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EUSEBIO DI CESAREA, Storia Ecclesiastica I, 1-8 (ed. GIUSEPPE DEL TON (ed.), Euse-
bio di Cesarea. Storia ecclesiastica e I martiri della Palestina, Descle et C.i. Editori
Pontifici, Roma 1964, 4-6)

Eusebio indica nel prologo i contenuti e le finalit dellopera, a partire di quella


che viene chiamata la economia del Salvatore. consapevole di essere il primo a
intraprendere un lavoro del genere affinch il passato serva di insegnamento.

<4> [1] Ci che mi sono assunto di tramandare in iscritto rispecchia le successioni dei
Santi Apostoli; i tempi trascorsi dal Salvatore nostro sino a noi, tutti i grandi fatti ac-
caduti, e di cui si parla nella Storia Ecclesiastica; i personaggi di essa che con lode
tennero il governo e la presidenza particolarmente delle chiese pi illustri; coloro che
in ciascuna generazione, a voce o con gli scritti, furono i messaggeri della divina pa-
rola; i nomi, la qualit, let di quelli che per cupidigia dinnovazioni precipitati a
estrema rovina, si proclamarono autori duna scienza bugiarda e che senza piet, co-
me lupi furenti, infestarono lovile di Cristo.

[2] Rispecchia inoltre le sciagure abbattutesi sulla nazione giudaica subito dopo
lattentato contro il Salvatore; quando, e in quanti e quali modi la dottrina divina so-
stenne la lotta contro i pagani; i gloriosi che per essa nei tempi addietro affrontarono
la battaglia sino alleffusione del sangue e al supplizio, e i martiri dei nostri giorni;
infine il giocondo e amico soccorso venutoci dal Salvatore nostro. Per non da altro
argomento comincio se non dallinizio della economia del nostro Salvatore e Signore
Ges, lUnto di Dio.

[3] [] Sono io che ora, per il primo, mi metto a trattare una tale materia e maccingo
ad avventurarmi per una via deserta, non battuta da piede umano: che mi guidi Iddio,
a Cui innalzo la preghiera; che la potenza del Signore mi venga in aiuto! Esclusa la
possibilit di rintracciare anche semplici vestigia di uomini che mi abbiano preceduto
su questo stesso sentiero, non incontrer che testimonianze esigue di scrittori, i quali,
chi in un modo chi in un altro, ci han lasciato particolari esposizioni relative alla et
che traversa- <6> rono. Saranno essi che da lungi ci protenderanno come fiaccole le
loro voci, che come da unaltura lontana, da una vedetta, coi richiami ci ammoniranno
per dove converr procedere, dove orientare il cammino della nostra storia, s da schi-
vare errori e pericoli.

[4] E quanto stimer giovevole al mio compito, lo trarr qua e l dalle loro memorie;
come da giardini spirituali piglier a mo di fiori le citazioni opportune degli scrittori
vetusti, cercher di farne un tutto organico nellesposizione storica, e sar mia cura
amorosa di tramandare ai posteri, per quanto mi sar dato, le successioni se non di
tutti gli Apostoli, almeno dei pi illustri nelle chiese rimaste tuttavia ragguardevoli e
insigni.

[5] Io credo di somma necessit lavorare attorno a questopera, perch nessuno, chio
sappia, degli scrittori ecclesiastici si dato pensiero di scriverla. Confido poi che riu-
scir di grande giovamento a quanti ricercano con ardore gli utili insegnamenti della
storia.
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[6] Del resto gi prima, nelle tavole dei miei Canoni della mia Cronaca, io registrai in
eptome questi avvenimenti, di cui ora mi sono proposto di fare lesposizione pi
completa possibile.

[7] La mia trattazione comincer, come dianzi ho accennato, da un argomento, che


per altezza e potenza trascende lintelletto umano: leconomia e la teologia di Cristo.

[8] Chi vuole scrivere un trattato di storia ecclesiastica necessario che si rifaccia
dallalto, dalla prima economia di Cristo, in cui il divino si palesa pi che a molti non
sembri; perch da Lui che abbiamo ereditato lonore del nostro nome.