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Padre Amorth

Roberto Italo Zanini

PI FORTI DEL MALE

Il demonio
riconoscerlo
vincerlo
evitarlo

SAN PAOLO

Prima edizione giugno 2010


Seconda edizione ottobre 2010

@ EDIZIONI SAN PAOLO s.r.l.. 2010


Piazza Soncino. 5 - 20092 Cinisello Balsamo (Milano)
www.edizionisanpaolo.il
Distribuzione: Diffusione San Paolo S.r.l.
Corso Regina Margherita. 2 - 10 [53 Torino

ISBN 978-88215-67681

PROLOGO

Quella mattina avevo gi assistito a tre esorcismi. Non


erano state cose tenere. Non avevo dubbi sullesistenza del
diavolo, ma se per caso ne avessi avuto ancora qualcuno, si
sarebbe sciolto come neve al sole. Nel corso della messa che
come sempre aveva preceduto i riti di liberazione, nella chie
sa vicino alla stazione della metropolitana, a due passi da
San Giovanni, mi ero cimentato nellingenuo tentativo di
scoprire fra le persone presenti chi potessero essere gli in
demoniati. Ce ne sono di quelli, mi aveva detto padre Amorth,
che assistono tranquillamente alla messa e ricevono benedi
zioni senza che in loro succeda niente. Altri, con alle spalle
un lungo percorso di esorcismi, hanno di molto attenuata, in
loro, la ripul sa per il sacro. Devo confessare che qualche per
sona strana, per cos dire, mi era sembrato di averla indivi-
duata. S alvo poi dovermi ricredere, constatando che non ave
vo scorto alcuna stranezza nelle uniche due persone presen-
ti che si sarebbero poi sottoposte allesorcismo. Altre non
avevano partecipato alla messa e sarebbero giunte solo pi
tardi, secondo il loro appuntamento.

Di queste due persone, una in particolare mi aveva fat


to una certa impressione. Una normalissima ragazza sui 25
anni. Carina nei modi, molto riservata. Mentre nella stan

za accanto alla chiesa padre Amorth si preparava per gli


esorcismi, benedicendo tutti gli oggetti e le persone pre
senti, compresa lacqua in bottiglia, che nel corso della cal
da mattinata estiva sarebbe stata necessaria per dissetarsi,
lei aveva atteso in chiesa di essere chiamata. Aveva certa
mente pregato, perch lavevo vista assorta, seduta su uno
degli ultimi banchi. Guardava ssa al tabernacolo. Alme
no cos mi era parso.

Al primo esorcismo padre Amorth mi aveva invitato a se


derin accanto. Ho preso una sedia. Mi sono avvicinato al
lettino, su un lato della stanza, dove si era appena coricata
la donna che doveva essere sottoposta al rito. Poi, consta
tando che intorno a lei cerano gi tante persone, ho trovato
la scusa per allontanarmi un poco. Lambiente era grande e
ho portato la mia sedia pi o meno a met della stanza, ac
canto al tavolo dove erano stati appoggiati gli oggetti per la
benedizione. Il gesto prudente di chi preferisce tenersi a di
stanza da quello che sarebbe accaduto, ma anche dettato dal
mestiere del cronista, che cerca il miglior angolo visuale per
avere la scena sotto controllo. Vicino a me cerano due don
ne col rosario in mano. Due persone erano sedute sullaltro
lato della stanza. Un uomo e una donna. Anche loro, dopo
averla cercata nelle tasche, giocherellavano coni grani del
la coroncina. Da quella posizione potevo vedere tutti. Non
credevo potesse esserci cos tanta gente.

Accanto al lettino, oltre ad Amorth, cerano altri tre sa-


cerdoti. Cerano, poi, un uomo e tre donne. Due persone fa
cevano da raccordo con lesterno. Durante gli esorcismi, in
fatti, la chiesa restava chiusa ed era necessario aprire il can-
cello a chi aveva lappuntamento.

,,
&.

Padre Amorth mi aveva accennato a quanto gli esorcisti


fossero attenti nella scelta dei collaboratori e, in un certo sen-
so, gelosi delle persone che compongono il loro gruppo di
preghiera. Perch ogni esorcista ha bisogno di gente che pre
ga con lui, accanto a lui . attraverso la preghiera che il de
monio e costretto a rivelarsi e poi a_fizggire. Dalle sue pa
role, per, non avevo capito si trattasse di una vera e propria
forma di volontariato: una missione spirituale condotta in
forma di volontariato. Un gruppo di persone, che due volte
a settimana, alla mattina alle otto, si ritrova in quella chiesa
a pregare fino a scoperchiare linferno.

Seduto accanto a loro, anche io avevo messo mano al ro-


sario che porto sempre al dito. Avevo desiderio di pregare.
Sentivo che sarebbe stato utile. Mai avrei pensato che lo avrei
fatto con cos tanta intensit. La preghiera e la devozione
mariana mi sono sempre state compagne di vita. Quel gior
no ho veramente capito perch si prega e come non si pos-
sa vivere da uomini liberi senza preghiera.

Padre Amorth aveva cominciato a recitare la lunga for


mula dellesorcismo nellantico rituale latino. Usa sempre
quella e non la pi recente del nuovo rito, perch la consi
dera troppo tenera e, quindi, del tutto inutile. Per spiegar-
mi il concetto aveva utilizzato lespressione colorita di un
noto esorcista morto alcuni anni fa, il benedettino dom Pel
legrino Emetti: Per cacciare il diavolo ci vuole linterces
sione dello Spirito Santo e poi solo stangata. Tutto il resto
non vale niente.

1 quattro sacerdoti pregavano ad alta voce. Una ragazza,


seduta accanto al lettino, aveva cominciato a cantare in gre
goriano con voce leggera e la melodia faceva da sottofondo.
La donna distesa gi si stava agitando. La bocca gli si con
torceva, sbavava. Dietro di lei, una tipa robusta gli teneva la
testa e con un fazzoletto la asciugava. Poi le contorsioni si
erano trasferite al corpo. Le persone intorno al lettino le te
nevano gli arti. A muoversi con movimenti inconsulti era so
lo lo stomaco. Aveva degli scuotimenti innaturali che non
possono essere descritti n compresi se non si ipotizza la pre-
senza di qualcosa dentro che spinge in tutte le direzioni, qua-
si a cercare un varco. Dalla bocca uscivano grugniti. Paro
le, prima incomprensibili poi sempre pi chiare. La voce era
inumana, assolutamente non paragonabile a quella che avrei
sentito dopo lesorcismo. Finita la preghiera, padre Amorth
ha cominciato a interrogare la donna. Non lei. naturalmen-
te, ma quel qualcosa che le si agitava dentro e che fra ver-
sacci e rumori vari, ogni tanto diceva, quasi implorasse:

NO..., no! Non voglio uscire! Non voglio uscire... *.

Ha chiesto chi fosse. Perch tanti demoni, ho scoperto,


quelli che possono considerarsi i capi schiera, hanno un lo
ro nome e ognuno ha precise caratteristiche. Ha chiesto quan
ti fossero, perch spesso capita che a possedere una persona
non ci sia un solo demonio.

Seppure riluttante, quella voce dava risposte, sibilanti,


terribili al solo udirne il rumore, alle quali, sinceramente, ho
posto poca attenzione, impegnato come ero a replicare le de-
cine del mio rosario. Una cosa la ricordo per con distin
zione. Quando padre Amorth ha domandato chi fosse stato
a fare i] maleficio, cio la persona che aveva invocato il dia-
volo affinch entrasse nella donna, si alzato un urlo terri-
ficante e strozzato insieme:

Sabrina stata Sabrina Maledetta! 7.

E gi, pensai mentre un brivido gelato mi correva dentro,


il diavolo laccusatore, lingannatore. Prima sfruttai suoi
schiavi, poi li denuncia e li maledice apertamente.

Dopo la benedizione la donna si era tranquillizzata. Le


hanno fatto fare con una certa difficolt il segno della croce
e recitare alcune preghiere. Poi si era sollevata e seduta sul
lettino. Sembrava provata, ma non tanto come uno avrebbe
potuto immaginare. Aveva bevuto, ringraziato ripetutamen
te, si era avvicinata al tavolo per prendere un altro appunta
mento. A quel punto ho visto padre Amoth ripetere gli stes
si gesti di quando dovevamo contrattare il giorno e lora per
le nostre chiacchierate estive. Lo stesso che avrei visto fare
poco dopo con gli altri pazienti, come li chiama lui, e che,
tale e quale si ripete ogni volta che qualcuno gli chiede un
appuntamento, anche le rare volte che lo concede al telefo-
no. E il termine contratto non casuale, con tanto di scam
bi di mezzore e quarti dora. Padre Amorth prendeva la pa-
gina di calendario tutta accartocciata che abitualmente usa
come agenda, con gli spazi bianchi relativi a ogni giorno del
mese pieni di scritte, orari, riferimenti, disegnini, cancella
ture, ripensamenti, parole sovrapposte:
Si potrebhefare... mercoledi! No, per alla mattina ho
una persona che viene... e un caso tranquillo ma un po' com
plicato. Forse poi abbiamo poco tempo. [5 alle ]] fa troppo
caldo... facciamo domani. Alle 9. Va bene alle 9. Ecco, se
gno le 8,30, e pirifresco .

lo, veramente, domani avrei un impegno .

Da questa donna non ci si cava ancora niente aveva


esclamato, incrociando lo sguardo dei suoi collaboratori.
Quindi aveva chiuso lesorcismo con una certa delusione.

lo avevo continuato a girare il mio rosario, in attesa che


la ragazza, sedendosi, avesse ritrovato un minimo di sorri
so. Poi mi ero alzato ed ero uscito. Volevo fare anche a lei
alcune domande, ma dopo aver scambiato alcune impres-
sioni con due donne che avevo conosciuto frequentando pa-
dre Amorth, lavevo vista fermarsi nella chiesa vuota, do
ve stava celebrando il sacerdote titolare e avvicinarsi al
laltare per ricevere la comunione. Poi era cominciato un
altro esorcismo ed ero andato a vedere di cosa si trattasse.
Questa volta per ero rimasto sulla porta. Sentivo grande il
peso delle due esperienze precedenti e mi sembrava di non
poter reggere oltre.

Lesorcizzato era un uomo. Anchegli giovane. Era ac


compagnato dalla danzata. Mi avevano informato che sitrat-
tava di un attore della tv, fra i meno noti, impegnato in fic-
tion e soap allitaliana. Da quando aveva cominciato ad ave-
re questi problemi non era pi riuscito a lavorare. Un caso
classico di maleficio. Damolti mesi si recava dapadre Amorth
e gi diceva di stare meglio. Con soddisfazione raccontava
che nei giorni seguenti avrebbe dovuto fare un colloquio per
una parte. Con la ragazza, aveva messo sul tavolo un grande
sacco di carta dal quale tirava fuori Oggetti per farli visiona-
re allesorcista che, invariabilmente, lo invitava a bruciarli.
Fra gli altri, certamente, un cuscino con delle evidenti mac
chie di sangue rappreso, che loro dicevano di non aver in al-
cun modo procurato, e una collana con un ciondolo in legno
dalla forma strana. Lattore raccontava che proprio il giorno
prima gli era stata donata per strada da uno sconosciuto.

l')

Quando era iniziato lesorcismo, le persone intorno al let


tino, compresi i sacerdoti, avevano dovuto usare tutta la for
za per tenerlo fermo, tanto si agitava. Faceva rumori, rutti,
gorgoglii profondi. Bestemrniava ad alta voce o soltanto con
un sibilo. Poi erano risate sconnesse,risatine sardoniche, gru-
gniti animaleschi, minacce e malvagit di ogni tipo, mentre
la sua espressione assumeva ghigni terrificanti.

Ero rimasto sulla porta ed ero uscito prima che si con-


cludesse, seguendo una delle collaboratrici di padre Amorth,
che aveva bisogno di fumare, fin sugli scalini esterni della
chiesa, per prendere un po daria. Sulla centralissima stra
da romana scorreva la vita di tutti i giorni. Ogni tanto qual
che anziano si fermava davanti alla cancellata chiedendo di
poter entrare. Con gentilezza la donna spiegava che non era
possibile. E io con lei a parlare del fatto che se la gente sol-
tanto sapesse... Ma sapesse cosa? Che il diavolo esiste? Che
c chi linferno se lo porta dentro suo malgrado e ne fareb
be tanto volentieri a meno? E chi, al contrario, lo custodisce
nel cuore con amore, anzi, con odio? E chi lo propaganda
con tanta disinvoltura? E chi lo accoglie e lo diffonde con
superficialit, senza nemmeno rendersi conto della gravit
del suo gesto? Ecco, sono proprio queste persone che do
vrebbero sapere. Ma c bisogno di chi glielo spieghi, di chi
glielo racconti cos com, senza falsit, senza inngimen
ti, senza il timore di non essere creduti. La verit per la ve
rit, nella convinzione che il demonio, il male, si avvantag-
gia delle falsit che vengono diffuse sul suo conto.

E poi, il diavolo una sorta di conferma dellesistenza


di Dio. Quante volte lo avevamo sentito dire da padreAmorth.
E dopo aver assistito e pregato in quegli esorcismi ne ero an-
cor pi convinto, perch mai come in quei momenti si sen-

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te di far parte del divino progetto damore. Un paradosso del-


la fede... Lamore per Dio, la preghiera per Dio... non un
metterli a confronto con la malvagit diabolica, ma come
se da essa traessero nuova certificazione. Come lesperto di
arti marziali sfrutta a sua vantaggio la forza dellavversario
per scaraventarlo a terra, cos la preghiera delluomo di fe-
de trae dal male rinnovato stimolo per affrettarne la sconfit
ta. Certo, per affidare la propria vita al sommo bene non
necessario sperimentare gli abissi del male... Probabilmen
te no. Ma la vita una lotta continua col male e per com-
battere bisogna conoscere. Per vincere un nemico la cui ar
ma principale linganno, la conoscenza piena e mezza sal-
vezza... Lamore che si ottiene con la preghiera... il trionfo.

Per quel che sentivo dentro in quel momento, sapevo be


ne di aver visto e conosciuto. Avevo talmente visto e cono
sciuto da esserne rimasto profondamente impressionato. Mi
meravigliavo di come le mie due amiche, i sacerdoti e i vo-
lontari che pregavano negli esorcismi, riuscissero a restare
tranquilli dopo aver assistito a quelle stesse cose. Anzi, con-
tinuavano a dirmi che, in fondo, erano stati solo alcuni ca
si fra i pi semplici. Non c nulla da temere, perch la fe-
de, la preghiera, lamore di Dio vincono ogni cosa.

Del fatto che il bene pi forte del male ne ero convinto


anchio, grazie alla stampella della mia povera fede che con-
tinuava a sorreggermi, ma sinceramente per quella mattina
ne avevo avuto abbastanza. Avrei aspettato l la fine dellul-
timo esorcismo, avrei salutato padre Amorth e sarei tornato
agli impegni di ogni giorno, sapendo che mai pi niente sa-
rebbe stato come prima.

Una piccola aspirazione alla tranquillit, durata lo spazio

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della breve e intensa chiacchierata sui gradini della chiesa. In


quel momento, da dentro esce una persona che cerca di me:

Padre Amorth mi ha detto di chiamarla perch questo


un caso particolare e vuole che lei assista .
Avevo appena individuato il gradino giusto per sedermi
ma non avevo fatto in tempo. Pensavo: mi siedo, guardo la
gente per strada e ci prego sopra. Avevo anche gi preso il
rosario. Lunica cosa giusta che avevo fatto. Era la mia ar
ma e, forte di quella, sono rientrato.

Coricata sul lettino c una donna, molto robusta. Su] di


vanetto accanto alla sedia dove mi sono sempre seduto fino
ad allora, c una signora pi anziana, la madre, e sulle sue
gambe un bambino, di sette, otto anni, il figlio. Vado per se
dermi, poi mi viene un dubbio, assai ingenuo, ma lo avrei
scoperto soltanto dopo. Torno indietro da una delle mie ami-
che e domando:

* Ma proprio il caso che quel bambino resti qui dentro?


Non meglio che esca? ,-

Lascia fare *, mi risponde, accompagnando le parole


con un gesto rassicurante della mano.

Vado a sedere al mio posto senza capire. La nonna, col


nipotino, seduta accanto a me. Lesorcismo comincia e,
questa volta. non c bisogno che la preghiera si protragga
molto per vedere i primi effetti. La donna si agita e si agita
anche il bambino. Pi la donna si agita pi il bambino si agi
ta. La donna urla, strepita e il bambino ansima, emette stra-
ni rumori. Lo guardo per un istante e solo allora capisco che

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ha un handicap psichico. La donna urla sempre di pi, la sua


bocca schiuma e le persone intomo al lettino fanno grande
fatica per tenerla ferma. Il diavolo, fra risate sconnesse, ha
gi manifestato l intenzione di non volersene andare. Di tan
to in tanto. per, si sente distintamente:

Aiuto! Aiuto... 7.

Richieste a volte urlate, a volte digrignate, sibilate. il


diavolo che chiede aiuto ai suoi simili, mi hanno spiegato in
seguito. Capita quando a possedere la persona ci sono pi
demoni insieme e qualcuno di loro capisce che sta per esse-
re scacciato. Un segnale che consiglia padre Amorth a co-
minciare il suo interrogatorio proprio da questo argomento:

Quanti siete? .

Tanti .

* Quanti ? f.

Venticinque <

Una risposta che soddisfa lesorcista, perch la volta pre


cedente il numero era maggiore. L interrogatorio prosegue.
Lagitazione della donna raggiunge il culmine e la voce di
venta realmente terrificante quando le domande cadono sul
figlio:

Tnofiglio cos'ha? .

Voi non avete capito... Non avete capito! Lui legato a


me... A mel .
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Che male e il suo? .

ln un primo momento non giunge nessuna risposta, ma


solo uno strepito pi rumoroso dei precedenti. Il bambino,
in braccio alla nonna, ormai incontenibile. Padre Amorth
insiste. La sua, questa volta, pi che una domanda un co-
mando:

* Che male e il suo? .


Diabolico... un male diabolico! ;.

Mai ho sperimentato una tale intensit di cattiveria rac-


chiusa in cos poche parole: impossibili da dimenticare. For
se aveva ragione padre Amorth. Dovevo assistere a quel] e
sorcismo per avere ben chiara una verit evangelica della
quale lui mi aveva parlato: la liberazione dai demoni, la gua
rigione dei malati, la remissione dei peccati vanno insieme.
Come facce della stessa medaglia.

Quando esce ed ormai sulla porta della chiesa, provo a


parlare con la donna. Ha desiderio di andarsene. Di vivere
quei pochi giorni di tranquillit che lesorcismo le ha dona
to. Anche lei, infatti, dopo qualche tempo torna ad avere gli
stessi problemi. Le domando come si possa convivere con
una simile presenza.

Male , mi risponde, malissimo. A volte diventa in-

sopportabile. Ma quello che mi fa veramente male che tut-


ti mi hanno sempre preso e mi prendono, per pazza *.

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MALATTIA DELLA MENTE


O MALE DELLANIMA?

Una volta il mio amico don Fausto Negrini durante un


esorcismo ha chiesto al diavolo:

Tu ormai possiedi poca gente. Nessuno sa pi nemme


no che esisti .

Lui ha risposto:

Ti basta andare nei manicomi per vedere quanta gente


possiedo io .

Satana sconfitto, cacciato, estromesso, ma riesce a tra


scinare con se tante persone. Il problema dei presunti ma
lati psichiatrici in questo senso molto serio. Gli psichiatri
non si rendono conto. Mentre la medicina del corpo ha fat-
to passi da gigante, con enormi progressi nella compren-
sione e nella cura delle malattie, per quel che riguarda la
conoscenza della psiche, la causa e la cura delle malattie
psichiche le conoscenze sono ancora arretrate. Si pu dire
che nella maggior parte dei casi gli psichiatri battono la-
ria. Fra loro c chi mi garantisce che pi o meno il 70%
del lavoro di uno psichiatra e dato dalla necessit di rime-
diare alle cure sbagliate di un altro psichiatra. Ho collabo

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rato spesso con gli psichiatri, anche se diicile trovarne


di credenti, poich quasi sempre hanno in Freud il loro dio.
Molte volte le loro conoscenze risultano fondamentali. Ci
sono tanti casi, per, in cui la malattia sembra psichiatrica
ma non lo e aatto; in altri, la malattia psichiatrica forte
mente aggravata dalla malattia demoniaca.

Interessante losservazione del teologo Walter Farrell in


Guida alla somma teologica, quando associa lispirazione
diabolica dellopera di Nietzsche a quei turbamenti del
lintelletto che, negli anni successivi, faranno piombare pro-
gressivamente il filosofo nel baratro incolmabile della fol-
lia. Viene spontaneo pensare a un, seppur non necessario,
legame di causa ed effetto, piuttosto che a un semplice nes
so di casualit.

Su questi temi ho disquisito spesso con un mio amico psi


chiatra, che anche venuto a molti miei esorcismi e si e re
so conto di quali possano essere gli eetti demoniaci anche
sulla psiche umana. Al principio non voleva credere al dio-
volo, poi ha dovuto ammettere. stato lui a consentirmi di
fare un incontro con sessanta psichiatri di grande livello,
con i quali ho avuto uninteressantissima discussione, dal
la quale e nato un libro. Mi hannofatto le domande pi dif-
ficili che io abbia mai ricevuto, ma ho potuto rispondere a
tutte. Ho esposto le mie ragioni, ho portato i miei esempi,
lesperienza di decenni di lavoro in questo campo e loro, nei
fatti, non sono stati in grado di fare obiezioni convincenti.
In un certo senso abbiamo definito i due ambiti di interesse
con una certa precisione.

Del resto, nel Vangelo si mettono spesso le due cose in


sieme. Ges guariva i malati e cacciava i demoni. Padre

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Candido in questo era straordinario. Aveva carismi ecce-


zionali. Tante volte ha fatto stupire i medici, interi ospeda
li. Non ha mai sbagliato le sue diagnosi e mandava chi ave
va malattie psichiatriche daglipsichiatri di cui sifidava. Ne
gli altri casi faceva esorcismi o preghiere di guarigione.

Per un esorcista fondamentale, oltre che un punto estre-


mo di difficolt. saper distinguere un male malefico da un
male psichico. ] sintomi su cui si basano gli psichiatri e co
struiscono la loro diagnosi sono completamente diversi da
quelli che interessano agli esorcisti. Ognuno deve saper sta-
re nel suo campo, allora si e reciprocamente utili.

Tanto per capirci: un esorcista e molto attento alla sen


sibilit della persona allacqua benedetta. significativo un
caso capitato a padre Candido. Stava facendo un esorcismo
e trovandosi senza acqua benedetta manda un suo aiutante
a prenderla. Appena luomo torna col cestello e lasperso
rio, il demonio, che padre Candido stava interrogando, di-
ce attraverso la persona esorcizzata: Con quellacqua ci
puoi lavare il tuo muso. Si trattava infatti solo di acqua
semplice perche il cestello era stato riempito dal rubinetto
in sacrestia. Il demonio aveva subito capito la dierenza.

Tante volte basta una spruzzo di acqua benedetta e il de


monio, che e. dentro alla persona aspersa comincia a urla
re: Basta, basta, brucia. Proprio per questa ritrosia del
diavolo, ci sono casi in cui diventa fondamentale rendersi
conto della sensibilit nel distinguere lacqua benedetta da
quella normale. A volte chiedo aifamiliari difare una pro-
va per capire se la persona che hanno segnalato ha vera
mente un problema demoniaco. Non molto tempo fa un ca
so di questo tipo mi e capitato con una ragazza di vent an

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ni. Da quello che mi aveva raccontato la mamma cerano


forti sospetti. Allora le ho consigliato di preparare segre
tamente con lacqua benedetta una pietanza che piaceva al
lafiglia eportarla a tavola per linterafamiglia. La donna
decide di fare una minestra. Nessuno sa dellesperimento,
tutti la mangiano tranne la ragazza, che la mette da parte
trovando una scusa: Non mi sento di mangiare la mine-
stra. ll giorno dopo, la donna ha rifatto la prova metten
do lacqua benedetta in unaltrapietanza e il risultato e sta-
to il medesimo.

Anche l'avversione al sacro e un segno importante. Ri


cordo un giovane che buttava via o distruggeva le immagi
ni sacre che trovava. Se in casa arrivava il sacerdote per la
benedizione pasquale o per un altro motivo, lui senza dare
nellocchio si chiudeva nella sua stanza. Consiglio al pa-
dre di recitare col pensiero una preghiera alla sua presen-
za, scegliendo un normale momento di vitafamiliare. A ta-
vola il padre comincia a dire il Padre nostro mentalmente
e ilfi glio, improvvisamente e. con violenza, si alza ordinando
di smetterla.

Siccome le richieste sono tante e molte persone hanno


realmente bisogno di aiuto, ma non per tutte sono necessa
ri gli esorcismi, prima di dare un appuntamento faccio una
grande selezione e pretendo una serie di informazioni. Per
prima cosa mi serve una diagnosi medica relativa ai distur-
bi che vengono lamentati. Poi chiedo se normalmente la per
sonafa una vita di preghiera. Domando da quando e aet
ta da questo disturbo e se la prima manifestazione si e avu
ta in concomitanza con un particolare evento. Chiedo come
si manifesta il disturbo, se furioso, se ci sono urla, strepi-
ti, spasmi, movimenti inconsulti. Chiedo che reazioni ha al

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le benedizioni. In molti casi invio dei questionari con delle
domande. Se nel leggere le risposte non trovo quelli che chia
mo sintomi di sospetto" evito di ricevere la persona per de
dicarmi ad altri casi perche', ripeto, le richieste sono tante.
Quasi ogni giorno trovo la segreteria telefonica piena e in
capace di registrare altri messaggi.

Del resto lesorcismo e lultima delle cose che deve es-


sere fatta, quando tutte le altre non hanno sortito eetto.
Per tante persone e spesso suiciente sentirsi spiritualmente
accolte e guidate, basta ascoltarne i bisogni, pregare con
loro, insegnare a pregare anche per chi la causa del loro
problema, guidarli a prepararsi per una buona confessio-
ne. Poi ci sono anche tante persone con delle fissazioni, del
le paranoie, con la mania di essere indemoniati, inseguiti
dal diavolo e via dicendo.

Un metodo infallibile sono anche le liturgie comunitarie


di guarigione e di liberazione. Se non si hanno reazioni e
sintomi specici in questi casi non se ne avrebbero nemme
no con l esorcismo. Naturalmente ci vuole discernimento an
che per quello che accade nelle messe di guarigione e libe-
razione. Pu capitare che qualcuno si metta a urlare, si di
speri, si butti a terra o diventi violento. Molte volte per si
tratta diproblemi di isteria o di suggestione. Altre volte sap
piamo gi quali sono le persone che dobbiamo tenere d'oc
chio, perch ci sono state segnalate. Una. cosa del genere,
per esempio, mi capitata una volta con Milingo, quando
faceva messe di guarigione e liberazione ogni primo luned
del mese. Cera unenorme quantit dipersone. Molti era
no i fenomeni di isteria e suggestione. Prima della celebra-
zione Milingo mi avverti della presenza di un indemoniato,
che avrebbe avuto certi sintomi, come poi accadde.

Milingo? Mi capitato di conoscerlo, di sentire parlare


di lui dalle persone che lo frequentano, di partecipare a una
sua celebrazione. Alla fine di tutto questo ho ricevuto la sen-
sazione come di quando capitano delle belle occasioni che
poi vanno perdute. Si tratta di un esorcista che si lasciato
incatenare dal demonio?

La sua e una storia molto triste. Siamo amici. Ogni tan


to mi chiama. Mi viene a trovare. Parliamo. [o prego tutti i
giorni per lui. Chiedo che lo Spirito Santo gli dia la grazia
dellumilt. L'umilt efondamentale. Senza lumilt non ci
pu essere ravvedimento, non si possono riconoscere i pro
pri errori e avere il coraggio di tornare sui propri passi. Non
c dubbio che gli siano statifatti dei torti ma lui si e spin-
to troppo avanti nella protesta e nel dissenso alla Chiesa. A
sua volta la Chiesa ha fatto molto per poterlo riaccogliere
a braccia aperte. Ha veramente bisogno di un bagno di
umilt. Epoi, le conoscenze sbagliate. gli inussi sbagliati,
il reverendo Moon, quella donna che lo tiene stretto a s. gli
insondabili misteri dellanima umana... Anche Giuda cac-
ciava i demoni come tutti gli altri apostoli, poi satana e en-
trato in lui. Una cosa il potere di cacciare i demoni, poi ci
sono le scelte e la vita personale.
o GES 0 IL DIAVOLO

Dove il timore di Dio custodisce lingresso, ivi il nemi


co non pu trovare via dentrata. La frase tratta dalle Pa
role di ammonizione di san Francesco e illustra alla perfe
zione come una vita di preghiera e di sacramenti, vissuta in
grazia di Dio, protegga dai malefici, dalle tentazioni e da
ogni tipo di inuenza diabolica.

Lo spiega molto bene e lo dimostra con la sua vita, RO-


sa o la signora Rosa, la chiamano tutti cos. Un autentico
punto di riferimento per coloro che si rivolgono a padre
Amorth, del quale un po la memoria storica, la collabo
ratrice pi fidata. Lei e la sua famiglia, un marito e sei figli
maschi, sono stati tormentati dai malefici per 32 anni, fino
a quando non le capitato di conoscere padre Candido Arnau
tini, il citato maestro di padre Amorth, il religioso passio
mista morto nel 1992, conosciutissimo a Roma per essere
stato lesorcista della Scala Santa. Da quel momento, af
ferma Rosa, nella nostra vita entrata la grazia di Dio. Tut
to radicalmente cambiato.

La loro stata una lunga e difficile lotta. Le malattie


arrivavano una dopo laltra. Eravamo tutti malati. Mali ter-
ribili, debilitanti, qualcuno si presentava nei miei figli fin

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dalla nascita. 1 dottori non sapevano pi cosa fare. I miei fi-


gli sono stati operati pi volte, perch le analisi e i riscon
tri medici appuravano la presenza di gravi malattie, ma spes
so negli interventi chirurgici non veniva trovato nulla. Aper
ti e ricuciti inutilmente. 11 male per continuava. Con lul-
timo figlio gravemente ammalato, allospedale Bambino
Ges un medico ha ascoltato la nostra storia e ci ha consi
gliato di rivolgerci a padre Candido. Dopo tanti anni di sof
ferenze iniziata la nostra rinascita e abbiamo capito quel
lo che ci era successo.

Tutto era cominciato nel mese di dicembre, pi o meno


due mesi prima del matrimonio di Rosa. Mio marito ave
va avuto una discussione con sua madre. Lui, che insoffe
rente di fronte alla pigrizia, aveva criticato il comportamen
to del fratello, che aveva sempre una buona scusa per non
lavorare, sostenendo che non era vero che stesse male, ma
che semplicemente non aveva voglia di impegnarsi. Mia suo
cera and su tutte le furie.

Non vero rispose , sei un bugiardo e proverai an-


che tu cosa vuol dire stare male ,_

Pu sembrare strano, ma pochi giorni dopo a mio marito


si sono bloccate le gambe. Avevamo gi fissato il matrimo-
nio a febbraio. Ci siamo sposati, con lui che non riusciva
quasi a stare in piedi. Da quel momento in poi siamo piom
bati in un baratro di sofferenze senza fine. Non facile com
prendere queste cose. Tanta gente non ci crede. Farsi capire
dai medici e una cosa difficilissima. Si viene presi per mat
ti. Si finisce alle soglie della disperazione.

Una delle maledizioni di mia suocera, lultima che ha fat


26

to effetto, arrivata che conoscevamo gi padre Candido.


Aveva detto a mio marito:

* Ti venisse un cancro alla lingua .

Dopo qualche ora gi stava male. Le analisi e le diagno


si dei medici furono implacabili: cancro alla gola e alla ra
dice della lingua. Venutone a conoscenza padre Candido ci
ha invitato da lui. Lo abbiamo incontrato una domenica do-
po la messa. Ci ha chiamato da parte. Ha esorcizzato la go
la di mio marito. La guarigione stata immediata e com
pleta. Le indagini seguenti hanno certificato che non cera
pi niente.

Da quelle esperienze emersa una famiglia unita, forte,


contraddistinta da una grande fede. Rosa si interamente de
dicata ad aiutare le persone che soffrono dei problemi che
lei stessa ha sofferto. E stato lo stesso padre Candido a chie
derle di seguire don Amorth per dargli una mano.

Io lho fatto per riconoscenza e per ubbidienza e da quel


giorno mi sono messa al suo servizio. Ho aiutato tante per-
sone con gravi problemi demoniaci che non sapevano dove
andare, a chi affidarsi.

Rosa parla con un trasporto, una semplicit e una fede


che non facile trovare in altre persone. Si capisce dalle sue
parole e dalle lacrime, che di tanto in tanto fatica a trattene
re, che quelle storie lhanno provata al limite della soppor
tazione umana. Ma ne orgogliosa. Questa ora la sua vita
e non tornerebbe mai indietro, nonostante let e i tanti ac-
ciacchi ereditati dalla sua difficile esistenza.

27

Quando si patito cos tanto e hai conosciuto le grazie


pi grandi non si pu non desiderare che anche altre perso
ne che soffrono possano godere del tuo stesso bene. A par
lare questa volta non e Rosa, ma lamica che per tutto il tem-
po del nostro dialogo le stata seduta accanto e laccom
pagna nella sua missione, perch da qualche tempo soffre
del morbo di Parkinson, cosi come, del resto, le aveva pre
detto padre Candido.

Ma quando ci si occupa di queste vicende domanda il


cronista non senza qualche titubanza non viene il timore di
esporsi a qualcosa di troppo grande, di incontrollabile?.

La prima a rispondere e lamica di Rosa. Anchio in un


primo momento ho avuto paura. Come si fa a non temere di
fronte a simili manifestazioni? Poi ho capito che se condu
ci una vita di preghiera, di sacramenti, di affidamento a No
stro Signore, a Maria Vergine non devi temere alcun male.
Questo vale sia per te che per tutti quelli che ti stanno vici-
no. Una famiglia unita, dove la fede vissuta e visibile, do
ve c preghiera, sotto una grande protezione. Il bene pi
forte del male.

Le due donne mi guardano. Comprendono la mia diffi


colt. Mi invitano ad avere fede, a pregare, ad andare avan-
ti in questo complicato lavoro. Non convinto, insisto: Non
facile mettere insieme tutte le storie che ho sentito, che ho
visto in prima persona. Sono talmente enormi. E devo rac
contarle facendo in modo che la gente non le rifiuti, non le
pensi come abili sceneggiature di un film dellorrore 0 co-
me credenze di unaltra epoca, che non possono avere dirit
to dasilo nel terzo millennio. Questa volta e Rosa a ri-
spondere per prima: Prega lo Spirito Santo, vedrai che non
avrai alcun problema.

28

PER NON VOLAR SENZALI

Non bisogna temere perche' il bene @ innitamente pifor


te del male. Padre Amorth si ferma un attimo, come assorto
su un pensiero, un ricordo sullonda del quale riprende di slan-
cio: Chiss quanti maleci mi avranno lanciato? Quante
tentazioni! Lo stesso padre C andido, fin dal primo momena
to della nostra collaborazione, mi aveva rassicurato:

Non temere, il Signore ci protegge .

Qualche tempo prima, quando lallora cardinale vica


rio di Roma, Ugo Poletti, mi aveva dato lincarico di esor
cista, mi sono aidato totalmente allaprotezione e allaiuto
della Madonna.Avvolgimi nel tuo manto, gli ho chiesto nel-
la preghiera, e con te sono al sicuro. Una protezione che
ho sperimentato e vissuto negli anni come inviolabile. Ne
ho la certezza quandoprego, quando recito il rosario, quan
do visito isantuari mariani. Ne ho avuto la prova dalle pa
role stesse di vari demoni, per bocca di persone che ho
esorcizzato :

C on te non possiamo fare niente perch sei troppo pro


tetto .

29

E pensare che proprio non avevo alcuna intenzione di fa-


re lesorcista. Il cardinale Poletti mi ha preso alla sprovvi
sta, in un modo tale che non ho potuto dire dino.

A sentirla raccontare da padre Gabriele la storia di Polet


ti che lo incastra a fare lesorcista uno spasso. Al ricordo
gli brillano gli occhi di divertimento, come quando raccon
ta barzellette, tanto pi se racconta quelle che ascoltava dal
la viva voce di padre Pio: un tipo che quando era in vena e
aveva un momento libero, era un divertimento.

In quellepoca, a Roma, mi capitava spesso di incontra


re il cardinale. Eravamo amici e lui apprezzava molto le mie
barzellette. Quando ne aveva di nuove lo andavo a trovare.
Quel pomeriggio suono il campanello della sua abitazione
e viene lui stesso ad aprire la porta. Come sempre. dopo le
mie storielline, Chiacchieriamo di tante cose, di comuni co-
noscenze, dei problemi pastorali... Gira gira e il discorso
cade su padre Candido, che aveva fama di sant uomo ed era
oberato di lavoro. Il cardinale si soerma a ragionare sul
gran numero di persone che ogni giorno lo attendono per la
messa, gli esorcismi. La Scala Santa era li a due passi dal
la sua abitazione. Del tutto spontaneamente mi viene da di
re che di quelle cose ero informato perche':

Conosco bene padre Candido 7.

A quella notizia il cardinale mi guarda con un sorriso e


sottolinea:

Ammalato come, e con tutte le persone che chiedono


di lui, ha tanto bisogno di aiuto .

30

Mentre, visibilmente addolorato, esprime questi senti-


menti di comprensione nei confronti dellopera dellesorci
sta, cerca sulla scrivania e nel cassetto un foglio intestato.
Quando lo trova, tace e comincia a scrivere. Io lo guardo e
lui scrive. Poi alza gli occhi, dopo aver apposto lafirma in
calce. mi consegna il foglio e aerma:

Bene, questo e il suo nuovo incarico .

7 Il mio nuovo incarico? . dico io, sottolineando la stu


pare. Quindi comincio a leggere la lettera. la mia nomi-
na a esorcista della diocesi di Roma. assegnato a padre C an
dido come suo assistente e allievo. Naturalmente provo a
protestare:

Eminenza, lo sa che io non sono in grado. Non posso.


Lo sa che sono un po cos... mipiace raccontare barzellet-
te,fare monellerie... .

Niente dafare. Il cardinale rimane irremovibile sulla sua


decisione, convinto che sarei stato allaltezza. Con una be
nedizione e una pacca sulla spalla mi rassicura e mi ac
compagna alla porta garantendomi la sua preghiera. Quel
pomeriggio avevo del tempo libero ed era andato dalla-
mico Poletti per raccontare uno storiellina delle mie. Ora
ne uscivo con lincarico di esorcista. Con quel foglio, il
giorno dopo era da padre C andido. Tempo libero credo di
non averne pi avuto.

A Roma la figura di padre Candido conosciutissima fra


chi ha fatto un certo tipo di percorso spirituale. Sono molti
coloro che hanno beneficiato della sua opera e lo ricordano
come un santo. A volte basta chiedere per scoprire che ce

ne sono anche fra coloro che si incontrano alla messa della


domenica.

Un caro amico. ora felicemente sposato con prole. che da


ragazzo ha subito una pesante influenza diabolica, dovuta
alla frequentazione culturale di un musicista con seri pro
blemi di handicap, legato a una setta esoterica e occultista,
racconta la sua esperienza con la lucidit che solo delle
persone che hanno fatto conoscenza diretta del maligno e so-
no riuscite a liberarsene con una vita di fede: Senza nem-
meno rendenni conto ho intrapreso la strada del male. Ave-
vo scelto il male per la mia vita. Un periodo che ricorda co
me tristissimo. segnato da una grande tensione interiore, da
un cupo desiderio di morte. Poi, linteressamento della fa
miglia. le pressioni di chi gli sta vicino...

La sua vita riparte con la partecipazione a una messa di


guarigione e liberazione. Li ho provato lo straordinario ef-
fetto della pace di Ges che ti avvolge, ti entra nel cuore.
Una luce di sole nascente. Gli incontri con padre Candido
e con padre Amorth, che allepoca gi lavoravano insieme,
si fanno frequenti. Il ricordo delle preghiere di esorcismo,
dei consigli dei due sacerdoti, delle affollate messe alla mat
tina alle sei alla Scala Santa incancellabile.

Eravamo in tanti. Ognuno con un pesante fardello da


portare. Quando padre Candido iniziava la preghiera dell e
sorcismo in latino sembrava che si spalancassero le porte
dellinferno. Ricordo una ragazza. Mi stava accanto. Nel-
lattesa ci avevo parlato a lungo. Mi sembrava del tutto nor
male. A un certo punto ha cominciato a torcersi. rantolare,
sibilare. Si messa a parlare in greco antico, urlando... Al
tre persone vicino a lei hanno cominciato ad agitarsi, fare ru-

32

mori, a bestemmiare... Poi ho sentito dentro di me una gran


de pace. Ogni volta era cos. Sembrava come lesperienza di
Elia, che nella grotta si mette in attesa di Dio e dopo strepi
ti e tempeste lo sente arrivare nel vento leggero. Tutto in
torno si fece silenzio. La ragazza si accasci a terra, raggu-
mitolata. Da dentro di lei si sent uscire una voce diversa da
quella che aveva parlato fino a quel momento. Un orribile
grugnito e, ben distinte, le parole in italiano:

Mi hai scovato .

Gli insegnamenti di padre Candido continuano a guidare


questo amico e la sua famiglia sulla strada della pace di Cri-
sto. Mi ha detto che dovevo pregare e da quel giorno cre-
do di non avere pi smesso. La preghiera deve essere parte
della tua vita, mi ha detto. Devi affidarti sempre alla Ma
donna. E ricordati che il diavolo deve sempre essere rifiuta-
to. Qualunque cosa, qualunque situazione ti faccia presagi-
re la sua presenza allontanala da te. Conserva sempre la li-
bert della tua anima. Nel momento in cui ti sembra di es-
sere privato della libert interiore devi allontanarti da que
ste situazioni, pregare pi forte. Ricorda che il diavolo sa es-
sere forte solo con i deboli e deve essere trattato con un sa
no disprezzo.

Vengono in mente le tante icone della Madonna della Mi


sericordia che si trovano in tanti santuari. Facile pensare, per
esempio, a quella di Monte Berico a Vicenza. La Madre San-
tissima che avvolge col proprio manto i fedeli che si affida
no a lei. In alcune immagini sotto il suo manto sono state po
ste intere citt. Ci sono ex-voto in cui Maria distende il man
to su navi in piena tempesta, persone imploranti, malati il
luminati dalla grazia divina. Chi vuole una grazia e a Lei non

33

ricorre, ricorda il Poeta, sua disianza vuol volar sanzali.


Il Signore ci ha dato tante grazie per vincere il demonio. La
preghiera... la preghiera ha un potere enorme. il trionfo
del bene. E poi una vita di sacramenti. L'aidamento alla
protezione della Madonna. La fiducia incondizionata nella
Misericordia Divina.

Purtroppo tante volte siamo distratti. [ singoli, le comu


nit intere, i sacerdoti. Ci assopiamo come gli apostoli nel
lorto del Getsemani. O, ancor peggio, siamo convinti, sia
mo stati convinti, di poter volare senzali. In quel momento
dobbiamo fare molta attenzione a non affidarsi, con inge
nuit o con malizia, alle ali corrotte e monche del demonio.
La tentazione sempre in agguato ed spesso fatta di su
perstizioni. Anche quelle piccole. a prima vista insigni-
canti. sono come porte aperte al diavolo. E qui vale la pena
di lasciare ancora una volta spazio al racconto dellamico
che abbiamo appena incontrato, anche perch suffragato da
numerosi altri testimoni.

Un giorno mi trovavo proprio accanto a padre Candido.


Parlavamo. Era uno dei soliti incontri mattutini a San Giovanni
e cera tanta gente, tanti sofferenti, con i problemi pi vari. A
un certo punto una vecchietta minuta si fa largo fra le perso
ne. Si avvicina e chiede, pi o meno come facevamo tutti:

! Padre Candido mi deve fare un favore .

Lui la guarda con la consueta espressione accogliente mo


strandosi pronto ad acconsentire. La vecchina, incoraggia
ta. cerca qualcosa nelle tasche e. tenendola ancora stretta nel-
le due mani, come si fa con una cosa preziosa, che non de-
ve assolutamente andare perduta, domanda ancora:

34

* Mi deve benedire questo crocifisso .

Cos dicendo apre le mani e mostra una catenina, di quel


le che si portano al collo, con una piccola croce doro. Pa
dre Candido sembra pronto alla benedizione, quando si fer
ma irrigidito. In quel momento mi rendo conto che nelle ma
ni della donna, un po nascosta dalla croce, spunta la forma
di un cornetto, anchesso doro e anchesso appeso alla ca
tenina. Il volto del prete si fa scuro e contratto. La voce si
alza severa nella chiesa, con una autorevolezza che nessuno
di noi aveva mai sentito:

Lei non si rende conto di quello che sta facendo. Non pu


confondere Cristo con queste cose. Se ne vada. Butti via ogni
cosa. E torni solo quando avr scelto fra Ges e il diavolo .

LE AZIONI DEL DEMON IO

Il problema del male riguarda tutti i popoli e tutte le epo-


che. N0i sappiamo che il problema dipende dal demonio.
Una conoscenza che ci viene dalla rivelazione. E il demo
nio che genera il male e la sua azione pu essere ordinaria
o straordinaria.

Lazione ordinaria quella che si esplica normalmente


con le tentazioni. Quella di tentare luomo e lattivit alla
quale il demonio si dedica maggiormente ed e quella a cui
tiene di pi, perche' e attraverso di essa che riesce a far per
dere le anime.

Lazione straordinaria si esplica, molto pi raramente,


attraverso i cosiddetti mali maleci.

Temi delicati e complicati. Prima di arontarli bene


riaermare ( ci torneremo anche in seguito) il principio cri-
stiano ribadito nellApocalisse, secondo il quale nella bat-
taglia contro il male il bene che trionfa e in questa batta
glia luomo non e mai solo. Pu scegliere di essere solo, ma
nel momento in cui la cerca, la grazia divina e pronta ad ac
compagnarlo, a fornirgli gli strumenti per combattere e per
vincere. E se noi sbagliamo e persistiamo nel nostro errore,

36

dobbiamo sapere che Ges ci aspetta fino all ultimo. Ci vuo-


le salvi e la sua misericordia sempre pronta ad accoglier-
ci solo che lo vogliamo. Nessuno meglio di Ges Cristo sa
che sulla via del male basta lasciarsi scivolare, la via del
bene e invece sempre in salita. Tutto dipende da quello che
si sceglie e lo Spirito Santo pronto a fortificarci.

Per espletare il suo disegno il diavolo usa tutti i mezzi


per tentare luomo. In questo senso la modernit gliene ha
offerti di ulteriori e sempre pi spesso le persone si ma-
strano incapaci di riconoscere il male. Come sottolinea san
Giovanni nella prima lettera, tutto il mondo giace sotto il
potere del maligno. Limpegno principale del diavolo efa
re in modo che luomo pensi solo alle cose della terra. In
teressante, per esempio, come la societ, la pubblicit e
molti mezzi di comunicazione veicolino con insistenza un
modo di intendere la bellezza e la salute del corpo come se
fosse il vero scopo della vita. Il grande inganno dellessere
eternamente belli, eternamente sani. Ecco, il regno di sata
na il regno dellinganno, contrapposto al Regno di Dio che
il regno della Verit. E solo la Verit ci rende liberi (cfr.
Gv 8,32).

NelRegno di Dio ogni cosa che e di questa terra infun


zione delfine ultimo. Il mio regno, sottolinea Ges non e di
questo mondo. Le beatitudini sono in funzione del Regno dei
cieli. Ges non promette mai felicit terrena. La via che por-
ta al Paradiso passa sempre attraverso il Calvario. Il Re-
gno di Dio e il Paradiso. Lo scopo della vita e meritarselo.
E se si salva lanima, qualunque sia stata la nostra sorte su
questa terra, la vita e stata un successo. Cosa giova alluo-
mo guadagnare il mondo se poi perde se stesso? (cfr. Mt
16,26). La parabola del ricco epulone e un aresco fon

37

damentale per indicare quale sia la strada nel rispetto dei


dieci comandamenti.

Tuttaltra cosa e quella che io definisco, secondo una co-


dificazione accettata dalla Chiesa, attivit straordinaria del
demonio. Il concetto di straordinario e relativo al fatto che
si tratta di manifestazioni poco frequenti, che esplicano la
forza del demonio, ma non sono la sua attivit preferita.

] mali straordinari provocati dal demonio sono quattro:


possessione, vessazione, ossessione e infestazione. Fra que-
sti mali la possessione e certamente ilfenomeno pi raro,
cosi come rara e linfestazione. La possessione e il fenome
no in cui il diavolo prende possesso del corpo di una perso-
na contro la sua volont e, quindi, senza nei fatti influire di
rettamente sulla sua anima. Ci sono stati anche dei santi che
sono stati posseduti dal demonio. Tanto per capirci: se uno
muore da indemoniato, questo non ha influenza sulla sua
salvezza. Nella possessione il diavolo pu usare a piacimento
del corpo nel quale e entrato e pertanto le azioni attuate da
chi posseduto non sono consapevoli. Santa Maria di Ge-
s Crocifisso, unica santa araba, nata vicino a Nazareth,
quando era posseduta dal demonio bestemmiava, faceva co-
se inconfessabili.

Negli esorcismi spesso si assiste afenomeni straordina


ri scatenati dal demonio. Movimenti e. deformazioni delle
membra semplicemente inconcepibili in una persona nor
male, levitazione del corpo, cambiamenti repentini di voce,
persone che a malapena conoscono la lingua madre e inve
ce parlano le lingue pi svariate. Attenzione, per. Non sem
pre la gravit della situazione e direttamente proporziona-
le alla bruttezza di ci che appare. Non e la straordinariet

38
delle manifestazioni a farci comprendere se ci troviamo di
fronte a casi diicili, situazioni, cioe, nelle quali e difcol-
toso giungere alla liberazione.

Come ci sono casi in cui il demonio si tiene nascosto e


poi, magari, servono anni perche' la persona si liberi, ce ne
sono altri in cui, a dispetto di manifestazioni demoniache
eclatanti, la persona si libera in poco tempo. A volte e per
sino diicile giungere a una liberazione completa. Su que-
sto, devo dire che padre Candido mi ha toltofin dalprinci-
pio ogni illusione, invitandomi a esercitare lumilt. Fre-
nando i miei iniziali entusiasmi, mi disse:

- Non si aspetti di vedere che alla fine di un esorcismo


qualcuno venga liberato. E un evento molto raro .

In eetti non ho mai avuto il piacere di vedere una per


sona completamente libera dopo un esorcismo. La libera
zione avviene quasi sempre in altre situazioni. Solitamente
in contesti sacri, specialmente santuari. Padre Candido, per
esempio, era particolarmente devoto di Lourdes e Loreto,
dove inviava spesso le persone che esorcizzava, perche' gli
era capitato di constatare che molti di loro si liberavano in
questi luoghi. A Loreto abbiamo avuto tanti casi di libera
zione. Mapu capitare ovunque, entrando in una chiesa, an
che durante una semplice preghiera o nel corso delle quo-
tidiane mansioni di lavoro.

Una grande scuola di umilt. La gente, questi grandi sof


ferenti, viene da noi con delle aspettative. Ha estremo biso-
gno di aiuto. Spesso ha bussato a decine di porte senza tro
vare una risposta alle proprie esigenze. Ha girato ospedali,
medici, psichiatri, reparti di psichiatria, ha preso psicofar

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maci, ha speso capitali dagli psicanalisti, ha fatto operazio


ni chirurgiche, a volte ripetute, a volte inutili. Ha parlato con
i propri parroci, ha bussato a tante porte, ma non ha trovato
chi li ascoltasse nel profondo e comprendesse il terribile
dramma. Gli esorcisti sono troppo pochi e tanti preti, anche
vescovi e teologi, sottovalutano il problema, lo sfuggono
quasi fosse una superstizione. Cosi, queste persone, dopo
avertrovato dei muri di incomprensione e di ignoranza, quan
do arrivano da noi si affidano totalmente. Ma noi siamo so-
lo dei servi inutili, io dico dei buoni a nulla. Siamo sempli-
ci strumenti nelle mani di Dio. Non siamo noi a liberare dal
demonio, ma Ges Cristo. Noi,per conto della Chiesa, agia
mo nel nome di Ges Cristo, i cui esorcismi raccontati nel
Vangelo, come recita il Catechismo della Chiesa Cattolica
al punto 550, anticipano la grande vittoria sul principe
di questo mondo"(Gv 12,31).

Una verit di fede ribadita esplicitamente da Giovanni


Paolo II il 20 agosto del 1986 parlando agli esorcisti: Alla
vittoria di Cristo sul diavolo partecipa la Chiesa: Cristo, in-
fatti, ha dato ai suoi discepoli il potere di cacciare i demoni.
La Chiesa esercita tale potere vittorioso mediante la fede in
Cristo e la preghiera che, in casi specici, pu assumere la
forma dellesorcismo.

Tornando alla singolarit delle manifestazioni diaboli-


che, uno dei casi pi semplici e rapidi che mi sia capitato si
era presentato come complicatissimo. Un giorno arriva da
me un mio amico frate francescano. Un tipo particolarmente
robusto, che insieme ad altri due uomini teneva stretto un
giovane agitatissimo. Era un contadino. Uno che era cre-
sciuto in campagna, aveva un basso livello di istruzione e
non si era mai mosso dal paese dove era nato. Nell esorci

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smo si agitava e straparlava in perfetto inglese. Ho persino


avuto bisogno di un interprete per capire.

Io sono Lucifero, re degli scorpioni , diceva.

Sembrava veramente un caso terribile. Cerano persino


fenomeni di levitazione. Un giorno, nel colloquio che soli-
tamente facciamo col diavolo durante lesorcismo, gli ho
chiesto:

Quando vai via?.


La risposta da quel momento in poi fu invariabile:
Il 21 giugno alle Il .

Lo esorcizzavo due volte alla settimana. Allepoca lavo-


ravo in via Merulana, nel convento dei frati della chiesa di
SantAntonio. La prima volta era febbraio e, devo dire, non
ho mai pi avuto un caso cosi rapido. In prossimit del 21
giugno, per verificare, prendo un appuntamento per il gior-
no seguente. Il contadino viene da me calmo, tranquillo co-
me non lo avevo mai visto. Gli faccio raccontare quello che
era successo :

* Ero in campagna, stava lavorando. Improvvisamente


credo di aver cacciato un grande urlo. Mi sono guardato
intorno per la paura. Poi mi sono sentito meglio. Ora sto
bene .

Allora gli ho fatto lesorcismo, ma non e successo nien


te. Lho fatto venire unaltra volta e ho ripetuto il rito del
lesorcismo. Niente. Era libero. E non era pi in grado di

41

i
%

dire una parola in inglese. Non aveva mai imparato l ingle


se e non sapeva parlare inglese.

Un caso che serve anche per spiegare come sia necessa-


rio chiedere al demonio quando intende andarsene, quanto
tempo gli e stato concesso. Il rituale lo prevede espressa
mente. Quando sipuo occorre chiedere anche il giorno e lo
ra. Il diavolo sa perfettamente di avere poco tempo a di
sposizione. Come del resto si legge nel significativo capito-
lo 12 dellApocalisse, che chiarisce in parte quello che ab-
biamo detto e che avremo modo di riprendere: Ora si e com-
piuta la salvezza, [aforza e il regno del nostro Dio e la po
tenza del suo Cristo, poich stato precipitato laccusatore
dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro
Dio, giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del
sangue dell A gne] lo e grazie alla testimonianza del loro mar-
tirio: poich hanno disprezzato la vita fino a morire. Esul-
tate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi
terra e mare, perch il diavolo e precipitato sopra di voi pie
no di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo (Ap
12,1012). Per questo si a]fretta nel tentativo di dannare il
pi persone possibile. Naturalmente bisogna sempre veri-
care, con informazioni incrociate, quello che il diavolo di-
ce nellesorcismo, perch molte volte e bugiardo.

Ricordo di una ragazza che aveva dei disturbi da quan-


do aveva sedici anni. Nellesorcismo ho chiesto:

Quando sei entrato? .


A sedici anni , mi ha risposto.

Dopo lesorcismo hofatto un lungo colloquio con la ra-

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gazza e, separatamente, con i suoi genitori per sapere con


precisione quando erano cominciati i primi sintomi. Ho avu-
to la conferma che effettivamente le prime inuenze male
che si erano manifestate allet di sedici anni.

Assai diverso e il problema della vessazione. Le vessa-


zioni sono mali grandissimi provocati agli uomini, senza
per che vi sia possessione. Il caso della famiglia di Rosa,
che abbiamo raccontato, ne e un perfetto esempio. Il sog
getto vessato non e? posseduto dal demonio. Dentro di lui non
c il demonio. I dolori, le malattie e le malvagit che subi-
sce sono per tali da impedirlo nella sua libert. Questo, na-
turalmente, pu accadere in vari modi. Si pu essere vessa
ti nel fisico: una malattia, dolori fortissimi, pi malattie in
sieme; nella mente: abbastanza comune e il caso di esauri
menti, depressioni; negli aetti: non si riescono ad avere
storie damore; nel lavoro: attivit economiche che falli
scono improvvisamente, licenziamenti immotivati, mancate
assunzioni immotivate.

I problemi di vessazione sono molteplici e quasi sempre


generati da malefici. Fra i pi comuni e il caso di una fio-
rente attivit economica che a causa di un maleficio comin
cia inspiegabilmente a decadere. Si potrebbe dire che eper
incapacit dell imprenditore oper cambiamenti di mercato.
Quando per si tratta, come mi e capitato, di negozi otti
mamente avviati, collocati in strade di grande interesse com
merciale, che da un giorno allaltro perdono tutti i clienti,
magari in favore di un concorrente che ha appena aperto, e
diicile pensare a incapacit imprenditoriali o a scarso ap
peal dei generi commerciati . Soprattutto se la merce e i prez-
zi sono gli stessi della concorrenza e il commerciante in og-
getto sempre stato ben voluto dai suoi clienti.

43

Poi, quando chi patisce questo dramma economico vie-


ne da noi a chiedere aiuto, allora capita che le vere ragio-
ni emergano quasi subito. Si va nel negozio, lo si benedice
periodicamente, a volte ci si celebra la messa, si fanno pre
ghiere di liberazione e si vede che un poco alla volta latti-
vit economica segna una ripresa. Serve tempo, serve fede,
serve preghiera per tornare come prima. Ci sono tuttavia
episodi in cui la pervicacia del maleficio tale che persi
no preferibile cambiare attivit, perche' il danno dellattesa
sarebbe economicamente insostenibile.

Comuni sono anche i casi legati a situazioni azttive. Un


giovane dopo alcuni anni di danzamento capisce che quel-
la non era la donna per lui. lnterrompe la storia nel modo
pi normale, cercando di non provocare eccessivo dolore
nella fidanzata. La madre di lei non ci sta, si rivolge a un
mago, a una fattucchiera e per quel giovane comincia un
terribile calvario: non riesce a trovare un lavoro che duri
pi di qualche giorno, non riesce a mettere in piedi una re-
lazione stabile, si ammala, non riesce a fare nulla che ri
chieda un minimo di impegno. Padre Candido ha guarito
tante malattie di questo tipo. Gli organi pi colpiti sono so
litamente lo stomaco e la testa. Organi che riguardano fun-
zioni vitali essenziali come il mangiare e il lato aettivo. Nel
caso di nevrosi, esaurimenti nervosi, depressioni, come gi
abbiamo detto, tante volte e diicile capire quali siano ef
fettivamente le cause.

Allinterno della categoria dei disturbi e delle instabi


lit psichiche rientra spesso anche ilfenomeno dellosses
sione. Si tratta di un male diabolico, che provoca pensieri
frequenti, ossessivi, apparentemente invincibili in modo ta
le da condurre alla disperazione e a volte anche al suici-

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dio, se non allassassinio. Se si considera che il demonio


pu inuire sui sogni si comprende come lossessione im-
pedisca anche di dormire.

Ci sono anche fenomeni di intervento nei sogni molto pi


lievi, che hanno strettamente a che fare con le tentazioni. So
gni legati alla sfera sessuale o alla prevaricazione del pros
simo. Ma ci sono anche sogni che provocano terrore, che spa-
ventano e non lasciano dormire. I mass media spesso sfrut
tano questi temi e non possiamo far finta di non sapere che
il diavolo agisce anche attraverso i mezzi di comunicazione.
I film che provocano paura e terrore; i film costruiti intorno
alla violenza, spesso fine a se stessa; i film di sesso, di pre
varicazionefisica e psicologica, specie se attuata col ricor-
so di pratiche esoteriche ed occultiste; certi cartoni anima-
ti. Si tratta dei temi preferiti dai sogni indotti dal demonio.

Il fenomeno dellinfestazione riguarda case, oggetti, a


volte anche immagini sacre, animali. Si tratta di questioni
assai complicate, anche queste molto spesso collegate ai ma
leci, dalle quali non e facile uscire senza soluzioni drasti-
che, come lalienazione del bene.

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PARTECIPI DELLA REDENZIONE DEL MONDO

Alla luce di questa situazione diventa fondamentale ca


pire come si cade in queste trappole, come si diventa Vitti-
me di queste azioni demoniache e come ci si difende. Le cau
se, secondo la suddivisione adottata da me e accettata dal-
la Chiesa, sono quattro. Due sono colpevoli e due sono
incolpevoli. fondamentale, in particolare, conoscere le
cause "colpevoli" per poterle evitare.

incolpevole il caso assai raro, perch relativo ad al-


cuni grandi santi, asceti e mistici, in cui Dio stesso che
consente al diavolo di provare le loro anime con tentazioni
e vessazioni perch si rabrzino nella fede e provino al dia-
volo, come nel caso di Giobbe, di saperin resistere. in-
colpevole il caso di chi subisce malefici e a causa di essi e
vessato o e addirittura posseduto dal demonio.

colpevole, invece, aidarsi a maghi, fattucchiere e


a qualunque forma di divinazione colpevole abbando-
nare volontariamente la strada di Cristo, condurre una vita
dissoluta e di peccato, subirne il fascino fino al punto di av-
vicinarsi a sette pseudo religiose o sataniche.

In tutti i casi, sempre e comunque, la preghiera e larma

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di difesa per eccellenza. Vigilate e pregate per non cade-


re in tentazione, consiglia Ges agli apostoli nell 'orto de-
gli ulivi. Un invito che viene ripetuto continuamente in tut
te le apparizioni mariane. La stessa preghiera che Ges ci
ha insegnato, il Padre nostro, dopo la lode a Dio, l'accet-
tazione del Regno, l'invocazione per il sostentamento quo-
tidiano, la remissione dei peccati e la riconciliazione col
prossimo chiede espressamente a Dio aiuto nelle tentazio-
nie soccorso nell'afontare il maligno. Neifatti, senza l' aiu
to di Dio siamo indifesi.

Nella guarigione dellindemoniato ai piedi del Tabor. che


analizzeremo pi avanti. Ges sottolinea con fermezza che
senza preghiera questo tipo di intervento divino non si ot
tiene. Per la liberazione dal male bisogna pregare per se
stessi e per gli altri. Tante volte e solo con la preghiera che
possiamo aiutare le persone che si sono perdute nel pecca-
to e rifiutano ogni tipo di aiuto. il padre dell indemonia-
to che prega con insistenza Ges affinch lo liberi da quel-
la terribile inuenza. Sono tanti i genitori che sperimenta?
no questo tipo di dolore per i figli che si sono perduti a cau
sa di infatuazioni, compagnie sbagliate, condotte di vita ri
provevoli. La loro preghiera e fatta di sofferenza, di lacrime
e difiducia insieme.

bello in questo caso ricordare lesempio di santa Mo


nica, la madre di Agostino d lppona. Negli anni della giovi-
nezza del figlio, perduto in bagordi e in una vita dissoluta,
come lui stesso racconta nelle Confessioni, gli resta sem
pre accanto. ma soprattutto prega intensamente per ottenere
da Dio il dono della sua conversione. Una fiducia e una fe
delt in Dio che quel figlio non dimenticher mai, tanto da
trasformarsi nella base solida della sua stessa santit.
47

Dicevamo delle cause che introducono il dem0nio nella


nostra vita e ci mettono nelle sue mani. Le due che abbiamo
definito incolpevoli sono da considerarsi abbastanza rare:
quelle in cui Dio stesso consente lazione del demonio; quel-
le prodotte dai malefici.

Il primo caso pu essere diicile da capire nella sua lo-


gica salvifica ma e strettamente legato alla vita di tanti san
ti e, prima ancora. alla vita di moltipersonaggi biblici. Per
comprenderlo occorre leggerlo attraverso la missione ter-
rena e lesperienza della croce di Ges Cristo. In sostanza:
Dio concede al demonio di agire, sapendo che la persona
interessata, nella sua azione di resistere al male, si santifi-
ca. San Giovanni Crisostomo sosteneva, paradossalmente,
che il diavolo e santificatore delle anime. Del resto sono
tanti gli esempi di santi vessati dal demonio. Da san F ran
cesco a Padre Pio, al Curato DArs e via dicendo. A questo
proposito il santo di Pietrelcina spiegava che comunque la
soerenza e preziosissima, perche ci fa partecipi dell ope-
ra redentrice di Ges. E nei casi specici dei santi e Gesti
stesso che chiede a queste persone di partecipare con la lo-
ro soerenza alla sua azione di redenzione, quando non so
no loro stessi a proporsi direttamente.

Una richiesta reciproca che viene formulata espressa


mente nelle visioni, nei dialoghi mistici e che, a volte, in
dirizzata alla salvezza di precise persone. NellAntico Te
stamento ci sono molti esempi di questo tipo. Il libro di To-
bia e il libro di Giobbe sono a riguardo molto interessanti.
in essi lazione del diavolo, non solo tentatrice, messa in
relazione con lazione salvifica e liberatrice di Dio, operata
attraverso gli uomini. A Tobia e Tobi, Dio manda il suo an
gelo, ma sono le azioni dei due uomini che rendono possi

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bile il compito dellangelo, compresa la liberazione dal de


monio, per mezzo dellopera di Tobia, della sua promessa
sposa Sara. la fedelt di Giobbe, contro ogni evidenza, con
tro ogni sopruso operato dal male, che lo santifica e lo giu-
stifica davanti a Dio e agli uomini. Qui il diavolo mette al
la prova Dio attraverso Giobbe e Dio sceglie Giobbe quale
artefice della sconfitta del demonio, come evidente nel dia-
logo fra Dio e satana nel primo capitolo versetti 10 e l l : Tu
hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame ab-
bonda sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quan-
to ha e vedrai come ti benedir in faccia. Lo stesso dialo-
go si ripete al secondo capitolo quando satana si rende con
to che la fedelt di Giobbe perdura nonostante sia andato
economicamente in rovina. Al versetto 5 insiste: Stendi un
poco la tua mano e toccalo nellosso e nella carne e vedrai
come ti benedir in faccia. Anche qui il Signore accetta la
provocazione del demonio e nel versetto seguente gli con-
cede quanto ha chiesto: Eccolo nelle tue mani. Soltanto ri
sparmia la sua vita, cos come in precedenza gli aveva po
sto il limite di non toccarlo nella persona.

La storia la conosciamo bene. Giobbe resta fedele al suo


Signore a dispetto di tutte le sue disgrazie e dei mille dubbi
che il diavolo insinua in lui attraverso le persone che gli stan
no vicino, sua moglie e i suoi amici. Quando satana riceve
la sua lezione, Dio reintegra Giobbe nella salute, nelle for-
tune ein tutti i suoi averi, moltiplicandoli. C osi come Giob-
be, luomo con la suafedelt raggiunge il quadruplice sco
po di umiliare il demonio (l accusatore dellApocalisse), ren-
dere lode a Dio raccogliendone la ricompensa, partecipare
alla redenzione del mondo.

Nel Vangelo viene in mente, al contrario, lepisodio del

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giovane ricco (Mt 19,l622). lui stesso che si presenta al


Maestro per sapere quale sia la strada della santit. La sua
richiesta alta, perch gi alta la sua condotta morale. Nel-
la sua confessione a Ges, il giovane spiega di osservare tut
ti i comandamenti e la legge di Abramo. Ges che gli legge
nellanimo sa che sincero. Nei Vangeli di Marco e Luca si
esprime chiaramente: Fissatolo lo am. Poi risponde alla
sua domanda indicando gli la strada della santit perfetta, del-
la dedizione totale a Dio: Se vuoi essere perfetto, va, ven
di quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel
cielo. Poi vieni e seguimi. A questo punto il Vangelo non
fa alcun commento. Osserva semplicemente che, poich era
molto ricco, se ne and triste. Ges gli propone di fare
lultimo salto, lui non riesce a rinunciare agli agi e ai poteri
della ricchezza. Ges lo ama allistante e vorrebbe che Dio
fosse tutto per lui. Ma lui, che poteva fare quel salto. perch
nelle sue capacit. rifiuta la proposta.

Naturalmente non sappiamo come sia andata. Potrem-


mo pensare che in seguito quel giovane si sia liberato di
questa sua ultima debolezza, che abbia scelto la strada di
Zaccheo o quella dei servitori fedeli della parabola, facen
do fruttare le sue ricchezze per amore e rispetto nei con
fronti di Colui che gliele ha affidate. Sappiamo solo che
Ges si rivolge ai discepoli che hanno osservato la scena
dicendo quella frase terribile e famosa: Difficilmente un
ricco entrer nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: pi facile
che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco
entri nel regno dei cieli.

Unespressione durissima. I discepoli intuiscono che col


concetto di ricchezza si indica tutto ci che tiene legati al
mondo e ne sono turbati. Per questo chiedono: Chi si potr

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dunque salvare7. La risposta di Ges e luce pura, capace


di gettare una grande speranza nella nostra vita: Questo
impossibile agli uomini ma aDio tutto epossibile. Una spe
ranza grande, che si affianca a una ancor pi grande cer-
tezza: Chiunque avr lasciato case, 0 fratelli o sorelle o
padre o madre ofiin 0 campi per il mio nome, ricever cen
to volte tanto e avr in eredit la vita eterna. Molti dei pri
mi saranno ultimi e gli ultimi iprimi.
Interessante, proprio perch chiarificatore dei motivi per
i quali Dio lascia intervenire il demonio sulle persone elet
te, un brano di san Paolo (2Cor 12,710): A]finche io non
montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, (?
stata data alla mia carne una spina, un inviato di satana per
percuotermi, perch io non vada in superbia.A causa di que-
sto per tre volte ho pregato il Signore che lallontanasse da
me. Ed egli mi ha detto: Ti basta la mia grazia; la mia po-
tenza, infatti, si manifesta pienamente nella debolezza . Mi
vanter quindi ben volentieri delle mie debolezze, perch di-
mori in me la potenza di Cristo. Perci mi compiaccio nel
le mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficolt, nelle per-
secuzioni, nelle angosce soerte per Cristo: infatti quando
sono debole e allora che sono forte.

Alla luce di questo ragionamento sulle tentazioni, anche


col riferimento al giovane ricco, occorre ricordare il prin
cipio generale per il quale mai permesso al demonio di
colpire una persona al di l delle sue capacit di resistere
al dolore o alle lusinghe delle tentazioni. [santi a livellipiz
alti, le persone normali a livelli pi bassi. E nel caso in cui
cadano sempre per libera volont di lasciarsi andare, as-
secondando le loro debolezze.

51

A uno dei suoi frati, che stava subendo una tentazione,


san Francesco, racconta il suo primo biografo e confratello
Tommaso Da Celano, spiega: Credimi, figliuolo, che ap
punto per questo ti ritengo servo di Dio e sappi che quanto
pi sei tentato tanto pi mi sei caro. Nessuno deve reputar
si servo di Dio se non passato attraverso tentazioni e tri-
bolazioni. La tentazione, vinta in certo modo, lanello col
quale il Signore fa sposalanima del suo servo. Molti si com-
piacciono dei meriti acquistati in lunghi anni e si rallegrano
di non aver provato tentazioni di sorta; sappiamo, per, che
questo indizio che il Signore ha tenuto conto della loro de-
bolezza spirituale, giacch anche prima della battaglia sa-
rebbe bastato il terrore a vincerli. Infatti non si suscitano du-
ri combattimenti se non a chi possiede una forza danimo a
tutta prova.

E cos come san Francesco esortava i confratelli, la ve


nerabile Maria Giuseppina di Ges Crocisso, carmelitana
scalza, fondatrice a Napoli del Monastero dei Santi Giusep
pe e Teresa, ricordava con queste parole alle sue consorelle
la missione che avevano scelto nel momento di entrare in
clausura: Una religiosa e unanima che si chiude in mona
stero come il soldato in trincea per combattere. Tu, dunque,
devi pensare che sei al Carmelo per la difesa delle anime
contro gli assalti del nemico infernale. Nonti accorare, per
ci, nella lotta interiore che subisci e che cresce dentro di te,
invece della pace e della quiete che sognavi. Ricordati che
questo e lufficio dellanima consacrata a Dio benedetto:
combattere e vincere. Santa Caterina da Siena diceva che
Dio consente le persecuzioni del demonio nei nostri con
fronti per fornirci materia di merito, oltre che per destarci
dalla sonnolenza dellaccidia.

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Il diavolo e capace di dare enormi soerenze a chi in


traprende la strada della santit. E i santi con la loro fedelt
a Dio contribuiscono al trionfo nale del bene, allazione
redentrice di Ges. E facile ricordare lesempio di Padre
Pio. Il demonio ha potuto provare ogni cosa contro di lui,
dalle tentazioni al dolore fisico, alle percosse. E Padre Pio

con lo stesso orgoglio delle fede che fu anche di san Paolo,


poteva dire: Ho sempre vinto io.

53

COME ASSOLDARE UN KILLER

Il secondo degli interventi diretti del demonio nella vita


delluomo, che possiamo definire incolpevole per chi lo
subisce, %: il maleficio. Si tratta della principale causa in
colpevole ed e quella, sebbene abbastanza rara, che produ-
ce i mali allapparenza peggiori sulla persona.

Nel concreto il maleficio si qualifica come lazione mal


vagia di un uomo contro un altro uomo attuata per mezzo
del demonio. Non bisogna infatti dimenticare che il demo-
nio non pu agire direttamente contro luomo se non attra-
verso la mediazione umana. In sostanza, il demonio si pu
accettare per libera scelta o si pu subire, perch qualcuno
te lo ha scagliato contro, cio ha fatto un maleficio. Una co-
sa che risulta terribile e devastante al solo pensarla. E come
assoldare un killer, una banda di picchiatori e vessatori.

A fronte di questa apparente ineluttabilit del male, per,


bene tomare a dire che i maleci non possono nulla con
tra le persone che sono unite a Dio nella preghiera e che
nella vita hanno fatto una precisa scelta in favore di C risto.
Scelta che siamo chiamati a rinnovare quotidianamente per
noi eper le nostre persone pi care. Nella preghiera ma an
che nelle azioni di tutti i giorni. E non una semplice sug-

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gestione se il nostro pensiero va alla risposta della folla al


la domanda di Pilato (Mt 27,17): Chi volete che vi rilasci:
Barabba o Ges chiamato il Cristo?.

Ai malefici si devono pi del 95% dei casi dipersone pos


sedute o con mali causati dal demonio, che sono molto pi
frequenti delle possessioni. ] tipi di maleficio sono molte-
plici. Sono utilizzati da tempo immemorabile e continuano
a essere praticati con gli stessi mezzi: fattura, legatura, ma-
ledizione, macumba, wud, malocchio, filtri magici , solo per
ricordare i pi frequenti. Nomi che fanno venire in mente
epoche e credenze che si pensano sepolte nella notte dei tem-
pi. In realt si tratta di pratiche attualissime. Basta informarsi
sull armamentario di un qualunque mago o fattucchiera per
capire che non si tratta di cose passate di moda.

importante precisare che la vittima che subisce il ma


lecio e innocente. Non possono essere a lei attribuiti gli ef-
fetti del maleficio che gli e stato scagliato contro. Anche se
ci troviamo difronte a una persona posseduta dal demonio.
invece gravissimamente colpevole (padre Amorth uti
lizza proprio questa espressione per definire il grado estre
mo di colpevolezza) chi fa il maleficio e chi lo commissio-
na. Si tratta infatti di persone che agiscono per conto del
diavolo o che si sono messe nelle mani del diavolo per rag
giungere i loro scopi. Per espiare simili malvagit ci vuole
un radicale cambiamento di vita, una preghiera e un eser-
cizio della carit costanti, laccostamento sincero al sacra-
mento della confessione. Tutto questo senza che, peraltro, i
danni arrecati alle persone con le loro azioni possano esse
re sanati. Almeno nella maggiorparte dei casi.

Le storie sono tante e tutte particolarmente inquietanti,

55

anche perch, spesso, sono legate agli affetti primordiali del-


la persona che viene colpita. C hi fa il maleficio o chi lo com
missiona e tante volte un genitore, un parente, un affine, un
amico intimo di chi viene colpito. Ed e proprio nellambito
dei legami affettivi pi stretti che si incontrano i casi pi. dif-
ficili. come se lodio col quale viene fatto il maleficio fos-
se direttamente proporzionale alla forza del precedente le
game affettivo e con quella si riversi sul suo obiettivo.

Padre Candido raccontava della vicenda della figlia di


due contadini. Una famiglia povera che dopo molti sforzi rie-
sce a far laureare la figlia. I genitori interpretano quella lau
rea come linizio di una importante scalata sociale e nella fi-
glia ripongono tutte le loro ambizioni, desideri di riscatto e
di rivalsa. Sono delusissimi quando lei si innamora di un ope-
raio e annuncia il fidanzamento. ] due genitori combattono
quellunione in tutti i modi. [ giovani restano per uniti e da
queste avversit il loro legame trae ancora pi forza.

Quando annunciano il matrimonio, alla ragazza sembra


che pap e mamma stiano cominciando a rassegnarsi. Ne
parla col fidanzato e ne sono contenti. Decisa la data delle
nozze iniziano i preparativi. A loro due sembra che tutto va
da avanti per il meglio: non sanno che loriginario dissen
so nel cuore dei genitori di lei e maturato in odio profondo,
che attende solo il momento giusto per manifestarsi piena
mente. Anche in chiesa il matrimonio si svolge regolarmen-
te. Gli invitati si spostano al ristorante per il pranzo. A un
certo punto, nel corso del banchetto, il padre chiama da par
te lafiglia, la porta con se' in unaltra sala del ristorante e
li, con parole studiate al dettaglio e assoluta perfidia sata-
nica maledice lei, il marito, la loro unione e gli eventualifi-
gli , garantendo i mali pi terribili. Da quel momento per i

56

due sposi comincia un calvario senza fine. Il marito perde il


lavoro. Le malattie e le disgrazie di ogni genere si susse-
guono ininterrotte. Tale era la cattiveria con la quale sta
to fatto il maleficio che padre Candido non e mai riuscito a
risolvere il caso, ma solo ad apportare benefici parziali.

Ci sono anche malefici che vengono rinnovati sistemati


camente. Mi sono capitati casi in cui chi faceva il maleficio
veniva a conoscenza degli esorcismi ai quali si affidava la
sua vittima e ogni volta ripeteva il rito malefico. In questi
casi,per, se c assiduit dipreghiera e di esorcismi, sipu
dire che di solito il maleficio diventa sempre pi debole, an
che se ci vuole tempo per la liberazione. Si pu anche dire
che questa la classica tipologia di maleficio in cui, se muo
re lartefice, la liberazione diventa pi semplice. Questo in
contrapposizione ai casi di quei malefici molto forti, nei qua-
li nonostante la morte o il sincero pentimento dell'artefice,
la liberazione resta dicilissima. Ricordo di una madre che
aveva lanciato una maledizione alfiglio e si era poipentita
iniziando un duro percorso difede e di espiazione. Sforzi che
non sono serviti a liberare il figlio dall' influenza diabolica.

Occorre ricordare che prima la Chiesa riteneva che gli


esorcismi si dovessero applicare solo a chi era posseduto
dal demonio, il catechismo attuale ha invece fatto un gran-
de passo avanti, sottolineando che anche nei casi di inuenza
diabolica si procede con lesorcismo. E i casi di maleficio
con inuenze diaboliche sono relativamente frequenti.

E sufficiente seguire per qualche giorno lattivit di un


esorcista per rendersene conto. Il calendario degli appunta
menti sempre colmo. E spesso i casi sembrano ripetersi
uguali luno allaltro. I sentimenti dellodio e dellinvidia,

LA

del resto, si focalizzano quasi sempre sulle medesime cose


e se possono colpiscono sugli affetti, sul denaro, il lavoro, il
successo, la bellezza, la salute, la casa dove si abita.

Ci sono esempi di case colpite da malefici, con rumori,


luci ed elettrodomestici che si accendono, impossibilit di
fare sonni tranquilli. La gente che ci abita sta malissimo. E
liberare le case dai maleci dficilissimo. Molte volte si
costretti a invitare gli inquilini a cambiare abitazione. Ca
pita anche che in alcuni casi si vengano a scoprire altre mo-
tivazioni per questi eventi: che in quella casa sono avvenu
ti dei suicidi; che cartomanti o maghi o adepti di sette sata-
niche lavevano abitata; che vi sono avvenute sedute spiri
tiche, assassinii particolarmente e'erati, esecuzioni som-
marie al suo interno o al suo esterno (sono molte le storie
di case maledette legate a terribili episodi avvenuti in epo-
che di guerra); che il terreno sul quale la casa e stata co
struita era un vecchio cimitero, con defunti che non hanno
trovato la pace eterna.

Ma ci possono essere anchefattoripit comuni,perche nel-


la sostanza ogni tipo di malvagit pervicacemente cercata e
ottenuta pu provocare simili situazioni, anche se di solito
causa di disagi spirituali () psicologici che riguardano le per-
sone e allora benedire la casa o andare ad abitare in unal-
tra risulta del tutto inutile. il problema e dentro di noi e den
tro di noi dobbiamo risolverlo: prima di tutto col perdono e
con laidarsi a Maria e alla divina misericordia.

Fin dai primi secoli i cristiani sono stati consapevoli an-


che della possibilit che il diavolo possa prendere possesso,
entrare, non solo negli uomini ma anche negli animali e nel
le cose. In questo senso faceva da guida il Vangelo, per esem

58
pio con lemblematico caso dellesorcismo sullindemonia
to geraseno, con i demoni che entrano nei porci. Gli stessi
padri della Chiesa non mancarono di analizzare questi aspet
ti. Origene testimonia apertamente che nel nome di Ges si
possono cacciare i demoni presenti non solo nelle persone,
ma anche nein oggetti, nelle case, negli animali. Il Cate-
chismo della Chiesa Cattolica lo esplicita al punto 1673,
quando definisce il significato di esorcismo: Quando la
Chiesa domanda pubblicamente e con autorit, in nome di
Ges Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto con-
tro linuenza del maligno e sottratto al suo dominio, si par
la di esorcismo....

Bisogna per stare attenti a saper interpretare ifenome


ni relativi a cose e animali. A volte sono semplicemente de
gli equivoci. Simpatico un caso che capit a don Bosco. Una
volta era andato in una casa di campagna per trascorrere
qualche giorno di riposo. Era insieme ad altre persone. Nel
la notte si cominciarono a sentire forti rumori. Proveniva
no dal tetto e sembravano inspiegabili. Lui pens alla pre-
senza del demonio, poiche gli era capitato spesso di esser-
ne disturbato. Si mise a pregare. Poi, constatando che i ru
mori non cessavano, decise con i suoi amici di fare una per
lustrazione, trovando una gallina che si era incastrata nel
la so'itta e terrorizzata sbatteva da tutte le parti. Per fe-
steggiare la positiva e bu'a conclusione di quella notte di
sonno perduto, uccidere la gallina, spiumarla e mangiarla
insiemefu un tuttuno.

Viene spontaneo chiedersi per quale motivo i maleci sia


no cos relativamente diffusi... Lo spirito di vendetta, il de
siderio di rivalsa, lodio, la cattiveria per la cattiveria sono
mali assurdi e comunissimi, seppure nel praticarli non ci si

59

guadagni niente. Abbiamo innate tendenze al male che fac-


ciamofatica a tenere afreno e il demonio alla continua ri
cerca deipunti deboli di ognuno. Agisce su di essi e ci ten-
ta con tutte le sueforze. Se poi invece di resistergli, di fug
gire alle tentazioni aidandoci nella preghiera alle prote
zioni divine, simpatizziamo per il male e andiamo cercan-
dolo per procurarle ad altri, ecco allora che si offre real
mente la possibilit al diavolo, non solo di ispirare le nostre
azioni, ma anche di proiettare allesterno il male che cosi
caparbiamente pretendiamo.

60

MAGHI, FATTUCCHIERE E CARTOMANTI

Fra le cause colpevoli di intervento del diavolo nella


vita di una persona c la frequentazione di maghi e carto-
manti. Un fenomeno assai diffuso, che si reso ancor pi in-
cisivo da quando la televisione si trasformata in un effica
ce strumento persuasivo nelle loro mani. Per molte tv loca
li e non solo, appaltare spazi a maghi e cartomanti un bu-
siness equiparabile alle televendite, migliore della diffusio
ne di film pornograci, molto simile, in quanto a guadagni,
alla promozione dei telefoni erotici. Soprattutto un busi
ness facile, perch, come sempre, il male non richiede alcun
impegno. Si affidano a pagamento intere fasce orarie & que
sti personaggi, che hanno cos la possibilit di vedere mol-
tiplicati i loro contatti con persone in difficolt, con scarso
spessore spirituale e facilmente circuibili. La stessa logica
che spinge i proprietari delle televisioni a concedere linte
ro palinsesto notturno alle donnine che promuovono i te
lefoni erotici. Il risultato e sempre lo stesso: ci sono perso-
ne corrotte che guadagnano con la corruzione di altre per-
sone. Le conseguenze spirituali, naturalmente, variano da
persona a persona, da mago a mago, da donnina a donnina.

Quello di chi frequenta i maghi un ambiente popolato


da tipologie umane le pi disparate, senza distinzioni di cen-

61

so e di cultura. Uomini e donne che tante volte hanno dif-


colt nel rapporto col sacro, in particolare con la fede catto
lica. Sono molte le persone colte, i vip, che si affidano ai ma
ghi o che si fanno leggere le carte o predire la giornata at
traverso gli oroscopi. Cos come molti sono i cosiddetti lai
ci () anticlericali, sempre pronti a criticare come insulse le
verit della fede, che non disdegnano simili frequentazioni.
Un ambito nel quale difficile non includere ladesione, an
che solo formale, a correnti pratiche di losofie orientali, a
metodi di guarigione, a credenze panteiste o sincretiste di
ambito new age () a presunte forme di preveggenza, come
quelle legate a miti millenaristi o a scritti misteriosi quanto
incomprensibili, distribuiti nei secoli da oscuri personaggi.
Temi intorno ai quali sono stati costruiti ricchissimi filoni
mediatici e commerciali: film, programmi e personaggi te-
levisivi e radiofonici, libri, riviste, gadget, pubblicit, pro-
dotti di largo consumo.

Intorno a maghi, cartomanti e Chiromanti ce da dire che


la maggiorparte sono imbroglioni. Il loro unico interesse e
spillare quattrini alle loro vittime. La loro diabolicita, se
si vuole usare questa parola nel senso di astuzia tesa a in-
gannare e derubare la gente, si restringe a questambito. Pe
raltro grave nelle conseguenze, perch molte persone rag
girate finiscono in povert insieme alle loro famiglie. C
poi da considerare che in qualche modo la loro azione, in
sistendo sul disagio spirituale delle persone e agevolando il
loro allontanamento dalla verit, e una prosecuzione della
principale attivit del diavolo: allontanare da Dio, corrom-
pere e spingere verso la perdizione.

Tuttaltra questione e quella dei maghi che hanno pote-


ri reali, che vengono loro dallafrequentazione diabolica. E

62

non importa se si tratti di magia nera o di magia cosiddet-


ta bianca. Bisogna diffidare in tutti i casi, perche ogni po
tere che non viene direttamente da Dio viene dal malvagio.
Sipario di maghi e, naturalmente. di streghe, stregoni ofat
tucchiere. Termini desueti, che in questo caso vanno intesi
nella loro accezione originaria di persone che fungono da
tramite col male; che dal male ricevono dei poteri attraver-
so i qualifanno proseliti; alle quali si pu anche commis
sionare un maleficio.

Ce ne sono di tanti tipi. Dai particolarmente abili nel lo


ro impatto mediatico col cliente. a quelli particolarmente roz-
zi e che a guardarli ci si stupisce persino che ci sia gente
pronta a dar loro credito, fino a chi non sembra nemmeno
proporsi sul mercato ma. nascostamente, agisce con altret
tanta efficacia per s o per conto daltri. Allinterno di que
sta vasta casistica di aspetti esteriori, il loro agire e lo stes
so dei secoli e dei millennipassati. Le loro azioni, i loro ge
sti, i materiali utilizzati fannofare un salto a ritroso nel tem
po, nei pi bui meandri della storia e delle perversit. Un
mondo oscuro fatto di intrugli, riti malefici, riti di maledi-
zione. invocazioni malefiche, polveri magiche, pozioni, ro
spi , topi, serpenti, gatti neri. spilloni, bambole di pezza, san
gue rappreso, sangue mestruale, chiodi arrugginiti, strane
forme metalliche e via dicendo.

Oggetti e animali attraverso i quali compiono i loro ri


ti malefici su commissione. E non si dubiti riguardo all ef

ficacia. Attraverso di loro il demonio agisce direttanrrente

sulle persone alle quali e rivolto il maleficio e se non si con


duce una vita costruita sullafede, sull affidarsi quotidiano
alla Provvidenza. sorretta dalla preghiera, dalla comunio
ne dei santi e dalla devozione alla Madonna, risulta diffi-

63

cile resistere. Lo stesso discorso vale per il dopo, cioe per


quando questi mali si sono subiti. Perche' al di l di casi
particolarmente gravi, in cui sono necessari gli esorcismi,
da queste cose ci si libera con la preghiera, lassiduit ai
sacramenti, linvocazione della grazia divina, il pellegri-
naggio a santuari. Al contrario, una semplice inuenza ma-
lefica, quando non e avvertita come tale, pu lentamente
inaridire la nostra anima e inesorabilmente condurci sulla
strada del male.

64

PER UN PIATTO DI MELANZANE

Quando mi capita qualcuno che dice di essere stato dal


mago, chiedo se ha bevuto o mangiato qualcosa che gli

stato offerto. C e sempre da dubitare che si tratti di cose ma


lefiche.

Eccoci nel mondo dellapparentemente impossibile. Le


storie che ci apprestiamo a raccontare sembrano realmente
impossibili, se non il frutto della fantasia horror di qualche
cineasta mentalmente e spiritualmente disturbato. E si trat
ta dei racconti meno truculenti. Il problema che sono real
mente avvenuti e come tali devono essere considerati, per
comprendere fino in fondo labisso delle perversioni diabo-
liche. Al diavolo non interessa il come, interessa solo il ri-
sultato. E quando il come si presenta in tutta la sua incom-
mensurabile bruttezza e malvagit, non fa altro che fotogra
fare la realt delle cose.

Il male, al di l delle sue gradazioni e delle prime appa-


renze, sempre brutto e malvagio. Per questo motivo dico
sempre ai genitori, agli insegnanti, ai sacerdoti che bisogna
educare al bello,fin dalla prima infanzia. E non lo dico so
lo io: nella vita e nei detti di molti santi e unespressionefa
cilmente riscontrabile. Non solo perch il bello avvicina al-

65

la visione mistica di Dio, e in questo il racconto evangelico


della trasfigurazione pu esserci daiuto, ma anche perch
la consuetudine col bello, nella sua essenza pi intima, ac
cresce in noi listinto di difesa da tutto ci che pu essere
causa di danni materiali e spirituali.

In questo tipo di situazioni laccortezza una prima di


fesa. E se si accorti nel senso appena descritto si anche
partecipi della difesa spirituale che Ges Cristo, Maria San
tissima, il nostro angelo custode e i nostri santi protettori so
no pronti a schierare per noi. I l male, infatti, pu anche pren
derci alla sprovvista. A volte, purtroppo, a fare di queste co
se sono le persone che non ti aspetti e in modi che non ti im
rnagini. Dopo anni di esorcismi, per esempio, si sta libe
rando un uomo che ha dei mali maleficiper aver mangiato
un piatto di melanzane.

Tutto e cominciato quando, a otto anni, una sua parente


gli hofatto mangiare una pietanza a base di melanzane, at-
traverso la quale gli ha trasmesso un malecio, perpura in
vidia e cattiveria. Dopo trentanniin sembra sempre di aver-
le appena mangiate. Gli torna il sapore in bocca con dei ri-
gurgiti eforti dolori di stomaco. Quando va al bagno defe
ca come se avesse mangiato melanzane, eppure non se ne
ciba pi da quella volta, nemmeno vuole sentirne parlare,
anche perche le conseguenze di quel malecio ha comin-
ciato a patirle da subito.

Recentemente ho duramente sgridato una mia conoscen


te che e andata da unamica, che sapeva dedito alla magia
e a casa di questa donna ha bevuto una tazzina di ca che
gli aveva gentilmente offerto. Dal racconto di come sono an-
date le cose mi e subito stato chiaro il tentativo malvagio.

66

Lha fatta sedere al tavolo in salotto e lei dalla cucina ha


portato due tazzine col caffe gi dentro:

Questa e per te i, gli ha detto. Quando lei ha fatto per


prendere laltra tazzina, la donna gli ha ribadito con genti-
lefermezza che non era quella la sua tazzina. E questa mia
conoscente, sembrandoin che il rifiuto sarebbe stata cosa
sgradita, ha bevuto quel ca. Gli ho spiegato che ha corso
un rischio gravissimo. Non avrebbe mai dovuto accettare.

Di solito questa gente ti ore le cose pi comuni. Spesso


si tratta di caffe, di cioccolatini tratti da confezioni gi aper-
te. A volte torte gi tagliate a fette. Tutti cibi e bevande do
ve e possibile sciogliere o inserire sostanze senza che se ne
senta la presenza.

Cosa usano? Come gi abbiamo spiegato, i materiali so-


no gli stessi dalla notte dei tempi. Se devo aggiungere al
lelenco qualche sostanza di cui ho avuto esperienza diret-
ta, mi viene in mente la polvere di ossa umane macinate, il
sangue mestruale polverizzato, il sangue di animali parti
colari come il rospo. Ho provato anche a cercare una spie-
gazione sul perche di queste scelte. Quello che posso dire
che se si continuano a usare questi rituali antichi e perch
si scoperto che, previo accordo col diavolo, hanno una lo
ro efficacia malefica.

Per il resto e logico ritenere che le ossa, in quanto tali,


abbiano una intrinseca simbologia di morte, tanto pi che
potrebbero appartenere a qualche persona che in vita e sta
ta legata a satana o, addirittura, che stata uccisa in un ri
tuale satanico. Osservazione che spiega i motivi di miste
riose profanazioni di tombe di cui ogni tanto si sente noti

67

zia. Il perche' del sangue mestruale credo dipenda dal fatto


che si tratta di qualcosa di legato alla vita nascente e che
quindi, per contrapposizione diabolica, puo dare origine al
la morte.

Riguardo al rospo si pu dire che ne ho spesso riscon


trato luso, senza per comprenderne il reale motivo. Quel
che ce da dire e che sul rospo, per sua natura del tutto in-
colpevole ( come del resto le melanzane del precedente rac
conto ), forse per la sua bruttezza, circolano tante storie le-
gate alla magia. Per quel che riguarda la mia esperienza,
ricordo due vicende molto particolari, quantunque distanti
fra loro nelle conseguenze.

Un ex esorcista mio amico mi ha raccontato che una vol-


ta una signora, che poi non ha mai pi rivisto, gli ha porta
to un rospo contenuto in un sacchetto strettamente annoda
to con dellacqua dentro. Una cosa certamente strana. Lui
ci ha fatto poco caso, sia perche' a noi esorcisti capitano per
sone di tutti i tipi, alcune aette da svariate stranezze, sia
perch non aveva individuato pericoli in quellanimale. Di-
stratto da altri impegni non ha nemmeno pensato di ridargli
la libert. Dopo un breve colloquio, ha salutato la signora e
ha appeso il sacchetto a una sedia pensando che se ne sa-
rebbe occupato pi tardi. Dopo qualche ora, ricordandosi
del sacchetto, andato per prenderlo. Era appeso nello stes-
so punto, annodata come prima, con tutta lacqua dentro ma
il rospo era sparito. In casa non era entrato nessuno. A ter-
ra era asciutto e nonostante tutte le porte e le finestre fosse
ro chiuse, il rospo non stato pi trovato. Quel che e certo
che gli eventuali intenti malvagi di chi lha portato nella ca-
sa di questo amico, non hanno sortito alcun effetto.

68

ROSPI, SERPENTI E CHIODI ARRUGGINITI


Assai diversa questa vicenda capitata a padre Candido
negli anni 70. Un ragazzo aveva subito un malecio da
una donna legata al diavolo, una strega che faceva male
fici a pagamento e che tutti in quella zona ben conosceva
no. Questo ragazzo, un contadino da sempre in buona sa-
lute, aveva iniziato a deperire fisicamente. Di giorno in
giorno era sempre pi magro, debole. I medici non riusci-
vano a risolvere il problema. Le analisi non davano risul-
tati significativi. Le medicine non servivano. Conoscendo
il nome della strega, padre Candido si era pi volte reca
to da lei per avere informazioni. Fortunatamente era mol
to sensibile al denaro e, adeguatamente remunerata, ha
raccontato come aveva fatto il maleficio. Aveva preso un
rospo e lo aveva chiuso in un buco, dove aveva un minimo
di mobilit ma non poteva mangiare. Quindi aveva legato
la sorte dei rospo a quella del giovane contadino. Pi il ro-
spo deperiva pi il contadino deperiva. Quandofinalmen
te la donna ha indicato il luogo dove si trovava lanimale,
sono subito andati a cercarlo e, trovatolo, lo hanno libe
rato. Stava quasi morendo ma una volta allaria aperta e
con la possibilit di nutrirsi, si ripreso. Anche il giova
ne ha cominciato a stare meglio ed e tornato a vivere. Per
quanto potesse sembrare strano a tutti fu subito chiaro che

69

se quel rospo fosse morto, per il giovane contadino non ci


sarebbe stato scampo.

Altra questione quella in cui le persone colpite da ma


lefici trovano nei materassi e nei cuscini le cose pi stra-
ne. Allora bisogna benedirli, bruciarli allaria aperta pre
gando molto. Ed importante che vengano bruciati lonta
no dallabitazione della persona alla quale e rivolto il ma
lecio. Una volta per bruciare un materasso di questi, in
crine, mi ci sono volute pi di due latte di benzina. Non vo-
leva bruciare.

Fatti di questo tipo sono abbastanza comuni fra le per


sone che vengono per gli esorcismi. Quando prima di sotto
porsi al rituale mi raccontano, insieme a chi li accompagna,
quello che e loro capitato dallultimo incontro, chiedo sem
pre di non trascurare alcun elemento. Ogni cosa pu esse-
re utile allesorcista per capire la natura del male, se ci so-
no dei peggioramenti o se ci si avvia verso la liberazione.
Capita, allora, che queste persone portino oggetti di uso co
mune nei quali hanno rilevato qualche stranezza, oggetti che
sono stati loro donati da sconosciuti o da persone conosciute
per caso e mai pi riviste. Capita anche che portino cusci
ni, coperte o materassi nei quali sono improvvisamente com
parse strane macchie o al tatto rivelano la presenza di ma-
teriale estraneo al loro interno.

E pensare che non volevo credere alla vicenda racconta


ta in una famiglia di amici, relativa a un grosso chiodo ar
rugginito che una parente, ormai anziana, aveva trovato al
cuni decenni prima allinterno del suo materasso di lana, che
era solita cardare e rifare lei stessa, e che allesterno non pre-
sentava alcun buco o segno di manomissione. Un fenome-

70
no che veniva spiegato con la presenza di una fattucchiera,
assai perversa, in una vicina casa di campagna. Anche la pro
prietaria del materasso, sebbene non versasse in floride con-
dizioni economiche e la lana sia sempre stata considerata un
bene a utilit ripetuta, decise di fame un fal, accompagnando
il fuoco con alcune preghiere.

Quando mi raccontarono questa storia, da una parte le


diedi poca importanza, dallaltra mi sembr il retaggio di su-
perstizioni legate a certi ambienti rurali e a certe situazioni
culturali. Poi ho visto in prima persona fenomeni analoghi e
non ho avuto pi dubbi.

Non si tratta di cose che vengono inserite manualmente


allinterno dei materassi, ma per via malefica. Il caso di
chiodi arrugginiti frequente. Spesso sono pezzi di ferro in-
trecciato. A volte hannoforme di animali. Molte volte si tro
vano grossi grumi di sangue appallottolati. Pezzi 0 oggetti
di plastica. Le esperienze di tanti esorcisti raccontano an
che di animali vivi. Una volta e capitato anche a me di tra
vare un serpente nel materasso di una persona che stavo
esorcizzando da qualche tempo e che aveva frequenti di
sturbi notturni. Nessuno di noi era obiettivamente in grado
di dire come potesse essere finito l dentro ed essersi con
servato vivo.

Chi dorme su questi materassi o cuscini si accorge subi-


to che qualcosa e cambiato. Comincia col lamentare disturbi
fisici di vario tipo, dolori di testa, di stomaco, malattie, in
sonnia, incubi notturni. Se lo racconta a un sacerdote avve-
duto o a un esorcista efacile che abbiano subito qualche so-
spetto. Allorafanno domande per capire. Spesso basta sem
plicemente appurare se quegli stessi sintomi si presentano

71

anche quando per un certo periodo si dorme in altri luoghi.


A volte si consiglia di fare ritiri spirituali di una settimana.
Se in questi casi i sintomi scompaiono, allora probabile
che il problema sia legato al luogo nel quale abitualmente
si vive. Pu essere la casa, un vicino di casa, ma anche so-
lo il materasso o il cuscino.

72

IL DEMONIO?
LEI MI DIGA DOVE NON C

Ai maghi, quindi, e a tutti coloro che avvicinano a logi


che legate alle magie e a qualsiasi forma di predizione o va-
ticinio, bisogna fare grande attenzione. Cos come una per-
sona avveduta deve fare attenzione ad altre forme di avvici-
namento colpevole al demonio. Sempre che non si tratti di
scelte precise e coscienti in favore di esso.

Sul/attivit straordinaria del demonio nella vita del


luomo torneremo anche in seguito. Ora importante rile-
vare che tutti noi siamo soggetti, dalla nascita alla morte,
nella nostra quotidianit, anche la pi banale, allattivit
ordinaria del demonio.

Una volta un uomo, in una citt del nord dove andai per
una conferenza, mi critic dicendo:

Don Amorth, lei vede il demonio dappertutto .


Io senza scompormi risposi:
Lei mi dica dove non ce .

Gli episodi evangelici in cui si testimonia della presen

73

za quotidiana del diavolo sono tantissimi. Basta prendere


il primo capitolo di Marco per rendersene conto, conside
rando anche che si tratta del Vangelo di stesura pi antica,
cio pi immediatamente legata ai fatti che vengono rac-
contati. Molti studiosi ritengono che sia stato scritto origi
nariamente in aramaico, considerazione che viene imme
diata se si considera che la traduzione greca si adatta per-
fettamente a quella lingua.

Ebbene, nel primo capitolo di Marco presentata chia-


ramente la quotidianit del rapporto fra luomo e il demo
nio. Dopo le tentazioni nel deserto, Ges libera un indemo-
niato. Poi libera altri indemoniati e invia gli apostoli a li
'!erare dai demoni. Nel Vangelo di Giovanni ( particolar-
mente amato e studiato da tanti teologi di oggi), non si nar
ra di alcun esorcismo, ma si parla continuamente del de-
monio. della sua azione e della sua potenza. Viene chiama
to il principe di questo mondo, che per lazione stessa di
Ges sara gettato fuori (12.31 ). Al capitolo 8, versetto 44
si dice che il diavolo e stato omicidafin dal principio e non
ha perseverato nella verit perch non vi e verit in lui.
Quando dice ilfalso parla del suo, perche' menzognera e
padre della menzogna. Al capitolo 7. versetto 7 Ges sot
tolinea: Il mondo odia me perch di lui attesta che le sue
opere sono cattive. Un concetto, quello di mondo, che in
Giovanni viene ripetuto spesso nel senso di ci che si con-
trappone a Ges, che contrasta la sua opera, che vuole la
sua morte. Con questa lo gica, Giovanni, nella prima lette
ra ribadisce che tutto il mondo giace sotto il potere del ma-
ligno e che Ges e venuto per sconfiggere le opere di sa-
tana. Affermazione secondo le quali si pu tranquillamen
te dedurre che chi non crede all esistenza di satana pu age
volmente non credere allesistenza di Ges, venuto per in

74
staurare il Regno di Dio al posto di quello del diavolo. A
questo proposito occorre ricordare che san Paolo, con la
medesima logica di contrapposizione, giunge a definire il
demonio dio di questo mondo.

Il diavolo e cosi radicato nel mondo che i testi sacri giun


gono a identificarlo col mondo stesso. Seguendo poi il Van
gelo di Giovanni si comprende come lazione di Ges sia in
contrapposizione col mondo. Un mondo che sempre e co-
munque, cosi come ha cercato di corrompere lui, vuole an
cor dipi corrompere i suoi discepoli. Tutti gli uomini sono
soggetti allazione costante del maligno.

Spesso mi viene chiesto se anche la Madonna sia stato


tentato. Certo, rispondo io, e stata tentata per tutta la vita.
solo che lei ha sempre vinto sui tentativi di satana. Spesso
negli esorcismi i demoni denunciano apertamente questo lo-
ro senso di sconfitta davanti alla Madonna. Sono arrabbia
ti con lei e la temono perche' li ha vinti e li vince sempre.

In una apparizione a M edjugorie @ Maria stessa a sotto


lineare che il diavolo e in ogni luogo, tanto pi la dove si
manifesta la sua presenza: Quando vado in un posto ( cio
quando si verifica unapparizione ), con me c sempre Ge
s, ma subito accorre il demonio. Nei santuari, nei luoghi
delle apparizioni, nei luoghi resifamosi dalla presenza e dal-
lazione dei santi, il demonio e ben presente e cerca sempre
di lavorare nel cuore e nella mente delle persone. Io, per
esempio, lo vedo attivissimo quando facciamo funzioni par
ticolari di guarigione o di liberazione. Il suo tentativo e di
renderle ineicaci. Ogni guarigione e liberazione e per lui
una sconfitta. Noi esorcisti molte volte dobbiamo stare at
tenti a chi partecipa, perche ci sono persone che vengono

75

solo a scopo di distruggere e si accostano alla comunione a


scopo di profanare. Per questo siamo rigorosi negli inviti.
L inganno e dietro ogni angolo. Se capita di entrare in uno
studio di mago o cartomante, per fare un esempio, spesso lo
si trova tappezzato di immagini sacre di ogni tipo, ma e so
lo per darla a bere ai malcapitati. E linganno di satana.

E certamente non sono solo i maghi a volercela dare a be


re. Tutta la societ intessuta di inganni fra i quali bisogna
sapersi muovere con accortezza. Per dirla col Vangelo, al
candore della colomba dobbiamo affiancare lastuzia del ser-
pente. A ogni inganno, infatti, corrispondono dei drammi
umani. Se ne incontrano a ogni angolo di strada. Perch lat-
tuale pervasivit e capillarit della presenza del maligno
non ha forse eguali nella storia. Certamente, per, non bi
sogna disperare, perch le vittorie del male sullumanit so
no sempre temporanee, precarie, immediatamente ribaltabi
li. La storia, del resto, appartiene a Dio ed sufficiente ri-
conoscerne il grande disegno per trionfare sul demonio.

Allo stesso tempo bisogna essere realisti, non nascon


dersi dietro afalse utopie. Il demonio attivo pi che mai e
sono evidenti le grandi cause della sua di]fusa presenza nel-
la societ attuale. Al primo posto ce la scristianizzazione
progressiva e ormai giunta allultimo stadio, di intere na
zioni, in particolare quelle che storicamente hanno retto le
sorti del cristianesimo, come Francia, Spagna, Austria e lta
lia. Un processo di crisi religiosa e di infiltrazione del ma-
le, che dalle abitudini dei singoli e via via passato, nelle
ideologie, nei costumi, nelle leggi. Rimosso il decalogo ogni
aberrazione giustificata. Si sono corrotte le coscienze co
si come si sono inquinati i mari e latmosfera.

76

Al fianco di questo problema ce la demotivazione, il de-


grado, il sempre pi scarso appeal del clero e della vita re
ligiosa in generale. Ci sono sempre meno preti. Un gran nu
mero di essi non si dedica totalmente allattivit pastorale,
cosi come dedica sempre meno tempo al sacramento della
penitenza. F ra di essi sempre pi frequente un certo rela
tivismo etico inuenzato dai modelli culturali proposti dal
mondo. La loro vita spirituale non riesce a essere conta
giosa. Credono sempre meno al diavolo e alle sue azioni,
spesso, quando non ne negano lesistenza, agiscono come
se non ci fosse. In una parola sono sempre pi lontani dal
le reali esigenze degli uomini, sempre meno di esempio, di
aiuto. E gli scandali, che con frequenza si abbattono su in-
tere comunit ecclesiali, a volte anche allinterno del Vati
cano, devono proprio considerarsi il frutto perverso di que
sti atteggiamenti. Il diavolo e fortemente interessato a insi-
nuarsi nella Chiesa. Anche ai livelli pi alti e la storia ce lo
insegna. Se riesce a insinuarsi in una crepa fa di tutto per
trasformarla in una voragine. Eppure, in questi ultimi de
cenni abbiamo avuto papi molto attenti nell indicare ai re
ligiosi e ai sacerdoti la radicalit della lotta al maligno.
Giovanni Paolo II ha parlato spesso del demonio e della
sua opera. Ha fatto esorcismi. Nei suoi tanti viaggi e en-
trato in confessionale per ribadire ai preti e ai fedeli la fon-
damentale importanza del sacramento della riconciliazio-
ne. Linsegnamento di Benedetto XVI riguardo al maligno
sempre stato chiaro, ha sempre invitato a una lotta serra-
ta e ha esplicitamente incoraggiato gli esorcisti nel loro dif
cile ministero al servizio della Chiesa.

Su Benedetto XVI e sulla difficile battaglia contro il ma-


le che si trova ad affrontare, si espresso l8 gennaio del
2008, in una intervista sul quotidiano online Petrus, le

77

sorcista monsignor Andrea Gemma, arcivescovo emerito di


IsemiaVenafro, raccontando di un esorcismo che si era tro-
vato a fare qualche ora dopo lelezione al Soglio Pontificio
del cardinale Joseph Ratzinger. Il diavolo, parlando per boc
ca della donna che stava esorcizzando, disse: una trage
dia, Benedetto XVI ancora pi forte, ancora peggio di
Giovanni Paolo II. Subito dopo monsignor Gemma ag-
giunse che quelle parole non lo meravigliarono affatto, per
ch il cardinale Ratzinger ha sempre combattuto il demo
nio e messo in guardia lumanit dai suoi pericoli.

Terza questionefondamentale il perverso uso dei me-


dia, capace di dettare i costumi e di plasmare i comporta-
menti morali. Una cosa del tutto inedita per la storia. E la
quasi totale dedizione dei media ai principi del male e una
lo gica conseguenza delle due cause precedenti. La Madon
ha lo aveva predetto a Fatima che sarebbero uscite mode
scandalose. Da quel momento e stata itria sequenza cre
scente, capace di devastare interi popoli nel breve spazio
di una generazione.

Basta guardare la televisione, andare al cinema, naviga


re su internet e poi osservare i comportamenti dei giovani,
il loro linguaggio, il loro abbigliamento e le loro abitudini
sempre pi spesso violente e irriguardose nei confronti del
sesso e della vita per rendersene conto. La moda da que
sto punto di vista un veicolo primario di nuovi atteggiamenti
morali. Il fatto che cos tanti stilisti abbiano comportamen-
ti sessuali che si rifanno alle logiche pervasive di ogni tipo
di vizio si riversato per intero nei modi di abbigliarsi e nel
le modalit di cura del corpo delle nuove generazioni, con
una sempre pi labile distinzione di ci che e maschile da
ci che e femminile. Per non parlare di un certo tipo di ab-

78

bigliamento aggressivo e violento e di una ancor pi subdo-


la diffusione di magliette, scarpe. cappelli e giacche con di
segni. marchi e scritte che propongono il diavolo, in tutti i
suoi nomi e in tutte le sue accezioni, come un normale bene
di consumo.

Analogo il ragionamento che si puofare riguardo alla si-


stemattca corruzione operata dai media nei confronti delle

famiglie, delle relazionifra uomini e donne, dei rapportifra

genitori efi gli e persinofra nonni e nipoti. La_famiglia e tut


to ci che in occidente e sempre servito per tenerla unita, ha
subito un attacco violento da parte della letteratura, della
televisione, del cinema, della pubblicit. dei rotocalchi , dei

fumetti. di internet.

Persino le riviste specializzate in arredamento si sono pre


se cura di eliminare Ges Cristo e la Madonna dalle fami-
glie. La dimostrazione pratica semplicissima da effettua-
re: basta prendere uno di questi rotocalchi, qualunque sia l e
ditore, e guardare se nein arredamenti per camere da letto e
soggiorni, se nelle fotografie delle belle case portate a esem-
pio, compare una sola immagine sacra. Ogni dipinto, ogni
oggetto, anche il pi strano, buono per ornare una camera
da letto, mai che ci sia un Cristo o una Madonna. Non man
cano, per, candele accese e simboli new age, illustrazioni
che si rifanno a testi fin troppo abusati di religioni orientali,
per non parlare di disegni e grafiche vagamente esoteriche
o massoniche.

Tutto questo per dire che al di l di sempre pi diffuse


pratiche spiritiche. occultiste e sataniche. c una vastissima
casistica di eventi, frequentazioni, abitudini, che non pos-
siamo automaticamente definire colpevoli o incolpevoli, se

79
condo le definizioni date in precedenza. ma che in qualche
modo possono aprire le porte allintervento del maligno nel
la nostra vita. In quasi tutti i casi si tratta di questioni lega-
te allo stile di vita corrente, ad abitudini tipiche della societ,
a certe forme di divertimento che spesso, anche se non nel
lessenza, assumono le sembianze di veri e propri sabba e ri-
ti iniziatici. Argomenti che devono essere arontati con gran-
de avvedutezza. Queste situazioni, infatti, non sono neces-
sariamente legate al maligno. La maggior parte delle volte
non c entrano nulla, ne sono copie verosimili o semplici scim
miottature. E sempre bene, per, muoversi con prudenza e
se possibile evitarle e consigliare di evitarle ai nostri figli,
ai nostri giovani amici, perch sono soprattutto le nuove ge
nerazioni, meno avvedute di fronte al male, a correre i ri
schi rnaggiori, per non saper distinguere ci che e diverti
mento reale da ci che e perversione. E sempre pi spesso
si propone come divertimento ci che e solo perversione.

80

LE STREGHE DI HALLOWEEN

La festa di Ognissanti era ormai alle porte. Il figlio di un


amico, che frequenta la terza media, tornando da scuola con
segna alla madre linvito a una festa per il pomeriggio e la
sera del 31 ottobre. La donna, che per convinzioni religiose
avrebbe comunque rifiutato al figlio la partecipazione a qua
lunque festa di Halloween, quando legge il biglietto resta
stupita. E costruito con un foglio formato A4, stampato da
internet in modo che, incollato a met e piegato in due, for-
mi un biglietto di quattro facciate. Sulla prima campeggia
no due classiche zucche con occhi, naso e bocca e due gatti
neri con la dicitura:

Sei invitato alla pi spettrale e lugubre festa di Hal-


loween.

Sulla quarta c unorribile immagine della Gioconda di


Leonardo, in veste nera e su sfondo nero, sdentata, col viso,
la scollatura e le mani semi scheletriche. Il brutto per il brut-
to. Una sorta di antipasto dello spettrale e del lugubre an
nunciato in copertina, con in pi la sottigliezza di unimma
gine legata al mito di Leonardo occultista, tanto caro a re
centi best sellers, per alcuni quasi blasfemi, certamente ani
mati da spirito anticristiano.

81

Il bello. si fa per dire. arriva quando la donna legge le due


facciate interne e si trova di fronte a un vero e proprio invi
to a un sabba.

Da una parte scritto:

Ti aspettiamo per passare una serata piena di diverti


mento... Attendiamo la tua conferma per avvertire laldil
della tua venuta....

Segue la data, lora e lindirizzo del luogo della festa. Poi.


sulla terza facciata, in rosso, con un maldestro tentativo di
costruzione poetica ed espressioni allapparenza giocose.
linvito prosegue in maniera quasi delirante:
Son planate gi dal cielo tante streghe vecchiotte. con
il naso un po ricurvo, con la barba e il cappello. Son ve
nute per riunirsi a festeggiar la loro notte. Stai allerta. non
dormire, non ti perdere il pi bello! Setra un rito e una ma-
gia ti offriranno una pozione, presto accetta e poi di certo
devi metterti in azione! Forza, esci un po con loro e fatti
un volo con la scopa. Fai un giro su nei cieli nella notte
buia e cupa....

Facile pensare come quei due genitori (nel frattempo, in


fatti, la donna aveva reso partecipe anche il marito), dopo
aver letto, si siano ancor pi convinti della loro contrariet
ad Halloween. Con quel biglietto scritto da un ragazzino di
tredici anni, quindi in grado gi di comprendere come fun
zionano certe cose, scaricando frasi e immagini qua e l da
internet, si teorizza un rito satanico. Che certamente non ci
sarebbe stato. ma basta il solo pensarlo per far venire i bri
vidi a una persona avveduta.

82

Il loro figlio e invitato ad annunciarsi perch qualcuno


nellaldil avrebbe dovuto preparare al meglio per acco
glierlo. E un pap e una mamma che abbiano un po di sale
in zucca (in questo caso proprio la parola giusta) non pos-
sono certo acconsentire al proprio figlio di andare in un lu0
go dove lo attendono per laldil. E non si dica che si tratta
solo di un gioco, perch ci si pu divertire in mille altri mo
di meno mortiferi, perch giochi di questo tipo finiti ma
le se ne sono sentiti tanti e magari abbiamo conoscenza di-
retta anche di qualcuno di questi tristi eventi.

Il loro figlio inoltre invitato ad assumere una pozione.


Ora, pur volendo lasciar perdere ladagio secondo il quale
non si accettano caramelle dagli sconosciuti, visto che a tre
dici anni non si poi cos tanto bambini, c da chiedersi co-
me possa un genitore lasciare che liberamente il proprio fi-
glio si rechi a una festa, dove %; annunciata come una straor
dinaria esperienza lassunzione di misteriose sostanze. E
laver messo il concetto di sostanze fra virgolette non af
fatto casual e. Sappiamo bene, infatti, come sia facile che nel -
le discoteche e in tanti locali gli stupefacenti siano miscela-
ti alle bevande e spesso siano fatti assumere con linganno.

Senza considerare che e proprio grazie alle sostanze as-


sunte che ci si mette in azione, come recitava il biglietto
dinvito, e si diventa protagonisti di situazioni dalle conse-
guenze, a volte, anche irreparabili. Senza considerare i casi
in cui quelle stesse sostanze, ti mettono in bala delle stre
ghe o degli stregoni di turno. Per non dire dellinvito a
farsi un volo, che a ben guardare e del tutto equivalente
ai concetti di viaggio e di sballo che si usano ne' pi n
meno per lassunzione di stupefacenti e allucinogeni di va
ria natura.

Tutto questo senza voler entrare nel mondo ancor pi cu


po delle streghe, quelle vere, e delle loro pozioni magiche
delle quali ampiamente abbiamo parlato. Perch allora si
aprono veramente le porte dellinferno, come capitato in
questi due episodi raccontati la vigilia di Ognissanti al quo
tidiano Avvenire da don Aldo Buonaiuto, responsabile del
Servizio antisette occulte dellAssociazione Papa Giovan-
ni XXIII, ma anche ausiliare di Polizia giudiziaria e consu-
lente tecnico della magistratura. Episodi che lo stesso gior-
nalista, Pino Ciociola, ha potuto verificare parlando con i
diretti interessati. Lambientazione quella di due citt del
nord Italia.

Negli ultimi tempi mi ero ritrovato a vagare per la stra-


da senza pi ricordarmi chi ero, da dove venivo e che cosa
stessi facendo l. Ho subto tanto male, sesso, droga e vio
lenze, che per vorrei non raccontare. A parlare Leonar
do, un ragazzo che viene definito giovane, tanto giovane.
La sua la storia di chi stato sbranato nel corpo e nella-
nima dalle malvagit sataniche.

Tutto cominci quando fuori dalla scuola ho visto una


locandina per una festa di Halloween e un corso gratuito per
diventare cacciatori di streghe.... Alle undici di sera di quel
31 ottobre, Leonardo raggiunge il locale indicato insieme
ai suoi amici. Tutti sono mascherati a dovere. La musica
racconta era veramente bella... Dal soffitto penzolava
no manichini di impiccati, pipistrelli insanguinati. Le pol
trone avevano disegnati scheletri. Alle pareti si vedevano
quadri con immagini di serial killer e di Charles Manson...
Cera possibilit di trasgredire in vari modi, sia per le so-
stanze che circolavano sia per il clima di eccitazione, anche
sessuale.. Insomma, una serata che il ragazzo definisce

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divertente, entusiasmante. Poi il padrone del locale si av-


vicina e chiede a lui e ad altri se desiderano fare il corso in-
dicato nella locandina.

Naturalmente nessuno dei ragazzi prende sul serio la fra


se cacciatori di streghe. In ogni caso, qualche giorno do-
po, Leonardo telefona: Mi hanno dato un indirizzo vicino
casa e sono andato. Numero civico e interno corrispondo-
no a un appartamento. Ad accoglierlo c una donna che pren
de nome, telefono e indirizzo. Gente prudente: prima si infor
ma su con chi ha a che fare, sulle famiglie, poi sceglie i gio-
vani pi creduloni, i pi innocui. Qualche giorno dopo Leo-
nardo viene contattato. Nell appartamento trova altri cinque
coetanei. In tutto sono tre ragazzi e tre ragazze. Una donna
tiene loro una lezione sulle simbologie della notte di Hal-
loween che concentrerebbe tutte le energie cosmiche del
luniverso con un grande potenziale positivo ed esoterico.
Discorsi che i sei ragazzi trovano affascinanti e la donna
cos convincente da riuscire a far rivivere lo stesso clima che
avevano vissuto in quel locale notturno. Li convince che so-
no dei privilegiati, che appartengono al dio Semain che
quella che stanno facendo e una scuola energetica e che
davanti a loro si apre una nuova vita nella quale si po
tranno realizzare tutti i vostri sogni e tutti i vostri piaceri.
La donna a un certo punto, ad alta voce, afferma: Niente e
nessuno potr impedirvi di realizzare i vostri piaceri.

Da quel giorno Leonardo frequenta il gruppo una volta


alla settimana con lobbligo di tenere il segreto per non ri
schiare di perdere tutti i poteri. Allinizio mi piaceva....
Poi mi hanno costretto a odiare chiunque: genitori, paren-
ti, insegnanti. Sono scappato quattro volte di casa. Mi han
no messo in testa che solo la scuola energetica poteva ca

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pirmi e risolvermi i problemi... Ho subto tanto male.... A


tirarlo fuori sono i genitori, che a un certo punto si rendono
conto dellevidente situazione di disagio del figlio e riesco
no a portarlo in ospedale. L cominciata la ricostruzione
della mia vita e della mia psiche.. Le sue ultime parole,
nellintervista, sono un atto di accusa. una sottolineatura for-
te dellemergenza educativa che attanaglia la nostra societ:
Spero che tutti comprendano che c bisogno di maggiore
vigilanza da parte di genitori e insegnanti perch non capiti
quello che successo a me.

Un dovere di vigilanza, di presenza. di insegnamento ri-


badito fortemente nei testi biblici. Allinizio del quarto ca
pitolo del Deuteronomio, Mos spiega che aderendo alla leg
ge si diventa di esempio, perch non ci sono degli di cos
vicini al loro popolo come il Signore nostro Dio vicino a
noi ogni volta che lo invochi amo e non ci sono leggi e nor
me giuste come quelle del nostro Signore, ma bada a te
ammonisce e guardati bene dal dimenticare le cose che i
tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il
tempo della tua vita: le insegnerai ai tuoi figli e ai figli dei
tuoi figli.

La seconda storia riguarda una giovane coppia. Allepo


ca dei fatti, cio tre anni prima del racconto, avevano lei 21
e lui 23 anni. Non erano mai andati a una festa di Halloween
perch ci sembrava una cosa stupida, superficiale. A con-
vincerli, in modo del tutto inatteso, un signore gentile e
distinto, che incontrano quasi ogni mattina al bar dove fan
no colazione. In mesi di occasionali colloqui, luomo con
quista la fiducia della coppia. Quando li invita a una festa di
Halloween, decidono di andare. Lindirizzo li conduce in una
bella casa di campagna. Vengono bene accolti ma tutto sem-

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bra loro un po ridicolo. Gli invitati, una cinquantina. so


no mascherati da streghe, vampiri, zombie. Non C altra il-
luminazione che quella di alcune candele. Loro due sono gli
unici a essere senza maschera e a volto scoperto. Non lo sa
pevano ancora, ma erano stati scelti come vittime sacrifica
li di una messa nera.

Si sentono a disagio, vorrebbero andarsene. ma ormai so


no l e cercano di adattarsi al clima. Mangiano e bevono. Al-
cuni bicchieri vengono loro offerti dal signore distinto del
bar. A un certo punto restano negativamente colpiti dal
lapparizione improvvisa di un uomo vestito di nero. con
un grande mantello e un cappuccio sul volto. Tutti, tranne
noi due, si misero in ginocchio... a ciascuno impose le ma-
ni mentre si erano messi a parlare una lingua incomprensi
bile.. Loro, che non conoscono il mondo dellocculto e ri-
tengono certe cose solamente fantasie e invenzioni, pen
sano di trovarsi di fronte a una specie di gioco per la festa
di Halloween. Questa volta, per, il desiderio di andarsene
diventa impellente. Entrambi hanno mal di testa e si sento
no deboli. Vanno verso la porta ma la trovano chiusa. Per-
dono conoscenza.

La loro fortuna, alla mattina, di essere ancora vivi. A


svegliarsi per primo il ragazzo. Accanto a lui la fidanzata
e completamente nuda. Su tutto il suo corpo ci sono tagli.
graffi, lividi e vari segni di abuso. La grande casa vuota.
Allospedale scoprono che lei ha subito violenze sessuali e
che nel loro sangue cera ketamina. Qualche giorno dopo lui
toma al casolare di campagna. Il proprietario esplicito: se
non volete avere problemi non mai accaduto nulla, quel
la sera per voi non c mai stata.

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Nei giorni che seguono la ragazza perseguitata da te-


lefonate anonime, terrorizzata, non esce pi di casa. Natu-
ralmente il signore distinto sparito dalla circolazione.
Loro vanno a vivere in unaltra citt. Si sposano. Incontran-
do il giornalista, che naturalmente garantisce lanonimato,
spiegano di aver deciso di raccontare la loro vicenda perch
si deve far sapere, soprattutto ai giovani che pensano a que-
sta festa come a un appuntamento molto bello e molto cult,
che proprio nelle feste di Halloween si fanno cose orrende.
I ragazzi vanno messi in guardia chiaramente, senza il ti
more di andare controcorrente... La mia vita sottolinea la
ragazza stata rovinata e di quella rovina porto i segni nel
lanima e nella mente. Riguardo alle cose orrende, solo
per fare un ulteriore esempio, non bisogna dimenticare che
fin dalle prime fasi dellinchiesta per lassassinio di ununi
versitaria inglese a Perugia, avvenuto la sera del primo no
vembre, gli inquirenti hanno giudicato come non improba
bile una relazione col clima e i riti orgiastici di Halloween.

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LA GIOIA DI OGNISSANTI

Vicende che mostrano per intero come intorno a questa


pres unta festa per bambini, che si celebra nella notte di Ogni s-
santi ci sia una torbida commercializzazione del male, at-
traverso maschere, messaggi e pubblicizzazione sui media,
in particolare internet.

Non un caso che, dopo un certo periodo di colpevole


indifferenza, la Chiesa, compresa la gerarchia ai massimi li-
velli, stia con insistenza lanciando il suo grido dallarme.
Grido che tuttavia resta ancora inascoltato e per certi versi
incompreso dalla gran parte dei cattolici, ormai assuefatta
dalla cultura dominante. Il cardinale segretario di Stato Tar
cisio Bertone, commentando la sentenza della Corte di Stra
sburgo che aveva vietato lesposizione del crocifisso nelle
aule scolastiche ha osservato che purtroppo questa Europa
del terzo millennio ci lascia solo le zucche della festa delle
vigilia del primo novembre e ci toglie i simboli pi cari.

Parole amare che ben si affiancano ai tanti giudizi seve


ri su Halloween che, anno dopo anno, si diffondono frai cat
tolici. Cos come aumentano le comunit, i gruppi parroc
chiali e le diocesi che in varie parti del mondo organizzano
feste e promuovono catechesi per valorizzare il senso au

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tentico della comunione dei santi e del culto dei defunti. La


Comunit Giovanni XXIII con le diocesi di Massa Carrara
e di La Spezia, per esempio, organizza delle manifestazioni
alternative a quello che viene definito <<un grande rito sata
nico. Iniziative di questo tipo si tengono anche in Paesi di
grande tradizione cattolica come la Francia, la Spagna e il
Cile. Esponenti della Conferenza episcopale spagnola ri-
cordano che la festa di Halloween ha un sottofondo di oc
cultismo ed assolutamente anticristiana, quindi esortano
le famiglie a indirizzare la festa verso il buono e il bello
piuttosto che verso il terrore, la paura e la morte. In que-
stottica in molte citt spagnole, compresa Madrid, vengo
no organizzate veglie di preghiera, manifestazioni ricreati-
ve e di approfondimento.

A Parigi, invece, si stanno sperimentando feste alternati


ve con i giovani e i bambini nel corso delle quali il diverti
mento non disgiunto dalla testimonianza di fede e dallaf-
fermazione della speranza cristiana dinanzi alla morte. Sulla
stessa linea si muove uniniziativa promossa a Santiago del
Cile con bambini e ragazzi che festeggiano indossando co
stumi di angeli, principi, principesse e santi. Travestimenti
legati a tematiche positive per cambiare la morte e le tenebre
con la luce e la vita, il terrore con la gioia, la violenza e la
paura con la speranza e la pace. La stessa logica messa in
campo in Italia dal progetto Sentinelle del mattino che in
numerose citt. la notte di Ognissanti. diffonde nelle strade,
alle porte delle chiese, appesi alle finestre manifesti e imma-
gini di santi. Liniziativa si chiama holyween. Lideatore,
don Andrea Brugnoli, la spiega semplicemente con la volont
di riempire le citt non di mostri ma di volti belli, con lin
vito a riflettere come anche oggi la santit sia possibile, nel
le persone concrete. Il sorriso, la serenit, la gioia vengono

90

dal bene, al contrario dei tetri e inquietanti volti del male ap-
pes1 nei locali, che peri ragazzi dei racconti precedenti si so
no rivelati delle autentiche anticamere per linferno.

La festa di Halloween un osanna al diavolo, il quale,


adorato, anche solo per una notte, pensa di vantare dei di-
ritti sulla persona. E se non ci rendiamo conto di questo non
ci si pu poi meravigliare di fronte a bambini insonni, agi
tati e vandali, aragazzi depressi, ossessionati, potenzialmente
dei suicidi. Di fatto Halloween una sorta di seduta spiri-
tica, quasi sempre presentata sottoforma di gioco innocen-
te. Attraverso il divertimento si rendono edotti i bambini agli
artici del male, senza che ci si renda conto di avere a che
fare con cose tanto gravi. il perpetuarsi dell inganno del
diavolo per cui anche molti peccati non vengono nemmeno
pi considerati tali. Tutto viene camuato sottoforma di esi-
genza, libert a piacere personale. E luomo stesso a deci-
dere se una cosa o non peccato In questo modo luomo
si trasforma in dio di se stesso ed e esattamente ci che vuo
le il demonio, fin dal principio. Basti considerare la tenta
zione nel giardino dellEden: Dio sa che nel caso in cui ne
mangiaste vi si aprirebbero gli occhi e diventereste come
Dio, conoscendo il bene e il male (Gen 3,5).

Non bisogna poi dimenticare che Halloween si sovrap


pone a una festa cristiana di straordinario valore spirituale.
In essa si celebra la comunione dei santi e attraverso di que-
sta si commemorano i nostri defunti e si prega per loro nel-
la visione e nella certezza della vita eterna. Come insegna il
Vaticano II (LG, 49) attraverso la preghiera, lunione coi
fratelli morti nella pace di Cristo non minimamente spez
zata... e consolidata nella comunione dei beni spirituali. Il
usso spirituale della preghiera crea continuit fra terra e

91

cielo in una comune visione di luce e di speranza che, come


dice san Paolo, non delude (Rm 5,5). Questa infatti la
volont del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede
in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciter nellultimo gior
no (Gv 6,40). In pratica lesatto contrario di quello che si
vuole trasmettere con Halloween, dove, accanto a sempre
pi frequenti simbologie sataniche, con levocazione dei co-
siddetti morti viventi si raffigura la morte nella sua forma
pi devastante di altra vita senza felicit e senza speranza.

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IL PARADISO CONQUISTATO

Il diavolo cerca di portarci nel suo regno con tutti i mez


zi che ha a disposizione e che, naturalmente, sono sempre
contrari alla morale cri stiana, Fa di tutto affinch luomo per
da la propria anima in un continuo rilancio di tentazioni e
insidie. Mette in campo astuzie di ogni tipo ma il suo gioco
sempre comunque scoperto: di fronte alla vita lui propone
la morte; di fronte alla gioia, la disperazione; di fronte al be
ne, il male; allamore, lodio; alla purezza, la perversit; al
Paradiso, linferno.

Il regno di Dio il Paradiso. Lo scopo della vita di ogni


uomo di meritarlo. La strada che ci indicata quella di
Ges: lo sono il pane vivo disceso dal cielo. Chi mangia di
questo pane vivr in eterno (Gv 6,47). Non importa che vi
ta si conduca, se si sia poveri o ricchi, soli o accompagnati,
sani o malati. Ci che conta la vita eterna, salvare la pro
pria anima.

Non si tratta di un percorso facile. La strada del Paradi


so passa sempre per il Calvario. Il cristiano, al contrario di
chi frequenta o vive altre religioni, lo sa con assoluta cer
tezza. In una delle sue espressioni pi conosciute il Mahat-
ma Ghandi affermava che chi segue il cammino della ve

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rit non inciampa. Noi potremmo dire con certezza che si


tratta di una assoluta falsit, tanto pi affascinante quanto
ingannatrice. Se vero che quella della verit la retta via,
e vero anche che e in salita e piena di inciampi. Questo non
vuol dire che non sia piena di gioia.

La strada proposta da Ges e esigente. Non cosa peri


relativisti o i tolleranti del tanto una direzione vale laltra.
Non sono venuto a portare pace, ma una spada (Mt 10,34).
Essere cristiani e stare dalla sua parte. C hi non prende la
sua croce e non mi segue non degno di me (Mt 10,38).A1-
lo stesso tempo il cristiano sa essere, come Ges. duro con
tro il male ma tenero con chi ha bisogno.

Ogni conquista e frutto di un sacrificio proporzionale a


quel che si deve ottenere. In questo abbiamo anche la pro
messa che nessuno rester deluso. Da qui la necessit di dif-
fidare di chi arriva con la proposta di scorciatoie, strade
semplici, ricchezze e successi facili. lnsia'ia diabolica che si
incontra a ogni angolo di strada. Ingauna tipico di maghi e
fattucchiere.

Una polverina in cambio di un amore, losservazione di


un rito in cambio di quella cosa che mi sta particolarmente
a cuore; portare un ciondolo, un anello, un braccialetto, evi-
tare di incrociare un gatto nero o di passare sotto una scala
per essere protetti dagli eventi avversi. Anche se si tratta di
cose allapparenza innocenti o di ingenue superstizioni, bi-
sogna sempre stare attenti perch in esse non c Dio. E una
delle terribili realt del demonio che quando si ha davve-
ro a chefare con lui, concede quello chepromette. Mai, pero,
quello che viene concesso, per quanto straordinario e stra-
biliante, produce gioia ne, tanto meno, conduce allafelicit.

94

Cosi come ha promesso a GES tenta/idolo nel deserto, il


diavolo pu dare ricchezza e potere, ma soprattutto procu-
ra tanta tristezza. Anzi, la mia lunghissima esperienza, quel
la dei miei colleghi esorcisti, mi dicono che mai un uomo o
una donna che si siano aidati al diavolo, per quanto ric-
chi, potenti e carichi di piaceri, sono in grado di trasmette
re serenita. Dietro di loro lasciano sempre una scia di dolo-
re, morte, sconforto e infelicit. Si pu anzi dire che questa
sia la lorofirma, lafirma del diavolo.

Tutti nella vita sperimentano o hanno sperimentato croci


da portare. Se nel portarle le offriamo al Signore quelle cro-
ci hanno un grande valore e diventano un giogo leggero,
lasciano una scia di serenit e concordia, conducono al Pa
radiso. Quando si sperimenta il valore della sofferenza, sof-
frire diventa un motivo di gioia. Ho conosciuto persone con
gravissime malattie, eppure erano contente e per nulla al
mondo avrebbero cambiato il loro stato di gioia con la gua-
ri gione. Se invece la croce si vive con rabbia, diventa mol
to pi pesante. Se diventa un'occasione di ribellione a Dio
si trasforma in un motivo di dannazione. Del resto se non si
d alla so'erenza un fine buono e un assurdo il sopportar
la, perche' siamo fattiper godere. non per soffrire. Sant'A
gostino diceva: Signore ci hai creato per te e la mia anima
inquieta se non riposa in re. Lontani da Gesti Cristo non
possibile uscire vittoriosi da questa diicile battaglia. Le
inimicizie, la depressione, l'infelicit, le discordie in fami-
glia, che sempre pi spesso producono odi inca/mobili e per-
sino omicidi e suicidi, per non dire di eutanasia e aborto,
sono tutti esempi concreti di sconfitte davanti al male. E
quando in particolare si tratta di temi strettamente legati al
la sceltafra vita e morte, il diavolo mostra per intero tutta
la sua abilit.

95

La passione, quindi, necessaria per la risurrezione. E la


risurrezione ha portato con se tre frutti fondamentali per
luomo: ha vinto la morte; ha vinto la corruzione dei corpi;
ha aperto le porte del Paradiso. Porte che erano state sbar
rate dagli angeli al momento della cacciata di Adamo ed
Eva. A proposito del Paradiso san Paolo sottolinea; Oc
chio non vide, orecchio non ud, e lingua d uomo non pu
descrivere, quello che Dio ha preparato per coloro che lo
amano. In sostanza: la morte non pi un male definitivo,
il nostro corpo risorger glorioso come il corpo di Cristo e
vedremo Dio faccia afaccia, vivremo con lui in Paradiso.

Si tratta di tre frutti da tenere ben presenti ogni volta che


ci troviamo difronte a una soerenza, a una croce diicile
da portare. Si pu certamente dire che Ges, da uomo qual
era, nel diicilissimo momento che ha vissuto nellorto del
Getsemani, ha avuto la forza per accettare la passione gra-
zie alla prospettiva della gioia della risurrezione.

96

LA CASA DELLODlO PROFONDO

Non e Dio che ci manda all' inferno, siamo noi che ci an-
diamo con le nostre gambe. La misericordia di Dio infini
ta. sempre pronto ad accoglierci a braccia aperte, fino al
l'ultimo istante della nostra vita. A suor Faustina Kowalska,
la santa che ha ricevuto in visione limmagine del Cristo del
la Misericordia, Ges ha ripetuto decine di volte di far co
noscere agli uomini quanto grande sia il suo amore per lo
ro, la sua capacit di perdonare e di accoglierli sempre e co
munque, basta che solo lo vogliano Il problema, annota Ge
s alla stessa Kowalska in una delle sue visioni, che non
lo vogliono: Figlia mia, guarda il mio cuore misericordio-
so. Le fiamme della Misericordia mi bruciano: voglio river-
sarle sulle anime ma le anime non vogliono credere alla mia
bont. In un altro passaggio, Ges le ricorda che quando
unanima esalta la mia bont, allora satana trema e fugge nel
profondo dellinferno. Di fronte a Ges il diavolo ha pau
ra, perch risulta scoperta tutta la sua inferiorit, tutta la sua
debolezza di creatura davanti al suo creatore, della quale
perfettamente consapevole.

Ges, spiega Kowalska nel suo diario, scritto seguendo


il filo dei suoi dialoghi mistici con nostro Signore, soffre ter-
ribilmente di fronte al peccato e gioisce come il padre del fi-

97

glio] prodigo quando il peccatore si affida a lui, anche se so-


lo nel momento della morte. Quelli che proclameranno la
mia grande Misericordia io stesso li difender nellora del
la morte. Anche sei suoi peccati fossero neri come la notte,
quando un peccatore si rivolge alla mia Misericordia mi ren-
de la gloria pi grande ed un vanto della mia passione.

Il servo di Dio padre Giovanni Semeria, che non era un


mistico ma un grande uomo di fede, di carit e di preghiera,
spiegava cos al suo uditorio di fine 800, la speranza in Dio
misericordioso: Dio amore, Deus Charitas est. Dio ama
luomo e bisogna dire questa parola appassionatamente. Ci
ama e mendica il nostro amore. Ci ama e sul punto estremo
della vita si ripresenta unultima volta. Egli, questo amante
reietto, si presenta per sentire una parola di pentimento, che
espii una vita di ripulse.

Come recita la seconda preghiera eucaristica, nel testo


completo originario, cio il canone di Ippolito, Cristo si
immolato per sconfiggere la potenza della morte, per spez
zare i lacci del demonio, calpestare linferno, portare la lu
ce ai giusti, porre termine alla loro prigionia e annunciare
loro la ris urrezione.

Fino all 'ultimo Ges impegnato a strappare chi lo ri


fiuta al triste destino dell'inferno. nel quale,fino allultimo,
il diavolo vuole trascinarlo. cos che la stessa santa Fau-
stina, nel momento in cui si rende conto delle difficolt enor-
mi che ci sono da superare per portare avanti lopera che le
stata affidata da Ges. annota: Ora ho capito che satana
odia pi che mai la Misericordia. Essa il suo maggior tor
mento. Poi, con rinnovata speranza, aggiunge: Ma la pa
rola del Signore si realizzer. La parola di Dio viva e le

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difficolt non annientano le opere di Dio, ma dimostrano che


sono di Dio.

Concetti che sono stati ripetuti centinaia di volte nelle


apparizioni di Medjugorje, dove la Madonna chiede con fre-
quenza di pregare per coloro che sono sotto il potere di sa-
tana, perche satana forte ed e sempre in agguato e de
sidera distruggere non solo la vita umana ma anche la na
tura e il pianeta su cui vivete. Sempre, nelle sue appari-
zioni, la Madonna ha invitato a riporre la ducia nella pre-
ghiera e nell aidamento umile alla Misericordia divina. [n-
teressanti, in questo senso, sono le due apparizioni del 1830
nella chiesa di Rue Du Bac a Parigi, nelle quali Maria non
solo ada alla veggente limmagine della cosiddetta Me
doglia miracolosa, ma invita anche con decisione ad an
dare ai piedi di questo altare. Qui le grazie saranno spar
se su tutti, sopra tutte le persone che le chiederanno con fer-
vore, sui piccoli e sui grandi... lo sar con voi.

Dio, quindi, ci vorrebbe tutti in Paradiso, ci fornisce gli


strumenti per accedervi, offre persino lui stesso e sua madre.
Allora perch c linferno, chi lo ha creato?

Certamente non e stato Dio. Sono gli stessi demoni a sot


tolinearlo con orgoglio negli esorcismi. In particolare pa-
dre Candido si trovato una volta con un demonio che non

voleva andarsene da una persona.

Vattene via da questo corpo gli diceva , vattene al


[ inferno. Dio ti ha preparato una bella casa calda .

La risposta del demonio stata persino spiazzante:

99

Tu non capisci niente, la non sai niente. Non stato lui


a creare linferno. Lui non ci aveva nemmeno pensato. Lo
abbiamo creato noi demoni .

Il diavolo ha creato linferno dal nulla. Del resto linfer-


no potrebbe persino non essere un luogo. Qualche teologo
ha parlato di un non luogo, partendo dal concetto che in-
ferno sia negazione di Dio. Neifatti, quindi, e praticamen
te impossibile poterlo definire. Tanti santi hanno avuto vi-
sioni dellinferno, ma sempre diverse fra loro e sempre in
funzione delle loro capacit intellettuali e cognitive.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda al punto 212


del compendio che linferno consiste nella dannazione eter
na di quanti muoiono per libera scelta in peccato mortale. La
pena principale dellinferno nella separazione eterna da
Dio, nel quale unicamente luomo ha la vita e la felicit, per
le quali stato creato e alle quali aspira. Quindi viene fat-
to riferimento alle parole precise di Ges riportate da Mat
teo 25,41: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno.
Subito dopo, al punto 213, il Catechismo spiega, col verset-
to 9 nella seconda lettera di Pietro, che Dio vuole che tutti
abbiano modo di pentirsi. Tuttavia, avendo creato luomo
pienamente libero e responsabile, rispetta la sua volont.
Pertanto luomo stesso che, in piena autonomia, si esclu-
de volontariamente dalla comunione con Dio se, fino al mo-
mento della propria morte, persiste nel peccato mortale, ri
fiutando lamore misericordioso di Dio.

C io che noi sappiamo con certezza, quindi, e che linfer


no e popolato da chi rifiuta, anzi, nega in ogni modo la-
more di Dio e la sua onnipotenza. Una delle domande alla
Madonnafatte da una delle veggenti di Medjugorje, Miria-

100

na, riguardava proprio la possibilita che un dannato potes


se cambiare idea.

Ma se un dannato si pentisse, Ges potrebbe portarlo


dallinferno in Paradiso? 7.

La Madonna rispose quasi sconsolata:


Lui potrebbe, sono loro che non vogliono .

Non vogliono perch la loro scelta @ volontariamente sen


za ritorno. Parole che ricordano la parabola evangelica del
ricco che vestiva di porpora e di bissa e tutti i giorni ban-
chettava [autamente, che una volta morto e all inferno, vor-
rebbe che Lazzaro, anche lui defunto ma nel seno di Abra
mo, si recasse dai suoi fratelli per avvertirli che se non con
ducono una vita retta sono destinati a patire in eterno. Non
dice di essersi pentito per come ha condotto la sua vita, non
chiede quale possa essere la strada per venirfuori dalla si-
tuazione in cui sta, vorrebbe che Lazzaro scendesse a por-
targli un po' dacqua o, quanto meno, andasse ad avvertire
quelli della sua casa ainch nonfacciano la stessa fine. An
che qui la risposta di quelle che lasciano il segno:

Hanno la legge e iprofeti. Se non ascoltano Mos e i


profeti neanche se uno risuscitasse dai morti saranno per
suasi.

Un concetto che Dante esprime per bocca di Beatrice, con


due famose terzine nel canto quinto del Paradiso:

Siate, Cristiani, a muovervi pi gravi:


non siate come penna ad ogne vento,

101

e non crediate chogne acqua vi lavi.


Avete il novo e ] vecchio Testamento,
e l pastor de la Chiesa che vi guida;
questo vi basti a vostro salvamento.

Il problema che chi vuole dannarsi e insegue con per


vicacia questo scopo, diventa in tutto simile a satana. Sem-
pre piu perverso ma anche pi superbo e convinto che la sua
scelta sia la pi giusta, quella capace di realizzare la sua li
bert e il suo sentimento di onnipotenza. E il massimo del
la perversit si accompagna al massimo dellinganno. Chi
vive nel peccato e in se stesso talmente perverso che, alla
stregua del diavolo, inganna se stesso. Attenzionepero a non
pensare che il peccato grave sia cosa di pochi e, magari, sia
il gesto di un istante. In una societ come la nostra, spesso
si vive in una sorta di assuefazione al peccato.

Ci che peccato non viene pi individuato come tale.


Cosi il peccato si somma al peccato. Mille occasioni offro-
no scuse plausibili alle nostre mancanze. Si diventa sempre
pi dissoluti quasi senza nemmeno rendersene conto. I] pec
cato grave annotava Semeria, in un passaggio di un famo
so quaresimale, che rimase scolpito nella memoria dellal
lora monsignor Giacomo della Chiesa, poi Benedetto XV
non e non pu essere un fenomeno improvviso. Non si di
venta cattivi in un giorno. Come lentamente, a piccoli pas
si, si ascende su per lerta della virt, cosi lentamente, a pic-
coli passi, si discende per la china del vizi0. Quindi, av
vertendo le persone che gremivano la basilica romana di San
Lorenzo in Damaso, fra le quali alcuni alti prelati, la regina
Margherita col suo seguito, magistrati e famosi professori di
ispirazione massonica della vicina universit La Sapienza,
invitava allesercizio sempre pi desueto dellesame di co

102

scienza: Fratelli rnici che, per un giusto timore dellinfer


no, cercate di persuadervi chesso non esista, siate schietti e
ditemi quante volte e in quanti modi Dio vi ha chiamati e voi
ne avete respinto gli inviti?.

Tanti santi, come per esempio Teresa DAvila, hanno avu-


to terribili visioni dell inferno popolato da moltitudini di ani -
me, mentre altre continuavano a cadere a gruppi. La de-
scrizione di santa Veronica Giuliani e meticolosa. Lucifero,
al centro, con i suoi occhi tutto controlla. Subito sotto di lui
Giuda. Poi il clero suddiviso per categoria, in rigoroso or
dine di importanza. In ultimo la sterminata folla di danna
ti. E naturalmente, come in Paradiso, non tutti sono uguali.
Un concetto, questultimo, sul quale ha molto giocato Dan-
te con la sua ipotesi della pena del contrappasso, cioe del
la stretta relazione fra il tipo di peccato commesso in vita e
la pena patita allinferno. Il grande interesse della visione
di Veronica Giuliani e dovuto anche alla miracolosa sco-
perta dei suoi scritti in 22 mila fogli da parte di un pelle
grino francese di 80 anni, molto tempo dopo la sua morte.
Prima di quella scoperta nessuno avrebbe pensato che quel-
la donna fosse stata una santa. Era vissuta, aveva avuto le
sue visioni mistiche e ne aveva scritto nel nascondimento.

103

OCCULTISMO, SPIRITISMO E MAGIA

Quando arriverai alla terra che Dio ti dona, non impa


rerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si tro
ver presso di te chi faccia passare il proprio figlio o la pro
pria figlia per il fuoco. chi pratichi il sortilegio, la divina
zione, laugurio, la magia; chi pratichi incantesimi, chi con
sulti gli spettri o lindovino, chi interroghi i morti perch chi
compie queste cose in abominio a Dio (Dt 18,912). In
tutta la sua storia, Israele viene sempre posto davanti al
l'alternativa: o si efedeli all unico vero Dio oppure si cade
nell 'idolatria. Una situazione del tutto analoga a quanto e
sempre accaduto nella storia del cristianesimo e a quanto
accade oggi: si abbandona Dio e ci si da agli idoli. nei mo-
di propri dei tempi che si stanno vivendo. anche se gli idoli
sono sempre gli stessi.

Si dice che in Italia ci siano dodici milioni dipersone che


hanno avuto in qualche modo contatti con maghi e carto
manti o che li frequentino stabilmente. Una cifra elevatissi-
ma. chefa il paio con la sempre minore afuenza alla mes
sa domenicale, ai sacramenti e alle celebrazioniper le gran
difeste. Ancor pi elevata sarebbe se si aggiungesse la schie
ra di coloro che leggono assiduamente loroscopo.

104

Quando si parla di segni zodiacali si dice spesso che si


tratta di un semplice divertimento. Ci sono per tante per
sone che credono veramente alle affinit dettate dalle stelle.
La domanda di che segno sei, fra persone che si incon
trano, frequentissima e spesso, nell ascoltarla, si percepi-
sce una tale vuotezza danimo da far rabbrividire La televi
sione, come sempre in questi casi, una formidabile mani
polatrice e si giustifica dicendo che si tratta di semplice di
vertimento. Ma come si fa a considerarlo un divertimento se
coloro che illustrano gli oroscopi, oltre a fare lauti guada
gni, si prernurano di dirci nel dettaglio tutte le cose che ci
accadranno nella giornata, nella settimana, nel mese e per
sino nellanno, cominciando dal pi intimo vissuto perso
nale? Intimit e sentimenti sono le cose che, di se stessa e
degli altri, ogni persona prende pi sul serio. Chi pensa di
incidere su di essi, che lo faccia per gioco, perch convinto
di saperlo fare o per semplice guadagno, e comunque un in
gannatore. Spesso gli autori e i responsabili dei giornali e
delle trasmissioni in cui ci sono gli oroscopi. aggirano la sen
sazione di essere caduti nella superstizione sostenendo che
si propongono queste cose per dare un po di speranza alla
gente, che tanto provata dalle traversie della vita. Ma la
speranza, quando fondata sul nulla, soltanto un inganno.

Idoli, appunto, che disorientano, distolgono, allontanano


dalla vera ragione di felicit che in Ges Cristo. Lelenco
lunghissimo e ognuno di noi sa perfettamente cosa inse-
rirvi. Tutti questi idoli sono il frutto della convinzione di po-
terfare a meno di Dio. Non si vuole pi credere al mondo
invisibile quale ci viene manifestato dalla divina rivelazio
ne: Dio. angeli e demoni. Paradiso, inferno e purgatorio,
immortalit dellanima, giudizio finale. Il paradosso e che
per si finisce per credere a un mondo parallelo, fatto di for-

105

ze e di entit cosmiche, di personaggi di fantasia che agi


scono nel mistero, al di fuori del piano normale della sensi-
bilit e che possibile avvicinare e comprendere solo at-
traverso gli insegnamenti di occultisti, spiritisti, santoni e
sedicenti esperti di pseudo scienze e materie fra le pi im
probabili. Persone che attraverso queste forze possono leg-
gere il pensiero e il futuro, materializzare oggetti, inuire
sulla natura oltre che, nel bene e nel male, su altre persone.
Gente che ha la capacit di entrare in contatto diretto con
gli spiriti, con i morti e persino con gli extraterrestri.

cos che invece di rivolgersi al sacerdote si chiede i in


tervento dello stregone, si seguono i consigli di maghi e di
spiritisti, ci si aida ai santoni. Invece di seguire le pratiche
dei sacramenti e della preghiera, si eseguono strani riti, si
pronunciano formule sconosciute, si parla con gli spiriti. I n
vece di riporre la propria speranza nellimmortalit della
nima, nella risurrezione e nel ritorno di Cristo alla fine dei
tempi, si osserva il cielo in attesa della visione di ufo, si at-
tende l'arrivo degli extraterrestri, si spera in misteriose en-
tit che giungeranno a salvare il mondo, si crede in mitolo-
gie millenariste che nulla possono fare se non gettare nella
disperazione. Invece di affidare la propria protezione al C ro-
cifisso, alla Madonna, ai santi, allangelo custode ci si or-
na di amuleti, si dispongono corna,ferri di cavallo. chiodi
ritorti in casa, in u]ficio, sullautomobile.

Quel Dio che troppo medievale per essere adatto ai


tempi e alle conoscenze della modernit, viene sostituito dal-
la superstizione nelle sue varie forme e, purtroppo, nelle sue
perversit diaboliche. Tutte cose che di moderno hanno so
lo le tecnologie con le quali vengono propagandate, come
televisione, email. social network, forum e siti internet. Do-

106

ve non cfede, dove alla conoscenza sicura della rivela-


zione si sostituisce la mistificazione, facile che nascano in-
venzioni di ogni tipo, costruzioni fantasiose fatte dalluomo.
Per chi e ancorato alla Parola di Dio, tutto quello che non
e parola di Dio semplicemente umano. E quando luomo
non segue Dio finisce per accodarsi ai disegni del diavolo.

Lo spiritismo e loccultismo ne sono una prova eviden-


te. Vere e proprie porte aperte al diavolo. Evocare i morti,
per avere una risposta riguardo a un qualche nostro inter-
rogativo, una pratica molto frequente. Sono molti che ne
parlano come una cosa positiva, che pu persino servire a
sanare le ferite affettive lasciate dalla scomparsa di un con
giunto. Di tanto in tanto, anche in tv, si sente parlare di ma-
dri che dicono di avere ritrovato la fiducia dopo che, grazie
allo spiritismo, sono riuscite a mettersi in contatto con i lo-
ro gli prematuramente scomparsi, molto spesso a causa di
incidenti stradali.

Nei fatti, si interrogano i morti per avere quelle risposte


che la fede cristiana gi ci fornisce per intero. Non le rite-
niamo pi convincenti, purtroppo anche perche incontria
mo preti e religiosi che non ci convincono. Siamo disperati,
vulnerabili alle tentazioni e ci a]fidiamo a quello che capi-
ta. Molti giovani provano lo spiritismo per semplice curio-
sit. Si fa spiritismo in tanti modi: e il cosiddetto gioco del
cartellone, il gioco del bicchiere, il gioco del tavolino. Sifa
spiritismo col registratore magnetico, con la cosiddetta scrit
tura automatica. Ci sono scuole di spiritismo come il mo
vimento della speranza , che, drammaticamente, vanta la-
desione anche di qualche sacerdote.

E in tutto questo non c assolutamente niente di nuovo.

107

Si tratta di strade inutilmente percorse fin dalla notte dei tem-


pi. Nel 400 un insospettabile filosofo come Marsilio Ficino,
uno degli artefici del pensiero rinascimentale, cresciuto nel
circolo intellettuale che faceva riferimento a casa Medici,
scriveva: Luomo fa le veci di Dio, che abita in tutti gli ele
menti, di tutti ha cura e, presente sulla terra, non assente dal
cielo. E non solo si serve degli elementi ma anche di tutti gli
esseri che negli elementi vivono: dei terrestri, acquatici. vo-
latili per cibarsene, per sua comodit, per suo diletto; degli
esseri superiori e celesti per la dottrina magica e i suoi pro
digi... E non soltanto luomo domina gli animali con la cru-
delt ma anche li governa. li assiste, li ammaestra. Sua lu-
niversale Provvidenza di Dio, che causa universale. Luo-
mo, dunque, che provvede universalmente, sia agli esseri vi-
venti, sia alle cose inanimate, in un certo senso un dio.

Analogamente Giovanni Pico della Mirandola, allievo di


Ficino, credente e cabalista insieme, cultore di quelle che al-
lepoca si chiamavano scienze magiche, fa parlare Dio con
queste parole rivolte ad Adamo e quindi allumanit intera:
Non ti ho fatto n celeste n terreno, n mortale n im
mortale, perch tu, come se di te stesso fossi il libero e so
vrano creatore, ti plasmi da te secondo la forma che preferi-
sci. Tu potrai degenerare abbassandoti fino agli esseri infe-
riori che sono i bruti, oppure. seguendo limpulso del tuo
animo, rigenerarti elevandoti agli spiriti maggiori che sono
divini.... Quindi dopo aver spiegato che negli esseri celesti
Dio ha posto un certo seme e nei bmti un altro seme, che li
differenzia nettamente nelle loro azioni, ponendo gli uni al-
lopposto degli altri, Pico della Mirandola sottolinea che nel-
luomo Dio ha posto i semi di ogni specie e i germi di ogni
vita: a seconda di come ciascuno li coltiver questi si svi
lupperanno e produrranno in lui i loro frutti.

108

Espressioni che dal punto di vista teologico si potrebbero


definire border line. La sostanza delle cose chiarissima a
entrambi. Lessenza di Dio e dellessere umano a immagine
e somiglianza di Dio, pienamente illuminata. Cos come lo
stata nel rinascimento, al punto che la particolare dedizio-
ne al bello di tutte le forme darte era cercata nel tentativo di
riettere la grandezza e la bellezza di Dio. Basta leggere i so
netti di Michelangelo per averne una dimostrazione.Allo stes
so tempo, sia in Ficino che in Pico della Mirandola, si ha la
lucida consapevolezza del fatto che luomo pu direttamen-
te interferire con gli esseri superiori, per maneggiare le for-
ze misteriose dello spiritismo e della magia. Naturalmente
il modo in cui luomo si pone di fronte a queste cose che fa
la differenza. A Dio ci si pu elevare con umilt o con la su
perbia diabolica di chi vuole sostituirsi a lui.

Con certezza si sa che Ficino in vecchiaia scelse di farsi


prete, Pico della Mirandola, per quello che sappiamo, rest
border line. Entrambi non raggiunsero mai le vette della fe
de di due contemporanei e comuni amici come Girolamo Sa
vonarola e Michelangelo Buonarroti: travagliati dallespe
rienza del male, abbagliati dalla luce di Cristo, caratterizza
ti, seppure in maniera diversa, da un imponente impegno di
moralizzazione interiore, certi di poter ascendere alla visio-
ne e alla perfezione divina solo affidandosi a Dio stesso. Pie
namente consapevoli dellavvenimento del Deuteronomio
in base al quale chi fa magia ed evoca i morti e in abominio
a Dio. Quelli, del resto, furono anni particolarmente diffici
li per la vera fede, in un certo senso molto vicini ai nostri.
Lo stesso Concilio di Trento, pur allinterno di una logica
controriforrnista, si dovette misurare con la necessit di trac-
ciare anche per larte figurativa e per la musica i confini fra
sacro e profano, fra divino e diabolico. A un certo punto si

109

era persino pensato di eliminare la musica dalla liturgia. Si


dice, per, che i cardinali abbiano cambiato idea dopo aver
ascoltato laMissa Papae Marcelli, in onore del defunto Mar
cello II, scritta da Palestrina.

Infondo alla strada del cristiano, seppure tortuosa e com


plicata, emerge sempre la verit in tutto il suo splendore. Il
discrimine fra il bene e il male segue la medesima logica che
distingue il bello dal brutto, il sublime dallorrido.
110

LE SETTE SATANICHE

Il satanismo, in tutti i suoi aspetti, e la forma di occulti


smo per eccellenza. Una vita di gravi peccati, accompa-
gnata da progressiva assuefazione al male, pu condurre a
fare una scelta colpevole infavore del diavolo, a volte sen-
za nemmeno rendersi conto della gravit e della inelutta
bilit di quello che si sta facendo. La bestemmia frequente,
quando non e semplicemente un intercalare, ma un gesto
cosciente in odio alla divinit, avvicina al demonio. Le se-
dute spiritiche si concretizzano spesso in un contatto diret-
to. Si crede di parlare con un trapassato, invece si comuni-
ca col diavolo. La frequentazione costante di certi locali
notturni conduce spesso su un percorso di perdizione, che
presenta sempre le stesse tappe: alcol, droga, sesso, setta
satanica. In una setta, naturalmente, si puo entrare anche
attraverso amicizie, cosi come avvicinano allambiente la
predilezione per i comportamenti perversi, la passione per
un certo tipo di musica e via dicendo.

Aderire a una setta satanica e relativamente semplice. Le


istruzioni si possono trovare persino su internet. Uscirne ri
sulta assai dificile, se non quasi impossibile. Si tratta soli
tamente di gruppi molto piccoli, perch cos si possono riu-
nire con pi facilit per compiere i loro riti, perche' e pii/fa-

111

cile tenere sotto controllo i vari membri e perch pifacil


mente possono agire indisturbate. Il rock satanica, specie
fra i giovani. viene spesso utilizzato come collante. Ci si tra
va grazie a questo tipo di musica, ci si frequenta attraverso
di essa, si comincia a pensare in termini di progetti satani-
sti ispirati da essa, si rinsalda la complicit mediante l'uso
di droghe che questo tipo di musica di'onde e valorizza.

Il rock satanica promuove anche forme di satanismo so


litarie o anche solo di coppia. Insegna un individualismo
sfrenato. il nichilismo assoluta, combatte ogni tipo di ordi
ne sociale e ancor dipi lafamiglia e la religione cattolica.
Forme di satanismo solitario, promosse in internet o, in par
ticolari ambienti. anche grazie alla diffusione di opuscoli,
si concretizzano come vere e proprie pedagogie del suicidio.
I o stesso ho sequestrato a una adolescente un libretto in cui
si insegnava sia la consacrazione a satana che vari modi per
darsi la morte. E considerando la crescita in tutto il mondo
dei suicidi fra gli adolescenti viene da pensare che anche
questa ne sia una ragione.

Le sette sataniche costituiscono il grado massimo della


consacrazione all'azione del diavolo, con tutte le azioni ter-
ribili che esse comportano: dalla profanazione dei corpi (ah
biamo potuto constatare che il sesso e la pi comune chia-
ve di accesso a questi ambienti}, alla profanazione del sa-
cro compiuta in tutte le forme (ci sono preti che si prestano
afare messe nere, nel corso delle quali si profana il corpo
e il sangue di C rista ), ai sacrifici umani compiuti all'inter
no di riti satanici, cosi come segno di totale adesione al mon
do di satana.

Del resto non mancano casi di santi che nel] assistere al-

112

la messa, in particolare al momento della consacrazione, ave


vano chiara la percezione dellimpurit o della purezza del
sacerdote. Faustina Kowalska, nel suo diario racconta che
nellassistere alla messa celebrata dal suo confessore vede-
va sullaltare Ges Bambino che sorrideva a tutti e le face-
va capire di avere molto a cuore lanima di quel prete. C,
al contrario, il caso di Teresa DAvila che in un certo mo
mento della sua vita, malata e stanca, non poteva fare a me-
no di assistere alla messa celebrata da un prete del quale ave-
va un certo orrore. perch percepiva in maniera evidente tut-
ta la gravit del suo peccato. Al momento dellelevazione,
vedeva lostia luminosissima sostenuta da mani nere come
il carbone. A dimostrazione del fatto che la trasformazione
del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo avviene
comunque, anche se il prete agisce animato dal male.

Da questo punto di vista si pu senzaltro dire che i sa-


tanisti credono fermamente nella presenza reale di Ges nel
lEucarestia, paradossalmente molto pi di tanti cattolici.
Tanti furti di ostie consacrate avvengono proprio per que
sto motivo e, purtroppo. non mancano preti pervertiti dal de-
monio che aderiscono a sette sataniche. Ci sono sempre sta-
ti. Spesso mi viene chiesto perch un sacerdote cade cosi in
bassa. Quello che si pu dire e che labisso delle perversit
e insondabile e che il demonio concede sempre quello che
promette, naturalmente in cambio dellanima.

E il concetto di vendere lanima al diavolo, che in lettera


tura diventato famoso col personaggio di Faust, ma viene in
mente, solo per fare un altro paio di esempi, anche il Dorian
Gray di Oscar Wilde o Il maestro e Margherita di Bulgakov.
Si pu vendere lanima anche a un perverso ed egocentrico
miraggio di superamento dei propri limiti, senza che il risul

113

tato, in termini di perdizione e distruzione, abbia a cambiare,


come nel capitano Ahab di Moby Dick. Cos come si pu
costruire una vita intera e una fortuna su un abile inganno e
scoprire, alla fine. che la stessa abilit con la quale abbiamo
ingannato gli altri ha gettato noi stessi in braccio al nulla, co-
me il protagonista di Le anime morte di Gogol.

Ma ancor di pi, in Gogol, andrebbe analizzato uno de


gli affascinanti Racconti di Pietroburgo, conosciuto col ti-
tolo Il ritratto. In esso sono pienamente espressi tutti i mo-
di con i quali il diavolo agisce sul genere umano, anche gli
apparentemente meno probabili, con le loro conseguenze.
La stessa arte. in ogni sua possibile espressione, non pu
mai, per sua natura. evitare di schierarsi o per il bene o per
il male e in questo modo rendere evidente 1 una o laltra scel
ta, forse pi che ogni altra realizzazione dellingegno uma-
no. Al contempo il racconto di Gogol illustra lunica possi
bile strada di riscatto: la totale dedizione a Dio. Attraverso
di essa anche la forma artistica acquista quella straordinaria
capacit di trasmettere il divino che propria del bello.

Viene in mente lefficace discorso di Benedetto XVI alla


citt di Roma in occasione della festa dellImmacolata del
2009: Ogni giorno, attraversoi giornali, la televisione, la ra
dio il male viene raccontato, ripetuto, amplificato abituan
doci alle cose pi orribili, facendoci diventare insensibili e,
in qualche maniera, intossicandoci, perch il negativo non
viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula.
Il cuore si indurisce e i pensieri si incupi scono. Per questo la
citt ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di
Dio, ci ricorda la vittoria della grazia sul peccato e ci induce
a sperare anche nelle situazioni umanamente pi difficili...
Nel cuore di ognuno di noi passa il confine fra il bene e il ma

114

le e nessuno di noi deve sentirsi in diritto di giudicare gli al-


tri ma, piuttosto, ciascuno deve sentire il dovere di migliora
re se stesso. I mass media, prosegue il Papa, tendono a far
ci sentire sempre spettatori, come se il male riguardasse so-
lamente gli altri e certe cose a noi non potessero mai acca-
dere. Invece siamo tutti attori e, nel male come nel bene, il
nostro comportamento ha un inusso sugli altri. Spesso ci la
mentiamo dellinquinamento dellaria... tuttavia c un altro
inquinamento, meno percepibile ai sensi ma altrettanto peri
coloso. E linquinamento dello spirito. E quello che rende i
nostri volti meno sorridenti, pi cupi, che ci porta a non sa-
lutarci fra di noi, a non guardarci in faccia... Le persone di-
ventano dei corpi, e questi corpi perdono lanima, diventano
cose, oggetti senza volto, scambiabili e consumabili

Eccolo, quindi, il gioco diabolico rilanciato dalla cultu-


ra, dalle abitudini, da alcune forme darte e da gran parte dei
media, al quale si rischia sempre di assuefarsi. Vendo la mia
anima, compro la tua, faccio come se la mia e la tua non esi
stessero. A volte perch lo voglio, a volte perch mi sono
adattato a una tale superficialit, se non addirittura assenza
di rapporti umani, che non sono pi in grado di rendermene
conto. E poi, comunque, chissenefrega. Esattamente quello
che capita al giovane Rasklnikov, il protagonista di De
litto e castigo di Dostoevskij, che quasi senza capacitarse
ne matura dentro di s le condizioni che lo condurranno al
duplice assassinio che segna la sua vita, compiuto come se
fosse ineluttabile, nella logica stessa delle cose, perch altri
come lui lo avevano pensato alla stessa maniera. In segui-
to si legge nel romanzo non riusciva a capire da dove gli
fosse venuta tanta astuzia, tanto pi che la sua mente, a trat-
ti, come soscurava e lui quasi non sentiva pi il suo cor-
po.... Soltanto dopo, una cupa sensazione di penosa soli

115

tudine, destraneit, si era rivelata alla sua anima... La sen


sazione pi tormentosa di tutte le sensazioni che avesse pro
vato in vita sua.

lastuzia del diavolo che trae un enorme vantaggio da


una societ che oltre a negare la sua esistenza nega anche
lesistenza dellanima. Se per me il diavolo non esiste, per
lui pifacile agire, se per me lanima non esiste o come
se non esistesse, non ha pi alcun valore metterla in gioco
e perderla.

La si vende, la si perde e poi diventa assai difficile riap


propriarsene, sempre che ci si accorga dellerrore e si desi
deri tornare sui propri passi. Non capita, insomma, come a
quel personaggio di Guareschi, un comunista della prima
ora, accanito quanto ingenuo, che si professa ateo, anticle-
ricale e naturalmente non crede allesistenza dellanima.
Quando un anziano uomo di fede, considerato il classico
esempio del bigotto, gli propone di vendergli lanima, per
una somma modesta ma non trascurabile, decide di fare laf
fare, pensando di cedere il nulla in cambio di denaro. Solo
tempo dopo, in seguito alle vicissitudini della vita, senten
do come un vuoto dentro, pensa alla sua anima venduta e si
decide a chiedere di riaverla indietro. Anche lastuto vec-
chietto rivuole i suoi soldi, perch finalmente quell uomo ha
capito che lanima ha un valore.

Le formule di adesione alle sette sataniche sono una sor


ta di vendita della propria anima al diavolo. I a stesso ho bru-
ciata tante formule di consacrazione a satana. Pi o meno
vi si esprimono sempre gli stessi concetti: satana tu sei il mio
dio, voglio appartenere solo a te ma tu in cambio dammi ric-
chezza, piaceri, salute, successa. Tutte cose che hanno a che

116

fare con questo mondo. I cosiddetti piaceri della carne. Tut-

to il regno di satana, del resto, e basato sullal di qua. Di la


c soltanto il buio infernale. Quando satana tenta Ges nel
la sostanza afferma; tutti i regni della terra sono miei e li da
a chi voglia. Ges non gli risponde che un bugiardo ma:
Sta scritto: non adorerai altri che il Signore Dio tuo.

Quello che conosco delle sette sataniche mi viene detto


dalle persone che con grande fatica e con grave rischio de
cidono di uscirne. Ne escano segnate e con influenze dia-
boliche che provocano loro grandi soerenze. Per essere li-
berate hanno bisogno di esorcismi. Inoltre molto spesso vi-
vono in uno stato di terrore. Vengono minacciate. Sanno di
poter anche essere uccise. Ci sono tanti episodi di cronaca,
in Italia e allestero che documentano di assassinii matura
ti in questi ambiti. Negli Stati Uniti e quasi sistematica che
chi prova a uscirne venga ucciso. In Italia capita pi rara-
mente. Il terrore di queste persone nasce anche dallespe-
rienza diretta delle conseguenze dei malefici e le sette sata
niche operano malefici contro coloro che scelgono di an
darsene. sempre la cronaca a raccontarci di suicidi e mi
steriosi incidenti automobilistici.

Ha due casi di questo tipo, molto gravi, nei quali sono im


pegnato da qualche anno. Ilprimo riguarda un uomo vittima
di una setta satanica, che continua a_fre malefici contro di
lui e la sua famiglia. In quattro anni sono riuscito a liberare
la moglie e i figli . Con lui sono arrivata a fare in modo che il
diavolo non urli pi ogni volta che dice di volerlo morto. Ora
quel diavola sa di doversene andare. rassegnata a dover-
sene andare, ma ancora resiste. Questafami glia sa perfetta
mente da chi ha ricevuto il maleficio. Si conoscono i compo-
nenti della setta. Informazioni che spesso si possono contral-
117

lare interrogando il demonio. In questo caso lui stesso che


conferma i nomi degli appartenenti. Ed capitato che quan-
do uno di loro morto, il diavolo abbia detto nellesorcismo
che non apparteneva pi alla setta.

Il secondo il caso di una ragazza del nord Italia che ha


ricevuto un malecio fortissimo da un gruppo satanica co-
stituito da suore di clausura. Una cosa terribile, dicile da
comprendere e da digerire per il contesto in cui maturata,
purtroppo, per, la storia ci ore altri esempi di religiosi e
religiose che si sono dedicati a satana. E quando accade, il
male che si sprigiona enorme. La ragazza frequentava que-
ste suore, come fanno tante altre persone normalmente. Le
aiutava, a volte persino sopperendo alle loro necessit con
delle donazioni in denaro.

Ma come si fa a dire che sono state proprio loro? Lo ha


capito lei stessa. Se ne e resa conto. Sono tanti coloro che
riescono a capire con precisione chi e stato a lanciargli il
maligna. Un vescovo esorcista, mio amico, lha esorcizzato
pi volte. Ha chiesto il mio aiuto perche il maleficio da cui
stata colpita e tremendo. Questa donna una musicista ad
alti livelli e non pu pi fare concerti perch il diavolo le
blocca le mani. Capita improvvisamente, nel mezzo dei con-
certo, senza una ragione. Durante lesorcismo non ha alcu
na reazione. Una cosa molto difcile da capire. Con lei non
si riesce ad avere un dialogo col demonio, come capita con
altri posseduti. Dopo lesorcismo sta male un paio di gior-
ni, quindi per una settimana sembra guarita. Poi, tutto ri-
comincia da capo. Nella sua professione ha bisogno di al-
meno quattro ore di esercitazione al giorno. Dopo lesorci
smo per qualche tempo ci riesce, Ma nei concerti no. Sono
stati tanti gli esorcisti che lhanno esorcizzata, e purtroppo
sempre con lo stesso risultato.

118

L ESSENZA DEL PECCATO

Soffro quando non si riesce a liberare le persone da que-


ste terribili situazioni di influenza diabolica. Soffro perch
sento che ne hanno tanto bisogno. Capisco di essere limita
to. Di non avere fede a sufficienza. A volte provo persino un
po di invidia per gli apostoli che cacciavano i demoni in un
solo incontro. Tantisanti sono giunti a un tale livello di unio-
ne con Cristo da riuscire a liberare dal diavolo anche solo
con la loro presenza. Giovanni Bosco, quando era molto vec
chio e quasi non riusciva pi a spostarsi dalla sua stanza per
recarsi in cappella, era arrivato a un tale grado di santit e di
capacit esorcistica, che il diavolo nemmeno pi sopporta-
va la sua presenza. Si racconta a questo proposito il caso di
una ragazza francese, indemoniata, che dopo anni di pere
grinazioni da un esorcista all altro decide di rivolgersi a don
Bosco. Si reca nella cappella dove il santo solito celebra
re la messa nella speranza di incontrarlo. Non appena entra
in chiesa, con don Bosco allaltare, il demonio fugge e la ra
gazza liberata. Anche santa Caterina da Siena cacciava i
demoni con grande efficacia attraverso la preghiera.

una questione di fede, grande. E quando non ce o si


sente di averne poca, bisogna chiederla con forza. E qui tor-
na a esserci daiuto il citato discorso di Benedetto XVI per

119

lImmacolata: Cosa dice Maria alla citt? Cosa ricorda a


tutti con la sua presenza? Ricorda, come dice san Paolo (Rm
5,20), che dove abbond il peccato sovrabbond la grazia.
Ella la Madre Immacolata che ripete anche agli uomini del
nostro tempo: non abbiate paura. Ges ha vinto il male; lha
vinto alla radice, liberandoci dal suo dominio.

Tutta la Bibbia e li a dirci che, difronte alle continue in-


fedelt degli uomini, Dia ha pazienza, pazienza, pazienza...,
poi a un certo punto arriva il castigo. Ma non e Dio che ca-
stiga, sono gli uomini che castigano loro stessi, si castigo-
no fra loro. Deve essere chiaro, non e Dio che manda i ca
stighi. Gli uomini perseguendo la strada del maligno tra
sformano tutto in male e il male non costruisce mai . sepa
ra, distrugge sempre. SantAgostino diceva che se Dio non
li tenesse a bada i demoni ci ucciderebbero tutti. E i de-
moni sono tantissimi. Una volta un demonio mi ha detto:

Se fossimo visibili oscureremmo il sole *.

Gli an geli, pero. sono immensamente pi numerosi. E noi


non dobbiamo avere paura del demanio, perche' come ab-
biamo appena letto, Ges ha vinto il male alla radice, libe-
randoci dal suo dominio. Dobbiamo. invece, avere paura del
peccato. In proposito Paolo VI sosteneva che tutto ci che
ci difende dal peccato ci difende dal maligno.

Anche san Giovanni della Croce in una delle sue opere


minori, dal titolo Cantele, rivolta ai suoi carmelitani scal
zi, insegna di prendere a esempio la moglie di Lot (Gen
19,26) la quale, perch nella rovina degli abitanti di Sodo
ma si turb e gir indietro il capo per vedere quanto acca-
deva, divenne una statua di sale. Ci accadde affinch tu ca

120

pisca essere volont di Dio che, anche se tu vivessi fra i de-


moni, tu fra loro dovresti comportarti in maniera tale da non
rivolgere neppure il tuo pensiero alle loro cose, che invece
devi trascurare del tutto, procacciando di portare 1 anima pu
ra e intera a Dio, senza essere disturbato da pensiero di al
cun genere.

Bisogna alimentarsi di tutto ci che positivo e che pia


ceaDio. Se ci teniamo lontanidalpeccato eliminiamo lapr
senza demoniaca e non abbiamo pi paura del demonio. Del
resto la Bibbia non ci dice mai di avere paura del diavolo.
Ges non ha paura del diavolo e non insegna ad averne pau
ra, anche quando si trova faccia a faccia con lui insieme ai
suoi discepoli. Scaccia i demoni e insegna a scaccia/"li. Per
Ges, come tutta la Bibbia, invita a temere le opere di sata
na, il mondo, cio il peccato, le tentazioni. Nella prima let
tera di Pietro, al capitolo 5, si chiede di gettare in Dio ogni
preoccupazione, perche' egli ha cura di voi. Siate temperam-
ti. vigilare. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggen-
te va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella
fede, sapendo che i vostri, i'atelli sparsi per il mondo subi
scono le stesse sa'erenze. E il Dio di ogni grazia, che vi ha
chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi rista
bilir. Allo stesso modo san Paolo, al sesto capitolo della
lettera ai Filippesi. ricorda di attingere forza nel Signore e
nel vigore della sua potenza. Ri vestitevi dellarmatura di Dio
perpater resistere alle insidie del diavolo.

Da una parte il diavolo che ci vuole divorare. dallaltra


Dio che ha cura di noi, anzi, per mezzo di Cristo ci ha gi
preparato un posto nella gloria eterna. Noi non dabbiamofa
re altro che scegliere: il peccato o la grazia per resistere al
la tentazione. Ci dobbiamo sentire sicuri dellaiuto di Dio.

121

della protezione di Maria e dellangelo custode. Lasciarsi


prendere dalla disperazione e un peccato, frutto della ten
tazione che ci vuol far credere che il male sia il protagoni
sta della storia. Noi sappiamo che Ges il vero protago-
nista della storia. La scelta per lui allontana il male dalla
storia, a cominciare dalla nostra.

Un concetto ben chiaro ai profeti: Non temere Sion, non


lasciarti cadere le braccia. Il Signore tuo Dio in mezzo a te
e un salvatore potente. Gioir per te, ti rinnover col suo
amore, esulter per te con grida di gioia (Sof 3, 1 6 17). A1
la fine il mio cuore immacolato trionfer, la promessa del
la Madonna a conclusione della profezia di Fatima. Per que
sto, senza mezze parole, san Paolo, sempre nella lettera ai
Filippesi, parla di gioia, di festa, di pace che devono diven-
tare segni distintivi del cristiano: Siate lieti. La vostra ama-
bilit sia nota a tutti. Il Signore vicino. Non angustiatevi
per nulla ma in ogni circostanza fate presente a Dio le vo
stre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la
pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodir i vostri
cuori e le vostre menti in Ges Cristo.

Il bene trionfa. E se uno vuole avere unidea, seppure


parziale, dellannipotenza e della grandezza di Dio,faccia
come santa Bakhita, pensi al cielo stellato. Unimmagine
che ci consente di avvicinare un altro concetto fondamen
tale, gi espresso da san Paolo: tutte le stelle brillano ma
non con la medesima intensit. Tanto allinferno quanto in
Paradiso non saremo tutti uguali. In questo senso la visio
nefornita dalla Divina Commedia e molto realistica e IA-
pocalisse nel descrivere la moltitudine delle anime sante fa
intendere la medesima cosa. Tutti saremo felici nel candi
videre in Paradiso lintimit con Dio, ma non allo stesso

122

modo. In sua volontate nostra pace, dice Pia dei Tola


mei a Dante, ma resta lunicit della persona umana. Nes
suna e uguale a un altro, nella vita terrena come nelleter
nit. Tutti, per, possono contribuire. Ciascuno con le pro-
priefarze. Basta semplicemente usarle, piccole o grandi che
siano. Ecome si legge in conclusione del capitolo Il di Mat
teo non bisogna mai temere di nonfarcela. Ges si premu
ra proprio di confortare coloro che non riescono, coloro
che sono gi oberati da carichi pesanti: Venite a me voi
tutti affaticati e oppressi. Prendete il mio giogo sopra di voi
e imparate da me che sono mite e umile di cuore e trovere-
te ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti dolce e
il mio carico leggero.

Insomma, se il regno di Dio non di questo mondo, que


sto non vuol dire che non possa gi essere dentro di noi e
che non lo si possa far vivere a chi ci sta intorno. Ges stes-
so lo rende esplicito nella sua condotta di vita. Lui perpri-
mo molto attento alle cose del mondo: guarisce i malati,
coltiva amicizie. Quando si sente stanco e provato va a far
visita a Lazzaro e alle sue sorelle. Entra nelle case e si in-
trattiene volentieri a mangiare. Lavora per vivere. E atten
tissima alle esigenze sia di chi gli e sempre vicino, sia di chi
incontra solo per caso. Come racconta nella parabola del
buon pastore e pronto a fare di tutto pur di salvare la peco-
ra perduta. Cosi come e pronto a fare una festa quando chi
si perduto ritorna nella sua casa. Perche c pi gioia in
cielo per un peccatore che si converte che per novantanove
giusti che non hanno bisogno di conversione.

Tutta viene visto e vissuto infunzione della vita eterna.


La parabola del ricco epulone ci aiuta a comprendere che
la vita e una sorta di itinerario diviso in due parti, in cui

123

la prima, su questa terra. ha lo scopo di farci guadagnare


il paradiso nella seconda. E Ges si mostra esigente ed
esplicito nellindicare la giusta strada (Mc 8,34-36): Se
qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi se stesso, pren
da la sua croce e mi segua. Perche chi vorr salvare la pro
pria vita la perder ma chi perder la proprio per causa
mia e del Vangelo la salver. Che giova infatti alluomo
guadagnare il mondo intero se poi perde la propria ani-
ma? Dopo lincontro con luomo ricco, nel decima capi
tolo di Marco, Ges annuncia la ricompensa per chi ha la
sciato tutto per seguirlo. Questo non significa che il Si-
gnore sia contro i beni terreni, ma che e contro ognifor
ma di attaccamento umano ai beni terreni. Lessenza stes-
sa della tentazione e del peccato.

Per resistere dobbiamo essere esigenti con noi stessi, per


ch, annotava santa Caterina da Siena, i nostri nemici non
dormono mai, ma stanno sempre attenti a perseguitarci. Per
questo invitava ad abbandonare lamor proprio e i timori
servili nei confronti dei desideri terreni, con volont de
cisa, con pazienza e con salda perseveranza, per poter es
sere cavalieri virili capaci di combattere contro i nemici no-
stri per amore di Cristo Crocifisso. Altrimenti saremo tal-
mente timidi che solo lombra nostra ci farebbe paura.

Il cristianesimo vissuta in maniera virile e rigoroso ci


consente di sbarrare le porte al diavolo. Leone XIII, nel
lenciclica Exeunte iam anno, scriveva che lintera vita
del cristiano deve riassumersi in questo dovere capitale: non
cedere in alcun modo alla corruzione propostaci dalla rifio
rente mentalit pagana. ma opporin una lotta senza com
promessi, una resistenza tenace. Il mondo, per dirla con
santAgostino, ci assedia e si serve delle nostre debolez-

124

ze, persino del legittimo timore di dover soffrire. Per que-


sto Ges invita a essere candidi come colombe ma anche
scaltri come serpenti. Prudenza e candore, forza danimo e
preghiera, facendo tesoro dellesperienza terrena di chi co-
me santAgostino non disdegna di chiedere: Signore assi
stimi nella lotta, aiutami a trionfare sulle insidie del male,
supplisci alla mia debolezza e corona, infine, il combatti-
mento con la tua stessa vittoria.

125

LE PORTE APERTE AL DIAVOLO

Il lento degrado dellafamiglia e emblematico dellazio-


ne del demonio nella societ. Il fatto stesso che una fami-
glia strutturata sia stato lambiente in cui Ges ha scelto di
nascere e crescere ne fa un bersaglio privilegiato. Lafami
glia e sotto attacco. Levoluzione culturale, le leggi, il lavo
ro, limpiego del tempo libera, i mass media, tutto lavora
contro questa nucleo fondamentale e insostituibile per la cre-
scita delle nuove generazioni. Sono tutte parte che vengono
lasciate aperte al diavolo che, una volta entrato, anche se
non ce ne rendiamo conto, logora dal di dentro, consuma,
divide, distrugge.

Caso fondamentale e la repentina evoluzione del com-


portamentofemminile, generata non solo da questioni ideo
logiche e di costume ma anche da fattori contingenti. Oggi
purtroppo in maltefami glie un solo stipendio non basta pi.
C ome faccio a mantenere una famiglia con gli con meno di
mille euro al mese? Le donne sono costrette ad andare a la-
vorare, anche quelle che non vorrebbero, per far quadrare il
bilancio. Anche una volta le donne lavoravano. La societ
contadina in questo agevolava, pur nelle tante diicolt di
conduzione della famiglia, prevedendo per le donne forme di
lavoro comuni a quelle del marito e deifigli. Anche la Ma-

126

donna aveva i calli alle mani ma riusciva a essere pienamente


mamma. Non era certo la signorinetta delle nostre immagi-
ni sacre. Nella realt di oggi. invece, e di]ficile che una don
na riesca a lavorare tutto il giorno e a essere pienamente
mamma. Ilfarlo richiede una grandissima fatica, una dedi
zione totale e grandi rinunce, nella piena collaborazione fra
marito e moglie. Cose che sono sempre pi difficili da os-
servare nelle giovani coppie, perche e la societ stessa che
le spinge alla superficialit nei rapporti e a ritenere inutile
il sacrificio. Quanti padri hanno completamente smarrito il
senso pedagogico ed educativo della paternit?

Il dissolvimento dellafamiglia ne e tante volte una con


seguenza. Ifigli sono lasciati da soli. Si fa di tutto perche
acquistino al pi presto unautonomia di comodo. Riman-
gono soli davanti alla tv, a internet, coltivano amicizie to
talmente al di fuori dellinteressamento dei genitori, che
hanno smesso di insegnare e non esercitando pi le regole
della severit e della fermezza hanno perso di autorevolez
za. Naturalmente non sipu tornare al modello difamiglia
di quando ero bambina. Anche allepoca c'erano delle di
storsioni e in ogni caso troppe cose sono cambiate, la sola
evoluzione dei mezzi di comunicazione ha rivoluzionato gli
stili di vita. bene per ricordare che nella maggior parte
delle famiglie di una volta, le mamme erano la chiave di
volta, le arteficidelleducazione deifigli. Nellefamiglie con
moltijigli questo tipo di educazione era ancora pi effica-
ce, perch al singolo figlia risultafacile nascondere le sue
cose ai genitori. ma non gli pu riuscire altrettanto age
volmente con ifratelli. [emancipazione femminile e stata
intesa come equiparazione ai comportamenti maschili. Il
risultato e che se nellefamiglie ad avere atteggiamenti sba
gliati e diseducativi era quasi esclusivamente l'uomo, ora

127

lo sono sia luomo che la donna. Invece di migliorare sia-


mo tornati indietro.

Viene da osservare che se il movimento femminile aves-


se speso le medesime energie non per far assomigliare le
donne alluomo ma per riportare luomo a prendere piena
coscienza dei doveri familiari, a ritrovare una ragione di vi-
ta in essi e nel rapporto paritario con la donna, il presente
delle famiglie sarebbe stato molto diverso e certamente le
donne ci avrebbero guadagnato in termini di autorevolezza
e di ruolo nella societ.

Anche qui, come sempre, bisogna fare i conti col potere


della tentazione, chefa sembrare giusta la strada pifacile
da seguire. E sono molte le storie di inuenze diaboliche in
ambitofamiliare, chefanno comprendere da dove provenga
questa tensione verso la disgregazione e la superficialit con
la quale si va diondendo un nuovo concetto difamiglia al
largata, senza rispetto per ifiin , senza alcuna attenzione al-
le loro necessit educative e ai loro bisogni affettivi, gene-
rando una confusione nelle loro teste e nei loro cuori, che
tante volte li conduce negli studi di psicologi e psichiatri,
anche loro troppo spesso sentimentalmente disadattati e spi-
ritualmente aridi , quindi incapaci di comprendere sia len-
tit che la qualit del problema.

Quante sono le famiglie di nostra conoscenza irrepara


bilmente distrutte dai capricci delle tentazioni? Ma sappia
mo anche di famiglie duramente provate che riescono in qual-
che rnodo a tenersi a galla. A porre attenzione a queste vi
cende considerando langolo visuale dellinfluenza diaboli
ca, sembra quasi che tanti passaggi poco chiari acquistino
evidente significato. Mi sta occupando di unafami glia mes

128

sa in ginocchio da una donna legata a satana, alla quale il


demonio concede tutto quello che lei chiede. Il marito della
coppia in questione riceve messaggini, visite e continue te
lefonate da questa donna per la quale ha perduto la testa,
nonostante le abbia pi volte manifestato I intenzione di tron
care il rapporto. Lui continua ad avere sentimenti forti per
la moglie e ifigli. Ho seguito volentieri la moglie che lo ha
portato da me. Il suo non un caso dipossessione ma di in-
fluenza malefica che lo tiene schiavo. I segni ci sono tutti.
Compreso anche lallontanamento dalla-fede cheprima ave-
va un certo spazio nella sua vita. A un certo punto aveva
abolito completamente il rapporto con Dio. C on gli esorci
smi, lentamente lo sta ritrovando. Ma quella donna ancora
non cessa di tormentarlo e lui non riesce a liberarsene del
tutto. C on la moglie abbiamo cominciato un difficile cam
mino di preghiera. Lei la ha capito, la ha perdonato, en-
trambi vogliono ricominciare lottando insieme contro la per
vicacia di chi vuole dividerli.

Una famiglia come tante, nella quale il diavolo e entra-


ta per distruggere attraverso la colpa di una dei suoi com
ponenti. Se quel marito non avesse concessa spazio a quel-
la tentazione, il diavolo non avrebbe potuto nulla. E impor
tante avere sempre coscienza del fatto che il demonio si in-
sinua nelle crepe e perfare in modo che le case continuino
a restare in piedi occorre sempre affidarle a Dio. Se ci di-
mentichiamo di Dio siamo subito pronti a giustificare ogni
tipo di debolezza e di errore.

Se ci dimentichiamo di Dio siamo anche rapidissimi a


mettere noi al centro delluniverso. Non pi Dio ma io, io,
io, come ha sottolineato, in una intervista televisiva, Marja,
una delle veggenti di Medjugorje. E in questi casi quasi

129

sempre la famiglia a farne le spese. Come accaduto alla


coppia che si raccontata alla televisione in un interessante
quanto singolare documentario sullamore in Italia firmato
da Luigi Comencini nel 1978. A parlare davanti alle teleca
mere della Rai sono entrambi gli sposi: due persone sem
plici, sulla trentina.

Tutto il problema, racconta lei, nato da mia suocera,


che quando ci siamo sposati e come impazzita di gelosia.
Non voleva che suo figlio venisse a vivere con me. Ricordo
bene quando urlava:

mio. mio. E carne mia. Io lho partorito .

Dopo qualche tempo ho cominciato ad avere problemi di


salute che si aggravavano sempre di pi e sentivo di non ama
re pi mio marito. Conoscendo la nostra storia qualcuno mi
ha consigliato di andare dallesorcista.

A questo punto a prendere la parola il marito: Gli esor


cismi riuscivano a farla stare bene solo per un giorno o due.
Poi tutto ricominciava. Un gruppo di cari smatici si allora
proposto di venire a pregare a casa nostra.

Riprende la parola la donna: Cominciavano a pregare e


il demonio dentro di me gridava:

Non voglio andare via, non voglio andare via .


Un giorno, dopo un urlo terribile mi sono sentita meglio.
Da quel momento an che il rapporto fra me e mio marito, che

si era logorato, cominciato a migliorare. Ho risentito tutto


il mio amore per lui.

130

DAL MALE PU NASCERE IL BENE


Domenico corre sul lastricato del lungomare. Corre che
quasi non ha pi ato. Dalla stazione il treno ha gi lancia
to il segnale di pronti alla partenza. E il treno dei pendolari.
Lunico della mattina che conduce al capoluogo. Nella crisi
del dopoguerra la sua famiglia versa in gravi difficolt eco?
nomiche. In citt lo stanno aspettando per un lavoro. Locf
casione non si pu perdere. La paga non molto buona ma
sicura. Gli hanno persino promesso il mese anticipato. Per
la madre, debilitata dalle privazioni e per i due fratelli pi
piccoli sarebbe il ritorno a una vita dignitosa. Domenico
in ritardo o forse il treno in anticipo. Per sistemare gli ul
timi punti di cucitura del colletto rivoltato della camicia li
sa, la madre gli ha fatto perdere quei pochi minuti preziosi.
Appena pronta, lui lha infilata di corsa. Ha preso dallat
taccapanni lunica giacca da uomo di tutta la casa, quella che
era del padre, ed corso via.

Dalla stazione il treno sbuffa e lui pu ormai vedere la


colonna di fumo denso della caldaia, sotto pressione per la
partenza. Comprende di averlo perduto ma corre lo stesso.
La madre gli ha garantito una preghiera perch tutto vada a
buon fine. E quando quella santa donna promette la sua pre
ghiera le cose si mettono sempre per il verso buono. Aniva

131

alla rampa che conduce alla banchina quando ormai il con-


voglio e in movimento. In cima ai venti metri di salita fa in
tempo a vedere lultimo vagone che si infila in galleria.
sudato, stanco e un velo di disperazione gli sta offuscando
gli occhi. Ha perso il treno, ha perso il lavoro, ha perso il pa-
ne peri suoi fratelli.

Si ferma un attimo, poi, invece di riscendere da dove


appena salito, sceglie di fare la strada pi lunga. Quando pas
sa davanti al piccolo ufficio del capostazione gli viene in
mente la mamma, che sicuramente avr il rosario in mano,
davanti allimmagine della Madonna, affissa sopra il tavolo
in cucina. Domenico sta pensando a quelle inutili preghiere
quando si sente chiamare alle spalle. il vecchio parroco
del paese. Anche lui salito dalla parte della rampa. Deve
prendere il treno che va nella direzione opposta e che pas-
ser di l a qualche minuto. Vedendo il volto del ragazzo se
gnato dalle lacrime, si avvicina per conoscere il motivo di
tanta tristezza. Domenico sempre stato di poche parole e
anche in quel caso non si spinge oltre le sette, otto... quelle
che bastano.

Avevo trovato lavoro ma ho perso il treno .

Il prete conosce la situazione di quella famiglia, simile,


del resto, a quella di tante nel paese. Gli si avvicina per con
solarlo. Con un braccio gli cinge le spalle e, dopo aver fat-
to con lui i pochi passi che conducono alla scaletta che ri-
porta sulla strada, prima di lasciarlo per attraversare i bina
ti e attendere il suo treno, gli dice:

Non ti preoccupare. Tua madre sempre l che prega.


Lei lo sa con certezza: da un male pu nascere un bene .

132
Domenico scende le scale. Si ferma al terzo, forse al quar
to gradino. Il pensiero della madre che prega lo angoscia e
dalle parole del prete non riesce a trarre alcun motivo di spe-
ranza. Quando rientra a casa, per, come un fiume in pie
na. La madre, seduta al tavolo, sotto limmagine della Ma-
donna, arrivata al quarto rosario di fila. Lo pensava in citt
al colloquio per il lavoro e si stupisce di vederlo a casa cos
presto. Ma lui che racconta alla povera donna di aver perso
il treno e quindi anche il lavoro e stranamente preso da una
gioia incontenibile.

Don Giacomo mi ha detto che da un male pu nascere


un bene .

La madre alza gli occhi verso la Madonna. Quel figlio.


come del resto il marito, non ha mai avuto alcuna predile
zione per le cose di Chiesa. Il fatto che torni a casa citando
quella frase del prete con tanto entusiasmo gli sembra che
sia un po come una grazia. La Madonna invece del lavoro
gli ha fatto trovare la fede. Il ragazzo insiste.

stato come se don Giacomo avesse visto le cose pri


ma che accadessero. Ho sceso le scale della stazione e gira
to langolo mi sono scontrato con Maria. Erano mesi che cer-
cavo di parlargli e non trovavo mai il coraggio. Dalla sta
zione abbiamo parlato fin qui. Di tutto, mamma. Abbiamo
parlato di tutto. E sembrava che non fosse nemmeno la pri
ma volta e che certe cose ce le fossimo gi dette. Quando ci
siamo lasciati avevamo da dircene altre mille... .

Quel ragazzo e quella ragazza si sono sposati, hanno avu-


to figli, hanno fatto una discreta fortuna in una grande citt.
La loro storia semplice Domenico lha raccontata al cin

133

quantesimo del matrimonio, con la sua comunicativa spon


tanea e le tante parole che non aveva ma ha trovato nella lun-
ga convivenza con Maria. Al ricordo dell augurio di don Gi a
como e della madre che certamente sapeva ha lanciato uno
sguardo ai tanti nipoti e ai tanti amici riuniti per quella festa
e non ha potuto trattenere le lacrime.

e Davanti ai miei occhi ha detto stringendo la mano del


la moglie appoggiata sul tavolo c lennesima conferma:
da un male pu nascere un bene .

Una storia vera per dire che la grazia di Dio pu illumi-


nare qualunque situazione, anche la pi buia e triste. Basta
volerla con tutte le forze, basta chiederla con la preghiera
Solo cos si pu sperimentare che dal desiderio forte di com
battere il male col bene e col perdono si pu rinascere a nuo
va vita. Mi e capitato di avere a chefare confamiglie tanto
provate dal male ma che, inseguendo il bene con ostinazio
ne, sono diventate il fulcro di un rinnovamento morale e spi-
rituale fra i loro amici e addirittura in intere comunit.

Per molti anni padre Candido ha esorcizzato una giovane


donna senza apparente benecio. Quando lui e morto io ho
continuato a esorcizzarla tutte le settimane. Allepoca ero an-
cora poco conosciuto e riuscivo a riservare il martedi matti
na a questo caso particolarmente serio. Spesso mi recava nel
la sua abitazione in un paese vicino Roma, sulla via Cassia.
Un giorno, andando in macchina verso la casa della don
na, ero particolarmente demoralizzato. Con Rosa, che co-
me sempre mi accompagnava, parlavo della dificile situa
zione che si andava ad affrontare, e del fatto che nonostan
te un numero cosi consistente di esorcismi non si riuscisse

134

a risolvere. Aveva avuto. e vero, qualche piccolo vantaggio.


Ogni volta che veniva esorcizzata stava meglio. Trascorso,
per, qualche giorno subiva un nuovo aggravamento, una
sorta di ricarica demoniaca. Aveva mali di testa fortissimi
che la rendevano incapace di fare qualunque cosa. Devo
confessare che a causa di questi pensieri . quel giorno an
davo da lei con meno motivazione del solito. Naturalmente
non gliene parlammo. Dopo lesorcismo lei stessa, di sua
sponte, si mise a raccontare: Don Amorth, certamente non
sa che nella mia famiglia nessuno mai andato in chiesa.
Da quando, per. ho questo problema e li ho invitati alla
preghiera per chiedere laiuto di Dio e [ intercessione del-
la Madonna, i mieifratelli e le loro fami gliefrequentano as-
siduamente la chiesa, vanno a messa, marito e moglie pre
gano insieme.

Parole che mi fecero considerare il caso sotto unaltra


luce. Mi resi conto che in tutti quegli anni lunione fra lei e
il marito si era andata rinnovando. Sembrava molto pifor-
te di prima. Mi si era riaperto il cuore. Ho pensato, ecco a
volte sembra che con gli esorcismi non ottieni niente e poi
scopri che le grazie collaterali sono molto pi importanti
della liberazione di quella persona dal demonio. Bisogna
solo avere lumilt di comprenderlo.

Sono passati quindici anni da quando io non la assista


pi. Lei continua ad andare da un mio amico esorcista, an
che lui allievo di padre Candido. I miglioramenti proseguo-
no ma ha sempre bisogno di essere aiutata con gli esorcismi
e con la preghiera di tutti i suoi conoscenti, che diventa sem
pre pitt assidua. La verit che tante volte il Signore pu
servirsi di una malattia o anche di una possessione per con
cedere grandi grazie, che hanno valore per leternit e quin

135

di un valore molto pi importante di una guarigione o di una


liberazione. A Lourdes ho conosciuto persone che ringra-
ziavano Dioper la loro malattia inguaribile. Ne avevanofat
to uno strumento per chiedere la conversione dei peccatori.
Noi cerchiamo imiracoli della guarigione. Andiamo a Lour-
des per quelli. perche siamo molto legati alle cose terrene,
che si possono toccare, sentire, vedere . Non riusciamo a stac
carci da esse. Capita infatti che il Signore, a volte, voglia
a'iancarci nella nostra debolezza e ci dia la grazia cosi co
me la chiediamo. Molte altre volte, invece, ritiene che per
noi siano meglio altre grazie. nonfisiche ma spirituali.

Non dimenticher mai il caso di un esorcismo che ha por


tato al coinvolgimento di unintera parrocchia. Si trattava
di una ragazza che aveva un male malefico. Anche lei sof
friva di dolori alla testa e allo stomacofortissimi. a causa
dei quali era incapace di fare qualunque cosa. Una sorta di
handicap totale. Cominciamo con gli esorcismi. [ familiari
di lei chiedono al parroco di pregare. Questi coinvolge un
gruppoparrocchiale, chiede preghiere nella messa domeni
cale e piano piano tutta la parrocchia si sentita coinvolta.
Facevano novene, rosari . preghiere comunitarie e sono riu
sciti a ottenere la liberazione dopo un paio di anni. E quan
do si ottiene una liberazione in cos poco tempofaccio i sal-
ti di gioia. anche alla mia veneranda et.

136

NEL PAESE DE] BALOCCH]

L'uomo da chi e stato creato? Se togliamo ilprincipio in


Dio non comprendiamo pi nulla. Fondamentale che Dio
sia riconosciuto a capo di tutte le cose. di tutti i pensieri, di
tutte le opere. Se si toglie Dio, neifatti si distrugge luomo
che resta una sbandato. in balia di se stesso e del relativi
smo etico.

Questo il problema fondamentale: mettere 0 non met-


tere Dio al di sopra di ogni cosa. Sentirsi o non sentirsi in
tutto e per tutto dipendenti dalla grazia di Dio. a proposi
to significativa la storiellina del Ragno distratto, dello
scrittore danese Johannes Joergensen. Una parabola per
bambini. chefa intendere quali siano le radici del peccato
e quali ne siano le conseguenze.

Era una bella mattina di settembre. Tutti i prati brilla-


vano di rugiada e i ffili della Vergine. lucidi come fossero
seta, ondulavano nellaria. Venivano da lontano e andava
no lontano. Uno di quei fili approd in cima a un albero. e
laeronauta. un ragnolino nero e giallo, lasci la sua leg
gera navicella e si pos sul pi resistente suolo del foglia-
me. Ma quel luogo non gli andava a genio. And allora a
posarsi su di una grande siepe spinosa. Qui cerano rami e

137

germogli in abbondanza per tesservi una tela. E il ragno si


mise subito al lavoro, lasciando che ilfilo lungo dal quale
era disceso, reggesse la punta superiore della tela.

Era una tela bella e grande. Aveva qualcosa di partico


lare, quella tela ; si sarebbe detto si stendesse nel vuoto sen
za che fosse possibile vedere ci che sosteneva il suo orlo
superiore. Perch ci vogliono occhi buoni per scorgere un
filo di ragno.

Vennero giornate, e giornate passarono. Le mosche co-


minciavano a scarseggiare e il ragno si vide costretto ad
allargare la sua tela. In grazia di quelfilo dallalto la in-
grandi in altezza e larghezza, e la sottile rete si stese ben
presto su tutta la siepe. Quando nelle mattine umide dot
tobre pendeva coperta di goccioline scintillanti, sembrava
un tulle ricamato diperle. Il ragno era orgoglioso del suo
lavoro. Non era ormaipi quel ragnetto povero che si don
dolava per aria attaccato a un filo, senza un soldo in ta
sca, per modo di dire. e senzaltro di bene al mondo che le
proprie ghiandolefilamentose. Adesso era un ragno gran
de e grosso, ben provvisto, e possedeva la tela pi grande
di tutta la siepe.
Una mattina si svegli di umore terribilmente strano. Du-
rante la notte era gelato un po, e non cera neanche il pi
piccolo raggio di sole per rallegrare la terra; nemmeno la
pi piccola mosca ronzava per laria. Il ragno rimase aja-
mato e disoccupato per tutto quel giorno dautunno. An
noiato, fece un giro sulla sua tela, per vedere se mai ci fos-
se bisogno di rassettarla. Tir ognifilo, badando chefosse
ro tutti benfermi. Ma bench avesse trovato tutto in regola,
rimase di pessimo umore. Gira e rigira, fini col notare, al

138

lembo esterno della sua rete, un filo che gli sembrava del
tutto nuovo.

Tutti gli altrifili si dirigevano qua e la, e il ragno cono


sceva ogni ramoscello a cui erano attaccati. Quelfilo ine
splicabile non andava da nessuna parte e allora bisogna
va concludere che andava su diritto nellaria. [] ragno si
rizz sulle zampe e si mise a guardare in su con tutti i suoi
occhi, ma non riusc a capire dove andasse a finire. Quan
to pi guardavafisso senza poter arrivare a nulla, tanto pi
si arrabbiava.

Aveva dimenticato che, in un sereno giorno di settembre,


lui stesso era sceso gi per quel filo. E neppure si ricord
quanto utile gli fosse stato, proprio quel filo, per tessere e
poi allargare la sua tela. Si limit apensare che cera una
stupidofilo buono a nulla, che non si attaccava ragionevol-
mente a nessuna parete, ma che soltanto andava nel vuoto.
Si decise e con un solo colpo di dente lo tronco nel mezzo.
Nello stesso momento, la tela cedette. Tutta quella tela cosi
artisticamente fabbricata. croll. Quando il ragno torno in
se, si trov a giacere sulle foglie della siepe spinosa, con la
testa ravvolta nella sua tela, diventata un piccolo umido cen-
cio. Era bastato un solo istante per distruggere la magnifi
cenza della sua casa, soltanto perch non aveva capito lu
tilit di quel filo dallalto.

Luomo quindi la causa del suo stesso male. E lintervento


diabolico intuibile in quello stato di inquietudine che perva
de il ragno al culmine del suo successo. Viene in mente, pen
sando alle favole, a uno dei capolavori assoluti della letteratu-
ra mondiale, Pinocchio di Collodi. Tutta la vicenda umana
racchiusa in quel semplicissimo racconto, del quale e stata

139

fatta pi volte una lettura teologica. Basti pensare a Geppetto


come a Dio creatore, a Mangiafuoco come a satana, alla fata
Turchina come alla Madonna e via dicendo. Pinocchio chia-
ramente un uomo come tutti noi. Non cattivo ma insidiato
dal male, corrotto dalle cattive compagnie, ingarmato dai va
riopinti lustrini delle tentazioni. Ed facile pensare al paese
dei balocchi come inganno reale del nostro tempo, se si pas
sano in rassegna i tanti luoghi analoghi della letteratura: c,
per esempio, il paese di Bengodi che inganna lingenuo di tur
no nel Decamerone di Boccaccio; oppure la sugar candy
mountain che inganna il popolo intero nella Fattoria degli
animali di Orwell. Sono i luoghi dove si aniva col miraggio
del divertimento tutto compreso. Lontani da Dio e dagli inse-
gnamenti di chi ci vuole bene, ci si aliena nella assoluta man-
canza di riferimenti morali e si finisce per perdere la propria
umanit, rischiando anche la pelle come Pinocchio. novello
Giona, nel ventre della balena e con essa la nostra anima. A
quel punto solo il ricorso allaiuto misericordioso di Maria ci
pu risollevare verso la pienezza del nostro essere stati crea
ti uomini. cioe? a immagine e somiglianza di Dio.

Dio e il principio. Se si toglie il principio anche lafine


non ha un senso. crolla tutto. Senza di lui lunica esistenza
possibile e nella disperazione o nellhomo hominis lupus.
Questo vale anche per tutte le grandi conquiste dell uma
nit. Se si toglie Dio non contano nulla. Pensiamo ai tre
principi della rivoluzioneancese: libert, uguaglianza e
fraternit. Sono tutti e tre alla base del cristianesimo e del
linsegnamento divino. Tolto Dio hanno prodotto cumuli di
morti. Analogamente. quando ai principi cristiani viene tol-
to Dio. cio colui che li anima. viene tolto tutto. Restano
semplici fondamenti antropologici, umanitari con la conse
guenza che possono produrre ingiustizie e sfaceli.

140

UNA VITA DI MORTE

Losservazione che emerge da questa analisi che pi di


ogni altra cosa, c bisogno di Dio. Un estremo bisogno di
Dio. Il singolo ha bisogno di Dio, la famiglia ha bisogno di
Dio, la societ ha bisogno di Dio. Pio XII, con una lettura
modernissima della societ attuale, sosteneva che il pi
grande peccato del nostro tempo che luomo ha perso il
senso del peccato. Mettendo da parte Dio si diventa insen-
sibili al peccato e i confini fra bene e male, fra giusto e sba-
gliato, persino fra um ano e inumano si fanno sempre pi eva-
nescenti.

Una recente campagna pubblicitaria contro la brutta abi-


tudine di abbandonare gli animali domestici e in qualche
modo emblematica. Nelle immagini e nelle espressioni uti
lizzate. l agire dellessere umano era assimilato a quello del
lanimale. Per dire che gli uomini si comportano come le
bestie e che gli animali, come sostengono tanti animalisti,
sono meglio degli uomini. Il problema che la stessa so-
ciet che si dice pronta a indignarsi per labbandono di un
cane genera ogni giorno migliaia, milioni di eventi che han
no come conseguenza primaria la distruzione della natura.
Ed la stessa societ che non si indigna, ma trova anzi po-
liticamente corrette le giustificazioni che vengono fornite

141

in favore della soppressione di un essere umano mediante


eutanasia. Viene poi spontaneo chiedersi per quale motivo
lo stesso impegno di lotta e di spesa pubblicitaria contro
labbandono degli animali non venga profuso riguardo alla
piaga dellabbandono degli anziani. I cani finiscono nei ca
nili, gli anziani negli ospizi e, a volte, la differenza e poca.
Eppure si trova sempre qualche personaggio dello star sy-
stem che difenda la causa degli animali. La finalit nobi
le, persino cristiana, ma non c, tanto meno nel medesimo
contesto, chi pubblicamente difenda i sentimenti di un uo
mo abbandonato.

la pedagogia deteriore che illumina lagire di gran par


te dei media. Sono i paradossi ai quali conduce la delibe-
rata rinuncia a ogni riferimento spirituale. E non vale nem
meno la comune distinzione fra buoni e cattivi. C i che fa
veramente la dierenza e se collochiamo e dove collochia-
mo Dio nella nostra vita. Consideriamo la terribile piaga
della soppressione dei bambini nel grembo materno. Gli
aborti registrati nel mondo sono calcolabili in 32 milioni al
lanno. Una cifra pazzesca. Una forma di autodistruzione di
massa che la societ ha agevolmente imparato a giustica-
re, inserendola nella categoria del politicamente corretto.
Si pensi alla pillola del giorno dopo, alla pillola per il co-
siddetto aborto chimico, la RU486, alle tante spiegazioni
che si dnno sul fatto che i feti non sorono perch non so-
no propriamente esseri umani. Parole che lasciano inalte
rata la sostanza di fondo: si e esseri umani dotati di anima,
creati a sua immagine e somiglianza fin dal momento del
concepimento. LAngelo del S ignore port lannunzio aMa-
ria ed ella concepi per opera dello Spirito Santo... E il Ver-
bo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Appe
na Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le

142

sussulto nel grembo. Fu piena di Spirito Santo ed esclam


a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frut
to del tuo grembo. A che debbo chela madre del mio Signore
venga a me? (Lc 1,4I-43). E certamente Maria ed Elisa-
betta non si erano mandate un sms. non si erano scambiate
ne una e-mail ne una telefonata. Sopprimere un feto e sop-
primere un uomo.

Dio e il Dio della vita, satana, rifiutando Dio. e per la


morte. E in ogni luogo dove ce morte c la sua azione. Il
peccato alla tua porta come un demone in agguato. Esso
si sforza di conquista/ti ma tu lo devi dominare (Gen 4 ,6).
La morte entrata nel mondo per causa del demonio che ha
convinto luomo a tradire, come lui. il progetto di Dio. Un
concetto che e alla radice del/ insegnamento cristiano e non
lo si pu dimenticare: Se ne mangerete morir-ete. Cristo e
venuto per vincere la morte. altrimenti non saremmo mai pi
risorti nel corpo e la separazione dellanima dal corpo e una
cosa innaturale. Noi siamo immagine e somiglianza di Dio
nella nostra totalit di anima e di corpo.

La prima vittoria di Cristo e la vittoria sulla morte. La


seconda vittoria e sulla dissoluzione della carne. La terza
vittoria la riapertura delle porte del Paradiso. a guardia
delle quali erano stati messi gli angeli dopo la cacciata dal
giardino dell Eden. Cristo risorge dai morti. scende agli in
feri. ci ridono la speranza del Paradiso e ne aida le chia
vi a Pietro: non ci sono pi gli angeli come guardiani, ma
un uomo alla porta per accogliere. Un segno di disponibi
lit immenso. Una strada spalancata per la salvezza. Logi-
co che il diavolofaccia di tutto per interferire in quella che
si palesa come la sua sconfitta.

143

Dio ci ha creati per la vita eterna, il diavolo ha portato


la morte, Cristo ha trionfato sulla morte.. Se togliamo Dio
dalla nostra vita il destino che ci aspetta e il diavolo, la per-
dizione. linferno, cioe la definitiva lontananza da Dio e,
quindi, la morte. Se accogliamo Dio nella nostra vita,.come
Maria nel suo grembo, il nostro destino e nelleternit del-
la gioia. La vita spiegava Origene una battaglia nel-
la quale combattono i soldati di satana e i soldati di Dio.
Prima o poi, aggiungeva, <<un uomo dotato di ragione do-
vr scegliere da che parte stare. Molti secoli dopo un ex mi-
litare come Ignazio di Loyola negli Esercizi spirituali ren
der celebre il medesimo concetto indicando per ciascuno di
noi la necessit di scegliere fra le due bandiere.

Un ragionamento elementare. Nei fatti, per, sembra che


luomo sia alla costante ricerca di vie di fuga per la morte.
Ci sono due epitaf della bellissima "Antologia di Spoon
River che rappresentano alla perfezione, anche se a diffe
renti livelli di perversit, il desiderio umano di sopraffazio
ne e di morte. Sulla pietra tombale di John M. Ghurch, si
legge: Ero procuratore della compagnia di assicurazione
che proteggeva i proprietari della miniera. Tramavo col giu
dice, la giuria e le alte corti per calpestare il diritto degli
infortunati, delle vedove e degli orfani. Cos mi feci una for
tuna. Lassociazione degli avvocati cant le mie lodi in un
elevato discorso. E i tributi furono molti, ma ora, dopo la
morte, alla resa dei conti, i topi mi hanno divorato il cuore
e una serpe ha fatto il nido nel mio cranio.

Una corsa sfrenata quanto inutile al potere e al denaro.


Cos come risulta inutile, per sua stessa ammissione, la per
versit diabolica del defunto Robert Davidson: lo ingras
sai spiritualmente nutrendomi delle anime della gente. Se

144

vedevo unanima forte ne ferivo lorgoglio e ne divoravo la


forza... Ogni volta che potevo allargare il mio potere di
struggendo un ambizione. lo facevo e cos agevolavo la mia.
E il trionfo sulle altre anime, soltanto per affermare e dimo
strare superiore la mia forza, era per me una gioia, lacuto
piacere della ginnastica dellanima. Divorando anime avrei
dovuto vivere in eterno. Poi, invece, una nefrite....

La storia e densa di e'etti morttferi causati dal demonio.


Quando si arriva a eccessi di perfidia e di cattiveria non
umanamente spiegabile con la normale logica dei sentimenti ,
vuol dire che li unaforza extraumana ha trascinato negli ec
cessi. L olocausto. le purghe staliniane, la tratta degli schio
vi. le madri che uccidono i gli. i genitori che sterminano la
famiglia e poi uccidono loro stessi... Ci sono anche molti
episodi che risalgono al lontano passato, prima del cristia
nesimo, che non si possono spiegare senza considerare [ in-
uenza di un essere pervertito e pervertitore. come lo ha
definito Paolo VI, che ha spinto e lavorato ainch quelle
cose accadessero.

Pensiamo alla tratta degli schiavi. Una delle pagine pi


buie dellumanit, nella quale per soldi si sono invischiati
anche molti personaggi importanti, in varie epoche. ll po
polo africano e stato spartito come la tunica di Cristo fra le
grandi nazioni occidentali . il mondo arabo e turco. Ma non
solo in Africa. Anche moltipopoli asiatici hanno conosciu
to la deportazione come schiavi.

Interessante. da questo punto di vista. il ruolo di una gran-


de santa dei nostri tempi come Giuseppina Bakhita. .. Ho avu-
to la fortuna di conoscerla da bambino. perch era venuta
a raccontare la sua storia nella mia scuola. Da quel giorno

145

il mio ricordo per lei e incancellabile. Africana del Sudan.


viene rapita a pochi anni da trafficanti arabi, che la vendo
no a un generale turco. Da quel momento inizia per lei una
storia di soprusi e di violenze fino a quando il console ita
liano in Sudan non decide di riscattarla e di portarla in Ita-
lia, affidandola come bambinaia a un suo amico veneto. Qui
Bakhita conosce Cristo, manifesta la ferma volont di se
guirlo, diventa suora Canossiana e nella sua vita di santit
trasforma lodio e le violenze patite in una sorgente inesau
ribile di amore. Perdona tutti, compresi i suoi rapitori e co
loro che lhanno barbaramente vessata: vorrebbe abbrac-
ciarli, baciarli e ringraziarli perch senza di loro non avreb-
be mai potuto conoscere Ges Cristo.

Grazie a questa disposizione per Ges, uninsignificante


schiava africana, unumile suora senza alcuna istruzione e
diventata una fonte inesauribile damore per i milioni di per
sone che in tutto il mondo si affidano alla sua intercessione.
senza distinzioni di razze, di culture e persino di religione.
La suora sudanese forse lunico esempio di santa capace
di fare da ponte col mondo musulmano, oltre che fra locci
dente e lAfrica nera. Per lei lodio e la sopraffazione si scon
figgono con lamore. la morte con la gioia di vivere. Ispira
ta da Dio, come lei stessa ha sempre affermato. ha percorso
fin da bambina, senza saperlo, lunica strada che esista per
sconfiggere satana e tutto il male che ci assale nel corso del
la nostra permanenza terrena. E il miracolo che abbiamo in
contrato nel racconto di Domenico: se si confida nel Signo
re il male si trasforma in bene.

146

COLUI CHE VUOLE LA MORTE

Un giorno san Francesco usc dalla sua cella alla Verna


desideroso di ritirarsi a pregare in solitudine. Scelse una pie-
tra, sul costone di roccia dalla quale in gi sino aterra una
grandissima altezza e si legge in Le considerazioni sulle
stigmate * orribile e pauroso precipizio. Subitamente vie
ne il demonio, con tempesta e rovinio grandissimo, in for
ma terribile e percuotendolo per sospingerlo gi. Di che san
to Francesco, non avendo dove fuggire e non potendo sof-
frire laspetto orribile del diavolo, di subito si rivolse con le
mani e con il viso e con tutto il corpo al sasso e raccoman
dossi a Dio, brancolando con le mani se a cosa niuna si po
tesse appigliare. Ma come piacque a Dio, il quale non lascia
mai tentare i suoi servi pi chel possano portare, subita-
mente per miracolo il sasso, al quale egli sappigli, si cav
secondo la forma del corpo suo e a modo come segli aves
se messo le mani el viso in una cera liquida, cos nel detto
sasso simpront la forma del viso e delle mani e, aiutato da
Dio, scamp dinanzi al demonio.

Sono tante le esperienze degli uomini di Dio posti dal de


monio di fronte alla morte. Qualcuno di loro stato dura
mente provato anche con la tentazione del suicidio. Viene in
mente la vicenda del servo di Dio padre Semeria, quando era

147

cappellano militare al fronte, nella prima guerra mondiale.


Dopo i primi mesi di combattimenti, provato dal sangue e
dalla ferocia umana, segnato da una parallela vicenda di per
secuzione condotta nei suoi confronti da certi ambienti ec-
clesiastici, crolla fisicamente e psicologicamente sotto il pe-
so di un sentimento di inutilit e di un certo senso di colpa
per sue precedenti posizioni patriottiche e interventiste. Un
percorso, da questo punto di vista, simile a quello di tanti
preti italiani dellepoca, frai quali si ricorda volentieri don
Primo Mazzolari.

Devastato dalla depressione, Semeria viene soccorso da


gli amici e condotto a curarsi in Svizzera. Qui patisce un
vero e proprio Getsemani: lorrore per il sangue versato, il
peso delle sue colpe, la fede che vacilla e al tempo stesso
gli d la forza di continuare. Per paura di gesti sconsidera-
ti, fin da subito viene privato della pistola di ordinanza. Lui
stesso racconta di aver patito pi volte la tentazione del sui-
cidio e di aver vagato notti intere sui binari della ferrovia in
attesa di essere travolto da un treno. Poi, piano piano, con
laiuto degli amici e della preghiera, la grazia divina torna
a far risplendere il lui la lampada della fede. Il Semeria che
ne esce un uomo nuovo, totalmente dedito a Dio e ai bi
sogni del prossimo, totalmente avviato sulla via della cro
ce e della santit.

Il diavolo colui che vuole la morte, che ha costruito per


se e per i suoi amici un regno di morte. Non e un caso che
le sette sataniche pratichino sacrifici umani per celebrare
satana, per certificare lunione con lui da parte dei suoi
adepti. Cosi come nelle messe nere celebrate sul corpo ses-
sualmente umiliato di una donna evidente lo sfregio nei
confronti della vita e del suo concepimento. Il demonio per-

148

segue il fine della morte allo scopo della dannazione eter-


na. La morte intesa come distruzione della vita.

Grandi opere del diavolo sono le guerre. Il diavolo fo


menta le guerre, cosi come fomenta la cultura della morte
che conduce allaborto, all eutanasia e la cultura della non
vita che produce un numero sempre maggiore di coppie che
per scelta non fanno gli. Poi ci sono i killer che scelgono
di dare la morte come professione, i terroristi e i kamikaze
che fanno della morte uno strumento di lotta religiosa, ideo
logica o politica.

La distruzione delle torri gemelle di New York qui pa-


dre Amorth non nasconde una smorfia di orrore deve es-
sere interpretata come una grande opera del diavolo. Per
lui e una sorta di manifestazione di potenza. Non perch a
far del male acquisti potenza, ma perch il male e la morte
sono lespressione della sua opposizione a Dio. La morte e
la realizzazione della sua personalit di negatore della vi-
ta, del suo odio per tutto cio che e amore e creatura. Odia
Dio al punto da odiare se stesso.

Una caratteristica terribile che si riversa in tutti coloro


che lo seguono. Una volont di distruzione che si esplica
costantemente. nella vita di tutti i giorni, nello sforzo di di
struggere le famiglie. la societ civile, le nazioni. Quanti
popoli. quante comunit di credenti sono costantemente
minacciati di genocidio, quanti sono costretti afuggire dal-
le loro terre! Vengono in mente i massacri in Ruanda e in
Sudan, le repressioni in Tibet e nella ex unione Sovietica,
i ripetuti attacchi di cui stato oggetto il popolo curdo, le
persecuzioni e uccisioni di cristiani in Africa e in Asia. So
lo per fare alcuni esempi relativi agli ultimi decenni, per-

149

che se si va indietro negli anni e nei secoli lelenco sareb-


be interminabile. Dove c assassinio ed eccidio ce sem-
pre lazione del diavolo. Le guerre sono sempre suscitate,
ispirate, dal diavolo. Ed e talmente vero che anche i ma
lefici sono quasi sempre segnati da questa pervicacia nel
cercare la morte.

Un giorno e venuto da me un medico. Ha sollevato lor


lo dei pantaloni per farmi vedere le sue gambe. Erano co
perte dai segni di plurime sovrapposizioni di interventi chi-
rurgici . Poi ha cominciato a raccontare la sua storia. Il pa-
dre, calabrese, aveva deciso di laurearsi in giurisprudenza
nonostante la madre gli avesse imposto di farsi prete. Lui,
non sentiva la vocazione. ma non riuscendo in alcun modo
a convincere la donna di come la sua strada dovesse essere
diversa dal sacerdozio, fu costretto ad andar via dalla Ca
labria. Si sposa, diventa un importante avvocato, gli nasco-
no varifigli, ma continua a soffrire per il disaccordo con la
madre e lastio che lei continua a nutrire nei suoi confron-
ti. Nonostante tutto le cose continuano ad andare avanti nel
migliore dei modi. Un giorno vienefatta infamiglia unafa
tografia alfiglio pi piccolo, quello che poi diventer me
dico. unimmagine particolarmente carina in cui il bam-
bino, a otto anni, viene ritratto con i pantaloni corti, secon
do la moda del tempo. Lavvocato pensa che la dolcezza e
la tenerezza di quellimmagine possa incidere positivamen-
te sui sentimenti della madre. Decide cosi di inviare alla non-
na lafoto del nipotino.

Quel che accade devastante. In una lettera, la madre

risponde a quel tenero tentativo di riconciliazione con solo


due frasi di assoluta cattiveria:
150

Le gambe di questo bambino siano sempre tormentate


da malattie. Se tornerai a casa tua in Calabria morirai nel
letto in cui sei nato .

Il bambino cresce e comincia a mostrare soerenze alle


gambe che si aggravano con gli anni. Gli interventi chirur
gici si susseguono. Lavvocato, che soi-e per la maledizio-
ne della madre, si rivolge a degli esorcisti. Nelfrattempo la
madre dellavvocato muore. Lui. memore della maledizio
ne, preferisce non recarsi alfunerale. Dopo alcuni anni muo
re anche un suo grande amico d infanzia. A quelpunto lav-
vocato. che non era pi tornato al suo paese, anche su pres
sione della moglie dellamico decide che e giusto andare.
Naturalmente sua ferma intenzione di non mettere piede
in casa dei genitori . F a il viaggio in treno. Appena arriva al
paese ha un grave malore. Non riprende conoscenza. Gli
amici, che non sanno nulla della sua storia. lo soccorrono
e, naturalmente, lo portano a casa di suo padre. Nella not
te muore. proprio nel letto in cui era nato.

Una storia incredibile, che conferma alcuni aspetti fon


damentali relativi ai malefici dei quali abbiamo gi parlato.
Molte volte leetto malefico continua anche dopo la mor-
te di chi hofatto il maleficio. A volte i malefici sono cosi for
ti che gli esorcismi non hanno e]_fetti decisivi su di essi. Vie
ne confermata, inoltre, la verit fondamentale che il diavo-
lo e sempre colui che vuole la morte; quella dellanima o
quella del corpo se non entrambe.

151

LONTANO DA DIO IL BENE E UN INGANNO

Il percorso biblico ci presenta fin dal principio il diavo


lo come oppositore di Dio e come tentatore delluomo, in-
teressato alla sua caduta. Nel Vangelo ci mostra Ges che
caccia i demoni nei casi di possessione. In vari punti della
Scrittura si parla anche di altri mali diabolici, che si mani-
festano con influenze negative nellagire e nella vita degli
uomini. Un principio che viene sottolineato anche dal Con
cilio Vaticano 11 al numero 37 della Gaudium et spes:
Tutta intera la storia umana pervasa da una lotta tremenda
contro le potenze delle tenebre. Lotta incominciata fin dal
lorigine del mondo e che durer, come dice il Signore, fi
no allultimo giorno.

Attraverso il peccato il diavolo cerca di portare luomo


lontano da Dio per condurlo all inferno. Conosce alla per
fezione inostri punti deboli. Ogni uomo, del resto, nasce con
la colpa originale. Siamo gi personeferite dal peccato. Lo
portiamo dentro come se fosse scritto nei nostri geni. Ab
biamo tendenze naturali negative che non vengono diretta-
mente dal demonio. ma sono parte intrinseca della nostra
natura. Tendenze che devono essere frenate se si vuole vi-
vere in relazione e costruire rapporti stabili . ] l diavolo sfrut
ta queste nostre tendenze. Ci invita costantemente a sfre-

152
narle, facendoci credere che solo in questo modo possiamo
raggiungere la nostra realizzazione e la nostra libert.

Unazione che si rende evidente nella societ. Nel modo


in cui e organizzata ed e evoluta culturalmente. Ce stato un
progressivo affermarsi di teorie psicologiche. psicanalitiche
efi/osofiche in base alle quali un essere umano se vuole es
sere realmente se stesso, se vuole aermare la propria per-
sonalit. deve liberare le proprie pulsioni, non deve con-
trollarle o reprimerle. come si preferisce dire normalmente.
con un termine volutamente negativo. Lautocontrollo va be-
ne solo per ci che viene considerato politicamente scorret-
to. Un limite che viene costantemente spostato in avanti man
mano che passa il tempo e la societ si e assuefatta alle ul
time conquiste morali della modernit. Quindi via libera
su tutto ci che e attinente alle. abitudini sessuali, alle pra-
tiche di controllo delle nascite. all aermazione puramente
egoistica del proprio io. al divertimento e all edonismo sfre-
nato. allarrivismo sul lavoro e in politica. al consumismo
fin dove arrivano le nostre tasche e anche oltre. con intere
famiglie rovinate da spesefolli e debiti accesi solo per il mi-
raggio di vivere al di sopra delle proprie possibilit.

Dicevamo delle nostre debolezze e delle relative tenta


zioni. Le Sacre Scritture sono chiarissime e lo abbiamo vi-
sto in numerose testimonianze: abbiamo sempre. in qualun-
que condizione. gli strumenti per superarle. Allo stesso tem-
po risulta chiaro che luomo che rinuncia alla vicinanza con
Dio non riesce a resistere, perche' non ha alcun motivo real-
mente valido per farlo o. per essere pi chiari. non ha una
superiore convenienza. per questo che il diavolo cerca
sempre di distoglierci da Dio e da una vita di preghiera. Per
questo cerca di farci trovare compagnie. frequentazioni che

153

ci conducono lontano. A volte si serve persino dell invito ad


avvicinarci ad altre pratiche religiose, anche solo per co-
noscerle, per semplice curiosit.

Su questo argomento ci sarebbero spazi immensi per apri-


re un dibattito specifico, tante sono le sfumature, la grada-
zione delle tentazioni legate alla sperimentazione di altri cul
ti. ln particolare quella moltitudine di pratiche legate alle fi
losofie orientali, la cui logica fondante assai lontana dalla
verit che in Ges Cristo, tanto che tutte rimandano, per
esempio, alla credenza della reincarnazione.

Negli ultimi decenni, il cosiddetto New Age ha ampia


mente diffuso queste teorie. Pensiamo al reiki, che basa-
to sulla divinizzazione delluomo, che coopta le forze natu
rali e le utilizza. Anche la teoria dei chakra e contraria al-
la fede cristiana e anche rischiosa, perch apre a mondi oc
culti, dove e assai facile lincontro col maligno. Su questo
punto sono sempre assai severo nel giudizio, perche' attra
verso i chakra si possono realmente aprire le porte della
bisso. E quasi mai chi si sottopone a queste pratiche ne ha
la reale coscienza. Non e certo casuale che, per esempio,
tanto nel reiki. quanto nella cosiddetta apertura dei chakra,
si invochino forze misteriose utilizzando formule e parole il
cuisignificato reale rimane occultato. spesso persino al mae-
stro che le pronuncia.
Molti in questi anni hanno tentato di portare Cristo in.
queste cose, cercando di separare le pratiche dalle teorie e
dalle losoe religiose che le ispirano. Il rischio che per
accada il contrario, come spesso mi e capitato di vedere.
Tanto pi in un periodo in cui la gente e particolarmente di-
sorientata proprio nella capacit di distingue il bene dal ma

154

le. Neifatti, ogni volta che c commistione, miscelazione


fra cristianesimo e credenze orientaleggianti, si producono
danni enormi.

In questi casi si mostra evidente lazione del diavolo, che


lavora per allontanare da Cristo. E successo, per esempio,
tutte le volte che nella Chiesa si sono generate le eresie. Li-
dea iniziale sembrava buona, innovatrice, poi ha invece pro
dotto allontanamento dalla comunione, dalla verit in Ges
Cristo. Forse perche legato a tempi in cui ero pi giova
ne, ma io faccio sempre lesempio dei preti operai. Il loro
intento di vivere con i lavoratori condividendo il loro lavo-
ro nella fabbriche, per poter essere pi vicini e comprende-
re le loro reali esigenze, per quanto positivo in alcuni casi,
si spesso tradotto in un allontanamento del prete dalla co
munione ecclesiale e in un. suo avvicinamento a C orlo Marx.

Dicevamo della reincarnazione. Le filosofie orientali so-


stengono che luomo, una volta morto, si reincarna, vive una
nuova vita. Non necessariamente diventa un altro uomo, ma
pu diventare un animale, una pianta, in una sorta di ripetu
to percorso circolare mortereincarn azione, che ha come
obiettivo ultimo lannullamento dellio, della persona, in fa-
vore del ritorno nel nulla, totalmente privo di relazioni, che
viene denominato nirvana e costituisce la vera liberazione.

Qualcosa di lontanissimo dalla concezione cristiana del-


la morte e della risurrezione, dove la persona non si annul-
la nel nulla, ma si realizza pienamente nel pienamente rea-
lizzato. Se da una parte la liberazione e lannullamento di
relazioni e sentimenti, dallaltra si compie nellamore che
per sua essenza e relazionale. Come spiega Benedetto XVI
in una riessione, contenuta nel volume Immagini di spe

155

ranza, lalternativa cristiana al nirvana la Trinit, quel


lunit ultima in cui lio e il tu non vengono meno stando
luno di fronte allaltro. ma si compenetrano intimamente
nello Spirito Santo... Dio non ha creato la persona perch es
sa venga annullata ma perch essa si apra in tutta la sua al
tezza e nella sua pi estrema profondit, l, dove lo Spirito
Santo la abbraccia ed lunit delle diverse persone.

Una strada che ci viene indicata da Ges nella croce. Per-


ch, come si spiega nel medesimo volume, la croce abbrac
cia il mondo e ha le sue radici nel mondo. Soprattutto dal
la croce il mondo trae il suo movimento verso lalto, verso
la libert e lampiezza delle promesse di Dio. La croce rea-
lizza una nuova dinamica: il cerchio che gira vanamente ed
eternamente intorno al sempre uguale, linutile movimento
delletemo ritorno e cos spezzato. La croce che trae verso
lalto e il gancio che con cui Dio solleva il mondo intero fi
no alla sua altezza. Ora la linea della storia e della vita uma
na non pi circolare, ora essa sale: ha ricevuto una meta e
sale con Cristo fin nelle mani di Dio.

E ci che distingue le losoe che si ispirano alla rein


carnazione dal cristianesimo. E non pu in alcun modo es
sere considerato di poco conto. In questa differenza, infatti .
contenuto lamore esclusivo che Cristo ha per ciascun es
sere umano. inteso nella sua unicit e totalit. perche fatto
a sua immagine e somiglianza. In essa racchiusa la diffe
renzafra la vita eterna e lannullamento eterno, fra ci che
unisce e cio che separa,fra l'amore di Dio e linganno del
diavolo. Insomma, non si pu in alcun modo essere cristia
ni e credere nella reincarnazione. E proprio riguardo alla-
more, la religione cristiana lunica che predica la carit, il
perdono, la misericordia. Puoi avere qualcuno che predica

156

la pace, qualcuno che predica la non violenza. Non si trova


nessuno che proponga come modello il perdono e la miseri-
cordia nel senso attivo del termine, cio di moto concreto
verso laltro, dellio verso il tu, per restare alla riflessione di
Benedetto XVI.

Questa la quotidianit morale del cristianesimo. Il mo


vimento dell'io verso il tu, per esempio, allorigine della
famiglia e noi cristiani sappiamo bene che una famiglia non
pu continuare a crescere nellamore se non subentra il per
dono a sanare le dispute alla loro radice. Senza lesercizio
quotidiano del perdono, senza il reciproco movimento del-
lio verso il tu, le coppie si sfasciano, lamore un inganno.

157

ABORTO
UNA CONQUISTA DEL DIAVOLO

uno dei trionfi di satana laver fatto in modo che anche


le nazioni cattoliche abbiano accettato la legge sullaborto.
Far diventare legale, anzi, in certi casi una cosa lodevole, ol-
tre che necessaria, lassassinio del pi indifeso degli esseri
umani: niente di pi perverso. E per mettersi a posto le co
scienze sie persino stabilita lora e il giorno prima del qua
le quel bimbo non un bimbo ma solo un ammasso di cellu-
le. Carne da macello come quella che si e. bruciata nei forni
crematori, come quella degli schiavi sfruttati fino alla morte
per interessi personali, come quella dei soldati mandati con
assoluta certezza a morire nelle battaglie della prima guerra
mondiale. Unopera di traviamento delle coscienze fondata
sullinganno che contrappone la vita di un essere umano al
la libera scelta delle donne; che sottopone la vita indisponi-
bile di un uomo, il suo diritto ad avere e costruirsi un futuro,
al potere e al volere insindacabile diun altro uomo; che sta-
bilisce che la vita di un feto non vera vitafino al novantesi-
mo giorno di esistenza ma dal giorno dopo. Un inganno tan-
to subdolo quanto evidente e scoperto. Basta pensare allin-
cipit della legge, nel quale si a)ferma che la vita deve essere
protetta: Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione co
sciente e responsabile, riconosce il valore sociale della ma-
ternit e tutela la vita umana dal suo inizio.

158

il delitto pi grande della nostra societ, per il sem


plice fatto che e stato reso legittimo. Una palese contraddi-
zione se si considerano le giuste motivazioni che spingono
a chiedere la moratoria internazionale della pena di morte.
Sta scritto che chiunque uccider Caino subir la vendet
ta sette volte (Gen 4.15 ). ma ancor prima e scritto che nes-
suno avrebbe dovuto uccidere Abele. linnocente: La voce
del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo (Gen 4,10).
Unenormit di bambini viene uccisa con sistematico cini
smo. Le indagini scientifiche hanno provato che per quei po
verifeti e una sorenza. hanno coscienza della morte. si ri-
traggono. si contraggono. vorrebbero fuggire.

C e da temere difronte a un tale concentrato di peccati.


La misericordia di Dio infinita. ma quando i peccati si ace
cumulano e si concentrano sempre di pi. le coscienze e le
societ intere si induriscono. si insuperbiscono. non rico-
noscono pi i loro errori.

Spesso, a giustificazione. siporta il caso della ragazza


troppo giovane per diventare mamma in una societ come
la nostra. dove a quellet bisogna solo pensare a diver
tirsi e poi. quando va bene. ci si sposa passati i trentan-
ni. A parte la supercialit del ragionamento. che, anche
se spesso non esplicitamente. contrappone il divertimento
alla vita di un essere umano. posso dire con assoluta cer
tezza. alla luce della mia esperienza, che laborto e unpec
cato che diicilmente la donna arriva a perdonare a se stes-
sa. Ho sempre avuto tanta di'icolt con le donne che si so
no pentite di aver ucciso il bambino nel loro grembo. Co
me sifa a restituire ci che non restituibile? Con loro si
comincia un percorso. Per tutta la vita fanno preghiere di
pentimento. preghiere per coloro che le hanno spinte a quel

159

gesto, atti di carit per espiare. Ma tante non riescono pro


prio a superare il trauma. E la mancanza di perdono nei
propri confronti e un altro peccato. che spesso conduce al-
la depressione. se non anche alla follia. al suicidio, alla
morte.

Ricordo gli ultimi giorni di vita di una donna ossessio-


nata dalla visione continua di tredici volti di bambini. Non
riusciva a resistere al pensiero dei suoi tredici aborti. E non
si pensi che sia un caso isolato dovuto alla reiterazione del
gesto. Naturalmente capita anche il contrario: dopo il se-
condo e il terzo aborto. uccidere pu diventare unabitudi-
ne. era 0 meno come capita ai killer. Per anni ho dovuto se-
guire spiritualmente e con esorcismi una ragazza sposata.
Avrebbe voluto avere deifigli. ma quando e rimasta incin-
ta si considerava troppo giovane e voleva ancora divertir
si. Ha trovato un dottore che l'ha convinta ad abortire. Ta
le e quale al demonio le si @ insinuato nella coscienza. lha
indotto a darsi delle giustificazioni preconfezionate. a tro-
vare delle scuse per quello che stava facendo. a dire a se
stessa che infondo non si trattava ancora di un bambino,
che non era certo la prima donna afarlo, che per lei non ci
sarebbero state conseguenze. non avrebbe sentito dolore e
che non se ne sarebbe mai accorto nessuno. Un incontro
devastante.

Tante volte sono i familiari, idanzati. i mariti a con


vincere le donne. Sulle coscienze di queste persone ricade il
peso enorme dell istigazione all omicidio, per le madri man-
cate spesso e la disperazione. E per comprendere quale pos-
sa essere il travaglio di queste donne e sufficiente leggere
alcune delle migliaia di pubblicazioni.piccole e grandi, che
oriscono in tutto il mondo, in cui le madri che hanno abor

160

tito raccontano la loro esperienza e quanto sia stato diici


le per loro, pur allinterno di un percorso di fede. recupe
rare la serenit. la dignit, la sanit mentale. il coraggio di
chiedere il perdono e di perdonarsi. di guardarsi allo spec-
chio o di guardare in faccio i propri gli.

Parole come macigni, che risuonano ancora nella stanza


quando padre Gabriele si alza per recarsi al tavolino dove,
con consueto moderato disordine, si trovano svariate pub
blicazioni. Prende quattro o cinque libricini e me li porge.
Sono storie di donne che hanno voluto raccontare il loro im
menso dolore. Dallillusione alla verit; Ero morta con
mio figlio; Ho trovato il perdono". sono alcuni dei titoli.
Le prendo, le sfoglio sommariamente. Dalla pagina 33 di un
libricino giallo. leggo ad alta voce: <<... Il medico mi fece la
nestesia. Quando mi risvegliai non ero pi la stessa. Am
mazzarono quella creatura e io morii con lei.

Laborto legalizzato @ unautentica conquista del diavo


lo. La pastiglia Ru e un terribile inganno: avvelena e ucci-
de il bambino. Il medico, che per professione deve guarire,
opera per uccidere. usa le medicine per uccidere. Hanno dar
to alla pillola Ru il nome di farmaco, ma un farmaco serve
per curare. per lenire la soerenza. non per uccidere. Sia
mo difronte a uno dei tanti terribili casi in cui si usa una
parola. uno stratagemma. una costruzionefilosofica per giu
stificare o rendere pi agevole lassassinio o un qualunque
peccato grave. In questo ambito rientra lindierenza della
gente difronte alle cose pi gravi e atroci...

Ma non c solo laborto. Non c solo lindifferenza di


chi invece di aiutarti per salvare una vita si fa complice del
la sua uccisione. Non ci sono solo gli assassini che si servo

161

no di pistole, farmaci, bombe e coltelli. Ci sono tanti modi


per uccidere che spesso non vengono nemmeno presi in con
siderazioni come tali. Autentiche astuzie diaboliche. Si pu
uccidere una persona anche solo psicologicamente. La ca
sistica in questo caso infinita. Si pu criticare qualcuno
davanti a tutti mettendolo in grave disagio per la vergogna.
Con le armi della denigrazione si pu impedire a una per-
sona di camminare a testa alta. la si pu uccidere affettiva-
mente e moralmente davanti ai suoi familiari, la si pu pri
vare dell' autorevolezza difronte aifigli. Risultati anchepeg
giori si ottengono con la calunnia. con la maldicenza. E la
prima lettera di san Giovanni. a questo riguardo e severis
sima: Chi odia suo fratello e omicida.

Realmente diicile aermare che molti di questi casi


non siano dei veri e propri omicidi Ci sono uomini e donne
alle quali e stata completamente negata la vita attraverso
violenzefisiche psicologiche. Spesso, ed e ancora pi terri
bile, provocando in loro la tentazione del suicidio: uccider-
si nel corpo per sfuggire a chi ti sta uccidendo nellanima.
Un omicidio per cancellare un altro omicidio. E poi ce una
quantit enorme di persone che scelgono di uccidersi len
tamente, nello spirito. soffocando tutti i loro a'etti. le aspi
razioni, le pulsioni. Vite senza gioia e senza speranza. Il
trionfo del demonio. capace di celare alluomo la miseri
cordia di Dio. la sua infinita bont. il suo perdono, la di
sponibilit ad accogliere chiunque. solo che lo voglia. la
gioia che siprova ad affidarsi alla Provvidenza.

Alla radice di tutto c' sempre un peccato di orgoglio,


di superbia. Sia in chifa il male che in chi lo subisce e non
vede strade per uscirne. Epoi c chi si abitua al male, c'
chi fa il male e ne vorrebbe fare ancora. non gli basta mai.

162

Ci sono i killer professionisti, i killer seriali e chi si con


vince che uccidere e giusto, che ci sonofini religiosi o mo-
rali che giustificano lassassinio. E il demonio sempre li
a sobillare, a convincere che il male non e poi cos grave,
che non vale la pena fare il bene perch tanto si trova sem-
pre qualcuno pronto afarti del male... Se poi, infondo al
lanima, ci sono barlumi di moralit. insegnamenti ricevu
ti da bambino che ancora fanno resistenza sulla strada del
peccato, e suiciente insinuare che si tratta di cose ormai
superate, bigotte, del tutto inutili, perch la vita, quella ve.-
ra. e unaltra cosa...

Unopera di asservimento e di omologazione che spes


so condotta da persone fisiche, ma soprattutto frutto del
lambiente in cui si Vive. Una societ malata genera dei fi
gli malati, istituzioni malate, cattivi maestri esperti nellar-
te di affabulare. La corruzione agisce in profondit. Pen
siamo ai referendum su aborto e divorzio. Lazione aabu
latrice e ingannatrice del demonio ha agito in molti cattoli
ci, che hanno votato sulla base di ragionamenti pi o meno
articolati in questo modo: non accetterei mai di divorziare
e non farei mai un aborto ma per quale motivo devo impe
dirlo a coloro che non hanno gli stessi miei principi ? Come
faccio io a ergermi a giudice di gravi situazioni personali?
E poi ce lastuta psicologia dei casi estremi: come posso
costringere una donna a portare in grembo e a far nascere
il figlio di uno stupro? Pensiamo ad analoghe argomenta
zioni applicate al furto o all'assassinio e ne vedremo auto
maticamente tutta la loro debolezza. Una tecnica assai ei-
cace, che ora viene utilizzata nella campagna in favore del-
leutanasia: io non mi ucciderei, ma difronte al dolore sen
za prospettive perche devo impedire agli altri di porre fine
alle loro sofferenze. Io non ucciderei mio figlio ma difron
163

te a una vita che si trascina da anni senza speranze come


posso impedire a un padre di E in quasi tutti i casi ci so
no degli innocenti costretti a subire delle scelte colpevoli,
operate da altri: il bambino nell'aborto, il malato nelleu-
tanasia, [ figli nelle famiglie che si sfasciano.

164

CRESCERE: UN DIRTTO VIOLATO

Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo im


pedite. Perch a chi come loro appartiene il regno di Dio
(Mc 10, 14). Subito dopo, in tutti e tre iVangeli sinottici, si
racconta lepisodio del giovane ricco. colui il quale Ges
ama al solo sguardo e al quale chiede di lasciare tutto per se-
guirlo. Nei bambini indica la strada della perfezione. Ai gio-
vani chiede di seguirlo con la stessa semplicit che fu del
linfanzia. ln cinque delle ultime sei grandi apparizioni ri
conosciute dalla Chiesa, la Madonna appare a dei bambini e
adolescenti: La Salette, Lourdes, Fatima, Banneux e Kibeho.
Nella quinta, Rue du Bac a Parigi, appare a una giovane suo-
ra, che racconta di essere stata guidata. in piena notte, al pri
mo incontro con Maria. dal suo angelo custode, apparsole
come un bambino. 1 veggenti di Medjugorje, al verificarsi
delle prime apparizioni, erano tutti giovanissimi.

Lasciate che i bambini vengano a me. non glielo impe


dite. Unesortazione e un comando sistematicamente disat
tesi. La famiglia e la societ non agevolano lavvicinarsi dei
bambini a Ges, cos come non agevolano nei giovani la scel
ta di seguirlo. In entrambi i casi, spesso. lo impediscono. Da
questo punto di vista e facile capire come i giovani siano fa
cilmente preda del male e. in un certo qual modo, ne siano

165

le vittime preferite. Intanto sono inesperti, semplici, sprov-


veduti,facilmente aggirabili ed entusiasmabili. Poi non pre
gano, anche perch nessuno gli ha insegnato a farlo o ha fat
to loro intravedere la straordinaria ricchezza e serenit che
scaturisce dalla preghiera. Nei casi in cui pregano capita che
spesso smettano di farlo molto presto. Lallontanamento da
Dio e per loro il principale motivo di rischio. Prendono il lar
go nel mare della vita come barchette senza guida. Il secon
do rischio nasce dal non riconoscere e non avere leggi dal
lalto. In questo modo bruciano in un fal senza prospettive,
senza prima averle capite, tutte le cose belle che la vita ha
posto loro davanti, a cominciare dallamore e dal sesso. Il
terzo rischio dato dalle occasioni della vita, le compagnie,
i mass media. Poi ci sono le sette e il rock satanico, le sedu-
te spiritiche, i rave party, lalcol e luso delle droghe.

Tutto viene preso con superficialit, come una necessa-


ria esperienza, che poi molte volte li invischia senza che pos
sono pi liberarsi. Fra le occasioni della vita ci sono anche
i problemi, quelli veri, come la disoccupazione. Per i gio
vani una piaga grande, che li sbanda di qua e di l. Mol
ti sono laureati ma non trovano lavoro. E, come noto, lo-
zio il padre dei vizi. Ancor pi tremendo, soprattutto per
gli adolescenti, i ventenni, e il grande inganno dellimmor-
talit. Per i giovani facile pensare di non poter essere toc
cati dalla morte. Cos, se non sono in grado di dare un sen-
so alla vita, per loro la morte e uneventualit lontana, che
si pu agevolmente sfidare. Che compassione mi fanno i gio-
vani. Non hanno ideali in cui credere. Assorbono con estre
ma facilit i vizi. Ho visto in loro i danni immensi del gioco
e del sesso senza regole, senza amore. Bisogna educare al
senso della vita. Cosa giova alluomo guadagnare il mondo
se poi perde la sua anima?

166

Nel libro I giovani e lesoterismo, Carlo Climati pren-


de il via da una provocatoria frase di don Orione: ] giova-
ni sono tempesta 0 sole dellavvenire. la sintesi del pro-
blema educativo. Il futuro della societ dipende da quello
che oggi si e capaci di insegnare ai giovani. Ma cosa inse-
gnano imass media ai giovani? Mi viene in mente la tv dei
reality e dei soldi facili: e quanto mai diseducativo perche'
distoglie dallimpegno vero. realistico e qualificante del la
voro. Tante volte dico di genitori: nel battesimo vi siete im-
pegnati a dare uneducazione cristiana ai vostrifigli ma del-
la loro anima ve ne infischiate, li educate allinferno.

I giovani hanno innata la generosit, lo spirito di aiuta


re il prossimo. Lo si vede nelle grandi calamit, nei casi
estremi di bisogno. Nella normalit, per, se non si propo
ne loro un ideale vero rischiano di abbandonarsi alle cor-
renti, alle mode, agli interessi di chi vuole sfruttare la loro
ingenuit. Lesempio pi immediato e quello della musica.
Per la precisione di un certo tipo di musica rock, che e di
chiaratamente satanica o e stata scritta o suonata da per
sone dedite alloccultismo, a riti spiritici o al satanismo ve-
ro e proprio.

Si possono fare molti esempi, naturalmente esulando da


ogni considerazione tecnico-musicale. Per sua natura, buo-
na parte della musica rock e, per cos dire, un invito al di-
simpegno morale. Dietro al grande raduno musicale di Wood
stock del 1969, che si faceva scudo dellideologia pacifista
dei figli dei fiori con lo slogan pace, amore e musica, ce
rano 1e stesse logiche dissacratorie e trasgressive degli at-
tuali rave party. Non a caso la parola inglese rave si
gnifica delirio. E che certe musiche intendano portare al
delirio lo si comprende dalluso ritmico dei bassi sempre pi

167

incalzante, alienante. disumanizzante, sul tipo delle danze


tribali diniziazione, sciamaniche, propiziatorie. Che poi in
queste situazioni scompaia ogni tipo di freno inibitore ses-
suale, si faccia gran uso di alcol e di svariate sostanze stu
pefacenti, si ecceda nella violenza o si finisca per perdere la
vita in una sfrenata corsa automobilistica solo una conse
guenza. Il fatto che i gruppi di giovani si identifichino sem
pre di pi in abitudini e simbologie tribali (linguaggio dei
gesti, piercing, tatuaggi), anche quando si incontrano su in
ternet o comunicano col telefonino, non fa altro che confer-
mare il frequente e forse miope vezzo di certi sociologi e
cantanti di identificare le fenomenologie massificanti rela
tive ai giovani col termine trib.

Altra cosa il rock esoterico o satanico vero e proprio:


quello, cio. che si ispira e fa riferimento direttamente al dia
volo e al fa ci che vuoi, cos potrai essere che era lo slo-
gan prefcrito dell'occultista inglese Aleister Crowley, se-
guace di Cagliostro, morto nel 1947, considerato il fondato
re del satanismo moderno, secondo il quale non c altro
dio che luomo e luomo ha diritto di vivere secondo la pro-
pria legge.

FAI CI CHE VUOI

Il desiderio di strabiliare e di attirare i giovani ha spinto


fin dallinizio molti musicisti rock a inserire nei loro testi o
sulle copertine dei dischi riferimenti esoterici e morali che
si rifanno alla logica delluomo unico dio. Si dice che fra i
primi a subire questo tipo di influenza furono i Beatles, che
fra i tanti volti che caratterizzavano la copertina di Sergeant
Peppers Lonely Hearts Club Band, del 1967, inserirono
anche quello di Crowley. Abbiamo pensato di raggruppa-
re i volti delle persone che amiamo e ammiriamo, spieg
in una intervista il batterista Ringo Starr. Per quello che si
sa i Beatles non furono cultori delloccultismo. Furono co
munque fra iprimi a fare riferimento alluso di droghe.

Fra i seguaci di Crowley c quell Anton LaVey che sta


to il fondatore della Chiesa di Satana, della quale si defi
nito sacerdote Marilyn Manson. il re del rock diabolico, di
cui si sa con certezza che erano suoi fan gli appartenenti a
sette sataniche giovanili tristemente balzate agli onori della
cronaca negli anni passati, cos come le due giovani assas-
sine della suora in Val Chiavenna. [ loro diari erano pieni di
simboli satanici, di invocazioni a satana costruite alla ma
niera delle normali invocazioni a Cristo e alla Madonna, di
frasi attribuite al loro cantante preferito, come: Uccidi tuo

169

padre, uccidi tua madre e in un impeto estremo di rock uc-


cidi te stesso.

Non mancano, del resto, casi di ragazzi che si sono sui-


cidati senza alcun motivo apparente, salvo poi scoprire, co-
me si legge in una notizia Ansa relativa a un episodio acca
duto in una localit della provincia di Lecce nella primave
ra del 2002, che nella sua camera i carabinieri hanno tro
vato decine di dischi del cantante maledetto e le pareti tap-
pezzate di poster della rock star che inneggiano alla morte.
Ossessionato dalle musiche di Manson era anche il ragazzo
di Sesto San Giovanni che in quegli stessi anni uccise a scuo
la la sua danzata, con una coltellata. Allepoca ci fu anche
chi pens di denunciare il cantante per plagio, sulla base dei
testi dei suoi dischi. Da notare che il nome darte di Man-
son, pur facendo il verso a quello dellattrice Marilyn Mon-
roe, morta suicida, si ispira alle gesta di un assassino, Char-
les Manson, attualmente in carcere, noto per essersi dichia
ratamente identicato come un seguace di satana, oltre che
fondatore di una setta responsabile di vari omicidi, frai qua-
li, nel 1969 a Los Angeles. il massacro nella casa del regi-
sta Roman Polanski, nel quale mor anche la moglie Sharon
Tate, incinta di otto mesi. Il citato fai ci che vuoi, cos po
trai essere compare anche sulla copertina di un disco dei
Led Zeppelin, il cui chitarrista, Jimmy Page, non ha mai na
scosto simpatie per Crowley, al punto di comprarne la ex ca
sa di campagna in Scozia, sulle rive del Loch Ness.

Con lavvento dellheavy metal i riferimenti satanici si


sono fatti frequentissimi, sia sulle copertine che nei testi, do-
ve si parla di patti col diavolo, riti satanici, sacrifici umani.
Simboli come la croce rovesciata, la stella inscritta nel cer-
chio e il numero dellanticristo diventano duso comune.

170

Molte le copertine di album che oltre a essere truci sono di


pessimo gusto. In una del gruppo Torr appare un Cristo sul
la croce in putrefazione. In unaltra dei Deliverance c la
fotografia di una bimba con scritto sullafronte devil s meat.
In una dei Celtic Frost, Cristo sulla croce usato come una
fionda. Tristemente noto anche linvito al suicidio inserito
in una canzone di Ozzy Osbourne. Alleutanasia dedicato
un disco dei Megadeth.

Nei dischi di alcuni gruppi, fra i quali i Queen 0 i Led


Zeppelin si trovano messaggi satanici incisi nel senso op
posto di rotazione del disco. Chi li ascolta non pu perce
pirli in alcun modo, n consciamente, n inconsciamente, ma
ci si chiede per quale motivo si trovino proprio l, nascosti
in forma rovesciata, cosi come al contrario sono tutte le
opere di satana. Cantato in maniera rovesciata, ma sul drit
to dellincisione e quindi percepibile, invece un canto gre
goriano in latino, che inneggia alla purezza e alla fede in Cri
sto con gli angeli ei bambini. Loperazione, apertamente bla
sfema, stata fatta dal gruppo Enigma, che al testo rove-
sciato ha accoppiato lansimare di un rapporto sessuale.

Singolare il fatto che il principio ispiratore del fil one eso


terico e satanico, che da Crowley porta a LaVey e Manson
giunga a negare lesistenza del diavolo, ponendo al centro
ladorazione di se stessi, saldandosi perfettamente alle logi
che nichiliste novecentesche e allevoluzione edonista con
temporanea. Del resto nel famoso Cos parl Zaratustra,
Friedrich Nietzsche, esalta come nobile virt l e goismo che
sgorga da un animo assetato di potenza, contrapposto a ogni
tipo di cristiana virt, poich odioso, spregevole chi non
vuole difendersi, spre gevole chi ingoia la bava e tollera gli
sguardi maligni, il troppo paziente, il troppo rassegnato, il

171

troppo pago: tutto ci servile... E che uno sia servile da


vanti agli dei e ai calci divini, oppure agli uomini e alle scioc
che opinioni umane la medesima cosa: il beato egoismo
sputa su ogni usanza servile.

ln aperta sintonia con questa logica luso dei tatuaggi e


dei piercing, quando estremizzano talmente il culto del cor
po e la piena sovranit delluomo su di esso da giungere a
brutalizzarlo con segni indelebili, fino a cancellare ogni evi-
denza di umanit.

Non necessariamente il tatuaggio o il piercing. cosi co


me il rock, sono fatti per scopi malvagi. Non necessaria
mente hanno signicati cattivi . Di per se' il fatto che una per-
sona cerchi di ornare il proprio corpo di anelli o disegni non
e una cosa condannabile. Bisogna vedere i motivi per cui
queste cose vengono fatte. La simbologia che viene utiliz-
zata, lafilosofia. gli eventuali riti che ci sono dietro. mol
to importante stabilire queste cose. Ci sono tatuaggi o pier
cing che hanno scopi precisi, che hanno ragioni di apparte
nenza, che sono fatti per motivi sessuali, perch si vuole del
male al proprio corpo, perche' si ha in odio la vita, perche
si vuole far vedere il diavolo o perche' si vuole dire che si ha
in simpatia il diavolo. In tanti casi sono semplicemente ge
sti che non ornano, ma disonorano il corpo e che, per quan-
to negativi possano essere, non prendono spunto da alcuna
malvagit particolare. E comunque da annotare che esisto
no in commercio alcuni libri che collegano, pi o meno di
rettamente, la cosiddetta body art a varie forme di occulti
smo ed esoterismo, facendo ampio uso di dichiarazioni e di
interviste a fondatori di sette sataniche come LaVey e ad al-
tri seguaci di Crowley.

Altro problema quello dei fumetti, dei cartoni animati


e delle figurine... C chi sta dando la caccia ai bambini. Ci
sono fumetti pessimi. Molto spesso diondono la mania del
lorrido. Non mostrano alcun senso del bello. Sono porta
tori occulti di magia, di satanismo, di prepotenza. I genito-
ri devono stare bene attenti quando acquistano fumetti per
i loro figli, attenti a che tipo di cartoni guardano. Sono mol
ti i casi in cui si cerca di corrompere i bambini attraverso
queste immagini, queste storie. Naturalmente non ce da ge-
neralizzare e ci sono da fare le dovute eccezioni. Ma non ce
dubbio, per esempio, che molti cartoni di origine orientale
propagandano una visione del mondo in perfetta assonane
za con esoterismo e magia. Spesso sono ricchi di immagini
ed eetti che ricordano da vicino il demonio nelle sue acce
zioni iconograche pi comuni, senza peraltro necessaria-
mente identificarlo col male che deve essere evitato. Anche
moltissimi film per giovani e adolescenti insinuano una vi-
sione negativa del mondo, allontanano dalla verita, intro-
ducono alla magia e a una visione esoterica dellesistenza.
Per non parlare dei film del terrore e di certi serial cine
matografici in cui la malvagit non risulta mai sconfitta ma
risorge sempre, insinuando il principio perverso che a trion-
fare sia sempre il male e non il bene. A questo proposito ce
un interessante volume di Annalisa C alzi, Come satana cor-
rompe la societ, che deve essere considerato essenziale
per comprendere il particolare interesse del diavolo per i
giovani, attraverso i media.

E quando si parla di giovani non si pu fare a meno di pen


sare alla settimanale mattanza negli incidenti stradali. S itua-
zioni in cui e facile individuare lazione tentatrice e ispiratri
ce del demonio. Il fatto stesso che ci sia un cos grande tri-
buto di feriti gravi e di vite umane, soprattutto di giovani, la

173
scia intendere come in questo ambito lazione del diavolo sia
intensa. Il demonio spinge a sport e azioni pericolose proprio
con lintento di togliere la vita. La sprovvedutezza dei giova-
ni li rende spesso facili vittime delle tentazioni pi gravi, di
quelle, tanto per capirci, che come in questo caso sono senza
ritorno. Del resto e non lo si ripete mai abbastanza, lalcol,
il divertimento sfrenato, luso di sostanze stupefacenti, leb-
brezza della velocit, la sensazione di immortalit, la man-
canza di rispetto per la vita e lincolumit degli altri, la vio-
lazione delle leggi, la spersonalizzazione dellindividuo at
traverso ritmi musicali estenuanti sono tutte tessere di unpuzz
le nel quale e facile individuare l'immagine del demonio.

Ci si potrebbe anche chiedere per quale motivo non si im-


ponga la costruzione di automobili che non possono supe-
rare il limite massimo di velocit, visto che alla fine dei con
ti il mercato non ne avrebbe alcuna conseguenza, poich gli
status symbol relativi alle automobili si potrebbero agevol
mente trasferire su altri accessori tali da giustificare il lus-
so e lextra lusso. E perch, poi, cos facile ed anche so-
cialmente condivisa la violazione dei limiti di velocit e di
tutte le norme di sicurezza del codice della strada?

Ragionamenti che ci porterebbero lontano o, forse, anche


troppo vicino alla questione delle influenze del male nella so-
ciet. Resta il fatto che il diavolo non mai estraneo a tutto
ci che provoca o pu provocare la morte. Ho potuto consta
tare di incidenti stradali in cui il demonio ha agito diretta
mente. Si tratta di casi abbastanza comuni, che fanno pensa-
re a maledizioni, a malefici. Penso in particolare a incidenti
capitati a persone delle quali mi sono occupato, in cui le au
tomobili erano totalmente distrutte ma gli occupanti miraco
losamente illesi. Vi ho potuto constatare uninuenza male

174

ca diretta a provocare lincidente, unita alla protezione divi-


na nei confronti degli occupanti delle automobili. Da una par
te il maleficio, dallaltra la superiore forza della protezione
divina. Ho anche avuto casi in cui ho saputo di maledizioni
specifiche del tipo: Morirai in un incidente stradale. Mol-
te persone che venivano da me per esorcismi hanno avuto in
cidenti di questo tipo senza subire nessun dannofisico.

Non si pu evitare, infine, di fare unannotazione su in-


ternet e sui pi recenti sistemi di comunicazione e di diver-
timento elettronico. Questioni per le quali valgono le valu
tazioni sul positivo e sul negativo che abbiamo fatto. Non si
aggiunge nulla a quello che gi si conosce se si ricorda che
sulla rete si possono trovare tutti i riferimenti possibili per
sperimentare incontri diretti col demonio, espressamente ri-
feriti ai giovani. Non mancano le aberrazioni. Ci sono per-
sino siti attraverso i quali si ottiene a pagamento la produ-
zione di video che rappresentano nel dettaglio le fantasie
omicide e perverse del committente.

Forse, per, non in questi ambiti che deve essere cer


cata la vera forza diabolica della comunicazione elettro-
nica. Forse ilproblema pi grande e ilfatto che divide. E se
ci si pensa bene, stiamo assistendo a una proliferazione di
giochi e divertimenti solitari, che consentono la costruzione
di un proprio mondo virtuale, che pu prescindere da con
tatti esterni. Allo stesso tempo, tutti 1 Sistemi pi in voga per
divertirsi o passare il tempo in grandi gruppi, nella realt non
facilitano, anzi allontanano dalla comunicazione interperso
nale. Discoteca, come rave party e social network ne sono
esempi illuminanti. Forse arrivato il tempo di pensare a
una nuova pedagogia del divertimento, di tornare a inse
gnare le ragioni della comunicazione e della bellezza.

175

DELLA CUPIDIGIA, DEL SESSO


E DI ALTRE D1AVOLERIE

Dove c il male ce sempre il suggerimento del demo-


nio. Quello che a lui interessa di pi efar cadere luomo
nelpeccato. Procura le tentazioni. Cerca ilpunto debole.
la nostra predisposizione. Tenta di sostituire Dio con idoli
ispirati alle grandi passioni: orgoglio, ricchezza epiacere.
Invita ognuno a costruirsi il suo idolo secondo le sue par-
ticolari tendenze: successo, potere, ambizione, sopraa
zione. violenza. denaro. insaziabilit delpossedere, sesso.
droga, gola, gioco.

San Paolo scrive che la cupidigia del denaro e la radice


di tutti i mali. In uno deifioretti. san Francesco racconta di
aver visto il diavolofuori dalle mura del convento che con
una pala raccoglieva da un cumulo e gettava dentro. Quan
do si avvicin per meglio vedere, si accorse che il cumulo
era costituito da monete doro. Le buttava nel convento per
corrompere ifrati sul voto di povert. Di Giovanni XXII],
anche prima di diventare Papa, si racconta che si sia tro
vato spesso a rimproverare comunit e singoli religiosi ri
guarda al voto di povert. Una volta, visitando un impor
tante convento francescano. vede una grande scala di mar
ma assai rifinita e preziosa. Domanda i [ perche' di tanto sfar-
zo in un luogo di povert. La risposta arriva immediata:

176

Santo Padre. col voto di povert mettiamo tutto in co-


mune e raccogliamo soldi che poi ci consentono di fare que-
ste opere .

Poi vede un grande salone ben arredato e col pavimen-


to anchesso di marmo pregiato. Chiede nuovamente spie-
gazioni e riceve la medesima risposta. Allora con arguzia
replica:

Ho capito... Chiss allora col voto di castit quanti ft


gli avete! .

Viene in mente lammonimento evangelico: Vigilate per


non cadere in tentazione. Lastuzia del male non ha limiti.
E non ce dubbio che il sesso sia un grande strumento di ten
tazione nelle mani del diavolo. Alfonso Maria De Liguori
sosteneva: Si va allinferno per colpa del sesso o non sen
za quella colpa. A Giacinta di Fatima. quando ha sette an-
ni e non comprende ancora nulla di queste cose, gli do
mandano quale sia, sulla base delle sue visioni. il peccato
che manda pi anime allinferno. Lei. senza esitazione ri
sponde: Il peccato impuro.

San Giovanni della Croce insegnava ai suoi carmelitani


che di tutti i nemici. la carne e il pi tenace e i suoi assal
ti durano quanto luomo vecchio. Del resto e ben nota Iat
tenzione di tanti santi a non cadere in questo tipo di tenta-
zione. Cosi come e noto che la strada di santit di molti di
essi cominciata proprio con la scelta di venirfuori da una
vita di lussuria e di vizi. il peccato in cui la tentazione ha
gioco pifacile. E il diavolo cerca difavorire in ogni modo
le tentazioni.

177

Il fatto che nella nostra societ si abusi . spesso con pro


tervia, dei richiami sessuali, e in qualche modo una confer-
ma dellesistenza del demonio. Ma ancorpit subdolo e la
buso sistematico della parola amore. Il pi grande valore
cristiano, che viene travisato e manipolatofi'no a presen
tarlo in maniera contraria alla proposta di Cristo. Se in C ri
sto lamore e portatore di unione e di pace. il concetto di
amore proposto dal mondo produce invece divisione. odio.
guerra. Amore e attrazione fisica sono due cose diverse. In
una coppia solida stanno insieme nel giusto equilibrio ma
non sono la stessa cosa. Marito e moglie, che dnno il giu-
sto peso alluno e laltro, trasformano il loro amore in quel-
l'unione perfetta e duratura che e prosecuzione dellopera
creatrice divina.

Lefamiglie si sfasciano su questo punto. Siprivilegia il


sesso. lattrazione fisica. Si riduce lamore a quel senso di
soddisfazione romantica, di puro godimento personale pub-
blicizzato dai mass media. Si sempre pronti a nuove espe-
rienze. perch le si considera esaltanti. Si perde di vista la
verit, si semina divisione e quello che si credeva fosse amo
re si trasforma presto in insoddisfazione, inimicizia, odio.
gelosia. violenza. lnganno diabolico, appunto.

Si dice che queste cose siano cos diuse perch si e per


so il senso della famiglia che una volta era cos solido. Ma
perch ci sia senso dellafamiglia risulta essenziale leduca
zione ricevuta. Le ultime generazioni. senza pi il riferimen-
to delle famiglie che sapevanofar crescere lamore al loro in
terno, sono state educate allamore secondo una cultura pre
varicante che ha nei media unarma essenziale. Tutti i cosid
detti tab sono caduti inseguendo la chimera, il mito di una
libert che. a ben guardare, non e mai arrivata. le donne do-

178

vevano essere pi libere, anche gli uomini dovevano esserlo


di pi, senza dover salvaguardare la loro immagine o la fa-
miglia a tutti i costi. Ma e diicile dire, per esempio, guar
dando ai cappi burocratici, economici, comportamentali e di
gestione dei gli prodotti da una separazione, che ci siano
conquiste di libert e non, piuttosto, maggiori costrizioni. Per
non parlare dei danni che si producono neifigli che poi, a lo-
ro volta, diventeranno uomini e donne con malriposte prete
se di libert e il rischio (in molti casi provato) che il giro ri-
cominci. ma partendo da un livello ancora pi basso.

La logica quella che si evince dalle parole e dai com-


portamenti di tanti personaggi che i media collocano nel co-
siddetto star system. Un ex presidente di una grande nazio
ne sudamericana, nel corso di un convegno su Droga e de
mocrazia che si tenuto a Rio de Janeiro nellagosto del
2009, ha sostenuto che lumanit ha sempre usato qualche
tipo di stupefacente e immaginare un mondo senza droga
come immaginare un mondo senza sesso... La nostra lotta,
allora, e la nostra raccomandazione oggi , per continuare la
metafora, sesso sicuro, non abolizione del sesso. George W.
Bush predicava che contro laids era meglio una vita senza
sesso, noi abbiamo sempre preferito lidea del sesso sicuro.

Un ragionamento che usa il paradosso come metafora e


finisce per assimilare il concetto di sesso a quello di droga.
Ed facile avvicinare questa logica a quella, per esempio,
che ha fatto di luoghi come Las Vegas, delle vere e proprie
fabbriche di matrimoni usa e getta, al punto che ora le unio
ni si celebrano come in un drive in. La coppia conduce la
propria auto, o una limousine in affitto con autista, si acco-
sta allo sportello dellufficiale civile, firma ed gi pronta
per il viaggio di nozze...

179

Ritorna, ossessivo, lo slogan di Cromwell: Fai tutto quel-


lo che vuoi. E discorso analogo pu essere fatto con lo
mosessualit. Scambiando i rapporti sessuali con rapporti
damore, si cominciato a parlare di amore libero, poi di di
ritto allamore che vale per tutti, poi di diritto a vivere la pro-
pria sessualit e i propri vizi apertamente, di diritto per ogni
tipo di coppia di essere una famiglia, di avere dei figli e via
dicendo. Cos, mentre da una parte si instaura il diritto di di
struggere le famiglie eterosessuali, dallaltra si propugna il
diritto a costruire famiglie omosessuali, fondate su coppie
che, per loro stessa natura, non possono essere stabili nella
costruzione di quellamore figlio del disegno divino di cui
abbiamo parlato, ma semmai foriere di tragedie, se possibi-
le ancora maggiori, per gli eventuali figli.

Come sempre. se eleviamo il nostro ventre al rango di dio


si diventa capaci diqualunque cosa. L ultimo tab nella cor-
sa a questa falsa libert di amare e quello dei bambini.
Speriamo che resista. Preghiamo che resista. Gi oggi la pe-
dofilia diizsa a tutti i livelli sociali. ] dolorosi appelli del
Papa contro questa pratica in alcuni ambiti ecclesiastici ne
sono una dimostrazione. C chi usa i mezzi di comunica
zione di massa per dionderla, chi sfrutta la propria posi-
zione per approfittare dei bambini, chi si cimenta in viaggi
per andare a violare bambini in Paesi lontani. C persino
chi ne chiede la liberalizzazione prendendo spunto dalle li
bere pratiche pedole dellantichit, naturalmente in ambi-
ti precristiani e in altre religioni, a dimostrazione, ancora
una volta, che in tutti questi casi lazione del diavolo e quel
la di allontanare luomo, la societ e la Chiesa da Ges Cri
sto e dai suoi insegnamenti. Una autentica devastazione del
la dignit umana afronte della quale c bisogno di rinno
vato impegno cristiano.

180
Efficacissimo uno dei Discorsi di san Leone Magno,
dedicato al Natale e intitolato, con ormai perduta efficacia:
Ricordati, cristiano, la tua dignit. Papa Leone spiega che
da quando nato il Signore non c spazio per la tristez-
za, perch nata una vita che distrugge la morte e dona la
gioia delle promesse eterne. Nessuno escluso da questa fe
licit. La causa della gioia e comune a tutti perch il nostro
Signore, vincitore del peccato e della morte venuto per la
liberazione di tutti. Esulti il santo, perch si avvicina il pre
mio; gioisca il peccatore perch gli offerto il perdono; ri
prenda coraggio il pagano perch chiamato alla vita. 11 fi
glio di Dio, volendo riconciliare con il suo creatore la natu
ra umana, lassunse lui stesso in modo che il diavolo appor
tatore della morte, fosse vinto da quella stessa creatura che
prima lui aveva reso schiava... Riconosci, cristiano, la tua
dignit. Reso partecipe della natura divina, non voler toma
te allabiezione con una condotta indegna. Ricordati che,
strappato dal potere delle tenebre, sei stato trasferito nella
luce del regno di Dio... Non sottometterti di nuovo alla schia
vit del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo ri-
scatto e il sangue di Cristo.

181

ATTACCO ALLA DIVNIT DI GES

Qual la cosa che pi inorgoglisce il diavolo? Conside


rando che il peccato di orgoglio, di superbia, alla base di

tante cattiverie. violenze e perversit umane, la domanda


persino naturale.

Molte volte ho chiesto al demanio nel corso degli esor-


cismi:

Se tu potessi tornare indietro che scelta faresti? Sce-


glieresti ancora di rifiutare Dio? .

Lui mi ha sempre risposto:


Rifarei la stessa scelta .

E una volta in cui ho insistito sulla medesima domanda


ha persino sottolineato:

Ma non capisci che ho avuto la forza di ribellarmi a


Dio. Questo vuol dire che sono superiore a lui .

Un orgoglio e una superbia smisurate, che tradotte in azio-


ne sono cattiveria pura. Cattiveria esercitata al solo scopo

182

di negare la divinit e la potenza di Dio. Nonostante abbia


la consapevolezza che il bene e comunque destinato al trionfo.
U nafuria ostentata e persino paradossale. , infatti, cosi tan
ta lafoga nel negare Dio, chefinisce per confermarne non
solo lesistenza, ma anche la sovranit sul creato.
Si pu dire che il diavolo sia una delle prove dellesi
stenza di Dio? Non solo sipu dire. Lo e certamente! Nelle
sue manifestazioni il demonio conferma per intero la storia
della salvezza. Il suo terrore per Ges Cristo, per la Ma-
donna e per tutto ci che e sacro evidente e reale. C osi co
me evidente che i satanisti credono ciecamente nella pre
senza reale di Cristo nel pane e nel vino consacrati. Ci cre
dono e per questo si dedicano alla loro profanazione: pro-

fanare Ges per esaltare la potenza eimera del demonio.

Come il diavolo, vogliono essere profondamente cattivi. ne-


ri dentro, per osteggiare la bont infinita di Ges, lamore
candido di Maria e la loro opera di redenzione delle anime.
Risulta quindi evidente che chi gioca con la vita dedican-
dosi alle opere del male. non gioca per la sua libert come
gli si vorrebbe far credere, ma gioca da schiavo nella par
tita del demonio contro Dio. Una partita destinata a essere
perduta. Chi impegna la sua vita nel male, gioca nella squa-
dra sbagliata, e uno sconfitto in partenza.

Il primo capitolo della prima lettera ai Romani, su que


sto punto esplicito. Mentre da una parte san Paolo sottoli
nea che il giusto vivr mediante la fede, dallaltra defini
sce inescusabili coloro che pur conoscendo Dio non gli
hanno dato gloria n gli hanno reso grazie come a Dio, ma
hanno vaneggi ato nei loro ragionamenti e si ottenebrata la
loro mente ottusa. Poich, mentre si dichiaravano sapien
ti sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dellin

183

corruttibile Dio con limmagine e la figura delluomo cor-


ruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perci Dio li
ha abbandonati allimpurit secondo i desideri del loro cuo
re. si da disonorare fra di loro i propri corpi. poich essi han
no cambiato la verit di Dio con la menzogna e hanno ve
nerato e adorato la creatura al posto del creatore. Per questo
Dio li ha abbandonati a passioni infami... Ricevendo cosi in
se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento. E
poich hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha ab
bandonati in balia di una intelligenza depravata... E pur co
noscendo il giudizio di Dio, che cio gli autori di tali cose
meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche ap-
provano chi le fa.

Parole di grandissima attualit, che da vicino ricordano


il significato dellinferno. Dimenticarsi di Dio, promuovere
la sua negazione. porta con s i peggiori disordini morali e
sociali. Perci Dio li ha abbandonati, ricorda ripetutamente
san Paolo, come a dire che il peccato, non riconosciuto co
me tale nel pentimento, porta con s la sua condanna. [1 ri
ferimento al sesto capitolo della Genesi, quello del diluvio,
tanto per intenderci, e immediato: Il Signore vide che la
malvagit degli uomini era grande sulla terra e che ogni di-
segno concepito dal loro cuore non era altro che male.

Ecco lazione del demonio: spostare lattenzione da Dio


alle cose terrene: negare lazione salvifica di Ges, dileg
giare la promessa della felicit eterna. insistendo su quella
che viene considerata lunica liberazione. che solo pu ve-
nire dal dare libero corso ai sensi. E va bene quando a un
certo punto della vita ci si rende conto di aver inseguito il
nulla, di aver sprecato unintera esistenza per un pugno di
mosche.

184

Facile il riferimento letterario a un personaggio di Ga-


briele DAnnunzio. forse immagine dellautore stesso, che
nel Piacere, si trova ad affrontare proprio questo senso
del nulla scaturito da una vita dissoluta. Il suo problema non
nel senso di colpa, ma il sentire che quella libert di pec-
care che tanto aveva cercato, in realt ha finito per legarlo
come fosse una ribadita catena. ll sentimento che prova
limmensa tristezza degli amori divenuti stanca abitudi
ne, oltre allo sconcerto nel constatare che le sue mani
inerti non riescono pi a tenere il velo lacerato delle il-
lusioni. il peccato che si accompagna alla sua condan
na. il grande diluvio biblico che piomba nel cuore delluo
mo che ha rifiutato Dio ed stato abbandonato in balia di
unintelligenza depravata. la disperazione di Faust, la
sconfitta di una vita. Scriveva san Tommaso dAquino:
L intemperanza ripugna sommamente alla nobilt e al de-
coro. in quanto nei piaceri riguardanti lintemperanza vie-
ne offuscata la luce della ragione, dalla quale deriva tutta la
nobilt e la bellezza della Virt.

E un po come dire che il diavolo fa le pentole ma non i


coperchi? Suona scherzoso ma e molto veritiero. Si consi
deri lenorme sforzo che ha fatto prima per tentare e poi per
eliminare Ges. Uno sforzo e una malvagit smisurata. Do
po aver visto il film "La passione di Cristo". che a molti era
apparso esasperato nel soffermarsi sulla cattiveria demo-
niaca delle sofferenze del Redentore, Giovanni Paolo Il, gi
molto provato dal dolore e dalla malattia ha commentato:
stato proprio cos. Per perseguire lo scopo di farlo uc
cidere da quegli uomini che Cristo era venuto a salvare dal
suo dominio. il diavolo ha corrotto Giuda. il Sinedrio, Ero
de. Pilato. lafolla che ha chiesto Barabba. Hafatto in mo-
da che Ges fosse processato nel processo pi ingiusto del

185

la storia. Ha spinto Pilato afarloagellare per placare li


ra del popolo. Ha spinto i soldati a sfogare su di lui la loro
rabbia repressa e persino a incoronarlo di spine. Ha fatto
di tutto perch fosse messo in croce nel modo pi atroce e
umiliante possibile. Alla fine, per. la morte di Cristo si
rivelata la sua sconfitta.
Un tentativo, quello di umanizzare totalmente Ges per
cercare di metterne in dubbio la divinit e, viceversa, di di
vinizzarlo totalmente per metterne in dubbio la morte e di
conseguenza la sua risurrezione, che continuato nei seco
li. Tante eresie sono nate con luno o laltro scopo. lntere re-
ligioni. Molte sette che si definiscono cristiane. Tanti movi-
menti e filoni culturali hanno promosso la logica dellim-
manenza di Ges Cristo. Persino il Modemismo, per giun-
gere a epoche pi recenti, nato dalla giusta considerazione
di avvicinare la fede alla scienza, ha finito per evolversi, nel
la sua versione pi esasperata, in un ribadire lumanit di
Cristo cosi da negame, nei fatti, la trascendenza.

C anche chi ha tentato e tenta in ogni modo difar dia


logare la scienza con la magia e [ esoterismo sfruttando la
figura di Ges, quando per gioco o per esercizio letterario,
quando per scopi esoterici. dissacratori, se non puramente
diabolici. Emblematico linsistere che viene fatto attra
verso riviste, libri e trasmissioni televisive di successo sul
la presunta relazione damore fra Ges e la Maddalena. Pren
dendo spunto da un dipinto di Leonardo si sono costruite sto-
rie e promosse fantasticherie che assimilano Ges a un ma
go, a un cultore di scienze esoteriche non certo a Dio. Se Ge
s si innamora di una persona, infatti, non pu essere il Dio
dei Vangeli che ama in ugual modo ciascuna persona. 11 Ge
s che ama fisicamente la Maddalena non pu essere Dio.

186

Possono invece essere magiche le cose che gli sono appar


tenute. Da qui la leggenda del Graal che si tramanda nei se-

coli e che, guarda caso, si ama fondere con lamore proibi


to della Maddalena.

Nei fatti la vicenda del vero Dio e vero uomo risulta fa


stidiosa a molti, cosi come lo per il demonio. Un fastidio
che coniuga fra loro tante vicende legate allesoterismo, a
logge e associazioni pi o meno segrete, a rami deviati del
la massoneria, a culti magici e satanici.

In questa logica, di dissacrazione a ogni costo della fi


gura di Cristo, rientra il laicismo esasperato e ideologizza
to che lOccidente ha imparato a conoscere dal secolo dei
lumi. Ne e emblema il ciclico attacco al Crocifisso. In nome
della laicit degli Stati si vuole privare la societ civile di
ogni riferimento alla cristianit. Obiettivo comune di chi non
ha alcunafede e di chi, al contrario, vuolefare spazio a lo-
giche di fede che negano la divinit di Cristo. Una coinci-
denza di intenti fra mondi cos lontani e per principio in-
conciliabili, che fa pensare a una comune ispirazione dia-
bolica. La sconfitta patita attraverso la croce di Cristo per
il demonio unumiliazione enorme, levidenza della sua de-
bolezza. Per questo la croce viene cos tanto combattuta.
Unazione distruttiva a fronte della quale il cristiano do
vrebbe in qualche modo sentirsi in prima linea, facendo pro
prie le parole di Giovanni Paolo 11 del 21 giugno 1998: Tan
te cose possono essere tolte a noi cristiani. Ma la croce co
me segno di salvezza non ce la faremo togliere. Non per-
metteremo che essa venga esclusa dalla vita pubblica.

187
GLI TNTRUGLI DEL SANTONE

Per luomo ci sono due fonti di conoscenza: una natu


rale e una soprannaturale. Entrambe vengono da Dio crea
tore e non esiste mai contraddizione fra loro. La conoscen
za naturale riguarda ci che e visibile. sensibile, dimostra
bile. Tutto ci che luomo riesce a conoscere attraverso l u-
so della proprio ragione, quindi attraverso la scienza, la
tecnica. lesplorazione. la medicina e via dicendo. La co-
noscenza soprannaturale e invece una diretta conseguenza
della rivelazione divina.

Tutti i popoli , in ogni tempo e paese. hanno lidea del ma-


le, di spiriti del male che bisogna ingraziarsi con riti , sacri
fici. spesso anche umani. Solo la Rivelazione ci precisa che
il male, gli spiriti del male, sono idemoni, cio angeli che si
sono ribellati a Dio. loro creatore. Esseri intelligentissimi.
con grandi potenze. Dalla Rivelazione sappiamo che lani
ma immortale, che esistono il paradiso, il purgatorio e l in-
ferno, che ci sar un giudizio particolare e un giudizio uni
versale... Tutti elementi attraverso i quali siamo stati messi
in grado di comprendere il senso. il valore e lo scopo della
nostra esistenza. Verit che conosciamo solo perch Dio ce
le ha rivelate. Di esse non avremo mai una conoscenza scien
tifica. Se si crede nella Rivelazione. si crede a queste verit.

188

Le vie di mezzo hanno signicato solo come tappe di un cam


mino verso la verit. Da qui limportanza dello studio del-
lAntico e del Nuovo Testamento quale Parola rivelata, di
fronte alla quale si pu soltanto credere o non credere.

In questo senso soltanto il cristianesimo fornisce lesat-


ta spiegazione della natura del male. Con la creazione tut-
to viene da Dio. Poi arriva la ribellione di Lucifero e dei
suoi angeli. Quindi, luomo, tentato, accetta la proposta del
diavolo e provoca la ferita della colpa originale, a causa
della quale a fare il bene si fa fatica e per fare il male basta
solo scivolare. Da quel giorno per seguire il bene occorre.
lottare contro il diavolo e le proprie inclinazioni personali,
formarsi un carattere forte e amico di Dio. Tutte le altre re-
ligioni dnno spiegazioni diverse. Non lebraismo che efon-
dato sulla rivelazione, sebbene in Ges non riconosca ilMes-
sia annunciato in tutto lAntico Testamento. a cominciare
dalla Genesi.

Tutta la vicenda di Israele e la storia della lotta fra la fe-


delt a Dio e la ribellione a Dio. Una storia di tradimenti e
di ritorni. di grandi gesti di fede e di nefandezze. Allepoca
cera la concezione che ogni localit avesse i suoi idoli. Co-
si nel suo peregrinare il popolo eletto ha avuto la costante
tentazione dell idolatria. Ogni volta si poi trovato a dover
scegliere. Emblematico il discorso di Giosu davanti alle
trib di Israele radunate a Sichem. Dopo aver ripercorso la
storia del popolo eletto, mette tutti difronte a una scelta ul-
timativa (Gs 24,14-15): Temete il Signore e servitelo con
integrit e fedelt. Eliminate gli dei che i vostri padri servi-
rono oltre il ume e in Egitto e servite il Signore. Se vi di
spiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete servi
re: se gli di che i vostri padri servirono oltre il fiume o gli

189

di degli Amorrei, nel Paese dei quali abitate. Quanto a me


e alla mia casa, vogliamo servire il Signore.

Il male c sempre stato, ma le spiegazioni che ne ven


gono date sono tutte umane e parziali rispetto a quanto spie
gato dalla rivelazione, anche se Dio e padre di tutti e anche
se in tutte le grandi religioni esistono semi di verit. Di con-
seguenza, nelle religioni non cristiane e non rivelate le di-
fese dal male sono minori. Nei loro ambiti il male agiscefor-
temente. In tutto il mondo non cristiano lazione di satana e
persino pi forte, anche se gli appartenenti a quelle religio-
ni non se ne rendono conto, non comprendono fino infondo
le astuzie del demonio. La realt che i demoni cercano di
tirarci tutti all inferno.

Riguardo poi alle nuove religioni, chi crede nella rivela


zione non pu non sapere che sono tutte invenzioni umane.
Generalmente non demoniache, anche se poi non c dub
bio che riesca assai facile al diavolo di metterci lo zampi-
no. New age e il non plus ultra dellagglomerato di tutti gli
errori possibili e immaginabili. Dante direbbe che non pu
stare in. piedi per la contraddizione che non consente. C o
si tanta gente crede alla reincarnazione perche non ha nem-
meno lontanamente il senso della risurrezione di Cristo. E
un pio desiderio umano. Penso che in alcuni casi ci sia in
questo un aspetto positivo. Seppure in maniera errata, chi
crede nella reincarnazione ha un desiderio di immortalit
dellanima, comprende che tutto non pu finire nel breve
percorso terreno.

Tutte le religioni orientali sono basate sulla reincarna


zione. Sai Baba, tanto perfare un esempio, ha persino pre
detto la sua reincarnazione futura e grazie alla credenza del

190

la reincarnazione attrae molte persone. Sono tanti quelli che


dal ricco Occidente si recano da lui nella speranza di tro
vare una spiritualit che li soddis. Grazie alle donazioni
di queste persone Sai Baba ha un discreto potere economi
co e riesce a fare opere buone nel mondo, che sembrano av
valorare il suo carisma. Il cristiano non pu per dimenti
care, come dice san Paolo (Ef4J5) che dobbiamo vivere
la verit nella carit, tendendo attraverso di essa verso
Cristo, allo scopo di non essere pi come fanciulli sbal
lottati dalle onde e portati qua e l da qualsiasi vento di dot
trina, secondo linganno degli uomini, con quella loro astu-
zia che tende a trarre nellerrore. Verit nella carit e, co
me sottolinea Benedetto XVI nellomonima enciclica, Ca
rit nella verit, perch, spiega, solo nella verit la carit
risplende e pu essere autenticamente vissuta. La verit la
luce che d senso e valore alla carit, altrimenti lamore
diventa un guscio vuoto da riempire arbitrariamente... una
parola abusata e distorta fino a significare il contrario.

Eppure molte persone, che sono state da Sai Baba, sono


venute da me per convincermi della bont delle sue azioni.
Per rafforzare il concetto mi hanno raccontato che parla be-
ne di tutti. anche di Ges e della Madonna. Il problema e
che lui si considera un dio. Secondo me in questi casi ce il
diavolo che agisce. Ci sono tutti gli elementi per poterlo af-
fermare. Molti di questi santoni producono polveri che do-
vrebbero guarire ogni malattia. Le propongono ai loro se
guaci, che poi. spesso. vengono a chiedere aiuto a me e ad
altri esorcisti a causa dei tanti problemi generati da quelle
pozioni. E dalla mia esperienza risulta che e sempre una
grande fatica liberarli. Una di queste persone aveva una
reale possessione demoniaca. Altre avevano solo influenze
di carattere malefico. Ho avuto molti casi di persone che

191

cercavanofacili esperienze mistiche in localit e ambienta


zioni esotiche ma hannofinito per incontrare il diavolo.

Di tanto in tanto, del resto. la cronaca ci sbatte in faccia le


vicende di persone che hanno incontrato il demonio e per lo
ro non stato pi possibile nemmeno il raccontarlo. Le sto-
rie di alcune di loro sono persino documentate da inchieste
giudiziarie. E il caso, per esempio, dei due ragazzi scompar-
si nellestate del 2006 nella giungla pluviale sudamericana.
per la cui uccisione sono indagati altri sei italiani che erano
partiti con loro per partecipare a riti sciam anici accompagnati
dalluso di potenti allucinogeni. I loro corpi sono stati fatti a
pezzi con la motosega e sono stati ritrovati Chiusi dentro a dei
sacchi in un luogo dove cerano i resti di altri tredici cada-
veri. Una storia ancora avvolta nel mistero. che sembra as
sociarsi ai riti magici praticati da una trib locale, che si pre
cura guadagni col traffico di organi umani e di teste umane
miniaturizzata oltre che con la partecipazione ai loro riti di
occidentali alla ricerca di esperienze forti.

Dijficile non vedere lo zampino di satana in tanta mal-


vagit umana. E ci si chiede come possa la gente progetta
re e compiere viaggi al solo scopo di assistere o partecipare
attivamente a queste cose. Senza andare poi a scomodare
tanta palese efferatezza, ci si domanda come ci si possa get
tare a capofitto nelle insidie delle esperienze mistiche pro
poste da guru. santoni e maghi di ogni tipo. Ma bisogna an
che chiedersi come mai noi cattolici non siamo pi in gra
do di proporre una testimonianza forte. tale da rappresen-
tare una reale alternativa. E non solo in Occidente. ! dati
sono allarmanti . per esempio. anche in America latina. do-
ve si conta che ogni anno decine di migliaia di cattolici abe
bandonano la Chiesa per entrare in una setta. Spesso sono

192
di ispirazione cristiana, anche se propongono un Ges Cri
sto distante da quello dei Vangeli . altre volte sono nuove re-
ligioni in senso stretto come Scientology o sette che si ri

fanno alle tradizioni del wudu, della santeria e via dicendo.

In Occidente si abbandona il cristianesimo per seguire va-


ghe losofie sincretiste, lislam, religioni orientali, guru di
ogni tipo. Ora. per chi e senza religione o per chi nasce in
quelle culture e una cosa comprensibile. [] dramma quan
do chi conosce Ges Cristo unico Maestro lo abbandona per
seguire altre credenze.

Tutto questo evidenzia una carenza nella proposta dife


de e una paurosa ignoranza religiosa. Perche' cercare al
trove risposte a quesiti che si possono trovare agevolmente
in Cristo? Perch la proposta media difede che viene dalle
nostre parrocchie e quella di un cristianesimo bambino? Non
occorre mendicare da altre religioni per imparare a svilup-
pare meglio la propria interiorit. E non ci si pu dire cri
stiani seguendo pratiche new age, o i consigli di guru orien
taleggianti, perch lunica compatibilit possibile e quella
dettata dall inganno diabolico.

Come ci si difende da questa cultura che insinua il rela


tivismo etico. il melting pot delle religioni? I rimedi indi
spensabili credo possano riassumersi in. tre categorie : una
nuova istruzione religiosa. intesa in termini culturali e in
termini spirituali di nuova evangelizzazione; una informa
zione esatto e obiettiva dal punto di vista cattolico su quel
lo che sono le sette in tutte le loroforme, le altre religioni e
tutte le credenze che si sono diffuse in questi anni; ma so-
prattutto lascolto dei singoli, delle persone. dei loro pro
blemi e delle loro aspirazioni, per poter far tornare a ri
splendere in loro lamore. la misericordia, la luce dell de

193

coglienza di Cristo, la consapevolezza che solo in lui, per


dirla con san Pietro. ci sono parole di vita eterna. Solo
cosi si pu sperare che un sempre maggior numero di per
sone eviti ragionevolmente di cedere alfascino dei raccon-
ti di amici e conoscenti, che hanno fatto l'esperienza di quel
guru o di quella pratica di meditazione e sono entusiasti al
punto da definirla esaltante.

Il quarto capitolo della prima lettera di Giovanni ci vie-


ne in soccorso: Non prestate fede a ogni ispirazione, ma
mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengo-
no veramente da Dio, perch molti falsi profeti sono com
parsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di
Dio: ogni spirito che riconosce che Ges Cristo e venuto nel-
la came da Dio. Ogni spirito che non riconosce Ges non
da Dio. Questo e lo spirito dell'anticristo che. come avete
udito, viene, anzi gi nel mondo. Voi siete da Dio e avete
vinto questi falsi profeti, perch colui che in voi pi gran-
de di colui che nel mondo. Costoro sono del mondo, per
ci insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi sia-
mo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi. Chi non da Dio
non ci ascolta. Da ci noi distinguiamo lo spirito della ve
rit e lo spirito dellerrore.

194

UNA SOCIET INCONSAPEVOLE

Beati gli afflitti perch saranno consolati. la secon-


da delle beatitudini. La consolazione non riferita ai senza
fiducia, ai senza speranza, a coloro che non riescono a dare
una prospettiva alla loro esistenza, al contrario rivolta a
chi, avendo trovato una speranza e una prospettiva sulla stra
da del Signore, e agendo di conseguenza, continua a cozza
re contro un mondo ostile.

In un libro del 2007, Ges di Nazareth, Papa Benedet-


to XVI, si sofferma particolarmente su questo concetto. Laf
izione di cui parla il Signore, spiega, il non conformi
smo eol male, un modo di opporsi a quello che fanno tut
ti e che si impone al singolo come modello di comporta
mento. Il mondo non sopporta questo tipo di resistenza, esi
ge che si partecipi. Questa afizione gli sembra una denun
cia che si oppone allo stordimento delle coscienze. E lo .
Per questo gli afitti diventano dei perseguitati a causa del
la giustizia. E proprio agli afitti, annota il Papa, viene pro
messaconsolazione, cos come ai perseguitati il regno di Dio,
ai poveri in spirito il regno dei cieli. Il regno di Dio, que-
sta e la vera consolazione: stare nella protezione della po
tenza di Dio ed essere sicuri del suo amore.

Viviamo in una societ stordita dal male. Considerando


la moltiplicazione degli strumenti con i qualie possibile eser-
citare il male si potrebbe dire che, forse, la nostra societ
sia soggetta al male pi che in passato. Lateismo sostan
ziale dellOccidente si va diffondendo creando vuoti e de
pravazioni enormi. Stiamo assistendo alla scristianizzazio-
ne progressiva delle grandi nazioni cattoliche, che uno de-
gli allarmi lanciati dalla Madonna in alcune sue apparizio-
ni,fin dall800. Nell'apparizione diKibeho, inAfrica, [aMa
donna denuncia espressamente i problemi generati da una
societ senza valori e senza Dio. Assistiamo alla progressi-
va desertificazione di tante messe domenicali. Per fare un
esempio, in Irlanda 0 in Polonia si trovano normalmente
chiese gremite, cos come da noi era trenta o quaranta an-
ni fa. Parlando con irlandesi e polacchi, tuttavia. si pu com
prendere come anche da loro il sentimento cristiano vada
progressivamente scemando. Fra le cause, non ultime, si in
dicano gli scandali dei quali si sono resi protagonisti tanti
presbiteri e religiosi.

E non si riduce solo il numero dei praticanti, ma anche


quello di chi si dice semplicemente cristiano o credente. Lo
stesso clero attraversa una crisi pesante, con la diminuzio-
ne delle vocazioni che si accompagna a tante defezioni, trop-
po spesso precedute da condotte esecrabili . Quando ero ra
gazzo la Chiesa italiana mandava centinaia di missionari in
tutto il mondo, ora se non fosse per larrivo di tanti sacer-
doti non europei molte nostre parrocchie sarebbero costret-
te a chiudere.

Un contesto nel quale il maligno ha vitafacile, anche se


le sue azioni e i suoi artifici vengono apertamente svelati.
E la sorte degli afitti che ci stata illustrata da Benedetto

196

XV]. Si instaurato, infatti, un meccanismo per cui viene


quasi automaticamente delegittimato qualunque ragiona-
mento che invita a riflettere sugli insani comportamenti del-
la societ. Tutto questo senza che le persone, compresa gran
parte dei fedeli cattolici. si rendano conto delle astuzie mes
se in campo per condizionare, asservire e sviare il loro pen-
siero. Capta cos che, per lopinione pubblica corrente, il
bene assuma la forma del politicamente scorretto e il male
assurga a simbolo dei tempi che avanzano e della nuova li
bert conquistata, anche se la storia insegna che i lati peg
giori del genere umano sono gi stati tutti abbondantemen
te e ripetutamente esplorati.

Emblematico in questo senso il discorso sullazione di


Satana nel mondo, formulato da Paolo VI nelludienza del
25 novembre 1972, che riportiamo per intero in appendice.
In esso il Papa esordiva chiedendosi quali fossero i bisogni
maggioridella Chiesa e nelle prime due righe risp0ndeva:
Uno dei bisogni maggiori la difesa da quel male che chia-
miamo il demonio. Pi avanti aggiungeva che per il cri-
stiano il male non pi soltanto una deficienza ma unef-
ficienza. un essere vivo. spirituale, pervertito e pervertitore.
Terribile realt. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro del
linsegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di rico
noscerla esistente... il nemico occulto che semina errori e
sventure nella storia umana.

Una questione, si rammarica Paolo V1, molto importante


nella dottrina cattolica, da ristudiare, mentre oggi poco lo .
Quindi sottolinea che. sebbene non si possa dire che ogni
peccato sia direttamente dovuto ad azione diabolica e pur
vero che chi non vigila con certo rigore morale sopra se stes-
so si espone allinusso del mysterium iniquitatis a cui si ri-

197
ferisce san Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi, che
rende problematica lalternativa della nostra salvezza.

A questo punto il Papa ricorda che il diavolo agisce la


dove la negazione di Dio si fa radicale, sottile e assurda, do
ve la menzogna si afferma ipocrita e potente contro la verit
evidente, dove lamore spento da un egoismo freddo e cru
dele, dove il nome di Cristo impugnato con odio coscien-
te e ribelle, dove lo spirito del Vangelo mistificato e smen
tito, dove la disperazione si afferma come lultima parola.
Del resto, aggiunge, citando la prima lettera di Giovanni,
noi sappiamo che siamo nati da Dio e che tutto il mondo
posto sotto il maligno.

Tutto questo, per, conclude Paolo Vi, non deve farci di


sperare. Abbiamo in Ges la nostra difesa. Rivestiamoci
dellarmatura di Cristo, e il consiglio di san Paolo. Perch
il cristiano deve essere militante. il rimedio, si legge nel
Vangelo di Marco nella preghiera e nel digiuno. E san
Paolo aggiunge: Non lasciarti vincere dal male ma vinci
nel bene il male.

Un discorso formidabile. diicile trovarne di cos ca


librati ed e_icaci su un tema cos delicato. Tanto che la-
zione di difesa delle menti moderne ed evolute e stata im-
mediata. Il giorno dopo tutti i giornali hanno attaccato e in
qualche modo deriso il Papa. Come pu, ci si chiedeva, un
uomo intelligente e di grande cultura come lui, un Papa del
ventesimo secolo, tenere ancora conto di simili superstizio-
ni, che si ritenevano ormai relegate allepoca oscura della
caccia alle streghe?

Parole che negli ultimi tre secoli risuonano ripetutamen

[98

te nelle accuse alla Chiesa. Le abbiamo sentite tante volte


anche in anni, in mesi, in settimane recenti. Oggi come al
lora lilluminismo viene contrapposto alloscurantismo, la
scienza alla fede, la modernit alla tradizione e via dicendo.
Col ridicolo, se non fosse tragico, paradosso, che la stessa
societ che inneggia alla libert dai condizionamenti reli
giosi funziona da cassa di risonanza delle pi singolari su-
perstizioni e credenze spirituali. Si va dalla teoria millena
rista di turno (ora va di moda quella Maya sul 2012). agli
oroscopi conditi in tutte le salse; dai cornetti rossi portati al
collo o appesi in casa e in macchina alla fiducia cieca nel-
la lettura delle carte, delle mani, deifondi di t e di cae;
dal successo deifilm e dei libri sul graal aifilm sui vam
piri, su maghi, streghe e maghetti: dalla sempre maggiore
diusione di credenze su misteriosi poteri appartenuti a ci
vilt antiche, ai ripetuti avvistamenti di ufo o di cerchi sul
grano, salvo poi scoprire che si tratta di imposture, spesso
ideate per il divertimento di astuti burloni.

Qualcosa di molto simile accadde anche all'epoca del di


scorso di Paolo VI sull'azione del demonio nella societ. Gli
stessi giornali che lo stroncarono, denendolo un visiona-
rio residuo di mitologie medievali, qualche tempo dopo si
unirono al coro sensazionalista che accompagn luscita nei
cinema delfamoso lm L'esorcista". E nessuno dei critici
del Papa pens di usare il medesimo metro nel giudicare il
contenuto dellopera cinematograca. In molti casi, anzi.
avallarono le tesi delfilm, moltiplicandone la risonanza.

199

IL DIAVOLO NEI VANGELI

Noi esorcisti, non finir mai di ricordarlo perche' e una


cosa in evidente contrasto con linsegnamento dellAntico e
del Nuovo Testamento, siamo spesso maltollerati dallo stes-
so clero. I motivi. secondo me, sono da attribuire a veri e
propri sbandamenti dottrinali. Molti teologi hanno negato
gli esorcismi di Ges. Li considerano interventi strettamen
te legati al linguaggio culturale del tempo. adatti a farsi com
prendere dalla gente dellepoca. Uno dei biblisti che at-
tualmente vanno per la maggiore ha scritto un libro in. cui
mette in dubbio i due esorcismiforse pi signicativi rac-
contati nel Vangelo, considerandoli semplici guarigioni. Per
il noto biblista. insomma, l indemoniato di Gerasa non era
altri che un pazzofurioso, mentre il giovane ai piedi del Ta
bor era un semplice epilettica. Eppure in questo secondo epi-
sodio. del quale parleremo pi avanti, ce unattenta peda-
gogia dellannuncio da parte di Ges.

Penso che sia. purtroppo, a causa delle formulazioni di


questi studiosi, unite all incredulit che si e diffusa nella so
ciet, se oggi buona parte del clero considera gli esorcisti
quasifossero stregoni . il diavolo comefosse un entit astrat
ta e le manifestazioni diaboliche delle vere e proprie super
stizioni. C osi nei seminari e nelle universit teologiche. sal

200

vo eccezioni, si d sempre meno importanza a quella parte


della teologia dogmatica che, parlando di Dio C reatore, par-
la degli angeli, della loro prova, della ribellione dei demo-
ni. Ancor meno si parla dell azione ordinaria del demonio
e delle sue azioni straordinarie, che dovrebbero essere stu
diate in teologia spirituale. Non si studiano pi, in teologia
morale, quei peccati contro il primo comandamento che van-
no sotto il nome di magia, negromanzia, spiritismo. Forme
di superstizione che vengono combattute conform nella B il)
bia e che, abbiamo visto, non hanno mai cessato di essere
praticate e oggi sono particolarmente diuse. E se non si
parla pi del demonio, la conseguenza e che non lo si com-
batte pi, si agisce come se non esistesse.

Ci sono molti vescovi che omettono di nominare esorci-


sti nelle loro diocesi. Che poi e un obbligo imposto dal Van
gelo. Benedetto X VI lo ha indirettamente ribadito in un in
contro con gli esorcisti al termine delludienza generale del
15 settembre del 2005: Vi incoraggia a proseguire nel vo
stro importante ministero al servizio della Chiesa, quindi
ha sottolineato la necessit che gli esorcisti possano opera
re sostenuti dalla vigile attenzione dei vescovi e siano se
guiti dalla incessante preghiera dei fedeli.

Nei/"atti, per, la situazione continua a restare quella che


abbiamo descritto, di generale indierenza. In alcune na
zioni europee gli esorcisti sono quasi del tutto assenti. In lta-
lia sono sempre meno. E la gente, che e sempre pi sperdu-
ta e ha sempre maggiore bisogno di essere assistita, non sa
a chi rivolgersi e magari viene gettata dagli stessi preti in
mano a psicologi e psichiatri che, in questi casi. non sono
in grado di fare nulla.

Una denuncia che possibile raccogliere, con le medesi


me parole, da qualunque altro esorcista. Semplicemente ba-
sta chiedere. La risposta di un frequentatissimo esorcista, un
cannelitano che lavora nella diocesi di Roma, stata elo
quente: Gli esorcisti sono letteralmente inseguiti da perso
ne che cercano un incontro, un colloquio, una benedizione
o che, semplicemente, vorrebbero essere ascoltati, compre-
si nel loro tormento, nel loro problema, nel loro peccato. Pur
troppo i preti che si dedicano alla missione dellascolto so
no sempre meno. Ancor meno sono i preti che pensano che
quello del diavolo sia un grave problema, che deve essere
affrontato perch porta tanta sofferenza. Anzi, sono sempre
di pi i preti che tendono a negare o quanto meno 3 sotto-
valutare l intervento del diavolo nella vita degli uomini. Ec
co allora che i pochi esorcisti che praticano e si rendono di
sponibili sono letteralmente subissati di richieste.

Chi poi avesse la semplice curiosit di vedere, si rechi in


una chiesa 0 in un santuario dove c un esorcista che riceve.
con o senza appuntamento, e potr constatare quante siano le
persone che attendono il loro turno, anche solo per confes
sarsi, avere una parola di conforto, un consiglio, fare una pre
ghiera insieme. Nella chiesa dove tutti i giorni esercita il ci-
tato esorcista carmelitano facile avere in poche ore uno spac
cato della pi varia, afitta, sofferente e tormentata umanit.
E subito ci si rende conto che sono rappresentate tutte le clas-
si sociali e tutte le et. Nel corso di un incontro e ritiro spiri-
tuale per esorcisti, che si tenuto nei pressi di Padova, in oc
casione dellostensione delle spoglie del Santo, si assistito
a un incredibile afusso di persone in cerca di aiuto.

Poche volte si sentono predicatori e sacerdoti parlare


apertamente del demonio, mentre invece Ges n parlava

202

continuamente perch, come annota san Pietro. la sua pre-


senza nella nostra vita e come di leone ruggente ed e un
problema che ri guarda tutti. Ma se un prete non ha mai as-
sistito a un. esorcismo come ci si pu attendere che com
prenda la reale portata del problema? Se non crede al dio
volo come ci si pu aspettare che aronti e combatta il ma-
le per quello che e?

Domande che erano perfettamente illuminate gi nei pri


mi secoli della Chiesa. A coloro che non volevano credere
n allesistenza del demonio, n alla potenza salvifica di Ge
s Cristo, Cipriano, al capitolo 15 dello scritto apologetico
Contro Demetrio, porge linvito: Vieni a udire con le tue
orecchie i demoni, vieni a vederli con i tuoi occhi nei mo
menti in cui, cedendo ai nostri scongiuri, ai nostri agelli
spirituali e alla tortura delle nostre preghiere, essi abbando
nano i corpi dei quali avevano preso possesso.

Sono molti i brani evangelici in cui si parla del diavolo


o in cui Ges invita a cacciare i demoni e a guarire i mala-
ti. ]! Vangelo di Marco. in particolare, che e ilpi antico ed
stato scritto sulle testimonianze dirette di chi aveva cono
sciuto Ges, dalle prime battute presenta lopera del Salva
tore in. stretta correlazione con lazione tentatrice e perven
titrice del demonio. Gi al versetto 13 del primo capitolo si
legge che dopo essere stato battezzato e confermato dal Pa-
dre nella sua missione terrena, Ges viene sospinto dallo
Spirito nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da
satana. Stava con lefiere e gli angeli lo servivano. Il dia
volo arrivafin dalprincipio dellattivit pubblica di Ges.
cosi come al principio ha tentato luomo e la donna nel pa-
radiso terrestre. Non e un caso che levangelista si premuti
di sottolineare che Ges conviveva con le bestie selvatiche

203

senza subirne alcun danno, cosi come luomo nel giardino


dellEden. la riconciliazione con la creazione, che il ca-
pitolo ]] di Isaia annuncia riferendola alla venuta del Mes
sia: Il lupo dimorer insieme con lagnello, la pantera si
sdraier accanto al capretto

Da notare che lazione del diavolo e immediata anche nel


Vangelo di Matteo dove. al secondo capitolo viene subito
chiarito di cosa sia capace luomo che rifiuta lannuncio.
Erode, che viene a sapere dai Magi della nascita del re dei
giudei, rest turbato. Anche Maria, come racconta le-
vangelista Luca, rest turbata allannuncio dellangelo.
A differenza di Erode, per, accetta dentro di se' il Salvato
re. con tutto quello che di infinitamente buono ne consegue
per l intera umanit. Erode, invece, rifiuta lannuncio e den
tro di lui cresce lodio che lo porta a compiere un delitto
atroce: la strage degli innocenti. Adamo ed Eva si lasciano
tentare dal demonio, si allontanano da Dio e la loro colpa
si riversa su di loro e sull intera umanit, che gi con i lo
ro figli conosce lassassinio. Anche Giuda si allontana da
Ges, persino fisicamente, dopo lultima cena e lo consegna
ai suoi aguzzini per unfacile guadagno.

Sempre il Vangelo di Matteo, a dijferenza di quello di


Marco, entra nel dettaglio delle tentazioni subite da Ges
nel deserto. Nella sequenza presentata al capitolo 4, diver-
sa da quella proposta da Luca, la prima tentazione riguar
da il cibo: Se sei figlio di Dio, di che questi sassi diventi
no pane. La seconda riguarda lorgoglio, la superbia, il
potere: Se sei ilfiglio di Dio gettati gi, perch sta scrit
to.... La terza riguarda la ricchezza, la potenza politica:
Tutte queste cose ti dar se, prostrandoti . mi adorerai.

204

Qui appare chiaro annota in un suo scritto Benedetto


XVI il nocciolo di ogni tentazione: rimuovere Dio, che di
fronte a tutto ci che nella nostra vita appare pi urgente,
sembra secondario, se non superfluo e fastidioso... Il diavo
lo non ci invita direttamente a compiere il male, sarebbe trop-
po rozzo. Fa finta di indicarci il meglio: abbandonare final
mente le illusioni e impiegare le nostre forze per migliorare
il mondo. Si presenta sotto la pretesa del vero realismo. Il
reale ci che si constata: potere e pane. A confronto le co
se di Dio appaiono irreali, un mondo secondario di cui non
c veramente bisogno. In sostanza, ci che il diavolo vuo-
le mettere in gioco con le sue astuzie Dio stesso, la sua
realt, la sua verit, la bont o, per meglio dire, lintelligen-
za della nostra scelta per lui. Insinua il dubbio che stiamo
seguendo la strada meno conveniente, la pi illogica. La do
manda che ci pone, sempre per citare Papa Ratzinger, : Dio
il Buono o dobbiamo stabilire noi stessi ci che buono?.
Che poi non altro che il dubbio instillato dal serpente nel
la mente di Eva e Adamo.

Un dubbio insinuato quotidianamente e con successo nel


la societ che viviamo, dove Dio sparito nei fatti e lo si
vuole far sparire anche nelle immagini; dove le tradizioni re
ligiose vengono considerate abitudini bigotte, a volte pitto
resche, sempre e comunque inutili; dove lunica utilit rico-
nosciuta alle religioni e quella politica, allo scopo di gestire
e controllare il mondo. Di fronte a tutto questo, annota Be
nedetto XVI, Ges esce trionfatore, perch alla divinizza-
zione menzognera del potere e del benessere, alla promessa
menzognera di un futuro che garantisce tutto e tutti mediante
il potere e leconomia, Egli ha contrapposto la natura divi
na di Dio: Dio quale vero bene per luomo.

205

Una lotta alla quale luomo non pu sottrarsi. E Ges ci


indica una strada certa: quella della sua vittoria sul male.
Lo abbiamo gi ricordato con le parole di san Francesco:
Dove il timore di Dio custodisce lingresso, ivi il nemico
non pu trovare via dentrata. Un consiglio, una certezza,
un grande conforto.

SEI VENUTO A ROVINARCI

Fin dal principio, quindi, i Vangeli mostrano come il be


ne scaturisca dallaccettare Ges, cosi come il male dal ri
fiutarlo. Satana ha lonnipresente ruolo del tentatore, cioe
di colui che vuole allontanare da Dio e, per mezzo delluo
mo. generare il male sulla terra.

In questa logica appare del tutto chiaro il motivo per cui


nel Vangelo di Marco il primo miracolo di Ges sia un esor
cismo, la guarigione di un indemoniato, cioe lo dimostra
zione immediata del suo potere sul male (Mc 12127). Al-
trettanto chiaro, se vogliamo, potrebbe essere il motivo per
cui lepisodio avviene allinterno di un luogo di culto, qua-
si a voler sottolineare la contrapposizione netta fra Dio e
satana,fra bene e male,fra paradiso e inferno.

Nella sinagoga Ges si mise a insegnare. Ed erano stu


piti del suo insegnamento perch insegnava loro come uno
che ha autorit e non come gli scribi. Allora un uomo pos
seduto da uno spirito immondo si mise a gridare: Che cen
tri con noi Ges Nazareno? Sei venuto a rovinarcil lo so chi
sei: il santo di Dio . E Ges lo sgrid: Taci, esci da quel
luomo . E lo spirito immondo, straziandolo e gridando for
te, usc da lui. Tutti furono presi da timore. tanto che si chie

207

devano a vicenda: Che mai questo? Una dottrina nuova


insegnata con autorit. Comanda persino agli spiriti immondi
e gli obbediscono! 7.

Sono subito rilevabili due cose in stretto collegamento


fra loro: lo stupore della gente perche' le parole di Ges so
no molto diverse da quelle solitamente pronunciate dal cle-
ro dellepoca; il timore della gente difronte alla manifesta-
zione del potere sullo spirito immondo. Una correlazione
che indica come in Marco il miracolo sui demoni mostri nei
fatti la superiore autorit delle parole di Ges. La gente che
osserva mette insieme queste due cose e ne resta stupita. Tan-
te volte lo stesso Ges ripete nel Vangelo: se non credete al-
le mie parole credete almeno alle mie opere. ai miracoli che
hofatto sotto i vostri occhi.

Il potere sui demoni valorizza loriginalit e laforza sale


vitica della Parola. Accredita linsegnamento di Ges. Co
si come in seguito il miracolo sul paralitico che viene cala-
to dal tetto viene utilizzato per valorizzare e rendere evidente
il potere della remissione dei peccati. Un concetto che vie-
ne reso esplicito nella prima lettera di Giovanni, quando si
dice che Ges e venuto a distruggere le opere di satana.

Altro elemento significativo e che lo spirito immondo co


nosce chi e Ges. Paradossalmente gli rende pubblica e di-
retta testimonianza. Nel Vangelo di Marco si tratta della pri
ma volta che Ges viene indicato alla gente per quello che
e realmente. dopo la voce di Dio che si ode venire dal cielo
al momento del battesimo nel Giordano: Tu sei ilglio mio
prediletto. in te mi sono compiaciuto. Ges per rifiuta la
testimonianza del demonio. Non la vuole perche e sempre
contrario ai piani di Dio, perseguefini diversi.

208

Il demonio vuole assecondare le aspirazioni naturali del


la gente. che attende un Messia condottiero, un re potente
che sconfigga i romani e conceda potere al popolo ebraico.
Nel momento in cui satana testimonia chi e Ges e perche'
lo vuole far glorificare dalla gente, lo vuole innalzare sul
piedistallo del re. Ges, invece. lo fa tacere perch la sua
missione unaltra: per liberare il mondo dal maligno de
ve so/ire e morire per poi risuscitare. Solo cos si realizza
la vera liberazione delluomo.

A questo proposito interessante lesorcismo. racconta


to negli Atti degli Apostoli, di san Paolo contro lindovina,
che invitava la gente: Andate dietro a lui, lui la verit.
Anche san Paolo, come Ges, impone al diavolo di tacere.
Non ne vuole la pubblicit, la propaganda, soprattutto non
vuole essere confuso con la Verit. Lui, Paolo, non la Ve
rit. La Verit e colui in nome del quale vengono guariti i
malati e cacciati i demoni e grazie al quale si diventa real
mente liberi.

Uno scopo, quello di Ges come quello di san Paolo, chia


ramente contrario a quello del diavolo, che vuole la schia-
vit e la perdizione delluomo. Non a caso lo spirito im
mondo appena vede Ges lo sottolinea: Sei venuto a rovi-
narci. Non pu fare a meno di riconoscere che Ges e ve
nuto per distruggere le opere di satana. cos come, appunto.
si legge nella prima lettera di Giovanni.

L INDEMON1ATO DI GERASA

Diverso nel contesto e nel racconto il caso dell'inde


moniato geraseno. che ha una forte valenza pedagogica
perla comprensione sia dellatteggiamento del diavolo nel
rapporto con Ges. sia del/ atteggiamento paradossale de
gli uomini per i quali risulta del tutto normale rifiutare quel
bene che li aveva appena liberati dai danni evidenti del
maligno.

Seguiamo il Vangelo di Marco al capitolo 5. Come sce


se dalla barca gli venne incontro un uomo posseduto da uno
spirito immondo. Aveva la sua dimora nei sepolcri e nessu-
no pi riusciva a tenerlo legato neanche con catene. .. pi vol-
te aveva spezzato le catene e infranto i ceppi. Continuamente
notte e giorno. tra i sepolcri e sui monti, gridava @ si per
cuoteva con pietre.

Da notare che nelle altre versioni dei Sinottici si dice che


vagava nudo ed era talmente furioso che nessuno poteva pi
passare da quelle parti. In Matteo, al capitolo 8, si dice che
gli indemoniati erano due. Fatto sta che Ges si trova da
vanti un uomo assai pericoloso. per se stesso e per gli altri.
Assale tutti, ma si getta ai piedi di Cristo.

210
Visto Ges da lontano, accorse, gli si gett ai piedi e ur
lando a gran voce disse: Che hai tu in comune con me, Ge
s, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio,
non tormentarrni . Gli diceva, infatti: Esci spirito immon
do da quelluomo . E gli domand: Come ti chiami? .
Mi chiamo legione, perch siamo in molti . E prese a scon
giurarlo con insistenza perch non lo cacciasse fuori da quel-
la regione. L nei pressi cera un branco di maiali al pascolo
e i demoni chiedono a Ges di mandarli da quei porci per?
ch entriamo in essi. Usciti dalluomo entrano nei maiali e
il branco intero si suicid nel lago.

La prima cosa che si nota e che il diavolo riconosce su-


bito con chi ha a chefare. Rispetto allindemoniato delpre
cedente racconto, denisce ancora meglio chi e Ges: pri
ma era il Santo di Dio, adesso e Figlio del Dio altissi
mo. Viene spontaneo pensare che ci vorranno ben tre an
ni dipredicazione dopo di questifatti, prima che Pietro sia
in grado di aermare la medesima cosa. a Cesarea di F i
lippo. Del resto anche gli apostoli hanno sempre in mente
la gura politica del Messia. Persino dopo la risurrezione
non riescono ad andare oltre. A quel punto la risposta e il
conseguente necessario coraggio, vengono aidati alla
zione dello Spirito Santo.

Anche qui Ges non intende dare spazio alla testimo-


nianza resagli dal diavolo, in quanto non e per gloricare
Dio, ma per ingannare gli uomini. Non gli consente di par
lare e lo incalza con le sue domande Non appena il diavof
lo vede Ges, del resto, conosce perfettamente la sua sorte.
Vede la sua sconfitta, capisce che in quel corpo umano, at-
traverso il quale incuteva terrore. non potr pi restare. La
richiesta preventiva di non essere tormentato assume i con

211

torni della excusatio non petita. Difronte a Ges il demo


nio perde il suo appeal, si svela per quello che .

Le domande che Ges fa al demonio sono un momento


fondamentale per ogni esorcismo. Le facciamo secondo un
preciso rituale che trae la sua logica e la sua forza proprio
da questo episodio evangelico. Gi abbiamo visto come si
tratti di unoperazione necessaria per comprendere con chi
si ha a che fare e come gestire lesorcismo. La risposta del
diavolo e interessante. Non gli dice il nome ma il numero. Il
mio nome e. legione. C ioer: siamo in molti. La legione roma
na era composta da trecento soldati.

Ho trovato tante persone possedute da un gran numero


di demoni. Lo scopo dell essere in tanti e di rendere pi for-
te il malecio e pifaticosa la liberazione. Ho il caso gra
vissimo di una possessione in cui ogni volta che chiedo quan
ti siete mi viene risposto:

Siamo legioni, legioni. legioni .

Ricordo di una ragazza che aveva 150 demoni. Poi dopo


alcuni esorcismi si sono ridotti a 29. La volta dopo\ne era-
no rimasti 22. Naturalmente il capo c'era sempre. E lui che
organizza tutti gli altri. In questi casi, ogni volta escono con
urli e strazi . Molte volte quando sentono di essere costretti
ad andarsene, chiedono aiuto ad altri demoni. Urlano di
stintamente aiuto. Negli esorcismi . per. questa richiesta di
aiuto non viene mai soddisfatta. Il demonio costretto ad an
darsene se ne va senza ottenere laiuto che cerca.

Nel dialogo con Ges il demonio chiede che gli sia con
sentito di restare in quella regione. Ges sembra accon-

212

.ntarlo. Tratta sulla possibilit che legione passi nel bran-


di porci che si vede pascolare sulla collina poco distan-
, Si parla di circa 2000 porci. Un numero certamente
ecessivo. Alcuni biblisti hanno fatto emergere che il con
etto espresso potrebbe essere quello di due branchi di par-
,. Comunque una quantit molto grande. Fatto sta che i
[emani escono strepitando dal corpo delluomo ed entra-
710 nei porci che, come impazziti, vanno a gettarsi tutti nel
go. Un gesto che evidenzia qual e il vero obiettivo del de
onio : cercare la distruzione e la morte in ogni caso. ] por-
' che non hanno alcuna capacita di opporsi allinusso
diabolico si suicidano all istante. Quella dellistigazione al
suicidio e una delle tentazioni pi classiche del demonio.
Ges libera luomo e lascia che il demonio liberi il suo de
'derio di morte sui porci: animali che gli ebrei considera
no per loro natura immondi. Tutti segni evidenti, che per
non vengono compresi.

, Gli abitanti di quella regione, infatti, restano stupiti ma


non capiscono. La gente prosegue il Vangelo di Marco
si mosse a vedere cosa fosse successo. Giunti che furono vi
cino a Ges, videro lindemoniato seduto, vestito e sano di
mente, lui che era stato posseduto dalla legione ed ebbero
paura. Quelli che avevano veduto si misero a spiegare cosa
era accaduto allindemoniato e il fatto dei porci Essi si mi
sero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risa
liva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava
di permettergli di restare con lui. Non glielo permise ma gli
disse: Va nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ci che il
Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato . Ein se

ne and e si mise a predicare per la Decapoli ci che Ges


gli aveva fatto e tutti ne erano meravigliati.

213

Latteggiamento di queste persone emblematico di co-


me spesso la gente si comporti con chi ha fatto loro del be
ne. Un misto di irriconoscenza e di paura di venire coinvol
ti. Avevano paura dell indemoniato, ora lo vedono perfetta
mente calmo, sereno. non pi nudo ma vestito. Invece di com
prendere la straordinariet del prodigio, trasferiscono la lo-
ro paura su Ges. Avrebbero dovuto essere grati, perche li
aveva liberati da un tale delinquente. invece lo pregano di
andarsene. Il loro comportamento del tutto simile a quello
del demonio. che quando riconosce Ges lo prega di non tor
mentarlo. Non guardano alla liberazione delluomo ma al
danno materiale che e stato provocato col suicidio dei por-
ci. una sorta di paradosso che riguarda anche noi esorci-
sti: Ges che caccia i demoni viene cacciato dagli uomini.

il concetto della chiamata. In questo caso Ges si ma


nifesta chiaramente, interpellando in questo modo tutti i pre-
senti Non (" dubbio sulle ragioni del suo gesto. Quella gen-
te per ha paura. Quante volte abbiamo pensato che sa-
remmo stati felici di essere al posto delle persone che han-
no conosciuto Ges. Lidea di essere li accanto a Lui ci fa
supporre che in quelle condizioni non avremmo alcun dub
bio, che vinceremmo ogni nostrapaura. Quelle persone per
hanno avuto paura. Ges ci chiama e abbiamo paura. Pau-
ra di essere costretti a rivoluzionare la nostra vita. Anche se
non abbiamo niente da perdere, preferiamo restare dove sia
mo, senza infamia e senza lode. Una tentazione drammati-
camente diusa fra i cristiani.

Si dice che Giovanni Paolo ]] sia stato ilpi grande pon


tefice dei tempi moderni. Ebbene, fin dal principio ha posto
il suo papato sotto il segno del coraggio. Aacciandosi al
balcone in San Pietro, subito dopo la sua elezione, invit

214

chiaramente tutto il mondo alla sequela di Cristo : Non ab-


biate paura. spalancate le porte a Cristo. Il dato e eviden-
te, la tentazione di una utopica vita comoda e tranquilla. ci
fa avere paura di Cristo, che ci vuole sulla sua strada di ac
cettazione della croce. lennesimo paradosso: rifiutiamo
Ges per via della croce. ma non esiste vita senza dolore.
senza so'erenza. senza solitudine, senza morte. In una pa-
rola non esiste vita senza croce.

Ci che propone Ges semplicemente di accettare con


lui la nostra croce, che in ogni caso dovremmo patire. Ac
cettarla con coraggio per trasformare la morte in vita. Lof
ferta buona, persino vantaggiosa, ma noi la rifiutiamo. Man
chiamo di coraggio, abbiamo paura di Ges che ci vuole co
raggiosi nellaccettare e nel testimoniare. Ed ecco che que
sto ragionamento per paradossi ci porta al male autentico del
nostro tempo. Ges fa paura. Ma oggi, viene da chiedersi. do-
ve sono i cristiani che mettono paura? Dov la proposta cri
stiana che pone luomo di fronte alla scelta ineludibile @ con
Cristo o contro di Cristo? la dimostrazione che abbiamo
annacquato Ges Cristo. Ed e proprio quello che vuole sa
tana. La prima arma del mondo contro il cristianesimo e pr '
prio quella di renderlo tiepido, insipido, insignificante. Una
proposta per la quale proprio non vale la pena di lottare.

Osservando il passo evangelico da questo punto di vista,


diventa del tutto logico il parallelo fra i geraseni che prega
no Ges di andarsene dal loro territorio e il diavolo che, po
co prima, aveva pregato Ges perch lo lasciasse in quel ter
ritorio. Satana desidera restare nel luogo dove non si trova
un posto per Ges. Cosi come, al contrario, chi e toccato
dall 'amore di Ges e a esso si lascia andare, non desidera
pi separarsene.

215

A questo punto, infatti, il Vangelo di Marco evidenzia un


altro interessante dialogo: quello di Ges con lex indemo-
niato che chiede di diventare suo seguace. Ha visto la luce e
da essa non vuole pi allontanarsi. Anche in questo caso Ge-
s sembra voler troncare con tutte le ipotesi messianiche che
lo vorrebbero come un condottiero. Fa comprendere all uo
mo liberato dal demonio che necessario un altro tipo di te
stimonianza. Tutte le altre volte, quando Ges guarisce rac-
comanda il silenzio. Qui raccomanda la testimonianza. E
non teme che con essa si susciti unfalso entusiasmo per lin
staurazione di un regno umano. Sa bene che la testimonianza
della cacciata dei demoni. veri signori di questo mondo, non
avvalora la tesi del regno terreno. perche' costituisce un van
taggio pienamente e totalmente spirituale. Lo stesso danno
economico prodotto dalla morte dei porci contrario a que
sta logica. Agli ebrei era vietato di mangiare maiali, ma ne
erano allevatori perch traevano buoni guadagni dalla ven
dita ai romani () pi in generale ai pagani impuri. Ci che
lex indemoniato chiamato a testimoniare la liberazione
dell'uomo dal male: la nascita delluomo nuovo. Un uomo
che sa rendere testimonianza alla Verit e sa farlo bene per
ch. come annota Marco a fine racconto, nel 1 ascoltarlo tut
ti ne restavano meravigliati.

LEPILETTICO IN DEMONIATO

Si tratta di un episodio controverso. Molti biblisti non lo


considerano un esorcismo, ma una semplice guarigione. Ne-
gano, insomma, che il cosiddetto epilettico guarito sia stato
indemoniato o anche indemoniato. In questo racconto, pero.
ci sono molti aspetti chefanno pensare a un vero e proprio
esorcismo. Senza considerare che tante volte il demonio pro
voca forme di malattia organica per camuffare la sua pre-
senza. Altra annotazione fondamentale che il brano evi-
denzia come i demoni si possano cacciare solo con la diret-
ta intercessione di Dio, che si ottiene con la fede e con la
preghiera.

In Marco 9, 14-29, Ges scende dal Tabor con Pietro. Gia


como e Giovanni subito dopo la trasfigurazione. Particola
re, questo, non da trascurare. I tre apostoli erano rimasti ab
bagliati dalla manifestazione della gloria di Dio sul monte.
al punto di volersi immergere in essa e non voler pi torna-
re. Ges, invece, li riporta immediatamente alla realt terre

na e al loro impegno spirituale di testimonianza e, quindi, di


lotta contro il male.

Ai piedi del Tabor ci sono molte persone, fra le quali de-


gli scribi, che discutono animatamente con i discepoli di Ge

217

s, certamente i nove che non lo hanno seguito sul monte.


Quando lo vedono accorrono verso di lui, che li interroga:
Di cosa discutete con loro?. Gli risponde uno della folla:
Maestro, ho poato da te mio figlio posseduto da uno spi-
rito muto. Quando lo afferra lo getta al suolo ed egli schiu
ma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi disce
poli di scacciarlo ma non ci sono riusciti. Ges risponde
con un severo rimprovero: O generazione incredula! Fino
a quando star con voi? Fino a quando dovr sopportarvi?
Portatelo da me. Posto davanti a Ges, lo spirito muto rea
gisce scuotendo fortemente il ragazzo, che rotola a terra con
delle convulsioni.

A questo punto Ges interroga il padre del ragazzo: Da


quanto tempo gli accade questo?. Egli rispose: Dallin-
fanzia. Spesso lo ha buttato nel fuoco o nellacqua per ucci-
derlo. Ma se tu puoi qualcosa abbi piet di noi e aiutaci.
Ges replica con un altro rimprovero, che suona come una
esplicita richiesta di testimonianza: Se tu puoi! Tutto pos-
sibile per chi crede. Il padre testimonia ad alta voce. tanto
la sua fede quanto il suo dubbio: Credo, aiutami nella mia
incredulit. Allora Ges, vedendo accorrere la folla, mi
nacci il demonio dicendo: << Spirito muto e sordo, io te
lordino. Esci da lui e non vi rientrare pi . E gridando e
scuotendolo f01temente non vi rientr pi. Finita poi la sce
na della guarigione, Ges entra con i suoi discepoli in una
casa. Loro, naturalmente non possono fare a meno di chie
dere: Perch noi non abbiamo potuto scacciarlo? La ri-
sposta emblematica: Questa specie di demoni non si pu
scacciare in alcun modo, se non con la preghiera.

Un testo particolarmente complesso, nel quale fonda


mentale analizzare le domande che Ges fa al padre del-

218

lindemoniato: una vera e propria indicazione di come ci


si prepara correttamente a un esorcismo, a capire la natura
del male. Anche noi rivolgiamo le medesime domande, sia
alla persona interessata dalla possessione, sia a chi pi da
vicino lo frequenta, in particolare i familiari pi stretti.

Il padre dell indemoniato spiega che il ragazzo si trova in


quello stato dall infanzia. Quindi aggiunge che lo ha buttato
pi volte nell'acqua e nel fuoco, indicando in questo modo
una delle caratteristiche dellazione del diavolo: tentare di
provocare il suicidio, la morte. Altra questione che smentisce
la teoria di chi sostiene che ci si trovi davanti a un semplice
epilettica il fatto che ben nove discepoli di Ges, prima di
Ges stesso, comprendono perfettamente di avere a che fare
con un indemoniato. Lo considerano uno spirito muto. Pro
vano pi volte a cacciarlo, senza successo. Mi viene anche
spontaneo sorridere, pensando allatteggiamento ieratico di
questi esorcisti convinti di riuscire a fare quello che invece
non sanno. Altre volte ci sono riusciti. Ges stesso li ha invi-
tati a guarire i malati e a cacciare i demoni. Quando si ren
dono conto di essere impotenti e vedono Ges, capiscono che
solo da lui pu venire la soluzione del problema.

Nell esperienza degli esorcisti ci sono storie che hanno a


che fare con persone possedute fin da bambini, addirittura
fin dal seno materno 0 nel momento stesso della nascita. So
no storie terribili che sempre rivelano la malvagit delluo
mo contro luomo.

Ricordo in particolare di una ragazza che aveva avuto


disturbi diabolici fin dalla nascita. Quando durante lesor
cismo ho chiesto al diavolo cosa potesse fare, lui, contro il
battesimo ricevuto dalla donna, la risposta e stata:

219

Sono arrivato prima io. Prima che la battezzassero io


ero in lei .

Una risposta veramente inquietante, afronte della qua-


le era necessario capire come questa cosa potesse essere av-
venuta. lnterrogando i genitori non era emerso niente di stra-
no, nessun episodio nei primi mesi di vita che potesse in qual-
che modofar venire un sospetto. Dato che anche negli esor-
cismi seguenti il diavolo ribadiva di essere arrivato prima
lui, abbiamo pensato di risalire nella ricerca all'ospedale
dove la ragazza era nata. La mamma era stata ricoverata in
una clinica di Bologna dove, abbiamo scoperto, cera uno
stetrica satanista, che quando faceva nascere un bambino
lo consacrava immediatamente al diavolo.

Se non ce intervento umano il diavolo bloccato. Cos


come e bloccato quando ha a chefare con persone unite a
Dio, da una grande fede, da una vita di preghiera, da una
predilezione particolare dell0nnipotente, dalla devozione
per la Madonna, da una grazia speciale, magari ricevuta
per intercessione di qualche santo. In questi casi si e pro
tetti. Allo stesso tempo. non c dubbio che le preghiere del-
la mamma valgono anche per il bimbo che porta nel grem
bo. C osi la sua vita di fede, la sua vicinanza a Dio, il suo af-
fidarsi alla Madonna, ai santi , allangelo custode, alle be
nedizioni del sacerdote sono una protezione dal demonio an-
che per il figlio, che prega attraverso la mamma. Un tempo
si riteneva che un bambino nato da una donna battezzata fos
se di per s battezzato. La consacrazione a Dio della madre
valeva anche per il fig] io, carne della sua carne.

Nellepisodio evangelico singolare come Ges chieda


apertamente una manifestazione di fede al padre del ragaz

220

zo. che lo aveva pregato di agire. Un attimo prima aveva ti


rato le orecchie ai discepoli che non erano riusciti a cac
ciare il demonio; O generazione incredula] Fino a quan
do dovr sopportarvi?. Parole durissime. C al padre, inve-
ce, pur nel rimprovero. si comporta con dolcezza, come se
la sua soerenza fosse in qualche modo un diritto di prela
zione. Gli ho chiesto di avere piet, se tu puoi qualcosa.
La replica di Ges, come sempre, non lascia spazio ai ten
tennamenti: Se tu puoi. Tutto possibile per chi crede.
Luomo viene posto difronte a una scelta e risponde un po
come un altro padre famoso del Vangelo, il centurione che
chiedeva la guarigione del figlio morente. Si aida con una
insistenza, al tempo stesso umile e convinta: Credo, aiuta
mi nella mia incredulit.

Un grande uomo di fede e un grande vescovo, Giovanni


Battista Scalabrini, riguardo alla preghiera, in una lettera pa-
storale per la quaresima del 1905, si esprimeva con queste
illuminanti parole: La preghiera Dio che, invocato, di
scende. Quando e umile, la preghiera non solo uguaglia, ma
supera, direi quasi, la potenza stessa di Dio. Dio onnipo-
tente, dice il profeta, e chi pu resistergli? La preghiera, ri
spondo io.

Ecco allora che Ges, quasi impossibilitato a non acco


gliere lumile richiesta di quelluomo, si appresta a esaudir
lo. Vedendo accorrere la folla si aretta, cerca quasi di a-
re le cose senza mostrarsi troppo. La necessit di dover cor
rispondere alla preghiera del padre del ragazzo. contrasta
col fastidio nei confronti di quella folla alla ricerca di sen-
sazionalismo, incapace di comprendere qual lo scopo per
il quale Ges e venuto. Poi si rivolge direttamente allo spi-
rito: Spirito muto e sordo, io te lordino....

Quando il demonio viene cacciato, i discepoli ci restano


male. Entrati in una casa dove li ha condotti Ges, desrde
roso di appartarsi, gli chiedono per quale motivo loro non
sono riusciti. La risposta di Ges suona come unulteriore
conferma che non si trattava di una semplice malattia, ma di
una presenza diabolica: Questa specie di demoni non sr
scaccia se non con la preghiera.

Nel Vangelo di Matteo, alla necessit della preghiera si


aggiunge anche il digiuno. Del resto nel mondo ebraico la
preghiera e il digiuno erano sempre connessr quando cr sr
trovava di fronte a un grave problema, a un evento impor
tante, a una fondamentale scelta di vita. Nellepisodio degli
Atti degli Apostoli, che d inizio ai viaggi di Paolo, i disce
poli di Antiochia pregano e digiunano prima dl accomratar
si dallapostolo e da Barnaba in partenza per il loro primo
viaggio.

222

LA TEMPESTA SEDATA

Per molti teologi e biblisti, lepisodio della tempesta se


data e da leggersi come un vero e proprio esorcismo. Io lho
sempre considerato tale. Lo stesso Benedetto XVI, in una
recente omelia pronunciata sul sagrato della chiesa di San
Giovanni Rotondo, sposa questa tesi.

Proseguendo il nostro viaggio nel Vangelo di Marco, tro


viamo il racconto alla fine del quarto capitolo, subito prima
del miracolo sullindemoniato di Gerasa. Ges disse ai suoi
discepoli: Passiamo allaltra riva *. E lasciata la folla lo pre
sero cos comera sulla barca. Cerano anche altre barche con
lui. Nel frattempo si sollev una gran tempesta di vento e get-
tava 1e onde sulla barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne
stava a poppa, sul cuscino e dormiva. Allora lo svegliarono e
gli dissero: Maestro. non timporta che moriamo? *. Desta
tosi sgrid il vento e disse al mare: Taci, calmati . Il vento
cess e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: Perch siete
cos paurosil Non avete ancora fede? . E furono presi da gran-
de timore e si dicevano l'un laltro: Chi dunque costui al
quale anche il vento e il mare obbediscono? >>.

Un racconto che abbiamo letto e ascoltato tante volte, che


diventato proverbiale, per certi versi persino un po scon-

223

tato: lacqua, la barca, la tempesta, il pericolo e Ges che


opera il miracolo. Sembra il dipinto di uno di quegli exvo
to marinari che adom ano e testimoniano la fede in tanti san-
tuari. Anche qui, per, si svela evidente lazione salvifica di
Ges di fronte al maligno.

Per prima cosa occorre annotare che gli apostoli erano


pescatori. Conoscevano bene le insidie del lago di Tiberia-
de. che peraltro piccolo e non certo soggetto a tempeste
tenibili. Su quel lago sono cresciuti e hanno lavorato per da-
re da mangiare alle loro famiglie. Insomma. non avrebbero
mai preso il largo se il tempo avesse minacciato tempesta.
invece sembra per loro naturale imbarcare Ges per anda
re sullaltra riva. La tempesta si scatena subito dopo, vio
lenta e inusuale. Loro. da uomini esperti, la percepiscono
come qualcosa di straordinario, hanno paura e temono di
perdere la vita. Al contrario Ges dorme placidamente su
un cuscino. Nel racconto volutamente contrapposto ai di
scepoli spaventati. La sua e la tranquillit di chi, per la sua
vita difede, per la sua vicinanza a Dio. non teme lazione
del maligno.

La contrapposizione e evidente: Non ti importa che an


diamo a fondo? . Tu dormi e tutti noi corriamo il rischio di
morire. Poi Ges comanda ai venti e alle acque. come se fos-
sero esseri animati di vita propria. Non a caso gli apostoli
e chi era con loro sulle altre barche, ne restano stupiti: Chi
costui che comanda ai venti e alle acque? .

Secondo il biblista Emanuele Testa c erano i demoni a pro


vocare onde e venti impetuosi. il loro obiettivo era fare in mo-
do che Ges morisse o. semplicemente, mostrasse paura di
fronte alle potenze del male. evidente lazione del demonio

224

che insinua il terrore, che cerca la morte. In questo caso la


morte e la paura di colui che e fonte della vita e origine di tut-
to il bene. Benedetto XVI fomisce la medesima lettura. Ge-
s spiega in quellomelia sulla tomba di Padre Pio mi-
naccia il vento e ordina al mare di calmarsi, lo interpella co
me se esso si identificasse col potere diabolico. ll riferimen
to al Salmo 106/107 letto in quella stessa celebrazione evi-
dente: <<Un vento burrascoso sollev i utti. Salivano fino al
cielo, scendevano negli abissi. La loro anima languiva nel
laffanno. Onde g giavano e barcollavano come ubriachi, tutta
la loro perizia era svanita. Nellangoscia gridarono al Signo
re ed egli li liber dalle loro angustie. Ridusse la tempesta al-
la calma, tacquero i utti del mare. Si rallegrarono di vedere
la bonaccia ed egli li condusse al porto sospirato.

Il gesto solenne di calmare il mare in tempesta anno


tail Papa chiaramente segno della signoria di Cristo su]
le potenze negative e induce a pensare alla sua divinit. Non
a caso i discepoli si domandano chi sia costui al quale il ven-
to e il mare obbediscono. La loro non ancora fede salda,
si sta formando; un misto di paura e di fiducia. Al contra
rio labbandono confidente di Ges al Padre e totale e puro.
Per questo potere dellamore Egli pu dormire durante la
tempesta, completamente sicuro nelle braccia di Dio. Ma
verr il momento in cui anche Ges prover paura e ango
scia. Quando verr la sua ora sentir su di s tutto il peso dei
peccati dellumanit, come unonda di piena che sta per ro
vesciarsi su di lui. Quella si sar una tempesta terribile, non
cosmica ma spirituale. Sar lultimo estremo assalto del ma-
le contro il Figlio di Dio.

La logica quindi evidente. Cos come assale Ges nel


lorto degli ulivi, si fa vento e tempesta nel tentativo di uc

225

ciderlo con tutti i suoi discepoli. Quando Ges comanda al


vento e alle acque, compie un vero eproprio esorcismo. Del
resto, come abbiamo visto, il diavolo puo impossessarsi de-
gli oggetti, degli animali e delle forze della natura nel ten
tativo diportare a compimento la sua strategia di morte sul-
[' uomo. Un obiettivo che il diavolo pensa di aver raggiunto
quando riesce a far uccidere Ges. da notare a questo pro
posito che anche Giuda si suicida. tentato dal diavolo e di
lui succubefino allultimo, anche quando comprende il ma-
le terribile che ha compiuto.

la contrapposizione eterna. Dio e il Dio della vita, del


bene, della bont, della misericordia, del perdono. Il diavolo
e lesatto contrario. Odio, inimicizia, perdizione e distruzio
ne sono le sue caratteristiche. La morte e entrata nel mondo
per mezzo suo. Molto eicacemente santAgostino diceva che
se Dio non gli ponesse dei limiti, ci ucciderebbe tutti. Ma
come si legge nella prima lettera di Giovanni al capitolo quin
to, tutto ci che nato da Dio vince il mondo e questa e la
vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede. la testi-
monianza secca, precisa, di cosa vuol dire essere cristiano.
Se dici di essere cristiano devi aspirare a comportarti secon
do gli insegnamenti di Cristo, altrimenti non lo sei. Nessu
no vinganni. Chipratica la giustizia e giusto comegli e giu
sto. Chi commette il peccato viene dal diavolo. perche' il dia
volo e peccatore fin dalprincipio. Ora il Figlio di Dio e ap-
parso per distruggere le opere del diavolo... Non vi meravi
gliate se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati
dalla morte alla vita perch amiamo i fratelli. Chi non ama
rimane nella morte ('le 3,78.13-14).

AllAngelus della prima domenica del 2010, dopo aver ri-


cordato che la speranza del cristiano non fa alcun affidamento

226

su oroscopi e pronostici di ogni tipo, Benedetto XVI annota:


Noi confidiamo nel Dio che in Ges Cristo ha rivelato in
modo compiuto e definitivo la sua volont di stare con luo
mo, di condividere la sua storia, per guidarci tutti al suo Re-
gno di amore e di vita... Il Regno di Dio viene certamente,
anzi e gi presente nella storia e, grazie alla venuta di Cristo
ha gi vinto la forza negativa del maligno. Ma ogni uomo e
donna responsabile di accoglierlo nella propria vita, gior
no per giorno... Ogni volta che il Signore vuole fare un pas
so avanti, insieme con noi, verso la terra promessa, bussa pri-
ma al nostro cuore, attende, per cos dire, il nostro s.

227

LA S EC ONDA ANNUNCI AZ] ON E

S ub tuum praesidium confugimus.... la pi antico in-


vocazione alla santa Madre di Dio. Sotto la tua protezione
ci rifugiamo. L'aidarsi a Maria Santissima e la strada
maestra e in qualche modo la pi semplice per chi vuole te-
nersi lontano dal demonio. Ci si rivolge a Maria perche' si
sente il bisogno di essere protetti da tutti i pericoli. La sto-
ria della Chiesa, dei suoi santi e dei popoli cristiani evi
denzia una costante devozione a Maria, che ha toccato i suoi
vertici nei momenti della prova. nelle situazionipi dolor
se. Da sempre e considerata il ricorso nei momenti diicili.
Per il demonio Maria (} linvincibile. lo stesso ho chiesto pi
volte negli esorcismi perch ne avesse tanta paura e lui mi
ha risposto invariabilmente:

Perch mi vince sempre, perche' non e mai stata tocca-


ta dalla pi piccola ombra di peccato .

Paolo VI diceva: Tutto ci che combatte il peccato com-


batte il demonio. questo il motivo per cui il diavolo ha co
s tanta paura della Madonna. Lei non pu essere sorata
dal peccato. Del resto basta leggere la Bibbia per compren
dere. Maria e? associatafin dal principio alla lotta e alla vit-
toria sul diavolo ( Gen 3,]5): Porr inimicizia _fia te e la

228
donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questo ti schiaccer
la testa e tu le insidierai il calcagno. E Maria ci viene pre-
sentata nuovamente in lotta contro satana nel capitolo 12
dellApocalisse: Apparve nel cielo un grande segno: una
donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul ca-
po una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le
doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno
nel cielo: un enorme drago rosso.... La Genesi e lApoca
lisse. Il primo e lultimo libro. La lotta iniziata al principio
dei tempi durerfino alla fine dei tempi, come anche speci
fica il gi citato passaggio della "Gaudium et spes : la
storia umana e pervasa da una lotta tremenda contro le po
tenze delle tenebre... che durer fino allultimo giorno.

Maria e quindi associata allazione di Cristo che e ve


nuto nel mondo con lo scopo preciso di distruggere il regno
di satana e instaurare il regno di Dio. Fin dal suo concepi-
mento il piano di Dio @ mariano. Come aermava lo stesso
Paolo VI, non si pu essere cristiani senza essere mariani.
La Chiesa non divinizza Maria ma ne mette in luce il rap
porto privilegiato con la Santissima Trinit, la onora cosi
come Maria stata onorata dalla Trinit.

significativo ilfatto che nella Bibbia la Trinit appaia


per la prima volta in tutta la sua chiarezza proprio il mo
mento in cui Ges viene concepito in Maria: Dio Padre che
manda langelo Gabriele; il Figlio che si incarna in Maria;
lo Spirito Santo ad opera del quale avviene lincarnazione.
Da quel momento in poi Maria e completamente dedicata a
Ges, in totale collaborazione con lui, associata alla sua
missione. Per questo la rivalit di Maria col demonio in
cessante e accompagna la nostra lotta personale. Per que-
sto Maria nostro scudo.

229

La missione di Maria si comprende appieno aipiedi del-


la Croce. Ges allora, vedendo la madre e accanto a lei il
discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco
tuofiglio . Poi disse al discepolo: Ecco tua madre -. E
da quel momento il discepolo la prese nella sua casa (Gv
19,2627). Ges ci affida a Maria, cos come lui stessofu a
lei affidato dal Padre. Per Maria comincia una nuova mis
sione, quasi una seconda annunciazione. un incarico che
riguarda ciascuno di noi e che durerfino allane del mon
do. Maria, Madre della Chiesa, e sempre presente. La testi-
monia la grande variet di titoli con la quale, da sempre,
viene invocata. A noi resta da fare come lapostolo Giovan
ni: Da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

San Bernardo di Chiaravalle sosteneva: Maria tutta


la ragione della mia speranza... Veneriamo Maria con tutto
limpeto del nostro cuore, dei nostri aetti, dei nostri desi-
deri. C osi vuole colui che stabil che noi avessimo tutto per
mezzo di lei. Maria e un grande dono di Dio. Noi dobbia
mo accoglierlo nella nostra vita. Dobbiamo abbandonarci
a lei. Farci educare da lei, cos come. hofatto Ges. Del re-
sto lazione di Maria in tutta la storia della Chiesa risulta
evidentissima. sufficiente considerare la straordinaria o
Iltbll, in tutto il mondo, di santuari mariani, spesso frutto
di apparizioni. E in ognuno di essi, nella sua storia, nelle te-
stimonianze di fede che la rinnovano, cosi come nei mes-
saggi lasciati da Maria nelle sue apparizioni, emerge sem
pre il contenuto di quello che si pu considerare il testa
mento della Madonna, cio le sue ultime parole riferite dai
Vangeli, rivolte ai servitori alle nozze di Cana: Fate quel-
lo che egli vi dir (Gv 2,5).

Dietro ogni santuario mariano c una storia in qualche

230

modo miracolosa legata al ritrovamento di unimmagine, a


unapparizione, al voto esaudita di un popolo. di una citt
o di una singola persona. Vicende damore filiale, intorno
alle quali si sono costruite intere comunit. Basti soltanto
pensare ai santuari mariani costruiti infaccia al mare, su
promontori, su colline che dominano le citt marinare, al

fianco dei porti. Bastipensare ai marinai, che si affidava-

no alla Madonna del loro santuario nei viaggi che un tem


po potevano anche durare anni. Pensiamo alle loro fami
glie, che periodicamente visitavano il medesimo santuario
per aidare la vita del congiunto alle braccia capaci della
Madre celeste. In questo senso gli ex-voto dei marinai usci-
ti illesi da naufragi o da tempeste sono aascinanti e ca-
paci di raccontare, spesso in pregevoliforme artistiche, co-
me la vita, anche la pi banale, possa essere autenticamente
intrisa di fede e ricevere luce e speranza dal rapporto di
retto col trascendente.

Storie e testimonianze di fede distribuite nel tempo e nel-


lo spazio geografico, che nascono e si sviluppano in conte
sti molto diversi fra loro. che mai promuovono nuove dot
trine, ma un costante richiamo a Ges. In pi c sempre
unattualizzazione ai bisogni del tempo e del luogo in cui
avviene lapparizione o si manifestato il miracolo che ha
indotto alla costruzione del santuario. Il centro dei messag
gi e la parola di Ges e il culto nei santuari e sempre cen
trato su Ges Eucaristico. E . con immensa efficacia pasto-
rale, i santuari sono uno stimolo alla conversione, alla pre-
ghiera, al riavvicinamento dei popoli a Ges e alla Chiesa.
Viene in mente Guadalupe allindomani della scoperta del
lAmerica. La Solette. in un momento tanto delicato per la
storia dEuropa. Banneux, nel cuore del Belgio, fra i dram-
mi delle due guerre mondiali. Epoi Rue Du Bac. Fatima con

231

la sua straordinaria attualit, Lourdes con la sua insonda


bile testimonianza damore. Attraverso la Madonna si indi-
ca la strada, si corre in soccorso, si mette in guardia lu-
manit dalla stoltezza deipropri errori, si testimonia linfi
nita misericordia divina, si invita luomo a convertirsi per
aidarsi totalmente ad essa. Lei e mediatrice universale di
grazia. Tutte le grazie passano attraverso di lei, che ci pro-
tegge uno per uno.

Viene da chiedersi cosa ne sarebbe oggi della fede dei


francesi, ma anche dellEuropa intera,fortemente incrina
ta dallideologia giacobina, senza le tr) straordinarie ap-
parizioni che segnarono la prima parte dell800: la celebre
Madonna della medaglia miracolosa a Parigi nel 1830, con
la chiesa di Rue Du Bac che ancora oggi la pifrequen-
tata della capitalefrancese; lapparizione di La Solette nel
1846. col suoprofetico messaggio che anticipa quello di Fa-
tima, Lourdes nel 1858, con la conferma del dogma del
lImmacolata Concezione. Cosa sarebbe della fede dei por-
toghesi senza Fatima, dellafede degli italiani senza ipi di
mille santuari mariani sparsi sullapenisola. Sono luoghi do-
ve risuona potente il messaggio evangelico, a fronte di ogni
eresia, di ogni perversit del singolo e della storia. Non
un caso che Giovanni Paolo II li abbia definiti antenne per
manenti della buona novella.

E le apparizioni continuano, cos come non cessa la na


scita di nuovi santuari mariani, in ogni angolo del mondo,
anche nelpi sperduto. Eventi che stanno a dimostrare che
la missione terreno della Madonna non si e mai conclusa.
Prosegue nei secoli e in alcuniperiodi sifa pi intensa, se-
condo le esigenze dellumanit. Del resto anche la missio-
ne terrena di Ges non finita. Lo ha promesso lui stesso.

232

come ben si legge sul Vangelo: Non vi lascio orfani. Re


ster con voifino allafine del mondo.

Basta pensare all Eucarestia per comprendere. La so'e


renza di Ges si rinnova quotidianamente. Nel momento in
cui ha offerto se stesso ha soerto vivendo in prima perso
na tutte le colpe e tutti ipercatifino allultimo uomo. Ogni
volta che qualcuno muore in peccato mortale e una parte del
sangue di Ges che viene sprecata. Un concetto che venne
espresso molto bene da Padre Pio a una donna che gli rac
contava le sue grandi soerenze, e spiegava che la sua non
era certo la soerenza di Ges, ma certamente si protraeva
da molto pi tempo di quanto fosse durata quella, perche
Ges ha soerto solo tre ore.

La risposta del santo fu perentoria:

* Ma proprio non capisci niente. Non lo sai che Ges e


in croce fino allane del mondo .

Su questo punto san Paolo era preciso: Completo nella


mia carne cio che manca alla passione di Cristo . C osa man
ca? La mia, la nostra cooperazione. Serve il nostro contri-
buto. C hi vuol essere mio discepolo rinneghi se stesso, pren
da la sua croce e mi segua.
UNA RISORSA PER IL MONDO

Seguendo il filo delle apparizioni, dei loro messaggi e


delle loro conseguenze sulla storia, lo abbiamo detto, emer
ge la vera pedagogia mariana. come se la Madonna ci pren-
desse per mano e ci guidasse sulle strade della vita. indi-
candoci i pericoli e gli inciampi, aiutandoci a portare la no-
stra croce. Nella costante lotta contro il demonio, Maria non
manca mai occasione per farci intendere che lei sta dalla no
stra parte e che basta affidarsi alla sua intercessione per usci
re sempre vittoriosi. Pi nel concreto, anzi, la Madonna ci
indica i modi che abbiamo, nel nostro piccolo, per allonta-
nare il male, per evitarlo a noi e allintera umanit. ln mol-
ti messaggi di Medjugorje mette in guardia dalle astuzie di
satana. Indica la strada della preghiera e ne fornisce persino
le parole. Niente di pi, niente di meno di quanto accaduto
nella storia della salvezza, nella quale il popolo di Dio, ac-
cogliendo gli insegnamenti del suo Signore, riesce a trion-
fare sui nemici, altrimenti ne viene travolto. E non si pu
certo considerare un caso se nei luoghi delle apparizioni av
vengono tante conversioni, tanti ritorni al sacramento della
penitenza, moltissime liberazioni dal demonio e guarigioni.
La missione data da Cristo ai dodici, che si perpetua in Ma-
ria: annunciate il Vangelo, rimettete i peccati. guarite i ma
lati, cacciate i demoni.

234

Ogni apparizione, pur illuminando la vicenda umana in


tutto il suo percorso, legata al momento storico. 1 messag
gi che vengono dati hanno attinenza particolare con ci che
pi necessario alla societ in quel momento o in prospet-
tiva immediata. La prima grande apparizione riconosciuta
dalla Chiesa nella nostra epoca avviene a Parigi, nella cap-
pella del convento delle Figlie della Carit in Rue du Bac
nel giugno del 1830 e si ripete a novembre. La veggente
una suora, suor Caterina Labour. Nella prima apparizione,
Maria si sofferma a parlare a lungo con lei e le racconta di
cose terribili che stanno per accadere in Francia e in Euro
pa: Figlia mia, itempi sono molto tristi; gravi sciagure stan
no per colpire la Francia; il trono sar rovesciato: tutto sar
sconvolto da disgrazie dogni specie. (Dicendo questo la Ma
donna aveva laspetto molto addolorato). Ma venite ai pie-
di di questo altare; qui le grazie saranno sparse su tutti so-
pra tutte le persone che le chiederanno con fiducia e fervo-
re, sui piccoli e sui grandi....

Nella seconda le si mostra in forma di medaglia ovale e


le chiede di far coniare e diffondere quellimmagine in mi-
lioni di copie. Sul primo lato, intorno alla Madonna, dalla
quale emanano raggi di luce, ci sono dodici stelle e si legge
la giaculatoria con la quale Lei invita a pregare per ottenere
le grazie, che dice di voler dispensare su ogni creatura: 0
Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriarno
a te. Espressione che anticipa listituzione del dogma del
lImmacolata Concezione proclamato nel 1854. Sul retro, ol
tre a una M sormontata da una croce, vi compaiono i cuori
di Maria e di Ges. Limmagine ha unenorme diffusione. Si
comincia molto presto a parlare di miracoli, iniziando dal ri-
torno alla Chiesa di un vescovo scismatico.

235

Oggi la chiesa di Rue du Bac certamente la pi fre


quentata di Parigi. Ed molto particolare la storia di Cate
rina Labour, che riesce a mantenere il segreto sulla sua realt
di veggente con tutti coloro che la conoscono. Parla della vi-
sione solo al suo direttore spirituale e questi riferisce al ve
scovo. perch lei insiste sulla necessit di far coniare le me
daglie. il vescovo acconsente. Caterina continua a vivere nel-
lo stesso convento. dove tutte le sue consorelle portano la
medaglietta miracolosa. ma nessuna di loro al corrente del
fatto che la Madonna apparsa proprio a lei.

Il significato dellunione dei due cuori misericordiosi di


Ges e Maria per la salvezza dellumanit, posti sul retro
della medaglia, sar reso esplicito soltanto a Fatima nel 1917.
ln questo senso la Madonna della medaglia miracolosa pu
quasi essere considerata un anticipazione, o meglio, una pre
parazione sia di Lourdes, dove Maria stessa dice di essere
lImmacolata Concezione, sia di Fatima.

La seconda grande apparizione avvenuta a La Salette.


in Francia, un piccolo villaggio sulle montagne del Delfina-
to. il 19 settembre del 1846. 1 due veggenti, Melania Cal
vate Massimo Giraud, raccontano di aver ricevuto un mes
saggio e un segreto durante un incontro con la Madonna. Nel
segreto, il cui testo redatto definitivamente dalla veggente
nel 1879 ebbe limprimatur dellallora vescovo di Lecce, nel-
la cui diocesi Melania si rec a vivere, si annunciano i ter
ribili sconvolgimenti che attraverseranno lEuropa e il mon
do nei decenni seguenti: dalle guerre civili alle guerre mon
diali. Si sottolinea il tentativo ripetuto e insistente di tutti i
governanti di cancellare Cristo dalla vita e dalla storia dei
popoli. Poi, nella sua seconda parte, quella che ci riguarda
pi direttamente, perch dovrebbe riferirsi a giorni pi vici

236

ni a noi, il tenore diventa fortemente apocalittico, con toni


che molto ricalcano quelli della visione dellApocalisse di
Giovanni, con lavvento del regno del male e il definitivo
trionfo del bene.

Alla luce di queste visioni si invitano gli uomini a pre


gare con intensit, a impegnarsi affinch queste cose non ac-
cadano. Un invito che viene ripetuto in tutte le apparizioni
e che al centro, per esempio, della gran parte dei messag
gi di Medjugorje, dove la Madonna apparsa per la prima
volta dieci anni prima della guerra civile in Jugoslavia, in
vitando esplicitamente a pregare per la pace. Riguardo, poi.
alle cose da fare, la Madonna a La Salette insiste su tre pun-
ti, molto semplici e comprensibili a tutti: non bestemmiare:
osservare la santa messa festiva; osservare astinenza e di;
giuno. Una sintesi delle virt cristiane: rispetto, adorazione.
preghiera, carit, umilt, e penitenza.

. Sempre in Francia, qualche anno dopo, ecco le 18 appa-


nzmni di Lourdes. ln un momento in cui ateismo e raziona
lismo stanno diventando le ideologie dominanti, la Madon
na raccomandapenitenza e preghiera. quindi fa sgorgare lac
qua. segno di purificazione, di guarigione, di ricongiunzio-
ne a Dio. Segni di straordinaria e imperitura attualit. Un ri
chiamo forte a una vita di fede. un richiamo al valore della
sofferenza. ln un mondo positivista ed egoista, la Madonna
si serve di una ragazzina povera e ignorante per ricordare
che tutto dipende dalla fede, anche nel dolore, nel bisogno
di riscatto. Solo nel ricongiungimento a Dio si trova la stra-
da, si d un senso alla vita, in qualunque situazione ci si tro-
vi. Lourdes diventa subito il santuario delle guarigioni, co
nosciuto in tutto il mondo, un punto di riferimento per i ma
lati. Ma anche luogo di conversioni. Tantissime persone

237

che a Lourdes non sono state guarito nel fisico, hanno com-
preso che la loro missione era proprio nella sofferenza, nel
la testimonianza che lunica strada che conduce al Paradiso
passa attraverso il Calvario e non ve ne sono altre.

Sono molte anche le liberazioni da possessioni o inuenze


diaboliche. Molte delle persone che ho esorctzzato si sono
liberate denitivamente nel corso di un pellegrinaggio a
Lourdes. Quasi sempre accade in maniera molto semplice;.
Si va li, magari dopo anni di esorcismi ci si mgznocchta ne '_.
la grotta o nei suoi pressi, si prega e improvvisamente cihsi
sente liberi. Per queste persone una g101a immensa,. c e
nemmeno e possibile descrivere. Ci sono pero anche casr che
si svolgono in maniera molto meno tranqurlla. Padre Ga
briele racconta in particolare di una donnaanzrana della pro-
vincia di Brescia, posseduta da molti anni, che aveva mami
festazioni rabbiose nei confronti di tutti gli oggetti sacri e di
ogni forma di preghiera. Dopo tanti e inutili tentativi, i .;uoz
amici e parenti decidono di provare a portarla a LOW, esl
La iscrivono al pellegrinaggio non senza diicolta, pei che
solitamente questo tipo di malati non viene accettato n;i
gruppi. Davanti alla grotta si mette a smontare e tengo, i
fuggire. Ancora peggio accade quando insistono petcl est
immerga nelle piscine, finch i suo: accompagnatori e e in
fermiere decidono di costringerla con la forza. Nonostante
l'et la sua ribellione furiosa e riesce a trasctnare con se
anche una delle sue accompagnatrici. La libera-Zionee pero
istantanea. Nessuno dei presenti ha pi dimenticato il volto
felice e le manifestazioni di gioia di quella anzzana donna
mentre usciva dallacqua.

Nel disegno pedagogico delle apparizioni mariane ecco


Fatima allinizio di un secolo terribile, alle soglie della prr

238

ma guerra mondiale. Un-apparizione che sembra seguire da


vicino quella di La Salette e che allo stesso tempo annuncia
le apparizioni a noi pi vicine, le tante che si sono sussegui
te in tutto il mondo negli ultimi decenni. Anche qui vengono
rivelati dei segreti. Ma la cosa importante che la Madonna
non tanto rivela di guerre e catastrofi, quanto insegna come
evitarle. In particolare invita ciascun fedele a consacrarsi al
cuore immacolato di Maria, allo stesso tempo chiede che ven
ga consacrata anche la Russia affinch non diffonda il suo
peccato nel mondo. Cosa. questultima, che neifatti non e
mai avvenuta ufficialmente anche per non mettere a rischio
il dialogo ecumenico. E le conseguenze, se le vogliamo indi
viduare come tali, si sono viste nel corso del secolo in tutto
il mondo, in termini di contaminazioni ideologiche, di diu
sione dellateismo, di guerre, profanazioni. violenze. sop-
pressioni di interi popoli e via dicendo. Conseguenze i cui
frutti perversi continuano a mostrarsi in piena evidenza.

invece avvenuta la consacrazione del mondo a] cuore


immacolato di Maria, sulla base di quanto chiesto in una vi
sione da Ges alla beata portoghese Alessandrina Maria da
Costa negli anni 30. Una mistica straordinaria che sulla sua
carne ha rivissuto la passione di Cristo, ha avuto le stimma-
te e ha vissuto i suoi ultimi tredici anni nutrendosi di sola
Eucarestia. Fu Pio XII a consacrare il mondo al cuore di Ma
ria nel 1942, in una trasmissione radiofonica che era rivolta
allepiscopato portoghese, alla presenza dellarnbasciatore
del Portogallo presso la Santa Sede. Era stato infatti lepi
scopato portoghese a chiedere al Papa di fare quanto richie
sto dalla beata, che all epoca era ancora viva.

Riguardo alla Russia la Madonna a Fatima era stata assai


precisa. Se si fa la consacrazione e se si ascoltano le mie pa

239

role ci sar la pace. altrimenti avverr unaltra guerra peg


giore dellattuale. Se non si fa la consacrazione, la Russia
sparger nel mondo i suoi errori. Alla fine il mio cuore im-
macolato trionfer. La Russia si convertir. Sar dato al mon-
do un periodo di pace. Tre cose che secondo molti osserva-
tori non sono ancora avvenute. Una tesi avvalorata dalle ap
parizioni successive a suorLucia, una dei tre veggenti di Fa
tima. In una di queste la Madonna ha spiegato che non es-
sendo state suicienti le sue parole e le sue profezie per con
vincere le persone e non essendosi fatto quello che aveva
chiesto esplicitamente, Dio manda me stessa come ultima
risorsa per il mondo.

Qualche anno dopo Fatima, nel 1933, fra le due guerre


mondiali, dieci anni prima della terribile battaglia delle Ar
denne. a Banneux, un poverissimo e minuscolo paesino del
Belgio avvenuta lultima delle apparizioni ufficialmente
riconosciute dalla Chiesa in Europa. La veggente, Mariette
Bec, ancora in vita, una bambina di dodici anni, figlia di
umilissimi contadini per nulla devoti. Proprio la conversio-
ne del padre, un autentico mangiapreti, fu il segno chiesto
alla\lergine dal parroco del luogo, per avere una propria per
sonale conferma della bont delle manifestazioni.

Mariette nata il 25 marzo, festa dellAnnunciazione e,


in quellanno, il 1921, anche Venerd santo. Qualche giorno
prima delle apparizioni ha trovato un rosario a terra, sulla
strada che conduce al paese. Coincidenze che in seguito, la
stessa Mariette, indicher come segni di predilezione nei suoi
confronti. Le apparizioni sono otto. in pieno inverno. La pri
ma volta Mariette alla finestra. E buio e attende il ritorno
di uno dei fratellini. La Signora le appare nellorto davanti
casa. Il volto cos lucente da illuminare la notte. Maria di

240

sgiunge le mani e con lindice della destra le fa un cenno per


farla avvicinare, ma la mamma le impedisce di uscire. Le se-
re successive, alla stessa ora, Mariette esce senza dire nulla
e sr inginocchia nel luogo dove aveva visto la Madonna. La
seconda apparizione avviene alla stessa ora, tre giorni dopo

il. 18 gennaio. Il padre, che sta seguendo i movimenti della


piccola, la guarda inginocchiata e impegnata nella recita del
rosario. La Madonna le appare luminosa, su una sorta di nu
vola grigia appena sollevata da terra. Mariette prega col ro-
sario trovato a terra e la Madonna prega con lei. Poi le fa
cenno di seguirla sulla strada che conduce al paese. Il padre

che vede la figlia incamminarsi sul sentiero nella notte la


chiama, la segue. Lei senza voltarsi risponde: Lei mi chia
ma. Per due volte si ferma, si inginocchia in preghiera. A1

Ia terza sosta, Maria sullorlo di una sorgente. Si rivolge a


Mariette e le dice: Immergi le mani nellacqua. La bimba
ubbidisce e il rosario le cade dentro. Poi la. Madonna ag
giunge: Questa sorgente riservata per me.

Le apparizioni successive seguono lo stesso schema. In


esse Maria precisa con poche parole il senso del semplice
messaggio affidato alla bambina, accompagnandole con un
ampio gesto della croce, in segno di benedizione. Io sono
la Vergine dei poveri, questa sorgente per tutte le na-
zioni, per gli ammalati, pregherper te, desidero una
prccolacappella, io vengo ad alleviare la sofferenza, cre-
dete in me, io creder in voi, pregate molto, mia cara
bambina, prega molto, io sono la Madre del Salvatore
Madre di Dio. Le sue ultime parole, il 2 marzo, davanti al1
la sorgente, quando ormai intorno alla bambina ci sono de
crne di persone in preghiera, sono: Pregate molto.
Pochi elementari concetti, in apertissimo contrasto con i

241

fascinosi desideri mondani, illusioni del demonio. Il senso


intimo, umile, povero, bambino dellessere cristiano: laffi-
damento totale a Nostro Signore riconoscendo in lui la sor-
gente dacqua viva donata alle nazioni, presso la quale si pu
trovare sollievo nelle sofferenze, lunica luce capace di ri
schiarare le tenebre. Da quel 15 gennaio del 33, tutte le se
re a Banneux si recita il rosario spostandosi dal luogo del-
lapparizione alla sorgente.

E proprio la richiesta esplicita della Madonna di pregare


il rosario, specialmente i misteri dolorosi, ritorna nelle ap
parizioni di Kibeho, in Rwanda. Decine di episodi avvenu
ti fra il 28 novembre del 1981 e la fine del 1989, che hanno
coinvolto con certezza tre veggenti fra i 16 e i 21 anni, tut-
te studentesse di un piccolo collegio con 120 alunne, tenuto
da suore, dove si insegna a diventare maestre e segretarie
dazienda. La prima volta la Vergine appare alla pi picco
la delle tre Alphonsine Mumureke. E il 28 novembre del
1981, cio alcuni mesi dopo linizio delle apparizioni a
Medjugorje e dodici anni prima degli spaventosi massacri
della guerra civile fra Tutzi e Hutu. Sono le 12,35. Le ra-
gazze sono tutte a mensa. Alphonsine sta servendo a tavola,
quando si sente chiamata: Figlia mia. vieni qui. La voce
proviene dal corridoio e la ragazza si reca in quella direzio-
ne. Le appare una giovane di una bellezza incomparabile,
vestita di bianco, col velo sul capo, le mani giunte. Alphon-
sine chiede: Chi sei?. La risposta non lascia dubbi: lo so
no la Madre del Verbo. Poi aggiunge: Vengo a rassicurar
ti, perch ho ascoltato le tue preghiere. Vorrei che le tue com-
pagne avessero pi fede, perch non credono abbastanza.

In tutto lapparizione dura otto minuti. Le compagne di


Alphonsine lhanno sentita parlare da sola e non credono al

242

racconto della ragazza. Iniziano a prenderla in giro, a dire


che una pazza visionaria. Lei allora, che nei giorni se
guenti ha altre visioni, prega la Madonna di apparire anche
alle sue amiche cos che possano crederle. Viene acconten
tata il 12 gennaio. La fortunata Nathalie Mukamazimpaka
che ha 17 anni. I suoi racconti non servono per a far ces-7
sare lo scetticismo. Il problema si risolve i] 2 marzo se-
guente, quando la Vergine appare a Marie Claire Mukan
gango. Ha 21 anni ed la leader delle scettiche. Quando an
che lei non pu fare a meno di raccontare daver visto la
Madonna, tutto il collegio comincia a comprendere che sta
accadendo qualcosa di straordinario.

E qualcosa di straordinario accade anche la mattina del


31 maggio 2003, sotto gli occhi di centomila persone e del
cardinale Crescenzio Sepe, inviato a Kibeho per la consa
crazione del nuovo santuario dedicato a Nostra Signora dei
dolori. Il luogo divenuto meta di pellegrinaggi da tutta
lAfrica e da ogni parte del mondo, una sorta di Lourdes del
Continente Nero. Dopo una lunga inchiesta il vescovo del
la locale diocesi di Gikongoro, monsignor Augustin Misago
e la Congregazione per la Dottrina della fede sono arrivati
alla conclusione che La Vergine Maria apparsa a Ki
beho... Ebbene, quella mattina di maggio del 2003, alle 10,
quando la processione solenne verso il nuovo santuario ap
pena commciata, qualcuno si mette a urlare:

Guardate il sole, guardate il sole! *.

Il cardinale, il vescovo e tutti i presenti alzano gli occhi


al cielo. Il luminoso e caldo sole africano non abbaglia, si
lascra guardare senza provocare alcun fastidio agli occhi. In-

torno a] sole ruota un astro lucentissimo, della grandezza del-

243

la luna. in un mare di colori. Il fenomeno dura otto minuti,


viene visto da tutti ed e documentato da filmati e fotografie.
Un segno sul luogo delle apparizioni, come a Fatima il 13
ottobre del 1917.

Proprio come a Fatima le tre veggenti hanno avuto una


terribile visione premonitrice di sangue e distruzione. Era
il. 19 agosto del 1982. Tutte e tre si mettono a piangere e a
tremare dalla paura. Lapparizione dura otto ore, nel corso
delle quali, fra tante cose orribili, vedono un fiume di san
gue, persone che si uccidono, teste mozzate, cadaveri ab
bandonati, fiamme, un mostro spaventoso, un abisso spa-
lancato Una visione di inferno... In quello stesso luo
go, dodici anni dopo, furono massacrare ventimila perso
ne che si erano rifugiate dentro e intorno alla cappella che
era stata costruita per ricordare le apparizioni. Strage che
torn a ripetersi lanno seguente, quando i Tutsi spararono
per giorni sui 250 mila Hutu che erano stati raccolti in un
campo profughi a Kibeho, tagliando la testa a tutti quelli
che provavano a fuggire.

A Kibeho accade un altro fatto straordinario. Tutte le veg-


genti, nonostante le molte apparizioni, non sono mai state in
grado di descrivere il colore della pelle della Vergine. Cer-
tamente non era bianca e certamente nemmeno nera. Era una
donna bellissima dalla pelle vellutata e non attribuibile ad
alcuna razza o etnia. Lei stessa, in una apparizione rivela a
Marie Claire: Io non vengo soltanto per Kibeho, non sol
tanto per il Rwanda, non soltanto per lAfrica, ma per il mon-
do intero. Questo mondo sullorlo della catastrofe. Medi
tate sulle sofferenze di Nostro Signore Ges e sul profondo
dolore di sua Madre. Pregate il rosario, specialmente i mi
steri dolorosi, per ricevere la grazia di pentirvi. In seguito

244

ad Alphonsine spiega: Sono venuta per preparare la strada


a nno Figlio, per il vostro bene e voi non lo volete capire. Il
tempo rimasto poco e voi siete distratti. Distratti dai beni
efmeri di questo mondo. Ho visto molti dei miei figli per
dersr e sono venuta per mostrare la vera strada....

245

REGINA DELLA PACE

Medjugorje ritengo che sia la pi importante di tutte le


apparizioni mariane. quella che interpellail nostro tem
po, con una insistenza che sarebbe degna di maggiore ati
tenzione. La prima apparizione del 24 giugno 1981, I ser
giovani veggenti di allora, oggi sono sposati e vrvono in va-
ri luoghi nel mondo. Sono andato subito a Medjugorje e li
ho conosciuti tutti. Con alcuni di loro continuo ad avere con
tatti. Sono persone normalissima, con i problemi che hanno
tutti. E come se la Madonna abbia voluto raggiungere la
gente comune, le famiglie, i lavoratori, i giovani. Da quel'
la prima volta, appare loro tutti giorni alle 18, ovunque sz
trovino. Ogni messaggio fa parte del grande disegno peda-
gogico di Maria: far riavvicinare ogni singolo essere uma-
no a suo figlio Ges. Ha consegnato dieci segreti che sa
ranno divulgati da un sacerdote non appena la Madonna
dar il suo benestare a Miriana, una delle veggenti.

Interessante notare che la Madonna in Rue du Bac si de


finisce Maria concepita senza peccato; a Lourdes affer
ma: lo sono lImmacolata Concezione; a Fatima: io sono
la Madonna del rosario; a Banneux: lo sono la Vergine dei
poveri; a Kibeho: lo sono la Madre del Verbo? a Medju-
gorje: lo sono la Regina della pace. La pace dei cuori che

246

viene solo dalladesione al Verbo, il Figlio di Dio. Anche il


miracolo dell a Madonnina di Civitavecchia, alle porte di Ro-
ma, alla vigilia di questo difficile momento per la Chiesa,
rientra in questa logica. La statuetta che ha lacrimato sangue
stata acquistata a Medjugorje. Ho conosciuto la famiglia
presso la quale la Madonna ha pianto e sono convinto del
la sincerit delle loro parole, cosi come di quelle del vesco
vo monsignor Grillo. un uomo pio e sincero.

Come sempre in questi casi, sono i pellegrinaggi, le con


versioni, le confessioni a confermare la veridicit e la divi
nit dellevento. A Medjugorje ognuno riceve quello di cui
ha realmente bisogno. Mai nessuno ne torno deluso, anche
coloro che vengono da me per gli esorcismi. Attualmente
il luogo al mondo dove avvengono pi conversioni e dove si
hanno pi confessioni.

Resta sempre da chiedersi come mai la gente continui a


non credere anche di fronte a queste manifestazioni? Perch
lopera del diavolo in questo ambito intensissima. AMedju
gorje, Maria stessa ha aerrnato che tutte le volte in cui e
apparsa stato sempre con Ges, poi si e sempre fatto avan-
ti il diavolo. E lui corrompe, inganna. Del resto non c' al-
cun dubbio che Medjugorje sia un avamposto della lotta con
tro il demonio. Una lotta serrata, perch satana si trova con
un potere che non ha mai avuto prima: quello di distrugge
re il mondo grazie agli strumenti messi a punto dall uomo.
Lui sa perfettamente che pu realizzare questo obiettivo e
lavora in ogni modo per raggiungerlo. Ma lavora anche far-
temente per insinuare il peccato nella Chiesa, nel tentativo
di distruggerla. In uno dei messaggi la Madonna ha rac
contato che Dio avrebbe concesso a satana di tentare la C hie
sa per un periodo che approssimativamente si indica in cen

247

to anni, nella certezza che anche questa volta il diavolo ne


uscir sconfitto. Ora. siccome quel tempo sta per scadere.
satana scatenato pi che mai.

Ecco allora la fatica, il dolore della Madonna nel suo sfor-


zo costante per salvare gli uomini. il mondo. Eccola sua con
tinua proposta di preghiera, digiuno, conversione. A chi non
crede possono sembrare cose inutili, strumenti incapact di
risolvere anche il pi piccolo problema dell ' umanit. Ma chi
crede sa bene che questi mezzi sono di grande potenza, sa
che la corona del rosario e realmente piforte di ogni ma
le. di ogni armo distruttrice. E tutti noi . in questo, abbiamo
una grande colpa, quella di dedicare troppo poco tempo a
Dio, nonostante che il tempo che ci viene dato sia tutto quan
to suo: un dono assoluto.

Nei messaggi lasciati ai veggenti di Medjugorje la Ma-


donna ha parlato molto spesso del diavolo e della sua ope
ra, invitando ripetutamente gli uomini a rifiutarlo, a resprn
gerlo, & non lavorare per lui perch Vuole rompere 1 mrer
piani. San Paolo a questo proposito fermo nellesertare:
N on conforrnatevi alla mentalit del mondo . Che un po
come dire: se vuoi essere cristiano non devi vivere facendo
delle mode il tuo stile.

Il Vangelo e chiarissimo: chi crede sar salvo, chi noncre-


de sar condannato. Nelle apparizioni dopo la risurrezrone
Ges afferma: Predicate il Vangelo. cacciate i demoni, gua
rite i malati. C da chiedersi se questo venga fatto, se i err
stiani siano effettivamente impegnati in questa missione. Lin
sistenza con la quale la Madonna appare in tuttii continenti,
ci fornisce lidea non solo dell amore infinito di Dio per nor
ma anche della pessima situazione religiosa in cui versa il

248

mondo, della crisi tremenda nel clero, di quanto ognuno di


noi sia bisognoso di essere aiutato. Sbandamenti che interes-
sano tutte le classi sociali, tutti gli ambiti di lavoro e di di
vertimento con i mass media, che vengono utilizzati come
strumenti di corruzione. A questo punto io sono convinto che
difronte a questa massiccia attivit di catechismo della Ma-
donna, a questo suo massiccio tentativo di convincere il ge-
nere umano, o c una risposta o ce il castigo. Tutta la Bib
bia li a d irci che Dio ha pazienza, pazienza, pazienza..., poi
viene il castigo. E noi sappiamo bene che non Dio che ca
stigo, sono gli uomini che castigano se stessi e si castigano
fra loro. Non e Dio che manda i castighi, sono gli uomini,
ispirati da satana, a provocare i loro stessi castighi .

Cari figli. Oggi come mai prima vi invito alla preghie


ra... Satana forte e desidera distruggere non solo la vita
umana, ma anche la natura e il pianeta su cui vivete, reci
ta il messaggio di Medjugorje del 25 gennaio 1991. Nella
gosto del 1985 in un altro messaggio la Madorma invitava
a impegnare il combattimento contro satana attraverso la
preghiera. Un anno dopo insisteva: Solo con la preghiera
vincerete linflusso di satana, dovunque siate. Pregate in-
cessantemente. Pregate di pi. Cosi satana verr allontana
to da qui. Ancora pi preciso un messaggio del dicembre
88: Se pregate, satana non pu intralciarvi minimamente,
perch voi siete figli di Dio e Lui tiene il Suo sguardo su di
voi. Pregate, la corona del rosario sia sempre nelle vostre
mani come segno per satana che appartenete a me.

Giovanni XXIII amava dire che la sua giornata non era


terminata se non aveva prima recitato tutti e quindici i mi
steri del rosario. Paolo VI parlava del rosario come del Com
pendio di tutto il Vangelo. Leone XIII scrisse ben dodici en-

249

cicliche sul rosario. Giovanni Paolo II ha dedicato importan


ti scritti al rosario, ha voluto ampliarne questo valore di com
pendio aggiungendo, con la lettera apostolica Rosarium
Virginis Mariae. i cinque Misteri della Luce e si trovato
ad affermare che il nostro cuore pu racchiudere nelle de-
cine del rosario i fatti che compongono la vita dellindividuo,
della famiglia, della nazione, della Chiesa, dellumanit in
tera. Il rosario batte il ritmo della vita umana. Giovanni Pao
1011, del resto, sempre stato esplicito riguardo alla sua par-
ticolare devozione mariana. Dopo lattentato, non solo si
detto convinto di aver avuta salva la vita per intercessione
della Madonna di Fatima, ma ha anche fatto richiedere im-
mediatamente ai monaci carmelitani della chiesa della Tra
spontina a Roma uno scapolare nuovo, perch il suo si era
macchiato di sangue. E anche assai nota limmagine della
Madonna che sorregge il Papa al momento dello sparo, ri-
masta impressa sulla pellicola fotografica di un pellegrino
che in quel momento si trovava in Piazza San Pietro.

Nel recitare il rosario chiediamo ripetutamente alla Ma


donna di pregare per noi adesso e nellora della nostra
morte. Cos facendo teniamo sempre aperta una finestra
sull eternit nelle occupazioni e nelle preoccupazioni di ogni
giorno. La caratteristica principale di questa preghiera e di
essere al tempo stesso orazione e meditazione dei principa-
li misteri cristiani. per questo che a Fatima la Madonna
propone il rosario come antidoto all'ateismo: luomo dog
gi ha pi che mai bisogno di meditare epregare sulle gran
di verit rivelate. E non dobbiamo mai avere il timore di es
sere bigotti, ripetitivi e abitudinari nella recita delle decine.
Se ci viene il dubbio e sufficiente pensare alla fortuna che
ebbe santa Bernardette nelle apparizioni, potendo consta-
tare che anche la Madonna, insieme a lei, faceva scorrere i

250

grani del rosario fra le dita. Cos come nelle apparizioni a


Banneux, la Madonna accompagnava col movimento delle
labbra la recita del rosario da parte della piccola veggente.

Nei fatti, attraverso la preghiera del rosario. ci affianf


chiamo alla battaglia straordinaria e generosa contro il ma
le ingaggiata dalla Madonna, che appare in ogni angolo del
mondo invitando a non violare le leggi di Dio a non cedere
alla corruzione. Convinti, come Lei stessa ci ricorda, che il
Signore ci ha creati liberi e che solo la verit che in Lui ci
rende liberi. Ma, e il dubbio viene naturale, alla luce di que-
sta insistenza della Madonna nel domandare le nostre pre
ghiere, assecondata da milioni di persone che ogni giorno
meditano il rosario e ogni anno compiono pellegrinaggi nei
luoghi delle apparizioni e nei santuari, c da chiedersi co
me mai nel mondo sembra che tutto resti come prima?

Ho chiesto io stesso a una delle veggenti che senso aves


se questo impegno incessante se poi il mondo non si con
verte e comunque arriver il momento in cui castigher se
stesso? La risposta e stata elementare quanto disarmante,
perch anche lei aveva fatto la medesima domanda a Ma-
ria: Pi il castigo viene ritardato dalle preghiere, dalla per
nitenza, dal digiuno e dalle opere di carit, pi viene miti
gato. Per me e stata lennesima conferma che la preghie
ra e larma pi potente nelle mani delluomo.

251

PI FORTE DEL MALE


Sono andato da Padre Pio la prima volta nel 1942 e inin
terrottamente mi sono recato a fargli visita fino al 68. Quan
do pregava il rosario restavo a contemplarlo. La chiamava
la sua arma e al suo direttore spirituale ebbe a scrivere che
ne recitava almeno cinque ogni giorno. Per come lo recita-
va lui erano cinque ore al giorno dedicate al rosario. E pi
avanzava in et, pi sentiva bisogno di dedicare tempo alla
preghiera. Cosi anche il tempo per le confessioni si riduce
va sensibilmente. Un suo confratello un giorno gli fece no
tare che sarebbe stato bene se avesse confessato pi a lun-
go, perch le tante persone che venivano da tutto il mondo
per farsi confessare dovevano attendere anche molti giorni.
Lui rispose: Credi che la gente venga qui per Padre Pio?
La gente viene per sentirsi dire una parola dal Signore. E se
io non prego, cosa d alla gente?.

Pregava tanto ma chiedeva anche preghiere per lui. Si sen


tiva indegno. Aveva il terrore di peccare e di perdere la fede.
Per questo era un mendicante di preghiere. E io, che sono an-
dato a trovarlo per26 anni, mi era accorto che bastava gli di-
cessi, Padre, prego per lei, per vederlo illuminarsi di gioia.
Poi, ringraziava con grande trasporto, quasi come se voles
se dire: Finalmente c qualcuno che mi capisce.

252

Ricordo perfettamente quanto tempo ho atteso la prima


volta seduto fuori dalla sua cella. Quando in confessione gli
dissi che ero un prete novello, lui, con forza, mi raccomand:
Ricordati che un sacerdote deve essere un propiziatore.
Guai se e lui ad avere bisogno di essere propiziato/ Ricor
datene bene.

Un uomo eccezionale. Sentivo la necessit di santificar-


si per santicare. E anche molto simpatico. Se si aveva la
fortuna di incontrarlo in un momento di tranquillit, rac
contava le barzellette in modo straordinario, da vero arti-
sta. Senza per mai perdere di vista la sua missione. Lui vi-
veva per la conversione dei peccatori. Era uno dei pochi
che si permetteva di non dare lassoluzione. Capitava pi
o meno in un terzo delle confessioni. Ma dal momento in
cui rifiutava di assolverle, si pu dire che inseguisse quel
le persone con una preghiera incessante. Per la loro con
versione so]friva le pene di Cristo. Diceva che le anime si
pagano e lui le pagava veramente. E ancor pi duramente
sori nei tre anni in cui gli fu vietato di confessare. Tutti i
grandi confessori hanno molto s0]ferto. Lepoca di Padre
Pio e stata segnata da un altro grande confessore, Padre
Leopoldo a Padova. Spesso Padre Pio mandava da lui. Pa-
dre Leopoldo assolveva tutti, poi faceva personalmente le
penitenze per i peccatori.

Quando Padre Pio diceva la Messa sembrava che ogni


volta si rinnovasse il rito cruento del sacrificio di Cristo. S em-
brava che si asciugasse il sudore, in realta si asciuga va le la
crime che gli sgorgavano per il dolore. Soffriva davanti alla
visione mistica dei peccati dellumanit. Soffiiva parteci
pando allopera redentrice del Salvatore. Allo stesso modo,
i tanti miracoli eucaristici, accaduti in tutto il mondo come le

253

apparizioni mariane, sono unaltra straordinaria dimostra-


zione dellamore di Cristo che cerca di avvicinarci a lui.

A Ges preme la nostra fede. Il giusto vivr per fede.


sottolinea Abacuc. E san Paolo nella lettera ai Galati riba
disce: Il giusto vive in virt dellafede. Fra i grandi santi e
mistici non capitato solo ad Alessandrina Maria da Costa
di riuscire a vivere fisicamente e per lunghi periodi di sola
Eucarestia. Per il Curato dArs era diventata cosa naturale di-
giunare e meditare per ore davanti al Santissimo. Annalena
Tonelli, la martire missionaria laica, assassinata in Somalia
nel 2003, unica cristiana in una societ islamica fortemente
ideologizzata, traeva forza e risorse spirituali dalla preghie-
ra notturna davanti allEucarestia. Una particola che si face-
va lasciare dal prete, che ogni sei o sette mesi riusciva a re-
carsi presso lospedale da lei gestito nellentroterra somalo e
che, col permesso del vescovo locale, custodiva gelosamen
te, avvoltolata e nascosta fra i poveri indumenti del suo ar
madio, affinch nessuno potesse scoprirla e profanarla.

Da una parte la scelta per il male e dallaltra, in aperta


contrapposizione, la scelta per il bene. nella convinzione.
confermata dalla rivelazione, dall'insistenza delle appari
zioni mariane e dalla diffusione dei miracoli eucaristici che
al Signore preme la nostrafede. Desidera che luomo guar
di a lui confiduciaperche' questo e l'unico modo che ha per
salvare la propria anima. E il Signore sa attendere... Del te
sto, considerando come vanno le cose della vita, le proposte
che arrivano insistenti da certi ambienti, c apparentemen-
te pi interesse a stare col diavolo che con Ges. Siamo di-
sorientati e non sappiamo quale sia il nostro vero bene. Da
qui emerge la necessit di chiedere. Proprio per questo Ge-
s ci insegna il Padre nostro: per a]fidarci e per chiedere. Il

254

x
t
\
i

Padre nostro un modo per tenere sempre presente qual e


la nostra stella. il Padre nostro e il Vangelo completo. E
quando Ges ci dice di chiedere al Padre di liberarci dal
maligno e perche' solo ricevendo aiuto da Dio noi abbiamo
la forza per imporci in questa battaglia.

Da questo punto di vista interessante considerare la pre


ghiera di Ges nellorto degli ulivi. il momento in cui Ge
s pi uomo. Si ada al Padre. Chiede se epossibile che
gli sia evitata tanta soerenza. Vede e patisce in un solo
istante il dolore dellinferno patito da milioni di uomini.
Soie ancora di pi al pensiero di come abbiano sprecato
lopportunit fornita dal suo sangue, quello che sta pian
gendo e quello che verser sulla croce per la salvezza de-
gli uomini. Tanti santi, nelle loro visioni mistiche, hanno
potuto osservare C risto che piange nel pensare al suo san
gue buttato via. Nel Getsemani, Ges cerca il conforto dei
suoi amici. Domanda la loro preghiera. il loro aiuto. L'a
nima mia triste fino alla morte. Restate qui e vegliate
(Mc 14,34). Vigilate e pregate per non cadere in tentazio-
ne. Lo spirito e pronto ma la carne e debole (Mc 14.38).
Sente tutta la debolezza della sua umanit. Torna e li trova
che dormono. Eppure sono i suoi veri amici: quegli stessi
Pietro. Giacomo e Giovanni con i quali ha voluto condivi-
dere lo splendore della trasgurazione. So che in quel mo-
mento soltanto Giuda e sveglio e il suo agire non eper lui
ma per il diavolo. Sperimenta la solitudine nellaffrontare
la morte e la soerenza, cosi come tutti noi. Comprende che
deve accettare il disegno del Padre se vuole portare a com-
pimento la sua missione.

In quel momento viene decretata la sconfitta di satana. Il


bene ha trionfato una volta per tutte sul male. Ora luomo,

255

nella sua totale e indelebile libert, a poter scegliere. Ges


li, sempre pronto ad accoglierlo. La sua misericordia infi
nita, non ha alcun paragone umano. Ma allora chi si sal
vera?, domandano gli apostoli atterriti dalle affermazioni
di Ges sul peccato e sulla ineluttabile condanna. La sua ri
sposta la nostra speranza: Nulla impossibile a Dio.

Speranza che viene ogni giorno alimentata dal constata


re che in questa societ malata c una grande e di'usa no-
stalgia di bene. Ce ne accorgiamo anche quando capitano
fatti gravi e si mette in moto la solidariet degli amici e del
vicinato. A volte del mondo intero. Sono momenti che vor
remmo si perpetuassero nelle situazioni normali. Abbiamo
bisogno di un mondo pulito, di rapporti umani puliti, di buo
ne compagnie, come si diceva una volta. Per questo in mol
ti si fa strada un vero e proprio desiderio di fuga. Si pensa di
andare a vivere lontani da tutto e da tutti. Attenzione, per,
che non si tratti della fuga dal necessario impegno di riaf-
fermare il bene. L uomo e stato creato socievole proprio per-
che' possa fare del bene.

C anche chi pensa di ritirarsi nella preghiera, allonta-


nandosi dalle distrazioni e dalla folla per dedicarsi allin-
contro con Dio. Il fine di queste persone pregare per san
tificare il mondo. Pregare per tenere lontana lazione del ma
le. Non a caso fin dai primi tempi del cristianesimo i mona-
ci eremiti si ritiravano in luoghi solitari, ma non distanti dal
le citt, con lidea precisa di pregare per la salvezza dei lo
ro abitanti. Una sorta di impegno umanitario spirituale, che
proseguito con listituzione degli ordini monacali. Anche
alla luce della storia ne venuto fuori un lavoro enorme per
il bene e per il futuro della civilt, dal punto di vista cultu-
rale, economico e sociale.

256
Da semprei conventi e i monasteri vengono collocati nel-
limmediata periferia dei centri abitati o nei punti che dal-
lalto li dominano, nella convinzione che si debba portare
avanti un lavoro di conversione, di santificazione. Lo stes
so ragionamento vale per i santuari. Basti pensare a quelli
sorti dove si sono verificati miracoli eucaristici. Bolsena si
trovava sulla via francigena, direttiva fondamentale del pel -
legrinaggio verso Roma, la citt degli apostoli. Il miracolo
eucaristico del Cebrero avviene in uno sperduto paesino di
montagna spagnolo. che ha la caratteristica di trovarsi alle
porte della Galizia, a dominare la citt di Compostela, altro
punto di riferimento dei grandi pellegrinaggi nellEuropa
della rinascita medievale.

Eppure il male, con tutte le sue efferatezze e le sue in


comprensibili malvagit e sempre l a interrogarci, a insi
nuare dubbi sulla saldezza e sulle ragioni della nostra fede.
Quante volte lirragionevole mistero del male mette gli uo-
mini con le spalle al muro? In quel momento non si pu fa-
re altro che credere, affidarsi allamore di Cristo, ricordarsi
di essere alla scuola della Croce, lasciarsi avvolgere nel man
to di Maria. Se riuscir anche solo a toccare il suo mantel-
lo, sar guarita (Mc 5,28), pensa la donna malata da dodi-
ci anni, che grazie a quellumile gesto viene guarita da Ge
s nel corpo e nello spirito. Solo grazie alla fede possiamo
nuovamente tornare a combattere.

E non dobbiamo mai stupirci di fronte alle manifesta


zioni dei maligno. Apparentemente si ripropone diverso, ma
neifatti e sempre uguale a se stesso. Se e vero che non esi
stono due casi uguali, e vero anche che la societ cambia
ma i motiviper i quali le persone agiscono per il male o lo
subiscono sono sempre gli stessi. Mi sono capitate persone

257

che non si riusciva nemmeno afarle uscire dalla macchi-


na. Le portavano davanti alla chiesa dove facevo gli esor
cismi ma non si riusciva nemmeno afarle scendere tale era
la rabbia con la quale si tenevano avvinghiate. Allora do-
vevo essere io a entrare in macchina ed era li che facevo
lesorcismo. Quando poi nella maggiorparte dei casi vie
ni a scoprire sia chi hofatto il maleficio sia i motiviper cui
e stato fatto, comprendi che tutto riconducibile alle me
desime logiche. E le rare volte che incontri lautore.. quasi
sempre ti trovi difronte a un pozzo di malvagit. Ho per
anche avuto esperienza di grandipentimenti. Ricordo di una
donna che sul letto di morte mi ha confessato di averfatto
il maleficio. Noi lo sapevamo da prima, ma lei lo ha con
fessato solo sul punto di morire. Posso dire che si era ve
ramente pentita. Ci sono anche tanti che hanno dei malefi
ci ma non vogliono assolutamente farsi esorcizzare. Cosi
come ci sono tante persone che sanno difare il male e non
vogliono assolutamente redimersi. Fino allultimo rifiuta-
no la Misericordia che Dio offre loro.

E risulta normale per noi chiedersi come possa un essere


umano preferire linferno al paradiso. Sul punto di morire e
di dover rinunciare a tutto quello che hai ottenuto sulla ter
ra grazie ad azioni malvagie, come si pu rinunciare alla ma
no tesa che Dio ti offre per risollevarti dal destino di danna
zione eterna che ti aspetta? Una scelta che non si compren-
de se non si considera lazione devastatrice del demonio. Ma
sempre e comunque una scelta libera. Per quanto vessato,
posseduto, traviato. tentato luomo resta infinitamente e in
valicabilmente libero davanti alla sua scelta.

Se si sceglie il diavolo si diventa capaci di qualunque co-


sa. A Kibeho, prima delle grandi stragi degli anni 90, la

258

i
l
;
.
t
;

Madonna mette in guardia da un mondo senza Dio, che


non trova pace perch ignora i valori dello spirito. Ma il
bene pi forte del male. Il percorso di questo libro ce lo
ha fatto comprendere. Di fronte al demonio e alle sue ope
re, per quanto inquietanti possano essere, il cristiano ha la
certezza di avere in s la forza, per dirlo con san Paolo, del-
lelezione a figlio di Dio per mezzo di Ges Cristo. La so
la presenza del cristiano nel mondo, accompagnata da un
minimo di testimonianza, e un segno. Portando il bene le
anime possono essere guarite. Cosi ogni uomo e inevita
bilmente posto difronte alla responsabilit di dire a se stes
so da che parte vuole stare.

La serva di Dio Gina Tincani, alla maniera di santa Ca


terina da Siena, ricordava alle sue Missionarie della scuola:
Dobbiamo prendere una posizione chiara e decisa contro
] errore delle false dottrine. La coraggiosa affermazione del-
la nostra personalit cristiana doverosa per noi. E abbia-
mo il diritto dovere di farne un esempio che trascina. Per
amore di Sion sottolinea il profeta non tacer, per amo
re di Gerusalemme non mi conceder riposo, finch non sor
ga come aurora la sua giustizia ela sua salvezza non risplenda
come lampada. Allora le genti vedranno la tua giustizia, tut
ti i rela tua gloria... (Is 62,1-2).

La verit non lascia scampo. Afronte di tanto odio e suf-


ficiente rispondere portando la pace nel cuore. Anche solo
a chi ci sta pi vicino. Non stancandoci mai di invocare
laiuto di nostro Signore, di chiedere lintercessione di Ma
ria. Lei stessa venuta per confermare di essere a nostra di
sposizione: <<Io sono la Regina della pace. La pace del cuo
re di chi solo fa il gesto di volersi affidare a lei. La lotta
serrata, ma essere avvolti nel manto della Madonna ci fa

259

sentire tranquilli come Ges sulla barca nella tempesta. In


te, Signore, mi sono rifugiato, mai sar deluso (Sal 70,1).
Quellamico di cui si raccontava allinizio, che stato aiu
tato da padre Candido e padre Amonh a liberarsi dalle in
fluenze demoniache di una setta esoterica, ricorda ogni tan-
to, con espressione solo allapparenza ingenua, il suo sem
plice gesto di ogni sera: Dico le preghiere e sto in braccio
a Ges Bambino.

Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in


ogni cosa rendete grazie... Non spegnete lo Spirito, non di
sprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ci che
buono. Astenetevi da ogni specie di male. Il Dio della pace
vi santifichi interamente e tutta la vostra persona, spirito, ani
ma e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Si-
gnore nostro Ges Cristo. Degno di fede colui che vi chia
ma: egli far tutto questo! (1Ts 5,1624).

La pace in chi si aida totalmente. Non e una conqui


sta facile, ma e cosa che non delude e che nessuno, mai, po
tr toglierti. Ci si pu arrivare giorno per giorno. Maggiore
la parte del tuo cuore che si distacca dalle apprensioni ter-
rene per rivolgersi a Dio, maggiore e la pace che ti invade
lanima. Un piccolo quotidiano percorso di santit, che per
deve essere fortemente voluto per contrapporsi al doppio in-
ganno del demonio. Perch anche il peccato pu entrare nel
cuore piano piano. Si pu persino non accorgersi, perch la
vora paziente sui punti deboli. Lo si pu anche prendere in
giro, fare finta di niente, convincersi che in fondo non e poi
cos tanto peccato. Se non lo rifiuti con fermezza, lui, siste-
matico, conquista la sua vittoria. E allora?

Allora si ricomincia daccapo, con coraggio, con fiducia.

260

Non bisogna mai avere paura. Di fronte al peccato, alla ten


tazione, alla per-versit del male, il cristiano non deve mai
avere paura. Ha gli strumenti, ha i sacramenti per combat-
tere... Deve pregare, questo si. Tutti noi abbiamo bisogno
damore. Quando amiamo abbiamo bisogno di essere ac-
colti, creduti nel nostro amore. lo so che Dio mi ama, mi ac
coglie, mi crede. Io non devo fare altro che accoglierlo, cre-
dere in lui. Epoi... lo penso sempre a Ges e alla Madonna
che mi sorridono. Hai una sofferenza, senti un disagio profon
do e vuoi una prova? Mettiti davanti a Ges Eucarestia e,
semplicemente, rimani a guardarlo Ti sorrider.

Allora diventa pi facile, efficace e risolutivo, anche nel


le avversit, rispondere alla cattiveria e alla maledizione con
una benedizione. Magari con le stesse parole insegnate da
Dio a Mos (Nm 6,24-25): Ti benedica il Signore e ti cu
stodisca. Il Signore faccia risplendere su di te il suo volto e

ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti con-


ceda pace.

261
APPENDICE

Liberaci dal male

Udienza generale di Paolo VI . Mercoledi . ] 5 novembre 1972


Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa?

Non vi stupisca come semplicista, o addirittura come su-


perstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni mag
giori la difesa da quel male. che chiamiamo il Demonio.

Prima di chiarire il nostro pensiero invitiamo il vostro ad


aprirsi alla luce della fede sulla visione della vita umana, vi
sione che da questo osservatorio spazia immensamente e pe-
netra in singolari profondit. E. per verit, il quadro che sia
mo invitati a contemplare con globale realismo e molto bel
lo. E il quadro della creazione, lopera di Dio, che Dio stesso,
come specchio esteriore della sua sapienza e della sua poten
za, ammir nella sua sostanziale bellezza (cfr. Gen 1 ,10; ecc.).

Poi molto interessante il quadro della storia drammati-


ca della umanit, dalla quale storia emerge quella della re
denzione, quella di Cristo, della nostra salvezza, con i suoi

263

ria evangelica al principio della sua vita pubblica: chi non


ricorda la pagina densissima di si gnificati della triplice ten-
tazione di Cristo? Poi nei tanti episodi evangelici, nei quali
il Demonio incrocia i passi del Signore e figura nei suoi in
segnamenti? (per es., Mt 12,43) E come non ricordare che
Cristo, tre volte riferendosi al Demonio, come a suo avver
sario, lo qualifica principe di questo mondo? (Gv 12,31;
14,30; 16,11). E lincombenza di questa nefasta presenza
segnalata in moltissimi passi del Nuovo Testamento. San
Paolo lo chiama il dio di questo mondo (2Cor 4,4), e ci
mette sul] avviso sopra la lotta al buio, che noi cristiani dob
biamo sostenere non con un solo Demonio, ma con una sua
paurosa pluralit: Rivestitevi, dice lApostolo, dellarma-
tura di Dio per poter affrontare le insidie del diavolo, poich
la nostra lotta non (soltanto) col sangue e con la came, ma
contro i Principati e le Potest, contro i dominatori delle te
nebre, contro gli spiriti maligni dellaria (Ef 6,11-12).

E che si tratti non dun solo Demonio, ma di molti, di-


versi passi evangelici ce lo indicano (Lc 11,21; Mc 5,9); ma
uno e principale: Satana, che vuol dire lavversario, il ne
mico: e con lui molti, tutte creature di Dio, ma decadute, per
ch ribelli e dannate (cfr. Denzinger 800,428); tutte un mon-
do misterioso, sconvolto da un dramma infelicissimo, di cui
conosciamo ben poco.

Il nemico occulto che semina errori

Conosciamo tuttavia molte cose di questo mondo diabo-


lico, che riguardano la nostra vita e tutta la storia umana. Il
Demonio allorigine della prima disgrazia dellumanit;
egli fu il tentatore subdolo e fatale del primo peccato, il pec-
266

cato originale (Gen 3; Sap 1,24). Da quella caduta di Ada-


mo il Demonio acquist un certo impero su luomo, da cui
solo la Redenzione di Cristo ci pu liberare. E storia che du
ra tuttora: ricordiamo gli esorcismi del battesimo ed i fre-
quenti riferimenti della sacra Scrittura e della liturgia al-
laggressiva e alla opprimente potest delle tenebre (cfr.
Lc 22,53; Col 1,13). E il nemico numero uno, il tentatore
per eccellenza. Sappiamo cos che questo Essere oscuro e
conturbante esiste davvero, e che con proditoria astuzia agi-
sce ancora; il nemico occulto che semina errori e sventu-
re nella storia umana. Da ricordare la rivelatrice parabola
evangelica del buon grano e della zizzania, sintesi e spiega
zione dellillogicit che sembra presiedere alle nostre con
trastanti vicende: inimicus homo hocfecit (Mt 13,28). E lo-
micida fin da principio... e padre della menzogna, come lo
definisce Cristo (cfr. Gv 8,44-45); linsidiatore sofistico
dellequilibrio morale delluomo. lui il perfido ed astuto
incantatore, che in noi sa insinuarsi, per via dei sensi, della
fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica, o di di
sordinati contatti sociali nel gioco del nostro operare, per in
trodurvi deviazioni, altrettanto nocive quanto allapparenza
conformi alle nostre strutture fisiche o psichiche, o alle no
stre istintive, profonde aspirazioni.

Sarebbe questo sul Demonio e sullinflusso, chegli pu


esercitare sulle singole persone, come su comunit, su in
tere societ, o su avvenimenti, un capitolo molto importan
te della dottrina cattolica da ristudiare, mentre oggi poco lo
. Si pensa da alcuni di trovare negli studi psicanalitici e
psichiatrici o in esperienze spititiche, oggi purtroppo tanto
diffuse in alcuni Paesi, un sufficiente compenso. Si teme di
ricadere in vecchie teorie manichee, o in paurose divaga-
zioni fantastiche e superstiziose. Oggi si preferisce mostrarsi

267

forti e spregiudicati, atteggiarsi a positivisti, salvo poi pre


star fede a tante gratuite ubbie magiche o popolari, o peg
gio aprire la propria anima la propria anima battezzata,
visitata tante volte dalla presenza eucaristica e abitata dal
lo Spirito Santo! alle esperienze licenziose dei sensi, a
quelle deleterie degli stupefacenti, come pure alle seduzio
ni ideologiche degli errori di moda, fessure queste attraverso
le quali il Maligno pu facilmente penetrare ed alterare lu-
mana mentalit. Non detto che ogni peccato sia diretta
mente dovuto ad azione diabolica (cfr. Summa Theologiae
1,104,3); ma pur vero che chi non vigila con certo rigore
morale sopra se stesso (cfr. Mt 12,45; Ef 6,11) si espone al-
linflusso del mysterium iniquitatis, a cui san Paolo si rife-
risce (2Ts 2,312), e che rende problematica lalternativa
della nostra salvezza.

La nostra dottrina si fa incerta, oscurata com dalle te


nebre stesse che circondano il Demonio. Ma la nostra cu
riosit, eccitata dalla certezza della sua esistenza moltepli-
ce, diventa legittima con due domande. Vi sono segni, e qua-
li, della presenza dellazione diabolica? E quali sono i mez-
zi di difesa contro cos insidioso pericolo?

Presenza dellazione del Maligno

La risposta alla prima domanda impone molta cautela,


anche se i segni del Maligno sembrano talora farsi evidenti
(cfr. Tertulliano, Apologeticum 23). Potremo supporre la sua
sinistra azione l dove la negazione di Dio si fa radicale, sot-
tile e assurda, dove la menzogna si afferma ipocrita e p0
tente, contro la verit evidente, dove lamore spento da un
egoismo freddo e crudele, dove il nome di Cristo impu

268

gnato con odio cosciente e ribelle (cfr. 1Cor 16,22; 12,3),


dove lo spirito del Vangelo e mistificato e smentito, dove la
disperazione si afferma come l ultima parola, ecc. Ma e dia-
gnosi troppo ampia e difficile, che noi non osiamo ora ap
profondire e autenticare, non per priva per tutti di dram
matico interesse, a cui anche la letteratura moderna ha de-
dicato pagine famose (cfr., per es., le opere di Bemanos,
studiate da Ch. Moeller, Littr. du XX? sicle, I, p. 397ss.;
P. Macchi, Il volto del male in Bernanos; cfr. poi Satan. Etu-
des Carmelitaines, Descle de Brouwer 1948). Il problema
del male rimane uno dei pi grandi e permanenti problemi
per lo spirito umano, anche dopo la vittoriosa risposta che
vi d Ges Cristo. Noi sappiamo, scrive levangelista Gio-
vanni, che siamo (nati) da Dio, e che tutto il mondo posto
sotto il maligno (IGV 5,19).

La difesa del cristiano

Allaltra domanda: quale difesa, quale rimedio opporre


allazione del Demonio? La risposta pi facile a formular
si, anche se rimane difficile ad attuarsi. Potremmo dire: tut
to ci che ci difende dal peccato ci ripara per ci stesso dal
linvisibile nemico. La grazia la difesa decisiva. Linno
cenza assume un aspetto di fortezza. E poi ciascuno ricorda
quanto la pedagogia apostolica abbia simboleggiato nellar
matura dun soldato le virt che possono rendere invulnera-
bile il cristiano (cfr. Rm 13,12; Ef 6,11.14.17; ITS 5,8). Il
cristiano devessere militante; devessere vigilante e forte
(1Pt 5,8); e deve talvolta ricorrere a qualche esercizio asce
tico speciale per allontanare certe incursioni diaboliche; Ge
s lo insegna indicando il rimedio nella preghiera e nel di
giuno (Mc 9,29). E lApostolo suggerisce la linea maestra

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da tenere: Non lasciarti vincere dal male, ma vinci nel be


ne il male (Rm 12,21; Mt 13,29).

Con la consapevolezza perci delle presenti avversit in


cui oggi le anime, la Chiesa, il mondo si trovano noi cer-
cheremo di dare senso ed efficacia alla consueta invocazio-
ne della nostra principale orazione: Padre nostro... libera
ci dal male!.

A tanto giovi anche la nostra Apostolica Benedizione.

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INDICE

Prologo

Malattia della mente o male dellanima?


0 Ges o il diavolo

Per non volar senzali

Le azioni del demonio

Partecipi della redenzione del mondo


Come assoldare un killer

Maghi, fartucchiere c cartomanti

Per un piatto di melanzane

Rospi, serpenti e chiodi arrugginiti

Il demonio? Lei mi dica dove non c


Le streghe di Halloween

La gioia di Ognissanti

Il Paradiso conquistato

La casa dellodio profondo


Occultismo, spiritismo e magia

Le sette sataniche

Lessenza del peccato

Le porte aperte al diavolo

Dal male pu nascere il bene

Nel paese dei balocchi

Una vita di morte

Colui che vuole la morte

Lontano da Dio il bene un inganno


Aborto, una conquista del diavolo

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158

Crescere: un diritto violato


Fai ci che vuoi

Della cupidigia, del sesso e di altre diavolerie


Attacco alla divinit di Ges
Gli intruin del santone

Una societ inconsapevole


Il diavolo nei Vangeli

Sei venuto a rovinarci

L indemoniato di Gerasa
Lepilettico indemoniato

La tempesta sedata

La seconda Annunciazione
Una risorsa per il mondo
Regina della pace

Pi forte del male

Appendice
Liberaci dal male. Udienza generale di Paolo VI
Mercoledi. 15 novembre 1972

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Stampa 7 Societ San Paolo. Alba (CN) Printed in Italy

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DKMENSEGNE DELLO SPIRITO

168.1l Vangelo del Curato d'Ax-r. C. l'ravrtlino (cut.)

169.5egiierulo Te. luce della vita. Eserc irittrali tenutr


alla senza di Giovanni Paolo 11 in Vaticano. B Porte

170511nm Rim tin Cost-ro. La vita e i luoghi. M. Polia. M.


Chiappini

171.Dorrnrsr (> l'unico guudagrro. Per riscoprire la bellezza


della \OCkl/IUH al sacerdozio e alla vita consacrata. A.

Coritaslrr
172.1l libro delle scelte. Risposte alle domande della Vita. A.
Crilin

173.Diarro ili 'lerro Son, l%0 l%l .A Santoro

174.tortre gufi nella notte. Storie di ore del nostro tempo.


C. Sava, zi

175.L'uirmro Si. Un Dro che muore solo come un cane. P


Curlaz

]76.Pcrrir racenlote." Risposte attuali con Benedetto XVI. ?.


.I. Corde>

|77.erre (> amore. La dig it delluomo nella prospettiva


crtstolog.ca di Atrgtistin Ciurllciuird. G Gioia

178.Pndre. Ci saranno ancora sacerdoti nel futuro della


Chiesa?. M. Camisasca

179.5quarr-x to il buio. Pensieri per la pace. E. Olivero

180,1)al profondo. losso scrivere di C sto solo narrando la


mia csper'iet S. Valzania

181 L'amore. . g erro... altre cose degli uomini che im-


portano a Dio. L. Monari

182.11 ruote deipreff. l..edrrcazioric sentimentale ed affettiva


dei sacerdoti. vl Gar-zonio (cur.)

183.l.eternu [:nrnrontteie. istologia. etica. spiritualit. B.


Forte

l84.irese [ mondo tt'ogg. . Dal post-cristiano al prc-cristiano.


A. Centini

185.er i'm/( clre vince il ltt()ilf(). Lannuncio di Cristo nel


tr.-endo doggi. R. Cantalamessa. 2 cd.

186.Gesri. Drown-noi compimento delle 5 . ._ Il van-


gelo festivo. Domeniche. Solennit del Signore. Proprio
dei .antr Anno A. E. Bianchi

187 .Teologra e santit. /\ partire da Hans Urs vori Balthasar. A.


trulxeli

188.Nostra Signora di Kibeho. Dar] cuore dellAl'iCa Maria


parla al mondo. 1. llibugiza. S. Erwin

189.Pr /ottr del mule. 11 demonio. riconoscerlo. vincerlo. evi-


tarlo. G. Arnorth. R. 1 .ianrnr. 2 ed.

190.11 Van *la di Giorrmrri Paolo li'. Giovanni Paolo 11

l9 Con ,ti ho ama. .. L'erba di Gesi A. Fumagalli

192.Pretr pedoli. La vergogna. il timore e la verit sullar-


tacro a

193 .il mio circuito si chiamo paro o.Episodi e persone che


hanno cambiato la mia vita. i attraverso la lente din-

'aridirnent0 della Fede. C. Nesti

cite evangeliche del prete oggi. Povert. obbedienza.


cc naro. D. Tettamanzi

195 Nelle ;n il di Dio. &. Comastri

suno lha mai visto. M. Bellot

'. Lettera a Ges. @. Matino

. ' . 7ro. Le parole chiave della tradi

1. P. liechruhian
adatto XVl. M. intrcvigne

E
cr
?
Z

500.Dinrro Illl Figlio/prodigo. Ventanni dopo G. Luisicr

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