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MARIA MODELLO DI CONSACRAZIONE La ragione di questo ribaltamento sta nel fatto che, in Cristo

uomo e Dio, si compie la consacrazione di tutto. Lui il consacra-


NEL NUOVO TESTAMENTO to, l'Unto per eccellenza (cf. Gv 10, 36; At 10, 38) che riassume
tutte le funzioni sacre del passato, quella di sacerdote, di profeta e
Bruno Moriconi di re. , dunque, solo a partire da questa irruzione personale di Dio
nella storia, che possibile parlare di consacrazione. Una consacra-
zione che raggiunge ogni uomo per mezzo del Battesimo (cf. 2Cor
La consacrazione un concetto comune a tutte le espressioni l, 21; lGv 2, 20.27)ed garantita e perenne nel sigillo dello Spirito
religiose e pu riguardare cose, luoghi e persone che hanno una Santo (cf. 2Cor l, 22; E/ l, 13 ). Anzi, tutta la comunit cristiana ,
relazione speciale con la divinit (con il sacro), nel senso di separa- in Cristo, stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo di
te per essa o ad essa dedicate>>. Nell'Antico Testamento riguarda, acquisto (lPt 2, 10).
di fatto, oggetti, luoghi e persone scelti e dedicati a Yahweh per Se si vuoi parlare, dunque, di consacrazione secondo il Nuovo
mezzo di un rito di unzione. L'idea di fondo che, tutto pro/ano, a Testamento, si deve dire che essa coincide con la comunione di vita
meno che non venga purificato e deputato al culto o ad una funzio- con Cristo, che introduce nel rapporto filiale di amore e di obbe-
ne di mediazione, quale quella del sacerdote, del re e del profeta, dienza al Padre nello stesso Spirito che ha unto la sua umanit e
ma, in questo senso, essa praticamente assente dal Nuovo Testa- unge i suoi discepoli, i quali, di fatto, si chiamano christiani, da
mento. Christ6s (Xpto"to). Unti di quell'unzione che rende superflua ogni
altra consacrazione. Fuori del battesimo-cresima, infatti, non pu
L CONSACRAZIONE NON UN TER.\1INE NEOTESTAMENTARIO esservi altro atto che consacra l'uomo a Dio, se non per ribadirla.
Per mezzo di questo passaggio mistico, infatti, il cristiano diviene
cristo, figlio di Dio e, dunque, sua propriet, non in dipendenza
Il Nuovo Testamento ribalta totalmente la situazione: tutto
servile, ma nell'esercizio delle stesse funzioni messianiche di sacer-
santo, eccetto il cuore che esplicitamente si schiera con il male o
dote, re e profeta, proprie del Figlio, come ha riconosciuto anche il
con il maligno. Basta ricordare solo alcuni testi. Per esempio, Mc 7,
Concilid.
19, in cui l'evangelista, dopo la disputa di Ges con i farisei sulle
prescrizioni alimentari, scrive: Dichiarava cos mondi tutti gli ali- Di fatto, il Nuovo Testamento non sembra contenere, fuori di
menti. O il passaggio di Col2, 16-19, ove Paolo scrive: questa consapevolezza, altri doveri di unzione, anche se sono legitti-
me tutte quelle forme di vita che, nel loro stile ma non nella sostan-
<<Nessuno, dunque, vi condanni pi in fatto di cibo o di bevanda, za, prevedono speciali rapporti di consacrazione, come quella sacer-
o riguardo a feste, a noviluni e sabati: tutte cose queste che sono dotale o quella religiosa, fondate, la prima su un ministero specifico
ombra delle future; ma la realt invece Cristo! Nessuno vi impe- e, l'altra, sulla scelta di essere eunuchi per il Regno (cf. Mt 19, 12) e
disca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco
poter occuparsi solo del Signore (cf. 1Cor 7, 32). Se andiamo a cer-
conto e nella venerazione degli angeli, seguendo le proprie prete-
se visioni, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale, senza care il concetto di consacrazione che l'AT esprime con i verbi hneh
essere stretto invece al capo, dal quale tutto il corpo riceve so- (da cui il corrispondente sostantivo hanuchah), nsch, hrm e qdsh,
stentamento e coesione per mezzo di giunture e legami, realizzan- non troviamo che pochissimi testi che, con il verbo chn'o, rimanda-
do cos la crescita secondo il volere di Dio 1 no alla consacrazione di Cristo e dei suoi in lui. La dichiarazione
dello stesso Ges che, nella sinagoga di Nazareth, si attribuisce la
1
Cf. anche Col l, 20, in cui si legge che, nel sangue di Cristo, Dio ha
riconciliato a s le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli. ' Cf. LG 10-12.

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profezia di Is 62, 1-2: Lo Spirito mi ha consacrato con l'unzione tuttavia, parlare di Maria come modello di consacrazione, anche
(Le 4, 18). La dichiarazione corrispondente di Pietro in At lO, 38 se sarebbe meglio guardare a lei come a modello di vita cristiana sic
che dice Dio consacr in Spirito Santo e potenza Ges. La pre- et simpliciter. Di una consacrazione in senso formale, infatti, i Van-
ghiera della prima comunit in At 4, 27, in cui si ricorda a Dio il geli non parlano ed solo il Protovangelo di Giacomo a raccontare
complotto di Gerusalemme contro il suo unto, da lui consacrato che Maria venne presentata al tempio per essere consacrata al
come Cristo'. Se si vuole poi aggiungere anche i testi in cui il verbo Signore e custodita in un ambiente sacro e separato dal profano.
hagiazo potrebbe avere lo stesso significato, vediamo come anche Interessanti i particolari legati alla vita di Gioacchino ed Anna. Si
questi, rimandano alla stessa realt eristico-cristiana o di Cristo san- tratta di un testo che, dopo la scoperta del papiro Bodmer V, gli stu-
tificato per santificare (cf. Cv 10, 36; 17, 17.19). diosi ritengono risalga alla seconda met del secondo secolo. In
Secondo il Nuovo Testamento, inoltre, la consacrazione non esso, fra l'altro, si legge che:
pi concepita come iniziativa dell'uomo che si mette al servizio di
Dio, ma come iniziativa salvifica unicamente divina. Dio che pre- La bambina si fortificava di giorno in giorno e, quando raggiun-
destina, chiama, giustifica e glorifica (cf. Rm 8, 30) e santifica i cri- se l'et di sei mesi, sua madre la pose per terra per provare se
stiani (cf. lCor l, 2 e Rm 15, 16). Siete stati lavati, siete stati santi- stava diritta. Ed ella, fatti sette passi, torn in grembo a lei che la
ficati - scrive Paolo ai Corinti - siete stati giustificati nel nome del riprese dicendo: "(Come vero che) vive il Signore mio Dio, non
camminerai su questa terra fino a quando non ti condurr nel
Signore Ges Cristo (lCor 6, 11; cf. 2Ts 2, 13; E/2, 1-6). La consa-
tempio del Signore". Cos, nella camera sua fece un santuario e
crazione, cio, non la conseguenza di una decisione, ma del batte- attraverso le sue mani non lasciava passare nulla di profano e di
simo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Mt impuro. A trastullarla chiam le figlie senza macchia degli Ebrei.
28, 19) che trasforma i credenti. Quando la bambina comp l'anno, Gioacchino fece un gran con-
Naturalmente, i santificati in Ges Cristo sono chiamati ad vito: invit i sacerdoti, gli scribi, il consiglio degli anziani e tutto il
essere santi(cf. lCor l, 2) . Vi esorto, dunque, fratelli, per la mise- popolo di Israele. Gioacchino present allora la bambina ai sacer-
ricordia di Dio scrive, infatti Paolo ai Romani - ad offrire i vostri doti, i quali la benedissero, dicendo: "O Dio dei nostri padri,
corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; e questo il benedici questa bambina e d a lei un nome rinomato in eterno in
tutte le generazioni". E tutto il popolo esclam: "Cos sia, cos
vostro culto spirituale (Rm 12, 1). La consacrazione del cristiano
sia! Amen". La present anche ai sommi sacerdoti, i quali la
tuttavia incentrata su Cristo che prega per loro con queste parole: benedissero, dicendo: "O Dio delle sublimit, guarda questa
Consacrali nella verit( ... ). Per loro io consacro me stesso, perch bambina e benedicila con l'ultima benedizione, quella che non ha
siano anch'essi consacrati nella verit (Gv 17, 17.19). Ges, e lui altre dopo di s". Poi la madre la port via nel santuario della sua
solo, consacrato in Spirito Santo e potenza (At 10, 38), il termine camera e le diede la poppa. [. .. ] Giunta che fu all'et di due anni,
di ogni altra consacrazione e, sul suo esempio, i discepoli sono chia- Gioacchino disse ad Anna: "Per mantenere la promessa fatta,
mati allo stesso dono totale di s. A non vivere pi per se stessi, conduciamola al tempio del Signore, affinch il Padrone non si
ma per colui che morto e risuscitato per loro (2Cor 5, 15). adiri contro di noi e la nostra offerta riesca sgradita". Anna rispo-
se: "Aspettiamo il terzo anno, affinch la bambina non cerchi poi
il padre e la madre". Gioacchino rispose: "Aspettiamo". Quando
2_ MARIA E LA CONSACRAZIONE DEL CRISTIANO la bambina comp i tre anni, Gioacchino disse: "Chiamate le figlie
senza macchia degli Ebrei: ognuna prenda una fiaccola accesa e la
Detto questo per dovere di precisione e sapendo perci come tenga accesa affinch la bambina non si volti indietro e il suo
intendere la consacrazione secondo il Nuovo Testamento, si pu, cuore non sia attratto fuori del tempio del Signore". Quelle fece-
ro cos fino a che furono salite nel tempio del Signore. li sacerdo-
te l'accolse e, baciatala, la benedisse esclamando: "Il Signore ha
' Sulla stessa linea, vedi anche 2Cor l, 21 e Eh l, 9. magnificato il tuo nome in tutte le generazioni. Nell'ultimo gior-

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no, il Signore manifester in te ai figli di Israele la sua redenzio- zione materna alla consacrazione sacerdotale di Cristo e partecipa
ne". La fece poi sedere sul terzo gradino dell'altare e il Signore attivamente alla consacrazione sacrifica/e di lui che si compir al
Dio la rivest di grazia; ed ella danz con i suoi piedi e tutta la Calvario.
casa di Israele prese a volerle bene. (... ) Maria era allevata nel
tempio del Signore come una colomba e riceveva il vitto per Che Maria sia tutta consacrata al servizio della nuova alleanza
mano di un angelo (... ) 4 in Ges Cristo particolarmente evidente dalle due menzioni gio-
vannee, quella di Cana e quella del Calvario, dove emerge anche il
n racconto fondato su una intuizione significativamente coe- suo ruolo di mediazione. A Cana Maria si tiene fra Ges e i servi,
rente con la missione di Maria, ma si tratta solo di una intuizione, allo stesso modo che Mos stava fra J ahve e il popolo ... Ella, d un-
abbastanza incompatibile con l'ostilit futura dei responsabili reli- que, la beata credente, la "donna", che, rappresentando nella
giosi e, comunque, di una tradizione di cui le fonti canoniche non si propria persona l'antico Israele giunto alla pienezza dei tempi, fa
fanno garanti. Su Maria e la consacrazione del cristiano, i Vangeli si suo e trasmette ai servi l'atto di fede, tipico della "comunit"
muovono soprattutto sul rapporto della Vergine con l'alleanza e la dell'antico patto: "Tutto ci che ha detto Jahve, noi lo faremo" (Es
consacrazione del popolo di Did. Maria la consacrata per eccel- 19, 8) "Quanto egli vi dir, fatelo" (Gv 2, 5)9
lenza, che si dona totalmente a Dio. Oggetto dello sguardo d'amore Sotto la croce, inoltre, Maria data per madre alla comunit
di Dio, ella piena di grazia e oggetto in permanenza del favore messianica e a tutti gli uomini, rappresentati dal discepolo che
divino (Le l, 28) 6 Figlia di Sion o personificazione del resto Ges amava (cf. Gv 19, 25-27), divenendo quella Sion che avrebbe
della comunit messianica, accogliendo il Signore nel suo seno, dovuto riconoscere come propri, i figli di ogni nazione lontana (cf.
Maria diventa addirittura il nuovo tabernacolo di Dio (Es 40, 35) e Is 60, 4; Bar 4, 37; 5, 5). Maria presente anche alla pentecoste, in
la nuova arca dell'alleanza7 silenzio, ma come colei che, essendo totalmente trasformata dallo
Con la sua disponibilit materna, Maria inaugura la presenza Spirito di Dio, pu accompagnare l'attesa dello stesso Spirito che
del Dio-con-noz; in un'eccezionale intimit con il Signore e, quindi, far la Chiesa (cf. At l, 14 e 2, 1-4).
con il Santo che la santifica con la sua ombra (cf. Le l, 35). Le paro-
le con cui si mette a completa disposizione di Dio 8 sono dense di 3. LA CONSACRAZIONE FERIALE
significato religioso e indicano la sua accettazione obbediente al NEL DATO MARIOLOGICO DEL NUOVO TESTAMENTO
piano salvifico. Ella rinnova la sua donazione il giorno della presen-
tazione di Ges al tempio (Le 2, 22-38) inserendo la sua collabora-
Detto questo, crediamo utile riandare al dato scritturistico puro
4
e semplice, meno enfatico di tutte le interpretazioni, ma molto pi
Nativit di Maria: Protovangelo di Giacomo (6,1-8,2), in: Apocrt/i del
profondo di esse. Questo comunque ci che intendiamo fare in
Nuovo testamento. Vol. I. Vangeli (a cura di LUIGI MORANDI), Ed. Fiemme,
Casale Monferrato (AL) 1994, p. 127-129. Il testo prosegue sul problema della questa riflessione. Ricordiamo, intanto, che, secondo il Nuovo
pubert di Maria e sulla soluzione adottata perch non rimanesse pi a lungo Testamento, consacrati sono tutti i cristiani sui quali, come su Ges,
nel tempio e lo contaminasse: la convocazione dei vedovi e di Giuseppe che, sceso lo Spirito. Tutti consacrati e tutti santi perch, in Cristo,
essendogli fiorito il bastone, la prende con s (cf. ivz; 8, 3-9, 3).
riconoscono lo stesso Padre e non hanno pi bisogno di purificarsi.
' Cf. S. DE FIORES, Consacrazione, in: Nuovo Dizionario di Mariologia,
Ed. Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1986, p. 394-417. Anche Maria Santissima, bench l'unica piena di grazia, pre-
6
Questo il significato pi vicino a KEX<XPt'tolj.t.VTJ. servata dal peccato in vista degli stessi meriti di Cristo che salvano
7
Si pu confrontare 2Sam 6, 1-11 con Le l, 39-56.
8
Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto ' A. M. SERRA, Contributi dell'antica letteratura giudaica per l'esegesi di Gv
(Le l, 38). 2, 1-12 e 19,25-27, Herder, Roma 1977, p. 217 e 226.

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ogni uomo, figlia del Padre e discepola del suo Figlio, perch A. Le testimonianze pi antiche (Paolo e Marco)
tutta inserita nel suo mistero. Solo la maternit divina, infatti, la
distingue da noi. Quella fisica, perch quella spirituale vocazione Il testo pi antico che accenna alla Vergine, bench forse il pi
di tutti. Basterebbe ricordare il quinimmo beati qui audiunt ver- solenne fra tutti, ne parla in modo addirittura anonimo. Si tratta di
bum Dei et custodiunt illud di Le 11, 28. Gal4, 4-5, in cui Paolo, enunciando l'evento della nostra salvezza,
Nel ruolo di Theotokos, ella supera anche qualsiasi idea di con- scrive:
sacrazione e riveste la funzione delle terra vergine che rende possi-
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mand il suo Figlio,
bile l'incarnazione di Dio nella condizione umana: la terra feconda- nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano
ta dallo Spirito che accoglie la vita divina e permette al Verbo sotto la legge, perch ricevessimo l'adozione a figli.
eterno di divenire carne e di attendarsi tra gli uomini. Anche come
tale, tuttavia, anticipa la vocazione di ogni cristiano chiamato ad Nato da donna, nato sotto la legge! evidente che a Paolo inte-
essere theophoros, christophoros e, in pratica, abitazione della Tri- ressa sottolineare la realt dell'incarnazione, che Giovanni, nel suo
nit che cerca il suo cielo sulla terra. Prologo, tradurr con e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in
Fuori di questa prospettiva, il culto a Maria rischia sempre di mezzo a noi (Cv l, 14). Per il Figlio di Dio inviato nel mondo,
diventare idolatrico e lontano dalla nostra realt, come ebbe a intui- nascere da donna e sotto la legge, vuol dire nascere nella condizione
re e a sottolineare con forza, non una protestante, ma la pi grande di ogni uomo e, da quella, riscattare tutti alla libert. Dal punto di
santa dei tempi moderni, Teresa di Lisieux che, a poco pi di un vista mariologico, anche se l'espressione contiene implicitamente la
mese dalla morte, confida alla sorella Paolina che, tutto ci che maternit divina e la verginit di Maria, esplicitamente ella vi sta
aveva inteso predicare della Vergine non l'aveva per niente com- con il solo nome comune di donna e nella funzione che, bench la
mossa e aggiungeva: pi elevata tra quelle umane, rientra nell' ordinariet delle propriet
femminili. Nasce da lei il Figlio stesso di Dio, ma ella l, nel lin-
Che i sacerdoti ci mostrino delle virt praticabili! bene parlare guaggio di Paolo, solo come prova fisica che questo figlio si fatto
delle sue prerogative, ma bisogna soprattutto poterla imitare. Ella veramente simile a tutti quelli che nascono da donna e sotto la
(stessa) preferisce l'imitazione. Per quanto sia bella una predica legge.
sulla Santa Vergine, se tutto il tempo si costretti a fare: Ah!. ..
Ah! ... , se ne ha abbastanza! Come mi piace cantarle: li sentiero del Ecco, Maria , innanzitutto, una donna, di cui non viene detto
Cielo, tu l'hai reso facile praticando sempre le virt pi umili 10 neppure il nome! Per decenni - se si vuole stare agli scritti neote-
stamentari - tutto quanto viene detto di Maria Santissima, Madre
Il desiderio di Teresa di Lisieux che si parli della Vergine di Cristo e, quindi, Madre di Dio. Una donna che, avendo dato alla
Maria, non nel suo ruolo inimitabile di Madre di Dio, di Immacola- luce il Figlio di Dio, l per garantirne l'inserimento reale nella sto-
ta o di Assunta, ma della sua vita di fede e di discepola che, almeno ria. Una donna che, in quest'antico annuncio dell'incarnazione,
nell'oscurit, simile e, quindi, imitabile. E allora, alla ricerca rispetto al Figlio talmente poco rilevante dal punto di vista perso-
della Vergine imitabile e, se vogliamo, modello di vita cristiana nale che Paolo, non solo qui non ne menziona il nome, ma non ne
o di consacrazione, ricordiamo, dunque, i testi mariologici del parla pi in nessun'altro dei suoi scritti. E crediamo che questo
Nuovo Testamento cos come suonano, dimenticandone, per un silenzio sia da valutare, perch parla pi di mille parole.
momento, tutti i commenti. Non molto pi generoso di dati Marco che scrive verso il 70
d.Cr. Il suo Vangelo contiene due passi mariologici che, oltre a for-
10
Novissima verba, 23 agosto 1997, in TERESA DI LISIEUX, Gli Scrittz; a cura nire il nome della Vergine, non aggiungono nulla che ne esalti il
della Postulazione Generale dei Carmelitani Scalzi, Roma 1990, p. 366. ruolo o la virt. Eccone la prima menzione:

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Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono Comunque sia, a circa trent'anni dalla pentecoste, Maria
a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: "Ecco ancora l solo come donna e madre di Ges. Anche a Marco, come
tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano!". a Paolo, sta a cuore tramandare la realt dell'incarnazione e, a que-
Ma egli rispose loro: "Chi mia madre e chi sono i miei fratelli?". sto scopo, la loro mariologia estremamente sobria, al punto che la
Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse:
madre scompare tutta dietro il Figlio. Implicitamente, ma solo
Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volont di Dio,
costui mio fratello, sorella e madre (Mc 3, 31-35).
implicitamente, Maria ville qualcosa dal punto di vista personale,
solo se, come tutti coloro che siedono all'ascolto di Ges, compie la
Anche se possibile escludere che Maria condividesse l' opinio- volont del Padre, senza che Marco nulla dica di esplicito, ma lo
ne degli altri parenti che credevano Ges fuori di s ed erano lasci solo intendere. Sembra che di Maria non si sappia e non si
usciti per andare a prenderlo, come ha notato Marco poco pi voglia sapere altro, fino alla comparsa degli altri Vangeli che, tutta-
sopra (3, 20), di lei non viene riferito altro che l'opinione di Ges, via, secondo l'esplicita dichiarazione di Luca, dipendono da una
accurata ricerca delle fonti.
che mette il compimento della volont di Dio al di sopra del legame
di sangue che egli ha con lei, sua madre. Infatti, come abbiamo sen-
tito, alla notizia che sua madre, i suoi fratelli e le sue sorelle voglio- B. Matteo e Luca
novederlo,
Ed ecco appunto, negli anni settanta-ottanta del primo secolo,
girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: comparire i Vangeli di Matteo e di Luca con i rispettivi primi due
"Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volont di Dio, capitoli, conosciuti come Vangeli dell'Infanzia. Gran parte della teo-
costui mio fratello, sorella e madre'\>. logia mariana sta in questi quattro capitoli da cui emerge la nascita
verginale per opera dello Spirito, il Fiat ed il Magnificai di Maria.
L'altro testo di Marco ancor meno generoso. Parlando, infat-
Pagine che indicano come Maria, a nome proprio e a nome
ti, di Ges che ritorna a Nazareth e della meraviglia ostile dei suoi dell'antico e del nuovo popolo (tutta l'umanit), si ponga a comple-
concittadini dinanzi alle sue parole ed ai suoi prodigi, l'Evangeli- ta disposizione del progetto di Dio, rispondendo al Fiat primordia-
sta riferisce che questi andavano dicendosi l'un l'altro: le, con il suo Fiat che, non solo ribalta il rifiuto della prima Eva, ma
quello della piena di grazia, scelta come luogo della dimora di Dio
~<Non costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giaco-
mo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno che in lei cerca una madre per il proprio Figlio.
qui da noi?>> (Mc 6, 3). Su questi testi sono state scritte, a partire dai primi Padri della
Chiesa fino ai nostri giorni e perfino da Lutero 11 , pagine di profon-
Sappiamo finalmente che la madre di Ges si chiama Maria ma, da spiritualit. Pi sopra ho accennato anch'io, come, in quei testi,
essendo questa, insieme alla precedente, l'unica informazione bio- ci sia la narrazione della consacrazione di Maria al mistero di Cristo
grafica sulla Vergine, se dal punto di vista cristologico siamo ancora e l'esempio di ogni altra vera consacrazione. Rimandando, tuttavia,
riportati alla realt dell'incarnazione, dal punto di vista mariologico, alla teologia pi che esauriente di quei testi meravigliosi e pregnanti
si resta ancora delusi e perftno imbarazzati. Se, infatti, alla luce dei sulla vocazione specifica di Maria e sulla sua risposta unica al
Vangeli dell'infanzia di Matteo e di Luca, l'affermazione figlio di
Maria pu essere una ulteriore conferma della nascita verginale di " Cf. MARTIN LUTERO, Il Magnifica! tradotto in tedesco e commentato, in:
ID., Scritti religiosi, a cura di V ALDO VINAY in collaborazione con GIOVANNI
Cristo, da solo, il testo potrebbe suonare perfino scandaloso. Riferi-
MIEGGE, Ed. Laterza, Bari 1958, p. 189-280; CARLO COLLO, Maria nel pensie-
to come opinione degli avversari, figlio di Maria potrebbe signifi- ro di Lutero, in: AA Vv., Spiritualit mariana, Ed. S. Massimo, Torino 1989, p.
care anche ftglio di ragazza madre e, quindi, di prostituzione. 97-137.

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momento dell'annunciazione, della visita a Elisabetta e della nascita sciuta non solo nel momento straziante della crocifissione del
a Betlemme, vorremmo tornare a come, anche questi evangelisti, Figlio, ma nella progressiva sconfitta dei giorni. Prima tra i credenti
hanno visto e tramandato la sua corrispondenza quotidiana. e tra i discepoli, sorella e modello d'ascolto, dunque, ma nello stes-
Una corrispondenza quotidiana che, secondo Matteo, dopo so scorrere spietato e anonimo del tempo.
l'adorazione dei Magi, si traduce in fuga della sacra famiglia, non Anche in Luca, come in Marco, Ges dice: Mia madre e i miei
meno pesante e buia di quella subita da molte famiglie nel corso fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in
della storia, perseguitate dal potere o da altri eventi e con il ritorno pratica>> (Le 8, 21). La parentela che conta, anche per Maria, del cui
all'anonimato di Nazareth (cf. Mt 2, 13-23). Una corrispondenza seno Dio ha voluto aver bisogno, e per questo venerata come
quotidiana che Luca riferisce fedele ma, allo stesso tempo, faticosa Theotokos, non viene dalla carne e dal sangue, ma dall'ascolto
fin dall'infanzia del Figlio. Come dinanzi alla risposta di Ges dodi- fecondo della parola. Ella grande perch, dopo aver offerto il
cenne che, per niente preoccupato dell'ansia di Maria e di Giusep- grembo ed il seno allo stesso Verbo di Dio, seppe offrirgli anche il
pe, li richiama al suo dovere di occuparsi delle cose del Padre (cf. cuore, divenendo modello di quella generazione spirituale di Cristo
Le 2, 48-49). Qui, come al momento dell'adorazione dei pastori, a che vocazione di ogni credente.
Maria che non comprende, non resta che serbare tutto nel cuore e
Ella l'unica donna della storia ad aver portato in grembo lo
meditarlo (cf. Le 2, 19.51).
stesso Figlio di Dio e ad averlo allattato al suo seno, ma la sua beati-
Senza questa traduzione nel quotidiano, si potrebbe essere ten- tudine consist nel nutrirsi, lei, della stessa Parola e di crescerne
tati di credere che per Maria, dati i privilegi del suo ruolo unico di all'ascolto. E, solo in questo atteggiamento di fedelt faticosa,
Madre di Cristo, tutto sia trasparente. Ella la madre di Dio, la pi modello per tutti. Ogni donna - come quella che alza la voce tra la
benedetta tra le donne, la piena di grazia, ma gli evangelisti sono folla - ha ragione di invidiare il suo grembo ed il suo seno. Eppure
onesti e, a noi, non consentito scavalcarne il messaggio in nome di
la sua vera grandezza sta nell'ascolto che pu rendere beato chiun-
nessuna voglia di esaltazione devozionale. Secondo lo stesso Vange-
que, uomo e donna, che con lo stesso impegno e la stessa attenzione
lo, infatti, Maria beata perch ha creduto (Le l, 45) pur non com-
agli eventi, imbocca la propria strada. Sulla parola dello stesso mae-
prendendo le cose che accadono (Le 2, 19.50) e dovendo riflettervi
stro che, non solo non svaluta la Madre come tale, ma la esalta
a lungo dentro di s. Si turba (cf. Le l, 29) ed ha perfino paura (cf.
prima e insieme a tutti i discepoli: Beati piuttosto coloro che ascol-
Le l, 40).
tano la parola di Dio e la osservano! (Le 11, 28).
All'annunciazione si rimette al mistero con tutta se stessa, ma
non pu rendersi conto di tutta la portata del suo s. La sua risposta
deve rinnovarsi, infatti, in una vita che, a volte, ha sempre svolte C. Atti e Giovanni
impreviste. Come accade a noi che, anche quando la fede non viene
meno, essa convive con molte perplessit. E non solo perch siamo ll testo mariano degli Atti degli Apostoli, secondo volume del-
fragili e perch Cristo supera ogni attesa, ma anche perch Egli l' opera lucana, noto.
viene nel nascondimento pi totale.
[Dopo l'ascensione di Ges, i discepoli] ritornarono a Gerusa-
Di fatto, il Vaticano Secondo ha detto che anche Maria avanz lemme dal monte detto degli Ulivi, che vicino a Gerusalemme
nella peregrinazione della fede (LG 58), e questo vuol dire che- quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in citt saliro-
come accadde a Giovanni Battista e agli stessi apostoli - anche lei no al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni,
dovette rivisitare nei fatti la propria adesione totale a Dio e adattar- Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo,
la alla via del messia sofferente. La spada che, secondo la profezia Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelota e Giuda di Giacomo. Tutti
di Simeone, le avrebbe trapassato il cuore, dovette essere ricono- questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcu-

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ne donne e con Maria, la Madre di Ges e con i fratelli di lui (At di Galilea, manifest la sua gloria e i suoi discepoli credettero in
l, 12-14). lui (Gv 2, 1-11).
Il libro degli Atti narra la storia della nascita della Chiesa e
dello Spirito che la feconda. Luca fornisce uno dei diversi sommari Al di l dell'immenso significato teologico-mariologico, fermia-
con la lista dei dodici e, questa volta, con altre donne, la madre di moci anche qui su quanto riguarda Maria come discepola e, quindi,
Ges e i suoi fratelli. evidente che Luca, inserendo Maria nel come nostro modello. Da questo punto di vista il racconto di Cana
sommario standard in cui non compaiono che gli Apostoli, l'ha pu essere considerato un episodio di individuazione in cui Maria,
voluta menzionare esplicitamente e che, la sua presenza alla nascita senza cessare di essere la madre di Ges, ne diviene esplicitamente
della Chiesa, corrisponde alla sua partecipazione totale nella nascita discepola. Al di l del significato cristologico (la nuova creazione al
del Cristo: con il titolo di Madre di Cristo, le compete quello di settimo giornd3 ... ) e mariologico (Maria interceditrice-Donna-Chie-
madre della Chiesa! E, tuttavia, la menzione, oltre che l'unica in sa14), infatti, non si pu negare che qui c' un rapporto di altissima
tutto il libro degli Atti, ancora molto sobria. Anche qui, Maria tensione tra Madre e Figlio, una tensione di crescita e di individua-
nel gruppo dei discepoli e viene menzionata perfino dopo altre zione, su cui bene fermare l'attenzione.
donne. Non una sua parola, non un suo gesto. Ella semplicemente Qui si ripete, infatti, l'esperienza del Battista che si tira indie-
l, in silenzio e assidua nella preghiera concorde di tutti. tro per dare tutto lo spazio al Messia, cos meravigliosamente
E Giovanni? Con i due densi testi mariani, il quarto Vangelo ha espressa: Egli deve crescere e io, invece, diminuire (Gv 3, 30).
nutrito la mariologia, soprattutto dal punto di vista della sua inter- la stessa esperienza di Maria a Cana, dinanzi al primo dei segni
cessione materna. Eppure, anche in questi testi, se dal punto di vista messianici. La risposta di Ges, comunque la si voglia leggere,
teologico scendiamo a quello del modello di vita, le sorprese non dura. La costatazione di Maria andata a toccare un nucleo affet-
mancano. Maria, mai chiamata per nome, presente a Cana e sotto tivo delicatissimo e Ges si difende da una ingerenza ormai
la Croce. Ecco il primo: indebita, ora che ha intrapreso la sua via. La possibile traduzione
interrogativa della sua risposta, confermerebbe questa lettura,
Tre giorni dopo ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la comunque legittima. La parola ora che generalmente indica
Madre di Ges. Fu invitato alle nozze anche Ges con i suoi disce- l' ora della croce come passaggio alla gloria 1\ pu indicare
poli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Ges gli
anche il momento per la manifestazione anticipata di quella stessa
disse: "Non hanno pi vino". E Ges rispose: "Che ho da fare con
te, o donna? Non ancora giunta la mia ora". La madre dice a servi: gloria nei segni di cui quello di Cana il primo. Ges, comun-
"Fate quello che vi dir". Vi erano l sei giare di pietra per la purifi- que, sia che dica che giunta la sua ora o che lo neghi, prende qui
cazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Ges le distanze dalla madre come in Le 2, 49 e vuoi indicare che Lui
disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. ad instaurare il tempo messianico e Maria, tirandosi in disparte,
Disse loro di nuovo: "Ora attingetene e portatene al maestro di ne rispetta tutta l'autonomia.
tavola". Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua
divenuta vino, il maestro di tavola che non sapeva di dove venisse
Al di l della intercessione di Maria e del miracolo del vino, che
ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua chiam lo sposo non solo il conforto degli sposi, ma simbolo delle nozze messiani-
e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono che, a Cana bisogna, dunque, leggere anche il miracolo che riguar-
un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad
ora il vino buono". Cos Ges diede inizio ai suoi miracoli'2 in Cana ".Tre .giorni dopo~ promessa fatta a Natanaele e quindi sette giorni dopo
~a tesnmomanza del Battista a Betania (l, 28; cf. le ripetizioni de il giorno dopo
12
Letteralmente: segni, cio gesti simbolici che manifestano che si realiz- m l, 29; l, 35 e l, 43: quattro giorni. tre giorni dopo di 2, l= 7 giorni).
14
za l'evento escatologico: il passaggio dall'antica alla nuova Alleanza (le idrie non Come in 19,26 e Ap 12.
contengono pi acqua per le purificazioni, ma vino buono). '' Vedi soprattutto Gv 12, 23.27; 13, l; 17, l, ma anche 7, 30 e 8, 20.

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da la fede della Vergine, sempre attenta e puntuale. Dawero donna Anche qui, lasciando volutamente da parte tutto il contenuto
che sa ascoltare e custodire! Che sa farsi in disparte e lasciare che ecclesiologico che ha l'affidamento di Maria al discepolo e del
siano altri a chiedere e, soprattutto, che sia il Figlio a decidere. discepolo a lei, vogliamo fermarci solo sul dato che la riguarda esi-
come se Maria partorisse un'altra volta il proprio Figlio. La prima stenzialmente. Da questo punto di vista, crediamo che nel testo, al
volta, quando l'aveva dato alla luce e si era occupata di farlo cresce- di l della piet del Figlio che non vuole lasciare sola la madre e si
re. Ora alla vita di cui deve occuparsi Lui, per lei e per tutti. preoccupa perci di affidarla al discepolo che, secondo la tradizio-
ne, la porter con s ad Efeso, ci sia qualcosa di pi che, normal-
Maria, anche per il Vangelo di Giovanni, soprattutto discepo-
mente, non viene notato. Anche qui, di fatto, come a Cana, Ges si
la di Ges. Bench ancora presente come madre (c'era anche la
rivolge a lei chiamandola donna e non madre. Alla madre che sta
madre di Ges), questa l'occasione che la cambia in discepola16
presso la croce insieme ad altre donne e con il discepolo amato,
Per lei, infatti, il Fate ci che lui vi dir, vuoi dire sacrificio dell'io
Ges dice: Donna, ecco il tuo figlio.
materno e affidamento totale alla libera iniziativa del Figlio. Ed
C', in queste parole, insieme alla grande missione materna nei
anche per questo che diventa madre spirituale della Chiesa. Per-
ch, prima tra i credenti, sacrifica il Figlio al bene di tutti. Figlio n confronti della Chiesa, una ulteriore richiesta di distacco. distac- n
co gi richiesto dall'indipendenza del Figlio al momento di intra-
ha la sua strada misteriosa ed ella che si era messa tutta al servizio
prendere la sua missione (Cana) in cui deve occuparsi solo delle
di Dio prestandogli il grembo, va ora a mettersi al suo seguito, con
cose del Padre suo (risposta dopo il ritrovamento al tempio), si fa
gli altri e senza privilegi. Come Pietro che, se vuole essere dei suoi,
ora totale. Non solo perch l'ora della morte del Figlio che strazia
non deve mettersi davanti al maestro, ma ritornare dietro di lui che
la madre, ma perch l'ora in cui la madre non potr vederlo che
cammina verso Gerusalemme (cf. Mc 8, 31-33). Non per niente,
nei suoi fratelli.
Ges si rivolge a lei, non come a madre, ma come a semplice
donna 17 e, nel momento in cui iniziano i suoi segni, le chiede di riti- Come i discepoli saranno testimoni non perch diranno di
rarsi tra i servi. amare il loro maestro, perch avranno profetato nel suo nome e
addirittura compiuto miracoli20 , ma perch si ameranno gli uni gli
L'altro testo giovanneo questo: altrF 1, cos Maria continuer ad essere madre solo riconoscendosi
tale in rapporto ai suoi fratelli per i quali il Figlio ha dato la vita. Il
Stavano presso la croce di Ges sua madre, la sorella d sua madre,
Maria di Cleofa e Maria di Magdala18 Ges allora vedendo la madre discepolo amato rimanda a Giovanni, ma anche il simbolo di
e l accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: tutti gli amici per i quali Ges ha dato la prova suprema dell'amici-
"Donna, ecco il tuo figlio". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua zia e Maria inviata ad accogliere il Figlio nei figli. Missione ch'ella
madre". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa 19 assolve pi che volentieri, ma che implica, soprattutto per lei che ne

Cana, dal punto di vista di Maria, l'episodio-confine del definitivo dossi). 2) Se, come pensano alcuni, il discepolo un pagano convertito, Ges
distacco dai legami familiari da parte di Ges, ormai tutto proiettato nella riconcilia giudei e pagano-cristiani. 3) La fede vera, che vissuta sotto la croce,
volont del Padre. Anche lui, come ogni uomo, lascia il padre e la madre per la inaugura relazioni nuove.
sua donna che l'umanit. 20
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrer nel regno dei cieli, ma
17
Appellativo che rimanda certamente ad Eva madre dei vivent>>. colui che fa la volont del Padre mio che nei cieli. Molti mi diranno in quel
" I Sinottici notano la presenza, a distanza, delle donne al Calvario, fra cui giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato
Maria di Magdala (Mt 27, 5556; Mc 15, 40; Le 23, 49). Per Giovanni, invece, demoni nel tuo nome e compiuti molti miracoli nel tuo nome? Io per dichia-
esse sono vicine. Egli ne cita 3 o 4, secondo che si conti, per una o per due, la rer loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di ini-
sorella della madre di Ges e Maria, moglie di Cleo/a. quit (Mt7, 21-23).
21
19
Cv 19,25-27. Ges affida Maria al discepolo e viceversa. Diverse sono Da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per
le interpretazioni: l) Ges fa di Maria la madre dei credenti (Cattolici e Orto- gli altri (Cv 13, 35).

44 45
madre, un grande sacrificio di distacco dal Figlio che se ne va e A livello di approfondimento teologico, ogni testo somma-
vuoi essere visto solo negli altri. mente pregnante, ha prodotto innumerevoli approfondimenti e
Come i discepoli restati a guardare il cielo dopo l'ascensione, altrettanti se ne potranno produrre. De Maria numquam satis e,
sono rimandati in Galilea (cf. At l, 11), cos Maria viene rinviata al anche come modello di consacrazione, gli stessi testi sono ricchi di
quotidiano senza la presenza fisica del suo Ges. I discepoli impa- profondit teologico-simboliche inesauribili. Qui ho, tuttavia, scelto
reranno che, invece di stare in attesa del ritorno personale di Cristo di affrontarli dal punto di vista della imitabilit, secondo il deside-
preoccupandosi di farsi trovare ancora vivi22 , dovranno vederlo rio di Teresa di Lisieux, ricordata sopra e del bisogno di avere
venire nei fratelli e nei piccoli. Il bicchiere d'acqua che avranno Maria come condiscepola oltre che come madre e regina.
dato al pi piccolo di essi, sar per il Signore (cf. Mt 10, 42), mentre Da questo punto di vista, credo che si farebbe torto a Maria
nulla viene detto sul viceversa. stessa se, pur affermandone ormai la peregrinazione della fede, la
Anche Maria, bench madre vera di Cristo al punto da poter fatica del cuore e, addirittura, la notte della fede (come nel magistero
essere dichiarata Theotokos, deve accogliere la stessa realt. Il suo recente del Vaticano Il, di Paolo VI e di Giovanni Paolo IF')- ci si
Figlio in ogni uomo da lui redento e santificato. la grande mis- ripiegasse nel magnificarne i soli privilegi e la sublimit della rispo-
sione che ella accoglie e che eserciter perfino dal cielo in una fun- sta senza tener conto dell'oscurit della vita in cui il suo assenso a
zione di mediazione specialissima, ma , innanzitutto, sacrificio Dio, si incarnato. solo l, infatti, che pu esserci modello. Si
kenotico di incarnazione dietro al Figlio che muore e le lascia sol- farebbe torto a Maria e torto a noi che ci sentiremmo, necessaria-
tanto dei figli adottivi. Come aveva accettato di essere la madre del mente, sempre fuori gioco, dato che la nostra fede nella notte e
redentore e, dopo aver imparato ad esserlo nel nascondimento e non nella visione, senza angeli che vengano a nutrirei e senza san-
nell'ombra, accetta ora di essere madre dei suoi nello stesso quoti- tuari che ci proteggano. La nostra sola ricchezza, ma anche quella
diano senza miracoli e senza la presenza fisica del Figlio. di Maria, la Parola e lo Spirito che ci ripete la fedelt di Dio e,
nell'oscurit, ci sostiene nella fede che soprattutto voler credere,
dato che Dio stesso ha voluto amarci nella stessa oscurit e senza
toglierei dal mondo.
CONCLUSIONE La vita, infatti, anche quella di Maria, non mai agiografica,
ma reale. Di una sua consacrazione agiografica parlano solo gli
Apocrifi, non il Nuovo Testamento. Dire, perci, col Concilio che
Con queste semplici annotazioni, abbiamo voluto dire che, per anche la Beata Vergine Maria avanz nella peregrinazione della
parlare di Maria come modello di consacrazione necessario acce- fede e serb fedelmente la sua unione col Figlio sino alla
dere, non ai suoi privilegi ed alle grazie straordinarie legate al suo croce(LG 58), significa valutare seriamente la fatica reale che il
ruolo unico ed irripetibile, ma alla sua fedelt quotidiana e feriale credere comporta e confortarsi con la fatic della Vergine, ciascu-
che emerge dalle rigorose testimonianze neotestamentarie, se acco- no sul proprio cammino.
state senza precomprensioni agiografiche. Se queste, infatti, hanno Credere, infatti, vuoi sempre dire affidarsi con la sola certezza
ispirato gli scrittori apocrifi, non hanno guidato quelli canonici che, che l'Altro non pu tradire, ma soprattutto quando tutto sembra
anzi, per lungo tempo non l'hanno ricordata che come madre di dimostrare il contrario e gli avvenimenti impazzire. Come accadde
Ges, !asciandola, per il resto, nel completo anonimato. ad Abramo e come accade ad ogni persona dinanzi ad avvenimenti
banalmente, e spesso tragicamente, soltanto cronologici, da trasfor-
22
Vedi la grande preoccupazione delle prime generazioni, riflessa soprat-
tutto in 1Ts4, 16-17 e2Pt3, 1-13. " Cf. LG 58; Marialis Cultus e Redemptoris Mater.

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mare in kair6s. Anche per Maria fu cosl. Le promesse si compivano dizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma
non in avvenimenti straordinari o in luoghi deputati al culto, ma umana, umili se stesso facendosi obbediente fino alla morte e
nello scorrere ordinario della vita di ogni giorno, promossa ad alla morte di croce (Fzl2, 6-8).
unico luogo teologico dal rivestimento della carne da parte del stato esaltato da Dio che gli ha dato il nome nel quale si piega
Figlio di Dio. ogni ginocchio, ma nella stessa obbedienza. P~a di ogni altr~, le
Lungo la storia si incontrano santi che dicono d'aver ascoltato ginocchia di Maria, alla quale, proprio in forza d1 questa obbedien-
indicazioni precise sulla volont di Dio in momenti particolari. za, stato dato, a sua volta, il nome pi grande per una creatura,
Quante volte, anche Santa Teresa, ricorda che il Signore le ha detto, quello di Madre di Dio.
le ha fatto capire e l'ha confortata! Ebbene, di Maria, bench Modello, tuttavia, lo solo nell'obbedienza e nel compimento
madre di Ges e ricolma di grazia, i Vangeli dicono nulla di simili quotidiano del suo compito, indicando cos, ad ogni discepolo a
suggerimenti. N durante i trent'anni di Nazareth, n durante la compiere il suo, facendosi trasparente al Cristo e del Cristo. Nel
vita pubblica del Figlio. Anzi, se Maria riesce ancora a far presente compimento della stessa volont, nella quale - consacrato in Cristo
il bisogno di Cana, deve farsi subito e solo discepola e, ancor pi - ogni discepolo viene riconosciuto fratello, sorella e madre di
tenacemente, tacere, ascoltare e mettere in pratica, nell'oscurit e Ges: nel fratello di ogni giorno, perch fuori c' solo illusione e
nella fatica feriale, la parola di Dio. devozione disincarnata e alienante.
Ecco perch, silenziosa pi di ogni altro fin sotto la croce, ha il Se poi volessimo essere onesti fino in fondo, dovremmo dire
diritto di sedere nel cenacolo, maestra d'attesa e d'ascolto. A diffe- che il titolo del nostro intervento (letto alla luce del tema generale
renza degli apostoli che non vorrebbero ascoltare gli annunci di del Convegno: La Vergine Maria e la Vita Consacrata) non sareb-
passione, Maria mette costantemente a confrontd4 ogni avvenimen- be del tutto esatto se si pensasse alla vita di speciale consacrazione
to e, in attesa pensosa, si mostra davvero terra vergine su cui la mediante i tre voti. Maria, infatti, non modello di Vita Religiosa,
parola cade come pioggia portando immancabilmente i suoi frutt25 ma di vita cristiana sic et simpliciter. E se anche modello di vita
Ella beata perch ha creduto, ma beato anche ogni altro se, consacrata, lo in quanto, prima tra i discepoli e prima tra i creden-
imparandone l'ascolto, va facendo del suo tempo un kair6s di sal- ti, illumina il cammino di chiunque intenda seguire Cristo, sia nel
vezza e dei suoi passi tappe d'incarnazione. In un incontro costante frastuono delle citt che sul monte.
di divino e di umano e in una costante risurrezione della carne.
In una parola, Maria modello di consacrazione nel suo Fiat
Del resto, se si unti in Cristo senza bisogno di altre consacra- puntuale ed esistenziale o nel suo s che, pronunciato una volta per
zioni, non ci si pu aspettare che il Nuovo Testamento proponga tutte all'annunciazione, si rinnova sino alla fine della sua vita, nella
altra via che non sia quella della sua kenosis. Cristo stesso, infatti, sequela quotidiana del Figlio e nella ferialit dei primi giorni della
Chiesa. Nella sua accettazione pronta e perfetta a Nazareth che si
pur essendo di natura divina, non consider un tesoro geloso la
sua uguaglianza con Dio, ma spogli se stesso, assumendo la con- traduce, tuttavia, nel permettere a Dio di manifestarle la sua
volont negli avvenimenti che ella non pu prevedere ma che la tro-
vano sempre puntuale. Ella, infatti, sia nella presenza attiva come
24
Ecco altri testi biblici ove symballo sta per porre a confronto: Ecc/i 2, nel saper farsi da parte, mostra di credere nella fedelt ~i Dio, senza
1-2; lMacc 4, 34; 2Macc 8, 23; 14, 17; Le 14, 31; At 4, 15; 17, 18 e 18, 27. sapere in anticipo ci che le chieder domani. E puntuale
" Come, infatti, la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano all'appuntamento di Nazareth, ma anche a tutti gli altri appunta-
senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare,_ perch
dia il seme al seminatore e pane da mangiare, cos sar della parola usctta dalla
menti della vita e in questo modello di tutti i consacrati in Cristo
mia bocca: non ritorner a me senza effetto, senza aver operato d che desidero all'opera di Dio, che ha bisogno di ognuno perch la sua salvezza
e senza aver compiuto ci per cui l'ho mandata (Is 55, 10-11). giunga a compimento.

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Maria primeggia fra i poveri e gli umili che attendono il Signore
e quando dice: Eccomi, sono la serva del Signore, si compia di me
quello che hai detto (Le l, 38), lo dice a nome di tutto il popolo di
Dio e di tutti gli uomini, ognuno dei quali, a quel Fiat, illumina la
propria risposta. La vocazione del cristiano, e del consacrato con
una ragione in pi, quella di vivere nell'Amore e per l'Amore,
certo che questa gi la felicit su questa terra. Esistenza piena,
anche se, necessariamente, glorificata e crocifissa allo stesso tempo.
Come quella di Cristo e quella di Maria.

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