Sei sulla pagina 1di 48

Di alcuni "brocardi" (sintetiche e antiche massime giuridiche), locuzioni e altri

termini di diritto tradizionalmente usati nel linguaggio giuridico

A cura di Girolamo Di Benedetto

1
Absurdo, o ex absurdo (per assurdo);

Ab aeterno (da tempo immemorabile);

Aberratio causae (nei delitti cd. "aberranti"; l' aberrazione relativa al

rapporto causale che si verifica tutte le volte in cui l' evento intenzionale

stato realizzato da una serie causale diversa da quella prevista e voluta dal

soggetto agente);

Aberratio delicti (quando per errore si cagiona un evento diverso da quello

voluto - cfr. art. 83 c.p.);

Aberratio ictus (quando, sempre per errore, si cagiona offesa a persona

diversa - cfr. art. 82 c.p.);

Ab imis (sott. fundamentis, come dire totalmente, in tutte le parti, ecc.);

Abusus non tollit usum (l' abuso non toglie l' uso; il fatto, per es., che alcuni

abusano del vino non comporta la conseguenza che il suo uso moderato

non sia lecito);

Accessio possessionis (l' accessione del possesso, in rif. all'art. 1146 c.c. - cfr.

anche successio possessionis);

Accessorium sequitur principale (sul regime delle pertinenze; principio

generale per il quale gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la

cosa principale comprendono anche le pertinenze - cfr. art. 818 c.c.);

Accipiens (chi riceve, chi accetta, o anche acquirente - contr. tradens);

A contrariis;

Actio aestimatoria, o quanti minoris (l' azione con cui si chiede la riduzione

del prezzo in rapporto con la minore utilit offerta dalla cosa);

Actio confessoria servitutis ( l' azione a difesa del titolare della servit - rif.

art. 1079 c.c.);

Actio in rem (dell' azione giudiziaria che pu esperirsi contro chiunque si

ponga in una relazione tale da ledere il diritto del titolare);

2
Actio interrogatoria (l' azione che pu essere esperita per chiedere al

giudice che il chiamato faccia conoscere le sue intenzioni entro un certo

termine);

Actio negatoria servitutis ( il contrario dell' actio confessoria: intesa ad

accertare l' inesistenza della pretesa servit, ed esperita dal proprietario);

Actiones liberae in causa (delle azioni compiute in stato di incapacit che i l

soggetto si procurato, per es. mediante droghe o alcolici, allo scopo di

commettere un reato; il rif. all' art. 87 c.p.; - liberae in causa, appunto,

perch l' agente aveva il potere di porsi o di non porsi in condizioni di

incapacit);

Actio redhibitoria (forma di risoluzione del contratto con cui si chiede la

restituzione del prezzo; con l' a. aestimatoria, ved. sopra, sono le due azioni

a difesa del compratore della cosa viziata);

Actioni nondum natae non praescribitur (significa che il termine di

prescrizione inizia dal momento in cui il diritto pu essere esercitato; per es.

non soggetto a prescrizione il diritto sottoposto a condizione sospensiva o

a termine iniziale prima che si avveri la condizione o scada il termine - cfr.

anche contra non valentem agere............);

Actore non probante reus absolvitur (se l' attore non prova, il convenuto

viene assolto; criterio generale per cui l ' attore deve dimostrare i l

fondamento della sua pretesa - cfr. anche onus probandi .........);

Ad adiuvandum (a sostegno; a proposito per es. dell' intervento nel giudizio

civile o amministrativo a favore delle ragioni dell' attore o del ricorrente -

contr. ad opponendum);

Adfinitas (il vincolo che lega un coniuge con i parenti dell' altro ma, adfines

inter se non sunt adfines, cio l' affinit non si estende oltre i rapporti tra l' un

coniuge ed i parenti dell' altro coniuge);

3
Adfinitas in coniuge superstite non deletur (essa non cessa con la morte del

coniuge - rif. art. 78 c.c.);

Adgnatio (la parentela legale dell' antico dir. romano, quando tutti i membri

della famiglia - figli adottivi, nuore, schiave, ecc. - erano assoggettati alla

patria potestas; - ved. contr. cognatio);

Ad hoc (a proposito);

Adhuc sub iudice lis est (da Orazio: vuol dire che la lite ancora presso i l

giudice, o la sentenza non stata proferita);

Adiectus solutionis causa (del pagamento che pu essere fatto alla persona

indicata dal creditore, o autorizzato dalla legge o dal giudice);

Ad impossibilia nemo tenetur (nessuno tenuto a fare cose impossibili - ved.

anche per analogia non omnia possumus omnes );

Ad integrandum legitimam (nella successione, quando si propone la

riduzione delle donazioni contro i donatari per l' integrazione della quota di

riserva);

Ad interim (provvisoriamente, in sostituzione di qualcuno);

Ad lbitum (a piacere, a volont);

Ad litteram (a proposito delle traduzioni fatte alla lettera);

Ad longum tempus (per lungo tempo);

Ad maiora (a cose pi grandi, si dice per augurio);

Adminicula servitutis (nelle servit, il diritto del titolare del fondo dominante

si estende su tutto ci che necessario per trarre l' utilit assicurata dalla

servit stessa: vuol dire cio che il diritto comprensivo di quelle facolt

accessorie che sono indispensabili per il suo esercizio; per es. la servit di

attingere acqua comprende pure il diritto di passaggio - rif. art.1064 c.c.);

Ad nutum (quando si vuole);

Ad pompam (a scopo di pubblicit);

4
Ad probationem;

Ad sensum (a proposito delle traduzioni a senso);

Ad substantiam (quando la legge richiede una forma sotto pena di nullit, si

intende che essa richiesta per l' esistenza del negozio; e se tale forma

manca il negozio radicalmente nullo);

Ad sustinenda onera matrimonii (a proposito della dote muliebre, che nell'

antico dir. romano serviva proprio a sostenere gli oneri del matrimonio);

Ad tempus (a tempo);

A fortiori (sott. ratione, a maggior ragione);

A latere;

Aliqua ex parte (in qualche modo o maniera, da Cicerone);

Aliquid dare aliquid retinere, o aliquid datum aliquid retentum

(costituiscono la causa obligandi della transazione, cio le reciproche

concessioni fra le parti - rif. art. 1965);

Aliquid novi;

Aliud pro alio (nella risoluzione del contratto, quando vi sia stata consegna

di una cosa diversa da quella pattuita);

Aliud voluit quam dixit, ovvero aliud dixit et aliud voluit (quando per errore si

esprime una volont diversa);

Aliunde (da altra persona o cosa, o da altro luogo);

Altius aliquid perspicere (vedere le cose ben addentro);

Ambulatoria est humana voluntas usque ad extremum vitae exitum (si dice a

proposito della revocabilit del testamento - rif. art. 587);

Amplius (oltre);

Amplius aequo (oltre il giusto);

An debeatur quantum debeatur, o an debeantur quantum debeantur (se

dovuto e quanto);

5
Animus (l' intenzione, l' animo);

Animus aliena negotia gerendi (perch si abbia la gestione di affari occorre

nel gestore la consapevolezza di gestire un affare altrui - cfr. art.2028 c.c.);

Animus confitendi (nella dichiarazione confessoria, la consapevolezza e

volont di ammettere e riconoscere la verit di un fatto a s sfavorevole e

favorevole all' altra parte, indipendentemente dalle conseguenze

giuridiche che ne possono derivare);

Animus donandi (la volont di donare, intesa come qualificazione della

gratuit dell' atto di liberalit);

Animus furundi ( l'intenzione di derubare);

Animus iniuriandi ( l' intenzione di recare ingiuria, pregiudizio);

Animus lucrandi (l' intenzione di lucrare);

Animus novandi (nella novazione, la volont di estinguere l' obbligazione

precedente deve risultare in modo inequivocabile - rif. art. 1230 c.c.);

Animus possidenti ( l' elemento intenzionale o spsicologico che deve

presumersi nel possesso - ved. anche corpus possessionis, ai fini della

distinzione tra detenzione e possesso);

Animus relinquendi (da correlarsi con res derelictae - ved. art. 923 c.c.);

Animus rem sibi habendi ( l'intenzione di avere la cosa per s, che

l'elemento essenziale insieme con il decorso del tempo prescritto affinch si

realizzi l'usucapione);

Animus turbandi ( la molestia possessoria, cio la volontariet del fatto

compiuto a detrimento del diritto del possessore);

An sit utilis (se sia conveniente);

Ante condicionem existentem soluti repeti potest (nell' obbligazione

condizionata: chi paga prima che si avveri la condizione paga senza essere

obbligato e pu richiedere la restituzione di ci che ha pagato);

6
Ante diem solutum repeti non potest (chi paga prima del termine non ha

invece la condictio indebiti);

Ante rem (prima del fatto);

Apertis verbis dicere (parlar chiaro);

A posteriori;

A priori;

Arbitrium boni viri (quando ci si rimette all' equo apprezzamento, con rif. all'

arbitrato rituale; diverso dall' arbitrato irrituale o libero detto "merum

arbitrium " - rif. art. 1349 c.c.);

Argumentum a contrario;

Arrha penalis (detta anche confirmatoria; la caparra propria);

Arrha penitentialis (quando vi connesso il diritto di recesso);

Auctoritas rerum similiter iudicatarum (nell' amministrazione della giustizia,

la tendenza ad uniformarsi alle decisioni precedenti o superiori allo scopo di

assicurare una certa unit d' indirizzo);

(Nota: viste le decisioni spesso difformi che si assumono sia nella

giurisdizione ordinaria come in quella amministrativa, per da dire che

essa ha esercitato nel nostro ordinamento una minore importanza pratica

che in altri Stati, per es. in Francia, e maggiormente nel sistema dei popoli a

lingua inglese, presso i quali regolarmente riconosciuta decisiva una

pronuncia antecedente secondo il criterio dello stare decisis, dove i l

giudice ben difficilmente si allontana dai precedenti giurisprudenziali);

Beneficium divisionis (quando la fideiussione prestata da pi persone pu

essere pattuito che ciascuno pu esigere che il creditore riduca l' azione

alla parte da lui dovuta - rif. artt. 1946 e 1947 c.c.);

7
Beneficium excussionis (nei rapporti tra creditore e fideiussore, quando

quest' ulltimo, convenuto a pagare, pu opporre il beneficio al creditore,

invitandolo prima ad escutere il debitore principale - rif. 2comma art. 1944

c.c.);

Bene publicum (il bene dello Stato, della collettivit);

Bona aut mala, o bona vitiaque (pregi e difetti);

Bona fides;

Bona paterna et avta;

Bonorum omnium heres (l' erede universale);

Brevis oratio;

Brevitatis causa (per amore di brevit);

Brevi tempore;

Captatio benevolentiae (del carpire la benevolenza);

Capitis deminutio, o deminutio capitis ( il venir meno di uno status; la

deminutio pu essere maxima, media, minima );

Casus belli (il motivo della contesa);

Casus fortuitus;

Casus sentit domino, o res perit domino (tradizionale principio in base al

quale nei contratti di trasferimento di propriet o che costituiscono o

trasferiscono diritti reali, il perimento della cosa per causa non imputabile

all' alienante non libera l' acquirente dall' obbligo di eseguire la

controprestazione ancorch la cosa non gli sia stata consegnata - cfr. art.

1465 c.c.);

Causa causae est causa causati (colui che determina volontariamente una

situazione dalla quale deriva un evento lesivo deve essere chiamato a

8
rispondere dell' evento stesso, indipendentemente dal fatto se l' evento

cagionato stato previsto e voluto);

Causa disserendi ( l'oggetto della controversia, da Cicerone);

Causa petendi (il titolo, la ragione oggettiva in base alla quale si chiede i l

petitum, o su cui si fonda la causa);

Causa simulandi (nella simulazione, la finalit o scopo pratico che le parti

hanno voluto ottenere mediante la simulazione - rif. art. 1414 c.c.);

Causam dans, e causam habens (dante causa e avente causa);

Cautio damnum infecti (della cauzione per danno temuto, che richiesta o

imposta dal giudice al convenuto);

Cautio de amplius non turbando (cauzione per garantire da eventuali

turbative per il futuro);

Cessio pro soluto, e pro solvendo (della cessione dei crediti, a seconda

degli effetti liberatori o non liberatori che produce - rif. art.1260 e segg.

c.c.);

Coeteris paribus ( a parit di tutte le altre condizioni; d' uso frequente nei

paragoni, quando si vuole stabilire una base comune di uguaglianza fra due

oggetti e far risaltare il punto di divergenza, oppure nelle leggi e nei

contratti per fissare le condizioni);

Cogitationis poenam pattur (nessuno risponde per mere intenzioni, cfr.

anche nemo processum ...............);

Cognatio (la parentela fondata sui vincoli di sangue; contr. adgnatio);

Collatio bonorum ( l' ideale raccolta di tutti i beni, cio l' obbligo giuridico

di conferre alla massa ereditaria tutti gli acquisti per atti di liberalit,

ricevuti dal de cuius in vita, per evitare che i legittimari vengano lesi nel

loro diritto alla quota indisponibile);

9
Colorem habet substantiam vero nullam, e colorem habet substantiam vero

alteram (nella simulazione del negozio: la prima, si riferisce alla simulazione

assoluta, la seconda a quella relativa; perch nel primo caso si dichiara di

volere ma le parti in realt non vogliono alcun negozio, nel secondo caso

perch i contraenti vogliono porre in essere un negozio e dichiarano per

di volerne fare un altro);

Communio est mater rixarum;

Communio pro diviso, e pro indiviso (a seconda se trattasi di propriet

distinta ovvero di propriet comune; es. del primo caso sono gli

appartamenti di un edificio condominiale; es. del secondo, il cortile, le

scale, l' androne, i muri maestri, ecc. ecc. in rif. art. 1117 c.c.);

Comodus discessus (fuga o ritirata, - che sia comunque sicura e facile e non

disonorevole perch ispirata a motivi di cautela, prudenza, ecc.-; come dire

la ritirata stategica, opportuna e conveniente);

Compensatio lucri cum damno (principio della compensazione tra

vantaggio e danno - rif. art. 1223 c.c.);

Condicio facti, e condicio iuris (nel contratto condizionato, art. 1353 c.c.; la

prima, la condizione propriamente detta, cio un avvenimento futuro ed

incerto dal quale le parti fanno dipendere l' efficacia di un contratto; la

seconda, detta anche condizione impropria, consiste in un requisito

essenziale o in un presupposto logico di un negozio giuridico senza il quale

questo non esiste, ovvero in un requisito per la sua efficacia);

Condictio indebiti (principio in base al quale il soggetto che paga senza

essere debitore pu di regola ottenere la restituzione - cfr. repetitio indebiti

);

Condicio pendet, condicio deest , condicio exist (nel negozio sottoposto a

condizione: se essa pendente, se mancata, o si verificata);

10
Consilium fraudis (la dolosa preordinazione dell' atto);

Constitutum possessionis (quando il vecchio possessore trasferisce il

possesso ad altri, conservando per la detenzione; per es. il proprietario che

alieni la sua casa e vi rimanga come inquilino in forza di un contemporaneo

contratto di locazione);

Contemplatio domini (nei contratti di rappresentanza la cosiddetta

spendita del nome; e cio che il contratto deve essere concluso in nome

del rappresentato, o se si tratta di contratto scritto esso dev' essere

formato con la menzione del suo nome);

Contra bonos mores (sono gli atti illeciti);

Contra legem;

Contra non valentem agere non currit praescriptio (vuol dire che non vi

prescrizione quando il soggetto in una tale condizione da essergli

praticamente impossibile o assai difficile l' esercizio del diritto, e quindi si ha

la sospensione - cfr. per una certa analogia con actioni nondum

natae..........., ved. sopra);

Contraria verba;

Contrariis actus, o contrarius actus (principio in base al quale l' atto

contrario deve essere adottato con le stesse forme e con le stesse

modalit procedimentali previste per l' atto originariamente posto in

essere);

Contrariis reiectis, o reiectis adversis (respinto ogni atto contrario);

Conventio ad escludendum (locuz. oggi per lo pi usata per indicare un

accordo che tende ad escludere un' organizzazione o una persona da

organismi decisionali, formule di governo, ecc.);

Corpus;

11
Corpus possessionis (la materiale disponibilit della cosa, la semplice

detenzione; per esserci invece possesso occorre l ' animus possidendi, cio l'

intenzione di comportarsi come proprietario della cosa, ed in questo sta

proprio la distinzione tra detenzione e possesso);

Crimen maiestatis (com' era per es. nell' antica Roma il rifiuto a prestare

culto divino all' Imperatore);

Cuique suum, ovvero unicuique suum (a ciascuno il suo);

Cuius regio eius religio (come dire che chi governa ha la libert di trattare

i cittadini secondo il proprio piacimento);

Culpa (secondo la tradizione romanistica, si distingue in lata, levis e

levissima; la culpa lata che equiparata al dolo, corrisponde alla magna

negligentia - come diceva Ulpiano <<id est non intelligere quod omnes

intelligunt>>; la culpa levis , che consiste nel mancare alla diligenza del buon

padre di famiglia e viene presa come presupposto della responsabilit

contrattuale; la culpa levissima , che corrisponde alla violazione della

magna diligentia e viene valutata soltanto come fonte di responsabilit

extracontrattuale);

Culpa in educando ( un altro tipo di colpa attribuibile al genitore per

mancanza di idonea educazione nei confronti dei minori);

Culpa in vigilando, in eligendo, in contrahendo (la prima, ricorre quando la

responsabilit attribuita a coloro che sono tenuti alla sorveglianza, per es.

del minore o dell' interdetto; la seconda, quando la responsabilit

attribuita a chi ha fatto la scelta, per i danni arrecati per es. dai domestici,

commessi, ecc. nell' esercizio delle incombenze cui sono adibiti - rif. art.

2049 c.c.; la terza, quando il contraente si comportato in mala fede);

Cum grano salis (con moderazione);

Curator furiosi (il curatore dell' alienato incapace di agire);

12
Cur contractum est ( la causa del negozio);

Cur debetur ( la domanda con la quale si cerca la causa dell'

obbligazione);

Da (o, narra) mihi factum dabo tibi ius (della prova da fornire al giudice; si

potrebbe anche dire "facta probantur iura deducuntur ", cio i fatti devono

essere provati dalle parti, da essi poi il giudice desumer il diritto secondo

le norme);

Damnosa hereditas (quando il passivo dell' eredit supera l' attivo);

Damnum emergens ( l' effettiva diminuzione patrimoniale, correlata al

lucrum cessans);

Damnun iniuria datum (volontariet del danno cagionato a terzi; concetto

che corrisponde sostanzialmente al risarcimento del danno

extracontrattuale, la cd. "responsabilit aquiliana ", o violazione del

principio del neminem laedere - cfr. art. 2043 c.c.);

Datio in solutum (quando un' obbligazione, col consenso del creditore, si

estingue con una prestazione in luogo dell' adempimento, cio con un

surrogato o prestazione diversa);

Deceptor, e deceptus (nel dolo; sono, rispettivamente, l' autore dell' atto

illecito e la persona oggetto dell' inganno);

Declaratio voluntatis ( la dichiarazione di volont);

De cuius (is, de cuius hereditate agitur, quello della cui eredit si tratta);

De die in diem (giorno per giorno);

De facto (di fatto);

De iure (secondo la legge);

De iure condendo (in base ai princpi di diritto);

Delegatus delegare non potest;

13
Deleta (annullata, cancellata - da delo);

Deminutio capitis (perdita dei diritti civili - cfr. capitis deminutio);

De plano (senza difficolt, facilmente, senza tante formalit);

De relato (riferito da altri);

Dies a quo non computatur in termino, dies ad quem computatur (computo

del decorso del tempo; si conta il giorno finale e non quello iniziale);

Docendi causa (a scopo didattico);

Dolus (definizione dal Digesto:<<omnis calliditas, fallacia, machinatio, ad

circumveniendum, fallendum, decipiendum, alterum adhibita>>);

Dolus bonus (si intende l' inganno meno grave, se non del tutto innocuo,

frequente nel commercio e tollerato nella vita degli affari; ad es. l'

esagerata vantera del bene che si vuole offrire);

Dolus incidens ( quello che servito soltanto a stabilire dei patti pi

gravosi, cio quando il negozio si sarebbe ugualmente concluso ma a

condizioni diverse - cfr. art.1440 c.c.);

Dolus malus ( quello pi grave, che vizia il negozio giuridico);

Donatio mortis causa (la donazione la cui efficacia sia subordinata alla

premorienza del donante nulla; rientra nel divieto dei cd. patti successori

- rif. art. 458 c.c.);

Do ut des (unitamente a do ut facias, facio ut des e facio ut facias

rappresentano le quattro categorie principali dei negotia : sono questi i cd.

"contratti atipici ");

Dura lex sed lex (la legge dura, ma la legge);

Eadem res (il medesimo rapporto, la stessa cosa);

Editio actionis (la proposizione della domanda nel giudizio);

14
Electa una via non datur recursus ad alteram (nella giurisdizione ordinaria e in

quella ammnistrativa, della irrevocabilit della scelta una volta fatta la

domanda giudiziale);

Emptio non tollit locatum (del compratore che deve rispettare il precedente

rapporto contrattuale - ved. anche obligatio propter rem);

Emptio rei speratae (vendita di cose future - rif. art. 1472 c.c.);

Emptio spei (vendita di speranza - rif. 2 comma, art. 1472 c.c.);

Emptor (compratore);

Erga omnes (che pu farsi valere nei confronti di chiunque);

Error communis facit ius;

Error facti;

Error humanum perseverare diabolicum;

Error in corpore (errore sull' identit di un oggetto);

Error in negotio (.......sulla natura di un atto giuridico);

Error in persona (......sull' identit o le qualit di una persona);

Error in quantitate (......sulla quantit di una cosa);

Error in substantia (......sulla essenza o le qualit di un oggetto);

Error iuris;

Errores in judicando (sono gli errori di giudizio rif. art. 360, cpc);

Errores in procedendo (dei vizi di forma e di procedimento rif. art. 360,

cpc);

Est modus in rebus (vi una misura in tutte le cose);

Eventus damni ( l' oggettivo pregiudizio arrecato);

Ex abrupto (improvvisamente);

Ex adversis (di contro);

Ex ante;

15
Ex cartula (si dice a proposito del diritto cartolare, quello cio che risulta

dal pezzo di carta nella emissione ad es. dei titoli di credito);

Exceptis excipiendis (fatte le debite eccezioni);

Exceptio non rite adimpleti (si differenzia dall' exceptio inadimpleti, ved.

infra, in quanto presuppone il non esatto adempimento anzich il mancato

adempimento);

Exceptio veritatis ( l' istituto in virt del quale si attribuisce all' imputato i l

diritto di provare la verit dell' addebito di fronte all' attribuzione di un fatto

determinato, per meglio garantire il diritto di critica e di controllo del

privato cittadino nei confronti dei pubbici poteri);

Ex commodo (con comodit, a tutto agio);

Ex contractu, ed ex delicto (si dice a proposito delle obbligazioni derivanti

da contratto, o da reato);

Excusatio non petita accusatio manifesta (la scusa non richiesta equivale ad

una accusa manifesta);

Ex dono (regalato, proveniente da un dono);

Ex multis (fra le tante);

Ex nihilo nihil (sott. fit , dal niente non si ricava niente);

Ex novo;

Ex nunc, ed ex tunc (da ora, e da allora);

Ex patre, ex matre, ex filio, ex fratre, ex sorore (o pl. filiiss, fratribus, sororibus;

in talune espressioni per indicare la discendenza nei rapporti parentali, o la

provenienza di un bene ereditario, ecc.);

Ex post;

Expressis verbis (a chiare parole);

Ex professo (manifestamente, apertamente, con cognizione di causa);

16
Extraneus (del soggetto privo della qualit personale; ved. contr. intraneus

);

Extrema ratio;

Facta concludentia (si dice con riferimento ai casi in cui la manifestazione

tacita viene ad esistere per mezzo di fatti dimostrativi; per es. come nel

caso tipico del chiamato all' eredit che senza un atto diretto di

accettazione agisce da proprietario - cfr. pro herede gestio);

Factum infectum fieri nequit (il fatto non pu divenire non fatto: come dire

che il fatto fatto);

Factum principis ( l 'atto d' imperio della pubblica autorit);

Facultas agendi ( la facolt di agire, il diritto soggettivo, cio il potere

attribuito alla volont del soggetto di agire per il soddisfacimento dei

propri interessi - cfr. con norma agendi che invece il diritto oggettivo, la

norma giuridica);

Facultas poenitendi (della facolt di ripensamento);

Falsus procurator ( il falso rappresentante, quando qualcuno contratti

come rappresentante senza averne i poteri - rif. art. 1398 c.c.);

Feci sed iure feci ( un' eccezione a difesa del compossessore diretta ad

escludere che vi sia stata una invasione dell' altrui possesso, in quanto l' atto

compiuto dal preteso spogliatore rientra nei limiti del possesso medesimo);

Fictio iuris (la cd. "finzione giuridica", quando si presuppone l' esistenza di un

fatto in realt inesistente allo scopo di attribuire a una certa situazione le

stesse conseguenze giuridiche che si verificherebbero se fosse vero il fatto

supposto);

Fideissio fideiussionis ( l' obbligazione del fideiussore del fideiussore - rif. art.

1948 c.c.);

17
Filius familias;

Fumus (il sospetto);

Fumus boni iuris (il fondamento che sorregge la pretesa del diritto);

Fumus persecutionis (il sospetto della persecuzione);

Furtum possessionis (si ha quando il semplice detentore comincia a

considerarsi come possessore);

Furtum usus ( l' uso indebito);

Genera et quantitates nunquam pereunt (a proposito delle obbligazioni

generiche, che mai periscono);

Genus patricium, e plebeium (della stirpe patrizia e plebea);

Germanitas (il vincolo di parentela che sussiste tra fratelli e sorelle);

Gradus cognationis (il grado di parentela);

Gradus officiorum (la gerarchia);

Gradus temporum (la successione, come ordine cronologico);

Gutta cavat lapidem ( la goccia incide la pietra, cio chi la dura la vince);

Habeas corpus (locuz. latina, "abbi il corpo"; da una legge medievale

inglese che afferma il principio di diritto secondo il quale chi detiene un

prigioniero obbligato entro un termine tassativo a presentarlo al giudice);

Habent sua sidera lites (ogni lite ha la propria stella);

Habilis ad nuptias habilis ad pacta nuptialia (si dice con riguardo alla

capacit degli interdetti e degli inabilitati a fare donazione in occasione

del proprio contratto di matrimonio - rif. art. 774 c.c.);

Habilis ad nuptias habilis ad nuptiarum consequentias (a proposito delle

donazioni fatte nel contratto di matrimonio dal minore; che sono valide

18
purch con le condizioni ex artt. 165 e 166 del c.c. - cfr. anche art. 774 c.c.

della capacit di disporre);

Habitus corporis (l' aspetto formale, esteriore);

Hereditas viventis non datur (per il verificarsi della successione occorre la

morte del de cuius);

Hic et nunc (qui e adesso);

Hominis ad hominem proportio (cos Dante definisce il diritto, come dire

che il diritto regola le azioni degli uomini che hanno rilevanza nei rapporti

sociali: in altri termini, il diritto tra i componenti la societ stabilisce relazioni

giuridiche il cui contenuto dato da una serie di obblighi e diritti - cfr.

anche iustitia ordinatur..........);

Honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere (costituiscono i

tre grandi princpi del vivere civile tramandatici dalle fonti giustinianee);

Ictu oculi (a prima vista);

Id quod interest ( il calcolo di quanto occorre per la reintegrazione del

danneggiato, cio la quantificazione del danno);

Id quod plerumque accidit (ci che accade solitamente);

Id quod relictum est (ci che si trova nel patrimonio al momento dell'

apertura della successione);

Ignorantia iuris (l' ignoranza del diritto; essa non pu essere invocata per

sottrarsi all' applicazione diretta della legge, ma pu essere addotta

quando nei rapporti di diritto civile influisca sulla formazione della volont -

cfr. 4 comma art. 1429, sull' errore essenziale);

Ignorantia legis non excusat;

Impotentia coeundi, e generandi (delle due forme classiche di

impotentia);

19
In abstracto;

Inadimplenti non est adimplendum (all' inadempiente non si deve

adempiere; l' eccezione di inadempimento, o exceptio inadimpleti

contractus prevista dall' art.1460 del c.c.);

Inaudita altera parte (senza sentire le altrui ragioni);

Incontinenti (immediatamente);

In corpore vivo (a corpo vivo);

Indulgentia principis (espressione in cui si fanno rientrare gli atti di

clemenza, come il condono, la grazia, l' indulto - cfr. artt. 79 e 87 Cost. e 174

c.p.);

In dubiis causis (nei casi dubbi);

In dubio pro reo;

In extenso (per esteso, integralmente);

In extremis;

In fraudem legis;

In itinere (per via, lungo il cammino);

In limine (all' ultimo momento);

In medias res (nel vivo dell'argomento, senza inutili preamboli; entrare

subito in medias res);

In nuce (nella sostanza, in radice, in sintesi, nei suoi elementi essenziali);

In perpetuum (in perpetuo);

In primis (soprattutto);

In re ipsa;

20
In reliquum tempus (per l' avvenire, in futuro);

In solidum (solidalmente, in solido);

Instrumenta fundi (sono le pertinenze agrarie: come le scorte vive e quelle

morte, il bestiame, gli attrezzi agricoli , le macchine, le sementi, ecc.);

Instrumenta navis (gli attrezzi occorrenti alla navigazione);

Instrumenta tabernae (sono quelli che costituiscono gli impianti tecnici di

un' azienda commerciale o industriale);

Inter alia (fra le altre cose, fra l' altro);

Interversio possessionis ( l' inversione nel possesso, ossia il mutamento della

detenzione in possesso - rif. art. 1164 c.c.);

Intra vires hereditatis (entro i limiti dell' eredit- cfr. contr. ultra vires

hereditatis);

Intuitus personae (intimamente connesso con la persona; si dice a

proposito per esempio del conferimento di incarichi fiduciari);

Invitatio ad offerendum (invito a fare delle offerte; da non confondere con

<<offerta al pubblico>>, ex art. 1336 c.c. - es. della prima: vendo la casa XY

al migliore offerente; es. della seconda: vendo la casa XY per un milione);

Ioci causa (per scherzo);

Ipso facto (nel medesimo istante, oppure, per il fatto medesimo);

Ipso iure (per legge; detto di ci che si verifica automaticamente in

seguito ad una disposizione di legge senza che intervenga alcuna

declaratoria da parte del giudice o di altri);

Iudex iudicare debet iuxta alligata et probata (il giudice deve giudicare

restando nell' ambito delle domande proposte e in base ai fatti provati);

Iudicatum (cosa giudicata, sentenza, giudizio);

Iura coniugalia (diritti provenienti dal matrimonio, da Ovidio);

Iura in re aliena (sono i diritti reali su cosa altrui);

21
Iura novit curia (il giudice conosce il diritto - antico principio applicabile al

diritto internazionale privato, secondo cui il giudice tenuto a conoscere i l

suo diritto nazionale; il diritto straniero deve essere provato dalla parte che

ha interesse alla sua applicazione);

Iure (a ragione);

Iure proprio, e contr. iure alieno;

Ius aedificandi (il diritto di costruire);

Ius corrigendi;

Ius delationis (del diritto di trasmissione che spetta all' erede - rif. art. 479

c.c.);

Ius edicendi (nella Roma imperiale, era il diritto di legiferare che spettava

all' Imperatore);

Ius excludendi omnes alios ( il diritto di esclusivit; si dice con riferimento

ai diritti assolutii e ai diritti reali);

Ius gentium (il diritto delle genti, dei popoli);

Ius in officio (diritto all' ufficio, inteso come diritto alla permanenza nel

rapporto d' impiego, - che per non n incondizionato n assoluto-);

Ius non scriptum, e scriptum;

Ius novorum (del diritto a presentare motivi nuovi o nuove eccezioni in

talune fasi processuali);

Ius petere (reclamare un diritto, domandar giustizia, da Cicerone);

Ius poenitendi (del diritto di recesso);

Ius praelationis;

Ius publicum (est quod ad statum rei Romanae spectat; come veniva

definito dalle fonti); e

Ius privatum, (quod ad singulorum utilitatem.......);

Ius reddere (rendere giustizia, o amministrare la giustizia nei tribunali);

22
Ius retinendi, e ius tollendi (del diritto di trattenere e del diritto di togliere; a

proposito dei miglioramenti o delle addizioni , - quest' ultime qualora siano

possibili -, apportate alla cosa locata);

Ius sanguinis;

Ius soli (diritto del suolo, del diritto cio che correlato al territorio; per es.

la cittadinanza, che nel nostro diritto regolata dallo ius sanguinis, altrove

collegata allo ius soli , per cui cittadino chi nasce nel territorio di quello

Stato);

Ius suffragii (il diritto di prendere parte alle votazioni);

Ius superveniens (modifica legislativa che interviene a modificare le norme

applicabili in un dato momento);

Iustae nuptiae (del matrimonio legittimo);

Iustitia ordinatur ad alterum (alterit del diritto, detta anche intersubiettivit

o bilateralit - cfr. anche hominis ad hominem..........);

Ius vitae ac necis (diritto di vita e di morte come potere assoluto);

Labor limae (lavoro di cesello, assai elaborato);

Laesio superveniens (nella rescissione, quando sopravvengono avvenimenti

straordinari ed imprevedibili);

Lapsus calami (errore dovuto alla penna, co una semplice svista);

Lapsus linguae (errore sfuggito alla lingua);

Lapsus mentis (errore dovuto alla mente);

Lato sensu;

Legatum nominis, e legatum liberationis (rispettivamente, il legato di un

credito ed il legato di liberazione di un debito- rif. art. 658 c.c.);

Legibus aliquem solvere (da Cicerone: dispensare, esonerare);

Legibus solutus (risolto in base a norme di legge, sciolto da ogni obbligo);

23
Legis virtus haec est, imperare, vetare, permittere, punire (dal famoso passo

attribuito al giureconsulto Modestino; sono in sostanza i precetti e le

proibizioni contenuti nella norma secondo le funzioni che essa esercita);

Legitimatio ad causam ( la legittimazione ad agire, detta anche

legittimazione attiva, in contrapposizione alla legittimazione passiva che

quella del convenuto);

Levitas animi (con riferimento alla donna; nell' antico diritto romano,

quando si riteneva che proprio per la sua naturale condizione avesse

bisogno di una permanente guida e di un controllo per tutta la vita);

Lex loci actus (la legge del luogo dove si compie l' atto);

Lex posterior derogat legi anteriori;

Lex specialis derogat legi generali;

Lex superior derogat legi inferiori (tradizionale criterio di prevalenza delle

leggi; rispettivamente, di ordine cronologico, di specialit e gerarchico);

Litisconsorzio (quando pi parti sono interessate nello stesso processo, sia

come attori che convenuti);

Litispendenza (quando una stessa causa proposta davanti a giudici

diversi);

- i due termini, "litiscons. e litispend.", che sono stati assunti nella lingua

italiana, rientrano nella terminologia del c.p.c. -

Locatio operarum ( il contratto di lavoro subordinato - da opera, operae);

Locatio operis ( il contratto d' opera - da opus, operis, che significa i l

lavoro che uno compie, senza vincolo di subordinazione; cfr. art. 2222 c.c.).

Locus commissi delicti (del luogo in cui si commesso il delitto);

Locus rei sitae, o lex rei sitae (la legge del luogo);

Longa manus;

Lucrum cessans (il mancato guadagno, correlato al damnum emergens);

24
Maiora premunt (la scusa per impegni maggiori);

Mala fides;

Mala fides superveniens non nocet (in relazione al possesso di buona fede:

significa che gli effetti della buona fede iniziale non sono esclusi dalla

successiva conoscenza della difformit del possesso dal diritto - art.1147

c.c.);

Male uti lege (abusare della legge, da Cicerone);

Malitia supplet aetatem (quando il minore nasconde dolosamente la sua

qualit di incapace - rif. art. 1426 c.c.);

Mandatum morte finitur (il mandato si estingue con la morte);

Manu militari;

Maritalis affectio (nell' antico diritto romano costituiva il requisito

soggettivo del matrimonio che si fondava proprio sui due elementi

fondamentali: la convivenza - che era il requisito oggettivo - e l' affetto);

Mater semper certa est pater nunquam;

Mea res per praevalentiam alienam rem trahit meanque efficit (dalla

definizione del giureconsulto Paolo: il criterio della prevalenza, intesa

come una specie di espansione della propriet, che viene applicato nelle

varie forme d' acquisto a titolo originario; per es. nell' accessione, nell'

unione, nella commistione - rif. art. 934 e segg. c.c.);

Medio tempore (nel frattempo, frattanto, intanto);

Merum arbitrium (del mero arbitrio, nell' arbitrato libero o irrituale - ved.

sopra arbitrium boni viri);

Metus ab intrinseco (il timore derivante esclusivamente dalla paura ispirata

da uno stato di fatto oggettivo e da intrusioni dall' esterno nella psiche e

25
nella coscienza di un soggetto; come causa di annullamento del contratto,

in rif. all' art. 1434 c.c.);

Minus dixit quam voluit (il contrario di plus dixit quam voluit);

Modus (l' onere che si applica ai negozi di liberalit, come l' istituzione di

erede, il legato, la donazione);

Mora accipiendi (consistente nel rifiuto o nel temporeggiamento da parte

del creditore ad accettare l' adempimento - cfr. art. 1206 c.c.);

Mora solvendi (della mora del debitore, contr. della precedente);

Mores maiorum (era la consuetudine dell' antico diritto romano, cio quelle

regole di condotta tramandate da padre in figlio);

More solito (secondo la solita usanza);

More uxorio;

Motu proprio (di propria iniziativa);

Mulier famosa (di facili costumi; nell' antico dir. romano ad es. gli

appartenenti al rango senatorio non potevano sposare una liberta o una

mulier famosa);

Munus (ufficio, incombenza);

Munuscola (piccoli donativi d'uso che si fanno per cortesia, festeggiamenti,

propaganda, ricorrenze, onoranze, ecc.);

Mutatis mutandis, o variatis variandis (fatte le debite mutazioni, cambiato

quel che c' da cambiare, ecc.; si usa per significare che la sostanza di

qualcosa resta comunque invariata);

Ne bis in idem (nel penale, principio in base al quale nessuno pu essere

giudicato due volte per lo stesso reato; nel civile, il principio secondo cui

non possibile proporre una domanda identica ad una gi decisa con

sentenza passata in giudicato);

26
Nec capere nec retinere potest (si dice dell' incapace che non pu ricevere

dal de cuius e trattenere quanto conseguto - cfr. con potest capere sed.....;

in ogni caso tra indegnit e incapacit vi parificazione negli effetti, nel

senso che in ordine a esse non si pu ricevere, n trattenere quanto

eventulamnte ricevuto);

Nec vi nec clam (non violento n clandestino, a proposito dell' acquisto

per usucapione come requisito richiesto nel possesso);

Necessitas legem non habet (lo stato di necessit; principio di carattere

generale invocabile sia nel civile, art. 2045 c.c., sia nel penale, art. 54 c.p.);

Ne eat iudex ultra petita (il giudice non deve andare oltre le richieste

sottopostegli);

Negotiorum gestio (la gestione di affari altrui - rif. art. 2028 c.c.);

Negotium mixtum cum donatione (delle donazioni indirette, rif. art. 809 c.c.);

Neminem laedit qui iure utitur (chi rispetta la legge non reca danno a

nessuno);

Nemini res sua servit, o servitus nulli res sua servit (regola della servit

secondo la quale ci deve essere un fondo servente e uno dominante; cio

un' unica persona non pu essere titolare del fondo servente e del fondo

dominante);

Nemo invitus in societate manere debet (nelle societ, del diritto del socio

al recesso unilaterale - rif. art. 2285 c.c.);

Nemo iudex in re sua, o in causa propria (l' imparzialit del giudice, o

terziet);

Nemo locupletari potest cum aliena iactura, ovvero nemo ex aliena iactura

locupletari potest (nessuno pu arricchirsi con danno altrui: questo i l

principio che chi si arricchito a danno di altri obbligato a restituire i l

27
vantaggio ingiustamente lucrato, quasi che si fosse arricchito nell' interesse

del danneggiato, cfr. art. 2041 c.c. "dell' arricchimento senza causa");

Nemo plus iuris in alium trasferre potest quam ipse habet (il senso che l'

acquisto di regola condizionato dall' esistenza nell' autore di un diritto

pienamente valido - o, pi semplicemente, qui non habet dare non potest);

Nemo processum ad intentionem facere potest (nessuno pu fare il processo

alle intenzioni, ved. anche cogitationis poenam pattur);

Nihil volitum nisi praecognitum (a proposito del dolo, significa che una

volont non accompagnata dall' elemento intellettivo finirebbe con l'

essere cieca);

Nolenti non fit donatio (l' accettazione della donazione elemento

costitutivo della stessa essenza del negozio);

Nomen bonum, e nomen verum (si dice a proposito delle garanzie: la

prima quella che si riferisce all' esistenza del credito, la seconda la

garanzia della solvenza del debitore);

Nomen iuris (la qualificazione giuridica);

Nomina et debita hereditaria ipso iure dividuntur (della ripartizione dei debiti

ereditari tra gli eredi - rif. art. 752 c.c.);

Non decet (che non conveniente);

Non omne quod licet honestum est (non tutto ci che lecito onesto);

Non omnia possumus omnes (non tutti possiamo fare ogni cosa: come dire

che ciascuno ha i suoi limiti - per analogia, ved. anche ad impossibilia...........);

Norma agendi (il diritto oggettivo - cfr. anche facultas agendi);

Notitia criminis (notizia di reato);

Nulla poena sine iudicio;

Nulla poena sine lege;

Nulla quaestio;

28
Nullo iure cogente (senza esservi costretto);

Nullum crimen sine actione (a proposito degli elementi costituitvi del reato,

dove l' actio la condotta dell' agente);

Nullum crimen sine culpa (altro elemento costitutivo del reato);

Nullum crimen sine iniuria (l' antigiuridicit, nel penale);

Nullum crimen sine lege;

Nuncupatio ( la nomina a erede);

Nuptiae sunt coniunctio maris et feminae consortium omnis vitae divini et

humani iuris communicatio (definizione del matrimonio, da Modestino);

Obligatio est iuris vinculum quo necessitate adstringimur alicuius solvendae

rei secundum nostrae civitatis iura (definizione dell' obbligazione, dalle

Istituz. di Giustiniano);

Obligatio propter rem, oppure ob rem (delle obbligazioni reali, nelle quali la

persona del debitore pu mutare in dipendenza del rapporto di propriet o

possesso che viene ad esistere tra il soggetto ed una determinata cosa -

per es. il proprietario che tenuto a rispettare gli obblighi derivanti dai

contratti di locazione conclusi dal suo dante causa, - ved. emptio non tollit

locatum -, ovvero l' obbligazione del proprietario di rimborsare le spese

fatte dal possessore sulla cosa sua, quella per la riparazione del muro

comune, ecc.);

Obtorto collo (malvolentieri);

Ob turpem causam (si dice dei contratti immorali);

Offendicula (i mezzi offensivi predisposti per la tutela della propriet; per es.

i cocci di vetro collocati sui muri di cinta);

29
Onus probandi incumbit ei qui dicit (l' onere di provare il fondamento della

pretesa spetta a chi afferma l' esistenza di un diritto - ved. anche actore non

probante..............);

Ope iudicis (per effetto di sentenza);

Ope legis (per effetto di legge, in forza di una legge);

Opinio domini (il convincimento di potere esercitare sulla cosa posseduta

un diritto di propriet o altro diritto reale senza ledere la sfera giuridica

altrui);

Opinio iuris atque necessitatis ( la convinzione che un dato

comportamento generalizzato sia ubbidienza ad una non scritta norma di

diritto, la convinzione cio che quei comportamenti siano giuridicamente

obbligatori; si dice con riferimento all' uso o alla consuetudine come fonti di

diritto);

Pacta servanda sunt;

Pactum additionis in diem ( il patto con il quale le parti acconsentono alla

risoluzione della vendita nel caso in cui entro un certo termine il venditore

trovi un terzo che gli offre un maggior prezzo);

Pactum de non petendo (l'accordo di rinuncia all' azione, come ad es. nella

remissione del debito - rif. art.1236 c.c.);

Pactum de retrovendendo ( quello in cui si conviene che la propriet

possa passare al creditore in mancanza del pagamento del credito; al

riguardo si confronti per l'art. 2744 del c.c. "divieto dei patti commissori");

Pactum displicentiae, o vendita ad arra (il patto con cui le parti si riservano

il diritto di recesso);

rif. art.1229 c.c.);

30
Pactum praelationis ( la facolt che il venditore si riserva, qualora i l

compratore decida di rivendere la cosa, di comprarla a parit di condizioni,

con preferenza rispetto ad altri eventuali acquirenti);

Par condicio creditorum (principio generale per cui tutti i creditori hanno un

uguale diritto di essere soddisfatti - rif. art. 2741 c.c.);

Patria potestas;

Percepti, e percipiendi (si dice dei frutti percepiti, e che avrebbero potuto

o dovuto ricavarsi);

Per relationem;

Periculum in mora (quando il ritardo suscettibile di arrecare un danno

grave e irreparabile);

Petitio hereditatis ( la richiesta intesa ad ottenere il riconoscimento della

qualit di erede; - cfr. art. 533 c.c.);

Petitio servitutis (azione a difesa della servit; cfr. vindicatio servitutis);

Petitum (ci che si chiede con la domanda, l' oggetto);

Posterius;

Post eventum, o post factum (dopo che un fatto gi avvenuto);

Potest capere sed non potest retinere (si dice con riguardo al successore

indegno che pu ricevere ma non pu ritenere; nel senso che l' indegnit

non si risolve in incapacit all' acquisto, ma causa di esclusione dalla

successione; causa di esclusione, che va dichiarata con sentenza del

giudice su domanda dell' interessato);

Potestas decidendi (per es. nel processo ammininistrativo, una delle

eccezioni pregiudiziali il difetto di giurisdizione per la mancanza della pot.

decidendi);

Potestas maritalis ( il potere di supremazia che in altri tempi era dalla legge

attribuito al marito sulla moglie);

31
Potiore (pi degna, preferibile, migliore);

Praedia vicina esse debent (della vicinanza dei fondi; requisito comune di

tutte le servit);

Praesumptio iuris tantum (si dice della presunzione relativa o semplice);

Praesumptio iuris et de iure ( invece la presunzione assoluta, quella cio

che a differenza della prima non ammette alcuna prova contraria);

Praeter legem (al di l, al di fuori, oltre la legge);

Pretium doloris (a proposito della risarcibilit del danno morale, patema d'

animo o dolore causati, rientranti tutti nel danno cd. esistenziale);

Pretium sceleris;

Prima facie (a prima vista);

Primus inter pares (primo tra pari);

Principium urbis et quasi seminarium reipublicae (definizione della famiglia

secondo Cicerone; dove seminarium sta per vivaio della procreazione dei

cittadini);

Prior in tempore potior in iure (chi arriva per primo ha la precedenza);

Privilegia non ex tempora aestimantur (significa che tra pi crediti

privilegiati non si guarda alla priorit nel tempo di costituzione di essi, ma

sempre unicamente alla causa del credito secondo l' ordine stabilito dalla

legge - rif. art. 2751 c.c.);

Probatio diabolica (impossibile da dimostrare);

Probatio probatissima (la confessione, la regina delle prove);

Pro domo sua (a proprio vantaggio);

Pro herede gestio (quando il chiamato all' eredit tiene un contegno o

compie dei fatti che sarebbero incompatibili con la volont di accettare -

cfr. con facta concludentia);

Pro memoria;

32
Promissio boni viri est obligatio;

Promuoveatur ut amoveatur (si promuove per rimuovere);

Pro non scriptis habentur (si hanno per non scritte);

Propter nuptias (sott. donatio, la donazione fatta in relazione ad un

determinato futuro matrimonio, cfr. art. 785 c.c.);

Pro rata, e pro toto (a seconda che il dovere dell' adempimento incida su

ciascuno degli obbligati, rispettivamente, in misura proporzionale alla loro

partecipazione o per l' intero);

Prorogatio (proroga; un istituto del dir. pubblico, desumibiile dall' art. 97

della Costituzione, avente lo scopo di evitare che con la scadenza o

comunque con la cessazione degli effetti dell' atto di nomina o di

investitura l' ufficio rimanga abbandonato in attesa dell' insediamento del

nuovo titolare);

(Nota: al riguardo, la Corte Cost. nel 1992 ha posto per alcune precisazioni

- che non esiste nell' ordinamento vigente un principio generale della

prorogatio applicabile a qualsiasi organo amministrativo, che applicabile

soltanto agli organi per i quali la legge la prevede espressamente, e che

non ammessa per periodi di tempo inammissibilmente lunghi -);

Pro veritate (per la verit, assolutamente imparziale; normalmente si dice

del parere espresso da un esperto della materia su un determinato

argomento sottopostogli);

Publica aestimatio;

Punctum dolens;

Quae in unum conveniunt (a proposito dell' accordo di una pluralit di parti,

come ad es. nel contratto);

33
Quae singula non probant coniuncta probant (come in pratica si dice: le

presunzioni - solo per quelle semplici - non si pesano ma contano, valgono

cio non per il numero ma per il valore critico che pu essere loro attribuito

nell' insieme; in ogni caso esse per ammettono prova contraria);

Quae tangi non possunt (delle cose immateriali - ved. anche res

incorporales);

Quae temporalia ad agendum perpetua sunt ad excipiendum (regola

tradizionale contenuta nel quarto comma dell' art.1442 c.c.; sta a significare

che quando si chiamati all' esecuzione di un negozio concluso dall'

incapace, si pu in perpetuo eccepire l' annullabilit);

Qui certat de lucro captando certat de damno vitando (nel senso, che chi

contende per trarne un profitto lo fa anche per evitare un danno - da

correlarsi in un certo senso con compensatio..... ..ved. sopra);

Quid (qualcosa);

Quid debetur (l' oggetto della prestazione);

Quid facti ( relazione di fatto; per es. la residenza);

Quid iuris ( relazione meramente giuridica; per es. il domicilio);

Quid pluris;

Qui iure uso utitur neminem laedit (chi agisce per comando non pu

realizzare un illecito penale: il riferimento all' art. 51 del c.p.);

Qui mortui nascuntur neque nati neque procreati videntur (dal giureconsulto

Paolo; significa che il feto separato ha bisogno di un altro requisito per

cominciare la sua esistenza giuridica, deve cio nascere vivo, un nato

morto non persona);

Qui non potest dare non potest confiteri (vuol dire che chi confessa deve

avere la capacit di disporre dei diritti ai quali si riferiscono i fatti confessati

- cfr. artt. 2731 e 2733 2comma c.c.);

34
Quisque de populo;

Qui tacet neque dicit neque negat, ovvero qui tacet neque negat neque

utitur fatetur (come dire chi tace non dice niente);

(Nota: salvo in quei casi particolari in cui la legge attribuisce degli effetti

giuridici al silenzio; per es. nel campo del dir. amm.vo, il silenzio-assenso, e i l

suo opposto silenzio-rifiuto);

Qui uno actu perficiuntur (si dice a proposito dei reati unisussistenti, che non

consentono cio la frazionabilit del processo esecutivo in pi atti: come

dire, ancora, che compiuto l' atto che costituisce il delitto l' azione

criminosa completa);

Quod abundata non vitiat ( il corrispondente del comune principio melius

abundare quam deficere, o ad abundantiam);

Quod debetur (la causa per la quale si deve);

Quod nullum est nullum producit effectum (in sostanza, ci che nullo non

produce alcun effetto; si dice con riguardo al negozio radicalmente nullo,

che come non fosse mai esistito);

Quod sine die debetur, statim debetur (precetto in base al quale, nelle

obbligazioni in genere, si devono immediatamente adempiere le rispettive

prestazioni quando non sia stato determinato il tempo dell' esecuzione

contrattuale - rif. art. 1183 c.c.);

Quod tibi prodest et alteri non nocet faciendum est (si dice per es. a proposito

dell' apertura delle luci di tollerenza - rif. art. 900 e segg. c.c.);

Quorum (lett. di quelli che, il numero legale);

Quot capita tot sententiae (da Terenzio);

Ratio (la ragione, la motivazione, la causa);

Ratio decidendi (le ragioni sulle quali si basa la decisione);

35
Ratio legis (la ragione giustificatrice della norma);

Rebus sic stantibus;

Re contrahitur obligatio (di quei contratti che si perfezionano non col

semplice consenso, ma con la tradizione alla controparte dell' oggetto del

contratto; per es. comodato, mutuo, deposito, pegno);

Recte et iure (giustamente e con ragione);

Rectius (pi precisamente, pi giusto);

Recto ( la faccia anteriore; contr. di verso che invece la faccia

posteriore: per es. di un foglio, di monete, ecc.);

Redde rationem (resa dei conti);

Rei vindicatio ( l' azione principale in difesa della propriet, la pretesa

diretta ad ottenere il riconoscimento del diritto di propriet su cose

determinate - cfr. anche ubi rem meam.......);

Relata refero (di cose che sono state riferite);

Repetio indebiti ( il diritto di riottenere ci che si indebitamente dato, rif.

art. 2033 c.c. - cfr. condicio indebiti);

Res communes omnium (che sono di tutti; sono tali l' aria, l' acqua del mare,

dei laghi ...);

Res derelictae (delle cose che sono state abbandonate);

Res dubia;

Res extra patrimonium;

Res fungibili (di quelle cose che, come dicevano i giuristi romani, "pondere,

numero, mensura constant ");

Res furtiva (cosa rubata);

Res in commercio, e res extra commercium (stanno ad indicare le cose che

siano, o non, suscettibili di rapporti giuridici);

Res incorporales (sono le cose immateriali);

36
Res inter alios acta tertio neque nocet neque prodest (principio tradizionale

che si riferisce alla relativit dei contratti, nel senso che gli effetti di essi si

intendono limitati rispetto ai soggetti);

Res nullius , o sine domino;

Res primo uso consumuntur, o in abusu consistunt (delle cose consumabili, i l

cui uso cio consiste nel consumarle, come ad es. il denaro, le derrate, i l

vino, l' olio, ecc.);

Res sacra miseris (si dice di quei beni che non possono essere pignorati,

come ad es. il letto, le sedie, gli strumenti di lavoro, ecc.);

Res sacrae (sono le cose destinate al culto);

Resoluto iure dantis resolvitur et ius accipientis (con l' estinzione del diritto del

dante causa si estinguono anche quelli dei suoi aventi causa);

Restitutio in integrum;

Res vi possessa (della cosa posseduta con la forza);

Reus in excipiendo fit actor (il convenuto che oppone delle eccezioni alle

pretese dell' attore diventa a sua volta attore, cio dovr provare quei

fatti sui quali si fonda l' eccezione);

Revisio per saltum (si dice quando una sentenza pu essere impugnata

direttamente in Cassazione omettendo l' appello rif. art. 360 cpc,

2comma);

Salvis iuribus;

Scientia fraudis (il fatto soggettivo della conoscenza del pregiudizio);

Secundum acta atque alligata (secondo gli atti e gli allegati);

Secundum bonum et aequm;

Secundum legem;

37
Semel heres semper heres (del principio dell' irrevocabilit dell'

accettazione espressa o tacita dell' eredit; l' erede, cio, una volta

accettata l' eredit non pu pi perdere il titolo di erede);

Sero venentibus ossa (chi arriva tardi si prende gli ossi; per es. nelle garanzie

ipotecarie);

Servitus altius non tollendi (servit di non soprelevare);

Servitus in faciendo consistere nequit (una delle regole tradizionali in materia

di servit che il proprietario deve sopportare);

Servitus nulli res sua servit, o nemini res sua servit (un' altra regola della

servit che non pu sussistere se non tra fondi appartenenti a proprietari

diversi - cfr. quest' ultima voce, nemini res.......);

Servitutes praediorum rusticorum, e urbanorum (le prime sono quelle

costituite a favore di un fondo dominante rustico, le seconde a favore di un

fondo urbano);

Servus sum, fugi, tene me ( una terminologia di diritto, nel senso che

poteva considerarsi un modo di "acquisto della propriet del servus "; tale

scritta era infatti incisa sul collare di rame degli antichi schiavi romani, che

in caso di fuga consentiva a chi li avesse ritrovati di tenerseli alle proprie

dipendenze);

Sine causa (senza motivo);

Sine die (senza fissare la data, il giorno);

Sine pretio nulla venditio (il prezzo l' elemento essenziale della vendita);

Sine qua non (sott. conditio, essenziale, imprescindibile, senza la quale);

Sine titulo (senza titolo);

Singulis solidum debetur, e singuli solidum debent (nelle obbligazioni solidali

attive e solidali passive: rispettivamente, quando pi sono i creditori e

38
ciascuno ha diritto di pretendere la prestazione per l' intero, oppure, nel

caso della pluralit dei debitori, dove ciascuno vincolato pro toto);

Societas delinquere non potest (principio individualistico di origine

romanistica, che escluderebbe forme di responsabilit penali a carico delle

persone giuridiche; questione, per, oggi assai controversa);

Societas unius rei (societ costituita per il compimento di un singolo affare);

Solve et repete (del noto principio applicabile nel campo tributario, in base

al quale il pagamento richiesto deve essere immediatamente effettuato

salvo poi ottenerne la restituzione);

Solutio ( l' adempimento dell' obbligazione, cos definito dalle

fonti:<<solutio est praestatio eius quod est in obligatione>>, che tradotto

vuol dire che "l'oggetto del pagamento dev' essere il contenuto della

prestazione obbligatoria");

Soluti retentio (il creditore soddisfatto non deve restituire ci che ha

ricevuto a titolo di pagamento);

Spoliatus ante omnia restituendus (a proposito della tutela del possesso, nell'

azione di reintegra; il principio che impone di restituire il possessore che ha

sofferto lo spoglio nel possesso della cosa);

Stare pactis (stare ai patti, come dire che non ci si pu liberare

unilateralmente dall' obbligo assunto per contratto);

Stare promissis (mantenere le promesse);

Status quo (condizione attuale);

Status quo ante (situazione preesistente);

Stricto iure;

Stricto senso;

Subiecta materia (la materia esposta o sottoposta all' esame del giudice);

Submisse (sommessamente, umilmente);

39
Sub specie iuris;

Successio ab intestato ( la successione legittima, senza testamento);

Successio in universum ius, e successio in singulas res (cio la successione

universale, che la successione ereditaria, e la successione particolare,

come per es. l' acquisto derivativo);

Successio possessionis (la successione nel possesso, cio il possesso

continua con l' erede - cfr. art. 1146 c.c., e accessio possessionis);

Summum ius summa iniuria (da Cicerone, eccesso di giustizia eccesso di

ingiustizia);

Sunt adhuc aliquae differentiae (come dire,vi sono ancora alcune

differenze);

Super partes (sopra le parti, imparziale);

Superficies solo cedit, o quod solo inaedificatur solo cedit (del principio

civile di massima, in base al quale tutto ci che viene edificato su suolo

altrui spetta per accessione al proprietario dell' area, per effetto e nel

momento della incorporazione delle opere - cfr. art. 934 c.c.);

(Nota: nel sistema del nostro diritto positivo comunque ammessa una

disintegrazione del dir. di propriet, relativo ad un immobile, in autonome e

distinte forme di godimento, incidenti separatamente sul sottosuolo, sul

suolo e sul soprasuolo corrispondenti a distinte titolarit - cfr. art. 952 c.c.);

Tamquam non esset (della nullit: come se non fosse);

Tantum temporis (tanto tempo);

Tantundem, o tantumdem (la stessa quantit);

Tempus regit actum (principio sull' applicazione della norma nel tempo, nel

senso cio che gli atti sono disciplinati dalla legge vigente nel momento in

40
cui essi vengono posti in essere; <<tempus comissi delicti>> lo stesso

principio applicato nel penale);

Tertium non datur (non c' una terza via);

Thema decidendum;

Thema probandum;

Titulus, o iusta causa;

Tot sunt gradus quot generationes (tanti sono i gradi quante le generazioni,

criterio di calcolo dei gradi di parentela, - cd. computatio civilis -);

Tot sunt gradus quot personae dempto stipite (tanti sono i gradi quante le

persone escluso il capostipite, altro criterio di calcolo);

Tradens (alienante, contr. accipiens);

Traditio brevi manu;

Traditio ficta (la consegna simbolica, come ad es. quella che avviene con

la consegna delle chiavi dell' appartamento; differisce dalla semplice

traditio che invece la consegna materiale);

Traditio longa manu (quando si prende in consegna una cosa che stata

mostrata da lontano; nella vendita di un fondo, quando ad es. anticamente

i confini venivano indicati dall' alto di un terrazzo);

Traditio oculis et adfectu (altra forma di consegna, per es. di materiali

pesanti accatastati in un locale, o di monete, libri, ecc. senza che vengano

contati);

Transactio aliquo dato aliquo retento (della transazione, la rinuncia che una

parte fa accontentandosi di qualcosa di meno della sua originaria pretesa,

o parziali reciproche rinunce);

Tres faciunt collegium (il numero minimo per formare un collegio, secondo l'

antico dir. romano);

41
(Nota: per nel nostro codice si ricava solo che per la continuazione dell'

ente sufficiente la presenza di una sola persona - rif. 2 comma, art. 27

c.c.);

Turbatio sanguinis (quando vi un' incertezza della paternit);

(in) Turpi causa melior est condicio possidentis (in sostanza, come dire che

in una causa giuridica pi forte la condizione di chi possiede);

Tutor datur personae curator bonis (della differenza fra il tutore e il curatore;

il primo ha la cura della persona, il secondo interviene di regola soltanto per

i rapporti patrimoniali);

Ubi commoda ibi incommoda;

Ubi eadem legis ratio ibi eadem legis dispositio (nel procedimento

cosiddetto analogico, quando in mancanza di una norma espressa si

applicano le disposizioni regolanti casi o materie simili; si pu anche dire

che tale espressione si richiama al principio di uguaglianza di trattamento

che sta alla base di tutto l' ordinamento giuridico, dove per l' appunto i casi

simili devono essere regolati da norme simili);

Ubi est mea res ibi vindico, o ubi rem meam invenio ibi vindico (in

riferimento all' azione di rivendicazione: vuol dire che in virt del proprio

diritto si persegue la cosa dovunque e in mano di chiunque si trova - cfr. rei

vindicatio);

Ubi honor ibi onera;

Ubi lex distinguit et nos distinguere debemus ( come dire il diritto positivo,

nel senso che se c' una legge questa che dev' essere applicata);

Ubi societas ibi ius;

Ultima ratio;

42
Ultra dimidium (nella rescissione, quando il valore della prestazione supera i l

doppio del valore della prestazione dell' altra parte - cfr. art. 1448 c.c.);

Ultra posse nemo obligatur ( il corrispondente di ad impossibilia nemo

tenetur);

Ultra vires (oltre le proprie forze);

Ultra vires hereditatis ultra relictum (degli effetti della cd. "confusione

ereditaria", che produce la responsabilit illimitata dell' erede per i debiti

del de cuius che diventano suoi propri - cfr. anche intra vires hereditatis);

Unicuique suum tribuere (a ciascuno il suo; ved. sopra honeste vivere

alterum non laedere.............);

Universitates rerum (sono le universalit di mobili, le cose collettive, una

pluralit di cose cio che appartengono alla stessa persona e hanno una

destinazione unitaria - gregge, biblioteca, una raccolta di monete, di

francobolli ecc. - cfr. art. 816 c.c.);

Unus testis nullus testis (un solo testimone non serve, o una sola voce non

basta a condannare);

Usque ad inferos et usque ad sidera, o ad coelum (l' estensione della

propriet secondo le antiche concezioni, praticamente senza limiti; oggi

per limitata, cfr. art. 840 c.c.);

Usucapio libertatis (della servit che si estingue per prescrizione quando non

se ne usa per venti anni - rif. art.1073 c.c.);

Usurae moratoriae (a proposito della mora che produce l' obbligo di pagare

gli interessi);

Usus ( la pratica uniforme e costante di dati comportamenti);

(Nota: gli usi o le consuetudini si collocano tra le fonti del diritto, sebbene

all' ultimo livello della gerarchia; e poi, la consuetudine pu farsi valere

soltanto nel caso in cui sia espressamente richiamata dalla legge, ed

43
comunque sempre esclusa nel diritto penale perch le figure dei reati e le

relative pene possono stabilirsi solo con legge);

Usus fructus est ius alienis rebus utendi fruendi salva rerum substantia (come i l

diritto di usufrutto viene definito dalle fonti);

Utendo iuribus (dell' azione surrogatoria del creditore che si sostituisce al

debitore per tutelare il suo credito - cfr. art. 2900 c.c.);

Utile per inutile non vitiatur (riguarda la nullit parziale ex art. 1419 c.c. - i l

principio applicabile se la parte o la clausola nulla del contratto abbia

esistenza autonoma; se invece si tratta di parte o clausola nulla che sia con

il contratto stesso in correlazione inscindibile il principio non si applica e la

nullit parziale investe e travolge tutta la convenzione);

Uti singuli, e uti cives (d' uso singolo o della collettivit);

Vacatio legis (il periodo intercorrente tra la pubblicazione della legge e la

sua entrata in vigore);

Venditor (contr. emptor);

Vexata quaestio (questione travagliata, tormentata, complicata e difficile);

Vicinitas est mater discordiarum (sulla difficolt dei rapporti di vicinato);

Vigilantibus non dormientibus iura succurrunt (nel senso che il diritto viene in

aiuto a chi sveglio e non dorme, cio occorre essere diligenti per far

valere le proprie ragioni);

Vim facere (usare violenza);

Vim vi repellere licet (quando lecito respingere la violenza con la forza;

del principio applicabile nella legittima difesa);

Vindicatio servitutis, o petitio servitutis (compete al proprietario del fondo

dominante contro l' attuale proprietario del fondo servente - ved. contr.

actio negatoria);

44
Vis a vi (faccia a faccia);

Vis ac potestas in capite libero ad tuendum eum qui propter aetatem sua

sponte se defendere nequit (questa la tutela dei minori, come viene

definita dal giureconsulto Paolo - rif. art. 343 c.c.);

Vis compulsiva, detta anche vis animo illata ( la violenza morale);

Vis impulsiva, detta anche vis corpori illata ( la violenza fisica);

Vitiatur sed non vitiat (si dice a proposito della nullit parziale - cfr. utile per

inutile .........);

Vocatio in ius (la chiamata in giudizio);

Volenti et consentienti non fit iniuria (questo il consenso dell' avente diritto,

cfr. art. 50 del c.p.);

Volenti non fit iniuria (a chi consente non si fa ingiuria);

Vulgus (la massa del pubblico, il popolo, la plebe);

Vulnus (ferita, offesa, danno) -

Nota - Per semplificazione sono state omesse le traduzioni ritenute

elementari.

45
PALERMO febbraio 2010

Dott. Girolamo Di Benedetto

N. Catania 21 . 02 . 1934

e res. Palermo, via Ausonia, 49

46
47
48