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AFFETTIVIT

La mostra del bello

L'uomo e Dio nell'arte

I diversi linguaggi artistici pittura, scultura, illustrazione, fotografia,


grafica- sono da sempre affascinati dall'Invisibile, da ci che sfugge ad una
umana interpretazione sensoriale.

Creazione di Adamo, cappella Sistina. Michelangelo Buonarroti, 1511.

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto,
dalla condizione servile: non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo
n immagine alcuna di quanto lass nel cielo, n di quanto quaggi sulla
terra, n di quanto nelle acque sottoterra" (Es 20, 2-4).

La rappresentazione di Dio inizia con il cristianesimo: Dio, che in Ges si


fatto carne, ha introdotto la corporalit dell'uomo nella realt divina. Grazie
a ci possiamo immaginarlo anche fisicamente. In Ges Dio ha una vicenda umana
che pu essere narrata:
nel Medioevo che l'arte assolve al nobile compito di rendere comprensibile - ad
un pubblico per la maggior parte analfabeta - i contenuti della Bibbia svolgendo
cos la sua missione catechetica. L'arte sacra diventa una storia per immagini.
Nell'arte contemporanea la figura di Dio per non pi soggetto artistico ma
continua ad esserlo Ges Cristo il quale con la sua morte in croce rimane un
simbolo universale di dolore e di sofferenza, anche per chi non cristiano.

MARC CHAGALL
Tra coloro i quali hanno pi a lungo cercato di interpretare il rapporto tra
uomo e Dio vi Marc Chagall. Non si pu comprendere a pieno la sua arte senza
tener conto di questa ricerca, la quale esprime il desiderio spontaneo di
comprendere quel mistero che Dio rappresenta. Il mistero non da intendere come
attrazione verso l'ignoto ma intuizione della profondit dello spirito: Tutto
il nostro mondo interiore realt, forse ancora pi reale del mondo
apparente, diceva Chagall. Fonte inesauribile, dalla quale attinge per la sua
vita prima ancora che per la sua arte, la Bibbia: Mi sono riferito a quel
grande libro universale che la Bibbia. Fin dallinfanzia, mi ha riempito di
visioni sul destino del mondo e mi ha ispirato nel mio lavoro. Nei momenti di
dubbio, la sua grandezza e la sua saggezza altamente poetiche mi hanno quietato.
Essa per me come una seconda natura. Nella sua lunghissima esistenza,
Chagall rappresenta spesso la figura di Cristo crocifisso. Ci fa pensare che il
pittore veda nella sua morte il dolore umano ma anche la risposta cristiana al
tema della sofferenza: Deus caritas est, un messaggio d'amore che si fa
portatore della Salvezza, dono destinato a tutti.

La Crocifissione bianca, Marc Chagall 1938


Nella sfera del Sacro, l'artista chiamato a scommettere sull'arte, sulla
religione, su Cristo.
il suo volto che l'uomo cerca. L'incarnazione di Ges, il suo essersi fatto
uomo, apre la strada alla comprensione di un Dio che viene conosciuto nella sua
dimensione terrena di padre. Un Dio che diventa per questo rappresentabile
(vedi La creazione di Adamo, Michelangelo Buonarroti).
privilegio dell'uomo infatti poter conoscere, ricevere la Rivelazione, e
l'arte nel suo manifestarsi - l'ombra di Dio sulla terra. (Antonio
Paolucci direttore Musei Vaticani).

Piet, Vincent Van Gogh 1890

MICHELANGELO MERISI detto il CARAVAGGIO


Citando ci che nel 1582 l'allora vescovo di Bologna, il Cardinale Gabriele
Paleotti, si augurava: le immagini sacre dovrebbero saper commuovere e
coinvolgere il fedele, anche turbandolo o scandalizzandolo. ci che fa proprio
Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. L'arte deve poter parlare agli uomini
e alle donne del suo tempo.
La vocazione di San Matteo, Caravaggio 1599-1600

PABLO PICASSO
La scelta del tema da parte dell'artista spagnolo non da ricondurre ad intenti
religiosi ma alla volont di trasmettere il dolore e l'angoscia dell'evento; pur
non intendendo in senso stretto la morte di Cristo ad esso che volge lo
sguardo quando deve raffigurare la sofferenza dell'uomo e il dolore di chi
resta.

Crocifissione, Pablo Picasso 1896-97 Crocifissione, Pablo Picasso 1930