: il positivo superamento valutazione, da parte del datore di lavoro, delle
dellesperimento e lesistenza caratteristiche e delle qualit del lavoratore,
di un motivo estraneo a nonch del proficuo inserimento di questultimo
fondamento del recesso nella struttura aziendale.

A cura di Antonio Cazzella La Suprema Corte ha, quindi, precisato i limiti


del potere discrezionale del datore di lavoro ai
La recente sentenza della Corte di Cassazione fini del recesso nel periodo di prova.
n. 1180 del 18 gennaio 2017 offre lo spunto A tal riguardo, la Corte di Cassazione ha
per un approfondimento sulla tematica del preliminarmente ribadito il principio secondo
licenziamento del lavoratore in prova e, cui il licenziamento intimato nel corso o al
in particolare, sulla rilevanza del positivo termine della prova, attuato per ragioni inerenti
superamento dellesperimento al fine di valutare la negativa valutazione delle capacit e del
la legittimit del recesso. comportamento professionale del lavoratore,

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non deve essere motivato.

Tanto premesso, la Suprema Corte ha ricordato


che la libert di recesso nel caso di lavoratore
in prova non comporta la totale discrezionalit
del datore di lavoro, in quanto, come stabilito
dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.
189/1980, la nullit del licenziamento pu essere
pronunciata laddove il lavoratore dimostri il
positivo superamento dellesperimento nonch
limputabilit del licenziamento ad un motivo Peraltro, alla luce dei principi affermati dalla
illecito. giurisprudenza di legittimit, non del tutto
pacifico che lesistenza di un motivo estraneo
La Corte di Cassazione ha, quindi, evidenziato alla prova possa essere automaticamente
che, entro questi limiti, la valutazione assimilato ad un motivo illecito (e, quindi,
datoriale in ordine allesito della prova determinare lillegittimit del recesso), essendo
ampiamente discrezionale, sicch la prova da necessaria una verifica in concreto, posto che,
parte del datore di lavoro dellesito positivo ad esempio, il motivo estraneo potrebbe essere
dellesperimento non di per s sufficiente ad collegato a ragioni organizzative.
invalidare il recesso, assumendo rilievo tale
circostanza se ed in quanto manifesti che esso Infatti, in passato, la Suprema Corte pur
stato determinato da motivi diversi. rilevando unevoluzione giurisprudenziale tesa
a parificare il motivo estraneo alla prova al
Infatti, la Suprema Corte aveva gi affermato motivo illecito - ha evidenziato che il motivo
che lavvenuto positivo superamento, da estraneo allesperimento non per in s motivo
parte del lavoratore, dellesperimento non , illecito ex art. 1345 c.c., n a questultimo
di per s solo, sindacabile in sede giudiziale, equiparabile quanto allinidoneit ad inficiare
n pu, di per s, offrire la dimostrazione, pur il recesso come affetto da vizio di nullit. Se cos
presuntiva o per implicito, di un motivo illecito fosse, si avrebbe unanomala ed ingiustificata
(ex artt. 1345 e 1418 c.c.) del recesso del datore stabilit e resistenza del rapporto in prova di
di lavoro in pendenza del periodo di prova, fronte a quelle cause che sono riconducibili al
precisando che un siffatto illecito motivo, quale giustificato motivo oggettivo di licenziamento.
ragione di nullit di quel recesso, pu ritenersi Si determinerebbe infatti una differenziazione di
provato in giudizio quando, oltre allavvenuto disciplina, di dubbia legittimit costituzionale,
positivo superamento dellesperimento, siano tra i lavoratori in prova e lavoratori ordinari
dimostrati precisi e specifici fatti concreti i quali in danno di questi ultimi perch solo essi, e
comprovino che il recesso non era in alcun modo non anche i primi, sarebbero assoggettabili
ricollegabile allesperimento stesso n al suo a licenziamento individuale per giustificato
esito, ma era dovuto a ragioni del tutto estranee motivo oggettivo (Cass. 17 gennaio 1998, n.
alla sua realizzazione ed alla causa del patto 402).
di prova e che integravano dunque cos lunico
e determinante motivo (appunto illecito) della In questa ipotesi, infatti, vi una sostanziale
decisione del datore di recedere dal rapporto di parificazione della posizione del lavoratore in
lavoro (Cass. 17 novembre 2010, n. 23224). prova a quella del lavoratore ordinario, con la

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conseguenza che il giudice dovrebbe effettuare
una verifica sulla giustificatezza del motivo Le nostre sentenze
estraneo allesperimento, non dissimile da
quello sotteso allart. 3, della legge n. 604/1966
(Cass. n. 402/1998, cit.).

In particolare, la giurisprudenza ha affermato


che, nei motivi estranei alla prova, non rientra
il costo del lavoratore (nel caso di specie, un
dirigente) e, quindi, la circostanza che il datore
di lavoro non sarebbe in grado di sopportare LA SENTENZA DEL MESE
tale costo, in quanto lesperimento diretto a
valutare la convenienza, anche economica, del 1 Procedura di mobilit e criteri
rapporto di lavoro instaurato (cfr. Corte Appello
Milano, 27 maggio 2003, in Lav. Giur., 2003,
di scelta: legittimo limitare
1171). la graduatoria al personale
di un singolo reparto, se la
La giurisprudenza di legittimit pi recente, ivi professionalit dei dipendenti in
inclusa la pronuncia in esame, sembra tuttavia esubero non fungibile con il resto
confermare uninterpretazione pi rigorosa dei delle maestranze
limiti al potere di recesso del datore di lavoro,
assumendo che il motivo estraneo alla prova Tribunale di Cassino, decreto 10 gennaio
sia assimilabile al motivo illecito: tuttavia, se 2017
lassunto di partenza costituito dallampia
discrezionalit del datore di lavoro in materia Nellambito di un procedimento ex art. 1, co.
di recesso nel periodo di prova, come pure 47 e ss., della l. 92/2012 (legge Fornero), il
rilevato dalla Corte Costituzionale, appare decreto in commento ha rigettato il ricorso del
giuridicamente coerente sostenere che tale potere lavoratore che lamentava la pretesa illegittimit
possa essere censurato solo in presenza di un del suo licenziamento, maturato nellambito di
motivo illecito ex art. 1345 (ad esempio, motivi una procedura di mobilit.
collegati allet, al sesso, alla religione, etc.)
e dalla dimostrazione, a carico del lavoratore, Nello specifico, lazienda ha deciso lintegrale
che tale motivo sia stato effettivamente lunica chiusura del reparto di uno stabilimento
ragione determinante del recesso. produttivo (quello a cui era applicato il
ricorrente), avendo integralmente esternalizzato
le attivit ivi svolte. Stante lesubero di tutti i
dipendenti assegnati suddetto reparto, lazienda
- nellambito della procedura di mobilit - non ha
effettuato una comparazione di questi dipendenti
con quelli applicati ad altri reparti. Al contrario,
la graduatoria degli esuberi stata predisposta
con riferimento ai singoli reparti ove tali esuberi
sono stati individuati, e non con riferimento a
tutti i dipendenti dello stabilimento.

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Il giudice del lavoro ha ritenuto legittimo
loperato dellazienda. Anzitutto, ha premesso
che il controllo giudiziario sulla legittimit del
licenziamento collettivo, cos come su quello
individuale per giustificato motivo oggettivo,
pu investire solo gli aspetti della regolarit
formale della procedura o della sussistenza dei
requisiti di dimensione, di spazio o di tempo
previsti o della corretta applicazione dei criteri
di scelta nellindividuazione dei lavoratori
licenziati. Il controllo del giudice non pu, 2 In ipotesi di pretesa patologia
viceversa, riguardare le esigenze datoriali alla correlata allamianto, il nesso
base della riduzione del personale salvo che
causale deve essere dimostrato in
siano indicate violazioni della procedura o
dimostrate elusioni dei controlli sindacali.
modo rigoroso, a cura del ricorrente

Di conseguenza, il sindacato del giudice non Corte dAppello di Perugia, sentenza 7


pu spingersi a valutare nel merito lopportunit novembre 2016
della scelta di chiudere un reparto per dare in
outsourcing la relativa attivit, seppur tale In ipotesi di decesso di un lavoratore a fronte di
decisione aziendale provochi lesubero delle una patologia tumorale, diversa da mesotelioma,
risorse applicate al suddetto reparto. Tale scelta il nesso causale con la pretesa esposizione
rientra nel libero esercizio della discrezionalit ad amianto deve essere dimostrato in modo
dellimprenditore, tutelata costituzionalmente. rigoroso, a cura degli eredi che hanno agito
per il risarcimento dei danni jure proprio e jure
Ci premesso, il decreto ha ritenuto che hereditatis.
consentito, nellambito di una procedura
di mobilit, licenziare tutti i dipendenti Nel caso di specie, la sentenza in commento,
addetti a un reparto soppresso, senza doverli confermando il decisum del Tribunale di
necessariamente comparare, nellambito di una Spoleto, ha ritenuto insufficienti a dimostrare la
graduatoria, con quelli assegnati ad altri reparti. natura professionale della malattia gli elementi
Tale comparazione obbligatoria soltanto se forniti dagli eredi del lavoratore per dimostrare
il personale in esubero ha una professionalit il nesso causale.
fungibile con quella dei dipendenti assegnati
a reparti non interessati dalla ristrutturazione Anzitutto, non rilevante il decesso per
azienda e dai conseguenti esuberi. patologie tumorali di altri lavoratori addetti allo
stesso stabilimento, sia perch tali lavoratori
La prova di tale fungibilit, ove lazienda erano assegnati a reparti e mansioni differenti
fornisca elementi utili ad escluderla, deve essere da quelle del de cuius, sia perch solamente in
offerta dal lavoratore che contesta la legittimit un caso si trattato di mesotelioma pleurico
del licenziamento. (patologia tabellata, tipicamente riconducibile
ad esposizione ad amianto).
Causa curata da Tommaso Targa In ogni caso, trattandosi di pochi casi su
centinaia di dipendenti, la circostanza stata

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ritenuta priva di significativit statistica.
AGENZIA
In secondo luogo, poich il lavoratore deceduto
era un accanito fumatore, labitudine tabagica
stata ritenuta di per s stessa causa determinante
della patologia per la quale il medesimo
deceduto, ossia un carcinoma polmonare
bilaterale.
Ci vale a maggior ragione perch, dalla
documentazione agli atti, risulta che il
lavoratore fosse affetto da bronchite cronica, 3 In tema di indennit
tipica patologia cronica correlata al fumo, meritocratica, la richiesta
mentre non presentava placche pleuriche,
dellagente che ha ad oggetto
che rappresentano un elemento oggettivo
comprovante una pregressa esposizione a
voci diverse non idonea ad
dosi di amianto, ancorch basse. Nemmeno interrompere la decadenza
risultavano, in capo al de cuius, altre patologie
asbestocorrelate, quali fibrosi pleurica bilaterale Tribunale di Roma, Sentenza n 186, 12
e/o fibrosi interstiziale. gennaio 2017

Infine, la sentenza ha evidenziato che le mansioni Due agenti, cessato il rapporto dagenzia,
del lavoratore, che faceva il magazziniere sono ricorsi al Giudice del Lavoro di Roma
addetto alla ricezione e spedizione delle merci, per chiedere la condanna dellex preponente
non potevano comportare alcuna significativa al pagamento dellindennit meritocratica ai
esposizione ad amianto, seppur presente in sensi dellart. 1751, comma 3, cod. civ. Gli
stabilimento. Il medesimo non si occupava, stessi sostenevano di aver interrotto i termini
infatti, n di coibentazione, n di manutenzione, di decadenza con una missiva in cui veniva
attivit queste ultime che di norma espongono lamentata la mancata corresponsione dei
al rischio di inalazione di fibre damianto in premi di produttivit.
misura tale da integrare la cosiddetta trigger
dose che pu scatenare il processo patologico La societ, costituendosi in giudizio, eccepiva
degenerativo prodromico al mesotelioma. lintervenuta decadenza, rilevando che la missiva
in esame non fosse idonea ad interromperne il
Causa curata da Tommaso Targa termine di decadenza. In proposito, la societ
richiamata la giurisprudenza della Cassazione
secondo cui allorquando la richiesta
dellagente abbia ad oggetto voci specifiche e
diverse dallindennit di cui allart. 1751 cod.
civ., il richiedente tenuto a specificare che
le diverse voci sono finalizzate proprio alla
determinazione dellindennit di cessazione del
rapporto, rimanendo altrimenti escluso ogni
possibile collegamento tra la richiesta avente
un oggetto specifico e diverso e detta indennit

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(Cass. Sez. 2 Civ., 20 giugno 2011 n. 13530, in Causa seguita da Bonaventura Minutolo
CED, Cassazione, 2011).
La Suprema Corte, con riferimento allillecito
Il Giudice del lavoro, accogliendo le tesi della extracontrattuale (art. 2043 e 2598 c.c.) ha
societ, ha dichiarato i ricorrenti decaduti dal ritenuto legittimo il comportamento di una
diritto allindennit invocata. Infatti, secondo Compagnia di Assicurazione che, su richiesta di
il la sentenza in commento, la missiva non altre Compagnie, aveva fornito la valutazione
era idonea ad interrompere la decadenza, in negativa e, quindi, non positiva sullandamento
quanto il ricorrente ha lamentato la mancata del pregresso rapporto con detto agente.
corresponsione dei premi di produttivit,
senza alcun cenno allindennit meritocratica Non risultava peraltro che detta Compagnia
rivendicata. Infatti, ritiene il giudice che avesse al di fuori di tale contesto - (richiesta
lindennit di cui allart 1751, prevista dal di informativa) propagato le predette sue
legislatore allatto della cessazione del valutazioni
rapporto, sia emolumento del tutto distinto dal
premio di produttivit.
2 La prova della giusta causa del
Causa seguita da Stefano Trifir e recesso dal rapporto di agenzia non
Mariapaola Rovetta
pu essere desunta da presunzioni
semplici

DIRITTO ASSICURATIVO Cass. 2 Civ. N. 27515/2016


Assicurazioni, Locazioni, Responsabilit Causa seguita da Bonaventura Minutolo

Il recesso del rapporto di agenzia (nella specie


Le nostre sentenze di assicurazione) pu essere giustificato
da un inadempimento colpevole e non di
scarsa importanza tale da ledere in misura
considerevole i diritti di chi lo esercita e da non
consentire la prosecuzione del rapporto.

La sentenza sottolinea lesattezza del principio


ribadito dalla Corte di merito secondo cui
lasserito comportamento doloso della
preponente come vizio del consenso non
1 La Compagnia di Assicurazione
pu basarsi su semplici induzioni o presunzioni.
fornisce a compagnie concorrenti
una valutazione negativa su un
proprio ex agente: non costituisce
atto illecito

Cass. Civ. 2 Sez. N. 1888 del 2017

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grado, respingeva le domande formulate dagli
attori per carenza di prova del pagamento dei
DIRITTO CIVILE premi de quibus.

Gli assicurati impugnavano la sentenza innanzi


la Corte dAppello di Milano e, tra i diversi
motivi dappello, lamentavano anche la mancata
ammissione delle prove testimoniali da parte
del Tribunale.

La Corte dAppello, in accoglimento alla


difesa della compagnia convenuta, respingeva
limpugnazione degli assicurati.

In particolare, in punto di mancata escussione


Requisiti per lammissione della dei testi, il Collegio evidenziava che la prova
prova testimoniale dei pagamenti in testimoniale richiesta era inammissibile in
contanti quanto, ai sensi degli artt. 2726 e 2721 c.c.,
la stessa preclusa per dimostrare pagamenti
Corte Appello di Milano 10 febbraio 2017 in denaro. Premesso ci, il Collegio riteneva
che non vi fosse alcun elemento per superare
La prova testimoniale dei pagamenti, per tale preclusione, considerando che i capitoli
superare il rigido vaglio di ammissibilit di prova formulati dagli appellanti erano
previsto dagli artt. 2726 e 2721 c.c., deve essere estremamente generici, mancando di ogni debita
particolarmente specifica e dettagliare non solo contestualizzazione anche temporale; inoltre,
con quali modalit avvenuta la consegna del nei capitoli di prova non era spiegato con quale
denaro allaccipiens, ma anche in che modo il modalit gli attori avessero ottenuto la provvista
solvens si procurato la provvista necessaria delle somme di denaro asseritamente utilizzate
per il pagamento. per i pagamenti in oggetto.

Causa seguita da Bonaventura Minutolo e


Cos ha statuito la Corte dAppello di Milano
Francesco Torniamenti
allesito di un giudizio promosso da due
assicurati che avevano convenuto in giudizio la
propria compagnia di assicurazione lamentando
lillecita appropriazione, da parte dellagente,
dei premi versati asseritamente pagati in
contanti allo stesso- per la stipulazione di
polizze che non risultavano ritualmente emesse;
e chiedendo, ex art. 2049 c.c., la condanna
dellassicuratore al risarcimento dei danni
commisurati ai premi versati per la stipulazione
delle polizze.

Il Tribunale, allesito del giudizio di primo

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il lavoratore si sia astenuto da iniziative volte
OSSERVATORIO SULLA a pubblicizzare quanto portato a conoscenza
CASSAZIONE delle autorit competenti), salvo che non risulti
il carattere calunnioso della denuncia o la
consapevolezza dellinsussistenza dellillecito.

Licenziamento disciplinare per


acquisizione di informazioni inerenti
lattivit del datore

Con sentenza n. 3739 del 13 febbraio 2017


A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella
la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo
il licenziamento di un dipendente che aveva
Illegittimo il licenziamento in caso acquisito illecitamente (non avendone accesso,
di denuncia del lavoratore se non in ragione delle mansioni svolte) notizie inerenti
sussiste la calunnia la produzione di una molecola e, in particolare,
le materie prime utilizzate, i costi ed i fornitori,
Con sentenza n. 4125 del 16 febbraio 2017 la annotando puntualmente tali informazioni su un
Corte di Cassazione ha riformato la sentenza manoscritto, con lintento di trasmettere tali dati
della Corte di merito, che aveva accertato la ad un concorrente, che sentito come teste
legittimit del licenziamento di un lavoratore, aveva confermato il disegno del dipendente.
il quale aveva denunciato alla Procura della
Repubblica ed al Ministero del Lavoro un uso La Suprema Corte ha rilevato che la mera
illegittimo della cassa integrazione da parte del preordinazione di unattivit contraria agli
datore di lavoro, in considerazione del fatto che interessi del datore di lavoro sufficiente a
lazienda era in crescita; in particolare, la Corte far venir meno la fiducia che il datore deve
di merito aveva rilevato che il diritto di critica riporre nella correttezza e nella diligenza del
non legittimava il lavoratore ad iniziative lesive dipendente.
del decoro e dellimmagine aziendale.

Nel riformare la sentenza, la Suprema Corte ha Il demansionamento non giustifica


evidenziato che lo Stato di diritto a sollecitare comportamenti ingiuriosi del
lintervento dei cittadini a fronte di violazioni dipendente
della legge penale, sebbene tale iniziativa sia
doverosa solo a fronte di episodi particolarmente Con sentenza n. 1912 del 25 gennaio 2017
gravi. la Suprema Corte ha ritenuto legittimo il
licenziamento di un dipendente, che si era
Nel caso di specie, la Suprema Corte ha rilevato rifiutato di svolgere le mansioni assegnate in
che sicuramente il lavoratore avrebbe dovuto quanto dequalificanti e, nel contempo, aveva
usare maggiore accortezza e ponderare bene le posto in essere comportamenti sprezzanti
accuse rivolte al datore di lavoro, ma ci non e minacciosi nei confronti dei colleghi. In
integra una giusta causa ovvero un giustificato particolare, la Suprema Corte ha ritenuto
motivo soggettivo di licenziamento (sempre che che, in caso di demansionamento (nel caso

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di specie, gi accertato in sede giudiziale), di tali strutture, sono presenti molteplici e
il lavoratore ben pu rifiutarsi di svolgere la diverse attivit commerciali che operano
prestazione lavorativa (anche se tale rifiuto autonomamente (abbigliamento, agenzie di
deve essere proporzionato e conforme a buona viaggio, negozi di ottica, lavanderie, gioiellerie,
fede); tuttavia, nella fattispecie in esame, era ristorazione, ecc.). Detti esercizi hanno
superfluo verificare la questione relativa al normalmente stipulato contratti di locazione
demansionamento, in quanto il dipendente con la propriet del Centro, al fine di avere
non solo si era presentato in azienda (e, spazi dedicati. In tale contesto si posto il
quindi, non poteva poi rifiutarsi di svolgere le problema di verificare lesistenza o meno di un
mansioni assegnate), ma, soprattutto, aveva diritto allindennit per perdita dellavviamento
posto in essere comportamenti autonomamente in caso di cessazione del rapporto di locazione,
illegittimi e, come tali, sufficienti a determinare sulla base di quanto previsto dallart. 34 Legge
la risoluzione del rapporto di lavoro per giusta 392 del 1978.
causa. Questa norma riconosce al titolare dellesercizio
commerciale - in caso di cessazione del rapporto
di locazione per limmobile ad uso non abitativo
(non determinato da inadempimento o recesso
del conduttore) - una indennit per perdita di
IL PUNTO SU avviamento pari a 18 mensilit (21 per lattivit
alberghiera). Requisito fondamentale che le
attivit svolte comportino contatti diretti con
il pubblico degli utenti e consumatori e che gli
esercizi non siano ubicati allinterno di stazioni
ferroviarie, porti, aeroporti, aree di servizio,
alberghi e villaggi turistici (art. 35 della Legge
392/78).

La finalit, come noto, quella di risarcire


il titolare, ristabilendo sostanzialmente un
equilibrio economico alterato a seguito della
cessazione della locazione e riconoscendo
A cura di Vittorio Provera quindi al medesimo un compenso per la perdita
dellavviamento che limprenditore ha creato
Il Punto su : Diritto allindennit con la propria attivit. Parimenti, si evita che
per perdita dellavviamento in il proprietario si avvantaggi illegittimamente
favore degli esercizi ubicati nei dellincremento di valore del locale, incremento
Centri Commerciali attribuibile allattivit svolta ad opera del
conduttore.
La moderna organizzazione commerciale Le esclusioni (previste dallart. 35 per attivit
sempre pi accentrata sulla cd formula dello poste allinterno di specifiche strutture) sono
shopping center, cio del centro commerciale giustificate dalla circostanza che in questo caso
in cui i consumatori hanno la possibilit di lavviamento non conseguente allattivit del
comparare immediatamente analoghi prodotti, conduttore, il quale invece si avvantaggia di tutte
venduti da esercizi diversi. Inoltre, allinterno una serie di altre attivit/servizi che giustificano

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la struttura stessa. In altre parole, laccesso nel sarebbe un semplice reparto vendita, privo di
negozio di cravatte collocato in aeroporto o in una sostanziale autonomia.
albergo avviene , di norma, a livello di puro
caso, quando il cliente si trova a transitare o a Tali argomentazioni sono state disattese
soggiornare nella struttura principale, alla quale dalla Suprema Corte sulla base del seguente
sarebbe riferibile la capacit di richiamo della ragionamento. Innanzitutto, i Centri
clientela (cosiddetto avviamento parassitario). Commerciali di dimensione molto ampia,
ove sono presenti una molteplicit di esercizi
In questo quadro, si inserisce la recente sentenza che offrono prodotti e servizi, assumono una
della Corte di Cassazione del 23 settembre funzione attrattiva di clientela che costituisce
2016 n. 18748, che costituisce un vero e proprio a ben vedere il risultato del richiamo operato
cambio di orientamento in materia di indennit dalle singole attivit che vi hanno sede, in una
di avviamento. La vicenda prende spunto sorta di sinergia reciproca.
da unazione di sfratto per finita locazione
- promossa dalla Propriet di un Centro In tale situazione non possibile distinguere
Commerciale - relativamente ad un negozio un avviamento proprio del Centro
adibito a lavanderia collocato allinterno di detto Commerciale che non sia anche il frutto di
shopping center. Il Tribunale di Ivrea aveva un avviamento di ciascuna attivit in esso
accolto la domanda di cessazione del contratto svolta (che, ovviamente, comporti con un
ordinando il rilascio dei locali, tuttavia aveva contatto con il pubblico).
respinto la domanda del titolare dellesercizio
relativa alla perdita di indennit di avviamento.
La Corte di appello di Torino riformava la
sentenza emessa in primo grado, accogliendo la
domanda di indennit per perdita di avviamento
e condannando quindi il Centro Commerciale al
pagamento di 18 mensilit del canone.

La Propriet proponeva ricorso per cassazione,


sostenendo che nel caso di specie la clientela
non era un prodotto dellattivit del conduttore,
ma dipendeva dalla peculiare collocazione
dellesercizio allinterno del Centro Dal che consegue che anche in relazione a
Commerciale, il quale garantiva un stabile detti contratti, concernenti locali interni o
flusso di clienti e potenziali clienti, in una complementari ai Centri Commerciali, deve
situazione in cui doveva farsi applicazione ( in essere riconosciuta una indennit per la
via analogica) della limitazione di cui al citato perdita dellavviamento, poich lesercizio
art. 35 legge 392 del 1978. In sostanza, era la ha contribuito esso stesso allavviamento del
lavanderia che godeva, o meglio aveva goduto, Centro.
dellavviamento proprio del Centro. Inoltre si
era sostenuto che, nella locazione di immobili In tale contesto, sarebbero anche irrilevanti le
interni a tali strutture, difetta la stessa possibilit circostanze correlate al fatto che le modalit di
di contatti diretti con il pubblico degli utenti e afflusso della clientela siano condizionate dagli
dei consumatori poich, in sostanza, il negozio orari imposti dal Centro Commerciale, poich

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secondo la Corte - ci che ha importanza la Pertanto sarebbe semplicistico affermare che,
capacit di attrazione della clientela che dipende in questo caso, vi un contatto puramente
come per ogni zona commerciale dal casuale tra la clientela del Centro Commerciale
complesso delle attivit che vi sono insediate. ed il negozio ivi ubicato.

In altre parole, il ragionamento dei Giudici di Si tratta di una pronuncia che costituisce un
legittimit porta a riconoscere a queste realt deciso cambio di orientamento su tale materia,
commerciali una capacit di acquisire ed anche in precedenza favorevole ad escludere il diritto
fidelizzare i clienti analoga a quella che viene all indennizzo per perdita di avviamento
offerta alla comunit dei consumatori da vie, commerciale in presenza di negozi allinterno
piazze, strutture aventi caratteristiche storiche, di shopping center e che, probabilmente,
topografiche, commerciali particolari ( tipico influenzer le scelte di molti operatori coinvolti
esempio il cd quadrilatero della moda di in questo settore.
Milano), ove assume rilevanza il complesso e
la qualit delle diverse attivit insediate.

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Rassegna Stampa
AIDP - Gruppo Regione Lombardia. 02/2017
Newsletter AIDP n. 48 Febbraio 2017
AIDP (con articolo di Salvatore Trifir)

Diritto24 Il Sole 24 Ore: 13/02/2017


Decadenza e mutamento di indirizzo della giurisprudenza nellinterpretare una regola processuale: il principio
dellaffidamento incolpevole
Tommaso Targa

Diritto24 Il Sole 24 Ore: 15/02/2017


Diritto allindennit per perdita dellavviamento in favore degli esercizi ubicati nei Centri Commerciali
Vittorio Provera

Diritto24 Il Sole 24 Ore: 16/02/2017


Sussiste la giusta causa di licenziamento se il lavoratore consuma cibi e bevande di propriet dellazienda, a prescindere
dal loro valore
Salvatore Trifir, Francesco Chiarelli, Giampaolo Tagliagambe e Tommaso Targa

Diritto24 Il Sole 24 Ore: 21/02/2017


Assente ingiustificato il dipendente che non prende servizio nella sede ove stato temporaneamente trasferito
Tommaso Targa

Diritto24 Il Sole 24 Ore: 22/02/2017


PRIVACY E RAPPORTO DI LAVORO: come gestire laccount di posta elettronica dellex dipendente
Damiana Lesce, Paola Lonigro e Valeria De Lucia

Diritto24 Il Sole 24 Ore: 22/02/2017


Requisiti per lammissione della prova testimoniale dei pagamenti in contanti
Bonaventura Minutolo e Francesco Torniamenti

Corriere Economia: 20/02/2017


Social. Il dilemma della privacy: debutta il manager dei dati
Stefano Trifir

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