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Lamministrazione Statale

Sono due formule organizzative attraverso cui pu essere organizzato un ente: decentrata, con lattribuzione
di poteri decisionali non solo agli uffici centrali ma anche a quelli periferici o attraverso la formula accentrata,
con lattribuzione delle potest decisionali ai soli uffici centrali. Gli uffici periferici si trovano in un rapporto
gerarchico di subordinazione con gli uffici centrali.

Nella nostra Costituzione, lart.5 che definisce il nostro modello organizzativo, affermando che "la
Repubblica () attua nei servizi che dipendono dallo Stato il pi ampio decentramento amministrativo;
adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento". Tale
principio stato ancora ampliato con la riforma del titolo V con la legge costituzionale n.3 del 2001.

Il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, come organo amministrativo si presenta come un organo di "amministrazione
attiva" anche se bisogna precisare che non tutti gli atti che sono attribuito formalmente al Capo dello Stato
sono da attribuire alla sua volont ma a quella di altri organi ( a questo proposito, la dottrina distingue tra
atti presidenziali e atti non presidenziali).

Il Governo

Il Governo un organo costituzionale che partecipa alla funzione di direzione politica e gode della fiducia
della maggioranza al parlamento che lo sostiene.

Secondo quanto previsto dalla nostra Costituzione, in particolare allart.92, il governo composto dal
Presidente del Consiglio dei Ministri, dai Ministri e dal Consiglio dei Ministri.

La legge 400 del 1988 (Disciplina dell'attivit di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
ministri) prevede poi altri organi non necessari, come il consiglio di Gabinetto, Comitati di Ministri e Comitati
Interministeriali, vicepresidenti del Consiglio, Ministri senza portafoglio, Sottosegretari di Stato e Commissari
del Governo.

Sempre la legge 400/88 rafforza le attribuzioni del Consiglio dei Ministri. Secondo quanto previsto dallart.2
della legge 400 "il Consiglio dei ministri determina la politica generale del Governo e, ai fini dell'attuazione di
essa, l'indirizzo generale dell'azione amministrativa; delibera altres su ogni questione relativa all'indirizzo
politico fissato dal rapporto fiduciario con le Camere" e dirime le controversie tra i ministri. Il Consiglio dirime
le controversie tra i Ministri.. Spettano inoltre al Consiglio le decisioni sulle scelte normative del governo.
sempre questorgano che determina latteggiamento del Governo nei confronti delle Regioni.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri viene nominato con decreto del Presidente della Repubblica e
controfirmato dal Presidente del Consiglio entrante.

Il presidente del Consiglio sceglie i suoi collaboratori e propone la loro nomina al Presidente della
Repubblica. in una posizione di supremazia nei confronti dei Ministri ma non in una vera e propria
superiorit gerarchica nei confronti dei Ministri. In base allart.95, il Presidente del Consiglio "dirige la politica
generale del Governo e ne responsabile. Mantiene l'unit di indirizzo politico ed amministrativo,
promovendo e coordinando l'attivit dei ministri".

Lorganizzazione Ministeriale

Ogni Ministero ha una competenza per un ramo dellattivit amministrativa e per determinate materie e
affari. Sulla base della delega prevista dalla legge 59/1997, stata emanato dal governo il decreto n.300 del
1999 (modificato dal d.l. 181/2001 e convertito nella l.233/2006) con cui stata attuata la riforma dei
ministeri, portandoli da 18 a 14 Ministeri.
Le pi recenti riforme (l.244/2007, la legge finanziaria del 2008) hanno poi ridotto ulteriormente il numero
dei Ministeri, fino ad arrivare ad un massimo di 12.

In ogni caso, il numero dei componenti del governo (tra ministri con o senza portafoglio vice Ministri e
Sottosegretari) non pu superare il numero di 60).

Il d.lgs. 300/1999 ha interamente ridisegnato lorganizzazione interna dei Ministeri. Alcuni sono suddivisi al
loro interno per dipartimenti, altri per direzioni generali.

Secondo questa riforma organizzativa, ad ogni ministero assegnata una "missione fondamentale". Le
strutture di primo livello in ogni Ministero son i dipartimenti o le direzioni generali al cui apice pu essere
nominato un direttore generale organo di raccordo tra il Ministero e il personale ministeriale. Il Presidente
della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio, pu nominare alcuni Ministeri "senza portafoglio",
Ministri non preposti ad un dicastero e quindi senza compiti amministrativi n responsabilit.

I sottosegretari di Stato, sono organi non contemplati dalla Costituzione. Sono previsti per dalla legge
ordinaria (l.400/1988). Fanno parte del Governo e hanno il compito di coadiuvare il lavoro dei Ministri.

I Comitati Interministeriali

Sono costituiti da pi ministeri per curare settori determinati dellamministrazione. Il progressivo aumento
dei compiti dello stato ha infatti reso necessario lesistenza di questi organi collegiali. I comitati in quanto
organi "interni" si costituiscono mediante decreto del Consiglio dei Ministri o del Presidente del Consiglio dei
Ministri. necessaria invece una legge per istituire quelli con rilievo esterno.

Le agenzie e aziende autonome

Le agenzie pubbliche istituite con il d.lgs.300/1999 si configurano come il braccio operativo di ogni dicastero
per le attivit a carattere tecnico. Sono vigilate e controllate dai ministeri ma godono di piena autonomia
operativa e di bilancio. Le aziende autonome sono organismi atipici, solitamente privi di personalit giuridica
ma con una propria organizzazione amministrativa.

Gli organi di rilievo costituzionale

Sono organi espressamente previsti dalla costituzione ma non disciplinati dalla stessa. Essi sono:

1. Consiglio nazionale economia e lavoro: previsto dallart.99 della Costituzione. composto da


esperti rappresentati delle associazioni di promozione sociale, delle organizzazioni di volontariato e
delle categorie produttive. un organo di consulenza delle camere e ha iniziativa legislativa.
2. Consiglio supremo di difesa: un organo collegiale, con funzioni consultive e deliberative.
presieduto dal Presidente della Repubblica.
3. Consiglio superiore della Magistratura: un potere dello stato, e svolge le funzioni amministrative in
riferimento alla categoria dei magistrati (in attuazione del principio costituzionale dellindipendenza
dei giudici e dellautonomia funzionale ed organizzatoria della Magistratura). presieduto dal
Presidente della Repubblica ed composto da 24 membri (10 scelti tra i giudici di merito, 4 tra i
P.M., 2 fra i magistrati di Cassazione e 8 nominati dal Parlamento in seduta comune). Vengono eletti
ogni 4 anni.
4. Consiglio di Stato: composto da 7 sezioni e ha funzioni consultive, esprimendo pareri obbligatori o
facoltativi in materia giuridico-amministrativa e funzioni giurisdizionali, rappresentando la
giurisdizione amministrativa di secondo grado avverso le sentenze dei TAR e in primo grado per il
giudizio di ottemperanza quando, al fine di evitare limpugnativa successiva, il Governo provoca la
decisione del Consiglio di Stato su un provvedimento non ancora emanato.
5. Corte dei Conti: esercita il controllo preventivo di legittimit sugli atti del governo e quello successivo
sulla gestione del bilancio dello stato. Partecipa inoltre al controllo sulla gestione finanziaria degli
enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria.
6. Consigli dei giudici speciali:
o Consiglio della magistratura militare
o Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa
o Consiglio di presidenza della Corte dei Conti
o Consiglio di presidenza della giustizia tributaria

Le conferenze permanenti

Sono organi collegiali con funzioni consultive e decisionali di cui ne fanno parte rappresentanti dello Stato,
delle Regioni e degli enti locali. Sono ispirate alla principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni,
principio costituzionalizzato dallart. 120. Al fine di armonizzare le rispettive legislazioni e il conseguimento di
obiettivi comuni, il governo fa ricorso alle intese in sede di Conferenza Stato-Regioni o di Conferenza
unificata. Esistono 3 tipi di conferenze: conferenza permanete per i rapporti tra Stato, Regioni, e le Province
autonome, Conferenza permanente Stato citt e autonomie locali e la Conferenza unificata.

L'Avvocatura dello Stato

lorgano con carattere ausiliario e competenza generale a cui affidata la rappresentanza e la difesa in
giudizio di tutte le amministrazioni dello Stato. posta alle dipendenze del Presidente del Consiglio dei
Ministri.

L'Organizzazione periferica dello Stato

Lamministrazione dello stato si avvale anche di uffici amministrativi distribuiti su tutta la nazione: questi
uffici costituiscono lamministrazione periferica dello Stato.

Il Prefetto

Organo alle dipendenze del Ministro dellInterno che rappresenta il governo sul territorio. nominato con
decreto del Presidente della Repubblica. tenuto ad uniformarsi alle direttive governative. Il D.P.R.
180/2006 definisce i compiti di tale organo.

Il Sindaco come ufficiale di governo

Esercita funzioni statali in veste di ufficiale di governo nel proprio comune. Dipende gerarchicamente dal
prefetto e quindi anche dal ministero dellinterno.

Concetti generali sullattivit


amministrativa
Lattivit amministrativa quellattivit mediante la quale i soggetti della pubblica amministrazione
provvedono alla cura dellinteresse pubblico, interessi loro affidati dopo che la funzione politica sceglie i fini
da perseguire. Possiamo avere atti di amministrazione attiva, attraverso cui una pubblica amministrazione
agisce in modo tale da realizzare concretamente le finalit pubbliche. Lattivit dellamministrazione pu
inoltre estrinsecarsi con atti di amministrazione consultiva e cio con pareri, consigli da destinare alle
autorit che concretamente agiscono. Infine abbiamo atti di controllo con cui si va a sindacare loperato della
pubblica amministrazione. Lazione amministrativa deve essere regolata sulla base dei due principi
costituzionali contemplati dallart.97: il buon andamento e imparzialit. Sulla base di quelli elaborati a livello
comunitario, anche lefficienza efficacia, trasparenza, pubblicit, principi assorbiti nel nostro ordinamento
dalla legge sul procedimento amministrativo (l.241/1990), devono essere posti alla base dellazione della P.A.
Tutti gli atti della pubblica amministrazione possono essere suddivisi in atti di diritto pubblico, che seguono le
norme e i principi del diritto pubblico. In questo caso la pubblica amministrazione si pone in una posizione di
supremazia nei confronti degli altri soggetti destinatari dei suoi atti. La pubblica amministrazione pu per
agire come un qualsiasi soggetto dellordinamento, non spendendo potere autoritativo. Questa attivit viene
riconosciuta dallordinamento che prevede allart.1-bis della legge 241/1990 (come modificato dalla
l.15/2005) che "la pubblica amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo
le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente".

I poteri dellamministrazione

I poteri della pubblica amministrazione possono essere suddivisi in 5 categorie: i poteri autorizzativi, i poteri
concessori, i poteri ablatorii I poteri sanzionatori, i poteri di ordinanza.

1. I poteri autorizzativi: hanno la caratteristica di rimuovere i limiti fissati dalla legge rispetto ad una
preesistente situazione di vantaggio. per necessario valutare che lesercizio di questo potere sia
compatibile con linteresse pubblico. Con il potere autorizzatorio, lamministrazione esprime il proprio
consenso allattivit prospettata dal richiedente. Esempi di potere autorizzatorio sono le abilitazioni,
che vengono rilasciate in seguito alla verifica di determinate qualit tecniche; il nullaosta, con cui
unaltra amministrazione da quella procedente, dichiara che non vi sono ostacoli allapprovazione del
provvedimento finale. Dopo lesercizio di questo potere il destinatario diventa titolare di interessi
legittimi pretensivi. I tradizionali modelli procedimentali in tema di autorizzazioni basati
sullemanazione di provvedimenti espressi sono stati sostituiti da modelli nuovi: infatti l art.19 della
legge 241 del 1990 stato modificato dalla legge 80/2005 con lintroduzione della cd. dichiarazione
dinizio attivit che da la possibilit di sostituire ogni atto di autorizzazione vincolata con la
dichiarazione stessa. Lattivit oggetto della dichiarazione pu essere iniziata decorsi 30 giorni dalla
presentazione della dichiarazione alla amministrazione competente. In caso di carenza dei
presupposti di legittimit, lamministrazione competente adotta provvedimenti motivati di divieto di
prosecuzione dellattivit e di rimozione dei suoi effetti, ferma restando la possibilit da parte del
soggetto di conformare lattivit alla normativa entro un termine mai inferiore a 30 giorni.
Lamministrazione competente pu assumere in ogni caso determinazioni in via di auto tutela.
Inoltre sempre la l.80/2005 ha modificato lart. 20 della legge sul procedimento amministrativo, con
lintroduzione della regola per cui il silenzio dellamministrazione ha lo stesso valore del
provvedimento di accoglimento dellistanza del privato, nel caso in cui la P.A. non dia risposta entro
un termine per il rilascio del provvedimento stesso. Questo meccanismo non si applica nelle materie
concernenti il patrimonio culturale e paesaggistico, lambiente e la difesa nazionale, la pubblica
sicurezza, limmigrazione, la salute e la pubblica incolumit. Non si applica inoltre in tutti gli atti
imposti dalla normativa comunitaria o nei casi in cui la legge qualifichi il silenzio come rigetto
dellistanza.
2. I poteri concessori:
3. con lesercizio di questi poteri da parte della pubblica amministrazione possibile attribuire al
destinatario, situazioni giuridiche che prima non facevano parte della sua sfera giuridica (non
essendone precedentemente il titolare). Esempio di questi poteri sono le sovvenzioni, attraverso cui
si attribuisce al destinatario vantaggi economici. A fronte dellesercizio di questo potere il
destinatario diventa titolare di interessi legittimi pretensivi.
4. I poteri ablatori:
5. incidono negativamente nella sfera giuridica del destinatario imponendo obblighi (ablatori personali),
oppure sottraendo situazioni favorevoli dal privato allamministrazione (ablatori reali). In questo
caso, il destinatario dellesercizio del potere si presenta come titolare di interessi legittimi oppositivi.
Tra i provvedimenti ablatori reali ricordiamo le espropriazioni, e cio quei provvedimenti che
producono leffetto di costituire un diritto di propriet o un altro diritto reale in capo ad un soggetto
(espropriante che spesso, ma non sempre, lamministrazione procedente) prima dellestinzione
dello stesso diritto in capo ad un altro soggetto. Il tutto, finalizzato alla realizzazione di unopera
pubblica o per altri motivi di pubblico interesse e dietro versamento di indennizzo, come previsto
dallart.42, terzo comma della Costituzione.
6. I poteri sanzionatori:
7. producono effetti sfavorevoli in capo al destinatario dellesercizio del potere. Questi effetti sfavorevoli
sono le sanzioni, che hanno carattere prevalentemente afflittivo. Possiamo distinguere le sanzioni
ripristinatorie, che vanno a colpire la cosa e sono finalizzate a reintegrare linteresse pubblico leso,
dalle sanzioni afflittive che hanno come destinatario direttamente lautore dellillecito.
8. I poteri di ordinanza:
9. questo potere si esercita in situazioni di "necessit ed urgenza". La caratteristica di questo potere
che la legge non determina anticipatamente il contenuto della statuizione. Esempi del potere di
ordinanza sono le ordinanze di necessit e urgenza. Queste ordinanze, che sembrerebbero non
rispettare il principio di tipicit dei poteri amministrativi (principio di legalit), sono legittime purch,
come ha affermato la Corte costituzionale in diverse sentenze, vengano fissati dei limiti allesercizio
di questo potere e cio il rispetto delle riserve di legge previste dalla Costituzione, dei principi
generali dellordinamento, oltre che dellobbligatoriet della motivazione nelle ordinanze, della
pubblicazione e, infine, della loro efficacia limitata nel tempo.

La discrezionalit amministrativa

Secondo quanto dichiara parte della dottrina, ad esempio, il Virga, la discrezionalit pu definirsi coma quella
facolt di scelta che residua tra pi comportamenti leciti per il soddisfacimento dellinteresse pubblico. Il
Giannini, invece, definisce la discrezionalit come quella ponderazione comparativa di pi interessi secondari
in ordine allinteresse primario. Contrariamente, la discrezionalit viene a mancare in caso di attivit
vincolata e quando cio quello spazio di scelta residuale non esiste perch il legislatore ha deciso
precedentemente il modo dazione della P.A. In generale si pu affermare che la legge che determina il
fine dellazione della P.A. e, a seconda che venga lasciato un certo margine di spazio nella scelta del "modus
operandi", avremo o meno attivit vincolata o attivit discrezionale. Anche nel caso di attivit discrezionale,
ci sono dei limiti invalicabili rappresentati dallinteresse pubblico, come interesse della collettivit, causa del
potere e cio la discrezionalit deve sempre perseguire un fine che risponda alla causa del potere che si
esercita. Non si pu, ovviamente, prescindere dai principi di logica, imparzialit e ragionevolezza e infine, dal
principio di esatta e completa informazione.
Autorit amministrative indipendenti
Le autorit amministrative indipendenti sono enti pubblici dotati di indipendenza dal potere politico del
Governo. Si possono definire come enti aventi una funzione tutoria di interessi costituzionalmente rilevanti.
Hanno unautonomia a livello organizzativo, finanziario e contabile. Si tratta di entit distinte dallo Stato
centrale e possiamo ricondurle pi che allo Stato - apparato allo stato nella sua accezione di Stato -
comunit. Se lautonomia dal governo e la funzione tutoria di interessi rilevanti sono i tratti comuni alle
Authorities, la legge pu attribuire un grado e un tipo di autonomia diversa in base al fine da raggiungere.
Non avendo un fondamento costituzionale, le autorit amministrative indipendenti sono diventate motivo di
dibattito in dottrina: sono state definite come "un quarto potere" "a costituzione invariata", mentre parte
altra parte della dottrina ha invece cercato di trovare un fondamento costituzionale nellart.41, che prevede
la libert di iniziativa economica purch non contrasti con lutilit sociale. Lo stesso articolo poi demanda alla
legge la determinazione dei programmi di controllo dellattivit affinch liniziativa economica si ispiri a questi
principi. Secondo questa tesi sarebbe quindi possibile legittimare lesistenza e la funzione di tutela di
interessi di carattere generale da parte delle autorit amministrative indipendenti. Le Authorities hanno
potest regolamentare: questo costituisce lelemento pi significativo che caratterizza la loro indipendenza.
Essi hanno la possibilit di determinare le modalit di attraverso cui esercitare la potest regolamentare e di
controllo nei settori alla cui tutela sono preposti. Anche se il potere di regolamentazione rappresenta un
profilo problematico dal punto di vista della legalit e legittimit. A questo proposito il Consiglio di Stato
intervenuto affermando che una legge che separi un potere amministrativo dalla dipendenza di un organo
politico "crea unarea di interessi disciplinati comunque dal principio di legalit".

Atti e provvedimenti amministrativi


Non esistendo una definizione di provvedimento amministrativo fornita dal legislatore, questa mancanza
stata colmata dalla dottrina. Per provvedimento amministrativo si intende quellatto consistente in una
manifestazione di volont adottata dallamministrazione per la cura di un concreto interesse pubblico e
diretta a produrre in maniera unilaterale effetti giuridici nei rapporti esterni con i destinatari. Lemanazione di
un provvedimento preceduta da una serie di atti e attivit che confluiscono nel procedimento
amministrativo. Una delle caratteristiche del provvedimento la sua capacit di imporre unilateralmente
modificazioni nella sfera giuridica dei destinatari. Questa caratteristica pu definirsi lautoritariet o
imperativit e cio la capacit di costituire, modificare o estinguere i poteri e le facolt del destinatario
indipendentemente dal suo consenso, in caso di provvedimento positivo. Nel caso di provvedimenti negativi,
lautoritariet si configura come quel dato provvedimento che non spetta al destinatario.

Le pubbliche amministrazioni possono poi, nei casi previsti dalla legge, imporre coattivamente ladempimento
degli obblighi nei loro confronti. Questo aspetto nel rapporto tra P.A. e privati si definisce esecutoriet.
Infatti, il provvedimento deve indicare il termine e le modalit di esecuzione da parte del soggetto obbligato.
Grazie allesecutoriet le pubbliche amministrazioni, previa diffida, possono coattivamente provvedere
allesecuzione. Altre caratteristiche del provvedimento sono la tipicit (i provvedimenti amministrativi sono
solo quelli previsti dallordinamento) e la nominativit (ad ogni pubblico interesse da realizzare corrisponde
un tipo di atto definito dalla legge).

Atti amministrativi che non sono provvedimenti


Sono una categoria di atti amministrativi che, pur essendo posti da una pubblica amministrazione, non
hanno i requisiti tipici dei provvedimenti. Assolvono per lo pi a funzioni strumentali e secondarie in
procedimenti finalizzati allemanazione di altri provvedimenti, come ad esempio pareri, accertamenti
preparatori o visti. Questi atti non hanno lesecutoriet e neanche limperativit. Non sono inoltre, n tipici ne
nominati. Esistono due categorie di questi atti: atti consistenti in manifestazioni di volont e atti non
consistenti in manifestazioni di volont.

Nella prima categoria rientrano i cd. atti paritetici e cio quegli atti con cui la P.A. tenuta a far fronte ad un
obbligo a suo carico. La P.A. provveder quindi a determinare unilateralmente il contenuto dellobbligo. Ci
sono poi atti della prima categoria, che vengono adottati allinterno del procedimento amministrativo come
ad esempio la richiesta, la designazione, le deliberazioni preliminari e gli accordi preliminari.

Nella seconda categoria rientrano gli atti consistenti in manifestazioni di scienza e conoscenza che servono a
dare certezza di fatti giuridicamente rilevanti. Gli atti consistenti in manifestazioni di giudizio comprendono i
parer,i e cio quegli atti a carattere ausiliario contenenti un giudizio con cui gli organi dellamministrazione
mirano a consigliare altri organi di amministrazione attiva. I pareri possono essere facoltativi o obbligatori. Ci
sono poi le intimazioni che consistono in formale avvertimento ad un soggetto di ottemperare al proprio
obbligo. Gli attivi propulsivi o di iniziativa mirano a promuovere lattivit di soggetti privati o statali. Infine gli
accertamenti costitutivi sono provvedimenti che vengono adottati sul semplice accertamento circa la
sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla legge. La loro particolarit sta nel fatto che, leffetto
costitutivo collegato alladozione di un atto vincolato di carattere dichiarativo.

Elementi e requisiti degli atti


amministrativi
Latto amministrativo contiene elementi essenziali necessari per la esistenza giuridica dellatto. Questi
elementi sono lintestazione, che contiene lindicazione dellautorit che lo emette; il preambolo, in cui
vengono inserite le leggi in base a cui latto stato adottato e delle attestazioni relative agli atti preparatori;
la motivazione, con una parte descrittiva in cui la P.A. indica gli interessi coinvolti nel procedimento e con
una parte valutativa, in cui la P.A. emette un giudizio comparativo sugli interessi coinvolti dallesercizio del
potere, spiegando le ragioni per le quali ha preferito soddisfare un interesse piuttosto che un altro; un
dispositivo, la parte precettiva dellatto in cui viene messa per iscritto la volont dellamministrazione; il luogo
in cui stato emanato il provvedimento; la data e la sottoscrizione dellautorit che firma latto o di quella
delegata. Gli elementi accidentali e cio quelli solo eventuali, hanno la funzione di ampliare il contenuto
dellatto e possono essere inserititi solo negli atti discrezionali, a patto che non alterino il contenuto dellatto
Questi elementi sono il termine, che indica il momento dal quale deve avere inizio lefficacia dellatto o quello
che indica la data di cessazione degli effetti dello stesso (termine iniziale e termine finale). Pu essere
apposto solo in quegli atti per cui la legge non predisponga diversamente. La condizione si pu apporre a
tutti gli atti di amministrazione attiva e di controllo, diretta a subordinare linizio o la cessazione
dellefficacia dellatto al verificarsi di un evento futuro e incerto. Lonere, si appone alle autorizzazioni,
concessioni o licenze e cio a tutti quegli atti che determinano un ampliamento della sfera giuridica del
destinatario. Infine abbiamo le riserve, con cui la P.A. si riserva di adottare futuri provvedimenti in relazione
alloggetto dellatto emanato. I requisiti possono invece incidere sullefficacia o legittimit dellatto. I requisiti
di legittimit incidono sulla validit del provvedimento e possono determinare lannullabilit dello stesso.
Quelli di efficacia sono necessari affinch latto spieghi i suoi effetti.
La patologia dellatto amministrativo
La patologia dellatto pu assumere diverse gradazioni. Latto, infatti, pu essere invalido (nullo o
annullabile) o irregolare quando latto presenta un vizio per il quale la legge non commina conseguenze
negative per latto stesso. Ci sono poi altri stati patologici che incidono sullefficacia dellatto si ha infatti un
atto inefficace quando latto bench perfetto non pi idoneo a produrre effetti giuridici in quanto sono
inesistenti i requisiti defficacia previsti. Pu infine essere ineseguibile quando diventa inefficace per il
sopravvenire di un atto ostativo.

Invalidit

Latto amministrativo invalido quando difforme dalla norma che lo disciplina. In base alla gravit della
violazione si configurano due concetti: nullit e annullabilit. Latto amministrativo pu essere nullo, quando
manca di uno degli elementi essenziali che ne condizionano lesistenza. Lart.21-septies della l.241/1990,
(l.15 del 2005), ha introdotto alcune cause di nullit. infatti nullo il provvedimento viziato da difetto
assoluto di attribuzione, quello adottato in violazione o elusione del giudicato e in tutti gli altri casi
espressamente previsti dalla legge. Altre ipotesi di nullit sono costituite da difetto di qualit di ordine
pubblico del soggetto, incompetenza assoluta dell organo, volont viziata da violenza fisica, oggetto
impossibile, illecito e indeterminato, mancanza di forma essenziale e mancanza del destinatario. Il
provvedimento nullo inesistente ed in esecutorio, non pu essere annullato in quanto lannullamento si pu
avere solo per atti che esistono ma che sono viziati. Infine non pu essere ne sanato e ne convalidato ma
pu essere convertito in un altro atto valido.

Latto amministrativo che presenti un vizio di legittimit e annullabile in quanto illegittimo. Latto illegittimo
giuridicamente esistente, efficace ed esecutorio finch non venga annullato. Lannullamento pu avvenire a
seguito di un apposito provvedimento dellautorit amministrativa o di una sentenza del giudice
amministrativo. Latto annullabile pu essere sanato, ratificato o convertito in un atto valido. I vizzi che
determinano lillegittimit dellatto amministrativo si dividono in tre categorie: incompetenza relativa, eccesso
di potere e violazione di legge. La competenza indica il quantum di attribuzione di un dato organo. La
violazione delle norme sulla competenza pu concretizzarsi in una incompetenza assoluta, ma in questo caso
avremo la nullit dellatto. Nel caso di incompetenza relativa, (quando un organo amministrativo invade la
competenza di un altro organo che appartiene allo stesso settore amministrativo o allo stesso ente) latto
invece annullabile. Per aversi eccesso di potere occorre un potere discrezionale della P.A. (negli atti vincolati
non ravvisabile questo tipo di vizio), uno sviamento di potere e cio un esercizio del potere per fini diversi
da quelli stabiliti dalla legge, e la prova dello sviamento. Tra le figure cd. "sintomatiche" delleccesso di
potere abbiamo la contraddittoriet tra pi atti, inosservanza di circolari, disparit di trattamento, ingiustizia
manifesta, travisamento o erronea valutazione dei fatti, illogicit o contraddittoriet della motivazione.
Lultimo vizio di illegittimit la violazione di legge. una figura residuale che comprende tutti gli altri vizzi
di legittimit che non comportino n incompetenza relativa ne eccesso di potere.
I provvedimenti di secondo grado

Esistono provvedimenti "di secondo grado" con cui la pubblica amministrazione incide su atti emanati
precedentemente, potendoli modificare estinguere o facendone cessare lefficacia. Tra questi ci sono
provvedimenti che incidono sulla cessazione o sulla sospensione dellefficacia di atti amministrativi: il caso
dellannullamento, della revoca e della sospensione.

Ci sono poi provvedimenti di secondo grado che producono solo la modifica di atti preesistenti: questo il
caso di modifica, riforma, rettifica e proroga. La convalida, conversione, conferma o correzione di errori
materiali, sono provvedimenti di secondo grado che producono la consolidazione di precedenti provvedimenti
invalidi. Infine ci sono provvedimenti di secondo grado che decidono controversie amministrative, come ad
esempio le decisioni suoi ricorsi amministrativi.

Gli atti di ritiro

Gli atti di ritiro sono quei provvedimenti a contenuto negativo, emanati in base ad un riesame dellatto. Tra
questi vi lannullamento dufficio che un provvedimento di secondo grado con il quale viene caducato con
efficacia retroattiva un atto amministrativo illegittimo. Il provvedimento pu essere annullato dufficio
quando sussistono le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli
interessi dei destinatari e dei contro interessati, come previsto dallarticolo 21-nonies, l.241/1990.

Secondo quanto previsto dallarticolo 21-quinquies, l.241/1990, il provvedimento amministrativo ad efficacia


durevole pu essere revocato da parte dellorgano che lo ha emanato, per sopravvenuti motivi di pubblico
interesse o nel caso di mutamento della situazione di fatto o di una nuova valutazione dellinteresse pubblico
originario. Con il provvedimento di revoca sorge lobbligo di provvedere allindennizzo dei pregiudizi
verificatesi in danno dei soggetti interessati. Tra gli atti di ritiro abbiamo poi labrogazione, che si attua per il
sopravvenire di nuove circostanze di fatto che rendono latto non pi rispondente al pubblico interesse e la
pronuncia di decadenza. La P.A. utilizza questo rimedio in caso di inadempimento degli obblighi o degli oneri
incombenti sui destinatari, di mancato esercizio delle facolt derivanti dallatto amministrativo o ancora nel
caso del venir meno dei requisiti di idoneit per la costituzione e continuazione del rapporto.

Il silenzio amministrativo
Esiste in dottrina un problema di qualificazione giuridica del silenzio della pubblica amministrazione. La
l.241/1990 allart.2, ha previsto lobbligo per la P.A. di concludere il procedimento mediante ladozione di
provvedimento espresso. Questo pu essere definito il cd diritto alla conclusione del procedimento. Ci sono
per casi in cui al silenzio vengono collegate determinate conseguenze. IN generale, si pu affermare per
che la regola generale costituita dal silenzio-assenso, potendosi le altre tipologie di silenzio configurarsi
quali eccezioni alla regola generale. Abbiamo varie tipologie di silenzio:

Il silenzio-assenso:
si ha quando la legge attribuisce al silenzio valore di accoglimento dellistanza. Secondo quanto
previsto dallart.20, co.1, l.241/1990, "nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di
provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di
accoglimento della domanda, senza necessit di ulteriori istanze o diffide, se la medesima
amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il
provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2" e cio non indice una
conferenza dei servizi, "entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al comma 1,()
anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei controinteressati".

Il silenzio-diniego:

quando la legge collega allinerzia della P.A. il significato di un diniego dellistanza, ci troveremo nel
caso di silenzio-diniego. Ci sono pochi esempi, nel nostro ordinamento da ricollegare a questa
fattispecie. Ad esempio, lart.53, co.10 del d.lgs.165/2001, prevede che lautorizzazione richiesta da
dipendenti pubblici "deve essere richiesta all'amministrazione di appartenenza del dipendente dai
soggetti pubblici o privati, che intendono conferire l'incarico (). In tal caso il termine per
provvedere per l'amministrazione di appartenenza di 45 giorni () Decorso il termine per
provvedere, l'autorizzazione () si intende definitivamente negata"

Il silenzio-devolutivo:

si configura quando il silenzio di una pubblica amministrazione determina lattribuzione della


competenza ad unaltra autorit. Secondo quanto prevede lart.17, co.1, l.241/1990, infatti "ove per
diposizione espresse di legge o di regolamento sia previsto che per l'adozione di un provvedimento
debbano essere preventivamente acquisite le valutazioni tecniche di organi od enti appositi e tali
organi ed enti non provvedano o non rappresentino esigenze istruttorie di competenza
dell'amministrazione procedente nei termini prefissati dalla disposizione stessa o, in mancanza, entro
novanta giorni dal ricevimento della richiesta, il responsabile del procedimento deve chiedere le
suddette valutazioni tecniche ad altri organi dell'amministrazione pubblica o ad enti pubblici che
siano dotati di qualificazione e capacit tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari" questa
regola non si applica in caso di valutazioni che debbano essere prodotte da amministrazioni alla
tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini.

Il silenzio-inadempimento

: si ha in tutte quelle ipotesi in cui, nonostante la richiesta di provvedimento, la P.A. abbia omesso di
provvedere e la legge non contenga nessuna indicazione da attribuire al silenzio
dellamministrazione. Si tratta di situazioni in cui la P.A. ometta di provvedere a conclusione di
provvedimenti concernenti il patrimonio culturale e paesaggistico, lambiente e la difesa nazionale, la
pubblica sicurezza, limmigrazione, la salute e la pubblica incolumit, nel caso in cui la normativa
europea imponga di adottare un provvedimento espresso e in relazione a quei procedimenti
individuati con uno o pi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
della funzione pubblica, di concerto con i ministri competenti.

Il silenzio-facoltativo:

un tipo di silenzio a carattere procedimentale. Si configura in tutte quelle ipotesi in cui sia richiesto
un parere di tipo facoltativo. Trascorso il termine per emettere il parere, lamministrazione potr
andare avanti con gli atti successivi senza attendere pi latto facoltativo.
Il procedimento amministrativo

Procedimento amministrativo si pu definire come quellinsieme di atti finalizzati alla manifestazione


delleffetto giuridico tipico di una fattispecie, attraverso cui la Pubblica amministrazione manifesta la propria
volont.

Secondo quanto si legge nellart.1 della legge 241/1990 e successive modificazioni (Nuove norme in materia
di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), lazione amministrativa
retta dai criteri di economicit, efficacia, pubblicit e trasparenza, principi che si pongono come
manifestazione dei principi costituzionali, enunciati allart.97, dellimparzialit e del buon andamento.

Per quanto riguarda lambito di applicazione soggettivo, "le disposizioni della presente legge si applicano ai
procedimenti amministrativi che si svolgono nell'ambito delle amministrazioni statali e degli enti pubblici
nazionali e, per quanto stabilito in tema di giustizia amministrativa, a tutte le amministrazioni pubbliche",
come previsto dallart. 29 della legge sul procedimento, mentre le regioni e gli enti locali regolano le materie
disciplinate dalla legge sul procedimento, "nel rispetto del sistema costituzionale e delle garanzie del
cittadino nei riguardi dell'azione amministrativa, cos come definite dai principi stabiliti dalla presente legge".
Esistono varie tipologie di procedimenti: possiamo distinguere i procedimenti ad istanza di parte da quelli
dufficio, i procedimenti contenziosi da quelli non contenziosi.

Fasi del procedimento

Il procedimento caratterizzato da una serie di passaggi che possiamo suddividere in tre fasi: la fase
preparatoria, la fase decisoria e la fase dellefficacia.

Fase preparatoria

Esso si apre con liniziativa, la quale pu provenire ad istanza di parte oppure dallamministrazione stessa e,
in questo caso, si dice dufficio. Da questa iniziativa, sorge il dovere di procedere: "ove il procedimento
consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, la pubblica
amministrazione ha il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso", come si
legge dallart. 2 della legge sul procedimento.

In riferimento ai procedimenti ad istanza di parte, lart.20 della stessa legge, prevede la possibilit che il
procedimento termini mediante silenzio-assenso, e cio quando allinattivit dellamministrazione,
corrisponde la produzione degli stessi effetti del provvedimento richiesto dalla parte. "Nei procedimenti ad
istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente
equivale a provvedimento di accoglimento della domanda", (ex art.20, l.241/1990), se lamministrazione
entro il termine di 90 giorni non comunichi allinteressato il provvedimento di diniego o indica una conferenza
dei servizi. In sostanza, lamministrazione provvede espressamente laddove voglia emanare un
provvedimento di diniego, potendo altrimenti optare per un comportamento inattivo.

In generale, il termine di 90 giorni, anche se, in caso si tratti di amministrazioni statali, pu essere disposto
diversamente con regolamenti ai sensi dellart.17 della legge 400/1988, su proposta del Ministro competente.

Nella prima fase, secondo lart.4 della legge 241/1990, ogni amministrazione tenuta ad individuare ununit
organizzativa responsabile dellistruttoria per ogni procedimento, e di ununit responsabile per ladozione del
provvedimento finale.

Ogni unit organizzativa ha un responsabile del procedimento, che dispone "il compimento degli atti all'uopo
necessari, e adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria" come si legge nellart.6
della stessa legge. Qualora lorgano deputato alladozione del provvedimento finale (che solitamente non il
responsabile del procedimento), voglia discostarsi dalle risultanze dellistruttoria, egli tenuto a indicarne i
motivi nel provvedimento finale. Il responsabile del procedimento, propone lindizione, o indice se ne ha la
competenza, la conferenza dei servizi istruttoria a norma dellart.14 della legge 241 del 90.
Listruttoria regolata dal principio inquisitorio: lamministrazione non vincolata alle allegazioni delle parti,
quindi pu svolgere legittimamente la propria attivit conoscitiva a patto che lintera attivit di indagine
rispetti il "principio di non aggravamento del procedimento" e il principio della libera valutazione delle prove.
La fase istruttoria, in sostanza, mira ad acquisire fatti cd. semplici perch oggetto di diretta acquisizione da
parte dellamministrazione procedente e fatti cd. complessi in quanto accertabili solo da soggetti dotati di
particolari conoscenze tecniche. Listruttoria mira inoltre allacquisizione di interessi pubblici e privati coinvolti
nel procedimento, con la partecipazione di questi soggetti al procedimento. A questo proposito, notevole
importanza riveste la conferenza dei servizi istruttoria. Dopo lacquisizione di fatti e interessi, i pareri, quegli
atti amministrativi diversi dai provvedimenti, svolgeranno la funzione di valutare fatti e interessi
complessivamente.

Fase decisoria

Questa fase comincia con la fine dellistruttoria e si conclude nel momento in cui latto emesso. la fase in
cui si determina il contenuto dellatto. Nel caso di attivit discrezionale, la P.A. prima dellemanazione del
provvedimento, proceder alla comparazione degli interessi acquisiti e coinvolti dallesercizio del potere. Nel
caso di atto vincolato, lamministrazione procedente verificher solo i presupposti per ladozione del
provvedimento.

In base a quanto previsto dallart.14 della l.241/1990, la conferenza dei servizi, oltre che nella fase
istruttoria, si pu avere anche in questa fase, "quando l'amministrazione procedente deve acquisire intese,
concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro
trenta giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa richiesta" alla luce del
principio di semplificazione amministrativa. Infine lart.11 della legge sul procedimento, come modificato
dalla l.15/2005, prevede che dalla partecipazione del privato al procedimento, possono derivare accordi
sostitutivi o accordi integrativi. L'amministrazione procedente pu infatti concludere, senza pregiudizio dei
diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di
determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo. Tali accordi
debbono essere stipulati, a pena di nullit, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si
applicano, ove non diversamente previsto, i principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in
quanto compatibili.

Fase integrativa dellefficacia

Costituisce la fase integrativa dellefficacia ma solo nellipotesi in cui la legge prevede ulteriori atti perch
latto si possa perfezionare.

Partecipazione procedimentale

I principio di partecipazione costituisce uno dei capisaldi del nostro ordinamento con la l.241/1990 stata
sancita la possibilit per i cittadini di partecipare allattivit amministrativa su di un piano paritario con
lamministrazione. La partecipazione procedimentale ispirata al principio di trasparenza, economicit ed
efficacia. Per attivare la partecipazione necessaria la comunicazione di avvio del procedimento che deve
contenere loggetto del procedimento, lamministrazione competete, il responsabile del procedimento, la data
entro cui deve concludersi lo stesso e i rimedi esperibili in caso di inerzia della P.A. La comunicazione va
effettuata ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale destinato a produrre effetti diretti, i
soggetti che per la legge debbono intervenire e ai soggetti individuati o facilmente individuabili che possono
subire un pregiudizio dal provvedimento.

La partecipazione si realizza anche attraverso altri istituti come il diritto di intervento nel procedimento:
"qualunque soggetto, - si legge allart.9 della l.241/1990 - portatore di interessi pubblici o privati, nonch i
portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal
provvedimento, hanno facolt di intervenire nel procedimento". Attraverso il diritto di prendere visione degli
atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti. Esiste inoltre il cd. "preavviso di rigetto"
secondo cui prima della formale adozione di un provvedimento negativo, lamministrazione tenuta a
comunicare agli interessarti i motivi ostativi allaccoglimento dellistanza (ex art.10-bis, l.241/1990). Infine la
partecipazione si realizza anche attraverso la stipulazione di accordi procedimentali e sostitutivi del
provvedimento.

Lomessa comunicazione dellavvio del procedimento determina lillegittimit del provvedimento per
violazione di legge. Anche se non tutte queste violazioni determinino automaticamente lannullabilit del
provvedimento. Secondo, infatti, quanto dispone lart.21octies, "non annullabile il provvedimento adottato
in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del
provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in
concreto adottato. Il provvedimento amministrativo non comunque annullabile per mancata comunicazione
dell'avvio del procedimento qualora l'amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento
non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato".

Diritto di accesso agli atti amministrativi

Il diritto di accesso rappresenta principio generale dellattivit amministrativa. Lart.22 della legge sul
procedimento specifica che tale principio "costituisce principio generale dell'attivit amministrativa al fine di
favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialit e la trasparenza, ed attiene ai livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai
sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Resta ferma la potest delle regioni e
degli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, di garantire livelli ulteriori di tutela". Secondo tale
articolo il diritto di accedere ai documenti amministrativi compete a tutti i soggetti privati, compresi quelli
portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale corrispondente ad
una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento. La legge sul procedimento afferma che "
considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica
o di qualunque altra specie del contenuto di atti formati o comunque utilizzati ai fini dell'attivit
amministrativa dall'istituto". I soggetti passivi, obbligati a consentire lesercizio del diritto di accesso, secondo
quanto prevede lart.23 sono: le pubbliche amministrazioni, le aziende autonome e speciali, gli enti pubblici e
i gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei confronti delle Autorit di garanzia e di vigilanza si esercita
nell'ambito dei rispettivi ordinamenti. Lart.24 prevede due limiti al diritto di accesso: limiti facoltativi, sanciti
dai soggetti passivi, che hanno leffetto di differire laccesso agli atti fino a quando la conoscenza dei
documenti possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dellazione amministrativa. Limiti
tassativi, sono stabiliti in forma discrezionale dalla P.A. e producono un differimento allaccesso dei
documenti.

Il diritto di accesso si esercita mediante richiesta motivata rivolta allamministrazione che ha formato il
documento per esaminarlo o estrarne copia. La P.A. ne caso in cui ritenga di non dover accogliere la
richiesta pu respingerla se la stessa abbia ad oggetto documenti esclusi dal diritto di accesso, limitarla in
riferimento ad alcuni dei documenti richiesti e differirla laddove la conoscenza dei documenti possa impedire
o gravemente ostacolare lo svolgimento dellazione amministrativa.

La legge n.15/2005 ha introdotto novit per quanto riguarda i ricorsi contro le determinazioni amministrative
sullaccesso. In alternativa al ricorso giurisdizionale al TAR, stato inserito listituto del riesame da parte del
difensore civico competente per ambito territoriale. Il richiedente pu chiedere a tela e soggetto che sia
riesaminata la richiesta di accesso. Nel caso di amministrazioni centrali e periferiche dello stato il ricorso per
riesame fatto alla commissione per laccesso agli atti amministrativi (istituita presso al Presidenza de
Consiglio dei Ministri). Lart.25 dispone il necessario coordinamento con la normativa in maniera di privacy e
delinea il rapporto tra Commissione per laccesso e Garante per la protezione dei dati personali. Lart.25,
co.4 prevede infatti che, "se l'accesso negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si
riferiscono a soggetti terzi, la Commissione provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il
quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si
intende reso".
I contratti della pubblica
amministrazione
Lazione della pubblica amministrazione pu esplicarsi tanto nelle forme del diritto pubblico quanto nelle
forme proprie del diritto privato. Nellambito dellattivit del diritto comune della pubblica amministrazione
assume particolare importanza lattivit contrattuale dello stato degli enti pubblici che costituisce
manifestazione della capacit di diritto privato della P.A. sono disciplinati da diritto privato i limiti dellattivit
contrattuale, gli elementi essenziali del contratto, gli effetti del contratto e la fase di attuazione del negozio
con il ricorso dellattivit giudiziaria ordinaria. Il diritto pubblico si occupa invece di disciplinare le attivit
inerenti alla processo formativo della volont del soggetto pubblico, le imposizioni al privato contraente degli
obblighi accessori nel corso del rapporto con possibili oneri e obblighi aggiuntivi, la caducazione della
deliberazione amministrativa che ha costituito il rapporto e le forme in cui pu manifestarsi lattuazione
coattiva del rapporto. Possiamo distinguere due fasi in cui si svolge il rapporto contrattuale: la prima,in cui
domina il diritto pubblico in cui la P.A. investita di poteri autoritativi. Si ha prima della stipulazione del
contratto, la scelta del sistema da seguire per reperire il contraente, la gara, la predisposizione delle clausole
contrattuali e lapprovazione del contratto. La seconda parte retta esclusivamente dal diritto privato. I
contratti, con riferimento alla contabilit, possono distinguersi in contratti attivi, produttivi di un entrata e
contrati passivi, produttivi di una spesa per lamministrazione.

Con riferimento al fine, abbiamo contratti attinenti allorganizzazione, al patrimonio e a servizi. In relazione
alla disciplina politica avremo contratti ordinari, i contratti del diritto comune, i contratti speciali di diritto
privato e i contratti ad oggetto pubblico caratterizzati dallincontro e la commistione tra provvedimento
amministrativo e contrato.

Il Codice dei Contratti pubblici

La materia degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi stata sempre caratterizzata da una grande
frammentariet di normative. Nel 1994 la Legge Merloni ha cercato di dare un certo ordine alle norme in
materia senza buoni risultati. Il legislatore comunitario nel 2004 con le direttive n.2004/17 e n.2004/18 ha
introdotto una normativa volta ad unificare la disciplina degli appalti e concessione di lavori, servizi e
forniture nei settori esclusivi e ordinari. Il nostro paese nel rispetto del termine fissato per lattuazione delle
direttive, ha delegato il governo a recepire le norme europee, con la raccolta in un unico testo normativo
della disciplina degli appalti di rilevanza comunitaria e anche di quelli sotto la soglia comunitaria. Il risultato
il codice dei contratti pubblici e precisamente il d.lgs. 163 del 12 aprile 2006. I principi ispiratori del codice
sono il principio di economicit, di efficacia, di tempestivit e correttezza, di libera concorrenza, di parit di
trattamento, di non discriminazione, di trasparenza, proporzionalit e pubblicit nelle procedure di
affidamento degli appalti e nellesecuzione degli stessi. Sono contratti a titolo oneroso, in forma scritta,
stipulati tra uno o pi operatori economici e una o pi stazioni appaltanti o enti aggiudicatori. Per quanto
riguarda lambito oggettivo di applicazione del codice, hanno ad oggetto la sola esecuzione dei lavori
pubblici, ovvero congiuntamente, la progettazione esclusiva e lesecuzione, ovvero ancora, lesecuzione con
qualsiasi mezzo, di unopera rispondente alle esigenze specificate dalla stazione appaltante o dall'ente
aggiudicatore, sulla base del progetto preliminare o definitivo posto a base di gara, come prevede il comma
7 dellart.3 del codice sugli appalti.

Le tipologie contrattuali escluse dallambito di applicazione oggettivo del codice sono i contratti relativi alla
produzione e al commercio di armi, munizioni, armi e materiale bellico, i contratti segretati, i contratti
aggiudicati sulla base di contratti internazionali e i contratti nel settore delle telecomunicazione.