Sei sulla pagina 1di 1

LA SICILIA GIOVED 9 AGOSTO 2012

34. RAGUSA
LA LECTIO di AGAMBEN
INCONTRI. A palazzo Spadaro il filosofo romano conversa e intrattiene un pubblico arrivato da ogni parte della Sicilia

Il senso
GIUSEPPE SAV
liturgico
di Casel
A
vrei voluto intitolare la
mia conferenza archeo-
logia dellopera darte,
piuttosto che Cosa lopera darte.

L
Giorgio Agamben si schernisce e dice a macchina artistica della
subito al pubblico di palazzo Spadaro modernit. Giorgio
a Scicli, accorso da ogni parte della Si- Agamben parla del nodo
cilia per assistere alla conferenza or- borromeo per cui opera, artista e
ganizzata dal movimento culturale opera creativa sono legati insieme da
Vitaliano Brancati, che la sua non sar una sorta di macchina a tre facce.
una pomposa lectio magistralis. Poi Non mai possibile separare que-
solo silenzio. E le sue parole: Lidea sti tre elementi. Andiamo in Germa-
che guida le mie riflessioni infatti nia, negli anni Venti del 900, nel si-
che larcheologia, e non la futurolo- lenzio dellAbbazia benedettina di
gia, la sola via di accesso al presen- Maria Laach in Renania, dove un
te. Come ha suggerito una volta una oscuro monaco, Odo Casel, nel 23
Michel Foucault, le indagini storiche pubblica la Liturgia come festa mi-
che facciamo sul passato non sono sterica, il manifesto di quello che
che lombra portata di una interro- poi sar riconosciuto come Movi-
gazione rivolta la presente. E cer- mento Liturgico. La parola liturgia
cando di comprendere il presente appartiene originariamente al voca-
che noi europei ci troviamo costret- bolario politico e significa etimologi-
ti a interrogare il passato. Ho preci- camente opera pubblica, opera per il
sato noi europei, perch mi sembra popolo. Per Casel la liturgia un mi-
che, ammesso che la parola Europa stero, il mistero per non una dot-
abbia un senso, esso non pu esse- trina segreta. Mistero una prassi,
re n politico, n religioso e tanto- unazione teatrale, un insieme di ge-
meno economico, ma consiste forse sti e di parole che si compiono per la
in questo, che luomo europeo, a dif- salvezza degli uomini. Il Cristianesi-
ferenza degli asiatici o de- mo per Casel non un insieme di ve-

Archeologia
gli americani, pu accede- rit e di dogmi, ma un mistero, cio
re alla sua verit solo at- unazione, una performance liturgica,
traverso un confronto col in cui gli attori sono Cristo e il suo
passato. Credo che la crisi corpo mistico, la Chiesa. In tale azio-
che lEuropa sta attraver- ne in gioco la salvezza di colui che la
sando, come evidente compie e di quanti vi partecipano. La
nello smantellamento del- liturgia cessa di apparire come una
le sue istituzioni univer- celebrazione di un rito esteriore, che

la chiave
sitarie e nella museifica- ha altrove la sua verit, un dogma. Al
zione crescente della cul- contrario, solo nel compimento qui e
tura, non una crisi econo- ora di questa azione performativa il
mica, ma una crisi del rap- credente pu trovare la salvezza. La
porto col passato. messa non perci una rappresenta-
La crisi delleconomia zione o una commemorazione, ma
La parola crisi decono- essa stessa levento, una ripresenta-

del presente
mia oggi usata come pa- zione della azione salvifica di Cristo.
rola dordine per imporre Lazione liturgica agisce ex opere
e ottenere sacrifici che al- operato, in quel momento e in quel
trimenti a ragione la gen- luogo, indipendentemente dalle qua-
te non dovrebbe fare. Cri- lit delloperante, per il fatto stesso di
si una parola dordine essere posta in essere. A partire da
usata per ottenere obbe- questa concezione, credo che vi sia
dienza. Se c una crisi pi di una analogia tra lazione della
quella del rapporto col liturgia secondo la visione di Casel e
passato. Se larte oggi di-
ventata la figura eminente Attualmente, se c una crisi quella del rapporto con il passato le avanguardie dellarte contempora-
nea. Artisti e poeti (basti pensare a
di questo passato, allora la Mallarm) cominciano a guardare la
domanda : qual il luogo dellarte Cristo, ai tempi di Aristotele. Larti- sono altri casi, come nellarte del Ci sono altre attivit, la visione e la loro pratica come la celebrazione di
nel presente. Parlo di archeologia LARGOMENTO sta, come ogni artigiano, annove- costruire, in cui inoltre al costruire conoscenza, improduttive ma su- una liturgia, ovvero la salvezza spiri-
dellopera darte perch ci presup- rato tra i tecnitai: un produtto- si produce qualcosa, la casa. Latto periori alle altre, perch qui il sog- tuale dellartista, nella dimensione
pone che il rapporto con lopera Cosa lopera re di oggetti, la sua attivit non nel costruire nella cosa costruita. getto padrone della propria ener- performativa, come rituale, efficace
darte sia diventato oggi problema- mai presa in considerazione come Quando prodotto qualcosaltro, gheia. Lopera insomma un intral- per il semplice fatto di essere celebra-
tico. Il vero problema che significa darte il punto tale, ma sempre e soltanto consi- oltre alluso, lenergheia nella co- cio. Nasce un problema: esiste uno- to, svincolato dal suo significato so-
opera darte. Non chiaro se opera di partenza derata dal punto di vista dellopera sa fatta, latto di costruire nella ca- pera delluomo in quanto tale? Lo- ciale.
darte sia un genitivo soggettivo o prodotta. Nellantica Grecia manca sa costruita. Quando non vi uno- pera del falegname la sedia, del Questo secondo aspetto viene ri-
un genitivo oggettivo, se sia decisi- per spaziare nella il concetto di lavoro, non distin- pera esterna oltre luso, lenergheia calzolaio, la scarpa. Io personal- preso dalla Avanguardie del Nove-
va lopera, larte o il loro miscuglio. conoscenza umana guendo i greci lattivit produttiva risieder nel soggetto stesso, la vi- mente sono convinto che luomo cento. Come, secondo Casel, la cele-
Oggi lopera in crisi, fino a scompa- dallopera. Aristotele parla di ener- sione nel vedente, la conoscenza sia un animale senzopera. Proprio brazione liturgica non una imitazio-
rire: la performance dellartista gheia, che deriva da ergon; nel conoscente. per questo, a differenza degli altri ne o una mera rappresentazione del-
prende il sopravvento sullopera. energheia significa lessere in at- animali, pu trovare la propria ve- levento salvifico, ma essa stessa
Oggi larte si presenta come unatti-
IL PENSIERO to, in azione. Per Aristotele Ermes
Gli antichi greci, lopera e lartista
rit nellarte, che unattivit senza levento, allo stesso modo, le avan-
vit senzopera. Come nel ritorno in potenza nel legno non ancora I greci in definitiva preferiscono uno scopo definibile. Oggi ci separa guardie abbandonano il paradigma
del rimosso freudiano, oggi lopera Ai tempi di scolpito, ed invece in energheia lopera allartista. Lartista ha il suo dai greci lidea che larte uscita mimetico della tradizione, per ap-
il grande rimosso dellarte contem- Aristotele lartista, nella statua scolpita. Il fine sem- fine fuori di s, nellopera, perch dalla sfera delle attivit che hanno prodare a una performance assoluta,
poranea, essa riemerge solo in for- pre lopera, ergon - dice Aristote- manca di, enteleia, di telos. I greci, una energheia in unopera, e si una pura liturgia, efficace ex opere
me patologiche. come ogni artigiano le - e lopera sempre energheia, certo, distinguevano un calzolaio da spostata nelle attivit che, come operato e non per la qualit dellarti-
I tre momenti dellarte e lener- annoverato e tende verso la compiutezza. Vi Fidia, ma entrambi erano privi di nella conoscenza, hanno in loro sta. Agli inizi del Novecento lazione
gheia sono per dei casi in cui il fine ulti- energheia, perch avevano il loro fi- stesse la loro attivit creativa. Larti- stessa dellartista pretende di pre-
Elenco tre momenti significativi. tra i tecnitai mo si esaurisce nelluso: nella vista ne era nella scarpa per il calzolaio, sta rivendica ora la padronanza del- sentarsi come opera darte.
Ci spostiamo nel IV secolo prima di tutto si esaurisce nella visione. Ci nelle statue del Partenone per Fidia. la sua attivit. G. S.

NEW YORK 1916. Linvenzione di Marcel Duchamp fu trasformata da speculatori


La parvenza di un
Levoluzione del Ready-Made movimento alimenta
i templi dellassurdo
che sono i musei darte
N
ew York, 1916. Un monaco, fa Duchamp per far esplodere o al- tiva, di abili speculatori e di gonzi, i titolari trascen-
come Casel, in qualche mo- meno disattivare quella macchina ha trasformato il Ready-Made in denti di una ca-
do un asceta, in quel caso opera-artista-operazione creativa? unopera darte. Non che essi siano pacit di agire o contemporanea
non un artista, che corrisponde al Prende un qualsiasi oggetto du- riusciti a rimettere realmente in di produrre ope-
nome di Marcel Duchamp inventa il so, magari un orinatoio, e introdu- moto la macchina artistica, questa re, sono piutto- Giorgio Agamben tra Piero Guccione (a
Ready-Made. cendolo in un museo lo forza a pre- gira oggi a vuoto, ma la parvenza di sto dei viventi, sinistra) e Paolo Nifos e sopra, durante
Giorgio Agamben: Duchamp, sentarsi come unopera darte. Non un movimento riesce ad alimenta- che nelluso, sol- la Lectio magistralis tenuta a Palazzo
proponendo quegli atti esistenziali c lopera, perch lorinatoio un re, spero per non molto tempo an- tanto nelluso Spadaro. Le foto sono di Luigi Nifos
che erano i Ready-Made, e non del- oggetto duso prodotto industrial- cora, quei templi dellassurdo che delle loro mem-
le opere darte, sapeva perfetta- mente, non c loperazione artisti- sono i musei di arte contempora- bra come del
mente di non operare come un arti- ca, perch non c in alcun modo- nea. Abbandoniamo la macchina mondo che li circonda fanno espe- me in ogni forma di vita, in que- un residuo imbarazzante dellatti-
sta, sapeva anche che la strada del- poiesis, produzione, non c larti- artistica al suo destino. A mio giudi- rienza di se e si costituiscono come stione nulla di meno che la sua feli- vit dellartista. Vorrei concludere
larte era sbarrata dallostacolo in- sta, perch colui che sigla con un zio, artista o poeta non colui ha la forme di vita. cit. Se lartista possiede in se stes- con le parole di un grande pittore di
sormontabile che era larte stessa, ironico nome falso loggetto, non potenza o la facolt di creare, che un Larte non che il modo in cui so lenergheia, diventando egli su- Scicli, che alla domanda Per lei, Pie-
ormai costituita dallestetica come agisce come artista, lo fa piuttosto bel giorno decide, con un atto di lanonimo che chiamiamo artista, periore alla sua opera, questa gli di- ro Guccione, dipingere pi che vive-
una realt autonoma. Duchamp come filosofo, come critico, come volont, come il dio dei teologi, di mantenendosi costantemente in venta tuttavia accidentale. Diventa re? ha risposto semplicemente:
aveva capito che ci che bloccava uno che respira, un semplice viven- mettere in opera, non si sa bene co- relazione con una pratica, cerca di un residuo non necessario della sua Dipingere certamente per me lu-
larte era la macchina artistica, che te, per citare Duchamp. me e perch. Come il poeta e il pit- costituire la sua vita come una for- attivit creativa. Nellantica Grecia nica forma di vita, lunica forma che
aveva raggiunto nelle liturgie delle Quel che poi avvenuto, che tore, cos anche il falegname, il cal- ma di vita: la vita del pittore, del lartista era un residuo imbarazzan- ho per difendermi dalla vita.
avanguardie la massa critica. Cosa una congrega, purtroppo ancora at- zolaio e infine ogni uomo non sono musicista, del falegname, in cui, co- te dellopera, oggi lopera quasi G. S.