Sei sulla pagina 1di 5

Saggio breve Modulo 1 - Disabilit sensoriali, visive, uditive e motorie

Errore e valore formativo della sua correzione/con-divisione

Nel presente saggio intendiamo analizzare alcuni aspetti dellerrore e della sua correzione
nellapprendimento di una lingua straniera (LS) o lingua seconda (L2). Ci soffermeremo sulluso
formativo dellerrore ed illustreremo come la correzione di gruppo e il peer tutoring contribuiscano
a mantenere basso il livello di filtro affettivo, soprattutto in soggetti con disabilit o BES,
conferendo in tal modo alla correzione dellerrore lo status di opportunit di apprendimento.
La didattica tradizionale interpreta lerrore come mancanza, seguendo la logica incrementalista del
modello-scarto. Secondo tale prospettiva lerrore dellallievo sta ad indicare ci che lallievo ancora
non /ha. E tuttavia ben nota la differenza che nel mondo anglosassone (Corder, 1967) intercorre
tra error e mistake. Si definisce error un segmento linguistico che non si conosce; si definisce
mistake un input linguistico che non ancora diventato intake, ovvero acquisito come struttura
profonda e perci manipolabile correttamente nelle sue diverse forme. E perci inaccurato
considerare lerrore come unentit uniforme e afferente unicamente ad una determinata causa. Le
cause dellerrore nellapprendimento di una lingua straniera sono in effetti molteplici. Esso
rappresenta uno step inevitabile di ogni processo di apprendimento: il dilemma sta nel considerarlo
un problema o un fattore naturale ed importante dellapprendimento.
Un ruolo fondamentale nella produzione di errori da attribuire allinfluenza lingua madre. Alcuni
errori (errors) sono infatti causati dallinterferenza della lingua madre con la lingua straniera, con
effetti sul lessico, sulla fonetica e sulle strutture grammaticali della LS. Gli errori sono perci
rappresentazioni sistematiche dello sviluppo della lingua straniera e possono aiutare gli insegnanti
(e gli studenti) a capire in quale punto dellapprendimento si arrivati e quali progressi sono stati
effettuati.
Diversamente il mistake non significativo nel processo di apprendimento. Esso potrebbe infatti
essere tradotto in italiano con il termine svista: il discente conosce la forma corretta ma non riesce
ad utilizzarla. Il mistake pu essere infatti il pi delle volte corretto dallo stesso studente senza
laiuto del docente. Risulta tuttavia difficile capire quale sia la linea di demarcazione tra error e
mistake, e quindi capire quando effettuare correzioni e quando non effettuarle. Nei diversi approcci
di insegnamento/apprendimento di una lingua straniera si infatti attribuito un diverso valore alla
correzione dellerrore. Il Natural Approach di Krashen, ad esempio, considerava la correzione
degli errori non necessaria, vertendo sulla produzione spontanea di lingua in un ambiente
dapprendimento positivo, che si avvicina allambiente linguistico-produttivo della lingua madre; il
metodo Audio Orale, al contrario, attribuiva grande importanza alla correzione di ogni singolo
errore, vertendo soprattutto sulla correttezza formale della lingua. Si profilano dunque alcune
domande imprescindibili che linsegnante di una lingua straniera deve porsi: 1) Gli errori devono
essere corretti? 2) Se s, quando? 3) Quali errori devono essere corretti? 4) Come? 5) Da chi?
Cercheremo di rispondere a tali domande ed illustreremo luso formativo dellerrore.
Come precedentemente affermato, gli errori non sono tutti dello stesso tipo. Essi vanno certamente
corretti, ma con ponderatezza e metodologia didattico-pedagogica. La varia natura dellerrore
(interferenza con la lingua madre, interferenza con altre lingue straniere conosciute, non adeguata
esposizione allinput linguistico, ecc.) richiede diverse tipologie di correzione. Linsegnante deve
chiedersi prima di tutto qual lo scopo dellattivit che sta svolgendo: se ci si concentra
sullaccuratezza della lingua, la correzione certamente indispensabile in quanto il focus ruota
attorno alle strutture linguistiche; se ci si concentra sulla fluency, continue interruzioni
risulterebbero ovviamente inopportune, inibendo in tal maniera la produzione linguistica spontanea.
Bisogna perci sapere quando correggere, a seconda che lattivit verta sullaccuratezza o sulla
fluency: immediatamente dopo lerrore qualora si voglia sviluppare la correttezza formale; dopo
qualche minuto, alla fine dellattivit, nella lezione successiva, mai qualora si voglia sviluppare la
fluency.
Passiamo ora ad analizzare due fattori strettamente legati nella correzione: come e chi. La
didattica tradizionale vuole che sia linsegnante a correggere immediatamente lerrore: ci insito
nei presupposti ontologici del processo di insegnamento-apprendimento. Tuttavia altre possibilit di
correzione dellerrore meno invadenti si sono profilate nei diversi approcci e metodologie di studio
della lingua straniera dopo il periodo strutturalista. Il fatto stesso di indicare che un errore stato
commesso rappresenta un fattore molto importante nella correzione: usare un tono perentorio non
apporta benefici ai fini dellapprendimento in quanto si causa linnalzamento del di filtro affettivo e
si contribuisce alla stigmatizzazione negativa dellerrore. Aggrottare le ciglia, ripetere la frase sino
alla parola pronunciata correttamente, sottolineare lerrore con una diversa intonazione, scrivere la
frase alla lavagna per una discussione di gruppo costituiscono altri metodi per sottolineare lerrore e
ragionarci su in un clima sereno. Rispondendo al quesito del chi deve correggere lerrore si
presentano vari scenari: correzione alunno-docente, autocorrezione, correzione in piccoli gruppi,
correzione studente-studente, correzione con lintero gruppo classe, correzione con il libro di testo o
altre risorse.
La correzione alunno-docente, come gi accennato, il metodo tradizionale di correzione, per cui il
docente, elevato a status di guida onnisciente, apporta le dovute correzioni allallievo.
Lautocorrezione lo stato ideale di correzione, in quanto lo studente percepisce di aver fatto un
errore (o meglio, mistake) e si auto-corregge, mostrando cos di possedere la giusta conoscenza del
segmento linguistico e di essere capace di auto-correggersi qualora commette un errore. A volte,
tuttavia, i discenti non si accorgono di aver commesso errors o mistakes elinsegnante deve quindi
intervenire per stimolare lautocorrezione, auspicabilmente utilizzando il linguaggio non verbale
(aggrottamento delle ciglia, lievi smorfie facciali).
La correzione in piccoli gruppi presenta diversi vantaggi: essendo essa apportata da pari, viene
percepita come meno perentoria, come un consiglio da parte di un amico, riducendo enormemente il
filtro affettivo, ma non per questo impedendo di raggiungere uno stesso obiettivo. Tale correzione si
rivela efficace quando uno studente non sempre percepisce i propri errori e linsegnante non vuole
interrompere continuamente il flusso del parlato. Durante lattivit di speaking (o anche writing), i
membri del gruppo (possibilmente non pi di cinque affinch chi commette lerrore non si senta
troppo esposto) lavorano insieme per aiutarsi vicendevolmente. Il gruppo, preferibilmente
posizionato a forma di cerchio, apre una vera e propria sessione di lavoro in cui ogni studente
contribuisce alla caccia allerrore e dove si effettua una correzione a catena. Se A commette un
errore, chiede aiuto a B, il quale a sua volta chiede un feedback a C, e via discorrendo. E
fondamentale che linsegnante sottolinei limportanza del mutuo aiuto e della costruzione di
significato attraverso un apprendimento cooperativo tra pari, dove ogni componente deve provare
un senso di responsabilit verso gli altri e dove il senso del gruppo prevale sullindividualit dellio.
Alla fine, dopo aver raccolto e discusso tutti gli errori, i singoli gruppi espongono gli errori al resto
della classe, aprendo un momento di confronto con gli altri gruppi di lavoro e con linsegnante
stesso e riflettendo sullerrore in maniera profonda. In definitiva gli aspetti positivi di tale tecnica
sono lavvaloramento del lavoro di gruppo, il peer-tutoring (per il quale gli studenti pi forti
aiutano quelli pi deboli), la centralit del discente e lopportunit di un prolungato student
talking time.
La correzione studente-studente non molto differente da quella in piccoli gruppi e presenta pi o
meno gli stessi vantaggi. Un esempio di attivit da proporre agli studenti consiste nella correzione
di un testo, con errori immessi dal docente di proposito, che i due studenti dovranno identificare e
correggere. Si corre tuttavia il rischio che gli studenti correggano elementi linguistici corretti o che
non identifichino qualche errore. Tale ostacolo non presente nella correzione in piccoli gruppi in
quanto tutti i componenti beneficiano di pi di una conoscenza sullargomento.
La correzione con lintero gruppo classe avviene invece sotto la supervisione del docente. Gli
studenti collaborano allindividuazione dellerrore, ma non si viene a creare quellambiente di
apprendimento cooperativo dove linterdipendenza tra i componenti e la responsabilit individuale e
di gruppo contribuiscono a creare un clima di apprendimento sereno e mutualmente costruttivo.
La correzione con il libro di testo si rivela non molto motivante per il discente e strettamente
individualistica.
Riteniamo quindi che la correzione in piccoli gruppi sia, tra quelli presentati in questo saggio, uno
dei metodi pi proficui di correzione per tre aspetti: 1) dal punto di vista della motivazione si
presenta come unattivit diversa, ove ogni discente si sente responsabile delloperato del suo
pari; 2) dal punto di vista del filtro affettivo tale metodo riesce a mantenere bassi i fattori ansiogeni
contribuendo alla produzione spontanea della lingua straniera e allo sviluppo della competenza
metalinguistica; 3) dal punto di vista delle abilit sociali esso rappresenta unopportunit attraverso
la quale lerrore diventa formativo: la correzione apportata da un pari si profila come aiuto
spontaneo e motivo di creazione di un clima sereno di apprendimento cooperativo in cui si impara a
con-dividere i propri errori e da questi estrapolare soluzioni/correzioni anchesse condivise.
Bibliografia
Corder, S. (1967) The Significance of Learners Errors. International Review of Applied
Linguistics.
Scrivener, J. (2005) Learning Teaching, London: Mc Millan, p. 301.