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Appunti Esequie

Per cogliere lo specifico della speranza cristiana. L'esperienza del morire porta con s molte
considerazioni.
Tentativo di comprendere lo sguardo della mentalit del vivere la morte.
Evoluzione storica dei riti esequiali. Specificit e mutamento di paradigma. SC 81. Dimensione
pasquale delle esequie.
Ordo exequiarium. Rito delle esequie.
Qual' l'apporto che ci proviene dalla forma rituale delle esequie?
Non c' corrispondenza tra il rito latino e italiano. Per cogliere lo sviluppo: storia della morte in
occidente, di Aries. Il sogno dell'eternit, di Celine la Fontaine, medusa. Societ post mortale. Ci si
illude di poter far a meno della morte. Manicardi, memoria del limite. La morte i suoi riti dell'apl.
MORTE E MORIRE OGGI.
2 presentazione Cei rito esequie seconda edizione. Mutato contesto, angoscia maggiore si attende
maggiore prossimit. Nella morte si avverte il bisogno dell'altro, del prossimo. Il problema che la
morte fa problema, a differenza delle epoche passate. Con l'avvento della modernit la morte
diventa bandita, vergognosa, oscena (= non pu stare nella scena). De - simbolizzazione della
morte. La morte viene affrontata dal versante fattuale, medico. Aries indica 3-4 fasi di approccio
alla morte. 1. Morte addomesticata. Preparata, si attende la morte a letto una volta ammalato.
Cerimonia pubblica e organizzata. Il moribondo la presiede e la organizza. Lui raccoglie intorno a
s. Nessuno escluso dalla morte. Si conducevano i bambini. La morte era familiare. Il contesto di
assoluta semplicit. Senza drammaticit e tragedia. Appartiene alla domus, alla casa. Io penso e
organizzo la mia morte. Dai secoli xi e xii avvengono sottili modificazioni che daranno un senso pi
personale. Si impone l'idea del giudizio personale. Rex traemendae maiestatis. Ci si prepara in vista
del giudizio. Giorno dell'ira. Il singolo verr giudicato. Il libro dei conti individuale He dar
occasione al giudice di esprimere il suo giudizio. Ci che impressiona la propria morte. Si
disperde l'idea che la morte sia affare di tutti. la mia morte, via di accesso al giudizio all quale
bisogna arrivare preparati. Al xviii sec la morte viene esaltata, drammatizzata e domina ovunque.
Altari dedicati alle anime del purgatorio. Dal xvi sec la morte si carica di un senso erotico. una
trasgressione. Strappa l'uomo dalla realt di tutti i igiorni. buttarlo in una situazione straordinaria e
irrazionale. La morte un incidente. Tutto ci che circonda il morte affascina. Parossismo. Coloro
che assistono compiono gesti patetici. L'espressione del dolore dovuta per l'intolleranza della
separazione. La sola idea della morte commuove. Il mutamento dell'idea del testamento. Nel xvii
secolo torna un atto privato. il lutto a mutare. Da fatto collettivo a fatto privato. Aveva una
dimensione pedagogica ed educativa. Far piangere anche chi non piange. Regimenta anche il lutto
eccessivo. Era un sentimento regolato e dunque comunitario. Col xix sec il lutto supera la
consuetudine ed diventa libero e disordinato, non sta dentro un ordo condiviso ma vissuto dal
singolo a livello individuale. Si fa difficolt a gestire la morte dell'altro. Ci che si teme la morte
dell'altro. Cimiteri editto di san Claud. I morti non devono mescolarsi coi vivi. La sepoltura pu
diventare diventare di propriet. Non esisteva prima la tomba di famiglia! L'atto di culto verso i
morti il ricordo. Si raccolgono i dati biografici del singolo. Viene meno tutta la dimensione
comunitaria. Incapacit di accettare la morte dentro la felicit. La morte diventa un meteorite. La
societ non pu concepire ci che va contro la propria felicit. Non si muore pi in casa ma in
ospedale. Ospedale che cambia senso. Non senso della cura del malato ma della guarigione del
malato. Sviluppo dell'ospedalizzazione. Scomparsa della famiglia allargata. Aumenta l'angoscia. La
morte non preparata. La morte un incidente. Fenomeno da simnolico a tecnico, da rituale a
fattuale, da comunitario a solitario. Perdita della connotazione simbolica - rituale della morte. Si
danno tante piccole scene. La morte era un avvenimento rituale, prolungato e scandito nel tempo.
Dalla famiglia all'equipe medica. Il morire sgradevole e imbarazzante. La morte decretata dal
medico non pi dal morente. Il medico a volte volte si occupa degli aspetti spirituali. I bambini non
devono assistere. Parallelamente si idolatrato il bambino. Deve evitare la sofferenza. Si prolunga
la vita l'ultima fase della vita non piace. Il vecchio non bello da vedere, il bambino diventa un
idolo. Tolto dalla scena il morto non ha senso visitare. La cremazione per far dimenticare pi in
fretta tutto ci che il corpo morto. Il corpo morto ti fa pensare. Diventa un feticcio, si perde la
distanza di sicurezza tra il vivente e il morto. Cimitero Discarica e non pi santuario. La morte ha
sostituito il sesso come tab. I bambini vengono iniziati alla fisiologia dell'amore e non alla morte.
Il bambino non lo si porta al capezzale del nonno ma sta di fronte alla TV dove vede di tutto. Il lutto
non pi necessario. Ma uno stato morboso: occorre curare e cancellare. Sei tu che devi uscire dal
dolore dimenticando. uno stato psicologico.
Percezione antica e duratura: morte destino di pace, non c' nulla da temere. Ti vengono dati i gesti
e le parole.
Morte esposizione del s, biografia pesata. Il giudice pu vedere il fallimento.
Moderna: inaccettabile il distacco con l'altro. La morte un personaggio innominabile!
Viviamo un'epoca di emarginazione della morte. Tabuizzazione, banalizzazione, minimalizzazione,
depublicizzazione. Corpo morto osceno. La morte in altre culture un rito di passaggio. Anche i
superstiti vengono rigenerati e si dispongono a un nuovo cammino di vita. Rimozione della morte.
Olocausto ha contemporaneamente visibilizzato e desimbolizzato la morte. La morte diventa pura
animalit biologica. La morte desimbolizzata perch non vissuta. La morte naturale e sottoposta a
un potere irrazionale la fa diventare insensata. Ci produce un'autentica Incapacit di vivere il lutto.
Si vive la morte come ingiusta. Non la si vuole nominare. Una vera e propria categoria ministeriale
sono le ditte di onoranze funebri. Questo dice la praticizzazione della morte. Ci si rende estranei
dalla morte. Morte ospedalizzata. sparita la processione. Spariscono I vestiti del lutto. Morte
spettacolarizzata. Riti che non sono pi riti. Difficolt a vivere la morte. Scompare l'homo moriens.
Compaiono le sfide alla morte tra i giovani. Funerale un atto privato.
Viene avanti la richiesta di consolazione. Problema della comunicazione. Si pu anche parlare di un
revival della morte (walter). Ritorna la morte in termini individualistici. il s non la traditio o la
communitas. La buona morte quella che ci scegliamo noi. il singolo che muore, un individuo
unico che merita un funerale unico. L'appartenenza salta. La tradizione esequiale viene meno.
Personalizzazione sovrappone il didascalico e l'oggettistica. Ossessione dell'identit personale. La
cultura spersonalizza, allora bisogna valorizzare al massimo il funerale. il lutto era codificato ora
una prova psicologica che richiede un aiuto professionale. Staccarsi dal deceduto non pi
affidamento alla cura della communitas. Morte un semplice fine della vita. La morte biologica
superata dalla cultura. La perdita dei riti del congedo la perdita del senso della morte. Occorre
recuperare la via dei riti. Non il concetto ma le azioni simboliche e rituali della chiesa. La vittoria di
Cristo sulla morte ha bisogno di un processo. Nessun rito come le esequie cos lungo e
diversificato nel tempo.

Nell'epoca moderna la morte non deve stare sulla scena, un fatto dell'individuo. Il rito messo a
dura prova. Lutto da atto rituale condiviso, formale, diventa un fatto psicologico: sei tu che devi
uscire da quella condizione di sofferenza. Eppure l'uomo ha bisogno di riti nell'ora della morte. OE
1969 e RE 2011 ripropongono i riti. Le esequie sono la celebrazione del mistero pasquale di Cristo
RE 1. Emerge la necessit dei riti quale forma precipua ed efficace per affrontare la morte. Morire
una soglia per chi muore e per chi resta. Il rito la dimensione pi confacente della realt del
morire. La chiesa italiana propone un cammino di fede scandito da tappe celebrative comunitarie
RE 2. Nella forma del cammino che combacia con la tradizione romana. Oggi ci si chiede a che ora
morto. L'uomo antico non percepiva la morte ma il morire. Distensione del morire e distensione
della ritualit. Anche lo spazio coinvolto. Non stare in un posto ma muoversi. Non c' nulla di
pi stabile del morto che non cammina eppure la liturgia propone la processione per andare oltre. Ci
sono morti impensate. Che cosa pu dire al morie cos vario dell'uomo di oggi? Quale significato
emerge dalla vasta gamma dei significanti della tradizione della chiesa? Quale visione della Pasqua?
Come pu la liturgia rileggere la morte? L'uomo che muore si incontra e si confronta col dato
liturgico che la tradizione ha consegnato. Cosa dice il rito? Quale reazione culturale? Accanto ai
modi di pensare delle mitologie esiste un modo di pensare la morte e di comportarsi nella morte che
dato dai riti. Inversione rispetto dal processo naturale della vita. Il rito compie il processo inverso.
Passaggio dal morire al rinascere. Il rito funebre compie il passaggio dalla morte alla rinascita.
Anche il funerale un rito di passaggio. Il funerale un rito di passaggio per i superstiti : vivono la
condizione del lutto e ritornano alla vita quotidiana in modo nuovo. Di fronte alla cessazione di
ogni azione necessaria un'azione che le corrisponda e ripristini la vita. Solo questa fa prevalere la
vita nonostante la morte. Le processioni nel RE sono 2. Riti di vestizione del cadavere sono presenti
in tutte le culture. Forma di azione corporea e attiva. Che tipo di azione ? Simbolico - rituale.
Azioni gratuite che hanno dentro di s la pretesa di lotta e contro la morte e i suoi segni. Dinamiche
del rito: memoria. Si riaccede all'origine fondante la Vita e che trascende la morte. Interruzione. Si
interrompe l'azione ordinaria della realt con azioni in controtendenza rispetto a quello che accade.
Non serve vestire e il defunto. Rispondo in maniera simbolica alla realt della morte. Interruzione
la modalit ergologica, forma forma di resistenza contro la morte. Ripetizione. Da consistenza al
sacro e di riconosce l'incontro con Dio. I funerali sono riti perch la struttura rituale che agevola
l'inversione vita - morte. La peculiarit azione, rianimazione della fiducia dei superstiti. Ci si
prende cura di ci che non ha bisogno di cure: cadavere. Aggregazione. Alla morte di una persona il
nucleo comunitario disgregato. Il rito riaggrega la comunit alla vita sociale. Grazie al rito il
superstite riaggregato nella communitas. Appartenenza. Morte appartiene alla vita e il morire
compromette tutto ci che la vita dell'uomo. Il rito ristabilisce l'appartenenza del defunto alla
comunit. Morte biologica non interrompe il cammino della vita eterna. Il rito esequiale ricolloca il
defunto nella vita vera, non semplicemente riconducibili alla vita fisica. L'espressione rituale
permette l'emergere del senso. Danno un posto alla morte per riaffermare la vita. Se l'ordine
biologico dice fine il rito dice qualcosa di nuovo. Un dinamismo comunitario fa recupera e il
senso. Due movimenti. Trattenere e lasciare andare (congedo). Tre aspetti. Alterit Liminarit
polarit. Ci si occupa dell'altro. Il morto non cade nel l'assenza. Azione risposta alla morte. La
Liminarit dice che il morto sorpassa un limite. Un passaggio in due direzioni: stabilit e nuovo
equilibrio della comunit. Inversione polare fatta del rito. Scambio reciproco. Riti che si fanno sul
corpo trascendono. Linguaggio verbale: poesia riscatta la morte. Pace gioia luce... linguaggio
linguaggio non verbale. Valorizza il cero pasquale e il libro dei vangeli sulla bara. Ci sono altri
elementi? Corpo in movimento. Come il rito pu dare forma alla vita credente?
EVOLUZIONE STORICA DEI RITI ESEQUIALI
Interrogare la storia per cogliere i paradigmi. Veder costanti e varianti.
Dal ii al iv. Epoca di passaggio da riti funerari pagani a riti cristiani. Uso cristiano di venerare le
tombe dei martiri. Esso d avvio al culto dei defunti. Il morente riceve il viatico in sostituzione della
moneta da pagare a Caronte. Corpo lavato e profumato. Canto salmo 113. La morte percepita
come un esodo, un passaggio. Una peregrinatio. La cura del corpo contro le manifestazioni teatrali
dell'uso romano. Corpo esposto per alcune ore. Poi si va verso la sepolcro con la processione con
fiaccole accese. Si fa il refrigerium: cena. Poi si far l'Eucaristia. Pasto diverso rispetto al pasto
funebre ma sempre come rito di aggregazione. Di solito era il defunto che lasciava i soldi per
mangiare. Mangiar insieme lottare contro la morte.
Secolo vii. Ritualit esequiale nell'Ordo Romanus 49. Risente del clima religioso del v e vi sec.
Ci che si deve compiere per le esequie dei defunti. Connotazione rituale e comunitaria. Dinamica
pasquale. Appena ci si accorge che si sta avvicinando all'exitum lo si comunichi dal sacrifico santo.
Anche se ha fatto la comunione nello stesso giorno. La comunione stessa lo risusciter. La
descrizione inizia con la descrizione dell'inizio della malattia. C' un nucleo comunitario che
prepara la morte, l'uscita. La morte attesa e preparata. La fase preparatoria la comunione che
difesa e aiuto. Gv 6. Stretto rapporto fede pasquale ed eucaristia. c' la lettura della passione del
signore. Fino a che c' la spirazione. Col decesso canto del responsorio. Subvenite sancti Dei. Sal
113 e orazione del presbitero... Poi in chiesa al canto del Sal 42 come la cerva anela. In chiesa tutti
pregano senza sosta finch il corpo seppellito. Convocazione come al gioved santo. Celebrazione
vigilare... Si legge il libro di giobbe. In paradisum poi alla sepoltura col Samo 90, 50, 24. Il rito
codificato fin nei minimi particolari. Molti linguaggi. Spaziali, temporali, canto... il sopravvenire
della morte non termina il rito. Il vangelo della passione si legge davanti al corpo del morente. Il
corpo deposto nel feretro. Decesso preparato dalla comunione eucaristica. Responsorio si canta,
la pregheira per il defunto era ritmata dai salmi. Celebrazione vigilare notturna. Notte vissuta per
Connotare il tempo di presenza orante. Forte connotazione pasquale. Processione un esodo col
canto del salmo 113. Preghiera cantata ritmica continuamente. Il defunto non mai solo. La
processione l'andare del defunto incontro a Dio. Infondere la speranza cristiana rileggendo
cristianamente i salmi.
Sec viii - ix. Commistione romano - franca. Il GH supplemento prevede orazioni pre e post
sepolcro, formulari di messe per i defunti... pregheira come mezzo per evitare al defunto di cadere
nelle tenebre. Misericordia di Dio e colpa del defunto. Da qui si comincia a usare il verbo "libera".
Eucaristia acquista il senso del suffragio. La liturgia funebre si concentra sulla messa e di numerose
messe scaglione nel tempo. Messe gregoriane: 30 messe continuative. Viene inventato il purgatorio.
Morte un pericolo e un'insidia. Non pi un exitus. Per il soccorso della grazia possa evitare il
giudizio finale... inferno si popola di fiamme. Si parla di umbrae mortis. Nasce il responsorio
"libera me domine". Non c' cristologia e la stessa risurrezione non pi quella di Cristo. Qui
prevale il timore della morte e del giudizio, la chiesa pu fare da avvocato difensore. L'uomo
medioevale impaurito. Non pi scelta cristiana. Di fronte al cristianesimo di massa convivono
aspetti ancestrali.

Dall'ordo romaus 49. La liturgia esequiale cominciava prima ancora che il defunto spirasse.
Distensione temporale, importanza comunitaria. C' una piccola assemblea che vede la persona
morire. Di ritorno dalle gallie abbiamo una liturgia ibrida. Nel canto pi misericordia, dall'altra la
colpa del defunto. La morte un'insidia, un pericolo da cui bisogna sottrarre il defunto con la
preghiera. Siamo anche senza il Cristo. Si chiede di accogliere l'anima nel paradiso, con gli angeli e
i santi nel seno di Abramo. Tra la vita terrena e il paradiso sembrava che il defunto dovesse sostare
nel seno di Abramo. Offertorio della messa dei defunti suona cos (invocazione a Cristo) c' un lago
profondo da schivare. L'aldil oscuro ma il portabandiera Michele lo porter in cielo. Mette
insieme elementi At, NT e credenze arcaiche e mitologiche. Dio non relazione al figlio o allo
spirito. Allontanamento radicale dal cristianesimo dei primi secoli. Accenno alla risurrezione, ma
non mai presentata come partecipazione alla risurrezione di Cristo, un premio per il defunto per
chi ha visto cristianamente. Se confrontiamo l'ordo coi pontificali del ix sec. Prima a tappe,
comunitaria, poi preoccupazione nuova: ci si impegna per l'anima del defunto, per la quale bisogna
impetrare. Dove si coltivava la cura per l'interiorit? Nei monasteri! I riti esequiali trovano il loro
contesto di riforma nell'ambito monastico. Come la penitenza. Cambio di prospettiva antropologica:
si prega per l'anima e si fanno messe per il defunto. Il prete diventa il solo mediatore tra l'anima del
defunto e Dio. Ci che prodotto in epoca carolingia confluisce nel rituale del 1614. Titolo vi: De
exequiis. Col chiamare il prete dell'unzione era avviare l'iter della morte. Il rituale dice che bisogna
avvisare il parroco. La prima preghiera il de profundis. il tono penitenziale. Celebrato in chiesa
l'ufficio dei defunti. Poi celebrazione della messa esequiale. Poi assoluzione che si costruisce come
liberazione dei peccati per i defunti. Il rito dell'assoluzione aveva una ricca articolazione linguistica.
Non riconducibile solo al verbale. Il prete si accosta (elemento di prossimit). Altri membri del
clero circondano il corpo con le candele accese (Dimensione cinetica). Orazione che viene dal
supplemento del GH. Non entrare in giudizio col tuo servo. Nessun pu giustificarsi davanti a te. Se
non la remissione di tutti i peccati che tu puoi accordare. (Profonda fede nell'azione misericordioso
del signore). Non lo schiacci la tua sentenza giudiziale. Poich la preghiera della chiesa te lo affida
(Supplica). Ma con il soccorso della tua grazia possa evadere il giudizio di vendetta. Lui infatti
stato insignito col sigillo della santa trinit. (Lui ti appartiene perch ha il tuo marchio). Segue il
responsorio libera me domine de morte eterna. una ripresa delle preghiere della commendatio
animae. una richiesta perch possa essere liberato dalla morte eterna, quella seconda. Interviene il
morto: nell'attesa che arrivi all'esame il defunto trema. Giorno d'ira. Che poi diventer l'inno.
Tommaso da cesario. La morte suscita la paura, per chi vivo conversione. Poi iI kyrie, il pater in
silenzio e poi aspersione e incensazione. Purificazione e valore apotropaico (invece dell'originario
salire a Dio della preghiera). Era un rito processuale! In primo piano la dimensione
dell'invocazione. Segue poi un'altra orazione del supplemento del GH. Dio a cui proprio avere
sempre misericordia ri preghiamo di non consegnare l'anima nelle mani del nemico, ma di
raccoglierla da parte dei tuoi angeli. Poich lui in questa vita ha creduto e sperato, accoglilo nel
regno eterno. Processione al cimitero con il canto in paradisum. Due ambiguit in questo organismo
liturgico. Con le orazione del vi sec: Piena fiducia nella risurrezione con quelle pi recenti paura
della morte, preoccupati dell'esito dei defunti. Dal xvi sec i temi della morte si caricano di un senso
erotico. La morte strappa l'uomo dall'ordinariet, va oltre le realt pensabile. un imprevisto e
strappa l'uomo alla ragionevolezza. La morte certa non lo l'esito del giudizio. I salmi passano da
un tono pasquale al penitenziale. Insistenza sulla sorte del defunto (negativa dalla quale bisogna
toglierlo).
Punti salienti dell'evoluzione. Mistero pasquale centrale fino al l'ordo Romanus 49 per assentarsi
nel Pontificale romano germanico e nel rituale tridentino. Dalla totale assenza del mistero pasquale
partir la riforma conciliare. La dimensione comunitaria rimane per centrale anche se la figura del
sacerdote importante. Il valore del corpo appare nelle varie fasi: lavato, vestito, presente,
aspersione, benedetto. Il corpo al centro della ricca ritualit. Il testo latino dei prenotanda
sempre "corpus". Spazio e tempo. Consentono una forma nuova di abitare il tempo. Il tempo in cui
il corpo trai vivi esperienza di trattenimento. Defunto e comunit escono dal tessuto sociale per
vive un tempo altro. Per il defunto anche un preludio di quello che vive dopo la morte. un
contesto iniziatico! Tempo sottratto al quotidiano diventa tempo inedito. Si torna alla vita
quotidiana frastornati. Si passa di luogo in luogo. Morte, celebrazione, riposo. Vien segnato da
continui passaggi ma la met sempre oltre. La processione atto per andare oltre l'immediato,
oltre il contingente. Il camminare dice l'accedere progressivamente al senso. L'elemento poetico
pi consono. Luce, gioia, poi invece fuoco, luogo di tenebre... il morie viene detto con immagini.
L'eucologia ha mantenuto il tema della cura verso uno dei membri della chiesa. Gesti curati. Croce,
candele, colori vesti. La liturgia non sfonda ma rappresenta la paura con il colore delle tenebre. SC
81. Viola lutto ma attesa della risurrezione. Colore funebre dei romani era il rosso. Ecco perch
le esequie del papa sono in rosso e cos le esequie presiedute dal papa. Queste costanti pur variando
le epoche danno una griglia. Corpo del defunto e corpo comunitario s'incontrano. L'approccio alla
morte non pu essere detto che nel corpo. Non puoi fare un discorso sulla morte ma agire sul morto.
Il morire non solo morire. Ecco cosa dice il rito. Tutte le azioni dicono che non si archivia la
morte ma la si ritiene un varco verso la vita eterna. Il rituale del 1614 un modello per la centralit
del corpo e il coinvolgimento comunitario, la gestione del tempo e dello spazio.

Prenotanda n.21. Adattamenti che possono essere fatti dalle conferenze episcopali. Desiderio che le
chiese interpellino le tradizioni e l'indole dei popoli per dire il senso del morire. Liturgiam
authenticam dice che i testi per siano rituali. Premesse Cei n.3. Problematica teologica non
esplicitamente nel rituale tridentino e la problematica antropologica delle tradizioni. SC 82 chiede la
revisione della sepoltura dei bambini e si chiede una messa propria. La morte dell'adulto non
come quella del bambino. Occorre pi aderenza. Attenzione alla problematica pastorale. La riforma
del concilio tenta di rispondere a quelle due questioni. Ci che ne conseguito un rito flessibile
che potesse in qualche modo adattarsi in varie situazioni. A questo lavoro di riforma fu data
precedenza. Nel 1965 lo schema era gi presente. In sostanza sar questo ad essere approvato e
promulgato nel 1969. Nel 1966 viene sperimentato. Grazie alle risposte e al lavoro degli esperti nel
1969 viene promulgato in agosto. L'orientamento del rituale il massiccio recupero della
prospettiva pasquale ed ecclesiale. Speranza risurrezione incontro con Cristo, ricongiungimento dei
credenti. N. 1 prenotanda. La valenza pasquale teologica e cristologica meglio espressa.
Espressione centrale la dignit dei cristiani. Nelle esequie la chiesa prega che i suoi figli
incorporati a Cristo passino con lui da morte a vita. Concorporali avere lo stesso corpo. Questa
identit che i credenti ricevono nel battesimo si compie nella morte. N l'eucologia n i prenotanda
del rituale del 1614 parlano della sacramentalit della vita cristiana. La ragione della dimensione
pasquale sta nella vita sacramentale dei credenti. per l'Eucaristia che la chiesa pu pregare per i
defunti e per i vivi. Il sacrificio eucaristico della Pasqua di Cristo che la chiesa offre... I defunti
ottengono aiuto spirituale, i superstiti consolazione e speranza. Preoccupazione anche per i
superstiti. Bisogna preoccuparsi per i superstiti in chiave pastorale. Dimensione purificatrice del
funerale mantenuta. Fede della chiesa sulla comunione dei santi. Non c' quella corsa di
interpretazioni teologiche. Un aspetto centrale : la chiesa che saluta uno dei suoi figli insieme
con chi lo piange. La chiesa orans non altra dalla chiesa che chiede suffragio. N. 2 dei prenotanda.
Attenzione all'umano. Il morie in quanto fatto, realt umana, attrae gente di tutti i tipi. C' allora
annuncio della speranza cristiana per tutti. La chiesa non indietreggia rispetto alle sue tradizioni. Il
mondo non sa cosa dire n cosa fare. n 4. Tipi di esequie. La Cei le riprende cercando di dare una
interpretazione teologica. Nella presentazione Cei n. 2 necessario tornare a un rito a tappe. Non
pu essere puntuale. Ha bisogno bisogno di essere scandito nel tempo e nello spazio. Al numero 4
tempi e luoghi della celebrazione. Si tende a nascondere il lutto. Meno pubblico e rituale possibile.
C' un valore insito dentro la temporalit e la spazialit. pertanto importante custodire e
riproporre la celebrazione tradizionale. Sensibilit verso il momento della chiusura della bara. Al
distacco visivo meglio una preghiera rispetto ai becchini che compiono un atto rituale invasivo. La
casa luogo di vita e di affetto del defunto. La chiesa, dove si stati generati e il cimitero.
L'interesse pastorale dei superstiti. Tradizione della differenziazione spaziale e temporale notevole.
Risorsa del trattenere il morto per lasciarlo andare. Si pu celebrare la messa esequiale (messa per il
defunto) due volte ma non ha senso fare il doppio commiato per la verit del segno. La liturgia non
pu seguire la moda del momento. C' un dato fisso nel quale la chiesa si riconosce. Ci sono realt
cos centrali che il mondo fa fatica ma che per noi sono indispensabili. Che senso ha aspergere un
corpo che la malattia ha reso brutto? Quello corpo, vita amata da Dio. La chiesa lo incensa! Il rito
paradossale e diventa gi annuncio. Occorre "costringere" ad almeno due tempi celebrativi. Al
numero 3 dei prenotanda attenzione al corpo, salma del defunto. Il corpo col battesimo tempio
dello spirito. Anch'esso destinato alla gloria. Ci sono sequenze rituali nelle quali il corpo al
centro. Numero 11. Ruolo della parola di Dio. Grande importanza ha la parola. Si proclama il
mistero pasquale viene donata la speranza dell'incontro escatologico, l'aiuto nei confronti dei
defunti e l'esortazione alla vita cristiana per i superstiti. N. 12. Ricorso ai salmi che raccolgono
dolori e gioie. Prima erano solo penitenziali. Arricchimento del materiale eucologico. N. 16-17
Chiara la necessaria presenza della comunit cristiana. Prete educatore della fede e ministro del
conforto cristiano. Pastoralit: toccare il centro della fede senza urtare l'uomo che piange. N. 18 ars
celebrandi. Cf premesse cei n. 6. E preoccupazione per i non credenti. Eloquenza dei riti. Attenzione
alla cura dei gesti. La chiesa compie gli stessi gesti per tutti. Usare tempo per un morto la societ
non lo accetta. Commiato rispetto ad assoluzione. La Cei chiede la chiesa parrocchiale. Se
incoerente con la vita del defunto o controproducente rispetto all'assemblea. Cura della preghiera
universale. Fascino della preghiera dei fedeli. Non dall'ambone il ricordo del defunto! La chiesa
italiana chiarisce che il viola il colore liturgico.

Ordo exequiarum romani pontifici. Prima di Giovanni Paolo II non c'era un rito speciale. Oggi c'
un ordo celebrativo per le esequie del papa. Secondo i dettami del 1969 per il defunto in questione
non un vescovo qualunque. Alcune sequenze rituali trovano il loro parallelo Nell'adattamento
italiano del rito delle esequie. La casa luogo dove si vive e si condensata memoria della vita
vissuta.
Oggi il rito delle esequie prevede: casa, chiesa, cimitero. La presentazione al n.4 d alcune rapide
significazioni che diventano luoghi simbolici. Affetti, generati e nutriti, attesa. Nell'edizione tipica
del rito italiano si valorizzano questi luoghi. La vita un continuo pellegrinaggio cos la morte. La
casa.
Capitolo primo. Nella casa del defunto. 1. Visita alla famiglia del defunto. Mentre la mentalit
odierna vorrebbe dividere il rito prevede la morte dentro la vita nei luoghi della vita. I vivi non si
allontanano dal morto. Premessa n. 26. Parroco o ministro della consolazione (laici). L'incontro con
la famiglia diventa a occasione per conoscere la storia e l'esperienza di fede della persona defunta in
vista di una personalizzazione del rito. Boselli: Dove si vive la cultura di massa il funerale sembra
essere l'ultimo momento di salvaguardia dell'individualit della persona. La liturgia dice invece che
si entra dentro un ordo gi preparato. L'eccesso di personalizzazione dice che la liturgia non
considerata abbastanza. L'adattamento italiano si preoccupa che la personalizzazione sia corretta.
Serve per l'omelia e per la scelta delle letture per la messa.
Brevi benedizioni tratte dai salmi e dalla lettera ai corinzi. Annuncio di speranza in forma di lode.
Parola di Dio, invocazioni e poi orazione. Viene valorizzata la famiglia duramente provata per la
perdita. Attenzione al vissuto. Il vissuto di dolore raccolto nella parte anamnetica. Nella parte
epicletica ci si dimentica della gravit del dolore. Nella pregheira dei vivi sembra essere debole. Ci
sono poi altre orazioni a seconda della stagione tipologia del defunto. Preghiere per il defunto e
poco per chi rimasto.
Oerp. Statio prima In domo summi pontifici. Ricognizione della morte da parte del medico. Diventa
un primo momento di preghiera. Prima raccomandazione a Dio. Esposizione della salma nella sala
clementina. Traslazione nella basilica vaticana.
Ordo prevede uno schema di veglia. Tra lo schematismo dell'ufficio dei defunti e la pratica popolare
del rosario (pi comoda e rapida). La veglia sembrava volesse soppiantare il rosario. La Cei prevede
e uno e l'altro. La liturgia vigilare propone salmi pasquali. Le orazioni rispondono a SC 81. N. 36
orazione collage di molti testi biblici. La chiesa italiana propone la professione di fede. E la
preghiera dei fedeli. Con orazione conclusiva.
Nuovo elemento la preghiera alla chiusura della bara (n. 42). Finora nessuno si prendeva cura dei
familiari. Questo momento non c' nel ordo. Introduzione, passi biblici, orazione. Tutte giocano
sulla simbolica del vedere e non vedere. Possibilit di collocare un velo bianco sul volto del
defunto. Le orazioni seguono questa simbolica. Oerp. Camerlengo introduce il rito. Il maestro delle
celebrazioni liturgiche da lettura del rogito e si canta il salmo 41. Specificazioni sul tema del volto.
Il passato viene raccolto e illuminato alla bont di Dio. Il maestro delle celebrazioni stende sul volto
il velo bianco. Una sequenza rituale nuova. Coniuga il verbale verbale e il non verbale. L'esperienza
di vita della persona ora si affaccia all'Eterno.
Capitolo terzo. 2. Processione alla chiesa. Il morto viene condotto in chiesa. Manca un accenno
all'abbandono della casa. C' solo nel sussidio cei. Si fa col canto dei salmi o con le litanie dei santi.
3. In chiesa. N. 66 dice come collocare il defunto in chiesa. Questa prescrizione gi lo affermava il
rituale del 1614. Dice la preziosit della vita passata e collocazione nella chiesa. I fedeli rivolti
all'altare, i ministri verso il popolo. Quello che sei stato ora brilla in modo iconico nello spazio.
Problema degli oggetti. Bricolage? Ci dev'essere il cero pasquale e la croce. Oppure anche il
vangelo o la bibbia. Che cosa si deve mettere sopra la bara il rito lo dice. La liturgia non tassativa
(cf premesse generali n.1). I defunti ricevono aiuto spirituale e i superstiti consolazione e speranza.
N. 67 rimanda ai testi biblici e al missale romano. Si afferma la non obbligatoriet dell'alleluia (69).
L'omelia non deve dire la vita del defunto. Il n. 72 dice l'offertorio. N. 73 comunione dei familiari.
Prima erano tutti esentati dal fare la comunione, perch per l'entrata in comunione col Cristo che
si fa il suffragio! La novit l'ultima commendatio et valedictio. Meglio: affidamento o consegna
(alla misericordia). L'ultimo atto con un l'assemblea lo saluta. Saluto che ha il sapore
dell'arrivederci, addio. Il segmento omologo precedente era l'absolutio anche assente il cadavere.
Ora pu essere fatto solo in presenza del corpo. Le ceneri non sono un corpo. Arriviamo al
paradosso: vogliamo la cremazione e far come se fosse un corpo. Ogni corpo degno di onore. I riti
corporei non sono per le ceneri. Non prevista l'aspersione. Occorre prima fare il funerale e poi
cremazione.

L'eucologia riesce ad assumere i due aspetti.


La vera novit il rito dell'ultima raccomandazione e commiato. Nel rituale del1614 avevamo una
cosa simile. Nei prenotanda n. 10. Cambia la sintassi e il suo valore. Prima c'era l'assoluzione del
defunto che poteva essere fatta anche absente cadavere. Veniva eretto un catafalco (nei casi di
povert c'era solo un tappeto nero) che veniva . Nel rituale del 1614 Dopo le lodi il celebrante coi
ministri col tritolo e la acqua benedetta si avvicinano al defunto. Avvicinamento del celebrante e
dunque dell'assemblea verso il defunto. Il prete e i ministri circondano il defunto. Si dice l'orazione:
"non entrare in giudizio col suo servo Signore". La chiesa fa le difese del defunto. La chiesa orante
ha il compito di stornare l'ira di Dio. Grazie all'aiuto della tua misericordia possa schivare il
giudizio di condanna. La ragione di questa raccomandazione: perch lui finch era in vita stato
segnato dal sigillo della santa trinit. Rimando battesimale. Poi canto del responsorio: Libera me
domine in die illa aeterna. Padre nostro con kyrie, aspersione e incensazione del copro e poi un altra
orazione. O Dio la cui propria affinch tu non lo consegni nella mano del nemico ma conducilo
poich lui ha creduto e sperato fa che non debba attraversare le pene dell'inferno ma possedere le
gioie eterne.
Nel 10 dei prenotanda, si dice che ultima commendatio e valedictio. Non una purificazione ma
l'ultimo saluto della comunit Cristiana a un suo membro. Dalla absolutio e purificatio al saluto e al
congedo. Non c' un tribunale ma una famiglia che saluta un suo figlio. Si cita l'espressione di
Simeone di tessalonica CCC 1690 a commento della liturgia Saluta il defunto col bacio santo. Gesto
di saluto perch ci si separa e un gesto di comunione.
N. 80. Rito importante per la prossemica. Saluto non verbale della comunit: si stringe per lasciare.
La monizione introduttiva un invitatorium. La preghiera cei spiega il rito. La monizione
introduttiva si accolla il compito di spiegare i gesti. Per un giovane gioca sulla tematica del fiorire.
Chiediamo che questo seme possa fiorire in pienezza in cielo. A preghiera raccoglie la peculiarit di
questa vita. Nell'ordo exsequiarum romani pontificis viene detto il ministero specifico. Prima azione
la preghiera silenziosa. Primo atto dell'intreccio rituale attraverso cui la comunit cristiana affida a
Dio il proprio fratello. Secondo l'opportunit possono essere pronunciate brevi parole a ricordo del
defunto. Problema chiarire l'umana comprensione. Si vuole saldare il dato umano: la comunit dei
vivi che saluta e dall'altra parte la dimensione della fede. Cristiano ricordo, non eccessi di
individualismo. Nell'oerp supplica della chiesa di Roma presieduta dal cardinale vicario, poi
supplica delle chiese orientali presieduto dai patriarchi. Il canto di commiato deve avere una
valenza comunitaria, fastigium momento culminante del rito stesso. Il rito propone il subvenite
sancti dei. Consegna di testimone da parte della chiesa ai santi e agli angeli. Il v responsorio si fa
memoria della discesa agli inferi. In italiano una vaga invocazione. Rito di affidamento che dice
anche professione di fede. Nessuno dei responsori si accolla il compito di affidare. Il subvenite
sancti dei bene esprime il tema della consegna. Durante il canto i due gesti dall'aspersione e
incensazione. Aspersione memoria baptismi non ha valenza purificatoria, l'incenso onore al
corpo che tempio dello spirito. Il rito si pu fare solo col corpo presente. Non si pu fare con le
ceneri. Dopo il canto l'Orazione conclusiva. La prima era di tradizione anglicana. La seconda era
gi nel 1614 perch del GH SUPPL. Fonti biblica e liturgica. In manus tuas. Ges usa il salmo 31
in lc 23. Riferimento cristologico e salmico. Il clementissime del canone romano. Noi affidiamo
e dunque raccomandiamo non perch si chiude un segmento ma perch abbiamo la speranza della
risurrezione. Lui risorto noi risorgeremo. Gratias agamus Domine. La chiesa rende grazie per ci
che noi siamo segno della comunione di tutti i credenti. Famulos servo. Piccolo recupero.
Anamnesi dei doni e poi la Petitio. Aprigli le porte del paradiso. "Porta" un linguaggio liminare.
giungere a un mondo nuovo. C' anche la preghiera per chi rimane. Lo si affida lo si saluta ma si ha
la consapevolezza di essere ricongiunti con lui. Secondo testo era nel rituale del 1614 come
preghiera dei vespri per i defunti. Sottolinea pi peccato. Anche se c' la commendatio. La
maternit della chiesa molto forte nei prenotanda (cf n. 3). Dopo l'orazione mente il corpo viene
prelevato il canto in paradisum... il rito si conclude sempre con la benedizione. Inizialmente l'idea di
fondo era che la conclusione normale era la processione del defunto al cimitero. Non mai la stessa
assemblea. In alcuni casi cambia anche il ministro. Per questo la cei ha pensato di chiudere la
liturgia dopo il commiato lasciando la porta aperta col benedicamus Domino. Non ha senso che
siano pi ministri a fare due cose. Sul cerimoniale episcoporum c' la possibilit che ad aspergere
siano pi ministri. Nei funerali del vescovo si possono collocare sul feretro le insegne.

Il rito delle esequie del pp puntualizza bene la specificit del defunto. Modalit con la quale il
defunto ha risposto alla chiamata di Dio. Parla e della morte tipico della liturgia diventa parlare di
un morto. Rendimento di grazie qui tipico. Funerale si chiude nella prospettiva del rendimento di
grazie. Si compie un altro movimento. Al cimitero. Se il sepolcro non stato benedetto, si benedice.
Come si fa a sape se un sepolcro benedetto? Testi di queste preghiere di benedizione. La prima
rivolta al Signore Ges con una significativa anamnesi. Facciamo memoria del rimanere di Cristo
nel sepolcro. Cristo ha condiviso la situazione dell'essere morto. Anticipo della risurrezione. La
Petitio fa leva sull'elemento simbolico della luce. Tu lo colmerai di splendore. La benedizione
prevede di accendere un lume nel sepolcro. una prosecuzione della luce del cero pasquale. Forse
manca un riferimento alla simbolica della terra. Culla e tomba ma comunque madre. Homo da
humus, Adam da adamah. Abitudine di gettare un mucchio di terra. Forma di solidariet con tutta la
creazione. Significativa la professione di fede. Viene riaccesa la speranza.
Eucologia del rito delle esequie che non possono essere disgiunte dal messale, ogmr 379 383 385 il
sacrificio eucaristico pasquale ci che la chiesa offre per i defunti. 385 nell'ordinare la messa dei
defunti si devono tener conto l'aspetto teologico e pastorale. L'eucologia esequiale le tiene insieme.
Cristiano associato alla morte oppure che il defunto sia colto dagli angeli o dai santi o da Abramo.
Si parla della risurrezione ma non viene detto che quella di Cristo. Mancanza dello spirito. Viene
nominato solo in una orazione. CCC 1682 la vita sacramentale la vita biologica. La morte compie
tutto questo. Che cosa fa il battesimo per il cristiano? Anima separata dal corpo. Si utilizza il
termine famulos nel messale, nel rituale invece c' ancora l'anima. Anima corrisponde al termine
psiche cio l'uomo nella sua totalit non nella prospettiva platonica. Nel '97 il card Ratzinger aveva
chiesto di ripristinare nel messale. Cos nel missale del 2002 tornata. Ci sono varie tipologie di
defunto. Nei testi e debole l'esplicitazione del defunto. Mancano le forme del morire tipiche del
nostro tempo. Come assumere il dolore collettivo? Si prega non soltanto per il defunto, ma per
coloro che ne piangono la scomparsa. evidente la dimensione comunitaria. Esequie vuol dire
scortare, accompagnare.
Rispetto al messale tridentino pi vario. 4 formulari di messa invece dell'unico precedente. 5
anniversario, 5 varie commemorazioni, varie specificazioni del defunto e la collocazione temporale
(fuori o nel tempo pasquale). Il morto viene associato agli apostoli, martiri, con coloro che sono
stati vicino al risorto. 4 fonti. Missale 1570, i vari sacramentari antichi, nuove composizioni per la
visione pasquale della morte. Non si riusciva a leggere entro la morte del discepolo la morte e la
vita del maestro. Si domanda che il defunto sia partecipe non di una vita qualunque ma della vita
del risorto. Nei defunti si compie e si realizza il mistero pasquale di Cristo. Il morire dei cristiani
un morire per risvegliarsi in una nuova vita. Preghiamo per noi per ritrovarci con lui nella
risurrezione finale con lui. Mentre si risveglia la nostra fede nel tuo figlio risuscitato si rafforzi e
venga confermata la speranza di essere condotti a lui. Ci sono per testi in cui non c' la pasqua e si
chiede il perdono, la misericordia. La specificit di Dio quello di perdonare. Deus qui proprius est
semper misereri. Esito ed esodo verso la vita piena. Manca della specificit cristiana. A cui noi oggi
facciamo l'ufficio dell'umanit... una volta sciolto dai vincoli di peccato possa esser aggregato al
consorzio dei santi. Presa dal Sacramentario di Vic (visigotico) e gregoriano. Orazone per la
commemorazione: L'invocazione e l'anamnesi sono della liturgia ispanica. Dio Che ci hai
confermati nella croce e ci hai segnati col sacramento della risurrezione... Ambrogio e paolo questo
mistero la promessa di vita data al cristiano nel battesimo ora realizzata nella risurrezione.
Purtroppo l'italiano non lo rende. L'italiano non rende le emozioni fa passare tutto al noetico o
all'etica. Laddove non c' stata una pratica eucaristica del defunto o dove non ci sarebbe una
comunit eucaristica l non si celebra l'Eucaristia. Terzo aspetto della Eucologia la radice
battesimale della fede nella risurrezione. L'embolismo della ii preghiera eucaristica per la menzione
del defunto dice impiantati, radicati. la citazione di Rm 6,5. Nel cuore dell'anafora l'assemblea
implora che il defunto possa essere partecipe della gioia. Super oblata. Punto di base sono le acque
del battesimo. Per questo sacrificio lava il nostro fratello nel sangue di Cristo. Anche questo veniva
dal Sacramentario visigotico che vuol citare Rm 6,4. Ap 7,14 il sangue dell'agnello lava! Post
communio. Tema dell'adozione a figli. La dignit battesimale viene esplicitata per il bambino
battezzato. per il battesimo che pu dimorare nella vita. Teologia dell'Eucaristia ha due direzioni:
Sacrificio di suffragio: per espiare il defunto Dalle colpe, pi raramente la realt che associa il
defunto alla Pasqua di Cristo. L'Eucaristia che noi vivi celebriamo per il transito del defunto.
Terminologia propiziatoria: noi ti offriamo il sacrifico di placazione. Cf terza preghiera eucaristica.
Post communio. Eucaristia viatico. Lui si nutrito, noi che siamo in viaggio ci siamo nutriti, fa che
lui giunga alla stessa mensa eterna. Prefazio per il viatico. Mentre noi ci nutriamo qui chiediamo di
partecipare l. Ci son preghiere diversificate per i ministri ma poco specifiche. Idea del servo buono
che riceve il premio. Il battesimo realizza il con-morire di Cristo. Ricerca di un linguaggio pasquale
nel missale nelle orazioni di nuova composizione. Eucologia esequiale varia porta con s la
ricchezza della fede della chiesa. Risurrezione ma anche il fardello del limite.

Eucologia dentro il rito delle esequie: teologia dei sacramentari del vi vii sec e quella post
conciliare di sapore pasquale. Prefazio motivo per cui si rende grazie. Collegare il rendimento di
grazie alla parola proclamata. Pr la liturgia dei defunti fino al 1919 il missale non aveva il prefazio
dei defunti. C'era il prefazio comune che Aveva il protocollo, esocollo, mancava il corpus, non
aveva il motivo per cui rendere grazie. Nel 19 viene inserito il primo dei prefazi. Tutti hanno una
matrice ambrosiana. Il primo prefazio gi nel missale bergomense e poi nel supplemento del
sacramentario adrianeo. Vengono messi insieme la beatitudine e la risurrezione, la promessa e
l'immortalit. Testo di tutto rispetto. Pone l'accento su colui che la sede della risurrezione (cristo) e
arriva al nucleo passando per la constatazione triste della morte la consolazione della promessa vita
eterna. Passione di san sinforiano presente gi nel missale gothicum. Per sostenere il figlio la
madre: abbi in mente Dio, oggi la vita non ti viene tolta ma trasformata in meglio. 2Cor 5,1 dice
che sappiano che quando sar distrutta la nostra tenda terrena... il contrasto tra la provvisoriet
della nostra condizione e quella abitazione eterna che ci vien preparata e donata. Certezza/speranza;
mortalit /immortalit; casa terrena/casa celeste. Piena novit della risurrezione non matura
eppure col gioco dei contrasti gi si dice la fede molto forte. 3 nodi centrali. Mistero di Cristo fonte
della nostra speranza e in lui si attua la nostra risurrezione. Piccola perla: mistero di Cristo e in lui si
attua la nostra risurrezione. Il nostro morire si illumina per la speranza. Certezza di dover morire
alla quale si oppone la promessa dell'immortalit futura. Noi sentiamo la mortalit, la risurrezione
una promessa. Se la nostra casa viene dissolta ne riceveremo un'altra da Dio. Il testo patisce un
condizionamento spirituale dei grandi sacramentari. La vita un esilio. Disistima dalla vita del
mondo. Il 2 novembre dopo la guerra viene data la facolt di dire 3 messe. Vicinanza della morte
data dalla prima guerra mondiale. Il secondo prefazio. un rifacimento della seconda parte
dell'embolismo di un prefazio ambrosiano (feriale della settimana in albis). Lui stesso ha preso su di
s la nostra morte affinch noi non moriamo. Proprio lui si degnato di morire affinch noi
possiamo vivere in eterno. Due testi Gv 11,50. Conviene che un uomo solo muoia. 2Cor 5,14-15.
Lui la chiave di volta per la vita. Se siamo viventi Per lui non viviamo pi per noi stessi ma per
lui. Singolarit dell'evento di cristo ma a nostro vantaggio. Lui - noi, morte - vita. Lui fatto schiavo
della morte perch noi non morissimo. La liturgia non si pone il problema ma canta il mistero del
figlio che ha preso su di s la nostra morte. Noi entriamo nel mistero. Il terzo prefazio molto
breve. Lui salvezza del mondo. Lui la risurrezione dei morti, lui la vita degli uomini. Gv 11,25.
Viene dal nord Italia, fa parte di un frasario comune. Noi possiamo dire qualcosa del morto perch
egli vivente in Lui. Stare attorno all'unico concetto: Cristo. Gli altri due prefazi nascono dal
frammento di san Maurizio. Sei tu che ci dai la vita, a causa del peccato il corpo ritorna alla terra...
per il tuo comando siamo nati per la tua decisione siamo sostenuti, veniamo risollevati alla gloria
della risurrezione per la tua volont. Tutto in una economia divina. Noi dipendiamo da te. Per la
morte del tuo figlio noi approdiamo alla gloria. Il v. Cristo ci richiama con s. Se periamo per
merito nostro, per la tua piet siamo stati redenti. Il testo italiano amplifica. Nei testi medievali
anche quando si parla di risurrezione non si fa menzione di Cristo. Qui invece si dice che la nostra
vita per la sua risurrezione. 18 dicembre post communio (bergomense e veronense) ci renda
graditi a te affinch possiamo meritare di essere consorti della sua eternit perch ha guarito la
nostra mortalit con la sua morte. Morendo ci ha ridato la vita (prefazio i pasquale). Il credente sa di
dover morire ma portatore di un germe di risurrezione. GS 18. Paura di finire per sempre. Se noi
periamo perch ce lo meritiamo ma la vita c' grazie a Cristo. Parola alla nostra caducit.
Lezionario rimasto tale e quale. Povero quantitativamente e qualitativamente. Si parte dal missale.
1Ts 4,13-18; Gv 11,21-27. Paolo vi prevede 45 testi. Abbondante ma non sufficiente. 3 scopi per il
quali i cristiani celebrano le esequie: raccomandare il defunto con l'intercessione della chiesa,
consolare e dare speranza ai vivi, testimoniare la fede nella risurrezione. Non si muore per finta.
Dolore e polemica di Marta. Lam 3. bene aspettare nel silenzio la salvezza del Signore. La parola
lascia spazio al silenzio. La constatazione che la misericordia di Dio non finita, invito ad aspettare
nel silenzio. Facciamo tante cose ma la parola di Dio vuole lasciare che sia la morte stessa, che la
morte rimanga un mistero. Lasciare intatto il mistero della morte di fronte al quale si china il capo.
C' un tacere per adorare. Bastano questi 4 obiettivi per definire le esequie cristiane? Dov' il tema
escatologico? Il tema del corpo? Il tema della solidariet dei vivi? Noi mentre guardiamo la vita di
una persona, la raccomandiamo e lanciamo un monito ai vivi per vivere la carit. Eucologia non ha
fatto passi avanti sulla tematica pneumatologica. Potrebbe essere pi legata alla parola. La
dimensione eucaristica non forte. Il pane per la vita (cf. Gv 6).
Cremazione. Viene chiamata in causa la chiesa ad una problematica sconosciuta. Aveva gi
affrontato il tema. CIC 1917 can 1203 vietava l'esecuzione del mandato di cremazione e veniva
pure negata le esequie e la sepoltura. Nell'illuminismo era richiesta in polemica con la risurrezione.
Attrazione col mito del buon selvaggio. Sarebbe il ritorno alla libert perduta. Poi gli igienisti. A
proposito della cremazione dei cadaveri. Nel 1963 Ottaviani piam et constantem. L'incenerimento
non intrinsecamente cattivo, contraria alla religione cristiana. Si raccomanda di seppellire, ma
possibile la cremazione esclusa l'intenzione in atto ostile alla chiesa. Si chiede che i fedeli vengano
educati alla preferenza dell'inumazione. Nel n. 15 dei prenotanda dell'ordo del 1969. Il motivo che
il signore stato seppellito. Ordo exequiarium da valenza iconica alla sepoltura del signore. Come il
signore che fu sepolto e non cremato. Nel 1977 la congregazione dice che non opportuno
celebrare i riti il cui scopo venerare il corpo del defunto. Ci sono riti pertinenti il corpo e non le
ceneri. Non si condanna la cremazione ma si conserva la verit del segno della liturgia. Il corpo non
le ceneri. Qui le motivazioni sono di carattere rituale. I primi riti sul corpo sono battesimali gli
ultimi esequiali.

L'uomo di oggi chiede la cremazione per motivi diversi da quelli dell'illuminismo. La chiesa
riconosce il il quadro mutato. Accetta i funerali in caso di cremazione almeno che non ci siano
motivi contrario alla chiesa cattolica. Il corpo viene distrutto e poi smaltito. Nuova ragione:
eliminare ogni traccia del corpo. Corpo fatto oggetto di cure eppure bisogna eliminarlo. Una
sociologa francese si poneva il problema legato alla ritualizzazione. La chiesa deve prevedere dei
riti? La cremazione dentro un contesto rituale. Una sovrasimbolizzazione della fiamma sarebbe
negativa. Dobbiamo assumere un distacco rispetto all'avvenimento. I riti esequiali ci fanno prendere
la giusta distanza non concentrarci sul morto. Il valore di una ritualizzazione. I tre schemi per
l'accoglienza delle ceneri sono il risultato di una necessit pastorale. La chiesa viene incontro a un
dato che c' e a una esigenza di umanit che in questo momento appare. La chiesa riconosce che l
c' stato un corpo, la vita. Omissione dall'aspersione e dell'ascensione. un non rito. Dal momento
che le ceneri non sono un corpo: non si pu ne incensa re n aspergere. il corpo che stato lavato,
unto, nutrito! Le ceneri non sono e non si configurano come corpo. Nel corpo inumato Re 96.
Questa la confessione della chiesa. Corpo che presenta i tratti della finitudine ma che destinato
alla gloria. Nel 1977 la congregazione del culto interviene con una precisazione liturgica. Non
sembra opportuno celebrare sulle ceneri dei riti che hanno oggetto il corpo. Bisogna mantenere la
veritas signi. C' un segno rituale da rispettare fino in fondo. Rispettare la verit del segno. Le
ceneri dicono la corruzione del corpo umano. Le ceneri male adombrano il carattere del sonno
(dormitio) in attesa della risurrezione. in gioco la questione rituale. La chiesa non si oppone alla
cremazione ma non intende equiparare la cremazione all'inumazione. 177. Pia consuetudine di
seppellire i morti. Ragioni del primato della sepoltura: 165. Migliore espressione della pietas nei
confronti dei defunti. Corpo deposto non smaltito! Migliore e pi cristiana espressione della pietas.
Inoltre meglio favorisce il ricordo dei congiunti. La sepoltura garantisce a livello iconico la
memoria della sepoltura (e della risurrezione) del Signore. Rm 6 sepoltura il battesimo.
Similitudine a Cristo nel mistero della sepoltura. L'ultima sepoltura il livello iconico della
salvezza attesa. Meglio si adatta a onorare il corpo del battezzato che tempio dello spirito (1cor).
Ambiguit: non si negano ma meglio che sia sepolto. Nella sepoltura si adombra la risurrezione. Il
sabato santo ha tutto il sapore di un tempo vuoto. Che cosa la chiesa celebra? Una non azione di
Cristo o la permanenza di Cristo nella condizione della morte. Solidariet coi morti e coi mortali
tanto da restare morto in un lasso di tempo. Qual' il destino delle ceneri? Conservazione. La legge
dello stato italiano 130/2001 permette la dispersione a determinate condizioni (non nei luoghi
abitati). La chiesa deve intervenire? Per ragioni di tipo panteistico spargere ceneri problematico.
La Cei dice che contraria a queste scelte. Il problema la ricaduta comunitaria. Le ceneri disperse
impediscano la memoria comunitaria. Spargere dice la indifferenza verso chi morto. La chiesa pu
dissuadere ma niente di pi. Cimitero luogo della memoria e della pietas cristiana. non imitazione
della sepoltura di Ges. Corpo messo da parte in attesa che sia risuscitato. Elaborazione del lutto
che non celebrale! Non sforzo di razionalit. L'elaborazione del lutto avviene in senso ampio
globale e per via corporea. Nel Congedarsi gradualmente la persona comincia a vivere
diversamente. Cimitero luogo di culto e di pellegrinaggio. Cosa vuol dire mantenere viva la
memoria dei defunti? Ha solo elementi psicologici? L'individuo non scompare ma la sua presenza
carica di immortalit. Dal versante estetico tema della modalit della sepoltura deve testimoniare la
speranza nella risurrezione. Le Icone devono richiamare all'unit del mistero pasquale. Contro un
eccesso di verbalizzazione. Per quanto riguarda la cremazione la cei propone un capitolo per dire
/fare qualcosa di cristiano con le ceneri. Possibilit di celebrazione della parola. Preghiere per la
deposizione dell'urna. Non prevista n necessaria ma per richiesta. 3 schemi. Primo: il mistero
pasquale e la risurrezione non ha particolari di rilievo. Segno di croce, monizione a carattere
deprecativo (ci si rivolge a Dio). Parola di Dio e orazione (in linea con la parola proclamata ).
Secondo pi originale. La citt futura. Caducit e provvisoriet. Tenda esposta al vento in attesa
della casa dallo Spirito. Terzo. Purificazione messaggio messaggio di speranza. 1gv 3, 1-3.
Purificare per renderlo simile a te. Pregare per i morti ma anche per i vivi. Nel rituale non ci si
associa alla simbolica del fuoco. La cremazione rimane una operazione di eliminazione innaturale
del corpo. Il sussidio della cei aveva schemi in pi. Riposo. Non inattivit ma permanere nel
Signore. Il fuoco dello spirito. Evidente il parallelismo col fuoco della cremazione. Questo schema
cerca di riempire il vuoto pneumatologico. Il legame simbolico non funziona. Il fuoco della
cremazione ha valore distruttivo. Ultimo schema vita nuova in Cristo. Qoelet 12. C' una fonte di
vita al di l di tutto. La realt creaturale attende un esito di vita e risurrezione. Momento accessorio.

Alcuni nodi emergenti. Tematica del corpo centrale. Presentazione Cei 1. Coloro che col
battesimo sono gi stati uniti... Nella loro morte corporale portano a termine l'incorporazione a
Cristo. Due corpi. Con la Morte nel corpo avviene una nuova incorporazione. "Con" indica
profonda unit dei credenti col signore. Ecco la vasta gamma delle attenzioni. Or 49 lavato, vestito,
portato in processione, al centro dell'assemblea, non c' nulla di pi inerme eppure circondato di
tante attenzioni. Anche il corpo ecclesiale partecipa. Si va insieme, si partecipa insieme, il corpo di
Cristo il perno di tutto L'agire rituale. Ci sono tre corpi. Il corpo del defunto, il corpo ecclesiale, il
corpo di Cristo. Lex credendi si manifesta nella l'ex orandi che ha nel corpo la sua massima
visibilit. Corpo archisimbolo, alla base originaria (chauvet). Corpo orientato alla vita piena in Dio,
corpo battezzato, crismato, asperso e incensato. Termine della vita sacramentale del credente. Li ha
detto la sua partecipazione ecclesiale. Il corpo non tornato nel luogo della vita ordinaria ma della
esperienza liturgica sacramentale, del senso, della fede, della speranze. Li dove si celebrata la vita
vera insieme con i vivi. Stasi e movimento. Il morto portato avanti, alle spalle c' la storia, l'atto
del camminare liturgico riveste una valenza simbolica. C' il desiderio della speranza, si va verso
ci che non si ottiene qui. Il defunto precede i fedeli nel cammino verso il regno. C' anche la stasi
per la celebrazione. Preludio di una vita che non avr mai fine. La posizione del defunto indica il
suo luogo nell'assemblea liturgica. Il defunto continua a vivere all'interno della chiesa. La posizione
del corpo dice la pluralit dei doni dello spirito. Segno operativo di ci che la chiesa. Il corpo
situato diventa epifania della dignit del battesimo. I gesti dell'ultima raccomandazione e commiato
vengono svolti presso il feretro. una chiesa intera che fa quasi pressione fisica. I ministri svolgono
una funzione epifanica. Subvenite sancti dei. Incontro e scambio tra le due assemblee. Comunit
vivente che affida alla chiesa trionfante. Gesti corporei che diventano l'apice del rito. O Dio in te
vivono i nostri morti. Il Corpo morendo non distrutto ma trasformato in una condizione migliore.
La pertinenza corporea dei riti esequiali dicono la persona Intera. Il corpo del defunto corrisponde a
un nome. Continuo appello nominale. La sua peculiare avventura di credente ad esser evocata col
nome, il mistero pasquale si attua nelle esequie di ciascuno dei suoi figli. Prenotanda 81. possibile
fare un breve cristiano ricordo del defunto. Ma tipicamente cristiana! Si sta parlando con un corpo e
un nome. una realt unica. Nel rito del commiato c' l'opera di riforma dei riti esequiali. La chiesa
prega perch i defunti passino da morte a vita grazie al battesimo che ci fa unico corpo con Cristo.
Quel corpo una cosa col Cristo nel momento della morte. Profuma il corpo del defunto perch
rimane tempio dello spirito. Recolere il verbo della celebrazione. Ricoltivare e diventare partecipi
per via di partecipazione. Si celebra l'iscrizione del libro della vita. Non esiste il mio funerale ma
la chiesa che celebra la morte e risurrezione del signore nella morte dei figli. Compito di tutta la
comunit gestire. Il rito del commiato dice una chiesa che saluta il proprio figlio e ne riconosce la
fede. Questo credente stato soggetto di fede. Ha creduto nel mistero della risurrezione.
Cooperando alla vitalit ministeriale della chiesa. vita mutatur non tollitur. Passaggio dalla vita
esaltante a una pienezza. Quello che viene compiuto sul defunto lo dice sui vivi. Si parla dei vivi e
ai vivi. Noi siamo segno di Cristo. Il corpo sacramentale. Memoriale della pasqua di Cristo con
valore propiziatorio dal battesimo. L'Eucaristia sacrificio di riconciliazione, pro quo! I vivi che non
sono morti si in cammino verso quella prospettiva prospettiva di vita. Avviene l'inversione: dalla
morte alla vita. Comunione per coloro che sono viatores. Mangiare locare contro la morte.
Mangiare la morte e risurrezione irrobustirsi Contro la morte. vivere da vivi dentro la mortalit.
Esistenza transitoria. Trattenere e lasciare andare. Gi si fa esperienza dell'oltre. La comunione
eucaristica opera il passaggio alla forma cristi. Leone Magno: xx vii Dom Ord. Non ci ottiene altro
la partecipazione al corpo se non che transitiamo in colui che abbiamo assunto. Ed in ogni
circostanza possiamo avere Cristo perch siamo morti con lui. Agostino. La forza di questo
sacramento di unit fa che diventiamo ci che abbiamo ricevuto. Nel pane eucaristico li ci siamo
anche noi. Amen a ci che siete, non solo a lui. Tra il corpo sacramentale e il corpo ecclesiale. Il
passaggio a ci che si assume: nella gloria dei santi questo sacramento gi sacramento di
misericordia. Non dovrebbe offrire le messe per schivare l'inferno, ma attestazione che la vita nuova
presente qui, nel sacramento di misericordia. Amen si proietta al destino di gloria che vi attende.
Ragione epifanica dell'Eucaristia. Nel linguaggio liturgico si dice cosa sta oltre il corpo partendo dai
corpi. La liturgia ci fa vedere il corpo morto, o azioni rituali su un corpo. Il corpo viene portato in
chiesa dove si vissuto in maniera ecclesiale. Fede che trova disponibilit e credibilit nel corpo.
Tillard. I fedeli passano in Cristo. E Cristo passa nei fedeli con la sua croce. I fedeli sono un unico
corpo di Cristo. La chiesa di Dio nella sua dimensione profonda il carnale si innesta col spirituale.
Celebrazione apice tra fusione continua tra sofferenza e dono divino.

Il problema quello di far incontrare l'istanza dell'ordo exequiarium con la variegata situazione del
nostro tempo. Come celebrare l'evento pasquale nell'ora della morte tra afasia rituale in una realt
complessa e frastagliata. Trattenendo il morto e lasciandolo andar, abitando tempo e spazio.
Sinfonia plurale e articolata che non riconducibile all'aspetto verbale. Abbiamo una ritualit
minacciata. E della perdita di oggettivit. Questa ritualit torna necessaria perch l'unicum di Ges
possa entrare in quello di quel morto. Rito rigido, tradito ma in qualche modo viene incontro a
queste singolari situazioni di morte. Il libro liturgico contiene elementi obbligatori e passibili di
cambiamento. Il libro liturgico non un manuale. un libro che va studiato e frequentato e quindi
sapientemente valutato. Duplice orientamento: mistero verso la vita (per rispondere alle variet
delle ) e orientamento della vita verso il mistero (ha bisogno della concretezza). Lasciarsi riorientare
dal mistero di Cristo. Lezionario povero. Ars celebrandi collegare gli elementi per formare unit.
Non tenere conto solo della memoria del defunto a anche dei familiari. il ministero della
consolazione. I gesti e le parole del rito possano essere eloquenti per tutti. C' una ritualit che supra
la confessionalit. La parola allontana e il rito pu conquistare. Il rito ha il compito di regolare
l'emozione. C' una chiesa che assume il tuo dolore e prega. Ha bisogno di essere una parola che
tocchi. Incontro con l'uomo che piange. Entrare in chiesa col corpo, interfacciarsi con un'assemblea
che canta la sua fede e la famiglia che piange. Non una riedizione di un canovaccio! Rapporto
personalizzazione e oggettivit della celebrazione. Attenzione alla persona senza scivolare nei
personalismi che chiudono la storia e non la aprono a Dio. Affettivo senza culto della persona.
Prendere la parola nei funerali l'andare contro l'anonimato. Viene meno l'atto di consegnarlo
quando uno sceglie per s stesso il proprio funerale. la comunit non la persona. Io mi affido alla
chiesa e la chiesa mi mette nelle mani di Dio. Nella morte tu sei nelle mani degli altri. In manus tuas
domine. Protagonismo della chiesa Nell'ordo precedente diventato di affidamento e consegna. Il
rito non parla, impotente? Si elabora qualcosa di accattivante. Il predominio dell'emozione un
problema. L'omelia celebrazione della parola non esposizione di concetti. La morte si inserisce nel
cammino ordinario della chiesa: lezionario comune. Problema delle elezioni delicato. Si avverte
la necessit ma entro i confini del rito! I linguaggi paganeggianti s'impongono su quelli cristiani.
Altro rischio la spettacolarizzazione. I fedeli non devono partecipare da estranei. Tutti coinvolti
con la morte del singolo ma nessuno entra nella vicenda! Il gruppo col suo sentire e cantare prevale
e soffoca l'atto liturgico della chiesa. Il rito invoca, chiede, affida. La liturgia aperta all'inedito di
Dio non ci deve essere un'omelia soffocante. Non si giudica l'uomo peccatore ma chiede
misericordia. Rito all'altezza contro il pianto funebre pagano. Gregorio di nissa racconta il funerale
della sorella macrina. Macrina prima di morire fa il rito della lucerna. Gregorio vuole contrapporre
agli eccessi dell'emozione la regola del rito. Un altro rito prende il sopravvento.