Sei sulla pagina 1di 372

Raffaele Pezone

Per un efficace riordino urbanistico del territorio


comunale di Parete (CE): abbozzi procedurali
di delocalizzazione altrove in Terra di Lavoro e
di rilocalizzazione in precise aree del paese
di insediamenti gi ubicati o prossimi ad esserlo

LAVORO INTEGRATO CON LE RETTIFICHE DEL MESE DI LUGLIO DEL 2017


Raffaele Pezone

Per un efficace riordino urbanistico del


territorio comunale di Parete (CE):
abbozzi procedurali di delocalizzazione
altrove in Terra di Lavoro e di
rilocalizzazione in precise aree del
paese di insediamenti gi ubicati o
prossimi ad esserlo

Con descrizione, tramite testi e immagini, della


situazione in cui si trovavano talune sezioni paesane
alla seconda decade di Novembre 2016

FEBBRAIO 2017

LAVORO INTEGRATO CON LE RETTIFICHE DEL MESE DI LUGLIO DEL 2017


Contatti dellautore
Pagina Facebook: Raffaele Pezone
Posta elettronica: errepezone2015@tiscali.it

**********

In copertina, la conurbazione Napoli-Caserta vista dallalto (fonte: Google Earth). Si domanda


comprensione per la non eccelsa qualit dellimmagine.
NOTA DELLAUTORE (Luglio 2017)

Il sottoscritto ha sentito lobbligo di correggere una serie di inesattezze che egli non era riuscito
sfortunatamente a cogliere durante gli ultimi controlli antecedenti la pubblicazione del presente libro nel
mese di Febbraio u.s.

Di conseguenza, non si innanzi alla una seconda edizione di unopera, bens sempre alla
prima, quantunque riveduta dal principio alla fine. Soprattutto, va assolutamente precisato che non
risultano cambiamenti sostanziali nel contenuto, come evidenziano considerazioni e descrizioni sempre
aggiornate al passato inverno.

Resta opinione di chi scrive che lo spirito di lealt nei confronti del lettore possa palesarsi financo
in modi insoliti come quello corrente, senza che ci costituisca una pericolosa perdita di credibilit a danno
del cimento intentato e del suo promotore.

Le rettifiche alle imprecisioni qui appaiono catalogate in tre gruppi: uno riguardante
esclusivamente il testo, uno concernente le tabelle e uno relativo alle immagini.

La componente testuale
Il lavoro di verifica ha spinto anzitutto a porre rimedio al maggior numero possibile di sviste grammaticali
e di semplici errori di battitura. In secondo luogo, allo scopo di allietare locchio altrui, si cercato di
ricorrere alluso dei sinonimi, nonch di eliminare qua e l delle ridondanze.
Nelle righe sottostanti, in particolare, risultano elencati solo alcuni dei ritocchi effettuati: quelli di cui va
data immediata notizia.

FONTI
Nellelenco delle Norme Nazionali e Comunitarie viene effettuato anche il rimando al Decreto Legislativo
n. 99 del 2004.

QUADRO PRIMO SEZIONE B2


Nel capitolo 7, nel punto 6.1, a cavallo dei primi due periodi testuali successivi a un elenco di azioni da
compiersi, stata aggiunta unulteriore puntualizzazione.

QUADRO PRIMO SEZIONE D


Nel capitolo 18, in chiusura del punto V, appare un nuovo periodo testuale. Spiccano poi i novelli punti IX e
X.
Anche nel capitolo 19, al termine del punto V, fa capolino un inedito periodo testuale. Compaiono pure qui
i nuovi punti IX e X.
Nel capitolo 20, nel punto X, risulta eliminata la precedente ultima frase; al suo posto, invece, emergono
due novelli e distinti punti: lXI e il XII. A pi di pagina, infine, si palesano le ulteriori note 338 e 339.

QUADRO SECONDO
Nel capitolo 21, nella nota a piede n. 340 (in precedenza numerata col 338) sono state rettificate le varie
ampiezze che ora sono passate da 92.619,83 mq, 32.578 mq e 125.197,83 mq a, rispettivamente, 96.947,97
mq, 38.878 mq e 135.825,97 mq.

APPENDICE Supplemento 1
Nei paragrafi 1.5, 1.10, 1.12, 1.18 e 1.19, sempre allinterno della voce Prima constatazione, viene fornita
una breve informazione.

APPENDICE Supplemento 3
Nel paragrafo 3.2, si rivelano le diciture Proposta di riclassificazione del sottoscritto (1), per le particelle
catastali diverse dalle 5171, 5110 e 5184 del foglio 1, e Proposta di riclassificazione del sottoscritto (2),
proprio in relazione alle p.lle appena citate; accorciata e parzialmente ritoccata la Ipotesi di intervento
rispetto al riordino urbanistico.
Nel paragrafo 3.8, la precedente didascalia Inopportunit dellinsediamento stata scissa in due parti:
Inopportunit dellinsediamento (1) e Inopportunit dellinsediamento (2).
Nel paragrafo 3.9, liniziale titolo Zona omogenea E, a mezzogiorno rispetto alle attuali zone omogenee
C3, C5 e B2 appare modificato in: Zona omogenea E, a mezzogiorno delle attuali zz.oo. C3, C5 e B2,
nonch a cavallo di un tratto della strada asfaltata gestita dal Consorzio di Bonifica e della via campestre
Cupa Cesa; inoltre, nella voce Contraddizione rispetto alla proposta del PTCP aggregata una nuova
frase.
Nel paragrafo 3.10, il titolo Zona omogenea E, negli immediati paraggi della porzione meridionale
dellodierna zona omogenea C7 appare modificato in: Zona omogenea E, a meridione delle zz.oo. C6 e
B1, nonch a ponente di tutto il comparto C7 fino al tratto sud della strada Cesa; appare poi riscritta
interamente la dicitura Inopportunit dellinsediamento.
Nel paragrafo 3.12, risulta rifatta in toto la didascalia Inopportunit dellinsediamento.

APPENDICE Supplemento 4
Nel paragrafo 4.1, stata riformulata la voce Inopportunit dellinsediamento.

Le tabelle
Salvo qualche puntualizzazione, il lavoro di verifica ha indotto a correggere principalmente gli errori di
calcolo posti in essere dallautore.
Lelenco a seguire riguarda qualsiasi refuso intercettato dallo scrivente. P1.1 bis - P1.2 bis P1.3 + P1.4
bis - P1.5 bis

PROLOGO Premessa 1 Tabella P1.1


Per le zz.oo. C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C11, volume potenziale da 166.329,11 a 166.334,21 mc;
ipotetico numero complessivo nuovi di alloggi se ciascuno contasse su 400 mc di volume: 414 a 415.
Per le tutte le zz.oo. C considerate e le porzioni ancora inedificate della B2, teorica quantit di nuovi alloggi
se ognuno avesse 400 mc di volume: da 563 a 564.

PROLOGO Premessa 1 Tabella P1.2


Per i Piani di Dettaglio, supposto numero di abitanti che potrebbero insediarsi sulla scia di un rapporto di
90 mc/ab: da 117 a 110; immaginato numero totale di nuovi alloggi aventi a testa 400 mc di volume: da
26 a 25.
Per tutte le altre sezioni comunali classificate ai sensi dell'art. 37 delle NTA del vigente PRG paretano:
estensione superficiale complessiva da 55.040 a 55.000 mq.
Per ogni area considerata, numero finale di abitanti che potrebbero giungere sulla scia di un ipotetico
rapporto di 90 mc/ab: da 1.032 a 1.025; presupposta consistenza finale di novelli di alloggi aventi ciascuno
400 mc di volume: da 231 a 230.

PROLOGO Premessa 1 Tabella P1.3


Per i suoli con ampiezza inferiore ai 1.000 mq, assunto numero di abitanti che potrebbero arrivare in base
a un rapporto di 80 mc/ab: da 141 a 151.
Per ogni sezione considerata, ipotetico ammontare di persone che potrebbero risiedere in base a un
rapporto di 80 mc/ab: da 308 a 318.

PROLOGO Premessa 1 Tabella P1.6


Grandezza teorica dellarea impermeabilizzata a ovest dell'ex Resit: corretta da 3.024 a 6.300 mq.
Estensione approssimativa totale di tutte le sezioni considerate: da 62.214 a 65.490 mq.

PROLOGO Premessa 1 Tabella P1.9


Per le restanti sezioni rientranti nella disciplina dell'art. 37 delle NTA del vigente PRG e non direttamente
associate a un Piano di Dettaglio, immaginato fabbisogno ulteriore di standard urbanistici: da 2.752 a
2.750 mq.
Dato finale relativo a qualsiasi comparti preso in riferimento: da 22.187,83 mq a 22.185,83 mq.

PROLOGO Premessa 1
Si ricorda altres lintroduzione delle tabelle P1.1 bis, P1.2 bis, P1.3 + P1.4 bis e P1.5 bis in
precedenza mancanti.

PROLOGO Premessa 2 Tabella P2.1


Per la z.o. C3, supposta estensione degli standard urbanistici: da 5.858,92 mq a 5.852,92 mq; presupposta
superficie dell'intero comparto al netto di tali standard: da 45.036,08 mq a 45.042,08 mq.
Per le tutte le zz.oo. C considerate, totali teorici concernenti l'estensione degli standard urbanistici: da
25.507,33 mq a 25.501,33 mq; estensione complessiva dei comparti al netto degli: da 196.243,67 mq a
196.249,67 mq.

PROLOGO Premessa 2 Tabella P2.2


Per la z.o. C3, volume potenziale: da 38.280,66 mc a 28.285,76 mc.
Per le tutte le zz.oo. C considerate, volume potenziale totale: da 166.329,11 mc a 166.334,21 mc.

PROLOGO Premessa 2 Tabella P2.3


Per la z.o. C3, numero ipotetico di alloggi aventi ciascuno di 400 mc di volume: da 95 a 96.
Per le tutte le zz.oo. C considerate, quantit teorica finale di alloggi: da 414 a 415.

PROLOGO Premessa 2
Per motivi di distrazione erano state in principio indicate due tabelle P2.6. La seconda delle due, per,
adesso appare indicata col numero P2.7.
Per effetto di ci tutte le tabelle susseguenti aumentano di un numero con lultima classificata col numero
P2.21.
PROLOGO Premessa 2 Tabella P2.12
Per l'area di via Vicinale Vecchia, consistenza immaginata di alloggi costruibili qualora vi fosse un rapporto
di 90 mq/ab: da 35 a 36.
Per tutte le sezioni, ammontare conclusivo degli alloggi con un rapporto di 90 mc/ab: da 117 a 110;
quantit finale di dimore aventi un volume di 400 mc a testa: da 26 a 25.

PROLOGO Premessa 2 Tabella P2.13


Per la sezione p.za Caduti di Nassiriya, estensione ipotetica: da 4.440 a 4.400 mq; ampiezza teorica degli
standard urbanistici: da 2.220 a 2.200 mq; eventuale monetizzazione di quest'ultimi immaginata: da 222
a 220 mq.
Per tutte le sezioni, dato conclusivo supposto circa la grandezza superficiale: da 55.040 a 55.00 mq;
afferente alla possibile monetizzazione degli standard: da 2.752 a 2.750 mq.

PROLOGO Premessa 2 Tabella P2.19


Per i suoli con ampiezza inferiore ai 1.000 mq, assunto numero di abitanti che potrebbero arrivare in base
a un rapporto di 80 mc/ab: da 141 a 151.

APPENDICE Supplemento 5 Tabella S.5.4


Valori numerici riguardanti sia il "secondo totale" sia il "totale complessivo": da 78.653,97 a 80.883,97 mq.

APPENDICE Supplemento 5 Tabella S.5.5


Grandezza approssimativa dell'area ex Resit che, per scelta del sottoscritto, include adesso lo spiazzo a
ovest dellimpianto stesso: da 17.290 mq a 23.590 mq.
Ammontare teorico concernente sia il "secondo totale" sia il "totale complessivo": da 32.578 a 38.878 mq.

APPENDICE Supplemento 5 Tabella S.5.7


Consistenze legate al "secondo totale" e al "totale complessivo": da 12.300 a 14.300 mq.

APPENDICE Supplemento 5 Tabella S.5.10


Dati rimandante al "secondo totale": da 291.350 a 291.050 mq; al "totale complessivo": da 435.891,9 a
435.591,9 mq

APPENDICE Supplemento 5 Tabella S.5.11


Dato approssimativo concernente la sezione "Parete-Tre Ponti e immediati paraggi", a causa della scelta
dell'autore di spostare nella tabella S.5.5 la cifra rinviante allo spiazzo sito a occidente dello stabilimento
ex Resit: da 14.100 mq a 7.800 mq.
Numero supposto sia per il secondo totale sia per il totale complessivo": da 58.402 a 52.102 mq.

Le immagini
A seconda dei casi, le rettifiche hanno consentito di rimediare a delle inesattezze oppure di aggiungere
delle piccole ulteriori precisazioni.
Lelenco a seguire riguarda qualsiasi refuso rintracciato dallo scrivente.

PROLOGO Premessa 3
Immagine P3.2: corretta l'estensione di quella parte della zona B2 immediatamente a nord della C5.
Immagine P3.11: aggiunte delle macchie gialle lungo la sponda verso mezzod di via Vicinale della Rotonda
fino agli insediamenti sparsi; lungo la sponda meridionale della p.le Tre Ponti fino all'incrocio con la p.le 58;
lungo la strada del Consorzio di Bonifica, tratto sud, nei paraggi del lato ovest della zona B2 (a sua volta
indicata con una macchia viola).

PROLOGO Supplemento 6
Immagine S.6.7: ritoccata l'ampiezza di quella porzione della zona B2 immediatamente a nord della C5;
specificata la viabilit di progetto a cavallo di questi due comparti.
Legenda dellimmagine S.6.7: sostituita la dicitura "via Castagnola" con "via Cupa Rosolina".
Immagine S.6.13: indicata l'attuale zona E a oriente del centro abitato.
Immagine S.6.14: il caseggiato di via F.lli Cervi nel comune di Lusciano (CE) finalmente indicato come tale.
Immagine S.6.23: allargato il cerchio viola anche allo spiazzo a occidente dell'ex Resit.
Immagine S.6.24: allargato il cerchio viola anche allo spiazzo a occidente dell'ex Resit.
Immagine S.6.27: rivista la grandezza di quella fetta della zona B2 immediatamente a nord della C5.
Immagine S.6.28: evidenziato il segmento della strada rurale Cesa per il quale stato prospettata
un'alterazione del percorso; messo in risalto il prolungamento verso ponente di via M.T. di Calcutta.
Legenda dellimmagine S.6.28: introdotte delle rapide informazioni concernenti la strada rurale Cesa e il
prolungamento verso occidente di via M.T. di Calcutta.

R.P.
NOTA DELLAUTORE (Febbraio 2017)

NellAgosto del 2015, il sottoscritto condivideva sulla Rete un proprio lavoro, suddiviso in due tomi,
intitolato Mutamenti del territorio comunale di Parete (CE) del passato, presenti ed eventuali futuri. Esso
aveva per oggetto principale una serie di proposte di riordino urbanistico mirate a rilanciare il paese come
entit fisica, come centro di vera produzione economica e come patrimonio immateriale riconoscibile
dagli altri. In particolare, nei capitoli 24 e 25 del Tomo I erano tracciate, seppure in maniera assai
approssimativa, delle ipotesi di trasferimento oltre i confini amministrativi sia di persone sia di attivit.

Il corrente testo costituisce giusto il tentativo di approfondire questultimi scenari.

Passando ad una breve rassegna del contenuto, va evidenziata la sua ripartizione in un Prologo,
due Quadri e unAppendice.

Il Prologo, dotato di tre Premesse, si prefigge lobiettivo di calcolare la percentuale di superficie


locale destinata allurbanizzazione in mancanza di opportuni correttivi diretti al ribasso, tenendo altres
conto del forte sovradimensionamento emerso dalla Variante al Piano Regolatore Generale del 2005. A
mo di corollario sono poi aggiunte delle immagini che rimandano a diversi settori della cittadina.

Il Quadro Primo rappresenta la parte centrale di codesta trattazione. In esso, infatti, trova posto
la descrizione di sei procedure di delocalizzazione verso altre aree del Casertano e di rilocalizzazione in un
unico ambito del comune paretano, a oriente della Circumvallazione.
Per la precisione, la sezione A fa riferimento a un movimento di delocalizzazione residenziale; le sezioni B1,
B2, C1 e C2 alludono a flussi di delocalizzazione non abitativa; la sezione D tratteggia sia una
rilocalizzazione non residenziale sia una delocalizzazione anzitutto abitativa.

Ciascuna sezione consta a sua volta di tre capitoli, eccetto lultima che ne reca cinque.
Ogni primo capitolo permette di visionare liter di delocalizzazione (nel capitolo 16, tuttavia sia di
delocalizzazione sia di rilocalizzazione), accennando quindi a forme di coordinamento istituzionale.
Ogni secondo capitolo, invece, ha soltanto lo scopo di riassumere le occasioni di interazione fra i Paretani
di turno e la Pubblica Amministrazione gi elencate nel primo.
Ogni terzo capitolo (per nella sezione D i capitoli corrispondono al 18, 19 e 20) cerca di far focalizzare
lattenzione del lettore su un singolo dettaglio del processo di delocalizzazione/rilocalizzazione: una
probabile apposita convenzione integrativa rispetto alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici
Attuativi in vigore per le zone omogenee C, D e B1 ex art. 37 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG
paretano.

A scanso di qualsiasi equivoco, si puntualizza che i percorsi procedurali del primo capitolo di
ciascuna sezione sono comunque degli abbozzi (da qui il motivo del ricorso a una simile parola nel titolo del
presente lavoro) a causa della consapevolezza della loro non esaustivit.
A tal riguardo, lautore afferma di aver seguito un approccio molto prudente nel suggerire gli strumenti
normativi, fra cui appaiono quelli riconducibili alla Legge Regionale Campania n. 13 del 2008, come i
Laboratori ex art. 7, la Conferenza Permanente di Pianificazione, lIntesa ex art. 5 c. 7 e lAccordo di
Pianificazione, con questultimo equiparato allAccordo di Programma di cui allart. 34 del Decreto
Legislativo n. 267 del 2000.
Nondimeno i differenti cammini burocratici delineati nei capitoli 1, 4, 7, 10, 13 e 16 (conferenze
interistituzionali ex art. 34 TUEL, Primo Patto Formale e Secondo Patto Formale, Laboratori di
Pianificazione, Conferenza Permanente di Pianificazione, Intesa ex art. 5 c. 7 L.R. Campania 13/2008,
Accordo ex art. 15 della Legge 241/1990, fase di acquisizioni e alienazione immobiliare, fase urbanistica
propriamente detta, Accordo di Pianificazione) possono sembrare nellinsieme piuttosto farraginosi. Ma
ci risulta dipeso pure dalla summenzionata cautela, in carenza della quale sarebbero stati accorpati, fra
laltro, i momenti relativi alla Conferenza Permanente di Pianificazione, allIntesa ex art. 5 c. 7 L.R.
Campania 13/2008 e a quello immediatamente introduttivo lAccordo ex art. 15 della L. 241.
Circa gli accorgimenti puramente urbanistici, infine, non sfuggir ai pi competenti lassenza di qualunque
aperto richiamo a forme di perequazione di cui allart. 12 del Regolamento Regionale Campania n. 5 del
2011, anche se, in teoria, niente escluderebbe una loro applicazione onde contenere lammontare della
delocalizzazione residenziale attraverso la concentrazione dei volumi edificabili per alcuni comparti, come
lodierna zona omogenea C3, e addirittura stimolare la rilocalizzazione non abitativa a levante della
Circumvallazione. Lungo cotale versante, in buona sostanza, privilegiata una strategia maggiormente
tradizionale basata sulle espropriazioni per pubblica utilit ex DPR n. 327 del 2001.

Il Quadro Secondo (capitoli dal 21 al 24) d fugacemente spazio a delle fattispecie di vario tipo che
potrebbero tuttavia connettersi colle fasi illustrate nella parte precedente del corrente testo.

Approfittando della circostanza, inserita unAppendice la quale ha solo lambizione di chiarire


lassetto territoriale che lente municipale di Parete dovrebbe programmare col prossimo Piano Urbanistico
Comunale. Di conseguenza, vengono qui nominati talaltri settori paesani che nei capitoli dall1 al 20 sono
citati poco o nulla.
Per tutte le aree, in particolare, offerta una descrizione cristallizzata alla seconda decade di Novembre
2016, nonch consigliata una conferma della classificazione urbanistica e/o della destinazione duso alla
luce delle previsioni del PRG paretano oppure una modifica di entrambe in virt delle indicazioni e Norme
del Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale di Caserta.
LAppendice, per lesattezza, vanta cinque Supplementi, nonch un sesto che consente di vedere un gruppo
di immagini a colori.

Badando al testo nel suo complesso, si anticipa la ripetizione di certe note a pi pagina nellintento
di aiutare chi, legittimamente, decidesse di dilazionare nel tempo la lettura.

Scontato sostenere che siffatta opera resta il frutto delliniziativa di un amatore. Perci si rivolgono
fin da subito le pi sentite scuse per gli errori ravvisati, a partire da quelli grammaticali.

In chiusura, non viene nascosto che quanto compare in questi abbozzi procedurali potrebbe
confluire nelle osservazioni al PUC paretano. Ecco perch lo scrivente osa avanzare una semplice
fondamentale richiesta: verificare se in essi difettino degli ulteriori indispensabili passaggi formali.

R.P.
Sommario

Pagina

Fonti relative sia alla parte testuale sia alle immagini A

PROLOGO Dalla particolare collocazione del territorio di Parete al sovradimensionamento I


residenziale e produttivo emerso dalla Variante del 2005 al locale PRG: la necessit di
porre un freno allinopportuno consumo di suolo attraverso delocalizzazioni e
rilocalizzazioni

Premessa 1 III

Premessa 2 - Precisazioni tabellari rispetto ai valori numerici pubblicati nella Premessa 1 XIX

Premessa 3 - Immagini rappresentanti le aree paesane menzionate nella Premessa 1 XXXV

QUADRO PRIMO Appunti riguardanti lo svolgimento di processi di delocalizzazione da 1


Parete (nonch di rilocalizzazione in Parete e di delocalizzazione altrove)

SEZIONE A - Delocalizzazione degli insediamenti paretani prevalentemente residenziali 3

Capitolo 1 - Abbozzo di schema di delocalizzazione preventiva dei punti di Parete ancora 3


inedificati o gi in concreta edificazione (ma ancora lungi dallessere trasformati) e di
delocalizzazione "non preventiva" degli stabili di Parete gi completati

Capitolo 2 - Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo 30
di delocalizzazione (preventiva e non preventiva) residenziale e Pubblica Amministrazione
rispetto a quanto descritto nel capitolo 1

Capitolo 3 - Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione 32


integrativa rispetto alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e
aventi carattere prevalentemente residenziale. Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili: per
i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo diretto; per i quali stato rilasciato il titolo
abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora avviati. Fattispecie n. 2 relativa a punti
edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto e gli stabili risultano gi in
concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

SEZIONE B1 - Ipotesi n. 1 di delocalizzazione in zona ASI degli insediamenti paretani NON 37


residenziali che potrebbero sorgere o che si stanno erigendo o che gi esistono

Capitolo 4 - Abbozzo di schema di delocalizzazione in cui si suppone limpossibilit per il 37


Consorzio ASI di Caserta di mettere a disposizione stabili e/o terreni nelle zone di sua
competenza

Capitolo 5 - Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo 54
di delocalizzazione (preventiva e non preventiva) NON abitativa e Pubblica
Amministrazione rispetto a quanto descritto nel capitolo 4
Capitolo 6 - Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione 55
integrativa rispetto alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e
aventi carattere prevalentemente NON abitativo. Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili:
per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo diretto; per i quali stato rilasciato il
titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora avviati. Fattispecie n. 2 relativa a punti
edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto e gli stabili risultano gi in
concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

SEZIONE B2 - Ipotesi "residuale" n. 2 di delocalizzazione in zona ASI degli insediamenti 59


paretani NON residenziali che potrebbero sorgere o che si stanno erigendo o che gi
esistono

Capitolo 7 - Abbozzo di schema di delocalizzazione in cui si suppone che il Consorzio ASI di 59


Caserta possa mettere a disposizione dei propri stabili e/o terreni rientranti nellagglomerato
di turno

Capitolo 8 - Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo 76
di delocalizzazione (preventiva e non preventiva) NON abitativa e Pubblica
Amministrazione rispetto a quanto descritto nel capitolo 7

Capitolo 9 - Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione 78


integrativa rispetto alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e
aventi carattere prevalentemente NON abitativo. Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili:
per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo diretto; per i quali stato rilasciato il
titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora avviati. Fattispecie n. 2 relativa a punti
edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto e gli stabili risultano gi in
concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

SEZIONE C1 - Ipotesi n. 1 di delocalizzazione degli insediamenti paretani NON residenziali, 83


che potrebbero sorgere o che si stanno erigendo o che gi esistono, verso una qualsiasi altra
parte del Casertano non rientrante in zone ASI

Capitolo 10 - Abbozzo di schema di delocalizzazione verso un'altra localit casertana 83


attraverso lindividuazione di una novella area PIP

Capitolo 11 - Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel 85
processo di delocalizzazione (preventiva e non preventiva) NON abitativa e Pubblica
Amministrazione rispetto a quanto descritto nel capitolo 10

Capitolo 12 - Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione 86


integrativa rispetto alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e
aventi carattere prevalentemente NON abitativo. Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili:
per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo diretto; per i quali stato rilasciato il
titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora avviati. Fattispecie n. 2 relativa a punti
edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto e gli stabili risultano gi in
concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

SEZIONE C2 - Ipotesi n. 2 di delocalizzazione degli insediamenti paretani NON residenziali, 91


che potrebbero sorgere o che si stanno erigendo o che gi esistono, verso una qualsiasi altra
parte del Casertano non rientrante in zone ASI

Capitolo 13 - Abbozzo di schema di delocalizzazione verso un'altra localit casertana 91


attraverso due fasi procedurali: una di alienazione in permuta e una legata ad un PIP
Capitolo 14 - Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel 109
processo di delocalizzazione (preventiva e non preventiva) NON abitativa e Pubblica
Amministrazione rispetto a quanto descritto nel capitolo 13

Capitolo 15 - Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione 111


integrativa rispetto alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e
aventi carattere prevalentemente NON abitativo. Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili:
per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo diretto; per i quali stato rilasciato il
titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora avviati. Fattispecie n. 2 relativa a punti
edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto e gli stabili risultano gi in
concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

SEZIONE D - Ipotesi di rilocalizzazione NON residenziale in altra parte di Parete e di 115


delocalizzazione da Parete

Capitolo 16 - Abbozzo di schema di rilocalizzazione (preventiva e non preventiva) degli 115


insediamenti unicamente non residenziali verso le zone C1-
Circumvallazione/Bologna/DAcquisto, C2 lato nord e D4 del vigente PRG di Parete, nonch di
delocalizzazione (preventiva e non preventiva) degli insediamenti residenziali (e non
residenziali) verso un altro comune della provincia di Caserta

Capitolo 17 - Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel 146
processo di rilocalizzazione/delocalizzazione e Pubblica Amministrazione (e non) rispetto a
quanto descritto nel capitolo 16

Capitolo 18 - Movimenti di rilocalizzazione in Parete e di delocalizzazione preventiva da 149


Parete. Bozzetto di apposita convenzione integrativa rispetto alle convenzioni originarie dei
Piani Urbanistici Attuativi delle attuali zone omogenee C1 e C2 del vigente PRG. Fattispecie n.
1 relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo diretto; per
i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

Capitolo 19 - Movimenti di rilocalizzazione in Parete e di delocalizzazione preventiva da 154


Parete. Bozzetto di apposita convenzione integrativa rispetto alle convenzioni originarie dei
Piani Urbanistici Attuativi dellattuale zona omogenea D4 del vigente PRG. Fattispecie n. 1
relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo diretto; per
i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

Capitolo 20 - Movimenti di rilocalizzazione in Parete e di delocalizzazione preventiva da 159


Parete. Bozzetto di apposita convenzione integrativa rispetto alle convenzioni originarie dei
Piani Urbanistici Attuativi delle attuali zone omogenee D2 e D3 del vigente PRG. Fattispecie
relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto e gli stabili
risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

QUADRO SECONDO Rapida e aggiuntiva serie di considerazioni di vario tipo 163

Capitolo 21 - A proposito delle due destinazioni duso proposte per talune sezioni rientranti 165
adesso nelle zone omogenee C1, C2 e D4 e che si vorrebbe riclassificare colla lettera D
Capitolo 22 - Probabile rifrazionamento catastale di terreni paretani a seguito delle varie 167
riclassificazioni urbanistiche

Capitolo 23 - Accenno a ipotesi legate a procedimenti in corso per le opere pubbliche 169
nelleventualit in cui si volesse tornare indietro. Con particolare riferimento a una
(normale) gara di appalto di lavori

Capitolo 24 - Abbozzo ad ipotesi di sostegno finanziario per le azioni di riordino urbanistico 171
tratteggiate nel Quadro Primo

APPENDICE Illustrazione delle classificazioni e delle destinazioni future auspicate per le i


attuali zone omogenee del PRG di Parete, nonch per talaltre sezioni comunali

Supplemento 1 - Descrizioni relative alle zone omogenee C, D e B1 ex art. 37 NTA iii

Supplemento 2 - Descrizioni relative ad altre parti della zona omogenea D4; a sezioni marginali xxvi
corrispondenti alle p.lle 5320, 5535, 5536 e 5537 del foglio 2 della mappa catastale comunale;
allarea standard di attrezzature pubbliche presso la chiesetta di via G.B. Basile

Supplemento 3 - Descrizioni relative allarea standard di attrezzature pubbliche presso xxxii


lintersezione di via Vicinale della Rotonda colla Circumvallazione; ad alcune sezioni
dellattuale zona omogenea E; alle p.lle 556, 5743 e 5835 del foglio 3, nonch 5576 e 641 del
foglio 2 della mappa catastale comunale

Supplemento 4 - Descrizioni relative alla porzione sud della zona B2, ancora inedificata, e xlviii
allarea standard di attrezzature pubbliche in via Vicinale Coppa

Supplemento 5 - Sintesi conclusiva li

Supplemento 6 - Immagini rappresentanti le aree paesane menzionate nellAppendice lvii


[A]

Fonti relative sia alla parte testuale sia alle


immagini

Laddove possibile, si cercato di elencare tutte le fonti, bibliografiche e informatiche, seguendo un criterio
cronologico.
Circa gli atti comunali paretani, onde evitare la creazione di un elenco eccessivamente lungo, non appaiono
menzionate quelle fonti, cartacee ed elettroniche, riconducibili a singoli Piani Urbanistici Attuativi e a
Permessi di Costruire.

Su Parete. Atti comunali

Variante al Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Parete attualmente ancora in vigore.
Relazione.
Variante al Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Parete attualmente ancora in vigore.
Norme Tecniche di Attuazione, e successive modificazioni e integrazioni.
Variante al Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Parete attualmente ancora in vigore.
Regolamento Edilizio, e successive modificazioni e integrazioni.
Delibera n. 4 del 06/09/2016 del Commissario ad Acta avente per oggetto ladozione di una variante
urbanistica per le p.lle 5206 e 5228 del foglio 3 della mappa catastale comunale.
Delibera di Giunta Comunale n. 19 del 24/04/2007 concernente la riduzione a cento metri della
fascia di rispetto cimiteriale.
Delibera di Giunta Comunale n. 39 del 07/04/2016 Indirizzi strategici per lelaborazione del
documento preliminare di progetto del Piano Urbanistico Comunale.
Delibera di Giunta Comunale n. 64 del 17/06/2016 avente per oggetto il trasferimento di funzioni e
attivit dal Settore Provinciale del Genio Civile di Caserta al Comune di Parete, in virt dellart. 4-bis
della L.R. Campania n. 9 del 1983.
Delibera di Giunta Comunale n. 68 del 17/06/2016 Assegnazione lotti all'interno delle aree
destinate ad insediamenti produttivi. Atto di indirizzo ai fini dell'aggiornamento della perizia e per
l'avvio del procedimento di pubblicazione del bando.
Delibera di Giunta Comunale n. 70 del 17/06/2016 fungente da indirizzo per lattivit progettuale
relativa allindividuazione di unisola ecologica a ovest della Circumvallazione.
Delibere di Giunta Comunale nn. 93, 94 e 95 del 13/09/2016 attinenti alla possibile realizzazione di
infrastrutture per la fruizione ecosostenibile di un parco agricolo urbano.
Delibera di Giunta Comunale n. 100 del 14/09/2016 di approvazione del progetto preliminare per il
Piano di Insediamento Produttivo in zona D1.
Delibera di Giunta Comunale n. 117 del 08/11/2016 costituente adozione del Piano di Valorizzazioni
ed Alienazioni.
Delibera di Giunta Comunale n. 130 del 06/12/2016 mirata alla predisposizione di atti preordinati
alla riduzione della fascia di rispetto cimiteriale da 100 a 50 metri.
Avviso Pubblico, prot. n. 0007291 del 20/12/2016, Programma di Insediamenti Produttivi.
Manifestazioni di interesse.
Delibera di Giunta Comunale n. 36 del 30/11/2016 Piano di Protezione Civile.
[B]

Norme nazionali e comunitarie

Regio Decreto n. 827 del 23 Maggio 1924 e successive modificazioni e integrazioni


(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1924_0827.htm).
Regio Decreto n. 262 del 16 Marzo 1942 Codice Civile, aggiornato al mese di Novembre del 2016
(http://www.altalex.com ----- previa registrazione).
Regio Decreto n. 1265 del 27 Luglio 1934, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.aosp.bo.it/rad2/Rad/Leggi/1265.pdf).
Decreto Ministero della Sanit del 5 Settembre 1994 Elenco delle industrie insalubri di cui allart.
216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie
(http://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio?dataPubblicazioneGazzet
ta=1994-09-20&numeroGazzetta=220).
Legge n. 1150 del 17 Agosto 1942 Legge urbanistica, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1942_1150.htm).
Decreto Ministeriale n. 1444 del 2 Aprile 1968 Limiti inderogabili di densit edilizia, di altezza, di
distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e
produttivi e spazi pubblici o riservati alle attivit collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da
osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti,
ai sensi dell'art. 17 della legge n. 765 del 1967
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1968_1444.htm).
Legge n. 865 del 22 Ottobre 1971 (http://www.sicet.it/pages/urbanistica/leggi_urb/legge_865-
71.htm).
Legge n. 47 del 28 Febbraio 1985, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1985_0047.htm).
Legge n. 241 del 7 Agosto 1990 Nuove norme sul procedimento amministrativo, e successive
modificazioni e integrazioni (http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1990_0241.htm).
Decreto Legislativo n. 267 del 18 Agosto 2000 Testo Unico delle Leggi sullOrdinamento degli Enti
Locali, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2000_0267.htm).
Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 Giugno 2001 Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2001_0380.htm#015).
Decreto del Presidente della Repubblica n. 327 dell8 Giugno 2001 Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilit, e successive
modificazioni e integrazioni (http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2001_0327.htm).
Decreto Legislativo n. 99 del 29 Marzo 2004 Disposizioni in materia di soggetti e attivit, integrit
aziendale e semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettere
d), f), g), l), ee), della Legge 7 marzo 2003, n. 38, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2004_0099.htm).
Legge n. 133 del 6 Agosto 2008, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2008_0133.htm).
Decreto Legislativo n. 152 del 3 Aprile 2006 Norme in materia ambientale, e successive
modificazioni e integrazioni (http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2006_0152.htm).
[C]

Legge n. 122 del 30 Luglio 2010, e successive modificazioni e integrazioni


(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2010_0122.htm).
Decreto del Ministero dellAmbiente n. 120 del 3 Giugno 2014
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2014_0120.htm).
Regolamento UE 1357/2014 del 18 Dicembre 2014 che sostituisce l'allegato III della direttiva
2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive
(http://www.reteambiente.it/normativa/21316/regolamento-commissione-ue-1357-2014-ue/).
Legge n. 111 del 15 Luglio 2011, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2011_0111.htm).
Legge n. 27 del 24 Marzo 2012, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2012_0027.htm).
Legge n. 98 del 9 Agosto 2013, Conversione, con modificazioni, del decreto-legge 21 Giugno 2013,
n. 69. Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2013_0098.htm#30).
Decreto Legislativo n. 50 del 18 Aprile 2016, c.d. Nuovo Codice degli Appalti, e successive
modificazioni e integrazioni (http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2016_0050.htm).

Giurisprudenza

Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza n. 5028 del 2011 (www.giustizia-amministrativa.it -----
motore di ricerca interno).
TAR Lazio-Roma, sez. III bis, sentenza n. 3036 del 2009
(http://www.altalex.com/documents/news/2009/04/20/la-revoca-del-bando-di-gara-prima-dell-
aggiudicazione-non-comporta-indennizzo).
TAR Lazio, sez. Roma II-bis, sentenza n. 2294 del 2008 (www.giustizia-amministrativa.it ----- motore
di ricerca interno).
TAR Lombardia, sez. Milano II, sentenza n. 728 del 2010 (Antonella Mafrica e Mario Petrulli, Casi
risolti di edilizia e urbanistica. Con giurisprudenza e norme di riferimento, 2010, pp. 230-234).
Corte di Cassazione, sezione III Penale, sentenza n. 18900 del 2008
(https://www.scribd.com/document/339943656/Corte-di-Cassazione-III-sezione-Penale-sentenza-
n-18900-del-2008).
TAR Abruzzo-LAquila, sezione I, sentenza n. 1141 del 2008 (www.giustizia-amministrativa.it -----
motore di ricerca interno).
Corte di Cassazione, sezione III Penale, sentenza n. 8626 del 2009
(http://www.ambientediritto.it/sentenze/2009/Cassazione/Cassazione_2009_n._8626.htm).
Corte Costituzionale, sentenza n. 63 del 2013 (http://www.cortecostituzionale.it/ ----- motore di
ricerca interno).

Norme della Regione Campania

Legge Regionale Campania n. 14 del 20 Marzo 1982, e successive modificazioni e integrazioni


(http://jtest.ittig.cnr.it/cocoon/regioneCampania/xhtml?css=&doc=/db/nir/RegioneCampania/198
2/urn_nir_regione.campania_legge_1982-03-20n14).
[D]

Legge Regionale Campania n. 15 del 2000


(http://www.sito.regione.campania.it/leggi_regionali2000/lr15_2000vigente.pdf).
Legge Regionale n. 16 del 22 Dicembre 2004 "Norme sul governo del territorio", e successive
modificazioni e integrazioni
(http://www.sito.regione.campania.it/leggi_regionali2004/lr16_04vigente.pdf).
Legge Regionale Campania n. 19 del 2009, cos come vigente per effetto delle modifiche introdotte
con la Legge Regionale Campania n. 6 del 2016
(http://www.sito.regione.campania.it/leggi_regionali2009/lr19_2009vigente.pdf).
Regolamento n. 5 del 4 Agosto 2011 Regolamento di attuazione per il governo del territorio
(http://www.sito.regione.campania.it/regolamenti/regolamento05_2011.pdf). Si precisa tuttavia
che il termine di cui allart. 1 c. 3 stato elevato a sessanta mesi per effetto della modifica introdotta
dalla Legge Regionale Campania n. 22 del 2016
(http://regione.campania.it/normativa/item.php?pgCode=G19I231R1670&id_doc_type=1&id_tem
a=11)
Manuale operativo del Regolamento n. 5 del 4 Agosto 2011 di attuazione della L.R. 16/2004 in
materia di Governo del territorio
(http://www.regione.campania.it/assets/documents/Quaderni_governo_territorio.pdf).
Legge Regionale Campania n. 19 del 6 Dicembre 2013, e successive modificazioni e integrazioni
(http://www.sito.regione.campania.it/leggi_regionali2013/lr19_2013vigente.pdf).

Piano Territoriale Regionale della Campania

Legge Regionale n. 13 del 13 Ottobre 2008 Piano Territoriale Regionale


(http://www.sito.regione.campania.it/burc/pdf08/burc45bis_08/lr13_08/lr13_08.pdf).
Documento di Piano
(http://www.sito.regione.campania.it/burc/pdf08/burc45bis_08/lr13_08/1/lr13_08_ptr_1.pdf).
Linee Guida per il Paesaggio ed Elaborati cartografici
(http://www.sito.regione.campania.it/burc/pdf08/burc45bis_08/lr13_08/2/lr13_08_ptr_2.pdf).
Legge Regionale Campania n. 6 del 5 Aprile 2016 per la parte modificante gli artt. 4 e 5 della suddetta
L.R. del 13 Ottobre 2008 (Bollettino Ufficiale Regione Campania n. 22 del 5 Aprile 2016, versione on
line).

Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Caserta

Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 26 del 26 Aprile 2012


(http://www.provincia.caserta.it/documents/10805/322991/CP26.pdf).
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, indice generale
(ftp://ftp.provincia.caserta.it/pub/Ptc%20Caserta/PTCP/).
Relazione A1
(ftp://ftp.provincia.caserta.it/pub/Ptc%20Caserta/PTCP/A1%20Relazione/A1%20Relazione.pdf).
Norme (ftp://ftp.provincia.caserta.it/pub/Ptc%20Caserta/PTCP/Norme/).
Tavola B2.2.2 Integrit fisica. Il rischio idraulico
(ftp://ftp.provincia.caserta.it/pub/Ptc%20Caserta/PTCP/B%20Elaborati%20grafici%20del%20quadr
[E]

o%20conoscitivo/B2%20Integrit%E0%20fisica/B2.2.2%20Integrit%E0%20fisica.Il%20rischio%20idra
ulico.pdf).
Tavola B3.1.8 Identit culturale. I paesaggi storici
(ftp://ftp.provincia.caserta.it/pub/Ptc%20Caserta/PTCP/B%20Elaborati%20grafici%20del%20quadr
o%20conoscitivo/B3%20Identit%E0%20culturale/).
Tavola B5.1.2 Levoluzione degli insediamenti
(ftp://ftp.provincia.caserta.it/pub/Ptc%20Caserta/PTCP/B%20Elaborati%20grafici%20del%20quadr
o%20conoscitivo/B5%20Territorio%20insediato/).
Tavola C1.1.8 Assetto del territorio. Tutela e trasformazione
(ftp://ftp.provincia.caserta.it/pub/Ptc%20Caserta/PTCP/C%20Elaborati%20grafici%20di%20piano/
C1%20Assetto%20del%20territorio/).

Autorit di Bacino Regionale della Campania Centrale

Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (PSAI), Relazione Generale, Carta del Rischio Idraulico
(http://www.adbcampaniacentrale2.it/documenti/psai/relazioni/RelazioneGenerale.pdf).

Consorzio di Bonifica del Basso Volturno

Tavola 2.2 del progetto esecutivo per la realizzazione di lavori per il I Stralcio del I Lotto del Sub
Comprensorio Alto (http://consbiv.it/upload/gara_14_04_14/09-2012_Tav.2.2.pdf).

Consorzio A.S.I. di Caserta

Consorzio A.S.I. di Caserta (www.asicaserta.it).

Sulla demolizione tradizionale e, soprattutto, controllata

Procedura per le opere di demolizione


(http://www.ispesl.it/buonepratiche/Edilizia_Abitativa/3.7_.pdf).
Universit degli Studi di Bologna Alma Mater Studiorum, Dipartimento di Ingegneria Civile,
Chimica, Ambientale e dei Materiali, A. Bonoli, Impatto del decomissioning e della demolizione
selettiva sulla qualit dei rifiuti da C&D
(http://newweb.riminifiera.it/upload_ist/AllegatiProgrammaEventi/Bonoli_835071.pdf).
M. Biffani, Manuale della demolizione controllata. Alternativa al martello demolitore
(http://www.periti-industriali-
reggioemilia.it/Public/Allegati/Documenti/manuale_demolizione_br.pdf).

Libri su Parete

G. Corrado, Parete. Ricerche storiche e cenni descrittivi, Aversa 1912.


L. Santagata, Parete, Parete 1981.
[F]

M. Cante, Il Palazzo Ducale di Parete. La storia, le vicende, i personaggi... Il futuro, Napoli 1997.
V. De Michele, Il Percorso della memoria. Paesaggi, personaggi, vicende dun piccolo borgo agricolo
negli anni 20-30, Marigliano 2001.
P. Torellini, Sapori di nostalgia, Parete 2002.
A. Tesone, Le famiglie di Parete dal 1628 al 1950, Parete 2007.
M. DAngiolella e R. DellAversana, Terra di Parete, Lusciano 2012.

Antica toponomastica

Significato dellantico toponimo cesa (http://asmvpiedimonte.altervista.org/Cimino_Luigi/La-


toponomastica-rurale-antica-di-Valle-Agricola.html).
Significato dellantico toponimo cupa (http://www.laputa.it/denominazioni-urbanistiche-
generiche/).

Dati Istat

Superfici dei Comuni, delle Province e delle Regioni italiane calcolate in occasione del Censimento
del 2011 (http://www.istat.it/it/archivio/82599).
Bilancio demografico del Comune di Parete al mese di Giugno del 2016
(http://demo.istat.it/bilmens2016gen/index.html).

Su Parete. Precedenti considerazioni del sottoscritto

R. Pezone, Mutamenti del territorio comunale di Parete (CE) del passato, presenti ed eventuali futuri.
Tomo I. Il testo (https://www.scribd.com/doc/276991426/Mutamenti-del-territorio-comunale-di-
Parete-CE-del-passato-presenti-ed-eventuali-futuri-Tomo-I), Agosto 2015.
R. Pezone, Mutamenti del territorio comunale di Parete (CE) del passato, presenti ed eventuali futuri.
Tomo II. Le immagini (https://it.scribd.com/doc/276990059/Mutamenti-del-territorio-comunale-di-
Parete-CE-del-passato-presenti-ed-eventuali-futuri-Tomo-II#page=1&fullscreen=1), Agosto 2015.
R. Pezone, Precisazioni riguardanti il Tomo I della trattazione intitolata Mutamenti del territorio
comunale di Parete (CE) del passato, presenti ed eventuali futuri
(https://www.scribd.com/document/320073388/PRECISAZIONI-riguardanti-il-Tomo-I-della-
trattazione-intitolata-Mutamenti-del-territorio-comunale-di-Parete-CE-del-passato-presenti-ed-
eventuali-f), Agosto 2016.

Circa le immagini rimandanti al Prologo, Premessa 3, del corrente lavoro

M. Cante, Il Palazzo Ducale di Parete. La storia, le vicende, i personaggi... Il futuro, Napoli 1997:
immagine P3.1.
Google Earth, 29/06/2016: immagine P3.2, immagine P3.3, immagine P3.4, immagine P3.5,
immagine P3.6, immagine P3.7, immagine P3.8, immagine P3.9, immagine P3.10.
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Caserta, tavola B5.1.2 Levoluzione degli
insediamenti: immagine P3.11.
[G]

Google Earth, 29/06/2016: immagine P3.12, immagine P3.13.

Circa le immagini rimandanti alla parte in Allegato, Supplemento 6, del corrente lavoro

Google Earth, 21/06/2016: immagine S.6.1, immagine S.6.2, immagine S.6.3, immagine S.6.4,
immagine S.6.5, immagine S.6.6, immagine S.6.7, immagine S.6.8, immagine S.6.9, immagine S.6.10,
immagine S.6.11, immagine S.6.12, immagine S.6.13, immagine S.6.14, immagine S.6.15, immagine
S.6.17, immagine S.6.19, immagine S.6.21, immagine S.6.23, immagine S.6.25, immagine S.6.27,
immagine S.6.28.
Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, tavola 2.2 del progetto esecutivo per la realizzazione di
lavori per il I Stralcio del I Lotto del Sub Comprensorio Alto: immagine S.6.16, immagine S.6.18,
immagine S.6.20, immagine S.6.22, immagine S.6.24, immagine S.6.26.
[I]

PROLOGO Dalla particolare collocazione del territorio di Parete al


sovradimensionamento residenziale e produttivo emerso dalla
Variante del 2005 al locale PRG: la necessit di porre un freno
allinopportuno consumo di suolo attraverso delocalizzazioni e
rilocalizzazioni
[II]
[III]

Premessa 1

La collocazione di Parete in un hinterland aversano-giuglianese e in una conurbazione Napoli-


Caserta densamente abitati e rivolti a una crescente terziarizzazione delle mansioni lavorative non pone
di certo il comune al riparo da un processo di consumo del suolo, il quale non solo d limpressione di
essere inevitabile, ma perfino di assumere i crismi dellinarrestabilit rispetto ad archi temporali medi e
lunghi.

Prima di proseguire per necessario provare a chiarire il significato dellespressione consumo


di suolo, cercandone una definizione quanto pi prossima al merito (e quindi al di l di ogni
inquadramento normativo) e quanto pi applicabile alla realt paretana.

Ebbene, a modesto avviso dello scrivente, per consumo di suolo da intendere qualsivoglia
alterazione a scopi edilizi del terreno selvatico ovvero la trasformazione per i medesimi fini di fondi gi
adibiti allo svolgimento di attivit agro-silvo-pastorali attraverso un cambiamento della destinazione duso
e senza che abbiano importanza alcuna la distinzione fra committenti pubblici e privati e lavvenuta
acquisizione, o meno, delle preventive autorizzazioni.

Di conseguenza, la casistica legata al consumo del suolo si presenta alquanto vasta poich
abbraccia non solo la costruzione di fabbricati, ma altres la realizzazione di qualunque opera
infrastrutturale e di qualsiasi impermeabilizzazione, nonch ciascun intervento che pure esclude dei
radicali mutamenti. Insomma, costituisce consumo di suolo, fra laltro, la creazione di residenze e di
stabili in genere; di parcheggi, strade e marciapiedi; di impianti idrico-fognari ed elettrici; di ferrovie ed
aeroporti; di aree verdi e per lo svago allaperto (incluse le c.d. piste ciclabili).

Infine, per quanto possa sembrare strano, safferma che labitazione e lannesso dellimprenditore
agricolo rappresentano due ulteriori fattispecie di consumo di suolo poich, semplicemente, ha luogo
una sottrazione degli spazi fin l tenuti incolti ovvero dedicati alla semina, alla piantumazione e al pascolo.

Attenzione, tuttavia. Una breve illustrazione del fenomeno come quella appena effettuata non
vuole equivalere n ad un atto di ostilit verso il moderno (termine peraltro di portata piuttosto relativa)
n ad una forma di terrorismo psicologico a danno del lettore, bens essa tenta, appunto, di far
comprendere la negativit di una massiccia e capillare urbanizzazione in taluni contesti territoriali simili
a Parete a dispetto del frequente richiamo a fantasiose (se non addirittura ingannevoli) prospettive di
sviluppo e di ricchezza da parte dellesponente socio-politico-economico di turno.

Si badi che finora il sottoscritto ha alluso al consumo di suolo e non al consumo di suolo
agricolo. Difatti, come intuibile da quanto evidenziato, e seppure correndo il rischio di peccare oramai di
ovviet, da osservare che, a causa delle sue caratteristiche intrinseche, del clima, della latitudine e della
tecnologia applicabile, un appezzamento di terreno pu vantare differenti utilizzi, fra i quali fa capolino
proprio la coltivazione di vegetali e non.

Ci nonostante, per un breve momento, si vuole sposare lidea di un consumo di suolo agricolo
guardando il tenimento paretano.
Una cartografia dellIstituto Geografico Militare (immagine P3.1 della Premessa 3) mostra che negli anni
Cinquanta del secolo scorso i vari ambiti circostanti lallora il centro abitato erano contrassegnati dalla
[IV]

presenza di frutteti e vigneti, a cominciare da quelli che, per effetto della variante al Piano Regolatore
Generale del 2005, avrebbero poi avuto una classificazione residenziale e produttiva.
Consultando il software Google Earth, inoltre, chiunque pu notare come una di questultime sezioni, sita
a est di via Vicinale Vecchia, poco a nord di piazza del Popolo, risultasse nel 2003 ancora contraddistinta
da serre riconducibili al settore economico primario.

Per Parete, dunque, il consumo di suolo agricolo sarebbe ed pure consumo di suolo, e
viceversa. E con tale coincidenza qualunque sforzo diretto a circoscrivere lerosione delle superfici
esclusivamente a quelle coltivate diventa inutile in modo assoluto.

*********************

Stando alla tabella 8.30 pubblicata a pagina 176 della Relazione A1 del Piano Territoriale di
Coordinamento Provinciale di Caserta (PTCP), la quota urbanizzata di Parete appare aumentata del 586%
fra il 1955 e il 2005, passando da 22,5 a 155,8 ettari (ossia da 0,225 a 1,558 chilometri quadri). Per
lesattezza, stato il diciassettesimo comune sui 104 di Terra di Lavoro per incremento, nonch addirittura
il sesto sui diciannove del comprensorio aversano.

Sempre nel 2005, lAmministrazione Civica approvava una Variante al vigente Piano Regolatore
Generale che accresceva la quantit di aree destinate ad ospitare sia alloggi sia attivit produttive
rispetto agli scenari programmati nel 1984. Lungo il primo versante, emergeva una previsione di ascesa
demografica che avrebbe spinto la popolazione del posto a salire fino a 11.742 unit entro il 2011, previa
completa edificazione di tutte le zone omogenee A, B e C.

Levoluzione legislativa avvenuta posteriormente a livello nazionale e regionale pare per aver
determinato e consolidato una sorta di dicotomia fra il rallentamento nel processo di novella
urbanizzazione a scopo abitativo e il continuo ritocco allins del numero di compaesani. opinione
dellautore che un ruolo importante in tale ottica sia stato giocato dalla Legge Regionale Campania n. 19
del 2009, e ss.mm.ii., la quale ha riconosciuto la possibilit di interventi di ampliamento, abbattimento e
ricostruzione in deroga ai singoli strumenti urbanistici (artt. 4 e 5), nonch ha ammesso la facolt di un
utilizzo residenziale dei sottotetti (art. 8 comma 2, in particolare causa dellestensione dellefficacia della
Legge Regionale Campania n. 15 del 2000).

A probabile conferma del ragionamento, lo scrivente rimanda anzitutto allimmagine P3.2 della
Premessa 3 in cui viene dimostrato come ancora alla fine di Giugno del 2016 fette rilevanti delle zone
omogenee C (C1, C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, e C12) fossero concretamente prive di stabili, al pari della
sezione meridionale del comparto B2. In aggiunta, egli fa presente che nello stesso periodo la popolazione
paretana ammontava gi a 11.486 anime, rivelando quindi un valore oramai vicino a quello di Piano.

Circa la formazione di ulteriori nuclei produttivi non di certo andata meglio. Limmagine P3.2,
difatti, pone in luce una realizzazione di nuovi fabbricati scarsa o pressoch nulla nelle zone D1 (soggetta
ad applicazione di un P.I.P.), D2, D3 (parzialmente richiedente un P.I.P.) e D4-via DAcquisto. Per
correttezza nei confronti del lettore, tuttavia, si ritiene opportuno ricordare lo stato di generale recessione
economica nel quale si trova lItalia il quale pu aver scoraggiato lavvio di iniziative pure nel contesto
paretano.
[V]

In un modo e nellaltro, pertanto, la Variante del 2005 risultata ben presto superata poich
portatrice di un indubbio sovradimensionamento.

*********************

Il Comune di Parete avrebbe potuto rimediare al proprio sovradimensionamento fin dal 25 Luglio
2012, giorno dellentrata in vigore del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Caserta. In
particolare, la tav. C1.1.8, intitolata Assetto del territorio. Tutela e trasformazione, sarebbe stata un
ottimo punto di riferimento per limmediata redazione di un Piano Urbanistico Comunale (PUC) in grado
di contenere al ribasso le stime insediative.

E invece, facendo leva sulle modifiche occorse allart. 1 c. 3 del Regolamento Regionale Campania
n. 5 del 2011, le quali hanno prolungato la validit dei preesistenti PRG da diciotto a sessanta mesi, si
innescato a livello istituzionale locale un meccanismo opposto, contraddistinto dalla precipitosa
approvazione di parecchi Piani Attuativi, nella speranza di portarli prima o poi a compimento.

Prestando innanzitutto attenzione a talune zone omogenee C di espansione residenziale (C1, C2,
C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10 e C12), va osservato come lassenso ai relativi Piani di Lottizzazione riconduca
in ben 24 casi su 29 soltanto a una fase di tempo successiva il 25/07/2012.
Limitatamente a quelle porzioni della zona B classificate come B1, art. 37 delle Norme Tecniche di
Attuazione, aree di determinazione delle attrezzature standard, invece, chi scrive riuscito a censire
almeno nove Piani di Dettaglio susseguenti la suddetta data.

A proposito delle zone omogenee D, infine, si nota come il numero di PUA privati avallati dal Luglio
del 2012 sia addirittura di 6 su un totale di 7.

Arrivato a questo punto, e in piena umilt, lautore non pu non condividere la sua sensazione di
smarrimento poich anche lAmministrazione chiamata a reggere politicamente Parete dopo le elezioni
comunali del Giugno 2016 pare voler evitare ogni approccio mirato a una sostanziale discontinuit,
svolgendo, anzi, una specie di opera di puntellamento rispetto a quanto conseguito negli anni trascorsi. A
tal riguardo vengono in mente:
la delibera di Giunta n. 64 del 17/06/2016 avente per oggetto il trasferimento di funzioni e attivit
dal Settore Provinciale del Genio Civile di Caserta al Comune di Parete, in virt dellart. 4-bis della
L.R. Campania n. 9 del 1983;
la delibera di Giunta n. 68 del 17/06/2016 dal titolo: Assegnazione lotti all'interno delle aree
destinate ad insediamenti produttivi. Atto di indirizzo ai fini dell'aggiornamento della perizia e per
l'avvio del procedimento di pubblicazione del bando;
lavviso pubblico (prot. n. 0007291 del 20/12/2016) di semplice valore di indagine, e peraltro
scaduto il 15 Febbraio 2017, denominato Programma di Insediamenti Produttivi. Manifestazioni
di interesse;
la delibera di Giunta n. 70 del 17/06/2016 fungente da indirizzo per la progettazione di unisola
ecologica nel bel mezzo della zona D2;
le delibere di Giunta nn. 93, 94 e 95 del 13/09/2016 attinenti alla possibile realizzazione di
infrastrutture per la fruizione ecosostenibile di un parco agricolo urbano;
la delibera di Giunta n. 100 del 14/09/2016 di approvazione del progetto preliminare per il Piano
di Insediamento Produttivo in zona D1;
[VI]

la delibera di Giunta n. 117 del 08/11/2016, costituente adozione del Piano di Valorizzazioni ed
Alienazioni, colla quale stata affermata lintenzione di cedere lAerea gi Mercatale di via G.B.
Basile con contestuale variante urbanistica e riclassificazione in B1 ex art. 19 delle NTA del vigente
PRG;
la delibera di Giunta n. 130 del 06/12/2016 mirata alla predisposizione di atti preordinati alla
riduzione della fascia di rispetto cimiteriale da 100 a 50 metri.

In aggiunta, si segnala come al periodo Giugno-Dicembre del 2016 risalga il rilascio di perlomeno
sedici Permessi di Costruire in relazione a comparti che meglio potrebbero essere valorizzati con un
cambiamento della catalogazione in lettera D (C1, C2 a nord di via della Repubblica, B1 ex art. 37 sulla
Circumvallazione) e a sezioni che contribuirebbero in maniera pi proficua al mantenimento della vivibilit
paesana solo mediante una loro associazione alla lettera E (C3, porzione rivolta a mezzogiorno, C5 e D3).

*********************

Pur cosciente della propria inesperienza in materia urbanistica, il sottoscritto cerca adesso di dare
consistenza numerica al citato sovradimensionamento.

Cominciando a soffermarsi sul solo aspetto residenziale, viene sostenuto che la popolazione
reale potrebbe oltrepassare ampiamente le 11.742 unit previste dal PRG, mentre il limite massimo di
492 novelli alloggi costruibili per effetto delle Norme del PTCP (ed evidenziato nella Delibera di Giunta
n. 39 del 07/04/2016) sarebbe superato di molte volte.

Per la tabella P1.1, si premette che le misurazioni superficiali inerenti alle zone C2, C3, C5, C6, C7,
C8, C9, C10 e C12 risultano tratte dalla Relazione allegata alla Variante del 2005; mentre quella della C1
difetta per approssimazione a causa del ricorso al semplice software Google Earth.
Per quanto concerne la B2, viene considerata sia la porzione meridionale, per la quale stata ipotizzata
unampiezza di 20.000 mq dopo limpiego del summenzionato programma per pc, sia alcuni terreni in via
Pertini (p.lle 5227 e 5010 del foglio 3 della mappa catastale), che lo scrivente ritiene ancora appartenere
al medesimo settore dato il mancato ritrovamento di notizie diverse. Per questultimi, lestensione di
1.524,63 mq appare ricavata dalla differenza fra la quota esclusa dal Piano di Dettaglio ex del. G.C. n. 32
del 2014 (pari a 2.042,63 mq) e la grandezza della p.lla 5228 del f. 3 (518 mq confinanti da est) rintracciata
nella determina del Responsabile dellArea Tecnica comunale n. 239/URB del 13/12/2016.

Tabella P1.1 ZZ.OO. C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12, C1 (in parte) e B2

Zone omogenee Estensioni Volumi Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
(mq) potenziali potrebbe insediarsi con tutto edificati
(mc) zone omogenee del tutto
edificate

80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un


mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270
mc, inclusivo mc e
degli spazi di unaltezza di
distribuzione 2,7 metri,
e delle escludendo
pertinenze dal computo
(secondo tutte le
lespressione superfici di cui
[VII]

di cui allart. allart. 39 c. 1


66 c. 4 delle del
Norme del Regolamento
PTCP) Edilizio del
vigente PRG di
Parete

C2-C3-C5-C6-C7- 246.390 166.334,21 2.076 1.848 1.663 415 616


C8-C9-C10-C12

C1 (solo i suoli 54.213,97 35.797,41 447 398 358 89 132


prossimi alla
Circumvallazione
e a via
DAcquisto)

B2 (porzioni 21.524,63 24.015,3 300 267 240 60 89


ancora
inedificate)

2.823 2.513 2.261 564 837

Tabella P1.1 bis Rinvio per ogni tipo di dati alle corrispondenti tavole della Premessa 2

Zone omogenee Estensioni Volumi Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
(mq) potenziali potrebbe insediarsi con tutto edificati
(mc) zone omogenee del tutto
edificate

C2-C3-C5-C6-C7- P2.1 P2.2 P2.3


C8-C9-C10-C12

C1 (solo i suoli P2.5 P2.6 P2.7


prossimi alla
Circumvallazione
e a via
DAcquisto)

B2 (porzioni P2.9 P2.10


ancora
inedificate)

Per la tabella P1.2, da puntualizzare come la prima misurazione superficiale consti della somma
dei valori riportati in varie delibere di Giunta. Laltro rilevamento, invece, manca di precisione a causa del
ripetuto utilizzo di Google Earth.

Tabella P1.2 Aree e suoli classificati come B1 ex art. 37 NTA del PRG comunale vigente

Aree e suoli della Estensioni Volumi Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
zona omogenea (mq) teorici potrebbe insediarsi con tutto edificati
B1 ex art. 37 NTA (mc) zone omogenee e suoli del
del PRG tutto edificati
[VIII]

comunale
vigente

80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un


mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270
mc, inclusivo mc e
degli spazi di unaltezza di
distribuzione e 2,7 metri,
delle escludendo dal
pertinenze computo tutte
(secondo le superfici di
lespressione di cui allart. 39 c.
cui allart. 66 c. 1 del
4 delle Norme Regolamento
del PTCP) Edilizio del
vigente PRG di
Parete

Del. G.C. 6.664,88 9.997,26 124 110 100 25 37


26/2016; del.
G.C. 32/2014;
del. G.C.
59/2016; del.
G.C. 25/2016

Zone Stadio 55.000 82.500 1.030 915 824 205 302


Comunale e
Municipio. Via
Petroselli e Via
Alessandrini.
Zona Asilo. Via
Amato. Piazza
Caduti di
Nassiriya. Zona
Cappella santa
Caterina (via
Terranova)

1.154 1.025 924 230 339

Tabella P1.2 bis Rinvio per ogni tipo di dati alle corrispondenti tavole della Premessa 2

Aree e suoli della Estensioni Volumi Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
zona omogenea (mq) teorici potrebbe insediarsi con tutto edificati
B1 ex art. 37 NTA (mc) zone omogenee e suoli del
del PRG tutto edificati
comunale
vigente

Del. G.C. P2.11 P2.12


26/2016; del.
G.C. 32/2014;
del. G.C.
59/2016; del.
G.C. 25/2016
[IX]

Zone Stadio P2.13 P2.14


Comunale e
Municipio. Via
Petroselli e Via
Alessandrini.
Zona Asilo. Via
Amato. Piazza
Caduti di
Nassiriya. Zona
Cappella santa
Caterina (via
Terranova)

Anche le cifre riguardanti le tabelle P1.3 e P1.4 risentono delluso del semplice software Google
Earth.

Tabella P1.3 Suoli classificati come B1 ex art. 19 NTA del PRG comunale vigente

Suoli Estensioni Volumi Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
(mq) teorici (mc) potrebbe insediarsi con tutto edificati
suoli del tutto edificati

80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un


mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270
mc, inclusivo mc e
degli spazi di unaltezza di
distribuzione e 2,7 metri,
delle escludendo dal
pertinenze computo tutte
(secondo le superfici di
lespressione di cui allart. 39 c.
cui allart. 66 c. 1 del
4 delle Norme Regolamento
del PTCP) Edilizio del
vigente PRG di
Parete

Suoli > 8.898 13.347 167 149 134 33 50


1.000 mq
(per lelenco
vedasi
tabella
P2.15 della
Premessa 2)

Suoli < 7.496 11.994 151 132 118 29 42


1.000 mq;
area > 1.000
mq avente
accesso
privato (per
lelenco
vedasi
tabella
P2.18 della
Premessa 2)
[X]

318 281 252 62 92

Tabella P1.4 Eventuale classificazione come z.o. B1 dellarea gi mercatale via G.B. Basile

Estensione Ipotesi di Volumi Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
ipotizzata standard teorici (mc) potrebbe insediarsi con tutto edificati
(mq circa) urbanistici suoli del tutto edificati
dell11,5%
(mq)

80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un


mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270
mc, inclusivo mc e unaltezza
degli spazi di di 2,7 metri,
distribuzione e escludendo dal
delle computo tutte
pertinenze le superfici di
(secondo cui allart. 39 c.
lespressione di 1 del
cui allart. 66 c. Regolamento
4 delle Norme Edilizio del
del PTCP) vigente PRG di
Parete

6.630 762,45 9.945 124 110 99 25 37

Tabella P1.3 bis + P1.4 bis Rinvio per ogni tipo di dati alle corrispondenti tavole della Premessa 2

Suoli Estensioni Volumi Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
(mq) teorici (mc) potrebbe insediarsi con tutto edificati
suoli del tutto edificati

Suoli > P2.15 P2.16


1.000 mq
(per lelenco
vedasi
tabella
P2.15 della
Premessa 2)

Suoli < P2.18 P2.19


1.000 mq;
area > 1.000
mq avente
accesso
privato (per
lelenco
vedasi
tabella
P2.18 della
Premessa 2)
[XI]

Area gi P2.20
mercatale di
via Basile

La tabella P1.5 allude a due terreni che potrebbero cambiare zona urbanistica di appartenenza,
passando dalla B2 alla B1 ex art. 19 delle NTA del vigente PRG. Per lesattezza, i 518 mq di quello di via
Pertini sono stati desunti dalla determina del Responsabile dellArea Tecnica comunale n. 239/URB del
13/12/2016, mentre i 914 mq dellaltro a cavallo delle vie Amendola e 2 Agosto risaltano dalla Relazione
Agronomica allegata alla delibera n. 4 del 06/09/2016 del Commissario ad Acta avente per oggetto
ladozione di una variante urbanistica per le p.lle 5206 e 5228 del f. 3.

Tabella P1.5 Eventuale classificazione come z.o. B1 di un terreno di via Pertini (p.lla 5528 del foglio 3) e suolo
allintersezione delle vie Amendola e 2 Agosto (p.lla 5206 del foglio 3) attualmente in z.o. B2

Estensione Volumi teorici Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del tutto
(mq) (mc) potrebbe insediarsi con suoli edificati
del tutto edificati

80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un


mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 mc, volume di 270 mc
inclusivo degli e unaltezza di 2,7
spazi di metri, escludendo
distribuzione e dal computo tutte
delle pertinenze le superfici di cui
(secondo allart. 39 c. 1 del
lespressione di Regolamento
cui allart. 66 c. 4 Edilizio del vigente
delle Norme del PRG di Parete
PTCP)

1.432 2.291,2 28 25 23 6 8

Tabella P1.5 bis Rinvio per ogni tipo di dati alla corrispondente tavola della Premessa 2

Estensione Volumi teorici Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del tutto
(mq) (mc) potrebbe insediarsi con suoli edificati
del tutto edificati

P2.21

Circa le modalit colle quali il sottoscritto pervenuto a tutte le cifre delle tabelle precedenti si
ripete il rimando alla Premessa 2.

A questo punto, ci che dovrebbe emergere con maggiore chiarezza, seppure al netto di qualsiasi
considerazione legata alla consistenza ed estensione dei lotti edificabili, alle difficolt di usufruire fino in
fondo degli indici di copertura e delle altezze consentite, e alle decisioni dei progettisti e/o dei beneficiari
dei fabbricati di operare in una maniera anzich in unaltra (ad esempio privilegiando, nellimmediato,
lallestimento di un negozio anzich di una residenza), che, una volta completata lattivit costruttiva,
la popolazione insediata in ciascuna delle aree messe in evidenza nelle tabelle P1.1, P1.2, P1.3, P1.4 e P1.5
[XII]

potrebbe raggiungere una quota massima di 4.447 unit (ipotizzando 80 mc/ab) ovvero di 3.954 unit
(supponendo 90 mc/ab) ovvero di 3.559 unit (in caso di 100 mc/ab), mentre il numero massimo di
novelle dimore potrebbe oscillare fra 887 (con un volume di 400 mc, inclusivo degli spazi di distribuzione
e delle pertinenze) e 1.313 (con un volume di 270 mc e unaltezza di 2,7 metri, escludendo dal computo
ogni le superficie di cui allart. 39 c. 1 del Regolamento Edilizio del PRG di Parete).

In buona sostanza, malgrado la probabilit di errate interpretazioni normative e della pratica


edilizia da parte dellautore, e, soprattutto, nonostante le previsione di Piano degli 11.742 abitanti per il
2011, si pensa che la comunit paretana riuscirebbe a riempire per intero le zone omogenee individuate
solo continuando ad aumentare fino ad un ulteriore 38% (16.189) o 34% (15.696) o 30% (15.301), in base
alla disponibilit concreta di mc pro capite. In rapporto al limite dei 492 alloggi fissati per effetto del PTCP,
invece, avrebbe luogo un surplus capace di arrivare all80% ovvero a un mostruoso 167%, sempre secondo
i mc effettivamente sfruttabili.

Le tabelle P1.1, P1.2, P1.3, P1.4 e P1.5 permettono di fotografare la questione del
dimensionamento abitativo a proposito di sezioni inedificate delle zone omogenee B (comprendendo
larea mercatale) e C. Eppure potrebbe non bastare perch, per conseguire un quadro veramente
complessivo della vicenda, occorrerebbe soppesare altre situazioni: da un lato, il recupero di sottotetti a
scopo residenziale e lampliamento, labbattimento e la ricostruzione di immobili pure sulla scorta delle
modifiche agli artt. 2 c. 8, 4 e 5 della Legge Regionale Campania 19/2009, introdotte dallart. 8 della L.R.
6/2016; dal versante opposto, la realizzazione di appartamenti di 400 mc per il custode mc nei comparti
D1 e D2 e di case nella zona E. Tuttavia, per penuria di dati inequivocabili o almeno affidabili sulle
fattispecie appena elencate, si preferisce evitare qualsivoglia approfondimento.

Chiusa la parentesi rappresentata dal precedente periodo testuale, lo scrivente annuncia di aver
aggiunto nella Premessa 3 le immagini P3.3, P3.4, P3.5, P3.6, P3.7, P3.8, P3.9 e P3.10 onde offrire una
migliore cognizione degli spazi ancora pressoch privi di trasformazione alla seconda decade di Novembre
2016 e ricadenti, o prossimi a ricadere, nella zona omogenea B1.
Infine, si rammenta limmagine P3.2 circa lubicazione e lestensione dei comparti B2, C1, C2, C3, C5, C6,
C7, C8, C9, C10, C12.

Il sovradimensionamento residenziale delineato fino ad adesso costituisce, in realt, soltanto


una componente, sebbene assai notevole, di un eventuale vasto consumo di suolo paretano. Difatti,
tutta la parte urbanizzata che rischia, senza correttivo alcuno, di abbracciare una fetta del territorio
comunale troppo grande e per ragioni trascendenti il solito innalzamento di dimore, come provano a
mostrare le righe seguenti.

Su tale argomento, spirito di lealt nei confronti del lettore e il perenne desiderio di illustrare uno
stato delle cose quanto pi conforme al vero spingono a premettere la tabella P1.6 e limmagine P3.11 (a
sua volta rielaborante la tav. B5.1.2 del PTCP) colle quali diventa possibile prendere atto primariamente
delle superfici e delle aree gi oggetto di edificazione o di impermeabilizzazione fra il 2005 e la seconda
decade di Novembre 2016.
Si anticipa altres che le cifre della tabella restano imprecise a causa del ricorso allapplicazione Google
Earth.
[XIII]

Tabella P1.6 Sezioni comunali gi oggetto di edificazione o impermeabilizzazione fra il 2005 e la seconda decade
di Novembre 2016

Zone omogenee e suoli Estensione (mq circa)

B1, ex art. 37 NTA, suolo a ovest dellasilo comunale di via Brodolini 950

B1, ex art. 37 NTA, Piano di Dettaglio, tratto sud di via Vicinale Vecchia 4.400

B1, ex art. 19 NTA, lungo la sponda meridionale di via Follerau 2.600

Area di via G.B. Basile recuperata a mercato comunale e destinata a essere 6.630
riclassificata come B1 ex art. 19 delle NTA

C4 12.000

D4, a nord dellarea standard di attrezzature pubbliche presso la chiesetta di 3.000


via G.B. Basile

Insediamento sorto immediatamente a est del cimitero comunale, lungo la 3.000


sponda nord di via Vicinale della Rotonda

Insediamento sorto a est del cimitero comunale, a settentrione del tratto di 3.400
via Vecchia del Cimitero, nonch affacciantesi direttamente sulla
Circumvallazione

Insediamenti sparsi lungo strada rurale Cancelliere avanzando verso sud fino 810 (210 + 600)
alla coop. Sole (foglio 1, p.lle 5189 e 5114 della mappa catastale comunale)

Area impermeabilizzata a ovest dellex Resit (f. 4, p.lla 5001) 6.300

Insediamenti sparsi lungo la strada p.le Parete-Tre Ponti (f. 4, p.lle 5010 e 6.200
5027)

Insediamento sparso affacciantesi lungo la strada p.le 58 (f. 4, p.lle 5040, 5.100
5031, 157, 158 e 5032)

Area standard di attrezzature pubbliche presso la chiesetta di via G.B. Basile 2.500
(limitatamente alledificio in questione e un orto sociale; f. 1 p.lla 5152)

Ingrandimento verso ovest del cimitero comunale con annesso parcheggio 7.750

Edificio immediatamente a sud est dellintersezione delle vie Vicinale Torre e 850
Brodolini

65.490

Entrando finalmente nel merito - ma nel contempo scegliendo di rimanere ancorati a quanto
appare nella suddetta immagine P3.11 allo scopo di scansare qualunque accusa di parzialit ai danni di chi
scrive - sinvita a prestare attenzione in primis alla tabella P1.7 che sussegue poich essa quantifica
lespansione dellurbe in corrispondenza delle zone omogenee B2 (porzione meridionale), C1, C2, C3, C5,
C6, C7, C8, C9, C10, C12, D1, D2, D3 e D4-via DAcquisto.
[XIV]

Da evidenziare come le misurazioni relative alla D1 e alla D4 siano state desunte, rispettivamente, dalla
tav. 13 del PUA per Insediamenti Produttivi rintracciata sul web e dalla delibera di G.C. 40/2010.
I valori dei comparti D2 e D3, invece, risultano di certo approssimativi a causa del riutilizzo del semplice
software Google Earth.

Tabella P1.7 Ulteriore espansione dellurbe: zone omogenee C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12, D1 e D4-via
DAcquisto; B2 (porzione meridionale), C1 (in parte), D2 e D3

Zone omogenee Estensione (mq)

C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12 246.390

D1 105.507,90

D4-via DAcquisto 5.150

B2, porzione meridionale 20.000

C1 (solo i suoli prossimi alla Circumvallazione e a via DAcquisto) 54.213,97

D2 100.000

D3 30.000

561.262

Sempre collintento di evitare ogni polemica, e mantenendo quindi come riferimento visivo
limmagine P3.11, si ritenuto opportuno incolonnare altri settori del paese che alla seconda decade di
Novembre 2016 avevano subito una trasformazione fondiaria a scopi edilizi ancora nulla o comunque
trascurabile.
A codesto proposito, lautore prega di guardare la successiva tabella P1.8 in rapporto alla quale viene
aggiunto che tutti i rilevamenti superficiali hanno comportato limpiego del programma Google Earth,
eccetto quelli relativi a uno spazio di via Vicinale Vecchia oggetto della del. G.C. 25/2016 e alle due aree
standard di via G.B. Basile (considerando soltanto le p.lle 241 e 5151 del f. 1 della mappa catastale) e via
Vicinale Coppa, le cui estensioni sono state ricavate dal Piano Comunale di Protezione Civile.

Tabella P1.8 Ulteriore espansione dellurbe: sezioni ricadenti in zona B1 ex artt. 19 e 37 NTA, nonch aree ad
attrezzature standard in via G. B. Basile e via Vicinale Coppa

Zone omogenee Estensione (mq circa)

B1, ex art. 37 NTA, allincrocio delle vie Circumvallazione e Marchesi 3.420


(foglio 2, p.lle 5320, 5535, 5536 e 5537 della mappa catastale comunale)

B1, ex art. 37 NTA, via Cavour sponda ovest 2.640

Area standard di attrezzature pubbliche presso la chiesetta di via G.B. 9.986


Basile (escludendo ledificio in questione e un orto sociale; f. 1 p.lle 241
e 5151)
[XV]

B1, ex art. 19 NTA, allincrocio delle vie Follerau e 2 Agosto 1.800

B1, ex art. 19 NTA, suolo di una traversa cieca di via Petroselli 1.728

B1, ex art. 37 NTA, area di via Alessandrini 4.800

B1, ex art. 37 NTA, zona Asilo di via Brodolini (limitatamente ai suoli 5.680
inedificati alla seconda decade di Novembre 2016)

B1, ex art. 37 NTA, via Vicinale Vecchia (porzione sud, limitatamente al 1.400
suolo inedificato; f. 2, p.lla 5576)

B1, ex art. 37 NTA, Piano di Dettaglio, tratto nord di via Vicinale Vecchia 2.194
(PUA del. G.C. 25/2016)

B1, ex art. 37 NTA, Piano di Dettaglio, piazza Caduti di Nassiriya 4.400

Area standard di attrezzature pubbliche in via Vicinale Coppa 5.536

43.584

Infine, volendo distaccarsi dal contenuto dellimmagine P3.11 summenzionata, e ipotizzando un


ennesimo futuro fabbisogno di sezioni da adibire a standard urbanistici qualora le edificazioni in prevalenza
residenziali continuassero in virt del vigente PRG, va osservato che la fetta urbanizzata del tenimento
paretano potrebbe ancora crescere, come cerca di far capire la sottostante tabella P1.9.
Quanto alle modalit di calcolo che hanno determinato le seguenti cifre, si rimanda alla Premessa 2. Da
precisare soltanto che per la zona B2 rimane supposta unassenza di monetizzazioni degli standard
urbanistici, mentre in altri casi risulta esclusa addirittura lindividuazione di quote utili alla vivibilit a causa
dellesigua ampiezza dei terreni coinvolti.

Tabella P1.9 Ulteriore espansione dellurbe: teorico fabbisogno di suoli standard come conseguenza delle
monetizzazioni

Zone omogenee, sezioni e suoli comunali interessati Ammontare ipotetico di Rinvio per ogni tipo di
concretamente o virtualmente da monetizzazioni novelli suoli da adibire a dati alle corrispondenti
degli standard standard urbanistici a tavole della Premessa
seguito della necessit di 2
reperimenti altrove (mq)

C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12 14.413,78 (6,5%) P2.4

C1 3.171,51 (6,5%) P2.8

B2, suoli di via Pertini e porzione meridionale -

B1, ex art. 37 NTA, Piani di Dettaglio di cui alla del. 841,22 (varie %) P2.11
G.C. 26/2016; del. G.C. 32/2014; del. G.C. 59/2016;
del. G.C. 25/2016

B1, ex art. 37 NTA, zone Stadio Comunale e 2.750 (5%) P2.13


Municipio; Vie Petroselli e Alessandrini; zona Asilo di
via Brodolini; via Amato; piazza Caduti di Nassiriya;
zona Cappella santa Caterina (via Terranova)
[XVI]

Suoli > 1.000 mq classificati come B1 ex art. 19 NTA 578,37 (6,5%) P2.17
del PRG vigente del Comune di Parete (vedasi la
tabella P2.14 nella Premessa 2)

Suoli < 1.000 mq e area con accesso privato > 1.000 -


mq classificati come B1 ex art. 19 NTA del PRG
vigente del Comune di Parete (vedasi la tabella P2.17
nella Premessa 2)

Area di via G.B. Basile recuperata poi a mercato 430,95 (6,5%) P2.20
comunale e forse destinata in futuro a essere
classificata come B1 ex art. 19 delle NTA del PRG di
Parete

Terreno di via Pertini (p.lla 5528 del foglio 3) e suolo -


allintersezione delle vie Amendola e 2 Agosto (p.lla
5206 del foglio 3) probabilmente destinate ad una
riclassificazione urbanistica da B2 a B1 ex art. 19 delle
NTA del vigente PRG del Comune di Parete

22.185,83

In breve, tra il 2005 e la seconda decade di Novembre 2016, lestensione della citt paretana
dovrebbe essere balzata da 1,558 (fonte PTCP) a 1,62 kmq in virt di varie trasformazioni fondiarie
avvenute nelle sezioni citate nella tabella P1.6 e ammontanti a pressappoco 65.490 mq.
Per completandosi ledificazione per altri 627.031,83 mq circa nelle aree di cui alle tabelle P1.7, P1.8 e
P1.9 (comparti B, C, D; standard attuali e probabili), linsieme di tutte le zone omogenee del paese aventi
una classificazione preminentemente abitativa ed extragricola raggiungerebbe i 2,247 kmq, segnando fino
a + 44,22% rispetto al valore di partenza.

In conclusione, la componente inurbata arriverebbe a toccare il quaranta per cento (40,05%) della
superficie comunale complessiva, pari a sua volta a 5,61 kmq (fonte ISTAT 2011).

Il dato potenziale di 2,247 kmq , a umile avviso del sottoscritto, gi sufficiente a destare delle
preoccupazioni, a maggior ragione se viene rimarcato che ad esso potrebbero addizionarsi stimolare dei
costanti futuri allargamenti della fascia urbanizzata, con o senza la presenza di preliminari assensi
istituzionali. Nellimmagine P3.11, a questultimo proposito, appaiono evidenziati diversi ambiti adesso
catalogati colla lettera E (zona agricola), ma, per la loro ubicazione e grandezza, in teoria sottoponibili sia
ad espansioni e addensamenti (colore viola) sia alla costruzione e/o ampliamento di fabbricati sparsi
(colore giallo). In particolare, sullonda di una popolazione locale che potrebbe aumentare di molto in
rapporto alle previsioni del PRG del 2005 e che dunque potrebbe far ascendere a dismisura una pi
generale pressione edificatoria, nulla parrebbe escludere degli scenari contraddistinti
dallingrandimento della citt paretana verso e addirittura oltre la met dellintera superficie comunale.

*********************

Nonostante abbia condiviso financo la propria sensazione di smarrimento rispetto a una serie di
atti della Giunta Comunale adottati dal mese di Giugno del 2016, il sottoscritto continua imperterrito, per
[XVII]

convinzione e per spirito di lealt, a nutrire fiducia nei confronti dellAmministrazione Civica in carica. Per
lesattezza, si confida nel fatto che essa possa acquisire una duplice consapevolezza: da un lato,
concernente lincapacit del territorio paretano di reggere da solo il peso di un sovradimensionamento
residenziale e produttivo sempre pi insostenibile col trascorrere del tempo e sempre pi foriero di
unindesiderata frammentazione paesaggistica e ambientale; dallaltro lato, riguardante la ricerca di
strumenti di interazione con altri enti (Provincia di Caserta, Regione Campania, in primis) onde inquadrare
la prossima pianificazione locale in un contesto almeno riconducibile a Terra di Lavoro.

In poche parole, si spera che gli organi di governo e di rappresentanza capiscano lurgenza del
passaggio da una retorica nove-ottocentesca volta a raffigurare Parete al pari di una cerniera o, peggio
ancora, di un un luogo in cui poter fare qualsiasi cosa ad una descrizione aderente alla situazione odierna,
e al riparo da ogni logica speculativa, in cui il tenimento paesano costituisca un elemento funzionale
allinterno di uno schema di area vasta.

Ricordando altres lubicazione di Parete a cavallo del Napoletano e del Casertano - e quindi la
necessit di cominciare a frapporre dei seri ostacoli specialmente alla crescita indefinita di tale
conurbazione - safferma, tuttavia, che un cambio di mentalit come quello appena evocato dovrebbe
implicare anzitutto una riduzione del dimensionamento abitativo, con annesso probabile abbattimento di
diversi alloggi gi costruiti, o in via di erezione, e il ricorso in maniera comprensibile anche a programmi di
delocalizzazione. Circa le attivit produttive, invece, una loro sistemazione (o risistemazione) altrove in
Terra di Lavoro, a partire, nella migliore delle ipotesi, dai distretti A.S.I., potrebbe intrecciarsi con una
rilocalizzazione delle medesime a est della Circumvallazione comunale, al fine di attribuire una pi
conveniente destinazione duso a codesta sezione.

Linserimento di Parete, fra laltro, in una sorta di cuscinetto ecologico comprensoriale utile a
bloccare lespansione verso nord della metropoli partenopea e verso sud dellagglomerato di Caserta
rafforzerebbe poi lidea di un recupero di spazi per la pratica della semina e del raccolto di derrate agricole,
lunica tipologia di economia che ha per davvero accompagnato il paese e la sua gente durante i secoli,
inclusi gli anni della vorticosa industrializzazione posteriori al 1945.

Quanto sostenuto nei quattro periodi testuali precedenti, insomma, dovrebbe oramai aver
palesato un particolare pensiero dellautore, il quale vede nella migliore distribuzione degli insediamenti
residenziali, commerciali, manifatturieri e di servizi su una superficie assai ampia (ad esempio, provinciale)
un autentico momento di svolta per venire incontro alle esigenze esistenziali e occupazionali di chiunque
e per generare, in ultimo, dei duraturi vantaggi collettivi.

Limmagine P3.12 della Premessa 3 mostra gli auspicabili limiti estremi del lurbe paretana. La
successiva P3.13, invece, delinea una zonizzazione complessiva tesa, salvo taluni nuclei, a compattare la
citt nel versante orientale del mandamento municipale.
Sapre qui unaltra veloce parentesi. Chi avr avuto modo di consultare i Tomi I e II di un lavoro del
sottoscritto intitolato Mutamenti del territorio comunale di Parete (CE) del passato, presenti ed eventuali
futuri, pubblicato sulla Rete nellestate del 2015, sar stato di certo in grado di scorgere alcune differenze
afferenti proprio alla classificazione delle superfici. Ebbene ci va visto semplicemente come un tentativo
di perfezionare lapproccio in tema di pianificazione urbanistica.
[XVIII]

Limmagine P3.13, come avvisato pocanzi, propone una determinata suddivisione del paese per
zone omogenee. Essa per sponsorizza anche la preservazione ovvero la rivalorizzazione, mediante
interventi di ripristino ex ante, di una serie di vetuste strade rurali e di tre alvei naturali che attraversano
o lambiscono in varia maniera il tenimento. Lo scrivente, sfruttando un apposito orientamento del PTCP,
motiva codesta ulteriore scelta colla ricerca di forme di beneficio popolare che trascendono ogni aspetto
meramente economico e che derivano da una pi immediata conoscenza del percorso storico del territorio
locale e, quindi, dal perpetuarsi di un modello di comunit dotata sia di precisi punti di riferimento
nellambiente fisico circostante sia di unidentit definita, riconoscibile dalle confinanti.

Non bisogna mai trascurare il nesso fra la tutela del singolo territorio e la protezione della
comunit ivi stanziatasi. Anzi, diventa possibile asserire che luno rappresenta il corpo dellaltra e che
perci elementi come i solchi dacqua, le vie campestri e le partizioni agrarie antiche fungono da vere e
proprie vene pulsanti.
Inoltre, un territorio locale, se gestito con imprescindibile accortezza, conferisce attualit pure al
patrimonio autoctono di usanze (dal linguaggio agli atteggiamenti, dalle festivit alla gastronomia)
attraverso cui, bench sembri strano, riflette con maggiore facilit lanima di quel legame giornaliero fra
Uomo e Natura che dovrebbe sempre basarsi su un presupposto di utilizzo ciclico delle risorse materiali.

Per una realt come quella paretana, di 5,6 kmq e quasi 11.500 anime, invece, un probabile
inarrestato sviluppo della porzione inurbata non costituisce affatto qualcosa di positivo poich rischia
esclusivamente di cagionare la cancellazione degli spazi inedificati, lalterazione o leliminazione di
testimonianze secolari di differente genere (lallargamento a nove metri dei sentieri agresti, il tombamento
degli alvei, eccetera), la scomparsa del senso di comunit e lazzeramento della percezione individuale di
vivibilit.
Per giunta, lo stesso bagaglio di tradizioni corre il pericolo di perdere progressivamente di significato, non
riverberando alcunch della rinnegata idea di un impiego quotidiano dei fattori produttivi allinsegna della
ciclicit, fino a trasformarsi in un concentrato macchiettistico intriso di anacronismo.

Lautore reputa, in conclusione, che un poderoso consumo di suolo a livello comunale,


minacciando i sentimenti di appartenenza collettiva e di vivibilit soggettiva, favorisca lo sradicamento,
cio una condizione di estraneit rispetto ai luoghi dorigine dove, comunque, per scelta o fortuna od
obbligo, una persona rimane.
Sempre per chi scrive, poi, tale alienazione risulta peggiore di quella patita da colui che, per mille ragioni,
costretto ad allontanarsi di centinaia di chilometri e per innumerevoli anni, se non definitivamente.
Difatti lemigrante, pur sopportando gravi disagi, gode, per paradosso solo apparente, di un piccolo ma
consolatorio vantaggio: serbare nel suo cuore un insieme di ricordi addolciti dalla distanza e, soprattutto,
la speme, o lillusione, di poter ritornare un giorno ritornare e ritrovare facce e cose che furono.
[XIX]

Premessa 2
Precisazioni tabellari rispetto ai valori numerici pubblicati nella Premessa 1

Zone omogenee C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10 e C12

Il sottoscritto ha supposto una nuova viabilit del dieci per cento e una quota di standard
urbanistici media dell11,5% (assumendo che non fosse necessario ricavare spazi per scuole ed edifici
religiosi da ogni PUA).
Gli indici di fabbricabilit territoriale sono stati riportati al netto dellulteriore facolt edificatoria del venti
per cento per finalit non residenziali concessa ai lottizzanti per effetto della Variante alle sole NTA del
2009.

Tabella P2.1 ZZ.OO. C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12: ipotesi di superfici al netto degli standard urbanistici

Zone Estensioni Ipotesi del 10% di Estensione Ipotesi di Superfici delle


omogenee delle zone nuova (o di delle zone standard zone
omogenee ampliamento omogenee al urbanistici omogenee al
secondo la della) viabilit netto della dell11,5% netto degli
Relazione ricadente nelle viabilit (mq) (mq) standard
PRG (mq) zone omogenee urbanistici
(mq) (mq)

C2 46.500 4.650 41.850 4.812,75 37.037,25

C3 56.550 5.655 50.895 5.852,92 45.042,08

C5 21.550 2.155 19.395 2.230,42 17.164,58

C6 18.550 1.855 16.695 1.919,92 14.775,08

C7 61.300 6.130 55.170 6.344,55 48.825,45

C8 10.150 1.015 9.135 1.050,52 8.084,48

C9 10.650 1.065 9.585 1.102,27 8.482,73

C10 15.290 1.529 13.761 1.582,51 12.178,49

C12 5.850 585 5.265 605,47 4.659,53

TOTALE 246.390 24.639 221.751 25.501,33 196.249,67

Tabella P2.2 ZZ.OO. C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12: numero di nuovi abitanti insediabili

Zone Superfici delle I.F.T., con Volumi Numero di abitanti che potrebbe
omogenee zone esclusione delle potenziali insediarsi con zone omogenee del
omogenee al percentuali (mc) tutto edificate
netto degli aggiuntive non
standard residenziali, di
urbanistici cui alla del.
(mq) G.C. n. 24 del
[XX]

04/03/2010
(mc/mq)
80 mc/ab 90 mc/ab 100 mc/ab

C2 37.037,25 0,845 31.296,47 391 348 313

C3 45.042,08 0,85 38.285,76 478 425 383

C5 17.164,58 0,85 14.589,89 182 162 146

C6 14.775,08 0,845 12.484,94 156 139 125

C7 48.825,45 0,848 41.403,98 517 460 414

C8 8.084,48 0,835 6.750,54 84 75 67

C9 8.482,73 0,85 7.210,32 90 80 72

C10 12.178,49 0,85 10.351,71 129 115 103

C12 4.659,53 0,85 3.960,6 49 44 40

TOTALE 196.249,67 166.334,11 2.076 1.848 1.663

Tabella P2.3 ZZ.OO. C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12: doppia ipotesi di numero massimo di novelli alloggi

Zone omogenee Volumi potenziali (mc) Numero di alloggi con zone omogenee del tutto
edificate
Ipotesi con un volume di Ipotesi con un volume di
400 mc, inclusivo degli 270 mc e unaltezza di 2,7
spazi di distribuzione e delle metri, escludendo dal
pertinenze (secondo computo tutte le superfici
lespressione di cui allart. di cui allart. 39 c. 1 del
66 c. 4 delle Norme del Regolamento Edilizio del
PTCP) vigente PRG di Parete

C2 31.296,47 78 116

C3 38.285,76 96 142

C5 14.589,89 36 54

C6 12.484,94 31 46

C7 41.403,98 103 153

C8 6.750,54 17 25

C9 7.210,32 18 27

C10 10.351,71 26 38

C12 3.960,6 10 15

TOTALE 415 616


[XXI]

Tabella P2.4 Fabbisogno ulteriore di suoli standard conseguente alla monetizzazione di quelli interni alle zz.oo.
C2, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12

Zone Estensione delle zone omogenee al netto Ipotesi di monetizzazione standard


omogenee della viabilit (mq) urbanistici del 6,5% (mq)

C2 41.850 2.720,25

C3 50.895 3.308,17

C5 19.395 1.260,67

C6 16.695 1.085,17

C7 55.170 3.586,05

C8 9.135 593,77

C9 9.585 623,02

C10 13.761 894,46

C12 5.265 342,22

TOTALE 221.751 14.413,78

Zona omogenea C1, solo le aree adiacenti alla Circumvallazione e a via DAcquisto

La zona C1 appare da parte rispetto alle altre poich, come evidente, lattenzione stata diretta
soltanto su una serie di suoli. Escludendo ci, sono state fatte valere tutte le supposizioni summenzionate
in termini di nuova viabilit e di un livello standard medio dell11,5%.

Tabella P2.5 Z.O. C1, in parte: ipotesi di superficie al netto degli standard urbanistici

Estensione delle Ipotesi del 10% di nuova Estensione al Ipotesi di Superficie al


sezioni qui (o di ampliamento della) netto della standard netto degli
considerate (mq viabilit ricadente nella viabilit (mq urbanistici standard
circa) zona omogenea (mq circa) dell11,5% (mq urbanistici (mq
circa) circa) circa)

54.213,97 5.421,39 48.792,58 5.611,14 43.181,44

Tabella P2.6 Z.O. C1, in parte: numero di nuovi abitanti insediabili

Superficie al netto I.F.T., con Volume potenziale Numero di abitanti che potrebbe
degli standard esclusione delle (mc circa) insediarsi con zona omogenea del
urbanistici (mq percentuali tutto edificata
circa) aggiuntive non
residenziali, di cui
alla del. G.C. n. 24
del 04/03/2010
(mc/mq)
[XXII]

80 mc/ab 90 mc/ab 100 mc/ab

43.181,44 0,829 35.797,41 447 398 358

Tabella P2.7 Z.O. C1, in parte: doppia ipotesi di numero massimo di novelli alloggi

Volume potenziale (mc circa) Numero di alloggi con zona omogenea del tutto edificata
Ipotesi con un volume di 400 mc, Ipotesi con un volume di 270 mc e
inclusivo degli spazi di distribuzione unaltezza di 2,7 metri, escludendo
e delle pertinenze (secondo dal computo tutte le superfici di cui
lespressione di cui allart. 66 c. 4 allart. 39 c. 1 del Regolamento
delle Norme del PTCP) Edilizio del vigente PRG di Parete

35.797,41 89 132

Tabella P2.8 Z.O. C1, in parte: fabbisogno ulteriore di suoli standard conseguente alle monetizzazioni

Estensione al netto della viabilit (mq circa) Ipotesi di monetizzazione standard urbanistici del
6,5% (mq circa)

48.792,58 3.171,51

Zona omogenea B2, porzioni attualmente inedificate

A causa della mancanza di un PUA vigente e allo scopo di evitare qualsivoglia inutile polemica,
stato scelto ancora una volta un approccio assai prudente, presumendo una nuova viabilit del dieci per
cento e una quota di standard urbanistici massima, senza alcuna monetizzazione.

Tabella P2.9 Z.O. B2, porzioni inedificate: ipotesi di superfici al netto degli standard urbanistici

Aree Estensione Ipotesi del 10% di Estensione Ipotesi di Superficie al


(mq) nuova (o di della al netto standard netto degli
ampliamento della) della viabilit urbanistici standard
viabilit ricadente (mq) del 18% (mq) urbanistici
nella zona (mq)
omogenea (mq)

Suoli di via 1.524,63 - - 274,43 1.250,2


Pertini (p.lle
5227 e 5010
del f. 3)

Porzione 20.000 2.000 18.000 3.240 14.760


Meridionale

TOTALE 21.524,63 2.000 18.000 3.514,43 16.010,2


[XXIII]

Tabella P2.10 Z.O. B2 porzioni inedificate: quantit di abitanti insediabili e doppia ipotesi di numero massimo di
novelli alloggi

Aree Superficie Volumetria Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli
della zona teorica potrebbe insediarsi con del tutto edificati
omogenea applicando zona omogenea del
al netto il minimo tutto edificata
degli I.F.T. di cui
standard allart. 2 del
urbanistici D.M. 1444
(mq) del 1968
(1,5
mc/mq)
80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un
mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270
mc, inclusivo mc e
degli spazi di unaltezza di
distribuzione 2,7 metri,
e delle escludendo
pertinenze dal computo
(secondo tutte le
lespressione superfici di cui
di cui allart. allart. 39 c. 1
66 c. 4 delle del
Norme del Regolamento
PTCP) Edilizio del
vigente PRG di
Parete

Suoli di via 1.250,2 1.875,3 23 21 19 5 7


Pertini (p.lle
5227 e 5010
del f. 3 della
mappa
catastale)

Porzione 14.760 22.140 277 246 221 55 82


Meridionale

TOTALE 16.010,2 24.015,3 300 267 240 60 89

Zona omogenea B1, ex art. 37 NTA, Piani di Dettaglio individuati con certezza dallautore

Si cercato di dimostrare il rischio di un sovradimensionamento residenziale ricorrendo ad un


atteggiamento in via di principio parecchio cauto, come evidenziato dalla supposizione di un indice di
fabbricabilit territoriale minimo di cui allart. 2 del D.M. 1444 del 1968, il quale risulta applicato
allintera area di PUA, al lordo delle quote standard cedute al Comune.
[XXIV]

Tabella P2.11 Z.O. B1, ex art. 37 NTA, Piani di Dettaglio individuati con certezza dallautore: fabbisogno ulteriore
di suoli standard conseguente alle monetizzazioni e volumetria teorica

Aree dei Piani di Estensioni delle Estensione Monetizzazione di Volumetria


Dettaglio zone omogenee massima standard teorica
secondo le varie possibile degli urbanistici rispetto applicando il
delibere di standard al massimo del minimo I.F.T. di
approvazione urbanistici pari al 15% (mq) cui allart. 2 del
della Giunta 50% (mq) della consentito dallart. D.M. 1444 del
Comunale (mq) superficie del 37 delle NTA del 1968
Piano di Dettaglio vigente PRG di (1,5 mc/mq)
secondo lart. 37 Parete
delle NTA del
vigente PRG di
Parete

Zona Stadio 2.333 1.166,5 12,41% (289,5) 3.499,5


Comunale (via
Giordano) del.
G.C. 26/2016

Zona Municipio 1.042,37 521,18 15% (156,36) 1.563,5


(Via Pertini) del.
G.C. 32/2014

Zona Municipio 1.095,51 547, 76 8,68% (95,06) 1.643,26


(via Amendola)
del. G.C. 59/2016

Via Vicinale 2.194 1.097 13,69% (300,3) 3.291


Vecchia (lato
nord) del. G.C.
25/2016

TOTALE 6.664,88 841,22 9.997,26

Tabella P2.12 Z.O. B1, ex art. 37 NTA, Piani di Dettaglio individuati con certezza dallautore: quantit di abitanti
insediabili e doppia ipotesi di numero massimo di novelli alloggi

Aree dei Piani di Volumetria Numero di abitanti che Numero di alloggi con aree del
Dettaglio teorica potrebbe insediarsi con tutto edificate
applicando il zone omogenee del tutto
minimo I.F.T. edificate
di cui allart. 2
del D.M. 1444
del 1968
(1,5 mc/mq),
nonch la
previsione
dellart. 19 NTA
del PRG vigente
[XXV]

del Comune di
Parete
80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un
mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270 mc
mc, inclusivo e unaltezza di
degli spazi di 2,7 metri,
distribuzione e escludendo dal
delle pertinenze computo tutte le
(secondo superfici di cui
lespressione di allart. 39 c. 1 del
cui allart. 66 c. Regolamento
4 delle Norme Edilizio del
del PTCP) vigente PRG di
Parete

Zona Stadio 3.499,5 44 39 35 9 13


Comunale (via
Giordano) del.
G.C. 26/2016

Zona Municipio 1.563,5 19 17 16 4 6


(Via Pertini) del.
G.C. 32/2014

Zona Municipio 1.643,26 20 18 16 4 6


(via Amendola)
del. G.C. 59/2016

Via Vicinale 3.291 41 36 33 8 12


Vecchia (a nord)
G.C. 25/2016

TOTALE 124 110 100 25 37

Zona omogenea B1, altre aree assoggettabili alla disciplina di cui allart. 37 NTA

Qui sono incolonnate delle sezioni rispetto alle quali il sottoscritto non ha saputo individuare con
certezza i relativi Piani di Dettaglio. Di conseguenza, permane una condotta molto accorta, provata sia da
unipotesi di limitatissima monetizzazione degli standard, fatta aggirare mediamente sul cinque per cento,
sia dallapplicazione su tutti i suoli, inclusi quelli ceduti al Comune, di un indice di fabbricabilit territoriale
minimo di cui allart. 2 del D.M. 1444 del 1968.

Tabella P2.13 Z.O. B1, altri suoli assoggettabili alla previsione ex art. 37 NTA: fabbisogno ulteriore di suoli
standard conseguente alle monetizzazioni e volumetria teorica

Suoli classificati come Estensione Teorica Eventuale Volumetria teorica


B1 ex art. 37 NTA ipotizzata di estensione monetizzazione applicando il
del PRG vigente del ciascunarea massima degli standard minimo I.F.T. di
Comune di Parete sottoposta al possibile degli urbanistici cui allart. 2 del
regime dellart. standard rispetto al D.M. 1444 del
37 delle NTA urbanistici, pari massimo del 1968
[XXVI]

del vigente PRG al 50% della 15% consentito (1,5 mc/mq)


di Parete (mq superficie (mq (mq circa).
circa) circa) Ipotesi del 5%

Suoli in zona Stadio 25.820 12.910 1.291 38.730


Comunale inedificati
o pressoch
inedificati

Suoli in zona 8.900 4.450 445 13.350


Municipio inedificati
(con solo due stabili
in via di costruzione o
completamento)

Suoli in via Petroselli 3.800 1.900 190 5.700

Suolo in via 4.800 2.400 240 7.200


Alessandrini

Suoli in zona Asilo 5.680 2.840 284 8.520


Comunale di via
Brodolini

Suolo in via Amato 800 400 40 1.200

Suolo in p.za Caduti 4.400 2.200 220 6.600


di Nassiriya

Suolo in zona 800 400 40 1.200


Cappella Santa
Caterina (Via
Terranova)

TOTALE 55.000 2.750 82.500

Tabella P2.14 Z.O. B1, altri suoli assoggettabili alla previsione ex art. 37 NTA: quantit di abitanti insediabili e
doppia ipotesi di numero massimo di novelli alloggi

Suoli classificati come Volumetria Numero di abitanti che Numero di alloggi con aree del
B1 ex art. 37 NTA teorica potrebbe insediarsi con tutto edificate
del PRG vigente del applicando il suoli del tutto edificati
Comune di Parete minimo
I.F.T. di cui
allart. 2 del
D.M. 1444 del
1968
(1,5 mc/mq)
80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un
mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270
mc, inclusivo mc e unaltezza
[XXVII]

degli spazi di di 2,7 metri,


distribuzione e escludendo dal
delle computo tutte le
pertinenze superfici di cui
(secondo allart. 39 c. 1 del
lespressione di Regolamento
cui allart. 66 c. Edilizio del
4 delle Norme vigente PRG di
del PTCP) Parete

Suoli in zona Stadio 38.730 484 430 387 97 143


Comunale inedificati
o pressoch
inedificati

Suoli in zona 13.350 167 148 133 33 49


Municipio inedificati
(con solo due stabili
in via di costruzione o
completamento)

Suoli in via Petroselli 5.700 71 63 57 14 21

Suolo in via 7.200 90 80 72 18 26


Alessandrini

Suoli in zona Asilo 8.520 106 95 85 21 31


Comunale di via
Brodolini

Suolo in via Amato 1.200 15 13 12 3 4

Suoli in p.za Caduti di 6.600 82 73 66 16 24


Nassiriya

Suolo in zona 1.200 15 13 12 3 4


Cappella Santa
Caterina (Via
Terranova)

TOTALE 1.030 915 824 205 302

Zona omogenea B1, suoli > 1.000 mq assoggettabili alla previsione ex art. 19 NTA

Tenendo conto della loro estensione, e allo scopo di mantenere un atteggiamento prudente,
appare immaginata una cessione di quote standard pari mediamente all11,5% (data la non utilit di una
localizzazione assai frammentata di chiese e scuole).
Sulla scia del citato articolo 2 del D.M. 1444/1968, poi calcolata una volumetria considerando lintera
ampiezza di ciascuno spazio.
[XXVIII]

Tabella P2.15 Z.O. B1, suoli > 1.000 mq assoggettabili alla previsione ex art. 19 NTA: volumetria teorica

Suoli > 1.000 mq Estensione Ipotesi di standard Volumetria teorica


classificati come B1 ex ipotizzata (mq urbanistici dell11,5% applicando il minimo
art. 19 NTA del PRG circa) (mq) I.F.T. di cui allart. 2 del
vigente del Comune di D.M. 1444 del 1968 (1,5
Parete mc/mq), nonch la
previsione dellart. 19
NTA del PRG vigente del
Comune di Parete

Altro suolo inedificato in 1.370 157,5 2.055


zona Stadio Comunale
(via Cavour, sponda est)

Altro suolo pressoch 4.000 460 6.000


inedificato in zona Stadio
Comunale (traversa via
G.B. Basile)

Altro suolo in zona 1.800 207 2.700


Municipio inedificato (via
Follerau presso via 2
Agosto)

Altro suolo inedificato in 1.728 199 2.592


zona via Petroselli
(traversa cieca verso
mezzogiorno)

TOTALE 8.898 1.023,5 13.347

Tabella P2.16 Z.O. B1, suoli > 1.000 mq assoggettabili alla previsione ex art. 19 NTA: quantit di abitanti insediabili
e doppia ipotesi di numero massimo di novelli alloggi

Suoli > 1.000 mq Volumetria Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
classificati come B1 teorica potrebbe insediarsi con tutto edificati
ex art. 19 NTA del applicando il suoli del tutto edificati
PRG vigente del minimo
Comune di Parete I.F.T. di cui
allart. 2 del
D.M. 1444 del
1968
(1,5 mc/mq),
nonch la
previsione
dellart. 19
NTA del PRG
vigente del
Comune di
Parete
[XXIX]

80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un


mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270
mc, inclusivo mc e unaltezza
degli spazi di di 2,7 metri,
distribuzione e escludendo dal
delle pertinenze computo tutte
(secondo le superfici di
lespressione di cui allart. 39 c.
cui allart. 66 c. 1 del
4 delle Norme Regolamento
del PTCP) Edilizio del
vigente PRG di
Parete

Altro suolo 2.055 26 23 21 5 8


inedificato in zona
Stadio Comunale (via
Cavour, sponda est)

Altro suolo pressoch 6.000 75 67 60 15 22


inedificato in zona
Stadio Comunale
(traversa via G.B.
Basile)

Altro suolo in zona 2.700 34 30 27 7 10


Municipio inedificato
(via Follerau presso
via 2 Agosto)

Altro suolo 2.592 32 29 26 6 10


inedificato in zona via
Petroselli (traversa
cieca verso
mezzogiorno)

TOTALE 167 149 134 33 50

Tabella P2.17 Fabbisogno ulteriore di suoli standard conseguente alle monetizzazioni

Suoli > 1.000 mq classificati come B1 ex art. 19 NTA del Ipotesi di monetizzazione standard
PRG vigente del Comune di Parete urbanistici del 6,5% (mq)

Altro suolo inedificato in zona Stadio Comunale (via 89,05


Cavour, sponda est)

Altro suolo pressoch inedificato in zona Stadio 260


Comunale (traversa via G.B. Basile)

Altro suolo in zona Municipio inedificato (via Follerau 117


presso via 2 Agosto)

Altro suolo inedificato in zona via Petroselli (traversa 112,32


cieca verso mezzogiorno)

TOTALE 578,37
[XXX]

Zona omogenea B1, suoli < 1.000 mq e area con accesso privato > 1.000 mq assoggettabili alla
previsione ex art. 19 NTA

adesso elencata unulteriore serie di terreni che alla seconda decade di Novembre 2016 si
rivelavano ancora o pressoch inedificati.
Per essi, la voglia di delineare uno scenario maggiormente realistico ha indotto a supporre una mancata
individuazione di quote standard da cedere: nella quasi totalit dei casi per lesiguit di superficie,
nellultimo perch laccesso allarea avviene soprattutto tramite un piccolo vialetto privato, separato da
via della Repubblica tramite un cancello.

Tabella P2.18 Z.O. B1, suoli < 1.000 mq e area con accesso privato > 1.000 mq assoggettabili alla previsione ex
art. 19 NTA: volumetria teorica

Suoli < 1.000 mq e area con accesso Estensione ipotizzata (mq Volumetria teorica applicando
privato > 1.000 mq classificati come circa) lI.F.F. di cui allart. 19 delle NTA
B1 ex art. 19 NTA del PRG vigente del vigente PRG di Parete (1,6
del Comune di Parete mc/mq)

Altro suolo in zona Municipio 590 944


inedificato (via I Maggio)

Altro suolo in zona Municipio 460 736


inedificato (via Nenni, a nord del
Municipio)

Ennesimo suolo in zona Municipio 330 528


inedificato (via Nenni, a nord del
Municipio)

Altro suolo inedificato in zona via 550 880


Petroselli (via Vittorio Emanuele II)

Suolo inedificato di via De Gasperi 586 938


allincrocio con via Vittorio Emanuele

Suolo inedificato di via Brodolini, di 400 640


fronte allasilo comunale

Altro suolo inedificato in zona Piazza 730 1.168


Caduti di Nassiriya (via Labriola)

Altro suolo sottoponibile a 900 1.440


costruzione di residenze in zona
Cappella Santa Caterina (via A.
Moro)

Altro suolo pressoch inedificato in 460 736


zona Cappella Santa Caterina (via Da
Vinci)
[XXXI]

Altro suolo inedificato in zona 890 1.424


Cappella Santa Caterina (via P.
Mattarella)

Area con accesso privato > 1.000 mq 1.600 2.560


presso via della Repubblica

TOTALE 7.496 11.994

Tabella P2.19 Z.O. B1, suoli < 1.000 mq e area con accesso privato > 1.000 mq assoggettabili alla previsione ex
art. 19 NTA: quantit di abitanti insediabili e doppia ipotesi di numero massimo di novelli alloggi

Suoli classificati come Volumetria Numero di abitanti che Numero di alloggi con suoli del
B1 ex art. 19 NTA del teorica potrebbe insediarsi con tutto edificati
PRG vigente del applicando suoli del tutto edificati
Comune di Parete lI.F.F. di cui
allart. 19
delle NTA
del vigente
PRG di
Parete
(1,6 mc/mq)

80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un


mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di 270
mc, inclusivo mc e unaltezza
degli spazi di di 2,7 metri,
distribuzione e escludendo dal
delle computo tutte le
pertinenze superfici di cui
(secondo allart. 39 c. 1 del
lespressione di Regolamento
cui allart. 66 c. Edilizio del
4 delle Norme vigente PRG di
del PTCP) Parete

Altro suolo in zona 944 12 10 9 2 3


Municipio inedificato
(via I Maggio)

Altro suolo in zona 736 9 8 7 2 3


Municipio inedificato
(via Nenni, a nord del
Municipio)

Ennesimo suolo in zona 528 7 6 5 1 2


Municipio inedificato
(via Nenni, a nord del
Municipio)

Altro suolo inedificato 880 11 10 9 2 3


in zona via Petroselli
[XXXII]

(via Vittorio Emanuele


II)

Suolo inedificato di via 938 12 10 9 2 3


De Gasperi allincrocio
con via Vittorio
Emanuele

Suolo inedificato di via 640 8 7 6 2 2


Brodolini, di fronte
allasilo comunale

Altro suolo inedificato 1.168 15 13 12 3 4


in zona Piazza Caduti di
Nassiriya (via Labriola)

Altro suolo 1.440 18 16 14 4 5


sottoponibile a
costruzione di
residenze in zona
Cappella Santa
Caterina (via A. Moro)

Altro suolo pressoch 736 9 8 7 2 3


inedificato in zona
Cappella Santa
Caterina (via Da Vinci)

Altro suolo inedificato 1.424 18 16 14 3 5


in zona Cappella Santa
Caterina (via P.
Mattarella)

Area con accesso 2.560 32 28 26 6 9


privato > 1.000 mq
presso via della
Repubblica

TOTALE 151 132 118 29 42

Area gi mercatale via G.B. Basile oggetto di futura riclassificazione urbanistica in B1

Si rammenta che la delibera di Giunta n. 117 del 08/11/2016, costituente adozione del Piano di
Valorizzazioni ed Alienazioni, ha indicato la volont dellAmministrazione Civica di mutare la classificazione
urbanistica di codesta sezione in B1 ex art. 19 delle NTA del vigente PRG.
A tal proposito, onde scongiurare qualsiasi sterile battibecco con chicchessia, appare presunta una
cessione di quote standard pari all11,5% (supponendo sempre la non utilit di una localizzazione assai
frammentata di chiese e scuole).
Per il resto, sosserva che il calcolo della volumetria stato effettuato sulla scia delle previsioni del
summenzionato articolo 2 del D.M. 1444/1968.
[XXXIII]

Tabella P2.20 Eventuale classificazione come z.o. B1 dellarea gi mercatale via G.B. Basile: volumetria teorica,
quantit di abitanti insediabili e doppia ipotesi di numero massimo di novelli alloggi

Estensione Duplice ipotesi Volumetria Numero di abitanti Numero di alloggi con suoli
ipotizzata di standard teorica che potrebbe del tutto edificati
(mq circa) urbanistici applicando insediarsi con suoli
dell11,5% e di il minimo del tutto edificati
fabbisogno del I.F.T. di cui
6,5% ulteriore allart. 2
derivante da del D.M.
monetizzazioni 1444 del
(mq) 1968
(1,5
mc/mq),
nonch la
previsione
dellart. 19
NTA del
PRG
vigente del
Comune di
Parete

80 90 100 Ipotesi con Ipotesi con un


mc/ab mc/ab mc/ab un volume di volume di 270
400 mc, mc e
inclusivo unaltezza di
degli spazi di 2,7 metri,
distribuzione escludendo dal
e delle computo tutte
pertinenze le superfici di
(secondo cui allart. 39 c.
lespressione 1 del
di cui allart. Regolamento
66 c. 4 delle Edilizio del
Norme del vigente PRG di
PTCP) Parete

6.630 762,45 + 9.945 124 110 99 25 37


430,95

Terreno di via Pertini (p.lla 5528 del foglio 3) e suolo allintersezione delle vie Amendola e 2
Agosto (p.lla 5206 del foglio 3) probabilmente destinati ad una riclassificazione urbanistica da
B2 a B1 ex art. 19 delle NTA del vigente PRG del Comune di Parete

Trattandosi di superfici inferiori ai mille metri quadri, lautore ha ipotizzato unassenza di quote da
adibire a standard urbanistico.
[XXXIV]

Tabella P2.21 Altri terreni destinati a cambiare classificazione da B2 a B1 ex art. 19 delle NTA: volumetria teorica,
quantit di abitanti insediabili e doppia ipotesi di numero massimo di novelli alloggi

Altri suoli gi Estensione Volumetria Numero di abitanti Numero di alloggi con suoli
in z.o. B2 (mq) teorica che potrebbe del tutto edificati
probabilmente applicando insediarsi con suoli del
da lI.F.F. di cui tutto edificati
riclassificare allart. 19
come B1 ex delle NTA
art. 19 NTA del vigente
del PRG PRG di
vigente Parete (1,6
mc/mq)
80 90 100 Ipotesi con un Ipotesi con un
mc/ab mc/ab mc/ab volume di 400 volume di
mc, inclusivo 270 mc e
degli spazi di unaltezza di
distribuzione 2,7 metri,
e delle escludendo
pertinenze dal computo
(secondo tutte le
lespressione superfici di
di cui allart. cui allart. 39
66 c. 4 delle c. 1 del
Norme del Regolamento
PTCP) Edilizio del
vigente PRG
di Parete

Suolo in via 518 828,8 10 9 8 2 3


Pertini (p.lla
5528 f. 3)

Suolo presso 914 1.462,4 18 16 15 4 5


lintersezione
delle vie
Follerau e 2
Agosto (p.lla
5206 f. 3)

TOTALE 1.432 2.291,2 28 25 23 6 8


[XXXV]

Premessa 3
Immagini rappresentanti le aree paesane menzionate nella Premessa 1

Le seguenti immagini provano a descrivere una situazione risalente al massimo alla seconda decade di
Novembre 2016.

Si consiglia una modalit di stampa a colori per chiunque volesse imprimerle su carta.
Immagine P3.1
Uso colturale dei
suoli nel territorio
di Parete negli anni
Cinquanta de XX sec.

In VERDE: vigneti
In AZZURRO: frutteti
D4-via DAcquisto
D1 D2
C1

C12

C10
C9

D3 C2
B2 C8

C3
C5 B2
C6

Immagine P3.2 - Zone C7


omogenee B2 (lato sud e suoli
a nord), C e D del PRG paretano
ancora inedificate per gran parte
alla fine di Giugno 2016
Immagine P3.3 - Aree e suoli in zona
B1 (nei paraggi dello stadio comunale)
ancora inedificati alla seconda decade
di Novembre 2016

STADIO
COMUNALE

Via Giordano
Immagine P3.3 - Legenda

In ROSSO: suoli inedificati in zona omogenea B1 disciplinati dall'art. 37 delle NTA del vigente PRG di Parete

In AZZURRO: area inedificata in zona omogenea B1 ex art. 37 NTA di cui alla delibera n. 26 del 2016 della Giunta Comunale
(approvazione c.d. Piano di Dettaglio)

In ORO: suoli inedificati in zona omogenea B1 disciplinati dall'art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete

STELLA in ARANCIONE: specificazione ulteriore concernente quei suoli inedificati esclusi anche dalla fascia comunale gi
urbanizzata di cui allimmagine P3.11
MUNICIPIO

Via Pertini

Immagine P3.4 - Aree e suoli in zona B1


Via 2 Agosto

(nei pressi del Municipio) ancora inedificati


alla seconda decade di Novembre 2016
Immagine P3.4 - Legenda

In ROSSO: suoli per gran parte inedificati siti in zona omogenea B1 e disciplinati dall'art. 37 delle NTA del vigente PRG di
Parete. Da notare come in quello contrassegnato con una X l'edificazione, ancora in corso, sia cominciata dopo il rilevamento
a cura di Google (a sua volta risalente alla fine di Giugno 2016)

In AZZURRO: aree inedificate in zona omogenea B1 ex art. 37 NTA di cui alle delibere di Giunta Comunale n. 32 del 2014 e
n. 59 del 2016 (approvazione c.d. Piani di Dettaglio)

In ORO: suoli inedificati in zona omogenea B1 disciplinati dall'art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete

STELLA in ARANCIONE: specificazione ulteriore concernente quei suoli inedificati esclusi anche dalla fascia comunale gi
urbanizzata di cui allimmagine P3.11

In VIOLA: suolo inedificato rientrante in zona B2 (stando alle informazioni in possesso del sottoscritto)

Riquadri in BIANCO: suoli interessati da procedura di variante urbanistica da zona B2 a zona B1 ex art. 19 delle NTA del
vigente PRG di Parete

Cerchio in BIANCO: suolo di minuscola estensione che, seppur non interessato da procedura di variante urbanistica, potrebbe
comunque risentire del cambio di classificazione
Via Petroselli

Immagine P3.5 - Aree e suoli


in zona B1 (nei paraggi di via
Petroselli) non ancora edificati
alla II decade di Novembre 2016
Immagine P3.5 - Legenda

In ROSSO: suoli inedificati in zona omogenea B1 disciplinati dall'art. 37 delle NTA del vigente PRG di Parete

In ORO: suoli inedificati in zona omogenea B1 disciplinati dall'art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete

STELLA in ARANCIONE: specificazione ulteriore concernente un suolo inedificato escluso anche dalla fascia comunale gi
urbanizzata di cui allimmagine P3.11
Immagine P3.6 - Suoli
Comune di nelle vie Alessandrini e
De Gasperi non edificati
Giugliano in alla seconda decade di
Novembre 2016
Campania (NA)
Immagine P3.6 - Legenda

In ROSSO: suolo inedificato in zona omogenea B1 disciplinato dall'art. 37 delle NTA del vigente PRG di Parete.

In ORO: suolo inedificato in zona omogenea B1 disciplinato dall'art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete

STELLA in ARANCIONE: specificazione ulteriore concernente un suolo inedificato escluso anche dalla fascia comunale gi
urbanizzata di cui allimmagine P3.11

In AZZURRO: confini comunali corrispondenti al percorso dell'alveo naturale Spierto


Immagine P3.7 - Aree e
suoli in zona B1 (presso
l'Asilo comunale di via
Brodolini) ancora
inedificati alla seconda
decade di Novembre 2016

ASILO
COMUNALE
Immagine P3.7 - Legenda

In ROSSO: suoli inedificati in zona omogenea B1 disciplinati dall'art. 37 delle NTA del vigente PRG di Parete

In ORO: suolo inedificato in zona omogenea B1 disciplinato dall'art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete

STELLA in ARANCIONE: specificazione ulteriore concernente quei suoli esclusi anche dalla fascia comunale gi urbanizzata
di cui allimmagine P3.11
Immagine P3.8 - Aree e suoli in zona B1 (nei pressi
P. Caduti di via Vicinale Vecchia e P.za Caduti di Nassiriya)
di Nassiriya ancora inedificati alla seconda decade di Novembre 2016

Via FORNO
Immagine P3.8 - Legenda

In ROSSO: suoli ricadenti zona omogenea B1 e disciplinati dall'art. 37 delle NTA del vigente PRG di Parete

In AZZURRO: area in zona B1 ex art. 37 NTA di cui alla delibera n. 25 del 2016 della Giunta Comunale (approvazione c.d.
Piano di Dettaglio)

In ORO: suolo in zona omogenea B1 disciplinato dall'art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete

STELLA in ARANCIONE: specificazione ulteriore concernente quei suoli esclusi anche dalla fascia comunale gi urbanizzata
di cui allimmagine P3.11
Immagine P3.9 - Aree e suoli
in zona B1 (nei paraggi della
cappella Santa Caterina)
ancora inedificati alla seconda
decade di Novembre 2016
Immagine P3.9 - Legenda

In ROSSO: suolo in zona omogenea B1 disciplinato dall'art. 37 delle NTA del vigente PRG di Parete

In ORO: suoli in zona omogenea B1 disciplinati dall'art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete
Via G.B. Basile

Immagine P3.10 - Area fiera di


via G. B. Basile; suolo inedificato
in zona B1 (c/o v. d. Repubblica)
alla II decade di Novembre 2016
Immagine P3.10 - Legenda

In ORO: suoli in zona omogenea B1 disciplinati dall'art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete e accessibili soprattutto da
via della Repubblica tramite un piccolo vialetto privato

In BIANCO: area mercatale di via G.B. Basile che potrebbe mutare la propria classificazione urbanistica rientrando nella
zona B1 ex art. 19 delle NTA del vigente PRG di Parete
Immagine P3.11 - Espansioni della
fascia urbanizzata del comune di Parete
fino al 2005, fra il 2005 e la seconda
decade di Novembre 2016, e stando
alle ulteriori previsioni del PRG vigente.
Ipotesi di ennesimi inopportuni
ingrandimenti per il medio-lungo
periodo
Immagine P3.11 - Legenda
(N.B. L'immagine stata tratta dalla tav. B5.1.2 del PTCP e rielaborata dal sottoscritto per l'occasione)

In ROSSO SCURO, ROSSO e ARANCIONE: espansione della parte urbanizzata di Parete tra il 1955 e il 2005

In BLU: espansione della parte urbanizzata di Parete tra il 2005 e la seconda decade di Novembre 2016

In VERDE: zone omogenee B1, B2, C, D e aree standard di attrezzature pubbliche del vigente PRG che erano ancora da
edificare per grossa parte alla seconda decade di Novembre 2016

In AZZURRO: alcuni tratti di rilievo della viabilit di progetto. Il cerchio, in particolare, si riferisce alla sovrapposizione con
un segmento viario sorto nell'ambito delle attivit del Consorzio di Bonifica

In VIOLA: sezioni comunali che, data la loro particolare ubicazione, potrebbero per prime conoscere un'ennesima inopportuna
espansione dell'urbe paretana entro il medio-lungo periodo

In GIALLO: sezioni comunali dove potrebbero verificarsi degli inopportuni episodi di costruzione e/o ampliamento di fabbricati
entro il medio-lungo periodo

In NERO: confini comunali


Immagine P3.12- Perimetro massimo
auspicato di espansione della fascia
urbanizzata del comune di Parete
Immagine P3.12 - Legenda

In ARANCIONE: via Circumvallazione

In GIALLO: piccolo tratto meridionale dell'antica strada rurale Castagnola

In ROSSO: altra delimitazione della parte urbanizzata

In AZZURRO: via Vicinale Vecchia, altra antica strada rurale


Immagine P3.13 - Abbozzo di
zonizzazione auspicabile per il
comune di Parete.
Aggiuntiva indicazione di tratti
viari vetusti, partizioni agrarie
antiche e alvei naturali da
preservare
Immagine P3.13 - Legenda

In ROSSO: parte urbanizzata in prevalenza residenziale

In VIOLA: aree per le quali sarebbe meglio proporre una riclassificazione urbanistica non residenziale

In ROSA: insediamenti da lasciare a ovest della Circumvallazione

In VERDE: zona agricola da tenere in regime di inedificabilit assoluta, almeno per quanto concerne quella parte di
regolamentazione urbanistica riconducibile solo ai Comuni.

In ARANCIONE: viabilit di et romana e partizione agraria antica da tutelare

In GIALLO e in NERO: antiche strade rurali da tutelare anche attraverso degli interventi di ripristino ex ante

In AZZURRO: alvei naturali da tutelare anche attraverso degli interventi di ripristino ex ante
[1]

QUADRO PRIMO Appunti riguardanti lo svolgimento di processi di


delocalizzazione da Parete (nonch di rilocalizzazione in Parete e di
delocalizzazione altrove)
[2]
[3]

SEZIONE A
Delocalizzazione degli insediamenti paretani prevalentemente residenziali

Capitolo 1
Abbozzo di schema di delocalizzazione preventiva dei punti di Parete ancora inedificati o gi
in concreta edificazione (ma ancora lungi dallessere trasformati) e di delocalizzazione "non
preventiva" degli stabili di Parete gi completati

PREMESSE CIRCA PARETE


I punti di intervento a cui qui ci si riferisce sono quelli ancora inedificati (privi o gi dotati di un
titolo abilitativo diretto), in via di edificazione ed edificati per intero delle zone omogenee
dellattuale PRG: C2 (lato a sud di via della Repubblica), C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12. Da
sottolineare, comunque, che il processo di delocalizzazione potrebbe non interessare a prescindere
tutti i punti delle citate zone omogenee.
In seconda battuta, ci si riferisce alle aree inedificate e non di taluni Piani di Dettaglio (a titolo
esemplificativo, i due lungo il lato a est di via Vicinale Vecchia e a sud di piazza Caduti di Nassiriya).
In terza battuta, ci si riferisce per intero alle zone omogenee C4 e C11.
Infine, sono qui inclusi i punti gi edificati (e ipoteticamente in via di edificazione) non riconducibili
alle zone omogenee C (a titolo solo esemplificativo: via Pirandello, sponda sud del prolungamento
di via della Repubblica fino ai confini con Giugliano, lungo la strada Cancelliere).
Per le elencate sezioni comunali, il sottoscritto propone una riclassificazione agricola e, di
conseguenza, il possibile svolgimento di successive operazioni di ripristino.

PREMESSE CIRCA IL (O CIASCUN) COMUNE DI ARRIVO


Nel capitolo 12 della Relazione A1 del PTCP appaiono indicati 4 ambiti insediativi (Caserta, Teano,
Mignano Monte Lungo e Piedimonte Matese) per i quali risulta sovrastimato il fabbisogno abitativo
per il periodo 2007-2022, a differenza di quello di Aversa per il quale si agiti in senso opposto.
In buona sostanza, il PTCP propone una distribuzione degli abitanti maggiormente equilibrata sullo
scacchiere provinciale (secondo uno schema multicentrico), alfine di evitare la creazione di ununica
massa urbana fra Napoli e Caserta.
Ecco, a titolo esemplificativo, i nomi di alcuni ipotetici comuni di arrivo del flusso di Paretani
fuoriuscenti a seguito del raggiungimento di Accordi di Pianificazione delocalizzativi: Sparanise,
Pignataro Maggiore, Pastorano, Capua, Vitulazio, San Felice a Cancello, Maddaloni e Santa Maria
a Vico; e poi: Alife, Mignano Monte Lungo, Teano, Tora e Piccilli, Vairano Patenora, Riardo,
Pietramelara e Calvi Risorta.
Per il (o ciascun) comune di approdo di Terra di Lavoro, si suppone altres la necessit di incidere
sullo strumento urbanistico generale. La motivazione consisterebbe nellesigenza di adeguamento
del dimensionamento abitativo in vista del relativo flusso di delocalizzazione proveniente da
Parete.

1) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


1.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato gi adottato e confermasse
(in toto o anche solo parzialmente) lubicazione, lestensione e le destinazioni di ognuna delle
sezioni comunali citate nella premessa (PL, Piani di Dettaglio ed altro di edificato presente in zone
[4]

diverse dalla C): eventuale apposita determinazione del Consiglio Comunale che (revocando ex art.
21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti divergenti) fungerebbe sia da delineamento dei
rinnovati scenari di programmazione del PUC paesano sia da indirizzo rispetto al processo di
delocalizzazione evocato di seguito.
1.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventuale apposita determinazione del Consiglio comunale come nel precedente punto 1.1.
1.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione del Consiglio
Comunale che (revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti divergenti)
fungerebbe sia da delineamento dei rinnovati scenari di programmazione del PUC paesano (o di
variante alla Variante del PRG se fosse effettivamente possibile seguire questo percorso) sia da
indirizzo rispetto al processo di delocalizzazione evocato di seguito.
1.4) Successiva attivit della P.A. che circoscriverebbe con maggiore certezza tutte quelle sezioni
del territorio comunale citate nella premessa di inizio capitolo che dovrebbero essere oggetto di
delocalizzazione verso una o pi aree della provincia casertana.
Preparazione a riguardo di una o pi relazioni e di uno o pi elaborati grafici (di massima ovvero
ad un livello di progettazione preliminare).

Si esprime lopinione secondo la quale dovrebbe essere coinvolto anche il Consiglio Comunale, stante la
generale competenza urbanistica di questorgano in virt dellart. 42 c. 2 lettera B del D. Lgs. 267/2000.
Da precisare che il passaggio descritto nel punto 1.4 potrebbe anche precedere quelli dei successivi punti
2.1, 2.2 e 2.3 oppure, forse pi opportunamente, seguirli a strettissimo giro di posta.

2) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


2.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato gi adottato (anche alle
condizioni menzionate nel punto 1.1): possibilit che la Giunta Comunale paretana debba revocare
ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 la delibera di adozione del PUC, la delibera di approvazione
del Preliminare di PUC, nonch ogni altra determinazione precedente, contemporanea e perfino
susseguente a queste1.
2.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventualit che la Giunta Comunale paretana debba revocare ex art. 21 quinquies della L.
241/1990 ogni delibera e ogni altro atto affine precedente (come, ad esempio, quello relativo al
Preliminare di PUC).
2.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione della Giunta
Comunale paretana che potrebbe trovarsi a revocare ex art. 21 quinquies L. 241/1990 ogni atto
precedente in contrasto con una rinnovata volont di pianificazione urbanistica comunale2.

3) Verifica della relazione e degli elaborati menzionati nel punto 1.4 da parte del Consiglio e della
Giunta Comunale di Parete. Via libera ad unattivit di consultazione di cui al punto 4 allo scopo di
individuare anche laltra (le altre) localit casertana (casertane) di arrivo del flusso di
delocalizzazione per fini residenziali.

4) Inizio della consultazione interistituzionale in principio.

1
Fra laltro potrebbe essere necessaria la revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 della delibera della Giunta
Comunale di Parete n. 39 del 07/04/2016 avente ad oggetto Indirizzi strategici per lelaborazione del documento
preliminare di progetto del Piano Urbanistico Comunale.
2
Leggasi la nota precedente.
[5]

4.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania


5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete e della Provincia di Caserta al fine di individuare il comune (o i comuni) di Terra di Lavoro
in cui far giungere il flusso di delocalizzazione.
4.2) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla presenza del Comune di
Parete, della Provincia di Caserta e dellindividuato Comune di arrivo3 allo scopo di completare (o,
se non gi effettuato, cominciare) la compilazione dellelenco di tutti gli altri soggetti destinati a
prender parte allAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, allAccordo di Pianificazione ex art.
6 L.R. Campania 13/2008.
Fra le varie figure, si ritiene necessaria la Regione Campania, giusta lattivit di copianificazione da
essa promossa in virt dellart. 4 della L.R. Campania 16/2004 e dellart. 4 L.R. Campania 13/2008
4
.

5) Durante la consultazione interistituzionale in principio.


5.1) Determinazione del Consiglio Comunale di Parete che darebbe il via libera alla preparazione
di uno schema concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto
alle originarie convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei
vari PUA in riferimento alle zone C (C2-lato a sud di via della Repubblica, C3, C5, C6, C7, C8, C9,
C10, C12) e alle aree di taluni Piani di Dettaglio5.

Suddetta convenzione integrativa potrebbe avere come riferimento una fattispecie di delocalizzazione
preventiva, cio limitata a quelle parti comunali s edificabili, ma interessate per poco o per nulla da
unattivit di costruzione.
Sinvita a leggere il bozzetto di convenzione integrativa esposto nel capitolo 3.

6) Conclusione della consultazione interistituzionale in principio.


6.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete, della Provincia di Caserta, del Comune di arrivo, della Regione Campania e di tutti gli
altri soggetti come prefigurati nel punto 4.2 per il compimento, seppure ancora per sommi capi,
di una valutazione concernente la concretizzazione del processo di delocalizzazione.
Presentazione di un Primo Patto Formale6 col quale verrebbe:
- per la localit casertana meta del flusso di delocalizzazione: determinato, anche in maniera
non esaustiva, linsieme degli immobili gi eventualmente detenuti dalle figure sottoscriventi

3
Per quanto non sia stato citato, si ritiene che pure il Consiglio Comunale della localit di arrivo dovrebbe
preliminarmente assentire circa la partecipazione alle attivit di consultazione poste in principio.
4
Tutti gli accordi fra le pubbliche amministrazioni fino alla conclusione della fase di cui ai punti 20 e 21 potrebbero
vedere anche la sottoscrizione da parte dellAgenzia del Demanio, data la serialit delle eventuali acquisizioni di
immobili in compravendita e in permuta, allo scopo di favorire la celerit nel processo di delocalizzazione.
5
Si ritiene poi che lo schema dovrebbe essere altres approvato dalla Giunta Comunale prima di essere portato in
seguito allattenzione dei privati lottizzatori.
6
La fonte giuridica del Primo Patto Formale , per lautore, lart. 15 della Legge 241 del 1990 il quale consente alle
Amministrazioni Pubbliche di concludere fra loro accordi per lo svolgimento di attivit di interesse comune. Tuttavia,
la dicitura Accordo ex art. 15 L. 241/1990 viene usata solo in riferimento allatto di cui al punto 18 allo scopo di
confondere il meno possibile chi legge.
Valendo quanto appena scritto, leventuale coinvolgimento di entit private gi in questa fase del procedimento di
delocalizzazione andrebbe perfezionato con ulteriori patti a margine, con una cadenza temporale financo successiva.
[6]

il medesimo Patto; circoscritte, financo con ampia approssimazione, le aree di ubicazione di


quegli immobili privati probabilmente da far divenire oggetto di ulteriori acquisti e/o di
espropriazioni;
- individuata lAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione7;
- prefissato il periodo o la data entro il/la quale suddetta Amministrazione sarebbe chiamata a
far redigere e a far verificare uno Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione, onde
approfondire le implicazioni amministrative, urbanistiche e ambientali, sulla scia di quanto
appare nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011 8.

Tenendo conto che lo Studio Preliminare di Pianificazione coinvolgerebbe almeno i territori di partenza
(Parete) e di arrivo del flusso di delocalizzazione, la Conferenza potrebbe gi prevederne una stesura
affidata ad un unico soggetto esterno alla P.A. oppure ad un unico ufficio pubblico, tramite delega o
istituzione apposita.
Il perfezionamento di questultima ipotesi potrebbe tuttavia verificarsi anche a seguito della stipulazione
di una convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000 diversa dal Primo Patto Formale. A riguardo, sosserva che
ladesione degli enti locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione
della Regione) potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di
approvazione dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche
a cura della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.

Immaginando una certa difficolt avvertibile dal lettore dopo aver visionato il suddetto art. 5 c. 3,
incentrato testualmente solo sugli Accordi di Programma, importante chiarire anche quanto segue.
In primis, lart. 6 c. 2 della L.R. Campania 13/2008 sostiene che le procedure relative allAccordo di
Pianificazione sono le medesime previste per gli Accordi di Programma della L.R. Campania 16/2004 (e, in
aggiunta, del Regolamento Regione Campania 5/2011).
In secundis, lart. 6 c. 1 della L.R. Campania 13/2008 afferma che lapprovazione dellA. di Pianificazione
costituisce approvazione degli strumenti urbanistici generali o delle varianti relative a questultimi.
Limpressione, dunque, che il legislatore regionale abbia voluto equiparare i due tipi di Accordo: quello
di Programma e quello di Pianificazione.

7) Sigla di un Primo Patto Formale fra i soggetti elencati pur approssimativamente nel punto 6.1 9.

8) Nomina del Responsabile del Procedimento (RUP) da parte dellAmministrazione proponente


lAccordo di Pianificazione (art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011).
Ci potrebbe divenire necessario alfine di coordinare lo sforzo che vedrebbe indubbiamente
coinvolti diversi enti e soggetti.
8.1) Successiva redazione dello Studio Preliminare dellAccordo di Pianificazione, tenendo a mente
la precisazione del punto 6.1. Verifica a seguire da parte del RUP sempre sulla scia di quanto appare
leggibile nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011.

7
Lindividuazione andrebbe effettuata ai sensi dellart. 5 c. 2 del Regolamento Regione Campania 5/2011.
8
Per il comune di Parete, in particolare, lo studio potrebbe molto probabile consistere in unanalisi legata agli
interventi di riconversione fondiaria e di delocalizzazione anche preventiva; per il comune (o i comuni) casertani di
arrivo del flusso di delocalizzazione, esso potrebbe risultare incentrato sullimpatto di unurbanizzazione in crescita.
9
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Primo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
[7]

9) Deliberazione dellAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione (sulla scia dellart. 5 c.


4 del Regolamento Regione Campania 5/2011) concernente uno schema illustrante nel complesso
liter di delocalizzazione.

Sul tema, il sottoscritto reputa soprattutto necessari: un Secondo Patto Formale col quale dare indicazioni
sui momenti del Laboratorio di Pianificazione e della Conferenza Permanente di Pianificazione; un Accordo
ex art. 15 L. 241/1990 con cui impartire prescrizioni circa le fasi delle alienazioni e della programmazione
urbanistica; lAccordo di Pianificazione ex L.R. Campania 13/2008 utile ai fini espropriativi.

10) Nellipotesi in cui si ritenessero anticipati i tempi rispetto alla fattispecie di cui al punto 5:
determinazione del Consiglio Comunale di Parete che, prendendo atto del raggiungimento del
Primo Patto Formale di cui al punto 7, darebbe il via libera alla preparazione di uno schema
concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto alle originarie
convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei vari PUA in
riferimento alle zone C (C2-lato a sud di via della Repubblica, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12) e
alle aree di taluni Piani di Dettaglio)10.

11) Conferenza di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011
(oppure riunioni, tavoli tecnici o cosaltro di simile) di condivisione dei risultati della verifica di cui
al punto 8.1 convocata dallAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione.
Presentazione di un Secondo Patto Formale11 col quale verrebbe:
- per la localit casertana meta del flusso di delocalizzazione (pure alla luce della valutazione
dello Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione), determinato, in maniera esaustiva,
linsieme degli immobili gi eventualmente detenuti dalle figure sottoscriventi il medesimo
Patto; circoscritta, con migliore approssimazione, lubicazione di quegli immobili privati
probabilmente da far divenire oggetto di ulteriori acquisti e/o di espropriazioni;
- fissato larco temporale di svolgimento del Laboratorio di Pianificazione di cui ai punti 14 e
segg., 15 e segg.;
- stabilito il periodo entro il quale andrebbe raggiunta lIntesa Regione-Provincia (ex art. 5 L. R.
Campania 13/2008) di cui al seguente punto 16;
- concordato il periodo o la data entro il o la quale, dopo il conseguimento dellIntesa Regione-
Provincia, andrebbe concluso lAccordo ex art. 15 L. 241/1990.
Infine, al testo sarebbe allegata una versione definitiva delliter di delocalizzazione nel suo
complesso.
11.1) In occasione della Conferenza di Servizi, dovrebbe essere altres ottenuto il consenso delle
controparti istituzionali sullo schema concernente le apposite convenzioni integrative preparato
dal Comune di Parete per i propri lottizzanti e predisposto fin dalla deliberazione di cui al punto 5
o, in alternativa, 10.
11.2) Inoltre, sempre rispetto a Parete, con riferimento alle aree non rientranti nelle zone C e in
taluni Piani di Dettaglio, potrebbe essere necessario uno specifico assenso sullo schema di un
ipotetico patto fra ente compratore e privato (approntato frattanto dal primo) da siglarsi

10
Anche in questo caso potrebbe valere quanto osservato nella nota 5.
11
Circa la fonte giuridica del Secondo Patto Formale e leventuale coinvolgimento di entit private gi in questa fase
del procedimento di delocalizzazione si rimanda a quanto motivato nella nota 6.
[8]

nellambito della verifica (punto 14.3) volta a ricevere la disponibilit di questultimo ad alienare
con o senza permuta.
11.3) Infine, pure rispetto alla localit di arrivo potrebbe essere necessario uno specifico assenso
sullo schema di un ipotetico patto fra ente compratore e privato (allestito frattanto dal primo) da
convalidare nellambito della verifica di cui al punto 14.4 volta a procurare la disponibilit di
questultimo ad alienare.

12) Parete, una volta conclusa felicemente la Conferenza di Servizi di cui al punto 11, con riferimento
alle zone omogenee C (C2-lato a sud di via della Repubblica, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12) e
alle aree di taluni Piani di Dettaglio: verifica della disponibilit dei lottizzanti a sottoscrivere colla
P.A. delle convenzioni integrative rispetto a quelle originarie12 in modo da posticipare
fattivamente lattuazione dei vari PUA; successiva stipulazione13.
Per quanto probabilmente irrealistico (almeno a questo punto del processo), si ipotizza che in tali
convenzioni potrebbe gi trovare spazio la volont privata di accettare la sola vendita del bene
posseduto o la vendita in permuta collimmobile sito nella localit di arrivo14.
12.1) Sempre con particolare rifermento a Parete, e in alternativa al punto 12, revoca ex art. 21
quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione dei PL (nonch di taluni Piani
di Dettaglio) senza passare attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni coi privati15.

13) Sigla di un Secondo Patto Formale16 fra tutti i soggetti coinvolti gi nel Primo Patto Formale,
nonch nellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, nellAccordo di Pianificazione.
13.1) Eventuale previsione ivi contenuta: individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di
un ufficio unico per gli acquisti in piena propriet di immobili (terreni e/o stabili)17 i quali
dovrebbero verificarsi sia nel paese di arrivo sia a Parete.
Tale previsione potrebbe tuttavia perfezionarsi anche a seguito della stipulazione di una diversa
convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000. A riguardo, sosserva che ladesione degli enti locali cos
come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione della Regione) potrebbe

12
Per quanto si sia cercato di associare a questa fase la stipulazione, nulla, in teoria, impedirebbe di agire in tal senso
anche in precedenza, ad esempio subito dopo il momento di cui al punto 5. Precisato ci, lente municipale paretano
potrebbe comunque trovarsi nella necessit di contattare immediatamente i privati, ad esempio ricorrendo alla
pubblicazione di un invito apposito a manifestare la propria volont.
In chiusura, si ammette che lopzione di cui al punto 12 potrebbe valere nel concreto solo per quei casi in cui i lavori
di costruzione degli stabili fossero ben lungi dal finire, colla immaginabile esclusione di quelle zone gi edificate per
intero come le C4 e C11.
13
Le apposite convenzioni integrative andrebbero poi trascritte presso i Registri Immobiliari a cura dei lottizzanti
medesimi in virt dellart. 28 c. 5 della L. 1150/1942.
14
In questottica la P.A. potrebbe genericamente impegnarsi a dare la precedenza rispetto alle altre proposte
irrevocabili di vendita che perverrebbero dopo la pubblicazione del bando di cessione o cessione in permuta.
15
La revoca diretta potrebbe dare risultati anzitutto in relazione a quei punti per i quali non fosse stato rilasciato
alcun titolo abilitativo diretto (o per i quali risultasse un titolo oramai scaduto). Inoltre potrebbe divenire efficace
qualora fossero i medesimi lottizzanti a presentare una domanda di revoca degli atti di adozione e di approvazione
dei PUA, malgrado il poco realismo di una cosa del genere. Sullargomento, si rimanda al riquadro che appare in coda
al capitolo 3.
Logicamente essa non varrebbe per aree con lavori gi completamente finiti.
16
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Secondo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
17
Il sottoscritto ha collocato tale momento nel punto 13.1 nellipotesi che gli enti coinvolti cercassero di acquisire
delle manifestazioni di interesse alla vendita dei proprietari terzi gi durante le sottofasi di cui nei punti 14.2, 14.3 e
14.4. Ci nonostante, qualora le istituzioni non volessero muoversi in anticipo, nulla impedirebbe lindividuazione di
un ufficio unico poco prima o durante la Conferenza di Servizi di cui al punto 17.
[9]

essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di approvazione dello
schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche a cura della
Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs. 267/2000.

14) Partenza della fase della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R.
Campania 13/2008.
14.1) Presso la sede provinciale o presso il Comune di Parete o presso il Comune (uno dei Comuni)
di arrivo del flusso di delocalizzazione o presso ciascun Comune coinvolto: avvio del relativo
Laboratorio.
14.2) Con riferimento alle aree di Parete citate nella relativa premessa (C2-lato a sud di via della
Repubblica, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12, nonch in corrispondenza di taluni Piani di Dettaglio):
svolgimento di quanto tratteggiato gi nel punto 12 o nel punto 12.1 qualora si preferisse
aspettare il raggiungimento del Secondo Patto Formale.
14.3) Con particolare riferimento alle aree di Parete diverse da quelle di cui al punto precedente e
comunque citate nella relativa premessa: verifica della disponibilit dei privati a cedere o a cedere
in permuta il proprio immobile; probabile successiva formalizzazione18.
14.4) Con particolare riferimento alla localit di arrivo: completamento della ricognizione degli
immobili gi detenuti in partenza da enti, caso mai ci non fosse avvenuto prima della stipulazione
del Secondo Patto Formale; qualora tale controllo portasse a (o avesse prodotto degli) scarsi
risultati, possibile verifica della disponibilit di terzi ad alienare a fine residenziale la piena
propriet di loro immobili a favore dellistituzione (o delle istituzioni) acquirenti; probabile
successiva formalizzazione19.

Sia per Parete (seguendo la strada tracciata nel punto 14.2 o, in alternativa, gi nel punto 12) sia per la
localit di arrivo, una diffusa manifestazione inequivocabile della volont dei privati di vendere o di
vendere in permuta entro codesto momento potrebbe permettere di determinare, con una discreta
esattezza, pure lammontare dellesborso finanziario legato alla fase dellalienazione in permuta della
piena propriet di immobili (punti 20 e segg., 21 e segg.); di conseguenza vi potrebbe essere
unaccelerazione dei tempi in vista del raggiungimento dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990.

15) Termine della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R. Campania
13/2008.
15.1) Ciascun Comune elabora le proposte di pianificazione20 con tutta la componente descrittiva
e grafica ritenuta necessaria. Specie per Parete, linterazione colla comunit residente potrebbe

18
Pur premettendo la natura interattiva riconosciuta dal legislatore campano al Laboratorio di Pianificazione,
occorrerebbe forse individuare un modo pi diretto per coinvolgere i privati attraverso la pubblicazione di una sorta
di avviso (o di pre-bando). Negli intenti del sottoscritto, leventuale successiva formalizzazione della disponibilit del
privato non dovrebbe ancora comportare degli specifici obblighi a carico dellente acquirente, a parte una generica
precedenza rispetto alle altre proposte irrevocabili di vendita che potrebbero arrivare dopo la pubblicazione del
bando di cessione o cessione in permuta.
19
Vale quanto scritto nella nota precedente. Da precisare soltanto che i terzi della localit di arrivo parteciperebbero
soltanto ad un bando di alienazione.
20
La L.R. Campania 6/2016, abrogando il c. 5 dellart. 5 della L.R. Campania 13/2008, parrebbe aver reso non pi
indispensabile laggiunta in allegato di un preliminare di piano gi in vista della convocazione della Conferenza
Permanente di Pianificazione. Di conseguenza, se tale preliminare inglobasse pure il Preliminare dello strumento
urbanistico generale, ci si troverebbe innanzi ad uno scenario che consentirebbe di raggiungere lIntesa Regione-
Provincia, di cui al punto 16, prima dellavvio della procedura urbanistica vera e propria.
[10]

meglio aiutare a specificare (in senso anzitutto inclusivo) le parti indicate nella premessa del
corrente capitolo come oggetto di mutamento della classificazione urbanistica, con o senza alcuna
conservazione delledificabilit, a seconda dei casi.
La fase di elaborazione potrebbe vedere il preposto personale di entrambi i Comuni in contatto
costante ovvero operare direttamente in sinergia, laddove fosse valutato utile, per delineare con
appropriatezza gli aspetti essenziali del flusso di delocalizzazione.
15.2) Eventuale Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione
Campania 5/2011 (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i soggetti sottoscriventi
il Secondo Patto Formale di cui al punto 13 onde soppesare le proposte di elaborazione e
concordare a riguardo.
15.3) Probabile approvazione da parte degli organi consiliari comunali delle proposte di
pianificazione, stante la generale competenza in materia urbanistica ai sensi dellart. 42 del TUEL.

16) Invio delle proposte di pianificazione comunali alla Regione Campania onde ottenere la
convocazione della Conferenza Permanente di Pianificazione ex art. 5 L.R. Campania 13/2008. In
alternativa, richiesta di riunione della stessa per iniziativa della Provincia di Terra di Lavoro.
Da sottolineare, comunque, come la partecipazione sarebbe solo limitata alla Regione e alla
Provincia, mentre Comuni e altri soggetti istituzionali ricoprirebbero un ruolo consultivo.
Stipulazione di unIntesa Provincia-Regione in virt del c. 7 del suddetto art. 5 (anche se, a umile
parere del sottoscritto, la formulazione di codesta norma dopo la modifica operata dalla L.R.
Campania 6/2016 parrebbe, in teoria, lasciare spazio anche ad altri soggetti presenti a diverso
titolo alla Conferenza Permanente).

17) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i
soggetti sottoscriventi lAccordo ex art. 15 L. 241/1990. Essa potrebbe vertere, anzitutto,
sullassenso dei partecipanti ai contenuti:
- dello schema di Accordo ex art. 15 presentato dallAmministrazione proponente;
- dello schema del bando per la raccolta delle adesioni private di coloro che sarebbero
interessati alla cessione in permuta ovvero alla sola cessione del proprio immobile ubicato a
Parete21;

Eppure, qualora vi fosse un errore di interpretazione da parte dellautore di codesto libercolo, la Conferenza
Permanente di Pianificazione e la successiva Intesa andrebbero ancora viste come momenti integranti delliter del
PUC (o variante PRG) da collocare prima della adozione.
21
Per Parete, data lesigenza di raccogliere fin dalla fase dellalienazione quante pi adesioni private possibili, si scrive
che lunico bando di cessione della piena propriet del bene senza permuta o di cessione della piena propriet del
bene in permuta col suolo o stabile siti nella localit di arrivo andrebbe diretto ai pieni proprietari, ai locatari e agli
affittuari, nonch agli altri eventuali beneficiari di diritti reali minori, a partire da quello di superficie.
Circa i pieni proprietari che al momento della pubblicazione del bando godrebbero di una disponibilit dellimmobile
completa o meno, lavviso dovrebbe mirare ad ottenerne una proposta irrevocabile di cessione o di cessione in
permuta, ai sensi dellart. 1329 cc. 1 e 2 del Codice Civile, valida per un certo periodo a partire dalla scadenza
dellannuncio in questione. Allo scopo di risparmiare del tempo, si afferma che la suddetta proposta potrebbe essere
altres accompagnata da una relazione asseverata da un tecnico, nonch da appositi grafici, in grado di mostrare
anzitutto la consistenza del terreno o dello stabile portato allattenzione.
Per locatari, affittuari e superficiari (definibili come tali sempre al momento della pubblicazione dellavviso di turno)
dei beni sui quali il processo di delocalizzazione spingerebbe ad intervenire in vario modo (mutamento di
classificazione urbanistica, ripristino del suolo agricolo), invece, il bando dovrebbe consistere nellottenimento di
un interesse a partecipare in cambio di specifiche indennit. Da sottolineare come tale tipologia di adesione
risulterebbe coronabile dal successo solo in caso di contemporanea volont di cessione o di cessione in permuta del
pieno proprietario, senza la quale tutto sarebbe vano.
[11]

- dello schema del bando per la raccolta delle adesioni di terzi che sarebbero interessati alla sola
cessione della piena propriet del proprio immobile sito nella localit casertana di arrivo22;

Soffermandosi soltanto sul versante dellacquisto, si afferma che anzitutto il bando dovrebbe permettere al
proprietario, in caso di mancata accettazione dellimmobile in permuta sito nella localit di arrivo, di optare per la
semplice cessione; inoltre potrebbe anche essere ammissibile una scelta in senso opposto per laderente che volesse
tornare sui propri passi e qualora i rifiuti fossero tali da mantenere un avanzo di stabili e terreni.
Restando nellottica dellacquisto si sostiene che qualora lacquirente fosse un ente territoriale (ipotizzando di
rientrare nella fattispecie prevista dallart. 12 c. 1-ter della L. 111/2011, malgrado la mancanza di quei requisiti di
indilazionabilit e di indispensabilit probabilmente pi idonei per delle operazioni occasionali, nonch la presenza
di fonti finanziarie ad hoc), la stima del bene andrebbe effettuata dalla P.A. stessa. Quindi, in caso di disaccordo del
cedente, la successiva firma del contratto definitivo di trasferimento sarebbe s possibile, dovendo soltanto precisare
la provvisoriet del prezzo fino allattestazione di congruit di questultimo per mano dellAgenzia del Demanio. Da
aggiungere, poi, che un reiterato dissenso del privato permetterebbe alla P.A. di pretendere lesecuzione specifica
del contratto ai sensi dellart. 2932 del Codice Civile.
Pone peculiari spunti di riflessione lacquisto della piena propriet di un bene contrassegnato da mutuo. In codesto
frangente, infatti, al momento del rogito, lente compratore verserebbe al privato una somma effettiva solo pari alla
quota di debito gi saldata, potendola subordinare al previo rilascio di una quietanza di pagamento e allimpegno di
cancellazione dellipoteca da parte della banca del cedente; il resto dellimporto, viceversa, andrebbe corrisposto
proprio al soggetto finanziario. Scontato affermare che lente compratore incorrerebbe in minori difficolt nel caso
in cui si stabilisse lobbligo privato allestinzione completa di mutui e ulteriori gravami prima dellatto di trasferimento
o, addirittura, alla data della pubblicazione dellavviso stesso.
Tornando a porre lattenzione sullinsieme dei possibili locatari, affittuari e superficiari, si ritiene che la
corresponsione di unindennit potrebbe essere contemporanea al rogito del trasferimento del bene dal pieno
proprietario allente acquirente, nonch, fra laltro, subordinata: alla trascrizione presso i Registri Immobiliari di un
atto di scioglimento per mutuo consenso ai sensi degli artt. 1372, comma 1, seconda frase, e 1376 del Codice Civile,
del contratto di locazione/affitto e dellatto di concessione in superficie (eventualmente con efficacia ex nunc, cio
con esclusione della situazione pregressa); al possesso di un attestato che mostri un avvenuto cambio di residenza
come minimo in zone di Parete in cui la prosecuzione della loro vita privata e/o delle loro attivit non contrastasse
cogli scenari di destinazione duso prefissati col processo di delocalizzazione.
Inoltre, viene osservato che, in caso di trasferimento della propriet in permuta, potrebbe venire rilasciata dallente
compratore unaddizionale indennit a favore di pieni proprietari, locatari, affittuari e superficiari se essi si
impegnassero a ricostruire formalmente e sostanzialmente lo stesso rapporto che li legava nel tenimento di Parete
proprio in corrispondenza della localit di arrivo. Per lesattezza, il bando potrebbe gi prevedere la presentazione di
una relativa istanza da parte di tutti i privati coinvolti entro una determinata data dalla sottoscrizione del rogito.
Guardando finalmente nel complesso tutte le fattispecie (piena propriet, locazione, affitto, e superficie), va scritto
che il bando potrebbe delineare listituzione di appositi arbitrati nel caso in cui non fossero accettati il prezzo e
lindennit formalizzati dallente compratore.
Anche per soddisfare qualche curiosone, si ricorda come dal novero dei potenziali beneficiari del bando andrebbero
esclusi i possessori degli stabili abusivi con costruzione cominciata dopo il 17/03/1985, a meno che, entro la data di
pubblicazione, non fosse stata avanzata e accettata la domanda in sanatoria ex art. 36 del DPR 380/2001. In
alternativa, lavviso potrebbe consentire linvio di proposte irrevocabili anche in relazione a quegli immobili per i quali
venisse allegata una copia della consegnata domanda di Permesso di Costruire in sanatoria, condizionandone tuttavia
laccettazione al rilascio dellassenso municipale. Infine, unennesima clausola inseribile nel bando potrebbe
determinare una decurtazione del prezzo riconosciuto dal soggetto compratore pari al valore della sanzione
pecuniaria laddove, in virt dellart. 38 del suddetto DPR, non fosse realistico il ripristino della situazione iniziale
compromessa dallopera edile non autorizzata.
In chiusura, ipotizzato che il bando potrebbe prevedere la preparazione di una graduatoria con efficacia
temporanea delle proposte irrevocabili accettate dallente compratore, utile soprattutto nel caso in cui le
disponibilit economiche per condurre a termine le operazione legate alla fase dellacquisto o dellacquisto in
permuta non fossero immediatamente sufficienti.
22
Per la localit di arrivo, il bando per lacquisto di immobili l presenti e detenuti da terzi pieni proprietari privati
potrebbe consistere nella raccolta di proposte irrevocabili di cessione ai sensi dellart. 1329 cc. 1 e 2 del Codice
Civile. Per lesattezza, limmutabilit dovrebbe valere per un certo periodo a partire dalla scadenza dellavviso in
questione.
Con riferimento alla natura dei soggetti destinatari, si sostiene lutilit di coinvolgere soltanto dei pieni proprietari
che, al momento della pubblicazione del bando, godrebbero della completa disponibilit del bene, libero da persone
[12]

- degli schemi dei contratti definitivi di cessione in permuta ovvero di sola cessione della piena
propriet degli immobili paretani;
- dello schema del contratto definitivo di sola cessione degli stabili o terreni detenuti da terzi
nella localit di arrivo.
I suddetti schemi di bando e contrattuali potrebbero essere predisposti dallunico ufficio per
le acquisizioni menzionato nel punto 13.1.

18) Accordo ex art. 15 L. 241/1990 fra tutti i soggetti sottoscrittori del successivo Accordo di
Pianificazione di cui al punto 28 23. Si approfitta delloccasione per rilevare lutilit che fra i firmatari
vi siano figure (anzitutto pubbliche) erogatrici di risorse finanziarie per gli acquisti (anche in
permuta), nonch, ovviamente, di altre con disponibilit di alloggi gi esistenti e/o di terreni
edificabili a fini residenziali24.
18.1) Ulteriori prescrizioni concernenti la fase delle alienazioni (anche in permuta) delle piene
propriet di immobili.
18.1.1) Circa Parete: avvio della raccolta delle adesioni di coloro che sarebbero interessati alla
cessione in permuta o alla sola cessione dei propri immobili (terreni e stabili). A questo riguardo,
va tuttavia precisato come i lottizzanti dei PUA vigenti potrebbero esprimersi inequivocabilmente
in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al punto 12 (o 14.2).
Tenendo conto dellesigenza di delocalizzare, ribadita instancabilmente la necessit di
coinvolgere (in tutto o in parte) gli interessati delle attuali zone omogenee C2 (lato a sud di via

e cose altrui, dato che il processo di spostamento da Parete non dovrebbe implicare linnesco di un circolo vizioso di
locatari, affittuari e superficiari costretti a loro volta ad abbandonare febbrilmente proprio il posto di arrivo.
Circa lofferta di cessione, allo scopo di risparmiare del tempo, si afferma che essa potrebbe essere accompagnata
da una relazione asseverata da un tecnico, nonch da appositi grafici, in grado di mostrare anzitutto la consistenza
del terreno o dello stabile portato allattenzione.
A codesto punto, qualora lacquirente fosse un ente territoriale, e ipotizzando di rientrare nella fattispecie prevista
dallart. 12 c. 1-ter della L. 111/2011 (malgrado la mancanza di quei requisiti di indilazionabilit e di indispensabilit
probabilmente pi idonei per delle operazioni occasionali, nonch la presenza di fonti finanziarie ad hoc), la stima
del bene andrebbe effettuata dalla P.A. compratrice. Quindi, in caso di disaccordo del cedente, la successiva firma
del contratto definitivo di trasferimento sarebbe s possibile, dovendo soltanto precisare la provvisoriet del prezzo
fino allattestazione di congruit di questultimo per mano dellAgenzia del Demanio. Da aggiungere, poi, che un
reiterato dissenso del privato permetterebbe alla P.A. di pretendere lesecuzione specifica del contratto ai sensi
dellart. 2932 del Codice Civile.
Inoltre, il bando potrebbe prevedere perfino listituzione di appositi arbitrati, utili a superare ogni contrasto fra lente
compratore e il privato.
Pone aggiuntivi spunti di riflessione lacquisto di un bene contrassegnato da un mutuo. In codesto frangente, infatti,
al momento del rogito, lente compratore verserebbe al privato una somma effettiva solo pari alla quota di debito
gi saldata, potendola subordinare al previo rilascio di una quietanza di pagamento e allimpegno di cancellazione
dellipoteca da parte della banca del cedente; il resto dellimporto, viceversa, andrebbe corrisposto proprio al
soggetto finanziario. Scontato affermare che lente compratore incorrerebbe in minori difficolt nel caso in cui si
stabilisse lobbligo privato allestinzione completa di mutui e ulteriori gravami prima dellatto di trasferimento o,
addirittura, alla data della pubblicazione dellavviso stesso.
A margine, circa lipotetica presenza di stabili abusivi da escludere dal novero del bando e leventuale preparazione
di graduatorie con efficacia temporanea delle proposte irrevocabili accettate dallente compratore, onde evitare
inutili ripetizioni, si rimanda semplicemente agli ultimi due periodi della nota precedente.
23
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 potrebbe essere preceduta da
unapposita deliberazione consiliare, in virt della generale competenza urbanistica riconosciuta a tale organo
dallart. 42 c. 2 lettera b) del D. Lgs. 267/2000.
24
LAccordo ex art. 15 L. 241/1990 rivolto unicamente alle Pubbliche Amministrazioni. Di conseguenza, leventuale
coinvolgimento di entit private andrebbe perfezionato con ulteriori patti a margine, con una cadenza temporale
financo successiva.
[13]

della Repubblica), C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12, nonch delle sezioni di taluni Piani di Dettaglio
(a titolo esemplificativo, lato a est di via Vicinale Vecchia, lato a sud piazza Caduti di Nassiriya) e
delle altre porzioni del paese citate nella premessa di inizio capitolo.
18.1.2) Circa la localit di arrivo: raccolta delle adesioni private di coloro che sarebbero interessati
alla sola cessione del proprio terreno e/o stabile, sempre qualora la ricognizione di cui al punto
14.4 degli immobili l detenuti dagli enti avesse nel frattempo portato a scarsi o nulli risultati.
18.1.3) Fissazione del periodo entro il quale i procedimenti dei punti 18.1.1 e 18.1.2 dovrebbero
terminare.
18.1.4) Prescrizione aggiuntiva: obbligo di determinazione dellesborso finanziario prima di
passare al momento esecutivo.

18.2) Prescrizioni concernenti la successiva fase di impostazione urbanistica25, di cui ai punti 22,
23, 24, 25 e 26.
18.2.1) Circa il Comune di Parete: avvio della procedura urbanistica (PUC) per quanto ad esso
riconducibile.
18.2.2) Circa il Comune di arrivo: avvio della procedura urbanistica per quanto ad esso
riconducibile26.
18.2.3) Fissazione del periodo o della data entro il quale (la quale), una volta cominciate,
andrebbero terminate le citate procedure urbanistiche per la parte riconducibile a ciascun ente
locale.
18.2.4) Eventuale individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di un ufficio unico per le
espropriazioni le quali potrebbero avvenire sia nel paese di arrivo sia a Parete.
Tale previsione potrebbe tuttavia trovare perfezionamento anche a seguito della stipulazione di
una diversa convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000. A riguardo, sosserva che ladesione degli enti
locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione della Regione)
potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di approvazione
dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche a cura
della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.
18.2.5) Prescrizione per ambo le localit: possibilmente in contemporanea con quel momento
delliter di formazione degli strumenti urbanistici generali che precede la loro adozione,
preparazione dei progetti preliminari-definitivi (e definitivi) delle opere pubbliche e di pubblica
utilit eventualmente da realizzarsi27.
Per Parete, in particolare, codesti progetti dovrebbero includere abbattimenti e riconversioni
fondiarie in genere.

25
Nellart. 8 del Regolamento Regione Campania 5/2011 affermata la necessit eventuale di concludere succitato
Accordo prima delladozione dello strumento urbanistico.
26
Quindi, caso mai non fosse gi avvenuto prima, anche per il Comune di arrivo si potrebbe arrivare alla revoca ex
art. 21 quinquies della L. 241/1990 di atti della Giunta e del Consiglio. In aggiunta, e in linea puramente teorica,
sosserva che potrebbe pure non avere luogo alcuna procedura urbanistica qualora da unindagine preliminare
risultasse gi disponibile per intero il numero di stabili e/o fondi occorrenti.
27
Scontato osservare che nulla vieterebbe a ciascun ente coinvolto di allestire i propri progetti preliminari anche
antecedentemente, ad esempio fin dai tempi del Primo Patto Formale di cui al punto 7; per Parete, in particolare,
codesta attivit potrebbe addirittura avverarsi in corrispondenza del passaggio evidenziato nel punto 1.4. Il
sottoscritto di far riferimento al progetto preliminare poich, stando alle informazioni in suo possesso, appare
prolungata la vigenza degli artt. 17-23 del D. Lgs. 207/2010.
[14]

18.3) ENNESIME PRESCRIZIONI DEL TUTTO IPOTETICHE RELATIVE ALLA FASE DI IMPOSTAZIONE
URBANISTICA.
18.3.1) Per la localit di arrivo: supplementare ricognizione degli immobili acquisiti dai precedenti
proprietari e risultati invenduti per effetto della mancata permuta. Essi, infatti, potrebbero essere
usati in questa fase del processo di delocalizzazione.
18.3.2) Per Parete: avvio della procedura per raccogliere le adesioni private di coloro che,
espropriati, accetterebbero proprio la cessione in piena propriet del suolo/stabile sito nella
localit di arrivo.
Il riferimento va interamente a quelle sezioni comunali indicate nella premessa del capitolo28.
18.3.3) Fissazione del periodo entro il quale i suddetti procedimenti dei punti 18.3.1 e 18.3.2
dovrebbero terminare.

Data lampia discrezionalit che si suppone il legislatore abbia voluto lasciare alle P.A. sul contenuto degli
Accordi ex art. 15, ipotizzato, infatti, che essi possano pure impartire delle istruzioni vincolanti rispetto
alle pianificazioni territoriali nei singoli comuni (di partenza e di arrivo). Nello specifico, si tratterebbe di
favorire una distribuzione pi armonica su scala provinciale dellimpatto in orizzontale delle zone di
insediamento abitativo29.

19) Per il Comune di Parete: revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA da parte della Giunta Comunale, a seguito del raggiungimento
dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e cos come previsto nelle apposte convenzioni di cui al punto
12 (o 14.2) siglate coi privati30.

20) Apertura della fase delle alienazioni (anche in permuta) delle piene propriet di immobili.
20.1) Parete (concretizzazione del punto 18.1.1): pubblicazione di un bando per la raccolta delle
adesioni di coloro che sarebbero interessati alla cessione in permuta o alla sola cessione del
proprio immobile (terreno e stabile).
Il bando riconoscerebbe la possibilit di scegliere fra i due tipi di cessione; il trasferimento per
effetto della permuta, in particolare, andrebbe subordinato allaccettazione dellimmobile
individuato nella localit di arrivo.
Circa lalienazione in genere, ripetuto ancora che i privati dei PUA vigenti potrebbero esprimersi
inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al punto 12 (o 14.2).
Successiva comunicazione allente incaricato (o agli enti incaricati) che agiscono nellaltro paese
casertano del numero e della consistenza degli immobili da acquistare a sua (loro) volta da terzi
nellambito della permuta.

28
Il lettore potrebbe apparire perplesso innanzi alla formulazione di codesta ipotesi, tenendo conto che il privato
potrebbe continuare a non avere ragioni per spostarsi nella localit di arrivo. Nonostante ci, il sottoscritto ha voluto
dedicarle dello spazio allinterno del processo di delocalizzazione.
29
Anzi, nel Manuale operativo del Regolamento 4 agosto 2011 n. 5 di attuazione della L.R. 16/2004 in materia di
Governo del territorio (Quaderni di Governo del Territorio numero 1) poi chiarito che il contenuto degli Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 va a confluire proprio nei piani da adottare.
30
La revoca potrebbe essere sostituita dallattivazione di una clausola di inefficacia degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA e di decadenza delle relative convenzioni. In questultima ottica una successiva
determinazione della Giunta avrebbe un mero valore dichiarativo.
OSSERVAZIONE AGGIUNTIVA: che si tratti di una revoca (o attivazione della clausola dinefficacia) come quella del
punto 19 o di revoca come quella del punto 12.1 (o 14.2), possibile che debbano venire restituite ai privati le somme
da loro devolute al Comune per la precedente progettazione di Piani di Lottizzazione dufficio.
[15]

20.2) Nella localit di arrivo (concretizzazione del punto 18.1.2): pubblicazione di un bando per la
raccolta delle adesioni dei privati terzi che sarebbero interessati alla sola cessione del proprio
immobile31 qualora la ricognizione di cui al punto 14.4 dei terreni e degli stabili l detenuti dagli
enti si fosse rivelata inconcludente in modo parziale o in toto.
Susseguente comunicazione al Comune di Parete concernente il numero, la consistenza e
lubicazione dei beni che potrebbero essere inclusi nella permuta.
20.3) Parete: manifestazione daccettazione della permuta da parte dei soggetti interessati.
20.4) Obbligo di determinazione dellesborso finanziario prima di procedere oltre.

21) Chiusura della fase delle alienazioni (anche in permuta) delle piene propriet di immobili.
21.1) Parete: firma di tutti i contratti definitivi relativi alla cessione senza permuta degli immobili32.
21.2) Nella localit di arrivo: sigla dei contratti definitivi di sola cessione della piena propriet dei
beni detenuti da terzi privati e acquisizione degli stessi al patrimonio disponibile dellente/degli
enti compratore/i. Probabile stesura di un Piano per le Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 Legge
133/2008 33. Possibile variante urbanistica per adeguare le classificazioni e/o le destinazioni duso
dei terreni e/o degli stabili34.
Si osserva che uno o pi enti coinvolti potrebbero avere la necessit di far precedere
lapprovazione dei propri Piani per le Alienazioni dalladozione o soltanto dalladeguamento dei
corrispondenti Regolamenti per le Alienazioni e Valorizzazioni35.

Per il comune di arrivo non ancora provvisto di PUC da sottolineare come limmediato adeguamento
urbanistico potrebbe completarsi secondo ogni destinazione desiderata soltanto con un PRG vigente.
Difatti ai sensi dellart. 6 c. 4 del Regolamento Regione Campania 5/2011, in regime di inefficacia dei PRG,
le uniche varianti ammissibili diverrebbero esclusivamente quelle funzionali alla realizzazione di opere
pubbliche o di pubblica utilit.

21.3) Parete, dopo la sottofase di cui al punto 21.2: firma dei contratti definitivi riguardanti le
operazioni di permuta immobiliare.

31
La pubblicazione del bando potrebbe seguire la conclusione della raccolta delle adesioni private in quel di Parete.
32
In linea teorica, avendo i privati paretani presentato delle proposte irrevocabili, quelle relative alla vendita senza
permuta potrebbero essere perfezionate con un contratto definitivo di trasferimento gi prima della sottofase di cui
al punto 20.2. Tuttavia si tratterebbe anche di anticipare la determinazione di cui al punto 20.4.
33
Stando al comma 2 dellart. 58 L. 133/2008 la competenza allapprovazione o alla ratifica di tale Piano spetta
allorgano assembleare (ad esempio, Consiglio Comunale); la ratifica, in particolare, occorrerebbe laddove la
deliberazione avvenisse per mano di una societ o di un ente a totale partecipazione pubblica, intendendo per
questultima la presenza esclusiva di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali (Unioni dei Comuni, Comunit
Montane, Consorzi in ambito TUEL). Da puntualizzare come ogni immobile inserito nel Piano (inclusi quelli gi
detenuti in precedenza) passerebbe al patrimonio disponibile dellistituzione cedente.
34
Se lapprovazione del Piano per le Alienazioni e Valorizzazioni comportasse variante urbanistica e, quindi,
modificazione della classificazione per gli immobili interessati, il procedimento (tenendo conto della mancanza di
peculiari norme regionali campane) dovrebbe constare di una prima adozione; una pubblicazione al fine di
raccogliere ed esaminare le osservazioni popolari; possibili Conferenze di Servizi in ambito prettamente urbanistico;
linvio alla Provincia la quale avrebbe 120 giorni di tempo per esprimersi, decorsi i quali scatterebbe la regola del
silenzio assenso ai sensi dellart. 25 c. 2 L. 47/1985; lapprovazione finale del Piano da parte del Consiglio Comunale.
Circa lassoggettabilit a VAS, essa potrebbe concretizzarsi solo qualora fossero riconosciuti significativi impatti
sullambiente da parte dellAutorit Competente ai sensi dellart. 6 comma 3 del D. Lgs 152/2006; in questottica, la
suddetta procedura in variante dovrebbe comprendere la stesura di un Rapporto Preliminare Ambientale e di un
Rapporto Ambientale, nonch la convocazione di apposite Conferenze di Servizi.
35
Per enti territoriali come il Comune e la Provincia, ad esempio, tale incombenza, ai sensi dellart. 42 comma 2
lettera l) del D. Lgs. 267/2000, dovrebbe spettare allorgano consiliare.
[16]

Per lesattezza, avverrebbero cessioni della piena propriet dei terreni e degli stabili paretani in
permuta diretta con la piena propriet, rispettivamente, di terreni e stabili siti nellaltro paese36.

Giunti alla fine della descrizione della fase di cui ai punti 20 e segg. e 21 e segg., a proposito dellacquisto
di immobili da parte della P.A., si osserva che la Corte dei Conti, sezione Lombardia, con parere n. 310 del
2015, ha altres precisato come esso sia da intendere al pari della compravendita ex art. 1470 del Codice
Civile, cio alla stregua di un trasferimento di beni in cambio di un corrispettivo.
Tuttavia, con particolare riguardo alla trasmissione tramite permuta, la summenzionata sezione lombarda
ha poi statuito lassenza di affinit colla fattispecie ex art. 1470 C.C., ma a condizione che lo scambio non
implichi un qualsiasi sborso di denaro aggiuntivo.

22) Fase Uno-A dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e tenendo
conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati.
22.1) Stesura dei Preliminari degli strumenti urbanistici (PUC o PRG o loro varianti).
22.2) Stesura del Rapporto Preliminare VAS (Valutazione Ambientale Strategica)37 e consultazione
degli SCA (cio dei soggetti competenti in materia ambientale).
22.3) Approvazione dei Preliminari degli strumenti urbanistici e del Rapporto Preliminare VAS.
22.4) Redazione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS (includente una Sintesi
non Tecnica).
22.5) Adozione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS in sede di Giunta
Comunale.

Rispetto alla localit di arrivo, da sottolineare come uneventuale inefficacia del suo PRG potrebbe
spostare alla fase del procedimento urbanistico pure la modifica delle classificazioni immobiliari funzionali
allapprovazione del Piano per le Alienazioni (di cui al punto 21.2) e, quindi, alla definitiva deliberazione su
questultimo.

23) Fase Uno-B dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere pubbliche e
di pubblica utilit da farsi in ogni localit (di partenza e di arrivo) coinvolta nel processo di
delocalizzazione ed eventualmente gi da allegare ai Piani (concretizzazione di quanto previsto nel
punto 18.2.4 e 18.2.5).
23.1) Eventuale istituzione di un Ufficio Unico per le Espropriazioni.
23.2) Preparazione dei progetti preliminari-definitivi, caso mai ci non fosse avvenuto in
precedenza.

36
A margine, e in linea puramente teorica, sosserva che lo scambio immobiliare potrebbe consentire al Paretano
fuoriuscente di ricorrere pure a soluzioni alternative come la locazione (o laffitto) e la concessione in superficie dello
stabile sito nella localit di arrivo, e come la concessione in superficie del terreno ubicato sempre nellaltro paese
casertano; inoltre, si puntualizza che, in ogni caso, diverrebbe decisiva una sua preliminare scelta. Ci malgrado,
lostacolo maggiore allutilizzo di accorgimenti come i suddetti potrebbe essere costituito dallesigenza dei diversi
enti coinvolti di rientrare (quanto pi possibile) dellesborso da loro effettuato per lacquisizione in piena propriet
dellimmobile paretano, cosa che riuscirebbe di meno senza la contemporanea cessione diretta in piena propriet
proprio del bene ubicato nel paese di arrivo.
37
Circa la VAS, sosserva rapidamente come, per effetto dellart. 2 c. 3 Regolamento Regione Campania 5/2011, il
Comune sia Autorit Procedente e Autorit Competente per i Piani Urbanistici Comunali, i Piani Urbanistici Attuativi
e loro Varianti. Questa coincidenza in capo a un medesimo soggetto istituzionale, tuttavia, comporta laffidamento
dei ruoli a due uffici diversi.
Per gli strumenti urbanistici generali, in particolare, la procedura VAS inevitabile giacch essi non rientrano nel
novero di quelli sottoposti almeno ad una preliminare verifica ai sensi dellart. 12 D. Lgs. 152/2006, la quale potrebbe
culminare o meno nellassoggettabilit alla VAS vera e propria.
[17]

23.3) Dal punto di vista ambientale: eventuale stesura di uno o pi Studi Preliminari Ambientali;
verifica di assoggettabilit a VIA (Valutazione dImpatto Ambientale); probabile susseguente fase
di scoping38.
23.4) Dal punto di vista non ambientale: probabilit di convocare una o pi Conferenze di Servizi
ex artt. 14 c. 3 (primi tre periodi e ultimo) e 14-bis della L. 241/1990.
23.5) Redazione di uno o pi progetti definitivi; stesura di uno o pi Studi Ambientali in ambito
VIA.
23.6) Adozione degli strumenti urbanistici con allegati i progetti definitivi.

23.7) ENNESIME AZIONI DEL TUTTO IPOTETICHE RELATIVE ALLA FASE DI IMPOSTAZIONE
URBANISTICA.
23.7.1) Rispetto alla localit di arrivo: supplementare ricognizione degli immobili risultati invenduti
per effetto della mancata permuta e che verrebbe utilizzati in questa fase del processo di
delocalizzazione. Comunicazione susseguente al Comune di Parete circa il numero, la consistenza
e lubicazione.
23.7.2) Rispetto a Parete: preparazione di uno schema del bando per la raccolta delle adesioni di
coloro che, espropriati, accetterebbero di spostarsi proprio nella localit di arrivo del flusso di
delocalizzazione.
Il bando potrebbe essere predisposto dallufficio unico per le espropriazioni e divenire loggetto
dellassenso di unapposita Conferenza dei Servizi39.
23.7.3) Rispetto a Parete: pubblicazione del bando di cui al punto precedente e raccolta delle
adesioni private.

PRIMA OSSERVAZIONE ULTERIORE


Durante liter paretano del PUC (o della variante alla Variante PRG), a seguito della delibera di adozione e
del contestuale inizio del periodo di applicazione delle misure di salvaguardia (secondo la previsione
dellart. 3 c. 1 del Regolamento Regione Campania n. 5 del 2011), potrebbe trovare spazio la fattispecie
prevista dallart. 12 comma 4 del D.P.R. 380 del 2001, in virt della quale un provvedimento motivato del
Presidente della Regione (richiesto su istanza del Sindaco) sospenderebbe lavvio o la prosecuzione di tutti
gli interventi edili gi assentiti qualora questultimi comportassero un intralcio o, peggio ancora, un
impedimento allattuazione dei novelli strumenti urbanistici.

38
Le norme vigenti assegnano alla Regione Campania il ruolo di Autorit Competente nellambito VIA.
In particolare, bisogna sottolineare come costituiscano una mera probabilit sia la verifica di assoggettabilit VIA sia
la procedura di VIA medesima, dato che occorre un esame dei progetti caso per caso.
Approfittando delloccasione, comunque, richiamato adesso lAllegato IV alla Parte Seconda del D. Lgs. 152/2006
in cui sono elencati taluni progetti sottoponibili a VIA che potrebbero riguardare sia la localit di arrivo sia Parete.
Per quanto concerne laltro paese casertano: area urbana nuova o di espansione superiore ai 40 ettari (ipotesi n. 7
lettera B); strade extraurbane secondarie (ipotesi n. 7 lettera B); strade di scorrimento in area urbana o
potenziamento di via urbana o extraurbana per un tratto superiore ai 1.500 metri (ipotesi n. 7 lettera h); modifica o
estensione di progetti dellAllegato IV gi esistenti o in via di realizzazione o solo autorizzati (ipotesi n. 8 lettera T).
Per quanto attiene a Parete, a umile parere dellautore, lunica fattispecie in grado di indurre allattivazione della
procedura VIA potrebbe corrispondere alla forestazione di una superficie superiore ai 20 ettari (ipotesi n. 1 lettera
B), a condizione per che il termine forestazione sia da intendere in senso pi ampio fino ad includere il ripristino
del suolo agricolo.
39
Caso mai non fosse chiaro, si osserva che, con o senza ladesione al bando espropriativo da parte dei privati, la
successiva procedura ablatoria avanzerebbe comunque; di conseguenza il senso di codesta iniziativa starebbe nella
volont della P.A. di lenire in un qualche modo i disagi derivanti dalla perdita del proprio immobile.
[18]

In particolare, il ricorso a simile opzione potrebbe rivelarsi necessaria per far fronte alla mancata adesione
di uno o pi privati alle convenzioni integrative accennate nei punti 12 e 14.2.
Da aggiungere che lapprovazione del PUC (o della variante alla Variante PRG) farebbe di certo venire meno
la sospensione, ma impedirebbe comunque la trasformazione urbanistica auspicata dai lottizzanti40.
Quanto qui scritto per Parete, si ritiene che potrebbe valere pure per il Comune di arrivo, laddove fosse il
caso.

SECONDA OSSERVAZIONE ULTERIORE


Viene suggerita lidea di una consultazione degli SCA (presumibilmente tramite Conferenze di Servizi) in
modo coordinato 41.

24) Fase Due-A dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e tenendo
conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati.
24.1) Consultazione popolare avente come oggetto gli strumenti urbanistici e il Rapporto
Ambientale VAS. Esame delle relative osservazioni pervenute effettuato dalla Giunta Comunale.
24.2) Acquisizione di quella quota di assensi e simili legata sia agli strumenti urbanistici sia al
Rapporto Ambientale VAS.
24.3) Conferenze di Servizi avente per oggetto gli strumenti urbanistici. Conferenze di Servizi
appositamente riguardanti il Rapporto Ambientale VAS.

Il sottoscritto, a margine, avanza lidea di Conferenze di Servizi collegate a codesta fase da far svolgere in
modo coordinato 42.

40
Per i lavori edilizi non ancora avviati dopo lapprovazione e lentrata in vigore dello strumento urbanistico,
limpossibilit di una loro realizzazione potrebbe essere ulteriormente evidenziata attraverso un atto comunale di
valore appena dichiarativo, dato il presupposto legale costituito dalla fattispecie decadenziale del titolo abilitativo
diretto prevista dallart. 15 c. 4 del D.P.R. 380/2001 (a riguardo: sentenza n. 5028 del 2011 della IV sezione del
Consiglio di Stato); peraltro occorre precisare che lobbligo di ricorrere al summenzionato atto neppure esiste non
solo perch la decadenza opererebbe di diritto, ma perch, se valesse il contrario, equivarrebbe a estendere
illogicamente una responsabilit per mancata partenza dal soggetto privato alla medesima Pubblica
Amministrazione.
Per i lavori edilizi gi cominciati collentrata in vigore dello strumento urbanistico, invece, la situazione sarebbe
relativamente pi complicata, data la sostanziale e contemporanea appartenenza alla categoria dei titoli abilitativi
diretti del Permesso di Costruire, della SCIA edilizia e della DIA. Allo stadio attuale, infatti, per questultimi risultano
impraticabili sia la decadenza (art. 15 c. 4 del D.P.R. 380) sia la revoca (art. 11 c. 2 del D.P.R. 380); in aggiunta, un loro
eventuale annullamento dufficio per frode della controparte posticipato alla sentenza passata in giudicato (comma
2-bis art. 21-nonies L. 241/1990), mentre un loro annullamento dufficio ai sensi del comma 1 dellart. 21-nonies
risulta circoscritto ai 18 mesi dal momento delladozione. Di conseguenza, tenendo a mente il c. 1 dellart. 9 del D.P.R.
327/2001, in misura successiva lacquisita efficacia del PUC, si potrebbe ovviare a un buco come quello appena
descritto con un qualche atto dirigenziale di valore dichiarativo in grado di ribadire la nuova situazione sorta
collapposizione del vincolo preordinato allesproprio.
A parte quanto osservato nellultima frase, si precisa che un effetto deterrente per lattivit di costruzione si avrebbe
comunque e tale, a umile parere del sottoscritto, da spingere il privato a non insistere del tutto; per lesattezza, la
lettura dei commi 1 e 2 dellart. 32 del DPR 327/2001 permette di capire come lindennit di espropriazione venga s
determinata sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell'accordo di cessione o alla data dell'emanazione
del decreto di esproprio, ma anche al netto dei mutamenti fondiari effettuati per accrescerne il valore (e quindi la
spesa per lAutorit Espropriante) dopo la comunicazione dellavvio del procedimento ai sensi dellart. 16 del
medesimo DPR che, nel particolare caso di Parete, seguirebbe ladozione dello strumento urbanistico.
41
Cio colla contemporanea partecipazione dei Comuni di partenza e di arrivo, in modo da vagliare allunisono
lintero processo di delocalizzazione.
42
Leggasi la nota precedente.
[19]

24.4) ENNESIMA AZIONE DEL TUTTO IPOTETICA. Rispetto a Parete: dopo ladozione dello
strumento urbanistico nella localit di arrivo43 e la successiva valutazione degli immobili in cui ci si
trasferirebbe, avrebbe luogo laccettazione formale (o meno) da parte dei partecipanti al bando di
cui al punto 23.7.3. Susseguente comunicazione del numero di quanti avrebbero confermato
lintenzione di spostarsi proprio nellaltra localit casertana.

25) Fase Due-B dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere pubbliche e
di pubblica utilit da farsi in ogni localit (di partenza e di arrivo) coinvolta nel processo di
delocalizzazione ed eventualmente gi da allegare ai Piani.
25.1) In ottica espropriativa: avviso ex art. 16 DPR 327/2001 ai proprietari degli immobili per
averne le presumibili osservazioni.
25.2) Dal punto di vista ambientale: pubblicazione di uno o pi progetti definitivi e di uno o pi
Studi di Impatto Ambientale (inclusa una Sintesi non tecnica) onde favorire lapposizione di
osservazioni popolari.
25.3) Esame delle osservazioni pervenute in virt dellart. 16 DPR 327/2001 da parte del dirigente
preposto allUfficio espropriazioni; controllo delle osservazioni popolari sopraggiunte nellambito
VIA da parte dellAutorit Procedente.
25.4) Conferenze di Servizi su uno o pi progetti definitivi delle opere da farsi ex artt. 14 c. 3
(penultimo e ultimo periodo), 14-bis c. 7 e 14-ter L. 241/1990. Conferenze di Servizi in ambito VIA
allo scopo di ricevere i relativi assensi dai soggetti competenti in materia ambientale.

Si ribadisce lidea di Conferenze di Servizi da far svolgere in modo coordinato 44.

26) Fase Tre dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Segmento conclusivo.
Dichiarazione di coerenza dei Piani (o loro Varianti) rispetto al PTCP da parte della Provincia di
Caserta; parere sul Rapporto Ambientale rilasciato dallAutorit Competente VAS; provvedimento
VIA sui progetti delle opere da farsi e allegate ai Piani; possibile revisione dei PUC/PRG (o Varianti)
a seguito dellacquisizione dei vari pareri; seconda adozione in sede di Giunta.
Passaggio nei Consigli Comunali per un assenso conclusivo sui PUC/PRG integrati col Rapporto
Ambientale VAS e coi progetti definitivi delle opere da farsi.

27) Elaborazione della bozza dellAccordo di Pianificazione da parte dellente proponente con
successiva valutazione in sede di Conferenza di Servizi (avente quindi una sorta di valore
deliberante)45.

Va soprattutto sottolineata la necessit che, nellambito delle varie Conferenze di Servizi, si ottenga
sempre il consenso di ogni amministrazione che poi dovr sottoscrivere lAccordo di Pianificazione, pena
lalta probabilit di non concluderlo.

43
Tale condizione, a modestissimo avviso dellautore di questo modesto libercolo, diverrebbe particolarmente
necessaria laddove limmobile fosse proprio nelle disponibilit dellaltro Comune di Terra di Lavoro e con una
classificazione urbanistica non ancora in prevalenza residenziale.
44
Leggasi la nota 41.
45
Nel corso di questo capitolo ci si rif al contenuto dellart. 34 TUEL che posticipa lassenso dellorgano consiliare
alla ratifica successiva la stipulazione. Tuttavia, anche in virt di eventuali norme statutarie preesistenti, potrebbe
essere necessaria anche una deliberazione precedente alla firma dellAccordo.
[20]

28) Accordo di Pianificazione ex art. 6 L.R. Campania 13/2008. Si approfitta delloccasione per
evidenziare lutilit che fra i firmatari vi siano soggetti (anzitutto pubblici) erogatori di risorse
finanziarie per le espropriazioni46 (nonch, se il caso, figure con disponibilit di alloggi gi esistenti
e/o di terreni edificabili a fini residenziali nellaltro paese casertano di arrivo del flusso di
delocalizzazione47).
28.1) Possibile prescrizione: fissazione delle date entro le quali emanare i decreti di esproprio,
approvare i progetti esecutivi delle opere da farsi, selezionare gli operatori alfine di procedere coi
lavori.

29) Ratifica dellAccordo di Pianificazione entro 30 giorni dalla stipulazione dello stesso da parte di
ogni organo competente allapprovazione dello strumento urbanistico (Consigli Comunali).
29.1) Decreto del Presidente della Giunta Regionale col quale lAccordo di Pianificazione
costituisce apposizione del vincolo preordinato allesproprio, nonch dichiarazione di pubblica
utilit, indifferibilit e urgenza per le opere eventualmente previste tanto nella localit di partenza
del flusso di delocalizzazione (Parete) tanto nellaltra localit (nelle altre localit) di arrivo di Terra
di Lavoro.
Da sottolineare come succitato Decreto funga altres da approvazione degli strumenti urbanistici
per ciascun Comune.

Data la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore regionale fra lAccordo di Programma e
lAccordo di Pianificazione, possibile sostenere che, in virt dellart. 12 c. 13 della L.R. Campania 16/2004,
la dichiarazione di p.u. perde efficacia se entro cinque anni dallapprovazione non vengono avviati i
programmati lavori.

30) A proposito della localit di arrivo, da osservare come uneventuale inefficacia del PRG comunale
potrebbe spostare a un periodo susseguente il Decreto regionale anche il completamento della
fase delle cessioni in permuta di cui ai punti 21.2 e 21.3; difatti potrebbe essere stato necessario
modificare anzitutto le classificazioni urbanistiche funzionali allapprovazione del/i Piano/i per le
Alienazioni.
Ovviamente quanto qui descritto rappresenterebbe una fattispecie diversa rispetto a quella
ipotetica del sottostante punto 32.

31) PAESE DI PARETE In virt del siglato Accordo di Pianificazione.


31.1) Rispetto al terreno in prevalenza residenziale non ancora edificato e allalloggio in via di
costruzione ma ancora lungi dallessere terminato: probabilit di una procedura espropriativa.
31.2) Rispetto allalloggio in prevalenza abitativo gi completato: come appena sopra.

46
Nel corso del capitolo stata evidenziata la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore campano fra
lAccordo di Programma e lAccordo di Pianificazione. Di conseguenza, nulla impedisce di ricordare come lart. 34
TUEL favorisca in principio delle intese fra soli soggetti pubblici. Tuttavia, lart. 5 comma 1 del Regolamento Regione
Campania 5/2011 ammette la possibilit di coinvolgere direttamente delle entit private. Ad ogni modo, lipotetica
implicazione di questultimo tipo di figure potrebbe essere formalizzata con ulteriori patti a margine dellA. di P.ne e
con una cadenza temporale financo successiva.
47
Lipotesi aggiunta tra le parentesi, per quanto forse poco probabile, varrebbe laddove nella localit di arrivo fossero
ancora disponibili immobili fin dalla fase della alienazioni di cui ai punti 20 e 21.
[21]

Con particolare riferimento ai suoli non ancora edificati e agli alloggi in corso di completamento:
eventualit che lAutorit Espropriante possa emanare un decreto motivato che determini lindennit
provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.

32) ENNESIMA AZIONE DEL TUTTO IPOTETICA RISPETTO ALLA LOCALIT DI ARRIVO In virt del siglato
Accordo di Pianificazione e soltanto laddove fossero rimasti invenduti degli immobili per effetto
delle mancate permute (fase di cui ai punti 20 e 21).
32.1) Qualsivoglia ente mette a disposizione i terreni edificabili per fini residenziali che gi
possedeva cedendoli direttamente in piena propriet ai Paretani fuoriuscenti.
32.2) Qualsivoglia ente mette a disposizione gli alloggi che gi deteneva cedendoli direttamente
in piena propriet ai Paretani fuoriuscenti.

In tutti i casi riguardanti la localit di arrivo, la cessione della piena propriet48 ai Paretani fuoriuscenti
potrebbe essere preceduta dalla stesura di un Piano (o Piani) per le Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58
L. 133/2008. Sul tema, si ripete leventualit di una propedeutica approvazione o, pi semplicemente, di
un preliminare adeguamento del Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni49.

33) Territorio di Parete. Accadimenti concernenti le superfici inedificate.


33.1) Con riferimento ai suoli inedificati da salvaguardare come agricoli e sottoposti perci a
precedente acquisizione (con o senza permuta) ovvero a successiva espropriazione, nonch ad
inclusione nella categoria dei beni disponibili da parte dellente preposto: probabile preliminare
inserimento dei terreni in un Piano per le Alienazioni e Valorizzazioni con, se necessario, modifica
del Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni.
33.1.1) Possibile assegnazione in piena propriet ad un terzo soggetto privato, ritenendosi migliore
dellipotesi di detenzione comunale.
33.1.2) Alienazione diretta a favore del vicino che non ha costruito (poich il suo terreno ha subito
un semplice cambio di classificazione urbanistica, da edificabile ad agricolo, oppure poich esso
gi rientrava in zona E col passato PRG paretano).
33.1.3) In caso di bando con assegnazione: precedenza allimprenditore agricolo professionale ex
art. 1 del D. Lgs. 99/2004 con laggiunta di un eventuale vincolo di inedificabilit e/o di
immutabilit della destinazione fondiaria per un tot di anni50.

48
Approfittando delloccasione per ragionare in linea puramente teorica, sosserva che la cessione della piena
propriet al Paretano fuoriuscente potrebbe venire affiancata da soluzioni alternative come la locazione (o laffitto)
e la concessione in superficie dello stabile sito nella localit di arrivo, e come la concessione in superficie del terreno
ubicato sempre nellaltro paese casertano; inoltre, si puntualizza che, in ogni caso, diverrebbe decisiva una
preliminare scelta del medesimo Paretano espropriato. Ci malgrado, lostacolo maggiore allutilizzo di accorgimenti
come i suddetti potrebbe essere rappresentato dallesigenza degli enti coinvolti di rientrare (quanto pi possibile)
dellesborso da loro effettuato per lacquisizione precedente.
49
Per gli enti territoriali, tale incombenza, ai sensi dellart. 42 comma 2 lettera l) del D. Lgs. 267/2000, dovrebbe
spettare allorgano consiliare.
50
A riguardo, ci si potrebbe rifare alla previsione dellart. 66 della Legge n. 27 del 2012 che consente agli enti
territoriali di alienare e locare (anche tramite mandato irrevocabile affidato allAgenza del Demanio) gli appezzamenti
agricoli e a vocazione agricola. Alfine di favorire la formazione di una giovane imprenditorialit nel settore primario
delleconomia, in particolare, il comma 3 stabilisce un diritto di prelazione a favore dei soggetti cos come definiti
nellart. 9 del D. Lgs. n. 185 del 2000, mentre il comma 7 obbliga Regioni, Province e Comuni a cedere una quota di
terreno almeno superiore alla met del totale a beneficiari di et inferiore ai quaranta anni.
Nel comma 8, poi, prescritta limmutabilit della destinazione urbanistica del suolo di turno prima del decorso di
venti anni dal momento della trascrizione dei relativi contratti nei registri pubblici immobiliari.
[22]

34) Territorio di Parete. Possibili abbattimenti (nel senso stretto del termine, ma includendo pure dei
soli depaving) e riconversioni a scopo agricolo di edifici e aree coinvolti.
34.1) Qualora lente che ha effettuato lacquisto (con o senza permuta) o lespropriazione fosse
diverso dal Comune di Parete, potrebbe occorrere in primis una cessione ulteriore a favore di
questultimo e anche a seguito del Piano redatto ai sensi della Legge 133/2008 51.
34.2) Ipotetico inserimento preliminare degli abbattimenti e delle riconversioni nel Piano
Triennale delle Opere Pubbliche e nellElenco Annuale del Comune paretano. Ci sarebbe fatto
eventualmente precedere da una valutazione sullopportunit di suddividere gli interventi in lotti
funzionali.
34.3) Livello di progettazione richiesto prima delleffettivo avvio dei lavori: esecutivo. Probabile
nomina di un Coordinatore per la Sicurezza nella Progettazione e redazione da parte di
questultimo di un Piano di Sicurezza e Coordinamento. Selezione tramite procedura di appalto del
soggetto incaricato dei lavori.
34.4) Nomina del Coordinatore per la Sicurezza nellEsecuzione, qualora per un determinato
intervento fossero presenti pi ditte esecutrici. In caso opposto, la singola impresa dovrebbe
redigere il Piano di Sicurezza Sostitutivo.
34.5) Stesura del Piano Operativo di Sicurezza per mano della ditta esecutrice; necessit molto
probabile di preparare altres un Piano di Demolizione, inteso come parte integrante del citato
POS.
Si suggerisce un Piano di Demolizione che, oltre a indicare le modalit di messa in sicurezza del
sito, propenda per un procedimento selettivo, onde consentire uno scarto fra il materiale
riutilizzabile (con o senza appositi trattamenti) e quello solo destinato allo smaltimento.
34.6) Nel caso di demolizione di edifici, limpresa esecutrice specializzata nellinstallazione del
ponteggio (metallico o non) avrebbe lobbligo di redigere il PIMUS se limpianto raggiungesse
unaltezza superiore ai 2 metri.
Tuttavia potrebbe capitare che il PIMUS fosse incluso nel POS di unaltra ditta esecutrice, sicch
quella del ponteggio resterebbe priva di significativi margini di programmazione.
34.7) Nellevenienza di pi ditte esecutrici, in misura antecedente lavvio delle operazioni, obbligo
a carico del Responsabile dei Lavori di effettuare la notifica preliminare allASL e alla Direzione
Territoriale del Lavoro.
34.8) Colle demolizioni si porrebbe il problema dei rifiuti edilizi, i quali generalmente vengono
classificati come speciali e non pericolosi; in tale ipotesi, sarebbe necessaria uniscrizione
dellimpresa edile (produttrice e/o trasportatrice di rifiuti) allAlbo Nazionale Gestori Ambientali
(previsione ex art. 212 c. 8 D. Lgs. 152/2006, poi confermata dallart. 8 c. 1 lettera D del Decreto
Ministero Ambiente 120/2014).
Se per emergessero dei dubbi sulla pericolosit dei rifiuti, occorrerebbero delle analisi
attraverso le quali verificare il superamento o meno delle soglie di concentrazione indicate nel

In coda, per i pi eventuali curiosoni, ricordato come la Corte Costituzionale abbia, con sentenza n. 63 del 2013,
dichiarato lincostituzionalit della seconda frase del comma 9, in cui era ordinato agli enti locali di destinare i
proventi delle cessioni al risanamento del propri debiti e, per la quota eccedente, al Fondo per lAmmortamento dei
Titolo di Stato.
51
Nulla esclude che le operazioni di abbattimento e riconversione fondiaria descritte pur sommariamente nei punti
dal 34.2 al 34.8, nonch quelle comprese fra il 34.9 e 34.9.4, potrebbero gi essere effettuate dallente acquirente o
espropriatore prima del passaggio al Comune di Parete. In tal senso tutto dipenderebbe dal contenuto dellAccordo
di Pianificazione.
[23]

Regolamento UE 1357/2014; in caso affermativo, la ditta produttrice e/o trasportatrice dovrebbe


risultare registrata al SISTRI.
Di certo, ogni riserva sulla catalogazione dei rifiuti e qualunque dilemma legato alla scelta fra il
riuso e lo smaltimento degli stessi dovrebbero essere accantonati prima del trasporto dal sito di
produzione.

34.9) Per i punti del territorio comunale paretano contraddistinti quindi dallabbattimento delle
opere esistenti e poi dal successivo riempimento con terra (intesa come sottoprodotto ai sensi
dellart. 184-bis del D. Lgs. 152/2006) propedeutico al ripristino di suolo utilizzabile per fini agricoli.
34.9.1) Possibilit che le attivit di cui ai punti 34.9.2, 34.9.3 e 34.9.4 (ma pure quelle relative ai
punti dal 34.2 al 34.8, se fosse ritenuto utile) vengano precedute da un ulteriore segmento di
pianificazione naturalistica (dotata di un livello di progettazione esecutivo) chiamata a dare
indicazioni financo sulla scelta colturale e sul monitoraggio del suolo per il periodo a venire.
34.9.2) Per le sezioni del comune contrassegnate dalla presenza di edifici privati a suo tempo eretti
in seguito al rilascio della prevista autorizzazione: necessit di verificare che, presso il Municipio,
vi sia la comunicazione del produttore del sottoprodotto di completo uso del terreno scavato (c. 3
art. 41-bis L. 98/2013), in modo da ricevere informazioni sul sito di deposito temporaneo e
definitivo dello stesso e poterlo recuperare; in aggiunta, prima del riposizionamento, eventualit
di dimostrare, tramite apposite analisi, che il suolo in questione non superi i valori CSC di cui alle
colonne A e B della tabella 1 dellAllegato 5 alla Parte IV del D. Lgs. 152/2006.
Quanto sopra osservato, varrebbe pure per quelle superfici del mandamento comunale gi
interessate a loro volta dalla realizzazione di opere pubbliche.
Caso mai il carteggio conservato nella casa municipale risultasse non esauriente o perfino
mancasse: accertamento presso lArpa Campania dellesistenza dellautocertificazione inviata
anteriormente allo scavo dal proponente (cos come definito nellart. 5 comma 1 lettera R del D.
Lgs. 152/2006) o dal produttore del sottoprodotto (c. 2 art. 41-bis L. 98/2013); o, addirittura,
ricerca del documento di trasporto del terreno (c. 4 art. 41-bis L. 98/2013)52. Incognite per codesti
due ultimi tipi di soluzione: difficolt di reperimento; la vigenza, al tempo di svolgimento dei lavori
di costruzione, di norme diverse da quelle odierne.
34.9.3) Nellipotesi in cui non fosse noto il sito di deposito definitivo del terreno a suo tempo
prelevato oppure nella circostanza in cui nel luogo destinato a riconversione fondiaria esistesse
unopera abusiva o sanata/condonata in quanto abusiva: utilizzo di terra proveniente dallo scavo

52
Malgrado lautore alluda in questo frangente a dei semplici movimenti di terra da un luogo allaltro, possibile che
essi richiedano pure un titolo abilitativo edilizio diretto. Per lesattezza, dovrebbe trattarsi di una CILA
(Comunicazione Asseverata di Inizio Lavori), tenendo conto di quanto appare allo stato attuale stabilito negli artt. 1
c. 2 e 2 c. 7 del D. Lgs. 222 del 2016, nonch nellart. 6-bis c. 1 del DPR 380/2001.
[24]

nelle localit casertane di arrivo del flusso di delocalizzazione53; o ricorso a del suolo estratto in
altri punti del mandamento paretano destinati alledificazione54.
Eventualit di dover provare, tramite apposite analisi, che la superficie da impiegare non superi i
valori CSC riportati nelle colonne A e B della tabella 1 dellAllegato 5 alla Parte IV del D. Lgs.
152/2006.
34.9.4) Nellipotesi in cui il terreno di scavo originario non potesse essere pi utilizzato perch, ad
esempio, avviato a smaltimento in quanto rifiuto: rileggasi il punto 34.9.3.
34.9.5) Assegnazione della piena propriet a un terzo soggetto privato dei punti recuperati alluso
agricolo, ritenendosi migliore dellipotesi di detenzione comunale.
Probabile cessione diretta a favore del vicino che non ha costruito (poich il suo terreno ha subito
un semplice cambio di destinazione, da edificabile ad agricolo, oppure poich esso gi rientrava in
zona E col passato PRG paretano).
In caso di bando con assegnazione, invece: precedenza allimprenditore agricolo professionale ex
art. 1 del D. Lgs 99/2004 con laggiunta di un eventuale vincolo di inedificabilit e/o di immutabilit
della destinazione fondiaria per un tot di anni55.
In entrambe le circostanze: presumibile preliminare inserimento dei terreni in un Piano per le
Alienazioni e Valorizzazioni curato dallente detentore con, se necessario, modifica del
Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni.

53
Se il prelievo di terra nella localit di arrivo avvenisse nellambito di un progetto definitivo sottoposto a VIA,
lAutorit Proponente dovrebbe altres consegnare allAutorit Competente VIA un Piano di Utilizzo (P.U.) ex art. 5
D.M. Ambiente 161/2012, prima del rilascio del relativo provvedimento (cio dellunico decreto regionale nellipotesi
di raccordo VIA-VAS). Inoltre, ai sensi del comma 6 del summenzionato articolo, lattivit di scavo dovrebbe
cominciare entro due anni dalla presentazione del P.U.; mentre, sulla scia dellart. 186 c. 2 D. Lgs 152/2006, la durata
della fase di deposito del suolo non potrebbe di norma eccedere i dodici mesi in caso di reimpiego altrove (nello
specifico, Parete).
Viceversa se la sottrazione di terreno nel comune casertano di arrivo si svolgesse in occasione di lavori pubblici esclusi
dallassoggettabilit a VIA, in virt dellart. 186 c. 4 D. Lgs. 152/2006, la sussistenza dei requisiti come sottoprodotto
dovrebbe risultare da un allegato apposito al progetto (probabilmente esecutivo) nel quale sarebbe dimostrato il non
superamento delle soglie CSC menzionate pure nel medesimo punto 34.9.3 e prefissato un periodo di deposito del
suolo non superiore allanno. A questultimo proposito, tuttavia, il c. 2 dellart. 41-bis della L. 98-2013 riconosce altres
un tempo massimo di utilizzo superiore ai 365 giorni, qualora le opere da realizzarsi nel luogo di destinazione (nello
specifico, Parete) andassero per le lunghe.
Da sottolineare come in entrambi i casi, ai sensi del c. 5 dellart. 186 D. Lgs. 152/2006 (nonch del c. 7 dellart. 5 del
D.M. 161/2012 per le sole opere assoggettate a VIA), il mancato rispetto dei termini procedurali farebbe perdere la
qualifica di sottoprodotto al terreno, imponendo la destinazione in discarica a seguito dellautomatico passaggio
alla categoria del rifiuto (cos come definito nellart. 183 c. 1 lettera A del D. Lgs. 152/2006).
54
Potrebbe richiedersi in aggiunta una CILA in misura antecedente il movimento terra, qualora questultima fosse
depositata da tempo.
55
Leggasi la nota 50.
[25]

A MARGINE

Rapida illustrazione di un processo di delocalizzazione nellambito del quale sarebbe possibile


lapplicazione di un Piano Urbanistico Attuativo di Edilizia Economica e Popolare (PEEP) rispetto al
comune di arrivo

Premessa
Allinterno del capitolo sono stati indicati quattro possibili scenari per gli immobili paretani implicati
potenzialmente nel processo di delocalizzazione: la cessione, la cessione in permuta, lespropriazione
e lespropriazione con accettazione del terreno o dello stabile del comune di arrivo rimasto invenduto
per mancata permuta.
Di essi, per, solo la cessione in permuta col fondo o col fabbricato ubicato altrove tenderebbe ad
alimentare in modo importante il movimento in uscita. Difatti, mentre lespropriazione con
accettazione potrebbe rappresentare solo un momento eventuale e forse quantitativamente
marginale, la prima e la terza opzione non favorirebbero affatto un trasloco in una precisa direzione.

In buona sostanza, limpresa di una pi armonica distribuzione degli insediamenti residenziali in tutta
Terra di Lavoro potrebbe conseguire risultati minori di quelli desiderabili, dato che lacquisizione di
novelli beni nella localit di arrivo avverrebbe solo con una vendita da parte degli originari possidenti,
perfezionata poi specialmente con uno scambio immobiliare in permuta da parte degli enti preposti.
Di conseguenza, proprio per laltro paese casertano diverrebbe utile lindividuazione di un apposito
piano urbanistico attuativo includente il ricorso allespropriazione.

Dei diversi PUA elencati nellart. 26 c. 2 della L.R. Campania 16/2004, lunico in grado di rivelarsi
efficace sarebbe il Piano di Edilizia Economica e Popolare (PEEP) di cui allart. 35 della Legge 865 del
1971. A questo proposito, il sottoscritto pensa che la realizzazione di unopera di pubblica utilit come
quella PEEP resterebbe possibile anche nel caso di mancanza di un PUC vigente, in virt del tenore
letterale dellart. 6 c. 4 del Regolamento Regione Campania 5/2011.
Per correttezza verso il lettore va tuttavia evidenziato il probabile difetto di una strategia del genere
insito nel contrasto tra lo scopo essenziale del PEEP, creato dal Legislatore nazionale per venire
incontro a persone in condizioni economiche non brillanti, e la natura dei Piani di Lottizzazione e i dei
Piani di Dettaglio paretani che viceversa potrebbero annoverare dei soggetti perfino in condizioni di
agiatezza, quando non addirittura protesi alla pi inopportuna speculazione edilizia.

Nonostante ci lautore ha voluto cimentarsi nella rapida illustrazione che segue per tre ragioni. In
primis, perch egli non possiede alcuna esperienza diretta in fatto di pianificazione territoriale. In
secundis, perch egli pu avere effettuato delle ricerche incomplete tra le fonti giuridiche per cui, in
linea teorica, potrebbe perfino gi esistere un piano per fini residenziali diverso dal PEEP ma con la
stessa implicazione ablatoria. In chiusura perch egli auspica, in caso di impossibilit a procedere collo
strumento di edilizia economica e popolare e di contemporanea assenza di norme ad hoc,
lapprovazione di un provvedimento almeno regionale capace di individuare i profili di un Piano
Attuativo di Delocalizzazione per il comune di arrivo dotato di effetto espropriativo.
[26]

Descrizione
Tutte le fasi cos come brevemente menzionate nei punti dall1 al 17 del capitolo 1 avverrebbero
comunque, ma con unaggiunta relativa ai punti 12 e 14.2.
Nelle convenzioni integrative rispetto a quelle originarie dei vari PUA sottoscritte dal Comune di
Parete e dai lottizzanti delle zone C e di taluni Piani di Dettaglio, infatti, per quanto possa di certo
sembrare irrealistico, considerando il particolare momento del processo di delocalizzazione, potrebbe
venire inserita unennesima opzione: quella che consentirebbe ai privati di prendere atto di
uneventuale espropriazione del proprio immobile e di accettare (dietro specifica manifestazione
formale) il trasferimento contestuale nellaltra localit casertana.

La sottoscrizione dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 implicherebbe quanto gi tratteggiato, seppure


nel modo che segue.
Prescrizioni concernenti la fase delle alienazioni (anche in permuta): come nei punti dal 18.1
al 18.1.4.
Prescrizioni concernenti la fase di impostazione urbanistica.
a) Istituzione probabile di un Ufficio Unico per le Espropriazioni.
b) Per Parete, prima dellinizio della procedura urbanistica: svolgimento di unapposita
Conferenza di Servizi chiamata ad assentire sullo schema del bando diretto ai soggetti da
espropriare che accetterebbero di traslocare nella localit di arrivo56.
Tale schema potrebbe essere comprensibilmente predisposto dallufficio unico
menzionato nella lettera a).
c) Per Parete, prima dellinizio delliter urbanistico: avvio della procedura per raccogliere le
adesioni di coloro che, non avendo partecipato alla fase delle alienazioni ovvero non
avendo beneficiato della cessione anche in permuta del proprio immobile, verrebbero
espropriati e che vorrebbero soppesare lipotesi di un trasloco nella localit di arrivo57.
Tenendo conto dellesigenza di delocalizzazione, pure stavolta occorrerebbe coinvolgere
(in tutto o in parte) gli interessati delle attuali zone omogenee C (C2-via della
Repubblica, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12), le sezioni di taluni Piani di Dettaglio (a titolo
esemplificativo, lato a est di via Vicinale Vecchia, lato a sud piazza Caduti di Nassiriya) e
le altre porzioni del paese citate nella premessa di inizio capitolo.
A questo riguardo, va tuttavia precisato come i soli privati dei PUA vigenti potrebbero
esprimersi inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al
punto 12 (o 14.2).
d) Per la localit di arrivo prima dellinizio della procedura urbanistica: supplementare
ricognizione degli immobili acquisiti dai precedenti proprietari e risultati invenduti per
effetto della mancata permuta poich essi potrebbero essere usati in questa fase del
processo di delocalizzazione.
e) Sia per Parete sia per la localit di arrivo: prescrizioni concernenti le procedure
urbanistiche come tratteggiate nei punti 18.2.1 e 18.2.2.

56
Il bando in questione resterebbe rivolto a coloro che nutrirebbero un interesse diretto nelle sezioni comunali
individuate nella premessa del capitolo.
57
Questo momento non andrebbe soprattutto confuso con quello collegato allart. 16 del DPR 327/2001 che
dovrebbe comunque svolgersi.
[27]

f) Oltre alla prescrizione di cui al punto 18.2.5, per la localit di arrivo, sarebbe pure
necessaria lelaborazione di un progetto preliminare-definitivo di Piano di Edilizia
Economica e Popolare ai sensi dellart. 35 della L. 865/1971.

Da precisare che lAccordo ex art. 15 L. 241/1990, riveduto come sopra, renderebbe superflue le
prescrizioni dei punti 18.3.1, 18.3.2 e 18.3.3 poich un secondo flusso di spostamento nella localit di
arrivo non sarebbe solo collegato a qualche rimanenza immobiliare, bens rientrerebbe nellambito di
un apposito piano attuativo, il quale richiederebbe a sua volta una pianificazione vera e propria.

Dopo la stipulazione dellAccordo ex art. 15 della L. 241/1990, i momenti di cui ai punti 19, 20 e 21 si
svolgerebbero cos come sintetizzati nel capitolo.

Viceversa, le procedure urbanistiche, per quanto riconducibili a ciascun Comune, consterebbero


anche di taluni momenti aggiuntivi:
Istituzione probabile di un Ufficio Unico per le Espropriazioni.
Per Parete: Conferenza dei Servizi come alla lettera b) delle prescrizioni dellAccordo ex art.
15 L. 241/1990.
Per Parete: pubblicazione del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che, non avendo
partecipato alla fase delle alienazioni ovvero non avendo beneficiato della cessione anche in
permuta del proprio immobile, verrebbero espropriati e che accetterebbero comunque di
spostarsi nella localit casertana di arrivo.
Susseguente comunicazione del numero di beni che dovrebbero essere espropriati proprio
nellaltro paese casertano.
Localit di arrivo: supplementare ricognizione degli immobili detenuti dagli enti possessori e
risultati invenduti per effetto della mancata permuta.
Nel contempo, laddove fosse necessario, il Comune di arrivo delimiterebbe ulteriormente il
novero dei beni o comunque larea destinata a insediamento PEEP58.
Successivo comunicato riguardante lubicazione e la consistenza degli stabili e/o dei terreni
indirizzato al Comune di Parete.
Svolgimento di quanto gi delineato nei punti 22 e segg.
Svolgimento di quanto gi accennato nei punti dal 23.1 al 23.6. In aggiunta, sarebbe utile la
preparazione di un progetto preliminare-definitivo di PEEP alla luce di tutte le risultanze
emerse nelle fasi precedenti.
Dopo ladozione dello strumento urbanistico per il centro di arrivo, i soggetti da espropriare
in Parete manifesterebbero la propria accettazione o rifiuto al trasferimento nella localit
interessata dal PEEP. Relativa comunicazione del Comune paretano allaltro di Terra di Lavoro.
Concretizzazione degli accadimenti ipotizzati nei punti dal 24 al 24.3, nonch 25 e segg.
Conclusione degli iter degli strumenti urbanistici per quanto riconducibile a ciascun Comune.
Il progetto definitivo di PEEP, modificato anche alla luce delle eventuali adesioni dei Paretani
da espropriare, sarebbe da intendersi o come parte integrante dei Piani generali (o loro
Varianti) o come Piano attuativo in grado di generare una variante a s stante.

58
Potrebbe poi essere necessario un avviso ai sensi dellart. 11 del DPR 327/2001.
[28]

Poscia, avrebbe luogo la Conferenza di Servizi antecedente lAccordo di Pianificazione la quale


potrebbe altres assentire sullo schema del bando PEEP e sulla discendente convenzione di
assegnazione immobiliare.
La stipulazione, la ratifica dellA. di P. per mano di ogni organo competente allapprovazione dello
strumento urbanistico e lemanazione del decreto del Presidente della Regione seguirebbero come
nei punti 28, 29 e 29.1.

Con lesecuzione dellAccordo di Pianificazione, vi potrebbe essere uninversione nel percorso


procedurale rispetto a quanto delineato nei punti 31 e 32 del capitolo poich lespropriazione nella
localit di arrivo ai fini PEEP rappresenterebbe un evento per nulla marginale.
Per laltro paese di Terra di Lavoro: pubblicazione di un bando PEEP effettivamente in grado
di favorire la traslazione dei Paretani; espropriazione del terreno o dello stabile per scopi
residenziali da parte della preposta autorit59 con acquisizione al proprio patrimonio e
successiva assegnazione diretta in piena propriet ai Paretani fuoriuscenti.
In alternativa, qualora non fosse necessaria lazione ablatoria (a causa di immobili gi detenuti
sin dal termine della fase delle cessioni pure in permuta), lente di turno metterebbe solo a
disposizione il terreno o lo stabile abitativo cedendolo direttamente ai Paretani fuoriuscenti.
In tutti i casi, la cessione della piena propriet60 potrebbe essere preceduta dalla stesura di
un Piano (o Piani) per le Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 L. 133/2008. Sul tema, si ripete
leventualit di una propedeutica approvazione e, pi semplicemente, adeguamento, del
Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni61.
Per Parete: procedura espropriativa a cui, comprensibilmente, andrebbero sottoposti gli
immobili posseduti sia da soggetti decisi o meno a spostarsi nella localit di arrivo sia dai
disinteressati alla stipulazione della convenzione integrativa di quella originaria del PL e/o ai
bandi delle fasi di alienazione e di urbanistica. In tal ottica, nulla osterebbe: n il terreno
inedificato n lalloggio in via di costruzione, ma ancora lungi dallessere terminato, n lo
stabile gi eretto.
Con particolare riferimento ai suoli non ancora trasformati e ai fabbricati in corso di
completamento, lAutorit Espropriante potrebbe emanare un decreto motivato di
determinazione dellindennit provvisoria con occupazione durgenza preordinata
allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.
Infine, rispetto ai Paretani intenzionati ad accettare il trasloco succitato, ma frattanto
residenti proprio in alloggi da espropriare, si osserva che sarebbe opportuno saggiare, in

59
LAutorit Espropriante potrebbe emanare un decreto motivato che determini lindennit provvisoria con
occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.
60
Approfittando delloccasione per ragionare in linea puramente teorica, sosserva che la cessione della piena
propriet al Paretano fuoriuscente potrebbe venire affiancata da soluzioni alternative come la locazione e la
concessione in superficie dello stabile sito nella localit di arrivo, e come la concessione in superficie del terreno
ubicato sempre nellaltro paese casertano; in un senso e nellaltro risulterebbe cruciale la scelta del medesimo
Paretano da espropriare. Ci malgrado, lostacolo maggiore allutilizzo di accorgimenti come i suddetti potrebbe
consistere nellesigenza degli enti coinvolti di rientrare dellesborso da loro effettuato per lacquisizione ex DPR
327/2001.
61
Per gli enti territoriali, tale incombenza, ai sensi dellart. 42 comma 2 lettera l) del D. Lgs. 267/2000, dovrebbe
spettare allorgano consiliare.
[29]

primis, la disponibilit pressoch immediata di appartamenti ricadenti nellaltro comune


casertano.

In chiusura, avrebbero luogo tutti i momenti elencati pur sommariamente nei punti 33 e segg., 34 e
segg. del capitolo 1.
[30]

Capitolo 2
Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo di
delocalizzazione (preventiva e non preventiva) residenziale e Pubblica Amministrazione
rispetto a quanto descritto nel capitolo 1

1) Prima o dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: sigla dellapposita
convenzione integrativa rispetto a quelle originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore
(zone omogenee C2-lato a sud di via della Repubblica, C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12, nonch in
corrispondenza di taluni Piani di Dettaglio).
Essa potrebbe essere preceduta dalla formulazione di uno specifico invito rivolto ai lottizzanti da
coinvolgere.

La convenzione integrativa sarebbe da inquadrarsi anzitutto come particolare strumento di


delocalizzazione preventiva, volta unicamente a scongiurare lavvio ovvero il prosieguo
dellattivit edilizia in certe aree del territorio comunale paretano.
Per ulteriori ragguagli su suddetta convenzione integrativa, il lettore rimandato al capitolo 3.

2) Dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: possibile formalizzazione di
una disponibilit dei privati a cedere o a cedere in permuta il proprio immobile.
I soggetti qui menzionati non sarebbero i lottizzanti di cui al punto precedente, bens dei possessori
di aree gi edificate o in via di trasformazione a loro volta richiamate nella premessa del capitolo
1 (zone omogenee C4 e C11; e poi, ad esempio: via Pirandello, sponda sud del prolungamento di
via della Repubblica fino ai confini con Giugliano, lungo la strada Cancelliere).
Suddetta formalizzazione potrebbe essere anticipata dalla pubblicazione di un avviso (o di una
sorta di pre-bando).

3) Fase delle alienazioni dopo la stipulazione dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie
istituzioni: pubblicazione di un bando per la raccolta di adesioni private concernenti la cessione o
la cessione in permuta della piena propriet dellimmobile paretano.
I destinatari dellannuncio sarebbero i soggetti di cui ai punti 1 e 2 precedenti (lottizzanti e non).
Ciascuna adesione verrebbe accompagnata da una proposta irrevocabile di cessione (in permuta
o meno) ai sensi dellart. 1329 cc. 1 e 2 del Codice Civile.

Manifestazione di accettazione del bene della localit di arrivo offerto in permuta con quello
paretano da effettuarsi a cura del privato che decidesse di propendere per codesta soluzione.
Lavviso dovrebbe consentire laccettazione sia agli individui interessati fin dal primo momento sia
a coloro che volessero tornare sui propri passi dopo aver inizialmente optato per la sola cessione.

Sottoscrizione di un contratto definitivo relativo ad ogni ipotesi di cessione, dovendo


eventualmente puntualizzare soltanto la provvisoriet del prezzo, nellattesa dellattestazione di
congruit di questultimo per mano dellAgenzia del Demanio.

4) Fase urbanistica, per effetto dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie istituzioni.
[31]

Prima delladozione dello strumento urbanistico nellaltro comune casertano: a Parete, probabile
pubblicazione di un bando per la raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati, accetterebbero
di spostarsi proprio nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione.
I destinatari dellannuncio sarebbero quelli menzionati nei punti 1 e 2 precedenti (lottizzanti e
non).
Mancando molto probabilmente la possibilit di eseguire delle espropriazioni nel centro di arrivo
nellambito di un PEEP, si ripete che questo momento del processo di delocalizzazione avverrebbe
soltanto qualora, alla fine delliter delle alienazioni, rimanesse disponibile un residuo di terreni e/o
stabili.

Dopo ladozione dello strumento urbanistico nellaltro comune casertano: manifestazione di


accettazione dellimmobile ubicato nel luogo di arrivo e offerto a mo di compensazione per la
fuoriuscita da Parete.

5) In continuit con quanto riassunto nel soprastante punto 4 e in virt dellAccordo di Pianificazione
fra le varie istituzioni.

Espropriazione dellimmobile ricadente nel tenimento di Parete, la quale, in realt, avverrebbe


indipendentemente dalladesione e dallaccettazione di cui al punto 4 tramite decreto di esproprio
(ex art. 23 DPR 327/2001) o accordo di cessione volontaria (ex art. 45 DPR 327/2001).

Firma dellatto di acquisizione del terreno o dello stabile sito nella localit casertana di arrivo del
flusso di delocalizzazione residenziale da parte del Paretano che avesse accettato di spostarsi
proprio in quel territorio.

In teoria, qualora fosse possibile eseguire delle espropriazioni nel luogo di arrivo per mezzo di un
Piano di Edilizia Economica e Popolare, anche in alternativa allavvenimento riportato nel periodo
testuale precedente, laltro Comune coinvolto pubblicherebbe un bando PEEP con successiva
assegnazione della piena propriet immobiliare al Paretano interessato; sarebbe poscia siglata
unennesima convenzione PEEP fra lente locale e il privato fuoriuscito.
[32]

Capitolo 3
Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione integrativa rispetto
alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e aventi carattere
prevalentemente residenziale.
Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo
diretto; per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora
avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

PREMESSA
Nel presente capitolo, viene fatto particolare riferimento alle zone omogenee C2 (lato a sud di via della
Repubblica), C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12, nonch a taluni Piani di Dettaglio (i quali, per la loro natura
di regolamentazione dellespansione edilizia anche attraverso delle convenzioni, vanno considerati alla
stregua di veri e propri Piani Attuativi), dellattuale PRG del Comune di Parete.
Da precisare che le ipotesi di revoca (o inefficacia) potrebbero non riguardare uno o diversi Piani Attuativi
rientranti nelle succitate aree.

I) Stipulazione di unapposita convenzione fra la P.A. di Parete e lottizzanti che si pensa possa
avere valore integrativo rispetto a quella originaria del PUA e che, dunque, possa essere fatta
rientrare negli accordi sostitutivi del provvedimento ex art. 11 c. 3 Legge 241/1990.
Per tale apposita convenzione si ritiene altres utile un assenso preventivo della Giunta e
financo del Consiglio Comunale (molto pi probabilmente la prima, essendo stata essa ad
approvare lo schema di quella originaria).

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 simpegnerebbero a


non effettuare domanda per il rilascio del titolo abilitativo diretto ovvero a non avviare i lavori
nel caso in cui lavessero gi ottenuto, nonch a non chiederne alcuna proroga una volta scaduti
i termini di efficacia62, fino a che non venisse meno qualsiasi iniziativa interistituzionale mirata
al raggiungimento e alla stipulazione di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 dotati di uno
scopo di delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti simpegnerebbero a prendere atto di un futuro

62
Con Permesso di Costruire gi rilasciato, e trascorrendo il tempo senza lavvio o la prosecuzione dei lavori, la P.A.
potrebbe ritrovarsi nella necessit di dover restituire al privato limporto ricevuto fino a quel momento sotto forma
di contributo di costruzione in relazione agli interventi edilizi ancora da compiere (per intero o parzialmente). Da
rilevare come in caso di PUA e di scomputo degli oneri di urbanizzazione (laddove il soggetto di turno si fosse
impegnato a far realizzare le relative opere) tale contributo rimarrebbe rimanere circoscritto al solo costo di
costruzione.
Circa la suddetta ripetizione, altres da evidenziare che essa diverrebbe realt pure colla volontaria rinuncia del
privato a cominciare o a continuare i lavori, nonch collentrata in vigore di norme urbanistiche locali, regionali e
nazionali in contrasto collintervento precedentemente assentito e in grado di neutralizzare qualsiasi successiva
chance di proroga.
Giurisprudenza e dottrina, infine, collegandosi agli artt. 2935 e 2946 del Codice Civile fissano in dieci anni il periodo
entro il quale il privato pu pretendere dalla P.A. la restituzione delle somme gi versate per (quella parte di)
edificazioni mai terminate.
Sullargomento vengono soprattutto segnalate le sentenze del TAR Lazio, sez. Roma II-bis, n. 2294/2008, e del TAR
Lombardia, sez. Milano II, n. 728/2010.
[33]

cambio di classificazione dei punti di loro propriet dalle lettere C e B1-Piani di Dettaglio
alla lettera E (anche in regime di inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi annessi)
in sede di definizione dello strumento urbanistico generale.

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 2 simpegnerebbero a


non ultimare (cio ad interrompere) i lavori edilizi gi avviati (e/o a non chiedere una proroga
scaduti i termini di efficacia del titolo abilitativo diretto)63 fino a che non venisse meno qualsiasi
iniziativa interistituzionale mirata al raggiungimento e alla stipulazione di uno o pi Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti simpegnerebbero
a prendere atto di un futuro cambio di classificazione dei punti di loro propriet dalle lettere
C e B1-Piani di Dettaglio alla lettera E (anche in regime di inedificabilit assoluta ovvero
limitata ai soli nuovi annessi) in sede di definizione dello strumento urbanistico generale.

Rispetto ai PUA di cui alle fattispecie nn. 1 e 2, la P.A. di Parete dichiarerebbe a sua volta di non
procedere alla revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 delle delibere di adozione e di
approvazione fino al raggiungimento e alla sigla (ovvero allentrata in vigore) di uno o pi
Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione.
In alternativa, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere inserita una clausola che
determini automaticamente linefficacia dei provvedimenti di adozione e di approvazione dei
PUA e la decadenza della convenzione originaria nel momento in cui venisse firmato ovvero
entrasse in vigore lAccordo suddetto.

II) Sempre allinterno dellapposita convenzione integrativa, per effetto della revoca (o
dellinefficacia) della convenzione originaria del PUA: molto probabile inserimento di una
clausola che stabilisca la restituzione ai privati delle aree in precedenza destinate alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, per questo, gi
eventualmente passate al Comune paretano in regime di propriet o di servit (diritto di uso
pubblico)64; a tal fine, si potrebbe financo convenire la stesura di un ennesimo diverso atto da
trascrivere successivamente presso i Registri Immobiliari.

III) Il tempo di validit dellapposita convenzione integrativa potrebbe essere pari alla residua
durata della convenzione originaria del PUA di turno.

IV) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 potrebbero
comunicare la loro decisione di mantenere il possesso dei propri immobili, pur col cambio di
classificazione urbanistica e senza alcun recupero edificatorio altrove nel Casertano, oppure
di rinunciare a questultimi.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla semplice cessione
dellimmobile sito in Parete ovvero alla cessione in permuta con un altro terreno o fabbricato
ubicato nella localit di arrivo; 2) allespropriazione del medesimo con contestuale

63
Leggasi la nota precedente.
64
Il sottoscritto ritiene che uno scenario simile possa soprattutto verificarsi con lavori di urbanizzazione compiuti per
nulla o solo parzialmente.
[34]

spostamento nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie alleventuale presenza
di beni alluopo.
In particolare, gi colla sigla della convenzione integrativa e in anticipo rispetto alla
pubblicazione dei relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti la teorica possibilit di
optare fin da subito per la cessione con o senza permuta ovvero per lespropriazione con o
senza contestuale spostamento nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione.

Ai soggetti interessati allalienazione con scambio ovvero al collegato trasferimento in seguito


al procedimento ablatorio, andrebbe sempre data loccasione di valutare e di manifestare
laccettazione del bene posizionato nellaltro comune casertano; inoltre, durante la fase delle
alienazioni, a quelli che allinizio avrebbero voluto soltanto cedere, andrebbe permessa la
facolt ulteriore di tornare sui loro passi attraverso il gradimento del suolo o dello stabile
offerto in permuta (ammesso che i rifiuti fossero tali da determinare un avanzo di immobili).

V) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa e in anticipo rispetto alla pubblicazione dei
relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti della fattispecie n. 2 la teorica possibilit di
optare fin da subito per la cessione con o senza permuta ovvero per la sola espropriazione con
o senza contestuale spostamento nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla semplice cessione
dellimmobile sito in Parete ovvero alla cessione in permuta con un altro terreno o manufatto
ubicato nella localit di arrivo; 2) allespropriazione del medesimo con contestuale
spostamento nel luogo di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie alleventuale presenza di
beni alluopo.

Ai soggetti interessati allalienazione con scambio ovvero al collegato trasferimento in seguito


al procedimento ablatorio, andrebbe sempre data la possibilit di valutare e di manifestare
laccettazione del bene ubicato nellaltro comune casertano; inoltre, durante la fase delle
alienazioni, a quelli che allinizio avrebbero voluto soltanto cedere, andrebbe permessa la
facolt ulteriore di tornare sui loro passi attraverso il gradimento del suolo o dello stabile
offerto in permuta (ammesso che i rifiuti fossero tali da determinare un avanzo di immobili).

VI) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo conto pur
sempre delle normative esistenti e della volont dei diversi soggetti istituzionali concorrenti al
raggiungimento di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi un fine di delocalizzazione,
potrebbe impegnarsi onde ottenere delle premialit volumetriche65 per scopi essenzialmente
abitativi, a mo di compensazione emotiva e logistica rispetto al cambio di residenza per gli
aderenti sia al bando delle cessioni in permuta sia al bando espropriativo66.

65
Sarebbero da intendersi in rapporto agli indici di fabbricabilit fondiaria concordati col Comune di Parete
nellambito dei PUA ora vigenti. O perlomeno con legame agli indici di fabbricabilit territoriale.
66
Tenendo conto che la fattispecie n. 2 riguarda i lavori edilizi in corso di svolgimento, lidea di premialit
volumetriche potrebbe venire meno per chi avesse frattanto gi avviato il proprio. In alternativa, lestromissione dal
beneficio dimensionale potrebbe scattare solo a partire da un certo livello di avanzamento della costruzione.
[35]

Ci nonostante, il Comune potrebbe precisare la propria disponibilit a ricercare delle


premialit volumetriche maggiori per i Paretani interessati alle alienazioni con scambio
immobiliare, nonch relativamente minori per i lottizzanti coinvolti nel percorso espropriativo.

Di conseguenza, il Comune si dichiarerebbe assolto dal compito di far riconoscere qualsiasi


incremento dimensionale a favore di coloro che, sottoscrivendo la convenzione integrativa,
avessero intenzione, con o senza preliminare valutazione del bene individuato nella localit di
arrivo, di fuoriuscire in occasione della sola vendita o della sola espropriazione; a vantaggio di
coloro che, pur firmando la convenzione suddetta, non aderissero ai bandi delle alienazioni e/o
espropriativo o non risultassero idonei nellambito dei medesimi67.

Difetti legati alla apposita convenzione integrativa: la probabile difficolt a conseguire il consenso
privato; la faticosa individuazione di meccanismi ritorsivi in caso di inosservanza da parte dello stesso
privato; e, con forte dose di realismo, nel caso di lavori in corso, la convenienza della singola persona a
ultimarli comunque.

A MARGINE
Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione di PUA
vigenti senza la propedeutica firma di apposite convenzioni integrative e gi prima della
stipulazione o entrata in vigore di Accordi ex art. 15 della Legge 241/1990 aventi uno scopo di
delocalizzazione

Lo scenario in questione, alternativo rispetto a quello tratteggiato ulteriormente nel corrente


capitolo, stato a sua volta evocato nel capitolo 1.

Passando velocemente al dunque, si afferma anzitutto che la revoca diretta di un PUA potrebbe
avvenire con o senza la stipulazione della collegata convenzione.

Nel caso di PUA convenzionato, in particolare, la revoca per iniziativa della P.A. avrebbe un effetto
recessivo rispetto allaccordo medesimo68. Per correttezza tuttavia da ipotizzare, a favore dei
privati, la corresponsione sia di unindennit (che dottrina limita al danno emergente dellart. 21
quinquies) sia il riconoscimento di una possibile responsabilit extracontrattuale ex art. 1337 C.C.
(quindi con lerogazione di un indennizzo aumentato del lucro cessante)69.

67
Caso mai non fosse chiaro, ogni ulteriore dettaglio sugli incrementi volumetrici potrebbe divenire definitivo solo
colla pubblicazione dei bandi di alienazione ed espropriativo. Il vero scopo della convenzione integrativa, in realt,
rimarrebbe quello di bloccare i lavori edilizi prossimi o meno allavvio.
68
Sul tema, va riportato che parte prevalente della giurisprudenza inquadra le convenzioni PUA come accordi
sostitutivi del provvedimento amministrativo, per i quali ammessa la fattispecie recessiva ex art. 11 c. 4 L. 241/1990.
69
In linea del tutto ipotetica, si potrebbe immaginare un ennesimo scenario collegato alla revoca di un PUA
convenzionato direttamente da parte della P.A. gi prima della stipulazione di un Accordo (ex art. 15 L. 241/1990) di
delocalizzazione, nonch senza la stipulazione di apposite convenzioni integrative. Per lesattezza, con un apposito
patto, ente e lottizzanti potrebbero convenire un effettivo versamento dellindennit (dopo un suo propedeutico
[36]

Da sottolineare pure come la revoca per iniziativa della P.A. di un PUA convenzionato potrebbe
limitare la propria efficacia solo a quelle ipotesi in cui il titolo abilitativo diretto non fosse stato
ancora rilasciato o fosse gi scaduto per decorrenza dei termini di validit.

Approfittando della circostanza, si scrive che in realt la revoca di un PUA convenzionato (o meno)
potrebbe essere conseguenza di iniziative dei medesimi lottizzanti.
In primo luogo, tutto potrebbe partire da una formale domanda privata indirizzata alla P.A. Ad
esempio, anche prima dellottenimento del titolo abilitativo diretto oppure non avviando i lavori
dopo aver beneficiato di questultimo70.
In secondo luogo, con specifico riferimento a punti edificabili per i quali fosse stato rilasciato il
titolo abilitativo diretto e gli stabili fossero gi in concreta costruzione (fattispecie n. 2 cos come
appare nel titolo di questo capitolo), i lottizzanti potrebbero addirittura decidere di interrompere
spontaneamente i lavori71, scegliendo in cotal guisa di imboccare un percorso capace di portare
fattivamente alla decadenza del titolo abilitativo diretto una volta scaduti i termini di validit e/o
presentando fin da subito una formale domanda alla P.A. di revoca del PUA. Occorre tuttavia
immaginare il poco realismo di un avvenimento del genere.

Tornando a ragionar in termini generali di revoca da parte della P.A. di un PUA convenzionato (o
meno), sosserva che, stando alla lettera dellart. 21 quinquies L. 241/90, il provvedimento risulta
ad appannaggio dellorgano deliberante, salvo eccezione stabilita dalla legge stessa. Dunque,
lautotutela potrebbe venire esercitata della Giunta Comunale che, per effetto del Regolamento
Regione Campania 5/2011, competente alladozione e allapprovazione dei PUA.

eventuale riconoscimento da parte della stessa P.A. o addirittura in sede giudiziale) in caso di mancata stipulazione
del suddetto Accordo entro un tempo prestabilito ovvero entro il tempo di validit residuo del piano di lottizzazione
originario.
70
Leggasi la nota 62.
71
Leggasi la nota 62.
[37]

SEZIONE B1
Ipotesi n. 1 di delocalizzazione in zona ASI degli insediamenti paretani NON residenziali
che potrebbero sorgere o che si stanno erigendo o che gi esistono

Capitolo 4
Abbozzo di schema di delocalizzazione in cui si suppone limpossibilit per il Consorzio ASI di
Caserta di mettere a disposizione stabili e/o terreni nelle zone di sua competenza

PRIMA PREMESSA CIRCA I PUNTI DI PARETE DA DELOCALIZZARE


I punti di intervento a cui qui ci si riferisce sono quelli inedificati (privi o gi dotati di un titolo abilitativo
diretto) e quelli gi edificati dei PUA vigenti delle zone omogenee D2, D3 e D4-via DAcquisto.
Ai suddetti vanno assommati gli stabili gi esistenti delle zone D2 e D3 che eventualmente non rientrano in
alcun PUA e non hanno destinazione prevalentemente residenziale, nonch quelli gi edificati che ricadono
nellodierna zona D1.
In terzo luogo, vanno poi aggiunti i fabbricati extraresidenziali ubicati nella parte occidentale del
mandamento: a ovest della Circumvallazione, lungo la via Ex Alleati (oltre la Circumvallazione), in
corrispondenza del prolungamento di via della Repubblica e della provinciale Tre Ponti, nonch lungo via
Vicinale della Rotonda e via Cupa.
Infine, andrebbero valutati tutti gli stabili non residenziali gi esistenti nelle varie zone C e comunque nella
zona E dellattuale PRG non compatibili collattivit agricola.
da sottolineare tuttavia che il processo di delocalizzazione non interesserebbe a prescindere tutti i punti;
ad esempio, non riguarderebbe giammai la vasca del Consorzio di Bonifica e i suoi annessi.

SECONDA PREMESSA CIRCA I PUNTI DI PARETE DA DELOCALIZZARE


Per ciascuna delle suelencate sezioni comunali, il sottoscritto propone una riclassificazione agricola (e, di
conseguenza, il possibile svolgimento di successive operazioni di ripristino), eccetto la zona omogenea D4
per la quale viene suggerito un mantenimento delledificabilit, ma con una destinazione extraresidenziale
diversa da quella odierna.

PREMESSA CIRCA LE TIPOLOGIE DI ATTIVIT PARETANE DA DELOCALIZZARE


Qui si allude a quelle manifatturiere (lavorazione e/o trasformazione, in senso artigianale o evoluto dal
punto di vista tecnologico, di beni materiali) e ai servizi richiedenti grossi spazi e che si fondano
principalmente sulla manualit (ad esempio, deposito di tir, ma anche autolavaggio).
Ci per non implicherebbe unesclusione a priori di altre categorie di mansioni, anche se andrebbe
verificata la destinazione duso ammissibile nelle aree di arrivo.

PRIMA PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) TERRITORIO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


Seguendo le proposte del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Caserta, larrivo
potrebbe avvenire in ciascuno degli agglomerati del Consorzio ASI di Terra di Lavoro. Tuttavia, data
limpressione di un migliore apporto infrastrutturale, nonch di una significativa disponibilit di aree libere
e stabilimenti non sfruttati, si suggeriscono in primis quelli di Aversa Nord, Marcianise e San Nicola La
Strada.

SECONDA PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) TERRITORIO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


[38]

Sarebbe quanto mai necessaria unazione diretta ad incidere sullo strumento urbanistico dellaltro Comune
casertano rientrante nellagglomerato ASI di turno, in modo da veder apposti i vincoli preordinati
allesproprio, poich, stando alle informazioni in possesso del sottoscritto, tale prerogativa non
attualmente esercitabile dal solo Consorzio ASI.

TERZA PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) TERRITORIO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


Per semplici motivi di comodit di lettura, si suppone che nessun ente territoriale sia pieno proprietario di
immobili in zona ASI e che occorra procedere direttamente collespropriazione.

PRIMA PRECISAZIONE IN GENERALE PER IL LETTORE


Si immagina un Accordo ex art. 15 della Legge 241/1990 che non prevede lo svolgimento di alcuna fase di
alienazione, pure in permuta, di immobili.

SECONDA PRECISAZIONE IN GENERALE PER IL LETTORE


Questo capitolo scritto al netto di ogni considerazione sul percorso procedurale in atto che dovrebbe
portare il Consorzio ASI ad aggiornare i propri Piani di Assetto.

1) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


1.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato adottato e confermasse (in
toto o anche solo parzialmente) lubicazione, lestensione e le destinazioni delle zone omogenee
D2, D3, D4-via DAcquisto e D1, nonch di ognuno degli altri stabili extraresidenziali gi esistenti
ed evidenziati indicativamente nella premessa: eventuale apposita determinazione del Consiglio
Comunale che (revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti divergenti)
fungerebbe sia da delineamento dei rinnovati scenari di programmazione del PUC paesano sia da
indirizzo rispetto al processo di delocalizzazione evocato di seguito.
1.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventuale apposita determinazione del Consiglio comunale come nel precedente punto 1.1.
1.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione del Consiglio
Comunale che (revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti divergenti)
fungerebbe sia da delineamento dei rinnovati scenari di programmazione del PUC paesano (o di
variante alla Variante del PRG se fosse effettivamente possibile seguire questo percorso) sia da
indirizzo rispetto al processo di delocalizzazione evocato di seguito.
1.4) Successiva attivit della P.A. che circoscriverebbe con maggiore certezza tutte quelle sezioni
del territorio comunale citate nella premessa del capitolo che dovrebbero essere oggetto di
delocalizzazione.
Preparazione di una o pi relazioni e di uno o pi elaborati grafici (di massima ovvero ad un livello
di progettazione preliminare).

Si esprime lopinione secondo la quale dovrebbe essere coinvolto anche il Consiglio Comunale, stante la
generale competenza urbanistica di questorgano in virt dellart. 42 c. 2 lettera B del D. Lgs. 267/2000.
Da precisare che il passaggio descritto nel punto 1.4 potrebbe anche precedere quelli dei successivi punti
2.1, 2.2 e 2.3 oppure, forse pi opportunamente, seguirli a strettissimo giro di posta.

2) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


[39]

2.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato gi adottato (anche alle
condizioni menzionate nel punto 1.1): possibilit che la Giunta Comunale paretana debba revocare
ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 la delibera di adozione del PUC, la delibera di approvazione
del Preliminare di PUC, nonch ogni altra determinazione precedente, contemporanea e perfino
susseguente a queste72.
2.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventualit che la Giunta Comunale paretana debba revocare ex art. 21 quinquies della L.
241/1990 ogni delibera e ogni altro atto affine precedente (come, ad esempio, quello relativo al
Preliminare di PUC).
2.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione della Giunta
Comunale paretana che potrebbe trovarsi a revocare ex art. 21 quinquies L. 241/1990 ogni atto
precedente in contrasto con una rinnovata volont di pianificazione urbanistica comunale73.

3) Verifica della relazione e degli elaborati menzionati nel punto 1.4 da parte del Consiglio e della
Giunta Comunale di Parete. Via libera ad unattivit di consultazione di cui al punto 4 allo scopo di
individuare lagglomerato ASI di arrivo.

4) Inizio della consultazione interistituzionale in principio.


4.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete, della Provincia di Caserta e del Consorzio ASI di Caserta al fine di individuare il comune
(o i comuni) di Terra di Lavoro in cui sito (o sono siti) lagglomerato (o gli agglomerati) di arrivo
del flusso di delocalizzazione extraresidenziale.
4.2) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla presenza del Comune di
Parete, della Provincia di Caserta, del Consorzio ASI di Caserta e dellindividuato Comune dove
risulta ubicato lagglomerato di arrivo74 allo scopo di completare (o, se non gi effettuato,
cominciare) la compilazione dellelenco di tutti gli altri soggetti destinati a prender parte
allAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, allAccordo di Pianificazione ex art. 6 L.R.
Campania 13/2008.
Fra le varie figure, si ritiene necessaria la Regione Campania, giusta lattivit di copianificazione da
essa promossa in virt dellart. 4 della L.R. Campania 16/2004 e dellart. 4 L.R. Campania 13/2008.

5) Durante la consultazione interistituzionale in principio.


5.1) Determinazione del Consiglio Comunale di Parete che darebbe il via libera alla preparazione
di uno schema concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto
alle originarie convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei
vari PUA in riferimento alle zone D2, D3, D4-via DAcquisto75.

72
Fra laltro potrebbe essere necessaria la revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 della delibera della Giunta
Comunale di Parete n. 39 del 07/04/2016 avente ad oggetto Indirizzi strategici per lelaborazione del documento
preliminare di progetto del Piano Urbanistico Comunale.
73
Leggasi la nota precedente.
74
Per quanto non sia stato citato, si ritiene che pure il Consiglio Comunale della localit di arrivo dovrebbe
preliminarmente assentire circa la partecipazione alle attivit di consultazione poste in principio.
75
Si ritiene poi che lo schema dovrebbe essere altres approvato dalla Giunta Comunale prima di essere portato in
seguito allattenzione dei privati lottizzatori.
[40]

Suddetta convenzione integrativa potrebbe avere come riferimento una fattispecie di delocalizzazione
preventiva, cio limitata a quelle parti comunali s edificabili, ma interessate per poco o per nulla da
unattivit di costruzione.
Sinvita a leggere il bozzetto di convenzione integrativa esposto nel capitolo 6.

6) Conclusione della consultazione interistituzionale in principio.


6.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete, della Provincia di Caserta, del Consorzio ASI di Caserta, del Comune dove ricade
lagglomerato di arrivo, della Regione Campania e di tutti gli altri soggetti come prefigurati nel
punto 4.2 per il compimento, seppure ancora per sommi capi, di una valutazione concernente la
concretizzazione del processo di delocalizzazione.
Presentazione di un Primo Patto Formale76 col quale verrebbe:
- delimitata, per la prima volta e seppure in maniera non risolutiva, larea o le aree (e/o gli
immobili) ASI oggetto del flusso di delocalizzazione in arrivo da Parete e da classificarsi come
PIP;
- individuata lAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione77;
- prefissato il periodo o la data entro il/la quale suddetta Amministrazione sarebbe chiamata a
far redigere e a far verificare uno Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione, onde
approfondire le implicazioni amministrative, urbanistiche e ambientali, sulla scia di quanto
appare nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011 78.

Tenendo conto che lo Studio Preliminare di Pianificazione coinvolgerebbe almeno i territori di partenza
(Parete) e di arrivo del flusso di delocalizzazione, la Conferenza potrebbe gi prevederne una stesura
affidata ad un unico soggetto esterno alla P.A. oppure ad un unico ufficio pubblico, tramite delega o
istituzione apposita.
Il perfezionamento di questultima ipotesi potrebbe tuttavia verificarsi anche a seguito della stipulazione
di una convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000 diversa dal Primo Patto Formale. A riguardo, sosserva che
ladesione degli enti locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione
della Regione) potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di
approvazione dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche
a cura della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.

Immaginando una certa difficolt avvertibile dal lettore dopo aver visionato il suddetto art. 5 c. 3,
incentrato testualmente solo sugli Accordi di Programma, importante chiarire anche quanto segue.

76
La fonte giuridica del Primo Patto Formale , per lautore, lart. 15 della Legge 241 del 1990 il quale consente alle
Amministrazioni Pubbliche di concludere fra loro accordi per lo svolgimento di attivit di interesse comune. Tuttavia,
la dicitura Accordo ex art. 15 L. 241/1990 viene usata solo in riferimento allatto di cui al punto 18 allo scopo di
confondere il meno possibile chi legge.
Valendo quanto appena scritto, leventuale coinvolgimento di entit private gi in questa fase del procedimento di
delocalizzazione andrebbe perfezionato con ulteriori patti a margine, con una cadenza temporale financo successiva.
77
Lindividuazione andrebbe effettuata ai sensi dellart. 5 c. 2 del Regolamento Regione Campania 5/2011.
78
Per il comune di Parete, in particolare, lo studio potrebbe molto probabile consistere in unanalisi legata agli
interventi di riconversione fondiaria e di delocalizzazione anche preventiva; per il comune (o i comuni) casertani di
arrivo del flusso di delocalizzazione, esso potrebbe risultare incentrato sullimpatto di unurbanizzazione in crescita.
[41]

In primis, lart. 6 c. 2 della L.R. Campania 13/2008 sostiene che le procedure relative allAccordo di
Pianificazione sono le medesime previste per gli Accordi di Programma della L.R. Campania 16/2004 (e, in
aggiunta, del Regolamento Regione Campania 5/2011).
In secundis, lart. 6 c. 1 della L.R. Campania 13/2008 afferma che lapprovazione dellA. di Pianificazione
costituisce approvazione degli strumenti urbanistici generali o delle varianti relative a questultimi.
Limpressione, dunque, che il legislatore regionale abbia voluto equiparare i due tipi di Accordo: quello
di Programma e quello di Pianificazione.

7) Sigla di un Primo Patto Formale fra i soggetti elencati pur approssimativamente nel punto 6.1 79.

8) Nomina del Responsabile del Procedimento (RUP) da parte dellAmministrazione proponente


lAccordo di Pianificazione (art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011).
Ci potrebbe divenire necessario alfine di coordinare lo sforzo che vedrebbe indubbiamente
coinvolti diversi enti e soggetti.
8.1) Successiva redazione dello Studio Preliminare dellAccordo di Pianificazione, tenendo a mente
la precisazione del punto 6.1. Verifica a seguire da parte del RUP sempre sulla scia di quanto appare
leggibile nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011.

9) Deliberazione dellAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione (sulla scia dellart. 5 c.


4 del Regolamento Regione Campania 5/2011) concernente uno schema illustrante nel complesso
liter di delocalizzazione.

Sul tema, il sottoscritto reputa soprattutto necessari: un Secondo Patto Formale col quale dare indicazioni
sui momenti del Laboratorio di Pianificazione e della Conferenza Permanente di Pianificazione; un Accordo
ex art. 15 L. 241/1990 con cui impartire prescrizioni circa la programmazione urbanistica; lAccordo di
Pianificazione ex L.R. Campania 13/2008 utile ai fini espropriativi.

10) Nellipotesi in cui si ritenessero anticipati i tempi rispetto alla fattispecie di cui al punto 5:
determinazione del Consiglio Comunale di Parete che, prendendo atto del raggiungimento del
Primo Patto Formale di cui al punto 7, darebbe il via libera alla preparazione di uno schema
concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto alle originarie
convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei vari PUA in
riferimento alle zone D2, D3, D4-via DAcquisto80.

11) Conferenza di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011
(oppure riunioni, tavoli tecnici o cosaltro di simile) di condivisione dei risultati della verifica di cui
al punto 8.1 convocata dallAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione.
Presentazione di un Secondo Patto Formale81 col quale verrebbero:
- alla luce della valutazione dello Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione e seppure in
maniera non risolutiva, individuata/e larea o le aree (e/o gli immobili) siti in/nelle zona/e ASI
da coinvolgere nel flusso di delocalizzazione in arrivo da Parete e da classificarsi come PIP;

79
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Primo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
80
A umile parere del sottoscritto, occorrerebbe poi un ulteriore passaggio menzionato nella nota 75, a cui si rimanda.
81
Circa la fonte giuridica del Secondo Patto Formale e leventuale coinvolgimento di entit private gi in questa fase
del procedimento di delocalizzazione si rimanda a quanto motivato nella nota 76.
[42]

- fissati i momenti di avvio e conclusione del Laboratorio di Pianificazione di cui ai punti 14 e


segg., 15 e segg.;
- stabilito il periodo entro il quale andrebbe raggiunta lIntesa Regione-Provincia (ex art. 5 L. R.
Campania 13/2008) di cui al seguente punto 16;
- concordato il periodo o la data entro il quale (la quale), dopo il conseguimento dellIntesa
Regione-Provincia, andrebbe concluso lAccordo ex art. 15 L. 241/1990.
Infine, al testo sarebbe allegata una versione definitiva delliter di delocalizzazione nel suo
complesso.
11.1) In occasione della Conferenza di Servizi, dovrebbe essere altres ottenuto il consenso delle
controparti istituzionali sullo schema concernente le apposite convenzioni integrative preparato
dal Comune di Parete per i propri lottizzanti e predisposto fin dalla deliberazione di cui al punto 5
o, in alternativa, 10.

12) Parete, una volta conclusa felicemente la Conferenza di Servizi di cui al punto 11, con riferimento
alle zone omogenee D2, D3, D4-via DAcquisto: verifica della disponibilit dei lottizzanti a
sottoscrivere colla P.A. delle convenzioni integrative rispetto a quelle originarie82 in modo da
posticipare fattivamente lattuazione dei vari PUA; successiva stipulazione83.
Per quanto probabilmente irrealistico (almeno a questo punto del processo), si ipotizza che in tali
convenzioni potrebbe gi trovare spazio la volont privata di prendere atto di una possibile futura
espropriazione del bene posseduto e di assentire a un contestuale trasferimento proprio
nellagglomerato ASI di arrivo.
12.1) Sempre con particolare rifermento a Parete, e in alternativa al punto 12, revoca ex art. 21
quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione dei PL (nonch di taluni Piani
di Dettaglio) senza passare attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni coi privati84.

13) Sigla di un Secondo Patto Formale85 fra tutti i soggetti coinvolti gi nel Primo Patto Formale,
nonch nellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, nellAccordo di Pianificazione.
13.1) Eventuale previsione ivi contenuta: individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di
un ufficio unico per le espropriazioni della piena propriet di immobili (terreni e/o stabili) le quali
dovrebbero avvenire sia nel paese di arrivo sia a Parete.

82
Per quanto si sia cercato di associare a questa fase la stipulazione, nulla, in teoria, impedirebbe di agire in tal senso
anche in precedenza, ad esempio subito dopo il momento di cui al punto 5. Precisato ci, lente municipale paretano
potrebbe comunque trovarsi nella necessit di contattare immediatamente i privati, ad esempio ricorrendo alla
pubblicazione di un invito apposito a manifestare la propria volont.
In chiusura, si ammette che lopzione di cui al punto 12 potrebbe valere nel concreto solo per quei casi in cui i lavori
di costruzione degli stabili fossero ben lungi dal finire, colla immaginabile esclusione di quelle zone gi edificate per
intero.
83
Le apposite convenzioni integrative andrebbero poi trascritte presso i Registri Immobiliari a cura dei lottizzanti
medesimi in virt dellart. 28 c. 5 della L. 1150/1942.
84
La revoca diretta potrebbe dare risultati anzitutto in relazione a quei punti per i quali non fosse stato rilasciato
alcun titolo abilitativo diretto (o per i quali risultasse un titolo oramai scaduto). Inoltre potrebbe divenire efficace
qualora fossero i medesimi lottizzanti a presentare una domanda di revoca degli atti di adozione e di approvazione
dei PUA, malgrado il poco realismo di una cosa del genere. Sullargomento, si rimanda al riquadro che appare in coda
al capitolo 3 (nonostante questultimo faccia riferimento a una delocalizzazione di tipo prevalentemente
residenziale).
Logicamente essa non varrebbe per aree con lavori gi completamente finiti.
85
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Secondo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
[43]

Tale previsione potrebbe tuttavia trovare perfezionamento anche a seguito della stipulazione di
una diversa convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000. A riguardo, sosserva che ladesione degli enti
locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione della Regione)
potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di approvazione
dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche a cura
della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.

14) Partenza della fase della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R.
Campania 13/2008.
14.1) Presso la sede provinciale o presso il Comune di Parete o presso il Comune (uno dei Comuni)
nel cui territorio ricade larea dellagglomerato ASI di arrivo del flusso di delocalizzazione o presso
ciascun Comune coinvolto: avvio del relativo Laboratorio.
Il luogo oppure uno dei luoghi di svolgimento di codesto Laboratorio potrebbe anche essere la
sede del consorzio ASI di Caserta poich, a modestissimo avviso del sottoscritto, lelencazione
effettuata nellart. 7 c. 4 della L.R. Campania 13/2008 non pare tassativa.
14.2) Con riferimento alle zone D2, D3 e D4-via DAcquisto di Parete citate nella premessa:
svolgimento di quanto tratteggiato gi nel punto 12 o nel punto 12.1 qualora si preferisse
aspettare il raggiungimento del Secondo Patto Formale.

Sia per Parete (seguendo la strada tracciata nel punto 14.2 o, in alternativa, gi nel punto 12) sia per la
localit di arrivo, una diffusa manifestazione inequivocabile della volont dei privati potrebbe permettere
di determinare, con una discreta esattezza, pure lammontare dellesborso finanziario legato alla fase
dellespropriazione.

15) Termine della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R. Campania
13/2008.
15.1) Ciascun Comune elabora le proposte di pianificazione86 con tutta la componente descrittiva
e grafica ritenuta necessaria. Per le varie localit coinvolte (sia di partenza sia di arrivo),
linterazione colle comunit residenti potrebbe meglio aiutare a specificare le parti oggetto del
flusso di delocalizzazione, in uscita ovvero in entrata.
La fase di elaborazione potrebbe vedere il preposto personale di entrambi i Comuni in contatto
costante ovvero operare direttamente in sinergia, laddove fosse valutato utile, per delineare con
appropriatezza gli aspetti essenziali del flusso di delocalizzazione.
15.2) Eventuale Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione
Campania 5/2011 (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i soggetti sottoscriventi
il Secondo Patto Formale di cui al punto 13 onde soppesare le proposte di elaborazione e
concordare a riguardo.

86
La L.R. Campania 6/2016, abrogando il c. 5 dellart. 5 della L.R. Campania 13/2008, parrebbe aver reso non pi
indispensabile laggiunta in allegato di un preliminare di piano gi in vista della convocazione della Conferenza
Permanente di Pianificazione. Di conseguenza, se tale preliminare inglobasse pure il Preliminare dello strumento
urbanistico generale, ci si troverebbe innanzi ad uno scenario che consentirebbe di raggiungere lIntesa Regione-
Provincia, di cui al punto 16, prima dellavvio della procedura urbanistica vera e propria.
Eppure, qualora vi fosse un errore di interpretazione da parte dellautore di codesto libercolo, la Conferenza
Permanente di Pianificazione e la successiva Intesa andrebbero ancora viste come momenti integranti delliter del
PUC (o variante PRG) da collocare prima della adozione.
[44]

15.3) Probabile approvazione da parte degli organi consiliari comunali delle proposte di
pianificazione, stante la generale competenza in materia urbanistica ai sensi dellart. 42 del TUEL.

16) Invio delle proposte di pianificazione comunali e del Consorzio ASI di Caserta alla Regione
Campania onde ottenere la convocazione della Conferenza Permanente di Pianificazione ex art. 5
L.R. Campania 13/2008. In alternativa, richiesta di riunione della stessa per iniziativa della
Provincia di Terra di Lavoro.
Da sottolineare, comunque, come la partecipazione sarebbe solo limitata alla Regione e alla
Provincia, mentre Comuni e altri soggetti istituzionali ricoprirebbero un ruolo consultivo.
Stipulazione di unIntesa Provincia-Regione in virt del c. 7 del suddetto art. 5 (anche se, a umile
parere del sottoscritto, la formulazione di codesta norma dopo la modifica operata dalla L.R.
Campania 6/2016 parrebbe, in teoria, lasciare spazio anche ad altri soggetti presenti a diverso
titolo alla Conferenza Permanente).

17) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i
soggetti sottoscriventi lAccordo ex art. 15 L. 241/1990. Essa potrebbe vertere, anzitutto,
sullassenso dei partecipanti ai contenuti:
- dello schema di Accordo ex art. 15 presentato dallAmministrazione proponente;
- dello schema del bando per la raccolta delle adesioni dei possessori di immobili in quel di
Parete che, espropriati, accetterebbero di spostarsi proprio nella localit di arrivo del flusso di
delocalizzazione87.
Questultimo andrebbe predisposto dallUfficio Unico per le Espropriazioni menzionato nel
punto 13.1

18) Accordo ex art. 15 L. 241/1990 fra tutti i soggetti sottoscrittori del successivo Accordo di
Pianificazione di cui al punto 27 88. Si approfitta delloccasione per rilevare lutilit che fra i firmatari
vi siano figure (anzitutto pubbliche) erogatrici di risorse finanziarie per le espropriazioni89.
18.1) Per Parete, prima dellinizio della procedura urbanistica: avvio della raccolta delle adesioni
di coloro che verrebbero espropriati e che accetterebbero proprio di spostarsi nella localit di
arrivo90.
Va precisato come il bando si rivolgerebbe sia ai privati dei PUA vigenti (i quali, in realt,
potrebbero esprimersi inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al
punto 12 o 14.2) sia ai proprietari di immobili non residenziali non rientranti in alcun modo nelle
zone D.
18.2) Circa il Comune di Parete: avvio della procedura concernente lo strumento urbanistico per
quanto ad esso riconducibile.

87
Caso mai non fosse chiaro, si osserva che, con o senza ladesione al bando espropriativo da parte dei privati, la
successiva procedura ablatoria avanzerebbe comunque; di conseguenza il senso codesta iniziativa starebbe nella
volont della P.A. di lenire in un qualche modo i disagi derivanti dalla perdita del proprio immobile.
88
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 potrebbe essere preceduta da
unapposita deliberazione consiliare, in virt della generale competenza urbanistica riconosciuta a tale organo
dallart. 42 c. 2 lettera b) del D. Lgs. 267/2000.
89
LAccordo ex art. 15 L. 241/1990 rivolto unicamente alle Pubbliche Amministrazioni. Di conseguenza, leventuale
coinvolgimento di entit private andrebbe perfezionato con ulteriori patti a margine, con una cadenza temporale
financo successiva.
90
Questo momento non andrebbe soprattutto confuso con quello collegato allart. 16 del DPR 327/2001 che
dovrebbe comunque svolgersi.
[45]

18.3) Circa il Comune di arrivo: avvio della procedura concernente lo strumento urbanistico per
quanto ad esso riconducibile91.
18.4) Fissazione del periodo o della data entro il quale (la quale), una volta cominciate, andrebbero
terminate le citate procedure urbanistiche per la parte riconducibile a ciascun ente locale.
18.5) Prescrizione per ambo le localit: possibilmente in contemporanea con quel momento
delliter di formazione degli strumenti urbanistici che precede la loro adozione, preparazione dei
progetti preliminari-definitivi (e definitivi) delle opere pubbliche e di pubblica utilit
eventualmente da realizzarsi92.
Per Parete, in particolare, codesti progetti dovrebbero includere abbattimenti e riconversioni
fondiarie in genere.
Per la localit di arrivo: elaborazione, in particolare, di un progetto preliminare-definitivo di Piano
di Insediamento Produttivo (ex art. 27 della L. 865/1971) da prevedersi in unarea che ricade in
contemporanea sia nellagglomerato ASI sia nel tenimento dello stesso comune.

Data lampia discrezionalit che si suppone il legislatore abbia voluto lasciare alle P.A. sul contenuto degli
Accordi ex art. 15, ipotizzato, infatti, che essi possano pure impartire delle istruzioni vincolanti rispetto
alle pianificazioni territoriali nei singoli comuni (di partenza e di arrivo). Nello specifico, si tratterebbe di
favorire una distribuzione pi armonica su scala provinciale dellimpatto in orizzontale delle zone di
insediamento NON abitativo93.

19) Per il Comune di Parete: revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA da parte della Giunta Comunale, a seguito del raggiungimento
dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e cos come previsto nelle apposte convenzioni di cui al punto
12 (o 14.2) siglate coi privati94.

20) Fase introduttiva dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e
tenendo conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati
20.1) Eventuale istituzione di un Ufficio Unico per le Espropriazioni.
20.2) Per Parete: pubblicazione del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che verrebbero
espropriati e che accetterebbero di spostarsi proprio nella localit casertana di arrivo.

91
Quindi, caso mai non fosse gi avvenuto prima, anche per il Comune di arrivo si potrebbe arrivare alla revoca ex
art. 21 quinquies della L. 241/1990 di atti della Giunta e del Consiglio. In aggiunta, e in linea puramente teorica,
sosserva che potrebbe pure non avere luogo alcuna procedura urbanistica qualora da unindagine preliminare
risultasse gi disponibile per intero il numero di stabili e/o fondi occorrenti.
92
Scontato osservare che nulla vieterebbe a ciascun ente coinvolto di allestire i propri progetti preliminari anche
antecedentemente, ad esempio fin dai tempi del Primo Patto Formale di cui al punto 7; per Parete, in particolare,
codesta attivit potrebbe addirittura avverarsi in corrispondenza del passaggio evidenziato nel punto 1.4. Il
sottoscritto precisa di far riferimento al progetto preliminare poich, stando alle informazioni in suo possesso, appare
prolungata la vigenza degli artt. 17-23 del D. Lgs. 207/2010.
93
Anzi, nel Manuale operativo del Regolamento 4 agosto 2011 n. 5 di attuazione della L.R. 16/2004 in materia di
Governo del territorio (Quaderni di Governo del Territorio numero 1) poi chiarito che il contenuto degli Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 va a confluire proprio nei piani da adottare.
94
La revoca potrebbe essere sostituita dallattivazione di una clausola di inefficacia degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA e di decadenza delle relative convenzioni. In questultima ottica una successiva
determinazione della Giunta avrebbe un mero valore dichiarativo.
OSSERVAZIONE AGGIUNTIVA: che si tratti di una revoca (o attivazione della clausola dinefficacia) come quella del
punto 19 o di revoca come quella del punto 12.1 (o 14.2), possibile che debbano venire restituite ai privati le somme
da loro devolute al Comune per la precedente progettazione di Piani di Lottizzazione dufficio.
[46]

Susseguente comunicazione allente interessato (o agli enti interessati) della consistenza


immobiliare che dovrebbe essere oggetto di acquisizione ablatoria nellaltro paese casertano.

21) Fase Uno-A dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e tenendo
conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati
21.1) Stesura dei Preliminari degli strumenti urbanistici comunali.
21.2) Stesura del Rapporto Preliminare VAS (Valutazione Ambientale Strategica)95 e consultazione
degli SCA (cio dei soggetti competenti in materia ambientale).
21.3) Approvazione dei Preliminari degli strumenti urbanistici e del Rapporto Preliminare VAS.
21.4) Redazione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS (includente una Sintesi
non Tecnica).
21.5) Adozione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS in sede di Giunta
Comunale.

22) Fase Uno-B dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere
pubbliche/pubblica utilit da farsi in ogni localit (di partenza e di arrivo) coinvolta nel processo di
delocalizzazione ed eventualmente gi da allegare ai Piani.
22.1) Preparazione dei progetti preliminari-definitivi, caso mai ci non fosse avvenuto in
precedenza.
Rispetto allarea di arrivo del flusso di delocalizzazione NON residenziale, sarebbe altres utile la
preparazione di un progetto preliminare-definitivo di PIP (alla luce di tutte le risultanze emerse
nelle fasi precedenti e del fabbisogno comunicato dal Comune di Parete); pi esattamente, si
potrebbe optare per unimpostazione capace di stimolare poscia delle forme di condominio
industriale fra gli assegnatari eventuali.
22.2) Dal punto di vista ambientale: ipotetica stesura di uno o pi Studi Preliminari Ambientali;
verifica di assoggettabilit a VIA (Valutazione dImpatto Ambientale); possibile susseguente
momento di scoping96.
22.3) Dal punto di vista non ambientale: probabilit di convocare una o pi Conferenze di Servizi
ex artt. 14 c. 3 (primi tre periodi e ultimo) e 14-bis della L. 241/1990.

95
Circa la VAS, sosserva rapidamente come, per effetto dellart. 2 c. 3 Regolamento Regione Campania 5/2011, il
Comune sia Autorit Procedente e Autorit Competente per i Piani Urbanistici Comunali, i Piani Urbanistici Attuativi
e loro Varianti. Questa coincidenza in capo a un medesimo soggetto istituzionale, tuttavia, comporta laffidamento
dei ruoli a due uffici diversi.
Per gli strumenti urbanistici generali, in particolare, la procedura VAS inevitabile giacch essi non rientrano nel
novero di quelli sottoposti almeno ad una preliminare verifica ai sensi dellart. 12 D. Lgs. 152/2006, la quale potrebbe
culminare o meno nellassoggettabilit alla VAS vera e propria.
96
Le norme vigenti assegnano alla Regione Campania il ruolo di Autorit Competente nellambito VIA.
In particolare, bisogna sottolineare come costituiscano una mera probabilit sia la verifica di assoggettabilit VIA sia
la procedura di VIA medesima, dato che occorre un esame dei progetti caso per caso.
Approfittando delloccasione, comunque, richiamato adesso lAllegato IV alla Parte Seconda del D. Lgs. 152/2006
in cui sono elencati taluni progetti sottoponibili a VIA che potrebbero riguardare sia la localit di arrivo sia Parete.
Per quanto concerne laltro paese casertano: zone industriali o produttive aventi una superficie superiore ai 40 ettari
(ipotesi n. 7 lettera A); strade extraurbane secondarie (ipotesi n. 7 lettera G); potenziamento di strada urbana o
extraurbana per un tratto superiore ai 1.500 metri (ipotesi n. 7 lettera H); modifica o estensione di progetti
dellAllegato IV gi esistenti o in via di realizzazione o solo autorizzati (ipotesi n. 8 lettera T).
Per quanto attiene a Parete, a umile parere dellautore, lunica fattispecie in grado di indurre allattivazione della
procedura VIA potrebbe corrispondere alla forestazione di una superficie superiore ai 20 ettari (ipotesi n. 1 lettera
B), a condizione per che il termine forestazione sia da intendere in senso pi ampio fino ad includere il ripristino
del suolo agricolo.
[47]

22.4) Redazione di uno o pi progetti definitivi; stesura di uno o pi Studi Ambientali in ambito
VIA.
22.5) Adozione degli strumenti urbanistici con allegati i progetti definitivi.

PRIMA OSSERVAZIONE ULTERIORE


Durante liter paretano del PUC (o della variante alla Variante PRG), a seguito della delibera di adozione e
del contestuale inizio del periodo di applicazione delle misure di salvaguardia (secondo la previsione
dellart. 3 c. 1 del Regolamento Regione Campania n. 5 del 2011), potrebbe trovare spazio la fattispecie
prevista dallart. 12 comma 4 del D.P.R. 380 del 2001, in virt della quale un provvedimento motivato del
Presidente della Regione (richiesto su istanza del Sindaco) sospenderebbe lavvio o la prosecuzione di tutti
gli interventi edili gi assentiti qualora questultimi comportassero un intralcio o, peggio ancora, un
impedimento allattuazione dei novelli strumenti urbanistici.
In particolare, il ricorso a simile opzione potrebbe rivelarsi necessaria per far fronte alla mancata adesione
di uno o pi privati alle convenzioni integrative accennate nei punti 12 e 14.2.
Da aggiungere che lapprovazione del PUC (o della variante alla Variante PRG) farebbe di certo venire meno
la sospensione, ma impedirebbe comunque la trasformazione urbanistica auspicata dai lottizzanti97.
Quanto qui scritto per Parete, si ritiene che potrebbe valere pure per il Comune di arrivo, laddove fosse il
caso.

SECONDA OSSERVAZIONE ULTERIORE


Viene suggerita lidea di una consultazione degli SCA (presumibilmente tramite Conferenze di Servizi) in
modo coordinato 98.

97
Per i lavori edilizi non ancora avviati dopo lapprovazione e lentrata in vigore dello strumento urbanistico,
limpossibilit di una loro realizzazione fondiaria di turno potrebbe essere ulteriormente evidenziata attraverso un
atto comunale di valore appena dichiarativo, dato il presupposto legale costituito dalla fattispecie decadenziale del
titolo abilitativo diretto prevista dallart. 15 c. 4 del D.P.R. 380/2001 (a riguardo: sentenza n. 5028 del 2011 della IV
sezione del Consiglio di Stato); peraltro occorre precisare che lobbligo di ricorrere al summenzionato atto neppure
esiste non solo perch la decadenza opererebbe di diritto, ma perch, se valesse il contrario, equivarrebbe a
estendere illogicamente una responsabilit per mancata partenza dal soggetto privato alla medesima Pubblica
Amministrazione.
Per i lavori edilizi gi cominciati collentrata in vigore dello strumento urbanistico, invece, la situazione sarebbe
relativamente pi complicata, data la sostanziale e contemporanea appartenenza alla categoria dei titoli abilitativi
diretti del Permesso di Costruire, della SCIA edilizia e della DIA. Allo stadio attuale, infatti, per questultimi risultano
impraticabili sia la decadenza (art. 15 c. 4 del D.P.R. 380) sia la revoca (art. 11 c. 2 del D.P.R. 380); in aggiunta, un loro
eventuale annullamento dufficio per frode della controparte posticipato alla sentenza passata in giudicato (comma
2-bis art. 21-nonies L. 241/1990), mentre un loro annullamento dufficio ai sensi del comma 1 dellart. 21-nonies
risulta circoscritto ai 18 mesi dal momento delladozione. Di conseguenza, tenendo a mente il c. 1 dellart. 9 del D.P.R.
327/2001, in misura successiva lacquisita efficacia del PUC, si potrebbe ovviare a un buco come quello appena
descritto con un qualche atto dirigenziale di valore dichiarativo in grado di ribadire la nuova situazione sorta
collapposizione del vincolo preordinato allesproprio.
A parte quanto osservato nellultima frase, si precisa che un effetto deterrente per lattivit di costruzione si avrebbe
comunque e tale, a umile parere del sottoscritto, da spingere il privato a non insistere del tutto; per lesattezza, la
lettura dei commi 1 e 2 dellart. 32 del DPR 327/2001 permette di capire come lindennit di espropriazione venga s
determinata sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell'accordo di cessione o alla data dell'emanazione
del decreto di esproprio, ma anche al netto dei mutamenti fondiari effettuati per accrescerne il valore (e quindi la
spesa per lAutorit Espropriante) dopo la comunicazione dellavvio del procedimento ai sensi dellart. 16 del
medesimo DPR che, nel particolare caso di Parete, seguirebbe ladozione dello strumento urbanistico.
98
Cio colla contemporanea partecipazione dei Comuni di partenza e di arrivo, in modo da vagliare allunisono
lintero processo di delocalizzazione.
[48]

23) Fase Due-A dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e tenendo
conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati.
23.1) Consultazione popolare avente come oggetto gli strumenti urbanistici e il Rapporto
Ambientale VAS. Esame delle osservazioni pervenute effettuato dalla Giunta Comunale.
23.2) Nel contempo, in quel di Parete, i soggetti espropriati manifesterebbero la propria
accettazione o rifiuto al trasferimento nel PIP della localit casertana. Relativa comunicazione del
Comune paretano allaltro di Terra di Lavoro e al consorzio ASI.
23.3) Acquisizione di quella quota di assensi e simili legata sia agli strumenti urbanistici sia al
Rapporto Ambientale VAS.
23.4) Conferenze di Servizi avente per oggetto gli strumenti urbanistici. Conferenze di Servizi
appositamente riguardanti il Rapporto Ambientale VAS.

Le differenti Conferenze di Servizi di codesta fase potrebbero svolgersi in modo coordinato 99.

24) Fase Due-B dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere pubbliche e
di pubblica utilit (incluso il summenzionato PIP ricadente pure in zona ASI) da farsi in ogni localit
(di partenza e di arrivo) coinvolta nel processo di delocalizzazione ed eventualmente gi da
allegare ai Piani.
24.1) In ottica espropriativa: avviso ex art. 16 DPR 327/2001 ai proprietari degli immobili per
averne le presumibili osservazioni.
24.2) Dal punto di vista ambientale: pubblicazione di uno o pi progetti definitivi e di uno o pi
Studi di Impatto Ambientale (inclusa una Sintesi non tecnica) onde favorire lapposizione di
osservazioni popolari.
24.3) Esame delle osservazioni pervenute in virt dellart. 16 DPR 327/2001 da parte del dirigente
preposto allUfficio espropriazioni; controllo delle osservazioni popolari sopraggiunte nellambito
VIA da parte dellAutorit Procedente.
24.4) Conferenze di Servizi su uno o pi progetti definitivi delle opere da farsi ex artt. 14 c. 3
(penultimo e ultimo periodo), 14-bis c. 7 e 14-ter L. 241/1990. Conferenze di Servizi in ambito VIA
allo scopo di ricevere i relativi assensi dai soggetti competenti in materia ambientale.

Si ribadisce lidea di Conferenze di Servizi che potrebbero svolgersi in modo coordinato 100.

25) Fase Tre dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Segmento conclusivo.
Dichiarazione di coerenza dei Piani (o loro Varianti) rispetto al PTCP da parte della Provincia di
Caserta; parere sul Rapporto Ambientale rilasciato dallAutorit Competente VAS; provvedimento
VIA sui progetti delle opere da farsi e allegate ai Piani; possibile revisione dei PUC/PRG (o Varianti)
a seguito dellacquisizione dei vari pareri; seconda adozione in sede di Giunta.
Passaggio nei Consigli Comunali per un assenso conclusivo sui PUC/PRG integrati col Rapporto
Ambientale VAS e coi progetti definitivi delle opere da farsi.

In particolare, il progetto definitivo di PIP, modificato anche alla luce delle eventuali adesioni dei Paretani
da espropriare, sarebbe da intendersi o come parte integrante dei Piani generali (o loro Varianti) o come
Piano attuativo in grado di generare una variante a s stante.

99
Leggasi la nota precedente.
100
Leggasi la nota 98.
[49]

26) Elaborazione della bozza dellAccordo di Pianificazione da parte dellente proponente con
successiva valutazione in sede di Conferenza di Servizi (avente quindi una sorta di valore
deliberante)101.
In aggiunta, la Conferenza potrebbe assentire sullo schema del bando PIP e la discendente
convenzione di assegnazione immobiliare.

Va soprattutto sottolineata la necessit che, nellambito delle varie Conferenze di Servizi, si ottenga
sempre il consenso di ogni amministrazione che poi dovr sottoscrivere lAccordo di Pianificazione, pena
lalta probabilit di non concluderlo.

27) Accordo di Pianificazione ex art. 6 L.R. Campania 13/2008. Si approfitta delloccasione per
evidenziare lutilit che fra i firmatari vi siano soggetti (anzitutto pubblici) erogatori di risorse
finanziarie per le espropriazioni102.
27.1) Possibile prescrizione: fissazione delle date entro le quali emanare i decreti di esproprio,
approvare i progetti esecutivi delle opere da farsi, selezionare gli operatori alfine di procedere coi
lavori.

28) Ratifica dellAccordo di Pianificazione entro 30 giorni dalla stipulazione dello stesso da parte di
ogni organo competente allapprovazione dello strumento urbanistico (Consigli Comunali).
28.1) Decreto del Presidente della Giunta Regionale col quale lAccordo di Pianificazione
costituisce apposizione del vincolo preordinato allesproprio, nonch dichiarazione di pubblica
utilit, indifferibilit e urgenza per le opere eventualmente previste tanto nella localit di partenza
del flusso di delocalizzazione (Parete) tanto nellaltra localit (nelle altre localit) di arrivo di Terra
di Lavoro.
Da sottolineare come succitato Decreto funga altres da approvazione degli strumenti urbanistici
per ciascun Comune.

Data la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore regionale fra lAccordo di Programma e
lAccordo di Pianificazione, possibile sostenere che, in virt dellart. 12 c. 13 della L.R. Campania 16/2004,
la dichiarazione di p.u. perde efficacia se entro cinque anni dallapprovazione non vengono avviati i
programmati lavori.

29) LOCALIT DI ARRIVO In virt del siglato Accordo di Pianificazione.


29.1) Pubblicazione di un bando PIP effettivamente in grado di dare un vantaggio a quelle imprese
paretane da delocalizzare proprio nellaltro paese casertano a seguito dellespropriazione.
29.2) Assegnazione dei lotti103.

101
Nel corso di questo capitolo ci si rif al contenuto dellart. 34 TUEL che posticipa lassenso dellorgano consiliare
alla ratifica successiva la stipulazione. Tuttavia, in virt di eventuali norme statutarie preesistenti, potrebbe essere
necessaria anche una deliberazione precedente alla firma dellAccordo.
102
Nel corso del capitolo stata evidenziata la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore campano fra
lAccordo di Programma e lAccordo di Pianificazione. Di conseguenza, nulla impedisce di ricordare come lart. 34
TUEL favorisca in principio delle intese fra soli soggetti pubblici. Tuttavia, lart. 5 comma 1 del Regolamento Regione
Campania 5/2011 ammette la possibilit di coinvolgere direttamente delle entit private. Ad ogni modo, lipotetica
implicazione di questultimo tipo di figure potrebbe essere formalizzata con ulteriori patti a margine dellA. di P.ne e
con una cadenza temporale financo successiva.
103
LAccordo di Pianificazione potrebbe prevedere che la pubblicazione del bando PIP e lassegnazione dei lotti
precedessero financo lattivit di espropriazione dei suoli siti nellarea di arrivo.
[50]

29.3) Attivit espropriativa da parte della preposta autorit104 con acquisizione al proprio
patrimonio disponibile.

La cessione della piena propriet105 ai Paretani fuoriuscenti potrebbe essere preceduta dalla stesura di un
Piano (o Piani) per le Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 L. 133/2008. Sul tema, si ripete leventualit di
una propedeutica approvazione o, pi semplicemente, di un preliminare adeguamento del Regolamento
per le Alienazioni e Valorizzazioni106.

30) PAESE DI PARETE In virt del siglato Accordo di Pianificazione.


30.1) Rispetto al terreno non ancora edificato e allo stabile in via di costruzione ma ancora lungi
dallessere terminato: probabilit di una procedura espropriativa.
30.2) Rispetto al manufatto edilizio gi completato: come appena sopra.

Con particolare riferimento ai suoli non ancora edificati e ai manufatti in corso di completamento:
eventualit che lAutorit Espropriante possa emanare un decreto motivato che determini lindennit
provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.

Da sottolineare, a scanso di ogni equivoco, che la procedura espropriativa abbraccerebbe gli immobili
detenuti sia da soggetti consenzienti e dissenzienti al trasferimento nella localit di arrivo sia da coloro che
non avessero mostrato interesse al bando di cui al punto 20.2.

31) Territorio di Parete. Accadimenti concernenti le superfici inedificate.


31.1) Con riferimento ai suoli inedificati da salvaguardare come agricoli e sottoposti perci ad
espropriazione, nonch ad inclusione nella categoria dei beni disponibili da parte dellente
preposto: probabile preliminare inserimento dei terreni in un Piano per le Alienazioni e
Valorizzazioni con, se necessario, modifica del Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni.
31.1.1) Possibile assegnazione in piena propriet ad un terzo soggetto privato, ritenendosi migliore
dellipotesi di detenzione comunale.
31.1.2) Alienazione diretta a favore del vicino che non ha costruito (poich il suo terreno ha subito
un semplice cambio di classificazione urbanistica, da edificabile ad agricolo, oppure poich esso
gi rientrava in zona E col passato PRG paretano).
31.1.3) In caso di bando con assegnazione: precedenza allimprenditore agricolo professionale ex
art. 1 del D. Lgs. 99/2004 con laggiunta di un eventuale vincolo di inedificabilit e/o di
immutabilit della destinazione fondiaria per un tot di anni107.

104
Per la localit di arrivo: eventualit che lAutorit Espropriante possa emanare un decreto motivato che determini
lindennit provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.
105
Approfittando delloccasione per ragionare in linea puramente teorica, sosserva che la cessione della piena
propriet al Paretano fuoriuscente potrebbe venire affiancata da soluzioni alternative come la concessione in
superficie dellimmobile sito nella localit di arrivo. Anzi, specie nel caso del trasferimento in aree PIP, il sottoscritto
non nasconde che vedrebbe sempre di buon occhio un accorgimento come il suddetto, tenendo conto della
temporaneit concettualmente alla base di qualsivoglia iniziativa extragricola. Ci malgrado, lostacolo maggiore
potrebbe essere rappresentato dallesigenza degli enti coinvolti di rientrare (quanto pi possibile) dellesborso da
loro effettuato per lacquisizione ai sensi del DPR 327/2001.
106
Per gli enti territoriali, tale incombenza, ai sensi dellart. 42 comma 2 lettera l) del D. Lgs. 267/2000, dovrebbe
spettare allorgano consiliare.
107
A riguardo, ci si potrebbe rifare alla previsione dellart. 66 della Legge n. 27 del 2012 che consente agli enti
territoriali di alienare e locare (anche tramite mandato irrevocabile affidato allAgenza del Demanio) gli appezzamenti
agricoli e a vocazione agricola. Alfine di favorire la formazione di una giovane imprenditorialit nel settore primario
delleconomia, in particolare, il comma 3 stabilisce un diritto di prelazione a favore dei soggetti cos come definiti
[51]

31.2) Con riferimento ai suoli inedificati da valorizzare tramite una classificazione colla lettera D
(corrispondenti alla zona D4-via DAcquisto) e sottoposti perci ad espropriazione: per evitare
eccessive ripetizioni si rimanda ai punti 43.2 e 43.2.1 del capitolo 16.

32) Territorio di Parete. Possibili abbattimenti (nel senso stretto del termine, ma includendo pure dei
soli depaving) e riconversioni a vario scopo di edifici e aree coinvolti.
32.1) Qualora lente che ha effettuato lespropriazione fosse diverso dal Comune di Parete,
potrebbe occorrere in primis una cessione ulteriore a favore di questultimo e anche a seguito del
Piano redatto ai sensi della Legge 133/2008 108.
32.2) Ipotetico inserimento preliminare degli abbattimenti e delle riconversioni nel Piano
Triennale delle Opere Pubbliche e nellElenco Annuale del Comune paretano. Ci sarebbe fatto
eventualmente precedere da una valutazione sullopportunit di suddividere gli interventi in lotti
funzionali.
32.3) Livello di progettazione richiesto prima delleffettivo avvio dei lavori: esecutivo. Probabile
nomina di un Coordinatore per la Sicurezza nella Progettazione e redazione da parte di
questultimo di un Piano di Sicurezza e Coordinamento. Selezione tramite procedura di appalto del
soggetto incaricato dei lavori.
32.4) Nomina del Coordinatore per la Sicurezza nellEsecuzione, qualora per un determinato
intervento fossero presenti pi ditte esecutrici. In caso opposto, la singola impresa dovrebbe
redigere il Piano di Sicurezza Sostitutivo.
32.5) Stesura del Piano Operativo di Sicurezza per mano della ditta esecutrice; necessit molto
probabile di preparare altres un Piano di Demolizione, inteso come parte integrante del citato
POS.
Si suggerisce un Piano di Demolizione che, oltre a indicare le modalit di messa in sicurezza del
sito, propenda per un procedimento selettivo, onde consentire uno scarto fra il materiale
riutilizzabile (con o senza appositi trattamenti) e quello solo destinato allo smaltimento.
32.6) Nel caso di demolizione di edifici, limpresa esecutrice specializzata nellinstallazione del
ponteggio (metallico o non) avrebbe lobbligo di redigere il PIMUS se limpianto raggiungesse
unaltezza superiore ai 2 metri.
Tuttavia potrebbe capitare che il PIMUS fosse gi incluso del POS di unaltra ditta esecutrice, sicch
quella del ponteggio resterebbe priva di significativi margini di programmazione.
32.7) Nellevenienza di pi ditte esecutrici, in misura antecedente lavvio delle operazioni, obbligo
a carico del Responsabile dei Lavori di effettuare la notifica preliminare allASL e alla Direzione
Territoriale del Lavoro.

nellart. 9 del D. Lgs. n. 185 del 2000, mentre il comma 7 obbliga Regioni, Province e Comuni a cedere una quota di
terreno almeno superiore alla met del totale a beneficiari di et inferiore ai quaranta anni.
Nel comma 8, poi, prescritta limmutabilit della destinazione urbanistica del suolo di turno prima del decorso di
venti anni dal momento della trascrizione dei relativi contratti nei registri pubblici immobiliari.
In coda, per i pi eventuali curiosoni, ricordato come la Corte Costituzionale abbia, con sentenza n. 63 del 2013,
dichiarato lincostituzionalit della seconda frase del comma 9, in cui era ordinato agli enti locali di destinare i
proventi delle cessioni al risanamento del propri debiti e, per la quota eccedente, al Fondo per lAmmortamento dei
Titolo di Stato.
108
Nulla esclude che le operazioni di abbattimento e riconversione fondiaria descritte pur sommariamente nei punti
dal 32.2 al 32.8, nonch quelle comprese fra il 32.9 e 32.9.4, potrebbero gi essere effettuate dallente espropriatore
prima del passaggio al Comune di Parete. In tal senso tutto dipenderebbe dal contenuto dellAccordo di
Pianificazione.
[52]

32.8) Colle demolizioni si porrebbe il problema dei rifiuti edili, i quali generalmente vengono
classificati come speciali e non pericolosi; in tale ipotesi, sarebbe necessaria uniscrizione
dellimpresa edile (produttrice e/o trasportatrice di rifiuti) allAlbo Nazionale Gestori Ambientali
(previsione ex art. 212 c. 8 D. Lgs. 152/2006, poi confermata dallart. 8 c. 1 lettera D del Decreto
Ministero Ambiente 120/2014).
Se per emergessero dei dubbi sulla pericolosit dei rifiuti, occorrerebbero delle analisi
attraverso le quali verificare il superamento o meno delle soglie di concentrazione indicate nel
Regolamento UE 1357/2014; in caso affermativo, la ditta produttrice e/o trasportatrice dovrebbe
risultare registrata al SISTRI.
Di certo, ogni riserva sulla catalogazione dei rifiuti e qualunque dilemma legato alla scelta fra il
riuso e lo smaltimento degli stessi dovrebbero essere accantonati prima del trasporto dal sito di
produzione.

32.9) Per i punti del territorio comunale paretano contraddistinti dallabbattimento delle opere
esistenti e poi dal successivo riempimento con terra (intesa come sottoprodotto ai sensi dellart.
184-bis del D. Lgs. 152/2006) propedeutico al ripristino di suolo utilizzabile per fini agricoli109.
32.9.1) Possibilit che le attivit di cui ai punti 32.9.2, 32.9.3 e 32.9.4 (ma pure quelle relative ai
punti dal 32.2 al 32.8, se fosse ritenuto utile) vengano precedute da un ulteriore segmento di
pianificazione naturalistica (dotata di un livello di progettazione esecutivo) chiamata a dare
indicazioni financo sulla scelta colturale e sul monitoraggio del suolo per il periodo a venire.
32.9.2) Per le sezioni del comune contrassegnate dalla presenza di edifici privati a suo tempo eretti
in seguito al rilascio della prevista autorizzazione: necessit di verificare che, presso il Municipio,
vi sia la comunicazione del produttore del sottoprodotto di completo uso del terreno scavato (c. 3
art. 41-bis L. 98/2013), in modo da ricevere informazioni sul sito di deposito temporaneo e
definitivo dello stesso e poterlo recuperare; in aggiunta, prima del riposizionamento, eventualit
di dimostrare, tramite apposite analisi, che il suolo in questione non superi i valori CSC di cui alle
colonne A e B della tabella 1 dellAllegato 5 alla Parte IV del D. Lgs. 152/2006.
Quanto sopra osservato, varrebbe pure per quelle superfici del mandamento paesano gi a loro
volta interessate dalla realizzazione di opere pubbliche.
Caso mai il carteggio conservato nella casa municipale risultasse non esauriente o perfino
mancasse: accertamento presso lArpa Campania dellesistenza dellautocertificazione inviata
anteriormente allo scavo dal proponente (cos come definito nellart. 5 comma 1 lettera R del D.
Lgs. 152/2006) o dal produttore del sottoprodotto (c. 2 art. 41-bis L. 98/2013); o, addirittura,
ricerca del documento di trasporto del terreno (c. 4 art. 41-bis L. 98/2013)110. Incognite per codesti
due ultimi tipi di soluzione: difficolt di reperimento; la vigenza, al tempo di svolgimento dei lavori
di costruzione, di norme diverse da quelle odierne.
32.9.3) Nellipotesi in cui non fosse noto il sito di deposito definitivo del terreno a suo tempo
prelevato oppure nella circostanza in cui nel luogo destinato a riconversione fondiaria esistesse
unopera abusiva o sanata/condonata in quanto abusiva: utilizzo di terra proveniente dallo scavo

109
Tali punti dovrebbero consistere in quelli, edificati o in via di edificazione, elencati nella premessa, eccetto gli altri
della zona omogenea D4-via DAcquisto allinterno della quale, alla seconda decade di Novembre 2016, non
risultavano ancora avviati dei lavori di costruzione.
110
Malgrado lautore alluda in questo frangente a dei semplici movimenti di terra da un luogo allaltro, possibile
che essi richiedano pure un titolo abilitativo edilizio diretto. Per lesattezza, dovrebbe trattarsi di una CILA
(Comunicazione Asseverata di Inizio Lavori), tenendo conto di quanto appare allo stato attuale stabilito negli artt. 1
c. 2 e 2 c. 7 del D. Lgs. 222 del 2016, nonch nellart. 6-bis c. 1 del DPR 380/2001.
[53]

nelle localit casertane di arrivo del flusso di delocalizzazione111; o ricorso a del suolo estratto in
altri punti del mandamento paretano destinati alledificazione112.
Eventualit di dover provare, tramite apposite analisi, che la superficie da impiegare non superi i
valori CSC riportati nelle colonne A e B della tabella 1 dellAllegato 5 alla Parte IV del D. Lgs.
152/2006.
32.9.4) Nellipotesi in cui il terreno di scavo originario non potesse essere pi utilizzato perch, ad
esempio, avviato a smaltimento in quanto rifiuto: rileggasi il punto 32.9.3.
32.9.5) Assegnazione della piena propriet a un terzo soggetto privato dei punti recuperati alluso
agricolo, ritenendosi migliore dellipotesi di detenzione comunale.
Probabile cessione diretta a favore del vicino che non ha costruito (poich il suo terreno ha subito
un semplice cambio di destinazione, da edificabile ad agricolo, oppure poich esso gi rientrava in
zona E col passato PRG paretano).
In caso di bando con assegnazione, invece: precedenza allimprenditore agricolo professionale ex
art. 1 del D. Lgs. 99/2004 con laggiunta di un eventuale vincolo di inedificabilit e/o di
immutabilit della destinazione fondiaria per un tot di anni113.
In entrambe le circostanze: presumibile preliminare inserimento dei suoli in un Piano per le
Alienazioni e Valorizzazioni curato dallente detentore con, se necessario, modifica del
Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni.

111
Se il prelievo di terra nella localit di arrivo avvenisse nellambito di un progetto definitivo sottoposto a VIA,
lAutorit Proponente dovrebbe altres consegnare allAutorit Competente VIA un Piano di Utilizzo (P.U.) ex art. 5
D.M. Ambiente 161/2012, prima del rilascio del relativo provvedimento (cio dellunico decreto regionale nellipotesi
di raccordo VIA-VAS). Inoltre, ai sensi del comma 6 del summenzionato articolo, lattivit di scavo dovrebbe
cominciare entro due anni dalla presentazione del P.U.; mentre, sulla scia dellart. 186 c. 2 D. Lgs 152/2006, la durata
della fase di deposito del suolo non potrebbe di norma eccedere i dodici mesi in caso di reimpiego altrove (nello
specifico, Parete).
Viceversa se la sottrazione di terreno nel comune casertano di arrivo si svolgesse in occasione di lavori pubblici esclusi
dallassoggettabilit a VIA, in virt dellart. 186 c. 4 D. Lgs. 152/2006, la sussistenza dei requisiti come sottoprodotto
dovrebbe risultare da un allegato apposito al progetto (probabilmente esecutivo) nel quale sarebbe dimostrato il non
superamento delle soglie CSC menzionate pure nel medesimo punto 32.9.3 e prefissato un periodo di deposito del
suolo non superiore allanno. A questultimo proposito, tuttavia, il c. 2 dellart. 41-bis della L. 98-2013 riconosce altres
un tempo massimo di utilizzo superiore ai 365 giorni, qualora le opere da realizzarsi nel luogo di destinazione (nello
specifico, Parete) andassero per le lunghe.
Da sottolineare come in entrambi i casi, ai sensi del c. 5 dellart. 186 D. Lgs. 152/2006 (nonch del c. 7 dellart. 5 del
D.M. 161/2012 per le sole opere assoggettate a VIA), il mancato rispetto dei termini procedurali farebbe perdere la
qualifica di sottoprodotto al terreno, imponendo la destinazione in discarica a seguito dellautomatico passaggio
alla categoria del rifiuto (cos come definito nellart. 183 c. 1 lettera A del D. Lgs. 152/2006).
112
Potrebbe richiedersi in aggiunta una CILA in misura antecedente il movimento terra, qualora questultima fosse
depositata da tempo.
113
Leggasi la nota 107.
[54]

Capitolo 5
Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo di
delocalizzazione (preventiva e non preventiva) NON abitativa e Pubblica Amministrazione
rispetto a quanto descritto nel capitolo 4

1) Prima o dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: sigla dellapposita
convenzione integrativa rispetto a quelle originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore
(zone omogenee D2, D3 e D4- via DAcquisto).
Essa potrebbe essere preceduta dalla formulazione di uno specifico invito rivolto ai lottizzanti da
coinvolgere.

La convenzione integrativa sarebbe da inquadrarsi anzitutto come particolare strumento di


delocalizzazione preventiva, volta unicamente a scongiurare lavvio ovvero il prosieguo
dellattivit edilizia in certe aree del territorio comunale paretano.
Per ulteriori ragguagli su suddetta convenzione integrativa, il lettore rimandato al capitolo 6.

2) Fase urbanistica, per effetto dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie istituzioni.
Prima delladozione dello strumento urbanistico nellaltro comune casertano: a Parete, eventuale
pubblicazione di un bando per la raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati, accetterebbero
di spostarsi proprio nella zona PIP/ASI di arrivo del flusso di delocalizzazione.
I destinatari dellannuncio sarebbero i soggetti di cui al punto 1 precedente (lottizzanti), ma anche
quelli ulteriormente elencati nella premessa del capitolo 4 (possessori di stabili non abitativi gi
esistenti nelle zone D2 e D3 che non rientrano in alcun PUA; di fabbricati gi edificati e ricadenti
nellodierna zona D1; di immobili gi sorti per il resto del mandamento, ad esempio a ovest della
Circumvallazione, lungo la via Ex Alleati oltre la Circumvallazione, in corrispondenza del
prolungamento di via della Repubblica e della provinciale Tre Ponti, nonch lungo via Vicinale della
Rotonda e via Cupa).

Dopo ladozione dello strumento urbanistico nellaltro comune casertano: manifestazione di


accettazione dellimmobile ubicato nel luogo di arrivo.

3) In continuit con quanto riassunto nel soprastante punto 2 e in virt dellAccordo di Pianificazione
fra le varie istituzioni.

Per effetto delle espropriazioni nella zona PIP/ASI di arrivo per mezzo di un Piano di Insediamento
Produttivo, laltro Comune coinvolto pubblicherebbe un bando PIP con successiva assegnazione
della piena propriet immobiliare al Paretano interessato; sarebbe poscia siglata unulteriore
convenzione PIP fra lente locale e il privato fuoriuscito.

Espropriazione del suolo e dello stabile ricadenti nel tenimento di Parete, la quale, in realt,
avverrebbe indipendentemente dalladesione e dallaccettazione di cui al punto 2 tramite decreto
di esproprio (ex art. 23 DPR 327/2001) o accordo di cessione volontaria (ex art. 45 DPR 327/2001).
[55]

Capitolo 6
Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione integrativa rispetto
alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e aventi carattere
prevalentemente NON abitativo.
Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo
diretto; per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora
avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

PREMESSA
Nel presente capitolo, viene fatto particolare riferimento alle zone omogenee D2, D3 e D4-via DAcquisto
dellattuale PRG del Comune di Parete.
Da precisare che le ipotesi di revoca (o inefficacia) potrebbero non riguardare uno o diversi Piani Attuativi
rientranti nelle succitate aree.

I) Stipulazione di unapposita convenzione fra la P.A. di Parete e lottizzanti che si pensa possa
avere valore integrativo rispetto a quella originaria del PUA e che, dunque, possa essere fatta
rientrare negli accordi sostitutivi del provvedimento ex art. 11 c. 3 Legge 241/1990.
Per tale apposita convenzione si ritiene altres utile un assenso preventivo della Giunta e
financo del Consiglio Comunale (molto pi probabilmente la prima, essendo stata essa ad
approvare lo schema di quella originaria).

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 simpegnerebbero a


non effettuare domanda per il rilascio del titolo abilitativo diretto ovvero a non avviare i lavori
nel caso in cui lavessero gi ottenuto, nonch a non chiederne alcuna proroga una volta scaduti
i termini di efficacia114, fino a che non venisse meno qualsiasi iniziativa interistituzionale mirata
al raggiungimento e alla sigla di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 dotati di uno scopo di
delocalizzazione.
In aggiunta, i lottizzanti delle zone D2 e D3 dellattuale PRG paretano simpegnerebbero a
prendere atto di un futuro cambio di classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera D

114
Con Permesso di Costruire gi rilasciato, e trascorrendo il tempo senza lavvio o la prosecuzione dei lavori, la P.A.
potrebbe ritrovarsi nella necessit di dover restituire al privato limporto ricevuto fino a quel momento sotto forma
di contributo di costruzione in relazione agli interventi edilizi ancora da compiere (per intero o parzialmente). Da
rilevare come in caso di PUA e di scomputo degli oneri di urbanizzazione (laddove il soggetto di turno si fosse
impegnato a far realizzare le relative opere) tale contributo rimarrebbe circoscritto al solo costo di costruzione.
Circa la suddetta ripetizione, altres da evidenziare che essa diverrebbe realt pure colla volontaria rinuncia del
privato a cominciare o a continuare i lavori, nonch collentrata in vigore di norme urbanistiche locali, regionali e
nazionali in contrasto collintervento precedentemente assentito e in grado di neutralizzare qualsiasi successiva
chance di proroga.
Giurisprudenza e dottrina, infine, collegandosi agli artt. 2935 e 2946 del Codice Civile fissano in dieci anni il periodo
entro il quale il privato pu pretendere dalla P.A. la restituzione delle somme gi versate per (quella parte di)
edificazioni mai realizzate.
Sullargomento vengono soprattutto segnalate le sentenze del TAR Lazio, sez. Roma II-bis, n. 2294/2008 e del TAR
Lombardia, sez. Milano II, n. 728/2010.
[56]

alla lettera E (anche in regime di inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi annessi)
in sede di definizione dello strumento urbanistico generale.
Infine, i lottizzanti della zona D4-DAcquisto, pur permanendo la catalogazione colla lettera D,
simpegnerebbero a prendere atto di un cambio della destinazione duso rispetto alle previsioni
dellart. 27 delle vigenti Norme Tecniche di Attuazione del citato PRG115.

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 2 simpegnerebbero a


non ultimare (cio ad interrompere) i lavori edilizi gi avviati (e/o a non chiedere una proroga
scaduti i termini di efficacia del titolo abilitativo diretto)116 fino a che non venisse meno qualsiasi
iniziativa interistituzionale mirata al raggiungimento e alla stipulazione di uno o pi Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione; fra laltro, i lottizzanti delle zone D2 e
D3 dellattuale PRG paretano simpegnerebbero a prendere atto di un futuro cambio di
classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera D alla lettera E (anche in regime di
inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi annessi) in sede di definizione dello
strumento urbanistico generale.

Rispetto ai PUA di cui alle fattispecie nn. 1 e 2, la P.A. di Parete dichiarerebbe a sua volta di non
procedere alla revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 delle delibere di adozione e di
approvazione fino al raggiungimento e alla sigla (ovvero allentrata in vigore) di uno o pi
Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione.
In alternativa, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere inserita una clausola che
determini automaticamente linefficacia dei provvedimenti di adozione e di approvazione dei
PUA e la decadenza della convenzione originaria nel momento in cui venisse firmato ovvero
entrasse in vigore lAccordo suddetto.

II) Sempre allinterno dellapposita convenzione integrativa, per effetto della revoca (o
dellinefficacia) della convenzione originaria del PUA: molto probabile inserimento di una
clausola che stabilisca la restituzione ai privati delle aree in precedenza destinate alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, per questo, gi
eventualmente passate al Comune paretano in regime di propriet o di servit (diritto di uso
pubblico)117; a tal fine, si potrebbe financo convenire la stesura di un ennesimo diverso atto da
trascrivere successivamente presso i Registri Immobiliari.

III) Il tempo di validit dellapposita convenzione integrativa potrebbe essere pari alla residua
durata della convenzione originaria del PUA di turno.

115
Lodierno art. 27 delle Norme Tecniche di Attuazione stabilisce per la zona omogenea D4 una serie di destinazioni
duso (attrezzature private per lo spettacolo e lo svago, commercio sia di dettaglio specializzato sia di grande
distribuzione, garage privati di uso pubblico, studi professionali, istituti di credito, sale esposizione, pubblici esercizi,
attrezzature turistico ricettive a rotazione d'uso e simili) che, in uno scenario di rinnovata pianificazione urbanistica
comunale, potrebbero molto probabilmente cozzare collesigenza di limitare alla parte che sta ad est sia della
Circumvallazione sia del tratto meridionale di via Castagnola lespansione della parte urbana del paese. In particolare,
sarebbe quanto mai auspicabile una localizzazione di attivit di supporto al settore primario (ad esempio, carico e
scarico del raccolto), di piccola lavorazione manifatturiera e di servizi con prevalente componente manuale
(autolavaggio, ad esempio).
116
Leggasi la nota 114.
117
Il sottoscritto ritiene che uno scenario simile possa soprattutto verificarsi con lavori di urbanizzazione compiuti
per nulla o solo parzialmente.
[57]

IV) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 potrebbero
comunicare la loro decisione di mantenere il possesso dei propri immobili, pur col cambio di
classificazione urbanistica (o destinazione duso) e senza alcun recupero edificatorio in un
agglomerato ASI del Casertano, oppure di rinunciare a questultimi.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a uno specifico bando mirante allespropriazione del proprio bene
con contestuale spostamento nel distretto industriale di arrivo del flusso di delocalizzazione
grazie alleventuale reperimento di immobili alluopo.
In particolare, gi colla sigla della convenzione integrativa e in anticipo rispetto alla
pubblicazione dei relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti la teorica possibilit di
optare fin da subito per unespropriazione con o senza contemporaneo trasloco
nellagglomerato ASI di turno.

Ai soggetti interessati al collegato trasferimento in seguito al procedimento ablatorio, andrebbe


sempre data loccasione di valutare e di manifestare laccettazione del bene posizionato nel
distretto industriale.

V) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, e in anticipo rispetto alla pubblicazione dei
relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti della fattispecie n. 2 la teorica possibilit di
optare fin da subito per unespropriazione con o senza contestuale spostamento in un
agglomerato ASI del Casertano.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a uno specifico bando mirante allespropriazione del proprio
immobile con contemporaneo trasloco nel distretto industriale di arrivo del flusso di
delocalizzazione grazie alleventuale reperimento di beni alluopo.

Ai soggetti interessati al collegato trasferimento in seguito al procedimento ablatorio, andrebbe


sempre data la possibilit di valutare e di manifestare laccettazione del bene ubicato
nellagglomerato ASI di turno.

VI) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo conto pur
sempre delle normative esistenti e della volont degli altri soggetti istituzionali concorrenti al
raggiungimento di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi un fine di delocalizzazione,
potrebbe impegnarsi onde ottenere delle premialit volumetriche118 per scopi essenzialmente
NON abitativi, a mo di compensazione emotiva e logistica rispetto al trasloco dal contesto
territoriale originario, per gli aderenti al bando espropriativo119.

Di conseguenza, il Comune si dichiarerebbe assolto dal compito di far riconoscere qualsiasi


incremento dimensionale a favore di coloro che, sottoscrivendo la convenzione integrativa,

118
Sarebbero da intendersi in rapporto agli indici di fabbricabilit fondiaria concordati col Comune di Parete
nellambito dei PUA ora vigenti. O perlomeno con legame agli indici di fabbricabilit territoriale.
119
Tenendo conto che la fattispecie n. 2 riguarda i lavori edilizi in corso di svolgimento, lidea di premialit
volumetriche potrebbe venire meno per chi avesse frattanto gi avviato il proprio. In alternativa, lestromissione dal
beneficio dimensionale potrebbe scattare solo a partire da un certo livello di avanzamento della costruzione.
[58]

avessero intenzione, con o senza preliminare valutazione del bene individuato nella localit di
arrivo, di fuoriuscire in occasione della sola espropriazione; a vantaggio di coloro che, pur
firmando la convenzione suddetta, non aderissero al bando espropriativo o non risultassero
idonei nellambito del medesimo120.

Difetti legati alla apposita convenzione integrativa: la probabile difficolt a conseguire il consenso
privato; la faticosa individuazione di meccanismi ritorsivi in caso di inosservanza da parte dello stesso
privato; e, con forte dose di realismo, nel caso di lavori in corso, la convenienza della singola persona a
ultimarli comunque.

A MARGINE
Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione di PUA
vigenti senza la propedeutica firma di apposite convenzioni integrative e gi prima della
stipulazione o entrata in vigore di Accordi ex art. 15 della Legge 241/1990 aventi uno scopo di
delocalizzazione

Si rimanda a quanto appare scritto in un simile riquadro nel capitolo 3, onde evitare inutili
appesantimenti testuali.

120
Caso mai non fosse chiaro, ogni ulteriore dettaglio sugli incrementi volumetrici potrebbe divenire definitivo solo
colla pubblicazione del bando espropriativo. Il vero scopo della convenzione integrativa, in realt, rimarrebbe
quello di bloccare i lavori edilizi prossimi o meno allavvio.
[59]

SEZIONE B2
Ipotesi "residuale" n. 2 di delocalizzazione in zona ASI degli insediamenti paretani NON
residenziali che potrebbero sorgere o che si stanno erigendo o che gi esistono

Capitolo 7
Abbozzo di schema di delocalizzazione in cui si suppone che il Consorzio ASI di Caserta possa
mettere a disposizione dei propri stabili e/o terreni rientranti nellagglomerato di turno

PRIMA PREMESSA CIRCA I PUNTI DI PARETE DA DELOCALIZZARE


Vale quanto scritto nel capitolo 4.

SECONDA PREMESSA CIRCA I PUNTI DI PARETE DA DELOCALIZZARE


Vale quanto scritto nel capitolo 4.

PREMESSA CIRCA LE TIPOLOGIE DI ATTIVIT PARETANE DA DELOCALIZZARE


Vale quanto scritto nel capitolo 4.

PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) TERRITORIO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


Vale quanto scritto nel capitolo 4.

PRIMA PRECISAZIONE IN GENERALE PER IL LETTORE


Viene immaginata una fattispecie colla quale il Consorzio ASI si limiterebbe a mettere a disposizione dei
propri immobili ricadenti nellagglomerato di turno, evitando ogni forma di appositi acquisti in
compravendita, nonch lattivit espropriativa che, peraltro, tale ente non potrebbe neppure effettuare
poich impossibilitato ad apporre il vincolo espropriativo.
Circa i terreni e gli stabili ubicati a Parete, invece, si tenterebbe una delocalizzazione in due fasi: una di
alienazione senza permuta e una di espropriazione; in entrambi i casi, a mo di compensazione, sarebbe
data alla controparte la possibilit di accettare o meno il bene disponibile nel citato agglomerato.

SECONDA PRECISAZIONE IN GENERALE PER IL LETTORE


Questo capitolo scritto al netto di ogni considerazione sul percorso procedurale in atto che dovrebbe
portare il Consorzio ASI ad aggiornare i propri Piani di Assetto.

1) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


1.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato adottato e confermasse (in
toto o anche solo parzialmente) lubicazione, lestensione e le destinazioni delle zone omogenee
D2, D3, D4-via DAcquisto e D1, nonch di ognuno degli altri stabili extraresidenziali gi esistenti
ed evidenziati indicativamente nella premessa del capitolo 4: eventuale apposita determinazione
del Consiglio Comunale che (revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti
divergenti) fungerebbe sia da delineamento dei rinnovati scenari di programmazione del PUC
paesano sia da indirizzo rispetto al processo di delocalizzazione evocato di seguito.
1.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventuale apposita determinazione del Consiglio comunale come nel precedente punto 1.1.
[60]

1.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione del Consiglio
Comunale che (revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti divergenti)
fungerebbe sia da delineamento dei rinnovati scenari di programmazione del PUC paesano (o di
variante alla Variante del PRG se fosse effettivamente possibile seguire questo percorso) sia da
indirizzo rispetto al processo di delocalizzazione evocato di seguito.
1.4) Successiva attivit della P.A. chiamata a circoscrivere con maggiore certezza tutte quelle
sezioni del territorio comunale citate nella premessa del capitolo 4 che dovrebbero essere oggetto
di delocalizzazione.
Preparazione di una o pi relazioni e di uno o pi elaborati grafici (di massima ovvero ad un livello
di progettazione preliminare).

Si esprime lopinione secondo la quale dovrebbe essere coinvolto anche il Consiglio Comunale, stante la
generale competenza urbanistica di questorgano in virt dellart. 42 c. 2 lettera B del D. Lgs. 267/2000.
Da precisare che il passaggio descritto nel punto 1.4 potrebbe anche precedere quelli dei successivi punti
2.1, 2.2 e 2.3 oppure, forse pi opportunamente, seguirli a strettissimo giro di posta.

2) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


2.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato gi adottato (anche alle
condizioni menzionate nel punto 1.1): possibilit che la Giunta Comunale paretana debba revocare
ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 la delibera di adozione del PUC, la delibera di approvazione
del Preliminare di PUC, nonch ogni altra determinazione precedente, contemporanea e perfino
susseguente a queste121.
2.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventualit che la Giunta Comunale paretana debba revocare ex art. 21 quinquies della L.
241/1990 ogni delibera e ogni altro atto affine precedente (come, ad esempio, quello relativo al
Preliminare di PUC).
2.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione della Giunta
Comunale paretana che potrebbe trovarsi a revocare ex art. 21 quinquies L. 241/1990 ogni atto
precedente in contrasto con una rinnovata volont di pianificazione urbanistica comunale122.

3) Verifica della relazione e degli elaborati menzionati nel punto 1.4 da parte del Consiglio e della
Giunta Comunale di Parete. Via libera ad unattivit di consultazione di cui al punto 4 allo scopo di
individuare lagglomerato ASI di arrivo.

4) Inizio della consultazione interistituzionale in principio.


4.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete, della Provincia di Caserta e del Consorzio ASI di Caserta al fine di individuare il comune
(o i comuni) di Terra di Lavoro in cui sito (o sono siti) lagglomerato (o gli agglomerati) di arrivo
del flusso di delocalizzazione extraresidenziale.
4.2) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla presenza del Comune di

121
Fra laltro potrebbe essere necessaria la revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 della delibera della Giunta
Comunale di Parete n. 39 del 07/04/2016 avente ad oggetto Indirizzi strategici per lelaborazione del documento
preliminare di progetto del Piano Urbanistico Comunale.
122
Leggasi la nota precedente.
[61]

Parete, della Provincia di Caserta, del Consorzio ASI di Caserta e dellindividuato Comune dove
risulta ubicato lagglomerato di arrivo123 allo scopo di completare (o, se non gi effettuato,
cominciare) la compilazione dellelenco di tutti gli altri soggetti destinati a prender parte
allAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, allAccordo di Pianificazione ex art. 6 L.R.
Campania 13/2008.
Fra le varie figure, si ritiene necessaria la Regione Campania, giusta lattivit di copianificazione da
essa promossa in virt dellart. 4 della L.R. Campania 16/2004 e dellart. 4 L.R. Campania 13/2008
124
.

A modesto avviso del sottoscritto, il coinvolgimento ulteriore dellaltro Comune di Terra di Lavoro
diverrebbe ancor pi necessario qualora nel tenimento di questultimo occorresse la realizzazione di opere
pubbliche, anche se non rientranti (in parte o in toto) nel perimetro dellagglomerato industriale ASI.

5) Durante la consultazione interistituzionale in principio.


5.1) Determinazione del Consiglio Comunale di Parete che darebbe il via libera alla preparazione
di uno schema concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto
alle originarie convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei
vari PUA in riferimento alle zone D2, D3, D4-via DAcquisto125.

Suddetta convenzione integrativa potrebbe avere come riferimento una fattispecie di delocalizzazione
preventiva, cio limitata a quelle parti comunali s edificabili, ma interessate per poco o per nulla da
unattivit di costruzione.
Sinvita a leggere il bozzetto di convenzione integrativa esposto nel capitolo 9.

6) Conclusione della consultazione interistituzionale in principio.


6.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete, della Provincia di Caserta, del Consorzio ASI di Caserta, del Comune dove ricade
lagglomerato industriale di arrivo, della Regione Campania e di tutti gli altri soggetti come
prefigurati nel punto 4.2 per il compimento, seppure ancora per sommi capi, di una valutazione
concernente la concretizzazione del processo di delocalizzazione.
Presentazione di un Primo Patto Formale126 col quale:

123
Per quanto non sia stato citato, si ritiene che pure il Consiglio del comune in cui sarebbe ubicato lagglomerato
ASI di arrivo dovrebbe preliminarmente assentire circa la partecipazione alle attivit di consultazione poste in
principio.
124
Tutti gli accordi fra le pubbliche amministrazioni fino alla conclusione della fase di cui ai punti 20 e 21 potrebbero
vedere anche la sottoscrizione da parte dellAgenzia del Demanio, data la serialit delle eventuali acquisizioni di
immobili, allo scopo di favorire la celerit nel processo di delocalizzazione.
125
Si ritiene poi che lo schema dovrebbe essere altres approvato dalla Giunta Comunale prima di essere portato in
seguito allattenzione dei privati lottizzatori.
126
La fonte giuridica del Primo Patto Formale , per lautore, lart. 15 della Legge 241 del 1990 il quale consente alle
Amministrazioni Pubbliche di concludere fra loro accordi per lo svolgimento di attivit di interesse comune. Tuttavia,
la dicitura Accordo ex art. 15 L. 241/1990 viene usata solo in riferimento allatto di cui al punto 18 allo scopo di
confondere il meno possibile chi legge.
Valendo quanto appena scritto, leventuale coinvolgimento di entit private gi in questa fase del procedimento di
delocalizzazione andrebbe perfezionato con ulteriori patti a margine, con una cadenza temporale financo successiva.
[62]

- il Consorzio ASI delimiterebbe, anche per la prima volta e seppure in maniera non risolutiva,
linsieme degli immobili dismessi, sottoutilizzati, edificati ma non ancora usati ovvero
inedificati che potrebbero divenire oggetto del flusso di delocalizzazione in arrivo da Parete;
- laltro Comune di Terra di Lavoro individuerebbe, seppure in maniera non risolutiva, le parti
del proprio mandamento destinate allipotetica realizzazione di opere pubbliche a supporto;
- verrebbe individuata lAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione127;
- verrebbe prefissato il periodo o la data entro il/la quale suddetta Amministrazione sarebbe
chiamata a far redigere e a far verificare uno Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione,
onde approfondire le eventuali implicazioni amministrative, urbanistiche e ambientali, sulla
scia di quanto appare nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011 128.

Tenendo conto che lo Studio Preliminare di Pianificazione coinvolgerebbe almeno i territori di partenza
(Parete) e di arrivo del flusso di delocalizzazione, la Conferenza potrebbe gi prevederne una stesura
affidata ad un unico soggetto esterno alla P.A. oppure ad un unico ufficio pubblico, tramite delega o
istituzione apposita.
Il perfezionamento di questultima ipotesi potrebbe tuttavia verificarsi anche a seguito della stipulazione
di una convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000 diversa dal Primo Patto Formale. A riguardo, sosserva che
ladesione degli enti locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione
della Regione) potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di
approvazione dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche
a cura della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.

Immaginando una certa difficolt avvertibile dal lettore dopo aver visionato il suddetto art. 5 c. 3,
incentrato testualmente solo sugli Accordi di Programma, importante chiarire anche quanto segue.
In primis, lart. 6 c. 2 della L.R. Campania 13/2008 sostiene che le procedure relative allAccordo di
Pianificazione sono le medesime previste per gli Accordi di Programma della L.R. Campania 16/2004 (e, in
aggiunta, del Regolamento Regione Campania 5/2011).
In secundis, lart. 6 c. 1 della L.R. Campania 13/2008 afferma che lapprovazione dellA. di Pianificazione
costituisce approvazione degli strumenti urbanistici generali o delle varianti relative a questultimi.
Limpressione, dunque, che il legislatore regionale abbia voluto equiparare i due tipi di Accordo: quello
di Programma e quello di Pianificazione.

7) Sigla di un Primo Patto Formale fra i soggetti elencati pur approssimativamente nel punto 6.1 129.

8) Nomina del Responsabile del Procedimento (RUP) da parte dellAmministrazione proponente


lAccordo di Pianificazione (art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011).
Ci potrebbe divenire necessario alfine di coordinare lo sforzo che vedrebbe indubbiamente
coinvolti diversi enti e soggetti.

127
Lindividuazione andrebbe effettuata ai sensi dellart. 5 c. 2 del Regolamento Regione Campania 5/2011.
128
Per il comune di Parete, in particolare, lo studio potrebbe molto probabile consistere in unanalisi legata agli
interventi di riconversione fondiaria e di delocalizzazione anche preventiva.
129
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Primo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
[63]

8.1) Successiva redazione dello Studio Preliminare dellAccordo di Pianificazione, tenendo a mente
la precisazione del punto 6.1. Verifica a seguire da parte del RUP sempre sulla scia di quanto appare
leggibile nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011.

9) Deliberazione dellAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione (sulla scia dellart. 5 c.


4 del Regolamento Regione Campania 5/2011) concernente uno schema illustrante nel complesso
liter di delocalizzazione.

Sul tema, il sottoscritto reputa soprattutto necessari: un Secondo Patto Formale col quale dare indicazioni
sui momenti del Laboratorio di Pianificazione e della Conferenza Permanente di Pianificazione; un Accordo
ex art. 15 L. 241/1990 con cui impartire prescrizioni circa la programmazione urbanistica; lAccordo di
Pianificazione ex L.R. Campania 13/2008 utile ai fini espropriativi.

10) Nellipotesi in cui si ritenessero anticipati i tempi rispetto alla fattispecie di cui al punto 5:
determinazione del Consiglio Comunale di Parete che, prendendo atto del raggiungimento del
Primo Patto Formale di cui al punto 7, darebbe il via libera alla preparazione di uno schema
concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto alle originarie
convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei vari PUA in
riferimento alle zone D2, D3, D4-via DAcquisto130.

11) Conferenza di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011
(oppure riunioni, tavoli tecnici o cosaltro di simile) di condivisione dei risultati della verifica di cui
al punto 8.1 convocata dallAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione.
Presentazione di un Secondo Patto Formale131 col quale verrebbero:
- alla luce della valutazione dello Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione, individuati in
maniera esaustiva gli immobili dismessi, sottoutilizzati, edificati ma non ancora usati ovvero
inedificati rientranti nellagglomerato ASI che potrebbero divenire oggetto del flusso di
delocalizzazione in arrivo da Parete;
- alla luce della valutazione dello Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione e seppure in
maniera comunque non risolutiva, individuate quelle parti dellaltro comune di Terra di Lavoro
destinate allipotetica realizzazione di opere pubbliche a supporto;
- determinati i momenti di avvio e conclusione del Laboratorio di Pianificazione di cui ai punti
14 e segg., 15 e segg.;
- prefissato il periodo entro il quale andrebbe raggiunta lIntesa Regione-Provincia (ex art. 5 L.
R. Campania 13/2008) di cui al seguente punto 16;
- stabilito/a il periodo o la data entro il/la quale, dopo il conseguimento dellIntesa Regione-
Provincia, andrebbe concluso lAccordo ex art. 15 L. 241/1990.
Infine, al testo sarebbe allegata una versione definitiva delliter di delocalizzazione nel suo
complesso.
11.1) In occasione della Conferenza di Servizi, dovrebbe essere altres ottenuto il consenso delle
controparti istituzionali sullo schema concernente le apposite convenzioni integrative preparato
dal Comune di Parete per i propri lottizzanti e predisposto fin dalla deliberazione di cui al punto 5
o, in alternativa, 10.

130
Leggasi la nota 125.
131
Circa la fonte giuridica del Secondo Patto Formale e alleventuale coinvolgimento di entit private gi in questa
fase del procedimento di delocalizzazione si rimanda a quanto motivato nella nota 126.
[64]

11.2) Inoltre, sempre rispetto a Parete, con riferimento alle aree non rientranti nelle zone D2, D3
e D4-DAcquisto, potrebbe essere necessario uno specifico assenso sullo schema di un ipotetico
patto col privato da siglarsi nellambito della verifica (punto 14.3) volta a ricevere la disponibilit
ad alienare di questultimo.

12) Parete, una volta conclusa felicemente la Conferenza di Servizi di cui al punto 11, con riferimento
alle zone omogenee D2, D3, D4-via DAcquisto: verifica della disponibilit dei lottizzanti a
sottoscrivere colla P.A. delle convenzioni integrative rispetto a quelle originarie132 in modo da
posticipare fattivamente lattuazione dei vari PUA; successiva stipulazione133.
Per quanto probabilmente irrealistico (almeno a questo punto del processo), si ipotizza che in tali
convenzioni potrebbe gi trovare spazio la volont privata di accettare la vendita del proprio
immobile134.
12.1) Sempre con particolare rifermento a Parete, e in alternativa al punto 12, revoca ex art. 21
quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione dei PL (nonch di taluni Piani
di Dettaglio) senza passare attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni coi privati135.

13) Sigla di un Secondo Patto Formale136 fra tutti i soggetti coinvolti gi nel Primo Patto Formale,
nonch nellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, nellAccordo di Pianificazione.
13.1) Eventuale previsione ivi contenuta: individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di
un ufficio per gli acquisti della piena propriet di immobili (terreni e/o stabili), i quali dovrebbero
verificarsi solo a Parete. Di conseguenza, si presume che tale ufficio dovrebbe ricondurre alla P.A.
proprio di Parete137.

14) Partenza della fase della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R.
Campania 13/2008.
14.1) Presso la sede provinciale o presso il Comune di Parete: avvio del relativo Laboratorio.

132
Per quanto si sia cercato di associare a questa fase la stipulazione, nulla, in teoria, impedirebbe di agire in tal senso
anche in precedenza, ad esempio subito dopo il momento di cui al punto 5. Precisato ci, lente municipale paretano
potrebbe comunque trovarsi nella necessit di contattare immediatamente i privati, ad esempio ricorrendo alla
pubblicazione di un invito apposito a manifestare la propria volont.
In chiusura, si ammette che lopzione di cui al punto 12 potrebbe valere nel concreto solo per quei casi in cui i lavori
di costruzione degli stabili fossero ben lungi dal finire, colla immaginabile esclusione di quelle zone gi edificate per
intero.
133
Le apposite convenzioni integrative andrebbero poi trascritte presso i Registri Immobiliari a cura dei lottizzanti
medesimi in virt dellart. 28 c. 5 della L. 1150/1942.
134
In questottica la P.A. potrebbe genericamente impegnarsi a dare la precedenza rispetto alle altre proposte
irrevocabili di vendita che perverrebbero dopo la pubblicazione del bando di sola cessione.
135
La revoca diretta potrebbe dare risultati anzitutto in relazione a quei punti per i quali non fosse stato rilasciato
alcun titolo abilitativo diretto (o per i quali risultasse un titolo oramai scaduto). Inoltre potrebbe divenire efficace
qualora fossero i medesimi lottizzanti a presentare una domanda di revoca degli atti di adozione e di approvazione
dei PUA, malgrado il poco realismo di una cosa del genere. Sullargomento, si rimanda al riquadro che appare in coda
al capitolo 3 (nonostante questultimo faccia riferimento a una delocalizzazione di tipo prevalentemente
residenziale).
Logicamente essa non varrebbe per aree con lavori gi completamente finiti.
136
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Secondo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
137
Il sottoscritto ha collocato tale momento nel punto 13.1 nellipotesi in cui si cercasse lacquisizione delle
manifestazioni di interesse alla vendita dei proprietari terzi gi durante le sottofasi di cui nei punti 14.2 e 14.3. Eppure,
qualora le istituzioni non volessero muoversi in anticipo, nulla impedirebbe lindividuazione di un ufficio unico poco
prima o durante la Conferenza di Servizi di cui al punto 17.
[65]

Potrebbe inoltre occorrere il coinvolgimento del Comune di arrivo, specie laddove fossero previste
delle aggiuntive opere pubbliche.
Uno dei luoghi di svolgimento di codesto Laboratorio potrebbe anche essere la sede del consorzio
ASI di Caserta poich, a modestissimo avviso del sottoscritto, lelencazione effettuata nellart. 7 c.
4 della L.R. Campania 13/2008 non pare tassativa.
14.2) Con particolare riferimento alle zone D2, D3 e D4-via DAcquisto di Parete citate nella relativa
premessa del capitolo 4: svolgimento di quanto tratteggiato gi nel punto 12 o nel punto 12.1
qualora si preferisse aspettare il raggiungimento del Secondo Patto Formale.
14.3) Con particolare riferimento alle aree di Parete diverse da quelle di cui al punto precedente e
comunque citate nella relativa premessa del capitolo 4: verifica della disponibilit dei privati a
cedere il proprio immobile; probabile successiva formalizzazione138.
14.4) Con particolare riferimento allagglomerato industriale di arrivo: completamento della
ricognizione degli immobili dismessi, sottoutilizzati, edificati ma non ancora usati ovvero inedificati
gi fin dallinizio nella disponibilit del Consorzio ASI, caso mai ci non fosse avvenuto prima della
stipulazione del Secondo Patto Formale.

Si osserva che per Parete (seguendo la strada tracciata nel punto 14.2 o, in alternativa, gi nel punto 12),
una diffusa manifestazione inequivocabile della volont dei privati di vendere risalente a codesto
momento potrebbe permettere di determinare, con una discreta esattezza, pure lammontare
dellesborso finanziario legato alla fase dellalienazione di cui ai punti 20 e segg., 21 e segg. In particolare,
vi potrebbe essere unaccelerazione dei tempi in vista del raggiungimento dellAccordo ex art. 15 L.
241/1990.

15) Termine della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R. Campania
13/2008.
15.1) Elaborazione della/e proposta/e di pianificazione con tutta la componente descrittiva e
grafica ritenuta necessaria139. Fra laltro, per Parete, linterazione colla comunit residente
potrebbe meglio aiutare a specificare le sezioni indicate nella premessa del capitolo 4 come
oggetto di mutamento della classificazione urbanistica, con o senza alcuna conservazione
delledificabilit, a seconda dei casi.
Da precisare che codesta forma di elaborazione potrebbe anche coinvolgere direttamente laltro
Comune di Terra di Lavoro con il proprio mandamento ricadente nellagglomerato ASI di turno,
specie laddove fosse stata tratteggiata la realizzazione di opere pubbliche a supporto del processo
di delocalizzazione.

138
Pur premettendo la natura interattiva riconosciuta dal legislatore campano al Laboratorio di Pianificazione,
occorrerebbe forse individuare un modo pi diretto per coinvolgere i privati attraverso la pubblicazione di una sorta
di avviso (o di pre-bando). Negli intenti del sottoscritto, leventuale successiva formalizzazione della disponibilit del
privato non dovrebbe ancora comportare degli specifici obblighi a carico dellente acquirente, a parte una generica
precedenza rispetto alle altre proposte irrevocabili di vendita che potrebbero arrivare dopo la pubblicazione del
bando di cessione.
139
La L.R. Campania 6/2016, abrogando il c. 5 dellart. 5 della L.R. Campania 13/2008, parrebbe aver reso non pi
indispensabile laggiunta in allegato di un preliminare di piano gi in vista della convocazione della Conferenza
Permanente di Pianificazione. Di conseguenza, se tale preliminare inglobasse pure il Preliminare dello strumento
urbanistico generale, ci si troverebbe innanzi ad uno scenario che consentirebbe di raggiungere lIntesa Regione-
Provincia, di cui al punto 16, prima dellavvio della procedura urbanistica vera e propria.
Eppure, qualora vi fosse un errore di interpretazione da parte dellautore di codesto libercolo, la Conferenza
Permanente di Pianificazione e la successiva Intesa andrebbero ancora viste come momenti integranti delliter del
PUC (o variante PRG) da collocare prima della adozione.
[66]

15.2) Eventuale Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione


Campania 5/2011 (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i soggetti sottoscriventi
il Secondo Patto Formale di cui al punto 13 onde soppesare le proposte di elaborazione e
concordare a riguardo.
15.3) Probabile approvazione da parte degli organi consiliari delle proposte di pianificazione,
stante la generale competenza in materia urbanistica ai sensi dellart. 42 del TUEL.

16) Invio delle proposte di pianificazione comunali alla Regione Campania onde ottenere la
convocazione della Conferenza Permanente di Pianificazione ex art. 5 L.R. Campania 13/2008. In
alternativa, richiesta di riunione della stessa per iniziativa della Provincia casertana o del Consorzio
ASI.
Da sottolineare, comunque, come la partecipazione sarebbe solo limitata alla Regione e alla
Provincia, mentre altri soggetti istituzionali ricoprirebbero un ruolo consultivo.
Stipulazione di unIntesa Provincia-Regione in virt del c. 7 del suddetto art. 5 (anche se, a umile
parere del sottoscritto, la formulazione di codesta norma dopo la modifica operata dalla L.R.
Campania 6/2016 parrebbe, in teoria, lasciare spazio anche ad altri soggetti presenti a diverso
titolo alla Conferenza Permanente).

17) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i
soggetti sottoscriventi lAccordo ex art. 15 L. 241/1990. Essa potrebbe vertere, anzitutto,
sullassenso dei partecipanti ai contenuti:
- dello schema di Accordo ex art. 15 presentato dallAmministrazione proponente;
- dello schema del bando per la raccolta delle adesioni private di coloro che sarebbero
interessati alla sola cessione della piena propriet del proprio immobile ubicato a Parete140;

140
Per Parete, si scrive che lunico bando di cessione della piena propriet del bene senza permuta andrebbe diretto
solo ai pieni proprietari di un immobile, onde subordinare leventuale trasferimento nellagglomerato ASI a un criterio
quanto pi selettivo possibile.
In particolare, lavviso dovrebbe mirare ad ottenerne una proposta irrevocabile di cessione, ai sensi dellart. 1329 cc.
1 e 2 del Codice Civile, valida per un certo periodo a partire dalla scadenza dellannuncio in questione. Allo scopo di
risparmiare del tempo, inoltre, si afferma che la suddetta proposta potrebbe essere altres accompagnata da una
relazione asseverata da un tecnico, nonch da appositi grafici, in grado di mostrare anzitutto la consistenza del
terreno o dello stabile portato allattenzione.
Il bando dovrebbe permettere al proprietario di optare fra la semplice cessione e (laddove avverabile) la cessione
con possibilit ulteriore di vagliare laccettazione o meno dellimmobile sito nellagglomerato ASI e offerto a mo di
compensazione. Rispetto alla seconda scelta, lavviso potrebbe prevedere un ennesimo passaggio a vantaggio
delladerente che, dopo aver inizialmente manifestato la decisione di cedere e basta, volesse tornare sui propri passi.
Scontato sostenere che lultima fattispecie potrebbe innescarsi solo se i rifiuti altrui fossero tali da mantenere un
avanzo di stabili e terreni.
Passando a ragionare nellottica dellacquisto, si sostiene che qualora lacquirente fosse un ente territoriale
(ipotizzando di rientrare nella fattispecie prevista dallart. 12 c. 1-ter della L. 111/2011, malgrado la mancanza di quei
requisiti di indilazionabilit e di indispensabilit probabilmente pi idonei per delle operazioni occasionali, nonch la
presenza di fonti finanziarie ad hoc), la stima del bene andrebbe effettuata dalla P.A. stessa. Quindi, in caso di
disaccordo del cedente, la successiva firma del contratto definitivo di trasferimento sarebbe s possibile, dovendo
soltanto precisare la provvisoriet del prezzo fino allattestazione di congruit di questultimo per mano dellAgenzia
del Demanio. Da aggiungere, poi, che un reiterato dissenso del privato permetterebbe alla P.A. di pretendere
lesecuzione specifica del contratto ai sensi dellart. 2932 del Codice Civile.
Pone peculiari spunti di riflessione lacquisto della piena propriet di un bene contrassegnato da mutuo. In codesto
frangente, infatti, al momento del rogito, lente compratore verserebbe al privato una somma effettiva solo pari alla
quota di debito gi saldata, potendola subordinare al previo rilascio di una quietanza di pagamento e allimpegno di
cancellazione dellipoteca da parte della banca del cedente; il resto dellimporto, viceversa, andrebbe corrisposto
proprio al soggetto finanziario. Logico affermare che lente compratore incorrerebbe in minori difficolt se fosse
[67]

- dello schema del contratto definitivo di cessione della piena propriet degli immobili paretani.
I suddetti schemi di bando e contrattuali potrebbero essere predisposti dallufficio per le
acquisizioni menzionato nel punto 13.1 141.

18) Accordo ex art. 15 L. 241/1990 fra tutti i soggetti sottoscrittori del successivo Accordo di
Pianificazione di cui al punto 29 142. Si approfitta delloccasione per rilevare lutilit che fra i
firmatari vi siano figure (anzitutto pubbliche) erogatrici di risorse finanziarie per gli acquisti143.
18.1) Ulteriori prescrizioni concernenti la fase delle alienazioni delle piene propriet di immobili.
18.1.1) Circa Parete: avvio della raccolta delle adesioni di coloro che vorrebbero solo cedere la
piena propriet dei propri immobili (terreni e stabili). A questo riguardo, va tuttavia precisato
come i lottizzanti dei PUA vigenti potrebbero esprimersi inequivocabilmente in tal senso gi colla
convenzione integrativa di cui al punto 12 (o 14.2).
Tenendo conto dellesigenza di delocalizzare, ribadita instancabilmente la necessit di
coinvolgere (in tutto o in parte) gli interessati delle attuali zone omogenee D2, D3 e D4-via
DAcquisto e delle altre porzioni del paese citate nella premessa del capitolo 4.
18.1.2) Prescrizione aggiuntiva: obbligo di determinazione dellesborso finanziario prima di
passare al momento esecutivo.
18.1.3) Fissazione del periodo entro il quale codesta fase dovrebbe concludersi.

18.2) Prescrizioni concernenti la successiva fase di impostazione urbanistica144, di cui ai punti dal
22 al 27.
18.2.1) Eventuale individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di un ufficio unico per le
espropriazioni della piena propriet di immobili (terreni e/o stabili) le quali dovrebbero verificarsi

prestabilito lobbligo privato allestinzione completa di mutui e ulteriori gravami prima dellatto di trasferimento o,
addirittura, alla data della pubblicazione dellavviso stesso.
Ragionando in termini di eventuali controversie, si scrive che il bando potrebbe delineare listituzione di appositi
arbitrati nel caso in cui non fosse accettato il prezzo formalizzato dallente compratore.
Anche per soddisfare qualche curiosone, si ricorda come dal novero dei potenziali beneficiari del bando andrebbero
esclusi i possessori degli stabili abusivi con costruzione cominciata dopo il 17/03/1985, a meno che, entro la data di
pubblicazione, non fosse stata avanzata e accettata la domanda in sanatoria ex art. 36 DPR 380/2001. In alternativa,
lavviso potrebbe consentire linvio di proposte irrevocabili anche in relazione a quegli immobili per i quali venisse
allegata una copia della consegnata domanda di Permesso di Costruire in sanatoria, condizionandone tuttavia
laccettazione al rilascio dellassenso municipale. Infine, unennesima clausola inseribile nel bando potrebbe
determinare una decurtazione del prezzo riconosciuto dal soggetto compratore pari al valore della sanzione
pecuniaria laddove, in virt dellart. 38 del suddetto DPR, non fosse realistico il ripristino della situazione iniziale
compromessa dallopera edile non autorizzata.
In chiusura, ipotizzato che il bando potrebbe prevedere la preparazione di una graduatoria con efficacia
temporanea delle proposte irrevocabili accettate dallente compratore, utile soprattutto nel caso in cui le
disponibilit economiche per condurre a termine le operazione legate alla fase dellacquisto non fossero
immediatamente sufficienti.
141
Si ricorda che in relazione allagglomerato industriale di arrivo non verrebbe pubblicato alcun bando per
lacquisizione in compravendita di immobili da terzi privati poich in questo capitolo assunta una disponibilit in
partenza di terreni e stabili proprio da parte del Consorzio ASI.
142
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 potrebbe essere preceduta da
unapposita deliberazione consiliare, in virt della generale competenza urbanistica riconosciuta a tale organo
dallart. 42 c. 2 lettera b) del D. Lgs. 267/2000.
143
LAccordo ex art. 15 L. 241/1990 rivolto unicamente alle Pubbliche Amministrazioni. Di conseguenza, leventuale
coinvolgimento di entit private andrebbe perfezionato con ulteriori patti a margine, con una cadenza temporale
financo successiva.
144
Nellart. 8 del Regolamento Regione Campania 5/2011 affermata la necessit eventuale di concludere succitato
Accordo prima delladozione dello strumento urbanistico.
[68]

a Parete, nonch nel paese casertano in cui ricade lagglomerato ASI di arrivo della delocalizzazione
qualora in quel comune fossero necessarie delle opere pubbliche di supporto.
Tale previsione potrebbe tuttavia trovare perfezionamento anche a seguito della stipulazione di
una diversa convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000. A riguardo, sosserva che ladesione degli enti
locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione della Regione)
potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di approvazione
dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche a cura
della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.
18.2.2) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di
simile) chiamata ad assentire:
- sullo schema del bando per la raccolta delle adesioni dei possessori di immobili in quel di
Parete che, espropriati, accetterebbero di spostarsi proprio nellagglomerato ASI di arrivo del
flusso di delocalizzazione145. Tale schema potrebbe venire predisposto dallUfficio Unico per le
Espropriazioni menzionato nel punto 18.2.1 146;
- laddove fosse necessario, per iniziativa dellaltro Comune di Terra di Lavoro,
sullindividuazione pressoch definitiva di quelle aree da coinvolgere per la realizzazione di
ipotetiche opere pubbliche di supporto alla delocalizzazione.
18.2.3) Per Parete, prima dellinizio della procedura urbanistica: avvio della raccolta delle adesioni
di coloro che verrebbero espropriati e che accetterebbero proprio di spostarsi nellagglomerato
ASI di arrivo147.
Va precisato come il relativo bando si rivolgerebbe sia ai privati dei PUA vigenti (i quali, in realt,
potrebbero esprimersi inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al
punto 12 o 14.2) sia ai proprietari di immobili non residenziali non rientranti in alcun modo nelle
zone D148.
18.2.4) Per lagglomerato industriale di arrivo, prima dellinizio della procedura urbanistica:
supplementare ricognizione da parte del Consorzio ASI degli immobili risultati invenduti per
effetto di un precedente mancato acquisto da parte di Paretani.
18.2.5) Fissazione del periodo entro il quale i suddetti procedimenti dei punti 18.2.2, 18.2.3 e
18.2.4 dovrebbero terminare.
18.2.6) Circa il Comune di Parete: avvio della procedura urbanistica per quanto ad esso
riconducibile.
18.2.7) Circa laltro Comune casertano nel cui mandamento ricade pure lagglomerato ASI:
eventuale avvio della procedura concernente lo strumento urbanistico laddove fosse necessaria
la realizzazione di opere pubbliche di supporto allarrivo del flusso di delocalizzazione paretano149.

145
Caso mai non fosse chiaro, si osserva che la successiva procedura ablatoria proseguirebbe comunque e
indipendentemente dalladesione al bando espropriativo; di conseguenza il senso di codesta iniziativa starebbe
nella volont della P.A. di lenire in un qualche modo i disagi derivanti dalla perdita del proprio immobile.
146
Il bando potrebbe gi essere oggetto di assenso da parte della Conferenza di Servizi di cui al punto 17. Ci, per,
potrebbe imporre unanticipazione dei tempi rispetto allindividuazione dellipotetico e collegato Ufficio Unico,
presumibilmente da farsi per effetto del Secondo Patto Formale di cui al punto 13.
147
Questo momento non andrebbe soprattutto confuso con quello ex art. 16 del DPR 327/2001 che dovrebbe
comunque svolgersi.
148
Il lettore potrebbe apparire perplesso innanzi alla formulazione di codesta ipotesi, tenendo conto che il privato
potrebbe continuare a non avere ragioni per spostarsi nella localit di arrivo. Nonostante ci, il sottoscritto ha voluto
dedicarle dello spazio allinterno del processo di delocalizzazione.
149
Quindi, caso mai non fosse gi avvenuto prima, anche per laltro Comune di Terra di Lavoro si potrebbe arrivare
alla revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 di atti della Giunta e del Consiglio Comunale contrastanti.
[69]

18.2.8) Fissazione del periodo o della data entro il quale (la quale), una volta cominciate,
andrebbero terminate le citate procedure urbanistiche per la parte riconducibile a ciascun ente
locale.

Va osservato che ciascun Comune coinvolto dovrebbe, in particolare, prima della adozione degli
strumenti urbanistici di riferimento, preparare i progetti preliminari-definitivi (e definitivi) delle opere
pubbliche e di pubblica utilit eventualmente da realizzarsi150.
Per Parete, codesti progetti dovrebbero includere abbattimenti e riconversioni fondiarie in genere.
Per laltro Comune casertano, invece, vale la condizione ulteriormente ripetuta nel punto 18.2.7.

Laccordo ex art. 15 summenzionato, inoltre, dovrebbe stimolare, laddove possibile, il ricorso a forme di
condominio industriale allinterno dellagglomerato ASI di turno, onde rendere maggiormente
funzionale il trasferimento delle attivit fuoriuscenti da Parete. Una prescrizione in tal senso andrebbe
anzitutto rivolta al Consorzio ASI di Caserta, essendo questultimo il soggetto gestore degli immobili da
cedere poi in piena propriet.

In chiusura, si ripete la supposizione secondo la quale il legislatore abbia voluto riconoscere la possibilit
di un contenuto discrezionale agli Accordi ex art. 15. Nello specifico, si tratterebbe di favorire una
distribuzione pi armonica su scala provinciale dellimpatto in orizzontale delle zone di insediamento NON
abitativo151.

19) Per il Comune di Parete: revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA da parte della Giunta Comunale, a seguito del raggiungimento
dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e cos come previsto nelle apposte convenzioni di cui al punto
12 (o 14.2) siglate coi privati152.

20) Apertura della fase delle alienazioni delle piene propriet di immobili.
20.1) Parete (concretizzazione del punto 18.1.1): pubblicazione di un bando per la raccolta delle
adesioni di coloro che sarebbero interessati alla sola cessione della piena propriet del proprio
terreno o stabile.
Per lesattezza, il bando riconoscerebbe la possibilit di optare per la semplice cessione oppure
per la cessione con la contestuale accettazione di un immobile offerto a mo di compensazione per
i disagi legati al trasferimento nella localit di arrivo.

150
Scontato osservare che nulla vieterebbe a ciascun ente coinvolto di allestire i propri progetti preliminari anche
antecedentemente, ad esempio fin dai tempi del Primo Patto Formale di cui al punto 7; per Parete, in particolare,
codesta attivit potrebbe addirittura avverarsi in corrispondenza del momento evidenziato nel punto 1.4. Si precisa
altres che il sottoscritto fa riferimento al progetto preliminare poich, stando alle informazioni in suo possesso,
appare prolungata la vigenza degli artt. 17-23 del D. Lgs. 207/2010.
151
Anzi, nel Manuale operativo del Regolamento 4 agosto 2011 n. 5 di attuazione della L.R. 16/2004 in materia di
Governo del territorio (Quaderni di Governo del Territorio numero 1) poi chiarito che il contenuto degli Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 va a confluire proprio nei piani da adottare.
152
La revoca potrebbe essere sostituita dallattivazione di una clausola di inefficacia degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA e di decadenza delle relative convenzioni. In questultima ottica una successiva
determinazione della Giunta avrebbe un mero valore dichiarativo.
OSSERVAZIONE AGGIUNTIVA: che si tratti di una revoca (o attivazione della clausola dinefficacia) come quella del
punto 19 o di revoca come quella del punto 12.1 (o 14.2), possibile che debbano venire restituite ai privati le somme
da loro devolute al Comune per la precedente progettazione di Piani di Lottizzazione dufficio.
[70]

Circa lalienazione, ripetuto ancora che i privati dei PUA vigenti potrebbero esprimersi
inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al punto 12 (o 14.2).
Successiva comunicazione al Consorzio ASI del numero e della consistenza del fabbisogno
paretano di immobili.
20.2) Comunicazione del Consorzio ASI al Comune di Parete concernente il numero, la consistenza
e lubicazione degli immobili che potrebbero essere offerti a mo di compensazione.
20.3) Parete: manifestazione daccettazione degli immobili offerti a mo di compensazione da
parte dei soggetti interessati.
20.4) Obbligo di determinazione dellesborso finanziario prima di procedere oltre.

21) Chiusura della fase delle alienazioni delle piene propriet di immobili.
21.1) Parete: firma di tutti i contratti definitivi relativi alla sola cessione degli immobili153.
Stipulazione dei contratti definitivi inerenti alla vendita per quegli altri Paretani che, invece,
avessero accettato la piena propriet di un altro stabile o terreno del Consorzio ASI offerto a mo
di compensazione dallente stesso.
21.2) Rispetto agli immobili siti nellagglomerato ASI di arrivo: probabile stesura di un Piano per le
Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 Legge 133/2008 154.
21.3) Rispetto ai beni ubicati nellagglomerato ASI di arrivo: sigla dei contratti definitivi riguardanti
le operazioni di passaggio della piena propriet155.

22) Fase introduttiva dei procedimenti urbanistici per il Comune di Parete e, eventualmente, per
laltro Comune di Terra di Lavoro. Limitatamente ai Piani e tenendo conto della probabilit di
svolgere pure i passaggi qui elencati.
22.1) Eventuale istituzione di un Ufficio Unico per le Espropriazioni.
22.2) Svolgimento della Conferenza di Servizi di cui al punto 18.2.2.
22.3) Per Parete: pubblicazione del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che verrebbero
espropriati e che accetterebbero di spostarsi proprio nellagglomerato ASI di arrivo.
Susseguente comunicazione al Consorzio ASI del fabbisogno immobiliare ora necessario per
portare a termine la fase di delocalizzazione collegata al momento delle espropriazioni.
22.4) Agglomerato ASI di arrivo: supplementare ricognizione da parte del Consorzio degli Immobili
risultati eventualmente invenduti per effetto del mancato arrivo di Paretani a seguito della fase
delle alienazioni.

153
In linea teorica, avendo i privati paretani presentato delle proposte irrevocabili, quelle relative alla sola vendita
(senza alcuna offerta immobiliare a mo di compensazione) potrebbero essere perfezionate con un contratto
definitivo di trasferimento gi prima della sottofase di cui al punto 20.2. Tuttavia si tratterebbe anche di anticipare la
determinazione di cui al punto 20.4.
154
Stando al comma 2 dellart. 58 L. 133/2008 la competenza allapprovazione di tale Piano spetta allorgano
assembleare. Da puntualizzare come ogni immobile inserito nel Piano passerebbe al patrimonio disponibile
dellente.
155
Da sottolineare che tale momento sarebbe a sua volta preceduto dallo svolgimento di una specifica istruttoria e
dalla stipulazione di unapposita convenzione fra il Paretano che giungerebbe in area ASI e il Consorzio stesso.
A codesto punto, insomma, dovrebbe essere chiaro definitivamente che il Paretano manifesterebbe anzitutto la
disponibilit a cedere, nellambito della quale potrebbe poi vagliare lulteriore contestuale trasferimento nella zona
ASI (a patto sempre di accettare e di veder coronata felicemente listruttoria summenzionata). In breve, lassenso
allalienazione porterebbe questultima a verificarsi sempre e comunque; mentre laccettazione a spostarsi proprio
nellagglomerato industriale segnerebbe lavvio di un ennesimo procedimento. Trattasi, dunque, di due consensi
concettualmente e praticamente scissi.
[71]

Successiva comunicazione sullubicazione e la consistenza degli stabili e/o terreni indirizzata al


Comune di Parete.

23) Fase Uno-A dei procedimenti urbanistici per il Comune di Parete e, eventualmente, per laltro
Comune di Terra di Lavoro. Limitatamente ai Piani e tenendo conto della probabilit di svolgere
pure i passaggi qui elencati.
23.1) Stesura dei Preliminari degli strumenti urbanistici comunali.
23.2) Stesura del Rapporto Preliminare VAS (Valutazione Ambientale Strategica)156 e consultazione
degli SCA (cio dei soggetti competenti in materia ambientale).
23.3) Approvazione dei Preliminari degli strumenti urbanistici e del Rapporto Preliminare VAS.
23.4) Redazione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS (includente una Sintesi
non Tecnica).
23.5) Adozione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS in sede di Giunta
Comunale.

Si usa lespressione laltro Comune poich lente municipale nei cui confini ricade lagglomerato ASI
potrebbe trovarsi nella necessit di predisporre delle modificazioni al proprio strumento urbanistico,
qualora vi fossero delle opere pubbliche da far realizzare nellambito della delocalizzazione in arrivo da
Parete.

24) Fase Uno-B dei procedimenti urbanistici per il Comune di Parete e, eventualmente, per laltro
Comune di Terra di Lavoro. Progetti delle opere pubbliche/pubblica utilit da farsi e probabilmente
gi da allegare ai Piani.
24.1) Preparazione dei progetti preliminari-definitivi, caso mai ci non fosse avvenuto in
precedenza.
24.2) Dal punto di vista ambientale: eventuale stesura di uno o pi Studi Preliminari Ambientali;
verifica di assoggettabilit a VIA (Valutazione dImpatto Ambientale); probabile susseguente fase
di scoping157.
24.3) Dal punto di vista non ambientale: probabilit di convocare una o pi Conferenze di Servizi
ex artt. 14 c. 3 (primi tre periodi e ultimo) e 14-bis della L. 241/1990.
24.4) Redazione di uno o pi progetti definitivi; stesura di uno o pi Studi Ambientali in ambito
VIA.
24.5) Adozione degli strumenti urbanistici con allegati i progetti definitivi158.

156
Circa la VAS, sosserva rapidamente come, per effetto dellart. 2 c. 3 Regolamento Regione Campania 5/2011, il
Comune sia Autorit Procedente e Autorit Competente per i Piani Urbanistici Comunali, i Piani Urbanistici Attuativi
e loro Varianti. Questa coincidenza in capo a un medesimo soggetto istituzionale, tuttavia, comporta laffidamento
dei ruoli a due uffici diversi.
Per gli strumenti urbanistici generali, in particolare, la procedura VAS inevitabile giacch essi non rientrano nel
novero di quelli sottoposti almeno ad una preliminare verifica ai sensi dellart. 12 D. Lgs. 152/2006, la quale potrebbe
culminare o meno nellassoggettabilit alla VAS vera e propria.
157
Circa la VIA, in primis, le fonti consultate dal sottoscritto permettono di assegnare alla Regione Campania il ruolo
di Autorit Competente.
In secundis, bisogna sottolineare come costituiscano una mera probabilit sia la verifica di assoggettabilit VIA sia la
procedura di VIA medesima, dato che occorre un esame dei progetti caso per caso.
158
Rispetto alle parti del mandamento dellaltro Comune di Terra di Lavoro oggetto di espropriazione per la
realizzazione di opere pubbliche di supporto allagglomerato ASI, il momento della adozione potrebbe tuttavia
venire preceduto dallinvio di un avviso ai sensi dellart. 11 c. 1 del DPR 327/2001, nonch dallesame delle
osservazione pervenute in virt del c. 2 del medesimo articolo.
[72]

PRIMA OSSERVAZIONE ULTERIORE


Durante liter paretano del PUC (o della variante alla Variante PRG), a seguito della delibera di adozione e
del contestuale inizio del periodo di applicazione delle misure di salvaguardia (secondo la previsione
dellart. 3 c. 1 del Regolamento Regione Campania n. 5 del 2011), potrebbe trovare spazio la fattispecie
prevista dallart. 12 comma 4 del D.P.R. 380 del 2001, in virt della quale un provvedimento motivato del
Presidente della Regione (richiesto su istanza del Sindaco) sospenderebbe lavvio o la prosecuzione di tutti
gli interventi edili gi assentiti qualora questultimi comportassero un intralcio o, peggio ancora, un
impedimento allattuazione dei novelli strumenti urbanistici.
In particolare, il ricorso a simile opzione potrebbe rivelarsi necessaria per far fronte alla mancata adesione
di uno o pi privati alle convenzioni integrative accennate nei punti 12 e 14.2.
Da aggiungere che lapprovazione del PUC (o della variante alla Variante PRG) farebbe di certo venire meno
la sospensione, ma impedirebbe comunque la trasformazione urbanistica auspicata dai lottizzanti159.

SECONDA OSSERVAZIONE ULTERIORE


Viene suggerita lidea di una consultazione degli SCA (presumibilmente tramite Conferenze di Servizi) in
modo coordinato 160.

25) Fase Due-A dei procedimenti urbanistici per il Comune di Parete e, eventualmente, per laltro
Comune di Terra di Lavoro. Limitatamente ai Piani e tenendo conto della probabilit di svolgere
pure i passaggi qui elencati.
25.1) Consultazione popolare avente come oggetto gli strumenti urbanistici e il Rapporto
Ambientale VAS. Esame delle osservazioni pervenute effettuato dalla Giunta Comunale.

159
Per i lavori edilizi non ancora avviati dopo lapprovazione e lentrata in vigore dello strumento urbanistico,
limpossibilit di una loro realizzazione potrebbe essere ulteriormente evidenziata attraverso un atto comunale di
valore appena dichiarativo, dato il presupposto legale costituito dalla fattispecie decadenziale del titolo abilitativo
diretto prevista dallart. 15 c. 4 del D.P.R. 380/2001 (a riguardo: sentenza n. 5028 del 2011 della IV sezione del
Consiglio di Stato); peraltro occorre precisare che lobbligo di ricorrere al summenzionato atto neppure esiste non
solo perch la decadenza opererebbe di diritto, ma perch, se valesse il contrario, equivarrebbe a estendere
illogicamente una responsabilit per mancata partenza dal soggetto privato alla medesima Pubblica
Amministrazione.
Per i lavori edilizi gi cominciati collentrata in vigore dello strumento urbanistico, invece, la situazione sarebbe
relativamente pi complicata, data la sostanziale e contemporanea appartenenza alla categoria dei titoli abilitativi
diretti del Permesso di Costruire, della SCIA edilizia e della DIA. Allo stadio attuale, infatti, per questultimi risultano
impraticabili sia la decadenza (art. 15 c. 4 del D.P.R. 380) sia la revoca (art. 11 c. 2 del D.P.R. 380); in aggiunta, un loro
eventuale annullamento dufficio per frode della controparte posticipato alla sentenza passata in giudicato (comma
2-bis art. 21-nonies L. 241/1990), mentre un loro annullamento dufficio ai sensi del comma 1 dellart. 21-nonies
risulta circoscritto ai 18 mesi dal momento delladozione. Di conseguenza, tenendo a mente il c. 1 dellart. 9 del D.P.R.
327/2001, in misura successiva lacquisita efficacia del PUC, si potrebbe ovviare a un buco come quello appena
descritto con un qualche atto dirigenziale di valore dichiarativo in grado di ribadire la nuova situazione sorta
collapposizione del vincolo preordinato allesproprio.
A parte quanto osservato nellultima frase, si precisa che un effetto deterrente per lattivit di costruzione si avrebbe
comunque e tale, a umile parere del sottoscritto, da spingere il privato a non insistere del tutto; per lesattezza, la
lettura dei commi 1 e 2 dellart. 32 del DPR 327/2001 permette di capire come lindennit di espropriazione venga s
determinata sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell'accordo di cessione o alla data dell'emanazione
del decreto di esproprio, ma anche al netto dei mutamenti fondiari effettuati per accrescerne il valore (e quindi la
spesa per lAutorit Espropriante) dopo la comunicazione dellavvio del procedimento ai sensi dellart. 16 del
medesimo DPR che, nel particolare caso di Parete, seguirebbe ladozione dello strumento urbanistico.
160
Cio colla contemporanea partecipazione dei Comuni di partenza e di arrivo, in modo da vagliare allunisono
lintero processo di delocalizzazione.
[73]

25.2) Nel contempo, in quel di Parete, i soggetti espropriati manifesterebbero la propria


accettazione o rifiuto al trasferimento nellagglomerato ASI a mo di compensazione. Relativa
comunicazione del Comune paretano al Consorzio in questione.
25.3) Acquisizione di quella quota di assensi e simili legata sia agli strumenti urbanistici sia al
Rapporto Ambientale VAS.
25.4) Conferenze di Servizi avente per oggetto gli strumenti urbanistici. Conferenze di Servizi
appositamente riguardanti il Rapporto Ambientale VAS.

Le differenti Conferenze di Servizi di codesta fase potrebbero svolgersi in modo coordinato 161.

26) Fase Due-B dei procedimenti urbanistici per il Comune di Parete e, eventualmente, per laltro
Comune di Terra di Lavoro. Progetti delle opere pubbliche/pubblica utilit da farsi e probabilmente
gi da allegare ai Piani.
26.1) In ottica espropriativa: avviso ex art. 16 DPR 327/2001 ai proprietari degli immobili per
averne le eventuali osservazioni.
26.2) Dal punto di vista ambientale: pubblicazione di uno o pi progetti definitivi e di uno o pi
Studi di Impatto Ambientale (inclusa una Sintesi non tecnica) onde favorire lapposizione di
osservazioni popolari.
26.3) Esame delle osservazioni pervenute in virt dellart. 16 DPR 327/2001 da parte del dirigente
preposto allUfficio espropriazioni; controllo delle osservazioni popolari sopraggiunte nellambito
VIA da parte dellAutorit Procedente.
26.4) Conferenze di Servizi su uno o pi progetti definitivi delle opere da farsi ex artt. 14 c. 3
(penultimo e ultimo periodo), 14-bis c. 7 e 14-ter L. 241/1990. Conferenze di Servizi in ambito VIA
allo scopo di ricevere i relativi assensi dai soggetti competenti in materia ambientale.

Si ribadisce lidea di Conferenze di Servizi che potrebbero svolgersi in modo coordinato 162.

27) Fase Tre dei procedimenti urbanistici per il Comune di Parete e, eventualmente, per laltro
Comune di Terra di Lavoro. Segmento conclusivo.
Dichiarazione di coerenza dei Piani (o loro Varianti) rispetto al PTCP da parte della Provincia di
Caserta; parere sul Rapporto Ambientale rilasciato dallAutorit Competente VAS; provvedimento
VIA sui progetti delle opere da farsi e allegate ai Piani; possibile revisione dei PUC/PRG (o Varianti)
a seguito dellacquisizione dei vari pareri; seconda adozione in sede di Giunta.
Passaggio nei Consigli Comunali per un assenso conclusivo sui PUC/PRG integrati col Rapporto
Ambientale VAS e coi progetti definitivi delle opere da farsi.

28) Elaborazione della bozza dellAccordo di Pianificazione da parte dellente proponente con
successiva valutazione in sede di Conferenza di Servizi (avente quindi una sorta di valore
deliberante)163.

161
Leggasi la nota precedente.
162
Leggasi la nota 160.
163
Nel corso di questo capitolo ci si rif al contenuto dellart. 34 TUEL che posticipa lassenso dellorgano consiliare
alla ratifica successiva la stipulazione. Tuttavia, in virt di eventuali norme statutarie preesistenti, potrebbe essere
necessaria anche una deliberazione precedente alla firma dellAccordo.
[74]

Va soprattutto sottolineata la necessit che, nellambito delle varie Conferenze di Servizi, si ottenga
sempre il consenso di ogni amministrazione che poi dovr sottoscrivere lAccordo di Pianificazione, pena
lalta probabilit di non concluderlo.

29) Accordo di Pianificazione ex art. 6 L.R. Campania 13/2008. Si approfitta delloccasione per
evidenziare lutilit che fra i firmatari vi siano soggetti (anzitutto pubblici) erogatori di risorse
finanziarie per le espropriazioni164.
29.1) Possibile prescrizione: fissazione delle date entro le quali emanare i decreti di esproprio,
approvare i progetti esecutivi delle opere da farsi, selezionare gli operatori alfine di procedere coi
lavori.

30) Ratifica dellAccordo di Pianificazione entro 30 giorni dalla stipulazione dello stesso da parte di
ogni organo competente allapprovazione dello strumento urbanistico (Consigli Comunali).
30.1) Decreto del Presidente della Giunta Regionale col quale lAccordo di Pianificazione
costituisce apposizione del vincolo preordinato allesproprio, nonch dichiarazione di pubblica
utilit, indifferibilit e urgenza per le opere eventualmente previste tanto nella localit di partenza
del flusso di delocalizzazione (Parete) tanto nellaltra localit (nelle altre localit) di arrivo di Terra
di Lavoro.
Da sottolineare come succitato Decreto funga altres da approvazione degli strumenti urbanistici
per ciascun Comune.

Data la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore regionale fra lAccordo di Programma e
lAccordo di Pianificazione, possibile sostenere che, in virt dellart. 12 c. 13 della L.R. Campania 16/2004,
la dichiarazione di p.u. perde efficacia se entro cinque anni dallapprovazione non vengono avviati i
programmati lavori.

31) AGGLOMERATO DI ARRIVO DEL CONSORZIO ASI In virt del siglato Accordo di Pianificazione.
Per i Paretani che, destinati allespropriazione del proprio immobile, avessero scelto di trasferirsi
proprio in questo punto a mo compensazione: svolgimento dellapposita istruttoria mirata
allassegnazione del suolo o stabile in piena propriet165.

La cessione della piena propriet ai Paretani fuoriuscenti potrebbe essere preceduta dalla stesura di un
Piano (o Piani) per le Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 L. 133/2008.

32) Altro comune di Terra di Lavoro nei cui confini ricade lagglomerato ASI di arrivo del flusso di
delocalizzazione extraresidenziale paretano In virt del siglato Accordo di Pianificazione.
Svolgimento delleventuale attivit espropriativa se necessaria per la realizzazione di opere
pubbliche.

164
Nel corso del capitolo stata evidenziata la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore campano fra
lAccordo di Programma e lAccordo di Pianificazione. Di conseguenza, nulla impedisce di ricordare come lart. 34
TUEL favorisca in principio delle intese fra soli soggetti pubblici. Tuttavia, lart. 5 comma 1 del Regolamento Regione
Campania 5/2011 ammette la possibilit di coinvolgere direttamente delle entit private. Ad ogni modo, lipotetica
implicazione di questultimo tipo di figure potrebbe essere formalizzata con ulteriori patti a margine dellA. di P.ne e
con una cadenza temporale financo successiva.
165
Anche in questa occasione, allistruttoria seguirebbero la firma di una convenzione disciplinante i rapporti fra il
Paretano fuoriuscito e il Consorzio ASI, nonch la firma del contratto definitivo di passaggio del bene fra le due
medesime parti.
[75]

33) PAESE DI PARETE In virt del siglato Accordo di Pianificazione.


33.1) Rispetto al terreno non ancora edificato e allo stabile in via di costruzione ma ancora lungi
dallessere terminato: probabilit di una procedura espropriativa.
33.2) Rispetto al manufatto edilizio gi completato: come appena sopra.

Con particolare riferimento ai suoli non ancora edificati e ai manufatti in corso di completamento:
eventualit che lAutorit Espropriante possa emanare un decreto motivato che determini lindennit
provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.

Da sottolineare, a scanso di ogni equivoco, che la procedura espropriativa abbraccerebbe gli immobili
detenuti sia da soggetti consenzienti e dissenzienti al trasferimento nella localit di arrivo sia da coloro che
non avessero mostrato interesse al bando di cui al punto 22.3.

34) Per Parete, circa gli accadimenti concernenti i suoli inedificati (da salvaguardare come agricoli
oppure no) e gli abbattimenti e le riconversioni fondiarie in genere: onde evitare un inutile
appesantimento testuale a danno del lettore, si rimanda semplicemente ai punti 31 e segg. e 32 e
segg. del capitolo 4.
[76]

Capitolo 8
Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo di
delocalizzazione (preventiva e non preventiva) NON abitativa e Pubblica Amministrazione
rispetto a quanto descritto nel capitolo 7

1) Prima o dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: sigla dellapposita
convenzione integrativa rispetto a quelle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi
in vigore (zone omogenee D2, D3 e D4- via DAcquisto).
Essa potrebbe essere preceduta dalla formulazione di uno specifico invito rivolto ai lottizzanti da
coinvolgere.

La convenzione integrativa sarebbe da inquadrarsi anzitutto come particolare strumento di


delocalizzazione preventiva, volta unicamente a scongiurare lavvio ovvero il prosieguo
dellattivit edilizia in certe aree del territorio comunale paretano.
Per ulteriori ragguagli su suddetta convenzione integrativa, il lettore rimandato al capitolo 9.

2) Dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: possibile formalizzazione di
una disponibilit dei privati a cedere il proprio immobile con o senza accettazione contestuale di
un altro terreno o stabile messo a disposizione dal Consorzio ASI.
I soggetti qui menzionati non sarebbero i lottizzanti di cui al punto precedente, bens dei possessori
di sezioni gi edificate o in via di trasformazione a loro volta richiamate nella premessa del capitolo
4 (stabili non abitativi esistenti nelle zone D2 e D3 che non rientrano in alcun PUA; fabbricati eretti
e ricadenti nellodierna zona D1; immobili gi sorti nel resto del mandamento, ad esempio a ovest
della Circumvallazione, lungo la via Ex Alleati oltre la Circumvallazione, in corrispondenza del
prolungamento di via della Repubblica e della provinciale Tre Ponti, nonch lungo via Vicinale della
Rotonda e via Cupa).
Suddetta formalizzazione potrebbe essere anticipata dalla pubblicazione di un avviso (o di una
sorta di pre-bando).

3) Fase delle alienazioni dopo la stipulazione dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie
istituzioni: pubblicazione di un bando per la raccolta di adesioni private concernenti la cessione
della piena propriet dellimmobile paretano con o senza accettazione contestuale di un altro
terreno o stabile messo a disposizione dal Consorzio ASI.
I destinatari dellannuncio sarebbero i soggetti di cui ai punti 1 e 2 precedenti (lottizzanti e non).
Ciascuna adesione verrebbe accompagnata da una proposta irrevocabile di cessione ai sensi
dellart. 1329 cc. 1 e 2 del Codice Civile.

Manifestazione di accettazione del bene del Consorzio ASI offerto a mo di compensazione da


effettuarsi a cura del privato che decidesse di propendere per codesta soluzione.
Lavviso dovrebbe consentire laccettazione sia agli individui interessati fin dal primo momento sia
a coloro che volessero tornare sui propri passi dopo aver inizialmente optato per la sola cessione.

Sottoscrizione di un contratto definitivo relativo ad ogni ipotesi di cessione dellimmobile


paretano, dovendo eventualmente puntualizzare soltanto la provvisoriet del prezzo, nellattesa
dellattestazione di congruit di questultimo per mano dellAgenzia del Demanio.
[77]

In caso di accettazione del terreno o dello stabile offerto dal Consorzio ASI, potrebbe svolgersi
unapposita ulteriore istruttoria a cura dellente industriale, nonch vedere la luce le stipulazioni
di una convenzione e di un contratto definitivo di passaggio della piena propriet immobiliare a
favore del Paretano di turno.

4) Fase urbanistica, per effetto dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie istituzioni.
Prima delladozione dello strumento urbanistico paretano: eventuale pubblicazione di un bando
per la raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati, accetterebbero di spostarsi proprio nel
distretto industriale di arrivo del flusso di delocalizzazione.
I destinatari dellannuncio sarebbero i soggetti di cui ai punti 1 e 2 precedenti (lottizzanti e non).
Mancando la possibilit per il Consorzio di eseguire direttamente delle espropriazioni a causa
dellattuale stato di scadenza in cui versa il Piano Regolatore ASI, si ripete che questo momento
del processo di delocalizzazione avverrebbe soltanto qualora, alla fine della fase delle alienazioni,
rimanesse disponibile un residuo di terreni e/o stabili.

Dopo ladozione dello strumento urbanistico paretano: manifestazione di accettazione


dellimmobile del Consorzio ASI offerto a mo di compensazione per la fuoriuscita.

5) In continuit con quanto riassunto nel soprastante punto 4 e in virt dellAccordo di Pianificazione
fra le varie istituzioni.

In caso di accettazione del terreno o dello stabile offerto dal Consorzio ASI, potrebbe svolgersi
unapposita ulteriore istruttoria a cura dellente industriale, nonch vedere la luce la stipulazione
sia di una convenzione sia di un contratto definitivo di passaggio della piena propriet immobiliare
a favore del Paretano di turno.

Espropriazione della superficie e del fabbricato ricadenti nel tenimento di Parete, la quale, in
realt, avverrebbe indipendentemente dalladesione e dallaccettazione di cui al punto 4 tramite
decreto di esproprio (ex art. 23 DPR 327/2001) o accordo di cessione volontaria (ex art. 45 DPR
327/2001).
[78]

Capitolo 9
Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione integrativa rispetto
alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e aventi carattere
prevalentemente NON abitativo.
Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo
diretto; per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora
avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

PREMESSA
Pure nel presente capitolo viene fatto particolare riferimento alle zone omogenee D2, D3 e D4-via
DAcquisto dellattuale PRG del Comune di Parete.
Da premettere ancora che le ipotesi di revoca (o inefficacia) potrebbero non riguardare uno o diversi Piani
Attuativi rientranti nelle succitate aree.

I) Stipulazione di unapposita convenzione fra la P.A. di Parete e lottizzanti che si pensa possa
avere valore integrativo rispetto a quella originaria del PUA e che, dunque, possa essere fatta
rientrare negli accordi sostitutivi del provvedimento ex art. 11 c. 3 Legge 241/1990.
Per tale apposita convenzione si ritiene altres utile un assenso preventivo della Giunta e
financo del Consiglio Comunale (molto pi probabilmente la prima, essendo stata essa ad
approvare lo schema di quella originaria).

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 simpegnerebbero a


non effettuare domanda per il rilascio del titolo abilitativo diretto ovvero a non avviare i lavori
nel caso in cui lavessero gi ottenuto, nonch a non chiederne alcuna proroga una volta scaduti
i termini di efficacia166, fino a che non venisse meno qualsiasi iniziativa interistituzionale mirata
al raggiungimento e alla sigla di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 dotati di uno scopo di
delocalizzazione.
In aggiunta, i lottizzanti delle zone D2 e D3 dellattuale PRG paretano simpegnerebbero a
prendere atto di un futuro cambio di classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera D

166
Con Permesso di Costruire gi rilasciato, e trascorrendo il tempo senza lavvio o la prosecuzione dei lavori, la P.A.
potrebbe ritrovarsi nella necessit di dover restituire al privato limporto ricevuto fino a quel momento sotto forma
di contributo di costruzione in relazione agli interventi edilizi ancora da compiere (per intero o parzialmente). Da
rilevare come in caso di PUA e di scomputo degli oneri di urbanizzazione (laddove il soggetto di turno si fosse
impegnato a far realizzare le relative opere) tale contributo rimarrebbe circoscritto al solo costo di costruzione.
Circa la suddetta ripetizione, altres da evidenziare che essa diverrebbe realt pure colla volontaria rinuncia del
privato a cominciare o a continuare i lavori, nonch collentrata in vigore di norme urbanistiche locali, regionali e
nazionali in contrasto collintervento precedentemente assentito e in grado di neutralizzare qualsiasi successiva
chance di proroga.
Giurisprudenza e dottrina, infine, collegandosi agli artt. 2935 e 2946 del Codice Civile fissano in dieci anni il periodo
entro il quale il privato pu pretendere dalla P.A. la restituzione delle somme gi versate per (quella parte di)
edificazioni mai terminate.
Sullargomento vengono soprattutto segnalate le sentenze del TAR Lazio, sez. Roma II-bis, n. 2294/2008 e del TAR
Lombardia, sez. Milano II, n. 728/2010.
[79]

alla lettera E (anche in regime di inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi annessi)
in sede di definizione dello strumento urbanistico generale.
Infine, i lottizzanti della zona D4-DAcquisto, pur permanendo la catalogazione colla lettera D,
simpegnerebbero a prendere atto di un cambio della destinazione duso rispetto alle previsioni
dellart. 27 delle vigenti Norme Tecniche di Attuazione del citato PRG167.

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 2 simpegnerebbero a


non ultimare (cio ad interrompere) i lavori edilizi gi avviati (e/o a non chiedere una proroga
scaduti i termini di efficacia del titolo abilitativo diretto)168 fino a che non venisse meno qualsiasi
iniziativa interistituzionale mirata al raggiungimento e alla stipulazione di uno o pi Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione; fra laltro, i lottizzanti delle zone D2 e
D3 dellattuale PRG paretano simpegnerebbero a prendere atto di un futuro cambio di
classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera D alla lettera E (anche in regime di
inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi annessi) in sede di definizione dello
strumento urbanistico generale.

Rispetto ai PUA di cui alle fattispecie nn. 1 e 2, la P.A. di Parete dichiarerebbe a sua volta di non
procedere alla revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 delle delibere di adozione e di
approvazione fino al raggiungimento e alla sigla (ovvero allentrata in vigore) di uno o pi
Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione.
In alternativa, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere inserita una clausola che
determini automaticamente linefficacia dei provvedimenti di adozione e di approvazione dei
PUA e la decadenza della convenzione originaria nel momento in cui venisse firmato ovvero
entrasse in vigore lAccordo suddetto.

II) Sempre allinterno dellapposita convenzione integrativa, per effetto della revoca (o
dellinefficacia) della convenzione originaria del PUA: molto probabile inserimento di una
clausola che stabilisca la restituzione ai privati delle aree in precedenza destinate alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, per questo, gi
eventualmente passate al Comune paretano in regime di propriet o di servit (diritto di uso
pubblico)169; a tal fine, si potrebbe financo convenire la stesura di un ennesimo diverso atto da
trascrivere successivamente presso i Registri Immobiliari.

III) Il tempo di validit dellapposita convenzione integrativa potrebbe essere pari alla residua
durata della convenzione originaria del PUA di turno.

167
Lodierno art. 27 delle Norme Tecniche di Attuazione stabilisce per la zona omogenea D4 una serie di destinazioni
duso (attrezzature private per lo spettacolo e lo svago, commercio sia di dettaglio specializzato sia di grande
distribuzione, garage privati di uso pubblico, studi professionali, istituti di credito, sale esposizione, pubblici esercizi,
attrezzature turistico ricettive a rotazione d'uso e simili) che, in uno scenario di rinnovata pianificazione urbanistica
comunale, potrebbero molto probabilmente cozzare collesigenza di limitare alla parte che sta ad est sia della
Circumvallazione sia del tratto meridionale di via Castagnola lespansione della parte urbana del paese. In particolare,
sarebbe quanto mai auspicabile una localizzazione di attivit di supporto al settore primario (ad esempio, carico e
scarico del raccolto), di piccola lavorazione manifatturiera e di servizi con prevalente componente manuale
(autolavaggio, ad esempio).
168
Leggasi la nota 166.
169
Il sottoscritto ritiene che uno scenario simile possa soprattutto verificarsi con lavori di urbanizzazione compiuti
per nulla o solo parzialmente.
[80]

IV) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 potrebbero
comunicare la loro decisione di mantenere il possesso dei propri immobili, pur col cambio di
classificazione urbanistica (o destinazione duso) e senza alcun recupero edificatorio in un
agglomerato ASI del Casertano, oppure di rinunciare a questultimi.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla semplice cessione
dellimmobile sito in Parete senza permuta ovvero alla cessione del proprio bene senza
permuta ma con contestuale reperimento di un altro in zona ASI detenuto fin dal principio dal
Consorzio e messo ora a disposizione; 2) allespropriazione del proprio bene paretano con
contemporaneo spostamento nel distretto di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie
alleventuale presenza di stabili e terreni dellente industriale offerti per la circostanza.
In particolare, gi colla sigla della convenzione integrativa e in anticipo rispetto alla
pubblicazione dei relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti la teorica possibilit di
optare fin da subito per una delle due citate modalit di cessione ovvero per lespropriazione
con o senza contestuale trasloco nellagglomerato ASI di turno.

Ai soggetti interessati allalienazione col contemporaneo reperimento di un altro immobile


ovvero al collegato trasferimento in seguito al procedimento ablatorio, andrebbe sempre data
loccasione di valutare e di manifestare laccettazione del bene messo a disposizione dal
Consorzio ASI; inoltre, durante la fase delle alienazioni, a quelli che allinizio avrebbero voluto
soltanto cedere, andrebbe permessa la facolt ulteriore di tornare sui loro passi attraverso il
gradimento del suolo o dello stabile offerto (ammesso che i rifiuti fossero tali da determinare
un avanzo di immobili).

V) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, e in anticipo rispetto alla pubblicazione dei
relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti della fattispecie n. 2 la teorica possibilit di
optare fin da subito per una delle due summenzionate citate modalit di cessione ovvero per
la sola espropriazione con o senza contestuale spostamento nellagglomerato ASI di turno.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla semplice cessione
dellimmobile sito in Parete senza permuta ovvero alla cessione del proprio bene senza
permuta ma con contestuale reperimento di un altro in zona ASI detenuto fin dal principio dal
Consorzio e messo ora a disposizione; 2) allespropriazione del proprio bene paretano con
contemporaneo spostamento nel distretto di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie
alleventuale presenza di terreni e di fabbricati dellente industriale offerti per la circostanza.

Ai soggetti interessati allalienazione col contemporaneo reperimento di un altro suolo o


stabile ovvero al collegato trasferimento in seguito al procedimento ablatorio, andrebbe
sempre data la possibilit di valutare e di manifestare laccettazione dellimmobile detenuto fin
dal principio dal Consorzio ASI e messo a disposizione per la circostanza; inoltre, durante la fase
delle alienazioni, a quelli che allinizio avrebbero voluto soltanto cedere, andrebbe permessa la
facolt ulteriore di tornare sui loro passi attraverso il gradimento del bene offerto (ammesso
che i rifiuti fossero tali da determinare un avanzo di immobili).
[81]

VI) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo conto pur
sempre delle normative esistenti e della volont dei diversi soggetti istituzionali170 concorrenti
al raggiungimento di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi un fine di delocalizzazione,
potrebbe impegnarsi onde ottenere delle premialit volumetriche171 per scopi essenzialmente
NON abitativi, a mo di compensazione emotiva e logistica rispetto al trasloco dal contesto
territoriale originario allaltra localit casertana, per gli aderenti sia al bando delle cessioni sia
al bando espropriativo172.

Ci nonostante, il Comune potrebbe precisare la propria disponibilit a ricercare delle


premialit volumetriche maggiori per i Paretani interessati alle alienazioni con reperimento
di un altro terreno o stabile, nonch relativamente minori per i lottizzanti coinvolti nel percorso
espropriativo.

Di conseguenza, il Comune si dichiarerebbe assolto dal compito di far riconoscere qualsiasi


incremento dimensionale a favore di coloro che, sottoscrivendo la convenzione integrativa,
avessero intenzione, con o senza preliminare valutazione del bene individuato nella localit di
arrivo, di fuoriuscire in occasione della sola vendita o della sola espropriazione; a vantaggio di
coloro che, pur firmando la convenzione suddetta, non aderissero ai bandi delle alienazioni e/o
espropriativo o non risultassero idonei nellambito dei medesimi173.

Difetti legati alla apposita convenzione integrativa: la probabile difficolt a conseguire il consenso
privato; la faticosa individuazione di meccanismi ritorsivi in caso di inosservanza da parte dello stesso
privato; e, con forte dose di realismo, nel caso di lavori in corso, la convenienza della singola persona a
ultimarli comunque.

A MARGINE
Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione di PUA
vigenti senza la propedeutica firma di apposite convenzioni integrative e gi prima della
stipulazione o entrata in vigore di Accordi ex art. 15 della Legge 241/1990 aventi uno scopo di
delocalizzazione

170
Il Consorzio ASI, mettendo a disposizione dei propri immobili, dovrebbe comunque pur muoversi nel rispetto delle
prescrizioni dimensionali discendenti dal Piano Regolatore Generale consortile che, seppur scaduto da tempo, rimane
ancora il principale punto di riferimento per la costruzione di edifici nellattesa dei novelli Piani di Assetto.
171
Sarebbero da intendersi in rapporto agli indici di fabbricabilit fondiaria concordati col Comune di Parete
nellambito dei PUA ora vigenti. O perlomeno con legame agli indici di fabbricabilit territoriale.
172
Tenendo conto che la fattispecie n. 2 riguarda i lavori edilizi in corso di svolgimento, lidea di premialit
volumetriche potrebbe venire meno per chi avesse frattanto gi avviato il proprio. In alternativa, lestromissione dal
beneficio dimensionale potrebbe scattare solo a partire da un certo livello di avanzamento della costruzione.
173
Caso mai non fosse chiaro, ogni ulteriore dettaglio sugli incrementi volumetrici potrebbe divenire definitivo solo
colla pubblicazione dei bandi di alienazione ed espropriativo. Il vero scopo della convenzione integrativa, in realt,
rimarrebbe quello di bloccare i lavori edilizi prossimi o meno allavvio.
[82]

Si ribadisce il rimando a quanto appare scritto in un simile riquadro nel capitolo 3, onde evitare
inutili appesantimenti testuali.
[83]

SEZIONE C1
Ipotesi n. 1 di delocalizzazione degli insediamenti paretani NON residenziali, che potrebbero
sorgere o che si stanno erigendo o che gi esistono, verso una qualsiasi altra parte del
Casertano non rientrante in zone ASI

Capitolo 10
Abbozzo di schema di delocalizzazione verso un'altra localit casertana attraverso
lindividuazione di una novella area PIP

PRIMA PREMESSA CIRCA I PUNTI DI PARETE DA DELOCALIZZARE


Vale quanto scritto nel capitolo 4.

SECONDA PREMESSA CIRCA I PUNTI DI PARETE DA DELOCALIZZARE


Vale quanto scritto nel capitolo 4.

PREMESSA CIRCA LE TIPOLOGIE DI ATTIVIT PARETANE DA DELOCALIZZARE


Qui si allude anzitutto alle attivit commerciali allingrosso e al dettaglio, terziarie essenzialmente dufficio,
creditizie, della ristorazione e della ricettivit in genere, legate allistruzione e alla cultura.
Ci per non implicherebbe unesclusione a priori di altre categorie (manifattura e servizi richiedenti grossi
spazi e imperniati principalmente su una componente di tipo manuale).
Ad ogni modo, andrebbe verificata preliminarmente la destinazione duso ammissibile nelle aree di arrivo.

PRIMA PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) TERRITORIO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


A riguardo, andrebbe bene qualsiasi zona D di un comune sito almeno a nord dellagro aversano (a titolo
meramente esemplificativo: agro capuano, agro casertano, agro teanese, agro caiatino).
Si suppone altres la necessit di incidere sullo strumento urbanistico generale, data la probabile esigenza
di adeguare il dimensionamento non abitativo in funzione della delocalizzazione proveniente da Parete.

SECONDA FONDAMENTALE PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) TERRITORIO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI


DELOCALIZZAZIONE
Lindividuazione in un diverso comune di Terra di Lavoro di una novella area PIP, non rientrante in alcun
modo in una zona di agglomerato ASI, andrebbe vagliata comunque con estrema prudenza, come lasciano
trapelare due passaggi testuali del paragrafo 8.4.2 della Relazione A1 del Piano Territoriale di
Coordinamento della Provincia di Caserta (PTCP).
In primo luogo, infatti, sono segnalate in provincia, programmate o realizzate, ben 58 aree PIP in 55
comuni, per una superficie complessiva stimata di 783 ettari e un ammontare di 1.334 lotti; per lesattezza,
di esse sarebbero ancora ancora liberi 548,1 ha e 934 lotti, pari al 70% di entrambi i totali.
In secondo luogo, come conseguenza della soprastante osservazione, a pagina 204 risulta perfino
puntualizzato: Non appare quindi opportuno, allo stato attuale delle conoscenze, procedere
allindividuazione di nuovi insediamenti produttivi quanto piuttosto avviare una riflessione attenta sulla
effettiva ed efficace utilizzazione delle aree gi programmate valutando anche lipotesi di un parziale
ridimensionamento.
[84]

In buona sostanza, sarebbe quanto mai pi saggia una delocalizzazione mirata ad ingrandire unarea PIP
gi esistente o programmata, in modo da evitare uneccessiva dispersione insediativa, anzich cercarne
una del tutto nuova.

TERZA PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) TERRITORIO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


Per semplici motivi di comodit di lettura, si suppone che nessun ente territoriale sia pieno proprietario di
immobili e che occorra procedere direttamente collespropriazione.

PRECISAZIONE IN GENERALE PER IL LETTORE


Si immagina pure stavolta un Accordo ex art. 15 della Legge 241/1990 che non prevede lo svolgimento di
alcuna fase di alienazione, pure in permuta, di immobili.

AVVISO
Allo scopo di evitare un inutile appesantimento testuale, si ritengono validi per questa fattispecie tutti i
passaggi procedurali del capitolo 4; in particolare, essi vengono considerati opportuni sia in caso di ricerca
ex novo di una zona PIP sia di pi consigliabile ingrandimento di unarea PIP gi esistente o programmata.

Di conseguenza, il lettore invitato soltanto ad escludere dal panorama dei vari soggetti istituzionali il
Consorzio ASI di Caserta.
[85]

Capitolo 11
Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo di
delocalizzazione (preventiva e non preventiva) NON abitativa e Pubblica Amministrazione
rispetto a quanto descritto nel capitolo 10

AVVISO
Allo scopo di evitare un inutile appesantimento testuale, si ritiene valido quanto gi scritto nel capitolo 5;
in particolare, considerato opportuno sia in caso di ricerca ex novo di una zona PIP sia di pi consigliabile
ingrandimento di unarea PIP gi esistente o programmata.

Di conseguenza, il lettore appena invitato a trascurare ogni riferimento alla zona ASI come punto di arrivo
del flusso di delocalizzazione non abitativo.
[86]

Capitolo 12
Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione integrativa rispetto
alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e aventi carattere
prevalentemente NON abitativo.
Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo
diretto; per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora
avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

PREMESSA
Rimane col presente capitolo il particolare riferimento alle zone omogenee D2, D3 e D4-via DAcquisto
dellattuale PRG del Comune di Parete.
Da premettere ancora che le ipotesi di revoca (o inefficacia) potrebbero non riguardare uno o diversi Piani
Attuativi rientranti nelle succitate aree.

I) Stipulazione di unapposita convenzione fra la P.A. di Parete e lottizzanti che si pensa possa
avere valore integrativo rispetto a quella originaria del PUA e che, dunque, possa essere fatta
rientrare negli accordi sostitutivi del provvedimento ex art. 11 c. 3 Legge 241/1990.
Per tale apposita convenzione si ritiene altres utile un atto di assenso preventivo della Giunta
e financo del Consiglio Comunale (molto pi probabilmente la prima, essendo stata essa ad
approvare lo schema di quella originaria).

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 simpegnerebbero a


non effettuare domanda per il rilascio del titolo abilitativo diretto ovvero a non avviare i lavori
nel caso in cui lavessero gi ottenuto, nonch a non chiederne alcuna proroga una volta scaduti
i termini di efficacia174, fino a che non venisse meno qualsiasi iniziativa interistituzionale mirata
al raggiungimento e alla sigla di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 dotati di uno scopo di
delocalizzazione.
In aggiunta, i lottizzanti delle zone D2 e D3 dellattuale PRG paretano simpegnerebbero a
prendere atto di un futuro cambio di classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera D

174
Con Permesso di Costruire gi rilasciato, e trascorrendo il tempo senza lavvio o la prosecuzione dei lavori, la P.A.
potrebbe ritrovarsi nella necessit di dover restituire al privato limporto ricevuto fino a quel momento sotto forma
di contributo di costruzione in relazione agli interventi edilizi ancora da compiere (per intero o parzialmente). Da
rilevare come in caso di PUA e di scomputo degli oneri di urbanizzazione (laddove il soggetto di turno si fosse
impegnato a far realizzare le relative opere) tale contributo rimarrebbe circoscritto al solo costo di costruzione.
Circa la suddetta ripetizione, altres da evidenziare che essa diverrebbe realt pure colla volontaria rinuncia del
privato a cominciare o a continuare i lavori, nonch collentrata in vigore di norme urbanistiche locali, regionali e
nazionali in contrasto collintervento precedentemente assentito e in grado di neutralizzare qualsiasi successiva
chance di proroga.
Giurisprudenza e dottrina, infine, collegandosi agli artt. 2935 e 2946 del Codice Civile fissano in dieci anni il periodo
entro il quale il privato pu pretendere dalla P.A. la restituzione delle somme gi versate per (quella parte di)
edificazioni mai realizzate.
Sullargomento vengono soprattutto segnalate le sentenze del TAR Lazio, sez. Roma II-bis, n. 2294/2008 e del TAR
Lombardia, sez. Milano II, n. 728/2010.
[87]

alla lettera E (anche in regime di inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi annessi)
in sede di definizione dello strumento urbanistico generale.
Infine, i lottizzanti della zona D4-DAcquisto, pur permanendo la catalogazione colla lettera D,
simpegnerebbero a prendere atto di un cambio della destinazione duso rispetto alle previsioni
dellart. 27 delle vigenti Norme Tecniche di Attuazione del citato PRG175.

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 2 simpegnerebbero a


non ultimare (cio ad interrompere) i lavori edilizi gi avviati (e/o a non chiedere una proroga
scaduti i termini di efficacia del titolo abilitativo diretto)176 fino a che non venisse meno qualsiasi
iniziativa interistituzionale mirata al raggiungimento e alla stipulazione di uno o pi Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione; fra laltro, i lottizzanti delle zone D2 e
D3 dellattuale PRG paretano simpegnerebbero a prendere atto di un futuro cambio di
classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera D alla lettera E (anche in regime di
inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi annessi) in sede di definizione dello
strumento urbanistico generale.

Rispetto ai PUA di cui alle fattispecie nn. 1 e 2, la P.A. di Parete dichiarerebbe a sua volta di non
procedere alla revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione
fino al raggiungimento e alla sigla (ovvero allentrata in vigore) di uno o pi Accordi ex art. 15
L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione.
In alternativa, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere inserita una clausola che
determini automaticamente linefficacia degli atti di adozione e di approvazione dei PUA e la
decadenza della convenzione originaria nel momento in cui venisse firmato ovvero entrasse in
vigore lAccordo suddetto.

II) Sempre allinterno dellapposita convenzione integrativa, per effetto della revoca (o
dellinefficacia) della convenzione originaria del PUA: molto probabile inserimento di una
clausola che stabilisca la restituzione ai privati delle aree in precedenza destinate alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, per questo, gi
eventualmente passate al Comune paretano in regime di propriet o di servit (diritto di uso
pubblico)177; a tal fine, si potrebbe financo convenire la stesura di un ennesimo diverso atto da
trascrivere successivamente presso i Registri Immobiliari.

III) Il tempo di validit dellapposita convenzione integrativa potrebbe essere pari alla residua
durata della convenzione originaria del PUA di turno.

175
Lodierno art. 27 delle Norme Tecniche di Attuazione stabilisce per la zona omogenea D4 una serie di destinazioni
duso (attrezzature private per lo spettacolo e lo svago, commercio sia di dettaglio specializzato sia di grande
distribuzione, garage privati di uso pubblico, studi professionali, istituti di credito, sale esposizione, pubblici esercizi,
attrezzature turistico ricettive a rotazione d'uso e simili) che, in uno scenario di rinnovata pianificazione urbanistica
comunale, potrebbero molto probabilmente cozzare collesigenza di limitare alla parte che sta ad est sia della
Circumvallazione sia del tratto meridionale di via Castagnola lespansione della parte urbana del paese. In particolare,
sarebbe quanto mai auspicabile una localizzazione di attivit di supporto al settore primario (ad esempio, carico e
scarico del raccolto), di piccola lavorazione manifatturiera e di servizi con prevalente componente manuale
(autolavaggio, ad esempio).
176
Leggasi la nota 174.
177
Il sottoscritto ritiene che uno scenario simile possa soprattutto verificarsi con lavori di urbanizzazione compiuti
per nulla o solo parzialmente.
[88]

IV) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 potrebbero
comunicare la loro decisione di mantenere il possesso dei propri immobili, pur col cambio di
classificazione urbanistica (o destinazione duso) e senza alcun recupero edificatorio altrove
nel Casertano, oppure di rinunciare a questultimi.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a uno specifico bando mirante allespropriazione del proprio bene
con contestuale spostamento nel comune di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie
alleventuale reperimento di immobili alluopo.
In particolare, gi colla sigla della convenzione integrativa e in anticipo rispetto alla
pubblicazione dei relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti la teorica possibilit di
optare fin da subito per unespropriazione con o senza contemporaneo trasloco altrove nel
Casertano.

Ai soggetti interessati al collegato trasferimento in seguito al procedimento ablatorio, andrebbe


sempre data loccasione di valutare e di manifestare laccettazione del bene posizionato nel
comune di arrivo.

V) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, e in anticipo rispetto alla pubblicazione dei
relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti della fattispecie n. 2 la teorica possibilit di
optare fin da subito per unespropriazione con o senza contestuale spostamento altrove nel
Casertano.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a uno specifico bando mirante allespropriazione del proprio
immobile con contemporaneo trasloco nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione
grazie alleventuale reperimento di immobili alluopo.

Ai soggetti interessati al collegato trasferimento in seguito al procedimento ablatorio, andrebbe


sempre data la possibilit di valutare e di manifestare laccettazione del bene ubicato nellaltro
comune di Terra di Lavoro.

VI) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo conto pur
sempre delle normative esistenti e della volont degli altri soggetti istituzionali concorrenti al
raggiungimento di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi un fine di delocalizzazione,
potrebbe impegnarsi onde ottenere delle premialit volumetriche178 per scopi essenzialmente
NON abitativi, a mo di compensazione emotiva e logistica rispetto al trasloco dal contesto
territoriale originario, per gli aderenti al bando espropriativo179.

Di conseguenza, il Comune si dichiarerebbe assolto dal compito di far riconoscere qualsiasi


incremento dimensionale a favore di coloro che, sottoscrivendo la convenzione integrativa,

178
Sarebbero da intendersi in rapporto agli indici di fabbricabilit fondiaria concordati col Comune di Parete
nellambito dei PUA ora vigenti. O perlomeno con legame agli indici di fabbricabilit territoriale.
179
Tenendo conto che la fattispecie n. 2 riguarda i lavori edilizi in corso di svolgimento, lidea di premialit
volumetriche potrebbe venire meno per chi avesse frattanto gi avviato il proprio. In alternativa, lestromissione dal
beneficio dimensionale potrebbe scattare solo a partire da un certo livello di avanzamento della costruzione.
[89]

avessero intenzione, con o senza preliminare valutazione del bene individuato nella localit di
arrivo, di fuoriuscire in occasione della sola espropriazione; a vantaggio di coloro che, pur
firmando la convenzione suddetta, non aderissero al bando espropriativo o non risultassero
idonei nellambito del medesimo180.

Difetti legati alla apposita convenzione integrativa: la probabile difficolt a conseguire il consenso
privato; la faticosa individuazione di meccanismi ritorsivi in caso di inosservanza da parte dello stesso
privato; e, con forte dose di realismo, nel caso di lavori in corso, la convenienza della singola persona a
ultimarli comunque.

A MARGINE
Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione di PUA
vigenti senza la propedeutica firma di apposite convenzioni integrative e gi prima della
stipulazione o entrata in vigore di Accordi ex art. 15 della Legge 241/1990 aventi uno scopo di
delocalizzazione

Si ribadisce il rimando a quanto appare scritto in un simile riquadro nel capitolo 3, onde evitare
inutili appesantimenti testuali.

180
Caso mai non fosse chiaro, ogni ulteriore dettaglio sugli incrementi volumetrici potrebbe divenire definitivo solo
colla pubblicazione del bando espropriativo. Il vero scopo della convenzione integrativa, in realt, rimarrebbe
quello di bloccare i lavori edilizi prossimi o meno allavvio.
[90]
[91]

SEZIONE C2
Ipotesi n. 2 di delocalizzazione degli insediamenti paretani NON residenziali, che
potrebbero sorgere o che si stanno erigendo o che gi esistono, verso una qualsiasi altra
parte del Casertano non rientrante in zone ASI

Capitolo 13
Abbozzo di schema di delocalizzazione verso un'altra localit casertana attraverso due fasi
procedurali: una di alienazione in permuta e una legata ad un PIP

PRIMA PREMESSA CIRCA I PUNTI DI PARETE DA DELOCALIZZARE


Vale quanto scritto nel capitolo 4.

SECONDA PREMESSA CIRCA I PUNTI DI PARETE DA DELOCALIZZARE


Vale quanto scritto nel capitolo 4.

PREMESSA CIRCA LE TIPOLOGIE DI ATTIVIT PARETANE DA DELOCALIZZARE


Vale quanto scritto nel capitolo 10.

PRIMA PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) COMUNE DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


Vale quanto scritto nel capitolo 10.

SECONDA FONDAMENTALE PREMESSA CIRCA IL (O CIASCUN) COMUNE DI ARRIVO DEL FLUSSO DI


DELOCALIZZAZIONE
Vale quanto scritto nel capitolo 10.

ULTERIORE PREMESSA CIRCA IL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE IN ARRIVO


Nel corrente capitolo viene ipotizzato un flusso di delocalizzazione in arrivo articolato in due tempi diversi
e in due modi differenti: dapprima tramite una fase di alienazioni con permuta rispetto allimmobile
paretano (che a sua volta potrebbe stimolare un ipotetico ricorso a dei piani attuativi privati, sui quali, per
comodit, qui non appare alcun cenno); poscia con lapprovazione di un PIP, di iniziativa pubblica, e le
conseguenti espropriazioni.
Per lesattezza, si immagina che lo scambio in permuta avverrebbe grazie ad una sola iniziale disponibilit
di beni da parte dei soggetti sottoscrittori i vari accordi interistituzionali, in modo da evitare degli ennesimi
acquisti in compravendita nellaltro paese casertano. Di conseguenza, esso non avrebbe luogo (con
immediato passaggio alle procedure urbanistiche e alle espropriazioni) qualora la ricognizione menzionata
nei punti 6, 11 e 14.4 producesse scarsi o nulli risultati.

1) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


1.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato adottato e confermasse (in
toto o anche solo parzialmente) lubicazione, lestensione e le destinazioni delle zone omogenee
D2, D3, D4-via DAcquisto e D1, nonch di ognuno degli altri stabili extraresidenziali gi esistenti
ed evidenziati indicativamente nella relativa premessa del capitolo 4: eventuale apposita
determinazione del Consiglio Comunale che (revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri
[92]

eventuali atti divergenti) fungerebbe sia da delineamento dei rinnovati scenari di programmazione
del PUC paesano sia da indirizzo rispetto al processo di delocalizzazione evocato di seguito.
1.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventuale apposita determinazione del Consiglio comunale come nel precedente punto 1.1.
1.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione del Consiglio
Comunale che (revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti divergenti)
fungerebbe sia da delineamento dei rinnovati scenari di programmazione del PUC paesano (o di
variante alla Variante del PRG se fosse effettivamente possibile seguire questo percorso) sia da
indirizzo rispetto al processo di delocalizzazione evocato di seguito.
1.4) Successiva attivit della P.A. che circoscriverebbe con maggiore certezza tutte quelle sezioni
del territorio comunale citate nella premessa del capitolo 4 che dovrebbero essere oggetto di
delocalizzazione.
Preparazione di una o pi relazioni e di uno o pi elaborati grafici (di massima ovvero ad un livello
di progettazione preliminare).

Si esprime lopinione secondo la quale dovrebbe essere coinvolto anche il Consiglio Comunale, stante la
generale competenza urbanistica di questorgano in virt dellart. 42 c. 2 lettera B del D. Lgs. 267/2000.
Da precisare che il passaggio descritto nel punto 1.4 potrebbe anche precedere quelli dei successivi punti
2.1, 2.2 e 2.3 oppure, forse pi opportunamente, seguirli a strettissimo giro di posta.

2) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


2.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato gi adottato (anche alle
condizioni menzionate nel punto 1.1): possibilit che la Giunta Comunale paretana debba revocare
ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 la delibera di adozione del PUC, la delibera di approvazione
del Preliminare di PUC, nonch ogni altra determinazione precedente, contemporanea e perfino
susseguente a queste181.
2.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventualit che la Giunta Comunale paretana debba revocare ex art. 21 quinquies della L.
241/1990 ogni delibera e ogni altro atto affine precedente (come, ad esempio, quello relativo al
Preliminare di PUC).
2.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione della Giunta
Comunale paretana che potrebbe trovarsi a revocare ex art. 21 quinquies L. 241/1990 ogni atto
precedente in contrasto con una rinnovata volont di pianificazione urbanistica comunale182.

3) Verifica della relazione e degli elaborati menzionati nel punto 1.4 da parte del Consiglio e della
Giunta Comunale di Parete. Via libera ad unattivit di consultazione di cui al punto 4 allo scopo di
individuare la localit di arrivo.

4) Inizio della consultazione interistituzionale in principio.


4.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune

181
Fra laltro potrebbe essere necessaria la revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 della delibera della Giunta
Comunale di Parete n. 39 del 07/04/2016 avente ad oggetto Indirizzi strategici per lelaborazione del documento
preliminare di progetto del Piano Urbanistico Comunale.
182
Leggasi la nota precedente.
[93]

di Parete e della Provincia di Caserta al fine di individuare il comune (o i comuni) di Terra di Lavoro
in cui far giungere il flusso di delocalizzazione extraresidenziale.
4.2) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla presenza del Comune di
Parete, della Provincia di Caserta e dellindividuato Comune di arrivo183 allo scopo di completare
(o, se non gi effettuato, cominciare) la compilazione dellelenco di tutti gli altri soggetti destinati
a prender parte allAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, allAccordo di Pianificazione ex
art. 6 L.R. Campania 13/2008.
Fra le varie figure, si ritiene necessaria la Regione Campania, giusta lattivit di copianificazione da
essa promossa in virt dellart. 4 della L.R. Campania 16/2004 e dellart. 4 L.R. Campania 13/2008
184
.

5) Durante la consultazione interistituzionale in principio.


5.1) Determinazione del Consiglio Comunale di Parete che darebbe il via libera alla preparazione
di uno schema concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto
alle originarie convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei
vari PUA in riferimento alle zone D2, D3, D4-via DAcquisto185.

Suddetta convenzione integrativa potrebbe avere come riferimento una fattispecie di delocalizzazione
preventiva, cio limitata a quelle parti comunali s edificabili, ma interessate per poco o per nulla da
unattivit di costruzione.
Sinvita a leggere il bozzetto di convenzione integrativa esposto nel capitolo 15.

6) Conclusione della consultazione interistituzionale in principio.


6.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete, della Provincia di Caserta, del Comune di arrivo, della Regione Campania e di tutti gli
altri soggetti come prefigurati nel punto 4.2 per il compimento, seppure ancora per sommi capi,
di una valutazione concernente la concretizzazione del processo di delocalizzazione.
Presentazione di un Primo Patto Formale186 col quale verrebbe:
- per la localit casertana meta del flusso di delocalizzazione: determinato, anche in maniera
non esaustiva, linsieme degli immobili gi eventualmente detenuti dalle figure sottoscriventi
il medesimo Patto; circoscritte, financo con ampia approssimazione, le aree di ubicazione di
quegli immobili privati da far divenire oggetto di ipotetiche espropriazioni;

183
Per quanto non sia stato citato, si ritiene che pure il Consiglio Comunale della localit di arrivo dovrebbe
preliminarmente assentire circa la partecipazione alle attivit di consultazione poste in principio.
184
Tutti gli accordi fra le pubbliche amministrazioni fino alla conclusione della fase di cui ai punti 20 e 21 potrebbero
vedere anche la sottoscrizione da parte dellAgenzia del Demanio, data la serialit delle eventuali acquisizioni di
immobili, allo scopo di favorire la celerit nel processo di delocalizzazione.
185
Si ritiene poi che lo schema dovrebbe essere altres approvato dalla Giunta Comunale prima di essere portato in
seguito allattenzione dei privati lottizzatori.
186
La fonte giuridica del Primo Patto Formale , per lautore, lart. 15 della Legge 241 del 1990 il quale consente alle
Amministrazioni Pubbliche di concludere fra loro accordi per lo svolgimento di attivit di interesse comune. Tuttavia,
la dicitura Accordo ex art. 15 L. 241/1990 viene usata solo in riferimento allatto di cui al punto 18 allo scopo di
confondere il meno possibile chi legge.
Valendo quanto appena scritto, leventuale coinvolgimento di entit private gi in questa fase del procedimento di
delocalizzazione andrebbe perfezionato con ulteriori patti a margine, con una cadenza temporale financo successiva.
[94]

- individuata lAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione187;


- prefissato il periodo o la data entro il/la quale suddetta Amministrazione sarebbe chiamata a
far redigere e a far verificare uno Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione, onde
approfondire le implicazioni amministrative, urbanistiche e ambientali, sulla scia di quanto
appare nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011 188.

Tenendo conto che lo Studio Preliminare di Pianificazione coinvolgerebbe almeno i territori di partenza
(Parete) e di arrivo del flusso di delocalizzazione, la Conferenza potrebbe gi prevederne una stesura
affidata ad un unico soggetto esterno alla P.A. oppure ad un unico ufficio pubblico, tramite delega o
istituzione apposita.
Il perfezionamento di questultima ipotesi potrebbe tuttavia verificarsi anche a seguito della stipulazione
di una convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000 diversa dal Primo Patto Formale. A riguardo, sosserva che
ladesione degli enti locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione
della Regione) potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di
approvazione dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche
a cura della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.

Immaginando una certa difficolt avvertibile dal lettore dopo aver visionato il suddetto art. 5 c. 3,
incentrato testualmente solo sugli Accordi di Programma, importante chiarire anche quanto segue.
In primis, lart. 6 c. 2 della L.R. Campania 13/2008 sostiene che le procedure relative allAccordo di
Pianificazione sono le medesime previste per gli Accordi di Programma della L.R. Campania 16/2004 (e, in
aggiunta, del Regolamento Regione Campania 5/2011).
In secundis, lart. 6 c. 1 della L.R. Campania 13/2008 afferma che lapprovazione dellA. di Pianificazione
costituisce approvazione degli strumenti urbanistici generali o delle varianti relative a questultimi.
Limpressione, dunque, che il legislatore regionale abbia voluto equiparare i due tipi di Accordo: quello
di Programma e quello di Pianificazione.

7) Sigla di un Primo Patto Formale fra i soggetti elencati pur approssimativamente nel punto 6.1 189.

8) Nomina del Responsabile del Procedimento (RUP) da parte dellAmministrazione proponente


lAccordo di Pianificazione (art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011).
Ci potrebbe divenire necessario alfine di coordinare lo sforzo che vedrebbe indubbiamente
coinvolti diversi enti e soggetti.
8.1) Successiva redazione dello Studio Preliminare dellAccordo di Pianificazione, tenendo a mente
la precisazione del punto 6.1. Verifica a seguire da parte del RUP sempre sulla scia di quanto appare
leggibile nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011.

187
Lindividuazione andrebbe effettuata ai sensi dellart. 5 c. 2 del Regolamento Regione Campania 5/2011.
188
Per il comune di Parete, in particolare, lo studio potrebbe molto probabile consistere in unanalisi legata agli
interventi di riconversione fondiaria e di delocalizzazione anche preventiva; per il comune (o i comuni) casertano
(casertani) di arrivo del flusso di delocalizzazione, esso potrebbe risultare incentrato sullimpatto di unurbanizzazione
in crescita.
189
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Primo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
[95]

9) Deliberazione dellAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione (sulla scia dellart. 5 c.


4 del Regolamento Regione Campania 5/2011) concernente uno schema illustrante nel complesso
liter di delocalizzazione.

Sul tema, il sottoscritto reputa soprattutto necessari: un Secondo Patto Formale col quale dare indicazioni
sui momenti del Laboratorio di Pianificazione e della Conferenza Permanente di Pianificazione; un Accordo
ex art. 15 L. 241/1990 con cui impartire prescrizioni circa le fasi delle alienazioni e della programmazione
urbanistica; lAccordo di Pianificazione ex L.R. Campania 13/2008 utile ai fini espropriativi.

10) Nellipotesi in cui si ritenessero anticipati i tempi rispetto alla fattispecie di cui al punto 5:
determinazione del Consiglio Comunale di Parete che, prendendo atto del raggiungimento del
Primo Patto Formale di cui al punto 7, darebbe il via libera alla preparazione di uno schema
concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto alle originarie
convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei vari PUA in
riferimento alle zone D2, D3, D4-via DAcquisto190.

11) Conferenza di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011
(oppure riunioni, tavoli tecnici o cosaltro di simile) di condivisione dei risultati della verifica di cui
al punto 8.1 convocata dallAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione.
Presentazione di un Secondo Patto Formale191 col quale verrebbe:
- per la localit casertana meta del flusso di delocalizzazione (pure alla luce della valutazione
dello Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione), determinato, in maniera esaustiva,
linsieme degli immobili gi eventualmente detenuti dalle figure sottoscriventi il medesimo
Patto; circoscritta, con migliore approssimazione, lubicazione di quegli immobili privati da far
divenire oggetto di ipotetiche espropriazioni;
- fissato larco temporale di svolgimento del Laboratorio di Pianificazione di cui ai punti 14 e
segg., 15 e segg.;
- stabilito il periodo entro il quale andrebbe raggiunta lIntesa Regione-Provincia (ex art. 5 L. R.
Campania 13/2008) di cui al seguente punto 16;
- concordato il periodo o la data entro il quale o la quale, dopo il conseguimento dellIntesa
Regione-Provincia, andrebbe concluso lAccordo ex art. 15 L. 241/1990.
Infine, al testo sarebbe allegata una versione definitiva delliter di delocalizzazione nel suo
complesso.
11.1) In occasione della Conferenza di Servizi, dovrebbe essere altres ottenuto il consenso delle
controparti istituzionali sullo schema concernente le apposite convenzioni integrative preparato
dal Comune di Parete per i propri lottizzanti e predisposto fin dalla deliberazione di cui al punto 5
o, in alternativa, 10.
11.2) Inoltre, sempre rispetto a Parete, con riferimento alle aree non rientranti nelle zone D2, D3
e D4-DAcquisto, potrebbe essere necessario uno specifico assenso sullo schema di un ipotetico
patto fra ente compratore e privato (approntato frattanto dal primo) da siglarsi nellambito della
verifica (punto 14.3) volta a ricevere la disponibilit di questultimo a vendere o ad alienare in
permuta.

190
Anche in questo caso potrebbe valere quanto precisato nella nota 185 a cui si rimanda.
191
Circa la fonte giuridica del Secondo Patto Formale e alleventuale coinvolgimento di entit private gi in questa
fase del procedimento di delocalizzazione si rimanda a quanto motivato nella nota 186.
[96]

12) Parete, una volta conclusa felicemente la Conferenza di Servizi di cui al punto 11, con particolare
riferimento alle zone omogenee D2, D3, D4-via DAcquisto: verifica della disponibilit dei
lottizzanti a sottoscrivere colla P.A. delle convenzioni integrative rispetto a quelle originarie192 in
modo da posticipare fattivamente lattuazione dei vari PUA; successiva stipulazione193.
Per quanto probabilmente irrealistico (almeno a questo punto del processo), si ipotizza che in tali
convenzioni potrebbe gi trovare spazio la volont privata di accettare la sola vendita del bene
posseduto oppure la vendita in permuta collimmobile sito nella localit di arrivo194.
12.1) Sempre con particolare rifermento a Parete, e in alternativa al punto 12, revoca ex art. 21
quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione dei PL senza passare attraverso
la sottoscrizione di apposite convenzioni coi privati195.

13) Sigla di un Secondo Patto Formale196 fra tutti i soggetti coinvolti gi nel Primo Patto Formale,
nonch nellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, nellAccordo di Pianificazione.
13.1) Eventuale previsione ivi contenuta: individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di
un ufficio unico per le acquisizioni in permuta della piena propriet di immobili (terreni e/o stabili)
le quali dovrebbero verificarsi solo a Parete197.
Tale previsione potrebbe tuttavia perfezionarsi anche a seguito della stipulazione di una diversa
convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000. A riguardo, sosserva che ladesione degli enti locali cos
come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione della Regione) potrebbe
essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di approvazione dello
schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche a cura della
Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs. 267/2000.

14) Partenza della fase della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R.
Campania 13/2008.

192
Per quanto si sia cercato di associare a questa fase la stipulazione, nulla, in teoria, impedirebbe di agire in tal senso
anche in precedenza, ad esempio subito dopo il momento di cui al punto 5. Precisato ci, lente municipale paretano
potrebbe comunque trovarsi nella necessit di contattare immediatamente i privati, ad esempio ricorrendo alla
pubblicazione di un invito apposito a manifestare la propria volont.
In chiusura, si ammette che lopzione di cui al punto 12 potrebbe valere nel concreto solo per quei casi in cui i lavori
di costruzione degli stabili fossero ben lungi dal finire, colla immaginabile esclusione di quelle zone gi edificate per
intero.
193
Le apposite convenzioni integrative andrebbero poi trascritte presso i Registri Immobiliari a cura dei lottizzanti
medesimi in virt dellart. 28 c. 5 della L. 1150/1942.
194
In questottica la P.A. potrebbe genericamente impegnarsi a dare la precedenza rispetto alle altre proposte
irrevocabili di vendita che perverrebbero dopo la pubblicazione del bando di sola cessione o di cessione in permuta.
195
La revoca diretta potrebbe dare risultati anzitutto in relazione a quei punti per i quali non fosse stato rilasciato
alcun titolo abilitativo diretto (o per i quali risultasse un titolo oramai scaduto). Inoltre potrebbe divenire efficace
qualora fossero i medesimi lottizzanti a presentare una domanda di revoca degli atti di adozione e di approvazione
dei PUA, malgrado il poco realismo di una cosa del genere. Sullargomento, si rimanda al riquadro che appare in coda
al capitolo 3 (nonostante questultimo faccia riferimento a una delocalizzazione di tipo prevalentemente
residenziale).
Logicamente essa non varrebbe per aree con lavori gi completamente finiti.
196
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Secondo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
197
Il sottoscritto ha collocato tale momento nel punto 13.1 nellipotesi che gli enti coinvolti cercassero di acquisire
delle manifestazioni di interesse alla vendita dei proprietari terzi gi durante le sottofasi di cui nei punti 14.2 e 14.3.
Eppure, qualora le istituzioni non volessero muoversi in anticipo colle alienazioni, nulla impedirebbe lindividuazione
di un ufficio unico poco prima o durante la Conferenza di Servizi di cui al punto 17.
[97]

14.1) Presso la sede provinciale o presso il Comune di Parete o presso il Comune (uno dei Comuni)
di arrivo del flusso di delocalizzazione o presso ciascun Comune coinvolto: avvio del relativo
Laboratorio.
14.2) Con particolare riferimento alle zone D2, D3 e D4-via DAcquisto di Parete citate nella relativa
premessa del capitolo 4: svolgimento di quanto tratteggiato gi nel punto 12 o nel punto 12.1
qualora si preferisse aspettare il raggiungimento del Secondo Patto Formale.
14.3) Con particolare riferimento alle aree di Parete diverse da quelle di cui al punto precedente e
comunque citate nella relativa premessa del capitolo 4: verifica della disponibilit dei privati a
cedere o a cedere in permuta il proprio immobile; probabile successiva formalizzazione198.
14.4) Con particolare riferimento alla localit di arrivo: completamento della ricognizione degli
immobili gi detenuti in partenza da enti, caso mai ci non fosse avvenuto prima della stipulazione
del Secondo Patto Formale.

Si osserva che sia per Parete (seguendo la strada tracciata nel punto 14.2 o, in alternativa, gi nel punto
12) sia per la localit di arrivo, una diffusa manifestazione inequivocabile della volont dei privati di,
rispettivamente, vendere in permuta e vendere risalente a codesto momento potrebbe permettere di
determinare, con una discreta esattezza, pure lammontare dellesborso finanziario legato alla fase
dellalienazione di cui ai punti 20 e segg., 21 e segg. In particolare, vi potrebbe essere unaccelerazione dei
tempi in vista del raggiungimento dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990.

15) Termine della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R. Campania
13/2008.
15.1) Ciascun Comune elabora le proposte di pianificazione199 con tutta la componente descrittiva
e grafica ritenuta necessaria. Specie per Parete, linterazione colla comunit residente potrebbe
meglio aiutare a specificare le parti indicate nella premessa del capitolo 4 come oggetto di
mutamento della classificazione urbanistica, con o senza alcuna conservazione delledificabilit, a
seconda dei casi.
La fase di elaborazione potrebbe vedere il preposto personale di entrambi i Comuni in contatto
costante ovvero operare direttamente in sinergia, laddove fosse valutato utile, per delineare con
appropriatezza gli aspetti essenziali del flusso di delocalizzazione.
15.2) Eventuale Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione
Campania 5/2011 (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i soggetti sottoscriventi
il Secondo Patto Formale di cui al punto 13 onde soppesare le proposte di elaborazione e
concordare a riguardo.

198
Pur premettendo la natura interattiva riconosciuta dal legislatore campano al Laboratorio di Pianificazione,
occorrerebbe forse individuare un modo pi diretto per coinvolgere i privati attraverso la pubblicazione di una sorta
di avviso (o di pre-bando). Negli intenti del sottoscritto, leventuale successiva formalizzazione della disponibilit del
privato non dovrebbe ancora comportare degli specifici obblighi a carico dellente acquirente, a parte una generica
precedenza rispetto alle altre proposte irrevocabili di vendita che potrebbero arrivare dopo la pubblicazione del
bando di cessione o cessione in permuta.
199
La L.R. Campania 6/2016, abrogando il c. 5 dellart. 5 della L.R. Campania 13/2008, parrebbe aver reso non pi
indispensabile laggiunta in allegato di un preliminare di piano gi in vista della convocazione della Conferenza
Permanente di Pianificazione. Di conseguenza, se tale preliminare inglobasse pure il Preliminare dello strumento
urbanistico generale, ci si troverebbe innanzi ad uno scenario che consentirebbe di raggiungere lIntesa Regione-
Provincia, di cui al punto 16, prima dellavvio della procedura urbanistica vera e propria.
Eppure, qualora vi fosse un errore di interpretazione da parte dellautore di codesto libercolo, la Conferenza
Permanente di Pianificazione e la successiva Intesa andrebbero ancora viste come momenti integranti delliter del
PUC (o variante PRG) da collocare prima della adozione.
[98]

15.3) Probabile approvazione da parte degli organi consiliari comunali delle proposte di
pianificazione, stante la generale competenza in materia urbanistica ai sensi dellart. 42 del TUEL.

16) Invio delle proposte di pianificazione comunali alla Regione Campania onde ottenere la
convocazione della Conferenza Permanente di Pianificazione ex art. 5 L.R. Campania 13/2008. In
alternativa, richiesta di riunione della stessa per iniziativa della Provincia casertana.
Da sottolineare, comunque, come la partecipazione sarebbe solo limitata alla Regione e alla
Provincia, mentre Comuni e altri soggetti istituzionali ricoprirebbero un ruolo consultivo.
Stipulazione di unIntesa Provincia-Regione in virt del c. 7 del suddetto art. 5 (anche se, a umile
parere del sottoscritto, la formulazione di codesta norma dopo la modifica operata dalla L.R.
Campania 6/2016 parrebbe, in teoria, lasciare spazio anche ad altri soggetti presenti a diverso
titolo alla Conferenza Permanente).

17) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i
soggetti sottoscriventi lAccordo ex art. 15 L. 241/1990. Essa potrebbe vertere, anzitutto,
sullassenso dei partecipanti ai contenuti:
- dello schema di Accordo ex art. 15 presentato dallAmministrazione proponente;
- dello schema del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che sarebbero interessati alla
cessione o alla cessione in permuta del proprio immobile ubicato a Parete200;

200
Per Parete, data lesigenza di raccogliere fin dalla fase dellalienazione quante pi adesioni private possibili, si
scrive che lunico bando di cessione della piena propriet del bene senza permuta o di cessione della piena
propriet del bene in permuta col suolo o stabile siti nella localit di arrivo andrebbe diretto ai pieni proprietari, ai
locatari e agli affittuari, nonch agli altri eventuali beneficiari di diritti reali minori, a partire da quello di superficie.
Circa i pieni proprietari che al momento della pubblicazione del bando godrebbero di una disponibilit dellimmobile
completa o meno, lavviso dovrebbe mirare ad ottenerne una proposta irrevocabile di cessione o cessione in
permuta, ai sensi dellart. 1329 cc. 1 e 2 del Codice Civile, valida per un certo periodo a partire dalla scadenza
dellannuncio in questione. Allo scopo di risparmiare del tempo, si afferma che la suddetta proposta potrebbe essere
altres accompagnata da una relazione asseverata da un tecnico, nonch da appositi grafici, in grado di mostrare
anzitutto la consistenza del terreno o dello stabile portato allattenzione.
Per locatari, affittuari e superficiari (definibili come tali sempre al momento della pubblicazione dellavviso di turno)
dei beni sui quali il processo di delocalizzazione spingerebbe ad intervenire in vario modo (mutamento di
classificazione urbanistica, ripristino del suolo agricolo), invece, il bando dovrebbe consistere nellottenimento di
un interesse a partecipare in cambio di specifiche indennit. Da sottolineare come tale tipologia di adesione
risulterebbe coronabile dal successo solo in caso di contemporanea volont di cessione o cessione in permuta del
pieno proprietario, senza la quale tutto sarebbe vano.
Soffermandosi soltanto sul versante dellacquisto, si afferma che anzitutto il bando dovrebbe permettere al
proprietario, in caso di mancata accettazione dellimmobile in permuta sito nella localit di arrivo, di optare per la
semplice cessione; inoltre potrebbe anche essere ammissibile una scelta in senso opposto per laderente che volesse
tornare sui propri passi e qualora i rifiuti fossero tali da mantenere un avanzo di stabili e terreni.
Restando nellottica dellacquisto si sostiene che qualora lacquirente fosse un ente territoriale (ipotizzando di
rientrare nella fattispecie prevista dallart. 12 c. 1-ter della L. 111/2011, malgrado la mancanza di quei requisiti di
indilazionabilit e di indispensabilit probabilmente pi idonei per delle operazioni occasionali, nonch la presenza
di fonti finanziarie ad hoc), la stima del bene andrebbe effettuata dalla P.A. stessa. Quindi, in caso di disaccordo del
cedente, la successiva firma del contratto definitivo di trasferimento sarebbe s possibile, dovendo soltanto precisare
la provvisoriet del prezzo fino allattestazione di congruit di questultimo per mano dellAgenzia del Demanio. Da
aggiungere, poi, che un reiterato dissenso del privato permetterebbe alla P.A. di pretendere lesecuzione specifica
del contratto ai sensi dellart. 2932 del Codice Civile.
Pone peculiari spunti di riflessione lacquisto della piena propriet di un bene contrassegnato da mutuo. In codesto
frangente, infatti, al momento del rogito, lente compratore verserebbe al privato una somma effettiva solo pari alla
quota di debito gi saldata, potendola subordinare al previo rilascio di una quietanza di pagamento e allimpegno di
cancellazione dellipoteca da parte della banca del cedente; il resto dellimporto, viceversa, andrebbe corrisposto
proprio al soggetto finanziario. Scontato affermare che lente compratore incorrerebbe in minori difficolt nel caso
[99]

- degli schemi dei contratti definitivi di sola cessione o cessione in permuta della piena propriet
degli immobili paretani.
I suddetti schemi di bando e contrattuali potrebbero essere predisposti dallunico ufficio per
le acquisizioni menzionato nel punto 13.1 201.

18) Accordo ex art. 15 L. 241/1990 fra tutti i soggetti sottoscrittori del successivo Accordo di
Pianificazione di cui al punto 29 202. Si approfitta delloccasione per rilevare lutilit che fra i
firmatari vi siano figure (anzitutto pubbliche) erogatrici di risorse finanziarie per gli acquisti (anche
in permuta), nonch, ovviamente, di altre con disponibilit di stabili gi esistenti e/o di terreni
edificabili a fini NON residenziali203 nella localit di arrivo.
18.1) Ulteriori prescrizioni concernenti la fase delle alienazioni delle piene propriet di immobili.
18.1.1) Circa Parete: avvio della raccolta delle adesioni di coloro che vorrebbero solo cedere o
cedere in permuta i propri immobili (terreni e stabili). A questo riguardo, va tuttavia precisato

in cui si stabilisse lobbligo privato allestinzione completa di mutui e ulteriori gravami prima dellatto di trasferimento
o, addirittura, alla data della pubblicazione dellavviso stesso.
Tornando a porre lattenzione sullinsieme dei possibili locatari, affittuari e superficiari, si ritiene che la
corresponsione di unindennit potrebbe essere contemporanea al rogito del trasferimento del bene dal pieno
proprietario allente acquirente, nonch, fra laltro, subordinata: alla trascrizione presso i Registri Immobiliari di un
atto di scioglimento per mutuo consenso ai sensi degli artt. 1372, comma 1, seconda frase, e 1376 del Codice Civile
del contratto di locazione/affitto e dellatto di concessione in superficie (eventualmente con efficacia ex nunc, cio
con esclusione della situazione pregressa); al possesso di un attestato che mostri un avvenuto cambio di sede come
minimo in zone di Parete in cui la prosecuzione delle loro attivit non contrastasse cogli scenari di destinazione duso
prefissati col processo di delocalizzazione.
Inoltre, viene osservato che, in caso di trasferimento della propriet in permuta, potrebbe venire rilasciata dallente
compratore unaddizionale indennit a favore di pieni proprietari, locatari, affittuari e superficiari se essi si
impegnassero a ricostruire formalmente e sostanzialmente lo stesso rapporto che li legava nel tenimento di Parete
proprio in corrispondenza della localit di arrivo. Per lesattezza, il bando potrebbe gi prevedere la presentazione di
una relativa istanza da parte di tutti i privati coinvolti entro una determinata data dalla sottoscrizione del rogito.
Guardando finalmente nel complesso tutte le fattispecie (piena propriet, locazione, affitto, e superficie), va scritto
che il bando potrebbe delineare listituzione di appositi arbitrati nel caso in cui non fossero accettati il prezzo e
lindennit formalizzati dallente compratore.
Anche per soddisfare qualche curiosone, si ricorda come dal novero dei potenziali beneficiari del bando andrebbero
esclusi i possessori degli stabili abusivi con costruzione cominciata dopo il 17/03/1985, a meno che, entro la data di
pubblicazione, non fosse stata avanzata e accettata la domanda in sanatoria ex art. 36 DPR 380/2001. In alternativa,
lavviso potrebbe consentire linvio di proposte irrevocabili anche in relazione a quegli immobili per i quali venisse
allegata una copia della consegnata domanda di Permesso di Costruire in sanatoria, condizionandone tuttavia
laccettazione al rilascio dellassenso municipale. Infine, unennesima clausola inseribile nel bando potrebbe
determinare una decurtazione del prezzo riconosciuto dal soggetto compratore pari al valore della sanzione
pecuniaria laddove, in virt dellart. 38 del suddetto DPR, non fosse realistico il ripristino della situazione iniziale
compromessa dallopera edile non autorizzata.
In chiusura, ipotizzato che il bando potrebbe prevedere la preparazione di una graduatoria con efficacia
temporanea delle proposte irrevocabili accettate dallente compratore, utile soprattutto nel caso in cui le
disponibilit economiche per condurre a termine le operazione legate alla fase dellacquisto o acquisto in permuta
non fossero immediatamente sufficienti.
201
Si precisa che, per la localit di arrivo, non verrebbe pubblicato alcun bando per lacquisizione in compravendita
di immobili da terzi privati poich in questo capitolo assunto che la fase delle alienazioni in permuta potrebbe
avvenire contando solo su una disponibilit in partenza di terreni e stabili proprio da parte dei vari enti coinvolti.
202
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 potrebbe essere preceduta da
unapposita deliberazione consiliare, in virt della generale competenza urbanistica riconosciuta a tale organo
dallart. 42 c. 2 lettera b) del D. Lgs. 267/2000.
203
LAccordo ex art. 15 L. 241/1990 rivolto unicamente alle Pubbliche Amministrazioni. Di conseguenza, leventuale
coinvolgimento di entit private andrebbe perfezionato con ulteriori patti a margine, con una cadenza temporale
financo successiva.
[100]

come i lottizzanti dei PUA vigenti potrebbero esprimersi inequivocabilmente in tal senso gi colla
convenzione integrativa di cui al punto 12 (o 14.2).
Tenendo conto dellesigenza di delocalizzare, ribadita instancabilmente la necessit di
coinvolgere (in tutto o in parte) gli interessati delle attuali zone omogenee D2, D3 e D4-via
DAcquisto e delle altre porzioni del paese citate nella premessa del capitolo 4.
18.1.2) Prescrizione aggiuntiva: obbligo di determinazione dellesborso finanziario prima di
passare al momento esecutivo.
18.1.3) Fissazione del periodo entro il quale codesta fase dovrebbe concludersi.

18.2) Prescrizioni concernenti la successiva fase di impostazione urbanistica204, di cui ai punti dal
22 al 27.
18.2.1) Eventuale individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di un ufficio unico per le
espropriazioni le quali potrebbero avvenire sia nel paese di arrivo sia a Parete.
Tale previsione potrebbe tuttavia trovare perfezionamento anche a seguito della stipulazione di
una diversa convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000. A riguardo, sosserva che ladesione degli enti
locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione della Regione)
potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di approvazione
dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche a cura
della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.
18.2.2) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di
simile) chiamata ad assentire sullo schema del bando per la raccolta delle adesioni dei possessori
di immobili in quel di Parete che, espropriati, accetterebbero di spostarsi proprio nella localit di
arrivo del flusso di delocalizzazione205.
Tale schema potrebbe venire predisposto dallUfficio Unico per le Espropriazioni menzionato nel
punto 18.2.1 206.
18.2.3) Per Parete, prima dellinizio della procedura urbanistica: avvio della raccolta delle adesioni
di coloro che verrebbero espropriati e che accetterebbero proprio di spostarsi nella localit di
arrivo207.
Va precisato come il relativo bando si rivolgerebbe sia ai privati dei PUA vigenti (i quali, in realt,
potrebbero esprimersi inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al
punto 12 o 14.2) sia ai proprietari di immobili non residenziali non rientranti in alcun modo nelle
zone D208.

204
Nellart. 8 del Regolamento Regione Campania 5/2011 affermata la necessit eventuale di concludere succitato
Accordo prima delladozione dello strumento urbanistico.
205
Caso mai non fosse chiaro, si osserva che la successiva procedura ablatoria proseguirebbe comunque e
indipendentemente dalladesione al bando espropriativo; di conseguenza il senso di codesta iniziativa starebbe
nella volont della P.A. di lenire in un qualche modo i disagi derivanti dalla perdita del proprio immobile.
206
Il bando espropriativo potrebbe gi essere oggetto di assenso da parte della Conferenza di Servizi di cui al punto
17. Ci, per, potrebbe imporre unanticipazione dei tempi rispetto allindividuazione dellipotetico e collegato
Ufficio Unico, presumibilmente da farsi per effetto del Secondo Patto Formale di cui al punto 13.
207
Questo momento non andrebbe soprattutto confuso con quello collegato allart. 16 del DPR 327/2001 che
dovrebbe comunque svolgersi.
208
Il lettore potrebbe apparire perplesso innanzi alla formulazione di codesta ipotesi, tenendo conto che il privato
potrebbe continuare a non avere ragioni per spostarsi nella localit di arrivo. Nonostante ci, il sottoscritto ha voluto
dedicarle dello spazio allinterno del processo di delocalizzazione.
[101]

18.2.4) Per la localit di arrivo, prima dellinizio della procedura urbanistica: supplementare
ricognizione da parte degli enti possessori degli immobili risultati invenduti per effetto della
mancata permuta.
Nel contempo, laddove fosse necessario, il Comune di arrivo delimiterebbe ulteriormente gli
immobili o comunque larea destinata a insediamento PIP.
18.2.5) Fissazione del periodo entro il quale i suddetti procedimenti dei punti 18.2.2, 18.2.3 e
18.2.4 dovrebbero terminare.
18.2.5) Circa il Comune di Parete: avvio della procedura urbanistica per quanto ad esso
riconducibile.
18.2.6) Circa il Comune di arrivo: avvio della procedura concernente lo strumento urbanistico per
quanto ad esso riconducibile209.
18.2.7) Fissazione del periodo o della data entro il quale (la quale), una volta cominciate,
andrebbero terminate le citate procedure urbanistiche per la parte riconducibile a ciascun ente
locale.
18.2.8) Prescrizione per ambo le localit: possibilmente in contemporanea con quel momento
delliter di formazione degli strumenti urbanistici generali che precede la loro adozione,
preparazione dei progetti preliminari-definitivi (e definitivi) delle opere pubbliche e di pubblica
utilit eventualmente da realizzarsi210.
Per Parete, in particolare, codesti progetti dovrebbero includere abbattimenti e riconversioni
fondiarie in genere.
Per la localit di arrivo: elaborazione, in particolare, di un progetto preliminare-definitivo di Piano
di Insediamento Produttivo (ex art. 27 della L. 865/1971).

Data lampia discrezionalit che si suppone il legislatore abbia voluto lasciare alle P.A. sul contenuto degli
Accordi ex art. 15, ipotizzato, infatti, che essi possano pure impartire delle istruzioni vincolanti rispetto
alle pianificazioni territoriali nei singoli comuni (di partenza e di arrivo). Nello specifico, si tratterebbe di
favorire una distribuzione pi armonica su scala provinciale dellimpatto in orizzontale delle zone di
insediamento NON abitativo211.

19) Per il Comune di Parete: revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA da parte della Giunta Comunale, a seguito del raggiungimento
dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e cos come previsto nelle apposte convenzioni di cui al punto
12 (o 14.2) siglate coi privati212.

209
Quindi, caso mai non fosse gi avvenuto prima, anche per il Comune di arrivo si potrebbe arrivare alla revoca ex
art. 21 quinquies della L. 241/1990 di atti della Giunta e del Consiglio. In aggiunta, e in linea puramente teorica,
sosserva che potrebbe pure non avere luogo alcuna procedura urbanistica qualora da unindagine preliminare
risultasse gi disponibile per intero il numero di stabili e/o fondi occorrenti.
210
Scontato osservare che nulla vieterebbe a ciascun ente coinvolto di allestire i propri progetti preliminari anche
antecedentemente, ad esempio fin dai tempi del Primo Patto Formale di cui al punto 7; per Parete, in particolare,
codesta attivit potrebbe addirittura avverarsi in corrispondenza del passaggio evidenziato nel punto 1.4. Il
sottoscritto precisa di far riferimento al progetto preliminare poich, stando alle informazioni in suo possesso, appare
prolungata la vigenza degli artt. 17-23 del D. Lgs. 207/2010.
211
Anzi, nel Manuale operativo del Regolamento 4 agosto 2011 n. 5 di attuazione della L.R. 16/2004 in materia di
Governo del territorio (Quaderni di Governo del Territorio numero 1) poi chiarito che il contenuto degli Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 va a confluire proprio nei piani da adottare.
212
La revoca potrebbe essere sostituita dallattivazione di una clausola di inefficacia degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA e di decadenza delle relative convenzioni. In questultima ottica una successiva
determinazione della Giunta avrebbe un mero valore dichiarativo.
[102]

20) Apertura della fase delle alienazioni (anche in permuta) delle piene propriet di immobili.
20.1) Parete (concretizzazione del punto 18.1.1): pubblicazione di un bando per la raccolta delle
adesioni di coloro che sarebbero interessati alla sola cessione o alla cessione in permuta del
proprio immobile (terreno e stabile).
Il bando riconoscerebbe la possibilit di scegliere fra i due tipi di cessione; il trasferimento per
effetto della permuta, in particolare, andrebbe subordinato allaccettazione dellimmobile
individuato nella localit di arrivo.
Circa lalienazione, ripetuto ancora che i privati dei PUA vigenti potrebbero esprimersi
inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al punto 12 (o 14.2).
Nellambito della permuta: successiva comunicazione allente incaricato (o agli enti incaricati) che
agisce (agiscono) nellaltro paese casertano del numero e della consistenza del fabbisogno
paretano di immobili.
20.2) Circa la localit di arrivo: comunicazione al Comune di Parete concernente il numero, la
consistenza e lubicazione degli immobili che potrebbero essere inclusi nella permuta.
20.3) Parete: manifestazione daccettazione della permuta da parte dei soggetti interessati.
20.4) Obbligo di determinazione dellesborso finanziario prima di procedere oltre.

21) Chiusura della fase delle alienazioni (anche in permuta) delle piene propriet di immobili.
21.1) Parete: firma di tutti i contratti definitivi relativi alla cessione senza permuta degli
immobili213.
21.2) Rispetto agli immobili siti nella localit di arrivo: probabile stesura di un Piano per le
Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 Legge 133/2008 214. Possibile variante urbanistica per
adeguare le classificazioni e/o le destinazioni duso dei terreni e/o degli stabili215.

OSSERVAZIONE AGGIUNTIVA: che si tratti di una revoca (o attivazione della clausola dinefficacia) come quella del
punto 19 o di revoca come quella del punto 12.1 (o 14.2), possibile che debbano venire restituite ai privati le somme
da loro devolute al Comune per la precedente progettazione di Piani di Lottizzazione dufficio.
213
In linea teorica, avendo i privati paretani presentato delle proposte irrevocabili, quelle relative alla vendita senza
permuta potrebbero essere perfezionate con un contratto definitivo di trasferimento gi prima della sottofase di cui
al punto 20.2. Tuttavia si tratterebbe anche di anticipare la determinazione di cui al punto 20.4.
214
Stando al comma 2 dellart. 58 L. 133/2008 la competenza allapprovazione o alla ratifica di tale Piano spetta
allorgano assembleare (ad esempio, Consiglio Comunale); la ratifica, in particolare, occorrerebbe se la deliberazione
avvenisse per mano di una societ o di un ente a totale partecipazione pubblica, intendendo per questultima la
presenza esclusiva di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali (Unioni dei Comuni, Comunit Montane, Consorzi
in ambito TUEL). Da puntualizzare come ogni immobile inserito nel Piano passerebbe al patrimonio disponibile
dellistituzione cedente.
215
Laddove lapprovazione del Piano per le Alienazioni e Valorizzazioni comportasse variante urbanistica e, quindi,
modificazione della classificazione per gli immobili interessati, il procedimento (tenendo conto della mancanza di
peculiari norme regionali campane) dovrebbe constare di una prima adozione; una pubblicazione al fine di
raccogliere ed esaminare le osservazioni popolari; possibili Conferenze di Servizi in ambito prettamente urbanistico;
linvio alla Provincia la quale avrebbe 120 giorni di tempo per esprimersi, decorsi i quali scatterebbe la regola del
silenzio assenso ai sensi dellart. 25 c. 2 L. 47/1985; lapprovazione finale del Piano da parte del Consiglio Comunale.
Circa lassoggettabilit a VAS, essa potrebbe concretizzarsi solo qualora fossero riconosciuti significativi impatti
sullambiente da parte dellAutorit Competente ai sensi dellart. 6 comma 3 del D. Lgs 152/2006; in questottica, la
suddetta procedura in variante dovrebbe comprendere la stesura di un Rapporto Preliminare Ambientale e di un
Rapporto Ambientale, nonch la convocazione di apposite Conferenze di Servizi.
[103]

Si osserva che uno o pi enti coinvolti potrebbero avere la necessit di far precedere
lapprovazione dei propri Piani per le Alienazioni dalladozione o soltanto dalladeguamento dei
corrispondenti Regolamenti per le Alienazioni e Valorizzazioni216.

Per il comune di arrivo non ancora provvisto di PUC da sottolineare come limmediato adeguamento
urbanistico potrebbe completarsi secondo ogni destinazione desiderata soltanto con un PRG vigente.
Difatti ai sensi dellart. 6 c. 4 del Regolamento Regione Campania 5/2011, in regime di inefficacia dei PRG,
le uniche varianti ammissibili diverrebbero esclusivamente quelle funzionali alla realizzazione di opere
pubbliche o di pubblica utilit.

21.3) Parete, dopo la sottofase di cui al punto 21.2: firma dei contratti definitivi riguardanti le
operazioni di permuta immobiliare.
Per lesattezza, avverrebbero cessioni della piena propriet dei terreni e degli stabili paretani in
permuta diretta con la piena propriet, rispettivamente, di terreni e stabili siti nellaltro paese217.

22) Fase introduttiva dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e
tenendo conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati
22.1) Eventuale istituzione di un Ufficio Unico per le Espropriazioni.
22.2) Svolgimento della Conferenza di Servizi di cui al punto 18.2.2.
22.3) Per Parete: pubblicazione del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che verrebbero
espropriati e che accetterebbero di spostarsi proprio nella localit casertana di arrivo.
Susseguente comunicazione allente coinvolto (o agli enti coinvolti) avente per oggetto il
fabbisogno paretano di immobili da soddisfare nellaltro paese casertano.
22.4) Localit di arrivo: supplementare ricognizione, da parte degli organismi possessori, dei beni
risultati invenduti per effetto della mancata permuta.
Nel contempo, laddove fosse necessario, il Comune di arrivo delimiterebbe ulteriormente gli
immobili o comunque larea destinata a insediamento PIP218.
Successiva comunicazione sullubicazione e la consistenza degli stabili e/o terreni indirizzata al
Comune di Parete.

23) Fase Uno-A dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e tenendo
conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati
23.1) Stesura dei Preliminari degli strumenti urbanistici comunali.
23.2) Stesura del Rapporto Preliminare VAS (Valutazione Ambientale Strategica)219 e consultazione
degli SCA (cio dei soggetti competenti in materia ambientale).

216
Per enti territoriali come il Comune e la Provincia, ad esempio, tale incombenza, ai sensi dellart. 42 comma 2
lettera l) del D. Lgs. 267/2000, dovrebbe spettare allorgano consiliare.
217
A margine, e in linea puramente teorica, sosserva che lo scambio immobiliare potrebbe consentire al Paretano
fuoriuscente di ricorrere pure a soluzioni alternative come la locazione (o laffitto) e la concessione in superficie dello
stabile sito nella localit di arrivo, e come la concessione in superficie del terreno ubicato sempre nellaltro paese
casertano; inoltre, si puntualizza che, in ogni caso, diverrebbe decisiva una sua preliminare scelta. Ci malgrado,
lostacolo maggiore allutilizzo di accorgimenti come i suddetti potrebbe essere costituito dallesigenza dei diversi
enti coinvolti di rientrare (quanto pi possibile) dellesborso da loro effettuato per lacquisizione in piena propriet
dellimmobile paretano, cosa che riuscirebbe di meno senza la contemporanea cessione diretta in piena propriet
proprio del bene ubicato nel paese di arrivo.
218
Potrebbe poi essere necessario un avviso ai sensi dellart. 11 del DPR 327/2001.
219
Circa la VAS, sosserva rapidamente come, per effetto dellart. 2 c. 3 Regolamento Regione Campania 5/2011, il
Comune sia Autorit Procedente e Autorit Competente per i Piani Urbanistici Comunali, i Piani Urbanistici Attuativi
[104]

23.3) Approvazione dei Preliminari degli strumenti urbanistici e del Rapporto Preliminare VAS.
23.4) Redazione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS (includente una Sintesi
non Tecnica).
23.5) Adozione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS in sede di Giunta
Comunale.

Rispetto al flusso di delocalizzazione, da sottolineare come uneventuale inefficacia del PRG del Comune
casertano di arrivo potrebbe spostare alla fase del procedimento urbanistico pure la modifica delle
classificazioni immobiliari funzionali allapprovazione del Piano per le Alienazioni (di cui al punto 21.2) e,
quindi, alla definitiva deliberazione su questultimo.

24) Fase Uno-B dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere
pubbliche/pubblica utilit da farsi in ogni localit (di partenza e di arrivo) coinvolta nel processo di
delocalizzazione ed eventualmente gi da allegare ai Piani.
24.1) Preparazione dei progetti preliminari-definitivi, caso mai ci non fosse avvenuto in
precedenza.
Rispetto allarea di arrivo del flusso di delocalizzazione NON residenziale, sarebbe altres utile la
preparazione di un progetto preliminare-definitivo di PIP (alla luce di tutte le risultanze emerse
nelle fasi precedenti e del fabbisogno comunicato dal Comune di Parete); pi esattamente, si
potrebbe optare unimpostazione capace di stimolare poscia delle forme di condominio
industriale fra gli assegnatari eventuali.
24.2) Dal punto di vista ambientale: ipotetica stesura di uno o pi Studi Preliminari Ambientali;
verifica di assoggettabilit a VIA (Valutazione dImpatto Ambientale); possibile susseguente
momento di scoping220.
24.3) Dal punto di vista non ambientale: probabilit di convocare una o pi Conferenze di Servizi
ex artt. 14 c. 3 (primi tre periodi e ultimo) e 14-bis della L. 241/1990.
24.4) Redazione di uno o pi progetti definitivi; stesura di uno o pi Studi Ambientali in ambito
VIA.
24.5) Adozione degli strumenti urbanistici con allegati i progetti definitivi.

e loro Varianti. Questa coincidenza in capo a un medesimo soggetto istituzionale, tuttavia, comporta laffidamento
dei ruoli a due uffici diversi.
Per gli strumenti urbanistici generali, in particolare, la procedura VAS inevitabile giacch essi non rientrano nel
novero di quelli sottoposti almeno ad una preliminare verifica ai sensi dellart. 12 D. Lgs. 152/2006, la quale potrebbe
culminare o meno nellassoggettabilit alla VAS vera e propria.
220
Le norme vigenti assegnano alla Regione Campania il ruolo di Autorit Competente nellambito VIA.
In particolare, bisogna sottolineare come costituiscano una mera probabilit sia la verifica di assoggettabilit VIA sia
la procedura di VIA medesima, dato che occorre un esame dei progetti caso per caso.
Approfittando delloccasione, comunque, richiamato adesso lAllegato IV alla Parte Seconda del D. Lgs. 152/2006
in cui sono elencati taluni progetti sottoponibili a VIA che potrebbero riguardare sia la localit di arrivo sia Parete.
Per quanto concerne laltro paese casertano: zone industriali o produttive aventi una superficie superiore ai 40 ettari
(ipotesi n. 7 lettera A); strade extraurbane secondarie (ipotesi n. 7 lettera G); potenziamento di strada urbana o
extraurbana per un tratto superiore ai 1.500 metri (ipotesi n. 7 lettera H); modifica o estensione di progetti
dellAllegato IV gi esistenti o in via di realizzazione o solo autorizzati (ipotesi n. 8 lettera T).
Per quanto attiene a Parete, a umile parere dellautore, lunica fattispecie in grado di indurre allattivazione della
procedura VIA potrebbe corrispondere alla forestazione di una superficie superiore ai 20 ettari (ipotesi n. 1 lettera
B), a condizione per che il termine forestazione sia da intendere in senso pi ampio fino ad includere il ripristino
del suolo agricolo.
[105]

PRIMA OSSERVAZIONE ULTERIORE


Durante liter paretano del PUC (o della variante alla Variante PRG), a seguito della delibera di adozione e
del contestuale inizio del periodo di applicazione delle misure di salvaguardia (secondo la previsione
dellart. 3 c. 1 del Regolamento Regione Campania n. 5 del 2011), potrebbe trovare spazio la fattispecie
prevista dallart. 12 comma 4 del D.P.R. 380 del 2001, in virt della quale un provvedimento motivato del
Presidente della Regione (richiesto su istanza del Sindaco) sospenderebbe lavvio o la prosecuzione di tutti
gli interventi edili gi assentiti qualora questultimi comportassero un intralcio o, peggio ancora, un
impedimento allattuazione dei novelli strumenti urbanistici.
In particolare, il ricorso a simile opzione potrebbe rivelarsi necessaria per far fronte alla mancata adesione
di uno o pi privati alle convenzioni integrative accennate nei punti 12 e 14.2.
Da aggiungere che lapprovazione del PUC (o della variante alla Variante PRG) farebbe di certo venire meno
la sospensione, ma impedirebbe comunque la trasformazione urbanistica auspicata dai lottizzanti221.
Quanto qui scritto per Parete, si ritiene che potrebbe valere pure per il Comune di arrivo, laddove fosse il
caso.

SECONDA OSSERVAZIONE ULTERIORE


Viene suggerita lidea di una consultazione degli SCA (presumibilmente tramite Conferenze di Servizi) in
modo coordinato 222.

25) Fase Due-A dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e tenendo
conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati.
25.1) Consultazione popolare avente come oggetto gli strumenti urbanistici e il Rapporto
Ambientale VAS. Esame delle osservazioni pervenute effettuato dalla Giunta Comunale.

221
Per i lavori edilizi non ancora avviati dopo lapprovazione e lentrata in vigore dello strumento urbanistico,
limpossibilit di una loro realizzazione potrebbe essere ulteriormente evidenziata attraverso un atto comunale di
valore appena dichiarativo, dato il presupposto legale costituito dalla fattispecie decadenziale del titolo abilitativo
diretto prevista dallart. 15 c. 4 del D.P.R. 380/2001 (a riguardo: sentenza n. 5028 del 2011 della IV sezione del
Consiglio di Stato); peraltro occorre precisare che lobbligo di ricorrere al summenzionato atto neppure esiste non
solo perch la decadenza opererebbe di diritto, ma perch, se valesse il contrario, equivarrebbe a estendere
illogicamente una responsabilit per mancata partenza dal soggetto privato alla medesima Pubblica
Amministrazione.
Per i lavori edilizi gi cominciati collentrata in vigore dello strumento urbanistico, invece, la situazione sarebbe
relativamente pi complicata, data la sostanziale e contemporanea appartenenza alla categoria dei titoli abilitativi
diretti del Permesso di Costruire, della SCIA edilizia e della DIA. Allo stadio attuale, infatti, per questultimi risultano
impraticabili sia la decadenza (art. 15 c. 4 del D.P.R. 380) sia la revoca (art. 11 c. 2 del D.P.R. 380); in aggiunta, un loro
eventuale annullamento dufficio per frode della controparte posticipato alla sentenza passata in giudicato (comma
2-bis art. 21-nonies L. 241/1990), mentre un loro annullamento dufficio ai sensi del comma 1 dellart. 21-nonies
risulta circoscritto ai 18 mesi dal momento delladozione. Di conseguenza, tenendo a mente il c. 1 dellart. 9 del D.P.R.
327/2001, in misura successiva lacquisita efficacia del PUC, si potrebbe ovviare a un buco come quello appena
descritto con un qualche atto dirigenziale di valore dichiarativo in grado di ribadire la nuova situazione sorta
collapposizione del vincolo preordinato allesproprio.
A parte quanto osservato nellultima frase, si precisa che un effetto deterrente per lattivit di costruzione si avrebbe
comunque e tale, a umile parere del sottoscritto, da spingere il privato a non insistere del tutto; per lesattezza, la
lettura dei commi 1 e 2 dellart. 32 del DPR 327/2001 permette di capire come lindennit di espropriazione venga s
determinata sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell'accordo di cessione o alla data dell'emanazione
del decreto di esproprio, ma anche al netto dei mutamenti fondiari effettuati per accrescerne il valore (e quindi la
spesa per lAutorit Espropriante) dopo la comunicazione dellavvio del procedimento ai sensi dellart. 16 del
medesimo DPR che, nel particolare caso di Parete, seguirebbe ladozione dello strumento urbanistico.
222
Cio colla contemporanea partecipazione dei Comuni di partenza e di arrivo, in modo da vagliare allunisono
lintero processo di delocalizzazione.
[106]

25.2) Nel contempo, in quel di Parete, i soggetti espropriati manifesterebbero la propria


accettazione o rifiuto al trasferimento nellarea PIP della localit casertana. Relativa
comunicazione del Comune paretano allaltro di Terra di Lavoro.
25.3) Acquisizione di quella quota di assensi e simili legata sia agli strumenti urbanistici sia al
Rapporto Ambientale VAS.
25.4) Conferenze di Servizi avente per oggetto gli strumenti urbanistici. Conferenze di Servizi
appositamente riguardanti il Rapporto Ambientale VAS.

Le differenti Conferenze di Servizi di codesta fase potrebbero svolgersi in modo coordinato 223.

26) Fase Due-B dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere pubbliche e
di pubblica utilit (incluso il summenzionato PIP) da farsi in ogni localit (di partenza e di arrivo)
coinvolta nel processo di delocalizzazione ed eventualmente gi da allegare ai Piani.
26.1) In ottica espropriativa: avviso ex art. 16 DPR 327/2001 ai proprietari degli immobili per
averne le presumibili osservazioni.
26.2) Dal punto di vista ambientale: pubblicazione di uno o pi progetti definitivi e di uno o pi
Studi di Impatto Ambientale (inclusa una Sintesi non tecnica) onde favorire lapposizione di
osservazioni popolari.
26.3) Esame delle osservazioni pervenute in virt dellart. 16 DPR 327/2001 da parte del dirigente
preposto allUfficio espropriazioni; controllo delle osservazioni popolari sopraggiunte nellambito
VIA da parte dellAutorit Procedente.
26.4) Conferenze di Servizi su uno o pi progetti definitivi delle opere da farsi ex artt. 14 c. 3
(penultimo e ultimo periodo), 14-bis c. 7 e 14-ter L. 241/1990. Conferenze di Servizi in ambito VIA
allo scopo di ricevere i relativi assensi dai soggetti competenti in materia ambientale.

Si ribadisce lidea di Conferenze di Servizi che potrebbero svolgersi in modo coordinato 224.

27) Fase Tre dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Segmento conclusivo.
Dichiarazione di coerenza dei Piani (o loro Varianti) rispetto al PTCP da parte della Provincia di
Caserta; parere sul Rapporto Ambientale rilasciato dallAutorit Competente VAS; provvedimento
VIA sui progetti delle opere da farsi e allegate ai Piani; possibile revisione dei PUC/PRG (o Varianti)
a seguito dellacquisizione dei vari pareri; seconda adozione in sede di Giunta.
Passaggio nei Consigli Comunali per un assenso conclusivo sui PUC/PRG integrati col Rapporto
Ambientale VAS e coi progetti definitivi delle opere da farsi.

In particolare, il progetto definitivo di PIP, modificato anche alla luce delle eventuali adesioni dei Paretani
da espropriare, sarebbe da intendersi o come parte integrante dei Piani generali (o loro Varianti) o come
Piano attuativo in grado di generare una variante a s stante.

28) Elaborazione della bozza dellAccordo di Pianificazione da parte dellente proponente con
successiva valutazione in sede di Conferenza di Servizi (avente quindi una sorta di valore
deliberante)225.

223
Leggasi la nota precedente.
224
Leggasi la nota 222.
225
Nel corso di questo capitolo ci si rif al contenuto dellart. 34 TUEL che posticipa lassenso dellorgano consiliare
alla ratifica successiva la stipulazione. Tuttavia, in virt di eventuali norme statutarie preesistenti, potrebbe essere
necessaria anche una deliberazione precedente alla firma dellAccordo.
[107]

In aggiunta, la Conferenza potrebbe assentire sullo schema del bando PIP e la discendente
convenzione di assegnazione immobiliare.

Va soprattutto sottolineata la necessit che, nellambito delle varie Conferenze di Servizi, si ottenga
sempre il consenso di ogni amministrazione che poi dovr sottoscrivere lAccordo di Pianificazione, pena
lalta probabilit di non concluderlo.

29) Accordo di Pianificazione ex art. 6 L.R. Campania 13/2008. Si approfitta delloccasione per
evidenziare lutilit che fra i firmatari vi siano soggetti (anzitutto pubblici) erogatori di risorse
finanziarie per le espropriazioni226.
29.1) Possibile prescrizione: fissazione delle date entro le quali emanare i decreti di esproprio,
approvare i progetti esecutivi delle opere da farsi, selezionare gli operatori alfine di procedere coi
lavori.

30) Ratifica dellAccordo di Pianificazione entro 30 giorni dalla stipulazione dello stesso da parte di
ogni organo competente allapprovazione dello strumento urbanistico (Consigli Comunali).
30.1) Decreto del Presidente della Giunta Regionale col quale lAccordo di Pianificazione
costituisce apposizione del vincolo preordinato allesproprio, nonch dichiarazione di pubblica
utilit, indifferibilit e urgenza per le opere eventualmente previste tanto nella localit di partenza
del flusso di delocalizzazione (Parete) tanto nellaltra localit (nelle altre localit) di arrivo di Terra
di Lavoro.
Da sottolineare come succitato Decreto funga altres da approvazione degli strumenti urbanistici
per ciascun Comune.

Data la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore regionale fra lAccordo di Programma e
lAccordo di Pianificazione, possibile sostenere che, in virt dellart. 12 c. 13 della L.R. Campania 16/2004,
la dichiarazione di p.u. perde efficacia se entro cinque anni dallapprovazione non vengono avviati i
programmati lavori.

31) A proposito della localit di arrivo, da osservare come uneventuale inefficacia del PRG comunale
potrebbe spostare a un periodo susseguente il Decreto regionale anche il completamento della
fase delle cessioni in permuta di cui ai punti 21.2 e 21.3; difatti potrebbe essere stato necessario
modificare anzitutto le classificazioni urbanistiche funzionali allapprovazione del/i Piano/i per le
Alienazioni.
Ovviamente quanto qui descritto rappresenterebbe una fattispecie diversa rispetto a quella
ipotetica del sottostante punto 32.

32) LOCALIT DI ARRIVO In virt del siglato Accordo di Pianificazione.


32.1) Pubblicazione di un bando PIP effettivamente in grado di dare un vantaggio a quelle imprese
paretane da delocalizzare proprio nellaltro paese casertano a seguito dellespropriazione.

226
Nel corso del capitolo stata evidenziata la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore campano fra
lAccordo di Programma e lAccordo di Pianificazione. Di conseguenza, nulla impedisce di ricordare come lart. 34
TUEL favorisca in principio delle intese fra soli soggetti pubblici. Tuttavia, lart. 5 comma 1 del Regolamento Regione
Campania 5/2011 ammette la possibilit di coinvolgere direttamente delle entit private. Ad ogni modo, lipotetica
implicazione di questultimo tipo di figure potrebbe essere formalizzata con ulteriori patti a margine dellA. di P.ne e
con una cadenza temporale financo successiva.
[108]

32.2) Assegnazione dei lotti227.


32.3) Attivit espropriativa da parte della preposta autorit228 con acquisizione al proprio
patrimonio disponibile.

La cessione della piena propriet229 ai Paretani fuoriuscenti potrebbe essere preceduta dalla stesura di un
Piano (o Piani) per le Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 L. 133/2008. Sul tema, si ripete leventualit di
una propedeutica approvazione o, pi semplicemente, di un preliminare adeguamento, del Regolamento
per le Alienazioni e Valorizzazioni230.

33) PAESE DI PARETE In virt del siglato Accordo di Pianificazione.


33.1) Rispetto al terreno non ancora edificato e allo stabile in via di costruzione ma ancora lungi
dallessere terminato: probabilit di una procedura espropriativa.
33.2) Rispetto al manufatto edilizio gi completato: come appena sopra.

Con particolare riferimento ai suoli non ancora edificati e ai manufatti in corso di completamento:
eventualit che lAutorit Espropriante possa emanare un decreto motivato che determini lindennit
provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.

Da sottolineare, a scanso di ogni equivoco, che la procedura espropriativa abbraccerebbe gli immobili
detenuti sia da soggetti consenzienti e dissenzienti al trasferimento nella localit di arrivo sia da coloro che
non avessero mostrato interesse al bando di cui al punto 22.3.

34) Per Parete, circa gli accadimenti concernenti i suoli inedificati (da salvaguardare come agricoli
oppure no) e gli abbattimenti e le riconversioni fondiarie in genere: onde evitare un inutile
appesantimento testuale a danno del lettore, si rimanda semplicemente ai punti 31 e segg. e 32 e
segg. del capitolo 4.

227
LAccordo di Pianificazione potrebbe prevedere che la pubblicazione del bando PIP e lassegnazione dei lotti
precedessero financo lattivit di espropriazione dei suoli siti nellarea di arrivo.
228
Per la localit di arrivo: eventualit che lAutorit Espropriante possa emanare un decreto motivato che determini
lindennit provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.
229
Approfittando delloccasione per ragionare in linea puramente teorica, sosserva che la cessione della piena
propriet al Paretano fuoriuscente potrebbe venire affiancata da soluzioni alternative come la concessione in
superficie dellimmobile sito nella localit di arrivo. Anzi, specie nel caso del trasferimento in aree PIP, il sottoscritto
non nasconde che vedrebbe sempre di buon occhio un accorgimento come il suddetto, tenendo conto della
temporaneit concettualmente alla base di qualsivoglia iniziativa extragricola. Ci malgrado, lostacolo maggiore
potrebbe essere rappresentato dallesigenza degli enti coinvolti di rientrare (quanto pi possibile) dellesborso da
loro effettuato per lacquisizione ai sensi del DPR 327/2001.
230
Per gli enti territoriali, tale incombenza, ai sensi dellart. 42 comma 2 lettera l) del D. Lgs. 267/2000, dovrebbe
spettare allorgano consiliare.
[109]

Capitolo 14
Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo di
delocalizzazione (preventiva e non preventiva) NON abitativa e Pubblica Amministrazione
rispetto a quanto descritto nel capitolo 13

1) Prima o dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: sigla dellapposita
convenzione integrativa rispetto a quelle originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore
(zone omogenee D2, D3 e D4- via DAcquisto).
Essa potrebbe essere preceduta dalla formulazione di uno specifico invito rivolto ai lottizzanti da
coinvolgere.

La convenzione integrativa sarebbe da inquadrarsi anzitutto come particolare strumento di


delocalizzazione preventiva, volta unicamente a scongiurare lavvio ovvero il prosieguo
dellattivit edilizia in certe aree del territorio comunale paretano.
Per ulteriori ragguagli su suddetta convenzione integrativa, il lettore rimandato al capitolo 15.

2) Dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: possibile formalizzazione di
una disponibilit dei privati a cedere o a cedere in permuta il proprio immobile.
I soggetti qui menzionati non sarebbero i lottizzanti di cui al punto precedente, bens dei possessori
di sezioni gi edificate o in via di trasformazione a loro volta richiamate nella premessa del capitolo
4 (stabili non abitativi esistenti nelle zone D2 e D3 che non rientrano in alcun PUA; fabbricati
innalzati e ricadenti nellodierna zona D1; immobili sorti nel resto del mandamento, ad esempio a
ovest della Circumvallazione, lungo la via Ex Alleati oltre la Circumvallazione, in corrispondenza del
prolungamento di via della Repubblica e della provinciale Tre Ponti, nonch lungo via Vicinale della
Rotonda e via Cupa).
Suddetta formalizzazione potrebbe essere anticipata dalla pubblicazione di un avviso (o di una
sorta di pre-bando).

3) Fase delle alienazioni dopo la stipulazione dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie
istituzioni: pubblicazione di un bando per la raccolta di adesioni private concernenti la cessione o
la cessione in permuta della piena propriet dellimmobile paretano.
I destinatari dellannuncio sarebbero i soggetti di cui ai punti 1 e 2 precedenti (lottizzanti e non).
Ciascuna adesione verrebbe accompagnata da una proposta irrevocabile di cessione (in permuta
o meno) ai sensi dellart. 1329 cc. 1 e 2 del Codice Civile.

Manifestazione di accettazione del bene della localit di arrivo offerto in permuta con quello
paretano da effettuarsi a cura del privato che decidesse di propendere per codesta soluzione.
Lavviso dovrebbe consentire laccettazione sia agli individui interessati fin dal primo momento sia
a coloro che volessero tornare sui propri passi dopo aver inizialmente optato per la sola cessione.

Sottoscrizione di un contratto definitivo relativo ad ogni ipotesi di cessione, dovendo


eventualmente puntualizzare soltanto la provvisoriet del prezzo, nellattesa dellattestazione di
congruit di questultimo per mano dellAgenzia del Demanio.

4) Fase urbanistica, per effetto dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie istituzioni.
[110]

Prima delladozione dello strumento urbanistico nellaltro comune casertano: a Parete, probabile
pubblicazione di un bando per la raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati, accetterebbero
di spostarsi proprio nella zona PIP della localit di arrivo del flusso di delocalizzazione.
I destinatari dellannuncio sarebbero quelli menzionati nei punti 1 e 2 precedenti (lottizzanti e
non).

Dopo ladozione dello strumento urbanistico nellaltro comune casertano: manifestazione di


accettazione dellimmobile ubicato nella zona PIP della localit di arrivo.

5) In continuit con quanto riassunto nel soprastante punto 4 e in virt dellAccordo di Pianificazione
fra le varie istituzioni.

Per effetto delle espropriazioni nella zona di arrivo per mezzo di un Piano di Insediamento
Produttivo, laltro Comune coinvolto pubblicherebbe un bando PIP con successiva assegnazione
della piena propriet immobiliare al Paretano interessato; sarebbe poscia siglata unennesima
convenzione PIP fra lente locale e il privato fuoriuscito.

Espropriazione del suolo e dello stabile ricadenti nel mandamento di Parete, la quale, in realt,
avverrebbe indipendentemente dalladesione e dallaccettazione di cui al punto 4 tramite decreto
di esproprio (ex art. 23 DPR 327/2001) o accordo di cessione volontaria (ex art. 45 DPR 327/2001).
[111]

Capitolo 15
Delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto di apposita convenzione integrativa rispetto
alle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi in vigore e aventi carattere
prevalentemente NON abitativo.
Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo
diretto; per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora
avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

PREMESSA
Rimane col presente capitolo il particolare riferimento alle zone omogenee D2, D3 e D4-via DAcquisto
dellattuale PRG del Comune di Parete.
Da premettere ancora che le ipotesi di revoca (o inefficacia) potrebbero non riguardare uno o diversi Piani
Attuativi rientranti nelle succitate aree.

I) Stipulazione di unapposita convenzione fra la P.A. di Parete e lottizzanti che si pensa possa
avere valore integrativo rispetto a quella originaria del PUA e che, dunque, possa essere fatta
rientrare negli accordi sostitutivi del provvedimento ex art. 11 c. 3 Legge 241/1990.
Per tale apposita convenzione si ritiene altres utile un assenso preventivo della Giunta e
financo del Consiglio Comunale (molto pi probabilmente la prima, essendo stata essa ad
approvare lo schema di quella originaria).

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 simpegnerebbero a


non effettuare domanda per il rilascio del titolo abilitativo diretto ovvero a non avviare i lavori
nel caso in cui lavessero gi ottenuto, nonch a non chiederne alcuna proroga una volta scaduti
i termini di efficacia231, fino a che non venisse meno qualsiasi iniziativa interistituzionale mirata
al raggiungimento e alla sigla di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 dotati di uno scopo di
delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti delle zone D2 e D3 simpegnerebbero a prendere atto di
un futuro cambio di classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera D alla lettera E
(anche in regime di inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi annessi) in sede di
definizione dello strumento urbanistico generale.

231
Con Permesso di Costruire gi rilasciato, e trascorrendo il tempo senza lavvio o la prosecuzione dei lavori, la P.A.
potrebbe ritrovarsi nella necessit di dover restituire al privato limporto ricevuto fino a quel momento sotto forma
di contributo di costruzione in relazione agli interventi edilizi ancora da compiere (per intero o parzialmente). Da
rilevare come in caso di PUA e di scomputo degli oneri di urbanizzazione (laddove il soggetto di turno si fosse
impegnato a far realizzare le relative opere) tale contributo rimarrebbe circoscritto al solo costo di costruzione.
Circa la suddetta ripetizione, altres da evidenziare che essa diverrebbe realt pure colla volontaria rinuncia del
privato a cominciare o a continuare i lavori, nonch collentrata in vigore di norme urbanistiche locali, regionali e
nazionali in contrasto collintervento precedentemente assentito e in grado di neutralizzare qualsiasi successiva
chance di proroga.
Giurisprudenza e dottrina, infine, collegandosi agli artt. 2935 e 2946 del Codice Civile fissano in dieci anni il periodo
entro il quale il privato pu pretendere dalla P.A. la restituzione delle somme gi versate per (quella parte di)
edificazioni mai terminate.
Sullargomento vengono soprattutto segnalate le sentenze del TAR Lazio, sez. Roma II-bis, n. 2294/2008 e del TAR
Lombardia, sez. Milano II, n. 728/2010.
[112]

Infine, i lottizzanti della zona D4-DAcquisto, pur permanendo la catalogazione colla lettera D,
simpegnerebbero a prendere atto di un cambio della destinazione duso rispetto alle previsioni
dellart. 27 delle vigenti Norme Tecniche di Attuazione del citato PRG.

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 2 simpegnerebbero a


non ultimare (cio ad interrompere) i lavori edilizi gi avviati (e/o a non chiedere una proroga
scaduti i termini di efficacia del titolo abilitativo diretto)232 fino a che non venisse meno qualsiasi
iniziativa interistituzionale mirata al raggiungimento e alla stipulazione di uno o pi Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti delle zone D2 e D3
simpegnerebbero a prendere atto di un futuro cambio di classificazione dei punti di loro
propriet dalla lettera D alla lettera E (anche in regime di inedificabilit assoluta ovvero
limitata ai soli nuovi annessi) in sede di definizione dello strumento urbanistico generale.

Rispetto ai PUA di cui alle fattispecie nn. 1 e 2, la P.A. di Parete dichiarerebbe a sua volta di non
procedere alla revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 delle delibere di adozione e di
approvazione fino al raggiungimento e alla sigla (ovvero allentrata in vigore) di uno o pi
Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di delocalizzazione.
In alternativa, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere inserita una clausola che
determini automaticamente linefficacia dei provvedimenti di adozione e di approvazione dei
PUA e la decadenza della convenzione originaria nel momento in cui venisse firmato ovvero
entrasse in vigore lAccordo suddetto.

II) Sempre allinterno dellapposita convenzione integrativa, per effetto della revoca (o
dellinefficacia) della convenzione originaria del PUA: molto probabile inserimento di una
clausola che stabilisca la restituzione ai privati delle aree in precedenza destinate alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, per questo, gi
eventualmente passate al Comune paretano in regime di propriet o di servit (diritto di uso
pubblico)233; a tal fine, si potrebbe financo convenire la stesura di un ennesimo diverso atto da
trascrivere successivamente presso i Registri Immobiliari.

III) Il tempo di validit dellapposita convenzione integrativa potrebbe essere pari alla residua
durata della convenzione originaria del PUA di turno.

IV) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 potrebbero
comunicare la loro decisione di mantenere il possesso dei propri immobili, pur col cambio di
classificazione urbanistica e senza alcun recupero edificatorio altrove nel Casertano, oppure
di rinunciare a questultimi.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla semplice cessione
dellimmobile sito in Parete ovvero alla cessione in permuta con un altro terreno o fabbricato
ubicato nella localit di arrivo; 2) allespropriazione del proprio immobile con contestuale

232
Leggasi la nota 231.
233
Il sottoscritto ritiene che uno scenario simile possa soprattutto verificarsi con lavori di urbanizzazione compiuti
per nulla o solo parzialmente.
[113]

spostamento nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie alleventuale presenza
di beni alluopo.
In particolare, gi colla sigla della convenzione integrativa e in anticipo rispetto alla
pubblicazione dei relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti la teorica possibilit di
optare fin da subito per la cessione con o senza permuta ovvero per lespropriazione con o
senza contestuale dislocazione altrove nel Casertano.

Ai soggetti interessati allalienazione con scambio ovvero al collegato trasferimento in seguito


al procedimento ablatorio, andrebbe sempre data loccasione di valutare e di manifestare
laccettazione del bene posizionato nellaltro comune casertano; inoltre, durante la fase delle
alienazioni, a quelli che allinizio avrebbero voluto soltanto cedere, andrebbe permessa la
facolt ulteriore di tornare sui loro passi attraverso il gradimento del suolo o dello stabile
offerto in permuta (ammesso che i rifiuti fossero tali da determinare un avanzo di immobili).

V) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, e in anticipo rispetto alla pubblicazione dei
relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti della fattispecie n. 2 la teorica possibilit di
optare fin da subito per la cessione con o senza permuta ovvero per la sola espropriazione con
o senza contestuale spostamento nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla semplice cessione
dellimmobile sito in Parete ovvero alla cessione in permuta con un altro terreno o manufatto
ubicato nella localit di arrivo; 2) allespropriazione del proprio immobile con contestuale
spostamento nel luogo di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie alleventuale presenza di
beni alluopo.

Ai soggetti interessati allalienazione con scambio ovvero al collegato trasferimento in seguito


al procedimento ablatorio, andrebbe sempre data la possibilit di valutare e di manifestare
laccettazione del bene ubicato nellaltro comune casertano; inoltre, durante la fase delle
alienazioni, a quelli che allinizio avrebbero voluto soltanto cedere, andrebbe permessa la
facolt ulteriore di tornare sui loro passi attraverso il gradimento del suolo o dello stabile
offerto in permuta (ammesso che i rifiuti fossero tali da determinare un avanzo di immobili).

VI) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo conto pur
sempre delle normative esistenti e della volont dei diversi soggetti istituzionali concorrenti al
raggiungimento di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi un fine di delocalizzazione,
potrebbe impegnarsi onde ottenere delle premialit volumetriche234 per scopi essenzialmente
NON abitativi, a mo di compensazione emotiva e logistica rispetto al trasloco dal contesto
territoriale originario allaltra localit casertana, per gli aderenti sia al bando delle cessioni in
permuta sia al bando espropriativo235.

234
Sarebbero da intendersi in rapporto agli indici di fabbricabilit fondiaria concordati col Comune di Parete
nellambito dei PUA ora vigenti. O perlomeno con legame agli indici di fabbricabilit territoriale.
235
Tenendo conto che la fattispecie n. 2 riguarda i lavori edilizi in corso di svolgimento, lidea di premialit
volumetriche potrebbe venire meno per chi avesse frattanto gi avviato il proprio. In alternativa, lestromissione dal
beneficio dimensionale potrebbe scattare solo a partire da un certo livello di avanzamento della costruzione.
[114]

Ci nonostante, il Comune potrebbe precisare la propria disponibilit a ricercare delle


premialit volumetriche maggiori per i Paretani interessati alle alienazioni con scambio
immobiliare, nonch relativamente minori per i lottizzanti coinvolti nel percorso espropriativo.

Di conseguenza, il Comune si dichiarerebbe assolto dal compito di far riconoscere qualsiasi


incremento dimensionale a favore di coloro che, sottoscrivendo la convenzione integrativa,
avessero intenzione, con o senza preliminare valutazione del bene individuato nella localit di
arrivo, di fuoriuscire in occasione della sola vendita o della sola espropriazione; a vantaggio di
coloro che, pur firmando la convenzione suddetta, non aderissero ai bandi delle alienazioni e/o
espropriativo o non risultassero idonei nellambito dei medesimi236.

Difetti legati alla apposita convenzione integrativa: la probabile difficolt a conseguire il consenso
privato; la faticosa individuazione di meccanismi ritorsivi in caso di inosservanza da parte dello stesso
privato; e, con forte dose di realismo, nel caso di lavori in corso, la convenienza della singola persona a
ultimarli comunque.

A MARGINE
Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione di PUA
vigenti senza la propedeutica firma di apposite convenzioni integrative e gi prima della
stipulazione o entrata in vigore di Accordi ex art. 15 della Legge 241/1990 aventi uno scopo di
delocalizzazione

Si ripete solo il rimando a quanto appare scritto in un simile riquadro nel capitolo 3, onde evitare
inutili appesantimenti testuali.

236
Caso mai non fosse chiaro, ogni ulteriore dettaglio sugli incrementi volumetrici potrebbe divenire definitivo solo
colla pubblicazione dei bandi di alienazione ed espropriativo. Il vero scopo della convenzione integrativa, in realt,
rimarrebbe quello di bloccare i lavori edilizi prossimi o meno allavvio.
[115]

SEZIONE D
Ipotesi di rilocalizzazione NON residenziale in altra parte di Parete e di delocalizzazione da
Parete

Capitolo 16
Abbozzo di schema di rilocalizzazione (preventiva e non preventiva) degli insediamenti
unicamente non residenziali verso le zone C1-Circumvallazione/Bologna/DAcquisto, C2 lato
nord e D4 del vigente PRG di Parete, nonch di delocalizzazione (preventiva e non
preventiva) degli insediamenti residenziali (e non residenziali) verso un altro comune della
provincia di Caserta

PREMESSE RIGUARDANTI LA RILOCALIZZAZIONE EXTRARESIDENZIALE IN QUEL DI PARETE


Per punti di dipartita della rilocalizzazione sintendono anzitutto quelli gi edificati e in concreta
via di edificazione ricadenti nelle attuali zone omogenee D2 e D3.
A questi vanno aggiunti quelli edificati per intero siti in corrispondenza dellodierna zona omogenea
D1, della sponda sud del prolungamento verso ponente di via della Repubblica, della strada Tre
Ponti, della via Ex Alleati (direzione verso occidente) e, pi in generale, della zona a ovest della
Circumvallazione e del tratto meridionale di via Castagnola.
A margine si potrebbero aggregare allelenco dei punti del tutto edificati ubicati nella parte est del
territorio comunale, l dove si ritiene opportuna una riclassificazione del suolo colla lettera E.
da sottolineare tuttavia che il processo di rilocalizzazione non interesserebbe a prescindere
ciascun punto; ad esempio, non riguarderebbe giammai la vasca del Consorzio di Bonifica e i suoi
annessi.
Per punti di approdo della rilocalizzazione sintendono quelli corrispondenti a terreni inedificati
oppure gi edificati delle attuali zone omogenee: C1 (fianco est della Circumvallazione, estrema
parte nord di via Bologna, superfici a settentrione di via DAcquisto), C2 (lato a nord di via della
Repubblica) e D4 (in primis per la parte affacciantesi su via DAcquisto).
Pi esattamente, sarebbe consigliabile rilocalizzare in codeste sezioni del paese delle attivit di
supporto al settore primario (ad esempio, carico e scarico del raccolto), di piccola lavorazione
manifatturiera e di servizi con prevalente componente manuale (ad esempio, autolavaggio), con
auspicata esclusione degli insediamenti commerciali allingrosso e al dettaglio, terziari
essenzialmente dufficio, creditizi, della ristorazione e della ricettivit in genere, legati allistruzione
e alla cultura.
Sosserva che una rilocalizzazione a ridosso del centro abitato di Parete potrebbe contribuire a
scongiurare qualsivoglia situazione di ampio contrasto collart. 67 c. 2 delle norme del PTCP, il quale
ammette un incremento massimo del 10,9% delle aree gi utilizzate a fini industriali e di servizi in
sede di approvazione del PUC.
Nel corrente capitolo, si supposta una rilocalizzazione che potrebbe poggiare pure sulla
collaborazione dei preesistenti lottizzanti dei summenzionati punti di approdo i quali
accetterebbero eventualmente una classificazione urbanistica (o destinazione duso) diversa da
quella ora vigente, pur mantenendo le loro propriet immobiliari. Ci nonostante, per correttezza
verso il lettore, occorre fin da subito ammettere che uninterazione simile potrebbe comunque non
portare alla creazione di omogenei PUA privati se lubicazione dei fondi e/o degli stabili
determinasse nel complesso un andamento a macchia di leopardo, costringendo infine la P.A. a
programmare unazione soltanto espropriativa.
[116]

PREMESSA RIGUARDANTE LA DELOCALIZZAZIONE RESIDENZIALE DA PARETE


Nel presente capitolo i punti di partenza del relativo flusso corrispondono a quelli edificati e non
edificati delle attuali zone omogenee C1 (fianco est della Circumvallazione, estrema parte nord di
via Bologna, superfici a settentrione di via DAcquisto) e C2 (lato a nord di via della Repubblica).

PREMESSE RIGUARDANTI LA DELOCALIZZAZIONE EXTRARESIDENZIALE DA PARETE


Qualora fosse necessario procedere anche in tal senso, i punti paretani di partenza
corrisponderebbero, in primis, a quelli ancora inedificati delle zone omogenee D2, D3 e D4 (in
questultimo caso, se venisse deciso di cambiare la destinazione duso); ad essi andrebbero poi
aggiunti tutti quelli gi edificati e in concreta edificazione che non rientrerebbero nella
summenzionata rilocalizzazione a ridosso del centro abitato.
In buona sostanza, gli stabili paretani gi eretti o in via di completamento potrebbero andare
incontro, a seconda dei casi, o ad una rilocalizzazione sempre nel paese ovvero ad una
delocalizzazione verso un altro comune del Casertano.
Onde non allungare eccessivamente la trattazione, nel presente capitolo la descrizione della
delocalizzazione non abitativa soprattutto limitata a qualche accenno qui e l. Per ogni
ragguaglio aggiuntivo, quindi, si rimanda ai capitoli 4, 7 e 13.

PREMESSE CIRCA IL (O CIASCUN) COMUNE CASERTANO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


RESIDENZIALE PREVENTIVA E NON PREVENTIVA PARETANA
Nel capitolo 12 della Relazione A1 del PTCP appaiono indicati 4 ambiti insediativi (Caserta, Teano,
Mignano Monte Lungo e Piedimonte Matese) per i quali risulta sovrastimato il fabbisogno abitativo
per il periodo 2007-2022, a differenza di quello di Aversa per il quale si agiti in senso opposto.
In buona sostanza, il PTCP propone una distribuzione degli abitanti maggiormente equilibrata sullo
scacchiere provinciale (secondo uno schema multicentrico), alfine di evitare la creazione di ununica
massa urbana fra Napoli e Caserta.
A titolo esemplificativo, ecco alcuni nomi di ipotetici comuni di approdo del flusso di Paretani
fuoriuscenti per motivi residenziali a seguito del raggiungimento di Accordi di Pianificazione
delocalizzativi/rilocalizzativi: Sparanise, Pignataro Maggiore, Pastorano, Capua, Vitulazio, San
Felice a Cancello, Maddaloni e Santa Maria a Vico; e poi: Alife, Mignano Monte Lungo, Teano, Tora
e Piccilli, Vairano Patenora, Riardo, Pietramelara e Calvi Risorta.
Per il (o ciascun) comune di approdo di Terra di Lavoro, si suppone altres la necessit di incidere
sullo strumento urbanistico generale. La motivazione consisterebbe nellesigenza di adeguamento
del dimensionamento abitativo in vista del flusso di delocalizzazione proveniente da Parete.

PREMESSE CIRCA IL (O CIASCUN) COMUNE CASERTANO DI ARRIVO DEL FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE


EXTRARESIDENZIALE PREVENTIVA E NON PREVENTIVA PARETANA
Pure stavolta, onde non allungare eccessivamente la trattazione, si rimanda alla relativa parte
introduttiva dei capitoli 4, 7 e 13.
Ci malgrado, nel corrente capitolo trova un discreto spazio la descrizione di un ipotetico processo
di arrivo articolato in due tempi diversi e in due modi differenti: dapprima tramite una fase di
alienazione (che a sua volta potrebbe stimolare nella localit casertana il ricorso a dei piani
attuativi privati, sui quali, per comodit, qui non appare alcun cenno); poscia con lapprovazione
di un PIP, di iniziativa pubblica, e le espropriazioni.
Per lesattezza, si immagina che le alienazioni potrebbero avvenire grazie ad uniniziale
disponibilit di immobili da parte dei soggetti sottoscrittori dei vari accordi interistituzionali, in
modo evitare degli ulteriori acquisti in compravendita. Di conseguenza, esse non avrebbero luogo
[117]

(con immediato passaggio alliter urbanistico e alle espropriazioni) qualora la ricognizione


menzionata nei punti 6.1, 11 e 14.4 producesse scarsi o nulli risultati.
In parole povere, il momento espropriativo rimedierebbe alle carenze della fase delle alienazioni
(in permuta o meno).
Questo capitolo scritto al netto di ogni considerazione sul percorso procedurale in atto che
dovrebbe portare il Consorzio ASI ad aggiornare i propri Piani di Assetto.

AVVISO PER IL LETTORE


Per ragioni di brevit, sono omesse molte delle annotazioni allinterno o ai piedi delle pagine. Per
ciascuna di esse, dunque, si rimanda ai capitoli 1, 4, 7 e 13 della trattazione.

1) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


1.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse gi stato adottato e confermasse
(in toto o in modo solo parziale) lubicazione, lestensione e le destinazioni di ognuna delle sezioni
comunali citate nella premessa: eventuale apposita determinazione del Consiglio Comunale che
(revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti divergenti) fungerebbe sia da
delineamento dei rinnovati scenari di programmazione del PUC paesano sia da indirizzo rispetto
al processo di rilocalizzazione/delocalizzazione evocato di seguito.
1.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventuale apposita determinazione del Consiglio comunale come nel precedente punto 1.1.
1.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione del Consiglio
Comunale che (revocando ex art. 21 quinquies L. 241/1990 i propri eventuali atti divergenti)
fungerebbe sia da delineamento dei rinnovati scenari di programmazione del PUC paesano (o di
variante alla Variante del PRG se fosse effettivamente possibile seguire questo percorso) sia da
indirizzo rispetto al processo di delocalizzazione evocato di seguito.
1.4) Successiva indagine da parte della P.A. locale che in ragione degli spazi e delle destinazioni
duso ora ipotizzati:
- circoscriverebbe i punti, inedificati o in costruzione, delle zone C1 (Circumvallazione, via Bologna,
superfici a settentrione di via DAcquisto) e C2 (lato a nord via della Repubblica) oggetto di
delocalizzazione abitativa e rilocalizzazione NON residenziale;
- includerebbe la zona D4 come approdo della rilocalizzazione NON residenziale;
- verificherebbe quali attivit extraresidenziali gi insediate del tutto o quasi nelle zone omogenee
D2, D3 e D1, nonch sparigliate in altri punti del territorio, potrebbero essere rilocalizzate nella
porzione est di Parete (e quali dovrebbero venire solo spostate in una o pi aree della provincia
casertana).
Preparazione a riguardo di una o pi relazioni e di uno o pi elaborati grafici (di massima ovvero
ad un livello di progettazione preliminare).

Si esprime lopinione secondo la quale dovrebbe essere coinvolto anche il Consiglio Comunale, stante la
generale competenza urbanistica di questorgano in virt dellart. 42 c. 2 lettera B del D. Lgs. 267/2000.
Da precisare che il passaggio descritto nel punto 1.4 potrebbe anche precedere quelli dei successivi punti
2.1, 2.2 e 2.3 oppure, forse pi opportunamente, seguirli a strettissimo giro di posta.

2) Ritenendosi che tutto debba cominciare da Parete.


2.1) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC fosse stato gi adottato (anche alle
condizioni menzionate nel punto 1.1): possibilit che la Giunta Comunale paretana debba revocare
ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 la delibera di adozione del PUC, la delibera di approvazione
[118]

del Preliminare di PUC, nonch ogni altra determinazione precedente, contemporanea e perfino
susseguente a queste.
2.2) In regime di inefficacia del PRG. Nel caso in cui il PUC non fosse ancora stato adottato:
eventualit che la Giunta Comunale paretana debba revocare ex art. 21 quinquies della L.
241/1990 ogni delibera e ogni altro atto affine precedente (come, ad esempio, quello relativo al
Preliminare di PUC).
2.3) In regime di perdurante efficacia del PRG. Eventuale apposita determinazione della Giunta
Comunale paretana che potrebbe trovarsi a revocare ex art. 21 quinquies L. 241/1990 ogni atto
precedente in contrasto con una rinnovata volont di pianificazione urbanistica comunale.

3) Verifica della relazione e degli elaborati menzionati nel punto 1.4 da parte del Consiglio e della
Giunta Comunale di Parete. Via libera ad unattivit di consultazione di cui al punto 4 allo scopo di
individuare anche laltra (le altre) localit casertana (casertane) di arrivo del flusso di
delocalizzazione per fini residenziali (ma pure extraresidenziali, se il caso).

4) Inizio della consultazione interistituzionale in principio.


4.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete e della Provincia di Caserta al fine di individuare il comune (o i comuni) di Terra di Lavoro
in cui far giungere il flusso di delocalizzazione per fini residenziali (ma pure extraresidenziali, se il
caso)237.
4.2) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla presenza del Comune di
Parete, della Provincia di Caserta e dellindividuato Comune di arrivo238 allo scopo di completare
(o, se non gi effettuato, cominciare) la compilazione dellelenco di tutti gli altri soggetti destinati
a prender parte allAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, allAccordo di Pianificazione ex
art. 6 L.R. Campania 13/2008.
Fra le varie figure, si ritiene necessaria la Regione Campania, giusta lattivit di copianificazione da
essa promossa in virt dellart. 4 della L.R. Campania 16/2004 e dellart. 4 L.R. Campania 13/2008
239
.

5) Durante la consultazione interistituzionale in principio.


5.1) Determinazione del Consiglio Comunale di Parete che darebbe il via libera alla preparazione
di uno schema concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto
alle originarie convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei
vari PUA in riferimento alle zone C1, C2, D4, D2 e D3, come precisate nella premessa del capitolo240.

237
A proposito della delocalizzazione NON abitativa, si precisa che potrebbe essere utile fin da subito pure la presenza
del Consorzio ASI di Caserta, qualora il territorio di arrivo rientrasse in un agglomerato industriale gestito da tale ente
oppure questultimo avesse addirittura la possibilit di mettere direttamente a disposizione dei propri immobili
(terreni e/o stabili).
238
Per quanto non sia stato citato, si ritiene che puranco il Consiglio Comunale della localit di arrivo dovrebbe
preliminarmente assentire circa la partecipazione alle attivit di consultazione poste in principio.
239
Tutti gli accordi fra le pubbliche amministrazioni fino alla conclusione della fase delle alienazioni (punti dal 21 al
24) potrebbero vedere anche la sottoscrizione da parte dellAgenzia del Demanio, data la serialit delle eventuali
acquisizioni di immobili in compravendita e in permuta, allo scopo di favorire la celerit nel processo di
delocalizzazione.
240
Si ritiene poi che lo schema dovrebbe essere altres approvato dalla Giunta Comunale prima di essere portato in
seguito allattenzione dei privati lottizzatori.
[119]

Suddetta convenzione integrativa potrebbe avere come riferimento delle fattispecie di rilocalizzazione e
delocalizzazione preventiva, cio limitata a quelle parti comunali s edificabili, ma interessate per poco
o per nulla da unattivit di costruzione.
Sinvita a leggere i bozzetti di convenzione integrativa esposti nei capitoli 18, 19 e 20.

6) Conclusione della consultazione interistituzionale in principio.


6.1) Conferenza/e di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania
5/2011 (oppure riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di simile) colla partecipazione del Comune
di Parete, della Provincia di Caserta, del Comune di arrivo, della Regione Campania e di tutti gli
altri soggetti come prefigurati nei punti 4.1 e 4.2 per il compimento, seppure ancora per sommi
capi, di una valutazione concernente la concretizzazione del processo di delocalizzazione.
Presentazione di un Primo Patto Formale col quale verrebbe:
- per la localit casertana meta del flusso di delocalizzazione residenziale (dalle zone paretane
C1 e C2): determinato, anche in maniera non esaustiva, linsieme degli immobili gi
eventualmente detenuti dalle figure sottoscriventi il medesimo Patto; circoscritte, financo con
ampia approssimazione, le aree di ubicazione di quegli immobili privati probabilmente da far
divenire oggetto di ulteriori acquisti e/o di espropriazioni241;
- individuata lAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione242;
- prefissato il periodo o la data entro il/la quale suddetta Amministrazione sarebbe chiamata a
far redigere e a far verificare uno Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione, onde
approfondire le implicazioni amministrative, urbanistiche e ambientali, sulla scia di quanto
appare nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011 243.

Tenendo conto che lo Studio Preliminare di Pianificazione coinvolgerebbe almeno i territori di partenza
(Parete) e di arrivo del flusso di delocalizzazione, la Conferenza potrebbe gi prevederne una stesura
affidata ad un unico soggetto esterno alla P.A. oppure ad un unico ufficio pubblico, tramite delega o
istituzione apposita.
Il perfezionamento di questultima ipotesi potrebbe tuttavia verificarsi anche a seguito della stipulazione
di una convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000 diversa dal Primo Patto Formale. A riguardo, sosserva che
ladesione degli enti locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione
della Regione) potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di
approvazione dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche
a cura della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.

241
Per la localit casertana meta del flusso di delocalizzazione NON residenziale, qualora fosse necessario, il Primo
Patto Formale dovrebbe determinare, anche in maniera non esaustiva, linsieme degli immobili gi eventualmente
detenuti dalle figure sottoscriventi il medesimo Patto; dovrebbe circoscrivere, financo con ampia approssimazione,
le aree di ubicazione di quegli immobili privati da far divenire oggetto di ipotetiche espropriazioni.
242
Lindividuazione andrebbe effettuata ai sensi dellart. 5 c. 2 del Regolamento Regione Campania 5/2011.
243
Per il comune di Parete, in particolare, lo studio potrebbe molto probabile consistere in unanalisi legata agli
interventi di riconversione fondiaria, di rilocalizzazione e di delocalizzazione residenziale (e non) anche preventiva;
per il comune (o i comuni) di Terra di Lavoro di arrivo del flusso di delocalizzazione residenziale (e non), esso potrebbe
risultare incentrato sullimpatto di unurbanizzazione in crescita.
[120]

7) Sigla di un Primo Patto Formale fra i soggetti elencati pur approssimativamente nel punto 6.1 244.

8) Nomina del Responsabile del Procedimento (RUP) da parte dellAmministrazione proponente


lAccordo di Pianificazione (art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011).
Ci potrebbe divenire necessario alfine di coordinare lo sforzo che vedrebbe indubbiamente
coinvolti diversi enti e soggetti.
8.1) Successiva redazione dello Studio Preliminare dellAccordo di Pianificazione, tenendo a mente
la precisazione del punto 6.1. Verifica a seguire da parte del RUP sempre sulla scia di quanto appare
leggibile nellart. 5 c. 3 del Regolamento Regione Campania 5/2011.

9) Deliberazione dellAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione (sulla scia dellart. 5 c.


4 del Regolamento Regione Campania 5/2011) concernente uno schema illustrante nel complesso
liter di delocalizzazione.

Sul tema, il sottoscritto reputa soprattutto necessari: un Secondo Patto Formale col quale dare indicazioni
sui momenti del Laboratorio di Pianificazione e della Conferenza Permanente di Pianificazione; un Accordo
ex art. 15 L. 241/1990 con cui impartire prescrizioni circa le fasi delle alienazioni e della programmazione
urbanistica; lAccordo di Pianificazione ex L.R. Campania 13/2008 utile ai fini espropriativi.

10) Nellipotesi in cui si ritenessero anticipati i tempi rispetto alla fattispecie di cui al punto 5:
determinazione del Consiglio Comunale di Parete che, prendendo atto del raggiungimento del
Primo Patto Formale di cui al punto 7, darebbe il via libera alla preparazione di uno schema
concernente le apposite convenzioni coi privati (aventi valore integrativo rispetto alle originarie
convenzioni lottizzatorie) colle quali verrebbe di fatto posticipata lattuazione dei vari PUA in
riferimento alle zone C1, C2, D4, D2 e D3, come precisate nella premessa del capitolo245.

11) Conferenza di Servizi ex art. 34 c. 3 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione Campania 5/2011
(oppure riunioni, tavoli tecnici o cosaltro di simile) di condivisione dei risultati della verifica di cui
al punto 8.1 convocata dallAmministrazione proponente lAccordo di Pianificazione.
Presentazione di un Secondo Patto Formale col quale verrebbe:
- per la localit casertana meta del flusso di delocalizzazione residenziale (pure alla luce della
valutazione dello Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione), determinato, in maniera
esaustiva, linsieme degli immobili gi eventualmente detenuti dalle figure sottoscriventi il
medesimo Patto; circoscritta, con migliore approssimazione, lubicazione di quegli immobili
privati probabilmente da far divenire oggetto di ulteriori acquisti e/o di espropriazioni246;
- fissato larco temporale di svolgimento del Laboratorio di Pianificazione di cui ai punti 14 e
segg., 15 e segg.;
- stabilito il periodo entro il quale andrebbe raggiunta lIntesa Regione-Provincia (ex art. 5 L. R.
Campania 13/2008) di cui al seguente punto 16;

244
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Primo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
245
Potrebbe altres occorrere un ulteriore passaggio formale citato nella nota 240 a cui si rimanda.
246
Per la localit casertana meta del flusso di delocalizzazione NON residenziale, qualora fosse necessario e alla luce
della valutazione dello Studio Preliminare di Accordo di Pianificazione, il Secondo Patto Formale dovrebbe
determinare, in maniera esaustiva, linsieme degli immobili gi eventualmente detenuti dalle figure sottoscriventi il
medesimo Patto; dovrebbe circoscrivere, con migliore approssimazione, le aree di ubicazione di quegli immobili
privati da far divenire oggetto di ipotetiche espropriazioni.
[121]

- concordato il periodo entro il quale (o la data entro la quale), dopo il conseguimento


dellIntesa Regione-Provincia, andrebbe concluso lAccordo ex art. 15 L. 241/1990.
Infine, al testo sarebbe allegata una versione definitiva delliter di delocalizzazione nel suo
complesso.
11.1) In occasione della Conferenza di Servizi, dovrebbe essere altres ottenuto il consenso delle
controparti istituzionali sullo schema concernente le apposite convenzioni integrative preparato
dal Comune di Parete per i propri lottizzanti e predisposto fin dalla deliberazione di cui al punto 5
o, in alternativa, 10.
11.2) Inoltre, sempre rispetto a Parete, con riferimento alle aree non rientranti nelle zone C1, C2,
D4, D2 e D3, potrebbe essere necessario uno specifico assenso sullo schema di un ipotetico patto
fra ente compratore e privato (approntato frattanto dal primo) da siglarsi nellambito della verifica
di cui al punto 14.3 mirata a ricevere la disponibilit di questultimo ad alienare in permuta oppure
no.
11.3) Infine, pure rispetto alla localit di arrivo della delocalizzazione residenziale potrebbe essere
necessario uno specifico assenso sullo schema di un ipotetico patto fra ente compratore e privato
(allestito frattanto dal primo) da convalidare nellambito della verifica di cui al punto 14.4 volta a
procurare la disponibilit di questultimo ad alienare.

12) Parete, una volta conclusa felicemente la Conferenza di Servizi di cui al punto 11, con particolare
riferimento alle zone C1, C2, D4, D2 e D3, come precisate nella premessa del capitolo: verifica della
disponibilit dei privati lottizzanti a sottoscrivere colla P.A. delle convenzioni integrative rispetto
a quelle originarie247 in modo da posticipare fattivamente lattuazione dei vari PUA; successiva
stipulazione.
Per effetto della convenzione integrativa, i lottizzanti delle zone C1, C2 e D4 dovrebbero
definitivamente specificare la loro intenzione di mantenere la o di rinunciare alla piena propriet
dei suoli e degli stabili che costituiranno le sezioni di approdo del flusso di rilocalizzazione,
impegnandosi, nel primo caso, alla stesura, nonch alla presentazione entro una certa data, di
elaborati grafici ad un livello preliminare (o almeno di massima) relativi ad uno o a pi PL di
iniziativa privata aventi stavolta una finalit insediativa extraresidenziale248.
Da sottolineare che la convenzione integrativa dovrebbe invece obbligare la P.A. ad agire
dufficio collelaborazione di grafici preliminari (o di massima)249 qualora i lottizzanti delle zone C1,
C2 e D4 non ne presentassero uno proprio entro la data concordata ovvero rinunciassero alla piena
propriet dei punti di approdo della rilocalizzazione.
In aggiunta, per quanto probabilmente irrealistico (almeno in questo momento del processo), si
ipotizza che in tali convenzioni integrative potrebbe perfino trovare spazio la volont privata di

247
Si ribadisce appena che lente municipale paretano potrebbe comunque trovarsi nella necessit di contattare
immediatamente i privati, ad esempio ricorrendo alla pubblicazione di un invito apposito a manifestare la propria
volont.
Si ripete altres che lopzione di cui al punto 12 potrebbe valere nel concreto solo per quei casi in cui i lavori di
costruzione degli stabili fossero ben lungi dal finire, colla immaginabile esclusione di quelle zone gi edificate per
intero.
248
plausibile che tale impegno potrebbe essere assunto anzitutto da persone aventi il proprio fondo inedificato
oppure interessato da unattivit di costruzione poco rilevante.
249
Si tratterebbe di un primo elaborato di PIP ovvero di PL dufficio.
[122]

accettare la sola vendita del bene posseduto o la vendita anche in permuta collimmobile sito nella
localit di arrivo250.
12.1) Sempre con particolare rifermento a Parete, e in alternativa al punto 12, revoca ex art. 21
quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione dei PL senza passare attraverso
la sottoscrizione di apposite convenzioni coi privati251.

13) Sigla di un Secondo Patto Formale252 fra tutti i soggetti coinvolti gi nel Primo Patto Formale,
nonch nellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e, soprattutto, nellAccordo di Pianificazione.
13.1) Eventuale previsione ivi contenuta: individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di
un ufficio unico per le acquisizioni in piena propriet di immobili (terreni e/o stabili)253 le quali
dovrebbero verificarsi sia nel paese di arrivo (per motivi residenziali) sia a Parete.
Tale previsione potrebbe tuttavia perfezionarsi anche a seguito della stipulazione di una diversa
convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000. A riguardo, sosserva che ladesione degli enti locali cos
come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione della Regione) potrebbe
essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di approvazione dello
schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche a cura della
Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs. 267/2000.

14) Partenza della fase della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R.
Campania 13/2008.
14.1) Presso la sede provinciale o presso il Comune di Parete o presso il Comune (uno dei Comuni)
di arrivo del flusso di delocalizzazione o presso ciascun Comune coinvolto: avvio del relativo
Laboratorio254.
14.2) Con particolare riferimento alle zone C1, C2, D4, D2 e D3 di Parete come precisate nella
premessa del capitolo: svolgimento di quanto tratteggiato gi nel punto 12 o nel punto 12.1
qualora si preferisse aspettare il raggiungimento del Secondo Patto Formale.
14.3) Con particolare riferimento alle aree extraresidenziali di Parete diverse da quelle di cui al
punto precedente e comunque citate nella relativa premessa: verifica della disponibilit dei privati

250
In questottica la P.A. potrebbe genericamente impegnarsi a dare la precedenza rispetto alle altre proposte
irrevocabili di vendita che perverrebbero dopo la pubblicazione del bando di cessione o cessione in permuta.
Nel caso di immobili messi a disposizione dal Consorzio ASI, si precisa che il Paretano fuoriuscente durante la fase
dellalienazione potrebbe non usufruire di uno scambio in permuta, ma comunque potrebbe ricevere a mo di
compensazione la piena propriet di un terreno o di uno stabile ubicato nellagglomerato industriale.
251
La revoca diretta potrebbe dare risultati anzitutto in relazione a quei punti per i quali non fosse stato rilasciato
alcun titolo abilitativo diretto (o per i quali risultasse un titolo oramai scaduto). Inoltre potrebbe divenire efficace
qualora fossero i medesimi lottizzanti a presentare una domanda di revoca degli atti di adozione e di approvazione
dei PUA, malgrado il poco realismo di una cosa del genere. Sullargomento, si rimanda al riquadro che appare in coda
al capitolo 3 (nonostante questultimo faccia riferimento solo a una delocalizzazione di tipo prevalentemente
residenziale).
Logicamente essa non varrebbe per aree con lavori gi completamente finiti.
252
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla del Secondo Patto Formale potrebbe essere preceduta da unapposita
deliberazione consiliare.
253
Il sottoscritto ha collocato tale momento nel punto 13.1 nellipotesi che gli enti coinvolti cercassero di acquisire
delle manifestazioni di interesse alla vendita dei proprietari terzi gi durante le sottofasi di cui nei punti 14.2, 14.3 e
14.4. Eppure, qualora le istituzioni non volessero muoversi in anticipo colle compravendite, nulla impedirebbe
lindividuazione di un ufficio unico poco prima o durante la Conferenza di Servizi di cui al punto 18.
254
Nellambito della delocalizzazione NON abitativa, il sottoscritto ritiene che anche il Consorzio ASI di Caserta
potrebbe divenire sede del Laboratorio di Pianificazione.
[123]

a cedere soltanto ovvero a cedere anche in permuta il proprio immobile; probabile successiva
formalizzazione255.
14.4) Con particolare riferimento alla localit di arrivo del flusso di delocalizzazione residenziale:
completamento della ricognizione degli immobili gi detenuti in partenza da enti, caso mai ci non
fosse avvenuto prima della stipulazione del Secondo Patto Formale; qualora tale controllo
portasse a (o avesse prodotto degli) scarsi risultati, possibile verifica della disponibilit di terzi ad
alienare a fine abitativo la piena propriet di loro immobili a favore dellistituzione (o delle
istituzioni) acquirenti256; probabile successiva formalizzazione257.

15) Termine della Pianificazione partecipata aperta alle collettivit locali ex art. 7 L.R. Campania
13/2008.
15.1) Ciascun Comune elabora le proposte di pianificazione con tutta la componente descrittiva e
grafica ritenuta necessaria. Specie per Parete, linterazione colla comunit residente potrebbe
meglio aiutare a specificare le parti indicate nella premessa del corrente capitolo come oggetto di
mutamento della classificazione urbanistica, con o senza alcuna conservazione delledificabilit, a
seconda dei casi; inoltre potrebbe aiutare ad individuare con ulteriore efficacia i punti
extraresidenziali da rilocalizzare nella parte est, a ridosso dellabitato, ovvero solo da delocalizzare
altrove in Terra di Lavoro.
La fase di elaborazione potrebbe vedere il preposto personale di entrambi i Comuni in contatto
costante ovvero operare direttamente in sinergia, laddove fosse valutato utile, per delineare con
appropriatezza gli aspetti essenziali del flusso di delocalizzazione abitativa (e anche NON
abitativa).
15.2) Eventuale Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL ed ex art. 5 c. 2 Regolamento Regione
Campania 5/2011 (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i soggetti sottoscriventi
il Secondo Patto Formale di cui al punto 13 onde soppesare le proposte di elaborazione e
concordare a riguardo.
15.3) Probabile approvazione da parte degli organi consiliari comunali delle proposte di
pianificazione, stante la generale competenza in materia urbanistica ai sensi dellart. 42 del TUEL.

16) Invio delle proposte di pianificazione comunali alla Regione Campania onde ottenere la
convocazione della Conferenza Permanente di Pianificazione ex art. 5 L.R. Campania 13/2008. In
alternativa, richiesta di riunione della stessa per iniziativa della Provincia casertana258.
Da sottolineare, comunque, come la partecipazione sarebbe solo limitata alla Regione e alla
Provincia, mentre Comuni e altri soggetti istituzionali ricoprirebbero un ruolo consultivo.

255
Pur premettendo la natura interattiva riconosciuta dal legislatore campano al Laboratorio di Pianificazione,
occorrerebbe forse individuare un modo pi diretto per coinvolgere i privati attraverso la pubblicazione di una sorta
di avviso (o di pre-bando). Negli intenti del sottoscritto, leventuale successiva formalizzazione della disponibilit del
privato non dovrebbe ancora comportare degli specifici obblighi a carico dellente acquirente, a parte una generica
precedenza rispetto alle altre proposte irrevocabili di vendita che potrebbero arrivare dopo la pubblicazione del
bando di cessione o cessione pure in permuta.
256
Con particolare riferimento alla localit di arrivo del flusso di delocalizzazione NON residenziale, se fosse il caso:
completamento della ricognizione degli immobili gi detenuti in partenza da enti, qualora ci non fosse avvenuto
prima della stipulazione del Secondo Patto Formale.
257
Vale quanto scritto nella nota 255. Da ricordare, per, che i terzi della localit di arrivo parteciperebbero soltanto
ad un bando di alienazione nellambito di una delocalizzazione unicamente residenziale.
258
Rispetto alla sola delocalizzazione NON abitativa, altro soggetto richiedente la Conferenza di Pianificazione
potrebbe essere il Consorzio ASI di Caserta.
[124]

Stipulazione di unIntesa Provincia-Regione in virt del c. 7 del suddetto art. 5 (anche se, a umile
parere del sottoscritto, la formulazione di codesta norma dopo la modifica operata dalla L.R.
Campania 6/2016 parrebbe, in teoria, lasciare spazio anche ad altri soggetti presenti a diverso
titolo alla Conferenza Permanente).

17) Prima della Conferenza di Servizi menzionata nel successivo punto 18. Rispetto al processo di
rilocalizzazione NON residenziale da tenersi in Parete verso le odierne zone omogenee C1, C2 e D4
(come indicate nella premessa del capitolo) e per effetto della convenzione integrativa di cui al
punto 12 (o 14.2) appositamente stipulata.
17.1) Caso mai non fosse gi avvenuto in precedenza, completamento degli elaborati grafici ad un
livello preliminare (o almeno soltanto di massima) di PIP qualora i lottizzanti originari avessero
deciso di rinunciare ad ogni modo alla propriet sugli immobili (suoli e stabili) da coinvolgere.
17.2) In alternativa al punto 17.1, caso mai non fosse gi avvenuto in precedenza, completamento
degli elaborati grafici ad un livello preliminare (o almeno soltanto di massima) di PL qualora i
lottizzanti originari avessero scelto di mantenere ad ogni modo la propriet sugli immobili (suoli e
stabili) da coinvolgere.
17.3) In continuit col punto 17.2, eventuale completamento degli elaborati grafici ad un livello
preliminare (o almeno soltanto di massima) di PL dufficio qualora i lottizzanti originari, pur avendo
voluto mantenere la propriet sui beni da coinvolgere, non avessero frattanto provveduto con un
proprio PUA.

Sul tema si riterrebbe poi necessario un favorevole assenso del Consiglio Comunale paretano, stante la
generale competenza urbanistica di questorgano in virt dellart. 42 c. 2 lettera B del D. Lgs. 267/2000.

Una preparazione seppure approssimativa dellelaborato (PIP o PL o PL dufficio) per la riclassificazione


delle attuali zone omogenee C1, C2 e D4 259 sarebbe utile alfine di consentire poscia al privato paretano
delle zone D2, D3, D1, nonch delle aree sparse del comune, e gi dotato del suo stabile extraresidenziale
finito e/o funzionante, di poter valutare in modo almeno pi appropriato unipotesi di futura
rilocalizzazione in Parete anzich di delocalizzazione altrove.
Si anticipa che il sottoscritto ha collocato il momento di questultima valutazione in corrispondenza del
punto 22.

18) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione, tavolo tecnico o cosaltro di simile) fra i
soggetti sottoscriventi lAccordo ex art. 15 L. 241/1990. Essa potrebbe vertere, anzitutto,
sullassenso dei partecipanti ai contenuti:
- dello schema di Accordo ex art. 15 presentato dallAmministrazione proponente;
- dello schema del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che sarebbero interessati alla
cessione in permuta ovvero alla sola cessione del proprio immobile residenziale ubicato a
Parete (attuali zone C1 e C2);
- dello schema del bando per la raccolta delle adesioni di terzi che sarebbero interessati alla sola
cessione della piena propriet dellimmobile sito nella localit di arrivo;
- degli schemi dei contratti definitivi di cessione in permuta ovvero di sola cessione della piena
propriet degli immobili paretani posseduti a fini residenziali (attuali zone C1 e C2);

259
Negli intenti del sottoscritto, il tipo di elaborato grafico del punto 17 e segg. dovrebbe rappresentare un passo in
avanti rispetto a quelli di massima del punto 1.4, onde meglio specificare i cambiamenti previsti per limitate porzioni
del territorio paretano.
[125]

- dello schema del contratto definitivo di sola cessione degli stabili e dei terreni detenuti da terzi
nella localit di arrivo;
- dello schema del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che sarebbero interessati alla
cessione in permuta ovvero alla sola cessione della piena propriet dei propri immobili
posseduti per scopi NON abitativi e ubicati a Parete (attuali zone D4, D2, D3 e quantaltro
sparigliato nel territorio comunale);
- degli schemi dei contratti definitivi di cessione in permuta ovvero di sola cessione della piena
propriet degli immobili paretani posseduti NON per scopi abitativi (attuali zone D4, D2, D3 e
quantaltro sparigliato nel territorio comunale)260.

In aggiunta, la Conferenza sarebbe chiamata a esprimere un proprio primissimo favorevole assenso


sullelaborato progettuale (di massima ovvero preliminare) di PIP o PL o PL dufficio in relazione ai luoghi
paretani di approdo del flusso di rilocalizzazione NON residenziale interno. Ci perch si ritiene necessario
limitare il potere discrezionale di una sola parte istituzionale (in questo caso il Comune di Parete) rispetto
alla stesura, seppure ancora probabilmente approssimativa, di un progetto destinato a influenzare pure il
movimento di delocalizzazione diverso da quello abitativo verso laltra localit del Casertano.

19) Accordo ex art. 15 L. 241/1990 fra tutti i soggetti sottoscrittori del successivo Accordo di
Pianificazione di cui al punto 35 261.
Si evidenzia lutilit che fra i firmatari vi siano figure (anzitutto pubbliche) erogatrici di risorse
finanziarie per gli acquisti (anche in permuta), nonch, ovviamente, di altre con disponibilit di
stabili gi esistenti e/o di terreni edificabili.
19.1) Specifiche prescrizioni concernenti la fase delle alienazioni (anche in permuta) a fini abitativi
delle piene propriet di immobili262.
19.1.1) Circa Parete: avvio della raccolta delle adesioni di coloro che sarebbero interessati alla
cessione in permuta o alla sola cessione dei propri immobili residenziali (terreni e stabili). A questo
riguardo, va tuttavia precisato come i lottizzanti dei PUA vigenti potrebbero esprimersi
inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al punto 12 (o 14.2).
Tenendo conto dellesigenza di delocalizzare, ribadita instancabilmente la necessit di
coinvolgere (in tutto o in parte) gli interessati delle attuali zone omogenee C1 e C2 come
circoscritte nella premessa di questo capitolo.

260
Tutti gli schemi di bando e contrattuali potrebbero essere predisposti dallunico ufficio per le acquisizioni
menzionato nel punto 13.1.
Per il solo caso di immobili extraresidenziali messi a disposizione dal Consorzio ASI, si ripete che il Paretano
fuoriuscente durante la fase dellalienazione potrebbe non usufruire di uno scambio in permuta, ma comunque
ricevere a mo di compensazione la piena propriet di un terreno o di uno stabile ubicato nellagglomerato industriale.
In aggiunta, per Parete, si scrive che lunico bando di cessione della piena propriet del bene senza permuta
andrebbe diretto in modo esclusivo ai pieni proprietari di un immobile, onde subordinare il trasferimento nel
distretto a un criterio quanto pi selettivo possibile.
261
Specie per i Comuni e la Provincia, la sigla dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 potrebbe essere preceduta da
unapposita deliberazione consiliare, in virt della generale competenza urbanistica riconosciuta a tale organo
dallart. 42 c. 2 lettera b) del D. Lgs. 267/2000.
262
Leventuale svolgimento di una fase delle alienazioni degli immobili NON abitativi dovrebbe coinvolgere, per
Parete, le zone D4, D2, D3 e tutte gli altri punti elencati nella premessa. Rispetto alla localit di arrivo, invece,
lAccordo ex art. 15 L. 241/1990 non prescriverebbe la raccolta delle adesioni private di terzi, presupponendo la
volont di un trasferimento limitato in questa fase a delle cessioni (in permuta o meno) di stabili e terreni gi detenuti
in origine dagli enti coinvolti.
[126]

19.1.2) Circa la localit di arrivo: raccolta delle adesioni di coloro che sarebbero interessati alla
sola cessione del proprio terreno e/o stabile, sempre qualora la ricognizione di cui al punto 14.4
degli immobili l detenuti dagli enti avesse nel frattempo portato a scarsi o nulli risultati.
19.1.3) Fissazione del periodo entro il quale i procedimenti dei punti 19.1.1 e 19.1.2 dovrebbero
terminare.
19.1.4) Prescrizione aggiuntiva: obbligo di determinazione dellesborso finanziario prima di
passare al momento esecutivo.

19.2) Prescrizioni concernenti la successiva fase di impostazione urbanistica263, di cui ai punti dal
25 e segg. al 33 e segg.
19.2.1) Eventuale individuazione, tramite delega o istituzione apposita, di un ufficio unico per le
espropriazioni le quali potrebbero avvenire sia nel paese di arrivo sia a Parete.
Tale previsione potrebbe tuttavia trovare perfezionamento anche a seguito della stipulazione di
una diversa convenzione ex art. 30 D. Lgs 267/2000. A riguardo, sosserva che ladesione degli enti
locali cos come precisati nel TUEL (anzitutto Comuni e Provincia, ma collesclusione della Regione)
potrebbe essere preceduta da una deliberazione del Consiglio ex art. 42 lettera c) di approvazione
dello schema; a sua volta, lassenso sullo schema potrebbe essere subordinato a modifiche a cura
della Giunta (Comunale o Provinciale) del Regolamento Ufficio e Servizi ex art. 48 c. 3 D. Lgs.
267/2000.
19.2.2) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di
simile) chiamata ad assentire sullo schema del bando per la raccolta delle adesioni dei possessori
di immobili NON residenziali in quel di Parete che, espropriati, accetterebbero di spostarsi proprio
nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione264.
Tale schema potrebbe venire predisposto dallUfficio Unico per le Espropriazioni menzionato nel
punto 19.2.1 265.
19.2.3) Circa il Comune di Parete, in misura antecedente linizio della procedura urbanistica:
raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati dalle zone D2, D3 e simili, vorrebbero vagliare la
possibilit di rilocalizzarsi a fini diversi da quelli abitativi nei punti di approdo individuati in
corrispondenza delle summenzionate zone C1, C2 e D4 o di trasferirsi nellaltro centro di Terra di
Lavoro di arrivo della delocalizzazione NON residenziale.
Nel contempo, raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati dalla zona D4, accetterebbero di
spostarsi proprio nel comune di arrivo del flusso di delocalizzazione NON residenziale266.
19.2.4) Rispetto alla localit di arrivo del flusso di delocalizzazione NON abitativa, prima dellinizio
della fase delle procedure urbanistiche: supplementare ricognizione degli immobili risultati
invenduti alla fine del momento delle alienazioni.

263
Nellart. 8 del Regolamento Regione Campania 5/2011 affermata la necessit eventuale di concludere succitato
Accordo prima delladozione dello strumento urbanistico.
264
Caso mai non fosse chiaro, si osserva che la successiva procedura ablatoria proseguirebbe comunque e
indipendentemente dalladesione al bando espropriativo; di conseguenza il senso di codesta ulteriore iniziativa
starebbe nella volont della P.A. di lenire in un qualche modo i disagi derivanti dalla perdita del proprio immobile.
265
Il bando potrebbe gi essere oggetto di assenso da parte della Conferenza di Servizi di cui al punto 18. Ci, per,
potrebbe imporre unanticipazione dei tempi rispetto allindividuazione dellipotetico e collegato Ufficio Unico,
presumibilmente da farsi per effetto del Secondo Patto Formale di cui al punto 13.
266
Il lettore potrebbe apparire perplesso innanzi alla formulazione reiterata di unipotesi di spostamento per motivi
NON residenziali proprio nella localit di arrivo, tenendo conto che il privato potrebbe continuare a non avere ragioni
per aderire. Nonostante ci, il sottoscritto ha voluto dedicarle dello spazio allinterno del processo di delocalizzazione.
[127]

19.2.5) Circa il Comune di Parete e quello di arrivo del flusso di delocalizzazione residenziale (e,
forse, anche NON residenziale): avvio delle rispettive procedure urbanistiche per quanto
riconducibili a ciascuno di essi267.
19.2.6) Fissazione del periodo o della data entro il quale (la quale) andrebbe terminata ognuna
delle summenzionate fasi.

19.3) Prescrizione per Parete e per la/le localit casertana/e di arrivo del flusso di delocalizzazione:
possibilmente in contemporanea con quel momento delliter di formazione degli strumenti
urbanistici generali che precede la loro adozione, preparazione dei progetti preliminari-definitivi
(e definitivi) delle opere pubbliche e di pubblica utilit eventualmente da realizzare268.
Per la rilocalizzazione da compiersi a Parete, fra laltro, potrebbe occorrere lallestimento di un
progetto preliminare-definitivo di PIP ex art. 27 L. 865/1971 per le attuali zone omogenee C1
(sponda a est della Circumvallazione e porzione settentrionale di via Bologna), C2 (porzione a
settentrione di via della Repubblica) e D4 (in primis, su via DAcquisto) qualora i privati avessero
gi deciso, colla convenzione integrativa del PUA di cui al punto 12 o 14.2, di rinunciare ad ogni
modo alla propriet sugli immobili (suoli e stabili) da coinvolgere.
Sempre per Parete, dovrebbero esservi uno o pi progetti concernenti abbattimenti e
riconversioni fondiarie a fini agricoli.

19.4) ULTERIORI E DEL TUTTO IPOTETICHE PRESCIZIONI rispetto alla sola delocalizzazione
residenziale nellambito della fase di impostazione urbanistica.
19.4.1) Per la localit di arrivo: supplementare ricognizione degli immobili acquisiti dai precedenti
proprietari e risultati invenduti per effetto della mancata permuta. Essi, infatti, potrebbero essere
nuovamente utili.
19.4.2) Per Parete: avvio della procedura per raccogliere le adesioni private di coloro che,
espropriati dalle zone C1 e C2 come indicate nella premessa, accetterebbero proprio la cessione
in piena propriet del suolo/stabile sito nella localit di arrivo269.
19.4.3) Fissazione del periodo entro il quale i procedimenti dei punti 19.4.1 e 19.4.2 dovrebbero
terminare.

Data lampia discrezionalit che si suppone il legislatore abbia voluto lasciare alle P.A. sul contenuto degli
Accordi ex art. 15, ipotizzato, infatti, che essi possano pure impartire delle istruzioni vincolanti rispetto
alle pianificazioni territoriali nei singoli comuni (di partenza e di arrivo). Nello specifico, si tratterebbe di
favorire una distribuzione pi armonica su scala provinciale dellimpatto in orizzontale delle zone di
insediamento abitativo270.

267
Quindi, caso mai non fosse gi avvenuto prima, anche per il Comune di arrivo si potrebbe arrivare alla revoca ex
art. 21 quinquies della L. 241/1990 di atti contrastanti della Giunta e del Consiglio.
268
Scontato osservare che nulla vieterebbe a ciascun ente coinvolto di approntare i propri progetti preliminari anche
antecedentemente, ad esempio fin dai tempi del Primo Patto Formale di cui al punto 7; per Parete, in particolare,
codesta attivit potrebbe addirittura avverarsi in corrispondenza del passaggio evidenziato nel punto 1.4. Il
sottoscritto di far riferimento al progetto preliminare poich, stando alle informazioni in suo possesso, appare
prolungata la vigenza degli artt. 17-23 del D. Lgs. 207/2010.
269
Vale quanto scritto nella nota 266, anche se, chiaramente, occorrerebbe qui ragionare in unottica di probabile
trasferimento a fini abitativi.
270
Anzi, nel Manuale operativo del Regolamento 4 agosto 2011 n. 5 di attuazione della L.R. 16/2004 in materia di
Governo del territorio (Quaderni di Governo del Territorio numero 1) poi chiarito che il contenuto degli Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 va a confluire proprio nei piani da adottare.
[128]

20) Per il Comune di Parete: revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA da parte della Giunta Comunale, a seguito del raggiungimento
dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 e cos come previsto nelle apposte convenzioni di cui al punto
12 (o 14.2) siglate coi privati271.

21) Apertura della fase delle alienazioni (anche in permuta) delle piene propriet di immobili nel corso
del processo di delocalizzazione residenziale.
21.1) Parete (concretizzazione del punto 19.1.1): pubblicazione di un bando per la raccolta delle
adesioni di coloro che sarebbero interessati alla cessione in permuta o alla sola cessione del
proprio suolo o fabbricato.
Il bando riconoscerebbe la possibilit di scegliere fra i due tipi di cessione; il trasferimento per
effetto della permuta, in particolare, andrebbe subordinato allaccettazione dellimmobile
individuato nella localit di arrivo.
Circa lalienazione in genere, ripetuto ancora che i privati dei PUA vigenti (C1 e C2) potrebbero
esprimersi inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa di cui al punto 12 (o
14.2).
Successiva comunicazione allente incaricato (o agli enti incaricati) che agiscono nellaltro paese
casertano del numero e della consistenza degli immobili a fini residenziali da acquistare a sua (loro)
volta da terzi nellambito della permuta.
21.2) Nella localit di arrivo (concretizzazione del punto 19.1.2): pubblicazione di un bando per la
raccolta delle adesioni dei terzi soggetti provati che sarebbero interessati alla sola cessione del
proprio terreno o stabile272 qualora la ricognizione di cui al punto 14.4 degli immobili l detenuti
dagli enti si fosse rivelata inconcludente in modo parziale o in toto.
Susseguente comunicazione al Comune di Parete concernente il numero, la consistenza e
lubicazione dei beni che potrebbero essere inclusi nella permuta.
21.3) Parete: manifestazione daccettazione della permuta da parte dei soggetti interessati.
21.4) Obbligo di determinazione dellesborso finanziario prima di procedere oltre.

22) Apertura della fase delle alienazioni (in permuta o meno) delle piene propriet di immobili
nellambito del processo di delocalizzazione NON residenziale273.

271
La revoca potrebbe essere sostituita dallattivazione di una clausola di inefficacia degli atti di adozione e di
approvazione di taluni PUA e di decadenza delle relative convenzioni. In questultima ottica una successiva
determinazione della Giunta avrebbe un mero valore dichiarativo.
OSSERVAZIONE AGGIUNTIVA: che si tratti di una revoca (o attivazione della clausola dinefficacia) come quella del
punto 20 o di revoca come quella del punto 12.1 (o 14.2), possibile che debbano venire restituite ai privati le somme
da loro devolute al Comune per la progettazione di precedenti Piani di Lottizzazione dufficio.
272
La pubblicazione del bando per le alienazioni a fini residenziali potrebbe seguire la conclusione della raccolta delle
adesioni private in quel di Parete.
273
Come precisato nella premessa, il corrente capitolo lascia principalmente spazio alla delocalizzazione abitativa.
Ci nonostante, a proposito della fuoriuscita NON abitativa verso unaltra localit di Terra di Lavoro, lautore continua
a sostenere lidea che una probabile fase delle alienazioni dovrebbe svolgersi prefissando alcuni limitati paletti.
In primis, per Parete, vi sarebbero due possibilit di cessione: una senza scambio immobiliare e una seconda
tramite, appunto, tale scambio collimmobile ubicato nella localit di arrivo. In aggiunta rimarrebbe la necessit di
una susseguente comunicazione da destinare allente coinvolto (o enti coinvolti) nella permuta che chiarirebbe la
consistenza del fabbisogno paretano.
In secundis, proprio per laltro luogo casertano, occorrerebbe circoscrivere le alienazioni alla sola permuta degli stabili
e/o terreni gi detenuti in principio dai soggetti sottoscrittori i vari accordi interistituzionali, evitando novelle
acquisizioni alluopo.
[129]

Al suo interno, i Paretani potenzialmente coinvolgibili nella rilocalizzazione NON residenziale verso
le attuali zone omogenee C1, C2 e D4, dopo aver visionato pure uno degli elaborati di massima dei
punti 17.1, 17.2 e 17.3, avrebbero infine modo di accettare o rifiutare la piena propriet dei
manufatti e delle superfici collocati nella localit di arrivo i quali potrebbero divenire oggetto di
apposito scambio.

23) Chiusura della fase delle alienazioni (anche in permuta) delle piene propriet di immobili
nellambito del processo di delocalizzazione residenziale.
23.1) Parete: sigla di tutti i contratti definitivi relativi alla cessione senza permuta degli immobili274.
23.2) Nella localit di arrivo: firma dei contratti definitivi di sola cessione della piena propriet dei
beni detenuti da terzi privati e acquisizione degli stessi al patrimonio disponibile dellente (o
degli enti) compratore (compratori). Probabile stesura di un Piano per le Valorizzazioni e
Alienazioni ex art. 58 Legge 133/2008. Possibile variante urbanistica per adeguare le destinazioni
duso dei terreni e/o degli stabili.
Si osserva che uno o pi enti potrebbero avere la necessit di far precedere lapprovazione dei
propri Piani per le Alienazioni dalladozione o soltanto dalladeguamento dei corrispondenti
Regolamenti per le Alienazioni e Valorizzazioni.
23.3) Parete, dopo la sottofase di cui al punto 23.2: stipulazione dei contratti definitivi riguardanti
le operazioni di permuta immobiliare.
Per lesattezza, avverrebbero cessioni della piena propriet dei terreni e degli stabili paretani in
permuta diretta con la piena propriet, rispettivamente, di terreni e stabili siti nellaltro paese.

24) Chiusura della fase delle alienazioni (in permuta o meno) delle piene propriet di immobili
nellambito del processo di delocalizzazione NON residenziale275.

25) Fase introduttiva dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e
tenendo conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati
25.1) Eventuale istituzione di un Ufficio Unico per le Espropriazioni.
25.2) Passaggi relativi ai movimenti di rilocalizzazione/delocalizzazione NON abitativa.
25.2.1) Conferenza di Servizi ex art. 34 TUEL (ovvero riunione/i, tavolo/i tecnico/i o cosaltro di
simile) di cui al punto 19.2.2.

Attenzione, per. Nel caso vi fosse in questo momento la partecipazione del Consorzio ASI di Caserta, al Paretano
fuoriuscente verrebbe ceduto in piena propriet un immobile sito nellagglomerato industriale di turno non a titolo
di eventuale permuta, bens di semplice compensazione per lallontanamento subito.
274
In linea teorica, avendo i privati paretani presentato delle proposte irrevocabili, quelle relative alla vendita di
immobili con destinazione residenziale senza permuta potrebbero essere perfezionate con un contratto definitivo di
trasferimento gi prima della sottofase di cui al punto 21.2. Tuttavia si tratterebbe anche di anticipare la
determinazione di cui al punto 21.4.
275
ribadito che il corrente capitolo lascia principalmente spazio alla delocalizzazione abitativa. Ci nonostante, a
proposito della fuoriuscita NON abitativa verso unaltra localit di Terra di Lavoro si scrive che:
- per Parete varrebbe comunque la previsione del punto 23.1;
- per la localit di arrivo varrebbe quanto tracciato nel punto 23.2, tranne le novelle acquisizioni di beni
detenuti da terzi, del tutto escluse;
- per Parete rimarrebbe il passaggio di cui al punto 23.3.
Attenzione, per. Se durante la fase delle alienazioni venissero impiegati pure degli immobili messi a disposizione del
Consorzio ASI vi sarebbero: la firma di ciascun contratto definitivo di cessione di terreni e stabili paretani (con o senza
la compensazione col bene sito nellagglomerato industriale); lapprovazione di un Piano delle Alienazioni e
Valorizzazioni consortile; la stipulazione dei contratti definitivi di vendita di suoli ed edifici ricadenti in zona ASI a
beneficio di quei Paretani interessati.
[130]

25.2.2) Per Parete, rispetto alle zone D2 e D3 e alle altre sezioni al difuori delle zone D come
indicate nella premessa: pubblicazione del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che,
espropriati, vorrebbero vagliare la possibilit di rilocalizzarsi nei punti di approdo individuati in
corrispondenza delle summenzionate zone C1, C2 e D4 o di trasferirsi nel comune di arrivo della
delocalizzazione NON residenziale.
25.2.3) Per Parete, rispetto alla zona D4 come indicata nella premessa: pubblicazione del bando
per la raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati, accetterebbero di spostarsi proprio nel
comune di arrivo del flusso di delocalizzazione NON residenziale.
25.2.4) In continuit coi punti 25.2.2 e 25.2.3: prima conseguente comunicazione del fabbisogno
di immobili da soddisfare anche tramite procedura ablatoria276 nellaltro paese casertano 277.
Nella suddetta, in particolare, occorrerebbe cominciare a circoscrivere il fabbisogno di immobili a
scopo non residenziale legato a quel numero di suoli e stabili della zona D4 che, pur restando nelle
mani dei proprietari originari, verrebbero ora sfruttati con una destinazione duso diversa da
quella dellodierno PRG278.
25.2.5) Rispetto al luogo di arrivo del flusso di delocalizzazione NON abitativa, prima dellinizio
degli iter urbanistici: supplementare ricognizione, da parte degli enti possessori, di quei beni
risultati invenduti alla fine del momento delle alienazioni. Successiva comunicazione
sullubicazione e la consistenza degli stabili e/o dei terreni indirizzata al Comune di Parete.
25.3) PASSAGGI DEL TUTTO IPOTETICI rispetto alla delocalizzazione residenziale.
25.3.1) Nella localit di arrivo: suppletiva verifica degli immobili da usarsi alluopo, risultati inceduti
per effetto della mancata permuta, che verrebbe utilizzati in questa fase. Comunicazione
susseguente al Comune di Parete circa il numero, la consistenza e lubicazione.
25.3.2) Rispetto alle zone C1 e C2 di Parete come indicate nella premessa: preparazione di uno
schema del bando per la raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati, accetterebbero di
spostarsi proprio nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione.
Il bando potrebbe essere predisposto dallufficio unico per le espropriazioni e divenire loggetto
dellassenso di unapposita Conferenza dei Servizi279.
25.3.3) Rispetto a Parete: pubblicazione del bando di cui al punto precedente e raccolta delle
adesioni private.

26) Fase Uno-A dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune nellambito del flusso di
delocalizzazione residenziale (ma forse anche NON residenziale). Limitatamente ai Piani e tenendo
conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati.
26.1) Stesura dei Preliminari degli strumenti urbanistici (PUC o PRG o loro varianti).
26.2) Stesura del Rapporto Preliminare VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e consultazione
degli SCA (cio dei soggetti competenti in materia ambientale).
26.3) Approvazione dei Preliminari degli strumenti urbanistici e del Rapporto Preliminare VAS.

276
Va rimembrato che, allo stato attuale, eventuali interventi espropriativi in zona ASI potrebbero divenire realt
solo tramite un PIP, visto che il Consorzio industriale ha il proprio PRG scaduto da lungo tempo.
277
La comunicazione avrebbe lutilit di aiutare a delimitare ulteriormente i fondi, gli stabili o comunque larea
destinata a un insediamento PIP.
278
In tal caso, difatti, gli immobili coinvolti muterebbero comunque la loro destinazione duso, da recuperarsi quindi
altrove.
279
Caso mai non fosse chiaro, si osserva che la successiva procedura ablatoria proseguirebbe comunque e
indipendentemente dalladesione al bando espropriativo; di conseguenza il senso di codesta ulteriore iniziativa
starebbe nella volont della P.A. di lenire in un qualche modo i disagi dellespropriato derivanti dalla perdita del
proprio immobile.
[131]

26.4) Redazione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS (includente una Sintesi
non Tecnica).
26.5) Adozione degli strumenti urbanistici e del Rapporto Ambientale VAS in sede di Giunta
Comunale.

Rispetto al flusso delocalizzazione a fini residenziali dalle zone C1 e C2 di Parete, da sottolineare come
uneventuale inefficacia del PRG del Comune di arrivo potrebbe spostare alla fase del procedimento
urbanistico pure la modifica delle classificazioni immobiliari funzionali allapprovazione del Piano per le
Alienazioni (di cui al punto 23.2) e, quindi, alla definitiva deliberazione su questultimo.

27) Fase Uno-B1 dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere da farsi in
Parete nellambito del flusso di rilocalizzazione NON residenziale ed eventualmente gi da allegare
ai Piani (concretizzazione di quanto previsto nel punto 19.3).
27.1) Preparazione di un progetto preliminare-definitivo di PIP qualora i privati delle zone C1, C2
e D4, come precisate nella premessa, avessero gi deciso, colla convenzione integrativa del PUA
di cui al punto 12 o 14.2, di rinunciare ad ogni modo alla propriet degli immobili da coinvolgere;
pi esattamente, si potrebbe optare per unimpostazione capace di stimolare poscia delle forme
di condominio industriale fra gli assegnatari eventuali.
27.2) Preparazione di uno o diversi progetti preliminari di PL qualora i privati delle zz.oo. suddette
avessero scelto, colla convenzione integrativa del PUA di cui al punto 12 o 14.2, di mantenere ad
ogni modo la propriet dei suoli e degli stabili da coinvolgere280.
A tal proposito, si afferma che la P.A. dovrebbe intimare ai preesistenti lottizzanti di ultimare la
stesura dei loro PUA ben prima dellepoca di adozione degli strumenti urbanistici, onde consentire
la predisposizione di PL dufficio (ex art. 28 c. 11 ultima frase) in caso di disattesa della controparte.
27.3) Preparazione di uno o vari PL dufficio qualora i lottizzanti originari non avessero provveduto
e comunque in misura antecedente ladozione dello strumento urbanistico.

28) Fase Uno-B2 dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere pubbliche e
di pubblica utilit da farsi in ogni localit (di partenza e di arrivo) nellambito del flusso di
delocalizzazione residenziale ed eventualmente gi da allegare ai Piani (concretizzazione di quanto
previsto nel punto 19.3).
28.1) Preparazione dei progetti preliminari-definitivi, caso mai ci non fosse avvenuto in
precedenza.

29) Fase Uno-B3 dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Progetti delle opere pubbliche e
di pubblica utilit da farsi in ogni localit (di partenza e di arrivo) nellambito del flusso di
delocalizzazione NON residenziale ed eventualmente gi da allegare ai Piani (concretizzazione di
quanto previsto nel punto 19.3).
29.1) Preparazione dei progetti preliminari-definitivi, caso mai ci non fosse avvenuto in
precedenza281.

280
A differenza di quanto previsto nel punto 17.2, la presentazione di un progetto preliminare di PL sarebbe qui
inevitabile.
281
Rispetto alla localit di arrivo potrebbe occorrere la redazione di un progetto preliminare-definitivo di PIP anche
alla luce della raccolta delle adesioni private di cui ai punti 25.2.2 e 25.2.3.
[132]

30) Fase Uno-B4 dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Rispetto ai diversi progetti delle
opere pubbliche e di pubblica utilit da farsi in Parete (rilocalizzazione NON residenziale) e nella
localit di arrivo del flusso di delocalizzazione residenziale (ma forse anche NON residenziale).
30.1) Dal punto di vista ambientale: eventuale stesura di uno o pi Studi Preliminari Ambientali;
verifica di assoggettabilit a VIA (Valutazione dImpatto Ambientale); possibile susseguente
momento di scoping.
30.2) Dal punto di vista non ambientale: probabilit di convocare una o pi Conferenze di Servizi
ex artt. 14 c. 3 (primi tre periodi e ultimo) e 14-bis della L. 241/1990.
30.3) Redazione di uno o pi progetti definitivi; stesura di uno o pi Studi Ambientali in ambito
VIA.
30.4) Adozione degli strumenti urbanistici con allegati i progetti definitivi.

31) Fase Due-A dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Limitatamente ai Piani e tenendo
conto della probabilit di svolgere pure i passaggi qui elencati.
31.1) Consultazione popolare avente come oggetto gli strumenti urbanistici e il Rapporto
Ambientale VAS. Esame delle osservazioni pervenute effettuato dalla Giunta Comunale.
31.2) Nel contempo, in quel di Parete, i soggetti espropriati delle zone D2 e D3, nonch delle altre
sezioni extraresidenziali citate nella premessa, manifesterebbero la propria accettazione o rifiuto
alla rilocalizzazione nella parte est del paese e/o al trasferimento nella localit casertana. Nel
secondo caso, relativa comunicazione del Comune paretano allaltro di Terra di Lavoro.
31.3) Nel contempo, per la zona D4 di Parete: i soggetti espropriati manifesterebbero la propria
accettazione o rifiuto al trasferimento nella localit casertana. Tale facolt, inoltre, dovrebbe
essere esercitata pure da coloro che rimarrebbero proprietari immobiliari anche dopo il cambio di
destinazione duso.
Relativa comunicazione del Comune paretano allaltro di Terra di Lavoro volta a precisare
definitivamente il complessivo fabbisogno di superfici e manufatti per fini non abitativi
discendente dal comparto in questione.
31.4) Acquisizione di quella quota di assensi e simili legata sia agli strumenti urbanistici sia al
Rapporto Ambientale VAS.
31.5) Conferenze di Servizi avente per oggetto gli strumenti urbanistici. Conferenze di Servizi
appositamente riguardanti il Rapporto Ambientale VAS.

31.6) ENNESIMA AZIONE DEL TUTTO IPOTETICA rispetto alla delocalizzazione residenziale. Dopo
ladozione dello strumento urbanistico nella localit di arrivo e la successiva valutazione degli
immobili in cui ci si trasferirebbe, avrebbe luogo (o meno) laccettazione formale da parte dei
partecipanti paretani al bando di cui al punto 25.3.3.
31.6.1) Susseguente comunicazione agli enti interessati che agiscono nellaltro paese casertano
del numero di quanti Paretani acconsentirebbero. Con essa, per, occorrerebbe anzitutto
precisare il fabbisogno di immobili a scopo residenziale legato a quel novero di suoli e stabili delle
zone C1 e C2 che, pur restando nelle mani dei proprietari originari, verrebbero ora sfruttati per
una rilocalizzazione NON abitativa282; in particolare, anche a codesti individui andrebbe data la
facolt di accettare oppure no un recupero residenziale proprio nella localit di arrivo.

282
In tal caso, difatti, gli immobili coinvolti muterebbero comunque la loro classificazione urbanistica, da
recuperarsi quindi altrove. Tuttavia occorrerebbe pur sempre accertarsi preliminarmente della presenza di beni
nella localit di arrivo rimasti invenduti al termine della fase delle alienazioni.
[133]

32) Fase Due-B dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Circa i progetti delle opere
pubbliche e di pubblica utilit, cos come accennate nei punti 27 e segg., 28 e seg., 29 e seg., 30 e
segg., eventualmente gi da allegare ai Piani.
32.1) Dal punto di vista ambientale: pubblicazione di uno o pi progetti definitivi e di uno o pi
Studi di Impatto Ambientale (inclusa una Sintesi non tecnica) onde favorire lapposizione di
osservazioni popolari.
32.2) Laddove occorressero delle espropriazioni: avviso ex art. 16 DPR 327/2001 ai proprietari
degli immobili per averne le presumibili osservazioni.
32.3) Controllo delle osservazioni popolari pervenute nellambito VIA da parte dellAutorit
Procedente. Esame delle possibili osservazioni sopraggiunte in virt dellart. 16 DPR 327/2001 da
parte del dirigente preposto allUfficio espropriazioni.
32.4) Conferenze di Servizi su uno o pi progetti definitivi delle opere da farsi ex artt. 14 c. 3
(penultimo e ultimo periodo), 14-bis c. 7 e 14-ter L. 241/1990. Conferenze di Servizi in ambito VIA
allo scopo di ricevere i relativi assensi dai soggetti competenti in materia ambientale.

33) Fase Tre dei procedimenti urbanistici per ciascun Comune. Segmento conclusivo.
Dichiarazione di coerenza dei Piani (o loro Varianti) rispetto al PTCP da parte della Provincia di
Caserta; parere sul Rapporto Ambientale rilasciato dallAutorit Competente VAS; provvedimento
VIA sui progetti delle opere da farsi e allegate ai Piani; possibile revisione dei PUC/PRG (o Varianti)
a seguito dellacquisizione dei vari pareri; seconda adozione in sede di Giunta.
Passaggio nei Consigli Comunali per un assenso conclusivo sui PUC/PRG integrati col Rapporto
Ambientale VAS e coi progetti definitivi delle opere da farsi.

A modestissimo avviso del sottoscritto, per Parete, in caso di lottizzazione dufficio relativa ai punti di
approdo della rilocalizzazione, dopo la seconda adozione in Giunta (o, al massimo, dopo lassenso
conclusivo) e prima del Decreto regionale, il/i relativo/i progetto/i definitivo/i potrebbe/potrebbero gi
essere notificato/i ai lottizzanti originari intenzionati a rimanere proprietari degli immobili malgrado una
novella destinazione duso (attuale z.o. D4) o classificazione urbanistica (odierne zz.oo. C1 e C2). Sul tema,
va osservato che costoro, qualora non manifestassero esplicitamente la loro accettazione, con o senza una
richiesta di modifica, entro 30 giorni dallapposita comunicazione, sarebbero destinatari di una
susseguente procedura di espropriazione283; in aggiunta, la mancata adesione al/i PL dufficio potrebbe
divenire oggetto di una speciale determina che il Comune di Parete invierebbe al Comune di arrivo, in
modo da spingere questultimo, in sede di completamento del proprio strumento urbanistico, a rivedere
possibilmente verso il ribasso gli ipotetici incrementi volumetrici vagheggiati in occasione della
sottoscrizione della convenzione integrativa del PUA di cui al punto 12 (o 14.2), nonch esattamente
concordati tra i vari enti coinvolti 284.

283
Si preso spunto dallart. 28, penultimo e ultimo comma, della L. 1150 del 1942. In particolare, bisognerebbe
vagliare la fattibilit di unanticipazione dei tempi dato che tale norma rimanda a unapprovazione del progetto
definitivo di lottizzazione.
284
Quindi, lassenso finale sullo strumento urbanistico della localit di arrivo potrebbe venire preceduto da un ultimo
ritocco conseguente alla citata determinazione paretana, sia in ottica NON residenziale sia residenziale.
Attenzione, per. In riferimento alla mancata accettazione di uno o diversi PL dufficio redatto/i per la zona omogenea
D4, e nel caso in cui la controparte istituzionale del municipio paretano fosse costituita dal Consorzio ASI e non da un
altro Comune casertano, potrebbe trovare spazio un approccio decisamente pi punitivo contraddistinto dal non
riconoscimento di qualsivoglia crescita dimensionale, specie se ladozione e lapprovazione del nuovo Piano dAssetto
Consortile (o, almeno, di ciascun distretto di approdo della delocalizzazione) andassero per le lunghe.
Circa gli incrementi volumetrici per quei punti delle zone C1, C2 e D4 costituenti luoghi di approdo della
rilocalizzazione in Parete in caso di mancata accettazione dei PL dufficio, si rimanda a quanto velocemente abbozzato
nei capitoli 18 e 19.
[134]

A margine, occorre evidenziare che ogni PL dufficio, sarebbe da intendersi o come elemento integrante
dei Piani generali (o loro Varianti) o come Piano attuativo in grado di generare una variante a s stante.
Stessa duplice valenza sussisterebbe per ciascun PL redatto dai privati che, chiaramente, non delineerebbe
i profili di unazione ablatoria da parte della P.A, nonch per il probabile progetto definitivo di PIP285.

34) Elaborazione della bozza dellAccordo di Pianificazione da parte dellente proponente con
successiva valutazione in sede di Conferenza di Servizi (avente quindi una sorta di valore
deliberante)286.
In aggiunta, per Parete, la Conferenza potrebbe assentire sul modello di un ipotetico bando PIP (o
PL dufficio in caso di mancata accettazione privata) per la rilocalizzazione extraresidenziale nella
sezione comunale di approdo e sullo schema della discendente convenzione di assegnazione
immobiliare287.

35) Accordo di Pianificazione ex art. 6 L.R. Campania 13/2008. Si approfitta delloccasione per
sottolineare lutilit che fra i firmatari vi siano soggetti (anzitutto pubblici) erogatori di risorse
finanziarie per le espropriazioni in genere (nonch, se il caso, figure con disponibilit di alloggi gi
esistenti e/o di terreni edificabili a fini residenziali nellaltro paese casertano di arrivo del flusso di
delocalizzazione288).
35.1) Possibile prescrizione: fissazione delle date entro le quali emanare i decreti di esproprio,
approvare i progetti esecutivi delle opere da farsi, selezionare gli operatori alfine di procedere coi
lavori.

36) Ratifica dellAccordo di Pianificazione entro 30 giorni dalla stipulazione dello stesso da parte di
ogni organo competente allapprovazione dello strumento urbanistico (Consigli Comunali).
36.1) Decreto del Presidente della Giunta Regionale col quale lAccordo di Pianificazione
costituisce apposizione del vincolo preordinato allesproprio, nonch dichiarazione di pubblica
utilit, indifferibilit e urgenza per le opere eventualmente previste tanto nella localit di partenza
del flusso di delocalizzazione (Parete) tanto nellaltra localit (nelle altre localit) di arrivo di Terra
di Lavoro.
Da sottolineare come succitato Decreto funga altres da approvazione degli strumenti urbanistici
per ciascun Comune.

Data la sostanziale equiparazione effettuata dal legislatore regionale fra lAccordo di Programma e
lAccordo di Pianificazione, possibile sostenere che, in virt dellart. 12 c. 13 della L.R. Campania 16/2004,
la dichiarazione di p.u. perde efficacia se entro cinque anni dallapprovazione non vengono avviati i
programmati lavori.

285
Quanto affermato varrebbe anche per unipotetica area PIP della localit di arrivo del flusso di delocalizzazione
NON abitativa.
286
Nel corso di questo capitolo ci si rif al contenuto dellart. 34 TUEL che posticipa lassenso dellorgano consiliare
alla ratifica successiva la stipulazione. Tuttavia, in virt di eventuali norme statutarie preesistenti, potrebbe essere
necessaria anche una deliberazione precedente alla firma dellAccordo.
287
Stessa cosa per unarea PIP ipotetica della localit di arrivo in caso di possibile delocalizzazione NON abitativa da
Parete.
288
Lipotesi aggiunta tra le parentesi, per quanto forse poco probabile, varrebbe laddove nella localit di arrivo
fossero ancora disponibili degli immobili fin dalla conclusione della fase delle alienazioni di cui ai punti 21 e 23.
[135]

37) A proposito del flusso di delocalizzazione a fini residenziali dalle zone C1 e C2 di Parete verso la
localit di arrivo, da osservare come uneventuale inefficacia del PRG di questultimo Comune
potrebbe spostare a un periodo susseguente il Decreto regionale anche il completamento della
fase delle cessioni in permuta di cui ai punti 23.2 e 23.3; difatti potrebbe essere stato necessario
modificare anzitutto le classificazioni urbanistiche onde pervenire allapprovazione del/i Piano/i
per le Alienazioni.
Ovviamente quanto qui descritto rappresenterebbe una fattispecie diversa rispetto a quella
ipotetica del punto 39.

38) PAESE DI PARETE: per le zone C1 e C2, da inquadrarsi quindi come punti di approdo della
rilocalizzazione NON residenziale In virt del siglato Accordo di Pianificazione.
38.1) Laddove fosse previsto un PIP o la concretizzazione di un PL dufficio non accettato dai
proprietari originari: pubblicazione di un bando in grado di dare un effettivo vantaggio a quelle
imprese paretane intenzionate a spostarsi dalle odierne zone D2, D3, D1, nonch da varie sezioni
diverse da quelle abitative sparigliate nel comune; assegnazione dei lotti289; attivit espropriativa
(del terreno non ancora edificato e in via di edificazione, ma lungi dal risultare trasformato; del
manufatto gi realizzato) da parte della preposta autorit con acquisizione al proprio patrimonio
disponibile.
38.2) Laddove i lottizzanti originari avessero fatto redigere un loro PL ovvero accettato un PL
dufficio, il Comune di Parete (anche per effetto di unapposita prescrizione in sede di
convenzione integrativa di quella originaria) potrebbe metterli in contatto col soggetto da
rilocalizzare per una cessione in piena propriet o una concessione in diritto di superficie o per un
semplice affitto290 degli immobili di atterraggio.

Con particolare riferimento ai suoli non ancora edificati e agli alloggi in corso di completamento delle zone
C1 e C2, sosserva che leventuale Autorit Espropriante potrebbe emanare un decreto motivato di
determinazione dellindennit provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex
art. 22-bis DPR 327/2001.

39) FLUSSO DI DELOCALIZZAZIONE ABITATIVA DALLE ZONE C1 e C2 DI PARETE. ENNESIMA AZIONE DEL
TUTTO IPOTETICA RISPETTO ALLA LOCALIT DI ARRIVO In virt del siglato Accordo di
Pianificazione e soltanto laddove fossero rimasti invenduti degli immobili residenziali per effetto
delle mancate permute (fase di cui ai punti 21 e 23).
39.1) Qualsivoglia ente mette a disposizione i terreni edificabili per fini residenziali che gi
possedeva cedendoli direttamente in piena propriet ai Paretani fuoriuscenti.
39.2) Qualsivoglia ente mette a disposizione gli alloggi che gi deteneva cedendoli direttamente
in piena propriet ai Paretani fuoriuscenti.

La cessione della piena propriet ai Paretani fuoriuscenti potrebbe essere preceduta dalla stesura di un
Piano (o Piani) per le Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 L. 133/2008. Sul tema, si ripete leventualit di
una propedeutica approvazione o, pi semplicemente, un preliminare adeguamento, del Regolamento per
le Alienazioni e Valorizzazioni.

289
Il sottoscritto ritiene che sarebbe assai importante fissare pure un vincolo di inedificabilit per la quota residenziale
(inclusa quella a titolo di guardiania).
290
Tale previsione potrebbe essere inclusa nella convenzione integrativa.
[136]

40) LOCALIT DI ARRIVO In virt del siglato Accordo di Pianificazione.


40.1) Anche in contemporanea colla fuoriuscita per motivi abitativi, svolgimento del flusso di
delocalizzazione NON residenziale in partenza dai vari punti paretani (zone D, ma non solo).
Non essendo il corrente capitolo incentrato su codesto tipo di trasferimento, si rimanda ai capitoli
4, 7 e 13.

41) PAESE DI PARETE: per la zona D4, da inquadrarsi quindi come punto di approdo della
rilocalizzazione NON residenziale In virt del siglato Accordo di Pianificazione.
41.1) Laddove fosse previsto un PIP o la concretizzazione di un PL dufficio non accettato dai
proprietari originari: pubblicazione di un bando in grado di dare un effettivo vantaggio a quelle
imprese paretane intenzionate a spostarsi dalle odierne zone D2, D3, D1, nonch da varie sezioni
diverse da quelle abitative sparigliate nel comune; assegnazione dei lotti291; attivit espropriativa
(del terreno non ancora edificato e in via di edificazione, ma lungi dal risultare trasformato; del
manufatto gi realizzato) da parte della preposta autorit con acquisizione al proprio patrimonio
disponibile.
41.2) Laddove i lottizzanti originari avessero fatto redigere un loro PL ovvero accettato un PL
dufficio, il Comune di Parete (anche per effetto di unapposita prescrizione in sede di
convenzione integrativa di quella originaria) potrebbe metterli in contatto col soggetto da
rilocalizzare per una cessione in piena propriet o una concessione in diritto di superficie o per un
semplice affitto292 degli immobili di atterraggio.

Con particolare riferimento ai suoli non ancora edificati e agli stabili in corso di completamento, sosserva
che leventuale Autorit Espropriante potrebbe emanare un decreto motivato di determinazione
dellindennit provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR
327/2001.
Da sottolineare, a scanso di ogni equivoco, che la procedura di cui al punto 41.1 abbraccerebbe gli immobili
detenuti sia da soggetti consenzienti e dissenzienti al trasferimento nella localit di arrivo sia da coloro che
non avessero mostrato interesse al bando di cui al punto 25.2.3.

42) PAESE DI PARETE: per le zone D2 e D3, nonch per tutti gli altri insediamenti diversi da quelli
abitativi sparigliati nel territorio locale, nellambito sia della rilocalizzazione sia della
delocalizzazione NON abitative In virt del siglato Accordo di Pianificazione.
42.1) Rispetto allo stabile gi edificato o in via di edificazione nelle zone D2 e D3: probabilit di
una procedura espropriativa.
42.2) Rispetto agli stabili gi edificati nella zona D1, a ridosso del prolungamento di via della
Repubblica, nel tratto ovest di via DAcquisto e, pi in generale, nella zona agricola a occidente
della Circumvallazione e della porzione meridionale di via Castagnola e, infine, nella parte est del
territorio comunale, l dove si riterrebbe opportuna una riclassificazione del suolo colla lettera E:
come appena sopra.
42.3) Rispetto al terreno ancora inedificato delle zone D2 e D3: come sopra.

In aggiunta, sosserva che leventuale Autorit Espropriante potrebbe emanare un decreto motivato di
determinazione dellindennit provvisoria con occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex
art. 22-bis DPR 327/2001.

291
Vedasi la nota 289.
292
Come nella nota 290.
[137]

Da sottolineare, a scanso di ogni equivoco, che la procedura espropriativa abbraccerebbe gli immobili
detenuti sia da soggetti consenzienti e dissenzienti al trasferimento nella localit di arrivo (ovvero alla
rilocalizzazione nei punti di approdo paretani) sia da coloro che non avessero mostrato interesse al bando
di cui al punto 25.2.2.

43) Territorio di Parete. Accadimenti concernenti le superfici inedificate.


43.1) Con riferimento ai suoli delle zone D2 e D3 da salvaguardare come agricoli e sottoposti perci
a precedente acquisizione (con o senza permuta) ovvero a successiva espropriazione, nonch ad
inclusione nella categoria dei beni disponibili da parte dellente preposto: probabile preliminare
inserimento dei terreni in un Piano per le Alienazioni e Valorizzazioni con, se necessario, modifica
del Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni.
43.1.1) Possibile assegnazione in piena propriet ad un terzo soggetto privato, ritenendosi migliore
dellipotesi di detenzione comunale.
43.1.2) Alienazione diretta a favore del vicino che non ha costruito (poich il suo terreno ha subito
un semplice cambio di classificazione urbanistica, da edificabile ad agricolo, oppure poich esso
gi rientrava in zona E col passato PRG paretano).
43.1.3) In caso di bando con assegnazione: precedenza allimprenditore agricolo professionale ex
art. 1 del D. Lgs. 99/2004 con laggiunta di un eventuale vincolo di inedificabilit e/o di
immutabilit della destinazione fondiaria per un tot di anni293.

43.2) Con riferimento ai suoli inedificati da valorizzare tramite una classificazione colla lettera D
corrispondenti a parte dellodierna zona omogenea C1 (lungo via Circumvallazione, estremo
nord di via Bologna, superfici a settentrione di via DAcquisto), a una porzione della zona C2 (lato
a nord di via della Repubblica) e alla zona D4 (via DAcquisto) e sottoposti perci a precedente
acquisizione (con o senza permuta) ovvero a successiva espropriazione. Ipotesi aggiuntiva.
43.2.1) Qualora lente acquirente (o espropriante) non fosse il Comune di Parete, potrebbe
occorrere in primis una cessione ulteriore a favore di questultimo e anche a seguito del Piano
redatto ai sensi della Legge 133/2008 294.

44) Territorio di Parete. Possibili abbattimenti (nel senso stretto del termine, ma includendo pure dei
soli depaving) e riconversioni a vario scopo di edifici e aree di Parete coinvolti.

293
A riguardo, si rimanda appena alla previsione dellart. 66 della Legge n. 27 del 2012 che consente agli enti
territoriali di alienare e locare (anche tramite mandato irrevocabile affidato allAgenza del Demanio) gli appezzamenti
agricoli e a vocazione agricola.
294
Se gli eventi portassero a una diffusa espropriazione o cessione in permuta, alfine di eventualmente adeguare
linsediamento extraresidenziale in queste tre sezioni del mandamento paretano, almeno le successive fasi di
progettazione esecutiva e di gestione potrebbero essere subordinate a modalit di partenariato pubblico-privato. In
cotal guisa, si otterrebbe un alleggerimento delle spese immediate per lente pubblico, favorendo una remunerazione
del privato investitore entro archi temporali medio-lunghi.
Peraltro se fosse corretta lattivit di ricerca del sottoscritto, potrebbe valere lipotesi di cui allart. 17 c. 3 lettera c)
del DPR 380/2001, il quale prevede lesonero dal contribuito di costruzione per la realizzazione di opere pubbliche e
di pubblica utilit. Circa il requisito soggettivo dellente istituzionalmente competente, per lesattezza, la
giurisprudenza (ad esempio, Consiglio di Stato, sez. III, sentenza n. 6618 del 2002) ha voluto estenderlo anche ai
concessionari di lavori pubblici, partendo dallassunto che il vantaggio derivante dal citato sgravio si riverbererebbe
a favore della collettivit.
Lautore, quindi, suggerisce il ricorso a una forma di concessione di costruzione e gestione ex artt. 180, 181, 182,
nonch 184 e 185 del D. Lgs. 50/2016.
[138]

44.1) Qualora lente che ha effettuato lacquisto (con o senza permuta) o lespropriazione fosse
diverso dal Comune di Parete, potrebbe occorrere in primis una cessione ulteriore a favore di
questultimo e anche a seguito del Piano redatto ai sensi della Legge 133/2008 295.
44.2) Ipotetico inserimento preliminare degli abbattimenti e delle riconversioni nel Piano
Triennale delle Opere Pubbliche e nellElenco Annuale del Comune paretano. Ci sarebbe fatto
eventualmente precedere da una valutazione sullopportunit di suddividere degli interventi in
lotti funzionali.
44.3) Livello di progettazione richiesto prima delleffettivo avvio dei lavori: esecutivo. Probabile
nomina di un Coordinatore per la Sicurezza nella Progettazione e redazione da parte di
questultimo di un Piano di Sicurezza e Coordinamento. Selezione tramite procedura di appalto del
soggetto incaricato dei lavori.
44.4) Nomina del Coordinatore per la Sicurezza nellEsecuzione, qualora per un determinato
intervento fossero presenti pi ditte esecutrici. In caso opposto, la singola impresa dovrebbe
redigere il Piano di Sicurezza Sostitutivo.
44.5) Stesura del Piano Operativo di Sicurezza per mano della ditta esecutrice; necessit molto
probabile di preparare altres un Piano di Demolizione, inteso come parte integrante del citato
POS.
Si suggerisce un Piano di Demolizione che, oltre a indicare le modalit di messa in sicurezza del
sito, propenda per un procedimento selettivo, onde consentire uno scarto fra il materiale
riutilizzabile (con o senza apposito trattamento) e quello solo destinato allo smaltimento.
44.6) Nel caso di demolizione di edifici, limpresa esecutrice specializzata nellinstallazione del
ponteggio (metallico o non) avrebbe lobbligo di redigere il PIMUS se limpianto raggiungesse
unaltezza superiore ai 2 metri.
Tuttavia potrebbe capitare che il PIMUS fosse gi incluso nel POS di unaltra ditta esecutrice, sicch
quella del ponteggio resterebbe priva di significativi margini di programmazione.
44.7) Nellevenienza di pi ditte esecutrici, in misura antecedente lavvio delle operazioni, obbligo
a carico del Responsabile dei Lavori di effettuare la notifica preliminare allASL e alla Direzione
Territoriale del Lavoro.
44.8) Colle demolizioni si porrebbe il problema dei rifiuti edilizi, i quali generalmente vengono
classificati come speciali e non pericolosi; in tale ipotesi, sarebbe necessaria uniscrizione
dellimpresa edile (produttrice e/o trasportatrice di rifiuti) allAlbo Nazionale Gestori Ambientali
(previsione ex art. 212 c. 8 D. Lgs. 152/2006, poi confermata dallart. 8 c. 1 lettera D del Decreto
Ministero Ambiente 120/2014).
Se per emergessero dei dubbi sulla pericolosit dei rifiuti, occorrerebbero delle analisi
attraverso le quali verificare il superamento o meno delle soglie di concentrazione indicate nel
Regolamento UE 1357/2014; in caso affermativo, la ditta produttrice e/o trasportatrice dovrebbe
risultare registrata al SISTRI.
Di certo, ogni riserva sulla catalogazione dei rifiuti e qualunque dilemma legato alla scelta fra il
riuso e lo smaltimento degli stessi dovrebbero essere accantonati prima del trasporto dal sito di
produzione.

295
Nulla esclude che le operazioni di abbattimento e riconversione fondiaria descritte pur sommariamente nei punti
dal 44.2 al 44.8, nonch quelle comprese fra il 44.9 e 44.9.4 e tra il 44.10 e 44.10.1, potrebbero gi essere effettuate
dallente acquirente o espropriatore prima del passaggio al Comune di Parete. In tal senso tutto dipenderebbe dal
contenuto dellAccordo di Pianificazione.
[139]

44.9) Per i punti del territorio comunale paretano contraddistinti dallabbattimento delle opere
esistenti e poi dal successivo riempimento con terra (intesa come sottoprodotto ai sensi dellart.
184-bis del D. Lgs. 152/2006) propedeutico al ripristino di suolo utilizzabile per fini agricoli296.
44.9.1) Possibilit che le attivit di cui ai punti 44.9.2, 44.9.3 e 44.9.4 (ma pure quelle relative ai
punti dal 44.2 al 44.8, se fosse ritenuto utile) vengano precedute da un ulteriore segmento di
pianificazione naturalistica (dotata di un livello di progettazione esecutivo) chiamata a dare
indicazioni financo sulla scelta colturale e sul monitoraggio del suolo per il futuro.
44.9.2) Per le sezioni del comune contrassegnate dalla presenza di edifici privati a suo tempo eretti
in seguito al rilascio della prevista autorizzazione: necessit di verificare che, presso il Municipio,
vi sia la comunicazione del produttore del sottoprodotto di completo uso del terreno scavato (c. 3
art. 41-bis L. 98/2013), in modo da ricevere informazioni sul sito di deposito temporaneo e
definitivo dello stesso e poterlo recuperare; in aggiunta, prima del riposizionamento, eventualit
di dimostrare, tramite apposite analisi, che il suolo in questione non superi i valori CSC di cui alle
colonne A e B della tabella 1 dellAllegato 5 alla Parte IV del D. Lgs. 152/2006.
Quanto sopra osservato, varrebbe pure per quelle superfici del mandamento paretano gi
interessate a loro volta dalla realizzazione di opere pubbliche.
Caso mai il carteggio conservato nella casa municipale risultasse non esauriente o perfino
mancasse: accertamento presso lArpa Campania dellesistenza dellautocertificazione inviata
anteriormente allo scavo dal proponente (cos come definito nellart. 5 comma 1 lettera R del D.
Lgs. 152/2006) o dal produttore del sottoprodotto (c. 2 art. 41-bis L. 98/2013); o, addirittura,
ricerca del documento di trasporto del terreno (c. 4 art. 41-bis L. 98/2013)297. Incognite per codesti
due ultimi tipi di soluzione: difficolt di reperimento; la vigenza, al tempo di svolgimento dei lavori
di costruzione, di norme diverse da quelle odierne.
44.9.3) Nellipotesi in cui non fosse noto il sito di deposito definitivo del terreno a suo tempo
prelevato oppure nella circostanza in cui nel luogo destinato a riconversione fondiaria esistesse
unopera abusiva o sanata/condonata in quanto abusiva: utilizzo di terra proveniente dallo scavo

296
Il rimando va agli stabili eretti del tutto o meno delle zone D2 e D3, nonch agli altri fabbricati extraresidenziali
sparigliati nel resto del paese.
297
Malgrado lautore alluda in questo frangente a dei semplici movimenti di terra da un luogo allaltro, possibile
che essi richiedano pure un titolo abilitativo edilizio diretto. Per lesattezza, dovrebbe trattarsi di una CILA
(Comunicazione Asseverata di Inizio Lavori), tenendo conto di quanto appare allo stato attuale stabilito negli artt. 1
c. 2 e 2 c. 7 del D. Lgs. 222 del 2016, nonch nellart. 6-bis c. 1 del DPR 380/2001.
[140]

nelle localit casertane di arrivo del flusso di delocalizzazione298; o ricorso a del suolo estratto in
altri punti del mandamento paretano destinati alledificazione299.
Eventualit di dover provare, tramite apposite analisi, che la superficie da impiegare non superi i
valori CSC riportati nelle colonne A e B della tabella 1 dellAllegato 5 alla Parte IV D. Lgs. 152/2006.
44.9.4) Nellipotesi in cui il terreno di scavo originario non potesse essere pi utilizzato perch, ad
esempio, avviato a smaltimento in quanto rifiuto: rileggasi il punto 44.9.3.
44.9.5) Assegnazione della piena propriet a un terzo soggetto privato dei punti recuperati alluso
agricolo, ritenendosi migliore dellipotesi di detenzione comunale.
Probabile cessione diretta a favore del vicino che non ha costruito (poich il suo terreno ha subito
un semplice cambio di classificazione urbanistica, da edificabile ad agricolo, oppure poich esso
gi rientrava in zona E col passato PRG paretano).
In caso di bando con assegnazione, invece: precedenza allimprenditore agricolo professionale ex
art. 1 del D. Lgs. 99/2004 con laggiunta di un eventuale vincolo di inedificabilit e/o di
immutabilit della destinazione fondiaria per un tot di anni300.
In entrambe le circostanze: presumibile preliminare inserimento dei suoli in un Piano per le
Alienazioni e Valorizzazioni curato dallente detentore con, se necessario, modifica del
Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni.

44.10) Per le sezioni del comune paretano gi edificate ed eventualmente destinate


allabbattimento delle opere esistenti finalizzato ad altre forme di insediamento extraresidenziale
(con riferimento alle zone omogenee C1, lungo via Circumvallazione, nellestrema sezione nord di
via Bologna e per le superfici a settentrione di via DAcquisto, e C2, lato nord di via della
Repubblica).
44.10.1) Qualora fosse necessario ricorrere a della terra da scavo per un livellamento dei suoli
propedeutico a una successiva edificazione, si ritiene che potrebbe valere quanto appare delineato
nei punti dal 44.9.2 al 44.9.4 301.

298
Se il prelievo di terra nella localit di arrivo avvenisse nellambito di un progetto definitivo sottoposto a VIA,
lAutorit Proponente dovrebbe altres consegnare allAutorit Competente VIA un Piano di Utilizzo (P.U.) ex art. 5
D.M. Ambiente 161/2012, prima del rilascio del relativo provvedimento (cio dellunico decreto regionale nellipotesi
di raccordo VIA-VAS). Inoltre, ai sensi del comma 6 del summenzionato articolo, lattivit di scavo dovrebbe
cominciare entro due anni dalla presentazione del P.U.; mentre, sulla scia dellart. 186 c. 2 D. Lgs 152/2006, la durata
della fase di deposito del suolo non potrebbe di norma eccedere i dodici mesi in caso di reimpiego altrove (nello
specifico, Parete).
Viceversa se la sottrazione di terreno nel comune casertano di arrivo si svolgesse in occasione di lavori pubblici esclusi
dallassoggettabilit a VIA, in virt dellart. 186 c. 4 D. Lgs. 152/2006, la sussistenza dei requisiti come sottoprodotto
dovrebbe risultare da un allegato apposito al progetto (probabilmente esecutivo) nel quale sarebbe dimostrato il non
superamento delle soglie CSC menzionate pure nel medesimo punto 44.9.3 e prefissato un periodo di deposito del
suolo non superiore allanno. A questultimo proposito, tuttavia, il c. 2 dellart. 41-bis della L. 98-2013 riconosce altres
un tempo massimo di utilizzo superiore ai 365 giorni, qualora le opere da realizzarsi nel luogo di destinazione (nello
specifico, Parete) andassero per le lunghe.
Da sottolineare come in entrambi i casi, ai sensi del c. 5 dellart. 186 D. Lgs. 152/2006 (nonch del c. 7 dellart. 5 del
D.M. 161/2012 per le sole opere assoggettate a VIA), il mancato rispetto dei termini procedurali farebbe perdere la
qualifica di sottoprodotto al terreno, imponendo la destinazione in discarica a seguito dellautomatico passaggio
alla categoria del rifiuto (cos come definito nellart. 183 c. 1 lettera A del D. Lgs. 152/2006).
299
Potrebbe richiedersi in aggiunta una CILA in misura antecedente il movimento terra, qualora questultima fosse
depositata da tempo.
300
Leggasi la nota 293.
301
A questa fattispecie potrebbe altres estendersi il contenuto della nota 294.
[141]

A MARGINE

Rapida illustrazione di una delocalizzazione abitativa nellambito della quale sarebbe possibile un
Piano Urbanistico Attuativo di Edilizia Economica e Popolare (PEEP) rispetto al comune casertano
di arrivo

Premessa
Anche allinterno di codesto capitolo sono stati indicati quattro possibili scenari per gli immobili
paretani implicati potenzialmente nel processo di delocalizzazione residenziale: la cessione, la
cessione in permuta, lespropriazione e lespropriazione con accettazione del terreno o dello stabile
del comune di arrivo rimasto invenduto per mancata permuta.
Di essi, per, si ripete che solo la cessione in permuta col fondo o col fabbricato ubicato altrove
tenderebbe ad alimentare in modo importante il movimento in uscita. Difatti, mentre
lespropriazione con accettazione potrebbe rappresentare solo un momento eventuale e forse
quantitativamente marginale, la prima e la terza opzione non favorirebbero affatto un trasloco in
una precisa direzione.

In buona sostanza, limpresa di una pi armonica distribuzione degli insediamenti almeno


residenziali in tutta Terra di Lavoro potrebbe conseguire risultati minori di quelli desiderabili, dato
che lacquisizione di novelli beni nella localit di arrivo avverrebbe solo con una vendita da parte
degli originari possidenti, perfezionata poi specialmente con uno scambio immobiliare in permuta
da parte degli enti preposti. Di conseguenza, proprio per laltro paese casertano diverrebbe utile
lindividuazione di un apposito piano urbanistico attuativo includente il ricorso allespropriazione.

A tal proposito, si ribadisce lipotetica efficacia di un Piano di Edilizia Economica e Popolare (PEEP) di
cui allart. 35 della Legge 865 del 1971. Ci nonostante, per correttezza verso il lettore, di nuovo
evidenziato il probabile difetto di un PUA del genere, insito nel contrasto tra lo scopo essenziale del
PEEP, creato dal Legislatore nazionale per venire incontro a persone in condizioni economiche non
brillanti, e la natura dei Piani di Lottizzazione di iniziativa privata paretani che, viceversa, potrebbero
annoverare dei soggetti perfino in condizioni di agiatezza, quando non addirittura protesi alla pi
inopportuna speculazione edilizia.

Descrizione
Tutte le fasi cos come brevemente menzionate nei punti dall1 al 18 del capitolo 16 avverrebbero
comunque, ma con unaggiunta relativa ai punti 12 e 14.2.
Nelle convenzioni integrative rispetto a quelle originarie dei vari PUA sottoscritte dal Comune di
Parete e dai lottizzanti delle zone C1 e C2, infatti, per quanto possa di certo sembrare irrealistico,
considerando il particolare momento del processo di delocalizzazione, potrebbe venire inserita
unennesima opzione: quella che consentirebbe ai privati di prendere atto di uneventuale
espropriazione del proprio immobile e di accettare (dietro specifica manifestazione formale) il
contestuale trasferimento nellaltra localit casertana.
[142]

La sottoscrizione dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 implicherebbe quanto gi tratteggiato, seppure


nel modo che segue.
Prescrizioni concernenti la fase delle alienazioni (anche in permuta) a scopi abitativi: come
nei punti dal 19.1 al 19.1.4.
Prescrizioni concernenti la fase di impostazione urbanistica.
a. Istituzione probabile di un Ufficio Unico per le Espropriazioni come nel punto 19.2.1.
b. Per le attuali zone omogenee C1 e C2 di Parete, prima dellinizio della procedura
urbanistica: svolgimento di unapposita Conferenza di Servizi chiamata ad assentire
sullo schema del bando diretto ai soggetti da espropriare che accetterebbero di
traslocare nella localit di arrivo302.
Tale schema potrebbe essere comprensibilmente predisposto dallufficio unico
menzionato nella lettera a).
c. Per le attuali zone omogenee C1 e C2 di Parete, prima dellinizio della procedura
urbanistica: avvio della raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati, vorrebbero
soppesare lipotesi di un trasloco nella localit di arrivo.
d. Per la localit di arrivo, prima dellinizio della procedura urbanistica: supplementare
ricognizione degli immobili acquisiti a scopo residenziale dai precedenti proprietari
e risultati invenduti per effetto della mancata permuta poich essi potrebbero
essere usati in questa fase del processo di delocalizzazione.
e. Sia per Parete sia per la localit di arrivo: prescrizione come tratteggiata nel punto
19.2.5.
f. Circa il punto 19.3, per la localit di arrivo, sarebbe pure necessaria lelaborazione di
un progetto preliminare-definitivo di Piano di Edilizia Economica e Popolare ai
sensi dellart. 35 della L. 865/1971.

da precisare che lAccordo ex art. 15 L. 241/1990, riveduto come sopra, renderebbe superflue le
prescrizioni dei punti dal 19.4 al 19.4.3 poich un secondo flusso di spostamento nella localit di
arrivo non sarebbe solo collegato a qualche rimanenza immobiliare, bens rientrerebbe nellambito
di un apposito piano attuativo, il quale richiederebbe a sua volta una pianificazione vera e propria.

Dopo la stipulazione dellAccordo ex art. 15 della L. 241/1990, i momenti di cui ai punti dal 20 al 24
si svolgerebbero cos come sintetizzati nel capitolo.

Viceversa, le procedure urbanistiche, per quanto riconducibili a ciascun Comune, consterebbero


anche di taluni passaggti aggiuntivi:
Istituzione probabile di un Ufficio Unico per le Espropriazioni.
La Conferenza di Servizi di cui al punto 25.2.1 dovrebbe assentire sia rispetto al flusso di
delocalizzazione NON residenziale sia in rapporto alla fuoriuscita per motivi abitativi, come
evidenziato nella lettera b);
Svolgimento di quanto delineato nei punti dal 25.2.2 al 25.2.4.

302
Caso mai non fosse chiaro, si osserva che la successiva procedura ablatoria proseguirebbe comunque e
indipendentemente dalladesione a un bando espropriativo; di conseguenza il senso di codesta ulteriore iniziativa
starebbe nella volont della P.A. di lenire in un qualche modo i disagi derivanti dalla perdita del proprio immobile.
[143]

Per le attuali zone omogenee C1 e C2 di Parete, prima dellinizio delliter urbanistico, sulla
scia della previsione di cui alla lettera c): pubblicazione del bando per raccogliere le adesioni
di coloro che, non avendo partecipato alla fase delle alienazioni ovvero non avendo
beneficiato della cessione anche in permuta del proprio immobile, verrebbero espropriati e
che accetterebbero comunque di spostarsi nella localit di arrivo303.
Il sottoscritto approfitta delloccasione per ricordare come i lottizzanti dei PUA vigenti
potrebbero esprimersi inequivocabilmente in tal senso gi colla convenzione integrativa
di cui al punto 12 (o 14.2).
Susseguente comunicazione avente per oggetto la quantit di beni che dovrebbero essere
espropriati proprio nellaltro paese casertano; in essa, tuttavia, occorrerebbe anzitutto
precisare il fabbisogno di immobili a scopo residenziale legato a quel numero di suoli e stabili
delle zone C1 e C2 che, pur restando nelle mani dei proprietari originari, verrebbero ora
sfruttati per una rilocalizzazione NON abitativa.
Localit di arrivo: supplementare ricognizione degli immobili detenuti dagli enti possessori e
risultati invenduti per effetto della mancata permuta.
Nel contempo, laddove fosse necessario, il Comune di arrivo delimiterebbe ulteriormente il
novero dei beni o comunque larea destinata a insediamento PEEP304.
Successivo comunicato riguardante lubicazione e la consistenza degli stabili e/o dei terreni
indirizzato al Comune di Parete.
Svolgimento di quanto gi delineato nei punti 26 e segg. e 27 e segg.
Svolgimento di quanto gi accennato nei punti 28 e 28.1. In aggiunta, sarebbe utile la
preparazione di un progetto preliminare-definitivo di PEEP per la localit di arrivo alla luce
di tutte le risultanze emerse nelle fasi precedenti.
Svolgimento di quanto gi evidenziato nei punti 29 e 29.1.
Svolgimento di quanto gi prospettato nei punti 30 e segg.
Dopo ladozione dello strumento urbanistico per il centro di arrivo, i soggetti da espropriare
delle zone C1 e C2 di Parete manifesterebbero la propria accettazione o rifiuto al
trasferimento nella localit interessata dal PEEP; relativa comunicazione del Comune
paretano allaltro di Terra di Lavoro.
Lautore precisa che la stessa esternazione dovrebbe essere effettuata da coloro i quali, pur
rimanendo proprietari dei beni nelle zone C1 e C2, risulterebbero comunque coinvolti in un
flusso di delocalizzazione residenziale di recupero della loro possibilit di costruirsi un
alloggio.
Concretizzazione degli accadimenti ipotizzati nei punti dal 31 al 31.5, nonch 32 e segg.
Conclusione degli iter degli strumenti urbanistici per quanto riconducibile a ciascun Comune.
Per la localit di arrivo, il progetto definitivo di PEEP, modificato anche alla luce delle
eventuali adesioni dei Paretani da espropriare, sarebbe da intendersi o come parte
integrante dei Piani generali (o loro Varianti) o come Piano attuativo in grado di generare
una variante a s stante.

303
Questo momento non andrebbe soprattutto confuso con quello collegato allart. 16 del DPR 327/2001 che
dovrebbe comunque avere luogo.
304
Potrebbe poi essere necessario un avviso ai sensi dellart. 11 del DPR 327/2001.
[144]

Poscia, avrebbe luogo la Conferenza di Servizi antecedente lAccordo di Pianificazione la quale, oltre
a quanto scritto nel punto 34, potrebbe assentire, per la localit di arrivo della delocalizzazione
residenziale, sullo schema del bando PEEP e sulla discendente convenzione di assegnazione
immobiliare.
La stipulazione, la ratifica dellA. di P. per mano di ogni organo competente allapprovazione dello
strumento urbanistico e lemanazione del decreto del Presidente della Regione seguirebbero come
nei punti 35, 36 e 36.1.

Con lesecuzione dellAccordo di Pianificazione, vi potrebbe essere uninversione nel percorso


procedurale rispetto a quanto delineato nei punti 38.1 e 39 del capitolo poich lespropriazione nella
localit di arrivo ai fini PEEP rappresenterebbe un evento per nulla marginale.
Per laltro paese di Terra di Lavoro: pubblicazione di un bando PEEP effettivamente in grado
di favorire la traslazione dei Paretani; espropriazione del terreno o dello stabile per scopi
residenziali da parte della preposta autorit305 con acquisizione al proprio patrimonio e
successiva assegnazione diretta in piena propriet ai Paretani fuoriuscenti.
In alternativa, qualora non fosse necessaria lazione ablatoria (a causa di immobili gi
detenuti sin dal termine della fase delle cessioni pure in permuta), lente di turno
metterebbe solo a disposizione il suolo o il manufatto abitativo cedendolo direttamente ai
Paretani fuoriuscenti.
In tutti i casi, la cessione della piena propriet306 potrebbe essere preceduta dalla stesura di
un Piano (o Piani) per le Valorizzazioni e Alienazioni ex art. 58 L. 133/2008. Sul tema, si ripete
leventualit di una propedeutica approvazione e, pi semplicemente, adeguamento, del
Regolamento per le Alienazioni e Valorizzazioni307.
Per le attuali zone omogenee C1 e C2 di Parete: procedura espropriativa a cui,
comprensibilmente, andrebbero sottoposti gli immobili posseduti sia da soggetti decisi o
meno a spostarsi nella localit di arrivo sia dai disinteressati in genere alla stipulazione della
convenzione integrativa di quella originaria del PL e/o ai bandi delle fasi di alienazione e
urbanistica. In tal ottica, nulla osterebbe: n il terreno inedificato n lalloggio in via di
costruzione, ma ancora lungi dallessere terminato, n lo stabile gi eretto.
Con particolare riferimento ai suoli non ancora trasformati e ai fabbricati in corso di
completamento, lAutorit Espropriante potrebbe emanare un decreto motivato di
determinazione dellindennit provvisoria con occupazione durgenza preordinata
allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.

305
LAutorit Espropriante potrebbe altres emanare un decreto motivato che determini lindennit provvisoria con
occupazione durgenza preordinata allespropriazione ex art. 22-bis DPR 327/2001.
306
Approfittando delloccasione per ragionare in linea puramente teorica, sosserva che la cessione della piena
propriet al Paretano fuoriuscente potrebbe venire affiancata da soluzioni alternative come la locazione e la
concessione in superficie dello stabile sito nella localit di arrivo, e come la concessione in superficie del terreno
ubicato sempre nellaltro paese casertano; in un senso o nellaltro, risulterebbe cruciale la scelta del medesimo
Paretano da espropriare. Ci malgrado, lostacolo maggiore allutilizzo di accorgimenti come i suddetti potrebbe
consistere nellesigenza degli enti coinvolti di rientrare dellesborso da loro effettuato per lacquisizione ex DPR
327/2001.
307
Per gli enti territoriali, tale incombenza, ai sensi dellart. 42 comma 2 lettera l) del D. Lgs. 267/2000, dovrebbe
spettare allorgano consiliare.
[145]

Infine, rispetto ai Paretani intenzionati ad accettare il trasloco succitato, ma frattanto


residenti proprio in alloggi da espropriare, si osserva che sarebbe opportuno saggiare, in
primis, la disponibilit pressoch immediata di appartamenti ricadenti nellaltro comune
casertano.

In chiusura, avrebbero luogo tutti i momenti elencati pur sommariamente nei punti dal 40 e segg. al
44 e segg. del capitolo 16.
[146]

Capitolo 17
Breve sintesi delle occasioni di interazione fra Paretani da coinvolgere nel processo di
rilocalizzazione/delocalizzazione e Pubblica Amministrazione (e non) rispetto a quanto
descritto nel capitolo 16

1) Prima o dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: sigla dellapposita
convenzione integrativa rispetto a quelle convenzioni originarie di taluni Piani Urbanistici Attuativi
in vigore per le zone omogenee C1 (Circumvallazione, via Bologna e superfici a settentrione di via
DAcquisto), C2 (lato a nord di via della Repubblica), D4-via DAcquisto, D2 e D3.
Essa potrebbe essere preceduta dalla formulazione di uno specifico invito rivolto ai lottizzanti da
coinvolgere.

Per ulteriori ragguagli su suddetta convenzione integrativa, il lettore rimandato al capitoli 18, 19
e 20.

La convenzione integrativa sarebbe da inquadrarsi anzitutto come particolare strumento di


rilocalizzazione e di delocalizzazione preventive volto unicamente a scongiurare lavvio ovvero il
prosieguo dellattivit edilizia in certe aree del territorio comunale paretano.

Con essa, inoltre, si ripete che i lottizzanti delle zone C1, C2 e D4, come precisate pocanzi,
dovrebbero definitivamente specificare la loro intenzione di mantenere o rinunciare alla piena
propriet degli immobili che costituiranno punti di approdo del flusso di rilocalizzazione.

2) Dopo la stipulazione del Secondo Patto Formale fra le varie istituzioni: possibile formalizzazione di
una disponibilit dei privati a cedere o a cedere in permuta il proprio suolo o stabile.
I soggetti qui menzionati non sarebbero i lottizzanti di cui al punto precedente, bens dei possessori
di sezioni NON abitative gi edificate o in via di trasformazione a loro volta richiamate nella
premessa del capitolo 16 (zona omogenea D1; prolungamento di via della Repubblica, sponda sud;
lungo la strada Tre Ponti; lungo la via Ex Alleati verso ponente; pi in generale, quanto risulta
sparigliato a ovest della Circumvallazione e del tratto meridionale di via Castagnola, nonch a est
del territorio comunale).
Suddetta formalizzazione potrebbe essere anticipata dalla pubblicazione di un avviso (o di una
sorta di pre-bando).

3) Fase delle alienazioni dopo la stipulazione dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie
istituzioni: pubblicazione di un bando per la raccolta di adesioni private concernenti la cessione o
la cessione in permuta della piena propriet dellimmobile paretano.
I destinatari sarebbero i soggetti di cui ai punti 1 e 2 precedenti (lottizzanti e non).
Ciascuna adesione verrebbe accompagnata da una proposta irrevocabile di cessione (in permuta
o meno) ai sensi dellart. 1329 cc. 1 e 2 del Codice Civile.

Manifestazione di accettazione del bene della localit di arrivo offerto in permuta con quello
paretano da effettuarsi a cura del privato che decidesse di propendere per codesta soluzione.
Lavviso dovrebbe consentire laccettazione sia agli individui interessati fin dal primo momento sia
a coloro che volessero tornare sui propri passi dopo aver inizialmente optato per la sola cessione.
[147]

Sottoscrizione di un contratto definitivo relativo ad ogni ipotesi di cessione, dovendo


eventualmente puntualizzare soltanto la provvisoriet del prezzo, nellattesa dellattestazione di
congruit di questultimo per mano dellAgenzia del Demanio.

Da precisare che in caso di bene NON abitativo messo a disposizione dal Consorzio ASI,
laccettazione potrebbe non innescare un vero scambio, ma una semplice presa di possesso a
mo di compensazione.
In misura successiva, potrebbe poi svolgersi unapposita ulteriore istruttoria a cura dellente
industriale, nonch vedere la luce le stipulazioni di una convenzione e di un contratto definitivo di
passaggio della piena propriet immobiliare a favore del Paretano di turno.

4) Fase urbanistica, per effetto dellAccordo ex art. 15 L. 241/1990 fra le varie istituzioni.
Prima delladozione degli strumenti urbanistici comunali: a Parete, eventuale pubblicazione di un
bando per la raccolta delle adesioni di coloro che, espropriati, accetterebbero di spostarsi proprio
nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione.
Per lesattezza, per gli insediamenti NON abitativi delle zone D2 e D3, nonch sparigliati nel
mandamento paesano, lavviso dovrebbe consentire di scegliere fra la rilocalizzazione in Parete e
il trasferimento altrove.
I destinatari dellannuncio sarebbero quelli menzionati nei punti 1 e 2 precedenti (lottizzanti e
non).

Circa la delocalizzazione residenziale, mancando molto probabilmente la possibilit di eseguire


delle espropriazioni nel comune di arrivo nellambito di un PEEP, si ripete che questo momento
avverrebbe soltanto qualora, alla fine delliter delle alienazioni, rimanesse disponibile un residuo
di terreni e/o stabili.
Grosso modo lo stesso varrebbe per il Consorzio Industriale di Caserta rispetto alla
delocalizzazione NON abitativa, a causa dellattuale stato di scadenza in cui versa il Piano
Regolatore ASI.

Dopo ladozione degli strumenti urbanistici comunali: manifestazione di accettazione


dellimmobile ubicato nel luogo di arrivo.
In particolare, i soggetti possessori degli insediamenti NON abitativi delle zone D2 e D3, nonch
sparsi nel tenimento paesano, dovrebbero esprimere il proprio assenso alla rilocalizzazione nella
parte est di Parete ovvero alla fuoriuscita verso un altro centro di Terra di Lavoro individuato per
la circostanza.
Fra laltro, un gradimento del genere dovrebbe provenire pure da coloro che rimarrebbero
proprietari fondiari nelle zz.oo. C1, C2 e D4, se interessati a un recupero della destinazione duso
persa a Parete.

5) In continuit con quanto riassunto nel soprastante punto 4 e in virt dellAccordo di Pianificazione
fra le varie istituzioni, rispetto alla rilocalizzazione NON abitativa in Parete.

Qualora rimanessero i proprietari originari nelle zone C1, C2 e D4, occorrerebbe anzitutto la
stipulazione di una convenzione di PL privato con il Comune di Parete.
[148]

Successivamente, diverrebbe necessaria pure una formalizzazione del rapporto fra i proprietari
suddetti e i fuoriuscenti dalle zone D2 e D3, nonch da sezioni disseminate nel mandamento
paesano, da riposizionare.

Qualora non permanessero i possessori originari nelle zone C1, C2 e D4, dopo lespropriazione (la
quale, in realt, avverrebbe indipendentemente dalladesione e dallaccettazione di cui al punto
4) sarebbe pubblicato un bando PIP (o di PL dufficio) con susseguente assegnazione della piena
propriet immobiliare a un terzo Paretano interessato al ricollocamento. Verrebbe poscia siglata
unulteriore convenzione fra questultimo e lente locale.

6) In continuit con quanto riassunto nei soprastanti punti 4 e 5, nonch in virt dellAccordo di
Pianificazione fra le varie istituzioni, rispetto alla delocalizzazione residenziale e non.

Firma dellatto di acquisizione del fondo o dello stabile detenuto dallente di turno e sito nella
localit casertana di arrivo del flusso di delocalizzazione residenziale da parte del Paretano che
avesse accettato di spostarsi proprio in quel territorio.
In teoria, qualora fosse possibile eseguire delle espropriazioni nel luogo di arrivo per mezzo di un
Piano di Edilizia Economica e Popolare, anche in alternativa allavvenimento riportato nel periodo
testuale precedente, laltro Comune coinvolto pubblicherebbe un bando PEEP con successiva
assegnazione della piena propriet immobiliare al Paretano interessato; sarebbe poscia siglata
unennesima convenzione PEEP fra lAmministrazione civica del posto e il privato fuoriuscito.

Nellambito della delocalizzazione NON abitativa, per effetto delle espropriazioni nella zona di
arrivo per mezzo di un Piano di Insediamento Produttivo, laltro Comune coinvolto pubblicherebbe
un bando PIP con successiva assegnazione della piena propriet immobiliare al Paretano
interessato; sarebbe poscia siglata una nuova convenzione PIP fra lAmministrazione civica del
posto e il privato fuoriuscito.
In caso di accettazione del suolo o del fabbricato offerto dal Consorzio ASI, tuttavia, potrebbe
svolgersi unapposita istruttoria a cura dellente industriale, nonch vedere la luce la stipulazione
sia di una convenzione sia di un contratto definitivo di passaggio della piena propriet del bene a
favore del Paretano implicato.

Espropriazione dellimmobile ricadente nel tenimento di Parete, la quale, in realt, avverrebbe


indipendentemente dalladesione e dallaccettazione di cui al punto 4 tramite decreto di esproprio
(ex art. 23 DPR 327/2001) o accordo di cessione volontaria (ex art. 45 DPR 327/2001).
[149]

Capitolo 18
Movimenti di rilocalizzazione in Parete e di delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto
di apposita convenzione integrativa rispetto alle convenzioni originarie dei Piani Urbanistici
Attuativi delle attuali zone omogenee C1 e C2 del vigente PRG.
Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo
diretto; per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora
avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

PREMESSA
Nel presente capitolo, si fa riferimento agli immobili paretani che potrebbero costituire punti di approdo
nellambito del processo di rilocalizzazione paesano (cos come descritto nel capitolo 16) in direzione delle
zone omogenee del vigente PRG: C1 (fianco a est della Circumvallazione, estrema parte nord di via Bologna,
superfici a settentrione di via DAcquisto) e C2 (lato a nord di via della Repubblica).

I) Stipulazione di unapposita convenzione fra la P.A. di Parete e lottizzanti che si pensa possa
avere valore integrativo rispetto a quella originaria del PUA e che, dunque, possa essere fatta
rientrare negli accordi sostitutivi del provvedimento ex art. 11 c. 3 Legge 241/1990.
Per tale apposita convenzione si ritiene altres utile un assenso preventivo della Giunta e
financo del Consiglio Comunale (molto pi probabilmente la prima, essendo stata essa ad
approvare lo schema di quella originaria).

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 simpegnerebbero a


non effettuare domanda per il rilascio del titolo abilitativo diretto ovvero a non avviare i lavori
nel caso in cui lavessero gi ottenuto, nonch a non chiederne alcuna proroga una volta scaduti
i termini di efficacia308, fino a che non venisse meno qualsiasi iniziativa interistituzionale mirata
al raggiungimento e alla sigla di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 dotati di uno scopo di
rilocalizzazione/delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti simpegnerebbero a prendere atto di un
futuro cambio di classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera C alla lettera D in
sede di definizione dello strumento urbanistico generale.

308
Con Permesso di Costruire gi rilasciato, e trascorrendo il tempo senza lavvio o la prosecuzione dei lavori, la P.A.
potrebbe ritrovarsi nella necessit di dover restituire al privato limporto ricevuto fino a quel momento sotto forma
di contributo di costruzione in relazione agli interventi edilizi ancora da compiere (per intero o parzialmente). Da
rilevare come in caso di PUA e di scomputo degli oneri di urbanizzazione (laddove il soggetto di turno si fosse
impegnato a far realizzare le relative opere) tale contributo rimarrebbe circoscritto al solo costo di costruzione.
Circa la suddetta ripetizione, altres da evidenziare che essa diverrebbe realt pure colla volontaria rinuncia del
privato a cominciare o a continuare i lavori, nonch collentrata in vigore di norme urbanistiche locali, regionali e
nazionali in contrasto collintervento precedentemente assentito e in grado di neutralizzare qualsiasi successiva
chance di proroga.
Giurisprudenza e dottrina, infine, collegandosi agli artt. 2935 e 2946 del Codice Civile fissano in dieci anni il periodo
entro il quale il privato pu pretendere dalla P.A. la restituzione delle somme gi versate per (quella parte di)
edificazioni mai terminate.
Sullargomento vengono segnalate le sentenze del TAR Lazio, sez. Roma II-bis, n. 2294/2008 e del TAR Lombardia,
sez. Milano II, n. 728/2010.
[150]

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 2 simpegnerebbero a


non ultimare (cio ad interrompere) i lavori edilizi gi avviati (e/o a non chiedere una proroga
scaduti i termini di efficacia del titolo abilitativo diretto)309 fino a che non venisse meno qualsiasi
iniziativa interistituzionale mirata al raggiungimento e alla stipulazione di uno o pi Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di rilocalizzazione/delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti
simpegnerebbero a prendere atto di un futuro cambio di classificazione dei punti di loro
propriet dalla lettera C alla lettera D in sede di definizione dello strumento urbanistico
generale.

Rispetto ai PUA di cui alle fattispecie nn. 1 e 2, la P.A. di Parete dichiarerebbe a sua volta di non
procedere alla revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 delle delibere di adozione e di
approvazione fino al raggiungimento e alla sigla (ovvero allentrata in vigore) di uno o pi
Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di rilocalizzazione/delocalizzazione.
In alternativa, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere inserita una clausola che
determini automaticamente linefficacia dei provvedimenti di adozione e di approvazione dei
PUA e la decadenza della convenzione originaria nel momento in cui venisse firmato ovvero
entrasse in vigore lAccordo suddetto.

II) Sempre allinterno dellapposita convenzione integrativa, per effetto della revoca (o
dellinefficacia) della convenzione originaria del PUA: molto probabile inserimento di una
clausola che stabilisca la restituzione ai privati delle aree in precedenza destinate alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, per questo, gi
eventualmente passate al Comune paretano in regime di propriet o di servit (diritto di uso
pubblico)310; a tal fine, si potrebbe financo convenire la stesura di un ennesimo diverso atto da
trascrivere successivamente presso i Registri Immobiliari.

III) Il tempo di validit dellapposita convenzione integrativa potrebbe essere pari alla residua
durata della convenzione originaria del PUA di turno.

IV) Colla stipulazione della convenzione integrativa, i lottizzanti dovrebbero definitivamente


comunicare la loro decisione di mantenere il possesso dei propri immobili311, pur col cambio di
classificazione urbanistica e con un possibile conseguente recupero edificatorio altrove nel
Casertano, oppure di rinunciare a questultimi.
Prediligendo la prima opzione, essi simpegnerebbero alla stesura, nonch alla presentazione:
- di elaborati grafici ad un livello preliminare (o almeno di massima) relativi ad uno o a pi PL
di iniziativa privata aventi stavolta una finalit insediativa non residenziale entro una certa
data concordata e comunque antecedente la Conferenza di Servizi pre-Accordo ex art. 15
L. 241/1990;
- dei progetti preliminari e definitivi dei PUA privati prima delladozione del PUC o del PRG
(o di loro Varianti).

309
Leggasi la nota 308.
310
Il sottoscritto ritiene che uno scenario simile possa soprattutto verificarsi con lavori di urbanizzazione compiuti
per nulla o solo parzialmente.
311
Qui sintendono in primis i beni coinvolti nella fattispecie n. 1. Circa quelli della n. 2, invece, lautore immagina che
la scelta di mantenere la propriet immobiliare verrebbe facilitata solo dal non aver mandato troppo avanti i lavori
di costruzione.
[151]

Disattendendo in seguito tali doveri, in parte o in toto, essi simpegnerebbero a vagliare, per
laccettazione o meno, uno o pi PL dufficio redatti dalla P.A. in misura precedente la
conclusione della fase di impostazione urbanistica, per quanto riconducibile allente locale.

Colla scelta della seconda opzione, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti
suddetti dovrebbe essere lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla
semplice cessione dellimmobile sito in Parete ovvero alla cessione in permuta con un altro
terreno o fabbricato ubicato nella localit di arrivo; 2) allespropriazione del proprio immobile
con contestuale spostamento nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie
alleventuale presenza di beni alluopo.
In particolare, gi colla sigla della convenzione integrativa, e in anticipo rispetto alla
pubblicazione dei relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti la teorica possibilit di
comunicare fin da subito la volont di cedere con o senza permuta ovvero di subire
lespropriazione con o senza contemporaneo trasloco altrove in Terra di Lavoro.

Ai soggetti interessati allalienazione con scambio ovvero al collegato trasferimento in seguito


al procedimento ablatorio, andrebbe sempre data loccasione di valutare e di manifestare
laccettazione del bene posizionato nellaltro comune casertano; inoltre, durante la fase delle
alienazioni, a quelli che allinizio avrebbero voluto soltanto cedere, andrebbe permessa la
facolt ulteriore di tornare sui loro passi attraverso il gradimento del suolo o dello stabile
offerto in permuta (ammesso che i rifiuti fossero tali da determinare un avanzo di immobili).

V) Colla stipulazione della convenzione integrativa, la P.A. simpegnerebbe ad agire dufficio:


- per la stesura di un PIP ex L. 865/1971 qualora vi fosse la rinuncia alla piena propriet
privata dei punti paretani di approdo della rilocalizzazione;
- elaborando uno o pi grafici preliminari (o di massima) di PL non abitativi, se i lottizzanti
originari non ne presentassero alcuno entro una certa data concordata e comunque
antecedente la Conferenza di servizi pre-Accordo ex art. 15 L. 241/1990;
- elaborando i progetti preliminari e definitivi di PL non abitativi prima delladozione del PUC
o del PRG (o di loro Varianti), se, entro termini prefissati, tale iniziativa non fosse stata
assunta direttamente dai privati;
- facendo vagliare ai lottizzanti i PL redatti prima della conclusione della fase di impostazione
urbanistica, per quanto riconducibile allente comunale, in modo da consentirne
laccettazione o meno.

Avvenendo ladozione dello strumento urbanistico del Comune di arrivo della delocalizzazione
residenziale, poi, lente paretano sincaricherebbe di far vagliare per laccettazione a coloro che
resterebbero proprietari di suoli e di stabili nelle zone C1 e C2 i beni ubicati altrove e offerti a
mo di recupero della destinazione duso originaria.

VI) Colla stipulazione della convenzione integrativa, il Comune di Parete potrebbe prendersi
limpegno di mettere in contatto il soggetto da rilocalizzare e il lottizzante delle zone C1 e C2,
laddove questultimo presentasse un proprio PL ovvero accettasse un PL dufficio NON
abitativo, per una cessione della piena propriet o una concessione in diritto di superficie o per
un semplice affitto dellimmobile chiamato a costituire un punto di approdo della citata
rilocalizzazione.
[152]

VII) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo conto pur
sempre delle normative esistenti e della volont degli altri soggetti istituzionali concorrenti al
raggiungimento di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi un fine di
rilocalizzazione/delocalizzazione, potrebbe impegnarsi onde ottenere delle premialit
volumetriche312 per scopi essenzialmente abitativi, a mo di compensazione emotiva e
logistica rispetto al cambio di residenza per gli aderenti sia al bando delle cessioni in permuta
sia al bando espropriativo313.

Ci nonostante, il Comune potrebbe precisare la propria disponibilit a ricercare delle


premialit volumetriche maggiori per i Paretani interessati alle alienazioni con scambio
immobiliare, nonch relativamente minori per i lottizzanti coinvolti nel percorso espropriativo.

Di conseguenza, la P.A. si dichiarerebbe assolta dal compito di far riconoscere qualsiasi


incremento dimensionale a favore di coloro che, sottoscrivendo la convenzione integrativa,
avessero intenzione, con o senza preliminare valutazione del bene individuato nella localit di
arrivo, di fuoriuscire in occasione della sola vendita o della sola espropriazione; a vantaggio di
coloro che, pur firmando la convenzione suddetta, non aderissero ai bandi delle alienazioni in
permuta e/o espropriativo o non risultassero idonei nellambito dei medesimi314.

VIII) Sempre nellambito dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete potrebbe


impegnarsi al fine di ottenere delle premialit volumetriche per scopi essenzialmente abitativi
pure per coloro che, rimanendo proprietari degli immobili nelle odierne zone C1 e C2,
dovrebbero comunque cambiare residenza a causa del recupero di questultima in un diverso
centro di Terra di Lavoro315.

Tuttavia, il Comune potrebbe precisare la propria disponibilit a ricercare delle premialit


volumetriche maggiori per i lottizzanti originari che presenterebbero i loro progetti di PUA non
abitativo entro i tempi stabiliti316, nonch relativamente minori per i privati che
costringerebbero la P.A. a redarne uno o pi di ufficio317.

IX) Ai proprietari di cui al precedente punto VIII, qualora essi non accettassero neppure il/i PUA
dufficio preparato/i alluopo, la P.A. di Parete dovrebbe altres anticipare la propria intenzione
di inviare una speciale comunicazione al Comune di arrivo del flusso di fuoriuscita residenziale
onde ottenere da tale soggetto una revisione al ribasso degli incrementi volumetrici promessi

312
Sarebbero da intendersi in rapporto agli indici di fabbricabilit fondiaria concordati col Comune di Parete
nellambito dei PUA ora vigenti. O perlomeno con legame agli indici di fabbricabilit territoriale.
313
Tenendo conto che la fattispecie n. 2 riguarda i lavori edilizi in corso di svolgimento, lidea di premialit
volumetriche potrebbe venire meno per chi avesse frattanto gi avviato il proprio. In alternativa, lestromissione dal
beneficio dimensionale potrebbe scattare solo a partire da un certo livello di avanzamento della costruzione.
314
Caso mai non fosse chiaro, ogni ulteriore dettaglio sugli incrementi volumetrici potrebbe divenire definitivo solo
colla pubblicazione dei bandi di alienazione ed espropriativo. Il vero scopo della convenzione integrativa, in realt,
rimarrebbe quello di bloccare i lavori edilizi prossimi o meno allavvio.
315
Leggasi la precedente nota.
316
Potrebbe benissimo trattarsi di maggiorazioni identiche a quelle disposte per le alienazioni in permuta col bene
ubicato nel luogo di arrivo del flusso di delocalizzazione abitativa.
317
Potrebbero somigliare ai valori decisi per la fase delle espropriazioni con contestuale trasferimento nel comune
di arrivo della fuoriuscita.
[153]

dalla suddetta P.A. in occasione della firma della convenzione integrativa (e presumibilmente
al centro di unintesa fra le istituzioni interessate, in un secondo momento).
Lente paretano sincaricherebbe di avanzare la peculiare richiesta prima della conclusione
delliter urbanistico del citato Comune casertano.

La crescita dimensionale, dunque, potrebbe risultare inferiore a quelle in effetti concesse a


coloro che decidessero semplicemente di subire lespropriazione dei beni posseduti ovvero
insistessero colla detenzione di questultimi, presentando in modo puntuale il/i nuovo/i PUA
NON abitativo/i o aderendo al/i Piano/i Attuativo/i stilato/i dufficio.
Seguendo un approccio punitivo, tuttavia, ogni ipotesi di premio potrebbe perfino essere
fatta abortire.

X) Allo scopo di avere garantita una costante e sincera collaborazione da parte dei proprietari di
cui al punto VIII, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere aggiunta una
condizione, in virt della quale, in caso di mancata accettazione del/i PUA dufficio, i beni delle
attuali zz.oo. C1 e C2 verrebbero sottoposti ad espropriazione ex DPR 327/2001 qualora
emergessero delle speciali ragioni di celerit legate al processo di rilocalizzazione non abitativa
e in misura autonoma dallindisponibilit (temporanea o financo permanente) di suoli e di
stabili nellaltro comune casertano utili al recupero delle medesime destinazioni duso in
precedenza ubicate a Parete.

Per correttezza nei riguardi del lettore e malgrado quanto appena proposto, lautore non cela i suoi dubbi
sullopportunit di veder riconosciuto un incremento immobiliare pure per quei Paretani che
continuerebbero a essere proprietari di sezioni comunque destinate alledificazione, visto che da esse
resterebbe possibile trarre del lucro.

Difetti legati alla apposita convenzione integrativa: la probabile difficolt a conseguire il consenso
privato; la faticosa individuazione di meccanismi ritorsivi in caso di inosservanza da parte del medesimo
privato; e, con forte dose di realismo, nel caso di lavori in corso, la convenienza della singola persona a
ultimarli in ogni modo.

A MARGINE
Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione di PUA
vigenti senza la propedeutica firma di apposite convenzioni integrative e gi prima della
stipulazione o entrata in vigore di Accordi ex art. 15 della Legge 241/1990 aventi uno scopo di
delocalizzazione/rilocalizzazione

Rileggasi il capitolo 3.
[154]

Capitolo 19
Movimenti di rilocalizzazione in Parete e di delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto
di apposita convenzione integrativa rispetto alle convenzioni originarie dei Piani Urbanistici
Attuativi dellattuale zona omogenea D4 del vigente PRG.
Fattispecie n. 1 relativa a punti edificabili: per i quali non stato rilasciato alcun titolo abilitativo
diretto; per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto ma i lavori non risultano ancora
avviati.
Fattispecie n. 2 relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto
e gli stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

PREMESSA
Nel presente capitolo, si fa riferimento agli immobili paretani che potrebbero costituire punti di approdo
nellambito del processo di rilocalizzazione paesano (cos come descritto nel capitolo 16) in direzione della
zona omogenea D4-via DAcquisto del vigente PRG.

I) Stipulazione di unapposita convenzione fra la P.A. di Parete e lottizzanti che si pensa possa
avere valore integrativo rispetto a quella originaria del PUA e che, dunque, possa essere fatta
rientrare negli accordi sostitutivi del provvedimento ex art. 11 c. 3 Legge 241/1990.
Per tale apposita convenzione si ritiene altres utile un assenso preventivo della Giunta e
financo del Consiglio Comunale (molto pi probabilmente la prima, essendo stata essa ad
approvare lo schema di quella originaria).

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 1 simpegnerebbero a


non effettuare domanda per il rilascio del titolo abilitativo diretto ovvero a non avviare i lavori
nel caso in cui lavessero gi ottenuto, nonch a non chiederne alcuna proroga una volta scaduti
i termini di efficacia318, fino a che non venisse meno qualsiasi iniziativa interistituzionale mirata
al raggiungimento e alla sigla di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 dotati di uno scopo di
rilocalizzazione/delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti simpegnerebbero a prendere atto di un
futuro cambio della destinazione duso dei punti di loro propriet, malgrado la continuit della
classificazione colla lettera D, in sede di definizione dello strumento urbanistico generale.

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti della fattispecie n. 2 simpegnerebbero a


non ultimare (cio ad interrompere) i lavori edilizi gi avviati (e/o a non chiedere una proroga
scaduti i termini di efficacia del titolo abilitativo diretto)319 fino a che non venisse meno qualsiasi
iniziativa interistituzionale mirata al raggiungimento e alla stipulazione di uno o pi Accordi ex
art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di rilocalizzazione/delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti
simpegnerebbero a prendere atto di un futuro cambio della destinazione duso dei punti di
loro propriet, malgrado la continuit della classificazione colla lettera D, in sede di
definizione dello strumento urbanistico generale.

Rispetto ai PUA di cui alle fattispecie nn. 1 e 2, la P.A. di Parete dichiarerebbe a sua volta di non
procedere alla revoca ex art. 21 quinquies L. 241/1990 delle delibere di adozione e di

318
Leggasi la nota 308.
319
Leggasi la nota 308.
[155]

approvazione fino al raggiungimento e alla sigla (ovvero allentrata in vigore) di uno o pi


Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi uno scopo di rilocalizzazione/delocalizzazione.
In alternativa, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere inserita una clausola che
determini automaticamente linefficacia dei provvedimenti di adozione e di approvazione dei
PUA e la decadenza della convenzione originaria nel momento in cui venisse firmato ovvero
entrasse in vigore lAccordo suddetto.

II) Sempre allinterno dellapposita convenzione integrativa, per effetto della revoca (o
dellinefficacia) della convenzione originaria del PUA: molto probabile inserimento di una
clausola che stabilisca la restituzione ai privati delle aree in precedenza destinate alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, per questo, gi
eventualmente passate al Comune paretano in regime di propriet o di servit (diritto di uso
pubblico)320; a tal fine, si potrebbe financo convenire la stesura di un ennesimo diverso atto da
trascrivere successivamente presso i Registri Immobiliari.

III) Il tempo di validit dellapposita convenzione integrativa potrebbe essere pari alla residua
durata della convenzione originaria del PUA di turno.

IV) Colla stipulazione della convenzione integrativa, i lottizzanti dovrebbero definitivamente


comunicare la loro decisione di mantenere il possesso dei propri immobili321, pur col cambio di
destinazione duso urbanistica e con un possibile conseguente recupero edificatorio altrove
nel Casertano, oppure di rinunciare a questultimi.
Prediligendo la prima opzione, essi simpegnerebbero alla stesura, nonch alla presentazione:
- di elaborati grafici ad un livello preliminare (o almeno di massima) relativi ad uno o a pi
novelli PL di iniziativa privata aventi entro una certa data concordata e comunque
antecedente la Conferenza di Servizi pre-Accordo ex art. 15 L. 241/1990;
- dei progetti preliminari e definitivi dei nuovi PUA privati prima delladozione del PUC o del
PRG (o di loro Varianti).
Disattendendo in seguito tali doveri, in parte o in toto, essi simpegnerebbero a vagliare, per
laccettazione o meno, uno o pi PL dufficio redatti dalla P.A. in misura precedente la
conclusione della fase di impostazione urbanistica, per quanto riconducibile allente locale.

Colla scelta della seconda opzione, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti
suddetti dovrebbe essere lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla
semplice cessione dellimmobile sito in Parete ovvero alla cessione in permuta con un altro
terreno o fabbricato ubicato nella localit di arrivo322; 2) allespropriazione del proprio immobile
con contestuale spostamento nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie
alleventuale presenza di beni alluopo.

320
Il sottoscritto ritiene che uno scenario simile possa soprattutto verificarsi con lavori di urbanizzazione compiuti
per nulla o solo parzialmente.
321
Qui sintendono in primis i beni coinvolti nella fattispecie n. 1. Circa quelli della n. 2, invece, lautore immagina che
la scelta di mantenere la propriet immobiliare verrebbe facilitata solo dal non aver mandato troppo avanti i lavori
di costruzione.
322
Da ricordare soltanto che, nel caso di messa a disposizione di immobili detenuti fin dal principio dal Consorzio ASI,
ogni cessione da parte di questultimo potrebbe benissimo essere estranea a un formale contesto di permuta,
rappresentando appena un semplice tentativo di placare i disagi derivanti dallallontanamento di questa o
quellattivit da Parete.
[156]

In particolare, gi colla sigla della convenzione integrativa, e in anticipo rispetto alla


pubblicazione dei relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti la teorica possibilit di
comunicare fin da subito la volont di cedere con o senza permuta ovvero di subire
lespropriazione con o senza contemporaneo trasloco altrove in Terra di Lavoro.

Ai soggetti interessati allalienazione con scambio ovvero al collegato trasferimento in seguito


al procedimento ablatorio, andrebbe sempre data loccasione di valutare e di manifestare
laccettazione del bene posizionato nellaltro comune casertano; inoltre, durante la fase delle
alienazioni, a quelli che allinizio avrebbero voluto soltanto cedere, andrebbe permessa la
facolt ulteriore di tornare sui loro passi attraverso il gradimento del suolo o dello stabile
offerto in permuta (ammesso che i rifiuti fossero tali da determinare un avanzo di immobili).

V) Colla stipulazione della convenzione integrativa, la P.A. simpegnerebbe ad agire dufficio:


- per la stesura di un PIP ex L. 865/1971 qualora vi fosse la rinuncia alla piena propriet
privata dei punti paretani di approdo della rilocalizzazione;
- elaborando uno o pi grafici preliminari (o di massima) di PL non abitativi, se i lottizzanti
originari non ne presentassero alcuno entro una certa data concordata e comunque
antecedente la Conferenza di servizi pre-Accordo ex art. 15 L. 241/1990;
- elaborando i progetti preliminari e definitivi di PL non abitativi prima delladozione del PUC
o del PRG (o di loro Varianti), se, entro termini prefissati, tale iniziativa non fosse stata
assunta direttamente dai privati;
- facendo vagliare ai lottizzanti i PL redatti prima della conclusione della fase di impostazione
urbanistica, per quanto riconducibile allente comunale, in modo da consentirne
laccettazione o meno.

Il Municipio paretano, poi, sincaricherebbe, entro la fine della fase urbanistica, di far vagliare
per laccettazione a coloro che resterebbero proprietari di suoli e di manufatti nella zona D4 i
beni ubicati nella localit di arrivo della delocalizzazione non abitativa e offerti a mo di
recupero della destinazione duso originaria.

VI) Colla stipulazione della convenzione integrativa, il Comune di Parete potrebbe prendersi
limpegno di mettere in contatto il soggetto da rilocalizzare e il lottizzante della zona D4-via
DAcquisto, laddove questultimo presentasse un proprio PL ovvero accettasse un PL dufficio
NON abitativo, per una cessione della piena propriet o una concessione in diritto di superficie
o per un semplice affitto dellimmobile chiamato a costituire un punto di approdo della citata
rilocalizzazione.

VII) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo conto pur
sempre delle normative esistenti e della volont degli altri soggetti istituzionali323 concorrenti
al raggiungimento di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi un fine di
rilocalizzazione/delocalizzazione, potrebbe impegnarsi onde ottenere delle premialit

323
Il Consorzio ASI, qualora mettesse a disposizione dei propri immobili, dovrebbe comunque pur muoversi nel
rispetto delle prescrizioni dimensionali discendenti dal Piano Regolatore Generale Consortile che, seppur scaduto da
tempo, rimane ancora il principale punto di riferimento per la costruzione di edifici nellattesa dei novelli Piani di
Assetto.
[157]

volumetriche324 per scopi essenzialmente NON abitativi, a mo di compensazione emotiva e


logistica rispetto al trasloco dal contesto territoriale originario, per gli aderenti sia al bando
delle cessioni in permuta sia al bando espropriativo325.

Ci nonostante, il Comune potrebbe precisare la propria disponibilit a ricercare delle


premialit volumetriche maggiori per i Paretani interessati alle alienazioni con scambio
immobiliare, nonch relativamente minori per i lottizzanti coinvolti nel percorso espropriativo.

Di conseguenza, la P.A. si dichiarerebbe assolta dal compito di far riconoscere qualsiasi


incremento dimensionale a favore di coloro che, sottoscrivendo la convenzione integrativa,
avessero intenzione, con o senza preliminare valutazione del bene individuato nella localit di
arrivo, di fuoriuscire in occasione della sola vendita o della sola espropriazione; a vantaggio di
coloro che, pur firmando la convenzione suddetta, non aderissero ai bandi delle alienazioni in
permuta e/o espropriativo o non risultassero idonei nellambito dei medesimi326.

VIII) Sempre nellambito dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo ancora
conto delle normative esistenti e della volont dei diversi soggetti istituzionali concorrenti327,
potrebbe impegnarsi al fine di ottenere delle premialit volumetriche per scopi essenzialmente
NON abitativi pure per coloro che, rimanendo proprietari degli immobili nella zona D4-via
DAcquisto, dovrebbero comunque traslocare dal contesto territoriale originario onde
recuperare altrove il luogo di insediamento dellattivit compatibile con quelle ammesse
dallart. 27 delle Norme Tecniche del PRG vigente di Parete328.

Tuttavia, il Comune potrebbe precisare la propria disponibilit a ricercare delle premialit


volumetriche maggiori per i lottizzanti originari che presenterebbero i loro progetti di PUA non
abitativo entro i tempi stabiliti329, nonch relativamente minori per i privati che
costringerebbero la P.A. a redarne uno o pi di ufficio330.

IX) Ai proprietari di cui al precedente punto VIII, qualora essi non accettassero neppure il/i PUA
dufficio preparato/i alluopo, la P.A. di Parete dovrebbe altres anticipare la propria intenzione
di inviare una speciale comunicazione al Comune di arrivo del flusso di fuoriuscita NON
residenziale onde ottenere da tale soggetto una revisione al ribasso degli incrementi
volumetrici promessi dalla suddetta P.A. in occasione della firma della convenzione integrativa
(e presumibilmente al centro di unintesa fra le istituzioni interessate, in un secondo momento).

324
Sarebbero da intendersi in rapporto agli indici di fabbricabilit fondiaria concordati col Comune di Parete
nellambito dei PUA ora vigenti. O perlomeno con legame agli indici di fabbricabilit territoriale.
325
Tenendo conto che la fattispecie n. 2 riguarda i lavori edilizi in corso di svolgimento, lidea di premialit
volumetriche potrebbe venire meno per chi avesse frattanto gi avviato il proprio. In alternativa, lestromissione dal
beneficio dimensionale potrebbe scattare solo a partire da un certo livello di avanzamento della costruzione.
326
Caso mai non fosse chiaro, ogni ulteriore dettaglio sugli incrementi volumetrici potrebbe divenire definitivo solo
colla pubblicazione dei bandi di alienazione ed espropriativo. Il vero scopo della convenzione integrativa, in realt,
rimarrebbe quello di bloccare i lavori edilizi prossimi o meno allavvio.
327
Vale il contenuto della nota 323.
328
Leggasi la nota 326.
329
Potrebbe benissimo trattarsi di maggiorazioni identiche a quelle disposte per le alienazioni in permuta col bene
ubicato nel luogo di arrivo del flusso di delocalizzazione NON abitativa.
330
Potrebbero somigliare ai valori decisi per la fase delle espropriazioni con contestuale trasferimento nel comune
di arrivo della fuoriuscita.
[158]

Lente paretano sincaricherebbe di avanzare la peculiare richiesta prima della conclusione


delliter urbanistico del citato comune casertano.

La crescita dimensionale, dunque, potrebbe risultare inferiore a quelle in effetti concesse a


coloro che decidessero semplicemente di subire lespropriazione dei beni posseduti ovvero
insistessero colla detenzione di questultimi, presentando in modo puntuale il/i nuovo/i PUA
NON abitativo/i o aderendo al/i Piano/i Attuativo/i stilato/i dufficio.
Seguendo un approccio punitivo, tuttavia, ogni ipotesi di premio potrebbe perfino essere
fatta abortire.

Attenzione, per. In riferimento alla mancata accettazione di uno o diversi PL dufficio redatto/i
per la zona D4, e nel caso in cui la controparte istituzionale del Municipio paretano fosse
costituita dal Consorzio ASI e non da un altro Comune casertano, la pi estrema sanzione
potrebbe trovare immediato spazio, specie se ladozione e lapprovazione del nuovo Piano
dAssetto Consortile (o, almeno, di ciascun distretto di approdo della delocalizzazione)
andassero per le lunghe.

X) Allo scopo di avere garantita una costante e sincera collaborazione da parte dei proprietari di
cui al punto VIII, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere aggiunta una
condizione, in virt della quale, in caso di mancata accettazione del/i PUA dufficio, i beni del
comparto D4 verrebbero sottoposti ad espropriazione ex DPR 327/2001 qualora emergessero
delle speciali ragioni di celerit legate al processo di rilocalizzazione non abitativa e in misura
autonoma dallindisponibilit (temporanea o financo permanente) di suoli e di stabili nellaltro
comune casertano utili al recupero delle medesime destinazioni duso in precedenza ubicate
a Parete.

Per correttezza nei riguardi del lettore e malgrado quanto appena proposto, lautore approfitta della
circostanza per non celare i suoi dubbi sullopportunit di veder riconosciuto un incremento immobiliare
pure per quei Paretani che continuerebbero a essere proprietari di sezioni comunque destinate
alledificazione, visto che da esse resterebbe possibile trarre del lucro.

Difetti legati alla apposita convenzione integrativa: la probabile difficolt a conseguire il consenso
privato; la faticosa individuazione di meccanismi ritorsivi in caso inosservanza da parte dello stesso
privato; e, con forte dose di realismo, nel caso di lavori in corso, la convenienza della singola persona a
ultimarli in ogni modo.

A MARGINE
Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione di PUA
vigenti senza la propedeutica firma di apposite convenzioni integrative e gi prima della
stipulazione o entrata in vigore di Accordi ex art. 15 della Legge 241/1990 aventi uno scopo di
delocalizzazione/rilocalizzazione

Rileggasi il capitolo 3.
[159]

Capitolo 20
Movimenti di rilocalizzazione in Parete e di delocalizzazione preventiva da Parete. Bozzetto
di apposita convenzione integrativa rispetto alle convenzioni originarie dei Piani Urbanistici
Attuativi delle attuali zone omogenee D2 e D3 del vigente PRG.
Fattispecie relativa a punti edificabili per i quali stato rilasciato il titolo abilitativo diretto e gli
stabili risultano gi in concreta costruzione (seppur non ancora ultimati)

PREMESSA
Si fa esclusivamente riferimento a quei suoli in concreta via di edificazione ricadenti nelle attuali zone
omogenee D2 e D3 del vigente PRG di Parete e che potrebbero costituire dei punti di dipartita della
rilocalizzazione (cos come descritta nel capitolo 16) verso la parte ad est della Circumvallazione, adiacente
al centro abitato.
Per lesattezza, viene instancabilmente ricordato che tale traslazione concluderebbe in corrispondenza
delle attuali zone omogenee C1 (fianco a est della Circumvallazione, estrema parte nord di via Bologna e
superfici a settentrione di via DAcquisto), C2 (lato a nord di via della Repubblica) e D4 (in primis per la
parte affacciantesi su via DAcquisto).

I) Stipulazione di unapposita convenzione fra la P.A. di Parete e lottizzanti delle zone D2 e D3


(cos come individuati nel titolo e nella premessa) che si pensa possa avere valore integrativo
rispetto a quella originaria del PUA e che, dunque, possa essere fatta rientrare negli accordi
sostitutivi del provvedimento ex art. 11 c. 3 Legge 241/1990.
Per tale apposita convenzione si ritiene altres necessario un assenso preventivo della Giunta e
financo del Consiglio Comunale (molto pi probabilmente la prima, essendo stata essa ad
approvare lo schema di quella originaria).

Con lapposita convenzione integrativa, i lottizzanti simpegnerebbero a non ultimare (cio ad


interrompere) i lavori edilizi gi avviati (e/o a non chiedere una proroga scaduti i termini di
efficacia del titolo abilitativo diretto)331 fino a che non venisse meno qualsiasi iniziativa
interistituzionale mirata al raggiungimento e alla sigla di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990
dotati di uno scopo di rilocalizzazione/delocalizzazione; inoltre, i lottizzanti simpegnerebbero
a prendere atto di un futuro cambio della classificazione dei punti di loro propriet dalla lettera
D alla lettera E (anche in regime di inedificabilit assoluta ovvero limitata ai soli nuovi
annessi) in sede di definizione dello strumento urbanistico generale.

Rispetto ai PUA vigenti, la P.A. di Parete dichiarerebbe a sua volta di non procedere alla revoca
ex art. 21 quinquies L. 241/1990 delle delibere di adozione e di approvazione fino al
raggiungimento e alla stipulazione (ovvero allentrata in vigore) di uno o pi Accordi ex art. 15
L. 241/1990 aventi uno scopo di rilocalizzazione/delocalizzazione.
In alternativa, nellapposita convenzione integrativa potrebbe essere inserita una clausola che
determini automaticamente linefficacia dei provvedimenti di adozione e di approvazione dei
PUA e la decadenza della convenzione originaria nel momento in cui venisse siglato ovvero
entrasse in vigore lAccordo suddetto.

II) Sempre allinterno dellapposita convenzione integrativa, per effetto della revoca (o
dellinefficacia) della convenzione originaria del PUA: molto probabile inserimento di una

331
Leggasi la nota 308.
[160]

clausola che stabilisca la restituzione ai privati delle aree in precedenza destinate alla
realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, per questo, gi
eventualmente passate al Comune paretano in regime di propriet o di servit (diritto di uso
pubblico)332; a tal fine, si potrebbe financo convenire la stesura di un ennesimo diverso atto da
trascrivere successivamente presso i Registri Immobiliari.

III) Il tempo di validit dellapposita convenzione integrativa potrebbe essere pari alla residua
durata della convenzione originaria del PUA di turno.

IV) Gi colla stipulazione della convenzione integrativa, e in anticipo rispetto alla pubblicazione dei
relativi avvisi, si potrebbe concedere ai lottizzanti possessori di immobili in Parete la teorica
possibilit di optare fin da subito: per la cessione di questultimi con o senza permuta; ovvero
per lespropriazione dei medesimi con o senza contestuale rilocalizzazione a est della
Circumvallazione; ovvero per lespropriazione degli stessi con o senza contemporaneo
spostamento nella localit di arrivo del flusso di delocalizzazione.

A ogni modo, per effetto della convenzione integrativa, ai lottizzanti suddetti dovrebbe essere
lasciata la facolt di aderire a degli specifici bandi miranti: 1) alla semplice cessione
dellimmobile sito in Parete ovvero alla cessione in permuta con un altro terreno o fabbricato
ubicato nella localit di arrivo333; 2) allespropriazione del proprio immobile con contestuale
rilocalizzazione a est della Circumvallazione ovvero con contemporaneo spostamento nel luogo
di arrivo del flusso di delocalizzazione grazie alleventuale presenza di beni alluopo.

Ai soggetti interessati allalienazione con scambio ovvero alla


rilocalizzazione/delocalizzazione in seguito al procedimento ablatorio, andrebbe sempre data
loccasione di valutare e di manifestare laccettazione del fondo o dello stabile posizionato in
altra parte di Parete ovvero nel comune casertano; inoltre, durante la fase delle alienazioni, a
quelli che allinizio avrebbero voluto soltanto cedere, andrebbe permessa la facolt ulteriore di
tornare sui loro passi attraverso il gradimento del suolo o delledificio offerto in permuta
(ammesso che i rifiuti fossero tali da determinare un avanzo di immobili).

V) Colla stipulazione della convenzione integrativa, la P.A. simpegnerebbe:


- ad agire dufficio per la stesura di un PIP ex L. 865/1971, qualora vi fosse la rinuncia alla
piena propriet da parte dei lottizzanti delle zone C1, C2, D4 (come precisate nella
premessa) degli immobili costituenti punti di approdo del flusso di rilocalizzazione nel
paese;
- a fare redigere dei PUA non abitativi, sempre in corrispondenza dei punti di approdo della
rilocalizzazione, a cura dei lottizzanti delle zone C1, C2 e D4 qualora questultimi volessero
mantenere la piena propriet immobiliare;
- a preparare e a far valutare dei PL non abitativi dufficio, qualora i lottizzanti delle zone C1,
C2 e D4, individuate come punti di approdo della rilocalizzazione in Parete, trascurassero il
momento della realizzazione degli elaborati progettuali di PUA privati.

332
Il sottoscritto, comunque, ritiene che uno scenario simile possa soprattutto verificarsi con lavori di urbanizzazione
compiuti per nulla o solo parzialmente.
333
Da ricordare soltanto che, nel caso di messa a disposizione di immobili detenuti fin dal principio dal Consorzio ASI,
ogni cessione da parte di questultimo potrebbe benissimo essere estranea a un formale contesto di permuta,
rappresentando appena un semplice tentativo di placare i disagi derivanti dallontanamento della singola attivit da
Parete.
[161]

VI) Colla stipulazione della convenzione integrativa, il Comune di Parete potrebbe assumersi
limpegno di mettere in contatto il soggetto delle zone D2 e D3 da rilocalizzare e i lottizzanti
delle zone C1, C2 e D4-via DAcquisto, laddove questultimi presentassero uno o diversi PL
ovvero accettassero uno o pi PL dufficio NON abitativi, per una cessione della piena propriet
o una concessione in diritto di superficie o per un semplice affitto dellimmobile chiamato a
costituire un punto di approdo della citata rilocalizzazione.

VII) Gi nellambito dellapposita convenzione integrativa, specie qualora divenisse in seguito


necessario il ricorso a un PIP ovvero a unespropriazione per effetto di un PL dufficio non
accettato, il Comune di Parete dovrebbe altres impegnarsi per la pubblicazione di un bando
insediativo in grado di dare un effettivo vantaggio a quelle imprese delle odierne zone D2 e D3
intenzionate a rilocalizzarsi nelle menzionate C1, C2 e D4 come precisate nella premessa.

VIII) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete dovrebbe altres


impegnarsi onde prefissare un vincolo di inedificabilit per motivi residenziali (inclusa quella a
titolo di guardiania) in relazione a ciascun punto di approdo della rilocalizzazione ad est della
Circumvallazione.

IX) Sempre nellambito della convenzione integrativa, il Comune di Parete, considerando


comunque la vigenza di specifiche norme, potrebbe assumersi il compito di agevolare quanto
pi possibile il versamento degli oneri di urbanizzazione (ma anche della quota relativa al costo
di costruzione, se dovuta) in modo da facilitare lo svolgimento della rilocalizzazione da una
sezione allaltra del proprio mandamento.

X) Allinterno dellapposita convenzione integrativa, il Comune di Parete, tenendo conto pur


sempre delle normative esistenti e della volont dei diversi soggetti istituzionali334 concorrenti
al raggiungimento di uno o pi Accordi ex art. 15 L. 241/1990 aventi un fine di
rilocalizzazione/delocalizzazione, potrebbe impegnarsi onde ottenere delle premialit
volumetriche335 per scopi essenzialmente NON abitativi, a mo di compensazione emotiva e
logistica per gli aderenti sia al bando delle cessioni in permuta sia al bando espropriativo336
qualora questultimi volessero propendere per il trasloco verso laltra localit casertana e non
a ridosso del centro abitato.

Ci nonostante, il Comune potrebbe precisare la propria disponibilit a ricercare delle


premialit volumetriche maggiori per i Paretani interessati alle alienazioni con scambio
immobiliare, nonch relativamente minori per i lottizzanti coinvolti nel percorso espropriativo
e decisi ad andare altrove nel Casertano.

Di conseguenza, il Comune si dichiarerebbe assolto dal compito di far riconoscere qualsiasi


incremento dimensionale a favore di coloro che, sottoscrivendo la convenzione integrativa,
avessero intenzione, con o senza preliminare valutazione del bene individuato nella localit di

334
Il Consorzio ASI, qualora mettesse a disposizione dei propri immobili, dovrebbe comunque pur muoversi nel
rispetto delle prescrizioni dimensionali discendenti dal Piano Regolatore Generale consortile che, seppur scaduto da
tempo, rimane ancora il principale punto di riferimento per la costruzione di edifici nellattesa dei novelli Piani di
Assetto.
335
Sarebbero da intendersi in rapporto agli indici di fabbricabilit fondiaria concordati col Comune di Parete
nellambito dei PUA ora vigenti. O perlomeno con legame agli indici di fabbricabilit territoriale.
336
Tenendo conto che lunica fattispecie qui evidenziata riguarda i lavori edilizi in corso di svolgimento, lidea di
premialit volumetriche potrebbe perfino venire meno. In alternativa, lestromissione dal beneficio dimensionale
potrebbe scattare solo a partire da un certo livello di avanzamento della costruzione.
[162]

arrivo, di fuoriuscire da Parete in occasione della sola vendita o della sola espropriazione; a
vantaggio di coloro che, pur firmando la convenzione suddetta, non aderissero ai bandi delle
alienazioni e/o espropriativo o non risultassero idonei in virt dei medesimi337.

XI) Il Comune di Parete, tenendo specialmente conto degli spazi disponibili, potrebbe impegnarsi
a concedere degli incrementi volumetrici per le attivit delle zz.oo. D2 e D3 gi in costruzione
ma da rilocalizzare a est della Circumvallazione338.
Per tale riconoscimento sarebbe anzitutto da subordinare al passaggio degli immobili di
approdo dagli originari proprietari degli odierni comparti C1, C2 e D4 allautorit
acquirente/espropriante, dapprima, e allAmministrazione paretana, poi, in virt di una
semplice cessione o cessione in permuta coi beni posti altrove in Terra di Lavoro ovvero
dellespropriazione; oppure al trasferimento direttamente a beneficio del Municipio in caso di
espropriazione per effetto della mancata accettazione di PUA redatti dufficio.

XII) Il Comune di Parete, sempre considerando gli spazi disponibili, potrebbe impegnarsi a
riconoscere degli incrementi volumetrici per le attivit delle zz.oo. D2 e D3 in costruzione, ma
da traslare a est della Circumvallazione, anche qualora gli immobili di approdo restassero
nelle mani degli originari lottizzanti degli odierni comparti C1, C2 e D4 perlomeno fino al
termine della fase urbanistica e in caso di successivo passaggio del bene, in piena propriet o
in diritto di superficie, proprio ai soggetti interessati a rilocalizzarsi.339

Difetti legati alla apposita convenzione integrativa: la probabile difficolt a conseguire il consenso
privato; la faticosa individuazione di meccanismi ritorsivi in caso di inosservanza da parte dello stesso
privato; e, con forte dose di realismo, nel caso di lavori in corso, la convenienza della singola persona a
ultimarli comunque.

A MARGINE
Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 degli atti di adozione e di approvazione di PUA
vigenti senza la propedeutica firma di apposite convenzioni integrative e gi prima della
stipulazione o entrata in vigore di Accordi ex art. 15 della Legge 241/1990 aventi uno scopo di
delocalizzazione/rilocalizzazione

Rileggasi il capitolo 3.

337
Caso mai non fosse chiaro, ogni ulteriore dettaglio sugli incrementi volumetrici potrebbe divenire definitivo solo
colla pubblicazione dei bandi di alienazione ed espropriativo. Il vero scopo della convenzione integrativa, in realt,
rimarrebbe quello quella di bloccare i lavori edilizi prossimi o meno allavvio.
338
Lammontare dellindice di fabbricabilit fondiaria sarebbe comunque da verificare; ci nonostante opinione
dellautore che occorrerebbe porre come base almeno la consistenza dimensionale dei manufatti adesso in via di
erezione.
339
In buona sostanza, la crescita volumetrica sarebbe in primis discendente dalla stipulazione di unulteriore
convenzione integrativa tra la P.A. paretana e i lottizzanti delle odierne zz.oo. C1, C2 e D4 contemplante, fra laltro,
lipotesi di un trasferimento del suolo o dello stabile a favore del soggetti desideroso di rilocalizzarsi.
Circa lIFF a beneficio di chi approdasse a levante della Circumvallazione, infine, vale la precisazione della nota
precedente.
[163]

QUADRO SECONDO Rapida e aggiuntiva serie di considerazioni di


vario tipo
[164]
[165]

Capitolo 21
A proposito delle due destinazioni duso proposte per talune sezioni rientranti adesso nelle
zone omogenee C1, C2 e D4 e che si vorrebbe riclassificare colla lettera D

1 - Nel capitolo 16, le attuali zone omogenee D4-via DAcquisto, C1 (prossimit della Circumvallazione,
estremo nord di via Bologna, a ridosso di via DAcquisto) e C2 (a settentrione di via della Repubblica) sono
state individuate come punti di approdo di una rilocalizzazione non residenziale degli stabili gi esistenti
o in via di costruzione nelle zone D2 e D3 del vigente PRG di Parete.

Indipendentemente dalla fattibilit o meno di un simile cimento, il sottoscritto ritiene che il futuro PUC (o
variante urbanistica di PRG, se possibile) del Comune dovrebbe comunque portare a un mutamento della
classificazione urbanistica (C1 e C2) o destinazione duso (D4) per le sezioni paesane summenzionate340.
In particolare, egli auspica un posizionamento di nuclei non residenziali, cio di attivit sia di supporto al
settore primario (ad esempio, carico/scarico del raccolto, deposito mezzi agricoli, ecc.) sia di piccola
lavorazione manifatturiera e di servizi con prevalente componente manuale (ad esempio, autolavaggio).

A questultimo proposito, si aggiunge che per le due categorie di mansioni suggerite potrebbe essere
stabilito un rapporto insediativo legato allestensione territoriale complessiva di cinquanta e cinquanta
oppure un altro di valore anche diverso, senza per che una destinazione duso risultasse predominare in
maniera percentualmente significativa, a maggior ragione se ci accadesse a scapito di superfici da
impiegare nellottica di un sostegno allagricoltura.

2 - Le richiamate sezioni delle zone omogenee C1, C2 e D4 occupano una porzione del mandamento
comunale assai adiacente al centro abitato. Ci, di conseguenza, potrebbe suscitare nel lettore delle
perplessit legate alleventuale insalubrit delle attivit che verrebbero a stabilirsi.

A modestissimo avviso del sottoscritto, per, una problematica del genere potrebbe essere risolta perfino
con una certa facilit, se non addirittura mancare per intero.

In principio, infatti, va ricordato che aree classificate colla lettera D possono benissimo ospitare
lavorazioni insalubri in senso lato, se questo appare sancito nelle Norme Tecniche di Attuazione di un
singolo Piano Urbanistico.

340
Includendo anche tre parti della zona D4 (a ovest e a nord della chiesetta di via G.B. Basile, nonch a settentrione
del campo sportivo Don Basco) e i suoli di cui al foglio 2 della mappa catastale comunale p.lle 5320, 5535, 5536 e
5537, si evidenzia come la novella zona D avrebbe unestensione di poco superiore i novantacinquemila metri
quadri (96.947,97).
Tuttavia, come zona D potrebbero essere classificati pure altri insediamenti gi esistenti che, per la loro peculiarit
o dimensione, potrebbero rimanere a ovest della Circumvallazione e che assommerebbero a circa trentottomila metri
quadri (38.878).
In buona sostanza, le superfici classificabili con la lettera D giungerebbero a occupare oltre centotrentamila metri
quadri (135.825,97) di territorio paesano, dato che, a umile parere del sottoscritto, sarebbe ampiamente oltre la
sufficienza per una Parete da tenere ben al riparo da unespansione incontrollata della sua parte urbana e da
valorizzare attraverso una preponderanza di spazi votati alla semina e al raccolto di prodotti agricoli.
Circa i valori numerici qui menzionati, si rimanda alle tabelle S.5.3, S.5.4 e S.5.5 dellAppendice.
[166]

Massimamente, giunge in soccorso larticolo 216 del Regio Decreto n. 1265 del 1934, il quale reca la
distinzione fra attivit insalubri di prima classe e di seconda classe.

Il comma 6 del citato articolo, per lesattezza, consente lavvio di attivit insalubri di seconda classe nel
centro abitato (o comunque in estrema prossimit, come avverrebbe nello specifico) dietro ladozione di
speciali cautele da parte dellautorit preposta (ad esempio, imponendo la conclusione dei lavori in taluni
orari per evitare la reiterazione di rumori che alla lunga potrebbero essere percepiti come fastidiosi).

A sua volta, il comma 5 dellarticolo 216 permette lavviamento di attivit insalubri di prima classe nel
centro abitato (o comunque in estrema prossimit, come avverrebbe nello specifico), ma a patto che
limprenditore di turno riesca a dimostrare come il ricorso a determinati accorgimenti risulti sufficiente
per non produrre danni al vicinato (ad esempio, provando che uninsonorizzazione dei locali sia idonea a
scongiurare la diffusione di rumori molesti).
[167]

Capitolo 22
Probabile rifrazionamento catastale di terreni paretani a seguito delle varie riclassificazioni
urbanistiche

PREMESSA
Un nuovo frazionamento catastale potrebbe molto probabilmente interessare i terreni (edificati o
meno) delle zone omogenee C e D destinati ipoteticamente ad una riclassificazione colla lettera
E.
In tale ottica, le zone omogenee della vigente Variante del PRG di Parete a cui ci si riferisce sono
anzitutto: C2 (lato a sud di via della Repubblica), C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12, D2 e D3.
Poi andrebbero considerate le zone omogenee C4 e C11, seppure ormai completamente
trasformate.
Inoltre occorrerebbe aggiungere delle aree ricadenti in taluni Piani di Dettaglio (a titolo
esemplificativo: lato a est di via Vicinale Vecchia e porzione a sud di piazza Caduti di Nassiriya) e
punti con manufatti gi sorti allinterno dellattuale zona omogenea D1.

Una novella suddivisione catastale potrebbe presumibilmente coinvolgere pure i suoli inedificati o
meno delle zone omogenee zone C1 (per i tratti a ridosso della Circumvallazione e di via DAcquisto)
e C2 (lato a nord di via della Repubblica), per i quali lautore ha proposto una riclassificazione colla
lettera D.
Identica cosa potrebbe avvenire altres per la zona D4-via DAcquisto.

Infine, bisognerebbe verificare la fattibilit di un rifrazionamento anche in corrispondenza di tutti


gli stabili (esistenti o prossimi ad esserlo) siti a ovest della Circumvallazione e, pi in generale, nella
zona agricola, laddove fosse necessario approdare a oppure ribadire una classificazione urbanistica
tramite la lettera E.

In particolare, unennesima ripartizione catastale potrebbe divenire inevitabile nelle seguenti circostanze:
qualora il terreno non ancora edificato restasse nella propriet del privato, senza alcuna
espropriazione o qualsivoglia cessione;
se il suolo non ancora edificato fosse espropriato o ceduto allente investito di tale compito;
laddove il punto oggetto di abbattimento edilizio e di riconversione fondiaria fosse espropriato o
ceduto allistituzione investita di tale compito.

Rispetto ai due ultimi scenari, si ritiene che il rifrazionamento dovrebbe venire promosso dallente
incaricato anzitutto dellespropriazione o dellacquisto (in permuta oppure no); le relative spese
potrebbero poi essere recuperate col subentro del terzo soggetto di turno.

Per ciascuna delle ipotesi suesposte, si pensa che la suddivisione catastale potrebbe succedere la
riclassificazione urbanistica o, se il caso, lazione di espropriazione o di acquisto.
[168]
[169]

Capitolo 23
Accenno a ipotesi legate a procedimenti in corso per le opere pubbliche nelleventualit in cui
si volesse tornare indietro. Con particolare riferimento a una (normale) gara di appalto di
lavori

Il sottoscritto allude a quegli iter di opere pubbliche che potrebbero potenzialmente interessare le zz.oo.
paretane C2 (lato a sud di via della Repubblica), C3, C5, C6, C7, C8, C9, C10, C12, D1, D2 341 e D3, come pure
delle aree ricadenti in taluni Piani di Dettaglio (a titolo esemplificativo, lato a est di via Vicinale Vecchia e
porzione a sud di piazza Caduti di Nassiriya).
Inoltre occorrerebbe anche considerare le zone: C1 (tratti a ridosso della Circumvallazione e di via
DAcquisto), C2 (lato a nord di via della Repubblica) e D4 (via DAcquisto), nella misura in cui gli interventi
fossero funzionali a una destinazione residenziale, nonch la C4 e la C11, seppure gi completamente
edificate.
Pi in generale, lautore si riferisce a qualsiasi lavoro da eseguire nellattuale zona omogenea E non
logicamente (o solo vagamente) di supporto allattivit agricola.

1. Revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 dellatto di approvazione del progetto definitivo e/o
esecutivo dellopera pubblica da parte del preposto organo (Giunta o Consiglio Comunale che sia).

2. Fino a prima dellatto di accettazione della proposta di aggiudicazione: revoca ex art. 21


quinquies della L. 241/1990 del bando di gara.
Obbligo di motivazione possibile da parte della P.A. che per non tenuta allindennizzo, data la
mancata costituzione di rapporti tanto ad efficacia durevole quanto ad efficacia istantanea342.

3. Eventualit di revocare (ex art. 21 quinquies della L. 241/1990) latto di accettazione della
proposta di aggiudicazione.
Obbligo di motivazione possibile da parte della P.A; inoltre potrebbe divenire necessaria la
determinazione di un indennizzo a favore del privato, vista linsorgenza di un rapporto ad efficacia
temporanea, cos come delineato nel c. 1-bis dellart. 21 quinquies della citata Legge 241.

4. Dopo laggiudicazione definitiva e prima della stipulazione del contratto fra P.A. e impresa
vincitrice (in virt dellart. 30 c. 8 del D. Lgs. 50/2016): revoca ex art. 21 quinquies della L. 241/1990
dellatto di aggiudicazione definitiva.
Ci, per, potrebbe costringere la P.A. a fornire una motivazione e financo a indennizzare il privato.

5. Dopo la stipulazione del contratto fra la P.A. e limpresa aggiudicatrice in virt dellart. 30 c. 8 del
D. Lgs. 50/2016: recesso dal contratto da parte della P.A. ex art. 109 del D. Lgs. in questione ed ex
art. 21 sexies della L. 241/1990.
Ci, tuttavia, potrebbe obbligare la P.A. a rimborsare in un qualche modo il privato, anche laddove
i lavori non fossero ancora avviati, come sembra evincersi dal c. 1 dellart. 109 del nuovo Codice
degli Appalti.

341
Con particolare riferimento alla zona D2, ad esempio, si riterrebbe gesto di buona volont la revoca in autotutela
della delibera di Giunta Comunale n. 70/2016 Atto di indirizzo all'Area Tecnica per attivit progettuale inerente
lisola ecologica, previa individuazione dell'area.
342
A tal riguardo, si rinvia a TAR Lazio-Roma, sez. III bis, sentenza n. 3036/2009.
[170]

N nellart. 109 del D. Lgs. sunnominato n nellart. 21 sexies della L. 241 summenzionata si fa
riferimento ad un obbligo di motivazione da parte della P.A.

6. Diniego di approvazione dello stipulato contratto per mano della P.A. con apposita motivazione
(ex art. 113 c. 1 del R.D. 827/1924).
A tal proposito, la giurisprudenza ha poi precisato come i gravi motivi di interesse pubblico citati
nellanzidetto regio decreto possano anche consistere in ragioni economiche o di opportunit in
genere concernenti il contratto stesso.

7. In caso di interventi cominciati urgentemente: mancata sigla del contratto fra P.A. e privato.
Va per sottolineata la probabile necessit di un rimborso a favore di questultimo per lesecuzione
dei lavori ordinati dal Direttore dei Lavori (art. 32 c. 8 del D. Lgs 50/2016).

Per ciascuna delle suesposte sette ipotesi, rispetto ai percorsi procedurali abbozzati nei capitoli 1, 4, 7, 10
(rimandante peraltro al capitolo 4), 13 e 16, si immagina che la P.A. potrebbe essere chiamata ad agire
dopo le determinazioni del Consiglio e della Giunta Comunale oppure successivamente alla fase di studio
della medesima P.A. circoscrivente le sezioni oggetto di delocalizzazione/rilocalizzazione (punti 1 e segg.,
2 e segg.) oppure, ma con forse eccessivo ritardo, solo in seguito al raggiungimento del Primo Patto
Formale interistituzionale (punto 7).
[171]

Capitolo 24
Abbozzo ad ipotesi di sostegno finanziario per le azioni di riordino urbanistico tratteggiate nel
Quadro Primo

1. Lente comunale di Parete potrebbe devolvere una percentuale delle proprie entrate complessive.

2. Lente comunale di Parete potrebbe utilizzare due risorse specifiche: gli oneri accessori (costo di
costruzione, calcolato in percentuale sul valore dellintervento da realizzare, e oneri di
urbanizzazione primaria e secondaria) e gli importi derivanti dalle sanatorie per le opere abusive.
In linea piuttosto generale, suddette risorse dovrebbero discendere da lavori edilizi svolti nelle
zone omogenee A e B del vigente PRG (con tuttavia lesclusione di talune aree corrispondenti, a
titolo esemplificativo, al lato est di via Vicinale Vecchia e alla sezione sud di piazza Caduti di
Nassiriya). Inoltre andrebbero collegate a quegli interventi da effettuare nelle zone omogenee C1
(per i tratti adiacenti alla Circumvallazione e a via DAcquisto), C2 (porzione a nord di via della
Repubblica) e D4 (via DAcquisto) per le quali, a seconda delle circostanze, sarebbe per anzitutto
opportuno un cambio di classificazione verso la lettera D o di destinazione duso.

3. Ricorso eventuale alla Cassa Depositi e Prestiti.

4. Stanziamenti erogati da enti e da soggetti esterni. In caso estremo, si potrebbe addirittura


considerare lipotesi di accedere a dei fondi legati alla bonifica ambientale.

Il sottoscritto chiede umilmente comprensione per la propria incapacit di elencare delle altre occasioni
di reperimento finanziario.
[i]

APPENDICE Illustrazione delle classificazioni e delle destinazioni


future auspicate per le attuali zone omogenee del PRG di Parete,
nonch per talaltre sezioni comunali
[ii]
[iii]

Supplemento 1
Descrizioni relative alle zone omogenee C, D e B1 ex art. 37 NTA

PREMESSA
Per ciascuna zona omogenea, le diverse descrizioni risalgono al massimo alla seconda decade di Novembre
2016; ad ogni modo, per correttezza verso il lettore, si sottolinea come esse non siano del tutto esaustive e
come richiederebbero degli ulteriori approfondimenti.
Specie lelenco delle sezioni relative ai Piani di Dettaglio (paragrafi 1.17, 1.18 e 1.19) va considerato
incompleto.

Le riferite ampiezze superficiali rappresentano anzitutto lesito della consultazione della Relazione
Illustrativa della Variante del PRG1; altre sono il frutto dellutilizzo del semplice software Google Earth,
potendo perci peccare di approssimazione, oppure rinviano a qualche addizionale fonte di volta in volta
evidenziata a pi pagina.

Si precisa che per qualunque PUA citato (al quale viene in genere associato il solo numero della delibera di
approvazione della Giunta) stata necessaria una propedeutica ricerca sia presso larchivio elettronico del
Bollettino Ufficiale Regione Campania (B.U.R.C.) sia presso lAlbo Pretorio on line del Comune di Parete.

In chiusura, onde evitare qualsivoglia equivoco, si chiarisce che le diciture Contraddizione rispetto alla
proposta del PTCP e Contraddizione rispetto alle Norme del PTCP, usate in quasi tutti i paragrafi, hanno
unicamente lo scopo di mettere in risalto la difformit fra quanto previsto (o gi esiste) nel paese e gli
scenari migliorativi tratteggiati dal medesimo PTCP.
Nei paragrafi 1.4, 1.11 e 1.17, in particolare, le suddette voci sono sostituite rispettivamente dalle
espressioni Possibile adeguamento rispetto alla proposta del PTCP e Possibile adeguamento rispetto alle
Norme del PTCP poich viene effettuato il rimando ad aree pressoch edificate per intero.

1.1 Zona omogenea C1, in prossimit della Circumvallazione e di via DAcquisto (si confronti colle
immagini S.6.1 e S.6.2 del Supplemento 6)

Estensione approssimativa della sezione urbana qui considerata: 54.213,97 mq circa (misura inesatta a
causa del ricorso al semplice software Google Earth).

Prima constatazione - porzione allestremit nord di via Bologna e a settentrione di via DAcquisto
Emergevano due fabbricati residenziali in via di completamento: uno a est di via Bologna e un altro a ovest
della stessa strada.
In questa parte del paese, tuttavia, erano insediate da tempo addietro anche alcune attivit lavorative o
comunque dei punti di deposito sia lungo il segmento superiore di via Bologna (lato ovest) sia allaltezza
dellintersezione delle vie Circumvallazione e DAcquisto.

Prima constatazione - lato che affaccia direttamente sulla Circumvallazione, direzione via DAcquisto

1
In tale documento, pi precisamente, per qualsiasi zona omogenea riportata la superficie libera al momento
dellapprovazione della Variante PRG. Ci malgrado, per motivi di brevit, verr supposta lassoluta coincidenza fra
superfici libere e ampiezza complessiva di ogni comparto comunale.
[iv]

Nella p.lla 5848 del f. 2 mappa catastale comunale (Permesso di Costruire n. 6540 del 28/07/2015), dopo
un ampio scavo effettuato durante lestate, risultava in corso il riempimento delle fondamenta di un grosso
manufatto abitativo; il terreno spostato, in particolare, sembrava ancora depositato in loco.
Nella p.lla 5838 del f. 2, invece, appariva presente oramai da tempo unattivit lavorativa.

Prima constatazione - lato che affaccia direttamente sulla Circumvallazione, direzione via Marchesi
Sulle p.lle 5214, 5215, 5087, 6043 e 6042 del f. 2 sorgevano degli edifici in prevalenza abitativi.
Altri due spazi situati di fronte al prolungamento di via Vecchia del Cimitero che va a ponente della
Circumvallazione, fin da mesi addietro, erano invece occupati da attivit di deposito o simile.
A scanso di malintesi, si precisa che hanno costituito oggetto di attenzione dellautore le seguenti p.lle del
foglio 2 della mappa catastale comunale: 5214, 5215, 5087, 1031, 6043, 5704, 5705, 5706, 6042, 5713,
5714, 5715, 5716, 5717, 5718, 5719, 5988, 5987, 5989, 5984, 5981, 5985, 5986, 5983, 5982, 5980.

Inopportunit dellinsediamento abitativo per lintera sezione urbana qui considerata


Superato il limite di 492 novelli alloggi realizzabili nel comune di Parete (come puntualizzato nella delibera
di Giunta 39/2016), il che rende oramai poco saggio linnalzamento di case.

Contraddizione rispetto alla proposta del PTCP:

Contraddizione rispetto alle Norme del PTCP


Art. 66 c. 3 delle Norme PTCP.

Proposta di riclassificazione del sottoscritto per lintera sezione urbana qui considerata
Zona omogenea D, bench vi possa essere un contrasto collarticolo 67 c. 2 delle Norme PTCP il quale
stabilisce un massimo incremento del 10,9% delle aree gi utilizzate a fini industriali e di servizi.

Giustificazione aggiuntiva concernente la proposta di riclassificazione del sottoscritto - lato che affaccia
direttamente sulla Circumvallazione, direzione via Marchesi
Le p.lle 5214 (parte pi a ovest), 5087, 1031 (solo pi a ovest), 5704, 5705, 5706, 6042, 5713, 5714, 5715,
5716, 5717, 5718, 5719, 5988, 5987, 5989, 5984, 5981, 5985, 5986, 5983, 5982, 5980 del foglio 2 rientrano
nella area di vincolo di 200 metri dal perimetro del cimitero comunale in cui, malgrado le modifiche
occorse allart. 338 del Regio Decreto 1265 del 1934, e nonostante la riduzione della met della fascia di
rispetto (da 200 a 100 metri) in virt della delibera di Giunta paretana n. 19 del 24/04/2007, dovrebbe
rimanere impedito ogni novello futuro insediamento privato non dotato di rilevanza pubblica, a maggior
ragione se fortemente invasivo (come, ad esempio, proprio le abitazioni)2.

2
In merito alle distanze cimiteriali, lautore segnala anzitutto il TAR Abruzzo-LAquila, sezione I, sentenza n. 1141 del
2008, il quale ha esplicitato la scissione concettuale operata dal legislatore tra larea di vincolo di 200 metri (comma
1, seconda frase, dellart. 338 del R.D. 1265/1934), destinata a rimanere tale per le attivit private in genere, e la
fascia di rispetto, che pu pure diminuire, ma solo al verificarsi di condizioni precise (commi 4 e 5 del citato articolo
338).
Onde far meglio cogliere leccezionalit dellabbassamento della fascia di rispetto cimiteriale, con diverse pronunce,
la giurisprudenza (fra cui Corte di Cassazione, sezione III Penale, sentenza n. 8626 del 2009) ha poi chiarito il senso
della dicitura intervento urbanistico (comma 5 dellarticolo 338 summenzionato) evidenziando la necessit che
questultimo sia perlomeno ispirato da profili di rilevanza pubblica.
[v]

Di conseguenza, per le p.lle in questione, viene ribadito lauspicio di una classificazione colla lettera D allo
scopo di liberare dello spazio a vantaggio di nuclei lavorativi3 di rilievo pubblico4 ovvero almeno per altri
utilizzi pur ammessi e indicati nellultima frase del c. 5 dellart. 338 del suddetto Regio Decreto5.

Ipotesi di intervento rispetto al riordino urbanistico - porzione allestremit nord di via Bologna e a
settentrione di via DAcquisto
Per effetto di quanto evidenziato pocanzi, se permanesse la situazione della seconda decade di Novembre
2016, la riconversione fondiaria potrebbe ancora essere limitata a solo due stabili residenziali.
Circa gli insediamenti non abitativi di via Bologna e allintersezione della Circumvallazione e via DAcquisto,
invece, potrebbe occorrere una verifica riguardante la loro destinazione duso odierna rispetto a quella
suggerita dal sottoscritto nei capitoli 16 e 21.
Per il resto, si ritiene opportuno non aggiungere delle nuove strade di PUA qualora fossero di impedimento
allinserimento di unit D (o aggregati di unit D) di dimensione maggiore.

Ipotesi di intervento rispetto al riordino urbanistico - lato che affaccia direttamente sulla Circumvallazione,
direzione via DAcquisto
Diverrebbe necessario comprendere se la sagoma, la struttura e la suddivisione delledificio per il quale
era in corso il riempimento delle fondamenta (p.lla 5848 f. 2 mappa catastale comunale) possano risultare
funzionali ad un mutamento duso della destinazione da residenziale a prevalentemente non residenziale;
in caso opposto, si tratterebbe di ricominciare con uno smantellamento (parziale o in toto) di quanto
realizzato e perfino con un ricollocamento del terreno scavato.
Circa linsediamento non abitativo della p.lla 5838, viceversa, potrebbe occorrere un riscontro
concernente la sua destinazione duso attuale rispetto a quella supposta dallautore nei capitoli 16 e 21.

Ipotesi di intervento rispetto al riordino urbanistico - lato che affaccia direttamente sulla Circumvallazione,
direzione via Marchesi
Per gli stabili in prevalenza abitativi di cui alle p.lle 5214, 5215, 5087, 6043 e 6042 viene proposta
unimmediata riconversione fondiaria o, perlomeno, una preliminare verifica volta a capire se la
consistenza delle sagome, delle strutture e delle suddivisioni interne fosse tale da evitare la sunnominata
azione in caso di cambiamento della classificazione urbanistica.
Per i due spazi situati di fronte al prolungamento di via Vecchia del Cimitero che va a ponente della
Circumvallazione, potrebbe servire un riscontro della destinazione duso corrente rispetto a quella indicata
dal sottoscritto nei capitoli 16 e 21.
Si riterrebbe altres opportuna leliminazione di ogni novella strada di lottizzazione progettata per confluire
nella Circumvallazione laddove ostacolasse linserimento di unit D (o aggregati di unit D) di dimensione
maggiore.

3
Si ricorda al lettore che unidea delle destinazioni duso caldeggiate dallo scrivente ricavabile dalla premessa del
capitolo 16 e dal primo paragrafo del capitolo 21.
4
La definizione non rimanda obbligatoriamente ad attivit di propriet pubblica, ma anche a private laddove utili a
soddisfare linteresse collettivo a localizzare degli insediamenti lavorativi.
5
Fermo restando il criterio della rilevanza pubblica, la giurisprudenza (ad esempio, TAR Abruzzo-LAquila, sezione
I, sentenza n. 1141 del 2008) ha pure richiamato la singolarit di qualsivoglia nuovo insediamento entro i 200 metri
dal camposanto. Per questa parte di Parete, quindi, si tratterebbe, nel peggiore dei casi, di forzare addirittura la
mano, anche se va sottolineato come unedificazione sistematica (presumibilmente da inquadrare nellambito di un
PUA non abitativo, pubblico o privato) avverrebbe a est della Circumvallazione, in aderenza al centro abitato, in una
posizione comunque ben capace di mantenere il clima di sacralit e raccoglimento dei luoghi dedicati al riposo dei
defunti.
[vi]

Annotazione a margine - elenco dei PUA vigenti per tutta la sezione comunale vagliata
PUA approvato con del. G.C. 77/2010; PUA approvato con del. G.C. 103/2011; PUA approvato con del. G.C.
104/2011; PUA approvato con del. G.C. 54/2012; PUA approvato con del. G.C. 105/2012; PUA approvato
con del. G.C. 68/2014.

1.2 Zona omogenea C2 (si confronti colle immagini S.6.4 e S.6.5 del Supplemento 6)

Estensione della sezione comunale qui considerata: 46.500 mq

Prima constatazione - lato a nord di via de