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Psicologia

La psicologia la disciplina che studia il comportamento e la mente, attraverso lo studio


dei processi psichici, mentali e cognitivi nelle loro componenti consce e inconsce[1],
attraverso l'uso del metodo scientifico e/o appoggiandosi ad una
prospettiva soggettiva intrapersonale. Tale studio riguarda quindi i processi cognitivi e
intrapsichici dell'individuo, il comportamento umano individuale e di gruppo, e i
rapporti tra il soggetto e l'ambiente.

Descrizione
Attualmente la psicologia una disciplina composita; i suoi metodi di ricerca sono
sperimentali (di laboratorio o sul campo) oppure etnograficamente orientati (ad esempio:
alcuni approcci della psicologia culturale); hanno una dimensione individuale (ad
esempio: studi di psicofisica, psicoterapia individuale, ecc.) oppure una maggiore
attenzione all'aspetto sociale e di gruppo (ad esempio: lo studio delle dinamiche
psicologiche nelle organizzazioni, la psicologia del lavoro, ecc.). Queste diversit di
approccio hanno prodotto diverse sottodiscipline psicologiche, con differenti
matrici epistemologico-culturali di riferimento. In particolare l'uso del metodo
scientifico in taluni ambiti si evidenzia nell'osservazione/misurazione dall'esterno dei
fenomeni psichici-cognitivi e all'uso congiunto della statistica come strumento di analisi
dei dati rilevati[2].La psicologia si differenzia dalla psichiatria, che una
disciplina medica focalizzata sull'intervento di tipo farmacologico in merito ai
disturbi psicopatologici, in comune per con la psicologia clinica e i relativi
interventi psicoterapeutici.

Etimologia e nascita del termine


Il termine "psicologia"[3] deriva dal greco psych ()[4] = spirito, anima e
da logos ()[5] = discorso, studio. Letteralmente la psicologia quindi lo studio dello
spirito o dell'anima. Il significato del termine, introdotto durante il XVI secolo, rimase
immutato fino al XVII secolo, quando assunse il significato di "scienza della mente".
Negli ultimi cento anni, il significato del termine cambiato ulteriormente adeguandosi
alle nuove prospettive e alla moderna metodologia. interessante segnalare
che iconograficamente psych () pu essere interpretato come farfalla: molte
decorazioni di antichi vasi greci raffigurano con l'immagine di una farfalla lo spirito
(anima) che esala nell'istante della morte.

Il termine "psicologia", nella forma latina psychologia fu probabilmente introdotto


nel 1520, anche se nei suoi scritti non compare, dall'umanista Filippo Melantone. Il
termine appare (nella forma greca psychologia) nelle opere dei suoi discepoli Rodolfo
Goclenio (Psychologia, hoc est de hominis perfectione, 1597) e Othone Casmanno
(Psychologia anthropologica; siue animae humanae doctrina - Psicologia
antropologica, o la conoscenza dell'anima umana, Hanau, 1594). Recenti ricerche hanno
per individuato un uso del termine nell'umanista dalmata Marcus Marulus (Psychologia
1
de ratione animae humanae, 1511-1518), sebbene non sia chiaro il significato della
parola usata in quel tempo.[6]

Il termine "psicologia" divenne popolare nel Settecento, grazie al tedesco Christian


Wolff, che lo utilizz nel titolo di due sue opere: Psychologia empirica (1732)
e Psychologia rationalis (1734). Con queste opere Wolff fece distinzione tra psicologia
empirica e psicologia filosofica: la prima cercava di individuare dei princpi che
potessero spiegare il comportamento dell'anima umana, la seconda indagava sulle facolt
dell'anima stessa. Successivamente, Kant critic questa distinzione, affermando che non
poteva esistere una psicologia razionale. Tuttavia Kant accett la validit della
psicologia empirica, anche se non la considerava scienza esatta per il fatto che,
mancando la forma a priori dello spazio, era impossibile applicare la matematica ai
fenomeni psichici. Con Kant si posero le basi di una psicologia non pi puramente
filosofica, ma costruita con criteri empirici.

Evoluzione storica
Non sembra che ci sia altra scienza, se non la psicologia, per la cui comprensione occorra richiamarsi cos direttamente alla vita, spe
(Luciano Mecacci[8])

L'inizio della storia della psicologia come disciplina a s viene convenzionalmente


fissato nella seconda met dell'Ottocento, quando l'indagine psicologica si apr ai metodi
delle scienze naturali. Vi per da sottolineare che la psicologia odierna legata agli
oggetti di indagine che, da Aristotele[9] e poi nel Medioevo[10] su fino al secolo XIX, sono
rimasti quasi sempre gli stessi: la percezione che l'uomo ha del mondo, la ritenzione dei
ricordi (memoria), la capacit razionale (l'intelligenza). Anche l'antica suddivisione della
mente in facolt rivive inalterata nella moderna divisione in processi mentali.

Il XX secolo testimone di un fiorire di prospettive e visioni della psicologia, diverse


sul piano metodologico e sul piano speculativo: si passati
dallo strutturalismo al funzionalismo, dal comportamentismo al cognitivismo,
dall'epistemologia genetica alla scuola storico-culturale; ancora, dal cognitivismo
HIP al cognitivismo realista, fino ad arrivare alle neuroscienze.[8]

Le origini

Come accennato, gi alcuni filosofi greci, come Platone e Aristotele, posero interrogativi
che ancor oggi sono alla base della ricerca psicologica, ma solo a partire dal Seicento
che inizi un confronto pi serrato su questi argomenti. Furono sempre filosofi,
come Cartesio, Thomas Hobbes e John Locke, a portare avanti riflessioni e a proporre
teorie sulla mente umana. Cartesio, in particolare, sosteneva l'esistenza di una netta
divisione fra mente (res cogitans) e corpo (res extensa), ritenendo che alcune idee
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fossero innate (cio presenti nella mente fin dalla nascita). Hobbes e Locke, al contrario,
affermavano il predominio dell'esperienza, vista come l'unico processo in grado di
sviluppare e organizzare la mente umana, oltre a criticare la divisione di mente e corpo
proposta da Cartesio. Nonostante i numerosi sforzi, queste ricerche non diedero mai vita
a una psicologia intesa come materia scientifica.

La nascita della psicologia scientifica

Il termine "psicologia" risale al XV secolo, ideato dal tedesco Filippo Melantone


(Philipp Schwarzerd), intendeva l'insieme delle conoscenze psicologiche, filosofiche,
religiose, pedagogiche e letterarie di un essere umano. Nel 1690 il filosofo inglese Locke
pubblic il suo saggio sull'intelletto umano, che ricostruiva il funzionamento della mente
e dava una base solida ai ragionamenti. La psicologia come materia scientifica nacque
in Europa nella seconda met dell'Ottocento. Tra il 1850 e il 1870 vari scienziati, in
particolare fisici e medici, iniziarono a occuparsi dello studio della psiche analizzando le
sensazioni, le emozioni e le attivit intellettive.

Questi scienziati applicarono allo studio della mente le metodologie applicate alle
scienze naturali, dando vita alla moderna psicologia scientifica. Questa svolta
fondamentale innesc il processo che porter la psicologia a diventare una vera
disciplina scientifica.[11] Se finora la psicologia era stata strettamente legata alla filosofia,
perch questa si occupava della natura o dell'essenza dell'anima, ora era una scienza, e
non filosofica bens su base sperimentale: scienza perch rigorosa, sperimentale perch
basata sul metodo induttivo, fatto di osservazioni e di esperimenti da cui si formulano
ipotesi e leggi.Fra i precursori della moderna psicologia si possono citare: Charles
Darwin, che propose varie teorie sulle emozioni, Franciscus Donders, che comp studi
sui tempi di reazione, Ernst Weber e Gustav Theodor Fechner, che diedero vita
alla psicofisica, studiando i rapporti tra stimoli e sensazioni, Hermann
Ebbinghaus (1850-1909), tra i primi ad applicare il metodo sperimentale allo studio della
memoria, Francis Galton, padre della psicologia differenziale, Thodule Ribot che
contribu decisamente a far assumere un'identit alla psicopatologia, Alfred
Binet e Arnold Gesell, fondamentali pionieri nella "psicologia infantile".

Il padre fondatore della psicologia sperimentale


Wilhelm Maximilian Wundt (seduto), psicologo tedesco, riconosciuto come fondatore
della psicologia sperimentale.

Il merito di aver fondato la psicologia come disciplina accademica spetta al


tedesco Wilhelm Wundt (1832-1920). Questi raccolse e scrisse una mole gigantesca di
materiale riguardante la nascente disciplina e, grazie alla sua cultura, riusc a dare alla
materia una base concettuale e un assetto organico. Wundt, nel 1873-74, pubblic i
"Fondamenti di psicologia fisiologica", opera considerata il primo trattato psicologico-
scientifico della storia.[12]Nel 1875 Wundt divenne professore di filosofia a Lipsia, citt
nella quale nel 1879 fond un laboratorio di ricerca psicologica. A questo laboratorio
affluirono da tutto il mondo allievi e scienziati, che compirono studi sui tempi di
reazione, l'attenzione, le associazioni mentali e la psicofisiologia dei sensi. Per Wundt
3
oggetto della psicologia doveva essere l'esperienza immediata, contrapposta
all'esperienza mediata, che era invece oggetto delle scienze fisiche. [13] Grazie a questa
definizione e all'uso negli esperimenti di un metodo rigoroso, si struttur definitivamente
la psicologia, intesa come disciplina scientifica e accademica. Per l'impegno e gli studi,
Wundt acclamato come il fondatore della psicologia.

Franz Brentano

Negli anni in cui operava il laboratorio di Wundt, il filosofo austriaco Franz


Brentano (1838-1917) propose un approccio diverso alla psicologia, basato non sul
rigore del metodo scientifico e sulla sperimentazione, ma su un concetto pi filosofico e
perci meno sperimentale, che Brentano definiva "intenzionalit". Con le sue idee diede
vita alla cosiddetta scuola di Brentano (prima a Wrzburg e poi a Vienna). Brentano pu
essere ritenuto il secondo padre della psicologia.

Le tradizioni wundtiana e brentaniana rappresentarono per decenni i due grandi filoni di


ricerca nella psicologia sperimentale e teorica. La scuola, in particolare,
influenz Sigmund Freud e i concetti della psicologia della Gestalt e della psicologia
sociale. Un altro ricercatore tedesco, Hermann Ebbinghaus (1850-1909), applic per
primo il metodo sperimentale allo studio della memoria.

La psicologia della Gestalt


Il dato [das Gegebene] di per s in vari gradi strutturato [gestaltet], consiste di totalit pi o meno strutturate in modo definito e di
(Max Wertheimer[14])

Alcuni esempi

Esempio della Legge della chiusura Esempio della Legge della vicinanza

Il pensiero produttivo. Un aneddoto.

Una volta il maestro di Gauss domand al giovane allievo il


totale di: 1+2+3+4+5+6+7+8+9+10. Gauss rispose subito,
sorprendendo il maestro, che gli chiese come aveva fatto.
Gauss non somm 1+2, sommando il risultato a 3, sommando
il risultato a 4, e cos via:
Se l'avessi fatto sommando 1+2, poi 3 al risultato, poi 4 al
nuovo risultato, e cos via, avrei impiegato molto tempo, e
cercando di arrivare presto molto probabilmente avrei fatto
degli sbagli. Ma vede, 1+10 fa 11, 2+9 fa di nuovo - deve
fare! - 11. E cos via! Vi sono 5 coppie di questo tipo: 5 volte
11 fa 55.[15]
Gauss aveva visto gli elementi come totalit retta da una
relazione. La relazione, che poi la regola della somma dei
termini in progressione aritmetica, la Gestalt: Gauss era
giunto alla soluzione mediante la totalit, aveva colto le
relazioni tra gli elementi e raggiunto uno stadio (Gestalt) che

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va oltre il loro sommarsi.[16]

La psicologia della Gestalt nacque e si svilupp agli inizi del XX secolo in Germania e
prosegu la sua articolazione negli Stati Uniti. Anche se le vicende dei suoi maggiori
rappresentanti (molti abbandonarono la Germania all'avvento del nazismo) diffusero la
teoria in ambiente statunitense, il clima culturale di riferimento rimase quello europeo.
La scuola ebbe successo anche in Italia fra gli anni cinquanta e ottanta, prima di essere
assorbita dal cognitivismo.Gli psicologi della Gestalt cercarono di dimostrare
sperimentalmente il criterio della "totalit" delle funzioni psichiche. [17] Per essi, infatti,
non era giusto dividere l'esperienza nelle sue componenti elementari, occorreva invece
considerare l'intero come fenomeno sovraordinato rispetto all'insieme dei componenti. In
altre parole, per gli psicologi della Gestalt: "L'insieme pi della somma delle sue
singole parti". chiaro quindi come questa Scuola si opponesse alle
teorie associazionistiche di Wundt e a quelle comportamentistiche di Watson, per
spostare l'accento sulla tendenza degli insiemi percettivi e per estensione delle
rappresentazioni del pensiero, a presentarsi al soggetto sotto forma di unit coerenti.

La psicologia della Gestalt ricorse al metodo fenomenologico, col quale i dati


dell'esperienza non vengono scomposti e interpretati, ma descritti totalmente nella loro
immediatezza, come appaiono al soggetto. I gestaltisti, studiando in modo approfondito
la percezione, intuirono che la realt fenomenologica si struttura in unit nel campo di
esperienza del soggetto ogni volta che gli elementi di un insieme presentano determinate
caratteristiche. Individuarono cos cinque leggi (dette "leggi della formazione delle unit
fenomeniche"), che stanno alla base del nostro modo di cogliere le cose e di organizzare
i dati percepiti. Esse sono:

1. Legge della somiglianza: elementi identici o simili tendono a essere percepiti


come unit.

2. Legge della buona forma: figure geometriche sovrapposte tendono a essere


percepite come separate, ognuna con la sua forma.

3. Legge della vicinanza: pi gli elementi di un insieme sono vicini, maggiore sar la
tendenza a percepirli come unit.

4. Legge della buona continuazione: si tendono a percepire come unit gli elementi
che minimizzano i cambiamenti di direzione.

5. Legge del destino comune: vengono percepiti come un'unit elementi in


movimento con uno spostamento coerente.

6. Legge della chiusura: elementi figurali chiusi o tendenti a chiudersi vengono


percepiti come appartenenti alla stessa unit.

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Queste sono solo alcune delle regole alla base della percezione; permettono, ad es., di
capire come operano le illusioni ottiche. Punto centrale della psicologia della Gestalt era,
perci, la convinzione che riuscendo a comprendere come si organizzano le percezioni,
si poteva anche comprendere il modo in cui il soggetto organizza e struttura i pensieri.
Queste tendenze all'auto-organizzazione erano viste come una caratteristica innata,
ridimensionando l'importanza di esperienza e di apprendimento nella strutturazione del
pensiero.

Gli psicologi della Gestalt sono noti soprattutto per i loro contributi nel campo della
percezione. L'approccio della Gestalt non si propose per solo come studio della
percezione fine a se stesso, ma anche come paradigma e metodo d'indagine generale
dello psichismo, basato sull'assunto per cui la Gestalt (l'insieme) pi della somma
delle parti. Al riguardo sono proliferati studi, concetti e campi di ricerca assai numerosi:

gli studi sull'intelligenza nei primati per opera di Khler (1917)[18] furono talmente
importanti da far nascere il concetto di insight;[19]

Kurt Lewin, allievo di Wolfgang Khler, svilupper il concetto


di campo generando importanti contributi per la psicologia sociale;[20]

Kurt Koffka fece notare[21] che i princpi della Gestalt sono applicabili pressoch a
uno spettro d'indagine illimitato (percezione e intelligenza, ma anche nello studio
del sociale, dell'educazione e dello sviluppo, fino ad arrivare a legami con concetti
di elettromagnetismo[22]);

James Gibson porter la sua critica a un modo di fare ricerca troppo legato al
laboratorio, nei confronti della psicologia cognitiva, proprio basandosi su una
matrice di ricerca in linea con la Gestalt. [23]

Diffusione in America

La psicologia, come gi accennato, nacque e si svilupp inizialmente in Europa,


soprattutto in Germania, grazie al laboratorio di Lipsia e la psicologia della Gestalt. Ben
presto, per, essa approd e si diffuse anche negli Stati Uniti. Questo avvenne in gran
parte per merito di due personalit: gli americani Edward Titchener (1867-1927)
e William James (1842-1910). Il primo era un allievo di Wundt che, dopo aver studiato
presso il suo laboratorio, torn in patria e tradusse l'opera del maestro, diffondendo cos
la psicologia nel Nuovo Mondo. Titchener fond inoltre una nuova scuola di psicologia,
lo strutturalismo, che ebbe per vita breve.

William James era un medico e filosofo statunitense interessato agli aspetti psicologici
dell'uomo. Tenne il primo corso di psicologia (ad Harvard), intitolato I rapporti tra
fisiologia e psicologia. Nel 1890 pubblic "Principi di psicologia", un manuale che ebbe
molto successo, anche fra i lettori comuni. Al pari del suo collega, James fond una
nuova scuola di psicologia, il funzionalismo, che si contrappose allo strutturalismo di
Titchener.
6
Le scuole russe Uno dei cani di Pavlov (imbalsamato), esposto a The Memorial museum-estate
of academician I. P. Pavlov di Rjazan'. Nella foto visibile il contenitore salivare, strumento
utilizzato da Pavlov per misurare la quantit di saliva prodotta dalla cavia (cane) nei suoi
esperimenti.[24] Sempre verso la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento nacquero
nuove Scuole di psicologia in Russia. In particolare, ebbero grande risonanza le ricerche
di Ivan Pavlov (1849-1936). Pavlov (nel 1904, premio Nobel per la medicina) fu
un fisiologo e non volle mai essere considerato uno psicologo. [25] Nonostante ci, i suoi
studi diedero grande impulso e influenzarono notevolmente una delle successive Scuole
psicologiche che avr maggior successo: il comportamentismo. Pavlov comp studi,
mediante esperimenti su animali, su quello che venne chiamato riflesso condizionato,
dimostrando come fosse possibile far sorgere un dato comportamento associandolo a un
determinato stimolo. La maggior parte delle Scuole russe di psicologia continuarono
questo filone di ricerche e per questo sono state accomunate sotto il nome
di riflessologia russa. La teoria alla base di tutte queste Scuole era la convinzione che i
processi psichici potessero essere ridotti a semplici riflessi, cio i processi psichici erano
visti come semplici processi fisiologici ed elementari. Un discorso a parte merita il
russo Lev Vygotskij (1896-1934) e la sua Scuola storico-culturale. Per Vygotskij
l'esperienza storica (storicit) era l'aspetto fondante dell'esperienza umana e della stessa
psicologia.[26] Per Vygotskij lo sviluppo cognitivo del bambino doveva essere valutato e
studiato in rapporto alle sue componenti sociali, culturali e ambientali. Queste originali e
innovative riflessioni, che si contrapponevano in modo netto al rigido e
deterministico comportamentismo che stava nascendo negli Stati Uniti, furono a lungo
ignorate, anche per la mancata traduzione delle opere di Vygotskij dalla lingua russa a
quella inglese. Solo a partire dagli anni ottanta questo autore stato oggetto di
riscoperta, divenendo uno dei principali ispiratori della psicologia postmoderna e
della psicopedagogia.[26]

Freud e la psicoanalisi

La psicoanalisi nacque in ambito psichiatrico nei primi decenni del Novecento, grazie
all'opera innovatrice di Sigmund Freud (1856-1939), un neurologo viennese. Per essere
pi precisi, non nacque dai laboratori di ricerca, ma ebbe origine dalla pratica clinica del
trattamento di pazienti con disturbi di natura psichica. Come gi accennato, Freud fu
influenzato dalle idee di Brentano e, infatti, la sua concezione psicologica e i suoi metodi
di studio non furono strettamente scientifici come quelli propugnati dal laboratorio di
Lipsia. La vera rivoluzione che introdusse Freud nella psicologia fu la concezione
dell'esistenza di una parte irrazionale e nascosta dello psichismo di ogni essere umano,
che il medico viennese chiam inconscio. Tutti i suoi lavori cercarono di trovare dei
metodi e delle strategie per poter analizzare e portare a galla questa parte nascosta, ad
esempio tramite l'interpretazione dei sogni. Queste nuove teorie e le tecniche derivate
furono la base della psicoanalisi.

La nuova teoria freudiana ebbe una grande risonanza, e furono molti gli allievi che
continuarono su questa via, o fondarono scuole autonome discostandosi dalle idee del
maestro. Fra i principali rappresentanti storici della tradizione psicoanalitica si possono
citare Alfred Adler, Carl Jung, Otto Rank, Wilhelm Reich.Il predominio del
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comportamentismo Nel 1913, negli Stati Uniti, John Watson (1878-1958), diede vita a
una nuova Scuola psicologica, detta comportamentismo, attraverso la pubblicazione di
un celebre articolo intitolato "La psicologia considerata dal punto di vista
comportamentistico". Il comportamentismo, detto anche behaviorismo, dominer la
scena internazionale per circa cinquant'anni, cio per tutta la prima met del XX secolo.
Il comportamentismo rivoluzion i concetti della precedente psicologia, concentrando i
suoi sforzi e studi non pi sulla "coscienza", bens attorno al "comportamento". Il nuovo
e unico oggetto della psicologia divenne, perci, il comportamento pubblicamente
osservabile degli organismi viventi.[28] Il comportamentismo critic fortemente anche il
concetto di innatismo, in quanto prevedeva che ogni comportamento umano fosse
determinato solamente dagli stimoli ambientali. Questo port alla nascita dello schema
Stimolo-Risposta (S-R), che prevedeva che a una stimolazione che agisce su un
organismo segua una reazione dell'organismo stesso. [28] Come gi accennato, il
comportamentismo fece tesoro anche degli esperimenti sul condizionamento di Pavlov, e
arriv a ipotizzare che ogni comportamento umano potesse essere appreso mediante
condizionamento. Quasi la totalit degli psicologi americani di questo periodo era di
matrice comportamentista e, fra i maggiori autori che diedero impulso a questa Scuola, si
possono ricordare Burrhus Skinner, Edward Tolman e Clark Hull. Il comportamentismo
entr in crisi nei primi anni sessanta, in quanto risult evidente come queste teorie
semplicistiche non fossero in grado di spiegare i comportamenti umani pi complessi,
come ad esempio le relazioni sociali. Il comportamentismo, inoltre, venne anche
criticato per il suo ridurre l'essere umano a un organismo passivo che rispondeva solo
alle leggi del condizionamento.[28] Nonostante tutto, il comportamentismo
sopravvissuto fino ai giorni nostri in alcune correnti come il neo-comportamentismo e,
va sottolineato, la Scuola di Watson ha comunque grandi meriti nell'aver dato un forte
impulso di ricerca e una dignit scientifica alla psicologia. L'ascesa del cognitivismo A
partire dagli anni sessanta un nuovo orientamento inizi a farsi largo in psicologia:
il cognitivismo. Questo oggi l'orientamento dominante in psicologia. Alle sue origini
troviamo diverse matrici che si sono espresse fra gli anni cinquanta e sessanta, in buona
parte nate all'interno dello stesso comportamentismo. [29] La rapida ascesa del
cognitivismo fu dovuta, innanzitutto, al fallimento dello stesso comportamentismo, che
con le sue teorie semplicistiche non era riuscito a spiegare i comportamenti umani
complessi. Lo schema S-R (Stimolo-Risposta) del comportamentismo era, infatti,
divenuto insufficiente e fu gradualmente sostituito dallo schema S-O-R in cui O
(organismo) rappresentava la mediazione fra lo stimolo e la risposta. [29]A differenza del
comportamentismo, dove l'uomo era visto come un semplice insieme di comportamenti
da osservare, il cognitivismo poneva l'accento sull'attivit pensante dell'uomo, visto
come organismo attivo e non pi passivo. In altre parole il simbolo "O" inizi a
rappresentare la "mente", che per i cognitivisti divenne l'unico oggetto di studio.
Storicamente la prima volta in cui venne presentata in maniera compiuta la teoria
cognitivista fu nel libro "Psicologia cognitivista", di Ulric Neisser, pubblicato nel 1967.
Come accennato, per, i presupposti dell'approccio cognitivista erano gi presenti e
rintracciabili in teorie e orientamenti precedenti, ad esempio nelle opere degli
psicologi Kenneth Craik, George Armitage Miller e del linguista americano Noam
Chomsky. E ancora prima con Oswald Klpe, Karl Bhler, Frederic Bartlett, James
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McKeen Cattell, Alfred Binet, James Baldwin, Jean Piaget .Come detto, il cognitivismo
non una scuola psicologica ma un orientamento ove confluiscono scuole e matrici di
ricerca. Le principali sono la psicologia dell'atto (inaugurata da Franz Brentano),
l'informatica e la cibernetica. In particolare negli anni settanta, si diffuse il modello HIP,
il quale proponeva la metafora della mente come elaboratore di informazioni. La mente,
cio, era vista come un computer, nel quale lo stimolo-risposta comportamentista si
trasform in input-elaborazione-output:

input: informazioni in entrata nella mente, corrispondenti agli "stimoli" del


comportamentismo;

elaborazione: conversione delle informazioni che mutano, e vengono rielaborate


dai processi mentali;

output: uscita delle informazioni sotto forma di comportamento manifesto,


linguaggio, mimica facciale, postura, ecc., corrispondenti alle "risposte" o
"reazioni" del comportamentismo. Il modello HIP fu per criticato in quanto
dipinge un uomo artificiale, che non corrisponde all'uomo reale inserito nel suo
ambiente naturale.Modello TOTE: Test-Operate-Test-Exit (verificare, eseguire, verificare,
terminare), esposto nel testo Piani e struttura del comportamento di Miller, Pribram,
Galanter.

Altro orientamento fortemente ravvisabile nel cognitivismo lo studio


del comportamento finalizzato a una met' ("goal-driven"): il comportamento non pi
visto come atto passivo, tipico del comportamentismo, bens attivo al fine di raggiungere
la soluzione di un problema. La nozione di retroazione (feedback), proveniente dalla
cibernetica, centrale in questa ottica dello studio del comportamento umano. Il testo
ove esplicitamente si propose questo modello fu il noto "Piani e struttura del
comportamento", di George Armitage Miller (psicologo sperimentale), Karl
Pribram (neuroscienziato), e Eugene Galanter (psicologo matematico); queste diverse
formazioni sono da sottolineare, al fine di comprendere il nuovo cognitivismo
come confluenza di matrici di ricerca, e il carattere interdisciplinare del loro curriculum.
In "Piani e struttura del comportamento" si esprime il modello T-O-T-E: il
comportamento rivolto a un fine mediante l'esame della realt (test), l'elaborazione
dell'informazione (operate), un successivo esame di ci che stato elaborato (test),
eventuale retroazione al fine di migliorare l'elaborazione stessa dell'informazione, e
successiva uscita (exit) dell'informazione sotto forma di comportamento manifesto,
linguaggio, mimica facciale, postura, e cos via.

La neuropsicologia e le neuroscienze cognitive


La psicologia si occupa dei "giochi" della mente, studia le partite che le persone giocano fra loro e le neu
(Luciano Mecacci[30])

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Nell'ultimo decennio hanno acquisito una grande importanza le diverse neuroscienze.
Esse non sono parte della psicologia, ma fungono da ponte tra quest'ultima e le altre
discipline come la neurologia, la medicina, la biologia e la psichiatria.

La neuropsicologia studia i processi cognitivi e comportamentali, correlandoli con i


meccanismi anatomo funzionali che ne permettono il funzionamento. [32] Si tratta di una
scienza interdisciplinare, come tutte le neuroscienze, le cui basi possono essere fatte
risalire a Paul Broca. Gli obiettivi della neuropsicologia sono l'indagine delle basi
anatomiche dei processi mentali e cognitivi tramite lo studio di sistemi cerebrali
danneggiati, vale a dire di soggetti cerebrolesi a diversa eziologia.

Le neuroscienze cognitive hanno avuto grande sviluppo a seguito dello sviluppo delle
tecniche di visualizzazione in vivo delle strutture cerebrali, quali la TC e la risonanza
magnetica. Un'altra prospettiva di indagine rappresentata dagli studi di "attivazione",
tramite i quali, con le tecniche SPECT, PET e fMRI, possibile studiare in soggetti
normali e cerebrolesi i substrati neurali a seguito dello svolgimento di determinati
compiti o cognitivi.

La psicofisiologia, al contrario della psicologia fisiologica, si occupa di individuare i


cambiamenti fisiologici secondari a determinate attivit cerebrali, comportamenti o
processi cognitivi.[33] Anche se le tecniche in uso sono molteplici, la pi utilizzata
senz'altro la registrazione dei potenziali elettrici cerebrali dallo scalpo. Clinicamente
queste tecniche sono l'elettroencefalogramma e i potenziali evocati. La MEG consente
invece di registrare i potenziali magnetici cerebrali.

Sia la neuropsicologia che le tecniche di neuroimaging e le


tecniche elettrofisiologiche possono essere categorizzate come neuroscienze cognitive,
cio la scienza che collega la psicologia con le neuroscienze.

Psicologia moderna e psicologia postmoderna

Modi di fare psicologia, modalit di pensiero[34]

Psicologia moderna Psicologia postmoderna

Ontologia vygotskijana[35]
Ontologia newtoniana[35]

Interpretare
Sperimentare
Studiare i fini
Studiare le cause
La mente come azione
La mente come computazione
Curare la psiche
Conoscere la psiche
Pensiero narrativo[36]
Pensiero paradigmatico[36]

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La psicologia moderna e la psicologia postmoderna sono due modalit di studio dei
processi psichici dell'uomo che coesistono nella storia del pensiero occidentale fin
dal periodo classico.[37] Nei primordi dello studio della psiche rilevabile
la classificazione aristotelica, che dar la scintilla alla psicologia moderna, e il dialogo
socratico (maieutica) che dar la nascita alla psicologia postmoderna. Le due visioni
della psicologia (moderna e postmoderna) vivono contemporaneamente lo stesso periodo
storico. Si definiscono l'una moderna, poich ha avuto il suo massimo splendore
nella modernit, e l'altra postmoderna in quanto il suo periodo di massima espansione si
avuto in seguito alla prima (in un periodo che va dagli anni ottanta del secolo XX in
poi).

Psicologia moderna
Ma che cosa, dunque, io sono? Una cosa che pensa.
(Cartesio[39])

Il frantumarsi della psicologia era gi in corso fin dagli anni venti del Novecento; gi in
questo periodo si riscontrano molti testi dai titoli inequivocabili: La crisi della
psicologia di Driesch (1925),[40] La crisi della psicologia di Koffka (1926),[41] Il senso
storico della crisi della psicologia di Vygotskij (1926),[42] La crisi della
psicologia di Bhler (1927).[43]

In quegli anni il proliferare di prospettive psicologiche aveva portato con s uno studio
dei processi mentali settario, di categoria. Gli psicologi non si interessarono dei processi
mentali in quanto oggetto della psicologia, bens, si interessarono a essi in forza della
prospettiva di appartenenza: gli psicoanalisti studiarono l'inconscio, i gestaltisti la
percezione, i comportamentisti il comportamento manifesto, gli strutturalisti gli elementi
non altrimenti riducibili presenti nella psiche. Inoltre tali studi vennero effettuati con
metodiche differenti, sempre in base alla matrice culturale di appartenenza:
introspezione, retrospezione, condizionamento, e cos via.

Questa ramificazione, cos netta, da attribuire allo stesso oggetto di studio della
psicologia: la psiche. Difatti la psicologia, a differenza di altre discipline scientifiche,
non ha un oggetto di studio operazionalizzabile e misurabile in maniera perfettamente
aderente a un rigoroso metodo galileiano: l'uso della statistica da parte degli psicologi
una modalit attraverso cui possibile generalizzare concetti derivati dallo studio dei
casi singoli (nomotetizzazione del dato idiografico), in un contesto epistemico in cui la
stessa osservazione e misurazione diretta dell'oggetto di studio (la mente e i suoi processi
funzionali) di difficile definizione e realizzabilit. In quest'ambito di definizione
dell'oggetto di studio, si evince tutta l'attualit del problema rappresentato dal dualismo
cartesiano di res cogitans e res extensa;[44] dualismo che pone difficili problemi
epistemici e operativi, e che far dire allo psichiatra svizzero Binswanger che esso " il
cancro di ogni psicologia".[45]

11
Due tematiche ricorrenti del discorso psicologico sono, da una parte, i due assi del
"problema cartesiano" e dall'altra la necessit dell'approccio quantitativo sperimentale di
matrice galileiana.

Si tratta di ostacoli epistemologici di vasta portata e complessit, e le diverse modalit di


gestione degli stessi nei vari periodi storici hanno portato al nascere e all'articolarsi dei
diversi paradigmi di ricerca della psicologia sperimentale. Per questo hanno via via
provato a escludere la coscienza dalla loro indagine (comportamentisti in primis), hanno
"sezionato" la mente fino a cercare di considerarne i suoi elementi non altrimenti
riducibili (strutturalisti), hanno ideato ipotesi che potessero collegare la mente al corpo
(l'isomorfismo Khleriano e il concetto di pulsione in Freud[46]), hanno provato a
rappresentare la mente sulla base del modello di elaborazione delle informazioni che
rappresenta la matrice concettuale dei computer (scienza cognitiva), e altri tentativi
finalizzati a modellizzare e operazionalizzare in maniera efficace il proprio sfuggente
oggetto di ricerca.[47]

Kenneth Gergen[48] descrive la psicologia fin qui riportata come psicologia moderna, la
quale si basa su quattro presupposti epistemologici:

1. gli psicologi hanno un oggetto di ricerca comune; ovvero, gli psicologi devono
pervenire a definire e operare su un solo e comune oggetto di studio, a prescindere
che esso sia la mente, il comportamento manifesto, o le relazioni interpersonali
(come i fisici possono avere la relativit, lo studio del pendolo, o la traiettoria di
una meteora come specificazione di leggi fisiche unitarie e universali).

2. lo psicologo, una volta individuato il suo oggetto di studio, lo studia nei casi
particolari per giungere a leggi universali (dall'idiografia alla nomotetia).

3. il metodo di studio dell'oggetto deve essere la ricerca empirica, preferibilmente


mediante il metodo sperimentale. In questa visione il metodo sperimentale
oggettivo, scevro da posizioni personali, etiche, morali, sociali, politiche.

4. fiducia nella crescita della conoscenza verso la "reale" natura dei fenomeni
studiati dalla psicologia, mediante una continua verifica sperimentale delle
ipotesi.

Psicologia postmoderna

Psicologia teorica e psicologia applicata


Fin qui si parlato dell'evoluzione storica del concetto di psicologia, analizzando
brevemente come sono cambiati nel tempo i paradigmi e le teorie di riferimento. La
psicologia, per, si ramifica anche in varie branche. Tradizionalmente si distingue fra
psicologia teorica o pura e psicologia applicata. La prima studia il comportamento
umano in generale e il funzionamento dei processi cognitivi. Nella psicologia applicata
l'interesse invece rivolto alla soluzione di problemi "pratici", sia psicologici sia di altro
12
genere, ma che implichino sempre meccanismi psicologici. Ovviamente la psicologia
teorica sta alla base della psicologia applicata.

La psicologia teorica si suddivide a sua volta in quattro diramazioni principali:

Psicologia generale, ha per oggetto l'attivit psichica dell'adulto sano. Essa cerca
leggi universali per i processi psichici (percezione, memoria, apprendimento ecc.)
che valgano a prescindere dalle differenze di personalit, et, condizione sociale e
culturale;

Psicologia evolutiva, che studia come i processi psichici cambino con l'et,
dall'infanzia alla vecchiaia.

Psicologia delle differenze individuali, che analizza e valuta le diverse qualit


psichiche (personalit) riscontrabili nelle persone, spesso attraverso l'uso di test
psicologici;

Psicologia transculturale, che paragona, in ragione del medesimo aspetto


(percezione, comportamento, ecc. ecc.), gruppi di persone appartenenti a culture
differenti al fine di studiare quale siano gli aspetti universali (non dipendenti dalla
cultura di origine) e quali siano gli aspetti specifici derivanti dalla cultura di
origine.

Anche la psicologia applicata ha numerose ramificazioni. Fra le principali troviamo


la psicologia clinica, che si occupa essenzialmente delle malattie di natura psicologica,
la psicologia del lavoro, utilizzata ad esempio per la selezione del personale,
la psicologia forense, applicata in ambito giudiziario, carcerario e criminale.

Questa, per, solo una suddivisione che ha valore euristico e che non pu essere
completamente soddisfacente, in quanto non rispecchia la vera situazione in psicologia.
In realt, infatti, impossibile pensare che la psicologia applicata, nel cercare di
risolvere i problemi, non si ponga ipotesi ed elabori teorie. Allo stesso modo anche la
psicologia teorica, che fu a suo tempo criticata per un'eccessiva astrattezza, al giorno
d'oggi una disciplina che elabora le sue teorie ponendo maggiore attenzione al contesto
ambientale e sociale.

Il dominio della psicologia particolarmente ampio e diversificato. In quanto


l'interazione persona-ambiente modifica la persona, la quale viene modificata
dall'ambiente stesso. A causa di questo stretto legame, studiare il campo di applicazione
(per esempio: lo sviluppo di una persona, lo sport) porta a studiare la psiche che si
esprime mediante l'interazione stessa. Questo porta ad affermare che non esiste una
psiche astratta, ma esiste la psiche in quanto facente parte di una interazione persona-
ambiente; per questo, spesso e volentieri, lo studio della psiche accompagnato dallo
studio del comportamento, quest'ultimo ne il mezzo, il ponte fra i due, lo strumento
principe mediante il quale la psiche si esprime e modella l'ambiente, e mediante il quale
l'ambiente entra in relazione con la psiche di ogni persona. [50] La valutazione di questa
13
interazione porta lo psicologo ad affrontare numerosi ambiti di studio, i quali,
storicizzandosi, si innestano col tempo nella psicologia stessa divenendone una parte.
Questo ha portato a un fiorire di branche della psicologia assai numeroso e
particolareggiato.

L'oggetto di studio della psicologia


Fin qui si sono delineate le principali teorie e orientamenti psicologici che si sono
sviluppati nel corso degli anni. Ma tutte queste matrici hanno una base in comune:
l'oggetto di studio. La psicologia infatti, come esemplificato dalla definizione iniziale,
studia i processi mentali e i comportamenti.

I processi mentali

I processi mentali, in psicologia, si possono suddividere in due ampie categorie: processi


cognitivi e processi dinamici.

I processi cognitivi

I processi cognitivi sono quei processi che permettono a un organismo di raccogliere


informazioni sull'ambiente, immagazzinarle, analizzarle, valutarle, trasformarle, per poi
utilizzarle nel proprio agire sul mondo circostante. [51]

I principali processi cognitivi sono la percezione, l'attenzione, l'intelligenza, la memoria,


l'immaginazione, il pensiero, il linguaggio, la coscienza.

Processi
Definizione
cognitivi

Insieme di funzioni psicologiche che permettono all'organismo di acquisire informazioni circa


Percezione i mutamenti del suo ambiente grazie all'azione di organi specializzati quali la vista, l'udito, il t
il gusto, l'olfatto.[52]

Capacit di selezionare gli stimoli e di mettere in relazione i meccanismi che provvedono a


Attenzione immagazzinare le informazioni nei depositi di memoria a breve termine e di memoria a lungo
termine con influenza diretta sull'efficienza delle prestazioni nei compiti di vigilanza.[53]

Processo che consente all'uomo in quanto dotato di struttura cerebrale geneticamente sufficien
Intelligenza evoluta, di risolvere nuovi problemi che implicano una ristrutturazione del rapporto di adattam
l'ambiente.[54]

Memoria Capacit di un organismo vivente di conservare tracce della propria esperienza passata e di se

14
per relazionarsi al mondo e a gli eventi futuri.[55]

Capacit di rappresentare un oggetto assente oppure un affetto, una funzione somatica, una te
istintuale, non attualmente presenti. In essa si prescinde dalle strutture causali e temporali dall
Immaginazione continuit critica ma non dagli influssi dell'emotivit. L'immaginazione pu esser vista come
a uno stadio pi infantile come a uno stadio di maggior creativit che trova soluzioni che sfug
alla logica.[56]

Attivit mentale che comprende una serie svariata di fenomeni come ragionare, riflettere, imm
Pensiero fantasticare, prestare attenzione, ricordare, che permette di essere in comunicazione con il mo
esterno, con se stessi, e con gli altri, nonch di costruire ipotesi sul mondo e sul modo di pens

Insieme di codici che permettono di trasmettere, conservare ed elaborare informazioni tramite


Linguaggio
intersoggettivi in grado di significare altro da s.[58]

Fenomeno qualitativo della psiche che si enuncia come l'essere coscienti di se stessi, di autori
Coscienza
esser coscienti del mondo, degli altri.[59]

I processi dinamici

I processi dinamici sono quei processi mentali non riconducibili a meccanismi biologici
e a processi fisiologici, i quali sono riconducibili a una personalit integrata,
caratterizzati da una continua interazione e non sono definibili come apparati statici. [60]

I principali processi dinamici sono: il bisogno, la pulsione, l'attaccamento, l'emozione,


la motivazione, la personalit.

Processi
Definizione
dinamici

Stato di tensione pi o meno intensa dovuto alla mancanza di qualcosa che risponde o a esige
fisiologiche pi o meno evidenti o a esigenze voluttuarie divenute, per abitudine, necessarie, o
Bisogno
esigenze psicologiche avvertite come indispensabili per la realizzazione di s, o a esigenze so
apprese dall'ambiente.[61]

In ambito psicoanalitico, costituente psichica che costituisce uno stato di eccitazione che spin
Pulsione l'organismo all'attivit, geneticamente determinata ma suscettibile di essere modificata dall'es
individuale.[62]

15
Legame affettivo, particolarmente intenso, riferito o a una persona, o a una cosa, o a un ambie
Attaccamento
riconducibile al legame affettivo fra una persona (in et infantile) e sua madre.[63]

Reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno stimolo
Emozione
ambientale. La sua comparsa provoca una modificazione a livello somatico, vegetativo, psich

Fattore dinamico del comportamento animale e umano che attiva e dirige un organismo verso
Le motivazioni possono essere coscienti o inconsce, semplici o complesse, transitorie o perma
Motivazione primarie (ossia di natura fisiologica) o secondarie (ossia apprese dall'ambito socio-culturale).
sono le motivazioni superiori come le motivazioni ideali o i modelli esistenziali che l'organism
in vista della propria autorealizzazione.[65]

Nucleo irriducibile, di difficile modificazione, che rimane tale al variare delle situazioni ambi
Personalit
storiche, culturale, il quale si ritrova a interagire e a esprimersi in esse.[66]

Altri processi mentali

Processi mentali che non rientrano nella classificazione precedente perch differenti e
pi complessi sono: la sensazione, l'opinione, l'atteggiamento, il comportamento
manifesto.

Altri processi
Definizione
mentali

Elementi della conoscenza sensibile, non ulteriormente scindibili, provocati da stimoli esterni
Sensazione
sugli organi sensoriali.[67]

Conoscenza o credenza che non include alcuna garanzia di verit. Le opinioni sono credibili m
apoditticamente incontrollabili; neanche i limiti tra la certezza psicologica e la certezza ogget
Opinione
tracciabili. L'importanza del gruppo determinante per la formazione, la modificazione di una
[68]

Disposizione relativamente costante a rispondere a certi modi particolari alle situazioni del mo
Atteggiamento
quel residuo di esperienza passata che in qualche modo guida, indirizza, influenza il comporta

Comportamento Insieme stabile di azioni e reazioni di un organismo a una stimolazione proveniente dall'ambie
manifesto esterno (stimolo) o dall'interno dell'organismo stesso (motivazione).[69]

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Tipi di apprendimento[1]
Apprendimento non-associativo

L'apprendimento non-associativo fa riferimento a "un cambiamento relativamente


permanente nella forza di risposta ad un singolo stimolo successivo a esposizione
ripetuta allo stesso. Le modifiche a causa di fattori quali l'adattamento sensoriale,
l'astenia, o i traumi fisici non rientrano nell'apprendimento non associativo. " [2]

L'apprendimento non associativo pu essere diviso in assuefazione e sensibilizzazione.

Abitudine

Assuefazione un esempio di apprendimento non associativo in cui la forza o la


probabilit di una risposta diminuisce quando la risposta viene ripetuta. La risposta in
genere una risposta riflessa o incondizionata. Cos, l'assuefazione deve essere distinta
dall'estinzione, che un processo associativo. Nell'"estinzione operante" una risposta
diminuisce, perch non seguita dal premio: per esempio se un gufo impagliato (o un
predatore simile) viene messo nella gabbia di piccoli uccelli, questi inizialmente
reagiscono ad esso come se fosse un vero e proprio predatore. Presto per gli uccelli
reagiscono meno, mostrando assuefazione. Se un altro gufo impagliato introdotto (o lo
stesso rimosso e reintrodotto), gli uccelli reagiscono ad esso di nuovo come se fosse un
predatore, dimostrando che solo uno stimolo molto specifico a cui si sono abituati.
l'assuefazione stata dimostrata in tutte le specie animali, nonch sulle piante sensibili
come la Mimosa pudica[3] e il grande protozoo Stentor coeruleus.[4]

Sensibilizzazione

La sensibilizzazione un esempio di apprendimento non associativo in cui la


progressiva amplificazione della risposta segue ripetute somministrazioni di uno stesso
stimolo (Bell et al., 1995). Un esempio quotidiano di questo meccanismo la
stimolazione tonica ripetuta sui nervi periferici che si verifica se una persona si strofina
il braccio in modo continuo: dopo un po' questa stimolazione crea una sensazione di
calore che alla fine si trasforma in dolore. I presenza di dolore alla risposta sinaptica
progressivamente amplificata avverte che la stimolazione nociva.

Apprendimento attivo

L'apprendimento esperienziale pi efficiente dell'apprendimento passivo come la lettura o l'ascolto. [5]

17
L'apprendimento attivo si verifica quando una persona prende il controllo della propria
esperienza di apprendimento: dal momento che la comprensione delle informazioni
l'aspetto fondamentale dell'apprendimento, importante per gli studenti riconoscere ci
che capiscono da ci che non capiscono. L'apprendimento attivo incoraggia gli studenti
ad avere un dialogo interno in cui verbalizzare intese. Questa e altre
strategie metacognitive pu essere insegnato a un bambino nel corso del tempo. Gli studi
all'interno della metacognizione hanno dimostrato il valore di apprendimento attivo.
[6]
Inoltre, gli studenti hanno pi incentivi a imparare quando non hanno il controllo su
non solo come imparano, ma anche ci che imparano. [7]L'apprendimento attivo una
caratteristica fondamentale dell'apprendimento centrato sullo studente. Al contrario,
l'apprendimento passivo e l'istruzione diretta sono le caratteristiche di apprendimento
insegnante-centrico (o educazione tradizionale).

Apprendimento associativo

L'apprendimento associativo il processo per cui qualcuno apprende un'associazione tra


due stimoli, o un comportamento e uno stimolo. Le due forme di apprendimento
associativo sono condizionamento classico e condizionamento operante. Nel primo, uno
stimolo precedentemente neutro ripetutamente presentato insieme a un riflesso che
susciti stimoli, fino a che lo stimolo neutro provoca una risposta da solo. Nel
condizionamento operante, un certo comportamento rinforzato o punito, ci altera la
probabilit che il comportamento si ripresenter.

Condizionamento operante

Il condizionamento operante si distingue dal condizionamento pavloviano perch utilizza


il rinforzo-punizione per modificare un'associazione di azione-risultato. Al contrario, il
condizionamento pavloviano comporta il rafforzamento dell'associazione stimolo-
risultato.

Le teorie elementari di apprendimento associativo sostengono che stimoli opposti


tendono ad essere percepiti come unit separate, piuttosto che 'olisticamente' (vale a dire
come una singola unit)[8]

Il comportamentismo un movimento psicologico che cerca di alterare il


comportamento preparando l'ambiente per suscitare successivi cambiamenti e
provvedere a mantenere o diminuire un comportamento. Tuttavia, essi non negano che ci
siano processi di pensiero che interagiscono con quei comportamenti.

L'attualizzazione ritardata il processo di svalutazione dei premi in base al ritardo di


tempo in cui vengono presentati. Questo processo si pensa sia legato all'impulsivit.
L'impulsivit un processo fondamentale in molti comportamenti (come per l'abuso di
sostanze, il gioco d'azzardo patologico, il disturbo ossessivo-compulsivo etc). Prendere
decisioni una parte importante della vita di tutti i giorni; prendiamo queste decisioni
basandoci su ci che percepiamo come azioni pi importanti o meritevoli. Ci
determinato da quello che troviamo negli stimoli di maggior rinforzo, cos quando si

18
insegna a un individuo una risposta, necessario trovare il rinforzo pi potente per
quella persona. Questo pu essere un rinforzo pi grande in un momento successivo o un
pi piccolo rinforzo, ma immediato.

Condizionamento classico

Il paradigma tipico del condizionamento classico comporta ripetutamente l'abbinamento


di un stimolo incondizionato (che evoca immancabilmente una risposta riflessa) con un
altro stimolo precedentemente neutro (che normalmente non evoca la risposta). Dopo il
condizionamento, la risposta si verifica sia allo stimolo incondizionato che all'altro, lo
stimolo non correlato (ora denominato "stimolo condizionato"). La risposta allo stimolo
condizionato definita un risposta condizionata: l'esempio classico Ivan Pavlov e i suoi
cani. Pavlov aveva aggiunto ai cani del cibo a base di carne, cosa che port alla
salivazione dei cani: la carne polvere lo "stimolo incondizionato" e la salivazione la
"risposta incondizionata". Pavlov fece squillare un campanello prima di presentare il
cibo: la prima volta che Pavlov suon il campanello, allo stimolo neutro, i cani non
salivarono, ma una volta che aggiunse la polvere di carne in bocca i cani cominciarono a
salivare. Dopo numerosi abbinamenti di campana e cibo, i cani impararono che la
campana segnalava che il cibo era in arrivo, e incominciarono a salivare appena sentito il
campanello. Una volta che questo avvenne, la campana divenne lo "stimolo
condizionato" e la salivazione divenne la "risposta condizionata". Il condizionamento
classico stato dimostrato in molte specie: si visto nelle api, nel riflesso di estensione
della proboscide.[9]

Imprinting

L'imprinting un tipo di apprendimento che si verifica in una determinata fase della vita,
rapido e apparentemente indipendente dalle conseguenze del comportamento.
Nell'imprinting filiale, animali giovani, in particolare gli uccelli, formano
un'associazione con un altro individuo o in alcuni casi, un oggetto, che corrisponderebbe
a un genitore. Nel 1935, l'austriaco zoologo Konrad Lorenz scopr che certi uccelli
seguono e formano un legame se l'oggetto emette suoni.

Elementi dello sviluppo che consentono l'apprendimento


Il neonato apprende in modo inconsapevole ad adoperare il proprio corpo e il linguaggio.
L'apprendimento diventa intenzionale dal momento in cui sono disponibili:

maggiore capacit di immagazzinamento delle informazioni;

strategie di memorie sviluppate;

metacognizione, capacit di riflettere sul proprio modo di pensare ovvero


sostanzialmente autocoscienza.

19
Il condizionamento rispondente di Ivan Pavlov
Il primo approccio comportamentista di studio dell'apprendimento fu il cosiddetto
apprendimento di tipo associativo per contingenza temporale (o condizionamento
rispondente, o altrimenti detto condizionamento classico) di Ivan Pavlov. Questo
approccio, fatto proprio dal paradigmacomportamentista, studia il particolare aspetto
dell'apprendimento che riguarda gli stimoli in grado di elicitare un riflesso fisiologico.

Incuriosito dall'osservazione che i cani usati per i suoi studi sull'attivit digestiva
iniziavano a salivare anche prima di annusare l'odore del cibo (fatto strano, dato che il
cane usa l'olfatto per decidere se un oggetto commestibile e dare quindi avvio alla
salivazione e altri processi digestivi), Pavlov decide di approfondire la questione ideando
un semplice paradigma sperimentale: in associazione con il cibo e il suo odore, viene
presentato un secondo stimolo che in natura non ha niente a che vedere con la
salivazione del cane, per esempio il suono di una campanella. Quello che si osserva
che dopo ripetute presentazioni dei due stimoli associati, il cane comincia a rispondere
con la salivazione anche alla sola presenza del suono della campanella. L'apprendimento
consiste in questo caso nel fatto che il cane usa un comportamento che gi possiede
(reazione di salivazione) in risposta a uno stimolo diverso da quello programmato dalla
natura tramite evoluzione.

Attraverso questi studi, Pavlov deline una curva di apprendimento (forza del
condizionamento in asse verticale per numero di associazioni stimolo condizionato-
stimolo incondizionato in asse orizzontale) dal profilo tipico, entro la quale prima
l'apprendimento aumenta rapidamente dopo l'esposizione a poche associazioni, poi si
stabilizza, mentre le associazioni successive influiscono sempre meno (vedi la curva
della memorizzazione di Hermann Ebbinghaus).

Attraverso l'associazione di pi stimoli in sequenza possibile costruire lunghe catene di


condizionamenti rispondenti, per esempio il cane che risponde con la salivazione prima
all'odore di cibo poi alla semplice vista del cibo, poi alla vista del padrone che si
avvicina con in mano una confezione di cibo, poi alla vista del padrone che si dirige
dove conservata la confezione di cibo.

Tenendo conto che il condizionamento rispondente applicato alla risposta fisiologica di


paura molto pi efficiente rispetto ad altre risposte (meno tempo per ottenere
l'apprendimento e apprendimento molto pi resistente e di lunga durata), il
condizionamento rispondente pu essere chiamato in causa per spiegare la genesi di
alcuni particolari casi di fobia, per esempio se la fisiologica paura di un rumore
fortissimo viene associata a un animale che per caso si trovava nel campo visivo proprio
in quel momento pu ingenerarsi paura immotivata verso quell'animale, cio si apprende
per associazione a rispondere con paura ad uno stimolo che in natura non dovrebbe
provocarla.

Il condizionamento operante di Burrhus Skinner


20
Questa forma di apprendimento, insieme al condizionamento classico, rappresenta la
base dell'approccio comportamentista allo studio delle funzioni psichiche. Inoltre, questo
condizionamento detto operante perch basato su operazioni legate ai muscoli
volontari. In questo caso infatti l'apprendimento non avviene a livello di riflessi come nel
condizionamento rispondente, ma di operazioni motorie pi complesse.

Il setting di ricerca entro cui Skinner ha sviluppato questa teoria, prende il nome da
questo ricercatore, la Skinner Box. Nel suo interno c' un topo che necessita di premere
un tasto o spingere una leva per aprire una dispensa di cibo. L'animale affamato, in
condizione di alta attivazione motivazionale viene spinto alla ricerca del cibo. Nel corso
del normale comportamento esplorativo che il topo mette in atto, esso casualmente
preme la leva per arrivare al cibo, che funge da rinforzo positivo. Questo
comportamento, rinforzato, tende ad essere sempre pi frequente, fino a quando
l'animale arriva a premere direttamente la leva giusta. A questo punto l'animale ha
appreso, anche senza comprenderla, un'operazione (interazione volontaria complessa)
condizionata dal rinforzo positivo del cibo. possibile inserire in questo tipo di
sperimentazioni anche una punizione, come per esempio la scossa elettrica associata a
un'altra leva. Tuttavia, la punizione non la controparte del rinforzo ma presenta
caratteristiche peculiari: sebbene sia in grado di diminuire (o anche inibire)
temporaneamente la probabilit di un comportamento, la punizione non elimina il
comportamento dal repertorio del soggetto e non aiuta a selezionare e apprendere il
comportamento corretto. Inoltre pu dar vita a comportamenti alternativi come la
risposta di fuga e in seguito l'evitamento, oltre che a risposte emotive negative che
interferiranno coi futuri tentativi di apprendimento.

Una particolare tecnica di apprendimento, detta modellamento (in inglese shaping)


stata sviluppata a partire dal condizionamento operante di Skinner. Questa tecnica,
largamente testata sull'apprendimento dell'uomo risulta utile per modificare
gradatamente un comportamento. La prima volta viene premiato (attraverso un rinforzo
positivo) un comportamento che si avvicina gradualmente a quello che si vuole
sviluppare (anche se solo approssimativo), la seconda solo le esecuzioni che
progrediscono in una situazione pi corretta, la terza si premiano solo le prestazioni
ancora pi corrette, e cos via. importante, per sviluppare uno shaping efficace, che i
rinforzi siano continui. Sono tuttavia possibili anche rinforzi intervallati, ma essi
risultano pi utili per riapprendere comportamenti gi appresi. comunque importante
che sia premiato sempre lo stesso comportamento.

Gli studi sul modello del condizionamento operante, hanno, in estrema sintesi, portato a
postulare una serie di condizioni che rendono pi efficace l'apprendimento:

L'apprendimento pi veloce se il rinforzo segue immediatamente la prestazione


motoria.

Il rinforzo ad intervalli costruisce un apprendimento meno veloce, ma tende ad


essere pi stabile nel tempo.

21
Il rinforzo positivo, a parit di tempo, pi valido ed attivo del rinforzo negativo.

La forza del condizionamento maggiore se si alternano le sedute di


addestramento ad altre attivit.

Rinforzi incoerenti a comportamenti diversi il punto di partenza per stati di


impotenza appresi e nevrosi

vero per che trascorso del tempo in cui allo stimolo non corrisponde un rinforzo,
l'apprendimento acquisito dall'animale scompare. Ci perch nell'apprendimento
necessaria continuit, ripetitivit ed esercitazione.

L'apprendimento concettuale ed imitativo


Il focus non pi nell'apprendimento inconsapevole per prove ed errori della
tradizione comportamentista, ma nel processo di ristrutturazione cognitiva associata al
vissuto consapevole di comprensione immediata. La psicologia della Gestalt, attraverso
l'opera di Khler si occupata di questa forma di apprendimento. Wolfgang Khler,
studiando i processi di apprendimento nelle scimmie antropoidi, ha
definito Insight questa forma di comprensione immediata ed improvvisa.

Le profonde differenze con la tradizione comportamentista possono essere ricondotte a


questi punti:

1. L'importanza dell'intenzionalit nella risoluzione del problema.

2. Il riferimento ad apprendimenti concettuali e cognitivi piuttosto che di operazioni


o risposte motorie.

Il soggetto non ha proceduto per prove ed errori, non quindi una modalit di
apprendimento associativo, ma ha ristrutturato funzionalmente gli elementi del problema
trovando una precisa soluzione. L'apprendimento imitativo si pu trovare anche nei
cuccioli di animali, che, non conoscendo ancora il mondo, imitano ogni azione della
madre anche senza saperne il motivo.

Problem Solving

Il problem solving rappresenta l'approccio cognitivista allo studio dell'intelligenza, e


prende le mosse dalla teoria gestaltista dell'apprendimento concettuale.

Il problem solving un processo mentale volto a trovare un percorso che porta il


cambiamento da una situazione iniziale ad una disposizione finale. La capacit di
problem solving spesso adoperata come misura empirica dell'intelligenza. Il pensiero
logico misurato dal quoziente d'intelligenza infatti, all'interno dei processi di problem
solving, applicato alla risoluzione di uno specifico problema. Tale contestualizzazione

22
del pensiero logico porta i soggetti ad ottenere prestazioni pi elevate, e fornisce una
misura pi attendibile, anche se meno generale dell'intelligenza.

La definizione dell'intelligenza in termini di problem solving rappresenta il primo passo


compiuto dagli psicologi da una visione dell'intelligenza di tipo scolastico a concetti pi
differenziati, come per esempio intelligenza fluida-cristallizzata (Raymond Cattell), o
intelligenza logica-creativa, e recentemente i concetti di intelligenze multiple (Howard
Gardner) e intelligenza emotiva (Daniel Goleman). Max Wertheimer (1965) distingue
una intelligenza logica, esprimentesi ad esempio nel ragionamento analitico, e una
intelligenza creativa, orientata alla sintesi e alla costruzione del nuovo. La prima
orientata ai problemi convergenti, la seconda orientata alla soluzione di problemi
divergenti.

Ulric Neisser, padre dell'approccio cognitivista alla psicologia, evidenzia il problem


solving come strategia efficace di apprendimento. Neisser struttura un processo di
problem solving attraverso le seguenti fasi:

1. La prima parte comprende uno stato iniziale, ovvero una informazione incompleta
con la quale si affronta il problema, dato in termini di coordinate generali della
situazione di partenza.

2. La seconda fase consta della definizione di mete e finalit insite nel problema,
acquisizione di informazioni relativa allo stato finale da raggiungere.

3. Infine l'ultimo momento del processo di problem solving consiste nella


strutturazione di una serie di operazioni, manipolazioni dello stato iniziale, da
applicare per arrivare allo stato finale.

L'autore identifica una serie di caratteristiche del processo di problem solving


adoperabili per la strutturazione un apprendimento efficace:

Definizione delle dimensioni semantiche e concettuali per strutturare l'ambiente.

Gerarchizzazione degli schemi mentali.

Fare appello alle risorse attive del discente. Questo aspetto inoltre risulta centrale
in una formazione orientata allo sviluppo creativo di tipo andragogico.

L'approccio situato all'apprendimento


La psicologia sociale analizza i fenomeni legati all'apprendimento anche in un'ottica non
pi incentrata su un livello d'analisi individuale, ma sulle interazioni sociali. In questo
approccio il contesto sociale dove avviene l'apprendimento non pi solo un contenitore
di stimoli, risposte e processi cognitivi, ma un elemento che pervade gli individui, e ne
determina (in una maniera non meccanicistica) la condotta attraverso il linguaggio ed i
simboli che esso contiene.
23
Una teoria volta all'analisi dello sviluppo dell'apprendimento che mette in primo piano il
linguaggio data dall'opera di Lev Vygotskij. Questo autore definiva il linguaggio come
vettore chiave della costruzione delle capacit personali, che attraverso di esso si
manifestavano prima nel contesto sociale. Attraverso il concetto di "zona di sviluppo
prossimale" Vygotskij postulava come tali capacit si manifestassero in duplice entit: in
un primo momento nel contesto sociale entro cui l'individuo era inserito, in un secondo
momento, una volta interiorizzata questa capacit attraverso la comunicazione, come
capacit personali. Secondo questo autore allora il linguaggio rappresenta il vettore
chiave dello sviluppo delle capacit dei singoli individui. A partire dalle teorizzazioni di
Vygotskij, si sviluppato un approccio situato allo studio della comunicazione e del
linguaggio che non trascende l'individuo dalle dinamiche sociali in cui inserito,
dinamiche apprese e agite attraverso il medium fondamentale dell'apprendimento che il
linguaggio stesso. I punti fondamentali della riflessione di Vygotskij sul linguaggio
possono essere cos sintetizzati:

1. Priorit dell'azione sulla cognizione.

2. Linguaggio come mediatore centrale del passaggio all'azione dalla cognizione.

3. Comunicazione verbale tra il bambino e l'adulto (momento interpsichico) il


momento che precede la comunicazione intrapsichica del bambino (momento
intrapsichico).

4. Questi contesti e queste pratiche discorsive sono sempre situate in un dato


contesto sociale e culturale.

Per rielaborare questo approccio situato all'apprendimento, Jean Lave ne identifica tre
pilastri fondamentali:

l'attenzione per gli aspetti storici della realt sociale.

la cultura locale come elemento mediatore.

l'importanza delle pratiche e delle attivit nella comunicazione e


nell'apprendimento.

Da queste dimensionalit emerge uno studio situato dell'apprendimento non pi


incentrato sulle caratteristiche personali che ne favoriscono o meno lo sviluppo, ma, in
una prospettiva sociale, incentrata totalmente sulle dinamiche di interazione che si
sviluppano attraverso il linguaggio stesso. Il linguaggio diviene allora, oltre che il
principale oggetto di studio delle pratiche di sviluppo e trasmissione della conoscenza,
anche la metodologia principale adottata. Emerge una psicologia sociale discorsiva che
identifica nella metodologie etnografiche e nell'analisi del discorso le basi su cui
costruire ricerche sui processi di comunicazione e di apprendimento.

La teoria dell'apprendimento sociale


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La teoria dell'apprendimento sociale, sviluppata da Albert Bandura (1971), ipotizza
l'apprendere attraverso l'imitazione e la riproduzione. Questo tipo di apprendimento,
presente anche negli animali, si verifica attraverso una serie di condizioni:

L'attenzione dell'osservatore rivolta verso il modello. Tale attenzione, anche se


non rinforzata o premiata, risulta tanto pi intensa quanto pi il modello simile
all'osservatore, o da lui apprezzato e ammirato.

L'osservatore coglie il comportamento osservato come valido da apprendere (cio


utile per ottenere vantaggi/benefici o per sventare rischi o pericoli).

L'osservatore non giudica la prestazione comportamentale al fuori della sua


portata.

Quando si ricreano situazioni simili, l'osservatore mostrer la capacit di ricordare


e richiamare il comportamento esibito dal modello anche a distanza di tempo.

Questa forma di apprendimento, detto vicario (in quanto gli effetti si producono
nell'osservatore invece che nel modello che sperimenta direttamente le contingenze
ambientali), incentrato sul processo di imitazione che intercorre tra osservatore ed
osservato. Questa teoria, diversamente dal condizionamento operante di Skinner, elabora
un concetto di modellamento, in inglese "modeling". Il concetto di modellamento di
Albert Bandura, radicalmente nuovo, stato adottato come un vero e proprio paradigma
di studio dell'apprendimento, detto anche "apprendimento osservativo", in quanto
sufficiente l'osservazione di un modello che esegue il comportamento desiderato, da
parte del soggetto, per facilitare l'esecuzione del comportamento stesso, ivi incluse le
reazioni emozionali. Si distingue dalla tecnica dello "shaping" elaborata sulla base della
teoria del condizionamento rispondente, poich Bandura si concentra sui processi di
imitazione tra osservatore ed osservato. Questo processo di identificazione legato
anche ad aspetti cognitivo-affettivi, e si ritrova spesso in condotte di identificazione che
le persone adottano in determinati ruoli o personaggi sociali.

Bandura, negli esiti pi recenti della sua teoria, attraverso la definizione del concetto
di autoefficacia percepita ha segnato il passaggio dalla teoria dell'apprendimento
sociale alla teoria sociale cognitiva, ponendo l'accento sui fattori interni dell'individuo
(cognizioni, emozioni, rappresentazioni, valutazioni), oltre che gli stimoli esterni, come
concause della condotta. In particolare le convinzioni riguardo alla propria efficacia
personale costituiscono uno degli aspetti principali per sviluppare situazioni di
apprendimento. Bandura identifica quattro fonti di informazioni principali per la
costruzione dell'efficacia:

1. Le esperienze comportamentali dirette di gestione efficace, che hanno la funzione


di indicatori di capacit.

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2. Le esperienze vicarie e di modellamento, che alterano le convinzioni di efficacia
attraverso la trasmissione di competenze e il confronto con le prestazioni ottenute
dalle altre persone.

3. La persuasione verbale ed altri tipi di influenza sociale, che infondono e


costituiscono la possibilit di possedere competenze da sperimentare.

4. Gli stati fisiologici ed affettivi, in base ai quali le persone giudicano la loro forza,
vulnerabilit, reattivit al disfunzionamento.

Ogni mezzo di influenza, sia esso sociale, cognitivo o affettivo, a seconda della sua
natura, pu operare attraverso una o pi di questi canali di informazione e costruzione
dell'efficacia.

I metodi e le finalit d'indagine dell'apprendimento


Le metodologie fondamentali per lo studio dell'apprendimento, nei nuclei teorici
proposti, fanno riferimento alla sperimentazione in laboratorio. possibile studiare
invece le modalit di apprendimento legate alla ristrutturazione cognitiva, e nei suoi
sviluppi in chiave cognitivista, legati al problem solving, anche mediante metodologie
sul campo, attraverso studi di tipo correlazionale. Le applicazioni degli studi
sull'apprendimento sono innumerevoli nel campo dell'educazione, sia nell'ambito
del'istruzione programmata, sia nel campo della formazione per adulti. Operativamente,
in questo campo, le teorie sull'apprendimento permettono di costruire un processo
funzionale (per il target per cui progettato) all'atto dell'apprendere, fornendo
indicazioni sullo sviluppo dell'evento formativo stesso. Un esempio di applicazione della
teoria nella pratica pu essere rappresentato dalla definizione di un evento formativo in
base alle condizioni di sviluppo dell'autoefficacia percepita definite da Albert Bandura:
le esperienze dirette, le esperienze di modellamento, la persuasione da parte degli altri
significativi e gli stati fisiologici ed affettivi. Un processo efficace di apprendimento
potr allora contenere tutte queste leve, mettendo l'accento su l'una o l'altra a seconda del
contenuto, della capacit operativa, della capacit di gestione emotiva, della competenza
(etc..) da apprendere.

Le teorie sull'apprendimento rappresentano inoltre un valido strumento nel campo


della psicologia clinica. L'approccio comportamentista, per esempio, adotta un processo
di intervento costruito sui principi del condizionamento classico, per intervenire
sulle fobie.

Il livello di analisi dell'apprendimento, oltre che individuale, pu essere anche collettivo,


od organizzativo. Sempre pi contributi si concentrano infatti sui processi
di apprendimento organizzativo, creando e distribuendo sapere al loro interno. In
quest'ottica i contributi sull'apprendimento organizzativo evidenziano, con sempre
maggiore importanza, l'interconnessione tra i processi individuali e collettivi.

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Condizionamento operante .

Quello di condizionamento operante uno dei concetti fondamentali


del comportamentismo. Il condizionamento operante una procedura generale di modifica
del comportamento di un organismo, ossia una modalit attraverso la quale l'organismo
"apprende".

Condizionamento classico e condizionamento operante


Il condizionamento operante opera secondo lo schema dell' habit loop: i comportamenti
appresi modificano l'ambiente e sono "mantenuti vivi" dalle risposte che essi ricevono; I
comportamenti appresi tramite condizionamento classico, invece, sono relativi ai riflessi,
i quali sono sollecitati dagli stimoli che li precedono; Quindi i comportamenti appresi col
condizionamento classico non sono "mantenuti" dalle risposte, ma dagli stimoli che essi
ricevono.[1]

Storia
Il ricercatore che ha evidenziato per primo i processi del condizionamento operante
stato Jerzy Konorski, successivamente e indipendentementeBurrhus Skinner, basandosi
sugli studi del condizionamento classico di Ivan Pavlov. Skinner ha evidenziato
chiaramente come l'apprendimento non debba necessariamente avvenire seguendo una
curva graduale, una learning curve secondo il paradigma dei tentativi ed errori descritto
da Edward Lee Thorndike. Il perfezionamento della procedura e dell'apparato sperimentale,
la Skinner Box da parte dello stesso Skinner, ha permesso di evidenziare e quantificare la
relazione tra variabili indipendenti (stimolo discriminante e stimolo rinforzatore) con la
variabile dipendente (frequenza delle risposte comportamentali) evitando l'interferenza
di altre variabili "di disturbo" che avevano influito nelle relazioni emergenti dagli
apparati sperimentali preparati da Thorndike. L'apprendimento in una contingenza a tre
termini (stimolo discriminante, risposta comportamentale e stimolo rinforzatore) avviene
a seguito dell'emissione di una singola risposta, in una maniera che pu essere descritta
come discreta o tutto o nulla. Le tecnologie di insegnamento, in una prospettiva coerente
con B. F. Skinner e Murray Sidman, non prevedono quindi che la persona debba passare
attraverso una fase di errori per apprendere un qualcosa. Gli errori possono essere evitati,
e con essi una serie di effetti collaterali della punizione, se la tecnologia di insegnamento
progettata in base allo shaping sia delle risposte comportamentali che degli stimoli
discriminanti (response shaping e stimulus shaping) secondo il paradigma noto
come errorless learning.

Descrizione
Analogamente al ciclo dell'abitudine, suo meccanismo di base (seppur scoperto solo negli
anni novanta), composto dalle tre fasi segnale-routine-gratificazione, le tre unit
funzionali del condizionamento operante sono:
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uno stimolo discriminativo (contesto) - SD

una risposta da parte di un organismo (comportamento) - R

uno stimolo che fa seguito alla risposta (rinforzo) - S+

Si noti che i termini stimolo e risposta possono essere intesi come insiemi di stimoli e di
risposte, secondo una scala la cui complessit varia in funzione dell'organismo e del tipo
di comportamento studiato.

Quella sopra descritta si definisce "contingenza di rinforzamento" ed l'unit minima


per lo studio del comportamento operante (o comportamento volontario, contrapposto al
comportamento riflesso studiato da Pavlov). Ci significa che i termini utilizzati nella
sua definizione non hanno un significato indipendente.

La contingenza di rinforzo viene spesso schematizzata nel seguente modo:

SD

R --> S+

A seguito della predisposizione di una tale contingenza di rinforzamento si osserva che,


quando in un certo contesto (ossia in presenza di certi stimoli discriminativi - SD) la
risposta dell'organismo (comportamento - R) seguita da uno stimolo rinforzante
(rinforzatore - S+) si ha come risultato un aumento della probabilit che, in presenza dello
stesso contesto, il soggetto emetta la stessa risposta.

Il condizionamento operante quindi la base del processo di apprendimento e di


adattamento all'ambiente degli organismi viventi. In senso darwiniano, il comportamento
operante viene selezionato dalle sue conseguenze, consentendo l'adattamento
all'ambiente. Nella visione di Skinner il parallelismo con il meccanismo evolutivo
estremamente chiaro: cos come gli organismi sono selezionati dalla loro capacit di
adattarsi all'ambiente attraverso la riproduzione, cos i comportamenti degli organismi
sono selezionati dalla loro capacit di adattarsi all'ambiente attraverso le loro
conseguenze.

Estinzione Operante

Per ridurre la frequenza di un comportamento si usa il processo inverso: l'estinzione. In


presenza di un determinato contesto all'emissione della risposta non far seguito lo
stimolo rinforzante. Ci fa s che la probabilit di emissione del comportamento
diminuisca. Si noti che il processo di estinzione richiede la presenza di una fase in cui il
comportamento la cui frequenza si vuole ridurre o annullare viene emesso. In altri
termini, non possibile estinguere un comportamento che non viene emesso.

Si noti la differenza radicale con il concetto di punizione che prevede, a seguito di un


certo comportamento, l'emissione di uno stimolo avversivo (doloroso, spiacevole). Tale
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procedura ha l'effetto immediato di ridurre la frequenza del comportamento punito, ma
non quella di estinguerlo: il comportamento rimarr presente nel repertorio
comportamentale del soggetto. La riduzione della frequenza del comportamento stesso
verr meno con il venire meno della punizione.

Differenza con il condizionamento classico


Nella concezione di Skinner il condizionamento operante si contrappone al
condizionamento rispondente (chiamato anche condizionamento classico o riflesso
condizionato) di Ivan Pavlov sulla base della procedura seguita per effettuare il
condizionamento e sulla base delle caratteristiche del comportamento che viene
condizionato.

Differenze procedurali

Per quanto riguarda la procedura seguita, osserviamo che il condizionamento classico


parte dall'esistenza di uno stimolo che produce un riflesso incondizionato e, attraverso la
associazione di questo stimolo con uno stimolo neutro, trasferisce la capacit
di elicitare la risposta allo stimolo neutro che diventa in questo modo uno stimolo
condizionato che provoca un riflesso condizionato.

Il paradigma quindi del tipo Stimolo - Risposta.

Esempio di procedura di condizionamento classico Il noto esperimento di Pavlov


prevedeva che venisse somministrato del cibo ad un cane. La vista del cibo produceva
salivazione da parte del cane. Abbiamo quindi uno stimolo che produce un riflesso
incondizionato sulla base di una relazione fisiologica. Associando ripetutamente il suono
di un campanello (uno stimolo neutro, nel senso che non produce nessuna reazione
fisiologica) alla presentazione del cibo si ottiene che il cane saliver anche al solo suono
del campanello. Il campanello stesso diventa uno stimolo condizionato che produce
un riflesso condizionato (la salivazione).

Nel caso del condizionamento operante si parte da un repertorio comportamentale di


base; in presenza di un certo contesto una determinata risposta seguita da uno stimolo
rinforzante. Ci fa aumentare la probabilit di emissione di quella risposta, in quel
contesto.

Il paradigma quindi del tipo Risposta - stimolo.

Esempio di procedura di condizionamento operante In una skinner-box a un piccione o a


un ratto viene somministrato del cibo quando preme una levetta. Inizialmente il
comportamento di pressione della levetta (R) ha una probabilit di emissione bassa, ma a
seguito della somministrazione del cibo (S+) tale probabilit cresce rapidamente. Se la
pressione della levetta porta alla somministrazione del cibo solo in presenza di una luce
accesa (SD), la probabilit di emissione di tale risposta sar alta in presenza della luce e
pi bassa in sua assenza. Si noti che l'accensione della luce rende pi probabile

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l'emissione della risposta di pressione della levetta. Potrebbe sembrare una struttura
comportamentale simile a quella del riflesso condizionato, ma non cos. Si tratta di un
modo di controllare il comportamento diverso da quello legato al condizionamento
rispondente: la luce non provoca un riflesso, rende pi probabile una risposta.
Differenze relative al comportamento

Dal punto di vista delle caratteristiche funzionali e topologiche, il comportamento


operante si distingue dal comportamento rispondente o comportamento riflesso per:

Strumentalit

Il comportamento operante agisce sull'ambiente, modificandolo, mentre il


comportamento rispondente consiste in una reazione dell'organismo (lacrimazione ecc.)
che non modifica l'ambiente.

Controllo

Il comportamento operante viene controllato dall'ambiente nel senso che determinati


stimoli discriminanti aumentano la probabilit di emissione di una certa risposta; il
comportamento rispondente viene provocato direttamente da certi stimoli.

Recupero spontaneo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il recupero spontaneo legato al fenomeno di apprendimento e di memoria che stato


descritto per primo da Pavlov nei suoi studi sul condizionamento classico. In tale
contesto, si riferisce al riemergere di una risposta condizionata in precedenza spenta
dopo un ritardo. Il recupero di comportamenti appresi pu essere osservato all'interno di
una variet di campi tra cui ad esempio il recupero dei ricordi persi.

Condizionamento classico
Il recupero spontaneo associato con il processo di apprendimento chiamato
condizionamento classico, in cui una mente impara ad associare uno stimolo neutro con
uno stimolo che produce una risposta incondizionata, tale che lo stimolo
precedentemente neutro viene a produrre una propria risposta, spesso identiche allo
stimolo incondizionato precedentemente prodotto. Anche se i principi di
condizionamento classico erano stati individuati da molti studiosi occidentali tra fine
XIX secolo e per tutto il XX secolo, la scoperta del condizionamento classico
storicamente attribuita ad Ivan Pavlov, fisiologo del XIX secolo che ha scoperto il
condizionamento classico mentre conduceva ricerche sulla digestione canina. [1]

Per studiare la digestione, Pavlov ha mostrato vari tipi di cibo ai cani per misurare la loro
risposta salivare naturale. Attraverso questo processo, Pavlov ha notato che con ripetuti
test, i cani hanno cominciato a salivare prima che il cibo stato presentato, come ad
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esempio quando hanno sentito le orme dello sperimentatore si avvicina. Il team di
ricerca di Pavlov ha studiato rigorosamente questo processo per decenni, e questo tipo di
associazione di apprendimento stato chiamato condizionamento classico o
pavloviano. [1]

Durante l'esecuzione di una serie di studi di follow-up su questo


fenomeno, Pavlov ha scoperto che quando una risposta salivare
condizionata stata estinta, la risposta ne guadagna di intensit dopo
un periodo di circa venti minuti. Pavlov chiam questa scoperta come
Recupero Spontaneo. Anche se il recupero spontaneo aumenta
gradualmente con il tempo dopo che una risposta condizionata si
spenta, le risposte condizionate in genere non possono tornare alla
forza originaria. Inoltre con cicli di recupero / estinzione ripetuti, la
risposta condizionata tende ad essere meno intensa dopo ogni periodo
di recupero. Il recupero avviene anche se non c' stata alcuna
associazione aggiuntiva tra lo stimolo condizionato e lo stimolo
incondizionato: la capacit dello stimolo condizionato viene indebolita
ma non del tutto eliminata.

Differenze procedurali

Per quanto riguarda la procedura seguita, osserviamo che il condizionamento classico


parte dall'esistenza di uno stimolo che produce un riflesso incondizionato e, attraverso la
associazione di questo stimolo con uno stimolo neutro, trasferisce la capacit
di elicitare la risposta allo stimolo neutro che diventa in questo modo uno stimolo
condizionato che provoca un riflesso condizionato.

Il paradigma quindi del tipo Stimolo - Risposta.

Esempio di procedura di condizionamento classico Il noto esperimento di Pavlov


prevedeva che venisse somministrato del cibo ad un cane. La vista del cibo produceva
salivazione da parte del cane. Abbiamo quindi uno stimolo che produce un riflesso
incondizionato sulla base di una relazione fisiologica. Associando ripetutamente il suono
di un campanello (uno stimolo neutro, nel senso che non produce nessuna reazione
fisiologica) alla presentazione del cibo si ottiene che il cane saliver anche al solo suono
del campanello. Il campanello stesso diventa uno stimolo condizionato che produce
un riflesso condizionato (la salivazione).

Nel caso del condizionamento operante si parte da un repertorio comportamentale di


base; in presenza di un certo contesto una determinata risposta seguita da uno stimolo
rinforzante. Ci fa aumentare la probabilit di emissione di quella risposta, in quel
contesto.

Il paradigma quindi del tipo Risposta - stimolo.

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Esempio di procedura di condizionamento operante In una skinner-box a un piccione o a
un ratto viene somministrato del cibo quando preme una levetta. Inizialmente il
comportamento di pressione della levetta (R) ha una probabilit di emissione bassa, ma a
seguito della somministrazione del cibo (S+) tale probabilit cresce rapidamente. Se la
pressione della levetta porta alla somministrazione del cibo solo in presenza di una luce
accesa (SD), la probabilit di emissione di tale risposta sar alta in presenza della luce e
pi bassa in sua assenza. Si noti che l'accensione della luce rende pi probabile
l'emissione della risposta di pressione della levetta. Potrebbe sembrare una struttura
comportamentale simile a quella del riflesso condizionato, ma non cos. Si tratta di un
modo di controllare il comportamento diverso da quello legato al condizionamento
rispondente: la luce non provoca un riflesso, rende pi probabile una risposta.

Differenze relative al comportamento

Dal punto di vista delle caratteristiche funzionali e topologiche, il comportamento


operante si distingue dal comportamento rispondente o comportamento riflesso per:

Strumentalit

Il comportamento operante agisce sull'ambiente, modificandolo, mentre il


comportamento rispondente consiste in una reazione dell'organismo (lacrimazione ecc.)
che non modifica l'ambiente.

Controllo

Il comportamento operante viene controllato dall'ambiente nel senso che determinati


stimoli discriminanti aumentano la probabilit di emissione di una certa risposta; il
comportamento rispondente viene provocato direttamente da certi stimoli.

Condizionamento operante

Il paradigma del condizionamento operante diventato uno schema fondamentale


in psicologia e fisiologia per studiare anche altre variabili ad esempio, (il farmaco x ha
effetti collaterali sul comportamento?), ma diventato una chiave di volta per spiegare
apprendimenti complessi che apparivano inesplicabili sulla base del condizionamento
classico. Quest'ultimo infatti si fondava sulla esistenza di reazioni incondizionate e sulla
formazione di condizionamenti di second'ordine (la campanella associata al cibo provoca
la salivazione, a sua volta il battito d'un metronomo associato alla campanella provoca la
salivazione) e quindi di ordine successivo. chiaro invece che il condizionamento
operante si applica a qualsiasi tipo di risposta perch ciascuno di essi pu essere seguito
da rinforzo. A tutt'oggi il condizionamento operante di importanza capitale in molti
esperimenti di neurologia, psicologia, etologia, e pi in generale in tutte le neuroscienze
comportamentali.

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