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SPAZI FILOSOFICI

CULTURA DI SCIENZE FILOSOFICHE NEL MEDITERRANEO


Direttore
Aurelio R
Universit di Perugia

Comitato scientifico
Fabio C
Universit della Tuscia
Carla D
Universit di Macerata
Marie-Therese M
Universitt Zrich
Gaetano M
Universit di Perugia
Anna Maria N
Universit di Cagliari
Roberto P
Universit di Perugia
SPAZI FILOSOFICI
CULTURA DI SCIENZE FILOSOFICHE NEL MEDITERRANEO

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Mediterraneo ricco di idee,


di traffici e di contrasti

La collana si propone di raccogliere pubblicazioni monografiche, inediti di


autori italiani e stranieri e traduzioni di opere fondamentali del pensiero
filosofico, oltre ad atti di convegni che focalizzino temi, problemi e prospet-
tive di particolare interesse per la didattica e la ricerca filosofica. Lambito di
interesse quello della cultura contemporanea nelle sue espressioni pi re-
centi che dalla met del Novecento si avventurano a predisporre lorizzonte
di domani del terzo millennio. In questa situazione culturale la scommes-
sa che fa da substrato unificante delle pubblicazioni accolte nella collana
costituita dal Mediterraneo, da intendersi come luogo di relazione e di
dialogo tra un pluralismo culturale che affonda le sue radici in un costan-
te e consolidato orizzonte storico, il quale dallUmanesimoRinascimento
giunge ai nostri giorni per aprirsi in senso planetario al pi vasto orizzon-
te del villaggio globale. Le problematiche al centro del nostro impegno
editoriale si concentrano sulla problematica etica ed etico-sociale aperta
alle istanze delleconomia e della politica, del mondo della comunicazione,
della bioetica e dellecologia. Infatti queste sono le problematiche innovative
che analizzano nel nostro tempo gli orizzonti di frontiera delle filosofie
della pratica e delle diverse progettazioni capaci di recuperare la speranza
per un futuro possibile orientato alla ricerca di certezze per il mondo di
domani. Da un punto di vista metodologico i settori di competenza della
collana, tendono a realizzare un significativo connubio tra la didattica e la
ricerca, lapprofondimento culturale e la divulgazione scientifica. Pertanto i
destinatari ideali delle pubblicazioni saranno il mondo della scuola, quello
delluniversit e il settore pi vasto di tutti quegli studiosi che intendono
dedicare il loro tempo, al di l del loro particolare lavoro, alla crescita del-
limpegno critico della ragione, nonch al dialogo pluralistico con il mondo
delle ideologie, della conoscenza filosofica e delle fedi religiose.
Aurelio Rizzacasa
Filosofare nel frammento

Prefazione di
Angela Ales Bello

Postfazione di
Silvana Procacci
Copyright MMXIV
ARACNE editrice S.r.l.

www.aracneeditrice.it
info@aracneeditrice.it

via Raffaele Garofalo, /AB


Roma
()

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I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,


di riproduzione e di adattamento anche parziale,
con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.

Non sono assolutamente consentite le fotocopie


senza il permesso scritto dellEditore.

I edizione: settembre
Fratello ateo nobilmente pensoso
alla ricerca di un Dio che io non so darti
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto in deserto andiamo
oltre la foresta delle fedi,
liberi e nudi verso il nudo essere
e l dove la parola muore
abbia fine il nostro cammino.
D.M. T
Il futuro si presenta come un problema aperto. Que-
ste pagine si propongono di avviare unavventura nel
duplice orizzonte dellignoto e del mistero.
Dedico questo lavoro ai miei nipoti che oggi incon-
sciamente si avviano verso un futuro possibile con la
speranza che questo possa essere una realt costruita
anche con le loro mani.
This publication was made possible through the support of a grant from
the John Templeton Foundation. The opinions expressed in this publication
are those of the author and do not necessarily reflect the views of the John
Templeton Foundation.
Indice

Prefazione
di Angela Ales Bello

Premessa

Introduzione

Capitolo I
Aspetti metodologici
.. Le mie parolechiave, .. Sentieri interrotti nella medi-
tazione filosofica, .

Capitolo II
Frammenti filosofici
.. Appunti di meditazione, .. Per una riflessione conclusi-
va, .. Una filosofia in itinere, .

Capitolo III
Per unantropologia della finitezza
.. Introduzione, .. Il soggetto finito, .. Dal soggetto
finito al soggetto assoluto, .. Il soggetto linguistico,
.. Conclusione, .

Capitolo IV
La finitezza, un itinerario delluomo nellesistenza
.. Considerazioni preliminari, .. Gli apporti della fi-
losofia tradizionale, .. Gli apporti della cultura giudai-
cocristiana, .. La svolta radicale del pensiero hegeliano,


Indice

.. I presupposti logici dellessere finito nellorizzonte hegelia-


no, .. Lessenza dellindividualit, nella prospettiva hegelia-
na, si manifesta attraverso il limite, .. Alcuni itinerari della
finitezza nelle filosofie del Novecento, .. Considerazioni
conclusive, .

Capitolo V
Corollari filosofici della finitezza
.. Unaporia inconsueta nellitinerario ermeneutico della fini-
tezza, .. Note sulla sofferenza nel soggetto finito,
.. La conoscenza del mondo o il mondo della conoscenza? , .

Capitolo VI
Limiti e possibilit del realismo
.. Un sentiero interrotto di carattere storico, .. Presup-
posti filosofici, .. Teologia e filosofia: unione o separazio-
ne?, .. Il realismo dellanalogia entis, .. Conoscenza
e verit, .. Considerazioni conclusive, .

Capitolo VII
Corollari filosoficoteologici
.. Scienza e fede di fronte allimmagine del mondo, .. Li-
stanza personalista di fronte alla destrutturazione della soggetti-
vit, .

Capitolo VIII
Lenigma della morte come fine della vita
.. Area semantica del problema, .. Litinerario della mor-
te, .. Il limite di ogni rappresentazione, .. La mor-
te nelle relazioni intersoggettive, .. Conclusione senza
conclusione, .

Capitolo IX
Pensare lessere
.. Premessa, .. Lontologia come logica, .. La po-
liedricit dellessere, .. I corollari ontologici del primato
linguistico, .. Lontologia come esigenza, .. Loriz-
Indice

zonte del sacro, .. Unanalisi del realismo, .. Log-


gettivit delletica, .. Le questioni di logica, .. I
corollari estetici, .

Capitolo X
La filosofia si interroga sulla semantica del nulla
.. Status quaestionis, .. La semantica del nulla,
.. Un itinerario storico del nulla nella filosofia antica e mo-
derna, .. Un itinerario storico del nulla nella filosofia
contemporanea, .. Lessere e il nulla, .. Il nulla
in riferimento alle categorie di spazio e di tempo, .. Il
nulla e il processo nichilista di nullificazione, .. La di-
mensione postmetafisica del nulla, .. Considerazioni
conclusive, .

Capitolo XI
Implicazioni filosofiche del concetto di verit

Capitolo XII
Dal pensiero ontologico a quello postmetafisico
.. I presupposti del problema, .. Lontologia e la me-
tafisica come individuazione di problemi aperti, .. Il
postmetafisico come superamento della polemica tradizionale
tra metafisici e antimetafisici, .. Il primato linguistico
dellermeneutica nel rapporto tra lessere finito e il filosofare
nel frammento, .

Capitolo XIII
Per il recupero della trascendenza nellorizzonte postmeta-
fisico

Capitolo XIV
Il relativismo nel postmetafisico. Riflessioni sulla svolta
filosofica compiuta nel postmoderno
.. Introduzione, .. Il relativismo interpella la nostra
cultura, .. Larea semantica del relativismo, .. La
finitezza, il prospettivismo e la rivalutazione del relativo,
Indice

.. Il relativismo: problema aperto nel postmetafisico,


.. Conclusione, .

Capitolo XV
La funzione meta nel passaggio dalla metafisica al po-
stmetafisico

Capitolo XVI
Appendice
.. La formazione culturale, .. Aree di ricerca scienti-
fica, .. Ricerca allinterno dellattivit universitaria,
.. Ricerche storicofilosofiche, .. La convergenza
degli itinerari di ricerca, .. La prospettiva metodologi-
ca dei nuclei problematici di riferimento, .. La ricerca
filosofica degli ultimi anni, .

Ringraziamenti

Postfazione
Pensare la finitezza e il suo orizzonte nella postmodernit
di Silvana Procacci
Prefazione
di A A B

In margine a un diario filosofico, consistente in pregnanti afo-


rismi, si intesse una trama di pensieri distillati attraverso un
percorso di studio, di insegnamento, di riflessione lungo e arti-
colato che stimola in due direzioni: in quanto testimonianza di
unintensa vita intellettuale e in quanto provocatoria proposta
teoretica.
Come si pu, infatti, filosofare in un frammento? Si tratta
di un frammento che si mostra con un contenuto filosofico,
oppure il filosofare sempre frammentario? Si sa che uno stile
di indagine per aforismi quello presente in molte opere filo-
sofiche, non ultima nella Gaia Scienza di Nietzsche. Nel caso
del libro di Rizzacasa, tuttavia, non si tratta soltanto dello stile
aforistico, nel quale sono espressi alcuni pensieri allinizio del
libro, ma di una posizione teoretica, di una scelta, perch
lo stesso filosofare a essere frammentario. E questo non vuol
dire soltanto che lessere umano non ce la far mai a cogliere
il senso di tutta la realt, cosa assolutamente condivisibile, ma
che il filosofare comincia sempre da un frammento, da unos-
servazione parziale per allargarsi, poi, e spaziare in direzioni
diverse.
Frammento non significa, per, esaltazione del pensiero
debole o di posizioni scettiche, ma forse lumilt dellessere
umano, consapevole dei propri limiti.
Se si esaminano le parole-chiave proposte dallAutore, non
si ha, infatti, limpressione che ci sia una chiusura in orizzonti
limitati, al contrario: accanto a finitezza, relativit, storicit,


Prefazione

troviamo trascendenza e verit. E, per comprendere in quale


senso esse siano parole-chiave, necessario scorrere il libro
a scoprire come siano tra loro connesse. Sembra, infatti, che
siano indicate, a caso, ma non cos.
La prima parola presa in esame finitezza; lanalisi di es-
sa conduce a una breve ma significativa rilettura del tema dal
punto di vista della storia della filosofia: il pensiero medieva-
le, il concetto di colpa, lo snodo rappresentato dalla filosofia
hegeliana e, infine, il pensiero contemporaneo, in cui spicca il
testo di Ricur Finitudine e colpa. La conclusione che non si
deve cominciare dallalto, ma dal basso, dallesistenza umana
per risalire al mistero della Trascendenza, la sola capace di da-
re una spiegazione alla finitezza stessa. Tuttavia, necessario
comprendere bene in quale senso la Trascendenza possa essere
conquistata. Si tratta di apertura alla Trascendenza, piuttosto
che di un discorso metafisico sulla trascendenza.
E ci implica una revisione del problema della conoscen-
za, sia di quella realistico-inferenziale sia di quella idealistica,
le quali conducono, secondo Rizzacasa, in ultima analisi al-
leliminazione della finitezza. Allora, quale scelta nellambito
gnoseologico che possa rendere conto della finitezza stessa?
opportuno riprendere il discorso sul realismo, ma attenuarne
la pretesa conoscitiva, propria del realismo ingenuo e ripiegare
sul realismo possibile; si riconosce, infatti, che esso una ten-
denza conoscitiva irrinunciabile, ma sfocia inevitabilmente nel
linguaggio allusivo delle aporie.
Le conclusioni contenute nel . sono, a mio avviso, la
chiave di lettura di tutto il libro e il punto unitario, al quale
riferire le diverse argomentazioni, perch la modalit in cui
si risolve la teoria della conoscenza che consente determinare
la soluzione dei diversi problemi posti dalla complessit della
realt che ci coinvolge e ci circonda.
Condivido con lautore la tesi, secondo la quale idealismo
e realismo sono solo due assolutizzazioni, due corni di un di-
lemma, a mio avviso, del tutto falso; condivido anche la tesi,
secondo la quale la conoscenza umana tende al realismo, ma
Prefazione

credo che un maggiore coinvolgimento del soggetto stesso


come oggetto di analisi farebbe comprendere il senso del rap-
porto fra soggetto e oggetto, ci non significa che non debba
giungere a teorizzare la finitezza del soggetto o il carattere
prospettico delle conoscenze, ma anche che si possano co-
gliere alcuni aspetti veritativi della realt, come, daltra parte,
Rizzacasa sembra ammettere.
chiara, nella direzione indicata dallAutore, limportan-
za del ruolo svolto nella filosofia contemporanea dalla feno-
menologia e aggiungerei, quella husserliana, ma la curvatura
che Rizzacasa privilegia , piuttosto, quella fenomenologico-
ermeneutica, avendo fra i suoi punti di riferimento un pen-
satore come Ricur. E ci conduce lAutore ad affermare Il
primato linguistico dellermeneutica nel rapporto tra lessere
finito e il filosofare nel frammento ( .). In questo para-
grafo, che mi sembra conclusivo del suo percorso, emerge,
in ogni caso, unattenzione non secondaria nei confronti di
una gnoseologia di tipo fenomenologico in cui lintenziona-
lit della coscienza tende a una teoria dellesperienza che d
luogo alla valorizzazione dellevidenza nonch del precatego-
riale ; ci importante per il superamento dellatteggiamen-
to ingenuo-naturale e dellassolutizzazione della conoscenza
scientifica.
Ci si pu domandare, allora, quale sia il ruolo del linguaggio
e se ci sia veramente un primato del linguaggio stesso, oppure
se esso non sia che una modalit espressiva. Si pu condividere
losservazione secondo la quale il pensiero contemporaneo si
muove fra unermeneutica che . . . si realizza mediante luti-
lizzazione degli aspetti allusivi del simbolo e della metafora
con il coinvolgimento del pensiero poetante e dellorizzonte
necessariamente prospettico della finitezza e una fenomeno-
logia che permette un recupero sia ontologico relativo allo
spazio eidetico delle essenze, sia metodologico concernente
il processo di riduzione fenomenologica la quale, attraverso
lintenzionalit della coscienza e lepoch che conduce ai vis-
suti, consente la polarizzazione del pensiero sulle essenze del
Prefazione

reale. Il tentativo di Rizzacasa consiste nel coniugare le due


posizioni con lobiettivo di recuperare le ontologie regionali,
cio la descrizione essenziale dei vari territori della realt.
In tal modo, lassoluto, inteso in senso metafisico, elimi-
nato dallorizzonte filosofico; tuttavia, permane nellorizzonte
teologico, ma non pi come assoluto, ma come Dio che si rivela
nella storia. Questultima diventa, pertanto, luogo privilegiato
per la comprensione della finitezza.
Un libro di filosofia non si pu riassumere, ricordo que-
staffermazione di Pietro M. Toesca, le cui lezioni seguivo in-
sieme al collega Aurelio Rizzacasa presso la Facolt di Filosofia
dellUniversit la Sapienza di Roma. Ed veramente cos, so-
prattutto quando la ricchezza delle argomentazioni sembra
quasi travolgerci, come nel caso di questo libro densamente
teoretico. Ho messo in evidenza qualche aspetto che mi sembra
centrale, ma la lettura invita a una riflessione continua in diver-
se direzioni, tutte convergenti sulla questione della finitezza,
che mi sembra, come dicevo allinizio delle mie osservazio-
ni, anche una spia della sincera e, proprio per questo, feconda
umilt, che traspare al di l dellindiscussa complessit della
ricerca.
maggio
Angela Ales Bello
Premessa

Questo piccolo libro raccoglie delle intuizioni che hanno ac-


compagnato nel tempo lattivit di ricerca e di insegnamento
nelle mie diverse esperienze accademiche. Queste pagine non
vogliono essere n un diario intellettuale n tanto meno un
testamento spirituale.
La convinzione che mi ha guidato a raccogliere tali intui-
zioni stata innanzitutto quella di rendere noto il processo
speculativo che mi ha portato allelaborazione dei libri e dei
saggi di pi ampio respiro filosofico. Con questi appunti di
riflessione vorrei documentare la mia convinzione per cui in
filosofia essenziale la consapevolezza del primato metodologico.
Perci i diversi momenti di crisi del pensiero filosofico sono
anche interpretabili come delle situazioni nelle quali lempasse
della filosofia pu essere superata soltanto con una rivoluzione
copernicana, intendendo lespressione in senso kantiano, nel-
la convinzione che solo un cambiamento di metodo ci possa
portare oltre le secche del modo di filosofare consolidato dalla
tradizione.
In questa direzione, da pi parti e per diverse motivazioni,
oggi si enfatizza il concetto di frammento e, da un lato, le filosofie
analitiche del linguaggio, dallaltro, le filosofie ermeneutiche
prendono in esame il frammento stesso nel suo senso e nel
suo significato, considerandolo quale punto di approdo di un
pensiero incapace di produrre grandi visioni del reale nel tempo
della povert speculativa. A mio avviso invece, come vedremo in
seguito, il frammento un punto di partenza per lulteriorit
del pensiero interrogativo.
In questa chiave interpretativa mia convinzione che lo-
rizzonte del non dicibile, espresso in senso wittgensteiniano,


Premessa

costituisca loccasione per riattualizzare la consapevolezza del


mistero nel quale siamo immersi. Cos si verificano le condi-
zioni per difendere uno spazio speculativo in cui non si riesce a
uscire da una dialettica costretta tra dogmatismo e scetticismo, me-
tafisica dellessere e metafisica del nulla. Perci i pensieri raccolti
in queste pagine vogliono essere delle occasioni sintetiche capa-
ci di risvegliare dal sonno dogmatico sia il pensiero speculativo sia
quello antispeculativo, in una situazione in cui, a mio avviso, sia
ancora possibile far maturare le condizioni per una riflessione
critica capace di combinare in una koin dialogica tendenze
filosofiche diverse. I pensieri riportati vengono riprodotti cos
come si sono manifestati nel momento dellintuizione, perci
sono accompagnati da una imprecisione stilistica e talvolta da
una incompletezza dellimmagine veritativa intuita, ma nel rac-
coglierli non sono intervenuto a correggerli per non turbare il
carattere vivo di una riflessione filosofica che si propone di in-
staurare un dialogo con i lettori. Pertanto, mi auguro che questa
piccola opera possa suscitare un incontro capace di promuovere
ulteriori feconde linee di approfondimento filosofico.
Introduzione

La filosofia antica nata dal pensare poetico e ci ha lasciato sol-


tanto dei piccoli, spesso ermetici, frammenti. In tal caso il
tempo ha lavorato a favore di un pensiero creativo che da questi
frammenti ha tratto le ispirazioni pi valide. Comunque, il
frammento genera sempre stupore e meraviglia ed spesso ca-
pace di suscitare domande, nonch progetti di soluzione delle
medesime. Tuttavia nel successivo sviluppo del pensiero occi-
dentale, il frammento ha dato luogo a codificazioni filosofiche
capaci di esprimere delle semantiche differenziate. Gli esempi
pi evidenti del carattere poliedrico del frammento riportano
la nostra memoria ad autori molto diversi e lontani nel tem-
po. sufficiente ricordare Marco Aurelio, Pascal, Nietzsche
e Cioran per comprendere il carattere ramificato che appar-
tiene ai sentieri interrotti evocati dal frammento. Il riferimento
a questi autori ai quali occorre senzaltro aggiungere, in una
maggiore complessit, il metodo espressivo didattico e grafico
di Wittgenstein, che trasforma il frammento in appunto, danno
luogo a progetti letterari di natura diversa. Infatti, in questi
tentativi di formulare una filosofia affidata prevalentemente
allimmaginazione del lettore, passiamo dallappunto occasionale
di unintuizione spontanea a un appunto provvisorio relativo alla
progettazione di uno sviluppo speculativo che il pensatore si
propone di riprendere e completare in seguito. Cos gli appunti
brevi e imprecisi costituiscono, da un lato, limpegno di fissa-
re la memoria per sottrarla alloblio e, dallaltro, il tentativo di
predisporre la struttura di unopera sistematica da costruire
con un lavoro di ricerca e con un raffinato impegno di pensiero
suscettibile di un coordinamento logico accurato e controllato.
Queste non sono solo le uniche possibilit del lavorare con


Introduzione

e nonch attraverso il frammento, poich su questa via me-


todologica si aprono anche tutte le possibilit di un pensiero
formulabile in aforismi o in brevi espressioni connotate altres
da una semantica poetica. Queste ultime vie sono percorse da
una filosofia asistematica che per certi aspetti valorizza le attitu-
dini dialogiche del pensare e per altri enfatizza la dinamicit di
un pensiero affidato alla provvisoriet e alla precariet delle in-
tuizioni immaginative. Pertanto, il lavoro asistematico condotto
mediante il frammento spesso approda a unantifilosofia che
esprime lautentico filosofare di un passaggio dalla filosofia della
crisi alla crisi della filosofia. evidente che leredit consegnata
ai posteri dal frammento esige un impegno ermeneutico dei
lettori posti in ascolto di un pensiero in fieri in cui lautore e il
lettore partecipano, per il tramite della scrittura in frammenti, a
un dialogo spirituale capace di superare i confini e i limiti dello
spazio e del tempo, nonch della storia e delle culture.
In tal caso non siamo di fronte alle consuete riflessioni meto-
dologiche fornite dallermeneutica attraverso i noti concetti di
finitezza e di prospetticit del soggetto pensante, nonch del circolo
ermeneutico con il quale si supera la classica dialettica moderna
della relazione tra soggetto e oggetto. Ci si trova piuttosto di
fronte a una via nuova della filosofia che, superando i confini
del pensiero apofantico di derivazione aristotelica o del dicibile di
derivazione wittgensteiniana, si avventura nelle sabbie mobili
del pensiero semantico, in cui lespressione poetica e la rifles-
sione narrativa permettono di evocare, con gli strumenti del
linguaggio allusivo delle espressioni simboliche e delle carat-
terizzazioni metaforiche, il non dicibile in tutta la sua oscura
profondit. evidente che cos procedendo ci allontaniamo dal
concetto tradizionale di verit, tanto nella forma realistica di
una verit ostensiva quanto nella concezione sociale di una verit
affidata al consenso delluomo posta sulla linea di Protagora nel-
la quale, come appena il caso di ricordare, luomo stesso a
essere misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di
quelle che non sono in quanto non sono. La via ermeneutica della
quale ci stiamo occupando tematizza invece una concezione
Introduzione

esistenziale della verit, che svela e occulta nel frammento il


telos di una verit nascosta che costituisce lessenza misteriosa
di un eidos verso il quale la prospettiva fenomenologica non
garantisce la sua immagine definita e dettagliata, bens soltanto
lapertura a unulteriorit rispetto alla quale le idee assumono
kantianamente soltanto un carattere regolativo.
chiaro che su un piano metaforico litinerario indicato
si allontana dallidea della nottola di Minerva che vola sulle rovi-
ne della sera, per collocarsi nellorizzonte arduo e affascinante
dellimmagine della civetta che attraverso il buio vede lontano. Il
problema dunque quello di permettere, riflettendo sul fram-
mento, il recupero del carattere aurorale della filosofia nascente.
Ci nella grecit dei presocratici ha dato spazio alla novit di
un pensare suscettibile di realizzare il superamento della si-
tuazione simpatetica dellimmaginario magicomitico. In tale
situazione, luomo non riusciva a esprimere la sua identit co-
me diversit e lontananza dal mondo dei viventi, data proprio
dalla sua capacit di pensare in base alla quale sono nate le di-
verse definizioni delluomo stesso nella sua specificit e nella
sua eccedenza rispetto al reale che lo circonda. Si tratta con
questa proposta filosofica, in parte nuova e in parte antica, di
riscoprire le condizioni per liberare il pensiero dalla malattia
storica identificata da Nietzsche nella sua Seconda delle considera-
zioni inattuali sullUtilit e danno della storia per la vita. Questo
recupero difficile ma particolarmente importante nel momen-
to in cui il mondo dei post, collocato alla fine della modernit
accanto alla fine della storia e alla distruzione catastrofica del
pianeta, colloca nellorizzonte della cultura anche la fine della
filosofia. Del resto nostra convinzione che la filosofia, nel suo
duplice aspetto di scienza delle scienze e di etica sapienziale che
costituisce la semantica complessa delletimologia propria del
termine che la definisce, indica fra laltro la sua centralit nella
cultura e la sua flessibilit dialogica con tutte le produzioni
insite nella cultura stessa, sospesa tra globalismo e specializ-
zazione. In questo quadro poliedrico e complesso, la filosofia
assume un carattere dinamico che ne trasforma le finalit, i
Introduzione

contenuti e i metodi allinterno del divenire storico dei processi


culturali. Ci in quanto la filosofia medesima a produrre e a
governare, nonch a interpretare tali processi insiti nello svilup-
po delle culture e delle civilt. Cos la filosofia accompagna il
cammino dellumanit nei suoi entusiasmi e nelle sue crisi, nei
suoi successi e nei suoi insuccessi. Perci, se importante nel
momento della crisi tracciare il bilancio dei risultati ottenuti,
anche fondamentale stimolare la creativit per incoraggiare lo
spirito di avventura rispetto a un futuro possibile. Quanto detto
forse sufficiente a evidenziare alcuni aspetti della filosofia in
unet di transizione, in cui essa caratterizzata da una crisi di
identit dalla quale per molti sembra non poter uscire.
Nelle pagine seguenti cercheremo di esporre alcune intuizio-
ni filosofiche di diversa natura formulate attraverso il linguaggio
delle espressioni frammentarie. Ci non significa che la verit
non esiste o che il pensiero si sia indebolito, ma neppure vuol
dire che vi soltanto lo spazio per uno scetticismo relativistico,
in quanto a nostro avviso il frammento non rappresenta un
punto di arrivo, bens costituisce un punto di partenza per lo
stupore e per la meraviglia da cui la filosofia nasce. Tale situazio-
ne perci d luogo a un punto di riferimento e a un ancoraggio
nel quale la domanda si trasforma in uninterrogazione che, in
senso heideggeriano e su un piano esistenziale, coinvolge lin-
terrogante. Cos il frammento indica il momento propulsivo di
unapertura intenzionale della coscienza soggettiva al mondo,
momento in cui il soggetto nella sua finitezza si apre a cogliere
e a comprendere un frammento di verit che caratterizza il
fotogramma focalizzato dalla coscienza nellattimo della consa-
pevolezza. Ma la situazione non destinata a fermarsi, poich la
coscienza medesima capace di spostare lapertura intenziona-
le ad altri momenti speculativi costituenti ulteriori frammenti
di verit, dando luogo cos a un processo senza fine che pro-
prio quello innescato dalla filosofia nel corso di sviluppo storico
del pensiero umano.