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Sulla coscienza interna del tempo

Questo testo nato nelle Lezioni di Husserl a Gottinga, quando lui trattava
esattamente di unanalisi fenomenologica della coscienza interna del tempo. Si tratta
della rielaborazione di alcuni appunti stesi in occasione di un ciclo di lezioni sul
tempo con la collaborazione di Edith Stein che sono state pubblicate nel 1928 per
Martin Heidegger sulla rivista Analli per la filosofia e la ricerca fenomenologica.

Loriginale riflessione di Husserl linsistita affermazione di una sorta di dinamicit


originaria del tempo, che impone di concepire il presente non come un punto statico,
ma come un atto caratterizzato da un costante fluire.

Il nostro testo si trova nella seconda sezione della Prima Parte dellopera e tratta
proprio dellanalisi della coscienza del tempo.

8. Oggetti temporali immanenti e loro modo di apparire.

Husserl ci presenta lesempio del suono e ci dice che lo prende puramente come dato
iletico, cio lo prende in quanto esser dato. Ossia, egli desidera approfondire il modo
come loggetto temporale immanente appare in un flusso costante cos come
dato. Loggetto temporale appare proprio cos: DURANTE tutto questo flusso di
coscienza, quellunico e medesimo suono consaputo come suono che dura, che dura
ora; PRIMA, non consaputo; DOPO, per un certo tempo ancora consaputo come
nella ritenzione come suono che stato. In questo modo, si pu dire che il suono
stesso il medesimo, ma il suono nel modo come appare sempre diverso.

9. La coscienza delle apparizioni di oggetti immanenti

La coscienza, il vissuto, si riferisce al suo oggetto mediante unapparizione in cui


permane appunto loggetto nel suo come, cio quello consaputo come
attualmente presente o come passato.

Lintenzionalit ha un duplice senso: dipende se guardiamo la relazione


dellapparizione con ci che appare o la relazione della coscienza, da un lato con ci
che appare, nel suo come, dallaltro con ci che appare in s e per s.

10. I continua dei fenomeni di decorso. Il diagramma del tempo.

Il fenomeno del decorso una continuit di mutamenti incessanti la quale forma


ununit indivisibile. Esso accade perch in quanto compare un sempre nuovo ora,
lora si trasforma in un passato e con ci lintiera continuit di decorso dei passati
del punto precedente si sposta in gi in modo uniforme nella profondit del
passato. Lui presenta proprio un diagramma che illustra questi modi di decorso
delloggetto che dura.

11. Impressione originaria e modificazione ritenzionale

Limpressione originaria il punto dorigine con cui ha inizio la produzione


delloggetto che dura. La ritenzione il ricordo primario che si associa
continuamente allimpressione. Le modificazione ritenzionale si traducono nel fatto
di che ogni ritenzione successiva non soltanto una modificazione continua scaturita
dallimpressione originaria, ma una continua modificazione di tutte le precedenti
ininterrotte modificazioni dello stesso punto di attacco. C una distinzione chiara che
fondamenta questo paragrafo fra la percezione che la costituzione originaria di
oggetti temporali e la ritenzione che il ricordo primario.

12. Ritenzione come speciale intenzionalit

Appartiene allessenza dellintuizione del tempo, di essere, in ogni punto della sua
durata (che noi possiamo prendere riflessivamente ad oggetto), coscienza dellappena
stato, e non mera coscienza dellora puntuale di qualcosa che appare come oggetto
che dura. E in questa coscienza, lappena stato consaputo nella dovuta continuit e,
in ogni fase, secondo un determinato modo di apparizione, con le distinzioni di
contenuto e apprensione. In suo esempio del suono, Husserl dice che il suono
ritenzionale non presente ma, nellora, per lappunto primariamente ricordato:
nella coscienza ritenzionale non effettivamente reperibile (disponibile).

13. Ogni ritenzione necessariamente preceduta da unimpressione.


Evidenza della ritenzione

impossibile pensare una coscienza ritenzionale che non sia la continuazione di una
coscienza impressionale, dobbiamo dire: impossibile, perch ogni ritenzione in se
stessa, rimanda a una precedente impressione. Passato e ora si escludono.

14. Riproduzione di oggetti temporali (ricordo secondario)

Il ricordo primario, o ritenzione, come una coda di cometa che si associa via via alla
percezione. Il ricordo secondario, o rimemorazione, un nuovo ricordo di quello
movimento o di quella melodia. In questa ultima, la rimemorazione, il presente
temporale ricordato, presenza presentificata; e cos pure il passato ricordato,
presentificato, ma non realmente presente, non un passato percepito, dato
primariamente, intuito. Questa rimemorazione ri-costituisce unoggettualit
immanente o trascendente di durata. La ritenzione, invece, non produce oggettualit
di durata, ma mantiene soltanto il prodotto nella coscienza imprimendogli il carattere
di appena passato. Ad esempio, ci che accade con la melodia.

24. Protenzioni nella rimemorazione

Ogni ricordo contiene intenzione daspettazione il cui riempimento conduce al


presente. Ogni processo originariamente costituente animato da protenzioni che
costituiscono e captano a vuoto ci che ha da venire, come tale, e lo portano a
compimento. La rimemorazione non aspettazione, ha per un orizzonte rivolto al
futuro. Questo orizzonte, nel progredire del processo rimemorativo, viene
continuamente aperto in modo nuovo, pi vivo , pi ricco.

25. La doppia intenzionalit della rimemorazione

Una durata non pu affatto essere rappresentata, anzi neppure posta, se non viene
posta in un connesso temporale, se non vi sono intenzioni relative al nesso temporale.
E queste intenzioni necessario che abbiano la forma di intenzione di passato o di
futuro. In ogni presentificazione bisogna quindi distinguere tra la riproduzione della
coscienza nella quale loggetto durativo passato era dato e ci che a questa
riproduzione appartiene come costitutivo per la coscienza-passato, presente o futuro.
Ci pare importante qui dire che il ricordo un flusso costante e non solo
concatenamento membro a membro, quello che Husserl chiama vita coscienziale.
Quindi, non che noi abbiamo una pura e semplice catena di intenzioni associate
luna allaltra, di cui luna ricordi la pi prossima a s nella corrente, ma lintenzione
che abbiamo qui una, e gi di per s diretta sulla serie dei possibili riempimenti.

26. Differenze tra ricordo e aspettazione

Il ricordo intuitivo mi offre la viva riproduzione del flusso durativo di un evento, e


non-intuitive restano soltanto quelle intenzioni che rimandano, indietro, al prima e,
in avanti, su su fino allora vivente. Lintuizione aspettativa il rovescio
dellintuizione memorativa, perch in questultima le intuizioni dirette allora non
anticipano il processo ma lo seguono. In sintesi si pu dire che la riproduzione
dellevento passato ha il carattere riproduttivo e laspettazione ha il carattere di
apertura perch trova il suo riempimento in qualcosa che sar percepito.

27. Ricordo come coscienza dellesser-stato-percepito

Il ricordato appare come qualcosa che stato presente, cio immediatamente intuitivo
e appare cos grazie al fatto che intuitivamente appare una presenza la quale ha una
distanza dalla presenza delora attuale. Questa ultima presenza si costituisce in una
replica di percezione, in una presentificazione della percezione precedente nella
quale il teatro che ho visto ieri, ad esempio, viene dato in un quasi-fosse-adesso.

28. Ricordo e coscienza dimmagine. Ricordo come riproduzione tetica

La domanda che si cerca di rispondere in questo paragrafo di che tipo sia la


presentificazione di cui qui si tratta. Secondo Husserl, lessenziale, nel tipo di
riproduzioni che chiamiamo ricordo e aspettazione, sta nellinserzione
dellapparizione riprodotta nella connessione dessere del tempo interno, ossia della
serie defluente dei miei vissuti. Si tratta di una preoccupazione con il tempo
immanente, cio nella serie dei vissuti.

29. Ricordo di presente

Nella presentificazione di un presente assente, dobbiamo interrogare le intenzioni di


contorno dellintuizione che, in questo caso, sono naturalmente di tuttaltro tipo: non
sono affatto in relazione allora attuale tramite una serie continua di apparizioni
interne le quali tutte, a loro volta, sarebbero poste. Questa apparizione non senza
contesto. Ci che qui appare deve pur essere qualcosa che dura, che stato finito ed
ora e che sar.
SINTESI/Presentazione in aula

Questo testo nato nelle Lezioni di Husserl a Gottinga, quando lui trattava
esattamente di unanalisi fenomenologica della coscienza interna del tempo.
Loriginale riflessione di Husserl linsistita affermazione di una sorta di dinamicit
originaria del tempo, che impone di concepire il presente non come un punto statico,
ma come un atto caratterizzato da un costante fluire. Loggetto temporale appare
proprio cos: DURANTE tutto questo flusso di coscienza, quellunico e medesimo
suono consaputo come suono che dura, che dura ora; PRIMA, non consaputo;
DOPO, per un certo tempo ancora consaputo come nella ritenzione come suono
che stato. In questo modo, si pu dire che il suono stesso il medesimo, ma il suono
nel modo come appare sempre diverso. importante sottolineare: 1. per Husserl
la coscienza, il vissuto, si riferisce al suo oggetto mediante unapparizione in cui
permane appunto loggetto nel suo come, cio quello consaputo come
attualmente presente o come passato; 2. Il fenomeno del decorso una continuit di
mutamenti incessanti la quale forma ununit indivisibile. Esso accade perch in
quanto compare un sempre nuovo ora, lora si trasforma in un passato e con ci
lintera continuit di decorso dei passati del punto precedente si sposta in gi in
modo uniforme nella profondit del passato. Adesso, Husserl ci presenta le tappe del
suo discorso fenomenologico sul tempo: 1. Ci presenta la distinzione fra
limpressione originaria e le modificazione ritenzionale. Afferma che limpressione
originaria il punto dorigine con cui ha inizio la produzione delloggetto che
dura. La ritenzione il ricordo primario che si associa continuamente allimpressione.
Le modificazione ritenzionale si traducono nel fatto di che ogni ritenzione successiva
non soltanto una modificazione continua scaturita dallimpressione originaria, ma
una continua modificazione di tutte le precedenti ininterrotte modificazioni dello
stesso punto di attacco. In questo aspetto, parla ancora dellspeciale intenzionalit
della ritenzione, cio della coscienza dellappena stato, e non mera coscienza
dellora puntuale di qualcosa che appare come oggetto che dura. In questa
coscienza, lappena stato consaputo nella dovuta continuit e, in ogni fase, secondo
un determinato modo di apparizione, con le distinzioni di contenuto e
apprensione. Si deve dire anche che ogni ritenzione in se stessa, rimanda a una
precedente impressione. Passato e ora si escludono; 2. Il ricordo primario, o
ritenzione, come una coda di cometa che si associa via via alla percezione. Il
ricordo secondario, o rimemorazione, un nuovo ricordo di quello movimento o di
quella melodia. In questa ultima, la rimemorazione, il presente temporale ricordato,
presenza presentificata; 3. Ogni processo originariamente costituente animato da
protenzioni che costituiscono e captano a vuoto ci che ha da venire, come tale, e lo
portano a compimento. La rimemorazione non aspettazione, ha per un orizzonte
rivolto al futuro; 4. Una durata non pu affatto essere rappresentata, anzi neppure
posta, se non viene posta in un connesso temporale, se non vi sono intenzioni relative
al nesso temporale. E queste intenzioni necessario che abbiano la forma di
intenzione di passato o di futuro. Esso manifesta la doppia intenzionalit della
rimemorazione; 5. la riproduzione dellevento passato ha il carattere riproduttivo del
flusso durativo di un evento e laspettazione ha il carattere di apertura perch trova il
suo riempimento in qualcosa che sar percepito; 6. Il ricordato appare come qualcosa
che stato presente, cio immediatamente intuitivo e appare cos grazie al fatto che
intuitivamente appare una presenza la quale ha una distanza dalla presenza delora
attuale. Questa ultima presenza si costituisce in una replica di percezione, in una
presentificazione della percezione precedente nella quale il teatro che ho visto ieri,
ad esempio, viene dato in un quasi-fosse-adesso; 7. Secondo Husserl, lessenziale,
nel tipo di riproduzioni che chiamiamo ricordo e aspettazione, sta nellinserzione
dellapparizione riprodotta nella connessione dessere del tempo interno, ossia della
serie defluente dei miei vissuti. Si tratta di una preoccupazione con il tempo
immanente, cio nella serie dei vissuti; 8. Nella presentificazione di un presente
assente (il ricordo di presente), dobbiamo interrogare le intenzioni di contorno
dellintuizione che, in questo caso, sono naturalmente di tuttaltro tipo: non sono
affatto in relazione allora attuale tramite una serie continua di apparizioni interne
le quali tutte, a loro volta, sarebbero poste. Questa apparizione non senza contesto.
Ci che qui appare deve pur essere qualcosa che dura, che stato finito ed ora e che
sar. Alla fine, in una sintesi della sintesi si potrebbe dire che tutta la percezione
(impressione) va accompagnata di un orizzonte ritenzionale e protenzionale. Ogni
momento conserva il momento passato e si apre a ci che da venire. La visione del
tempo coinvolge sempre pi che gli istanti momentanee (ora), perch include
quello che gi non presente (ritenzione) e quello che ancora non presente
(protenzione).