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I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII

Il 12 agosto 1623, sei giorni dopo lelezione di papa Ur- prematuramente scomparso nel 1624; Ciampoli era stato esi-
bano VIII, lo scienziato Francesco Stelluti scriveva da Roma liato, per ferma decisione dello stesso pontefice; e Galileo
allamico Galileo Galilei: La creazione del nuovo Pontefice avrebbe pagato il prezzo pi alto di tutti, per avere incauta-
ci ha tutti rallegrati, essendo di quel valore e bont che V.S. mente riposto fiducia in quellamato e riverito padrone. Fra
sa benissimo, et fautore particolarmente de letterati, onde i pi autorevoli Lincei, solo a Stelluti e a Cassiano fu dato di
siamo per havere un mecenate supremo. E Stelluti metteva restare in citt, a testimoniare il successivo dispiegarsi della
a parte Galileo delle cariche onorifiche appena conferite ai col- politica barberiniana: fino agli ultimi difficili anni del ponti-
leghi accademici Lincei: il nobile romano Virginio Cesarini ficato in cui limpopolarit di Urbano VIII sarebbe cresciuta
era stato nominato maestro di camera, linfluente monsignor a dismisura, gettando unombra cupa, a ritroso, sullimmagi-
Giovanni Ciampoli cameriere segreto, entrando cos a far par- ne sua e dei suoi familiari.
te del pi ristretto seguito personale del pontefice, mentre Se si eccettuano i primi tempi, particolarmente felici, il
lantiquario piemontese Cassiano dal Pozzo veniva assunto pontificato Barberini fu caratterizzato da un clima tuttaltro
al servizio del futuro cardinal nepote, Francesco Barberini. che pacifico, solcato da profonde contraddizioni, conflitti e
A questultimo Galileo avrebbe scritto, il 19 settembre suc- competizioni latenti che ridisegnavano via via lo scacchiere
cessivo, una lettera colma di entusiasmo: viver felicissimo, delle alleanze e delle inimicizie tra le varie figure della corte
ravvivandosi la speranza, gi del tutto sepolta, di esser per ve- pontificia, tra i grandi ordini religiosi, tra le importanti fami-
der richiamate dal lor lungo esilio le pi peregrine lettere; e glie dellaristocrazia e tra le fazioni filospagnole e filofrance-
morir contento, essendomi trovato vivo al pi glorioso suc- si presenti in citt. Roma, che contava allora circa 114 000
cesso del pi amato e reverito padrone che io avessi al mon- abitanti, era un centro cosmopolita dove risiedevano colonie
do, s che altra pari allegrezza n sperare n desiderar potrei. di stranieri (in genere, in una strada o in un rione cui faceva-
Nei primi anni del pontificato di Urbano VIII moltissime no capo le varie chiese nazionali delle comunit forestiere) e
sono le testimonianze dellatmosfera elettrizzante che si re- dove consistente era la presenza di rappresentanze diplomati-
spirava allora a Roma nel mondo delle arti, delle lettere, della che (agenti, residenti, ambasciatori con le loro corti): era, per-
musica e delle scienze. Diffusa era la percezione di assistere al tanto, un microcosmo che rifletteva, riproponeva, se non ad-
dischiudersi di una stagione fortunata, laffiorare di un nuovo dirittura amplificava nello spazio circoscritto della citt le
Rinascimento della cultura atteso da tempo e da pi parti invo- grandi tensioni che attraversavano in quegli anni il macroco-
cato. Cos doveva apparire, nel 1626, allo sguardo meraviglia- smo europeo.
to di Fabio Chigi, giovane rampollo di una grande famiglia se- Roma era capitale di uno stato economicamente debole e
nese il quale appena arrivato nellUrbe per intraprendere la militarmente vulnerabile, che andava perdendo autorevolez-
carriera curiale non mancava di notare accanto alle belle an- za politica di fronte agli altri stati italiani e alle grandi poten-
ticaglie sotterranee che venivano alla luce, alle ricchissime col- ze dEuropa. Ed era sede di una Chiesa che proprio mentre
lezioni (a cui lo indirizzava il conterraneo Giulio Mancini) e ai stava rilanciando unimmagine trionfante di s vedeva mes-
grandi cantieri in fieri (come quello della chiesa di SantIgna- so in discussione dalla scienza il proprio ruolo di tramite asso-
zio), il fervente rinnovamento scientifico in atto: vorrebbero luto per la comprensione delle Sacre Scritture, se non la loro
mandare a spasso tutto Aristotele, e fino i principi e assiomi cer- stessa infallibilit dogmatica. Un quadro della vita culturale
tissimi della matematica e si chiedeva, fra il serio e il faceto, di Roma fra il 1623 e il 1644, gli anni del pontificato barbe-
non so se per lusso dingegno o per risparmio di studio. riniano, dovr dunque essere compreso, entro le coordinate
Tuttavia, gi prima della met del ventennale pontificato ora descritte, come esito di un programma politico che trov
di Urbano VIII la situazione era sensibilmente mutata, e le pa- nel mecenatismo, e nella sua ostentata visibilit, un efficace
role di Stelluti e di Galileo sarebbero apparse allinizio de- strumento per la propria propaganda, in un contesto interna-
gli anni trenta drammaticamente inappropriate. Cesarini era zionale che ne marcava vieppi lirrimediabile marginalit.
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Cronologia
6 agosto 1623 4 febbraio 1627
Il cardinale Maffeo Barberini viene eletto papa con 50 vo- LAdone di Marino messo allindice
ti su 54 1 agosto 1627
30 settembre 1623 Con la bolla Immortalis Dei Filius Urbano VIII fonda il Col-
Francesco Barberini diviene membro dellAccademia dei legio Urbano di Propaganda Fide
Lincei 25 dicembre 1627
27 ottobre 1623 Muore Vincenzo II Gonzaga e si aprono i conflitti per la
Esce Il Saggiatore di Galileo presso Giacomo Mascardi con successione del ducato di Mantova e del Monferrato
una dedicatoria a Urbano VIII scritta da Virginio Cesarini 1628 Esce LElettione di Urbano papa VIII di Francesco Brac-
marzo 1624 ciolini
Incoraggiato da Giambattista Marino, Nicolas Poussin si 5 maggio 1628
trasferisce a Roma Il cardinale Lorenzo Magalotti, nominato vescovo di Fer-
1 aprile 1624 rara, allontanato da Roma: non vi torner pi perch di-
Muore Virginio Cesarini sgustato dai Barberini
23 aprile 1624 27 luglio 1628
Galileo a Roma: si ferma per un mese e mezzo ed rice- Campanella autorizzato a eleggere loco carceris il convento
vuto sei volte dal papa della Minerva
23 settembre 1624 1629 Escono a Colonia le Relationi del cardinale Guido Benti-
Galileo invia a Federico Cesi il nuovo occhialino per ve- voglio; il Della guerra di Fiandra esce nel 1632
der da vicino le cose minime 10 gennaio 1629
1625 Giubileo; ne seguiranno altri nove straordinari (nel 27, Campanella ottiene lapprovazione di padre Niccol Ric-
28, 29, 31, 34, 36, 38, e ben due nel 43) cardi per la Monarchia Messiae; il giorno dopo formal-
18 marzo 1625 mente libero. In luglio ottiene lapprovazione ecclesiastica
Francesco Barberini parte come cardinal legato de latere per i Commentaria alle poesie del papa (che non vedranno
in Francia per trattare con Richelieu la questione della Val- mai la luce)
tellina. accompagnato, fra gli altri, da Giovan Battista estate 1629
Doni e da Cassiano dal Pozzo, che in questa occasione co- Arriva a Roma Joachim von Sandrart (vi resta fino al 1635)
nosce Nicolas-Claude de Peiresc ad Aix settembre 1629
autunno 1625 Poussin termina il Martirio di SantErasmo per la basilica
Bernini termina lApollo e Dafne per Scipione Borghese vaticana
dicembre 1625 6 gennaio 1630
Viene stampata la Melissographia presso Giacomo Mascardi Velzquez a Roma (fino a novembre)
gennaio 1626 16 gennaio 1630
Esce lApiarium di Federico Cesi per i tipi di Giacomo Ma- Carlo Barberini acquista il palazzo Colonna e il titolo di
scardi principe di Palestrina, che alla sua morte (26 febbraio) pas-
febbraio 1626 seranno al figlio Taddeo
Francesco Barberini parte in missione diplomatica per Ma- 1 agosto 1630
drid Muore ad Acquasparta Federico Cesi
1626 Esce a Parigi la Ratio ponderum librae di Orazio Grassi (con 7 novembre 1630
lo pseudonimo di Lotario Sarsi) Muore in carcere, probabilmente avvelenato, Orazio Mo-
5 marzo 1626 randi
A Monzn, un accordo fra Spagna e Francia, senza la par- dicembre 1630
tecipazione di Roma, pone fine al conflitto della Valtellina Andrea Sacchi termina la Divina Sapienza nel palazzo Bar-
28 marzo 1626 berini alle Quattro Fontane
Pietro della Valle rientra a Roma dai suoi viaggi in Oriente 4 gennaio 1631
8 luglio 1626 Bolla Inscrutabilis (la costituzione del 1 aprile) contro chi
Campanella viene incarcerato nel Palazzo dellInquisi- pratica lastrologia
zione da fine marzo al 26 giugno 1631
18 novembre 1626 Galileo a Roma per sollecitare lapprovazione alla stam-
Viene consacrata la nuova basilica di San Pietro pa del Dialogo (verr concessa nel luglio seguente)
1627 Giovanni Lanfranco termina gli affreschi della cupola di aprile 1631
SantAndrea della Valle Muore Francesco Maria della Rovere; il ducato di Urbino
1627 Campanella comincia a scrivere il De praedestinatione e la reintegrato nello Stato della Chiesa
Defensio libri sui De sensu rerum 6 aprile 1631
1627 Escono gli Advis pour dresser une bibliothque di Gabriel Pace di Cherasco: ratifica la successione di Carlo di Nevers
Naud al ducato di Mantova
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12 maggio 1631 gennaio 1639


Taddeo Barberini nominato prefetto di Roma con bolla John Milton a Roma, accolto con fasto da una folla, si di-
concistoriale ce, di 3500 persone
1632 Esce postuma la Roma sotterranea di Antonio Bosio presso marzo 1639
Guglielmo Faciotti Con il Chi soffre speri di Giulio Rospigliosi viene inaugura-
8 marzo 1632 to il Teatro dei Barberini alle Quattro Fontane
Nel concistoro segreto il cardinale Gaspar Borja y Vela- 21 maggio 1639
sco, portavoce del partito spagnolo nel Sacro Collegio, ac- Campanella muore nel convento parigino di Saint-Honor
cusa Urbano VIII di essere responsabile della rovina del 2 giugno 1639
cattolicesimo in Germania: si apre la cosiddetta congiu- Inaugurata la Loggia delle Benedizioni al Quirinale
ra Borgia 5 dicembre 1639
marzo-aprile 1632 Urbano VIII con il duca di Parma Odoardo Farnese visita
Giungono a Roma le prime copie del Dialogo sopra i due mas- laffresco di Pietro da Cortona appena terminato nel gran
simi sistemi di Galileo (stampato il 21 febbraio presso la Ti- salone di palazzo Barberini (il duca a Roma per trattare
pografia dei Tre Pesci a Firenze) la riduzione del tasso dinteresse dei debiti contratti con la
23 novembre 1632 Camera Apostolica)
Ciampoli viene allontanato da Roma (nominato governa- 1640 Escono le Annotazioni sopra il Compendio de generi e de
tore di Montalto nelle Marche) modi della musica di Doni, sempre presso Fei
1633 Esce il De florum cultura di Giovanni Battista Ferrari per 1640 Pietro della Valle scrive il Discorso intitolato Della musica
i tipi di Stefano Paolini dellet nostra che non punto inferiore, anzi migliore di
1633 Esce lAra maxima Vaticana a summo pontefice Urbano VIII quella dellet passata indirizzato a Guidiccioni
[] instructa di Lelio Guidiccioni 1641 Esce lHistoria Augusta di Francesco Angeloni
1633 Escono le Apes urbanae, sive de viris illustribus di Leone Al- settembre 1641
lacci Inizia la guerra di Castro contro i Farnese. Lesercito pon-
13 febbraio 1633 tificio conquista Montalto e, il 13 ottobre, Castro
Dopo un viaggio estenuante Galileo giunge a Roma su or- 1642 Ferrante Pallavicino scrive la Baccinata overo Battarella per
dine del SantUffizio le Api Barberine, che pagher con la vita
22 giugno 1633 1642 Borromini inizia SantIvo alla Sapienza
Abiura e condanna di Galileo: il Dialogo messo allin- 8 gennaio 1642
dice Muore Galileo ad Arcetri (dove era stato confinato nel 1633)
29 giugno 1633 13 gennaio 1642
Inaugurato il baldacchino di Bernini in San Pietro Urbano VIII scomunica Odoardo Farnese
31 ottobre 1633 6 marzo 1642
a Roma Athanasius Kircher, vi rester fino alla morte La bolla In eminenti (promulgata solo il 16 giugno 1643 e
(1680) confermata lanno seguente) condanna lAugustinus di Cor-
1634 Iniziano i lavori a San Carlo alle Quattro Fontane su pro- nelius Jansenius
getto di Borromini luglio 1642
autunno 1634 Lesercito pontificio muove da Ferrara verso Parma, occu-
Domenichino rientra a Roma fino al 35 pando la neutrale signoria della Mirandola
21 ottobre 1634 31 luglio 1642
Campanella, travestito da frate dei minimi di San France- Si forma una lega, appoggiata dalla Francia, fra gli stati ita-
sco da Paola e sotto falso nome, lascia Roma alla volta di liani (Venezia, Modena e Toscana) favorevoli al duca Far-
Marsiglia; lo accoglier ad Aix lamico Peiresc nese
1635 Esce il Compendio del trattato de generi e de modi della mu- 4 dicembre 1642
sica di Giovan Battista Doni presso Andrea Fei Muore Richelieu, gli succeder Mazzarino
maggio 1635 1643 Si aprono le conferenze di pace (a Francoforte, Mnster e
La Francia entra nella guerra dei Trentanni (contro la Spa- Osnabrck) che nel 1648 porranno fine alla guerra dei
gna e nel marzo 36 contro Ferdinando II) Trentanni
1636 Esce Dellarte historica di Agostino Mascardi presso ledi- 1643 Borromini termina una parte dei lavori (facciata, refetto-
tore Faciotti rio, biblioteca) alloratorio dei filippini
1636 Esce il Prodromus Coptus di Kircher per i tipi di Propaganda 14 maggio 1643
Fide Muore Luigi XIII, re di Francia
20 novembre 1636 31 marzo 1644
Il SantUffizio condanna il De praedestinatione di Campa- Trattati di pace a Venezia che concludono la guerra di Ca-
nella stro: le fortificazioni di Castro e Montalto sono rase al suolo
15 febbraio 1637 29 luglio 1644
Muore limperatore Ferdinando II Muore Urbano VIII
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Le speranze che i Lincei riponevano nel nuovo pontefice Sotto il pontificato di Urbano VIII, Roma conobbe ben
erano condivise da molti letterati ed eruditi europei, e da al- dieci giubilei. Ma nelle intenzioni del papa pi che pelle-
trettanti artisti. Infatti, ben prima del fatidico 6 agosto 1623 grini tali giubilei dovevano attrarre eruditi, artisti, scienziati
che in conclusione di un lungo e tormentato conclave ave- e letterati europei, che avrebbero trovato nellUrbe non pi
va destinato a lui il trono pontificio, Maffeo Barberini si era soltanto le grandi opere antiche e moderne ma una rete di col-
distinto come mecenate raffinato non meno che come colto lezioni darte e dantichit, di naturalia e di artificialia, e un
letterato. La sua biblioteca personale contava ben 4000 volu- sistema di biblioteche e raccolte librarie che non aveva pari in
mi; era membro di importanti accademie bolognesi e romane, altre citt dEuropa. Si ha la misura di questa nuova citt bar-
aveva ricevuto una solida istruzione al Collegio romano e go- beriniana sfogliando le pagine della guida, Ritratto di Roma
deva di una non insignificante reputazione come poeta. La sua moderna, stesa da Pompilio Totti con laiuto di Ottavio Tron-
committenza artistica era consapevole, intelligente e capace sarelli e dedicata al cardinal Antonio Barberini (un altro dei
di coniugare il rispetto per la tradizione con la curiosit ver- nipoti del papa) il 18 novembre 1638. Qui, con uno scarto no-
so le pi nuove tendenze, come illustrava la decorazione del- tevole rispetto alle precedenti descrizioni dedicate alla citt,
la cappella Barberini a SantAndrea della Valle, la chiesa tea- accanto alle chiese, ai palazzi, alle ville sono registrate le abi-
tina prossima alla casa di famiglia ai Giubbonari. La compe- tazioni di letterati, collezionisti, antiquari, eruditi. Nelle sei
tenza di Maffeo nelle questioni architettoniche era ben nota giornate previste per visitare i rioni romani si incontrano le
fra i cardinali della corte di papa Paolo V, davanti ai quali ave- abitazioni del colto Francesco Gualdo in Santa Maria in Cam-
va strenuamente difeso i progetti michelangioleschi per San po Carleo (salita del Grillo) che ha bellissime cose da veder-
Pietro. si, con gran spesa raccolte (fra cui un tripode antico che ac-
Prima che il potente cardinale Scipione Borghese, nipo- cese la curiosit del dotto francese Nicolas-Claude de Peiresc
te di Paolo V, allogasse a Gian Lorenzo Bernini monumentali e fu riprodotto nel Ritratto di Roma antica composto dallo stes-
gruppi marmorei per la sua villa fuori porta Pinciana, era sta- so Totti); del cavalier Francesco Serra vicino a Santa Maria
to proprio Barberini a scoprire lartista, allepoca neanche in via Lata, con varia e bella Libreria; di Lelio Guidiccio-
ventenne, e a riconoscere in lui il potenziale erede di Miche- ni; di Francesco Angeloni; di monsignor Giovanni Battista
langelo. Certamente le poesie di Barberini non erano allora Coccini; dello stesso Tronsarelli in cima al Corso, ha dot-
tanto celebri quanto sarebbero diventate negli anni a seguire, ta e honorevole Libreria dogni sorte di scienza; dei fratelli
ma i versi che scrisse per accompagnare opere come il Ratto Gottifredi al Pantheon (in piazza dellOrso), di cui se-
di Proserpina o lApollo e Dafne di Villa Borghese rivelavano gnalato lo studio di medaglie (una delle collezioni di mo-
gi la sua sottile capacit di cogliere e tradurre in verba la no- nete antiche pi celebri dEuropa); di Ferrante de Caroli
vit del linguaggio berniniano: la sensibilit nel coinvolgere e nel palazzo abitato dalla familia del cardinale Scipione Bor-
guidare lo sguardo dello spettatore, collocandolo nello spazio ghese, dove il letterato parmense ha dotta libreria e bellissi-
liminale fra la realt e la finzione allusa dalla scultura, il pra- mi quadri e dove sappiamo che, nel 1631, baratt dipinti per
to di viole e candidi gigli in cui fu rapita Proserpina (O tu diamanti con il fraudolento don Fabrizio Valguarnera.
che chino al suolo raccogli i fiori, alza il tuo sguardo su di me, Le biblioteche dei privati (i gentilhomini particolari)
cantava linfelice figlia di Cerere, nei versi del Barberini), o venivano cos a formare una costellazione di astri minori intor-
la capacit di fissare un momento transitorio, quello dellim- no alle grandi biblioteche storiche di Roma, a quelle dei colle-
provvisa metamorfosi di Dafne in alloro, in cui il piacere si gi come a quelle di recente formazione, quali la Vallicelliana
dissolveva in una forma fugace. e la Barberiniana, cos come le tante collezioni possedute dai
Questo sofisticato cardinale, umanista e poeta, che ama- bibliofili facevano da controcanto alle imponenti raccolte ere-
va intrattenersi con artisti e letterati, salutato nel giorno del ditate dalle famiglie aristocratiche. Questa sorta di mappa dei
suo Possesso la cerimonia durante la quale i papi neoeletti luoghi della cultura della Roma barberiniana, che includeva le
sfilavano trionfalmente per le strade di Roma da un sontuo- abitazioni di privati cittadini, testimonia come queste ultime
so apparato effimero allestito sul Campidoglio, con le statue non meno dei grandi palazzi nobiliari e delle biblioteche pub-
della Poesia Sacra e dellEloquenza Greca, era perfettamente bliche e delle istituzioni religiose non fossero inaccessibili
idoneo a guidare una rinascita artistica e culturale della citt, alllite di viaggiatori istruiti presenti in citt: come si appren-
ma non a promuovere quella riforma morale della Chiesa, qua- de, del resto, dalla verifica incrociata su altre fonti del tempo.
le da pi parti si auspicava. Il letterato Agostino Mascardi, Le indicazioni di Totti, per quanto parziali, rapide e non si-
che sperava di accreditarsi al cospetto del nuovo pontefice, stematiche, arruolano quindi fra i destinatari impliciti della
scrisse per loccasione le Pompe del Campidoglio, in verit una sua guida la figura dellerudito e dello studioso accanto a quel-
sorta di laudatio obliqua che metteva cautamente in guardia il la del pellegrino, del curioso e dellintendente darte e danti-
papa dalle insidie delladulazione, ricordandogli che leterni- chit. Confermano e promuovono lorgogliosa consapevolez-
t della fama non nei marmi o n bronzi, ma nelle opere lo- za di un presente fatto non solo di monumenti ma di persone:
devoli, perch la memoria de principi eroici si scolpisce ne cittadini colti, pi o meno illustri, che possono offrire con la
cuori degli uomini, non nelle pietre. loro viva testimonianza una chiave daccesso privilegiata al
I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 391

passato glorioso della citt e rilanciare limmagine di Roma co- rono un circolo di virtuosa emulazione nei diversi strati della
me centro dellotium literatum et studiosum. societ; ma si rischierebbe di prestar troppa fede alladula-
Attratti da questo nuovo clima, arrivano nellUrbe stu- zione di cui sono intrise le fonti del tempo se si volesse ricon-
diosi del calibro di Gabriel Naud, Jean-Jacques Bouchard, durre al solo Urbano VIII, o al suo stretto entourage, il vivacis-
Athanasius Kircher, Lucas Holste (Holstenius). Molti di loro simo clima culturale che si respirava a Roma negli anni di quel
gravitano intorno al Palazzo alle Quattro Fontane, la residenza pontificato. Era piuttosto la fitta rete di relazioni che univa
familiare dei Barberini vero fulcro del loro mecenatismo illu- letterati, artisti, musici, scienziati, mecenati e collezionisti ma
minato, o intorno al quartiere di SantEustachio dove si tro- anche tipografi, librai, incisori, e le loro rispettive elevate com-
vano la casa di Cassiano dal Pozzo e quella del nobile Pietro petenze, a rendere unica la citt e a permettere la realizzazio-
della Valle, celebre viaggiatore nei paesi orientali (ma anche ne di progetti particolarmente ambiziosi. Cos, ad esempio, fu
laltra casa dei Barberini ai Giubbonari, nonch palazzo Giu- la compresenza alla corte Barberini di figure come il musici-
stiniani, la Biblioteca Angelica, lo Studium Urbis). invece a sta e compositore tedesco Johann Hieronymus Kapsberger, il
Campo Marzio, nellarea intorno a piazza di Spagna, che si ferrarese Girolamo Frescobaldi, il librettista Giulio Rospi-
stabiliscono le colonie di artisti stranieri, la cui presenza a Ro- gliosi, il teorico Giovan Battista Doni, lo scenografo France-
ma consistente negli anni barberiniani: fra via Margutta e sco Guitti, a garantire un livello altissimo nella ricerca musica-
via del Babuino abitano Claude Lorrain, Nicolas Poussin, Si- le e teatrale. Drammi musicali, commedie, opere venivano mes-
mon Vouet, Jean Valentin, i Bentweughels, Pieter Van Laer, se in scena non solo al sontuoso Teatro Barberini ma nelle am-
ma anche italiani come Salvator Rosa. Nella stessa area risie- basciate, nei palazzi delle famiglie aristocratiche, nei collegi,
dono, non a caso, molti collezionisti, antiquari e intendenti nelle case di artisti e letterati e perfino alla Fonderia vatica-
darte, come i gi ricordati Lelio Guidiccioni e Francesco An- na: a testimonianza di una domanda culturale diffusa, su lar-
geloni, nonch il francese Claude Mnestrier. ga scala, che toccava livelli sociali diversi.
Letterati e poeti arrivati o residenti a Roma in questi an- Lelevato tasso di innovazione che caratterizza la ricerca
ni si ritrovano nelle riunioni di una o pi accademie: in primis artistica, scientifica e musicale di questi anni non deve far di-
lAccademia degli Umoristi, a palazzo Mancini, o quella dei menticare, per, che il clima ottimistico degli anni barberi-
Desiosi nel palazzo di Montegiordano. Ma soprattutto sono as- niani si nutriva di unaltrettanto forte attrazione verso il mon-
sidui frequentatori delle residenze di Urbano VIII, i Palazzi do antico e di un interesse vieppi crescente verso la cultura
vaticani e il Quirinale: non solo perch molti di loro, come si del primo cristianesimo. Accanto alle vestigia della Roma pa-
detto, ricevono uffici e prebende curiali (cos Ciampoli, Ce- gana, sono le memorie della Roma paleocristiana ad amman-
sarini, Antonio Quarenghi), ma anche perch a causa della tarsi, adesso, di un inedito valore. Secondo un processo avvia-
sovrapposizione dei ruoli di sovrano assoluto, mecenate e poe- to fin dal tardo Cinquecento, esse assurgono a testimonianze
ta nella persona del pontefice sono pi soggetti allorbita privilegiate per affermare la continuit fra la nuova Chiesa e
dellApollo cristiano. Alcuni (Francesco Bracciolini, Ga- la Chiesa dei primordi, laddove la prima intende promuover-
briello Chiabrera) erano intimi di Maffeo Barberini gi prima si come unica legittima erede della purit della seconda. Ar-
che ricevesse la tiara, altri arrivano da lontano (come lalsazia- cheologia cristiana ed erudizione cattolica dialogano, quindi,
no Jakob Balde e il polacco Kazimierz Sarbiewski) ma instau- per una concertata risposta alla storiografia protestante: infor-
rano subito un rapporto privilegiato con il papa. mano la tutela dei monumenti della vecchia basilica di San
Quasi tutti spendono parole di adulazione verso le doti Pietro, ma anche i tanti restauri di chiese e basiliche (Santa
poetiche di Urbano VIII (un germe che contager anche Tom- Bibiana, Santa Anastasia, SS. Cosma e Damiano, ecc.), e ope-
maso Campanella). Molti ne condividono per opportunismo re darte paleocristiane finanziati dai Barberini.
o per sincera convinzione lindirizzo classicista, e le riserve Pittori, in qualit di copisti, lavorano accanto a studiosi
verso le lascivie dei poeti moderni (Giambattista Marino in capaci di accogliere nel proprio lavoro di spoglio delle fonti
testa): partecipando, in modi e forme diverse, alla rinascita di letterarie i monumenta come i documenta. Che questa nuova
una nuova letteratura in lingua latina finalizzata a riafferma- erudizione non fosse esente, peraltro, da letture parziali e for-
re il ruolo centrale di Roma nel quadro della cultura europea. zate (sia di opere sia di testi) atte a sostenere limmagine del-
Per artisti, poeti e studiosi la nuova Roma barberiniana una lEcclesia triumphans che stava a cuore al pontefice, quanto
patria comune dove, come annotava Bouchard nel suo dia- si evince dalle reazioni che suscitarono lavori come il De late-
rio nel 1632, gli stranieri si trovano cos bene da starvi me- ranensibus parietinis di Niccol Alemanni (che accompagn il
glio degli stessi Romani. La peculiarit e lefficacia della po- restauro del triclinio leoniano del Laterano promosso dal car-
litica culturale di Urbano VIII stava proprio nel fatto che po- dinal Francesco Barberini nel 1624), o dai giudizi sarcastici
teva contare su una rete quantomai capillare di promotori, che circolavano su alcuni degli studiosi al servizio dellentou-
maggiori e minori, che ne amplificavano e declinavano in ma- rage barberiniano: come larchivista Felice Contelori, respon-
niere diverse gli assunti di fondo. sabile di unapprofondita e seria indagine sui documenti va-
Indubbiamente, il mecenatismo del pontefice e quello al- ticani, che un ambasciatore veneziano liquidava come sogget-
trettanto consapevole e appassionato dei suoi nipoti innesca- to di tanto credito appresso il papa, quanto che di continuo
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Principali feste e cerimonie pubbliche


29 settembre 1623 cessione dal Quirinale al Palazzo alle Quattro Fontane; ce-
Incoronazione di Urbano VIII in San Pietro rimonia nella Cappella Paolina al Quirinale
19 novembre 1623 febbraio 1633
Cavalcata del possesso dal Vaticano al Laterano Teatro delle Quarantore a San Lorenzo in Damaso
28-29 giugno 1624 10 e 25 giugno 1633
Omaggio della chinea Cavalcata dellambasciatore francese, Charles de Crqui,
24 dicembre 1624 da Porta Angelica a piazza Navona
Apertura dellAnno Santo 27 novembre 1633
19 gennaio 1625 Entrata solenne dellambasciatore del nuovo re di Polonia,
Feste per larrivo del principe di Polonia Vladislao Vasa cavalcata da Porta Flaminia a Trinit dei Monti
25 maggio 1625 25 febbraio 1634
Canonizzazione di Elisabetta di Portogallo in San Pietro Giostra del Saracino in piazza Navona
maggio 1626 febbraio 1637
Beatificazione di Maria Maddalena de Pazzi in San Pietro Celebrazioni per lelezione dellimperatore Ferdinando III
e San Giovanni de Fiorentini a re dei romani in piazza Navona, piazza di Spagna, e nei
27 marzo 1627 palazzi Orsini a Monte Giordano, Madama e nellamba-
Funerale di Sitti Maani Gioerida della Valle in Santa Ma- sciata spagnola
ria in Aracoeli dal 21 al 30 novembre 1638
22 aprile 1629 Celebrazioni per la nascita del delfino di Francia (futuro
Canonizzazione di Andrea Corsini in San Pietro; processione Luigi XIV): feste presso lambasciata francese, in piazza
a Santa Maria in Transpontina e San Giovanni de Fiorentini Farnese, piazza Navona, in San Luigi de Francesi, Trinit
22 novembre 1629 dei Monti, SantIvo dei Bretoni, San Lorenzo in Damaso
Celebrazioni per la nascita dellinfante di Spagna: in piaz- e a palazzo Barberini
za di Spagna e allambasciata spagnola settembre 1639 - agosto 1640
3 agosto 1630 Centenario dellordine gesuita: feste al Ges, al Collegio
Funerale di don Carlo Barberini in Santa Maria in Aracoeli romano e a SantIgnazio
3-6 agosto 1631 1643 Esequie per Luigi XIII in San Luigi de Francesi
Celebrazioni per la nomina a prefetto di Taddeo Barberini: 29 luglio - 8 agosto 1644
entrata da Porta del Popolo al Palazzo ai Giubbonari; pro- Cerimonie funebri per Urbano VIII in San Pietro

ladula e li fa creder che per la revisione da lui fatta di tutte ligiosi al carnevale (festeggiato lungo il Corso), dalle celebra-
le scritture, la sede apostolica sia patrona di tutta Italia, per zioni connesse alla figura del pontefice (quali lincoronazione
non dire di tutto il mondo. e il possesso) e ai suoi familiari (le cavalcate e cerimonie per
Molte fra le realizzazioni pi importanti della Roma di Ur- la nomina di Taddeo Barberini a prefetto cittadino) o da que-
bano VIII, fossero le pionieristiche ricerche dei Lincei, gli ar- sti offerte (celebre fu la giostra in piazza Navona, con annes-
diti e immaginifici esperimenti scientifici del gesuita Kircher, so concorso letterario, voluta dal cardinale Antonio nel 1634),
gli approfonditi studi di archeologia cristiana, il Musaeum Car- alle entrate in citt di ambasciatori o di personaggi illustri, fi-
taceum di Cassiano dal Pozzo, il baldacchino di Bernini o la no alle commemorazioni di centenari (importantissimo quel-
Divina Provvidenza di Pietro da Cortona, condividevano una lo dei gesuiti, che interess il Collegio romano, la chiesa di
profonda fiducia nella rappresentazione visiva: intesa ora co- SantIgnazio e quella del Ges fra 1639 e 40) o agli eventi
me strumento di conoscenza della storia e della realt, ora della politica estera (la nascita di un erede al trono, la nomi-
come veicolo espressivo atto a condensare uninfinita strati- na di un nuovo sovrano), le strade e le piazze di Roma si of-
ficazione di simboli e significati. Esse riflettevano una nuo- frirono con inusitata frequenza e rara magnificenza come luo-
va ambizione a comunicare e coinvolgere un pubblico il qua- go teatrale. Nellofficina della festa barocca lavoravano uno
le restando pur sempre elitario si faceva comunque pi am- accanto allaltro musici, artigiani, scenografi, letterati (rela-
pio, eterogeneo, preparato e internazionale. Su un piano di- zioni di feste si devono ad autori come Guido Bentivoglio, il
verso, questa rinnovata attenzione allaudience e alla ricezio- belga Teodoro Ameyden, i gi citati Guidiccioni e Mascardi,
ne costituiva il presupposto fondante di un programma che in- Luigi Manzini, Flaminio Strada, Pietro Sforza Pallavicino) e
tendeva la cultura come strumento politico ed egemonico, e naturalmente artisti (minori o anche maggiori, come Bernini
che trovava nella sua esibita visibilit e nelle sue declinazioni e Pietro da Cortona, per i quali leffimero rappresentava un
retorico-propagandistiche una primaria ragion dessere. laboratorio sperimentale di estremo valore) al servizio di com-
Non stupisce, quindi, che per la Roma barberiniana, tan- mittenti diversi che erano spesso in competizione fra loro.
to incline allostentazione e al fasto quanto attratta dal pote- La festa non solo valvola di sfogo delle tensioni sociali:
re suasivo delle immagini, la festa e la celebrazione pubblica instrumentum regni del sovrano pontefice, che attraverso il ri-
rappresentassero una congeniale cifra espressiva. Dai riti re- corso allautorappresentazione e allautopromozione mira a
I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 393

conquistare un ampio consenso. In questa chiave, le feste so- spesso elegantissimi volumi pubblicati durante il suo pontifi-
no dispositivi sofisticati, condivisi da diversi gruppi sociali, per cato, ma non era scolpita ne cuori degli uomini.
affermare unegemonia attraverso lappropriazione temporanea Urbano VIII lasciava dietro di s uno Stato pontificio in-
di uno spazio pubblico che a Roma costantemente conteso sanguinato da un costosissimo quanto inutile conflitto armato
fra gli ordini religiosi, fra le famiglie dellaristocrazia o, infi- contro i Farnese (la guerra di Castro), gravato dai debiti il
ne, fra le diverse nazioni straniere. Di fatto, nonostante le papa aveva ereditato un disavanzo delle casse dello stato fra i
imponenti costruzioni difensive volute o rafforzate da Urba- 16 e i 18 milioni di scudi, e lo port a ben 30 milioni e schiac-
no VIII (da Castel SantAngelo al Quirinale fino alle grandio- ciato da una pressione fiscale che, negli ultimi anni, si era fat-
se mura gianicolensi) che conferirono alla citt un abito guer- ta esorbitante, causando un diffuso e radicato malcontento po-
riero, la guerra la terribile guerra dei Trentanni, che lacera- polare. Peraltro, gi dalla fine degli anni venti del Seicento,
va allora lEuropa acquist visibilit a Roma soltanto nella una sorta di sterzata rigorista del pontefice aveva profonda-
competizione fra i sontuosi apparati effimeri dei festeggiamen- mente deluso molti letterati e studiosi che avevano salutato la
ti che invadevano le piazze e le strade dellUrbe a favore ora di sua incoronazione con entusiasmo, e con eccessiva fiducia. Ci
una ora di unaltra monarchia dEuropa: celebrando eventi qua- nonostante, e nonostante il successivo pontificato di Innocen-
li la nascita dellinfante spagnolo nel 1629 (a cui partecipano zo X fosse tuttaltro che condiscendente con la memoria di pa-
tutti li partegiani di Spagna), lelezione dellimperatore Fer- pa Barberini, tanto da costringere allesilio in Francia i di lui
dinando III nel 1637 (quindici giorni di commedie, spettacoli adorati nipoti, perfino ai suoi pi acerrimi nemici sarebbe sta-
pirotecnici e musicali con la regia di Ameyden) o la nascita, nel to difficile negare il successo di Urbano VIII nellaffermare la
1638, del primogenito del sovrano di Francia Luigi XIII e di Citt Eterna come una capitale esemplare della cultura del-
Anna dAustria, ossia il futuro Luigi XIV (dieci giorni di al- lintera Europa.
legrezze che videro uniti, in una reciproca glorificazione, i Dellesuberante vita intellettuale che aveva reso celebre il
Barberini e le fazioni filofrancesi presenti nellUrbe). suo pontificato restava non solo la muta testimonianza di tan-
Per un paradosso solo apparente, Urbano VIII, che la mat- te opere darte, ma anche la presenza viva dei suoi protago-
tina di venerd 29 luglio del 1644 si conged dalla Storia co- nisti: artisti, studiosi, collezionisti, musici, letterati. Se alcu-
me uno dei pi brillanti mecenati delle arti e delle lettere e ni pagarono in prima persona la loro fedelt al pontefice co-
che tanto aveva favorito la cultura della festa barocca, ebbe me il fine erudito Contelori, nominato segretario brevi ai prin-
una cerimonia funebre tuttaltro che memorabile: un catafal- cipi e prelato domestico di Urbano VIII fra laprile e il giugno
co a forma piramidale approntato in San Pietro, unorazione del 44, che si vide ingiustamente destituito dalla carica di ar-
redatta e letta di fronte al collegio cardinalizio dal fedele ar- chivista vaticano e dovette subire il sequestro dei materiali
chivista Felice Contelori, un Panegyricus di Gabriel Naud. conservati a casa sua altri riuscirono a mantenere posizioni
Non stupisce in realt che lo svelamento della sua tomba di rilievo anche dopo la scomparsa del papa. Spett a loro, co-
in San Pietro, nel 1647, cio durante il pontificato di Inno- me ambasciatori dello stile barberiniano, proseguire, arric-
cenzo X Pamphili, non fosse accompagnato da celebrazioni chire e soprattutto diffondere, a Roma e altrove, il progetto
sontuose. Vivaci reazioni contro il pontefice erano sorte non culturale ideato da Urbano VIII.
appena si era diffusa la notizia della sua morte: la mattina del Protgs dei Barberini come Gian Lorenzo Bernini e Pie-
29 luglio il popolo si era riversato in massa al Campidoglio per tro da Cortona o, a un altro livello, Fabio Chigi e Giulio Rospi-
distruggere la statua di Urbano VIII scolpita da Bernini e col- gliosi (vale a dire i futuri pontefici Alessandro VII e Clemen-
locata nel Palazzo dei Conservatori, in deroga a una legge del te IX), continuarono a trarre linfa vitale dalla memoria dellin-
1590 che proibiva lerezione di monumenti al pontefice re- tensa e felice fioritura barberiniana in cui si erano formati.
gnante su quel colle cos legato alle memorie municipali. Poi- Parallelamente, gli stretti legami con la Francia favorirono la
ch lopera era stata preventivamente messa in salvo, il po- migrazione della politica di egemonia culturale messa a pun-
polo si era diretto al Collegio romano e aveva gettato a terra to dal pontefice da Roma a Parigi, traslando lassolutismo del
la statua in stucco del pontefice: la verit [] che il papa mor Papa-Sole in quello del Re-Sole. Nella capitale francese, un
alle undici et un quarto, et alle dodici non cera pi statua, giorno di giugno del 1665, allamico Frart de Chantelou lor-
commentava eloquentemente Ameyden. mai affermatissimo e quasi settantenne Bernini, in procinto
La punizione in effigie era una prassi non sconosciuta al- di scolpire leffigie del pi potente e temuto sovrano dellet
la Roma del tempo, tuttavia nel caso di Urbano VIII appari- moderna, non faceva che parlare del caro mecenate della sua
va quantomai appropriata: segno tangibile del fallimento di un giovinezza: Durante tutte le nostre conversazioni scriveva
sovrano che aveva affidato la propria fama non alle opere lo- stupito il nobiluomo cita continuamente Urbano VIII a pro-
devoli ma ai marmi e ai bronzi, come profeticamente ave- posito di qualsivoglia argomento.
va scritto Agostino Mascardi per celebrare, ventanni prima, Oltre ventanni dopo la morte di Urbano VIII, la longue
il suo possesso su quel medesimo colle capitolino. La me- dure della stagione barberiniana era ancora, evidentemente,
moria di papa Barberini era scolpita nelle pietre, cos come ben lontana dallesaurirsi.
sulle pagine dei frontespizi e delle dedicatorie dei numerosi e maddalena spagnolo
394 Let di Roma

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I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 395

ROMA tramontani: perch gli eretici ambiscono corroborare le proprie


opinioni con lautorit dei libri della Vaticana. Cardinali bibliote-
ambasciata cari sono Scipione Cobelluzzi (1565-1626), Francesco Barberini
(1597-1679) e Antonio Barberini senior (1569-1646). Dal 1630 lAr-
biblioteca, grande raccolta libraria chivio Vaticano (creato nel 1612) viene definitivamente separato dal-
bottega o residenza di artista la biblioteca e ne assume la direzione il rigido e fidatissimo Contelo-
chiesa, convento ri, alla cui intelligenza si deve una nuova ed efficiente organizzazio-
ne dei materiali (che Urbano VIII aveva molto incrementato, inclu-
collezione
dendovi, fra laltro, gli atti originali del concilio tridentino).
feste e celebrazioni pubbliche Dal 1625 la Fonderia vaticana ampliata per permettere la fusione
importante attivit musicale delle enormi colonne bronzee del baldacchino. I grandi locali sono
impiegati da Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) e altri artisti per met-
luogo con inclinazioni filofrancesi
tere in scena commedie. Ma linteresse di Urbano VIII per la fonde-
luogo con inclinazioni filospagnole ria non solo collegato alla produzione darte: negli stessi spazi, e
luogo di riunione delle accademie spesso per mano degli stessi fonditori, vi si forgiano gli archibugi e i
palazzo privato cannoni per la difesa dello Stato della Chiesa. Gli ingenti investi-
menti stanziati per il riarmo vengono sapientemente trasformati in
potere politico, uffici, tribunali strumento di propaganda politica con la creazione di unarmeria, la
teatro pi bella dEuropa. Qui sono esposte le nuove armi accanto alle an-
teatro sacro, sacre rappresentazioni tiche armature, corazze, trofei, in una scenografica mostra (valoriz-
zata da affreschi alle pareti che rappresentano le fortezze dello sta-
tipografia
to) che impressiona i visitatori venuti da diverse parti del Mondo
universit, insegnamento superiore per vederla.

palazzi pubblici, potere politico



2 Palazzo del Quirinale (Montecavallo). Urbano VIII nutr un for-
te interesse per questo palazzo (iniziato da Gregorio XIII e comple-
tato da Paolo V) in cui, tuttavia, pot risiedere solo per brevi perio-

1 Palazzi vaticani. Residenza in citt del pontefice (insieme al Pa-


di a causa dellaria ventilata che non giovava alla sua salute. Vi fece
lazzo del Quirinale e del Laterano) e sede istituzionale dello Stato
costruire un poderoso muro difensivo e il baluardo semicircolare sul-
della Chiesa. Vi abitano, o vi gravitano, tutte le figure di spicco del-
la piazza antistante. Questa fu ampliata grazie allesproprio dei giar-
la Curia e i familiari del papa (Lorenzo Magalotti (1583-1637) vi ri-
dini dei Colonna (1625) e alla demolizione di edifici preesistenti, fra
siede fino al 1628, Giovanni Ciampoli (1589-1643) ne assiduo fre-
cui il cosiddetto Frontespizio di Nerone. In facciata Bernini cre la
quentatore fino al 1632, ecc.). Nei ruoli della familia di Urbano VIII
Loggia delle Benedizioni (1638); nellinterno, in un corridoio della-
sono registrate 365 persone distribuite nelle 1400 stanze dei Palazzi.
la occidentale, furono affrescate (1634-35) cinque vedute per cele-
Fra il 1626 e il 1628 si concentrano diversi lavori architettonici in
brare le fabbriche e i restauri realizzati dai Barberini: Orvieto e
modo che le strutture preesistenti e le nuove addizioni rispondano
Civitavecchia per le fortificazioni; il Pantheon con i due campanili
alle esigenze della burocrazia centralizzata messa a punto da Urbano.
eretti nel 26 e poi demoliti; Castel SantAngelo per i bastioni di-
Lo scacchiere definito dalla disposizione dei diversi membri della Cu-
fensivi e la chiesa di San Caio edificata nel 31 e ora non pi esistente.
ria nei Palazzi (cos come gli elementi di collegamento passetti, corri-
Nel 1631 viene trasferito il convento dei cappuccini da via della Da-
dori, scale interne fra gli appartamenti della famiglia e quelli del
taria a piazza Grimana per destinarne ledificio ad abitazione della
pontefice) rispecchia i rapporti gerarchici vigenti nel governo papa-
famiglia del papa. La Cappella pontificia, di ben 35 cantori, segue il
le. Ad esempio il cardinal nepote occupa un appartamento al primo
pontefice dal Vaticano al Quirinale. Il palazzo frequentato dai fa-
piano del palazzo di Sisto V connesso, tramite una gallariola e una
miliari di Urbano VIII: da Giulio Mancini (1558-1630), archiatra del
scala, a quello dello zio. In questo appartamento si tengono le riu-
papa, e appassionato intendente e punto di riferimento del vivace
nioni delle congregazioni dei cardinali e della Consulta (due volte a
mercato artistico del tempo, e vi hanno un appartamento figure chia-
settimana). La galleria viene decorata (1637-42) con affreschi di Gio-
ve della curia pontificia, come Giulio Rospigliosi (1600-69), futuro
van Francesco Romanelli (1610-62) rappresentanti le Storie di Matil-
papa Clemente IX, segretario dei brevi nonch drammaturgo di spic-
de di Canossa e di Urbano II (raffigurato coi tratti di Urbano VIII).
co della Roma barberiniana.
Liconografia, ideata da Felice Contelori (1588-1652), ha un chiaro
valore politico: la storia di Matilde si presta ad affermare la supre- 3 Palazzo della Cancelleria. Dietro a Campo de Fiori. Lelegante
mazia papale nei confronti dei principi secolari. Nella Torre Borgia, e imponente palazzo, costruito per il cardinale Raffaele Riario, era
adiacente allappartamento del papa, viene creata una cappella deco- dal 1517 sede della Cancelleria Apostolica. Nominato vicecancellie-
rata nel 1631 da Pietro da Cortona (1596-1669). re (1632), Francesco Barberini vi si trasferisce, pur mantenendo un
La Biblioteca Vaticana, famosa sopra tutte laltre bibliotheche del appartamento al Vaticano e lasciando la sua biblioteca nel Palazzo al-
mondo, rappresenta un modello per le biblioteche delle grandi fa- le Quattro Fontane (mentre spostata qui una parte della sua colle-
miglie nel perfetto equilibrio fra libraria, sale riccamente decorate e zione fra cui il San Sebastiano di Bernini). Non solo la sede di uno
rapporto visivo con la celebre collezione dantichit del Belvedere. dei pi importanti uffici della Curia, ma luogo di incontro di lette-
Nel 1623 si arricchita del grande lascito della Biblioteca Palatina rati ed eruditi di cui il dotto cardinale ama circondarsi; nonch sede
di Heidelberg. In questi anni sono messe a punto speciali misure per di unaccademia artistica diretta da Bernini. Il palazzo ospita, in spe-
la consultazione: ad esempio si consiglia i custodi di visionare gli ap- ciali occasioni, sontuosi banchetti e spettacoli teatrali: il 7 febbraio
punti presi in loco dagli studiosi e di vagliare le richieste degli ol- 1638 il San Bonifazio, il 29 gennaio 1641 lopera musicale Linnocen-
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za difesa, entrambi di Virgilio Mazzocchi (1597-1646) su libretto di
Rospigliosi. La carica di vicecancelliere portava seco il titolo cardi-
nalizio di San Lorenzo in Damaso: il cardinale chiama a lavorare nel-
la basilica sia Pietro da Cortona sia Bernini (a cui si deve lesuberante
22 progetto per la zona presbiteriale) e nel febbraio 1633, per celebrare
le Quarantore, commissiona un costosissimo apparato effimero a Pie-
tro da Cortona con lintenzione di superare quello allora celebre ap-
prontato dal vicecancelliere Ludovico Ludovisi (1595-1632) appena
due anni prima.

4 Palazzo del SantUffizio. Sede del carcere e del tribunale del-
lInquisizione (che vi si riunisce ogni luned in un numero di dodici
cardinali). Dall8 luglio 1626 al 27 luglio 1628 vi imprigionato Tom-
maso Campanella (1568-1639) dapprima nelle carceri, poi in una
23 cella speciale, infine con la possibilit di eleggere lintero palazzo a
9 locus carceris. Avendo facolt di scrivere, redige qui una serie di te-
sti volti ora a difendere le proprie opere incriminate, ora ad accatti-
varsi i favori di Urbano VIII, fra cui il De fato siderali vitando che il-
19 lustrava rimedi per scongiurare lavverso destino astrale di cui il pon-
tefice si riteneva vittima. Comincia in questi anni lavversione nei
suoi confronti del Padre Mostro (Niccol Riccardi 1585-1639 ,
Maestro del Sacro Palazzo), concentrata sulle tesi della predestina-
11 zione esposte nellAtheismus, ma anche in questi anni che Campa-
nella idea un opportunistico ed encomiastico commentario alle poe-
sie giovanili di Maffeo Barberini che, pur non vedendo mai la luce,
gli guadagner leffimera benevolenza del papa e la scarcerazione. Ga-
lileo Galilei (1564-1642), al contrario, trattenuto nel palazzo solo
per brevi periodi: in particolare nelle camere del Fiscale, dal 12 al 30
aprile 1633, fra il primo e il secondo interrogatorio del processo che
condanner il Dialogo sopra i due massimi sistemi, e nelle carceri la not-
te del 21 giugno 1633, alla vigilia dellabiura.
5 Castel SantAngelo. Ossessionato dal problema della difesa del
suo stato, Urbano VIII, non appena eletto, avvia unimponente ope-
ra di restauro del castello che diviene, fra il 1623 e il 1628, un can-
14
tiere attivissimo dove lavorano diverse maestranze. Lingente forti-
ficazione del castello implica unaltrettanto radicale distruzione di
realt preesistenti ( raso al suolo il torrione di Alessandro VI e va
perduto un ciclo di affreschi del Pinturicchio). Parallelamente archi-
8 tetti ed eruditi sottopongono al pontefice relazioni sullarchitettura
e le sue possibili migliorie. Urbano VIII, che si reca di persona sul can-
tiere per monitorare i lavori, lultimo papa a concepire il castello
come un edificio da guerra e a volerne fare la migliore Fortezza dEu-
ropa. A dirigere larchivio conservato nel Castello chiamato leru-
dito Giovan Battista Confalonieri (1561-1648), che ne redige un indi-
ce preciso.

chiese, conventi


6 San Pietro in Vaticano. a San Pietro che meglio si esprime il
mecenatismo di Urbano VIII, in un raro equilibrio fra audaci inno-
vazioni e rispetto per le memorie dellantica basilica. Nel 1625 il pon-
tefice decide che la Congregazione della Fabbrica si debba incontra-
re ogni quindici giorni (anzich tre o quattro volte lanno), in modo
da accelerare e monitorare i lavori. La committenza di questi anni ha
un protagonista indiscusso, Bernini (nominato architetto della Fab-
brica nel 29), e riguarda principalmente le pale daltare, i monumenti
funebri e, in special modo, larea della crociera. A ci si aggiunge la
costruzione del campanile sud, il pi grande insuccesso di Bernini:
terminato nel giugno del 41 caus crepe nella facciata della basilica e
fu smantellato cinque anni dopo, sotto Innocenzo X. Con Urbano VIII

Figura 1. Luoghi della cultura a Roma tra 1623 e 1644.


398 Let di Roma

viene a compiuta affermazione lidea che la basilica sia un tempio del- ai Giubbonari, la cappella di famiglia, decorata da artisti toscani co-
larte dove ammirare, luna accanto allaltra, le migliori opere di ar- me Passignani, Mochi, Pietro e Gian Lorenzo Bernini. Intorno alla
tefici diversi: le pale daltare di questi anni formano un gruppo stili- met degli anni venti la chiesa teatro di unemblematica competi-
sticamente eterogeneo (vi lavorano artisti innovativi come Pietro da zione tra Lanfranco (affresco della cupola) e Domenichino (affreschi
Cortona, Poussin, Lanfranco, Andrea Sacchi, ma anche maestri pi della volta del coro e dei pennacchi della cupola). Si consuma qui il
anziani come Agostino Ciampelli 1565-1630 e Domenico Passi- superamento del classicismo bolognese che aveva dominato gli anni
gnani 1559-1638 , e pittori di diversa statura come Gaspare Ce- del pontificato di Gregorio XV, e di cui Domenichino era uno degli
lio 1571-1640 e Valentin de Boulogne 1591-1632). Al pontefi- ultimi rappresentanti, a favore del nuovo trionfante eloquio barocco
ce si devono anche importanti riflessioni sul problema conservativo caro a Urbano VIII e felicemente declinato da Lanfranco. I suoi af-
delle pale: la sua proposta di farle eseguire in mosaico per scongiu- freschi, carichi di una sensualit e di un dinamismo travolgente, me-
rarne il deperimento, valorizzando al contempo il richiamo allarte more della cupola parmense del Correggio, diventano modello fon-
paleocristiana, e quindi alla Chiesa dei primordi, non accolta favo- damentale per la decorazione di tantissime cupole sei e settecente-
revolmente ma avr enorme fortuna nei secoli a venire. sche. Appena svelata, la cupola suscita vivaci reazioni e diviene og-
Progettato come pendant a quello di Paolo III, il monumento fune- getto di un elegante scritto di Ferrante Carli (1578-1641), teso a spie-
bre di Urbano VIII ideato da Bernini riusc a creare un modello nor- garne liconografia ed esaltarne i pi innovativi aspetti stilistici.
mativo di tomba papale almeno fino al Settecento. La colossale sta-
tua bronzea di Urbano VIII, in atto di imperio e di benedizione (po-
sta nella tribuna fin dal 1631), impose nella basilica il tipo della sta-

8 Santa Bibiana. Nel rione Esquilino. La piccola chiesa paleocri-
stiana era fatiscente allinizio del Seicento, quando si offr come cam-
tua onorifica del pontefice regnante. Allingresso, il Monumento di po di prova del primo mecenatismo di Urbano VIII e degli artisti a
Matilde di Canossa di Bernini (1633-44), il primo a una sovrana laica lui cari. Il 2 marzo 1624, il ritrovamento sotto laltar maggiore del
in San Pietro, si offriva, nelle intenzioni di Urbano (che aveva ap- corpo della santa d lavvio, in vista dellimminente giubileo, a im-
positamente acquistato e clandestinamente traslato le reliquie di Ma- portanti interventi di restauro e decorazione. Vi lavorano artisti to-
tilde da Mantova), a legittimare uniconografia vaticana del potere scani quali lanziano Ciampelli e i giovani Bernini e Pietro da Cor-
temporale tesa ad arginare le ingerenze dei principi cristiani. Fu so- tona. Per questultimo la commissione, ottenuta grazie a Marcello
prattutto nella crociera che Urbano VIII concentr il suo ambizioso Sacchetti, rappresenta una tappa decisiva per il consolidarsi della pro-
mecenatismo. Ne fece il fulcro ideologico della basilica creando, gra- tezione barberiniana. I lavori riguardano la facciata, le tre absidi ret-
zie alla geniale direzione di Bernini, un sofisticato programma con- tangolari, la decorazione del soffitto e degli altari. Eseguiti in breve
cettuale in grado di celebrare al tempo stesso il primato petrino, la tempo e coordinati dallintelligente progettazione di Bernini (a cui si
propria persona e limmagine potente della nuova Ecclesia triumphans. devono la facciata, linterno e la statua di santa Bibiana), i lavori ri-
Le reliquie di quattro santi legati alla passione di Cristo (santAndrea, disegnano esterno e interno della chiesa in maniera straordinaria-
san Longino, santElena e santa Veronica) furono traslate nei monu- mente omogenea, rispettando la volont del pontefice di non altera-
mentali piloni adibiti a ospitare ciascuno una nicchia superiore e in- re larchitettura originaria delledificio, in accordo con quellinteres-
feriore dedicata al santo di riferimento (alle statue dei piloni attese- se per larte paleocristiana diffusosi dal tardo Cinquecento e adesso
ro Andrea Bolgi 1605-56 , Duquesnoy, Francesco Mochi 1580- condiviso particolarmente dal cardinal nepote.
1654 e naturalmente Bernini). Nelle Grotte, le cappelle sottostan-
ti i piloni vennero affrescate con storie della vita di questi stessi santi. 9 Santa Maria della Concezione. Al Pincio. Costruita, nel 1626-30,
per volont del cappuccino Antonio Barberini, fratello di Urbano VIII,
Creando una sorta di trasfusione topografica di Gerusalemme in Ro- rispettando gli ideali di semplicit cari al suo ordine. Il papa tutta-
ma e rilanciando orgogliosamente il culto delle reliquie, Urbano VIII via destin ingenti somme per abbellire la chiesa, attraendo il me-
rispondeva con le armi seducenti dellarte e della retorica alle criti- cenatismo di molti cardinali, principi e sovrani stranieri che aspira-
che protestanti. Limponente baldacchino bronzeo (1624-35) sinte- vano a essere associati a quello che divenne un vero e proprio fulcro
tizzava e rafforzava il messaggio dellintera crociera assolvendo una del patronage religioso dei Barberini. Le proteste dei cappuccini, che
duplice funzione: escatologica, per la tomba di Pietro e per i funera- agli sfarzi ornamentali proposti dal pontefice e dai potenti a lui vi-
li dei pontefici, e celebrativa, glorificando Urbano VIII (grazie agli cini preferivano una decorazione assai pi modesta e austera, ebbe-
insistiti riferimenti allaraldica barberiniana) come erede dellapo- ro poco effetto. Urbano VIII rinunci alla decorazione a pietre pre-
stolo. Fra i tanti elogi letterari che celebrarono il baldacchino e il suo ziose inizialmente prevista, ma il risultato finale fu comunque pi
committente, un lungo poema, lAra maxima Vaticana, fu pubblicato vicino alle sue ambizioni che allumile religiosit dei frati. Nella chie-
nel 1630 da Guidiccioni. Organista di San Pietro Frescobaldi, dai sa lavorarono artisti emiliani (Domenichino, Reni, Lanfranco) della
primi anni del pontificato Barberini fino al 1628 e, dopo il suo rien- generazione del pontefice, affiancati dai nuovi giovani favoriti dai
tro a Roma nel 1634, fino alla morte. Maestro della Cappella Giulia, Barberini (Pietro da Cortona e Sacchi). Sullaltare il San Michele Ar-
dall8 ottobre 1629 per tutta la durata del pontificato, Virgilio Maz- cangelo che sconfigge il demonio, di Reni, sintetizzava emblematica-
zocchi, celebrato dai contemporanei per le raffinate esecuzioni poli- mente le aspirazioni di Urbano VIII (che volle essere incoronato pa-
corali che raggiunsero livelli di virtuosismo stupefacente in partico- pa il 29 settembre, giorno di san Michele), come Principe delle mi-
lari feste, come in quella dei ss. Pietro e Paolo del 1637 per cui can- lizie celesti trionfante sugli eretici. Della pala Urbano commissio-
tori e strumenti furono sistemati nella lanterna della cupola, creando n una copia musiva, la prima del genere, per San Pietro (1627-
leffetto di un coro deco che si diffondeva dallalto in tutta la ba- 1629).
silica.
10 Oratorio dei filippini (Santa Maria in Vallicella). In Parione. Gra-

7 SantAndrea della Valle. Nel rione di SantEustachio. La chiesa zie alle autorizzazioni di Urbano VIII (1627 e 1629) i filippini della
dei padri teatini in questi anni ancora priva della sontuosa faccia- Chiesa Nuova (consacrata nel 1599 in onore di Filippo Neri) posso-
ta. Il cardinale Maffeo Barberini volle qui, vicino alla casa grande no ampliarsi nellarea verso monte Giordano, abbattendo edifici pree-
I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 399

sistenti, come le chiese di Santa Elisabetta a pozzo bianco e di San- e non alla Vaticana, la sua biblioteca. Negli anni del pontificato Bar-
ta Cecilia de Turre Campi, ed estendere il proprio dominio anche ver- berini diretta da Aurelio Floridi (dal 1620 al 47) ed la libraria di
so la zona di Regola, creando uno slargo e una direttrice stradale aven- cui si servono pi volentieri gli eruditi stranieri in visita a Roma, sia
te come fondale la facciata della loro chiesa. Dal 1637 al 43, Borro- perch possibile entrarvi liberamente e senza difficolt, come ri-
mini, grazie allintercessione delloratoriano Virgilio Spada (1596- cordava Gabriel Naud nei suoi Advis pour dresser une bibliothque
1662), realizza loratorio, le due sale ellittiche del refettorio, i corti- (1627), sia per la sua posizione centrale (di pi facile accesso rispet-
li e la biblioteca (pi tardi la torretta dellorologio). La facciata del- to ad altre biblioteche, come la Vaticana), sia, infine, per i cataloghi
loratorio, suddivisa in cinque settori disposti su una pianta concava ben organizzati per soggetto e autore.
e vivacizzata al centro dallopposizione fra la nicchia a finti casset-
toni dellordine superiore e lo spazio curvo dellentrata sottostante,
14 Monastero di Santa Prassede. Abate di Santa Prassede in questi
anni il vallombrosano Orazio Morandi (1570-1630), noto per i suoi
uno dei pi audaci risultati architettonici del pontificato Barberi- interessi nel campo dellastrologia e della magia. La ricca biblioteca
ni. La biblioteca, di cui Borromini progetta il salone principale e ri- del convento ben conosciuta in citt per conservare libri proibi-
disegna le scansie lignee, una delle pi ricche di Roma e rappresenta ti. Viene frequentata da cardinali (quali Tiberio Muti 1574-1636 ,
una sorta di contraltare della Barberiniana in veste religiosa. Celebre Luigi Capponi 1583-1659 , Luigi Caetani 1595-1642 , Carlo
per antichi e preziosi manoscritti si formata dal 1581 grazie a nu- de Medici, Lelio Biscia 1575-1638), ecclesiastici di spicco come Ri-
merosi lasciti: fra cui quelli dellumanista portoghese Achille Stazio dolfi, Maestro del Sacro Palazzo, eruditi come dal Pozzo e Paolo Man-
(1524-81), di Filippo Neri (1515-95), di Cesare Baronio (1538-1607) cini (m. 1635). Offre un servizio di prestito ai suoi lettori che spes-
e di Antonio Gallonio (1556-1605). Allattivit musicale dellorato- so scelgono di portarsi a casa libri messi allindice: nel 27 Ridolfi pren-
rio partecipa Virgilio Mazzocchi. der in prestito lHistoria sui temporis di Jacques-Auguste de Thou
11 San Carlo alle Quattro Fontane. Nel rione Monti. La piccola chie- (proibita dal 1610), nel 28 il marchese Domenico Bandiera proto-
sa dei padri trinitari spagnoli, vicina a palazzo Barberini, pot con- notario apostolico e professore di filosofia morale alla Sapienza
tare su un iniziale aiuto finanziario del cardinal Francesco. Chiesa, prende la Circe di Giovan Battista Gelli, Ameyden alcune opere di
chiostro e convento furono realizzati a partire dal 1634 da Borromi- Machiavelli. Fruiscono dei prestiti anche artisti come Bernini e Giu-
ni (cui si deve anche il progetto della facciata, eseguita pi tardi e suc- liano Finelli (1601-53), che nel 27 prenderanno rispettivamente il
cessivamente parzialmente alterata). Si tratta della sua prima com- primo, volumi di Tito Livio, Boccaccio e Cesare Ripa, il secondo, lo
missione indipendente, ma gi altamente personalizzata secondo il Scherno degli Dei di Bracciolini. Incarcerato per aver profetizzato lim-
linguaggio che maturer nelle opere successive. Le ridotte dimensio- minente morte di Urbano VIII, Morandi muore, probabilmente av-
ni della chiesa sono trasfigurate grazie a un virtuosistico gioco di cur- velenato, nel novembre 1630. Il monastero perquisito e cessa il suo
ve concave e convesse, che conferiscono dinamismo allo spazio in- ruolo di protezione di una certa letteratura allora tanto ricercata quan-
terno costruito su unaudace pianta ellittica. Decorano la cupola cas- to ufficialmente avversata dallautorit eccelesiastica.
settoni ottagonali, a croce ed esagonali, che modulano la luce filtra-
ta dalla lanterna. Il sobrio interno, in stucco bianco, appena illumi-
piazze
nato da rapidi tocchi dorati, valorizza larmonia del disegno geome-
trico creato dalle linee curve delledificio e dagli spazi pieni e vuoti Nessuna piazza importante ridisegnata dal mecenatismo di Urba-
della decorazione. no VIII, ma la grande diffusione di feste e celebrazioni pubbliche che

12 Convento di Santa Maria sopra Minerva. Il convento fa parte del- caratterizza gli anni del suo pontificato valorizza con spettacolari ap-
limponente complesso domenicano nel quartiere Pigna. Ospita una parati effimeri le principali piazze cittadine, che si offrono come tea-
pregevole biblioteca arricchita dal lascito del cardinal Juan de Torque- tro di affermazione di valori non solo religiosi ma soprattutto politi-
mada (1388-1468). La basilica una delle pi frequentate del cen- ci e di propaganda.
tro di Roma: vi celebrano i loro riti e le feste cinque Compagnie (del
Rosario, dellAnnunziata, del Sacramento, del Nome di Dio e del Sal-
15 Piazza del Campidoglio. Sede del potere municipale di Roma.
Nel Palazzo dei Senatori si amministrava la giustizia; il tribunale del
vatore). Nel convento si tengono le adunanze della Congregazione senatore, la Curia capitolina, si riuniva qui due volte la settimana nel-
del SantUffizio e la lettura delle sentenze. Maestro generale Nicco- la grande aula centrale, non distante dalle prigioni. Nello stesso palaz-
l Ridolfi (1578-1650) e procuratore dellordine Vincenzo Maculani zo si adunavano i Maestri di strada e i Maestri giustizieri. Ladiacen-
(1575-1667). Il 27 luglio 1628 Campanella, momentaneamente rien- te Palazzo dei Conservatori era sede della magistratura cittadina: vi si
trato nei favori di Urbano VIII, autorizzato a lasciare il palazzo del riunivano i Trenta Notai Capitolini, il tribunale dellagricoltura e vi
SantUffizio e a prendere stanza, in loco carceris, nel convento della si discutevano le dispute relative alle corporazioni artigiane; vi risiede-
Minerva. Il 22 giugno 1633 ha qui luogo lultimo atto del processo a vano i tre ufficiali pi importanti e i loro scribi, archivisti, segretari.
Galileo: la sua abiura, la condanna e la proibizione assoluta del Dia- Vi si radunavano il consilium publicum e quello secretum: entrambe
logo. le assemblee cui partecipavano i rappresentanti del ceto municipale
13 Convento di SantAgostino - Biblioteca Angelica. Nel convento, e delle magistrature capitoline erano assai poco frequentate negli
anni del pontificato Barberini, esautorate dal maggior potere gestito
adiacente alla chiesa di SantAgostino, in SantEustachio, ha sede dal
1604 la Biblioteca Angelica, la prima biblioteca pubblica dEuropa dal governatore. Da oltre un secolo, i pontefici avevano iniziato quel
insieme alla Bodleian Library di Oxford. Fu istituita, formalmente processo di colonizzazione artistica del Campidoglio, sempre pi svuo-
nel 1614, grazie al vescovo agostiniano Angelo Rocca (1546-1620), tato del suo effettivo potere e divenuto scrigno di memoria storica.
raffinato collezionista di edizioni pregiate e responsabile della Tipo- Il Palazzo dei Conservatori era quindi importante piuttosto come il
grafia Vaticana durante il pontificato di Sisto V. Al suo lascito (cir- luogo di rappresentanza del popolo romano. Tutelava ed esponeva le
ca ventimila volumi) si aggiunsero altre successive donazioni, fra cui vestigia dellantica Roma: i fasti consulares, la Sala dei Capitani, la col-
quella di Lucas Holstenius, che significamente volle far confluire qui, lezione di statue e reperti antichi (fra cui lo Spinario, la Lupa e la co-
400 Let di Roma

lossale Testa di Costantino) donata anzi restituita al popolo roma- Battista Alberti (1404-72) per creare una grande fontana commis-
no da Sisto IV nel 1471 (primo museo pubblico del mondo). Sul colle sionata a Bernini. Ordin ai Conservatori di stanziare 6000 scudi e
capitolino un maestoso arco trionfale salut lelezione di Urbano VIII di smantellare la tomba di Cecilia Metella per ricavarne travertino.
(gli apparati furono descritti da Mascardi nelle Pompe del Campido- La disfatta di Castro e la successiva morte del pontefice segnarono il
glio), sullo stesso colle il popolo si rivers in folla il 29 luglio 1644, destino del progetto: lampia piazza vuota rimase allora come me-
non appena fu data la notizia della morte del pontefice per distrug- mento delle ambizioni frustrate dei Barberini e dei loro alleati.
gere la sua statua nel Palazzo dei Conservatori.
16 Piazza Navona e Pasquino. Lampio spazio della piazza (sullan- palazzi privati
tico Campus Agonis), ancora non ridisegnato dagli ambiziosi proget-
ti di Innocenzo X che ne avrebbero fatto un fulcro dellUrbe, cir- 19 Palazzo Barberini alle Quattro Fontane. Fulcro della vita cultura-
condato da piccole case, a eccezione di alcuni palazzi, fra cui quelli le della Roma barberiniana e quintessenza del mecenatismo della fa-
de Cupis, Rivaldi, de Torres e Orsini. Al centro ospita le due fonta- miglia. Taddeo (1603-47) e Francesco vi risiedono solo per periodi,
ne di Giacomo della Porta (1532-1602), volute da Gregorio XIII, a mentre Antonio junior (1607-71) vi rester fino alla fine del pontifi-
est la chiesa di San Giacomo degli Spagnoli, che festeggia ogni anno cato. Ledificio originario fu acquistato nel 1625 da Francesco con
il trionfo pasquale ed luogo di riferimento per celebrazioni legate al- lintenzione di creare una residenza degna del nuovo status raggiun-
la nazione spagnola. La piazza sede di mercato e affollata da hi- to dalla famiglia. I progetti, ideati prima da Carlo Maderno (1556-
storiari, rivenditori di libri, ciarlatani; vi si trovano le botteghe dei 1629), poi da Bernini, Francesco Borromini (1599-1667) e Pietro da
librai, dei cartolari e degli stampatori. Le due piazze, Navona e Pa- Cortona, tennero conto del fatto che doveva assolvere la duplice fun-
squino, seggio de menanti e novellisti, sono i luoghi dove ap- zione di palazzo di rappresentanza e di villa suburbana. Taddeo vi ave-
prendere le ultime notizie, leggere gli avvisi e i fogli volanti affissi al- va un appartamento destate (al piano terra) e un appartamento din-
la statua (a piazza Pasquino arriva il sabato la posta da Milano e il verno (al piano nobile, ala nord) che fece affrescare da Andrea Ca-
gioved da Venezia). Per tutto il pontificato Pasquino non smetter massei (1602-49; Gerarchia degli angeli), da Andrea Sacchi (1599-
di irridere la politica papale; ma soprattutto negli ultimi anni del 1661; Divina Sapienza, 1629-30) e nel gran salone da Pietro da Cor-
Papa Gabella, quando Roma stretta nella morsa fiscale aggrava- tona con Il trionfo della Divina Provvidenza (1633-39), manifesto pro-
ta dalla guerra di Castro, che Pasquino dar voce al malcontento po- grammatico del nuovo linguaggio barocco. Capace di reinventare la
polare sapientemente strumentalizzato dalle fazioni anti-Barberini. tradizione della decorazione ad affresco articolata su quadri riportati,
Un uso politico di piazza Navona si ha in occasione delle feste delle Pietro crea uno spazio aperto che sfonda illusionisticamente la pare-
nazioni tedesca (1637) e spagnola (1638), e nella sontuosissima Gio- te, dove le figure allegoriche e le api barberiniane fluttuano in un di-
stra del Saracino offerta dal cardinal Antonio Barberini nel 1634 (con namismo vorticoso. Il soggetto, ideato da Francesco Bracciolini (1566-
annesso concorso letterario) a cui tutti i signori titolati dellari- 1645) per glorificare il pontefice e la sua famiglia, fu elogiato, de-
stocrazia romana, a eccezione dei Colonna, risulteranno significati- scritto e analizzato da molti letterati, fra cui Girolamo Tezi (1580?-
vamente assenti. 1645) nelle Aedes Barberinae ad Quirinalem descriptae (1642). Accan-
to al salone, la stanza ovale ospitava statue e busti antichi.

17 Piazza di Spagna. la piazza che accoglie gli stranieri che en-


Al terzo piano del palazzo si dispiegava, dal 1633, la grandiosa bi-
trano in citt da Porta del Popolo. Dal giugno 1626 palazzo Ferrati-
blioteca di Francesco (40 000 volumi): aveva inglobato quella di Maf-
ni donato alla Congregazione di Propaganda Fide, fra il 1627 e il
feo Barberini e divenne, grazie alle ricerche intraprese per tutta Eu-
1629 costruita la Barcaccia di Pietro e Gian Lorenzo Bernini, per
ropa da Gabriel Naud (1600-53), Giuseppe Maria Suarez (1599-
portare acqua in questa zona di recente espansione. Questo vascello
1677) e Lucas Holstenius (1596-1661), famosissima e seconda solo
dellaraldica barberiniana (ha sui due lati esterni lo scudo e la tiara
alla Vaticana. Vi si accedeva, dalla scala elicoidale di Borromini, at-
con le api, mentre ai due lati della vasca due soli, emblema di Maf-
traverso unanticamera che ospitava sessanta busti di letterati, men-
feo Barberini) presenta gi quella compenetrazione fra concetto e fun-
tre nel salone dominava il busto di Urbano VIII di Bernini. In altre
zione tipica di tante creazioni artistiche del pontificato di Urbano;
stanze adiacenti stavano le collezioni di monete, bronzetti, conchi-
alla fontana collegato un distico del pontefice: De Fonte Pontificio
glie, cristalli e minerali. Completava questa enciclopedia del sapere
Navis Effigiem habente. La vicinanza fra Trinit dei Monti, dei frati
il sontuoso giardino, visivamente connesso alla biblioteca, dove si col-
minimi francesi, e lambasciata spagnola fa della piazza (e del colle)
tivavano specie rare in accordo con la passione botanica del cardinal
il palcoscenico delle feste organizzate ora per luna ora per laltra co-
Francesco. La biblioteca era frequentata dai forestieri ma soprattut-
rona, in vivace competizione (il che non imped a Bernini di lavora-
to dal circolo dei letterati cortigiani dei Barberini, le Apes Urba-
re agli apparati per entrambe). Intorno alla piazza abitano numerosi
nae. Nella piazza della famiglia Bernini ide la Fontana del Tritone
artisti, antiquari come Francesco Angeloni , collezionisti come
(1642-43), concettosa invenzione in omaggio al pontefice, in cui la
Lelio Guidiccioni (1582-1643), letterato caro a Urbano VIII ; alla
scultura assorbe e trasfigura la struttura architettonica.
strada della Croce risiedono Cassiano dal Pozzo (fino al 27) e Claude
Da subito il palazzo ospita rappresentazioni teatrali e musicali: nel-
Mnestrier, antiquario di Francesco Barberini.
lagosto del 28 messo in scena il Marsia, dramma musicale di Ot-

18 Piazza Trevi. Sarebbe dovuta essere la pi sontuosa ed emble- tavio Tronsarelli (m. 1641), cui seguono opere celebri come il SantA-
matica piazza del regno di Urbano VIII. Qui nel 1638 il conte Am- lessio di Rospigliosi (febbraio 1632) su musica di Stefano Landi (1587-
brogio (m. 1643) e il fratello cardinal Ulderico (1595-1679) Carpe- 1639), I Santi Didimo e Teodora su testo di Rospigliosi e scenografie
gna, forti sostenitori del papa, commissionarono a Borromini un pa- di Francesco Guitti (1605 ca. - 1645) nel carnevale del 35 e 36; nel
lazzo maestoso, per il quale larchitetto produsse pi studi che per carnevale del 37 LEgisto (Chi soffre speri), musica di Mazzocchi e te-
ogni altro edificio. Nel 1641, quando gi lambasciatore di Francia sto di Rospigliosi; nel carnevale del 38 il ballo co gesti La pazzia
vi aveva preso casa (in palazzo Ceri), Urbano VIII raddoppi lo spa- di Orlando; nel 38 Linondazione del Tevere con uno scenografico al-
zio della piazza, abbattendo gli edifici circostanti e la fontana di Leon lestimento di Bernini. Nel 1639 viene inaugurato un vero e proprio
I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 401

teatro costruito da Pietro da Cortona e capace di contenere quattro- di Proserpina (poi donato al cardinal Ludovisi), David e Apollo e Dafne;
mila persone. Nel febbraio e marzo del 42 messo in scena il dram- lideazione di queste opere cade in un momento in cui si consolida la
ma musicale Il palazzo incantato, su testo di Rospigliosi e musica di duratura amicizia fra lartista e Maffeo Barberini.
Luigi Rossi (1597 ca. - 1653).

23 Villa Ludovisi. La villa del cardinal nepote di Gregorio XV, Lu-

20 Palazzo Barberini ai Giubbonari. Palazzo di famiglia dei Barberi- dovico Ludovisi, si estendeva da Porta Salaria a Porta Pinciana e van-
ni, nel rione di Parione. Il nucleo originario fu acquistato dai Barbe- tava una collezione di antichit senza pari (fra cui il Galata morente,
rini nel 1581. Da allora la Casa Grande fu ampliata prima e du- lAres, lAthena, il sarcofago Grande Ludovisi), in parte distribuite in
rante il pontificato di Urbano VIII inglobando edifici circostanti. quel labirinto di statue che era limmenso giardino circostante. Per
Divenuto cardinale, Maffeo si era preoccupato di rendere il palazzo il cardinale lavorano pittori emiliani, fra cui Domenichino (1581-
allaltezza del suo status e degli ospiti di alto rango che avrebbe do- 1641) e Guercino (1591-1666), che affresca la celebre Aurora nel Ca-
vuto ricevervi, ma poi prefer affittare altre residenze; divenuto pa- sino (unica parte sopravvissuta oggi dellintero complesso); scultori
pa don il palazzo al fratello Carlo (1562-1630). La nomina di Tad- come Alessandro Algardi (1598-1654) e Bernini impiegati nel restauro
deo a prefetto e il suo rientro alla Casa Grande nel 1634 (dal 13 gen- dei pezzi antichi. Nella quadreria figurano dal 21 gli Andrii e lOf-
naio 1632 al 14 ottobre 1634 abit al Palazzo alle Quattro Fontane) ferta a Venere di Tiziano, opere importantissime per gli artisti della
riproposero il problema del palazzo angusto dintrata. Si dot le- Roma barberiniana, in particolare per Poussin e Pietro da Cortona.
dificio di una piazza e si vagheggi di creare una strada che corresse Tra il 1623 e il 1624 il cardinale accoglie Giambattista Marino (1569-
al fianco di SantAndrea della Valle per permettere alle carrozze un 1625) e, fra il 1626 e il 1632, Alessandro Tassoni (1565-1635); al suo
accesso pi agevole e un collegamento diretto con la via Papalis. Il pa- servizio per qualche anno il musicista Stefano Landi. Legato al par-
lazzo aveva un ruolo politico e culturale; era tappa obbligata degli tito filospagnolo (e quindi al Collegio romano, tanto da offrire un in-
ambasciatori (formalmente ricevuti due volte lanno) ma anche sede gente finanziamento per la costruzione di SantIgnazio), il cardinale
di collezioni darte e antichit, luogo di feste e importanti rappre- partecipa alla protesta sollevata da Gaspar Borja y Velasco (1580-
sentazioni teatrali: qui si tenne la prima del SantAlessio di Rospi- 1645) ed pertanto allontanato da Roma nel marzo del 32. Muore
gliosi (marzo 1631). entro la fine di quellanno ma la sua villa resta un modello impor-
tante, da emulare e superare, per i Barberini.

21 Villa Medici. Al Pincio. Voluta dal cardinal Ferdinando de Me-


dici, la villa, con la sua facciata severa da palazzo fortificato su mo-
dello delle residenze medicee di Castello e della Petraia e la posi-

24 Palazzo Giustiniani. Dal 1590 di propriet della famiglia ge-
novese dei Giustiniani. Il cardinal Benedetto (1554-1621) e il mar-
zione dominante sulla citt, rappresenta un forte segno visivo della chese Vincenzo (1564-1637) vi allestiscono unimportantissima col-
presenza medicea a Roma. In realt, a questa data, i Medici se ne ser- lezione di opere darte antiche e moderne. La collezione di antichit
vono solo in particolari occasioni (o come residenza estiva in alter- la prima raccolta privata di questo genere a essere illustrata in un
nativa a palazzo Madama, sede politica del Granducato a Roma, e a lussuoso libro (la celebre Galleria Giustinana, 1636) quando ancora
palazzo Firenze a Campo Marzio) e la sua fama legata soprattutto vivente il suo proprietario. Alla pubblicazione partecipano Lanfran-
alle ricche collezioni darte e dantichit (nel primo Seicento vi sono co, Franois Duquesnoy (1597-1643), Claude Mellan (1598-1688) e
ancora pezzi come la Cleopatra, la Niobe, la Venere, il Romolo e i Lot- Abraham Bloemaert (1564-1651), sotto la direzione di Joachim von
tatori pi tardi trasferiti a Firenze). Vi soggiorna a periodi il cardinal Sandrart (1606-88) che abita nel palazzo. Artisti, fra cui Poussin, let-
Carlo de Medici (1611-63), dal 35 protettore della corona spagnola terati, fra cui Teodoro Ameyden (1586-1656), frequentano il palaz-
a Roma, e lambasciatore del granduca, Francesco Niccolini (1584- zo, dotato anche di una dignitosa biblioteca, che comprende, fra lal-
1650). La villa ospita nobili, ecclesiastici, ambasciatori (attratti dal- tro, testi proibiti che il cardinal Benedetto aveva avuto licenza di
la frescura del celebre giardino) e artisti interessati a studiarne le col-
possedere.
lezioni, come Nicolas Poussin (1594-1665), Claude Lorrain (1600-82;
che nel 1637 dipinge per i Medici il famoso Porto di mare con Villa 25 Palazzo Sforza Cesarini (dove abitano i Sacchetti). A Campo de
Medici) e il giovane Diego Velzquez (1599-1660), pittore esquisi- Fiori. Prima di trasferirsi in via Giulia (1649), presso la nazione fio-
tissimo del re di Spagna, che vi trascorre lestate del 30 durante il rentina, i fratelli Sacchetti vivevano qui in affitto. Vassalli fedeli dei
suo primo soggiorno romano. In occasione del processo del 1633, Ga- Barberini Giulio (1587-1663) ottenne la porpora nel 1626; Mar-
lileo ospitato qui dallamico Niccolini e vi sconter poi una parte cello (1586-1629) fu tesoriere papale dal 1624 ne condividevano gli
degli arresti domiciliari. interessi letterari e artistici. Matteo (1593-1659) apparteneva al-
lAccademia degli Umoristi mentre Marcello, artista dilettante, a

22 Villa Borghese. Fuori Porta Pinciana. La villa fu commissionata


quella di San Luca. Fu lui a scoprire il giovane Pietro da Cortona
da Scipione Borghese (1577-1633), cardinal nepote di Paolo V, a par-
tire dal 1608. Ledificio, circondato da un vasto parco articolato in e a commissionargli copie da opere di Raffaello e Tiziano. Tra que-
tre giardini (giardino boschereccio, giardino privato del Princi- ste, i Baccanali (portati da Ferrara nel 1598 dagli Aldobrandini), che
pe e una riserva di caccia), fu costruito secondo il tipo del palazzo- favorirono quellindagine di valori materici e luministici cos impor-
museo con le facciate ornate da 144 bassorilievi, 70 busti, 43 statue tante per rileggere lantico in chiave barocca. Gi entro la fine degli
e altre opere e decorazioni allantica. Ospita una ricchissima colle- anni venti, nel palazzo si poteva ammirare una serie di opere di Pie-
zione di opere antiche e moderne e rappresenta una tappa obbligata tro da Cortona e di Poussin, qui introdotto da Marino, che inaugu-
per gli artisti e i visitatori stranieri (, inoltre, un luogo amato e fre- ravano, in maniera emblematica, il nuovo stile della Roma barberi-
quentato da Urbano VIII). Nei primi anni venti, il potente cardinal niana. A entrambi gli artisti la protezione dei Sacchetti apr le porte
Borghese commissiona a Giovanni Lanfranco (1582-1647) il Conci- di altri importanti committenti, non ultimi gli stessi Barberini. Se la
lio degli Dei nella loggia della villa (1624-25) e si distingue come uno quadreria, nel 1639, constava di 643 dipinti, anche la biblioteca era
dei primi mecenati del giovane Bernini che esegue per lui quattro in- ricchissima. Ancora nel 37, un amico di Galileo informava lo scien-
novative sculture in marmo: rappresentanti Enea e Anchise, il Ratto ziato che vi erano conservati alcuni suoi manoscritti.
402 Let di Roma

impose come un centro importantissimo in citt non tanto come luo-

26 Palazzo Bentivoglio-Mazzarino. Sul versante orientale di piazza


go da visitare ma come sede di studi scientifici, antiquari, artistici e
del Quirinale, fu costruito per Scipione Borghese ed era celebre per
i suoi affreschi (fra cui lAurora di Guido Reni 1575-1642) e per il letterari, secondo quella socializzazione del sapere teorizzata da Nau-
sontuoso giardino. Acquistato nel 1619 dai nobili ferraresi Enzo d che elevava il collezionismo ben oltre il piacere del possesso pri-
(1575-1639) e Guido (1577-1644) Bentivoglio, il palazzo divenne un vato.
centro francofilo a Roma (il cardinal Guido era stato nunzio a Pari-
gi dal 1616 al 1621 e fu comprotettore degli affari di Francia nel-
28 Palazzo della Valle. Sulla via papalis, nel rione di SantEustachio
che viene a configurarsi come un polo dattrazione per curiosi ed
lUrbe dal 1621 al 1633; in citt, viaggiava su una carrozza decorata eruditi (vi si trovano la casa di Cassiano, la famosissima libraria di
da gigli doro). Nel luglio del 32, vi ospite il cardinal Armand du Giovan Battista Coccini (m. 1640), decano degli uditori di Rota, e
Plessis de Richelieu (1585-1642), ministro del re di Francia; nel 1639 palazzo Giustiniani). Il pellegrino Pietro della Valle (1586-1652),
vi soggiorna Giulio Mazzarino (1602-61), il quale, nel marzo 1641, rientrato da un lungo viaggio in Oriente intrapreso a 28 anni, vi alle-
qualche mese prima di esser nominato cardinale, acquister il pa- stisce dal 1626 uneccentrica collezione di naturalia e mirabilia e una
lazzo del giardino per s, attratto dal suo valore artistico (era con- singolare biblioteca di manoscritti in diverse lingue e testi antichi.
siderato uno dei palazzi pi belli di Roma) non meno che dalla ven- La sua abitazione celebre per la dotta libraria e per le tre mummie
tennale tradizione francofila della residenza. Ben inseriti nellentou- con le loro casse antiche dipinte, e ornate di diversi geroglifici [] e
rage di Urbano VIII, che seppe come precedenti pontefici servirsi del- altre cose portate da quelle parti orientali. Peiresc, con cui della Val-
labilit politica di Guido, nominato dal 1628 al 1635 presidente del- le era in contatto epistolare, nel 1632 gli raccomander il giovane
la Congregazione del SantUffizio, i Bentivoglio erano noti per i lo- Athanasius Kircher (1602-80). Allarrivo di questultimo a Roma, nel
ro interessi artistici e culturali. Guido era elogiato come storico per 1633, i rapporti fra i due studiosi, che condividevano unanaloga pas-
le sue Relationi (relative alle diverse nunziature allestero) da Ciam- sione per le lingue e le culture orientali, saranno facilitati anche dal-
poli e Agostino Mascardi (1590-1640), mentre Enzo era in contatto la vicinanza fra labitazione di Pietro e il Collegio romano. Lattivit
con vari poeti e letterati della cerchia dei Barberini. Entrambi ap- poliedrica di Pietro e le sue diramate competenze linguistiche appre-
passionati collezionisti e protettori di artisti, musici, letterati il pa- se nei viaggi comprendeva il turco e il persiano, insieme ad altre
lazzo era frequentato fra gli altri da Antoon Van Dyck (1599-1641), lingue orientali, delle quali redasse grammatiche e dizionari sinte-
Lorrain, Girolamo Frescobaldi (1583-1643) e Guitti , giocarono un tizzano bene lenciclopedismo e le ambizioni cosmopolite della Ro-
ruolo significativo per il mecenatismo barberiniano. ma barberiniana, cos come il suo interesse per la musica, che ne fe-
ce una delle figure di spicco nellambiente romano del tempo. Urba-

27 Palazzo dal Pozzo. Il 17 settembre 1627, Cassiano dal Pozzo


no VIII non tard a servirsi di della Valle per i suoi progetti missio-
(1588-1657) affitta dai teatini di SantAndrea della Valle il palazzo
cinquecentesco in via dei Chiavari (rione di SantEustachio). In que- nari: gli tribut onori e riconoscimenti e individu in lui un fidato
sto vero Albergo delle Muse (Bellori), antiquaria, naturalia, curio- consigliere per la missione della Congregazione di Propaganda Fide
sa e artificialia erano coadiuvati da una ricchissima libraria, che in- in Georgia. Tuttavia i suoi vasti orizzonti culturali non erano sem-
glob parte della biblioteca di Federico Cesi (1585-1630) nel 1633 e pre condivisi dalla Curia e alcuni dei suoi lavori non sfuggirono alla
pi tardi di quella del libertino Jean-Jacques Bouchard (1606-41). Se- censura dellIndice.
condo i precetti classici del collezionismo, nel cortile stavano ogget-
29 Palazzo Acquaviva. A differenza dellambasciata di Spagna, quel-
ti di antiquaria (rilievi, epigrafi), al piano nobile la libraria e la qua- la di Francia non ha ancora (fino al 1660 circa) una sede stabile. Ogni
dreria (una sala era adibita alla serie dei Sacramenti commissionati a ambasciatore affitta quindi un palazzo diverso; ci comporta un cam-
Poussin fra il 36 il 41); in una loggetta, i calchi della Colonna Traia- biamento costante nella definizione giuridica degli spazi cittadini,
na e la collezione di marmi antichi; nello Studio delle medaglie, poich larea prossima alla sede ricade sotto la giurisdizione della na-
bassorilievi, statue, marmi, medaglie, avori antichi e moderni. Lin- zione ospitata, creando un quartiere di Francia o un quartiere di
ceo dal 1622, accademico della Crusca dal 1626, Cassiano era, per la Spagna i cui confini vengono sempre pi precisamente definiti nel
profonda cultura letteraria e antiquaria, gli spiccati interessi artisti- secondo Seicento. Il palazzo Acquaviva, in via Giulia, acquistato dai
ci e scientifici e la fama europea del suo museo, uno dei pi signifi- Sacchetti nel 1649, affittato da Franois-Annibal I duca dEstres
cativi rappresentanti e dei pi intelligenti portavoce della politica cul- (1572-1670), ambasciatore di Francia a Roma fra il 1636 e il 1641.
turale avviata da Urbano VIII. Era intimamente legato ai Barberini Nel novembre del 38 ospita feste e rappresentazioni teatrali per ce-
(il pontefice lo nomin primo maestro di camera e accompagn Fran- lebrare la nascita del delfino di Francia, fra cui la commedia della Sin-
cesco nella legazione di Francia e Spagna) e al loro entourage romano: cerit trionfante, su testo di Ottaviano Castelli (1605-42).
amico dei primi Lincei, di antiquari come Claude Mnestrier (1585?-
1639), Francesco Angeloni (1587-1652), Leonardo Agostini (1593-
1676), ma anche di artisti come Pietro da Cortona) e francese (era in
30 Palazzo Ceri. Franois du Val (1594 ca. - 1665), marchese di
Fontenay, ambasciatore francese a Roma dal 1641 al 1644, sceglie di
rapporto con Naud e Nicolas-Claude Fabri de Peiresc (1580-1637),
che aveva conosciuto ad Aix, e promosse il giovane Poussin. Per quan- affittare questo sontuoso palazzo prossimo a piazza Trevi, in unarea
to non disponesse di ingenti capitali, come i collezionisti delle grandi di Roma dove forte la presenza dei Barberini e del loro entourage
famiglie nobili di Roma, Cassiano fu il privato cittadino che pi in- (per quanto non distante da piazza di Spagna, dove si trova lamba-
fluenz le arti del suo tempo. Per comporre il suo Museum Charta- sciata spagnola). Nel 43 vi probabilmente rappresentato Il Giudi-
ceum oltre seimila disegni , una squadra di artisti, fra cui Poussin tio della Ragione, libretto di Francesco Buti (1604-82) e musica di
e Pietro Testa (1611-50), lavorava nelle strade e nelle piazze di Ro- Marco Marazzoli (1602-62).
ma e nei palazzi dei collezionisti per riprodurre reperti antichi; un al-
31 Palazzo Orsini. Su piazza Navona, affittato dal potente Charles I
tro gruppo di pittori ritraeva elementi naturali, piante, animali, fio- de Crquy (1573-1638), nominato per volere di Richelieu ambascia-
ri e frutti di ogni specie. Da subito labitazione in via dei Chiavari si tore straordinario a Roma fra il giugno del 33 e il luglio del 34. Col-
I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 403

lezionista ambizioso e committente di artisti di alto livello (fra cui


Poussin), la sua presenza in citt segnalata dal fasto che accompa-

34 Accademia di San Luca. Ufficialmente inaugurata il 14 novem-
bre 1593, lAccademia di San Luca viene riformata da Urbano VIII
gna costantemente le sue apparizioni pubbliche e che informa la sua nel 1627. Linsegnamento affidato a dodici membri ed sotto la
residenza. giurisdizione dellautorit pontificia. Nel 1633 un breve del pontefi-
ce introduce una tassa obbligatoria che tutti i pittori, scultori, archi-
32 Palazzo Gabrielli-Monaldeschi. Dal 21 dicembre 1622 Francisco
tetti, indoratori, miniaturisti e mercanti darte dovevano versare per
Fernndez de la Cueva, settimo duca di Alburquerque (ambasciato-
re dal 19 al 23), affitta palazzo Gabrielli (poi Monaldeschi). I suoi il mantenimento dellaccademia. Il provvedimento fu presto archi-
successori (sette dal 24 al 44, a cui si aggiunge il cardinale Borgia viato a causa delle polemiche che suscit. Gli anni del pontificato
Gaspar Borja y Velasco , nominato ad interim nel 23) faranno lo Barberini corrispondono a una stagione particolarmente felice delli-
stesso, cos da creare un definito quartiere di Spagna in una zona stituzione (ne sono principi, fra gli altri, Vouet, Bernini, dArpino,
strategica della citt, sebbene non esente da conflitti territoriali da- Lanfranco e Mochi). Dal 1634 al 36 Pietro da Cortona ne diventa
ta la contiguit con i padri minimi francesi a Trinit dei Monti e, dal principe e ristruttura lantica chiesa di Santa Martina, concessa da
41, con lambasciata di Francia a palazzo Ceri. La nomina di ogni Sisto V allaccademia, e la sua cripta. La chiesa viene quindi intito-
nuovo ambasciatore accompagnata da feste nella piazza (la fontana lata anche a San Luca, patrono degli artisti, mentre le case a essa an-
della Barcaccia per loccasione versa vino rosso) e nel palazzo, che nesse sono destinate ad accogliere la sede ufficiale dellistituzione.
ospita sovente spettacoli teatrali (commedie di comici spagnoli) e I lavori di restauro sono in parte finanziati dal pontefice, in partico-
lare dopo il ritrovamento, il 25 ottobre 1634, delle reliquie della mar-
musicali. Alcuni ambasciatori come Iigo Velez y Tassis de Gue-
tire. Fra 1634 e il 1635 sono registrati 89 membri; 127 fra 1636 e il
vara, quinto conte di Oate, in carica dal 26 al 28, o Manuel de
1637.
Acevedo y Zuiga, sesto conte di Monterrey (1586-1653), in carica
dal 29 al 31 (che ospit Velzquez nel 30), o Manuel de Moura (m. 35 Accademia dei Desiosi. Nel rione di Ponte. Nel palazzo Orsini a
1651), secondo marchese di Castel Rodrigo (dal 32 al 41) colle- Montegiordano, affittato dal cardinal principe Maurizio di Savoia
zionano e commissionano opere darte. Destate non infrequente (1593-1657), trasferito a Roma nel 1623 come ambasciatore del pa-
che gli ambasciatori si trasferiscano al giardino del Gran Duca, la dre Carlo Emanuele I e protettore della corona francese presso la San-
vicina Villa Medici. ta Sede (ma dal 36 passato al servizio dellImpero). Nel 1624 il car-
dinale, che gi a Torino patrocinava letterati come Tassoni e Mari-
no, prese al suo servizio Agostino Mascardi, cameriere donore del
accademie
papa, che fond lAccademia dei Desiosi. Allistituzione appartene-
Sono molte le accademie attive in questi anni, anche se non sempre vano, fra gli altri, Sforza Pallavicino, Girolamo Aleandro (1574-1629),
dotate di un proprio regolamento e formalmente istituite. Gli ac- il cardinal Rospigliosi e Fabio Chigi. Le lezioni recitate allAccade-
cademici si ritrovano in edifici religiosi (lAccademia dei Fantastici mia furono edite da Mascardi nei Saggi Accademici (1630). Il palaz-
al convento dei SS. Apostoli) o nei collegi (Accademia dei Vogliosi al zo era conosciuto per le attivit teatrali e musicali (al servizio del prin-
Collegio clementino), pi spesso nei palazzi privati dei mecenati che cipe fu per qualche anno Stefano Landi): celebre lAminta del Tasso,
le promuovono (lAccademia Barberiniana al Palazzo alle Quattro messa in scena con intermezzi e balletti nei primi mesi del 37 per ce-
Fontane). lebrare Ferdinando III come re dei romani.

33 Accademia degli Umoristi. Al Corso. Nel palazzo del nobile Pao-


36 Accademia dei Lincei. Fondata nel 1603 da Federico Cesi, in so-
lo Mancini. Fondata nel 1600, vive il suo periodo doro durante il dalizio con tre giovani amici appassionati di scienze naturali (Fran-
pontificato Barberini, imponendosi come punto di incontro di im- cesco Stelluti 1577-1653 , Johannes Van Heeck 1579-1616 e
portanti uomini di cultura europei. Vi appartengono letterati (Tas- Anastasio de Filiis 1577-1608), lAccademia dei Lincei (di cui Ga-
soni, Bracciolini, Antonio Quarenghi 1547-1634 , Virginio Cesari- lileo era membro dal 1611) visse una stagione particolarmente intensa
ni 1595-1624 , Ciampoli e Mascardi), futuri pontefici (Fabio Chi- nei primi cinque anni del pontificato Barberini, per poi veder svani-
gi 1599-1667 e Giulio Rospigliosi), artisti, come il cavalier dArpi- re le speranze riposte nella mirabil congiuntura dellelezione di Ur-
no (1568-1640) e pi tardi Salvator Rosa (1615-73), cantanti e musi- bano VIII. Dapprima sostenuta (almeno formalmente) dal cardinal
cisti come Leonora Baroni (1611-70) unica donna ammessa , il mu- Francesco, lintensa attivit di ricerca dellaccademia si concretizz
sicologo Giovan Battista Doni (1595-1647) e lerudito Pietro della Val- in un buon numero di pubblicazioni di altissimo livello, spesso con-
le, questi ultimi legati dai comuni interessi per la musica antica. Ur- ciliando il panegirico dei Barberini con la pi rigorosa ricerca scien-
bano VIII e i suoi famigliari (Taddeo e Francesco erano entrambi tifica come nellApiarium (1623) o nella Melissographia (1625), omag-
gio scoperto allaraldica della famiglia del papa ma anche orgoglioso
Umoristi) ne promossero le attivit, sebbene la messa allindice del-
prodotto dellappena scoperta analisi al microscopio del mondo na-
lAdone di Marino (1627), che era stato principe dellAccademia, se-
turale. Sempre meno cara ai Barberini e al loro entourage, e costret-
gner un momento di crisi nei rapporti fra listituzione e il papato.
ta quindi a vestire labito della dissimulazione, la prestigiosa istitu-
Le riunioni, su vari temi con una speciale attenzione alla drammatur-
zione non sopravvisse alla morte di Cesi (1630), n riusc ad argina-
gia e alla satira, si tenevano a palazzo Mancini ogni domenica nel tar-
re le conseguenze dellostracismo che si andava diffondendo verso le
do pomeriggio, in una stanza rotonda sontuosamente decorata con gli
teorie galileiane. In questi anni sono membri dellaccademia Fabio
emblemi degli accademici, ciascuno accompagnato da un motto argu-
Colonna, fine erudito napoletano e studioso di botanica, collezioni-
to. Allineata alla politica filofrancese della Curia, accoglier anche Nau-
sti come Cassiano dal Pozzo e il medico tedesco Johan Faber (1574-
d, Bouchard e Vincent Voiture (1597-1648). Prossima alla sede del- 1629) che, nella sua casa vicino al Pantheon, aveva allestito una ric-
laccademia, al Corso, era la celebre collezione di antiquaria di Ippoli- chissima collezione di naturalia. Nellultimo decennio del pontifica-
to Vitelleschi (1583-1654), che gli accademici forestieri non mancava- to Barberini non vennero comunque meno lo spirito e il fervore che
no di visitare in occasione degli incontri domenicali. animavano laccademia grazie allattivit di alcune singole figure, co-
404 Let di Roma

me Stelluti e Cassiano. A loro si deve il completamento del progetto bellissima Melissographia incisa da Matthus Greuter (1564-1638), e
editoriale pi ambizioso di Cesi, il Tesoro Messicano, che vide la luce gli Animalia Mexicana di Faber (1628), prima tappa dellimponente
in unedizione parziale nel 1628 ma compiutamente solo fra 1648 e libro delle cose messicane. Sar Vitale (?-1666), nipote di Giaco-
1651, una volta terminato il pontificato di Urbano VIII. mo, a stampare il Tesoro Messicano, lopera pi emblematica dei Lin-
cei ma anche quella che ebbe la storia editoriale pi lunga e complessa

37 Accademia Basiliana. Nel monastero basiliano di San Giovanni


(la sequenza dei privilegi e delle approvazioni per la stampa si susse-
in Mercatello, ai piedi del Campidoglio. Fu fondata dallumanista te-
desco Holstenius, giunto a Roma nel 27 su invito di Francesco Bar- guono dal 1612 al 1651). Vide la luce solo fra 1648 e 1651, grazie al
berini, di cui divenne bibliotecario nel 1636. Pur avendo vita breve supporto di dal Pozzo. Ma la stagione dei Barberini era ormai tra-
(dal giugno 1635 allagosto 1640) e un numero circoscritto di parte- montata e, nella Roma di Innocenzo X, Stelluti e Cassiano, che era-
cipanti, laccademia emblematica non solo del rinnovato interesse no stati intimi cortigiani del cardinal Francesco, preferirono adesso
per la cultura greca diffuso fra gli eruditi dellentourage barberiniano cancellare dal libro la dedicatoria a lui rivolta e le immancabili api
(Holstenius sosteneva con passione la creazione di una tipografia gre- dellaraldica famigliare.
ca a Roma) ma anche delle ambizioni del papato di riunificare la Chie- 39 Paolini. Aveva lofficina in piazza del Grillo (alla torre del Gril-
sa greca e la latina. Probabilmente liniziale protezione garantita da lo) dopo aver lavorato alla stamperia del Collegio dei maroniti. Dal
Francesco Barberini venne meno quando i rapporti con il patriarca 1626 diresse la tipografia di Propaganda Fide, a cui forn i punzoni
di Costantinopoli si fecero pi distesi, verso i tardi anni trenta, e ci per i caratteri in 23 lingue: qui fu attivo anche Vitale Mascardi. Si
decret la fine dellistituzione. Fra i suoi membri, tutti legati alla cor- specializz in caratteri orientali e per i tipi di Propaganda Fide pub-
te del cardinale, cerano Bouchard, il musicologo Doni che aveva blic nel 1629 il Dittionario di georgiano e italiano, con laiuto del geor-
battezzato lira Barberina lo strumento antico da lui identificato , giano Niceforo Irbachi, monaco di San Basilio, dedicandolo a Urba-
il colto cardinale Francesco Maria Brancaccio (1592-1675) e molti no VIII. Nel 1633 si deve a lui uno dei pi sofisticati prodotti del-
studiosi del Collegio greco, fra cui il grande bizantinista Leone Al- leditoria barocca: il De florum cultura del gesuita Giovanni Battista
lacci. Le riunioni riguardavano controversie teologiche, letteratura Ferrari. Francesco Barberini partecip in prima persona alla costosa
greca e soprattutto i riti cristiani il culto dei santi, la musica sacra, stampa del volume: pag Paolini, acquist la stampa e stipendi gli
luso delle immagini religiose. Linteresse per i riti della Chiesa dei intagliatori (fra cui Mellan e Johan Friedrich Greuter 1590-1662).
primordi stimol alcuni degli accademici ad affiancare allo studio del- Ai disegni parteciparono Reni, Sacchi e Pietro da Cortona. La cura con
le fonti scritte le testimonianze visive, in sintonia con quanto perse- cui Barberini segu questa edizione, che rispecchiava i suoi profondi
guiva lo stesso Francesco Barberini commissionando disegni a colori interessi di botanica espressi nel raffinatissimo giardino del Palazzo
dai monumenti della Roma paleocristiana e medievale. alle Quattro Fontane, tradisce la sua presa di distanza dai Lincei in
un momento drammaticamente vicino alla condanna di Galileo.
stamperie
40 Stamperia Camerale. A Pasquino. Lufficio della stampa camera-
le, uno dei pi remunerativi e ambiti di Roma, fu acquistato nel 1626
Nei primi anni trenta sono attivi a Roma 90 librai e 75 stampatori.
Tipografie, librerie, cartolerie si trovano tradizionalmente in Pario- da Andrea Brogiotti (?-1648) per 8000 scudi; con lappalto della Ca-
ne, nellarea intorno a piazza Navona. Ma anche altrove: come nel merale egli acquist inoltre le attrezzature della Tipografia Vaticana,
rione Colonna (ad esempio Paolo Masotti 1604-37 in via del Pi impegnandosi a liquidare gli interessi del Monte della Stampa isti-
di Marmo, dove stette per un breve tempo Manelfo Manelfi 1587- tuito da Sisto V. Libraio (la sua bottega era sempre a Pasquino) e
1649 , e poi in piazza di Pietra, dove stava dal 28 Ludovico Grigna- stampatore legato agli oratoriani della Chiesa Nuova, Brogiotti ave-
ni; mentre alla Maddalena nel vicolo per andare in Piazza Caprani- va partecipato alla redazione e pubblicazione degli Annales Ecclesia-
ca era Guglielmo Faciotti 1560-1632 e Andrea Fei era in via del stici del cardinal Cesare Baronio ed era entrato presto nei favori dei
Corso). I tipografi sono spesso legati non solo da rapporti professio- Barberini (dal 14 aprile 1625 nominato revisore dei conti delle chie-
nali ma anche da parentele che permettono agli uni di rilevare le of- se e dei luoghi pii di Roma). Brogiotti non si limit a pubblicare atti
ficine degli altri. In SantEustachio, dove sta la Sapienza, non sono amministrativi e di governo (lettere, brevi, motu propri) ma divenne
segnalate tipografie di rilievo, conferma dellassenza di un rapporto cospicuo e attivo protagonista delleditoria romana. Nel 29 stamp
privilegiato fra luniversit e una specifica tipografia. segretamente e con falsa sottoscrizione gli Astrologicorum libri di
Campanella; il 30 gennaio 1631 gli fu concessa la privativa per stam-
38 Mascardi. Dal 1622 al 27 la tipografia di Giacomo Mascardi
pare i Poemata di Urbano VIII.
(1567-1634) nellattuale via del Pi di Marmo, posizione strategi-
ca perch posta fra la Minerva e il Collegio romano. Nel 27 Mascardi 41 Tipografia Vaticana. Dal 1631 in via Parionis, e conspectu do-
si sposta in piazza Sciarra e nel 31 qui, nella sede definitiva davan- mus seu ecclesiae Patrum S.tae Mariae in Vallicella. Anche questa
ti alla chiesa di San Marcello (casa e bottega sul Corso; officina nel- tipografia era di Brogiotti (da lui affidata per il 1631 a Manelfi). Nel
la retrostante via del Collegio romano), rilevando i locali della cele- 1628 dava alle stampe lIndice de caratteri [] esistenti nella stampa
bre tipografia Zanetti. Stampatore molto affermato, pubblic 471 edi- Vaticana et Camerale, dedicandolo a Francesco Barberini. Il cardina-
zioni di vario argomento: teatro, poesia (di autori cari a Urbano VIII, le esercit uninfluenza notevole sulla produzione editoriale romana
come Gabriello Chiabrera 1552-1638 e Bracciolini) ma soprat- e, sollecitato a rifondare la Tipografia Vaticana sotto la direzione di
tutto a soggetto scientifico (ben 41 edizioni). Specializzato in questo Holstenius, promosse e favor lattivit di Brogiotti, non solo per esal-
campo, Mascardi intrattenne un rapporto privilegiato con gli acca- tare le glorie di casa Barberini ma anche per sovvenzionare progetti
demici Lincei che, fin dallIstoria e dimostrazioni intorno alle macchie di alto livello culturale: fu lui a finanziare la pubblicazione del Mo-
solari di Galilei (1613), partecipavano attivamente alle diverse fasi numentum Romanum (1638), curato da Bouchard, con la famosa Pan-
della stampa dei loro lavori recandosi personalmente in tipografia. glossia contenente composizioni poetiche per la morte di Peiresc scrit-
Seguiranno Il Saggiatore (1623), lApiarium (1626), preceduto dalla te in quaranta lingue diverse.
I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 405

case e botteghe di artisti gano dicono quattro parole et poi se ne vanno via, perch son
sicuri dhavere il salario e per tradizione antica mai son rimossi

42 Casa di Gian Lorenzo Bernini. Dal 1639, Bernini lascia la casa e studenti impoltroniti che, specie se nobili, non frequentano i cor-
acquistata dal padre davanti a Santa Maria Maggiore e si trasferisce si preferendo le lezioni private tenute illegalmente dagli stessi pro-
a SantAndrea delle Fratte (attuale via della Mercede), accanto al Col- fessori delluniversit. Se molte delle cattedre erano informate a una
legio di Propaganda Fide e vicino alla zona recentemente colonizza- vacua retorica celebrativa e allossequio verso gli auctores classici, nel
ta dalla famiglia Barberini. La sua posizione dominante nella cultura campo scientifico si rileva una netta inversione di tendenza: ad esem-
del tempo e la sua passione per il teatro fanno della casa un punto di pio la cattedra di matematica affidata (1627) a Benedetto Castelli
ritrovo per artisti, eruditi e committenti nonch la sede di rappre- (1577-1643), intelligente discepolo e amico di Galileo. Nel 1642, Bor-
sentazioni teatrali. romini nominato architetto della Sapienza con la commissione di
43 Casa di Pietro da Cortona. Nel 1628 (dopo aver vissuto nel rio- costruire una chiesa da annettere alluniversit: SantIvo sar termi-
ne Ponte), Pietro affitta alcuni ambienti allultimo piano di un pa- nata solo pi tardi, sotto Innocenzo X.
lazzo in via dei Leutari, vicino alla Chiesa Nuova. Questo quartiere
verr presto affrescato e adibito a studio e nel 1635 subaffittato al-
47 Collegio romano. Fondato nel 1551 dai padri gesuiti, il palazzo
nel rione Pigna fu costruito dal 1582 grazie a Gregorio XIII (da cui il
lallievo G. Francesco Romanelli. Dal 1634 fino al luglio 1643 Pie- nome Universit Gregoriana). il pi importante dei collegi religio-
tro abita vicino alla Fontana di Trevi, non lontano da palazzo Bar- si dellUrbe, in grado di mettere a punto una propria Ratio studiorum
berini, per poi acquistare la celebre casa in via della Pedacchia (1649), che diverr modello per gli altri collegi e per la stessa Sapienza. Au-
riconosciuto centro artistico e culturale di Roma. torevole per le cattedre di retorica ed eloquenza, in questi anni fa-

44 Casa di Francesco Borromini. Dal 1634, fino alla tragica morte moso anche per gli studi fisici e astronomici: rappresenta un luogo di
avvenuta in questa dimora, Borromini documentato come residen- discussione per Galileo, nonch uno dei fulcri della polemica e del-
te in vicolo dellAgnello (oggi vicolo Orbitelli), nella parrocchia di lopposizione alle sue tesi (al collegio insegnano il matematico Ora-
San Giovanni de Fiorentini, vicino alla casa di Carlo Maderno e non zio Grassi 1583-1654 e padre Cristoforo Scheiner 1573-1650).
distante dalla Chiesa Nuova, dove gli verr allogato il grande can- Vi avranno la cattedra di ebraico Giovan Battista Ferrari (1584-
tiere delloratorio dei filippini. 1655), medico del cardinal Francesco, quella di filosofia e di Sacre
Scritture Fabio Antonio Spinola (1593-1671) e quella di logica, filo-

45 Casa di Nicolas Poussin. Nel 1626 Poussin abita accanto a Du-


sofia naturale e metafisica Alessandro Gottifredi (1595-1652). Dal
quesnoy nel rione di Trevi, nella strada dei Maroniti verso il Colle-
gio. Dal 28 si stabilisce a strada Paolina (via del Babuino), dapprima 1633, fino alla sua morte, il collegio ospita Athanasius Kircher stu-
(dal 29 al 31) con il connazionale Jean Lemaire (1597-1659), poi con dioso di vastissima erudizione nei campi delle scienze, della filosofia,
la moglie e la famiglia di lei, fra cui il cognato Gaspard Doughet (1613- della musica e dellarcheologia , dapprima con il compito di inter-
1675), in una casa posta ante Collegium Grecorum, cio in una zo- pretare i geroglifici poi come professore di matematica (dal 1638 al
na tradizionalmente abitata da artisti, in particolare stranieri. 45). La presenza di Kircher, la sua eccezionale fama di scienziato se
non di mago e i moltissimi rapporti epistolari che egli intratte-
neva con i colleghi europei, fa del collegio un centro dattrazione per
universit/studium
gli eruditi di tutta Europa, che affollano le sue lezioni e le pubbliche
Il sistema dellistruzione articolato in una costellazione di collegi esposizioni delle sue scoperte (celebre nel Natale del 37 la mostra
religiosi, pi o meno importanti, che fin dal tardo Cinquecento si af- dellorologio-girasole o eliotropico). Nel collegio approntato, gi pri-
fiancano e, in specifici campi disciplinari, superano lautorevolezza ma della sua morte, il Museo kircheriano, dove confluir la sua ec-
della Sapienza, listituzione universitaria pi antica. I rapporti fra lo centrica collezione. Il collegio dotato di una propria tipografia, do-
Studium Urbis e i tanti collegi sono di competizione ma anche di col- ve per alcuni anni lavorano Andrea Fei (1579-1650) e Ludovico Gri-
laborazione: alcuni professori della Sapienza di questi anni proven- gnani (1586-1651), e di una grande biblioteca che viene ad arricchirsi
gono dai collegi, mentre pi raro il percorso inverso. I collegi, in- in questi anni grazie al lascito (1640) di monsignor Coccini: a fine
sieme ai palazzi aristocratici, sono luoghi dove si pu assistere a rap- Seicento si dice che conti quarantamila volumi. Tradizionalmente il
presentazioni teatrali. collegio offre ai docenti e agli studenti rappresentazioni teatrali con-
siderate parte integrante della didattica (secondo le linee del teatro
46 Studium Urbis. Fondato nel 1303, la pi antica istituzione uni-
gesuitico): a carnevale, si mettono in scena tragedie (in latino e sen-
versitaria romana. Urbano VIII ebbe un particolare interesse verso
za personaggi femminili) in un teatro di legno con palchetti e muta-
lo Studium Urbis, affidandone le cure al cardinal nipote Francesco.
zioni di scene, costruito nel 1600; in estate le rappresentazioni, tea-
Rispecchia bene il dualismo della politica culturale dei Barberini. Da
trali e musicali, hanno luogo nel giardino interno attrezzato con tri-
un lato laffidamento di cattedre a studiosi di alta levatura, come Ago-
bune. attivo dal 1626 il cantiere per la costruzione della chiesa di
stino Mascardi, professore di eloquenza dal 1628-38, il libanese Abra-
SantIgnazio (che sar inaugurata nel 1650), patrocinata dal cardinal
mo Ecchellensis (1605-64), proveniente dal Collegio dei maroniti,
Ludovisi, il cui progetto inizialmente affidato a Maderno, Dome-
professore di arabo, e Paganino Gaudenzi (1595-1649), professore di
nichino e Borromini, ma verr poi portato avanti da Grassi fino al
greco. Dallaltro la gestione delluniversit con criteri cortigiani, at-
33.
tribuendo gli insegnamenti a figure minori, scaltri adulatori nelle gra-
zie del pontefice. In questi anni si avvertono ancora le conseguenze
48 Collegio di Propaganda Fide. La Congregazione di Propaganda Fi-
negative della riforma di Sisto V, che aveva stabilito che il rettorato de, creata da Gregorio XV (1622) per organizzare le missioni dei va-
della Sapienza spettasse agli Avvocati concistoriali (1587), favoren- ri ordini religiosi, fu particolarmente valorizzata da Urbano VIII. Nel
do il lucroso conferimento delle lauree piuttosto che linsegnamento. 1627 il papa fond un collegio per leducazione dei giovani missiona-
Una relazione anonima (1625) fotografa la situazione non felice in ri, dotato di una facolt di teologia, ove si conseguiva il dottorato. Dal
cui versava allora lo Studium Urbis: lettori mal pagati che non fati- 1633 le due istituzioni furono ospitate in palazzo Ferratini, di cui Ber-
406 Let di Roma

nini rimodell la facciata su piazza di Spagna (1644) dopo aver co-


struito allinterno la piccola cappella dei Re Magi (1634), poi distrutta

49 Collegio greco. Fondato da Gregorio XIII nel 1577. Gregorio XV
ne designa protettore il cardinal Maffeo Barberini. Il 23 novembre
e rifatta da Borromini nel corso della sua riprogettazione delledificio 1624, con la costituzione Universalis Ecclesiae Regimini Urbano VIII
(dal 1646). Dal 26 attiva la Tipografia Poliglotta: inizialmente isti- stabilisce un nuovo regolamento per il collegio, riservato da allora in
tuita per stampare opere in greco volgare, per favorire la colonizza- poi solo a coloro che ambivano allo stato ecclesiatico. Qui viene edu-
zione culturale dellOriente, riusc presto a stampare in ben 23 lin- cato e, per un breve periodo, insegna retorica linsigne teologo e bi-
gue. A questa tipografia si deve la pubblicazione degli atti del conci- zantinista Leone Allacci (1586-1669), che alla sua morte lascer la
lio di Firenze Acta sacri oecumenici concilii Florentini, Roma 1638 propria biblioteca al collegio. Rientrato a Roma nel luglio 1623, do-
a cura di Orazio Giustiniani (1580-1649). La biblioteca era famosa po aver completato la delicata missione di curare il trasferimento del-
per opere (storiche e religiose, ma anche grammatiche e dizionari) scrit- la Biblioteca Palatina di Heidelberg, Allacci entrer pi tardi nelle
te in unincomparabile variet di idiomi. grazie di Francesco Barberini, divenendo suo bibliotecario e cele-

0 biblioteche in palazzi o case private

0 biblioteche afferenti a istituzioni religiose


36
o universitarie

35

16 56 64
38 39
22
2 29 25 33
63 12
28 55
59 23 51 61
58
43 3
32 34 40
48 31 1
42 5 8
62 6
53 49
50
18 13
30 54 37
47 46 7
26 57
24 44
41 45 21
11
20
27 60
14
15 17

10 52
19

Figura 2. Biblioteche a Roma (1623-44).


I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 407

brandone il patronato delle lettere con le Apes urbanae, sive de viris il-
lustribus (1633), una specie di dizionario bio-bibliografico degli scrit-

22 Trinit dei Monti, dei minimi francesi.

tori fioriti nella Roma barberiniana (vi sono registrate le opere di cir- Palazzo Altemps.
23

ca 500 scrittori attivi fra il 1630 e il 1632).


24 Palazzo Altieri.


25 Palazzo Borghese.
biblioteche
26 Palazzo Farnese.

Ogni chiesa e istituzione religiosa di un certo rilievo possiede una


27 Palazzo Mattei.
propria biblioteca ma la Roma di Urbano VIII spicca per le librarie
28 Residenza del cardinale Lelio Biscia. A piazza Nicosia.
dei collegi e delle grandi famiglie cardinalizie e nobiliari, emulate da
diversi eruditi che gravitano intorno alla Curia (spesso assunti in qua-

29 Residenza di Ferrante Carli. Nel palazzo della famiglia Borghese.

lit di bibliotecari, come Felice Contelori che conservava a casa sua


30 Residenza di Giovan Battista Coccini. Dinanzi della Chiesa [del-
ben 12 000 volumi). La Biblioteca Barberiniana, celebre in tutta Eu- la Valle].
ropa per i suoi libri rari, rappresenta la punta di diamante di un feno-
31 Residenza di Felice Contelori. In una parte del Palazzo de Si-
meno diffuso e capillare che interessa in realt pi strati sociali (an- gnori Rivaldi a piazza Navona.
che artisti come Bernini, Borromini e Pietro da Cortona hanno una
32 Residenza di Marcantonio Foppa (1603-73). In piazza del Fico (in-
dignitosa raccolta libraria) e che corre parallelo al rinnovato fiorire clude parte della biblioteca gi di Torquato Tasso).
delleditoria e al diffondersi del collezionismo fra i ceti medi. Le bi-
blioteche particulari sono, come le collezioni, segno di prestigio
33 Residenza di Lelio Guidiccioni. In piazza di Spagna.

sociale, luogo di incontro e di scambio fra studiosi locali e forestieri


34 Residenza del cardinale Desiderio Scaglia (1567-1639). Nel Pa-
e trait dunion fra il mondo degli eruditi e quello dei librai e degli lazzo de Cornari a Trevi.
stampatori. significativo che proprio a partire da questi anni siano
35 Ottavio Tronsarelli. In cima al Corso.
segnalate (con nome e a volte indirizzo del proprietario) nelle guide
alla citt (Totti, 1638). Esse contribuiscono ad affermare limmagi-

36 Palazzi Vaticani.

ne di Roma capitale della Repubblica delle lettere, tanto decisiva nel-


37 Palazzo del Quirinale (Montecavallo).

la propaganda cattolica messa in atto da Urbano VIII. Verso la fine


38 Palazzo del SantUffizio.
del secolo per visualizzare la ricchezza delle biblioteche romane si
39 Castel SantAngelo.
dir che se la gran Piazza Navona fosse una intera e sola Biblioteca
non sarebbe capace di tutti i Libri e Volumi di esse.
40 Palazzo Barberini alle Quattro Fontane.


41 Palazzo Barberini ai Giubbonari.

1 Collegio Capranica.

42 Palazzo Giustiniani.

2 Collegio Clementino, dei somaschi.



43 Palazzo Sforza Cesarini (dove abitano i Sacchetti).

3 Collegio Germanico.

44 Palazzo Bentivoglio-Mazzarino.

4 Collegio Gregoriano della Casa di San Benedetto (con la biblioteca



45 Palazzo dal Pozzo.
di Costantino Gaetani 1568-1650).
5 Collegio dei maroniti.
46 Palazzo della Valle.

6 Seminario romano.
47 SantAndrea della Valle.

7 Santi Apostoli, dei minori conventuali, nel Collegio di San Bona-


48 Oratorio dei filippini (Santa Maria in Vallicella).
ventura.
49 San Carlo alle Quattro Fontane.

8 San Bernardo alle Terme, dei cistercensi.


50 Convento di Santa Maria sopra Minerva.

9 San Francesco a Ripa, dei francescani riformati.


51 Convento di SantAgostino - Biblioteca Angelica.

10 San Francesco di Paola ai Monti, dei minimi calabresi.


52 Monastero di Santa Prassede.

11 Casa Professa del Ges.



53 Studium Urbis.
12 SantIsidoro a Capo le Case, dei francescani riformati ibernesi (con

54 Collegio romano.
la biblioteca di Luke Wadding 1588-1657).

55 Collegio di Propaganda Fide.
13 San Marcello, dei serviti.

56 Collegio greco.
14 Santa Maria della Scala, dei carmelitani scalzi.

57 Accademia degli Umoristi.
15 Santa Maria in Aracoeli, dei minori osservanti.

58 Accademia dei Desiosi.
16 Santa Maria della Traspontina, dei carmelitani.

59 Accademia dei Lincei.
17 Santa Maria Maggiore, dei domenicani, nella Penitenzieria.

18 San Pantaleo, degli scolopi.


60 Accademia Basiliana.

19 San Pietro in Montorio, dei francescani riformati. Casa di Gian Lorenzo Bernini.
61

20 Santa Pudenziana, dei cistercensi della Congregazione di San Ber-


62 Casa di Pietro da Cortona.
nardo.
63 Casa di Francesco Borromini.

21 San Silvestro a Monte Cavallo, dei teatini.


64 Casa di Nicolas Poussin.
Le case degli artisti a Roma (1623-1644) e i principali luoghi dove si tengono pubbliche mostre darte
408 Let di Roma

20
8 14
22 21
12 18 11
4
9

6 24
3
1 16
15
7

5
26 19
2 25 23

17

13
10
28

27

Figura 3. Le case degli artisti a Roma (1623-44) e i principali luoghi dove si svolgevano esposizioni artistiche.

case e botteghe di artisti vraregionale, che si affermer nella trattatistica seicentesca. Due zo-
ne spiccano per la densit delle case di artisti: intorno a Trinit dei
Roma in questi anni il centro dattrazione per artisti di ogni parte Monti e nellarea compresa fra la Torre delle Milizie e il Campido-
dEuropa: ve ne sono che vanno e vengono e non gli si pu dar re- glio (oggi stravolta nel suo assetto originario). Entrambe le zone ospi-
gola, scrive Giulio Mancini intorno al 1620. Fiamminghi e stranie- tano attivit artigianali e commerciali connesse alla produzione arti-
ri risiedono principalmente nellarea sotto il Pincio (nelle strade Vit- stica: botteghe di colorari, di formatori di gessi e cartoni, di ri-
toria, Frattina, Margutta, Felice, in via del Babuino). Gli artisti che gattieri, di pupazzari (dove si potevano acquistare manichini in
soggiornano nellUrbe per un periodo breve si appoggiano inizial- legno utili come modelli per lo studio delle figure e dei panneggi). Se
mente alle case dei propri connazionali, optando per una soluzione nellarea di Trinit dei Monti, attuale via Gregoriana, si trova la pi
pratica che non di rado sottintende anche consonanze stilistiche pi celebre casa di un artista, il palazzo di Federico Zuccari (1539-1609),
profonde, accondiscendendo a quellidea di scuola regionale, o so- nellarea prossima al Campidoglio, ai Fori, ha sede lAccademia di
I luoghi della cultura nella Roma di Urbano VIII 409

San Luca. Al Pantheon (cui era aggregata la Congregazione dei Vir-


tuosi), a San Giovanni Decollato e a San Bartolomeo si tengono an-

14 Claude Lorrain (1600-82) con Hermann von Swanevelt (1600-
1655). In via del Babuino.
nualmente (rispettivamente il 19 marzo e il 24 e 29 agosto) esibizio-
ni pubbliche di opere darte. 15 Carlo Maderno (1556-1629). Allinizio della via Papalis, ai Ban-
chi, attuale via dei Banchi Nuovi.

1 Gian Lorenzo Bernini (1598-1680). A SantAndrea delle Fratte 16 Francesco Mochi (1580-1654). Dal 1630 al 44 nellisola del Col-
(attuale via della Mercede). legio di Propaganda Fide.
2 Pietro da Cortona (1596-1669). Dal 1628, per qualche anno, in 17 Giovan Battista (1585-1665) e Pier Francesco (1612-66) Mola. Ai
via dei Leutari, vicino alla Chiesa Nuova. Mattei, parrocchia di San Nicola dei Cesarini.
3 Francesco Borromini (1599-1667). In vicolo dellAgnello (oggi vi- 18 Salvator Rosa (1615-73). In via del Babuino alla fontana che fa
colo Orbitelli), nella parrocchia di San Giovanni de Fiorentini. da cantone per strada Margutta.
4 Nicolas Poussin (1594-1665). Dal 1628 si stabilisce qui in via del 19 Andrea Sacchi (1599-1661). Via Rosella, oggi Rasella.
Babuino. 20 Agostino Tassi (1566-1644). Su via del Corso, sulla piazza del

5 Alessandro Algardi (1598-1654). In via della Lungara nella vigna popolo dove si d la mossa alli barbari.
dei Salviati. 21 Valentin de Boulogne (1591-1632). In via Margutta.
6 Giovanni Baglione (1566-1643). In via dei Condotti.
22 Simon Vouet (1590-1649). In via del Babuino.
7 Michelangelo Cerquozzi (1602-60). Alla salita di San Giuseppe
23 Domenico Zampieri (il Domenichino; 1581-1641). Nel 1628-29
sopra Capo le Case. a Piazza dei Signori, nella parrocchia dei Santi Vincenzo e Ana-
8 Giuseppe Cesari, cavalier dArpino (1568-1640). Allinizio di via stasio (con lui sta il giovane Giovan Battista Salvi, detto il Sassofer-
rato 1609-85).
del Corso.
9 Franois Duquesnoy (1597-1643). Nel 1630-43 in strada Vit- 24 Casa gi di Federico Zuccari (1539-1609). Su via Gregoriana.
toria.
25 Pantheon. Sede dellAccademia dei Virtuosi. Pubbliche esposi-
10 Giovanni Lanfranco (1582-1647). In vicolo del Cinque. zioni il 19 marzo.
11 Pieter Van Laer (il Bamboccio; 1599?-1642) e e Bentweughels. In 26 Chiesa di San Bartolomeo (comunit bergamasca). Pubbliche espo-
via Margutta. sizioni il 24 agosto.
12 Ottavio Leoni (1578-1630). In via del Babuino. 27 Oratorio di San Giovanni Decollato. Pubbliche esposizioni il 29
agosto.
13 Martino Longhi il Giovane (1602-60). Allincrocio fra strada Ales-
sandrina e largo de Pantani. 28 Sede dellAccademia di San Luca.