Sei sulla pagina 1di 11

Il segnale analogico e il segnale digitale

Una rappresentazione analogica del suono una rappresentazione che lavora per analogia: la curva
continua nel tempo delle variazioni di ampiezza viene rappresentata da una curva continua nel tempo
delle variazioni di tensione elettrica, curva che memorizzata nei solchi di un disco in vinile o nel campo
magnetico di un nastro. Per essere pi precisi, il tracciato dei solchi del vinile e lintensit del campo
magnetico sul nastro seguono landamento della curva dellampiezza, dopo che questa stata convertita
in un segnale elettrico.
Una rappresentazione digitale non cerca di imitare la curva continua di ampiezza con una curva
analoga ad essa, ma piuttosto assegna dei numeri che rappresentano di volta in volta il valore
dellampiezza in istanti successivi di tempo. Sar la successione di numeri a rappresentare landamento
della curva di ampiezza.
Nel caso del segnale analogico si ha un curva continua che approssima una curva continua; nel caso di
quello digitale si ha una successione di numeri che approssima una curva continua. La rappresentazione
digitale non continua, ma discreta, cio esistono degli eventi ben definiti che sono i valori dellampiezza
in precisi istanti di tempo. La rappresentazione digitale si avvale di un codice simbolico preciso dato dalle
cifre (digits) che compongono i numeri: fissate le cifre a disposizione e la lunghezza dei numeri, la
rappresentazione avr a disposizione un insieme finito di simboli conosciuto alla perfezione.
I vantaggi di un codice simbolico preciso sono innumerevoli come ad esempio nelle operazioni di copia del
segnale: noto come copie ripetute dello stesso segnale analogico producano una degradazione sempre
maggiore della qualit del segnale; ci intuitivamente comprensibile in quanto loperazione di copia
deve di nuovo approssimare con una curva continua la curva che era stata memorizzata in precedenza
introducendo sempre pi errori. Al contrario, fare una copia di numeri non comporta alcun errore: la
curva memorizzata in precedenza rimane sempre la stessa, non subisce alterazioni nella copia. Lavorando
con i numeri anche immediato constatare quanto debba essere facile manipolare il segnale: le
operazioni di manipolazione altro non sono che operazioni aritmetiche che comporteranno il cambiamento
di alcuni numeri. Ad esempio, se si vuole aumentare lintensit di una parte di un suono, sufficiente
moltiplicare i numeri che corrispondono a quella parte per il fattore desiderato. Nel caso analogico,
invece, occorre applicare un dispositivo elettronico che accresce lampiezza della curva in questione.
Ma un aspetto totalmente nuovo introdotto dalla rappresentazione digitale la possibilit di correzione
degli errori introdotti dai supporti per la memorizzazione (come i compact disc) e dai dispositivi di
trasmissione (via cavo o via satellite). Per errore si intende che qualcuno dei numeri che rappresentano il
segnale viene letto o ricevuto in modo differente da come era stato memorizzato o trasmesso,
rispettivamente. Un sistema digitale, grazie alla finitezza del codice, conosce quali sono le
rappresentazioni possibili, e quindi in grado di rilevare e correggere alcuni errori mediante lintroduzione
di informazioni aggiuntive rispetto al segnale vero e proprio.
La rappresentazione digitale del segnale audio porta anche degli svantaggi. Innanzitutto occorre
realizzare un sistema di comunicazione tra linterno e lesterno dellelaboratore: nel mondo esterno,
quello in cui noi esseri umani ascoltiamo i suoni, i numeri devono essere convertiti in pressione sonora;
nella rappresentazione analogica unonda sonora era sempre una forma donda di qualche tipo, non
diventava mai una successione di numeri. Inoltre, una qualit del segnale comparabile con i migliori
apparati analogici necessita di grandi capacit di memoria e di velocit di trasmissione per la
memorizzazione e rispettivamente il trasferimento del segnale, comportando costi a volte eccessivi.
Questo svantaggio ha portato allo sviluppo delle tecniche di compressione, che hanno permesso in tempi
relativamente recenti limpiego dellaudio nella multimedialit e la trasmissione della musica via Internet
A partire dallinizio degli anni 80, molte applicazioni audio hanno gradualmente beneficiato della
rappresentazione digitale: manipolazione, missaggio, archiviazione (registrazione) di materiale sonoro,
sintesi di nuovi timbri, simulazione di timbri di strumenti tradizionali, analisi di suoni, restauro di vecchie
registrazioni analogiche, trasformazioni di registrazioni (con lintroduzione di effetti, come riverberi, echi,
ecc.).
Quando si considera la catena audio di un processo di registrazione e riproduzione che utilizza un
computer per lacquisizione, lediting e la memorizzazione dei segnali dobbiamo pensare al seguente
schema:

Suono Suono
acustico microfono analogico

Convertitore Suono Convertitore


A/D digitale D/A

Suono
Suono monitor acustico
analogico
Il segnale analogico
In un processo puramente analogico, il microfono cattura le variazioni di pressione nellaria e le trasduce
(Il termine trasduzione indica la conversione di un segnale con una forma di energia in un segnale in
unaltra forma di energia). In particolare, i valori di una certa grandezza x del segnale in ingresso
vengono convertiti nei valori di unaltra grandezza y del segnale in uscita, in modo che le variazioni della
grandezza y rappresentino le variazioni della grandezza x.
Nel caso del suono hanno particolare importanza le trasduzioni elettroacustiche, in cui un segnale sonoro
viene convertito in un segnale elettrico e viceversa. Ad esempio, un microfono a pressione un
trasduttore elettroacustico da pressione sonora (la grandezza x) a tensione elettrica o intensit di
corrente (grandezza y); un diffusore un trasduttore elettroacustico che lavora nel verso opposto.
Anche lorecchio un trasduttore elettroacustico: come il microfono, trasduce lenergia acustica in impulsi
nervosi di tipo elettrico.
Le variazioni di tensione descrivono esattamente il segnale acustico. Il debole segnale elettrico in uscita
da un microfono passa attraverso un preamplificatore e un amplificatore prima di essere registrato in
generale su un nastro magnetico: una testina elettromagnetica produce un campo magnetico sulla
pellicola di polvere di ferro, o ossido di ferro, o ferro-cromo, presente sul nastro. Il campo magnetico, che
varia nel tempo in dipendenza della corrente sulla testina, dispone in modo ordinato le particelle di
polvere di ferro: una nuova trasduzione, ma elettricit e magnetismo sono cos intimamente collegati
che non si parla di trasduzione). A questo punto il segnale pu essere trasferito su uno qualsiasi dei
supporti del suono analogico: ancora nastro magnetico, dischi in resina vinilica (incisione meccanica),
banda della colonna sonora su una pellicola cinematografica (registrazione ottica).
Da questi supporti il segnale pu essere prelevato (trasdotto) mediante un lettore adeguato (ad esempio
un giradischi, in cui la testina trasduce landamento dei microsolchi in un segnale elettrico). Di nuovo, il
segnale viene amplificato e mandato ai diffusori acustici, che trasducono il segnale elettrico in un segnale
sonoro. Se un sistema di alta fedelt, le curve di ampiezza sonora iniziale e finale sono molto simili.
Tuttavia gli elementi della catena possono tutti introdurre del rumore e della distorsione. Il rumore
un segnale indesiderato che si aggiunge al segnale analogico, ed in generale ad ampio spettro (vedi il
rumore bianco). Un tipico rumore che tutti sperimentiamo quello causato dallimpressione magnetica
sul nastro e viceversa dalla lettura del segnale registrato; tale rumore viene percepito come fruscio dal
nostro apparato uditivo.
Per la riduzione del rumore (noise reduction), sono stati sviluppati vari metodi: il noto sistema della
Dolby, ad esempio, enfatizza in registrazione alcune regioni dello spettro nelle quali il rumore
maggiormente percepibile; in riproduzione, le stesse regioni vengono de-enfatizzate, con il risultato di
riportare ai livelli corretti i rapporti tra le frequenze nel segnale e attenuare nel contempo il rumore.
Per stimare lammontare di rumore introdotto da un sistema analogico, si soliti usare il rapporto
segnale-rumore (Signal-to-Noise-Ratio - SNR). SNR si definisce come il rapporto tra la massima
ampiezza utile del segnale e lampiezza del rumore presente
SNR = max ampiezza segnale/ampiezza rumore
ovviamente maggiore il rapporto SNR, migliore sar la qualit del segnale. In pratica, si usa esprimere
il rapporto segnale-rumore in decibel:
SNR (in dB) = 20 log (max ampiezza segnale/ampiezza rumore)
Connesso al rumore un altro tipico parametro che misura la bont di un dispositivo audio analogico, la
gamma dinamica (dynamic range). La gamma dinamica il rapporto tra lampiezza massima e
lampiezza minima presenti nel segnale; essendo un rapporto di ampiezze, anchessa pu essere misurata
in decibel e in questo caso la gamma dinamica la differenza tra lampiezza massima e lampiezza
minima presenti nel segnale. Intuitivamente, essa una misura della escursione di un brano audio in
termini di ampiezza: un brano che passa da un pianissimo a un fortissimo o viceversa presenta unestesa
gamma dinamica. Ovviamente un sistema analogico migliore un sistema che approssima meglio la
gamma dinamica del segnale in ingresso. La connessione con il rumore dovuta al fatto che, poich il
rumore presenta in generale unampiezza media costante, esso limita la risposta utile del sistema in
gamma dinamica.
La distorsione una modifica non desiderata della forma donda (e quindi dello spettro) di un segnale.
Nei componenti elettronici, la distorsione di solito aumenta con lampiezza. Quindi, nella caratterizzazione
SNR, per ampiezza utile si intende lampiezza massima alla quale non si presentano effetti di distorsione,
o meglio lampiezza massima alla quale la distorsione mantenuta al di sotto di una certa soglia di
tolleranza prefissata.
Considerando i parametri di unonda, la distorsione pu essere in frequenza, ampiezza e fase. Per fare un
esempio, un tipico caso di distorsione in frequenza presente nella nostra percezione uditiva, in quanto
lorecchio risponde in modo differente alle diverse frequenze. La forma donda percepita quindi
differente dalla forma donda in ingresso, a causa della colorazione introdotta dal nostro apparato
uditivo. Di conseguenza, alcune distorsioni introdotte dai componenti elettronici non sono udibili, in
quanto la colorazione comunque effettuata dal nostro apparato uditivo ne annulla leffetto; se una
distorsione udibile, la nostra percezione del segnale viene ovviamente alterata (ad esempio, cambia il
timbro di uno strumento).

Il segnale digitale
La digitalizzazione del suono ha comportato una serie di trasformazioni a partire dagli anni 80, che hanno
interessato sia i professionisti del settore che i fruitori di musica. suono digitale tutto ci che arriva da
Compact Disc (CD), DVD, Digital Audio Tape (DAT), MiniDisc (MD), o dallhard disk del computer. Anche
la maggior parte delle sale cinematografiche trasmette suono digitale, che permette di realizzare delle
complesse diffusioni come il surround.
Il segnale digitale (numerico, discreto) una successione di numeri che rappresentano lampiezza del
segnale in precisi e ravvicinati istanti di tempo. Occorrono degli strumenti per convertire il segnale
analogico in una successione di numeri e viceversa. Il fenomeno noto come campionamento del segnale
analogico.
Cosa vuol dire allora campionare un segnale? Vuol dire trovare una rappresentazione discreta per
qualcosa che in origine ha una variazione continua. Lo scopo evidente: laddove, ad esempio, per
modificare la registrazione analogica di una voce, dobbiamo prima convertire l'energia sonora in energia
elettrica (tramite un microfono), poi trasformare l'ernergia elettrica in propriet magnetica di un nastro
(tramite un registratore a nastro) e infine intervenire con modifiche meccaniche sul nastro stesso
(operazioni di edit con taglia e incolla manuali del nastro), con una registrazione digitale, nella quale
l'energia elettrica fornita dal microfono viene direttamente convertita in campioni digitali, ossia in dati
numerici discreti, sar possibile modificare la registrazione tramite un calcolatore elettronico in grado di
analizzare i dati e modificarli.
Per comprendere come le variazioni di pressione dellaria diventino dei numeri immateriali, occorre
seguire la catena dellaudio digitale nella figura seguente, simile a quella vista in precedenza:
Cominciamo dalla semicatena della registrazione (a sinistra in figura).
Il segnale analogico della pressione sonora viene trasdotto come in precedenza in un segnale elettrico. A
questo punto occorre convertire il segnale in formato digitale: lo strumento fondamentale per la
conversione il Convertitore Analogico-Digitale (Analogue-to-Digital Converter - ADC), che in base a
un suo orologio interno (clock), preleva i campioni dellampiezza dal segnale analogico. Lorologio interno
fissa il tasso o frequenza di campionamento (sample rate - SR), cio fissa ogni quanto tempo vengono
prelevati i campioni. I campioni altro non sono che numeri, che possono essere memorizzati su un
qualsiasi dispositivo digitale, simbolizzato in figura dallicona cilindro che rappresenta il disco rigido (hard
disk - HD). Prima di digitalizzare il segnale, occorre per filtrarlo in modo da eliminare una parte del suo
spettro che potrebbe causare il problema dellaliasing; infatti, secondo il teorema di Nyquist (o del
campionamento): ogni segnale a banda limitata pu essere campionato e perfettamente ricostruito a
patto che la frequenza di campionamento sia almeno il doppio della frequenza massima contenuta nella
banda del segnale. Soffermiamoci un attimo: la banda del segnale deve essere limitata: ossia deve
esserci una frequenza massima all'interno del segnale, che non venga mai superata. Poi, misurata questa
frequenza massima, il teorema afferma che la frequenza del campionamento deve essere almeno doppia
di questa frequenza massima perch il campionamento possa essere realizzato con successo. Ad
esempio: se vogliamo campionare il segnale di un basso elettrico, nel quale la frequenza massima sia,
per ipotesi, 300Hz (ovvero l'onda sonora pi "veloce" compie 300 cicli al secondo), la frequenza di
campionamento dovr essere come minimo di 600Hz, ossia dovranno essere presi almeno 600 campioni
in un secondo. Se per dobbiamo campionare il segnale di un violino, che arrivi, ad esempio, fino a
15.000 Hz, sar necessaria una frequenza di campionamento di almeno 30.000Hz, ossia si dovranno
prendere almeno 30.000 misurazioni al secondo. Nella pratica, in ragione del fatto che lo spettro
dell'udibile per l'orecchio umano compreso tra i 20 e i 20.000Hz, una frequenza di 40.000Hz dovrebbe
essere sufficiente a campionare ogni possibile suono udibile dall'uomo.
Ci che avviene nella digitalizzazione rispetta il teorema del campionamento procedendo in senso inverso.
Stabilito un tasso di campionamento SR, occorre eliminare dal segnale tutte quelle frequenze che sono
oltre la met di SR; quindi, se SR = 11.000 campioni al secondo, occorre eliminare dal segnale tutte le
frequenze superiori a 5500 Hz. Per far ci si usa un filtro che elimina (o meglio attenua) tutte le
frequenze sopra una certa soglia (detta frequenza di taglio o di cut-off). Ovviamente tale filtro detto
passabasso (lowpass filter) in quanto fa passare solo frequenze sotto una soglia, ed detto
antialiasing in quanto evita il problema dellaliasing.
La semicatena di riproduzione di un segnale digitale (sulla destra in figura) inizia con la conversione in
segnale analogico, mediante il Convertitore Digitale-Analogico (DAC - Digital-to-Analogue Converter). Il
DAC genera delle tensioni elettriche che sono proporzionali ai campioni del segnale digitale, in
corrispondenza degli istanti di tempo stabiliti dallorologio interno. Un interpolatore si occupa di smussare
i gradini dovuti al salto da un valore di tensione al valore vicino. Il modo in cui linterpolatore svolge il
suo compito necessita di nuovo di un filtro passabasso: i gradini ripidi tra un valore e laltro, infatti,
corrispondono alla presenza di alte frequenze nel segnale analogico generato; tali frequenze vengono
eliminate dal filtro, la cui frequenza di taglio data dalla met del tasso di campionamento dato dal clock.
Nel segnale digitale, infatti, le frequenze superiori alla met del tasso di campionamento sono state
eliminate in fase di registrazione, e non sono quindi presenti: perch introdurle ex-novo nel segnale
analogico con i gradini creati dal DAC? Infine il segnale viene amplificato e mandato ai diffusori per la
trasduzione in segnale acustico. Facciamo due brevi commenti sulla catena audio digitale.

Schema ADC

FILTRO Campionatore Quantizzatore Codificatore

Analogico Analogico Analogico Digitale


Banda illimitata Banda limitata Tempo discreto Tempo e Ampiezza
Tempo e ampiezza Tempo e ampiezza Ampiezza continua discreti
continui continui
Il FILTRO limita la larghezza di banda del segnale analogico.
Il CAMPIONATORE converte un segnale a valore continuo nel tempo in segnale discreto
Il QUANTIZZATORE converte un segnale a valore continuo nellampiezza in segnale discreto
Il CODIFICATORE definisce il codice di segnale digitale in base alle applicazioni che seguono.

Innanzitutto, si nota come la digitalizzazione, sebbene presenti notevoli vantaggi, introduce


problematiche nuove e a volte impreviste, che sono intrinseche alla tecnica, e non hanno niente a che
fare con il segnale di partenza. Laffermazione del digitale testimonia per che i vantaggi superano di
gran lunga gli svantaggi. Inoltre, si nota come nella catena audio digitale vengono delimitati in modo
netto le aree di competenza tra il segnale digitale, allinterno dellelaboratore, e il segnale analogico,
allesterno dellelaboratore. Linterno dellelaboratore si prefigura come uno spazio perfetto in cui il
segnale descritto da numeri precisi, facilmente manipolabili, che non subiscono degradazioni; nessuno
ascolta per il suono in esso rappresentato. Lesterno dellelaboratore il mondo reale in cui i suoni si
possono ascoltare; ma il segnale fuori dallelaboratore va incontro a una serie di pericoli che possono
danneggiarlo: rumori, distorsioni, approssimazioni non controllate. Il passaggio da analogico a digitale e
viceversa caratterizzato da due operazioni di discretizzazione, in cui delle grandezze continue vengono
ad assumere valori discreti: una il tempo, dal momento che lorologio dei convertitori stabilisce quali
sono gli istanti da considerare per il campionamento, laltra lampiezza, dal momento che i numeri che
possibile usare nella rappresentazione appartengono a un codice simbolico definito e preciso.
Loperazione che discretizza il tempo detta campionamento; loperazione che discretizza lampiezza
detta quantizzazione.

Figura Segnale analogico (a), quantizzato (b), campionato (c), quantizzato e campionato (d)
Il campionamento la discretizzazione del segnale analogico nel tempo. Dato che la descrizione del
segnale data dalla variazione dellampiezza nel tempo, il campionamento corrisponde alla
individuazione dei valori discreti (istanti di tempo) sullasse delle ascisse. Intuitivamente, perch il
segnale digitale rappresenti in modo efficace il segnale analogico di partenza, occorre che i campioni
siano prelevati a una velocit (o tasso) abbastanza elevati da riuscire a tener conto di tutte le variazioni
del segnale. Cio se il segnale passa in breve tempo da una fase ascendente a una fase discendente e
quindi ancora a una fase ascendente, gli istanti di tempo considerati devono appartenere a tutte le tre
fasi; se una delle fasi viene saltata, il segnale digitale non potr rendere conto di tale variazione. Quindi,
la velocit di prelevamento dei campioni, cio il tasso di campionamento, deve essere dipendente dalla
velocit di variazione del segnale. La velocit di variazione del segnale dipende a sua volta dalla parziale
con frequenza pi alta: sar questa frequenza a determinare la velocit massima di variazione del
segnale, e quindi anche il tasso di campionamento, se la digitalizzazione non deve causare degli errori di
rappresentazione. In modo ancora pi intuitivo, pi brevi sono gli intervalli di tempo tra un campione e il
successivo, pi simile alloriginale analogico sar il segnale a gradini. Al limite, per intervalli di tempo
infinitamente brevi, i due segnali analogico e digitale coincideranno. Lintervallo di tempo tra un campione
e il successivo detto periodo di campionamento; linverso del periodo, e quindi il numero di campioni
in un secondo detto tasso o velocit di campionamento (spesso si usa il termine frequenza di
campionamento per indicare linverso del periodo, applicando la terminologia usata per i cicli dei segnali
periodici al caso dei campioni). Si preferisce parlare in questo ambito di frequenza soltanto quando si
parla di cicli al secondo per un segnale, impiegando il nome tasso o velocit quando si parla di campioni
al secondo. In inglese, la confusione viene evitata usando il termine frequency per la frequenza vera e
propria, e il termine rate per i campioni (in particolare sample rate).
A ogni periodo di campionamento si preleva un campione dellampiezza del segnale, cio il valore
quantizzato del segnale analogico in quellistante; il risultato una sequenza di valori che corrispondono
allandamento del segnale. Pi sono ravvicinati i valori, pi efficacemente sar descritto landamento del
segnale.

Figura Il campionamento di un segnale. (a) il segnale analogico; (b) campionamento con tasso di campionamento f; (c)
campionamento con tasso di campionamento 2f; (d) campionamento con tasso di campionamento 3f.

Poich man mano che si riduce la dimensione dellintervallo di campionamento aumenta laccuratezza
della descrizione del segnale, cruciale scoprire qual la dimensione migliore dellintervallo. I due
parametri per i quali occorre trovare un equo compromesso sono la qualit del suono e il numero di
campioni. Una migliore qualit del segnale corrisponde a una maggiore quantit di informazione, cio un
maggior numero di campioni nellunit di tempo; e un maggior numero di campioni richiede un maggiore
spazio in memoria e una superiore velocit di trasferimento dati. Chiariamo un attimo questo secondo
punto: la riproduzione dellaudio corrisponde a una lettura dei campioni e alla loro conversione in segnale
analogico, che viene quindi amplificato e inviato ai diffusori. Queste operazioni devono avvenire con una
velocit appropriata, che riesce a elaborare il numero corretto di campioni nellunit di tempo: se i
campioni che descrivono il segnale sono 44.100 per secondo, occorre che la capacit di lettura del
dispositivo (hard disk, CD, floppy disk, ...) sia sufficientemente veloce da inviare 44.100 numeri al DAC;
se laudio viaggia su Internet, allora la rete deve essere in grado di trasportare 44.100 campioni al
secondo, altrimenti la riproduzione diventa difficile (con interruzioni continue). Se la quantit di campioni
nellunit di tempo diminuisce, allora la descrizione del segnale sar meno accurata, e la qualit di ascolto
potrebbe diventare inadeguata.
Nella digitalizzazione di un segnale, i due parametri di qualit del suono e di quantit di campioni
rispettivamente sono in contrasto, e la scelta del tasso di campionamento dipende dalle esigenze delle
applicazioni individuali. Partendo tuttavia dallidea di avere il massimo della qualit, cio di riuscire a non
percepire la differenza tra il segnale analogico e il segnale digitale, vediamo qual il minimo valore di
velocit di campionamento. In altre parole, come facciamo a non avere della perdita di informazione?
Anche nella digitalizzazione occorre tenere a bada i due nemici di sempre, la distorsione e il rumore,
rivisitati in senso digitale.
La nostra percezione rimane invariata dal segnale analogico al segnale digitale se la forma donda, e
quindi lo spettro del segnale, non subisce alcuna alterazione, se cio le parziali del segnale in ingresso
sono le stesse del segnale in uscita, oppure se le alterazioni subite non sono percepibili: in poche parole,
se non occorrono distorsioni percepibili. Nella digitalizzazione di un segnale si ha un fenomeno di
distorsione dovuto tipicamente alloperazione di campionamento che ci utile per fissare dei limiti
inferiori al tasso di campionamento: il cosiddetto aliasing (o foldover). Laliasing un fenomeno che
introduce in un segnale digitale delle frequenze spurie, che non erano presenti nel segnale analogico in
ingresso. A partire dallaliasing, si possono formulare dei principi generali sulla velocit di
campionamento. In Figura troviamo tre casi di campionamento con differente rapporto tra tasso di
campionamento e frequenza.

Nel caso (a) il segnale analogico una sinusoide la cui frequenza 1/8 del tasso di campionamento
(quindi ben al di sotto della met): cio se il tasso di campionamento di 1000 campioni al secondo, la
frequenza del segnale di 125 Hz. Interpolando i valori campionati, immediato ricostruire il segnale di
partenza. un caso di sovracampionamento: le informazioni che risultano dalla digitalizzazione sono pi
che sufficienti per ricostruire il segnale originale.
Il caso (b) rappresenta un campionamento critico. La sinusoide ha una frequenza che la met della
velocit di campionamento (con lesempio di 1000 campioni/sec, la frequenza di 500 Hz):
linterpolazione produce un risultato adeguato solo in presenza di determinate condizioni. Ad esempio, se
la fase del segnale fosse stata 0 invece che 90 come in figura, il campionamento avrebbe prodotto tutti
campioni di ampiezza 0, con possibilit nulle di ricostruire il segnale.
Infine, nel caso (c), la ricostruzione del segnale a partire dai campioni produce un segnale totalmente
nuovo, la frequenza spuria a cui si accennava in precedenza. un caso di sottocampionamento: il
segnale analogico di partenza ha una frequenza che i 7/8 del tasso di campionamento; con un tasso di
campionamento di 1000 campioni/sec il segnale di 875 Hz, al di sopra della met del tasso di
campionamento. Il segnale ricostruito di nuovo di 1/8 del tasso di campionamento, quindi di 125 Hz,
ma con la fase invertita rispetto al segnale originale. Si dice che la curva ha una frequenza che 1/8
rispetto al tasso di campionamento, cio di 125 Hz (Le frequenze negative non hanno un significato
fisico in termini di frequenza, in quanto non avrebbe senso parlare di un numero negativo di cicli al
secondo. Si noti che anche una frequenza nulla, 0 Hz, non ha senso).
Questo leffetto di aliasing: i campioni ottenuti dal segnale originale non sono distinguibili dai campioni
che si sarebbero ottenuti dal segnale ricostruito, usando lo stesso tasso di campionamento.

Le conseguenze dellaliasing possono essere disastrose, e dipendono dai rapporti che le frequenze spurie
hanno con le altre frequenze presenti nel segnale. Ad esempio, nel caso in cui la frequenza spuria sia
molto vicina a una frequenza gi presente nel segnale, si potrebbe verificare il fenomeno dei battimenti.
Un caso particolarmente evidente di alterazione di un suono dovuta ad aliasing si verifica con un
glissando: fino a che la frequenza del segnale rimane al di sotto della met del tasso di campionamento,
il segnale digitale rappresenta correttamente il segnale analogico; non appena la frequenza del segnale
supera la met del tasso di campionamento, il segnale ricostruito diminuisce la sua frequenza secondo la
formula vista in precedenza (il segnale analogico continua invece a salire).
Per comprendere il fenomeno dellaliasing, pu essere utile effettuare una comparazione con il fenomeno
analogo che avviene nelle immagini. Nel caso delle immagini, per spettro si intende la composizione
frequenziale di unimmagine in termini di sinusoidi che hanno come ascissa lo spazio (invece che il
tempo) e come ordinata lintensit luminosa o di colore: una sinusoide a frequenza elevata corrisponde a
cambiamenti repentini di intensit o di colore, mentre una sinusoide a basse frequenze corrisponde a
fluttuazioni pi graduali di intensit o colore. Lapplicazione di un filtro antialias corrisponde quindi
alleliminazione delle sinusoidi con frequenze pi elevate: nel caso di immagini con cambi repentini di
intensit o di colore questi cambi diventano pi graduali o con scalini pi arrotondati. Generalizzando
dal fenomeno di aliasing, si osserva che per descrivere correttamente il segnale occorre ricordarsi di
ogni singola variazione del segnale: cio occorre ricordarsi di ogni volta che il segnale cresce e di ogni
volta che il segnale decresce. Se loperazione di campionamento manca di memorizzare qualcuna delle
deformazioni, si ha un sottocampionamento e il fenomeno di aliasing. Considerando una parziale del
segnale, sono necessari almeno due campioni per ciascun periodo del segnale: nel periodo di una
sinusoide, infatti, il segnale cambia direzione due volte. Inoltre, poich in un segnale complesso sono
presenti pi parziali, occorre che il campionamento prelevi almeno due campioni per la parziale di
frequenza massima presente nel segnale; le altre parziali saranno tutte sovracampionate.
Il principio che abbiamo appena descritto intuitivamente il teorema di Nyquist, formulato nel 1928 da
Harold Nyquist, e discende dalla teoria dellinformazione di Claude Shannon. Il tasso di campionamento
deve essere quindi almeno il doppio della frequenza massima presente nel segnale in input. Questo tasso
di campionamento detto tasso di Nyquist. Se il tasso di campionamento al di sotto del tasso di
Nyquist, si verifica il fenomeno dellaliasing.
Operando nel senso inverso, stabilito un tasso di campionamento sui dispositivi di conversione analogico-
digitale, per campionare correttamente il segnale in input occorre che le frequenze che sono la met della
frequenza di campionamento vengano eliminate. Con leliminazione di tali frequenze il segnale risulter
impoverito rispetto al segnale originale, ma non detto che le conseguenze di questa riduzione del
contenuto armonico siano percepibili dal sistema uditivo delluomo.
Ad esempio, poich la percezione delluomo arriva a segnali di circa 20.000 Hz, sufficiente che il tasso
di campionamento sia fissato a oltre 40.000 campioni/sec, per non avere perdite significative nella qualit
del segnale ricostruito. Il tasso di campionamento dei compact disc di 44.100 campioni/sec, ed quindi
sufficiente a rappresentare correttamente il segnale audio di partenza. Per eliminare le frequenze dal
segnale in ingresso, occorre filtrare il segnale in modo da far passare solo le frequenze al di sotto della
met del tasso di campionamento. Il dispositivo che permette di fare questa operazione un filtro
passabasso. Lo schema nella Figura rappresenta loperazione di filtraggio operata da un filtro passabasso.
In alto a sinistra vi sono le quattro parziali di un segnale in ingresso al filtro. Il segnale complesso che
risulta dalla combinazione di queste quattro parziali si trova in basso a sinistra. Il filtro attenua le due
frequenze pi elevate (nel nostro schema semplificato le azzera). Il segnale risultante si trova in basso a
destra e risulta differente dal segnale di partenza. Leliminazione delle frequenze pi elevate una
semplificazione: in realt il filtro riesce solo ad attenuare le frequenze indesiderate. La frequenza che
fissa la soglia oltre la quale le frequenze vengono attenuate detta frequenza di taglio o di cut-off.
Le stesse tematiche che riguardano il filtro passabasso riappaiono nella ricostruzione del segnale
analogico, quando il filtro deve eliminare i cambi repentini di intensit dovuti alla successione di tensioni
generate dal DAC in corrispondenza della lettura dei singoli campioni dal segnale digitalizzato. I cambi di
intensit sono repentini in quanto la tensione rimane costante fino alla conversione del campione
successivo risultando in un segnale a scalini. Nei casi reali lintervallo di tempo tra due conversioni
successive di decimillesimi di secondo (ad esempio, a 44.100 campioni/sec lintervallo di 0,000023
secondi). Ma il segnale analogico di partenza non pu avere questi cambi repentini di intensit, in quanto
era stato filtrato mediante un filtro passabasso sotto la met del tasso di campionamento: per ricostruire
in modo corretto il segnale, sufficiente che il segnale a scalini sia filtrato di nuovo mediante un filtro
passabasso tarato come il filtro usato nella fase di campionamento. La magia del suono digitalizzato
che il segnale ha una banda limitata, oltre la quale non si pu andare in fase di ricostruzione del segnale.
La differenza operativa la seguente: nel caso del campionamento il segnale di partenza era il segnale
analogico originale; nel caso della ricostruzione, il segnale di partenza il segnale a scalini generato dal
DAC. Il risultato per il medesimo nei due casi, in quanto il contenuto spettrale al di sotto della met
del tasso di campionamento lo stesso. Il segnale che arriva ai diffusori assomiglia graficamente e
suona come il segnale originale.

La quantizzazione
Abbiamo visto che, nel campionamento, andiamo a trasformare in valori numerici discreti quello che in
origine un segnale continuo. Comunque dopo il campionamento il segnale ancora nel dominio
analogico in quanto lampiezza di ogni campione pu assumere infiniti valori tra i limiti massimo e minimo
della tensione analogica. Ogni valore numerico viene conservato in un calcolatore sotto forma di una
sequenza di bit, dove un bit pu assumere un valore tra 0 e 1. Un valore numerico memorizzato nel
nostro campionatore dovr quindi avere una forma del tipo 0010, o 1011, o 10110101, o qualcosa di
analogo. Come si applica questa situazione generale al campionamento? E' evidente che i valori che
descrivoro l'ampiezza del segnale nell'istante in cui avviene il campionamento, dovranno essere del tipo
che abbiamo visto: chiaro anche, quindi, che essi non potranno assumere ogni possibile valore
numerico (6, 35, 47/17, pi greco, 4,6666666...), ma potranno in realt essere scelti in un insieme
ristretto e finito, determinato dal numero di bit che il calcolatore metter a disposizione per i valori
dell'ampiezza del segnale. I numeri dovranno cio essere approssimati ad uno dei valori possibili. E' per
questo che, oltre alla frequenza di campionamento, di un campionatore si dichiara anche la capacit di
quantizzazione. Quali sono i valori possibili per la quantizzazione? Prendiamo il caso che il campionatore
metta a disposizione 4 bit per il campionameto. Ci significa che avremo a disposizione valori binari da
0000 a 1111, ossia solo 16 "step" di valori possibili. Loperazione di quantizzazione sul singolo campione
di ampiezza (tensione elettrica) ha lobiettivo di assegnare al campione uno dei valori numerici che sono
consentiti nella codifica digitale. La codifica digitale divide la gamma delle ampiezze possibili in intervalli o
regioni: ogni campione ha unampiezza che cade in una delle regioni. Ad esempio, se lampiezza varia tra
5 e +5 volt, la gamma totale delle ampiezze di 10 volt; se la codifica digitale divide la gamma delle
ampiezze in 16 regioni, ogni regione sar ampia 0,625 volt (0,625 = 10/16). Il numero di regioni in cui
suddivisa la gamma delle ampiezze dipende dai bit a disposizione per la codifica. La rappresentazione
digitale, infatti, si basa sulle sequenze di bit. Il bit lunit minima di informazione, e pu valere 0 o 1;
una sequenza di bit detta una parola binaria. Una parola binaria di N bit pu assumere 2N valori o
configurazioni differenti, cio si tratta di 2N possibili sequenze differenti di 0 e 1.
Per N = 2, le parole binarie possibili sono 4 (22), cio 00, 01, 10, e 11.
Per N = 3, le parole binarie possibili sono 8 (23), cio 000, 001, 010, 011, 100, 101, 110, 111.
Valori tipici per la lunghezza di una parola binaria nellaudio sono 8 o 16 bit, per un numero di valori
differenti di 256 (28) e 65.536 (216), rispettivamente (il valore di 2N dato dal calcolo delle disposizioni di
2 valori (0 e 1) su N posti. Il calcolo combinatorio delle disposizioni si applica quando si ha un numero N
di posti, e ciascuno pu essere ricoperto da uno qualsiasi di B valori. Ad esempio, nella schedina del
totocalcio i posti sono 13 (N = 13) e i valori possibili per posto sono 3 (B = 3: 1, 2, X). Il numero di
disposizioni in questo caso, cio il numero di configurazioni che possono venir fuori da una schedina 313
(cio BN). Nel caso della codifica digitale, i valori sono sempre 2 (0 e 1) e i posti dipendono dalla
lunghezza della parola binaria). Nellesempio fatto in precedenza divide la gamma delle ampiezze in 2N
regioni uguali, e associa a ciascuna delle regioni uno dei 2N valori numerici. Ciascuno dei 2N valori
numerici un codice binario a N bit. Nella Tabella si hanno i valori minimo e massimo delle 256 regioni in
cui suddivisa la gamma delle ampiezze di 10 volt (da 5 a +5 volt); ciascuna regione ampia 0,039
volt (10 / 256); per ciascuna regione vengono indicati gli estremi minimo e massimo e la parola binaria
che ne rappresenta il codice.

Fissato il numero di regioni possibili mediante i bit a disposizione, occorre stabilire un metodo per
associare una configurazione di bit a una regione della gamma delle ampiezze. Un metodo comune la
quantizzazione lineare, che come nellesempio fatto in precedenza divide la gamma delle ampiezze in 2N
regioni uguali, e associa a ciascuna delle regioni uno dei 2N valori numerici. Ciascuno dei 2N valori
numerici un codice binario a N bit. Nella Tabella 2.1, si hanno i valori minimo e massimo delle 256
regioni in cui suddivisa la gamma delle ampiezze di 10 volt (da 5 a +5 volt); ciascuna regione ampia
0,039 volt (10 / 256); per ciascuna regione vengono indicati gli estremi minimo e massimo e la parola
binaria che ne rappresenta il codice.
Nelloperazione di quantizzazione, tutti i valori di tensione che finiscono in una certa regione vengono
convertiti nel codice binario che rappresenta quella regione. Cos, facendo riferimento alla Tabella, il
valore 4,985 verr convertito nel codice 00000000, mentre il valore 4,831 verr convertito nel codice
11111011. Nel processo di quantizzazione si perde dellinformazione, in quanto tutti i valori che rientrano
in una regione verranno convertiti nello stesso codice binario, attenuando quindi le differenze tra i valori
di tensione. come se il codice corrispondesse a un valore di tensione che potrebbe essere il punto di
mezzo della regione (dipende da come il DAC lo riconvertir in tensione nella fase di ricostruzione del
segnale). Rispetto al punto di mezzo, quando viene quantizzato un altro valore della regione si introduce
per forza di cose un errore, che detto errore di quantizzazione. Man mano che i bit della codifica
aumentano, le regioni si riducono di ampiezza, e il codice binario viene quindi associato a una regione pi
piccola, riducendo lerrore di quantizzazione. Il massimo errore di quantizzazione dato dalla met della
dimensione di una regione, in quanto assumendo che il codice corrisponda al valore di mezzo, al pi il
valore di tensione per un certo campione sar agli estremi della regione. Ad esempio, facendo sempre
riferimento alla Tabella, il massimo errore di quantizzazione di 0,0195 volt. Il valore di mezzo della
prima regione dallalto 4,9805 volt. Il massimo errore di quantizzazione si verifica sugli estremi delle
regioni, anzi in questo caso delle piccole imprecisioni sulla misura della tensione possono far quantizzare
il valore su una regione o su quella vicina (consideriamo 4,961 volt); la probabilit che ci accada
tuttavia abbastanza ridotta. Nella Figura seguente si pu osservare la differenza di errore di
quantizzazione nel caso di parole binarie di 3 bit (8 valori) o di 4 bit (16 valori). Per ogni campione, il
puntino indica il valore effettivo di ampiezza registrato in quellistante, mentre la barra corrispondente
rappresenta il valore quantizzato. Come si rileva chiaramente, lerrore di quantizzazione, dato dalla
differenza in valore assoluto tra il valore effettivo e il valore quantizzato, molto maggiore nel caso di 3
bit (a sinistra nella figura)
Lerrore di quantizzazione si pu certamente considerare casuale (pu essere positivo o negativo, cio
essere inferiore o superiore al valore di mezzo della regione, pu essere grande o piccolo, e comunque
variare nei limiti dati dalla met di una regione), ed del tutto scorrelato dal segnale vero e proprio: si
comporta come un segnale aggiunto affine al rumore bianco introdotto dal processo di digitalizzazione.
Tale rumore detto rumore di quantizzazione. Poich non possiamo andare allinfinito nellaumentare il
numero di bit della codifica digitale, occorre fissare dei parametri per determinare se la rappresentazione
di un segnale corretta. In altre parole si cerca di fissare i limiti di precisione di una codifica digitale. Nel
caso del segnale analogico, la qualit di rappresentazione del segnale viene stabilita con la quantit di
rumore presente. Il rapporto SNR definito in precedenza d una misura della fedelt di un sistema
audio analogico.
Anche nel caso di un sistema digitale si pu introdurre una misura simile al rapporto SNR: lidea di
confrontare lampiezza del segnale con lampiezza del rumore di quantizzazione (cio il rumore causato
dallerrore di quantizzazione). Si parla di un rapporto SNR digitale, e, per differenziarlo, si pu usare
lacronimo SQNR (Signal-to-Quantization-Noise-Ratio Rapporto Segnale- Rumore-di-Quantizzazione).
Ora affrontiamo qualche calcolo per valutare SQNR in termini di decibel.

Poich N il numero di bit della rappresentazione digitale, e SQNR espresso in funzione di N,


questultima relazione stabilisce che ogni bit contribuisce per circa 6 dB al rapporto tra il segnale e
lerrore di quantizzazione SQNR. Per avere unidea del contributo dato da un singolo bit al rapporto
segnale/rumore, consideriamo che con 8 bit, SQNR = 48 dB, mentre con 16 bit, SQNR = 96 dB, che un
valore molto alto anche rispetto ai migliori registratori analogici. Nella Tabella seguente sono riportati i
valori di SQNR per la quantizzazione lineare in scala lineare e logaritmica per alcune lunghezze
significative della parola binaria. Le pi recenti tecniche di registrazione adottate nellindustria
discografica si basano su una quantizzazione a 24 bit, e godono di un rapporto segnale/rumore senza
precedenti (144 dB); il rapporto gi abbastanza elevato per i 16 bit utilizzati dallo standard dei compact
disc (96 dB).