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LOGICA FORMALE

LOGICA PROPOSIZIONALE
La logica inizialmente strumento (calcolo dei predicati etc.) poi diventa pi creativa,
fine a se stessa. Hegel la definisce lesposizione di Dio com nella sua eterna essenza,
prima della creazione. In particolare essa la disciplina che studia la correttezza o
validit del ragionamento, le leggi del pensiero, inteso appunto come ragionamento
(infatti la logica non ha a che fare con psicologia o studio della mente), e risulta pi
vicina alla matematica che allontologia generale. Essa indaga i criteri e i metodi con
cui possiamo distinguere i ragionamenti corretti.
Il ragionamento un insieme di proposizioni, dette premesse e conclusione. Inferenza
il processo con cui si giunge dalle premesse alla conclusione (si dice che la
conclusione segue dalle premesse, e queste forniscono il fondamento per affermare la
conclusione).
Non ogni pensiero un ragionamento. Noi tratteremo il logos apophantikos (discorso
apofantico o dichiarativo), che deriva dalla trattazione aristotelica. Non tutti i discorsi
lo sono, in particolare lo sono quelli di cui ha senso chiedere se siano veri o falsi
(dunque il valore di verit). Dal De Interpretatione infatti stabilito che la logica si
occupa solo di enunciati (proposizioni dichiarative), non di esclamazioni, domande,
etc. I ragionamenti possono essere corretti o scorretti, e sono composti di proposizioni
che possono essere vere o false: verit distinta dunque da correttezza logica, che
riguarda solo i ragionamenti. Un enunciato esprime una proposizione, ma una
proposizione pu essere espressa da enunciati diversi.
Tutte le scienze sono fatte di ragionamenti, di inferenze: la logica controlla il
ragionamento in tutte le sue forme e si disinteressa del valore di verit delle
proposizioni prese in considerazione; vi tuttavia un legame tra verit e correttezza,
infatti nella definizione di questa rientra la verit: un ragionamento corretto se tutte
le premesse sono vere e lo anche la conclusione (CRITERIO DI CORRETTEZZA
LOGICA). La correttezza riguarda una certa relazione tra le proposizioni, ossia tra
linsieme delle premesse e la conclusione. Un ragionamento per pu essere corretto
anche se una o pi delle proposizioni che lo compongono sono false; e ugualmente
pu essere scorretto anche se le proposizioni che lo compongono sono tutte vere.
Si fa risalire la prima organizzazione della logica ad Aristotele (nellOrganon). In
seguito Kant divise la logica formale da quella trascendentale. La logica formale
quella che si cura della pura forma, struttura del ragionamento, astraendo dal
contenuto, rispetto al quale risulta pi generale. Ci significa che posta una forma
logica, qualunque contenuto venga attribuito alle premesse il ragionamento funziona.
Dunque la correttezza dei ragionamenti dipende dalla loro forma o struttura logica; la
verit delle proposizioni riguarda il contenuto. Ci significa che la logica formale
prescinde dallaccertamento delle verit delle proposizioni, la cui prova spetta alle
scienze. La logica si interessa piuttosto delle relazioni logiche tra le proposizioni,
innanzitutto delle condizioni di validit delle inferenze.
Si chiamano universali le proposizioni che hanno come soggetto un intero insieme di
individui; si chiamano invece particolari le proposizioni che riguardano una parte di un
insieme di individui; sono singolari le proposizioni che hanno per soggetto singoli
individui. Solitamente sono distinti il ragionamento induttivo da quello deduttivo (il pi
usato nelle scienze esatte), che semplicemente vengono descritti come ragionamento
dal particolare alluniversale e viceversa; alcuni ragionamenti deduttivi tuttavia
riguardano casi singoli e si basano sullesperienza, infatti pi casi abbiamo pi c
correttezza (se si negano le premesse negata anche la conclusione). Lautentica
differenza per riguarda il modo con cui le premesse forniscono un fondano la
conclusione: in un ragionamento induttivo le premesse forniscono un fondamento
probabile alla conclusione, mentre un ragionamento deduttivo o corretto o non lo .
La correttezza provata dalle parole logiche e dalla loro organizzazione. Queste non
sono del tutto isolabili, ma si possono facilmente ricondurre alle 5 parole logiche
classiche (o connettivi verofunzionali).
Queste parole vengono espresse da simboli che costituiscono sistemi, linguaggi
formali artificiali che mettono in evidenza i principi logici, guadagnando in brevit e
chiarezza, quali i legami tra le proposizioni e per quanti individui vale una certa
asserzione.
LINGUAGGIO PROPOSIZIONALE
La logica simbolica si sviluppata a tal punto da costruire veri e propri linguaggi
formali artificiali: i ragionamenti sono pur sempre discorsi, ma la loro correttezza
dipende dal significato di alcune parole logiche.
Le proposizioni dichiarative seguono due principi:
il principio di determinatezza, per cui ogni proposizione ha uno e un solo valore di
verit;
il principio di bivalenza, per cui i valori di verit sono soltanto due: vero e falso;
combinati insieme ci dicono che ogni proposizione ha uno e uno solo dei due valori di
verit.
Le proposizioni possono essere semplici o composte, risultanti dalla combinazione di
pi proposizioni semplici (non scomponibili in parti). Si delinea cos il terzo principio:
il principio di vero-funzionalit, per cui lo stato o valore di verit delle proposizioni
composte dipende da quello delle proposizioni che le compongono. Tale principio non
vale sempre, vi sono infatti proposizioni composte tali che la sostituzione dei loro
componenti con altri che hanno lo stesso valore di verit muta il valore di verit del
composto. Il campo o ambito di un connettivo la pi piccola formula ben formata che
esso connette; un connettivo subordinato a un altro se se solo se il suo campo
contenuto nel campo di questultimo; si chiama connettivo principale quello che non
subordinato a nessun altro, ossia ha come campo la formula intera.
I connettivi verofunzionali vengono cos detti in quanto le proposizioni formate
mediante essi sono una funzione di verit.
La CONGIUNZIONE ( ) "e" un connettivo binario, cio lega tra loro due
proposizioni. Il valore di verit della proposizione cos composta dipender da quello
delle corrispondenti. Non esprime solo la congiunzione "e", ma tutte le espressioni che
indicano congiunzione non temporale. La congiunzione vera se e solo se entrambe le
proposizioni elementari che la compongono sono vere.
La DISGIUNZIONE ( ) "o" anchessa un connettivo binario. Pu essere debole o
inclusiva quando vera se e soltanto se almeno uno dei due disgiunti vero; forte o
esclusiva se vera se almeno uno e al massimo uno dei disgiunti vero. In logica si
assume che essa abbia il senso inclusivo, perch in un certo senso cos inclusa nel
senso forte. La disgiunzione falsa se e solo se entrambe le proposizioni elementari
che la compongono sono false.
La NEGAZIONE ( ) "non" non un connettivo binario, perch si applica a una
sola proposizione per volta. Il suo ruolo logico quello di invertire il valore di verit
della proposizione cui legata.
LIMPLICAZIONE MATERIALE o CONDIZIONALE ( ) "seallora" prevede un
antecedente e un conseguente, tali che lantecedente condizione sufficiente ma non
necessaria del conseguente. Pu riguardare il significato delle parole, un nesso
casuale, o unintenzione. Limplicazione materiale coglie soltanto un tratto generala
del nesso condizionale, affermando semplicemente una connessione verofunzionale
tra due proposizioni. Il condizionale falso nel caso in cui il suo antecedente sia vero e
il conseguente falso.
Il DOPPIO CONDIZIONALE o BICONDIZIONALE ( ) "se e solo se" esprime la nozione di
condizione necessaria e sufficiente. Se lantecedente condizione sufficiente del
conseguente, questo sar condizione necessaria del primo. Due proposizioni si dicono
materialmente equivalenti se e solo se hanno lo stesso valore di verit.
Un altro importante ruolo svolgono le parentesi, che individuano una gerarchia di
operazioni verofunzionali (negazione-congiunzione, disgiunzione-implicazione)
Lalfabeto logico si pu dividere in tre sottoalfabeti: lalfabeto logico vero e proprio
consiste nei cinque connettivi verofunzionali cio non sono parole descrittive;
lalfabeto descrittivo consiste in uninfinit di variabili proposizionali, che stanno per
proposizioni o enunciati che descrivono fatti del mondo; lalfabeto ausiliario,
semplicemente parentesi e virgole, che seguono una determinata gerarchia e non
occorrono allesterno della formula.
Altri simboli: uguale per definizione a ( := ).
Una formula di un linguaggio proposizionale una qualunque sequenza finita di
simboli, si distinguono per formule ben formate e formule mal formate. Esistono
precise regole di formazione per formulare formule ben formate, che ci mettono in
grado di decidere se tali formule hanno senso o no. Per risolvere il problema si ricorre
alla definizione per induzione sulla costruzione formale. Le definizioni induttive si
usano per definire in modo finito un insieme con un numero infinito di elementi.
Avremo cos tre clausole:
(B) la base della definizione, in cui si specifica un certo gruppo finito di elementi
appartenenti allinsieme
(P) il passo della definizione, in cui si specifica un numero finito di operazioni, che
applicate agli elementi dellinsieme da definire, si ottengono ancora elementi di
questo insieme
(C) la conclusione o chiusura della definizione.
Le regole individuate consistono allora in numero finito di clausole con cui possiamo
specificare una definizione induttiva di formula ben formata. Occorre ora introdurre le
metavariabili, che stanno per formule del linguaggio formale (dunque sia variabili
proposizionali che proposizioni composte verofunzionali), e sono indicate da lettere
minuscole greche. Ora, avremo che
(B) ogni variabile proposizionale una formula ben formata
(P) cinque clausole per cui se A e B sono formule ben formate, lo saranno anche le
operazioni verofunzionali tra esse
(C) nientaltro tranne quando specificato in (B) e (P) una formula ben formata.
Sono formule ben formate quindi tutte le variabili proposizionali che stanno per
proposizioni semplici, e tutte le proposizioni composte che si ottengono mediante i
cinque connettivi logici.
Il metodo delle tavole di verit (esempio di algoritmo matematico) dovuto al
Tractatus di Wittgenstein, ed oltre a darci le matrici dei connettivi logici un vero e
proprio sistema di calcolo logico effettivo. Con esso possiamo stabilire in modo
meccanico la correttezza di tutti i ragionamenti deduttivi esprimibili nel linguaggio
proposizionale.
Spesso i ragionamenti sono scritti tirando una riga sotto le premesse, oppure usato il
segno di asserzione di Frege ( ). Nel linguaggio formale un argomento un insieme
finito di formule ben formate, dette premesse, intervalla te da virgole, seguite dal
segno di asserzione, seguito da una formula ben formata detta conclusione.
Mediante le tavole di verit assegniamo il valore vero o falso a ciascuna delle
proposizioni elementari, per ogni possibile combinazione di valori di verit. Se vi
anche solo unassegnazione in cui tutte le premesse del ragionamento risultano vere
ma la conclusione falsa, il ragionamento sar senzaltro scorretto, dunque una fallacia.

A B A A AB A B A B
B

V V F V V V V

V F F F V F F

F V V F V V F

F F V F F V V

La logica viene anche detta la scienza delle leggi del pensiero. Tra queste vi sono il
principio di identit, per cui ogni proposizione implica se stessa; il principio di non
contraddizione per cui nessuna proposizione pu essere insieme vera e falsa; il
principio del terzo escluso per cui qualunque proposizione va affermata o negata.
Assegnando alle variabili proposizionali di una formula uno dei due valori di verit,
potremo sempre calcolare il valore corrispondente assunto dallintera formula, che
compare sotto il connettivo principale.
Una formula potrebbe assumere il valore vero per qualunque valore di verit
assegnato alle sue variabili, essa sarebbe una tautologia. Le tautologie sono leggi
logiche perch sono sempre vere, in virt della loro struttura logica. Pu accadere al
contrario che una formula assuma il valore falso per qualunque valore di verit
assegnato ai suoi costituenti elementari: si tratta di unincoerenza (la negazione di
unincoerenza sempre una tautologia). Una formula e che per almeno
unassegnazione di valori di verit assuma il valore vero, e per almeno unaltra
assegnazione assuma il valore falso, in questo caso si ha una contingenza. Tutte le
proposizioni possono appartenere ad uno solo dei tre gruppi.
Le tavole di verit hanno lunico limite che il numero di possibili combinazioni di valori
di verit delle proposizioni cresce esponenzialmente, in generale date n variabili
proposizionali vi sono 2n assegnazioni possibili.
Le proposizioni complesse si distinguono dagli argomenti perch di essa possiamo
decidere la verit o falsit e lo statuto di tautologia, mentre dellargomento ci si chiede
la correttezza o scorrettezza (ed evidenziato dal segno di asserzione). Di ogni
argomento inoltre si pu trarre la forma condizionale corrispondente, cio quel
condizionale che ha per antecedente la congiunzione delle premesse dellargomento e
per conseguente la conclusione: per ogni ragionamento vale che corretto se e solo
se la sua forma condizionale corrispondente una tautologia (vi dunque un
comportamento analogo tra il segno di asserzione e il connettivo dellimplicazione
materiale).
LINGUGGIO PREDICATIVO-ELEMENTARE
Nel linguaggio predicativo la correttezza dei ragionamenti non dipende pi dai
connettivi proposizionali, ma piuttosto da quantificatori, e dalla struttura delle
proposizioni semplici, precisamente il nesso tra soggetto e predicato.
IL CALCOLO DELLA DEDUZIONE NATURALE
Superando il livello del linguaggio proposizionale, le tavole di verit non sono pi lo
strumento adeguato, per questo bisogna impiantare un sistema formale, cio un
apparato di regole e principi che consente di controllare la correttezza dei
ragionamenti costruendone dimostrazioni. La dimostrazione formale di un
ragionamento una sequenza finita di formule, ciascuna delle quali o una premessa
o segue dalle formule precedenti in base a qualche regola di inferenza, e tale che
lultima formula della sequenza la conclusione del ragionamento stesso. Il sistema
adottato della deduzione naturale, ed stato ideato da Gentzen, sulla base del
calcolo assiomatico di Frege e Hilbert.
Passando a parlare della semantica della logica che indaga su cosa sia il significato
tale, Tarski forn gli strumenti per determinare le condizioni di verit delle espressioni
di un ampio insieme di linguaggi formali. Si parla dunque si teoria della verit, un
metodo per esplicitare le condizioni di verit delle espressioni. Vero e falso sono
propriet di enunciati, e si predicano del nome metalinguistica della proposizione. I