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3.

Tra riflessione
e concretezza: I giochi sportivi tra cui il calcio, rappresentano quegli sport che
rientrano nella definizione pi specifica denominata di situa-
zione. Lesecuzione della tecnica dipende dalle condizioni ago-
la tecnica e gli altri nistiche, particolarmente quelle tecnico-tattiche, e dallopposizio-

fattori del calcio ne dellavversario e della squadra avversaria (Manno, Beccarini,


DOttavio, 1992).
giovanile Il calcio a tutti i livelli di qualificazione, dai bambini agli adulti, oltre ad
esprimersi entro un ambiente di gioco definito appunto situativo, si
caratterizza inoltre per un modello denominato invasivo delle azioni
tecnico-tattiche, ovvero le due squadre hanno lopportunit di effet-
tuare i loro spostamenti in qualsiasi parte dello spazio regolamentare
di gioco, prevedendo anche evidentemente il contatto fisico.
Il gioco del calcio considerato ulteriormente uno sport ad eleva-
to coefficiente tecnico-coordinativo, in cui al piede riservato un
ruolo ben pi complesso di quello abituale. Fra laltro al piede,
rispetto alla mano, riservata biologicamente una diversa evoluzio-
ne sensoriale, che affida alle mani funzioni primarie di interazione
con lambiente, ed ai piedi funzioni di sostegno e di spostamento.
In termini generali la prestazione del calciatore, costituita dalle
seguenti componenti:
genetiche e morfologico-funzionali;
percettivo-sensoriali;
tecnico-coordinative;
condizionali;
tattiche (processi cognitivi);
psicologiche e sociali.
Pertanto i contenuti e i metodi utilizzati nei programmi di formazione
e sviluppo del calciatore dovranno essere selezionati considerando:
i requisiti primari (fattori ereditari, strutture biologiche),
le richieste percettive, derivate dalle informazioni presenti nel-
lambiente di gioco estremamente variabile,
la strutturazione del gesto tecnico parallelamente collegato allo
sviluppo delle capacit coordinative,
la costruzione di un adeguato sostegno metabolico di tipo orga-
nico-muscolare,
lo sviluppo del pensiero tattico, creando nel giocatore i pre-
supposti decisionali necessari,
il clima psicologico adeguato, che stimoli le motivazioni e limpe-
gno alla prestazione, sia in allenamento che in gara, e favorisca
lampliamento delle opportunit di interazione sociale.
Le espressioni funzionalit e situazione (vedi TAVOLE 8 e 9, DOttavio
1996) stanno a significare che non ha alcun senso lesecuzione tec-
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nica fine a se stessa, se non collegata (funzionalit) al contesto ca un processo graduale, caratterizzato da stadi di formazione e
(situazione) che ne giustifica lutilizzazione. molto importante quin- basato sul principio della ripetizione. Il processo di insegnamento-
di che, lallenatore insegni la tecnica mettendo il giovane gioca- apprendimento nel calcio inteso come sport di situazione, non pu
tore nelle condizioni di percepire coscientemente e valutare per caratterizzarsi esclusivamente come procedimento didattico
opportunamente lefficacia del proprio comportamento (feed- centrato rigidamente sulla ripetizione standardizzata (anche se tal-
back), creando una maggior motivazione ad apprendere. volta ci inevitabile), ma deve necessariamente riferirsi anche ad
altri fattori che, contemporaneamente, influenzano la prestazione in
allenamento e in gara. Il gesto tecnico deve perci essere funziona-
le e adattarsi a situazioni ed azioni mutevoli e viene conseguente-
TECNICA FUNZIONALITA SITUAZIONE mente definito open skill ovvero abilit aperta, il che significa che
la competenza tecnica si costruisce in un ambiente che muta conti-
utilizzazione obiettivo nuamente. I vari fondamentali tecnici come la guida della palla, il
TAVOLA 8 Rapporto tra tecnica, funzionalit e situazione (DOttavio 1998) dribbling, la ricezione e la trasmissione, il tiro in porta, il gioco di testa,
la rimessa laterale e le rispettive derivazioni connesse a ciascun gesto,
diverrebbero cos delle vere e proprie unit funzionali (cfr. DOttavio
fattori condizionali Interpretazioni effetti ottenuti 1996) e non, come a volte accade, delle strutture pre-programmate
velocit
forza escluse dal significato per il quale dovrebbero essere impiegate.
obiettivo
resistenza SITUAZIONE Inoltre, una tecnica che si riferisce con eccessiva rigidit ad un
utilizzazione modello teorico (anche se corretto) corre il rischio di non essere, nella
anticipazione del gioco FUNZIONALITA stessa misura, adattabile alle dinamiche evolutive dellallievo, sia per
previsione laspetto morfologico ed antropometrico, sia per laspetto biologico
e motorio. Infatti, proprio per questultimo motivo, nel periodo dellat-
TECNICA
fattori coordinativi tivit di base, dovrebbero rispondere ad un principio di abilit flessi-
precisione bile. Al riguardo Schmidt R., 2002, sottolinea nei suoi enunciati, lim-
economicit fattori tattici portanza di riconoscere nel movimento delle caratteristiche invarian-
rapidit collaboraz. reparto ti facenti parte della struttura profonda del movimento; e delle carat-
sinteticit fattori cognitivi collaboraz. squadra teristiche variabili, facenti parte della struttura superficiale del movi-
adattamento creativit adatt. avversario/i
improvvisazione mento. Le prime non sono in genere soggette a cambiamento, le
superficie campo tattica di gioco
decisione indicazioni dellallen. seconde invece sono influenzate da fattori ambientali.
dimensione campo
situazione meteorologica adatt. alla partita
tipo di pallone adatt. allambiente

TAVOLA 9 Rapporto tra tecnica, funzionalit e situazione (DOttavio 1998)

Da rilevare che i concetti di funzionalit, situazione e valutazione


trovano il loro fondamento nella teoria dei sistemi elaborata dal
neurofisiologo russo P.K. Anochin (1957), che sostiene:
Ogni sistema funzionale, meccanico o biologico, che sia stato
creato o che si sia evoluto, per mantenere un determinato grado
di utilit, in tutti i casi, deve avere un carattere ciclico. Non pu esi-
stere se non gli arriva nessuna segnalazione di ritorno sul grado di
utilit delleffetto provocato.
Come per altri contesti della vita, lapprendimento dellabilit tecni- TAPPETINI AMMORTIZZANTI PER FAVORIRE LESERCIZIO ACROBATICO.

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Le abilit tecniche nel calcio non pu che influenzare la pianificazione dei programmi tecnici e dei
3.1

L
metodi dinsegnamento. Nelle esercitazioni didattiche perci occor-
e abilit tecniche del calcio rappresentano tutte le forme rer che siano frequentemente utilizzati avversari (attivi o con attivit
di comunicazione motoria specifica previste dal regola- parzialmente ridotta) o regole didattiche che comportino limitazioni
mento di gioco. Esse sono i fondamenti su cui si impianta lazione e pressioni allesercizio (riduzione del tempo, dello spazio, ecc.).
di gioco e la capacit di ottenere, con buone probabilit di suc-
cesso, le relative e specifiche intenzioni tattiche. La tecnica nel
.1 Il quadro dei gesti tecnici
calcio deve essere considerata un elemento di trasmissione 3.1
motoria delle decisioni intraprese dal giocatore, quindi rappre- La guida della palla
senta il mezzo e non lobiettivo primario. Ma anche vero che il Rappresenta lelemento tecnico che permette al giocatore in pos-
controllo automatizzato dellelemento tecnico permette al gio- sesso di palla di spostarsi in qualsiasi zona e direzione del campo
catore di rivolgere maggior attenzione verso lambiente esterno mantenendone il controllo. Il giocatore utilizza questo gesto per
guadagnare spazio rispetto alla porta avversaria (avanzare) o per
cio verso gli scopi del gioco. Lapprendimento tecnico deve
portarsi in situazione pi favorevole per eseguire un passaggio o un
tener conto del concetto di economicit che risulta determinan-
tiro in porta (orientamento del gioco).
te ed essenziale in qualsiasi azione di gioco, in quanto il risparmio
di energie fisiche e mentali permette una migliore efficacia deci- Consigli tecnici
sionale ed esecutiva. Il gesto tecnico, quindi, si esprimer varian- Tenere la palla sempre sotto con-
do le sue modalit esecutive in relazione a diversi parametri che trollo senza allontanarsi troppo.
rappresentano altrettante variabili. Ne citiamo alcuni: Utilizzare la parte del piede pi
congeniale allo scopo.
impegno di forza
Allontanare la palla dal proprio
direzione di arrivo della palla
corpo in relazione alla velocit di
direzione di uscita della palla
gara e alla presenza o meno di
variazioni di velocit, frequenza e ritmo
avversari.
condizioni di equilibrio Sollecitare il controllo visivo periferi-
presenza dellavversario/i co insegnando con gradualit a
presenza del compagno/i non guardare sempre la palla.
spazio dazione disponibile FIGURA 1
Effettuare il tocco della palla (spin-
orientamento visivo (difficolt percettive) ta) nel momento in cui si ha il normale appoggio del piede opposto.
combinazione di elementi motori contemporanei e successivi Tenere il piede leggermente rilassato al momento dellimpatto.
impegno mentale
stanchezza fisica
anticipazione pre e post-esecutiva
feed-back regolativi (informazioni di controllo durante lesecuzione)
Il gesto tecnico, quindi, nel gioco del calcio, si esprime sempre con-
dizionato da diverse complessit, il pi delle volte causate dalla pre-
senza di uno o pi avversari, dagli spazi disponibili, dalla velocit
richiesta dalla situazione ed anche dalla precisione tecnica indispen-
sabile per ottenere il successo in una determinata azione di gioco.
Questa condizione generale, che si realizza sempre durante il gioco, SLALOM CON PALLA ENTRO UN KIT MOBILE DI PRECISIONE.

68 69
Il dribbling per la ricezione; il giocatore in possesso di palla a sua volta dovr esse-
Viene definita dribbling lazione di gioco individuale della guida re abile e tempestivo nel cogliere il momento pi vantaggioso (elude-
della palla che prevede anche il superamento dellavversario. re lintervento dellavversario). A seconda della situazione di gioco, ed
Sia il dribbling che la conduzione della palla si basano su un pro- in relazione alle geometrie possibili, il passaggio pu essere:
gramma di strutturazione della motricit di base che ha origine orizzontale;
dallo schema motorio del correre e si combina in presenza della diagonale;
palla fino a diventarne una tecnica specifica. Le modalit esecuti- verticale (in profondit);
ve prevedono generalmente contatti del pallone con: indietro.
pieno collo del piede; Lesecuzione tecnica pu essere realizzata principalmente
esterno collo del piede; mediante luso dei piedi e della testa, e con minor frequenza
interno collo del piede. anche con il petto e la coscia. Con i piedi, a seconda della richie-
sta situativa , si user:
linterno;
il collo;
linterno-collo;
lesterno;
la punta;
il tacco;
la pianta.

Gli schemi motori di base da cui si struttura ed evolve questo gesto


tecnico sono rappresentati dal colpire e dal saltare.

FIGURA 2 FIGURA 3

Consigli tecnici
Dribblare lavversario sul suo lato debole.
Difendere la palla con il corpo.
Orientare il dribbling in direzione della porta o dello spazio libero.
Prestare attenzione alle contromosse dellavversario.
Scegliere lattimo in cui cogliere in contro tempo lavversario
osservandone i movimenti.
Nel superamento portare avanti la palla con il piede pi distante
dallavversario.
Far precedere al dribbling una azione di finta. FIGURA 4 FIGURA 5

Combinare il dribbling ad azioni di tiro.


Combinare il dribbling con variazioni di velocit e di direzione. Consigli tecnici
Dare la giusta forza alla palla.
La trasmissione della palla: il passaggio Calciare quando il pallone vicino al corpo.
il gesto specifico che rappresenta il mezzo di comunicazione fra due PER IL PASSAGGIO DI INTERNO PIEDE (CONDIZIONE PI UTILIZZATA DAI BAMBINI DELLA
compagni di squadra. Affinch il passaggio possa essere eseguito con SCUOLA CALCIO) TENER PRESENTE:
successo, indispensabile che il giocatore a cui indirizzata la palla poggiare il piede portante contemporaneamente alloscillazione
ricerchi, mediante spostamenti intenzionali, una posizione favorevole dietro della gamba calciante;
70 71
poggiare il piede portante lateralmente ed in linea con la palla; Consigli tecnici
ruotare verso lesterno il piede della gamba calciante con la Le braccia sono portate allinfuori per mantenere il giusto equilibrio.
punta leggermente rivolta verso lalto; Fare eseguire il saltello in modo che le articolazioni siano rilassate.
dopo aver calciato lasciar proseguire la gamba naturalmente Andare incontro alla palla e arretrare il piede o le altre parti del
verso lalto, effettuando un saltello sul piede portante per dar corpo per frenarne la velocit.
continuit al movimento successivo; Mentre si controlla la palla far osservare gli altri giocatori e valu-
ruotare il piede dappoggio ed il busto nella direzione del tare la situazione.
passaggio. Proteggere la palla con il corpo e tener distante lavversario.
PER LO STOP A SEGUIRE (CONTROLLO ORIENTATO):
La ricezione della palla: lo stop Orientare il busto verso la direzione in cui si ha intenzione di pro-
Leventualit che questo gesto tecnico sia realizzabile la prova che seguire dopo lo stop.
la comunicazione (trasmissione) tra due componenti della stessa Valutare con pi anticipo la traiettoria della palla in arrivo.
squadra avvenuta. comunque vero che la ricezione pu avveni- Ripristinare le condizioni di equilibrio necessario allesecuzione del
re anche con azione di intercettamento di una manovra avversaria; gesto tecnico successivo allo stop.
del resto questa particolare espressione mentale e motoria, che si
fonda sul processo di anticipazione si verifica, anche se con meno La copertura della palla
probabilit, dando luogo occasionalmente ad un tiro in porta, ad un Questa particolare condotta tecnica, che esprime una azione indi-
passaggio, e a volte anche a una conduzione-dribbling. viduale di controllo della palla, si realizza esclusivamente in presen-
Lesecuzione tecnica, in relazione alla traiettoria di provenienza della za ravvicinata del diretto avversario. Tale forma di comportamen-
palla (parabolica, media altezza, radente) pu avvenire con: to, che nasce inevitabilmente da una richiesta situativa specifica,
i piedi (interno, esterno, punta, pianta); si integra con le varie espressioni di ricezione, di conduzione, e per
il petto; estensione anche di trasmissione della palla.
la coscia;
la testa;
laddome.
La palla pu essere controllata in uno spazio pi prossimo al sog-
getto in assorbimento oppure a seguire se stato anticipato il
progetto dazione immediatamente successivo (tiro, passaggio,
ecc). Gli schemi motori di base su cui si struttura e si affina que-
sta abilit sono il ricevere ed il saltare.

FIGURA 8

Il tiro in porta
Rappresenta lazione conclusiva delle varie strategie di gioco. Le fasi
che precedono questo gesto tecnico sono da considerarsi transitorie e
di preparazione alla realizzazione di questa opportunit. Il tiro in porta
d significato al gioco e per tale motivo dovrebbero essere dedicati
allapprendimento e allapplicazione specifica adeguati spazi didattici.
FIGURA 6 FIGURA 7
72 73
Durante una partita di calcio, giocare bene senza tirare in porta sod- Dopo limpatto la gamba calciante prosegue loscillazione verso
disfa solo in parte le finalit del gioco, mentre giocar meno bene ed lavanti-alto per orientare la direzione della palla.
arrivare alla conclusione pi volte, risponde con maggior pertinenza Insegnare ad osservare la posizione del portiere.
alle finalit prestative. Il tiro in porta pu avvenire successivamente ad
unazione di conduzione o dribbling, mediante passaggio del compa- Il gioco di testa
gno, dopo unazione di controllo-ricezione, su unazione di intercetta- Questa particolarit tecnica di cui si fatto cenno nella presenta-
mento. Le modalit esecutive, in relazione alle richieste situative ed alle zione delle precedenti condotte calcistiche, si caratterizza nelluti-
particolarit motorie specifiche, si realizzeranno mediante i tiri con: lizzo di una specifica regione corporea che presenta sostanzial-
il piede (interno, interno ed esterno collo, collo pieno, punta, tacco); mente solo possibilit durto in rapporto al contatto con la palla. A
la testa (frontale, parietale); differenza dei piedi, la testa, per le sue caratteristiche morfologi-
ed in via pi occasionale anche con: che, offre meno opportunit di controllo. Tale evenienza da porre
il petto; in relazione anche alle dinamiche di sviluppo delle azioni di gioco
la coscia; che non permettono, salvo casi eccezionali, un contatto
qualsiasi altra parte del corpo prevista dal regolamento di gioco. palla/testa ripetuto per pi volte successive e meno che mai in
Questultima condizione tuttavia da estendere a tutte le altre situazione di equilibrio. Quindi la testa pu essere utilizzata nel pas-
espressioni tecniche. Gli schemi motori di base su cui si struttura saggio ad un compagno, nello stop, nel tiro, nellintercettamento,
questa abilit sono rappresentati dal colpire e dal saltare. nel rinvio difensivo ed esclusivamente nel gioco aereo. Il colpo di
testa pu essere effettuato:
con i piedi al suolo;
sul posto con stacco da terra a due piedi;
dopo una rincorsa pi o meno lunga con stacco ad un solo piede;
in tuffo.
Limpatto con la palla avviene principalmente mediante la superficie:
frontale;
parietale;
a seconda delle esigenze di gioco, pu avvenire imprimendo una
traiettoria pi diretta o solo deviata. Gli schemi motori di base che
seguiranno il decorso evolutivo di questa abilit sono rappresenta-
ti dal colpire e dal saltare.
FIGURA 9 FIGURA 10

Consigli tecnici
Durante la rincorsa i passi dovranno essere brevi per le giuste coor-
dinate e lultimo pi ampio per preparare la gamba calciante.
Quando si tira in porta il corpo si trova sopra la palla.
Con il pallone in movimento il piede dappoggio deve essere leg-
germente avanti la linea della palla.
Nel momento del contatto con la palla la caviglia deve essere
rigida ed il piede rivolto verso il basso.
Nel tiro effettuato con linterno collo, il busto inclinato dalla
parte della gamba dappoggio.
Al momento dellimpatto il braccio corrispondente alla gamba
dappoggio si distende in avanti. FIGURA 11
74 75
Consigli tecnici Consigli Tecnici
Quando si colpisce di testa tenere gli occhi aperti. Il gesto richiede, al momento del contatto, una adeguata ten-
Andare incontro al pallone (non farsi colpire dal pallone). sione muscolare generale in special modo degli arti inferiori.
Far precedere al momento dellimpatto larretramento del busto. Tenere un assetto corporeo equilibrato e con il baricentro basso.
Portare le braccia in fuori per ricercare il giusto equilibrio. Il momento pi propizio quando la palla si trova pi distante dai
Al momento del contatto portare la testa in avanti mantenendo piedi dellavversario.
la muscolatura del collo tesa. Ricercare nellintervento la giusta coordinazione, scegliere il
Far partire il movimento dalla spinta degli arti inferiori. tempo opportuno e valutare lo spazio a disposizione.
Nei colpi di testa laterali eseguire una leggera torsione anticipa- Valutare in anticipo, in caso di conquista o di mantenimento
ta del busto. della palla, cosa fare subito dopo.
Nei colpi di testa in elevazione colpire la palla nellattimo prece-
La rimessa laterale
dente la discesa.
Questo gesto tecnico rappresenta lunica opportunit a disposizio-
Il contrasto ne del giocatore (escluso il portiere) di utilizzare le mani per realiz-
quellelemento tecnico che scaturisce da unazione contempo- zare un compito di gioco. In realt non esistono tecniche esecuti-
ranea di due avversari che tentano di mantenere o di recuperare ve particolari se non quella di sfruttare nel migliore dei modi la
il possesso di palla. Quindi il contrasto tender ad essere evitato dal capacit di flesso-estensione del corpo per lanciare la palla nella
giocatore in possesso di palla e ricercato da colui che si trova direzione e distanza voluta. Il gesto pu essere eseguito con o
momentaneamente senza. Questa azione di opposizione, deve senza rincorsa ed i piedi, nellistante in cui viene liberata la palla,
rientrare nei limiti normativi previsti dal regolamento che prevedo- non devono sollevarsi dal suolo.
no, in questa specifica situazione, lintervento dei giocatori esclusi- Unesecuzione sufficientemente accettabile richiede:
vamente diretto sul pallone. In alcuni casi il contrasto pu rivestire sensibilit nella presa del pallone;
anche una speciale forma di combinazione fra due elementi tec- fluidit e rapidit di movimento;
nici. Ci avviene quando il giocatore, dopo aver risolto con suc- mobilit ed estensibilit del busto e delle gambe;
cesso il contrasto, prosegue la sua azione senza interromperne il livello di forza adeguato.
decorso. Per esempio in situazione di guida della palla, contrasto e Lo schema motorio di base sar in questo caso il lanciare.
tiro; oppure corsa senza palla, contrasto e passaggio. Questo gesto
tecnico, pi di altri, richiede un adeguato livello di forza muscolare
generalizzata, in special modo degli arti inferiori, ed un assetto cor-
poreo ben equilibrato (baricentro entro e pi vicino la superficie di
appoggio). Il contrasto pu essere effettuato con varie modalit:
frontale; laterale; da dietro; scivolato; aereo.

FIGURA 14 FIGURA 15

La tecnica del portiere


Il portiere dovr essere considerato e di conseguenza allenato in
base ad un richiesta di performance completamente diversa dagli
FIGURA 12 FIGURA 13 altri compagni anche se da qualche tempo gli vengono richieste, in
76 77
riferimento alle nuove regole di gioco, sempre pi spesso prestazioni
Lo sviluppo della tecnica nei giovani si basa sul seguente decalogo:
tecniche tradizionalmente insolite per il ruolo (dato che principal-
1. automatizzazione mediante controllo cosciente
mente il gioco e la possibilit regolamentare lo porta con maggior 2. partecipazione cognitiva
frequenza ad utilizzare le mani rispetto ai piedi). Tuttavia pur utilizzan- 3. maggior grado di libert esecutiva
do una variet gestuale specifica, il suo gioco dovr essere salda- 4. motivazione ad apprendere
mente integrato con lorganizzazione tattica del reparto difensivo e 5. metodo del Problem Solving
della squadra in generale. Se ci riferiamo alle varie eventualit situa- 6. esercizi gioco-situazione
7. dinamicit didattica: fasi ad alta e bassa intensit
tive, al portiere baster richiedere, con i mezzi tecnici a lui disponibi-
8. regole di gioco semplificate
li, di non far entrare il pallone in rete, di interrompere le azioni offen- 9. spazi e attrezzature idonee
sive avversarie, di recuperare la palla nelle sue zone di competenza, 10. adeguare i precedenti riferimenti allet dei bambini
di rilanciare con precisione ed efficacia. Le modalit esecutive TABELLA 11 DOttavio, Atti del corso di Laurea Specialistica in Scienza e Tecniche
dovranno essere strutturate in relazione a: degli Sport, Universit Tor Vergata, Roma - 2003
posizione fra i pali (copertura della porta);
presa del pallone; maggiore regolarit nelle uscite sui piedi (ultimo avversario lan-
tuffo con presa e con deviazioni; ciato a rete).
uscita; La motricit di base su cui si struttura e si sviluppa il quadro delle
rilancio con le mani e con i piedi; abilit specifiche del portiere costituita dagli schemi del riceve-
calcio di rinvio. re, colpire, lanciare, saltare, correre, tuffarsi.
In situazioni pi specifiche di palla inattiva:
calcio di punizione diretto ed indiretto;
.2 Riflessione sul gesto tecnico
composizione della barriera; 3.1 del dribbling: suggerimenti didattici
calcio di rigore;
calcio dangolo.
Ed in considerazione delle nuove regole di gioco:
maggiore tempestivit nelle uscite con i piedi;
abilit nel calciare (rinviare) su azione di retropassaggio;
D urante la stagione sportiva 2005-2006, il Settore Giovanile
e Scolastico, a Coverciano presso la sede del Settore
Tecnico, ha organizzato un Convegno dal titolo: Dai grandi per
migliore selezione dellinformazione riguardo allazione di retro- diventare grandi: Il Dribbling con lo scopo di riflettere sul fatto che
passaggio ( possibile toccarla con le mani oppure no?); purtroppo questo affascinante gesto tecnico sta scomparendo
poich non si intravedono sui campi di gioco giocatori in grado di
esprimere, come accadeva in passato certe qualit tecniche.
Molteplici sono state le riflessioni in merito, una di queste per esem-
pio fu quella di Sergio Roticiani (Coordinatore Didattico della
Scuola Calcio Federale dellAcquacetosa di Roma):
Il gioco del calcio trova la sua massima sublimazione in due gesti
tecnici che fanno vibrare ed emozionare chi ama questo sport: il tiro
e il dribbling evocano immagini epiche di duelli e sfide infinite e su
questa grande affettivit il tecnico giovanile deve impiantare il suo
itinerario didattico.
Nelle categorie di base il dribbling suscita grande fascino che porta il
giovane a essere continuamente interessato a provare, a mettersi in
gioco, a rischiare di perdere la palla, il tecnico deve favorire questo
atteggiamento e stimolare questo suo grande impeto. A tal proposito
mi sembra opportuno citare quanto affermato da Eduardo Galeano,
FIGURE 16, 17 E 18
il quale in riferimento al gioco del calcio diceva: "Per quanto i tecno-
78 79
crati lo programmino perfino nei minimi dettagli, per quanto i potenti dribblare. Eppure, tattiche e tatticismi ma soprattutto la ricerca di una
lo manipolino, il calcio continua a voler essere l'arte dell'imprevisto. maggiore velocit di gioco ed il gioco di prima, hanno condotto
I calciatori pi amati dai giovani sono quelli che entusiasmano per anche i piccoli calciatori a rinunciare troppo precocemente al drib-
le loro giocate: Ronaldinho, Totti, Zidane, talenti puri che hanno tro- bling. In una indagine condotte su bambini delle scuole di calcio, alla
vato spazi e ambienti didattici adeguati a favorire lesplosione domanda: Quale gesto tecnico ti piace di pi. La maggior parte
delle loro potenzialit. Se vero che campioni si nasce, la strada indic tiro in porta e dribbling (GRAFICO 13), ed a questa pi che leci-
lunga e impervia di grandi difficolt per poterlo diventare. Il per- ta risposta, contraddittoriamente si assiste a partite di livello giovanile
corso didattico deve favorire prevalentemente un apprendimento dove i piccoli calciatori eseguono in media uno o due dribbling a
per prove ed errori, attraverso la continua ripetizione il giovane spe- partita. (GRAFICO 14), riportando quindi unesperienza tecnica di
rimenter comportamenti che diventeranno sempre pi perfezio- gioco, specificamente allabilit del dribblare, piuttosto modesta.
nati. La presenza dellavversario favorir adattamenti cognitivi e Eppure considerando che le partite, a qualsiasi livello, offrono sempre
senso-motori attraverso i quali la gestione della palla risulter sem- meno spazio giocabile in virt di una marcatura sempre pi aggressi-
pre pi efficace, precisione e rapidit da una parte, capacit di va (anche per una migliore preparazione fisica), il saper dribblare
variare il proprio comportamento in funzione dellazione dellav- potrebbe rappresentare realmente quellarma in pi per poter pre-
versario sono paradigmi al quale sottende lazione del dribbling. valere sullavversario. A tal proposito Roberto Donadoni, lattuale C.T.
Sicuramente lutilizzo di giochi su spazi ridotti favorisce questa con- della Nazionale Italiana, si esprime: Il dribbling la capacit di supe-
dotta, viceversa spazi di gioco inadeguati diminuiscono la possibilit rare con palla lavversario e rappresenta una soluzione che quando
di sperimentarlo, allo stesso modo questo avviene per il tiro in porta. Il riesce, d un vantaggio immediato: la palla libera e la superiorit
ritorno al calcio di strada, lutilizzo di modelli agonistici pi conformi numerica. Perci si tratta di unazione tecnico-tattica individuale che
alle esigenze psico-fisiche dei giovani come il calcio a 7, potr sicu- ha un grande effetto ed incisivit sulla tattica collettiva.
ramente condurre a una maggiore sollecitazione dellazione del drib-
bling E continueremo ad emozionarci.

C da dire che il dribbling agli inizi del calcio era considerato come
unarma fondamentale per avvicinarsi alla porta avversaria e le situa-
zioni di 1 contro 1 erano le pi frequenti. In alcuni college inglesi e per
le strade dove gli spazi erano forzatamente ristretti si svilupp larte del

GRAFICO 14 Dati rilevati durante gare del Settore Giovanile e Scolastico FIGC, 2006

Tecnica e apprendimento del dribbling


Per poter dribblare o scartare lavversario, come si dice fra bambi-
ni, occorre possedere una sufficiente padronanza nel controllo della
palla. Ci in parte merito di una certa predisposizione, anche se
come tutte le espressioni motorie, la componente coordinativa rap-
GRAFICO 13 Indagine conoscitiva sulle preferenze tecniche di bambini di una scuola calcio, 2006 presenta un requisito necessario. Infatti una buona capacit di equi-
80 81
librio dinamico, di differenziazione spazio-temporale, di ritmo, di adat-
tamento e trasformazione, non possono che aumentare il potenziale
motorio di chi si appresta ad esercitare il gesto tecnico del dribbling.
Anche la rapidit dei movimenti, sia ciclica che aciclica combinata
con azioni di finta, rendono maggiormente qualitativa lesecuzione
ed aumentano le possibilit di successo durante limpiego nel gioco.
Sul piano della didattica, una volta acquisito da parte dellallievo la
capacit di controllare la palla nelle conduzioni con cambiamenti di
fronte e di direzione con traiettorie curvilinee come negli slalom fra
conetti, si passer ad esercitare il gesto del dribbling in condizioni
che riproducono sul piano geometrico e nei tempi esecutivi le carat-
teristiche del contesto di gioco (tecnica applicata) (TAVOLA 10). Le
situazioni di gioco e le partite infine completeranno il quadro delle
esperienze didattiche programmabili.
FIGURA 20 DOttavio, 2006 - Atti del Convegno Dai grandi... per diventare grandi: il dribbling

.3 Riflessioni sulla formazione


3.1 del giovane portiere: suggerimenti didattici

Le caratteristiche del ruolo del portiere


...Nellesercizio delle sue funzioni, egli rimane spesso isolato dagli
altri giocatori in campo, e chiss in quei momenti dove vanno i suoi
pensieri. Probabilmente in certe fasi del gioco la sua partecipa-
TAVOLA 10 - Formazione della tecnica negli sport di situazione. DOttavio, 2006 zione si avvicina pi a quella del tifoso che a quella del calciato-
- Atti del Convegno Dai grandi... per diventare grandi: il dribbling
re. Ma spesso capita che dovr cambiare repentinamente il pro-
prio atteggiamento facendosi trovare subito pronto, attento ed
Dal 2 contro 1 all1 contro 1 efficace, qualsiasi siano le condizioni di gioco da affrontare....
Da questa frase presa da un testo inglese scritto nel 1971 da auto-
ri sconosciuti, si comprende quanto sia differente la prestazione del
portiere rispetto agli altri ruoli.
Il ruolo del portiere evidentemente quello che maggiormente si dif-
ferenzia dagli altri giocatori. Sono infatti differenti sia le richieste tec-
nico- tattiche, fisico-motorie e psicologiche, sia i compiti che le
responsabilit affidategli. Risulta chiaro ed evidente che bisogner
tenere in particolare considerazione i possibili effetti sul piano psico-
logico. Come noto infatti lunico giocatore che pu utilizzare le
mani nella propria area di rigore, a lui quindi deputato il compito
di difendere la porta, di interrompere le azioni avversarie, di recupe-
rare la palla nelle zone di sua competenza, ma anche di rilanciare
con precisione ed efficacia, utilizzando sia le mani che i piedi, con-
tribuendo quindi alla successiva azione di attacco (vedi TAVOLE 11-12
FIGURA 19 DOttavio, 2006 - Atti del Convegno Dai grandi... per diventare grandi: il dribbling quadro dei gesti tecnici e schemi motori riferiti al calcio).
82 83
nizzazione tattica del reparto difensivo e della squadra in generale.
tuffarsi In definitiva potremmo utilizzare questa similitudine: il portiere non
ricevere
Uscita ha pi solo una casa se cos vogliamo chiamare la porta con la
Controllare Conduzione sua area piccola ma adesso gli stata messa a disposizione una
Intercettare
Presa del pallone casa con un grande giardino da curare.
Uscita lanciare
saltare Rilancio con le mani Capacit di previsione
Respinta Proviamo ora a pensare alle operazioni mentali che compie un por-
Deviazione
tiere durante unazione di gioco. Dovr osservare e discriminare le
Calcio di rinvio
Rilancio con i piedi Tuffo con presa della palla informazioni provenienti dal portatore di palla, dalla posizione dei pro-
colpire Tuffo con deviazione pri compagni del reparto difensivo, dalla posizione e dai movimenti
Uscita degli altri giocatori avversari. Attraverso tutte queste informazioni
correre
dovr quindi prendere in successione una decisione dopo laltra, rela-
tivamente alla posizione da assumere ed eventualmente agli inter-
TAVOLA 11 Le relazioni tra le condotte motorie e le abilit tecniche specifiche del venti da attuare durante la situazione di gioco per interrompere la-
portiere nel calcio (DOttavio, 1994)
zione avversaria (es. azioni di uscita), o impedire la realizzazione di reti,
Tra laltro, viste le diverse modifiche che negli anni sono state mettendo sempre in preventivo che i gesti tecnici possono variare sia
apportate al regolamento del gioco, che lo hanno costretto a in ampiezza che in altezza, sia in potenza che in precisione. Per cui
partecipare molto di pi con i piedi, e visto lo sviluppo compiuto in dovranno sempre essere stimolate con molta cura le capacit atten-
materia di strategie di gioco e di moduli tattici di squadra, ci sem- tive, la capacit di reazione e le altre capacit di tipo coordinativo
bra corretto considerare tale ruolo in continua evoluzione. che entrano in gioco (capacit di orientamento spazio-temporale,
Basti pensare a come deve giocare il portiere oggi e a quante capacit di differenziazione, capacit di controllo motorio, ecc.).
volte i suoi interventi lontano dalla porta risultano decisivi nelle- Il portiere quindi colui che pi degli altri dovr tentare sempre di
conomia del gioco di squadra. Tuttavia non dobbiamo dimentica- capire ed anticipare le possibili azioni di attacco dellavversario.
re che il suo gioco dovr essere saldamente integrato con lorga- Nel gioco del calcio la capacit di anticipazione si esprime in un
ambiente estremamente incerto, in riferimento al numero di infor-
mazioni percepite, per cui facilmente comprensibile quanto
Il quadro dei gesti tecnici del portiere
siano importanti le esperienze maturate precedentemente.
Se ci riferiamo alle varie eventualit situative, al portiere baster richiedere, con
i mezzi tecnici a lui disponibili, di non far entrare il pallone in rete, di interrompere Maggiori sono le esperienze avute, maggiori e pi precise quindi
le azioni offensive avversarie, di recuperare la palla nelle sue zone di competenza, saranno le informazioni a cui si potr accedere per leggere la
di rilanciare con precisione ed efficacia
Le modalit esecutive dovranno essere In situazioni pi specifiche di palla situazione e dare risposte anticipate. chiaro che in questi casi
strutturate in relazione a: inattiva: ciascun giocatore dovr scontrarsi con quelli che sono gli intenti
posizione fra i pali (copertura della porta); calcio di punizione diretto ed
presa del pallone; indiretto;
degli avversari, i quali cercheranno di utilizzare al meglio determi-
tuffo con presa e con deviazioni; composizione della barriera; nate possibilit di pensiero e di espressione delle abilit tecniche
uscita; calcio di rigore;
rilancio con le mani e con i piedi; calcio dangolo. (varianti della gestualit tecnica, finta, ecc.) Conoscere le tecni-
calcio di rinvio. che di esecuzione dei vari gesti tecnici (ad es. tipo di rincorsa,
Ed in considerazione delle nuove regole di gioco: postura o posizione del piede nel tiro, o nel dribbling, ecc.) facilite-
maggiore tempestivit nelle uscite con i piedi; r i processi di percezione delle informazioni; conoscere le caratte-
abilit nel calciare (rinviare) su azione di retropassaggio;
migliore selezione dellinformazione riguardo allazione di retropassaggio ristiche dei giocatori avversari (ad esempio se destro o sinistro) dar
( possibile toccarla con le mani oppure no?);
maggiore regolarit nelle uscite sui piedi (ultimo avversario lanciato a rete).
ulteriori informazioni per selezionare e ricercare determinati cues
TAVOLA 12 Quadro dei gesti tecnici in relazione alle situazioni di gioco (indizi) di riconoscimento che gli occorreranno per prepararsi in
(DOttavio, Tell, Del Ciello, 2005 anticipo sullazione (tiro, cross, o altro).
84 85
La scelta del ruolo il numero dei portieri da allenare
Sostanziali precisazioni, in particolare sul piano didattico, vanno il numero di allenamenti settimanali
fatte relativamente alla formazione del giovane portiere, in special lorario di allenamento
modo nelle categorie di base. le strutture a disposizione (campi, spazi, ecc.)
Perch un bambino sceglie di giocare in porta? Come avviene la le attrezzature disponibili (palloni, materassini, ostacoli, ecc.)
scelta del ruolo? Quale comportamento deve tenere listruttore nei La conoscenza delle possibilit offerte dalla societ, riguardo agli
confronti dei pi piccoli? spazi a disposizione, sia orari che di campi di gioco, aiuteranno
Considerando che sin dalle categorie di base si effettuano gare sot- quindi ad ottimizzare lintervento del tecnico.
toforma di partita, risulta palese il fatto che anche in queste fasce Nelle proposte didattiche diventa inoltre fondamentale la conoscen-
det (8-10 anni) vi sia la necessit di individuare colui che dovr za specifica dei metodi di insegnamento: quello deduttivo e quello
svolgere il ruolo del portiere. Pensando a tale necessit potrebbe induttivo. Tali metodi dovranno essere miscelati tra loro durante lap-
venire spontaneo identificare nel gruppo squadra il meno capace prendimento ed utilizzati, in linea generale, a seconda dellet e della
sul piano tecnico e costringerlo a svolgere tale ruolo. Lindicazione categoria dellallievo: pi lallievo piccolo e maggiormente si dovr
didattica che ci sentiamo di dare, al contrario, di permettere ai ricorrere a proposte di tipo induttivo (dove lesperienza, la scoperta
bambini che lo desiderano, di provare a giocare in questo ruolo, sia ed il raggiungimento degli obiettivi didattici avvengono quasi per
durante le sedute di allenamento che durante lo svolgimento delle caso, alla fine di un percorso in realt suggerito dallinsegnante); pi
gare. Lavvicinamento pertanto deve essere spontaneo, senza lallievo crescer, maggiore potr essere lutilizzo di allenamenti pro-
costrizioni, con la consapevolezza dellistruttore che, qualora lo desi- posti con metodi deduttivi (dove linsegnante che predetermina
derino, i bambini potranno tornare a giocare nel gruppo squadra. lazione da svolgere e lallievo sostanzialmente esegue le sue diretti-
Inoltre, durante il periodo di apprendimento, ci sembra opportuno ve). Entrambe le metodologie debbono per essere sempre sostenu-
che anche ai portieri venga concessa la possibilit di esercitarsi nei te da una solidissima base ludica che consente di creare un
diversi ruoli. Ci gli consentir di conoscere le caratteristiche di cia- ambiente motivazionale adatto al migliore coinvolgimento ed
scun ruolo, avendo cos la possibilit di comprendere le diverse situa- apprendimento della didattica impostata.
zioni di gioco, accedendo quindi ad un numero maggiore di informa-
zioni che potranno essere riutilizzate per le anticipazioni successive. Le caratteristiche principali sui cui pu basarsi la metodologia din-
Nelle ulteriori tappe come per esempio le fasi di specializzazione del segnamento, che possiamo definire ludico-induttiva, sono:
ruolo, potr essere posta maggiore attenzione nei confronti della 1) utilizzo del gioco come elemento dominante per lo sviluppo di
selezione. La preferenza di un portiere rispetto ad un altro potr un sano agonismo (giochi individuali, a coppie, a squadre)
essere determinata, oltre che dalle abilit tecniche specifiche, 2) coinvolgimento globale contemporaneo di tutti gli allievi che
anche da ulteriori elementi che possono essere identificati da una svolgono il ruolo del portiere
parte dalle caratteristiche antropometriche (statura, grandezza delle 3) progressiva crescita dellintensit del lavoro (sia tecnico-coordi-
mani, ecc.), dallaltra da altri aspetti quali la personalit, le capacit nativo, sia fisico-motorio, che psicologico)
attentive, le doti acrobatiche, oltre agli equilibri psicologici di cui 4) continua variazione delle esercitazioni (un obiettivo si pu rag-
abbiamo accennato precedentemente. Lintegrazione di tali fattori giungere con esercizi diversi)
con le qualit fisiche, valutate attraverso test specifici, come salto in 5) avvicinamento dinamico al modello di prestazione (il portiere,
lungo, salto triplo, cmj, ecc., completeranno il quadro di riferimento. alla fine del percorso metodologico si trover ad affrontare reali
situazioni di gara)
La didattica A tal proposito ci sembra opportuno sottolineare che non dovr mai
In linea generale ciascun tecnico (e quindi anche quello dei por- essere trascurata, specialmente nelle prime fasi dellapprendimento, una
tieri) deve fare i conti con alcune variabili strutturali presenti nelle corretta assistenza didattica allallievo (scelta degli esercizi, dei materiali
societ ed in ciascuna categoria, in particolare, nellorganizzare la e delle metodiche di insegnamento), allo scopo di evitare infortuni o trau-
pianificazione didattica, dovr tenere in considerazione: mi che lo potrebbero allontanare precocemente da tale ruolo.
86 87
In definitiva, in relazione alle esperienze didattiche ed alle leggi LA capacit di anticipazione
che regolano lapprendimento, possiamo suddividere la formazio- 3.2 e le azioni di finta
ne del giovane portiere nelle seguenti fasi:
L'anticipazione
Allenamento
In questa fase oltre allapproccio ludico previsto nella programmazione di L'anticipazione un processo psichico alla base di una qualsiasi
qualsiasi scuola calcio, linsegnante cercher di cogliere uneventuale predi-
al ruolo sposizione tra tutti i bambini che avranno chiesto di voler provare a giocare attivit umana ed fondato sulla capacit di prevedere eventi non
da 8 a 10 anni nel ruolo di portiere; egli cercher di individuare i prerequisiti adatti attraverso
una serie di giochi (a squadre, a coppie ed individuali) che nascondono ancora avvenuti o non ancora terminati; "Anticipazione vuol dire
obiettivi tecnici e coordinativi tipici di questo ruolo.
che gi in precedenza, sulla base delle percezioni, allinizio di un
Questo secondo periodo di formazione dellatleta-portiere prevede allena-
Formazione menti pi specifici del ruolo con prevalenza di esercitazioni tecnico-coordina- determinato processo e delle condizioni che lo accompagnano,
del ruolo tive a carattere globale ed in forma collettiva come ad esempio un percorso
da 11 a 13 anni semplice in cui le stazioni tecniche e coordinative saranno maggiormente vengono costruiti, cio anticipati sia il successivo svolgimento che il
presenti, oppure piccole competizioni sia a squadre che individuali con obiet-
tivi tecnici specifici del ruolo. risultato" (Meinel, 1984). Anche per quanto riguarda la capacit di
Il momento della specializzazione del ruolo coincide con laspetto pi agonistico di anticipazione motoria, differenze sostanziali si possono constatare
Specializzazione tutto il periodo del settore giovanile e quindi uno degli obiettivi da ricercare lo svi-
del ruolo luppo di una maggiore carica agonistica da accoppiare ad un aumento del- fra discipline sportive "closed" e "open". Nelle prime dove l'obiettivo
da 14 a 16 anni limpegno fisico e atletico, magari attraverso percorsi pi complessi in cui le propo-
ste saranno orientate verso lallenamento delle capacit condizionali e la ripetiti- in effetti predeterminato, la previsione consiste essenzialmente
vit dei gesti tecnici specifici per la loro migliore memorizzazione. Inoltre gli esercizi
saranno pi a carattere individuale, aventi specifici obiettivi tattici e cognitivi. nell'anticipare il piano d'azione "percorrendo" le sequenze del movi-
mento (ricostruzione mentale dell'esecuzione). Nelle discipline
TABELLA 12 Programmazione didattica e fasi di apprendimento nella formazione del
giovane portiere (DOttavio, Tell, Del Ciello, 2005) "open", tra le quali il calcio, la capacit di anticipazione si esprime-
r in forma molto pi complessa poich si determiner entro un
Le attrezzature didattiche ambiente prestativo estremamente incerto, per cui il processo
Come accennato precedentemente lutilizzo di materiali che garanti- dovr fare riferimento ad un maggior numero di informazioni.
scano un corretto apprendimento e preservino lincolumit di giovani
portieri (fattore sicurezza) sono sicuramente da consigliare a tutti colo- Anticipazione complessa
ro che si occupano di formazione giovanile. Particolarmente indicati - previsione anticipata dell'evento (sviluppo della situazione)
sono i palloni in gomma (con tipologia doppio strato) per le respinte, - previsione dell'obiettivo (scopo dell'azione)
lutilizzo di particolari superfici gommate per attutire le cadute (speciali - previsione del piano d'azione (procedure esecutive)
materassini che offrono tra laltro la possibilit di esaltare movimenti
acrobatici e pre-acrobatici) o di porte in cui le parti sporgenti, o di par- A. Cei (1989) sintetizza cos il proprio pensiero definendo i processi di
ticolare pericolosit al contatto fisico, sono rivestite con speciali mate- anticipazione nei giochi sportivi nel "formulare schemi di risposta
riali gommosi. Tali attrezzi consentono inoltre, visto il loro assortimento, sia gerarchizzando per probabilit di accadimento". Tale espressione
per tipologia che per variet dei colori, di accrescere la motivazione evidenzia che gi in fase di presa di informazione (percezione) l'at-
degli allievi, stimolandone i processi di apprendimento. Tutto ci favori- leta esperto utilizza le sue possibilit predittorie. Come sottolinea
r lintensificazione delle esperienze e di conseguenza un maggiore Weimer (1977) anche i processi percettivi rientrano in un ciclo costrut-
apprendimento ed un generale senso di gratificazione. tivo ed attivo, senza nette separazioni fra il "percepito" e l"agito".
Ulteriori materiali, come ad esempio il coordinatore di frequenza, Infatti l'attivit cognitiva non pu essere concepita solo come la
che pu avere una vasta gamma di possibili utilizzi, o le cosiddette capacit di strutturare e ristrutturare le informazioni sensoriali che
meduse, pi specifiche per stimoli propriocettivi, possono essere provengono dall'esterno e quindi di ricercare risposte motorie ad
utilizzati proponendo particolari esercizi mirati al raggiungimento di esse adeguate. Le scelte percettive non sono provocate da un filtro
obiettivi che possono essere sia di tipo tecnico-coordinativo (ad es. automatico e passivo dei messaggi che scorrono lungo i nervi affe-
lanci di precisione, calcio tennis per il gioco di piedi, ecc.), sia di renti. Le scelte percettive diventano "azioni sensoriali" sulla base di
tipo fisico-motorio (propriocettivit, sviluppo capacit di equilibrio, schemi cognitivi orientati ad una qualche forma di azione. Secondo
forza esplosiva, ecc.), ma per ulteriori approfondimenti possibile Neisser (1981) sono gli schemi anticipatori che ci consentono di cer-
consultare il paragrafo specifico Le attrezzature didattiche care alcune informazioni, determinando ci che sar percepito.
88 89
Immaginiamo, per esempio di trovarci a passeggiare per il centro di corsa. I processi di anticipazione daranno modo al portiere di ricer-
Roma con lo scopo di effettuare delle compere. Le strategie infor- care cosa gli occorre per soddisfare le proprie aspettative e prepa-
mative (osservazione delle vetrine ecc.) che ognuno utilizzer saran- rarsi sul piano neuromuscolare in anticipo sul tiro.
no essenzialmente condotte attraverso due modalit differenti:
1. non avendo le idee chiare su cosa acquistare, l'orientamento Anticipazione percettiva: conoscenza delle caratteristiche del gio-
dell'attenzione sar piuttosto generalizzato e le scelte percettive catore (destro o sinistro, tira solitamente di potenza o di precisione,
ricadranno casualmente sugli elementi che desteranno in noi stima soggettiva delle sue effettive potenzialit, situazione ambien-
maggiore attrazione (particolarit delle vetrine, colori, ecc.); tale, stato delle attrezzature ecc.).
2. al contrario, conoscendo con anticipo cosa ci occorre e quindi Elementi informativi: lunghezza e inclinazione della rincorsa, veloci-
cosa intendiamo acquistare, la percezione sar organizzata t di corsa, ampiezza dei passi, direzione dello sguardo, aggiusta-
secondo schemi selettivi, andando perci a ricercare quello che menti coordinativi pre-tiro ecc.
rappresenta lo scopo prioritario della passeggiata. Schema di risposta principale: tiro di precisione alla propria sinistra.
La prima strategia, se cos condotta, evidenzia una certa lentezza Risposta alternativa: tiro centrale con eventuale intervento con i piedi.
nel raggiungere lo scopo, poich tende a trattare troppe informa- Da questo esempio si pu intravedere come l'anticipazione sia cor-
zioni con il rischio di analizzare anche elementi fuorvianti. La secon- relata ad un progetto d'azione intenzionale di ordine superiore e
da sembra la pi veloce, ed in realt lo , per tale itinerario rispec- come tale rapporto condizioni inevitabilmente le strategie informa-
chia una visione eccessivamente rigida della ricerca informativa in tive. Possiamo definire l'intenzionalit come una propriet di ogni
quanto qualora non si riesca a trovare ci che era nostro proposito fenomeno mentale (Gauld e Shotter, 1983). Tramite l'intenzionalit
acquistare, la passeggiata sarebbe da considerarsi un fallimento. la mente si direziona verso o si rivolge ad oggetti e stati di cose del
Infatti riteniamo che la migliore soluzione da adottare, soprattutto mondo (Searle, 1983). In questo senso il concetto di intenzione
legando tutto ci ad eventi calcistici, sia quella di avere chiare le comprende anche quello di anticipazione.
idee su cosa ricercare, ma nello stesso tempo predisporsi mental- La concezione cognitivista sottolinea quindi maggiormente linter-
mente alla possibilit di varianti che comunque, anche se con una dipendenza fra percezione ed azione integrandole con processi
minore proficuit immediata, tenderanno a facilitare i nostri propo- quali le aspettative, la selezione di percezioni, le anticipazioni.
siti. Questo significa, in altre parole, che sulla base delle esperienze Questa impostazione permette di spiegare come ogni individuo
pregresse e delle previsioni effettuate, l'atleta ipotizzer delle solu- "sviluppi una personale conoscenza del mondo, non determinata
zioni principali al quesito motorio ed altre alternative secondo una passivamente, in base al paradigma comportamentistico stimolo-
gerarchia preferenziale e probabilistica. risposta, ma che avviene piuttosto mediante la selezione e l'inter-
Proviamo a pensare al comportamento mentale del portiere men- pretazione attiva da parte dell'individuo degli stimoli che l'ambien-
tre l'avversario sta effettuando la rincorsa del calcio di rigore. te invia" (Reda, 1985). Tuttavia, bisogna considerare che le inten-
Egli sar impegnato ad organizzare l'eventuale esecuzione secondo zionalit di un giocatore durante un'azione di gioco devono per
un piano d'azione costruito in relazione a determinate caratteristiche forza di cose misurarsi ed in un certo senso scontrarsi" con quelli
(segni) individuate nel comportamento del calciatore durante la rin- che sono gli intenti degli avversari che dalla loro parte cercheran-
no di utilizzare al meglio determinate possibilit di pensiero.
Il programma d'azione di un giocatore quindi "disturbato" dai pro-
grammi degli avversari che in qualche maniera interferiranno sul
progetto in corso, la capacit del giocatore dovr essere quella di
trattare con simultaneit gli eventi integrando il proprio con laltrui
programma. K. Meinel (1984) a proposito definisce tale fenomeno
un processo di "co-esecuzione mentale delle rispettive azioni". Ed
altri ancora sul problema si esprimono riguardo le prestazioni di
gioco come "I'integrazione di eventi e non come sommatoria di
90 91
essi" (Moreno, 1983). La capacit quindi di co-eseguire con gli altri Le azioni di finta determinano nellavversario:
componenti del gioco diviene assai importante poich permette imprecisione percettiva e interferenza sulle direzioni attentive:
al giocatore di riorganizzare costantemente il programma d'azione in quanto si viene volutamente attirati da stimoli non perti-
intrapreso, modificandolo se necessario o cambiandolo totalmen- nenti allazione;
te. Ci evidenziato maggiormente dal fatto che ogni giocatore tendono ad innescare schemi di risposta automatizzati: ovvero si
di solito cercher d far capire il pi tardi possibile le proprie inten- determina una predisposizione ad eseguire risposte motorie
zioni, per non dare la possibilit agli avversari di anticipare e for- meno controllate a livello cosciente. Ci si rileva in special modo
mulare risposte che potrebbero vanificarne gli esiti. in condizioni di eccessiva stanchezza fisica e mentale;
aumentano il tempo della fase decisionale: specialmente quan-
La finta do lazione di finta condotta da pi giocatori, lincertezza che
Nel calcio assai rilevante luso della finta prima di compiere un si viene a creare determina tempi di elaborazione del problema
gesto tecnico. Si tratta di un processo evidentemente mentale e situazionale pi lunghi;
motorio, attivato per creare intenzionalmente risposte dellavversario compromettono lorganizzazione tecnico-coordinativa: la rispo-
non pertinenti alla reale situazione. Nelle azioni di finta quindi lo sta tecnica totalmente errata oppure lesecuzione risulta impre-
scopo del giocatore di aumentare il grado di incertezza dellam- cisa e quindi inefficace in quanto non sostenuta adeguata-
biente di gioco, eseguendo dei movimenti o delle azioni preparato- mente dalla componente coordinativa (perdita di equilibrio,
rie che nulla hanno a vedere con la reale esecuzione intenzionale. tempi di reazione lunghi, trasformazione motoria in ritardo).
Immaginiamo per esempio il movimento preparatorio di un tiro in
porta a cui consegue invece un dribbling sulluomo. Le situazioni possibili sono racchiuse in queste cinque categorie:
Lavversario che subisce lazione di finta vedr naufragare le sue 1. giocatore in possesso di palla
aspettative poich lanalisi sul comportamento preparatorio di tiro 2. giocatore con compagno in possesso di palla
lo condurr a programmare unazione di risposta la cui esecuzione 3. giocatore con avversario in possesso di palla
risulter poi inefficace alla situazione di gioco. Infatti con molta pro- 4. situazioni di palla inattiva
babilit verr superato, dato che la necessaria trasformazione del 5. giocatori in situazioni di palla contesa (quando la palla non
piano dazione avverrebbe evidentemente troppo tardi. ancora controllata da nessun giocatore)
Strutturalmente la variabilit delle azioni di finta si pu esprimere pi
specificamente come:
movimento preparatorio non correlato al movimento intenzionale;
interruzione di un movimento per continuare con un altro movi-
mento o altra direzione (finte di corpo);
presentazione simultanea o in rapida successione di due o pi
segnali pertinenti;
cambi di ritmo o velocit.

IL CONTROLLO DELLA PALLA UN REQUISITO FONDAMENTALE PER GIOCARE A CALCIO

92 93
3.3
Le capacit coordinative 3) controllo e regolazione vera e propria sulla muscolatura effetto-

L
ria (grandezza da controllare)
a rappresentazione della coordinazione motoria, parte da Le capacit coordinative, secondo le molteplici tassonomie presen-
questo presupposto: lorganismo un sistema che si autore- tate alla fine degli anni 70, si possono suddividere in: Generali e
gola al grado pi elevato, che si autoconserva, corregge e persino Speciali. I diversi autori concordano in questa classificazione che
si perfeziona. La coordinazione, che di fatto investe il sistema neu- prevede quindi una coordinazione pi globale che sottende a sua
romuscolare, soprattutto nelle aree extrapiramidali e nella regola- volta le varie particolarit coordinative che dipendono anche dal
zione periferica propriocettiva, pu essere definita come la capa- tipo di sport e quindi dal quadro tecnico specifico. Le Capacit
cit di regolazione, organizzazione e controllo del movimento. Coordinative Generali sono: la capacit di controllo motorio, la
La coordinazione, come mostrato nella TAVOLA 13 (Bernstain, 1957 in capacit di adattamento e trasformazione dei movimenti e la
Meinel, 1984), un processo complesso che deve essere ascritto capacit di apprendimento motorio (insieme costituiscono la
alla efficienza del Sistema Nervoso sia centrale che periferico. destrezza motoria). Per Capacit Coordinative Speciali possono
Sostanzialmente la coordinazione fa riferimento alla qualit dei tre essere considerate: destrezza fine, equilibrio, elasticit di movimento,
sistemi funzionali (P.K. Anochin 1973) che comportano lintegrazio- combinazione motoria, fantasia motoria, orientamento, differenzia-
ne di altrettanti sistemi e processi di regolazione e controllo del zione spazio-temporale, differenziazione dinamica, anticipazione
movimento. Essi sono: motoria, reazione motoria, memorizzazione motoria, ritmizzazione.
1) il controllo del Programma centrale le varianti che ne scaturi- Alcune di esse per si possono tranquillamente considerare effetti
scono relativamente ai risultati parziali del movimento, compre- diretti di altri processi coinvolti con gli aspetti deputati allorganizza-
sa lanticipazione (confronto fra valore nominale e valore reale) zione del movimento come: la fantasia, la memorizzazione, lantici-
2) feed-back relativamente al decorso del movimento sia parziali pazione. Queste in effetti sembrano appartenere maggiormente ai
che finali (sintesi afferente) processi mentali che governano le attivit motorie sportive.

anticipiazione centri sensoriali


dello scopo recettore vie nervose fino al campo aree
specifico afferenti primario di associative
proiezione
programmazione
ANALIZZATORE
TAVOLA 14 Lanalizzatore (Sotgiu e Pellegrini in DOttavio, 1994)

confronto tra
valore richiesto
.1 Un rapporto di reciprocit: capacit
e valore reale 3.3 sensopercettive e coordinative

controllo -
regolazione
(trasmissione degli
impulsi efferenti)
registrazione
(memoria motoria)
elaborazione
delle inform.
(sintesi afferente)
Le capacit sensopercettive rappresentano determinate
potenzialit dellindividuo di avvertire e reagire a degli stimo-
li interni al nostro corpo, ed esterni ad esso provenienti dallam-
biente circostante. Tale propriet dellorganismo umano deputa-
reafferenza

(circuito interno di (circuito esterno di


afferenza

controllo o circuito controllo o circuito


ta a recettori nervosi specializzati, facenti parte dei nostri organi
regolatorio) regolatorio)
sensoriali, che permettono di ricevere il segnale (stimolo) per tra-
grandezza Esecuzione Ambiente smetterlo al sistema nervoso centrale che avr a sua volta il com-
disturbo motoria (terreno, attrezzi,
pito di riconoscere il segnale e quindi inviare una risposta effettoria
(organi motori) acqua, neve, ecc.)
ai muscoli. Tale processo di ricezione, trasmissione e decodifica del
TAVOLA 13 Modello semplificato della coordinazione del movimento (Bernestein, segnale, viene attribuito a delle strutture nervose chiamate analiz-
94 95
zatori. Lanalizzatore (vedi TAVOLA 14, Sotgiu-Pellegrini in DOttavio,
CAPACIT COORDINATIVE GENERALI
1994) rappresenta quel sistema specializzato avente il compito di
innescare eventuali processi di risposta dellorganismo, attivando le Capacit di adattamento e trasformazione dei movimenti
varie funzioni organizzative del movimento. Avremo cos gli analiz- la capacit di cambiare, trasformare e adattare il programma
motorio alla modificazione improvvisa della situazione o delle condizioni
zatori: tattile, acustico, visivo, statico-dinamico, cinestesico.
esterne (diverse da quelle abituali nelle quali si appreso il movimento),
Contemporaneamente, o comunque in termini di immediata suc- per cui il risultato del movimento non cambia o cambia solo di poco.
cessione, la risposta motoria sar strutturata secondo le possibili
potenzialit organizzative e di controllo del movimento (capacit Capacit di controllo motorio
Cos si definisce la capacit di controllare il movimento secondo lo
coordinative) in relazione ad un progetto generale primario (area scopo previsto, cio di raggiungere esattamente il risultato
motoria del cervello). Le capacit coordinative sono quindi anche programmato del movimento/esercizio.
quelle componenti del movimento che ne assistono il decorso,
regolandola nelle varie sequenze e negli eventuali adattamenti in Capacit di apprendimento motorio
Essa consiste nellassimilazione e nellacquisizione di movimenti, parti
funzione di variabili ambientali: di movimenti, precedentemente non posseduti, che devono poi
Capacit sensopercettive: sono responsabili della ricezione essere immediatamente stabilizzati.
decodifica e innesco della risposta CAPACIT COORDINATIVE SPECIALI
Capacit coordinative: sono responsabili della organizzazione, Destrezza fine Capacit di equilibrio Elasticit di movimento
controllo e direzione del movimento. (TAVOLA 15) Capacit di combinazione motoria Fantasia motoria Ulteriori
capacit coordinative

.2 Le capacit coordinative generali Ulteriori capacit speciali:


3.3 Capacit di orientamento;
Capacit di differenziazione spazio temporale;
Capacit di adattamento e trasformazione dei movimenti Capacit di differenziazione dinamica (cio riguardante la
la capacit di cambiare, trasformare e adattare il programma tensione muscolare);
motorio alla modificazione improvvisa della situazione o delle con- Capacit di anticipazione motoria (cio la capacit di anticipare i
movimenti propri o altrui, che si esprime nellimpostazione del
dizioni esterne (diverse da quelle abituali nelle quali si appreso il movimento e della posizione del proprio corpo);
movimento), per cui il risultato del movimento non cambia o cam- Capacit di reazione motoria;
bia solo di poco. Capacit di memorizzazione motoria (memoria motoria);
Capacit di ritmizzazione: con essa si intende non soltanto il ritmo in
Capacit di controllo motorio senso musicale.
la capacit di controllare il movimento secondo lo scopo previ- Lalternanza di tensione e distensione dei grandi gruppi muscolari in
sto, cio di raggiungere esattamente il risultato programmato del ogni esercizio produce un certo ritmo del movimento che lallievo
movimento-esercizio. finisce con il sentire dopo averlo ripetutamente eseguito. un
grande vantaggio per la stabilizzazione dei nuovi movimenti acquisiti.
Capacit di apprendimento motorio
Consiste nellassimilazione e nellacquisizione di movimenti, o, in TAVOLA 15 da K. Meinel (modificato, AA.VV., 1984)
prevalenza, di parti di movimenti, precedentemente non possedu-
ti, che devono poi essere immediatamente stabilizzati.

.3 Le capacit coordinative speciali


3.3 Per meglio comprendere definizioni e significati delle varie
Equilibrio capacit coordinative, in relazione alle specificit del gioco
Combinazione motoria del calcio, far riferimento alla pubblicazione A scuola di
Capacit di orientamento; calcio di S. DOttavio e S. Roticiani (in bibliografia).
Capacit di differenziazione
96 97
Capacit di reazione motoria, sia semplice che complessa;
Capacit di ritmizzazione: con essa si intende non soltanto il ritmo La capacit di equilibrio
in senso musicale ma anche lalternanza di tensione e distensio- Per capacit di equilibrio intendono la capacit di tenere tutto il
ne dei grandi gruppi muscolari. corpo in stato di equilibrio, di mantenere tale stato o recuperar-
In ogni esercizio, infatti, produce un certo ritmo del movimento che lo durante o dopo ampi spostamenti del corpo.
lallievo finisce con il percepire dopo averlo ripetutamente esegui- La capacit di coordinazione segmentaria
to. Ci costituisce un grande vantaggio per la stabilizzazione dei Per capacit di coordinazione segmentaria (o capacit di com-
nuovi movimenti acquisiti (invariante del movimento, cio facente binazione) intendono la capacit di coordinare adeguatamen-
parte della struttura profonda del movimento, cfr Schmidt 2002, te tra loro, ed in riferimento al movimento globale del corpo
vedi paragrafo Le abilit tecniche). diretto a raggiungere un determinato obiettivo dazione, i movi-
menti dei segmenti del corpo stesso (ad esempio, delle estremi-
Si riportano qui di seguito alcune definizioni delle capacit coordina- t del tronco e della testa).
tive elaborate da due autorevoli esperti: MEINEL K., SCHNABEL, 1987.
La capacit di differenziazione
Per capacit di differenziazione intendono la capacit di rag-
La capacit di orientamento
giungere una sintonia molto precisa tra singole fasi del movi-
Per capacit di orientamento intendono la capacit di deter-
mento e spostamenti dei segmenti del corpo, che si esprimono
minare e cambiare, nello spazio e nel tempo, la posizione ed i
in una grande precisione ed economia dei movimenti (dosaggio
movimenti del corpo, riferiti ad un campo dazione definito (ad
della forza nei parametri spaziotempo).
esempio, campo di gioco, quadrato nel pugilato, attrezzi ginni-
ci) e/o ad un oggetto in movimento (ad esempio, palla, avver- Chiarita questa funzione di assistenza motoria, sar facile compren-
sario compagno, ecc.). dere come tale sostegno si integri e condizioni le varie espressioni
tecniche realizzabili in rapporto sia alla rapidit esecutiva o dazione,
La capacit di trasformazione
che alla precisione richiesta. Tale forma di reciproca relazione dovr
La capacit di trasformazione quella capacita che permette,
essere presa in considerazione sia durante le fasi di apprendimento
in base ai cambiamenti della situazione che sono stati percepiti
finalizzate maggiormente verso lespressione automatizzata della
o previsti, mentre si sta eseguendo unazione, di adattarne il pro-
abilit (strutturazione, consolidamento e sviluppo), che nelle fasi
gramma alle nuove circostanze, oppure di proseguirla in modo
dove sono presenti stimoli situativi o di gioco vero e proprio.
completamente diverso.
La crescita delle abilit dipende soprattutto dal miglioramento
La capacit di ritmo delle capacit sensopercettive e coordinative; viceversa un livello
Per capacit di ritmo intendono la capacit di comprendere un pi qualitativo delle abilit tecniche favorir levoluzione di tali
ritmo proveniente dallesterno, di riuscire a riprodurlo dal punto di capacit. facile comprendere che questo processo di interattivi-
vista motorio, come anche di realizzare nella propria attivit t si renda possibile in quanto il fenomeno va sempre inteso nella
motoria - un ritmo interiorizzato, cio esistente nella propria sua globalit, come complesso di relazioni, mentre sarebbe errato
immaginazione. considerare gli elementi della motricit staccati tra loro senza
La capacit di reazione unappropriata azione sinergica. Anche le capacit condizionali
Per capacit di reazione intendono la capacit di iniziare ed partecipano a questo processo dinamico di interazione.
eseguire rapidamente delle azioni motorie nel modo pi oppor-
tuno e nel minor tempo possibile, dopo un segnale. Quindi, si trat- Immaginiamo per esempio:
ta di reagire nel momento pi opportuno possibile e con una un giocatore si appresta a ricevere la palla proveniente con una
velocit adeguata al compito, in tutti quei casi in cui loptimum traiettoria leggermente parabolica a mezza altezza. Nelle fasi
reagire con la massima rapidit. preparatorie e nel momento di impatto del piede con la palla, il
soggetto si verr a trovare in una condizione fisica di equilibrio pre-
98 99
Analizzatore Analizzatore Analizzatore Analizzatore Analizzatore
Capacit Capacit uditivo visivo tattile statico- cinestetico
senso-percettive coordinative dinamico
Percezione spazio-temporale
Capacit Abilit
tattiche tecnico-tattiche Orientamento spazio-temporale
Anticipazione
Capacit Reazione
condizionali
Differenziazione
Ritmo
Grado di qualificazione Aspetti psicologici
Equilibrio
Attitudine Motivazione
PRESTAZIONE Adattamento e trasformazione
Et Attenzione
Ecc.
CALCISTICA Personalit Combinazione
Ecc. TAVOLA 17 Relazione capacit senso-percettive e coordinative (DOttavio 1994)
TAVOLA 16 Visione globale della prestazione calcistica e processi di interattivit
DOttavio S., Atti del Corso di Laurea Specialistica in Scienza e Tecniche sensoriale esterna (anticipazione, reazione, percezione e orien-
degli Sport, Universit Tor Vergata, Roma 2003
tamento spazio-temporale); un secondo momento pi vicino al
cario, poich lappoggio al suolo dovr essere stabilito su un solo controllo diretto del gesto in cui il calciatore si serve dellinfor-
piede mentre laltro si sollever in anticipo in direzione della palla mazione sensoriale interna (equilibrio, ritmo, differenziazione,
che sta procedendo nella sua traiettoria di avvicinamento, e dovr adattamento e trasformazione, combinazione).
stabilizzarsi latteggiamento del corpo (assetto bilanciato o sbilan- Tali funzioni tuttavia non devono essere viste secondo una scala
ciato) per farsi trovare allarrivo della palla nella condizioni migliori. gerarchizzata ma in termini di sistema unitario funzionale in cui le
Questi aggiustamenti provocheranno sul piede di appoggio diverse componenti sono tra loro integrate.
diverse sollecitazioni di tipo propriocettivo (analizzatore cinestesi-
co, tattile e statico-dinamico), tanto che la riuscita dello stop
.4 Il fattore tecnico-coordinativo
3.3
U
dipender dal grado di efficienza funzionale di tali strutture e
dalla qualit delle capacit di equilibrio specifica. no degli aspetti principali dellallenamento tecnico il
Perci se vero che per sviluppare questo aspetto coordinati- rapporto tra tecnica e coordinazione, espresso con il fat-
vo, oltre alle forme di sviluppo generale, si debbano utilizzare tore tecnico-coordinativo.
nello specifico le varie forme di esercitazione che contemplino Come detto nel precedente paragrafo, ma vista limportanza
la ricezione della palla, anche vero che ad un maggior equi- vale la pena sottolineare ancora una volta il concetto, la presta-
librio mono-podalico corrisponder un miglior controllo tecnico, zione calcistica giovanile influenzata fortemente dal grado di
con pi probabilit quindi di riuscire nellesecuzione. In sintesi apprendimento delle abilit tecniche specifiche, che si struttura-
quindi possiamo ribadire quanto detto precedentemente che no integrandosi con lo sviluppo della componente coordinativa.
levoluzione delle capacit coordinative e senso-percettive Tale rapporto: fra tecnica e coordinazione significa che lo svilup-
influenzano positivamente le abilit e tale andamento risulta a po delluno o dellaltro fattore contribuisce ad elevare nel com-
sua volta, nella stessa misura, influenzato dalla crescita delle plesso lesecuzione. In altre parole, migliorando la tecnica si
stesse abilit che avviene parallelamente. Nella TAVOLA 17 migliora la coordinazione; sviluppando questultimo fattore
(DOttavio 1994) si evidenzia un ulteriore rapporto di reciprocit aumenta la padronanza dei gesti tecnici. Lapprendimento strut-
mettendo in relazione integrata gli analizzatori con le capacit turato secondo esercizi integrati favorisce la crescita globale
coordinative. La maggiore o minore affinit che alcuni analiz- del fattore tecnico-coordinativo.
zatori stabiliscono con le varie capacit, evidenzia due Lobiettivo perci di saper gestire la palla e rendere efficace la pro-
momenti funzionali ben distinti nel programma motorio: un pria azione attraverso le molteplici abilit, avvicinarsi alle esigenze
primo nel quale si fa ricorso maggiormente allinformazione reali del gioco o della situazione in considerazione della relativa
100 101
complessit di movimento, e per queste ragioni si ritiene indispen-
Misure metodiche Esempi desercizi sabile raggiungere un certo grado di destrezza. Dove per destrez-
Variazione Salti portando gli arti inferiori al petto,
za intendiamo la capacit di padroneggiare le coordinazioni spe-
dellesecuzione divaricandoli sul piano sagittale o frontale
del movimento Esecuzione del movimento al contrario cifiche del calcio e nel contribuire al perfezionamento delle abilit
Esercizi con cambio di velocit e ritmo di movimento (per maggiore chiarezza vedere il paragrafo di que-
Variazione delle Esercizi con attrezzi o partner su terreni sto capitolo Le capacit coordinative).
condizioni esterne diversi
Diminuzione od aumento della superficie
di appoggio Presupposti del gioco collettivo:
Combinazione di Collegamento di elementi ginnici diversi 3.4 le componenti tattiche
Combinazione di giochi

L
abilit motorie
Esercitazione sotto Esercizi che addestrano la capacit di aspetto cognitivo implicato nel processo di sviluppo della
pressione temporale reazione
Corsa a cronometro con ostacoli prestazione calcistica occupa una posizione importante
Variazione della presa Camminare in equilibrio sguardo diretto in nella costruzione della consapevolezza tattica. Infatti la prestazio-
dinformazione alto, testa chinata od occhi bendati ne sportiva in generale stata definita come prodotto di cono-
Esercitazione dopo Esecuzione di esercizi complicati alla fine scenze cognitive relative alla situazione attuale ed agli eventi pas-
carico preliminare di una unit di allenamento
Esercizi di equilibrio dopo molte capovolte
sati associati con labilit del giocatore di produrre la specifica
o rotazioni rapide del corpo risposta motoria (Thomas, French e Humphres 1986).
TABELLA 13 Misure metodiche ed esercizi per lo sviluppo delle capacit Recentemente andato diffondendosi il cosiddetto allenamento
coordinative (Harre 1979)
integrato che consiste nelleducare le strutture cognitivo-fisiche del
giovane, in una situazione di globalit, in cui lelemento tattico
viene posto come soluzione di problemi reali.
Metodi per lallenamento delle capacit coordinative
In questo ambito educativo viene assegnata particolare impor-
Variazione dellesecuzione del movimento
Cambiamento delle condizioni esterne tanza alla realizzazione di risposte corrette in conseguenza della
Combinazione di abilit motorie gi automatizzate consapevolezza tattica del giocatore. In tal senso le capacit
Esercizi sotto pressione del tempo
cognitive offrono la possibilit di condizionare i problemi di
Variazione dellacquisizione delle informazioni
Esercizi dopo affaticamento apprendimento, e i problemi di realizzazione della prestazione.
Esecuzione di sequenze prefissate La dinamica del gioco non permette azioni prestabilite che il gio-
Esecuzione simmetrica
catore pu riprodurre esattamente, in quanto tutte le azioni di
TABELLA 14 Metodi per lallenamento delle capacit coordinative (D. Blume e
D. Harre in Manno, 1984) gioco, sono azioni discrezionali da risolvere a seconda delle
situazioni. In sintesi le varie sequenze di gioco esprimono la capa-
cit del giocatore di percepire, decidere ed eseguire, tramite
Principi per lallenamento delle capacit coordinative operazioni di memoria.
1. Il metodo principale esercitarsi, il mezzo principale lesercizio fisico Il comportamento tattico conseguente allo sviluppo del pensiero
2. Le abilit motorie impiegate come mezzi di allenamento devono tattico, e consiste in unattivit orientata verso il successo ottimale.
essere apprese in maniera tecnicamente esatta ed eseguite con
un controllo consapevole e costante. Deve essere effettuata avendo piena consapevolezza delle pro-
3. Come mezzi di allenamento possono essere utilizzati mezzi per il prie abilit tattiche, capacit tecniche e possibilit condizionali. Il
miglioramento funzionale degli analizzatori, con una relativa
passivit dellatleta. comportamento tattico, dal punto di vista cibernetico, un siste-
4. I mezzi dallenamento impiegati devono essere scelti in modo da ma di ricerca oggettivo, che non sceglie soltanto il pi favorevole
essere finalizzati alla capacit da sviluppare tra gli obiettivi possibili, ma addirittura li perfeziona nel processo
5. Un effetto allenante si raggiunge se si aumenta la difficolt
coordinativa con determinate misure metodologiche della soluzione del compito. Tutto ci tuttavia, subordinato alla
TABELLA 15 Principi per lallenamento delle capacit coordinative (D. Blume in fascia di qualificazione agonistica. Nelle Scuole Calcio tali proces-
R. Manno, 1984) si di apprendimento e perfezionamento devono essere appresi
102 103
con la necessaria gradualit. Il comportamento tattico, dal punto
conoscenze tattiche e tecniche
di vista psicologico, il prodotto complesso di processi psicomoto-
memoria lunga
ri che si realizzano mediante 3 fasi principali: feed-back
memoria breve
anticipazione
memoria istantanea
Percezione e analisi della situazione di gioco
Soluzione concettuale dello specifico compito tattico percezione analisi della situazione
feed-back

Soluzione motoria del compito tattico soluzione mentale soluzione motoria esecuzione
TAVOLA 17 - Struttura delle fasi dei processi psicomotori relativi al comportamento tattico presa di decisione abilit tecniche
informazione
capacit tattiche abilit tattiche
1. La percezione e analisi della situazione di gioco: creativit
La qualit della percezione dipende dalla estensione dello sguar-
input trattamento dellinformazione output
do, dal campo visivo e dalla qualit degli analizzatori. Il percepire
unintera situazione di gara un aspetto per riconoscere i compiti TAVOLA 18 - Processi mentali dellazione di gioco (Mahlo F. 1963, modificato da
che si devono assolvere. DOttavio S. 2002, Atti del corso di Laurea Specialistica in Scienza
e Tecniche degli Sport, Universit di Tor Vergata Roma)
2. La soluzione concettuale dello specifico compito tattico:
Il compito tattico viene risolto prima sotto laspetto mentale e poi
sotto laspetto motorio. Lobiettivo della soluzione mentale di cognitivo), fondamentale percepire e quindi fondamentale risul-
trovare la linea risolutiva ottimale del compito tattico nel pi ta la validit del nostro sistema sensoriale. La componente tattica
breve tempo possibile, sulla base della percezione e dellanalisi nella prestazione calcistica giovanile risulta di fondamentale impor-
della situazione di gara; devono essere prese in considerazione tanza, e pu essere considerata come funzione di collegamento
solo quei componenti che il giovane da un punto di vista motorio fra le varie unit di prestazioni individuali, finalizzate allazione col-
capace di realizzare. Limiti nella risoluzione mentale del proble- lettiva per raggiungere obiettivi di gioco comuni. Quindi lobiettivo
ma tattico sono posti da una scarsa percezione e analisi della della formazione tattica deve tendere a rendere capace il giova-
situazione. Molto importante risulta quindi lo sviluppo del pensiero ne di organizzare e condurre le azioni di gioco.
tattico che deve avvenire mediante esercitazioni pratiche ed in A 1011 anni, i processi cognitivi sono estremamente sensibili allap-
un contesto di globalit. prendimento. Attraverso la continua stimolazione permesso
3. Soluzione motoria del compito tattico: conoscere e sperimentare la maggior parte delle variabili situazio-
Realizza il comportamento tattico (sviluppo del pensiero) ed il nali utilizzate nel gioco o nella situazione didattica. Essenzialmente
prodotto della percezione dei due elementi precedenti, ma anche bisogna fare in modo di fornire in questa prima fase evolutiva del
delle potenzialit tecniche disponibili (grado di qualit delle abilit processo formativo la possibilit di sperimentare ed esplorare un
tecniche). Il modello di Mahlo, a struttura cibernetica, (vedi TAVOLA numero piuttosto ampio di esperienze di gioco.
18, modificato da DOttavio S. 2002 Atti del Corso di Laurea In tal modo la formazione tattica di un giovane calciatore pu
Specialistica in Scienza e Tecniche degli Sport, Universit di Tor essere avviata e condotta con una certa precocit (vedi para-
Vergata, Roma) pone in evidenza la centralit della componente grafo La formazione tattica giovanile in questo capitolo).
cognitiva nellelaborazione di un piano di azione. Il giocatore
durante il gioco deve risolvere problemi tattici in base ad elabora-
.1 La tattica nel calcio
3.4
N
zioni mentali. Attraverso esperienze, conoscenze e modelli preesi-
stenti egli tenter una soluzione adeguata allo scopo. Ogni pro- el calcio la tattica pu essere considerata come funzione
cesso di questo tipo rappresenta un momento esperienziale molto di collegamento o di raccordo fra le varie unit di presta-
importante da cui possibile trattenere i vari significati da riutilizza- zione individuali, finalizzate allazione collettiva volta a perseguire
re in condizioni analoghe. La memoria gioca in questo un ruolo obiettivi di gioco comuni. Tale significato racchiude lessenza della
determinante. Per poter memorizzare e quindi sapere (aspetto prestazione calcistica, evidenziando come le abilit tecniche, la
104 105
disponibilit energetica e coordinativa, limpegno psichico, il ruolo Il livello di attitudine e di esperienza che pu essere maturata attra-
nella squadra e gli altri fattori esterni che condizionano la presta- verso gli esercizi di allenamento pu spostare la prestazione di un
zione debbano essere sinergicamente integrati in subordine allo- giovane calciatore verso la rapidit sia mentale (di pensiero), sia
biettivo tattico richiesto dal gioco. motoria (tecnica). La rapidit quindi, in senso pi largo del termine,
Tattica significa anche mettere in ordine, ovvero utilizzare in pu essere considerata una qualit selettiva e di riferimento per la
forma economica e razionale determinate potenzialit individuali valutazione del livello di apprendimento e successivamente per
mettendole in relazione con quelle dei compagni e degli avversa- una eventuale selezione tecnica.
ri. Ripoll (1989) riporta una sua personale interpretazione del con-
cetto di tattica servendosi di due espressioni verbali: comprende-
.2 Considerazioni e riferimenti culturali
3.4
G
re ed agire richiamando cos lattenzione verso questi due
momenti fondamentali della prestazione. li ambiti tattici della prestazione possono essere cos
definiti:
Tali fasi della prestazione che nel calcio si materializzano in rapi- le conoscenze tattiche;
de sequenze, in realt fanno parte di un complesso molto pi le abilit tattiche;
strutturato. Infatti la comprensione direttamente influenzata le capacit tattiche
dalla capacit di: Le conoscenze tattiche
Anticipare in termini di percezione dellevento di gioco Secondo diversi autori (Harre 1985) le conoscenze tattiche rappre-
Percezione sensoriale (elementi informativi del gioco) sentano quei processi mentali di produzione e riproduzione delle
Trattamento delle informazioni (elaborazione) informazioni e dipendono in misura assai rilevante dalla variet degli
Decisione (pertinenza ed effetti sullazione) elementi conoscitivi a disposizione ovvero dalla qualit con cui
Utilizzare feed-back cognitivi e regolativi dei parametri dellazione stato affrontato il processo di formazione dellatleta. Esse riguardano:
1. La conoscenza delle regole di gioco e la loro utilizzazione otti-
Lagire a sua volta influenzata dalla capacit di: male per la risoluzione dei problemi tattici.
Eseguire correttamente il gesto relativamente al timing (coinci- 2. La conoscenza dei sistemi di gioco e delle loro varianti, la padro-
denza funzionale) spazio-temporale del movimento e/o del nanza del proprio sistema di gioco e delle misure pi efficaci nei
gesto tecnico confronti del sistema di gioco dellavversario.
Utilizzare feed-back tecnico-coordinativi e regolativi dei parame- 3. La conoscenza delle regole tattiche, per esempio: il giocatore
tri del movimento e/o del gesto tecnico durante il loro decorso pi veloce la palla; mantenere lavversario nel proprio campo
visivo; nel subire unazione di finta del portatore di palla, porge-
A loro volta queste due fasi della prestazione di gioco sono diretta- re lattenzione sulla palla e non sugli spostamenti delle gambe; in
mente collegate alla capacit individuale del soggetto di risolvere condizioni di inferiorit numerica meglio temporeggiare.
il conflitto rapidit-accuratezza (precisione) che in effetti agisce sia 4. La conoscenza dei rapporti reciproci fra condizione, tecnica,
nella fase cognitiva che in quella motoria (vedi TAVOLA 19). tattica e qualit volitive, per esempio: in quale momento del
gioco sono accettate situazioni di rischio; nei momenti di stan-
chezza fisica meglio non portare la palla; se la squadra adot-
ta una strategia tattica particolare; se un tale giocatore solita-
mente effettua determinate finte.
5. Le conoscenze delle regole delleconomia, dellopportunit, ad
esempio: in prossimit della linea di fondo campo meglio pas-
sare la palla allindietro che tirare; in situazione di contropiede
evitare nei limiti possibili di portare la palla; nellazione di due
TAVOLA 19 - DOTTAVIO, 2004 contro uno puntare il difensore.
106 107
6. Le conoscenze teoriche dei processi percettivi, dellanalisi della adattamento delle abilit (rispondere a situazioni conosciute)
situazione di gioco e delle soluzioni mentali. transfer delle abilit (rispondere a situazioni sconosciute)
In pratica tutti quei prerequisiti basilari che contribuiscono a formazione creativa delle abilit (rispondere con soluzioni nuove)
determinare il successo delle intenzioni, ad aumentarne la pro- Le capacit tattiche
babilit di riuscita. Per capacit tattico-sportiva si intende la facolt di un atleta di uti-
Le abilit tattiche lizzare le sue capacit psichiche e fisiche, le sue abilit tecniche e
Devono essere considerate come lespressione di una tecnica tattiche ecc. nelle diverse condizioni di gara, per la soluzione di
specifica (abilit tecnica) in relazione ai parametri energetici e compiti tattici individuali e collettivi (Harre, 1985).
biomeccanici impiegati (ad esempio: impiego di forza, rapidit Con ci si intende la disponibilit di un giocatore nello scegliere
esecutiva, ampiezza e direzione del movimento, precisione). Tale una soluzione piuttosto che unaltra. Ad esempio: tirare in porta
assunto rientra nel quadro della disponibilit tattica se risponde invece che passare ad un compagno; stoppare la palla invece
ad un piano dazione cosciente o parzialmente cosciente in base che tirare al volo; dribblare invece che crossare; passare ad un
al livello di competenza posseduto. Un adulto esperto rispetto ad compagno invece che ad un altro; temporeggiare invece che
un principiante, cercher di risolvere certi problemi con maggio- cercare subito il recupero della palla; fintare ed andare incontro al
re rapidit decisionale secondo schemi automatizzati, filtrando i portatore di palla invece che fintare e scattare in profondit.
segnali pi pertinenti. Il bambino a sua volta elabora con relativa Quindi a livello decisionale, sulla base di una analisi selettiva di
lentezza poich tende a trattare nella situazione anche le infor- gioco, il giocatore sceglie una soluzione tecnica che a sua volta
mazioni meno rilevanti, secondo procedimenti di tipo sequenzia- si esprimer con precise caratteristiche esecutive (cfr. Le abilit
le invece che in parallelo. tattiche). Lo sviluppo delle capacit tattiche condizionato
Le abilit tattiche quindi esprimono un processo mentale, e nella oltre che da attitudini naturali, anche dalla qualit delle espe-
pratica le ritroviamo per esempio: quando un giocatore tira in rienze motorie effettivamente sperimentate e sar perci in rela-
porta di precisione invece che di forza; quando effettua un pas- zione ad una migliore funzionalit di:
saggio nella zona libera invece che direttamente sulluomo; se capacit percettive, intese come acutezza sensoriale, ampiezza
durante la conduzione della palla rallenta volutamente la propria e direzione dello sguardo, identificazione di cues (segnali infor-
andatura in attesa di effettuare un passaggio smarcante; oppure mativi pi nascosti);
nellesecuzione di uno stop quando indirizza la palla a seguire verso processi intellettivi di tipo associativo, riproduttivo e produttivo
destra invece che a sinistra. In pratica, in tutte le varie situazioni di (integrazione con precedenti esperienze, imitazione e creazione
gioco dato che durante la partita il giocatore, dovr rispondere ad di ulteriori soluzioni);
eventuali problemi di gioco con corrispondenti adattamenti tecni- modelli probabilistici soggettivi (anticipazione);
ci. Tali requisiti del patrimonio tecnico individuale devono divenire, strategie attentive flessibili (ampie, ristrette, etc.).
con una relativa precocit, disponibili e quindi utilizzabili dallallie-
vo; ci sar possibile se lapprendimento tecnico si baser essen- Ricapitolando
zialmente su proposte didattiche che assicurino le condizioni di Conoscenze tattiche: prerequisiti teorici, schemi, regole tattiche
variabilit caratteristiche dellambiente di gioco, creando presup- Abilit tattiche: espressione variabile di una tecnica in funzione
posti di adattamento tecnico flessibile alle esigenze che Meinel ha dellevento di gioco.
definito in termini di disponibilit variabile delle tecniche. In sinte- Capacit tattiche: scelta fra pi soluzioni tecniche possibili.
si avremo: variabilit dellesecuzione di una abilit in funzione
della variabilit delle caratteristiche della situazione (Roth in Immaginiamole in un contesto di gioco.
Schock, 1985). Di conseguenza, in un programma di strutturazione Un giocatore in relazione al ruolo, alle possibilit operative richieste
delle abilit tecniche dovranno essere previsti stadi di formazione dallallenatore, il punteggio e al tempo di gioco (conoscenze tatti-
che presentino presupposti di: che) si trova in una situazione di attacco laterale in superiorit
variazione delle abilit numerica (situazione: 2 contro 1); essendo a pochi minuti dalla fine
108 109
della partita in situazione di svantaggio (la propria squadra sta per- una frase, nella quale le iniziative dei singoli giocatori sono le paro-
dendo) decide la soluzione pi rischiosa: dribbling con anticipazio- le che da sole non hanno un significato compiuto, ma lo assumo-
ne del tiro successivo (capacit tattiche). no assieme alle iniziative dei compagni.
Il tiro sulluscita del portiere verr effettuato fintando lesecuzione di Dal momento che linterazione con i compagni la condizione di
potenza, per realizzare con tocco morbido tentando di scavalcar- base per poter dare seguito allazione del singolo diviene vitale sta-
lo (abilit tattica). bilire delle regole di collaborazione, che forniscano indicazioni suffi-
cienti ma garantiscano anche la libera espressione del singolo, che
deve restare, a nostro avviso, una prerogativa del calcio giovanile.
Queste regole di comportamento, divenendo un patrimonio
comune di tutti i componenti la squadra, consentono di compren-
dere gli sviluppi del gioco e le intenzioni dei compagni, creando
cos le basi di un collettivo funzionale.
Ogni giocatore per soddisfare queste necessit e per potersi
meglio esprimere dovr conoscere e magari aver sperimentato
praticamente oltre il proprio ruolo anche quello dei compagni.
Se vero che nel gioco offensivo essenziale la capacit tecnica
.3 La tattica di squadra - dei singoli giocatori, altrettanto vero che quando un compagno
3.4 Lorganizzazione delle collaborazioni sar in possesso della palla diventer determinante il gioco (movi-

N
mento) senza palla degli altri giocatori. Sar la qualit dei movi-
ella progressione che conduce gradualmente alla struttu- menti senza palla che determiner l'efficacia della giocata del
razione del gioco collettivo e di squadra, diversi sono i fat- portatore e quindi della continuit dell'azione iniziata.
tori che entrano in gioco. In questo sottoparagrafo cercheremo Leducazione al gioco senza palla un passo obbligato nello svi-
di proporre quali sono i fattori che determinano la prestazione tat- luppo delle capacit collaborative che consentir ai giovani cal-
tica durante il gioco. ciatori di comprendere come rendersi utili quando ci si trova vicini
La tattica di una squadra linsieme dei comportamenti individua- o lontano rispetto al portatore o dietro alla linea della palla.
li e collettivi che permettono di ottimizzare i propri comportamenti Diventa cos necessario che i giovani imparino a considerare che il
in relazione alle caratteristiche degli avversari con il fine di conse- gioco senza palla in stretto collegamento con la capacit di tra-
guire il miglior risultato. Una squadra quindi manifesta la sua tattica smettere la palla e la capacit di riceverla (TAVOLA 20).
attraverso il gioco che esprime sul campo.
Il gioco che una squadra in grado di esprimere fondamental-
Trasmissione della palla
mente frutto di: Passaggio
a. capacit tecniche dei singoli giocatori
b. doti intellettuali Gioco senza palla Ricezione della palla
c. organizzazione delle collaborazioni Smarcamento Controllo
Lorganizzazione delle collaborazioni determina
lefficacia nella fase offensiva TAVOLA 20 - Correlazione tra passaggio, smarcamento e controllo
lefficacia nella fase difensiva
lequilibrio di squadra
.4 Gli obiettivi tattici del gioco
3.4
L
Gli sviluppi del gioco andranno cercati principalmente partendo
dalle caratteristiche dei singoli giocatori e pi giovani sono i ragaz- a partita di calcio rappresenta un evento sportivo nel quale
zi, pi libert di azione deve essere loro lasciata. altrettanto vero due squadre si contendono il dominio del gioco cercando
che lazione di gioco di una squadra pu essere concepita come di prevalere sullaltra in termini di punteggio. Da ci si pu desu-
110 111
mere che il successo in una partita determinato dal valore dei .5 La formazione tattica giovanile
3.4
N
presupposti tecnico-tattici individuali e collettivi; quindi dalla
capacit di azione tattica potenzialmente disponibile, ma anche ellattivit di base lattivit dei Pulcini proposta
dallassetto con cui i componenti della squadra si dispongono o mediante incontri tra squadre composte da un numero
vengono disposti in campo e dalle ulteriori modificazioni attuabili ridotto di giocatori (dal 5 contro 5 al 7 contro 7).
in relazione a specifici momenti di gioco. Gli equilibri di una parti- Negli Esordienti, nel rispetto di una attenta progressione didattica e
ta quindi possono essere soggetti ad altri possibili sviluppi subordi- delle necessarie metodologie d insegnamento, le partite vengono
nati alle decisioni ed al comportamento del complesso squadra giocate inizialmente con numero ridotto di giocatori (dal 7 contro
nei suoi componenti: giocatori + allenatore. Occorre perci pre- 7 al 9 contro 9), fino a disputare gare tra 11 elementi per squadra.
cisare altri due significati del gioco collettivo: Lattivit dei Piccoli Amici, anche se prevalentemente sostenu-
gli schemi o sistemi di gioco ta da giochi e dal gioco libero, consigliata con tre-cinque gio-
le strategie di gioco catori per ciascun gruppo-squadra.
Gli schemi che riguardano principalmente la disposizione dinami- Nel processo educativo finalizzato allapprendimento del calcio,
ca (attiva) dei giocatori sul terreno di gioco, sono relativi a tre levento agonistico rappresentato dalla partita, assume importan-
variabili quantitative: za rilevante non solo come momento di verifica, ma anche come
1. il numero dei giocatori componenti la squadra momento didattico di irrinunciabile valenza, tassello di un mosaico
2. lo spazio di gioco che conduce alla formazione del calciatore e che dalla partita
3. la densit di gioco (consequenziale di 1 e 2). viene sublimato. Il confronto con gli altri, misurare le proprie possi-
Le strategie di gioco riguardano lapplicazione pratica degli bilit, accettare e condividere con i propri compagni difficolt e
schemi di gioco in funzione della specificit della partita o di successi, sono aspetti che vanno evidentemente oltre laspetto
alcune fasi di essa. Nella TAVOLA 21 seguente vengono riportate tecnico. Pertanto, nel programmare un percorso specifico, con lo
le tecniche e le possibili applicazioni di esse durante i diversi svi- scopo di individuare una efficace proposta agonistica risulta
luppi del gioco. opportuno fare delle premesse e delle puntualizzazioni:
Si nota come alcune condotte tecnico-tattiche siano esclusiva- 1. la ricerca del risultato non deve prevalere sullobiettivo didattico;
mente condizionate dal possesso o non possesso di palla. Altre 2. privilegiare comportamenti indirizzati maggiormente alla costru-
possibilit intermedie (orientare, anticipare, fintare, contrastare e zione del gioco piuttosto che alla distruzione del gioco altrui;
coprire) sono invece esprimibili dai giocatori in qualsiasi condizio- 3. evitare quelle deformazioni tattiche poco funzionali al gioco
ne e momento della partita. dei bambini (tattica del fuorigioco, ecc.);
4. cercare maggiormente di esaltare il gioco offensivo, valorizzan-
do intraprendenza, creativit e fantasia;
Situazioni di gioco 5. la disposizione in campo deve prevedere allinizio fasi di facile
Squadra in possesso Squadra non in comprensione per poi arrivare a richiedere ai giocatori compiti
di palla possesso di palla
pi complessi;
Avanzare verso la Rallentare 6. la realizzazione e la ricerca di un modulo di gioco devono esse-
porta avversaria Comportamenti lavanzamento e
mantenendo il con palla e senza cercare la riconquista re funzionali a favorire una migliore comunicazione tattica tra i
possesso di palla della palla giocatori e ad esaltare le caratteristiche individuali.
Condurre Orientare Marcare Prendendo in esame le varie competizioni che caratterizzano le
Passare Anticipare Intercettare categorie pulcini ed esordienti e tralasciando volutamente i
Dribblare Fintare Parare modelli di gara 5c5, tipico dei pulcini 1 anno, e 6c6, per quanto
Tirare Coprire
Smarcarsi Contrastare
riguarda il gioco 7c7 noi riteniamo proporre una determinata pro-
Ricevere Deviare cedura didattica che partendo da fasi di semplice comprensione
TAVOLA 21 Situazioni di gioco e comportamenti tecnici (DOttavio 1994) arriva a richiedere impegni psicofisici e tecnici pi complessi:
112 113
FIGURA 21 FIGURA 23

modello su due linee 3:3 con la possibilit dei due centrali offensi- modello su quattro linee 1:2:1:2 con un difensore centrale con
vo e difensivo di giocare liberi di giostrare sia in attacco che in dife- compiti prevalentemente difensivi, due esterni rapidi sia a proporsi
sa, viceversa gli esterni avranno compiti pi definiti potendo muo- in appoggio allunico centrocampista che a ripiegare in aiuto al
versi solo sulle corsie esterne difensive o offensive (FIGURA 21); difensore centrale, centrocampista playmaker pronto ad inserirsi
modello su tre linee 3:2:1 tre difensori con compiti prevalentemen- centralmente in fase dattacco e due ali dinamiche nel formare
te difensivi, due centrocampisti intermedi che avranno la possibili- sia triangoli mobili che abili nel puntare lavversario per converge-
t di andare a sostegno dellunico attaccante centrale (FIGURA 22); re al tiro o arrivare al cross per linserimento del centrale (FIGURA 23).

FIGURA 22 FIGURA 24
114 115
Va comunque garantita sia in partite ufficiali che in allenamento la
possibilit di poter giocare in ruoli diversi effettuando una rotazione
in modo tale da occupare pi posizioni.
Il 9c9 della categoria esordienti richiede rispetto al 7c7 una pi sofi-
sticata specializzazione, lo spazio aumentato di gioco predispone
adattamenti che sia sul versante tecnico-tattico che su quello fisi-
co hanno bisogno di tempi di assimilazione pi lunghi.
Partendo dagli apprendimenti conseguiti fino al primo anno esor-
dienti, ci sembra opportuno elaborare un percorso, che si configu-
ra inizialmente in un 3:2:3 (FIGURA 24). I due difensori esterni grazie
allesperienze precedenti, sapranno proporsi efficacemente a
sostegno del centrocampo, non appena la situazione lo richieda,
con il difensore centrale abilitato a compiti prettamente difensivi. I
due centrocampisti giostreranno centralmente creando continui
appoggi ai giocatori di difesa e sostenendo lazione offensiva
attraverso passaggi a muro e repentini cambi di gioco. I tre attac-
canti dovranno coprire tutto il fronte dattacco, le due ali manter-
FIGURA 26
ranno compiti e funzioni gi apprese nellanno precedente, matu-
rando competenze tattiche che potranno richiedergli un movi- po della difesa a quattro rappresentata dallimpostazione 2:3:3,
mento di copertura nella loro zona di competenza in aiuto ai gio- due difensori centrali con ruoli prevalentemente difensivi, tre gio-
catori di centrocampo; lattaccante centrale dar da una parte catori mediani con i due esterni pronti a ripiegare in caso di neces-
profondit allazione offensiva e dallaltra funger da appoggio a sit sulla linea di difesa, un centrale con compiti di playmaker e di
uno dei due centrocampisti in possesso di palla. sostegno allattacco, i tre attaccanti con compiti simili al modello
Una evoluzione della disposizione in campo che favorisce lo svilup- di gioco precedente (FIGURA 25).
Siamo comunque convinti che il tipo dimpostazione proposto avr
minime possibilit di successo, se nelliter formativo non si rispettano
i punti espressi nella prima pagina di questo paragrafo. Allo stesso
modo, riteniamo che favorire processi di assimilazione di compiti e
funzioni legate al ruolo in campo e ampliare il bagaglio di esperien-
ze, avendo nel corso dellanno la possibilit di giocare in pi ruoli, sia
un obiettivo prioritario nella formazione calcistica giovanile.
Sicuramente un approccio cos strutturato porta il giovane della
categoria esordienti a percepire e metabolizzare con pi natu-
ralezza spazi e funzioni che nel gioco a 11 necessitano di adatta-
menti pi complessi.
Come visto nelle pagine precedenti, noi riteniamo che una dispo-
sizione in campo che vede protagonisti tre attaccanti, sia quella
pi in linea con lidea di gioco offensivo che abbiamo scelto di
favorire e sia compatibile con le predisposizioni e le motivazioni dei
protagonisti in campo. Per questo motivo una configurazione 4:3:3
risulta, in un percorso iniziato nella categoria pulcini, un modello di
FIGURA 25 gioco di pi semplice applicazione (FIGURA 26).
116 117
posizione geografica di destra o sinistra (variante trasversale).
Essenzialmente bisogna fare in modo che in questa prima fase
evolutiva del processo formativo, ove sono presenti grandi modifi-
cazioni sul piano biologico e riguardo la strutturazione dei com-
portamenti motori, sia data la possibilit allallievo di espletare
notevoli esperienze di gioco. Successivamente, rilevate le indica-
zioni necessarie per definire con pi precisione la specificit tatti-
ca allinterno del collettivo, saremo in grado di riconoscere con un
maggior margine di sicurezza e pertinenza, la predisposizione per
un ruolo pi specifico.
Si ritiene comunque che la formazione tattica di un giovane cal-
ciatore possa essere avviata con una certa precocit, se per tale
processo intendiamo fondamentalmente quella serie di procedi-
menti didattici finalizzati:
alla percezione e valutazione dello spazio sul piano statico e
dinamico
allorientamento spaziale tridimensionale
FIGURA 27
agli apprezzamenti temporali e del senso ritmico
alla strutturazione del pensiero concreto e formale (Piaget)
In questa fase della formazione calcistica oltre al rispetto dellesi- a sviluppare una adeguata dinamicit mentale
genza di poter giocare in pi ruoli, soddisfatta tra laltro ampia- a formulare ipotesi di gioco
mente negli anni precedenti, si suggerisce nel corso dellanno di ad utilizzare le abilit apprese in relazione ad uno scopo
assimilare un modello di gioco con quattro centrocampisti e due a favorire rapporti di collaborazione verso obiettivi comuni
attaccanti, 4:4:2, per fornire ulteriori sollecitazioni e favorire proces- In alcune esperienze didattiche finalizzate allavviamento tattico
si di adattamento multifunzionali (FIGURA 27). calcistico, sono state utilizzate esercitazioni raffiguranti forme geo-
Seppur in assoluto risulta vero il principio che il modello di gioco si metriche. Per esempio vengono illustrate varie combinazioni didat-
costruisce sulle caratteristiche dei giocatori, dobbiamo considera- tiche caratterizzate da transfert via via pi complessi, passando da
re il bambino un calciatore in continuo divenire. Se maggiormente situazioni geometriche chiuse, a situazioni geometriche aperte
egli avr sperimentato nelliter formativo, lungi ancora dallessere (DOttavio, 1989). In pratica il criterio sequenziale di tale itinerario
concluso, una molteplicit di esperienze, con pi facilit sar in era strutturato da esercizi/situazioni nelle quali gradualmente
grado di esprimere le sue attitudini e le proprie tecniche naturali. aumentava il numero dei giocatori di una unit alla volta, creando
Il modello di gioco quindi, la disposizione dei giocatori in campo e rapporti di disparit e parit numerica. Le attivit si sviluppavano
le varianti conseguenti allo sviluppo delle azioni nel gioco, dovran- sulle linee perimetrali delle varie figure geometriche utilizzate (trian-
no risultare strumenti efficaci di un processo di formazione che golo, quadrato, rombo, esagono, circonferenza, ecc.); oppure
vede protagonista il bambino, e che da individualit si trasforma, entro le superfici delle stesse, o addirittura in spazi sovrapposti o illi-
attraverso un processo pluriennale, in una unit funzionale allinter- mitati. Si cercava di realizzare cos una precisa percezione dello
no del collettivo squadra. spazio circostante che inizialmente si poneva dei limiti, attraverso
Per ci che riguarda la specificit del ruolo, compreso il portiere, azioni di gioco, spazialmente vincolate da linee; in seguito tali linee
si pu ipotizzare che fino agli 11-12 anni sia importante conosce- di collegamento (passaggi al compagno o guide della palla o
re e sperimentare la maggior parte delle variabili situazionali dribbling ecc.) venivano ugualmente ricercate ma secondo una
dipendenti dalla collocazione in campo, sia quindi con specifici- logica geometrica liberamente scelta dai giocatori.
t difensiva e offensiva (variante longitudinale), che rispetto alla Vedi FIGURE 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34 (DOttavio 1994):
118 119
FIGURA 30

3. 2 contro 2 in situazione di gara: si gioca nella met campo di


attacco; ogni volta che lazione termina i giocatori delle due
squadre invertono i compiti. Variante: al fine di stimolare una
continua e veloce ricerca dello spazio libero (smarcamento),
FIGURA 28
obbligare (regola) il giocatore in possesso di palla a rimanere
1. 2 contro 1 in situazione obbligata: due giocatori si passano la fermo (tempo determinato) (FIGURA 30)
palla ricercando langolo libero. Il giocatore di mezzo cerca di 4. 3 contro 1 in situazione obbligata: si gioca lungo il perimetro del
impedire gli eventuali passaggi (FIGURA 28) quadrato. Il giocatore in possesso di palla deve sempre avere
2. 2 contro 1 in situazione libera: stessa situazione senza punti di riferi- possibilit di passaggio nei due vertici pi vicini. Variante: il gio-
mento. I giocatori ricercheranno le geometrie dello schema prece- catore in possesso di palla pu spostarsi guidandola verso un
dente. Variante: obbligo di contrastare direttamente il giocatore in altro vertice (FIGURA 31)
possesso di palla oppure colui che si appresta a riceverla (FIGURA 29)

FIGURA 29 FIGURA 31
120 121
FIGURA 34

.6 Il controllo dello spazio


3.4 nella formazione dellazione difensiva

FIGURA 32
S e per tattica si intende arte del comportamento, ci viene
naturale pensare che i processi di apprendimento correlati
a tali aspetti possano iniziare gi nelle prime fasce della scuola cal-
cio. Tale procedura non deve portare per ad anticipare le cogni-
5. 3 contro 2 in situazione obbligata: si gioca come lesercizio pre-
zioni che invece conducono allassimilazione di schemi di compor-
cedente ma permettendo anche il passaggio diagonale o la
guida della palla sulla diagonale del quadrato (FIGURA 32) tamento del collettivo identificabili nei sistemi di gioco tradizionali.
6. 3 contro 2 in situazione libera: ricercare la geometria degli eser- La formazione tattica del bambino deve avvenire gradualmente
cizi precedenti sulla base dei quali si compiono gli spostamenti ed in forma naturale, soprattutto attraverso il gioco guidato, cio
dei giocatori e della palla (FIGURA 33) orientato allacquisizione delle abilit tecnico-tattiche e nellestrin-
7. 3 contro 3 in situazione di gara (FIGURA 34) secazione di esse nello spazio, con tempi esecutivi relativi alle situa-
zioni ed ai compiti richiesti.
La formazione tecnico-tattica del bambino deve iniziare con la
strutturazione a livello cognitivo e motorio degli elementi che per-
mettono di gestire le coordinate spazio-temporali che le situazio-
ni di gioco presentano.

FIGURA 33 TAVOLA 22 (DOttavio, 2006)

122 123
Lo Spazio, quindi, ed il tempo, con il quale il bambino compie i e prevalendo su eventuali fenomeni di disturbo, di gestire sia sul
diversi movimenti, rappresentano un punto fermo sul quale proget- piano individuale che sul piano dei rapporti di gioco, il compito
tare il percorso didattico. Possiamo identificare tre tipologie di spa- tecnico-tattico richiestogli dalla situazione. Tale condizione, che
zio: una pi correlata agli aspetti tecnico-coordinativi (spazio tec- durante il periodo evolutivo del giovane calciatore si raggiunge
nico o prossimale); una seconda allo spazio entro il quale il bambi- dopo diversi anni, non pu che essere avviato da una fase pi sen-
no dialoga e si relaziona attivamente con le altre componenti fisi- soriale, cio legata a raccogliere e conseguentemente dare signi-
che della situazione (compagni ed avversari); ed uno relativo alle- ficato al potenziale informativo presente nellesercizio-situazione. E
stensione con cui i soggetti possono percepire elementi anche corretto sottolineare inoltre lo stadio della percezione sensoriale
molto distanti da loro (spazio visivo). Le capacit coordinative, (visiva in primo luogo, ma anche acustica, cinestesica e tattile)
occorre ricordare, che rappresentano la matrice profonda di tutte deve gradualmente far ricorso a processi di attenzione selettiva,
le abilit tecniche del calcio e degli sport in generale, dipendono cio sempre pi diretti verso gli elementi che maggiormente
in gran parte dal livello con cui si gestiscono gli schemi spaziali e appaiono significativi per un dato problema. In altre parole, man
temporali (p.e. capacit di orientamento spazio-temporale, di dif- mano che il giocatore cresce sul piano tecnico, la sua azione, che
ferenziazione, di ritmo, di reazione ecc.) si estrinseca attraverso la sua componente sia mentale che moto-
ria, diverr sempre pi economica.
Nella TAV. 25 e TAV. 26 viene presentato un prospetto riepilogativo
che rappresenta le linee da perseguire nella pianificazione di un
programma didattico orientato al gioco difensivo con possibili
spunti sia nella condizione a zona sia in quella a uomo.
Considerando, come da anni ormai si sostiene, che la prestazione
del calciatore e quindi la sua formazione deve essere caratterizza-
ta dallintegrazione precoce dei processi mentali e motori, abbia-
mo identificato tre livelli cognitivi (operativi) che possono suggerire
eventuali sequenze didattiche.

TAVOLA 23 (DOttavio, 2006)

TAVOLA 24 (DOttavio, 2006)

Spesso, nel lessico del calcio viene utilizzato il termine controllo.


Tale stadio della formazione o della prestazione rappresenta quel- TAVOLA 25 Livelli cognitivi e procedure didattiche nella formazione delle abilit di con-
la condizione nella quale il giocatore in grado autonomamente, trollo-marcamento (DOttavio, 2006)
124 125
Progressione didattica comportamenti di relativo protagonismo, sembravano i tratti pi
Fase della percezione visiva e controllo delle coordinate spaziali evidenti del loro giocare. Per questo coinvolgimento, a volte
Fase della verbalizzazione e dei significati (assegnazione di valori) nella valu- eccessivo, lattrazione verso la palla li portava a rincorrerla conti-
tazione delle coordinate spaziali; stretto-largo; lungo-corto; diagonale-orizzon-
tale-verticale; avanti-dietro ecc. nuamente. In termini propositivi quindi, secondo una visione pi
Fase della percezione visiva e controllo della posizione dei compagni razionale, tale condotta non altro che lespressione di una pre-
Fase del controllo degli spostamenti collettivi (sia topologico che temporale):
traslazioni; scivolamenti; lento-veloce ecc. disposizione del bambino ad effettuare spostamenti nelle zone
Fase del controllo delle posizioni dei compagni rispetto allavversario p.p. e attive del gioco mantenendo piuttosto stretti gli spazi sociali con
dei potenziali appoggi
Fase del controllo degli spostamenti collettivi in funzione della posizione della gli altri compagni, anche se la tendenza allindividualismo spesso
palla e del movimento degli avversari ne riduce le possibilit di relazione. Si potrebbe ipotizzare di con-
Fase della velocit esecutiva (riproduzione attiva dellazione)
Fase situazionale e della gara seguenza che lorientamento naturale del gioco dei bambini li
TAVOLA 26 Linee didattiche generali nella formazione del gioco difensivo (DOttavio, 2006) conduce inevitabilmente ad assumere un assetto del collettivo
ravvicinato (corto) sia in senso trasversale che longitudinale e ci
Zona o uomo. Cosa meglio per la strutturazione del gioco difen- in qualche maniera rientra nelle concezioni difensive della zona.
sivo durante levoluzione del giovane calciatore? Da tali considerazioni pensiamo sia utile in definitiva ricordare che
nella formazione giovanile:
Rispettando quelli che sono i principi basilari che regolano lap-
prendimento motorio giovanile, potremmo con estrema facilit la marcatura a uomo risulta essenzialmente nello stabilire un rap-
affermare che: in considerazione del fatto che al giovane biso- porto di contrasto sia fisico che mentale con lavversario e di pro-
gna offrire notevoli opportunit esperenziali, modificando conti- tezione alla propria porta; questa situazione deve essere utilizza-
nuamente i parametri del gioco ed i rapporti fra i componenti, ta senza compromettere la possibilit da parte del giovane di
entrambe le impostazioni difensive andrebbero sperimentate integrarsi nel collettivo ricercando comunque la comprensione e
almeno a livello conoscitivo. Tuttavia, nelle prime fasi di avvia- lanalisi del gioco;
mento sportivo, giocare a zona, risulterebbe per i giovanissimi
estremamente complesso in quanto il sistema nervoso centrale e la marcatura a zona permette una maggiore attivazione dei pro-
quindi i processi integrati che ne derivano fino a 9-10 anni non cessi cognitivi, e risulta pi predisponente al raggiungimento
permettono di formulare operazioni cognitive di tipo formale, ma della collaborazione reciproca, con conseguenti sviluppi a carat-
tendono a basarsi essenzialmente su riferimenti concreti. tere socializzante. Evidenzia comunque una elaborazione del
Riteniamo quindi che almeno inizialmente, per facilitare lappren- gioco relativamente pi complessa ma si adatta con pi oppor-
dimento, limpostazione della marcatura, nel senso del posiziona- tuna economia alle variabili del gioco avversario (inferiorit
mento e della funzione di copertura, si debba basare sul rappor- numerica, possibilit di raddoppio ecc.).
to 1 contro 1. E anche vero per che se interveniamo troppo rigi-
damente sul consolidamento di questa situazione, rischiamo di Consigli metodologici
snaturare la predisposizione naturale del giovane che intende Variazione delle dimensioni delle zone di esercizio (spazi ristretti, spazi ampi)
comunque partecipare al gioco dattacco con gli altri compa- Modifica geometrica dello spazio (quadrilatero schiacciato, profondo ecc.)
gni, rifiutando leccessivo isolamento. Quando ci soffermiamo su Variare il numero degli allievi e creare condizioni di disparit numerica in
questo aspetto tornano in mente le immagini di bambini che gio- attacco e difesa
cavano al calcio (attualmente sempre con meno frequenza pur- Stimolare la marcatura attiva cercando il contatto fisico con lattaccante
troppo) liberamente, senza condizionamenti di sorta, nei cortili, Stimolare lanticipo e lintercettamento
nei prati ecc. Non ricordiamo di aver mai visto nessuno di loro Uso del feed-back interno-esterno
marcare incondizionatamente un bambino della squadra avver- Stimolare processi attentivi flessibili (attenzione da ampia a ristretta e viceversa)
saria estraniandosi dal contesto della partita. Anzi, la voglia di
partecipare attivamente, di contribuire al gioco e di esprimere TAVOLA 27 Consigli didattico-metodologici nella formazione del gioco difensivo (DOttavio, 2006)
126 127
Le componenti genetiche lavoro eccessivo di forza con piccoli atleti in et pre-pubere potreb-
3.5 e morfologico-funzionali be condurre ad alterazioni strutturali a carico della colonna verte-

L
brale o di altre articolazioni, mentre un allenamento di forza rapida
a motricit di un bambino si costruisce sulla base di integra- ben dosato sul piano quantitativo e nella scelta degli esercizi contri-
zioni funzionali fra le varie capacit ed abilit motorie. Gli buisce senza dubbio alcuno a migliorare il metabolismo e la flessibili-
aspetti pi prettamente legati alle risorse bio-energetiche e mec- t dellapparato osteo-articolare e creare ottimali sollecitazioni al
canico-muscolari, secondo la letteratura sportiva corrente in gene- sistema nervoso ed alle unit motorie attivate come risposta effetto-
re, vengono denominate capacit condizionali. ria allo stimolo (muscoli implicati nel movimento). Stesso discorso pu
Le capacit condizionali, definite come linsieme delle caratteristi- essere fatto per unit di allenamento eccessivamente intense (per
che motorie legate prettamente ad un substrato organico trovano esempio esercizi con prevalente impegno del metabolismo glicoliti-
la loro collocazione allinterno del sistema senso-neuro-motorio co, ovvero con una relativa ma eccessiva produzione di acido latti-
(neuromuscolare), nella struttura operativa rappresentata dal tessu- co) proposte a bambini immaturi sul piano dello sviluppo. Tali propo-
to muscolare che permette lesecuzione materiale del movimento. ste potrebbero condurre ad una forte reazione catabolica determi-
Sono tradizionalmente considerate capacit condizionali la forza, la nata dallo stress (organico e psicologico) a cui i bambini potrebbero
rapidit (o velocit) e la resistenza, mentre la collocazione in questo essere stati incautamente esposti.
gruppo della mobilit articolare non trova concordi tutti gli autori. Quindi il carico fisico dovr essere organizzato secondo la modula-
zione dei parametri di:
.1Caratteristiche dello stimolo allenante Quantit (numero degli esercizi)
3.5
L
Intensit (velocit, entit del sovraccarico, altezze da superare, ecc.)
organismo umano assai sensibile a tutti gli stimoli che alte- Qualit (tipologia degli esercizi: con e senza palla, specificit
rano le diverse condizioni di equilibrio. Per esempio tale feno- relativa agli obiettivi, ecc.)
meno avviene quando si reagisce ad un dolore acuto improvviso Densit (rapporto fra fase attiva lavoro e fase di recupero fra
(bruciatura, puntura ecc.) retraendo velocemente la parte colpita, gli esercizi, fra le sedute di allenamento, ecc.)
oppure quando si urta un ostacolo e si reagisce contraendo la
muscolatura per non cadere, e quando ancora dopo una corsa di Sar inoltre consigliabile comunque tener conto di altre variabili e
qualche minuto ad alta intensit, la frequenza cardiaca e il metabo- delle interrelazioni esistenti durante la costruzione degli esercizi e
lismo in generale aumentano in virt delle nuove richieste di energia. del carico didattico totale.
Tali fenomeni nella realt non sono altro che il tentativo di ripristinare
le condizioni di equilibrio fisico e di omeostasi che rappresentano le Caratteristiche dellesercizio didattico nel calcio
condizioni abituali del sistema biologico umano. Anche nellallena- Ambiente (spazio)

mento sportivo, ogni azione specifica tende a creare condizioni di Numero giocatori (parit e disparit numerica)
Mezzi e attrezzature disponibili
disequilibrio attraverso lesposizione ad un carico maggiore rispetto
Obiettivi didattici primari e secondari
al normale (esercizi con pesi, sprint ripetuti, partite ridotte con varia-

Interrelazioni
Macro e micro metodiche utilizzate
zioni di regole, salti contro gravit, ecc.) al quale lorganismo del sog-
Durata e intensit dellesercizio
getto risponde con specifici adattamenti funzionali (fenomeno della
Rapporto fasi attive/fasi di recupero
supercompensazione). Tuttavia affinch lo stimolo di allenamento Relazioni con il ciclo didattico e unit di allenamento
produca gli effetti positivi, esso deve essere correlato alle capacit Variabili programmate e in itinere
dei soggetti, cio essere dosato nei tempi e modi e opportuno alla Influenza delle risposte di adattamento
fase evolutiva del momento. Il carico di allenamento quindi, che rap- Giocatori con livelli di apprendimento diversi
presenta il complesso dei vari stimoli non dovr assolutamente risulta- Condizioni ambientali (previste ed impreviste)
re eccessivo e nello stesso tempo invece dovr essere efficace a pro- Presenza numerica dellallenatore/i
durre eventuali modificazioni (adattamenti positivi). Per esempio un TAVOLA 28 (DOttavio, 2000)
128 129
.2 Le capacit condizionali: Tutte le attivit dinamiche quindi come la marcia, la corsa i salti
3.5 la forza muscolare ecc. richiedono allorganismo umano di reclutare una certa ten-

C
sione muscolare a livello dei muscoli interessati, per effettuare una
on il termine di forza si indica la capacit di superare atti- certa prestazione fisica.
vamente resistenze, oppure di opporvisi. Come facile intuire quindi, anche nel gioco del calcio, possede-
possibile distinguere diverse espressioni della forza a seconda che re un sufficiente grado di forza muscolare pu significare in gene-
prevalga laspetto quantitativo in rapporto alla massa muscolare rale: scattare pi velocemente, tirare pi forte ecc. Ci avviene sia
(forza massimale e forza resistente), o laspetto qualitativo in rap- se si tratta di bambini di Scuola Calcio, sia se si tratta di adulti.
porto alla coordinazione neuro-muscolare (forza veloce). Tuttavia, anche se i presupposti che determinano le espressioni di
forza nei bambini e negli adulti sono uguali, sia lallenamento della
forza che le prestazioni conseguenti sono drasticamente diverse.
Innanzi tutti occorre fare una distinzione riguardo gli esercizi di forza
in quanto possiamo distinguere due diverse tipologie:
esercizi a carattere preventivo
esercizi allenanti
I primi servono a contenere eventuali squilibri che si potrebbero
creare durante lattivit fisica o la vita di relazione normale (p.e.
scuola, sedentariet ecc.) soprattutto in soggetti in via di accresci-
mento e si indirizzano specialmente verso delicati gruppi muscolari
che agiscono sulla colonna vertebrale: lombari, addominali, dor-
sali, glutei e servono in questo caso come stabilizzatori di essa.
Secondo Weineck 2001 nei primi due anni di scuola i difetti di por-
tamento aumentano del 70%. I secondi invece effettuano la loro
azione verso muscoli propulsivi come i muscoli dellarto inferiore ed
i muscoli delle braccia.
Nel periodo che va dai 6 ai 12 anni, periodo che coincide con la fre-
quenza nelle scuole calcio, si assiste nei bambini soprattutto allinizio
SPINTE ASIMMETRICHE (PROPRIOCETTIVE) OLTRE UN OSTACOLO
di questo ciclo pluriennale, a fasi di accentuata crescita in altezza.
Questo fatto determina che le strutture muscolari debbano esse-
noto a tutti coloro che si interessano di allenamento sportivo quan- re in grado di sostenere cambiamenti morfologici che creano dif-
to sia importante possedere un buon grado di forza muscolare. ferenti rapporti nelle leve muscolari. In questa fase evolutiva,
Questa caratteristica dellorganismo umano, ma soprattutto del- come del resto negli anni successivi fino alla maturazione asso-
lapparato locomotore che formato non solo da muscoli (compo- lutamente necessario creare i presupposti di una buona musco-
nente attiva) ma anche da ossa, articolazioni, tendini e legamenti latura nei distretti corporei che tendono a stabilizzare le normali
(componente passiva), indispensabile per poter vincere le forze curve fisiologiche della colonna vertebrale ma anche in genera-
esterne. Una di questa, forse la pi importante, la forza di gravit. le di altre regioni muscolari .
Tale presupposto fisico determina una reazione riflessa da parte Questa ricerca di tonicit muscolare pu essere ottenuta attraver-
della muscolatura, tale da permetterci di mantenere lequilibrio so dei giochi di gruppo o pi specificamente mediante esercizi a
nella stazione eretta e di conservare uno stato di tensione musco- corpo libero o con piccoli attrezzi (p.e. bacchetta, palla, ecc.).
lare permanente (tono muscolare). In condizioni diverse da quelle Tuttavia, nei bambini di questa fascia det basta proporre delle
gravitarie, come per esempio nellacqua, non esiste questo tipo di attivit simmetriche come lanci della palla a due mani in tutte le
adattamento o reazione riflessa. direzioni, o piccole esperienze di preacrobatica, arrampicate ecc.
130 131
per ottenere con facilit certi equilibri muscolari generalizzati. La In et prepuberale, che nei maschi arriva fino a 11-12 anni e nelle
specializzazione precoce rappresenta quindi una situazione di femmine termina un po prima, a causa di una modesta produ-
rischio che specialmente in sport come il calcio deve essere asso- zione rispetto alladulto, del principale ormone anabolizzante: il
lutamente evitata. (GRAFICO 15) testosterone, non possibile attivare i relativi processi anabolici a
livello della cellula muscolare.
pallone medicale palla tipo baseball per possibile, come risulta da alcune ricerche che esercizi di
10 50
rapidit, di forza rapida, possano influenzare positivamente la
lunghezza del lancio (m)

lunghezza del lancio (m)


9 componente nervosa della forza e determinare quindi un miglio-
40
8 ramento delle prestazioni veloci sia cicliche (p.e. corsa) che aci-
7
30 cliche (p.e. tiro in porta).
6
Inoltre ci pu essere giustificato anche dal marcato anticipo
5 20 riguardo i fattori di crescita nella prima e seconda infanzia, del
4
sistema nervoso rispetto ad altre funzione organiche. Per lo stesso
3 10
motivo probabilmente, il periodo pi sensibile al miglioramento
2
degli aspetti coordinativi, che come si sa sono correlati a proces-
4 8 12 16 20 4 8 12 16 20
si di natura nervosa, sembra avvenire proprio fra 6 e 12 anni.
anni anni
Secondo Verchosanskij nei bambini fra i 4 e gli 8 anni gi pre-
sente una componente di forza veloce, e questa qualit fisica
elevazione: sargent-test elevazione: salto in alto con rincorsa
determinante nella strutturazione delle abilit tecnico sportive
38 125
che utilizzano prevalentemente le fibre veloci (FTF fast twitch
34 115
altezza del salto (cm)

altezza del salto (cm)

fibers). Questa qualit viene identificata come segnale per la


30 105
selezione dei talenti giovanili. (GRAFICI 16 e 17)
95
26
85
22
75
18 sollevamento del centro di gravit (cm.)
65
14 50
55
10 45
6 10 14 18 22 26 30 34 45 4 8 12 16 20
anni anni 40
= Maschile = Femminile
Nei salti rispetto ai lanci la forbice inizia prima (nei salti bisogna sollevare il
30
peso del corpo nelle bambine la forza relativa pi bassa a causa di una
maggiore massa grassa)
non praticanti
Fonte: Wolanski, 1976
20
GRAFICO 15 Sviluppo tipico per et e per sesso dei vari generi di forza veloce

resistenza
piccoli amici (15)

pulcini (13)

esordienti (46)

13 anni

13 anni
velocit

giovanissimi (14)

allievi (33)

16 anni
sprinters
e saltatori

primavera (16)
Per quanto riguarda gli esercizi allenanti occorre ricordare che il poten-
ziamento muscolare avviene sostanzialmente attraverso due processi:
1. miglioramento dellattivit nervosa (reclutamento di unit motorie,
coordinazione intra ed intermuscolare, frequenza di stimolo ecc.) Fonte: Bosco e coll. (1991), DOttavio (1995), Egger (1991), Levola (1992),
2. miglioramento delle componenti strutturali (aumento della sezio- Mero e coll. (1991)
ne trasversa: ipertrofia) GRAFICO 16 Test di Bosco (cmj)
132 133
.3 Le capacit condizionali:
3.5 la velocit e la rapidit dei movimenti
25
Q ueste due espressioni rapidit e velocit, debbono inten-
dersi integrate fra loro con delle distinzioni per legate,
come vedremo pi avanti, ai tipi di movimenti a cui tali concetti si
riferiscono. La rapidit in genere si realizza nei movimenti aciclici
(p.e. lanci, tiri, capovolte ecc.) e nei movimenti ciclici dove limpe-
20 gno di forza basso (p.e. skipp).
La velocit invece presuppone significativi coinvolgimenti della
forza muscolare e si lega concettualmente alla sua espressione pi
fisica del termine. In altre parole secondo la nota formula veloci-
t=spazio:tempo, cio pi legata allo spostamento lineare da rea-
lizzare nel pi breve tempo possibile.
15
In realt anche lo stacco verticale in un salto in alto o in lungo pre-
Et (mesi)
suppone la ricerca della massima velocit di movimento. Ma
essendo queste delle prestazioni maggiormente antigravitarie, la
120 150 180 210 qualit di forza risulta prevalente anche se integrata alla qualit fisi-
= Pulcini = Esordienti = Giovanissimi = Allievi = Professionisti ca di velocit. Per rapidit quindi si intende la capacit di effet-
= P<0,05 = P<0,01 = non significativo = P<0,001 = Sedentari
tuare azioni motorie in un tempo minimo. Per velocit si intende
una particolare espressione della rapidit, nella quale il fattore
GRAFICO 17 Test di Bosco - 15 secondi di salti continui (watt/kg). La potenza
meccanica dei muscoli estensori delle gambe misurata durante
tempo intimamente collegato con il fattore spazio. Le espressio-
lesecuzione dei salti verticali protratti per 15 sec. ed espressa per kg di ni di rapidit correlate alla funzionalit del sistema nervoso, sono
peso corporeo presentata in funzione dellet e della categoria di state identificate da molteplici autori.
soggetti. I valori relativi ai professionisti ed i loro coetanei sedentari sono
presi da Bosco, 1990. La significativit statistica fra giocatori e sedentari
coetanei stata valutata con il test T Student per valori non accoppiati.

Tuttavia lallenamento della forza dovuto solamente alla pratica


dello sport, in questo caso dello sport del calcio, normalmente
non sufficiente alla realizzazione dei parametri di forza generali
indispensabili per una crescita corretta.
Il potenziale di forza muscolare deve essere realizzato in tutti i
distretti corporei (soprattutto il busto) rispettando i processi armo-
nici di crescita e maturazione.
A tal scopo gli esercizi dinamici, con basse resistenze esterne, in
modo da garantire una certa velocit di movimento, sono da
preferirsi agli esercizi di forza statici. Gli esercizi dinamici favorisco-
no il metabolismo osseo e cartilagineo.
Si ricorda infine che i valori di forza nel bambino in fase di cre-
scita sono strettamente correlati alle dimensioni corporee: peso
ed altezza. IL COORDINATORE DI FREQUENZA VARIABILE IN ALTEZZA

134 135
Esse sono:
tempo di latenza della reazione motoria; Et (anni) Condizioni/cambiamenti Forme di manifestazione
morfologici in rapporto con la rapidit
velocit del singolo movimento;
frequenza dei movimenti. da 6 ad 8 Maturazione definitiva Chiaro incremento della
anatomica e funzionale capacit di eseguire
Questa qualit fisica in realt una delle tante espressione del della corteccia cerebrale movimenti con frequenza
potenziale di forza rapida o veloce presente in un soggetto. La elevata - le frequenze dei
maggior parte degli esperti concorda nellaffermare che la rapidi- passi nella corsa corrispon-
dono a quelle di velocisti
t di movimenti una qualit fisica biologicamente innata, con di alto livello
modesti margini di miglioramento, e che la maggior parte di questi
incrementi possono essere realizzati in et infantile. da 9/ 10 a 12/13 Prevalenza dei processi di Si tratta dell'et pi favore-
eccitazione rispetto a vole per l'apprendimento
Quindi lallenamento della rapidit nelle scuole calcio assoluta-
quelli di inibizione motorio; i movimenti di
mente consigliabile, anche per ricchezza di contenuti didattici che nuovo tipo vengono
essa offre allistruttore. Alcuni autori differenziano due presupposti appresi relativamente pre-
della rapidit: sto, ma sono instabili rispet-
to all'azione di fattori ester-
1. presupposti semplici della rapidit ni; in condizioni neutrali,
2. presupposti complessi della rapidit confrontabili per quanto
I primi si riferiscono soprattutto alla frequenza dei movimenti, dipen- riguarda la rapidit, di
regola i soggetti pi rapidi
dono dalla capacit di eccitazione del sistema nervoso centrale e
sono anche quelli di mag-
tendono a raggiungere in queste et (soprattutto fra 6 e 9 anni) giore talento
valori prossimi a quelli degli adulti.
da circa 12 a 14 La prevalenza dell'eccita- Condizioni favorevoli per
Sia il tapping podalico (numero dei contatti alternati con i piedi per
zione viene compensata lo sviluppo della rapidit si
dal rafforzamento dei pro- pu influire sui programmi
Forza di sprint su 20 m (s) Forza di sprint su 20 m (s)
cessi di inibizione elementari di movimento
2,45 2,45

Crescita intensiva in lun- Nella corsa veloce pro-


2,40 2,40 ghezza (i rapporti di forza babile un peggioramento
e di leva non cambiano di presupposti complessi
2,35 2,35 nella stessa misura) della prestazione (ad
esempio, tempo di
2,30 2,30 appoggio, frequenza dei
passi; i programmi ele-
2,25 2,25 mentari di movimento
vengono influenzati (cio
2,20 2,20
vengono stabilizzati) ne-
gativamente da ripetizioni
2,15 2,15
frequenti stereotipate
8 anni 9 anni 10 anni 8 anni 9 anni 10 anni

T1 T2 T3 T4 T5 T6 T1 T2 T3 T4 T5 T6
da 15/16 Stabilit nervosa Nel caso di presupposti
Et con punteggio per il tempo del test Et con punteggio per il tempo del test insufficienti di prestazione,
attraverso l'allenamento
= Maschile - Gruppo di allenamento = Maschile - Gruppo di controllo della forza di sprint o della
= Femminile - Gruppo di allenamento = Femminile - Gruppo di controllo
resistenza alla rapidit pu
Fonte: Diekmann, Letzelter 1987, 286 essere ritardata ma non
impedita una stasi dei risul-
GRAFICO 18 Sviluppo della forza di sprint, durante un esperimento di allenamento tati nello sprint
della durata di 2 anni (in un allenamento svolto 2 volte alla settimana
per 12 settimane, 30 minuti di allenamento della rapidit o della forza TABELLA 16 Aspetti specifici della rapidit propri delle varie et nello sviluppo
rapida adeguato allet). ontogenetico (secondo Lehmann 1993,14)
136 137
Vo2 netto (ml x kg-1 x min-1) Vo2 netto (ml x kg-1 x min-1)

50 50

42 42

34 34

26 26
7 9 11 13 15 7 9 11 13 15
(km x h-1) (km x h-1)

= Maschi 4-6 anni = Femmine 4-6 anni


GRAFICO 19 Indice (quoziente) di rapidit (Lehmann, 1991) - (DOttavio, Tell, 2006) = Maschi 7-9 anni = Femmine 7-9 anni
= Maschi 16-18 anni = Femmine 16-18 anni
esempio in 10 secondi) o la misurazione del tempo di contatto dei Fonte: strand, 1952
piedi al suolo dopo un salto in basso con rimbalzo (p.e. da 20 cm.),
GRAFICO 20 Consumo di O2 netto (ml x kg-1 x min-1) in funzione della velocit
rappresentano delle provate forme di valutazione dei presupposti (km x h-1) in ragazzi di ambo i sessi
elementari della rapidit. I presupposti complessi della rapidit,
sono legati principalmente allincremento del potenziale di forza smo aerobico, che a sua volta rappresenta il meccanismo pi eco-
dei bambini. Tali caratteristiche si evidenziano soprattutto verso gli nomico di produzione di energia. Le attivit sportive che general-
11-12 anni con linizio della pubert. anche da rammentare per mente presentano la potenza aerobica come fattore limitante la
che laccentuata predisposizione nella categoria esordienti allac- prestazione, sono le prestazioni di durata come la maratona, lo sci di
quisizione di forme nuove di movimento ed al perfezionamento fondo, il ciclismo su strada, il nuoto di resistenza, ecc. Le fibre musco-
delle abilit gi apprese, danno modo al bambino di migliorare la lari maggiormente coinvolte in queste prove e che sono fortemente
propria tecnica di corsa rendendo i movimenti pi fluidi ed econo- rappresentate negli atleti delite di queste discipline, sono quelle
mici. Anche il tempo di reazione migliora notevolmente, ed anche lente (STF slow twitch fiber). Queste fibre presentano caratteristiche di
questa particolarit (vedi paragrafo: Le capacit coordinative) bassa affaticabilit e di una altrettanto bassa soglia di attivazione,
che rappresenta in effetti lavvio di tutte le forme di rapidit, offre infatti normalmente sono le prime a contrarsi durante il movimento e
una innumerevole gamma di proposte didattiche. Staffette con e le pi lente a stancarsi. Le cellule muscolari delle fibre lente sono
senza palla su distanze da 5 a 15-20 m., giochi a confronto (p.e. ricche di mitocondri (organismi cellulari dove viene formato
Sei Bravo a... Scuola di Calcio), giochi a rincorrersi (uno scappa ATP=energia in presenza di ossigeno) e di enzimi del metabolismo
laltro insegue), giochi popolari tipo il ruba bandiera ecc., oltre aerobico. Questultime particolarit della cellula sono particolar-
naturalmente a tutte le forme di partite con variazioni specifiche, mente rappresentate, nellet infantile e durante il periodo evolutivo,
rappresentano le forme pi consuete dellallenamento della rapi- pi o meno come gli adulti, se non addirittura in qualche caso, come
dit a questa et. documentato nella letteratura scientifica, in quantit maggiori. Tali
caratteristiche quindi non limitano ma anzi favoriscono lallenamen-
.4 Le capacit condizionali: la resistenza to precoce della resistenza, essendo presente una forte predisposi-
3.5
P
zione biologica. I limiti invece sono rappresentati da altri fattori. Primo
u essere definita come capacit di prolungare il lavoro fra tutti il fattore psicologico: infatti i bambini poco si adattano ad
muscolare nel tempo, mantenendone costante la qualit. attivit di corsa con ritmi lenti protratte per molti minuti. (GRAFICO 20)
Questa qualit fisica importantissima nelle attivit sportive di dura-
ta sostanzialmente si divide in due precise direzioni funzionali: Si riscontra tuttavia che negli ultimi anni lapplicazione delle metodi-
1. resistenza aerobica che intermittenti per lallenamento della resistenza si sono ampiamen-
2. resistenza anaerobica te sviluppate in special modo nellallenamento degli sport di squadra,
La resistenza aerobica, sostenuta prevalentemente dal metaboli- tanto che il cosiddetto lungo e lento stato, nel quadro dei mezzi
138 139
di allenamento della resistenza aerobica nel calcio, quasi totalmente anaerobica (senza utilizzazione di ossigeno). In alcuni lavori scientifi-
abbandonato. Fortunatamente i bambini presentano, come com- ci tuttavia sono stati riscontrati valori elevati di acido lattico
portamento peculiare dellet, e soprattutto in virt dei tratti caratteri- (13mM/l) in bambini di 11 anni dopo prova da sforzo massimale.
stici psicologici che nei primi anni dellet scolare si manifestano con Tuttavia il carico psichico elevato, contraddistinto anche da una
una prevalenza dei processi mentali di eccitazione rispetto a quelli di forte produzione di catecolamine (ormoni dello stress), non pu tro-
inibizione, una spiccata predisposizione al lavoro fisico intermittente. vare applicazione nellallenamento infantile che come ripetuto pi
La partita, i giochi-partita con variazione di regole, i circuiti tecnici, le volte presenta un quadro biologico e psicologico diverso da quello
situazioni di gioco e comunque le corse senza palla dove a tratti di degli adulti. Nei bambini lallenamento della resistenza deve essere
pochi secondi percorsi ad intensit medio-alta seguono fasi di corsa realizzato attraverso il lavoro specifico con palla, mediante esercizi
di recupero (il tutto ripetuto per alcuni minuti), possono rappresenta- a circuito o percorsi misti (con palla e senza), per mezzo delle parti-
re effettive opportunit di allenamento della resistenza. Da ricordare te e comunque cercando di mantenere alta la motivazione alle
che nei bambini, il carattere estensivo (quantit di lavoro) delle atti- esercitazioni proposte. Il gioco orientato agli obiettivi fisici che si
vit deve sempre prevalere su quello intensivo. Tale rapporto cresce- vogliono realizzare, rappresenta a nostro avviso la chiave didattica
r gradualmente nel tempo a favore dellintensit, in relazione alla sulla quale dovrebbero riferirsi gran parte dei programmi di allena-
qualificazione sportiva. (GRAFICO 21) mento fisico delle Scuole di Calcio.
Per quello che riguarda la resistenza anaerobica, qualit fisica che
caratterizza le attivit sportive veloci di medio-breve durata (10-2 .5 La mobilit articolare
3.5

P
nella corsa), e nelle quali si produce una quantit notevole di acido
lattico, sembra ci sia poca disponibilit da parte dei bambini in et u essere definita come la capacit di effettuare movi-
prepubere. Questa diversa predisposizione biologica da parte dei menti corporei con la maggiore escursione articolare possi-
bambini rispetto agli adulti fondamentalmente dovuta alla caren- bile, utilizzando totalmente i vari gradi di libert fisiologicamente
za di enzimi ed isoenzimi specializzati alla formazione e smaltimento concessi alla specie umana. Dipende essenzialmente da:
dellacido lattico durante la glicolisi (metabolismo degli zuccheri) estensibilit muscolare dei tendini, legamenti e strutture articolari;
inibizione dei propriocettori sensibili allo stiramento;
dallesercizio ripetuto (per ulteriori informazioni vedere il paragra-
80
fo Le fasi sensibili)
66
70 65
59,5 61,4
57
"Selezione, Individuazione e Promozione
60
56,7
53,4
56,23
52
58
60,2 59,9 61,6
52
3.6 del talento calcistico
50 55

L
52 47
40 idoneit di un giovane calciatore viene accertata nel
30 24 corso dellattivit. Questa posizione per la diagnostica indi-
15,8 16 viduale risale ad Engels, il quale ha basato scientificamente i suoi
20 12 12 13 14
8,1 13 studi al processo di sviluppo dellindividuo: Solo quando il giovane
14 15,8 16 16
10 11,6 12 12 6 calciatore si cimenta pu dimostrare se egli idoneo o meno per
0 laddestramento in questa specialit sportiva. Quindi la metodi-
= VO2 max (ml/kg/m) = Et = Sedentari ca partecipazione allallenamento la pi importante condizione
Calciatori: Bunc e coll. (2001), 1SS-FIGC (1991), Bell (1988), DOttavio esterna per la diagnostica attitudinale sportiva.
(1994), Jones ed Helman (1993), De Vito e coll. (1994), Caru e coll., Che cos lattitudine sportiva? Lattitudine sportiva orientata sul
Lindquist (1993), Jones (1993), Jankovic (1993), Tumilty (1997), Pimav (1992)
Sedentari: Davies (1972), Flandrois (1981,1982), Massicotte (1985), Van formulare validi pronostici, relativa alla capacit del giovane di
Pragh (1989), Castagna (1999) affrontare con successo lallenamento giovanile nella specialit
GRAFICO 21 Potenza aerobica ed et in giovani calciatori sportiva prescelta, in modo che successivamente possa sottoporsi
140 141
ad addestramenti per poter raggiungere elevate prestazioni con pu dipendere sia dal proprio quadro genetico (fattori ereditari) che
autorizzate speranze. Di particolare interesse per tutti coloro che, dalle esperienze, anche se minime, fino ad allora vissute (fattori
con diversi compiti e funzioni, sono coinvolti nello sport giovanile ambientali). chiaro che se nulla possiamo fare riguardo al primo
risultano le problematiche relative al talento sportivo. Ci si trova tutti aspetto, molto invece possibile, rientrando nelle nostre competen-
d'accordo nell'affermare che: sicuramente proficuo sarebbe saper ze, per quanto concerne gli elementi acquisibili (vedi TAVOLA 29).
diagnosticare con largo anticipo, sui tempi normali di maturazione perci probabile per esempio che il figlio di uno sprinter dellatle-
tecnica, che un dato soggetto nel mostrare le proprie qualit, fac- tica leggera, possieda le stesse o gran parte delle qualit musco-
cia prevedere per lui un futuro di notevole interesse agonistico. Ci lari del padre (p.e. %FT fibre veloci), ma anche vero che se certe
vero, per svariati motivi sia per l'allenatore e per i vari promotori caratteristiche non vengono precocemente sostenute e sollecitate
tecnici della Societ di appartenenza, sia per coloro (altre societ) con allenamenti e programmi di sviluppo orientati specificamente,
che intendono investire con le proprie strutture, fornendo una mag- tali potenzialit potrebbero rimanere allo stato relativamente e
giore assistenza in fatto di qualit, su alcuni giovani piuttosto che su parzialmente nascosto" (latente). (GRAFICO 22)
altri. Il termine "selezione", ha suscitato a volte non poche riflessioni a Il modello di prestazione calcistica pero rappresentato da mag-
chi per dovere istituzionale difendeva la causa di uno sport, giusta- giori complessit. Questa affermazione si giustifica non solo per la
mente a larga diffusione, che dovrebbe raccogliere o meglio acco- enorme massa di praticanti e conseguentemente nelle difficolt di
gliere a braccia aperte, tutte le infinite possibili espressioni e gradi atti- analisi che potrebbero incontrarsi, ma anche per il fatto che non
tudinali presenti nella popolazione dei praticanti il gioco del calcio.
anche vero per che in mezzo a tanta "grazia", con lo scopo di sal-
composizione fibre muscolari
vaguardare coloro che posseggono qualcosa in pi rispetto agli altri,
forza muscolare massima
occorrerebbe saper evidenziare, con accertata probabilit di suc-
massima capacit di resistenza aerobica
cesso, coloro che richiedono un approccio e un processo di forma-
salto in elevazione
zione pi specifico. Tutto ci per poter esaltare determinate qualit e
caratteristiche che naturalmente e fortunatamente gi possiedono. corsa di resistenza

In generale, con appropriata semplicit possiamo definire il talento massima assunzione di ossigeno

calcistico come quella speciale condizione psicofisica e della pre- capacit di resistenza aerobica

stazione in generale, che attraversa un certo stadio evolutivo, e che capacit di resistenza anaerobica

lo pone rispetto alla media dei suoi coetanei, al di sopra di essa. circonferenza dellavambraccio (contratto)

confermato da tantissimi lavori presenti nella letteratura internazio- mobilit scapolo omerale

nale che un bambino, che in et di avviamento sportivo, mostra di statura

possedere un'attitudine particolare verso uno sport o classi di sport, massimo consumo di ossigeno

peso corporeo
Fattori ereditari Fattori ambientali
altezza seduta

tempo di reazione
Giovane calciatore
Definiscono le massime In una scala di teoriche corsa sui 60 metri
prestazioni raggiungibili possibilit, determinano il
mobilit della colonna vertebrale
per quel quadro livello effettivamente
genetico specifico. raggiunto (raggiungibile) massima capacit anaerobica

Prestazione calcistica corsa sui 30 metri

larghezza di spalle
la manifestazione del talento potrebbe dipendere dalla scelta dei contenuti,
dei metodi e delle procedure utilizzate in relazione alle caratteristiche individuali. rapidit dellapprendimento motorio
Ci potrebbe far ottenere, con pi frequenza, il massimo livello potenziale
disponibile 60% 70% 80% 90%
TAVOLA 29 - Fattori che influiscono nella prestazione calcistica (DOttavio, 1994) GRAFICO 22 Tassi di ereditariet
142 143
ricerca del talento modello di riferimento: prestazione delladulto 8

7
prestazione giovanile fattori della prestazione
6
Capacit di gioco: Rapidit ed efficacia:
senso tattico di anticipazione 5
in possesso di palla percettiva
4
non in possesso di palla elaborativa
integrazione al collettivo decisionale 3
creativit di movimento e dazione

gradi di sviluppo
rendimento tecnico abilit tecnico-tattiche espresse in 2
rendimento globale in partita situazioni semplici e complesse
rendimento globale campionato adattamento a situazioni improvvise 1
intercambiabilit di ruolo
caratteristiche psicologiche 0
non idoneo normale talento
TAVOLA 30 - (DOttavio, 1996)
gradi di idoneit

sempre possibile stabilire, in relazione all'et, gli indicatori pi = RP = FP = EB/EA = PS


significativi per la prestazione in quel momento. Altrettanto difficile A parit di prestazione (RP), le possibilit di sviluppo (PS) dipendono:
e poco correlato inoltre potrebbe risultare il controllo in itinere dei dal rapporto et biologica/et di allenamento (EB/EA)
dal valore dei fattori di prestazione (FP)
parametri implicati nella prestazione (valutazione oggettiva), per Fonte: Kupper K. 1993
cercare di formulare una predizione di massima in termini di evolu- GRAFICO 23 Relazione idoneit - sviluppo
zione. Tali, ma non insormontabili difficolt, sono dipendenti dal
fatto che il calcio, rispetto a specialit sportive a carattere indivi- riservata identica considerazione anche nei fattori intrinseci che set-
duale, deve ricorrere ad un atleta che fa continuamente richiamo torialmente la compongono. Con tale affermazione si vuole evi-
nel gioco sia a qualit di tipo prettamente tecnico-coordinativo, denziare che a parit di prestazione (indicativamente misurata con
sia a quelle di tipo organico-muscolare, che in special modo a procedure soggettive) e di et anagrafica, coloro che presentano
quelle cognitive (tattica individuale e collettiva), Un interrogativo una maggiore et biologica, pi anni di allenamento e fattori della
pi frequente risulta perci: "A che et devo prestare pi attenzio- prestazione (antropometrici, fisici, tecnici, tattici) gi consolidati,
ne nel catalogare il possibile talento e quale fattore, fra quelli cita- offrono meno possibilit di sviluppo rispetto a quelli che dispongono
ti, pi influente nel fornire indicazioni?" Fortunatamente l'espe- invece di un quadro pi vicino alla norma dei coetanei o addirittu-
rienza dei tanti allenatori, osservatori, e promotori in genere, da ra in ritardo su certe caratteristiche. Tale considerazione, logica
sempre ha permesso, con una certa attendibilit, di prevedere nella sua definizione, ma anche spesso trascurata, si basa sul fatto
sulla base di rilevazioni empiriche ma non per questo meno signifi- che, coloro i quali con precocit, raggiungono un'et biologica e
cative, il futuro pi o meno roseo per un giovane calciatore. Per tecnica gi avanzata, dispongono per forza di cose di un minor
esempio, leggendo la TAVOLA 30, tali potrebbero essere i parametri margine di incremento. Questa eventualit potrebbe rallentare nel
presi in considerazione e a cui fare riferimento per valutare le capa- tempo o addirittura compromettere la crescita della prestazione.
cit di un giocatore di calcio. Per contro quelli che riescono a ben figurare nei rispettivi campio-
Per anche vero che nel perseguire tendenze di miglioramento, nati nonostante presentino alcuni ritardi morfologici o funzionali
se riuscissimo a trovare qualche presupposto pi rilevante, che nei rispetto alle soglie ottimali, migliorabili per con l'allenamento spe-
dettagli ancora sconosciuto, un contributo maggiore alla causa cifico, potrebbero avere pi possibilit di riuscire nel decorso evolu-
potremmo ulteriormente fornirlo. Altra importante considerazione tivo. Un eventuale sviluppo di questi fattori, farebbe quindi conse-
stata enunciata al riguardo, sul fatto che al fine d riconoscere un guentemente salire il livello della prestazione, che gi risulta allo
possibile talento, occorrerebbe prendere in esame non solo la pre- stato attuale, soddisfacente e confrontabile con altri giocatori
stazione nei suoi aspetti globali (efficacia), ma dovrebbe essere potenzialmente giudicati validi. (GRAFICO 23)
144 145
La storia insegna per che a volte certi giovani calciatori nonostan- espresse dai suoi coetanei. A titolo diagnostico, le "promesse" saran-
te si siano delineati certi requisiti sia a componente ereditaria che no pi facilmente realizzabili, se il quadro generale dei fattori com-
acquisita, e che l'opera di promozione ulteriore (allenamento dif- ponenti la prestazione mostrer possibilit effettive di sensibili ed
ferenziato anche per mezzo di raggruppamenti in squadre di ele- ulteriori miglioramenti. All'et di dodici tredici anni quindi ipotizza-
vato livello di qualificazione) si sia articolata secondo i canoni otti- bile azzardare una prima selezione (previsione), ma saranno
mali dell'allenamento moderno, certi potenziali talenti non matu- comunque gli anni successivi, e l'opera di promozione, a far riscon-
rano come inizialmente si pensava possibile. Con molta probabili- trare se tali pre esistenti condizioni si mantengono stabili nel tempo
t o sono state effettuate delle stime errate sui vari indicatori con- (almeno 3-4 anni).
siderati per la predizione del talento, o gli stessi non hanno espres- In altre parole, promozione del talento vuol dire, che oltre alla dia-
so un sufficiente grado di stabilit negli anni. Oppure, ulteriore gnosi risulta quantomai opportuna anche la scelta di una progno-
eventualit, quando fattori di ordine psico motivazionale e socia- si adeguata da perseguire. (TAVOLA 32)
le influenzano negativamente "l'itinerario tecnico" che teorica-
mente era a lui accessibile. anche successo per come contro- Attivit motoria polifunzionale

crescita cronologica biologica tecnica

6 anni
Pratica sportiva multivalente Formazione motricit generale
tendenza alla previsione, che altri non diagnosticati in et giova-
nile come talenti, hanno poi raggiunto, esaltando al massimo evi- Orientamento sportivo
Individuazione delle attitudini
dentemente certi personali pattern prestativi, anche categorie
Definizioni delle attitudini Modello di riferimento

12 anni
professionistiche. Questo fatto potrebbe rappresentare un ele- Manifestazione del talento
mento non trascurabile e significare che determinate incognite Selezione del talento Analisi della prestazione
Analisi dei fattori di
non sono state ancora risolte, o non sono effettivamente con asso- Promozione del talento
Ricerca
prestazione (indicatori)
lutezza preventivabili. (TAVOLA 31) (allenamento specifico)

16 anni
Stabilit dei fattori di
prestazione/previsione
non talento

scarsi risultati previsti Soc. Dilett. soc. Prof. Evoluzione


Risultati attesi
falso talento talento Risulatati non attesi
TAVOLA 32 - (DOttavio, 1996)
non previsti ottimi risultati

3.7
falso non talento Le componenti psicologiche e sociali

TAVOLA 31
conferma errata previsione

opinione comune affermare che la formazione di un calciatore,


O gni comportamento sempre orientato a soddisfare un
bisogno personale, ed orientato a raggiungere un
determinato obiettivo. Lo sviluppo, ladattamento ed il perfeziona-
dallet dell'avviamento sportivo alla completa maturazione tecni- mento di forme di comportamento hanno come obiettivo princi-
ca, debbano passare almeno dieci anni, attraverso i quali il giovane pale il raggiungimento della prestazione motoria. Le condizioni
riceve stimoli ed informazioni che inizialmente avranno una forma esterne possono instaurare nel gruppo un clima psicologico che sti-
pi o meno generalizzata e via via assumeranno connotazioni sem- mola la motivazione sia in allenamento sia in gara, e sono rappre-
pre pi specifiche. A circa 7-8 anni si cominciano ad intravedere sentate dallambiente sociale, premessa generale di ogni appren-
certe attitudini pi o meno definite che negli anni seguenti potreb- dimento motorio, che fornisce stimoli e sostegni nonch lappren-
bero configurarsi con pi incidenza tanto da far ipotizzare l'eventua- dimento nel collettivo.
lit di un potenziale talento calcistico. Lambiente sociale opera specialmente attraverso il linguaggio che
Anche se certamente troppo presto per definirlo tale, le sue pre- un presupposto dellapprendimento motorio ma rappresenta pure
stazioni possono apparire sostanzialmente al di sopra di quelle unaltra premessa essenziale per la sua realizzazione. Infatti si pu
146 147
affermare che il linguaggio il mezzo per acquisire sempre nuove
conoscenze. Spiegazioni precise se usate in modo appropriato pos-
sono accelerare il processo di apprendimento. Lapprendimento
della tecnica e della tattica, costituisce il primo passo nella costru-
zione del calciatore. In et giovanile i processi di apprendimento
sono strettamente collegati come detto alla sfera motivazionale,
non esiste comportamento motorio senza motivazione. Estrema
importanza ha quindi la figura dellallenatore che dovr stimolare le
motivazioni, proprio perch questa dimensione psicologica pre-
supposto attorno al quale ruota lesperienza sportiva del giovane.
Non si migliora se non si ha volont e se si privi della motivazione
non si impara. Ogni et ha le sue motivazioni, le sue esigenze, i suoi
bisogni; allallenatore spetta la ricerca e lindividuazione delle moti-
vazioni valide per le singole personalit che si trovano nel gruppo.
Il bambino, ladolescente e ladulto giocano allo stesso gioco, ma
nello specifico chiedono dallesperienza di gioco la gratificazione
dei bisogni specifici della loro fase evolutiva. La motivazione il
pane della crescita, latmosfera ludica ha unimportanza notevole
nella esperienza sportiva del ragazzo. Se il gioco vissuto serena-
mente permette anche lestrinsecazione della creativit ed il cal-
cio ne necessita per essere uno sport appassionante.
Gli allenamenti risultano spesso essere monotoni e ripetitivi e spesso
la palla poco utilizzata, questo un tipo di atteggiamento pena- LA VELOCIT DEL GESTO TECNICO UNESPRESSIONE DEL TALENTO

lizzante per la creativit. Vi sono troppi giovani calciatori che non


provano un passaggio smarcante in profondit, un tiro dalla lunga punti di forza e di debolezza e comportare labbandono dellattivit
distanza, un dribbling o una finta per la paura di sbagliare e di esse- sportiva. importante sapere utilizzare diversi tipi di esercitazioni per
re richiamati dal proprio allenatore e perdere il posto in squadra. ottenere gli stessi obiettivi, questo per contrastare la noia. impor-
Un simile atteggiamento comporter unabitudine alla giocata tante che listruttore tenga sempre ben presente che il sentirsi
semplice e quindi alla rinuncia alla fantasia e creativit che posso- importante aumenta la motivazione del giovane atleta e che suo
no essere potenzialit di quel giovane e restare allo stato latente. compito conoscere e comprendere e offrire soluzioni idonee alla
Flaubert affermava che gli errori nascono dal cattivo utilizzo della motivazione del singolo. Inoltre la pratica del gioco del calcio,
parola: noi adulti che cosa facciamo con i nostri ragazzi?. determina una possibilit di inserimento in un contesto socio- spor-
Infatti il giovane durante lallenamento deve sempre avere la pos- tivo altamente educativo, questo tirocinio allattivit di gruppi
sibilit di scoprire, di divertirsi e di vivere lavversario non come un una reale formazione ed il gioco del calcio diventa cos uno stru-
nemico ma come uno specchio per capire i propri valori e i propri mento di educazione alla cooperazione, integrando il ragazzo in
limiti. La motivazione deve essere coltivata e quindi listruttore non un collettivo senza fargli perdere niente della sua personalit, con-
deve commettere errori che potrebbero inibirla; quindi la noia, la sentendogli di prendere coscienza dei suoi punti di forza e di debo-
monotonia, lansia, la mancanza di speranza (determinata da pro- lezza e della necessit di un lavoro collettivo per il raggiungimen-
lungati insuccessi), sono nemici che devono essere tenuti il pi lonta- to di un fine comune.
no possibile. Nellattivit giovanile il tecnico non deve proporre situa- Il gioco cos inteso diviene propedeutico alle attivit della vita socia-
zioni di difficolt troppo elevate in relazione al livello di abilit posse- le in cui indispensabile che gli uomini lavorino insieme, mantenen-
dute dai giovani, in quanto genera la caduta delle motivazioni sui do la propria autonomia personale.
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