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Canto VII

Canto e allontanamento delle anime (1-9)


Alla fine del suo discorso, Giustiniano intona un canto in cui inneggia a Dio, signore degli eserciti,
che illumina gli spiriti di questo Cielo; il beato ruota al ritmo del suo stesso canto, risplendendo
doppiamente e imitato dagli altri spiriti che, sfavillando velocissimi, si allontanano e si sottraggono
allo sguardo di Dante.

Beatrice spiega perch fu giusto punire la crocifissione di Cristo (10-51)


Dante colto da un dubbio e vorrebbe chiedere spiegazioni a Beatrice, tuttavia si trattiene per la
riverenza che prova naturalmente nei suoi confronti. La donna intuisce comunque la sua incertezza
e gli sorride in modo tale che renderebbe felice anche un uomo nel fuoco, quindi gli rivela di
conoscere il suo dubbio, ovvero come pu essere stata giusta la punizione di una giusta vendetta (la
crocifissione di Cristo). Beatrice promette di risolvere ogni incertezza e spiega che Adamo, primo
uomo, non volle sottostare al divieto divino e commise il peccato originale, condannando in tal
modo tutta l'umanit. Questa stata per secoli nell'errore, finch a Dio piacque incarnarsi nella
natura umana con la nascita di Ges: questa natura umana era pura e senza macchia nella persona di
Cristo, ma era colpevole in se stessa in quanto aveva peccato ed era stata cacciata dal Paradiso
Terrestre. La pena della crocifissione fu dunque giustissima, in quanto applicata alla natura umana
di per s, ma assolutamente ingiusta in quanto applicata alla persona di Cristo. Dallo stesso atto
nacquero conseguenze diverse, poich essa piacque a Dio per motivi giusti e agli Ebrei per motivi
abietti, dunque Dante non si deve stupire se si dice che Dio giustamente pun quell'azione.

Beatrice spiega perch Dio scelse quel modo per redimere l'umanit (52-120)
Beatrice intuisce che la spiegazione ha generato un nuovo dubbio in Dante, poich il poeta non
comprende per quale motivo Dio abbia scelto proprio questa via per redimere l'umanit dal peccato
originale. Beatrice spiega che questo mistero inconoscibile a chi non arda dell'amore divino,
tuttavia, poich comprendere questo arduo all'intelletto umano, lei fornir una spiegazione
esauriente. La bont divina disprezza ogni odio e, ardendo in se stessa, produce ogni bellezza del
creato: ci che nasce da essa non ha fine ed totalmente libero, poich non soggiace alle cause
seconde, fra cui le influenze dei Cieli. Pi la cosa creata conforme alla bont divina, pi piace ad
essa: la creatura umana possiede tutte queste doti, ma se ne manca anche una sola perde la sua
nobilt. Il peccato ci che la rende schiava delle passioni e la allontana da Dio, e la natura umana
non pu recuperare la sua nobilt dopo aver peccato, se non ripara con una adeguata punizione.
Quando la natura umana pecc nella persona di Adamo, perse la propria dignit e fu cacciata
dall'Eden, n poteva riparare se non per una di queste vie: Dio poteva perdonarla per sua generosit,
oppure l'uomo poteva espiare di sua iniziativa. Tuttavia l'uomo non era in grado, per sua natura, di
riparare da solo, perch non poteva umiliarsi tanto quanto era insuperbito col peccato originale;
allora fu Dio a dover riparare per lui, e poteva farlo in un modo (col perdono o con la punizione)
oppure in entrambi: poich l'opera di chi agisce tanto pi gradita quanto pi mostra la propria
bont, Dio decise di redimere l'umanit seguendo ambedue le strade. Mai, in tutta la storia umana,
si vide n si vedr un atto cos generoso, in quanto Dio non perdon l'uomo con un semplice atto di
liberalit, ma volle sacrificare se stesso e fu per questo che Cristo si fece uomo.

Beatrice spiega la corruttibilit dei corpi (121-148)


Beatrice comprende nuovamente che in Dante sorto un nuovo dubbio, per cui sente la necessit di
un'ulteriore spiegazione. Dante, infatti, vede che gli elementi naturali e i loro composti sono
corruttibili, pur essendo stati creati da Dio, e questo sembra contraddire quanto detto prima da
Beatrice circa le cose create direttamente da Dio. La donna spiega che gli angeli e i Cieli sono stati
creati nella pienezza del loro essere, mentre gli elementi naturali e gli oggetti da essi composti sono
stati formati dalle influenze celesti. Ad essere creata direttamente fu solo la loro materia prima, cos
come la virt informativa che si trova nelle stelle, la quale crea l'anima vegetativa e sensitiva
tirandola fuori dal complesso della materia idonea ad assumere forma. L'anima umana, invece,
creata direttamente dalla bont divina, e se ne innamora a tal punto che poi brama di ricongiungersi
a essa. Da qui Dante pu comprendere come sia possibile la resurrezione fisica dei corpi, se pensa
cio al modo in cui furono creati quelli di Adamo ed Eva.