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Settore Giovanile e Scolastico

Guida Tecnica
per le Scuole
di Calcio

3a Edizione Ristampa
PREFAZIONE ALLA TERZA EDIZIONE

molto gratificante per me dare il via alla ristampa della


terza edizione della Guida Tecnica per le Scuole di Calcio.
Ho partecipato, in qualit di Vice Presidente del Settore Giovanile
e Scolastico alla stesura della prima edizione, fortemente voluta
dall'allora Presidente Antonio Papponetti che per primo ha credu-
to in questo progetto.
Essere giunti alla terza ristampa di questo testo la conferma di
quanto questo strumento sia stato apprezzato e ritenuto utile da
tutti gli addetti ai lavori. La Guida tecnica, ci auguriamo continui
ad essere un valido strumento di lavoro pur non avendo la pretesa
di esaurire le conoscenze ed i metodi di insegnamento degli
Istruttori delle Scuole di Calcio. Vuole essere, pi che altro, un'oc-
casione di confronto tra esperienze diverse di operatori che, con
passione e competenza calcano quotidianamente i campi di cal-
cio a stretto contatto con bambini che tirano i primi calci ad un
pallone.
La Guida dovrebbe essere consultata periodicamente per il suo
valore pedagogico oltre che per quello tecnico-didattico. Non
dimentichiamo che se importante migliorare le qualit motorie e
tecniche dei ragazzi, altrettanto importante sottolineare i valori
che il gioco del calcio esprime. Allena alla libert, all'autonomia,
alla creativit ed alla fantasia; induce alla riflessione, alla socializ-
zazione ed all'aggregazione.
La stesura semplice, chiara la rende uno strumento adatto agli
Istruttori del Settore Giovanile, ai Dirigenti ed anche ai genitori.
Ricordo con stima il Presidente Agnolin che ne ha curato la terza
edizione al quale va il grande merito di aver sempre sottolineato
l'importanza della cultura , dei valori, dell'etica in ambito giovanile.
Ringrazio il Prof. Stefano D'Ottavio, insostituibile nella stesura del
testo, stimolato dall'esperienza e dall'entusiasmo del Segretario
Barbara Benedetti, che ha sempre sostenuto questo progetto.
Esprimo anche io gratitudine a Sergio Campana, Presidente della
A.I.C., ad Azeglio Vicini, Presidente del Settore Tecnico della
F.I.G.C., e a Renzo Ulivieri, Presidente della A.I.A.C., per il contributo
importante di tanti addetti ai lavori.

Il Presidente del Settore Giovanile e Scolastico


Massimo Giacomini

3
Indice pag.

Un maestro per i giovani: 12


1. profilo del tecnico giovanile
1.1 Lallenatore della Scuola Calcio 13
1.1.1 Perch fare lallenatore 14
1.1.2 Creare e gestire il gruppo 16
1.1.3 Lallenatore ideale: 22
ecco come lo vorrebbero i ragazzi
1.1.4 Il diario dellallenatore 23
1.2 Le altre figure che compongono lo staff tecnico 24
ed organizzativo della Scuola di Calcio:
1.2.1 LAllenatore dei giovani portieri 24
1.2.2 Il Preparatore fisico e motorio 26
1.2.3 Il Medico sociale 32
1.2.4 Lo Psicologo 34
1.2.5 LArbitro dirigente 38
1.2.6 Il Segretario 40

2.
Sono fatti cos: fasi dello sviluppo 42
e apprendimento motorio
2.1 Let biologica e let cronologica 43
2.2 Le fasi sensibili 44
2.3 Lateralizzazione e ambidestrismo 47
2.4 Dagli schemi motori di base alle abilit tecniche 49
2.5 Il calcio e le bambine 51
2.5.1 Suggerimenti metodologici 60

3.
Tra riflessione e concretezza: 64
la tecnica e gli altri fattori
della prestazione calcistica giovanile
3.1 Le abilit tecniche 68
3.1.1 Il quadro dei gesti tecnici 69
La guida della polla 69
Il dribbling 70
La trasmissione della palla: il passaggio 70
La ricezione della palla: lo stop 72
La copertura della palla 73
Il tiro in porta 73
Il gioco di testa 75
Il contrasto 76
La rimessa laterale 77
La tecnica del portiere 77
3.1.2 Riflessione sul gesto tecnico del dribbling: 79
suggerimenti didattici
Tecnica e apprendimento del dribbling 81
3.1.3 Riflessione sulla formazione del giovane portiere: 83
suggerimenti didattici
4 5
Le caratteristiche del ruolo del portiere 83 4.3.2 Il protocollo tecnico-valutativo 187
Capacit di previsione 85
La scelta del ruolo 86
5.
Finalmente andiamo in campo: 197
La didattica 86 a lezione di calcio
Le attrezzature didattiche 88
3.2 La capacit di anticipazione e le lezioni di finta 89 5.1 Unit didattica e seduta di allenamento 198
Lanticipazione 89 5.1.1 Dalla teoria alla pratica 198
Anticipazione complessa 89 5.2 Le schede di lavoro: come si leggono 199
La finta 92 5.2.1 Il modulo 200
3.3 Le capacit coordinative 94 5.2.2 La lezione 201
3.3.1 Un rapporto di reciprocit: 95
capacit sensopercettive e coordinative
A.
appendice: lapplicazione della psicologia 207
3.3.2 Le capacit coordinative generali 96 nelle Scuole Calcio
3.3.3 Le capacit coordinative speciali 96
3.3.4 Il fattore tecnico-coordinativo 101
B.
appendice: per farli crescere sani 213
3.4 Presupposti del gioco collettivo: le componenti tattiche 103 in una Scuola di Calcio
3.4.1 La tattica nel calcio 105

C.
3.4.2 Considerazioni e riferimenti culturali 107 appendice: per una adeguata assistenza sanitaria 220
3.4.3 La tattica di squadra 110 durante allenamenti e incontri di gioco
lorganizzazione delle collaborazioni
3.4.4 Gli obiettivi tattici del gioco 111
3.4.5 La formazione tattica giovanile 113
3.4.6 Il controllo dello spazio e dellazione difensiva 123 CATEGORIA PICCOLI AMICI
3.5 Le componenti genetiche e morfologico-funzionali 128
3.5.1 Caratteristiche dello stimolo allenante 128
3.5.2 Le capacit condizionali: la forza muscolare 130
6.
Il profilo psicomotorio del bambino 233
3.5.3 Le capacit condizionali: 135 di 6-8 anni e le sue relazioni
la velocit e la rapidit dei movimenti
3.5.4 Le capacit condizionali: la resistenza 138 6.1 Come ragionano i bambini di 6-8 anni 233
3.5.5 La mobilit articolare 141 6.2 Il ruolo degli adulti 234
3.6 Selezione, individuazione e promozione del talento calcistico141
3.7 Le componenti psicologiche e sociali 147
7.
Il gioco elemento fondamentale 236
per scoprire un mondo nuovo
Organizziamo il piano di lavoro: 150
4. le diverse fasi che consentono
di realizzare il progetto didattico 7.1 Un esempio di programmazione nella categoria 237
Piccoli Amici
4.1 La programmazione 151

8.
4.1.1 Situazione di partenza e analisi della situazione 152 Il primo giorno di Scuola... di Calcio: 248
4.1.2 Finalit educative generali 153 lapproccio alle regole
4.1.3 Obiettivi didattici 154
4.1.4 Mezzi e contenuti didattici 155 8.1 Lattivit ufficiale nei Piccoli Amici 250
4.1.5 Le attrezzature didattiche 157 8.2 Il Fun Football: il Calcio che Diverte 251
Considerazioni generali 157
Gli attrezzi della Scuola di Calcio 158 Schede Operative categoria Piccoli Amici 256
4.2 Come apprendiamo? 171
I metodi per qualificare linsegnamento
4.2.1 Lineamenti pratici e strategie operative 174 CATEGORIA PULCINI
4.2.2 Il metodo cognitivo (problem solving) 179
4.3 Siamo stati bravi noi o sono stati bravi loro? 181

9.
Verifichiamolo attraverso losservazione e la valutazione Il profilo psicomotorio del bambino 314
4.3.1 Controllo e valutazione del programma didattico 183 di 8-10 anni e le sue relazioni
6 7
13 .
Aspetti e caratteristiche peculiari 443
9.1 Cosa ricercano i bambini nel calcio 314 della categoria Esordienti
9.2 Le regole 315
9.3 Accettare le sconfitte o contestare larbitro e lallenatore 316 13.1 Principi di base per la programmazione 444
9.4 Come vivere la partita 317 nella categoria Esordienti
13.1.1 Fattore Tecnico-Coordinativo 444
13.1.2 Fattore Tattico-Cognitivo 448
10.
Aspetti peculiari del bambino di 8-10 anni 317
13.1.3 Il Fattore Fisico-Motorio 449
10.1 Principi di base per la programmazione 318
nella categoria Pulcini
14 .
Gli aspetti organizzativi e le norme 450
10.2 Gli obiettivi didattici 321 didattico-regolamentari che regolano
il gioco nella categoria Esordienti
11.
Gli aspetti regolamentari e le norme 321
didattiche del gioco nella categoria Pulcini 14.1 Il 7 contro 7 451
14.2 Il 9 contro 9 458
11.1 Il 5 contro 5 nel primo anno 322 14.3 Primo contatto con le regole del calcio a 11 460
11.2 Il 6 contro 6 324 14.4 L11 contro 11 su campo ridotto 460
11.3 Il 7 contro 7 324 14.5 Il Torneo Fair Play 462
11.4 Sei bravo a ... scuola di calcio 326 14.6 Tre tempi di gioco e partecipazione obbligatoria 462
11.4.1 Un po di storia 327 alla gara
11.4.2 La formula di svolgimento 329 14.7 Il cambio volante 463
11.4.3 Lorganizzazione delle attivit 329
14.8 Il Time-out 463
11.4.4 Principi didattici e modalit di partecipazione 330
14.9 La Green Card 463
11.4.5 Formazione e lettura delle graduatorie 331
11.5 Il giocatore in pi 331 14.10 Le dimensioni delle porte 464
11.6 Le misure del campo di gioco e delle aree di rigore, 332 14.11 Larbitraggio delle gare 464
il pallone e le dimensioni delle porte 14.11.1 Conoscere il regolamento di gioco 464
11.7 Partecipazione obbligatoria alla gara 333 14.11.2 Lapproccio con larbitro 465
14.11.3 Un suggerimento per gli arbitri 466
11.8 Tre tempi di gioco 333
11.9 Il cambio volante 334
Schede Operative categoria Esordienti 470
11.10 Il time-out 334 Schede Operative Portieri categoria Esordienti 527
11.11 La Green Card 335
11.12 La figura del dirigente arbitro 335 Bibliografia 572
11.13 Conclusioni 336

Schede Operative categoria Pulcini 340


Schede Operative Portieri categoria Pulcini 397

CATEGORIA ESORDIENTI

12.
Il profilo psicomotorio del bambino 440
di 10-12 anni e le sue relazioni
12.1 Cosa importante per diventare un calciatore 440
12.2 La motivazione degli Esordienti 441

8 9
Legenda icone
Maestro di Tiro della
calcio palla
Maestro di calcio Psicologo

Allievo Corsa senza


palla

Scuola calcio Genitori


Avversario Porta

Piccoli Amici Bambine Allievo


valutato Porticine

Allievo con
Pulcini Fairplay compito di Nastri/ostacoli
disturbo

Ostacoli da
Capitano saltare/
Esordienti Scuola evitare

Capitano Sponde
squadra (in legno)
avversaria
Giovanissimi Ambidestrismo

Sponda Bersaglio

Allievi Attrezzi
Gioco con la Tavola
mano basculante

Portieri Giustizia Sportiva Jolly Medusa

Palla Zona
Allenatore portieri Calcio a 5 dintervento

Boccino Sagoma
Preparatore fisico-motorio Tornei

Cono Materassino e
rotolamento

Arbitro Tesseramento
Birillo Coordinatore
di frequenza

Medico sociale Centri Estivi Guida della


palla

10 11
1.
Un maestro 1.1
Lallenatore della Scuola Calcio
per i giovani:
profilo del tecnico
giovanile
A llenare ed educare i giovani al gioco del calcio non un
compito semplice, occorre che il tecnico sia in grado di
miscelare qualit tecniche, tattiche, educative, psicologiche e
comunicative, tenendo sempre in considerazione le fasce det a
cui si rivolge. Le sue competenze riguardano gli ambiti dinsegna-
mento in et scolare ed una sufficiente conoscenza delle proble-
matiche legate alle dinamiche dellapprendimento motorio. Deve,
inoltre, conoscere e tenere presenti i processi che regolano la
maturazione fisica e le fasi sensibili che sono alla base dello svilup-
po biologico dellapprendimento, in special modo delle capacit
coordinative, supporto essenziale nellesecuzione dei gesti tecnici.
Per lallenatore dei giovani calciatori, possedere queste qualit
caratteristiche, risulta determinante evidentemente per ottenere
risultati gratificanti, ma soprattutto riteniamo per ridurre eventuali
errori e non compromettere la potenziale crescita del bambino.
Pertanto, nonostante il ruolo di tecnico di Scuola Calcio sia una
figura nata e consolidatasi allinterno del volontariato, le compe-
tenze professionali a lui richieste sono molteplici ed altrettanto signi-
ficative sul piano culturale.
Il tecnico giovanile deve essere consapevole che la sua opera ha
una valenza formativa e deve essere in grado di modulare la sua
proposta tenendo conto delle caratteristiche proprie di ogni et.
Trattare i bambini ed i ragazzi da piccoli adulti (proporre un pro-
gramma didattico adatto ai grandi e ridotto solo sul piano quan-
titativo) nuoce alla crescita non solo tecnica, ma anche psicolo-
gica degli allievi.
Ancora troppi sono i tecnici malati di agonismo e inconsapevoli
assertori delle specializzazioni precoci! La realt didattica nellinse-
gnamento giovanile invece non pu fare a meno della sua matri-
ce educativa che la differenzia drasticamente rispetto alle meto-
dologie utilizzate con gli adulti.
Appare cos evidente, quindi, che nella continua evoluzione del
calcio e delle conoscenze pedagogiche relative ai programmi di
insegnamento, anche la figura dellallenatore si dovr aggiornare
coerentemente a tali e relativi processi evolutivi.
Lallenatore deve formare i giovani dal punto di vista educativo e
sviluppare e allenare le abilit tecnico-tattiche e motorie che il
gioco richiede. Un bravo allenatore del settore giovanile, e della
Scuola Calcio in particolare, deve far apprendere con semplicit e
metodo gli obiettivi didattici sia individuali che di squadra. La sola
13
abilit nel mostrare il gesto tecnico non basta, deve soprattutto Lallievo deve essere considerato il soggetto e non loggetto delle
conoscere il metodo migliore per trasmettere il proprio sapere e attenzioni e del lavoro dellallenatore.
farlo apprendere stabilmente.
Qualit intrinseche che Qualit che si possono
Deve inoltre mostrarsi sensibile nel saper cambiare e riadattare la
possono essere solo migliorate apprendere
propria programmazione in risposta alle nuove abilit acquisite ed
passione per il calcio e per i competenze tecnico-
ai progressi evidentemente conseguiti. giovani in particolare dimostrative
Nella sua formazione lallenatore deve tener conto dei seguenti
capacit di relazionarsi competenze nella
fattori: organizzazione didattica: in
mantenere unelevata motivazione nel perseguire i necessari personalit equilibrata
allenamento e in partita
miglioramenti, cio nellarricchire le proprie competenze meto- sufficiente autostima
competenze nella
dologiche, didattiche e psicosociali (relazionali); comunicazione
essere consapevole dei propri limiti e cercare di rimuovere le rela- conoscenze pedagogiche
tive difficolt
conoscenze dei fattori tecnici,
esaltare al massimo invece le proprie qualit; tattici e fisico-motori
sviluppare una personale filosofia di lavoro, cercando, quando
conoscenze delle peculiarit
possibile, soluzioni originali e creative; agonistiche della Scuola
essere sensibile ed adattarsi al contesto presso il quale si opera. Calcio con riferimento ai
programi della FIGC, Settore
Giovanile e Scolastico
Perch fare lallenatore?
1.1.1 TABELLA 1 Requisiti e qualit fondamentali dellallenatore

C hi decide di dedicare il proprio tempo per allenare i ragaz-


zi deve disporre di una forte passione per il calcio giovani-
le, poich spesso ci si trova ad operare in condizioni di disagio quali,
Ogni seduta, ogni esercitazione, ogni fase della didattica in genere
deve essere in grado di provocare un adattamento positivo nei
comportamenti dei bambini, ed un coinvolgimento attivo che favo-
per esempio: la gestione di un gruppo troppo numeroso e non
risca la loro crescita globale, gli eventuali progressi ed il loro deside-
omogeneo, la mancanza di strutture e attrezzature, ecc. La moti-
rio di continuare a praticare questo bellissimo gioco. Essi dovranno
vazione quella dimensione psicologica che consente di superare
vivere una crescente soddisfazione derivante da una maggiore
le difficolt e le delusioni, e pu essere rafforzata, e generare entu-
capacit di dominare la palla, dallabilit di saperla utilizzare in
siasmi, osservando insieme ai bambini i miglioramenti ottenuti.
gara, dal saper comprendere meglio levolversi del gioco e dalles-
Chi svolge un lavoro che interessa leducazione motoria dei giova-
sere in grado di collaborare pi efficacemente con i compagni.
ni sicuramente impegnato in un delicato compito, poich con la LAllenatore il regista delle esigenze primarie del giovane calcia-
sua azione educativa agisce direttamente sulla formazione tore, il quale dovr:
psico-fisica dei soggetti e sullo sviluppo della loro personalit.
Colui che si accinge a svolgere un ruolo tanto delicato come quel-
lo di allenare i giovani calciatori, deve possedere alcuni requisiti Utilizzare la testa
per divertirsi (attivit cognitiva)
fondamentali dei quali alcuni potranno solo essere migliorati, altri
invece, fortunatamente, potranno essere appresi. (TAB.1)
stare con gli altri
Fondamentale per lallenatore il distaccarsi dagli schemi fissi e GIOCARE
(socializzazione)
degli stereotipi dallenamento degli adulti, schemi che potrebbero
per imparare
impedire la necessaria creativit per crescere sia a livello indivi- usare il proprio corpo
duale che di gruppo. Le proposte operative quindi devono essere (motricit)
facilmente comprensibili e interiorizzabili in base alle reali esigenze
TAVOLA 1 Esigenze del giovane calciatore
del bambino e ideate a misura delle diverse necessit.
14 15
Rispettare le naturali esigenze del giovane allievo consentir di ali- Lallenatore di calcio e degli sport di squadra in genere, rispetto a
mentare in forma pi naturale anche la sua passione verso il gioco quello di tennis o di nuoto (sport individuali) deve confrontarsi con
del calcio. Come il bravo giocatore sa trovare la risposta adegua- una complessa serie di problematiche, in quanto interagisce e
ta ad ogni situazione di gioco, cos il bravo allenatore sar attento deve fare interagire non una singola persona, ma un gruppo di
a leggere la situazione di insegnamento - apprendimento, in alle- individui, ciascuno con le proprie caratteristiche, fra cui quelle:
namento come in gara, per rispondere con le opportune scelte di ordine tecnico, in quanto la prestazione deve comportare lin-
didattiche alle necessit manifestate dai suoi allievi. Il piacere del- tegrazione del comportamento tecnico dei vari componenti la
lallenatore si realizzer pertanto nel trovare, con lorganizzazione, i squadra: necessario quindi insegnare a pi individui ad ese-
tempi e le modalit pi indicate per intervenire efficacemente in guire bene gestualit diverse, insieme e contemporaneamente;
ogni situazione. problematiche di tipo psicologico dettate dalle diverse persona-
lit dei ragazzi che costituiscono il gruppo e che devono intera-

.1. 2 Creare e gestire il gruppo gire in modo positivo. Lallenatore dovr essere in grado quindi di
1
O
fornire obiettivi sul piano del gioco e dellapprendimento tecnico
gni squadra sempre legata alle concezioni di gioco e che siano soddisfacenti per tutti.
alla filosofia del suo allenatore.
A maggior ragione quindi, nel settore giovanile il primo goal, indi- Lo scopo dellallenatore quello di orientare lattivit di un gruppo
spensabile per ogni allenatore dei giovani, di costruirsi una men- verso il conseguimento di mte comuni, traendo da ogni ragazzo il
talit e uno spirito positivo verso il gioco, che a sua volta dovr cer- massimo delle sue dotazioni potenziali. Alla base del proprio
care di trasmettere ai propri ragazzi. agire lallenatore dovr essere quindi abile nel:
individuare i problemi e trovare le soluzioni didattiche per risolverli;
Animatore Insegnante motivare tutti i componenti del gruppo nelle molteplici fasi del-
lattivit;
saper dare sostegno psicologico nelle difficolt sia ai singoli che
Educatore Allenatore di squadre Organizzatore al gruppo.
giovanili e di Scuola Calcio

Risulter perci essenziale stabilire fin dai primi incontri un ottimo


Psicologo Tecnico rapporto con la squadra e con il singolo, instaurare un rapporto di
stima e di rispetto reciproco, che poi dovr essere mantenuto e
TAVOLA 2 I ruoli dellallenatore del Settore Giovanile
consolidato nellintera stagione sportiva.
Lallenatore deve essere in grado di: valutare, scegliere, decidere Con i pi piccoli si dovranno mettere i ragazzi subito a loro agio,
ed agire. comunque essenziale che la propria autorit sia basa- organizzando attivit interessanti e divertenti sin dalla prima sedu-
ta sulle competenze che in qualche modo anche i bambini gli rico- ta. Con i pi grandi, essendo pi facile il dialogo, si dovr anche
noscono. anche vero comunque che il rapporto fra istruttore e ottenere la loro piena disponibilit, ricercando le giuste motivazio-
bambini non dovr essere sempre impostato sulla direzione nel ni su finalit ed obiettivi da conseguire insieme.
senso stretto del termine. Anzi la conduzione aperta al dialogo Lallenatore dovr far s che i propri allievi preferiscano i seguenti
con gli allievi, pur se indirizzata e veicolata mediante piani e per- comportamenti:
corsi didattici prestabiliti, che permette di ottenere il meglio del parlare della propria attivit esprimendosi al plurale, ossia come
potenziale individuale di ogni bambino. componenti di una squadra e di un gruppo;
La sua azione non pu prescindere dal trasmettere fiducia ai pro- manifestare entusiasmo (nellappartenere a tale squadra), ad
pri ragazzi. Tale eventualit rappresenta il presupposto essenziale amici, genitori e insegnanti;
affinch i ragazzi esprimano compiutamente tutta la propria dispo- parlare di eventuali problemi, di qualsiasi natura, con linsegnan-
nibilit allapprendimento. te ed i compagni;
16 17
ricercare attivamente, ed insieme se possibile, la soluzione dei sempre pi spesso di squadre giovanili che trascorrono alcuni
problemi; giorni in montagna nel periodo iniziale dellattivit, prima che ini-
comprendere e far tesoro della filosofia che si vince e si perde zino le scuole. Se vero che spesso tali iniziative vengono fatte
insieme; imitando i ritiri dei calciatori professionisti, altrettanto vero che
essere consapevoli che simpara dagli errori. in questo periodo, anche di 2 o 3 giorni, i ragazzi hanno la possi-
bilit di integrarsi e di conoscersi maggiormente mettendo le basi
Per conseguire questi obiettivi il tecnico della Scuola Calcio per una migliore e proficua coesione.
dovr cercare col suo personale buon esempio di influenzare lat-
tenzione dei bambini attraverso tali strategie comunicative e di
comportamento:
Parlare sempre al plurale: Noi abbiamo perso, Noi vogliamo
ottenere..., Noi dobbiamo migliorare.
Indicare al gruppo le mte da raggiungere, in allenamento, in
gara, in un determinato periodo.
Stabilire regole di vita comune: tali regole dovranno essere adat-
tate consapevolmente allet degli allievi, alle caratteristiche del-
lambiente sportivo, integrandosi con le altre componenti educa-
tive (scuola e famiglia) che concorrono, insieme al calcio, al pro-
cesso di formazione e sviluppo della personalit dei bambini.
Piuttosto che evidenziare le mancanze, sottolineare i comporta-
menti positivi con la propria approvazione: Bravo, buona quella
soluzione, Gran colpo di testa, Bene, hai fatto esattamente
come volevo. Luso del rinforzo positivo aiuta a mantenere alti
gli stimoli ed a produrre nei ragazzi leffetto di porsi traguardi sem-
pre pi alti in relazione alle proprie possibilit. Sottolineando gli
errori invece si crea la mentalit limitante che si manifesta nel gio-
care per non sbagliare.
Incentivare i comportamenti altruistici: lassist, un bel passaggio, LISTRUTTORE GIOVANILE SPIEGA LA LEZIONE...
un recupero difensivo, un movimento per creare spazio, un velo,
ecc... Chi si sacrificato ottiene la gratificazione pubblica, gli altri Durante le lezioni il tecnico dovr essere consapevole di fornire a
compagni ricevono dallallenatore un messaggio significativo tutti uguali opportunit di apprendimento e di non agire diversa-
perch reale e chiaro. mente in funzione di preferenze personali. Dovr inoltre permettere
Disincentivare i comportamenti individualistici: in un gioco come ai ragazzi di esprimersi liberamente durante il gioco evitando di
il nostro dove c un pallone per 22 giocatori sar importante penalizzare possibili interpretazioni personali.
garantire a tutti la gratificazione di gestire la palla. Fornire feed-back che rafforzino limpegno profuso dal bambino.
Stimolare la partecipazione dei ragazzi: alle decisioni e alle attivi- Questo importante aspetto pedagogico certamente presente
t di squadra in genere, consentendo a tutti di esprimere le pro- in tutte le fasce det, ma diviene essenziale con i principianti a
prie opinioni e manifestare le proprie idee. cui piace provare e riprovare i gesti tecnici anche se non mostra-
Favorire occasioni per stare insieme: diventa estremamente utile no ancora una certa padronanza. Se invece vengono premiati
offrire opportunit di svago che permettono ai bambini di trovar- solo quando le esecuzioni tecniche risultano corrette, probabi-
si anche in contesti extra-sportivi e con i pi piccoli specialmente le che si limiteranno a fare solo ci in cui si sentiranno sicuri, ridu-
anche assieme alle famiglie. In questi ultimi anni abbiamo sentito cendo notevolmente quindi sia limpegno che il grado di atten-
18 19
zione, ma soprattutto limiteranno le possibilit di ottenere quei Tra i compiti fondamentali dellallenatore dei giovani sul piano tec-
traguardi che inizialmente potevano sembrare pi complessi. nico ed organizzativo, dovr conoscere:
Indirizzare infine i ragazzi verso lapprezzamento dei valori le norme che regolano la partecipazione allattivit ufficiale
morali, che abbiano significato in campo sportivo come nella della FIGC-SGS, Tornei Esordienti, Pulcini e raduni Piccoli Amici ed
vita, deve essere uno degli obiettivi generali dellattivit giova- il controllo della programmazione gare, tornei e manifestazioni
nile che lallenatore dovr tenere conto nel suo agire. Il ragaz-
zo che si comporta con fair play in campo, con molta pro- Ulteriormente lallenatore dovr, in accordo con il Responsabile
babilit si rispecchier pi spesso in tale atteggiamento etico- Tecnico della Scuola Calcio:
sociale e ne terr conto anche nel comportamento quotidia- organizzare momenti di incontro con i genitori, nei quali illustrare
no al di fuori del calcio. lorganizzazione e gli obiettivi del gruppo, le strategie per il loro
raggiungimento, le modalit di svolgimento della stagione
Sul piano puramente didattico i compiti primari dellallenatore di stabilire una sinergia sugli obiettivi educativi da perseguire insie-
Scuola Calcio si esplicano sostanzialmente nel promuovere la for- me alle altre figure della Scuola Calcio, specificando compiti e
mazione dei giovani atleti attraverso precise scelte organizzative, funzioni di ognuno e farli comprendere se possibile ai bambini ed
per cui: alle famiglie
Lattivit deve essere svolta con continuit educativa, in modo
da sviluppare quei processi formativi che investono lo sviluppo Lallenatore inoltre tenuto a:
della personalit. partecipare alle riunioni tecniche ed organizzative indette dalla
Si deve permettere ai giovani atleti, di essere i protagonisti attivi societ
con un crescendo di esperienze positive stimolando le loro emo- tenere costantemente aggiornato il responsabile tecnico ed il
zioni-motivazioni dirigente responsabile della SdC della situazione del proprio grup-
Il proprio lavoro deve essere concordato con il responsabile tec- po affrontando i problemi insieme allo staff e concordando con
nico e la societ in generale in modo da avere una unicit di tutti le relative strategie operative
linguaggio produrre elaborati scritti riguardo la programmazione didattica
Lallenatore quindi dovr: generale, quella periodica e le particolarit da annotare relative
Conoscere le tecniche del gioco e le fasi attraverso le quali si arti- al proprio gruppo.
cola linsegnamento.
Motivare e sostenere gli interessi individuali e di gruppo, crean- 1. Educare allimpegno, al rispetto reciproco e alla collaborazione.
do situazioni favorevoli al raggiungimento dei traguardi previsti 2. Non favorire alcun allievo in particolare, essere coerenti alle regole
date e mantenere le promesse fatte.
controllando tempi e spazi, e creando un contesto ambientale 3. Incoraggiare e motivare, non rimproverare.
collaborativo. 4. Non esaltarsi nelle vittorie, non abbattersi nelle sconfitte.
Favorire lincontro con i vari saperi motori, del proprio bagaglio 5. Trasmettere entusiasmo, gioia, fiducia e ottimismo.
6. Rispettare il desiderio di divertimento dei ragazzi.
tecnico-culturale, per sviluppare forme di linguaggio che esalta-
7. Offrire problemi da risolvere e non soluzioni da ricordare.
no lespressivit e la creativit. 8. Perseguire un obiettivo alla volta, ricordando che troppi stimoli
Valorizzare tutte le esperienze fornendo la massima attenzione significano confusione.
alla gratificazione individuale e del gruppo. 9. Condensare in poche frasi significative quanto si vuole trasmettere.
10. Programmare lattivit da svolgere coerentemente alle fasce det.
Fare interagire i giovani durante il gioco, esaltando i tratti psico-
11. Fare attenzione sia alla crescita dellindividuo che della squadra.
logici di ciascun soggetto e far emergere lunicit del gruppo 12. Infondere lo spirito di squadra, stimolare la generosit verso i compagni.
Programmare un piano di lavoro che preveda obiettivi da rag- 13. Impegnarsi al massimo nel limitare labbandono dei ragazzi nel corso
giungere, contenuti e modalit didattiche da proporre, variabili della stagione.
14. Far giocare, nelle attivit agonistiche e di confronto, tutti gli allievi.
da inserire, verifiche e valutazioni da effettuare nei momenti rite-
TAVOLA 3 - Le regole dellallenatore di Scuola Calcio
nuti opportuni.
20 21
3 Lallenatore ideale: 4 Il diario dellallenatore
1.1. ecco come lo vorrebbero i ragazzi 1.1. della Scuola Calcio

D a una indagine effettuata in alcune regioni, rivolta a gio-


vani di societ della Lega Nazionale Dilettanti, emerso il
seguente profilo ideale dellallenatore per ogni categoria:
A bbiamo gi detto in precedenza che la crescita dei giova-
ni calciatori direttamente collegata alla crescita dellalle-
natore. importante essere consapevoli di questa affermazione,
poich lallenatore interessato alla formazione completa dellindivi-
Categoria Saper essere Saper fare
duo, cercher sempre di arricchire le sue conoscenze ed i suoi
Piccoli Amici Simpatico Voler bene
metodi di comunicazione, per trovare sempre nuove motivazioni ed
Giovane Fare divertire
Lasciare giocare anche per una ricerca di maggior professionalit. A questo proposi-
Aiutare nelle difficolt to il tenere un diario nel quale aggiornare continuamente le proprie
Incoraggiare
Credere nelle capacit dei propri ragazzi
riflessioni sulla didattica applicata, sulle lezioni e sulle partite, risulter
Dare suggerimenti un valido strumento per trattenere mentalmente quanto stato
Pulcini Simpatico Insegnare svolto, o gli eventuali errori, e le esperienze positive pi significative.
Amico Aiutare nelle difficolt
Giovane Correggere gli errori
Far migliorare
Voler bene
Incoraggiare
Credere nelle capacit dei propri ragazzi
Dare suggerimenti
Rimproverare in modo dolce
Esordienti Simpatico Preparato calcisticamente
Comprensivo Saper strigliare ed elogiare a seconda
Sensibile delle situazioni
Trasmettere grinta I quesiti che proponiamo di seguito devono essere adattati alle
Non fare preferenze diverse esigenze applicative e rappresentano un esempio guida
Insegnare la tecnica
Trasmettere entusiasmo e fiducia
che permette di organizzare il diario pi efficacemente.

TABELLA 2 - Il profilo ideale dellallenatore di Scuola Calcio Dopo ogni seduta dallenamento

Dai dati sintetizzati nella tabella soprastante emerge chiaramente 1) Come lho programmata? Gli obiettivi sono stati raggiunti? La
come le esigenze e le aspettative dei soggetti in et evolutive scelta dei mezzi era adeguata agli obiettivi prefissati?
come quelli della Scuola Calcio, siano variegate e molteplici. 2) Come erano i miei presupposti personali (serenit, voglia di
Queste indicazioni hanno senza dubbio solo un valore indicativo, allenare) prima di iniziare?
ma importante tuttavia per far s che gli adulti che interagiscono 3) Che cosa mi ha messo in difficolt? Come ho affrontato i pro-
con i ragazzi le tengano in considerazione per avvicinarsi sempre blemi che si sono presentati?
pi alle aspettative ed esigenze dei piccoli calciatori.
4) Come ho motivato le varie proposte operative?
5) Quanto tempo ho dedicato allo sviluppo:
delle capacit condizionali?
delle capacit coordinative?
delle abilit tecniche?
delle capacit collaborative nelle due fasi di gioco?
22 23
6) Quanto positivi sono stati i miei interventi nella conduzione seduta comune i portieri dei Pulcini e degli Esordienti. La categoria
della seduta? Sono stato un buon esempio? Piccoli Amici per il momento dovrebbe essere esclusa da questa
7) Quanto ho contribuito al miglioramento della vita di gruppo e specifica differenziazione del ruolo del portiere. Riferendoci quindi
dei rapporti interpersonali? in particolar modo agli 812enni, tale gruppo deve essere quanto
8) Quanto tempo ho dedicato al gioco libero? mai e sempre aperto a nuovi inserimenti di altri bambini che espri-
mano il desiderio di giocare in porta. Nel contempo si deve per-
9) Con quale clima psicologico hanno partecipato i ragazzi?
mettere ai bambini che lo desiderano, di tornare al gruppo squa-
10) Note individuali da ricordare per la prossima volta o per il futuro
dra. Listruttore deve cercare di non influenzare il bambino, che a
sua volta deve invece avvicinarsi a tale ruolo in maniera sponta-
Le altre figure presenti nella Scuola
1.2 di Calcio nea. Solo nel caso esistano delle spiccate e visibili attitudini, listrut-
tore pu con la necessaria sensibilit proporgli questa diversa espe-

Q uesta parte utile per indagare su compiti e funzioni di


coloro che a vario titolo ricoprono un ruolo nella Scuola
Calcio allo scopo di suggerire il modo con il quale valorizzare le risor-
rienza tecnica (non costringere). Non dovr mai essere trascurata,
in special modo nelle prime fasi dellapprendimento, una corretta
assistenza didattica allallievo (scelta degli esercizi e delle metodi-
che di insegnamento), allo scopo di evitare infortuni o traumi che lo
se esistenti, evitando sconfinamenti o sovrapposizioni fra le diverse
potrebbero allontanare precocemente dal ruolo del portiere. A tale
funzioni nella societ. Lintegrazione tra le varie componenti, ed il
scopo sono particolarmente indicati luso di palloni di gomma per le
lavoro del team consente di creare quel clima positivo che pre-
respinte o materassini per attutire le cadute (vedi paragrafo Le
supposto indispensabile allapprendimento per i giovani calciatori.
attrezzature didattiche). Dalla creazione del gruppo portieri, si pas-
ser allo sviluppo del programma di lavoro imperniato prevalente-
1 Lallenatore dei giovani portieri
1.2. mente sulla formazione e sul consolidamento delle capacit coor-

F ra le persone che compongono lo staff tecnico di una


Scuola Calcio, lallenatore dei portieri ricopre un ruolo estre-
mamente importante e altrettanto complesso. Richiede infatti
dinative, prerequisiti fondamentali per lapprendimento delle abili-
t tecniche. Il ruolo dellistruttore dei giovani portieri appare quindi
assai complesso e necessita di molteplici competenze. Dovr cer-
care di stimolare in se stesso laffermarsi di una mentalit critica ed
conoscenze molto specifiche da integrare in un progetto tecnico
aperta, in grado di decidere strategie operative e considerare cia-
comune della societ, e necessita della collaborazione degli alle-
scun allievo per la propria individualit e specificit. Non per ultimo
natori delle singole squadre. Il gruppo portieri se fosse numeroso
dovr premiare gli sforzi prima ancora dei risultati, stimolandoli alla
pu essere suddiviso in pi sottogruppi, di massimo 6 allievi, di et
partecipazione creativa ed alliniziativa personale.
biologica o tecnica omogenea, indicativamente unendo in una

LESERCIZIO SPECIFICO ESEGUITO IN SICUREZZA FAVORISCE LAPPRENDIMENTO GRADUALMENTE LE CONDIZIONI DELLESERCIZIO SI AVVICINANO A QUELLE REALI

24 25
molto importante che listruttore abbia una conoscenza profon- ogni allenatore, quei tempi di lavoro e quelle conoscenze specifi-
da degli ambiti tecnico e tattico oltre ad una buona conoscenza che che servono a creare i presupposti motori e coordinativi indi-
dei modelli prestativi di riferimento. Lallenatore deve inoltre essere spensabili a pianificare i cicli annuali del programma didattico ed
abile ad osservare con attenzione, posizionandosi adeguatamen- a comporre sequenze e modalit delle varie unit didattiche.
te a seconda della particolarit gestuale da valutare. Appare chiaro come il ruolo di questa figura professionale sia di tra-
Inoltre dopo leventuale correzione, meglio eseguire il movimen- smettere le proprie competenze e conoscenze delle tappe di svilup-
to precedentemente errato al fine di poter confrontare le sensa- po giovanile attraverso la realizzazione pratica di piani didattici, tra-
zioni fisiche relative a due differenti movimenti. Oltre allintervento dotti in esercizi di allenamento, indirizzati al miglioramento delle varie
dellallenatore, una forma di correzione rappresentata dallauto- potenzialit motorie. La figura del preparatore fisico motorio (PFM) o
valutazione che avviene tramite le continue informazioni sensoriali atletico (PA), a seconda se si tratti di categorie dell'attivit di base o
che gli giungono durante il movimento (feed-back positivo). di categorie agonistiche quali i giovanissimi e gli allievi, dovreb-
be quindi supportare, con interventi sia specifici che generali, sia a
In sintesi i compiti dellAllenatore dei giovani portieri nella SdC: livello individuale che per il gruppo squadra, il lavoro dei tecnici che
a loro volta troverebbero cos un sostegno culturale specializzato per
Compiti didattici Realizza sul campo la programmazione tecnico somministrare con pi precisione unit di lavoro a predominanza
didattica della SdC riferita al proprio gruppo dei tecnico-coordinativa ed a predominanza fisico-motoria. In sintesi, lo
portieri
Compiti organizzativi In collaborazione con il responsabile tecnico, scopo della preparazione fisica giovanile deve tendere a:
coordina e controlla gli aspetti organizzativi ed 1. Rafforzare lo stato di salute
educativi di supporto alla propria attivit 2. Prevenire e correggere squilibri sul piano morfologico-strutturale
Rapporti con i tecnici Si rapporta costantemente con gli allenatori, dei
3. Potenziare le funzioni fisiologiche
gruppi squadra allo scopo di interagire con loro
per il raggiungimento di specifici obiettivi tecnici 4. Sviluppare le capacit motorie di base: coordinative e condizionali
Rapporti con i Relaziona in collaborazione con il Responsabile 5. Favorire un ampia gamma di movimenti aspecifici e specifici del
dirigenti della Societ Tecnico sugli obiettivi raggiunti e le eventuali calcio, partendo dagli schemi motori di base.
strategie per il miglioramento dellattivit didattica
Rapporti con i genitori Partecipa al confronto con i genitori sulle pro-
blematiche educative riferite allattivit contri- Il principale presupposto della preparazione giovanile ladatta-
buendo alla risoluzione delle stesse mento dei mezzi e dei metodi della preparazione sportiva genera-
TABELLA 3 le alle esigenze di formazione del bambino e del ragazzo.
Nelle schede di lavoro, troverete delle unit didattiche specifiche Lattuazione di questi intenti per possibile solo partendo dalla
per il ruolo del portiere. conoscenza dei problemi e degli aspetti generali che caratterizza-
no lallenamento sportivo negli atleti giovani.
La preparazione sportiva giovanile rappresenta, oggi, un tema di
2 Il preparatore fisico e motorio grande attualit, avendo raggiunto, fra gli operatori sportivi, la consa-
1.2.
C
pevolezza del ruolo che essa riveste nel mantenimento dello stato di
os come il preparatore atletico ed il preparatore dei portie- salute e nella promozione dello sviluppo dei ragazzi. Sorge cos quindi
ri hanno fatto fare un salto di qualit nellallenamento spe- lesigenza di avere una visione globale della preparazione sportiva
cifico del calcio, soprattutto nelle Societ professionistiche, ci sem- giovanile, non relegata a sottoprodotto dellallenamento degli atleti
bra opportuno ed adeguato proporre la figura di uno specialista dlite, riproposto con carichi di lavoro ridotti, ma fattore di consape-
che possa aiutare a programmare linsegnamento relativamente volezza e di risposta alle necessit evolutive del bambino e del ragaz-
allo sviluppo auxologico (scienza che studia i fattori di crescita) zo, in relazione ad una visione pluriennale del percorso formativo che
Per rispettare meglio i tempi di crescita nelle diverse fasce det, il il giovane dovr svolgere. Partendo dal consolidamento delle capa-
Preparatore Fisico e Motorio della Scuola Calcio, lavorando tra- cit motorie di base, la diluizione degli obiettivi in pi anni permetter
sversalmente con le diverse squadre (o gruppi), dovrebbe dare ad il raggiungimento di un livello di abilit, sia motoria che tecnica, pro-
26 27
gressivamente sempre pi elevato. La preparazione pluriennale pro-
gettata correttamente partir quindi con lutilizzazione di mezzi a
carattere generale che consentano di creare le basi sulle quali pog-
ger, mediante carichi sempre pi mirati e gradualmente modificati
sia in volume che in intensit, la prestazione sportiva specifica dellet
adulta. Al fine di garantire il corretto rapporto di equilibrio, sia fisico
che emotivo, che caratterizza le varie tappe dello sviluppo di un gio-
vane, vengono prefissati scopi e traguardi diversi in ciascuna di esse,
partendo dal rispetto del principio della preparazione multilaterale
(vedi paragrafo Lineamenti pratici e strategie operative). In pratica
ci si concretizza nellutilizzo di una gamma ampia di esercizi che svi-
lupperanno prevalentemente la coordinazione dei movimenti e la
rapidit di esecuzione, eseguiti a carico naturale.

Tappe e stadi dello sviluppo giovanile


Il percorso di formazione calcistica giovanile pu essere iden-
TAVOLA 4
tificato in un decennio abbondante racchiuso fra i 6-7 ed i 16-
Evoluzione delle qualit fisiche e di altri fattori in relazione alla crescita
17 anni det. Risulta piuttosto facile intuire come durante
morfofunzionale - DOttavio, 2000 - Convegno Intercampus, Milano
questo lungo periodo, i bambini siano soggetti a diversi cam-
biamenti che riguardano diversi e specifici aspetti. Tali modifi- to ai loro coetanei si trovano in condizioni di ritardo maturativo, e
cazioni riguardano sia gli aspetti antropometrici (peso,altezza nello stesso modo ad altri che invece risultano precoci rispetto ad
ecc.), sia fisiologici (sistema cardio respiratorio, neuromuscola- un normale grado di sviluppo. opportuno quindi, prima di propor-
re, endocrino ecc.) sia psicologici. La crescita delle diverse re lo stesso esercizio indiscriminatamente, che il PFM e soprattutto il
caratteristiche avviene inoltre per fasi in quanto a momenti PA verifichino se esiste effettivamente la possibilit che il carico di
dove prevalente la crescita in altezza (proceritas), si alterna- allenamento venga nello stesso modo assimilato da tutti i gioca-
no periodi dove per contro prevale la crescita in larghezza tori, e quindi raggiungere, relativamente alla disponibilit fisiologi-
(turgor). Conseguentemente a tale andamento il PFM ed il PA ca individuale, gli effetti ricercati. (TABELLA 4)
hanno la possibilit di poter accentuare il loro intervento attra-
verso la scelta appropriata degli esercizi e del relativo poten- Negli ultimi anni, presso il Settore Giovanile e Scolastico, nei Corsi
ziale di adattamento in virt del grado di maturazione. CONI FIGC e di Allenatore di Base, stata riscontrata, da parte
In termini generali pi semplici possiamo dire che questi dieci anni degli allenatori che partecipavano a tali corsi, la necessit di riceve-
di attivit possono essere suddivisi in due periodi fondamentali: il re un aiuto concreto nellaffrontare problematiche ritenute molto
periodo pre-puberale ed il periodo post-puberale. Se nel primo impegnative e riguardanti lo sviluppo delle capacit motorie dei gio-
prevale la formazione tecnico-coordinativa (sviluppo delle abilit vani delle fasce dai 6 ai 12 anni (quelle della Scuola Calcio).
specifiche del calcio) e la crescita fisica avviene in larga parte La maggior parte dei corsisti e degli allenatori che lavorano nel
attraverso lesercizio del calcio, nel successivo la formazione tec- mondo calcistico giovanile affrontano infatti questa situazione con il
nico-tattica si deve accompagnare a criteri di allenamento che timore di sbagliare, proponendo esercitazioni che possono influenza-
favoriscano con pi incisivit lo sviluppo delle varie qualit fisiche re negativamente lo stato di salute dei ragazzi; un timore comprensi-
pi utilizzate nel gioco del calcio (TAVOLA 4) bile considerando la specificit pi tecnica degli allenatori giovani-
Altro aspetto che bisognerebbe considerare sempre la non per- li, dei quali la maggior parte non pu far riferimento alla formazione
fetta corrispondenza fra et cronologica ed et biologica. In altre (Laurea in Scienze Motorie o Diploma ISEF) acquisita attraverso un
parole spesso dobbiamo far fronte a bambini e ragazzi che rispet- corso di studi universitario. pertanto alla figura del preparatore fisico
28 29
Piccoli Amici (6-8 anni) Pulcini (8-10 anni) Esordienti (10-12 anni) Giovanissimi (12-14 anni) Allievi (14-16 anni)

30
Fase di prevalente aumen- Rapporto forza-leve favore- Fase di prevalente aumento Fase di prevalente aumen- Fase di prevalente aumento in
to in altezza vole in larghezza (meno in statura) to in altezza larghezza (ritorno alle proporzioni)
Comportamento motorio Migliore concentrazione Maturazione funzionale de- Rapporto leve-muscolatura Massimo sviluppo allenabilit
disordinato e irrazionale gli analizzatori sensoriali sfavorevole (difficolt nel
(quasi come negli adulti) controllo coordinativo)
Attenzione limitata (com- Migliore coordinazione Acquisizione di movimenti Difficolt nella prestazione Fase della stabilit ormonale
prensione di regole semplici) complessi sportiva (maggior controllo psichico)
Controllo prevalentemente Et positiva per lapprendi- Sviluppo accentuato delle Fase di forte increzione del Fase di ulteriore incremento
sensomotorio (attenzione mento capacit coordinative - Pe- testosterone e del GH: del testosterone
interna) - Passaggio dalla riodo molto sensibile allap- possibile migliorare lallena-
fase preparatoria (corpo prendimento (che difficil- bilit della forza (soprattutto
percepito) alla fase delle mente pu essere recupe- delle braccia e delle gam-
operazioni concrete (corpo rato in seguito) be)
rappresentato)
Fase di forte stabilizzazione Sviluppo muscolare (in lun- Il fattore quantit di cari-
ed incremento delle abilit ghezza) co lascia il posto al fattore
tecniche intensit di carico
Organizzazione spazio-tem- Scarsa capacit glicolitica Il volume della forza, inteso come maggior numero di se- Sia le prestazioni che i carichi pos-
po vissuta (non mentale) dute, incide sulla prestazione sono essere paragonati agli adulti
Fase della comprensione e Maggiore ossidazione degli Lo sviluppo multilaterale della forza cresce gradualmente Sviluppo muscolare (in lar-
della coordinazione grezza acidi grassi (risparmio glico- inserendo gradualmente esercizi pi mirati. I presupposti ghezza)
(soluzioni sintetiche del geno) coordinativi pi efficienti permettono un innalzamento del
compito motorio) carico (palle medicinali, cerchi e bacchette pesanti, ecc.)
Pensiero egocentrico e sin- Processi di smaltimento del- possibile proporre: esercizi di salto; esercizi per la forza La buona predisposizione al
cretico (globale) lacido lattico molto mode- di appoggio delle braccia; esercizi per la forza del tron- lavoro anaerobico compor-
sti (preferibili lavori aerobici) co e delladdome. ta anche il sostenere relativi
Predisposizione a frequenze elevate e rapidit di movimento Periodo di sensibile sviluppo stati di affaticamento
delle capacit condizionali
Lallenamento della resistenza nellet infantile non deve avere carattere unilaterale. (verifica per del reale livel- Corse ed esercitazioni con
Ci significherebbe rallentare le possibilit di apprendere le varie forme di abilit moto- lo di maturazione) variazioni di ritmo (intensivo)
rie di base (multilateralit)
Dai sei agli undici anni, il volume sistolico aumenta drasticamente. La f.c. invece cala Metodo della ripetizione e
bruscamente. Ci dovuto, oltre alla crescita morfologica e funzionale del cuore, an- intervalli intensivo
che dalla maggiore densit dei vasi sanguigni periferici (minore resistenza)
Utilizzo di giochi sportivi (tradizionali e adattati). Corse e giochi intervallati: fasi di 1-3 al- Corse prolungate (resisten- Allenamento simile agli
ternate a 1-2 rec.; fino a 20-25 di corsa effettiva per un totale di 40-45 - Fartlek adat- za media e lunga durata) adulti: allenamento della
tato e semplice: intervallato (lievi pendenze) forza speciale; allenamento
della forza funzionale
Il principio della variet degli stimoli, dovuto anche alla scarsa capacit di concentra-
zione nei bambini di questa et, suggerisce esercizi a circuito (forza rapida e resistenza
alla forza rapida) Es. durata esercizio 20, pausa 40 (rapporto 1:2) x 5-6 stazioni

TABELLA 4 - Caratteristiche biofisiche ed esempi di allenamento in et giovanile (Weineck, 2001 modificato DOttavio, 2003)
e motorio:
cazione didattica

ca e coordinativa

Laurea in Scienze Motorie

co del Settore Tecnico della FIGC

al calcio in particolare (Master, ecc.)


relativamente alle varie categorie della Scuola Calcio
gruppo, almeno come coordinatore di pi gruppi di lavoro.

Tecnico della F.I.G.C.; Divisione Centri Giovanili del C.O.N.I.; A.I.A.C.


Ruolo e compiti del preparatore fisico e motorio nella Scuola Calcio:
gie di allenamento giovanile allinterno delle scuole calcio. Per que-

gica naturale, e garantire quindi lottimale funzionamento delle riser-


gerarchia dei ruoli, in special modo lefficacia di tale impostazione,
occupi specificamente della preparazione fisica. Questo poich ad
Perfezionamento Universitario relativamente ai Giochi Sportivi ed
Confronto continuo e costante con i tecnici riguardo la pianifi-

conflittualit inutili e dannose soprattutto per il giovane. Anche se in


nella programmazione didattica e nella conduzione delle varie unit
bi i compiti: fisico e tecnico. Riteniamo per che il contributo di espe-
oggi nella maggior parte dei casi lallenatore che assolve entram-
tato che nella squadra o nella scuola calcio operi una figura che si
Formazione specifica attraverso conseguimento di ruolo organi-
Selezione, somministrazione ed analisi dei test di valutazione fisi-

Risulta logico supporre che se si parla di interattivit si da per scon-


Programmazione e organizzazione dellattivit fisica da svolgere

ve organiche e muscolari, gli esercizi e gli obiettivi relativi devono


soggetti in via di sviluppo la preparazione fisica rappresenta un
che anche a livello giovanile deve essere chiarita per non rischiare
menti culturali differenti, siano in grado di interagire efficacemente
Interattivit e competenze specifiche fra il preparatore e lallenatore
preparatore atletico), se non in misura di un preparatore per ciascun
e motorio che spetta il delicato compito di coordinare le metodolo-

risultare integrati alle altre attivit programmate e rendersi quindi fun-


di allenamento. Quello che assolutamente occorre stabilire la
rienze specifiche, che provengono evidentemente da approfondi-
Corsi di aggiornamento del Settore Giovanile e Scolastico e Settore

mezzo per assecondare armonicamente i processi di crescita biolo-


Qualifiche auspicabili che dovrebbe possedere il preparatore fisico
tore fisico e motorio (comunemente ed erroneamente denominato,
sto motivo, in ogni Scuola Calcio dovrebbe essere inserito il prepara-

31
zionali alle esigenze del lavoro tecnico impostato dallallenatore. In a) il coordinamento delleffettiva effettuazione delle visite medi-
altre parole la gestione dellallenamento deve far riferimento priori- che di idoneit generica (buona salute) per piccoli amici, pulci-
tariamente alle direttive dellallenatore con il quale sia il PFM che il ni e esordienti;
PA parteciperanno alla stesura del piano di lavoro. Di estrema impor- b) lorganizzazione dei servizi sanitari in occasione di allenamenti,
tanza risulter quindi il continuo scambio di idee e punti di vista cos gare, tornei
come lorganizzazione di opportunit differenziate di lavoro per sog- c) lassistenza medico-traumatologica in caso di malattia o infortunio
getti che hanno bisogno di maggior cura. d) la denuncia di infortuni avvenuti durante la pratica sportiva
allassicurazione
In sintesi i compiti del Preparatore Fisico e Motorio nella SdC: e) lorganizzazione di incontri di aggiornamento, formazione, infor-
mazione per dirigenti, allenatori, atleti, famiglie sulle seguenti
Compiti didattici Realizza sul campo quanto programmato relati-
vamente allo sviluppo delle capacit motorie: tematiche: igiene personale, alimentazione, ecc.
coordinative e condizionali f) la predisposizione di una cartella sanitaria per ciascun bambino
Compiti organizzativi In collaborazione con il responsabile tecnico, Il medico della Scuola Calcio, in riferimento alla tutela sanitaria
coordina e verifica gli aspetti organizzativi ed degli atleti in erba cio dei soggetti in et evolutiva, per i quali
educativi dellattivit deve essere anche il loro confidente, deve raccogliere i loro pro-
Rapporti con i tecnici Si rapporta costantemente con gli allenatori dei blemi e loro preoccupazioni, suggerendo corretti stili di vita relativi
gruppi squadra allo scopo di interagire con loro ad esempio alle attenzioni da porre in tema di abitudini o rischi
per il miglioramento di specifici obiettivi didattici
potenziali al fumo, agli alcolici e ai farmaci (DOPING) e costituen-
Rapporti con i Relaziona, in collaborazione con il Responsabile
do lanello di congiunzione tra dirigenti, allenatore e famiglia.
dirigenti della Societ Tecnico, su gli obiettivi raggiunti e le eventuali
strategie per il miglioramento dellattivit didattica Una buona struttura sanitaria indice di alta qualit nellorganiz-
Rapporti con i genitori Partecipa al confronto con i genitori sulle pro-
zazione societaria; a tal riguardo riteniamo utile ricordare le racco-
blematiche educative riferite allattivit mandazioni del Consiglio dEuropa e dellUnesco: sviluppo attra-
TABELLA 5 verso lo sport, se inteso come mezzo efficace ad aumentare lazio-
ne preventiva sulla salute di tutti i cittadini.

3
1.2.
Il Medico sociale In sintesi i compiti del Medico Sociale nella SdC:

I l ruolo interdisciplinare assunto oggi dalla medicina sportiva,


costituisce una realt destinata ad aumentare nel futuro sia
come numero di impegni sia nei suoi servizi organizzati.
Compiti didattici

Compiti organizzativi
Partecipa alle riunioni societarie allo scopo di far
accrescere le conoscenze sanitarie dei dirigenti
e tecnici
Coordina e controlla leffettiva effettuazione
Da ci la necessit che ogni sodalizio sportivo, anche a livello gio- delle visite mediche di idoneit alla pratica del
giuoco del calcio
vanile, debba possedere unefficiente organizzazione medico-sani-
taria che segua i giovani atleti durante la loro pratica sportiva sul Rapporti con i tecnici Si relaziona costantemente con i tecnici, allo
scopo di monitorare lo stato di salute dei giova-
campo, in palestra, negli allenamenti e nelle gare. ni calciatori
Di questa struttura medico-sanitaria, il medico sociale costituisce la
Rapporti con i Si relaziona, in collaborazione con il Responsabile
figura di riferimento per le esigenze di coordinamento in ambito dirigenti della Societ Tecnico, su gli obiettivi da perseguire in materia di
societario di tutte quelle problematiche che potremmo riassumere tutela sanitaria e sulle eventuali strategie di
nel concetto di tutela sanitaria dellattivit sportiva. Concetto que- miglioramento
stultimo istituito per la necessit di controllare e mantenere lintegri- Rapporti con i genitori Partecipa al confronto con i genitori sulle pro-
t fisica di tutti coloro che praticano attivit sportiva. Controllo e blematiche educative riferite alla tutela della
salute riferita in particolare a prevenzione, igie-
mantenimento che deve sempre essere perseguito in diretto con- ne, alimentazione e uso ed abuso di farmaci
tatto con la struttura dirigenziale e soprattutto tecnica, attraverso:
TABELLA 6
32 33
4
1.2.
Lo Psicologo nella Scuola di Calcio stesso staff, tra tecnico ed allievo/atleta, tra tecnico e genitori;

R
migliorare la comunicazione e il passaggio dellinformazione per
ealizzare una rete informativa-formativa significa, sia per i una corretta accoglienza dei bambini e dei genitori e una funzio-
genitori che per i figli, facilitare lindividuazione di percorsi nale collaborazione con lo staff tecnico;
idonei alla crescita psicofisica dellindividuo. Chi chiamato in aiutare i tecnici a muoversi e focalizzare le situazioni su cui lavorare;
causa (insegnanti, istruttori, pediatri, psicologi) ha perci il delicato aumentare le capacit dintervento sulle interazioni specifiche
compito di intervenire in modo consapevole assumendosi la com- sapendo leggerle attraverso lanalisi del contesto e della circola-
pleta responsabilit del proprio ruolo. rit della comunicazione per cogliere i significati dellesperienza
Diventa perci importante per chi lavora a vario titolo con i bam- quotidiana.
bini, con i giovani e con le loro famiglie, migliorare continuamente
la propria formazione tecnica, didattica, psicologica e relazionale. Da un punto di vista dei contenuti possiamo riassumere il suo com-
Pertanto ogni azione deve avere lobiettivo di tendere a facilitare pito nei seguenti tre punti:
e promuovere condizioni di benessere del giovane sostenendo al informare sullet evolutiva e sulle dinamiche relazionali di gruppo;
tempo stesso le funzioni educative della famiglia. sostenere limportanza della valenza educativa e del divertimento;
Uno psicologo che viene chiamato per uno o pi incontri nella sostenere limportanza di dialogare con le famiglie e di fornire
Scuola Calcio o nella societ sportiva, o per una consulenza pi loro informazioni complete.
strutturata, deve porsi come primo obiettivo quello di comprende- Far conoscere nelle sue linee generali i percorsi della crescita del
re correttamente il contesto in cui si trova ad operare, cos da favo- bambino, che passa da una dipendenza totale alle modalit
rire il pieno sviluppo delle risorse umane messe a disposizione dalla interattive della famiglia ad una progressiva necessit d'interazio-
societ al giovane atleta. Ci pu avvenire se il professionista tiene ne nel sociale.
conto di alcuni aspetti fondamentali nella relazione che va a rea- Questo comporta per listruttore conoscere alcune chiavi di lettura
lizzare nella Scuola Calcio o nella societ sportiva. che permettano una pi corretta interpretazione di alcuni com-
La prima domanda da porsi perci: Che tipo di formazione portamenti del proprio allievo.
deve avere lo psicologo? Una risposta individuata che egli sia Per il bambino, lincontro con altre persone che non siano i suoi
competente nel facilitare le relazioni umane tra chi lavora nella genitori, diviene troppo importante per la sua crescita. Ci gli per-
societ sportiva a vario titolo (ad esempio, dirigente, accompa- mette di conoscere altri modelli affettivi, sociali e culturali in grado
gnatore, istruttore, medico) e chi ne usufruisce (genitori, bambini, di fargli acquisire differenti elementi di conoscenza, fondamentali
ragazzi) e nel favorire il collegamento con le strutture esterne al per la sua crescita specie nel momento in cui chiamato ad ela-
territorio (A.S.L., Parrocchie, Associazioni culturali), in particolare le borare e riflettere scelte sempre pi responsabili e significative per
scuole. Gli studi di Bateson ci hanno fornito un approccio alla psi- costruire un suo progetto di vita. perci indispensabile il ricono-
cologia sociale secondo cui questa lo studio delle reazioni scimento dellimportanza delle dinamiche che si sviluppano nei
degli individui alle reazioni di altri individui aggiungendo che gruppi e lo sviluppo cognitivo del bambino.
occorre considerare non soltanto le reazioni di A al comporta- Listruttore che adotta una chiave di lettura circolare, in cui si evi-
mento di B, ma anche come queste reazioni influenzano il com- denzia come i componenti di un particolare gruppo finiscono per
portamento successivo di B e leffetto che tale comportamento influenzarsi reciprocamente, riesce a cogliere come sia determi-
ha su A (Bateson G., Verso unecologia della mente, Adelphi nante il lavoro su questa dimensione anche in relazione agli obiet-
Milano, 1986). tivi didattici che s'intendono raggiungere. Quindi il compito dello
psicologo quello di:
Lo psicologo deve perci: supportare listruttore;
sostenere i dirigenti nella gestione e organizzazione delle attivit creare un contesto collaborativo tra i componenti del gruppo;
della societ; stimolare la coesione;
aiutare a migliorare il rapporto e la collaborazione tra tecnici dello sviluppare lautonomia/differenza tra i componenti del gruppo.
34 35
Sostenere limportanza della valenza educativa del gioco e del Sostenere limportanza di dialogare con le famiglie e di fornire loro
divertimento informazioni complete
Il termine gioco implica curiosit, sperimentazione, disponibilit al Una comunit educante capace di dialogare, rappresenta un
rischio, giochi della scoperta. Per gioco non intendiamo solo quel- punto di riferimento indispensabile in grado di facilitare il giovane
lo che ci diverte e ci permette di passare il tempo ma tutte quelle nel suo processo di crescita, al contrario, un conflitto tra sistemi
esperienze di gruppo che si svolgono con le pi svariate modalit (Scuola Calcio-famiglia, istruttore-famiglia, istruttore-allievo etc.)
quali: esercizi strutturati, esperimenti di autoconfronto, giochi di pu generare soltanto confusione e difficolt.
simulazione, giochi dei ruoli e cos via. Con il gioco si riescono ad Per ottenere quanto detto bisogna facilitare il rapporto tra chi tra-
isolare alcuni elementi che si verificano nella complessit di reali smette informazioni e chi le riceve, come ad esempio tra genitori-
situazioni, per porli nel contesto artificiale di un ben definito sche- istruttore, istruttore-allievo, e diventa perci indispensabile essere
ma di comportamento, limitato da chiare regole. consapevoli che la comunicazione influenza il comportamento di
I giochi permettono agli allievi di migliorare la loro socializzazione e chi comunica, favorendo cos lorganizzazione delle azioni succes-
lo sviluppo della loro personalit, e danno loro la possibilit di esa- sive, delle quali i ragazzi dovrebbero beneficiare. Una rete infor-
minare, sviluppare ulteriormente ed integrare la capacit di com- mativa-formativa, tesa a facilitare e promuovere condizioni per il
prensione ed abilit che gi posseggono. benessere della persona fa s che ogni sistema che ne faccia
Una delle ragioni del successo del gioco la sua capacit di moti- parte, pur rimanendo autonomo nel proprio specifico campo di
vare i partecipanti e di incuriosirli riducendo il grande ostacolo che intervento, deve necessariamente condividere gli obiettivi e le fina-
si annida in ogni gruppo: la noia e lapatia. Il vantaggio dei giochi lit delle altre comunit. Lo scopo quello di sostenere la funzione
sta nella loro adattabilit a molte situazioni di gruppo e a molti educativa della famiglia e lo sviluppo psicofisico dei ragazzi,
ambiti di temi e problemi. In pratica quasi tutte le possibili situazioni sapendo mettersi in un atteggiamento di ascolto e collaborazione.
possono essere allenate e sperimentate oppure sviluppate e raffi- Esse implicano una capacit di comunicazione e di osservazione
nate mediante il gioco (Susanna Cielo; Luciano Viana; Urbino, empatica, di sapersi mettere in relazione.
Settembre 1994). Diviene perci importante un supporto permanente per gli istrutto-
ri, dirigenti, che sono chiamati ad agire con i ragazzi e le famiglie,
In pratica lo psicologo deve sostenere listruttore in quelle tappe in cui la figura dello psicologo pu essere vista come una risorsa da
che opportuno seguire per attivare un gioco di gruppo: mettere in gioco.
analisi della situazione di gruppo; Lo psicologo quindi pu aiutare a mettere in risalto la funzionalit e
introduzione al gioco; la produttivit del sapere osservare le regole che si presentano in
sperimentazione; una comunicazione tra due e pi individui, e la qualit del rapporto
valutazione e approfondimento. che si instaura tra le persone in un contesto di apprendimento.
Una corretta informazione quindi alla base di una sempre mag-
Tutto questo permette di: giore efficacia dellazione proposta. Far conoscere alle famiglie
costruire e/o ricostruire la motivazione; cosa realmente offre una Scuola Calcio, significa predisporre le
stimolare le capacit cognitive; migliori condizioni per avviare un vero gioco di squadra tra gli adulti
acquisire una maggiore conoscenza di s e degli altri; nellinteresse del minore e quindi in prospettiva dellintera comunit.
giungere ad una migliore comprensione delle informazioni pro- Promuovere le occasioni di incontro e confronto tra Scuola Calcio
venienti dalle dinamiche di gruppo; o societ sportiva e famiglia richiede una sensibilit e una modali-
acquisire una maggiore sensibilit ai sentimenti del giovane atleta; t su cui lo psicologo pu intervenire come facilitatore della comu-
stabilire il proprio comportamento non su una idea preconcetta, nicazione affiancandosi nel compito ai dirigenti e/o agli istruttori.
ma in funzione della realt osservata; Lo psicologo deve quindi stimolare prima di tutto una discussione
acquisire la capacit di attivare le risorse individuali di ogni mem- sulla filosofia che accompagna tutti coloro che operano nell'attivi-
bro del gruppo. t di base, per produrre un linguaggio e una teoria condivisa da
36 37
trasmettere a chi opera per attuare una corretta applicazione dei Tuttavia prima di iniziare ad arbitrare, sar meglio porsi qualche
programmi. A questo punto devono emergere con chiarezza le domanda.
finalit educative che rappresentano la parte predominante della Cosa e come si arbitra?
proposta delle scuole calcio o di una societ sportiva. Qual lambiente nel quale devo arbitrare? Sono con bambini,
Pertanto lattivit sportiva diviene uno strumento attraverso il quale con ragazzi, con adulti, in una palestra, in un campo di gioco? Chi
viene offerta al giovane atleta un'occasione di apprendimento in devo prendere in considerazione, solo i giocatori o anche gli alle-
un contesto di divertimento in cui sia assente lesaltazione della natori ed il pubblico?
dimensione agonistica in virt di una presunta, quanto errata, ricer- Le regole che sto proponendo al momento sono opportune? Sono
ca precoce del campione. in grado di farle rispettare? I bambini sono in grado di rispettarle?
Lambiente che ho di fronte mi chiede di aiutarlo ad apprendere e
In sintesi i compiti dello Psicologo nella SdC: rispettare le regole (obiettivo primario delle attivit delle scuole cal-
cio) o di abbassare lo stress della competizione? Devo alzare la
Nei confronti di tutte attiva le risorse di tutte le componenti presenti tensione e irrigidirmi sulle regole da applicare o devo lasciar per-
le componenti presenti nella societ migliorando le relazioni dere e far giocare?
nella Societ interpersonali
Come sto valutando le situazioni di gioco? Aiutando chi pi
Nei confronti crea un contesto collaborativo tra i debole o chi si sta difendendo?
dei giovani calciatori componenti del gruppo per favorirne la
formazione come persone e come calciatori Al mio arrivo ho trovato una situazione accogliente od ostile? Qual
stata la mia reazione, cosa ho fatto per modificarla? Cosa suc-
Nei confronti dei tecnici aiuta a migliorare il rapporto e la collabora-
zione tra tecnici dello stesso staff, tra tecnico cesso quando sono intervenuto? Quali reazioni ho prodotto?.
ed allievo/atleta, tra tecnico e genitori Porsi queste domande, quindi, e darsi delle risposte evidenzia che
Nei confronti Programma le iniziative che tendono a larbitro deve saper descrivere, analizzare ed interiorizzare lespe-
dei dirigenti della Societ migliorare lambiente psicosociale rienza prodotta. importante ricordare che esiste una modalit di
Nei confronti dei genitori facilita la comunicazione affiancandosi nel applicazione delle regole determinata dal contesto in cui si sta
compito ai dirigenti e/o agli istruttori operando attraverso la quale si definiscono i significati e le prassi
TABELLA 7 operative dellarbitraggio.
Una partita, per esempio giocata da bambini tra i 6 ed i 12 anni
deve essere interpretata diversamente da quelle giocate dai
5
1.2.
Larbitro dirigente ragazzi e dagli adulti.

U na definizione dellarbitraggio di tanti anni fa sottolinea


questa funzione come garanzia dello spirito dl gioco. A
sua volta lo spirito del gioco significa: sicurezza dei giocatori; pari
Bisogna sempre ricordare che una partita giocata dai piccoli
amici, pulcini, esordienti serve per rinforzare le conoscenze dei
opportunit di gioco; continuit del gioco e piacere di giocare. Le bambini sul calcio e sulla regolamentazione del gioco; quindi
regole devono quindi sostenere larbitraggio e colui che si appre- parte di un contesto di apprendimento.
sta a svolgere questa delicata funzione.
Tale definizione trova ancora una piena attuazione nel calcio
moderno, ma soprattutto in una visione moderna delle regole del Lo scopo di creare un contesto, la partita di calcio, in cui siano
calcio. Nonostante si tratti di partite di bambini, questi concetti non ben definite regole e ruoli di ciascuno, arbitro, istruttore, giovani
possono che ribadire che per divertirsi occorre: calciatori, dirigenti, cercando di condividere i comportamenti,
1 Non farsi male ognuno nel rispetto dei propri ruoli. Diventa evidente limportanza
2 Confrontarsi in equilibrio agonistico dei corsi di formazione per dirigenti arbitri istituiti dalla FIGC che
3 Giocare il pi possibile senza tante interruzioni rappresentano un momento di discussione e di riflessione non solo
38 39
per rinforzare e conoscere contenuti su un argomento specifico, di trasferire le informazioni per elaborare un piano settimanale.
il ruolo dellarbitro e le regole del calcio, ma anche una possibili- Altro compito importante di mantenere i rapporti con le altre
t di evidenziare e confrontare le proprie e altrui conoscenze del societ; e per ultimo, ma non meno importante, il contatto
pianeta Scuola-Calcio. quotidiano con i genitori.

In sintesi i compiti dellArbitro dirigente nella SdC: In sintesi i compiti del segretario nella SdC:

Compiti didattici Deve conoscere le regole di gioco e informar- Compiti organizzativi Coordinare le attivit della stagione sportiva
si sulle relative differenze e sulle modalit appli-
Rapporti con la Federazione Monitoraggio continuo per avere sempre
cative nellattivit di base
e le Societ il controllo operativo delle situazioni
Compiti organizzativi In sintonia con i dirigenti societari, collabora
Rapporti con i tecnici Interscambio continuo per avere sem-
allorganizzazione delle gare informandosi su
pre un preciso riferimento sul funziona-
tutti gli adempimenti pre, durante e post gara
mento della SdC
Rapporti con i tecnici Comunica con il Responsabile Tecnico e gli
Rapporti con i dirigenti Relazione periodica per avere notizie
allenatori sui rinforzi educativi che riguardano
della Societ sullandamento di tutta la societ e per
principalmente la gara negli aspetti comporta-
fornire aggiornamenti sulle problemati-
mentali
che della SdC
Rapporti con i giocatori Li aiuta nella conoscenza delle regole di gioco,
Rapporti con i genitori Di fondamentale importanza, permette di
favorendone il rispetto, con un comportamento
avere sempre la misura reale della situa-
imparziale che rappresenti un esempio positivo
zione favorendo con anticipo la risoluzione
TABELLA 8 di eventuali contrasti
TABELLA 9

6
1.2.
Il segretario

I l Segretario un coordinatore logistico della Scuola Calcio


che deve prima di tutto conoscere i regolamenti Federali
che la disciplinano. Questo implica una attenta ed approfondita
lettura del Comunicato Ufficiale N.1 del Settore Giovanile e
Scolastico che viene pubblicato nel mese di luglio, ed reperibi-
le presso i Comitati Regionali oppure via internet nei siti della
Federazione. In questo comunicato contenuto tutto ci che
riguarda il Settore Giovanile e Scolastico, compresi gli adempi-
menti per il funzionamento delle SdC. Presa visione delle attivit
della stagione sportiva, opportuno ritirare e leggere attenta-
mente i Comunicati Ufficiali redatti settimanalmente dai vari
Comitati Regionali, Provinciali o Locali, dove sono contenute
tutte le informazioni necessarie per svolgere le attivit che ogni
comitato propone (programmi gare, variazioni, integrazioni,
riunioni tecniche, riunioni informative, corsi e cosi via). Questo
bagaglio di informazioni, va poi relazionato e commentato con i
componenti che formano lo staff tecnico della SdC, allo scopo
40 41
2.
Sono fatti cos: 2.1
Let biologica e let cronologica
fasi dello sviluppo
e apprendimento
motorio
P er predisporre lattivit per soggetti in et evolutiva,
occorre tener presente le caratteristiche fisiologiche e psi-
cologiche dei piccoli allievi. Ci determinante non solo per lim-
postazione tecnica di programmi di attivit che rappresentino
effettivamente la dose giusta ed efficace per il miglioramento
psico-fisico, ma anche per stabilire criteri razionali di valutazione
funzionale e di eventuale riconoscimento dellattitudine. La cono-
scenza delle varie fasi dello sviluppo e di come queste si susse-
guano, anche con differenze individuali notevoli, nel corso degli
anni dellet evolutiva, consente di evitare errori ricorrenti come
penalizzare a priori i pi piccoli sotto il profilo fisico. Lessere
umano, come ogni altra unit biologica, dalla nascita fino al rag-
giungimento della sua struttura definitiva sottoposto ad un pro-
cesso di mutamenti caratterizzati da variazioni di quantit e di
forma. Lo spazio di tempo necessario al completo manifestarsi di
questi mutamenti prende il nome di periodo evolutivo. Di esso
sono state formulate diverse classificazioni, tra cui quella a cui noi
preferiamo riferirci, che divide let evolutiva in due periodi fon-
damentali: linfanzia (dalla nascita fino ai 9-10 anni) e ladole-
scenza (dai 10 ai 19 anni). Linfanzia, a sua volta, viene suddivisa
in: prima infanzia (dalla nascita a 4 anni) e seconda infanzia (dai
4 ai 10 anni), mentre ladolescenza viene articolata in: pre-pube-
rale (dai 10 ai 13 anni), puberale (dai 14 ai 15 anni), post-pubera-
le (dai 16 ai 19 anni). Ognuno dei periodi schematizzati corrispon-
de allevolversi di tutta una serie di fenomeni naturali (sviluppo
auxologico) che, abitualmente, segue la cronologia elencata,
ma, talora, pu anticiparla o ritardarla; non sempre, quindi, let
biologica corrisponde allet cronologica. Il quando effettuare
una certa sollecitazione didattica sottolinea il principio che richie-
de di proporre situazioni motorie e tecniche adeguate ad un pre-
ciso periodo di sviluppo e alle potenzialit affettive del giovane.
Ogni genitore sa perfettamente che sarebbe inutile e dannoso
cercare di far camminare il loro bambino a due o tre mesi, o pre-
tendere che parli a sette o otto mesi! Il pediatra sa che il cam-
minare o il parlare sono biologicamente successivi allo sviluppo
cranio-caudale e al superamento della suzione. Infatti ogni pro-
cesso biologicamente determinato. Esiste un orologio biologi-
co che determina la nostra evoluzione e la nostra involuzione.
Compito importante di ogni istruttore quello di aderire allo svi-
luppo dei suoi allievi offrendo al tempo opportuno ci che
43
possono e sono in grado di ricevere e devono acquisire. rapporto allenatore/allievo e deriver dalla corrispondenza fra sti-
Le capacit e le abilit si sviluppano rispettando un ordine che molo e risposta.
dipende dal periodo in cui vengono sollecitate. Le capacit fisi- chiaro per che una maggiore predisposizione del bambino
che, come le abilit, hanno un loro trend biologico che va rispet- verso una classe di sport o per uno sport specifico (fattore geneti-
tato, vanno cio sollecitate quando il momento opportuno: non co), faciliter gli adattamenti ricercati. anche vero comunque
prima perch non possibile, non dopo perch diventa inutile. che determinate premesse (potenzialit) rimarrebbero tali se non
Togliendo il superfluo: cos Michelangelo rispondeva a chi gli venissero offerte significative opportunit esperienziali.
domandava come facesse a creare delle forme talmente sublimi Negli ultimi anni, gli interessi di studio nel campo delleducazione
da blocchi informi di marmo. fisica e sportiva giovanile si sono sempre pi rivolti alla conoscenza
Ed infatti il termine educare - dal latino ex ducere - significa tirar fuori, specifica delle varie tappe dellapprendimento motorio, ed alcu-
cio permettere allallievo di esprimere concretamente le proprie ne ricerche dirette in tal senso hanno ipotizzato lesistenza di
potenzialit, in rapporto al proprio patrimonio genetico; e ci pu momenti biologici pi favorevoli per lo sviluppo di determinate
meglio realizzarsi attraverso programmi di formazione che rispettino, capacit. In letteratura specializzata, diversi autori concordano nel
in primo luogo, i ritmi auxologici di ciascun allievo. Solo conoscendo definire questi periodi evolutivi fasi sensibili o momenti magici (vedi
le fasi nel loro naturale evolversi, possiamo agevolare ed incremen- TAVOLA 5).
tare - nei giovani - lo sviluppo delle capacit motorie, sollecitando Il periodo pi favorevole, dove si pu osservare una maggiore
quei processi che sono in quel momento pi sensibili. Ed infatti, anche spinta alla crescita delle capacit coordinative, comprende
se per mantenere un certo grado di allenabilit occorrerebbe stimo- let che va dai 7 ai 12 anni. Dopo questa fase lincremento appa-
lare ed esercitare le varie capacit motorie (che sono tra esse inte- re pi lento, ovvero gli stimoli dadattamento non provocano rispo-
ragenti) per tutto larco della vita sportiva, comunque scientifica- ste adeguate. Tale assunto, suffragato da tesi sperimentali, deve
mente provato che esistono periodi pi favorevoli e momenti pi far riflettere attentamente riguardo alla pianificazione didattica da
recettivi quindi per sollecitare lo sviluppo di certe capacit. applicare in questo particolare periodo evolutivo. Bisogner perci
ricorrere a metodologie di lavoro che favoriscano lo sviluppo gene-

2.2
Le fasi sensibili rale della motricit, ampliando la base delle opportunit motorie,

E
proponendo esperienze di tipo polisportivo a valenza multifunzio-
` importante ricordare che lorganismo umano, soggetto a
determinate sollecitazioni fisiche prodotte dallesterno,
nale. Decisivi sono perci il genere, la quantit e la qualit dellat-
tivit svolta. Molti bambini ritenuti maldestri o non sufficientemen-
tende ad interiorizzare lo stimolo, creando specifici presupposti di te coordinati, non nascono tali, lo diventano, perch hanno avuto
adattabilit. Questo modo evidenzia che il processo di apprendi- poche possibilit di sviluppo autonomo e perch la loro motricit
mento psicomotorio pur basandosi sulle potenzialit biologiche stata repressa dallambiente che li circondava.
individuali ad acquisire competenze dipende dalla sua disponibili- Nello stesso periodo, sembra favorevole anche lo sviluppo della
t, dalla qualit dellintervento educativo e dal sostegno dellam- capacit di rapidit, in particolar modo la capacit di reazione e la
biente sociale di provenienza. Il bambino, fin dai primi mesi di vita, frequenza di movimento, mentre la rapidit aciclica e la rapidit
possiede un proprio itinerario biologico, contraddistinto sostanzial- dazione esprimono il loro massimo sviluppo qualche anno pi tardi.
mente sia da fattori relegati alla specie umana che dai caratteri Allo stato attuale delle conoscenze, si pu parlare di una fase sensi-
ereditari trasmessi dai genitori. Il supporto e la guida fornita dal- bile per la forza rapida e per la resistenza alla forza attorno ai 9 anni
lambiente sociale consente al bambino di confrontarsi con la real- det. Per il loro sviluppo indispensabile che le resistenze esterne
t e di acquisire una sempre maggior autonomia psicologica e siano talmente scarse da rendere possibile unelevata rapidit di
motoria. Pertanto maggiore in questultimo ambito, sar la variet contrazione (si consiglia di utilizzare carichi naturali). Lallenabilit
di esperienze motorie che verranno fornite, maggiore sar la rispo- della forza massima inizia invece con la prima fase puberale.
sta adattativa con conseguente crescita della motricit. Il proces- La resistenza aerobica una capacit relativamente neutra,
so didattico insegnamento/apprendimento dipender perci dal rispetto allo sviluppo. La sua formazione pu essere avviata in et
44 45
Una maggiore fertilit nellapprendimento delle tecniche sportive
Modello fasi sensibili si avverte in coincidenza con lo sviluppo delle capacit coordinati-
5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 ve ma con un leggero ritardo su di esse. Questa fase si pu colloca-
Capacit di re fra gli 8-10 anni per le femmine e 11-12 anni per i maschi. Una suc-
apprendimento
motorio cessiva spinta di sviluppo, che pu essere definita anche fase di con-
Funzioni psicomotorie capacit

Capacit di solidamento tecnico, si nota intorno ai 14-15 anni dopo aver supera-
differenziazione to il periodo critico della pubert che provoca modificazioni della
e controllo statura, della massa e delle proporzioni corporee, e dei rapporti
coordinative

Capacit di forza-peso e forza-leve che ne derivano. Ulteriori approfondimenti


reagire a stimoli
culturali relativi alle capacit condizionali possono essere consultate
ottici ed acustici
al paragrafo Le componenti genetiche e morfologico-funzionali.
Capacit di
orientamento
nello spazio
Capacit
di ritmo
Capacit
di equilibrio
Resistenza
Capacit
fisiche

Forza

Rapidit
2.3 Lateralizzazione e ambidestrismo
affettivocognitive

P
Qualit affettivo
Capacit

cognitive
er chi si occupa di sport facile rilevare osservando gli
Voglia atleti che ognuno di loro, relativamente al tipo di sport
di apprendere praticato, preferisce agire con un arto rispetto ad un altro.
Oppure, nel caso di specialit sportive come la corsa, il salto, si
TAVOLA 5 Martin (in Hahn, 1986) in DOttavio, 1994 ottengono maggiori prestazioni scegliendo e differenziando fra
destro e sinistro, il piede di stacco da terra o di spinta nella par-
prescolare e continuare per tutte le tappe successive. La spinta tenza di uno sprint. Ancora altre espressioni di lateralizzazione
maggiore comunque si avverte nel periodo puberale. Risulta inve- nello sport, avvengono quando latleta sceglie il senso di rotazio-
ce relativamente pi difficile nel periodo pre-pubere, allenare in ne che coinvolge evidentemente anche la scelta del piede di
forma specifica la resistenza anaerobica, sia per limiti biologici stacco. Questa particolarit, che non si riscontra solo nel mondo
(insufficiente produzione di testosterone correlato ad alcuni enzimi sportivo, ma anche in altri ambiti del lavoro ecc., rientra nelle
della glicolisi anaerobica), che per lintensit psichica richiesta in caratteristiche genetiche dellindividuo, cio fanno parte di quel
alcune forme di lavoro. Per quanto riguarda la mobilit articolare, corredo cromosomico trasmesso dai genitori (ereditariet).
si deve distinguere tra mobilit passiva e attiva. La mobilit passiva Tuttavia alcuni studi hanno verificato che tale teoria non viene
va posta fra le capacit precoci: il suo periodo di formazione inizia riscontrata nella totalit delle persone, ed per questo che alcu-
gi dai primi anni di vita, comprende tutta let scolare e continua ni autori si rifiutano di accettare senza riserve tale assunto, por-
fino alla prima fase puberale. Il periodo formativo pi efficace per tando avanti la tesi che lambiente sociale (pre impostato) che
la mobilit attiva invece ha inizio successivamente e presuppone condiziona levoluzione dei comportamenti e perci anche la
un certo grado di sviluppo delle capacit di forza. specializzazione funzionale di una dominanza laterale rispetto a
46 47
Dagli schemi motori di base
2.4 alle abilit tecniche
quella controlaterale. Ci sia a carico degli arti superiori che per
quelli inferiori. Normalmente, per circa il 90% e 75% rispettivamen-

U
te per mani e piedi, il lato dominante quello destro. In alcune
discipline sportive, coloro che escono da questo trend di mag- n processo pluriennale di formazione sportiva giovanile
gioranza, cio quelli nei quali prevale luso del lato sinistro, spesso non pu trascurare gli effetti di una preparazione multila-
riescono ad ottenere maggiori risultati. terale di base. Per formazione multilaterale si intende la struttura-
Ci avviene per esempio, nel pugilato, nella scherma, nel tennis, zione pi ampia di tutti gli schemi motori di base disponibili nella
dove il mancino rappresenta una deviazione dalla normalit tec- motricit del bambino. Per gli arti inferiori gli schemi motori di base
nica meno controllabile, contro la quale occorre un maggior sono: camminare, correre, saltare. Per gli arti superiori sono: affer-
tempo di adattamento. Negli sport di squadra in genere lambi- rare, lanciare, prendere. Per il tronco o corpo propriamente detto
destrismo sembra essere la condizione pi favorevole. sono: rotolare, strisciare, arrampicarsi.
In effetti nel calcio risulta molto pi difficile prevedere cosa stia per Levoluzione della motricit di base permetter di inserire nella pro-
fare un giocatore, se egli in grado di eseguire lo stesso gesto, con grammazione delle attivit, elementi motori maggiormente orienta-
la stessa qualit sia con il lato destro del corpo che con il lato sinistro. ti. Si potr ottenere che gli arti inferiori siano in grado di camminare
Ma come ci si deve comportare con i bambini? sullasse di equilibrio, correre calciando una palla, saltare superan-
Uno degli aspetti pi interessanti di tali problematiche riguarda do un ostacolo. Con gli arti superiori si potranno effettuare gesti pi
quel processo neurofisiologico chiamato transfert controlatera- complessi come palleggiare una palla al suolo o lanciare con una
le. In poche parole ci significa che esercitando un arto da un mano. Il corpo nel suo insieme infine potr spostarsi in relazione e
lato (p.e. il piede destro), si possono osservare apprezzabili adat- riferimenti spazio-temporali, secondo tempi ritmici, ecc.
tamenti anche nellaltro lato (piede sinistro). Il concetto di multilateralit quindi dovr gradualmente orientarsi in
Questo fenomeno si realizza attraverso dei collegamenti a livello relazione alle caratteristiche motorie dello sport in questione, atti-
neuronale che pongono in corrispondenza i due emisferi cerebrali vando con maggior accentuazione gli elementi della motricit spe-
e conseguentemente i due emicorpi. Da alcuni lavori scientifici cifica, strutturando anche se in forma ancora approssimativa le abi-
sul problema, sembra che il transfert risulti pi potente dal lato lit tecniche di gioco.
debole verso quello dominante, che non viceversa. Laffermarsi completo delle competenze sportive si sviluppa secon-
Quindi allenarsi con il piede destro significa, anche se con diversa do lo schema proposto da Meinel (1984), gli stadi dello sviluppo
entit, esercitarsi a livello nervoso (programma motorio e connes- coordinativo sono rappresentati da una fase di costruzione grezza
sioni ai vari livelli del sistema nervoso centrale) anche con il sinistro. del gesto, una fase pi evoluta o pi raffinata definita coordinazio-
Sul piano coordinativo quindi si struttureranno opportuni pattern di ne fine, ed una fase di disponibilit variabile del movimento dove il
movimento per poter eseguire il gesto anche con laltro piede. controllo e la gestione del gesto assumeranno una veste automatiz-
Da rilevare che questo aspetto non si riscontra solo per ci che zata e di conseguenza pi rispondente alle esigenze sportive speci-
riguarda le capacit coordinative o le abilit tecniche. Infatti la fiche. Anni fa per disputare la partita, o comunque per dedicare
trasferibilit degli adattamenti neuromuscolari dovuti ad esercizio maggior tempo ad attivit collettive di tipo situazionale, si doveva
la si rileva anche nella produzione di forza muscolare.
Tuttavia lesercizio diretto produrr evidentemente i maggiori
incrementi di prestazione motoria. Nei bambini inizialmente si cer-
cher di far strutturare lesecuzione di uno schema di movimento
facendo maturare lesperienza con larto dominante.
Questa prassi anche per proiettare a livello corticale una immagi-
ne corretta del movimento. Successivamente, lutilizzo di metodi-
che che favoriscono lambidestrismo sembrano in genere risultare
le pi efficaci.
48 49
aspettare il raggiungimento di una disponibilit tecnica raffinata e
variabile. Oggi, pur riconoscendo in tale itinerario una certa logica
teorica, suffragata anche da decenni di esperienza pratica, le atti-
vit di gioco globale e di situazione debbano iniziare quanto mai
precocemente senza dover aspettare il consolidamento tecnico,
che sar accresciuto anche per mezzo del rapporto preferenziale
mediato dalle richieste di gioco.
Nel modello strutturale in parallelo le fasi di passaggio dalle attivit
semplici alle attivit complesse di gioco evidenziano linterpreta-
zione di globalit e di sovrapponibilit degli elementi che costitui-
scono la prestazione (vedi TAVOLA 6).
l processo di apprendimento unattivit complessa che richiede
lanalisi e lelaborazione di una serie di informazioni sensoriali e pro-
priocettive. Oltre allinformazione ottenuta dallosservazione visiva
di determinati comportamenti motori e da ci che lallenatore tra-
smette verbalmente, risultano fondamentali tutti quegli schemi
motori che sono gi fermamente acquisiti.
Un programma motorio non si stabilizza comunque facilmente, e
lapprendimento di una abilit richiede una serie di passaggi suc-
cessivi. Lallievo che ha il compito di strutturare una nuova abilit
motoria, deve considerare sia le nuove sequenze da mettere in
atto, sia quelle sequenze dellazione che gi padroneggia.
PROPRIOCETTIVIT E GESTO TECNICO = EQUILIBRIO SPECIFICO.
Per esempio, il correre ed il camminare sono schemi motori effi-
cientemente acquisiti fin dai primi anni di vita, ma sono anche
componenti di base di un gran numero di attivit sportive. Molti dei programmi motori che noi abitualmente adottiamo non
Nella fase in cui il ragazzo inizier a giocare a calcio non ricomin- sono altro che delle trasformazioni di schemi motori pi elementari.
cer di certo dalla ristrutturazione di tali schemi motori basilari. Non a caso, durante lo sviluppo motorio dei primi anni di vita: Un
Piuttosto utilizzer queste subroutines motorie (sottoprogrammi) nuovo atto viene padroneggiato solo per essere soppiantato da
per integrarle con le altre che ancora devono essere apprese unazione di ordine superiore che di solito include in s come subrou-
come la conduzione della palla o il tiro. Il nuovo programma moto- tine (Bruner, 1973). La pratica motoria far s che i vari sottoprogram-
rio nascer perci dalla integrazione di tutte le subroutines motorie. mi si integrino fra loro via via con maggiore rispondenza alle richieste
tecniche sportive, garantendo fluidit e scioltezza al movimento.
ATTIVIT SEMPLICI DI GIOCO
FORMAZIONE SENSOMOTORIA

Il calcio e le bambine
2.5
Schemi motori
FORMAZIONE COGNITIVA

di base
Senso percezione
Coordinazione
fisica Abilit tecniche
Condizione fisica
generale
Orientamento
funzionale specifico
Abilit tattiche
F ra le finalit perseguite dal Settore Giovanile e Scolastico rive-
ste particolare importanza lo sviluppo e la promozione tecni-
co-didattica e culturale delle attivit giovanili calcistiche femminili.
Condizione fisica Una corretta proposta motoria in et infantile e giovanile non pu
Capacit
speciale
tattiche prescindere dalla adeguata conoscenza delle caratteristiche fisio-
ATTIVIT COMPLESSE DI GIOCO logiche e delle leggi biologiche dellaccrescimento che si manife-
TAVOLA 6 Modello strutturale in parallelo. (DOttavio 1994) stano differentemente nei due sessi. Ci evidentemente offre sup-
50 51
porto scientifico ai principi psico-pedagogici e metodologici, sia
nel momento di fissare obiettivi, contenuti, mezzi e metodi, sia Frequenza (numero/sec)
5,6
quando necessario imporre limiti per definire al meglio le meto-
dologie pi idonee di intervento didattico.Nel suo complesso, lac- 5,4
crescimento e lo sviluppo fisico si svolgono in maniera continua,
5,2
dalla nascita allet adulta, ma non uniforme e una certa differen-
ziazione esiste tra i due sessi (GRAFICI 1, 2, 3 e 4). 5,0

4,8

4,6

4,4

4,2

4,0

3,8

3,6

3,4

3,2

3,0

Et 6 8 10 12 14 16 18

= Maschile = Femminile
LE BAMBINE A COVERCIANO DURANTE IL SEI BRAVO A...
Fonte: Farfel in Weineck 1992, 470
GRAFICO 2 Frequenza massimale di movimenti diversi con scarsa ampiezza
100
Dalle suddette figure si pu gi dedurre che bambini e bambine
80 fino allet di 10 anni possono svolgere lo stesso tipo di attivit fisica,
ma a partire dal decimo anno si dovr tenere conto di alcune
60 modificazioni staturali e ponderali prima in uno e poi nellaltro sesso.
Non sono solo le evidenti modificazioni del peso e della statura a
40 doverci far riflettere, ma anche e soprattutto le qualit fisiche in
fase di sviluppo, quali la forza, la velocit e la resistenza.
20
Da quanto si evince dai grafici riferiti alle capacit coordinative
(TAVOLA 7 e GRAFICI da 5 a 12) levoluzione generale risulta essere
% 0
4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 diversa per i due sessi. In particolare, mentre per le capacit di
Et orientamento spaziale, di reazione, di differenziazione, e coordina-
= Maschile = Femminile
zione con tempo misurato, le curve mostrano un andamento simi-
Fonte: Hettinger, 1962
le; le capacit di ritmo, equilibrio e destrezza evolvono in maniera
GRAFICO 1 Andamento della forza isometrica massima presentato in funzione dellet
differente per i due sessi.
52 53
Tempo di corsa (sec.) Risultato nella corsa (mt.)
8 3500

10 3000

11

12 2500

13

14 Et 2 4 6 8 10 12 14 16
Et 6 8 10 12 14 16 18 = Maschile = Femminile
= Maschile = Femminile Fonte: Khler
Fonte: Weineck 1990, secondo Crasselt 1972, 543 GRAFICO 4 - Risultati nella corsa di bambini e bambine in et scolare rilevati da 15
minuti di corsa
GRAFICO 3 - Tempi di corsa sui 60m, in varie categorie det

Queste ultime, infatti, vengono raggiunte prima dalle bambine anche dalla produzione di androgeni, p.e. aggressivit);
rispetto ai coetanei maschi. Ne consegue che il programma didat- gli stimoli sociali che spingono i maschi a svolgere pi attivit fisica.
tico, per le ragazze, evidenzier un andamento completamente Ne consegue che inizialmente, nelle ragazze, si evidenzier una
diverso per le capacit di tipo coordinativo e situazionale, data la particolare accentuazione delle attivit di precisione, mentre nei
maggiore predisposizione allapprendimento delle abilit motorie. ragazzi, pi stimolati a svolgere attivit fisica ed in continua ricerca
Per quanto riguarda laspetto condizionale, nelle diverse et e tra i del confronto agonistico, saranno marcatamente maggiori le atti-
sessi, le differenze possono essere spiegate da: vit di rapidit, di situazione e partita.
Differenti periodi di sviluppo puberale (femmine 10-11 anni, Successivamente queste ultime continueranno ad avere sempre
maschi 11-12 anni); pi spazio, ma dovranno comunque essere integrate nella ricerca
la produzione di ormoni sessuali (principalmente testosterone, di precisione esecutiva, dovendo assicurare agli allievi/e stimoli
notevolmente maggiore nel maschio rispetto alla femmina); adeguati al massimo potenziale psicomotorio.
le caratteristiche volitive, motivazionali e caratteriali (derivate I programmi didattici tenderanno successivamente ad uniformarsi

54 55
Anno scolastico 100
Capacit coordinative 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
80
Capacit di coordinarsi
60
sotto pressione temporale
Capacit di differenziazione 40

MASCHILE
spaziale, temporale e cinestetica 20
Capacit di reazione acustica 0
ed ottica 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
Capacit di ritmo
= Maschile = Femminile
Capacit di orientamento
GRAFICO 6 La destrezza (Stemmler)
Capacit di equilibrio
Capacit di coordinarsi
sotto pressione temporale
100
Capacit di differenziazione
80
spaziale, temporale e cinestetica

FEMMINILE
60
Capacit di reazione acustica
ed ottica 40
Capacit di ritmo 20
Capacit di orientamento 0
Capacit di equilibrio 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16

TAVOLA 7 - Periodi principali di sviluppo delle capacit coordinative, durante linse- = Maschile = Femminile
gnamento delleducazione fisica delle classi dalla 1a (sei anni) alla 10a
(16 anni) (tratto da Hirtz 1978,343) GRAFICO 7 Coordinazione con tempo misurato

con il naturale sviluppo psicologico e con la graduale crescita fisi-


ca e tecnica delle bambine. 100

Il programma didattico (vedi TABELLA 10) indica i principali obiettivi 80

che gli istruttori dovranno realizzare suggerendo le condizioni 60


40
10 20
12 0
14 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
16 = Maschile = Femminile
18
GRAFICO 8 Capacit di reazione
20
22
24 100
26 80
28 60
30 40
6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 Et
20
= Esp. femmine n=65 = Esp. femmine n=42 = femmine n=1250
0
= Esp. maschi n=40 = maschi n=1250
7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
Fonte: Hirtz, 1979
= Maschile = Femminile
GRAFICO 5 Sviluppo della capacit di equilibrio dinamico dallet prescolare alla
prima et adulta GRAFICO 9 Capacit di differenziazione

56 57
migliori per arricchire il repertorio motorio. Il programma didattico
100
esposto, vuole essere soltanto un esempio di come dovrebbe esse-
80
re strutturata lattivit. Sar opportuno modificare, ampliare ed
60
adattare i contenuti delle unit didattiche, al fine di rendere le
40
esercitazioni proposte idonee al grado di maturazione motoria e
20
cognitiva delle ragazze a cui queste vengono indirizzate.
0
Al fine di conseguire gli obiettivi generali si dovr fare uso di
7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
obiettivi didattici minimi e specifici che consentiranno di raggiun-
= Maschile = Femminile
gere, per gradi, abilit motorie pi elevate senza dimenticare le
GRAFICO 10 Capacit di ritmo
tappe intermedie.
Bisogner perci ricorrere a metodologie di lavoro che favorisca-
no lo sviluppo generale dalla motricit, ampliando la base delle 100
possibilit, proponendo esperienze di tipo polisportivo a valenza 80
multifunzionale. 60
Decisivi sono perci il genere, la quantit e la qualit dellattivit 40
svolta. Verranno inoltre individuati momenti opportuni di verifica e 20
di valutazione, attraverso losservazione sistematica del comporta- 0
mento motorio delle allieve, sapendo che saranno diversi i punti di 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
partenza, diversi i ritmi di apprendimento come diverse saranno le = Maschile = Femminile
situazioni e le esperienze vissute in precedenza. (DOttavio 1994)
GRAFICO 11 Capacit di equilibrio

100
80
60
40
20
0
7 8 9 10 11 12 13 14 15 16

= Maschile = Femminile

GRAFICO 12 Capacit di orientamento spaziale

PALLONI IN GOMMA DOPPIO STRATO PER FACILITARE LAPPRENDIMENTO.

58 59
.1 SUGGERIMENTI METODOLOGICI
2.5 CALCIO FEMMINILE: unesperienza internazionale

N ormalmente le bambine iniziano lattivit calcistica pi


tardi, in una et dove esiste una forte concorrenza di altre
attivit sportive che per tradizione rappresentano maggiormente
In occasione di
Convegno UEFA sul calcio di
base dove erano presenti le
un invece che escludere.
Quindi sicuramente la pro-
posta stata per un calcio
le scelte sportive da parte dei genitori (ginnastica, danza, nuoto, cinquantadue Federazioni per tutti (game for
Calcio Europee, una delle everyone), senza discrimina-
pallavolo ecc.). Ci significa che le prime esperienze devono esse-
relazioni presentate trattava zioni di sesso, razziali, handi-
re in grado di suscitare entusiasmo per non desistere alle prime dif- proprio il calcio femminile, cap ecc.. Il calcio femminile
ficolt sul piano tecnico. Quindi i suggerimenti, forse scontati ma descrivendo in particolare la stato, non poteva essere
opportunamente da non trascurare, sono: situazione con cui viene pro- altrimenti, trattato con pari
posta tale attivit nel Nord Europa. opportunit, ma soprattutto con la
Il Nord Europa, per tradizione e sto- giusta dignit tant che una ses-
Tecnica individuale in situazioni semplificate ria, e per una predisponente distri- sione intera stata dedicata a
Esercizi e giochi di regole pi complessi passando dallutilizzo buzione demografica rispetto al questa attivit. La relazione pi
delle mani a quello dei piedi territorio, realizza molteplici oppor- importante stata fatta dal
tunit per il calcio dei piccoli. Dai Segretario della Federazione
Spazi ristretti e poche bambine per volta nellorganizzazione degli Festival, cos li chiamano, ai Fun Norvegese, l ex calciatrice nazio-
esercizi football, ai week end con le fami- nale Karen Espelund, la quale ha
Partite in formato ridotto (numero allieve e dimensioni dello spazio) glie tali da coinvolgere genitori, esordito con questa originale
fratelli e nonni, considerando la affermazione: A minute without
Palloni di gomma (doppio e triplo strato vedi paragrafo Le attrez-
maggiore resistenzadellattuale football is a lost minute, con cui
zature didattiche) che favoriscono alcuni comportamenti tecnici terza et, fino ad arrivare a tornei lasciava gi presagire il grado di
(colpo di testa, ecc.) full immersion giocati in situazioni entusiasmo e di forte coinvolgi-
Attivit mista che non modifichi troppo gli equilibri tecnici fra che vanno dal 2c2 fino al 4c4 mento emotivo nel vivere il calcio.
(molto utilizzato) ed al 7c7. Il programma della Federazione
maschi e femmine Abbiamo ascoltato nelle varie Norvegese stato sintetizzato
Sollecitare continuamente capacit di riflessione, memorizzazio- relazioni, soprattutto fatte dai dalla presentazione di alcune ini-
ne, intuito, ecc., sottolineando fortemente i successi conseguiti paesi scandinavi e anglosassoni, ziative tese a potenziare la parte-
Verificare costantemente i livelli di apprendimento per evitare testimonianze incredibili. Giochi- cipazione, tipo quelle appena
partita dove insieme ai bambini citate, ma ci che ci deve far
richieste tecniche non rispondenti alle reali capacit partecipano i genitori per esem- riflettere quanto riportato in ter-
pio, sicuramente assai distanti da mini di numeri: un incremento del
IN ALTRE PAROLE LA MOTIVAZIONE DEVE ESSERE SEMPRE ALTA quelli che sono i nostri standard 18,4% di squadre in tre anni. Circa
nazionali e soprattutto le nostre 6.000 squadre di calcio femminile
E QUINDI VA SOSTENUTA GARANTENDO UNA COSTANTE PAR-
abitudini. Anche se dobbiamo con pi di 100.000 tesserate. La
TECIPAZIONE NELLE ATTIVIT dire, a tal proposito, che negli ulti- loro strategia chiara. La maggio-
mi anni anche da noi molte cose re partecipazione equivale nel
PER RIASSUMERE LE BAMBINE HANNO sono cambiate, in virt di una medio lungo periodo a maggior
maggiore presa di coscienza tifosi nella popolazione femminile,
precocit degli aspetti coordinativi riguardo al fatto che i bambini pi maggiore partecipazione delle
minore disponibilit sul piano strettamente fisico piccoli che praticano sport hanno famiglie al calcio (stadi e tv), mag-
tendenza ad eseguire schemi di movimento pi precisi bisogno di modelli alternativi sul giori indotti nel merchandising,
tendenza ad una maggiore attenzione in generale quale poggiare le loro esperienze. maggiore peso politico in genera-
La filosofia di fondo che emersa le. Forse bisognerebbe rifletterci
forte motivazione allapprendimento dovuta allo spirito di emula- comunque che il calcio deve meglio, naturalmente pensando
zione nei confronti dei maschietti rispettare il principio pedagogico ad un calcio educativo, cio
socialmente meno abitudine a sperimentare nel quotidiano gesti fondamentale dellinclusione e modellato alle esigenze delle
quindi rispettare bisogni e motiva- bambine, che fino agli 11-12 anni
ed azioni tipiche del calcio
zioni dei bambini predisponendo non sono poi cos diverse dai loro
pi difficolt nella rappresentazione di modelli di riferimento fem- ambienti pronti ad accogliere coetanei maschietti.
minili sia nelle istruttrici che nelle calciatrici
60 61
62
Il programma didattico esposto, vuole essere soltanto un esempio di come dovrebbe essere strutturata lattivit. Sar opportuno modificare, amplia-
re ed adattare i contenuti delle unit didattiche, al fine di rendere le esercitazioni proposte idonee al grado di maturazione motoria e cognitiva delle
ragazze a cui queste vengono indirizzate.

Obiettivi generali: arricchire e consolidare il bagaglio di esperienze motorie; strutturazione delle abilit tecniche;
controllo ed organizzazione del proprio corpo nello spazio; sviluppo capacit senso-percettive.
1-2-3settimana
Obiettivi specifici: sviluppo delle capacit di differenziazione, equilibrio, orientamento e ritmo in rapporto allat-
trezzo palla.

Fattore dominante Ricerca di precisione Ricerca di rapidit Presenza di avversario Partita Test
nello sviluppo delle
varie unit didattiche
Circuito motorio Ruba palla La frontiera 2c2
Giochi di contatto Ruba palla con tiro La frontiera con tiro Test dentrata:preve
La margherita Porta la palla a casa dere prima dello svol
Le bocce gimento del program
Vince chi rischia ma la somministrazio
Circuito a stazioni ne di Test tecnici
Alfabeto (quelli che ritenete
Labirinto e labirinto pi indicati)
di colori (guida)

Obiettivi generali: arricchire e consolidare il bagaglio di esperienze motorie; maggior controllo motorio delle
capacit coordinative; sviluppo delle abilit tecniche; favorire la collaborazione.
4-5-6 settimana:
Obiettivi specifici: incremento delle capacit di differenziazione, equilibrio, orientamento e ritmo in rapporto
allattrezzo palla ed ai compagni; sviluppo abilit tecniche in forma rapida.

Fattore dominante Ricerca di precisione Ricerca di rapidit Presenza di avversario Partita Test
nello sviluppo delle
varie unit didattiche
Porta la palla a casa La frontiera nella zona 3c3
Gara di rigori con variante 2:1+portiere 4c4 4 porte Al termine della
(difensore su una linea/ 4 settimana:
Labirinto di colori successivamente Tutti dentro test di Precisione
(in guida) nello spazio) e di Rapidit
Gioca e segna Corri e tira Il gioco delle tane (riposo)
Passaggio e ricezione
nel quadrato

Obiettivi generali: maggior controllo motorio delle capacit coordinative in relazione allo spazio a disposizione
e allavversario; maggiore spinta a livello funzionale e formazione creativa delle abilit tecniche; sviluppo per-
cezione visiva in relazione allo spazio, ai compagni e allavversario.
7-8-9 settimana
Obiettivi specifici: adattamento delle capacit di differenziazione, equilibrio, orientamento e ritmo in relazione
ai compagni e agli avversari; incremento delle abilit tecniche in forma rapida, con opposizione attiva del-
lavversario.

Fattore dominante Ricerca di precisione Ricerca di rapidit Presenza di avversario Partita Test
nello sviluppo delle
varie unit didattiche
Passaggio e ricezione Labirinto di colori Il gioco delle tane 4c4 - 4 porte
nella zona (passaggio) (passaggio) 5c5 Al termine della nona
Passaggio e ricezione Quadrato di smarcamento Palla al settimana eseguire
nelle quattro porte Corri e tira Sei bravo a giocare capitano i test di Rapidit
(con portiere) in superiorit numerica e Con avversario
TABELLA 10 Esempio di programma didattico per lattivit calcistica delle bambine della Scuola Calcio
63